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STORIA DELLA MUSICA GOSPEL

LE RADICI
Durante i secoli XVII e XVIII, quando i Neri dal continente africano furono portati in schiavitù al di
là dell’Atlantico, a lavorare nelle piantagioni di cotone degli Stati Uniti meridionali, la loro musica
li accompagnava spesso durante il giorno e , per alleviare la fatica, nacquero le plantation songs
( canti della piantagione)da cui derivarono i work songs(canti di lavoro) e i calls (richiami) canti che
servivano anche a comunicare tra loro. Quando, in seguito, i predicatori battisti e metodisti venuti
dall’ Europa li convertirono al Cristianesimo essi cominciarono a cantare canti religiosi, chiamati
Spirituals, derivati , appunto, dagli inni inglesi ai quali essi aggiunsero i ritmi e i colori africani.

Lo Spiritual LE ORIGINI
Il termine Spiritual acquista una marcata caratterizzazione nera solo a partire dal XIX secolo.
Prima d’allora designava gli inni sacri dei coloni metodisti del New England. Le prime monodie
religiose degli schiavi risalgono invece agli inizi del XVIII secolo, quando l’approccio dei neri al
Cristianesimo avveniva ancora in forma clandestina, perché proibito dai loro padroni.Quei canti
erano, tutto sommato, una rielaborazione in chiave cristiana della musica rituale africana.
Venivano indicati come lining himns e si basavano sulla struttura antifonale di chiamata e
risposta che avrebbe influenzato tutta la tradizione musicale afro-americana. Lo schema
interpretativo che seguivano era suggestivo ma fisso. Un leader pronunciava ad alta voce una
frase, generalmente tratta dalle Sacre Scritture, mentre il coro la ripeteva subito dopo,
riproducendo la stessa intonazione e le medesime inflessioni della voce guida. Verso la metà
del XVIII secolo, all’affermazione tra i neri di un sincretismo culturale afro-cristiano denso di
superstizioni e di elementi animistici, fa riscontro lo sforzo culturale inconscio di sposare la
nuova religione alle sopravvivenze folcloriche africane ; e quindi la preghiera alle danze, il
ritmo alle melodie degli inni sacri, le lodi alla Divinità e al messaggio di riscatto della razza
oppressa. Ring shouts, shuffle rings, shuffle shouts erano, infatti, balli religiosi, che i fedeli
delle chiese nere danzavano tutti in circolo, tenendosi per mano, ascoltando le melodie ritmate
del coro. Il battito delle mani, dei piedi, l’uso di tamburelli e percussioni forniva all’insieme
musicale una pulsazione variegata e intensissima, tipica della poliritmia africana. E’ nel XIX
secolo che i concetti poetico-musicali alla base dell’innodia evangelica vennero assimilati dalla
creatività nera che presto ne ribaltò prospettive stilistiche e orizzonti tematici. Due furono le
correnti stilistiche che nacquero dall’incontro delle due concezioni musicali : da una parte i
jubilees, in cui le leggi melodiche e armoniche degli inni anglosassoni di S.Davis, J.Leland,
C.Wesley vennero radicalmente trasformate. Dall’altra gli anthems più legate agli originali e
più attente al rispetto dei valori estetici della melodia occidentale. Tra la fine del XIX secolo e
l’inizio del XX il patrimonio dei canti religiosi afro-americani inizia ad essere raccolto e studiato.
Viene depurato dalla rozzezza degli africanismi residui, riarrangiato, armonizzato e riproposto
in modelli assai adulcorati da grandi complessi vocali neri. In questa operazione si distinguono
soprattutto i Fisk Jubilee Singers, un coro interamente animato da studenti e professori
dell’Università Fisk di Nashville. Il loro intervento coincide con un adeguamento della tradizione
afro-americana all’estetica occidentale. I moduli espressivi più autentici sopravvivono invece
nei canti e nelle danze delle "Sette urlanti" o chiese santificate del sud. Questa musica
denominata sanctified oppure holiness, ha negli anni Venti grandi interpreti nelle cantanti
Bessie Johnson e Arizona Dranes. Alcuni elementi liturgici afro-cristiani, ma soprattutto l’uso di
tamburi e percussioni, l’impiego di cori polifonici scatenati sui ritmi più incandescenti della
tradizione nera, si unirono ai primi del secolo alle nascenti forme del jazz. La musica sanctified
assimila la strumentazione, i ritmi, spesso anche le atmosfere di vitalità sfrenata caratteristiche
del primo jazz. Sono però le voci che risuonano nelle chiese nere a ispirare le prime
strumentazioni e i primi arrangiamenti dei jazzisti, che guardano ancora alla famiglia degli
spirituals per i riff e i break della loro musica. Ad ampliare la vasta gamma di composizioni
musicali denominate spirituals (che sul piano contenutistico sono volti soprattutto
all’esaltazione di una prospettiva di liberazione del popolo nero) sono le realizzazioni,
ampliamente documentate discograficamente, dei predicatori itineranti dai primi del Novecento
agli anni Quaranta. La sintassi musicale adottata da questi personaggi integrava le esperienze
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melodiche del folclore anglosassone con le semplici cadenze armoniche del blues, la perfezione
formale dell’innodia metodista con l’intensità emotiva del jubilee. A distinguersi dalla schiera di
comprimari sono soprattutto in quattro :Blind Joe Taggart, Blind Willie Johnson, Blind Gary
Davis, Blind Edward Clayborn cantanti chitarristi che negli anni Venti riuscirono a
monopolizzare le hit parade riservate ai generi neri. Negli anni Trenta, invece, a una fase di
sviluppo della musica sacra, che era stata essenzialmente rurale , segue un momento di
elaborazione essenzialmente urbana. Le case discografiche spingevano per una massiccia
commercializzazione che i modelli esistenti di spiritual non potevano più soddisfare a lungo.
Una sintesi sistematica di tutti i generi sacri nero-americani, e insieme una rielaborazione
rigorosa e fedele di essi, riesce al pianista e compositore Tom A. Dorsey. Il suo sforzo,
pienamente riuscito, è quello di modernizzare gli antichi moduli espressivi senza tradirli. Uno
sforzo che si sostanzia con la creazione di un nuovo genere : il GOSPEL.

L’INIZIO
Thomas A. Dorsey che ha composto brani come "There will be peace in the valley" è
considerato da molti appassionati di gospel come il "Padre della Gospel Music". Compositore e
arrangiatore di blues ha accompagnato da giovane interpreti famose di blues come Bessie
Smith e Ma Rainey. La sua simpatia alle melodie vivaci e ai testi a volte un po’ "spinti"(tipiche
del blues e del jazz) non lo impedì, tuttavia, a partecipare al meeting annuale della "National
Baptist Convention". E fu a uno di questi meeting a Filadelfia che Dorsey sentì per la prima
volta le composizioni di Charley A. Tindley((1851-1933, autore, fra l’altro, di brani come "We’ll
understand it better by and by" e "Leave it there")che lo influenzarono a tal punto da
cominciare a scrivere brani di ispirazione cristiana abbandonando così i suoi testi "profani" ma
non i ritmi jazz e i "colori" blues che erano suoi ma che aveva trovato anche in Tindley.
Naturalmente la "vecchia guardia" conservativa considerò questa fusione di sacro (spirituals e
inni) e profano (blues e jazz) come " la musica del diavolo" e cercò di evitarla. La Chiesa,
anch’essa, dichiarò, dal canto suo, che la musica di Dorsey era indegna di essere eseguito
all’interno delle chiese stesse. Una storia simile accadde sempre negli Usa con il movimento
rock’n’roll Jesus Movement che dilagò nel paese nei primi anni ’70. In entrambi i casi la Chiesa
tradizionale non riuscì a vedere l’influenza positiva che la musica contemporanea poteva avere
benedicendo i suoi ascoltatori e incoraggiandoli ad avvicinarsi a Dio. La rivista americana Score
nel 1994 parlando di Dorsey, il "padre del gospel" riportò una sua testimonianza riferendosi
all’inizio del suo ministerio ". Nel momento in cui ho realizzato quanto alcuni artisti stavano
lottando duramente per far valere l’idea gospel ho deciso di unirmi anch’io a quell’idea e
di...portare in alto la bandiera !".E la portò. " Presi in prestito 5 dollari e spedì 500 copie della
canzone ‘If you see my Savior’ alle chiese da un capo all’altro del paese...Ci vollero tre anni
per ottenere il primo ordine d’acquisto. Avevo voglia di tornare al blues". Non lo fece. Con
interpreti pioniere e piene di talento come Sallie Martin(1896-1988) e Mother Willie Mae Ford
Smith(1904-1994) che divulgavano la sua musica, Dorsey rimase in scena così a lungo da
poter scrivere oltre 800 canzoni che, innalzavano e davano lode a Dio, finalmente, anche in
quelle chiese dove precedentemente erano state proibite. Fu fondatore, nel 1932, del National
Convention of Gospel Choirs and Choruses, un’organizzazione tutt’oggi esistente.

GLI INTERPRETI LEGGENDARI.


Dorsey fu sicuramente un pioniere, un seminatore. I frutti di quel raccolto sono stati cantanti
eccezionali che hanno divulgato il gospel sia negli Usa che in tutto il mondo negli anni a
seguire. Mahalia Jackson, (The Queen of Gospel"(1911-1972), Clara Ward(1924-1973) e
James Cleveland ("The king of Gospel" 1931-1991)che fu anche fondatore, nel 1968, del
GMWA (Gospel Music Workshop of America), un’ importante convention annuale di musica
gospel e Edwin Hawkins (autore della famosissima "Oh happy day"). Interpreti leggendari degli
anni ’50 e ’60 furono Edna Gallmon, Sam Cooke ("A change is gonna come")e Brother Joe May.
Sebbene non possono considerarsi veri pionieri, certamente i seguenti artisti di gospel
contemporaneo meritano di entrare nell’olimpo della gospel music di tutti i tempi. Li citiamo
:Tramaine Hawkins,Walter Hawkins, Jessy Dixon,Candi Staton, Al Green, Daryl Coley,Thomas
Whitfield, Andrae Crouch & The Disciples, Richard Smallwood, Yolanda Adams, Larnelle Harris,
Bebe & Cece Winans, Kirk Franklin...e molti altri !
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I QUARTETTI
Dal 1920 al 1940 la figura del quartetto gospel regnò incontrastata nel panorama della musica
gospel (insieme, naturalmente, a quella degli interpreti leggendari) e ciò influenzò moltissimo
la cultura pop americana. Tra i quartetti più famosi desideriamo citare : The Swan Silverstone
(guidati da Claude Jeter), The Sensational Nightingales’Rev.Julius Cheeks, The Dixie
Hummingbirds The Five Blinds Boys, The Fairfield Four e The Mighty Clouds of Joy (anni ’60 e
’70) che ancora oggi conservano sorprendentemente e a distanza di anni lo spirito e la potenza
vocale di quegli anni e i contemporanei Commissioned e Take 6. Sebbene la maggior parte dei
quartetti gospel era maschile, The Davis Sisters, Harmonettes è il gruppo più duraturo, The
Caravans, fornirono esempi di gruppi femminili eccellenti e popolari. Tra le Caravans
spiccarono personalità di gran rilievo come Albertina Walker, Dorothy Norwood, Cassietta
George, Bessie Griffin, Inez Andrews, Shirley Caesar e Delores Washington. Probabilmente,
però, il più popolare quartetto di tutti i tempi fu The Soul Stirrers, guidato dal grande Robert H.
Harris (che per primo sviluppò la voce ad lib usando suoni ripetitivi che Sam Cooke rese famosi
più delle parole).Harris fu insegnante e trainer di Cooke sin da quando quest’ultimo aveva
ancora dieci anni. Quando ormai adulto lo lasciò(Sam faceva parte dei Soul Stirrers) per le
offerte allettanti della musica secolare (maggiore audience e più denaro) Cooke divenne un
simbolo della musica popolare americana. Altri artisti gospel come Aretha Franklin, Della
Reese, Lou Rawls e Ray Charles seguirono il suo esempio entrando, così, nella leggenda.

LE CORALI
Nella musica gospel le corali di massa (Mass Choirs) ben presto rimpiazzano i quartetti. Strano
a dirsi, però, il fondatore, direttore e lead singer del più popolare Mass Choir degli anni ’90,
The Mississippi Mass Choir, fu Franklin Williams, detto Frank (1947-1993), già membro di un
quartetto( The Southern Gospel Singers, in seguito nominato The Williams Brothers). Egli lo
fondò nel 1988. Il primo album intitolato Mississippi Mass Choir Live ebbe un successo
immediato tanto che le riviste Billboard e Score lo nominarono l’album cristiano numero uno
dell’anno. Altre corali degne di essere citate sono : Milton Brunson & The Thompson
Community Choir , John P.Kee & The New Life Community Choir negli anni ’80.
Successivamente negli anni ’90 troviamo leader come Hezekiah Walker & The Love Fellowship
Choir, O’landa Draper & The Associates, Donald Lawrence & The TriCity Singers e poi ancora
The New Jersey Mass Choir, The Chicago Mass Choir, The National Baptist Convention Mass
Choir, The Brooklyn Tabernacle Choir e tanti altri che meritano ugualmente ma che non
possiamo citiamo per motivi di spazio.

IL MERCATO DISCOGRAFICO
Un tempo definita una musica strettamente religiosa e, di conseguenza, "relegata" solamente
per le chiese, la Musica Gospel ha ,di gran lunga, oggi, superato questo limite divenendo una
forza profonda nella cultura musicale popolare americana. Sostenuta dalle grandi major (Case
discografiche multinazionali) essa ha, ormai, varcato le mura religiose tradizionali ed è
considerata, adesso, più di una musica solamente ecclesiale. Secondo la rivista americana
Gospel Today negli ultimi dieci anni sette major hanno creato al loro interno delle divisioni di
gospel music ; le etichette indipendenti sono aumentate del 50 per cento e il reddito totale
della gospel music relativo allo scorso decennio è quasi triplicato (da 180 milioni di dollari, nel
1980, a 500 milioni di dollari nel 1990).

CONCLUSIONE
Per alcuni la gospel music è la musica nera. Per altri è semplicemente un termine che
comprende vari tipi di musica religiosa-Traditional, Contemporary Christian, Urban
Contemporary Southern, Hip-Hop, Soul, R&B , Rap e così via. Qualunque genere comunque
essa sia : partendo dai suoni morbidi di Sam Cooke al talento carismatico di John Cleveland,
dalla maestà del Mississippi Mass Choir alle acrobazie vocali di Kirk Franklin , la musica gospel
è più di un dolce suono ! E’ un genere che va visto e sentito per far "vibrare" chi la ascolta.
Con un pensiero di Inez Andrew, una delle prime sacerdotesse del canto gospel, concludiamo
questo "viaggio" molto sintetico alle radici della gospel music sperando di aver reso un servizio
soddisfacente. "Se non hai mai sentito la necessità di leggere la Bibbia, forse una canzone ti
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aiuterà a farlo. La gente non ama andare in chiesa e non desidera parlare di salvezza, ma
quando sopraggiungono difficoltà e problemi, allora, cerca qualcosa che possa aiutarla a
superarli. E la maggior parte delle volte se non è la Bibbia...è una canzone !"

Aurelio Pitino

I negro-spirituals

I negro-spirituals: sono i canti degli schiavi negri d'America formatisi tra il 1700 e il 1800,
quando la musica i Europa era quella di Bach, Mozart e Beethoven. Gli spirituals
rappresentano, da un punto di vista musicale, la fusione di diverse culture. Alla matrice
africana si sovrappongono gli influssi europei della musica popolare celtica , irlandese,
anglosassone e del corale protestante a quei tempi diffuso nell'America del Nord. Diversi quindi
gli influssi musicali, unica invece la matrice "spirituale". Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giobbe
prende il posto degli dei pagani e gli eroi del Vecchio Testamento diventano gli eroi di un
popolo di schiavi, in una assoluta simmetria di sofferenze, attese e certezze tra l'ebreo in cerca
della terra promessa ed il negro nel desiderio di pace. "Nessuno sa il dolore che ho visto,
nessuno lo sa, tranne Gesù", canta uno dei più famosi spirituals. E storie del Vecchio e del
Nuovo Testamento, e filastrocche degli Apostoli in cammino, e scherzi del vecchio Satana, in
una assoluta identificazione fra l'estremo cristiano, con il suo dolore e la sua speranza, e la vita
dello schiavo, con il suo dolore e la sua attesa di pace, non qui forse, ma nell'altra vita, " al di
là del fiume Giordano", con serena certezza.

" E cosa credi che fossero gli spirituals, i blues e tutto il resto se non il nostro inno, la nostra
lode al Signore? E come credi che allora avrebbero potuto resistere i negri nelle piantagioni
senza di Lui, senza la fede, senza la speranza in Lui? Si sarebbero suicidati tutti, credimi, se
non avessero ascoltato la Sua voce. Ecco soltanto questo è il Jazz: la nostra speranza in Lui".
(Louis Amstrong, 1971 durante un'intervista rilasciata al giornalista italiano Carlo Mozzarella) .

Cantare il Vangelo

CANTI PER UNA DRAMMATIZZAZIONE DEL VANGELO

PREMESSA A "PER CANTARE IL VANGELO"

I Gospel: la tendenza musicale del momento, insieme al musical.

Gospel significa "Vangelo" e da qui è derivata l’accezione classica di "Canti del Vangelo". Far
conoscere le Parole di Gesù cantandole, risulta di notevole efficacia propositiva. Purtroppo,
sotto quel nome si fanno passare canti che nel testo non sono propriamente tali, anche se nella
forma musicale espressiva ricalcano i Gospel classici.

I Gospel classici (che risalgono ad almeno 60-80 anni fa) hanno una struttura caratterizzata da
alcuni elementi base:

CORALITA’: Diverse voci polifoniche intervengono o si alternano rispondendo alla


domanda o alla sottolineatura del brano evangelico espresso dal capo-coro
(schema: domanda-risposta).

RITMICITA’ : della linea melodica (canto) oltre che dell’accompagnamento

MODERNITA’: di armonie
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ESPRESSIONE CORPOREA : attraverso semplici movimenti di danza o


gestualizzazione di canti

LINGUA : inglese o anche slang americano.

Diversi cori hanno voluto ripresentare i Gospel conservando la loro caratteristica formale di
decine e decine di anni fa.

Questa operazione è ineccepibile: chiunque può pescare nel passato per farcelo conoscere o
rivivere. Però, a volte, la cosa rischia di essere fine a se stessa.

Il Gospel tradizionale lo si ascolta volentieri ma non se ne porta a casa molto dei suoi veri
contenuti. E questo per alcuni motivi:

La lingua. Chi non conosce l’inglese o l’americano non può capirne immediatamente
e contemporaneamente il significato, a meno che non ne legga la traduzione.

L’esecuzione. Il Gospel lo si prende più come un simpatico fatto sonoro che come un
autentico messaggio cristiano.

I contenuti. La mentalità un po’ neofita dei primi gruppi cristiani che hanno dato
origine ai Gospel si adeguava al particolare ambiente post-schiavista in sui sorsero.

Fatta questa premessa di ordine storico e contenutistico, possiamo affermare che la tipologia
del "Gospel" non è l’unica forma musicale espressiva del Vangelo di Gesù.

Nell’evolversi del tempo tante persone hanno cantato il Vangelo con una forma musicale
diversa, adeguata al loro ambiente umano e alla tipologia musicale del loro tempo.
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Produzioni Musicali Novembre 2000 - Gennaio 2001

J.C.C. Gospel Explosion (USA)


Produzione esclusiva per l'Europa
Novembre - Dicembre 2000 Gennaio 2001
The JCC Gospel Explosion è attivo da oltre cinque anni nel circuito gospel internazionale, ogni
loro esibizione diventa occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa dei neri
d'america ma anche messaggio di fratellanza fra i popoli del mondo. La forza e la particolarità
del gruppo la si può cogliere principalmente nelle fantastiche voci che esprimono con grande
intensità il calore e la gioia della musica della buona novella. Il gruppo è composto da tre
fantastiche voci nere e rappresenta uno degli esempi pi? significativi e genuini di musica gospel
tradizionale e contemporanea. Formazione di quattro elementi : Voci e piano
Ethel Caffie Austin Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
dal 06 Dicembre - 15 Dicembre 2000
Ethel Caffie Austin è ormai da decenni la " Fist Lady of Gospel Music" del South Carolina. Inizia
già a sei anni a suonare il pianoforte e a dieci entra nel coro della chiesa di suo padre. Un
grande talento artistico, che a soli 14 anni riunisce il primo coro di massa della Virgina,
riunendo cantanti provenienti da da dieci comunità diverse. Si presenta in Italia con un
formidabile quartetto di voci e pianoforte per presentare il suo "gospel" intriso del calore e
della tradizione del sud, arricchendolo di grande classe e raffinatezza. Ethel vanta numerose
collaborazioni con la grande cantante pop Joan Baez. Formazione 4 elementi: voci e pianoforte
Faith Gospel Voices (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 16 al 29 dicembre 2000
Quartetto gospel composto da tre meravigliose voci femminili accompganate con pianoforte.Il
gruppo proviene da Coloumbus (GA) sede della chiesa battista dove l'ensemble svolge
prioritariamente la propria attività artistica durante le funzioni e le manifestazioni organizzata
dalla comunità religiosa.Faith Gospel Singers sono alla loro prima esperienza europea.
Occasione per ascoltare la musica religiosa afroamericana nella sua dimensione più vera e
genuina. Formazione : 4 elementi. Voci + pianoforte
The Mighty Prince Gospel Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Italia
13 Dicembre - 31 Dicembre 2000
Uno dei migliori gruppi gospel della California. The Mighty Prince Singers rappresentano la
punta di diamante della nuova scena musicale di San Francisco. Il gruppo si ? costituito nel
1982 e da allora ha iniziato una strepitosa ascesa verso il successo e la notorietà. Vantano la
partecipazione ai pi? prestigiosi festival internazionali insieme ad artisti del calibro di Ray
Carles, Take 6, Five Blind Boys of Alabama, Clarece Fountain, Carmen Mac Rae. Il loro show ?
un'occassione unica per ascoltare magiche voci che cantano con maestria e sentimento i grandi
classici della musica gospel. Il gruppo gospel pi? raffinato e originale apparso in Italia negli
ultimi anni. Ritornano per presentare il loro CD " People Get Ready" (1998) Formazione : 5
Vocalist a cappella
The Friendly Travelers of New Orleans (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
14 Dicembre 2000 -01 Gennaio 2000
Storico gruppo gospel di grande successo internazionale fondato nel 1959 dal Rev. Clint Jones.
Il gruppo si esibisce con grande capacità ed enfasi sia nello stile a cappella che con una
poderosa sezione ritmica. Il loro concerto alterna il gospel tradizionale a composizioni pi?
moderne che incorporano musicalità soul /funky. Le voci sono la caratteristica principale di
questo eccezionale ensemble che riesce a sprigionare una straordinaria carica emotiva capace
di contaminare e coinvolgere il pubblico in una festa collettiva. Formazione di 6 elementi : Voci
+ Chitarra, Basso, Piano, Batteria Formazione acustica : Voci + Piano + Chitarra
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Robin Brown & Triumphant Delegation (USA)


Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 29 Diceembre 2000
Ensemble composto da sette cantanti musicisti proveniente da Atlanta ( Georgia) già
componenti della prestigiosa corale formata da 85 elementi della quale Robin Brown ? " Leader
e Art Director". Il gruppo vanta una notevole notorietà anche in Italia dove ha partecipato a
numerosi e blasonati festivals, e l'apparizione a importanti programmi televisivi qulai : Buona
Domenica ( Canale 5) Costanzo Show (Canale 5) Premio Amalfi (Rai Uno) Roxy Bar
( Videomusic). Concerto vibrante e raffinato che sa unire il repertorio classico a originali
composizioni di gospel contemporaneo. Formazione : 7 elementi . Voci + pianoforte,
basso,batteria .
The Inspirational Voices of Atlanta (USA)
Produzione esclusiva per l'europa.
dal 16 al 29 dicembre 2000
Prestigiosa corale composta da 13 elementi da anni attiva nel circuito gospel della Georgia.
L'ensemble è la versione ridotta della prestigiosa corale composta da ben 85 elementi , fondata
e diretta dalla cantante pianista Robin Brown. Voices of Atlanta dopo la partecipazione alle
amnifestazioni culturali dei Giochi Olimpici di Atlanta ? diventata il gruppo gospel simbolo della
città che rappresenta in occasione dei pi? importanti eventi musicali dello stato. Canti gospel
interpretati da tredici fantastici musicisti . Un brivido musicale che sa coinvolgere e
appasionare qualsiasi ascolatore. Formazione 13 elementi : Voci + Piano + Basso + Batteria
TheVoicesofGlory(USA)
Produzione in esclusiva per l'Italia
al 15 al 31 dicembre 2000
Ensemble proveniente da Chicago (Illinois). Un viaggio nella ricca tradizione della musica
gospel della città ventosa. Un concerto che offre una esaustiva panoramica sulla storia e sulla
evoluzione della musica afroamericana dello stato dell'Illinois. Leader del gruppo la cantante
"Peaches" voce gospel/soul fra le pi? interessanti apparse in questi ultimi anni sulla scena di
Chicago. Formazione 4 elementi : voci e piano
Tony Washington Singers (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
15 Dicembre - 31 Dicembre '2000
Funanbolico quitetto gospel proveniente da Charleston (South Carolina) Sintesi tra gli inni sacri
della tradizione bianca e la matrice ritmica della musica nera dell'Africa. Questo stile musicale?
attualmente una delle espressioni artistiche pi? originali e creative del sud degli U.S.A. Un
concerto che restituisce al meglio il clima vibrante della religiosità nera. la musica che James
Brown ha amato in gioventù. Formazione : 5 elementi - Voci + Chitarra, Basso, Piano, Batteria
The Jubilee Love Train (USA/I)
Produzione per l'Europa
Novembre /Dicembre 2000 - Gennaio 2001
"Jubilee":"una stagione di festeggiamenti gioiosi" cos" il Webster's Dictionary definisce la
parola; noi abbiamo scelto questo nome sia per il suo grande significato, sia per la prossimità
ad un evento storico. "Love Train" deriva dalle parole di una delle canzoni chiave del nostro
repertorio: "gente di tutto il mondo, teniamoci per mano, prenderemo tutti insieme un treno, il
treno dell'amore fraterno" The Jubilee Love Train è un talentato gruppo di cantanti e musicisti
da numerosi anni attivo nel circuito gospel internazionale, ogni loro esibizione diventa
occasione per manifestare il loro amore per la musica religiosa dei neri d'america ma anche
messaggio di fratellanza fra i popoli del mondo. Formazione 8 elementi : 4 voci + chitarra+
basso+ batteria + piano
The Gospel Train (USA)
Produzione per l' Europa
Novembre/Dicembre 2000 - Gennaio 2001
Stupenda formazione composta da magnifiche voci (soprano, contralto, tenore, baritono)
regala al pubblico un repertorio variegato, facendosi strada tra il Gospel tradizionale e quello
moderno. Ogni esibizione di questo talentato gruppo è ricca di trasporto e di passione,
sentimenti dettati direttamente dalla musica che diviene cos" veicolo di fratellanza e di amore.
Bravura, classe ed eleganza vengono adoperati nelle loro esibizioni. E' il modo migliore per
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rendere omaggio a questa musica che tanto ha significato e significa alla cultura
afroamericana. Il treno Gospel è partito dall'america per arrivare fino a noi. Solo carrozze di
prima classe.. il viaggio sta per incominciare. Formazione : 4 elementi voci e piano
( disponibile anche con sezione ritmica)
Ebone Gospel Singers ( USA)
Produzione esclusiva per l'Europa
dal 15 al 31 dicembre 2000
Gruppo gospel formato da quattro stupende voci femminili provenienti da New Orleans (LA).
Ebone Gospel Singers viene costituito nel 1992 da Yolanda Beavers leader e instancabile
animatrice del gruppo, personaggio molto attivo nel circuito gospel delle Chiese Battiste di New
Orleans dove è particolarmente conosciuta e apprezzata per avere partecipato a numerosi e
importanti eventi musicali fra i quali il rinomato " Jazz & Heritage Festival of New Orleans". La
formazione base di Ebone Gospel Singers ? il classico quartetto vocale accompagnato da
pianoforte o organo, dimensione artistica che consente al gruppo di esprimere con grande
calore, intensità e spiritualità i tradizionali canti gospel. Formazione quattro elementi : Voci e
piano (disponibili anche con aggiunta di sezione ritmica)
La Verne Jackson Spirituals Voice (USA)
Produzione esclusiva per l'Europa.
Novembre/Dicembre'2000 Gennaio 2001
Fantastica cantante spirituals nera americana. La Verne propone la grande tradizione dei canti
spirituals nella versione più vera e tradizionale. Il concerto è un cammino nella tradizione della
musica spirituals del periodo più duro della schiavitù dei neri d'america. Assistere al suo
concerto significa scoprire e capire la tradizione della cultura religiosa afro americana.
Formazione : 2 elementi. Voce + pianoforte
Kay Foster Jackson Gospel Duo (USA/I)
Produzione per l'Italia
Novembre/Dicembre '2000
Ensemble composto dalla cantante americana Kay Foster Jackson e dal pianista Roberto
Boccasavia. Il loro repertorio propone tutti i brani classici della musica gospel, interpretati sia
nello stimle classico che con originali arrangiamenti.

Spiritual & Gospel

Don Matteo Graziola

Questi canti sono espressione della fede di un popolo. Un popolo oppresso dalla schiavitù,
sradicato dalla propria terra; un popolo che ha scoperto nell'avvenimento cristiano la fonte
della libertà e della letizia, la vera speranza per l'umano. Si respira in questi canti una grande e
disarmante semplicità. Essi molto spesso narrano fatti riportati nella Bibbia, sia dall'Antico che
dal Nuovo Testamento. Sono i fatti che segnano la vicenda di un popolo e degli uomini che lo
hanno guidato a vivere l'alleanza con Dio. Sono soprattutto i fatti che riguardano la vita di
Gesù di Nazareth, il Dio fatto Uomo. Così gli episodi evangelici rivivono come se accadessero
ora: gli incontri con Gesù, i suoi miracoli, il cammino verso il compimento e giudizio finale. Si
avverte il condizionamento della teologia protestante: c'è molta attenzione al dato biblico, ma
manca la consapevolezza che già qui ed ora ciò che è annunciato come compimento finale si
realizza nella realtà sacramentale della comunità ecclesiale; così il discorso rimane come un po'
sospeso tra il fatto accaduto nell'incontro dei vari personaggi con Cristo e l'evento escatologico
conclusivo: in mezzo sta il tempo della fede, senza la chiara consapevolezza che anche questo
tempo è già trasformato dalla Presenza di Cristo dentro il suo corpo oggi che è la Chiesa. Al di
là però di questo condizionamento della teologia protestante, rimane intatta la suggestione di
questi canti che con il loro ritmo e i loro colori fanno riemergere l'entusiasmo che
l'avvenimento cristiano necessariamente suscita nell'uomo.
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