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A cura di

Alessandra Cescut
Con la collaborazione di
Carlo Cinquerrui e
Veronica DellOste

Preparare Strategicamente lEsame Di Stato A cura di Alessandra Cescut

INDICE
Introduzione _____________________________________________4
Dove si pu sostenere lesame _______________________________5
ALBO A _________________________________________________6
Chi lo psicologo? ______________________________________________________________ 6
Chi lo psicoterapeuta? ________________________________________________________ 7

ALBO B _________________________________________________8
Chi il dottore in tecniche psicologiche ? _____________________________________ 8
Una grande risorsa _____________________________________________________________ 13

I criteri di valutazione delle commissioni ______________________14


La Prima Prova __________________________________________15
La preparazione pre-esame ____________________________________________________ 15
tutto collegato ________________________________________________________________ 17
Affrontare la prova il giorno dellesame ______________________________________ 18

La Seconda Prova ________________________________________19


Il titolo del progetto ___________________________________________________________ 20
Descrizione della problematica ________________________________________________ 20
Riferimenti teorici o linee guida che ispirano il progetto ____________________ 20
La popolazione beneficiaria ____________________________________________________ 20
La finalit generale e gli obiettivi _____________________________________________ 21
Gli strumenti necessari per realizzare il progetto ____________________________ 21
Le risorse _______________________________________________________________________ 21
La metodologia _________________________________________________________________ 21
Le criticit dell'implementazione ______________________________________________ 22
La valutazione del progetto ____________________________________________________ 22

La terza prova ___________________________________________22


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Il caso clinico per ladulto _____________________________________________________ 23


Come impostare il caso clinico per ladulto______________________________________________ 25
Giochi dapprendimento ________________________________________________________________ 26

Il caso clinico infanzia e adolescenza _________________________________________ 27


Come impostare il caso clinico infanzia e adolescenza __________________________________ 28

Il caso organizzativo ___________________________________________________________ 30


Analisi organizzativa ___________________________________________________________________ 31
Selezione e valutazione del personale __________________________________________________ 31
Costruire un corso di Formazione _______________________________________________________ 32

Bibliografia _____________________________________________32

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Preparare Strategicamente lEsame Di Stato A cura di Alessandra Cescut

Introduzione
Lidea di questo e-book nasce proprio dallesperienza di aver vissuto
lesame come studentessa e di aver sperimentato le emozioni che
accompagnano la sua preparazione: smarrimento, paura, ansia di non
essere mai preparati adeguatamente, emozioni che un esame abilitante alla
professione suscita inevitabilmente. Lopportunit di concepire lo studio di
questo esame dalla parte degli studenti proprio quello che ritengo essere il
punto di forza di questi suggerimenti.

Dopo aver sperimentato lo smarrimento e aver trovato finalmente un metodo


efficace per preparare le varie prove, un metodo che pu far ottenere il
massimo con il minimo sforzo, ho deciso di condividere alcune strategie
scrivendo questo manuale, che spero sia
utile ai colleghi che, come me, si sono
trovati smarriti nel mare dinformazioni
riguardo allesame.

Subito dopo essermi abilitata, ho iniziato a


organizzare dei corsi per la preparazione
dellesame di stato e piano piano ho
strutturato il mio materiale di studio in modo sempre pi efficace, per aiutare i
colleghi nella preparazione delle varie prove. Durante gli anni ho rivissuto con
gli studenti le emozioni che accompagnano lesame e posso riscontrare, dai
vari feedback ricevuti, che i miei manuali sono strutturati in modo tale da
offrire un contenimento allansia che accompagna questo tipo di esame e che i
vari argomenti sono trattati secondo una strategia che rende pi lineare lo
studio, ma soprattutto lo adatta alle richieste delle varie tracce desame.
In questo modo, di fronte alle richieste della commissione non ci si sente pi
smarriti nel mare dinformazioni, ma si riconoscono nei vari paragrafi delle
ancore di salvezza che possono guidare in una trattazione efficace e completa
del compito.
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Dove si pu sostenere lesame


Per le professioni di:
-

Psicologo

Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del


lavoro

Dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunit

LEsame di Stato pu essere sostenuto nelle seguenti citt:


-

BARI

BOLOGNA

CAGLIARI

CHIETI (G. DAnnunzio)

FIRENZE

GENOVA

LAQUILA

MESSINA

MILANO (Univ. Cattolica)

MILANO Bicocca

NAPOLI (Univ. Federico II)

NAPOLI (II Universit)

PADOVA

PALERMO

PARMA

PAVIA

ROMA (La Sapienza)

TORINO

TRIESTE

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ALBO A
Possono iscriversi allalbo A i laureati in Psicologia secondo il vecchio
ordinamento didattico, (previgente la riforma di cui al D.M. 509/99) e che
hanno svolto un anno di tirocinio, coloro che hanno conseguito la laurea
specialistica afferente la classe 58/S (DM 509/99) ed hanno svolto e concluso
il tirocinio annuale previsto dallart. 52 del D.P.R. 5/06/2001 n. 328 e per
coloro che hanno conseguito una laurea magistrale LM 51 (DM 170/04), le
prove consistono in (DPR 328/01):

1. Una prima prova scritta sui seguenti argomenti: aspetti teorici e applicativi
avanzati della psicologia; progettazione di interventi complessi su casi
individuali, in ambito sociale o di grandi organizzazioni, con riferimento alle
problematiche

della

valutazione

dello

sviluppo

delle

potenzialit

personali;
2. Una seconda prova scritta sui seguenti argomenti: progettazione di
interventi complessi con riferimento alle problematiche della valutazione
dello sviluppo delle potenzialit dei gruppi, della prevenzione del disagio
psicologico, dellassistenza e del sostegno psicologico, della riabilitazione e
della promozione della salute psicologica;
3. Una prova scritta applicativa, concernente la discussione di un caso relativo
a un progetto di intervento su individui ovvero in strutture complesse;
4. Una prova orale sugli argomenti delle prove scritte e su questioni teoricopratiche relative allattivit svolta durante il tirocinio professionale, nonch
su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

Chi lo psicologo?
Per esercitare la professione di psicologo necessario aver conseguito una
laurea in psicologia, aver svolto un anno di tirocinio e il relativo esame di stato
ed essere iscritti alla sezione A dellAlbo professionale, ai sensi dellart. 7 della

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Legge 18 febbraio 1989, n. 56.


In sede di prima applicazione della legge, ai fini dellistituzione stessa dellAlbo,
liscrizione avvenuta ai sensi dellartt. 32, 33 e 34 della medesima.
Secondo larticolo 1 della Legge n. 56 del 1989 sullOrdinamento della
professione di Psicologo, lattivit dello psicologo comprende luso degli
strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attivit
di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla
persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunit. Comprende altres le
attivit di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.

Chi lo psicoterapeuta?
Lo psicoterapeuta il professionista psicologo, o anche medico, che ha
conseguito

una

specifica

formazione

professionale

di

durata

almeno

quadriennale, presso scuole pubbliche o private riconosciute. Labilitazione


allesercizio della psicoterapia avviene ai sensi dellart. 3 della Legge 18
febbraio 1989 n.56. Tuttavia in fase di prima applicazione della Legge
avvenuta anche ai sensi dellart. 35 della medesima.
La legge 56/89, oltre a definire allart. 1 la professione di psicologo, indica
anche allart. 3 i requisiti per lesercizio dellattivit psicoterapeutica:
Lesercizio

dellattivit

psicoterapeutica

subordinato

una

specifica

formazione professionale, da acquisirsi, dopo il conseguimento della laurea in


psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno
quadriennali

che

prevedano

adeguata

formazione

addestramento

in

psicoterapia, attivati ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10


marzo 1982, n. 162, presso scuole di specializzazione universitaria o presso
istituti a tal fine riconosciuti con le procedure di cui allart. 3 del citato decreto
del Presidente della Repubblica.
Per esercitare la professione di psicoterapeuta obbligatorio essere iscritti
allAlbo professionale.

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ALBO B
Professione: Dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali,
organizzativi e del lavoro. Dottore in tecniche psicologiche per i servizi
alla persona e alla comunit.
Possono iscriversi coloro che abbiano conseguito la laurea nelle seguenti classi:
classe 34 (ex DM 509/99), classe L24 (ex DM 270/04), classe 58/S (ex DM
509/99), classe LM-51 (ex DM 270/04), oltre che i laureati secondo il vecchio
ordinamento didattico in Psicologia; e che abbiano concluso il tirocinio
semestrale previsto dallart. 53 del DPR n. 328/01.
Le prove consistono in: (DPR 328/01)

1. Una prova scritta vertente sulla conoscenza di base delle discipline


psicologiche e dei metodi di indagine e di intervento;
2. Una seconda prova scritta vertente su discipline e metodi caratterizzanti il
settore;
3. Una prova pratica in tema di definizione e articolazione dello specifico
intervento

professionale

allinterno

di

un

progetto

proposto

dalla

commissione;
4. Una prova orale consistente nella discussione delle prove scritte e della
prova pratica, e nella esposizione dellattivit svolta durante il praticantato,
nonch su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

Chi il dottore in tecniche psicologiche?


Per esercitare la professione di dottore in tecniche psicologiche necessario
aver

conseguito

una

laurea

triennale,

aver

svolto

un

tirocinio

professionalizzante, aver sostenuto lapposito esame di stato ed essere iscritti


alla sezione B dellAlbo in uno dei seguenti settori Tecniche psicologiche per i
contesti sociali, organizzativi e del lavoro o Tecniche psicologiche per i servizi

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alla persona e alla comunit.


Ai sensi della Legge 11 luglio 2003, n. 170,
Le attivit professionali che i dottori in tecniche psicologiche possono
svolgere sono le seguenti:
Settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e
9

del lavoro:

1. Realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle


potenzialit di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i
processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress e la qualit
della vita;
2. Applicazione di protocolli per lorientamento professionale, per lanalisi dei
bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
3. Applicazione di conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e
al miglioramento dellinterazione fra individui e specifici contesti di attivit;
4. Esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del
rischio e della sicurezza;
5. Utilizzo

di

test e

di

altri strumenti standardizzati

per

lanalisi

del

comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti,


dei bisogni e delle motivazioni, dellinterazione sociale, dellidoneit
psicologica a specifici compiti e condizioni;
6. Elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
7. Collaborazione

con

lo

psicologo

nella

costruzione,

adattamento

standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;


8. Attivit didattica nellambito delle specifiche competenze caratterizzanti il
settore.

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Settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla


comunit

1. Partecipazione allequipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle


disabilit, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonch
delle richieste e delle risorse dellambiente;
2. Attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e
integrazione

sociale

di

soggetti

con

disabilit

pratiche,

con

deficit

neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;


3. Collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a
sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a
sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilit;
4. Collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle
attivit di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio,
di inserimento e partecipazione sociale;
5. Utilizzo

di

test e

di

altri strumenti standardizzati

per

lanalisi

del

comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti,


dei bisogni e delle motivazioni, dellinterazione sociale, dellidoneit
psicologica a specifici compiti e condizioni;
6. Elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
7. Collaborazione

con

lo

psicologo

nella

costruzione,

adattamento

standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;


8. attivit didattica nellambito delle specifiche competenze caratterizzanti il
settore.

Informazioni ricavate dal sito dellOrdine degli Psicologi del Lazio (www.ordinepsicologilazio.it)

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Qual

il

metodo

di

apprendimento

pi

efficace?
Forse dir una cosa scontata nellaffermare che simpara in modo pi
efficace se siamo attivi piuttosto che passivi durante il processo di
apprendimento. Tale affermazione anche confermata dalla teoria della
piramide dellapprendimento.

La piramide dellapprendimento nasce da National Training Laboratories (NTL) per la Scienza


Comportamentale Applicata, 300 N. Lee Street, Suite 300, Alexander, VA 22314, USA. Le
percentuali rappresentano la media del ricordo di informazioni o attivit a seguito di un
insegnamento con il metodo indicato. Nel 1954 una piramide simile, con numeri leggermente
diversi, era apparsa in un libro mezzi audiovisivi nella didattica, pubblicato dalla Dale Edgar
Dryden Press, New York fornendo alcune prove per l'efficacia dei diversi metodi di
insegnamento.

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Il modello interattivo descritto nella Piramide dellApprendimento dice che non


puoi imparare solo leggendo o guardando un video: devi anche fare (e
possibilmente avere feedback da un insegnante). Lapprendimento, infatti,
aiutato dai feedback, che incoraggiano mediante controlli continui e ci dicono
che stiamo facendo bene, ci rassicurano che stiamo imparando con successo.

La teoria della Piramide dellApprendimento (Learning Pyramid) afferma infatti


che il modo peggiore per apprendere qualcosa sia ascoltare, seguito da
leggere: se leggi, dopo pochi giorni ti ricordi solo il 10% di quanto hai appreso,
anche se era uninformazione che volevi ricordare. Se invece fai o addirittura
insegni agli altri, ti ricordi tra il 75 e il 90% di quanto hai appreso.
Lapprendimento esperienziale il pi efficace, ad esempio, utilizzando le
informazioni per risolvere un problema, siamo pi propensi a ricordare ci che
abbiamo imparato, e soprattutto siamo pi propensi ad assimilare ed elaborare
le informazioni che stiamo ricevendo.
Bene! Ora vi starete chiedendo: come faccio a rendere esperienziale un
qualcosa che devo imparare a memoria, come ad esempio lo studio della prima
prova?
Il primo consiglio che vi do proprio quello di iniziare da subito con le
esercitazioni sui temi precedentemente usciti nella vostra citt. Potete
trovare una raccolta di tracce, da consultare gratuitamente, sul mio sito
(www.pianetapsicologia.com). Se vi esercitate da subito a elaborare i concetti
secondo le richieste della commissione, sarete adeguatamente preparati il
giorno dellesame e in pi metterete subito in pratica quello che avete
studiato.

In secondo luogo non dimentichiamoci che quello che stiamo studiando lo


potremmo usare nella nostra professione futura! Ogni volta che leggiamo
qualcosa possiamo pensare in quale ambito potremmo applicarlo. Ad esempio
una determinata teoria potrebbe essere utile a scrivere un e-book come
questo. Mentre scriviamo i progetti possiamo pensare di scriverli per
presentarli realmente e alla fine dellesame ci ritroveremo con una
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ventina di progetti gi pronti da presentare in qualche ente, insieme ai nostri


compagni di studio!

Infine necessario considerare anche il fattore motivazionale, la motivazione


allo studio non necessariamente automatica, magari siamo spinti solo dal
fatto che dobbiamo sostenere lesame.
Spesso sento una serie di commenti pessimistici e polemici sullesame,
daccordo sono sicuramente giustificati, ma che effetto hanno sulla nostra
motivazione in questo momento?
Invece di chiederci perch dobbiamo sostenere lesame di stato potremmo
chiederci cosa potrebbe aiutarci a superarlo efficacemente e magari anche a
studiare con piacere?

Una grande risorsa


Un ulteriore consiglio di studiare
insieme a qualcuno. Gli amici nei
periodi di stress sono sempre una
grande risorsa. Preparare lo studio
con

una

persona

amica

vi

sar

sicuramente daiuto sia a livello di


apprendimento sia di condivisione
delle emozioni che accompagnano
lesame. Lo studio sar pi piacevole, magari davanti ad una bella tazza di t,
e si potr beneficiare dellapprendimento per esperienza dividendosi gli
argomenti da ripetersi lun laltro. Potreste scrivere delle esercitazioni e farle
correggere al vostro compagno di studi, oppure elaborare tracce nuove da
proporvi a vicenda.
Mi ricordo che quando studiavo per sostenere la terza prova avevamo
inventato un gioco per studiare in modo efficace ma divertendoci, ve lo sveler
nellapposito capitolo sulla terza prova ;-)

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I criteri di valutazione delle commissioni


Tutti quanti ci chiediamo quali siano i criteri di valutazione delle commissioni.
In realt non esiste un elenco certo di tali criteri, ma nel corso degli anni ho
riscontrato che generalmente vengono apprezzati i seguenti requisiti generali:
Sinteticit: non necessario che scriviate un elaborato di 10 pagine,
basta un foglio protocollo per capire che padroneggiate largomento
14

richiesto.
Chiarezza espositiva: necessario avere la capacit di spiegare in modo
chiaro quello che si esprime, non bisogna mai dare nulla per scontato.
consigliabile spiegare sempre le affermazioni che sosteniamo magari
sostenendole con qualche esempio tratto dalla letteratura.
Coerenza: il nostro elaborato deve necessariamente essere coerente, non
possiamo citare un autore e fare un esempio che riguarda la teoria di un
altro autore.
Risposte a tutti gli interrogativi della traccia: estremamente
importante rispondere a tutti gli interrogativi proposti dalla commissione.
Meglio scrivere poco ma comunque scrivere qualcosa. A volte infatti, viene
esplicitato nella tracia che saranno considerati validi solo i compiti completi
delle risposte a tutti gli interrogativi. Quindi mai saltare una risposta!
Rispetto

dellordine

di

presentazione

delle

domande:

se

gli

interrogativi sono posti in un determinato ordine preferibile rispettarlo,


questo contribuir a far vedere a colpo docchio che avete svolto un
compito completo e faciliter la commissione nella valutazione del vostro
compito.
Ultima ma non meno importante: non copiare!!! Stiamo sostenendo un
esame di stato e quindi se si viene scovati a copiare, in qualsiasi modo,
saremo automaticamente espulsi dallaula.

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Una volta acquisite le informazioni generali sullesame il momento di


cimentarci con lo studio per la preparazione delle varie prove.

La Prima Prova
La prima prova dellesame di stato verter sui seguenti argomenti: aspetti
teorici e applicativi avanzati della psicologia; progettazione di interventi
complessi su casi individuali, in ambito sociale o di grandi organizzazioni, con
riferimento

alle

problematiche

della

valutazione

dello

sviluppo

delle

potenzialit personali.
Sostanzialmente si tratta di costruire un tema su un argomento della psicologia
(di solito della psicologia generale) che preveda la descrizione di una teoria di
riferimento, con i relativi autori significativi e i costrutti e le variabili studiate,
gli strumenti di indagine, i contesti di applicazione o i fenomeni spiegabili dalla
teoria

un

possibile

intervento.

Gli

argomenti

vengono

scelti

arbitrariamente dalla varie commissioni, nella maggior parte delle citt


vengono prodotte tre tracce, tra le quali ne verr estratta una che sar la
traccia da svolgere.
Nonostante i temi pi frequenti siano quelli di psicologia generale, spesso in
alcune citt vengono estratti temi che riguardano la psicologia dello sviluppo,
la metodologia della ricerca, la psicologia sociale e addirittura la deontologia
professionale (questultima di solito oggetto della prova orale).

La preparazione pre-esame
La prima prova imprevedibile, richiede una preparazione molto ampia ma
non dispersiva. Bisogna essere pronti ad affrontare qualsiasi traccia,
sviluppando una flessibilit che consenta di riorganizzare le teorie studiate
riadattandole alle richieste della commissione. Non necessario studiare
milioni di teorie per ogni argomento, bisogner approcciare allo studio in modo
strategico individuando degli argomenti che possono essere riadattabili a pi

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tracce.
Uno degli errori pi frequenti infatti quello di studiare tantissime teorie per
ogni argomento, ma in modo superficiale. Studiando in questo modo spesso ci
ritroviamo a spendere molto tempo a memorizzare una serie di informazioni, il
che ci fa sentire sicuri e preparati. Solo nelle ultime settimane prima
dellesame sinizia poi a cimentarsi nella stesura dei temi esercitandosi sulle
tracce estratte nelle precedenti sessioni, in quel momento che veniamo
assaliti dal panico: ci rendiamo conto che, nonostante i nostri sforzi e le ore
passate sui libri negli ultimi mesi, non siamo in grado di svolgere la traccia del
tema in modo completo, poich ci accorgiamo che le numerose informazioni in
nostro possesso non sono in realt funzionali alle richieste della commissione.

Si corre allora in libreria cercando qualcosa di pi completo. In preda allansia


si finisce per spendere una miriade di soldi comprando tutte le pi aggiornate
edizioni dei libri di psicologia generale, alla ricerca delle informazioni che ci
servono per rispondere adeguatamente alla traccia. In sostanza ci si ritrova
nelle

ultime

settimane

ristrutturare tutto lo studio fatto


fino a quel momento.

Quindi

cominciamo

selezionare
grazie

alle

permettono
pi

quegli
loro
di

con

autori

il
che,

teorie,

rispondere

interrogativi

anche

ci
a
in

maniera trasversale alle varie


prove. Un ottimo esempio la teoria dellattaccamento di Bolwby, che ci
permetterebbe di svolgere i seguenti temi per la prima prova:
- Sulla teoria dellattaccamento
- Sulla personalit
- Sullo sviluppo affettivo
- Sulla motivazione
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- Sul ruolo dellesperienza nelladattamento individuale e sociale ecc


Lo stesso autore ci darebbe la possibilit di sviluppare un progetto di ricercaintervento per la seconda prova in merito agli stili di attaccamento per favorire
il benessere nelle famiglie a partire dai primi mesi di vita del bambino.
E infine potrebbe darci una chiave di lettura del caso clinico in chiave cognitivo
- comportamentale secondo cui il primato organizzativo dei modelli operativi
interni dellattaccamento particolarmente importante per comprendere la
progressiva genesi dei disturbi psicopatologici e in particolare delle complesse
organizzazioni cognitivo - interpersonali che mantengono tali disturbi. Potrebbe
anche essere utile per il caso clinico infanzia e ad adolescenza sui disturbi
dellattaccamento.

Come vedete con una sola teoria sono stati elaborati 5 temi, 1 progetto e 2
casi clinici. Inoltre la teoria estremamente flessibile e permette di riadattare
le conoscenze alle richieste insolite dei temi della prima prova, come ad
esempio il tema sul ruolo dellesperienza nelladattamento individuale e sociale.
La preparazione della prova, quindi, deve partire dallanalisi delle tracce
precedenti della propria citt, per comprendere come vengono formulate le
richieste. Sar sicuramente daiuto fare una statistica dei temi maggiormente
estratti, iniziare a studiare da quelli per poi passare ad approfondire gli altri,
magari cercando di collegarli alle teorie gi studiate.

tutto collegato
utile collegare quanto pi
possibile lo studio della prima
prova con quello della seconda
prova. Se ad esempio state
svolgendo

un

sullapprendimento

tema
sar

utile

strutturare il tema con delle


teoria e degli ambiti applicativi che siano utili anche per la seconda
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prova. Per esempio possiamo pensare di strutturare il tema a partire dai


disturbi dellapprendimento e strutturare un progetto sullo stesso argomento.
In questo modo ottimizziamo le risorse e ci sar pi facile ricordare le
informazioni per sostenere entrambe le prove.

Affrontare la prova il giorno dellesame


18
Arriva finalmente il giorno dellesame, purtroppo potrebbe presentarsi uno
scenario di questo tipo: file
interminabili,
dallaula,

attese

fuori

studenti

che

esprimono le loro peggiori


paure non ascoltate nulla! Voi siete preparati, competenti e saprete
rispondere a ogni interrogativo grazie alla vostra preparazione trasversale. Non
fatevi contagiare dalle paure altrui e dalle leggende metropolitane che si
scatenano poco prima dellinizio della prova.

Avete fatto tutto quello che era necessario per unadeguata preparazione,
quindi aspettate il vostro turno e fate un bel respiro profondo. Un po di
emozione sar inevitabile, ma se iniziate a scrivere anche solo una riga, il
resto verr da s. Recupererete tutto quello che c nella vostra memoria
come per magia. Limportante cominciare a posare la penna sul foglio. Per
questo, la prima cosa da fare sar quella di scrivere una definizione del
costrutto richiesto dalla commissione.

Unottima strategia quella di scrivere schematicamente i punti da


svolgere sulla brutta copia, sar utile per focalizzare i punti cardine delle
idee che circolano in mente. Questo far si che il vostro tema sar coerente,
ordinato e le idee verranno esposte in ordine sequenziale e comprensibile.
Inoltre avrete il vantaggio di non dimenticare delle cose importanti.

Unaltra strategia quella di citare un esperimento a sostegno della teoria


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descritta. Lesperimento sempre accettato di buon grado poich contribuisce


a dare rigore scientifico a ci che state scrivendo e favorisce la comprensione
degli aspetti teorici pi complessi.

La Seconda Prova
Nella seconda prova, generalmente, la traccia unica per tutti. Per questo
motivo di solito molto libera. Si chiede al candidato di strutturare un
progetto di intervento. Tra le possibili richieste per questa prova possiamo
annoverare i seguenti argomenti:
-

Titolo

Una breve descrizione della problematica oggetto di intervento

Riferimenti teorici o linee guida che ispirano il progetto

La popolazione beneficiaria

La finalit generale e gli obiettivi

Gli strumenti necessari per realizzare il progetto

La metodologia da utilizzare per la realizzazione del progetto (fasi, tempi,


risorse, costi).

Il tipo di collaborazione prevista tra le diverse figure professionali

I risultati attesi

Le criticit dell'implementazione

La valutazione del progetto (In particolare per questultimo punto viene


anche richiesto come il cambiamento avvenga e in che misura e quali
possano essere gli effetti del trattamento a medio e a lungo termine)

Nel rispondere alle richieste occorre sempre tenere presente che necessario
rispettare una coerenza interna al progetto e attenersi alla realt entro cui
sinterviene. Pertanto, obiettivi effettivamente realizzabili in quel contesto, per
quella problematica, dovranno essere tradotti in azioni da realizzarsi con
adeguate risorse umane, in tempi plausibili e dovranno prevedere costi in
sintonia con le risorse economiche disponibili.

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Il titolo del progetto


Nel titolo necessario spiegare in poche parole loggetto dellintervento.
consigliabile inserirlo per dare unidea generale del vostro progetto. Se non vi
viene in mente nulla di creativo non vi preoccupate va bene anche un titolo
generico!

20

Descrizione della problematica


la prima parte che viene letta, quindi, deve avere la capacit di trasmettere,
in

prima

lettura,

unadeguata

conoscenza

del

problema,

delle

sue

caratteristiche, delloriginalit del progetto e della sua importanza e fattibilit.

Riferimenti teorici o linee guida che ispirano il


progetto
In questa fase necessario specificare la teoria che guida il progetto. Se
stato fatto un buon lavoro di collegamenti gi con lo studio della prima
prova questa parte sar molto facile da realizzare e ne verr fuori un
progetto estremamente coerente e con estremo rigore scientifico.

La popolazione beneficiaria
Si tratta della popolazione sulla quale sono attesi i cambiamenti desiderati
quindi deve essere descritta in modo chiaro.

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La finalit generale e gli obiettivi


Lidentificazione

degli

obiettivi

corrisponde

al

chiarimento delle cose che si desidera cambiare. La


formulazione di obiettivi specifici di fondamentale
importanza

per

la

valutazione

dellefficacia

dell'intervento. evidente, infatti, che se non


chiaro quali cambiamenti ci si attende, non possibile valutare se si sono
verificati o no come conseguenza dellintervento, quindi, gli obiettivi, le
metodologie

la

successiva

valutazione

devono

essere

sempre

collegati tra loro in modo chiaro e facilmente intuibile.

Gli strumenti necessari per realizzare il progetto


Per strumenti sintende tutto ci che potrebbe servire per realizzare il progetto.

Le risorse
Possono essere di diverso tipo: umane (le persone e le professionalit
coinvolte nella realizzazione del progetto (attori del progetto). Le risorse
finanziarie possono essere di diverso tipo: quelle previste entro il POF (Piano
dell'Offerta Formativa) della scuola nei fondi destinati alla promozione della
salute e del benessere tra i giovani; quelle ottenute avendo partecipato a un
bando promosso dall'assessorato alle politiche sociali del comune, oppure dalla
Comunit Europea, ecc

La metodologia
La metodologia si riferisce al modo in cui si pensa di raggiungere gli obiettivi
del

progetto,

quindi

il

cambiamento

auspicato.

Deve

avere

sequenzialit logica rispetto agli obiettivi citati in precedenza.


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una

21

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Le criticit dell'implementazione
Nella stesura del progetto necessario tener conto anche delle possibili
criticit, che devono essere valutate rispetto al contesto specifico in cui
sintende svolgere il progetto e alla popolazione coinvolta. A tal proposito
sarebbe opportuno anche cercare di pensare a come ovviare tali difficolt e
riportarlo nel progetto.
22

La valutazione del progetto


Valutare il progetto importante in ogni fase che caratterizza il progetto
stesso, per osservare se nel corso della realizzazione sono necessarie
modifiche

migliorative

maggiormente

adeguate

alle

esigenze

della

popolazione beneficiaria, per osservare lefficacia e lefficienza dellintervento,


per valutare i risultati attesi effettivamente conseguiti, per analizzare i risultati
in relazione agli obiettivi prefissati.
Generalmente si parla di tre tipi di valutazione: ex-ante, in itinere, ex-post.

La terza prova
La terza prova dellesame di stato suddivisa per percorso di studi. Vengono
proposte pi tracce, che generalmente riguardano i seguenti argomenti:
- caso clinico adulto
- caso clinico infanzia e adolescenza
- Caso organizzativo psicologia del lavoro
- Caso di ricerca
I candidati possono scegliere di svolgere la prova che desiderano, che pu
essere quella maggiormente attinente al piano di studi oppure quella su cui si
sentono pi preparati a seconda delle esperienze di tirocinio ecc
In sostanza viene presentato un caso (clinico, organizzativo o di ricerca) e
viene chiesto di sviluppare determinati punti a partire dal testo proposto.
Anche nostri corsi la terza prova suddivisa in tre percorsi con docenti
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specializzati per ogni settore:


- caso clinico adulto
- caso clinico infanzia e adolescenza
- Caso organizzativo psicologia del lavoro

Il caso clinico per ladulto


23
La prima difficolt che si riscontra
nello

studio

della

psicopatologia

proprio quella di trovare un manuale


completo, esaustivo ma allo stesso
tempo sintetico, rispetto alla mole di
informazioni presenti sullargomento.
Molti manuali, infatti, trattano solo
laspetto

della

diagnosi,

altri

si

concentrano maggiormente solo sul


trattamento dei vari disturbi, altri ancora sono destinati a lettori che svolgono
una professione medica o psicoterapeutica, mentre, quei pochi manuali che
sono destinati agli psicologi spesso non sono adeguatamente esaustivi rispetto
al modo in cui uno psicologo pu effettivamente approcciare al mondo della
clinica e della psicopatologia.

La seconda difficolt riguarda il fatto che, nel momento in cui si ha di fronte un


caso clinico, ci si sente persi senza sapere cosa poter fare, oppure, nel caso
dellEsame di Stato, cosa poter scrivere senza invadere il campo di intervento
di altre professionalit.

In realt questo problema viene spesso riscontrato dagli psicologi clinici una
volta terminati gli studi. Molti di noi non intraprendono lattivit per cui hanno
studiato e fatto pratica tanti anni con la convinzione che, per poter operare
come psicologi, si deve necessariamente essere psicoterapeuti. In realt il
campo di intervento dello psicologo molto vasto, lo stesso articolo 1
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della legge istitutiva dellordine afferma che:


La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di
intervento

per

la

prevenzione,

la

diagnosi,

le

attivit

di

abilitazione-

riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo,


agli organismi sociali e alle comunit
Nella libera professione e nel caso specifico della stesura della prova pratica
allEsame di Stato, quindi, siamo per legge autorizzati a fare:
24

Prevenzione

Diagnosi

Abilitazione-Riabilitazione

Sostegno

Ed proprio questo che si richiede al candidato in sede desame! Viene


proposto un caso clinico su cui formulare unipotesi diagnostica e delle ipotesi
di diagnosi differenziale attraverso lutilizzo di strumenti conoscitivi specifici
della

nostra

professione,

oltre

che

lipotesi

di

un

intervento

basato

sullidentificazione di obiettivi volti a incrementare il benessere dellindividuo.

Tra gli strumenti conoscitivi possiamo identificare senzaltro il colloquio


psicologico la cui finalit la conoscenza dell'altro e del suo funzionamento
psichico, ma anche i test psicologici che sono appunto degli strumenti peculiari
delle professioni psicologiche. Lo psicologo (iscritto all'ordine) pu acquistare e
utilizzare qualsiasi tipologia di test psicologico.

Per quanto riguarda il trattamento di determinate patologie senzaltro utile


avvalersi delle competenze di altre professionalit, anche questo viene
esplicitamente richiesto in sede desame. Si pu quindi eseguire una
valutazione del caso attraverso gli strumenti di conoscenza specifici
della professione di psicologo ed ipotizzare un tipo di trattamento che si
ritiene utile alla luce delle problematiche presentate, quindi indirizzare il
soggetto

verso

relativi

professionisti

che

arricchiscono

ulteriormente

lintervento attraverso le proprie conoscenze.


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Come impostare il caso clinico per ladulto


Il primo passo per impostare correttamente il caso clinico, in sede di Esame di
Stato, consiste in unattenta lettura del testo e dei quesiti posti. consigliabile
leggere il testo una prima volta per farsi unidea generale del caso, durante
una seconda lettura opportuno sottolineare gli indicatori che potrebbero farci
orientare alla diagnosi di un particolare disturbo ed eventualmente, con un
colore o una sottolineatura diversa, i dati necessari a rispondere agli altri
interrogativi (come ad esempio i dati per la diagnosi differenziale o quelli su cui
riteniamo opportuno fare ulteriori indagini).
Nel caso proposto viene generalmente richiesto di
formulare unipotesi diagnostica, ricordiamoci di non
dare

nulla

per

scontato

soprattutto

non

formuliamo una diagnosi come se fosse un dogma.


Cerchiamo di parlare sempre in forma ipotetica
es: I sintomi riscontrabili potrebbero far orientare lattenzione diagnostica
verso un disturbo..
Ricordiamo che non fondamentale indovinare la diagnosi precisa,
quanto pi far capire alla commissione come siamo arrivati a formulare la
nostra ipotesi. molto pi importante fare un ragionamento coerente e ben
argomentato che indovinare di quale disturbo si tratta.
Larga parte del caso sar, infatti, dedicata alle
indagini da proporre. Quando scriviamo il caso,
possiamo provare a immaginare che il paziente
descritto sia davanti a noi per un colloquio,
possiamo immaginarlo che entra nella nostra
stanza dicendoci buongiorno e dandoci la mano,
possiamo

immaginarlo

seduto

davanti

noi

mentre ci racconta il suo caso. Questo piccolo

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25

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esercizio di immaginazione sar sicuramente utile a stimolare la nostra


creativit clinica.
Anche la diagnosi differenziale, ove richiesta, dovr essere messa in forma
di ipotesi sempre avvalendoci della possibilit di richiedere ulteriori colloqui
per acquisire maggiori informazioni.
Una volta terminato il processo di raccolta di informazioni diagnostiche sar
opportuno orientare il paziente al trattamento. Il trattamento dovrebbe
essere quanto pi possibile attinente alle problematiche espresse dalla
traccia. Al di l dellapproccio teorico prescelto necessario valutare degli
obiettivi terapeutici che favoriscano il benessere dellindividuo che ci sta di
fronte. Si potrebbe specificare che, qual ora fosse confermata lipotesi
diagnostica principale si potrebbe indirizzare lindividuo verso un tipo di
trattamento che sceglieremo in base alle caratteristiche del caso.

Giochi dapprendimento
Come promesso vengo a svelarvi il gioco dapprendimento che ho utilizzato per
studiare la terza prova insieme alle mie college ;-)
Avevamo costruito la lotteria dei disturbi, dopo aver scritto il nome di ogni
disturbo del DSM su dei foglietti di carta, li abbiamo mescolati dentro una
specie di urna.
A turno ognuna di noi pescava un disturbo senza svelarlo alle altre, e ognuna
di noi costruiva un caso clinico inventato sul disturbo che aveva pescato.
Fatto ci si passava il caso clinico prodotto alla collega vicina, che lo svolgeva.
In questo modo facevamo un doppio esercizio divertendoci e mettendo la
nostra creativit nello studio. Da una parte dovevamo fare un esercizio di
memoria per ricordare tutti i sintomi del disturbo al fine costruire il caso
clinico, questo esercizio era anche molto divertente ed estremamente efficace
per comprendere il quadro generale dei singoli disturbi e ricordarli, poich le
vignette cliniche derivavano dalla nostra creativit.
Nello stesso tempo era anche un ottimo esercizio svolgere i casi prodotti dalle
altre perch ci si poteva esercitare sempre su casi nuovi, alcuni anche un po
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umoristici poich ci divertivamo a estremizzare la sintomatologia.

Questo

solo

un

esempio,

ognuno

di

voi

pu

inventare

un

gioco

dapprendimento che gli sia congeniale. Anzi vi invito a farlo, e dato che amo
collaborare con i colleghi, vi invito anche a comunicarmi le vostre idee creative,
magari possiamo sviluppare insieme un altro e-book composto dai vari giochi
daula per facilitare lo studio.
27

Il caso clinico infanzia e adolescenza


A cura del Dott. Carlo Cinquerrui
(docente della III prova caso clinico infanzia e adolescenza)

Per il caso clinico infanzia e adolescenza valgono le stesse cose gi dette in


precedenza per il caso clinico adulto.
Principalmente, per aggirare la prima difficolt concreta dello studio della
psicopatologia, cio quella della dispersione dei dati conoscitivi, si tentato di
raggruppare i vari aspetti, approcci e metodi rispetto allargomento in un unico
manuale che fosse costruito idealmente rispondendo alle classiche domande
che caratterizzano la terza prova dellesame di stato per psicologi:

Diagnosi:

Criteri diagnostici;

Comorbilit;

Diagnosi differenziale;

Valutazione psicologica;

Trattamento;

Risorse di rete psicosociale.

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Come impostare il caso clinico infanzia e adolescenza


Il primo passo per impostare correttamente il caso clinico, in sede di Esame di
Stato, consiste in unattenta lettura del testo e dei quesiti che vengono posti.
consigliabile leggere il testo una prima volta per farsi unidea generale del
caso, durante una seconda lettura opportuno sottolineare gli indicatori che
potrebbero

farci

orientare

alla

diagnosi

di

un

particolare

disturbo

ed

eventualmente, con un colore o una sottolineatura diversa, i dati necessari a


rispondere agli altri interrogativi (come ad esempio i dati per effettuare la
diagnosi differenziale o quelli su cui riteniamo opportuno fare ulteriori
indagini).
Nel caso proposto viene generalmente richiesto di formulare unipotesi
diagnostica, ricordiamoci di non dare nulla per scontato e soprattutto non
formuliamo una diagnosi come se fosse un dogma. Cerchiamo di parlare
sempre in forma ipotetica es: i sintomi riscontrabili potrebbero far orientare
lattenzione diagnostica verso un disturbo....

Ricordiamo che non fondamentale indovinare la diagnosi precisa, quanto pi


far capire alla commissione come siamo arrivati a
formulare la nostra ipotesi. molto pi importante
fare un ragionamento coerente e ben argomentato
che indovinare di quale disturbo si tratta.

In particolar modo, il caso clinico in et evolutiva a


differenza di quello adulto, appare ancora pi
sensibile alla tematica del non indovinare la
diagnosi

precisa

proprio

perch

in

questo

particolare momento di sviluppo il soggetto che


appare

deficitario

in

uno

specifico

contesto

evolutivo pu condizionare e rallentare lo sviluppo


globale del proprio funzionamento. Per esempio un
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bambino di cinque anni con Disturbo della Comunicazione sar molto


condizionato negli apprendimenti e nel proprio mondo emotivo non appena
frequenter la prima elementare.
Per questo motivo sar importante soffermarsi sulle diagnosi in comorbilit
molto frequenti in questi casi, e viceversa falsificare tali ipotesi attraverso
unattenta indagine di diagnosi differenziale. Per queste motivazioni sar
importante soffermarsi sui singoli sintomi inserendoli nei vari contesti
29

psicopatologici.
Anche la diagnosi differenziale e leventuale comorbilit, ove richiesta, dovr
essere messa in forma di ipotesi sempre avvalendoci della possibilit di
richiedere ulteriori colloqui per acquisire maggiori informazioni. Larga parte del
caso sar, infatti, dedicata alle indagini da proporre.
Una volta terminato il processo di raccolta di informazioni diagnostiche sar
opportuno orientare il paziente al trattamento. Il trattamento dovrebbe essere
quanto pi possibile attinente alle problematiche espresse dalla traccia. Al di l
dellapproccio teorico prescelto necessario valutare degli obiettivi terapeutici.
In et evolutiva pi che di terapia o psicoterapia si parla di interventi
riabilitativi o psico-educativi.
Il

setting

dello

psicologo

clinico

dellinfanzia

delladolescenza

viene

strutturato in modo pi libero del classico setting adibito a psicoterapia per


ladulto.

La comunicazione tra il terapeuta ed il paziente in et evolutiva non quasi


mai diretta ma mediata da attivit ludicosimboliche e da osservazioni di compiti.
La psicoterapia in et evolutiva , quasi
sempre,

partecipata

dalla

famiglia

dorigine del soggetto in causa, e per


questo

si

pu

parlare

pi

che

di

psicoterapia individuale, di psicoterapia


familiare.
Gli interventi riabilitativi e psico-educativi vengono coordinati dallo psicologo
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ma concretamente messi in atto da operatori socio-sanitari specializzati. Questi


sono, quasi sempre, a sfondo comportamentale e possono essere effettuati sia
in apposite strutture a promozione riabilitativa che a livello domiciliare che
favoriscano il benessere dellindividuo che ci sta di fronte. Si potrebbe
specificare che, qualora fosse confermata lipotesi diagnostica principale si
potrebbe indirizzare lindividuo verso un tipo di trattamento che sceglieremo in
base alle caratteristiche del caso.
30

Il caso organizzativo
A cura della Dott.ssa Veronica DellOste
(docente della III prova caso organizzativo)

Nella terza prova dellesame di Stato possibile svolgere la risoluzione di un


caso organizzativo, soprattutto per coloro che hanno una preparazione
universitaria inerente la Psicologia del Lavoro. Ai candidati viene chiesto di
analizzare e definire un piano di sviluppo per delle problematiche inerenti
piccole o grandi organizzazioni. Le problematiche pi frequenti possono essere
dei bassi indici di produttivit, malessere nel clima organizzativo, riassetti
organizzativi, piani di sviluppo del personale e attivit di formazione.
Per questo motivo utile prepararsi su tre tematiche importanti:
-

Come analizzare unorganizzazione e possibili ambiti di intervento,

Come strutturare un percorso di selezione e valutazione del personale,

Come costruire un corso di formazione.

Una area non esclude laltra infatti si pu fare una lettura dellazienda e poi
proporre un piano di sviluppo delle risorse umane tramite degli strumenti di
valutazione.
Dopo aver letto la prova utile sottolineare ed iniziare a considerare tutte le
informazioni riguardanti lazienda presenti sulla traccia, individuare se si tratta
di unanalisi organizzativa, una selezione/valutazione del personale oppure la
costruzione di un corso di formazione. Successivamente esplicitate, punto per
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punto, ci che vi richiede la prova.

Analisi organizzativa
Nello svolgimento di un caso organizzativo viene proposto allo psicologo di
esplicitare gli strumenti, le metodologie, i tempi e i modi con cui si approccia
alla conoscenza di un contesto lavorativo a lui
sconosciuto. Spesso nei primi contatti con un
committente, cos come i pochi elementi a
disposizione nella prova, si ha bisogno di fare
domande, indagare, sondare e chiarire quali
sono gli obiettivi dichiarati dellazienda, qual
la struttura e le gerarchie, qual il clima e la
cultura che influenzano la comunicazione fra i
dipendenti.
E necessario utilizzare strumenti propri della professione, come interviste, test
o questionari,

per avere una esauriente visione delle dinamiche interne ai

gruppi di lavoro.

Un consiglio utile quello di rimanere coerenti con un approccio teorico di


riferimento. Non cercate di analizzare i vari aspetti di unorganizzazione con
diversi approcci e poi fare un intervento con un altro approccio ancora. Bisogna
dare coerenza alle vostre ipotesi e utilizzare delle Teorie di Riferimento
Contemporanee.

Selezione e valutazione del personale


Molto spesso lorganizzazione chiede un piano di sviluppo delle risorse umane
per conoscere ed ottimizzare le competente dei propri dipendenti.
Bisogna conoscere quali sono le competenze tecniche o trasversali richieste ai
nuovi candidati ed esporre con quali strumenti si possono indagare. Nella
valutazione delle risorse umane gi presenti si devono proporre piani di
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sviluppo delle prestazioni, del potenziale o di entrambi.


Lo psicologo pe
perr ottenere un efficace valutazione deve
coinvolgere tutte le figure interessate dal capo ai
dipendenti e formarle nel modo pi adeguato.

Costruire
ostruire un corso di Formazione
Oggi viene richiesto molto spesso allo
psicologo

di

progettare

corsi

32

di

formazione per adulti e/o gestire tali


apprendimenti nelle lezioni daula.
Nellattuale scenario lavorativo ci sono
molte

altre

figure

professionali che

possono costruire tali attivit, ma in


che cosa si differenzia il contributo delle scienze psicologiche?
Lo psicologo
logo costruisce i processi di apprendimento in un ottica psicosociale
ovvero pone lattenzione sulle realt gruppali, sulle dinamiche soggettive e
motivazionali, su una riflessione dei ruoli professionali, sui legami di
appartenenza al contesto lavorativo, sulla necessit di un modello da seguire
che appartiene ai destinatari e su obiettivi condivisi e accettati dai soggetti.

Bibliografia
- Wood E. J. Problem-Based
Based Learning: Exploiting Knowledge of how People
Learn to Promote Effective Learning
Learning. School of Biochemistry & Molecular
Biology,

and

Learning

and

Teaching

Support

Network

(LTSN)

Bioscience, University of Leeds, Leeds LS2 9JT, UK. 2004.

Sitografia
-

www.ordinepsicologilazio.it

www.pianetapsicologia.com

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