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Cygnus X-1 (abbreviato in Cyg X-1)[11] � una nota sorgente di raggi X[12]

osservabile nella costellazione del Cigno. Scoperta in seguito a una campagna


osservativa nel 1964, � una delle sorgenti di raggi X pi� intense rilevabili dalla
Terra, con un picco di densit� di flusso pari a 2,3�10-23 Wm-2Hz-1 (2,3�103 Jy).
[13][14] La sorgente � un oggetto compatto, molto probabilmente un buco nero, la
cui massa, secondo le stime pi� recenti, ammonterebbe a 14,8 volte quella del Sole
(M?).[4]

Cygnus X-1 fa parte di una binaria a raggi X di grande massa formata, oltre che
dall'oggetto compatto, da una supergigante blu variabile (catalogata come HDE
226868); la stella e l'oggetto compatto orbitano attorno al baricentro del sistema
ogni 5,6 giorni, con una separazione media di 0,2 UA.[15] Il vento emesso dalla
stella spiraleggia attorno al buco nero alimentando un disco di accrescimento[16]
dalle cui regioni pi� interne, scaldate a temperature di milioni di kelvin, si
origina l'emissione di raggi X osservata.[17][18] Perpendicolarmente al disco si
dipartono due getti relativistici, che espellono nello spazio interstellare una
parte della materia che va ad affluire verso il buco nero.[19]

Cygnus X-1 avrebbe un'et� di circa 5 milioni di anni e si sarebbe formata a partire
da una stella massiccia di 40 M?, che avrebbe perso gran parte della propria
materia attraverso il vento stellare. Secondo i modelli pi� accreditati, il nucleo
della stella, al termine della fase di fusione del silicio, sarebbe collassato
direttamente in un buco nero, senza determinare l'esplosione dell'astro in
supernova: infatti, qualora ci� fosse accaduto, la forza rilasciata dall'esplosione
avrebbe determinato l'espulsione del residuo compatto e, quindi, la disgregazione
del sistema.[8]

Il sistema appartiene con probabilit� all'associazione OB Cygnus OB3,


un'associazione stellare che dista circa 6070 anni luce dal sistema solare.[8]

Cygnus X-1 � stata l'oggetto nel 1974 di una scommessa scherzosa tra i fisici
Stephen Hawking e Kip Thorne, nella quale Hawking scommise che la sorgente non
fosse originata da un buco nero. Il fisico britannico decise per� di arrendersi
quando, a partire dal 1990, i dati osservativi rinforzarono l'ipotesi
dell'esistenza del buco nero, oggi in larga parte confermata.[20]