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SEMINARI

E CONVEGNI
28
Laboratorio
di Scienze
dellAntichit
Il volume contiene:
Atti delle settime giornate internazionali di studi sullarea
elima e la Sicilia occidentale nel contesto mediterraneo
Erice, 12-15 ottobre 2009
Workshop G. Nenci diretto da Carmine Ampolo
Vol. I
Atti del Seminario Internazionale di Studi
Pisa, Scuola Normale Superiore, 30 giugno-2 luglio 2008
Altri studi sullagora non presentati in tali occasioni
Agora greca
e agorai di Sicilia
a cura di
Carmine Ampolo
EDIZIONI
DELLA
NORMALE

Redazione a cura di
Donatella Erdas, Maria Ida Gulletta
2012 Scuola Normale Superiore Pisa
isbn 978-88-7642-440-3
Indice
Premessa ix
Abbreviazioni xi
Introduzione. Lagora in una prospettiva storiografica
Carmine Ampolo 1
Aspetti storico-istituzionali
Lagora come spazio politico e di comunicazione
Carmine Ampolo 9
Lagora in Aristotele
Mauro Moggi 19
I magistrati dellagora nelle citt greche di et classica ed ellenistica
Ugo Fantasia 31
Aspetti giuridici dellagora greca
Donatella Erdas 57
Eis ton epiphanestaton topon?
Collocazione di documenti nellagora
Filippo Battistoni 71
Eponimi ufficiali nella Sicilia di et ellenistica
Federica Cordano 77
Problemi istituzionali vecchi e nuovi nella provincia Sicilia
in et repubblicana
Antonino Pinzone 81
Agorai e fora in Sicilia
Agorai e forum in Agrigento
Ernesto De Miro 101
vi Indice
Spazio e istituzioni nellagora greca di Morgantina
Malcom Bell III 111
Lagora de Mgara Hyblaea
Henry Trziny 119
Agorai di Sicilia: i casi di Naxos di Sicilia (V secolo a.C.)
e di Messina (III secolo a.C.)
Maria Costanza Lentini 125
Alesa Arconidea: lagora/foro
Gabriella Tigano 133
Appendice. Monumenti minori dellagora di Alesa:
le esedre curve. Analisi e ricostruzione
Rocco Burgio 155
Spazio pubblico e memoria civica. Le epigrafi dallagora di Alesa
Anna Maria Prestianni Giallombardo 171
Nuovi dati per la localizzazione dellagora di Himera
Stefano Vassallo 201
Thermae Himeraeae. Dallagora ellenistica al foro romano.
Riflessioni sulla romanizzazione della Sicilia
Oscar Belvedere 211
Nuove ricerche nellagora di Solunto
Markus Wolf 223
Lagora ellenistica di Iaitas
Hans Peter Isler 229
Larea centrale di Entella tra spazio civico e spazio cultuale
Maria Cecilia Parra, Antonino Facella 239
Agorai and fora in Hellenistic and Roman Sicily:
an overview of the current status quaestionis
Roger J.A. Wilson 245
Lagora/foro di Segesta
Lagora di Segesta: uno sguardo dassieme tra iscrizioni e monumenti
Carmine Ampolo, Maria Cecilia Parra 271
vii Indice
Appendice. Ricostruzioni 3D per lagora di Segesta
Emanuele Taccola 287
Agora di Segesta. Larea della stoa sudoccidentale
Antonino Facella, Riccardo Olivito 291
La stoa Nord dellagora di Segesta: alcune note preliminari sullelevato
architettonico dellala Ovest
Agata Abate, Oriana Silia Cannistraci 305
Nellagora di Segesta: un contributo sui monumenti minori
Virginia Angeletti 321
Altri casi di studio
Agorai di Magna Grecia
Fausto Longo 329
Il problema dellagora a Cipro:
fisionomia dei centri ciprioti fra polis e qrt
Anna Cannav 347
Indice dei nomi antichi e moderni 359
Indice delle fonti antiche 373
Illustrazioni 387
Premessa
Questo volume dedicato specificamente alle agorai e indaga aspetti vitali della
piazza e vari casi specifici della Sicilia, con alcune estensioni alla Magna Grecia
ed a Cipro. Esso in gran parte il prodotto di due occasioni di studio, stretta-
mente collegate tra loro: un seminario preparatorio svoltosi a Pisa presso la Scuola
Normale Superiore (30 giugno-2 luglio 2008; Atti parzialmente pubblicati in
forma preliminare come preprint col titolo Agorai di Sicilia, agorai dOccidente)
e la prima parte delle Settime Giornate Internazionali di Studi sullarea elima e la
Sicilia occidentale nel contesto mediterraneo (Erice, 12-15 ottobre 2009).
La scelta del tema nata da tre motivi di interesse:
lo studio della Citt antica e della polis ellenica;
lo scavo che conduco da un decennio nellagora della citt di Segesta nella
Sicilia occidentale;
la storia degli studi sul mondo ellenico, vista non come una premessa biblio-
grafica o semplice introduzione ad un tema o problema, ma come storia della
cultura e riflessione sulle vicende della secolare ricerca sullAntichit, anche per
mettere in luce radici e premesse di ci che noi stessi facciamo (inconsapevol-
mente o apparentemente senza interferenze esterne). Questultimo punto va forse
oltre la notissima affermazione di Benedetto Croce, che considerava tutta la storia
come storia contemporanea.
Collegare quindi grandi temi e problemi della storia antica con ricerche speci-
fiche e parziali, casi di studio, lo scopo di quanto qui si pubblica. Pochi luoghi
forse si prestano a un tale collegamento diretto quanto le piazze delle citt antiche.
Infatti lagora dei Greci (e la piazza realizzata da altre comunit, ma spesso in
rapporto con quella o comunque a quei modelli ispirata) pu essere considerata
nel suo insieme come uno specchio che riflette la totalit della vita sociale in
tutte le sue determinazioni; gli aspetti religiosi, economici e mercantili, politici,
giuridici, le relazioni pubbliche e la vita sociale in genere, le forme della comu-
nicazione vi si manifestano in modo evidente; persino i tentativi di separarli o di
destinare aree specializzate a funzioni diverse fatti nellantichit (quali ad esempio
la agora libera ricordata da Aristotele, Pol. 7, 1331a 32) sono rivelatori. Le pagine
di Jacob Burckhardt di cui scrivo pi avanti sono a mio avviso ancora importanti
per comprendere lagora nella sua totalit, persino ora quando essa molto pi
nota grazie alla ricerca archeologica, alla documentazione epigrafica e allo studio
storico ed alla rinnovata consapevolezza del significato dei luoghi della vita sociale
e della comunicazione.
Il quadro che qui si presenta ricco, ma ci sono purtroppo alcune lacune, per
lo pi dovute a relazioni venute a mancare e che non sono state lette o a testi
non consegnati; almeno in parte tali vuoti sono coperti da altre relazioni. In par-
ticolare gli aspetti economici e religiosi di cui si lamenta la mancata trattazione,
sono almeno in parte integrati da ricerche specifiche come quella sullagora in
Aristotele (di cui si sottolinea lenfasi sul significato di mercato). Per la Sicilia
x Carmine Ampolo
venuto a mancare il testo della relazione su Selinunte (e si rimanda in parte al
saggio di sintesi relativo alla Sicilia e alle importanti pubblicazioni del DAI).
Il lettore avr certo presenti i maggiori lavori generali (il classico volume di
Roland Martin del 1955) e contributi recenti come lintelligente rassegna di Jean-
Yves Marc (Les agoras grecques daprs les recherches rcentes, in Histoire de
lart 42/43, oct. 1998, 3-15), la discussa dissertazione di Ulf Kenzler, Studien zur
Entwicklung und Struktur der griechischen agora in archascher und klassischer
Zeit, Frankfurt am Main 1999, e i contributi ad un convegno raccolti da Wolfram
Hoepfner, Lauri Lehmann (Hrsgg.), Die griechische Agora. Bericht ber ein
Kolloquium am 16. Mrz 2003 in Berlin, Mainz 2006, o sintesi recenti di architet-
tura antica e urbanistica. Ad essi spero si affianchi utilmente questo contributo a
pi voci, prodotto della collaborazione di storici ed archeologi.
Ringrazio sentitamente i partecipanti alle giornate di Pisa (ricche anche di
ampie discussioni, serie e stimolanti) e di Erice (intense e dal ritmo serrato
quanto pieno di contenuti) che hanno riproposto qui i loro contributi, gior-
nate che hanno visto insieme studiosi affermati e giovani, con quello spirito di
ricerca libera messa in comune, es to meson per dirla alla greca, uno spirito che
devo a due miei amatissimi Maestri di un tempo per me sempre vicino, Arnaldo
Momigliano e Giovanni Pugliese Carratelli, entrambi legati alla nostra Scuola
Normale Superiore. E ringrazio con affetto Donatella Erdas e Mariella Gulletta
che hanno curato con competenza e dedizione la redazione dei testi, come anche
le amiche e gli amici delle Edizioni della Normale, la cui collaborazione sempre
indispensabile quanto piacevole.
Carmine Ampolo
Abbreviazioni
Autori antichi
Sono state adottate, di norma, le abbreviazioni dellOxford Classical
Dictionary, Oxford-New York 1996
3
o del dizionario di H.G. Liddell, R. Scott,
Oxford 1968
9
e del Tesaurus Linguae Latinae. Index, Lipsiae, Teubner 1904,
ad eccezione dei seguenti casi: Aristoph.; Demosth.; Dio Cass.; Diod.; Dion.
Hal.; Jos. Fl., Hdt., Hesych., Plato; Plut.; Polyb.; Steph. Byz.; Strabo;
Xenoph.
Raccolte epigrafche e papiracee

Per le raccolte papirologiche si seguono le abbreviazioni della Checklist of
editions of Greek, Latin, Demotic and Coptic Papyri, Ostraca and Tablets; per
le raccolte epigrafche sono state utilizzate, di norma, le abbreviazioni indicate
nel Supplementum Epigraphicum Graecum (SEG) per quelle greche e nellAnne
pigraphique per quelle latine, ad eccezione dei seguenti casi:
Ager 1996 = S. L. Ager, Interstate Arbitrations in the Greek World 337-90 B.C.,
Berkeley 1996.
Curty 1995 = O. Curty, Les parents legendaires entre cits grecques : catalogue
raisonn des inscriptions contenant les terme syggeneia et analyse critique,
Genve 1995.
IReggio = L. DAmore, Iscrizioni greche dItalia. Reggio Calabria, Roma 2007
Magnetto 1997 = A. Magnetto, Gli arbitrati interstatali greci, II. Dal 337 al 196
a.C., Pisa 1997.
Milet, Delphinion = G. Kawerau, A. Rehm, Das Delphinion in Milet, Berlin 1914.


Opere generali, lessicografche, enciclopediche

BTCGI = Bibliografa Topografca della Colonizzazione Greca in Italia e nelle isole
tirreniche (fondata da G. Nenci e G. Vallet, diretta da C. Ampolo), Pisa-Roma
1977-1994, Pisa-Roma-Napoli 1996-2012
Der Neue Pauly = H. Cancik, H. Schneider (edd.), Der Neue Pauly:
Enzyklopdie der Antike, Stuttgart 1996-
EAA = Enciclopedia dellArte Antica, Classica e Orientale, Roma 1958-
Giornate Internazionali 1992 = Giornate Internazionali di Studi sullarea elima
(Gibellina, 19-22 settembre 1991), Pisa-Gibellina 1992.
LTUR = E.M. Steinby (ed.), Lexicon Topographicum Urbis Romae, Roma 1993-
2000.
xii Abbreviazioni
NotScASNP 2001 = Relazioni preliminari degli scavi a Segesta (Calatafmi-
Segesta, TP; 1995-1997), Kaulonia (Monasterace, RC; 1999-2001). Sintesi delle
ricerche a Roca Vecchia (Melendugno, LE), in Notizie degli Scavi di Antichit
comunicate dalla Scuola Normale Superiore - Rassegna Archeologica del
LSATMA, in ASNP, S. IV, VI, 2, 2001 [2005], 413-555.
NotScASNP 2002 [2005] = Relazioni preliminari degli scavi e delle ricognizioni ad
Entella (Contessa Entellina, PA; 2000-2004), in Notizie degli Scavi di Antichit
comunicate dalla Scuola Normale Superiore - Rassegna Archeologica del
LSATMA, in ASNP, S. IV, VII, 2, 2002 [2005], 431-564.
NotScASNP 2003 [2006] = Relazioni preliminari degli scavi a Segesta (Calatafmi-
Segesta, TP; 2002-2005) e Kaulonia (Monasterace, RC; 2001-2005), in Notizie
degli Scavi di Antichit comunicate dalla Scuola Normale Superiore - Rassegna
Archeologica del LSATMA, in ASNP, S. IV, VIII, 2003 [2006], 389-473.
NotScASNP 2004 [2008] = Relazioni preliminari degli scavi a Segesta (Calatafmi-
Segesta, TP; 2002-2003, 2005-2006), Entella (Contessa Entellina, PA; 2000-
2001, 2003; 2005), Calatamauro (Contessa Entellina, PA; 2006), Roca Vecchia
(Melendugno, LE; 2002-2006), in Notizie degli Scavi di Antichit comunicate
dalla Scuola Normale Superiore di Pisa. Rassegna Archeologica del LSATMA,
in ASNP, S. IV, IX, 2, 2004 [2008], 399-600.
NotScASNP 2010 = Relazioni preliminari degli scavi a Segesta (Calatafmi-Segesta,
TP; 2007-08), Entella (Contessa Entellina, PA; 2007-08), Kaulonia (Monasterace,
RC; 2006-08). Ricerche recenti a Roca (Melendugno, LE), in Notizie degli Scavi
di Antichit comunicate dalla Scuola Normale Superiore di Pisa. Rassegna
Archeologica del LSATMA, ASNP, s. 5, 2010, 2/2. Supplemento.
OGS = O. Masson, Onomastica Graeca Selecta, introduction et index par
Catherine Dobias et Laurent Dubois, Paris 1990.
PECS = R. Stillwell, W.L. MacDonald, M. Holland McAllister (edd.),
Te Princeton Encyclopedia of Classical Sites, Princeton 1976.
PIR
1
= Prosopographia Imperii Romani, Berlin 1933-
Quarte Giornate Internazionali 2003 = Quarte Giornate Internazionali di Studi
sullarea elima (Erice, 1-4 dicembre 2000), Pisa 2003.
Quinte Giornate Internazionali 2006 = C. Ampolo (a cura di), Guerra e pace in
Sicilia e nel Mediterraneo antico (VIII-III sec. a.C.): arte, prassi e teoria della
pace e della guerra. Atti delle Quinte Giornate Internazionali di studi sullarea
elima e la Sicilia occidentale nel contesto mediterraneo (Erice, 12-15 ottobre
2003), Pisa 2006.
RE = G. Wissowa (ed.), Paulys Real-Encyclopdie der klassischen
Altertumswissenschaf (neue bearb.), Stuttgart-Mnchen 1893-1972.
Seconde Giornate Internazionali 1997 = Seconde Giornate Internazionali di Studi
sullarea elima (Gibellina, 22-26 ottobre 1994), Pisa-Gibellina 1997.
Seste Giornate Internazionali 2009 = C. Ampolo (a cura di), Immagine e
immagini della Sicilia e delle altre isole nel Mediterraneo antico. Atti delle Seste
Giornate Internazionali di studi sullarea elima e la Sicilia occidentale nel
contesto mediterraneo (Erice, 12-16 ottobre 2006), Pisa 2009.
Terze Giornate Internazionali 2000 = Terze Giornate Internazionali di Studi
sullarea elima (Gibellina, 23-26 ottobre 1997), Pisa-Gibellina 2000.
TSA = Testimonia Siciliae Antiquae, Roma 1981-
xiii Abbreviazioni
Periodici

Sono state adottate, di norma, le abbreviazioni usate nella Anne Philologique,
ad eccezione delle seguenti e dei titoli riportati per esteso:

AEM = Archologisch epigraphische Mitteilungen aus sterreich-Ungarn.
ASM = Archivio Storico Messinese.
ASSirac = Archivio Storico Siracusano.
BCA Sicilia = Beni Culturali e Ambientali. Sicilia.
FA = Fasti Archaeologici.
JAR = Journal of Archaeological Research.
JAT = Journal of Ancient Topography. Rivista di Topografa Antica.
Marmora = Marmora. An International Journal for Archaeology, History and
Archaeometry of Marbles and Stones.
QuadMagnaGrecia = Quaderni del Centro Studi Magna Grecia.
QuadMessina = Quaderni dellIstituto di Archeologia della Facolt di Lettere e
Filosofa dellUniversit di Messina.
SicA = Sicilia Archeologica.
SitzAkadWissBerlin = Sitzungsberichte der Deutschen Akademie der
Wissenschafen zu Berlin. Klasse fr Sprachen.
Enti

CNRS = Centre national de la recherche scientifque.
DAI = Deutsches Archologisches Institut.
IGM = Istituto Geografco Militare.
IFPO = Institut franais du Proche-Orient.
Soprintendenza BB.CC.AA. = Soprintendenza per i Beni Culturali e
Ambientali.
Abbreviazioni generali

Sono state adottate le abbreviazioni indicate dalle Norme Redazionali (Classe
di Lettere) delle Edizioni della Normale, ad eccezione dei seguenti casi:
A. = Autore/Autrice
ad loc. = ad locum
ad n. = ad numerum
ad voc. = ad vocem
ap. = apud
bibl. = bibliografa
c.d.s. = in corso di stampa
cat. = catalogo
cd./cdd. = cosiddetto-cosiddetta/cosiddetti-cosiddette
dir. da = diretto/diretta da
e.g. = exempli gratia
Ead. = Eadem
xiv Abbreviazioni
Eaed. = Eaedem
et al. = et alii
etc. = eccetera
f. = folium
fr./frr. = frammento/frammenti
ha = ettaro
in. = initium
inf. = inferiore
inv. = inventario
km = chilometro/i
ktl. = -c. ~ .. |
largh. = larghezza
lett. = letteratura
lungh. = lunghezza
m
2
= metri quadri
m
3
= metri cubi
max. = massimo/massima
min. = minimo/minima
mm = millimetri
par. = paragrafo
prof. = profondit
rielab. = rielaborazione
rist. = ristampa
s. = a sinistra
s.l.m. = sul livello del mare
scil. = scilicet
sec./secc. = secolo/secoli
sopr. = soprattutto
spec. = specialmente
spess. = spessore
sup. = superiore
t.p.q. = terminus post quem
ted. = tedesco/a
vel sim. = vel similia
Aspetti storico-
istituzionali
Lo studio moderno dellagora come insieme di
piazza dalle molte funzioni e di meccanismo istitu-
zionale considerato elemento essenziale della po-
lis inizia a mio avviso con la Griechische Kulturge-
schichte di J. Burckhardt, frutto di corsi tenuti tra il
1872 e il 1885, ma pubblicata solo postuma nel 1898-
1902
1
. Qui, nella sezione dedicata alla polis, straor-
dinaria per penetrazione e capacit di cogliere i dati
essenziali, J. Burckhardt partiva dal celebre passo di
Pausania (10, 4, 1) dedicato a Panopeo nella Focide.
Panopeo una citt dei Focidesi, se si pu parlare di citt
dove non esistono n edifci pubblici n ginnasio n teatro
n agora, e neppure acqua che zampilli da fontana.
Burckhardt commentava da par suo la pagina di
Pausania, anche se forse gli sfuggiva la contrappo-
sizione tra due modi dintendere la citt: quello tra-
dizionale che enfatizzava le istituzioni e la comunit
civica, sostenuto dagli abitanti del borgo della Foci-
de, e invece quello opposto che puntava ormai sugli
edifci tipici collegati allo stile di vita ellenico in et
ellenistica e romana. Burckhardt sembra enfatizzare
qui i luoghi della vita associata ellenica (pritaneo, bu-
leuterio, ginnasio, teatro). Questi ultimi,
ofrendo una visione complessiva della popolazione citta-
dina e soprattutto come luogo di riunione della assemblea
popolare, [] avevano una importanza tutta particolare, e
dovevano ispirare ad ogni non-greco unimmensa meravi-
glia. Ma il vero centro vitale di una citt era lagor, la piaz-
za. In citt molto antiche e piuttosto piccole essa era tutto:
conteneva il Pritaneo, il Buleuterio, il Tribunale, uno o pi
templi; inoltre serviva anche per le assemblee e per i gio-
chi. Ma anche se per quelle necessit si era provveduto in
qualche altro luogo ed in forma sontuosa, lagor restava
sempre il vero organo vitale della citt. Piazza del merca-
to una traduzione molto insufciente, e certo tutti i po-
poli che avevano citt avevano anche piazze del mercato.
Agor invece viene da c ,.. ,..|, riunire, e spesso signifca
anche lassemblea senza riguardo al luogo. Aristotele ci
Lagora come spazio politico e di comunicazione
ofre una distinzione molto chiara: egli desidera unagor
dei Liberi, dove non si venda e non si compri, dove nessun
lavoratore e nessun contadino possa introdursi se non per
comando delle autorit; e oltre a questa unaltra agor, che
serva alle necessit della compravendita (I, 96 della tradu-
zione italiana, con riferimento al celebre passo di Aristote-
le, Pol., 7, 12, 1331a 30-35).
Le brevi ma dense pagine di Burckhardt con i loro
riferimenti ai testi, essenziali anche quando li si in-
terpreta diversamente (come nel caso di Erodoto 1,
153, 1-2), meritano ancoroggi una lettura attenta ed
un ripensamento. Ed esse vanno considerate nel con-
testo generale dellopera del grande svizzero, insieme
ad altre pagine sulla citt e sulla vita nelle piazze ci-
viche. Cos ad es. parlando delluomo del V sec. a.C.
egli osservava:
Ma il simposio non lunica forma di vita sociale: anche il
trattenersi sulle pubbliche piazze (c ,,c ..|) di cui abbia-
mo parlato, una delle forme pi note. Quando poi cat-
tivo tempo o oziare sullagor non piacevole, o quando
si desidera compagnia pi intima, si va a chiacchierare nei
bugigattoli dei mercanti, e ad Atene soprattutto in quel-
li che sono pi vicini allagor []. Linvalido che nella
XXIV orazione di Lisia difende il suo privilegio di essere
mantenuto a spese dello stato possiede appunto uno di
tali bugigattoli [] si difende [] dichiarando che []
poich voi tutti signori giudici, siete abituati a frequenta-
re chi una profumeria, chi un negozio di parrucchiere, chi
una botteguccia di calzolaio, e preferibilmente quelle che
si trovano nei pressi del mercato []. Insomma tutta la
vita sociale cosa inerente allanima greca: tutto invita il
greco ai contatti sociali, anche la prassi della polis, con la
sua adunanza popolare e i suoi tribunali; tutta la citt ten-
de a raggrupparsi l dove si parla (II, 483-484, con qualche
modifca).
La conversazione ed i luoghi in cui essa si svolge-
va sono giustamente enfatizzati. Limportanza della
trattazione di J. Burckhardt emerge con chiarezza
10 Carmine Ampolo
se la si confronta con le brevi notazioni sullagora
omerica o le assemblee cittadine che troviamo in
due classici della storiografa moderna, la History of
Greece, di G. Grote e la Cit antique di N.D. Fustel
de Coulanges (rispettivamente 1846-1856 e 1864) o
il poco che compariva nei manuali di antichit greca
dellepoca (G.F. Schoemann, prima ed. 1855)
2
. Il si-
gnifcato dellagora viene di nuovo valorizzato da G.
Glotz, ne La Cit grecque, pubblicata nel 1928. Dopo
aver sottolineato la centralit del pritaneo e del bou-
leuterion, Glotz passava alla piazza pubblica, mercato
e luogo delle assemblee, seguendo Aristotele. Giusta-
mente osservava che
lassemble ne garde pas le nom dagora que dans des
cits de second ordre, par exemple Delphes, Naupacte,
Gortyne, Arksin, Cos, mais surtout dans les subdivisions
de la cit, les tribus et les dmes, ou ancore dans les asso-
ciations religieuses, les phratries, les thiases et les orgons
3
.
Egli ricordava che i termini usati per lassemblea
sono piuttosto ekklesia, halia, apella. Mais ces
difrences nempechent pas les grecs de considerer
lagora comme une condition primordiale de la vie
en cit (citando opportunamente Hom., Od., 9, 112
e Hdt., 1, 153). Questa enfasi, assente ad es. nella
opere storiche germaniche che allora erano domi-
nanti, ci riporta subito alla fondamentale trattazione
di Roland Martin, apparsa nel 1951, con cui tutti ci
dobbiamo confrontare, anche se sono ormai passati
molti decenni
4
. I meriti dellopera sono enormi e non
sta a me da storico illustrarli. Mi limito a pochi punti.
La sua prospettiva, infuenzata ovviamente da Glotz,
sostanzialmente simile a quella del Burckhardt su
un punto centrale, lagora come specchio della polis
e delle sue fasi, della sua trasformazione con crisi e
fne. Questultimo punto la pretesa fne della polis
ormai, dopo la rivalutazione delle poleis ellenistiche e
della vitalit della citt greca, appare particolarmente
datato.
Qui, in presenza di studiosi che indagano le agorai
di Megara Iblea e Selinunte, non posso non ricordare
come solo lindagine archeologica sulle citt greche
arcaiche e le colonie rivestono una importanza
particolare ha dato il giusto rilievo alla piazza pi
antica per la comprensione della polis arcaica. E gi
in precedenza, i grandi scavi sia nei centri dellAsia
Minore sia nellagora di Atene non potevano non
rifettersi positivamente nello studio della piazza del-
la citt (Martin stesso ne tratt pi volte anche con
recensioni e discussioni). Le indagini degli ultimi
decenni sulla citt-stato (in particolare lopera del
Copenhagen Polis Centre e di H.M. Hansen), le ri-
cerche sul terreno in tutta larea mediterranea non
solo ellenica gli studi su singole categorie di edifci
(e.g. per i portici di Coulton, per i pritanei di Mil-
ler
5
) e sullurbanistica e larchitettura, le raccolte di
iscrizioni fnanziarie di Migeotte e architettoniche di
Hellmann
6
pongono la ricerca sullagora su basi pi
solide ed estese e richiederebbero un ampio riesame
complessivo al quale spero di contribuire attivamen-
te
7
.
Agora, idea di citt e sue funzioni in et arcaica
La creazione di unagora non compare tra gli atti
costitutivi della fondazione nella pi antica rappre-
sentazione letteraria mitica e poetica, certo, ma
egualmente signifcativa di una citt greca, quella
dei Feaci, in Omero (Od., 6, 6-10: li tolse di l Nau-
sitoo simile a un dio, li condusse e insedi a Scheria,
lontano dagli uomini che mangiano pane, cinse la
citt con un muro, e costru le dimore, e fece i tem-
pli agli dei, e i campi spart trad. di G.A. Privitera).
Invece essa ampiamente presente nei poemi ome-
rici soprattutto come riunione, assemblea, anche dei
Troiani presso il palazzo e dellesercito acheo sotto
Troia, con caratteri in parte diversi da quelli storici
delle citt greche, ma che molti studiosi considerano
sostanzialmente analoghe a quelle tipiche: Il dibatti-
to nellambito del consiglio oppure di fronte al popo-
lo era alla base del dibattito decisionale, anche se non
cera una procedura di formale voto (cos Murray
1993). Ma in Omero lagore anche un luogo, come
appare chiaro nella citt dei Feaci, ha delle strutture
ed usata anche per le gare. Essa sia a Scheria che ad
Itaca staccata dal palazzo e come quella di Nestore a
Pilo ha un doppio carattere, politico e religioso.
Non posso qui sofermarmi sul tema, rinviando al
libro di Martin per la evoluzione che si vede dalla-
gora dellIliade a quella dellOdissea e per la docu-
mentazione; mi limito a sottolineare alcuni punti
fondamentali ben noti, ma indicativi proprio perch
si tratta di trasposizioni su piani mitici e comunque
di un contesto poetico:
1. lafermazione in negativo che i Ciclopi, prototi-
po della sauvagerie, non avevano agorai boulephoroi
11 Lagora come spazio politico e di comunicazione
(Od., 9, 112), implica che listituzione era considerata
normale e positiva per le citt greche arcaiche alme-
no nellet dellOdissea;
2. lagora di Itaca non era stata pi riunita dalla
partenza di Ulisse, anomalia che indicava la situazio-
ne negativa del dominio dei pretendenti, mnesteres, e
il legame con il basileus che la convoca (diversamen-
te dalle citt classiche). Ma Telemaco la fa convoca-
re, ovviamente tramite gli araldi, suscitando i dubbi
dellanziano Aigyptios sulla convocazione (Od., 2,
1-8, 42-46
8
);
3. lagora dei Feaci rappresentata vicino al porto
e alle navi e occupa parte del temenos del santuario
di Posidone (Hom., Od., 6, 260-269: al v. 266: -c |
Hc.o .| c 1 . ,; 7, 4-45) senza che il rapporto tra i
due sia chiaro
9
, ed ha apprestamenti di qualche con-
sistenza, serrata da massi trascinati e conftti nel
suolo con gradini e posti donore, unarea sistemata
per le gare e una orchestra per le danze
10
. Sono trat-
ti che forse rimandano pi agli ekklesiasteria, quali
quello di Metaponto, a partire dalla prima fase. Un
dato sembra accentuarne in apparenza il carattere
poco realistico e invece mitico: l si riparano le at-
trezzature delle navi, in accordo col carattere di eter-
ni naviganti dei Feaci (Od., 6, 268-269). Le indagini
recenti in citt siceliote (Naxos, Himera) indicano
lesistenza di agorai vicine a porti, come gi noto in
centri della madrepatria; e quindi la riparazione di
attrezzature navali poteva essere unattivit realmen-
te presente insieme ad altre in tali piazze
11
.
La compresenza di elementi realistici in qualche
modo contemporanei e tratti mitici non ci deve
sorprendere, ma solo rendere cauti nelluso delle
testimonianze omeriche per illustrare direttamen-
te, senza mediazioni, lagora arcaica. Vidal-Naquet
scrisse efcacemente il est impossibile de faire coin-
cider une pope et une fouille
12
(unosservazione
che forse qualche archeologo studioso delle origini di
Roma e ipertradizionalista vorrebbe cancellare). Ma
in qualche modo si pu far conto con cautela sullo
sfondo istituzionale, e non solo, dei poemi omerici,
come fece gi Finley nel 1953. Lo studio sistemati-
co condotto da Fr. Ruz nel 1997
13
si fonda sullas-
sunto condivisibile che i poemi omerici lorsquil
faisaient vivre les institutions, respectaient les rgles
de la socit relle
14
. Comunque in Omero, ancora
nellOdissea, agora lassemblea e il luogo delle riu-
nioni, ma non la piazza del mercato in quanto tale (al
massimo per i Feaci si parla della riparazione delle
attrezzature navali), e non sappiamo se ci dovuto
a desiderio di arcaizzare o per un rifesso della real-
t. Lo stesso vale per il ruolo sostanzialmente pas-
sivo dellassemblea: come mostra ad es. una sintesi
recente Le role de lassemble dans la vie politique
se limite donc recevoir linformation, et son accord
napparait mme pas ncessaire pour que soient ap-
pliques les decisions prise par le conseil
15
.
La funzione giudiziaria della piazza ben attesta-
ta com noto e ben presente ad esempio nel mon-
do di Esiodo; essa si collega allidea di pubblicit dei
processi
16
. La funzione commerciale appare relativa-
mente tardi nelle fonti letterarie, in particolare ne-
gli autori dal V secolo in poi, mentre il signifcato
politico resiste tenacemente. Tradizionalmente si
considera come testimonianza letteraria pi antica
di c ,,c con funzione sicuramente mercantile uno
degli epigrammi omerici inseriti nella vita Home-
rica attribuita ad Erodoto (Hom., epigr., 14, 5; vita
Hdt., 443 Allen). Le agorai come mercati di confne
quindi ben diverse dallagora centrale cittadina
erano comunque menzionate nella legge di Draconte
sullomicidio (Demosth., 23, 39; IG I
3
104, Meiggs,
Lewis, GHI
2
86, ll. 27-28)
17
. E in Tessaglia c ,,c in-
dicava il porto (Hesych., s.v. c ,,c ). Lesistenza di
localit e citt di questo nome implica anchessa una
valenza mercantile, anche se dice poco sulla crono-
logia di tale signifcato. Questi indizi fanno ritenere
che la funzione commerciale della piazza sia compar-
sa in realt prima che in letteratura
18
. Letimologia di
agora da c ,.. ,..| ovviamente corrisponde bene al
primato cronologico della funzione politica o politi-
co-giudiziaria, richiamando a raduni e adunanze e al
luogo in cui si svolgevano. I termini derivati dal so-
stantivo a partire dal verbo c ,,c ..| fno alla deno-
minazione del magistrato del mercato, agoranomos,
mostrano bene il successivo grande sviluppo della
funzione commerciale.
Lagora diventa quindi gi in et arcaica uno dei
caratteri essenziali della polis, come sottolineava
bene Martin (e gi Burckhardt e Mazzarino, citati
alla nota 19). Essa, intesa come assemblea, insieme al
consiglio, appare come il centro per eccellenza della
vita politica arcaica ad Alceo, esiliato, peraltro a non
grande distanza dalla citt (fr. 130b Voigt, con P.Oxy.
3711). Lagora come luogo stabile, frequentato dai
ricchi oligarchi di Colofone, compare con evidenza
in Senofane
19
. Non potendo in questa sede trattare di
tanti aspetti fondamentali (religioso, politico, giudi-
12 Carmine Ampolo
ziario, commerciale) ho scelto di esaminare un tema
particolare, meno presente nei maggiori lavori di sin-
tesi: come esempio di una funzione che in qualche
modo attraversa le varie funzioni della piazza della
citt, vediamo come lagora si collega al simbolismo
politico della citt ed luogo di comunicazione, reale
e simbolica insieme.
Simbolismo politico, comunicazione e memoria
Non si sottolineer mai abbastanza limportanza
del simbolismo civico, politico e politico-religioso,
per la vita della polis greca. Lagora, i monumen-
ti e gli edifci che sorgono in essa o attorno ad essa,
costituiscono un insieme privilegiato, perch qui le
funzioni concretamente svolte sono ulteriormente
valorizzate dal simbolismo
20
. Ci noto, ma bene
sottolinearlo sintetizzando al massimo.
Due elementi importanti, centrali (spesso anche
in senso topografco) sono il pritaneo e la tomba del
fondatore o di eroi connessi con la citt. Il primo
luogo simbolico per eccellenza, essendo di norma il
focolare della citt, identifcato o connesso con la dea
Hestia. Esso vicino o collegato ad altri ambienti o
edifci che esprimono in qualche modo lidea di co-
munit. Prendere i pasti al pritaneo (o ad Atene nella
tholos) non solo un benefcio di tipo alimentare;
anche un fatto simbolico perch si partecipa ad un
pasto civico per eccellenza, talora del focolare stesso
della citt, quindi si parte della citt
21
. Ne consegue
che ci che nel pritaneo o collocato vicino ad esso
(documenti o monumenti) nel cuore della polis.
Un altro elemento chiave, ben noto ma non sap-
piamo quanto sistematicamente difuso, la tomba
del fondatore o dei fondatori. Come ricorda uno sco-
lio a Pindaro (Ol., 1, 149), abitualmente i fondatori
erano seppelliti al centro delle citt. Vari eroi fon-
datori per si credeva fossero sepolti in altre zone,
come Megareus a Megara Nisea (Paus., 1, 42, 1) o in
altre citt. Ma, come osserv giustamente Brelich, la
generalizzazione dello scoliaste documenta [] un
nesso ideologico tra la tomba eroica situata sullago-
ra e lattivit fondatrice delleroe. Del resto il culto
pubblico del fondatore era la norma. I casi di sepol-
ture di fondatori con un heroon sembrano accrescer-
si o materializzarsi grazie alle indagini archeologiche
in alcune importanti agorai (Cirene, Posidonia, Se-
linunte)
22
.
Tra i luoghi della politica per eccellenza, di nor-
ma era sullagora o molto vicino il bouleuterion, che
aveva un forte nesso ideologico e spesso topogra-
fco con il pritaneo
23
. E nelle agorai vi erano anche
altri luoghi e monumenti che avevano un valore ci-
vico altamente simbolico. Ad Atene sono ben note
le statue dei tirannicidi e soprattutto il monumento
degli eroi eponimi
24
. Questi vari monumenti aveva-
no una importanza eccezionale per il loro signifcato
civico e non solo per leventuale funzione specifca.
Come hautes lieux della comunit, posti in luoghi
frequentati o comunque legati a istituzioni e persino
ad archivi (il Metroon ateniese vicinissimo agli Eroi
Eponimi), essi danno di per s onore a ci che vi
posto vicino, statue o documenti o entrambi. Anche
da questo punto di vista essi sono luoghi privilegiati
come i santuari.
Questa topografa civica, politica o politico-religio-
sa, aveva una funzione importante nella vita sociale
delle citt, nelle occasioni pubbliche come anche nel
quotidiano, perch ci che era esposto in pubblico
allesterno era visibile a tutti e leggibile (almeno in
teoria). Ma anche ci che si trovava allinterno di
questi luoghi (ad es. la sede del consiglio o punti
poco accessibili di un tempio o di un altro edifcio
pubblico) riceveva onore, quasi un potenziamen-
to del suo contenuto, dallessere collocato in luoghi
sacri o comunque dotati di un signifcato civico,
comunitario. Per questo in generale la collocazione
di stele e documenti signifcativa quanto quella di
statue e monumenti; del resto spesso testi e imma-
gini sintegravano strettamente, non solo nei rilievi
delle stele
25
. La funzione pratica, nei due aspetti di
conoscenza e memoria di un documento, si collega
anche ad un valore simbolico; ci sembra chiaro nel
caso particolare della legge ateniese contro la tiran-
nide del 337/6: le due copie dovevano essere colloca-
te una allingresso dellAreopago e una nel luogo in
cui si teneva lekklesia (cio la Pnice). Il motivo nel
caso dellantico consiglio chiaro, perch le norme
riguardavano direttamente i suoi membri, mentre
nel caso dellassemblea popolare lo scopo che tutti i
cittadini sapessero, ricordassero e fossero vigili
26
.
La comunicazione avveniva quindi in un quadro
topografco civico che aveva lovvio scopo pratico
di raggiungere i cittadini in generale e in particolare
quelli pi direttamente coinvolti. Ma laspetto sim-
bolico tuttaltro che secondario. Se ad Atene il sito
pi scelto per la collocazione dei decreti era lacro-
13 Lagora come spazio politico e di comunicazione
poli, non solo perch era un sito frequentato, ma
anche perch lantica rocca il sito degli dei e soprat-
tutto della divinit poliadica della citt e ci che vi
si colloca, monumento e/o documento, viene cos a
trovarsi nel luogo pi importante della citt e sotto
legida della dea
27
. Per praticit possiamo defnire
questo aspetto religioso o meglio politico-religioso
come un simbolismo, ma per gli Antichi esso era
estremamente concreto, perch al prestigio, allaura
religiosa ed anche alla bellezza del sito, si aggiunge
il fatto che in occasione di feste e rituali tanti citta-
dini potevano osservare monumenti e documenti.
Altrettanto importante era la declamazione pubblica
sulla pietra dellaraldo ben attestata ad Atene forse
gi dallet di Solone (Aristot., Ath.Pol., 7, 1; 55, 5;
Plut., Sol., 8, 1-2; 25, 3; cfr. D.L., 1, 46. Per queste e
altre testimonanze e per il lithos ritrovato nellago-
ra si rimanda a Leslie Shear Jr. 1994, in part. 242
sgg.).
Prima che si difondesse luso di esporre in pubbli-
co documenti della comunit, la comunicazione era
essenzialmente afdata agli araldi e la loro voce sten-
torea doveva essere ascoltata nei luoghi chiave della
citt; ma ad essi si afanc lesposizione di documen-
ti, che sempre pi acquist la funzione di ricordare,
di perpetuare (teoricamente) il ricordo di una deci-
sione, di un onore o altro
28
. La scelta del sito diven-
tava rilevante e non solo dal punto di vista pratico. Il
formulario in et ellenistica divenne particolarmente
esplicito con la ricerca dei luoghi di maggior presti-
gio o comunque pi frequentati
29
. Lagora, o meglio
determinati monumenti o sue parti, era quindi un
sito privilegiato quasi quanto i santuari.
Per quel che riguarda la comunicazione, il monu-
mento degli Eroi Eponimi ha rivestito una funzione
particolarmente rilevante. Com noto dalla Athena-
ion Politeia aristotelica (53, 4-7), i nomi degli efebi
di ogni anno venivano incisi su una stele di bron-
zo, collocata davanti al buleuterio presso (c,c ) gli
Eponimi. Queste liste, organizzate in base al nome
dellarconte eponimo, servivano per la mobilitazio-
ne alle campagne militari; quella di chi ormai aveva
raggiunto 60 anni era utilizzata per i diaitetai. Que-
sto sistema era in uso dalla met circa del IV secolo;
in precedenza, ma ignoriamo a partire da quando, si
erano usate tavolette imbiancate
30
. Questo di Atene
il caso meglio conosciuto di un sistema di comuni-
cazione pubblica legata al funzionamento della citt.
Non a caso almeno nella seconda met del IV secolo
la collocazione delle registrazioni era posta nellagora
in un punto particolarmente signifcativo; le statue
degli Eroi Eponimi erano infatti il simbolo stesso dei
cittadini ateniesi, divisi in nuove trib dalle riforme
di Clistene, e quindi le liste esprimevano bene an-
che questo simbolismo civico. Questo era cos forte
nellAtene del IV secolo che proprio qui veniva so-
lennemente proclamata lassegnazione delle corone
ai benefattori (secondo Isocrate, 18, 61).
Sembra probabile che esistessero nelle piazze prin-
cipali di tante citt luoghi deputati a questo tipo di
comunicazione pubblica, ufciale. Lunico docu-
mento fgurato che conosco, molto pi recente, il
celebre dipinto dei praedia di Iulia Felix a Pompei
che rafgura il foro della citt; in una delle vivaci sce-
ne di vita urbana si vedono cittadini che leggono su
un qualcosa di lungo collocato presso alcune statue
equestri
31
. Naturalmente ignoriamo di quale suppor-
to si tratta e cosa esattamente leggessero i pompeia-
ni rafgurati nel dipinto, ma certamente si tratta di
un testo destinato ad avere il massimo di pubblicit
possibile nella piazza della citt.
Tali forme di esposizione di documenti aventi uno
scopo pratico erano, come si gi visto, afancate
dalla comunicazione e pubblicazione di decreti su
materiale non deperibile.
La collocazione allesterno o in edifci pubblici in
modo che essi fossero visibili o almeno teoricamen-
te leggibili, diventava ancor pi signifcativa se tali
luoghi erano simbolicamente dotati di un signifcato
comunitario, che accresceva limportanza del docu-
mento o degli onori conferiti. La memoria diventa
importante quanto la comunicazione pubblica; esse
sono entrambe fondamentali e si manifestano in for-
mule presenti nei decreti e nel loro luogo di esposi-
zione. Presento qui alcuni esempi siciliani, tratti dai
decreti provenienti da Entella
32
.
Tali decreti avevano lo scopo di manifestare la gra-
titudine degli entellini verso coloro comunit e in
alcuni casi individui (decreti A1 e B1) che avevano
aiutato la citt. Essi andavano collocati nel buleuterio
(A1-3, B1) e poi nel santuario di Hestia (C1-3), da
identifcare almeno dal punto di vista simbolico con
un pritaneo. A Nakone (il cui decreto riguardava la
riconciliazione tra i cittadini) nel pronao del tempio
di Zeus Olimpio, che come a Siracusa doveva essere
la divinit principale della citt (Nakone A, ll. 34-35).
Il rapporto tra oggetto dei decreti stessi e luogo di
collocazione difuso anche nella Sicilia ellenistica;
14 Carmine Ampolo
cos nella nuova Gela, Finziade, la stele di pietra
va posta nel ginnasio perch si tratta di onori ad
un ginnasiarco (IGDS I, 161). Nel caso dei decreti
entellini i luoghi prescelti hanno tutti un signifcato
civico, eminentemente politico per quel che riguar-
da il buleuterio e politico-religioso per il santuario
di Hestia.
Lafssione di tabelle bronzee in edifci pubblici
dellagora anche nella Sicilia ellenistica ora ben do-
cumentata. Alle indicazioni dei decreti si aggiungono
frammentini bronzei di tabelle rinvenute negli scavi
dellagora di Monte Iato segnalati da H.P. Isler e le
impronte lasciate sulle pareti della stoa NordOvest di
Morgantina recentemente documentati da M. Bell
33
.
Tutto ci trova confronto su scala anche maggiore
sia ad Argo (un epistilio dallagora, che era ricoperto
di tabelle bronzee di cui restano chiodi e tracce innu-
merevoli), che nel mondo romano nel foro di Assisi.
Notiamo a questo proposito una diferenza con i
documenti bronzei destinati a fungere da testimo-
nianza di prelievi o versamenti di somme o beni da
casse di citt e santuari (Locri Epizefri ed ora Argo
34
),
in cui il documento non destinato alla esposizione
in pubblico ma alla sola attestazione di un movimen-
to fnanziario. Qui le tabelle vanno esposte non solo
per documentazione ma soprattutto perch ci par-
te integrante degli onori concessi al personaggio be-
nemerito o che comunque si vuole onorare, costitui-
scono cio un onore in s (indipendentemente dalla
consegna di un esemplare allonorato stesso, come a
Reggio: IG XIV 612, IReggio, 1; un esemplare va nel
buleuterio ed uno allo stesso Gneo Aufdio). Inoltre
lattestazione pubblica dellonore concesso su tabella
o stele serve a provare che la citt e il popolo ricorda-
no i benefci ricevuti, costituisce mnema o hypomne-
ma (o in un caso, Curty 1995, 43c del 204-202 a.C.
| |/cu|| c. . |.|). Ad Entella in due decreti (C2
e C3) gli Entellini specifcano espressamente |c c|
. .,, abbiamo memoria.
Le formule di memoria rivestono un signifcato
notevole nel formulario e completano per cos dire
le indicazioni sulla incisione e pubblicazione dei do-
cumenti stessi. La prassi era difusissima e le agorai
come i santuari pi importanti, specie se dotati di un
signifcato forte civico o internazionale, si riempiro-
no di stele, tabelle bronzee e simili, come di statue e
monumenti onorari in genere. Le piante di agorai lo
mostrano chiaramente (un caso da manuale quello
di Priene), come anche i Fori in et romana. Lever-
getismo interno ed esterno ha una sua conseguenza
diretta anche dal punto di vista materiale. Nella sola
Filippi in Macedonia si sono contate almeno 25 basi
onorarie (AEph, 2004, 1335
35
); nella piccola Sego-
briga, nella Spagna Citeriore, tra Augusto e il III sec.
d.C. si ebbero almeno 51 basi (ma il totale pare fosse
molto superiore). E non parlo volutamente dei cen-
tri maggiori. Anche nella nostra Segesta ellenistica e
romana possiamo riscontrare lo stesso fenomeno
36
.
Insomma, si comunica nella piazza per esigenze
pratiche destinate a durare un tempo limitato (come
nel caso degli Eroi Eponimi ad Atene), ma specie nel
caso di onori a benefattori privati o pubblici si cerca
di far in modo o si dichiara che lattestazione del be-
nefcio e della riconoscenza duri nel tempo.
Che invece spesso ci non avvenisse, e le mutevoli
vicende o il tempo rendessero tutto molto pi ef-
mero, non cambia il dato fondamentale: lesigenza
di comunicare in pubblico, e di rendere durevole la
memoria, lesposizione stessa, erano parte del sentire
comune nelle citt e lagora come i suoi edifci pub-
blici sono parte integrante della memoria collettiva.
Non solo una sorta di archivio, lagora , o almeno
vorrebbe essere, insieme ai santuari, parte centrale
della memoria della citt.
Carmine Ampolo
Riprendo senza immagini e con apparati ridotti il testo pre-
sentato al seminario Agorai di Sicilia, agorai dOccidente; esso va
naturalmente integrato con lIntroduzione in questi atti.
1
Burckhardt 1898-1902.
2
Grote 1846-1856; Fustel de Coulanges 1864; Schoe-
mann 1855 e quanto indicato nellIntroduzione (supra).
3
Glotz 1928, 27.
4
Martin 1951. Questopera qui sempre presupposta, an-
che dove non citata, e ad essa si rimanda.
5
Coulton 1976; Miller 1978.
6
Migeotte 1984; Id. 1992; Hellmann 1999.
7
Si veda almeno la rassegna di Marc 1998 con indicazioni
bibliografche essenziali. Cfr. anche Wycherley 1962 (il cap. IV
dedicato allagora e si fonda molto sullo studio del Martin e
gli scavi americani nelle agorai di Atene e Corinto). Sugli aspetti
economici delle agorai si veda la sintesi di Bresson 2007-2008,
II, 17-44, con bibliografa precedente, e gli atti del convegno
organizzato da V. Chankowski e P. Karvonis, Tout vendre tout
acheter. Structures et quipements des marchs antiques, Athnes,
15 Lagora come spazio politico e di comunicazione
16-19 juin 2009, Bordeaux 2012. La bibliografa pi recente su-
gli aspetti architettonici reperibile grazie al Bulletin analytique
darchitecture du monde grec pubblicato sulla Revue archolo-
gique a partire dal 1992.
8
Vd. le importanti considerazioni di Finley 1992, 56 sgg.
(prima edizione 1954).
9
Martin 1951, 38 con altra bibliografa, che accosta ad essa
lagora di Pylos compresa anchessa nel temenos di Posidone:
Od., 3, 5 sgg.
10
Martin 1951, 39, che la considera ottimisticamente un
preannunzio delle agorai della Ionia e di Mileto.
11
Per Naxos si rimanda al contributo di M.C. Lentini in
questi Atti; per Himera sono in corso ricerche a cura di S. Vas-
sallo. Martin 1951, 285 citava i casi di Calcide, Cos e Tasos.
12
Vidal-Naquet 2000, 31.
13
Ruz 1997, 1-106.
14
Ibid., 106. Non certo possibile trattare qui il problema del
rapporto tra poemi omerici e realia; seguo in linea di massima la
posizione espressa da Finley (supra nota 8).
15
Scheid-Tissinier 1999, 86-87.
16
Cfr. ad es. Martin 1951, 149 sgg., 292 sgg. Si veda ora sugli
aspetti giuridici lo studio di D. Erdas in questo volume.
17
Sui mercati di frontiera e la legge di Draconte cfr. Ampolo
1999, in particolare 453 sgg.
18
Martin 1951, 283 sg. con testimonianze.
19
Xenophan., fr. 3 W. (3 D.-K., 3 Gentili-Prato) ap. Athen.,
12, 526 a-d (da Filarco, citato anche da Cic., rep., 6, 2, fr. 3; la tra-
duzione latina di Cicerone che rende c ,, con forum, mostra
che almeno per Filarco sintende la piazza e non necessariamente
lassemblea; per questultima interpretazione vd. invece Mazza-
rino 1947, 193 e nota 540.
20
Per i monumenti politici basti qui rimandare a Hansen,
Fischer Hansen 1994. Per il simbolismo vd. infra.
21
Per ledifcio Miller 1978 (con elenco di pritanei da in-
tegrare); per il valore simbolico Gernet 1968 (e per il focolare
gi Fustel de Coulanges 1864; Glotz 1928, 23 sg.). Per i pasti
pubblici Schmitt Pantel 1992.
22
Brelich 1958, 131 sgg. cui rimando per le fonti e la biblio-
grafa precedente; fondamentale la testimonianza di Thuc., 5,
11, 1 ; Stucchi 1965 e Bacchielli 1996 con altra bibliografa
per la tomba di Battos a Cirene e le sue vicissitudini; Greco 1983
per Posidonia; Mertens 2009 per lo scavo dellagora di Selinun-
te.
23
Glotz 1928, 24 sg.; Hansen, Fischer Hansen 1994. Si
ricordi che a Megara, la sede del consiglio era sorta, o almeno
cos si riteneva, sulla sepoltura di Timalco fglio del fondatore
mitico (Paus., 1, 42, 4).
24
Per la documentazione archeologica basti qui rinviare a
Travlos 1971, 210 e sgg.; Camp 1986, 97 sgg. e per le testimo-
nianze scritte a Wycherley 1957, 85 sgg. e 93 sgg. Ad Atene
anche altri punti sono particolarmente onorevoli, come ad es.
la statua di Demokratia.
25
Lawton 1995.
26
Rhodes, Osborne, GHI 79, ll. 23-27. In questo caso i due siti
indicati si trovavano fuori dellagora ateniese, ma la loro funzio-
ne civica ovvia.
27
Liddel 2003, in particolare 79-81.
28
Diverso il caso della conservazione di documenti e di archi-
vi di cui non tratto. Notevole per il caso della conservazione
di leggi, che potevano essere anche consultate. Le leggi di Solone
erano comunque certamente articolate e leggibili in axones, cfr.
Stroud 1979. Importante la fg. 1a, alle pp. 46-47, che riproduce
la nota coppa attica a fgure rosse attribuita al pittore di Briseide,
ca. 480-470 a.C., al Metropolitan Museum, New York, con gio-
vane davanti a un meccanismo con supporti forse girevoli, simile
agli axones soloniani secondo la ricostruzione di Stroud (47 e
note 143-144, il quale per giustamente resta incerto sullinter-
pretazione della rafgurazione, seguendo Beazley). Un qualcosa
di analogo stato proposto da G. Nenci per la disposizione della
Lex sacra di Selinunte (Nenci 1994).
29
Rimando a Liddel 2003 e allanalisi di F. Battistoni in
questi Atti, con documentazione e bibliografa.
30
Per il monumento vd. supra nota 24. Per il sistema di regi-
strazione ed esposizione dei nomi si veda il passo citato dellAth.
Pol. con il commento di Rhodes 1981, 591-596. Anche le leggi
vi venivano esposte, gi prima di proporle allassemblea secondo
Demosth., 24, 23 e, secondo 20, 94, gi a partire da Solone.
31
Ora al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, sala
LXXVII, n. 39. Sulle pitture rimando allo studio completo di R.
Olivito in preparazione presso la Scuola Normale Superiore.
32
Uso la classifcazione da me elaborata in Ampolo 2001 e
adottata anche in SEG LI 1185, che corrisponde sia allaspetto
fsico delle tabelle bronzee, sia alle caratteristiche istituzionali in
esse presenti, sia alle date menzionate nei testi stessi. La datazio-
ne va ormai posta intorno alla met del III sec. a.C. o poco dopo,
cio durante la I guerra punica o negli anni immediatamente
successivi, comunque prima del 227 a.C.
33
Vd. il contributo di H.P. Isler in questi Atti; Bell 2007,
187-203; vd. anche M. Bell in questi Atti, con fg. 44.
34
Sui documenti locresi vd. Costabile 1992, con aggior-
namenti sul numero delle tabelle in Del Monaco 1998; per le
tavolette fnanziarie argive recentemente rinvenute vd. la pubbli-
cazione preliminare di Kritzas 2006.
35
Su cui vd. Sve 2004, 107-119.
36
Vd. per Segesta il contributo di V. Angeletti in questi
Atti.
16 Carmine Ampolo
Bibliografia
Ampolo 1999 = C. Ampolo, La frontiera dei Greci come luogo
del rapporto e dello scambio: i mercati di frontiera fino al V
secolo a.C., in Confini e frontiera nella Grecit dOccidente.
Atti del XXXVII Convegno di Studi sulla Magna Grecia
(Taranto, 3-6 ottobre 1997), Taranto 1999, 451-464.
Ampolo 2001 = C. Ampolo et al., Da unantica citt di Sicilia. I
decreti di Entella e Nakone. Catalogo della Mostra, Pisa 2001.
Bacchielli 1996 = L. Bacchielli, La tomba di Batto su alcune
monete di Cirene, in Scritti di antichit in memoria di S.
Stucchi, I, Roma 1996, 15-20.
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