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NOTA DEL TRADUTTORE

Della traduzione letteraria di un testo filosofico ho gi parlato nella precedente Nota del 2002 alla mia edizione italiana di Holzwege, alla quale quindi rimando per i particolari. Qui intendo riagganciarmi a quel discorso per inserirlo in un quadro dinsieme, e aggiungere alcuni accenni alla concezione heideggeriana del tradurre. Ogni operazione traduttiva, se la guardiamo nella sua vocazione e struttura portante, frutto di un triplice colloquiare. Colui che sceglie di tradurre un qualunque tipo di testo (orale, scritto, fattuale, immaginale ecc.), proprio gi per latto inaugurale di sceglierlo, parla anzitutto a s, e costantemente resta in colloquio con s anche nei due momenti successivi. Quindi parla con laltro (entit impersonale o personale, in carne e ossa o in autografo ecc.), il cui testo gli importa che venga comunicato o ricomunicato in una qualche (nuova) forma pubblica; qui il parlare traduttivo propriamente ascolto del parlare dellaltro. In terza battuta, il testo scelto viene riparlato e cos offerto allulteriore colloquiare altrui, secondo una volont comunicativa che pu spingersi fino alla comunione e condivisione la circostanza che il traduttore parli spesso ad autori e a interlocutori idealizzati non rende certo queste modalit colloquiali meno concrete della prima. Parlando con s, parlare con un altro (ossia, ascoltarlo), per riparlarne ad altri ancora: questi sono dunque i tre momenti colloquiali del tradurre in generale, per cui le traduzioni autentiche si configurano in via

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privilegiata come collocuzioni a pi livelli. Il loro movimento fa capo al dato essenziale del testo di cui importa la comunicazione. Il traducendo sempre un testo (non per forza linguistico). Attraverso la mediazione del traduttore, si vorrebbe farne lintegralmente e perfettamente tradotto da una forma loquiale a unaltra 1. Nel regno delluguale (matematica, logica, scienze esatte), la traduzione perfetta non solo possibile in linea di principio, ma richiesta costantemente dalla necessit funzional-risolutiva p.es. di fare le previsioni del tempo, sapere lora, gestire il denaro, come pure analizzare crimini, comprendere schemi, prevedere comportamenti. La piena commensurabilit del traducendo matematico eventualit frequente. A parte i casi limite dei testi autosufficienti (conti e algoritmi), che non hanno bisogno di traduzione e contribuiscono efficacemente a perpetuare il mito antibabelico della
La traduzione intersemiotica (o trasmutazione), che secondo la classificazione jakobsoniana la terza modalit di interpretazione di un segno linguistico accanto alla traduzione intralinguistica e a quella interlinguistica, e che viene definita come la interpretazione dei segni linguistici per mezzo di sistemi di segni non linguistici (Essais de linguistique gnrale, IV), non meno colloquiale delle altre due. I sistemi di segni non linguistici e tutti i fenomeni cosiddetti soprasegmentali appartengono a pienissimo titolo alla sfera della loquenza, parola dalletimo (loquor, levgw) e dal potenziale semantico (luogo di raccolta, legame-collegamento di elementi in sentimenti, pensieri e parole) assai pi ampi di quelli di linguaggio. (Per letimologia di loquor vedi p.es. Semerano, Dizionario latino, s.v. Su linguaggio come metaforema abusato e fonte di equivoci cfr. il mio e di S. Cariati To; metaforikovn, p. 53; alle pp. 73 ss. di questultimo scritto rimando poi per i tre regni dellanalogo menzionati nei prossimi capoversi.)
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characteristica universalis, e ai quali corrisponde del resto la completa sostituzione del traduttore con il processore (non pi collocutore, infatti), chiaro anche a un bambino ai bambini prima di buona parte degli adulti che tutte le immagini e tutti i filmati e tutti i videogiochi sono univocamente traducibili in conti in codice binario, in interminati multipli di bytes. In maniera diversa stanno le cose negli altri due regni dellanalogo il simile (arti, religioni) e lidentico (filosofia, teologia, scienze sociali) che qui pi importano. Su poche cose si cos concordi come nel sostenere in questi ambiti limpossibilit di una traduzione integrale perfetta, almeno a un livello testuale complesso (come gi p.es. un rumore inusuale o unimmagine onirica suggestionale, certe brevi frasi poetiche o una sequenza filmica di un paio di secondi); ma altrettanto concordi si sulla possibilit di tradurre in maniera pi o meno (a)simmetrica, (in)commisurata, qualsiasi testo. Nessun testo qui perfettamente traducibile, n del tutto intraducibile, ma sempre comunicabile secondo diversi gradi di commisuratezza traduttiva. Ora, nel simile e nellidentico la maggiore o minore commisuratezza dipende senza dubbio anche dal concorso di alcune attitudini e competenze del traduttore, ma pi ancora dalla fisionomia specifica del testo, e soprattutto dallo scopo della sua traduzione. Tra i requisiti essenziali del mestiere di traduttore sono: lattitudine al raccoglimento e alla concentrazione per il colloquio con s, e per la visione perspicua e lascolto attento del testo nel colloquio con laltro; la padronanza (sintattica, semantica, pragmatica, retorica, sinestetica, stilistica, ritmica ecc.) dei codici loquiali coinvolti nelloperazione traduttiva; la conoscenza

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profonda di (lulteriore colloquio con) eventuali traduzioni altrui del medesimo testo. Ogni testo ha poi le proprie leggi di testura, le norme strutturali che ne costituiscono appunto la fisionomia specifica e ne predeterminano la traducibilit 2. Ogni testo reca con s immancabilmente il proprio speciale esser traducibile il che, nelle cerchie del simile e dellidentico, significa cos poco comportare ununica, singola traduzione autentica, che al contrario si tratta di un essere che dispiega diverse possibili vie traduttive. E dato che la presente Nota premessa alla traduzione di un corso universitario che Heidegger aveva intitolato Pensare e poetare, viene naturale riferirsi al testo poetico e al testo filosofico come a esempi eminenti di potenziale pluralit traduttiva ma ovviamente altri tipi testuali implicano unanaloga alta potenzialit, come p.es. i brani musicali 3. Un poema geneticamente pluritraducibile anche in una stessa lingua, con esiti non di rado molto differenti ma di pari dignit; eppure non ammette qualsiasi traduzione, anzi sono senzaltro assai pi le locuzioni e ricomunicazioni che vieta che non quelle che ammette 4.
La legge della traduzione racchiusa nelloriginale come traducibilit di questultimo (W. Benjamin, Die Aufgabe der bersetzer, Ges. Schriften, IV 1, p. 9). 3 Si pensi a My Favourite Things, di Richard Rodgers su parole di Oscar Hammerstein II (dal musical The Sound of Musica del 1959), di cui circolano centinaia di versioni jazz, folk, rock, gospel, new age ecc. (non interpretazioni, ma proprio esecuzioni-traduzioni, ciascuna a sua volta suscettibile di venir suonata e cantata da interpreti diversi). 4 Prendiamo p.es. la poesia nietzschiana esaminata da Heidegger a p. 117 (ed. tedesca): die Krhen schrein del primo
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Uno scritto filosofico non altrettanto elastico, consente meno licenze, sicuramente perch, fra laltro, la rilevanza degli aspetti stilistici, ritmici e musicali in esso inferiore a quella richiesta dai testi poetici; eppure, innegabile che appunto lo stile di pensiero di Heidegger, fornendo contributi innovativi sia alla teoria speculativa della traduzione filosofica, sia alla prassi traduttiva dei testi filosofici, abbia ampliato il ventaglio di possibilit collocutorie rispetto a questi ultimi, specie ai testi della filosofia greca. Unintensificazione decisiva delle riflessioni di Heidegger intorno al tradurre avviene nella prima met degli anni 40 (periodo a cui risale la stesura del testo del corso Pensare e poetare), per culminare nel suo manifesto pi esplicito in merito, lo scritto sulla locuzione di Anassimandro del 1946 (pubblicato nel 1950 in Holzwege) 5. Per tradurre (bersetzen) unopera filosofica necessario che prima il pensare del traduttore traduca se stesso verso la Cosa a partire dalla quale stata originariamente pensata e parlata lopera in questione, e
verso pu esser reso legittimamente con senti i corvi crocchiare (Celati), oppure con gracchiano le cornacchie (Colli), ma non potr mai essere seriamente tradotto con migrano le cicogne, con un fischio a quattro dita o con la foto di una locomotiva. 5 Luoghi ormai canonici sono: GA 51 (Das anfngliche Sagen des Seins im Spruch des Anaximander, 1941), pp. 9496; GA 53 (Hlderlins Hymne Der Ister, 1942), pp. 79-81; GA 54 (Parmenides, 1942/43), pp. 17-18; GA 55 (Heraklit, 1943), pp. 44-45. Al riguardo vedi G. Giometti, Martin Heidegger. Filosofia della traduzione, Macerata, Quodlibet, 1995, pp. 9-36.

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ci vale sia quando testo traducendo e testo tradotto appartengono a lingue diverse, sia quando entrambi rientrano (il secondo nella forma dellinterpretazione e del commento) nella medesima lingua: questa interlocuzione (Zwiesprache) assolve appieno il suo compito quando avviene come confronto critico-esplicativo (Auseinandersetzung) in cui il pensare traduttivo (bersetzend) riconquista il proprio originario gesto poietico come pensare-poetare (Denken-Dichten) in un testa a testa con il traducendo (das Zu-bersetzende), trasferiti (vergesetzt) entrambi verso il luco dallEreignis ad attendere di (ri)ascoltare il suono silenzioso della sua dizione 6. Ecco in sintesi la posizione di Heidegger rispetto alle traduzioni autentiche dei testi filosofici (e poetici). La mia traduzione di Pensare e poetare, come gi quella di Holzwege, non speculativa nel senso heideggeriano appena indicato. una collocuzione che presuppone (voraussetzt), ovvio, il confronto di pensiero con il testo e il pensare di Heidegger, ma il cui esito e non pu non essere prettamente parafrastico. Perch si tratta di un prodotto editoriale, e il suo scopo primario non quindi quel confronto, ma la ritestualizzazione italiana dello scritto tedesco destinata a un pubblico che, acquistando il volume o consultandolo in biblioteca, si aspetta di leggervi unaffidabile versione delloriginale heideggeriano, corredata da strumenti didascalici essenziali e discreti . Da una collocuzione speculativa condotta in maniera davvero conseguente non risulta una semplice ripetizione del testo di partenza, ma un nuovo testo originale.
6 Per luco, Ereignis e dizione vedi la sezione delle parole heideggeriane fondamentali in coda al volume.

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La misura decisiva per apprezzare la qualit della forma finale di una traduzione lo scopo di questultima. Dunque, anche nel caso specifico della traduzione di un testo filosofico, la sua commisuratezza e affidabilit data in primo luogo non dalla fedelt (analogia fidelitatis) al testo traducendo il quale comunque pre-misura della propria traducibilit e della legittimit dei diversi fini delle sue possibili versioni , ma dalla corrispondenza al fine particolare (analogia finis) della traduzione stessa. In un corso accademico o in un seminario-laboratorio, la mia ritestualizzazione di Pensare e poetare sarebbe abbastanza diversa da quella qui pubblicata. Dimmi a che scopo traduci e ti dir chi sei. Rometta Marea, 2 settembre 2009 Vincenzo Cicero

NB. Il testo a fronte riproduce le pp. 89-160 (+ le quattro fuori testo relative al fac-simile) del Band 50 della Gesamtausgabe di Martin Heidegger, Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main, 2., durchgesehen Auflage 2007 (19901). Nel testo italiano, luso del font book antiqua nel formato tondo risponde, come gi spiegato nella mia Nota a Holzwege (pp. XVI-XVII), alla necessit di rendere immediatamente evidenti le parole che in tedesco sono di diretta derivazione greca, latina e neolatina, le quali secondo Heidegger sono metafisicamente compromesse. Tutti i rinvii si riferiscono alle pagine delloriginale tedesco.

INDICE

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INTRODUZIONE ALLA FILOSOFIA PENSARE E POETARE

INTRODUZIONE Introduzione alla filosofia come conduzione al pensare autentico attraverso il pensatore Nietzsche e il poeta Hlderlin 1. Limpossibilit di una intro-duzione nella filosofia 2. Il bisogno di essere condotti alla dimestichezza con il pensare autentico 3. Le molte vie di una conduzione al pensare autentico. La domanda che cosa ora? 4. La considerazione del pensare nel suo riferimento al poetare come una delle vie per una conduzione al pensare autentico. Nietzsche e Hlderlin 5. Il confronto reciproco con il pensare che ci si fa incontro storicamente: il pensiero capitale e il pensiero fondamentale di Nietzsche Ripresa (Prima redazione) CAPITOLO PRIMO Esperienza fondamentale e accordo fondamentale del pensare di Nietzsche 6. Lassenza di dio e lassenza di mondo per luomo moderno come esperienza fondamentale di Nietzsche a) La creazione degli di da parte degli uomini b) La portata del pensiero delluomo come creante e del creativo nelluomo

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INDICE

c) Il fondamento metafisico del pensiero delluomo creativo: la determinazione moderna dellessenza delluomo d) Il poiei`n pensato in modo greco e) Lassenza di mondo delluomo moderno 7. Lassenza di patria delluomo moderno come accordo fondamentale di Nietzsche a) La perdita della patria precedente nel presentimento e nella ricerca della nuova patria b) Lintelligenza meramente computante e loblio della destinazione storica delloccidente CAPITOLO SECONDO La creazione della nuova patria a partire dalla volont di potenza 8. I senzapatria come conquistatori e scopritori della nuova patria 9. Il pensiero capitale di Nietzsche: la volont di potenza come essenza (Wesen) dellessente e come fatto ultimo. La velata differenza tra lessere e lessente

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PENSARE E POETARE RIFLESSIONI RELATIVE AL CORSO

INTRODUZIONE Pensare e poetare: filosofia e poesia (sofiva e poiei`n) 1. La comparazione di pensare e poetare. Il comparare autentico 2. Il criterio di misura fornito dai pensatori e poeti decisivi per la misurazione dellessenza del pensare e del poetare 3. La necessit di una preparazione per percepire il pensare e il poetare 4. La meditazione riguardo il pensare e il poetare e il loro rapporto. Il questionabile come decisivo della misura per la rimeditazione

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INDICE

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APPENDICE

Seconda redazione della ripresa relativa a: Introduzione alla filosofia. Pensare e poetare Ripresa relativa alle pp. 105 s. [Nietzsche. In vista del rapporto di pensare e poetare] Seconda redazione delle pagine 4 e 5 del manoscritto relativa a: Pensare e poetare. Riflessioni relative al corso. [Questioni preliminari alla meditazione riguardo pensare e poetare] Due redazioni frammentarie della p. 12 del manoscritto Annotazioni relative al corso: Introduzione alla filosofia. Pensare e poetare Leterno ritorno delluguale La volont di potenza leterno ritorno delluguale FAC-SIMILE. Trascrizione e traduzione POSTFAZIONE DELLA CURATRICE DELLEDIZIONE TEDESCA SIGLE E ABBREVIAZIONI PAROLE FONDAMENTALI DI HEIDEGGER RICORRENTI IN PENSARE E POETARE Incipit: essenza della verit e metafisica 1. bergen, verbergen, [das Entbergen], Unverborgenheit 2. Lichtung, lichten 3. Wahrheit, [Bewahrung], [Wahrnis] 4. das Wesen, das Wesenhafte 5. Ereignis (das Sagen; die Sprache)

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