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Ipotesi di Sapir Whorp

Allinterno della teoria linguistica, coesistono due posizioni estreme che riguardano la relazione tra
il linguaggio e il pensiero e sono la teoria dello stampo e quella del mantello. La teoria dello stampo
rappresenta il linguaggio come uno stampo allinterno del quale le categorie del pensiero vengono
racchiusi. La teoria del mantello rappresenta un mantello che si adatta alle consuete categorie di
pensiero del parlante.
La teoria secondo cui il linguaggio il vestito del pensiero era fondamentale per i neoclassici ma fu
rigettata dai romantici. C un altro punto di vista correlabile al precedente, sostenuto dai
comportamentalisti, secondo il quale il linguaggio e il pensiero sono identici. in relazione a ci,
questa linea di pensiero interamente linguistica: non c un pensiero non verbale, nessuna
traduzione da pensiero a linguaggio. in questo senso il pensiero viene visto come totalmente
determinato dal linguaggio.
La teoria di s.w. che prende il nome dei due linguisti americani, la teoria dello stampo del
linguaggio. Scritta nel 1929 S. sosteneva in un suo passaggio che: lessere umano non vive in un
mondo oggettivo da solo ne tanto meno da solo in un mondo di attivit sociali, come si ritiene
comunemente, ma pi precisamente alla merc di un particolare linguaggio che diventato il mezzo
di comunicazione della societ allinterno della quale vive. E una mera illusione immaginare che
uno possa adattarsi alla realt senza luso del linguaggio e che questo linguaggio sia meramente un
mezzo fortuito per risolvere problemi specifici di comunicazione o di riflessione. Il nocciolo della
questione che il mondo reale unenorme estensione costruita inconsciamente sopra le abitudini
linguistiche del gruppo. Mai due lingue sufficientemente simili possono essere considerate come
rappresentative di una stessa realt sociale, i mondi nei quali le differenti societ vivono sono mondi
distinti, non meramente lo stesso mondo con diverse etichette attaccate noi osserviamo,
ascoltiamo e di conseguenza facciamo svariate esperienze perch le abitudini del linguaggio e della
nostra comunit ci mettono nelle condizioni di fare determinate scelte interpretative.
Questo pensiero stato poi ampliato dal suo studente W. Negli anni 30 che in un altro passaggio
noto dichiara che:
noi sezioniamo la natura che ci circonda lungo delle linee tracciate dai nostri linguaggi nativi. Le
categorie e le tipizzazioni che isoliamo dal mondo dei fenomeni non le troviamo li perch stanno li
ad osservarti mentre ne stai discutendo piuttosyo il mondo un flusso caleidoscopico di
impressioni che devono essere riorganizzate dalla nostra mente e questo vuol dire che la natura noi
la organizziamo in concetti e li estrapoliamo i significati mentre parliamo e questo largamente
perch noi siamo parte di un accordo che prevede che la natura sia organizzata in questo modo , un
accordo che viene stabilito allinterno della nostra comunit parlante e che viene codificato in
schemi del nostro linguaggio . questaccordo implicito e tacito , ma i suoi termini sono
assolutamente obbligatori. noi non potremmo parlare se non sottostando allorganizzazione la
classificazione dei dati che questo accordo stabilisce. Io non provo nemmeno a chiarire i dettagli dei
punti chiave personali del pensiero di S. e W. e del grado di determinismo che caratterizza lo
stesso, in quanto penso che lestratto sopracitato ne sia un chiaro esempio. Devo puntualizzare che
W. prese le distanze dal pensiero dei comportamentalisti il quale interamente linguistico. Nella
sua versione pi estrema, lipotesi di S.W. pu essere descritta come consistente in due principi
associati. Secondo il primo che il determinismo linguistico, il nostro pensiero determinato dal
linguaggio. In base al secondo, il relativismo linguistico, le persone che parlano diverse lingue
percepiscono e pensano il mondo che li circonda in maniera totalmente differente. Su queste basi la
prospettiva di W che la traduzione tra due lingue in realt problematica se non impossibile.
Alcuni commentatori inoltre applicano questa idea alla possibilt di tradurre il pensiero non
espresso in linguaggio. Altri suggeriscono che persino allinterno di un singolo linguaggio
qualunque riformulazione delle parole implica un cambiamento di significato anche se sottile.
George Steiner ha detto che qualunque atto di comunicazione umana pu essere visto come una

forma di traduzione, di conseguenza lambito potenziale del pensiero di w. molto esteso, infatti
pensare alla lettura come una forma di traduzione un promemoria utile del riduzionismo della
riformulazione testuale che viene rappresentata semplicemente come un determinato cambio di
significato . dato che il significato non risiede allinterno del testo ma viene rigenerato
dallinterpretazione. Secondo la teoria di W. , il contenuto legato alla forma linguistica e luso del
mezzo contribuisce a dare forma al significato. comunemente, spesso parliamo con formule verbali
diverse per dire le stesse cose. Ma per quelli che seguono il pensiero di W. come S. fish
impossibile esprimere la stessa cosa in due o pi modi diversi , riformulare qualcosa trasforma i
modi nei quali vogliamo esprimere la stessa cosa e in questo senso la forma e il contenuto sono
inseparabili, quindi secondo questa asserzione le parole non son meramente il vestito del pensiero.
Ovviamente limportanza di quello che si viene a perdere con la traduzione cambia. La
problematica di solito considerata moto importante nella scrittura letteraria ed illuminante notare
come un poeta abbia reagito alla traduzione di uno spagnolo dalla sua lingua madre lo spagnolo in
altre lingue europee ( w. infatti pensava che le lingue europee non fossero significativamente
differenti luna dalle altre ) pablo Nerudda puntualizzava che le migliori raduzioni dei suoi scritto
era in italiano a causa della similarit con lo spagnolo ma che linglese e il francese non trovavano
corrispndenze nella lingua spagnola, ne per vocalizzazione ne per piazzamento o colore della
parole. Neruda constinuva , non una questione di equivalenza interpretiva : il senso sarebbe anche
potuto essere corretto ma lesattezza della traduzione del significato poteva distruggere dellA
POESIA . in molte delle traduzioni verso il francese, non dico in tutte la mia poesia sfugge non
rimane nulla non tangibile , non potrei protestare perch in realt la poesia dice quello che ho
scritto ma ovvio che se io fossi stato un poeta francese io non avrei detto quello che ho scritto in
quel pomea perche il valore delle parole differente, avrei scritto quacosaltro. Con una scrittura
pi pragmatica o meno espressiva, i significati sono tipicamente intesi come meno dipendenti
rispetto alla particolare forma delle parole usate. Nella maggior parte dei contesti pragmatici si
tende a trattare le parafrasi e le traduzioni in modo meno problematico , comuqneu anche in tali
contesti determinate parole o frasi che hanno una funzione importante nella lingua di origine
possono manifestamente presentare dei problemi nella traduzione. Anche al di fuori degli ambiti
umanistici i testi accademici che riguardano le scienze sociali sono punti chiave.
La pprospettiva di W. in forte contrato con luniversalismo estremo di coloro che adottano la
teoria delmantello . ldea neoclassica del linguaggio come un semplice vestito del pensiero basata
sullassunto che lo stesso pensiero possa essere espresso in variati modi. Gli universalisti
sostengono quello che noi possiamo dire qualsiasi cosa vogliamo dire in qualunque linguaggio e che
qualunque cosa diciamo in una lingua possa essere tradotta in qualunque altra. Questa la base
della pi comune teoria del rifiuto del pensiero di W. . il fatto che, insiste il filosofo Popper ,
addirittura che qualunque linguaggio non intraducibile , luso evasivo dellintraducibile ironico.
La maggior parte degli universalisti si rende conto che la traduzione pu occasionalmente
coinvolgere un certo numero di giri di parole. Gli individui che si riferiscono alla scrittura come
fondamentale per la loro identita professionale e personale possono rendersi conto che la loro
scrittura inseparabile dalla loro identita e cosi gli scrittori sono legati alle loro parole. questo
ovviamente va a favore della prospettiva di W. . Sarebbe difficile da credere che le teorie
individuali che riguardano il worfianesimo non siano influenzate da ingerenze romantiche e
classicistiche o da altre forme di arte o scienze. Come ho sottolineato nel contesto della parola
scritta, laffermazione della non traducibilit in genere trova pi riscontro nella traduzione letteraria
e meno nelle pubblicazioni scientifiche (sebbene gli studi recenti abbiano via via sfocato questa
chiara distinzione ). Allinterno del settore letterario la non traducibilit stata favorita dai teorici
della letteratura romantica per i quali i significati personali emotivi e connotativi delle parole erano
crluciali . mentre pochi linguisti avrebbero accettato lipotesi s.w. nelle forme estreme e
deterministiche adesso la maggior parte accetta una forma pi limitata e debole della teoria di W.
nello specifico che i modi in cui vediamo il mondo possono essre influenzati dal tipo di linguaggio
che usiamo . il Worfianismo moderato differisce da quello estremo per qiestimotivi:

1. Lenfasi puntata sul fatto che potenzialmente il pensiero pu essere influenzato piuttosto
che determinato dal linguaggio.
2. un processo a due vie, cio il tipo di linguaggio che usiamo e anche influenzato dal modo
in cui vediamo il mondo
3. Qualunque influenza viene ascritta non al linguaggio in quanto tale o a un lignuaggio
comparato con laltro ma alluso allinterno di un linguaggio di una variet puttosto che di
un'altra ( di solito un socioletto il linguaggio usato principalmente dai membri di un
particolare gruppo sociale )
4. Lenfasi viene data al contesto sociale in cui usato il linguaggio piuttosto che alle
considerazioni puramente linguistiche come la pressione sociale in particolari contesti che
usano quel linguaggio in un modo piuttosto che in un altro.
Ovviamente, alcuni critici continuano a preferire la nozione del linguaggio come una camicia di
forza o una prigione ma c un ambito accademico ampio che preferisce il worfianesimo moderato.
Qualunque influenza linguistica adesso considerata relazionabile non primariamente alle strutture
sistemiche formali di un linguaggio (langue per usare la terminologia di saussure ) ma a
convenzioni culturali e stili individuali delluso ( o parole ) il significato non risiede in un testo ma
nella sua interpretazione e linterpretazione stessa viene plasmata dai contesti socio culturali . le
convenzioni culturali che riguardano quelli che vengono considerati gli usi del linguaggio in
particolari contesti sociali esistono sia nelluso quotidiano del linguaggio che nelluso specialistico.
Nel contesto accademico ci sono convenzioni generali e conv. particolari in ogni contesto
disciplinare e metodologico. In ogni sottocultura, le convenzioni dominanti che riguardano luso
appropriato tendono a esercitare una influenza conservativa sullo schema dei fenomeni. Dalla
prospettiva della teoria dei media i socioletti delle sottoculture e gli idioletti degli individui
rapprsentano una vista selettiva del mondo che tende a sostenere alcuni tipi di osservazioni e
interpretazioni e di metterne da parte altri. Questo potere trasfoormativo non viene notato, a
discapito della trasparenza.
Marshall Mcluhan nel suo libro la galassia di gutenberg e undertending media ha sostenuto che
luso di nuovi mezzi di comunicazione era la prima causa dei cambiamenti fondamentali nella
societ e nella psiche umana . il determinismo tecnologico della sua teroia pu essere visto come
una applicazione del w. estremo alla natura dei mzzi di comunicazione. In maniera molto simile
luniversaliamo estremo dei teorici del mantello alla sua controparte nel mito della neutralit
teconlogica. Il mio approccio coinvolge lesplorazione dellapplicabilit del worfianismo moderato
alluso dei mezzi di comunicazione.