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Nikodinovska, Radica - Gli antroponimi nella traduzione macedone della

'Gerusalemme liberata' di Torquato Tasso, in Parallelismi linguistici,


letterari e culturali (a cura di Radica Nikodinovska), Facoltà di Filologia
“Blaže Koneski”, Skopje, pp. 419-433.

R a d ica N IK O D IN O V S K A
(U niversità “ Ss. Cirillo e M etodio” di Skopje)

G L I A N T R O P O N IM I N E L L A T R A D U Z IO N E M A C E D O N E D E L L A
G E R U S A L E M M E L IB E R A T A D I T O R Q U A T O T A S S O

In tro d u z io n e

L a ricerca si prefigge l ’obiettivo di analizzare e m otivare le strategie


traduttive usate nella traduzione m acedone degli antroponim i, sottocategoria,
insiem e ai toponim i, più im portante dei nom i propri1, rilevati nel poem a
Gerusalem me liberata, scritto da uno dei som m i poeti italiani, Torquato Tasso. La
scelta del tem a e la ricerca stessa sono frutto delle riflessioni del traduttore, autore
di questa com unicazione, sulle difficoltà sorte nel corso del trasferim ento dei
nom i propri dal sistem a linguistico-culturale italiano a quello m acedone nonché
sulla scelta delle strategie traduttive adoperate per eseguire tale trasferim ento.

L a G erusalemme liberata (О слободениот Ерусалим) fa parte della


collana Stelle della letteratura m ondiale (Ѕвезди на свет скат а книж евност),
progetto del G overno m acedone che include la traduzione dei classici considerati
fra i più im portanti al m ondo, la cui conclusione è prevista per la fine del
2015. L a proposta di tradurre il libro in oggetto mi è stata fatta nel m ese di
m aggio 2013 con la richiesta di consegnarne la traduzione entro un anno. Già
da subito ero consapevole delle difficoltà che avrei dovuto affrontare nel corso
della traduzione, data l ’arcaicità del linguaggio poetico, lontano anche dall’uso
com une d ell’epoca e usato dal poeta per provocare l ’effetto della m eraviglia,
l ’uso di m olte figure retoriche m iranti ad intensificare e ad ingrandire, la sintassi
caratterizzata da periodi lunghi e com plessi, inversioni, m a soprattutto il breve
periodo di tem po a disposizione p er la consegna della traduzione. Ho accolto
la sfida p er il fatto che si tratta com unque di uno dei m assim i poem i che ha
segnato non soltanto la storia della letteratura italiana m a anche quella europea.
Si tratta di u n ’opera pubblicata nel 1575, com posta da venti canti in ottave in
cui vengono descritti gli scontri tra cristiani e m usulm ani alla fine della Prim a
C rociata (1096-1099), durante l ’assedio di Gerusalem m e. Per la traduzione del
1 Per la definizione dei nomi propri e degli antroponimi vedi Enciclopedia Treccani (2010)
420 Radica Nikodinovska

libro ho utilizzato l ’edizione digitale dell’editore B ur Rizzoli, a cura di Franco


Tomasi, n ell’am bito della N uova edizione classici italiani del 2010. Il testo è
accom pagnato da com m enti senza i quali, ovviam ente, non mi sarebbe stato
possibile portare a term ine l ’im presa traduttiva o m eglio la m ia crociata.

S u lla (in )tra d u c ib ilità dei n om i p ro p ri

Quasi tren t’anni fa il linguista olandese Van den Toorn (1986: 119, cit.
in H erm ans 1988)2 afferm ava sosteneva l ’im possibilità di tradurre i nom i propri.
Opinioni analoghe sono state espresse anche da altri studiosi come ad es. Georges
K leiber (1981) il quale afferm a che ogni m odifica com porta, non la traduzione di
un nom e proprio, m a a un nuovo nom e proprio3. Secondo la stessa scia A nthony
Pym (2004:92 ) afferm a che i nom i propri non si dovrebbero tradurre 4.
L a m aggior parte delle gram m atiche riporta la non traducibilità dei nom i
propri com e una delle regole definitorie della categoria dei nom i propri. Altri
studi hanno aperto nuove prospettive concernenti la traduzione dei nom i propri.
D a assolutam ente intraducibile il nom e proprio è stato considerato traducibile
per alcune eccezioni ad es. per i nom i parlanti (Delisle 1993), prim a di divenire
per altri u n ’unità traduttiva a pieno titolo. I sostenitori di quest’ultim o pensiero
sono M ichel B allard (2001)5 e Thierry Grass (2002)6 che si sono occupati della
traduzione dei nom i propri, il prim o dall’inglese in francese m entre il secondo
dal tedesco in francese. C ondivide il loro parere anche Laura Salm on Kovarski
(1997:70) la quale afferm a che «l’antica opinione che i N P siano intraducibili si
scontra con l ’evidenza che si sono tradotti tutti i N P che si voleva».

S trateg ie p e r la tra d u z io n e dei nom i p ro p ri

Purtroppo, per quanto riguarda la traduzione dei nom i propri, i


traduttologi si sono occupati più della questione della necessità di tradurli che
di com e tradurli. Le difficoltà nascono dal fatto che i nom i propri occupano un
2 Hermans, T. (1988). On translating proper names, with reference to De Witte and Max Havelaar.
In M. J. WiAntle (ed.) Modern Dutch Studies. Essays in Honour o f Professor Peter King on the
Occasion o f his Retirement. London/Atlantic Highlands: The Athlone Press.
3 Kleiberg G. (1981) Problèmes de référence. Descriptions définies et noms propres, Recherches
Linguistiques n° VI, Etudes publiées par le Centre d’Analyse Syntaxique de l’Université de Metz,
Paris, Klincksieck (538 p.)
4 Pym, A. (2004). The moving text: localization, translation, and distribution. Amsterdam/
Philadelphia: John Benjamins.
5 Ballard, M. (2001) Le nom propre en traduction. Paris, Ophrys.
6 Grass, T. (2002) : Quoi ! Vous voulez traduire « Goethe » ? Essai sur la traduction des noms
propres allemands-français, Berne, Peter Lang coll. Travaux interdisciplinaires et plurilingues en
langues étrangères appliquée.
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 421

posto a parte nel sistem a dei m ezzi lessicali, data la loro destinazione particolare,
rispetto agli appellütivi com uni nel processo di com unicazione. I nom i sono le
parole le più generiche e specifiche allo stesso tem po ed è proprio per questo
m otivo che la loro traduzione richiede una conoscenza dettagliata della cultura
del popolo oltre che della lingua di partenza. Le lingue possiedonco anche
dei nom i che fanno pаrte di espressioni funzionali che non devono essere
om m esse/neutralizzate nel corso della traduzione m a devono essere sostituite da
com binazioni che hanno lo stesso valore nella lingua di arrivo, al fine di ridurre
le perdite com unicative.
Com unque sia il nom e proprio, in quanto parte del testo, può essere
trasferito dalla lingua di partenza alla lingua di arrivo con l ’aiuto di determ inate
tecniche traduttive. I linguisti e i traduttologi si basano di solito sulle tecniche
traduttive proposte da Vinay et D arbelnet7 m a la loro concezione è difficilm ente
applicabile alla problem atica dei nom i propri.
Le strategie che propongono H ervey and H iggins (1986:29) per la
traduzione dei nom i propri sono: 1. Esotismo: il nom e della lingua di partenza
(LP) rim ane invariato nella lingua di arrivo (LA), questa strategia non im plica
la trasposizione culturale . 2. Transliterazione: il nom e si conform a alle regole
fonetiche e grafem iche della LA. 3. Trasposizione culturale: il nom e della LP è
sostituito da un nom e della LA che possiede la stessa connotazione d ell’originale.
Peter N ew m ark (1988b: 214) ritiene che i nom i di persone, di regola, non si
devono tradurre quando non sono portatori di connotazioni nel testo. M ette tra
le eccezioni i nom i di santi conosciuti, m onarchi e papi i quali sono diffusi nella
loro form a tradotta nella LA. Theo H erm ans (1988: 13) parla di quattro strategie
a cui il traduttore può ricorrere per la traduzione dei nom i propri:

«They can be copied, i.e. reproduced in the target text exactly as they
were in the source text. They can be transcribed, i.e. transliterated
or adapted on the level o f spelling, phonology, etc. A fo rm a lly
unrelated nam e can be substituted in the target text fo r any given
nam e in the source text. A n d insofar as a name in a source text is
enm eshed in the lexicon o f that language a n d acquires ‘meaning, ’
it can be translated.»

M ichel B allard (2001) parla di due grandi strategie traduttive di cui


la prim a tende a preservare l ’estraneità del term ine originale m entre la seconda
com porta l ’esplicazione del senso e include tutte le altre strategie.

7 Vinay et Darbelnet (1958) La stylistique comparée du français et de l’anglais, Montréal,


Beauchemin.
422 Radica Nikodinovska

Sylvie Leroy (2004: 11) 8 afferm a invece riguardo alla trascrizione,


una delle strategie applicabili alla traduzione dei nom i, che:

«la trascrizione dei nom i presuppone: la correzione


d e ll’in fo rm a zio n e (quando si prende in considerazione lo statuto
del nom e proprio quale elem ento testuale), la chiarezza del
linguaggio (quando si applicano le regole foneticofonologiche),
il m essaggio (quando è incluso lo scopo pragm atico delle varietà
linguistiche) ».

D a quanto sopra esposto si evince che i vari traduttologi non sempre


condividono il parere circa il trasferim ento dei nom i propri da un sistem a
lingistico-culturale in un altro sistem a e che il dibattito rim ane ancora aperto. Si
potrebbe però desum ere che nella prassi questo problem a si risolve con l ’uso di
criteri e m etodi diversi: i nom i propri possono essere trasm essi cosi com e sono
(senza alcuna m odifica), possono essere tradotti per m ezzo di un equivalente
della lingua di arrivo, trascritti о traslitterati e che le difficoltà si presentano a
seconda della funzione del nom e proprio.

L e stra te g ie tra d u ttiv e u tilizz ate p e r la re sa degli a n tro p o n im i nella


tra d u z io n e m aced o n e della G erusalem m e liberata

Va subito detto che la G erusalemme liberata si è prestata molto


bene per l ’indagine che m i ero prefissa di fare, visto che si tratta di u n ’opera
particolarm ente ricca di antroponim i di ogni natura che offrono un vasto campo
per l ’analisi di tecniche traduttive adoperate nel corso della traduzione.
Entram bi gli eserciti, soprattutto quello pagano, sono com posti da una
m iriade di popoli diversi, m entre i dem oni e i m ostri pagani hanno gli aspetti
più differenti e pittoreschi. I personaggi del cam po cristiano sono per lo più
storici, com e il com andante d ell’esercito Goffredo di B uglione, com e Tancredi,
capostipite del casato degli H auteville ed eroe del cam po dei crociati, ne fanno
eccezione alcuni personaggi inventati dall’autore fra cui l ’intrepido guerriero
cristiano Rinaldo, personaggio inventato d all’autore. I personaggi del campo
opposto sono invece quasi tutti im m aginari, com e il tiranno di Gerusalem m e
A ladino, il coraggioso guerriero A rgante, l ’audace com andante arabo Solim ano,
i personaggi fem m inili com e Clorinda, eroina del cam po m usulm ano, Erm inia,
principessa di A ntiochia, e A rm ida, m aga pagana.
In questo contributo, seguendo la scia di B allard et Grass, si parte
d all’ipotesi secondo la quale i nom i propri, com e qualsiasi altra unità linguistica,
8 Leroy S. (2004) Les noms propres en français, Paris, Ophrys.
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 423

siano suscettibili di subire delle m odifiche nel corso del loro passaggio dalla
lingua di partenza alla lingua di arrivo.

Prim a di passare alla scelta delle tecniche adoperate per la


resa degli antroponim i d all’ italiano al m acedone è occorso identificare
l ’inventario degli antroponim i presenti n ell’opera di Torquato Tasso,
evidenziarne le sue caratteristiche e le difficoltà che sarebbero sorte nel corso
della traduzione.
Le specificità del prototesto9 rilevate nel corso del processo traduttivo
relative alla resa degli antroponim i che hanno avuto ruolo decisivo nella scelta
delle strategie traduttive, sono le seguenti:

- Le differenze a livello dei sistem i alfabetici (latino e cirillico)


- L’italianizzazione secondo la tradizione dell’epoca degli antroponim i
sia del cam po cristiano sia di quello m usulm ano
- Differenze a livello di m orfosintassi

S trateg ie tra d u ttiv e a d o tta te p e r la re sa degli A n tro p o n im i

Le principali strategie, e non le uniche, adottate nella traduzione


degli antroponim i, in base alle loro caratteristiche, sono la T ra scrizio n e10,
l ’E q u iv a le n z a re fe re n z ia le 11 e la T rasp o sizio n e12.
In base a ll’analisi delle caratteristiche degli antroponim i li abbiam o
divisi in tre principali categorie:

a) antroponim i che indicano i personaggi storici di varie origini di cui


alcuni sono tradizionalm ente consolidati nella cultura m acedone e altri
no;

9 Il Prototesto è il Metatesto sono termini coniati da Anton Popovič. Il prototesto si riferisce,


in traduzione, al ‘testo fonte’ mentre il metatesto si riferisce al ‘testo tradotto’ e indica la meta a
cui deve giungere ogni processo traduttivo (Anton Popovič, La scienza della traduzione. Aspetti
metodologici. La comunicazione traduttiva, a cura di Bruno Osimo, Hoepli, 2006. Nel testo
verrano utilizzati come sinonimici i termini Lingua di partenza (LP) e Lingua di arrivo (LA)
10 Per Trascrizione si intende « [la] trasmissione di suoni di una lingua straniera (solitamente
nome proprio, denominazione geografica, termine scientifico) usando le lettere d ell’alfabeto della
cultura ricevente (Vlahov-Florin 1969 : 96) ».
11 Per Equivalenza referenziale si intende il procedimento traduttivo volto all’uso del referente
equivalente tradizionalmente consolidato nella lingua di arrivo, nel nostro caso il macedone.
12 La Trasposizione consiste nel cambiamento della struttura grammaticale di una frase senza che
cambi il significato del messaggio.
424 Radica Nikodinovska

b) antroponim i che indicano i personaggi inventati in entram bi i campi;

c) antroponim i che si riferiscono agli esseri m itologici (si nota la loro


cospicua presenza in qualità di com battenti dalla parte d ell’esercito
m usulm ano) e ai personaggi d ’origine biblica (santi, dem oni, angeli).

N ella prim a categoria (a) è stata rilevata una forte presenza di antroponim i
stranieri italianizzati, secondo la tradizione d ell’epoca che usava addom esticare
i nom i propri stranieri. P er fortuna Tasso, a volte, accanto all’antroponim o
italianizzato riporta anche la sua provenienza il che ci h a consentito di risalire
alla sua form a originale. Per la resa di tali antroponim i in lingua m acedone è
stata applicata la strategia di Trascrizione della fo rm a o rig in ale del nom e del
p erso n ag g io storico. Si è deciso di ricorrere alla provenienza dei personaggi
e di seguito alla trascrizione del loro nom e d ’origine per rendere l ’idea della
com posizione m ista e variegata d ell’esercito cristiano. P er il reperim ento
d ell’origine dei personaggi è occorso consultare varie fonti attendibili su
internet, controllare anche la pronuncia degli antroponim i in lingua straniera
per poi adattarla al sistem a linguistico m acedone. Com unque sia, la presenza
di vari popoli n ell’opera di Tasso h a creato non pochi problem i nel corso della
traduzione.

Qui, di seguito, vengono riportati alcuni esem pi rappresentativi


contenenti l ’antroponim o G U G LIELM O , riscontrato spesso n ell’opera di Tasso
per indicare personaggi appartenenti a tre popoli diversi e reso in m acedone con
tre form e diverse a seconda della provenienza del personaggio13, ricavata dalla
spiegazione dello stesso autore, dal contesto o dai com m m enti che accom pagnano
la versione d ell’opera analizzata:

1. G uglielm o = Г уљ ел м о (G uglielm o): si tratta di un personaggio storico


di origine ligure, com andante della flotta genovese. È stata applicata la
strategia di Trascrizione secondo la pronuncia italiana.

[...] sì che G uglielm o e Guelfo, ip iù [ . ] па т ака Г уљ елм о и Гвелф,


sublimi, chiam àr Goffredo p e r lor вит ези доблесни први за водач
duce ip rim i. [I.32.] Гот ф ридa Го предлож ија.

13 Riteniamo opportuno segnalare che non ci occupiamo dell’etimologia dell’antroponimo ma


della provenienza del personaggio dato che ci sono nomi che hanno i loro ‘equivalenti’ in molti
altri popoli e per alcuni l’etimologia si perde nei meandri della storia. Prendiamo ad es. il caso del
nome Alfonso, ampiamente diffuso in Italia, di cui le origine gote sono conosciute a pochi esperti
in materia.
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 425

2. G uglielm o = Г и јом (G u illau m e), personaggio storico di origine


francese, vescovo d ’Orange, per cui nella traduzione m acedone è stata
applicata la strategia di Trascrizione d ell’originale francese.

[ . ] P oi duo p a sto r de ’popoli П о нив знам ет о го вијат чет ит е


spiegaro le squadre lor,1. G uglielm o на 1. Г ијом и Адемар, духовни
ed Ademaro. паст ири двајца.
[I. 38)

3. G uglielm o = В и л к а м (W iliam ), com andante della squadra inglese,


egli stesso inglese. Tasso stesso nei suoi versi ci dà l ’inform azione
riguardo alla provenienza di questo personaggio. L a strategia applicata è
la Trascrizione d ell’originale inglese.

[...] M aggior alquanto è lo squadron П о нив уш т е побројна брит анска


britanno; G uglielm o il regge, al re следи чета
m inor figliuolo. [I.44] под водство на В и л и ја м , вт ориот
син кралски.

L’esem pio seguente contiene l ’antroponim o italianizzato T ancredi.


Si tratta del personaggio storico T an crèd e de H au tev ille che proviene da una
delle fam iglie più im portanti e influenti del popolo dei N orm anni, conosciuto
anche com e Tancredi di Sicilia d ’Altavilla. Si è optato per il nom e norm anno del
personaggio p er sottolineare il fatto storico che si riferisce al lungo dom inio in
Sicilia e che nonostante l ’italianizzazione del nom e, egli fu considerato l ’erede
del conquistatore della Sicilia. A nche in questo caso è stata adoperata la strategia
di Trascrizione secondo la pronuncia del suo originale norm anno.

[...]. vede Tancredi aver la vita a В о Танкред презир кон ж ивот от


sdegno, tanto un suo vano am or виде, од пуст а љ убов ш т о го м ачи и
l ’ange e m artira [I.9] кине.
T a n c re d i^T a n k re d

N e ll’esem pio che segue incontriam o un caso analogo a quello precedente.


Si tratta di un personaggio storico, R a y m o n d IV di Saint-Gilles, vescovo di
Tolosa, il cui nom e è stato usato nella sua form a italianizzata. P er la resa di
questo antroponim o nella traduzione m acedone è stata adoperata la tecnica di
Trascrizione, ovviam ente secondo la pronuncia francese.
426 Radica Nikodinovska

[...].P assati i cavalieri, in mostra П омина коњаницат а, а по неа следи


viene la gente a piede, e d è пеш адиски одред на чело со Р ем он
R a im o n d o inanti. од Тулуза.
R egea Tolosa [I.61] Raim ondo^ R em o n

Fanno parte della seconda categoria (b) i nom i dei personaggi inventati
che incontriam o in entram bi gli eserciti, sebbene la m aggior parte provenga
dal cam po m usulm ano. N ei casi in cui non è stata specificata l ’origine del
personaggio è stata adottata la strategia di Trascrizione secondo la pronuncia
italiana com e si evince dagli esem pi seguenti:

[ ...] C lorinda intenerissi, e Се наж али К ло р и н д а и до солзи


si condolse d ’am beduo loro e осуденит е ј а т рогнаа двајцр.
lagrim onne alquanto. [II. 43] C lorinda^ K lorinda

[ ...] L a bella A rm ida, di sua fo rm a У бавата А рм ида, горда на уб ост а


altera e de ’doni del sesso e de своја, на ж енскат а и м ладеш кат а
l ’etate, [IV. 27] привлечност,
A r m id a ^ A r m id a

[ . ] Colei Sofronia, O lindo egli Таа С оф ронија, а т ој О ли н д о се


s ’appella, вика, обајцат а се од ист град и од
d ’una cittate entrambi e d ’una fede. ист а вера.
[II,16] S o fro n ia ^ S o fr o n ija
O lindo^ O lindo

N e ll’esem pio seguente, invece, sebbene si tratti di due personaggi


inventati (non abbiam o trovato tracce della loro storicità) e dato che Tasso indica
la loro provenienza (sem pre inventata) accanto ai loro nom i, la trascrizione è
stata fatta in base alla pronuncia tedesca per quanto riguarda il prim o nome
(E b e rh a rd ) e secondo la pronuncia francese per il secondo nom e (A nri).

[ . ] quinci Guglielm o Ronciglion пот оа имет о на Гијом од Русијон


si lesse, e ’l bavaro Eberardo, e ’l се прочита, па на Б аварецот
fra n co Enrico. [V.75] Е берхард и на Ф ранкот А н р и .
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 427

N egli esempi che seguono incontriamo i nomi di personaggi inventati


appartenenti all’esercito musulmano i nomi dei quali vengono percepiti dal
lettore macedone quali nomi di celebri sultani tradizionalmente consolidati nella
lingua macedone (anche per il lungo dominio dell’impero ottomano durato V
secoli). Nonostante appartenessero alla categoria degli antroponimi inventati,
abbiamo optato per la strategia di equivalenza referenziale.

[. ..] S o lim a n di Nicea, che brama С улејм ан од Н икеја ш т о за


in p a rte di vendicar le ricevute прет рпенит е навреди да се
offese, [VI, 10] одмазди сака;
(Solim ano ^ S u le im a n )

[ . ] E p e r sua mano ancor del Од негова ра к а душ ит е на


dolce albergo А м у р а т и на М е х м е т од м илот о
l ’alm a uscì d ’A m u ra te e di излегоа тело;
M eem etto [III.44] (Am urate ^ A m u ra t
M eem etto ^ M e h m e t

[. ..] O rcano, uom d ’alta nobiltà П от оа О рхан ст ана со


fam osa, e già ne l ’arm e d ’alcun уваж ен ли к по р о д од прочуена
pregio inante [X. 39] благородничка лоза;
(Orcano ^ O rhan )

Per la categoria dei nomi che si riferiscono a degli esseri mitologici e


biblici è stata applicata la strategia di E quivalenza referenziale, accompagnata
dall’adattamento grafemico e adattamento m orfologico alla lingua di arrivo.
Si tratta di esempi che hanno un referente corrispondente e tradizionalmente
consolidato nella lingua macedone. N el brano seguente troviamo un vero catalogo
degli esseri infernali, orrendi ibridi di uomini e belve ecc., tutti usati al plurale.
Va sottolineato che nel passaggio dal prototesto al metatesto gli esseri mitologici
scritti con la lettera maiuscola in italiano perdono quest’ultima in macedone,
perdendo così lo status di nome proprio, e passano alla categoria del nome
comune. Si è inoltre verificato l ’adattamento m orfologico che consiste nell’uso
delle forme del plurale secondo le norme del sistema linguistico macedone.
428 Radica Nikodinovska

[...] Qui m ille imm onde A rp ie И лјадници х а р п и и грди,


vedresti e mille C entauri e илјадници кент аури, сфинГи и ГорГони
S fin g i e p a llide Gorgoni, и лаеж и на ненасит ни сцили, саскање
molte e molte latrar voraci на хи д р и и на пит они, х и м е р и шт о
Scille, т емни искри блујат, п о ли ф ем и и
e fisch ia r Id re e sibilar Pitoni, Гериони ст рашни;
e vom itar C him ere atre faville, (A rpie^ harpii ; C entauri^ ken ta u ri
e P o life m i orrendi e Gerioni; Sfingi^ sfin g h i ; G orgoni^ gorgoni
[IV 5] S c ille ^ s z ile ; Idre^ hidri; P itoni^
p ito n i;
P o life m i^ p o life m i; G erioni^ g herioni)

[ . ] Q ual m eraviglia or fia s ’il К акво ли е т оа чудо на кое подлегнаа


fe ro A c h ille d ’A m o r f u preda, јунацит е А х и л , Х ер к у л и Тезеј;
e d E rco le e Teseo, A chille ^ A h il
[IV.96] E r c o le ^ H e r k u l
T e se o ^ T e ze j

N e ll’esempio seguente, i nomi propri del prototesto non solo vengono


soggetti all’assimilazione fonetica e grafemica nell metatesto ma, passati alla
categoria dei nomi comuni, ottengono degli articoli determinativi postposti :
кербер - о т (maschile singolare) e хидра- т а (femminile singolare).

[...] M entre ei parlava, Cerbero i Д ури т ој зборува, керберот


latrati ripresse, e l ’I d ra si f e ’ muta прест ана да лае, х и д р а т а се
a ls u o n стивна,
[IV8] Cerbero ^ kerber - ot
Id ra ^ hidra -ta

L’esempio successivo contiene i nomi della sfera religiosa (G iesù, Piero,


l ’agnol M ichele, M acom etto, M a co n e ) per i quali è stata applicata la strategia
di E q u iv alen z a re fe re n z ia le. È da notare che il poeta usa due nomi diversi
per indicare l ’ultimo profeta dell’Islam, Maometto (termine in uso attuale),
rispettivamente M acom etto e M a co n e, mentre nella lingua e cultura ricevente
(macedone) esiste un solo termine corrispondente M u h a m e d .
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 429

[. ..] s ’ancor chi p e r Giesù la spada и оние ш т о за И с ус се борат


cinge l ’em pio ne ’lacci suoi talora и кои злат а љ убов со измами Ги
stringe? [IV.96] скрот и

[ . ] colà gridava il solitario P iero Гласот силен на П е т а р


[XVIII, 39 ] пуст иникот Го слуш а

[ . ] S ’offerse a gli occhi di АрханГел М и х а и л, кој невидлив за


Goffredo allora, invisibile altrui, друГите е,
l ’agnol M ich ele [XVIII, 92] пред очите на Гот ф рид се појави

[...] la debil parte e la minore помал дел во Х р и с т о с верува,


in Cristo, la grande e fo rte in поГолем, пак, на М ухам ед м у се
M a co m etto crede . [I. 84) поклонува.

[ . ] Questi or M a c o n e adora, e
f u cristiano, ma i prim i riti anco Х рист ијанин беше, а сеГа пред
М ухам ед се клањ а,иако с è уш т e
lasciar non pote. [11.2]
првиот обред Го памет и

N egli esempi che seguono incontriamo due figure la cui fama supera
di gran lunga le frontiere del luogo della loro origine. Il primo personaggio è
l ’enigmatica figura del re A rtù la cui storicità è stata a lungo dibattuta dagli
studiosi. Nonostante non si sia ancora raggiunto un consenso circa le sue origini,
questo personaggio è ormai da tempo consolidato nella tradizione macedone
sotto il nome A rtur il che ci ha indotti ad adottare la strategia di Equivalenza
referenziale. N el secondo esempio incontriamo la figura del gran Carlo, re dei
Franchi dal 768, re dei Longobardi dal 774 e, dall’800, primo imperatore del
Sacro Romano Impero al quale l ’appellativo M agno fu attribuito dal suo biografo
Eginardo. Anche in questo caso si è fatto ricorso alla strategia di Equivalenza
referenziale data la sua presenza tradizionale nella letteratura macedone sotto
nome di K arlo Veliki (Карло Велики).

[...] e taccia A rtù que ’suoi erranti, нека не Ги велича А р т у р подвизиш е


che di sogni em pion le carte [I.52] на вит езит е свои;

[ . ] spiega il gran Carlo la sua К арло В е л и к и со знам ет о славно


augusta insegna [XVII,74] шт о Го вее;
430 Radica Nikodinovska

Abbiam o, inoltre, rilevato m olti esem pi di traduzione degli antroponim i


(soprattutto m aschili) con una form a derivata e ca m b ia m e n to di ca teg o ria
lessicale nel passaggio d all’italiano al m acedone. Ciò è dovuto al fatto che
la lingua m acedone possiede la caratteristica di poter form are degli aggettivi
possessivi partendo dagli antroponim i con l ’aggiunta dei suffissi - OV (per il
m aschile), OVA (per il fem m inile), OVO (per il neutro), OVI (per il plurale). In
questio casi è stata applicata la strategia di T rasposizione dal nom e all’aggettivo.

[ . ] che p a rve aprir di Giano il небаре храм ош Јанусов го ошвора;


chiuso tempio. [II, 90] (di G ia n o ^ J a n u s + ov)

[...] e perché chiedi di B ertoldo и, бидејќи синот Бертолдов го бараш;


il figlio [VIII,45] (di Bertoldo ^ B ertold-ov)

In realtà, il cam biam ento della categoria lessicale sopram enzionata


rientra all’interno di un altro fenom eno rilevato nel corso della traduzione che
dim ostra le differenze a livello di m orfosintassi. N onostante la lingua m acedone
abbia sem plificato il sistem a dei casi originario, fino all’elim inazione totale
dei casi stessi, p er i nom i propri m antiene ancora le form e di genitivo, dativo,
accusativo e vocativo (benché queste form e siano in via di sparizione). Ne
riportiam o alcuni esempi:

[ . ] terror de l ’A sia e folgori di сш рав и т репет за А зија и


M a rte [I.52] М арсови воини вештини...
(Genitivo: di M a rte ^ M a rs -o v i)

Рекол со дарови А р о н т a сум го


[ . ] D isse c h ’A ro n te i ’avea con
завела ја с
doni spinto [IV, 57]
(Accusativo: A r o n te ^ A ro n t-a )

a)[...] O M u sa , tu che di caduchi a) О, М узо, ти ш т о со суетен


allori non circondi la fronte in ловоров венец не го кит иш челото
Elicona, [I.2.1] како во Еликон.
(Vocativo fe m m . : M u s a ^ M u s -o )

b)E quali sian, tu ’l sai, che lor cedesti b )Какви се тие, т и м ногу добро
sì spesso il cam po, o valoroso знаеш, А р га н т е храбар, често
A rg a n te , [X.45] пред нив д а отстапиш си морал,
(Vocativo m asch.:
A rg a n te ^A rg a n t-e )
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 431

Oltre alla Trascrizione e l’Equivalenza referenziale, strategie più


frequenti nella traduzione, abbiamo adottato anche la strategia della Parafrasi
come nel seguente caso:

[ . ] a i lavori d ’A racne, a l ’ago, Уште од најмлада доба недост ојни


a i fu s i inchinar non degnò la Ги см ет аш е в е ш т и н и т е ж енски.
man superba. [II,39] A ra cn e^ abilità fem m inili

Il nome proprio della figura mitiologica A racne è stato sostituito da un


nome comune e aggettivo affinché il significato possa essere accessibile a un
lettore macedone medio.

Conclusione

In questo contributo si è partiti dall’ipotesi secondo la quale i nomi propri


(gli antroponimi nel caso specifico), subiscono delle modifiche nel corso del
loro passaggio dal prototesto al metatesto come qualsiasi altra unità linguistica.
Prima di passare alla scelta delle strategie traduttive da adottare,
abbiamo identificato l ’inventario degli antroponimi presenti nell’opera di
Torquato Tasso, evidenziato le sue caratteristiche e le specificità. La principale
difficoltà presentatasi nel tentativo di fare una classificazione degli antroponimi
in base all’origine dei personaggi, è stata il recupero dei nomi in lingua originale
dei personaggi storici, presenti n ell’opera sotto la loro forma italianizzata. Per
fare ciò è stato indispensabile documentarsi sulla storia ricorrendo all’uso della
risorsa di internet.
Le principali strategie traduttive, oltre a quelle adoperate in pochi casi,
scelte per sopperire alle difficoltà relative alle differenze a livello dei sistemi
alfabetici (latino e cirillico), alle forme italianizzate di tutti i nomi di personaggi
storici o inventati d’origine straniera, alle differenze a livello di morfosintassi,
alle differenze a livello di categoria lessicale ecc. sono state: la Trascrizione, l ’
E q u iva len za referenziale e la Trasposizione.

D all’analisi si evince che :

1. per i nomi di personaggi storici tradizionalmente consolidati nella


lingua e cultura macedone, i nomi m itologici e bibblici è stata adottata la
strategia di E q u iva len za referenziale.
2. per i nomi di personaggi storici non consolidati nella tradizione
macedone, per i nomi di personaggi inventati la cui origine, in vari
432 Radica Nikodinovska

modi, è stata esplicitata dallo stesso Tasso, è stata adottata la strategia


di T ra scrizio n e.
3. per i nomi di personaggi inventati appartenenti all’esercito musulmano
che il lettore macedone percepisce e associa ai nomi di celebri sultani
i cui nomi sono tradizionalmente consolidati nella lingua macedone è
stata adottata la strategia di E q u iv a le n z a r e fe re n zia le (per delega, si
potrebbe dire).
4. per sopperire alle differenze a livello di morfosintassi si è fatto ricorso
alla strategia di Trasposizione, nel pieno rispetto dell norme linguistiche
della lingua macedone .

Alla luce di quanto sopra esposto si può concludere che il trasferimento


degli antroponimi in un altro contesto culturale-linguistico può implicare grandi
perdite comunicative se il traduttore, ancor prima di accingersi alla traduzione,
non faccia un’analisi approfondita delle caratteristiche di entrambi i sistemi
linguistici e culturali. La difficoltà della traduzione degli antroponimi risiede
anche nel fatto che, comunque, ogni nome proprio contiene un elemento
significativo14, possiede un certo colorito semantico e stilistico che associa il
nome alla cultura dalla quale proviene. N el maggior numero di casi i nomi propri
rimandano alla provenienza geografica (Enrico, Henri, Heinrich, alla religione
(Pietro, Maometto), al sesso biologico delle persone (Sofronio, Olinda) ecc.,
informazioni indispensabili che comunque il lettore della traduzione dovrebbe
percepire.
La trasformazione dei nomi nel corso della traduzione include la competenza
fonetica e fonologica, morfosintattica, la perfetta comprensione del messaggio,
l ’atteggiamento corretto nei confronti del messaggio, rispetto delle tradizioni e
dei valori culturali e la responsabilità del traduttore.

B ib lio g ra fia :

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o f Professor Peter King on the Occasion o f his Retirement. London/Atlantic
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14 Purtroppo, in questo contributo non abbiamo toccato il problema della semantica degli
antroponimi che consideriamo meriti l’attenzione da parte degli studiosi.
GLI ANTROPONIMI NELLA TRADUZIONE MACEDONE DELLA GERUSALEMME LIBERATA DI 433

KLEIBERG G., 1981, Problèmes de référence. Descriptions définies et noms propres,


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