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1965

A dicembre chiusura del Concilio Vaticano II. Nei documenti del Concilio riguardo
ai carismi sono prevalse le tesi del Card. Suenens ed è stato affermato che "Lo Spirito
Santo dimora nella chiesa e nel cuore dei fedeli come in un tempio, e in essi prega
e rende testimonianza della loro adozione finale. Egli guida la Chiesa verso tutta la
verità, la unifica nella comunione e nel mistero, la costruisce e dirige con diversi
doni gerarchici e carismatici, la abbellisce dei suoi frutti. Con la forza del
Vangelo fa ringiovanire la chiesa, continuamente la rinnova e la conduce alla
perfetta unione con il suo sposo... Poiché lo Spirito e la sposa dicono al Signore
Gesù: vieni... Così la Chiesa si presenta come un popolo adunato nell'unità del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo".
Dopo la chiusura del Concilio alcuni laici americani (William Story e Ralph Keifer,
professori dell’università cattolica Duquesne di Pittsburgh), impegnati in attività
pastorali si interrogano sul Concilio ma vedono intorno a se scoraggiamento e
depressione. Keifer è professore di teologia all’università di Notre Dame nel 1965 e
poi si trasferisce a Pittsburgh. Aveva fondato l’associazione Chi Rho. Il gruppo Chi
Rho studiava la Bibbia, si univa spesso in preghiera e cercava di mettere in pratica le
esperienze comunitarie di cui si parla in Atti 2,42. Tra gli amici o gli alunni di Keifer
a Notre Dame c’erano stati Gorge Martin (studiava filosofia e scriveva una tesi su
Kierkegaard), Kevin e Dorothy Ranaghan (studiosi di teologia e amanti di liturgia),
Bert Ghezzi, (presidente del gruppo Chi Rho, con inquietudini teologiche, aveva
invitato Hans Kung in nordamerica), Paul DeCelles (professore di fisica), Jim
Cavnar, Gerry Rauch, Kerry Koller, Ralph Johnson, Jim Rauner ed altri.
1966

Nell’agosto Story e Keifer partecipano al Congresso Nazionale del “Cursillos di


Cristianità” dove incontrano Steve Clark e Ralph Martin dell’Università di East
Lansing nel Michigan. Steve Clark presenta due libri scritti da pentecostali
protestanti, David Wilkerson (“La croce e il pugnale”) e John Sherrill (“Essi parlano
altre lingue”). Il libro di Wilkerson parla del suo apostolato tra i tossicodipendenti di
New York che vengono liberati dalla loro schiavitù con la potenza dello Spirito
Santo. Clark dice che il libro lo incuriosisce ma allo stesso tempo lo sconcerta e li
invita insistentemente a leggerlo. I professori di Pittsburgh leggendo questi libri
scoprono la potenza dello Spirito Santo come possibilità reale attuale.
Nell’autunno dello stesso anno vari cattolici membri della facoltà dell’Università di
Duquesne (l’università è dedicata allo Spirito Santo) si riuniscono frequentemente in
momenti di preghiera fervorosa e conversano sulla vitalità e sulla vita di fede. Quei
professori si erano da molti anni impegnati in varie attività apostoliche, ma sentivano
che mancava qualcosa nella propria vita personale. Anche se non sapevano spiegare
il perché ognuno di loro riconosceva che c’era un vuoto, una mancanza di dinamismo
ed una debolezza spirituale nella propria preghiera e nelle proprie attività. Era come
se la propria vita spirituale dipendesse troppo dai propri sforzi e dalla propria volontà.
Coscienti della forza della Comunità cristiana primitiva stava nella venuta dello
Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, incominciarono a pregare perché lo Spirito
manifestasse in loro la sua presenza nella loro vita e nel loro lavoro apostolico,
invocando l’uno per l’altro la venuta dello Spirito: “Vieni, Santo Spirito”.
1967

A gennaio contatti tra alcuni giovani cattolici di Pittsburgh (Pennsylvania, USA) e un


gruppo neo-pentecostale.
A febbraio Week-end di Duquesne al quale partecipano 30 persone. Prime
esperienze pentecostali tra i cattolici.

Nel febbraio 1967, il famoso "Duquesne week-end": durante un ritiro spirituale


svoltosi nell'università cattolica statunitense di Duquesne a Pittsburg in Pennsylvania
(fondata dalla Congregazione dei Padri dello Spirito Santo), circa la metà dei
partecipanti viene "toccata" dalla potenza dello Spirito e riceve l'effusione spontanea.

Il 4 marzo uno dei professori va a fare visita ai suoi amici dell’Università Notre
Dame a South Bend (Indiana) che già avevano saputo per telefono da Ralph Keifer
quello che era successo. Viene organizzato un incontro di preghiera ed egli da la sua
testimonianza e conclude “Io non ho bisogno di credere alla pentecoste, perché l’ho
vista”. La sera dopo 9 persone decidono di riunirsi ancora per discutere . Dopo un po’
di conversazione l’intero gruppo chiede di poter pregare per ricever el’imposizione
delle mani, affinché fossero riempiti dei doni e dei frutti dello Spirito Santo. Quella
notte nessun carisma particolare si manifestò nel gruppo ma ci fu tuttavia nella
preghiera qualche cosa di nuovo ,che per molti segnò l’inizio di una vita più profonda
nella fede. In generale molti testimoniarono questa trasformazione con concetti come:
“abbiamo fatto l’esperienza dell’irruzione dell’amore di Dio nella nostra vita”;
“abbiamo visto il Signore”. Molti si sentirono chiamati a consacrare parecchio tempo
ad una preghiera in cui la lode a Dio era predominante. Alcuni avevano una vera
fame della Parola di Dio. Quai tutti ritrovarono un nuovo coraggio nella fede.
Vennero meno divisioni e contrasti e l’amore delle giovani coppie divenne più
intenso in Cristo. Tutto ciò avvenne durante la prima settimana. Il tredici marzo,
insieme con altre persone, si recano a casa di Ray e Mabel Bullard, nei dintorni di
Mishawaka, dove si riuniva un gruppo carismatico protestante interconfessionale.
Nonostante le differenze culturali avvertono di essere uniti dalla stessa fede in Gesù e
molti di loro ricevono il dono di lodare Dio in lingue. Il gruppo di cattolici nelle
settimane successive cresce e all’inizio della Settimana Santa sono in una trentina.
Dopo le vacanze di Pasqua sentono il bisogno di una specie di ritiro per poter pregare
e conoscere la volontà del Signore. Ricevono una telefonata da due loro amici, Steve
Clark e Ralph Martin, attivi all’università di East lansing, nel Michigan. Essi
desiderano portare alcuni amici al ritiro progettato. Quando cominciò il week-end
(che poi fu chiamato il Michigan State Week-end, dal 7 al 9 aprile) erano circa 40 di
Notre-Dame e Sainte-Marie, oltre ad altri 40 dell’Università del Michigan. C’erano
momenti di preghiera e di discussione, con messe celebrate all’aperto. Molti chiedono
l’imposizione delle mani. Più di una volta questa preghiera ha ricevuto una risposta
veramente efficace. Alla fine di questo ririto il movimento è fiorente a Duquesne,
Notre-Dame, Michigan State e sono stati gettati semi a Iowa State e Holy Cross.
All’incontro è presente anche un pentecostale che farà questa dichiarazione: “Fratelli,
io non vi posso esprimere quanto sia felice nel constatare che anche dei cattolici
possono ricevere lo Spirito Santo”. Questo incontro attirò l’attenzione della stampa,
dapprima di pubblicazioni studentesche, e poi di due settimanali cattolici di
ampia tiratura: The National Catholic Reporter (19 aprile 1967) e Our Sunday
Visitor (14 maggio 1967). La pubblicità sui giornali assunse anche toni molto
sgradevoli con notizie inventate, gonfiate con particolari strani e scandalistici ed i
gruppi carismatici si trovarono al centro di una curiosità morbosa che attirava folle
sempre più numerose e smaniose di vedere fatti straordinari.
Durante l’estate giungono notizie che questa esperienza dello Spirito non è un fatto
isolato. Individui isolati avevano vissuto questa esperienza in molti luoghi negli USA
ma solamente in occasione degli avvenimenti sopra riportati questa esperienza era
stata vissuta come gruppo.
Nonostante tutto i gruppi si moltiplicavano e a settembre Ralph Martin e Stephen
Clark accolsero l'invito da parte del cappellano cattolico dell'università di Michigan
in Ann Arbor ad assisterlo nello svolgimento del suo ministero presso il collegio e
poco tempo dopo iniziarono un gruppo di preghiera che in seguito ha avuto
grandissima rilevanza nello sviluppo del rinnovamento carismatico cattolico. Da
allora, South Bend, nell'Indiana, e Ann Arbor, nel Michigan, sono stati i due centri
del rinnovamento più influenti tra i cattolici degli Stati Uniti e hanno anche esercitato
un ruolo importante nella diffusione di questo movimento in tutto il mondo. A
ottobre ad Ann Arbor (Michigan) alcuni fratelli decidono di fondare una vera e
propria comunità, che si denominerà “Word of God”.
Nello stesso periodo, mentre in America accadevano i fatti sopra citati, in altre parti
del mondo, come in Francia, in Italia (vedi episodio di Campobasso nel 1969) e nella
stessa America, vari gruppi di preghiera approdavano gradualmente a un'esperienza
carismatica - compreso il parlare o cantare in lingue - simile a quella ora descritta. E
questo accadeva in modo del tutto spontaneo, senza alcuna pre-determinazione, colti
di sorpresa e, spesso, frastornati e spaventati da quanto succedeva.
1968

A marzo all’università di Notre Dame si tiene un seconda conferenza, nota come


“week-end sul rinnovamento nello Spirito Santo”. In pratica è il primo raduno
nazionale USA con 150 partecipanti, provenienti da Texas, dalla Pennsylvania, dalla
Florida e dal Massachussets, da New York, dall’Ohio, dal Michigan, dall’Illinois,
dall’Indiana e dall’Ontario. La riunione d’apertura fu caratterizzata da preghiere di
lode, nel comunicarci reciprocamente quello che lo Spirito aveva operato nelle varie
comunità rappresentate. Preghiere e canti di ringraziamento si protrarranno per tutta
la notte. Ralph Martin la mattina dopo tiene l’insegnamento principale proclamando
la Signoria di Gesù. Gesù è il Signore di tutta la creazione: degli uomini, del lavoro,
della distrazione, dell’impegno, delle piante, degli animali, di tutto ciò che è elevato e
di tutto ciò che è umile. Nel pomeriggio momenti pratici su come testimoniare, sulla
preghiera, sui fondamenti della vita nello Spirito. Il momento culminante è la messa
celebrata da padre Manseau che tiene un’omelia che rinsalda la decisione di
impegnarsi nei problemi sociali. Prima della comunione Tom Bettler, studente del
quarto anno a Notre-Dame fa la professione di fede e viene ufficialmente ricevuto
nella Chiesa cattolica, accostandosi per la prima volta alla comunione. La sera padre
O’Connor sottolinea gli aspetti della vita del cristiano carismatico che trovano
conferma nei documenti del Concilio Vaticano II. La domenica la messa conclusiva
presieduta da padre Walter Hanss, di Rochester. Tra i convenuti c'era un osservatore,
il quale esercito' poi un ruolo importante per ottenere l'approvazione di questo
movimento da parte della Conferenza Episcopale USA: il padre Kilian McDonnell,
un monaco benedettino proveniente dall'università di St. John in Collegeville,
Minnesota.
1969

Nell'aprile del 1969, dopo la terza conferenza di Notre Dame, alla quale
partecipano 450 persone, un gruppo di leaders americani approvò il suggerimento
della comunità di Notre Dame; cioè che in Notre Dame fosse costituito un centro al
servizio del rinnovamento che si stava diffondendo in tutti gli USA. Kevin Ranaghan
e sua moglie Dorothy sono autori del primo libro sul rinnovamento carismatico
cattolico (“Catholic Pentecostals” pubblicato successivamente in Italia da Yaka Book
con il titolo “Il ritorno dello Spirito”).
Nel 1969 ritorna nel Quebec (Canada di lingua francese) Soeur Flore Crête, che
aveva studiato all’Università di Notre Dame negli USA ed aveva quindi fatto
l’esperienza del battesimo nello Spirito nel 1967. Tiene la prima riunione
carismatica per i cattolici canadesi di lingua francese.
Il RCC viene introdotto in Brasile dal padre Eduardo Dogherty SJ, che comunica la
sua idea a Harold Rahm SJ. Vengono organizzati in tutto il paese ritiri noti come
“Esperienza dello Spirito Santo” e poi “Esperienza di preghiera”. La crescita si è poi
moltiplicata con l’adesione del padre Jonas Abib.
Alla fine dell’anno il RCC è giunto anche nel Regno Unito, in Tailandia, in Australia,
ad Hong Kong ed in Nuova Zelanda.
La Commissione dottrinale della Conferenza Episcopale USA emana un
documento, redatto dal vescovo Alexander Zaleski, di Lansing (Michigan) che
costituirà il primo riconoscimento del Rinnovamento nella Chiesa cattolica. I
documento mette in evidenza gli aspetti positivi del rinnovamento carismatico ma
anche alcuni pericoli dai quali bisogna guardarsi. La conferenza nazionale dei
vescovi statunitensi , tenutasi a Washington il 14 novembre ritiene il movimento ben
fondato teologicamente ed esorta i sacerdoti ad interessarsene per seguirlo dal di
dentro.
In Italia in quest’anno, nella parrocchia di San Leonardo di Campobasso, alcuni
giovani riuniti in preghiera, si sentono come investiti da un fuoco ed hanno una
sorprendente esperienza spontanea di Pentecoste, con manifestazioni anche di
glossolalia. Sono completamente all’oscuro del rinnovamento carismatico, ma
successivamente, quando nascerà il primo gruppo di Rinnovamento a Roma
prenderanno contatti con loro e si inseriranno poi nella corrente del RnS.
1970

Ad Ann Arbor, nel Michigan, viene costituita la comunità nota come “the Word of
God”.
Dopo la quarta conferenza USA di Notre Dame del 1970, alla quale partecipano
1300 persone, fu formato negli USA un comitato, che viene chiamato "Comitato di
Servizio del Rinnovamento Carismatico Cattolico", composto in grandissima parte
dai leaders di Notre Dame e Ann Arbor, che avevano gia' fornito servizi su base
nazionale come le conferenze di Notre Dame, il centro di comunicazione e la rivista
"New Covenant". Nel corso di quello stesso anno fu formato anche un comitato
consultivo molto più vasto, costituito da leaders provenienti da tutte le regioni del
paese dove il rinnovamento si era già affermato.
Nel 1970 riceve il battesimo nello Spirito anche suor Nancy Kellar, che sarà poi
responsabile del Rinnovamento carismatico negli USA. Insieme al padre Jim Ferry,
fonderà la prima casa di preghiera carismatica negli USA. Sarà anche testimone
presso il cardinal Suenens riguardo al Rinnovamento Carismatico e ai carismi, mentre
il porporato farà discernimento sull’autenticità di questo movimento.
Sempre nel 1970 padre Ed Riley, un domenicano che operava in Nigeria come
missionario, si trovava negli USA. Due anni prima, quando aveva insegnato a New
Orlwans, aveva sentito parlare da un suo collega, padre Kilian Downey, di un carisma
di “parlare in lingue”. Essendo curioso si sente spinto a partecipare ad un incontro di
preghiera nel Wisconsin e chiede che si preghi su di lui. Il giorno dopo passando
vicino ad una chiesa sente l’impulso di entrare per pregare. Lì fa una meravigliosa
esperienza della presenza di Dio con la consapevolezza profonda del suo amore e
della sua bontà. Da allora in poi rimane forte in lui il desiderio di leggere la Bibbia e
di lodare Dio. Al ritorno in Nigeria parla ai novizi del rinnovamento carismatico.
Il Rinnovamento Carismatico Cattolico viene introdotto in Italia nell’autunno del
1970 da cinque persone (quattro sacerdoti ed una suora) le quali avevano già
conosciuto il Rinnovamento in America. Furono p. Valeriano Gaudet, degli oblati di
Maria Immacolata, missionario canadese che lavorava presso la Casa Generalizia
della sua Congregazione; i padri Paul Condor, Giles Dimock e Terence Keegan, tutti
e tre giovani Domenicani alloggiati all’Angelicum per dare inizio agli studi di
dottorato a Roma; e suor Winifred Corrigan, delle Suore del Cenacolo, venuta a
Roma per studiare spiritualità alla Gregoriana. I tre giovani Domenicani pregavano
insieme già da alcune settimane in una stanza privata all’Angelicum, quando
conobbero p. Val Gaudet e sr. Winifred, e con loro iniziarono un piccolo gruppo di
preghiera. Padre Gaudet aveva vissuto l'esperienza straordinaria con gli studenti
statunitensi che avevano avviato il RCC e aveva ricevuto lui stesso l'effusione dello
Spirito nell'Università di Notre Dame a South Bend, nello stato americano
dell'Indiana. Egli dopo aver fatto l'esperienza in USA, ha poi operato per il RCC in
molte nazioni dei cinque continenti.
Dopo aver peregrinato per vari conventi trovarono un luogo stabile per le loro
riunioni nel convento delle Suore di Gesù Bambino, sulla via Boncompagni. Durante
l’inverno questo gruppo, di lingua inglese, o meglio plurilingue, consisteva in circa
quindici persone, per lo più sacerdoti, seminaristi e suore.
Il padre Joseph Kane OMI, missionario in Perù nel corso dell’anno torna a Montreal
in Canada, passando da Seattle (USA) doce vive l’esperienza del rinnovamento. Al
suo arrivo a Montreal fa conoscere questa esperienza al padre Joseph Takach e ad
altri sacerdoti diocesani (in particolare Paul Sauvé, Bernard MacDonald, Joseph
MacKenty et Michael McKenna). Essi incominciano le prime riunioni carismatiche di
lingua inglese a Montreal. Nello stesso anno torna in canada il padre Jean-Paul
Regimbal. Egli aveva ricevuto l’effusione a Phenix (Arizona), dove era stato
incaricato di organizzare il ministero presso la parrocchia di Santa Teresa. Ciò era
avveuto quando nel corso di un incontro la signora Sandy Winters, un episcopaliana,
gli aveva parlato del “battesimo nello Spirito”. Il padre Regimbal non ne aveva mai
sentito parlare ed era rimasto piuttosto scettico. Tuttavia scorsi con attenzione gli Atti
degli Apostoli, le lettere di Paolo e i documenti del Concilio Vaticano II, quando
aveva incontrato nuovamente la signora si era messo in ginocchio e aveva domandato
l’imposizione delle mani, ricevendo così l’effusione. In seguito era stato condotto a
predicare in California, in Danimarca, in Spagna, in Francia e in Italia. Nel 1970
torna in Canada per assumere la direzione della pensione di Montplaisant a Granby
dove guida i primi incontri carismatici nell’ottobre 1970.
1971

In marzo, in Canada, il padre Regimbal organizza insieme a degli anglicani


(carismatici) il “Ralliement pour le Christ” al Forum e all’oratorio di San Giuseppe a
Montreal. L’invitato principale è David DuPlessis. Dopo questo avvenimento il RCC
è presente in sei zone di Montreal tra i francofoni e a Granby.
La quinta conferenza USA di Notre Dame è definita ormai internazionale: vi
partecipano 5000 persone, tra i quali rappresentanti di 10 paesi stranieri – alcuni
persino dalla Corea e dall’Australia .
Padre Edward O'Connor, professore di teologia a NotreDame, che fu anche tra i
primi partecipanti al rinnovamento in quella università, pubblica sull'argomento un
suo resoconto: "Il movimento pentecostale nella chiesa cattolica".
Il rinnovamento carismatico inizia a svilupparsi all’American College della
importante università di Lovanio in Belgio.
Nell’agosto del 1971 otto membri della comunità “The Word of God” di Ann Arbor,
tra i quali Steve Clark, sentono una chiamata ad una consacrazione a Dio più
profonda e dopo aver pregato e digiunato tengono un ritiro di 10 giorni a Dexter nel
Michigan al termine del quale formularono una alleanza (covenant) scritta e fecero
una prima consacrazione provvisoria. E’ il primo germe di quella che sarebbe
diventata la comunità “Servant of the Word”.
Il 15 ottobre 1971 a South Bend (Indiana) 29 persone stringono un’alleanza e
costituiscono la comunità “People of Praise”
In Nigeria l’interesse suscitato dalle testimonianze di padre Riley portano alla
decisione di tenere una novena di Pentecoste presso la comunità domenicana a
Ibadan. I partecipanti (padre Ed Riley, padre Mathias Walsh, suor Maura ed i frati
Nonye, Calistus Iheme, Gilbert Thesing, Chukwubikem Okpechi, Clement Tyulen,
Jude Mbukanma, John Ekekwe-Nwanze) pregano l’uno per l’altro la sera della
domenica di Pentecoste. Dopo incominciano degli incontri di preghiera ai quali
presto parteciperanno anche persone esterne alla comunità domenicana. Il gruppo si
chiamerà “Glory Bound community”. Diventerà un bacino per la diffusione del
rinnovamento in Nigeria.
In Italia fino alla primavera del 1971 il piccolo gruppo iniziale era sempre di una
quindicina di persone. Uno dei sacerdoti che lo frequentava in quel tempo fu l’allora
Rettore del Pontificio Istituto Biblico, Carlo Maria Martini S.J., che sarà poi
Cardinale di Milano, il quale aveva conosciuto il Rinnovamento durante l’estate del
1970, mentre si trovava per l’insegnamento all’Università di San Francisco.
Accettando l’invito di P.Martini, il p. Francio Sullivan dell’Università Gregoriana
cominciò anche lui a frequentare queste riunioni di preghiera, e quando alcuni mesi
dopo, le suore erano per vendere il convento sulla via Buoncompagni, il Rettore
dell’Università Gregoriana concesse l’uso di una sala di Palazzo Frascara,
dell’Università, per il gruppo di preghiera. Dal mese di maggio al mese di giugno
1971 le riunioni si tennero in una sala al primo piano del Frascara: sala che anni dopo
sarà trasformata in una cappella per gli studenti.
Durante l’estate del 1971, uno dei molti visitatori del gruppo, giunto dal lontano Sri
Lanka (Ceylon), fu p. Oscal Anayaratne, amico di p. Val Gaudet. Dopo aver
conosciuto il Rinnovamento nel gruppo romano andò a visitare un altro suo amico,
don Giancarlo Moretti, parroco di San Mauro Pascoli (provincia di Cesena,
Romagna) sull’Adriatico. Avendo sentito ciò che padre Oscar diceva del
Rinnovamento, don Giancarlo venne a Roma, insieme con un laico, Alberto
Trevisani, parlò con padre Val e lo invitò a San Mauro Pascoli per spiegare il
Rinnovamento ai suoi fedeli. Il risultato fu l’inizio del primo gruppo di linga
italiana del Rinnovamento Carismatico Cattolico: fondato prima del Natale 1971,
non nella Città Eterna, ma nella piccola città di San Mauro Pascoli. Nel giorno
dell’Epifania ci sarà il primo ritiro che darà ufficialmente inizio al gruppo stesso. Il
Padre Oscar successivamente, sempre nel 1971, ha sperimentato il “battesimo nello
Spirito” in Inghilterra ed al ritorno nel suo paese ha dato avvio al primo gruppo di
Rinnovamento nello Sri Lanka.
Nei mesi di novembre e dicembre 1971, il gruppo di lingua inglese a Roma (che
adesso si chiama Lumen Christi), seguiva i seminari di Vita nello Spirito e il giorno
19 dicembre pregava per l’effusione dello Spirito su tutti i suoi membri. Due di
coloro che ricevettero l’effusione in quel giorno furono poi strumenti del Signore,
insieme a padre Val nel fondare altri gruppi di preghiera a Roma. Padre Jean-Marie
Gaude, dei padri Bianchi, insieme a padre Val fonderà il gruppo di lingua francese.
Fred Ladenius, un giornalista olandese che viveva già da molti anni a Roma, insieme
a padre Val, darà origine al primo gruppo italiano.
Il Rinnovamento in Italia nel 1971

Il primo gruppo di Rinnovamento Carismatico in Italia fu avviato dal


missionario canadese P. Valérien Gaudet, appartenente all’ordine degli Oblati
di Maria Immacolata (chiamato dal Signore nel gennaio 1997), che dopo aver
fatto l'esperienza in USA, e aver ricevuto lui stesso l’effusione nell'università
di Notre-Dame a South Bend, nello stato dell’Indiana, ha operato per il RCC
in molte nazioni dei cinque continenti.

A Roma, nell’autunno del 1970 cinque persone, studenti e docenti di varia


nazionalità si riuniscono la domenica e pregano in modo spontaneo. Questo
gruppo di preghiera è inizialmente plurilingue (francese e inglese). Furono p.
Valeriano Gaudet, degli oblati di Maria Immacolata, missionario canadese
che lavorava presso la Casa Generalizia della sua Congregazione; i padri
Paul Condor, Giles Dimock e Terence Keegan, tutti e tre giovani Domenicani
alloggiati all’Angelicum per dare inizio agli studi di dottorato a Roma; e suor
Winifred Corrigan, delle Suore del Cenacolo, venuta a Roma per studiare
spiritualità alla Gregoriana. I tre giovani Domenicani pregavano insieme già
da alcune settimane in una stanza privata all’Angelicum, quando conobbero
p. Val Gaudet e sr. Winifred, e con loro iniziarono un piccolo gruppo di
preghiera.

Fino alla primavera del 1971 il piccolo gruppo iniziale era sempre di una
quindicina di persone. Uno dei sacerdoti che lo frequentava in quel tempo fu
l’allora Rettore del Pontificio Istituto Biblico, Carlo Maria Martini S.J., che sarà
poi Cardinale di Milano, il quale aveva conosciuto il Rinnovamento durante
l’estate del 1970, mentre si trovava per l’insegnamento all’Università di San
Francisco.

Accettando l’invito di P.Martini, il p. Francis Sullivan dell’Università


Gregoriana cominciò anche lui a frequentare queste riunioni di preghiera, e
quando alcuni mesi dopo, le suore erano per vendere il convento sulla via
Buoncompagni, il Rettore dell’Università Gregoriana concesse l’uso di una
sala di Palazzo Frascara, dell’Università, per il gruppo di preghiera. Dal mese
di maggio al mese di giugno 1971 le riunioni si tennero in una sala al primo
piano del Frascara: sala che anni dopo sarà trasformata in una cappella per
gli studenti.

Durante l’estate del 1971, uno dei molti visitatori del gruppo, giunto dal
lontano Sri Lanka (Ceylon), fu p. Oscal Anayaratne, amico di p. Val Gaudet.
Dopo aver conosciuto il Rinnovamento nel gruppo romano andò a visitare un
altro suo amico, don Giancarlo Moretti, parroco di San Mauro Pascoli
(provincia di Cesena, Romagna) sull’Adriatico. Avendo sentito ciò che padre
Oscar diceva del Rinnovamento, don Giancarlo venne a Roma, insieme con
un laico, Alberto Trevisani, parlò con padre Val e lo invitò a San Mauro
Pascoli per spiegare il Rinnovamento ai suoi fedeli. Il risultato fu l’inizio del
primo gruppo di linga italiana del Rinnovamento Carismatico Cattolico:
fondato prima del Natale 1971, non nella Città Eterna, ma nella piccola città
di San Mauro Pascoli, nella parrocchia sita in Piazza Battaglini, 14. Nel giorno
dell’Epifania 1972 ci sarà il primo ritiro che darà ufficialmente inizio al gruppo
stesso. Il Padre Oscar successivamente, sempre nel 1971, ha sperimentato il
“battesimo nello Spirito” in Inghilterra ed al ritorno nel suo paese ha dato
avvio al primo gruppo di Rinnovamento nello Sri Lanka.

Nei mesi di novembre e dicembre 1971, il gruppo di lingua inglese a Roma


(che adesso si chiama Lumen Christi), seguiva i seminari di Vita nello Spirito
e il giorno 19 dicembre pregava per l’effusione dello Spirito su tutti i suoi
membri. Due di coloro che ricevettero l’effusione in quel giorno furono poi
strumenti del Signore, insieme a padre Val nel fondare altri gruppi di
preghiera a Roma. Padre Jean-Marie Gaude, dei padri Bianchi, insieme a
padre Val fonderà il gruppo di lingua francese. Fred Ladenius, un giornalista
olandese che viveva già da molti anni a Roma, insieme a padre Val, darà
origine al primo gruppo italiano.
1972

In Italia la prima riunione del gruppo di lingua francese ha luogo nella Chiesa di San
Luigi dei francesi il giorno 17 gennaio 1972. Il gruppo prenderà il nome di Hosanna,
formato inizialmente da padre Val e padre Jean-Marie, da una decina di suore e da
alcuni fratelli che già avevano dato vita al gruppo inglese. Al gruppo, che all'inizio
pregava ancora in modo "tradizionale" e si riuniva presso le Suore Francescane
Missionarie in via Giusti, vennero invitati anche i coniugi Alfredo Ancillotti e
Jacqueline Dupuy, oltre alla madre di quest'ultima (moglie del console canadese in
Francia), la quale aveva ospitato il sacerdote canadese, amico di famiglia da vecchia
data. Tutti avevano già avuto modo di conoscere la preghiera carismatica
partecipando agli incontri che si tenevano all'Università Gregoriana.
P. Gaudet, insieme a p. Sullivan, ad Alfredo, Jacqueline (focolarina, che tra l’altro
aveva contribuito a far nascere il primo focolare di Parigi), la madre di lei e altre due
persone (il giornalista cattolico di origine olandese Fred Ladenius e Loredana
Santini), pensò di dar vita, il 5 febbraio 1972, ad un nuovo gruppo di preghiera, ma
questa volta di lingua italiana. La prima riunione ebbe luogo nella chiesa parrocchiale
di San Saba, sull’Aventino. Il gruppo ebbe sede dapprima a casa del giornalista Fred
Ladenius (da poco convertito al Cattolicesimo), poi, dato il numero crescente di
partecipanti, nella chiesa romana di "S. Saba" all'Aventino, tenuta dai PP. Gesuiti.
Infine, l’anno successivo, presso le suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue, in via
Beata Maria de Mattias. Il gruppo italiano di cattolici "carismatici" prende il nome di
Gruppo Emanuele.
L’11 febbraio Pierre Goursat, Martine Laffitte-Catta, il P. Caffarel ed altri fondano in
Francia a Parigi la “Communauté de l’Emmanuel”.
Alla conferenza USA di Notre Dame partecipano 11000 persone di 16 paesi. E’
presente anche Brian Smith (Australia) che incontra Ralph Martin.
Difusione del rinnovamento in Irlanda, Francia, Giappone, India, Nuova Guinea e
altri paesi.
Il mese di giugno padre Val Gaudet, il quale era stato missionario per molti anni in
Bolivia e perciò parlava spagnolo oltre che francese, inglese ed italiano, fonda
sempre a Roma, il gruppo di lingua spagnola, che troverà ospitalità nel convento delle
suore di Maria Riparatrice, in piazza dei Lucchesi. Il gruppo si chiamerà Esperanza.
Sempre nello stesso anno nasce il gruppo Maranathà, di lingua tedesca, a palazzo
Frascara.
Da questo momento è un fiorire di gruppi in tutte le regioni d’Italia.
Alla fine del 1972 la rivista “New Covenant” viene inviata ad abbonati di circa 90
paesi.
Verso la fine del 1972 i leaders del movimento negli Stati Uniti costituirono un
ufficio internazionale per le comunicazioni (ICO), con sede in Ann Arbor e
direttore Ralph Martin. In pratica inizialmente l’ICO non era niente di più che la
scrivania di Ralph Martin ad Ann Arbor, che manteneva i contatti internazionali.
Nel novembre 1972 padre Francis McNutt, domenicano, visitò il sobborgo “El
Minuto de Dios” a Bogotà, in Colombia. Il fondatore di quest’opera, padre Rafael
Garcia Herreros, aveva ricevuto nel 1967 il “Battesimo nello Spirito” ma cercava il
modo di condividere la sua esperienza con i membri della sua parrocchia. Il padre
McNutt propose di tenere una riunione di quattro sacerdoti che vivevano l’esperienza
dello Spirito in diversi sobborghi popolari dell’America Latina ed il padre Herreros
accettò di ospitare questa riunione che si sarebbe tenuta a Bogotà l’anno successivo.
L’idea iniziale era di procurare un interscambio di pareri sull’edificazione delle
comunità cristiane nei sobborghi pveri delle città mediante i doni dello Spirito Santo
e riflettere su come si potesse esprimere l’esperienza pentecostale negli ambienti
culturali cattolici.
Il Rinnovamento in Italia nel 1972

Il gruppo di preghiera plurilingue ed ecumenico, che si riuniva nell’aula


magna della Gregoriana, già nel 1972 cominciò a differenziarsi e a
suddividersi secondo la lingua. In particolare Padre Valeriano Gaudet decise
di fondare nel gennaio 1972, un piccolo gruppo di preghiera di lingua
francese (Hosanna), formato inizialmente da un altro sacerdote, da una
decina di suore e da alcuni fratelli che già avevano dato vita al gruppo
plurilingue che ontinuerà solo come gruppo inglese alla Gregoriana, con il
nome di Lumen Christi.

Al gruppo francese, che all’inizio pregava ancora in modo “tradizionale” e si


riuniva presso le Suore Francescane Missionarie in via Giusti, vennero invitati
anche i coniugi Alfredo Ancillotti e Jacqueline Dupuy, oltre alla madre di
quest’ultima, la quale aveva ospitato il sacerdote canadese, amico di famiglia
da vecchia data. Tutti avevano già avuto modo di conoscere la preghiera
carismatica partecipando agli incontri che si tenevano all’Università
Gregoriana.

Nel 1972 nascevano a Roma altri gruppi di preghiera: Esperanza, di lingua


spagnola, che si riuniva nella casa delle Ancelle Adoratrici, in
piazza dei Lucchesi, e Maranathà, di lingua tedesca, a palazzo Frascara.
1973

A Granby in canada le serate di preghiera carismatica radunano ogni volta oltre 1000
persone, con gente che viene apposta in autobus da Cornwall, Ottawa, da Vermont e
dai tre fiumi. Nell’estate si tiene un grande congresso carismatico alla Loyola
University a Montreal. A partire da questo momento lo sviluppo del RCC nel Canada
cresce considerevolmente. Il padre Jacques Custeau SJ organizza un servizio centrale
per i gruppi.
Su richiesta dei vescovi dell’Ontario viene costituito il Catholic Charismatic Renewal
Services of Ontario (CCRSO).
Ha luogo a Bogotà in Colombia dal 19 al 21 febbraio la riunione proposta dal padre
McNutt ma non ci sono solo quattro sacerdoti, bensì ben 23 leaders di otto paesi
latino-americani e la riunione prende il nome di ECCLA I (Encuentro carismatico
catolico latino americano). Le riunioni si realizzarono con momenti caratterizzati da
intensa preghiera conseguendo una visione comune per il continente americano.
Queste riunioni si ripeteranno ogni anno. Obiettivo dell’ECCLA è: favorire il mutuo
riconoscimento dei responsabili del rinnovamento carismatico nell’America Latina;
interscambio di esperienze personali e comunitarie; approfondimento di tematiche
connesse con il RC; discernimento della volontà di Dio per il RCC; crescita del
rinnovamento in tutto il continente; manifestazione dell’unità dei cristiani per la forza
dello Spirito Santo; indicare le linee di azione per i gruppi. Si decide di istituire un
centro di comunicazione. Da allora il rinnovamento si è espanso in tutti i paesi
dell’america latina, alcuni dei quali sono da annoverare come le aree più fiorenti del
rinnovamento carismatico cattolico nel mondo.
Alla Conferenza di Notre Dame partecipano più di 20000 persone tanto che le
assemblee generali devono tenersi allo stadio di calcio. Circa 500 sacerdoti
concelebrano l’eucaristia finale presieduta dall’arcive scovo canadese James Hayes,
mentre l’omelia viene dettata da un cardinale belga, Leon Joseph Suenens. Lo stesso
cardinale nel suo libro “Lo Spirito Santo Nostra Speranza” che scriverà in seguito,
ricorderà l’ovazione dei venticinquemila presenti quando un oratore sottolineò il
desiderio di tutti di vivere in stretta comunione con i pastori della Chiesa.
La Conferenza di Notre Dame può essere considerata un vero e proprio Primo
Convegno internazionale del movimento, per il numero di paesi rappresentati. Dopo
la Conferenza di Notre Dame l’ICO convoca, sempre a Notre Dame,.una prima
riunione speciale di 200 leaders di 25 paesi diversi ove viene deciso di indire una
vera e propria conferenza internazionale. Viene scelta come località Grottaferrata, in
un istituto di suore appena oltre i confini della diocesi di Roma. C’era infatti molto
nervosismo per una Conferenza dei Responsabili Carismatici proprio a Roma.
In quest’anno il RCC giungerà anche in Spagna, quasi contemporaneamente a
Barcellona, Tolosa e Salamanca. Poco più tardi apparirà il primo gruppo a Madrid.
Il 25 maggio a Montpellier (Francia) Ephraïm Croissant – un ex pastore protestante
francese convertitosi al cattolicesimo – la moglie Josette, Jean-Marc e Mireille
fondano la Comunità “Léon de Juda et Agneau Immolé” che successivamente
prenderà il nome di Comunità delle beatitudini. Si tratta di una comunità di vita
residenziale contemplativa e missionaria che vive il carisma di Santa Teresa del
bambin Gesù di Lisieux.
La Comunità Chemin Neuf nasce nel 1973 a Lione, in Francia, da un gruppo di
preghiera del Rinnovamento Carismatico, per iniziativa del sacerdote gesuita Laurent
Fabre. La Comunità è riconosciuta lo stesso anno dall’Arcivescovo di Lione. In
Francia il Rinnovamento Carismatico si svilupperà più attraverso queste nuove
comunità di alleanza che per mezzo dei gruppi di preghiera.
Il primo vero evento internazionale ICO è la Conferenza internazionale dei leaders
tenutasi a Grottaferrata (Roma) dall’8 al 12 ottobre 1973 – Partecipano 120
delegati cattolici e 6 osservatori protestanti (incluso il canonico anglicano Michael
Harper) e sono rappresentati 34 paesi.
Su richiesta dello stesso cardinale Suenens dopo l’udienza generale del mercoledì, il
papa Paolo VI riceve in udienza privata 13 dei convegnisti di Grottaferrata
accompagnati dall’arcivescovo di Halifax (Canada) Mons. Hayes, e dal vescovo
americano Mons. McKinney, e rivolge loro parole di incoraggiamento. Paolo VI
ricevette i responsabili con benevolenza e, nella comune sorpresa, anche se non fu
menzionalo all’udienza generale, estrasse dall’astuccio del suo assistente capo un
breve testo preparato per loro, che è stato pubblicato. “Noi rivolgiamo ora una parola
ai congressisti di Grottaferrata. Ci rallegriamo con voi, cari amici, del rinnovamento
di vita spirituale che si manifesta oggi nella Chiesa, sotto forme differenti e in
ambienti diversi. In questo rinnovamento appaiono alcune note comuni: il gusto di
una preghiera profonda, personale e comunitaria, un ritorno alla contemplazione e un
accento posto sulla lode di Dio, il desiderio di darsi totalmente al Cristo, una grande
disponibilità ai richiami dello Spirito Santo, un contatto più assiduo con la Scrittura,
una grande dedizione agli altri, la volontà di recare un contributo ai servizi della
Chiesa. In tutto questo possiamo riconoscere l'opera misteriosa e discreta dello
Spirito, che è l'anima della Chiesa. La vita spirituale consiste prima di tutto
nell'esercizio delle virtù della fede, della speranza e della carità. Essa trova il suo
fondamento nella professione di fede, che è stata affidata ai pastori della Chiesa
perché la mantengano intatta e l'aiutino a svilupparsi in tutte le attività della comunità
cristiana. La vita spirituale dei fedeli dipende dunque dalla responsabilità pastorale
attiva di ciascun vescovo nella propria diocesi. È particolarmente opportuno
ricordarlo in presenza di questi fermenti di rinnovamento che suscitano tante
aspettative. D'altronde, anche nelle migliori esperienze di rinnovamento, la zizzania
può mescolarsi al buon grano. È indispensabile anche un'opera di discernimento: essa
appartiene a coloro che hanno la responsabilità nella Chiesa: «Spetta loro,
specialmente, di non spegnere lo Spirito, ma di provare tutto e di ritenere ciò che è
buono» (cfr. 1 Ts 5,12 e 19-21). Cosi progredisce il bene comune della Chiesa al
quale sono ordinati i doni dello Spirito (cfr. 1 Cor. 12,7).” Aggiunse a voce che
comprendeva le difficoltà alle quali erano sottoposti in quel periodo e promise di dire
Messa per loro. Indicò poi l’arcivescovo Hamer o.p. come personale contatto che
poteva essere utilizzato per raggiungerlo senza dover passare per altri uffici del
Vaticano. Quando ciascuno gli venne presentato, li salutò molto cordialmente e
sembrò apprezzare e comprendere quello che facevano. Paolo VI era un uomo capace
di penetrare in profondità nello spirito di chi incontrava.
In Italia il gruppo italiano “Emmanuele” si trasferisce presso le suore adoratrici
del Preziosissimo Sangue, in via Beata Maria de Mattias. Questo gruppo italiano fu
come la cellula generatrice di molti altri gruppi in Italia.
A novembre dall'Emanuele, gia' numeroso, si stacco' il gruppo che prese il nome di
Maria e comincio' a riunirsi in altra casa delle Religiose del Preziosissimo Sangue,
via S.Giovanni Laterano 77, a Roma. Due sembrano essere state le ragioni del
distacco del gruppo Maria dal gruppo Emanuele: il desiderio di fare da sè, che
animò i coniugi Alfredo e Jacqueline Ancillotti; e un certo malcontento in alcuni per
l'atteggiamento di un olandese da poco convertito al cattolicesimo, Fred Ladenius,
rimasto con una mentalità di contestazione della Gerarchia, alla devozione a Maria e
alla presenza del Crocifisso nelle aule di preghiera. C’erano inoltre divergenze
d'opinione riguardo all'apertura di gruppi carismatici "misti", formati cioè da cattolici
e protestanti insieme (com'era già avvenuto in alcune comunità negli Stati Uniti),
Alfredo e Jacqueline, desiderando rispettare l'ortodossia cattolica, decisero di
abbandonare il gruppo per dare inizio a una nuova e più grande esperienza nello
Spirito: appunto il Gruppo Maria. E fu proprio il desiderio di una maggiore
ortodossia cattolica l’incentivo a porre al nuovo gruppo precisamente il nome di
Maria.
Nel 1973 la signora Ena Casareto Dal Verme, che può essere definita la decana del
Rinnovamento di Genova, in un ritiro in Francia, a Troussures, con Padre Caffarel,
sperimenta il “battesimo nello Spirito” e, tornando a Genova riunisce in casa sua
alcune persone a pregare, ma solo tre anni più tardi trasferirà il gruppo nella
parrocchia di S. Nicola.
Nel 1973 tre diverse persone, che poi daranno inizio alla Comunità “Servi di Cristo
Vivo” nella Repubblica Dominicana, fanno esperienza personale del’amore di Dio:
a gennaio Marìa Armenteros, alla fine di luglio padre Emiliano Tardif (viene guarito
in Canada da tubercolosi polmonare acuta attraverso la preghiera di alcuni fratelli del
Rinnovamento) e alla fine dell’anno Evaristo Guzmàn (che inizia ad assistere un
gruppo di preghiera a Nagua, Repubblica Dominicana)
Il padre Tardif, Missionario del Sacro Cuore, aveva avuto numerosi incarichi
importanti nella sua Congregazione (professore al Seminario missionario di Las
Matas, direttore di una rivista e superiore provinciale della Congregazione fino al
1973, nonché presidente della Conferenza dei Religiosi CONDOR). Aveva lavorato
nei Cursillos di Cristianità e nel Movimento familiare Cristiano. Dopo la sua
guarigione scrive al suo superiore: l’anno che doveva passare in ospedale per il
trattamento della sua malattia l’avrebbe trascorso a studiare il Rinnovamento
carismatico in Canada e negli USA. In questo tempo avrà l’opportunità di visitare i
centri più importanti a Quebec, Pittsburgh e Notre Dame.
Il Rinnovamento in Italia nel 1973

P. Gaudet, insieme a p. Sullivan, ad Alfredo, Jacqueline, la madre di lei e


altre due persone (il giornalista cattolico di origine olandese Fred Ladenius e
Loredana Santini), pensò di dar vita ad un nuovo gruppo di preghiera, ma
questa volta di lingua italiana. Esso ebbe sede dapprima a casa del
giornalista Fred Ladenius (da poco convertito al Cattolicesimo), poi, dato il
numero crescente di partecipanti, nella chiesa romana di “S. Saba”
all’Aventino, tenuta dai PP. Gesuiti. Infine presso le suore Adoratrici del
Preziosissimo Sangue, in via Beata Maria de Mattias. Il gruppo italiano di
cattolici “carismatici” prese il nome di Gruppo Emanuele.
Questo gruppo italiano fu come la cellula generatrice di molti altri gruppi.
Primo fra tutti, come vedremo, il Gruppo "Maria" che, a sua volta, diede
origine a molti gruppi omonimi.

Nell’ottobre del 1973, a Grottaferrata, si tiene l’incontro internazionale dei


responsabili del Rinnovamento Carismatico mondiale. Alcuni leaders
vengono ricevuti in udienza, per la prima volta, da Sua Santità Paolo VI. Nel
novembre dello stesso anno, in seguito a divergenze d’opinione riguardo
all’apertura di gruppi carismatici “misti”, formati cioè da cattolici e protestanti
insieme (com’era già avvenuto in alcune comunità negli Stati Uniti), Alfredo e
Jacqueline decisero, desiderando rispettare l’ortodossia cattolica, di
abbandonare il gruppo per dare inizio a una nuova e più grande esperienza
nello Spirito: il Gruppo Maria.

Fondamentalmente due sembrano essere state le ragioni del distacco del


gruppo “Maria” dal gruppo “Emmanuele”: il desiderio di fare da sé, che animò
i coniugi Alfredo e Jacqueline Ancillotti e il malcontento in alcuni per
l’atteggiamento di Fred Ladenius, un olandese da poco convertito al
cattolicesimo, rimasto con una mentalità di contestazione alla Gerarchia, alla
devozione a Maria e alla presenza del Crocifisso nelle aule di preghiera. Il
desiderio di una maggiore “ortodossia” cattolica fu incentivo a porre al nuovo
gruppo precisamente il nome “Maria”.

Quest’ultimo, che inizialmente si riuniva nella palestra e nella sala dell’asilo


delle Suore Pallottine vicino piazza Navona, in via dell’Anima, si espanse ben
presto a macchia d’olio fino ad arrivare a ottantadue “gruppi” sparsi in tutta
Italia. Il Gruppo Maria aveva avuto l’appoggio del Cardinale Ugo Poletti.
Centinaia di persone, di volta in volta, si recavano a Roma per ricevere
l’effusione dello Spirito, dopo aver frequentato un corso “accelerato” di
quattro giorni.
1974

Nel gennaio 1974 cinque fratelli della originaria comunità “Word of God” di Ann
Arbor, tra i quali Steve Clark, dopo un ritiro nel monastero trappista di Genesee nello
stato di New York, fanno una consacrazione definitiva con voti di povertà, castità ed
obbedienza e di vivere una vita comunitaria. L’anno successivo la giovane fraternità
prenderà il nome di “Servant of the Word”.
Un particolare interessante – e poco noto – riguarda il tentativo di David Wilkerson,
l’autore pentecostale le cui opere erano state lette con più entusiasmo dai primi
carismatici cattolici, di staccare il rinnovamento cattolico nascente dalla Chiesa di
Roma comunicando ai suoi leader una sua “visione” o rivelazione privata contro le
“denominazioni”, in cui lo Spirito gli rivela che se i cattolici che avevano
sperimentato la glossolalìa rimarranno all’interno della Chiesa romana saranno
perseguitati. Questo tentativo non ha alcun successo; Ralph Martin – che pure
ammette di essere stato profondamente influenzato dagli scritti e dal ministero di
Wilkerson – risponde che “lo spirito di indipendenza” (dalle Chiese e dalle
denominazioni) costituisce al contrario “uno degli elementi meno salubri che il
pentecostalismo tradizionale ha portato come contributo al cristianesimo” (“David
Wilkerson’s Vision”, New Covenant, n. 3, gennaio 1974, pp. 11-12).
Nasce a Poitiers, in Francia, la Communauté Chrétienne de Formation, sulla scia
del Rinnovamento Carismatico Cattolico e per iniziativa di Jean-Michel Rousseau, un
giovane laico sposato. Originariamente è finalizzata alla formazione cristiana di
giovani adulti ed in seguito prenderà il nome di Fondacio.
A giugno VII Congresso Nazionale USA a Notre Dame (considerato un Secondo
Congresso Internazionale in quanto i partecipanti venivano da 35 paesi in tutto il
mondo) al quale partecipano 30000 persone. C’erano circa 700 sacerdoti ed una
quindicina di vescovi. Vi partecipa anche il cardinale Suenens. Memorabile è la
prima preghiera di guarigione tenuta in una grande assemblea (veniva chiamata
servizio di guarigione): la preghiera viene tenuta da padre Francis McNutt, Bob
Cavnar, padre Tom Forrest, padre Michael Scanlan, suor Briege McKenna, e Barbara
Shlemon. Nello stadio ci furono molte guarigioni (compreso una donna totalmente
cieca che recuperò completamente la vista). Il padre McNutt era stato tra quelli che
avevano insistito sulla centralità delle guarigioni nel Vangelo cercando di rompere i
tabù sul carisma di guarigione che erano particolarmente presenti in ambito cattolico.
Ed infatti prima di allora nel Rinnovamento la preghiera per la guarigione veniva
effettuata solo a livello individuale e non in assemblee. Se si pregava per la
guarigione in un gruppo carismatico, gli animatori di solito mettevano una grande
enfasi su lode, adorazione, testimonianze ed insegnamento e veniva lasciato uno
spazio molto ridotto alla fine dell’incontro per una breve preghiera. Dopo questa
Conferenza di Notre Dame le cose cambieranno e nelle grandi Conferenze verranno
previsti regolarmente momenti di preghiera per le guarigioni, più o meno prolungati.
Incoraggiato dall’accoglienza che c’era stata a Roma l’anno prima e dalla rapida
crescita nel 1974 del rinnovamento in tutto il mondo, l'ICO prende l'ardita decisione
di organizzare un congresso internazionale a Roma durante il 1975, anno dichiarato
santo dal Papa; un anno di speciali pellegrinaggi a Roma.
Documento di Malines n. 1 - Un gruppo di studio internazionale promosso dal
Cardinal Leòn Joseph Suenens, Arcivescovo di Malines-Bruxelles e Primate del
Belgio, con la consulenza dei più esperti teologi René Laurentin e Michael Hurley s.j.
e i Cardinali Avery Dulles s.j., Yves Congar o.p., Walter Kasper e Joseph Ratzinger,
dal 21 al 26 maggio 1974 fece il punto della situazione sul “Rinnovamento
Carismatico” che vide una improvvisa e rapida espansione dopo la chiusura del
Concilio Vaticano II. Il testo definitivo del Colloquio, elaborato da Padre Kilian Mc
Donnel, osb e dagli altri membri dell’equipe internazionale riunita a Malines, è stato
sottoscritto da ciascuno di loro: P. Carlos Aldunate s.j. (Cile), P. Salvator Carrillo,
MSPS (Messico), Ralph Martin (Stati Uniti), S.E. Mons. Albert de Monleon, o.p.
(Francia), P. Kilian Mc Donnell, osb (Stati Uniti), P. Heribert Mühlen (Germania),
Veronica O’Brien (Irlanda) e Kevin Ranaghan (Stati Uniti). Facevano parte del
Colloquio anche il teologo P. Paul Lebeau s.j. e Marie-André Houdart osb (Belgio),
con funzioni di segretari e traduttori. Nell’offrire una risposta ai quesiti di ordine
teologico e pastorale che più frequentemente il Rinnovamento poneva all’epoca, il
Cardinal Suenens diede al Movimento Carismatico un occasione unica per esprimere
meglio la sua ricchezza apportatrice. Il Documento n. 1 di Malines fu proposto come
un tentativo di risposta ai principali problemi teologico-pastorali sollevati dal
rinnovamento carismatico e dalla sua integrazione nella vita normale della Chiesa.
In Canada i leaders desiderano che ci sia un primo incontro per il rinnovamento di
lingua francofona. A giugno all’Università Laval a Québec si tiene questo convegno
che raduna tra le 6000 e le 8000 persone.
A Bogotà in Colombia si ha l’ECCLA 2. In Brasile viene realizzato il primo
congresso del RCC, con l’aiuto di padre Silvestre Scandian.
Nella Repubblica Dominicana il Padre Emiliano Tardif, tornato guarito dal Canada,
comincia a alavorare a Nagua e Pimentel. Si impegna a formare gruppi di preghiera e
a poco a poco insieme ad Evaristo Guzman forma una equipe di predicazione. La sua
predicazione sarà accompagnata da numerose testimonianze di guarigione. Presto si
manifesterà anche un carisma profetico particolare, che verrà chiamato “parola di
conoscenza”.
Veniamo alla storia del rinnovamento in Italia nel 1974.
Per quanto riguarda la Sicilia nel luglio 1974 Franco Riccobono di Palermo, venuto a
conoscenza del gruppo Emmanuel, si reca a Roma, dove riceve la prima preghiera di
Effusione .Durante l’estate Pia Vella, sempre di Palermo, viene a contatto con un
gruppo pentecostale tollerato dalla autorità ecclesiastica locale, nel quale si facevano
preghiere carismatiche.
Non molto dopo la formazione del Gruppo Maria, Fred Ladenius lasciava
l'Emanuele e l'Italia trasferendosi a Bruxelles, dove diresse una rivista plurilingue:
La Voce, per conto di un gruppo americano protestante detto degli “Uomini d'affari
del pieno Vangelo” (gruppo pentecostale appartenente alla “seconda ondata”). Il
programma e' cristiano, ma non cattolico, in quanto nel “pieno Vangelo” non c'e'
posto per la chiesa-istituzione e per l'Eucaristia.
Il gruppo Maria, che inizialmente si riuniva nella palestra e nella sala dell'asilo delle
Suore Pallottine vicino piazza Navona, in via dell'Anima, si espanse ben presto a
macchia d'olio fino ad arrivare a ottantadue "gruppi" sparsi in tutta Italia. Il Gruppo
Maria aveva avuto l'appoggio del Cardinale Ugo Poletti. Centinaia di persone, di
volta in volta, si recavano a Roma per ricevere l'effusione dello Spirito, dopo aver
frequentato un corso "accelerato" di quattro giorni.
Nel 1974 viene pubblicato dalle edizioni Paoline il libro “L’ora dello Spirito
Santo” di Serafino Falvo, sacerdote italiano che aveva conosciuto il rinnovamento
facendo il cappellano su una nave per crociere in america. Il testo è molto divulgativo
e pratico, e sarà uno strumento che porterà molte persone a conoscere e ad avvicinarsi
al Rinnovamento carismatico, anche se in questo libro è un po’ esasperato il rapporto
tra la profonda crisi odierna e il Rinnovamento che giunge a sanare tutto.
In ottobre riceve il battesimo nello Spirito il padre Ricardo Argañaraz, che nel 1969
con altri due sacerdoti suoi amici, don Sante Babolin e don Giuseppe Ruaro, aveva
fondato la “fraternità presbiterale di vita contemplativa” nella località Ronchi di
Villafranca (PD). Ha una forte esperienza del dono delle lingue.
Il 14 dicembre 1974 a Torino, al centro La Salle, due coniugi francesi (coniugi
Canova), presentano la loro esperienza. Erano venuti in Piemonte mossi dallo Spirito
Santo. Il loro gruppo, in preghiera, aveva avuto da una profezia l'invito a portare il
fuoco dello Spirito a Torino. Per questo compito la sorte cadde sui coniugi Canova i
quali si misero in viaggio in modo evangelico, senza punti di riferimento, senza
sicurezze, con la sola certezza che lo Spirito li avrebbe guidati. Giunti a Torino,
mentre pensavano alle realtà ecclesiali esistenti, quali il Cottolengo, l'Ausiliatrice o
altre, si imbatterono in un religioso svizzero delle Scuole Cristiane, Fratel Joseph, che
aveva una grande voglia di conoscere i carismatici. Alla riunione al centro la Salle
parteciparono anche alcuni rfratelli dei nascenti gruppi Alleluja e Maria di Torino
1975

In Sicilia nei primi mesi del 1975 un gruppo di fedeli che frequentava l’apostolato
della sofferenza, cominciò a radunarsi nella casa di Pia Badalamenti in Carini, Questo
gruppetto di quindici persone seguiva l’indirizzo di Fred Ladenius. Vi partecipavano
Franco e Maria Riccobono, Pia Vella, Ninetta Catalano Franco Cavallaio, Padre
Matteo La Grua, Cesare Curcio con la madre Pina ed altri. Fu iniziato un seminario in
preparazione alla preghiera di Effusione, condotto secondo un criterio cattolico con la
presenza di un sacerdote del luogo, Padre Finazzo. Il 5 maggio giungerà Fred
Ladenius che invocherà l’Effusione su una trentina di persone tra cui Padre Matteo
La Grua. A settembre alcuni di loro si recheranno a Roma presso le suore Passioniste
per frequentare un corso regolare e per conoscere meglio il Rinnovamento
Carismatico.
Il 28 aprile 1975 i vescovi canadesi, dopo la loro riunione tenutasi dal 4 al 18 aprile,
pubblicano un messaggio molo positivo sul “Rinnovamento Carismatico”, più ricco
teologicamente di quello della Conferenza episcopale USA, nel quale vengono anche
evidenziati alcuni possibili rischi. E’ il documento più importante finora emanato
dalla gerarchia, per la profondità dell’analisi e per la sicurezza della dottrina. Viene
tra l’altro messo in luce l’apporto che il Rinnovamento può dare alla vita della Chiesa
nel loro paese.
Nel 1975 l’arrivo della Communauté de l’Emmanuel a Paray-le-Monial, luogo delle
apparizioni del Cuore di Gesù, segna una tappa importante della sua storia e l’inizio
della sua diffusione a livello internazionale.
La Comunità “Léon de Juda et Agneau Immolé” si trasferisce a Cordes.
Il secondo evento organizzato dall’ICO è il Congresso internazionale del
rinnovamento carismatico cattolico con 10000 partecipanti, svoltosi a Roma dal 16
al 19 maggio 1975 in occasione dell’Anno Santo. Subito prima dell’apertura del
congresso si tiene una seconda conferenza internazionale dei leaders: 220 da 50 paesi.
Il congresso (che venne allora definito come il terzo congresso internazionale del
rinnovamento carismatico cattolico dopo i due tentuti a South Bend) fu memorabile
per diverse ragioni: i relatori, il supporto continuo del Cardinale Leon Joseph
Suenens, il Vescovo McKenney dalle Grandi Rapide, nel Michigan, il fatto che si
svolse sui gradini delle catacombe di San Callisto. Non c’è modo di far comprendere
l’euforia dei presenti quando si danzava con gioia sui prati del Monastero tra i
papaveri selvatici che erano in mezzo ai fiori. Ricordava lo spirito di Francesco e
Chiara all’inizio del Rinnovamento del Tredicesimo secolo e la fondazione della
Famiglia Francescana. Durante la conferenza del lunedì di Pentecoste, i 13.000
delegati si radunarono nella basilica di S.Pietro per la celebrazione della santa messa.
Al Cardinale Suenens fu concesso il privilegio di essere il celebrante e di usare
l’altare papale per l’occasione, un evento raro a Roma. Alla conclusione
dell’Eucarestia, mentre si aspettava l’arrivo del Santo Padre, si innalzarono canti e
preghiere di lode a Dio.
Durante questa celebrazione ci furono anche alcune profezie pronunciate per lo più
da profeti della comunità Word of God, che sono state oggetto di discussioni e
polemiche negli anni successivi. Si riportano di seguito:
“Poiché vi amo, voglio mostrarvi quello che sto facendo nel mondo oggi. "voglio
prepararvi per quello che avverrà. Giorni di tenebra stanno per abbattersi sul
mondo, giorni di tribolazione. Edifici che ora sono saldi non saranno più. Sostegni
che ora ha il mio popolo, non saranno più. Voglio che tu sia preparato popolo mio,
che tu conosca solo me. che tu mi sia fedele, che tu mi conosca in modo più
profondo. Ti porterò nel deserto. Ti spoglierò di tutto quello da cui ora dipendi -
affinché tu dipenda solo da me. Un tempo di oscurità sta calando sul mondo, ma un
tempo di gloria sta arrivando per la mia chiesa, un tempo di gloria sta arrivando per
il mio popolo. Riverserò su di te tutti i doni del mio spirito, ti preparerò per il
combattimento spirituale. Ti preparerò per un tempo di evangelizzazione che il
mondo non ha mai visto. E quando tu non avrai nient'altro che me tu avrai tutto:
terra, campi, case e fratelli e sorelle, amore, gioia, pace, molto di più di quanto tu
abbia mai avuto prima. tieniti pronto popolo mio, ti voglio preparare...”.
“Popolo mio, vi parlo all'alba di una nuova era per la mia Chiesa. Vi parlo di un
giorno che non è stato visto prima..... Preparatevi per me, preparatevi per l'azione che
comincio ora, perché le cose che vedete intorno a voi cambieranno. Il combattimento
che dovrete sostenere ora è diverso, è nuovo. Vi occorre sapienza, la mia sapienza,
che non avete ancora. Vi occorre la potenza dei mio santo spirito, in una maniera che
non avete mai posseduto. Avete bisogno di capire la mia volontà, ii modo con cui
opero che vi è' ancora sconosciuto. Aprite i vostri occhi! Aprite le vostre orecchie!
Aprite i vostri cuori! Preparatevi per me e per il giorno che io inizio adesso. La mia
chiesa sarà differente, il mio popolo sarà diverso. Difficoltà e prove si abbatteranno
su di voi. Il conforto che conoscete ora vi sarà tolto, ma il conforto che avrete sarà la
consolazione del mio santo Spirito. Vi cercheranno per togliervi la vita, ma io vi
sosterrò . venite a me. Stringetevi a me, uniti, compatti. Preparatevi, poiché io
proclamo un nuovo giorno, un giorno di vittoria e di trionfo per il vostro Dio. Ecco è
già cominciato”.
“Rinnoverò la mia Chiesa. Rinnoverò il mio popolo. Farò del mio popolo un solo
popolo. Vi chiamo affinché lasciate i piaceri del mondo. Vi chiamo affinché 'lasciate i
desideri del mondo. Vi chiamo affinché lasciate di cercare l'approvazione del mondo,
nella vostra vita. Voglio trasformare la vostra vita. Ho una parola per la mia Chiesa,
sto rafforzando la mia chiamata. sto formando una grande armata, la mia potenza e'
su di loro, seguiranno il pastore che io ho scelto. siate i pastori che io ho chiamato ad
essere... Sto rinnovando il mio popolo, rinnoverò la mia chiesa. libererò il mondo”.
“In questi giorni avete conosciuto la verità. Avete fatto esperienza della verità, in
questi giorni. In questo momento vi e’ chiaro che cosa sia la verità. E' la verità del
mio Regno, il mio Regno che prevarrà. Voglio che facciate vostra questa verità, che
rimaniate nella verità, che crediate nella verità. Non compromettetela, non perdetela
nella confusione, non ne siate intimiditi, ma rimanete nell'amore con semplicità,
rimanete semplicemente, fermamente radicati nella verità quali pietre di fondamenta
sulle quali la mia Chiesa possa avere vita nuova e potenza nuova."
Finalmente, Paolo VI arrivò tra grandi acclamazioni. Gli era stato consigliato di non
partecipare al nostro incontro, dal momento che questo non avrebbe fatto altro che
rinforzare il movimento del Rinnovamento Carismatico nel mondo. Tuttavia, egli fu
toccato dall’atmosfera di preghiera, lode e adorazione che poté vedere nella Basilica.
Uno dei primi gesti che fece entrando fu quello di prendere la mano del Cardinale
Suenens e tenerla alta in segno di conferma di quanto fatto. Poi indirizzò il suo
discorso nel quale ha detto, tra l’altro “Potrebbe dunque, questo «rinnovamento
spirituale», non costituire una «chance» per la Chiesa e per il mondo? E non dovrà
prendere, appunto per questo, tutti i mezzi per rimanerlo?”. Poi ha parlato dei tre
punti di discernimento che dovevano essere usati nel Movimento. La prima delle
linee guida era la fedeltà all’autentica dottrina della fede, 1 Cor. 1-3; la seconda era
che tutti i doni spirituali devono essere ricevuti con gratitudine per il bene comune,
come la costruzione della Chiesa e della società; il terzo, e più importante di tutti, era
il primato dell’amore. Solo l’amore nella carità, l’agape, rende il Cristiano perfetto.
Questo solo rende le persone gradite a Dio. Questo amore non solo presuppone un
dono dello Spirito ma implica l’attiva presenza della Sua persona nel cuore del
cristiano. S.Paolo dice in Gal. 5, 22 che il frutto dello Spirito è l’amore. Quindi tutti
devono essere un solo cuore e una sola anima, Atti 4, 32. Nel discorso ai partecipanti
Paolo VI, tra l'altro, ebbe modo di affermare: "In un mondo simile, sempre più
secolarizzato, nulla è più necessario della testimonianza di questo "rinnovamento
spirituale" che vediamo suscitato dallo Spirito Santo nelle regioni e negli ambienti
più diversi. Le sue manifestazioni sono molteplici: comunione profonda delle anime,
contatto intimo con Dio nella fedeltà agli impegni presi nel Battesimo, in una
preghiera spesso comunitaria in cui ciascuno, esprimendosi liberamente, aiuta,
sostiene, nutre la preghiera degli altri; e, alla base di tutto, una convinzione
personale che non deriva unicamente da un insegnamento, ma anche da una certa
esperienza vissuta, e cioè che senza Dio l'uomo non può nulla, e che invece con Lui
può tutto: di qui il bisogno di lodarlo, di ringraziarlo, di celebrare le meraviglie che
Egli opera ovunque intorno a noi e dentro di noi".Alla fine concluse con alcune
parole in italiano: “Carissimi, mi sia consentito di aggiungere anche una parola in
lingua italiana; anzi due parole, una per voi del pellegrinaggio carismatico e un'altra
per gli altri pellegrini che sono occasionalmente presenti a questa grande assemblea.
E la prima per voi: riflettete sul binomio che forma la vostra definizione, - -
rinnovamento spirituale —. Dove entra lo Spirito noi siamo subito attenti, subito
felici di salutare la venuta dello Spirito Santo; anzi, noi Lo invitiamo, noi Lo
preghiamo, noi non desideriamo di più che il popolo cristiano, il popolo credente,
abbia per questa presenza dello Spirito di Dio fra noi, un'avvertenza, un culto, una
gioia superiore. Abbiamo dimenticato lo Spirito Santo? No, certo! Noi Lo vogliamo,
Lo onoriamo, Lo amiamo e Lo invochiamo; e voi con la vostra devozione, il vostro
fervore, voi volete vivere dello Spirito. Questo deve essere, Ecco la seconda vostra
parola, un rinnovamento. Deve ringiovanire il mondo, deve ridare una spiritualità,
un'anima, un pensiero religioso al mondo, deve riaprire le sue labbra chiuse alla
preghiera e aprire al canto, alla gioia, all'inno, alla testimonianza, e sarà veramente
una grande fortuna per il nostro tempo, per i nostri fratelli, che ci sia tutta una
generazione, la vostra generazione di giovani che grida al mondo le glorie e le
grandezze di Dio nella Pentecoste. Nell'inno che noi, questa mattina abbiamo letto nel
breviario, ed è uno che risale niente meno che a Sant'Ambrogio verso il terzo-quarto
secolo, c'è questa espressione, che dà parecchio a tradurre e dev'essere molto
semplice: « LAETI », cioè, con letizia, « BIBAMUS » assorbiamo, « SOBRIAM »,
cioè vuoi dire ben identificata, ben misurata, « PROFUSIONEM SPIRITUS; LAETI
BIBAMUS SOBRIAM PROFUSIONEM SPIRITUS ». Può essere una formula che
stampa sopra il vostro movimento un programma e una approvazione al movimento.
La seconda parola ai pellegrini che sono presenti estranei al vostro movimento.
Perché si associno anche loro a celebrare la festa della Pentecoste, rinnovamento
spirituale del mondo, della nostra società, delle nostre anime, perché anche loro
pellegrini devoti a questo centro della fede cattolica possano alimentarsi
dell'entusiasmo e dell'energia spirituale con cui dobbiamo vivere la nostra religione.
E diremmo soltanto questo: Oggi, o si vive con devozione, con profondità e con
energia e con gioia, la propria fede, o la fede si spegne.” Dopo che il Santo Padre
ebbe completato il suo messaggio, disse che questo Rinnovamento deve far
ringiovanire il mondo e restituirgli una spiritualità, un’anima, un pensiero religioso;
deve aprire di nuovo le labbra serrate del mondo alla preghiera e spalancare la sua
bocca al canto, alla gioia, alla testimonianza. Mentre diceva questo, la sua voce
divenne sempre più vibrante, finché urlò: “Gesù è il Signore! Alleluia!”. Mentre il
Santo Padre usciva, ci fu un grande giubilo con gente che cantava e danzava
attraverso la Basilica, e in quel momento della giornata fiumi di luce entravano dalle
alte vetrate di S. Pietro. Lo Spirito Santo aveva spronato il cuore di Paolo VI a dare la
sua benedizione al Rinnovamento. La sfida che era davanti a noi quel giorno era di
portare il favore e il riconoscimento del Rinnovamento Carismatico alla Chiesa
mondiale e al mondo. Il semplice lavoro dello Spirito, che era iniziato a Notre Dame,
era ormai una grazia che fluiva per la Chiesa intera. La scrivania di Ralph Martin ad
Ann Arbor è diventata un servizio che venne presto spostato a Roma, e che coinvolge
il Rinnovamento mondiale.
A Dublino in Irlanda 5000 persone hanno assistito al Congresso nazionale del RCC.
Il card. Suenens ha indirizzato ai partecipanti un messaggio. Durante il convegno
protestanti dell’Irlanda del nord e cattolici hanno pregato insieme per il perdono, la
giustizia e la pace. Presenti il vescovo di Derry, i due vescovi ausiliari di Dublino e il
vescovo di Meath.
Nel Pakistan nel mese di luglio, 150 persone hanno assistito alla prima conferenza
nazionale del Rinnovamento carismatico. I partecipanti hanno avuto
l’incoraggiamento di S.E. il cardinale Joseph Cordeiro, il quale ha pronunziato il
discorso inaugurale.
Il processo della diffusione dei gruppi in Italia non poteva essere ignorato dalla
stampa dopo il Congresso Carismatico Internazionale di Roma, a meta' maggio
del 1975. Fu un congresso veramente internazionale, con 10.000 partecipanti
provenienti da oltre 60 paesi. Alla chiusura del convegno, il Lunedì di
Pentecoste, i partecipanti ebbero la gioia di essere ricevuti nella basilica di San
Pietro da Papa Paolo VI, che rivolse un memorabile ed incoraggiante discorso. In
quella occasione uscì, poco dopo, sulla rivista più diffusa in Italia, Famiglia
cristiana, un articolo (corredato da foto di Angelo del Canale), col titolo suggestivo:
Una preghiera in seimila lingue. In questo modo non ci fu solo l'annuncio: ci fu
anche un particolare tipo di annuncio: del Rinnovamento furono messi in risalto i
caratteri, che possono richiamare di più l'attenzione dei lettori, come è proprio dello
stile giornalistico. Quasi contemporaneamente la stampa laica e radicale, con la sua
rivista di più ampia tiratura, l'Espresso, giudicò i carismatici foraggiati dalla
immancabile CIA, che voleva promuovere misteriosi interessi politici americani nella
nostra penisola. Intanto dopo l'articolo di Famiglia Cristiana e dell'Espresso la
stampa cattolica si chiuse in prudenziale silenzio. Solo qualche rivista si fece
sentire per manifestare il biasimo a un movimento, che sembrava al suo nascere,
pericoloso per la chiesa.
Sempre a maggio, tutta la comunità di Ronchi di Villafranca (PD) che si riunisce
attorno alla “fraternità presbiterale di vita contemplativa” fondata da don Ricardo
Argañaraz, don Sante Babolin e don Giuseppe Ruaro, riceve una forte esperienza
simile a quella della Pentecoste raccontata nel capitolo secondo degli Atti degli
Apostoli. Una ventina di persone che fanno una forte esperienza della presenza del
Signore Gesù e dello Spirito Santo, con la guarigione di una sorella paralizzata in
sedia a rotelle, un sordomuto e il dono delle lingue manifestatosi in tutti.
In questo anno si ha una diffusione dei gruppi di rinnovamento in tutta Italia. Corsi di
vita nello Spirito a Roma. I rappresentanti italiani che hanno partecipato al Congresso
internazionale, constatando la rapida diffusione del Rinnovamento in Italia, ritengono
opportuno dar vita ad una rivista che svolgesse azione d’informazione e di catechesi:
nasce così la rivista “Alleluja”, organo del rinnovamento carismatico cattolico in
Italia. Nel presentarsi la rivista indica i valori fondamentali del Rinnovamento ma
mette subito in guardia dai pericoli che il movimento corre in Italia: il carismatismo
(quando si da valore magico a preghiere, gesti e cose e quando si indulge allo sfoggio
di doni e poteri eccezionali e al desiderio di prevalere sugli altri) ed il pietismo
(quando si riduce il Rinnovamento a solo fatto di preghiera, trascurando i frutti dello
Spirito e l’impegno conceto nelle opere). La rivista è seguita da un consiglio di
competenti in campo teologico e scientifico.
Con la nascita del gruppo Maria il Rinnovamento ebbe in Italia uno sviluppo
notevole, favorito da due elementi:
a) l'iniziativa di portare il RnS in tutti i capoluoghi di regione e in molte provincie;
b) i corsi di vita nello Spirito, tenuti a Roma, della durata di cinque giorni, ai
quali prendevano via via parte numerosi sacerdoti, suore, religiosi, laici di ambo i
sessi.
Alla guida del gruppo vi erano i coniugi Alfredo e Jacqueline Ancillotti, coadiuvati
da un bellissimo gruppo di anziani e di giovani. Essi erano prontissimi a spostarsi
ovunque fossero chiamati per portare insegnamenti e sostegno. Il gruppo romano
divenne il punto di riferimento per tutti gli altri gruppi Maria della penisola.
Memorabile il corso del settembre 1975 al quale presero parte 289 persone di ogni
regione d'Italia, di cui una quarantina sacerdoti del clero diocesano e regolare e molte
suore.
Le edizioni Paoline pubblicano quest’anno il libro del card. Suenens “Lo Spirito
Santo nostra speranza” che studia il posto dello Spirito Santo come soffio vitale della
Chiesa. In questo libro si parla dei nuovi movimenti ecclesiali tra i quali il
Movimento dei focolari ed il Rinnovamento. Sempre le Paoline pubblicano anche il
libro “Il rinnovamento carismatico. Orientamenti teologici e pastorali”, che è la
traduzione del Primo documento di Malines, scritto dal gruppo internazionale di
teologi e animatori laici riuniti dal Card. Suenens nel 1974.
A Nairobi, in Kenia, 2000 cattolici hanno partecipato al congresso carismatico
ecumenico di agosto, con approvazione del cardinale S.E. Otunga, arcivescovo di
Nairobi, il quale ha nominato un coordinatore cattolico per la diocesi.
Nell’agosto del 1975 nasce negli USA l’Association of Christian Therapists
(Associazione Terapisti Cristiani), formata da persone che fanno una scelta di vita per
un impegno radicale con Gesù Cristo, cercando la santità nel loro lavoro
professionale. Questo impegno affonda le sue radici nel Rinnovamento.
Sempre nell’agosto in Canada viene costituita l’Assemblea canadese francofona del
Rinnovamento Carismatico Cattolico. Questo comitato si incaricherà di organizzare
un secondo congresso carismatico nazionale francofono nel 1977.
Nel 1975 il Padre Giovanni Alberton, Camilliano fonda in Campania i gruppi
giovanili “Eureka Jesus”. Egli sentiva che il Signore lo chiamava a dedicarsi in modo
particolare ai giovani che oggi più di ieri sono sfruttati e plagiati dal mondo, ma ben
pochi si preoccupano di dare loro l'amore e l'aiuto di cui essi necessitano. Nascevano
così i gruppi giovanili carismatici “Eureka Jesus”. L'unico modo per sostenere ed
aiutare i giovani era quello di "dare" loro Gesù, il Figlio del Dio vivente, vivo e vero
in mezzo a noi, attraverso la preghiera dove Gesù trova il suo vero posto: al centro
dei nostri cuori. Nel settembre del 1975 P.Giovanni Alberton venne trasferito a
Messina presso la Parrocchia San Camillo, dove esistevano due gruppi giovanili
spontanei uno di universitari e l'altro di studenti medi che ben presto si lasciarono
attrarre dall'esperienza carismatica. Lo stesso Parroco P.Antonio Paladino, dopo una
iniziale diffidenza, si lasciò coinvolgere da questa esperienza.
Alla fine del 1975, la rivista New Covenant riportava di avere quasi 60.000
abbonati in oltre 100 paesi.
Ad Aguas Buenas in Puerto Rico si ha l’ECCLA 3.
In quest’anno il Rinnovamento carismatico si sviluppa notevolmente nella repubblica
dominicana. Le riunioni di preghiera, con la presenza del padre Emiliano Tardif
attirano fino a 40000 persone. Nella città di Nagua ogni parrocchia è stata divisa in 4
zone, ognuna con una propria comunità di preghiera, per evitare che i gruppi
diventino troppo grandi. Il clima di unità tra i gruppi è esemplare: una volta al mese i
quattro gruppi della parrocchia si uniscono insieme nella chiesa parrocchiale. Un
fattore importante è l’impegno per la risoluzione dei problemi derivanti dalla povertà
e dall’ignoranza. Si sono avute anche guarigioni di nuclei familiari: 32 coppie di
conviventi hanno chiesto il sacramento del matrimonio dopo aver frequentato gli
incontri di preghiera.
Il 19 ottobre nella chiesa di Sant’Ignazio a Roma il cardinale Suenens partecipa ad
una grande assemblea di preghiera di tutti i gruppi romani del Rinnovamento. Con
l’occasione pronuncia un discorso sulla Chiesa come realtà carismatica. I presenti
possono anche ascoltare un breve intervento di Ralph Martin di Ann Arbor.
Il 9 novembre a Roma il Padre Francis McNutt, proveniente da un Congresso
Carismatico Internazionale a Gerusalemme, celebra una messa nell’istituto Mater Dei
ed in serata predica e prega per la guarigione dei malati nella Chiesa Evangelica
Internazionale di Cinecittà. Nei due giorni successivi tiene due conferenze sulla
guarigione nella Chiesa nell’aula magna dell’Angelicum.
Tra il ’75 e il ’76 il rinnovamento raggiunge anche Genova ad opera di persone che
ne hanno fatto esperienza altrove. Si tratta dei padri camilliani: p. Domenico Lovera e
p. Carlo Savoia, che, ricevuta la preghiera di effusione a Torino, iniziano a riunirsi in
via M. Rubatto, presso il convento delle suore Cappuccine, tra cui suor Giancarla e
suor Maria Gloria. Ben presto il gruppetto si trasferirà nella chiesa di S. Camillo e a
loro si aggiunge dopo alcuni mesi un giovane sacerdote agostiniano, ordinato da due
anni, P.Luigi Kerschbamer, avendo anche lui ha avuto una forte esperienza dello
Spirito a Torino, dove ha ricevuto la preghiera di effusione.
1976

A Birminghan si è tenuto ai primi di gennaio un congresso del RCC che è stato un


tale successo che molti partecipanti avrebbero dovuto essere esclusi per il tutto
esaurito delle prenotazioni. Erano presenti anche numerosi anglicani.
A México D.F si ha l’ECCLA 4. Vi partecipano 300 , del Rinnovamento Carismatico
di tutti i paesi dell’America latina. L’incontro inizia sotto la presidenza del cardinale
Miranda di città del Messico con un’assemblea di 3000 persone nella basilica di N.
Signora di Guadalupe, presente l’arcivescovo Gaspari, Nunzio apostolico in Messico
e mons. Marcel Uylembroeck, segretario del Consiglio del vaticano per i laici,
nonché numerosi vescovi dell’America latina, ivi compresi il vescovo Lira
dell’Argentina, Pellecer e Gonzales del Guatemala, Codeno del Panama e quattro
vescovi del Messico. Ci sono stati simposi, discussioni e soprattutto insegnamenti ai
leaders, programmati da un comitato di cui faceva parte l’eminente studioso biblico
Salvador Carrello. I due oratori statunitensi invitati erano David Duplessis,
evangelista pentecostale, e Ralph Martin, che ha sottolineato come il Rinnovamento
non appartenga a noi, ma a Dio. Il padre Carlo Talavera ha parlato di come sia
possibile una azione sociale concreta attraverso il Rinnovamento, portando delle
testimonianze tra i baraccati di Juarez e tra i disoccupati di una zona presso
l’aereoporto di Città del Messico.
Qui si incontrano Maria Armenteros, padre Tardif e Evaristo Guzman. Poiché il
sacerdote che doveva tenere la preghiera di guarigione non può essere presente viene
chiesto al padre Tardif di provvedere lui. Egli chiede alla Armenteros e a Guzman di
assisterlo. I delegati latinoamericani, che non li conoscevano, ricorderanno con
emozione la foza di quelle preghiere. Sembravano tre telefoni con una sola linea. Da
quel giorno i responsabili del Rinnovamento latinoamericano cominceranno ad
invitare “padre Tardif e la sua equipe”.
Il 24 gennaio in Venezuela ha luogo il primo incontro nazionale carismatico, presenti
25000 persone e l’arcivescovo di barquisimeto, che è personalmente coinvolto nel
RCC. L’eucaristia finale è stata celebrata dall’arcivescovo Benitez con l’arcivescovo
di Tunja ed altri vescovi.
Il 21 febbraio del 1976 muore Kathryn Kuhlman, una predicatrice evangelica
(protestante) che ha contribuito molto negli anni passati a diffondere la preghiera per
la guarigione anche in ambiente cattolico.
Per stabilire una più stretta comunione con il cardinale Suenens, i due leaders
principali del RCC negli USA, Ralph Martin e Steve Clark, hanno deciso di andare a
vivere per tre anni in Belgio con le loro comunità per essere più vicino al cardinale.
Il numero dei partecipanti alla conferenza di Notre Dame, a South Bend
nell’Indiana, dal 28 al 30 maggio, negli USA sale a 30000. La conferenza è seguita
con vigilante incoraggiamento dall’episcopato statunitense ed il primo giorno c’è una
conferenza di Mons. Joseph Bernardin, arcivescovo di Cincinnati, presidente della
Conferenza episcopale statunitense, su “Il rinnovamento carismatico, un dono alla
Chiesa vivente” Si decide di indire conferenze regionali e limitare a 12000 il numero
delle registrazioni per Notre Dame. Tre delle quattro assemblee generali si sono
tenute nello stadio dell’Università sotto una pioggia insistente che però non ha
smorzato minimamente l’entusiasmo dei partecipanti. Il messaggio che è emerso dal
convegno è stato una esortazione del Signore a confidare completamente in lui e a
rinsaldare i rapporti di amicizia fraterna. L’arcivescovo Mons. Joseph bernardin,
presidente della Conferenza Episcopale statunitense, nel suo discorso e nella
conferenza stampa che ne è seguita, ha invitato i partecipanti a camminare uniti tra di
loro e con la Chiesa, chiedendo esplicitamente ai preti e ai religiosi di impegnarsi
nelle attività del rinnovamento e richiamando i membri dei gruppi ecumenici a
seguire le direttive della Chiesa nelle loro attività. Il padre Tom Forrest, parroco a
Puerto Rico, in un suo intervento, ha detto, tra l’altro, che se si possono ridicolizzare i
sorrisi, i canti o gli abbracci, rimane forte la testimonianza dell’unità. Grande
interesse ha suscitato la la conferenza del reverendo Larry Christenson, presidente del
“Lutheran Charismatic renewal Services”: ha sottolineato l’importanza di essere uniti
nel Signore gesù, di essere docili all’azione dello Spirito, di lavorare per il Regno con
dedizione e disciplina, in un’armoniosa realizzazione dei ministeri. Ralph Martin ha
invitato i partecipanti ad essere lievito di Dio nella pasta della Chiesa. Il padre
Michael Scanlan ha chiesto ai presenti di realizzare nei loro gruppi profonde relazioni
interpersonali, con spirito fraterno, per obbedire al comando del Signore di amarci gli
uni gli altri come lui ci ha amati. Di qui la necessità che i gruppi di preghiera
maturino in gruppi di rinnovamento e in comunità di fede nel nome di Gesù. Il tema
generale del convegno “Signore, tuo è il Regno, tua è la potenza e la gloria”, si è
articolato in ulteriori simposi: la gloria (libertà nella lode, forme varie di adorazione,
l’unità, il digiuno, la purezza di cuore), potenza (il potere spirituale, doni
d’insegnamento, la guarigione, la liberazione e la guida dei pastori), regno
(significato di “unzione” e “regno di Dio” nella Sacra Scrittura, l’opera del Signore
nel mondo contemporaneo). Alla conferenza di Notre Dame hanno partecipato
dall’Italia anche Don Sante Babolin, padre Domenico Grasso, Mons. Dino Foglio,
Alfredo e Jacqueline Ancillotti. Parteciperanno anche ad un corso di aggiornamento
sul Rinnovamento durato dal 1 al 15 giugno. I fratelli sono stati ospiti della comunità
“The Word of God” di Ann Arbor.
Dal 5 al 7 giugno, in occasione del pellegrinaggio dei gruppi di preghiera della
diocesi belga di Malines-Bruxelles, si svolge a Lourdes un incontro internazionale
di circa 10000 fratelli, presenti anche molti italiani. E’ presente anche il domenicano
Albert de Monléon che tiene un insegnamento su “Maria e lo Spirito Santo”. Il santo
padre Paolo VI invia un telegramma con il quale invoca la benedizione di Maria sui
presenti.
Dal 21 al 26 giugno ha avuto luogo a Malines, in Belgio, la “European Charismatic
Leader’s Conference”, cui hanno partecipato pastori ed animatori laici di tutte le
chiese cristiane. Il cardinale Suenens ha ospitato i crica 80 partecipanti. Per l’Italia
erano presenti Sante Babolin (direttore della rivista Alleluia), padre Max Mizzi di
Assisi, padre Francesco Cultrera e padre francio Sullivan.
Nell’agosto 1976 l'ICO si trasferisce da Ann Arbor a Bruxelles, per essere in più
stretto contatto con il cardinale Suenens, a cui papa Paolo VI aveva conferito lo
speciale mandato di sovrintendere al rinnovamento cattolico in tutto il mondo.
Dal 29 ottobre al 2 novembre, su invito del cardinale Suenens, si sono incontrati a
Lovanio i rappresentanti di otto nazioni europee, i quali hanno vissuto momenti di
catechesi e di preghiera. Sono stati esaminati due documenti che continueranno la
serie dei “documenti di Malines” sul rinnovamento carismatico, in fase di avanzata
elaborazione, e quello sul rapporto natura-grazia, appena abbozzato. Rappresentanti
per l’Italia sono stati don Sante Babolin di Padova e l’avvocato Ignazio Cassarà, di
Milano.
Il cardinale Suenens ha accettato l’invito dell’ICO di essere il consigliere episcopale
dell’ufficio stesso. I componenti dell’ICO desideravano anche internazionalizzare
maggiormente l’Ufficio e sono quindi lieti di annunziare che suor Christine-Marie
Bogaert, una religiosa belga con esperienza del rinnovamento sia nella parte
fiamminga, sia in quella francese, si è aggiunta ai quattro americani che già operano.
Essi sperano che il numero si accresca con elementi rappresentativi a livello
internazionale, non appena si saranno trovate le persone giuste e il denaro occorrente.
Sperano anche di costituire nel corso del 1977 un comitato di servizio internazionale.
1976 IN ITALIA

Intanto il Rinnovamento, oltre a diffondersi, andava anche prendendo in Italia una


sua fisionomia, che il gruppo Maria di Roma cosi' delineava scrivendo al cardinale
Suenens: "Si insiste nei seminari di preparazione alla preghiera di effusione, nelle
riunioni di preghiera e nella catechesi su un cammino di fede e di carita'; sulla
conversione interiore più che su dubbi doni delle lingue; più sui sacramenti che
sugli esorcismi. Insomma si vuole promuovere un rinnovamento non
trionfalistico e psicologico, ma solido, soprattutto interiore".

Il 29 febbraio i gruppi che partecipano al consiglio di redazione della rivista


“Alleluja” firmano la seguente dichiarazione comune: “Premesso che il rinnovamento
carismatico consente una pluralità di esperienze, dichiariamo quanto segue: nessun
gruppo può avere il monopolio del rinnovamento carismatico cattolico italiano; di
conseguenza a nessuno è consentito valutare negativamente gli altri gruppi come non
ortodossi o non carismatici; ogni gruppo riconosce l’effusione ricevuta negli altri
gruppi; perciò se qualcuno, come è lecito, passa da un gruppo ad un altro, non si
richiede ulteriore effusione ma si può esigere da parte del gruppo di approdo che
detto fratello partecipi al seminario nel caso che non l’abbia frequentato nel gruppo di
origine; si stabilisce che avvengano incontri almeno bimensili tra gruppi residenti
nella stessa città o zona allo scopo di conoscersi reciprocamente, di scambiarsi
esperienze e di pregare insieme; si effettuerà uno scambio di informazioni tra i vari
gruppi suddetti; per i problemi di ortodossia il giudizio spetta ai teologi riconosciuti
dai vari gruppi, già facenti parte del consiglio di redazione; si stabilisce che il
consiglio di redazione interverrà a livello locale per dirimere eventuali problemi e
controversie”.

Primo incontro nazionale dei responsabili di 65 gruppi di rinnovamento italiani dal


30 aprile al 2 maggio 1976 nella Villa Sacro Cuore a Triuggio (MI), a cura della
rivista “Alleluja”. La rivista Alleluja, fondata e diretta per alcuni anni da don Sante
Babolin e da Loredana Santini, ha aiutato molto il progresso del Rinnovamento
italiano. Il “Consilium de Laicis” per esplicita richiesta degli organizzatori
dell’incontro, invia, quale proprio osservatore, il segretario generale Mons. Marcel
Uylenbroeck. Il Card. Colombo di Milano, a nome anche della Conferenza
Episcopale Italiana, mandava un suo osservatore nella persona di don Sandro
Maggiolini. I fratelli vengono anche confortati dall’incoraggiamento dei Cardinali
Corrado Ursi, Giovanni Colombo e Suenens. Il Santo Padre manda la sua
benedizione in risposta ad un telegramma. Viene espresso in preghiera un Comitato
Nazionale di servizio italiano (CNS) provvisorio, analogamente a quanto avveniva
nelle altre nazioni, chiamando all'unanimita' a presiederlo don Dino Foglio di
Brescia. Viene suggerito che il rinnovamento in Italia prenda il nome di
“Rinnovamento nello Spirito Santo”sia in quanto limitarsi a porre l’accento sui soli
carismi appare molto riduttivo per questa realtà, sia per evitare confusioni con il
“Movimento carismatico di Assisi” fondato da Franca Cornado nel 1967, realtà
completamente diversa dal rinnovamento carismatico.

Il 14 luglio del 1976 avviene la prima preghiera per una nuova effusione dello Spirito
Santo a Genova, presso la chiesa di S. Camillo, con la presenza dei coniugi Ancillotti.
Molti sono i giovani che ricevono la preghiera; l’atmosfera è commossa, ma gioiosa,
ricca di esultanza e, a chi si trova, per invito di una persona, per la prima volta a
questo incontro, si apre l’orizzonte di una Chiesa in cui si tocca con mano la realtà
della prima Pentecoste., con la manifestazione dei carismi e della fede dei primi
cristiani.

Nel gruppo Maria le cose andavano troppo bene perche' continuassero. Lo spazio
messo a disposizione dalle suore Pallottine si dimostrò ben presto insufficiente a
contenere le centinaia di persone che affluivano il sabato pomeriggio per la preghiera,
provenienti da tutte le parti. Il gruppo si trasferì allora nella chiesa di "S. Ignazio",
tenuta dai gesuiti, dove si arrivò fino a circa duemila partecipanti. L'errore degli
Ancillotti fu quello di non rendersi conto che i loro collaboratori erano cresciuti e
che, quindi, non potevano continuare ad imporre loro una guida personalistica. A
lungo andare sorsero critiche e contrapposizioni; cadde l'entusiasmo e si bloccarono
le attivita' esterne. Le tensioni erano così forti che il vicario di Roma, cardinale Ugo
Poletti, il 31 agosto scriveva a P. Domenico Grasso, gesuita , una lettera nella quale
diceva testualmente: “Mi auguro che le divisioni si calmino e si allontani ogni
pericolo di divisioni e di contrasto, altrimenti c’è davvero da chiedersi se sia opera di
Spirito Santo o solo di uomini e frutto di illusioni”. Nella stessa lettera il Cardinale
ribadisce che nel rinnovamento – che si sviluppa sotto la libera azione dello Spirito
santo – nessuno può arrogarsi diritto di preminenza o funzione di guida o privilegio
di iniziazione e che il rinnovamento, come tutte le esperienze ecclesiali, deve far capo
alla Chiesa e al Vescovo, al quale soltanto spetta riconoscere i carismi. Inoltre il
padre Domenico Grasso viene nominato rappresentante del Cardinale ed autorevole
delegato presso il rinnovamento carismatico.

Nel volgere di brevissimo tempo i gesuiti presero la leadership del Gruppo Maria e,
in seguito alle incomprensioni e a contrasti interni riguardo al riconoscimento
dell'importanza dei carismi nella vita cristiana e al ruolo dei laici nel movimento,
Jacqueline ed Alfredo Ancillotti dovettero lasciare il pastorale ed il gruppo (lettera
del 28 ottobre 1976), per fondare, con una quarantina di gruppi che li seguirono, le
Comunità Maria, con un nuovo statuto e finalità proprie. Questa nuova realtà
ecclesiale, articolata in comunità parrocchiali, ambientali e familiari, nacque come
comunità di lode ed evangelizzazione e venne a definirsi, nelle sue Linee
Caratteristiche, "carismatica, cristocentrica e mariana". Il desiderio, infatti, era quello
di essere nella Chiesa come Maria nel Cenacolo, docile all'azione dello Spirito Santo.

L'allora Cardinale Vicario Poletti, a cui erano state sottoposte le Linee Caratteristiche
della Comunità nascente, benedisse i fondatori e li incoraggiò ad andare avanti,
dando loro preziosi consigli. La comunità romana scelse come sede, per gli incontri
settimanali di preghiera, l'antica chiesa di "Sant'Angelo in Pescheria", costruita in
mezzo alle rovine del Portico d'Ottavia, ove nei secoli passati si teneva il mercato del
pesce, nel cuore del Ghetto di Roma. La Comunità Maria di Roma s'incontrò la prima
volta nella chiesa di "Sant'Angelo" il 13 novembre 1976. In brevissimo tempo crebbe
e… si moltiplicò, diffondendosi a macchia d'olio in tante altre città italiane:
Civitavecchia, Perugia, Ancona, Napoli (nella chiesa di S. Maria delle Grazie, sotto
gli auspici del Card.Ursi), Foggia, Fasano, Barletta, Reggio Calabria (nell'ospedale),
Messina, Milano (dove i primi ad essere chiamati furono gli emigrati del sud), Mira,
Verona, Savona, Olbia, ecc.

Al di la' delle buone intenzioni, che si devono sempre supporre, il modo attraverso il
quale si svilupparono gli eventi ha provocato un grande logoramento reciproco e un
mare di sofferenza. Le Comunita' Maria ebbero un certo sviluppo e si diedero un
loro statuto. Senza capitali né alcuna esperienza editoriale ma sostenuta dalla fede in
Dio e dal carisma di evangelizzazione dei suoi fondatori, potenziarono la loro rivista
bimestrale "Risuscitò" (che in passato era stata foglio di collegamento dei gruppi
“Maria”). Percorsero comunque un loro cammino autonomo rispetto al resto del
Rinnovamento italiano.

Comincia qui la parte piu' esplosiva della storia della Comunità Maria, un tempo in
cui l'immediatezza e la facilita' con cui venivano vissuti tutti i carismi, anche i piu'
spettacolari, indiurrà piu' di uno a dare ai fratelli della Comunità degli esaltati, in
questo periodo, che dura circa una diecina d'anni, la Comunita' Maria crescerà a
dismisura, e farà anche alcuni gravi errori, a posteriori rivelatisi come tali, tra cui il
peggiore sarà forse quello di legarsi troppo strettamente all'ordine dei Passionisti.

Dopo varie vicissitudini anche i gruppi “Eureka Jesus” fondati dal Camilliano Padre
Giovanni Alberton confluiranno nella Comunità Maria dove diventeranno i giovani
Eureka Jesus , all’interno della Comunità Maria . Anche il gruppo carismatico della
Parrocchia San Camillo di Messina aderisce alla Comunità Maria ma rimarrà sempre
in ottimi rapporti con il gruppo carismatico del Rinnovamento dello Spirito che ha
sede all'Ignatianum di Messina.

A Settembre 1976 il Pastorale del Gruppo Maria elegge un coordinatore che succede
ai due fondatori.

Nell’ottobre a Genova Padre Luigi Kerschbamer decide di aprire un gruppo al


santuario della Madonnetta presso il cui convento risiede, per dare la possibilità di
partecipare ai molti giovani che già si incontrano con lui il mercoledì sera e a coloro
che lavorano. e sono liberi solo il sabato. Nella seconda metà del 1976, mentre i
partecipanti ai gruppi di Genova sono pieni di entusiasmo e di gioia e testimoniano
ovunque la novità di una vita di fede vissuta sull’esempio dei primi cristiani, si pone
il problema dell’accettazione dall’autorità ecclesiastica locale. Mentre alcuni
sacerdoti diocesani con gioia accolgono il “Rinnovamento” come dono dello Spirito
Santo, primo tra questi don Carlo Boccardo che dal 1976 frequenta assiduamente S.
Camillo, altri si dimostrano scettici se non ostili. In questo tempo P. Carlo Savoia
ritiene di informare il Card. Siri e si reca da lui con P. Luigi con una certa
titubanza conoscendo la posizione del Vescovo di Genova al Concilio rispetto ai
carismi... P. Luigi ricorda ancora bene quella visita in curia insieme a P. Carlo. Ecco
la sua testimonianza:” Appena accennato il nostro argomento sul Rinnovamento, con
un gesto deciso della mano e con voce ancora più decisa ci ha detto: "Fermatevi"!
Perché comunque si potesse rendere conto personalmente del nostro gruppo lo
abbiamo invitato a S. Camillo per offrirci la sua guida e il suo insegnamento. Venne,
l'accoglienza è stata rispettosa e timorosa, Il Cardinale ha parlato tanto della chiesa e
dell'amore di Dio e della vita cristiana, senza mai nominare, penso di proposito, lo
Spirito Santo. La conclusione poi l’ abbiamo tirata noi quando è andato via: "L'amore
di Dio è stato riversato nei vostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (Rm 5,5). Il
card. Siri chiede un tempo di sospensione dell’attività dei gruppi a Genova per
informarsi e riflettere. E’ un tempo di sofferenza, e di invocazione allo Spirito, in cui
le riunioni sono incontri di preghiera, senza caratterizzazioni carismatiche. Si
sospende la preparazione all’effusione, mentre la stessa viene effettuata a Savignone
e Masone (per i gruppi fondati nel frattempo da p. Luigi) che si trovano in altra
diocesi e dove ogni settimana si radunano parecchie persone tra cui alcune
provenienti da Genova. La preghiera per una nuova effusione avviene il giorno 8
dicembre a Masone, sotto la neve, in una giornata memorabile, particolarmente
benedetta dalla Madonna. E’ presente anche don Luigi Albani, della Società S. Paolo,
che da qualche tempo frequenta il Rinnovamento a Genova e che avendo ricevuto
l’effusione altrove, prega sui fratelli insieme a p. Luigi e a coloro che hanno già fatto
la stessa esperienza a S. Camillo. Intanto Padre Carlo prepara una dichiarazione di
ortodossia. Il Card. Siri si dichiara soddisfatto e, con alcune raccomandazioni, dona il
suo benestare al sorgere del movimento in Genova. Ecco la dichiarazione di
ortodossia presentata da P. Carlo Savoia al Card. Siri. «Noi vogliamo pregare e
vivere in unione adorante colla Santissima Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo. Noi
sappiamo che la causa della redenzione e riabilitazione dell’uomo è il Figlio di Dio
fatto uomo e che tutta la opera di santificazione sgorgata dalla incarnazione e
passione del Signore Gesù è ATTRIBUITA nelle sacre Scritture allo Spirito Santo.
Per tale motivo intendiamo pregare e vivere il più possibile nello Spirito Santo. La
novità della nostra preghiera, che è la preghiera di tutti i tempi, sta nel fatto che noi
intendiamo accentuare la presenza dello Spirito Santo siccome è in verità. Noi
sappiamo che la azione della grazia e dello Spirito Santo in noi NON è oggetto
ordinariamente di coscienza psicologica e che pertanto noi NON la avvertiamo
direttamente né per conseguenza possiamo affermarla in questo o in quel modo che a
noi piace con verità e che rispetto alla Azione Divina. Tutto questo risponde alla
economia della Provvidenza che rispetta la libertà a noi concessa e senza della quale
svanirebbe il merito delle nostre azioni. Noi sappiamo che vi possono essere
manifestazioni straordinarie dello Spirito Santo come sempre ci furono nella chiesa e
soprattutto, per ovvie ragioni nei suoi primordi, ma che tali manifestazioni sono
soggette esclusivamente alla ricognizione ed al giudizio della competente autorità
ecclesiastica, il che comporta che non ci è lecito affermare davanti ai fratelli doversi
riferire a preciso intervento dello Spirito Santo o quel nostro sentimento, questa o
quella nostra illuminazione od intuizione intellettuale. Noi accettiamo pertanto
quanto disposto dal sacrosanto concilio ecumenico Vaticano secondo nella
costituzione dogmatica LUMEN GENTIUM che qui riportiamo (ib. N. 12) “Inoltre lo
Stesso Spirito Santo non santifica il popolo di Dio solamente attraverso i sacramenti
e i ministeri (i quali pertanto occupano il primo posto. Nota del r.) e lo guida ed orna
di virtù, ma ripartendo i suoi doni ai singoli secondo che vuole (1 Cor, 12 11)
distribuisce in ogni ordine di fedeli anche grazie speciali, coi quali li rende adatti e
preparati ad accettare i vari oneri e uffici per la migliore e proficua edificazione
della Chiesa secondo il detto ‘a ciascuno viene data una manifestazione dello Spirito
per la utilità’ (della comunità. Nota del r.), (I Cor 12,7). Questi carismi, sia i più
eccelsi, sia i più semplici e più largamente diffusi, essendo adattissimi ed utili, alle
necessità della Chiesa, debbono accettarsi con rendimento di grazie e con gioia.
TUTTAVIA I DONI STRAORDINARI non sono da RICERCARSI temerariamente, né
da questi SI DEBBONO SPERARE frutti di opere apostoliche; invece il giudizio sulla
loro autenticità e l’ordinato uso appartiene a quelli che nella chiesa presiedono
(prevalenza della chiesa gerarchica anche sui carismi. Nota del r.) ed ai quali
compete non di estinguere lo Spirito; ma di cercare la ragione di tutto e di tenere
quello che è buono”. E’ evidente e così professiamo, che noi non siamo i giudici di
quello che lo Spirito straordinariamente volesse fare in noi, sicché nulla possiamo
prima del giudizio competente, dato nei SINGOLI CASI, dalla Santa Sede o dal
Vescovo (autorità che presiede) e tanto meno presentare come proveniente dallo
Spirito Santo quello che noi stessi non sappiamo se venga dal nostro sentimento, dal
nostro stato di fervore, o dal nostro misterioso subcosciente. Professiamo la più
grande fede nella azione dello Spirito Santo in noi ed in tutti gli atti della nostra vita,
ma ci asteniamo dall’asserire opera dello Spirito Santo quello di cui non abbiamo
motivi obbiettiva certezza, avallati dal giudizio della competente autorità della
Chiesa. La nostra attenzione si volge pertanto ordinariamente all’interno di noi,
astenendoci all’esterno da quello che è estraneo alla legge canonica e liturgica,
nonché ai principi sopra enunciati » Ecco le principali raccomandazioni del
cardinale: - Nessuno affermi di parlare in nome di Dio - Non si tengano atteggiamenti
sconvenienti durante le riunioni di preghiera. I gruppi riprendono a riunirsi e
cominciano a crescere nella gioia e nella pace dello Spirito Santo.
Sempre nell’ottobre, in Canada, nella diocesi di Quebec, si tiene il primo congresso
diocesano del RCC che mostra quale impulso abbiano avuto i gruppi in questa
regione. Partecipano 5000 persone.

Il 21 novembre circa 50 animatori di gruppi di rinnovamento nello Spirito si


incontrano a Brescia per un esame della situazione dei gruppi stessi e per dare vita ad
un comitato di servizio per il nord Italia. Il vescovo di Brescia, mons. Luigi
Morstabilini rivolge ai presenti parole di compiacimento. Successivamente è emersa
l’esigenza di riconoscere 5 zone per il coordinamento delle attività comuni per i
gruppi del nord Italia: 1) Piemonte-Liguria-Val d’Aosta (delegato Ermete Ferrari); 2)
Lombardia (delegato Ignazio Cassarà); 3) Veneto (delegato Fanny Reato); 4) Friuli
(delegato padre Francesco Rachelli); 5) Emilia-Romagna (delegato Gino Chiari). E’
stato concordato di dare vita ad un comitato di servizio per il nord Italia composto da
5 fratelli scelti in preghiera. Tale comitato si propone di offrirsi ai vescovi come
collegamento qualificato e di esercitare un’azione di vigilanza sui gruppi, oltre a
promuovere iniziative di animazione. Il comitato è risultato composto da: Ermete
Ferrari, Angelo Venturini, Ignazio Cassarà (coordinatore), don Dino Foglio, don
Sante Babolin.
1977

In Francia viene nominata dall’episcopato una commissione speciale, composta da 5


vescovi, per seguire l’evoluzione del Rinnovamento. Verranno organizzati degli
incontri periodici tra la commissione e i responsabili del rinnovamento in Francia.
Si cominciano in questi anni a manifestare diversità di punti di vista su cosa è il
Rinnovamento carismatico tra le differenti comunità USA (Word of God, People of
Praise, ecc.) e sulle relative linee di condotta. Si formano differenti “correnti”. Nel
gennaio ad una riunione del CNS statunitense Steve Clark da dei suggerimenti in
proposito ed invita a rimanere comunque ancorati alla parola di Dio e all’impegno
personale a Gesù. Occorre sottomettersi alla Parola e trasmettere il suo insegnamento
e non il proprio.
Dal 17 al 21 gennaio 160 delegati provenienti da 22 paesi dell’America latina si
riuniscono a Caracas per ECCLA V, la quinta conferenza dei leaders del RCC
dell’America latina. Erano presenti anche animatori di gruppi di lingua spagnola
degli Stati Uniti, del Canada e anche della Spagna. Tema dell’incontro “Gesù Cristo,
pastore dei pastori”. L’incontro è introdotto dall’Arcivescovo Crispulo Benitez,
presidente della conferenza episcopale venezuelana, personalmente impegnato nel
RCC nel suo paese. Anche il vicepresidente della Conferenza episcopale colombiana,
Alonso Uribe Jaramillo, che ha già scritto 5 libri sul rinnovamento, presiede una
eucaristia.
Dal 28 al 30 maggio a Lione, in Francia, si tiene il congresso nazionale annuale.
Hanno partecipato attivamente i fratelli delle varie comunità francesi: “Santa Croce”
di Grenoble, “Emmanuel” di Parigi, “Chemin-Neuf” di Lione, “La teophanie” di
Montpellier, e altre. La comunità di Grenoble è costituita da 500 persone, 120 delle
quali hanno un impegno di vita comune. Il gruppo Emmanuelle di Parigi è centro di
riferimento di 3000 persone e 100 di esse vivono un’esperienza comunitaria.
Dal 2 al 3 luglio ha luogo il primo congresso nazionale del rinnovamento in
Spagna a Madrid.
In Francia invece siamo già al 3 Rassemblement National du Renoveau
Charismatique a Paray-le-Monial. Sono comunque presenti dalle più disparate parti
del mondo: oltre ai fratelli di varie nazionalità europee, anche gruppetti da Traiti,
Algeria e molti Paesi dell’Africa francese, Canada e altri stati delle Americhe, Asia,
ecc. Circa tremila persone riunite sotto una grande tenda nel parco retrostante la
cattedrale. Il raduno era caratterizzato da una forteinsistenza sulla preghiera personale
che durante la giornata era favorita da un tempo di silenzio e di preghiera. Per tutta la
notte si protraeva l’adorazione al SS. Sacramento nella cappella delle apparizioni di
S. Margherita M. Alacoque. Nella liturgia con spirito rinnovato venivano celebrate
Lodi, Eucaristia e Vespro nella cattedrale. Numerosi i sacerdoti presenti ed anche
alcuni vescovi, oltre a Mons. Gaidon di Paray, sempre presente a tutti gli incontri.
Molto importanti gli insegnamenti, alcuni dei quali tenuti da p. lemaitre, Garrigue
OP, Fabre SJ, Roger Schutz, Laurentin, ecc…
Aumenta quello dei partecipanti alle conferenze regionali americane e ad Atlantic
City partecipano 37000 persone. La conferenza nazionale USA ha luogo a Kansas
City dal 20 al 24 luglio, come parte della Conferenza ecumenica dei rinnovamento
carismatico nelle chiese cristiane . A questo celebre raduno interconfessionale del
Rinnovamento (“Jesus is Lord”) parteciparono 50000 cristiani tra cattolici,
pentecostali, mennoniti, luterani, battisti, presbiteriani, episcopaliani, ebrei
messianici e non denominazionali. Tuttavia i cattolici erano circa la metà. Vi presero
parte anche alcuni fratelli italiani fra cui P. Raniero Cantalamessa e Misette di
Milano. Sono presenti anche il Padre Emiliano Tardif e la sua equipe. Durante la
mattinata si svolgevano le riunioni di dieci distinte conferenze, di cui la più grande
era quella cattolica, con circa la metà di tutti i presenti alle sessioni plenarie. Nel
pomeriggio i partecipanti potevano scegliere tra i vari gruppi di lavoro offerti dalle
diverse conferenze a chiunque desiderasse presenziare. Nel suo discorso alla
conferenza cattolica il cardinale Suenens salutò questo congresso come un
esempio di cio' che vuol dire vero ecumenismo: incontrare altri cristiani senza
perdere la propria identità. Durante la sessione finale è stato letto un telegramma del
Presidente degli USA, Jimmy Carter che ha chiesto di pregare per lui, perché possa
prendere le decisioni giuste.
Sempre nell’estate in Canada si tiene il secondo congresso carismatico nazionale
francofono che riunisce allo stadio Olimpico di Montreal 50000 persone.
Nell’autunno del 1977 un consiglio di 110 persone in rappresentanza di 60 paesi si
impegnò a cercare una guida riguardo la possibile formazione di un comitato
internazionale.
In Francia la Comunità “Le Lion de Juda et l’Agneau Immolé” crea il Gruppo medico
San Luca, composto di una comunità terapeutica e di un centro medico
convenzionato dove agiscono , in coordinata complementarietà, specialisti di vari
settori. Una equipe composta di alcuni medici, uno psichiatra, uno psicologo, un
logopedista ed alcune infermiere, approfondisce le possibili interazioni tra la
dimensione spirituale, anche inconscia, dell’uomo e la sua dimensione psicosomatica.
Si constatano spesso guarigioni fisiche e interiori e liberazioni da influssi demoniaci.
Responsabile della comunità terapeutica è il dr. Philippe Madre, che due anni dopo
scriverà il libro: “Mais delivre-nous du Mal” con suggerimenti pratici per la preghiera
di liberazione.
A Caracas in Venezuela si ha l’ECCLA 5.
1977 IN ITALIA

Nella Sessione del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana,


svoltasi dal 21 al 24 marzo 1977, S.E.R. Mons. Girolamo Hamer, allora Segretario
della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, invitato a uno scambio di idee
circa i Movimenti carismatici attuali, presentò una relazione, mirabile per la forza di
analisi, per la individuazione dei punti principali (ruolo dei Pastori e Vescovi,
aspetti positivi, rischi) e per le raccomandazioni onde proteggersi dai pericoli. Il Pro
Memoria di Mons. Hamer si ferma però al 21 settembre 1973; cioe' a una data
anteriore alla diffusione di tale realta' ecclesiale in Italia. Il Pro Memoria si conclude
con l'affermazione: Non si dovrebbe dare al Rinnovamento un carattere di ufficialità.
Ciò potrebbe spiegare, almeno in parte, l'atteggiamento cauto della Gerarchia
italiana nei riguardi del Rinnovamento.
Il comitato di servizio per il nord Italia alla fine del 1976 ha stilato un documento
base su orientamenti dottrinali e operativi per i gruppi di rinnovamento nello
Spirito Santo”. Il documento, a cura di Sante Babolin, viene sottoposto al giudizio dei
teologi della rivista Alleluia e pubblicato in aprile come supplemento al n. 2/1977 di
Alleluja. Tale documento condurrà pian piano i gruppi Maria alla libertà dello Spirito
e a comprendere che non era positivo un eccessivo attaccamento ai fondatori dei
gruppi che allora si legavano tra di loro quasi con vincoli associativi; che non era
positiva la mancanza di collaborazione con altri gruppi; che non si poteva dividere il
Rinnovamento nello Spirito attraverso gruppi che erano espressione di un unico
gruppo "Madre". Infatti, allora, i gruppi Maria avevano un elenco a parte dei gruppi e
si riportavano solo quelli Maria.
Il CNS celebra una Prima conferenza animatori RnS a Milano Marittima dal 22 al
25 aprile 1977 (tema “Rinnovati e uniti nel medesimo Spirito, per una chiesa più
viva”) alla quale partecipano 700 animatori di tutta Italia, sotto l'altro patronato di
Mons. Ersilio Tonini, arcivescovo di Ravenna, che a nome della CEI, inviava
come osservatore Mons. Baldini di Ravenna. L’ICO aveva proposto in ogni nazione
l’istituzione di un comitato nazionale di servizio. Il primo Comitato Nazionale di
Servizio iyaliano è costituito da Ancilla Beretta, Ermete Ferrari, don Dino Foglio
(coordinatore), p. Mario Panciera e p. Robert Faricy. Viene anche approvato
ufficialmente il cambiamento del nome. Nel documento, preparato da un gruppo di
teologi, si legge. “preferiamo chiamarci Rinnovamento nello Spirito, gruppi di
Rinnovamento nello Spirito o semplicemente gruppi del Rinnovamento. Evitiamo di
dirci Movimento carismatico o carismatici, perché troppi oggi passano o si
presentano come carismatici, ma non tutti offrono i segni dell’autenticità”. Scriverà
Padre Panciera: “ci rendevamo conto che il cambiamento del nome comportava il
rischio di essere percepiti come diversi rispetto al resto della grande corrente
mondiale che universalmente era designata come RCC. D’altra parte de c’era un
nome migliore perché non sceglierlo? Ma alla fine dei conti è proprio necessario
formalizzarsi sui nomi?”. Purtroppo ci sarà invece chi si formalizzerà e ne trarrà
pretesto per arroccarsi sul nome tradizionale, accusando il RnS di “tradimento”: “Voi
avete abbandonato i carismi! Siamo noi i veri carismatici!”. Invece secondo la
teologia conciliare tutta la Chiesa è animata dallo Spirito ed è tutta carismatica. Al
termine della conferenza viene stilato un documento sotto forma di messaggio rivolto
a tutti i fratelli: “Riuniti nel nome di Gesù che il Padre ha risuscitato dai morti,
testimoniamo che il Suo Spirito continua a riversare nei cuori abbondantemente pace,
gioia e amore. Prima di tutto ringraziamo il nostro Dio per mezzo di Gesti Cristo per
averci riuniti da tutta Italia, in Milano Marittima. A tutti, lontani e vicini,
annunciamo con forza anche noi "ciò che era fin da principio, ciò che abbiamo
veduto con i nostri occhi, ciò che abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani
hanno toccato, ossia il Verbo della Vita,... perché anche voi siate in comunione con
noi. La nostra comunione è con il Padre e con il Figlio Suo Gesù Cristo. Queste cose
vi scriviamo perché la nostra gioia sia perfetta". (Gv. i, i). Noi tutti eravamo morti e
schiavi e siamo stati liberati da Cristo Gesù. Perciò in Lui siamo in comunione gli uni
con gli altri nella Chiesa amata dal Signore e liberi di cantare le Sue lodi per sempre.
Cosi veramente si è compiuta la Parola "scuotiti la polvere e alzati, Gerusalemme
schiava. Sciogliti dal collo i legami, schiava figlia di Sion" . Poiché dice il Signore:
"Senza prezzo foste venduti e sarete riscattati senza denaro" ... Pertanto il mio popolo
conoscerà il mio nome, comprenderà in quel giorno che io dicevo: "Eccomi qua" (Is.
52,2-3-6) Quando ci riuniamo a pregare come gli Apostoli, con Maria nel Cenacolo,
sorge più spontanea la preghiera di lode e testimoniamo che, nella misura in cui ci
uniamo a Dio, sperimentiamo una spinta di maggior apertura e disponibilità verso i
fratelli. Testimoniamo che l'Eucarestia è per tutti realmente la fonte e il vertice della
nostra vita. Ci sentiamo spinti dalla grazia, di Dio a prendere coscienza della
presenza operante dello Spirito, in noi ed intorno a noi, così come è stato dato dalla
Chiesa, e che Dio è nostro Padre e che Gesù è il nostro Signore. Sappiamo che lo
Spirito di Dio, per edificare la Chiesa di Gesù Cristo, elargisce a ciascuno doni
particolari, grazie speciali che rendono adatti e pronti per l'edificazione e il
rinnovamento della Chiesa, (cfr. LG. 12). Perciò nello Spirito prendiamo coscienza
che tali doni vanno esercitati per la realizzazione integrale dell'uomo e per
l'edificazione del corpo di Cristo che è la Chiesa. Come figli della Chiesa attendiamo
dai Pastori il giudizio sulla genuinità e sul retta uso dei carismi. Venga con potenza lo
Spirito per tutto il Popolo di Dio e così si rinnovi la Chiesa per essere con forza
testimone di Gesù Cristo nostro Signore, risorto dai morti, fino alla estremità della
terra. Alleluia!”.
Un pre Congresso RnS per il Centro-Nord si è tenuto a Brescia dal 24 al 26 giugno
1977 dal tema “Rinnovati nello Spirito, effuso su di noi per mezzo di Gesù Cristo”
(Tt 3,5). Vi sono stati un insegnamento di Padre Augusto Drago “Battezzati in un
solo Spirito per formare un solo corpo” ed una riflessione biblica di Padre Mario
Panciera “Ferventi nello Spirito servite il Signore”. Anche qui viene stilata una
dichiarazione conclusiva: “Noi fratelli del Rinnovamento nello Spirito, riuniti in
Congresso a Brescia, nell'amore del Signore Gesù, nostra pace, lodiamo e ringraziarne
il Padre per i doni che ha dato alla Chiesa e che abbiamo conosciuto nella gioia
durante questi giorni. Possiamo pertanto ripetere con S. Giovanni «Dio ci ha dato il
Suo Spirito» (I Gv. 3,24). Abbiamo sperimentato una volta ancora tutti insieme la
potenza della lode e del ringraziamento, la forza della parola profetica, l'efficacia
delle guarigioni, la gioia di trovarci insieme intorno all'unica mensa, centro della
nostra unità; per cui, il Signore Gesù ci esorta a proseguire, «ferventi nello Spirito», il
cammino intrapreso nella conversione costante dei nostri cuori e delle nostre menti e
nell'«amarci intensamente di vero cuore gli uni gli altri» (I Pt. 1,22). Perché questi
frutti dello Spirito si approfondiscano in noi e si irradino verso gli altri, chiediamo al
Signore, con cuore semplice e povero, che tutti i nostri gruppi: 1° diventino fermento
sempre più valido nelle comunità ecclesiali nelle quali sono inseriti; 2° abbiano
animatori capaci di guidarli nella vita secondo lo Spirito; 3° possano usufruire di una
catechesi che li introduca sempre più nella conoscenza di Cristo, fondamento della
lode e del ringraziamento e centro di tutta la nostra vita; 4° vedano svilupparsi
ministeri e carismi per un autentico contributo all'edificazione del Corpo di Cristo; 5°
si trasformino in esperienza di vita comunitaria affinchè la preghiera sia espressione
di vita fraterna. Perché questa nostra preghiera diventi realtà, il Congresso, fiducioso
nell'aiuto del Signore, da mandato ai fratelli del Comitato Nazionale di Servizio di
promuovere: a) incontri fra fratelli in sede locale, regionale e nazionale; b) corsi di
formazione per animatori; e) corsi di catechesi per tutti i membri dei gruppi; d)
pubblicazioni ed altri mezzi idonei per la crescita dei gruppi di Rinnovamento. Il
Congresso, perché vengano realizzati questi propositi, li affida a Maria affinchè li
presenti al Figlio suo Gesù, al quale appartiene la potenza, il regno e la gloria.
AMEN!”. Dopo il congresso di Brescia i fratelli del CNS si riuniscono per una tre
giorni per fare lettura “attenta” dell’esperienza vissuta durante il Convegno.
Il 15 settembre c’è giornata nazionale dei gruppi del RnS a Pescara presso la
Chiesa dello Spirito Santo in occasione del XIX Congresso Eucaristico Nazionale.
L’incontro ha come tema “Punti luce della domenica cristiana”. La mattina nella
Chiesa c’è anche la presenza di diversi vescovi: due jugoslavi e il Nunzio Apostolico
di Tailandia, oltre al vescovo di Perugia, molto amico del Rinnovamento e mons.
Jannucci vescovo di Penne e Pescara che ha trovato la chiesa gremita. Folla
strabocchevole poi al Circuì Visioni; invitati da don Dino Foglio, i giovani
riempiono, seduti sul pavimento, il palcoscenico del cinema-teatro; centinaia di
persone non riescono ad entrare; la provvidenza offre Padre Serafino Falvo che
all’aperto, parla alla folla costituita non solo dagli “esclusi”, ma dai passanti e dagli
abitanti delle case prospicienti la piazza che ascoltano affacciati a finestre e balconi.
Ancora al Circuì la relazione di P. Augusto Drago e l’intervento del Card. Suenens.
Nel pomeriggio nuovamente nella Chiesa dello Spirito Santo si svolge la preghiera in
attesa della celebrazione eucaristica. Un gruppo di milanesi non essendo potuti
entrare nella Chiesa gremita fa ceschio su un prato vicino la rotonda sul mare e
pregano tra la meraviglia dei passanti. La giornata si conclude con una messa alla
rotonda sul mare celebrata dal Card. Suenens. “Amici, siamo appena nati e già la
Chiesa ci ha aperto le porte di un Congresso Eucaristico Nazionale”. Queste parole di
don Dino Foglio non sono soltanto la constatazione di un fatto; sono anche un invito
a lodare il Signore e un richiamo alla nostra responsabilità di fronte alla Chiesa.
Un Congresso RnS Centro-Sud si ha poi a Salerno dal 29 al 31 ottobre 1977 (tema
“Rinnovati nello Spirito per discernere la volontà di Dio”), dove molto importante è
la relazione di Salvatore Cultrera su “La comunità del Rinnovamento nello Spirito”.
Anche al congresso di Salerno viene stilata una dichiarazione conclusiva: “In
comunione con tutta la Chiesa sparsa nel mondo e con tutti gli uomini amati da Dio
e che aspettano la Salvezza con cuore umile e sincero, noi vogliamo ascoltare
l'appello del successore di Pietro, Paolo VI. La Chiesa in questo momento così
difficile per la storia dell'umanità vive la esigenza di una nuova evangelizzazione del
mondo per far risuonare ovunque la Parola di grazia che ha il potere di edificare e di
concedere l'eredità con tutti i santi. (Atti 20, 32). Evangelizzare è annunciare agli
uomini (perduti -per il peccato) che il Padre ha mandato Cristo Gesù come Salvatore
e Signore, che lo ha costituito Figlio di Dio in potenza secondo lo Spirito di
santificazione (Rom. 1,2), che lo ha posto giudice dei vivi e dei morti (Atti 10,43) e
che, dopo averlo glorificato ha inviato lo Spirito Santo effondendolo
abbondantemente su tutti gli uomini (Atti 2, 3) perché si convertano e servano al
Dio vivo e vero e si salvino (I Tess. 1,9). Come la prima evangelizzazione è stata
fatta dagli Apostoli, mandati dal Signore, con il ministero della Parola accompagnata
da guarigioni, miracoli e prodigi (Atti 4, 30) compiuti nel Nome di Gesù così anche
oggi il Signore suscita segni e carismi nella Chiesa per confermare l'annuncio della
Parola agli uomini del nostro tempo, con la stessa visibile potenza. Quanto più il
nostro è tempo di secolarizzazione e di alienazione, tanto più vediamo manifestarsi
la potenza del Signore Gesù Risorto. E Dio ha suscitato oggi nella Chiesa il
Rinnovamento come uno degli stru menti di evangelizzazione fatta con la Parola, con
la Potenza del Signore (Me. 16; 15-18) e con l'esempio di vita. Annunciamo pertanto
Cristo Gesù non come un'idea astratta, ma come il Signore della storia; Egli,
mediante l'azione efficace dello Spirito, rinnova il cuore dell'uomo e crea una
società nuova. Testimoniamo che abbiamo sperimentato che Cristo è il Salvatore e
che in Lui abbiamo vedute, conosciute, udite, contemplate e toccate con mano le
meraviglie del Padre. (Gv. i, 1-4). Ripetiamo anche noi con l'Angelo di Tobia:
«Benedite Dio e proclamate davanti a tutti i viventi il bene che vi ha fatto, perché
sia benedetto e celebrato il Suo Nome. Fate conoscere a tutti gli uomini le opere di
Dio, com'è giusto, e non trascurate di ringraziarlo-» (Fobia, 12, 6). Nell'ascolto della
Parola di Dio e docili alla sua volontà, ci lasciamo condurre dal Signore a divenire
comunità vive e credibili là dove urge la presenza della Parola e della Potenza del
Signore: nelle parrocchie, nelle diocesi, negli ambienti di lavoro e di studio,
dovunque c'è un uomo, per coinvolgere tutto e tutti nell'Amore misericordioso del
Signore nostro Gesù! A tale scopo il Congresso di Salerno fa proprie le conclusioni
operative del Congresso di Brescia circa la formazione e l'impegno dei fratelli al
servizio dell'evangelizzazione nella Chiesa. Venga Signore su tutti la pienezza della
Tua Grazia! Venga Signore lo splendore del Tuo Regno! Perché Tua è la Potenza, la
Gloria e l'Onore nei secoli! Amen! ALLELUJA!”
In questo anno le edizioni Dehoniane pubblicano il libro di Mario Panciera: “Il
Rinnovamento Carismatico in Italia” nel quale l’autore descrive il fenomeno in
maniera attenta e dettagliata, nelle sue origini, nelle sue manifestazioni più tipiche,
nelle sue tensioni ed ambiguità, nella carica di rinnovamento che esso può
comunicare.
La Comunità Maria celebra il suo primo convegno nazionale a settembre a Napoli
presso il Teatro Mediterraneo della fiera d’oltremare, dal tema “Lo spirito del Signore
riempie l’universo ed abbracciando ogni cosa conosce ogni voce” (Sap 1,7). Da allora
in poi il titolo del Convegno Nazionale, aperto a tutti, verrà sempre scelto in
preghiera, come profezia per l'intera Comunità.
1978

Nel febbraio 1978 nelle Filippine un uomo d’affari che dirige un’agenzia
immobiliare, Mariano Velarde è ricoverato in un centro cardiologico per gravi
problemi cardiaci ed una infermiera (che lui considererà poi un angelo) gli dice di
leggere un passo della Bibbia (1 Cor 10,13). Dopo averlo meditato gli torna la
serenità e la mattina è pieno di gioia. I dottori con sorpresa lo trovano completamente
guarito e lo dimettono senza alcuna operazione. In preghiera avverte l’invito a
testimoniare la sua esperienza. Negli anni successivi Bro “Mike”, come si farà
chiamare, darà il via ad un movimento carismatico autonomo denominato “El
Shaddai DWXI”.
Il Cardinale Suenens firma un documento teologico dal titolo “Rinnovamento
carismatico ed ecumenismo” che verrà denominato “Documento di Malines 2”, nel
quale vengono esaminate le relazioni tra l’ecumenismo e il Rinnovamento
Carismatico nella prospettiva cattolica, già da lui trattate in vari interventi scritti e
orali, ma che qui riprende in una visione d’insieme.
III evento (ICO) – Terza conferenza internazionale dei leaders dal 15 al 18 giugno
1978 a Dublino (Irlanda), dal tema “Voi sarete i miei testimoni”, con rappresentanti
di 60 paesi, seguita da un congresso internazionale a cui assistettero 20.000 persone.
Le conferenze furono organizzate dall'ICO. Dopo l’introduzione di Tom Flynn,
presidente del Congresso, i lavori sono stati aperti la sera del giovedì 15
dall’arcivescovo di Dublino mons. Dermot Ryan con un benedicente saluto di
accoglienza ai convenuti, “ai quali speriamo di avere qualcosa da dare, sicuri di aver
molto da ricevere”. Ha ricordato poi gli effetti che la Pentecoste ebbe sugli apostoli,
tramutandoli da uomini pavidi e ottusi in coraggiosi e illuminati testimoni di Cristo.
Riferendosi alla Chiesa, mons. Ryan ha rilevato come lo Spirito impresse sulla
Chiesa nascente una unità fondamentale basata sull’Eucaristia, l’ascolto della Parola,
l’adorazione silenziosa. Tutti valori riscoperti dal rinnovamento. L’invocazione “Che
Maria, unita in preghiera agli apostoli nella Pentecoste, possa unirsi alle nostre
preghiere in questi giorni di grazia” ha concluo il suo intervento. L’inizio della lettera
agli Ebrei ha dato l’avvio alla relazione di Ralph Martin. Dopo aver tracciato
sinteticamente il quadro della storia della salvezza, egli ha rammentato che la
salvezza è dono gratuito di Dio datoci attraverso la morte e la risurrezione del Figlio
suo Gesù Cristo. Questo è il messaggio e noi abbiamo il dovere di comunicarlo agli
altri nello slancio missionario donatoci anch’esso da Dio. Non possiamo, non
dobbiamo tenerlo per noi o sostituirlo con speculazioni teologiche. Non possiamo
lasciarci distogliere da altre voci, da altri interessi, abbiamo accolto la buona novella:
dobbiamo trasmetterla col nostro impegno personale sino ai confini della terra.
Joseph Jayamanne dallo Sri Lanka, Emma Chembo dallo Zambia e padre Fio
Mascarenhas dall’India, hanno sottolineato la diffusione del rinnovamento nei
rispettivi paesi e la conseguente trasformazione nella vita dei singoli e delle
comunità. Jacky Parmentier, della comunità della Santa Croce di Grenoble, incentrata
sulla preghiera anche liturgica, sulla povertà, sulla penitenza e sulla conversione, ha
lodato il Signore per la diffusione in Francia delle comunità: dieci in appena sei anni
dall’inizio del rinnovamento, tutte fiorenti nella fede e nella carità vissute. Ancora
sulla comunità alla quale appartiene e sulla unità di tutti i suoi membri provenienti da
quasi tutte le Chiese del Medio Oriente, ha parlato Peter Shebaya, di Beirut. In un
paese dilaniato da anni dalla guerra civile colorata di fanatismo religioso, essa offre
una testimonianza credibile dell’amore di Dio operante negli uomini. Un altro paese
dove il corpo di Cristo è fatto a pezzi, l’Irlanda del Nord, è stato presentato con pena
e speranza da Larry Kelly, di Belfast. “Dobbiamo entrare in quella sofferenza che Dio
stesso sta sopportando per noi e dobbiamo pentici se vogliamo che Dio guarisca il
nostro paese”. Andrei Ngcobo del Sud Africa ha ringraziato il Signore per
l’avvicinamento tra bianchi e neri che lo Spirito Santo sta opeando nel suo paese per
mezzo del rinnovamento. Il card. Leo Joseph Suenens ha ribadito la più volte
conclamata necessità di uscire da Cenacolo come fecero gli Apostoli e camminare per
le vie del mondo annunciando il vangelo con le opere oltre che con la parola. P. Jim
Ferry, della comunità People of Hope, di New Jersey, ha posto l’accento sulla
preghiera ecumenica, descrivendo l’incontro di circa 60000 persone denominato
“Jesus ‘78” che siu è svolto per la Pentecoste, nel Giant Stadium di Rutherford (N.J.).
L’esperienza è stata tale che egli ora sogna di ripeterla l’anno successivo in dieci
diversi stadi. Sul dovere della evangelizzazione hanno perlato Hervé-Marie Catta,
della comunità dell’Emmanuele di Parigi e p. Martin Tierney, di Dublino. Assai
intenso e positivamente traumatizzante l’intervento di Brian Smith di Brisbane,
Australia, dove vive nella Emmanuel Community con sua moglie e i suoi figli. Ha
detto che dopo la prima gioiosa esperienza ci rendiamo conto che l’impegno è arduo
e sovente siamo tentati di lasciar andare tutto. Nel gruppo e da esso attingiamo
l’incoraggiamento e la forza per operare secondo la chiamata personale, per essere il
segno che il Signore vuole e che il mondo chiede nel posto dove siamo, nell’ambiente
di lavoro, nell’ambito della nostra famiglia. Proprio a questo proposito Brian
sottolinea la necessità di equilibrare il proprio ministero nel rinnovamento con La vita
familiare: “A volte – egli ha detto – è più importante giocare al calcio con i figli che
andare ad una riunione di preghiera in pù; e invece di preoccuparci di abbracciare i
fratelli del gruppo, abbracciare la nostra figliola e, perché no?, nostra moglie
dicendole che l’amiamo”. Dobbiamo chiedere al Signore quale è il nostro posto e
quando là avremo assolto il nostro compito, portato tanto frutto, riconosciamoci servi
inutili, non altro che popolo di Dio chiamato a testimoniare la presenza di Gesù in un
mondo decadente.
L’assemblea è stata ripetutamente scossa da messaggi e profezie che si riportano in
parte: “Voglio parlare stasera ai vostri cuori, che gioiscano per la mia presenza,e la
mia potenza si manifesterà in voi e in mezzo a voi per l’effusione abbondante del mio
Spirito, che si riverserà anche su quelli che non mi cercano con la pienezza del loro
cuore. Mi conoscerete in una dimensione nuova. Aprite i vostri cuori per ricevere
l’abbondanza del vostro Dio, l’abbondante benedizione del mio Spirito”. “Figli miei,
vi amo senza condizioni, quali siete, con le vostre debolezze e i vostri timori. Senza
condizioni ho dato a voi me stesso, amatemi quale sono, quale a voi mi rivelo”. “Figli
miei, mi rallegro che mi domandiate di regnare nei vostri cuori, ma vi regno io?
Quando vi chiamo, non siete liberi di venire per l’attaccamento a cose che ve lo
impediscono. Lasciate che io sia totalmente il vostro Signore. Non abbiate paura di
quello che vi chiedo, voglio il vostro cuore”. “Popolo mio, non aspettare, procedi,
credi in me adesso, voglio riempire il tuo cuore di conoscenza di me”. “Fratelli e
sorelle miei, il mio regno non è materiale, è nei vostri cuori, è la mia presenza in voi.
Non abbiate paura del fragore del mondo, della violenza. A questo mondo vi manderò
perché ci sono persone che voglio attirare a me. Avrete forza dal mio Spirito per
annunziare il mio regno”. “Mettete il corpo di mio Figlio nei vostri cuori. Guardate e
vedete le situazioni in cui siete divisi e non riconciliati, in cui non avete testimoniato
me. Vi chiamo a cambiare i vostri cuori, a spezzarli, a piangere, a pentirvi”. “Avete
udito in questi giorni la mia voce, vi ho manifestato la mia potenza. Voi non siete
stati fedeli alle vostre promesse battesimali. Rinnovatele oggi perché vi mando quali
miei ambasciatori”. “O Irlanda, Irlanda figlia mia, bada a te stessa, non confidare in
quello che in altri tempi hanno fatto i tuoi antenati, non inorgoglirti. A te oggi io
chiedo di assumerti le tue responsabilità, di chinare il capo perché io possa imporre la
mia mano su di te. Ricevi il mio cuore oggi perché oggi tu possa essere quello che sei
stata nel passato”.
Papa Paolo VI favorisce la costituzione di un vero e proprio Ufficio di
Coordinamento Internazionale del Rinnovamento Carismatico. Viene cioè costituito
un Consiglio Internazionale, composto da due leaders per continente, scelti tra i più
rappresentativi del rinnovamento, con funzioni di supervisione sul lavoro
dell'ICO. In quella circostanza Ralph Martin fu nominato presidente del Consiglio e
padre Tom Forrest divenne Direttore dell'ICO. Il lavoro dell’ufficio delle
Comunicazioni Internazionali assunse una identità più ecclesiale con il
coinvolgimento del Card. Suenens, nominato dal papa proprio rappresentante e la
nomina formale dell’ICO che divenne Ufficio Internazionale del Rinnovamento
Carismatico. Papa Paolo VI muore il 6 agosto e gli succede Giovanni Paolo I, eletto il
26 agosto.
Dal 15 al 17 settembre ha luogo a Koekelberg-Bruxelles la II grande assemblea sul
Rinnovamento per il Belgio e il Lussemburgo., promossa dall’equipe pastorale
interdiocesana. Partecipano 5000 persone con ospiti dai paesi vicini, tra cui l’Italia.
E’ presente anche il cardinale Suenens. In una sua omelia egli precisa che il
Rinnovamento non vuole essere un movimento organizzato, ma testimoniare la
presenza dello Spirito Santo che vuole trasformare la Chiesa in tutte le sue
dimensioni.
Il 28 settembre muore Giovanni Paolo I ed il 16 ottobre viene eletto papa Karol
Wojtila che prende il nome di Giovanni Paolo II.
Nel 1978 il padre Jonas Abib in Brasile fonda la comunità Canção Nova (Canzone
Nuova) nella città di Lorena (stato di San Paolo). La comunità in seguito si trasferirà
a Cachoeira Paulista e si estenderà ad altri paesi (principalmente Portogallo e
Francia).
1978 IN ITALIA

Nell’aprile 1978 alcuni membri della Comunità Maria di Perugia (Tarcisio ed Agnese
Mezzetti e don Leonello) vengono esclusi dalla Comunità Maria stessa e danno via ad
una nuova Comunità che prenderà poi il nome di “Comunità Magnificat”, aderendo al
Rinnovamento nello Spirito.
La I convocazione nazionale del RnS si svolge a Rimini presso l’“Ente Fiera” dal
29 aprile al 1 maggio 1978. Il tema di questo incontro, tratto dal capitolo 5 della
lettera di S. Paolo ai Romani, fu: "L'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per
mezzo dello Spirito Santo" (Rm 5,5). La Convocazione vede la partecipazione di
6000 persone in rappresentanza di 300 gruppi. Il vescovo di Rimini, Mons. Giovanni
Locatelli, interviene e da’ il suo saluto. Nella convocazione Padre Raniero.
Cantalamessa ha parlato sullo Spirito Santo nella vita del cristiano. Sono stati dedicati
simposi separati a numerosi argomenti di interesse pratico. Da allora ogni anno nel
periodo fine maggio-inizi giugno si terranno le Convocazioni Nazionali sempre a
Rimini.
Anche la Comunità Maria celebra il suo secondo convegno nazionale alla
Cittadella di Assisi, dal tema “Alzatevi e pregate”.
Si rende necessario un aggiornamento del CNS. Suor Ancilla Beretta viene destinata
dai superiori ad alto lavoro pastorale e non può più essere disponibile a tempo pieno.
Il nuovo CNS risulta composto da don Dino Foglio (coordinatore), Salvatore
Cultrera, Ermete Ferrari, Annamaria Guerrieri, padre Natale Merelli, padre Mario
Panciera, Rossana Sabatiello, madre Lea Merlin (membro aggiunto per i rapporti col
mondo religioso femminile), padre Robert Faricy (assistente spirituale).
Seconda conferenza animatori - Roma "Domus Pacis" 28-31 ottobre 1978.
Partecipano in 800. Erano presenti Ralph Martin che ha parlato sul profilo
dell’animatore, Padre Tom Forrest e Padre Cantalamessa. Padre Tomaso Beck ha
parlato sul discernimento spirituale. A chiusura dei lavori don Dino Foglio riassume
le conclusioni operative basate sui seguenti principi: maggior affermazione del
principio che il rinnovamento nello Spirito vuole valorizzare la preghiera (“vogliamo
costruire un muro di preghiera”, s. Caterina), senza peraltro chiudersi in un intimismo
spirituale; istanza crescente di unità e comunione (membra di un unico corpo mistico,
pur nella molteplicità dei ruoli, compiti e manifestazioni); nessuna struttura fissa, pur
consapevoli che lo Spirito “regista principale” agisce liberamente attraverso strumenti
umani; piena disponibilità all’azione dello Spirito Santo nel contesto ecclesiale in cui
il rinnovamento vuole essere, con le altre realtà, fermento genuino. Applicazioni
operative: impegno individuale e comunitario (ciascuno secondo i propri ruoli) a
portare avanti i contenuti del rinnovamento nel proprio gruppo e in unione agli altri
gruppi; istituzione di una commissione teologica quale supporto principale ai
contenuti di cui sopra. Il programma concreto di cammino comprende corsi
permanenti a livello nazionale (tipo A per inizianti, tipo B di approfondimento e tipo
C per animatori), convocazione nazionale annuale alla fine di aprile e conferenza
annuale per animatori a ottobre-novembre, corsi e settimane di studio estive, altri
corsi e convegni organizzati a livello regionale. Gli incontri nazionali saranno sempre
preparati da una giornata di spiritualità per il CNS ed i gruppi di servizio. In
occasione della conferenza si è proceduto, in riunioni separate, a rinnovare il quadro
dei coordinatori regionali. C’è anche un coordinatore per i gruppi di “Padre Pio”
italiani che hanno aderito al RnS (padre Pancrazio Gaudioso di Civitanova marche).
Le edizioni Paoline pubblicano in Italia il libro “Il carisma delle guarigioni” del P.
Francis MacNutt, noto sacerdote americano che esercita questo ministero. Il testo
invita a prendere coscienza del ministero delle guarigioni rimasto per tanto tempo in
ombra nella Chiesa Cattolica.
Nello stesso anno Yaka Book pubblica il libro di Kevin e Dorothy Ranaghan “Il
ritorno dello Spirito”, traduzione di “Catholic Pentecostals”.
1979

Il 13 gennaio la Comunità “Léon de Juda et Agneau Immolé” in Francia viene


riconosciuta come “pia unione”.
A Maggio a Lima in Perù si ha l’ECCLA 6, con oltre 100 delegati di 19 paesi. I
leaders hanno presentato un documento finale elaborato sulla scorrta del Documento
di Puebla su “il presente e il futuro dell’evangelizzazione dell’America latina”,
pubblicato dai vescovi dell’America Latina all’inizio dell’anno. Il documento dei
delegati di ECCLA VI si articola in quattro parti: esame del Rinnovamento
Carismatico nell’America Latina; sviluppo di orientamenti pastorali secondo la linea
guida del Documento di Puebla; studio dell’applicazione specifica di questa linea
guida al Rinnovamento dell’America Latina; proposta di un piano di azione del RCC
nell’America Latina da seguire per il futuro. “Schietto e autocritico”, secondo la
definizione di padre Tom Forrest, dell’ICO, presente ai lavori.
Nella Pentecoste del 1979 il Cardinale Suenens pubblicava un terzo documento di
Malines, questa volta dedicato alle implicazioni sociali del Rinnovamento e della vita
cristiana. Il testo risponde alle critiche di cui sovente il Rinnovamento Carismatico
Cattolico era fatto oggetto. Tali critiche provenivano da quei cristiani
prevalentemente impegnati nell’azione sociale e da alcuni ambienti della Teologia
della Liberazione, dell’America Latina. Questi temevano che il Rinnovamento
Carismatico sottraesse i cristiani alle proprie responsabilità dinanzi ai problemi
dell’uomo. Il testo venne stilato in collaborazione con il Vescovo brasiliano Dom
Helder Câmara di Recife (Pe), un uomo molto attento alle situazioni sociali specie
del suo paese di origine.
Con una lettera indirizzata a padre Tom Forrest, direttore dell’ICO, Ralph Martin ha
dato le dimissioni da presidente del consiglio internazionale dell’ICO, rimanendo
comunque consigliere.
Il 16 luglio il cardinale Suenens compie 75 anni e presenta le sue dimissioni dalle
attività episcopale come arcivescovo di Malines-Bruxelles. Nella lettera di
dimissioni, il cardinale Suenens esprimeva il desiderio di continuare a servire la
Chiesa nel movimento ecumenico e nel rinnovamento carismatico. Nel’accettarne le
dimissioni, papa Giovanni Paolo II ha chiesto al cardinale di proseguire la sua opera
in questi due movimenti.
In Canada si tiene il terzo congresso nazionale carismatico di lingua francofona allo
stadio Olimpico di Montreal. Il numero di partecipanti e le difficoltà logistiche sono
tali che successivamente l’Assemblea canadese francofona per il RCC deciderà di
favorire i congressi a livello diocesano e cessare quelli nazionali, che riprenderanno
solamente nel 1990.
Padre Emiliano Tardif, Maria Armenteros e Evaristo Guzman sentono molto forte la
necessità di fondare una comunità e ne parlano con il padre Uribe Jaramillo. Il 3
settembre tengono un ritiro in Ecuador su invito del padre Jorge Bravo SJ. All’uscita
dalla Chiesa il Signore fa capire a Maria che vuole che questa Comunità si chiami
“Servi di Cristo Vivo”.
Nell’ottobre viene pubblicata una dichiarazione pastorale dell’episcopato belga sul
Rinnovamento Carismatico, molto positiva. E’ la prima volta che un episcopato
europeo si esprime sul Rinnovamento Carismatico. La “valutazione pastorale” è
fondata, come avvertono i vescovi stessi, “non sui frutti che si possono cogliere da
una qualsiasi esperienza frammentaria e limitata, ma su queli che emergono da una
visione complessiva, su scala mondiale”. Dopo averne illustrati i frutti che ritengono
principali, si pongono il problema dell’inserimento nella vita della Chiesa locale, dei
rapporti con il vescovo, della partecipazione del sacerdote. Non mancano di rilevare
“gli scogli da evitare”. La dichiarazione conclude: “il Rinnovamento, che non
rivendica nessun monopolio dello Spirito, è una grazia che passa”.
Il Consiglio internazionale dell’ICO si riunisce ogni 9 mesi per supervedere il lavoro
dell’Ufficio e per studiare come il RCC si sviluppa nel mondo. Il luogo di riunione
previsto erano le Flippine sostituito poi da Roma dopo la notizia che ci sarebbe stato
un incontro con il papa, per il quale si era adoperato il cardinale Suenens. L’11
dicembre il Santo Padre Giovanni Paolo II riceve pertanto in udienza privata il
cardinale Suenens unitamente al Consiglio (Andy Ngcobo, Brian Smith, Veronica
O’Brien, Ralph Martin, Diego Jaramillo, Kevin Ranaghan, Fio Mascarenhas, Tom
Flynn, Uribe Jaramillo, Herve-Marie Catta, Tom Forrest, Vic Gutierrez). La
proiezione di un film sul RCC, predisposto appositamente per il Santo Padre e
commentato da John Bertolucci di Little Falls, USA, dava inizio all’incontro. Nel
film, notevole parte hanno avuto le riprese di momenti particolarmente significativi
delle Conferenze carismatiche internazionali di Notre Dame, Kansas City, Dallas,
Dublino e Roma; la spiegazione e l’illustrazione del ruolo della profezia e della
guarigione nel Rinnovamento, le immagini di tipiche piccole e grandi riunioni di
preghiera. Oltre a ciò sono stati mostrati alcuni importanti risultati dovuti al
rinnovamento, dai poveri del Messico alla rappacificazione tra alcuni gruppi di
protestanti e di cattolici in Irlanda. Il Papa ha mostrato molto interesse per il film,
definendo quanto visto come una rivoluzione animata d auna fede viva. La
dimensione espressiva della fede, perduta o inibita, egli ha aggiunto, può ormai
riscontrarsi anche altrove, pure nella sua Polonia; forse non così evidenziata, ma
“qualcosa come un’altra edizione dello stesso libro”. Nell’accettare l’omaggio di una
copia del film, il Santo Padre ha detto: “lo mostrerò ad altri, qui”. Nella
conversazione che ne è seguita il Papa ha voluto conoscere ogni membro del
Consiglio e ciascuno ha avuto modo di parlare e di dargli un rapporto scritto su alcuni
risultati attribuibili al RCC nel mondo. Ralph Martin, ultimo in ordine di tempo, ha
completato il suo rapporto sullo sviluppo delle Comunità cristiane nel RCC con una
dichiarazione di lealtà, supporto ed apprezzamento verso il Santo Padre, fatta a nome
di tutti i membri del Consiglio internazionale e delle parti del mondo da essi
rappresentate. Tra l’altro Ralph ha detto: “noi sentiamo nella vostra voce, Santo
padre, la voce di Cristo. Quando dite ai vescovi che nella loro vita il primo posto
deve essere dato alla predicazione del Vangelo di Gesù Cristo, alla conservazione
della verità e del deposito della fede, percepiamo in voi l’opera dello Spirito Santo.
Quando vi rivolgete ai teologi e li esortate a non distruggere la fede bensì a edificarla
lealmente basandosi non tanto su metodi scientifici quanto su Gesù Cristo e sul
Magistero, i nostri cuori ardono come quelli dei discepoli sulla via di Emmaus”.
Esistono, egli ha detto, disunioni e incertezze nella Chiesa, “ma quando vi udiamo
parlare di proclamare il Vangelo, di predicare l’autorità della Parola di Dio, di
abbattere il dubbio e l’incertezza che vorrebbero fiaccare oggi la forza della Chiesa,
noi ci rallegriamo profondamente. Voi ci chiamate a cercare Gesù, noi ci impegnamo
a farlo, strettamente uniti a voi”. L’“esplosione spirituale” di Raplh Martin, come l’ha
definita Brian Smith, è terminata con l’offerta al Papa di ogni possibile aiuto da parte
di tutti gli impegnati nel RCC. “Vi chiediamo, Santo Padre, di farci conoscere che
cosa dobbiamo fare per aiutarvi, sostenervi, lavorare con voi”. Il Papa, rivolgendosi a
tutti i presenti, ha detto: “Questo è il mio primo incontro con voi, non posso quindi
rispondere subito alla vostra richiesta. Lasciate che prima vi esponga il mio personale
cammino spirituale. Io sono sempre stato in questo rinnovamento carismatico”.
L’iniziazione alla vita nello Spirito fu promossa da suo padre quando a lui, ragazzo,
talvolta con difficoltà nello studio, specie della matematica, propose di recitare ogni
giorno una preghiera allo Spirito Santo: “Obbedisco ancor oggi a quel suggerimento
di mio padre, sono ormai quasi 50 anni, e non è poco. Questa è stata la mia
iniziazione spirituale, e così ora posso capire tutti questi differenti carismi. Essi fanno
parte della ricchezza del Signore. Sono convinto che questo movimento sia un segno
della sua azione. Il mondo ha un forte bisogno dell’azione dello Spirito Santo e dei
suoi strumenti. Attraverso questa azione, egli viene nello Spirito degli uomini e noi
cominciamo di nuovo a vivere, a trovare noi stessi, la nostra identità, la nostra
completa umanità. Sono quindi convinto che questo movimento è una componente
molto importante dell’insieme del rinnovamento spirituale della Chiesa”. Il cardinale
Suenens ha chiesto allora di pregare un po’ insieme “alla nostra maniera”. Al che il
Papa ha risposto: “Sì, mi unirò a voi con gioia … ma alla mia maniera”. Egli ha
anche accettato che si cantasse accompagnati da una chitarra perché “la chitarra – ha
detto – è un elemento molto importante di questo rinnovamento spirituale”. La
preghiera è rapidamente entrata nel canto, nella lode, per lo più in lingue, nella
petizione, concludendosi con il canto del “Magnificat”. Alla fine dell’incontro Tom
Forrest ha chiesto al Papa la sua benedizione, ribadendo, tra l’altro, il concetto già
espresso da Raph Martin: “desideriamo essere da voi chiamati in qualsiasi modo e in
qualunque tempo per provarvi il nostro amore. Noi vogliamo morire per Cristo
perché sappiamo che è l’unico modo per vivere. Vi chiediamo di benedirci e di
benedire tutte le persone che tanto amiamo, e i cui nomi portiamo nel cuore. Ma
anche, con la più grande e profonda umiltà, invochiamo la benedizione di Dio su di
voi. Ci rendiamo conto di quanto sia difficile il vostro compito, quanto enormi i
bisogni che pesano sul vostro cuore. Vi assicuriamo che non smetteremo mai di
pregare per voi. Che chiederemo a milioni di persone in tutto il mondo di pregare:
perché la Chiesa possa essere rinnovata, perché il mondo possa andar bene, perché il
mondo possa conoscere Gesù Cristo”. Dopo la benedizione è stato chiesto al Papa se
egli avesse una particolare intenzione per la quale pregare nell’ambito del RCC ed
egli ha risposto: “Pregate per la gente che non può esprimere se stessa, per i
perseguitati, per quelli che non possono manifestare il proprio credo in Cristo. Dovete
tenerli dentro al vostro cuore”. Abbracciando calorosamente ognuno, il papa ha detto:
“spero che torniate a trovarmi”.
Nel 1979, in ottobre viene fondata a Sydney, in Australia la “Disciples of Jesus
Covenant Community”. Lo stesso anno viene fondata la Bethel Community a
Perth, nell’Australia occidentale.
1979 IN ITALIA

Il primo gennaio 1979 durante un pellegrinaggio a Loreto, viene fondata la la


Comunità Giovanni Battista, formata da don Ricardo Arganaraz ed altri tre fratelli
(Silvia, Sandro e Costantino). Inizieranno la vita comunitaria qualche mese dopo a
Camparmò.
Il terzo convegno nazionale della Comunità Maria viene celebrato di nuovo a
Napoli dal 22 al 25 aprile ed ha come tema “Chi crede in me”. Viene invitato anche il
Rinnovamento nello Spirito.
II Convocazione Nazionale - Rimini 28 aprile - 1 maggio 1979 - "Siano una cosa
sola, perché il mondo creda" (Gv 17,21). Hanno partecipato 7000 persone
rappresentanti di 400 gruppi. C’è stata la presenza dell’arcivescovo di Rimini, mons.
Giovanni Locatelli, dell’arcivescovo di Alessandria, mons. Giuseppe Almici e di
Mons. Paolo Hnlica, presidente del Movimento “ Pro Fratribus”. Hanno seguito i
lavori costantemente 300 sacerdoti, 200 suore, alcuni diaconi permanenti e una
ventina di teologi. Partecipavano anche fratelli da 15 nazioni. Padre Natale Merelli ha
parlato della comunione nei gruppi di Rinnovamento fra loro e con altri ed ha
presieduto un rito penitenziale nell’Eucaristia. La Penitenziale il secondo giorno del
convegno sarà una caratteristica di tutte le successive convocazioni. Partendo dalla
premessa, ampiamente documentata su basi scritturistiche, che nessuno vive per se
stesso, ha stagliato il ritratto della comunità ideale: luogo dell’ascolto della Parola,
del nutrimento della fede, della frazione del pane eucaristico, della messa in comune
dei propri beni, per giungere infine a parlare dei valori essenziali alla vita dei gruppi.
Fra questi il diventare bambini nel senso evangelico della parola, la perseveranza nel
cammino di fede, l’uso terminologico di “fraternità” anziché di gruppi (è infatti più
importante ciò che si può diventare con l’arricchimento dei valori spirituali, anziché il
modo in cui il gruppo si configura.); l’irradiazione della fraternità nel mondo.
Tommaso Beck ha tenuto la relazione sulla testimonianza nei gruppi di
Rinnovamento. Varie comunicazioni sono state tenute sul pericolo dell’appiattimento
del gruppo (Mario Panciera), sul riconoscimento dei ministeri nel gruppo (Matteo La
Grua), sulla famiglia con particolare attenzione alle scelte dei figli (Vittorio Morini).
Padre panciera in particolare ha precisato come i gruppi carismatici sono ecclesiali,
non solo perché composti da battezzati, ma perché nascono all’interno della Chiesa,
vivono e costituiscono la Chiesa. In essi non sono ammissibili “battitori liberi”,
mentre sono necessari animatori capaci di discernere con oculatezza i carismi,
evitando ad ogni costo, dopo un primo periodo di fervore, il pericolo
dell’appiattimento. Infine, i gruppi carismatici non possono in nessun caso diventare
dei ghetti. L’esercizio dei ministeri deve poter contenere un’apertura sociale ed
ecclesiale, ed è nella misura in cui ciò si realizza che la voce dello Spirito ottiene le
risposte più generose e più impensate. Una eucaristia è stata celebrata da padre
Valeriano Gaudet, iniziatore del RnS in Italia. Nel RnS in pochi anni sono maturate
finora 30 vocazioni sacerdotali, 36 alla vita religiosa femminile, 18 a quella maschile,
33 a quella missionaria e 15 a quella contemplativa.
Giornata dei gruppi di rinnovamento al Santuario di Oropa (Vercelli) - 24
giugno 1979 - "La Madonna e il Rinnovamento nello Spirito" con la presenza del
Card. Suenens. Partecipano 5000 persone.
A Roma, alla Domus Pacis, si incontrano per il consueto convegno annuale, i
partecipanti ai gruppi di preghiera già denominati “di Padre Pio”, ora confluiti
nel RnS sotto la guida di padre Pancrazio Gaudioso. I convenuti, giunti anche
dall’estero, in numero di circa 600, hanno anche incontrato il papa all’udienza
generale del mercoledì e il vescovo di macerata, mons. Carboni. Il tema del convegno
è stato “la nostra fede” ed è stato trattato da padre Domenico Grasso. Una solenne
concelebrazione eucaristica, presieduta da mons. Carboni e preceduta da preghiere
per l’effusione dello Spirito su numerosi presenti, ha concluso l’incontro.
Terza conferenza animatori - Roma "Domus Pacis" 1-4 novembre 1979, tema:
“Pluralità dei carismi ed unicità dello Spirito” (1 Cor 12,4-6); “Fate quello che vi
dirà” (Gv 2,5). Presenti 900 fratelli. Ha aperto il convegno una solenne celebrazione
penitenziale presieduta da padre Raniero Cantalamessa che ha creato in tutti i
partecipanti e spregevole agli occhi di Dio quando è fatto per amore.nella più
profonda umiltà che sceglie per sua ambita porzione quello che altri tralasciano,
consapevole che nulla è piccolo il bisogno di una totale conversione a Dio e di dono
ai fratelli nell’amore di Cristo. Padre Gianmarco Mattei ha tenuto le meditazioni ai
convegnisti svolgendo gradualmente, con accenti toccanti, il messaggio biblico “fate
tutto quello che vi dirà”. Sono stati trattati problemi molto pratici: liberazione
interiore (Robert Faricy e Matteo La Grua), animazione del gruppo (Gabriele de
Andreis), animazione della preghiera (Rossana Sabatiello), il gruppo pastorale (Mario
Panciera) e problemi pratici del gruppo (Tomaso Beck). I temi sono stati molto
efficaci perché non provenivano da studi o statistiche, ma da una parola che veniva
dal cuore di chi è incarnato nel cammino di vita nello Spirito. Ecco i principi
solennemente proclamati in questi giorni: 1) La Signoria di Cristo su tutti: Cristo che
dona la vita, Cristo vero liberatore, vero guaritore, unico vero salvatore; colui che
opera è Cristo Signore. 2) La preghiera: dote fondamentale di ogni animatore, forza
del gruppo pastorale per un vero servizio ai fratelli. 3) i laici nella Chiesa non sono
cristiani di “serie B” ma una componente importante nella triplice missione;
sacerdotale, profetica e regale. Si auspica una vera, seria e profonda preparazione
teologica nei laici per essere dei veri specialisti nel campo spirituale e potersi inserire
in ogni campo: religioso, sociale, costitutivo, di testimonianza e di evangelizzazione.
4) Necessità dell’azione: uscire per andare a proclamare al mondo che Cristo è il
Signore. Uscire dal cenacolo per seguire e annunziare il Cristo nelle parrocchie e
fuori, nelle diocesi e fuori, ovunque ci siano fratelli a cui portare la lieta novella.
Essere operatori di amore e portatori di pace e di servizio concreto
Nel 1979,a Riva del Garda, in Italia, una coppia di sposi, Eliana e Paolo Maino, ed un
sacerdote della diocesi di Trento, don Domenico Pincelli, fondano la Comunità
Shalôm. I fondatori insieme hanno sentito la chiamata a vivere e promuovere il
Vangelo della pace nella conversione, nella santità e nella condivisione dei propri
beni con i più bisognosi. A loro si sono unite altre persone, di età, sesso ed estrazione
sociale diversi, unite dal medesimo desiderio di seguire il Signore Gesù da laici nella
Chiesa. Il carisma della Comunità Shalôm è la pace, vissuta come impegno e gioia
nella solidarietà con i poveri del mondo e nella ricerca di rapporti riconciliati nella
propria quotidianità, stato di vita e professionalità. Esso si esprime concretamente
nella formazione umana, professionale e spirituale di ciascuno dei suoi membri; nella
preghiera personale e comunitaria, carismatica, contemplativa e liturgica; nell'amore
per la Parola di Dio, pregata, studiata e vissuta; nel cammino fraterno e
nell'intercessione; nella libera condivisione dei propri beni con i poveri (la decima).
La Comunità Shalôm nasce all'interno del Rinnovamento Carismatico Cattolico che
in Italia ha preso il nome di Rinnovamento nello Spirito Santo ed ha al centro Gesù
Cristo, Signore e Salvatore. La Comunità Shalôm è costituita da presone che si sono
legate a Dio e tra loro con un patto di Alleanza promettendo fedeltà ad impegni
specifici di preghiera personale e comunitaria, adorazione eucaristica, perdono
permanente, decime, digiuno, servizio, assiduità ai sacramenti dell'Eucarestia e della
Riconciliazione. Vi è poi un gran numero di persone, legato in modo diverso alla
Comunità che, pur non avendone sottofirmato il patto di Alleanza, ne condivide il
carisma, la spiritualità, gli impegni, il servizio a favore della società e della Chiesa.
Fin dagli inizi dell'esperienza comunitaria il testo del profeta Malachia 3,10 «Portate
le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi
mettetemi pure alla prova in questo, dice il Signore degli eserciti, se io non vi aprirò
le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti» ha fatto
cogliere un aspetto importante della conversione: quello della solidarietà e della carità
materiale. Facendo propria la convinzione del loro co-fondatore Paolo Maino che
«non c'è conversione autentica se il Signore non passa anche attraverso il portafoglio
e il conto in banca», i membri della Comunità Shalôm hanno cominciato ad
accogliere l'invito di donare al Signore la “decima parte” dello stipendio. Negli anni
le decime cresceranno e coinvolgeranno un numero sempre maggiore di persone.
1980

Il 9 febbraio 1980 padre Francis McNutt, noto teologo domenicano impegnato per
anni nel ministero di guarigione purtroppo si sposa e viene subito sospeso “a divinis”,
lasciando tutti nel Rinnovamento nella costernazione più profonda (doveva essere tra
l’altro l’oratore principale all’ormai prossimo Convegno Nazionale USA). Tuttavia
continua il suo ministero di predicazione e di guarigione in ambienti episcopaliani
svolgendo la sua attività insieme alla moglie Judith Sewell (l’aveva conosciuta a
Gersalemme nel 1975) che era psicologa. Il CNS degli USA (Mons. Joseph
McKinney, Jack Brombach, padre Harold Cohen, don James Ferry, Gabriel Meyer,
padre Gorge T. Montagne, Dorothy Ranaghan, Kevin Ranaghan, don John Randall,
suor Ann Thérese Shields), in risposta a molte richieste, pubblica una dichiarazione
nella quale tra l’altro viene affermato: “Noi crediamo con forza nei principi di
obbedienza nella Chiesa cattolica e non possiamo approvare quello che Francis ha
fatto. Tuttavia, nonostante questa disgraziata separazione, vogliamo mantenere il
nostro amore e la nostra sollecitudine verso di lui. Noi accoglieremmo l’opportunità
di aiutarlo e continueremo a pregare per lui”. Insieme alla moglie Francio McNutt
fonderà l’organizzazione nota come “Christian Healing Ministries”.
L’ICO sponsorizza una conferenza internazionale di leaders asiatici che si tiene a
marzo nelle Filippine, a Manila. La conferenza che ha come tema: “nutrite il mio
gregge” è organizzata dalla “Joy of the Lord Community” di Manila. Vi partecipano
90 delegati da 15 paesi (Australia, Bangladesh, Brunei, Hong Kong, India, Indonesia,
Giappone, Corea, Malesia, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan e
Tailandia). Il cardinale Sin, intervenuto ai lavori, ha parlato del materialismo
rampante che sta facendo il suo ingresso in Asia. Questo materialismo lascia un vuoto
spirituale, che deve essere riempito ed i cristiani hanno un ruolo speciale in questo. Il
discorso principale viene tenuto da Tom Forrest che dice come una delle sue
maggiori gioie nei suoi viaggi per il mondo sia vedere dappertutto l’evidenza che lo
Spirito Santo è stato effuso in abbondanza. Il compito comunque non è sempre facile.
“Come leaders”, ha detto, “possiamo diventare stanchi, delusi, frustrati, feriti e tristi.
Ma non possiamo smettere. Dobbiamo imparare a lavorare meglio. E questo è il
motivo perché Dio ci ha convocati qui”. Padre Forrest ha detto che il Rinnovamento è
solamente all’inizio. Questo vuol dire che i leaders hanno la responsabilità di
continuare ad imparare ed evitare di lasciare che le ferite personali interferiscano con
il loro lavoro. “Il Rinnovamento”, ha detto, “non è un giocattolo o una proprietà
personale, ma un compito sacro donato da Dio”. Due degli speaker hanno sottolineato
l’importanza dell’unità. I leaders nel rinnovamento devono assicurarsi di portare la
gente non solamente all’unità in Cristo, ma anche all’unità tra di loro. Padre Herbert
Schneider di Manila ha detto: “dove non c’è unità la nostra evangelizzazione sarà
debole”. Brian Smith di Brisbane (Australia) ha affermato: “qualche volta siamo
sorpresi che persone diverse abbiano visioni diverse”. “Potremmo lavorare ad una
cosa per anni e poi scoprire che avevamo idee differenti sul perché e su quello che
stiamo facendo”. Ha suggerito quindi alcuni passi pratici da seguire per favorire
l’unità, come condividere i pasti e momenti di divertimento. Ha anche etto che i
leaders dovrebbero coscientemente pregare insieme per cercare ciò che Dio vuole che
essi facciano per la gente che stanno gudando, e che i leaders di vari gruppi
dovrebbero costantemente sforzarsi per essere in accordo tra di loro. In un
insegnamento intitolato “la chiamata alla santità per i responsabili cristiani” padre Fio
Mascarenhas di Bombay (India) ha delineato quattro caratteristiche di un leader
cristiano: 1) Il leader testimonia una esperienza personale profonda di Dio nella sua
vita personale. 2) Il leader cerca costantemente nella scrittura la guida per la sua vita
personale. 3) Il leader testimonia gioiosamente la disciplina del Signore che modella
la sua vita. 4) Il desiderio appassionato del leader è di essere trasformato in modo da
volere solo Gesù e in modo che la sua prima preoccupazione sia servire il corpo di
Cristo.
Dal 30 maggio al 1 giugno 1980 ha luogo la Conferenza nazionale USA del RCC
all’Università di Notre Dame (South Bend, Indiana). Il tema è “Dio, fa di noi la tua
famiglia” (Ef 2,18-19). Il punto focale della conferenza è la famiglia nel tempo
attuale. Tra gli oratori più noti, Ralph Martin, mons. Godfried Daneels, vescovo di
Antwerp (Belgio), padre John Bertolucci, padre John Randall, Charles Simpson,
padre Tom Forrest.
Due membri del Consiglio internazionale dell’ICO (Ralph Martin ed Hervé-Marie
Catta) hanno rappresentato il RCC durante una riunione speciale del Pontificio
Consiglio per i laici che ha avuto luogo a Rocca di Papa dal 14 al 18 aprile. Sono stati
invitati a questa riunione rappresentanti di 16 grandi movimenti di rinnovamento
spirituale nella Chiesa, allo scopo di conoscersi meglio e di discernere l’azione di Dio
nella Chiesa di oggi. Alla fine della riunione i partecipanti sono stati ricevuti in
udienza dal Papa. In particolare il Papa ha ricordato a Ralph Martin ed Herve-Marie
Catta del buon ricordo che serba dello scorso incontro avuto a dicembre con l’ICO.
Dal 23 al 26 settembre il consiglio internazionale dell’ICO si riunisce a Bogotà, in
Colombia. Al termine molti di loro si trattengono a Bogotà, sia per servire quali
speakers alla conferenza di fine settimana di 80 leaders provenienti da 11 paesi
dell’America Latina, sia per orientarsi sulle realtà della Chiesa latinoamericana.
Dal 25 settembre al 25 ottobre ha luogo il Sinodo dei vescovi per studiare i compiti
della famiglia cattolica nel mondo contemporaneo, ed in tale occasione una comunità
internazionale formata da una quindicina di fratelli da Italia, Francia, Belgio ed USA
animati dal cardinale Suenens, hanno condiviso una vita comunitaria piena per tutto il
mese, pregando per il Sinodo, com momenti quotidiani di Eucaristia, liturgia delle
Ore, e adorazione al SS. Sacramento, nella casa generalizia dei gesuiti.
Nella Communauté Chrétienne de Formation l’ingresso di persone con responsabilità
sociali e di laici impegnati nella vita parrocchiale porta ad allargare il proprio campo
di azione e ad acquisire una diffusione internazionale. Risale a questi anni l’adozione
del nuovo nome di Fondations pour un Monde Nouveau.
Tra la fine del 1980 e l’inizio del 1981 si decide di trasferire l'ICO da Bruxelles a
Roma. Il nome verrà cambiato in ICCRO (Ufficio Internazionale del Rinnovamento
Carismatico Cattolico). Padre Tom Forrest fu nominato presidente del Consiglio,
padre Fio Mascarenhas Direttore dell'Ufficio. Da allora le conferenze internazionali
dei leaders avranno luogo a Roma.
Tra le comunità americane si delineano punti di vista diversi e tra il 1980 e il 1981
vengono fondate alcune fraternità che riuniscono numerose comunità
carismatiche:
• la Federation of Communities (facente capo a Word of God);
• la Fellowship of Communities (facente capo a People of Praise);
• la International Brotherhood of Communities (IBOC) (facente capo alla
Community of God’s Delights di Dallas ed alla Emmanuel Covenant Community
di Brisbane, Australia)
1980 IN ITALIA

Il 28 marzo 1980 il Comitato Nazionale di servizio viene ricevuto in udienza


speciale da S. Santità Giovanni Paolo II. Il Santo Padre, intrattenendosi
cordialmente con ciascuno dei componenti, impartiva la sua benedizione apostolica a
tutti i fratelli, manifestando il desiderio di ricevere, quanto prima, tutti i gruppi del
Rinnovamento Italiano.
III convocazione nazionale - Rimini 24-27 aprile 1980 - "Sarete miei testimoni" (At
1,8) – Vi hanno partecipato 10000 persone. P. Giuseppe Bentivegna ha tenuto
l’insegnamento su “Voi mi renderete testimonianza”. Don Renato Tisot ha presentato
la Casa di Preghiera di Bolognano d’Arco “Vieni e seguimi” ed ha tenuto
l’insegnamento su “Voi mi renderete testimonianza”. Vi è stata anche la presenza del
Card. Suenens.
Udienza del S. Padre Giovanni Paolo II al RnS - Vaticano, Aula Paolo VI, il 23
novembre 1980. Partecipano 20000 aderenti. Il Papa esprime il suo apprezzamento.
“Carissimi Fratelli e Sorelle! Grazie, innanzitutto, di questa gioiosa visita, e in
particolare, delle preghiere che avete rivolto al Signore per me e per le responsabilità
del mio servizio pastorale. Vi dirò con San Paolo che avevo «un vivo desiderio di
vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati o, meglio,
per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi ed io»
(Rm 1, 11-12). Stamani ho la gioia di incontrarmi con questa vostra Assemblea, in
cui vedo giovani, adulti, anziani, uomini e donne, solidali nella professione della
stessa fede, sorretti dall'anelito di una medesima speranza, stretti insieme dai vincoli
di quella carità che «è stata riversata nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo
che ci è stato dato» (Rm 5,5). A questa «effusione dello Spirito» noi sappiamo di
essere debitori di una esperienza sempre più profonda della presenza di Cristo, grazie
alla quale possiamo ogni giorno crescere nella conoscenza amorosa del Padre.
Giustamente, pertanto, il vostro Movimento presta particolare attenzione all'azione,
misteriosa ma reale, che la terza Persona della Santissima Trinità svolge nella vita del
cristiano. Le parole di Gesù nel Vangelo sono esplicite: «Io pregherò il Padre ed egli
vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità
che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo
conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà con voi» (Gv 14, 16-17). Prima di
ascendere al cielo, Gesù rinnova agli Apostoli la promessa che saranno battezzati «in
Spirito Santo» (At 1,5) e, pieni della sua potenza (cfr. At 2,2), gli renderanno
testimonianza in tutto il mondo, parlando «in altre lingue come lo Spirito darà loro il
potere di esprimersi» (cfr. At 2,4). Nel Libro degli Atti lo Spirito viene presentato
attivo e operante in coloro di cui si narrano le gesta, siano essi le guide della
comunità (cfr. At 2, 22-36; 4, 5-22; 5, 31; 9, 17; 15, 28 ecc.) o semplici fedeli (cfr. At
4, 31-37; 10, 45-47; 13, 50-52 ecc.). Non desta meraviglia che i cristiani di allora
traessero da tali esperienze l'intima convinzione che «se qualcuno non ha lo Spirito di
Cristo, non gli appartiene» (Rm 8,9); e si sentissero perciò impegnati a «non spegnere
lo Spirito» (1 Ts 5,19), a «non rattristarlo» (Ef 4,30), ma a «lasciarsi guidare» da lui
(Gal 5,18), sorretti dalla speranza che «chi semina nello Spirito, dallo Spirito
raccoglierà vita eterna» (Gal 6,8) In effetti, Cristo ha affidato allo Spirito la missione
di portare a compimento la «nuova creazione», a cui egli stesso ha dato inizio con la
sua risurrezione. Dallo Spirito, dunque, deve attendersi la progressiva rigenerazione
del cosmo e dell'umanità, tra il «già» della Pasqua ed il «non ancora» della Parusia. È
importante che anche noi, cristiani posti dalla Provvidenza a vivere negli anni
conclusivi di questo secondo millennio, ravviviamo l'intima consapevolezza delle vie
misteriose attraverso le quali Essa persegue il suo disegno di salvezza. Dio si è
comunicato irrevocabilmente nel Cristo. È tuttavia per mezzo dello Spirito che il
Risorto vive ed agisce in permanenza in mezzo a noi e può farsi presente in ogni
«qui» ed «ora» dell'esperienza umana nella storia. Con gaudio profondo e commossa
gratitudine noi rinnoviamo, pertanto, il nostro atto di fede in Cristo redentore, ben
sapendo che «nessuno può dire "Gesù è il Signore" se non sotto l'azione dello Spirito
Santo» (1 Cor 12,3). È lui che nell'unità della vocazione cristiana e nella molteplicità
dei carismi ci riunisce in un solo corpo. È lui che opera la santificazione e l'unità della
Chiesa (cfr. Pontificale Romano, Rito della Confermazione, nn. 25, 47). II Concilio
Vaticano II ha riservato una particolare attenzione alla multiforme azione dello
Spirito nella storia della salvezza: ha sottolineato la «mirabile provvidenza» con cui
Egli sospinge la società ad evolvere verso mete sempre più avanzate di giustizia, di
amore di libertà (cfr. Cost. past. Gaudium et Spes, n. 26); ne ha illustrato la presènza
operante nella Chiesa, che è da Lui sollecitata ad attuare il piano divino (cfr. Cost.
dogm. Lumen Gentium, n.17) mediante una comprensione sempre più profonda della
rivelazione (cfr. Cost. dogm. Dei Verbum, n. 5, 8), conservata integra nel fluire del
tempo (cfr. Lumen Gentium, n.' 25; Dei Verbum, n. 10) e grazie ad un impegno
sempre rinnovato di santificazione (cfr. Lumen Gentium, n. 4; 40 ecc.) e di
comunione nella carità (cfr. Lumen Gentium, n. 13; Decr. Unitatis Red., n. 2; 4); ha
rilevato, infine, la sua azione nei singoli fedeli, che Egli stimola ad una coraggiosa
testimonianza apostolica (cfr. Decr. Apost. Actuos., n. 3), fortificandoli per mezzo
dei sacramenti ed arricchendoli di «grazie speciali, con le quali li rende adatti e pronti
ad assumersi varie opere ed uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione
della Chiesa» (Lumen Gentium, n. 12). Quali ampie prospettive, Figli carissimi, si
aprono dinanzi ai nostri occhi! Certo, non mancano i rischi, perché l'azione dello
Spirito si svolge «in vasi di creta» (cfr. 2 Cor 4,7), che ne possono comprimere la
libera espansione. Voi conoscete quali essi siano: un eccessivo peso dato, ad esempio,
all'esperienza emozionale del Divino; la ricerca smodata dello «spettacolare» e dello
«straordinario»; l'indulgenza ad interpretazioni affrettate e distorte della Scrittura; un
ripiegamento intimistico che rifugge dall'impegno apostolico; il compiacimento
narcisistico che si isola e si chiude... Questi ed altri sono i rischi che si affacciano sul
vostro cammino, e non sul vostro soltanto. Vi dirò con San Paolo: «Esaminate ogni
cosa, tenete ciò che è buono» (1 Ts 5,21). Restate, cioè, in atteggiamento di costante
grata disponibilità verso ogni dono, che lo Spirito desidera effondere nei vostri cuori,
mai dimenticando, tuttavia, che non v'è carisma che non sia dato «per l'utilità
comune» (1 Cor 12,7). Aspirate in ogni caso, ai «carismi più grandi» (ibid., v. 31). E
voi sapete, a questo proposito, qual è la «via migliore di tutte» (ib.): in una pagina
stupenda, San Paolo indica tale via nella carità, che sola da senso e valore agli altri
doni (cfr. 1 Cor 13). Animati dalla carità, voi non soltanto vi metterete in spontaneo e
docile ascolto di coloro che «lo Spirito Santo ha posto come Vescovi a pascere la
Chiesa di Dio» (cfr. At 20,28), ma sentirete anche il bisogno di aprirvi ad una
comprensione sempre più attenta degli altri fratelli, nel desiderio di arrivare ad avere
con essi veramente «un cuor solo ed un'anima sola» (At 4,32). Scaturirà di qui
l'autentico rinnovamento della Chiesa, che il Concilio Vaticano II ha auspicato e che
voi vi studiate di favorire con la preghiera, con la testimonianza, con il servizio. Il
«rinnovamento nello Spirito», infatti, ho ricordato nell'Esortazione Apostolica
Catechesi tradendae, «avrà una vera fecondità nella Chiesa, non tanto nella misura in
cui susciterà carismi straordinari, quando piuttòsto nella misura in cui porterà il più
gran numero possibile di fedeli, sulle strade della vita quotidiana, allo sforzo umile,
paziente, perseverante per conoscere sempre meglio il mistero di Cristo e per
testimoniarlo (n. 72). Nell'invocare su di voi e sul vostro impegno l'amorevole ed
assidua protezione di Colei che «per opera dello Spirito Santo» concepì nel suo seno
e diede alla luce il Figlio di Dio incarnato (cfr. Le 1,35), vi concedo di cuore la mia
Apostolica Benedizione, che volentieri estendo a quanti fanno parte del Movimento
ed a tutte le persone che vi sono care nel Signore”.
Il quarto convegno nazionale della Comunità Maria viene celebrato a Napoli ed ha
come motto “Ora si è compiuta la salvezza!”.
Quarta conferenza animatori - Roma "Domus Pacis" 30 ottobre - 2 novembre 1980
- "Preparate le vie del Signore". La Conferenza è stata particolarmente dedicata alle
problematiche relative ai Seminari per l’Effusione, che sono stati trattati da un punto
di vista teologico (Padre Sullivan) e da un punto di vista pratico (Giorgio Amodeo).
Sono stati confrontati i vari tipi di sussidi esistenti (americano di Ann Arbor,
messicano, ecc.) e Padre Sullivan ha anche fornito chiarimenti sulla cura pastorale da
parte di laici con particolare riguardo ai Seminari stessi.