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G ennaio-Febbraio 1983 - N.

25/26

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Angelo G. Sabatini
Giuseppe Sacco :* , itwi - ^
Paolo Demartis
Giuseppe Caputo
Alberto Sensini
Giuseppe Sacco
Alfonso Sterpellone .j';^ g g r . r ? $ | ^ j
Nello Sito & t V ; '.! F VV. i l
Enrico Moratti
Giorgio Ferrauto I j vl . w p M i g , '?
./- - v . V-- ;< T - . ' V v ;-. . . > :,*>: .

Earl Raab
Ennio Ceccarini
T. K litsch e de la Grange
Giovanni Arpino
Norberto Bobbio : . : .-
Karl Dietrich Bracher ..: . ; . . g fi . .V .,

G. Morpurgo - Tagliabue -.. : s i h i l - : '

Teognide - 1 *ar .r ^ v ; . .

Armando Gnisci
Nicola Ciarletta
Antimo Negri Nj *Vi t * .

Patrizia Albi Marini


Max de Winter ; . u r liv i,G i . *i; c?:. ..
Joseph C. G iilis
M. de W. t b O u r iT:\ . . '
A. L.
B. Uva, G. Pescosolido
M. Montuori ' . -

A. Manfreda, F. Pasqualone
E. Trivellato
UOMINI E IDEE

Norberto Bobbio

Il dibattito attuale sulla pena di morte


condannarla come una infamia, e se mai da
' Q u e st o in te rv en to la relazione in tro studiarla in tutti i suoi aspetti, e cercare
d u tt iv a al co nv egno in tern azio nale su La
di capirne le ragioni, indicarne le circostan
pena d i m orte nel mondo, svoltosi a Bo
logna ne i g io rn i 2 8 - 3 0 o ttob re 1982, per ze che la favoriscono e spiegarne la d iffu
inizia tiv a d e lla sezione ita lia n a d i A m n e sione. Non c pi solenne condanna della
sty I n t e r n a t io n a l , del C o m u n e e d e l l U n i pena di morte extragiudiziale che quella che
versit di Bologna.
esce dalle pagine di un libro che coloro che
appartengono alla mia generazione non h an
no dim enticato: le L e t t e r e d e i c o n d a n n a t i a
m o r t e de l la Re si s te n za e u r o p e a 2.
T n un mondo come il nostro, sconvolto Il d ib attito ormai secolare sulla pena di
da guerre interne e internazionali sem morte verte sulla questione se sia moral
pre pi cruente e distruttiv e, dal diffondersi mente e/o giuridicam ente lecito da parte
di atti terroristici sempre pi crudeli, sub dello Stato uccidere per punire, pure nel ri
doli e sp ietati, rassegnato a vivere sotto la spetto di tutte le garanzie procedurali pro
minaccia dello sterminio atomico, il d ib at prie dello stato di diritto; in altre parole,
tito sulla pena di morte, i cui effetti non se il diritto di punire da parte dello Stato,
sono n eppure lontanamente paragonabili a generalmente non contestato, si spinga sino
quelli dei massacri che si perpetrano ogni al diritto di infliggere una condanna a m o r
giorno nel mondo, pu apparire poco pi che te, se pure nelle forme del processo legale.
un ozioso passatempo dei soliti dotti che non I problemi sollevati dalle uccisioni e x tra
si rendono conto di come va il mondo giudiziali sono completam ente diversi. Nes
M i riferisco, s intende, alla pena di morte suno si attende un novello Beccaria che
giudiziale, cui dedicata in particolare q u e sorga a denunciarne la disum an it, e a pro
sta mia introduzione. Sulla pena di morte porne con argomenti di carattere umanitario
extragiudiziale in tutte le sue forme, da q u e l (la m it e z z a delle p e n e ) o giuridico (i
la inflitta dagli squadroni della morte, dai limiti del contratto sociale) la loro abolizio
servizi segreti, dalla stessa polizia sotto l u ne. Sono problemi che rientrano in un capi
sbergo della legittim a difesa, da una mano tolo diverso della filosofia morale e g iu ri
misteriosa (che deve restar misteriosa) ne! dica, nel capitolo relativo alla giustificazione
carcere dove il condannato sconta una pena della guerra, ovvero d e l l esercizio della vio
non capitale, a quella indiretta nei campi lenza da parte di individui o gruppi nei cui
di concentramento o di lavoro forzato (la rapporti non vige altro principio regolatore
differenza tra l uccidere e il lasciar intenzio dei conflitti che quello d e llautotutela:
nalmente morire non m oralm ente rilev an chiaro che una volta ammessa in certi casi
te), non c nulla da discutere. C solo da la liceit della guerra, cio di un modo di
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risolvere un conflitto mediante l'uso di ar rischia di contagiare e di mettere in p eri


mi mortali, ne discende la licenza, se pure colo la vita d e llintero. Ha fatto testo per
entro certi limiti (costituenti il ius b e lli ), di secoli questo brano di S. Tommaso: Ogni
uccidere. Rispetto alla pena di morte e x tr a parte ordinata al tutto come l imperfetto
giudiziale il problema etico e/o giuridico da al perfetto... Noi vediamo a causa di ci
discutere non gi se sia lecito infliggere che se l asportazione di un membro mette
la morte ma se sia lecito il ricorso a pene in pericolo la salute d e llintero corpo um a
extragiudiziali, quali che esse siano, all in no... lodevole e salutare sopprimerlo. Ora
terno di uno Stato costituito, ed e v en tu al ogni persona considerata a parte si pone in
mente in quali circostanze e entro quali l i rapporto alla comunit come la parte rispet
miti. to al tutto. Di conseguenza se un uomo co
stituisce un pericolo per la comunit... lo
T3 spetto ai molti secoli trascorsi dalla devole e salutare m etterlo a morte per sal
nascita del pensiero filosofico occiden vare il bene comune i . Per mostrare quale
tale, il d ib attito sulla pena di morte rela sia la persistenza di questo modo di giusti
tivamente recente. L opera di Beccaria, da ficare la condanna a m o n e , mi limito a ci
cui nata la prima grande discussione tra tare l argomentazione che nella Mo nt agna
i dotti pro e contro la pena capitale, del in ca n ta la di Thomas M ann Naphta, il ri
1764; il primo Stato che l'abbia abolita voluzionario della conservazione , adduce
il granducato di Toscana con una legge del contro Settembrini che ha appena concluso
1786. Lungo tutto il corso della storia della la sua perorazione contro la pena di morte:
filosofia la c o m m u n i s o p i n i o dei filosofi Non appena... in gioco qualcosa di su
stata favorevole alla pena capitale, a co m in perpersonale, di superindividuale e que
ciare da P latone, e anche ben oltre il libro sto l unico stato degno d e lluomo, quindi
di Beccaria: si pensi a Kant, H egel. Scho in senso pi elevato lo stato normale ,
penhauer. Se ci dovessimo fondare s u l lar la vita singola viene non soltanto sacrificata
gomento ex a u c t o r i t a t e , gli abolizionisti sa senza cerimonie al pensiero pi alto, ma
rebbero sconfitti. arrischiata spontaneamente anche dal sin
Tralascio di considerare l'influenza, golo .
am b ivalen te, del cristianesim o sulla soluzio Non un caso che le prime teorie abo
ne del problema, perch il tema gi stato lizionistiche, a cominciare da quella di Bec
trattato (am bivalen te perch dalla stessa v i caria, si siano sviluppate n e llambito della
sione religiosa del mondo e quindi dai rap concezione individualistica della societ e
porti di convivenza sono stati tratti, secon dello Stato, che ha completamente rovescia
do i tempi e le circostanze, argomenti fa to il rapporto fra il tutto e le parti, ed ha
vorevoli e co ntrari). P rendendo in conside reso possibile, da Hobbes in poi, il fonda
razione esclusivam ente le grandi concezioni mento contrattualistico dello Stato. Beccaria
filosofiche della societ e dello Stato, si pu non solo un contrattualista ma, com
afferm are che la concezione organica dello noto, adduce come uno degli argomenti in
Stato, secondo cui, per riprendere il p rin favore d e llabolizione della pena di morte,
cipio aristotelico il tutto prima delle proprio l origine contrattuale dello Stato.
parti , dom inante nel mondo antico e nel Che la negazione del diritto dello Stato a
l et di mezzo, abbia offerto uno dei pi punire con la morte un colpevole sia una
comuni argomenti alla giustificazione della conclusione logica e come tale necessaria di
pena di morte. Se l uomo in quanto ani ogni teoria che fa derivare lo Stato da un
male politico non pu vivere al di fuori di contratto sociale originario, non invero
un corpo sociale, di cui costituisce logica sostenibile, e ne la miglior prova l esisten
mente un membro, la vita o meglio la so za di autori insieme contrattualisti e non
pravvivenza del corpo sociale nella sua to abolizionisti (come Rousseau per fare l esem
talit un bene superiore alla vita e alla pio pi noto, cui si pu aggiungere anche il
sopravvivenza di una delle sue parti, in spe nostro Filangieri). M a a differenza della
cie la vita de! singolo deve essere sacrificata concezione organica di cui generalmente gli
alla vita del tutto quando essendo infetto autori si sono valsi per approvare la pena
N orberto Bobbio II dibattito attuale sulla pena di morte 63

di morte, la concezione contrattualistica ne ne della pena di morte nel mondo si suole


ha reso il rifiuto, se non necessario, possi aggiungere al novero degli Stati in cui essa
bile. Nel 100 della Fil os ofia d e l d i r i t to abolita d e i u r e quelli in cui abolita d e
in cui difende la pena di morte, H egel pren facto-, c ) anche l dove la pena di morte
de pretesto dalla critica di Beccaria per ad non solo prevista ma la sentenza capitale
durre un argomento in pi contro le teorie stata emanata, si manifestata la tenden
contrattualistiche, di cui un avversario za alla sua sospensione si ne d i e , e alla sua
radicale. remissione in seguito a grazia.
Sebbene considerata nel lungo periodo che
T) er quanto relativam ente recenti, le teo va daHilluminismo a oggi la tendenza alla
rie abolizionistiche hanno avuto un no dim inuzione della pena di morte sia netta,
tevole successo, se non rispetto a ll abolizione tanto rispetto al numero degli Stati quanto
totale, essendo ancora di gran lunga pi nu rispetto alla natura dei reati, occorre aggiun
merosi gli Stati che la mantengono rispetto gere almeno due altre precisazioni per ren
a qu elli che l hanno abolita, rispetto a l labo dere pi completa questa veduta d insieme:
lizione parziale, se non addirittura quasi prim o, la graduale e continua conquista d e
rotale. Non mi sembra superfluo sottolineare gli abolizionisti si arrestata di fronte al
ancora una volta il fatto che ci di cui si l u ltim a fortezza, qu ella d e llabolizione to
sta discutendo in questi anni l abolizione tale che oppone u n accanita resistenza allo
f i n a l e della pena di morte, che ormai sm antellam ento con la conseguenza che il
lim itata anche negli Stati che l hanno m an dibattito pr e contro la pena di m orte deve
tenuta a un numero sempre pi ristretto di ritenersi tu tt altro che esaurito e la causa
reati p artico larm en te gravi. Sulla necessit degli abolizionisti tu tt altro che v inta; se
di lim itarn e la previsione legislativa, non vi condo, la stessa tendenza a l l abolizione con
pi dissenso: la pena di morte ha cessato siderata non nel lungo periodo ma in p e
orm ai da tempo di essere, c o m e stata per riodi brevi si dimostra tu tt altro che netta,
secoli, la pena per eccellenza, in quanto ri ma sembra procedere talvolta a zig zag.
tenuta pi facile da eseguire e insieme pi Per quel che riguarda lo status del d ib at
in tim idatrice (anzi l unica veramente in tim i tito, vai la pena osservare ancora che esso
datrice). Si direbbe che la maggior parte dei di gran lunga pi acceso nei Paesi in cui
legislato ri p rim a della grande battaglia illu l abolizione totale non ancora avvenuta e
m in istica, si fossero attenuti al detto di Dra- il problema si pone d e i u r e c o n d e n d o op
cone il qu ale, interrogato sui m otivi della pure stata approvata recentemente la ri
sua sev erit, aveva risposto che la pena di forma. In un Paese come l Italia che dopo
morte era giusta per i ladruncoli, e che per la caduta del fascismo ha ripristinato, anzi
gli altri reati pi gravi non ne aveva trovata ha costituzionalizzato, il divieto della pena
p urtroppo una maggiore. Da Beccaria in poi di morte, le tradizionali dottrine antiaboli-
ci che stato messo in discussione non zioniste non sono, almeno sino ad ora, rie
solo se la pena di morte sia eticamente le merse, certamente meno che negli Stati Uniti
cita ma anche se sia davvero la maggiore o in Francia. Parlando di d o ttrin e m i rife
delle pene. risco al dibattito quale si svolge tra filosofi,
P er rendersi conto del processo graduale sociologi, psicologi, giuristi, ecc. A ltro d i
di delegittim azione della pena di morte, oc scorso deve essere fatto rispetto al cosiddet
corre ancora prendere in considerazione tre to sentimento popolare , al c o m m o n s e n s e
d ati di fatto: a) si va restringendo il n u degli scrittori anglosassoni. infatti una
mero dei reati per cui la pena di morte notazione abituale di tutti coloro che si sono
o bb ligato ria, mentre si va allargando quello occupati del tema, che tra il senso comune
dei reati in cui l inflizione della pena di e l opinione dei dotti c , in generale, rispet
morte lasciata alla decisione discrezionale to al problema della pena di morte, un no
dei giudici e della giuria; b) non in tutti tevole divario; le tesi abolizionistiche vanno
gli Stati in cui la pena di morte ancora orm ai prevalendo tra coloro che si occupano
ammessa, questa effettivam ente eseguita, professionalm ente del problema, nelle leghe
tanto che in tutte le relazioni sulla situazio o associazioni per i d iritti d e lluomo o si-
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m ili, nelle stesse Chiese costituite (contra d e llItalia durante il fascismo. Il rapporto di
riam ente a una tradizione che pareva ormai dipendenza del dibattito sulla pena di morte
co nsolidata), m entre, a giudicare da molti dallo stato d e llordine pubblico pu trarre
so ndaggi d opinio ne, sulla cui attendibilit una conferma dalla constatazione che in
peraltro si possono sollevare seri dubbi, il Italia durante l impero del codice Zanardelli
sentim ento popolare continua ad essere ad (1 8 8 9 ), che l aveva abolita, il problema del
essa ostile, quando addirittura non reclama ripristino non fu mai seriamente sollevato
il ripristino della pena capitale, l dove in una condizione di graduale contenimento
stata da tempo abolita. Siccome ho parlato e regolazione dei conflitti sociali, mentre,
d e l l Italia, non si pu tacere il fatto che, quando il ripristino avvenne per opera di
m en tre la repubblica dei dotti non ha dato un regime autoritario come il fascismo, anche
sinora l im pressione di essere stata sollecita in conseguenza d e ilacuirsi e d e llinasprirsi
ta a sollevare il problema dalla diffusione e della lotta sociale nellimmediato primo do
d a l l in crudelim ento della violenza crim inale poguerra, ci avvenne col pieno consenso o
e politica, l opinio ne del pubblico quale si per lo meno n e llindifferenza del pubblico.
m anifesta nelle lettere ai giornali, nelle con Se qualche resistenza vi fu, questa fu esclu
versazioni qu otidiane, nella risposta agli ap sivamente, nel generale conformismo, di ca
p elli provenienti da m ovim enti e partiti di rattere dottrinale (da ricordare almeno il li
estrem a destra, si dim ostrata sensibile a bro di Paolo Rossi, apparso nel 1932).
queste sollecitazioni. Del resto, che questo
divario tra opinione dotta e popolare esista, T a particolare intensit del dibattito at
provato dal fatto che uno degli argomenti, tuale sulla pena di morte dipende non
se p ure debole, cui ricorrono gli antiaboli- soltanto d a llinteresse sempre vivo per la so
zionisti per so stenere o corroborare la loro luzione legislativa del problema, ma anche
tesi nei paesi in cui la discussione viva, dal fatto che esso sinserisce in uno dei d i
il cosiddetto argomento del c o m m o n s e n se . battiti che hanno pi intensamente impegna
Vi ricorse anche il ministro Rocco per g iu to i filosofi morali contemporanei (specie
stificare il ripristino della pena di morte in anglosassoni): il dibattito sul diritto alla
Italia d uran te il fascismo. M a l argomento vita. Per dare u n idea anche soltanto appros
debole per diverse ragioni: a) l invocazione simativa d e llampiezza e della rilevanza di
popolare della pena di morte ( bisogna m et questo dibattito si consideri che esso com
terli al muro ) indiscrim inata non facendo prende, oltre il tema del diritto alla vita, in
alcuna distinzione tra delitti pi gravi e m e senso stretto, ovvero il diritto a non essere
no grav i; b ) il sentim ento popolare volu uccisi, il diritto a nascere o a essere lasciati
bile, essendo facilmente influenzabile dalle venire alla vita, il diritto a non essere la
circostanze; c ) le questioni di principio mal sciati morire e il diritto a essere mantenuti
sopportano di essere risolte in base alla re in vita o diritto alla sopravvivenza. Poich
gola della maggioranza. non vi diritto di un individuo senza il
Q uanto alla seconda osservazione relativa corrispondente dovere di u n altro, e poich
alla non linearit della tendenza abolizioni ogni dovere presuppone una norma impera
stica, la principale osservazione da fare tiva, il dibattito sulle quattro forme in cui
che la legislazione sulla pena di morte ri si esplica il diritto alla vita rinvia al dib at
sente dello stato di m aggio re o minore tran tito sul fondamento di validit ed eventual
q u illit in cui si trova una determ inata so mente sui limiti del dovere di non uccidere,
ciet e dal (spesso conseguente) minore o di non abortire (o di non procurare l abor
maggiore grado di autoritarism o del regime. to), di soccorrere chi in pericolo di vita,
Cos, mentre la tendenza costante giudicata di offrire i mezzi minimi di sostentamento
sul lungo periodo certam ente nel senso a chi ne privo. Tradotti in termini norma
della restrizione d e ll ambito della pena capi tivi, questi quattro doveri presuppongono
tale sia r a t i o n e l o c i sia r a t i o n e m a t e r i a e , vi quattro imperativi di cui i primi due negativi
sono casi in cui nel breve periodo la pena (o comando di non fare), gli altri due positivi
di morte stata ripristin ata in Stati che (o comando di fare).
l avevano da tempo abolita: tipico il caso Considerato dal punto di vista del diritto
idee N orberto Bobbio II dibattito attuale sulla pena di morte 65

alla vita, il problema della pena di morte ritaria degli argomenti addotti per giustifica
rientra nel dibattito generale sul diritto alla re questo caso di eccezione al divieto di uc
vita in senso stretto, e di conseguenza sul cidere e nella successiva difesa, per lo meno
fondamento di validit ed eventualmente sui nel caso specifico, della validit del precetto.
limiti della norma 'non uccidere . Per chi
ritiene che il 'non uccidere abbia una v ali \T on diversam ente dalla secolare discus-
dit assoluta, e sia quindi nel senso kantiano ^ sione sulla giustificazione del ricorso
un im perativo categorico che non consente a ll uso della forza, che si risolve nella ricerca
eccezioni, il problema della pena di morte di una j u st a c au sa di un comportamento nor
gi risolto: infliggere la pena capitale malmente giudicato ingiusto, e di cui l esem
in ogni caso illecito. M a esistono imperativi pio storicamente pi interessante, e ricco
categorici? Lo stesso Kant c- fautore della ancor oggi d insegnamenti, stato quello
pena di morte. Allora il. non uccidere non della guerra giusta, i due argomenti pi co
un im perativo categorico? Fortunatamente muni (e anche pi facili) addotti per giu sti
possiamo prescindere dal dare una risposta ficare la pena di morte sono lo s t a t o d i
alla dom anda, perch se in realt il dibattito necessit e la l e g i t t i m a dife
sulla liceit della pena di morte non accenna s a. Si tratta, come tutti sanno, di due
a placarsi e continua ad alimentare sottili, motivi di giustificazione di un reato (le cui
sempre pi sottili, controversie fra i filosofi conseguenze possono essere la non incrimina
morali, ci dip ende dal fatto che nessuno dei zione o la non p un ibilit), accolti dal diritto
contendenti parte dal presupposto della v a penale di tutti i paesi. Ci che vale per
lidit assoluta del precetto non uccidere , n l individuo non si vede perch non debba
conseguentemente dalla considerazione del valere, cos si sostiene, anche per lo Stato.
diritto alla vita come diritto assoluto, da far Anzi per lo Stato varrebbe a maggior ra
si valere in ogni caso, senza eccezioni. Ci gione, in base alla supremazia dello Stato
che caratterizza i cosiddetti diritti fondamen su llindividuo da cui nata ed ha prosperato
tali, tra cui certam ente il diritto alla vita, per secoli la dottrina della ragion di stato,
di essere universali, cio di valere per ogni fondata sul principio che nella condotta d e l
uomo, indipendentem ente dalla razza, dalla lo Stato sono ammesse d e r o g h e alile
nazionalit ecc., non necessariamente di v a norme generali che valgono per la condotta
lere senza e c c e z io n i4. Con questo non si dei privati. N aturalm ente queste due cause
vuole afferm are che non vi siano diritti as di giustificazione di un atto gravissimo come
soluti (nella coscienza contemporanea sono l'omicidio da . parte dello Stato, possono
tali, ritengo, ad esempio, il diritto a non essere anche riguardate dal punto di vista
essere torturati o quello a non essere ridotti deHindividuo, in quanto titolare del diritto
in schiavit), ma semplicemente che l asso universale alla vita derivato d a llobbligo al
lutezza del d iritto alla vita non entra di trettanto universale di non uccidere. Se si
solito (e del resto sarebbe difficile farlo parte dal presupposto che il diritto alla vita
entrare) come argomento a favore della abo non un diritto assoluto (come non asso
lizione della pena di morte. Allora, una v o l luto il precetto di non uccidere), ne viene
ta ammesso che il comandamento non ucci di conseguenza che pu essere perduto (al
dere am m ette delle eccezioni, il punto con tro problema se io vi possa rinunciare e
troverso se la pena di morte possa essere se oltre il diritto di vivere si debba ammet
giudicata una eccezione. Siccome regola tere anche il dovere di vivere). Le circostan
generale d i ogni controversia che chi difende ze per cui si pu perdere sono soprattutto
u n eccezione al principio generale deve g iu due: quando esso entra in conflitto con un
stificarla, spetta ai sostenitori della pena di diritto fondamentale che si reputa superiore,
morte l onere di addurre argomenti tali da e quando il titolare del diritto non riconosce
renderne accettabile l ammissione e a coloro e viola l egual diritto degli altri, ovvero
che la negano di confutarli. Proceduralm en quando si scontra con un a l t r o diritto o
te il d ibattito sulla pena di morte si svolto, con il diritto dell'a 1 t r o . A ben guardare
infatti, in tutta la sua storia, e si svolge stato di necessit e legittima difesa possono
ancora attualm en te, nella presentazione prio venire considerati cause di giustificazione
66 Uomini e idee

della pena di morte anche dal punto di vista sputa in presenza di determinate alternative
del diritto (non assoluto) del singolo indivi funzionali alla pena di morte, e quindi in
duo alla v ita: nella giustificazione in base relazione ad esse; in altre parole il
allo stato di necessit il diritto alla vita del problema non pi soltanto quello della
singolo viene in conflitto con il diritto alla liceit o d e llopportunit della pena di mor
sicurezza dello Stato; nella giustificazione in te come omicidio con giusta causa ma della
base alla legittim a difesa il singolo perde il liceit o d e llopportunit d e llomicidio legale
diritto alla vita per aver messo a repentaglio in concorrenza e quindi in confronto con
la vita di altri, di cui si fa vindice il potere altre sanzioni. In sostanza il fautore della
pubblico. pena di morte non pu limitarsi ad addurre
P eraltro entram bi gli argomenti sono de argomenti in favore della deroga al precetto
boli: vi ho accennato perch nonostante di non uccidere (quali sono lo stato di ne
la loro fragilit sono frequenti, anche se cessit e la legittima difesa), deroghe che
ormai pi da parte del c o m m o n s e n s e che possono valere rispetto a l lazione d e llindivi
della dottrin a. La loro debolezza deriva dal duo singolo e anche nel caso di guerra in
fatto che lo Stato non si trova di fronte al cui lo Stato non dispone nei riguardi degli
dilem m a di infliggere la pena di morte o di altri Stati di sanzioni efficaci come quella
lasciare im punito un atto criminale. La pena
della detenzione, ma deve addurre argomenti
di morte, ovvero l uccisione legalizzata,
per giustificare l omicidio legale nono
una delle possibili pene di cui lo Stato d i
stante la possibilit che lo Stato ha di
spone. Non si pu mettere in discussione il
ricorrere ad altri mezzi per punire il colpe
problema della liceit o opportunit della
pena di morte senza tener conto che non vole (e per prevenire il delitto). Quando
il solo rimedio al delitto e che esistono pene Beccaria pronunci la prima clamorosa con
alternative. T anto lo stato di necessit qu an danna della pena di morte, uno degli argo
to la legittim a difesa operano come cause menti addotti, l argomento destinato a m ag
di giustificazione sul presupposto che l indi gior successo, fu che la detenzione a vita
viduo in certe circostanze, nelle circostanze aveva maggior forza intim idatrice della mor
appunto in cui non pu fare a meno di vio te, e che, pertanto, rispetto a qu estaltra
lare la legge (la necessit-non ha legge) op pena, la pena di morte non era n utile
pure la sua vita seriamente e gravemente n necessaria .
minacciata, non abbia alternative. Lo Stato
come detentore del monopolio della forza e T T na volta sottratto il problema della
come insieme di apparati in vario modo in ^ pena di morte al dibattito sulle even
caricati d e ll esercizio della forza, non si tro tuali deroghe al precetto non uccidere e
va di solito in queste situazioni (in cui si portato nel campo strettam ente penalistico
pu trovare invece il singolo poliziotto, il della natura e funzione delle varie sanzioni,
quale, come qualsiasi altro cittadino, pu mediante le quali lo Stato adempie alla fun
beneficiare della scriminante della legttima zione punitiva e preventiva, considerata cio
difesa): lo Stato dispone di pene alternative la pena di morte come sanzione e come
e quindi non costretto a uccidere per in una sanzione in mezzo ad altre, e in quanto
fliggere la pena. tale come mezzo per punire il colpevole
Quando si tenga conto di queste sanzio (quia p e c c a t u r ) e per impedire che altri com
ni alternative, tra cui vi sono pene severe mettano in futuro colpe simili ( n e p e c c a t u r ),
come l ergastolo, e non si pu non tenerne le teorie principali che si scontrano e si com
conto, allora la disputa sulla pena di morte battono a colpi di buone ragioni sono
deve spostarsi su un altro terreno, che soprattutto due: quella retributiva secondo
quello del confronto tra questa e le altre cui funzione essenziale della pena di con
sanzioni possibili. Non si tratta pi di d i traccambiare il m a l u m ac t io ni s col m a l u m
scettare intorno alle cause di giustificazione passions, e quella preventiva, secondo cui
della violazione del precetto non uccidere , la funzione essenziale della pena consiste
isolatamente considerato e quindi in s e n nello scoraggiare le azioni che l ordinamento
so assoluto, ma di condurre la d i considera nocive, ed quindi intimidatrice
mm e idee N orberto Bobbio II dibattito attuale sulla pena di morte 67
ce alternative o dissuasiva (con un anglismo oggi diffuso, Ho voluto richiamare l attenzione su qu e
e quindi in deterren te). sto contrasto n e llimpostazione generale del
tre parole il problema perch esso pu servire a spiegare
La distinzione tra le due teorie netta,
quello della le ragioni per cui nel dibattito sulla pena di
anche se in concreto vi pu essere chi tragga
oena di mor morte il dialogo fra retributivisti e preventi
argomenti sia d a lluna sia d a llaltra per so
usa ma della visti appaia spesso come un dialogo fra sor
stenere la propria tesi. Generalmente per
nicidio legale vi una prevalenza di fautori della pena di. Domandarsi se il colpevole di un grave
mfronto con reato debba essere condannato alla pena di
di morte fra i sostenitori della pena come
fautore della morte perch giusta porsi un problema
retribuzione, mentre i fautori d e llabolizione
li ad addurre si trovano soprattutto fra i sostenitori della di etica dei princpi o di liceit morale; il
a al precetto pena come prevenzione. N etta la distin domandarsi se la pena di morte debba essere
stato di ne- zione, perch la differenza tra le due teorie inflitta perch pi intimidatrice di q u a l
deroghe che riposa su una diversa impostazione generale siasi altra pena porsi un problema di etica
.e d e ll indivi- del risultato, o di opportunit politica.
del problema. Di fronte al problema della
di guerra in Di questo contrasto sui presupposti la
pena di morte, come del resto di fronte a
iguardi degli ogni altra misura che lo Stato deve prendere miglior prova uno degli argomenti fonda
come quella mentali che gli uni e gli altri adducono non
per assolvere ai suoi impegni, si possono
re argomenti per sostenere la propria tesi ma per confu
porre due domande diverse: a) se sia etica
le nono- tare quella deUavversario. Kant, sostenitore
mente lecita; b) se sia politicamente oppor
Stato ha di della pena di morte in quanto retributivista,
tuna. Le due domande devono essere ben
l ir e il colpe- rifiuta l argomento della intimidazione come
distinte, perch possono condurre a risposte
to). Quando immorale perch viola la massima che vieta
diverse: una misura eticamente giusta pu
umorosa con di trattare la persona come mezzo. L utilita
essere politicamente inopportuna e viceversa.
ti degli argo- rista, convinto che la pena di morte inutile
Il secolare contrasto tra etica e politica ha la
inato a mag- perch meno dissuasiva di altre pene, rifiuta
sua fonte principale in questa divergenza.
zione a vita l argomento della retribuzione come effetto
In realt, co m stato pi volte osservato, il
:e della mor di ottuso e disumano riborismo morale.
contrasto fra etica e politica si risolve nel
a q u e s t altra Riassumendo, per coloro che pongono il
contrasto tra due etiche (cui M ax W eb er ha
ra n utile problema della pena di morte come proble
dato il nome di etica d e llintenzione e di
ma di giustizia si tratta di dimostrare che la
etica della responsabilit) o, se si vuole, tra
due criteri diversi di giudicare la bont e pena di morte giusta in base ai princpi
iblema della della giustizia retributiva (che una sotto
malvagit delle azioni umane: secondo la
) sulle even- specie della giustizia commutativa o aritme
conformit a princpi universali che vengono
uccidere e tica), indipendentemente da qualsiasi riferi
presupposti come comandanti l azione buona
e penalistico mento a motivi di utilit sociale (fiat iustilia
c proibenti l azione cattiva oppure dal risul
arie sanzioni, p e r e a t mundus)\ per coloro che si pongono
tato ottenuto, il quale viene di solito g iu d i
pie alla fun- il problema della pena di morte da un esclu
cato in base al principio utilitaristico della
siderata cio sivo punto di vista utilitaristico, la pena
massima felicit per il maggior numero (di
one e come di morte da rifiutarsi perch non serve
qua il contrasto fra le due etiche viene rap
e in quanto ai fini che deve proporsi lo Stato, organi
presentato anche come contrasto fra morale
il colpevole smo non etico, di scoraggiare il delitto, indi
deontologica e morale utilitaristica). Orbene
he altri corn pendentemente da qualsiasi ragione di
il problema che il retributivista si pone il
ee peccatur),
problema della liceit morale della pena di astratta giustizia. Detto altrimenti e sinteti
ano e si com- camente: per i primi, la pena di morte po
morte, e cos facendo si pone dal punto di
tgioni sono trebbe essere anche utile ma ci che importa
vista d e lletica che giudica le azioni in base
tiva secondo
a princpi prestabiliti; al contrario, il pro che sia giusta; per i secondi, potrebbe
ria di con essere anche giustizia ma ci che importa
blema che si pone il preventivista (mi sia
col malurn
permesso questo peologismo) il problema che sia utile. Poich utile, per costoro, non
secondo cui
d e llopportunit politica della pena di mor , deve essere respinta come male non ne
enti consiste
te, e cos facendo egli si pone dal punto di cessario, mentre per gli altri, in quanto sod
ordinamento
vista di u n etica che giudica le azioni in base disfa u n esigenza di giustizia, da approvar
intimidatrice
al risultato. si perch eticamente buona.
68 Uomini e idee

T diversit dei presupposti filosofici il retributivista la cui teoria resiste o cade


certamente una delle ragioni del fatto secondo che riesca o non riesca a dim ostrare
che il dibattito non mai completamente quale sia la giusta pena per ogni reato (e
esaurito ma sempre vivo, intenso, accani per il reato pi grave che l omicidio la
to, e le parti contrapposte non si danno giusta pena deve essere la pena pi grave),
mai per vinte. Ma non la sola. Occorre te indubbio; ma altrettanto indubbio che
ner conto che un dibattito di filosofia mo l argomento della preferenza stato pi vol
rale non appartiene al campo della logica te, e a mio parere, con successo, confutato
dim ostrativa ma a quello della logica argo sia perch un argomento come questo non
mentativa o della retorica (per usare l espres pu essere appoggiato se non su un numero
sione di Perelm an), e che pertanto gli argo enorme di risposte dei pi diversi soggetti,
menti pr e contro non sono mai dirimenti impresa n facile n mai seriamente tentata,
e quindi definitivi. E di fatto non vi argo sia perch i due corni del dilem m a, o la
mento addotto da una delle parti che non morte subito o la morte differita dopo una
sia controbattuto d a llaltra parte; non vi probabilmente lunga detenzione, non sono
una buona ragione in difesa di una delle em otivam ente paragonabili, il primo essendo
tesi cui non venga contrapposta una buona certo e precludendo ogni speranza, il secon
ragione in difesa della tesi opposta. do lasciando aperta la speranza, o l illusione,
Si osservi: la teoria retributiva la cui for che la situazione a lungo andare possa anche
za consiste nel fare appello al principio della cambiare. Che il condannato dichiari di p re
giustizia retributiva o commutativa, secondo ferire la lunga detenzione non tanto una
cui una delle regole su cui si regge ogni pos prova della maggiore terribilit della pena
sibile convivenza la corrispondenza tra il di morte, quanto l espressione dello stato
dare (o il fare) e il ricevere ( u n applicazione d animo del soggetto da cui non si pu rica
del principio generale della reciprocit), ha vare alcuna conclusione riguardo al dubbio
il suo punto debole n ellaffermazione che proposto 6.
l unica possibile corrispondenza a llinfliggere Il punto debole della teoria preventiva,
morte sia il ricevere morte. Quando Kant oggi dominante tra gli abolizionisti, giacch
sostiene che chi uccide deve morire (ed tradizionalmente la liceit della pena di m o r
un dovere non ipotetico ma categorico), com te stata sostenuta dai retribu tivisti, sta nel
menta: Non vi nessun surrogato, nessu condurre il suo gioco puntando tutto o qu a
na commutazione di pena, che possa soddi si tutto su una sola carta, quella d e llin tim i
sfare la giustizia. Non c nessun paragone dazione. Il suo argomento principale che
possibile tra una vita, per quanto penosa, la pena di morte non ha la forza in tim id a
e la morte, e in conseguenza nessun altro trice che le stata attribuita (arb itrariam en
compenso fra il delitto e la punizione, fuor te), e che pertanto vien meno, da un punto
ch la morte s, d per accertato che la m or di vista utilitaristico, la sua unica ragion
te sia il peggio dei mali. Ma se non fosse? d essere. La debolezza di questo argomento
Certam ente quando Kant dice che non c sta nel fatto che sino ad ora nessuna prova
paragone possibile fra una vita per quanto certa stata raggiunta sul grado della forza
penosa e la morte, intende confutare la tesi dissuasiva delle diverse pene, in particolare
di Beccaria e di tutti coloro che lhanno della pena di morte rispetto a qu ella della
seguito. Ma la sua u n affermazione peren lunga detenzione, nonostante i sondaggi
toria sprovvista di ogni prova. compiuti e le ricerche empiriche condotte,
A questo punto, la teoria retributiva co nei paesi in cui la pena di morte stata
stretta a scendere dal cielo dei princpi alla abolita o stata restaurata, tra il 'prima e
terra dei dati empirici, imboccando la via il dopo . Anche in questo campo le scienze
pericolosa ed incerta d e llargomento detto sociali sono restate ferme a l l universo del
della preferenza (gi addotto da Feuer pressappoco. Beninteso, non colpa degli
bach, e continuamente ripreso): messo di scienziati sociali ma della quasi infinita v a
fronte alla scelta tra la morte e l ergastolo, riet degli enti (gli esseri umani) che costi
il condannato che cosa sceglierebbe? Che tuiscono l oggetto delle loro osservazioni,
questo argomento sia una via obbligata per della mutevolezza delle condizioni in cui gli
im i idee Norberto Bobbio II dibattito attuale sulla pena di morte 69

esiste o cade individui agiscono, per cui difficile che cale, la scommessa degli abolizionisti si giu
a dimostrare la stessa osservazione possa essere ripetuta stifica sulla base di un dubbio che pu an
igni reato (e c e t e r i s p a r ib u s, nonch delle molte variabili che essere risolto, e che una volta risolto in
l omicidio la di cui deve tener conto, tra cui im portan - un certo senso segnerebbe la loro irrim edia
a pi grave), tissime, nel caso specifico, la straordinaria bile sconfitta. Tutto ci porta a concludere
indubbio che variet dei delitti e delle loro motivazioni che chi voglia impiantare la tesi d e llaboli
;tato pi vol- e la maggiore o minore certezza di essere zione su una solida base non pu lim itarsi a
so, confutato scoperti e condannati. Era del resto il pro ricorrere a llargomento d e llintimidazione,
questo non blema gi posto da Beccaria: pi dissua perch se si riuscisse a dimostrare in modo
,1 un numero
siva la gravit della pena o la sua certezza? inconfutabile, e nulla lo esclude, che la
ersi soggetti, Solo se la certezza rimane stabile nei due pena di morte ha un potere d intimidazione
lente tentata, momenti del p rim a e del dopo , il p ara maggiore di altre pene, per lo meno in d e
lemma, o la gone possibile. Il problema stato posto terminate situazioni e per certi reati, do
ita dopo una ripetutam ente nel dibattito sul terrorismo e vrebbe riconoscere di aver perduto la pro
e, non sono a proposito dei sequestri di persona in I t a pria battaglia 7.
rimo essendo lia: che cosa contribuisce di pi alla scon
za, il secon- fitta del terrorismo e alla diminuzione dei T a verit che una tesi, specie una tesi
o l illusione, sequestri di persona, l aggravamento delle in campo Plorale e politico, non si d i
possa anche pene oppure u n azione pi efficace nella lot fende mai con un argomento solo. Si pensi
hiari di pre ta alla delinquenza? Potenti associazioni a a ci che avviene in u n aula di trib unale:
tanto una delinquere come la mafia ottengono uno accanto a l l argomento in via principale, come
della pena straordinario effetto di obbedienza alle loro dicono gli avvocati, vi l argomento in via
dello stato leggi con la minaccia della pena di morte subordinata; accanto a llargomento in via
si pu rica- ( l unica pena che conoscono) perch la pro subordinata c l argomento in via incidenta
o al dubbio babilit di sfuggirvi per coloro che le tra le. Il genere letterario, cui si ispirano o si
sgrediscono minima. avvicinano (sempre pi) gli scritti di filoso
p reventiva, T ale lo stato di dubbio sulla forza in ti fia morale la comparsa conclusionale: si
isti, giacch midatrice della pena di morte rispetto alla espongono le tesi d e llavversario, ad ogni tesi
ena di mor- pena della lunga detenzione che alcuni abo si fa corrispondere u n obiezione, si preve
usti, sta nel lizionisti sono stati costretti a ripiegare su l dono le controbiezioni, cui si replica con
urto o qua- l'argom ento cosiddetto della scommessa altre obiezioni e via di seguito.
d e l l intimi- (nel senso del pari pascaliano): nel dubbio, Cos nella controversia sulla pena di mor
ipale che tanto il mantenimento quanto l abolizione te. Una relazione redatta sulla base di due
:a intimida- sono fondati su una scommessa, in questo questionari trasmessi dalle Nazioni Unite ai
litrariamen- senso, che i fautori scommettono sulla sua governi, ad organismi non governativi, a
a un punto efficacia, gli avversari scommettono sulla sua personaggi rappresentativi, negli anni ses
lica ragion inefficacia. M a c una differenza fra la santa, elenca quindici motivi addotti dagli
argomento scommessa degli uni e quella degli altri: stati abolizionisti, di cui il primo consiste
suna prova scommettere s u l l efficacia porta a un risul per l appunto nel sostenere che il valore
della forza tato da cui non si pu pi tornare indietro della pena di morte come deterren te non
particolare qualora il dubbio sia risolto in senso co ntra provato o discutibile , poi confortato
uella della rio, mentre scommettere su llinefficacia ri dalla considerazione che l imprigionamento
sondaggi sparmiando una vita permette il cam bia sufficiente, infine rafforzato dalla osserva
condotte, mento di rotta qualora la scoperta della ve zione che in alcuni casi la pena di morte
'te stata rit conduca a mostrare l errore della posi essa stessa criminogena 8. Non il caso di
prima e zione assunta. L argomento della scommessa esporli lutti tanto pi che alcuni hanno
le scienze pur sempre un argomento interlocutorio un carattere limitato al paese che li ha
iverso del che vale sin che resta l incertezza sulla do enunciati. Ma non ve n uno cui gli anti-
jlp a degli m anda: pi dissuasiva la pena di morte o abolizionisti non abbiano contrapposto, o
finita v a l ergastolo? M entre la plausibilit della non possano facilmente contrapporre, un
che costi- scommessa pascaliana deriva dal fatto che il motivo contrario. Di queste contrapposizio
ervazioni, dubbio se esistano l inferno e il paradiso ni mi limito a prendere in considerazione
in cui gli umanamente insolubile, un dubbio radi le due che mi paiono storicamente (e ancora
70 Uomini e idee

oggi) pi importanti, delle quali la prima tabile quello secondo cui il costo sociale del
si svolge sul terreno filosofico, la seconda la morte di un innocente inferiore al bene
sul terreno pi strettamente giuridico. ficio che la societ trae dalla eliminazione fi
Le due concezioni generali della pena su sica di tanti efferati criminali: anzi argo
cui mi sono soffermato sono quella retrib u mento di fronte a cui generalmente la co
tiva e quella utilitaristica. Entrambe co nsi scienza umana si ritrae inorridita. Anche pre
derano la pena dal punto di vista dei com scindendo dalla non ardua risposta degli
piti e degli interessi dello Stato. M a il pro antiabolizionisti, secondo cui la pena di mor
blema della pena pu essere considerato an te deve essere inflitta con le maggiori cau
che dal punto di vista d e llindividuo che la tele e solo quando si sia raggiunta la certezza
deve subire. Da questo punto di vista le totale del delitto in base alla saggia massima
concezioni pi comuni sono quelle d e llesp ia meglio che un criminale si salvi che un
zione e d e l lemenda. Secondo la prima il innocente perisca (giacch se la pena di
fine della pena nei riguardi non del giu sti morte giusta ed efficace come intim ida
ziere ma del giustiziando di contribuire zione non importa se sia poco applicata, im
attraverso la sofferenza al riscatto dal male porta che esista), un argomento contro l abo
compiuto; secondo l altra, di aiutare il lizione, non meno forte di quello opposto
condannato a correggersi e attraverso la cor d e ll errore giudiziario, si pu trarre dai casi,
rezione a riabilitarsi. Ora di queste due di cui gli antiabolizionisti danno numerosi
concezioni la prima perfettamente compa esempi di assassini recidivi, cio di perico
tibile con la pena di morte, perch si pu losi crim inali che una volta tornati in libert
sostenere che non si pu espiare il pi grave per decorrenza dei termini, per grazia o per
dei delitti, l uccisione del proprio simile, evasione, hanno commesso altri o m ic id i9.
se non con la morte, intesa la morte come Non c e dubbio che il caso del recidivo sol
purificazione della colpa, cancellazione della leva questa inquietante domanda: Se fosse
macchia, il sangue si lava col sangue (o, co stato condannato a morte, non sarebbe stata
me dice il poeta: S e i fu delitto ad esp ia r risparmiata la vita di un innocente? . Se
lo io vengo / agli occhi tuoi col sangue accettabile la massima M eglio che un cri
mio... ) ; la seconda invece assolutamente minale si salvi che un innocente perisca ,
incompatibile per l ovvia ragione che co ndi che dire di q u e s t altra: Non importa che
zione necessaria per emendarsi di soprav un innocente perisca purch un criminale si
vivere. La corrispondenza tra queste due salvi? . La domanda imbarazzante anche
concezioni della pena a p a r i e s u b j e c l e le quando la vittim a del recidivo non sia g iu ri
due a p a r t e rei p u b l i c a e evidente. L argo dicamente un innocente come accade in casi
mento fondato sulla funzione espiatrice pu di vendetta per un torto reale subito, e
essere usato per rafforzare la tesi dei fautori quindi giuridicam ente condannabile. Non c e
della pena di morte, mentre l argomento fon chi non veda quanto questa domanda sia
dato sulla funzione emendatrice pu essere proponibile di fronte alla drammatica fre
usato a rincalzo della tesi degli abolizionisti. quenza con cui nelle nostre carceri delin
Per tutti e due sono reciprocamente incon quenti comuni o terroristi, che l dove vige
futabili, perch riposano su presupposti as- la pena di morte sarebbero stati probabil
siologici che quando non sono soltanto em o mente giustiziati, continuano ad uccidere.
tivamente fondati sono radicati in complessi Per finire, accanto a questo gioco di rim
sistemi di credenze tra loro difficilmente balzo degli argomenti pr e contro, la d i
confrontabili. sputa sulla pena di morte conosce anche ar
Sul terreno giuridico l'argomento pi for gomenti reversibili o a doppio taglio, argo
te degli abolizionisti quello secondo cui menti che si prestano ad essere utilizzati dal-
l esecuzione della pena di morte rende ir ri l una parte e d a llaltra. Uno di questi, abba
mediabile l errore giudiziario. Non c trat stanza curioso, riguarda la durezza della
tato sulla pena di morte che non citi casi pena di morte: per gli abolizionisti la pena
esemplari della prova d innocenza, scoperta capitale deve essere abolita per ragioni um a
dopo la morte sul patibolo, del presunto col nitarie, appunto per la sua durezza; al con
pevole, n mai sembrato argomento accet trario, un filosofo, che non si pu certo ac
N orberto Bobbio II dibattito attuale sulla pena ai morte 11

cusare di essere un conservatore, John Stuart mente alla violenza del delinquente co
M ill, tenne al P arlam ento inglese un discor mune. Ma non bisogna dimenticare che il
so favorevole al m antenim ento della pena posto ben pi grande nel teatro della storia
capitale nei casi pi gravi, sostenendo che 10 occupa la violenza politica cui appartiene
l abolizione sarebbe stata destinata a p ro d u r quel fenomeno di violenza collettiva, la guer
re an enervation, an effim ancy in th g e ra, di fronte al quale parlare di abolizioni
nerai mind of th country , a scoraggiare sm o , come se ne parla legittimamente a
il disprezzo della morte su cui una societ proposito della pena di morte, pu sembrare
deve contare come su di una necessaria virt una imperdonabile ingenuit. Dalla violenza
sociale l0. M a l esempio pi interessante di politica non si pu prescindere, perch da
ia massima reversibilit riguarda il diverso uso dello questa trae alimento e continua a rinascere
vi che un stesso precetto 'non uccidere : i fautori d e l la richiesta della pena di morte, e l esercizio
a pena di la pena di morte ricorrono spesso a l l argo di fatto della violenza omicida anche da par
: intimida- mento che la condanna capitale d e llomicida te dello Stato, se pure generalmente in tutte
ilicata, im- una solenne attestazione (la pi solenne q uelle forme extragiudiziali, cui ho accenna
ntro l abo- che si possa dare) del comandamento di to a l l inizio. Solo durante la crescita dello
o opposto non uccidere, nel senso che la vita dell'altro stato liberale e di diritto del secolo scorso,
e dai casi, deve essere rispettata se si vuole che sia si manifestata la tendenza a considerare la
numerosi rispettata la propria; per l abolizionista, in motivazione politica d e llatto violento con
di perico- vece, una inaccettabile violazione del divieto tro le istituzioni di uno Stato (specie di uno
in libert di uccidere proprio la pena capitale. Q u e Stato dispotico, e in quanto tale non liberale
azia o per sto concetto non si pu esprimere meglio e non di diritto) con indulgenza, mentre
o m i c id i 5. che con le parole che Dostoevskij mette in per secoli il delitto politico, sotto specie di
cidivo sol bocca al principe M y sk in a ll inizio del ro delitto di lesa maest, stato giudicato con
Se fosse manzo, quasi per presentare il suo eroe: maggiore severit. Oggi, di fronte a llinfu-
ebbe stata Uccidere chi ha ucciso un castigo senza riare del terrorismo politico, si va manife
e? . Se confronto maggiore del delitto stesso. L as stando una tendenza contraria anche negli
ne un cri- sassinio legale incom parabilm ente pi or stati liberali e di diritto, la cui manifesta
perisca , rendo deUassassinio brigantesco . Da un la zione pi evidente l emanazione di leggi
porta che to, il divieto di uccidere vien addotto per eccezionali.
ttninale si giustificare la pena cap itale, d a ll altro per Non bisogna farsi troppe illusioni. Ma
n te anche respingerla. non bisogna neppure trascurare il cammino
sia giuri- gi fatto. Un cammino enorme di cui non
de in casi T 1 dibattito sulla pena di morte, di cui sempre siamo pienamente coscienti. Dalle
subito, e ho cercato di dare una rapida sintesi, origini delle societ umane sino a un tempo
:. Non c destinato a continuare. Nessuno creda che cos vicino a noi che possiamo chiamare
nanda sia la v ittoria definitiva (dico d efin itiva) di chi ie ri , il contrassegno del potere stato il
atica fre- si oppone, sia vicina. Una delle poche le diritto di vita e di morte. Elias Canetti nelle
eri delin- zioni certe e costanti che possiamo trarre pagine in cui espone le sue acutissime rifles
dove vige dalla storia che violenza chiama violenza, sioni sulla sopravvivenza come manifestazio
probabil- non solo di fatto ma anche, ed ancora ne della potenza (la mia sopravvivenza di
;idere. pi grave, con tutto il seguito delle g iu sti pende dalla tua morte, mors tua vita
0 di rim- ficazioni etiche, giuridiche, sociologiche che mea ) , commenta: Nessuno pu avvici
ro, la d i la precedono o la seguono. Non vi v io len narsi al potente; chi porta un messaggio per
anche ar za, anche la pi efferata, che non sia stata lui... viene perquisito perch non abbia armi.
ilo, argo- giustificata come risposta, come unica rispo La morte tenuta sistematicamente lontana
izzati dal- sta possibile, alla violenza altru i: la violen dal potente: egli pu e deve infliggerla. Pu
sti, abba za del ribelle come risposta alla violenza infliggerla tanto spesso quanto gli piace. La
c a della dello Stato, qu ella dello Stato a quella del condanna capitale che egli pronuncia sem
1 la pena ribelle, in una catena senza fine, com pre seguita. il suggello del suo potere, il
oni uma- senza fine la catena delle faide fam ilia quale rimane assoluto soltanto fino a che
; al con ri e della vendetta p rivata. Nel corso d el 11 suo diritto di infliggere la morte con
certo ac la relazione mi sono riferito essenzial tinua ad essere incontestato . E nell'ultima
72 Uomini e idee

pagina: La morte quale minaccia la mo gono analisi degli argomenti pr e contro, condotte
neta del potere . Gli esempi che egli offre d a a lc u ni fra i maggiori giuristi e filosofi deL d i
rit to contem poraneo.
in abbondanza della estensione e della fre 2 U na d elle raccolte pi co m ple te usc nel 1954
quenza d e ll esercizio di questo potere nelle presso l editore E in au d i, a cu ra di P. Malvezzi e
pi diverse regioni e in tutti i tempi sono G. P ir e lli, con una prefaz ione di Th om as Mann.
terrificanti. A proposito di un re africano: I S a n T o m m a s o , S u m m a t h e o l o g i c a , I T 11 , q.
4, art. 2. Cos L. T a p a r e l l i , S a g g i o t e o r e t i c o di
A tutti i suoi comandi si doveva obbedire d i r i t t o n a t u r a l e (1848), 840.
incondizionatamente. Ogni inosservanza era 9 A q u e s to proposito vorre i ric hiam are l' attenzio
punita con la morte. 11 comando si manife ne su l lib ro di J . S. F i s h k i n , T y r a n n y a n d Legili-
m a c y . A c r i t i q u e o f P o l iti c a i T b e o r i e s , Baltimore
sta cos nella sua forma pi pura ed antica, a nd London, Jo h n s H o p k in s U n iv e rsity Press, 1979,
come la sentenza di morte del leone contro in cui vie ne sostenuta e va ria m en te argomentata la
tutti gli animali pi deboli che stanno in tesi secon do cui un prin cipio di g overno applicato
cessantemente sotto la sua minaccia ". senza eccezioni finisce per le g it t im a re ci che l'a u
tore defi nis ce tirannia .
Dalla constatazione che violenza chiama 5 I. K a n t , M e t a p h y s i k d e r S it t e n , trad. il., T o
violenza in una catena senza fine, traggo rino, U tet, 1956, p. 522. Sul d ir it to penale in Kant,
l argomento pi forte contro la pena capi rinvio alla recente im po rta n te m onografia di M. A.
C a t t a n e o , D ignit e p e n a n e lla f i l o s o f i a di K a n t ,
tale, forse l unico per cui valga la pena di M ila n o , G iu ffr, 1981.
battersi: la salvezza d e llumanit, ora pi 6 Senza co ntare che vi sono casi in cui il con
che mai, dipende d a ll interruzione di questa d a n n a to ha preferito l esecu zione d ella condanna a
catena. Se non si rompe, potrebbe non morte. H a av uto una certa eco il caso recente di
F ra n k J . C oppola, ex-p oliziotto co nd ann ato a m or
essere lontano il giorno di una catastrofe te per l uccisione di una don na d u ra n te una rapi
senza precedenti (qualcuno parla non senza na, che, no no stante si sia pro te stalo sino a l l ultimo
fondamento di una catastrofe finale). E allo innocen te, ha rifiutato ogni tenta tiv o di rinvio d e l
la esecuzione , afferm ando il suo ferm o proposito
ra bisogna cominciare. L abolizione della pe di m or ire pe r sa lv a gu a rd a r e la propria dignit e
na di morte non che un piccolo inizio. Ma ris pa rm ia re ulteriori angosce e dolori alla sua fa
grande il capovolgimento che essa produce mig lia .
nella pratica e nella concezione stessa del 7 G li argom enti della p re f e r e n z a e della sco m
m essa mi sono stati su ggeriti d a l l articolo di D. A.
potere dello Stato, raffigurato tradizional C onway, C ap ita l P u n i s h m e n t . S o m e C o n s t d e r a l i o n s
mente come il potere irresistibile . in D i a l o g u e F orm , in P h ilo so p h y and Public A f
fairs , I I I , n. 4, 1974, pp. 431-443.
* C a p ita l P u n i s h m e n t , N ew Y o r k , United Nations.
1962, pp. 30-31.
1 La le tteratura su lla pena di morte im m ensa , 9 P a rtic o la rm ente clam oro so il caso di Louis A b
ma spesso rip etit iv a. Mi lim ito qui a ricordare, a n bo tt, il d e te n u to scrittore, che dopo aver otten uto
che perch li vedo poco cit ati, i d u e volum i (c o m la grazia , ha commesso, tornato lib ero, un altro g ra
p le ssiv am ente un m ig liaio di pagin e), P e n a d e m o r vissimo delitto di sangue.
ie , atti del Colo qu io in tern acional do centen ario 10 Lo cito da P u n i s h m e n t : S e l e c t e d R ea d in gs , a
da abolico da pena de morte en Portugal , p u b cu ra di J . Fein berg e H. Gross, Encino, C alif.,
blicato d a lla facolt g iu rid ic a d ella Universit di D ic kenso n, 1975, p. 123.
C oim bra (sen za d ata, ma il colloquio si svolse nel II E. C a n e t t i , Massa e p o t e r e , trad. i t .. Mila no ,
1967). O lt re a rassegne sulla situazio ne della pena A d e lp h i, 1981. I brani citati sono rispettiv am ente
di morte nei div ersi paesi, i d u e volu m i co nten alle pp. 279-80, 571, 515.

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