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Stridone (confine tra Dalmazia e Pannonia), ca.

347 - Betlemme, 420 Fece studi e enciclopedici ma, portato all'ascetismo, si ritir nel deserto presso Antiochia, vivendo in penitenza. Divenuto sacerdote a patto di conservare la propria indipendenza come monaco, inizi un'intensa attivit letteraria. A Roma collabor con papa Damaso, e, alla sua morte, torn a Gerusalemme dove partecip a numerose controversie per la fede, fondando poco lontano dalla Chiesa della Nativit, il monastero in cui mor. Di carattere focoso, soprattutto nei suoi scritti, non fu un mistico e provoc consensi o polemiche, fustigando vizi e ipocrisie. Scrittore infaticabile, grande erudito e ottimo traduttore, a lui si deve la Volgata in latino della Bibbia, a cui aggiunse dei commenti, ancora oggi importanti come quelli sui libri dei Profeti. Patronato: Archeologi, Bibliotecari, Studiosi Etimologia: Girolamo = di nome sacro, dal greco Emblema: Cappello da cardinale, Leone Martirologio Romano: Memoria di san Girolamo, sacerdote e dottore della Chiesa: nato in Dalmazia, nellodierna Croazia, uomo di grande cultura letteraria, comp a Roma tutti gli studi e qui fu battezzato; rapito poi dal fascino di una vita di contemplazione, abbracci la vita ascetica e, recatosi in Oriente, fu ordinato sacerdote. Tornato a Roma, divenne segretario di papa Damaso e, stabilitosi poi a Betlemme di Giuda, si ritir a vita monastica. Fu dottore insigne nel tradurre e spiegare le Sacre Scritture e fu partecipe in modo mirabile delle varie necessit della Chiesa. Giunto infine a unet avanzata, ripos in pace. San Girolamo un Padre della Chiesa che ha posto al centro della sua vita la Bibbia: lha tradotta nella lingua latina, lha commentata nelle sue opere, e soprattutto si impegnato a viverla concretamente nella sua lunga esistenza terrena, nonostante il ben noto carattere difficile e focoso ricevuto dalla natura. Girolamo nacque a Stridone verso il 347 da una famiglia cristiana, che gli assicur unaccurata formazione, inviandolo anche a Roma a perfezionare i suoi studi. Da giovane sent l'attrattiva della vita mondana (cfr Ep. 22,7), ma prevalse in lui il desiderio e l'interesse per la religione cristiana. Ricevuto il battesimo verso il 366, si orient alla vita ascetica e, recatosi ad Aquileia, si inser in un gruppo di ferventi cristiani, da lui definito quasi un coro di beati (Chron. Ad ann. 374) riunito attorno al Vescovo Valeriano. Part poi per l'Oriente e visse da eremita nel deserto di Calcide, a sud di Aleppo (cfr Ep. 14,10), dedicandosi seriamente agli studi. Perfezion la sua conoscenza del greco, inizi lo studio dell'ebraico (cfr Ep. 125,12), trascrisse codici e opere patristiche (cfr Ep. 5,2). La meditazione, la solitudine, il contatto con la Parola di Dio fecero maturare la sua sensibilit cristiana. Sent pi pungente il peso dei trascorsi giovanili

(cfr Ep. 22,7), e avvert vivamente il contrasto tra mentalit pagana e vita cristiana: un contrasto reso celebre dalla drammatica e vivace "visione", della quale egli ci ha lasciato il racconto. In essa gli sembr di essere flagellato al cospetto di Dio, perch ciceroniano e non cristiano (cfr Ep. 22,30). Nel 382 si trasfer a Roma: qui il Papa Damaso, conoscendo la sua fama di asceta e la sua competenza di studioso, lo assunse come segretario e consigliere; lo incoraggi a intraprendere una nuova traduzione latina dei testi biblici per motivi pastorali e culturali. Alcune persone dellaristocrazia romana, soprattutto nobildonne come Paola, Marcella, Asella, Lea ed altre, desiderose di impegnarsi sulla via della perfezione cristiana e di approfondire la loro conoscenza della Parola di Dio, lo scelsero come loro guida spirituale e maestro nell approccio metodico ai testi sacri. Queste nobildonne impararono anche il greco e lebraico. Dopo la morte di Papa Damaso, Girolamo lasci Roma nel 385 e intraprese un pellegrinaggio, dapprima in Terra Santa, silenziosa testimone della vita terrena di Cristo, poi in Egitto, terra di elezione di molti monaci (cfr Contra Rufinum 3,22; Ep. 108,6-14). Nel 386 si ferm a Betlemme, dove, per la generosit della nobildonna Paola, furono costruiti un monastero maschile, uno femminile e un ospizio per i pellegrini che si recavano in Terra Santa, pensando che Maria e Giuseppe non avevano trovato dove sostare (Ep. 108,14). A Betlemme rest fino alla morte, continuando a svolgere un'intensa attivit: comment la Parola di Dio; difese la fede, opponendosi vigorosamente a varie eresie; esort i monaci alla perfezione; insegn la cultura classica e cristiana a giovani allievi; accolse con animo pastorale i pellegrini che visitavano la Terra Santa. Si spense nella sua cella, vicino alla grotta della Nativit, il 30 settembre 419/420. La preparazione letteraria e la vasta erudizione consentirono a Girolamo la revisione e la traduzione di molti testi biblici: un prezioso lavoro per la Chiesa latina e per la cultura occidentale. Sulla base dei testi originali in greco e in ebraico e grazie al confronto con precedenti versioni, egli attu la revisione dei quattro Vangeli in lingua latina, poi del Salterio e di gran parte dell'Antico Testamento. Tenendo conto dell'originale ebraico e greco, dei Settanta, la classica versione greca dellAntico Testamento risalente al tempo precristiano, e delle precedenti versioni latine, Girolamo, affiancato poi da altri collaboratori, pot offrire una traduzione migliore: essa costituisce la cosiddetta "Vulgata", il testo "ufficiale" della Chiesa latina, che stato riconosciuto come tale dal Concilio di Trento e che, dopo la recente revisione, rimane il testo "ufficiale" della Chiesa di lingua latina. E interessante rilevare i criteri a cui il grande biblista si attenne nella sua opera di traduttore. Li rivela egli stesso quando afferma di rispettare perfino lordine delle parole delle Sacre Scritture, perch in esse, dice, "anche lordine delle parole un mistero" (Ep. 57,5), cio una rivelazione. Ribadisce inoltre la necessit di ricorrere ai testi originali: Qualora sorgesse una discussione tra i Latini sul Nuovo Testamento, per le lezioni discordanti dei manoscritti, ricorriamo all'originale, cio al testo greco, in cui stato scritto il Nuovo Patto. Allo stesso modo per l'Antico Testamento, se vi sono

divergenze tra i testi greci e latini, ci appelliamo al testo originale, l'ebraico; cos tutto quello che scaturisce dalla sorgente, lo possiamo ritrovare nei ruscelli (Ep. 106,2). Girolamo, inoltre, comment anche parecchi testi biblici. Per lui i commentari devono offrire molteplici opinioni, in modo che il lettore avveduto, dopo aver letto le diverse spiegazioni e dopo aver conosciuto molteplici pareri da accettare o da respingere , giudichi quale sia il pi attendibile e, come un esperto cambiavalute, rifiuti la moneta falsa (Contra Rufinum 1,16). Confut con energia e vivacit gli eretici che contestavano la tradizione e la fede della Chiesa. Dimostr anche l'importanza e la validit della letteratura cristiana, divenuta una vera cultura ormai degna di essere messa confronto con quella classica: lo fece componendo il De viris illustribus, un'opera in cui Girolamo presenta le biografie di oltre un centinaio di autori cristiani. Scrisse pure biografie di monaci, illustrando accanto ad altri itinerari spirituali anche l'ideale monastico; inoltre tradusse varie opere di autori greci. Infine nell'importante Epistolario, un capolavoro della letteratura latina, Girolamo emerge con le sue caratteristiche di uomo colto, di asceta e di guida delle anime. Che cosa possiamo imparare noi da San Girolamo? Mi sembra soprattutto questo: amare la Parola di Dio nella Sacra Scrittura. Dice San Girolamo: "Ignorare le Scritture ignorare Cristo". Perci importante che ogni cristiano viva in contatto e in dialogo personale con la Parola di Dio, donataci nella Sacra Scrittura. Questo nostro dialogo con essa deve sempre avere due dimensioni: da una parte, dev'essere un dialogo realmente personale, perch Dio parla con ognuno di noi tramite la Sacra Scrittura e ha un messaggio ciascuno. Dobbiamo leggere la Sacra Scrittura non come parola del passato, ma come Parola di Dio che si rivolge anche a noi e cercare di capire che cosa il Signore voglia dire a noi. Ma per non cadere nell'individualismo dobbiamo tener presente che la Parola di Dio ci data proprio per costruire comunione, per unirci nella verit nel nostro cammino verso Dio. Quindi essa, pur essendo sempre una Parola personale, anche una Parola che costruisce comunit, che costruisce la Chiesa. Perci dobbiamo leggerla in comunione con la Chiesa viva. Il luogo privilegiato della lettura e dell'ascolto della Parola di Dio la liturgia, nella quale, celebrando la Parola e rendendo presente nel Sacramento il Corpo di Cristo, attualizziamo la Parola nella nostra vita e la rendiamo presente tra noi. Non dobbiamo mai dimenticare che la Parola di Dio trascende i tempi. Le opinioni umane vengono e vanno. Quanto oggi modernissimo, domani sar vecchissimo. La Parola di Dio, invece, Parola di vita eterna, porta in s l'eternit, ci che vale per sempre. Portando in noi la Parola di Dio, portiamo dunque in noi l'eterno, la vita eterna. E cos concludo con una parola di San Girolamo a San Paolino di Nola. In essa il grande Esegeta esprime proprio questa realt, che cio nella Parola di Dio riceviamo l'eternit, la vita eterna. Dice San Girolamo: Cerchiamo di imparare sulla terra quelle verit la cui consistenza persister anche nel cielo (Ep. 53,10).

Autore: Papa Benedetto XVI (Udienza generale 14 Novembre 2007)

Con questuomo intrattabile hanno un debito enorme la cultura e i cristiani di tutti i tempi. Ha litigato con sprovveduti, dotti, santi e peccatori; fu ammirato e detestato. Ma rimane un benefattore delle intelligenze e la Chiesa lo venera come uno dei suoi padri pi grandi. Nato da famiglia ricca, riceve il battesimo a Roma, dove va a studiare. Studier per tutta la vita, viaggiando dallEuropa allOriente con la sua biblioteca di classici antichi, sui quali si formato. Nel 375, dopo una malattia, Gerolamo passa alla Bibbia, con passione crescente. Studia il greco ad Antiochia; poi, nella solitudine della Calcide (confini della Siria), si dedica allebraico. Riceve il sacerdozio ad Antiochia nel 379 e nel 382 a Roma. Qui, papa Damaso I lo incarica di rivedere il testo di una diffusa versione latina della Scrittura, detta Itala, realizzata non sulloriginale ebraico, bens sulla versione greca detta dei Settanta. A Roma fa anche da guida spirituale a un gruppo di donne della nobilt. E intanto scaglia attacchi durissimi a ecclesiastici indegni (un avido prelato riceve da lui il nome Grasso Cappone). Alla morte di Damaso I (384), va in Palestina con la famiglia della nobile Paola. Vive in un monastero a Betlemme, scrivendo testi storici, dottrinali, educativi e corrispondendo con gli amici di Roma con immutata veemenza. Perch cos fatto. E poi perch, francamente, troppi ipocriti e furbi inquinano ora la Chiesa, dopo che limperatore Teodosio (ca. 346 -395) ha fatto del cristianesimo la religione di Stato, penalizzando gli altri culti. Intanto prosegue il lavoro sulla Bibbia secondo lincarico di Damaso I. Ma, strada facendo, lo trasforma in unimpresa mai tentata. Sente che per avvicinare luomo alla Parola di Dio bisogna andare alla fonte. E cos, per la prima volta, traduce direttamente in latino dalloriginale ebraico i testi protocanonici dellAntico Testamento. Lavora sulla pagina e anche sul terreno, come dir: "Mi sono studiato di percorrere questa provincia (la Giudea) in compagnia di dotti ebrei". Rivede poi il testo dei Vangeli sui manoscritti greci pi antichi e altri libri del Nuovo Testamento. Gli ci vorrebbe pi tempo per rifinire e perfezionare lenorme lavoro. Ma, cos come egli lo consegna ai cristiani, esso sar accolto e usato da tutta la Chiesa: nella Bibbia di tutti, Vulgata, di cui le sue versioni e revisioni sono parte preponderante, la fede presentata come nessuno aveva fatto prima dellimpetuoso Gerolamo. E impetuoso rimane, continuando nelle polemiche dottrinali con lirruenza di sempre, perfino con santAgostino, che invece gli risponde con grande amabilit. I suoi difetti restano, e la grandezza della sua opera pure. Gli ultimi suoi anni sono rattristati dalla morte di molti amici, e dal sacco di Roma compiuto da Alarico nel 410: un evento che angoscia la sua vecchiaia.
Spunti bibliografici su San Girolamo a cura di LibreriadelSanto.it

Girolamo (San), Commento a Isaia vol. IV/2 - San Girolamo, Citt Nuova, 2013 - 428 pagine Girolamo (san), Gli uomini illustri, Citt Nuova, 2012 - 216 pagine Girolamo (San), Commento ad Abacuc e Abdia, Citt Nuova, 2012 - 208 pagine Girolamo (san), Scritti vari, Citt Nuova, 2010 - 472 pagine Messina Marco Tullio, Commento ad Aggeo e a Gioele, Citt Nuova, 2010 - 196 pagine Girolamo (san), Scritti vari, Citt Nuova, 2009 - 350 pagine De Leo Pietro, Vita di San Girolamo, Rubbettino Editore, 2007 - 140 pagine Girolamo (san), Commento a Osea, Citt Nuova, 2006 - 328 pagine Arns Paulo E., La tecnica del libro secondo san Girolamo, Biblioteca Francescana Edizioni, 2005 - 256 pagine Girolamo (san), Le lettere [vol_2] / Lettere 53-79, Citt Nuova, 1997 - 424 pagine Girolamo (san), Le lettere [vol_3] / Lettere 80-116, Citt Nuova, 1997 - 456 pagine Girolamo (san), Lettere [vol_4] / Indici 117-157, Citt Nuova, 1997 - 704 pagine Girolamo (san), Vite degli eremiti Paolo, Ilarione e Malco, Citt Nuova, 1996 - 216 pagine Girolamo (san), Le lettere [vol_1] / Lettere 1-52, Citt Nuova, 1996 - 472 pagine Origene, Girolamo (san), Settantaquattro omelie sul libro dei Salmi, Paoline Edizioni, 1993 - 744 pagine
Sofronio Eusebio Girolamo, il latino Sofronius Eusebius Hieronymus, noto comesan Girolamo, san Gerolamo o san Geronimo (Stridone, 347 Betlemme, 30 settembre 419/420), stato uno scrittore, teologo e santo romano. Fu padre e dottore della Chiesa. Tradusse la Bibbia dal greco e dall'ebraico al latino

Biografia

Il San Girolamo di Caravaggio.

Nato a Stridone in Illiria (odierna Portole in Croazia), studi a Roma e fu allievo di Elio Donato. Si dedic anche agli studi di retorica, terminati i quali si trasfer a Treviri, ov'era ben nota l'anacoresi egiziana, insegnata per qualche anno [1] da Sant'Atanasiodurante il suo esilio. Si trasfer poi ad Aquileia, ov'entr a far parte di una cerchia di asceti riunitisi in comunit sotto il patronato dell'arcivescovo Valeriano, ma deluso dalle inimicizie che erano sorte fra gli asceti, part per [1] l'Oriente. Ritiratosi nel deserto della Calcide, vi rimase un paio di anni (375 - 376) vivendo una dura vita di anacoreta. Fu questo periodo ad ispirare i numerosi pittori che lo rappresenteranno come San Girolamo penitente ed a questo periodo che risale l'episodio leggendario del leone che, afflitto da una spina penetratagli in una zampa, gli sarebbe poi stato accanto, grato poich Girolamo gliel'avrebbe tolta; cos come la tradizione secondo la quale Girolamo era uso far [1] penitenza colpendosi ripetutamente con un sasso. Deluso anche qui dalle diatribe fra gli eremiti, divisi dalla dottrina

ariana, torn ad Antiochia, da dove era passato prima di venire in Calcide, e vi rimase fino al 378, frequentando le lezioni di Apollinare di Laodicea e divenendo,presbitero, ordinato dal vescovo Paolino di Antiochia. Si rec quindi a Costantinopoli, dove pot perfezionare lo studio del greco sotto la guida di Gregorio Nazianzeno (uno dei Padri Cappadoci). Risalgono a questo periodo le letture dei testi di Origene e di Eusebio. Allorch Gregorio Nazianzeno lasci Costantinopoli, Girolamo torn a Roma, nel 382, dove fu segretario di papa Damaso I, divenendone il pi probabile successore. Qui si form un gruppo di vergini e di vedove, capeggiate da certa nobile Marcella e dalla ricca vedova Paola, cui si accompagnavano le figlie Eustochio e Blesilla, che vollero dedicarsi ad una [2] vita ascetica fatta di preghiera, meditazione, astinenzae penitenza e delle quali Girolamo divenne padre spirituale. Il rigore morale di Girolamo, per, che era decisamente favorevole all'introduzione del celibato ecclesiastico e all'eradicazione del fenomeno delle cosiddette agapete, non era ben visto da buona parte del clero, fortemente schierato su posizioni giovinianiste. In una lettera ad Eustochio, Girolamo si esprime contro le agapete nei seguenti termini:
Oh vergogna, oh infamia! Cosa orrida, ma vera! Donde viene alla Chiesa questa peste delle agapete? Donde queste mogli senza marito? E donde in fine questa nuova specie di puttaneggio? (dalla Lettera a Eustochio, Sofronio Eusebio Girolamo)

Alla morte di papa Damaso I, la curia romana contrast con grande determinazione ed efficacia l'elezione di Girolamo, anche attribuendogli una forte responsabilit nella morte della sua discepola Blesilla. Questa era una nobile ventenne romana, appartenente alla gens Cornelia, che era rimasta vedova ancor fanciulla e che aveva seguito la madre Paola e la sorella Eustochio nel gruppo di dame che avevano deciso di seguire la vita monastica con le rigide regole di Girolamo, morendo ben presto, probabilmente a causa dei troppi digiuni. Data la singolarit dell'evento e la grande popolarit della famiglia di Blesilla, il caso sollev un grande clamore. Gli avversari di Girolamo affermarono che le mortificazioni corporali teorizzate erano semplicemente degli atti di fanatismo, i cui perniciosi effetti avevano portato alla prematura morte di Blesilla. Caduta la sua candidatura, sul finire del 384, fu eletto papa il diacono Siricio. Girolamo, seguito dal fratello Paoliniano, dal prete Vincenzo e da alcuni monaci a lui fedeli, s'imbarc da Ostia nell'agosto del 385, seguito poco dopo anche dalle discepole Paola, Eustochio ed altre appartenenti alla comunit delle ascete [3] romane, e torn in Oriente, dove continu la sua battaglia in favore del celibato clericale. Grazie anche ai fondi della ricca vedova Paola, Girolamo fond aBetlemme un monastero maschile, dove and a vivere, e uno femminile. Dal 385 alla morte visse nel monastero da lui fondato. Qui visse dedicandosi alla traduzione biblica, alla redazione di alcune opere ed all'insegnamento ai giovani. Anche questo periodo ha ispirato numeroso pittori, che lo ritrarranno come [3] scrittore nella sua cella monastica, ispirato dallo Spirito Santo ed accompagnato dal fido leone. Nel 404 mor la sua discepola Paola, che verr poi venerata come santa, ed alla quale egli dedic post mortem l'Epitaphium sanctae Paulae. Mor nel 420, proprio nell'anno in cui il celibato, dopo essere stato lungamente disatteso, venne imposto al clero da una legge dell'imperatore Onorio.

Opere
La Vulgata
La Vulgata, prima traduzione completa in lingua latina della Bibbia, rappresenta lo sforzo pi impegnativo affrontato da Girolamo. Nel 382, su incarico di papa Damaso I, affront il compito di rivedere la traduzione dei Vangeli e successivamente, nel 390, pass all'antico testamento in ebraico, concludendo l'opera dopo ben 23 anni. Il testo di Girolamo stato la base per molte delle successive traduzioni della Bibbia, fino al XX secolo, quando per l'antico testamento si cominciato ad utilizzare direttamente il testo masoretico ebraico e la Septuaginta, mentre per il Nuovo testamento si sono utilizzati direttamente i testi greci. La Vulgata ancora oggi il testo liturgico della messa in latino.

L'opera di traduttore[modifica | modifica sorgente]


Girolamo fu un celebre studioso del latino in un'epoca in cui questo implicava una perfetta conoscenza del greco. Fu battezzato all'et di venticinque anni e divenne sacerdote a trentotto anni. Quando cominci la sua opera di traduzione non aveva grandi conoscenze dell'ebraico, perci si trasfer a Betlemme per perfezionarne lo studio.

Girolamo utilizz un concetto moderno di traduzione che attir le accuse da parte dei suoi contemporanei; in una lettera indirizzata a Pammachio, genero della nobildonna romana Paola, scrisse:
Io, infatti, non solo ammetto, ma proclamo liberamente che nel tradurre i testi greci, a parte le Sacre Scritture, dove anche l'ordine delle parole un mistero, non rendo la parola con la parola, ma il senso con il senso. Ho come maestro di questo procedimento Cicerone, che tradusse il Protagora di Platone, l'Economico di Senofonte e le due bellissime orazioni che Eschine e Demostene scrissero l'uno contro l'altro [...]. Anche Orazio poi, uomo acuto e dotto, nell' Ars poetica d questi stessi precetti al traduttore colto: "Non ti curerai di rendere parola per parola, come un traduttore fedele" (Epistulae 57, 5, trad. R. Palla)

Adversus Iovinianum
Nel trattato Adversus Iovinianum, scritto nel 393 in due libri, l'autore esalta la verginit e l'ascetismo, spesso derivando le sue argomentazioni da autori classici come Teofrasto, Seneca, Porfirio. Tra gli altri argomenti, in esso Girolamo difende strenuamente l'astinenza dalla carne:
Fino al diluvio non si conosceva il piacere dei pasti a base di carne ma dopo questo evento ci stata riempita la bocca di fibre e di secrezioni maleodoranti della carne degli animali [...]. Ges Cristo, che venne quando fu compiuto il tempo, ha collegato la fine con l'inizio. Pertanto ora non ci pi consentito di mangiare la carne degli animali. (Adversus Jovinanum, I, 30)

San Girolamo in campagna a leggere, di Giovanni Bellini

De viris illustribus
Il De Viris Illustribus, scritto nel 392, intendeva emulare le "Vite" svetoniane dimostrando come la nuova letteratura cristiana fosse in grado di porsi sullo stesso piano delle opere classiche. In esso sono presentate le biografie di 135 autori in prevalenza cristiani (ortodossi ed eterodossi), ma anche ebrei e pagani, che per hanno avuto a che fare con il cristianesimo, con uno scopo dichiaratamente apologetico:
Sappiano Celso, Porfirio, Giuliano, questi cani arrabbiati contro Cristo, cos come i loro seguaci che pensano che la Chiesa non ha mai avuto oratori, filosofi e colti dottori, sappiano quali uomini di valore l'hanno fondata, edificata, illustrata, e cessino le loro accuse sommarie di semplicit rozza rivolte alla nostra fede, e riconoscano piuttosto la loro ignoranza (Prologo, 14)

Le biografie hanno inizio da Pietro apostolo e terminano allo stesso Girolamo ma, mentre nelle successive Girolamo elabora conoscenze personali, le prime 78 sono frutto di conoscenze di seconda mano non sempre completamente affidabili, tra cui Eusebio di Cesarea.

L'opera venne talora indicata da Girolamo stesso col titolo De scriptoribus ecclesiasticis.

Chronicon
L'opera una traduzione latina del Chronicon di Eusebio di Cesarea, composta nel IV secolo e perduta nella sua originale versione greca. Ultimata nel 381, il Chronicon tratta dei periodi storici e mitici della Storia universale a partire dalla nascita di Abramo fino all'anno325. I protagonisti sono sia figure mitologiche come Minosse, il re Edipo e Priamo, che esseri realmente esistiti, come il Gran Re Serse I di Persia, Giulio Cesare e Dario III di Persia.

Altercatio Luciferiani et Orthodoxi


L'opera, composta nel 378 circa, rappresenta un dialogo tra Lucifero da Cagliari, un antiariano, e un ortodosso anonimo.

Adversus Helvidium
L'opera scritta nel 383 Gerolamo inveisce contro Elvidio il quale dichiarava che la Vergine Maria dopo aver generato Ges avesse partorito altri figli. Nella seconda parte del testo Gerolamo esalta con lodi la verginit della Madonna.

Altre opere
De Virginitate Beatae Mariae: Gerolamo esalta la purezza di Maria
[4]

Adversus Vigilantium: San Gerolamo attacca spietatamente e senza piet l'amico Vigilanzio, il quale sosteneva che secondo lui la vita dedita al culto dei martiri e del rispetto delle regole di Dio fosse sbagliata e noiosa Contra Ioannem Hierosolymitanum: Gerolamo attacca la figura del defunto filosofo Origene di Alessandria, sostenendo che lui, sebbene buon traduttore della Bibbia, aveva usanze eretiche e che quindi non poteva far parte del mondo di Dio. Di conseguenza Gerolamo inveisce anche contro un vescovo chiamato Giovanni, che appoggiava le teorie di Origene Contra Rufinum: San Gerolamo ancora una volta attacca con spietata cattiveria un altro amico di nome Rufino, il quale appoggiava pienamente le teorie eretiche di Origene. Facendo appello ad un'operetta comica chiamata "Testamento di Grugno Corocotta Porcello", Gerolamo usa un ampio vocabolario dispregiativo contro Rufino, denigrandolo nella sua cerchia di amici intimi Adversus Pelagianos: il filosofo Pelagio, in questo dialogo, sostiene di praticare delle regole che prevedono la libert fisica e della mente. Gerolamo, asserendo il contrario, lo attacca Vite: degli eremiti San Paolo, Ilarione e Malco Quaestiones hebraicae in Genesim: confronta il testo della Genesi nella traduzione Vetus latina con il testo ebraico a lui accessibile e con la LXX a giustificazione delle scelte operate nella Vulgata.

Culto

La Visione di san Girolamo di Louis Cretey, XVII secolo, olio su tela, 150,5 x 127 cm, collezione privata.

Il Martirologio romano ricorda san Girolamo il 30 settembre.

Per la sua attivit di traduttore della Bibbia viene considerato santo protettore dei traduttori e per i suoi studi legati all'antichit considerato il patrono degli archeologi. Numerose chiese storiche sono state dedicate a san Girolamo. Vari ordini religiosi e congregazioni si sono ispirati esplicitamente al santo. Tra questi: Gesuati, sorti a met del XIV secolo come fraternit di laici ispirata alla spiritualit del santo (Frati Gesuati di san Girolamo): trasformatisi in congregazione religiosa nel 1606(Chierici apostolici di san Girolamo) e soppressi da papa Clemente IX nel 1668. Eremiti di San Girolamo, congregazione religiosa attiva tra il 1405 e il 1668. Congregazione dei Gerolimini, fondata da Pietro Gambacorta e Nicola da Forca Palenaagli inizi del XV secolo e soppressa da Pio XI nel 1933. Ordine di San Gerolamo (Geronimiti o Gerolamini), ordine monastico tuttora esistente.

La figura di san Girolamo fu commemorata da papa Benedetto XV con l'enciclica Spiritus Paraclitus, scritta il 15 settembre 1920 in occasione del XV centenario della morte.

La leggenda del leone


La Legenda Aurea, di Jacopo da Varazze, narra, nel capitolo dedicato a San Girolamo, la leggenda del leone.
[5]

Un giorno un leone ferito si sarebbe presentato zoppicando nel monastero ove risiedeva San Girolamo. I confratelli fuggirono spaventati ma San Girolamo gli si avvicin accogliendo l'animale ferito. Egli ordin ai confratelli di lavare le zampe al leone e curarle. Essi scoprirono che i rovi gli avevano dilaniato le piante delle zampe. Quando il leone fu guarito, rimase nel monastero. Su di esso i monaci confidarono per garantirsi la custodia dell'asino del convento. Un giorno, mentre l'asino stava pascolando, il leone si addorment. Alcuni mercanti, visto il quadrupede da soma privo di custodi, se ne appropriarono. Tornato solo al monastero, il leone venne accusato dai monaci di aver divorato l'asino, cosicch gli vennero appioppati tutti i lavori che normalmente venivano svolti da quest'ultimo. Un giorno egli incroci sul suo cammino la carovana dei mercanti che avevano portato via l'asino affidatogli in custodia dai monaci e riconobbe nella carovana il medesimo asino. Egli si precipit verso di loro ruggendo terribilmente e mettendoli in fuga. Dopo di che condusse l'asino ed i cammelli, carichi di mercanzia, al convento. Quando i mercanti tornarono, si recarono al convento a chiedere a San Girolamo il perdono e la restituzione delle loro mercanzie, cosa che San Girolamo fece, raccomandando [5] loro di non rubare pi le propriet altrui.

Iconografia
Esistono due iconografie principali di Girolamo: una con l'abito cardinalizio e con il libro della Vulgata in mano, oppure intento nello studio della Scrittura. Un'altra nel deserto, o nella grotta di Betlemme, dove si era ritirato sia per vivere la sua vocazione da eremita sia per attendere alla traduzione della Bibbia, in questo secondo caso viene mostrato senza l'abito e con il galero (cappello) cardinalizio gettato in terra a simbolo della sua rinuncia agli onori. Spesso si vedono il leone cui tolse la spina dal piede, un crocifisso a cui rivolgere l'adorazione, un teschio come simbolo di penitenza o la pietra con cui era solito battersi il petto. A Firenze presente un'iconografia di San Girolamo penitente in piedi, in logora veste bianca, che si batte il petto con un sasso. In quest'iconografia - Andrea del Castagno presso la basilica della Santissima Annunziata, scultura in terracotta di un anonimo plastificatore fiorentino (circa 1454) presso l'Oratorio di San Girolamo e San Francesco Poverino (Antonio del Pollaiolo? Andrea del Castagno?) da sottolineare il nervosismo degli arti e la tragicit del volto. Sebbene l'abito rosso da cardinale sia stato molto usato nelle rappresentazioni pittoriche del santo, non storicamente possibile che egli sia stato cardinale, poich l'istituzione altomedievale.

Opere d'arte raffiguranti san Girolamo


Memmo di Filippuccio e Giotto, San Gerolamo (1280 circa) Cima da Conegliano, San Girolamo in Polittico di Olera Masaccio, San Girolamo (1426)

Belbello da Pavia, San Girolamo (1431-1436) Pietro Lianori, Madonna col Bambino fra san Gerolamo e san Petronio (1433) Piero della Francesca, San Girolamo e donatore (1440-1450 circa) e San Girolamo penitente (1450) Jan van Eyck, San Girolamo nello studio (1442) Colantonio, San Girolamo nello studio (1444 circa) Andrea Mantegna, San Girolamo (1449-1450) Filippo Lippi, Esequie di san Girolamo (1452-1460) Andrea del Castagno, Trinit con san Girolamo (1453-1454) Vincenzo Foppa, San Girolamo penitente (1460 circa) Antonello da Messina, San Girolamo nello studio (1474-1475) Cosm Tura, San Girolamo penitente (1474 circa) Pinturicchio, San Girolamo nel deserto (1475-1480 circa) Domenico Ghirlandaio, San Girolamo nello studio (1480) Leonardo da Vinci, San Girolamo penitente (1480 circa) Giovanni Bellini, San Girolamo Contini Bonacossi (1480 circa) e San Girolamo leggente nel deserto (1505 circa) Albrecht Drer, San Girolamo nella selva (1494) e San Girolamo nello studio Sandro Botticelli, Comunione di san Girolamo (1495 circa) Vittore Carpaccio, San Girolamo e il leone nel convento (1502) e Funerali di san Girolamo (1502) Hieronymus Bosch, San Girolamo in preghiera (1505) Lorenzo Lotto, San Girolamo penitente (1506) e San Girolamo nel deserto Agostino Carracci, Comunione di san Girolamo (1592) Caravaggio, San Girolamo in meditazione (1605 circa), San Girolamo (1605-1606) e San Girolamo scrivente (1608) Anonimo plastificatore fiorentino, San Girolamo penitente (max 1454) Oratorio della Confraternita di S. Girolamo e S. Francesco Poverino - Firenze