Sei sulla pagina 1di 415

Copyright 2013 Massimiliano Zupi

Questa copia stata concessa


a Thomas Nyarwaya

Questo ebook non pu essere rivenduto o ceduto ad altre persone.

Se si desidera condividere questo libro con unaltra persona,

occorre richiedere allautore una copia aggiuntiva

per ogni persona con cui la si condivida.

Grazie per aver rispettato il lavoro dell'autore.


Grazie di cuore
a tutti i miei studenti della Gregoriana
e ai miei lettori,
perch solo grazie
alla partecipazione attiva alle lezioni da parte degli uni
e alla lettura attenta da parte degli altri
le parole pronunciate e le lettere scritte
hanno speranza di arrivare a acquistare vita;
solo grazie alla relazione
la parola pu raggiungere il suo obiettivo:
diventare carne e contatto.
Roma 2013

Prefazione
Dopo undici anni di lezioni, dopo tanto materiale a uso degli studenti

inserito nel mio ufficio virtuale, dopo due files pdf fatti circolare negli ultimi

due anni, vede finalmente la luce, in un unico volume, questo manuale di

latino, presso leditrice dellUniversit Gregoriana di Roma, la pi connaturale

a un testo nato a partire da un corso tenuto presso la facolt di filosofia del

prestigioso Ateneo romano. Finalmente sta a dire senzaltro che un punto

darrivo, dopo una lunga gestazione. Ma sta a dire anche, spero, che possa

essere un punto dinizio: lauspicio con il quale prendo congedo da codesta

fatica che questo libro possa essere uno strumento utile per molti, e non solo

per gli studenti della Gregoriana, per essere introdotti allo studium, ossia allo

studio e allamore della lingua latina.

Comera prevedibile, rispetto ai due volumi fatti circolare negli ultimi

due anni, ho apportato molte correzioni. A volte si trattato di banali refusi1

o di piccoli miglioramenti di stile, altre volte, in maniera pi significativa, si

riparato a veri e propri errori o sono state colmate importanti lacune. Sono

consapevole che lopera di perfezionamento lontana dallessere completata.

Uno studente, per esempio, mi ha detto che in pi punti sarebbe utile inserire

un maggior numero di esempi per rendere ancora pi chiari i tanti argomenti

spiegati. Presumibilmente ha ragione e magari il prossimo anno uscir una

seconda edizione arricchita soprattutto di esempi esplicativi. Il fatto che con

1In gergo tipografico, per refuso si intende un errore di stampa consistente nello scambio di lettere
o di segni.
3
Prefazione
Roma 2013

ogni probabilit anche nella stesura di un manuale di latino vale quanto san

Benedetto afferma al termine della sua Regola2: che cio paradossalmente,

sebbene scritto con la massima seriet possibile, destinato a restare pur

sempre allo stadio di principianti.

M.Z.

Roma, 25 marzo 2013

luned santo, festa dellAnnunciazione

2 Scrive Benedetto allinizio del capitolo conclusivo della sua Regola, il settantatreesimo: Regulam
autem hanc descripsimus, ut hanc observantes in monasteriis aliquatenus vel honestatem morum aut
initium conversationis nos demonstremus habere, Ma abbiamo tracciato questa Regola affinch
mostrassimo che noi, osservandola nei monasteri, abbiamo almeno fino a un certo grado o onest
di costumi o inizio di conversione; e pi avanti definisce la propria Regola appena tracciata hanc

4 minimam inchoationis regulam, questa Regola minima per cominciare.


Roma 2013

Introduzione

Q
uesto manuale nasce da una pluriennale esperienza di

insegnamento del latino presso la Pontificia Universit

Gregoriana di Roma. Quando, undici anni fa, mi venne

proposta la docenza, accettai avendo ben presente la sfida da


perch studiare
affrontare: che senso dare a un corso obbligatorio annuale di
latino oggi?
latino in ununiversit pontificia? In via preliminare, la

stessa domanda, in forma ancora pi radicale e fondamentale, deve rivolgersi

il lettore: perch studiare latino oggi?

Una lingua antica pu essere studiata come strumento di lavoro da

parte di uno studioso: con ogni probabilit per non questo il caso n dei

miei studenti di Roma n tanto meno dei lettori di codesto libro. Il latino pu

essere studiato anche al fine di essere parlato: questa volta una simile

competenza, oltre a non essere certamente lobiettivo n degli studenti n dei

lettori, non rientra nemmeno tra quelle possedute dallautore3. Perch

dunque un corso e un manuale di latino?

3 Con ci non si intende certo misconoscere che il latino possa ancora oggi essere parlato. Si
consulti ad esempio la pagina http://ephemeris.alcuinus.net/ : si tratta di un sito di news in latino!
Ephemeris (calco latino del termine greco con cui si indicava il libro nel quale si annotavano
faccende, avvenimenti, spese, ecc. di ogni giorno; ephemers, da hemra, giorno, si potrebbe
letteralmente tradurre appunto con giornale) un quotidiano on line, con aggiornamenti
settimanali delle notizie, creato a Varsavia su iniziativa di un gruppo di specialisti, con
collaboratori e esperti di tutto il mondo, la cui particolarit di essere scritto interamente in lingua
latina. Particolarmente noto anche il notiziario in lingua latina trasmesso dalla radio finlandese, e
pronunciato ovviamente con accento finlandese, a partire dal settembre del 1989 e scaricabile al
seguente indirizzo: http://yle.fi/radio1/tiede/nuntii_latini/ .

5
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Alle due possibili finalit appena enunciate corrispondono le due

opposte vie che possono venire seguite nellinsegnamento/apprendimento di

una lingua. Da una parte, linsegnamento del


linsegnamento
del latino come latino come lingua morta. la forma di studio
lingua morta
pi adottata in Italia presso gli indirizzi di

istruzione che contemplano il latino nel loro curriculum: si comincia dalla

prima declinazione e via via si studia lintera grammatica, affiancando la

teoria a esercizi calibrati sugli argomenti di volta in volta affrontati; la

competenza che si mira a acquisire senzaltro quella di saper tradurre un

testo latino con lausilio del vocabolario, la cosiddetta versione. Ora, corsi di

latino di tal genere, in due o pi volumi, esistono numerosi e sempre

aggiornati, per tutti i gusti: non occorre certo aggiungere un altro testo ai

tanti gi esistenti. Per quanto riguarda poi gli studenti delle universit

pontificie, pensare di raggiungere quella competenza in due ore settimanali

nel giro di un anno, con poco tempo a disposizione per lo studio a casa,

pura utopia; sottoporre gli studenti a un simile tirocinio rischia di essere

addirittura controproducente: si richiederebbe comunque tanta fatica per

ottenere alla fine pochi risultati, ovverosia diventare in grado di tradurre

semplicissimi e banalissimi testi in latino; forse ci si convincerebbe che il

gioco non valga la candela. Non a caso, negli ultimi quindici anni, alcune voci

si sono alzate allinterno del mondo accademico pontificio per proporre di

non rendere pi obbligatorio lo studio di unannualit di latino e di greco per

gli aspiranti al baccellierato filosofico e teologico4.

4Ricordo che il corso di studi in filosofia e teologia nelle universit pontificie prevede ancora oggi

6 un baccellierato in filosofia, fino a oggi biennale e da questanno triennale, e uno in teologia, da


Introduzione
Roma
2013
Dallaltra parte, possibile proporre il latino come lingua viva. la

forma pi comune di apprendimento delle lingue moderne: si comincia con

semplici comunicazioni relative alle pi banali

situazioni di vita, procedendo via via a livelli di linsegnamento


del latino come
difficolt sempre maggiore e studiando lingua viva
parallelamente la grammatica essenziale da conoscere per poter comunicare;

la competenza che si mira a raggiungere in questo caso la capacit di

comprensione e produzione di una lingua, orale prima che scritta. Ora, esiste

gi qualche manuale di latino di tal genere5: tuttavia non assolutamente

questo lo scopo del presente volume. Del resto, per quanto riguarda gli

studenti delle universit pontificie, molto improbabile che il loro desiderio

sia di parlare latino come si parla linglese e, ancora prima, che questo sia lo

scopo dellinsegnamento del latino nelle intenzioni dellistituzione. In ogni

caso, infine, ancora una volta due ore settimanali per due semestri non

sarebbero probabilmente comunque sufficienti per imparare a parlare latino.

Ricapitolando: lintento di questo libro, nelle intenzioni di chi scrive,

non di insegnare a parlare il latino come una lingua moderna; n daltra

parte di insegnare a tradurre dal latino con lausilio di un dizionario, quale

sempre triennale, al quale possono seguire diverse licenze, ovvero specializzazioni, di norma
biennali, e infine il dottorato.
5 Normativo in tal senso resta il cosiddetto metodo rberg (dal nome del professore danese

Hans H. rberg, che lo ide nel corso degli anni Cinquanta), ovvero il manuale Lingua latina per se
illustrata. Si tratta del cosiddetto metodo diretto, che non prevede l'uso di altra lingua se non il
latino: i testi delle lezioni sono immediatamente comprensibili per lallievo, in quanto sono
composti in maniera tale che il senso delle parole e la morfologia sono resi evidenti grazie alle
illustrazioni, al contesto e alle note marginali (esse pure in latino). Bisogna tuttavia specificare che
propriamente un metodo vivo per l'insegnamento del latino, e non un metodo d'insegnamento del
latino vivo, in quanto tutti i temi trattati sono assolutamente classici, senza alcun riferimento
allepoca moderna.

7
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

solitamente lobiettivo dei tanti manuali scolastici italiani di latino in

circolazione. Ecco i due corni


occorre un salto dellopposizione, entrambi respinti: n il
prospettico, una via
mediana, inedita latino quale lingua per comunicare n il

latino quale lingua di studio. Di fronte a una

simile impasse necessario un salto

prospettico che, con un colpo dali, utilizzando creativamente modalit e

strumenti delle due opposte vie scartate, sia capace di costruire una via altra,

mediana, inedita, di studio del latino.

La proposta sar dunque la seguente: come nellinsegnamento delle

lingue vive, si comincer proponendo fin da subito la lettura di un testo

integrale di san Tommaso; certamente quello di Tommaso un latino

semplice, ci nondimeno un latino vero, scritto


testo integrale di san
Tommaso non per chi deve imparare il latino, come avviene

nei tradizionali corsi scolastici di lingua latina nei

quali si comincia da semplicissime frasi di prima declinazione per arrivare

alla fine dellanno a proporre brevi versioni per lo pi semplificate rispetto

alloriginale. No, qui cominceremo fin dallinizio con il proporre niente meno

che un testo della Summa Theologiae di Tommaso dAquino, il quale

presuppone grosso modo la conoscenza dellintera grammatica e sintassi

latina. Nel lettore a questo punto sorger ovviamente una perplessit: per chi

comincia da zero, come possibile leggere fin da subito Tommaso?

La risposta semplice: si proporr, s, Tommaso, ma con una

traduzione interlineare in lingua italiana. Dunque, allo studente non sar

richiesta la fatica del tradurre; egli piuttosto sar guidato nella decifrazione

8
Introduzione
Roma
2013
graduale di un testo gi tradotto. Tuttavia la decifrazione alla quale il lettore

sar guidato risponder alle esigenze non pi dello studio di una lingua viva,

bens a quelle di una lingua di studio: si proceder con traduzione


infatti essenzialmente alle analisi del periodo, logica e interlineare

grammaticale dei testi studiati. Perch questo? Per rispondere a una simile

domanda occorre chiarire i frutti che si vorrebbe che chi usi questo manuale

raggiunga.

Per chi legga e studi questo libro, un primo frutto dovrebbe essere

quello di arrivare a poter orientarsi in un testo latino di cui si disponga una

traduzione nella propria lingua. Non

dunque, come si diceva, saper parlare il primo obiettivo:


decifrare un testo
latino come una lingua viva, n per daltro latino tradotto
canto saper leggere e tradurre pi o meno

allimpronta un testo latino; diciamo piuttosto una prima base per arrivare a

conseguire, qualora interessi, questultimo obiettivo; fermo restando, ed

questo limportante, che anche chi non fosse interessato a utilizzare il latino

come lingua di studio, chi dunque si arrestasse al livello raggiungibile grazie

al presente manuale, avrebbe comunque ottenuto un guadagno di una certa

utilit: quella di poter leggere, per esempio, per il resto della propria vita la

Bibbia nella versione latina della Vulgata, potendo confrontare il testo latino,

molto fedele in genere alloriginale greco o ebraico, con la versione nella

propria lingua corrente. questo senzaltro, si diceva, un obiettivo utile

spiritualmente per la stragrande maggioranza degli studenti delle Universit

Pontificie (e, perch no, degli studenti cristiani in genere), che con ogni

probabilit saranno chiamati a avere un rapporto significativo con il testo

9
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

sacro. Del resto, una lettura quotidiana della Vulgata con versione a fronte o

interlineare nella propria lingua sarebbe per il futuro, dopo lo studio di

questo manuale, un ottimo metodo per progredire nella conoscenza della

lingua latina.

Ma questo, si diceva, soltanto un primo frutto. Un secondo, a mio

avviso ancora pi importante, dovrebbe essere il seguente: arrivare a avere

una buona competenza nelle tre analisi. Tale obiettivo evidentemente non

legato in modo specifico allappren-


secondo obiettivo: dimento della lingua latina; al
potenziare la capacit
di ascolto e produzione contrario, lo studio del latino che

diventa funzionale al raggiungimento di quellobiettivo. Ma qual lutilit di

saper fare bene le analisi del periodo, logica e grammaticale nella propria

lingua e in ogni lingua? Esattamente questa: sviluppare unintelligenza

logico-sintattica, che capacit di ascoltare e decifrare, come pure di

produrre e pensare. Il latino, come si diceva, in tal senso solamente

funzionale, un mezzo per arrivare a un obiettivo altro; ma un mezzo appunto

particolarmente adeguato e congeniale, perch pur vero che per la sua

struttura il latino educa bene allintelligenza logico-sintattica; appunto per

questo non esagerato dire che chi conosce bene il latino lo si riconosce anche

solo da come parla e scrive nella propria lingua. Lo studio del latino, come

pure del greco, forgia in questo senso una vera forma mentis, che va molto

aldil del latino in s: sviluppa, si diceva, la capacit di organizzare un

discorso, orale o scritto che sia, in maniera rigorosa, chiara, sistematica, e farsi

capire quando si parla o si scrive non certo di piccola utilit; ma, cosa forse

ancora pi importante, potenzia la capacit di ascolto di un testo scritto come

10
Introduzione
Roma
2013
pure di un discorso orale: e qui la ricaduta esistenziale ancora pi

significativa, se vero che saper ascoltare una competenza chiave per

vivere bene. Con ci certo non si vuol dire che chi non conosca il latino non

sappia parlare bene o, ancora peggio, non sappia ascoltare; a tali scopi

subentra il concorso di altri fattori, quali ad esempio lintelligenza emotiva;

ci nondimeno, non si esagera dicendo che lo studio del latino,

indirettamente, aiuta molto la capacit di interpretazione e produzione di

testi. Soprattutto questo secondo frutto, nella convinzione di chi scrive, rende

lo studio del latino tanto importante ancora oggi, di contro a chi, per esempio,

auspicherebbe invece una sua riduzione nel mondo accademico pontificio.

Far studiare anche solo unannualit di latino a tutti gli studenti delle

universit pontificie utilissimo: non solo perch consente a quegli studenti

di avvicinarsi al testo della Vulgata per il resto della propria vita, ma ancora

di pi perch educa e forma la loro capacit di ascolto e di espressione e

quanto queste due capacit sono importanti nellattivit pastorale di un

religioso o di una religiosa, come pure, del resto, nellesistenza di ciascuno?!

Ricapitolando, perch studiare il latino oggi? Senzaltro, per quanti

fossero interessati a ci, per poter accostarsi a testi in latino, quali la Vulgata e

la Summa Theologiae, dei quali facilmente reperibile una versione nelle

lingue moderne. Ma soprattutto, per educare a intendere e interpretare

meglio i testi che incontriamo, e che siamo innanzitutto noi stessi e gli altri. In

questo senso, il presente manuale, pur nella sua modestia, negli obiettivi

limitatissimi che si propone, intende nondimeno concorrere al conseguimento

di una finalit, quella di ascoltare gli altri e esprimere s stessi, assolutamente

alta e fondamentale nella vita degli uomini. Nella convinzione di chi scrive,

11
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

infine, questa finalit si realizza attraverso una dialettica incessante tra logos e

carne, tra parola e contatto, dialettica che appunto nella traduzione e

interpretazione di un testo conosce la propria messa in opera esemplare, nella

consapevolezza che tutta intera la nostra esistenza


orizzonte filosofico del
opera di traduzione e interpretazione, affinch il
manuale: la dialettica di
lettera e spirito logos si faccia carne e la carne si faccia logos, in un

andirivieni che costituisce lesperienza stessa dellamore. Ma questo orizzonte

filosofico, allinterno del quale pure questo manuale rientra nelle intenzioni

dellautore, basta qui averlo appena accennato, essendo possibile in altre

pagine seguenti richiamarlo e esplicitarlo un poco meglio, pur sempre nei

limiti di quello che un manuale di latino e non un libro di filosofia.

A chi rivolto questo manuale? Innanzitutto, a tutti gli studenti delle

universit pontificie, per i quali esso nato. Ma poi a


destinatari del chiunque, di qualunque et e provenienza culturale, sia
manuale
interessato o a poter iniziare a decifrare testi latini con

traduzione a fronte, o a potenziare la propria capacit di espressione come

pure di ascolto. Alla luce di questultima finalit si comprende infine il titolo

dato al libro: Studio critico della lingua latina. Critico allude senzaltro
titolo
allapproccio logico che si concretizza nellassoluta centralit data alle

tre analisi, del periodo, logica e grammaticale; ma in senso pi profondo

allude allintento di educare a una maggiore capacit di ascolto,

allapprezzamento del diverso, del differente, dellaltrimenti, attraverso

appunto liniziazione allarte e al gusto di interpretare un testo6.

6Da un punto di vista filosofico, qui la purezza, nel senso di universalit e astoricit, della critica in
senso kantiano, si trasmuta in impurit, in ermeneutica cio di testi e mondi sempre storicamente

12 determinati.
Introduzione
Roma
2013
Il corso si svolge attraverso la lettura progressiva dellarticolo decimo

della prima questione della prima parte della Summa Theologiae di san

Tommaso. Ogni Lezione presenta grosso modo la

medesima struttura: allinizio, in un riquadro in giallo struttura delle


Lezioni
anticipata la materia che verr trattata; quindi, dopo aver

presentato il contenuto del periodo preso in esame, si procede a una

decifrazione del testo latino attraverso unapprofondita analisi, del periodo,

logica e grammaticale; contestualmente, man mano che se ne offra

loccasione, si presentano i diversi aspetti della grammatica e sintassi latina; si

conclude aggiungendo alcuni rilievi etimologici relativi ai vocaboli incontrati:

filosoficamente, la pratica etimologica emblematica infatti di quella

forzatura della lettera che, rimanendo sulla lettera, permette di andare aldil

della lettera; al termine, in un riquadro in verde vengono proposte domande

di verifica di quanto si sarebbe dovuto apprendere; seguono le schede

compilate di analisi del periodo, della proposizione e della parola del testo di

san Tommaso analizzato.

Nel corso universitario tenuto presso la Pontificia Universit Gregoriana

ogni lezione introdotta dalla recita dellAve Maria, del Salve Regina o del

Pater noster, seguita da un breve commento realizzato sulla base dellanalisi

testuale di un versetto della preghiera appena pronunciata7. Lintento, oltre a

quello di iniziare il lavoro con una preghiera, di mostrare attraverso

unesemplificazione lutilit del metodo insegnato: quelle parole fin troppo

conosciute, grazie a una semplice, ma rigorosa analisi, pu succedere che

7 senzaltro mia intenzione pubblicare prossimamente in due volumi a parte quelle analisi alle tre
preghiere pi recitate dai cristiani, come richiestomi con insistenza da molti studenti al termine di
ogni anno.
13
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

accada di sembrare di ascoltarle quasi per la prima volta! Linsistenza

metodica e innamorata sulla lettera capace di aprire il testo nella sua

profondit, nella sua capacit di toccare sempre in maniera personale e

significativa. Questo studio del latino vorrebbe educare proprio anche a

questa attenzione alla lettera quale veicolo per giungere al contatto tra i cuori.

Il volume si conclude con quattordici Appendici di evidente utilit

pratica per il lettore e studente di latino.

14
Roma
2013

Prima Lezione

In questa Lezione impareremo:


che cosa un periodo, cosa una proposizione e quali
sono gli otto elementi del discorso: ovvero i tre livelli
in cui si articola una lingua
le regole per leggere correttamente il latino secondo
la pronuncia ecclesiastica

Cominciamo con il gettarci subito, come dicevano i latini, in medias res8,

ovvero, nel nostro caso, nella lettura del testo di Tommaso che studieremo.

Videtur quod Sacra Scriptura sub una littera non habeat plures sensus, qui sunt historicus vel
litteralis, allegoricus, tropologicus sive moralis, et anagogicus.

questo lincipit dellarticolo decimo della prima questione della prima

parte della Summa Theologiae. Larticolo tratta del seguente interrogativo: se

lecito affermare che la singola lettera del testo

sacro possa veicolare pi significati, oppure no. largomento


dellarticulus decimus
Avremo modo di approfondire la valenza di

questo dilemma. Per il momento, in prima approssimazione, sufficiente

chiarire che oggetto di discussione sono i cosiddetti quattro sensi della Sacra

Scrittura, ancora oggi riconosciuti dalla dottrina della Chiesa cattolica: quelli

8Useremo sempre il corsivo qualora faremo uso di vocaboli non italiani, oltre che per i nomi propri
di opere o istituzioni, o per evidenziare giochi di parole o termini-chiave.
15
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

letterale, allegorico, morale e anagogico, come si esprime Tommaso nel passo

appena citato. Ma veniamo subito a rileggere la frase fornendone una

traduzione interlineare in italiano e cambiando lordine delle parole latine in

modo che esse corrispondano alla sequenza propria della lingua italiana:

Videtur quod Sacra Scriptura non habeat sub una littera plures sensus,
Sembra che la Sacra Scrittura non abbia sotto un'unica lettera pi sensi,

qui sunt historicus vel litteralis, allegoricus, tropologicus


che sono quello storico o letterale, quello allegorico, quello tropologico

sive moralis, et anagogicus.


o morale, e quello anagogico.

Come si detto in sede introduttiva, obiettivo del presente manuale

non di educare a tradurre dal latino con lausilio di un dizionario: la

traduzione in italiano, parola per parola, fornita fin dallinizio! Al lettore

non richiesto alcuno sforzo in tal senso. Il lavoro che faremo insieme

piuttosto un altro: decifrare il testo latino attraverso unattenta e puntuale

riflessione sulla lingua. Ma occorre cominciare dallinizio.

Quando vogliamo comunicare o esprimere qualcosa, noi utilizziamo un

insieme di parole, pi o meno numerose. Il linguaggio infatti non funziona

per singoli vocaboli, ma per insiemi di pi voci. Chiamiamo periodo questo

insieme di parole che utilizziamo per


che cos un
periodo esprimerci. Convenzionalmente per periodo, in

un testo scritto, intendiamo tutte le parole

16
Prima Lezione
Roma
2013
comprese tra due punti fermi9: nellarticulus decimus, il primo periodo

appunto quello sopra riportato. Bisogna chiarire subito per che questa solo

una convenzione, utile a fini didattici; in unopera ben scritta, come quella di

Tommaso, si potrebbe considerare a buon ragione come unico periodo tutto

intero larticolo, tanto esso coeso e legato insieme da un punto di vista

logico. Ma su questo aspetto avremo modo di tornare pi in l. Per il

momento ci senzaltro utile la semplificazione che vuole che

meccanicamente periodo sia linsieme di parole comprese tra due punti

fermi10.

Ora, possibile classificare le parole in otto famiglie diverse, in base alla

funzione logica e semantica che esse svolgono:

nomi, aggettivi, pronomi, preposizioni, verbi, gli otto elementi del


discorso in latino
congiunzioni, avverbi e esclamazioni (in latino

non esistono gli articoli). Sono questi i cosiddetti elementi del discorso.

A un primo livello, analizzare un testo significher per noi analizzare

parola dopo parola, riconoscendone il tipo e altre caratteristiche

morfologiche, quali il numero (singolare o plurale), il genere (maschile o

femminile, e in latino anche neutro), e cos via. quella che in Italia viene

comunemente chiamata analisi grammaticale. Noi la chiameremo sempre

analisi della parola ( vero che grmma in greco significa parola scritta11, ma

come si vedr in seguito, mi sembra molto pi chiaro in questo caso utilizzare

9 Useremo sempre il sottolineato per evidenziare una definizione.


10 In verit, una seconda semplificazione, opposta, anche affermare che un periodo sia
necessariamente composto da pi parole. Il linguaggio una realt complessa e variegata; cos,
come ricorda ad esempio Wittgenstein allinizio delle Ricerche, una comunicazione completa
anche il semplice grido Mattone! rivolto da un muratore verso un suo aiutante.
11 Useremo i caporali () per racchiudere la traduzione di un vocabolo o di unespressione, oltre

che la citazione di singole parole o di interi brani tratti da un autore.


17
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

il termine italiano). senzaltro lanalisi pi


la prima noiosa, la pi meccanica e quindi anche alla
analisi: lanalisi
della parola fine la pi facile. Ci nondimeno, essere

consapevoli che un nome altra cosa

rispetto a una congiunzione comunque assai utile ai fini tanto della

produzione quanto della comprensione.

Ma nella lingua appunto le parole non vivono mai da sole, isolate, bens

sempre legate tra di loro in insieme


il verbo: lanima
chiamati periodi. Lanalisi della parola
di ogni enunciato
unastrazione molto lontana dalla realt

viva della lingua. N le diverse categorie di parole rivestono tutte la

medesima importanza. In prima approssimazione, possiamo affermare che

pi importante di tutte le altre la categoria dei verbi. Quando parliamo,

vogliamo dire qualcosa; il contenuto del dire solitamente espresso

innanzitutto appunto dal verbo: esso indica infatti lazione, il sentimento o

qualunque altra cosa si intenda dire. Il verbo davvero lanima di ogni

enunciato: come un sole intorno al quale gravitano le altre parole. Esse sono

il soggetto (chi compie lazione o prova il sentimento, o comunque ci di cui

si parla) e tutti gli altri complementi che servono appunto a completare ci

che stiamo dicendo, specificando


che cos una eventualmente il luogo, il tempo, ecc.
proposizione
Linsieme di predicato (cos chiameremo il

verbo a questo livello di analisi: dal latino dicare, annunziare, e prae,

pubblicamente, davanti a tutti, con forza; predicato ci che viene

affermato, cos come, in tuttaltro contesto, la predica quanto viene detto

18
Prima Lezione
Roma
2013
con forza e pubblicamente dal sacerdote o dal predicatore), soggetto e

complementi quello che in Italia viene definita proposizione.

Lo studio degli elementi di ciascuna proposizione noi lo chiameremo

analisi della proposizione, andando contro la


la seconda analisi:
consuetudine italiana che parla invece a questo lanalisi della
proposizione
proposito di analisi logica. Riconosco che

possibile causa di disorientamento e confusione apportare variazioni in seno

a una tradizione linguistica consolidata, ma a volte opportuno. Perch si

dovrebbe qualificare come logica solo questo tipo di analisi? La cosiddetta

analisi del periodo forse meno logica? Assolutamente no. Mi sembra

dunque semplicemente errato denominare analisi logica quella che pi

propriamente lanalisi della proposizione; semmai logiche sono tutte le

analisi che verremo compiendo: esse infatti esplicitano la struttura logica di

un testo a pi livelli, della parola, della proposizione e del periodo.

Come dicevamo fin dallinizio, noi ci esprimiamo formulando periodi.

Ora, ogni periodo, a ben guardare, composto solitamente da pi

proposizioni. Nel testo di Tommaso che abbiamo riportato allinizio, per

esempio, facile individuare tre verbi e quindi tre predicati: sembra,

abbiano, sono. Dunque, quel periodo

formato da tre proposizioni: infatti, quanti sono i la terza analisi:


lanalisi del periodo
predicati, altrettante sono le proposizioni12.

Lanalisi del periodo appunto lo studio della relazione che intercorre e lega

le proposizioni allinterno di un periodo. Come avviene per ogni organismo,

per condurre una simile indagine baster evidenziare e riflettere sulle


12Come vedremo, invece, non necessariamente il numero dei predicati coincide con quello dei
verbi.
19
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

giunture, che nel caso del linguaggio sono le congiunzioni e i pronomi

relativi: sono questi gli elementi che


che cos la
sintassi determinano la struttura di un testo, la quale

viene chiamata sintassi. Lanalisi del periodo

senzaltro lanalisi che si pone al livello pi concreto, pi vicino alleffettiva

realt del parlare, perch quando parliamo, parliamo per periodi. Per questo

motivo il nostro studio proceder sempre nel seguente modo: prima lanalisi

del periodo, poi quella della proposizione, infine quella della parola, perch,

come insegnava Aristotele, conviene sempre partire da ci che pi vicino

alla nostra esperienza vissuta.

Per il momento sufficiente questa prima esposizione del lavoro che

dovremo ripetere per lintero corso: analisi del periodo, della proposizione e

della parola dei testi che leggeremo. Al termine di questa prima Lezione,

baster leggere il periodo di Tommaso riportato allinizio e la sua traduzione,

in modo da familiarizzare con entrambi. La prossima volta cominceremo

lanalisi.

Ora per, per mettere in grado di leggere quel testo, occorre dire

qualcosa sulla pronuncia del latino. Oggi si distinguono due modi diversi di

leggere il latino: classico e ecclesiastico. Lunico


la pronuncia
ecclesiastica ambiente nel quale si continuato a parlare in latino

senza interruzione fino ai giorni nostri la Chiesa

romana: per questo viene chiamata ecclesiastica la pronuncia del latino cos

come essa stata tramandata allinterno della Chiesa. Poi per successo che

alcuni documenti risalenti ai primi secoli dellera cristiana attestassero una

pronuncia differente del latino. A me stesso, leggendo una pagina di un noto

20
Prima Lezione
Roma
2013
padre della Chiesa di lingua greca del quarto secolo, Gregorio di Nissa, il

fratello del grande Basilio, capitato di incontrare uno di questi documenti:

la parola cielo (urans13 in greco), argomenta il Nisseno, diversa in tutte le

lingue, eppure significa sempre la stessa realt; per esempio in latino, scrive,

kalum. Evidentemente dunque nel latino conosciuto dal Cappadoce il

latino caelum si proferiva kalum e non, come

vuole la pronuncia ecclesiastica, clum. Gli la pronuncia classica o


restituta
studiosi hanno cos ricostruito una pronuncia

del latino diversa da quella ecclesiastica e lhanno chiamata appunto restituta,

ovvero ricostruita, o classica, perch verosimilmente utilizzata al tempo

del latino classico, del grande Cicerone per intenderci (il verosimilmente qui

una limitazione dobbligo: resta il fatto che per ovvie ragioni non ci dato di

ascoltare il latino pronunciato dagli antichi e daltro canto la stessa

pronuncia, come avviene per ogni lingua, avr subito alcune variazioni anche

importanti non solo nel corso dei secoli, ma anche da regione a regione).

Premesso ci, noi qui utilizzeremo comunque la pronuncia ecclesiastica: sia

perch ci rivolgiamo anzitutto a studenti delle universit pontificie sia perch

in Italia comunque la pi diffusa in quanto pi congeniale a chi parla

italiano14.

13 Trascriveremo i vocaboli greci come vanno proferiti, al fine di consentire a tutti di pronunciarli
correttamente: cos, ad esempio, la parola cielo in greco si scrive ourans, ma si legge urans (lo
stesso dicasi per la scrittura degli accenti nei dittonghi: laccento segnato sulla seconda vocale, ad
esempio ka, ma si legge sulla prima, ki). Pertanto adotteremo la trascrizione urans (e ki), non
corretta scientificamente, ma utile a chi quella lingua non conosce (del resto, se mi fossi rivolto a
lettori che conoscessero il greco, avrei utilizzato direttamente lalfabeto greco!).
14 Cos, ad esempio, in Germania adottata viceversa la pronuncia restituta anche solo perch in

verit sarebbe alquanto difficile per un tedesco emettere i suoni dolci ci o ce.
21
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Veniamo dunque a esplicitare le poche


le regole di pronuncia
regole che occorre conoscere per pronunciare
del latino ecclesiastico
correttamente il latino ecclesiastico:

1. i dittonghi ae e oe si pronunciano e (dittongo propriamente

lunione di due vocali che formano una sola sillaba, ovvero, da un

punto di vista fonetico, una sola emissione di fiato): cos ad

esempio caelum si pronuncia celum (fanno eccezione solo

pochissimi vocaboli, di origine greca, con oe: per esempio,

adelphoe, titolo di una commedia di Terenzio, I Fratelli, si legge

come si scrive); quando per ae e oe non formano dittongo, ma

due sillabe distinte (normalmente ci indicato dalla dieresi15

sopra la e), si leggono come si scrivono: ad esempio, pota

2. ph si pronuncia f: cos philosophia si legge filosfia

3. il gruppo gl sempre gutturale, come nellitaliano negligenza

4. il gruppo ti+vocale si pronuncia zi+vocale: perci gratia si legge

grazia (tuttavia si legge ti, se la t preceduta da t/s/x oppure se

laccento cade sulla i: vestio e totus si leggono come si scrivono;

fanno eccezione anche poche parole di origine straniera: per

esempio tiara, il copricapo orientale, si legge come si scrive).

Le altre regole non servirebbe neanche esplicitarle, perch sono

equivalenti alla pronuncia italiana:

5. la h non si pronuncia: , come si dice in italiano, muta

15Si chiama dieresi appunto (dal greco diiresis, divisione: il termine tecnico con il quale Platone
indica il procedimento per la ricerca della definizione di un concetto!) il segno diacritico che indica
la separazione di due suoni vocalici che normalmente invece sono assegnati a una sola sillaba.
Diacritico (dal greco diakritiks, che serve a separare, a distinguere) invece il segno grafico che,

22 posto sopra, sotto o accanto a una lettera dellalfabeto, ne indica una particolare pronuncia.
Prima Lezione
Roma
2013
6. le sillabe ci/ce/gi/ge si pronunciano sempre dolci: per esempio,

Ccero (e non Chichero, come nella pronuncia restituta)

7. il gruppo gn si pronuncia anchesso dolce, come nellitaliano sogno

(a differenza della pronuncia restituta, ove si legge la g gutturale,

come in tedesco)

8. la v si legge come la v italiana (nella pronuncia classica invece

come la u).

Resta ancora da spiegare dove cade laccento nelle parole latine, cos da

poterle pronunciare correttamente. Anche qui occorre

fare una premessa. I latini distinguevano le vocali in


quantit vocalica:
base alla quantit, ovvero alla durata della loro lunga o breve

pronuncia, che poteva essere lunga () o breve (). Il nostro orecchio in realt

non percepisce pi questa differenza, in quanto non utilizzata nelle lingue

moderne (per questo, ad esempio, per noi oggi difficile apprezzare

adeguatamente da un punto di vista musicale la poesia latina). Tuttavia la

quantit breve e lunga delle vocali riveste

unimportanza fondamentale per capire dove cada quando la sillaba


lunga e quando
laccento tonico di una parola16. In latino infatti breve
considerata lunga la sillaba che abbia vocale lunga oppure che termini per

consonante (in questultimo caso si parla di sillaba chiusa); breve invece la

sillaba che termini per vocale breve (nel caso di sillabe che terminino per

16 Si chiama accento tonico o principale laccento che determina la pronuncia di un vocabolo nella
lingua parlata. Accento in generale lintensificazione o elevazione della voce nel pronunciare una
vocale cos da darle risalto allinterno della parola; oltre a quello tonico, esistono altri tipi di
accenti: ad esempio, quello metrico o ritmico, tipico della poesia.
23
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

vocale si parla di sillaba aperta): ad esempio, in -mo, la sillaba breve; in fc-

tos, fc lunga.

Stabilito ci, la legge dellaccento latino semplice: se la penultima

sillaba di una parola lunga, laccento cade sulla


la legge della
penultima penultima, se breve, cade sulla terzultima. Basta

dunque conoscere la quantit della penultima sillaba:

per questo motivo essa non solo segnata ogni volta nei dizionari, ma dora

in avanti sar indicata sempre nel nostro manuale17. Questa legge, nota come

legge della penultima, conosce solo due

e le sue due eccezioni eccezioni:

1. parole nelle quali caduta la sillaba finale (si parla allora di

apocope, dal greco apokop, taglio) presentano laccento

sullultima sillaba (per esempio, si legge addc, perch in origine

era addce);

2. parole nelle quali si aggiunge unenclitica, ossia una parola priva

di accento che per questo motivo si salda alla precedente: in

questo caso laccento cade sempre sulla penultima, anche se

questa fosse breve (per esempio lttr, lettera, diventa

litterque; fanno eccezione solo parole nelle quali lenclitica que

non pi sentita come enclitica, ma come parte di un unico

vocabolo, nel qual caso la parola segue le normali leggi daccento:

cos itque, pertanto, si pronuncia taque e non itque).

17Per la precisione, sempre, tranne quando per la parola sia formata solo da due sillabe, o quando
la penultima sillaba sia chiusa e quindi lunga, tranne cio nei due casi in cui sicuro che laccento
tonico cada sulla penultima (oltre quando ovviamente la parola sia monosillabica, composta cio
da una sola sillaba): cos, ad esempio, segnaleremo la quantit in vidtur, ma non in plures o in

24 assignantur (n tanto meno in quod).


Prima Lezione
Roma
2013
Per i pi esigenti si possono aggiungere alcune ulteriori informazioni

generali introduttive sullalfabeto e la pronuncia

latina. Rispetto a quello italiano, lalfabeto latino per i pi esigenti

conosce in pi le seguenti consonanti: k, x, y (consonanti comunque che

insieme alla j sono ormai entrate a far parte anche della scrittura in italiano; in

alcuni dizionari latini, del resto, possibile trovare anche la lettera j,

utilizzata per trascrivere la i consonante: per esempio,


divisione in sillabe
jocus, gioco, scherzo). Dalle iscrizioni latine di cui

piena Roma, si pu facilmente dedurre che in latino esisteva il suono u, ma

non anche v. I dittonghi pi comuni in latino sono au, eu, ae, oe (pi rari ei, ui,

yi: questultimo si pronuncia i e non ii): essi sono sempre lunghi. La divisione

in sillabe come in italiano18, tranne che nei seguenti casi:

1. le parole composte si suddividono in base ai loro componenti: per

esempio, sub-le-g-re

2. i/u+vocale non fanno dittongo: perci I-ta-l-a

3. gu preceduta da m/n e qu fanno sillaba con la vocale seguente: per

esempio, e-quus o san-guis

4. i nessi di due o tre consonanti non fanno mai sillaba unica: ad

esempio, sanc-tus.
iniziale maiuscola
Liniziale maiuscola infine in latino si usa non

18 Anzitutto per gli stranieri, tuttavia, vale la pena ricordare le norme che regolano la divisione in
sillabe in italiano e che sono valide anche in latino: 1) la sillaba pi comune formata dallunione
di una consonante e una vocale (ad esempio, la-ti-no); 2) oi, au, eu, ou sono dittonghi (per
esempio, poi); 3) le doppie si separano sempre (per esempio, bel-lo); 4) la s seguita da una
consonante, detta s impura, non si separa mai dalla consonante che la accompagna (per esempio,
stu-den-te): questa regola per in latino vale solo a inizio parola (pertanto avremo stu-di-um,
ma ma-gis-ter).
25
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

solo per i nomi propri, ma anche per sostantivi, aggettivi e avverbi da quelli

derivati: Itala, ma anche Itli e Italcus.

Nella prossima Lezione, cominceremo a conoscere la struttura di una

proposizione e di un periodo. Prima di concludere,


una condico unultima raccomandazione, di ordine metodologico.
sine qua non
Per raggiungere buoni risultati, assolutamente

necessario studiare anche poco, 15-20 minuti, ma tutti i giorni! Ci vale

probabilmente per qualunque competenza umana si voglia acquisire, ma

tanto pi per imparare una lingua. Non serve studiare tre ore, un giorno solo

a settimana; meglio poco, ma tutti i giorni. questa, per dirlo con

unespressione latina, una condico sine qua non: una condizione senza la

quale non si pu ottenere nulla.

Per verificare il mio apprendimento:


Quali sono gli otto elementi del discorso nella lingua
latina?
Cos un periodo? Cosa una proposizione?
Cos la sintassi?
Cosa si intende per pronuncia classica? Cosa per
pronuncia ecclesiastica?
Cos la legge della penultima?

26
Roma
2013

Seconda Lezione
In questa Lezione impareremo:
a distinguere tra predicato verbale e nominale
a riconoscere le tre diverse funzioni del verbo
essere: ausiliare, copulativa, predicativa
a discriminare gli elementi di una proposizione:
soggetto, predicato, complementi e attributi
a discernere le diverse proposizioni allinterno di
un periodo: reggenti, complementari e attributive

Nella scorsa Lezione, oltre a indicare le regole da seguire per una

corretta pronuncia del latino, abbiamo cominciato a rendere ragione del fatto

che unadeguata riflessione sulla lingua richiede tre diverse analisi: della

parola, della proposizione e del periodo. Prendiamo le mosse dal livello che

considera il linguaggio nella sua concretezza, cos come di fatto parlato,

ovvero dal periodo. Rileggiamo lincpit dellarticlus decmus:

Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel
litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus.

Per eseguire lanalisi di un periodo, occorre anzitutto individuare

quante e quali siano le proposizioni che lo compongano. A tale scopo

sufficiente concentrare lattenzione su tre


gli elementi strutturali
diversi elementi del discorso. In primo luogo, di un periodo:
1) il predicato
vanno evidenziati i predicati, ovvero i verbi. Nel

nostro periodo sono tre: vidtur, non habat e sunt. Tanti sono i

27
predicati, altrettante le proposizioni; come si ricorder, infatti, il predicato
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

lanima di una proposizione: ci che, secondo letimologia latina del termine,

si dice con forza, pubblicamente (proprio come avviene nella predica

pronunciata dal sacerdote appunto); insomma, quel che si intende in buona

sostanza comunicare attraverso una proposizione.

Ora, per, necessario distinguere in verit tra predicato verbale e

nominale. Il predicato verbale se, come


il predicato verbale
avviene nella maggioranza dei casi, esso

costituito da un verbo: ad esempio vidtur, o non habat (lavverbio di

negazione non si pu considerare tuttuno con il verbo). Quando per il

verbo essere, pu trattarsi, anzich di un


le tre funzioni del predicato verbale, di un predicato
verbo essere
nominale. Bisogna qui aprire unulteriore

parentesi relativa al verbo essere. Esso pu svolgere tre funzioni differenti:

1) ausiliare: quando unito a un participio passato per la formazione di un

tempo composto (per esempio, andato ununica voce verbale, dal

verbo andare, al passato prossimo, formata da due parole);

2) predicativo: quando svolge da solo la funzione di predicato verbale; ci

avviene solamente qualora significhi stare (seguito di solito da un

complemento di luogo: per esempio, Sono alluniversit), esserci

(riconoscibile dalla presenza della particella locativa ci/vi: In

grammatica ci sono molte eccezioni), appartenere (accompagnato dal

complemento di possesso, introdotto in italiano dalla preposizione di:

Il libro del professore), esistere o essere (nel loro significato tecnico

filosofico: Dio );

28
Seconda Lezione
Roma
2013
3) copulativo: quando introduce un predicato nominale, in unione con un

sostantivo o un aggettivo (presso gli antichi queste due parti del

discorso non venivano distinte, ma chiamate entrambe nomi: in questo

senso da intendere lespressione predicato nominale).

Se dunque il verbo essere seguito da un aggettivo o da un sostantivo

probabile che sia un predicato nominale. Esso risponde alle domande chi

?, che cos?, o qual ?, come ?. Nel


il predicato nominale
nostro caso, sunt historcus un unico

predicato nominale, formato dalla copula sunt e da un elenco di aggettivi,

che nel loro insieme rispondono alla domanda: Quali sono i significati che

sottostarebbero a una sola lettera?. Riconoscere un predicato nominale non

uno sterile esercizio scolastico; significa piuttosto comprendere che quello che

si sta leggendo o scrivendo una qualche definizione o giudizio, in quanto

appunto risposta alle domande chi ?, cosa ?, come ?. La teoria

aristotelica del giudizio prende le mosse proprio dalla distinzione tra

sostanza e predicati (in greco, usa e kategorai, da cui la nota tavola delle

categorie, ripresa e corretta in tempi recenti da Kant), sostanza e predicati che

nel linguaggio sono espressi esattamente dal soggetto e dai suoi possibili

predicati nominali: soggetto infatti ci che non conosciamo in s stesso se

non attraverso quel che si predica di lui (i suoi predicati); viceversa, predicati

sono gli attributi che possiamo venire a conoscere del soggetto (chi e

come ). Il giudizio dunque nella sua forma pi semplice espresso da un

soggetto seguito da un aggettivo o da un nome e unito a essi tramite la

copula, ovvero il verbo essere (copla in latino significa infatti unione). Non

29
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

pertanto ammissibile che uno studente di filosofia sia incerto nel

riconoscimento di un predicato nominale!

Torniamo alla nostra analisi del periodo. Dopo aver individuato i

predicati, necessario riconoscere le

gli elementi strutturali congiunzioni. Le congiunzioni sono quelle


di un periodo:
2) le congiunzioni piccole parole dalle quali dipende la qualit di

uno scritto o di un discorso, tanto pi se

filosofici. Come dice il termine stesso, congiunzione ci che congiunge,

unisce, collega due proposizioni tra di loro; pi precisamente, ci che

determina il tipo di legame logico che intercorre tra due proposizioni: se di

causa-effetto (poich), se di ipotesi (se), e cos via. Un buon testo

filosofico costruito su nessi logici chiari e forti, che rendono tali, chiaro e

forte, il procedere dellargomentare stesso. Da questo punto di vista, come

avremo modo di apprezzare, san Tommaso un maestro insuperato:

larticolo decimo che leggeremo pu essere considerato anche solo un unico

periodo, tanto ogni affermazione collegata alla precedente grazie a un uso

perfetto delle congiunzioni allinterno di ciascuna proposizione. Nel nostro

periodo le congiunzioni che incontriamo sono molte: quod, vel, sive,

et. Tuttavia evidente che le ultime tre congiungono tra di loro gli aggettivi

dellunico predicato nominale. Il fatto che le congiunzioni possono collegare

non solo proposizioni, ma anche semplici sostantivi o aggettivi. Ovviamente

in sede di analisi del periodo interessano solo le congiunzioni che uniscano

tra di loro le proposizioni; nel nostro caso quindi solo quod.

Una funzione simile a quella delle congiunzioni svolta dal terzo e

ultimo elemento che dobbiamo individuare: i pronomi relativi. I pronomi

30
Seconda Lezione
Roma
2013
relativi infatti sono piccole parole che si sostituiscono a un nome (in latino,

pronmen significa al posto del nome) al quale si riferiscono (relatvus

significa che si riferisce a): sono quindi parole

che fanno di un sostantivo il collegamento tra gli elementi strutturali


di un periodo:
due proposizioni. In italiano i pronomi relativi 3) i pronomi relativi
sono cui, il/la quale, i/le quali e che quando possa essere sostituito con il/la quale,

i/le quali; in latino, come studieremo pi avanti, il pronome relativo qui,

quae, quod. Nella traduzione italiana del nostro periodo, due volte compare la

parola che, in latino una volta quod e laltra qui. In latino qui

sicuramente pronome relativo: e infatti in italiano esso pu essere sostituito

da i quali sensi. Quod invece vocabolo equivoco come litaliano che: pu

essere tanto congiunzione quanto pronome relativo.

Ora, nel nostro caso evidente che non ha nessun la congiunzione


dichiarativa
senso dire sembra il/la quale; quel quod pertanto

congiunzione: in italiano pu essere resa anche dallespressione il fatto che

e si chiama congiunzione dichiarativa, perch serve appunto a dichiarare, a dire

un fatto.

Tenendo conto che solitamente pronomi relativi e congiunzioni si

trovano a inizio proposizione, il nostro periodo risulta formato dalle seguenti

tre proposizioni:

1) vidtur,

2) quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus,

3) qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis,

et anagogcus.

31
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Ora per, predicati, congiunzioni e pronomi relativi non servono solo a

riconoscere quante e quali siano le proposizioni allinterno di un periodo;

servono ancora di pi a rilevarne la struttura logica, argomentativa: in

linguaggio tecnico, si parla di sintassi.

la sintassi: il periodo Sintassi deriva dal greco sntaxis, vocabolo


come un campo di
che designa lo schieramento a battaglia dei
battaglia
soldati. I grammatici alessandrini del terzo

secolo a.C., dai quali ereditiamo ancor oggi buona parte della terminologia

grammaticale, pensavano dunque al linguaggio come a un efficace

schieramento di proposizioni in un campo di battaglia: buon retore colui

che sa disporre in modo vincente le proposizioni, quasi fossero i pezzi in una

partita a scacchi. Lefficacia della disposizione la si pu valutare appunto

guardando esclusivamente ai predicati, alle congiunzioni e ai pronomi

relativi: essi infatti costituiscono la struttura sintattica e logica, lossatura di

un periodo. Saper fare lanalisi del periodo significa cogliere subito questa

struttura: un po come fare la radiografia di un testo e evidenziarne solo gli

elementi sintatticamente significativi. Il nostro periodo pu dunque ridursi a

questo:

Vidtur quod non habat plures sensus qui sunt historcus .

Tutte le altre parole sono inutili ai fini della comprensione del

procedere argomentativo di Tommaso (si noti che linserimento di plures

sensus si reso necessario solamente per esplicitare a chi si riferisca il

pronome relativo qui): come si vede, dalla competenza nellanalisi del

periodo dipende niente meno che il livello e la qualit dellapprezzamento di

un testo filosofico!

32
Seconda Lezione
Roma
2013
Per completare lanalisi del nostro periodo resta ancora solo da definire

la funzione logica svolta da ciascuna proposizione in rapporto alle altre. Per

fare ci, tuttavia, dobbiamo sospendere lanalisi


la frase minima:
del periodo e introdurre quella della soggetto + predicato

proposizione, perch non si pu comprendere la prima senza avere

adeguatamente inteso la seconda. Proposizione linsieme di un predicato e

del suo soggetto: questa quella che viene chiamata frase minima, ovvero

linsieme minimo di parole necessario per comunicare qualcosa (per esempio,

Tommaso scrive)19.

Come gi detto, lanima di una proposizione il predicato, non importa

se nominale o verbale: esso come il sole intorno al quale gravitano tutte le

altre parole. Il soggetto invece ci di cui si predica qualcosa. Molte altre

tuttavia sono le parole che possono orbitare intorno al predicato: esse

vengono chiamate complementi, perch vanno a

completare la comunicazione espressa dal predicato. i complementi:


diretti e indiretti
Si soliti giustamente suddividere i complementi in

due gruppi: i complementi diretti e quelli indiretti. Diretto il complemento

oggetto20: esso chiamato cos perch forma un tuttuno con il predicato, al

quale unito senza lausilio di preposizioni; risponde alla domanda chi ?

cos? (e in questo senso indica loggetto del predicato: per esempio,

Tommaso scrive la Summa). Tutti gli altri complementi sono indiretti: essi

19 In verit, il linguaggio prevede anche proposizioni formate da soli sostantivi: per esempio,
Mattone!, gridato da un muratore al suo aiutante, secondo il gi ricordato esempio riportato da
Wittgenstein allinizio delle sue Ricerche Filosofiche. Ci nondimeno, ai fini della spiegazione che
stiamo portando avanti, ci si consenta di tralasciare simili precisazioni e di semplificare
affermando che la proposizione minima formata da un soggetto e un predicato.
20 Per la precisione, diretti sono anche i complementi predicativi delloggetto e del soggetto; ma di

essi parleremo pi avanti, a tempo debito.


33
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

possono aggiungere le pi svariate informazioni, rispondendo a una

molteplicit di domande. Ad esempio, il complemento di tempo risponde alla

domanda quando?, quello di luogo alla domanda dove?, e cos via (per

esempio, Tommaso termina la Summa contra Gentles nel 1273).

Spesso i complementi indiretti sono introdotti da una preposizione:

preposizione appunto quella parola o insieme di


le preposizioni
parole preposte alla formazione di un

complemento (cos, in italiano il complemento di tempo solitamente

introdotto dalla preposizione in, come nellultimo esempio riportato).

Infine tanto il soggetto quanto i complementi possono essere

accompagnati da un aggettivo o da un
attributi e apposizioni
sostantivo che servano a qualificare

meglio il termine al quale si riferiscano: in analisi della proposizione gli

aggettivi vengono chiamati attributi (dal latino attribtum, che si riferisce a,

che attribuito a: per esempio, san Tommaso) e i sostantivi con funzione

di aggettivi apposizioni (dal latino appostum, che posto vicino a, che

aggiunto a: per esempio, Tommaso, discepolo di Alberto Magno). Nella

pagina seguente, ecco dunque rappresentata graficamente la struttura di una

proposizione:

34
Seconda Lezione
Roma
2013

la struttura di una complementi


indiretti (con
proposizione o senza
attributi e
apposizioni)

soggetto (con predicato complemento


o senza diretto (con o
attributi e (verbale o senza attributi
apposizioni) nominale) e apposizioni)

complementi
indiretti (con
o senza
attributi e
apposizioni)

A questo punto possiamo tornare alla nostra analisi del periodo e

completarla. Il periodo infatti, nel suo insieme, riflette la

medesima struttura di una proposizione. Il gruppo proposizione


reggente
soggetto+predicato rappresentato da quella che

chiamata proposizione reggente21 (Tommaso scrisse la Summa Theologae).

21In italiano essa pi comunemente chiamata proposizione principale o indipendente. Tuttavia non
sempre essa davvero principale quanto al significato n sempre sintatticamente indipendente: per
esempio, nel nostro periodo, come vedremo, la proposizione reggente vidtur; essa ovviamente
non contiene linformazione principale (da sola infatti non dice nulla) n sintatticamente
indipendente (ch non avrebbe senso dire semplicemente sembra); resta per il fatto che regge,
introduce tutte le altre proposizioni. Insomma, una cosiddetta proposizione principale o
indipendente sempre anche reggente, ma non sempre propriamente indipendente o principale;
per questo preferiamo parlare di proposizioni reggenti piuttosto che di principali o indipendenti,
ancora una volta consapevoli di andare, per amore di chiarezza e di rigore terminologico, contro
una tradizione linguistica consolidata in Italia.
35
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

A essa si possono inoltre aggiungere una o pi proposizioni, che vanno

a fornire ulteriori informazioni, proprio come i


proposizioni
complementari complementi: per questo le chiameremo proposizioni

complementari22, distinguendole tra dirette (quando svolgano la funzione di

complemento oggetto, rispondendo alla domanda chi?, che cosa?: per

esempio, Tommaso riteneva che sotto una sola lettera della Sacra Scrittura vi

possano essere pi sensi ) e indirette (qualora corrispondano a uno

qualunque dei complementi indiretti, per esempio a un complemento di

causa: perch lautore della Sacra Scrittura Dio ). Infine ciascuna

proposizione pu essere accompagnata da unaltra che,


proposizioni come un attributo o unapposizione, qualifichi meglio un
attributive
suo elemento al quale collegata tramite un pronome

relativo: chiameremo queste proposizioni attributive ( che ha il potere di fare

persino di un evento il significante di un altro evento)23. Ecco dunque la possibile

struttura di un periodo:

22 Anche in questo caso dunque, sempre per amore di chiarezza e di rigore terminologico, andando
consapevolmente contro la tradizione scolastica italiana, che di solito preferisce chiamare le
complementari proposizioni subordinate o secondarie.
23 Esse, oltre che appositive, sono chiamate giustamente anche proposizioni relative. Tuttavia non

tutte le proposizioni relative sono attributive; soprattutto in latino, alcune proposizioni relative
svolgono la funzione di proposizioni complementari indirette, nel qual caso vengono chiamate
proposizioni relative improprie: per esempio, nel periodo Tommaso progett unopera che
rappresentasse una sintesi del pensiero cristiano, la proposizione relativa svolge pi
propriamente la funzione di proposizione complementare indiretta consecutiva, tant che pu
essere anche sostituita con Tommaso progett unopera tale che rappresentasse una sintesi del

36 pensiero cristiano. Sulle proposizioni relative improprie ci soffermeremo molto pi avanti.


Seconda Lezione
Roma
2013

la struttura di un
periodo

proposizione complemen- proposizione complemen-


tare indiretta (con o senza tare indiretta (con o senza
proposizione attributiva) proposizione attributiva)

proposizione reggente proposizione complemen-


(con o senza proposi- tare diretta (con o senza
zione attributiva) proposizione attributiva)

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia importante, soprattutto

per uno studente di filosofia, comprendere lo stretto parallelismo sussistente

tra proposizione e periodo al fine di rendersi bene conto della struttura logica

di un periodo, e quanto a questo scopo sia altres importante saper fare una

lettura e un uso attenti delle congiunzioni.

Dicevamo che la proposizione reggente corrisponde al gruppo

soggetto+predicato. A volte per la reggente costituita da un verbo

impersonale, ossia privo di soggetto; in questi casi di frequente il soggetto in

verit c, ma lintera proposizione dipendente


la proposizione
dalla reggente, che chiameremo pertanto complementare
diretta soggettiva
proposizione complementare diretta soggettiva24.

questo il caso del nostro periodo. infatti evidente che vidtur sia la

24Lo stretto parallelismo tra proposizione e periodo conosce pertanto qui una piccola restrizione:
mentre in una proposizione il complemento diretto o il complemento oggetto o il complemento
predicativo, in un periodo la proposizione complementare diretta pu essere oggettiva
(equivalente a un complemento oggetto) o soggettiva (equivalente al soggetto di un verbo
impersonale).
37
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

proposizione reggente: sebbene non contenga linformazione principale,

tuttavia regge, introduce sintatticamente tutte le altre proposizioni. Ora,

sembra un verbo impersonale: non ha soggetto. Ma a ben vedere, il

soggetto c: lintera proposizione introdotta da quod. Il fatto che sotto

ununica lettera della Sacra Scrittura non sia possibile la presenza di pi

significati: tutto questo ci che sembra! Per quanto riguarda poi la

proposizione introdotta da qui, ossia da un pronome relativo, , come

dicevamo, una proposizione che va a qualificare meglio quali siano i plures

sensus, il termine cio al quale il pronome relativo si riferisce: perci una

proposizione attributiva. Ecco dunque lanalisi del nostro periodo:

1) vidtur: proposizione reggente

2) quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus:

proposizione complementare diretta soggettiva

3) qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et

anagogcus: proposizione attributiva.

Si tratta pertanto di un periodo costituito da un predicato (1), da un

soggetto (2) e da un attributo del soggetto (3). Nella prossima Lezione

andremo ad aggiungere poche altre informazioni necessarie per completare

la nostra analisi del periodo, per poi volgere quindi lattenzione allanalisi

delle tre singole proposizioni che formano il periodo appena analizzato: ci ci

consentir di introdurci a un argomento chiave della grammatica latina,

quello dei casi e delle declinazioni.

38
Seconda Lezione
Roma
2013

Per verificare il mio apprendimento:


Quali sono gli elementi strutturali di un periodo? In
che senso esso pu essere assimilato a un campo da
battaglia?
Quali sono le tre possibili funzioni svolte dal verbo
essere?
Cos un predicato? Perch si chiama cos?
Cos un predicato verbale? Perch si chiama cos?
Cos un predicato nominale? Perch si chiama cos?
Perch in un testo filosofico tanto importante
sapere usare bene le congiunzioni?
Quali sono gli elementi strutturali di una
proposizione?
Cos la frase minima?
Qual la funzione svolta dalle preposizioni?
Cosa sono gli attributi? Perch si chiamano cos?
Cosa sono i complementi? Perch si chiamano cos?
In cosa consiste lo stretto parallelismo sussistente tra
struttura di un periodo e di una proposizione?
Cosa sono le proposizioni reggenti? Perch si
chiamano cos?
Cosa sono le proposizioni attributive? Perch si
chiamano cos?
Cosa sono le proposizioni complementari? Perch si
chiamano cos?
Cosa una congiunzione dichiarativa? Cosa una
proposizione complementare diretta soggettiva?

39
Roma 2013

Terza Lezione
In questa Lezione impareremo:
a fare lanalisi di un periodo seguendo uno dopo
laltro i passi indicati in unapposita scheda
a fare lanalisi del periodo di Vidtur quod
a conoscere i componenti di una parola: radice,
suffissi, prefissi e desinenze
a distinguere i sei casi latini: nominativo, genitivo,
dativo, accusativo, vocativo e ablativo

Nella scorsa Lezione siamo stati introdotti allo svolgimento dellanalisi

di un periodo, attraverso la spiegazione di diversi concetti fondamentali,

quali quelli di predicato verbale e nominale, congiunzione e preposizione,

soggetto, complementi e attributi. Per


la scheda di analisi
del periodo: concludere lanalisi del periodo l avviata, sar

sufficiente presentare ora uno strumento che da adesso in avanti utilizzeremo

sempre e che chiameremo scheda di analisi del periodo. Si tratta di una griglia

che ci guider passo passo nellesecuzione dellanalisi di qualunque periodo.

Essa composta di due pagine, allegate alla fine di questa Lezione. Come

usarle?

Anzitutto, occorre trascrivere il periodo da esaminare. Nel nostro caso,

dunque:

ANALISI DEL PERIODO: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures
sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et
anagogcus

40
Terza Lezione
Roma
2013
La prima colonna chiede quindi di elencare le congiunzioni, specificandone

il tipo. Nella Legenda si trova una classificazione di

tutte le possibili congiunzioni. Esse si distinguono in elencare le


congiunzioni
coordinative e subordinative. Le prime servono a

collegare due proposizioni sul medesimo livello sintattico (per esempio, due

reggenti, o due complementari subordinate direttamente alla medesima

reggente : Oggi andr alluniversit e sosterr lesame ); le seconde

invece a introdurre una proposizione che si trova su un piano sintattico

inferiore rispetto alla precedente (per esempio, una complementare retta da

unaltra complementare, o da una reggente : , quando arriver il mio

turno). Impareremo a conoscerle mano a mano che le incontreremo. In

questo nostro primo periodo abbiamo trovato solamente quod (come gi

detto, infatti, nellanalisi del periodo non interessano quelle congiunzioni che

colleghino tra di loro non due proposizioni, ma due elementi allinterno di

ununica proposizione). Scriveremo pertanto :

Elencare le congiunzioni Elencare Elencare i Elencare le proposizioni,


specificandone il tipo pronomi relativi predicati indicando per ciascuna
(e avverbi) (verbali o congiunzione, pronome relativo
specificando il nominali) o avverbio da cui introdotta e il
termine al quale predicato verbale o nominale che
si riferiscono la caratterizza
1 Quod = congiunzione
subordinativa dichiarativa

Nella seconda colonna, come indicato,

trascriveremo i pronomi relativi presenti nel trascrivere i


pronomi relativi
periodo, indicando per ciascuno il termine al quale

si riferiscano (come si ricorder, infatti, il pronome relativo, come un

41
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

attributo, si riferisce sempre, relatvus appunto, a un altro termine). Nel

nostro caso dunque:

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare Elencare le proposizioni,


specificandone il tipo relativi (e avverbi) i indicando per ciascuna
specificando il predicati congiunzione, pronome
termine al quale si (verbali o relativo o avverbio da cui
riferiscono nominali) introdotta e il predicato
verbale o nominale che la
caratterizza
1 Quod = congiunzione Qui = si riferisce a
subordinativa dichiarativa plures sensus

Nella terza colonna infine andremo a registrare


registrare
tutti i predicati tutti i predicati presenti nel periodo, specificando se si

tratti di predicati verbali o nominali:

Elencare le congiunzioni Elencare Elencare i Elencare le


specificandone il tipo pronomi relativi predicati (verbali o proposizioni,
(e avverbi) nominali) indicando per
specificando il ciascuna
termine al quale congiunzione,
si riferiscono pronome relativo o
avverbio da cui
introdotta e il
predicato verbale o
nominale che la
caratterizza
1 Quod = congiunzione Qui = si riferisce a Vidtur= predicato
subordinativa dichiarativa plures sensus verbale
2 Non habat =
predicato verbale
3 Sunt historcus =
predicato nominale

A questo punto resta da enumerare una a una le proposizioni presenti nel

periodo. A tale scopo, vale la regola: tanti predicati, altrettante proposizioni.

Nel nostro periodo, quindi, avremo tre proposizioni. Per il resto, si tratta di

42
Terza Lezione
Roma
2013
associare ciascuna congiunzione e pronome relativo al predicato che

introducono. buona norma cominciare dai

pronomi relativi che sono quasi sempre vicini al enumerare le


proposizioni
predicato al quale sono associati e che pertanto

sono pi facili da collegare. Nel nostro caso, qui introduce evidentemente

sunt historcus ; ma in maniera altrettanto evidente, quod unito a non

habat. Ecco dunque compilata anche la quarta colonna:

Elencare le congiunzioni Elencare Elencare i Elencare le


specificandone il tipo pronomi relativi predicati (verbali o proposizioni,
(e avverbi) nominali) indicando per
specificando il ciascuna
termine al quale congiunzione,
si riferiscono pronome relativo o
avverbio da cui
introdotta e il
predicato verbale o
nominale che la
caratterizza
1 Quod = congiunzione Qui = si riferisce a Vidtur= predicato Vidtur
subordinativa dichiarativa plures sensus verbale
2 Non habat = Quod non habat
predicato verbale
3 Sunt historcus = Qui sunt historcus
predicato nominale

Per indicare ciascuna proposizione, basta trascrivere questi elementi

sintattici significativi, ovvero congiunzioni,

pronomi relativi e predicati. In effetti, i predicati gli elementi sintattici


significativi
sono il cuore delle proposizioni, in quanto

contengono ci che si vuole dire, mentre congiunzioni e pronomi relativi

costituiscono i collegamenti, i connettori, i nessi logici che legano le

proposizioni tra di loro. Questi soli elementi dunque sono sufficienti per
43
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

comprendere la struttura logica di quel che si sta leggendo o ascoltando. Da

questo punto di vista, tutte le altre parole sono irrilevanti. Saper fare lanalisi

del periodo significa fare immediatamente una sorta di radiografia del testo,

in modo da evidenziarne lossatura, la linea argomentativa: significa quindi

avere una competenza in pi per comprendere quando si ascolta e farsi

comprendere quando si parla.

A questo punto manca solamente ancora di capire lordine sintattico

delle proposizioni, ovvero quale o quali siano le reggenti, quale o quali le

proposizioni complementari di primo grado, quelle cio immediatamente

dipendenti dalle reggenti, e cos via. Nella prima colonna della seconda met

della griglia si riscrivono pertanto le proposizioni, seguendo la successione sintattica

e specificando la tipologia di ciascuna. A tale scopo, nella Legenda, sono riportate

tutte le possibili classificazioni. Anzitutto si distingue


classificazione delle
proposizioni tra proposizioni reggenti, complementari dirette e

indirette, attributive. La natura di ogni proposizione in genere riconoscibile

guardando al termine che la introduce: un pronome relativo introdurr una

proposizione attributiva, una congiunzione subordinativa dichiarativa

introdurr una proposizione complementare diretta dichiarativa soggettiva o

oggettiva, e cos via. In generale, una congiunzione subordinativa annuncia

sempre una proposizione complementare; invece una congiunzione

coordinativa pu unire due proposizioni reggenti o due subordinate; nella

Legenda sono indicati i vari tipi sia di congiunzioni25 che di proposizioni.

25Per la precisione, nella Legenda, insieme alle congiunzioni, sono enumerati anche i vari tipi di
avverbi, in quanto, come vedremo pi avanti, gli avverbi a volte svolgono una funzione analoga a

44 quella dei pronomi relativi.


Terza Lezione
Roma
2013
Esistono diversi generi di proposizioni reggenti; tuttavia nel testo di san

Tommaso che studieremo per lo pi si tratter

sempre di proposizioni reggenti enunciative, proposizioni reggenti


enunciative
ovvero di proposizioni che semplicemente

enunciano, dicono qualcosa, come del resto avviene di regola in un testo

argomentativo.

Per ogni proposizione complementare e attributiva, infine, occorre

specificare il grado di subordinazione. Nel nostro caso, evidente che quod

non habat dipende direttamente dalla reggente e quindi una

complementare di primo grado (le reggenti

invece sono considerate di grado zero, in specificazione del


grado di
quanto al vertice della piramide), cos come
subordinazione
lattributiva qui sunt historcus dipende

dalla complementare di primo grado (il termine al quale qui si riferisce

infatti, ovvero plures sensus, si trova appunto nella complementare

soggettiva) e quindi una proposizione di secondo grado. Ecco dunque

compilata la prima colonna della seconda parte della griglia:

Elencare in ordine degradante le Disegnare il diagramma di flusso dellintero


proposizioni reggenti, complementari e periodo
attributive, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Vidtur = proposizione reggente enunciativa

2 Quod non habat = proposizione


complementare diretta soggettiva di I grado

3 Qui sunt historcus = proposizione


attributiva di II grado

45
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Resta infine da compilare unultima cella, quella intitolata Diagramma di

flusso. In maniera riassuntiva e schematica, chiesto qui di disegnare il flusso

logico dellargomentazione. Spesso non esiste un solo schema corretto, in quanto

la medesima argomentazione la si pu guardare da differenti punti di vista.

Nel nostro caso, per esempio, si pu scolasticamente porre la reggente sopra

la complementare e allora avremo:

diversi diagrammi
di flusso possibili vidtur

quod non habat

Ma da un punto di vista semantico, guardando cio al significato di

quanto scrive san Tommaso, la complementare soggettiva appunto il

soggetto di vidtur e pertanto a buon ragione pu essere rappresentata al di

sopra della reggente, cos:

quod non habat



vidtur

Per quanto concerne le attributive, poi, esse scolasticamente possono

essere considerate delle subordinate e quindi sempre di un grado inferiore

rispetto alla proposizione dalla quale dipendono. Nel nostro caso pertanto

avremo:

46
Terza Lezione
Roma
2013
quod non habat plures sensus26

qui sunt historcus

Ma in quanto attributive, in quanto cio semplici attributi, possono

altres essere collocate accanto alla proposizione alla quale si riferiscono,

considerandole perci coordinate e non subordinate rispetto a esse. Avremo

allora:

quod non habat plures sensus (qui sunt historcus )

Noi utilizzeremo sempre entrambe le prospettive: nella prima colonna

della griglia, considereremo le attributive sempre come subordinate (cos, ad

esempio, sopra abbiamo scritto: proposizione attributiva di secondo

grado); nel diagramma di flusso invece le rappresenteremo sempre tra

parentesi, accanto al termine al quale si riferiscono, quindi in posizione

coordinata. Nella pagina seguente, ecco la nostra prima scheda di analisi del

periodo interamente completata:

26Riscrivendo le proposizioni nel diagramma di flusso, opportuno inserire parole che fino ad
adesso erano state tralasciate: per la precisione, i vocaboli ai quali i pronomi relativi si riferiscono
(nel nostro caso, plures sensus).
47
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

la scheda di analisi del periodo


di Vidtur quod

ANALISI DEL PERIODO: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures
sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et
anagogcus

Elencare le congiunzioni Elencare Elencare i Elencare le


specificandone il tipo pronomi relativi predicati (verbali o proposizioni,
(e avverbi) nominali) indicando per
specificando il ciascuna
termine al quale congiunzione,
si riferiscono pronome relativo o
avverbio da cui
introdotta e il
predicato verbale o
nominale che la
caratterizza
1 Quod = congiunzione Qui = si riferisce a Vidtur= predicato Vidtur
subordinativa dichiarativa plures sensus verbale
2 Non habat = Quod non habat
predicato verbale
3 Sunt historcus = Qui sunt historcus
predicato nominale
Elencare in ordine degradante le Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
proposizioni reggenti,
complementari e attributive,
indicando per ciascuna il grado e il
tipo
1 Vidtur = proposizione reggente
enunciativa Quod non habat plures sensus (qui sunt historcus )

vidtur
2 Quod non habat = proposizione
complementare diretta soggettiva di I
grado
3 Qui sunt historcus = proposizione
attributiva di II grado

Terminata lanalisi del periodo, passiamo a quella della proposizione.

Nella scorsa Lezione abbiamo gi distinto gli elementi fondamentali di una

48
Terza Lezione
Roma
2013
proposizione: predicato, soggetto, complemento diretto, complementi

indiretti, attributi e apposizioni. Ogni parola dunque,

allinterno di una proposizione, assume una determinata analisi della


proposizione
funzione logica: quella di soggetto, o di complemento

oggetto, e cos via. Ora, in latino un nome, a seconda della funzione logica

che svolge, cambia desinenza. Per comprendere bene questo fenomeno,

occorre preliminarmente chiarire cosa sia una desinenza.

Ogni parola formata da una radice: sono quelle poche lettere (in

genere, tre consonanti pi alcune vocali) alle quali

associato un determinato significato (per esempio, radice, suffissi e


in vidre la radice vid). Da una medesima radice prefissi

derivano diverse parole appartenenti alla stessa famiglia di significato: per

esempio, da vid derivano, oltre a vidre, visio, visione, visus, vista, visre,

visitare27. Alla radice vengono quindi premessi dei prefissi o posposti dei

suffissi, che servono a specificare il significato della parola o la sua funzione

logica o grammaticale: cos per esempio praevidre significa vedere in

anticipo o da lontano (funzione semantica del prefisso: prae specifica il

significato della parola), mentre in scriptra, dalla radice scrib, il suffisso ur fa

della parola un sostantivo (funzione grammaticale del suffisso). Ogni

parola infine termina con poche lettere che servono a dare alcune desinenza

informazioni esclusivamente grammaticali e logiche: in scriptra la a dice che

si tratta di un sostantivo femminile singolare. Desinenza (dal latino desinre,

terminare) il nome che viene dato a questa parte finale di ogni parola.

Preposizioni, congiunzioni, avverbi e esclamazioni sono sempre indeclinabili o

Le vocali o lultima consonante di una radice, nella formazione di una parola, possono subire
27

mutamenti a causa di differenti ragioni fonetiche.


49
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

invariabili, ovvero la loro desinenza non varia. Invece nelle altre parti del

discorso, aggettivi, pronomi, sostantivi e verbi, la desinenza variando

fornisce importanti e differenti informazioni. Questo fenomeno avviene in

tutte le lingue: per esempio, in italiano scrittura, singolare, al plurale

diventa scritture; oppure la prima persona singolare vedo alla seconda

persona singolare diventa vedi.

In latino, per, nei sostantivi, negli aggettivi e nei pronomi, la desinenza

varia anche in base alla funzione logica che la parola assume allinterno di

una determinata proposizione: cos in Scriptra sacra est, la Scrittura

sacra, la desinenza a designa che Scriptra soggetto singolare,


casi mentre in Scriptram lego, leggo la Scrittura, la desinenza am

indica che Scriptram complemento oggetto singolare. Le diverse funzioni

logiche espresse dal variare della desinenza in un sostantivo, aggettivo o

pronome sono chiamate casi (dal latino casus, il termine, la fine): essi sono

sei.

Il nominativo: dal latino nominre, come litaliano nominare, il caso

del soggetto e del predicato nominale (serve appunto a dare un nome al

soggetto o ad alcune sue caratteristiche). Il


nominativo e
genitivo genitivo: serve a esprimere il complemento di

specificazione, quel complemento cio che specifica di chi o di che cosa il

sostantivo al quale si riferisce (conseguentemente, il complemento di

specificazione sempre specificazione di qualche altra parte della

proposizione: complemento di specificazione del soggetto, del complemento

oggetto, ecc.); la denominazione viene dal latino genetvus, colui che genera,

in quanto dalla desinenza del caso genitivo si genera tutto il resto della

50
Terza Lezione
Roma
2013
declinazione, ovvero si riconosce a quale declinazione appartenga quella

parola28.

Dativo: esprime colui o ci a cui si d, datvus,

ovvero il complemento di termine. Accusativo: dativo e accusativo

traduce il complemento oggetto, ovvero chi o che cosa oggetto diretto

dellazione del predicato verbale; per questo motivo il complemento oggetto

chiamato anche complemento diretto e insieme a nominativo e vocativo

uno dei tre cosiddetti casi retti; in latino, come pure in italiano, accusre

significa appunto chiamare in causa direttamente qualcuno o qualcosa.

Vocativo: traduce il complemento di vocazione, ovvero colui o ci a cui

ci si rivolge invocandolo (vocre significa

appunto chiamare); il complemento che vocativo e ablativo

accompagna limperativo, presente in tutte le preghiere ed sempre

separato dal resto della proposizione attraverso le virgole che lo racchiudono;

di norma, la desinenza del vocativo uguale a quella del nominativo, in

quanto il referente del complemento di vocazione il soggetto della

proposizione. Ablativo: il termine deriva dal verbo latino auferre, che significa

allontanare (e che in un modo verbale chiamato supino diventa abltum), in

quanto il caso che anticamente traduceva il complemento di origine e di

separazione; di fatto, venuto poi a tradurre, spesso con lausilio di

28 Si pu offrire anche unaltra spiegazione etimologica, non corretta scientificamente, ma


suggestiva filosoficamente. Presso gli antichi, per identificare una persona spesso si indicava di chi
fosse figlio (per esempio, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo) e in greco per dire figlio di si
usava proprio il caso genitivo (ovvero, semplicemente Giacomo e Giovanni, di Zebedeo). In tal
senso, il genitivo il caso per dire che si figli di qualcuno, ossia appunto che si generati; e da
questo punto di vista, ogni uomo per definizione al genitivo, in quanto non si dato da s stesso
la vita: , teologicamente, creatura, essere-ricevuto.
51
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

preposizioni, molti complementi indiretti (lablativo, insieme al genitivo e al

dativo, uno dei tre cosiddetti casi indiretti o obliqui).

Ogni sostantivo, aggettivo e pronome dunque presenta una variazione

della desinenza in corrispondenza dei sei casi, al singolare e al plurale

(tuttavia le desinenze di ogni parola sono in numero minore di dodici, in

quanto alcune si ripetono uguali per diversi casi).

le cinque declinazioni Linsieme delle dodici uscite si chiama declinazione

(dal latino declinato, lo spiegamento di una parola in tutte le sue possibili

forme). In latino esistono cinque schemi di declinazione: la prima, la seconda,

la terza, la quarta e la quinta. Ogni sostantivo segue lo schema di una di

queste declinazioni. Come gi detto, lappartenenza di un nome a una

determinata declinazione si riconosce dalla desinenza del genitivo singolare:

per questo motivo, nei dizionari, di ogni sostantivo riferito il nominativo e il

genitivo singolare (cos, ad esempio, di Scriptra il vocabolario riporta

scriptra, ae: la desinenza ae al genitivo singolare tipica e unica della

prima declinazione).

La maggior parte degli aggettivi utilizza le desinenze delle prime tre

declinazioni. Un numero ristretto di aggettivi e


le desinenze
pronominali pronomi utilizza le medesime desinenze, con

alcune variazioni loro proprie (si parla pertanto di desinenze pronominali).

Anche i verbi cambiano la parte finale di parola per specificare il tempo,

il modo, la persona e il numero della voce


le coniugazioni
verbale. La flessione dei verbi (dal latino flectre,

il flettersi, lo spiegarsi, analogo alla declinato di cui si detto sopra) viene

chiamata coniugazione (dal latino coniugre, il mettere insieme, unire i vari

52
Terza Lezione
Roma
2013
suffissi, vocali tematiche e desinenze per formare le diverse voci verbali), in

maniera del tutto simile a quel che avviene per i verbi in italiano.

Sui verbi ci soffermeremo pi avanti. Per il momento, per concludere,

torniamo ai casi. Dicevamo che essi specificano la funzione logica svolta dalla

parola nella proposizione. Nel primo periodo di san Tommaso abbiamo letto:

Sacra Scriptra non habat sub una littra plures sensus, qui sunt historcus vel

litterlis, . Sacra Scriptra il soggetto: entrambi infatti sono al

nominativo singolare, con desinenza a, propria della prima declinazione.

Plures sensus il complemento oggetto: le due parole infatti sono in caso

accusativo plurale, con desinenza es, propria della terza declinazione, e us,

propria della quarta declinazione. Sub una littra un complemento di stato in

luogo, che risponde alla domanda dove? e in latino si traduce con in +

lablativo (ma anche con molte altre preposizioni, alcune delle quali

incontreremo nel testo di Tommaso): a infatti la desinenza dellablativo

singolare della prima declinazione (come si noter, analoga al nominativo

singolare della medesima declinazione). Historcus, litterlis e tutti gli altri

aggettivi sono predicati nominali e infatti sono in caso nominativo singolare:

us la desinenza del nominativo singolare della seconda declinazione, is della

terza declinazione. Infine qui nominativo maschile plurale del pronome

relativo qui, quae, quod, che, come si accennato sopra, ha una declinazione

sua propria.

Nella prossima Lezione ripartiremo da qui, dallanalisi della

proposizione. Con loccasione, presenteremo unaltra scheda che sempre ci

guider nellanalisi delle proposizioni.

53
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Partendo da una scheda vuota, compilo la scheda di
analisi del periodo di Vidtur quod
Di questo periodo traccio i possibili diversi
diagrammi di flusso
Cosa una proposizione reggente enunciativa?
Cosa sono i gradi di subordinazione?
Da quali elementi formato un nome?
Qual la funzione specifica svolta dalle desinenze
dei nomi in latino rispetto allitaliano e alla
maggioranza delle lingue moderne?
Quali sono i sei casi latini? Cosa traducono?

54
Terza Lezione
Roma
ANALISI DEL PERIODO: .. 2013

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1

55
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

LEGENDA

Avverbi: modali, temporali, locativi, interrogativi semplici e disgiuntivi, affermativi,


negativi, dubitativi, rafforzativi

Congiunzioni coordinative: copulative, disgiuntive inclusive o esclusive, avversative, esplicative, conclusive

Congiunzioni subordinative: dichiarative, consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive,
comparative, eccettuative, privative, ipotetiche

Proposizioni reggenti: enunciative, interrogative dirette, esclamative, esortative, ottative, concessive,


dubitative, potenziali, imperative

Proposizioni complementari dirette: soggettive, oggettive, interrogative indirette

Proposizioni complementari indirette: consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative,

56 eccettuative, privative, condizionali, incidentali


Roma
2013

Quarta Lezione
In questa Lezione impareremo:
la prima declinazione
le desinenze attive dei verbi
a discernere il tema verbale, composto da suffissi e
vocale tematica
a distinguere in un verbo tra modo, tempo e
aspetto dellazione
a definire che cos un verbo atematico o irregolare
a classificare le quattro coniugazioni e la
coniugazione propria del verbo sum
la flessione dellindicativo presente attivo delle
quattro coniugazioni e del verbo sum
a utilizzare la scheda di analisi della proposizione
a fare lanalisi delle tre proposizioni del primo
periodo (Vidtur quod )

Nella scorsa Lezione abbiamo presentato la nozione di desinenza e

declinazione. Veniamo dunque subito a


la prima conoscere la prima declinazione:
declinazione

scriptra, ae Singolare Plurale

Nominativo scriptr scriptrae

Genitivo scriptrae scripturrum

Dativo scriptrae scriptris

Accusativo scriptram scriptras

Vocativo scriptr scriptrae

Ablativo scriptr scriptris

57
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

facile notare che alcune desinenze si ripetono uguali: per il

nominativo e vocativo singolare (e di fatto anche per lablativo singolare: in

un testo scritto latino infatti non si soliti segnare la quantit dellultima

sillaba, per cui scriptra pu essere sia nominativo, sia vocativo sia ablativo

singolare); ae per il genitivo e dativo singolare, e per il nominativo e vocativo

plurale; is per il dativo e ablativo plurale. Per il resto, non c molto altro da

dire o da capire, quanto piuttosto da familiarizzare con simili desinenze, cos

da riconoscerle quando le si incontri. Molti

aggettivi di aggettivi, al femminile, utilizzano le


prima classe
desinenze della prima declinazione. Cos

avremo:

sacra Singolare Plurale

Nominativo sacr sacrae

Genitivo sacrae sacrrum

Dativo sacrae sacris

Accusativo sacram sacras

Vocativo sacr sacrae

Ablativo sacr sacris

Nel periodo di san Tommaso che abbiamo cominciato a studiare

agevole riconoscere quattro parole appartenenti alla prima declinazione (per

la precisione, per gli aggettivi si soliti parlare di aggettivi di prima classe):

58
Quarta Lezione
Roma 2013

Sacra Scriptra il soggetto della proposizione e infatti

entrambe le parole sono declinate al nominativo singolare, con

desinenza in a

sub una littra il complemento di stato in luogo, reso con

sub+ablativo: e infatti dopo la preposizione entrambe le parole

sono allablativo singolare, anchesso in a (come si vede, dal

contesto che si comprende se la desinenza a del nominativo, del

vocativo o dellablativo singolare; lo stesso dicasi per le altre

desinenze omofone).

La prossima Lezione presenteremo le desinenze della seconda

declinazione. Per il momento invece soffermiamoci sui verbi. Abbiamo gi

avuto modo di dire che i verbi, in quanto predicati, costituiscono il cuore,

lanima, il motore di una proposizione, e anche che essere un verbo

particolare, che pu svolgere funzione predicativa o, pi spesso, copulativa o

ausiliaria. Infine avevamo rilevato come anche le voci verbali avessero una

desinenza variabile. In latino ve ne sono di cinque tipi: per lattivo, per il

passivo, per il perfetto, per limperativo e per linfinito. Per ora, limitiamoci a

presentare quelle dellattivo. Sono le seguenti:


Desinenze attive
desinenze
1 singolare m / o
a attive dei verbi
2a singolare s

3a singolare t

1a plurale mus

2a plurale tis

3a plurale nt

59
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Come si vede, per la prima persona singolare, alcune volte si usa una

desinenza, altre volte unaltra. Per il resto, sono da imparare a memoria,

come una filastrocca: il loro riconoscimento infatti consente gi da solo di

distinguere un verbo e la persona alla quale coniugato. Tuttavia, molte altre

informazioni occorre saper individuare in una voce verbale: il modo, il

tempo, la diatesi. Un verbo infatti sempre coniugato in


i modi verbali
un determinato modo. Il modo specifica come deve essere

percepita lazione che viene predicata: come un dato di fatto, obiettivo,

solamente da constatare (lindicativo, dal latino indicre, rendere noto: il

modo delloggettivit o realt); come una


i modi espliciti: indicativo, possibilit o opinione (il congiuntivo, dal
congiuntivo e imperativo
latino coniungre, collegare: il modo

della soggettivit o eventualit); come un comando, un ordine (limperativo:

dal latino imperre, comandare appunto). Sono questi i tre modi espliciti o

finiti, quelli cio nei quali esplicitamente indicata la persona che compie

lazione (prima, seconda, terza singolare o plurale). Altri quattro modi invece

sono detti indefiniti o impliciti, perch non esprimono la persona, ma

eventualmente solo il numero, singolare o plurale (cos

per esempio partiti pu essere detto sia di noi sia di voi


i modi impliciti
sia di essi); sono il participio, linfinito, il gerundio e

gerundivo, e il supino: di questi modi tuttavia tratteremo in seguito.

Oltre al modo, un verbo ovviamente sempre coniugato a un

determinato tempo, che indica quando svolta


il tempo verbale e
laspetto dellazione lazione: passato, presente, futuro; si distingue poi tra

diverse forme di passato (imperfetto, perfetto,

60
Quarta Lezione
Roma 2013

piuccheperfetto) e di futuro (semplice e anteriore). Per la precisione, in latino le

forme verbali, oltre al tempo, distinguono anche laspetto dellazione, ovvero il

modo in cui sentita la durata: come compiuta, come incompiuta, come

momentanea o come durativa; per ora, tuttavia, non occorre soffermarsi oltre su

simili distinzioni.

Dicevamo che le desinenze permettono di discernere persona e numero,

non per anche modo e tempo: questi

possibile discriminarli in base al tema. Il tema il tema verbale


ci che resta del verbo una volta tolta la

desinenza: di fatto esso formato dalla radice, da eventuali suffissi e dalla

vocale tematica, la vocale cio che caratterizza il modo e la coniugazione

verbale (per esempio, hab-e-t)29. I suffissi sono sempre gli


suffissi e
stessi per ciascun tempo: per esempio, -ba- per vocale tematica
limperfetto indicativo (hab-e-ba-t). La vocale tematica invece ci che varia in

base al modo e alla coniugazione. Come infatti vi sono cinque declinazioni

per i nomi, cos ci sono quattro coniugazioni per i

verbi: sostanzialmente, quattro schemi possibili di le quattro coniugazioni

flessione, caratterizzati ciascuno da un determinato uso delle vocali

tematiche. Ogni verbo ovviamente segue la flessione di una delle quattro

coniugazioni. Come in italiano, esse si indicano con la differente uscita

dellinfinito presente attivo (presenteremo in seguito la distinzione tra attivo

e passivo): -re per la prima coniugazione (assignre, assegnare), -re per la

29 La suddivisione di una voce verbale qui proposta, in tema verbale e desinenza, non
unanimemente accettata. Per esempio, Tantucci distingue tra tema verbale (la parte invariabile del
verbo, che termina con la vocale tematica), eventuali suffissi temporali e desinenza (per esempio,
habe-ba-t), e definisce terminazione o uscita linsieme di vocale tematica, suffisso e desinenza (ad
esempio, hab-ebat).
61
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

seconda (habre, avere), -re per la terza (argure, argomentare) e -re per

la quarta (invenre, trovare). Limitiamoci allo studio del presente indicativo

attivo. La vocale tematica che caratterizza la prima coniugazione la -a-, la

seconda la -e-, la terza la --, la quarta la --. Avremo quindi:

indicativo presente attivo


delle quattro coniugazioni

Indicativo Presente Attivo

1a 2a 3a 4a

coniugazione coniugazione coniugazione coniugazione

in -re in -re in re in re

1a singolare assign-o hab--o arg-o inven--o

2a singolare assign-a-s hab-e-s arg-i-s invn-i-s

3a singolare assign-a-t hab-e-t arg-i-t invn-i-t

1a plurale assign--mus30 hab--mus argu--mus inven--mus

2a plurale assign--tis hab--tis argu--tis inven--tis

3a plurale assign-a-nt hab-e-nt arg-u-nt inven-u-nt

Come si vede, la prima persona singolare della prima e terza

coniugazione non ha vocale tematica, mentre nella terza persona plurale della

terza e quarta coniugazione c la vocale tematica -u-.

30 Indichiamo la quantit solo dove utile per una corretta pronuncia della parola (si ricordi:
penultima sillaba lunga, accento tonico sulla penultima; penultima sillaba breve, accento tonico
sulla terzultima). In assigno non indicata la quantit della -i-, perch -sig- sillaba chiusa e quindi
comunque lunga (si ricordi che in latino i gruppi di due o pi consonanti appartengono sempre a

62 sillabe diverse).
Quarta Lezione
Roma 2013

Una flessione a s, non assimilabile a nessuna delle quattro, quella del

verbo esse, essere, che per questo si dice

avere coniugazione propria. Ecco il presente la coniugazione propria


del verbo esse
indicativo attivo:

Indicativo presente del verbo sum

1a singolare s-u-m
indicativo presente
2 singolare
a e-s del verbo sum
3a singolare es-t

1a plurale s-u-mus

2a plurale es-tis

3a plurale s-u-nt

Come si vede, in alcune voci, precisamente nella seconda e terza

singolare e nella seconda plurale, manca la vocale tematica e la desinenza si

unisce direttamente alla radice: per questo motivo il

verbo sum chiamato atematico o irregolare (lassenza di verbi atematici


o irregolari
vocale tematica si registra comunque solo in alcune voci

dei tempi derivati dal tema del presente). Pochi altri verbi in latino sono

atematici; tra questi per alcuni molto frequenti: fero, porto, volo, voglio,

eo, vado, e fio, divento.

A questo punto possiamo tornare allanalisi della proposizione del

primo periodo del testo di san

Tommaso. Lo facciamo lasciandoci la scheda


di analisi della proposizione
guidare da una seconda apposita

scheda, che chiameremo scheda di analisi della proposizione, di cui un modello


63
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

vuoto allegato a fine Lezione. A questo livello, si considera ciascuna

proposizione in s stessa, sciolta dal rapporto con le altre appartenenti al

medesimo periodo. Innanzitutto, si trascrive lintera proposizione sulla

scheda, nello spazio riservato in alto, sopra la griglia:

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures
sensus

Poich il predicato il cuore di una proposizione, si comincia senzaltro

dallindividuare proprio questo, riportandolo nella prima


predicato colonna e specificando se si tratti di un predicato verbale o

nominale:

Predicato Soggetto Complementi Connettori


(verbale o diretti
nominale) (oggetto o
predicativo)
Non habat
(predicato verbale)

Come si nota, lavverbio non si trascrive insieme al predicato che

accompagna e definisce, poich semanticamente, quanto cio al significato, fa

tuttuno con esso. Quindi si individua il soggetto


soggetto e e, se c, il complemento oggetto (si ricordi che
complemento oggetto
soggetto ci di cui si predica qualcosa, mentre il

complemento oggetto indica appunto loggetto del predicato e risponde alla

domanda chi? che cosa?: chiamato diretto perch unito direttamente

al predicato, forma cio un tuttuno con esso; del complemento predicativo


64
Quarta Lezione
Roma 2013

invece parleremo pi in l), indicando loccasionale presenza di uno o pi

attributi:

Predicato Soggetto Complementi Connettori


(verbale o diretti
nominale) (oggetto o
predicativo)
non habat Sacra plures sensus
(predicato Scriptra (con (complemento oggetto
verbale) un attributo) con un attributo)

Nellultima colonna si inseriscono le congiunzioni, gi analizzate

nellanalisi del periodo e che fungono da connettori

logici tra le proposizioni: connettori logici

Predicato Soggetto Complementi Connettori


(verbale o diretti
nominale) (oggetto o
predicativo)
non habat Sacra Scriptra plures sensus Quod=
(predicato (con un attributo) (complemento oggetto subordinativo
verbale) con un attributo) dichiarativo

Nella sezione in basso si ricopiano infine i complementi indiretti,

specificando per ciascuno che tipo di complemento


complementi indiretti
sia e a quale domanda risponda (si ricordi che i

complementi indiretti vanno a completare la comunicazione espressa dal

predicato, aggiungendo le pi svariate informazioni), oltre alla presenza di

eventuali attributi:

65
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Complementi indiretti Complementi indiretti


Sub una littra = complemento
di stato in luogo (dove?) (con un
attributo)

Lanalisi della terza proposizione molto rapida, composta com da un

soggetto, il pronome relativo qui (in quanto pronome relativo, nella scheda

occorrer specificare sempre il termine al quale si riferisce), e un predicato

nominale, nel quale i sei aggettivi costituiscono il nome del predicato (le

congiunzioni in questo caso fanno parte del predicato nominale e non vanno

inserite nellultima colonna, dei connettori, in quanto non servono a

congiungere diverse proposizioni tra di loro):

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus
sive morlis, et anagogcus

Predicato Soggetto Complementi Connettori


(verbale o diretti
nominale) (oggetto o
predicativo)
sunt historcus vel qui (riferito a
(predicato plures
nominale) sensus)

La prima proposizione del periodo assolutamente minima, formata dal

solo predicato verbale vidtur, privo di soggetto in quanto impersonale: la

si potr senzaltro inserire nella scheda insieme alla seconda proposizione,

avendo cura magari di separare graficamente con una riga vuota le due

proposizioni. Nelle pagine seguenti, addirittura in ununica scheda, sar

ricapitolata lanalisi di tutte e tre le proposizioni.

66
Quarta Lezione
Roma 2013

Nella prossima Lezione presenteremo il terzo e ultimo strumento che ci

accompagner nelle nostre analisi: la scheda di analisi della parola.

Per verificare il mio apprendimento:


Saper compilare la scheda di analisi della
proposizione di Vidtur quod
Declina i seguenti vocaboli di prima declinazione:
scriptra, ae, sacra, a, littra, ae
Coniuga il presente indicativo del verbo sum
Coniuga il presente indicativo attivo di narro, as,
habo, es, tollo, is, inveno, is
Partendo da una scheda vuota, compilo la scheda di
analisi della proposizione di Vidtur quod
Cosa sono i modi verbali? In particolare, quale modo
dellazione specificato dallindicativo? Quale dal
congiuntivo? Quale dallimperativo?
Che differenza c tra modi espliciti e impliciti?
Imparare a memoria le desinenze verbali attive a
mo di filastrocca
Quali sono gli elementi che compongono una voce
verbale?
Quando un verbo detto atematico o irregolare?

67
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: ......................................................................................................................................................

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Complementi indiretti Complementi indiretti

68
Quarta Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis,
allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Vidtur = predicato
verbale (impersonale)

Non habat = predicato Sacra Scriptra (con un Plures sensus = Quod = subordinativo
verbale attributo) complemento oggetto (con dichiarativo
un attributo)

Sunt historcus ... = Qui (riferito a plures


predicato nominale sensus)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Sub una littra = complemento di stato in luogo


(dove?) (con un attributo)
69
Roma 2013

Quinta Lezione
In questa Lezione impareremo:
la seconda declinazione e gli aggettivi di prima classe
gli aggettivi pronominali
le desinenze passivo-deponenti e lindicativo presente
passivo-deponente delle quattro coniugazioni
a distinguere tra verbi transitivi e intransitivi
a discriminare tra diatesi attiva, passiva, deponente e
riflessiva
a riconoscere i verbi difettivi, suppletivi e semideponenti
a definire e utilizzare il paradigma verbale
a servirsi della scheda di analisi della parola
a ravvisare le esclamazioni
a identificare gli aggettivi qualificativi e quelli numerali
a diversificare tra congiunzioni, avverbi e preposizioni
a compilare la scheda di analisi della parola del primo
periodo: Vidtur quod

Cominciamo con il vedere subito le desinenze di seconda declinazione:


seconda declinazione

articlus, i Singolare Plurale

(articolo)

Nominativo articlus articli

Genitivo articli articulrum

Dativo articlo articlis

Accusativo articlum articlos

Vocativo article articli

Ablativo articlo articlis

70
Quinta Lezione
Roma 2013

Lunica desinenza in comune con la prima declinazione la is del

dativo e ablativo plurale. Tuttavia saltano agli occhi altre corrispondenze: il

genitivo plurale rum diventa rum; gli accusativi am e as diventano um e os; il

nominativo e vocativo plurale hanno la medesima desinenza, ae per la prima

declinazione e i per la seconda. Specificit della seconda declinazione per

la desinenza propria del vocativo singolare, e (in tutte le altre declinazioni

invece la desinenza del vocativo la medesima del nominativo singolare).

Alcuni sostantivi in er e il sostantivo vir, uomo, al nominativo e

vocativo singolare hanno desinenza zero, ovvero non hanno alcuna desinenza.

Avremo pertanto:
desinenza zero

puer, ri (fanciullo) Singolare Plurale

Nominativo puer puri

Genitivo puri puerrum

Dativo puro puris

Accusativo purum puros

Vocativo puer puri

Ablativo puro puris

Altri sostantivi in -er hanno inoltre la particolarit di perdere la vocale e

in tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare, sempre a

desinenza zero. Cos abbiamo:

71
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

liber, bri (libro) Singolare Plurale

Nominativo liber libri

Genitivo libri librrum

Dativo libro libris

Accusativo librum libros

Vocativo liber libri

Ablativo libro libris

Infine un gruppi di sostantivi appartenenti alla seconda declinazione,

tutti neutri31, nei casi retti del singolare escono in um e nei casi retti del plurale

in a (in generale, tutti i sostantivi neutri hanno


sostantivi neutri
una sola desinenza per il nominativo,

accusativo e vocativo singolare, e una per il plurale). Avremo pertanto:

mysterum, i Singolare Plurale

(mistero)

Nominativo mysterum mystera

Genitivo mysteri mysterirum

Dativo mystero mysteris

Accusativo mysterum mystera

Vocativo mysterum mystera

Ablativo mystero mysteris

31In latino infatti, oltre al maschile e al femminile, esiste il genere neutro, da neuter, tra, trum, n
luno n laltro, un genere appunto in origine usato per indicare realt non identificabili in modo

72 univoco n come maschili n come femminili.


Quinta Lezione
Roma 2013

A questo punto possibile completare la flessione degli aggettivi detti

della prima classe: essi infatti al femminile utilizzano le desinenze della prima

declinazione e al maschile e neutro quelle della seconda declinazione.

Avremo quindi:

aggettivi di prima
classe

historcus,a,um Singolare Plurale


(storico)

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo historcus historca historcum historci historcae historca

Genitivo historci historcae historci historcrum historcrum historcrum

Dativo historco historcae historco historcis historcis historcis

Accusativo historcum historcam historcum historcos historcas historca

Vocativo historce historca historcum historci historcae historca

Ablativo historco historca historco historcis historcis historcis

73
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Anche gli aggettivi in -er al nominativo e vocativo singolare escono a

desinenza zero; alcuni di essi inoltre conservano la vocale e solo in quei due

casi. Avremo perci:

liber, a, um Singolare Plurale


(libero)

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo liber libra librum libri librae libra

Genitivo libri librae libri liberrum liberrum liberrum

Dativo libro librae libro libris libris libris

Accusativo librum libram librum libros libras libra

Vocativo liber libra librum libri librae libra

Ablativo libro libra libro libris libris libris

74
Quinta Lezione
Roma 2013

Oppure:

sacer, cra, crum Singolare Plurale


(sacro)

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo sacer sacra sacrum sacri sacrae sacra

Genitivo sacri sacrae sacri sacrrum sacrrum sacrrum

Dativo sacro sacrae sacro sacris sacris sacris

Accusativo sacrum sacram sacrum sacros sacras sacra

Vocativo sacer sacra sacrum sacri sacrae sacra

Ablativo sacro sacra sacro sacris sacris sacris

facile riconoscere come appartenenti agli aggettivi di prima classe

quattro nomi del predicato presenti nellunico periodo di san Tommaso che

abbiamo finora analizzato, vale a dire historcus, allegorcus, tropologcus,

anagogcus, tutti e quattro ovviamente al nominativo maschile singolare.

Sembrerebbe appartenere alla seconda declinazione anche il sostantivo

sensus; tuttavia, cercandolo sul dizionario, si trova sensus, us: il genitivo

singolare in us, come studieremo, tipico della quarta declinazione, della

quale fa parte appunto sensus.

75
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Resta ancora da notare che un piccolo gruppo di aggettivi, appartenenti

alla prima classe, al genitivo e dativo singolare utilizza due desinenze che,

come vedremo in seguito, sono proprie


aggettivi pronominali
dei pronomi, ovvero us e i: per questo

sono detti aggettivi pronominali. Tra questi, laggettivo unus, a um, che

abbiamo incontrato nel periodo di san Tommaso; ecco la declinazione:

unus, a, um (uno) Singolare32

Maschile Femminile Neutro

Nominativo unus una unum

Genitivo unus unus unus

Dativo uni uni uni

Accusativo unum unam unum

Vocativo une una unum

Ablativo uno una uno

32 Trattandosi dellaggettivo numerale cardinale uno, si soliti presentare solo la flessione al


singolare. Tuttavia in latino si utilizza in verit anche il plurale uni, unae, una, o con il significato di
i soli, soltanto, o in unione con sostantivi che manchino del singolare (i cosiddetti plurala tantum:
per esempio, unae nuptae, un solo matrimonio), o nella correlazione uni altri, gli uni

76 gli altri.
Quinta Lezione
Roma 2013

Nella precedente Lezione avevamo presentato le desinenze attive dei

verbi; vediamo ora quelle passivo-deponenti:


Desinenze passivo-deponenti

1a singolare r desinenze verbali


passivo-deponenti
2a singolare ris / re

3a singolare tur

1a plurale mur

2a plurale mni

3a plurale ntur

Il presente indicativo passivo delle quattro coniugazioni si forma sostituendo

le desinenze passive a quelle attive; infatti il tema, compresa la vocale

tematica, restano i medesimi (lunica eccezione la seconda persona singolare

della terza coniugazione: la vocale

tematica non i, ma e: argis diventa presente indicativo passivo


delle quattro coniugazioni
arguris):

Indicativo Presente Passivo-Deponente


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in re in -re in -re in -re

1a singolare assign-o-r hab--o-r arg-o-r inven--o-r

2asingolare assign--ris hab--ris argu--ris inven--ris

3a singolare assign--tur hab--tur argu--tur inven--tur

1a plurale assign--mur hab--mur argu--mur inven--mur

2a plurale assign-a-mni hab-e-mni argu-i-mni inven-i-mni

3a plurale assign-a-ntur hab-e-ntur argu-u-ntur inven-iu-ntur

77
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

A questo punto ovviamente necessario per spiegare cosa si intenda

per diatesi attiva, passiva e deponente di un verbo. Un verbo infatti, oltre a

essere coniugato in un determinato modo, tempo


diatesi attiva ed eventualmente anche persona e numero, si

trova in una certa forma o diatesi. La diatesi (dal greco dithesis, disposizione,

stato in cui si trova qualcuno o qualcosa) esprime il rapporto, lo stato

appunto in cui il soggetto si trova rispetto al predicato. Esso pu essere

anzitutto attivo o passivo. Nella diatesi attiva (dal latino actvus, che

compie) il soggetto compie, fa, svolge lazione, ovvero esterno rispetto a

essa: per esempio, ego lego librum, io leggo un libro.

Lazione poi pu ricadere direttamente su un complemento oggetto,

come nellesempio appena riportato: in

verbi transitivi e questo caso allora il verbo si dice


intransitivi
transitivo (dal latino transitvus, che

passa). Qualora invece lazione non possa mai cadere direttamente su un

complemento, ma solo indirettamente, qualora cio un verbo non possa

reggere un complemento oggetto, ma solo un complemento indiretto ( il

tipico caso di tutti i verbi di movimento: celerter ad universittem eo, vado

in fretta alluniversit), il verbo stesso viene chiamato intransitivo.

I verbi transitivi attivi, e solo essi, possono assumere per anche una

forma inversa, detta passiva. Un verbo passivo


diatesi passiva
(dal latino passvus, che subisce), quando

lazione ricade sul soggetto, che la subisce, ovvero quando il soggetto

interno rispetto allazione del predicato: per esempio, liber legtur a me, il

libro letto da me.

78
Quinta Lezione
Roma 2013

Si diceva che la diatesi passiva inversa rispetto allattiva; in effetti, la

costruzione della proposizione subisce una vera


costruzione inversa
inversione: il complemento oggetto dellattiva

diventa soggetto della passiva e il soggetto dellattiva diventa complemento

dagente o di causa efficiente della passiva33. Un verbo dunque pu essere

intransitivo attivo, oppure transitivo attivo o passivo.

Infine esiste la forma riflessiva, la quale indica che lazione del predicato

si riflette, ricade sul soggetto (io mi lavo): in


diatesi riflessiva
italiano la diatesi riflessiva si ottiene con lausilio

delle particelle pronominali riflessive (nellesempio precedente, mi); in latino

invece, oltre che con lutilizzo dei pronomi personali come in italiano, a volte

si rende semplicemente coniugando il verbo al passivo (ad esempio lavarsi

in latino il passivo lavri)34.

In latino esiste anche una quarta diatesi, detta deponente (dal latino

depnens, entis, che depone, abbandona): la

forma propria di quei verbi che hanno deposto la diatesi deponente

forma attiva e conservano solo quella passiva, ci nondimeno avendo un

significato attivo (per esempio, loquor, parlo). Vale la pena notare che a

volte la forma deponente di un verbo semanticamente giustificata. Ad

33 Il complemento dagente appunto il complemento indiretto che specifica da chi o da che cosa
compiuta lazione di un verbo passivo; si parla di complemento dagente se lagente una persona,
di causa efficiente se una cosa.
34 Si tenga anche presente che non sempre c corrispondenza tra italiano e latino: cos per esempio

il verbo latino attivo accedre in italiano si traduce con il riflessivo avvicinarsi. A proposito dei
verbi riflessivi, inoltre, occorrerebbe distinguere tra riflessivi propri (quando la particella
pronominale funge da complemento oggetto: mi gratto) e impropri (quando la particella
pronominale funge da complemento indiretto: mi metto); e ancora, tra riflessivi reciproci (quando
le particelle pronominali indicano unazione scambievole: ci salutammo) e riflessivi intransitivi o
pronominali (quando i verbi riflessivi non possono reggere il complemento oggetto, sono cio
appunto intransitivi: mi meravigliai).
79
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

esempio, non un caso che proprio il verbo loquor sia deponente: il parlare

infatti unazione attiva, anzi lattivit specificamente umana, che tuttavia

ha unorigine passiva, in quanto non si impara a parlare, se non ascoltando,

ovvero ricevendo da altri la parola; dunque unazione attiva che ha origine

passiva, ovvero una passivit che diventata attivit: deponente appunto35.

Un piccolo gruppo di verbi latini infine ha diatesi semideponente: sono

verbi che nei tempi derivati dal tema del


verbi semideponenti
presente hanno forma attiva, mentre hanno

diatesi deponente negli altri tempi (cos ad esempio abbiamo audo, es al

presente, oso, ma ausus sum al passato, osai, o fido, is al presente, mi

fido, e fisus sum al passato, mi fidai).

A questo punto possiamo presentare la terza e ultima scheda che ci

accompagner nelle nostre analisi, la scheda di


scheda di analisi della parola, di cui un modello vuoto, come
analisi della parola
per le altre, si trova a fine Lezione. Come al solito,

si inizia riscrivendo il periodo che si sta analizzando, in alto dopo i due punti:

ANALISI DELLA PAROLA: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures
sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et
anagogcus

Quindi, a ogni riga, nella prima colonna si copiano, uno dopo laltro,

tutti i singoli vocaboli36: a livello di analisi della parola, infatti, ogni termine

35 In questo senso, da un punto di vista filosofico, si pu affermare che, in quanto creatura, luomo
in generale abbia natura deponente: attivit e libert, resa possibile da unoriginaria passivit e
dipendenza.
36 Unica eccezione il verbo essere con funzione di ausiliare (per esempio, letto): in quel caso,

80 infatti, esso ununica voce verbale insieme al participio al quale legato e perci va trascritto
Quinta Lezione
Roma 2013

considerato in s stesso, isolatamente dal contesto nel quale inserito;

lanalisi della parola, per questo motivo, senzaltro la pi astratta, la pi

lontana dalla realt viva della comunicazione, perci anche, alla lunga, la pi

noiosa, la meno stimolante. Si procede poi allanalisi di ciascuna parola,

raccogliendo le informazioni richieste nella scheda cella dopo cella. Si

comincia con lo specificare in quale delle otto parti del discorso la parola

rientra ; tutte i vocaboli della lingua latina sono infatti raggruppabili entro le

otto categorie indicate nella scheda sotto la voce Parte del discorso (in

italiano sono nove, perch in latino mancano gli articoli).

Anzitutto i verbi, dei quali occorre specificare se svolgono funzione

predicativa, ovvero di predicato verbale, copulativa, allinterno di

un predicato nominale, o modale (dei verbi modali parleremo pi i verbi


avanti, quando li incontreremo in san Tommaso). Nel nostro caso, vidtur e

habat sono verbi predicativi, invece sunt copulativo. Nella terza

colonna occorre indicare il paradigma, la diatesi e eventualmente altre

informazioni particolari (per esempio, a proposito del verbo sum, il fatto che

atematico). Bisogna pertanto soffermarci brevemente per spiegare cosa sia il

paradigma.

Il paradigma di un verbo (dal greco pardeigma, esempio, modello)

sono linsieme delle voci verbali dalle quali possibile ricavare lintera

coniugazione di un verbo e che per questo fungono da


il paradigma
modello appunto per la sua corretta flessione. Nella scorsa

Lezione abbiamo spiegato infatti che una voce verbale formata dal tema e

insieme a esso (si noti tuttavia che in latino vi sono meno forme verbali composte, perch esistono
le desinenze passive, mentre in italiano ogni diatesi passiva si forma sempre con lausiliare essere:
cos ad esempio letto in latino semplicemente legtur).
81
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

dalla desinenza; il tema caratterizzato dalla vocale tematica, propria di ogni

tempo e coniugazione (per esempio, la a per il presente indicativo della prima

coniugazione), e da eventuali suffissi (per esempio ba per limperfetto

indicativo).

Ora, per, aldil di questi elementi (suffissi e vocale tematica), ogni

verbo ha tre temi differenti: quello del

temi del presente, presente, quello del perfetto e quello del


del perfetto e del supino
supino. Da questi tre temi, aggiungendo

determinati suffissi, vocali tematiche e desinenze, si ottengono tutte le voci

verbali. Specificamente, dal tema del perfetto si ottengono il perfetto, il

piuccheperfetto e il futuro anteriore; dal tema del supino, il supino e il

participio; dal tema del presente tutti gli altri tempi e modi, ovvero il presente,

limperfetto, il futuro semplice e il gerundio. Suffissi, vocali tematiche e

desinenze sono le medesime per tutti i verbi (per esempio, ba per limperfetto

indicativo di qualunque verbo); i temi del presente, del perfetto e del supino

invece sono propri di ciascun verbo: pertanto occorre conoscerli, imparando a

memoria il paradigma di ognuno. Per questo motivo, i dizionari riportano

sempre il paradigma dei verbi. Per la precisione, il paradigma formato dalla

prima e seconda persona singolare del presente indicativo (si usa indicare anche la

seconda persona singolare per dissipare fin da subito lequivocit tra prima e

terza coniugazione, che hanno la medesima uscita nella prima persona

singolare dellindicativo presente; tuttavia alcuni dizionari non riportano la

seconda persona singolare), dalla prima persona singolare del perfetto indicativo,

dal supino e dallinfinito presente (questultima voce si inserisce per esplicitare

a colpo docchio la coniugazione alla quale il verbo appartiene, ma anche per

82
Quinta Lezione
Roma 2013

semplificare il riconoscimento del tema del presente). Il tema del presente si

ottiene togliendo la desinenza o (prima e terza coniugazione), eo (seconda

coniugazione), io (quarta coniugazione) alla prima voce del paradigma, o pi

semplicemente togliendo la desinenza re allinfinito presente37; il tema del

perfetto si ottiene togliendo la desinenza i, quella del supino togliendo la

desinenza um. Avremo pertanto vidor, ris, visus sum, ri38, habo, es, habi,

habtum, re e sum, es, fui, esse.

Nel caso del verbo sum, si gi detto la scorsa Lezione che un verbo

atematico e con coniugazione propria; adesso si pu

notare altres che manca del supino e per questo verbi difettivi

chiamato anche difettivo: difettivi (dal latino deficre, essere mancante di)

sono detti infatti quei verbi che non hanno coniugazione completa, ma

mancano di alcune voci39, quali ad esempio, nel nostro caso, del supino e del

participio.

Non solo, ma guardando al paradigma si pu inoltre notare che il verbo

sum utilizza due radici assolutamente eterogenee: sum

infatti non ha nulla a che vedere con fui. Per questo verbi suppletivi

motivo esso chiamato anche suppletivo: un verbo suppletivo quando, per

completare la propria coniugazione, ricorre alla radice di un altro verbo che

37 O la desinenza ri (o i per la terza coniugazione) se si tratta di un verbo deponente, del quale


quindi nel paradigma si indicher linfinito presente con la desinenza passivo-deponente.
38 Pi avanti discuteremo della questione se considerare il verbo vidtur un deponente o

piuttosto il passivo di vido. Si noti che nel paradigma di un verbo deponente non si indica il supino,
perch il tema del supino ricavabile dal participio passato riportato nel perfetto indicativo
composto, togliendo la desinenza us.
39 Alcune grammatiche latine tuttavia considerano difettivi solo un gruppo ristretto di verbi che

mancano o di tutti i tempi derivati dal presente, o comunque di molti tempi e persone.
83
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

appunto supplisce, sostituisce quella mancante 40. A proposito del verbo sum,

pertanto, nella terza colonna, oltre al paradigma, dovremo scrivere che un

verbo atematico, difettivo, suppletivo, con coniugazione propria. Per

vidtur e habat invece, oltre al paradigma, baster aggiungere che si

tratta di verbi di seconda coniugazione, deponente il primo, transitivo attivo

il secondo. Nelle ultime tre celle infine occorrer trascrivere le informazioni

pi consuete relativamente a una voce verbale: il modo, il tempo, la persona e

il numero41.

Dopo il verbo, la seconda parte del discorso pi nota senzaltro il

nome. Gli antichi sotto il nome facevano rientrare sia i

sostantivi sostantivi che gli aggettivi, che invece in et moderna sono

stati differenziati in due categorie distinte. Sostantivi sono tutte le parole che

indicano di chi o di che cosa si sta parlando: corrispondono alla sostanza

prima aristotelica. Per i sostantivi, nella seconda colonna, baster scrivere

sostantivo42. Nella terza colonna si riporter il nominativo e genitivo singolare,

cio quel che viene indicato in un dizionario, e lesplicitazione della

declinazione di appartenenza: per esempio, scriptra, ae, I declinazione. Nelle

ultime tre colonne sar come al solito indicato invece caso, genere e numero.

40 Oltre a sum, sono suppletivi altri due verbi di uso frequente in latino: fero, fers, tuli, latum, ferre,
portare, e fio, fis, factus sum, fieri, diventare; in entrambi casi, si tratti di verbi anche
atematici; come si vede dal paradigma, inoltre, fio anche semideponente.
41 Si ricordi tuttavia che infinito, gerundio, participio e supino non hanno persona, in quanto modi

impliciti; linfinito e il supino non hanno nemmeno il numero; il gerundio e il supino nemmeno il
tempo.
42 In verit, si potrebbe specificare se si tratta di un sostantivo primitivo (carta) o derivato (cartone),

semplice (carta) o composto (portacarte) o alterato (cartaccia); in questa sede, tuttavia, eviteremo di

84 specificare simili distinzioni.


Quinta Lezione
Roma 2013

Lo stesso tipo di analisi si ripete per gli aggettivi. Se i sostantivi

corrispondono alla sostanza prima aristotelica, gli aggettivi

equivalgono alle categorie che possono predicarsi della sostanza aggettivi

(in greco kategora significa appunto predicato); e come molteplici sono le

categorie aristoteliche, cos vi sono molte specie di aggettivi diversi.

Nella seconda colonna pertanto si dovr specificare il tipo di aggettivo: per

la maggior parte dei casi si tratter di aggettivi

qualificativi, che indicano cio una qualit e qualificativi e numerali


rispondono pertanto alla domanda come ?; ma a volte si incontreranno

altre classi di aggettivi: per esempio, una un aggettivo numerale cardinale

(si chiamano cardinali i numeri che costituiscono i cardini, gli elementi

fondamentali della numerazione uno, due, ecc., per distinguerli dagli

ordinali, che indicano invece lordine darrivo, primo, secondo, ecc.). Nella

terza colonna, si trascriver non il nominativo e genitivo singolare, come per i

sostantivi, bens il solo nominativo singolare, maschile, femminile e neutro, come

avviene appunto nei dizionari: cos, ad esempio, sacer, cra, crum, 1a classe.

Nella quarta colonna, infine, accanto al caso, si indicher anche con quale

sostantivo concordato: laggettivo infatti concorda sempre


concordanza
in caso, numero e genere con il sostantivo al quale si

riferisce (la parola aggettivo deriva dal latino adiectvus: che si aggiunge, a

un sostantivo appunto); ad esempio, sacra, nominativo concordato con

scriptra.

Dei pronomi parleremo in seguito. Restano pertanto le ultime quattro

parti del discorso, tutte indeclinabili, ovvero con desinenza invariabile, che

non varia. Le interiezioni (dal latino intericre: inter, in mezzo + iacre,

85
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

porre, nel senso di inciso, ovvero di parola che inserita in una

proposizione come un corpo a s, che pu essere tolto


esclamazioni
senza che il senso compiuto venga meno) o esclamazioni

(dal latino exclamre: ex, prefisso qui con valore intensivo, accrescitivo, ad

alta voce + clamre, gridare) sono quelle parole che esprimono

unemozione, positiva o negativa: per esempio, eia nel Salve Regina, ors.

Per le preposizioni, congiunzioni e avverbi invece il discorso un poco

pi complesso. Delle preposizioni, in Italia, con una nota filastrocca si suole

dire che sono di, a, da, in, con, su, per, tra, fra; tuttavia molto pi numerose

sono le preposizioni, anzi in numero non circoscrivibile. Quanto a

congiunzioni e avverbi, c una certa confusione, tant che spesso sembra

difficile distinguere tra le une e gli altri. Un esempio emblematico: cerco in

due dizionari italiani la parola inoltre; uno mi dice che avverbio, laltro

che congiunzione! Il fatto che probabilmente solo dal contesto si pu

decidere. Limportante avere una definizione il pi possibile chiara di cosa

si debba intendere per ciascuna di queste tre parti del discorso: qual , per

cos dire, il segno di riconoscimento di ciascuna? Qui ne propongo uno, di

ordine squisitamente sintattico.

Preposizione qualunque parola, o insieme di

parole, che introduca un complemento: cos in al di


preposizioni
sotto della lettera, al di sotto della ununica

preposizione che introduce il complemento di stato in luogo.

Avverbio una parola che svolge la funzione di un complemento

indiretto (per esempio, l = in quel luogo: complemento


avverbi
di stato in luogo o di moto a luogo) o che si unisce a unaltra

86
Quinta Lezione
Roma 2013

parola per completarne il significato ( il caso del nostro non habeat; in

effetti, avverbio viene dal latino ad verbum, presso una parola, in aggiunta

a una parola).

Congiunzione infine (dal latino coniungre, congiungere) una parola

che serve sintatticamente a congiungere due nomi o due


congiunzioni
proposizioni: come abbiamo gi avuto modo di vedere,

sono quei termini che costituiscono perci lossatura, la struttura di un

periodo, anzi di un intero testo. Di volta in volta, dunque, in base a questi

criteri decideremo se un dato vocabolo sia una preposizione, un avverbio o

una congiunzione43. Anche quanto alla classificazione dei vari tipi di avverbi

e congiunzioni, poi, non c minore variet di interpretazioni; man mano che

li incontreremo, offriremo una possibile nomenclatura. Nel periodo che

abbiamo studiato, gi ci siamo soffermati su quod: una congiunzione

subordinativa dichiarativa; su sub: un preposizione, che regge lablativo

per formare il complemento di stato in luogo; e su non: un avverbio di

negazione. Resta da dire qualcosa solo su altre tre parole: vel, sive, et.

Sono tutte e tre congiunzioni coordinative, che nel nostro caso coordinano tra

di loro i nomi del predicato e quindi non hanno rilevanza ai fini dellanalisi

del periodo.

Et, congiunzione di uso assai frequente, coordinativa (coordina cio

due proposizioni del medesimo livello

sintattico o, come nel nostro caso, due congiunzioni


coordinative copulative
elementi sintattici analoghi) copulativa (la

43Si tenga presente che una medesima parola assume differenti valori a seconda delluso: ad
esempio, sotto in sotto il tavolo preposizione, ma in guarda sotto avverbio.
87
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

coordinazione che stabilisce infatti nel senso dellunione: dal latino copla,

corda, laccio, legame).

Vel e sive invece sono congiunzioni coordinative disgiuntive:

allopposto delle copulative, infatti,


congiunzioni coordinative
disgiuntive, inclusive e esclusive servono a disgiungere, a separare, a

dividere44. Ora, per, ci sono due tipi di disgiuntive: le disgiuntive esclusive,

quando i due termini contrapposti non possono coesistere (o luno o laltro,

ma non entrambi insieme: in latino, il famoso aut aut kierkegaardiano); e

le disgiuntive inclusive, quando i due termini opposti sono in realt sinonimi

o comunque facenti parte di un medesimo insieme (come nel nostro caso:

historicus vel littralis tropologicus sive moralis sono appunto due coppie di

sinonimi). Tutte queste informazioni, relative a preposizioni, congiunzioni e

avverbi, baster inserirle nella terza colonna; trattandosi di parti del discorso

invariabili, le altre celle rimarranno vuote.

Nelle pagine seguenti, allegata la scheda di analisi della parola del

primo periodo compilata, anche se di quattro vocaboli (habeat, plures,

sensus, qui) dobbiamo ancora studiare la flessione. Nella prossima

Lezione presenteremo appunto le desinenze di terza declinazione (plures) e

44 Il lettore pi attento avr notato che come lespressione congiunzione copulativa costituisce
una sorta di endiadi, ovvero laffiancamento di due vocaboli che significano entrambi qualcosa
che unisce, cos congiunzione disgiuntiva rappresenta un ossimoro, ovvero lunione di due
termini che si escludono reciprocamente, in questo caso qualcosa che unisce / qualcosa che
separa. Se insomma dire congiunzione copulativa ridondante, definire una congiunzione
come disgiuntiva un autentico controsenso. Il fatto che il termine congiunzione ha valore
sintattico: si tratta di parole che servono a congiungere elementi di una proposizione o proposizioni
allinterno di un periodo; invece le denominazioni copulativa e disgiuntiva hanno valenza semantica,
hanno a che fare cio con il significato e non con la funzione sintattica delle congiunzioni stesse:
quanto al significato esse possono esprimere lunione o la separazione dei termini che

88 sintatticamente comunque congiungono.


Quinta Lezione
Roma 2013

il congiuntivo presente (habeat); poco pi in l ancora, la quarta

declinazione (sensus) e il pronome relativo qui, quae, quod.

Per verificare il mio apprendimento:


Saper compilare la scheda di analisi della parola di Vidtur
quod
Declina i seguenti sostantivi di seconda declinazione:
articlus, testamentum, liber, bri, puer, ri
Declina i seguenti aggettivi di prima classe: historcus, a,
um, liber, bra, brum, sacer, cra, crum, unus, a,
um
Impara a memoria a mo di filastrocca le desinenze passivo-
deponenti dei verbi
Coniuga il presente indicativo passivo dei seguenti verbi:
assgnor, ris, videor, ris, trador, ris, invenior, ris
Che cosa sono le desinenze pronominali? Perch si chiamano
cos?
Che cos la diatesi di un verbo?
Che differenza c tra diatesi attiva e passiva? Cosa la
costruzione diretta? Cosa quella inversa?
Che differenza c tra verbi transitivi e intransitivi?
Cosa si intende per diatesi riflessiva?
Cosa sono i verbi deponenti in latino? Cosa i semideponenti?
Che cos il paradigma di un verbo? Qual la sua utilit?
Come si ricavano i temi del presente, del supino e del perfetto
di un verbo?
Quando un verbo detto difettivo? Quando suppletivo?
Cosa sono gli aggettivi qualificativi? Cosa i numerali? Cosa gli
ordinali e i cardinali?
Cosa si intende per concordanza?
Che cosa sono le esclamazioni?
Che differenza c tra preposizioni, avverbi e congiunzioni?
Quale la funzione, sintattica o semantica, svolta da ciascuno?
Cosa sono le congiunzioni coordinative copulative? Che cosa
quelle coordinative disgiuntive inclusive ed esclusive?
In che senso il termine congiunzione ha valore sintattico,
mentre le denominazioni di copulativa e disgiuntiva hanno
valenza semantica?

89
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA:

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

90
Quinta Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus,
qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Vidtur verbo predicativo vidor, ris, visus sum, vidri, indicativo presente III singolare
deponente, II coniugazione
Quod congiunzione subordinativa dichiarativa
Sacra aggettivo qualificativo sacer, cra, crum, I classe nominativo, concordato con femminile singolare
Scriptra
Scriptra sostantivo scriptra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare
Non avverbio di negazione
Habat verbo predicativo habo, es, habi, habtum, congiuntivo presente III singolare
habre, transitivo attivo, II
coniugazione
Sub preposizione sub + ablativo = complemento di
stato in luogo
Una aggettivo numerale unus, a, um, pronominale, I ablativo, concordato con littra femminile singolare
cardinale classe

Littra sostantivo littra, ae, I declinazione ablativo femminile singolare

91
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Plures aggettivo indefinito plus, pluris, II classe a 1 uscita, accusativo, concordato con maschile plurale
comparativo di maggioranza di sensus
multus, a, um
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile plurale
Qui pronome relativo qui, quae, quod nominativo, riferito a sensus maschile plurale
Sunt verbo copulativo sum, es, fui, esse, difettivo, indicativo presente III plurale
atematico, suppletivo,
coniugazione propria
Historcus aggettivo qualificativo historcus, a, um, I classe nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui
Vel congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

Litterlis aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui
Allegorcus aggettivo qualificativo allegorcus, a, um, I classe nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui
Tropologcus aggettivo qualificativo tropologcus, a, um, I classe nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui
Sive congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

Morlis aggettivo qualificativo morlis, e, II classe a 2 uscite nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui

Et congiunzione coordinativa copulativa

Anagogcus aggettivo qualificativo anagogcus, a, um, I classe nominativo, concordato a senso maschile singolare
con qui

92
Roma
2013

Sesta Lezione
In questa Lezione impareremo:
la terza declinazione e gli aggettivi di seconda classe
i tre gradi dellaggettivo: positivo, comparativo e
assoluto
la declinazione dei comparativi di maggioranza
il congiuntivo presente, attivo e passivo, delle quattro
coniugazioni e del verbo sum
luso del congiuntivo nelle proposizioni complementari
a riconoscere gli aggettivi indefiniti
a definire le congiunzioni coordinative esplicative,
copulative e avversative
a discernere somiglianze e differenze tra avverbi,
congiunzioni e pronomi relativi
a identificare gli avverbi locativi dorigine con valore
esplicativo
a compilare la scheda di analisi del periodo di
Multiplictas enim

Ecco le desinenze di terza declinazione:


terza declinazione

multiplictas, tis Singolare Plurale

(molteplicit)

Nominativo multiplictas multiplicittes

Genitivo multiplicittis multiplicittum

Dativo multiplicitti multiplicitatbus

Accusativo multiplicittem multiplicittes

Vocativo multiplictas multiplicittes

Ablativo multiplicitte multiplicitatbus

93
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Ormai sono riconoscibili alcune costanti delle desinenze dei sostantivi

latini: il nominativo e il vocativo hanno la medesima uscita, in questa

declinazione a desinenza zero al singolare; anche dativo e ablativo plurale

hanno la medesima desinenza; laccusativo caratterizzato dalla m al

singolare e dalla s al plurale. Relativamente in modo specifico alla terza

declinazione, c da notare che, pi raramente, luscita del nominativo e

vocativo singolare pu essere in is invece che a desinenza zero (per esempio,

panis, is), quella dellaccusativo pu essere in im anzich em al singolare

(come sitis, is: allaccusativo singolare, sitim) e in is piuttosto che es al plurale

(cos navis, is, allaccusativo plurale fa naves, ma pi raramente anche navis),

quella dellablativo singolare in i invece che e (il gi citato sitis, is, allablativo

singolare fa siti), quella del genitivo plurale in um anzich in um (il gi citato

navis, is, al genitivo plurale navum)45.

I sostantivi neutri, come al solito, hanno la medesima desinenza nei tre

casi retti: zero al singolare, a o a al plurale. Avremo pertanto:

45Le grammatiche latine in genere cercano di classificare quali sostantivi prendono certe desinenze
e quali le altre, anzitutto distinguendo tra parisillabi (nomi che al nominativo e genitivo singolare
hanno il medesimo numero di sillabe: per esempio, panis, is) e imparisillabi (nomi che al genitivo
singolare hanno una sillaba in pi rispetto al nominativo: per esempio, multiplictas, tis); tuttavia
sono cos numerose le eccezioni, che in questa sede baster indicare che un nome di terza
declinazione pu avere luna o laltra uscita. Del resto, come si detto fin dallinizio, per non
appesantire ulteriormente una trattazione gi di per s ampia, si rinunciato anche a riportare

94 tutte le parole che in ciascuna declinazione fanno eccezione.


Sesta Lezione
Roma 2013

neutri
di terza declinazione

caput, tis (capo) Singolare Plurale

Nominativo caput capta

Genitivo captis captum

Dativo capti capitbus

Accusativo caput capta

Vocativo caput capta

Ablativo capte capitbus

Complessivamente dunque ecco le terminazioni possibili della terza

declinazione:
desinenze di terza
declinazione

Desinenze di Singolare Plurale


terza
declinazione Maschile/Femminile Neutro Maschile/Femminile Neutro

Nominativo -46 - es a (ia)

Genitivo is is um (ium) um (ium)

Dativo i i ibus ibus

Accusativo em (im) = nom. es (is) a (ia)

Vocativo = nominativo = nom. es a (ia)

Ablativo e (i) e (i) ibus ibus

46Il trattino indica il fatto che non possibile determinare un numero abbastanza ristretto di uscite
possibili per il nominativo singolare: come si dir poco pi avanti, questo rappresenta lunica vera
difficolt dei nomi di terza declinazione. Le desinenze tra parentesi invece sono varianti, in genere
meno frequenti.
95
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Gli aggettivi latini che non appartengono alla prima classe, fanno parte

della seconda classe, la quale utilizza le desinenze della terza declinazione. Loro

particolarit che possono essere a tre, a due o a una uscita, a seconda che al

nominativo singolare abbiano tre desinenze diverse (per esempio, acer, acris,

e), due (come il nostro litterlis, e), oppure la medesima (ad esempio,

multplex, plcis; e si ricordi che in questultimo caso i dizionari riportano,

unica eccezione per gli aggettivi, anzich il solo nominativo, il nominativo e

genitivo singolare, essendo anche il genitivo singolare unico per tutti e tre i

generi: in questi aggettivi infatti dal genitivo singolare che possibile

riconoscere il tema, togliendo la desinenza is). Caratteristiche comuni a quasi

tutti gli aggettivi di seconda classe sono lablativo singolare in i, il genitivo

plurale in um e il nominativo, accusativo e vocativo plurale neutro in a.

Avremo perci:

96
Sesta Lezione
Roma 2013

aggettivi
di seconda classe

litterlis, e47 Singolare Plurale

(letterale)

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo litterlis litterle litterles littrala

Genitivo litterlis litterlis littralum littralum

Dativo litterli litterli littralbus littralbus

Accusativo litterlem litterle litterles littrala

Vocativo litterlis litterle litterles littrala

Ablativo litterli litterli littralbus littralbus

47Gli aggettivi a tre uscite hanno la medesima flessione; al nominativo e vocativo singolare maschile
per hanno desinenza zero. Sono comunque un piccolo gruppo di nomi, tutti in er al nominativo
maschile singolare: per esempio, celer, ris, re, celere, rapido. Alcuni di questi, come abbiamo
visto accadere anche nella seconda declinazione, conservano la -e- solo al nominativo e vocativo
singolare maschile: ad esempio, terrester, stris, stre.
97
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Lunica vera difficolt dei nomi che utilizzano le desinenze di terza

declinazione risalire al nominativo singolare. Esso infatti spesso differisce

molto dal genitivo e non riconducibile a


difficolt
un numero ristretto di uscite possibili. della terza declinazione

Anche qui tuttavia sar luso, la frequentazione a far superare lostacolo: man

mano che incontreremo nomi di terza declinazione nel testo di san Tommaso,

impareremo a ricavare il nominativo singolare, sino a quando questa pratica

ci diventer familiare.

Cominciamo dunque dal periodo che abbiamo gi studiato. Troviamo

due aggettivi di seconda classe, litterlis e morlis: entrambi si trovano al

nominativo singolare maschile, in quanto nomi del predicato, concordati a

senso con qui48; ed entrambi sono parisillabi a due uscite: litterlis, e e

morlis, e. Vi poi un altro aggettivo di seconda classe, plures, il quale

per presenta pi di una difficolt. Innanzitutto,

risalire al nominativo singolare maschile. Se a


il nominativo singolare
plures togliamo la desinenza es, rimane il tema di plures

plur; il genitivo singolare pertanto sar pluris. Vado a cercare sul dizionario

pluris, per verificare se si tratta di un parisillabo in is, ma non lo trovo.

Siccome la desinenza is preceduta da una r, e non un parisillabo in is, tre

saranno le possibilit rimanenti: un nome in r (plur, ris), o in s (plus, ris), o un

48 Un aggettivo normalmente concorda in genere, numero e caso con il sostantivo al quale si


riferisce. In questa proposizione per gli aggettivi sono al singolare, mentre il soggetto al quale si
riferiscono al plurale, come pure la copula sunt, perch san Tommaso sta dicendo che i
molteplici sensi sono quello storico o letterale, e cos via. In situazioni simili, quando cio la
concordanza non corretta grammaticalmente, ma solo logicamente, si parla appunto di

98 concordanza a senso.
Sesta Lezione
Roma 2013

neutro in re (plure, is). Sul vocabolario riscontro che plus, ris; per leggo che

il comparativo di multus, a, um.

Gli aggettivi infatti possono trovarsi al grado positivo, comparativo o

superlativo. Il grado positivo laggettivo semplice (per


i tre gradi esempio, bello). Il comparativo si ha invece, come dice il
degli aggettivi
nome stesso, quando si instaura un paragone con un altro

termine; il paragone stesso potr essere di uguaglianza (per esempio, tanto

bello quanto , o cos bello come ), di minoranza (meno bello di ) o

di maggioranza (pi bello di ). Il superlativo infine esprime laggettivo al

massimo grado, e potr essere un superlativo relativo, ovvero rispetto, in

relazione a un gruppo (il pi bello di ), o un superlativo assoluto

(bellissimo).

In latino, come in italiano, per la formazione dei gradi dellaggettivo

possono usarsi degli avverbi: per esempio, meno bello di sar minus

pulcher quam . Per il superlativo invece,


formazione sempre come in italiano, si usa il suffisso issmus
dei gradi dellaggettivo
da aggiungere al tema dellaggettivo al grado

positivo: bonus bonissmus, buono buonissimo. In latino per v un

suffisso anche per la formazione del grado comparativo di maggioranza (che

in italiano si forma invece con lausilio dellavverbio pi): or per il maschile e

femminile, us per il neutro. Avremo pertanto la seguente declinazione:

99
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

declinazione del
comparativo di maggioranza

litteralor, us Singolare Plurale

(letterale)

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo litteralor litteralus litteralires litteralira

Genitivo litteraliris litteraliris litteralirum litteralirum

Dativo litteraliri litteraliri litteraliorbus litteraliorbus

Accusativo litteralirem litteralus litteralires litteralira

Vocativo litteralor litteralus litteralires litteralira

Ablativo litteralire litteralire litteraliorbus litteraliorbus

100
Sesta Lezione
Roma 2013

Come in italiano, infine, un piccolo gruppo di aggettivi, per formare il

comparativo e il superlativo, utilizza unaltra radice49. Tra questi appunto

multus, a, um, che al comparativo di maggioranza fa plus,


i tre gradi di
ris e al superlativo plurmus, a, um. In italiano il multus, a, um
superlativo di molto regolare, moltissimo

(plurimo invece considerato un aggettivo positivo, con il significato di

molteplice, privo di comparativo e superlativo), mentre il comparativo

deriva dal latino ed pi, il quale indeclinabile ed usato come avverbio

(pi bello di ) piuttosto che come aggettivo (ho letto pi volte questo

libro, nel senso di ho letto molte volte, pi di una volta questo libro). Plus,

ris in latino usato invece al plurale, come aggettivo comparativo di

maggioranza50 (come nel testo di san Tommaso: plures sensus, molteplici

sensi, pi di un senso), mentre al singolare conosce un uso limitato al

nominativo, genitivo e accusativo, sempre con


aggettivi indefiniti
valore di sostantivo (per esempio, plus fidei, pi

fede, un po pi di fede). Quanto infine alla classificazione di multus,

siccome indica una quantit indeterminata, chiamato aggettivo indefinito.

Nel nostro periodo c un altro vocabolo che finora non abbiamo potuto

analizzare: habat. Si tratta di un congiuntivo presente attivo. Nella quarta

Lezione, abbiamo gi avuto modo di accennare che il congiuntivo il modo

della possibilit, della soggettivit. Esso pu


uso del congiuntivo
essere usato sia nelle reggenti che nelle nelle complementari
complementari; poich per nel testo di san

49 Per la precisione, esistono altre eccezioni nella formazione del comparativo e del superlativo; ma
qui anche queste tralasciamo di specificare per non appesantire ulteriormente la trattazione.
50 Al neutro nei casi retti solitamente plura, ma pi di rado si trova anche plura.

101
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Tommaso che studiamo le reggenti sono tutte di tipo enunciativo

allindicativo, per il momento ci limitiamo a presentare luso del congiuntivo

nelle complementari, uso del resto abbastanza frequente.

In quanto modo della possibilit, il congiuntivo pu esprimere

anzitutto il carattere eventuale di quel che si predica. Scriver pi avanti san

Tommaso: nel potere di Dio che adatti le


congiuntivo eventuale parole per significare qualcosa. Il

congiuntivo adatti (in latino, accommdet) utilizzato proprio per dire che il

fatto che Dio adatti le parole per significare qualcosa solo unipotesi,

uneventualit, un evento possibile e non gi realizzato e registrato. Si parla

pertanto di congiuntivo eventuale.

In quanto poi modo della soggettivit, il congiuntivo pu esprimere

anche la soggettivit di unaffermazione: quando, nel nostro periodo, detto

che la Sacra Scrittura non abbia sotto ununica


congiuntivo obliquo
lettera pi sensi, luso del congiuntivo non

habat sta appunto a significare che quel che si sta dicendo unopinione,

tutta da verificare, e non un dato gi assodato. In questi casi si parla di

congiuntivo obliquo (qui obliquo indica la natura non diretta, ma incerta

dellaffermazione).

Se infine nei due casi precedenti lutilizzo del congiuntivo nelle

proposizioni complementari ha ragioni semantiche, cio legato al significato

della proposizione, c un terzo uso del


attrazione modale
congiuntivo con valore meramente sintattico: la

cosiddetta attrazione modale, ovvero il fatto che in latino una proposizione

complementare ha il predicato al congiuntivo se dipende da unaltra

102
Sesta Lezione
Roma 2013

proposizione il cui predicato sia al congiuntivo o allinfinito, in quanto

come se questultima proposizione includa, attragga appunto nella propria

atmosfera soggettiva anche la proposizione da essa dipendente. Cos la frase:

Tommaso dice che la lettera che nella Sacra Scrittura ha pi sensi, in

latino suonerebbe: Thomas dicit littram, quae in sacra Scriptra sit, plures

sensus habre, in quanto la proposizione relativa quae sit dipende dalla

proposizione all'infinito habre, coscch il predicato per attrazione modale

va al congiuntivo, sit51.

Dal punto di vista morfologico, quanto cio alla flessione52, il congiuntivo

attivo delle quattro coniugazioni si ottiene premettendo determinate vocali

tematiche alle desinenze attive. Per la precisione, e nella prima coniugazione,

ea nella seconda, a nella terza e ia nella quarta. Avremo pertanto:

51 Come facile intuire, anche nellattrazione modale permane comunque una sfumatura eventuale
o obliqua; cos nel nostro esempio si potrebbe bene intendere: La lettera che venga eventualmente
a trovarsi nella Sacra Scrittura. Il fatto poi che, sempre nellesempio addotto, la proposizione
dipendente littram habre abbia il soggetto in accusativo e il predicato allinfinito, dovuto a
una costruzione tipica del latino, detta infinitiva, che studieremo pi avanti.
52 Pi precisamente, per morfologia si intende lo studio (in greco, lgos) delle forme (in greco, morfi)

linguistiche, delle norme che regolano la struttura, la flessione, la composizione e la derivazione


delle parole.
103
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

congiuntivo presente attivo


delle quattro coniugazioni

Congiuntivo Presente Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in re in -re in -re

1a singolare assign-e-m hab-a-m arg-a-m inven-a-m

2a singolare assign-e-s hab-a-s arg-a-s inven-a-s

3a singolare assign-e-t hab-a-t arg-a-t inven-a-t

1a plurale assign--mus hab-e-mus argu--mus inven-i-mus

2a plurale assign--tis hab-e-tis argu--tis inven-i-tis

3a plurale assign-e-nt hab-a-nt arg-a-nt inven-a-nt

La diatesi passivo-deponente si ottiene semplicemente sostituendo le

desinenze passivo-deponenti a quelle attive:

congiuntivo presente passivo


delle quattro coniugazioni
Congiuntivo Presente Passivo-Deponente
1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in re in -re in -re

1a singolare assign-e-r hab-a-r arg-a-r inven-a-r

2a singolare assign--ris hab-e-ris argu--ris inven-i-ris

3a singolare assign--tur hab-e-tur arg--tur inven-i-tur

1a plurale assign--mur hab-e-mur argu--mur inven-i-mur

2a plurale assign-e-mni hab-ea-mni argu-a-mni inven-ia-mni

3a plurale assign-e-ntur hab-e-ntur argu-a-ntur inven-ia-ntur

104
Sesta Lezione
Roma 2013

Il congiuntivo presente del verbo sum invece caratterizzato dalla

vocale i:

Congiuntivo presente verbo sum congiuntivo presente


del verbo sum
1a singolare s-i-m

2a singolare s-i-s

3a singolare s-i-t

1a plurale s-i-mus

2a plurale s-i-tis

3a plurale s-i-nt

Possiamo cos considerare terminato lo studio del primo periodo del

testo di san Tommaso e cominciare pertanto lanalisi del secondo periodo

dellarticlus decmus della


unimportante raccomandazione
Summa. Tuttavia, prima di metodologica: leggere e rileggere a
voce alta il testo latino in originale
proseguire, vale la pena

soffermarsi brevemente a rimarcare unimportante osservazione metodologica.

Quando si sia conclusa la fatica di analizzare un brano, anzich liquidarlo e

procedere oltre, proprio quello il momento in cui raccogliere i frutti:

leggendo e rileggendo il testo latino appena studiato, nella versione originale!

Attraverso questo esercizio il guadagno che si ottiene duplice. Da una parte,

si prende dimestichezza con la lingua: alla fine, si arriva a leggere il testo e a

capirlo senza bisogno di tradurlo nella propria lingua; certo, questo reso

possibile dallo studio precedente, ci nondimeno lettura dopo lettura si

diventa sempre pi familiari del latino; come la fase dellassimilazione


105
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

seguente a quella della masticazione e della digestione: ed inutile aver fatto

lo sforzo di preparare, cucinare e mangiare un cibo, se poi lorganismo non lo

assimila! Dallaltra parte, il secondo guadagno semplicemente di godere

della lettura del testo in originale: bello leggere e rileggere un buon testo,

capendo quel che si legge e apprezzandone anzi le qualit sintattiche. Come

insegna santIgnazio a proposito della preghiera e della lettura della Bibbia,

anche nel nostro caso, dopo la fatica dellanalisi, importante fermarsi a

gustare, e godere! Altrimenti come fare la spesa, sistemare i viveri nella

dispensa e digiunare! Anche nello studio, c un tempo della fatica e un

tempo della gioia, ed importante imparare a vivere il secondo dopo il

primo. Dunque dedichiamo tempo a leggere pi volte il testo di san Tommaso in

originale53, man mano che lo studiamo, preferibilmente a voce alta: sar

unoccasione per imparare meglio il latino e per gioire.

Detto questo, veniamo senzaltro al secondo periodo. Lo riportiamo con

traduzione interlineare e costruzione italiana:

Multiplictas sensum in una scriptra enim parit confusinem et deceptinem,


La molteplicit dei sensi in una sola Scrittura infatti genera confusione e sviamento,

et tollit firmittem arguendi: unde argumenttio non procdit


e toglie la solidit dellargomentare: tant vero che largomentazione non procede

ex multiplicbus propositionbus, sed alquae fallacae


da molteplici proposizioni, ma al contrario certi errori

53A tale scopo, al termine del volume trascriveremo su ununica facciata il testo di san Tommaso

106 studiato nel manuale nel corso di queste decine e decine di pagine.
Sesta Lezione
Roma 2013

assignantur secundum hoc .


vengono designati in base a ci.

la prima argomentazione a sostegno della tesi secondo cui non

possibile che una medesima lettera veicoli pi significati. Se infatti si

verificasse questo, se cio allinterno

della Scrittura una sola parola fosse significato dellargomentazione


interpretabile secondo significati contenuta nel primo capoverso

diversi, ci sarebbe evidentemente fonte di confusione; non tanto, come pure

oggi verrebbe da intendere, nel senso che ciascuno potrebbe interpretare il

passo a proprio piacimento, quanto piuttosto, come spiega san Tommaso, nel

senso che non sarebbe pi possibile utilizzare la Bibbia per proporre

argomentazioni logicamente valide: infatti, secondo la teoria sillogistica

aristotelica, se nelle due premesse un termine equivoco, cio interpretabile

secondo molteplici significati (multiplicbus propositionbus), questo fatto

rende non pi valido lintero sillogismo54. Ma ci, concluder san Tommaso

nel prosieguo del capoverso, impossibile, perch nessuno dubita che la

Scrittura sia fonte inequivocabile di argomentazioni a sostegno della verit55:

dunque non si pu ammettere che in essa una sola lettera abbia pi

significati.

54 Sillogismo largomentazione nella quale una terza proposizione, la conclusione, segue


necessariamente da due proposizioni, le premesse; il nesso inferenziale tuttavia, come ricorda qui san
Tommaso, valido se e solo se il cosiddetto termine medio, contenuto nelle due premesse, viene
usato in modo univoco e non con significati differenti in ciascuna delle due proposizioni.
55 Fin dai primi secoli dellera cristiana, i Padri della Chiesa ritennero la ragione e la Scrittura le due

fonti da cui attingere la verit e in et scolastica era altres naturale per quanto oggi ci possa
sembrare metodologicamente inaccettabile utilizzare la Bibbia come un testo contenente
argomentazioni logiche a sostegno della verit.
107
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Chiarito il significato di quanto scrive lAquinate, procediamo con

lanalisi del periodo. Iniziamo, come sempre, dal trascrivere in alto nella

scheda di analisi del periodo il testo per intero, questo volta nella costruzione

originale:

Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit


firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed
secundum hoc alquae fallacae assignantur.

Normalmente, dopo i due punti inizia un nuovo periodo; in questo

caso, per, come vedremo, dopo i due punti vi sono solo proposizioni

complementari, le quali pertanto fanno parte dellunico periodo introdotto

dalle precedenti reggenti. Ma veniamo innanzitutto a individuare le

congiunzioni. Esse sono quattro, o meglio, tre congiunzioni e un avverbio:

enim: una congiunzione coordinativa; essa infatti serve qui a

collegare il periodo che inizia con quello appena terminato:

tipico di san Tommaso utilizzare sempre una congiunzione per

coordinare i periodi tra di loro, in modo da esplicitare il nesso

logico che li lega, cos da rendere il pi possibile chiara la linea

argomentativa di tutto larticolo. questa unaccortezza che

dovrebbe avere chiunque scriva o parli, e


enim: congiunzione specialmente chi scriva o parli di filosofia:
coordinativa esplicativa
unattenzione massima alluso delle

congiunzioni, cosicch esse da sole rivelino la struttura

argomentativa che si sta sviluppando. Davvero dalluso delle

108
congiunzioni pu dipendere la qualit di un testo filosofico! La
Sesta Lezione
Roma 2013

nostra congiunzione di tipo esplicativo, in quanto serve a

spiegare quanto affermato precedentemente: non possibile che

ununica lettera abbia pi significati, perch la molteplicit di

significati posseduti da un unico vocabolo genererebbe

confusione. emblematico che tanto enim quanto il correlativo

greco gr vengano tradotti nei dizionari latini e greci con la

congiunzione causale poich: in effetti, come per tutti ha

chiarito Aristotele, la spiegazione di un qualcosa viene a coincidere

con la sua causa

et: la congiunzione usata pi di frequente; ha valore coordinativo

copulativo, ossia serve a unire due elementi sintattici; nel nostro

periodo ne incontriamo due: la prima


et: congiunzione
collega due complementi oggetti, la coordinativa copulativa
seconda due proposizioni; in sede di analisi del periodo ci

interessa pertanto solo la seconda

unde: i dizionari riconoscono in questa parola un avverbio di

luogo, o meglio dorigine, con il significato di da dove. La

classificazione di avverbio dovuta al fatto che dove giudicato

appunto un avverbio locativo interrogativo. In effetti, una

proposizione interrogativa diretta, una

di quelle per intenderci che si avverbi, congiunzioni e


pronomi relativi
concludono con un punto

interrogativo, una reggente nella quale il primo vocabolo un

avverbio che serve a specificare la domanda (dove, perch,

quando, e cos via); si tratta di avverbi e non di congiunzioni

109
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

perch introducono, s, una proposizione, ma senza collegarla alla

precedente. Tuttavia questi tipi di avverbi vanno segnalati nella

nostra scheda, perch appunto introducono una proposizione:

svolgono quindi comunque unimportante funzione di nesso logico,

sintattico. Del resto, a guardar bene, simili avverbi sono pronomi

relativi camuffati (per questo nella scheda si suggerisce di inserirli

nella colonna dei pronomi relativi): cos ad esempio lavverbio

da dove? si pu parafrasare con lespressione equivalente qual

il luogo dal quale?; anche il donde della nostra proposizione

si potrebbe tradurre con dalla qual cosa. Dunque, unde un

avverbio locativo dorigine. Tuttavia nel nostro caso, inteso cos, il

senso dellargomentazione di Tommaso potrebbe risultare non

del tutto chiaro. Il fatto che lorigine pu ben assumere il

significato di causa, in quanto lorigine la causa; ma sopra

abbiamo visto che a sua volta la causa altres la spiegazione di un

qualcosa. E in effetti, per capire cosa stia

dicendo Tommaso, sarebbe meglio


unde: avverbio
locativo dorigine tradurre unde con una congiunzione
con valore esplicativo
coordinativa esplicativa tipo enim,

infatti. Dunque nella scheda potremo scrivere avverbio locativo

dorigine, con valore esplicativo, decidendo poi a proprio piacimento

se tradurre con un letterale donde o con un pi libero, ma pi

comprensibile infatti, o motivo per cui

sed: insieme a et la congiunzione pi frequente; come et

copulativa, serve cio ad unire, cos sed avversativa, serve cio a

110
Sesta Lezione
Roma 2013

contrapporre (in italiano abbiamo avversario, che deriva

appunto dal latino adversarus, da cui


sed: congiunzione
anche il nostro adversatvus). Resta da
coordinativa avversativa
decidere se una congiunzione

coordinativa o subordinativa: noi la interpreteremo sempre come

una coordinativa, in quanto dal punto di vista logico la

contrapposizione comunque una forma di coordinazione,

proprio in quanto opposta allunione copulativa. Del resto, non a

caso, in una proposizione introdotta da una congiunzione

avversativa sempre sottintesa la congiunzione che introduce la

proposizione precedente a essa appunto coordinata; nel nostro

caso: per questo infatti da molte proposizioni , ma al contrario

per questo stesso motivo alcuni errori 56.

Non essendoci pronomi relativi, passiamo a elencare i predicati. Anchessi

sono quattro, tutti evidentemente verbali (non compare mai infatti il verbo

essere): parit, tollit, non procdit,


le quattro proposizioni
assignantur. Unendo i quattro connettori ai

quattro predicati otteniamo le quattro proposizioni che formano il nostro

periodo: enim parit, et tollit, unde non procdit, sed

assignantur. questa lossatura, larchitettura della frase.

Resta ancora da esplicitare la natura di ciascuna proposizione e il

rapporto che lega luna alle altre. Per fare ci, baster utilizzare le

informazioni gi raccolte nella met superiore


e la loro
architettura sintattica
56Traduciamo per questo infatti per questo stesso motivo, anzich solo infatti infatti, per
rendere pi chiaro il senso della ripetizione dellavverbio unde con valore esplicativo.
111
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

della griglia. Sed coordinato a unde, e unde lesplicitazione di quanto

affermato nelle due proposizioni precedenti, collegate tra di loro dallet:

dunque enim parit e et tollit sono le due reggenti; entrambe per sono

introdotte da una congiunzione: enim parit sar pertanto coordinata al

precedente periodo in forma esplicativa, mentre et tollit coordinata alla

precedente reggente in forma copulativa. Quanto poi a unde non procdit,

essa una complementare indiretta dorigine con valore esplicativo, di primo grado,

in quanto immediatamente subordinata alle reggenti; sed assignntur

invece unaltra complementare indiretta dorigine con valore esplicativo

coordinata alla precedente complementare in forma avversativa, quindi anchessa di

primo grado. Nella scheda compilata riportata nella pagina seguente, si trova

pure il diagramma di flusso, comprendente anche il primo periodo: come gi

detto, infatti, Tommaso collega cos bene i periodi tra di loro per mezzo di

appropriate congiunzioni, che da un punto di vista sintattico lintero testo

pu alla fine essere considerato come un unico periodo!

Nella prossima Lezione procederemo allanalisi delle proposizioni e

delle parole del periodo appena esaminato.

112
Sesta Lezione
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Saper compilare la scheda di analisi del periodo di
Multiplictas enim
Declina i seguenti sostantivi di terza declinazione:
multiplictas, tis, confuso, nis, caput, tis
Declina i seguenti aggettivi di seconda classe:
litterlis, e, multplex, cis, plus, ris
Declina il comparativo di maggioranza litteralor,
us
Coniuga il presente congiuntivo del verbo sum
Coniuga il presente congiuntivo attivo dei seguenti
verbi: narro, as, habo, es, tollo, is,
invno, is
Coniuga il presente congiuntivo passivo dei
seguenti verbi: assgnor, ris, vidor, ris,
trador, ris, invenor, ris
Quando un aggettivo di seconda classe detto a 3
uscite? Quando a 2 uscite? Quando a 1 uscita?
Perch nei dizionari, relativamente agli aggettivi di
seconda classe a 1 uscita, viene indicato anche il
genitivo singolare?
Quali sono i tre gradi di un aggettivo? Qual la
formazione di un comparativo di maggioranza in
latino? Cosa si intende per formazione irregolare
dei comparativi di maggioranza?
Cosa sono gli aggettivi indefiniti? Perch si
chiamano cos?
Quali sono i tre possibili casi di uso del congiuntivo
in una proposizione complementare in latino? Fare
degli esempi.
Perch, nella scheda di analisi del periodo, gli
avverbi sono collocati nella colonna dei pronomi
relativi?
Quale il legame tra valore causale, dorigine e
esplicativo di una congiunzione?

113
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi:

unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumentato, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi relativi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo (e avverbi) specificando il (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
termine al quale si introdotta e il predicato verbale o nominale che la
riferiscono caratterizza
1 Enim = congiunzione Unde = avverbio dorigine Parit = predicato verbale Enim ... parit
coordinativa esplicativa con valore esplicativo
2 Et = congiunzione coordinativa Tollit = predicato Et ... tollit
copulativa verbale
3 Sed = congiunzione Non procdit = predicato Unde ... non procdit
coordinativa avversativa verbale
4 Assignantur = predicato Sed ... assignantur
verbale
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1 Enim ... parit = proposizione reggente enunciativa vidtur quod
coordinata al precedente periodo in forma esplicativa
2 Et ... tollit = proposizione reggente enunciativa
coordinata alla proposizione reggente precedente in
forma copulativa enim ... parit et ... tollit
3 Unde ... non procdit = proposizione complementare
indiretta dorigine con valore esplicativo di I grado
4 Sed ... assignantur = proposizione complementare
indiretta dorigine con valore esplicativo di I grado unde ... non procdit <> sed ... assignantur
coordinata alla precedente proposizione complementare
in forma avversativa

114
Roma
2013

Settima Lezione
In questa Lezione impareremo:
la quarta declinazione e la declinazione dei nomi
dorigine straniera
il perfetto indicativo attivo delle quattro coniugazioni e
del verbo sum
la declinazione di alqui, alqua, alquod e di alquis,
alquid
la flessione dei verbi in o della terza coniugazione
la flessione e luso del gerundio
a definire cosa siano i nomi verbali
a distinguere tra perfetto storico e perfetto logico, e
tra perfetto debole e perfetto forte
a identificare i pronomi indefiniti
a ricavare il nominativo singolare dei nomi in dentale,
in nasale e in gutturale di terza declinazione
a riconoscere i complementi di modo, di limitazione e
dorigine
a compilare le schede di analisi della proposizione e
della parola di Multiplictas enim
a apprezzare alcuni rilievi etimologici

quarta
Ecco le desinenze della quarta declinazione: declinazione

sensus, us Singolare Plurale

Nominativo sensus sensus

Genitivo sensus sensum

Dativo sensui sensbus

Accusativo sensum sensus

Vocativo sensus sensus

Ablativo sensu sensbus

115
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Come si vede, luscita us comune a ben sei casi su dodici. Per il resto,

ritroviamo laccusativo singolare in um, come nella seconda declinazione, e

il dativo e ablativo plurale in bus, come nella terza declinazione (a volte

per si trova anche la desinenza bus). Come si ricorder, nel primo periodo

abbiamo incontrato sensus: l si trattava di un accusativo plurale. I

sostantivi neutri di quarta declinazione, rari, hanno la desinenza a nei casi

retti del plurale, mentre al singolare hanno il genitivo in us e tutti gli altri casi

in u. Abbiamo pertanto:
neutri di
quarta declinazione

genu, us (ginocchio) Singolare Plurale

Nominativo genu gena

Genitivo genus genum

Dativo genu genbus

Accusativo genu gena

Vocativo genu gena

Ablativo genu genbus

Potrebbe sembrare un sostantivo di quarta declinazione il nome Isus;

in realt un nome straniero57, che in quanto tale ha una declinazione sua

propria:

57I nomi stranieri non greci spesso sono indeclinabili: il caso dei biblici Abraham o Bethleem. Pi
raramente si declinano regolarmente: per esempio Maria, ae o Iohannes, is. I nomi di origine greca
infine, in alcuni casi, conservano le desinenze della lingua greca (ad esempio, Aenas allaccusativo

116 fa Aenam, ma anche Aenan, alla greca).


Settima Lezione
Roma
2013
Isus, u
declinazione di
Nominativo Isus Isus, u
Genitivo Isu

Dativo Isu

Accusativo Isum

Vocativo Isu

Ablativo Isu

Nella scorsa Lezione, abbiamo presentato il congiuntivo presente, voce

verbale derivata dal tema del presente. Come forse si ricorder, dopo il

presente indicativo, il paradigma di un verbo presenta il perfetto: veniamo

dunque a studiare il perfetto indicativo attivo. Esso deve il proprio nome al

fatto che in origine era utilizzato per indicare unazione compiuta (in latino,

perfecta), di contro allimperfetto, che indicava unazione incompiuta nel

passato, e al presente, che indicava unazione incompiuta nel presente. A

questo aspetto, si aggiunto poi il valore temporale, di

passato. Ecco allora che il perfetto in italiano si pu perfetto storico e


perfetto logico
tradurre con il passato remoto o con il trapassato

remoto (per esempio, studiai o ebbi studiato): il cosiddetto perfetto

storico, che denota semplicemente unazione compiuta nel passato; oppure

con il passato prossimo (ho studiato): il cosiddetto perfetto logico, che

esprime un fatto accaduto, compiuto nel passato, i cui effetti perdurano nel

117
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

presente58. Il perfetto, oltre ad avere un tema proprio, possiede anche

desinenze proprie. Esse sono le seguenti:


desinenze del perfetto
Desinenze del perfetto

indicativo attivo

1a singolare -i

2a singolare -isti

3a singolare -it

1a plurale -mus

2a plurale -istis

3a plurale -runt / -re

Conseguentemente, ecco la flessione


perfetto indicativo attivo
del perfetto indicativo attivo delle quattro delle quattro coniugazioni

coniugazioni:

Indicativo Perfetto Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in -re in -re in -re

1a singolare ded-i hab-i scrips-i invn-i

2a singolare ded-isti habu-isti scrips-isti inven-isti

3a singolare ded-it hab-it scrips-it invn-it

1a plurale ded-mus habu-mus scrips-mus inven-mus

2a plurale ded-istis habu-istis scrips-istis inven-istis

3a plurale ded-runt habu-runt scrips-runt inven-runt

58In latino vi sono alcuni verbi che sono coniugati al perfetto, ma vanno tradotti al presente
proprio in virt del loro essere perfetti logici: cos ad esempio novi si traduce con so in quanto
significa ho conosciuto; o ancora, memni significa ho richiamato alla memoria e quindi

118 ricordo.
Settima Lezione
Roma
2013
I quattro verbi proposti presentano le quattro possibili formazioni del tema

del perfetto:

1) tema con suffisso /v: habo

utilizza il suffisso (se si il perfetto debole e


le tre forme di perfetto forte
fosse trovato in posizione

intervocalica sarebbe stato v: per esempio, laudvi) e diventa habi;

il cosiddetto perfetto debole, di contro alle altre tre seguenti forme

che sono dette perfetto forte

2) tema con raddoppiamento: do raddoppia la radice e diventa dedi

3) tema sigmatico59: scribo inserisce un s tra radice e desinenza e

diventa scripsi

4) tema con apofonia: invno allunga la vocale radicale ( il

fenomeno chiamato apofonia) e diventa invni (a volte

lallungamento comporta una modificazione della stessa vocale:

cos ad esempio go diventa gi).

Infine, ecco il perfetto indicativo del verbo sum:

Indicativo perfetto del verbo sum


perfetto indicativo
1a singolare fu-i del verbo sum

2a singolare fu-isti

3a singolare fu-it

1a plurale fu-mus

2a plurale fu-istis

3a plurale fu-runt

59 In greco, sigma il nome dato alla consonante s.


119
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

A questo punto, possiamo riprendere il secondo periodo di san

Tommaso e procedere allanalisi delle proposizioni. Prima


analisi delle
proposizione:
proposizioni

Multiplictas sensum in una scriptra enim parit confusinem et deceptinem.


La molteplicit dei sensi in una sola Scrittura infatti genera confusione e sviamento.

Il predicato evidentemente parit ed verbale. Il soggetto

multiplictas; esso completato dal complemento di specificazione

sensum. Il predicato regge due complementi oggetti: confusinem e

deceptinem. In una scriptra infine il complemento di stato in luogo,

formato dalla preposizione in + lablativo. Anche lanalisi della seconda

proposizione semplice:

et tollit firmittem arguendi.

e toglie la solidit dellargomentare.

Il predicato verbale tollit; multiplictas il soggetto sottinteso;

firmittem il complemento oggetto. Questa volta poi un complemento di

specificazione completa non il soggetto, bens il complemento oggetto:

arguendi. Prosegue san Tommaso:

unde argumenttio non procdit ex multiplicbus propositionbus.


tant vero che largomentazione non procede da molteplici proposizioni.

120
Settima Lezione
Roma
2013
Non procdit il predicato verbale. Argumentato il soggetto. Il

complemento oggetto non c e non ci sarebbe potuto essere, in quanto il

predicato un verbo di movimento e quindi intransitivo. C per un

complemento indiretto; per la precisione, un complemento dorigine, che indica

appunto da chi o da che cosa il termine di

riferimento tragga origine, principio; esso complemento dorigine

collegato al verbo di movimento ed formato con la preposizione ex+

lablativo: ex multiplicbus propositionbus. Ecco infine la quarta

proposizione:

sed alquae fallacae assignantur secundum hoc


ma al contrario certi errori vengono designati in base a ci.

Il predicato verbale assignantur e il soggetto alquae fallacae.

Anche in questo caso non c complemento oggetto e non sarebbe potuto

esserci, in quanto il verbo passivo. Troviamo sempre un solo complemento

indiretto: si tratta di secundum quod, formato dalla preposizione secundum +

laccusativo. unespressione usata di frequente da Tommaso per delimitare,

definire ci di cui sta parlando: si pu interpretare pertanto come un

complemento di limitazione. Altrimenti,


complemento di limitazione
intendendo lespressione secondo ci nel e complemento di modo
senso di in questo modo, si pu anche interpretare pi semplicemente

come un complemento di modo60.

Il complemento di modo indica appunto il modo, la maniera in cui compiuta lazione espressa dal
60

predicato.
121
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Veniamo ora allanalisi parola per parola. Cominciamo dai nomi.

Incontriamo nuovamente una e scriptra: il primo aggettivo numerale

cardinale di prima classe pronominale, il secondo

appartiene alla prima declinazione; entrambi sono analisi della parola

allablativo singolare femminile, retti dalla preposizione in, che introduce il

complemento di stato in luogo. Anche fallacae sostantivo di prima

declinazione, qui al nominativo plurale.

pronomi indefiniti Alquae aggettivo indefinito: la prima

volta che ne incontriamo uno. Segue la flessione propria dei pronomi, ossia

ha le desinenze uniche us e i rispettivamente al genitivo e al dativo singolare.

Indefiniti sono detti tutti i pronomi che indicano una quantit o una qualit

non determinata: alcuni, altri, e cos via. In latino ne esistono vari; noi ci

limitiamo a presentare quello che abbiamo incontrato:


alqui, alqua,
alquod

Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo alqui alqua alquod alqui alquae alqua

Genitivo alicuius61 alicuius alicuius aliqurum aliqurum aliqurum

61 Quando la desinenza us del genitivo singolare dei pronomi preceduta dalla vocale u, si forma
il dittongo ui; laccento allora cade sul primo elemento, ovvero sulla u: alicius, hius, cius. Se
invece la desinenza preceduta da una consonante, laccento tonico cade sulla i lunga di us: illus,

122 istus, ipsus.


Settima Lezione
Roma
2013
Dativo alcui alcui alcui aliqubus aliqubus aliqubus

Accusativo alquem alquam alquod alquos alquas alqua

Ablativo alquo alqua alquo aliqubus aliqubus aliqubus

Si notino le tipiche desinenze pronominali del genitivo e dativo singolare,

rispettivamente in us e i. Per il resto, troviamo alcune uscite proprie degli

aggettivi di prima classe (nominativo maschile plurale, in i, e nominativo

femminile singolare e plurale, in a ed ae; genitivo plurale, in rum e rum,

ablativo singolare, in o e a, accusativo femminile, in am e as) e di seconda

classe (accusativo maschile singolare, in em, dativo e ablativo plurale, in bus).

Nella flessione di tutti i pronomi manca il vocativo, perch di fatto non mai

usato. Alqui utilizzato con valore di aggettivo; il pronome equivalente a

due sole uscite, perch manca del femminile:

alquis, alquid

Singolare Plurale

Maschile Neutro Maschile Neutro

Nominativo alquis alquid alqui alqua

Genitivo alicuius alicuius rei aliqurum aliqurum rerum

123
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Dativo alcui alcui rei aliqubus aliqubus rebus

Accusativo alquem alquid alquos alqua

Ablativo alquo alqua re aliqubus aliqubus rebus

Come si vede, per rendere il genere neutro nei tre casi obliqui, si ricorre al

sostantivo res, rei, di quinta declinazione, che significa cosa (del resto,

proprio ricorrendo a questo sostantivo si traduce


casi obliqui neutri
per lo pi in italiano il pronome di genere neutro):
dei pronomi
questa regola vale per luso di tutti i pronomi! Per

il resto, la flessione come quella dellaggettivo alqui, con lunica differenza

al nominativo singolare.

Alquae dunque nominativo femminile plurale, concordato con

fallacae. Oltre al gi noto sostantivo di quarta declinazione sensum, al

genitivo plurale, troviamo poi un certo numero di nomi di terza declinazione,

che ci consentono di imparare a riconoscere tre tipi di nominativo singolare.

Cominciamo da multiplictas: un nominativo singolare. Al genitivo

fa multiplicittis: se si toglie la desinenza is, rimane il tema multiplictat. un

tema che termina in t, consonante che

nomi di terza declinazione insieme alla d viene chiamata dentale,


in dentale
perch per produrla si fa battere la punta

della lingua sui denti. Ora, tutti i sostantivi di terza declinazione che

terminano in dentale al nominativo singolare perdono la dentale ed escono

124
Settima Lezione
Roma
2013
con la sola desinenza s: ecco allora che multiplictats diventa multiplictas. Allo

stesso modo, abbiamo firmittem, accusativo singolare da firmtas, tis.

Confusinem e deceptinem sono altri due accusativi singolari. Se

togliamo la desinenza em, rimane il tema confuson e decepton: si tratta di due

temi in n, consonante che insieme alla m viene detta nasale, perch per

produrla si fa passare laria attraverso il


nomi di terza declinazione
in nasale naso. Ora, tutti i sostantivi in nasale della

terza declinazione al nominativo singolare perdono la nasale e sono a

desinenza zero: cos abbiamo decepto e confuso. Analogamente,

propositionbus ablativo plurale da proposito, nis, mentre argumentato

nominativo singolare da argumentato, nis.

Multiplicbus un aggettivo indefinito di seconda classe, concordato

con propositionbus. Se togliamo la

desinenza bus, rimane il tema multplic. La nomi di terza declinazione


in gutturale
c, come pure la g, sono consonanti gutturali,

in quanto per produrle si utilizza la gola (in latino, guttur, ris): tutti i nomi di

terza declinazione in gutturale al nominativo singolare escono in x, che

frutto dellincontro della gutturale con la desinenza s. Pertanto abbiamo

laggettivo a una sola uscita multplex, cis62, come anche ad esempio il

sostantivo rex, regis.

Resta ancora solo un nome da analizzare: arguendi. Si


nomi verbali
tratta di un genitivo singolare di seconda declinazione.

Arguendi per non un semplice sostantivo, bens un verbo nominale o nome

verbale che dir si voglia, ovvero un verbo con valore di sostantivo. Alcune

125
62
Come si vede, in questo caso il cambiamento del tema comporta anche un fenomeno di apofonia, ovvero di
cambiamento della vocale. Un fenomeno analogo abbiamo gi visto accadere nella formazione di alcuni perfetti.
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

forme verbali infatti svolgono la funzione di nomi: tra queste quella del

gerundio.

Il gerundio facilmente riconoscibile dal suffisso nd: come arguendi

avremo pertanto assignandi, habendi, scribendi, inveniendi (com evidente, il

gerundio pertanto si forma dal tema del presente). Anche


gerundio linfinito pu svolgere la funzione di sostantivo: per esempio in

studiare bello, studiare svolge la funzione di soggetto e ha valore di

nome (tant che potrebbe essere sostituito dal sostantivo studio: lo studio

bello). Ora, per, a differenza che in italiano, in latino linfinito pu avere

valore di sostantivo solo se soggetto o complemento oggetto; in tutti gli altri

casi si ricorre al gerundio. Si dice perci che il gerundio un sostantivo

verbale che completa la flessione dellinfinito: il gerundio latino dunque in

italiano va tradotto sempre con linfinito. Avremo:

Gerundio del verbo argo

Genitivo arguendi

Dativo arguendo

Accusativo arguendum

Ablativo arguendo

Come si vede, il gerundio utilizza le desinenze di seconda declinazione.

Laccusativo utilizzato solo se preceduto da una preposizione, solitamente la

preposizione ad con funzione di complemento di fine. Il gerundio inoltre ha

sempre diatesi attiva.

Il paradigma di argo il seguente: argo, is, argi, arguitrus, re. Il

perfetto in i senza alcun suffisso n apofonia: tipico dei verbi in uo di terza


126
Settima Lezione
Roma
2013
coniugazione. Luscita rus invece propria

del participio futuro (un modo verbale che participio futuro


per il momento a noi non interessa allinterno di un paradigma

studiare): infatti argo manca del supino; per, come molti verbi difettivi del

genere, delle voci derivate dal supino conserva comunque il participio futuro;

per questo motivo, in via eccezionale, nei paradigmi viene inserita questa

voce.

Assignantur un verbo che conosciamo gi: un indicativo presente,

terza persona plurale, diatesi passiva. Tollit e

procdit sono due verbi di terza coniugazione, il paradigma di tollo

entrambi allindicativo presente, terza persona singolare, il primo transitivo

attivo e il secondo intransitivo attivo. Il paradigma di tollit : tollo, is,

sustli, subltum , re. Si tratta di un paradigma sicuramente difficile, derivato

nel perfetto e nel supino da antiche forme di raddoppiamento che hanno

causato differenti forme di variazioni vocaliche e consonantiche. Tuttavia

vale la pena memorizzarlo bene, perch il verbo utilizzato dallimportante e

molto usato suppletivo fero, portare, per il perfetto e il supino: fero, fers, tuli,

latum, ferre.

Il paradigma di procdit invece : procdo, is, cessi, cessum, re.

Composto di cedo, uno dei tipici verbi di terza coniugazione


verbi in o
con il perfetto e supino in s. Infine troviamo parit: anchesso

indicativo presente, terza persona singolare, transitivo attivo, appartiene ai

cosiddetti verbi in o di terza coniugazione. In verit si tratta di un piccolo

127
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

gruppo di verbi63 appartenenti in origine alla quarta coniugazione, ma con

vocale tematica breve, cosicch nei tempi derivati dal presente essi hanno

trasformato la vocale tematica in e se essa si trova davanti a r o in finale di

parola: cos linfinito da parre diventa parre, come fosse un verbo di terza

coniugazione64. Il paradigma di parit : paro, is, pepri, partum, paritrus, re.

Il perfetto ottenuto con il raddoppiamento e la conseguente apofonia da par

in per; ma la particolarit la presenza nel paradigma del participio futuro,

accanto al supino: ci dovuto al fatto che il


paradigma di paro
participio futuro si forma eccezionalmente da un

tema leggermente diverso rispetto a quello del supino (parit anzich part).

Resterebbe solo una parola ancora da analizzare: hoc. Si tratta di un pronome

dimostrativo; la sua flessione per la presenteremo la prossima Lezione.

Per il momento, concludiamo piuttosto con alcune osservazioni

semantiche e etimologiche sulle parole appena analizzate. In effetti, letimologia

una prassi molto utilizzata nella filosofia

contemporanea, da Heidegger in avanti; del


la prassi etimologica
resto, gi Platone ne aveva fatto largamente uso.

In generale, mia convinzione che la prassi etimologica in filosofia risponda

allesigenza di forzare la parola nel tentativo, per cos dire, di andare aldil

63 Oltre a paro, degni di nota per la frequenza con cui sono usati o per il loro significato sono i
seguenti verbi in o: capo, prendere, cupo, desiderare, faco, fare, fugo, fuggire,
iaco, gettare, moror, morire, pato, soffrire, rapo, rapire.
64 Oltre allinfinito, di fatto i verbi in o seguono il modello di flessione dei verbi di terza

coniugazione solo allimperfetto congiuntivo, allimperativo e in alcune voci del presente


indicativo (per la precisione, alla seconda e terza persona singolare e alla prima e seconda persona

128 plurale). In tutti gli altri tempi seguono invece la quarta coniugazione.
Settima Lezione
Roma
2013
della lettera attraverso la lettera stessa65. Proprio per luso autorevole che ne

stato fatto, dunque, al termine di ogni analisi della parola concederemo un

po di spazio ad alcuni rilievi etimologici.

Multiplictas, come anche multiplicbus, deriva da multus + plicre o

plectre, ossia dallaggettivo molto in unione con il verbo piegare o

intrecciare: indica infatti la presenza di


semplicit e
molteplicit molte pieghe, quindi di una pluralit e

complessit di piani; allopposto di simplex, cis, che al prefisso multus

sostituisce lindoeuropeo sem, da cui il latino unus: la semplicit appunto

lunicit e quindi assenza di pieghe, di risvolti, di sottofondi.

Confusinem viene da cum + fundre, versare insieme, mischiare: la

conseguenza dellunire ci che invece andrebbe tenuto distinto.

Deceptinem deriva da de + capre, prendere e portare altrove (il prefisso

de ha appunto il significato locativo di via da: esprime allontanamento e

separazione): quindi sviare, ingannare. Tollit un verbo importante per il

cristianesimo: nella Messa in


Ecce agnus Dei
qui tollit pecctum mundi latino il sacerdote pronuncia le
(Gv 1,29) parole Ecce agnus Dei qui tollit

pecctum mundi. Significa propriamente prendere su di s un peso,

sollevandolo e quindi, in senso derivato, eliminare, allontanare,

cancellare; come litaliano levare, che indica sia lalzare, il sollevare sia

il rimuovere, viene cos ad avere due significati fondamentali: prendere su

di s un peso, sollevandolo sulle proprie spalle e togliere. In modo

65A questo proposito, mi permetto di rimandare al mio Incanto e incantesimo del dire. Logica e/o
mistica nella filosofia del linguaggio di Platone (Cratilo e Sofista) e Gregorio di Nissa (Contro Eunomio),
Studia Anselmiana 143, Philosophica 6, Roma 2007, pp.500-501.
129
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

legittimo pertanto alcuni sacerdoti nella Messa in italiano traducono il

versetto tratto dal Vangelo di Giovanni con un doppio predicato verbale:

Ecco lagnello di Dio che prende su di s e toglie il peccato del mondo. In

effetti, in questa equivocit semantica di tollre risiede niente meno che la

dinamica, ovvero la forza e il movimento, del mistero della croce.

Firmittem viene dalaggettivo firmus, a, um, che indica la stabilit, la

solidit. Arguendi e argumentato condividono la


largomentazione
medesima radice, che ha in s il significato dello

splendore, chiarore (come laggettivo greco args, splendente): indicano

perci il procedimento, largomentazione appunto, con la quale si pone in

chiara luce, si chiarisce. Abbiamo gi detto che procdit un composto di

pro (avanti) + cedre (andare, muoversi), in modo analogo allitaliano

incedere. Propositionbus viene da pro (avanti) + ponre (porre): il

porre innanzi, il manifestare, attraverso un enunciato, la proposizione

appunto. Infine assignantur composto da ad + signre: mettere un segno

su qualcosa, a qualcuno, quindi rendere riconoscibile, attribuire, assegnare,

designare.

La prossima Lezione potremo procedere allanalisi del terzo periodo del

primo capoverso di san Tommaso.

130
Settima Lezione
Roma
2013

Per verificare il mio apprendimento:


Saper compilare le schede di analisi della
proposizione e della parola di Multiplictas enim
Declinare i seguenti sostantivi di quarta
declinazione: sensus, us; genu, us
Declinare Isus, u
Declinare laggettivo indefinito alqui, alqua,
alquod e il pronome indefinito alquis, alquid
Coniugare il perfetto indicativo attivo dei seguenti
verbi: do, re, habo, re, scribo, re,
inveno, re
Coniugare il perfetto indicativo del verbo sum
Imparare a memoria le desinenze verbali del
perfetto
In che senso il tempo verbale del perfetto pu
essere interpretato sia come perfetto storico sia
come perfetto logico?
Quali sono le quattro possibili formazioni del tema
del perfetto?
Che cosa si intende per nomi verbali?
Come si traduce il gerundio latino in italiano?
Che cosa sono i verbi in o?
Come si ricava il nominativo singolare dei sostantivi
di terza declinazione in dentale? Come quello dei
nomi in nasale? E quello dei sostantivi in gutturale?
Che cos il complemento dorigine?
Che cosa sono il complemento di limitazione e il
complemento di modo?
Qual letimologia di multiplex, cis, e di
simplex, cis?
Qual il significato del verbo tollo, re?
Qual letimologia di argomentato, nis?

131
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et
tollit firmittem arguendi

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Parit = predicato verbale Multiplictas Confusinem et Enim = coordinativo


deceptinem = esplicativo
complemento oggetto

Tollit = predicato verbale Multiplictas Firmittem = complemento Et = coordinativo


(sottinteso) oggetto copulativo

Complementi indiretti Complementi indiretti

Sensum = complemento di specificazione del Arguendi = complemento di specificazione del


soggetto complemento oggetto

In una scriptra = complemento di stato in luogo

132
(con attributo)
Settima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc
alquae fallacae assignantur

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Non procdit = predicato Argumentato Unde = subordinativo


verbale dorigine con valore
esplicativo

Assignantur = predicato Alquae fallacae (con Sed = coordinativo


verbale attributo) avversativo

Complementi indiretti Complementi indiretti

Ex multiplicbus propositionbus = complemento Secundum hoc = complemento di limitazione o di modo


dorigine (con attributo)

133
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit
firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc alquae
fallacae assignantur

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, esclamazione) Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
(aggettivi, pronomi)
Multiplictas sostantivo multiplictas, tis, III nominativo femminile singolare
declinazione, in dentale
Enim congiunzione coordinativa esplicativa
Sensum sostantivo sensus, us, IV declinazione genitivo maschile plurale

In preposizione in + ablativo = complemento di


stato in luogo
Una aggettivo numerale unus, a, um, , I classe, ablativo, concordato con scriptra femminile singolare
cardinale pronominale
Scriptra sostantivo scriptra, ae, I declinazione ablativo femminile singolare

Parit verbo predicativo paro, is, pepri, partum parre, indicativo presente III singolare
III coniugazione in o, transitivo
attivo
Confusinem sostantivo confuso, nis, III declinazione, accusativo femminile singolare
in nasale

Et congiunzione coordinativa copulativa

134
Settima Lezione
Roma 2013
Deceptinem sostantivo decepto, nis, III declinazione, accusativo femminile singolare
in nasale

Et congiunzione coordinativa copulativa


Tollit verbo predicativo tollo, is, sustli, subltum, tollre, indicativo presente III singolare
III coniugazione, transitivo attivo
Arguendi verbo sostantivato argo, is, argi, arguitrus, gerundio, genitivo maschile singolare
argure, difettivo, transitivo
attivo, III coniugazione, II
declinazione
Firmittem sostantivo firmtas, tis, III declinazione, in accusativo femminile singolare
dentale
Unde avverbio dorigine, con valore esplicativo

Ex preposizione ex + ablativo = complemento


dorigine
Multiplicbus aggettivo indefinito multplex, plcis, II classe, a 1 ablativo, concordato con femminile plurale
uscita, in gutturale propositionbus
Propositionbus sostantivo proposito, nis, III declinazione, ablativo femminile plurale
in nasale
Non avverbio di negazione

Procdit verbo predicativo procdo, is, procssi, procssum , indicativo presente III singolare
procedre, III coniugazione,
intransitivo attivo
Argumentato sostantivo argumentato, nis, III nominativo femminile singolare
declinazione, in nasale

135
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Sed congiunzione coordinativa avversativa

Secundum preposizione secundum + accusativo =


complemento di limitazione o di
modo
Hoc pronome dimostrativo hic, haec, hoc accusativo neutro singolare

Alquae aggettivo indefinito alqui, alqua, alquod nominativo, concordato con femminile plurale
fallacae
Fallacae sostantivo fallaca, ae, I declinazione nominativo femminile plurale

Assignantur verbo predicativo assgno, as, vi, tum, re, I indicativo presente III plurale
coniugazione, transitivo passivo

136
Roma
2013

Ottava Lezione
In questa Lezione impareremo:
la quinta declinazione
i pronomi dimostrativi
a riconoscere i verbi modali
a tradurre il gerundivo
a identificare il complemento di fine e quello di separazione
a definire le particelle enclitiche
a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della
proposizione e della parola, di Sacra autem
a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Veniamo alla quinta e ultima declinazione:


quinta declinazione

res, rei (cosa) Singolare Plurale

Nominativo res res

Genitivo ri rrum

Dativo ri rbus

Accusativo rem res

Vocativo res res

Ablativo re rbus

Ormai note sono le uscite del genitivo plurale in rum, del dativo e

ablativo plurale in bus, dellaccusativo singolare in m e plurale in s,

dellablativo singolare in vocale semplice. Pochi sono i sostantivi

appartenenti alla quinta declinazione; i pi noti sono sicuramente res, cosa,

e dies, giorno. La e del genitivo e dativo singolare lunga se preceduta da

137
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

vocale (per esempio, dii), breve se preceduta da consonante (per esempio,

ri).

La scorsa Lezione una sola parola non avevamo analizzato: hoc. Si

tratta di un pronome dimostrativo. Molti pronomi possono essere anche

aggettivi, a seconda che nella


flessione dei pronomi
proposizione vengano o no accompagnati

dal sostantivo al quale si riferiscono: cos, ad esempio, in secondo questo

errore questo aggettivo, mentre in secondo questo pronome. Tutti i

pronomi qualificativi e numerali, e alcuni indefiniti, in latino seguono la

flessione di prima o seconda classe. Invece i pronomi dimostrativi e

determinativi, relativi, interrogativi e alcuni indefiniti seguono una flessione

propria, che utilizza alcune desinenze delle prime tre declinazioni e, al

genitivo e dativo singolare, le uscite proprie di questo gruppo di pronomi,

dette appunto pronominali66: rispettivamente us e i. Sono pertanto flessioni da

imparare a riconoscere per ciascuno di essi.

Si dicono dimostrativi i pronomi che servono a indicare qualcosa di

vicino o lontano. In latino sono tre; ecco la loro declinazione:

66 Come si ricorder, abbiamo parlato di queste due uscite presentando un piccolo gruppo di
aggettivi di prima classe che le utilizza e che per questo sono detti pronominali; tra questi, il nostro
numerale cardinale unus, a, um. Ma anche gli altri aggettivi appartenenti a questo gruppo,
indefiniti e interrogativi, sono di uso relativamente frequente: totus, a, um, tutto, alus, a, um, un
altro (fra molti), alter, ra, rum, laltro (fra due), solus, a, um, solo, nullus, a, um, nessuno,

138 ullus, a, um, alcuno, uter, utra, utrum, quale (dei due)?.
Ottava Lezione
Roma
2013
pronomi dimostrativi

Pronomi Dimostrativi

Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo hic haec hoc hi hae haec

Genitivo huius huius huius67 horum harum horum

Dativo huic huic huic his his his

Accusativo hunc hanc hoc hos has haec

Ablativo hoc hac hoc his his his

Nominativo iste ista istud isti istae ista

Genitivo istus istus istus istrum istrum istrum

Dativo isti isti isti istis istis istis

Accusativo istum istam istud istos istas ista

Ablativo isto ista isto istis istis istis

Nominativo ille illa illud illi illae illa

Genitivo illus illus illus illrum illrum illrum

Dativo illi illi illi illis illis illis

Accusativo illum illam illud illos illas illa

Ablativo illo illa illo illis illis illis

67Si ricordi la regola in base alla quale tutti i pronomi, nella misura in cui siano usati come
pronomi e non come aggettivi, nei casi obliqui del neutro vogliono essere accompagnati dal
sostantivo res, rei: avremo perci, ad esempio, huius rei, di questa cosa, di ci. Si ricordi inoltre
che il genitivo huius va pronunciato con laccento tonico sul primo elemento del dittongo ui: hius;
invece in illus e istus laccento cade sulla i lunga della desinaneza us: illus e istus.
139
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Possiamo ora cominciare lanalisi del nuovo periodo di san Tommaso:

Autem68 Sacra Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem


Ma la Sacra Scrittura deve essere efficace a mostrare la verit

absque omni fallaca.


lontano da ogni errore.

Il testo originale appena differente; cambia solo la posizione della

congiunzione iniziale:

Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca.

Lanalisi del periodo presto fatta: una sola proposizione, che

pertanto reggente enunciativa. introdotta per

analisi del periodo dalla congiunzione autem: come sed, una

coordinativa avversativa; quindi la proposizione

coordinata al periodo precedente in forma avversativa. In effetti, Tommaso aveva

appena scritto che la pluralit di sensi comporterebbe limpossibilit per la

lettera della Scrittura di essere argomentazione valida a favore della verit:

ma la Bibbia per definizione strumento di manifestazione della verit, dunque

(congiunzione coordinativa conclusiva che introdurr il periodo seguente)

non possibile che la lettera della Scrittura abbia pi di un significato. Come

68In autem non indichiamo nessuna quantit perch bisillabo, in quanto au dittongo, vale cio
come ununica sillaba, cosicch laccento cade necessariamente sulla penultima (e nei dittonghi,

140 laccento cade sempre sul primo elemento: nel nostro caso, sulla a).
Ottava Lezione
Roma
2013
si vede, sono le congiunzioni il filo rosso lungo il quale si dipana

largomentazione, il tessuto stesso che la regge.

Veniamo allanalisi della proposizione. Essa presenta subito una

difficolt, relativa al predicato. Abbiamo infatti due verbi: debet e esse.

Relativamente al verbo essere, come sempre,


analisi della proposizione
dobbiamo domandarci se esso svolga

funzione predicativa (con il significato di esistere, stare, esserci,

appartenere), ausiliaria (accompagnato da un participio passato per la

formazione di un tempo composto) o copulativa (se seguito da un nome e

risponde alla domanda chi ?, che cosa ?, come ?). Qui esse

seguito dallaggettivo effcax, insieme al quale spiega come deve essere la

Sacra Scrittura. Si tratta senza dubbio quindi di un predicato nominale.

Ora, per, come mai c anche il verbo debet? Si pu subito notare che

la frase continuerebbe ad avere senso pure se togliessimo questultimo:

potremmo dire la Scrittura efficace a mostrare 69. Il fatto che debet

un cosiddetto verbo modale: un verbo cio che da solo non


verbi modali
svolge funzione predicativa, bens si accompagna sempre a

un predicato per aggiungere una sfumatura di significato (un modo

appunto)70. Sono quindi verbi che non possono mai essere usati da soli71, ma

sempre si accompagnano a un predicato, di norma allinfinito, ma anche al

69 Per la precisione, nel nostro caso avrebbe senso anche dire la Sacra Scrittura deve mostrare; ma
ci dovuto al fatto che essere efficace espressione che significa potere: e potere un altro
verbo modale, come dovere!
70 Per questa attinenza con quel che effettivamente significano, preferiamo chiamare codesti verbi

modali, anzich, come pure si soliti leggere nelle grammatiche italiane, servili o fraseologici.
71 Quando sono usati da soli, solo perch il predicato allinfinito sottinteso. Un docente pu

certamente dire ai suoi allievi :Cominciate!, ma essi sanno che egli li sta invitando a cominciare,
per esempio, a rispondere alle domande di una prova scritta.
141
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

gerundio o al participio. Oltre a dovere, molti sono i verbi modali. Possiamo

raggrupparli in tre grandi categorie:

1) i verbi che indicano linizio, lo svolgimento, la fine, limminenza o la

ripetitivit di una certa azione: cominciare, venire, cessare, solere, ecc.

2) i verbi che indicano la possibilit, la necessit, lintenzione o la

capacit di svolgere una determinata azione: potere, dovere, volere,

sapere, ecc.

3) i verbi che indicano latteggiamento o le sensazioni del soggetto che

compie lazione: sentirsi, sapersi, ecc.

Nel nostro caso, dunque, debet esse effcax un unico predicato

nominale. Il soggetto evidentemente Sacra Scriptra. Il complemento

oggetto non c e non sarebbe comunque potuto esserci, perch il predicato

nominale. Vi sono per due complementi indiretti. Il primo retto dal nome

del predicato effcax: ad ostendendam


complemento di fine
verittem. Si tratta di un complemento di fine, reso

in latino dalla preposizione ad + laccusativo72.

Incontriamo qui per una forma verbale sulla quale necessario

soffermarsi: il gerundivo ostendendam. La scorsa Lezione abbiamo

presentato il gerundio: una forma verbale con funzione di sostantivo.

Morfologicamente, il gerundivo identico al


gerundio e gerundivo
gerundio, formato cio dal suffisso nd; non a

caso, ad esempio, in francese non esiste la distinzione terminologica tra

gerundio e gerundivo, ma si parla unicamente di grondif. Ci nondimeno, da

72La medesima preposizione in latino traduce anche il complemento di moto a luogo: in effetti, il
complemento di fine indica lo scopo, il verso dove appunto, cio una sorta di complemento di

142 moto a luogo figurato.


Ottava Lezione
Roma
2013
un punto di vista sintattico e semantico la differenza c ed importante. Se

infatti il gerundio un verbo con valore di sostantivo, il gerundivo un verbo

con funzione di aggettivo; non solo, ma il gerundio ha significato attivo,

mentre il gerundivo passivo. In italiano il verbo con valore di sostantivo si

rende con linfinito preceduto dallarticolo: come si ricorder, arguendi

labbiamo tradotto dellargomentare. Il verbo con valore di aggettivo si

rende invece con la preposizione da + linfinito: cos ostendendam va tradotto

alla lettera con da mostrarsi73.

Il gerundivo, essendo un aggettivo, concorda in caso, numero e genere

con il sostantivo al quale si riferisce: ad ostendendam veritatem quindi alla

lettera per la verit da essere mostrata. In

italiano tuttavia non ci esprimeremmo cos,


traduzione italiana
sostituendo piuttosto il complemento di fine con del gerundivo latino

una proposizione finale: laggettivo verbale diventa predicato verbale attivo e

il complemento di fine complemento oggetto, cosicch per la verit da essere

mostrata si trasforma in per mostrare la verit. Si noti inoltre che

lespressione da essere mostrata porta con s lidea di necessit: per la

verit da essere mostrata significa anche infatti per la verit che deve essere

mostrata. In effetti, spesso in latino si ricorre al gerundivo per esprimere un

bisogno, una necessit: la cosiddetta costruzione perifrastica passiva, che

presenteremo pi avanti, quando la incontreremo in san Tommaso.

Anche absque omni fallaca unespressione che non pu essere

tradotta alla lettera in italiano. Quando infatti traduciamo lontano da ogni

errore, aggiungiamo un aggettivo, lontano, che in latino non c, cosicch in


73Si ricordi che il gerundivo ha sempre valore passivo. Il si in italiano ha appunto valore
passivante: da mostrarsi significa da essere mostrato.
143
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

italiano abbiamo due predicati nominali, deve essere efficace e deve essere

lontana, mentre in latino abbiamo un unico predicato nominale, debet esse

effcax, seguito da un complemento di fine, ad

pregnanza semantica ostendendam verittem, e da un complemento di


delle preposizioni latine
separazione, absque omni fallaca. Del resto,

capita spesso che in latino le preposizioni abbiano una pregnanza semantica

maggiore rispetto alle lingue moderne, dimodoch per tradurne una occorre

magari, come nel nostro caso, aggiungere un aggettivo di cui in latino non c

bisogno.

La preposizione absque ha poi unaltra particolarit. formata

dallunione della preposizione ab + la congiunzione coordinativa copulativa

enclitica que. Ab preposizione che ha in s lidea

complemento fondamentale di allontanamento; traduce quindi


di separazione innanzitutto il complemento di moto da luogo, di cui il

complemento di separazione come una sottoclasse, figurata, che serve a

indicare la persona o cosa da cui ci si allontana o ci si differenzia. Que invece

una congiunzione coordinativa copulativa enclitica, equivalente a et;

enclitica significa che un vocabolo privo di


particelle enclitiche
accento tonico e che per questo si unisce alla fine

della parola seguente, cosicch et ab diventa absque (la s si aggiunge solo per

motivi di eufonia, ossia di gradevolezza di suono, il medesimo motivo per cui

ad esempio la preposizione a diventa ab davanti a parola che inizi per vocale).

In origine, pertanto, absque significava e da. Con il tempo per poi si

cristallizzata in ununica preposizione equivalente ad ab, come appunto nel

nostro caso.

144
Ottava Lezione
Roma
2013
Passiamo infine alla terza e ultima analisi: lanalisi della parola. Sacra

e Scriptra sono termini che abbiamo gi

analizzato nelle Lezioni scorse. Autem stato gi analisi della parola

detto essere congiunzione coordinativa avversativa. Debet verbo modale,

da debo, es, debi, debtum, re, seconda coniugazione, indicativo presente,

terza persona singolare74. Esse verbo copulativo, sum, es, fui, esse,

coniugazione propria, intransitivo, atematico, difettivo, suppletivo, infinito

presente. Effcax aggettivo qualificativo, nominativo femminile singolare,

concordato con Scriptra, in gutturale della seconda classe a una sola uscita,

effcax, cis. Ad abbiamo gi detto essere una preposizione che regge

laccusativo per la formazione del complemento di fine, cos come absque

regge lablativo per la formazione del complemento di separazione.

Verittem sostantivo di terza declinazione in dentale, vertas, tis,

accusativo femminile singolare. Ostendendam verbo con funzione di

aggettivo; in quanto tale, la sua analisi pi complessa, perch va

considerato sia come verbo sia come aggettivo: da ostendo, is, tendi,

tentum/tensum75, re, terza coniugazione, transitivo passivo, prima classe,

gerundivo, concordato con verittem, accusativo femminile singolare.

Fallaca sostantivo di prima declinazione, fallaca, ae, ablativo femminile

74 Poich essi si appoggiano a un altro verbo, predicativo o copulativo che sia, i modali di per s
non sono n transitivi n intransitivi, n attivi n passivi. Normalmente utilizzano lausiliare del
verbo con cui concordano: egli ha dovuto leggere un libro (diatesi attiva), un libro stato dovuto
leggere da lui (diatesi passiva); se tuttavia il verbo intransitivo, in italiano lausiliare del modale
pu essere sia essere che avere: dovuto andare alluniversit, ma anche ha dovuto andare
alluniversit.
75 Alcuni verbi, come ostendo, presentano due forme possibili di supino; in genere, questo

fenomeno dovuto al fatto che una delle due forme si attestata in secoli pi recenti (per esempio,
ostensum forma pi tarda rispetto a ostentum).
145
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

singolare. Con esso concorda omni, aggettivo indefinito di seconda classe a

due uscite, omnis, e.

Concludiamo con alcuni rilievi etimologici. Effcax deriva da ex +

facre, ovvero fare a partire dallinizio,

alcuni rilievi etimologici completamente76, quindi essere capace di

compiere, di portare a termine: tale

appunto la definizione di efficace. Ostendendam composto da obs + tendre,

tendere verso, dinanzi, quindi mostrare; da questo verbo deriva

ostensorio, loggetto sacro deputato appunto a mostrare lEucarestia.

Fallaca deriva dal verbo fallo, re, il cui supino falsum, come litaliano

falso. Omni aggettivo di uso frequente in latino: corrisponde allitaliano

ogni, che per invariabile e si usa solo al singolare; il plurale latino omnes,

a, viene normalmente tradotto con tutti. Infine debo: deriva

debre da de + habo, avere, avere ricevuto da e quindi essere in

debito verso. Teologicamente, debre pertanto il verbo modale che esprime

meglio di tutti la condizione creaturale, il cui essere un essere ricevuto

appunto: con tale accezione etimologica utilizzato ad esempio da

santAnselmo77; ed interessante che limperativo categorico kantiano, nella

sua traduzione latina, sia espressione della dipendenza ontologica creaturale

propria delluomo.

Nella prossima Lezione potremo finalmente terminare la lettura del

primo capoverso di san Tommaso.


76 Il prefisso ex infatti ha valore sia locativo, dorigine, da, a partire dallinizio, sia intensivo,
totalmente, completamente.
77 A questo proposito mi permetto di rimandare al mio Dialettica tra concezione rappresentativa,

concezione etica, fondamento ontologico e anteriorit mistica nel De veritate di Anselmo dAosta, in corso

146
di pubblicazione.
Ottava Lezione
Roma
2013

Per verificare il mio apprendimento:


Saper compilare le schede di analisi del periodo,
della proposizione e della parola di Sacra autem
Declinare i seguenti sostantivi di quinta declinazione:
res, ei, dies, i
Declinare i seguenti pronomi dimostrativi: hic,
haec, hoc, iste, ista, istud, ille, illa, illud
Che differenza c tra pronomi e aggettivi?
Dove cade laccento tonico nei dittonghi?
Cos una particella enclitica?
Cosa e quali sono i verbi modali?
Cos il gerundivo? In cosa si differenzia dal
gerundio? Come si traduce in italiano?
Cos un complemento di fine? Cosa uno di
separazione?
Come si traduce in italiano laggettivo indefinito
omnis, e?
Qual letimologia del verbo debre?

147
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Autem = congiunzione Debet esse effcax = Autem ... debet esse effcax
coordinativa avversativa predicato nominale
2

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo vidtur quod

enim parit et tollit
<> autem debet esse effcax
unde non procdit <> sed assignantur
1 Autem ... debet esse effcax = proposizione reggente
enunciativa coordinata al periodo precedente in forma
avversativa
2

148
Ottava Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni
fallaca

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)
Debet esse effcax = Sacra Scriptra (con Autem = coordinativo
predicato nominale attributo) avversativo
(con verbo modale)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Ad ostendendam verittem = complemento di fine (con Absque omni fallaca = complemento di separazione (con
attributo) attributo)

149
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza e pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Sacra aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe nominativo, concordato con femminile singolare
Scriptra
Autem congiunzione coordinativa avversativa

Scriptra sostantivo scriptra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare


Debet verbo modale debo, es, debi, debtum debre, indicativo presente III singolare
II coniugazione, modale, attivo
Esse verbo copulativo sum, es, fui, esse, difettivo, infinito presente
atematico, suppletivo,
coniugazione propria
Effcax aggettivo qualificativo effcax, ccis, II classe a 1 uscita, nominativo, concordato con femminile singolare
in gutturale Scriptra
Ad preposizione ad + accusativo = complemento
di fine

Ostendendam aggettivo verbale ostendo, is, ostendi, ostentum gerundivo, accusativo concordato femminile singolare
(ostensum), re, III coniugazione, con verittem
transitivo passivo
Verittem sostantivo vertas, tis, III declinazione in accusativo femminile singolare
dentale

150
Ottava Lezione
Roma 2013
Absque preposizione absque + ablativo = complemento
di separazione
Omni aggettivo indefinito omnis, e, II classe a 2 uscite ablativo concordato con fallaca femminile singolare

Fallaca sostantivo fallaca, ae, I declinazione ablativo femminile singolare

151
Roma 2013

Nona Lezione
In questa Lezione impareremo:
linfinito presente attivo e passivo delle quattro coniugazioni
la flessione del pronome relativo
la flessione e luso dei pronomi determinativi, possessivi e
personali
a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della
proposizione e della parola, di Ergo non debent

La scorsa Lezione, dopo aver ultimato l'esposizione delle cinque

declinazioni, abbiamo introdotto la flessione dei pronomi, cominciando da

quella dei dimostrativi. Procediamo su questa via presentando il pronome

pi importante da un punto di vista sintattico: il relativo. Esso si declina nel

modo seguente:
pronome relativo

Pronome Relativo
Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo qui quae quod qui quae quae

Genitivo cuius78 cuius cuius quorum quarum quorum

Dativo cui cui cui quibus quibus quibus

Accusativo quem quam quod quos quas quae

Ablativo quo qua quo quibus quibus quibus

152 78 Si ricordi che in cuius laccento tonico cade sul primo elemento del dittongo ui: cius.
Nona Lezione
Roma
2013

Oltre alle desinenze pronominali del genitivo e dativo singolare, in us e

i, si riconoscono facilmente alcune terminazioni proprie delle prime tre

declinazioni: come nella prima declinazione, la a dellablativo femminile

singolare, la ae e la as del nominativo e accusativo femminile plurale, la rum

del genitivo plurale; della seconda declinazione, la o dellablativo singolare, la

i del nominativo maschile plurale, la rum del genitivo plurale e la os

dellaccusativo maschile plurale; infine, il dativo e ablativo plurale della terza

declinazione, in ibus. In seguito avremo modo di soffermarci su alcune

importanti particolarit sintattiche del pronome relativo in latino.

Nelle ultime due Lezioni abbiamo avuto occasione di presentare il

gerundio e il gerundivo: due forme verbali con valore rispettivamente di

sostantivo e aggettivo, che corrispondono alluso sostantivato e attributivo

dell'infinito in italiano (attivo il primo, passivo il secondo). Vediamo dunque

adesso l'infinito presente latino. Esso un modo

implicito o indefinito: ci significa che in questa forma infinito presente


attivo e passivo
verbale non possibile in base alla desinenza

distinguere tra prima, seconda e terza persona n tra singolare e plurale.

L'infinito in latino pu essere usato sia con valore predicativo sia come

sostantivo nella sola funzione di soggetto (negli altri casi, come si ricorder, si

ricorre infatti al gerundio). L'infinito presente attivo si forma unendo al tema

del presente le note desinenze delle quattro coniugazioni: re, re, re, re.

L'infinito presente passivo caratterizzato invece dalla vocale finale i: ri, ri, i,

ri. Avremo pertanto:

153
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Infinito Presente

Attivo Passivo

Prima Coniugazione d-re d-ri

Seconda Coniugazione deb-re deb-ri

Terza Coniugazione trad-re trad-i

Quarta Coniugazione inven-re inven-ri

Veniamo infine all'analisi dell'ultimo periodo del primo capoverso di

san Tommaso:

Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi.

Ecco il testo con traduzione interlineare e disposizione delle parole

secondo la costruzione italiana:

Ergo in ea sub una littra non debent tradi plures sensus .


Dunque in essa sotto ununica lettera non devono essere trasmessi pi significati.

L'analisi del periodo presto fatta: abbiamo infatti una sola proposizione,

la quale pertanto sar la proposizione reggente enunciativa. Essa introdotta

dalla congiunzione coordinativa conclusiva ergo:


analisi del periodo
sar quindi coordinata al periodo precedente in

forma conclusiva. Nella scheda compilata, a fine Lezione, trascritto in un

unico diagramma di flusso l'intero primo capoverso, cos da rendere evidente

lo stretto legame che unisce ciascun periodo al precedente e al seguente.

154
Nona Lezione
Roma
2013

Per quanto riguarda l'analisi della proposizione, lunico predicato verbale

formato da due verbi, debent e tradi, in quanto il

primo un modale che aggiunge solo una sfumatura di


analisi della
significato in pi al vero predicativo che tradi. Al proposizione

soggetto plures sensus non si aggiunge n si sarebbe potuto aggiungere un

complemento oggetto, in quanto il predicato verbale passivo. Abbiamo

invece due complementi indiretti: entrambi complementi di stato in luogo,

formati con le preposizioni in e sub + l'ablativo.

Anche l'analisi della parola non dovrebbe presentare difficolt. Oltre ai

vocaboli che conosciamo gi, debent, una, littra, plures e sensus,

incontriamo linfinito presente passivo di terza coniugazione tradi, da trado,

is, traddi, tradtum, re. Troviamo per anche un nuovo pronome: il

determinativo ea. Vengono chiamati


pronomi determinativi
determinativi un gruppo di tre pronomi che

servono appunto a determinare il soggetto o loggetto di cui si sta parlando:

is, ea, id; idem, edem, idem; ipse, ipsa, ipsum. Nella pagina seguente riportata

la loro flessione.

155
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Pronomi Determinativi
Singolare Plurale
Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro
Nominativo is ea id ii (i, ei)79 eae ea

Genitivo eius80 eius eius erum erum erum

Dativo ei ei ei iis (is, eis) iis (is, eis) iis (is, eis)

Accusativo eum eam id eos eas ea

Ablativo eo ea eo iis (is, eis) iis (is, eis) iis (is, eis)

Nominativo idem edem idem idem eaedem edem

(idem,eidem)

Genitivo eiusdem eiusdem eiusdem eorundem earundem eorundem

Dativo eidem eidem eidem iisdem iisdem iisdem


(isdem,eisdem) (isdem,eisdem) (isdem,eisdem)

Accusativo eundem eandem idem eosdem easdem edem

Ablativo edem edem edem iisdem iisdem iisdem

Nominativo ipse ipsa ipsum ipsi ipsae ipsa

Genitivo ipsus ipsus ipsus ipsrum ipsrum ipsrum

Dativo ipsi ipsi ipsi ipsis ipsis ipsis

Accusativo ipsum ipsam ipsum ipsos ipsas ipsa

Ablativo ipso ipsa ipso ipsis ipsis ipsis

79Le forme messe tra parentesi sono varianti usate meno frequentemente.
80Si ricordi che in eius laccento tonico cade sul primo elemento del dittongo ei: ius; in ipsius invece

156 sulla i lunga della desinenza us: ipus; in eiusdem infine sulla penultima sillaba lunga us: eisdem.
Nona Lezione
Roma
2013
Anche in questo caso, oltre alle desinenze pronominali del genitivo e

dativo singolari, in us e i, facile riconoscere diverse

terminazioni appartenenti alle prime tre declinazioni, senza


is, ea, id
necessit di esplicitarle nuovamente, dopo averlo fatto da poco

con il pronome relativo. Is, ea, id utilizzato spesso come pronome personale di

terza singolare: cos nel nostro periodo, in ea sta per in essa. Come

aggettivo invece va tradotto in italiano con il pronome dimostrativo quello: ii

sensus si tradurr con quei sensi. utilizzato infine al genitivo per

tradurre l'aggettivo possessivo di terza persona quando esso non usato

riflessivamente, ovvero quando non si riferisce al soggetto della proposizione.

In italiano, l'aggettivo possessivo di terza persona suo, sua81, dal latino suus,

a, um. Ora, per, laggettivo latino suus, a, um pu essere usato solo se ha

valore riflessivo: si dir Sacra Scriptra verittem suam ostendit, se suam si

riferisce al soggetto Scriptra; si dir invece Sacra Scriptra verittem eius

ostendit, alla lettera la Sacra Scrittura mostra la verit di lui/lei, se eius si

riferisce a un termine diverso da Scriptra, per esempio a Deus; in

italiano, tuttavia, tradurremo sempre con la Sacra Scrittura mostra la sua

verit.

Idem, edem, idem un composto di is, ea, id + il suffisso invariabile dem:

indica lidentit di due termini, per cui in italiano

viene tradotto con il medesimo, lo stesso; il idem, edem, idem

contrario di alus, a, ud, altro.

81Si faccia attenzione: in italiano si distingue tra aggettivo possessivo di terza persona singolare

157
suo, sua, e plurale, loro; in latino invece suus, a, um vale sia per il singolare che per il plurale.
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Ipse, a, um serve invece per dare maggiore rilievo al soggetto o oggetto

al quale si riferisce; in italiano si traduce pertanto con


ipse, a, um
i rafforzativi stesso82, proprio: res ipsas sono le cose

stesse; il pronome ipse sta invece per il pronome personale proprio egli.

Nei precedenti capoversi abbiamo fatto riferimento a altri due tipi di

pronomi: il possessivo e il personale. Si dicono possessivi i pronomi che

indicano a chi appartenga qualcosa. I


pronomi possessivi
pronomi di prima e seconda persona in

latino sono molto simili ai corrispettivi italiani e si declinano come un

qualunque aggettivo di prima classe, senza cio lausilio delle desinenze

pronominali: meus, a, um, tuus, a, um al singolare, noster, stra, strum, vester,

stra, strum, al plurale. Come abbiamo gi visto, invece, il pronome possessivo

di terza persona suus, a, um, sia al singolare sia al plurale, se riflessivo,

altrimenti si ricorre al genitivo singolare eius, e plurale erum, erum, erum.

Si dice invece personale il pronome che indica la persona di cui si sta

parlando e pu essere alla prima, seconda o terza singolare o plurale. Ecco la

loro flessione:

82Si noti che in italiano stesso pu essere usato sia come rafforzativo, per tradurre ipse, sia, se

158 preceduto dallarticolo determinativo, come sinonimo de il medesimo, per tradurre quindi idem.
Nona Lezione
Roma
pronomi personali 2013

Pronomi83 Personali
Singolare Plurale
1a persona 2a persona 3a persona 1a persona 2a persona 3a persona

(io) (tu) (egli) (noi) (voi) (essi)


Nominativo ego tu _ nos vos _

Genitivo mei tui sui nostri/nostrum84 vestri/vestrum sui

Dativo mihi tibi sibi nobis vobis sibi

Accusativo me te se nos vos se

Ablativo me te se nobis vobis se

Come gi detto, per il pronome personale di terza persona singolare e

plurale le forme indicate valgono solo quando il pronome abbia valore

riflessivo, altrimenti si ricorre al pronome determinativo is, ea, id; al

nominativo non riportata alcuna voce, perch il pronome personale

soggetto non ha mai valore riflessivo: si utilizza quindi is, ea, id al singolare

(o, con valore rafforzativo, ipse, a, um) e ii, eae, ea al plurale (o, sempre con

valore espletivo, ipsi, ae, a).

Concludiamo con un rilievo etimologico. Il verbo tradre composto dal

prefisso trans + dare85: alla lettera significa perci dare attraverso, ovvero

83 Si osservi che mentre i pronomi possessivi, determinativi e dimostrativi possono sempre essere
usati anche con valore di aggettivi, i personali invece possono essere solo pronomi e non anche
aggettivi.
84 Le forme nostri e vestri si usano se hanno valore oggettivo, ovvero di complemento oggetto: per

esempio, in miserre nostri, in quanto il significato abbi misericordia verso di noi, nei nostri
confronti. Nostrum e vostrum invece hanno valore partitivo, si utilizzano cio per indicare una
parte di un tutto: ad esempio, nellespressione complres vestrum, molti di voi.
85 Il verbo dare, nei composti con un prefisso monosillabo, abbrevia la vocale tematica e diventa

cos un verbo di terza coniugazione: abbiamo pertanto tradre, perch trans monosillabo, ma
circumdre, perch circum bisillabo.
159
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

passare di mano in mano. un verbo importante nel cristianesimo: la

tradito, calco latino del vocabolo greco pardosis, infatti la


tradito trasmissione di generazione in generazione, di testimone in

testimone, dell'esperienza di fede, trasmissione che ebbe inizio a partire da

Ges in persona, che si consegn nelle mani degli uomini; il tradimento di

Giuda fu infatti pi propriamente il consegnarsi, il tradi appunto di Ges

stesso agli uomini.

Nella prossima Lezione cominceremo il secondo capoverso e

conosceremo due nuovi complementi: il complemento di argomento e il

complemento predicativo.

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Ergo non debent
Illustrare il filo dellargomentazione logica del primo
capoverso dellarticlus decmus facendo riferimento
solo alle congiunzioni utilizzate da Tommaso
Declinare il pronome relativo qui, quae, quod, i
pronomi determinativi is, ea; id, idem, edem, idem;
ipse, a, um; i possessivi meus, a, um; tuus, a, um;
noster, stra, strum; vester, stra, strum; suus, a, um
Declinare i pronomi personali ego, tu, nos, vos
Coniugare allinfinito presente attivo e passivo i verbi
do, debo, trado, inveno
Perch i pronomi is, ea, id; idem, edem, idem;
ipse, a, um sono chiamati determinativi? Qual la
sfumatura semantica che caratterizza ciascuno dei
tre?
Come si traduce il pronome personale di terza
persona singolare e plurale in latino? Quale la
differenza rispetto allitaliano?
Come si traduce in latino il pronome personale
soggetto di terza persona singolare e plurale?
Qual il significato etimologico del verbo tradre?

160
Nona Lezione
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi

Elencare le congiunzioni Elencare Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo pronomi relativi (verbali o nominali) il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
(e avverbi) verbale o nominale che la caratterizza
specificando il
termine al quale
si riferiscono
1 Ergo = congiunzione Non debent tradi Ergo ... non debent tradi
coordinativa conclusiva = predicato
verbale
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero capoverso
reggenti, complementari e attributive, indicando vidtur quod
per ciascuna il grado e il tipo
enim parit et tollit
<> autem debet esse efficax
unde non procedit <> sed assignantur
1 Ergo ... non debent tradi = proposizione
reggente enunciativa coordinata al periodo ergo non debent tradi
precedente in forma conclusiva

161
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Non debent tradi = predicato Plures sensus (con attributo) Ergo = coordinativo conclusivo
verbale (con verbo modale)

Complementi indiretti Complementi indiretti

In ea = complemento di stato in luogo Sub una littra = complemento di stato in luogo (con attributo)

162
Nona Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, aggettivo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
pronome, avverbio, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola congiunzione, preposizione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, (verbi ,
esclamazione) Complemento (preposizioni) Concordanza aggettivi e sostantivi,
(aggettivi, pronomi) pronomi) aggettivi e
pronomi)
Ergo congiunzione coordinativa conclusiva
Non avverbio di negazione
Debent verbo modale debo, es, debi, debtum debre, II indicativo presente III plurale
coniugazione, modale, attivo
In preposizione in + ablativo = complemento stato in luogo

Ea pronome determinativo is, ea, id ablativo, riferito a Scriptra86 femminile singolare

Sub preposizione sub + ablativo = complemento di stato in


luogo
Una aggettivo numerale unus, a,um, I classe, pronominale ablativo, concordato con littra femminile singolare
cardinale
Littra sostantivo littra, ae, I declinazione ablativo femminile singolare
Plures aggettivo indefinito plus, pluris, II classe a 1 uscita, comparativo nominativo, concordato con maschile plurale
di maggioranza di multus, a, um sensus
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile plurale
Tradi verbo predicativo trado, is, traddi, tradtum, re, III infinito presente
coniugazione, transitivo passivo

86 In quanto i pronomi sostituiscono un nome, nellanalisi della parola sempre bene esplicitare il sostantivo al quale si riferiscono.
163
Roma 2013

Decima Lezione
In questa Lezione impareremo:
la flessione dei pronomi indefiniti negativi e
interrogativi
linfinito perfetto attivo e passivo delle quattro
coniugazioni e del verbo sum
a definire il complemento di argomento e il
complemento di eccedenza
a discernere un accusativo avverbiale alla greca
a identificare un aggettivo numerale moltiplicativo
a riconoscere la congiunzione coordinativa esplicativa
scilcet
a individuare una proposizione complementare
diretta oggettiva
a compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Praetera Augustnus

Nelle ultime Lezioni abbiamo avuto modo di presentare i pronomi

determinativi e dimostrativi, possessivi e personali, relativi e indefiniti. Per

concludere la trattazione dei pronomi resta da prendere in considerazione

ancora solo gli interrogativi e gli indefiniti negativi. Questi ultimi sono

particolarmente importanti in
pronomi indefiniti negativi
filosofia, dal momento che

pronome indefinito negativo neutro nulla. La declinazione in latino la

seguente:

164
Decima Lezione
Roma
2013

Pronome indefinito negativo

Maschile e Femminile Neutro

Nominativo nemo nihil

Genitivo nullus nullus rei

Dativo nemni nulli rei

Accusativo nemnem nihil

Ablativo nullo nulla re

Il corrispondente aggettivo nullus, a, um, della prima classe,

pronominale, anchesso cio caratterizzato dalle desinenze del genitivo e

dativo singolare in us e i.

Per quanto riguarda gli interrogativi, abbiamo anzitutto il pronome

quis, quid, chi? che cosa?. Ecco la sua declinazione:


pronomi
interrogativi

quis, quid Singolare Plurale

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo quis quid qui quae

Genitivo cuius cuius rei quorum quarum rerum

Dativo cui cui rei quibus quibus rebus

Accusativo quem quid quos quae

Ablativo quo qua re quibus quibus

165
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Come si vede, a parte le voci quis, quid, il resto della flessione identica

a quella del pronome relativo. Infatti, il corrispondente aggettivo

interrogativo, qui, quae, quod, quale? che?, si declina esattamente come

lomonimo pronome relativo. Oltre ad altri interrogativi, come qualis, e,

quale?, e quantus, a, um, quanto grande?, e alcuni composti di quis, quid,

formati con lausilio di prefissi o suffissi, come quisnam, quidnam, chi mai?

che cosa mai?, e quinam, quaenam, quodnam, qual mai?, abbiamo infine uter,

utra, utrum, usato sia come pronome, chi dei due?, sia come aggettivo,

quale dei due?. Come lindefinito negativo nullus, a, um, anche uter si

declina come un aggettivo di prima classe pronominale.

La scorsa Lezione abbiamo conosciuto le desinenze dell'infinito

presente. Vediamo ora linfinito passato o perfetto. Nella diatesi attiva, esso si

forma aggiungendo al tema del perfetto la


infinito perfetto
terminazione isse87. Nella diatesi passiva,

invece, assume la forma di un verbo composto, di un'unica voce verbale cio

composta da due parole: il verbo al participio passato88 + l'ausiliare essere

all'infinito presente. Avremo pertanto:

87 Si ricordi che il tema del perfetto si ricava facilmente privando della desinenza i la seconda voce
del paradigma verbale: voc-o, as, vocv-i, voct-um, re.
88 Il participio passato si forma aggiungendo le desinenze degli aggettivi di prima classe al tema

verbale del supino, ottenuto togliendo la desinenza um alla terza voce del paradigma: debo, es,

166 deb-i, debt-um, re.


Decima Lezione
Roma
2013

Infinito Perfetto delle quattro Coniugazioni

Attivo Passivo

Prima Coniugazione vocav-isse voct-um89, am, um esse

Seconda Coniugazione debu-isse debt-um, am, um esse

Terza Coniugazione dix-isse dict-um, am, um esse

Quarta Coniugazione inven-isse invent-um, am, um esse

Per quanto riguarda il verbo sum avremo invece:

Infinito del verbo sum

Presente esse

Perfetto fu-isse

Veniamo allanalisi del primo lungo periodo del secondo capoverso di

san Tommaso:
secondo capoverso

Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae


Testamentum Vetus voctur, quadrifaram traditur: scilcet, secundum
historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum
allegoram90.

Ecco la traduzione interlineare con costruzione italiana:

89 L'infinito perfetto passivo viene indicato con il participio declinato all'accusativo singolare, perch
questa forma verbale solitamente utilizzata appunto all'accusativo, in un costrutto sintattico che
studieremo in seguito, chiamato proposizione infinitiva.
90 Augustnus, De utilitte credendi, 3.

167
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Praetera, Augustnus in libro De utilitte credendi dicit, quod


Inoltre Agostino nel libro Sullutilit del credere dice che
Scriptra quae voctur Vetus Testamentum, traditur
la Scrittura che chiamata Antico Testamento, trasmessa
quadrifaram: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam,
in quattro forme: cio, secondo la storia, secondo leziologia,
secundum analogam, secundum allegoram.
secondo lanalogia, secondo lallegoria.

Il secondo capoverso inizia con la parola pratera: la formula con la

quale nella Summa vengono introdotte ulteriori argomentazioni a favore di

una determinata tesi. Nel nostro caso, dopo aver spiegato che non sarebbe

possibile che ununica lettera nella Sacra Scrittura sia interpretabile secondo

pi significati, perch ci renderebbe la Bibbia inefficace a essere

dimostrazione univoca della verit, ora Tommaso argomenta che inoltre

unautorit indiscussa quale Agostino parla di quattro sensi della Scrittura

diversi rispetto a quelli di cui si sta disputando adesso: allora forse che i

significati siano addirittura non quattro, ma sei o sette? Ci evidentemente

assurdo. Detto altrimenti: gli stessi sostenitori della molteplicit di sensi della

lettera della Bibbia si contraddicono tra di loro, segno della insostenibilit

della tesi da loro sostenuta.

Chiarito il senso dellargomentazione prodotta

analisi del periodo dallAquinate, passiamo senzaltro alla prima delle

nostre analisi: lanalisi del periodo. Come al solito,

168
cominciamo dall'individuare le congiunzioni. Troviamo subito praetera: si
Decima Lezione
Roma
2013
tratta di una congiunzione ottenuta dalla fusione91 di una preposizione

(praeter, oltre) e di un pronome (ea, quelle cose), che insieme formavano

un complemento, il cosiddetto complemento di eccedenza; una congiunzione

coordinativa copulativa (a rigor di logica, la si potrebbe anche definire di

eccedenza o aggiuntiva). Incontriamo poi di nuovo la congiunzione

subordinativa dichiarativa quod. Infine, scilcet: come praetera, anchessa

una congiunzione composta dalla fusione di due parole, in questo caso i

verbi scire + licet, lecito sapere, si pu sapere,

corrispondente grosso modo quindi alla circonlocuzione congiunzione


italiana vale a dire; pertanto una congiunzione esplicativa

coordinativa esplicativa, ovvero che serve a spiegare quanto affermato prima.

Rinveniamo anche un pronome relativo, quae, riferito a Scriptra. I

predicati sono tre, tutti verbali: dicit, voctur, tradtur. Abbiamo dunque

tre proposizioni; di queste, due sono subordinate, perch introdotte

rispettivamente da un pronome relativo e da una congiunzione

subordinativa; la reggente pertanto necessariamente la rimanente: praetera

dicit, enunciativa, coordinata al capoverso precedente in forma

copulativa. Segue la proposizione complementare diretta di primo grado

oggettiva: quod tradtur, in effetti, da un punto di vista semantico, il

complemento oggetto di dicit, indica cio che

cosa Agostino dica. Riferita al soggetto proposizione oggettiva

dell'oggettiva, con la funzione di dare uninformazione in pi a suo riguardo,

infine la proposizione attributiva di secondo grado: quae voctur.

91 un fenomeno frequente anche nella lingua italiana: si pensi ad esempio alle congiunzioni cio,
perci, infine.
169
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Come si vede, non abbiamo preso in considerazione la congiunzione

scilcet: ci dovuto al fatto che essa serve a coordinare tra di loro il

complemento di modo quadrifaram con i seguenti secundum historam ;

cio una congiunzione che non introduce nessuna proposizione, pertanto

non di alcun interesse in sede di analisi del periodo. Si noti anche come

lattributiva sia incastonata all'interno della complementare alla quale si

riferisce: ci capita spesso con le proposizioni relative proprie, in quanto,

come ogni attributo, si trovano accanto al termine con il quale sono

concordate.

Passiamo all'analisi della proposizione. Nella reggente troviamo un

nuovo complemento: il complemento di argomento,


analisi
delle proposizioni formato in latino dalla preposizione de + lablativo;

indica a proposito di che cosa si sta parlando o

scrivendo. Ci imbattiamo quindi in un gerundio, credendi: il verbo qui

usato con valore di sostantivo per esprimere il complemento di specificazione

del complemento di argomento (e che credendi abbia


complemento valore di sostantivo confermato dal fatto che potrebbe
di argomento
essere sostituito dal sostantivo vero e proprio fidi).

Nella dichiarativa oggettiva troviamo laggettivo numerale moltiplicativo92,

derivato da quattor, quadrifaram;

aggettivi moltiplicativi sebbene in accusativo, esso tuttavia svolge la

funzione non di complemento oggetto, bens

di avverbio: gi in greco antico il caso accusativo era utilizzato anche con

92Vengono detti moltiplicativi gli aggettivi numerali che indicano o quante volte una cosa pi
grande di unaltra (per esempio, quadruplo) o che una cosa costituita da pi parti o serve a pi

170 scopi (come il nostro quadruplice).


Decima Lezione
Roma
2013
valore avverbiale (viene chiamato infatti accusativo alla greca); in genere

femminile e numero singolare perch

concordato con il sottinteso partem. Seguono


accusativo avverbiale,
i quattro complementi che esplicitano o alla greca

quadrifaram, ovvero le quattro forme in cui secondo Agostino pu essere

trasmesso lAntico Testamento: secundum historam, . Secundum +

laccusativo traduce in latino il complemento di modo: come gi rilevammo

nella settima Lezione, tuttavia espressione che si lascia interpretare anche

come complemento di limitazione.

Nella proposizione relativa troviamo infine un nuovo complemento sul

quale vale la pena soffermarsi brevemente: il


complemento
complemento predicativo del soggetto. In quae predicativo del soggetto
Testamentum Vetus voctur, che chiamata

Antico Testamento, Antico Testamento infatti complemento predicativo del

soggetto. Esso risponde alla domanda: come?; tuttavia, a differenza del

complemento di modo, in italiano non introdotto da nessuna preposizione93

e in latino va al caso nominativo e non ablativo. Viene detto complemento

predicativo perch completa il significato del predicato, e del soggetto perch si

riferisce al soggetto. possibile elencare alcune categorie di verbi che reggono

sempre il complemento predicativo del soggetto; sono verbi che da soli non

bastano a predicare qualcosa di senso compiuto: non sono autonomi come i

verbi predicativi, ma nemmeno privi di valenza semantica come il verbo

93 Al pi, pu essere introdotto, come vedremo, dalle preposizioni come, da, per, a, in, o da
circonlocuzioni del tipo in qualit di, in conto di, o dal pronome quale; il complemento di modo
invece introdotto da altre preposizioni: solitamente con o in.
171
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

copulativo essere94; si trovano piuttosto a met strada tra gli uni e laltro. Sono

i verbi:

1) appellativi (dal verbo latino appello, as, vi, tum, re, chiamare):

essere chiamato, essere detto, essere soprannominato, ecc.

2) elettivi: essere eletto, essere nominato, ecc.

3) estimativi: essere stimato, essere considerato, essere giudicato, ecc.

4) effettivi (dal latino effco, is, fci, fectum, re, compiere, fare):

essere fatto, essere reso, ecc.

Come si vede, sono tutti verbi passivi; le

complemento medesime voci, allattivo, reggono il complemento


predicativo delloggetto predicativo delloggetto, detto cos perch si riferisce

al complemento oggetto. In latino si traduce con laccusativo; avremo perci:

Vocmus Scriptram Vetus et Novum Testamentum, chiamiamo la Scrittura

Antico e Nuovo Testamento. Per questo motivo le grammatiche latine parlano

di doppio accusativo, quando trattano del complemento predicativo

delloggetto: un primo accusativo infatti serve a


doppio accusativo e
doppio nominativo tradurre il complemento oggetto (Scriptram), un

secondo il complemento predicativo (Vetus et Novum

Testamentum). Analogamente si parla di doppio nominativo a proposito del

complemento predicativo del soggetto: un nominativo quello del soggetto

(quae) e un altro quello del complemento predicativo (Vetus

Testamentum95).

94 Per questo motivo preferiamo non chiamarli verbi copulativi, come pure invece fanno molte
grammatiche.
95 Nel nostro esempio, tra doppio accusativo e doppio nominativo non si ha nessuna variazione di

desinenza, perch si tratta di vocaboli neutri, la cui uscita al nominativo e allaccusativo pertanto

172 la medesima.
Decima Lezione
Roma
2013
Oltre alle categorie di verbi sopra elencate, il complemento predicativo

pu essere retto anche da molti altri verbi predicativi, che di per s hanno

senso compiuto anche da soli; per esempio, vivere e morire: cos possibile

dire Agostino mor, ma anche Agostino mor vescovo; o ancora, avere e

prendere: Agostino ebbe un maestro, ma anche Agostino ebbe Ambrogio

come maestro96.

Possiamo infine volgerci allanalisi della parola. Vale la pena

soffermarsi solo su alcuni vocaboli. Libro uno dei sostantivi di seconda

declinazione che al nominativo a desinenza zero e

che, tranne che in quel caso, nel resto della flessione


analisi della parola
perde la e del tema: liber, libri. Utilitte

sostantivo di terza declinazione in dentale: utiltas, tis. Credendi gerundio,

come facilmente riconoscibile dal tipico suffisso nd, dal verbo credo, is, ddi,

dtum, re. Quae pronome relativo: qui nominativo femminile singolare,

ma di per s sarebbe potuto essere anche nominativo femminile plurale e

nominativo e accusativo neutro plurale ( esercizio sempre molto utile

domandarsi quali altri casi sarebbe potuta essere una determinata

desinenza!).

Vetus un aggettivo di seconda classe a una sola uscita, con

unimportante variazione del tema dal nominativo al genitivo: vetus, vetris;

inoltre, mentre la maggior parte degli aggettivi di seconda

classe escono allablativo singolare in i, al genitivo plurale in vetus, ris

96Si noti appunto che, come gi preannunciato, in italiano il complemento predicativo pu essere
introdotto anche da alcune preposizioni e locuzioni: si pu anche dire infatti Agostino mor in
qualit di vescovo, o Agostino ebbe Ambrogio per maestro, ecc.
173
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

um e ai casi retti del neutro plurale in a, vetus esce rispettivamente in e, um e

a97. I quattro sostantivi di prima declinazione, historam, aetiologam,

analogam e allegoram, hanno la particolarit di


attenzione
alla pronuncia! andare letti con laccento tonico sulla terzultima

sillaba, in o, in quanto la penultima sillaba, in i,

breve98: dunque uno dei pochi casi in cui in italiano la parola va letta come

in greco e non come in latino99.

Sul significato etimologico di histora, analoga e allegora avremo

modo di soffermarci in seguito, quando Tommaso utilizzer questi termini

per esporre la propria dottrina dei quattro sensi di una sola lettera nella Sacra

Scrittura. Qui vale la pena ricordare soltanto che Testamentum traduce il greco

diathke, che a sua volta traduce lebraico bert, che


testamentum significa non testamento, ma alleanza (e in effetti la

Bibbia il racconto delle due alleanze di Dio con Israele prima e con lumanit

intera poi, e non certo dei due testamenti!); lequivoco fu originato dal fatto

che diathke in greco significa sia alleanza sia testamento, in quanto

etimologicamente indica una generica disposizione, ordinamento.

Nella prossima Lezione studieremo due importanti argomenti di

sintassi latina: un uso particolare del pronome relativo, detto nesso relativo, e

la doppia costruzione di un verbo molto frequente quale vidor.

97 Pochi altri aggettivi di seconda classe escono allablativo singolare in e e al genitivo plurale in um:
pauper, paupris (povero), princeps, princpis (primo), partceps, particpis (partecipe), superstes,
supersttis (superstite), compos, comptis (padrone), sospes, sosptis (salvo), dives, divtis
(ricco).
98 Come si ricorder, se la penultima sillaba breve, laccento allora cade sulla terzultima. Bisogna

tener presente infatti che in latino, a differenza che in italiano, il gruppo vocalico ia non fa
dittongo, vale cio come due sillabe: proprio questa differenza giustifica il diverso accento nella
medesima parola in italiano e in latino.

174 99 Si noti che lo stesso fenomeno si ripete con il vocabolo philosopha!


Decima Lezione
Roma
2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Praeterea,
Augustinus
Declinare il sostantivo utiltas, tis e laggettivo
vetus, ris
Coniugare allinfinito perfetto attivo e passivo i verbi
voco, debo, dico, trado, inveno
Coniugare allinfinito perfetto il verbo sum
Declinare il pronome indefinito negativo nemo, nihil
e quello interrogativo quis, quid
Cosa sono gli aggettivi numerali moltiplicativi?
Cos un accusativo avverbiale? Perch detto
anche accusativo alla greca?
Cosa sono i complementi di argomento e di
eccedenza?
Cosa sono i complementi predicativi del soggetto e
delloggetto? Perch si chiamano cos? Da quali verbi
sono introdotti?
Cosa si intende nella sintassi latina con le
espressioni doppio nominativo e doppio
accusativo?
Cosa ha di particolare la declinazione dellaggettivo
vetus, ris?

175
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae Testamentum
Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam,
secundum allegoram

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati (verbali o Elencare le proposizioni, indicando per
specificandone il tipo relativi (e avverbi) nominali) ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o
specificando il termine lavverbio da cui introdotta e il predicato
al quale si riferiscono verbale o nominale che la caratterizza
1 Praetera = congiunzione Quae (riferito a Dicit = predicato verbale Praetera ...dicit
coordinativa copulativa Scriptra)
2 Quod= congiunzione Voctur = predicato verbale Quod ... tradtur
subordinativa dichiarativa
3 Tradtur = predicato verbale Quae ... voctur

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1 Praetera ... dicit = proposizione reggente
enunciativa coordinata al periodo precedente in Praetera ... dicit
forma copulativa
2 Quod ... tradtur = proposizione complementare
diretta oggettiva di I grado

3 Quae ... voctur = proposizione attributiva di II Quod Scriptra (quae ... voctur) tradtur
grado

176
Decima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae
Testamentum Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam,
secundum analogam, secundum allegoram

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

dicit = predicato verbale Augustnus praetera = coordinativo


copulativo

tradtur = predicato verbale Scriptra quod = subordinativo


dichiarativo

voctur = predicato verbale quae (riferito a Scriptra) Vetus Testamentum = scilcet = coordinativo
complemento predicativo del esplicativo
soggetto (con attributo)

Complementi indiretti Complementi indiretti

in libro = complemento di stato in luogo de utilitte = complemento di argomento

quadrifaram = complemento di modo credendi = complemento di specificazione del complemento di


argomento
secundum historam , ... = complemento di modo o di

177
limitazione
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae
Testamentum Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam,
secundum analogam, secundum allegoram

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, aggettivo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
pronome, avverbio, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola congiunzione, preposizione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
esclamazione) Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
(aggettivi, pronomi)
Praetera congiunzione coordinativa copulativa
Augustnus sostantivo Augustnus, i, II declinazione nominativo maschile singolare
Dicit verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, re, III indicativo presente III singolare
coniugazione, transitivo attivo
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Libro sostantivo liber, libri, II declinazione ablativo maschile singolare
De preposizione de + ablativo = complemento di
argomento
Utilitte sostantivo utiltas, tis, III declinazione, in ablativo femminile singolare
dentale
Credendi verbo sostantivato credo, is, creddi, credtum, re, III gerundio, genitivo singolare
coniugazione, transitivo attivo, II
declinazione
Quod congiunzione subordinativa dichiarativa
Scriptra sostantivo scriptra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare
Quae pronome relativo qui, quae, quod nominativo, riferito a Scriptra femminile singolare
Testamentum sostantivo testamentum, i, II declinazione nominativo neutro singolare
Vetus aggettivo qualificativo vetus, vetris, II classe a 1 uscita nominativo (concordato con neutro singolare

178 Testamentum)
Decima Lezione
Roma 2013
Voctur verbo predicativo voco, as, vi, tum, re, I indicativo presente III singolare
coniugazione, transitivo passivo
Quadrifaram accusativo avverbiale di modo
Tradtur verbo predicativo trado, is, traddi, tradtum, re, III indicativo presente III singolare
coniugazione, transitivo passivo
Scilcet congiunzione coordinativa esplicativa
Secundum preposizione secundum + accusativo =
complemento di modo o di
limitazione
Historam sostantivo histora, ae, I declinazione accusativo femminile singolare
Aetiologam sostantivo aetiologa, ae, I declinazione accusativo femminile singolare
Analogam sostantivo analoga, ae, I declinazione accusativo femminile singolare
Allegoram sostantivo allegora, ae, I declinazione accusativo femminile singolare

179
Roma 2013

Undicesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
la costruzione del nesso relativo
il significato, la costruzione e la funzione del verbo
vidor
a riconoscere gli avverbi rafforzativi
a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della
proposizione e della parola, di Quae quidem quator

a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Ecco il nuovo periodo che dobbiamo analizzare:

Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno.

Di seguito, la traduzione interlineare con costruzione italiana:

Quae quator quidem videntur esse omnno alina a quator


Questi quattro sensi certamente sembrano essere del tutto diversi dai quattro
praedictis.
detti sopra.

Congiunzioni non ve ne sono; di predicati


analisi del periodo
ce n uno, il nominale esse alina,

180
Undicesima Lezione
Roma
2013
accompagnato dal verbo modale videntur; c' infine un pronome relativo,

quae, riferito a senso100 ai quattro significati che la lettera della Sacra

Scrittura pu avere secondo Agostino, ricordati appena sopra. Evidentemente

dunque una sola la proposizione, necessariamente reggente, di tipo

enunciativo.

Si pone tuttavia un problema: come mai una proposizione reggente

introdotta da un pronome relativo? In effetti, una situazione simile nella

sintassi italiana non sarebbe ammessa, tant che abbiamo tradotto il latino

quae non con un relativo italiano, bens con il dimostrativo questi. Qui ci

troviamo pertanto davanti a una differenza tra lingua italiana e latina. In

italiano non mai possibile cominciare una reggente con un pronome

relativo; il relativo introduce sempre solo una subordinata. In latino invece si

d un caso in cui il pronome relativo possa introdurre una proposizione

reggente: quando il relativo si trovi a inizio frase. Questa costruzione viene

chiamata nesso relativo, in quanto si instaura un


nesso relativo
collegamento, un nesso appunto, tra due periodi

attraverso un pronome relativo. In queste circostanze, in italiano, come gi

detto, il pronome relativo latino viene tradotto con un dimostrativo; tuttavia

facile comprendere il significato della costruzione latina: posto a inizio

frase, il pronome relativo serve a collegare strettamente quanto appena detto

nel periodo precedente con quello che si sta per enunciare.

In generale, il pronome relativo in latino sintatticamente pi forte che

in italiano: non solo pu introdurre una reggente, ma pu anche trovarsi

100Si definisce a senso una concordanza non grammaticale, ma semantica, relativa cio al solo
significato: per questo nel nostro caso il pronome relativo al genere neutro, sebbene i quattro
vocaboli ai quali si riferisca siano femminili.
181
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

lontano dal termine al quale si


altre particolarit sintattiche
del pronome relativo latino riferisce, anzi addirittura

precederlo101, o attrarlo nella proposizione relativa facendolo concordare con

s102.

Veniamo all'analisi della proposizione. Il


analisi
soggetto del predicato videntur esse alina
della proposizione
quae quator. Poich il predicato nominale,

non c' complemento oggetto; c' invece un solo complemento indiretto, retto

dall'aggettivo alina: a quator praedictis, il


complemento
di separazione cosiddetto complemento di separazione, che indica il

termine rispetto al quale si afferma una differenza o

dal quale ci si distacca, in latino reso con a/ab103 + lablativo. Abbiamo gi

detto che il predicato nominale esse alina accompagnato dal verbo

modale videntur: ora, per, proprio a proposito del verbo vidor occorre

aprire una lunga parentesi.

Vidor in latino significa


vidor: verbo sembrare. considerato un verbo
deponente o passivo?
deponente, sebbene in verit sia il

101 la cosiddetta prolessi o anticipazione del relativo: per esempio, quem dedisti, librum legi, ho letto
il libro che mi hai dato; in italiano invece il pronome relativo deve seguire sempre
immediatamente il termine al quale si riferisce.
102 la cosiddetta attrazione del relativo: per esempio, quem dedisti librum, pulcherrmus est, il libro

che mi hai dato bellissimo.


103 Per motivi di eufonia, ovvero al fine di ottenere un suono pi gradevole, a si usa a davanti a

parole che inizino per consonante e ab dinanzi a vocaboli che comincino per vocale (cos come

182 avviene in italiano, ad esempio, con le congiunzioni e/ed).


Undicesima Lezione
Roma
2013
semplice passivo di vido: il sembrare, l'apparire, in effetti, altro non sono che

il modo in cui siamo visti dagli altri; sembrare davvero essere visti, il

passivo del verbo vedere.

Tutte le grammatiche latine spiegano che vidor presenta due

costruzioni: personale e impersonale. Personale la costruzione che

incontriamo nella frase che stiamo analizzando: videntur ha un soggetto,

quae quator, e regge un predicato all'infinito, esse alina, la cui parte

nominale al nominativo. Impersonale invece la costruzione di vidor che

abbiamo trovato all'inizio dell'articlus


costruzione personale e
decmus, vidtur quod : vidtur non ha
impersonale di vidor
soggetto, impersonale appunto, o meglio il

soggetto l'intera proposizione soggettiva che esso stesso regge, quod .

Nel latino classico, si utilizza la costruzione impersonale quando vidor ha

una sfumatura di significato deliberativa, quando cio significa sembrare

bene, sembrare opportuno (deliberre significa prendere una decisione, fare

una scelta); assume invece costruzione personale quando ha una sfumatura

di significato opinativa, quando cio serve a specificare che quel che si va

enunciando solo un'opinione, un parere.

Una volta chiarito tutto questo, resta

solo da definire che tipo di verbo sia vidor: verbo predicativo,


copulativo o modale?
vidor: un verbo predicativo, copulativo

o modale? Qui le opinioni divergono: secondo Tantucci, ad esempio, sembrare

un verbo copulativo e come tale pu introdurre il predicato nominale in

183
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

sostituzione del verbo essere104; anche per Piazzi vidor un verbo copulativo,

ma proprio per questo regge piuttosto il complemento predicativo105. A mio

avviso, la soluzione logicamente pi semplice e lineare interpretare vidor e

sembrare come verbi modali, tali cio che aggiungono una semplice sfumatura

di significato, opinativa, ai predicati veri e propri, siano essi verbali o

nominali. Ci sembra evidente nel caso della costruzione personale di vidor;

ma anche nella costruzione impersonale, dove sembrerebbe prevalere il

valore predicativo in quanto vidtur non viene accompagnato n da un altro

verbo n da un aggettivo, basta sottintendere la copula essere per far risaltare

il valore modale del verbo sembrare, cosicch ad esempio vidtur convenens,

sembra conveniente, sta per vidtur esse convenens, sembra essere

conveniente106.

Passiamo all'analisi della parola. Quae potrebbe essere anche un

nominativo femminile singolare o plurale; qui


analisi della parola tuttavia sicuramente un nominativo neutro

plurale perch concordato con alina, che non pu essere un femminile

plurale (potrebbe essere un femminile singolare, ma in questo caso il verbo

videntur a impedire di pensare che quae e alina possano essere

104 Cfr. V. Tantucci, Analisi logica, Poseidonia, Bologna 1997, pp.14-15. A p.14 riportato il seguente
esempio: Il padre non sembrava (=era) contento (il grassetto nel testo).
105 Cfr. F. Piazzi, Breve iter. Grammatica e Lessico essenziale di latino, Cappelli editore, Bologna 2000,

p.74.
106 vero che nel latino classico spesso si trova il solo vidtur con valore impersonale, con il

significato di sembra bene; ma anche in questo caso non difficile sottintendere un esse
convenens. Ci nondimeno, per semplicit, quando ci trovassimo, come accaduto allinizio del
testo di san Tommaso, di fronte a un vidtur impersonale, nelle tre analisi lo considereremo un

184 predicato verbale.


Undicesima Lezione
Roma
2013
singolari). Quator un aggettivo numerale cardinale invariabile107 (

attestata anche la forma quattor, con la doppia tt).

Quidem108 e omnno sono avverbi rafforzativi:

servono a ribadire e intensificare quanto sostenuto dai


avverbi rafforzativi
termini ai quali si riferiscono (si ricordi che adverbum

in latino significa appunto parola posta vicino a un'altra parola).

Concludiamo con pochi rilievi etimologici. Praedictis, ablativo neutro

plurale retto dalla preposizione a, il participio passivo di praedco, is, dxi,

dictum, re, composto del verbo dico + il prefisso prae, prima: interessante

notare che nell'italiano predica il medesimo


alcuni rilievi etimologici
prefisso prae ha valore non temporale, prima di,

anteriormente a, ma locativo, dinanzi a tutti, pubblicamente109. Alina,

diversa, aggettivo derivato da alus, a, um, altro; emblematico che in

latino alinus possa significare anche nemico, cos come del resto hostis, is

sia straniero sia nemico: il diverso, laltro sempre sentito pericoloso,

ostile, avvertito come un potenziale avversario. Infine omnno deriva

dall'aggettivo indefinito omnis, e, in italiano ogni al singolare, tutti al

plurale: omnno dunque deriva da omnis proprio come in italiano del tutto

da tutto.

Nella prossima Lezione, analizzando l'ultimo periodo del secondo

capoverso, potremo studiare luso del congiuntivo nella sintassi latina.

107 In latino, tutti gli aggettivi numerali cardinali sono invariabili, tranne unus, duo e tres, i numeri
delle centinaia e delle migliaia.
108 Si faccia attenzione a non confondere l'avverbio quidem con il pronome indefinito quidam,

quaedam, quoddam, un certo, qualche.


109 Si tenga per presente che litaliano predicare viene dal latino praedco, as, vi, tum, re, composto

del verbo dicre e non di dicre (dicre, dire solennemente, del resto un semplice intensivo di
dicre, dire).
185
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Quae quidem
Identificare il complemento di separazione
Definire gli avverbi rafforzativi
Distinguere tra costruzione personale e impersonale del
verbo vidor
Argomentare in che senso vidor pu essere interpretato
come un vebo predicativo, copulativo e modale
Che cos il nesso relativo?
Che cos lattrazione del relativo? Cosa la prolessi del
relativo?

186
Undicesima Lezione
Roma
2013
ANALISI DEL PERIODO: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi relativi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo (e avverbi) specificando il (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
termine al quale si introdotta e il predicato verbale o nominale che la
riferiscono caratterizza
1 Quae (riferito al videntur esse alina Quae ... videntur esse alina
periodo precedente; ma = predicato nominale
qui vale come nesso (con verbo modale)
relativo: introduce la
reggente)

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo Praetera dicit

Quod Scriptra (quae voctur) tradtur quadrifaram

Quae videntur esse alina
1 Quae ... videntur esse alina = proposizione
reggente enunciativa coordinata al precedente
periodo per nesso relativo

187
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)
Quidem videntur esse alina omnno= Quae quator (con attributo)
predicato nominale (con verbo modale) (i
due avverbi sono inseriti qui perch,
come a volte capita con gli avverbi,
vanno a aggiungere sfumature di
significato al predicato senza costituire
un complemento a s)

Complementi indiretti Complementi indiretti

A quator praedictis = complemento di separazione (con


attributo)

188
Undicesima Lezione
Roma
2013
ANALISI DELLA PAROLA: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Quae pronome relativo qui, quae, quod nominativo, concordato a senso neutro plurale
con secundum historam,
Quidem avverbio rafforzativo

Quator aggettivo numerale indeclinabile concordato con quae


cardinale
A preposizione a + ablativo = complemento di
separazione
Quator pronome numerale indeclinabile come quae, concordato a senso
cardinale con secundum historam,
Praedictis verbo con funzione di praedco, is, dxi, dictum, re, participio, ablativo, concordato passato, neutro plurale
aggettivo transitivo passivo, III con quator
coniugazione, I classe
Videntur verbo modale vidor, ris, visus sum, ri, II indicativo presente III plurale
coniugazione, deponente
Esse verbo copulativo sum, es, fui, esse, difettivo, infinito presente
atematico, suppletivo,
coniugazione propria
Alina aggettivo qualificativo alinus, a, um, I classe nominativo, concordato con neutro plurale
quae
Omnno avverbio rafforzativo

189
Roma
2013

Dodicesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
luso del congiuntivo nelle proposizioni reggenti e in quelle
subordinate
a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della
proposizione e della parola, di Non igtur convenens
e di Praetera preater
a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Ecco lultimo periodo del secondo capoverso:

Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum
quator sensus praedictos expontur.

A seguire, come al solito, la traduzione interlineare con la costruzione

italiana:
Non vidtur igtur convenens quod edem littra
Non sembra dunque conveniente che la medesima lettera

Sacrae Scriptrae expontur secundum quator sensus praedictos.


della Sacra Scrittura sia esposta secondo i quattro sensi detti prima.

Cominciamo dall'analisi del periodo. Troviamo

due congiunzioni: igtur, coordinativa conclusiva, analisi del periodo

e quod, subordinativa dichiarativa; nessun pronome relativo; due predicati:

non convenens vidtur e expontur. Abbiamo quindi due proposizioni:


190
Dodicesima Lezione
Roma
2013
non igtur convenens vidtur e quod expontur. Poich quod introduce

necessariamente una subordinata, la reggente deve essere non igtur

convenens vidtur, enunciativa coordinata al periodo precedente in forma

conclusiva: in effetti, qui Tommaso trae le conclusioni rispetto a quanto

argomentato nei due periodi precedenti. Quod expontur invece una

proposizione complementare diretta di primo grado soggettiva, in quanto

svolge la funzione di soggetto del verbo impersonale, predicato della

reggente, vidtur, proprio come abbiamo visto accadere nel primo periodo

del primo capoverso dellarticlus dellAquinate. L'analisi del periodo cos

gi completata. Tuttavia opportuno domandarsi come mai nella

proposizione complementare il predicato, expontur, sia al congiuntivo.

Come gi spiegammo, il congiuntivo il modo verbale al quale si ricorre

per esprimere il carattere eventuale, possibile,


congiuntivo e
indicativo ipotetico del predicato, di contro all'indicativo,

che notoriamente il modo dell'oggettivit,

della realt, dei dati di fatto; per questo, indicativo e congiuntivo sono detti

rispettivamente anche modi dell'oggettivit e della soggettivit.

Pi nello specifico, il congiuntivo, se

uso del congiuntivo utilizzato nelle proposizioni reggenti, pu


nelle reggenti
assumere uno dei seguenti significati:

1) esortativo: esprime un comando, un'esortazione; una sorta di

imperativo attenuato (per esempio, i tre congiuntivi nella prima parte

del Pater: sanctifictur advenat fiat)

2) ottativo: esprime un desiderio o un rimpianto (optre significa

desiderare, augurare; per esempio, sempre nel Pater, i medesimi tre

191
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

congiuntivi possono essere interpretati anche come ottativi: voglia il

cielo che sia santificato il tuo nome )

3) concessivo: indica un'ammissione, una concessione appunto (per

esempio: dicat ita Thomas, ammettiamo pure che Tommaso dica

cos)

4) dubitativo: esprime un dubbio, un'incertezza in forma interrogativa

(in italiano reso con il verbo modale dovere: per esempio, legam

librum?, dovrei leggere il libro?)

5) potenziale: indica un'eventualit, una possibilit (il soggetto di solito

un pronome indefinito o il cosiddetto tu generico; in italiano reso con

il verbo modale potere: per esempio, legres librum, avresti potuto

leggere il libro)

6) suppositivo: esprime un'ipotesi, una supposizione (in italiano reso

con il modo condizionale, che in latino non esiste: per esempio,

legres pulcherrmum librum, avresti letto un libro bellissimo).

Nelle proposizioni subordinate invece, come


uso del congiuntivo
avevamo avuto gi modo di rilevare, si danno tre nelle subordinate
casi nei quali in latino si ricorre al congiuntivo:

1) quando un fatto presentato come eventuale: il cosiddetto

congiuntivo eventuale; il caso del periodo che stiamo analizzando:

che la medesima lettera della Scrittura venga spiegata in quattro sensi

diversi solo una possibilit, un'ipotesi, non la constatazione di un

accadimento

2) quando quanto affermato solo un punto di vista personale,

dell'autore o di altri: il cosiddetto congiuntivo obliquo (qui con obliquo

192
Dodicesima Lezione
Roma
2013
si intende il fatto che non si sta enunciando direttamente e rettamente

un evento); per esempio: Laudat Augustnum Thomas quod dixrit

verum, Tommaso loda Agostino perch avrebbe detto il vero (che

Agostino abbia detto il vero solo l'opinione di Tommaso)

3) quando la proposizione subordinata dipende da un'altra

proposizione il cui predicato sia al modo congiuntivo o infinito: la

cosiddetta attrazione modale; in questo caso evidentemente il ricorso al

congiuntivo non ha una valenza semantica, ma solo una

giustificazione sintattica: per esempio, ego dico quod liber qui legi

pulcher est, io dico che il libro che ho letto bello; ma ego dico

librum qui legrim pulchrum esse: la proposizione relativa vuole il

congiuntivo, qui legrim, in quanto retta dalla proposizione

oggettiva con il predicato all'infinito, pulchrum esse.

Passiamo allanalisi delle due proposizioni. La prima presto fatta: il

soggetto non c', perch il verbo impersonale, o meglio, la funzione del

soggetto svolta dall'intera proposizione seguente;


analisi delle
proposizioni vidtur convenens un predicato nominale: alla luce di

quanto sostenuto nella scorsa Lezione a proposito della

costruzione del verbo vidor, infatti, consideriamo vidtur un verbo

modale e convenens la parte nominale, con la copula esse sottintesa (si

noti che convenens qui sicuramente un neutro, come sempre quando si ha

a che fare con il nome di un predicato nominale impersonale). La seconda

proposizione pi lunga, ma presenta ancora minori difficolt: expontur

il predicato verbale; edem littra il soggetto e Sacrae Scriptrae il

complemento di specificazione del soggetto; il complemento oggetto non pu

193
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

esserci, in quanto il verbo passivo; l'unico complemento indiretto

secundum quator sensus praedictos: il complemento di modo (o di

limitazione) gi incontrato in questo secondo capoverso, reso con secundum +

laccusativo.

Anche l'analisi della parola dovrebbe risultare scorrevole. Oltre alle due

congiunzioni gi analizzate in sede di analisi del

periodo, igtur e quod, incontriamo l'avverbio di analisi della parola

negazione non e la preposizione secundum. Come gi rilevato, il verbo

expontur al congiuntivo presente, caratterizzato dalla vocale tematica a

(si tratta infatti di un verbo appartenente alla terza coniugazione). Troviamo

anche l'aggettivo determinativo edem, al nominativo femminile singolare

(sarebbe potuto essere anche un ablativo femminile singolare, con la a lunga,

o un nominativo o accusativo neutro plurale: sempre utile esercitarsi

domandandosi quali casi un determinato vocabolo potrebbe essere),

laggettivo numerale cardinale indeclinabile quator e il participio passivo

con valore di aggettivo qualificativo praedictos, allaccusativo maschile

plurale, concordato con sensus, sostantivo della quarta declinazione, che

qui accusativo plurale, ma che di per s sarebbe potuto essere anche

nominativo, genitivo e vocativo singolare, o nominativo e vocativo plurale.

Convenens infine un participio attivo, anchesso con valore di aggettivo

qualificativo: come tutti i participi attivi, si declina secondo il modello degli

aggettivi di seconda classe a una sola uscita; qui nominativo singolare,

neutro perch, come gi osservato, il predicato nominale impersonale

(anche se convenens di per s sarebbe potuto essere anche maschile o

femminile).

194
Dodicesima Lezione
Roma
2013
Poich si tratta di un periodo breve e facile, possiamo leggere e

analizzare anche il terzo capoverso:

Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter


illos sensus quator non contintur.

Ecco la traduzione interlineare, con costruzione italiana:

Praetera, praeter sensus praedictos, inventur sensus parabolcus,


Inoltre, oltre ai sensi detti sopra, si trova il senso parabolico,

qui non contintur inter illos quator sensus.


che non contenuto tra quei quattro sensi.

Un secondo praetera introduce una terza argomentazione a favore

della medesima tesi finora sostenuta. La nuova argomentazione elementare,

del tutto analoga alla precedente: se ai quattro termini indicati da Agostino

aggiungiamo quelli enunciati da Tommaso all'inizio dell'articolo ed ora anche

quest'ultimo, arriviamo a contare non quattro, bens sette possibili sensi in

una sola lettera della Scrittura, ovvero historcus vel littralis, allegorcus,

tropologcus sive morlis, anagogcus, aetiologcus e analogcus, e

parabolcus, il che contraddice manifestatamente la dottrina dei quattro

sensi della Sacra Scrittura.

I predicati verbali sono due, inventur e non contintur; il pronome

relativo uno, qui, riferito a sensus parabolcus;


analisi del periodo
una la congiunzione, praetera, coordinativa
195
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

copulativa. Abbiamo pertanto due proposizioni: unattributiva di primo

grado, qui non contintur, e una reggente enunciativa, coordinata al

periodo precedente in forma copulativa, praetera inventur.

Il soggetto della proposizione relativa proprio il pronome relativo

qui; non vi sono complementi oggetti, perch il verbo

passivo; c' un solo complemento indiretto: il analisi delle


proposizioni
complemento di stato in luogo inter illos sensus quator,

reso con inter + laccusativo. Il soggetto della proposizione reggente sensus

parabolcus; neanche in questo caso possibile incontrare un complemento

oggetto, perch il verbo passivo; l'unico complemento indiretto praeter

praedictos sensus, che potremmo denominare complemento di eccedenza.

A proposito dell'analisi della parola, non c' nulla di significativo da

rilevare; come al solito, rimandiamo alla scheda a fine Lezione per un'analisi

puntuale parola per parola.

Concludiamo invece con alcuni rilievi etimologici. Convenens

composto del prefisso cum + venre, venire insieme,

quindi in senso figurato anche giungere allo stesso alcuni rilievi


etimologici
risultato, concordare: convenens pertanto ci su cui

tutti si trovano d'accordo. Exponre composto invece dal prefisso ex +

ponre, porre fuori, quindi in senso traslato, in relazione a ci che si pensa,

esporre, esprimere. Praeter una preposizione che pu significare sia

eccetto che sia oltre che, formata dal prefisso prae, davanti a: curioso

che il valore locativo del prefisso, davanti a, possa far assumere appunto

alla medesima preposizione due significati opposti, ovvero quello di

esclusione, eccetto che, e quello di eccedenza, come nel nostro testo, oltre

196
Dodicesima Lezione
Roma
2013
che. Come gi rilevato, la congiunzione praetera era evidentemente un

originario complemento di eccedenza, praeter ea, oltre a quelle cose, poi

irrigiditosi in una congiunzione invariabile110. Inveno un verbo composto

dal prefisso in + venre, venire fino a, giungere, quindi per estensione anche

trovare, scoprire. Analogamente, contino formato dal prefisso cum +

tenre, tenere insieme, quindi anche contenere, abbracciare. Parabolcus

invece il calco latino di un aggettivo greco che deriva dal sostantivo

parabol, composto di par + bllo, getto, metto accanto, quindi confronto,

paragono: la parabola appunto un paragone che attraverso un oggetto

noto getta luce su uno ignoto111.

Prima di procedere oltre, bene ricordarsi di dedicare del tempo alla

lettura a voce alta del testo in originale studiato, da ripetere fino a quando si

riesca a leggere capendo e, per cos dire, sentendo in latino quel che si sta

proclamando, in modo da raccogliere e gustare i frutti della fatica sopportata.

Nella prossima Lezione analizzeremo quindi la presentazione da parte di

Tommaso della tesi opposta a quella finora presentata, ovvero il sed est

contra.

110 In italiano la congiunzione inoltre invece il risultato della fusione di due preposizioni, in e oltre;
anche in italiano tuttavia troviamo congiunzioni la cui formazione del tutto analoga al praetera
latino: per esempio, perci, congiunzione coordinativa esplicativa, deriva dal complemento di
causa per ci.
111 Una curiosit: litaliano parola deriva proprio dal latino tardo parabla. Pu costituire infine

uno spunto spiritualmente utile ricordare che da un punto di vista etimologico parabllo il
contrario di diabllo (il verbo greco da cui deriva il nome diavolo): l'uno infatti significa
confrontare, quindi anche mettere insieme, l'altro invece separare, dividere.
197
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Non igtur
convenens e di Praetera, praeter
Distinguere tra congiuntivo esortativo, ottativo,
concessivo, dubitativo, potenziale e suppositivo
Riconoscere il congiuntivo eventuale, quello obliquo
e quello per attrazione modale
Perch convenens in convenens vidtur al
genere neutro?

198
Dodicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator
sensus praedictos expontur

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Igtur = congiunzione Non (esse) convenens Non igtur (esse) convenens vidtur
coordinativa conclusiva vidtur = predicato nominale
(con verbo modale)
2 Quod = congiunzione Expontur = predicato Quod ... expontur
subordinativa dichiarativa verbale
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti, complementari e attributive,
indicando per ciascuna il grado e il tipo Praetera dicit

Quod Scriptra (quae voctur) tradtur quadrifaram

Quae videntur esse alina

1 Non igtur (esse) convenens vidtur = Non igtur (esse) convenens vidtur
proposizione reggente enunciativa coordinata al
periodo precedente in forma conclusiva
2 Quod ... expontur = proposizione Quod ... expontur
complementare diretta soggettiva I grado

199
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum
quator sensus praedictos expontur

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)
Non (esse) convenens (Il verbo impersonale) Igtur = coordinativo
vidtur = predicato conclusivo
nominale (con verbo modale
e con copula sottintesa)

Expontur = predicato Edem littra (con Quod = subordinativo


verbale attributo) dichiarativo

Complementi indiretti Complementi indiretti

Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del Secundum quator sensus praedictos = complemento di modo (o
soggetto (con attributo) di limitazione, con due attributi)

200
Dodicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator
sensus praedictos expontur

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Non avverbio di negazione


Igtur congiunzione coordinativa conclusiva
Convenens verbo con funzione di convno, is, vni, ventum, re, participio, nominativo (neutro e presente, neutro singolare
aggettivo intransitivo, IV coniugazione, II non concordato, perch il verbo
classe a 1 uscita impersonale)
Vidtur verbo fraseologico vidor, ris, visus sum, ri, indicativo presente III singolare
deponente, II coniugazione
Quod congiunzione subordinativa dichiarativa
Edem aggettivo idem, edem, idem nominativo, concordato con femminile singolare
determinativo littra
Littra sostantivo littra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare
Sacrae aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe genitivo, concordato con femminile singolare
Scriptrae
Scriptrae sostantivo scriptra, ae, I declinazione genitivo femminile singolare
Secundum preposizione secundum + accusativo =
complemento di modo (o di
limitazione)
Quator aggettivo numerale indeclinabile concordato con sensus

201
cardinale
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile plurale
Praedictos verbo con funzione di praedco, is, dxi, dictum, re, participio, accusativo (concordato perfetto, maschile plurale
aggettivo transitivo passivo, III con sensus)
coniugazione, I classe
Expontur verbo predicativo expno, is, posi, postum, re, congiuntivo presente III singolare
transitivo passivo, III
coniugazione

202
Dodicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus
quator non contintur

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il termine o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
al quale si riferiscono
1 Praetera = congiunzione Qui (riferito a sensus Inventur (predicato Praetera ... inventur
coordinativa copulativa parabolcus) verbale)

2 Non contintur Qui ... non contintur


(predicato verbale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1 Praetera ... inventur = proposizione reggente
enunciativa coordinata al periodo precedente in forma Praetera inventur sensus parabolcus (qui non contintur)
copulativa
2 Qui ... non contintur = proposizione attributiva di I
grado

203
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos
sensus quator non contintur

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Inventur (predicato verbale) Sensus parabolcus (con Praetera = coordinativo


un attributo) copulativo

Non contintur (predicato Qui (riferito a sensus


verbale) parabolcus)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Praeter praedictos sensus = complemento di eccedenza Inter illos sensus quator = complemento di stato in luogo (con
(con un attributo) due attributi)

204
Dodicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus
quator non contintur

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Praetera congiunzione coordinativa copulativa


Praeter preposizione praeter + accusativo =
complemento di eccedenza
Praedictos verbo con funzione di praedco, is, dxi, dictum, re, participio, concordato con perfetto, maschile plurale
aggettivo transitivo passivo, III sensus, accusativo
coniugazione, I classe
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile plurale
Inventur verbo predicativo invno, is, invni, inventum, re, indicativo presente III singolare
transitivo passivo, III
coniugazione
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

Parabolcus aggettivo qualificativo parabolcus, a, um, I classe concordato con sensus, maschile singolare
nominativo
Qui pronome relativo qui, quae, quod riferito a sensus parabolcus, maschile singolare
nominativo
Inter preposizione inter + accusativo = complemento
di stato in luogo
Illos aggettivo dimostrativo ille, illa, illud concordato con sensus, maschile plurale

205
accusativo
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile plurale
Quator aggettivo numerale indeclinabile concordato con sensus
cardinale
Non avverbio di negazione
Contintur verbo predicativo contno112, es, contini, indicativo presente III singolare
contentum, re, transitivo
passivo, II coniugazione

112Qui, come gi per invno e convno, viene trascritta la quantit anche della terzultima sillaba, per indicare quale sia la pronuncia corretta della

206 seconda persona singolare, contnes.


Roma 2013

Tredicesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
a discernere i tre valori che pu assumere lablativo
semplice: strumentale, causale e modale
a usare la congiunzione dum
a riconoscere il participio con funzione nominale
a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della
proposizione e della parola, di Sed est contra e di
Sacra Scriptra omnes
a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Il quarto capoverso dellarticlus decmus recita:

Sed est contra quod dicit Gregorus: Sacra Scriptra omnes scientas ipso
locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat
gestum, prodit mysterum113.

Ecco la traduzione interlineare con costruzione italiana:

Sed est contra quod dicit Gregorus:

Ma sta in modo contrario ci che dice Gregorio:

Sacra Scriptra transcendit omnes scientas

La Sacra Scrittura oltrepassa tutte le scienze

113 Gregorus Magnus, Morala in Iob, 20,1.


207
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

more ipso suae locutinis:

per il modo stesso del suo parlare:

quia uno eodemque sermne,

poich con un unico e medesimo discorso,

dum narrat gestum, prodit mysterum.

mentre narra un fatto, introduce un mistero.

Gli articoli della Summa seguono sempre lo stesso schema, debitore del

metodo con il quale nelle universit

del tempo i professori trattavano gli vidtur quod praetera


sed est contra
argomenti nelle loro lezioni, metodo

esemplarmente sintetizzato nel titolo dellopera di Abelardo, Sic et non (il

titolo fa riferimento al fatto che a ogni domanda possibile rispondere

positivamente o negativamente). Rispetto a una determinata questione,

l'Aquinate presenta dapprima una serie di argomentazioni a favore di una

tesi (sic), poi altre a favore dellasserzione opposta (non); solitamente, ma non

una regola osservata rigidamente, la tesi esposta per prima quella

osteggiata da Tommaso, che abbraccia la seconda o propone una terza

soluzione. La prima posizione introdotta dalla formula vidtur quod;

eventuali altre argomentazioni a favore della medesima tesi sono presentate

con la formula praetera. La seconda posizione quindi annunciata

dall'espressione sed est contra: cos inizia appunto il nostro nuovo

capoverso.

208
Tredicesima Lezione
Roma
2013
Dopo aver dunque raccolto tre argomenti a sostegno della tesi secondo

cui non sarebbe possibile attribuire a una medesima lettera della Sacra

Scrittura molteplici significati, Tommaso passa ora a addurre

unargomentazione a favore dellassunto opposto, secondo il quale sarebbe

invece possibile che una sola lettera nella Sacra Scrittura abbia pi sensi.

L'argomento uno e molto breve, basato sulla sola autorit di Gregorio

Magno. Ci si spiega con il fatto che la tesi quella abbracciata dallo stesso

dottor Angelico, che avr pertanto modo di argomentarla ampiamente nella

terza parte dell'articolo, nella quale l'autore espone la soluzione alla

questione che egli stesso propone.

Cominciamo dunque con l'analisi del periodo di questo quarto

capoverso dell'articlus decmus. Per comodit,


analisi del periodo possiamo dapprima considerare solo il breve testo con

il quale Tommaso introduce la citazione di Gregorio: la citazione stessa infatti

costituisce senz'altro un periodo a s stante. Troviamo una congiunzione,

sed, coordinativa avversativa, un pronome relativo, quod, e due predicati,

est e dicit. Abbiamo pertanto due proposizioni, luna introdotta dalla

congiunzione e l'altra dal pronome relativo. Prima di procedere, tuttavia,

dobbiamo risolvere due quesiti: est copula, ausiliare o predicato verbale?

Quod a cosa si riferisce?

Iniziamo da est. Sicuramente non ausiliare: non seguito infatti da

alcun participio. Piuttosto accompagnato dall'avverbio


est contra
di modo contra: tradotto letteralmente, in modo

contrario. Un'autorit italiana nel campo quale Vittorio Tantucci,

considererebbe senz'altro est contra un predicato nominale: egli infatti

209
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ritiene che il nome del predicato pu essere formato da qualsiasi parte del

discorso usata in funzione di sostantivo114, compreso un avverbio, e

aggiunge un esempio, La vita cos, del tutto analogo al nostro est contra.

Ora, per, a mio avviso, proprio il valore modale di contra fa s che est

qui si comprenda meglio come predicato verbale, con il significato di stare:

sta in modo contrario. Del resto, lo stesso Tantucci riconosce che il verbo

essere ha valore predicativo quando sia usato con il significato di esistere,

stare, risiedere, appartenere, ecc.115.

A cosa si riferisce invece il pronome relativo quod? Nella traduzione

italiana, che evidentemente collegato al pronome dimostrativo


quod
ci. La difficolt risiede nel fatto che nel testo latino il pronome

dimostrativo assente. In effetti, quod si riferisce a una pronome neutro, id

o hoc, sottinteso. Si tratta di una situazione frequente in latino. Come abbiamo

gi avuto modo di rilevare, il pronome relativo in questa lingua

sintatticamente molto pi forte che nelle lingue moderne. Ci comporta, tra

l'altro, che spesso il pronome neutro al quale allude sottinteso, in quanto ,

per cos dire, assorbito dal pronome relativo stesso, cosicch quando si legge

quod dicit Gregorus naturale comprendere ci che dice Gregorio116.

A questo punto l'analisi del periodo dovrebbe risultare agevole: sed est

contra la proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo

precedente in forma avversativa; quod dicit lattributiva di primo grado.

Anche l'analisi delle proposizioni di fatto gi stata svolta: un pronome

114 V. Tantucci, Analisi logica op. cit., p.14.


115 V. Tantucci, Analisi logica op. cit., nota 1 a p.13.
116 In questo senso, il pronome relativo latino quod assomiglia un po' al pronome doppio italiano

210 chi: quod sta per ci che cos come chi sta per colui che.
Tredicesima Lezione
Roma
2013
neutro, id o hoc, il soggetto sottinteso del predicato verbale est, che regge

il complemento di modo contra; a quel soggetto si riferisce il pronome

relativo quod, che il complemento oggetto di


analisi
delle proposizioni dicit, il cui soggetto ovviamente Gregorus.

Anche l'analisi della parola non dovrebbe presentare alcuna difficolt;

rimandiamo perci all'apposita scheda compilata a fine Lezione.

Veniamo piuttosto a analizzare la citazione di Gregorio Magno.

Troviamo tre predicati verbali, transcendit, narrat e


analisi del periodo prodit, e due congiunzioni, entrambe subordinative,

luna causale, quia, l'altra temporale, dum. Abbiamo pertanto la

proposizione reggente enunciativa, transcendit, una complementare

indiretta causale, quia prodit, di primo grado perch subordinata

direttamente alla reggente, e una complementare indiretta temporale, dum

narrat, di secondo grado perch subordinata alla proposizione di primo

grado.

Prima di procedere oltre, vale la pena soffermarsi brevemente sull'uso

della congiunzione dum in latino. Essa pu avere tre


uso di dum significati:

1) come nel nostro caso, pu esprimere un rapporto di contemporaneit

rispetto a unaltra proposizione (nel nostro testo, nei confronti di

quia prodit, alla quale dum narrat infatti subordinata, tant che

luna di primo grado e laltra di secondo grado: mentre, nello

stesso tempo in cui narra un fatto, introduce un mistero): vuole

allora il verbo all'indicativo presente e in italiano si traduce con

mentre, nello stesso tempo in cui

211
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

2) pu significare una relazione di simultaneit di durata rispetto a

un'altra proposizione (finch, per tutto il tempo durante il quale

studia, ascolta la musica): richiede che il predicato sia coniugato a

un tempo qualsiasi dell'indicativo e in italiano si traduce con finch,

per tutto il tempo che

3) pu rendere un legame di successione rispetto a un'altra

proposizione (finch non, fino al momento in cui non cominci a

studiare, ascolta la musica): il verbo pu trovarsi sia all'indicativo

sia al congiuntivo, a seconda che il rapporto di successione sia

pensato come oggettivo o solamente eventuale, e in italiano si traduce

con finch, finch non117, fino al momento in cui.

Veniamo all'analisi delle proposizioni. Transcendit il predicato

verbale, Sacra Scriptra il soggetto e omnes scientas

il complemento oggetto. Ipso more invece un analisi


delle proposizioni
ablativo semplice, non preceduto cio da alcuna

preposizione: quale complemento traduce?

In latino l'ablativo semplice pu avere tre valori differenti:

1) strumentale: traduce il
ablativo semplice: con
complemento di mezzo o valore strumentale
strumento (solo per se si tratta di

un animale o di una cosa; se invece una persona, si traduce con per +

laccusativo)

117Si noti come in italiano la congiunzione finch esprima un rapporto di simultaneit, se invece
seguita da una negazione, finch non, uno di successione; il non tuttavia pleonastico, ossia pu

212 essere anche omesso.


Tredicesima Lezione
Roma
2013
2) modale: traduce il complemento di modo, se esso accompagnato da

un aggettivo (tuttavia in tal caso pu trovarsi anche il


modale
cum frapposto tra sostantivo e aggettivo: ad esempio,

magna cum laude; se invece il complemento di modo costituito solo

dal nome, allora reso sempre con cum + lablativo)

3) causale: traduce il complemento di causa, qualora si tratti di una

causa interna (come nel nostro caso: il motivo per cui la

Sacra Scrittura supera tutte le scienze interno alla causale

Sacra Scrittura stessa); se invece la causa esterna (per esempio:

Non sono pi uscito a causa della pioggia), il complemento si

traduce con ob o propter + laccusativo (nellesempio precedente:

propter imbrem).

Il nostro ipso more, da un punto di vista sintattico, pu

essere un ablativo sia strumentale, perch certo il modo non ipso more

una persona, sia modale, poich il complemento accompagnato

dallattributo ipso, sia causale, dal momento che, come gi rilevato, la causa

senz'altro interna. Anche guardando al significato della proposizione, tutti e

tre i valori sono accettabili: il modo di esprimersi, la qualit letteraria del

testo biblico la causa per la quale, il modo con cui e, sebbene forse con

un'interpretazione un po' forzata, lo strumento per mezzo del quale la Sacra

Scrittura supera tutte le altre scienze; ci nondimeno, tenendo conto che mos,

moris significa appunto modo, solitamente l'ablativo more viene

considerato un ablativo modale.

Anche la seconda proposizione presenta una costruzione diretta,

strutturata cio con soggetto predicato complemento oggetto: prodit

213
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

il predicato verbale, Sacra Scriptra il soggetto sottinteso e mysterum il

complemento oggetto. Troviamo inoltre


uno eodemque sermne
nuovamente un ablativo semplice, uno

eodemque sermne. Anche in questo caso, sintatticamente esso pu assumere

tutti e tre i valori sopra elencati: strumentale perch il discorso non una

persona, modale perch il complemento accompagnato da uno, anzi da due

aggettivi, uno e edem, causale perch il sermo la Scrittura stessa.

Tuttavia, da un punto di vista semantico, questa volta risulta evidente che

l'ablativo qui ha un valore solo strumentale: infatti l'unico e medesimo

discorso rappresenta il mezzo attraverso cui la Scrittura introduce nel

mistero, non certo la causa per la quale o il modo con cui lo fa.

Anche la terza proposizione ha una costruzione diretta: narrat il

predicato verbale, Sacra Scriptra il soggetto sottinteso e gestum il

complemento oggetto. Occorre tuttavia spendere poche parole proprio su

gestum: ci ci permette inoltre di passare all'analisi della parola.

Morfologicamente, gestum un participio passato, dal verbo gero, is, gessi,

gestum, re, che significa tra l'altro anche condurre a termine, compiere; nel

latino classico nota l'espressione res gestae, che


participio nominale
indica le imprese militari, alla lettera le cose

compiute. Ora, il participio, in latino come anche in italiano, pu avere

valore verbale o nominale. Il participio verbale lo studieremo in seguito.

Nominale invece viene detto il participio che svolga la funzione di sostantivo o

aggettivo; nel nostro caso, gestum un vero e proprio sostantivo: significa

ci che stato compiuto, quindi semplicemente un fatto, un evento, un

accadimento. Del resto, lo stesso sostantivo italiano fatto il participio

214
Tredicesima Lezione
Roma
2013
passato del verbo fare, usato cos spesso nella nostra lingua con valore di

sostantivo da essere sentito come un nome a tutti gli effetti.

Proseguiamo con l'analisi della parola,

arricchendola anche con alcuni rilievi


analisi della parola e
alcuni rilievi etimologici etimologici. Omnes aggettivo indefinito

di seconda classe a due uscite; potrebbe essere nominativo e accusativo

maschile e femminile plurale; qui accusativo plurale femminile, perch

concordato con scientas. Il sostantivo scienta deriva dal verbo scio, is, vi,

tum, re, sapere; per la precisione, si tratta della sostantivazione del

participio attivo sciens, entis: in latino pertanto scienta il


scienta sapere in quanto attivo, indica cio latto stesso del conoscere

e non un deposito statico di conoscenze, come pure potrebbe dare a pensare il

nome scienza nelle lingue moderne.

Ipso locutinis suae more sono due complementi disposti a chiasmo:

ipso infatti concordato con more e locutinis con suae118. Ipso

laggettivo determinativo ipse, a, um: potrebbe essere dativo e ablativo

singolare maschile o neutro; qui ablativo maschile in quanto concordato con

more. More lablativo singolare del sostantivo

maschile di terza declinazione mos, moris: significa


etica e morale
costume, modo di comportarsi proprio del singolo o

118Il chiasmo una figura retorica nella quale i quattro termini di due coppie sono disposti in modo
da formare una x (simbolo che nellalfabeto greco corrisponde alla lettera chi, da cui il nome
chiasmo): A (ipso) B (locutinis)

B (suae) A (more).

215
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

della societ; da questo nome deriva il termine filosofico morale, cos come

dallequivalente greco thos viene etica119. Il sostantivo locuto, nis deriva dal

verbo deponente loquor, ris, loctus sum, loqui, parlare. Suae sarebbe

potuto essere genitivo e dativo femminile singolare, oppure nominativo

femminile plurale; qui genitivo singolare concordato con il femminile

locutinis. aggettivo possessivo di terza persona, omofono dellitaliano

suo. Come abbiamo gi avuto modo di rilevare nella nona Lezione, per, a

differenza dellitaliano suo, suus, a, um pu essere usato solo quando abbia

valore riflessivo120, quando cio si riferisca al soggetto della proposizione alla

quale appartiene; qualora invece si riferisca a un termine diverso dal

soggetto, al posto di suus, a, um si ricorre al genitivo singolare eius, eius, eius o

plurale erum, erum, erum del pronome determinativo is, ea, id. In italiano

dunque diciamo comunque del suo modo di parlare; in latino invece

abbiamo, nel nostro testo, suae locutinis in quanto suae si riferisce al

soggetto Scriptra; se per Scriptra non fosse stato il soggetto della

proposizione, allora anzich suae lucutionis avremmo avuto eius locutinis,

alla lettera, in italiano, del modo di parlare di lei, di essa, della Scrittura

appunto.

Transcendit lindicativo presente del verbo transcendo, is, scendi,

scensum, re: curioso che in italiano significhi non scendere, ma al

contrario oltrepassare, superare, in quanto composto di trans, aldil +

scando, is, scandi, scansum, re, che significa appunto salire e non

119 Si tratta di due termini spesso usati come sinonimi. In filosofia, Hegel per tutti distinse tra
morale, in riferimento al modo di comportarsi del singolo individuo, e etica, in relazione alle norme
di comportamento sociali storicamente determinate.
120 Inoltre suus, a, um aggettivo possessivo di terza persona sia singolare che plurale, mentre in

216 italiano la terza persona plurale loro e non suo.


Tredicesima Lezione
Roma
2013
scendere121. Litaliano scendere viene invece, per aferesi122, dal verbo

discendere, in latino descendre, da de + scando, salire, muoversi gi da. In

eodemque troviamo la congiunzione enclitica123 que, che incontrammo gi al

termine del primo capoverso: uno eodemque sta quindi per uno et eodem.

Infine degne di nota sono le etimologie di tre vocaboli: sermne,

prodit e mysterum. Sermo, nis sostantivo che viene


sermone dal verbo sero, is, seri, sertum, re, intrecciare: il sermone,

o discorso, appunto larte di intrecciare bene le proposizioni tra di loro, cos

da formare un bel tessuto di parole. Prodit il presente indicativo del verbo

prodo, is, proddi, dtum, re, composto di pro + dare124: alla lettera dare davanti,

porgere, quindi emettere, produrre, ma anche, come nel nostro testo,

esporre, tramandare125. Mysterum infine il calco


mistero latino del greco mystrion: letimologia greca incerta; la pi

probabile lo collega al verbo mo, chiudere, serrare, strizzare, detto in

particolare degli occhi: il mistero allude infatti a quella divina realt per

vedere la quale occorre uno sforzo supplementare della vista, per mettere a

fuoco la quale cio necessario strizzare gli occhi, come sono soliti fare i

121 Come avviene spesso nei vocaboli composti, la vocale radicale del verbo subisce unapofonia,
(che unalternanza di vocale o di quantit vocalica in parole derivate dalla stessa radice), cosicch
trans-scando diventa trans-scendo.
122 Aferesi, dal greco aphiresis, sottrazione, indica la caduta di un suono o di un gruppo di suoni

allinizio di una parola.


123 Ricordiamo che enclitica (dal greco enclno, inclinarsi sopra, quindi appoggiarsi) detta una

parola atona, ovvero priva di accento tonico, che nella pronuncia e nella grafia si appoggia alla
parola precedente.
124 Si noti anche in questo caso il fenomeno dellapofonia, per cui prodre diventa prodre.

125 Bella anche letimologia probabile di mandre: dalla locuzione (insieme di due o pi parole che

esprime un determinato concetto e costituisce ununit lessicale autonoma) in manus dare, dare
nelle mani, affidare.
217
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

miopi (miopia viene appunto dal greco mo + ops, ops, strizzare la vista, gli

occhi).

Nella prossima Lezione cominceremo la lettura e l'analisi della terza

parte dell'articlus decmus, nella quale Tommaso, presentando la propria

soluzione alla questione disputata, dimostrer perch e in che senso, come

affermato gi da Gregorio, la Sacra Scrittura sia interpretabile sempre a due

livelli: a livello letterale, come esposizione di un fatto storico, e a livello

spirituale, come introduzione al mistero della vita di Dio.

218
Tredicesima Lezione
Roma
2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Sed est contra e
di Sacra Scriptra
Qual lo schema seguito dagli articoli della Summa?
In che senso il pronome relativo in latino
sintatticamente pi forte che nelle lingue moderne?
Quali sono i tre significati che pu avere la
congiunzione dum?
Cosa si intende per ablativo strumentale? Cosa per
ablativo modale? Cosa per ablativo causale?
Quando il participio detto nominale?
Da dove derivano i termini morale e etica?
In che senso il sostantivo scienta in latino ha un
significato pi dinamico rispetto alitaliano
scienza?
Qual il significato etimologico del vocabolo latino
sermo?
Qual la pi probabile etimologia del greco
mystrion?

219
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Sed est contra quod dicit Gregorus

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Sed = congiunzione Quod (riferito a un Est (predicato Sed est
coordinativa avversativa id sottinteso) verbale)
2 Dicit (predicato Quod dicit
verbale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1 Sed est = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma avversativa Sed (id) (quod dicit ) est

2 Quod dicit = proposizione attributiva di I grado

220
Tredicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sed est contra quod dicit Gregorus

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Est (predicato verbale) Id (sottinteso) Sed = coordinativo avversativo

Dicit (predicato verbale) Gregorus Quod = complemento oggetto

Complementi indiretti Complementi indiretti

Contra = complemento di modo

221
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Sed est contra quod dicit Gregorus

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Sed congiunzione coordinativa avversativa


Est verbo predicativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, atematico, difettivo,
suppletivo
Contra avverbio di modo

Quod pronome relativo qui, quae, quod riferito a un id sottinteso, neutro singolare
accusativo
Dicit verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione

Gregorus sostantivo Gregorus, i, II declinazione nominativo maschile singolare

222
Tredicesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque
sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati (verbali o Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la
termine al quale si caratterizza
riferiscono
1 Quia = congiunzione Transcendit (predicato verbale) Transcendit
subordinativa causale

2 Dum = congiunzione Narrat (predicato verbale) Dum narrat


subordinativa temporale
3 Prodit (predicato verbale) Quia ... prodit

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1 Transcendit = proposizione reggente enunciativa

Transcendit
2 Quia ... prodit = proposizione complementare indiretta
causale di I grado
quia ... prodit dum narrat
3 Dum narrat = proposizione complementare indiretta (il simbolo sta a indicare che tra le due proposizioni complementari
temporale di II grado sussiste un rapporto di contemporaneit temporale)

223
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno
eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Transcendit (predicato Sacra Scriptra (con Omnes scientas = complemento


verbale) attributo) oggetto (con attributo)

Narrat (predicato verbale) Sacra Scriptra Gestum = complemento oggetto Dum = subordinativo temporale
(sottinteso)

Prodit (predicato verbale) Sacra Scriptra Mysterum = complemento Quia = subordinativo causale
(sottinteso) oggetto

Complementi indiretti Complementi indiretti

Ipso more = complemento di modo (con attributo) Suae locutinis = complemento di specificazione del complemento
di modo (con un attributo)

Uno eodemque sermne = complemento di mezzo (con


due attributi)

224
Tredicesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque
sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Sacra aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe concordato con Scriptra, femminile singolare
nominativo
Scriptra sostantivo scriptra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare
Omnes aggettivo indefinito omnis, e, II classe a 2 uscite concordato con scientas, femminile plurale
accusativo
Scientas sostantivo scienta, ae, I declinazione accusativo femminile plurale

Ipso aggettivo ipse, ipsa, ipsum concordato con more, ablativo maschile singolare
determinativo
Locutinis sostantivo locuto, nis, III declinazione in genitivo femminile singolare
nasale
Suae aggettivo possessivo suus, a, um, I classe concordato con locutinis, femminile III singolare
riflessivo genitivo

More sostantivo mos, moris, III declinazione ablativo maschile singolare


Transcendit verbo predicativo transcendo, is, scendi, scensum, indicativo presente III singolare
re, transitivo attivo, III
coniugazione

225
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Quia congiunzione subordinativa causale
Uno aggettivo numerale unus, a, um, I classe, concordato con sermne, maschile singolare
cardinale pronominale ablativo

que congiunzione enclitica coordinativa copulativa

Edem aggettivo idem, edem, idem concordato con sermne, maschile singolare
determinativo ablativo
Sermne sostantivo sermo, nis, III declinazione in ablativo maschile singolare
nasale
Dum congiunzione subordinativa temporale; dum +
indicativo presente = rapporto di
contemporaneit (mentre, nello
stesso tempo in cui)
Narrat verbo predicativo narro, as, vi, tum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, I coniugazione
Gestum verbo con valore di gero, is, gessi, gestum, re, participio, accusativo passato, neutro singolare
sostantivo transitivo passivo, III
coniugazione, II declinazione
Prodit verbo predicativo prodo, is, proddi, prodtum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione
Mysterum sostantivo mysterum, i, II declinazione accusativo neutro singolare

226
Quattordicesima Lezione
Roma
2013

Quattordicesima Lezione

In questa Lezione impareremo:


a distinguere tra proposizioni relative proprie e
improprie
a identificare le proposizioni infinitive
a riconoscere luso della perifrastica passiva e del
dativo dagente
a tradurre la proposizione finale con ad + gerundio o
gerundivo
a discernere tra i diversi significati che pu assumere
la congiunzione subordinativa ut
ad apprezzare letimologia di alcuni vocaboli e in
particolare di auctor

Ecco lincpit del quinto capoverso dellarticlus decmus:


Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut
non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res
ipsas.

Il medesimo testo, riscritto con costruzione italianizzata, appena

differente:
Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus,
Rispondo che bisogna dire che lautore della Sacra Scrittura Dio,

in cuius potestte est ut non solum accommdet voces ad significandum


nella cui potest che non solo adatti le parole per significare qualcosa

227
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

( quod etam homo potest facre), sed etam res ipsas.


(la qual cosa anche luomo pu fare), ma anche le cose stesse.

Respondeo dicendum quod la formula con la quale nella Summa

Tommaso, dopo aver presentato le argomentazioni pro (vidtur quod

praetera ) e contro (sed est contra ) una determinata tesi, introduce la

sezione dell'articolo in cui vengono presentate le


Respondo
dicendum quod argomentazioni a favore della soluzione che egli

stesso propone, ovvero, nel nostro caso, quella secondo la quale il medesimo

testo della Sacra Scrittura possa avere fino a quattro sensi differenti. Ci

soffermeremo in seguito a spiegare il significato della dottrina proposta

dall'Aquinate. Per il momento, cominciamo subito con l'analisi del periodo del

testo appena trascritto.

Le congiunzioni sono tre: la subordinativa dichiarativa quod, unaltra

subordinativa dichiarativa che incontriamo qui per


analisi del periodo
la prima volta, ut, e la coordinativa avversativa

sed. I pronomi relativi sono due: cuius, riferito a Deus, e quod, un

neutro in cui riassunto quanto affermato nella proposizione precedente

(ovvero la capacit di significare qualcosa attraverso le parole). I predicati

sono sei: i nominali dicendum e est Deus e i verbali respondo, est,

accommdet e facre potest.

Collegando congiunzioni e pronomi relativi ai predicati otteniamo sette

proposizioni. Iniziamo dagli accoppiamenti pi manifesti. Anzitutto, i

pronomi relativi: cuius con est e quod con facre potest. Quindi le

congiunzioni dichiarative: quod con est Deus e ut con accommdet.

228
Altre due proposizioni, poste a inizio periodo, sono costituite solamente dai
Quattordicesima Lezione
Roma
2013
predicati: respondo e dicendum. Resta unultima congiunzione, sed, non

legata a nessun predicato: essa infatti coordinata in forma avversativa alla

precedente ut non solum accommdet, cosicch il predicato accommdet,

per non essere ripetuto, rimane sottinteso.

La proposizione reggente evidentemente respondo. A essa

direttamente subordinata la complementare dicendum: una dichiarativa

oggettiva, in quanto costituisce il complemento oggetto di respondo,

dicendo che cosa san Tommaso risponde. A sua volta, anche quod est

Deus una complementare diretta dichiarativa, questa volta per soggettiva,

in quanto il fatto che lautore della Sacra Scrittura sia Dio costituisce il

soggetto di dicendum, ovvero ci che deve essere detto. In cuius potestte

est la proposizione relativa, subordinata alla dichiarativa soggettiva. Ut

non solum accommdet una seconda dichiarativa soggettiva, subordinata

questa volta alla relativa: infatti il soggetto di est, poich il fatto di

attribuire le parole alle cose per significarle il potere comune a Dio e

uomini. Come gi detto, sed etam proposizione ellittica: si contrappone

a ut non solum e vi sottinteso il predicato accommdet; nel potere di

Dio, argomenta Tommaso, non solo di utilizzare le parole per significare le

cose, ma anche di utilizzare le cose stesse per significare altre cose: sed etam

quindi una dichiarativa soggettiva coordinata alla precedente

soggettiva in forma avversativa (oltre a accommdet vi sottinteso quindi

anche un altro ut: nel potere di Dio non solo che , ma anche che ).

Unultima proposizione lattributiva quod facre potest, che, come gi

detto, si riferisce alla precedente soggettiva, ut non solum , con essa

pertanto concordata a senso (a meno che si ipotizzi un pronome dimostrativo,

229
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

id o hoc, sottinteso in quanto assorbito dal relativo quod). Si tratta

dunque di un periodo breve, ma composto da ben sette proposizioni,

subordinate le une alle altre fino al quinto grado! Alla fine del capitolo, nella

scheda di analisi del periodo compilata, viene riportato anche il relativo e

complesso diagramma di flusso.

Sul senso dellargomentazione dellAquinate, come gi detto, ci

soffermeremo nella prossima Lezione. Per il momento, vale la pena piuttosto

indugiare su alcune importanti osservazioni sintattiche. Il primo est ha

valore copulativo: infatti unito al nome Deus e risponde alla domanda

chi lautore della Sacra Scrittura?. Il secondo est al contrario un

predicato verbale: non unito n a un sostantivo n a un aggettivo e ha il

significato di stare, risiedere (tant che accompagnato dal complemento

di stato in luogo in potestte). La seconda proposizione attributiva ha invece

un predicato verbale composto da due verbi: ci dovuto al fatto che potest

un modale, che aggiunge solo una sfumatura di significato al vero predicato

verbale, facre. Questa seconda


proposizioni relative
proprie e improprie proposizione attributiva, come gi

rilevato, costituisce un autentico attributo

dellintera proposizione alla quale si riferisce. Nella precedente attributiva

invece il pronome relativo concordato con Deus, ma esso stesso un

complemento di specificazione del complemento di stato in luogo in

potestte, con il quale forma un tuttuno: per questo motivo in cuius potestte

est una proposizione relativa che in verit non unattributiva, bens una

complementare indiretta locativa. In simili casi, la proposizione relativa viene

definita impropria, in quanto non unattributiva, ossia una relativa vera e

230
Quattordicesima Lezione
Roma
2013
propria, ma una complementare indiretta. Per la precisione, oltre che

locativa126, la proposizione relativa pu svolgere la funzione di

complementare indiretta

1) finale: La Sacra Scrittura esige uninterpretazione adeguata che

(=affinch essa) sia corretta

2) consecutiva: Tommaso costruisce argomentazioni che (= tali che)

siano inconfutabili

3) causale: Dio perdona costoro che (= poich) hanno il cuore

contrito

4) concessiva: Luomo, che conosce (=sebbene conosca) il bene,

compie il male

5) ipotetica: Il filosofo che (= se) avesse letto Tommaso, ne

rimarrebbe ammirato

6) temporale: Mi rivolgo a te che (= mentre) leggi.

Incontriamo infine due forme verbali caratterizzate dal suffisso -nd-

proprio del gerundio e del gerundivo: dicendum e significandum. Le

considerazioni su questi due vocaboli sono un poco pi complesse.

Come si ricorder, il gerundio un verbo con valore


gerundio e
di sostantivo, traduce linfinito sostantivato italiano e ha gerundivo

126 Per la verit, anche questa classificazione che stiamo presentando non universalmente
condivisa. Ad esempio, Tantucci (Analisi logica, Poseidonia, Bologna 1997, p.203) non fa rientrare le
locative tra le relative improprie; non solo, ma trattando delle complementari indirette locative
(p.206), distingue tra queste (andremo dove ci sar bisogno di noi) e le attributive introdotte da
un avverbio locativo che in realt ha il valore di un pronome relativo che traduce un complemento
di luogo (Quarto lo scoglio donde partirono i Mille, con donde = dal quale). A mio avviso,
invece, quasi ogni avverbio locativo pu essere sostituito da un pronome relativo: cos, proprio
nell'esempio riportato da Tantucci, andremo dove ci sar bisogno di noi sta per andremo nel
luogo in cui ci sar bisogno di noi. Ci mi sembra confermare che le relative possano avere anche
il valore di locative.
231
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

sempre significato attivo: dicendum e significandum andrebbero tradotti

allora con il dire e il significare. Il gerundivo invece un verbo con

valore di aggettivo, ha sempre significato passivo e in italiano si traduce con

linfinito preceduto dalla preposizione da: dicendum e significandum

starebbero pertanto per da dirsi e da essere significato. Morfologimante

in latino sono due forme verbali identiche: possibile distinguere luna

dallaltra solo alla luce del contesto. Nel nostro periodo, entrambi i vocaboli

hanno la desinenza um, propria o del nominativo neutro singolare o

dellaccusativo singolare (il gerundio infatti si declina come un sostantivo di

seconda declinazione e il gerundivo come un aggettivo di prima classe).

Siccome il gerundio si flette solamente al singolare, manca del nominativo e

allaccusativo si usa solo se preceduto dalla preposizione ad (infatti in latino

per tradurre il verbo sostantivato con valore di soggetto o complemento

oggetto si ricorre allinfinito e non al gerundio), di conseguenza dicendum

non pu essere un gerundio. Sar un gerundivo: ma con quale significato?

Con quale funzione logica?

Incontriamo qui per la prima volta una costruzione molto frequente

nella lingua latina: la cosiddetta infinitiva. Finora abbiamo visto le

proposizioni complementari dirette,


proposizioni infinitive
soggettive o oggettive, tradotte con la

congiunzione dichiarativa quod + lindicativo o il congiuntivo: vidtur quod

non habat, dicit quod tradtur, non convenens vidtur quod

expontur. Anche nel nostro periodo abbiamo quod est Deus e ut non

solum accommdet, sed etam . Ora, per, una proposizione

complementare diretta pu essere espressa anche senza lausilio di alcuna

232
Quattordicesima Lezione
Roma
2013
congiunzione dichiarativa e con il predicato allinfinito (da qui la

denominazione di infinitive); la vera particolarit che il soggetto (e

eventualmente anche il nome del predicato nominale) della complementare

non va al nominativo, ma allaccusativo: cos si dice che lautore della Sacra

Scrittura sia Dio diventer dictur auctrem Sacrae Scriptrae Deum esse (del

resto, anche in un italiano un po pi ricercato sarebbe lecito dire: si dice

lautore della Sacra Scrittura essere Dio).

Dicendum dunque uninfinitiva: infatti sottintesa la copula esse e

dicendum gerundivo, ovvero aggettivo, nome del predicato nominale.

Respondo dicendum esse alla lettera andrebbe tradotto rispondo essere da

dirsi, quindi rispondo che bisogna dire. Il soggetto della complementare

diretta non c, perch il predicato impersonale e il soggetto costituito

dalla soggettiva seguente, quod est Deus: proprio perch impersonale, il

nome del predicato nominale declinato al neutro, con desinenza um

(dicendum quindi qui accusativo neutro, anche se di per s sarebbe potuto

essere anche nominativo neutro o accusativo maschile).

Il gerundivo latino, come pure linfinito preceduto dalla preposizione da

in italiano, conferiscono al verbo una specifica sfumatura di significato: quella

di necessit. Cos dicendum diventa bisogna dire,


perifrastica passiva
si deve dire, occorre dire, necessario dire. In
e dativo dagente
particolare, in latino, per dare a un verbo lidea di

dovere o necessit, si ricorre appunto al gerundivo in funzione di predicato

nominale in unione con la copula esse: la cosiddetta perifrastica127 passiva. In

quanto passiva, una costruzione che regge il complemento dagente: esso

Perifrastica o perifrasi un insieme di due o pi parole che formano un unico costrutto, che
127

hanno cio una medesima funzione sintattica.


233
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

per, in via eccezionale, non va tradotto con a/ab + lablativo, bens con il

dativo semplice, detto appunto dativo dagente. Perci ad esempio, tu devi

leggere questo libro, in latino diventa questo libro da essere letto da te,

hic liber tibi legendus est.

Significandum retto dalla preposizione ad: quindi sicuramente

un accusativo singolare. Lo si pu interpretare sia come un gerundio, e allora

va tradotto alla lettera con per il


ad + gerundio
o gerundivo significare, sia come gerundivo

sottintendendo un pronome neutro con il quale concorderebbe, per esempio

ad id significandum, e andrebbe tradotto a ci da essere significato, a ci che

sia da significare. In entrambi i casi, il senso della proposizione non cambia

affatto (capacit comune a uomini e Dio di utilizzare le parole per

significare le cose), cosicch senzaltro preferibile la prima soluzione, perch

la pi semplice128.

Abbiamo gi avuto modo di rilevare che nel periodo che stiamo

esaminando viene utilizzato ut come congiunzione subordinativa

dichiarativa, con lo stesso significato di quod. Poich ut congiunzione di

uso molto frequente in latino, vale la pena presentare brevemente i significati

che pu assumere:

1) dichiarativo: che, il fatto che la congiunzione


subordinativa ut
2) temporale: quando, allorch

3) comparativo e modale: come

4) finale: affinch

128In filologia, un simile criterio viene chiamato lecto facilor, la lettura pi facile: quando la
tradizione manoscritta di un testo presenta diverse versioni di un medesimo passo, si adotta quella

234 pi semplice e lineare, pi facile appunto, da un punto di vista sia sintattico sia semantico.
Quattordicesima Lezione
Roma
2013
5) consecutivo: cosicch

6) concessivo: sebbene

Nei primi tre significati richiede di norma lindicativo, negli ultimi tre

invece il congiuntivo. In tutti i casi comunque una congiunzione

subordinativa. Qui, si diceva, ha valore dichiarativo, eppure regge il

congiuntivo (accommdet infatti della prima coniugazione, quella nella

quale la vocale tematica e propria del congiuntivo presente): come mai?

Rispondere a questa domanda possibile ricordando quando in latino si

utilizza il congiuntivo nelle subordinate:


congiuntivo nelle
1) con valore eventuale: per sottolineare
subordinate in latino
che quanto si sta dicendo solo

uneventualit, la quale non necessariamente si realizzer

2) con valore obliquo: per avvertire che ci che viene affermato

soltanto unopinione, la quale pu essere anche errata

3) per attrazione modale, ovvero quando la proposizione dipenda

da unaltra il cui predicato sia al congiuntivo o allinfinito.

Nel nostro caso, non si d attrazione modale: accommdet infatti

dipende da una proposizione con il predicato allindicativo, est. Quello che

Tommaso dice non nemmeno considerato una mera opinione: piuttosto

una verit da tutti riconosciuta. Dunque qui il congiuntivo ha valore

eventuale: Dio pu utilizzare le parole per significare le cose, ma non detto

che poi lo faccia realmente.

Dopo tutte queste digressioni, possiamo passare

allanalisi di ciascuna proposizione. Delle prime due non analisi della


proposizione
c quasi nulla da dire: abbiamo rispettivamente un

235
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

predicato verbale, respondo, con soggetto sottinteso, ego, e un predicato

nominale, dicendum, senza soggetto perch il verbo impersonale. Anche la

terza proposizione molto semplice: predicato nominale, Deus est,

soggetto, auctor, e complemento di specificazione del soggetto, Sacrae

Scriptrae. Abbiamo gi superato le difficolt che presenta la quarta

proposizione: est un predicato verbale, privo di soggetto perch

impersonale; in potestte il complemento di stato in luogo accompagnato

dal complemento di specificazione cuius. Anche i nodi delle ultime due

soggettive, coordinate fra loro in forma avversativa, sono stati sciolti: unico

predicato accommdet, con Deus soggetto sottinteso; voces e res ipsas

sono i complementi oggetto e ad significandum il complemento di fine (si

noti che nella traduzione italiana il complemento di fine diventa una

proposizione complementare indiretta finale: per significare qualcosa, ossia

affinch le parole significhino qualcosa, con le parole soggetto sottinteso,

significare predicato verbale e qualcosa complemento oggetto). Lunica

attributiva mostra una semplice costruzione diretta: soggetto, homo,

predicato verbale, facre potest, complemento oggetto, quod.

Lanalisi della parola non dovrebbe ormai essere causa di alcuna

incertezza. Solo la declinazione di Deus presenta alcune particolarit: a suo

proposito, invitiamo a prendere visione della relativa tabella a fine volume,

nellottava Appendice. Concludiamo

alcuni rilievi etimologici pertanto con alcuni rilievi etimologici.

Accommdo un verbo composto da ad + cum + modus, alla lettera porre con

modo qualcosa rispetto a altro, quindi adattare. Homo, mnis sostantivo

collegato probabilmente a humus, terra: designa perci luomo in quanto

236
Quattordicesima Lezione
Roma
2013
terrestre. Signifco verbo composto da signum + facre, fare, fungere da

segno, quindi fare in modo che qualcosa rinvii a qualcosaltro: vedremo

che proprio in questo specifico senso il vocabolo significre assume un ruolo

centrale allinterno dellargomentazione che Tommaso verr sviluppando.

Qualche parola in pi infine vale la pena spenderla per il sostantivo

auctor. Esso deriva dal verbo augo, es, auxi, auctum, re e


auctor, ris
indica

1) colui che porta a pienezza qualcosa di gi esistente,

2) accrescendola, dandole valore, rendendola viva, fornendole

durata,

3) cosicch lauctor al tempo stesso colui che fa una cosa nuova, la

quale non esisteva prima.

In effetti, autore

1) colui che sa interpretare le nostre esperienze,

2) dando forma, senso e durata a ci che viviamo,

3) conferendo cos la freschezza della novit al vissuto di sempre.

perci, sempre secondo letimologia latina del termine, colui che

viene in nostro aiuto (auxilum deriva infatti sempre da augo), compiendo

unopera sublime (augusta, aggettivo proveniente anchesso da augo), per

eccellenza umana.

Nella prossima Lezione studieremo una costruzione tipica del latino, il

cosiddetto cum + lablativo, e cominceremo a comprendere il senso

dellargomentazione formulata da Tommaso.

237
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Respondo
dicendum
Nella Summa cosa introduce la formula respondo
dicendum quod ?
Quando una proposizione relativa detta propria?
Perch in tal caso viene chiamata anche attributiva?
Quando invece una proposizione relativa detta
impropria? Quali funzioni essa pu svolgere?
Cos una proposizione infinitiva? Perch chiamata
cos?
Cos la perifrastica passiva? Cosa il dativo
dagente?
Come si traduce solitamente la proposizione finale o
il complemento di fine in latino?
Quali significati pu assumere la congiunzione
subordinativa ut?
In quali casi pu essere utilizzato il congiuntivo nelle
proposizioni subordinate in latino?
Qual letimologia di homo, di significre e di
auctor?

238
Quattordicesima Lezione
Roma
2013

ANALISI DEL PERIODO: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut non solum voces ad
significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi relativi (e avverbi) Elencare i predicati (verbali Elencare le proposizioni, indicando
specificandone il tipo specificando il termine al quale si o nominali) per ciascuna la congiunzione, il
riferiscono pronome relativo o lavverbio da cui
introdotta e il predicato verbale o
nominale che la caratterizza
1 Quod = congiunzione Cuius (riferito a Deus) Respondo (predicato verbale) Respondo
subordinativa dichiarativa
2 Ut = congiunzione Quod (riferito a ut non solum ... Dicendum (esse) (predicato Dicendum (esse)
subordinativa dichiarativa ovvero a un id sottinteso) nominale)
3 Sed = congiunzione Est Deus (predicato nominale) Quod ... est Deus
coordinativa avversativa
4 Est (predicato verbale) In cuius potestte est
5 Accommdet (predicato Ut non solum ... accommdet
verbale)
6 Facre potest (predicato Quod ... facre potest
verbale)
7 (Accommdet) (predicato Sed (ut) etam ... (accommdet)
verbale)

239
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo Respondo
1 Respondo = proposizione reggente enunciativa
2 Dicendum (esse) = proposizione complementare diretta
oggettiva infinitiva di I grado
Dicendum
3 Quod ... est Deus = proposizione complementare diretta
soggettiva di II grado

In cuius potestte est = proposizione relativa impropria
complementare indiretta locativa di III grado
Quod est Deus
5 Ut non solum ... accommdet = proposizione
complementare diretta soggettiva di IV grado
6 Sed (ut) etam ... (accommdet) = proposizione In cuius potestte est
complementare diretta soggettiva di IV grado
coordinata alla precedente in forma avversativa
7 Quod ... facre potest = proposizione attributiva di V
grado Ut non solum voces accommdet < > sed (ut) etam res ipsas (accommdet)

(Quod facre potest)

240
Quattordicesima Lezione
Roma
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est 2013

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Respondo (predicato Ego (sottinteso)


verbale)

Dicendum (esse) (predicato (impersonale)


nominale)

Est Deus (predicato Auctor Quod = congiunzione


nominale) subordinativa dichiarativa

Est (predicato verbale) (impersonale)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del In potestte = complemento di stato in luogo


soggetto (con attributo)

Cuius (riferito a Deus) = complemento di specificazione del


complemento di stato in luogo

241
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Accommdet (predicato verbale) Deus (sottinteso) Voces = complemento oggetto Ut = congiunzione subordinativa
dichiarativa

Facre potest (predicato verbale Homo Quod (riferito alla precedente


con verbo modale) soggettiva)= complemento oggetto

Accommdet (predicato verbale Deus (sottinteso) Res ipsas = complemento oggetto Sed = congiunzione coordinativa
sottinteso) (con attributo) avversativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

Ad significandum = complemento di fine

242
Quattordicesima Lezione
Roma
2013

ANALISI DELLA PAROLA: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut non solum voces ad
significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Respondo verbo predicativo respondo, es, respondi, indicativo presente I singolare


responsum, -re, transitivo attivo,
II coniugazione
Dicendum verbo con valore di dico, is, dixi, dictum, -re, gerundivo, accusativo neutro singolare
aggettivo passivo, III coniugazione, I classe
(Esse) verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione infinito presente
propria, atematico, difettivo,
suppletivo
Quod congiunzione subordinativa dichiarativa
Auctor sostantivo auctor, ris, III declinazione nominativo maschile singolare
Sacrae aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe concordato con Scriptrae, femminile singolare
genitivo
Scriptrae sostantivo scriptra, ae, I declinazione genitivo femminile singolare
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, atematico, difettivo,
suppletivo
Deus sostantivo Deus, i, II declinazione nominativo maschile singolare

243
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Cuius pronome relativo qui, quae, quod riferito a Deus, genitivo maschile singolare

Potestte sostantivo potestas, tis, III declinazione in ablativo femminile singolare


dentale
Est verbo predicativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, atematico, difettivo,
suppletivo
Ut congiunzione subordinativa dichiarativa
Non avverbio di negazione
Solum avverbio di modo
Voces sostantivo vox, vocis, III declinazione in accusativo femminile plurale
gutturale
Ad preposizione ad + accusativo = complemento
di fine
Significandum verbo con valore di signifco, as, vi, tum, re, gerundio, accusativo neutro singolare
sostantivo transitivo attivo, I coniugazione, I
declinazione
Accommdet verbo predicativo accommdo, as, vi, tum, re, congiuntivo presente III singolare
transitivo attivo, I coniugazione
Quod pronome relativo qui, quae, quod riferito a senso a ut non solum neutro singolare
... ovvero a un id o hoc
sottinteso, accusativo
Etam congiunzione coordinativa copulativa
Homo sostantivo homo, mnis, III declinazione in nominativo maschile singolare
nasale
Facre verbo predicativo faco, is, feci, factum, -re, infinito presente
transitivo attivo, III coniugazione
in o

244
Quattordicesima Lezione
Roma
Potest verbo modaale possum, potes, poti, posse, indicativo presente III singolare2013
coniugazione propria, atematico,
difettivo, suppletivo
Sed congiunzione coordinativa avversativa
Etam congiunzione coordinativa copulativa
Res sostantivo res, rei, V declinazione accusativo femminile plurale
Ipsas aggettivo ipse, ipsa, ipsum concordato con res, accusativo femminile plurale
determinativo

245
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Quindicesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
ad apprezzare la dottrina del doppio triangolo semantico
a definire cosa si intenda per natura prolettica e
epesegetica di un pronome o di una congiunzione
a conoscere i significati della congiunzione cum quando
regge l'indicativo e quando regge il congiuntivo
a riflettere sulla natura coordinativa o subordinativa delle
congiunzioni avversative
a riconoscere il participio nominale e quello attributivo
a discernere tra luso verbale del participio come participio
congiunto e come ablativo assoluto
a identificare il complemento di pertinenza e quello di
mezzo
a valutare
Ilnuovo insuona
periodo che misura
cos: la parola anche possa essere
considerata una congiunzione e in quale misura invece un
avverbio

Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet

proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces, etam

signifcant alquid.

Ecco quindi la costruzione italianizzata con la traduzione interlineare:

Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent,

E perci, mentre in tutte le scienze le parole significano qualcosa,

ista scienta habet hoc proprum, quod ipsae res

codesta scienza ha questo di proprio, cio il fatto che le stesse cose

246
Quindicesima Lezione
Roma
2013
significtae per voces, signifcant etam alquid.

significate attraverso le parole, significano anche qualcosa.

Tommaso stabilisce un confronto tra la teologia, alla quale egli

attribuisce lo statuto di scienza, e le altre scienze:

mentre queste ultime utilizzano un linguaggio nel largomentazione


di Tommaso
quale le parole significano qualche cosa, la teologia

invece si serve della Sacra Scrittura, cosicch oltre a usare le parole per dire

qualche cosa, pu fare ricorso alle cose stesse per significare altre cose ancora.

Per apprezzare appieno l'argomentazione dellAquinate occorre comprendere

meglio come funziona il linguaggio.

La lingua un sistema di segni: essa cio per natura adopera qualcosa,

le parole, per riferirsi ad altro, gli oggetti. Cos, se dico penna, questo

suono, le sillabe pen-na, rinviano a un determinato oggetto sul mio tavolo.

Ora, per, il problema il seguente: cosa rende possibile la connessione tra la

le sillabe pen-na, che la linguistica contemporanea chiama significanti, e

l'oggetto penna, il quale viene definito referente, cio ci appunto a cui il

significante fa riferimento? In altre parole, come possibile che quando io

dico penna, voi capiate cosa intendo? Se non si


lo spettro della
riesce a rispondere a questa domanda, se non si riesce incomunicabilit

a giustificare quindi la capacit del linguaggio di significare le cose in modo

che chi ascolta o legga comprenda, si cade nello spettro dell'incomunicabilit,

nella solitudine irrelata del solipsismo. Gi ai tempi di Platone, la soluzione a

una simile questione si era cristallizzata in due posizioni opposte, entrambe

aporetiche:

247
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

1) quella secondo la quale le parole significano per s stesse, per

natura, le cose: ma allora non si capisce perch


naturalismo e esistano una pluralit di lingue, e soprattutto si
convenzionalismo
finisce con il fare del linguaggio, da una parte, il

deposito statico della verit, anzich lo strumento di ricerca e di

produzione di essa, e dallaltra un inutile doppione delle cose;

2) quella secondo la quale ciascuno attribuisce arbitrariamente alle

cose i nomi che vuole: ma allora non sarebbe pi possibile

comprendersi e comunicare perch, secondo un noto esempio

apportato da Socrate nel Cratilo (385a), quando io dico cavallo

tu potresti intendere uomo, e viceversa.

L'errore, come gi Platone riconobbe con lucidit, consiste nel fatto di

pensare il linguaggio come rapporto

il triangolo semantico immediato tra nome e cosa, non importa poi

se dando il primato all'arbitrariet dei nomi o

alla natura invariabile delle cose. Ora, invece, i nomi sono capaci di riferirsi

alle cose non immediatamente, bens grazie alla mediazione di un terzo: il

significato. Il linguaggio funziona reggendosi su quello che gli stoici

avrebbero identificato come il triangolo semantico: i

significato vertici alla base sono costituiti dal significante e dal

referente; questi due vertici per sono collegati

tra di loro grazie al vertice opposto alla base,

che appunto il significato. In altri termini,

quando pronuncio la parola penna, voi


significante referente
comprendete cosa intendo dire perch

248
Quindicesima Lezione
Roma
2013
condividiamo il medesimo significato che attribuiamo sia alle sillabe pen-

na sia a quell'oggetto sul tavolo. Condizione di possibilit, dnamis del

linguaggio, il mondo di significati socialmente condiviso e stabilito: Platone

lo chiama thos, Wittgenstein Lebensform.

Tommaso sa bene tutto ci. Nella sua argomentazione egli fa uso dei

termini con un significato tecnico preciso. Per questo, come vedremo, ripete

sempre gli stessi, al fine di risultare il pi chiaro


res significtae
possibile: sceglie di adottare un linguaggio
per voces
scientificamente univoco, anche a rischio di perdere

in qualit letteraria. Vox il vocabolo utilizzato per dire parola, nome,

significante. Res dice invece la cosa, il fatto, il referente. Infine

significre/significta il mondo di significati: il vertice opposto alla base che

rappresenta la mediazione immediata tra vox e res, e permette alla prima di

fungere da segno, signum facre, della seconda.

Ebbene, lo specifico della Sacra Scrittura di poter utilizzare le stesse

res, ossia le cose e i fatti significati dalle voces,

dalle parole, come significanti di altre res. Si il doppio


triangolo semantico
viene a creare cos quello che potremmo

definire un doppio triangolo semantico:

1) nel primo, una vox significa una res: per esempio, l'espressione

sacrificio di Isacco rinvia a quel determinato episodio

raccontato nel libro della Genesi;

2) nel secondo, lo stesso episodio storico diventa segno, vox,

significante che rinvia a unaltra res: nellesempio precedente, il

249
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

sacrificio di Isacco stesso si fa segno del sacrificio del Figlio di Dio

compiuto in Ges.

In questo senso, una medesima parola nella Sacra Scrittura pu avere

due significati: il primo, storico o letterale (il primo triangolo semantico); il

secondo, spirituale (il secondo


la dottrina dei quattro triangolo semantico). Poich
sensi della Sacra Scrittura
poi il senso spirituale pu

assumere la forma di tre significati distinti, in tutto nella Bibbia una sola

lettera pu arrivare ad avere fino a quattro sensi. questa la dottrina che

Tommaso sviluppa in questo capoverso e nel seguente. Nelle prossime

Lezioni dovremo solo render conto in maniera pi puntuale della distinzione

dell'unico senso spirituale in tre significati diversi. Per il momento tuttavia

possiamo passare senz'altro all'analisi del periodo che abbiamo trascritto

allinizio.

significato significato
letterale spirituale

significante referente/significante referente

250
Quindicesima Lezione
Roma
2013
Le congiunzioni sono quattro: la coordinativa copulativa et; la

coordinativa esplicativa ido; la subordinativa

avversativa cum; la subordinativa dichiarativa analisi del periodo


quod. Ido una congiunzione frutto della fusione

di id eo, alla lettera ci per ci (eo infatti lablativo singolare neutro, con

valore causale, di id); del resto, anche l'italiano perci in origine era il

complemento di causa per ci. Quod una congiunzione che conosciamo

bene; qui tuttavia al significato dichiarativo oggettivo si aggiunge una

sfumatura epesegetica (dal greco epexghesis,

spiegazione in pi, supplementare): serve infatti a prolessi e epesegesi

esplicitare il significato del complemento oggetto, il pronome dimostrativo

hoc, il quale, proprio in quanto allude a qualcosa che deve essere ancora

detto (ha questo di proprio: che cosa?), viene definito prolettico (dal greco

proleptiks, che anticipa). Infine cum: si tratta di un vocabolo spesso usato

con il valore di preposizione che regge l'ablativo, equivalente all'italiano

con; qui invece utilizzato come congiunzione. Sull'uso di cum come

congiunzione occorre spendere alcune parole.

In unione con l'indicativo, ha valore temporale, con diverse sfumature

di significato: un generico quando, un quand'ecco per introdurre un fatto

nuovo o contrapposto, un iterativo ogni


significati della
volta che, un simultaneo e intanto.
congiunzione cum
Seguito dal congiuntivo (il cosiddetto cum e il

congiuntivo), utilizzato invece per narrare eventi passati (per questo viene

detto cum narrativo o storico): pu allora avere valore temporale, quando,

251
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

causale, poich, concessivo, sebbene, o, come nel nostro caso,

avversativo, mentre129.

Finora abbiamo considerato le avversative come proposizioni

coordinate. Ci giustificato dal fatto che lavversativa un tipo di

congiunzione coordinativa, semanticamente opposta alla copulativa. Una

simile interpretazione

lavversativa: una congiunzione confermata dal fatto che una


subordinativa o coordinativa?
proposizione

complementare introdotta da una congiunzione avversativa sottintende la

congiunzione subordinativa della proposizione alla quale si contrappone;

proprio nel periodo precedente ne abbiamo avuto una riprova: ut non solum

accomdet , sed (ut) etam (accommdet). Se invece lavversativa si

contrappone a una reggente, allora labbiamo interpretata come coordinata

alla precedente reggente in forma avversativa: cos si ricorder forse che nel

primo capoverso Sacra autem Scriptra debet esse effcax l'abbiamo

qualificata una proposizione reggente enunciativa coordinata in forma

avversativa al periodo precedente. Ora, per, nel testo che stiamo

analizzando cum signifcent si oppone alla reggente et ido habet, ma

complementare: dunque in questo caso la congiunzione avversativa

subordinativa e non coordinativa? In effetti s, ma perch cum una

congiunzione subordinativa originariamente temporale, con una sfumatura

129Agli studenti italiani in genere si consiglia di tradurre il cum e il congiuntivo con un gerundio
(nel nostro caso, significando le parole in tutte le scienze qualcosa), che poi si pu scegliere di
rendere in forma esplicita con una proposizione temporale, causale, concessiva o avversativa. In
effetti, a differenza del gerundio latino, che un nome verbale, il gerundio italiano un verbo

252 predicativo implicito.


Quindicesima Lezione
Roma
2013
di significato avversativa: codesta scienza ha questo di proprio, nello stesso

tempo in cui al contrario .

Le congiunzioni dunque sono quattro. Pronomi relativi non ce ne sono.

I predicati invece sono signifcent, habet, significtae, signifcant, tutti

verbali. Abbiamo pertanto quattro proposizioni: la reggente, et ido

habet, la complementare diretta oggettiva epesegetica di primo grado, quod

signifcant, la complementare indiretta avversativa di primo grado, cum

signifcent (non cambia nulla se la si intende di secondo grado, come

subordinata alloggettiva, dal momento che questultima, rappresentando il

complemento oggetto della reggente, fa tuttuno con essa). Resta

significtae; un participio: che valore ha?

Il participio, come suggerisce il nome stesso, un verbo che partecipa

della natura dei nomi: come un verbo, ha un tempo, presente, passato o

futuro, e una diatesi, attiva o passiva; come un nome, si declina secondo il

modello degli aggettivi di prima classe (participi futuri, attivi, e passati,

passivi) o di seconda classe (participi presenti, attivi). Nella tredicesima

Lezione, abbiamo avuto modo di


il participio nominale
presentare il participio nominale: viene

chiamato cos quando svolge la funzione di sostantivo o di aggettivo, la qual

cosa accade spesso anche nelle lingue moderne (ad esempio, lo studente,

participio presente di studiare, o interessante, participio presente di

interessare). In San Tommaso abbiamo incontrato sia un participio con

valore di sostantivo, dum narrat gestum, mentre narra un fatto, sia un

participio con valore di aggettivo, non igtur vidtur convenens, non

sembra dunque conveniente.

253
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

In latino per il participio viene sovente utilizzato come un verbo, con

valore dunque verbale o predicativo. Viene definito congiunto il participio che

abbia valore predicativo e sia

concordato, congiunto appunto, con un il participio congiunto e


lablativo assoluto
termine della proposizione dalla quale

dipende: il participio congiunto pu avere valore temporale (quando),

causale (poich), concessivo (sebbene), condizionale (se), finale

(affinch). Ablativo assoluto invece il nome che viene dato al participio con

valore predicativo che per non sia concordato con nessun altro termine del

periodo al quale appartiene (per questo viene detto assoluto, dal latino

absolutm, ovvero sintatticamente sciolto dal contesto in cui inserito):

l'altra particolarit sintattica che sia il soggetto sia il participio stesso vanno

in caso ablativo (da qui ovviamente la denominazione di ablativo assoluto). Per

il resto, il participio in ablativo assoluto va tradotto come il participio

congiunto130.

Torniamo al nostro significtae. un participio passato concordato

con res: pertanto non pu essere un ablativo assoluto. Non si tratta

nemmeno di un participio congiunto: infatti non si presta a essere tradotto in

forma temporale, causale, concessiva,


il participio attributivo
condizionale o finale, o pi

semplicemente non si lascia tradurre in italiano con un gerundio. Ha senso

piuttosto come aggettivo di res: le cose significate. Ora, per, anche

130Anche per il participio predicativo, congiunto o in ablativo assoluto che sia, vale quanto detto
per il cum e il congiuntivo: in italiano, in prima approssimazione, lo si pu tradurre con un
gerundio, semplice se il participio presente, composto se il participio passato, per poi valutare

254 se esplicitarlo in forma temporale, causale, concessiva, condizionale o finale.


Quindicesima Lezione
Roma
2013
vero che significtae regge a sua volta un complemento: per voces,

attraverso le parole. Non solo, ma il participio si traduce altrettanto bene,

se non meglio, con una proposizione attributiva, anzich con un semplice

aggettivo: le cose che sono state significate. In effetti, tutti i participi con

valore di aggettivo possono essere tradotti anche con una proposizione

relativa, che non a caso viene chiamata attributiva. Per chiarezza

terminologica, d'ora in avanti chiameremo allora nominali i participi che

svolgano la funzione di sostantivo o di aggettivo, e attributivi quelli con

valore di aggettivo che per reggano almeno un complemento, cos da

costituire, come nel nostro caso, una proposizione attributiva a s.

L'analisi delle proposizioni a questo punto non dovrebbe opporre

difficolt. La reggente presenta una

costruzione diretta: soggetto, ista scienta,


analisi delle proposizioni
predicato, habet, complemento oggetto,

hoc proprum. Da notare che in latino proprum attributo di hoc, invece

in italiano il pronome questo regge il

complemento di pertinenza, di proprio131. La complemento di


pertinenza
complementare introdotta da cum ha il verbo al

congiuntivo, con valore eventuale: mentre in tutte le scienze le parole

possono eventualmente significare qualcosa. In italiano, il predicato

significano non pu stare da solo, ma deve reggere il complemento oggetto

131Il complemento di pertinenza serve a definire a chi o a cosa attiene, inerisce, chi o cosa riguarda
ci cui il complemento si riferisce. In italiano spesso introdotto dall'aggettivo proprio: ad
esempio, proprio di Agostino scrivere bene; in latino di solito si usa il genitivo di pertinenza
senza bisogno che venga preceduto dall'aggettivo proprum: est Augustni bene scribre. curioso
che qui troviamo invece una situazione inversa: in latino si usa l'aggettivo proprum come
attributo del pronome dimostrativo hoc, mentre in italiano si ha il complemento di pertinenza,
di proprio.
255
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

qualcosa; in latino, invece, Tommaso utilizza signifcent senza

complemento diretto: termine tecnico che indica il vertice opposto alla base

del triangolo semantico, da solo sta per le parole fungono da segno.

Nell'oggettiva invece lAquinate cambia costruzione e scrive signifcant

alquid. Nellattributiva infine il soggetto il vocabolo con il quale il

participio concordato, res; il complemento oggetto non c', perch il

participio passato passivo; c' un solo complemento indiretto, per voces: la

preposizione per sottolinea la natura strumentale del complemento132, che

sarebbe potuto essere espresso anche con un ablativo semplice, vocbus, pi

equivoco per, perch avrebbe portato con


complemento di
mezzo s anche una sfumatura modale.

Per l'analisi della parola, si pu rimandare alla scheda a fine capitolo.

Qui spendiamo poche parole solo per valutare la natura di anche: una

congiunzione o un avverbio? Alcuni dizionari la interpretano come avverbio

rafforzativo, in quanto in effetti


anche: congiunzione o
avverbio? rafforza un vocabolo all'interno di

una proposizione: nel nostro caso,

significano anche qualcosa. Altri come congiunzione, perch spesso

introduce una proposizione: ad esempio, anche leggendo molto, ,

proposizione complementare indiretta concessiva. La natura equivoca di

questa parola confermata dal latino etam, composto dalla congiunzione et +

lavverbio iam, alla lettera e gi. In effetti, si tratta di un caso limite; noi la

qualificheremo di preferenza quale congiunzione coordinativa copulativa,

132Si noti che per, sempre con l'accusativo, introduce anche il complemento di moto per luogo: in
effetti, come si percorre un tragitto per giungere a una meta, cos in maniera del tutto analoga si

256 usa uno strumento per ottenere un fine.


Quindicesima Lezione
Roma
2013
sebbene riconosciamo legittimo classificarla anche come avverbio

rafforzativo. Nel testo che stiamo esaminando non l'abbiamo comunque

compresa tra le congiunzioni influenti per l'analisi del periodo, perch non

introduce una proposizione; la sua funzione semantica piuttosto di

affermare che nella Sacra Scrittura sia le parole significano qualcosa sia questo

qualcosa a sua volta significa qualcos'altro.

Nella prossima Lezione potremo procedere pi velocemente e

concludere la lettura del quinto capoverso.

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Et ido
Cosa si intende con l'espressione spettro
dell'incomunicabilit?
Qual il significato tecnico con il quale Tommaso
nell'articlus decmus utilizza i termini vox,
res e significre?
In che senso il significato la dnamis del
linguaggio?
Cos il doppio triangolo semantico nella dottrina
dei quattro sensi della Sacra Scrittura
dell'Aquinate?
Quando un pronome o una congiunzione hanno
valore prolettico? Quando epesegetico?
Quali significati ha la congiunzione cum quando
regge l'indicativo? Quali quando regge il
congiuntivo?
In che senso le avversative possono essere
interpretate sempre come congiunzioni
coordinative?
Cosa si intende per participio nominale? Cosa per
participio attributivo?
Quando un participio si dice congiunto? Cosa
invece il cosiddetto ablativo assoluto?
Cos il complemento di pertinenza? Cosa il
complemento di mezzo?

257
In che senso la parola anche pu essere
interpretata sia come congiunzione sia come
avverbio?
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per
voces, etam signifcant alquid

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Et = congiunzione coordinativa Signifcent (predicato Et ido ... habet
copulativa verbale)
2 Ido = congiunzione copulativa Habet (predicato Cum signifcent
esplicativa verbale)
3 Cum = congiunzione Significtae Quod signifcant
subordinativa avversativa (predicato verbale)
4 Quod = congiunzione Signifcant (predicato Significtae
subordinativa dichiarativa verbale)
epesegetica
Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo
1 Et ido habet = proposizione reggente enunciativa coordinata al
periodo precedente in forma copulativa e esplicativa Et ido habet hoc proprum

2 Quod signifcant = proposizione complementare diretta
oggettiva epesegetica di I grado Quod ipsae res (significtae) signifcant cum signifcent

3 Significtae = proposizione attributiva implicita di II grado


4 Cum signifcent = proposizione complementare indiretta
avversativa di II grado (o anche di I)

258
Quindicesima Lezione
Roma
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta 2013

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Signifcent (predicato Voces Cum = congiunzione


verbale) subordinativa avversativa

Habet (predicato verbale) Ista scienta (con attributo) Hoc proprum = complemento Et = congiunzione coordinativa
oggetto (con attributo) copulativa

Ido = congiunzione
coordinativa esplicativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

In omnbus scientis = complemento di stato in luogo con


attributo

259
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Significtae (predicato Ipsae res (concordato con)


verbale)

Signifcant (predicato Ipsae res (con attributo) Alquid= complemento oggetto Quod = congiunzione
verbale) subordinativa dichiarativa
epesegetica

Complementi indiretti Complementi indiretti

Per voces = complemento di mezzo

260
Quindicesima Lezione
Roma
2013
ANALISI DELLA PAROLA: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per
voces, etam signifcant alquid

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola avverbio, congiunzione, preposizione, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
esclamazione) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e (sostantivi, (verbi, sostantivi,
Complemento (preposizioni) pronomi) aggettivi e aggettivi e pronomi)
Concordanza pronomi)
(aggettivi, pronomi)
Et congiunzione coordinativa copulativa
Ido congiunzione coordinativa esplicativa
Cum congiunzione subordinativa avversativa
(+ congiuntivo)
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Omnbus aggettivo indefinito omnis, omne, II classe a 2 uscite concordato con femminile plurale
scientis, ablativo
Scientis sostantivo scienta, ae, I declinazione ablativo femminile plurale

Voces sostantivo vox, vocis, III declinazione in nominativo femminile plurale


gutturale
Signifcent verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, congiuntivo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Hoc pronome dimostrativo hic, haec, hoc accusativo neutro singolare

Habet verbo predicativo habo, es, habi, habtum, habre, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, II coniugazione

261
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Proprum aggettivo qualificativo proprus, a, um, I classe concordato con hoc, neutro singolare
accusativo
Ista aggettivo dimostrativo iste, ista, istud concordato con femminile singolare
scienta, nominativo
scienta sostantivo scienta, ae, I declinazione nominativo femminile singolare

Quod congiunzione subordinativa dichiarativa


epesegetica
Ipsae aggettivo determinativo ipse, ipsa, ipsum concordato con res, femminile plurale
nominativo
Res sostantivo res, rei, V declinazione nominativo femminile plurale
Significtae verbo con valore di attributo signifco, as, vi, tum, re, participio, concordato passato, plurale
transitivo passivo, I coniugazione, con res, nominativo femminile
I classe
Per preposizione per + accusativo = complemento
di mezzo
Voces sostantivo vox, vocis, III declinazione in accusativo femminile plurale
gutturale
Etam congiunzione coordinativa copulativa

Signifcant verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, indicativo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Alquid pronome indefinito alquis, alquid accusativo neutro singolare

262
Roma
2013

Sedicesima Lezione

In questa Lezione impareremo:


la costruzione di pertino con ad + l'accusativo
a conoscere i possibili significati degli avverbi latini
vero e itrum
a distinguere nel significato i pronomi indefiniti
alter, ra, rum e alus, a, ud
ad apprezzare alcuni rilievi etimologici
a discernere tra senso letterale e spirituale

Il nuovo periodo suona:

Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad

primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis.

La costruzione italianizzata richiede un solo spostamento appena:

Illa prima significato ergo, qua voces signifcant res,

Quel primo significato dunque, con il quale le parole significano le cose,

pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis.

attiene al primo senso, che il senso storico o letterale.

La congiunzione solo una: la coordinativa conclusiva ergo. I

pronomi relativi sono due: qua, riferito a

significato, e qui, concordato con sensum. analisi del periodo

263
Proprio come ci si aspetterebbe, i predicati sono tre: signifcant, pertnet e
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

il nominale est sensus. Siccome i relativi non sono collocati a inizio frase,

introducono due subordinate. La reggente pertanto sicuramente ergo

pertnet, coordinata al periodo precedente in forma conclusiva. Qui est

sensus unattributiva di primo grado: infatti risponde alla domanda che

cos', qual il primo senso?. Invece qua signifcant non unattributiva,

dal momento che non spiega chi o che cosa o quale sia il primo

significato; del resto, qua in caso ablativo: quale complemento traduce?

Alla luce di quanto detto nella tredicesima Lezione, l'ablativo semplice

qui di per s potrebbe avere valore strumentale (il significato infatti non

senz'altro una persona) o causale


ablativo
semplice (interpretando il significato come una causa

interna); non modale invece, perch qua non

accompagnato da un aggettivo. Il significato per, piuttosto che la causa,

semmai il mezzo attraverso il quale le parole sono in grado di rinviare alle

cose: perci qua sicuramente un ablativo strumentale. Conseguentemente,

qua signifcant una proposizione relativa impropria, complementare

indiretta strumentale di primo grado.

L'analisi delle due proposizioni relative molto semplice. Lattributiva

formata solo da soggetto, qui, e predicato nominale, est sensus . La

strumentale ha soggetto, voces, predicato verbale,


analisi delle signifcant, complemento oggetto, res, e
proposizioni
complemento di mezzo, qua. La reggente, oltre al

soggetto, illa prima significato, costituita da un predicato verbale,

pertnet, che regge un complemento indiretto, ad primum sensum: in

italiano, esso un complemento di termine, al primo senso; in latino invece

264
Sedicesima Lezione
Roma
2013
un complemento di moto a luogo, ad primum sensum. Come mai? Si

soliti dire che alcuni verbi latini abbiano una


pertino con
determinata costruzione: per esempio, pertino
ad + laccusativo
regge ad + l'accusativo. Questa regola pratica

esatta, tuttavia ha alle sue spalle una motivazione storica che la legittima. Il

verbo tenre, da cui deriva pertinre, in origine era un verbo di movimento

(quindi intransitivo), usato per designare il giungere, l'arrivare,

lapprodare di una nave. Anche pertinre conserva il significato concreto di

tendere verso (il prefisso per- conferisce a tenre un aspetto durativo:

lazione intesa come continuata), da cui il figurato attendere a, occuparsi

di; l'originario significato di movimento spiega pertanto perch pertino

regga un complemento di moto a luogo, che nellaccezione di attendere a

sar ovviamente da intendersi anchesso in senso figurato.

Poich l'analisi della parola non presenta nulla di significativo,

possiamo passare senz'altro ad considerare il periodo successivo:

Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas

signifcant, dictur sensus spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum

suppnit.

Ecco il medesimo testo con costruzione italianizzata e traduzione

interlineare:

Illa significato vero qua res significtae per

Quel significato invece con il quale le cose significate attraverso

265
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

voces, itrum signifcant alas res, dictur sensus spiritulis;

le parole, a loro volta significano altre cose, detto senso spirituale;

qui fundtur super litterlem, et eum suppnit.

il quale fondato sopra il letterale, e lo suppone.

Questo periodo un po' pi complesso. Abbiamo due congiunzioni

coordinative: lavversativa vero e la copulativa et. Anche i pronomi

relativi sono due: qua, riferito a significato, e


analisi del periodo qui, concordato con sensus spiritulis. I

predicati sono cinque, tutti i verbali: significtae, signifcant, dictur,

fundtur e suppnit. Per individuare le proposizioni, come al solito

cominciamo dal collegare i pronomi relativi ai rispettivi predicati: qui

fundtur evidente; qua invece a cosa va collegato?

La difficolt dovuta alla presenza di significtae: il medesimo

participio attributivo incontrato nella scorsa Lezione; concordato con res,

ma non pu essere introdotto da qua: infatti il participio attributivo traduce

una proposizione relativa senza ricorrere alluso di alcun pronome relativo.

L'attributiva significtae per


participio attributivo
incluso nella relativa voces pertanto inclusa nella
impropria relativa qua signifcant,

ovvero idealmente racchiusa al suo interno tra due virgole o parentesi.

Quest'ultima, come era avvenuto gi nel precedente periodo, una relativa

impropria, complementare indiretta strumentale di primo grado, in quanto

introdotta dall'ablativo di mezzo qua. palese che la congiunzione et

266
Sedicesima Lezione
Roma
2013
vada unita a suppnit e che la coordinazione in forma copulativa sia

rispetto alla relativa qui fundtur: quindi anche et suppnit

unattributiva di primo grado coordinata in forma copulativa alla precedente

attributiva. L'ultima proposizione rimanente sar necessariamente la

reggente, enunciativa, coordinata al periodo precedente in forma avversativa:

vero dictur.

Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, l'unica nota degna di

rilievo il complemento predicativo del


complemento
soggetto sensus spiritualis: esso si predicativo del soggetto
riferisce al soggetto illa prima significato

e va a completare il significato del predicato verbale dictur, uno dei

cosiddetti verbi appellativi, che al passivo reggono appunto il predicativo del

soggetto; in latino, si ha il cosiddetto doppio nominativo: l'uno del soggetto e

l'altro del complemento predicativo. Concludiamo con alcune osservazioni

relative all'analisi della parola e con un paio di rilievi etimologici.

La congiunzione coordinativa vero non va confusa con laggettivo

italiano vero, sebbene effettivamente derivi da verus, a, um: alla lettera, in

verit, sia in senso affermativo, certamente,

sia, come nel nostro testo, in senso avversativo, alcuni rilievi etimologici
ma (proprio come accade, del resto, anche in italiano con la congiunzione

invero). Itrum un avverbio appunto iterativo, che cio esprime

ripetizione133, di nuovo, a volte, come nel nostro caso, con sfumatura anche

avversativa, dall'altra parte, di contro. Alus, a, ud un aggettivo di prima

classe pronominale indefinito (anche la desinenza neutra ud tipica di alcuni


133In latino, ripetizione si dice iterato e ripetere iterre. Itrum non ha invece nessun legame
etimologico con iter, itinris, cammino, via, da cui l'italiano itinerario.
267
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

pronomi): significa altro (fra molti), di contro a alter, tra, trum (anch'esso

aggettivo di prima classe pronominale), un altro (fra due). Le ultime due

proposizioni relative, coordinate fra loro in forma cupolativa, sono costruite

su un gioco di parole. Infatti super litterlem fundtur significa ha come

fondamento il senso letterale, eum suppnit invece pone il senso letterale

sotto di s (supponre viene infatti da sub + ponre, porre sotto):

evidentemente avere qualcosa come il proprio fondamento la stessa cosa

che dire averlo sotto di s.

Come avevamo anticipato, Tommaso nella sua argomentazione ripete

fino alla monotonia sempre gli stessi tre termini tecnici: vox, due volte negli

ultimi due periodi appena analizzati, res, tre volte,


senso letterale e significre o significato, cinque volte. La ripetizione
senso spirituale
assicura senz'altro solidit e chiarezza

all'argomentare. LAquinate ha spiegato che nella Sacra Scrittura una sola

lettera pu avere due sensi: l'uno letterale o storico, nella misura in cui la

lettera appunto, o significante, rinvii a una realt, a un fatto o personaggio

storico134 (il primo triangolo semantico); l'altro spirituale, allorch la stessa

realt significata attraverso la lettera a sua volta diventi significante che rinvii

a un'altra realt, questa volta spirituale appunto, ovvero attinente al mistero

divino, al modo stesso di vedere di Dio (il secondo triangolo semantico). Nel

capoverso seguente, che cominceremo ad analizzare nella prossima Lezione,

134Histora calco del greco histora, vocabolo che deriva dalla radice id, comune anche, tra gli
altri, al greco ida, so in quanto ho visto, al platonico ida, la forma in quanto ci che visibile
agli occhi dellintelletto, e al latino vido: historcus pertanto colui che racconta un fatto perch

268 egli stesso lo ha visto o ne ha ascoltato il racconto da un testimone oculare.


Sedicesima Lezione
Roma
2013
Tommaso proceder a chiarire che il senso spirituale si articola a sua volta in

tre significati differenti.

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Illa ergo prima e
di Illa vero significato
Perch pertino regge ad + l'accusativo?
In Illa vero significato , perch qua pu
essere ablativo strumentale e causale, ma non
modale?
Quale coppia di significati possono avere gli avverbi
vero e itrum?
Qual la differenza di significato tra alus, a, ud e
alter, ra, rum?
Quale gioco di parole utilizza Tommaso nelle ultime
due proposizioni relative coordinate in forma
copulativa, in Illa vero significato ?
Qual la differenza tra senso letterale o storico e
senso spirituale?

269
Studio Critico della Lingua Latina
Roma
2013

ANALISI DEL PERIODO: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel
litterlis

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Ergo = congiunzione Qua (riferito a Signifcant (predicato Ergo ... pertnet
coordinativa conclusiva significato) verbale)
2 Qui (riferito a Pertnet (predicato Qua signifcant
primum sensum) verbale)
Est sensus Qui est sensus
(predicato nominale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Ergo pertnet = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma conclusiva
Ergo illa prima significato pertnet ad primum sensum (qui est sensus )

2 Qua signifcant = proposizione relativa impropria,
complementare indiretta strumentale, di I grado Qua signifcant
3 Qui est sensus = proposizione attributiva di I grado

270
Sedicesima Lezione
Roma
2013

ANALISI DELLE PROPOSIZIONI: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus
historcus vel litterlis

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Signifcant (predicato Voces Res = complemento oggetto


verbale)

Pertnet (predicato verbale) Illa prima significato (con Ergo = congiunzione


due attributi) coordinativa conclusiva

Est sensus (predicato qui (riferito a ad primum


nominale con due attributi) sensum

Complementi indiretti Complementi indiretti

Qua (riferito a prima significato) = complemento di Ad primum sensum = complemento di moto a luogo figurato (con
mezzo un attributo)

271
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus
vel litterlis

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Illa aggettivo dimostrativo ille, illa, illud concordato con significato, femminile singolare
nominativo
Ergo congiunzione coordinativa conclusiva
Prima aggettivo numerale primus, a, um, I classe concordato con significato, femminile singolare
ordinale nominativo
Significato sostantivo significato, nis, III declinazione nominativo femminile singolare
in nasale
Qua pronome relativo qui, quae, quod riferito a significato, ablativo femminile singolare
Voces sostantivo vox, vocis, III declinazione in nominativo femminile plurale
gutturale
Signifcant verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, indicativo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Res sostantivo res, rei, V declinazione accusativo femminile plurale

Pertnet verbo predicativo pertino, es, pertini, re, indicativo presente III singolare
intransitivo, II coniugazione,
difettivo

272
Sedicesima Lezione
Roma
Ad preposizione ad + accusativo = complemento 2013
di moto a luogo
Primum aggettivo numerale primus, a, um, I classe concordato con sensum, maschile singolare
ordinale accusativo
Sensum sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile singolare

Qui pronome relativo qui, quae, quod riferito a sensum, nominativo maschile singolare

Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, atematico, difettivo,
suppletivo
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

Historcus aggettivo qualificativo historcus, a, um, I classe concordato con sensus, maschile singolare
nominativo
Vel congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

Litterlis aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensus, maschile singolare
nominativo

273
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui
super litterlem fundtur, et eum suppnit

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la
termine al quale si caratterizza
riferiscono
1 Vero = congiunzione Qua (riferito a Significtae (predicato Vero ... dictur
coordinativa avversativa significato) verbale)
2 Et = congiunzione coordinativa Qui (riferito a Signifcant (predicato Qua ... signifcant
copulativa sensus spiritulis) verbale)
3 Dictur (predicato verbale) Significtae
4 Fundtur (predicato Qui ... fundtur
verbale)
5 Suppnit (predicato Et (qui) ... suppnit
verbale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
grado e il tipo
1 Vero ... dictur = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma avversativa
Vero illa significato dictur sensus spiritulis (qui fundtur <et> suppnit)
2 Qua ... signifcant = proposizione relativa impropria,
complementare indiretta strumentale, di I grado

3 Qui ... fundtur = proposizione attributiva di I grado Qua res (significtae) signifcant

4 Et (qui) ... suppnit = proposizione attributiva di I


grado coordinata alla precedente in forma copulativa
5 Significtae = proposizione attributiva di II grado

274
Sedicesima Lezione
Roma
2013

Diagramma di flusso del quinto capoverso:

Respondo

Dicendum

Quod est Deus

In cuius potestte est

Ut non solum voces accommdet (quod facre potest) < > sed (ut) etam res ipsas (accommdet)

Et ido habet hoc proprum

Quod ipsae res (significtae) signifcant cum signifcent

Ergo prima significato pertnet ad primum sensum (qui est sensus)<>Vero illa significato dictur sensus spiritulis (qui fundtur <et> suppnit)

Qua signifcant Qua res (significtae) signifcant

275
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus

spiritulis

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Dictur (predicato verbale) Illa significato (con un Sensus spiritulis = complemento Vero = congiunzione
attributo) predicativo del soggetto (con un coordinativa avversativa
attributo)

Signifcant (predicato verbale) res Alas res = complemento oggetto


(con un attributo)

Significtae (predicato verbale) (Riferito a res)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Itrum = avverbio iterativo Per voces = complemento di mezzo

Qua (riferito a illa significato)= complemento o di


mezzo

276
Sedicesima Lezione
Roma
2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Qui super litterlem fundtur et eum suppnit

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Fundtur (predicato verbale) Qui (riferito a sensus


spiritulis)

Suppnit (predicato verbale) Qui (sottinteso e riferito a Eum = complemento oggetto Et = congiunzione coordinativa
sensus spiritulis) copulativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

Super litterlem = complemento di stato in luogo

277
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui
super litterlem fundtur, et eum suppnit

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Illa aggettivo dimostrativo ille, illa, illud concordato con significato, femminile singolare
nominativo
Vero congiunzione coordinativa avversativa

Significato sostantivo significato, nis, III declinazione nominativo femminile singolare


in nasale
Qua pronome relativo qui, quae, quod riferito a significato, ablativo femminile singolare
res sostantivo res, rei, V declinazione nominativo femminile plurale

Significtae verbo con funzione signifco, as, vi, tum, re, participio, concordato con res, passato, femminile plurale
attributiva transitivo passivo, I nominativo
coniugazione, I classe
Per preposizione per + accusativo = complemento
di mezzo
Voces sostantivo vox, vocis, III declinazione in accusativo femminile plurale
gutturale
Itrum avverbio iterativo
Res sostantivo res, rei, V declinazione accusativo femminile plurale
Alas aggettivo indefinito alus,a, ud, I classe pronominale concordato con res, accusativo femminile plurale

278
Sedicesima Lezione
Roma
Signifcant verbo predicativo signifco, as vi, tum, re, indicativo presente III plurale 2013
transitivo attivo, I coniugazione
Dictur verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, -re, indicativo presente III singolare
transitivo passivo, III
coniugazione
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

Spiritulis aggettivo qualificativo spiritulis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensus, maschile singolare
nominativo

Qui pronome relativo qui, quae, quod riferito a sensus, nominativo maschile singolare
Super preposizione super + accusativo =
complemento di stato in luogo
Litterlem pronome qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensum maschile singolare
sottinteso, accusativo
Fundtur verbo predicativo fundo, as, vi, tum, re, indicativo presente III singolare
transitivo passivo, I coniugazione
Et congiunzione coordinativa copulativa
Eum pronome is, ea, id riferito a (sensum) litterlem, maschile singolare
determinativo accusativo
Suppnit verbo predicativo suppno, is, posi, postum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione

279
Roma 2013

Diciassettesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
la coniugazione del perfetto indicativo passivo
a riconoscere il participio futuro
a identificare e definire cosa sia una proposizione
incidentale
quali sono i tre sensi spirituali della Sacra Scrittura
che cosa sia l'interpretazione tipologica

Come anticipato, il senso spirituale si suddivide a sua volta in tre

significati distinti:

Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur.

Ecco la costruzione italianizzata con traduzione interlineare:

Autem hic sensus spiritulis dividtur trifaram.

Ma questo senso spirituale si divide in triplice forma.

L'analisi del periodo ovviamente non occorre di farla: c' un'unica

proposizione, reggente enunciativa, coordinata al


trifaram
precedente capoverso in forma avversativa (autem).

Anche l'analisi della proposizione semplicissima: soggetto, hic sensus

spiritulis, predicato verbale, dividtur, complemento di modo, trifaram.

280
Trifaram, come il quadrifaram che incontrammo all'inizio del secondo
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

capoverso del testo di San Tommaso, un aggettivo numerale moltiplicativo,

in caso accusativo non perch complemento oggetto (il quale non sarebbe

potuto esserci, dal momento che il predicato un verbo passivo), ma in

quanto avverbio ( il cosiddetto accusativo avverbiale o alla greca), in genere

femminile e numero singolare perch concordato con il sottinteso partem.

Nel periodo seguente, lAquinate esplicita il primo dei tre sensi

spirituali:

Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis.

La costruzione italianizzata richiede appena un paio di spostamenti:

Sicut enim dicit Apostlus, vetus lex est figra legis novae.

Come infatti dice l'Apostolo, l'antica legge figura della nuova legge.

La citazione di San Paolo non relativa a un passo in particolare; si

riferisce piuttosto ai capitoli dal settimo al decimo della Lettera agli Ebrei,

laddove Cristo viene interpretato quale compimento della prima alleanza, la

quale era soltanto figura della seconda e


linterpretazione tipologica
definitiva. Questo modo di interpretare

l'Antico Testamento nell'esegesi cristiana avrebbe assunto il nome di tipologia.

Figra infatti nell'originale greco dell'Apostolo tpos: derivato dal verbo

tpto, battere, percuotere, indicava genericamente un marchio, sigillo,

quindi anche una figura scolpita, bassorilievo e ancora pi in generale un

modello, esemplare, un tipo appunto. Quando San Paolo scrive che

281
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Adamo figura (tpos) di colui che doveva venire (Rm 5,14) interpreta il

primo uomo come modello, anticipazione dell'uomo nuovo, il Cristo. In

generale, per tipologia si intende quell'interpretazione secondo la quale un

personaggio o un episodio della storia biblica viene inteso come

prefigurazione di ci che si sarebbe compiuto in Ges: cos ad esempio

Adamo, il primo uomo, figura di Cristo, il primogenito della nuova

creazione; o ancora, il sacrificio di Isacco figura del sacrificio di Ges. La

specificit dell'interpretazione tipologica che ci che figura, ad esempio

Adamo o il sacrificio di Isacco, conserva la sua piena storicit e verit, ma al

tempo stesso trova compimento solo in Cristo: ecco che, come anticipato nella

dottrina del doppio triangolo semantico


il primo senso spirituale: illustrata nella precedente Lezione, un
allegorico
personaggio o fatto storico, ossia una res,

diviene vox, significante di unaltra res, Cristo stesso. Questo primo senso,

secondo il quale l'antica alleanza diventa figura della nuova alleanza,

Tommaso, come vedremo, lo definisce allegorico.

Sicut, alla lettera cos (sic) come (ut), una congiunzione

subordinativa incidentale: viene detta incidentale un'osservazione o un

commento di chi parla o scrive, inserito


le proposizioni appunto a mo di inciso, ovvero di
incidentali
espressione che pu essere tagliata, incisa,

e tolta dalla frase, in quanto costituisce unaggiunta autonoma rispetto al

periodo (per questo sempre racchiusa tra due virgole, o parentesi, o

trattini). La proposizione reggente pertanto enim est figra, enunciativa

282
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

coordinata al periodo precedente in forma esplicativa. Sicut dicit invece

la complementare indiretta incidentale di primo grado.

Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni e della parola, c' poco

da dire. Figra est un predicato nominale: risponde infatti alla domanda

che cosa l'antica legge?. Vetus aggettivo qualificativo di seconda classe

a una sola uscita (per questo motivo, sui dizionari, oltre al nominativo, viene

indicato, unica eccezione tra gli aggettivi, il genitivo singolare: vetus, vetris);

come forse si ricorder, ha la particolarit di uscire allablativo singolare in e,

in um al genitivo plurale e in a nei casi retti del neutro plurale. Legis infine

un sostantivo di terza declinazione in gutturale: lex, legis.

Nel periodo successivo, Tommaso presenta il secondo senso spirituale:

Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est

figra futrae glorae.

La costruzione italianizzata richiede solo un'inversione di posizione alla

fine:

Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Hierarcha Ecclesiastca,

E la stessa nuova legge, come dice Dionigi nella Gerarchia Ecclesiastica,

est figra glorae futrae.

figura della gloria futura.

283
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

La citazione dalla Gerarchia Ecclesiastica ancora meno testuale, pi

generica del precedente riferimento a san

Paolo; ci nondimeno, il senso chiaro:


il secondo senso spirituale:
come l'Antico Testamento vox, significante, anagogico

figura che rinvia al Nuovo Testamento, cos lo stesso Nuovo Testamento diventa

segno che rimanda alla gloria futura, alla vita eterna. Tommaso, come

vedremo, chiama questo secondo senso anagogico.

Anche le analisi di questo periodo non presentano alcuna difficolt.

Vale solamente la pena osservare che futrus, a, um, qui utilizzato come

aggettivo, il participio futuro del verbo sum,


participio futuro
formato dalla radice suppletiva fu e dal

suffisso proprio del participio futuro -r-. Il participio futuro semplicemente

un participio che esprime un'azione che si svolge al futuro rispetto al tempo

della reggente; si declina come un aggettivo di prima classe e ha sempre

valore attivo. Futrae quindi participio nominale, con funzione di

attributo di glorae.

Ecco infine il terzo senso spirituale135:

In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum

quae nos agre debmus.

La traduzione interlineare con costruzione italianizzata la seguente:

135Stupir forse il ripetuto uso dei due punti per separare gli ultimi tre periodi che siamo venuti
esaminando. Si tenga tuttavia conto che in generale la punteggiatura nei testi antichi o assente o

284 segue criteri meno rigorosi e definiti rispetto a oggi.


Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Etam in nova lege, ea quae sunt gesta in capte,

Anche nella nuova legge, quelle cose che sono state compiute nel capo,

sunt signa erum quae nos debmus agre.

sono segni di quelle che noi dobbiamo fare.

Come dunque lo stesso Nuovo Testamento


il terzo senso spirituale:
pu essere inteso quale figura della gloria
morale
futura, esso pu altres infine essere segno,

ossia significare le norme di comportamento da seguire: si tratta

evidentemente del senso morale. Non a caso, Tommaso utilizza due verbi

propri dell'ambito morale: agre infatti designa lagire, ovvero le azioni, il

modo di comportarsi; il modale debre invece allude alla facolt tipicamente

umana di imporsi un determinato modo di essere sulla base di considerazioni

razionali o affettive: il senso del dovere appunto. L'espressione in capte fa

poi riferimento evidentemente all'immagine paolina di Cristo-capo (cfr. Ef

4,15; Col 1,18; 2,19): la vita, le azioni, le gesta di Ges narrate nei Vangeli

fungono da exemplum, modello per la nostra stessa vita.

Dall'analisi del periodo possibile rilevare due proposizioni attributive,

che servono a esplicitare il significato di due pronomi determinativi, ea e

erum, rispettivamente soggetto e complemento di specificazione del

predicato nominale della reggente.

Per il resto, vale solo la pena annotare che caput, tis sostantivo neutro

della terza declinazione (in dentale, ma con un nominativo e genitivo

singolare ben diverso dal modello di multiplictas, tis) e che sunt gesta il

285
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

perfetto indicativo passivo del verbo gerre, verbo che incontrammo gi nel

passo di Gregorio Magno citato da Tommaso. Il perfetto indicativo passivo

una delle poche forme verbali latine composte, formata dal participio passato

+ il verbo sum coniugato all'indicativo presente


il perfetto
indicativo passivo (non si faccia confusione con l'italiano, lingua

nella quale i tempi composti sono pi

numerosi: nella diatesi passiva, l'ausiliare essere al tempo presente utilizzato

per la formazione del presente indicativo passivo e non del passato). Per

maggiore chiarezza, riportiamo comunque la flessione del perfetto indicativo

passivo latino:

Indicativo Perfetto Passivo


1a coniugazione in 2a coniugazione in 3a coniugazione 4a coniugazione

-re -re in -re in re

1a singolare significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um inventus, a, um

sum sum sum sum

2a singolare significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um inventus, a, um

es es es es

3a singolare significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um inventus, a, um

est est est est

1a plurale significti, ae, a responsi, ae, a gesti, ae, a inventi, ae, a

sumus sumus sumus sumus

2a plurale significti, ae, a responsi, ae, a gesti, ae, a inventi, ae, a

estis estis estis estis

3a plurale significti, ae, a responsi, ae, a gesti, ae, a inventi, ae, a

286
sunt sunt sunt sunt
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Ancora due parole sul titolo dellopera di Dionigi citata dallAquinate,

Ecclesiastca Hierarcha. Ecclesiastcus aggettivo da ecclesa, il quale calco

dellomonimo vocabolo greco, formato da ek +

ecclesa e hierarcha kalin, chiamare fuori da, quindi

convocare: la Chiesa appunto ladunanza, lassemblea del popolo di Dio

convocato da Cristo (del resto, in maniera analoga, anche sinagoga viene da

sn + ghein, condurre insieme, quindi radunare). Il greco hierarcha

invece composto da hier + archin, guidare le cose sacre, cosicch

propriamente designa linsieme ben strutturato dei sacerdoti. Nello pseudo-

Dionigi per, che interpreta hierarcha nel senso di ordine sacro, indica

piuttosto la disposizione ontologica, i diversi gradi dellessere ordinati da Dio

stesso e immutabili.

Nella prossima Lezione, leggeremo il testo nel quale San Tommaso

assegna il nome ai tre sensi spirituali appena introdotti.

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Hic autem , di
Sicut enim dicit , di Et ipsa nova lex e di
In nova etam lege
Come si forma il perfetto indicativo passivo in latino?
Coniugare al perfetto indicativo passivo quattro verbi
a piacere
Che cos' il participio futuro? Come si forma?
Che cos' una proposizione incidentale? Perch si
chiama cos?
Quali sono i tre sensi spirituali della Sacra Scrittura
secondo san Tommaso ?
Cosa si intende per interpretazione tipologica?
Qual il significato etimologico di chiesa e di
gerarchia?
287
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Hic autem sensus spiritualis trifaram dividtur

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Autem = congiunzione Dividtur Autem ... dividtur
coordinativa avversativa (predicato
verbale)
2

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Autem ... dividtur = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma avversativa

288
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Dividtur (predicato verbale) Hic sensus spiritulis (con Autem = congiunzione


due attributi) coordinativa avversativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

Trifaram = complemento di modo

289
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Hic aggettivo dimostrativo hic, haec, hoc concordato con sensus, maschile singolare
nominativo

Autem congiunzione coordinativa avversativa


Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

Spiritulis aggettivo qualificativo spiritualis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensus, maschile singolare
nominativo
Trifaram avverbio di modo
Dividtur verbo predicativo divdo, is, divsi, divsum, re, indicativo presente III singolare
transitivo passivo, III
coniugazione

290
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Sicut = congiunzione Dicit (predicato Sicut ... dicit
subordinativa incidentale verbale)
2 Enim = congiunzione Figura est Enim ... figra est
coordinativa esplicativa (predicato
nominale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Enim ... figura est = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma esplicativa Enim ... figra est

Sicut ... dicit
2 Sicut ... dicit = proposizione complementare indiretta
incidentale di primo grado

291
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Dicit (predicato verbale) Apostlus Sicut = congiunzione


subordinativa incidentale

Figra est (predicato Lex vetus (con un Enim = congiunzione


nominale) attributo) coordinativa esplicativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

Novae legis = complemento di specificazione del


predicato nominale (con un attributo)

292
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Sicut congiunzione subordinativa incidentale


Enim congiunzione coordinativa esplicativa
Dicit verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione
Apostlus sostantivo apostlus, i, II declinazione nominativo maschile singolare
Lex sostantivo lex, legis, III declinazione in nominativo femminile singolare
gutturale
Vetus aggettivo qualificativo vetus, vetris, II classe a 1 uscita concordato con lex, nominativo femminile singolare

Figra sostantivo figra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare


Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, suppletivo,
atematico
Novae aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe concordato con legis, genitivo femminile singolare

Legis sostantivo lex, legis, III declinazione in genitivo femminile singolare


gutturale

293
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Et = congiunzione coordinativa Dicit (predicato Et ... est figra
copulativa verbale)
2 Ut = congiunzione Est figra Ut ... dicit
subordinativa incidentale (predicato
nominale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Et ... est figra = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma copulativa Et ... est figra

Ut ... dicit
2 Ut dicit = proposizione complementare indiretta
incidentale di primo grado

294
Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Dicit (predicato verbale) Dionysus Ut = congiunzione


subordinativa incidentale

Est figra (predicato Ipsa nova lex (con due Et = congiunzione coordinativa
nominale) attributi) copulativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

In Ecclesiastca Hierarcha = complemento di stato in Futrae glorae = complemento di specificazione del predicato
luogo (con un attributo) nominale (con un attributo)

295
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Et congiunzione coordinativa copulativa


Ipsa aggettivo ipse, ipsa, ipsum coordinato con lex, nominativo femminile singolare
determinativo
Nova aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe coordinato con lex, nominativo femminile singolare

Lex sostantivo lex, legis, III declinazione in nominativo femminile singolare


gutturale
Ut congiunzione subordinativa incidentale
Dicit verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione
Dionysus sostantivo Dionysus, i, II declinazione nominativo maschile singolare
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Ecclesiastca aggettivo qualificativo ecclesiastcus, a, um, I classe coordinato con Hierarcha, femminile singolare
ablativo
Hierarcha sostantivo hierarcha, ae, I declinazione ablativo femminile singolare

Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettiva, atematica,
suppletiva

296
Diciassettesima Lezione
Roma 2013
Figra sostantivo figra, ae, I declinazione nominativo femminile singolare
Futrae aggettivo qualificativo futrus, a, um, I classe concordato con glorae, femminile singolare
genitivo
Glorae sostantivo glora, ae, I declinazione genitivo femminile singolare

297
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Etam= congiunzione Quae (riferito a ea) Sunt gesta Quae ... sunt gesta
coordinativa copulativa (predicato
verbale)
2 Quae (riferito a Sunt signa Etam sunt signa
erum) (predicato
nominale)
3 Agre debmus Quae ... agre debmus
(predicato
verbale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Etam sunt signa = proposizione reggente
enunciativa coordinata al periodo precedente in forma
copulativa Etam ea (quae ... sunt gesta) sunt signa erum (quae ... agre debmus)
Quae ... sunt gesta = proposizione attributiva di I grado

3 Quae ... agre debmus = proposizione attributiva di I


grado

298
Diciassettesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Sunt gesta (predicato quae (riferito a ea)


verbale)

Etam = congiunzione
Sunt signa (predicato Ea coordinativa copulativa
nominale)

Agre debmus (predicato nos Quae (riferito a erum) =


verbale, con verbo modale) complemento oggetto

Complementi indiretti Complementi indiretti

In capte = complemento di stato in luogo

In nova lege = complemento di stato in luogo (con un Erum = complemento di specificazione del predicato nominale
attributo)

299
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

In preposizione in + ablativo = complemento di


stato in luogo
Nova aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe concordato con lege, ablativo femminile singolare
Etam congiunzione coordinativa copulativa
Lege sostantivo lex, legis, III declinazione in ablativo femminile singolare
gutturale
Ea pronome is, ea, id nominativo neutro plurale
determinativo
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito a ea, nominativo neutro plurale
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Capte sostantivo caput, tis, III declinazione ablativo neutro singolare
Sunt gesta verbo predicativo gero, is, gessi, gestum, re, indicativo perfetto III plurale
transitivo passivo, III
coniugazione
Sunt verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Signa sostantivo signum, i, II declinazione nominativo neutro plurale
Erum pronome is, ea, id genitivo neutro plurale
determinativo

300
Diciassettesima Lezione
Roma 2013
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito a erum, accusativo neutro plurale
Nos pronome personale nos, nostrum/i, nobis, nos, nobis nominativo comune136 I plurale
Agre verbo predicativo ago, is, egi, actum, re, transitivo infinito presente
attivo, III coniugazione
Debmus verbo modale debo, es, debi, debtum, re, indicativo presente I plurale
transitivo attivo, II coniugazione

136 Con comune si intende che il pronome pu essere usato sia come femminile sia come maschile.
301
Roma 2013

Diciottesima Lezione
In questa Lezione impareremo:
a identificare il complemento di pertinenza
a utilizzare un criterio fornito da Aristotele per
distinguere tra soggetto e predicato nominale
a conoscere l'etimologia dei termini allegoria e
anagogia

Ecco dunque la definizione del primo senso spirituale:

Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae

sunt novae legis, est sensus allegorcus.

La costruzione italianizzata comporta laggiunta di un pronome

dimostrativo:

Ergo secundum quod ea quae sunt vetris legis,

Quello dunque secondo il quale quelle cose che sono dell'antica legge,

signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus.

significano quelle che sono della nuova legge, il senso allegorico.

Gi sappiamo che il senso allegorico quello in base al


allegoria
quale un personaggio o un episodio dell'Antico Testamento

viene interpretato anche quale prefigurazione di Cristo. In effetti, il termine

302
Diciottesima Lezione
Roma 2013

allegoria137 viene dal greco llos, altro + agoryein, parlare, quindi dire

qualcosa per indicarne un'altra.

L'analisi del periodo presenta la medesima difficolt che incontrammo

all'inizio del quarto capoverso. Se infatti ci domandiamo


analisi del periodo
a quale vocabolo si riferisca il pronome relativo quod,

non troviamo risposta nel testo. Il fatto che esso si riferisce a un pronome

dimostrativo o determinativo sottinteso, o forse sarebbe meglio dire assorbito

nel relativo. Quel pronome invece lo troviamo nella traduzione italiana,

quello, perch, come avemmo gi modo di rilevare, il relativo nelle lingue

moderne sintatticamente pi debole che in latino; in particolare, in italiano,

deve sempre seguire immediatamente il termine al quale si riferisce. Chiarito

ci, il resto dell'analisi semplice: abbiamo una reggente enunciativa

coordinata al periodo precedente in forma conclusiva, ergo est sensus,

una relativa impropria, complementare indiretta modale di primo grado,

secundum quod signifcant, e due attributive che esplicitano

rispettivamente il significato della soggetto, quae sunt vetris legis, e del

complemento oggetto, quae sunt novae legis, della modale.

Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, evidente che l'ultimo

est abbia valore di copula; qual tuttavia il


soggetto e
soggetto e quale il nome del predicato in quello
predicato nominale
il senso allegorico? La disposizione delle

parole suggerirebbe di intendere quello come soggetto. Se per si tiene

conto dell'insegnamento di Aristotele, secondo il quale il soggetto ci che

non conosciamo, mentre il predicato nominale aggiunge una qualche


137Si ricordi che in italiano viene adottato l'accento greco e non quello latino, come del resto
avviene spesso nei sostantivi che terminano in ia.
303
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

informazione a proposito del soggetto, allora dovremo considerare soggetto

il senso allegorico: esso infatti ci che andiamo cercando e del quale ci

viene fornita una definizione.

Gli altri due sunt sono seguiti invece da un genitivo. Non possono

quindi essere verbi copulativi; sono piuttosto


complemento predicati verbali con il significato di
di pertinenza
appartenere a, essere proprio di. I genitivi

infatti traducono il complemento di pertinenza, il quale risponde appunto

alla domanda proprio di chi?. Per quanto riguarda infine secundum

quod, gi vedemmo che secundum + laccusativo in Tommaso pu essere

interpretato come complemento sia di modo sia di limitazione.

Sintatticamente analoga alla prima, la definizione del secondo senso

spirituale:

Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae

Christum signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus

morlis.

La costruzione italianizzata del medesimo periodo suona cos:

Vero secundum quod ea quae sunt facta in Christo,

Quello invece secondo il quale quelle cose che sono state fatte in Cristo,

vel in his quae signifcant Christum, sunt signa

o in queste che significano Cristo, sono segni

304
Diciottesima Lezione
Roma 2013

erum quae nos debmus agre, est sensus morlis

di quelle che noi dobbiamo fare, il senso morale.

Come dicevamo, questo periodo ricalca sintatticamente il precedente;

l'unica variazione la sostituzione del predicato verbale signifcant con il

nominale sunt signa: evidentemente per, dal


le cose che
punto di vista semantico, ci non comporta significano Cristo
assolutamente alcuna differenza. Inoltre vi un'attributiva in pi, che serve a

esplicitare in his, concordato in forma disgiuntiva inclusiva138 a in Christo.

Qui la difficolt, pi che di ordine sintattico, relativa al senso della frase:

cosa significa infatti o in queste che significano Cristo? La risposta tuttavia

non ardua: ricordando infatti che, in base al senso allegorico, personaggi o

episodi della Sacra Scrittura possono rinviare a Cristo, ebbene, argomenta

Tommaso, quegli stessi personaggi e episodi, proprio per questo loro essere

figure di Cristo, possono essere interpretati anche in senso morale, quali

modelli da imitare, cos come avviene per Cristo stesso.

Per quanto riguarda l'analisi delle parole, l'unica osservazione degna di

rilievo riguarda sunt facta: dopo sunt gesta, si


indicativo
tratta del secondo indicativo perfetto passivo che
perfetto passivo
incontriamo. Esso dunque formato dal verbo sunt

con funzione di ausiliare + il participio passato facta, concordato in genere,

numero e caso con il soggetto quae, come avverrebbe anche per il nome di

un predicato nominale.

Si ricordi che una congiunzione disgiuntiva, che cio serve a separare, detta inclusiva quando i
138

due termini disgiunti, anzich escludersi, sono sinonimi o comunque facenti parte di un insieme
comune.
305
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Ecco infine la breve definizione del terzo senso spirituale:

Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus

anagogcus.

La costruzione italianizzata richiede solamente uno scambio di

posizione nei vocaboli che formano il complemento di stato in luogo:

Prout vero signifcant ea quae sunt in glora aeterna,

In quanto invece significano quelle cose che sono nella gloria eterna,

est sensus anagogcus.

il senso anagogico.

Qui san Tommaso si concede una variazione sintattica: la proposizione

relativa impropria con valore modale viene sostituita


prout
da una complementare indiretta modale vera e

propria, introdotta dalla congiunzione prout, la quale, proprio come

secundum + laccusativo, si lascia bene interpretare anche con il valore di

limitazione.

Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, una piccola difficolt

sorge intorno al soggetto di signifcant: esso infatti costituito dal soggetto

della precedente relativa impropria, ea, compresa l'attributiva che

esplicitava il significato del pronome determinativo ea, quae in Christo sunt

facta, vel in his quae Christum signifcant.

306
Diciottesima Lezione
Roma 2013

Il verbo sunt ha ancora una volta valore di

anagogia predicato verbale, con il significato di stare, risiedere:

seguito infatti dal complemento di stato in luogo in aeterna

glora. L'espressione futrae glorae dunque qui sostituita da in aeterna

glora: in entrambi i casi, il riferimento chiaramente alle realt ultime, ai

novissma. Infatti anagogia viene dal greco an, in alto + gein, condurre:

appunto l'interpretazione che eleva il senso di un personaggio o di un

episodio biblico alle realt celesti, alla vita eterna.

Nell'ultima Lezione, leggeremo e analizzeremo il settimo capoverso

dellarticlus decmus, nel quale lAquinate aggiunge che nella Sacra Scrittura

perfino il medesimo senso letterale pu avere pi di un significato.

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Secundum ergo
quod, di Secundum vero quod e di Prout
vero
Coniugare al perfetto indicativo passivo i verbi
gerre e facre
Qual il termine al quale si riferiscono i due
secundum quod?
Perch sensus allegorcus e sensus morlis
meglio interpretarli come soggetto piuttosto che
come predicato nominale?
In che senso in his coordinato in forma
disgiuntiva inclusiva a in Christo?
A quale domanda risponde il complemento di
pertinenza?
Qual il significato etimologico di allegoria e
anagogia?

307
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il termine introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
al quale si riferiscono
1 Ergo = congiunzione Secundum quod (riferito Sunt (predicato Quae ... sunt
coordinativa conclusiva a sottinteso id) verbale)

2 Quae (riferito a ea Signifcant (predicato Secundum quod ... signifcant


soggetto) verbale)
3 Quae (riferito a ea Sunt (predicato Quae ... sunt
complemento oggetto) verbale)
4 Est (id) (predicato Ergo ... est (id)
nominale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Ergo ... est (id) = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma conclusiva Ergo ... est (id)

2 Secundum quod ... signifcant = proposizione relativa secundum quod ea (quae ... sunt) signifcant ea (quae ... sunt)
impropria complementare indiretta modale I grado

3 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

4 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

308
Diciottesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus
allegorcus
Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori
(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Sunt (predicato verbale) Quae (riferito a ea soggetto)

Signifcant (predicato Ea Ea = complemento oggetto


verbale)

Sunt (predicato verbale) Quae (riferito a ea complemento


oggetto)

Est (id) (predicato nominale) Sensus allegorcus (con un attributo) Ergo = congiunzione
coordinativa conclusiva
Complementi indiretti Complementi indiretti

Secundum quod (riferito a sottinteso id) =


complemento di modo

Vetris legis = complemento di pertinenza (con un Novae legis = complemento di pertinenza (con un attributo)
attributo)
309
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Secundum preposizione secundum + accusativo =


complemento di modo

Ergo congiunzione coordinativa conclusiva


Quod pronome relativo qui, quae, quod riferito a un sottinteso id, neutro singolare
accusativo
Ea pronome is, ea, id nominativo neutro plurale
determinativo
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito al precedente ea, neutro plurale
nominativo
Sunt verbo predicativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Vetris aggettivo qualificativo vetus, vetris, II classe a 1 uscita concordato con legis, genitivo femminile singolare

Legis sostantivo lex, legis, III declinazione in genitivo femminile singolare


gutturale
Signifcant verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, indicativo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Ea pronome is, ea, id accusativo neutro plurale

310
determinativo
Diciottesima Lezione
Roma 2013
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito al precedente ea, neutro plurale
nominativo
Sunt verbo predicativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Novae aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe concordato con legis, genitivo femminile singolare

Legis sostantivo lex,legis, III declinazione in genitivo femminile singolare


gutturale
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare
Allegorcus aggettivo qualificativo allegorcus, a, um, I classe concordato con sensus, maschile singolare
nominativo

311
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DEL PERIODO: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum
quae nos agre debmus, est sensus morlis

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il termine introdotta e il predicato verbale o nominale che la
al quale si riferiscono caratterizza
1 Vero = congiunzione Secundum quod (riferito a Sunt facta (predicato verbale) Vero ... est (id)
coordinativa avversativa un sottinteso id)
2 Quae (riferito al Signifcant (predicato Secundum quod ... sunt signa
precedente ea) verbale)
3 Quae (riferito al Sunt signa (predicato Quae ... sunt facta
precedente his) nominale)
4 Quae (riferito al Agre debmus (predicato Quae ... signifcant
precedente erum) verbale)
5 Est (id) (predicato nominale) Quae ... agre debmus
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo Vero ... est (id)
1 Vero ... est (id) = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma avversativa Secundum quod ea (quae ... sunt facta in his (quae ... signifcant)) sunt signa erum
2 Secundum quod ... sunt signa = proposizione relativa (quae ... agre debmus)
impropria complementare indiretta modale di I grado
3 Quae ... sunt facta = proposizione attributiva di II grado

4 Quae ... agre debmus = proposizione attributiva di II


grado
5 Quae ... signifcant = proposizione attributiva di III
grado

312
Diciottesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa

erum quae nos agre debmus, est sensus morlis

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)
Sunt facta (predicato Quae (riferito al Vel = congiunzione
verbale) precedente ea) coordinativa disgiuntiva
inclusiva

Signifcant (predicato Quae (riferito al Christum = complemento


verbale) precedente his) oggetto

Sunt signa (predicato Ea


nominale)

Agre debmus (predicato Nos Quae (riferito al precedente


verbale con verbo modale) erum) = complemento
oggetto

Est (id) (predicato nominale) Sensus morlis (con un Vero = congiunzione


attributo) coordinativa avversativa

Complementi indiretti Complementi indiretti

Secundum quod (riferito a un sottinteso id) = Erum = complemento di specificazione del predicato nominale
complemento di modo
In Christo = complemento di stato in luogo In his = complemento di stato in luogo
313
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum
quae nos agre debmus, est sensus morlis

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)
Secundum preposizione secundum + accusativo =
complemento di modo
Vero congiunzione coordinativa avversativa
Quod pronome relativo qui, quae, quod riferito a un id sottinteso, neutro singolare
accusativo
Ea pronome is, ea, id nominativo neutro plurale
determinativo
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito al precedente ea, neutro plurale
nominativo
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Christo sostantivo Christus, i, II declinazione ablativo maschile singolare
Sunt facta verbo predicativo faco, is, feci, factum, re, indicativo perfetto III plurale
transitivo passivo, in o della III
Vel congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

In preposizione in + ablativo = complemento di


stato in luogo

314
Diciottesima Lezione
Roma 2013
His pronome dimostrativo hic, haec, hoc ablativo neutro plurale
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito al precedente his, neutro plurale
nominativo
Christum sostantivo Christus, i, II declinazione accusativo maschile singolare
Signifcant verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, indicativo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Sunt verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Signa sostantivo signum, i, II declinazione nominativo neutro plurale

Erum pronome is, ea, id genitivo neutro plurale


determinativo
Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito al precedente erum, neutro plurale
accusativo
Nos pronome personale nos, nostri/nostrum, nobis, nos, nominativo comune I plurale
nobis
Agre verbo predicativo ago, is, egi, actum, re, transitivo infinito presente
attivo, III coniugazione
Debmus verbo modale debo,es, debi, debtum, re, indicativo presente I plurale
transitivo attivo, II coniugazione
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

Morlis aggettivo qualificativo morlis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensus, maschile singolare
nominativo

315
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui
specificando il introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Prout = congiunzione Quae (riferito a ea) Signifcant (predicato Prout ... significant
subordinativa modale verbale)
2 Vero = congiunzione Sunt (predicato Quae ... sunt
coordinativa avversativa verbale)
3 Est (id) (predicato Vero ... est (id)
nominale)
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Vero ... est (id) = proposizione reggente enunciativa
coordinata al periodo precedente in forma avversativa Vero ... est (id)


2 Prout ... signifcant = proposizione complementare
indiretta modale di I grado
Prout ... signifcant ea (quae ... sunt)
3 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

316
Diciottesima Lezione
Roma 2013
Diagramma di flusso del sesto capoverso:

Autem ... dividtur Enim ... figra est Et ... est figra Etam ea (quae ... sunt gesta) sunt signa erum (quae ... agre debmus)


Sicut ... dicit Ut ... dicit

Ergo ... est (id) Vero ... est (id) Vero ... est (id)

secundum quod ea Secundum quod ea Prout ... signifcant ea (quae ... sunt)
(quae ... sunt) signifcant ea (quae ... sunt facta in his
(quae ... sunt) (quae ... signifcant)) sunt signa erum
(quae ... agre debmus)

317
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Significant (predicato (ea quae in Christo sunt facta, Ea = complemento oggetto Prout = congiunzione
verbale) vel in his quae Christum subordinativa modale
signifcant) (sottinteso)

Sunt (predicato verbale) Quae (riferito a ea)

Est (id) (predicato nominale) sensus anagogcus (con un


attributo)

Complementi indiretti Complementi indiretti

In glora aeterna = complemento di stato in luogo (con un


attributo)

318
Diciottesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus
Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona
(sostantivo, verbo, aggettivo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola pronome, avverbio, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
congiunzione, preposizione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
esclamazione) Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
(aggettivi, pronomi)

Prout congiunzione subordinativa modale


Vero congiunzione coordinativa avversativa

Signifcant verbo predicativo signifco, as, vi, tum, re, indicativo presente III plurale
transitivo attivo, I coniugazione
Ea pronome determinativo is, ea, id accusativo neutro plurale

Quae pronome relativo qui, quae, quod riferito a ea, nominativo neutro plurale
Sunt verbo predicativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Aeterna aggettivo qualificativo aeternus, a, um, I classe concordato con glora, ablativo femminile singolare

Glora sostantivo glora, ae, I declinazione ablativo femminile singolare

Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare
Anagogcus aggettivo qualificativo anagogcus, a, um, I classe concordato con sensus, maschile singolare

319
nominativo
Roma 2013

Diciannovesima lezione
In questa Lezione impareremo:
che cosa e come formato il periodo ipotetico
i tre significati che possono convivere nella congiunzione
subordinatva ut
come la congiunzione coordinativa autem possa
introdurre una proposizione subordinata
come etam possa equivocamente essere intesa sia
come congiunzione coordinativa copulativa sia come
avverbio rafforzativo
ad apprezzare alcune etimologie

Ecco il testo del settimo capoverso dellarticlus decmus:

Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem

Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit:

non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem

sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus.

La costruzione italianizzata di questo lungo periodo richiede poche

variazioni:

Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit:

Poich per il senso letterale quello che lautore intende:

autem auctor Sacrae Scriptrae est Deus, qui comprehendit omna

320 ma lautore della Sacra Scrittura Dio, che comprende tutte le cose
Diciannovesima Lezione
Roma 2013

simul suo intellectu: non est inconvenens, ut dicit

simultaneamente con il suo intelletto: non sconveniente, come dice

Augustnus, si etam secundum sensum litterlem sensus

Agostino, se anche secondo il senso letterale i sensi

in una littra Scriptrae sint plures.

in una sola lettera della Scrittura siano molteplici.

Anche quest'ultima citazione, relativa presumibilmente al capitolo

trentunesimo del dodicesimo libro delle

Confessioni, non testuale. Ci tuttavia non gli stessi significati letterali


possono essere pi di uno
toglie nulla alla chiarezza dell'argomentazione

di Tommaso: sulla base dell'autorit di sant'Agostino, possibile affermare

che Dio, come capace di veicolare tre differenti sensi spirituali per mezzo di

un'unica lettera, cos pu persino attribuire al medesimo testo della Sacra

Scrittura pi significati letterali.

Si tratta probabilmente del periodo pi lungo che abbiamo finora

incontrato. Ci nonostante, la sua analisi non

dovrebbe pi presentare ormai particolari difficolt. analisi del periodo

Le congiunzioni sono quattro: la subordinativa causale quia, la coordinativa

avversativa autem, e altre due subordinative, l'incidentale ut e la

condizionale si. I pronomi relativi sono due: quem e qui. Quest'ultimo si

riferisce evidentemente al precedente Deus; invece quem, pur

concordando in genere e numero con sensus, si riferisce ancora una volta a

321
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

un pronome dimostrativo o determinativo, per esempio un is, sottinteso, o

meglio assorbito nel relativo stesso, reso in forma esplicita nella traduzione in

italiano, quello. I predicati sono sette: la copula est, che in base

all'insegnamento di Aristotele ricordato nella Lezione precedente

considereremo formare un predicato nominale insieme al sottinteso is

piuttosto che in unione con sensus litterlis (infatti il senso letterale ci

che non conosciamo e pertanto soggetto); altri due predicati nominali,

Deus est e non est inconvenens; quindi i


plures sint sensus verbali intendit, comprehendit, dicit e

sint. Per la precisione, sint pu essere interpretato sia come predicato

verbale, con il significato di esserci, seguito dal complemento di stato in

luogo in una littra, sia come copula, considerando plures la parte

nominale, anzich l'attributo del soggetto sensus. A dir la verit, anzi, la

lettura dell'originale in latino, plures sint sensus, fa sembrare pi verosimile

quest'ultima interpretazione. In ogni caso, ci non ha nessuna ricaduta sul

piano semantico.

Le proposizioni sono facili da enucleare, poich si succedono l'una

all'altra, senza che alcuna sia inclusa in unaltra. Avremo pertanto quia est

(is), quem intendit, autem Deus est, qui comprehendit, non est

inconvenens, ut dicit, si plures sint. Tutte sono introdotte da

congiunzioni subordinative o da pronomi relativi non a inizio frase, tranne

autem Deus est e non est


quia autem
inconvenens. Autem una congiunzione

coordinativa avversativa: ma rispetto a quale proposizione coordinata in

senso avversativo? Dal senso della frase si capisce che la contrapposizione

322
Diciannovesima Lezione
Roma 2013

nei confronti della precedente causale, tant che si potrebbe con maggior

chiarezza tradurre: poich per il senso letterale quello che l'autore

intende; ma poich l'autore . Dunque solo non est inconvenens pu

essere la reggente: enunciativa e coordinata al capoverso precedente in forma

avversativa se, come senz'altro opportuno, la facciamo introdurre dalla

congiunzione vero, la quale si trova lontano dalla reggente solo perch

posta a inizio frase, cos da far risultare pi evidente la contrapposizione

rispetto appunto al periodo precedente.

Ut dicit si lascia bene intendere quale complementare indiretta

incidentale, come gi abbiamo potuto fare con

i precedenti sicut dicit e ut dicit. Tuttavia ut: incidentale, modale


e comparativa
bene osservare che le congiunzioni

subordinative ut e sicut, del resto proprio tale e quale l'italiano come,

conservano sempre anche una sfumatura di significato modale, nel modo in

cui, e comparativo di uguaglianza, cos come.

Si plures sint una complementare indiretta condizionale: esprime

la condizione a patto della quale vale l'ipotesi


il periodo ipotetico
formulata. Nell'insieme, reggente e condizionale,

formano il cosiddetto periodo ipotetico: se allora. Ancora oggi rappresenta

uno dei caposaldi con cui il pensiero scientifico e razionale procede nel suo

argomentare: poste delle premesse, si traggono delle conclusioni. In

grammatica, con terminologia greca, la premessa viene chiamata protasi (dal

greco pr, avanti + tino, tendo: ci che si pone innanzi), la conclusione

apodosi (dal greco ap, a partire da + ddomi, dare: ci che si d a partire

da una premessa). Si tratta evidentemente anche del principio sul quale si

323
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

basa la logica sillogistica aristotelica, le cui conclusioni vengono definite

apodittiche (dal greco ap, a partire da + diknymi, mostro: ci che si

mostra da s a partire da una premessa). In latino vigono delle leggi che

regolano l'uso dei modi verbali nel periodo ipotetico; in questa sede tuttavia

sufficiente rilevare che il congiuntivo della subordinata, sint, giustificato

dal carattere eventuale della proposizione: possibile che un'unica lettera

abbia pi sensi letterali, ma non


congiuntivo eventuale necessario che ci accada (tra l'altro, non

pare che lAquinate fosse molto convinto della verosimiglianza di una simile

possibilit, pur ammessa da Agostino).

Le due causali, coordinate fra loro in forma avversativa, giustificano

infine la validit dell'ipotesi avanzata da Tommaso:


la potestas Dei
possibile che una sola lettera nella Sacra Scrittura

veicoli pi di un senso letterale, proprio perch l'autore Dio che, a

differenza dell'uomo, ha una comprensione simultanea della verit e quindi

pu intendere molte cose, anzi tutte le cose, omna, contemporaneamente.

Concludiamo con l'analisi della parola e alcune etimologie. Suo

intellectu come ablativo semplice potrebbe avere valore sia strumentale

(l'intelletto infatti non una persona), sia modale


analisi della parola (essendo presente un attributo), sia causale

(essendo l'intelletto una causa interna); tuttavia qui il significato

evidentemente quello di un complemento di mezzo. Simul un avverbio di

tempo, dal quale in italiano derivano simultaneo e simultaneamente.

Finora abbiamo sempre considerato etam una congiunzione; in questa frase

per pi semplice classificarlo come avverbio rafforzativo di secundum

324
Diciannovesima Lezione
Roma 2013

litterlem sensum (ci non toglie che sia pur sempre possibile rintracciare il

suo valore di congiunzione copulativa, intendendo se e secondo il senso

spirituale e secondo quello letterale ). In analisi della proposizione, pu

essere interpretato come un complemento di eccedenza, intendendo etam

secundum litterlem sensum nel senso di oltre che secondo il senso

spirituale, anche secondo il senso letterale.

Intendre composto da in + tendre, tendere verso: quindi quem

auctor intendit alla lettera significa ci verso cui l'autore tende, ci che ha di

mira. In questo senso si capisce bene anche perch in

fenomenologia con il termine intenzionalit ci si alcune etimologie


riferisca al fatto che la coscienza sempre coscienza di

qualche cosa, ossia tesa, rivolta a qualche cosa. Inconvenens in latino usato

solo come aggettivo; ci nondimeno, deriva da in (qui con il valore di prefisso

negativo, con il significato cio di non) + cum + venre, non venire

insieme: etimologicamente pertanto sta per che non viene insieme, che non

consegue; poich la doppia negazione afferma, non inconvenens viene a

significare che consegue. Comprehendre infine deriva da cum + prehendre,

prendere insieme, abbracciare; il calco del greco katalambnein ed esprime

bene l'atto della conoscenza intellettuale, paragonato, secondo il noto

esempio utilizzato da Zenone, allimmagine di un pugno chiuso.

L'articolo decimo in verit non termina qui; le tre difficolt sollevate nei

primi tre capoversi vengono risolte in altrettanti capoversi conclusivi.

Tuttavia un'esperienza decennale ha confermato che nel corso di due semestri

non si riesce a procedere nella lettura e nell'analisi oltre l'ultimo brano

esaminato poco sopra. Per concludere il corso di latino, sarebbe piuttosto

325
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

utile scrivere semmai un ulteriore volume, un vero e proprio eserciziario, nel

quale vengano offerti dei testi supplementari, oltre a quello dellAquinate,

per esercitarsi e capire meglio gli argomenti qui studiati. A Dio piacendo,

esso potr vedere la luce i prossimi anni.

326
Diciannovesima Lezione
Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento:


Compilare le schede di analisi del periodo, della
proposizione e della parola di Quia vero sensus
In che senso sint si lascia interpretare sia come
copula sia come predicato verbale?
Perch sint si trova al modo congiuntivo?
Come mai autem, che una congiunzione
coordinativa, introduce una proposizione
subordinativa?
Quali sono i tre significati che convivono nella
congiunzione subordinativa ut?
In che senso etam pu essere interpretata sia
come congiunzione coordinativa copulativa sia come
avverbio rafforzativo?
Che cos' il periodo ipotetico? Da quali proposizioni
formato?
In che modo l'etimologia di comprehendre di
aiuto per capire l'atto della conoscenza intellettuale
e quella di intendre per apprezzare il significato
della nozione di intenzionalit nella fenomenologia?

327
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna
simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae
plures sint sensus

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) (verbali o nominali) il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1 Quia = congiunzione Quem (riferito a Est (is) (predicato Quia ... est (is)
subordinativa causale sottinteso is) nominale)
2 Vero = congiunzione Qui (riferito a Intendit (predicato Quem ... intendit
coordinativa avversativa Deus) verbale)
3 Autem = congiunzione Deus est (predicato Autem (quia) ... Deus est
coordinativa avversativa nominale)
4 Ut = congiunzione Comprehendit Qui ... comprehendit
subordinativa incidentale (predicato verbale)
5 Si = congiunzione subordinativa Non est inconvenens Vero ... non est inconvenens
condizionale (predicato nominale)

6 Dicit (predicato Ut ... dicit


verbale)

7 Plures sint (predicato Si ... plures sint


nominale)

328
Diciannovesima Lezione
Roma 2013
Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo
reggenti e complementari, indicando per ciascuna il
grado e il tipo
1 Vero ... non est inconvenens = proposizione reggente
enunciativa coordinata al periodo precedente in forma
avversativa Vero ... non est inconvenens
2 Ut ... dicit = proposizione complementare indiretta
incidentale di I (o II) grado
ut ... dicit si ... plures sint
3 Si ... plures sint = proposizione complementare indiretta
condizionale di I grado

4 Quia ... est (is) = proposizione complementare indiretta quia ... est (is) (quem ... intendit) autem (quia) ... Deus est (qui ... comprehendit)
causale di I (o di II) grado

5 Autem (quia) ... Deus est = proposizione


complementare indiretta causale di I (o di II) grado
coordinata alla precedente causale in forma avversativa
6 Quem ... intendit = proposizione attributiva di II grado

7 Qui ... comprehendit = proposizione attributiva di II


grado

329
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae
Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Est (is) (predicato nominale) Sensus litterlis (con un Quia = congiunzione


attributo) subordinativa causale

Intendit (predicato verbale) Auctor Quem (riferito a sottinteso is)


= complemento oggetto

Deus est (predicato Auctor Autem = congiunzione


nominale) coordinativa avversativa

Comprehendit (predicato qui (riferito a Deus) Omna = complemento oggetto


verbale)

Complementi indiretti Complementi indiretti

Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del


soggetto (con un attributo)

Simul = complemento di tempo determinato Suo intellectu = complemento di mezzo (con un attributo)

330
Diciannovesima Lezione
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra
Scriptrae plures sint sensus
Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori
(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Non est inconvenens Vero = congiunzione


(predicato nominale) coordinativa avversativa

Dicit (predicato verbale) Augustnus Ut = congiunzione


subordinativa incidentale

Plures sint (predicato Sensus Si = congiunzione subordinativa


nominale) condizionale

Complementi indiretti Complementi indiretti

Etam = complemento di eccedenza Secundum litterlem sensum = complemento di modo (o di


limitazione) (con un attributo)

In una littra = complemento di stato in luogo (con un Scriptrae = complemento di specificazione del complemento di
attributo) stato in luogo

331
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna
simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae
plures sint sensus

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
Parola aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

Quia congiunzione subordinativa causale


Vero congiunzione coordinativa avversativa
Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare
Litterlis aggettivo qualificativo litteralis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensus, maschile singolare
nominativo
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Quem pronome relativo qui, quae, quod riferito a is (sottinteso), maschile singolare
accusativo
Auctor sostantivo auctor, ris, III declinazione nominativo comune singolare
Intendit verbo predicativo intendo, is, intendi, intentum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione
Auctor sostantivo auctor, ris, III declinazione nominativo maschile singolare

Autem congiunzione coordinativa avversativa

332
Diciannovesima Lezione
Roma 2013
Sacrae aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe concordato con Scripturae, femminile singolare
genitivo
Scriptrae sostantivo scriptra, ae, I declinazione genitivo femminile singolare
Deus sostantivo deus, i, II declinazione nominativo maschile singolare
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Qui pronome relativo qui, quae, quod riferito a Deus, nominativo maschile singolare
Omna pronome indefinito omnis, e, II classe a 2 uscite accusativo neutro plurale
Simul avverbio di tempo
Suo aggettivo possessivo suus, a, um, I classe concordato con intellectu, maschile singolare
riflessivo ablativo
Intellectu sostantivo intellectus, us, IV declinazione ablativo maschile singolare
Comprehendit verbo predicativo comprehendo, is, prehendi, indicativo presente III singolare
prehensum, re, transitivo attivo,
III coniugazione
Non avverbio di negazione
Est verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione indicativo presente III singolare
propria, difettivo, atematico,
suppletivo
Inconvenens aggettivo qualificativo inconvenens, entis, II classe a 1 non concordato, perch il verbo neutro singolare
uscita impersonale, nominativo
Ut congiunzione subordinativa incidentale
Dicit verbo predicativo dico, is, dixi, dictum, re, indicativo presente III singolare
transitivo attivo, III coniugazione
Augustnus sostantivo Augustnus, i, II declinazione nominativo maschile singolare
Si congiunzione subordinativa condizionale

333
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
Etam avverbio rafforzativo
Secundum preposizione secundum + accusativo =
complemento di modo
Litterlem aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite concordato con sensum, maschile singolare
accusativo
Sensum sostantivo sensus, us, IV declinazione accusativo maschile singolare
In preposizione in + ablativo = complemento di
stato in luogo
Una aggettivo numerale unus, a, um, I classe, concordato con littra, ablativo femminile singolare
cardinale pronominale
Littra sostantivo littra, ae, I declinazione ablativo femminile singolare
Scriptrae sostantivo scriptra, ae, I declinazione genitivo femminile singolare
Plures aggettivo indefinito plus, pluris, II classe a 1 uscita, concordato con sensus, maschile plurale
comparativo di maggioranza di nominativo
multus, a, um
Sint verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione congiuntivo presente III plurale
propria, difettivo, atematico,
suppletivo

Sensus sostantivo sensus, us, IV declinazione nominativo maschile singolare

334
Roma
2013

APPENDICI

335
Roma 2013

APPENDICE 1

Testo di san Tommaso


in originale 139

QUAESTO PRIMA. ARTICLUS DECMUS

Utrum Sacra Scriptra sub una littra habat


plures sensus
AD DECMUM SIC PROCEDTUR
VIDTUR QUOD Sacra Scriptra sub una littra non habeat plures sensus,
qui sunt historicus vel littralis, allegoricus, tropologicus sive moralis, et anagogicus.
Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et
tollit firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit
argumenttio, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur. Sacra autem
Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca. Ergo
non debent in ea sub una littra plures sensus tradi.

Abbiamo usato ledizione leonina riprodotta nel seguente volume: San Tommaso dAquino, La
139

Somma Teologica, traduzione e commento a cura dei domenicani italiani, vol. I, ed. Studio

336 Domenicano, Bologna 1984.


Appendice 1
Roma 2013

PRAETERA, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra


quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram traditur: scilcet, secundum
historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram140.
Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno. Non igtur
convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus
praedictos expontur.

PRAETERA, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui


inter illos sensus quator non contintur.

SED EST CONTRA quod dicit Gregorus: Sacra Scriptra omnes scientas
ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat
gestum, prodit mysterum141.

RESPONDO DICENDUM quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in


cuius potestte est ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam
homo facre potest), sed etam res ipsas. Et ido, cum in omnbus scientis voces
signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces,
etam signifcant alquid. Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res,
pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis. Illa vero
significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus
spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum suppnit.

140 Augustnus, De utilitte credendi, 3.


141 Gregorus Magnus, Morala in Iob, 20,1.
337
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur. Sicut enim dicit Apostlus, lex
vetus figra est novae legis: et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca
Hierarcha, est figra futrae glorae: in nova etam lege, ea quae in capte sunt
gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus. Secundum ergo quod ea quae
sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus:
secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum
signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus morlis: prout
vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus.
Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae
Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit: non est
inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una
littra Scriptrae plures sint sensus.

338
Roma 2013

APPENDICE 2

Testo di san Tommaso


con costruzione italiana e
traduzione interlineare

PRIMA QUAESTO. ARTICLUS DECMUS


PRIMA QUESTIONE. ARTICOLO DECIMO

Utrum Sacra Scriptra habat plures sensus


Se la Sacra Scrittura abbia pi sensi

sub una littra


sotto una sola lettera

AD DECMUM SIC PROCEDTUR

NEL DECIMO
339
COS SI PROCEDE
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

VIDTUR QUOD Sacra Scriptra non habat

SEMBRA CHE la Sacra Scrittura non abbia

sub una littra plures sensus, qui sunt historcus vel


sotto un'unica lettera pi sensi, che sono quello storico o

litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus.


letterale, quello allegorico, quello tropologico o morale, e quello anagogico.

Multiplictas sensum in una scriptra enim parit confusinem et


La molteplicit di sensi in una sola scrittura infatti genera confusione e

deceptinem, et tollit firmittem arguendi: unde


sviamento, e toglie la solidit dell'argomentare: tant che

argumentato non procdit ex multiplicbus propositionbus, sed


l'argomentazione non procede da molteplici proposizioni maggiori, ma al contrario

alquae fallacae assignantur secundum hoc.


certi errori vengono definiti proprio relativamente a questo fatto.

Autem Sacra Scriptra debet esse effcax


Ma la Sacra Scrittura deve essere efficace

ad ostendendam verittem absque omni fallaca.


a mostrare la verit lontano da ogni errore.

340
Appendice 2
Roma 2013

Ergo in ea non debent tradi plures sensus sub una littra.


Dunque in essa non devono essere trasmessi pi sensi sotto un'unica lettera.

PRAETERA, Augustnus in libro De utilitte credendi dicit quod

INOLTRE, Agostino nel libro Sull'utilit del credere dice che

Scriptra quae voctur Vetus Testamentum, tradtur


la Scrittura che chiamata Antico Testamento si presenta

quadrifaram: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam,


in quattro forme: e cio secondo la storia, secondo l'eziologia,

secundum analogam, secundum allegoram.


secondo l'analogia, secondo l'allegoria.

Quae quator quidem videntur esse omnno alina


Questi quattro sensi certamente sembrano essere del tutto diversi

a quator praedictis.
dai quattro detti sopra.

Non vidtur igtur convenens quod edem littra Sacrae Scriptrae


Non sembra quindi conveniente che la medesima lettera della Sacra Scrittura

expontur secundum quator sensus praedictos.


sia esposta secondo i quattro sensi detti sopra.

341
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRAETERA, praeter sensus praedictos, inventur sensus parabolcus,

INOLTRE, oltre ai sensi detti sopra, si trova il senso parabolico,

qui non contintur inter illos quator sensus.


che non contenuto tra quei quattro sensi.

SED EST CONTRA quod dicit Gregorus:

MA IN MODO CONTRARIO quel che dice Gregorio:

Sacra Scriptra transcendit omnes scientas more ipso suae locutinis:


La Sacra Scrittura supera tutte le scienze per il modo stesso del suo parlare:

quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum,


poich con un unico e medesimo discorso, mentre narra un evento,

prodit mysterum.
trasmette un mistero.

RESPONDO DICENDUM quod auctor Sacrae Scriptrae

RISPONDO CHE BISOGNA DIRE che l'autore della Sacra Scrittura

est Deus, in cuius potestte est ut non solum accommdet voces


Dio, nella cui potest che non solo adatti le parole

342
Appendice 2
Roma 2013

ad significandum ( quod etam homo potest facre),


per significare qualcosa (la qual cosa anche l'uomo pu fare),

sed etam res ipsas.


ma anche le cose stesse.

Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, ista scienta


E perci, mentre in tutte le scienze le parole significano qualcosa, codesta scienza

habet hoc proprum, quod ipsae res significtae per voces,


ha questo di proprio, cio il fatto che le stesse cose significate attraverso le parole,

signifcant etam alquid.


significano anche qualcosa.

Illa prima significato ergo, qua voces signifcant res


Quel primo significato dunque, con il quale le parole significano le cose,

pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis.


attiene al primo senso, che il senso storico o letterale.

Illa significato vero, qua res significtae per voces


Quel significato invece, con il quale le cose significate attraverso le parole

itrum signifcant alas res, dictur sensus spiritulis;


a loro volta significano altre cose, detto senso spirituale;

343
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

qui fundtur super litterlem, et eum suppnit.


il quale fondato sopra il letterale, e lo suppone.

Autem hic sensus spiritulis dividtur trifaram.


Ma questo senso spirituale si divide in tre forme.

Sicut dicit enim Apostlus, vetus lex est figra novae legis:
Come dice infatti l'Apostolo, l'antica legge figura della nuova legge:

et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Hierarcha Ecclesiastca,


e la stessa nuova legge, come dice Dionigi nella Gerarchia Ecclesiastica,

est figra glorae futrae: etam in nova lege, ea quae


figura della gloria futura: anche nella nuova legge, quelle cose che

sunt gesta in capte, sunt signa erum quae nos debmus agre.
sono state compiute nel capo, sono segni di quelle che noi dobbiamo fare.

Ergo secundum quod ea quae sunt vetris legis, signifcant


Quello dunque secondo il quale quelle cose che sono dell'antica legge, significano

ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus:


quelle che sono della nuova legge, il senso allegorico:

vero secundum quod ea quae sunt facta in Christo,


quello invece secondo il quale quelle cose che sono state fatte in Cristo,

344
Appendice 2
Roma 2013

vel in his quae signifcant Christum, sunt signa erum quae nos debmus
o in queste che significano Cristo, sono segni di quelle che noi dobbiamo

agre, est sensus morlis:


fare, il senso morale:

prout vero signifcant ea quae sunt in glora aeterna,


in quanto invece significano quelle che sono nella gloria eterna,

est sensus anagogcus.


il senso anagogico.

Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: autem auctor
Poich per il senso letterale quello che l'autore intende: ma l'autore

Sacrae Scriptrae est Deus, qui suo intellectu comprehendit omna


della Sacra Scrittura Dio, che con il suo intelletto comprende tutte le cose

simul: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam


simultaneamente: non sconveniente, come dice Agostino, se anche

secundum sensum litterlem sensus in una littra Scriptrae


secondo il senso letterale i sensi in una sola lettera della Scrittura

sint plures .
siano molteplici.

345
Roma 2013

APPENDICE 3
Congiunzioni e avverbi
incontrati
autem = congiunzione coordinativa avversativa

contra = avverbio di modo

cum = congiunzione subordinativa avversativa

dum = congiunzione subordinativa temporale

enim = congiunzione coordinativa esplicativa

ergo = congiunzione coordinativa conclusiva

et = congiunzione coordinativa copulativa

etam = avverbio rafforzativo / congiunzione coordinativa copulativa

ido = congiunzione coordinativa esplicativa

igtur = congiunzione coordinativa conclusiva

itrum = avverbio iterativo

non = avverbio di negazione

omnno = avverbio rafforzativo

praetera = congiunzione coordinativa copulativa

prout = congiunzione subordinativa modale

quadrifaram = avverbio di modo

346 que = congiunzione coordinativa copulativa enclitica


Appendice 3
Roma 2013

quia = congiunzione subordinativa causale

quidem = avverbio rafforzativo

quod = congiunzione subordinativa dichiarativa

scilcet = congiunzione coordinativa esplicativa

sed = congiunzione coordinativa avversativa

si = congiunzione subordinativa condizionale

sicut =congiunzione subordinativa incidentale (modale e comparativa)

simul = avverbio di tempo

sive = congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

solum = avverbio di modo

trifaram = avverbio di modo

unde = avverbio dorigine, con valore esplicativo

ut = congiunzione subordinativa dichiarativa / incidentale (modale e

comparativa)

vel = congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

vero = congiunzione coordinativa avversativa

347
Roma 2013

APPENDICE 4
Preposizioni e complementi
incontrati
a/ab + ablativo = complemento di separazione

absque + ablativo = complemento di separazione

ad + accusativo = complemento di moto a luogo / di fine

de + ablativo = complemento di argomento

e/ex + ablativo = complemento dorigine

in + ablativo = complemento di stato in luogo

inter + accusativo = complemento di stato in luogo

per + accusativo = complemento di mezzo

praeter + accusativo = complemento di eccedenza

secundum + accusativo = complemento di limitazione o di modo

sub + ablativo = complemento di stato in luogo

super + accusativo = complemento di stato in luogo

nominativo semplice = complemento predicativo del soggetto

genitivo semplice = complemento di pertinenza

accusativo semplice = complemento predicativo delloggetto

ablativo semplice = complemento di modo / di mezzo / di causa

348
Roma
2013

APPENDICE 5
Paradigmi dei verbi
incontrati
accommdo, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo

ago, is, egi, actum , re, III coniugazione, transitivo

argo, is, argi, arguitrus, re, difettivo, III coniugazione, transitivo

assgno, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo

comprehendo, is, comprehendi, comprehensum, re, III coniugazione,

transitivo

contno, es, contini, contentum, re, II coniugazione, transitivo

convno, is, vni, ventum, re, IV coniugazione, intransitivo

credo, is, creddi, credtum, re, III coniugazione, transitivo

debo, es, debi, debtum re, modale, II coniugazione

dico, is, dixi, dictum, re, III coniugazione, transitivo

divdo, is, divsi, divsum, re, III coniugazione, transitivo

expno, is, posi, postum, re, III coniugazione, transitivo

faco, is, feci, factum, re, III coniugazione in -o, transitivo

fundo, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo

gero, is, gessi, gestum, re, III coniugazione, transitivo

habo, es, habi, habtum, re, II coniugazione, transitivo

intendo, is, intendi, intentum , re, III coniugazione, transitivo


349
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

invno, is, invni, inventum, re, III coniugazione, transitivo

narro, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo

ostendo, is, ostendi, ostentum (ostensum), re, III coniugazione, transitivo

paro, is, pepri, partum, re, III coniugazione in o, transitivo

pertino, es, pertini, re, difettivo, II coniugazione, intransitivo

possum, potes, poti, posse, difettivo, atematico, modale, coniugazione

propria

praedco, is, dxi, dictum, re, III coniugazione, transitivo

procdo, is, procssi, procssum , re, III coniugazione, intransitivo

prodo, is, proddi, prodtum, re, III coniugazione, transitivo

respondo, es, respondi, responsum, re, II coniugazione, transitivo

signifco, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo

sum, es, fui, esse, difettivo, atematico, suppletivo, coniugazione propria,

intransitivo

suppno, is, supposi, suppostum , re, III coniugazione, transitivo

tollo, is, sustli, subltum, re, III coniugazione, transitivo

trado, is, traddi, tradtum, re, III coniugazione, transitivo

transcendo, is, scendi, scensum, re, III coniugazione, transitivo

vidor, ris, visus sum, ri, II coniugazione, deponente

voco, as, vi, tum, re, I coniugazione , transitivo

350
Roma
2013

APPENDICE 6
Sostantivi
e aggettivi di I e II classe
incontrati
aeternus, a, um, I classe

aetiologa, ae, femminile, I declinazione

alinus, a, um, I classe

alus, a, um, I classe

allegora, ae, femminile, I declinazione

allegorcus, a, um, I classe

anagogcus, a, um, I classe

analoga, ae, femminile, I declinazione

apostlus, i, maschile, II declinazione

argumentato, nis, femminile, III declinazione, in nasale

auctor, ris, comune, III declinazione

Augustnus, i, maschile, II declinazione

caput, tis, neutro, III declinazione

Christus, i, maschile, II declinazione

confuso, nis, femminile, III declinazione, in nasale

351
convenens entis, II classe a 1 uscita
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

decepto, nis, femminile, III declinazione, in nasale

deus, i, maschile, II declinazione

Dionysus, i, maschile, II declinazione

ecclesiastcus, a, um, I classe

effcax, ccis, II classe a 1 uscita, in gutturale

fallaca, ae, femminile, I declinazione

figra, ae, femminile, I declinazione

firmtas, tis, femminile, III declinazione, in dentale

futrus, a, um, I classe

glora, ae, femminile, I declinazione

Gregorus, i, maschile, II declinazione

hierarcha, ae, femminile, I declinazione

histora, ae, femminile, I declinazione

historcus, a, um, I classe

homo, mnis, maschile, III declinazione

inconvenens, entis, II classe a 1 uscita

intellectus, us, maschile, IV declinazione

lex, legis, femminile, III declinazione in gutturale

liber, libri, maschile, II declinazione

littra, ae, femminile, I declinazione

litterlis, e, II classe a 2 uscite

locuto, nis, femminile, III declinazione in nasale

morlis, e, II classe a 2 uscite

mos, moris, maschile, III declinazione

multplex, plcis, II classe, a 1 uscita, in gutturale

352
Appendice 6
Roma 2013

multiplictas, tis, femminile, III declinazione, in dentale

mysterum, i, neutro, II declinazione

novus, a, um, I classe

omnis, e, II classe a 2 uscite

parabolcus, a, um, I classe

plus, pluris, II classe a 1 uscita

potestas, tis, femminile, III declinazione in dentale

primus, a, um, I classe

proposito, nis, femminile, III declinazione, in nasale

proprus, a, um, I classe

res, rei, femminile, V declinazione

sacer, cra, crum, I classe

scienta, ae, femminile, I declinazione

scriptra, ae, femminile, I declinazione

sensus, us, maschile, IV declinazione

sermo, nis, maschile, III declinazione in nasale

signum, i, neutro, II declinazione

significato, nis, femminile, III declinazione in nasale

spiritulis, e, II classe a 2 uscite

suus, a, um, I classe

testamentum, i, neutro, II declinazione

tropologcus, a, um, I classe

unus, a, um, I classe, pronominale

utiltas, tis, femminile, III declinazione, in dentale

vertas, tis, femminile, III declinazione in dentale

353
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

vetus, vetris, II classe a 1 uscita

vox, vocis, femminile, III declinazione in gutturale

354
Roma
2013

APPENDICE 7
Etimologie presentate
accommdo, re 12

adverbum, i 184

alinus, a, um 185

allegora, ae 79

anagoga, ae 83

apodittico 99

apodosi 99

argumentato, nis 129

assigno, re 130

assoluto 30

auctor, ris 13

comprehendo, re 101

confuso, nis 129

contino, re 196

convenens, entis 195

debo, re 146

decepto, nis 129

ecclesa, ae 62

effcax, cis 146

355
etam 32
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

expno, re 195

fallaca, ae 146

firmtas, tis 129

fundo, re 44

hierarcha, ae 62

histora, ae 44

homo, nis 12

inconvenens, entis 101

intendo, re 101

inveno, re 196

itrum 43

locuto, nis 215

mos, moris 214

multiplex, plcis 128

mysterum, i 216

omnno 185

ogni 146

ostendo, re 146

parabolcus, a, um 196

pertino, re 41

praedco, re 184

praetera 195

procdo, re 130

prodo, re 216

proposito, nis 130

356
Appendice 7
Roma 2013

protasi 99

scienta, ae 214

sermo, nis 216

simplex, plcis 128

signifco, re 12

suppno, re 44

testamentum, i 174

tollo, re 129

tradito, nis 159-160

transcendo, re 215

tpos 57

357
Roma 2013

APPENDICE 8
Le cinque declinazioni
dei sostantivi

PRIMA DECLINAZIONE
scriptra, ae Singolare Plurale

Nominativo scriptr scriptrae

(la scrittura)142 (le scritture)

Genitivo scriptrae scripturrum

(della scrittura) (delle scritture)

Dativo scriptrae scriptris

(alla scrittura) (alle scritture)

Accusativo scriptram scriptras

(la scrittura) (le scritture)

Vocativo scriptr scriptrae

(o scrittura) (o scritture)

Ablativo scriptr scriptris

(con la scrittura) (con le scritture)

142Uno studente mi ha giustamente fatto osservare che, specialmente per gli studenti stranieri,
sarebbe stato utile aggiungere in queste tabelle la traduzione delle singole voci in italiano. Si tenga
tuttavia presente che la traduzione valida solo in prima approssimazione, in quanto suscettibile
di molte variazioni in base al contesto in cui il vocabolo inserito; ci non vale solo per lablativo,
che pu tradurre molteplici complementi, resi in italiano con lausilio di preposizioni differenti, ma
anche per tutti gli altri casi: cos, ad esempio, lo stesso nominativo pu svolgere la funzione di
complemento predicativo del soggetto e essere tradotto in italiano con le preposizioni come o

358 in qualit di. Probabilmente solo il vocativo non soggetto a variazioni di sorta nella traduzione.
Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE

apostlus, i Singolare Plurale

Nominativo apostlus apostli

(lapostolo) (gli apostoli)

Genitivo apostli apostolrum

(dellapostolo) (degli apostoli)

Dativo apostlo apostlis

(allapostolo) (agli apostoli)

Accusativo apostlum apostlos

(lapostolo) (gli apostoli)

Vocativo apostle apostli

(o apostolo) (o apostoli)

Ablativo apostlo apostli

(con lapostolo) (con gli apostoli)

359
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(flessione particolare del sostantivo deus)

deus, i Singolare Plurale

Nominativo deus dii (d, dei)

(dio) (gli dei)

Genitivo dei derum (deum)

(di dio) (degli dei)

Dativo deo diis (ds, deis)

(a dio) (agli dei)

Accusativo deum deos

(dio) (gli dei)

Vocativo deus (dive)143 dii (d, dei)

(o dio) (o dei)

Ablativo a deo diis (ds, deis)

(da dio)144 (con gli dei)

Tra parentesi riportiamo sempre delle varianti attestate pi o meno frequentemente.


143

144Siccome un nome di persona, lablativo semplice deo non pu essere strumentale (il
complemento di mezzo sarebbe stato per deum); per questo abbiamo premesso la preposizione ab,
per formare un complemento dagente. Applicheremo lo stesso criterio anche in seguito, con il

360 sostantivo Isus e qualora un pronome maschile o femminile si supponga riferito a una persona.
Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(a desinenza zero al nominativo e vocativo singolare)

puer, ri Singolare Plurale

Nominativo puer puri

(il fanciullo) (i fanciulli)

Genitivo puri puerrum

(del fanciullo) (dei fanciulli)

Dativo puro puris

(al fanciullo) (ai fanciulli)

Accusativo purum puros

(il fanciullo) (i fanciulli)

Vocativo puer puri

(o fanciullo) (o fanciulli)

Ablativo puro puris

(con il fanciullo) (con i fanciulli)

361
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(a desinenza zero e con perdita della vocale -e-

in tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare)

liber, bri Singolare Plurale

Nominativo liber libri

(il libro) (i libri)

Genitivo libri librrum

(del libro) (dei libri)

Dativo libro libris

(al libro) (ai libri)

Accusativo librum libros

(il libro) (i libri)

Vocativo liber libri

(o libro) (o libri)

Ablativo libro libris

(con il libro) (con i libri)

362
Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

mysterum, i Singolare Plurale

Nominativo mysterum mystera

(il mistero) (i misteri)

Genitivo mysteri mysterirum

(del mistero) (dei misteri)

Dativo mystero mysteris

(al mistero) (ai misteri)

Accusativo mysterum mystera

(il mistero) (i misteri)

Vocativo mysterum mystera

(o mistero) (o misteri)

Ablativo mystero mysteris

(con il mistero) (con i misteri)

363
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

DESINENZE DI TERZA DECLINAZIONE

Desinenze di Singolare Plurale


terza
declinazione Maschile/Femminile Neutro Maschile/Femminile Neutro

Nominativo -145 - es a (ia)

Genitivo is is um (ium) um (ium)

Dativo i i ibus ibus

Accusativo em (im) = nom. es (is) a (ia)

Vocativo = nominativo = nom. es a (ia)

Ablativo e (i) e (i) ibus ibus

Formazione dei Nominativi Singolari pi comuni:

Sostantivi in dentale: vertas, tis

Sostantivi in nasale: significato, nis

Sostantivi in gutturale: vox, vocis

Sostantivi in r: auctor, ris; mos, moris

Il trattino indica il fatto che non possibile determinare un numero abbastanza ristretto di uscite
145

possibili per il nominativo singolare: questo rappresenta lunica vera difficolt dei nomi di terza

364 declinazione. Le desinenze tra parentesi invece sono varianti, in genere meno frequenti.
Appendice 8
Roma 2013

TERZA DECLINAZIONE

vertas, tis Singolare Plurale

Nominativo vertas verittes

(la verit) (le verit)

Genitivo verittis verittum

(della verit) (delle verit)

Dativo veritti veritatbus

(alla verit) (alle verit)

Accusativo verittem verittes

(la verit) (le verit)

Vocativo vertas verittes

(o verit) (o verit)

Ablativo veritte veritatbus

(con la verit) (con le verit)

365
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

TERZA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

caput, tis Singolare Plurale

Nominativo caput capta

(il capo) (i capi)

Genitivo captis captum

(del capo) (dei capi)

Dativo capti capiti bus

(al capo) (ai capi)

Accusativo caput capta

(il capo) (i capi)

Vocativo caput capta

(o capo) (o capi)

Ablativo capte capitbus

(con il capo) (con i capi)

366
Appendice 8
Roma 2013

QUARTA DECLINAZIONE

sensus, us Singolare Plurale

Nominativo sensus sensus

(il senso) (i sensi)

Genitivo sensus sensum

(del senso) (dei sensi)

Dativo sensui sensbus

(al senso) (ai sensi)

Accusativo sensum sensus

(il senso) (i sensi)

Vocativo sensus sensus

(o senso) (o sensi)

Ablativo sensu sensbus

(con il senso) (con i sensi)

367
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

QUARTA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

genu, us Singolare Plurale

Nominativo genu gena

(il ginocchio) (le ginocchia)

Genitivo genus genum

(del ginocchio) (delle ginocchia)

Dativo genu genbus

(al ginocchio) (alle ginocchia)

Accusativo genu gena

(il ginocchio) (le ginocchia)

Vocativo genu gena

(o ginocchio) (o ginocchia)

Ablativo genu genbus

(con il ginocchio) (con le ginocchia)

368
Appendice 8
Roma 2013

DECLINAZIONE DI ISUS146

Isus, u

Nominativo Isus

(Ges)

Genitivo Isu

(di Ges)

Dativo Isu

(a Ges)

Accusativo Isum

(Ges)

Vocativo Isu

(o Ges)

Ablativo ab Isu

(da Ges)

Isus non appartiene in verit a nessuna delle cinque declinazioni, ma segue una flessione sua
146

propria, in quanto un nome di origine straniera; tuttavia di fatto sembra essere un irregolare di
quarta declinazione.
369
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

QUINTA DECLINAZIONE

res, rei Singolare Plurale

Nominativo res res

(la cosa) (le cose)

Genitivo ri rrum

(della cosa) (delle cose)

Dativo ri rbus

(alla cosa) (alle cose)

Accusativo rem res

(la cosa) (le cose)

Vocativo res res

(o cosa) (o cose)

Ablativo re rbus

(con la cosa) (con le cose)

370
Roma
2013

Appendice 9
Le due classi di flessione
degli aggettivi
PRIMA CLASSE

historcus,a,um Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo historcus historca historcum historci historcae historca


(lo storico) (la storica) (lo storico) (gli storici) (le storiche) (gli storici)

Genitivo historci historcae historci historcrum historcrum historcrum


(dello storico) (della storica) (dello storico) (degli storici) (delle storiche) (degli storici)

Dativo historco historcae historco historcis historcis historcis


(allo storico) (alla storica) (allo storico) (agli storici) (alle storiche) (agli storici)

Accusativo historcum historcam historcum historcos historcas historca


(lo storico) (la storica) (lo storico) (gli storici) (le storiche) (gli storici)

Vocativo historce historca historcum historci historcae historca


(o storico) (o storica) (o storico) (o storici) (o storiche) (o storici)

Ablativo historco historca historco historcis historcis historcis


(con storico) (con storica) (con storico) (con storici) (con storiche) (con storici)

371
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRIMA CLASSE
(a desinenza zero al nominativo e vocativo singolare)

liber, a, um Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo liber libra librum libri librae libra


(il libero) (la libera) (il libero) (i liberi) (le libere) (i liberi)

Genitivo libri librae libri liberrum liberrum liberrum


(del libero) (della libera) (del libero) (dei liberi) (delle libere) (dei liberi)

Dativo libro librae libro libris libris libris


(al libero) (alla libera) (al libero) (ai liberi) (alle libere) (ai liberi)

Accusativo librum libram librum libros libras libra


(il libero) (la libera) (il libero) (i liberi) (le libere) (i liberi)

Vocativo liber libra librum libri librae libra


(o libero) (o libera) (o libero) (o liberi) (o libere) (o liberi)

Ablativo libro libra libro libris libris libris


(con libero) (con libera) (con libero) (con liberi) (con libere) (con liberi)

372
Appendice 9
Roma 2013

PRIMA CLASSE
(a desinenza zero e con perdita della vocale -e-

in tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare)

sacer, cra, crum Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo sacer sacra sacrum sacri sacrae sacra


(il sacro) (la sacra) (il sacro) (i sacri) (le sacre) (i sacri)

Genitivo sacri sacrae sacri sacrrum sacrrum sacrrum


(del sacro) (della sacra) (del sacro) (dei sacri) (delle sacre) (dei sacri)

Dativo sacro sacrae sacro sacris sacris sacris


(al sacro) (alla sacra) (al sacro) (ai sacri) (alle sacre) (ai sacri)

Accusativo sacrum sacram sacrum sacros sacras sacra


(il sacro) (la sacra) (il sacro) (i sacri) (le sacre) (i sacri)

Vocativo sacer sacra sacrum sacri sacrae sacra


(o sacro) (o sacra) (o sacro) (o sacri) (o sacre) (o sacri)

Ablativo sacro sacra sacro sacris sacris sacris


(con sacro) (con sacra) (con sacro) (con sacri) (con sacre) (con sacri)

373
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRIMA CLASSE
(pronominali)

alus,a,um Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo alus ala alum ali alae ala


(un altro) (un altra) (un altro) (gli altri) (le altre) (gli altri)

Genitivo alus alus alus alrum alrum alrum


(di un altro) (di un altra) (di un altro) (degli altri) (delle altre) (degli altri)

Dativo ali ali ali alis alis alis


(a un altro) (a un altra) (a un altro) (agli altri) (alle altre) (agli altri)

Accusativo alum alam alum alos alas ala


(un altro) (un altra) (un altro) (gli altri) (le altre) (gli altri)

Vocativo147 ale ala alum ali alae ala


(o altro) (o altra) (o altro) (o altri) (o altre) (o altri)

Ablativo alo ala alo alis alis alis


(con un altro) (con un altra) (con un altro) (con altri) (con altre) (con altri)

Per completezza riportiamo anche il vocativo, sebbene, in verit, esso sia attestato in genere solo
147

374 per gli aggettivi qualificativi e non anche per gli indefiniti come alus o i numerali come unus.
Appendice 9
Roma 2013

SECONDA CLASSE

litterlis, e148 Singolare Plurale

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo litterlis litterle litterles littrala


(letterale) (letterale) (letterali) (letterali)

Genitivo litterlis litterlis littralum littralum


(di un letterale) (di un letterale) (dei letterali) (dei letterali)

Dativo litterli litterli littralbus littralbus


(a un letterale) (a un letterale) (ai letterali) (ai letterali)

Accusativo litterlem litterle litterles littrala


(letterale) (letterale) (letterali) (letterali)

Vocativo litterlis litterle litterles littrala


(o letterale) (o letterale) (o letterali) (o letterali)

Ablativo litterli litterli littralbus littralbus


(con un letterale) (con un letterale) (con i letterali) (con i letterali)

148Gli aggettivi a tre uscite hanno la medesima flessione; al nominativo e vocativo singolare maschile
per hanno desinenza zero. Sono comunque un piccolo gruppo di nomi, tutti in er al nominativo
maschile singolare: per esempio, celer, ris, re, celere, rapido. Alcuni di questi, come abbiamo
visto accadere anche nella seconda declinazione, conservano la -e- solo al nominativo e vocativo
singolare maschile: ad esempio, terrester, stris, stre.
375
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

FLESSIONE DEL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA

litteralor, us Singolare Plurale

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo litterlor litterlus litterlires littralira


(pi letterale) (pi letterale) (pi letterali) (pi letterali)

Genitivo litterliris litterliris littralirum littralirum


(di un pi letterale) (di un pi letterale) (dei pi letterali) (dei pi letterali)

Dativo litterlri litterlri littraliorbus littraliorbus


(a un pi letterale) (a un pi letterale) (ai pi letterali) (ai pi letterali)

Accusativo litterlrem litterlus litterlires littralira


(pi letterale) (pi letterale) (pi letterali) (pi letterali)

Vocativo litterlor litterlus litterlires littralira


(o pi letterale) (o pi letterale) (o pi letterali) (o pi letterali)

Ablativo litterlire litterlire littraliorbus littraliorbus


(con un pi letterale) (con un pi letterale) (con pi letterali) (con pi letterali)

376
Roma
2013

Appendice 10
La flessione dei pronomi

IL PRONOME RELATIVO

qui, quae, quod


Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo qui quae quod qui quae quae


(il quale) (la quale) (la qual cosa) (i quali) (le quali) (le quali cose)

Genitivo cuius cuius cuius quorum quarum quorum


(del quale) (della quale) (della qual cosa) (dei quali) (delle quali) (delle quali cose)

Dativo cui cui cui quibus quibus quibus


(al quale) (alla quale) (alla qual cosa) (ai quali) (alle quali) (alle quali cose)

Accusativo quem quam quod quos quas quae


(il quale) (la quale) (la qual cosa) (i quali) (le quali) (le quali cose)

Ablativo quo qua quo quibus quibus quibus


(con il quale) (con la quale) (con la qual cosa) (con i quali) (con le quali) (con le quali cose)

377
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

IL PRONOME INDEFINITO ALQUIS, ALQUID

Singolare Plurale

Maschile Neutro Maschile Neutro

Nominativo alquis alquid alqui alqua


(qualcuno) (qualche cosa) (alcuni) (alcune cose)

Genitivo alicuius alicuius ali quorum aliqurum rerum


(di qualcuno) rei149 (di alcuni) (di alcune cose)

(di qualche cosa)

Dativo alicui alicui rei aliqubus aliqubus rebus


(a qualcuno) (a qualche cosa) (ad alcuni) (ad alcune cose)

Accusativo alquem alquid alquos alqua


(qualcuno) (qualche cosa) (alcuni) (alcune cose)

Ablativo ab alquo ab alqua re ab aliqubus ab aliqubus rebus


(da qualcuno) (da qualche cosa)150 (da alcuni) (da alcune cose)

Al neutro, nei casi obliqui i pronomi sono sempre accompagnati dal sostantivo res, rei.
149

Lablativo semplice neutro, in verit, non riferendosi a persone, ma a cose, potrebbe anche avere
150

valore strumentale; tuttavia, qui e in seguito, lo facciamo precedere anchesso dalla preposizione ab

378 per omogeneit con la flessione presentata.


Appendice 10
Roma 2013

LAGGETTIVO INDEFINITO ALQUI, ALQUA, ALQUOD

Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo alqui alqua alquod alqui alquae alqua


(qualche ) (qualche ) (qualche ) (alcuni ) (alcune ) (alcuni )

Genitivo alicuius151 alicuius alicuius aliqurum aliqurum aliqurum


(di qualche ) (di qualche ) (di qualche ) (di alcuni ) (di alcune ) (di alcuni )

Dativo alcui alcui alcui aliqubus aliqubus aliqubus


(a qualche ) (a qualche ) (a qualche ) (ad alcuni ) (ad alcune ) (ad alcuni )

Accusativo alquem alquam alquod alquos alquas alqua


(qualche ) (qualche ) (qualche ) (alcuni ) (alcune ) (alcuni )

Ablativo alquo alqua alquo aliqubus aliqubus aliqubus


(con qualche ) (con qualche ) (con qualche ) (con alcuni ) (con alcune ) (con alcuni )

151Quando la desinenza us del genitivo singolare dei pronomi preceduta dalla vocale u, si forma
il dittongo ui; laccento allora cade sul primo elemento, ovvero sulla u: alicius, hius, cius. Se
invece la desinenza preceduta da una consonante, laccento tonico cade sulla i lunga di us: illus,
istus, ipsus.
379
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRONOMI DIMOSTRATIVI

hic, haec, hoc Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo hic haec hoc hi hae haec


(questo) (questa) (questa cosa) (questi) (queste) (queste cose)

Genitivo huius huius huius horum harum horum


(di questo) (di questa) (di questa cosa) (di questi) (di queste) (di queste cose)

Dativo huic huic huic his his his


(a questo) (a questa) (a questa cosa) (a questi) (a queste) (a queste cose)

Accusativo hunc hanc hoc hos has haec


(questo) (questa) (questa cosa) (questi) (queste) (queste cose)

Ablativo hoc hac hoc his his his


(con questo) (con questa) (con questa cosa) (con questi) (con queste) (con queste cose)

380
Appendice 10
Roma 2013

iste, ista, istud Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo iste ista istud isti istae ista


(codesto) (codesta) (codesta cosa) (codesti) (codeste) (codeste cose)

Genitivo istus istus istus istrum istrum istrum


(di codesto) (di codesta) (di codesta cosa) (di codesti) (di codeste) (di codeste cose)

Dativo isti isti isti istis istis istis


(a codesto) (a codesta) (di codesta cosa) (a codesti) (a codeste) (a codeste cose)

Accusativo istum istam istud istos istas ista


(codesto) (codesta) (codesta cosa) (codesti) (codeste) (codeste cose)

Ablativo isto ista isto istis istis istis


(con codesto) (con codesta) (con codesta cosa) (con codesti) (con codeste) (con codeste cose)

381
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

ille, illa, illud Singolare Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro

Nominativo ille illa illud illi illae illa


(quello) (quella) (quella cosa) (quelli) (quelle) (quelle cose)

Genitivo illus illus illus illrum illrum illrum


(di quello) (di quella) (di quella cosa) (di quelli) (di quelle) (di quelle cose)

Dativo illi illi illi illis illis illis


(a quello) (a quella) (a quella cosa) (di quelli) (di quelle) (a quelle cose)

Accusativo illum illam illud illos illas illa


(quello) (quella) (quella cosa) (quelli) (quelle) (quelle cose)

Ablativo illo illa illo illis illis illis


(con quello) (con quello) (con quella cosa) (con quelli) (con quelle) (con quelle cose)

382
Appendice 10
Roma 2013

PRONOMI DETERMINATIVI

is, ea, id Singolare Plurale


Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro
Nominativo is ea id ii (i, ei) eae ea

(egli)152 (ella) (esso) (loro) (loro) (essi)

Genitivo eius eius eius erum erum erum

(di lui) (di lei) (di esso) (di loro) (di loro) (di essi)

Dativo ei ei ei iis (is, eis) iis (is, eis) iis (is, eis)

(a lui) (a lei) (a esso) (a loro) (a loro) (a essi)

Accusativo eum eam id eos eas ea

(lui) (lei) (ci)153 (loro) (loro) (loro)

Ablativo ab eo ab ea ab eo ab iis (is, eis) ab iis (is, eis) ab iis (is, eis)

(da lui) (da lei) (da esso) (da loro) (da loro) (da essi)

152 Is, ea, id pu fungere sia da pronome personale di terza persona, cos come lo traduciamo nella
tabella, sia come pronome dimostrativo equivalente allitaliano quello, quella, ci.
153 Traduciamo ci anzich esso, perch in italiano il pronome esso non pu essere usato come

complemento oggetto.
383
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

idem, edem, Singolare Plurale


idem Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro
Nominativo idem edem idem idem erede edem
(il medesimo) (la medesima) (la medesima (le medesime) (le medesime cose)
(idem, eidem)
cosa)
(i medesimi)

Genitivo eiusdem eiusdem eiusdem eorundem earundem eorundem


(del medesimo) (della (della medesima (dei medesimi) (delle medesime) (delle medesime cose)

medesima) cosa)

Dativo edem edem edem iisdem iisdem iisdem


(al medesimo) (alla medesima) (alla medesima
(isdem,eisdem) (isdem,eisdem) (isdem,eisdem)
cosa)
(ai medesimi) (alle medesime) (alle medesime cose)

Accusativo eundem eandem idem eosdem easdem edem


(il medesimo) (la medesima) (la medesima (i medesimi) (le medesime) (le medesime cose)

cosa)

Ablativo edem edem edem iisdem iisdem iisdem


(con il (con la (con la medesima (con i medesimi) (con le medesime) (con le medesime cose)

medesimo) medesima) cosa)

384
Appendice 10
Roma 2013

ipse, ipsa, Singolare Plurale

ipsum Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro


Nominativo ipse ipsa ipsum ipsi ipsae ipsa
(egli (ella stessa) (esso stesso) (loro stessi) (loro stesse) (essi stessi)

stesso)154

Genitivo ipsus ipsus ipsus ipsrum ipsrum ipsrum


(di lui stesso) (di lei stessa) (di esso (di loro stessi) (di loro stesse) (di essi stessi)

stesso)

Dativo ipsi ipsi ipsi ipsis ipsis ipsis


(a lui stesso) (a lei stessa) (ad esso (a loro stessi) (a loro stesse) (a essi stessi)

stesso)

Accusativo ipsum ipsam ipsum ipsos ipsas ipsa


(lui stesso) (lei stessa) (ci stesso) (loro stessi) (loro stesse) (loro stessi)

Ablativo ab ipso ab ipsa ab ipso ab ipsis ab ipsis ab ipsis


(da lui (da lei stessa) (da esso (da loro stessi) (da loro stesse) (da essi stessi)

stesso) stesso)

Ipse, con valore di pronome, si traduce con egli stesso, proprio egli; come aggettivo invece ha
154

valore di rafforzativo equivalente allitaliano stesso.


385
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRONOMI PERSONALI

Singolare Plurale
1a persona 2a persona 3a persona 1a persona 2a persona 3a persona

Nominativo ego tu _ nos vos _

(io) (tu) (noi) (voi)

Genitivo mei tui sui nostri/nostrum155 vestri/vestrum sui

(di me) (di te) (di s) (di noi) (di voi) (di s)

Dativo mihi tibi sibi nobis vobis sibi

(a me) (a te) (a s) (a noi) (a voi) (a s)

Accusativo me te se nos vos se

(me) (te) (s) (noi) (voi) (s)

Ablativo a me a te a se a nobis a vobis a se

(da me) (da te) (da s) (da noi) (da voi) (da s)

155Le forme nostri e vestri si usano se hanno valore oggettivo, ovvero di complemento oggetto: per
esempio, in miserre nostri, in quanto il significato abbi misericordia verso di noi, nei nostri
confronti. Nostrum e vestrum invece hanno valore partitivo, si utilizzano cio per indicare una

386 parte di un tutto: ad esempio, nellespressione complres vestrum, molti di voi.


Appendice 10
Roma 2013

PRONOME INDEFINITO NEGATIVO

nemo, nihil Maschile e Femminile Neutro

Nominativo nemo nihil

(nessuno/a) (niente)

Genitivo nullus nullus rei

(di nessuno/a) (di niente)

Dativo nemni nulli rei

(a nessuno/a) (a niente)

Accusativo nemnem nihil

(nessuno/a) (niente)

Ablativo a nullo a nulla re

(da nessuno/a) (da niente)

387
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

PRONOME INTERROGATIVO QUIS, QUID

Singolare Plurale

Maschile e Neutro Maschile e Neutro

Femminile Femminile

Nominativo quis? quid? qui? quae?


(chi?) (che cosa?) (chi?) (che cosa?)

Genitivo cuius? cuius rei? quorum? quarum rerum?


(di chi?) (di che cosa?) (di chi?) (di che cosa?)

Dativo cui? cui rei? quibus? quibus rebus?


(a chi?) (a che cosa?) (a chi?) (a che cosa?)

Accusativo quem? quid? quos? quae?


(chi?) (che cosa?) (chi?) (che cosa?)

Ablativo a quo? a qua re? a quibus? a quibus?


(da chi) (da che cosa?) (da chi?) (da che cosa?)

388
Roma
2013

Appendice 11
Le quattro coniugazioni
verbali

Indicativo Presente Attivo

1a 2a 3a 4a

coniugazione coniugazione coniugazione coniugazione

in -re in -re in -re in re

1a singolare signifc-o hab--o dic-o inven--o

(significo) (ho) (dico) (trovo)

2a singolare signifc-a-s hab-e-s dic-i-s invn-i-s

(significhi) (hai) (dici) (trovi)

3a singolare signifc-a-t hab-e-t dic-i-t invn-i-t

(significa) (ha) (dice) (trova)

1a plurale signific--mus hab--mus dic--mus inven--mus

(significhiamo) (abbiamo) (diciamo) (troviamo)

2a plurale signific--tis hab--tis dic--tis inven--tis

(significate) (avete) (dite) (trovate)

3a plurale signifc-a-nt hab-e-nt dic-u-nt inven-u-nt

(significano) (hanno) (dicono) (trovano)

389
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Indicativo Presente Passivo-Deponente

1a 2a 3a 4a

coniugazione coniugazione coniugazione coniugazione

in -re in -re in -re in re

1a singolare fund-o-r vid--o-r ger-o-r inven--o-r

(sono fondato) (sembro) (sono compiuto) (sono trovato)

2asingolare fund--ris vid--ris ger--ris inven--ris

(sei fondato) (sembri) (sei compiuto) (sei trovato)

3a singolare fund--tur vid--tur ger--tur inven--tur

( fondato) (sembra) ( compiuto) ( trovato)

1a plurale fund--mur vid--mur ger--mur inven--mur

(siamo fondati) (sembriamo) (siamo compiuti) (siamo trovati)

2a plurale fund-a-mni vid-e-mni ger-i-mni inven-i-mni

(siete fondati) (sembrate) (siete compiuti) (siete trovati)

3a plurale fund-a-ntur vid-e-ntur ger-u-ntur inven-iu-ntur

(sono fondati) (sembrano) (sono compiuti) (sono trovati)

390
Appendice 11
Roma 2013

Congiuntivo Presente Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in re in -re in -re

1a singolare signifc-e-m hab-a-m dic-a-m inven-a-m


(che io significhi) (che io abbia) (che io dica) (che io trovi)

2a singolare signifc-e-s hab-a-s dic-a-s inven-a-s


(che tu significhi) (che tu abbia) (che tu dica) (che tu trovi)

3a singolare signifc-e-t hab-a-t dic-a-t inven-a-t


(che egli significhi) (che egli abbia) (che egli dica) (che egli trovi)

1a plurale signifc--mus hab-e-mus dic--mus inven-i-mus


(che noi significhiamo) (che noi abbiamo) (che noi diciamo) (che noi troviamo)

2a plurale signifc--tis hab-e-tis dic--tis inven-i-tis


(che voi significhiate) (che voi abbiate) (che voi diciate) (che voi troviate)

3a plurale signifc-e-nt hab-a-nt dic-a-nt inven-a-nt


(che essi significhino) (che essi abbiano) (che essi dicano) (che essi trovino)

391
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Congiuntivo Presente Passivo-Deponente


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in re in -re in -re

1a singolare fund-e-r vid-a-r ger-a-r inven-a-r


(che io sia fondato) (che io sembri) (che io sia compiuto) (che io sia trovato)

2a singolare fund--ris vid-e-ris ger--ris inven-i-ris


(che tu sia fondato) (che tu sembri) (che tu sia compiuto) (che tu sia trovato)

3a singolare fund--tur vid-e-tur ger--tur inven-i-tur


(che egli sia fondato) (che egli sembri) (che egli sia compiuto) (che egli sia trovato)

1a plurale fund--mur vid-e-mur ger--mur inven-i-mur


(che voi siate fondati) (che noi sembriamo) (che noi siamo compiuti) (che noi siamo trovati)

2a plurale fund-e-mni vid-ea-mni ger-a-mni inven-ia-mni


(che voi siate fondati) (che voi sembriate) (che voi siate compiuti) (che voi siate trovati)

3a plurale fund-e-ntur vid-e-ntur ger-a-ntur inven-ia-ntur


(che essi siano fondati) (che essi sembrino) (che essi siano compiuti) (che essi siano trovati)

392
Appendice 11
Roma 2013

Indicativo Perfetto Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re in -re in -re in -re

1a singolare significv-i hab-i dix-i invn-i


(ho significato, significai, (ho avuto, ebbi, ebbi (ho detto, dissi, ebbi (ho trovato, trovai, ebbi

ebbi significato)156 avuto) detto) trovato)

2a singolare significav-isti habu-isti dix-isti inven-isti


(hai significato, significasti, (hai avuto, avesti, avesti (hai detto, dicesti, avesti (hai trovato, trovasti,
avesti significato) avuto) detto) avesti trovato)

3a singolare significv-it hab-it dix-it invn-it


(ha significato, signific, (ha avuto, ebbe, ebbe (ha detto, disse, ebbe (ha trovato, trov, ebbe

ebbe significato) avuto) detto) trovato)

1a plurale significav-mus habu-mus dix-mus inven-mus


(abbiamo significato, significammo, (abbiamo avuto, avemmo, (abbiamo detto, dicemmo, (abbiamo trovato, trovammo,

avemmo significato) avemmo trovato)


avemmo avuto) avemmo detto)

2a plurale significav-istis habu-istis dix-istis inven-istis


(avete significato, significaste, (avete avuto, aveste, (avete detto, diceste, (avete trovato, trovaste,
aveste significato) aveste avuto) aveste detto) aveste trovato)

3a plurale significav-runt habu-runt dix-runt inven-runt


(hanno significato, significarono,
(hanno avuto, ebbero, (hanno detto, dissero, (hanno trovato, trovarono,
ebbero significato)
ebbero avuto) ebbero detto) ebbero trovato)

156 Si soliti insegnare che il perfetto indicativo latino in italiano pu essere tradotto con
lindicativo passato prossimo, passato remoto o trapassato remoto.
393
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Indicativo Perfetto Passivo


1a coniugazione in 2a coniugazione in 3a coniugazione 4a coniugazione

-re -re in -re in re

1a singolare significtus, a, um habtus, a, um sum dictus, a, um inventus, a, um


(sono stato avuto, fui avuto,
sum sum sum
fui stato avuto)
(sono stato significato, fui (sono stato detto, fui detto, (sono stato trovato, fui

significato, fui stato fui stato detto) trovato, fui stato trovato)

significato)

2a singolare significtus, a, um habtus, a, um es dictus, a, um inventus, a, um


(sei stato avuto, fosti avuto,
es es es
fosti stato avuto)
(sei stato significato, fosti (sei stato detto, fosti detto, (sei stato trovato, fosti

significato, fosti stato fosti stato detto) trovato, fosti stato trovato)

significato)

3a singolare significtus, a, um habtus, a, um est dictus, a, um inventus, a, um


( stato avuto, fu avuto, fu
est est est
stato avuto)
( stato significato, fu ( stato detto, fu detto, fu ( stato trovato, fu trovato,

significato, fu stato stato detto) fu stato trovato)

significato)

1a plurale significti, ae, a habti, ae, a sumus dicti, ae, a inventi, ae, a
(siamo stati avuti, fummo
sumus sumus sumus
avuti, fummo stati avuti)
(siamo stati significati, (siamo stati detti, fummo (siamo stati trovati,

fummo significati, fummo detti, fummo stati detti) fummo trovati, fummo

stati significati) stati trovati)

2a plurale significti, ae, a habti, ae, a dicti, ae, a inventi, ae, a

estis estis estis estis


(siete stati significati, foste (siete stati avuti, foste avuti, (siete stati detti, foste detti, (siete stati trovati, foste

significati, foste stati foste stati avuti) foste stati detti) trovati, foste stati trovati)

significati)

3a plurale significti, ae, a habti, ae, a dicti, ae, a inventi, ae, a

sunt sunt sunt sunt


(sono stati significati, furono (sono stati avuti, furono (sono stati detti, furono (sono stati trovati, furono

significati, furono stati avuti, furono stati avuti) detti, furono stati detti) trovati, furono stati

significati) trovati)

394
Appendice 11
Roma 2013

Infinito Presente

Attivo Passivo-Deponente

Prima Coniugazione signific-re signific-ri

(significare) (essere significato)

Seconda Coniugazione hab-re hab-ri

(avere) (essere avuto)

Terza Coniugazione dic-re dic-i

(dire) (essere detto)

Quarta Coniugazione inven-re inven-ri

(trovare) (essere trovato)

Infinito Perfetto

Attivo Passivo-Deponente

Prima Coniugazione significav-isse significt-um157, am, um esse

(avere significato) (essere stato significato)

Seconda Coniugazione habu-isse habt-um, am, um esse

(avere avuto) (essere stato avuto)

Terza Coniugazione dix-isse dict-um, am, um esse

(avere detto) (essere stato detto)

Quarta Coniugazione inven-isse invent-um, am, um esse

(avere trovato) (essere stato trovato)

L'infinito perfetto passivo viene indicato con il participio declinato all'accusativo singolare, perch
157

questa forma verbale solitamente utilizzata appunto all'accusativo, nelle proposizioni infinitive.
395
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Participio

Presente Futuro Passato

Prima signifc-ans, antis significat-rus, a, um significt-us, a, um

Coniugazione (che significa) (che significher) (che stato significato)

Seconda hab-ens, entis habit-rus, a, um habt-us, a, um

Coniugazione (che ha) (che avr) (che stato avuto)

Terza dic-ens, entis dict-rus, a, um dict-us, a, um

Coniugazione (che dice) (che dir) (che stato detto)

Quarta inven-ens, entis invent-rus, a, um invent-us, a, um

Coniugazione (che trova) (che trover) (che stato trovato)

396
Appendice 11
Roma 2013

Gerundio
1a Coniugazione 2a Coniugazione 3a Coniugazione 4a Coniugazione

Genitivo signific-andi hab-endi dic-endi inven-iendi

(del significare) (dellavere) (del dire) (del trovare)

Dativo signific-ando hab-endo dic-endo inven-iendo

(al significare) (allavere) (al dire) (al trovare)

Accusativo (ad) signific-andum158 (ad) hab-endum (ad) dic-endum (ad) inven-iendum

(per il significare) (per lavere) (per il dire) (per il trovare)

Ablativo signific-ando hab-endo dic-endo inven-iendo

(con il significare) (con lavere) (con il dire) (con il trovare)

Gerundivo

Prima Coniugazione signific-andus, a, um

(da essere significato)

Seconda Coniugazione hab-endus, a, um

(da essere avuto)

Terza Coniugazione dic-endus, a, um

(da essere detto)

Quarta Coniugazione inven-iendus, a, um


(da essere trovato)

158 consuetudine mettere la preposizione ad tra parentesi, perch il gerundio non si usa semplice
al caso accusativo e solitamente utilizzato insieme a ad per formare il complemento di fine.
397
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Verbi in o della Terza Coniugazione

Attivo Passivo-Deponente
Indicativo159 Congiuntivo Indicativo Congiuntivo

Presente Presente Presente Presente

1a singolare fac-o fac-am fac-or fac-ar


(faccio) (che io faccia) (sono fatto) (che io sia fatto)

2a singolare fac-s fac-as fac-ris fac-iris


(fai) (che tu faccia) (sei fatto) (che tu sia fatto)

3a singolare fac-t fac-at fac-tur fac-itur


(fa) (che egli faccia) ( fatto) (che egli sia fatto)

1a plurale fac-mus fac-imus fac-mur fac-imur


(facciamo) (che noi facciamo) (siamo fatti) (che noi siamo fatti)

2a plurale fac-tis fac-itis fac-mini fac-imini


(fate) (che voi facciate) (siete fatti) (che voi siate fatti)

3a plurale fac-unt fac-ant fac-iuntur fac-intur


(fanno) (che essi facciano) (sono fatti) (che essi siano fatti)

Non riportiamo i tempi derivati dal perfettto e dal supino, perch sono regolari, secondo il
159

398 modello della terza coniugazione.


Appendice 11
Roma 2013

Gerundio dei verbi in o

di 3a Coniugazione
Genitivo fac-iendi

(del far)

Dativo fac-iendo

(al fare)

Accusativo (ad) fac-iendum

(per il fare)

Ablativo fac-iendo

(con il fare)

Gerundivo dei verbi in o di

3a Coniugazione
fac-iendus, a, um

(da essere fatto)

399
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Participio Presente dei verbi in o di

3a Coniugazione
fac-iens, ientis

(che fa)

Infinito Presente dei verbi in o di

3a Coniugazione
Attivo fac-re

(fare)

Passivo fac-i

(essere fatto)

400
Roma
2013

Appendice 12
La coniugazione del verbo
sum e possum

Indicativo presente Indicativo presente

1a singolare s-u-m (sono) 1a singolare pos-sum (posso)

2a singolare e-s (sei) 2a singolare pot-es (puoi)

3a singolare es-t () 3a singolare pot-est (pu)

1a plurale s-u-mus (siamo) 1a plurale pos-smus (possiamo)

2a plurale es-tis (siete) 2a plurale pot-estis (potete)

3a plurale s-u-nt (sono) 3a plurale pos-sunt (possono)

401
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013

Congiuntivo presente

1a singolare s-i-m (che io sia)

2a singolare s-i-s (che tu sia)

3a singolare s-i-t (che egli sia)

1a plurale s-i-mus (che noi siamo)

2a plurale s-i-tis (che voi siate)

3a plurale s-i-nt (che essi siano)

Congiuntivo presente

1a singolare pos-sim (che io possa)

2a singolare pos-sis (che tu possa)

3a singolare pos-sit (che egli possa)

1a plurale pos-smus (che noi possiamo)

2a plurale pos-stis (che voi possiate)

3a plurale pos-sint (che essi possano)

402
Appendice 12
Roma 2013

Indicativo perfetto Indicativo perfetto

1a singolare fu-i (fui) 1a singolare pot-i (potei)

2a singolare fu-isti (fosti) 2a singolare potu-isti (potesti)

3a singolare fu-it (fu) 3a singolare pot-it (pot)

1a plurale fu-mus (fummo) 1a plurale potu-mus (potemmo)

2a plurale fu-istis (foste) 2a plurale potu-istis (poteste)

3a plurale fu-runt (furono) 3a plurale potu-runt (poterono)

Infinito

Presente esse (essere)

Perfetto fuisse (essere stato)

Infinito

Presente posse (potere)

Perfetto potuisse (essere/avere potuto)

Participio

Futuro futurus, a, um (che sar)

Participio

Presente pot-ens, entis (potente, che pu)

403
Roma 2013

APPENDICE 13
Schede vuote
ANALISI DEL PERIODO: ..

Elencare le congiunzioni Elencare pronomi Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione,
specificandone il tipo relativi (e avverbi) predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato
specificando il o nominali) verbale o nominale che la caratterizza
termine al quale si
riferiscono
1

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo


reggenti, complementari e attributive, indicando per
ciascuna il grado e il tipo
1

404
Appendice 13
Roma 2013
LEGENDA

Avverbi: modali, temporali, locativi, interrogativi semplici e disgiuntivi, affermativi,


negativi, dubitativi, rafforzativi

Congiunzioni coordinative: copulative, disgiuntive inclusive o esclusive, avversative, esplicative, conclusive

Congiunzioni subordinative: dichiarative, consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive,
comparative, eccettuative, privative, ipotetiche

Proposizioni reggenti: enunciative, interrogative dirette, esclamative, esortative, ottative, concessive,


dubitative, potenziali, imperative

Proposizioni complementari dirette: soggettive, oggettive, interrogative indirette

Proposizioni complementari indirette: consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative,
eccettuative, privative, condizionali, incidentali

405
Studio Critico della Lingua Latina
Roma 2013
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: ......................................................................................................................................................

Predicato Soggetto Complementi diretti Connettori


(verbale o nominale) (oggetto o predicativo)

Complementi indiretti Complementi indiretti

406
Appendice 13
Roma 2013
ANALISI DELLA PAROLA:

Parte del discorso Paradigma e diatesi (verbi) Modo Tempo Persona


(sostantivo, verbo, Declinazione (sostantivi) (verbi) (verbi) (verbi)
aggettivo, pronome, Classe (aggettivi) Caso Genere Numero
Parola avverbio, congiunzione, Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) (sostantivi, aggettivi e pronomi) (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi,
preposizione, Complemento (preposizioni) Concordanza pronomi) aggettivi e pronomi)
esclamazione) (aggettivi, pronomi)

407
Roma 2013

APPENDICE 14
Indice dei nomi
che cosa sono?; 18; 33
d'agente e di causa efficiente; 79
A di argomento; 170
ablativo; 51 di eccedenza; 169; 195
ablativo semplice; 211 di fine; 142
con valore causale; 212 di limitazione; 121
con valore modale; 211 di mezzo; 254
con valore strumentale; 211 di modo; 121
accento di moto a luogo; 142
che cosa ?; 23 di moto da luogo; 144
legge della penultima; 24 di moto per luogo; 254
tonico; 23 di pertinenza; 253; 302
di separazione; 144; 182
accusativo; 51
di specificazione; 50
accusativo alla greca; 171 di stato in luogo; 53
aggettivi di termine; 51
che cosa sono?; 85 di vocazione; 51
di grado positivo, comparativo e super