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La retorica libro 1

Libro 1
La retorica di Aristotele nel primo libro parla di cosa sia la retorica, di cosa si occupi, e di
quali mezzi in relazione ai diversi discorsi siano pi o meno persuasivi.
La retorica speculare alla dialettica, in quanto entrambe sono scienze generali e non
legate ad un singolo argomento. Tutti infatti possono ad un certo livello partecipare a
discussioni di retorica e dialettica. La retorica non deve impuntarsi su un singolo caso ma
pensare pi in generale, come fa un legislatore quando cerca di scrivere una buona legge.
La retorica tenta di dimostrare le proprie tesi facendo uso della persuasione. La
dimostrazione retorica chiamata entimema, costituisce il miglior metodo di persuasione.
L'entimema il sillogismo retorico, ovvero un tipo di argomentazione che come scopo non
ha il dimostrare ma il persuadere che esso sia vero. La differenza, oltre allo scopo, tra un
sillogismo logico e uno retorico che una delle premesse solo probabile non vera
sempre. una caratteristica della retorica riconoscere se una cosa vera o solo
verosimilmente vera, cos come anche distinguere ci che persuasivo da ci che appare
persuasivo.
Per persuadere un individuo non sufficiente produrre argomentazioni vere, ma
necessario che l'ascoltatore comprenda e si convinca della validit degli argomenti
esposti.
Cos come la retorica anche la dialettica utile e non specifica, in quanto si occupa di
studiare riguardo a ciascun soggetto ci che risulta persuasivo.
La retorica definita come la facolt di individuare ci che pu essere persuasivo.
Ci sono due tipi di modelli di persuasione, uno non tecnico, ovvero quelli non forniti da noi
come le testimonianze, e l'altro tecnico, cio ci che viene sostanzialmente inventato da
noi stessi.
I mezzi di persuasione forniti attraverso il discorso si distinguono in tre categorie:
- Persuasione attraverso il carattere: quando chi parla si rende degno di fiducia.
- Persuasione tramite gli ascoltatori: quando chi ascolta prova una passione.
- Persuasione attraverso il discorso: quando si dimostra il vero a partire da ci che
persuasivo.
Padroneggiare questi mezzi proprio di chi padroneggia l'uso del sillogismo, lo studio dei
caratteri, delle passioni, delle qualit eccetera. La retorica quindi pu essere considerata
come una ramificazione della dialettica, e viene spesso confusa con la politica.
Ci che persuasivo credibile, poich sembra immediatamente dimostrato.
La retorica non studia le opinioni condivise su un caso particolare, poich il particolare non
oggetto di scienza. Lo scopo della retorica quello di occuparsi degli argomenti che
sono gi oggetto di discussione, ma dei quali non possediamo tecniche.
Per quando riguarda i metodi per la dimostrazione, come nella dialettica abbiamo
induzione, sillogismo e sillogismo apparente, nella retorica abbiamo esempio (induzione),
entimema (sillogismo) ed entimemi apparente (sillogismo apparente).
Entimemi ed esempi sono differenti, alcuni tipi di discorsi di prestano all'utilizzo dell'uno ed
altri dell'altro; tuttavia i discorsi che si affidano agli entimemi, pur non essendo
necessariamente pi persuasivi, sono pi applauditi. Sia l'entimema che l'esempio devono
riguardare ci che nella maggior parte dei casi pu essere differente.
I sillogismi retorici si costruiscono a partire da premesse generalmente conosciute, o
probabili; il probabile ci che potrebbe essere diverso da com'.
Quando non si pensa di poter confutare un'affermazione, questa viene considerata una
prova; una prova quindi qualcosa di definito e dimostrato. L'esempio un'analogia in cui
uno dei due casi pi conosciuto dell'altro.
Da alcune proposizioni ed argomenti sar impossibile costruire entimemi. Quanto meglio
si scelgono le premesse, tanto pi la scienza si allontaner dalla retorica per diventare una
disciplina pi specializzata. Gli entimemi quindi devono essere presi da specie e luoghi
particolari; le specie sono le premesse proprie di ciascun genere, mentre i luoghi sono
ugualmente comuni a tutti i generi. Le specie della retorica sono tre :
- colui che parla
- ci di cui parla
- colui a cui parla
Il fine del discorso cambia a seconda dell'ascoltatore.
Ci sono tre tipi di discorso retorico: deliberativo, giudiziario e epidittico.
Il discorso deliberativo si divide in esortazione e dissuasione; quello giudiziario in accusa e
difesa; quello epidittico in lode e biasimo.
C' un fine per ogni genere: consigliare ci che utile o dannoso, definire il giusto o
l'ingiusto e lodare e biasimare.
Chi parla, a prescindere dal tipo di discorso, prender in considerazione solo ci che gli
favorevole e pi opportuno al fine del suo discorso.
Per ogni discorso c' bisogno di quelle che sono chiamate premesse retoriche ovvero
prove, segni e probabilit, grazie alle quali si costruisce l'entimema.
Il discorso deliberativo: necessario che si consigli su ci che pu accadere o accadr
sicuramente. Ci sono alcune cose su cui non utile dare consigli perch sono dettati dalla
natura o dal caso.
La retorica composta dalla scienza analitica e da quella politica relativa ai caratteri. Pi
particolari si attribuiscono alla retorica pi questa diventa una disciplina particolare.
I soggetti pi importanti riguardo a cui tutti si interessano sono cinque:
Finanze
Guerra e pace
Difesa del territorio
Importazione ed esportazione
Legislazione Se vuoi consigliare devi conoscere l'argomento di cui parli.
Tutti hanno un fine, puntando al quale si compiono le scelte; il fine ultimo la felicit.
La felicit la compresenza di virt, autosufficienza, sicurezza, abbondanza di ricchezze e
di corpi e salute. Quindi per essere felici necessariamente bisogna essere nobili di nascita,
avere numerosi amici e valenti, molte ricchezze, molti figli, una buona vecchiaia, virt del
corpo, fama, onore, buona sorte e virt.
Queste caratteristiche possono essere divise in beni interni, che sono relativi all'anima, e
quelli esterni, che sono gli altri. I popoli presso i quali la condizione delle donne cattiva,
sono privati della met della felicit.
Poich l'obiettivo di chi consiglia ci che utile, bisogna capire cosa bene e cosa
utile. Il bene ci che viene scelto da soli e per se stessi, e ci a cui aspirano tutti. un
bene anche l'ottenere un bene pi grande al posto di uno pi piccolo, e un male pi
piccolo al posto di uno pi grande. I beni sono: i piaceri, la felicit, la giustizia, il coraggio,
l'autocontrollo, le virt dell'animo, la salute, la bellezza e simili, la ricchezza, gli amici,
l'onore, la fama, la facolt di parlare e di agire, la buona natura, memoria, facilit di
apprendimento, perspicacia e simili, tutte le scienze e le tecniche, il vivere e ci che
giusto.
I sillogismi traggono le loro premesse da questi beni, e dal loro contrario.
Si sceglie di agire in base a queste cose per gli amici, al loro contrario per i nemici.
Ciascuno considera beni le cose a cui mira; spesso pur essendo d'accordo sull'utilit di
due cose, si discute su quale lo sia di pi. Le cose che producono un bene maggiore sono
pi importanti, cos come ci che ha uno scopo pi importante di ci che non lo ha, il fine
pi importante del principio, ci che innato migliore di ci che acquisito. Ricevere
un beneficio preferibile al farlo, come molte altre cose di cui si preferisce l'esistenza
piuttosto che l'apparenza; si dice infatti che la giustizia vale poco perch preferibile
sembrare piuttosto che essere giusti ma questo non vale riguardo all'essere sani.
Sono pi importanti le cose di cui si sente maggiormente la mancanza.
Queste sono le premesse riguardo alle quali meglio consigliare o sconsigliare. La cosa
pi importante riguardo alla persuasione e al consigliare il conoscere bene costituzioni,
costumi, usi e interessi di ciascuna cultura.
Le costituzioni sono quattro: democrazia, oligarchia, aristocrazia e monarchia.
necessario tenere a mente il fine di queste costituzioni: il fine della democrazia la libert,
quello dell'oligarchia la ricchezza, quello dell'aristocrazia ci che riguarda educazione e
legalit, mentre lo scopo della tirannide la difesa del tiranno. I caratteri di ciascuna
costituzione definiscono ci che pi persuasivo.
Riguardo invece chi elogia e chi biasima, come scopo hanno il parlare di virt e vizi e di
ci che bello e brutto. Il bello ci che degno di lode e che piacevole in quanto
buono. La virt la facolt di procurare e conservare beni per gli altri. necessariamente
bello ci che produce virt e ci che deriva da virt. Sono belli gli usi propri di ciascun
popolo ed bello ci che lodato da essi. Ci che degno d'onore anche bello. Tuttavia
non n bello n virtuoso l'eccesso anche nelle virt.
L'elogio un discorso che punta a mettere in luce la grandezza di una virt, per fare ci si
possono usare anche mezzi di amplificazione.
In generale l'amplificazione la pi usata nei discorsi epidittici, che possono essere
considerati degli elogi pubblici. Mentre invece gli esempi sono usati nei discorsi deliberativi
e gli entimemi in quelli giudiziari.
Riguardo ai discorsi giudiziari, puntano all'accusa e alla difesa. I sillogismi in questi
discorsi sono costruiti considerando tre elementi:
Per quali e quanti motivi si commette ingiustizia
Con quale disposizione lo si fa
Verso quali tipi di persone e in quali condizioni si trovino Il commettere ingiustizia
definito come il danneggiare volontariamente andando contro la legge, che pu essere
particolare o comune. La legge particolare quella scritta in base alla quale si governa
mentre quella comune l'insieme delle norme condivise ma non scritte. Si compiono
volontariamente le azioni quando si sa ci che si fa senza costrizioni. I motivi per cui si
compie ingiustizia sono vizio e incontinenza. Spesso si aspira a sfuggire alla pena legata
alle proprie azioni. Tutte le azioni si compiono per uno di questi motivi: caso, natura,
costrizione, abitudine, ragionamento, animosit o desiderio. I giusti agiranno in base a
caratteri e passioni buoni, gli ingiusti in base a quelli opposti. Bisogna comunque tener
conto le circostanze che rendono differenti i caratteri di ciascuno, come per esempio l'et o
la ricchezza.
Le azioni che si compiono autonomamente sono tutte buone o piacevoli o cos sembrano.
Bisogna definire cosa piacevole. Il piacere un movimento dell'anima e un ristabilimento
complessivo del suo stato naturale, il dolore il contrario. Sono piacevoli le abitudini, ci
che non dovuto a costrizioni e il desiderio. Preoccupazioni, impegni e sforzi sono
dolorosi, a meno che non siano abitudini. I desideri possono essere razionali, se si
persuasi, o irrazionali, non basati su una riflessione. La maggior parte dei desideri provoca
piacere, come vendicarsi, vincere, avere degli amici, fare cose a intervalli regolari e fare
cose simili. Sono anche piacevoli le cose che suscitano cose piacevoli.
Si commette ingiustizia quando si compie un atto con l'intento di non essere scoperti o non
dover sopportare la pena. Chi pensa che non verr punito sono gli individui abili a parlare,
o che hanno molti amici, o che sono ricchi, o che hanno commesso ingiustizia nei confronti
di amici. Pensano invece che non saranno scoperti quelli che hanno caratteri opposti alle
accuse, o che hanno molti nemici o nessuno e chi non ha niente da perdere. Commettono
ingiustizie quelli che sono stati spesso scoperti o mai, o quelli per i quali il piacere
immediato. Possono essere perdonati quelli che hanno commesso un errore o che si
trovano nel bisogno. Si commette ingiustizia contro chi possiede qualcosa che a noi
manca e contro sia chi lontano sia chi vicino, contro chi fiducioso, contro chi timido,
contro chi ha subito molte ingiustizie e chi non ne ha mai subite, contro chi facile da
calunniare, contro i nemici e gli amici, contro chi non ha amici, e per il necessario, per il
superfluo o per il godimento. Si commettono azioni ingiuste che sono compiute da molti e
quelle facili a nascondere. Subire un'ingiustizia significa quindi subire trattamenti ingiusti
da parte di qualcuno che agisce volontariamente; chi subisce danneggiato contro la sua
volont.
Per dimostrare sia che un reato esista sia che non esista dobbiamo avere chiaro il
significato di ci che giusto. Ci sono due tipi di azioni giuste e di azioni ingiuste. Ci che
equo giusto e l'equo va al di l della legge scritta. equo non mettere sullo stesso
piano errori, atti ingiusti e sventure. L'arbitro considera l'equit mentre il giudice la legge.
Un atto ingiusto tanto pi grave tanto pi grande l'ingiustizia da cui proviene. pi
grave un atto commesso da solo, uno commesso ripetutamente, uno a lungo premeditato
e uno che fa pi paura che piet. pi grave ci che fa vergognare di pi e ci che vola
le leggi non scritte, poich l'uomo migliore giusto senza costrizioni.
I mezzi di prova tipici dei discorsi giuridici sono: leggi, testimonianze, contratti, confessioni
ottenute con la tortura e giuramenti. Cio che giusto in un discorso giudiziario meno
importante rispetto al provare la propria tesi. Per tanto i mezzi usati saranno o positivi o
negativi a seconda dell'effetto che hanno sulla propria tesi. Verranno considerati testimoni,
testimonianze, prove, contratti solo se essi risultano vantaggiosi per il parlante. Ci che si
compie sotto costrizione non ingiusto poich involontario.