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QUALI CONTESTI APPLICATIVI COLLOQUIO PSICOLOGICO?

clinico, lavoro, bambini, supporto etc.


cambierà obiettivo, ma cornire di modalità relazionali e strumenti devono essere
ben chiaro, in qualsiasi contesto applicativo. spesso l'errore è valutare colloquio
a compartimeti stagni, rimanendo solo focalizzati sull'obiettivo del colloquio a
seconda dell'area di applicazione, dimenticandoci del resto. in quanto strumento ha
specifiche regole utilizzo, strumenti etc. quindi in vari contesti applicativi non
va dimenticato impatto, capacità conduttore etc.

COLLOQUIO CLINICO
quando si parla di colloquio clinico si fa riferimento a colloquio che includono
diverse tipologie abilità e obiettivi: diagnostico, orientato a definire profilo
psicodiagnostico pz, quindi colloquio di valutazione primariamente (colloquio
psicodiagnostica di natura valutativa). ma è anche un colloquio che vuole
rappresentare un colloquio di intervento e supporto per il pz, orientati a
comprendere comortamenti, stati mentali pz e cliente e cercare di mettere in luce
come cliente mette in atto comportamenti che lo allontanano dai suoi obiettivi.
perchè? vuol comprendere quindi ciò che porta l'individuo lotano dai suoi obiettivi
e scopi, al fine di individuare strategie più funzionali al raggiubngimentno degli
obiettivi. ma anche integrazioni questi aspetti: prima colloquio conoscenza e
approfondimento diagnostico per piano di lavoro e interventi di supporto a livello
clinico..

STRUTTURA:
- fase iniziale: accoglienza e definizione dei ruoli reciproci e descrizioni
iniziale problematiche, identificazione motivazioni, aspettative, descrizione
sintetica dei problemi del pz per individuare strategie riduzione malessere e
incremento benessere pz.
- fase intermedia centrale: assessment, descrizione dettagliata problema
presentato, organizzare e sistematizzare le informazioni raccolte (formulazione del
caso), definizione e condivisione obiettivi, definizione e condivisione metdologia
di intervento. raccogliere info e dati per comprendere meglio problematica
presentata da pz. da assessment a descrizione dettagliata problema presentato e in
che modo organizzare informazioni raccolte, funzonale per definzione e condivisione
obiettivi e piano di lavoro intervento.
- fase conclusiva: chiarire aspetti gestionali e pratici, fissare prossimo
appuntamento.

queste tre fasi no rigide, ma flessibili, in cui clinico si sposta a seconda


esigenze approfondimento informazioni piuttosto che altre.

fase iniziale: definizione ruoli, ci presentiamo, conosciamo il cliente e iniziamo


prima raccolta informazioni volte a capire perchè pz è lì, come è arrivato, motivo
invio, primaria richiesta, motivazione incontro e aspettative. primo inquadramento
motivo alla base dell'incontro con cliente. diventa fase rilevante per comprendere
se motivazioni e aspettative pz sono adeguate al nostro ruolo. se abbiamo
competenze per far fronte a richiesta del cliente in questa fase. discriminare
motivazione inviante da motivazione cliente--> non dare per scontato che
motivazione inviante sia la stessa e condivisa da pz, potremmo scoprire infatti
divergenza motivazioni. definiti i nostri ruoli e info ci avviamo al primo
approfondimento.
fase intermedia: assessment ed esplorazione, sono una fase in cui ci viene
richiesto di raccogliere seire dati in modo ordinato e strutturato per definire
percorso, mappa funzionamentop pz, comprenderne comportamento e funzionamento e
comprendere come i problemi si strutturano e mantengono, cosa ha portato alle
problematiche di cui pz parla. è fase ampia in cui rispondiamo a domanda
problematica presentata. inizieremo a chiederci da cosa è detemrianta problematica,
qual è storia pz, cosa lo ha portato nella situazione critica di cui ha parlato.
quali fattori che hanno contribuito alla manifestazione problematica? qual fattori
manteniemtno? quali risorse pz? è una fase di esploraizone oproprio per questo,
esplorare cosa ha contribuito a mantenimento etc. vogliamo quindi comprendere ciò
che sta alla base e percorrere tutte strade di conoscnezan che possono facilitare
comprensione problematiche pz.

AREE DA INDAGARE: informaizoni socio-demografiche, anamnesi familiare, fisiologica,


personalità, eventi di vita, anamnesi medica, farmacologica, patologica remota e
patologica prossima.
sono riferimenti utili da avere di aspetti da indagare per accurata conoscenza
storia clincia pz, per ottener eifnormaizoni che spieghino quali fattori hanno
causato e stannoc contribuendo a manitenimento problematica cliente. potrà capitare
a seconda contesti che alcune aree saranno più approfondite di altre etc.

strumenti di integrazione: interviste strutturate (diagnostiche) o semi, scale di


valutazione. l'integrazione avviene a seconda contesto lavoro, esigenze
approfondimento e obiettivi durante svolgiemnto colloquio clinico. integrazione
colloquio e utilizzo strumenti è molto esaustiva per avere info. ci aiuta a
comprender aspetti che non emergono chiaramente in corso colloquio. in tutii i
contesti applicazione capiterà di terminare colloquio con sensazione di non avere
ben chiara qualche info, o che non sia ben definita e strutturata. quindi possiamo
usare altri strumenti. diventa necessario laddove colloquio psicologico non
sufficente a svelare alcune info o definire alcuni aspetti attinenti a gravità
fattori contribuenti a problematica presentata da pz. inoltre durante colloquio
potrebbe non essere ben propenso il cliente a condividere alcuni aspetti di vita o
che stanno contribuendo a manteniemtno stato malesse, sia per imbarazoo, vergogna,
timore giudizio e ansia clinico, essere etichettato e stigmatizzato. quelle stesse
info che pz potrebbe non essere propenso a raccontare, potrebbe essere più propenso
a riportarle in forma scritta in scale valutazione, quindi da utilizzo altri
sturmenti integrazione ma anche compensazione, di info che potrebbero mancare in
colloquio. utilizzo qualsiasi strumento va esplicato e condiviso con cliente, come
parte essenziale del setting clinico. utilizzo interviste e scale va esplicitato al
pz presentando tali strumenti come essenziali in prassi lavorativa per conoscenza
più approfondita tematiche presentate da cliente. curare molto quindi aspetto
relazionale, perchè pz potrebbe percepire la somministraizone come modalità
distanziante, quindi va motivato alla compilazione. uilizzo strumento va fatto per
comprensione maggiore della problematica e tempo che pz impiegherà è investimento
che può fare per promuovere ssuo benessere e pz coinvolto e motivato a impegno e
compilazione.

fase centrale colloquio:


anamnesi medica per comprendere profilo clinico nello specifico: patologie
organiche pregresse e attuali ma anche psichiatriche, così le tipologie
farmacologiche e psicologiche, oltre al tipo anche la risposta al trattamento.
prima indagine in termini di raccolta dati e info storia pz. ma non è sufficiente.
rispetto all'assessment del profilo clinico ci interessa raccogliere informazioni
per registrare dati. chiediamo irettamentr al clinete se ha riportato importanti
patologie ma anche attualmente, potremmo integrare queste informazioni consultando
medico curante ma anche altre fonti quali i ifamiliari. questo è un approfondimento
strutturato per individuare storia e decorso disturbo, quando si è presentato, tipo
di esordio, tipo di sintomatologia, frequenza e gravità, indagare anche eventuale
utilizzo di sostanze e come impatta sul suo normale funzionamento anche sociale e
lavorativo. quindi indagare eventuale tipo di terapia seguita e risposta al
trattamento in cui cercheremo di comprendere se è stata favorevole o meno e su
quali punti e secondo il pz se ha avuto benefici, anche idea che ha avuto rispetto
a precedenti terapie (dice molto anche su sue aspettative). ci interessa capire
quali patologie ci sono state e quali attuali e se cliente ha mai riportato
disturbi psichiatrici nella sua vita, se sono attualmente manifesti e quali
disturbi.
eventuali disturbi o patologie che impatto hanno avuto e che impatto hanno tuttora
su funzionamento sogg e suo stato benessere e motivo? quanto impattano sul
funzionamento sociale e lavorativo? lo limitano? confrontiamo periodo in cui stava
bene e periodo con patologia acuta in atto.
che impatto ha su stato emotivo?
strumenti di integrazione: cartella clinica, consultazione medico curante, test
laboratorio, scale self report (symptom check list 90-r), interviste diagnostiche
(mini international neuropsychiatric interview, the structured clinical interview
for dsm- 5 SCID 5 CV, SCID 5 PD, the diagnostic clinical interview for drug
withdrawal 1 (DID W1).
l'ultima può dare informazioni dirette su risposte a terapie farmacologiche
precedentemente intraprese. le interviste hanno modalità conduzionediversa
colloquio, più rigida e cliente andrà preparato queste. sono interviste semi
strutturate e riflettere anche su impatto cliente non solo su moalità conduzione.
il cliente deve essere necessariamente informato e motivato. le diverse aree
possono essere indagate quindi mediante l'ultilizzo di altri strumenti che
permwttono la raccolta di informazioni che potrebbero essere trascurate durante
colloquio
- valutare risorse educativo e cogntiive pz per scala, ma anche scelta strumenti
che sia meno ridondante tra loro (ogni strumento deve aggiungere info che lo
strumento precedentre non è in grado di rilevare). così si può usare numero modesto
strumenti senza essere ridondante. nel colloquio possiamo ingtegrare scale e
interviste per integrare aspetti, clientii fortemente motivati e istruiti su
strumenti per aver chiaro come usare senza trovarsi impreparati, attenersi a
strumenti che aggiungano informazioni non spiegate da altri strumenti.
- partire da quali aree di indagine servono al fine di ridurre ridondanza.

- informazioni socio demo: cognome e nome, sesso, data e luogo nascita, istruzione,
stato civile, professione, stato familiare. no solo raccolta anagrafica ma è già
entrare nella storia del pz, in particolar modo quando indaghiamo istruzione, stato
civile e familiare abbiamo già stralci della sua realtà e indsagare quali
evoluzioni negli anni nelle varie aree, costruiamo la sua storia di vita e iniziamo
a conoscerlo non solo come pz ma anche come persona che abbiamo difronte, sulla
base delle sue origini, scelte, relaizoni sentimentali, famiglia etc. informazioni
che servono per comprendere pz e come si colloca nella sua dimensione sociale e di
vita. è importante questa parte anche per riflettere su risorse pz. se pz vive da
solo, no lavoro, no hobby, esce poco casa perchè non ha relazioni, dice molto,
perchè a prescindere da problematica è povero di risorse, è una persona sola e va
tenuto conto delle modalità con cui relazionarci con lui o meno. andiamo oltre a
fuigura pz e comprendiamo la persona che è di fronte a noi. vs pz che lavora,
famiglia, attività e hobby ha diverse risorse, è più attivo. fotografia cliente
inquadrandone contesto di vita. cominciamo a comprendere problematica collocandoci
in background culturale.

- anamnesi familiare: indaghiamo se in passato componenti famiglia riportano di


aver ricevuto diagnosi qualunque patologia importante e trattameti srguiti.
indagare storia pz e comprendere contesto origine, natura clinica (familiarità
problematiche)prospettiva diversa persona che abbiamo di fronte e bagaglio che ha.
indagine qualsiasi area e costruire informazioni tecniche, cliniche, ma anche
contesto di vita cliente, da dove viene, come vi è inserito e come contribuisce a
problematica prsentata, modi di pensare e comportamenti, ogni info ci dà strumenti
comprensione per collocarci dal puntid i vista del cliente.
- anamnesi fisiologica: composizione famiglia di origine, professione genitori,
livello economico della famiglia di origine (entiamo più da vicino nella storia
pz). si chiede di raccontare di quando era piccolo, come era composta famiglia.
traslochi, rapporti con i fratelli, attitudine educativa dei genitori, storia
prenatale e perinatale, infanzia (0-3 anni), tarda infanzia (3-11), adolescenza
(12-18), età adulta. cerhceremo via via di approfondire quindi composizione e
attiducni relazionali. educative dei genitori. che idea ha pz nel modo di
considerare i propri genitori, oppure altre figure di riferimento. all'interno
della famiglia di origine come si percepiva o valutava il pz? si sentiva
apprezzato? accudito? esposto al pericolo?come hanno ifnluenzato crescita cliente?
a volte possiamo scoprire origine lontana problematiche pz. es. ansia parlare in
pubblico origine antica, ci potrebbe raccontare che viveva momenti di ansia da
piccolo, perchè criticato quando parlava in pubblico davanti ad altri oppure
nascono in contesto scolastico quando insegnante contribuisce a fare vivere senso
imbarazzo compagni. importante indagare composizione origine famiglia per capire
contributo indiretto problematica pz e sviluppo. diventa importante capire anche
apsetti socioeconomici genitori, per avere idea di come nel corso della vita pz ha
raccontanto cambiamenti contesti o ha mantenuto contsto sociale, arricchiesce
contesto informativo pz. infine info clinica che si può dedurre è legata a storia
natale e perinatale pz, ma anche info rispetto a percorso vita pz nelle tre grande
fasce evolutive infnaiza. da strategia a imbuto passato per arrivare a età adulta.
infanzia: info temperamento pz prime fasi di vita, accudimento, atti fisiologici
(camminare), comportamento più tipico, facendo riferimento a quanto raccontato da
figure di rifierimento. in tarda infanzia si indagano prime esperienze di
socializzazione anche in contesto scolastico, come si trovava in contesto
educativo, come si trovava con i compagni, se si sentiva integrato, quali ricordi
etc. in età adulta cercheremo di completare quadro idividuando quali relazioni
importanit ha avuto il pz nel corso della sua vita, relazioni sentimentali,
gravidanze, figli, servizio militare, sotira a livello lavorativo, sociale, hobby,
diete alimentari particolari. info tematiche per chiudere quadro iniziale
valutazione. iniziamo a costruirci idea con questo quadro di quali aspetti hanno
maggiormente contribuito a sviluppo pz che stiamo conoscendo e quali aspetti di
vita hanno contribuito alla sua problematica, quali invece potrebbero essere
risorse.

- personalità: personalità premorbosa, importante cercare di comprendere quale sia


personalità pz, cercare di valutare in che modo ci sono stati cambiamenti in
periodo in cui stava bene e quelli in cui invece si prsenta per problematica "come
si descrive come persona? gli altri come la desrivono? quando sta bene che persona
è?. potremmo avere pz che riportano molte info, socievoli, cordiali, altruisti etc.
altri invece info estremamente povere ed è altrettanto informativo: perchè pz in
questa indagine non ci fornisce info strutturate e dettagliate? magari reale
difficoltà autodescrizione e si caratterizza per capacità bassa autosservazione e
autoconsapevolezza e va tenuto conto di come potrebbe influenzare relaizone durante
colloquio; oppure tende a non volersi scoprire o esporre in questi aspetti,
difficoltà a descirvere aspetti che caratterizzano personalità per timore giudizio
conduttore e quindi pz distanzianti e non collaborativi. dobbiamo riprendere
tecniche per far sì che pz sia a proprio agio e invitarlo ad aiutarci a comprendere
quali parti definiscono amggiormente sua personalità. in altri casi durante
descrizione personalità pz collaborativo senza timore raccontarci quali possono
essere aspetti che caratterizzano maggiormente propria personalità, ma non usa
linguaggio adeguato o termini non consoni (contesto socioculturale), capire che
cosa intende per dati termini etc. via via che indaghiamo aree sempre più
specifiche, assenza linguaggio tecnico potrebbe creare problemi sidi comprensione
significato pz, quindi non sufficientemente chiaro e prvare a intervenire con
chiarificazione e atteggiamento empatico, per non farlo sentire in difetto per non
aver contribuito, ma chiarimeti e attenzione qunando indaghiamo aspetti di
personalità.
importante indagare personalità premorbosa, come pz stava prima della problematica
perchè può darci riferimento e confronto per capire quanto pz oggi sta male,
funzionamento attuale del pz. se pz ci racconta che normalmente al di fuori del
periodo vissuto è socievole, aperto, con tanti interessi e hobby, ma in
quest'ultimo periodo per la prima volta nella vita ha ridotto attività lavorative e
sociali drasticamente a seguito livello ansia, ci sta dicendo che ivello
compormissione è abbastanza importante e che potrebbe però avere anche grandi
risorse, perchè prima di questo periodo era molto socievole etc. quindi in piano
terapeutico possiamo pfare riferimento a ciò e obiettivi di intervento.
diversamrnte se pz inizalmente evitante etc. e oggi riduzione attività, è in stato
disagio ma anche in linea con proprio assetto di personalità. cosa è camiabot? qual
è livello personalità? come possiamo comprendere funzionamento e livlleo
comportamrnto pz? possiamo così regolarci per mantenere buona alleanza in
cloloquio, vedere mondo con occhi pz.
gli altri come lo descrivono? idee di come cliente attento a percezione altri.
ampliare anche strumenti indagine: big five, termament and character inventory
(tci), per arricchire comprensione pz.

- eventi di vita: cercare di capire se ci sono stati eventi di vita particolarmente


importanti che hanno segnato pz, contribuito in modo significativo a cambiamenti
pz, se sì che impatto hanno avuto e come pz li ha gestiti e ci danno idea di come
pz ha gestito e affrontato avversità nel corso della vita. è un passo molto
importante nel colloquio clinico, è abbastanza conclamato di come eventi vita
contribuitoscono direttamente o meno alla manifestazione di stati disagio in vita
adulta. diventa importante classificare eventi di vita precociinfanzia e
adolescenza ed eventi recenti vita adulta, eventi che si registrano nei dodici mesi
prima dello scompenso e disagio presentato da pz. a volte ciò che viene trascurato
in colloqui clinici con pz èadulti è ruolo di vita che hanno avuto eventi di vita
precoci. d'altra parte è importnate invece considerarli a seguito di un accumulo
evienze scientifiche che sottolienano come questi in infanzia e adolescenza possano
contribuire all'esordio di forme di psicopatologia . abusi precoci quandro più
severo, motivo per cui indagare sotir avita pz e impatto questi eventi in vita.

eventi di vita precoci: primi 18 anni di vita--> abuso sessuale, fisico, emotivo,
neglect, separazione precoce dal caregiver, lutti. importante indagine di questo
tipo in colloquio in quanto l'impatto dell'esposizione ed esperienza a eventi di
vita precoci, condizionano in modo importnate la vita del sogg in età adulta. a
livello clinico sogg con esperienze di vita preoci tali hanno profilo più grave e
recoce, inoltre possono riportare anche deficit superiori (attentivi e memoria);
sembrano poter mostrare anche una bassa o minori capacità di mentalizzazione. La
mentalizzazione è una funzione attraverso la quale siamo in grado di infierire
stati mentali anltrui, per capire anche impatto nostri comportamenti su altri.
incontro tra due persone importante per cpaire stato mentale altro persone e capire
se cliente presenta o potrebbe aver avuto storia di eventi tale per avere minore
capacità di mentalizzazione. ciò può spiegarci diversi compoprtamrnti a interno
colloquio. a volte dovremmo chiederci se pz consapevoe impatto suoi comportamenti
su altro e a volte manca (--> ragione per cui dobbiamo comprendere di non reagire
con ostilità nei suoi cionfronti, si comporta così per bassa o scarsa
mentalizzazione).
coloro con tali esperienze di vita possono presentare mancata sospettosità,
paranoici, dobbiamo stare in guardia su modalità relazionali da assumere nei loro
confronti. stato di attenzione di tutte queste caratteristiche per evitare rotture
relazionali, vi ci dobbiamo infatti adeguare perchè caratteristiche cliente. questi
eventi di vita --> difficoltà avere figli, compromissioni fisiche; absuo fisico
essere costantemente esposti a situazioni in cui siamo in umiliazione (anche
emotivo). neglect: caregiver deliberatamente e intenzionalmente o meno permette a
bambino di vivere esperienze sofferenza o fallisce nel fronteggiare a richieste
essenziali per suo sviluppo. è una incapacità, fallimento caregiver di fare fronte
ai bisogni di base, sia dei suoi bisogni evoluti (supporto emotivo, intellettuale),
abbandono, incapacità provvedere adeguate cure mediche. eventi traumatici che vanno
esplorati, loro impatto emotivo anche con cautela definito. ci muoviamo in ambito
delicato che richiede capacità empatica e valutazione avversità. possiamo indagare
eventi sia attraverso colloquio che attraverso scale valutazione: ceca-q, ctq. può
essere utile integrare strumenti colloquio e scale perchè difficile per pz
rientrare in queste tematiche (emotivamente salienti). scale utili per info
difficili .

indagine con pz adulti di esperienze di vita traumatiche appartenenti a periodo di


vita adolescenza perchè esperienze spiegano funzionamento sogg che primariamente
possono influenzare suo modo di agire durante il colloquio: noi ci dobbiamo
adeguare a queste modalità del pz.
tendenzialmente bene fare indagine ampia esperienze, se durante colloquio emerge
esposizione queste esperienze, cercare di capire se ci sono stati altri eventi
traumatici--> chi è stato esposto durante infanzia può riportare esposizioni anche
in adolescenza ad avversità (contesti di abuso etc.). sappaimo che oggi riportano
più esperienze traumatiche e condizionne clinica più severa. indagare eventi di
vita precoci è aspetto rilevante.
nonostante importante indagare questi aspetti, da indagine criminologica ampia
emerge ch eeventi di vita di abuso precoci vengono raramente indagati in colloquio
psicologico e clinico, meno di quanto dovrebbero essere indagati e allo stesso
tempo appare che pz con poca probabilità riporteranno questi aspetti in modo
spontaneo. perchè? sicuramente perchè sofferenza troppa nel raccontare e ricordare,
ma anche imbarazzoe vergogna nel racconto. i clinici invece mancano di questa
competenza perchè credenza che possa essere disagevole fare indagine di questo tipo
e non vogliamo mettere altro a disagio, ma è una grossa mancanza è vero infatti che
non dobbiamo mettere a disagio cliente, ma non possiamo perdere info importanti ed
è proprio nostro compito assicurare il mantenimento del benessere e che cliente sia
a suo agio nel colloquio, ma non comporta perdita info.
se esposiione eventi traumatici influenza organizzazione e funzionamento cliente,
rischiamo di non indagare e fare formulazione caso incompleta esponendoci a errore
scelte cliniche.
sono sempre maggiori e forti indicazioni di indagare queste aree e orientare
colloquio a indagine queste tematiche. nel 2000 viene fornito primo framing di come
indagare questo colloquio e storie vita precoci in vita adulta: indagine domande
questi traumi per adeguato percorso terapeutico--> indagine deve venire effettuata
e introdotta come parte assessment e colloquio psicologico. quando parliamo di
tematiche emotivamente rilevanti per pz dobbiamo avere accortezze soprattutto a
livello relazionale. importante muoverci in punta di piedi quando cerchiamo di
indagare esposizione a eventi traumatici precoci. a volte pz potrebbe non
desiderare di rispondere a queste domande e ne prendiamo atto, senza forzarlo, lo
rispettiamo. indaghiamo quest'area con atteggiamento empatico, vicinanza e calore,
riconoscendo in questo stato disagio e sofferenza e riservare la domanda per un
altro momento.
possibili sequenze a imbuto da seguire per indagare ed è importante atteggiamento
empatico e caldo emotivamente, muoversi come se si stesse camminando a punta di
piedi nell'affrontare tali tematiche. quando cliente riporta abuuso non è
necessario presentare altra sequenza di domande di indagine, anzi prestare molta
attenzione ed essere cauti rispetto al fatto che queste informazioni le possiamo
avere anche in un secondo momento. sono calde e forti. se pz già collaborativo
nella conoscenza di questa parte di vita ed è affaticato dobbiamo fermarci. il suo
affaticamento è dovuto all'impegno messo nel colloquio e quindi possiamo indagare
aspetti in un secondo momento. non possiamo indagare questi aspetti con
atteggiamento utilizzato in fasi di assessment normale.

a volte molto importante riconoscere impegno del cliente e tenere a conto che
indagine queste tematiche è importnate e non va trascurato. evitare accorgersi di
affaticamento è un errore madornale. è utile chiedere se cliente ha parlato già di
questo con altre persone e come è andata. è importante renderci supportivi
nell'affrontare queste tematiche, rispettare e riconoscere tempi che pz necessita,
necessità anche di stoppare colloquio e andare incontro a qualsiasi richiesta,
cercare di chiedere a cliente se ha mai subito queste esperienze e se le ha mai
relate ad eventuali difficoltà attuali, quanto ha vissuto in sicurezza o meno
successivamente nella vita o se queste situazioni si sono ripetute. al termine di
questo momento di indagine del colloquio è importante che controlliamo e
verifichiamo stato emotivo cliente, assicurarci che sia in stato emotivo di
stabilità, perchè probabile che abbia attivato stati importanti. dobbiamo far sì
che pz non possa permanere in grande attivazione emotiva ma riportalro in stato di
serenità, inoltre lasciare possiilità incontro futuro di ulteriori sessioni di
verifica. colloquio aree clinica tende ad assumere struttura differente in
sequenzialità domande da fare, atteggiamenti relazionali e procedure da seguire.
indagare con ausilio scale.
CECA-Q:anche validazione italiana. integrazioen per colloquio psicologico per
ndagare esperienze vita precoci, abuso e neglect, in popolazione soggetti adulti.
alcune domande da utilizzare a livello psicologico. possibile strumento ma anche
idea di come replicare item nel colloquio. 2 scale--> una a figura materna e una a
paterna, una abuso fisico e una sex, likert 5 punti e 16 item. idea formulazione
colloquio per indagare neglect: es figura madre. --> sua madre si preoccupava dei
suoi problemi? rendimento scolastico? era particolarmente critica? mi faceva
srntire come una seccatura, spesso mi assaliva ingiustamente etc. era presente
quando avevo bisogno vv. si chiede ricordi in età adulta rispetto a figura matenra.
domande delineano chiaramente il concetto di neglect e fallimento caregiver di
fronte a bisogni primari proprio bambino o adolescente. rispetto ad esperienza
abuso il neglect è più difficle da identificare e anche formulare domande
specifiche, ragione per cui ceca-q utile. strsse domande padre in differente
scheda. info le posso utilizzare in colloquio per indagare area neglect.
identificare chiaramente caregiver di riferimento e provare ad esplorare item per
figure accudimento.
ceca-q indaga anche esperienze abuso fisico e sessuale: età sogg, quanti anni aveva
durante esperienza abuso, modalità, domande gravità, chi metteva in atto e se era
talmente arrabbiato da essere fuori controllo (utile integrazione). integrazione
anche con questionario.
ci permette di distinguere esperienza e anche se ce ne sono state altre, se era un
parente, in che modo abuso si manifestava, integrazione più ampia esperienze. utile
integrazione come scala per indagare neglect e abuso, identifichiamo caregiver di
riferimento, neglect trarre spunto da domande per colloquio, per abuso integrazione
per completare già quanto indagato in colloquio, soprattutto laddove cliente ancora
troppo coinvolto e difficile indagare. andare in punta di piedi con utilizzo e
atteggiamento empatico.
compito nostro per creare condizioni migliori svolgimento della indagine, affinchè
possiamo creare accoglienza e accettazione cliente per affrontare questa indagine
senza metterlo a disagio.

eventi recenti (età adulta, entro 12 mesi): se ha vissuto avversità o eventi di


vita stressanti--> relazionali, lavorativi, incidenti. anche qui si può utilizzare
scala di aiuto. malessere viene preceduto da aver vissuto serie di eventi di vita
stressati a breve distanza da scompenso cliente. cerchiamo di capire cosa è
accaduto nell'ultimo periodo prima del cambiamento stato.
cercare di integrare tutte informazioni e completare quadro.

fase intermedia: DESCRIZIONE DETTAGLIATA DEL PROBLEMA PRESENTATO E


ORGANIZZAZIONE/SISTEMAZIONE DATI RACCOLTI (FORMULAZIOEN DEL CASO)
creare puzzle che spiega cosa c'è alla base della problematica. esplorazione fino a
questo momento, fase iniziale, immergerci nella centrale dove si esplorano aree
funzionamento, evono servire per comprendere cosa c'è alla base del problema
presentato.
individiaure fattori predisposnenti, precipitanti, scatenanti, di mantenimento che
contribuiscono al mantenimento del problema, valutare contesti e variabili
influenti, ma anche fattori protettivi del cliente e risorse. in questa
concettualizzazione importante idnividuare anche le conseguenze del problema.
queste comprmissioni rappresentano fattori di manteniemto della problematica?
le informazioni devono essere connesse per capire cosa ha portato all'emergere del
problema, cosa lo mantiene e quali sono i fattori protettivi.
macroanalisi e microanalisi permettono di interconnettere informaizoni per capire
cosa c'è alla base della problematica del cliente. favoriscono la scelta di quale
strada intraprendere nel conduttore. macro: relazione tra singole comorbilità.
micro: analisi dettalgiata sintomi per analisi nel dettaglio.
capire da dove partire, come aiutare clinete, cosa sostiene problematica, definire
piano intervento e chiarezza psicologo. fase assolutamente condivisa con cliente:
dopo aver complitato il prospetto del problema va condivisoo con cliente-->
psicoeducazione e comprensione di cosa c'è alla base della problematica del
cliente, cosa lo mantiene e come lo si può superare. anche una rappresentazione in
macro analisi aiuta il cliente, aiuta noi a capire cosa incrementa suo livello
aderenza, cosa c'è a livello base disagio e cosa consono intrapnrdere pe
rintervento. da noi arriva solo consapevoe di aver problema, deve tornare a casa
consapevole di cosa ha determinato, cosa mantiene e cosa fare per superare
situazione problematica. occorre avere percezione che pz ha acquisitio queste
informazioni, ne sia consapevole per uscire da colloquio arricchito e non
demoralizzato o confuso. colloquio è occasione apprendiemtno cliente del proprio
funzionamento e strategie per stare meglio (colloquio psicologico vs colloquio
relazionale). dobbiamo essere attenti e garantire che pz ha acquisito info su se
stesso e che la conspaevolezza sia ben strutturata.

DEFINIZIONE E CONDIVISIONE OBIETTIVI E METODOLOGIA DI INTERVENTO


linee guida su come definire obiettivo con cliente: prima di tutto obiettivo
formulato in modo positivo (obiettivo adeguato riuscire ad affrontare esame, non
adeguato riuscire a non stare più in ansia)--> aumento o decremento pz ad azione.
poi obiettivo deve essere appropriato (apprendere strategie per gestre ansia sì, no
invece superare rabbia). qualsiasi obiettivo deve essere legato a impegno cliente--
> possiamo accettare obiettivi il cui conseguimento legato a impegno cliente e sua
capacità di messa in atto di strategie di coping alternative (imparare a gestire
ansia--> sviluppare nuove strategie, no--> mia moglie deve cambiare). devono essere
in accordo con altri scopi (superare un esame per potersi laureare), prevenire
esperienze frustrazione nel non raggiungere obiettivo; valutare quanto obiettivi
siano ealisticamente raggiungibili per cliente. l'obiettivo deve essere semplice:
definire livello complessità in funzione delle risorse del pz. gli obiettivi devono
essere quanto più specifici possibili (riuscire a superare esami step by step, e no
essere un ottimo studente--> estremamente astratto come obiettivo, non essendo ben
definito aumentano situazioni che a occhio cliente non sono raggiungibili e
promuovono esperienze fallimento, demotivare colloquio. obiettivi quanto più
concreti).
un oibettivo deve essere misurabile e verificabile (pz con agorafobia--> riuscire a
prendere treno. riesco a quantificare quante volte riuesce a farlo e misurare).
questo obiettivo è importnate perchè conduttore monitora in tempo progressi o meno
attuati da cliente, cliente avrà traccia evidente miglioramenti fatti (obiettivi
astratti non danno quantificazione). obiettivo deve essere gratificante per
incrementare motivazione all'azione del cliente (es pz agorafobico vuole esporsi a
situazioni sociali, essere utile cercare di capire quali sono suioi principali
interessi e passioni per farlo attivare verso il conseguimento del suo obiettivo-->
se pz ama teatro, esposizione piccoli cinema e graduale). questo emerge meglio
nella fase centrale quando esploro contesto di vita pz.
un obiettivo definito in modo tale da arricchire comportamento cliente,
incrementarne anche repertorio comportamentale del pz (se pz alcolista, ridurre
consumo alcol ma anche che sia in grado di saper vivere senza--> rimuovere ciò che
non funziona, dipendenza, ma anche incrementare comportamenti che andranno a
sostituire questo vuoto, es. introdurre bevande analcoliche). rimuovere
comportamenti disadattivi e renderci conto che dopo averli rimossi permane un vuoto
nel pz rispetto a strategie comportamentali da utilizzare e fornire strategie
adattive.

fase conclusiva: chiarire aspetti gestionali e fissare prossimo appuntamento.


struttura colloquio: tre fasi (iniziale--> accoglienza e definizione aspetttative e
motivazioni e idea iniziale problematica, esplorazione aree di vita e tutto ciò che
caratterizza aspetti personalità e indagini profilo clinico; intermedia-->
assessment, descrizione dettagliata problema, organizzazione e sistematizzazione
informaizoni raccolte, formulazione caso, definizione e condivisione obiettivi ma
anche metodologia intervento, chiarire cosa è a base problema in formualzione caso,
macro e micro analisi, risorse e fattori protettivi; conclusiva--> aspetti
gestionali e pratici, possibili obiettivi di intervento; fissare prossimo
appuntamento). obiettivo formulato con indicatori e avviarci in fase del tutto
conclusiva in cui si chiariscono aspetti setting e incontro successivo.
durante queste fasi colloquio clinico sappiamo che non sono rigide e ci possiamo
spostare per approfondire informazioni, importante ricordare che dobbiamo avere
obiettivo che ci isa cambiamento significativo nel cliente alla base della propria
problematica. intervento psicoeducativo in cui pz acquisisce consapevolezza di cosa
è fattore mantenimento e insorgenza problematica e quali strumenti di aiuto anche
sulla base delle sue risporse. è in questo scenario che cercheremo di promuovere il
conseguimento da parte del pz di insight di maggiore consapevoezza di sè. cerchiamo
di attenerci a strategie, tecniche etc. in gestione colloquio clinico.

attenti ad aspetti per cui cliente maggiore in difficoltà--> contenuti salienti;


mantenimento impegno pz nel colloquio.
due domande: cosa posso fare per lui/lei? è consaevole il cliente di cosa è alla
base della propria problematica, del manteniemnto e direzione in cui andare per
stare meglio?
a interno colloquio utilizzo scale e strumenti di integrazione per comprensione pz
ma spiegarli come funzionano e motivarli a utilizzo, preservando relazione, no
sturmento stigma e distanziamento.