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ISTITUTO FIGLIE DI MARIA AUSILIATRICE

Via Ateneo Salesiano, 81 - 00139 R O M A

Carissime sorelle,
il giorno 30 novembre 2009, dalla casa di riposo di Lugagnano d’Arda (Piacenza)
ha serenamente incontrato il Signore della Vita la nostra carissima

Suor Maria ROVETTA

Nata a Bovezzo (Brescia) il 6 agosto 1938


Professa a Nizza Monferrato il 5 agosto 1969
Appartenente all’Ispettoria “Madonna del Cenacolo” La Spezia

Nata da famiglia onesta e profondamente cristiana, composta dai genitori e due


sorelle, Maria fu educata con saggezza e particolarmente amata dal papà che, parlando di
lei ripeteva compiaciuto: ”la mia Maria”.
Conobbe le FMA nel nostro Istituto di Torino Via Cumiana. In quegli anni maturò
la sua decisione di consacrarsi al Signore, ma a motivo della resistenza da parte dei genitori
poté coronare il suo sogno solo a 29 anni. Prima di entrare nell’Istituto si perfezionò in
sartoria, competenza che poi mise con generosità e gioia a disposizione delle comunità.
Iniziò il periodo di formazione nel 1967 come Postutante a Bologna Corticella e lo
continuò con il Noviziato a Bibbiano. Dopo la prima Professione, fu a Lecco Olate per il
periodo dello juniorato. In seguito l’obbedienza la destinò alle case di Parma “Don Bosco”,
Parma “Maria Ausiliatrice”, Bologna “Madre Mazzarello”, Modena, Bologna “Maria
Ausiliatrice”, Rimini. La sua mansione principale fu quella di guardarobiera e di sarta.
A Lugagnano fu accolta lo scorso anno per motivi di salute, nella previsione che
fosse per un periodo di passaggio e di cure, ma purtroppo non fu così. Gradualmente,
nonostante i più premurosi interventi, la sua situazione si aggravò.
Suor Maria fu sempre di poche parole, ma profonde e, sebbene di carattere pronto,
sapeva riconoscere, con altrettanta prontezza, i propri torti. Capace di guardarsi in
profondità, riprendeva con umiltà e intelligenza a camminare nella fede. Le consorelle
l’hanno sentita una persona vera e, scavando oltre l’apparenza, una persona capace di
affetti sinceri.
Durante il suo ultimo periodo di malattia, si alternavano in lei momenti di speranza
ad altri di sconforto nei quali sentiva il bisogno di solitudine. In queste pause di silenzio si
percepiva che suor Maria nel suo animo viveva la grazia di una particolare presenza di Dio,
e lo dimostrava chiedendo preghiere per riuscire a conformarsi alla Sua volontà .
Ad una consorella che le manifestò la sua fraterna partecipazione per quanto stava
vivendo, con un mesto sorriso suor Maria, alludendo ai medici, rispose: “Me la raccontano
soave (per dire che cercavano di incoraggiarla), ma io sono consapevole della mia realtà”.
Cara suor Maria ti chiediamo di intercedere per noi con la stessa determinazione, da
vera bresciana, che hai saputo dimostrare nella vita quotidiana.
Il Signore ti avvolga tra le sue braccia misericordiose, noi continuiamo a ricordarti
nella preghiera e nella riconoscenza per quanto hai fatto per le comunità, per l’Ispettoria,
per l’Istituto.
L’Ispettrice
Suor Celestina Corna

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