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Jacqueline Dupuy Ancillotti

(Parigi, 6/10/1927 Roma, 12/2/1993)

Cenni biografici

Jacqueline nasce a Parigi il 6 ottobre 1927, figlia dellambasciatore


canadese Pierre Dupuy e di Teresa Ferron e, a motivo del lavoro
paterno, ambasciatore del Canada, ha modo di viaggiare e di conoscere
molti paesi.
A Parigi, ancora molto giovane, aderisce al Movimento dei
Focolari, nel quale trover un notevole impulso per la sua vita spirituale
e per la sua attivit di scrittrice cristiana, e che continuer a frequentare
una volta giunta a Roma, dove la famiglia viene a trasferirsi in quanto il
padre nominato ambasciatore presso la Santa Sede. Qui comincia ad
occuparsi anche dei poveri e degli emarginati delle borgate romane e a
frequentare i primi corsi di Teologia per Laici promossi dallUniversit
Gregoriana, dedicandosi con passione allo studio e alla meditazione.
Nel 1970 la sua vita si trova davanti a una svolta che mai avrebbe
immaginato, perch ad un incontro per artisti conosce Alfredo Ancillotti
che, insieme a un suo amico, laveva contattata con il proposito di
sceneggiare un suo libro e che invece se ne innamora. Naturalmente
un momento di crisi, poich Jacqueline ha gi pronunciato i voti. Anche
per Alfredo i consigli spirituali sono tutti negativi e cos decide di
chiedere direttamente un segno al Signore: una cosa impensabile per
quellepoca.
Alfredo stesso era giunto alla fede da pochi anni. Era nato a
Genova il 30 gennaio 1935 e da giovane aveva fatto mille mestieri, si
era occupato di mille cose, aveva letto tutto quello che gli passava tra le
mani, affascinato soprattutto da opere marxiste-leniniste che lo
rendevano estraneo al mondo della fede. Un giorno, quindicenne, cade
da unimpalcatura sulla quale sta lavorando e, fratturato in modo grave

in i punti, entra in un coma che sembra irreversibile, ma si salva grazie


alle preghiere della madre che continua a invocare senza posa Padre
Pio e Don Bosco. Resta per agnostico: uno cio che non si dichiara n
per il s n per il no, poich sa di non sapere. Solo che un giorno a
convertirlo ci pensa direttamente Ges. in gita a Corvara, sulle
Dolomiti, ed entra in una chiesetta di montagna, dove tutto grazioso e
piacevole, tranne il grosso Crocifisso appeso sulaltare ma come inizia
a esprimere interiormente la sua disapprovazione per unopera che gli
sembra tanto brutta, ecco che questa sembra animarsi, scende, gli
parla, lo chiama Non ricorda quanto sia durato tutto questo, sa solo
che, quando si risveglia, il sacerdote l che tintinna le chiavi per
chiudere: tutto tornato normale, solo che lui ora sa di ssere un
slavato e, uscito dalla chiesetta, piange ininterrottamente fino a Genova.
Perci chiedere un segno non per lui una cosa disdicevole, come
se questo volesse dire tentare il Signore; e anche questa volta il
Signore dona, stavolta a tutti e due insieme, una manifestazione mistica
del suo amore che li lascia storditi per giorni e che leggono come una
benedizione, con la quale sono resi forti, in grado di procedere sulla via
del matrimonio. Avviene una sera, mentre si stanno apprestando a
lasciare la macchina di lei nel garage, lo definiranno come un intervento
dallalto che li rapisce e li conduce come fuori del tempo, in una
dimensione di eternit.
Questa esperienza li segner per sempre e costituir per loro il
segno di una benedizione sulle loro nozze e sul loro desiderio di un
apostolato insieme. Capiranno in seguito con stupore, che stata
questa la loro prima effusione, alla quale ne seguiranno altre.
Scopriranno anche che quegli stessi anni sono quelli in cui sta
nascendo il rinnovamento carismatico negli Stati Uniti. Alfredo e
Jacqueline si sposeranno.
Sei mesi dopo giunge nella loro casa Padre Valeriano Gaudet,
amico della famiglia Dupuy, che insieme a padre OConnor, anchegli
amico della famiglia Dupuy, aveva conosciuto il rinnovamento
carismatico negli Stati Uniti. Padre Valeriano aveva vissuto lesperienza
straordinaria con gli stessi studenti statunitensi che avevano avviato il
Rinnovamento e aveva ricevuto lui stesso leffusione dello Spirito
nellUniversit di Notre Dame a South Bend (Indiana).

Per chiarire meglio il susseguirsi degli avvenimenti, richiamiamo


brevemente la storia degli inizi del rinnovamento carismatico in Italia.

Gli inizi del Rinnovamento in Italia


Un primo gruppo di rinnovamento in Italia viene avviato
nellautunno 1970 da cinque persone (quattro sacerdoti e una suora) le
quali avevano conosciuto il movimento in America. Si tratta di padre
Valeriano Gaudet, OMI, un missionario canadese che lavorava alla
Casa Generalizia degli Oblati di Maria Immacolata; dei padri Paolo
OConnor, Giles Dimock e Terence Keegan, tutti e tre giovani
Domenicani abitanti allAngelicum per dare inizio agli studi di dottorato a
Roma; e suor Winifred Corrigan, suora del Cenacolo, la quale era
venuta a Roma per studiare spiritualit alla Gregoriana. Questo gruppo
iniziale plurilingue (francese e inglese).
Avviene cos: dopo che i tre giovani padri domenicani avevano
pregato insieme per alcune settimane in una camera privata
allAngelicum, fatta conoscenza con padre Gaudet e con suor Winifred,
insieme a loro iniziano un piccolo gruppo di preghiera. Dopo aver girato
per diversi conventi, trovano un luogo pi o meno stabile nel convento
delle Suore del Bambin Ges in Via Buoncompagni. Il gruppo viene ora
ad essere formato da una quindicina di persone e prega
prevalentemente in lingua inglese. Uno dei sacerdoti, che frequenta il
gruppo in questo periodo il Rettore del Pontificio Istituto Biblico, padre
Carlo Maria Martini. Questi aveva conosciuto il Rinnovamento durante
lestate precedente, quando aveva dato lezioni allUniversit di San
Francisco (USA). Accettando linvito di p. Martini anche il padre Francis
Sullivan dellUniversit Gregoriana comincia a frequentare queste
riunioni di preghiera, e quando, dopo alcuni mesi, le suore stanno per
vendere il convento in Via Buoncompagni, il Rettore dellUniversit
Gregoriana concede luso di una sala al Palazzo Frascara
dellUniversit, per il gruppo di preghiera. Dal mese di Maggio al mese di
Giugno 1971, le riunioni si tengono quindi in una piccola sala al primo
piano di Frascara.
Durante lestate del 1971 parecchi studenti del Collegio Inglese
vengono introdotti al Rinnovamento da unaltra suora americana in visita

a Roma. NellOttobre inoltre molti nuovi studenti arrivano a Roma per


cominciare gli studi e molti di loro, data la crescente diffusione del
rinnovamento in tutto il mondo, ne hanno gi fatto esperienza in America
o altrove. Con sorpresa di tutti, il piccolo gruppo, che nel Giugno
precedente non superava quasi mai il numero di quindici persone, si
trova quindi, quando si riunisce di nuovo in ottobre, allinizio dellAnno
Accademico, con pi di cinquanta partecipanti. Perci scende a tenere
le sue riunioni nellaula magna del Palazzo Frascara, al piano terra,
dove continuer a riunirsi per dieci anni.
Nei mesi di novembre e dicembre del 1971 questo gruppo, che
adesso si chiama "Lumen Christi", a Roma organizza i "seminari di vita
nello Spirito". Il 19 Dicembre 1971 la giornata di preghiera di effusione
dello Spirito su tutti i suoi membri. Tra coloro che ricevono lEffusione vi
sono Padre Jean-Marie Gaude, dei Padri Bianchi e Fred Ladenius, un
giornalista olandese che viveva gi da molti anni a Roma.
Ancora non c un gruppo completamente italiano. Il primo non
nasce a Roma ma sulla riviera adriatica, a San Mauro Pascoli, in
provincia di Forl. padre Francis A. Sullivan, in un suo articolo (Gli inizi
del Rinnovamento in Italia) che sar pubblicato sulla rivista Alleluja nel
1981, a fornirci questa ricostruzione storica del fatto:
"Nellautunno del 1971, uno dei molti visitatori del gruppo (quello
che si riuniva presso la Pontificia Universit Gregoriana) fu p. Oscar
Abayaratne (Sri Lanka), amico di p. Valeriano Gaudet. Dopo aver
conosciuto il Rinnovamento nel nostro gruppo, and a visitare un altro
suo amico, don Giancarlo Moretti, parroco di San Mauro Pascoli,
sullAdriatico. Avendo sentito ci che p. Oscar diceva del Rinnovamento,
don Giancarlo e Alberto Trevisani vennero a Roma e invit p. Valeriano
a San Mauro Pascoli per spiegare il Rinnovamento ai suoi fedeli. Il
risultato fu linizio del primo gruppo di lingua italiana del Rinnovamento
nello Spirito, fondato prima del Natale 1971, non nella Citt Eterna, ma
nella piccola citt di San Mauro Pascoli". Padre Gaudet lascia al gruppo
di San Mauro Pascoli questa parola, dal profeta Isaia: "ll piccolo
diventer un migliaio, il minimo un immenso popolo. Io sono il Signore:
a suo tempo far ci speditamente" (60,22).
Sempre Padre Valeriano Gaudet si fa promotore della nascita di un
gruppo di lingua francese, la cui prima riunione ha luogo nella chiesa di
San Luigi dei francesi il 17 gennaio 1972. Questo gruppo formato
inizialmente oltre che da padre Valeriano Gaudet anche da padre Jean-

Marie Gaude, che aveva ricevuto pochi mesi prima la preghiera di


effusione presso il gruppo Lumen Christi, da una decina di suore e da
alcuni altri fratelli che avevano dato vita al gruppo inglese. Il gruppo
prender il nome di Hosanna.
Al gruppo vengono invitati da padre Val anche i coniugi Alfredo
Ancillotti e Jacqueline Dupuy. Per la verit questi accondiscendono a
partecipare al gruppo in lingua francese solo per le sue grandi
insistenze e la prima volta non rimangono un granch convinti; eppure
gi in quei primi incontri le testimonianze arrivano a confermarne la
validit.
in questo periodo che Alfredo Ancillotti riceve il dono delle lingue;
ancora non ne sa molto e lui non pensa affatto allazione di Dio. Solo
quando comincia a vederne i frutti allora capisce, perch, mentre cerca
di farlo nel modo pi silenzioso possibile, vede che i contribuenti, ai
quali si rivolge svolgendo il suo lavoro di ufficiale esattoriale, lo
accolgono con entusiasmo e pagano pieni di gioia. Dopo un paio di
settimane la volta di Jacqueline a ricevere lo stesso dono, da sola in
cucina, preparando unaranciata, mentre nella camera accanto stanno
invocando lo Spirito Santo su sua madre.
Padre Valeriano Gaudet riconosce che il momento di iniziare
anche a Roma un gruppo in lingua italiana e lo fa aiutato da Padre
Sullivan, insieme a Fred Ladenius, Loredana Santini, Alfredo e
Jacqueline. lo stesso Padre Valeriano Gaudet a pregare per
leffusione di Alfredo e Jacqueline. Le riunioni iniziano nella casa privata
di Fred Ladenius, poi, dato il numero crescente di partecipanti, questo
gruppo tiene la sua prima riunione nella sala parrocchiale di San Saba
sullAventino il 5 Febbraio 1972, gestita dai padri gesuiti. I coniugi
Ancillotti, Loredana Santini e Fred Ladenius assumono la responsabilit
del gruppo.
Il gruppo italiano, che lanno successivo sar poi denominato
Emanuele, cresce rapidamente e accoglie tutti. In particolare per
Jacqueline e Alfredo inizia unavventura entusiasmante, che
coinvolger tutta la loro vita e li porter a dedicarsi completamente alla
preghiera e alla maggior espansione del Rinnovamento.
Gli inizi nel gruppo Emanuele, sono fortemente segnati
dallesperienza ecumenica, che ha accompagnato del resto il

Movimento dalle sue stesse origini americane e ci sono divergenze di


opinione riguardo allapertura di gruppi carismatici misti, formati cio
da cattolici e protestanti insieme (comera gi avvenuto in alcune
comunit negli Stati Uniti). Accade che tra coloro che vengono accolti
nel gruppo Emanuele ci sia anche un pastore protestante che, per,
finisce ben presto per dirottare le persone nella sua chiesa. La
delusione forte e la confusione tanta.
Fred Ladenius tra coloro che vogliono continuare a portare avanti
comunque esperienze miste, di impronta ecumenica. La soluzione non
pu che venire dalla preghiera, nella quale i coniugi Ancillotti nel
settembre 1973 sentono la necessit di iniziare un gruppo
esclusivamente cattolico, che possa essere capito e accettato
pienamente nella Chiesa. Padre Valeriano, Fred e Loredana per
dissentono e vogliono che il gruppo, che comunque cattolico , sia
sempre aperto alla partecipazione anche di protestanti.
Tuttavia nellottobre del 1973, a Grottaferrata, si tiene lincontro
internazionale dei responsabili del Rinnovamento Carismatico Cattolico
mondiale e alcuni leaders vengono ricevuti in udienza per la prima volta
da Papa Paolo VI. Racconta Brian Smith, che allora faceva parte
dellICO (Ufficio internazionale di comunicazione del Rinnovamento
Carismatico Cattolico):
La ragione per cui fu scelta Grottaferrata che era appena oltre i
confini della diocesi di Roma. C'era molto nervosismo per una
Conferenza dei Responsabili Carismatici proprio a Roma.
A questa conferenza ero uno dei relatori e distribuivo un foglio
intitolato "Come nasce il Rinnovamento in un Paese". I 120 delegati
cattolici ed i 6 osservatori protestanti, incluso il Canonico Michael
Harper, assistevano all'udienza del mercoled in Vaticano. Tra tutti, 13 di
noi furono ricevuti in un'udienza privata nelle stanze di sopra attigue alla
sala delle udienze. Si potrebbero raccontare parecchi aneddoti su di noi
mentre aspettavamo di essere ricevuti da Paolo VI. C'era apprensione
ed eccitazione per quello che avrebbe significato per tutto il
Rinnovamento Carismatico Cattolico.
Paolo VI ci ricevette con benevolenza e, nella comune sorpresa,
anche se non fu menzionato all'udienza generale, estrasse dall'astuccio
del suo assistente capo un testo preparato per noi, che stato
pubblicato. Aggiunse a voce che comprendeva le difficolt alle quali
eravamo sottoposti in quel periodo e promise di dire messa per noi. Ci
indic poi l'arcivescovo Hamer o.p. come personale contatto che

potevamo utilizzare per raggiungerlo senza dover passare per altri uffici
del Vaticano. Quando ciascuno di noi gli venne presentato, ci salut
molto cordialmente e sembr apprezzare e comprendere quello che
facevamo.
Paolo VI era un uomo capace di penetrare in profondit nello
spirito di chi incontrava. Si poteva percepire come leggesse a fondo
nella tua anima. Fu per me un'esperienza toccante. Quando lasciammo
la stanza dell'udienza eravamo veramente pazzi di gioia e, raggiunti gli
altri delegati sulla strada di ritorno per Grottaferrata, condividemmo la
nostra esperienza e pregammo con fede.
Questo avvenimento incoraggia i coniugi Ancillotti che, dopo aver
pregato ancora, decidono di dar vita al Gruppo Maria, esclusivamente
ed esplicitamente cattolico, che, a partire dal 2 novembre 1973, si
riunisce in via S. Maria dellAnima 30, alle spalle di Piazza Navona.
In un paio di mesi il numero dei partecipanti pi che raddoppiato
e si sente lesigenza di trasferirsi in un locale pi grande. Alla viglia del
Natale 1973 padre Valeriano Gaudet formula un auspicio: tutti questi
gruppi romani sono oggi quanto mai fiorenti Possano sorgere in
questa terra benedetta dItalia migliaia di cenacoli di preghiera!
La possibilit per il Gruppo Maria di trasferirsi in un locale pi
grande diventa concreta nel mese di gennaio 1974 e le riunioni si
tengono in via San Giovanni in Laterano, 77. Comunque, non molto
dopo la formazione del gruppo Maria, anche Fred Ladenius lascia il
gruppo Emanuele per trasferirsi a Bruxelles.
Nel Gennaio 1974 anche Manrico Rossi scopre il gruppo Maria e lo
definisce un gruppo di preghiera dove si parla in lingua aramaica.
Pieno di entusiasmo invita a parteciparvi anche Salvatore e Lucia
Cultrera, padre Natale Merelli e, quasi contemporaneamente, Nicola
Caccavelli, Ada Iacobini, Nino e Maria Masucci. E in questo ambito che
si forma successivamente il primo Consiglio pastorale del gruppo Maria
ed in questo ambito che il gruppo, cresciuto ancora numericamente, si
trasferisce a pregare in unampia palestra messa a disposizione dalle
suore Pallottine, nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore.
Siamo nellestate del 1974 e la palestra pu contenere un migliaio di
persone, anche se ben presto non sar in grado di accogliere quanti
vogliono partecipare.

Nel libro biografico Saranno il mio popolo, Jacqueline rievoca


quei primi indimenticabili incontri.
Signore guariscimi!, Signore guarisci mio marito dal cancro!,
Salva, Signore, i miei figli dalla droga!. Da quando avevamo
cominciato a lodare Dio ad alta voce con le parole che uscivano
spontanee dal nostro cuore e a offrirgli, senza falso pudore, la nostra
povert, accorrevano i malati, gli sbandati, gli afflitti e tanti che
sentivano il bisogno di essere salvati.
Avevamo iniziato in pochi e di settimana in settimana il flusso dei
nuovi aumentava.
Quante volte nel passato ci era successo di pensare con nostalgia
alla vita terrena di Ges. Avremmo desiderato vivere nel suo tempo,
seguirlo, portargli i nostri ammalati, i nostri scettici: una sua parola, un
suo sguardo sarebbe bastato.
Ed ecco che oggi, lodando Dio, alzando gli occhi verso il cielo,
illuminati dai passi della Scrittura, qualche cosa della sua gloria veniva a
riempire la nostra miseria. Il Signore si faceva presente, ci immergeva
nel suo amore, pronunciava su di noi le sue parole.
Beati voi, poveri, perch vostro il regno di Dio beati voi che
ora piangete perch riderete (Lc 6, 20-21).
Meravigliati vedevamo questi poveri, afflitti, ammalati, trasfigurati
dal suo amore cos intenso che tutto il resto scompariva. Il popolo, le
braccia alzate, non sapeva pi che pensare e dire: Lode e gloria a te,
Signore.
Ogni volta la sala si riempiva e, dopo poco tempo, dovevamo di
nuovo cercare locali pi vasti. Nella grande palestra della scuola in cui
ci ospitavano le Suore Pallottine ritrovavamo oggi lo stesso spettacolo:
grappoli di persone appoggiate sul davanzale delle finestre o
ammucchiate fuori ad ascoltare dalla porta, giovani seduti per terra per
lasciare le sedie ai pi anziani.
Cercavamo di accogliere tutti da fratelli, di far sentire al loro cuore
lamore del Padre. Venivano per partecipare a questa preghiera cos
semplice e insieme misteriosa nei suoi potenti effetti.
Eravamo ancora pochi animatori e molto sprovveduti, ma proprio
in questo stava la nostra forza. Dicevamo al Signore: Fai ty ecco il
tuo popolo, parlagli tu, metti nella sua bocca la tua preghiera. Il Signore
ci veniva incontro.
Fissavamo lo sguardo su di lui: Lode e gloria a te, lode e gloria a
te. La lode scendeva dalle labbra al cuore, penetrava nella folla,
esplodeva nellattesa del dono che sarebbe stata la preghiera di quel
giorno.

Si compiva fra noi la parola della Scrittura: Tutti erano assidui e


concordi nella preghiera insieme a Maria, madre di Ges (At 1,14).
Sostenuti dalla sua preghiera, aspettavamo che la promessa si
compisse anche per noi: Negli ultimi giorni, dice il Signore, io effonder
il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie
profeteranno (At 2,17)
Il Signore risorto non ci toccava con lo sguardo o con la mano o
con la frangia del suo mantello, ma con la sua parola pronunciata
profeticamente da uno che non sapeva niente dei drammi e delle
situazioni nascoste. Allora si realizzava ci che dice la Scrittura: La
parola di Dio pi tagliente di qualunque spada a doppio taglio Non
c nulla che possa restar nascosto a Dio (Eb 4.12). La presenza di
Cristo in mezzo al popolo cacciava gli spiriti maligni. Alcune volte
uscivano gridando come nella sinagoga di Cafarnao, mentre la persona
liberata piangeva di gioia e di gratitudine.
Lo Spirito del Signore riempiva lassemblea della sua pace. Poi,
improvvisamente, simpadroniva della nostra lode e la sosteneva con le
sue armonie sconosciute, i suoi gemiti ineffabili (Rom 8,26); un parlare
nuovo usciva dalla nostra bocca.
Questo canto misterioso aveva potenti effetti. Giovani entrati per
deridere o contestare venivano afferrati dallo Spirito, si mettevano
anche loro a cantare e, in quel momento incontravano Ges.
Prendevamo pi chiaramente coscienza dellopera di Dio al
momento delle testimonianze.
Da dieci ventanni trenta cinquantanni non frequentavo pi
i sacramenti della Chiesa. Ero un bestemmiatore. Il Signore mi ha
cambiato il cuore. Ho fatto pace con mio marito. Ho fatto pace con i
miei parenti. Ho rotto con lo spiritismo. Non prendo pi la droga.
Arrivavano le cartelle cliniche per attestare la guarigione di
malattie incurabili.
Cera anche chi ci derideva: Che cosa sono queste fantasie,
questi gesti plateali? Esibizionismo! Fanatismo!. La potenza dello
Spirito passava in mezzo al popolo come un solco profondo che
ribaltava, sradicava, convertiva. Chi la riconosceva e chi non la
riconosceva.
In questa assemblea eterogenea si correva il rischio che capitasse
qualche imprecisione di linguaggio o intervento non veramente ispirato
o perfino qualche strafalcione. Certi occhi si fissavano su questi difetti e
non vedevano altro.
Il segno di contraddizione consisteva proprio in questo: Dio si
serviva di uomini qualunque per manifestare la sua potenza.

Pe rispondere ai numerosi quesiti, alcuni, dopo lultimo canto, si


dedicavano a dare spiegazioni sulla nostra preghiera. Per tutto il tempo
che ci radunammo nella grande palestra delle Suore Pallottine, fu
messa a nostra disposizione la sala dellasilo. A qualunque et, con
qualunque titolo nella societ degli uomini, tutti si sedevano sulle
seggioline dei piccoli mentre Ges maestro ricordava la condizione per
accogliere il suo regno: Se non cambiate e non diventate come
bambini (Lc 18,187). Era lunico modo per ricevere il dono della vita
carismatica. Nessuna sapienza, esperienza o ascetica umana poteva
procurarla. I carismi erano doni distribuiti gratuitamente dallo Spirito
Santo a chi credeva in Cristo Signore. Di nostra iniziativa potevamo solo
chiedergli di morire al nostro egoismo per risorgere con lui.
Accanto alla conduzione del gruppo di Roma, con tutte le attivit
pastorali connesse, che li portano a pregare sulle persone anche fino a
notte inoltrata, c contemporaneamente unintensa attivit missionaria
che i coniugi Ancillotti e gli altri fratelli svolgono tutti i fine settimana,
volta a diffondere lesperienza della preghiera di lode e di
ringraziamento a Dio attraverso i carismi dello Spirito Santo, che li
porter a viaggiare per tutta lItalia e a fondare 82 Gruppi Maria in poco
pi di un anno, con circa 8000 aderenti. Il Gruppo Maria di Roma stato
lo strumento maggiormente utilizzato da Dio per la diffusione del
Rinnovamento carismatico in tutta la penisola. Centinaia di persone, di
volta in volta, si recavano a Roma per ricevere leffusione dello Spirito,
dopo aver frequentato un corso accelerato di quattro giorni. Un altro
strumento che porta in Italia molte persone a conoscere e a cercare il
rinnovamento carismatico anche il libro, pubblicato dalle Edizioni
Paoline nello stesso 1974, intitolato LOra dello Spirito Santo, scritto da
un sacerdote italiano, Serafino Falvo, che aveva conosciuto questa
esperienza facendo il cappellano su una nave per crociere in America,
anche se in questo libro un po esasperato il rapporto tra la profonda
crisi contemporanea e il rinnovamento che giunge a sanare tutto.
In settembre gli animatori del Gruppo Maria si recano anche dal
Cardinale Ugo Poletti, Vicario del Papa per la Diocesi di Roma, per farsi
conoscere e per chiarire le voci che corrono su questo tipo di preghiera.
Ecco la testimonianza di don Dino Foglio che conosce il
rinnovamento in quel periodo:
Era lautunno 1974 quando ebbi un incontro con una insegnante
della mia diocesi di Brescia. Non la conoscevo ma seppi che qualche

tempo prima si era recata in Gran Bretagna dalla sorella, una suora
canossiana di ritorno dal Giappone, dove aveva incontrato il
rinnovamento carismatico cattolico. Mi raccont, con molto entusiasmo
e trepidazione, che dopo qualche giorno di preparazione aveva
ricevuto, dalle mani della sorella e di qualche altra suora, la preghiera
per leffusione dello Spirito: Poi mi lasci da leggere il libro Lora dello
Spirito Santo di don Serafino Falvo. Spinto dal desiderio di conoscerne
di pi, la sera stessa cominciai la lettura, e andai avanti tutto di un fiato.
Cos decidemmo, due sacerdoti e tre laici, di fare un salto a Roma, dove
si riuniva uno dei primi gruppi italiani. Precisamente il Gruppo Maria.
Siamo andati per tre sabati consecutivi a questo incontro di preghiera, in
auto, tornando in nottata, ricavandone sempre una forte impressione.
Poi abbiamo cominciato, nonostante la distanza, la preparazione per
leffusione che ci stata data il luned di Pasqua del 1975, a Roma.
Il 1975 segna una tappa fondamentale nel cammino del
Rinnovamento carismatico cattolico con il suo III Congresso
Internazionale (in realt il primo organizzato dallICO, lufficio di
Collegamento Internazionale del rinnovamento carismatico) che, in
coincidenza con la Pentecoste, si tiene in Roma presso le catacombe di
San Callisto dal 16 al 19 maggio, e con udienza del Santo Padre Paolo
VI, il giorno dopo, nella Basilica di S. Pietro. Riportiamo qui la
testimonianza di Brian Smith, dellICO:
La conferenza fu memorabile per diverse ragioni: i relatori, il
supporto continuo del Cardinale Leon Joseph Suenens, il Vescovo
McKenney di Grand Rapids, nel Michigan, il fatto che si svolse sui
gradini delle catacombe di San Callisto. Non c' modo di far
comprendere l'euforia dei presenti quando danzammo con gioia sui prati
del Monastero tra i papaveri selvatici che erano in mezzo ai fiori.
Ricordava lo spirito di Francesco e Chiara all'inizio del Rinnovamento
del Tredicesimo secolo e la fondazione della Famiglia Francescana.
Durante la conferenza del luned di Pentecoste, i 13.000 delegati
si radunarono nella basilica di S. Pietro per la celebrazione della Santa
Messa. Al Cardinale Suenens fu concesso il privilegio di essere il
celebrante e di usare l'altare papale per l'occasione, un evento raro a
Roma. Alla conclusione dell'Eucarestia, mentre aspettavamo l'arrivo del
Santo Padre, si innalzarono canti e preghiere di lode a Dio. Finalmente,
Paolo VI arriv tra grandi acclamazioni.
Sapevamo che gli era stato consigliato di non partecipare al nostro
incontro, dal momento che questo non avrebbe fatto altro che rinforzare
il movimento del Rinnovamento Carismatico nel mondo. Tuttavia, egli fu

toccato dall'atmosfera di preghiera, lode e adorazione che pot vedere


nella Basilica. Uno dei primi gesti che fece entrando fu quello di
prendere la mano del Cardinale Suenens e tenerla alta in segno di
conferma di quanto fatto. Poi ci indirizz, parlando dei tre punti di
discernimento che dovevamo usare nel Movimento. La prima delle linee
guida era la fedelt all'autentica dottrina della fede, 1 Cor. 1-3; la
seconda era che tutti i doni spirituali devono essere ricevuti con
gratitudine per il bene comune, come la costruzione della Chiesa e della
societ; il terzo, e pi importante di tutti, era il primato dell'amore. Solo
l'amore nella carit, l'agape, rende il Cristiano perfetto. Questo solo
rende le persone gradite a Dio.
Questo amore non solo presuppone un dono dello Spirito ma
implica l'attiva presenza della Sua persona nel cuore del cristiano.
S.Paolo dice inGal. 5, 22 che il frutto dello Spirito l'amore. Quindi tutti
devono essere un solo cuore e una sola anima, Atti 4, 32. Dopo che il
Santo Padre ebbe completato il suo messaggio, disse che questo
Rinnovamento deve far ringiovanire il mondo e restituirgli una
spiritualit, un'anima, un pensiero religioso; deve aprire di nuovo le
labbra serrate del mondo alla preghiera e spalancare la sua bocca al
canto, alla gioia, alla testimonianza. Mentre diceva questo, la sua voce
divenne sempre pi vibrante, finch url: "Ges il Signore! Alleluia!".
Mentre il Santo Padre usciva, ci fu un grande giubilo con gente
che cantava e danzava attraverso la Basilica, e in quel momento della
giornata fiumi di luce entravano dalle alte vetrate di S. Pietro. Fu
un'esperienza meravigliosamente bella e mi riport alla visione che
aveva avuto il Canonico Michael Harper nel 1973 e che aveva condiviso
con i delegati di Grottaferrata: mentre stava aspettando che i tredici
membri designati per l'udienza tornassero al pullman, era entrato in
Basilica ed aveva sperimentato la visione dello Spirito Santo che
scendeva su migliaia di persone riunite; ora, dopo soli due anni, questo
stava realmente accadendo sotto ai nostri occhi.
Lo Spirito Santo aveva spronato il cuore di Paolo VI a dare la sua
benedizione al Rinnovamento.
In proposito, la giornalista Franca Zambonini nel suo articolo Una
preghiera in seimila lingue pubblicato su Famiglia Cristiana il 15
giugno 1975 che diffuse in modo eccezionale la conoscenza
dellevento carismatico intervista anche alcuni membri del Gruppo
Maria e racconta:
Ho visto da vicino questi cattolici che portano una ventata nuova
nella Chiesa Erano seimila, venuti da tutto il mondo Pregavano

insieme, una selva di braccia verso il cielo, molti a piedi scalzi, quasi
tutti con gli occhi chiusi e il sorriso. Poi c stato un gran silenzio, e poco
dopo un canto: ognuno pronunciava parole che non si capivano, e tutti
insieme facevano un coro molto dolce. Mi stato spiegato che quello
il canto in lingue: seimila persone, seimila lingue diverse c molta
armonia sale alto un accordo che sembrerebbe concertato prima da
un coro di professionisti diretti da un maestro. Lunico momento di
agitazione quando il Cappuccino dice: scambiatevi il segno della
pace. Allora un gran baciarsi ed abbracciarsi ed ognuno si muove dal
suo posto.
Ecco la testimonianza di don Dino Foglio, che partecipa al
Congresso di Pentecoste:
Partecipai al Congresso Internazionale alle Catacombe di San
Callisto. Fu una sorpresa incontrare personaggi a quel tempo
prestigiosi, che si trovavano l non so se per curiosit o per
apprezzamento del nuovo fenomeno spirituale. Vidi padre Lombardi,
fondatore del Mondo Migliore, fratel Carlo Carretto, reduce dal deserto
africano, padre Rotondi, fondatore delle Oasi, alcuni superiori generali
di importanti congregazioni religiose, parecchi professori delle
Universit Pontificie. Pensai Sono davvero in buona compagnia!.
Quale stupore vedere sul palco un paio di vescovi statunitensi ballare
con entusiasmo e disinvoltura al ritmo del canto. In quel momento
considerai con perplessit il veder svolazzare le vesti episcopali e la
croce pettorale. Ma subito mi resi conto che solo lo Spirito poteva
suscitare tale insolita euforia e un clima di cos piacevole effervescenza.
Era la solennit della Pentecoste. Allindomani, in San Pietro,
Paolo VI accoglieva i diecimila congressisti e mostrava tutto il suo
compiacimento, mentre percorreva la navata centrale della Basilica
cullato dalla dolcissima preghiera di giubilo che saliva fino allimponente
cupolone, riecheggiando dalle navate stipate dal popolo in preghiera.
Ricordo con nostalgia lespressione di soddisfazione che il Pontefice
ebbe a significare al card. Suenens che laccompagnava. Queste le sue
parole: stiamo entrando nellanticamera del paradiso.
E fu in quella indimenticabile udienza che risuonarono, prima nel
mio cuore e poi sulle labbra del Papa, quelle parole profetiche che
segnarono un autorevole riconoscimento alla realt ecclesiale che in
Italia stava facendo i primi passi. Disse allora Paolo VI: come potrebbe
questo rinnovamento spirituale non essere una chance per la Chiesa e
per il mondo?.

Fu un intervento prezioso che serv a sgombrare il campo dai molti


dubbi sulla ecclesialit e sulla genuinit di questa esperienza ormai
largamente diffusa.
Al Congresso di Roma don Dino Foglio incontra padre Mario
Panciera, un sacerdote dehoniano, redattore della rivista Il Regno,
inviato dai suoi superiori per scrivere un servizio sul convegno da
pubblicare sulla rivista stessa, e sua vecchia conoscenza, il quale
chiede e riceve la preghiera per leffusione, proprio nel giorno di
Pentecoste.
Durante il Congresso di Roma viene anche celebrata una Messa
per gli italiani, presieduta dal sacerdote veneto don Sante Babolin,
durante la quale viene ricevuta una forte parola profetica per lunit del
rinnovamento carismatico in Italia. Questa parola allorigine di una
certa preziosa libert e indipendenza dalle due diverse correnti in cui
diviso il rinnovamento italiano, e che fanno capo ai gruppi Emanuele e
Maria di Roma.
Larticolo di Franca Zambonini su Famiglia Cristiana comunque
contribuisce non poco alla ulteriore pubblicizzazione ed espansione del
rinnovamento. Quasi contemporaneamente, per, la stampa laica e
radicale, con la sua rivista di pi ampia tiratura, l'Espresso, giudica i
carismatici foraggiati dalla immancabile CIA, che vuole promuovere
misteriosi interessi politici americani nella nostra penisola. Pertanto
dopo l'articolo di Famiglia Cristiana e dell'Espresso la stampa cattolica si
chiude in prudenziale silenzio. Solo qualche rivista si fa sentire per
manifestare il biasimo a un movimento, che sembra al suo nascere,
pericoloso per la chiesa.
Dopo il Congresso Internazionale vari rappresentanti italiani che vi
hanno partecipato, constatando anche la rapida diffusione del
rinnovamento in Italia, ritengono opportuno dar vita ad una rivista che
svolga azione di informazione e catechesi. Esce quindi subito un primo
numero zero della rivista Alleluja che si presenta come organo del
rinnovamento carismatico cattolico in Italia e che comincer ad uscire
regolarmente ogni due mesi a partire dal dicembre 1975. Nel
presentarsi la rivista indica i valori fondamentali del Rinnovamento ma
mette subito in guardia dai pericoli che il movimento corre in Italia: il
carismatismo (quando si da valore magico a preghiere, gesti e cose e
quando si indulge allo sfoggio di doni e poteri eccezionali e al desiderio

di prevalere sugli altri) ed il pietismo (quando si riduce il Rinnovamento a


solo fatto di preghiera, trascurando i frutti dello Spirito e limpegno
concreto nelle opere). La rivista seguita da un consiglio di competenti
in campo teologico e scientifico, appartenenti ai principali gruppi
carismatici presenti in Italia. La redazione dichiara inoltre di voler
promuovere una conferenza nazionale di rappresentanti dei gruppi di
rinnovamento in Italia per studiare se introdurre anche in Italia, come in
altri paesi, un comitato nazionale di servizio per il rinnovamento
carismatico cattolico. Sempre nel dicembre 1975 anche il Gruppo Maria
esce con un numero zero di una propria rivista denominata Risuscit
(uscir un secondo numero zero nel febbraio 1976).
In questo periodo il Gruppo Maria di Roma, nel diffondere a livello
nazionale lesperienza del Rinnovamento, consiglia di non collaborare
con altri gruppi ma di mantenere la purezza della razza e la
caratteristica specifica dei gruppi Maria. Si erano create varie correnti
nel Rinnovamento con attaccamento a oloro che le avevano fondare ed
i gruppi si legavano tra di loro con vincoli quasi associativi. I gruppi
Maria avevano un elenco a parte dei gruppi carismatici e si riportavano
solo quelli Maria. Ad esempio in Piemonte si formano de correnti: i
gruppi Maria e quelli Alleluja.
Vengono a partecipare agli incontri del Gruppo Maria anche alcuni
religiosi gesuiti, tra i quali padre Domenico Grasso (teologo molto
conosciuto che aveva partecipato tra laltro alla stesura di alcuni
documenti del Concilio e che era titolare della cattedra di Teologia
Pastorale alla Universit Gregoriana), che si adoperano affinch il
Gruppo, sempre pi numeroso, possa spostarsi nella Chiesa di
SantIgnazio, nei pressi di via del Corso.
Se la palestra delle Suore Pallottine, come luogo privato, era
raggiunta per lo pi da persone che avevano un qualche collegamento
con fratelli gi inseriti, nella nuova chiesa, grandissima, aperta al
pubblico, investita dalla pubblicit che ne aveva fatto la stampa, arrivano
a riunirsi fino a duemila partecipanti. Affluiscono anche persone che non
si lasciano coinvolgere dalla preghiera e che restano estranee, come
spettatrici. E tuttavia continuano a tornare, facendo circolare i propri
giudizi, creando correnti di opinioni, perseguendo interessi personali che
niente hanno a che fare con lincontro di lode. La libert della preghiera
ne risente, seguire tutte le persone come si faceva prima diventa quasi
impossibile, non manca talvolta qualche eccesso, che purtroppo

quello che viene notato prima di tanti altri buoni frutti. Racconta
Jacqueline:
La grande chiesa di SantIgnazio era aperta al pubblico, e gli
articoli della stampa continuavano a richiamare i curiosi. Una parte di
questi percepiva la potenza dello Spirito; ma unaltra parte, venuta per
informarsi, osservava dallesterno il fenomeno carismatico. Sentivamo
una forza di disgregazione in mezzo a noi, un moltiplicarsi di interessi
che non erano pi lunica lode del Signore. Diventava impossibile
seguire e curare personalmente tutti. Vivevamo la parabola del
seminatore che getta il buon seme su tutti i terreni. Solo il Signore
avrebbe fatto crescere e avrebbe raccolto Rimanevamo nellascolto in
attesa che il Signore stesso ci dicesse come muoverci.
Il Gruppo Maria di Roma, continua a riunirsi una volta alla
settimana il sabato. Ecco una testimonianza di quel periodo:
Alcuni fratelli si vedevano intorno alla 15 del pomeriggio per
sistemare la sala dove sarebbe avvenuta la riunione e si mettevano a
posto circa 800 sedie. Si prendevano da una sorta di magazzino con un
carrello e si posizionavano in cerchio al centro della Chiesa. Il tutto in
allegria e con gioia; ogni sedia era preparata per accogliere un fratello e
quindi il Signore; mentre si lavorava, si cantava e spesso il canto
diventava canto in lingue. Verso le 17 arrivavano i fratelli che avevano il
ministero dellaccoglienza. Questi si posizionavano sulla porta della
chiesa e ogni persona che entrava veniva accolta con gioia, abbracciata
e baciata e per ognuno cera una parola di benvenuto e di speranza.
Questo ministero era fondamentale ed stato quello che ha toccato
molti cuori perch le persone si sentivano amate, subito, appena
arrivate e cos uscivano dallanonimato e capivano che l cera qualcosa
che poteva aiutarli, consolarli guarirli. Insomma si aveva la sensazione
che nel gruppo Qualcuno stava spettando proprio te! Poi cominciava la
preghiera vera e propria (verso le 18) che andava avanti per pi di un
ora. Dopo la preghiera vi era sempre la messa partecipata, I sacerdoti.
Fossero essi due, tre, quattro o pi, intervenivano tutti con un pensiero
dopo il vangelo, ma la cosa pi straordinaria era la preghiera dei fedeli!
Una lunga processione di persone che andavano al microfono per la
propria intenzione di preghiera! E non cera, dopo ogni invocazione, il
lamentevole e spesso vuoto ripetitivo ascoltaci Signore ma un grazie
Ges corale e gioioso perch si era tutti convinti che il Signore avrebbe
ascoltato ogni preghiera. Dopo la Comunione cerano le testimonianza.
Che dire di queste; meravigliose, straordinarie; il Signore compiva
meraviglie! Insomma la messa finiva verso le 21.! Ma non era finita!

Cominciavano allora i gruppi per pregare sulle persone. Si faceva a


gare per poter partecipare a questi gruppi di preghiera che imponevano
le mani e pregavano Veramente il Signore era presente ed attraverso
i fratelli ti parlava.
Nel giro di brevissimo tempo i gesuiti prendono anche la leadership
del Gruppo Maria di Roma. In particolare i religiosi ritengono opportuno
fissare norme di comportamento che, nellintento dichiarato di voler
disciplinare gli atteggiamenti negativi, finiscono di fatto per limitare in
qualche modo luso dei carismi, giudicati meno importanti per lo sviluppo
della vita cristiana (e in qualche caso inutili e pericolosi) e dando
piuttosto un rilievo fondamentale allinsegnamento teologico e
catechetico. Per Padre Domenico Grasso il ruolo del sacerdote
indispensabile in un gruppo di rinnovamento. Secondo lui il semplice
laico non pu avere una sufficiente formazione teologica e pu
scambiare per ispirazione dello Spirito, o come suo carisma, quelle che
sono soltanto le sue vedute personali. Spetta al sacerdote quindi di
esercitare il discernimento sullautenticit dei carismi. In particolare sono
temute le manifestazioni pi particolari come la liberazione, la
guarigione, la preghiera in lingue sconosciute.
Nel gennaio 1976 a livello nazionale viene sentita ormai
indispensabile lesigenza di un incontro di tutti gli animatori,
specialmente da parte di quei gruppi che hanno conosciuto una crescita
spirituale maggiore. Ladesione unanime; la realizzazione invece
risulta quanto mai difficile e complessa, perch c profonda diversit di
intenti gi in partenza e un accordo risulter alla fine impossibile. Per
alcuni infatti dovrebbe trattarsi di un primo scambio di esperienze,
insieme ad un ascolto comunitario dello Spirito, che sicuramente
indicher le sue vie; altri invece ne vedono loccasione di poter fissare
subito alcune linee guida teologiche e pastorali in modo da dare un
taglio pi uniforme al rinnovamento italiano (si tenga presente che in
altre nazioni, specialmente di lingua anglosassone, il rinnovamento
caratterizzato da un certo pluralismo ed i comitati nazionali di servizio
hanno un ruolo di semplice coordinamento e sostegno alla diffusione del
movimento). Intanto il 29 febbraio i gruppi che partecipano al consiglio
di redazione della rivista Alleluja firmano la seguente dichiarazione
comune:
Premesso che il rinnovamento carismatico consente una pluralit
di esperienze, dichiariamo quanto segue: nessun gruppo pu avere il
monopolio del rinnovamento carismatico cattolico italiano; di

conseguenza a nessuno consentito valutare negativamente gli altri


gruppi come non ortodossi o non carismatici; ogni gruppo riconosce
leffusione ricevuta negli altri gruppi; perci se qualcuno, come lecito,
passa da un gruppo ad un altro, non si richiede ulteriore effusione ma si
pu esigere da parte del gruppo di approdo che detto fratello partecipi al
seminario nel caso che non labbia frequentato nel gruppo di origine; si
stabilisce che avvengano incontri almeno bimensili tra gruppi residenti
nella stessa citt o zona allo scopo di conoscersi reciprocamente, di
scambiarsi esperienze e di pregare insieme; si effettuer uno scambio
di informazioni tra i vari gruppi suddetti; per i problemi di ortodossia il
giudizio spetta ai teologi riconosciuti dai vari gruppi, gi facenti parte del
consiglio di redazione; si stabilisce che il consiglio di redazione
interverr a livello locale per dirimere eventuali problemi e controversie.
Cos, dal 30 aprile al 2 maggio 1976 a Triuggio (Milano) si svolge
finalmente questo incontro, indetto dal Comitato della rivista "Alleluia", in
cui intervengono circa 200 rappresentanti di 65 gruppi, compreso il
Gruppo
Maria.
I
partecipanti
vengono
anche
confortati
dallincoraggiamento dei cardinali Corrado Ursi, Giovanni Colombo e
Leo Joseph Suenens. Il santo Padre manda la sua benedizione in
risposta a un telegramma. Il Pontificio Consiglio per i Laici invia come
osservatore il segretario Mons. Marcel Uylembroeck e la Conferenza
Episcopale Italiana il Prof. Sandro Maggiolini dellUniversit Cattolica di
Milano. Allintera assemblea vengono rivolti due insegnamenti: uno del
Prof. Giuseppe Ruaro di Vicenza su Finalit e tappe della catechesi nei
gruppi di rinnovamento e uno di Padre Francis Sullivan su scelta e
compiti degli animatori.
Ruaro fa notare come la catechesi deve portare ad una esperienza
e delinea le tappe fondamentali del seminario di vita nuova e della
catechesi post-effusione, che deve essere formazione biblica, teologica
e spirituale. Padre Sullivan da parte sua puntualizza che presiedere
nellassemblea dei battezzati dono dello Spirito e quindi enuncia i
criteri per scoprire chi stato scelto dal Signore per animare un gruppo
(discernimento della persona su se stessa, discernimento dei fratelli sul
candidato) per concludere fissando i compiti degli animatori (favorire i
carismi senza monopolizzarli, incoraggiar alluso dei carismi e saper
lavorare insieme).
Durante lincontro i coniugi Ancillotti insieme a padre Robert Faricy
tengono un simposio sul tema guarigione. Altri simposi hanno come

oggetto: potenza della preghiera di lode, profezia, rinnovamento


della vita parrocchiale, uso della sacra Scrittura ed esperienze di
comunit. In questa occasione il Comitato della rivista viene trasformato
in Comitato nazionale di servizio provvisorio, chiamando allunanimit a
presiederlo Monsignor Dino Foglio, allora direttore dellUfficio diocesano
vocazioni di Brescia.
Viene inoltre avanzato il suggerimento che il rinnovamento in Italia
prenda i nome di rinnovamento nello Spirito Santo sia in quanto
limitarsi a porre laccento sui soli carismi appare molto riduttivo per
questa realt, sia per evitare confusioni con il cosiddetto Movimento
carismatico di Assisi, realt molto diversa dal rinnovamento carismatico.
Per ora solo una prima proposta ma sar un successiva conferenza a
decidere in proposito.

La nascita della Comunit Maria


Lincontro di Triuggio evidenzia per tutta Italia la situazione che si
era venuta a creare a Roma. Racconta Jacqueline:
La novit del rinnovamento consisteva proprio in questa
manifestazione di Cristo risorto in mezzo al suo popolo; egli agiva con la
profusione dei segni della salvezza che avevano accompagnato
lannuncio della buona novella durante la sua vita terrena.
Nel nostro periodo storico di confusione, di decadenza, di violenza,
di incredulit, egli chiamava tutti i credenti a testimoniarlo e dava loro i
carismi che una volta sembravano il privilegio dei santi. Ma non cera da
meravigliarsi se questa realt, bench contemplata dal Concilio
Vaticano II, non veniva ancora accettata concretamente da tutti.
Queste difficolt si devono ricondurre essenzialmente alla novit
di questo tipo di preghiera ed al ruolo di animazione sostenutovi da laici.
Lincontro di Triuggio segna un maggiore avvicinamento tra le varie
correnti presenti allinterno del Rinnovamento carismatico in Italia. Ad
esempio a Torino, finalmente, il 14 maggio 1976 si incontrano insieme i
pastorali dei gruppi Maria ed Alleluja per procedere su un cammino
comune.

La risposta alle perplessit di Alfredo e Jacqueline arriva appena


un mese dopo lincontro di Triuggio, quando i responsabili del
rinnovamento carismatico a livello mondiale invitano alcuni animatori.
Dal 28 al 30 maggio 1976 don Sante Babolin, padre Domenico Grasso,
Mons. Dino Foglio, Alfredo e Jacqueline Ancillotti partecipano alla
Conferenza Nazionale Nordamericana del rinnovamento carismatico
cattolico tenutasi a South Bend nellIndiana e successivamente ad un
corso di approfondimento sul rinnovamento dal 1 al 15 giugno. I fratelli
sono ospitati dalla comunit The Word of God di Ann Arbor (Michigan),
culla del rinnovamento carismatico cattolico. Qui i partecipanti hanno
avuto modo di toccare con mano la potenza dei carismi, esercitati con la
stessa freschezza e libert degli inizi del rinnovamento carismatico.
Inoltre laici maturi e generosi operano accanto a sacerdoti pienamente
aperti alla realt dei carismi. Racconta Jacqueline:
Egli ci venne incontro con un altro dono: un viaggio negli Stati
Uniti. Gli iniziatori del rinnovamento carismatico mondiale invitavano
alcuni animatori italiani, tra i quali due iniziatori del Gruppo Maria, a
partecipare al Congresso annuale di South Bend e ad un corso di
crescita nella vita carismatica. Lesperienza dei fratelli americani ci
conferm tutto quello che il Signore ci aveva detto in preghiera. Non
cera dubbio: era venuta lora di far nascere alla luce ci che gi da
tempo portavamo nel cuore, di dedicarci senza paura alla fondazione
della Comunit Maria. Con lesperienza gi acquistata, avremmo
ricominciato tutto da capo nella semplicit e libert dei primi tempi
Alfredo e Jacqueline Ancillotti, sentendosi confermati nel loro
orientamento da questa esperienza americana si sentono costretti a
cominciare ad incontrarsi insieme ad altri fratelli a piccoli gruppi nelle
case delluno o dellaltro (secondo il modello delle comunit americane).
Racconta ancora Jacqueline:
Erano quattro le case dei fratelli in cui ci radunavamo per
pregare. Di casa in casa ci comunicavamo le parole che il Signore ci
aveva rivolte. Non si contraddiceva, ma trasmetteva a tutti lo stesso
messaggio Non temere piccolo gregge. Spesso ci ritrovavamo tutti
insieme, stretti stretti nello stesso appartamento. Aprivamo la Bibbia:
alla luce della storia della salvezza, la nostra piccola storia entrava nella
dinamica divina. Nella nostra semplicit, ma guidati dalla Parola di Dio,
stavamo iniziando una riflessione teologica.
Questa nuova esperienza sar determinante per la nascita della
futura Comunit Maria e per lindividuazione di quelle che saranno

talune sue componenti essenziali: le comunit familiari (poi di crescita),


la revisione di vita, la cura personale e approfondita in tal modo di
ciascun fratello, i modi per accedere alla responsabilit, per la quale non
pi sufficiente esprimere qualit umane, e neanche spirituali, se ad
esse non corrisponde un effettivo cammino di conversione e di
liberazione da ci che impedisce di comunicare con Dio e con i fratelli.
Ecco il racconto di quei giorni:
Di volta in volta si svelava il volto della Comunit cristocentrica,
carismatica e mariana che stava nascendo. La sua struttura per il
momento, si limitava ancora alle piccole comunit che si radunavano
nelle case. Erano loro le cellule madri di tutti i futuri sviluppi. Ci sembr
giusto chiamarle comunit famigliari perch non superavano la
dimensione di una famiglia: una famiglia nata non da sangue, n da
volere di carne, n da volont di uomo, ma da Dio. Il Signore ci
insegnava a nominare ci che stava creando sotto i nostri occhi; e ne
prendevamo subito nota. Cos dopo un po, ci trovammo tra le mani una
specie di documento della Comunit.
Intanto per questa esperienza di vita comunitaria vissuta
sempre allinterno del Gruppo Maria ed i coniugi Ancillotti continuano ad
essere tra i responsabili del Gruppo Maria. Ad esempio il 14 luglio 1976
sono presenti a Genova per la prima preghiera per una nuova effusione
vissuta in questa diocesi presso la Chiesa di San Camillo, nella quale
molti giovani ricevono questa preghiera. Latmosfera commossa, ma
gioiosa, ricca di esultanza, e, a chi presente si apre lorizzonte di una
Chiesa in cui si tocca con mano la realt della prima Pentecoste, con la
manifestazione dei carismi e della fede dei primi cristiani.
Nellagosto del 1976 lICO viene trasferito da Ann Arbor a Bruxelles
in Belgio per poter lavorare a stretto contatto con il card. Suenens, che
viene nominato Episcopal Advisor dal Papa.
In Italia, a Roma le tensioni tra i due diversi modi di vedere il
rinnovamento crescono ed il cardinale vicario Ugo Poletti scrive a Padre
Domenico Grasso il 31 agosto 1976 una lettera nella quale dice
testualmente:
Mi auguro che le divisioni si calmino e si allontani ogni pericolo di
divisioni e di contrasto, altrimenti c davvero da chiedersi se sia opera
di Spirito Santo o solo di uomini e frutto di illusioni.

Nella stessa lettera il Cardinale ribadisce che nel rinnovamento


che si sviluppa sotto la libera azione dello Spirito Santo nessuno pu
arrogarsi diritto di preminenza o funzione di guida o privilegio di
iniziazione e che il rinnovamento, come tutte le esperienze ecclesiali,
deve far capo alla Chiesa e al Vescovo, al quale soltanto spetta
riconoscere i carismi. Inoltre il padre Domenico Grasso viene nominato
rappresentante del Cardinale ed autorevole delegato presso il
rinnovamento carismatico. A settembre 1976 il Pastorale del Gruppo
Maria elegge un nuovo coordinatore che succede ai due fondatori,
Intanto sono state messe a punto le Linee Caratteristiche di quella
che sar la futura realt ecclesiale che verr denominata Comunit
Maria del rinnovamento carismatico cattolico, Articolata in comunit
parrocchiali, ambientali, familiari, nasce come comunit di lode ed
evangelizzazione e viene a definirsi nelle sue Linee caratteristiche
carismatica, cristocentrica e mariana. Il desiderio, infatti, quello di
essere nella Chiesa come Maria nel Cenacolo, docile allazione dello
Spirito Santo. Ecco come continua il racconto di Jacqueline:
Avevamo un amico nel Vescovo di Frascati. Egli ci conosceva
personalmente attraverso il gruppo carismatico formato nella sua
diocesi. Il nostro grande amico lesse con benevolenza dalla prima
allultima le Linee caratteristiche della Comunit Maria e ci aggiunse
alcuni commenti positivi insistendo sul fatto che le opere di Dio nascono
sempre in mezzo alle difficolt Il Vescovo trov il nostro documento
conforme alla Dottrina della Chiesa. Andate avanti! Concluse.
Intanto la lieta notizia della comunit nascente si spargeva
velocemente. La parola comunit scioglieva i cuori, aprivano le loro
case, la loro intimit. Alla fine dellestate si erano costituite a Roma una
decina di comunit familiari.
Un giorno, due di noi, incontrarono nella chiesa della Traspontina
una sorella che non avevamo visto da tanto tempo. Era approdata al
gruppo carismatico dopo aver perso successivamente suo marito, il suo
unico figlio e il fratello. Lincontro con Ges laveva resuscitata disse
che aveva arredato nel suo albergo una sala conferenze sotterranea: la
metteva a nostra disposizione.
Il dono della sede segn una svolta nella storia della Comunit.
Scegliemmo il gioved come giorno per la nostra riunione settimanale.
Tutti furono invitati
Attorno alla tavola eravamo una trentina: le persone pi
eterogenee di cultura e di et che non si sarebbero mai incontrati per gli
interessi del mondo.

Lesperienza spirituale del gioved si trasmise presto alle comunit


famigliari e le plasm nella loro fisionomia propria. I fratelli, nellintimit,
lapprofondivano, incarnavano lunit carismatica.
Il nuovo carisma con il quale identificavamo sempre pi il carisma
della comunit, raggiunse poi i gruppi che erano nati nelle parrocchie.
Animati dalle comunit famigliari, ricevevano la stessa linfa.
Un pomeriggio due fratelli si trovavano nel centro archeologico
di Roma e i loro passi, come se fossero guidati, li condussero alla
vecchia chiesa di SantAngelo in Pescheria. Costruita nel mezzo del
Portico dOttavia, aveva ospitato il gruppo per tre sabati, ma in seguito,
a causa del tetto che era pericolante, avevamo dovuto rinunciare a
riunirci l. Alcuni per avevano sentito fortemente in profezia Tutto
possibile a Dio. SantAngelo era la Chiesa ideale per noi; con le sue
vecchie mura, le sue colonne antiche, ci collegava ai primi tempi del
cristianesimo: n troppo piccola n troppo spaziosa permetteva a tutti di
intervenire senza microfono. E si stava cos bene sotto le ali
dellarcangelo San Michele che in fondo allaltare maggiore era ritratto
nellatto di cacciare il grande drago.
Chiediamo SantAngelo al Rettore? Il rettore a quellora del
pomeriggio non cera mai. Se fosse stato presente era gi un segno. Il
rettore si trovava a casa, sembrava quasi che ci aspettasse. Le tegole
pericolanti erano state tolte. Egli non vedeva alcuna difficolt a mettere
la chiesa a nostra disposizione.
Non potevamo per radunarci in una chiesa di Roma senza la
benedizione del nostro pastore.
Vengono quindi sottoposte anche al cardinale vicario Ugo Poletti le
Linee Caratteristiche della Comunit, il quale benedice i fondatori e li
incoraggia ad andare avanti dando loro preziosi consigli, concedendo
loro di riunirsi in SantAngelo. Prosegue Jacqueline:
Con chiarezza gli illustrammo la fisionomia e il fine della
Comunit Maria, le circostanze in cui era nata. Egli lesse attentamente
le linee caratteristiche della Comunit. Il cardinale le comment
positivamente dandoci preziosi consigli.
Alfredo e Jacqueline lasciano quindi definitivamente la
responsabilit dei Gruppi Maria (lettera di dimissioni del 28 ottobre
1976) ed il sabato 13 novembre 1976 la comunit romana si riunisce per
la prima volta nella chiesa di SantAngelo in Pescheria. Il racconto di
Jacqueline conclude:

Era una giornata gelida: lantica chiesa con lumidit dei secoli e le
correnti daria da un vetro rotto allaltro sembrava un frigorifero, ma la
nostra gioia avrebbe fatto sciogliere qualunque ghiaccio. Eravamo liberi!
Liberi di lodare il Signore con le parole spontanee e i canti in lingue che
uscivano dal nostro cuore, liberi di portare la testimonianza delle sue
grandi opere, liberi di riunire insieme tutte le comunit sparse per la citt
affinch la potenza di Dio si potesse sprigionare dalla loro comunione,
liberi di contemplare nella pienezza il volto della Comunit Maria!
Comunque, al di l delle buone intenzioni, il modo attraverso il
quale si sono sviluppati gli eventi ha provocato un grande logoramento
reciproco e un mare di sofferenza. Alla Comunit Maria aderiscono pure
sacerdoti, ma non devono necessariamente essere presenti nel
pastorale.
La vita di questa nuova realt ancora pi ricca e vitale della
precedente. Comincia qui la parte pi esplosiva della storia della
Comunit Maria, un tempo in cui l'immediatezza e la facilit con cui
venivano vissuti tutti i carismi, anche i pi spettacolari, indurr pi di uno
a dare ai fratelli della Comunit degli esaltati. In questo periodo, che
dura circa una diecina d'anni, la Comunit Maria crescer a dismisura.
In brevissimo tempo la nuova Comunit cresce e si moltiplica,
diffondendosi a macchia dolio in tante altre citt italiane: Civitavecchia,
Perugia, Ancona, Napoli (nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, sotto
gli auspici del card. Ursi), Foggia, Fasano, Barletta, Reggio Calabria
(nellospedale), Messina, Milano (dove i primi ad essere chiamati sono
gli emigrati del Sud), Mira, Verona, Savona, Olbia, ecc. Senza capitali,
n alcuna esperienza editoriale, ma sostenuta dalla fede in Dio e dal
carisma di evangelizzazione dei suoi iniziatori, nasce la rivista
bimestrale Risuscit che esce regolarmente a partire da gennaio 1977.
Anche fuori dellItalia, in Croazia, si diffonderanno delle comunit Maria.
Insieme ad Alfredo e Jacqueline, c Carmela Rossi, una distinta
signora molto anziana, che appena sale sul palco del convegno
nazionale, si scatena come una ragazzina, con un vigore giovanile
stupendo. Donna carica di amore, di tenerezza, di entusiasmo. Quando
canta, non potendo anche ballare per l'et avanzata, agita in aria il
bastone. la personificazione della gioia. C anche Marisa Tiraboschi,
molto colta, misurata, che ha frequentato l'azione cattolica per moltissimi
anni, ricoprendo incarichi importanti a livello nazionale. Nonostante
abbia una formazione ormai radicata nell'A.C. si apre con docilit e

semplicit di cuore all'evento del rinnovamento carismatico. Anche lei ha


accolto la preghiera d'effusione in tarda et. Autrice di molti articoli
insieme a Jacqueline sulla rivista comunitaria "Risuscit", affronta molti
temi con arguzia spirituale, con conoscenze teologiche, anima molto
fine e di una squisita sensibilit. Originaria di Barletta, in Puglia, spesso
torna nella sua citt dove, grazie a lei, nasce una cellula della comunit
Maria molto proficua. Successivamente a questi magnifici quattro si
uniscono Alberto e Laura Mazzocchi, una giovane famiglia che diventa
corpo unico nel pastorale nazionale. cos che grazie a questi fratelli,
che dedicano tutta la loro vita a servire Dio e la chiesa, diffondendo
l'esperienza carismatica, spuntano in pochi anni, comunit carismatiche
in tutto il territorio nazionale e oltre. La Parola di Dio si diffonde e si
uniscono folle di nuovi credenti, per ricevere il battesimo nello Spirito.

Il cambiamento del nome in Rinnovamento nello Spirito


Nell'aprile del 1977, a Milano Marittima, in provincia di Ravenna, si
tiene la prima conferenza nazionale degli animatori del rinnovamento
carismatico cattolico italiano sul tema Rinnovati e uniti nel medesimo
Spirito, per una Chiesa pi viva, senza la partecipazione della
Comunit Maria che ormai ha deciso di seguire il proprio percorso in
maniera completamente autonoma. I principali insegnamenti sono sul
ministero dellanimazione (padre Domenico Grasso) e sul
riconoscimento degli animatori (don Sante Babolin).
Viene eletto il primo CNS (Comitato Nazionale di Servizio). Padre
Mario Panciera cos racconta:
Se non sbaglio, questa fu lunica volta che la designazione
avvenne in profezia. Avvenne in una riunione memorabile in cui erano
presenti tutti i rappresentanti delle varie realt del Rinnovamento
italiano. Dopo ponderate discussioni, con ammirabile spirito di fede e di
disinteresse personale, tutti si tirarono indietro, chiedendo allo Spirito
Santo nuove guide. Messisi in preghiera, due persone diverse
presentarono due liste con gli stessi cinque nominativi. Io non ero
presente a quella riunione e fui informato dopo. A capo della lista,
manco a dirlo era don Dino.

Vengono scelti come coordinatore mons. Dino Foglio di Brescia, e


come membri del comitato suor Ancilla Beretta di Milano, lavv. Ermete
Ferrari di Torino, padre Mario Panciera di Bologna e padre Robert Faricy
di Roma. In questa Conferenza viene deciso che in Italia il movimento
deve chiamarsi rinnovamento nello Spirito Santo (RnS). Scrive
Giuseppe Venturini nel suo articolo su Avvenire dopo la Conferenza:
I gruppi hanno preso atto anche delle perplessit che possono
sorgere circa il loro movimento. Allo scopo di superarle il congresso ha
deciso di cambiare la stessa denominazione corrente di movimento
carismatico. Non si chiameranno pi movimento perch non vogliono
strutturazioni organizzative; n si chiameranno pi carismatici per non
suscitare limpressione di ritenersi monopolizzatori dei carismi diffusi in
tutto il popolo di Dio. Si chiameranno Gruppi di rinnovamento nello
Spirito, per sottolineare meglio la loro finalit di conversione basata
sulla fede e sullabbandono allazione dello Spirito Santo nella Chiesa.
Tale differenza nella terminologia scaturisce da una serie di
obiezioni sollevate contro il termine "carismatico", da parte di osservatori
benevoli, compreso leminente teologo Yves Congar che nellarticolo
intitolato Charismatique, ou quoi? pubblicato sul quotidiano La Croix il
19 gennaio 1974 aveva affermato "Nessuno pu dirsi carismatico
perch tutta la Chiesa carismatica ed allinterno di essa non vi sono
cristiani di serie A e serie B". Anche il Cardinale Willebrands, del
Segretariato per lUnione dei cristiani, intervenendo al Congresso
Internazionale del 1975, aveva fra laltro affermato: "Ci sono carismatici
perch la Chiesa carismatica. Una delle missione dei carismatici di
ricordare a tutti i cristiani che lo sono" (18 maggio 1975, Pentecoste).
"Stiamo assistendo allavvio di un nuovo movimento assai promettente",
ne concludeva padre Congar "Bisogna trovargli un nome cui nessuno
possa rimproverare niente" (sempre nel medesimo articolo su La
Croix.
Dallaltro lato il teologo Ren Laurentin non condivide questa
affermazione. Risponder infatti che questa obiezione non fondata:
bench tutti i cristiani siano in "compagnia di Ges", ci non ha impedito
il formarsi di una Congregazione religiosa con quel nome e non ha
creato un complesso di inferiorit negli altri cristiani (vedi il suo articolo Il
movimento
carismatico:
rinnovamento
profetico
o
neoconsevatorismo, pubblicato su Concilium 1(1981), 69).

Il prof. Salvatore Cultrera, che, assieme ad altri teologi, ebbe


lincarico di scegliere la nuova denominazione, in un articolo spiegher il
motivo per cui stato scelto "Rinnovamento nello Spirito" (Cultrera
S., Perch ci chiamiamo "Rinnovamento nello Spirito", in Alleluja
2(1991), 4; Cf. anche Mattei Giammarco, Rinnovamento carismatico o
Rinnovamento nello Spirito?, in Rinnovamento nello Spirito, 12(1992),
28). Gi prima di questa decisione gli autori del Documento di Malines
(uno studio sul Rinnovamento promosso, insieme ad altri, dal cardinale
Suenens) avevano scritto: "Lo Spirito Santo e i suoi carismi fanno
costitutivamente parte della natura della Chiesa in quanto doni gratuiti,
non possibile che la Chiesa esista senza luno o gli altri. Senza lo
Spirito e i suoi carismi non c Chiesa. E dunque fuori questione che un
gruppo o un movimento particolare, allinterno della Chiesa, rivendichi
una specie di monopolio dello Spirito e dei suoi carismi... In questo
senso ogni cristiano un carismatico" (Il Rinnovamento Carismatico.
Orientamenti teologici e pastorali, Paoline, Alba 1976, 23-24). "In Italia,
come in altre nazioni, si preferisce la dicitura Rinnovamento nello
Spirito, perch la precedente appare limitante e pu dare limpressione
di un monopolio sui carismi" (Panciera M. (a cura di), Supplemento al n.
96 di "Avvenire" del 23 aprile 1989, 4-5).
Va precisato che la scelta viene fatta anche per evitare confusione
con il Movimento Carismatico di Assisi fondato da Franca Del Ri
Cornado il 29 agosto 1967 e che non ha niente a che vedere con il
rinnovamento carismatico, ma con il quale spesso viene confuso,
movimento sul quale inoltre vari teologi, tra i quali lo stesso gesuita
Padre Domenico Grasso, hanno grosse riserve teologiche.
Ma qual la differenza tra usare la dicitura rinnovamento
carismatico e la dicitura rinnovamento nello Spirito? Scriver padre
Panciera:
Nessuna. Una semplice distinzione di nome per unidentica realt.
Ma qualcuno non ha accettato questo cambiamento di nome e, si sa, in
Italia le distinzioni diventano subito contrapposizioni. Perch ciascuno
dietro la sigla, costruisce la propria identit che per forza devessere
diversa e migliore delle altre. Altrimenti non si avrebbe pi alcuna
ragione di esistere e di non andare daccordo con gli altri. C sempre
qualcuno che, per esistere, ha bisogno di essere diverso dagli altri o
che, in nome di una presunta diversit, rivendica unautonomia che
uccide la comunione. In ogni caso si dar da fare a sventolare la sua

bandiera per far sapere che esiste: la sua rivista, la sua editrice, i suoi
raduni, i suoi riconoscimenti, ecc.
Sempre in aprile don Sante Babolin pubblica in allegato alla rivista
Alleluja le prime linee guida del Rinnovamento nello Spirito
(orientamenti dottrinali e pratici). Nelle premesse scrive:
Il rinnovamento nello Spirito santo lesperienza pentecostale,
germinata nella chiesa cattolica sotto lo stimolo dellopera del Signore
verificatasi precedentemente in altre chiese cristiane. Tale stimolo
caduto come buon seme sul terreno cattolico e si manifesta come
grazia del Signore
Il rinnovamento nello Spirito santo vuole attirare lattenzione dei
cristiani sullimportanza dellazione dello Spirito santo, dono di Ges
risorto, nella vita di fede, individuale e comunitaria
il rinnovamento nello Spirito santo ritiene che nessuna
esperienza di fede possa essere esaustiva della ricchezza e della novit
del dono dello Spirito di Dio; per questo, ricordando pure che lo Spirito
di Ges viene effuso nei nostri cuori perch conosciamo tutto ci che
Dio ci ha donato e che i figli di Dio, coloro cio che sono animati dallo
Spirito, con facilit prontezza e gioia, riconoscono lazione dello Spirito
dovunque essa si trovi, coltiva rapporti di dialogo, di amicizia e di
collaborazione con tutti i gruppi e le iniziative ecclesiali, offrendo pure le
propria responsabile partecipazione nella ricerca e nellazione della
evangelizzazione e promozione umana.
La Comunit Maria invece continuer a presentarsi come
Comunit Maria del rinnovamento carismatico cattolico.
Il Comitato Nazionale di Servizio del rinnovamento nello Spirito
decide di non convocare immediatamente un congresso nazionale ma di
tenere due separati pre-congressi, uno per il centro-nord sul tema
Rinnovati nello Spirito, effuso su di noi per mezzo di Ges Cristo che si
tiene a Brescia dal 24 al 26 giugno 1977, al quale partecipano 1500
persone, ed uno per il centro-sud sul tema Rinnovati nello Spirito per
discernere la volont di Dio che si tiene a Salerno dal 29 al 31 ottobre
1977, al quale partecipano circa duemila persone.
Il primo Convegno Nazionale della Comunit Maria si svolge
invece a Napoli, nel settembre 1977, presso il Teatro Mediterraneo della
Fiera d'Oltremare, sul tema: "Lo Spirito del Signore riempie l'universo ed
abbracciando ogni cosa conosce ogni voce" (Sap 1,7). Da allora in poi il

titolo del Convegno Nazionale annuale, aperto a tutti, verr sempre


scelto in preghiera, come profezia per l'intera Comunit.
Nellautunno 1977 viene costituito un Consiglio internazionale del
Rinnovamento Carismatico, formato da 110 persone in rappresentanza
di 60 paesi con lo scopo di trovare il modo migliore di formare un
comitato internazionale. Dopo una consultazione con il cardinale
Suenens verr deciso di formare un comitato di nove membri che
effettui la supervisione al lavoro dellICO.
Dal 29 aprile al 1 maggio del 1978 si svolge a Rimini finalmente il
primo Convegno Nazionale del Rinnovamento nello Spirito (denominato
Convocazione Nazionale), a cui partecipano circa trecento gruppi e
seimila persone. Il tema di questo incontro, tratto dal cap. 5 della Lettera
di S. Paolo ai Romani, : "L'amore di Dio stato riversato nei nostri
cuori per mezzo dello Spirito Santo". Alla prima Convocazione ne
seguiranno altre, con cadenza annuale, caratterizzate da un numero via
via crescente di partecipanti.
Un mese e mezzo dopo, dal 15 al 18 giugno 1978 si tiene a
Dublino un nuovo Convegno Internazionale del Rinnovamento
Carismatico Cattolico, il secondo organizzato dallICO (lUfficio di
Collegamento Internazionale del rinnovamento) dopo quello della
Pentecoste 1975 a Roma. Lincontro preceduto dalla prima riunione
del nuovo Comitato di supervisione dellICO.
Nel corso della Conferenza i delegati provenienti da tutte le parti
del mondo hanno la possibilit di incontrarsi in incontri regionali pi
piccoli rispetto alla grande assemblea quotidiana, incontri che in molti
casi non sono possibili nelle proprie aree geografiche a causa delle
situazioni politiche. Ad esempio in uno di questi incontri prendono parte i
delegati dei paesi di lingua araba dal Medio Oriente al Nord Africa, in un
altro incontro possono pregare insieme bianchi e neri provenienti da 10
paesi africani. Poich a questo incontro partecipano 500 italiani (sia
rappresentanze del Rinnovamento nello Spirito, sia una delegazione
della Comunit Maria) c anche un incontro comune tra di loro con una
Messa presieduta da un Vescovo.
Nella seconda met di marzo 1971 padre Valeriano Gaudet, dopo
una lunga assenza, ritorna in Italia per alcune settimane ed ha modo di
incontrare ciascuno dei gruppi che ha contribuito a far nascere,

rievocando i primi passi compiuti insieme e glorificando il Signore. Ora


che il Rinnovamento sta diffondendosi in tutta Italia padre Valeriano
auspica che le sue radici diventino sempre pi profonde. Con
loccasione su invito del Comitato Nazionale di Servizio del RnS
partecipa, tenendo un discorso-testimonianza, alla II Convocazione
Nazionale che ha luogo a Rimini dal 28 aprile al 1 maggio 1979 sul tema
Comunione e testimonianza - Siano una cosa sola perch il mondo
creda. Scrive il giornalista Vito Magno su Avvenire:
C un aspetto che colpisce: linsistenza con cui si parla di
comunione e la conseguente tenacia con cui si cerca di realizzarla.
Non a caso buona parte del convegno verte proprio su questo
argomento. Comunione dei fratelli e comunione dei gruppi del
Rinnovamento tra loro e con altri infatti lassunto della prima relazione
svolta dal cappuccino padre Natale Merelli, assistente spirituale dei
gruppi romani del Rinnovamento, il quale, partendo dalla premessa,
ampiamente documentata su basi scritturistiche, che nessuno vive per
se stesso, ha stagliato il ritratto della comunit ideale: luogo dellascolto
della Parola, del nutrimento della fede, della frazione del pane
eucaristico, della messa in comune dei propri beni, per giungere infine a
parlare dei valori essenziali alla vita dei gruppi.
Nel 1984 viene fondata la rivista ufficiale del Rinnovamento nello
Spirito, che da questo prende il nome, espressione del CNS e del
Consiglio Nazionale del RnS. La rivista Alleluja per qualche anno
continua ad esistere affiancando lorgano ufficiale, ma poi viene chiusa
ed il nome della testata viene trasferito ad un supplemento bimestrale
della rivista Rinnovamento nello Spirito che mantiene il nome Alleluja
ma con la nuova veste di organo di collegamento e formazione degli
animatori.
La Comunit Maria, nella sua espansione, purtroppo, far anche
alcuni gravi errori, a posteriori rivelatisi come tali, tra cui il peggiore sar
forse quello di legarsi troppo strettamente all'ordine dei Passionisti.

La nascita della Comunit Ges Risorto


Nel 1986, nonostante linsistenza nel sottolineare laspetto laicale
della Comunit, alcuni sacerdoti passionisti, che partecipano alle attivit

della Comunit Maria, con il tempo assumono una tale prevalenza, che
alcune persone percepiscono come una minaccia nei confronti dei
carismi e di ci che caratterizza la comunit. Un gran numero di coloro
che non accettano limposizione passionista ritengono che lesperienza
carismatica debba essere vissuta soprattutto nelle parrocchie cosa
che la Comunit realizzava gi e non soltanto in rettorie o conventi.
Sono in particolare due diaconi permanenti di Roma, Gianpaolo
Mollo e Paolo Serafini a insistere nellevidenziare il lato laicale e non
clericale del movimento. Il gruppo dissidente Giampaolo Mollo e sua
moglie Anna Liberace, Paolo Serafini e sua moglie Carmencita
Leonardi intuisce come profezia lesigenza di portare ancora di pi il
Rinnovamento nel cuore delle parrocchie. La scelta di differenziarsi, sia
pur sofferta, viene maturata in preghiera, dopo che la situazione
prospettata all'allora Cardinale Vicario Ugo Poletti, che con amorevole
cura pastorale aveva costantemente seguito i due diaconi della
Comunit nella loro importante scelta vocazionale. Ad essi si uniscono
Jacqueline e Alfredo Ancillotti, che decidono di cominciare ancora una
volta da capo.
Quando, dopo il Convegno nazionale della Comunit Maria del
1987, svoltosi a San Benedetto del Tronto, nel maggio 1987, il gruppo
dissidente si stacca, porta con s tutti i gruppi di preghiera presenti
nelle parrocchie. La Comunit Maria di Roma, dopo questa scissione,
si riduce a circa una cinquantina di membri.
Gianpaolo Mollo ricorda in questo modo la separazione: s pi
laico, la caratteristica anche l cerano dei sacerdoti, cerano i
passionisti. Invece noi, la Comunit Ges Risorto non ha sacerdoti
responsabili propri la promozione proprio del laicale. I responsabili
della Comunit Ges Risorto sono tutti laici, tranne io e Paolo, i
fondatori, che siamo diaconi, un caso insomma questo, abbiamo
stabilito queste regole non per odio ai preti, che il Signore li benedica,
ma proprio per dare questa promozione del laicale
Anche Paolo Serafini commenta i motivi della scissione: i
passionisti, detto proprio in parole povere, si sono appropriati della
comunit, volevano gestirla secondo il proprio pensiero. Siccome noi
abbiamo conosciuto il Rinnovamento Carismatico in un certo modo,
volevamo mantenerlo come il Signore ce lo aveva suscitato dallinizio e
nessuno ci poteva impedire questo. E allora, ad un certo punto io e

Giampaolo andammo dal cardinale Poletti, perch io e Giampaolo


siamo diaconi di Roma, io sono stato ordinato diacono dopo sette, otto
anni che stavo gi nella Comunit Maria e come diacono abbiamo
sottoposto tutto al cardinale come discernimento e lui stesso ci disse di
diversificarci, di creare un nuovo gruppo, ci dava la sua benedizione e
cos nata la Comunit Ges Risorto.
Anche gli altri responsabili della Comunit Maria non sono
daccordo con lindirizzo che ha assunto la comunit, ma dopo aver
chiesto ai sacerdoti passionisti di rispettare la loro identit e pratica
carismatica, piuttosto che abbandonare la comunit preferiscono
rimanervi. Per maggiore chiarezza, precisiamo che lanno seguente
anche lattuale Comunit Maria si staccher da quella conduzione,
ormai non pi carismatica.
Il nome della nuova Comunit viene compreso in preghiera,
durante uno dei primi incontri dei circa trenta responsabili della nuova
Comunit, nei locali della parrocchia dell'"Assunzione di Maria. SS.", al
Tuscolano. La Pentecoste che segue immediatamente questi primi
avvenimenti presa come data della sua nascita: 7 giugno 1987.
Una delle caratteristiche fondamentali della Comunit Ges
Risorto , fin dall'inizio, quella di essere strettamente legata al vescovo
diocesano e alla parrocchia nella quale viene a radicarsi. Il suo carisma
fondante quello di vivere e annunciare la presenza di Cristo risorto in
mezzo al suo popolo. La sua missione si svolge soprattutto nell'ambito
della parrocchia e della famiglia (non un caso che la Comunit viene
fondata da tre coppie di sposi) oltre che nei luoghi di lavoro, attraverso
le comunit ambientali.
La Comunit Ges Risorto, il frutto pi maturo di questo lungo
percorso di maturazione di Jacqueline, e costituir il luogo e lo
strumento per la conversione di migliaia e migliaia di persone, in Italia e
nel mondo.
Repentina e ampia diffusione, anche in questo caso. Vengono
mantenuti il Convegno e i Corsi annuali, che crescono anzi sia come
partecipazione sia come profondit di preghiera e di formazione. Si
vanno delineando man mano le strutture (che prevedono un inserimento
sempre pi profondo nelle parrocchie), i servizi (per far fronte a un
lavoro crescente, soprattutto negli appuntamenti a carattere nazionale)

e le forme della responsabilit (con tutte le precisazioni e le intuizioni


nuove che scaturiscono da unattenta considerazione della condizione
laicale degli Animatori).

Lattivit di scrittrice
Lintera attivit missionaria si accompagnata ed stata
nutrimento, in Jacqueline, allaltrettanto importante sua attivit di
scrittrice.
I titoli dei suoi libri pi conosciuti, e per i quali ha ottenuto vai
riconoscimenti internazionali, sono. Il est un jardin, Le sabre
dArlequin, Dure est ma joie, Dialogue dans linfini, e soprattutto il
Magnificat, che ha ottenuto grande successo ed stato tradotto in altre
lingue, nel quale la sua profonda devozione a Maria si esprime in un
racconto sotto forma autobiografica della Vergine di Nazareth.
Da quando iniziata per lei lesperienza del Rinnovamento
Carismatico, ha pubblicato Saranno il mio popolo, in cui traccia la
storia del cammino della Comunit Maria, e Vita carismatica,
pubblicato nel 1992 dalle Edizioni Paoline, con limprimatur del Vicariato
e una sentita presentazione del Card. Ugo Poletti.
In questo ultimo lavoro, che il frutto pi pieno e maturo non solo
della sua attivit di scrittrice, ma anche e soprattutto del suo ministero di
evangelizzazione, Jacqueline prende per mano quanti vogliono
accostarsi allesperienza carismatica con animo disponibile, docile
allazione dello Spirito Santo, e li guida, un passo dopo laltro, in una
meravigliosa avventura che li porter ad essere quegli adoratori in
spirito e verit che il Padre va cercando (cf Gv 4,23).
Tutti i suoi scritti sono caratterizzati da un forte e deciso indirizzo
mistico, non solo i libri, ma anche gli articoli con i quali ha collaborato
con numerose riviste; e cos pure le innumerevoli conferenze da lei
tenute in ritiri, convegni, seminari (anche per sacerdoti e religiosi), dove
le sue relazioni si traducevano, nel momento stesso dellascolto, in forti
esperienze spirituali.

LEucaristia era il suo punto di forza. La preghiera e


levangelizzazione i cardini del suo insegnamento. La Bibbia e il sorriso i
suoi compagni di sempre.
Quanti si accostavano alla fede attraverso la sua testimonianza
non potevano non attingere lo stesso amore per la Sacra Scrittura, che
ella ha contribuito cos a diffondere in maniera capillare. Come pure ha
dato un grande impulso allimpegno dei laici nella Chiesa, invitando tutti
i battezzati a prendere possesso del proprio sacerdozio regale e a
diffondere la fede attraverso la testimonianza di vita sacramentale e la
preghiera continua.

La morte di Jacqueline
In tutte le vicende della sua vita Jacqueline ha sempre mantenuto
un atteggiamento di offerta e di ringraziamento al Padre, dimostrando
una grande serenit danimo e di fiducia in Dio, che si comunicava a chi
le stava vicino. Anche negli ultimi tempi, quando il suo stato di salute
fisica si andava deteriorando a causa del diffondersi di un tumore,
Jacqueline ha avuto la grazia di una grande serenit interiore, senza
mai cedere n alla paura n alla disperazione. Anzi, continuando a
donarsi con piena disponibilit danimo a tutti i fratelli; ascoltando,
pregando, consolando tutti coloro che si rivolgevano a lei per una parola
di conforto o un consiglio spirituale.
Ha amato grandemente la vita e tutte le creature. Le piacevano
molto le cose belle, la natura, la musica, la poesia, larte in genere.
Diceva: Sono unespressione della gloria di Dio, e spesso prendeva
spunto da queste realt per annunciare a chi le stava intorno l sua fede
semplice e coinvolgente, che traspariva, pi che dalle cose che diceva,
dal come le diceva. Cera nelle sue parole e nei suoi modi gentili una
grande potenza di convinzione che attirava le persone ad aprirsi e ad
accettare il messaggio del Vangelo di Ges.
Jacqueline ha sempre annunciato questo e solo questo: Ges
risorto, vivo e sempre operante attraverso lazione dello Spirito Santo
nella sua Chiesa.

Il 12 febbraio 1993, circondata dallamore di Alfredo e di tutti i


fratelli delle varie realt carismatiche che, con il suo impegno, ha
contribuito a far nascere, si spegne alla vita terrena per andare a
prendere il posto che Ges da sempre ha preparato per lei.
La Comunit Ges Risorto rende grazie al Padre per la vita di
questa sorella e per la sua opera instancabile di evangelizzazione che,
sul suo esempio, intende continuare per la crescita della Chiesa.