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Giovanni Gastone di Cosimo III de' Medici, meglio noto come Gian Gastone (Firenz

e, 25 maggio 1671 Firenze, 9 luglio 1737), figlio di Cosimo III e Margherita Lui
sa d'Orlans, stato l'ultimo granduca di Toscana appartenente alla dinastia dei Me
dici.
Come principe cadetto, Gian Gastone non ebbe un ruolo preminente nella politica
toscana fino al fallimento del matrimonio del fratello maggiore Ferdinando, quan
do il giovane fu fatto sposare alla principessa Anna Maria Francesca di Sassonia
-Lauenburg. Gian Gastone, uomo mite, colto, amante della pace e apertamente omos
essuale, mal si trov con la moglie, caratterialmente agli antipodi. Datosi all'al
colismo e a vizi sfrenati per sopperire alla malinconia di cui soffriva, Gian Ga
stone successe al padre nel 1723 al trono di Toscana, ormai oggetto di mercanzia
delle grandi potenze europee per mancanza di eredi della casata medicea. Nei su
oi quattordici anni di regno, nonostante il cattivo stato di salute, tent di rime
diare al malgoverno paterno, stabilendo la separazione tra Chiesa e Stato, ridan
do vitalit alla cultura e abbassando le tasse. Costretto a dichiarare erede prima
don Carlos dalla Spagna, e poi Francesco Stefano di Lorena dall'Austria, Gian G
astone non seppe tenere una politica estera indipendente, lasciando la Toscana i
n eredit agli Asburgo-Lorena.
Figlio terzogenito di Cosimo III de' Medici e di Margherita Luisa d'Orlans, Gian
Gastone, battezzato con questo nome in ricordo del nonno materno, Gastone d'Orlan
s[2], crebbe trascurato dai genitori. Dopoch la madre torn in Francia quando il pr
incipino aveva appena quattro anni, tra i due si mantenne una corrispondenza aff
ettuosa che per si dirad progressivamente con l'avanzare degli anni[3]. Al contrar
io i rapporti col padre Cosimo erano freddi e formali: il granduca, che mostrava
antipatia verso il secondogenito[4], era occupato soprattutto a curare l'educaz
ione e la carriera del primogenito Ferdinando, erede al trono, e della secondoge
nita Anna Maria Luisa, considerata una preziosa pedina matrimoniale da spendere
per qualche unione illustre. Infatti, quando il re del Portogallo Pietro II prop
ose a Cosimo di far sposare la propria figlia, Isabella Luisa, con il suo second
ogenito, il granduca non prese in considerazione la proposta, non essendo propen
so a fornirgli un adeguato appannaggio[5]. Per quanto concerne l'educazione di G
ian Gastone, essa fu affidata a Pietro Biringucci. Tra gli altri precettori dell
a prima giovinezza si ricordano Valerio Spada e soprattutto il cardinale e studi
oso di storia ecclesiastica Enrico Noris[6], col quale il principe amava trascor
rere la maggior parte delle giornate[7]. Gian Gastone, sensibile e intelligente,
si dedic presto anche ad interessi scientifici (in particolar modo alla botanica
[8]), divenendo uno dei pi colti principi del suo tempo: conosceva, tra le altre
cose, il greco, il latino, lo spagnolo, il francese, il tedesco e perfino l'ingl
ese[6], quest'ultima ancora poco studiata presso le lite europee[7].
I rapporti coi famigliari e l'incontro con Giuliano Dami
Il giovane, dei cui rapporti col padre si gi accennato, trov comprensione solo nel
lo zio cardinale Francesco Maria de' Medici, personaggio vizioso e anticonformis
ta nonostante l'abito ecclesiastico, e nella sorella Anna Maria Luisa[8], l'unic
a figura "materna" che ebbe modo di conoscere. Il legame tra fratello e sorella
si dimostr, infatti, nella volont del giovane Gian Gastone di accompagnare Anna Ma
ria Luisa, andata nel 1691 in sposa a Giovanni Guglielmo del Palatinato[9], fino
a Verona[10]. Il fratello maggiore Ferdinando, al contrario, disprezzava il car
attere dimesso e malinconico di Gian Gastone[7], mentre buoni e affettuosi saran
no i rapporti con la moglie di lui, la principessa Violante Beatrice di Baviera,
che conobbe quando le venne incontro nel 1688 a Bologna mentre si stava dirigen
do verso Firenze per maritarsi con Ferdinando[11]. Negli anni immediatamente pre
cedenti al matrimonio[N 1], infine, importantissimo per la vita di Gian Gastone
fu l'incontro con Giuliano Dami, un modesto servitore figlio di un contadino tos
cano[12] "donatogli" dal marchese Ferdinando Capponi[13]. Il Dami si legher al gr
anduca per tutta la vita prima come amante, e poi come complice delle sue scorri
bande omosessuali.
Il periodo boemo (1697-1708)
Il fallimento del granprincipe Ferdinando
Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg
Gian Gastone assunse una decisiva importanza agli occhi del padre Cosimo III sol
o quando fu chiaro che il matrimonio del primogenito Ferdinando con la principes
sa Violante era destinato a non generare figli. Le problematiche risiedevano sia
nell'ostilit di Ferdinando, dichiaratamente bisessuale, di adempiere i propri do
veri coniugali verso la moglie; sia la sifilide che il granprincipe contrasse in
occasione di un libertino soggiorno a Venezia[14], malattia che l'avrebbe porta
to prima ad una precoce demenza, e poi ad una prematura scomparsa[15].
Il fallimento del granprincipe Ferdinando
Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg
Gian Gastone assunse una decisiva importanza agli occhi del padre Cosimo III sol
o quando fu chiaro che il matrimonio del primogenito Ferdinando con la principes
sa Violante era destinato a non generare figli. Le problematiche risiedevano sia
nell'ostilit di Ferdinando, dichiaratamente bisessuale, di adempiere i propri do
veri coniugali verso la moglie; sia la sifilide che il granprincipe contrasse in
occasione di un libertino soggiorno a Venezia[14], malattia che l'avrebbe porta
to prima ad una precoce demenza, e poi ad una prematura scomparsa[15].
Lo sfortunato matrimonio
Il padre Cosimo III e la sorella Anna Maria Luisa si misero allora in cerca di u
na sposa per Gian Gastone. Anna Maria Luisa propose il nome di sua cognata Anna
Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg, una nobildonna tedesca molto rozza e di g
usti volgari gi vedova di Filippo di Neuberg, che si era dato all'alcolismo pur d
i non stare vicino alla consorte[16]. Il matrimonio con una principessa tedesca
fu accolto calorosamente da Cosimo III, desideroso di creare un ramo tedesco dei
Medici[17], obbligando cos il secondogenito a sposarsi con Anna Maria Francesca.
Niccol Cassana, Gian Gastone, pittura, 1690
Il matrimonio, bench fosse osteggiato dalla stessa Anna Maria Francesca, fu celeb
rato il 2 luglio del 1697 nella cappella del palazzo palatino di Dsseldorf da par
te del vescovo ausiliare di Osnabrck[18]. Dopo la cerimonia, i novelli sposi iniz
iarono il viaggio che li avrebbe portati nella residenza della moglie, a Reichst
adt, un piccolo villaggio fra le montagne della Boemia: fu impossibile costringe
re la sposa a trasferirsi a Firenze[19]. Il matrimonio, a causa della differenza
di temperamento dei due sposi, fin prestissimo: Gian Gastone, apertamente omoses
suale e amante della cultura, non trov nessun appagamento nella compagnia di una
moglie dedita esclusivamente ad allevare cavalli e alla pratica degli esercizi f
isici all'aperto, che lui apertamente aborriva. Anna Maria Francesca, inoltre, e
ra capricciosa, isterica, imperiosa, scervellata[20], carattere che mal si accorda
va a quello mite e dolce del marito:
La moglie di Gian Gastone non era altro che una contadina boema vestita a festa.
Odiava le citt, le corti, la buona societ, e non nascondeva la sua impazienza di
tornare alla libert e alla semplicit della sua piccola valle nativa. Il Galluzzi s
crive che, "assuefatta a vivere in campagna, i suoi principali esercizi erano se
mpre stati le cavalcate e la caccia, e il conversare in stalla con i cavalli era
uno dei suoi pi piacevoli trattenimenti".
(Acton, p. 213)
Il viaggio europeo e il ritorno in Boemia
Adriaen van der Werff, Gian Gastone de' Medici, pittura, 1698-1704, Alte Pinakot
hek, Monaco.
I litigi fra i due si fecero sempre pi frequenti, elemento che rese la loro convi
venza insopportabile. Inoltre, il provincialismo di Reichstadt, luogo privo di q
ualsiasi attrattiva intellettuale, disgustava il principe, che passava le sue gi
ornate nell'ozio e nell'inattivit pi completa[21]. Dunque, gi a partire dalla prima
vera dell'anno successivo, Gian Gastone comp, sotto il falso nominativo di marche
se di Siena[6], un viaggio in tutta Europa che l'avrebbe condotto per le Fiandre
, la Germania e la Francia. In quest'ultimo Paese Gian Gastone ebbe l'onore di e
ssere ricevuto dal re Luigi XIV il quale rimase colpito dalla personalit del giov
ane principe, e soprattutto ebbe modo di rivedere la madre Margherita Luisa, cos
a che non accadeva da quando quest'ultima aveva lasciato la Toscana: l'incontro,
nonostante le aspettative del figlio, fu freddo e formale[22]. Quando Cosimo se
ppe del viaggio di Gian Gastone, che non aveva ricevuto l'autorizzazione paterna
di allontanarsi dalla moglie, si infuri e costrinse il figlio a far ritorno a Re
ichstadt (autunno del 1698[6]) per adempiere ai suoi doveri coniugali[23]. Il ri
entro, comunque, non fu coronato da una ritrovata armonia di coppia: Gian Gaston
e, negli anni successivi, rimase sempre meno tempo a Reichstadt, soggiornando se
mpre pi spesso a Praga, dove incominci ad abbandonarsi ai piaceri pi turpi in postr
iboli e in taverne e a darsi all'alcol, accompagnato in queste scorribande imman
cabilmente da Giuliano Dami che faceva di tutto per assecondare i desideri del s
uo padrone[24]:
Scuola fiorentina, Margherita Luisa d'Orlans Granduchessa di Toscana, 1670 ca, ol
io, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze. Il viaggio di Gian Gastone a Pari
gi per incontrare la madre si rivel infruttuoso, dal punto di vista sentimentale.
Il gioco, la crapula, e il libertinaggio divennero in breve gli esercizi di suo
piacere, e allontanandosi gradatamente da quei riguardi che richiede il caratter
e e la dignit di un Principe, non sdegnava di seguitare i suoi compagni nei pubbl
ici alberghi, e di mescolarsi con i giovani pi sfrenati nella scolaresca.
(Riguccio Galluzzi, p. 33)
La rottura definitiva
Nonostante il fallimento matrimoniale, Cosimo premeva perch il figlio adempisse a
i suoi doveri coniugali. La declinante salute del primogenito Ferdinando, che or
mai si stava avviando all'ultimo stadio della sifilide, aveva spento nell'anzian
o granduca la speranza che da lui proseguisse la dinastia. Necessitava, dunque,
che questa fosse continuata da Gian Gastone, e Cosimo tent vari espedienti perch i
l matrimonio fosse almeno consumato. Oltre ad insistere col figlio a riguardo, f
ece pressioni sulla nuora attraverso l'arcivescovo di Praga Johann Joseph von Br
euner, i suoi parenti pi stretti ed infine, nel 1708, attraverso lo stesso pontef
ice Clemente XI che esort Anna Maria Francesca a raggiungere il marito a Firenze[
25], citt in cui Gian Gastone era gi ritornato dietro il consenso paterno una prim
a volta nel giugno del 1705[26] per rimanerci definitivamente dalla primavera de
l 1708[27]. La principessa tedesca, dopo aver fatto sperare in un suo arrivo nel
capoluogo toscano, decise di rimanere a Reichstadt: temeva i Medici, a causa an
che delle dicerie sui presunti avvelenamenti che i membri di questa casata avreb
bero propinato alle proprie mogli nelle generazioni precedenti[28].
Tra il 1708 e il 1723
Il ritorno a Firenze e il matrimonio di Francesco Maria
Giovan Battista Foggini, Busto del cardinale Francesco Maria de' Medici. Il card
inale, fatto sposare ad Eleonora Gonzaga pur di far continuare la dinastia, most
r sentimenti benevoli verso i nipoti Ferdinando e Gian Gastone.
Gian Gastone, pur abitando a Palazzo Pitti, condusse vita semplice e ritirata, e
straniandosi completamente dagli affari di stato, per i quali non aveva mai most
rato alcun interesse, e continu ad odiare il fasto della corte come aveva sempre
fatto. Passava il tempo leggendo opere scientifiche, specie di botanica[29], e r
accogliendo oggetti di antiquariato, di cui era buon intenditore[30]. Soprattutt
o, per, trascorreva la maggior parte delle sue giornate ubriacandosi, partecipand
o ai giochi erotici di cui il Dami era l'organizzatore e conducendo vita notturn
a:
Passava delle nottate solo all'Isolotto, o alle Cascine, o ad Argingrosso, lasci
ando a distanza il cavalier Giudici e il suo caro Giuliano, a guardar la luna. P
oi, quasi all'alba, si recava a Firenze. Teneva tutti estremamente perplessi con
le sue curiose riflessioni, e con le sue osservazioni facete.
(Testimonianza riportata in Acton, p. 249)
Intanto, Cosimo III aveva organizzato un tragicomico tentativo per avere un ered
e alternativo a Gian Gastone. Il granduca fece infatti abbandonare il cappello c
ardinalizio a Francesco Maria e lo costrinse a sposare la giovanissima principes
sa Eleonora Luisa Gonzaga nella speranza che avessero un figlio[31]. Il matrimon
io, officiato nel 1709, non fu per mai consumato a causa della resistenza della s
posa diciassettenne, che provava ripugnanza nell'unirsi ad un uomo devastato dal
la pinguedine[32]; e dello stesso Francesco Maria, per nulla interessato alla vi
ta matrimoniale[33]. La speranza in una prole da questo matrimonio rimase perci v
ana, e dopo due anni dalla sua celebrazione Francesco Maria spir, mettendo di fat
to fine alle speranze del granduca Cosimo in una prosecuzione della dinastia[33]
.
Erede al trono e la crisi di successione
Appigionasi in quest'anno / che i Medici se ne vanno
(epigramma affisso di nascosto a Palazzo Pitti riportato in Montanelli-Gervaso,
p. 217)
Cosimo III anziano, pittura, 1700-1723, Museo della Basilica di Santa Maria, Imp
runeta. Negli ultimi anni, Cosimo III tent, inutilmente, di opporsi alla politica
degli Stati europei, intenzionati a spartirsi l'eredit medicea.
Il 31 ottobre del 1713 spirava anche il granprincipe Ferdinando[15], cinquantenn
e: afflitto da crisi epilettiche e da una precoce demenza, non riusciva pi a rico
noscere il padre[34]. All'indomani della sua morte, Gian Gastone divenne automat
icamente erede al trono e, all'estero, le principali potenze europee cominciaron
o ad intavolare fra di loro delle trattative per decidere quale principe sarebbe
succeduto al trono del Granducato dopo la sua morte. Cosimo III, inizialmente,
propose, dopo l'estinzione della casata, la restaurazione dell'antica Repubblica
fiorentina, secondo un disegno promosso dal marchese Rinuccini nella conferenza
di Getruidenberg[35]; poi Cosimo, disgustato dai mercanteggiamenti delle potenz
e europee riunite ad Utrecht per porre fine alla sanguinosa guerra di succession
e spagnola (1700-1714), reag nominando come successore di Gian Gastone la figlia
Anna Maria Luisa, facendo approvare tale decreto dal Senato fiorentino il 27 nov
embre[6]: era la fine del progetto repubblicano, inizialmente sostenuto da Gran
Bretagna e Province unite[36]. Mentre l'Austria, che intendeva estendere la prop
ria influenza sull'Italia centrale, si oppose al decreto, Francia, Province unit
e e Gran Bretagna l'accolsero inizialmente in modo positivo[37].
Nel 1718, per, in seguito ad un nuovo mutamento della politica internazionale, i
membri della quadruplice alleanza (Gran Bretagna, Province unite, Francia e Aust
ria) decisero che a Gian Gastone sarebbe dovuto succedere sul trono di Toscana i
l principe don Carlos, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese, qu
est'ultima discendente a sua volta dei Medici per via matrilineare[N 2]. Cosimo,
ormai quasi ottuagenario, si ribell avviando una politica di riarmamento per dif
endere il regno dall'interferenza straniera[31] e, nel contempo, affid alla figli
a, rimasta vedova nel 1717 e rientrata a Firenze a causa dell'ostilit del nuovo e
lettore Carlo III Filippo[38], incarichi di natura politica. Gian Gastone invece
non mostr alcun interesse verso il trono che gli sarebbe toccato[31], rimanendo
sempre il pi lontano possibile dalla vita politica ed estraniandosi dalla vita di
corte - che detestava. Mantenne invece sempre buoni rapporti con la cognata Vio
lante di Baviera[39], la quale decise di rimanere in Toscana anche dopo la morte
del marito[40]. Inoltre, mentre Cosimo adorava sua figlia, il futuro granduca a
veva maturato un profondo rancore nei confronti della sorella, in quanto la rite
neva responsabile in prima persona del suo sfortunato matrimonio[41]. Un analogo
sentimento era nutrito anche da Violante nei confronti della cognata, della qua
le mal sopportava la forte personalit esercitata a corte, al punto da valutare la
possibilit di ritornare in Baviera[42]. Fu cos che Cosimo, per evitare gli scontr
i fra le due donne, nomin Violante governatrice di Siena[43].
La reggenza di Gian Gastone e la morte di Cosimo
Bench Cosimo III preferisse la figlia a Gian Gastone, la legge di successione al
trono gli impediva di delegittimare il successore, per cui il vecchio granduca s
i decise ad affidare alcuni incarichi di rappresentanza al figlio solo verso gli
ultimi anni della sua vita: esemplare quando a Gian Gastone fu chiesto, nel giu
gno del 1720, di rappresentare il padre ammalato in occasione della festa di San
Giovanni, in cui le citt del Granducato, rappresentate ciascuna da un delegato,
omaggiavano il sovrano[6]. Nel luglio del 1722 partecip ai lavori della Consulta
di Stato, sempre in rappresentanza del padre[44]. Questi, bench seguisse uno stil
e di vita salutare e morigerato dettatogli dal medico e poeta Francesco Redi[45]
, inizi a soffrire dei sempre pi numerosi acciacchi della vecchiaia. Il 22 settemb
re del 1723, mentre era al tavolo di lavoro, fu colpito da un violento attacco d
i tremore, segno della fine imminente[46]. Nonostante volesse controllare tutti
gli atti, l'anziano granduca lasci le redini del governo nelle mani del figlio, c
he al momento del tracollo paterno si trovava a Pescia[47]. Dopo cinquantatr gior
ni di malattia, il 31 ottobre, Cosimo III, granduca per cinquantatr anni, spir, la
sciando dietro di s una pesante eredit per il suo successore[35].
Franz Ferdinand Richter, Gian Gastone de' Medici con le insegne granducali, 1737
, Galleria Palatina, Firenze.
Gli anni di regno (1723-1737)
La politica interna
Premesse
Gian Gastone sal al trono in una contingenza politica a lui ampiamente sfavorevol
e: non solo la Toscana era diventata una mercanzia delle grandi potenze europee,
ma lo stesso Stato versava nelle condizioni pi misere a causa del malgoverno pat
erno. In primo luogo, il fanatismo religioso del padre aveva ridotto la Toscana
ad uno Stato "monastico", regolato da provvedimenti legislativi moralizzatori, d
a una fitta rete di spie ecclesiastiche che dovevano controllare la condotta dei
sudditi[48] e dai forti versamenti in denaro che Cosimo III usava elargire agli
ecclesiastici e a coloro che si erano convertiti al cattolicesimo[35]. Inoltre,
per sostenere il lusso della corte e le spese per processioni e funzioni varie,
Cosimo III impose un forte sistema tributario che andava a colpire le classi me
die, distruggendo di fatto l'economia toscana[49]. Cos Jacopo Riguccio Galluzzi d
escriveva, nel 1821, lo stato di salute del Granducato all'indomani della morte
di Cosimo III:
L'economia pubblica era sconcertata affatto dalla mala amministrazione, lo Stato
aggravato dai debiti, gli abusi divenuti necessit, l'industria oppressa dal mono
polio, e quel che peggio, la Nazione era divenuta pigra ed inoperosa per caratte
re e per costituzione [...] Il commercio languiva...le ricchezze si concentravan
o nei monopolisti e nei possessori dei latifuni, i quali profittavano della mise
ria delli altri. Aggiungevasi a tutto ci l'asprezza del Governo, il dispotismo de
i Frati, l'ignoranza gi radicata, gli spiriti oppressi, l'ipocrisia trionfante, e
la simulazione divenuta abituale per tutti...
(Rinaldo Galluzzi, p. 209; p. 210)
Niccol Cassana, Violante Beatrice di Baviera, olio su tela, 1690 ca, Museo Stibbe
rt, Firenze. La cognata di Gian Gastone, donna intelligente e sensibile, svolse
il ruolo di first lady, in assenza della granduchessa Anna Maria Francesca[50].
La separazione tra Stato e Chiesa
Gian Gastone, bench non avesse mai amato il potere e fosse in pessime condizioni
di salute, seppe gestirlo con accortezza e buon senso, abrogando la maggior part
e delle leggi paterne ed effettuando alcune grandi riforme che getteranno, almen
o in parte, le basi di quelle che sarebbero state successivamente compiute da Pi
etro Leopoldo. In primo luogo, Gian Gastone condusse una politica laica e riduss
e il potere e l'influenza della Chiesa, tagliando le pensioni ai convertiti ed e
liminando il sistema di spionaggio ecclesiastico[51]. Da questa rottura con la p
olitica di Cosimo III derivarono alcuni scontri tra il nuovo granduca e l'autori
t ecclesiastica, come quando l'arcivescovo di Firenze gli reclam l'applicazione di
alcune leggi ecclesiastiche in contrasto con il codice granducale o quando il p
apa Clemente XII (1730-1740) gli impose di licenziare il ministro Giulio Rucella
i perch aveva tentato di difendere il patrimonio mediceo dalle mire pontificie[52
]. Nel primo caso Gian Gastone ordin all'arcivescovo di non intromettersi nelle d
ecisioni dello Stato; nel secondo, non rispose nemmeno all'ammonizione del ponte
fice[53]. Altri provvedimenti di natura opposta al regno paterno furono il perme
sso alla massoneria di radicarsi in Toscana[54] e l'abolizione dei decreti contr
o le prostitute, gli ebrei e le feste laiche. Nonostante il cambiamento patrocin
ato da Gian Gastone, papa Benedetto XIII (1723-1730), in segno della sua stima pe
r i Medici[55], decise di conferire alla principessa Violante l'ambita rosa d'oro
della cristianit, massima onorificenza per quelle donne cattoliche che avevano d
imostrato indiscutibili virt cristiane[56].
Provvedimenti culturali
Incisione di Pompeo Neri. Gian Gastone favor i nuovi ingegni, dando nuova linfa a
ll'Universit di Pisa.
Gian Gastone, nei suoi quattordici anni di regno, ebbe modo di dimostrare il suo
carattere liberale intervenendo in altri campi. In primo luogo risollev le sorti
dell'Universit di Pisa, che il padre aveva in disistima: dal 1691 vi aveva anche
proibito l'insegnamento della filosofia epicurea a causa del materialismo che e
ssa professava[57]. Gian Gastone invece chiam Pompeo Neri ad insegnarvi diritto d
ella natura[58] e permise l'istituzione di nuove cattedre: chirurgia teorica, ch
imica, algebra; e la realizzazione di un osservatorio astronomico[6]. Sempre in
ambito scientifico, il granduca fece tributare, poco prima di morire[59], solenn
i onoranze a Galileo Galilei nella basilica di Santa Croce. Il rinnovato vitalis
mo culturale patrocinato dal Granduca ebbe degli echi non solo a Pisa, dove furo
no chiamati ad insegnare i matematici Odoardo Corsini e Luigi Guido Grandi, l'um
anista Alessandro Politi e il medico Gaspare Cerati, ma anche a Firenze, dove al
lo Studium fu invitato a tenere corsi di storia ecclesiastica Giovanni Lami[6].
Anche la principessa Violante contribu al rinnovato amore per le arti e le scienz
e e, seguitando l'esempio del suo defunto marito [il granprincipe Ferdinando, n.d
.a[N 3]], intraprese a proteggere e favorire gl'ingegni che si distinguevano sop
ra delli altri[60].
Altre iniziative
Il governo di Gian Gastone, inoltre, si caratterizz per la mitezza dell'amministr
azione della giustizia: dopo aver liberato i toscani dall'incubo dello spionaggi
o ecclesiastico, Gian Gastone abol de facto[N 4] la pena di morte e concesse, al
momento della sua ascesa al trono, un'amnistia generale per i carcerati[61]. Ino
ltre, ridusse le tasse con gran sollievo del popolo, come quella del grano che f
u abbassato di quattro paoli allo staio[62].
La politica estera
L'erede don Carlos
Giovanni Maria delle Piane detto Il Molinaretto, Carlo, duca di Parma, pittura a
olio, 1732, Palazzo Reale di Madrid. Primo erede al trono toscano, il giovane d
on Carlos seppe conquistarsi la simpatia di Gian Gastone e del popolo fiorentino
.
Mi par d'essere un attore che la parte del Re in una commedia.
(Gian Gastone al momento dell'ascesa al trono, in Montanelli-Gervaso, p. 220)
La politica estera di Gian Gastone si concentr sulla questione della successione,
continuando di fatto la linea diplomatica perseguita da Cosimo III negli ultimi
anni della sua vita. Gi dal 1718, le grandi potenze avevano stabilito che a Gian
Gastone fosse dovuto succedere il secondogenito di Filippo V e di Elisabetta Fa
rnese, il principe don Carlos, futuro re di Napoli prima e di Spagna poi. Le pro
teste di Cosimo III prima, e di Gian Gastone poi, non furono ascoltate, costring
endo gli ultimi esponenti della casata ad accettare la decisione stabilita nel t
rattato di Londra. Si cerc allora di attuare una politica estera autonoma da part
e della corte medicea tentando, nel 1723, di far sposare Anna Maria Luisa con il
re di Sardegna Vittorio Amedeo II, ma le trattative fallirono, relegando sempre
pi la diplomazia toscana alle dipendenze di quella inglese, austriaca e spagnola
[63]. Inoltre, le pessime condizioni di salute del Granduca tenevano deste le as
pirazioni delle potenze europee, sempre pronte ad occupare il trono toscano: nel
1728, in seguito ad un infortunio, fu fatta spargere la voce che Gian Gastone f
osse morente, spingendo la Spagna a muovere il suo esercito contro la Toscana pe
r occuparla. La smentita della notizia e la risolutezza del granduca permisero i
l ripristino dello status quo[64]. Comunque, quando don Carlos - che aveva appen
a sedici anni - arriv, accompagnato da 6000 soldati spagnoli[65], il 9 marzo del
1732 a Firenze, fu ben accolto dal granduca che, afflitto dalla scomparsa dell'a
mata cognata Violante nel 1731[66], rimase favorevolmente colpito dal carattere
gioviale e allegro del giovane[67]. Indice di questo stato d'animo l'aneddoto ri
portato dal Von Poellnitz nel momento in cui Gian Gastone lo proclam ufficialment
e suo erede:
Martin van Meytens, Francesco I nelle vesti di imperatore, olio su tela, 1745 ,
Kunsthistorisches Museum, Vienna. Fidanzato di Maria Teresa, regner - seppur de j
ure, dal momento che risiedeva a Vienna - come Francesco II di Toscana dal 1737
al 1765.
Qualche giorno fa, dopo aver firmato il suo testamento in cui dichiarava suo suc
cessore Don Carlos, l'Infante di Spagna, disse che con un tratto di penna era ri
uscito ad avere un figlio e un erede, cosa di cui non era stato capace in trenta
quattro anni di matrimonio.
(Von Poellnitz in Acton, p. 308)
L'elezione di Clemente XII e Francesco Stefano di Lorena
Gian Gastone cerc di recuperare prestigio e credito manifestando la propria influ
enza nella nomina del nuovo pontefice, affinch questi fosse inoltre favorevole si
a alla causa dei Medici, sia al mantenenimento della pace in Europa[68]. Nel 173
0, infatti, morto Benedetto XIII, si apr il conclave, e subito il granduca, coadi
uvato dalla principessa Violante, cerc di spingere il Sacro Collegio a nominare p
ontefice il cardinale fiorentino Lorenzo Corsini, rinomato per i servigi in camp
o economico e politico che aveva reso allo Stato Pontificio, e amico personale d
ella principessa Violante[69]. Il cardinale, bench fosse poi eletto papa col nome
di Clemente XII, non riusc a preservare il Vecchio continente da un nuovo confli
tto bellico, quale fu la guerra di successione polacca (1733-1738). Questa nuova
guerra di successione, per quanto fosse apparentemente incentrata sulla scelta
del candidato al trono polacco, cambi nuovamente le carte in tavola per quanto ri
guardava la successione al trono toscano. Nel 1735 le grandi potenze decisero ch
e Stanislao Leszczynski, il pretendente francese al trono polacco, avrebbe otten
uto come indennizzo il Ducato di Lorena, il cui erede era Francesco Stefano, fid
anzato della figlia di Carlo VI d'Asburgo, Maria Teresa[N 5][70]. In cambio dell
e terre avite, il giovane lorenese avrebbe ricevuto il Granducato di Toscana, da
l momento che la Spagna, nel corso della guerra, era riuscita negli anni 1734-17
35 a conquistare le Due Sicilie per don Carlos, il quale rinunci ai suoi diritti
sulla Toscana pur di ottenere il riconoscimento dei suoi diritti sui regni di Na
poli e di Sicilia da parte dell'Austria[71]. Gian Gastone, conscio che le forze
erano impari, non prov nemmeno ad opporre resistenza ai progetti delle potenze eu
ropee, cambiando nuovamente il suo testamento in cui l'erede designato diventava
ora l'ex duca di Lorena[72]. Riusc soltanto a farsi promettere che, al momento d
ell'ascesa di Francesco Stefano, la Toscana sarebbe rimasta sempre uno Stato aut
onomo, e non una provincia dell'Impero asburgico, patto che verr rispettato alla
conclusione della guerra di successione austriaca, nel 1748[73].
La morte e le esequie solenni
Le esequie di Gian Gastone nella basilica di San Lorenzo.
La salute del granduca Gian Gastone, oramai minata da anni, peggior sensibilmente
nel giugno del 1737. Il principe di Craon, arrivato in quel mese a Firenze in r
appresentanza del futuro granduca Francesco Stefano di Lorena, scrisse a quest'u
ltimo una missiva di tali parole:
Ho trovato il Granduca in condizioni da fare piet: non era in grado di alzarsi da
l letto, aveva la barba lunga, i lenzuoli sudici, la biancheria in disordine e s
enza trine, la vista annebbiata e indebolita, la voce bassa e stentata, e nel co
mplesso dava l'impressione di non avere un mese di vita.
(frase riportata in Acton, p. 311)
Antonio Franchi detto Il Lucchese, Ritratto di Anna Maria Luisa de' Medici, olio
su tela, 1690-91, Galleria Palatina (Palazzo Pitti), Firenze. Anna Maria Luisa
fu ritenuta responsabile, dal fratello, dello sfortunato matrimonio con Anna Mar
ia Francesca, cosa che suscit in Gian Gastone sentimenti di rancore.
Alcuni giorni dopo l'elettrice Anna Maria Luisa, preoccupata per la salute del f
ratello (che aveva ordinato di non farla entrare nei propri appartamenti), riusc
a entrare nella camera del granduca attraverso un passaggio segreto. Gian Gaston
e, nonostante l'agonia, non appena la vide riusc a gridarle di andarsene e le riv
olse parole offensive chiamandola "puttana" e con altri epiteti[74]. Tuttavia, s
aputo che la sorella stava piangendo disperata in camera sua, Gian Gastone si pe
nt e le mand le sue scuse, dicendole anche che poteva venire a trovarlo a suo piac
ere. La mattina dell'8 luglio Gian Gastone si confess con Don Ippolito Rosselli,
priore della chiesa di Santa Felicita, e poi ricevette il viatico[75]. Verso mez
zogiorno ricevette l'estrema unzione e fissando un crocifisso disse: Sic transit
gloria mundi[74]. Dopo aver passato il pomeriggio a pregare, verso sera fu deciso
di far riposare il granduca. Alle due e venti pomeridiane del 9 luglio Gian Gas
tone de' Medici, ultimo granduca di Toscana della sua dinastia, spir serenamente,
circondato dalla sorella Anna Maria Luisa, dai pi importanti ecclesiastici tosca
ni e dalle maggiori cariche del regno[76].
Il principe di Craon, reggente in nome del nuovo granduca Francesco Stefano, com
and al generale Wactendonck di prendere ordini dall'elettrice Anna Maria Luisa pe
r organizzare le esequie di Gian Gastone, affinch avvenissero secondo le forme e
l'abituale sfarzo di Casa Medici[77]. Il 10 luglio, dopo l'autopsia e l'imbalsam
azione, il corpo di Gian Gastone fu esposto a Palazzo Pitti su un sontuoso cataf
alco a forma di trono, ricoperto da una coltre di velluto nero ricamata d'oro co
n le armi dei Medici. Per tre giorni un lungo corteo and a visitare la salma del
granduca e infine la sera del 14 luglio inizi il corteo funebre da Palazzo Pitti
alla basilica di San Lorenzo:
Il morto era sopra un gran letto, in abito granducale con la corona reale in tes
ta, con scettro e stocco e con ai piedi l'abito di Gran Maestro e l'armatura. In
torno ad esso i paggi d'onore parte con bandiere in mano di drappo nero e parte
coi torcetti. Il letto era coperto da un gran baldacchino tutto nero, sostenuto
dai signori feudatari del Granduca e da altri signori e cariche di Corte a vicen
da.
(Conti, p. 908)
L'elettrice palatina, arrivata alla basilica in carrozza, ne scese e accompagn la
salma fino a quando fu deposta su un gran catafalco d'argento posto dinanzi all
'altare maggiore. Dopo la partenza di Anna Maria Luisa, il corpo fu prelevato e
posto in tre casse: una di piombo, una di cipresso e una di legno comune. Le ese
quie solenni furono celebrate il 9 ottobre 1737 per ordine del nuovo granduca e
l'orazione funebre fu tenuta dall'abate Giuseppe Buondelmonti[6].
Vita privata
Ritratto di Giuliano Dami. Prima amante e poi organizzatore dei festini di Gian
Gastone, Giuliano Dami divenne un personaggio estremamente potente nel corso del
regno del suo padrone, per poi cadere inevitabilmente dopo la sua morte[78].
Un personaggio complesso
Il personaggio di Gian Gastone uno dei personaggi pi equivoci della storia dei Me
dici: uomo colto e dotato di non comune intelligenza - ne sono indici le arguzie
che sono state in parte riportate nelle sezioni precedenti - il granduca viveva
secondo metodi e ritmi non degni della sua posizione. Sulla sua vita privata so
no stati riportati molti aneddoti, alcuni frutto della libellistica attuata succ
essivamente da coloro che avevano avversato la condotta politica e morale del gr
anduca[79]. Di sicuro Gian Gastone, come il fratello Ferdinando, aveva sviluppat
o il proprio modo di vivere in contrapposizione all'ambiente bigotto e alla soli
tudine emotiva in cui era cresciuto[80]; in seguito al suo sfortunato matrimonio
aveva poi acutizzato il proprio comportamento[81], finendo per diventare alcoli
sta. Col passare degli anni, inoltre, Gian Gastone accentu quel suo lato malincon
ico e solitario, facendosi sempre meno vedere durante le celebrazioni pubbliche.
Aveva terrore della folla e, quando partecip nel 1729 alla tradizionale festa di
San Giovanni su invito della sorella Anna Maria Luisa[82], per alleviare il suo
timore si ubriac, dando di s un'immagine non molto edificante ai sudditi che, non
ostante tutto, lo presero in simpatia per le riforme liberali da lui adottate[83
]. Gian Gastone, infatti, si mostr in pubblico soltanto nei primi anni di regno;
poi, a partire dai primi anni trenta - se si eccettua un'uscita nel 1735 - rimas
e chiuso dapprima nei suoi appartamenti, poi nella sua camera, e infine nel suo
letto, che rifiut di lasciare per mesi interi[84]. Lo stesso ritmo giornaliero de
l granduca si svolgeva irregolarmente, come riferito da Harold Acton: la giornata
del Granduca s'iniziava a mezzogiorno...pranzava sempre alle cinque del pomerig
gio e cenava alle due di notte. Mangiava sempre da solo e di solito a letto: la
storia di un giorno quella di un anno[85]. Nonostante la malinconia causata dalle
sventure della sua vita, il granduca non aveva perso il suo tipico umorismo dav
anti ai casi della vita. Per esempio, quando Giuliano Dami, il suo amante e amic
o di scorribande, vendeva gli oggetti del granduca per guadagno, Gian Gastone, r
itrovandoli tra le mercanzie che i commercianti gli offrivano a corte, esclamava
: toh, chi non muore si rivede![86].
Anonimo, Il Granduca Gian Gastone a letto mentre riceve Cosimo Riccardi e Giulia
Spada, 1736, olio su tela, Museo degli argenti, Palazzo Pitti, Firenze.
I ruspanti
Uno dei vari aneddoti della vita quotidiana del granduca consisteva nel trascorr
ere le giornate in festini omosessuali organizzati da Giuliano Dami, il quale si
occupava personalmente di reclutare ragazzini generalmente di modestissima cond
izione per il divertimento del suo padrone[87]. Questi ragazzi, che erano circa
370[88], furono chiamati "ruspanti" perch pagati con i "ruspi", le monete del Gra
nducato di Toscana[89]. Con essi, Gian Gastone si dava ad orge interminabili, ch
e duravano anche l'intera giornata; capitava anche che volesse essere sempliceme
nte vilipeso e che lo strapazzassero come un pupazzo[90]. Sempre per divertimento,
chiamava i ruspanti coi nomi dei pi importanti aristocratici, talmente aveva in
uggia quella classe sociale[91]. L'enorme credito che essi godevano presso il gr
anduca, rendevano queste bande di giovani molto pericolose e temute dalla popola
zione (e in particolar modo da Anna Maria Luisa, che li detestava[92]), in quant
o si davano a scorribande per tutta la citt. Diventarono aggressivi e violenti, i
n particolar modo, nel 1731, poich non avevano ancora visto il granduca dopo due
settimane, non ricevendo di conseguenza il loro salario. Temendo che fosse morto
, si ammassarono davanti a Palazzo Pitti chiedendo di vedere il granduca, tentan
do di entrarvi con la violenza[93].
La riscoperta dei resti
Come tutti i suoi antenati, Gian Gastone non fu posto nella monumentale Cappella
dei Principi, dove si trovano in realt dei vuoti sarcofagi in porfido, ma nella
grande cripta delle Cappelle medicee, realizzate due secoli prima dal Buontalent
i[94]. Nel caso specifico Gian Gastone risultato sepolto in una seconda cripta d
ietro l'altare maggiore delle Cappelle, scoperta soltanto durante l'ultima ricog
nizione del 2004 ad opera del professore di storia della medicina dell'Universit
di Pisa Gino Fornaciari:
Gian Gastone era sepolto in una cripta sotto la cripta . Una scaletta di accesso co
nduceva davanti al grande sarcofago di piombo del granduca, circondato da numero
si altri sarcofagi in legno, tutti di bambini. L'alluvione del 1966 aveva danneg
giato irrimediabilmente molte delle sepolture, ma quelle salve contenevano ancor
a il corpo del defunto in discrete condizioni [...] Nel caso di Gian Gastone sfo
rtunatamente i resti erano danneggiati, ma la sepoltura risultata intatta ed sta
to possibile cos constatare che il granduca era stato scalottato per l'autopsia e
rinvenire la corona ancora in situ, un'epigrafe celebrativa posta dietro la tes
ta, due grandi e pregevolissimi medaglioni d'oro, un crocefisso di bronzo che il
granduca doveva tenere con le mani e un tubo di piombo contenente in origine un
documento andato distrutto.
(Progetto Medici)