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Le radici del Rinnovamento carismatico cattolico

Quando si vuole stabilire una identità, in questo caso la nostra identità andiamo a ritroso tra i nostri avi fino arrivare alla
radice della nostra famiglia. La comunità Gesù Ama e il Rinnovamento carismatico in cui è innestata ha delle radici, che
come membri di questa grande famiglia, abbiamo il dovere di conoscere per meglio comprendere. Dopo i primi secoli,
vuoi per il crescente numero di aderenti, vuoi per le molteplici località in cui fiorisce, la chiesa comincia a diventare sempre
più istituzionale fino a far sì che doni dello Spirito Santo, molto comuni alle origini diventano poco comuni, fino a ritro-
varli solo nella vita dei grandi Santi come Sant'Agostino. Il pensiero iniziale fu quello che i doni servivano alla chiesa na-
scente, iniziale.
In realtà, lo stesso Agostino sperimentò e fu testimone dell'abbondanza di questi doni nella sua diocesi tanto da ritirare
questa opinione nelle sue “Ritrattazioni” e scrivere molto sulla “Jubilatio”, sul canto di giubilo. Poi, come ben sapete, tra
la fine del 1400 è la metà nel 1500 comincia nella chiesa una protesta ad opera di un monaco agostiniano, Martin Lutero,
protesta che favorisce la nascita di molte comunità cristiane che purtroppo vivevano separate l’una dalle altra.
Tra queste ricordiamo la chiesa metodista (XVIII secolo ) che in seguito genera il Movimento della Santità.

Ma nello stesso periodo, siamo intorno al 1897, lo Spirito Santo che soffia e va dove vuole, trova la strada per entrare
nella Chiesa Cattolica: una giovane educatrice, poi fondatrice delle Oblate dello Spirito Santo, oggi venerata come Beata
Elena Guerra. Tra le sue allieve, S. Gemma Galgani.
Fermamente convinta che la Chiesa Cattolica attenzionasse poco niente lo Spirito Santo, diede vita a una novena allo
Spirito da meditare e recitare tra l’ Ascensione e la Pentecoste, così come fecero gli apostoli nell'attesa. Questo nuovo
modo di vedere lo Spirito e questa pratica di preghiera attirò l'interesse e il sostegno di Papa Leone XIII che rispose alle
sue 12 lettere, con la prima enciclica nella storia della Chiesa sullo Spirito Santo “Divinum illud munus”, ma torniamo
alle origini del pentecostalismo .

A Topeka (Kansas, USA), nel settembre del 1900 un giovane pastore metodista, il rev. Charles Fox Parham (1873-1929),
aprì un collegio e una scuola biblica, la "Bethel Bible School".
Leggendo gli Atti degli Apostoli, Parham si rese conto della scarsa efficacia del suo ministero in confronto a ciò che acca-
deva nella Chiesa dei tempi apostolici. Deluso della sua condizione spirituale, l'allora ventottenne pastore intuì che solo
una "vita più profonda in Cristo", una vera rinascita e una riscoperta dei doni dello Spirito avrebbero potuto vivificare il
suo ministero.

Per questa ragione intraprese, insieme ai suoi allievi, uno studio metodico del Nuovo Testamento con l'obiettivo dichia-
rato di scoprire se fosse esistito uno specifico elemento comune a tutti coloro che, nei tempi apostolici, avevano ricevuto
"il battesimo dello Spirito", ricevendo immediata e straordinaria potenza nella predicazione e nella testimonianza .La pre-
ghiera e lo studio della piccola comunità di giovani si concentrò quindi sull'esperienza della Pentecoste e sul battesimo
nello Spirito Santo promesso da Gesù. Parham assegnò ai suoi allievi, come programma di studio, la ricerca, di un even-
tuale "comune denominatore" a tutte le esperienze di "battesimo dello Spirito Santo": qual era il segno che si era stati
davvero battezzati nello Spirito?Gli allievi giunsero alla conclusione che tra la discesa dello Spirito Santo e il fenomeno,
del "parlare in lingue" sconosciute (cfr. At 2,1-2; 10,44-48; 19,1-7) vi era stata una stretta corrispondenza .

Decisero di fare un test e iniziarono una veglia di preghiera incessante e ininterrotta. Ventiquattro ore al giorno, sette
giorni su sette, questi giovani chiedevano al Signore che mandasse il suo Santo Spirito su di loro, ed elargisse loro gli stessi
doni che gli apostoli avevano ricevuto nel Cenacolo.

Ed ecco realizzato uno dei "cenacoli permanenti" che Elena Guerra ardentemente desiderava.
Il 1 gennaio 1901, tra le 7 e le 11 di sera, nel corso della veglia di preghiera, una giovane studentessa, ricordò come nei
passi studiati il battesimo dello Spirito fosse sempre stato ricevuto in seguito ad una preghiera "tramite imposizione delle
mani". Avvertì quindi la mozione interiore di chiedere al pastore di imporle le mani come si legge in Atti 2 e di pregare per
lei affinchè ricevesse il battesimo nello Spirito. Dopo un momento di esitazione, il pastore acconsentì.
Subito dopo Agnes provò una sensazione intensissima di trasformazione interiore e iniziò a parlare in una lingua scono-
sciuta: "in quel momento mi sentii come travolta da un fiume in piena, e come se un fuoco ardesse in tutta la persona,
mentre parole strane di una lingua che non avevo mai studiata mi venivano spontanee sulle labbra e mi riempivano l'anima
di una gioia indescrivibile ... era come se fiumi di acqua viva zampillassero dal mio essere più profondo" (cfr. Gv 7,38-39).
Successivamente tutto il gruppo, compreso il rev. Parham, fece la stessa esperienza, chiamata "battesimo nello Spirito",
con manifestazioni analoghe a quelle del giorno di Pentecoste e con evidenti segni di rinnovamento spirituale.
Tuttavia è azzardato affermare, come sostenuto da Parham e ancora oggi da alcune denominazioni pentecostali, che
la mancanza della manifestazione del "canto in lingue" dica dell'inefficacia della preghiera di effusione, o come si suole
dire che “lo Spirito non sia passato.”

Il carisma delle lingue potrebbe essere concesso da Dio durante la preghiera di effusione, o subito dopo, o anche con
notevole ritardo; ma a volte qualcuno può anche non sperimentare mai questo carisma. La concessione di questo dono
rimane una libera iniziativa dello Spirito, che noi invochiamo, ma di cui non ci è dato condizionare i tempi e i modi. Facendo
parte dei doni di grazia che provengono da canali straordinari e non da quelli ordinari, cioè sacramentali, il canto in lingue
potrebbe dunque anche non caratterizzare la vita spirituale di un cristiano.

La notizia fece ben presto il giro dell'America.


Abbandonata Topeka, Parham fondò un movimento chiamato "Apostolic Faith" ("Fede Apostolica") e iniziò con alcuni dei
suoi studenti un "revival tour" nel Midwest statunitense per promuovere questa sua nuova esaltante esperienza. Nono-
stante l'opposizione delle chiese protestanti tradizionali, si calcola che entro il 1907 circa 13.000 persone abbiano accolto
il messaggio "pentecostale" di Parham.

Il 14 aprile 1906 , a Los Angeles ,un predicatore di colore del movimento della santità, William J. Seymour, comincia con
un centinaio di partecipanti bianchi e neri a pregare in una casa situata in Azusa Street. Sostenuti dal canto, c’erano
preghiere per il Battesimo nello Spirito Santo, preghiere per gli ammalati, la predicazione della Parola. Molti gridavano,
altri “cadevano” nello Spirito o “cedevano al Suo potere”. C’erano periodi di silenzio prolungato e di canto in lingue. Come
avete capito alla missione di Azusa Street migliaia di persone sperimentarono il battesimo nello Spirito.

Il Movimento Carismatico così come lo intendiamo iniziò nella primavera del 1960, quando membri di due Chiese episco-
paliane in California sperimentarono la potenza dello Spirito Santo ma decisero di non lasciare le loro Chiese malgrado le
molte difficoltà interne. Uno dei carismatici più famosi che operò in questa direzione fu David Johannes Du Plessis (1905-
1987), considerato uno dei padri del Movimento Carismatico. Egli fu uno degli ospiti speciali alla terza sessione del Concilio
Vaticano II e fu ricevuto dai tre papi.

Nei primi anni 1960 il battesimo dello Spirito Santo e la glossolalia, a partire da questi inizi, si diffondono in tutte le mag-
giori denominazioni protestanti negli Stati Uniti e in Canada: non solo tra gli episcopaliani, presbiteriani e luterani, ma
anche tra i metodisti, mennoniti, battisti. Alcune denominazioni cercano di opporsi al movimento carismatico e non man-
cano sospensioni e rimozioni di pastori; negli anni 1970, tuttavia, la maggioranza delle denominazioni protestanti accoglie
il rinnovamento carismatico . Negli anni 1970 il movimento carismatico diventa anche fenomeno, da americano, mondiale
(dopo essere già penetrato in Gran Bretagna fra gli anglicani a pochi anni dalle sue origini). L’evento decisivo per il suc-
cesso del movimento carismatico è, senza dubbio, l’emergere di un parallelo “rinnovamento” all’interno della Chiesa
cattolica

Ma allora siamo pentecostali? Come chiesa nasciamo a Pentecoste, e inizialmente venivamo definiti movimento neo-
Pentecostale, ma a differenza del popolo Pentecostale viviamo l’esperienza del Battesimo nello Spirito Santo (pienezza
dello Spirito), con manifestazioni simili a quelle che si verificano negli incontri pentecostali, non affiliandoci a nuove realtà
pentecostali, bensì rimanendo nella propria Chiesa di provenienza. Mentre i Pentecostali protestanti attendono la se-
conda venuta del Signore e non si curano di costruire Chiese ben organizzate, i Carismatici vedono la loro esperienza
dello Spirito utile al rinnovamento della loro propria Chiesa. Si trovano, infatti, Carismatici cattolici, ortodossi, anglicani,
luterani, presbiteriani.

Nel 1967 il movimento carismatico arrivò, finalmente, nella Chiesa Cattolica con il famoso week end di Duquesne. E qui
ha inizio la nostra storia

Siamo a Pittsburg, in Pennsylvania (USA) ed è il Gennaio 1967. Protagonista è un piccolo gruppo di professori e studenti
dell’Università Cattolica Duquesne. Fra questi un professore di storia e un teologo, laici impegnati da anni nella preghiera
e nell’apostolato, ma profondamente insoddisfatti perché sentono che ciò che hanno raggiunto nella loro vita è frutto
solo di una perfezione umana, priva dell’impulso potente dello Spirito. Insoddisfazione che sembra confermata da quello
che leggono nei libri “La croce e il pugnale” e “Essi parlano in altre lingue”: eventi straordinari prodotti dall’azione con-
creta dello Spirito in mezzo alle bande giovanili di New York nel primo e potenti manifestazioni carismatiche nel popolo
pentecostale, cose che nella Chiesa Cattolica sembrano sparite da tempo. I due decidono di partecipare a questa parti-
colare forma di preghiera e fanno esperienza di taluni doni, come quello delle lingue. Così decidono di costituire anch’essi
un piccolo Cenacolo, per invocare e attendere una nuova Pentecoste.
Ed è veramente quello che accade: Nel Febbraio 1967 riuniti per un ritiro di fine settimana, che diverrà celebre come
il “weekend Duquesne”, quanti sono presenti a questa veglia si trovano a sperimentare le stesse manifestazioni de-
scritte negli Atti degli Apostoli, quando la “Forza dall’Alto”, promessa da Gesù prima della sua Ascensione al cielo, riem-
pie e incendia di Sé gli Apostoli e i discepoli, e li trasforma e abilita alla stessa missione di Gesù, e li colma di doni straor-
dinari, per i quali si sentono come ubriachi e resi capaci di fare cose più grandi di loro.

Patti Gallagher è una di questi studenti e testimonia di questa Pentecoste che, mai sopita nella Chiesa, ora torna a mani-
festarsi con vigore: c’è chi piange e chi ride per l’ebbrezza, chi rimane in estasi per un tempo che non sa più quantificare,
chi si sente inondare da un amore che non ha confini ed è per tutti.

Così come è avvenuto a Gerusalemme duemila anni fa, l’eco di questi avvenimenti si propaga velocemente e arriva ad
altre Università. Quella di Notre Dame a South Bend, nell’Indiana (USA), decide di organizzare anch’essa un ritiro di fine
settimana, nel quale ugualmente si manifesta una grande potenza carismatica; e ugualmente avviene nella parrocchia
dell’Università di East Lansing, dove prestano la loro opera due professori laici, Steve Clark e Ralph Martin, interessati fin
dall’inizio a questa avventura e in seguito fra i leader del Movimento a livello mondiale.

Un particolare interessante – e poco noto – riguarda il tentativo di David Wilkerson, l’autore pentecostale le cui opere
erano state lette con più entusiasmo dai primi carismatici cattolici, di staccare il rinnovamento cattolico nascente
dalla Chiesa di Roma comunicando ai suoi leaderuna sua “visione” o rivelazione privata contro le “denominazioni”, in
cui lo Spirito gli rivela che se i cattolici che avevano sperimentato la glossolalìa rimarranno all’interno della Chiesa
romana saranno perseguitati. Questo tentativo non ha alcun successo; Ralph Martin – che pure ammette di essere
stato profondamente influenzato dagli scritti e dal ministero di Wilkerson – risponde che “lo spirito di indipendenza”
(dalle Chiese e denominazioni) costituisce al contrario “uno degli elementi meno salubri che il pentecostalismo tradi-
zionale ha portato come contributo al cristianesimo” (“David Wilkerson’s Vision”, New Covenant, n. 3, gennaio 1974,
pp. 11-12).

Il Rinnovamento Carismatico Cattolico (RCC) giunge in Italia nel 1970 con Padre Valeriano Gaudet, di origine canadese,
oblato di Maria Immacolata, che fondò un Gruppo di lingua inglese presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, e
ben presto si costituì a Roma il primo gruppo di lingua italiana guidato da Jacqueline Dupuy e Alfredo Ancillotti che ne
1973 daranno vita la Gruppo Maria , alla comunità Maria nel 1976 e nel 1987 fonderanno la comunità Gesù Risorto. Ma
pochissimi sanno che il nome della nostra comunità lo confermò Jaqueline (quasi alla fine dei suoi giorni) al nostro pasto-
rale nazionale, legati da una profonda amicizia, e ancoro più pochi sono quelli che sanno che lo Spirito Santo privilegia la
Sicilia e che le prime manifestazioni di tipo carismatico (lingue, profezie, guarigioni) nella chiesa cattolica contemporanea
ebbero luogo proprio in Palermo, alla fine del 1947 e all'inizio del 1948, venti anni prima che avvenissero in Duquesne, in
America, nel 1967, anno che comunemente segna la data di nascita del Movimento Carismatico Cattolico, adesso diffuso
in tutto il mondo.

No non c’è lo siamo inventati per essere sempre i primi come la barzellette dell’americano, l’inglese e il siciliano…….
Le manifestazioni coinvolsero molti fedeli che gravitavano attorno alla chiesa di "Terrasanta" officiata dai Frati Minori. Il
fenomeno durò pochi mesi perché incontrò il duro intervento dell' autorità ecclesiastica del tempo, Card. Ernesto Ruffini,
che come risulta dal suo atteggiamento nel Concilio Vaticano II, era contrario alle manifestazioni carismatiche.

Particolarmente colpiti dal suo intervento furono un padre francescano veneto, che dopo lungo travaglio venne allonta-
nato, e la principale promotrice del movimento Anna Caravello Mineo, morta in odore di santità nel 1983, che fu messa a
tacere.

Nel 1973, Paolo VI ricevette in udienza alcuni leaders del Rinnovamento riuniti a Grottaferrata, nei pressi di Roma. Paolo
VI definì il Rinnovamento “una chance per la Chiesa”, incoraggiandone i primi passi e lo sviluppo. Due anni dopo, in occa-
sione dell'Anno Santo, lo stesso Papa accolse in San Pietro circa 10.000 partecipanti al Congresso Carismatico Internazio-
nale, tenendo loro un discorso memorabile.

Il 1975 segna una tappa fondamentale nel cammino del Rinnovamento Carismatico. Il 16-19 maggio si svolge a Roma, alle
Catacombe di San Callisto, il Congresso Internazionale. Il grande pubblico conosce il rinnovamento grazie alla risonanza
che la stampa dà all’evento. Ricordiamo quanto racconta la giornalista Franca Zambonini nel suo articolo "Una preghiera
in seimila lingue": pubblicato su Famiglia Cristiana il 15 giugno 1975 8 : «Ho visto da vicino questi cattolici che portano
una ventata nuova nella Chiesa... Erano seimila, venuti da tutto il mondo... Pregavano insieme, una selva di braccia verso
il cielo, molti a piedi scalzi, quasi tutti con gli occhi chiusi e il sorriso. Poi c'è stato un gran silenzio, e poco dopo un canto:
ognuno pronunciava parole che non si capivano, e tutti insieme facevano un coro molto dolce. Mi è stato spiegato che
quello è il canto "in lingue": seimila persone, seimila lingue diverse... c'è molta armonia... sale alto un accordo che sem-
brerebbe concertato prima da un coro di professionisti diretti da un maestro. L'unico momento di agitazione è quando il
Cappuccino dice: "scambiatevi il segno della pace". Allora è un gran baciarsi ed abbracciarsi ed ognuno si muove dal suo
posto...».

Il primo Comitato Nazionale di Servizio (CNS), costituito nel 1977, decise di cambiare nome al RCC e di chiamarlo "Rinno-
vamento nello Spirito" Da allora le due espressioni sono state usate per indicare la medesima corrente spirituale. Per
evitare però ambiguità e confusioni è necessario distinguere il "Rinnovamento Carismatico o Rinnovamento nello Spirito"
da una "Associazione privata". Si tratta di realtà ben diverse: la "corrente spirituale" rappresenta tutto il RCC, mentre
l'"Associazione" non è che un'espressione particolare tra le altre. Infatti, come avviene per tutte le realtà associative,
l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" può coordinare solo quei gruppi o comunità i cui membri dichiarano di
voler operare attivamente nell'Associazione a norma dello statuto. In Italia nel corso di oltre vent'anni sono sorte, ad
opera di sacerdoti e laici, oltre una sessantina di comunità, appartenenti al RCC, che non appartengono all'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo". Queste comunità sono autonome, hanno i loro responsabili e vivono un rapporto di
comunione con i loro vescovi. Molte hanno ricevuto da tempo l'approvazione dei loro statuti.

Nel 1992 per iniziativa di un piccolo gruppo di fedeli, già provenienti da un lungo cammino di maturazione e di
responsabilità all’interno della spiritualità carismatica nasce a Roma la Comunità “Gesù Ama” , con l’intento di essere
un mezzo di conoscenza e di sperimentazione concreta dell’immenso e gratuito amore di Gesù per gli uomini, secondo
la parola:“Và e annuncia a tutti che Dio ama gli uomini",

Ha origine e fondamento dalla spiritualità del Rinnovamento Carismatico Cattolico ed ha come fulcro la conoscenza e la
conseguente sperimentazione della presenza e della potenza dello Spirito Santo in tutte le realtà della vita quotidiana, il
forte richiamo all’esperienza comunitaria come mezzo di sostegno per una sempre più profonda e radicata conoscenza
del messaggio di salvezza del Vangelo, la gioia e l’entusiasmo nel mettersi al seguito e al servizio di Gesù per diventare i
Suoi annunciatori e testimoni nel mondo. Nell’anno 2000 la Diocesi di Roma riconosce ufficialmente la Comunità “Gesù
Ama” con decreto dell’11 giugno 2000 prot. n. 610/00, solennità di Pentecoste, a firma del Vicario Generale di Sua Santità
Giovanni Paolo II, Cardinale Camillo Ruini, Presidente della C.E.I.
Oggi la comunità è presente su tutto il territorio nazionale, isole comprese, riconosciuta ed apprezzata per il servizio
generoso che offre alla chiesa. Nel 2001 circa , una sorella, ricoverata alla casa sollievo della sofferenza per un tumore al
palato, sperimenta la potenza della preghiera di lode grazie ad una altra sorella che proveniva dalla comunità di Pulsano.
Terminato il ricovero partecipa ad una preghiera in Puglia e getta le basi per una comunità embrionale nel nostro paese.
Riceve a Roma, insieme ad altre 4 sorelle di Palma e ad altre di Sciacca, la preghiera di effusione, e non senza difficoltà
Comincia a pregare dapprima in un garage, poi dalle Collegine e infine al Firriato, nella chiesa di S. Teresa.
Affiancata da altri fratelli di buona volontà , tra queste Lorena, e in mezzo a tante difficoltà, e la resistenza della gente ai
fenomeni dello Spirito, portano avanti una preghiera allo Spirito , forse rude, ma certamente efficace…non saremmo qui!