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Udienza con il Santo Padre Giovanni Paolo II

ROMA 14 marzo 2002

UDIENZA ALLA DELEGAZIONE DEL


"RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO"

Questa mattina, alle 12, il Santo Padre riceve in Udienza i membri


della Delegazione del "Rinnovamento nello Spirito Santo" nel
trentesimo anniversario della presenza del Movimento in Italia.
SALUTO AL SANTO PADRE
DEL COORDINATORE NAZIONALE
DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO
Salvatore Martinez

Udienza privata del 14 marzo 2002

Beatissimo Padre,

unonda di gioia e di commozione pervade i nostri cuori: come


possiamo esprimerLe la riconoscenza della grande famiglia del
Rinnovamento nello Spirito per questo speciale attestato di amore
che oggi ci concede?

Vorremmo dirLe, con un animo che benedice il Signore, che le


tribolazioni che incessantemente soffre per lavanzamento del
Regno non sono vane: la Chiesa viva, perch perseguitata; pura,
perch purificata; forte, perch radicata sulla grazia che vince ogni
debolezza.
Questa la testimonianza che dallinizio del Suo Pontificato Lei
non ha mai smesso di offrirci; questo, come Lei stesso pi volte ha
ricordato, sar il segreto della Chiesa del terzo millennio. Siamo
qui, allora, per dirLe grazie, anche a nome di migliaia di piccoli e
deboli che non smettono di pregare, affinch Lei continui a
ricevere dallo Spirito consolazione divina e coraggio apostolico.

Santit, non abbiamo fondatori umani, n una nuova


spiritualit da proporre al mondo: siamo stati misteriosamente
generati dallo Spirito e affidati alla Chiesa, il luogo spirituale
dellamore e dellesperienza della vita nuova. Siamo ben persuasi
che quanto pi uno ama la Chiesa, tanto possiede lo Spirito Santo,
cos che solo intensificando la nostra appartenenza ecclesiale noi
possiamo partecipare ancora di pi del dono dello Spirito, per il
progresso dei nostri gruppi e delle nostre comunit.
Non abbiamo cammini elettivi, n fini apostolici predeterminati
da perseguire: nella Sua voce e nella memoria del Suo venerato
predecessore Paolo VI sono la nostra profezia delle origini e la
guida sicura della nostra navigazione. Non esitiamo a dire, con
umile convinzione, che ci basta la Chiesa, il Suo Magistero, il
conforto paterno dei nostri Vescovi.

Con la Novo Millennio Ineunte Lei ha voluto ricordare la rotta


della navigazione della Chiesa universale: quanta gioia, quanto
conforto, quante ispirazioni le Sue parole hanno suscitato nel nostro
cammino, in special modo il richiamo a quella pedagogia della
santit attraverso cui lo Spirito si rende presente e operante per
via sacramentale e carismatica.
Che grande dono ha voluto farci! La Chiesa come una grande
casa: c spazio e attenzione per tutti e anche per coloro che
verranno!

Santo Padre, sono passati ormai trenta anni dai timidi inizi del
Rinnovamento in Italia e tanti, indelebili ricordi ci legano alle Sue
continue e amorevoli cure, che hanno reso il nostro passo pi sicuro
e pi attento alla invocata maturit ecclesiale.

Abbiamo un sogno e una promessa da manifestarLe.

Il sogno che il prodigio della Pentecoste abbia a continuare


nella storia della Chiesa e del mondo. La supplichiamo, Santit:
raccomandi ancora il culto supremo e amoroso allo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo davvero poco conosciuto alla nostra cultura
religiosa e ignorato dalle tendenze culturali dominanti; poco
annunziato dalla nostra catechesi e trascurato nelle nostre case e
nelle nostre scuole; poco onorato dalla nostra piet, poco
assecondato nelle sue continue effusioni di grazie e di carismi.

La promessa che non ci stancheremo di diffondere e di


alimentare roveti ardenti di preghiera che siano di conforto
nellincessante combattimento spirituale che con la Chiesa siamo
chiamati a sostenere. Ci prodigheremo per far vivere con maggior
zelo il Rinnovamento anche fuori dal Cenacolo, cos da portare i
frutti delleffusione dello Spirito in questo nostro mondo che attende
di essere salvato da Ges, il Signore, che, solo nello Spirito, pu
essere rivelato (cf 1 Cor 12,3).
quanto ci apprestiamo a fare guardando allevangelizzazione
dellest europeo, sostenendo limplantatio ecclesiae in Moldova con
linvio di unquipe missionaria a servizio della Diocesi di Chisinau.

Santit, siamo pronti ad accogliere con obbedienza filiale


quanto il Suo cuore paterno ci esorter a compiere, ripartendo
ancora una volta da Cristo, sotto lo sguardo materno di Maria.

Voglia ancora impartirci la Sua apostolica benedizione,


Beatissimo Padre, cos che abbiamo a confortare i fratelli e le
sorelle che a noi si sono affidati.

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Carissimi Fratelli e Sorelle!

1. Con grande gioia accolgo voi, rappresentanti del Gruppo del


Rinnovamento nello Spirito Santo, in occasione del trentesimo
anniversario della vostra presenza in Italia. Saluto il coordinatore
del Comitato Nazionale di Servizio e quanti lo coadiuvano.
Ripenso con piacere agli incontri avuti con voi negli anni passati.
Dal primo, nella solennit di Cristo Re del 1980, a quello del 1998,
alla vigilia dell'Incontro con i Movimenti ecclesiali e le nuove
Comunit, in occasione della Pentecoste. Non posso, inoltre,
dimenticare il contributo che il Rinnovamento nello Spirito ha
offerto in occasione del Grande Giubileo del 2000, in modo speciale
aiutando i giovani e le famiglie, che fin dagli inizi del mio Pontificato
non mi stanco di
segnalare come ambiti privilegiati di impegno pastorale.
Desidero anche ringraziare i vostri dirigenti per aver voluto
imprimere al Rinnovamento una spiccata impronta di collaborazione
con la Gerarchia e con i responsabili degli altri movimenti,
associazioni e comunit. Di tutto, insieme con voi, d lode al
Signore, che arricchisce la sua Chiesa di innumerevoli doni
spirituali.
2. S! Il Rinnovamento nello Spirito pu considerarsi un dono
speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo.
Nato nella Chiesa e per la Chiesa, il vostro un movimento nel
quale, alla luce del Vangelo, si fa esperienza dell'incontro vivo con
Ges, di fedelt a Dio nella preghiera personale e comunitaria, di
ascolto fiducioso della sua Parola, di riscoperta vitale dei
Sacramenti, ma anche di coraggio nelle prove e di speranza nelle
tribolazioni.
L'amore per la Chiesa e l'adesione al suo Magistero, in un cammino
di maturazione ecclesiale sostenuto da una solida formazione
permanente, sono segni eloquenti del vostro impegno per evitare il
rischio di assecondare, senza volerlo, un'esperienza solo
emozionale del divino, una ricerca smodata dello "straordinario" e
un ripiegamento intimistico che rifugge dall'impegno apostolico.

3. In questa speciale circostanza desidero idealmente benedire tre


progetti, per i quali vi state prodigando, e che proiettano "fuori dal
Cenacolo" i Gruppi e le Comunit del Rinnovamento nello Spirito
con generoso slancio missionario.
Mi riferisco, anzitutto, al sostegno che state fornendo all'implantatio
Ecclesiae in Moldavia, in stretta collaborazione con la Fondazione
"Regina Pacis" dell'Arcidiocesi di Lecce, costituendo una comunit
missionaria legata alla Diocesi di Chisinau. Saluto con affetto i
Pastori di quelle Comunit ecclesiali, Mons. Cosmo Francesco Ruppi
e Mons. Anton Cosa, unitamente ai Vescovi che partecipano a
questo incontro.
Altro interessante progetto l'animazione spirituale nei Santuari
mariani, luoghi privilegiati dello Spirito, che vi d l'occasione di
offrire ai pellegrini percorsi di approfondimento della fede e di
riflessione spirituale.
C' poi il progetto "Roveto ardente", che un invito all'adorazione
incessante, giorno e notte. Avete voluto promuovere questa
opportuna iniziativa per aiutare i fedeli a "ritornare nel Cenacolo"
perch, uniti nella contemplazione del Mistero eucaristico,
intercedano mediante lo Spirito per la piena unit dei cristiani e per
la conversione dei peccatori.
Si tratta di tre diversi campi apostolici nei quali la vostra esperienza
pu fornire una quanto mai provvidenziale testimonianza. Il Signore
guidi i vostri passi e renda i vostri propositi ricchi di frutti per voi
stessi e per la Chiesa.
4. A ben vedere, tutte le vostre attivit di evangelizzazione, in
ultima analisi, tendono a promuovere nel Popolo di Dio una crescita
costante nella santit. E' in effetti la santit la priorit di ogni
tempo, e pertanto anche di questa nostra epoca. Di santi ha
bisogno la Chiesa e il mondo e noi siamo tanto pi santi quanto pi
lasciamo che lo Spirito Santo ci configuri a Cristo. Ecco il segreto
dell'esperienza rigenerante dell'effusione dello Spirito, esperienza
tipica che contraddistingue il cammino di crescita proposto per i
membri dei vostri Gruppi e delle vostre Comunit. Auspico di cuore
che il Rinnovamento nello Spirito sia nella Chiesa una vera
palestra di preghiera e di ascesi, di virt e di santit.
In modo speciale, continuate ad amare e a far amare la preghiera
di lode, forma di orazione che pi immediatamente riconosce che
Dio Dio; lo canta per se stesso, gli rende gloria perch Egli ,
prima ancora che per ci che fa (cfr CCC, 2639).
Nel nostro tempo, avido di speranza, fate conoscere ed amare lo
Spirito Santo. Aiuterete allora a far s che prenda forma quella
"cultura della Pentecoste", che sola pu fecondare la civilt
dell'amore e della convivenza tra i popoli. Con fervente insistenza,
non stancatevi di invocare: "Vieni, o Santo Spirito! Vieni! Vieni!".
La Madre Santissima di Cristo e della Chiesa, la Vergine orante nel
Cenacolo, sia sempre accanto a voi. Vi accompagni pure la mia
Benedizione, che imparto con affetto a voi ed a tutti i membri del
Rinnovamento nello Spirito Santo.
INDIRIZZO DI SALUTO DEL COORDINATORE
NAZIONALE
DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO
Salvatore Martinez
AL CARDINALE VICARIO Camillo RUINI

Basilica San Giovanni in Laterano, 14 marzo 2002

Con vivissima gioia, a nome della grande famiglia del


Rinnovamento nello Spirito, sono qui a ringraziarLa, Eminenza, per
le parole dense di affetto e di incoraggiamento che ha voluto
indirizzarci.
Le siamo riconoscenti per aver concesso alla grande famiglia
del Rinnovamento di elevare, insieme, linno di ringraziamento al
Signore per questi trenta anni di vita ecclesiale che, non senza
sacrifici, lo Spirito Santo nostro fondatore, guida e animatore
interiore ha voluto concederci. Qui ricordiamo le nostre origini, il
nostro cammino indiviso con le variegate espressioni che il
movimento carismatico cattolico comprende.

Permetta che saluti con sincera stima il cardinale De Giorgi, i


Vescovi, le autorit presenti, i rappresentanti di altri movimenti e
comunit, i tanti fratelli, amici, graditi ospiti che con noi, oggi, in
questa Basilica, hanno voluto tributare un atto damore e di onore
allo Spirito Santo.
Dallo Spirito il Rinnovamento stato fondato, in risposta alle
attese dei nostri Padri Conciliari, e allo Spirito questa sera ci
riconsegniamo, fiduciosi che sapr perdonare i nostri ritardi e le
nostre omissioni, ma soprattutto sostenere il nostro desiderio di un
cammino sempre pi unitario ed ecclesiale.

Il RnS limmagine di una Chiesa che vive, che crede, che


prega, che ama, che soffre, che celebra Cristo e a Lui, non senza
sacrifici, continua a rivolgere il suo entusiastico e appassionato
grido damore e di lode.

Eminenza carissima, abbiamo nel cuore una passione mai


domata per Ges, passione che con gli anni si rende sempre pi
consapevole delle sfide che la Chiesa chiamata ad abbracciare.
Per questo non cessiamo di tenere le nostre mani alzate al cielo,
ricordando cos al Padre la promessa di Ges di una inesauribile e
potente effusione dello Spirito sullumanit. Crediamo che sia
proprio leffusione dello Spirito il segreto di una Chiesa profetica,
mai arrendevole, coraggiosa nellannunzio del Vangelo, innamorata
del Suo Signore, desiderosa di esperimentarne la presenza viva in
una pi profonda vita di grazia, di preghiera e di adorazione.

Alla Chiesa, dopo il Grande Giubileo del 2000, dato di vivere


un momento privilegiato dello Spirito: nella Novo Millennio Ineunte
e negli orientamenti pastorali dellEpiscopato italiano per il primo
decennio del duemila questa grazia ci stata segnalata con
chiarezza e con forza, unitamente alla richiesta di un impegno
sempre pi convinto e responsabile dei laici. Non senza
commozione, questa mattina, in udienza privata, abbiamo voluto
manifestare la nostra gratitudine al Santo Padre; questa sera per il
Suo tramite, desideriamo farlo a tutti i nostri Vescovi dItalia.

Siamo ben consapevoli della priorit dellevangelizzazione


nellora presente e ci impegniamo a dare il nostro contributo
affinch la cultura della Pentecoste possa diffondersi nella nostra
amata Italia e in tutto il mondo. Pentecoste un avvenimento che
interessa anche il mondo profano: dalla Pentecoste scaturisce una
nuova sociologia, una nuova cultura permeata dei valori dello
Spirito, quella che tende a fare dellumanit una sola famiglia dei
figli di Dio, liberi, tutti contraddistinti dalla medesima dignit.

Ci impegniamo ad essere nella Chiesa portatori di una nuova


mentalit dominata dalle ragioni dello Spirito: famiglie che si
sforzano di educare i propri figli a giudicare la storia mediante lo
Spirito e a discernere il bene e il male alla luce della parola del
Signore; gruppi e comunit di fedeli che non si stancano di pregare,
personalmente e comunitariamente, per meritare la stupenda e
insostituibile assistenza dello Spirito; luoghi di fraternit e di
pazienza in cui si disposti ad accogliere la schiera sempre pi
numerosa di poveri, ammalati, sconsolati che questo nostro tempo
produce e che mendicano amore; uomini e donne che in ogni
ambito sociale testimoniano gioiosamente che solo Ges il
Signore, senza vergogna o riduzioni culturali, consapevoli che la
vita nuova mediante lo Spirito si alimenta dellannunzio integrale
del Vangelo.

La notizia dellapprovazione definitiva del nostro Statuto ci fa


sentire, questa sera, specialmente amati e benedetti e idealmente
vicini al cuore di ogni nostra Diocesi e di ogni Vescovo che in
Italia. Grazie Eminenza, per la fiducia rinnovataci e per la
promozione della nostra proposta di vita cristiana nella Chiesa
italiana. Questo passaggio di grazia ci lega ancor pi ai nostri
Pastori e consente al RnS di rafforzare la sua identit di movimento
ecclesiale nella partecipazione attiva e generosa alla vita delle
nostre Chiese.

Eminenza carissima, Le assicuriamo le nostre umili preghiere e


facciamo voto di rinnovata fedelt al Magistero e agli impegni
ecclesiali assunti, con il fervore spirituale e la carit evangelica che
lo Spirito non mancher di suscitare in noi. Voglia benedirci!
OMELIA DEL CARDINALE CAMILLO RUINI ALLA
CELEBRAZIONE EUCARISTICA IN RINGRAZIAMENTO
AL SIGNORE
NEL TRENTESIMO ANNO DI VITA
DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO IN
ITALIA

Basilica di San Giovanni in Laterano, 14 marzo 2002

Isaia 63, 7-9


Salmo 1 1 3 ( 1 1 2)
Vangelo di Luca 10,17-21.

1. Mi unisco con viva gioia a tutti voi che, in questa celebrazione


eucaristica, affidate al sacrificio eucaristico del Signore Ges il
ringraziamento a Dio Padre per i grandissimi benefici di cui vi ha
fatto dono in questi trenta anni di esperienza carismatica in Italia e
per l'immensa misericordia con la quale Ges, il Figlio di Dio
fedele e giusto rimette i nostri peccati" (lGv 1,9).
Quali siano stati questi benefici ve lo ha ricordato il Santo Padre
Giovanni Paolo II, nei vari discorsi che vi ha rivolto e nelle Lettere
autografe che in questi ultimi anni vi ha inviato.
Gi in occasione della prima udienza concessavi circa ventidue
anni orsono, il Santo Padre ebbe a constare che "siete portatori di
una esperienza pi profonda della presenza di Cristo" (23.11.80) e,
nell'ultima lettera autografa dello scorso anno, ha voluto rimarcare
che il Rinnovamento nello Spirito Santo "rappresenta uno speciale
dono dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo"
(28.04.2001).
L'iniziativa dello Spirito ha suscitato in tanti di voi "una
rinnovata scoperta del gran mezzo della preghiera". Ha fatto di
molte vostre assemblee dei "luoghi di contemplazione e di lode",
delle "palestre" di comunione fraterna, dove lo Spirito del Signore
risorto, oltre alla partecipazione alla sua passione redentrice, vi fa
anche godere l'esperienza dei doni e dei carismi spirituali che Egli
liberamente distribuisce a ciascuno, "come egli vuole" (cf. 1 Cor
12,11).
La risposta che lo Spirito di Dio ha provocato in voi fa guardare
a tanti vostri gruppi e comunit, come "a modelli di fraternit e di
amore, di pazienza e di accoglienza reciproca" (cf Lettera autografa
di Giovanni Paolo II al RnS; 28 aprile 2001). E come ad aggregati
di credenti, dove lo Spirito effonde una ricchezza di grazie speciali,
che hanno reso molti tra voi "adatti e pronti ad assumersi varie
opere e uffici, utili al rinnovamento e alla maggiore espansione
della Chiesa" (LG 12).

2. Tra queste grazie speciali va particolarmente menzionata una


riscoperta della santit come cuore e centro di ogni apostolato, e
quindi di un accresciuto impegno per il Vangelo".
A distanza di trent'anni possiamo affermare. non senza una
profonda riconoscenza al Signore, che il Rinnovamento nello Spirito
stata una singolare realizzazione di quella audace speranza
profetica formulata dal Beato Giovanni XXIII quando, alla vigilia del
Vaticano II, cosi pregava: "Rinnova nella nostra epoca i prodigi
come di una nuova Pentecoste", come pure delle parole
pronunciate da Paolo VI nell'udienza generale del 16 ottobre 1974:
"Voglia il Signore effondere, oggi, una grande pioggia di carismi,
per rendere feconda, bella e meravigliosa la Chiesa, capace di
imporsi all'attenzione e allo stupore del mondo profano, del mondo
laicizzante ".
Oggi, dopo trent'anni, assistiamo a un vero "risveglio spirituale"
in seno alle Chiese e comunit ecclesiali. Siano rese grazie allo
Spirito Santo!
La Conferenza Episcopale Italiana ha ringraziato Dio per la
vostra presenza e ne ha preso ufficialmente atto gi nel gennaio
del 1996, quando, rallegrandosi per la "testimonianza" da voi data
alle Chiese di Dio che sono in Italia, esprimeva una nota di plauso
attraverso lo Statuto della vostra Associazione.
A Rimini, in quello stesso anno, in occasione della XIX
Convocazione Nazionale, sono venuto a darvi con gioia questa
notizia.
Questa sera, con rinnovata gioia, vi annuncio che lo Statuto,
dopo il tempo "ad experimentum", stato approvato in forma
definitiva da parte del Consiglio Permanente della Conferenza
Episcopale Italiana, proprio questa mattina, nella seduta
conclusiva, mentre vi era fatto dono dell'udienza privata con il
Santo Padre Giovanni Paolo II.
Sono lieto di questo passaggio, mentre auguro che si rinnovi in
voi l'ardore e lo slancio creativo delle prime comunit cristiane, per
il bene della Chiesa e della societ civile della nostra Italia.

3. La parola del profeta Isaia che stata proclamata in questa


Celebrazione ci invita a commemorare anzitutto i benefici del
Signore, gli interventi della sua potenza che si manifestata lungo
il corso di questi anni: le glorie del Signore, guanto egli ha fatto
per noi.
La Scrittura ci ricorda che non vanno mai dimenticati i gesti di
compassione con i quali il Signore ha dimostrato in ogni nostro
passo, lungo il cammino percorso, la grandezza della sua
misericordia.
Lo Spirito del Signore non sar deluso, non sar contristato (cf
Ef 4,30), se non desistiamo dall'invocarlo come liberatore in tutte
le nostre angosce, se non ci stanchiamo di proclamare con
l'entusiasmo dei primi credenti che "Ges il Signore!", se non
chiudiamo il cuore alle esperienze che il Signore riserva a coloro
che si riuniscono nel suo nome, con una fede che smuove le
montagne.
L'augurio contenuto nella profezia di Isaia diventa una promessa
nel Vangelo di Luca che ci stato letto. Se continuate a stare con il
Signore e agli ordini del Signore, nulla vi potr danneggiare. Se la
vostra vita cristiana continuer a manifestare al mondo come
bello vivere da cittadini del cielo (Eb 13,14), sarete tra quei piccoli
ai quali il Signore rivela cose che rimangono nascoste ai dotti e ai
sapienti.
Si realizzer, allora, ai nostri occhi, quella Pentecoste che da
Gerusalemme si propagata nei secoli e di cui il tempo presente
reclama con forza una nuova attuazione.
Lo Spirito del Signore continui a concedervi e ad accrescere in
ciascuno di voi l'audacia di cui oggi abbiamo tutti bisogno per
affrontare le difficolt e anche le ostilit del mondo che si
distaccato da Dio, cos da contribuire a rendere la nostra Chiesa
sempre pi bella, pi pura, pi credibile, pi amante del suo
Signore, pi santa.
I1 Signore vi faccia partecipi sempre pi fervorosi e sicuri del
"nugolo di testimoni" che aiutano ogni persona ben disposta a
seguire la strada che porta alla salvezza.
4. Concludo rivolgendovi alcuni auspici che sento vivi nel mio cuore
e che esprimono l'effettiva sollecitudine dei Vescovi italiani verso di
voi.
Persistete anzitutto nella sincera sottomissione, gioiosa
collaborazione e risposta entusiasta alle attese dei vostri Pastori. In
modo particolare vi chiedo di essere sempre pi sensibili ai desideri
dei vostri Vescovi, assicurando la vostra fattiva presenza negli
ambiti pastorali diocesani, in modo particolare sostenendo la causa
dei giovani e della famiglia.
Mi rallegra sapere che a Loreto, presso la Casa "Famiglia di
Nazareth" che vi stata affidata, sono gi in corso attivit
formative e iniziative di evangelizzazione che, in stretto accordo con
l'ufficio nazionale di Pastorale familiare della CEI, intendono
sostenere le famiglie in difficolt e alimentare un progetto di
spiritualit per le famiglie.
Faccio inoltre appello alla vostra sincera volont di comunione
perch sappiate promuovere, come gi avete iniziato a fare, un
profcuo rapporto con le comunit carismatiche italiane che, a livello
locale, attuano una loro scelta autonoma. Vi auguro che possiate
consolidare un cammino sempre pi fraterno e unitario. voluto dalle
origini comuni che animano il Rinnovamento tutto.
Sono lieto che questo traguardo sia stato raggiunto, tra le altre, con
le "Comunit Maria" e "Ges Risorto", approvate dai relativi pastori,
che sono presenti in questa nostra celebrazione e che saluto di
cuore.
Motivo di speranza anche il vostro dialogo cordiale con i
Movimenti ecclesiali e le nuove comunit, che corrisponde al
cammino indicato dal Santo Padre alla Pentecoste del l998. Saluto
con affetto i fondatori, i responsabili e i dirigenti di Movimenti e
Comunit che hanno voluto unirsi alla nostra preghiera di
ringraziamento al Signore partecipando a questa Eucaristia.
Vi chiedo ancora una fedelt esemplare ai "criteri di ecclesialit"
indicati nell'Esortazione Apostolica "Christifideles laici". Cos facendo
il vostro cammino di fede sar sempre pi fecondo di nuovi slanci
missionari, di attenzione alle necessit del mondo e al maggior
bene della Chiesa. Perseverate in questa fedelt, anche quando
costa sacrificio.
Vi auguro poi di incrementare la sensibilit missionaria che state
manifestando nei confronti del Rinnovamento nello Spirito presente
in nazioni sorelle come l'Australia, il Canada, gli Stati Uniti, la
Svizzera, la Spagna, la Germania, dove esistono realt bisognose di
formazione e di sostegno fraterno.
E' degna di lode la vostra collaborazione alle Chiese povere, come
avete iniziato a realizzare con entusiasmo verso la poverissima
Chiesa Moldava: benedico il primo nucleo missionario che si accinge
a raggiungere la diocesi di Chisinau per dar vita all'istituto
catechistico e all'opera di evangelizzazione.
Da ultimo, siate fedeli allo Statuto che oggi, idealmente, vi
riconsegno. Realizzatene con zelo le attese e le finalit, in piena
libert di spirito, come garanzia che vi d la Chiesa attraverso la
Conferenza dei Vescovi italiani.
Lettera accompagnatoria al Decreti
di approvazione dello Statuto

Lettera di S.E.R. mons. G. Betori


Roma, 23 aprile 2002

Illustrissimo Signore,
mi gradito trasmetterLe il testo dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello
Spirito Santo", approvato in forma definitiva dal Consiglio Episcopale Permanente nella
sessione dell'11-14 marzo 2002. Mi compiaccio vivamente per la felice coincidenza di
questa decisione con la celebrazione del trentennio di fondazione del Movimento
Carismatico Cattolico, che nel nostro Paese assunse fin dall'inizio il nome di
Rinnovamento nello Spirito. Il vostro gaudio per questi eventi, segno di una particolare
benevolenza del Padre celeste, ravvivi la gratitudine e accresca l'impegno apostolico di
aderenti e simpatizzanti.
Il riconoscimento della Conferenza Episcopale Italiana rappresenta peraltro la tappa
conclusiva di un complesso itinerario di discernimento portato avanti con disponibilit e
collaborazione; nello stesso tempo tale riconoscimento conferisce all'Associazione una
peculiare collocazione e funzione all'interno del Movimento medesimo e nello stesso
tempo conferisce un rinnovato impegno di testimonianza e di servizio nelle Chiese
particolari in comunione con i Vescovi.
rofittando di questa circostanza e dell'annuale convocazione del Movimento, per Suo
tramite desidero far pervenire al Movimento medesimo, anche a nome del Cardinale
Presidente della CEI, alcune considerazioni, che raccolgono in qualche modo il pensiero e
gli auspici dei Vescovi italiani e che - sono sicuro - accoglierete con attenzione e
disponibilit.
Negli anni successivi al Concilio Ecumenico Vaticano II, tra i numerosi Movimenti, sorti in
tutto il mondo e anche in Italia, quello Carismatico ha avuto una spontanea diffusione in
molti luoghi e, a differenza di quanto avvenuto per altre realt ecclesiali, non stato
espressione dell'azione di un unico fondatore. La preghiera per una rinnovata effusione
dello Spirito Santo ha toccato tante persone, facendo scoprire loro la centralit della
Parola di Dio e l'amore per essa, il valore della preghiera personale e comunitaria, la
ricchezza profonda di una vita segnata dai Sacramenti, l'entusiasmo gioioso del generoso
servizio ai fratelli.
In Italia il Movimento Carismatico Cattolico, come sopra ricordato, stato denominato dai
suoi promotori Rinnovamento nello Spirito, volendo in tal modo sottolineare la centralit
dal "Datore" di ogni carisma, piuttosto che la rilevanza dei singoli doni. Infatti i doni dello
Spirito non costituiscono un privilegio singolare del Rinnovamento, ma sono doni effusi su
tutta la Chiesa, nella quale il Movimento si ripromette di favorire una seria e approfondita
riflessione sul risveglio e sulla pratica dei carismi, significativamente presenti
nell'esperienza dei cristiani pentecostali, verso i quali inizialmente il Rinnovamento
sembrava guardare.
Da ci si comprende che non ha fondamento una presunta contrapposizione tra
Rinnovamento Carismatico Cattolico e Rinnovamento nello Spirito Santo; quest'ultimo in
realt attua il Rinnovamento Carismatico conferendogli un'identit originale di cammino
unitario su base nazionale, guidato da un Comitato nazionale di servizio, aperto alla
comunione e al dialogo con i Pastori delle Chiese che sono in Italia. Il servizio ecclesiale di
un Movimento come il vostro non si pu cogliere infatti in contrapposizione con la vita della
comunit cristiana, originata dallo Spirito Santo.
Il Movimento, pertanto, si ispirato all'ecclesiologia conciliare, assumendo come scelta
prioritaria la chiamata alla santit, da realizzare attraverso un cammino di formazione ben
scandito e caratterizzato sotto il profilo personale e comunitario. Inoltre ha modellato la
sua identit, assumendo i criteri di ecclesialit proposti nell'esortazione apostolica
"Christifideles laici".
I Vescovi italiani a loro volta hanno seguito con attenzione il cammino del Rinnovamento
nello Spirito e lo hanno accompagnato con la loro sollecitudine pastorale, favorendo un
rapporto caratterizzato da un'autentica ricerca di ci che il Signore chiede alla Sua Chiesa.
2. All'entusiasmo e al fervore, che hanno caratterizzato il cammino del Movimento nei
primi anni, successivamente sono subentrati momenti di difficolt. Difatti se da un lato si
registrato il moltiplicarsi, talora poco controllato, di gruppi e comunit, dall'altro alcuni di
questi hanno scelto vie diverse, distaccandosi dalla radice comune e dando luogo a
divisioni dolorose, che in qualche caso hanno determinato anche spiacevoli lacerazioni
nella vita ecclesiale. Di conseguenza alcune realt, peraltro poco numerose e di scarsa
consistenza, si presentano ancora oggi come espressione di un altro Rinnovamento,
distinto dal Rinnovamento nello Spirito e a volte ad esso contrapposto, ricollegandosi
idealmente al Rinnovamento Carismatico Cattolico e ingenerando talora confusione nei
fedeli per l'enfasi attribuita ad alcuni carismi straordinari.
I Vescovi hanno guardato con prudente cautela questi fatti, richiamando tutti alla carit
reciproca e al mantenimento della comunione ecclesiale, nella quale deve ricomporsi ogni
legittima variet e ogni forma di autentico pluralismo.
3. Con la recente approvazione definitiva dello Statuto dell'Associazione "Rinnovamento
nello Spirito" la Conferenza Episcopale Italiana ha inteso ratificare un passaggio
fondamentale nel cammino spirituale compiuto dal Movimento, e cio il passaggio da
corrente di grazia' a movimento ecclesiale'. La costituzione dell'Associazione privata di
fedeli laici all'interno del Movimento costituisce invero il naturale compimento di un
processo di maturazione spirituale che assicura continuit nel servizio di guida e di
animazione dei gruppi e delle comunit, propone criteri di discernimento nella vta interna
e offre indicazioni per instaurare rapporti costruttivi con i Pastori. A proposito di
quest'ultimo punto, facendomi interprete del pensiero di diversi Confratelli Vescovi, rivolgo
a gruppi e alle comunit che fanno riferimento all'Associazione "Rinnovamento nello
Spirito" la calorosa raccomandazione a vivere intensamente la loro appartenenza a una
Chiesa particolare e a coltivare il vincolo di comunione e il legame pastorale con il proprio
Vescovo attraverso le modalit proposte dalla normativa e dalla prassi ecclesiale.
In questo contesto, senza voler mortificare la ricchezza dell'azione dello Spirito che adorna
incessantemente la Chiesa di nuovi doni, fatta salva la responsabilit di ogni Vescovo in
ordine al cammino della sua Chiesa, il Consiglio Episcopale Permanente incoraggia i
gruppi carismatici presenti nel nostro Paese a ricercare il dialogo, la comunione e la
collaborazione con l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito", alla quale affidato il
compito di coordinare il servizio in campo nazionale.
All'Associazione inoltre si chiede di sviluppare ulteriormente l'itinerario di riconciliazione'
con quelle realt che in passato hanno fatto scelte di autonomia. I primi passi di questo
cammino hanno gi dato frutti significativi e questo impegna ancora di pi i responsabili
dell'Associazione a ricercare forme idonee per favorire il ristabilimento della comunione;
infatti iniziative promosse in tale direzione da singoli o da gruppi al di fuori dell'esperienza
del Rinnovamento nello Spirito, pur lodevoli nelle intenzioni, potrebbero ingenerare solo
confusione o inopportune forme di irenismo.
4. Guardando alla realt variegata dei gruppi e delle comunit presenti nelle diocesi
italiane auspicabile che lo Statuto definitivo dell'Associazione "Rinnovamento nello
Spirito" venga assunto quale modello di rifermento per il discernimento e il riconoscimento
da parte degli Ordinari diocesani. In tal modo sara pi agevole assicurare unit e variet
all'interno del Movmento, salvaguardando il vincolo di comunione e collaborazione tra le
realt di base e l'unica espressione nazionale Rinnovamento nello Spirito, alla quale il
Consiglio Episcopale Permanente della CEI con l'approvazione definitiva dello Statuto
dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito" ha inteso confermare la propria fiducia.
Affidando alla vostra attenzione queste considerazioni, invoco sull'Associazione e sul
Movimento la luce e la forza dello Spirito Santo affinch vi sostenga nella vostra
testimonianza e faccia crescere frutti di autentico rinnovamento spirituale nelle realt
locali, in particolare il rispetto sincero, la stima cordiale e la comunione intensa delle
diverse espressioni del laicato cattolico, condizione essenziale per attuare una
partecipazione convinta alla vita delle Chiese particolari.

Un saluto fraterno nel Signore


Nuovo Statuto dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo"
approvato dalla CEI in via definitiva il 14 Marzo 2002

I - NATURA E FINE
ART. 1
1 costituita l'Associazione privata di fedeli "Rinnovamento nello Spirito Santo" che, all'interno
della omonima corrente spirituale, opera nella Chiesa per il rinnovamento della vita cristiana.
2 L'Associazione ha sede in Roma.

ART. 2
L'Associazione persegue le seguenti finalit:
a. la riscoperta della grazia battesimale e della propria identit cristiana;
b. la conversione permanente della propria vita conformandola sempre pi allo
stile del Vangelo;
c. l'aiuto ad accogliere una rinnovata effusione dello Spirito Santo, la Sua
guida, i Suoi doni e carismi
d. la formazione al servizio ministeriale nella Chiesa e nella societ;
e. la promozione e la formazione di Gruppi di Rinnovamento e di forme di
Comunit del "Rinnovamento nello Spirito Santo".
ART. 3
L'Associazione svolge tutte le attivit necessarie o utili al raggiungimento delle finalit espresse
dall'art. 2. Promuove inoltre la formazione religiosa dei suoi membri per una loro sempre maggiore
partecipazione alla missione evangelizzatrice della Chiesa e per una presenza incisiva nei campi
della cultura, della carit e dell'impegno sociale.

II - APPARTENENZA
ART. 4
1 Sono membri dell'Associazione i singoli fedeli laici che, dopo il previsto cammino di
preparazione, hanno ricevuto la preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo e
dichiarano di voler operare attivamente nella Associazione.
2 Alle stesse condizioni di cui al primo paragrafo possono essere membri dell'Associazione:
i sacerdoti (cfr. CDC, can 298, 1);
i religiosi e le religiose con il consenso dei loro superiori (cfr.CDC, can 307, 3).

III - ORGANI DI SERVIZIO


ART. 5
L'Associazione si articola in Gruppi locali, cellule base del "Rinnovamento nello Spirito Santo", che
sono collegati tra di loro a livello regionale e nazionale. A tutti i livelli sono preposti dei Coordinatori
i quali, pur con uno stile di iniziativa responsabile, sono al servizio dell'unit, della comunione e del
cammino secondo lo spirito del Rinnovamento.

ART. 6
1 Sono organi di servizio dell'Associazione:
il "Pastorale di Servizio" del Gruppo locale;
il Coordinatore del Gruppo locale o delle Comunit;
il Consiglio Regionale;
il Comitato Regionale di Servizio;
il Coordinatore Regionale;
il Consiglio Nazionale;
il Comitato Nazionale di Servizio;
il Coordinatore Nazionale.
2 I membri di ciascuno degli organi di cui al paragrafo precedente sono eletti a norma del can.
119, 1 e durano in carica un triennio.

1
a livello locale
ART. 7
1 Il "Pastorale di Servizio" del Gruppo composto da un numero di membri non inferiore a 3
(tre) ed eletto dai membri dell'Associazione appartenenti al Gruppo locale.
2 Il "Pastorale di Servizio" del Gruppo locale o delle Comunit:
a. riconosce i membri che compongono il Gruppo in quanto realizzano le
condizioni previste dall'art. 4;
b. discerne e guida il cammino spirituale e comunitario del Gruppo;
c. favorisce l'esercizio dei carismi e la promozione dei "ministeri di fatto";
d. persegue, in armonica collaborazione con la propria Chiesa locale, le finalit
espresse negli artt. 2 e 3 del presente Statuto.
ART. 8
1 Il Coordinatore del Gruppo locale:
a. convoca e presiede il "Pastorale di Servizio" del Gruppo coordinandone
l'attivit di servizio;
b. promuove l'attuazione degli indirizzi e delle decisioni comunicate dagli organi
nazionali e regionali;
c. svolge una costante azione di comunione all'interno del Gruppo di
"Rinnovamento nello Spirito Santo" e con le altre realt di ispirazione
carismatica e promuove la collaborazione con le realt ecclesiali locali.
2 Il Coordinatore viene eletto dai membri del Gruppo locale, in seno ai membri del "Pastorale di
Servizio" del Gruppo.

a livello regionale
ART. 9
1 Il Consiglio Regionale composto dai membri del Comitato Regionale di Servizio di cui al
successivo art. 10 e dai Coordinatori dei Gruppi di "Rinnovamento nello Spirito Santo" della
Regione o delle diocesi della Regione o delle Zone interdiocesane, scelti secondo le modalit
stabilite dal Regolamento interno dell'Associazione.
2 Spetta al Consiglio Regionale:
a) decidere come attuare i programmi e le iniziative nazionali e come promuovere,
in sintonia con gli organismi nazionali, tutte le attivit pastorali ed organizzative, a
livello regionale;
b) assolvere agli altri compiti previsti, a livello regionale, dal Regolamento interno
dell'Associazione.
ART. 10
1 Il Comitato Regionale di Servizio composto da un numero di membri non inferiore a 5
(cinque).
2 L'elezione del Comitato Regionale di Servizio viene effettuata dal Comitato Regionale di
Servizio uscente e dai Coordinatori dei "Pastorali di Servizio" dei Gruppi di "Rinnovamento nello
Spirito Santo" riconosciuti nella Regione. Lo stesso collegio elegge, successivamente, in seno ai
membri del Comitato Regionale di Servizio eletti, il suo Coordinatore.
3 Il Comitato Regionale di Servizio riconosce come formalmente costituiti i singoli Gruppi e le
Comunit.
4 Il Comitato Regionale di Servizio corresponsabile con il Coordinatore Regionale per
l'attuazione dei programmi e delle iniziative decisi dai competenti organi a livello nazionale o
deliberati a livello regionale.

ART. 11
1 Il Coordinatore Regionale:
a. convoca e presiede il Comitato Regionale di Servizio e ne coordina le attivit
pastorali ed organizzative, in ottemperanza alle direttive del Comitato
Nazionale di Servizio e secondo le necessit della Regione;
b. convoca e presiede il Consiglio Regionale;

2
c. svolge una costante azione di comunione all'interno dei Gruppi del
"Rinnovamento nello Spirito Santo" e promuove la collaborazione con tutte
le realt ecclesiali esistenti nella Regione;
d. rappresenta i Gruppi del "Rinnovamento nello Spirito Santo" esistenti nella
Regione presso la Conferenza Episcopale Regionale;
e. rappresenta a tutti gli effetti, a livello regionale, l'Associazione verso l'interno
e verso l'esterno.
2 Il Coordinatore Regionale viene eletto secondo le modalit di cui al secondo paragrafo dell'art.
10.

a livello nazionale
ART. 12
1 Il Consiglio Nazionale composto dai membri del Comitato Nazionale di Servizio di cui al
successivo art. 13 e dai Coordinatori Regionali.
2 Spetta al Consiglio Nazionale:
a. decidere gli indirizzi generali, le iniziative e i programmi nazionali, che poi
saranno attuati dagli organi competenti a diversi livelli;
b. redigere e modificare lo Statuto dell'Associazione ed il Regolamento interno;
c. assolvere a tutte le funzioni di sua competenza previste dallo Statuto, dal
Regolamento interno e dalle norme di comportamento che regolano la vita
del "Rinnovamento nello Spirito Santo";
d. nominare un componente del Collegio dei Revisori dei Conti della
Fondazione "ALLEANZA del Rinnovamento nello Spirito Santo", di cui al
successivo 2.art. 17, scegliendoli tra persone dotate di adeguata
professionalit.
3. I membri del Consiglio Nazionale fanno parte di diritto dell'Assemblea dei Fondatori della
Fondazione "ALLEANZA del Rinnovamento nello Spirito Santo", di cui al successivo art. 17.

ART. 13
1 Il Comitato Nazionale di Servizio composto da 9 (nove) membri, eletti dal Consiglio
Nazionale.
2 Lo stesso Consiglio Nazionale elegge, successivamente, in seno ai nuovi membri del Comitato
Nazionale di Servizio, il Coordinatore Nazionale.
3 Il Comitato Nazionale di Servizio svolge una funzione propositiva in ordine alle finalit e alle
attivit di cui agli artt. 2 e 3 del presente Statuto e d attuazione a tutte le attivit pastorali ed
organizzative, decise dal Consiglio Nazionale, utili alla realizzazione delle finalit di cui sopra.

ART. 14
1 Il Coordinatore Nazionale:
a. convoca e presiede il Comitato Nazionale di Servizio ed il Consiglio
Nazionale e coordina le attivit pastorali ed organizzative dell'Associazione,
in ottemperanza alle direttive del Comitato Nazionale di Servizio e secondo
le necessita dell 'Associazione medesima;
b. coordina le attivit pastorali ed organizzative dell'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo";
c. presiede di diritto la Fondazione "ALLEANZA del Rinnovamento nello Spirito
Santo";
d. rappresenta l'Associazione presso la Conferenza Episcopale Italiana e ogni
altra istanza.
2 Il Coordinatore Nazionale viene eletto secondo le modalit di cui al secondo paragrafo dell'art.
11.

3
IV - RAPPORTI CON I VESCOVI ITALIANI
ART. 15
1 Il "Rinnovamento nello Spirito Santo", in quanto Associazione privata di fedeli, fa sue le
direttive pastorali dei Vescovi a livello diocesano, regionale e nazionale, incoraggiando i propri
membri a mettere a disposizione della Chiesa le loro capacit, come anche i doni e i carismi, della
cui autenticit sono giudici gli stessi pastori (cfr. LG, 12).
2 I membri del Gruppo locale si impegnano, altres, in modo responsabile e creativo nella Chiesa
particolare, coinvolgendosi attivamente nei progetti pastorali della medesima.
3 Il "Rinnovamento nello Spirito Santo" pu, come previsto dal can 324, 2 del Codice di Diritto
Canonico, scegliere attraverso i suoi organi statutari un "Consigliere Spirituale", tra i sacerdoti
secolari e religiosi appartenenti alla Associazione stessa, e ne chiede conferma alla Conferenza
Episcopale Italiana.

V - DISSOCIAZIONE
ART. 16
1 I membri possono abbandonare liberamente l'Associazione.
2 In caso di comprovata irregolarit, i membri possono essere dissociati rispettivamente dal
"Pastorale di Servizio" del Gruppo oppure dal proprio Comitato Regionale di Servizio.
3 Contro il provvedimento di cui al comma precedente possibile il ricorso rispettivamente al
Comitato Regionale di Servizio o al Comitato Nazionale di Servizio.

VI - MEZZI DI SOSTENTAMENTO
ART. 17
1 Le attivit ordinarie dell'Associazione sono sostenute attraverso il concorso di offerte libere
degli associati, le quote sociali ed i contributi associativi di qualsiasi natura che - amministrati dagli
organi di servizio ai vari livelli - costituiscono il patrimonio dell'Associazione.
2 Detto patrimonio sociale - suscettibile di incremento in virt di atti di liberalit e delle attivit
svolte - non pu essere distribuito durante la vita dell'Associazione, intrasmissibile sia inter vivos
che mortis causa e deve essere destinato, fatta salva ogni diversa eventuale disposizione di legge,
esclusivamente al perseguimento delle finalit istituzionali del sodalizio.
3 Il Comitato Nazionale di Servizio dell'Associazione predisporr, ogni anno, successivamente
alla Convocazione Nazionale, un rendiconto economico e finanziario dell'attivit dell'ente, da
sottoporre all'approvazione del Consiglio Nazionale entro il termine di quattro mesi dalla
conclusione della predetta Convocazione.
4 Al fine della predisposizione del rendiconto di cui al p.3, i Coordinatori Regionali faranno
pervenire al Coordinatore Nazionale, entro il mese di giugno di ogni anno, i dati riepilogativi dei
movimenti economico-finanziari attinenti all'attivit svolta a livello regionale.
5 Per tutte le manifestazioni pubbliche indette dall'Associazione, nel corso delle quali si svolgano
anche attivit aventi rilevanza giuridico-economica, l'Associazione "Rinnovamento nello Spirito
Santo" si potr avvalere della Fondazione "ALLEANZA del Rinnovamento nello Spirito", nonch
delle Cooperative e di ogni altra struttura nata per volont dell'Associazione Rinnovamento nello
Spirito Santo o comunque operante nell'orbita dell'Associazione, per volont della medesima o in
virt di accordi con essa sottoscritti.

VII - DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE


ART. 18
In caso di scioglimento dell'Associazione - che dovr essere deliberato dal Consiglio Nazionale,
cori il voto favorevole dei 2/3 degli aventi diritto - gli eventuali beni mobili di sua propriet saranno
devoluti, fatti salvi i diritti acquisiti e le volont degli offerenti (cfr. CDC, can. 326, i e 2), ad
istituzioni aventi finalit analoghe, indicate dalla Conferenza Episcopale Italiana.

ART. 19
Per eventuali dubbi interpretativi e per quanto non esplicitamente espresso nel presente Statuto, si
far riferimento alle norme del Codice di Diritto Canonico, alla nota pastorale della Commissione

4
Episcopale per il laicato della Conferenza Episcopale Italiana su "Le aggregazioni laicali nella
Chiesa" e, in quanto compatibili, alle disposizioni del codice civile in materia di Associazioni.

COMMENTO

Associazione

Il battesimo ci inserisce come membra vive nella Chiesa, Corpo di Cristo e, in Cristo, siamo
partecipi del suo triplice ministero: sacerdotale, profetico e regale. Quando un gruppo di cristiani
decide di mettersi insieme per raggiungere un determinato fine spirituale, costituisce
un'associazione ecclesiale che pu essere: pubblica, se promossa direttamente dall'autorit
ecclesiastica; o privata, se nasce dalla libera volont degli associati. La nostra, a norma del CDC
(cfr. can 299, 2), si configura come Associazione privata di fedeli.

Da quanto si detto, ne deriva che l'Associazione costituita da singoli cristiani che decidono, in
prima persona, di farne parte, ne accettano le finalit e la normativa. Un'associazione ecclesiale
riconosciuta (a norma del CDC, can 304, 1) ha il diritto di darsi tutte quelle strutture che sono
necessarie alla sua esistenza e al suo sviluppo (cfr. CDC, can 309).

L'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo", secondo l'ordinamento della CEI, fa parte di
diritto della Consulta Nazionale delle Associazioni Laicali (CNAL), che viene convocata
periodicamente dall'ufficio competente.

Natura

La natura dell'Associazione specificata dalla sua appartenenza alla grande corrente spirituale
mondiale di Rinnovamento nello Spirito Santo o Rinnovamento Carismatico Cattolico. Questa
corrente spirituale stata suscitata dallo Spirito Santo per il rinnovamento dei cristiani e della
Chiesa, secondo il piano di Dio e le linee profetiche del Concilio Vaticano II. Sorta trent'anni fa,
questa corrente spirituale si diffusa nel mondo intero e in tutte le Chiese cristiane. I circa 80
milioni di cattolici che attualmente vi partecipano condividono tutti la stessa esperienza e
spiritualit, pur nella diversit di gruppi, comunit e fraternit.

Fine

Sono cinque le finalit che, secondo l'art. 2 dello Statuto, l'Associazione si propone. Esse
abbracciano settori distinti e complementari:

1. la crescita della persona verso la sua santificazione: dalla conversione a Cristo alla presa di
coscienza della sua identit cristiana attraverso una rinnovata effusione dello Spirito Santo,
alla sua partecipazione attiva al triplice ministero di Ges Cristo: sacerdotale, profetico e
regale;
2. la partecipazione al rinnovamento delle comunit cristiane, attraverso la costituzione di
gruppi e comunit rinnovate secondo la spiritualit del Rinnovamento nello Spirito Santo;
3. l'impegno dei singoli e delle aggregazioni del RnS nel campo sociale, politico e culturale
per l'attazione di una societ pi giusta e per l'edificazione di ambienti in cui sia possibile
vivere nella sua integralit la vita cristiana. Va notato che nell'identit cristiana (cfr. Statuto
art. 2.a) rientra in pieno l'impegno per la nuova evangelizzazione e per l'ecumenismo:
finalit che appartengono all'essenza del RnS e che sono sempre state in primo piano fin
dagli inizi.

5
Preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo

La preghiera per una rinnovata effusione dello Spirito Santo preparata da un insieme di incontri
settimanali che costituiscono il "Seminario" e che sono svolti con una metodologia particolare.

Lo scopo primario del Seminario quello di aiutare i fratelli e le sorelle a cercare e a trovare il
Signore, attraverso una conversione personale e profonda della loro vita. La durata del seminario
si estende almeno per sette settimane, in riferimento al tempo che intercorre tra la Pasqua e la
Pentecoste: il tempo, cio, tra la celebrazione della Risurrezione di Ges, vincitore del peccato e
della morte, e il dono dello Spirito Santo alla Chiesa per la sua missione. Gli insegnamenti che
vengono dati durante il Seminario trattano le verit fondamentali della fede. Ma pi importante di
tutto il metodo che non si limita a comunicare delle nozioni dottrinali, ma si preoccupa di toccare
e convertire il cuore e di far sperimentare ci che si insegna. Si suggerisce di premettere al corpo
degli insegnamenti tradizionali alcune nozioni sulla storia e le finalit del RnS e, dopo la preghiera
per l'effusione, dare alcuni insegnamenti che illustrino il cammino normale della vita cristiana,
vissuta secondo la spiritualit del RnS.

Per quanto riguarda le modalit della preghiera per l'effusione, l'esperienza ha dimostrato che i
frutti pi copiosi si hanno quando si coinvolge ogni singola persona attraverso l'intercessione e
l'accompagnamento di un piccolo gruppo di fratelli anziani nel cammino del RnS.

La preghiera per l'effusione non un sacramento e neppure un sacramentale. Perci non esiste
nessuna difficolt alla sua ripetizione. Si deve per fare attenzione che la ripetizione non porti alla
svalutazione.

Formazione

La formazione del cristiano, come la conversione, va perseguita lungo tutta la vita, perch non
mai perfetta e finita. Quando qualcuno pensasse di aver gi fatto abbastanza e, quindi, smettesse
di progredire nella via dello Spirito, cadrebbe nell'insignificanza e nell'appiattimento. Nessuno pu
dirsi "rinnovato" una volta per sempre, ma lo Spirito Santo indica e sostiene una conversione e un
rinnovamento sempre in atto.

Nessuno, quindi, pu trascurare tutte quelle opportunit formative che vengono proposte lungo
l'anno, a livello locale, regionale e nazionale (ritiri, fine settimana, settimane di spiritualit e di
formazione all'evangelizzazione, corsi per le varie categorie di persone e di ministeri, ecc.).
soprattutto nel Gruppo di appartenenza che i membri del RnS trovano la possibilit di sviluppare la
propria vita spirituale. Qui si apprende gradualmente il valore e la collocazione delle varie
componenti della vita cristiana: Parola di Dio, sacramenti (specialmente l'eucaristia e la penitenza),
la preghiera personale e liturgica, l'uso dei carismi e l'impegno nei ministeri, i rapporti
intraecclesiali, ecc.

Liturgia

Nei nostri incontri, la liturgia deve essere curata con il massimo impegno. bene che ci siano gli
incaricati della liturgia, ma tutti devono apprendere a partecipare attivamente e secondo la propria
ministerialit. Un segno, infatti, che in un gruppo si compresa la primariet del culto divino la
promozione di scelte ministeriali istituite (lettori, accoliti) e "di fatto" (accoglienza, canto, musica,
catechesi, ordine, ecc.). Da questo amore alla liturgia nascono spesso anche le vocazioni al
sacerdozio, al diaconato e di speciale consacrazione. Segni di trascuratezza sono
l'improvvisazione del canto e delle letture o l'assenza degli accoliti accanto al celebrante. Se non ci
sono lettori e accoliti istituiti, si suggerisce che in ogni Gruppo siano designate delle persone adulte
che coprano dignitosamente queste funzioni.

E' necessario, ad esempio, che i canti siano appropriati alle letture del giorno, che la Parola di Dio
sia "proclamata" e che accanto al celebrante non manchino gli accoliti e gli altri ministri.

6
Appartenenza

Lo Statuto ed il Regolamento precisano dettagliatamente i criteri e le norme di appartenenza


all'Associazione che qui trova praticamente configurata la sua dimensione sociale e aggregativa.

Ma non sono gli ordinamenti giuridici, pur necessari, a tenere unita l'Associazione.

Ci che conta e che va messo in evidenza soprattutto il "senso di appartenenza". Esso deriva
spontaneamente dal vincolo spirituale che sorge dalla comune esperienza dell'effusione dello
Spirito e dalla condivisione della medesima spiritualit.

Nasce da qui, sotto l'azione dello Spirito Santo, quella libera aggregazione in gruppi, in comunit o
in fraternit di alleanza che, nel loro insieme, formano la corrente spirituale o il movimento
ecclesiale di Rinnovamento nello Spirito Santo, a livello nazionale e mondiale. L'appartenenza,
quindi, ha la sua radice e la sua ragione in una chiamata e in un dono cui corrisponde la dedizione
e il servizio. Perci si serve l'Associazione, se si vuole che l'Associazione serva. Si deve precisare
che l'appartenenza all'Associazione una scelta personale esplicita, che inserisce in una realt
che ha la sua precisa evidenza ecclesiale e sociale.

Perci, questa appartenenza deve essere verificata e documentata. Tutti i gruppi, in genere, hanno
l'abitudine di tenere un elenco dei membri di coloro che hanno ricevuto l'effusione e che
partecipano alla vita del Gruppo. Basta questo, aggiornato ogni anno. Con il riconoscimento
dell'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" si stabilisce un elemento di chiarezza. Infatti,
la grazia dell'effusione dello Spirito non data in esclusiva a nessuno, ma anzi, in linea di
principio, destinata a tutti i battezzati. All'Associazione, invece, appartengono solo quelli che lo
vogliono e che sono stati accettati.

Esistono, quindi, molti cristiani che hanno ricevuto L'efFusione e vivono da soli, oppure fanno parte
di altre aggregazioni ecclesiali, riconosciute o meno, ma non fanno parte della nostra
Associazione, anche se tutti ci riconosciamo nella medesima corrente spirituale.

Servizio pastorale

In ogni aggregazione sociale necessaria la funzione dell'autorit che, secondo il Vangelo (cfr. Mt
20,24-28), preferiamo chiamare servizio. Parliamo anche, pi semplicemente, di "servizio
pastorale", per indicare la funzione di tutti coloro che, a livello locale, regionale o nazionale, sono
chiamati a compiti di responsabilit e di guida.

L'aggettivo "pastorale" pu essere confuso con il ministero pastorale che svolto nella Chiesa dai
Pastori (vescovi, sacerdoti e diaconi), in forza del sacramento dell'ordine.

Se usiamo questa parola, perch non ne abbiamo trovata un'altra per indicare un servizio che
non pu essere puramente formale o solo organizzativo, ma comprende tutte quelle attivit che
aiutano e sostengono le persone a raggiungere le finalit spirituali ed ecclesiali dell'Associazione.
Ci si domanda spesso quale autorit abbiano coloro che sono chiamati a svolgere il servizio
pastorale.

Al di fuori del sacramento dell'ordine, non esiste autorit gerarchica. Quindi si deve parlare di
un'autorit sociale che deriva dal fatto che il loro ruolo e i loro compiti sono previsti statutariamente
e sono stati approvati con l'Associazione dall'Autorit ecclesiastica. Ma non va trascurato anche un
altro aspetto, che per noi primario: quello carismatico. Se il criterio primario nella scelta delle
persone per un determinato servizio il riconoscimento di un carisma, allora, prima dell'investitura
sociale, vi l'unzione dello Spirito Santo. La logica, quindi, quella descritta da San Paolo: "Non
pu l'occhio dire alla mano: non ho bisogno di te; n la testa ai piedi: non ho bisogno di voi... Ma
Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ci che ne mancava, perch non vi fosse

7
disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre" (1 Cor 12,21.24b-
25).

Perci, i compiti pastorali, che sono definiti per i singoli livelli nello Statuto e nel Regolamento,
implicano necessariamente un'autorit, che non gerarchica, ma carismatica e sociale. Pertanto, i
rapporti con chi detiene un servizio di autorit sono regolati dalla virt dell'obbedienza.

Coordinatori

Il raggio di azione del Coordinatore, a tutti i livelli, vastissimo, ma comprende, innanzi tutto, gli
adempimenti associativi che gli sono assegnati dallo Statuto e dal Regolamento. Quindi, la sua
funzione esce fuori dai contorni vaghi, per conseguire un ruolo preciso e determinato.

La sua figura carismatica lo pone nell'ascolto dello Spirito; il suo compito ecclesiale esige una
spiritualit di dedizione e di servizio; l'appartenenza al RnS gli chiede di operare, non da autocrate
solitario, ma nella collegialit con gli altri membri del "Pastorale di Servizio" e in sintonia con le
altre istanze del RnS. Il Coordinatore, in particolare, deve sapere bene verso dove e in quale modo
deve condurre il gruppo. Non dimentichi mai che il gruppo non una sua propriet, ma mete,
metodo e stile di conduzione sono segnati dalla Chiesa e dal RnS.

Ministeri di fatto e commissioni

I ministeri hanno ormai raggiunto una loro chiara configurazione, in quanto rispondono a precise
esigenze di funzionamento e di attivit del RnS ai vari livelli.

Qui si raccomandano due cose:

a) chi chiamato a svolgere un ministero o un servizio si preoccupi di conoscere esattamente


l'ambito della sua attivit e di acquisire la conoscenza della spiritualit con cui deve essere svolto;

b) faccia attenzione a non cedere a spinte autonomiste, ma, pur nella piena responsabilit nel suo
campo, rispetti le direttive ricevute e rimanga sempre in collegamento con il suo coordinatore e con
il "Pastorale di Servizio".

Le commissioni possono essere istituite per lo studio o per l'esecuzione di un compito particolare.
Perch funzionino efficacemente devono essere composte da poche persone che siano
competenti nel settore che viene loro affidato.

Molti problemi di non facile soluzione possono essere affidati a una commissione che riferisca le
sue documentate conclusioni. In questo modo, la discussione assembleare viene semplificata e si
evitano inutili lungaggini.

Consiglieri spirituali

In questo paragrafo cogliamo l'occasione per precisare quanto riguarda la presenza dei sacerdoti
nei gruppi:

Ogni sacerdote, in forza del sacramento dell'ordine che ha ricevuto, rappresenta il vescovo e la
Chiesa in cui incardinato. La sua appartenenza e la sua responsabilit sempre pi ampia del
Gruppo in cui pu essere inserito a pieno titolo. Egli, in qualche modo, sempre garante
dell'ortodossia e dell'ortoprassi del Gruppo. Ma deve ben guardarsi dall'invadere il campo della
guida del Gruppo, che spetta unicamente al "Pastorale di Servizio";

Consigliere spirituale quel sacerdote che, con designazione dell'organo pastorale, chiamato a
offrire un'assistenza spirituale al "Pastorale di Servizio" e al gruppo intero. Non fa parte del

8
"Pastorale", in senso stretto, ma partecipa a tutte le riunioni, avendo cura di attenersi strettamente
al suo ambito che , appunto, quello spirituale. Valgono le stesse norme per i consiglieri spirituali a
livello diocesano, regionale e nazionale.

Una figura d'importanza eccezionale il Consigliere spirituale dell'Associazione, che potrebbe


essere liberamente scelto dall'Associazione stessa, a norma del CDC, can 324, 2;

Delegato diocesano l'incaricato del vescovo a svolgere il compito di tramite tra i gruppi del RnS e
il vescovo, e viceversa. Non deve intromettersi nelle questioni interne dei gruppi, e neppure
impedire il collegamento diretto con il vescovo. Oltre ad essere portavoce, svolge anche opera di
sensibilizzazione sui programmi diocesani e di inserimento del RnS nelle strutture diocesane.

Programmazione

Due possono essere gli eccessi opposti riguardanti la programmazione: o non se ne fa nessuna,
oppure si mette in cantiere una programmazione eccessiva che non lascia respiro. Nel primo caso,
i responsabili dimostrano di non avere delle idee e di non sapere dove condurre il gruppo o la
regione o la nazione; nel secondo caso, ben presto si faranno sentire la stanchezza e la
saturazione. Si deve fare attenzione anche ad un altro inconveniente, che quello di non tener
conto della programmazione delle istanze superiori con il risultato di andare per proprio conto e di
provocare la disarticolazione dell'itinerario formativo.

Prassi operativa degli organi di servizio

Le prescrizioni che cadono in questo paragrafo derivano dalla legislazione civile ed ecclesiale a
riguardo delle associazioni. Tali procedure vanno osservate fedelmente, prevedendo anche i tempi
necessari.

Elezioni

Questo termine per noi deve assumere un significato molto diverso da quello usato in ambito civile:

- Innanzi tutto, occorre essere consapevoli dell'importanza delle scelte che si fanno: dalla qualit
delle guide dipende la vitalit e il futuro dell'Associazione. Perci i componenti degli organi
pastorali di servizio, al di fuori degli interessi umani, devono essere chiesti in preghiera e ricevuti
come un dono di Dio.

- In secondo luogo, le modalit indicate per conferire questi incarichi se, da una parte, devono
obbedire a norme precise, dall'altra, non si deve dimenticare mai che si tratta di un discernimento,
da attuare secondo i criteri evangelici.

- In terzo luogo, nell'avvicendamento negli incarichi, si tenga conto di salvaguardare due valori
importanti: la continuit e la novit. necessaria una duplice attenzione: che la continuit, quando
troppo prolungata, crea facilmente dei potentati, mentre la novit, assunta a criterio assoluto,
minaccerebbe di far perdere le radici da cui deriva la linfa originaria e di distruggere i punti di
riferimento.

Diritto di voto

Questo diritto appartiene ai membri a pieno titolo; quelli, cio, che rispondono alle
condizioni previste. Non si tratta di un privilegio, ma di una responsabilit nei confronti del
Signore, del RnS e della Chiesa.

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Requisiti per le candidature

Alla luce dell'esperienza, oltre i requisiti di idoneit umana, spirituale e carismatica, si dovrebbe
insistere sul fattore tempo. Molto spesso, infatti, gli organi non funzionano o i programmi
rimangono sulla carta, proprio perch gli incaricati non sono in grado di dare il tempo necessario.
La voglia di fare non basta. Chi si rendesse conto che attualmente non p u disporre del tempo
necessario, deve sentirsi obbligato in coscienza a non assumere impegni che poi non riuscirebbe a
mantenere. A proposito di candidature, tante clausole e tanti dettagli numerici potrebbero urtare o
risultare incomprensibili. In realt, sono cose risultate necessarie per salvaguardare le giuste
scelte e per dare il giusto peso alla composizione numerica dei gruppi. Quando si era in pochi, la
prassi era molto pi semplice, ma con l'aumentare dei membri e dei Gruppi, si sono amplificate le
esigenze e le attenzioni. Ci che conta che tutto sia fatto nella retta intenzione, nell'ordine e nella
pace.

Durata in carica

Si dovrebbero ripetere le osservazioni, gi dette, circa la continuit e la novit (cfr. pi sopra circa
le elezioni). Qui aggiungiamo un'osservazione importante. La grande difficolt che si oppone
all'avvicendamento nelle responsabilit dipende spesso dal fatto che non ci sono alternative e
perci si finisce per confermare sempre le stesse persone. Questa constatazione denuncia una
grave carenza da parte degli organi pastorali uscenti: quella di non prevedere la preparazione di
persone che siano in grado di subentrare e sostituire.

Incompatibilit

Questo punto dell'incompatibilit molto delicato e richiede una particolare sensibilit psicologica
e spirituale. Da una parte, c' il problema dei legami di parentela. Per quanto disinteressati si
possa essere, con i propri congiunti difficile essere neutri. Sicuramente si deve tener conto, in
certi casi, dell'unit sacramentale della coppia coniugale. Essa costituisce una forza, ma
indubbiamente comporta anche un peso. Perci si richiede prudenza. D'altra parte, vi il cumulo
degli incarichi. Con una certa superficialit, si finisce per chiamare in campo sempre le stesse
persone che sono disponibili. In questo modo, ci si mette in un imbuto. L'arte del governo consiste
nel saper scoprire le capacit e i carismi delle persone e farne dei collaboratori.

Procedimento nelle elezioni

Anche qui i dettagli abbondano, ma sono necessari. Quello che non si finirebbe mai di
raccomandare che, nei meandri dei procedimenti, non si perdano lo spirito e il clima di fede e di
preghiera che devono caratterizzare le nostre assemblee. Nulla di pi deleterio che lasciare
insinuarsi qualche personalismo o qualche interesse. Si parla di preparazione, ed necessaria.
Ma bando ad ogni forma di propaganda, di giochi politici, di autocandidature. Da notare che
l'espressione "di norma" (al punto 4.15.g) va intesa come "generalmente", vale a dire che ci
possono essere motivate eccezioni.

Cessazione della funzione pastorale

Una cosa deve essere chiara: l'incarico che abbiamo pu e deve finire, ma non deve finire mai il
nostro impegno negli ambiti del RnS. E' doloroso vedere che persone valide e stimate, una volta
cessato un incarico pastorale, siano messe o si mettano da parte o addirittura spariscano dal loro
Gruppo. I carismi non devono essere sotterrati, ma sono dati per essere messi in circolazione,
tenendo presente che l'esercizio dei carismi non va in una direzione sola, in un settore solo, ma ci
sono svariate possibilit d'impiego. In ascolto dello Spirito Santo, ciascuno vedr dove chiamato
a lavorare, sempre in comunione con i relativi organi pastorali.

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Rapporti con i vescovi

Per grazia di Dio, il RnS in Italia non mai stato in contrasto con i vescovi, fatta eccezione per
qualche difficolt in casi singoli e isolati. Oggi, con il riconoscimento ufficiale e con una normativa
approvata, difficolt del genere non dovrebbero pi accadere.

I Coordinatori, ai vari livelli, curano i rapporti con il parroco e con il vescovo locale. Il nostro stile
quello dell'obbedienza che nasce dalla fede e dalla fiducia che lo Spirito Santo conduce gli eventi
in modo tale che tornino a vantaggio del Corpo ecclesiale e del Regno di Dio. A volte pu sorgere
il pericolo di essere strumentalizzati a finalit che non sono proprie del RnS. In questi casi,
necessario e doveroso salvaguardare la propria identit. Sul piano pastorale, il giudizio sul valore
delle nostre iniziative e sull'autenticit dei carismi e del loro uso spetta, in ultima istanza, al
vescovo.

Dissociazione

All'Associazione si accede liberamente, e altrettanto liberamente si pu uscirne.

Pu accadere che singoli fratelli/sorelle o Gruppi manifestino, attraverso parole o atteggiamenti, la


loro volont di non voler pi far parte dell'Associazione. Se non si decidono a rendere esplicita
questa loro volont, le istanze competenti dichiarino la loro dissociazione. Si tratta di un atto
doloroso, ma va fatto per impedire il prolungarsi di equivoci e di conseguenze negative.

Quali sono gli atteggiamenti che dimostrano la volont di dissociazione? Possiamo dare qualche
esempio: si possono riscontrare persistenti assenze dalle attivit comunitarie a livello regionale o
nazionale, oppure comportamenti in evidente dissonanza con le finalit, la spiritualit o la linea
tracciata dallo Statuto e dal Regolamento. In tutti questi casi, come gi si detto, necessario
prendere atto della situazione e assumere le decisioni conseguenti.

Sostentamento

L'Associazione "Rinnovamento nello Spirito Santo" non ha fini di lucro, ma solo spirituali. Perci, in
quanto tale, non possiede nulla, ma vive nella libert evangelica. Vale a dire che essa, in quanto
tale, sostenuta essenzialmente in forza dell'impegno libero, volontario e disinteressato dei soci.
evidente, tuttavia, che non potrebbe n esistere n operare senza i mezzi e gli strumenti che sono
necessari per il raggiungimento delle finalit spirituali che le sono proprie.

Per superare questa apparente contraddizione e, soprattutto, per poter operare legalmente
secondo le leggi dello Stato italiano, stato necessario istituire l'"Associazione Alleanza",
attraverso la quale si possono compiere tutte le operazioni economico-finanziarie
dell'Associazione. Da quanto si detto, appare evidente che al sostentamento dell'Associazione
"Rinnovamento nello Spirito Santo" devono provvedere gli associati stessi. Essi, infatti, nella
misura in cui credono alle finalit della loro Associazione e sentono il loro legame di appartenenza,
provvedono spontaneamente e generosamente, secondo le loro possibilit, alle necessit
dell'Associazione stessa.

auspicabile che la raccomandazione biblica della decima, gi applicata in diversi gruppi e


comunit, possa essere introdotta, come fanno altri movimenti ecclesiali, in tutte le realt
associative del RnS.

Disposizioni transitorie

Si possono verificare delle situazioni che pongono dei problemi nuovi, oppure possono sorgere
delle incertezze sull'interpretazione di qualche norma dello Statuto o del Regolamento. Le norme

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transitorie predispongono che cosa si debba fare in questi casi. Si dicono transitorie perch, pi
che il presente, riguardano possibili eventualit future.

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