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Universita degli Studi di Padova

Dipartimento di FilosoIia
Scuola di Dottorato di Ricerca in FilosoIia
Indirizzo/curriculum 3 'FilosoIia Teoretica e Pratica
Seminario: 'Temi e problemi della IilosoIia hegeliana
(ProI. L. Illetterati, ProI.ssa F. Menegoni, ProI. A. M. Nunziante)
Incontro del 14.IV.2013
relatore: dott. Luca Corti
protocollo: Marco Barcaro
Le parole della logica (III):
il sillogismo
Il proIessore Illetterati introduce il seminario richiamando il tema e la sua collocazione all'interno
della Scien:a della logica (tomo III; dottrina del concetto; sezione prima - capitolo terzo: il
sillogismo)
CORTI: la sezione sul sillogismo e una parte particolarmente lunga e diIIicile della Scien:a della
logica. Senza la pretesa di esaurire il contenuto della sezione, selezionero alcuni punti per aprirmi un
varco che mi aiuti a presentare la trattazione hegeliana del sillogismo. Per quanto riguarda il taglio, la
relazione manterra il carattere problematico che caratterizza lo stesso testo, mettendo sul tavolo,
quindi, anche i problemi che emergono.
In riIerimento ai contenuti, Hegel si conIronta con altre istanze Iondamentali della tradizione:
'Si ha gia un materiale completamente pronto e Iissato, un materiale, si puo dire,
ossiIicato, e il compito consiste nel renderlo Iluido e nel riaccendere il vivente concetto in
cotesta materia morta (WdL, p. 640)
1
.
Per quanto riguarda la dottrina del sillogismo, il materiale proviene principalmente da due autori:
Kant e Aristotele. Da quello che Chiereghin chiama 'connubio tra Kant e i greci
2
, risultano i tratti piu
importanti del sillogismo.
Partiamo da Kant, autore Iondamentale per comprendere Hegel (Nec tecum nec sine te vivere
possum), ponendo la domanda: quali sono i punti in cui riprende Kant (tecum), e quale invece la
proIonda revisione che egli compie (sine te)? Quali acquisizioni kantiane Hegel rielabora e integra?
Kant ha il merito di aver riIormulato il tema classico del sillogismo inserendolo nella logica
trascendentale, ampliandone la portata e la Iunzione. Un esito importante e la classica distinzione tra
intelletto e ragione. L`impresa critica scrive Kant 'conduce |.| a un risultato inaspettato e
apparentemente di gran danno per i nostri scopi: 'si tratta del Iatto che il nostro potere di conoscere
non ci permette di oltrepassare i conIini dell`esperienza possibile, mentre questo e l`intento principale
di tale scienza (KrJ, B XIX)
3
.
I conIini dell`esperienza possibile sono quelli dell`intelletto, in cui puo darsi conoscenza oggettiva;
mentre Iuori dall`intelletto si perdono le condizioni di applicabilita delle categorie e si apre il dominio
della ragione. Sono due domini 'di tutt`altra specie (Prolegomeni, 41)
4
. Anche solo per la
distinzione tra queste due dimensioni, l`impresa critica, scrive Kant, - avrebbe raggiunto un risultato
che la giustiIica. Mescolare intelletto e ragione porta inIatti 'tutt`al piu al tentativo, irregolare e
acciabattato, di mettere insieme un castello di carta, senza conoscere i materiali dei quali ci si occupa,
e la loro suIIicienza per questo o quello scopo (Prolegomeni, 41). Dopo aver chiuso la trattazione
1 G. W: Hegel, Scien:a della logica , Laterza, Roma-Bari, 1988
3
.
2 S. Fuselli, Forme del sillogismo e modelli di ra:ionalita in Hegel. preliminari allo studio della conce:ione hegeliana
della media:ione giudi:iale, preI. di F. Chiereghin Trento, VeriIiche, 2000.
3 I. Kant, Critica della ragion pura, UTET, Torino, 2005.
4 I. Kant, Prolegomeni ad ogni futura metafisica che potra presentarsi come scien:a, Laterza, Roma, 1996.
dell'intelletto e dopo aver aperto in questo modo il campo all'indagine della ragione, si rivela, pero,
anche l'ambiguita di questa indagine. La ragione si rivela un castello di carta che non produce
conoscenze. Nonostante Kant la chiami 'la suprema Iacolta, i suoi sIorzi di uscire dai conIini
dell'esperienza possibile non portano ad alcuna conoscenza: 'La ragione umana, in una specie delle
sue conoscenze, ha il destino particolare di essere tormentata da problemi che non puo evitare, perche
le son posti dalla natura della stessa ragione, ma dei quali non puo trovare la soluzione, perche
oltrepassano ogni potere della ragione umana. In tale imbarazzo cade senza sua colpa (KrJ, II
preIazione).
Quello che qui ci interessa maggiormente e: a) il tipo di deIinizione della ragione che Kant da, b)
quali distinzioni opera all`interno del dominio della ragione stessa, in quanto rivedremo questi aspetti
ripresentarsi all'interno della trattazione hegeliana, specialmente nella sua parte iniziale.
Scrive Kant: 'Mi trovo ora in un certo imbarazzo, dovendo dare una spiegazione di questa suprema
Iacolta conoscitiva (KrJ, A 299/B 355). Questo imbarazzo e dato, tra le altre cose, dall`impossibilita
della ragione di esercitare un portato conoscitivo, quindi gia parlare di 'suprema Iacolta conoscitiva e
Iuorviante, perche la ragione non puo conoscere l`incondizionato. Kant, inoltre, introduce nella
ragione un`altra distinzione. La ragione si puo usare in due modi - grande novita critica - : un uso
semplicemente formale o logico, e un uso reale: 'Vi e un uso semplicemente Iormale, vale a dire un
uso logico |.| ma vi e anche un uso reale, nella misura in cui la ragione contiene l`origine di certi
concetti o principi, che essa non trae ne dai sensi ne dell`intelletto (KrJ, A 299). I due aspetti della
ragione sono talmente separati che Kant parla espressamente di due Iacolta, le quali sono in qualche
modo caratterizzate in maniera sillogistica: 'La prima di queste Iacolta e stata gia da lungo tempo
spiegata dai logici come la Iacolta di inIerire mediatamente, ma c`e anche un`altra Iacolta, 'quella
che produce essa stessa i concetti che non viene presa in esame (KrJ, A 299). Si apre qui nuovo
campo d`indagine.
Partiamo dalla prima Iacolta. L`operazione della ragione e quella logica, si esplica mediante
sillogismi, ha diverse Iunzioni. 'In quanto riguarda semplicemente la Iorma, costituisce il carattere
logico dei sillogismi (Prolegomeni, 43).
Sembra che, nell'uso logico della ragione, Kant Iaccia rientrare Iorzando molto le cose, la teoria
classica del sillogismo che da Aristotele si e sviluppata Iino a WolII. Kant attribuisce gia a questo tipo
di ragione Iunzioni speciIiche e importanti:
1) Unita. Nel paragraIo sull''uso logico della ragione scrive: 'Risulta dunque chiaro che la
ragione, nell`inIerire, mira a ricondurre la grande molteplicita della conoscenza intellettuale al minor
numero possibile di principi (condizioni universali), realizzando in tal modo la suprema unita della
conoscenza (KrJ, A 305). In questo modo la ragione si rivolge all`intelletto e ai suoi prodotti, e da
luogo all`uniIicazione. C`e un senso in cui la ragione Ia con l`intelletto quello che l`intelletto ha Iatto
con il molteplice dell`intuizione (cIr. KrJ, A 306), come si legge anche in A 307: 'il sillogismo non si
indirizza a intuizioni per sottoporle a regole (come Ia l`intelletto con le sue categorie), ma a concetti e
giudizi. Tale principio potremmo oggi chiamarlo Iorse 'coerentismo: strutturare le conoscenza come
un tutto unitario e organico riportandola sotto a dei principi. 'L`unita dei principi e un`esigenza della
ragione, per portare l`intelletto a una coerenza completa con se stesso (KrJ, A 306/B 362). Questa,
scrive Kant, e una semplice 'legge soggettiva economica (KrJ, A 306).
Kant la chiama inIerenza intellettuale (KrJ, A 304) in contrapposizione all`inIerenza razionale, la
quale non e una semplice giustapposizione di giudizi.
'Ammesso che l`intelletto sia la Iacolta dell`unita dei Ienomeni mediante le regole, la ragione
risulta la Iacolta dell`unita delle regole dell`intelletto mediante principi (KrJ, B 359). 'La conoscenza
in base a principi non ha nulla a che Iare con la semplice conoscenza intellettuale, la quale, anche se
precede sotto Iorma di principio le altre conoscenze, in se stessa (in quanto sintetica) non riposa sul
mero pensiero, ne racchiude in se un universale secondo concetti (KrJ, A 302). 'Unita che puo
chiamarsi unita della ragione e altra specie rispetto all`intelletto(KrJ, B 359/A 302). 'La ragione |.|
non crea concetti (di oggetti), bensi li ordina soltanto, e Iornisce ai concetti quell`unita che essi
possono avere nella loro massima estensione possibile (KrJ, A 643/B 672).
L'uso logico dischiude comunque un altro aspetto importante della ragione:
2) la ricerca dell'incondizionato, trovare una conoscenza incondizionata dell'intelletto. 'Spinta piu
innanzi possibile (KrJ, B 364/A 307), la ragione sIocia nella ricerca dell`incondizionato. I risultati
dell'indagine trascendentale di Kant sulla ragione non si esplicano tanto nella coerenza, quanto in
quest'ultimo aspetto. Scrive Kant: 'cio che ci spinge ad oltrepassare necessariamente i conIini
dell`esperienza e l`incondizionato che la ragione esige |.| necessariamente e con ogni buon diritto
per chiudere in tal modo la serie delle condizioni (KrJ, B XX). Se, ad esempio, seguo la
concatenazione causale nel mondo empirico, e poi salto oltre e risalgo ad una causa incausata che
causa tutto, sto eIIettuando un passaggio diverso: non riorganizzo piu conoscenze acquisite coi
giudizi, ma ne costruisco di nuove. SempliIicando molto, potremmo dire che questa ricerca
dell'incondizionato dischiude il campo alle tre idee della ragione; esse vengono ottenute nuovamente a
partire da tre Iorme di sillogismo categorico, ipotetico e disgiuntivo mediante un procedimento di
astrazione simile a quello operato per le categorie (e su cui Hegel avra molto da dire in senso critico).
3) Un ultimo carattere dell'uso del sillogismo in Kant potrebbe essere legato al carattere sistematico
della conoscenza. 'Se esaminiamo le conoscenze del nostro intelletto nel loro intero ambito,
scopriamo che cio di cui la ragione dispone in modo del tutto peculiare e che essa cerca di costruire e
il carattere sistematico della conoscenza, vale a dire la connessione di essa in base a un principio
(KrJ, A 645/B 673). 'L`unita della ragione e l`unita del sistema (KrJ, B 708)|. L'unita della ragione,
presuppone sempre l`idea della Iorma di un tutto della conoscenza.
La ragione, nella sua ambivalenza si caratterizza per: 1) la sistematicita, 2) l'unita del sapere, 3)
dischiude le idee della ragione, che sono autenticamente trascendenti rispetto alla dimensione
dell'intelletto - il tutto guidato in varia misura, almeno in parte dalla Iorma del sillogismo. Esso in
qualche misura sembra essere la chiave per comprendere il modo in cui si articola la ragione come un
tutto organico. Con Kant sillogismo guadagna cosi quell''ampio respiro speculativo di cui parla
Chiereghin nell'introduzione al libro di S. Fuselli, Forme del sillogismo e modelli di ra:ionalita in
Hegel).
Da queste acquisizioni Hegel prende le mosse, e lo Ia molto presto. La seconda delle dodici tesi
(dopo: contraddictio est regula veri) di abilitazione del 1801 aIIerma: 'svllogismus est principium
idealismi`. Il conIronto di Hegel col sillogismo, come dimostra Fuselli, si estende nel tempo e
risponde all'istanza kantiana di mediazione tra Iinito e inIinito. 'Guardando agli impianti generali
della logica delineati a piu riprese nei corsi ginnasiali, non e diIIicile scorgere i segni di una costante
rielaborazione del pensiero kantiano (Fuselli, op. cit., p. 63). Nelle sue rielaborazioni il sillogismo si
trova tra intelletto e ragione, tra Iinito e inIinito, in una zona liminale. Passando alla Scien:a della
logica, il sillogismo perde naturalmente l'elemento trascendentale e in larga parte la stessa Iunzione
conoscitiva che lo caratterizza in Kant; esso viene tematizzato come struttura logica del concetto dopo
un lungo percorso di progressione logica. Sembra pero rimanere in qualche modo Iermo l'elemento
positivo, ossia il sillogismo come Iorma della ragione, estesa nel suo portato trascendentale da Kant.
Ci chiediamo: in che misura Hegel conserva o rigetta le istanze kantiane? Se le rivede e supera in
maniera radicale, Hegel scrive: 'Il sillogismo e cosi il concetto completamente posto, ed e quindi il
razionale (WdL, p. 753). 'L`intelletto viene preso come Iacolta del concetto determinato |..| Nella
ragione invece i concetti determinati son posti nella loro totalita e unita. Non solo, quindi, il
sillogismo e razionale, ma ogni razionale e un sillogismo (WdL, p. 754). Totalita e 'suprema unita
sono due caratteri Iondamentali che Hegel riprende da Kant, assieme al sillogismo come Iorma della
ragione.
Se in un primo momento e qualcosa di molto simile a Kant, troviamo subito dopo un attacco a
Kant: 'Da un pezzo il sillogizzare e stato attribuito alla ragione (WdL, p. 753), e qui Hegel ricalca da
vicino Kant ('gia da lungo tempo la Iacolta della ragione e stata spiegata come la Iacolta di
sillogizzare mediatamente), 'dall`altro lato pero si parla della ragione in se e per se, di principi e
leggi razionali in modo tale che non si vede chiaro come siano connesse tra loro quella ragione che
sillogizza |leggasi: uso logico| e questa ragione che e Ionte di legge e di altre verita e pensieri assoluti
|leggasi: idee|. Se quella dev`essere soltanto la ragione Iormale e questa invece deve generare il
contenuto, allora all`ultima, secondo questa distinzione, non dovrebbe appunto poter mancare la Iorma
della ragione, cioe il sillogismo (WdL, p. 754).
'Se la ragione dev`essere quel conoscere (erkennen) che sa qualcosa intorno a Dio, alla liberta, al
diritto e al dovere, intorno all`inIinito e all`incondizionato, al soprasensibile |.| allora da un lato
questi ultimi non sono che oggetti negativi, dall`altro poi resta sempre in generale la prima domanda,
che cosa v`e in tutti codesti oggetti che li rende razionali?. Hegel risponde: 'il loro carattere
sillogistico.
Hegel, quindi: 1) riprende in un certo senso da Kant l'idea del sillogismo come Iorma di
articolazione della ragione, come organo dello sviluppo logico; 2) estende la Iorma del sillogismo al di
la del principio logico coerentista, includendo la ragione come totalita; 3) ne radicalizza la portata:
conoscere Dio, l'inIinito e l'incondizionato rientrano nella dimensione della razionalita dischiusa da
sillogismo; 4) elimina la dualita kantiana tra ragione nell'uso logico e reale. Non distingue come
eterogenee le due dimensioni dell'uso della ragione, ma ingloba le due Iasi nello sviluppo progressivo
dell'unico processo del concetto. Come si dispiega tutto cio?
Parte dalla Iorma base del sillogismo (il sillogismo intellettuale) e mostra il sillogismo nel suo
processo di sviluppo o movimento dialettico: 'il suo movimento dialettico |del sillogismo| lo presenta
nell`insieme completo dei suoi momenti (WdL, p. 757). In questo primo caso il sillogismo e
determinato, le determinazioni sono astratte, e meramente Iormale (es.: tutti gli uomini sono mortali /
Caio e un uomo / dunque Caio e mortale). E una semplice regola Iormalistica, ha un carattere esterno,
le singole determinazioni Iormali sono astratte, e l''unilateralita della Iorma astratta (WdL, p. 762). Il
suo carattere e la 'noia (WdL, p. 759). L'Enciclopedia lo chiama 'vuoto Iormalismo. Noi
esprimiamo come sillogismo qualcosa che e nella cosa stessa: 'la noia viene da quella Iorma inutile
che oIIre una parvenza di diversita con quelle proposizioni separate, parvenza che poi si dilegua subito
nella cosa stessa (WdL, p. 759).
Questo sillogismo e manchevole per due ragioni:
1) 'il diIetto suo sta in cio, ch`essa si attiene in maniera assoluta alla Iorma intellettuale del
sillogismo e Ia si che 'le determinazioni vengono prese come astratte determinazioni Iormali mentre
'Nel sillogismo l`essenziale e costituito dalle loro relazioni (WdL, p. 776). Questo tipo di sillogismo
e richtig, corretto, ma perde il carattere veritativo (e manchevole);
2) la manchevolezza e data dal tipo di relazione che articola il sillogismo e che lega i vari termini.
Riguarda il sillogismo nel suo sviluppo: nelle varie Iorme di sillogismo che Hegel presenta le
rela:ioni che lo compongono si determineranno in maniera sempre piu ricca e soprattutto necessaria.
Cosa distingue una Iigura dall'altra? Per Fuselli 'non il tipo di proposizioni che impiegano, ma il
grado di necessita delle relazioni che istituiscono (Fuselli, op. cit., p. 81) cosi come la copula e nel
giudizio. La rosa e rossa: e un esempio di relazione accidentale. Hegel sembra voler dire cosi: il
'rosso non esprimeva tutto il contenuto proprio del termine rosa. Se prendiamo il sillogismo in
questa Iorma, non esprimiamo compiutamente la struttura logica di qualcosa, ma ne Iaremo una
costituzione soltanto parziale.
'In quanto il termine medio come particolarita astratta e soltanto una qualsiasi
determina:ione del soggetto che come immediato |.| ne ha parecchie altre; onde puo
esser congiunto con altrettante varie universalita |.| e quindi il soggetto puo essere
riIerito mediante questo medesimo 'medius terminus a universali diIIerenti (En:. '30,
184).
Il termine medio restituisce un legame solo parziale, accidentale. 'Se dal termine medio della
sensibilita si conclude che l`uomo non e ne buono, ne cattivo, perche del sensibile non si puo
predicare ne l`uno ne l`altro, il sillogismo e giusto, ma la conclusione e Ialsa, perche dell`uomo, in
quanto e un concreto, val parimenti anche il termine medio della spiritualita (WdL, p. 761). Esempi:
L`uomo e un essere sensibile / Il sensibile non e ne buono ne cattivo / L`uomo non e ne buono ne
cattivo.
L`uomo e un essere spirituale / Lo spirituale puo essere buono o cattivo / L'uomo puo essere buono
o cattivo.
Il sillogismo e collegabile con altre universalita. Rimanendo in questa Iorma del sillogismo il
termine medio restituisce il legame parziale tra soggetto e predicato, ma e solo un carattere rispetto a
cio di cui predica. Come nel giudizio il protagonista e la copula che e la responsabile della
mediazione, cosi nel sillogismo il termine medio media i termini in maniera sempre piu necessaria, e
in esso si condensa il legame. L`attenzione al termine medio e Iorse il tratto distintivo del sillogismo
hegeliano: 'Il medio, da cui nel sillogismo tutto essenzialmente dipende (WdL, p. 781). Dunque, se il
sillogismo e astratto e dice solo in modo parziale le relazioni tra i termini, dobbiamo Iarne a meno?
Qual e il suo statuto? Qual e il rapporto tra logica hegeliana e logica Iormale? Hegel non vuole
sbarazzarsi del sillogismo perche il sillogismo dell'essere determinato e dell'esserci hanno valore per il
nostro conoscere:
1) 'A questo proposito va anzitutto osservato che |.| pure le diverse Iorme del sillogismo
continuano pero ad avere valore nel nostro conoscere. Quando, ad esempio, qualcuno in un mattino
d`inverno svegliandosi sente lo scricchiolio dei carri nelle strade e ne trae lo spinto per osservare che
deve esserci stata una gelata molto Iorte, compie un`operazione sillogistica, e questo tipo di operazioni
lo ripetiamo ogni giorno nei modi piu vari e complessi |.|(En: '30, 406 Zusat:). Hegel, inoltre,
considera i sillogismi del diritto nei tribunali
2) L`impressione e che il diIetto del sillogismo dell`esserci non stia tanto nella Iorma del
sillogismo, ne nel tipo di proposizioni con cui viene articolato, ma piuttosto nel modo di intendere cio
che questa Iorma esprime. 'Il diIetto del sillogismo Iormale non sta quindi nella forma di sillogismo
anzi e questa la Iorma della razionalita ma sta in cio che cotesta e solo come Iorma astratta ed e
quindi priva di concetto (WdL, p. 777). Il sillogismo, in quanto Iorma, resta Iorma della ragione, il
problema e il modo in cui intendiamo il 'contenuto di questa Iorma. Le Iorme intellettualistiche,
pero, non vanno abbandonate Iinche non si compie il percorso della logica. Lo stesso valeva per il
giudizio, al quale, non a caso, Hegel si richiama. Nella Irase 'La rosa e rossa, il predicato non
dovrebbe signiIicare il rosso universale, ma soltanto il determinato rosso della rosa (WdL, p. 779). Il
contenuto concettuale del concetto di 'rosso eccede il contenuto concettuale del termine 'rosa. Lo
stesso vale per la relazione tra universalita e particolarita.
'Del resto il rapporto di individualita, particolarita e universalita e |il rapporto Iormale
necessario ed essenziale delle determinazioni del sillogismo. Il diIetto non consiste in
questa determinatezza della Iorma, ma in cio che sotto questa Iorma (unter dieser Form,
|lo spazio|) ciascuna singola determinazione non e in pari tempo |:ugleich| piu ricca
(WdL, p. 757).
L'espressione 'unter dieser Form: indica un elemento importante? Cosa c'e sotto la Iorma
linguistica? Sotto l'aspetto Iormale del linguaggio c'e un elemento di contenuto (il pensiero logico) che
si tratta di portare a piena espressione con Iorme logiche sempre piu adeguate. Le 'Iorme logiche,
l'aspetto verbale sono il tentativo di articolare una ricchezza di pensiero (e questo e indice di uno
scarto tra il pensiero e le capacita espressive del linguaggio). Se, ad esempio, si dice: 'l'uomo e
mortale (esempio del giudizio della riIlessione), si avranno diversi contenuti associabili ('questo
uomo e mortale, 'tutti gli uomini sono mortali (estensionale), 'l'essenza del genere umano e
mortale). Questo sembra essere il tipo di distinzione che Hegel mostra, la progressione che presenta,
sia nel giudizio che nel sillogismo. Come renderla adeguata?
Se questo vale, la cosa a cui assistiamo e uno sviluppo dell'articolazione e della progressiva
capacita delle Iorme sillogistiche di esprimere le relazioni tra i termini in maniera sempre piu
completa e necessaria. In particolare, il medio gioca il ruolo di protagonista perche sintetizza i
contenuti. Le relazioni si condensano nel medio, il processo del sillogismo puo essere visto come un
progressivo processo di sviluppo del medio: ogni genere rappresenta un diverso modo in cui il medio
puo essere un principio di uniIicazione (cIr. WdL, p. 799); il medio e il principio di uniIicazione,
'L`essenziale del sillogismo e l`unita degli estremi, il medio che li unisce e il Iondamento che li
regge (WdL, p. 755). Hegel e insoddisIatto dalla terminologia medius terminus, che e spaziale. Sta
nel mezzo, isolato dalle due parti. Forse la Iorma verbale (vermittelnde) e meglio del Mitte. Una
Iorma di mediazione superiore si da nel sillogismo della riIlessione e della necessita, ma vi e ancora
piu contenuto di quello che e in grado di esprimere:
'Gli estremi sono le determinazioni del giudizio della riIlessione |.| Ma il soggetto
singolo contiene anche, come si mostro nel giudizio della riIlessione, oltre la semplice
individualita, che appartiene alla Iorma, la determinatezza come universalita riIlessa
assolutamente in se, come genere presupposto, vale a dire preso qui ancora come
immediatamente (WdL, p. 780).
Alla Iine di queste tre Iorme la relazione che si instaura tra i tre contenuti e una identiche
Be:iehung, una relazione di identita, e le Iorme si rivelano strutturate sillogisticamente. Il medio
risulta ancora Iondamentale:
'Quando al contenuto sostanziale i termini stanno Ira loro in una relazione identica, come
in una relazione in se e per se; si ha qui un`unica essenza che percorre i tre termini, nella
quale le determinazioni di individualita |singolarita|, particolarita e universalita non sono
che momenti Iormali (WdL, p. 793).
'Il medio e l`identita, piena di contenuto, dei suoi estremi, che vi sono contenuti nella loro
indipendenza (WdL, p. 793).
Il medio ora esaurisce e media l`intero contenuto dei suoi estremi. Nel momento in cui il medio
esprime la totalita delle relazioni degli estremi, si determina il passaggio all'oggettivita. La progressiva
articolazione vede arricchirsi il legame concettuale tra i termini, vede uno sviluppo interno alla
relazione di mediazione. 'Il sillogismo categorico non e quindi piu soggettivo. In quell`identita
comincia l`oggettivita (WdL, p. 793).
Ci chiediamo: e corretta la distinzione Iorma-contenuto? Una volta che il sillogismo e divenuto
necessario (e quindi quando tutte le relazioni si condensano nel medio), passa nell'oggettivita? Come
intendere questo passaggio?
In questo modo, muovendo da un Concetto che era ancora implicito, passando attraverso un
processo di auto diIIerenziazione (Theilung), attraverso il giudizio e poi tornando in una identita
attraverso il sillogismo, vengono a maturazione gli strumenti per pensare il concetto come totalita, in
quanto struttura soggettiva. Forse 'olismo non e il termine giusto per esprimere cio, ma e un termine
che richiama un carattere essenzialmente processuale.
Riguardo al passaggio alla realta, Hegel scrive:
'il sillogismo e mediazione |.| il movimento suo e di togliere questa mediazione nella
quale nulla e in se e per se, ma ciascuno e solo per mezzo di un altro. Il risultato e quindi
un`immediatezza che e posta per il togliere della mediazione, un essere il quale e insieme
identico colla mediazione ed e il concetto, che ha ristabilito se stesso dal suo essere altro e
nel suo essere altro. Questo essere e percio una cosa che e in se e per se l`oggettivita
(WdL, p. 800).
L`idea sembra essere che, nel trattare la Iorma sillogistica, non e una questione Iormale, ma una
questione contenutistica. Le diverse Iorme di sillogismo, in qualche modo, Ianno da guida per
giungere ad una comprensione del contenuto di cui poi le Iorme sillogistiche sono espressione
parziale, dissolvono.
Quando Hegel dice che 'Perde il suo carattere Iormale: cosa signiIica? Il concetto, compiutosi il
processo del dirimersi, torna un`immediatezza, diventa oggettivita. In che senso si puo parlare di
oggettivita a questo punto della Scien:a della Logica? Come va intesa questa oggettivita? Si tratta di
un salto a un livello ontologicamente piu carico? O dobbiamo comprenderlo in un altro modo?
Riguardo alle sorti del sillogismo, problema che ricorre in molti luoghi del sistema, si pone una
domanda Iondamentale: qual e la relazione che si trova tra questo sillogismo e gli altri sillogismi che
troviamo sia nella Scien:a della logica, sia nelle altre parti del sistema, e sicuramente alla Iine dei
Lineamenti di filosofia del diritto?
La seconda parte della mia esposizione riguardera l'esposizione del tentativo, Iatto da Robert
Brandom, di applicare la sillogistica per vedere dove puo portare la sillogistica hegeliana, Iino a che
punto possiamo riconoscerla nell'inIerenzialismo di Brandom. Faro riIerimento a questo dopo la
discussione che ora apriamo, nella parte Iinale del seminario.
DISCUSSIONE
Il ruolo di discussant e aIIidato alla dott.ssa Selene Mezzalira
MEZZALIRA: inizio chiedendo un chiarimento su Aristotele e Kant. Aristotele non sviluppa l'aspetto
intellettualistico, e tuttavia la sua trattazione ha un aspetto speculativo?
CORTI: Hegel pensa di Aristotele (o meglio, della logica aristotelica) quello che pensa Kant: da
Aristotele in poi non sono stati Iatti grossi progressi da un punto di vista logico. Loda Aristotele per il
riIerimento delle Iorme logiche, ma lo conIina nel punto di vista intellettualistico. Per Iarlo usa una
metaIora Iamosa. Aristotele sarebbe il 'Linneo della logica che ha il merito di catalogare le Iorme
logiche del concetto-giudizio-sillogismo (cIr. Le:ioni storia della filosofia). Resta comunque indubbia
l'importanza di Aristotele: e il naturalista delle Iorme logiche del pensiero. La sua logica e una storia
del pensiero, essa ha il merito di svolgere a Iondo la teoria del sillogismo, ma non e la Iorma
universale della verita. Questo e anche il diIetto di tutta la logica posteriore. Si tratta, pertanto, di
mettere in moto il sillogismo rispetto al movimento dialettico.
ILLETTERATI: se prendiamo l'Organon, Aristotele e un naturalista del pensiero Iinito; mi chiedo se
c'e nella Metafisica una Iorma logica di tipo sillogistico in cui ho a che Iare con il sillogismo in atto
(non solo Iormale). Come 'sottotesto Hegel ha la Metafisica di Aristotele, non la sua logica. La
IilosoIia della natura si richiama alla Fisica, la IilosoIia dello spirito all'Etica, la Scien:a della logica
alla Metafisica. L'incarnazione della Iigura sillogistica di Aristotele, indica un sillogismo incorporato e
non astratto?
MEZZALIRA: vorrei ritornare sul tema dell'importanza del termine medio da cui si irradiano gli
estremi. Platone, in Timeo 31 B-C, parla del legame piu bello 'Che due cose si compongano da sole,
prescindendo da una terza in maniera bella, non e possibile. InIatti, dev'esserci in mezzo un legame
che congiunga l'una con l'altra. E il piu bello dei legami e quello che di se stesso e delle cose legate Ia
una cosa sola in grado supremo. Il legame non lega solo, ma uniIica.
CORTI: il riIerimento al Timeo c'e. Hegel dice che per Platone l'assoluto e il legame piu bello. Hegel
cita il passo del Timeo gia nello scritto Differen: des Fichteschen und Schellingschen Svstems der
Philosophie, e lo usa per giustiIicare la struttura di un assoluto di tipo schellinghiano. L'immagine del
legame piu bello pero non lo abbandona piu e si sviluppa Iino, ad esempio, alle Le:ioni di storia della
filosofia. Il legame piu bello e sinonimo per la struttura del sillogismo. E una delle piu belle
espressioni di Platone. 'E la deduzione, come e nota dalla logica; essa mantiene la Iorma quale appare
nel sillogismo ordinario, ma come cio che e razionale; le diIIerenze sono gli estremi, e l`identita li
rende uno nell`idea
5
. Si potrebbe pero complicare la questione perche la Iormulazione del legame piu
bello e molto simile a quella del sillogismo matematico: se due cose sono uguali ad una terza, sono
uguali tra di loro. Ora, una proporzione non e un`uguaglianza, pero mi sembra indice del Iatto che la
questione Iondamentale non riguarda la 'Iorma, bensi il contenuto delle relazioni in gioco in questi
passi.
SANGUINETTI: prima Dio e la religione, poi Hegel unisce spirito e natura. Dal Dio della Iine degli
anni 1790, arriva alla Iine dell'Enciclopedia in cui l'elemento logico media tra natura e spirito. Del
Timeo, a Hegel piace il legame piu bello, come cio che dissolve in se le diIIerenze dei due estremi. In
Hegel la proporzione geometrica viene cosmologizzata.
MENEGONI: quale riIerimento ad Aristotele sta sotto la Scien:a della logica? Nel sillogismo e
5 G. W. Hegel, Le:ioni sulla storia della filosofia, Laterza, Roma-Bari, 2009, p. 270.
Aristotele dell'Organon perche Aristotele viene citato dove si presenta la prima Iigura del sillogismo
determinato come esempio di rapporto di semplice inerenza 'quando tre determinazioni stanno cosi
tra loro che l'un estremo e in tutta la determinazione media, e questa determinazione media e in tutto
l'altro estremo, questi due estremi sono necessariamente in connessione (WdL, p. 757). Il legame piu
bello ha la sua bellezza nella circolarita che viene ad occupare tutte le dimensioni (dinamicita).
Bisogna capire i limiti di questo rapporto di inerenza perche dice il carattere Iormale del sillogismo,
Iorse non solo tenendo presente la Iorma, ma considerando il ragionamento che corrisponde a un
calcolo. Questa operazione e puramente meccanica (insoIIerenza), e quindi chiunque e capace di
creare un sillogismo, ma privo di contenuto. Il carattere Iormale nel senso intellettualistico, ma tutto
conIinato alla soggettivita. Solo col passaggio alla necessita si supera la soggettivita. Avviene quindi
anche un progressivo arricchimento del medio. Platone non e la risposta di Aristotele, ma un certo
Aristotele che viene preso in considerazione.
CORTI: sono d'accordo con il senso del Iormale nel sillogismo; se circa il carattere Iormale signiIica
considerare il sillogismo in maniera intellettuale? C'e, senz'altro, una Iorma del sillogismo che va
evolvendosi.
ALTOBRANDO: Iaccio un'osservazione sul rapporto Iorma-contenuto. Quanto all'esempio dello
scricchiolio delle ruote Iuori della Iinestra per cui si pensa che ci sia stata una ghiacciata nella notte:
come cerca di rendere tale pensiero in modo sillogistico? Ogni ente pensante opera sillogisticamente,
anche senza il linguaggio? Il sillogismo puo avere una Iorma inadeguata al contenuto? Se si, quale?
Oppure qualunque ente sta Iacendo un sillogismo e il nostro compito e comprendere qual e la struttura
proIonda dell'operazione compiuta?
CORTI: nei suoi Saggi Montaigne Ia l'esempio della volpe usata dagli abitanti della Tracia per
attraversare i laghi ghiacciati: 'quando la vedessimo sul bordo dell`acqua accostare l`orecchio
vicinissimo al ghiaccio per sentire se da lungi o da presso udra mormorare l`acqua corrente al di sotto,
e secondo che trovi in tal modo che il ghiaccio abbia piu o meno spessore, indietreggiare o avanzare,
non avremmo Iorse ragione di ritenere che le passi per la testa lo stesso ragionamento che passerebbe
per la nostra? E che e un`argomentazione e una conclusione tratta dal buon senso naturale: quello che
Ia rumore si muove, quello che si muove non e gelato, quello che non e gelato e liquido, e quello che e
liquido cede sotto il peso
6
. La questione e problematica sia per Hegel che per i suoi interpreti
contemporanei. Attribuire solo agli uomini la struttura del razionale non ci impedisce di vedere
Ienomeni come questo come aventi una struttura sillogistica. Se abbiamo strumenti concettuali per
esplicitarla, possiamo Iarlo (ma rimane ovvio che digeriamo anche senza il sillogismo). Resta Iermo
che il carattere di questo sillogismo, per Hegel, e la noia.
ILLETTERATI: essere coscienti, pero, ci consente di mettere in atto un movimento correttivo; la
possibilita correttiva e importante rispetto a cio che pretende di avere una valenza inIerenziale.
SANGUINETTI: nell'Antropologia la sensazione e che il sillogismo sia cio che lega il soggetto al
mondo. Hegel ha in mente il sillogismo come legame, un legame tra attivita cognitiva e mondo.
ILLETTERATI: a pagina 757 della Scien:a della logica troviamo la prima Iigura del sillogismo
individualita-particolarita-universalita e un rapporto Iormale di determinazione del sillogismo; 'il
diIetto, pero, non consiste in questa determinatezza della Iorma, ma in cio che (manca in tedesco)
sotto questa Iorma ciascuna singola determinazione non e in pari tempo piu ricca (WdL, p. 757) Cosa
signiIica? SigniIica: sotto questa Iorma non ho niente di piu ricco? O, invece: questa Iorma ha una
sorta di contenuto implicito che dev'essere esplicitato? Quello che sta sotto e piu o meno ricco?
MENEGONI: questa Iorma e la determinatezza delle Iorme del sillogismo se Hegel la sta pensando
con le determinazioni Iormali; la singola determinazione del sillogismo non e piu ricca sotto quella
6 CIr. M. Montaigne, Saggi, Bompiani, Milano, 2012, p. 823.
Iorma. Questo signiIica una critica dell'aspetto Iormale del sillogismo a partire dall'aspetto basilare.
ILLETTERATI: sotto quella determinata Iorma sillogistica, o sotto quella Iorma c'e un elemento di
contenuto implicito?
CORTI: sotto (unter) e termine ambiguo perche non si capisce se indica luogo o il punto di vista; c'e
uno scarto tra Iorma e contenuto? La proposizione speculativa non ha una Iorma diversa da altre
proposizioni. O la penso in una dinamica in cui i termini si muovono dentro ad una inIerenza, o non
ricevero mai un contenuto speculativo. Per ricavare qualcosa di speculativo devo pensare
diversamente la Iorma.
MENEGONI: c'e una analogia tra la copula nel giudizio e il termine medio nel sillogismo; Hegel ha le
idee chiare quanto alla critica verso Kant. Se il sillogismo deve dire il razionale, e un modo per dire la
proposizione speculativa. Su questo tema vi segnalo il volume di Hindrichs, Das Absolute und das
Subfekt
7
. Il superamento di Hegel rispetto a Kant avviene nella struttura del giudizio. La proposizione
speculativa e la rivoluzione permanente del giudizio.
CORTI: certo, il parallelo che ho tracciato tra giudizio e sillogismo era limitato alle considerazioni
riguardanti la relazione tra 'Iorma logica e quello che ho chiamato 'contenuto. Per il resto sono
d`accordo sulla diIIerenza che separa Kant da Hegel, e sul Iatto che questa diIIerenza stia proprio nel
passaggio cruciale dalla Iorma del giudizio alla Iorma del sillogismo.
MENEGONI: ogni giudizio e dato dai termini accostati, ma nel sillogismo il termine non e statico,
bensi consente ai termini di scambiarsi posizione. Nel giudizio l'accostamento e estrinseco, non c'e
mai identita tra essere e pensare. Nel sillogismo avviene solo in quello della necessita.
SANGUINETTI: il medio e una nuova concretizzazione della copula, circolazione di tre membri nel
sillogismo della necessita. Che tipo di necessita e quella?
MEZZALIRA: nell'Enciclopedia ci sono tre tipi di sillogismo, nella Scien:a della logica
corrispondono a uno dei tre sillogismi Iinali dell'Enciclopedia? Questo sapere e necessario e libero, tre
sillogismi.
CORTI: torniamo al rapporto tra sillogismi logici e sillogismo Iinale della necessita. Quando Hegel
parla di logica, natura e spirito: c'e una gerarchia? Non ho una posizione. Idea della circolazione e la
chiave giusta per comprendere quello che va in scena alla Iine dell'Enciclopedia. Per quanto riguarda
la necessita rimando a Kant (li usa per le idee della ragione, esprimono l'incondizionato nelle sue tre
Iorme). Quando si hanno tutte e tre le condizioni si passa alla necessita.
MENEGONI: sarebbe Iuorviante alla Iine della Scien:a della logica parlare del recupero della
nozione spinoziana che identiIica necessita e liberta. La necessita viene Iuori solo ora, e necessario
uscire dalla dimensione Iormale per calarsi nei rapporti reali. La necessita di tipo metodologico se il
sillogismo e il legame, penso al concrescere delle diverse Iorme Iino a un accrescimento Iino a
realizzare il legame piu bello; ci interessa la relazione tra i relata, i termini della relazione. Compreso
questo, non e una piu una necessita esterna, ma una relazione immanente che dice il movimento tra i
termini posti in relazione. Se si comprende questo, possiamo passare all'oggettivita. p. 756 natura
oggettiva della cosa, il sillogismo e Iatto dai relata che sono ciascuno una necessita e una necessita
interna, immanente.
ILLETTERATI: tra la trattazione del sillogismo e i sillogismi Iinali dell'Enciclopedia c'e un salto? I
sillogismi Iinali tentano di esprimere la struttura che nessuno sillogismo determinato puo rivelare, la
7 G. Hindrichs, Das Absolute und das Subfekt. Untersuchungen :um Jerhltnis von Metaphvsik und Nachmetaphvsik, V.
Klostermann, FrankIurt a. M., 2008.
dinamica stessa del movimento sillogistico. Il tentativo si portare a maniIestazione esteriore la
dinamica interna del pensiero?
MENEGONI: i sillogismi Iinali dell'Enciclopedia contengono elementi composti logica, natura,
spirito, ma siamo Iuori dei sillogismi determinati che si muovono tra singolare, particolare e
universale. Prima dei sillogismi Iinali, abbiamo i sillogismi teologici, entra: l'universale il particolare e
l'individuale a un livello rappresentativo. Nei sillogismi Iinali, invece, si svuota la Iorma
rappresentativa.
ILLETTERATI: il razionale e il sillogismo, ma nessuna delle Iorme determinate del sillogismo e in
grado di essere espressione compiuta del razionale, nessuna Iorma in grado di racchiudere lo
speculativo. Rimane sempre un elemento di esteriorita che implica l'oggettivita.
GIACOMETTI: i sillogismi Iinali diventano giudizi, sono il tentativo di superare gli elementi di
esteriorita che intaccano la struttura stessa del sillogismo in quanto tale.
ILLETTERATI: mi chiedo se e possibile parlare di Iorma e contenuto. Ci sono due modi di contenuto:
quello che riempie la Iorma e quello della Iorma (ogni Iorma ha il suo contenuto). Le strutture logiche
sono il contenuto di una Iorma o il contenuto che c'e nella Iorma stessa? (quindi cosa rappresenta la
IilosoIia dal punto di vista del suo contenuto?). All'inizio dell'Enciclopedia troviamo il contenuto di
tutti i pensieri e un contenuto dato dalla Iorma per cui pensiamo. La Iorma e cio che la Iorma implica
come Iorma.
MENEGONI: Hegel imputa a Kant il superamento che la Critica della ragion pura che la trattazione
della ragion pura non riIlette sulla Iorma in quanto contenuto, Ia del sillogismo la struttura della realta,
ma il limite del sillogismo e costruire una realta sistematica e organica, ma non riIlette sulle Iorze
messe in campo.
ILLETTERATI: Iin dalle prime pagine c'e un conIronto diretto con Kant (criptocitazione nel testo: e
importante coglierlo) perche la Dialettica trascendentale e il punto di partenza delle operazioni di
Hegel che prende la Iorma del pensiero di Kant e la legge dal lato della sua oggettivazione, piu che dal
lato della sua determinazione soggettiva. Le determinazioni di Kant sembrano i termini di Hegel letti
come esigenza dell'oggettivita. La Dialettica trascendentale come introduzione a questa parte della
Scien:a della logica, la parte Iinale della Critica della ragion pura e spostarne il baricentro dal lato
oggettivo.
PRESENTAZIONE SU R. BRANDOM
CORTI. Passerei ora alle interpretazioni contemporanee di Hegel che potrebbero essere connesse alla
presentazione Iatta sul sillogismo. In particolare, quella detta 'inIerenzialismo, che e esplicitamente
sviluppata in riIerimento a Hegel dal IilosoIo americano Robert Brandom. Questi riprende, o almeno
dice di riprendere, molte delle idee di Hegel per costruire una propria teoria semantica, che per molti
aspetti, e veramente innovativa nel panorama attuale. Chi si imbatte in Brandom trova termini come:
concetto, inIerenza, mediazione, contenuto, relazione; essi, pero, vengono usati in modo peculiare, e,
non a torto, Brandom viene 'accusato di servirsi della storia IilosoIia come delle marionette, per Iarle
dire quello che a lui interessa. Cosa propone, dunque, Brandom?
Il contenuto di un concetto, ovvero il signiIicato di un termine, e dato dalle inIerenze che si
possono compiere con esso. Il signiIicato del temine 'cane, ad esempio, e il suo legame inIerenziale
con 'mammiIero e 'abbaia. Il contenuto concettuale non e una relazione word - world, ma un
contenuto concettuale inIerenziale. 'Se x e un cane, allora x e un mammiIero. 'Se Coda e un cane,
allora non e un invertebrato, un ..
In questa prospettiva un'inIerenza e pertanto il primum, il 'primitivo semantico
8
. Le inIerenze
deIiniscono il signiIicato dei termini, e tutto cio in cui consiste un concetto, e il tipo di mosse
inIerenziali che esso prescrive. 'AIIerrare o capire un concetto e |.| padroneggiare praticamente le
inferen:e in cui esso e implicato |.| i concetti sono essenzialmente articolati in maniera inIerenziale.
AIIerrarli in pratica signiIica sapersi orientare nelle proprieta d`inIerenza e incompatibilita in cui essi
risultano inclusi (MIE, p. 89)
9
.
Questa prospettiva comporta una Iorma di olismo piuttosto Iorte che Brandom sintetizza con uno
slogan mutuato da Sellars: 'per padroneggiare un qualunque concetto, dobbiamo padroneggiarne
molti
10
, almeno quelli implicati nella zona limitroIa alle connessioni in cui esso e inserito. 'AIIerrare
un concetto signiIica padroneggiare le proprieta delle mosse inIerenziali che lo collegano a molti altri
concetti (MIE, p. 89)
11
.
Cosi, sostanzialmente, si avrebbe l`immagine del Concetto hegeliano, secondo Brandom. Esso e
l`insieme olistico normativo di contenuti, deIiniti dalle loro relazioni di inIerenza e incompatibilita:
'i concetti inIerenzialmente articolati costituiscono in tal modo la comunita di tutti i
concetti determinati, strutturati da relazioni di mediazione e negazione determinata, cioe, il
Concetto
12
.
Ora, le inIerenze di cui Brandom parla, e che articolano i nostri contenuti concettuali, sono di tipo
particolare. Mi sembra che, su questo punto, Brandom abbia una visione simile a Hegel: la priorita e
del contenuto. Le inIerenze che articolano i signiIicati sono inIerenze materiali. Le inIerenze materiali
sono inIerenze che non presuppongono ne una semantica in quanto sono proprio le inIerenze
materiali a istituire i signiIicati ne una logica Iormale
.
Le inIerenze materiali determinano i contenuti che Iigurano in esse ('est, 'ovest, 'Pittsburgh,
'barba, etc.). Esse 'articolano i contenuti dei concetti non-logici che compaiono nelle loro premesse
e conclusioni (AR, p. 45). O meglio, come si ripete altrove: l`inIerenza e semplicemente il contenuto,
'Ricorrere all`inIerenza per delimitare i conIini del concettuale e quindi la strategia di Brandom: le
inIerenze articolano in maniera organica il Concetto (Contenuto concettuale, accettata la premessa).
'Come esempi, consideriamo l`inIerenza da 'Pittsburgh e a ovest di Philadelphia' a 'Philadelphia e a
est di Pittsburgh', l`inIerenza da 'oggi e mercoledi' a 'domani sara giovedi' e quella da 'si e appena visto
un lampo' a 'si udra presto un tuono'. E il contenuto dei concetti di est e ovest che rende la prima una
buona inIerenza, il contenuto dei concetti di giovedi, venerdi, oggi e domani che rende la seconda
inIerenza corretta, e sono i contenuti dei concetti di lampo e tuono cosi come i concetti temporali che
sottoscrivono la terza (MIE, p. 98).
Cosa ne e della Iorma logica inIerenziale?
Nelle sue considerazioni, Brandom adotta una 'linea di pensiero che comincia con inIerenze
materiali cioe un ragionamento non logico, basato sul contenuto (content-based), per arrivare, solo
in un secondo momento e in maniera derivata, a spiegare la natura della Iorma logica (MIE, p. 101).
Che Iunzione hanno le locuzioni logiche in una prospettiva che pone una nozione di contenuto alla
8 R. Brandom, Making it Explicit. Reasoning, Representing, and Discursive Commitment, Harvard Universit Press, p.
133 (d'ora in poi abr. MIE).
9 Si veda anche Brandom (2001a), p. 247: 'Per 'contenuto intendo in generale il ruolo inIerenziale. AIIerrare un
contenuto, a una prima approssimazione, equivale a sapere che cosa segue da esso, che cosa e con esso incompatibile.
L`idea risultera Iondamentale, vedremo, anche in sede di interpretazione hegeliana.
10 R. Brandom, Articolare le ragioni, il Saggiatore, Milano, 2002, p. 56 (d'ora in poi abr. AR).
11 Vedi anche Ibid., p. 90: 'sapersi orientare nel pezzo di rete centrato su uno speciIico contenuto concettuale, essere
capaci di dire |.| quali mosse verso di (e a partire da) esso sono permesse o richieste e quali vietate, richiede di
conseguenza il padroneggiamento delle proprieta d`inIerenza che governano allo stesso modo l`uso di altri concetti e
contenuti.
12 R. Brandom, Tales of the Mightv Dead. Historical Essavs in the Metaphvsics of Intentionalitv, Harvard University
Press, 2002, p. 229 (d'ora in poi abr. TMD). Esso e 'il sistema olistico di tutti gli universali determinati (concetti
empirici) collegati da inIerenze materiali e incompatibilita (mediazione e negazione determinata) Ibid. p. 225.
sua base? Brandom deIinisce il vocabolario logico nei termini del suo ruolo o fun:ione. Per Iarlo
utilizza le nozioni chiave di 'espressione e di 'esplicitezza
13
: 'la Iunzione del vocabolario logico e
di rendere esplicita quella sottostante struttura inIerenziale. Sono pertanto 'logici quegli elementi
del linguaggio con l`aiuto dei quali si possono esprimere, ovvero rendere esplicite (making it explicit)
le relazioni inIerenziali che deIiniscono i nostri contenuti concettuali ordinari, ossia non-logici:
'Le locuzioni logiche si distinguono per il loro ruolo espressivo: tale ruolo consiste nel
rendere esplicito nel contenuto di aIIermazioni le relazioni inIerenziali implicite che
articolano i contenuti concettuali (TMD, p. 9).
Consideriamo questo esempio: 'Quando applico il concetto di leone e Leo, mi impegno
implicitamente a consentire l`applicazione ad esso anche del concetto di mammifero. Se sotto l`aspetto
espressivo il mio linguaggio e abbastanza ricco da contenere i condi:ionali, posso dire che se Leo e un
leone, allora Leo e un mammiIero (AR, p. 29).
I nessi inIerenziali, i quali deIiniscono i contenuti concettuali, vengono per Brandom padroneggiati
implicitamente. Il vocabolario logico, in particolare il condizionale, rappresenta quella risorsa
espressiva che ci permette di esprimerli esplicitamente. Esso risulta pertanto uno strumento
importantissimo per il IilosoIo, in quanto oIIre la capacita di esprimere esplicitamente, 'allinterno di
un linguaggio (MIE, p. XVII) utilizzandone una parte, le locuzioni logiche le relazioni
inIerenziali materiali che ne articolano la base. 'Poiche |.| e di tali inIerenze materiali, riconosciute
implicitamente, che il contenuto concettuale consiste, il condizionale permette che esso sia espresso
esplicitamente (AR, p. 67)
.
CORTI: abbiamo detto che per Brandom aIIerrare un concetto e muoversi in questa rete di inIerenze.
Le relazioni di inIerenza sono Jermittung-mediazione. Il punto di vista innovativo di Brandom e che
Iornisce una prospettiva basata sul contenuto, da cui solo dopo arriva a spiegare la Iorma. I vocaboli
logici esprimono cio che sta sotto. E quello che sta sotto, ovvero i nostri contenuti, si possono spiegare
in ultima istanza in termini di pratiche, del nostro compiere o meno certe mosse in giochi sociali.
Quindi, Brandom rende conto di una grande varieta dei Ienomeni (intenzionalita, signiIicato, etc.) in
termini di quello che 'Iacciamo in una certa comunita. Alla Iine ci mette anche in grado di
concettualizzare completamente quello che Iacciamo (la mia comunita sociale, ad esempio, accetta il
cane come mammiIero e non come uccello, e io posso dirlo 'se X e un cane, allora non e un uccello).
Questa e l'accettazione di una norma. In Making It Explicit, Brandom associa a tutto questo una teoria
del riconoscimento, che pero non posso seguire in questo punto.
SANGUINETTI: Brandom, pero, non ha mai letto la Scien:a della logica dall'inizio alla Iine, scrive
su Leibniz e Spinoza.
MENEGONI: ed e singolare che proprio lui passi, assieme a McDowell, come uno degli hegeliani di
Pittsburgh. E un'autoproclamazione.
CORTI: per capire questo tipo di lettura dobbiamo comprendere la lettura di Kant, che viene spesso
inteso come se Iosse Carnap. Da li passiamo a Quine, che propone una Iorma di olismo (per questi
autori) 'protohegeliano.
SANGUINETTI: ci sono ragioni storico IilosoIiche a monte di queste operazioni, e poi la base
pragmatica. Carnap sta a Kant come Quine sta a Hegel.
13 Vedi anche 'Secondo questa concezione, la correttezza formale dell`inIerenza, che riguarda essenzialmente il suo
vocabolario logico, deriva dalla correttezza materiale dell`inIerenza, che riguarda essenzialmente il suo vocabolario
non logico, e dev`essere spiegata in questi termini piuttosto che nel senso opposto AR, p. 39. La Iunzione del
vocabolario logico e 'espressiva ed 'esplicitante le relazioni tra contenuti, vi ritorneremo tra breve. Per la visione
della logica di Brandom, Ibid., p. 39.
BARCARO: quale contributo hanno lasciato IilosoIi europei, che hanno studiato negli Stati uniti,
nell'interpretazione di autori come Hegel? Sto pensando a Diego Marconi.
MENEGONI: mi chiedo dove si trovano IilosoIi sistematici capaci trovare un'interpretazione della
realta se non negli Stati Uniti. In passato c'era il predominio di pensatori della impostazione analitica
che avevano come unico interlocutore Kant. Passare dalla lettura della Scien:a della logica alla
prospettiva di Brandom da adito a un'interpretazione caricaturale di questi autori che hanno creato
paradigmi nuovi e dato nuovo impulso. Di essi l'Europa si e sempre nutrita. Quanto alle tradizioni
minoritarie, sono state sempre schiacciate dal predominio della IilosoIia analitica. Alla Iine delle
seconda guerra mondiale c'e stata un'emigrazione di IilosoIi tedeschi negli Stati Uniti. Erano pensatori
Iormatisi in Europa, me che in universita prestigiose sono rimasti voci di minoranza, pur avendo
pubblicato.