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STORIE DI CULTURA SCRITTA

Studi per Francesco Magistrale

a cura di PAOLO FIORETTI

con la collaborazione di ANNANGELA GERMANO e MARCO ANTONIO SICILIANI


TOMO PRIMO

FONDAZIONE

CENTR O ITALIANO DI STUDI SULLALTO MEDIOE VO


SPOLETO

2012

DANIELE ARNESANO LA MAIUSCOLA GRECA NELLE SOTTOSCRIZIONI DEI DOCUMENTI PUGLIESI*

Nel corso dei secoli X e XI la maiuscola greca continuava ad essere impiegata in diversi ambiti dellattivit grafica per motivi e scopi differenti. In ambito epigrafico essa era come sempre preferita alla minuscola, probabilmente per ragioni di monumentalit e di leggibilit 1: la si ritrova tanto in modeste iscrizioni private quanto in epigrafi su oggetti comuni 2 e in programmi ufficiali di esposizione grafica 3. Nelle proprie strutture la maiuscola epigrafica talvolta interagiva con quella libraria, assumendola a
* Ringrazio Guglielmo Cavallo e Edoardo Crisci per aver riletto il presente lavoro. 1. Questultimo aspetto, tuttavia, non va sopravvalutato, poich nello stato bizantino non erano pi in auge le istanze democratiche nate nella Grecia classica; cfr. D. MUSTI, Democrazia e scrittura. Origini di unidea, in Scrittura e Civilt, X (1986), pp. 21-48. Anzi alcune iscrizioni medievali, pur essendo vergate in maiuscola, non presentano affatto quelle caratteristiche di perspicuit e di pubblica accessibilit che in altri tempi avrebbero reso il sistema bilineare preferibile a quello quadrilineare: sulle ragioni sottese alle scelte grafiche operate nella realizzazione di tali iscrizioni si dovrebbe ulteriormente meditare, nellambito naturalmente di unauspicata ripresa degli studi di epigrafia bizantina: cfr. G. CAVALLO, La cultura scritta a Bisanzio. Inventario di problemi per una riflessione, in Bilan et perspectives des tudes mdivales en Europe. Actes du premier Congrs europen dtudes Mdivales, Spoleto, 27-29 mai 1993, d. par J. HAMESSE, Louvain-La-Neuve, 1995 (Textes et tudes du Moyen ge, 3), pp. 65-80: 69-71. 2. Si pensi alluso della maiuscola nella monetazione, ma anche nella realizzazione di monili e di suppellettili sacre: C. MORRISSON, Lpigraphie des monnaies et des sceaux lpoque byzantine, in Paleografia e codicologia greca. Atti del II Colloquio internazionale (Berlino - Wolfenbttel, 17-21 ottobre 1983), a cura di D. HARLFINGER, G. PRATO, Alessandria, 1991 (Biblioteca di Scrittura e Civilt , 3), I (Testo), pp. 251-274, II (Tavole), pp. 147-165. 3. C. MANGO, Byzantine epigraphy (4th to 10th centuries), in Paleografia e codicologia greca cit. (nota 2), I, pp. 235-249, II, pp. 115-146.

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modello o, viceversa, costituendone fonte di ispirazione 4. In ambito librario, durante i primi decenni del secolo IX, la diffusione della scrittura minuscola priv la maiuscola di quella che era sempre stata la sua pi prestigiosa opportunit di impiego, la confezione di manoscritti dapparato. Come scrittura del testo principale, la maiuscola resistette durante tutto il secolo X, con propaggini nellXI, utilizzata in libri che erano parte integrante del cerimoniale liturgico, quale vettore di determinati valori ideologico-religiosi 5. Per secoli, poi, essa svolse la funzione di Auszeichnungsschrift e fu talora utilizzata per vergare colofoni e dotti marginalia 6. La tarda maiuscola greca non era per solo quella esibita nel contesto pubblico, dello Stato e della Chiesa, quella professionale di lapicidi specializzati e di abili amanuensi, caricata di funzioni speciali e caratterizzata da strutture avulse dalle dinamiche grafiche del tempo. Cera anche la maiuscola utilizzata in ambito privato, non scelta per ragioni specifiche, ma, almeno nella maggior parte dei casi, adoperata come unica scrittura sulla scorta di un apprendimento grafico di primo livello. Le pagine seguenti intendono offrire un contributo alla conoscenza di questa tipologia di maiuscola attraverso lanalisi della documentazione relativa ad unarea geografica definita, corrispondente ad una parte dellodierna Puglia. Per questarea non si dispone, purtroppo, di materiali quali gli esercizi di apprendimento delle sequenze alfabetiche da parte di scolari 7 o i graffiti in luo4. H. HUNGER, Epigraphische Auszeichnungsmajuskel. Beitrag zu einem bisher kaum beachteten Kapitel der griechischen Palographie, in Jahrbuch der sterreichischen Byzantinistik, XXVI (1977), pp. 193-210; G. CAVALLO, Scritture librarie e scritture epigrafiche fra lItalia e Bisanzio nellalto medioevo, in Inschrift und Material. Inschrift und Buchschrift. Fachtagung fr mittelalterliche und neuzeitliche Epigraphik Ingolstadt 1997, hrsg. von W. KOCK, C. STEININGER, Mnchen, 1999 (Bayerische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-historische Klasse. Abhandlungen. Neue Folge, 117), pp. 127-136: 128-130, 133-134. 5. G. CAVALLO, Funzione e strutture della maiuscola greca tra i secoli VIII-XI, in La palographie grecque et byzantine (Paris, 21-25 octobre 1974), Paris, 1977 (Colloques Internationaux du C.N.R.S., 559), pp. 95-137: 96-97. 6. H. HUNGER, Minuskel und Auszeichnungsschriften im 10.-12. Jahrhundert, in La palographie grecque cit. (nota 5), pp. 201-220. 7. Pervenuti, ad esempio, per lEgitto greco-romano; cfr. R. CRIBIORE, Writing, teachers and students in graeco-roman Egypt, Atlanta, 1996 (American Studies in Papyrology, 36), pp. 37-45, 97-118, 192-193 nr. 83, p. 195 nr. 93, p. 196 nr. 96, tavv. VII-VIII; cfr.

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ghi di culto recanti pie invocazioni da parte di pellegrini 8, i quali indubbiamente contribuirebbero ad una pi completa conoscenza delloggetto di indagine: i reperti utili allo scopo, per quanto mi risulta, sono i soli documenti privati, greci e latini, rogati nella regione. In queste pergamene, infatti, si individuano, fra gli interventi autografi, sottoscrizioni testimoniali in maiuscola greca. Esse rientrano nel fenomeno pi generale delle sottoscrizioni vergate in tale sistema grafico ancora in epoca tarda 9, documentato sia in Oriente, sul Monte Athos 10, sia in Occidente, a Roma 11, a Napoli 12, in Lucania 13 e in Calabria 14.
anche EAD., Gymnastic of the mind. Greek education in Hellenistic and Roman Egypt, Princeton-Oxford, 2001, pp. 30, 39. 8. Come i graffiti del Partenone o di S. Sofia, su cui cfr. C. MANGO, Lorigine de la minuscule, in La palographie grecque cit. (nota 5), pp. 175-180. Per la scrittura latina si dispone invece di quel ricchissimo archivio di iscrizioni murali, risalenti alla piena et longobarda, che il santuario di S. Michele Arcangelo sul Gargano; si veda C. CARLETTI, Iscrizioni murali, in Il Santuario di S. Michele sul Gargano dal VI al IX secolo. Contributo alla storia della Langobardia meridionale. Atti del Convegno tenuto a Monte SantAngelo, 9-10 dicembre 1978, a cura di C. CARLETTI, G. OTRANTO, Bari, 1980 (Scavi e Ricerche, 2), pp. 7-179; ID., Il santuario tra archeologia ed epigrafia, in G. OTRANTO, C. CARLETTI, Il Santuario di S. Michele Arcangelo sul Gargano dalle origini al X secolo, Bari, 1995 (Scavi e Ricerche, 4), pp. 77-117 (precisamente pp. 91-117). Graffiti in greco sono noti per larea salentina: cfr. A. JACOB, Testimonianze bizantine nel Basso Salento, in Il Basso Salento. Ricerche di storia sociale e religiosa, a cura di S. PALESE, Galatina, 1982 (Societ e Religione, 1), pp. 49-69: 60; M. SAMMARCO, Un poco noto santuario rupestre: Santa Maria della Rutta ad Acquarica del Capo (Lecce), in Kronos, Suppl. 4 (2008), pp. 43-52. 9. H. HUNGER, Schreiben und Lesen in Byzanz. Die byzantinische Buchkultur, Mnchen, 1989, pp. 82-85. 10. N. OIKONOMIDES, Mount Athos: Levels of Literacy, in Dumbarton Oaks Papers, XLII (1988), pp. 167-178: 170; ID., La rintroduction des lettres majuscules dans lcriture minuscule et les origines du monocondyle, in I manoscritti greci tra riflessione e dibattito. Atti del V Colloquio Internazionale di Paleografia greca (Cremona, 4-10 ottobre 1998), a cura di G. PRATO, Firenze, 2000 (Papyrologica Florentina, 31), pp. 239-248: 241-242, tav. 1. 11. A. PETRUCCI, C. ROMEO, Il testo negato. Scrivere a Roma fra X e XI secolo, in IID., Scriptores in urbibus . Alfabetismo e cultura scritta nellItalia altomedievale, Bologna, 1992, pp. 127-142: 132. 12. J. MAZZOLENI, Le pergamene del monastero di S. Gregorio Armeno di Napoli, I, La scrittura curialesca napoletana, Napoli, 1973, p. 15, tavv. IIb, IVb, Vb, VIb, VIIIb, XI, XII. 13. G. BRECCIA, Scritture greche di et bizantina e normanna nelle pergamene del monastero di S. Elia di Carbone, in Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, LXIV (1997), pp. 3389: 73, tav. 8b. 14. A. GUILLOU, Saint-Nicolas de Donnoso (1031-1060/1061), Citt del Vaticano, 1967 (Corpus des Actes Grecs dItalie du Sud et de Sicile, 1), tavv. a pp. 34 e 47; ID., La Thotokos de Hagia-Agath (Oppido) (1050-1064/1065), Citt del Vaticano, 1972 (Corpus

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Rispetto alla totalit delle sottoscrizioni greche pugliesi documentate dallanno 960 allanno 1563 15 quelle in maiuscola risultano appartenere alla fase pi antica, precisamente fra il 960 e il 1049. Nellarco di questi novantanni le sottoscrizioni autografe pervenute sono in tutto 153; quelle in maiuscola sono 25 (16,3 %), quelle in minuscola 128 (83,7 %). I testimoni sono 134, dei quali 20 impiegarono il primo sistema (15 %), 114 il secondo (85 %). Dunque la maiuscola risulta decisamente minoritaria. Devo per aggiungere che mentre per le sottoscrizioni in maiuscola ho rilevato unomogenea distribuzione fra il 960 ed il 1049, per quelle in minuscola ho registrato una carenza iniziale seguita da un aumento esponenziale 16. Ci consente di affermare che nel corso di questi nove decenni la minuscola si afferm quale modello elementare di base nelleducazione grafica degli scriventi pugliesi, sostituendo gradualmente la maiuscola, e che alla met del secolo XI questo processo si era ormai definitivamente concluso 17.
des Actes Grecs dItalie du Sud et de Sicile, 3), tavv. 8, 25. Per quanto riguarda la Sicilia, da una prima ricognizione non emergono sottoscrizioni in maiuscola; a questo proposito si tenga conto che non sono pervenuti documenti greci di epoca prenormanna: V. VON FALKENHAUSEN, M. AMELOTTI, Notariato e documento nellItalia meridionale greca (XXV secolo), in Per una storia del notariato meridionale, Roma, 1982 (Studi Storici sul Notariato Italiano, 6), pp. 7-69: 15. Sulle sottoscrizioni greche di epoca normanna cfr. P. DEGNI, Le sottoscrizioni testimoniali nei documenti italogreci: uno studio sullalfabetismo nella Sicilia normanna, in Bizantinistica. Rivista di Studi Bizantini e Slavi, IV (2002), pp. 107-154. 15. Sulla distribuzione cronologica di tali testimonianze e sulla loro consistenza mi sia consentito rinviare a D. ARNESANO, Le sottoscrizioni greche nei documenti pugliesi. Esempi di epoca normanna, in The legacy of Bernard of Montfaucon. Three Hundred Years of Studies on Greek Handwriting. Proceedings of The Seventh International Colloquium of Greek Palaeography (Madrid - Salamanca, 15-20 September 2008), eds. by A. BRAVO GARCA, I. ER, Turnhout, 2010 (Bibliologia, 31), PREZ MARTN, with the assistence of J. S. CODON pp. 143-156 (testo), 751-756 (illustrazioni): 145, 155. Per un approccio paleografico alle sottoscrizioni dei secoli XIII e XIV cfr. ID., Le sottoscrizioni greche nei documenti pugliesi (secoli XIII-XIV), in Oltre la scrittura. Variazioni sul tema per Guglielmo Cavallo, a cura di D. BIANCONI, L. DEL CORSO, Paris, 2008 (Dossiers Byzantins, 8), pp. 217-251. 16. Basti pensare che queste ultime, documentate a partire dallanno 969, fino al 1009 sono solo 21, mentre fra il 1010 e il 1049 sono 107. 17. Un accenno al problema del ricorso ai due diversi sistemi grafici per il modello elementare di base e a quello della cronologia del loro avvicendamento in G. DE GREGORIO, Kalligrafen / tacugrafen. Qualche riflessione sulleducazione grafica degli scribi bizantini, in Scribi e colofoni. Le sottoscrizioni dei copisti dalle origini allavvento della stampa. Atti del seminario di Erice. X Colloquio del Comit international de palographie latine (23-28 ottobre 1993), a cura di E. CONDELLO, G. DE GREGORIO, Spoleto, 1995 (Bi-

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Riguardo alla distribuzione geografica, si deve notare che mentre linsieme delle sottoscrizioni greche pugliesi (secoli XXVI) dislocato in tutta la regione, fra larea garganica e il basso Salento 18, quelle in maiuscola ricadono in unarea pi limitata, compresa fra i poli di Bari e Taranto 19. Per Bari si annoverano 11 sottoscrizioni; pi a sud, si trovano Conversano (con 3 sottoscrizioni), Monopoli (2) e Tomegna, una localit fra Rutigliano e Turi (1) 20. Per Taranto ho contato 7 sottoscrizioni; a pochi chilometri di distanza Massafra (1). Alla citt adriatica e a quella ionica si riferiscono anche due soprascrizioni autografe in maiuscola, rispettivamente del 1032 e del 1049, individuate fra quelle presenti in alcuni documenti greci 21: mi sembrato opportuno prenderle in considerazione in questa sede, poich, ai fini del presente lavoro, esse sono equivalenti alle sottoscrizioni. Dei 20 testimoni responsabili delle sottoscrizioni in maiuscola (cui vanno aggiunti i due autori delle soprascrizioni), ben 14 sono privi di ogni qualifica, per cui nulla sappiamo circa il loro status sociale, se non che, probabilmente, erano semplici cittadini. interessante notare come fra i restanti sei si annoverino due militari Giovanni di Taranto, turmarca 22, e Basilio, residente a Bari ma
blioteca del Centro di Collegamento degli Studi Medievali e Umanistici dellUmbria , 14), pp. 423-448: 446 e n. 45, 446-447 e n. 47. 18. Cfr. ARNESANO, Le sottoscrizioni greche nei documenti pugliesi. Esempi cit. (nota 15), pp. 145, 156. 19. Per un inquadramento storico di questi due importanti centri della Puglia bizantina si veda P. CORSI, Dalla riconquista bizantina al catepanato, in Storia di Bari. Dalla preistoria al Mille, a cura di F. TATEO, Roma-Bari, 1989, pp. 315-350; N. LAVERMICOCCA, Bari bizantina, capitale mediterranea, Bari, 2003 (Accenti, 4); V. VON FALKENHAUSEN, Taranto in epoca bizantina, in Studi Medievali, IX (1968), pp. 133-166: 135-143; A. JACOB, La reconstruction de Tarente par les Byzantins aux IXe et Xe sicles. propos de deux inscriptions perdues, in Quellen und Forschungen aus Italienischen Archiven und Bibliotheken, LXVIII (1988), pp. 1-19. 20. F. MAGISTRALE, I notai del sud-est barese fra X e XI secolo: collocazione sociale, cultura giuridica e grafica, credibilit, in Societ, cultura, economia nella Puglia medievale. Atti del Convegno di Studio Il territorio a sud-est di Bari in et medievale (Conversano, 1315 maggio 1983), a cura di V. LABBATE, Bari, 1985, pp. 89-104: 90. 21. Sulle soprascrizioni cfr. V. VON FALKENHAUSEN, La tecnica dei notai italo-greci, in La cultura scientifica e tecnica nellItalia meridionale bizantina. Atti della sesta Giornata di studi bizantini (Arcavacata di Rende, 8-9 febbraio 2000), a cura di F. BURGARELLA, A. M. IERACI BIO, Soveria Mannelli, 2006 (Studi di Filologia Antica e Moderna, 13), pp. 9-57: 31-32. 22. Su questa carica cfr. N. OIKONOMIDES, Les listes de prsance byzantines des IXe et Xe

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di origini costantinopolitane, graduato quale loriktov ka 23 , un conte, un 24 gastaldo ed anche un egumeno . Il dettato dei loro interventi solitamente piuttosto essenziale 25: il pi scarno quello di uno dei due martyres di nome Stefano, il quale, dopo il segno di croce, scrive solo il proprio nome: Stefanov ; due testimoni vi intercalano il pronome 26; tre chiariscono la propria funzione di testimone 27; cinque aggiungono il verbo tecnico hypographo 28, due il patronimico 29; altri due tengono a sottolineare lautografia del proprio intervento 30; la sottoscrizione pi lunga quella di tale Ioannes: Uoanhv uov Ourshleontov marturon upegraye udhochrov . Costoro rientrano tutti nella categoria degli oligogrammatoi, cio semialfabeti che impiegavano la maiuscola come scrittura elementare di base 31. Fino ad una certa epoca, quello maiuscolo fu lunico sistema grafico oggetto di insegnamento al primo
p tn basilikn a rmamntwn prwtomandtwr e
sicles, Paris, 1972, p. 341; V. VON FALKENHAUSEN, La dominazione bizantina nellItalia meridionale dal IX allXI secolo, Bari, 1978, pp. 117-120; The Oxford Dictionary of Byzantium, III, Oxford, 1991, pp. 2100-2101 s. v. tourmarches . 23. Cio ufficiale subalterno, addetto ai servizi tecnici e logistici ; cfr. V. VON FALKENHAUSEN, Bari bizantina: profilo di un capoluogo di provincia (secoli IX-XI), in Spazio, societ, potere nellItalia dei comuni, a cura di G. ROSSETTI, Napoli, 1986 (Europa Mediterranea. Quaderni, 1), pp. 195-227: 205. 24. Questultimo, di nome Phantinos, responsabile della seconda soprascrizione. Per gli altri tre testimoni non possibile stabilire se avessero un titolo o meno, a causa dello stato lacunoso della loro sottoscrizione. 25. Sul formulario impiegato nelle sottoscrizioni testimoniali rimando a H. G. SARADI, Notai e documenti greci dallet di Giustiniano al XIX secolo, I, Il sistema notarile bizantino (VI-XV Secolo), Milano, 1999 (Per una Storia del Notariato nella Civilt Europea, 4), pp. 118-122, 248-253. 26. Ego Gauderusu; Ego Petro; trascrivo dalloriginale queste e le successive sottoscrizioni senza correggere gli errori di ortografia. 27. Ego Parnh marthv; Ego Nhkhtav martuv; Ego Maraldo martiv. 28. Ego Maourov marthron upegraya; Amatov marthv upegraya; Grhfov marturn upgraya; Iwnnhv tormarchv marthro upegraya; Iscanakhv komhv mrtur upgraya . v 29. Nhkhforov uov Nhkolaou Tabromentou marturn upegraya; Pankalov ui Nhkolaou Kaa marturon upgraya . 30. Trhfhlhv kastaldov marturwn upegraya udioch; Nhkhtav marthron upegraya idhochrov. 31. A. GUILLOU, Lcriture des oligogrammatoi daprs leurs souscriptions (XIe-XVe sicles), in La palographie grecque cit. (nota 5), pp. 529-531.

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livello di apprendimento 32. Questultimo, peraltro, non sempre era integrato dal conseguimento di competenze nella lettura 33. I testimoni dimostrano conoscenze grammaticali appena sufficienti, poich violano lortografia e storpiano la morfologia delle parole. Veniamo allaspetto propriamente paleografico. Le sottoscrizioni sono vergate con maiuscole informali 34, caratterizzate solitamente da bilinearismo imperfetto, allineamento precario, inclinazione variabile dellasse, ductus lento, uso di complementi ornamentali sporadico o disomogeneo, assenza pressocch totale di legature, tasso minimo di segni abbreviativi 35. Solo in pochissimi casi si osservano un allineamento riuscito, una certa regolarit nellinclinazione dellasse e una maggiore perizia nellesecuzione delle lettere. stato possibile individuare un primo gruppo di maiuscole, caratterizzato dalla predominanza di lettere dal tracciato arrotondato e di modulo grosso modo quadrato. Alcune fra queste scritture si distinguono per lasse diritto, luniformit del disegno, lassenza di contrasto tra pieni e filetti e, in genere, un livello meno modesto di competenza tecnica da parte degli scriventi. Si tratta di Petros, che a Monopoli sottoscrisse una cartula donationis nel 1009 (Fig. 1) 36 e come ha notato Francesco Magistrale 37 anche una soluzione di controversia del 1019 (Fig. 2) 38; nella sua
32. R. BROWNING, Lalfabetizzazione nel mondo bizantino, in Libri e lettori nel mondo bizantino. Guida storica e critica, a cura di G. CAVALLO, Bari, 1982 (Universale Laterza, 612), pp. 3-20: 17. 33. G. CAVALLO, Leggere a Bisanzio, Milano, 2007, p. 37. 34. Si tratta di una informalit primaria , secondo la distinzione proposta da P. k ei v kllov. Le minuscole greche informali del X secolo, in Studi medievaORSINI, Grfein ou li, XLVII (2006), pp. 549-588: 562-568. v), IW (Iwnnhv), pgraya). 35. Essi sono limitati a US (ui (mrtur) e UP (u 36. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 17: Le pergamene di S. Nicola di Bari. Periodo greco (939-1071), ed. F. NITTI DI VITO, Bari, 1900 (Codice Diplomatico Barese, 4); rist. Bari, 1964, pp. 20-21 nr. 10. 37. F. MAGISTRALE, Notariato e documentazione in Terra di Bari. Ricerche su forme, rogatari, credibilit dei documenti latini nei secoli IX-XI, Bari, 1984 (Societ di Storia Patria per la Puglia. Documenti e Monografie, 48), p. 309. 38. CONVERSANO, Archivio diocesano, M 37: Il chartularium del monastero di S. Benedetto di Conversano, I, Byzantina, normanna, sveva, ed. D. MOREA, Montecassino, 1892, pp. 79-81 nr. 37; G. CONIGLIO, Le pergamene di Conversano. I (901-1265), Bari, 1975 (Codice Diplomatico Pugliese, 20), pp. 78-79 nr. 35.

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grafia, sobria e regolare, si noti pi un po schiacciato e gamma con trattino di coronamento allestremit del tratto orizzontale; ambedue le sottoscrizioni sono introdotte da una croce latina potenziata e concluse da un dicolon. Allanno 1021 risale la sottoscrizione di tale Bokkos 39, parzialmente leggibile in calce ad una pergamena barese (Fig. 3) 40; le lettere appaiono ben distanziate e si osserva un certo contrasto modulare fra lettere pi grandi e di forma tendenzialmente oblunga (beta, kappa) e lettere di piccole dimensioni (omicron, sigma). Analoghe osservazioni valgono per la scrittura di due testimoni baresi di nome Stephanos, intervenuti uno in un documento del 1039 (Fig. 4) 41, laltro in un atto di vendita del 1044 (Fig. 5) 42. La loro identificazione, ipotizzabile sulla scorta dellomonimia, ostacolata da elementi di natura paleografica: alpha presenta in un caso il corpo di forma appuntita, nellaltro arrotondata; phi ha il nucleo rotondo in un caso, di forma triangolare, di aspetto arcaico, nellaltro; la seconda sottoscrizione, a differenza della prima, conclusa da un dicolon seguito da uno svolazzo. Il documento del 1044 fu sottoscritto anche da Gryphos 43, il quale esibisce una maiuscola simile a quella dei due testimoni di nome Stephanos appena citati (Fig. 5). Altre sottoscrizioni ascrivibili a questo gruppo appaiono di livello qualitativo pi basso; la scrittura allineata male sul rigo, lasse di inclinazione irregolare, il tracciato pesante e lesecuzione quasi stentata. il caso di Niketas, che a Conversano sottoscrisse una cartula venditionis nel 999 44 e una cartula offertionis nel 1009
39. Leditore legge Rokkov , ma, pur essendo un po svanita, la pancia inferiore di beta ancora ben visibile. Per unaltra occorrenza dellantroponimo cfr. F. NITTI DI VITO, Le pergamene di Barletta. Archivio Capitolare (897-1285), Trani, 1914 (Codice Diplomatico Barese, 8), pp. 30-32 nr. 14 (Canne, 1051), in cui compare la sottoscrizione di un altro Bkkov (i due omonimi non sono tuttavia identificabili, per ragioni paleografiche). 40. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 2: Le pergamene di S. Nicola di Bari cit. (nota 36), pp. 104-105 fr. 7. 41. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 17: ibid., pp. 54-56 nr. 26. 42. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, C 1: ibid., pp. 62-64 nr. 30. 43. Sul nome cfr. R. COLIZZI, Le Pergamene di Conversano. Tracce longobarde, in Archivio Storico Pugliese, LVIII (2005), pp. 79-155: 138. 44. CONVERSANO, Archivio diocesano, M 30: Il chartularium del monastero cit. (nota 38), pp. 66-68 nr. 30; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. (nota 38), pp. 61-63 nr. 28 ( Eog (sic) Nhkhtav maruv).

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(Fig. 6) 45; si noti particolarmente alpha, cui laccentuata verticalizzazione ed il corpo appuntito conferiscono una forma a bandierina. Non dissimile la scrittura esibita dal gi citato Basileios (Fig. 7), militare in servizio a Bari, autore della soprascrizione che apre latto di vendita della sua casa 46; la pergamena, risalente al 1032, fu vergata dallo scriba Oreste 47 ed uno dei due documenti greci scritti a Bari e pervenutici 48. A questo gruppo di maiuscole mi pare si possa ricondurre anche quella della seconda soprascrizione esaminata nel presente lavoro, apposta dal monaco ed egumeno Phantinos, nel 1049 autore della vendita di un immobile, a Taranto (Fig. 8) 49; la sua scrittura irregolare sotto vari aspetti e fu ese45. CONVERSANO, Archivio diocesano, M 33. Ed. MOREA, Il chartularium del monastero cit. (nota 38), pp. 72-74 nr. 33; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. (nota 38), pp. 66-68 nr. 30. Lanalogia stata notata da MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), p. 311. 46. CAVA DEI TIRRENI, Archivio della badia, perg. gr. 98: Syllabus graecarum membranarum, ed. F. TRINCHERA, Napoli, 1865, pp. 27-29 nr. XXV; B. GAETANI DARAGONA, M. SCHIANI, M. MORCALDI, S. DE STEFANO, Codex diplomaticus cavensis, V, Mediolani - Pisis Neapoli, 1878, pp. 221-224 nr. DCCCXLVII. Lautografia della soprascrizione confer proanafermenov Basleiov o to Krommdou o lorimata dal testo del documento: o
p tn basilikn a rmamntwn a p tv qeofulktou plewv ktov ka prwtomandtwr e rmmenov, o tn tmion ka zwopoin staurn sn t nmati o idw o idiocerwv poisav (Syllabus graecarum cit., p. 27; GAETANI DARAGONA, SCHIANI, MORCALDI, DE

STEFANO, Codex diplomaticus cavensis cit., p. 221). 47. Uno specimen della sua scrittura in FALKENHAUSEN, AMELOTTI, Notariato e documento cit. (nota 14), tav. III; cfr. anche F. DORIA, Le pergamene greche, in La Badia di Cava nella storia e nella civilt del Mezzogiorno medievale. Mostra di codici, pergamene, sigilli, mappe e carte geografiche in occasione del IX centenario della consacrazione della basilica abbaziale (1092 - settembre 1992), Badia di Cava, 1991, pp. 125-142: 132, tav. III; ID., Tipologie grafiche dei documenti notarili greci, in Civilt del Mezzogiorno dItalia. Libro scrittura documento in et normanno-sveva. Atti del Convegno dellAssociazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Napoli - Badia di Cava dei Tirreni, 14-18 ottobre 1991), a cura di F. DORIA, Salerno, 1994 (Cultura Scritta e Memoria Storica. Studi di Paleografia Diplomatica Archivistica, 1), pp. 77-113: 85-86, tav. 2. 48. Si veda F. MAGISTRALE, Cultura grafica a Bari fra IX e XI secolo, in Storia di Bari. Dalla preistoria al Mille, a cura di F. TATEO, Roma-Bari, 1989, pp. 411-443 (rist. in F. MAGISTRALE, Cultura grafica e circolazione libraria a Bari in et medievale, Bari, 1997 [I Materiali, 5], pp. 1-25): 441-442; E. CRISCI, P. DEGNI, Documenti greci orientali e documenti greci occidentali. Materiali per un confronto, in Libri, documenti, epigrafi medievali: possibilit di studi comparativi. Atti del Convegno internazionale di studio dellAssociazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Bari, 2-5 ottobre 2000), a cura di F. MAGISTRALE, C. DRAGO, P. FIORETTI, Spoleto, 2002 (Studi e Ricerche, 2), pp. 483-528: 511. 49. MONTECASSINO, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 19. Reg.: T. LECCI-

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guita maldestramente; alpha quasi verticale, con locchiello arrotondato e alto sul rigo di base: esso ricorre nelle prossime sottoscrizioni e per brevit lo chiamer alpha a q 50. Questo gruppo di rozze maiuscole dal tracciato arrotondato si chiude con la grafia del testimone Pankallos (Fig. 9), figlio di Nikolaos Kaias 51, il quale sottoscrisse latto di vendita dellegumeno Phantinos; nella sua grafia si notino alpha a q e la forma minuscola del secondo sigma. Un secondo e pi nutrito gruppo di sottoscrizioni caratterizzato da un tracciato pi angoloso, dalla tendenza alla spezzatura delle curve, dalla forma tendenzialmente ogivale di alcune lettere, in particolare epsilon e sigma. Alcune fra queste maiuscole presentano una irregolare ma costante inclinazione dellasse verso destra e potrebbero per questo avere quale lontano modello di riferimento la maiuscola ogivale inclinata 52. il caso del testimone Mauros che, a Tomegna, intervenne in un memoratorium dellanno 960 (Fig. 10) 53; egli va a mio avviso identificato con lomonimo che nel 962, a Bari, sottoscrisse una divisione di beni immobili tra s e i suoi due fratelli 54,
SOTTI, Abbazia di Montecassino. I Regesti dellArchivio, VI, Roma, 1971 (Ministero dellInterno. Pubblicazioni degli Archivi di Stato, 74), p. 12; Syllabus graecarum cit. (nota 46), pp. 44-45 nr. XXXVI. Lautografia della soprascrizione confermata dal testo del docu progegrammnov Fantnov h gomenov o tn tmion ka zwopoin staurn sn t mento: o nmati ka t a ximati t au toceira protxav (ibid., p. 44). Non dato sapere a idw o capo di quale monastero fosse legumeno Phantinos. 50. Si noti che questo tipo di alpha documentato (pur con caratteristiche meno accentuate e in forme beninteso pi eleganti) da tardi manoscritti in maiuscola prodotti in Occidente o comunque in aree di scrittura latina; cfr. CAVALLO, Scritture librarie e scritture epigrafiche cit. (nota 4): 130 e tav. 47 fig. 103. 51. Per quanto concerne il cognome, si noti che nello stesso anno, a Taranto, attestato un Basleiov to Ka ; cfr. G. ROBINSON, History and cartulary of the Greek Monastery of St. Elias and St. Anastasius of Carbone, II.I, Cartulary, in Orientalia Christiana, XV-2, LIII (1929), pp. 121-275: 152 nr. IV-53. 52. Sulla maiuscola ogivale inclinata cfr. CAVALLO, Funzione e strutture cit. (nota 5), pp. 98-103. 53. CONVERSANO, Archivio diocesano, M 16: Il chartularium del monastero cit. (nota 38), pp. 38-40 nr. 16; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. (nota 38), pp. 30-31 nr. 14. Il testimone va identificato con il personaggio citato nel testo del documento: Mauro filio quondam Alexandri qui est natibus de civitate Bari (cfr. Il chartularium cit. [nota 38], p. 39; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. [nota 38], p. 31); le sue origini baresi sono confermate dalla data topica dellaltro documento da lui sottoscritto (cfr. infra). 54. Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 4: Le perga-

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Theophilactus e Nicyforus 55. Le sottoscrizioni sono ambedue introdotte da una croce latina potenziata e concluse da uno svolazzo racchiuso in un semicerchio; la scrittura caratterizzata da allineamento sul rigo imperfetto, da angolo di inclinazione variabile, da chiaroscuro poco accentuato e irregolare, in quanto non regolato da un angolo di scrittura costante; alpha a q, my tracciato con i due tratti centrali ora uniti ad angolo ora fusi in un tratto curvo, omicron di forma circolare e di piccole dimensioni, i tratti orizzontali di gamma e di tau terminano con un coronamento, il tratto verticale di rho, di ypsilon e di psi prolungato sotto il rigo di scrittura. Una maggiore scioltezza nel ductus sembra caratterizzare la scrittura di un testimone oggi anonimo a causa dello stato di conservazione della pergamena intervenuto in un memoratorium scritto a Bari fra il 962 ed il 988 (Fig. 11) 56; alpha ancora una volta a q, my simile al tipo alessandrino, sigma particolarmente stretto e tau presenta dei coronamenti alle estremit del tratto orizzontale. Una pi accentuata informalit caratterizza tre sottoscrizioni tarantine. La prima si deve a Ioannes, figlio di Oursileon, testimone in un atto di donazione di un vivarion, risalente al 981 57; la sua scrittura allineata decisamente male, il bilinearismo spesso violato (in particolare da ypsilon), omicron di forma solo vagamente ogivale; si notino per le legature dal basso e tramite occhiello cieco di sigma con la lettera successiva (eta, my e ypsilon) 58. La seconda
mene di S. Nicola di Bari cit. (nota 36), pp. 5-6 nr. 2 ( Ego Maourov marthron upegraya). 55. Come ha osservato MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), p. 55, anche questultimo sottoscrive il documento, ma, a differenza del fratello Mauros, in latino: Ego Niciforo testes (Le pergamene di S. Nicola di Bari cit. [nota 36], p. 6). 56. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 6: Le pergamene di S. Nicola di Bari cit. (nota 36), pp. 102-103 fr. 5. Sulla datazione cfr. MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), pp. 18-19 e n. 63. 57. MONTECASSINO, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 2. Reg.: Abbazia di Montecassino cit. (nota 49), p. 6; Syllabus graecarum cit. (nota 46), pp. 6-7 nr. VIII ( Uoanhv uov / Ourshleontov marturon upegraya udhochrov). Probabilmente egli intervenne nel documento non solo come testimone della transazione ma anche perch proprietario di un vivarion confinante a sud con quello donato, come si legge nel testo del documen p meshmurav e teron to, a proposito della descrizione dei snora dellimmobile: ka e o Ou rsolontov (ibid., p. 6). uiurion Iwnnou ui 58. Uno specimen in FALKENHAUSEN, AMELOTTI, Notariato e documento cit. (nota 14), tav. I, ed in P. DANELLA, Privilegi sovrani e documenti privati in lingua greca a Montecassino:

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sottoscrizione del 984, apposta da tale Niketas in calce ad una divisione di beni immobili (Fig. 12) 59; la scrittura non allineata perfettamente ed il bilinearismo violato da alpha, rho, ypsilon e psi; si notino le legature dal basso di alpha, a bandierina, con la lettera successiva (rho e ypsilon), i coronamenti alle estremit del tratto orizzontale di gamma e di tau, i tratti verticali di quasi tutte le lettere desinenti in un uncino (ad es. kappa, tau). La terza sottoscrizione quella del turmarca Ioannes, che sottoscrisse un diploma rilasciato nel 1028 dallarcivescovo Dionysius (Fig. 13) 60. Come ha rilevato Vera von Falkenhausen 61, egli va identificato con lomonimo che nel 1033, sempre a Taranto, intervenne a testimoniare in merito allavvenuta vendita di un vigneto 62. Nella sua scrittura il modello ogivale inclinato appare ormai molto lontano, vagamente riverberato dalla forma di epsilon e sigma; si noti alpha a bandierina, my eseguito in quattro tratti, rho con il nucleo di forma triangolare, gli uncini allestremit inferiore dei tratti verticali di alcune lettere (ad es. tau). Un livello di competenza tecnica inferiore dimostra un testimone di nome Gaiderises 63, che nel 992 sottoscrisse a Conversano una cartula donationis (Fig. 14) 64; si noti alpha a q e inclinato verso destra, gamma con il tratto orizzontaun confronto, in Documenti medievali greci e latini. Studi comparativi, Atti del seminario di Erice (23-29 ottobre 1995), a cura di G. DE GREGORIO, O. KRESTEN, Spoleto, 1998 (Incontri di Studio, 1), pp. 367-380: tav. I. 59. MONTECASSINO, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 3. Reg.: Abbazia di toi kritik pragmatea per tn e n tov a rMontecassino cit. (nota 49), p. 6; Italoellhnik, h nekdtwn pergamhnn, ed. S. ZAMBELIOS, Atene, 1864, nr. I; TRINCHEceoiv Neaplewv a RA, Syllabus graecarum cit. (nota 46), pp. 7-9 nr. IX. Uno specimen in FALKENHAUSEN, AMELOTTI, Notariato e documento cit. (nota 14), tav. II. 60. CAVA DEI TIRRENI, Archivio della badia, A 37. Reg.: C. CARLEO, Repertorio dei diplomi dellArchivio Cavense, Cava de Tirreni, 2004, p. 14 (a. 1058); Possedimenti temporali e spirituali dei benedettini di Cava nelle Puglie, ed. F. GUERRIERI, Trani, 1900, pp. 188-191 nr. I. Il testimone citato nel testo del documento: una cum Iohanne imperiali trumarcha advocatore nostro et nostri sacri episcopii (ibid., p. 188). 61. FALKENHAUSEN, Taranto in epoca bizantina cit. (nota 19), p. 162. 62. MONTECASSINO, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 11. Reg.: Abbazia di Montecassino cit. (nota 49), p. 9; C. COLAFEMMINA, Gli Ebrei a Taranto. Fonti documentarie, Bari, 2005 (Societ di Storia Patria per la Puglia. Documenti e Monografie, 52), pp. 4546 nr. 25; Syllabus graecarum cit. (nota 46), pp. 29-31 nr. XXVI, con uno specimen alla tav. II ( Iwnnhv tormarchv marthro upegaya). 63. Sul nome cfr. COLIZZI, Le Pergamene di Conversano cit. (nota 43), p. 113. 64. CONVERSANO, Archivio diocesano, M 28: Il chartularium del monastero cit. (nota 38), pp. 62-64 nr. 28; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. (nota 38), pp. 56-58 nr. 26.

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le desinente in un coronamento obliquo, il tratto orizzontale di delta pi lungo a sinistra. A questo secondo gruppo di scritture possono essere ricondotte delle rozze maiuscole caratterizzate da un asse di inclinazione del tutto irregolare, ora diritto, ora inclinato, tanto verso destra quanto verso sinistra. Che alle spalle vi sia un modello ogivale solo unipotesi, tanto pi fragile quando ci si spinga a specificarne la manifestazione inclinata o quella diritta 65. quanto emerge dalla scrittura del gastaldo Triphyles, che nel 970, a Massafra, presiedette una controversia circa alcuni beni immobili 66, come apprendiamo dal verbale del processo, da lui redatto in prima persona 67 e sottoscritto quale autorit giudicante (Fig. 15) 68. La sua scrittura caratterizzata da allineamento impreciso, modulo grande, marcato e irregolare contrasto tra pieni e filetti, esecuzione impacciata; si notino alpha a bandierina, phi con anello di forma romboidale e psi con tratti obliqui fusi in un piccolo tratto concavo. A Bari il testimone Amatos sottoscrisse due memoratoria, uno nel 994 69, laltro nel 1010 70 (Fig. 16): accanto a sequenze che ricordano il lontano modello ogivale inclinato (ad esempio upeg ),
65. Sulla maiuscola ogivale diritta si veda E. CRISCI, La maiuscola ogivale diritta. Origini, tipologie, dislocazioni, in Scrittura e Civilt, IX (1985), pp. 103-145; E. CRISCI, C. EGGENBERGER, R. FUCHS, D. OLTROGGE, Il Salterio purpureo Zentralbibliothek Zrich, RP1, in Segno e Testo, V (2007), pp. 31-98: 50. 66. MONTECASSINO, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 35. Reg.: T. LECCISOTTI, Le pergamene latine di Taranto nellArchivio di Montecassino, in Archivio Storico Pugliese, XIV (1961), pp. 3-49: 6; ID., Abbazia di Montecassino cit. (nota 49), p. 19; lApulia e il suo comune nellalto medioevo, ed. F. CARABELLESE, Bari, 1905 (rist. 1960) (Documenti e Monografie, 7), pp. 451-452 nr. I. 67. ...Dum essem ego Trifili gastalt in castello Massafra ... statim mea presentia benit Ylarius monachus ... una cum Leoni presbitero et interpellaberunt ... et dixerunt: Iudica nobis domine... (ibid., p. 451). 68. FALKENHAUSEN, Taranto in epoca bizantina cit. (nota 19), p. 164. 69. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 11: Le pergamene di S. Nicola di Bari cit. (nota 36), pp. 101-102 fr. 4 ( Ego Amatov marthv). 70. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 18: ibid., pp. 21-24 nr. 11 (nel testo del documento viene citato un personaggio con questo nome, ma lidentificazione non certa: et de curte nepotum Amati f. Musceli , ibid., p. 22). Lidentit di mano stata notata da MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), pp. 163-164. Su questo secondo documento cfr. anche ID., La documentazione giudiziaria di Terra di Bari in et normanno-sveva, in La diplomatica dei documenti giudiziari (dai placiti agli acta - secc. XII-XV). Atti del X Congresso internazionale della Commission Internationale de Diplomatique (Bologna, 12-15 settembre 2001), a cura di G. NICOLAJ,

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la sua scrittura presenta elementi insoliti nel panorama grafico in oggetto, quali il vistoso prolungamento verso il basso dei tratti discendenti di alpha, di rho e di ypsilon, lesecuzione direi graffita, pi che scritta, di alcune lettere (ad esempio il secondo my), la curiosa spirale precedente il tau di marthv e ad esso legata tramite il congiungimento dallalto al tratto verticale. Un terzo ed ultimo gruppo costituito da maiuscole in cui i connotati che hanno pocanzi consentito i due raggruppamenti di massima (sostanzialmente il modulo di certe lettere e linclinazione dellasse), sono del tutto assenti o almeno privi di quella costanza riscontrabile nella pur breve performance di una sottoscrizione testimoniale: intravedere un modello di riferimento appare in questi casi persino impossibile. Tali scritture sono caratterizzate da estrema irregolarit, nellallineamento, nellinclinazione dellasse, nel modulo, nel tratteggio delle lettere e nella loro forma. Due delle sottoscrizioni interessate compaiono nel gi citato atto di vendita di un vigneto, scritto a Taranto nel 1033. Si tratta di maiuscole del tutto prive di pretese formali, caratterizzate da un andamento a tratti corsiveggiante e da assenza di chiaroscuro e di appendici esornative. La prima sottoscrizione si deve al conte Ischanakes (Fig. 17); la sua scrittura sgraziata, poich priva di nitore e di uniformit, eppure egli in grado di eseguire ben tre tipi di alpha; si noti quello documentato dalle prime due occorrenze della lettera: a forma di q ma risulta vergato in un tempo solo e con il tratto dorsale sinuoso. Il testimone Nikephoros, figlio di Nikolaos Tauromenites (Fig. 18) 71, mostra una maggiore padronanza del calamo, rispettando maggiormente lallineamento ed il bilinearismo, vergando grandi alpha a bandierina, my corsivo e legato a epsilon; a conclusione del suo intervento, egli ricorre persino ad un monogramma 72.
Roma - Citt del Vaticano, 2004 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato. Saggi, 83; Littera Antiqua, 11), pp. 329-343: 331 nn. 9-10, 332 n. 18. 71. Egli ha scritto Tabromentou , probabile storpiatura di Tauromentou. 72. A questo proposito si noti che Trinchera legge alla fine della sottoscrizione marturwn upegraya , ma nel monogramma a mio avviso pi semplice leggere alpha, tau e rho (forse anche ypsilon, costituito dal tratto obliquo di alpha e da quello verticale di tau) e dunque considerarlo un completamento dellabbreviazione precedente, piutto pgraya (che risulterebbe peraltro abbreviato in sto che alcune delle lettere del verbo u modo inconsueto).

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Altre tre sottoscrizioni sono vergate con maiuscole dal ductus pi posato. Nella scrittura di tale Parni 73, testimone in una cartula barese del 976 (Fig. 19) 74, si notino alpha a q, epsilon con tratto mediano prolungato, omicron di piccolo modulo, ny, eta, e my di forma oblunga, sigma di modulo quadrato. Per quanto lacunosa, simile appare la sottoscrizione del secondo anonimo intervenuto a corroborare il gi citato memoratorium barese scritto fra il 962 ed il 988 (Fig. 20); vi si osserva un chiaroscuro irregolare, un certo contrasto nel modulo delle lettere e il bilinearismo ripetutamente violato dai tratti discendenti; si notino alpha ancora una volta a q, my eseguito quasi corsivamente e tau con piccoli complementi ornamentali allestremit del tratto orizzontale. Infine la scrittura del testimone Maraldos 75, intervenuto in una divisione di beni rogata a Bari nel 1019 (Fig. 21) 76: appare piuttosto generica, leggermente inclinata verso sinistra, tozza e un po angolosa; il testimone apre la propria sottoscrizione con una croce greca potenziata e la conclude con una sorta di spirale seguita da uno svolazzo. Vorrei infine presentare tre casi che, per ragioni diverse, ho intenzionalmente separato dal resto della trattazione. Il primo costituito dalla sottoscrizione di Leon, in un memoratorium steso a Bari nellanno 990 77. Egli impiega una scrittura minuscola, ben allineata, corsiveggiante e conclude la propria sottoscrizione con un segno simile a quello adoperato in latino per abbreviare scripsi, ripetuto e in legatura 78. Per scrivere il proprio nome, tuttavia, egli utilizza lambda, epsilon, omega e ny di forma maiuscola, disposte al73. Non ho trovato riscontri per questo antroponimo. 74. BARI, Archivio del capitolo metropolitano, 5: Le pergamene del Duomo di Bari (952-1264), ed. G. B. NITTO DE ROSSI, F. NITTI DI VITO, Bari, 1897 (rist. Trani, 1964) (Codice Diplomatico Barese, 1), pp. 9-10 nr. 5. Cfr. MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), p. 93 n. 339, p. 103 n. 408. 75. Sul nome cfr. COLIZZI, Le Pergamene di Conversano cit. (nota 43), p. 116. 76. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 1: Le pergamene di S. Nicola di Bari cit. (nota 36), pp. 28-30 nr. 14. 77. BARI, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 8; ibid., pp. 8-10 nr. 4 ( Lewn marthv upegraya ), con uno specimen alla tav. I. 78. Su cui cfr. G. ANCIDEI, Simbologia e funzione del Signum nella documentazione salernitana, in Scrittura e produzione documentaria nel Mezzogiorno longobardo. Atti del Convegno internazionale di studio (Badia di Cava, 3-5 ottobre 1990), a cura di G. VITOLO, F. MOTTOLA, Badia di Cava, 1991 (Acta Cavensia, 1), pp. 323-332: 327, 332.

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le estremit dei bracci di una croce latina (rispettivamente sinistro, destro, superiore e inferiore) 79. Il nome Leon era diffuso a Bari e ricorre su monete come quella di Leone III Isaurico, in cui scritto con un monogramma identico a quello qui esaminato 80. Anche nellepigrafe barese del patrikios Leone il nome del dignitario inciso con questo espediente, essendo le lettere poste al centro e alle estremit dei bracci di una croce 81: il testimone potrebbe essersi ispirato a questa iscrizione dagli studiosi assegnata alla prima met del secolo X o ad una simile per porre in evidenza, con lausilio dellalfabeto maiuscolo, il proprio nome. La seconda sottoscrizione quella di un altro testimone di nome Leon, insignito del titolo di ek prosopou 82 ed intervenuto in un atto di vendita scritto a Conversano nel 1053 (Fig. 22) 83. La sua scrittura ben allineata, caratterizzata da asse diritto, tracciato arrotondato, leggero schiacciamento e assenza di chiaroscuro; le lettere sono di forma maiuscola, ad eccezione di ny che ciononostante poggiato sul rigo, come fosse inserito nel sistema bilineare e di sigma. Si notino inoltre epsilon con tratto mediano molto
79. Cfr. MAGISTRALE, Notariato e documentazione cit. (nota 37), pp. 55-56 (una disposizione simile delle lettere presente in altre sottoscrizioni, cfr. ibid., p. 313). 80. Cfr. ad es. D. R. SEAR, Byzantine coins and their values, London, 19872, nr. 1529; pi in generale, sulla monetazione bizantina in Puglia e sulla discussa presenza di una zecca imperiale a Bari, cfr. R. FILANGIERI DI CANDIDA, Notizie sulle monete in uso nella Puglia dal secolo X al XII, in ID., Scritti di paleografia e diplomatica, di archivistica e di erudizione, Roma, 1970 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, 69), pp. 65-94; F. PANVINI ROSATI, Monetazione bizantina in Italia, in I Bizantini in Italia, a cura di G. PUGLIESE CARRATELLI, Milano, 1982, pp. 653-669 (con bibliografia alle pp. 668-669). 81. Sulliscrizione cfr. A. GUILLOU, Recueil des inscriptions grecques mdivales dItalie, Roma, 1996 (Collection de lcole Franaise de Rome, 222), pp. 161-163 nr. 145, tav. 139b (in questo caso il nome al dativo: allincrocio dei bracci si trova omicron, alle loro estremit sono collocate le lettere lambda, epsilon, ny e tau); un altro specimen in ID., La Puglia e Bisanzio, in La Puglia tra Bisanzio e lOccidente, Milano, 1980 (Civilt e Culture in Puglia, 2), pp. 5-36: 33 fig. 11. 82. Sul titolo di ek prosopou cfr. OIKONOMIDES, Les listes de prsance cit. (nota 22), p. 342; FALKENHAUSEN, La dominazione bizantina cit. (nota 22), pp. 115-116; The Oxford Dictionary of Byzantium cit. (nota 22), I, p. 683 s. v. ek prosopou . 83. Conversano, Archivio diocesano, M 41: Il chartularium del monastero cit. (nota 38), pp. 91-92 nr. 41; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. (nota 38), pp. 89-91 nr. 39. Egli citato nel testo del documento: ante presentiam [...] Leo hecprosopo . . . Martinus monachus [...] cum suo adbocatori predicto Leo hecprosopi (MOREA, Il chartularium del monastero cit. [nota 38], risp. pp. 91, 91-92; CONIGLIO, Le pergamene di Conversano cit. [nota 38], risp. pp. 89, 90).

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prolungato, omicron di piccole dimensioni ed alto sul rigo e pi schiacciato; le prime lettere sono distanziate; la sottoscrizione conclusa da un segno a spirale, legato a pi 84. La presenza di forme minuscole in una scrittura sostanzialmente bilineare come questa pu essere considerata significativa di quellavvicendamento dei due sistemi grafici nellapprendistato degli scriventi pugliesi, nella regione giunto a maturazione come ho accennato allinizio del presente lavoro proprio alla met del secolo XI. Lultima sottoscrizione risale ad un fase pi tarda, essendo stata apposta dal giudice Paganus in calce ad un atto di donazione rogato a Ruvo nel 1126 (Fig. 23) 85. La scrittura perfettamente allineata, le parole vistosamente distanziate, le lettere tutte maiuscole (ad eccezione di ny, che per inserito nel sistema bilineare); e ed u sono prestiti latini; omicron di dimensioni ridottissime; si notino i nessi epigrafici rho-eta e tau-eta; nel pronome ego, i tratti superiore e verticale di epsilon coincidono con i bracci destro e inferiore del signum crucis; le lettere presentano dei coronamenti costituiti da un trattino (alla base dei tratti verticali) e delle appendici ornamentali a forma di giglio. Il ricorso ad una maiuscola cos artificiosa in piena epoca normanna non imputabile alleducazione grafica primaria ricevuta dallo scrivente, bens ad una scelta personale, dettata da ragioni di solennit e allo stesso tempo di prestigio che il krites intervenuto a corroborare il documento intendeva cos rimarcare. Pu darsi che nel pensare e nel realizzare la sua scrittura egli abbia tenuto conto di modelli epigrafici, non solo bizantini ma anche latini, entrambi attestati in Terra di Bari 86. Vengo alle conclusioni. Il ricorso alla scrittura maiuscola nelle sottoscrizioni testimoniali pugliesi interessa unarea ed unepoca
84. Cfr. ANCIDEI, Simbologia e funzione del Signum cit. (nota 78), p. 327. 85. BARLETTA, Archivio diocesano, 36: Le pergamene di Barletta cit. (nota 39), pp. 5960 nr. 34. 86. F. MAGISTRALE, Forme e funzioni delle scritte esposte nella Puglia normanna, in Scrittura e Civilt, XVI (1992), pp. 5-75: 6-55; G. CAVALLO, F. MAGISTRALE, Mezzogiorno normanno e scritture esposte, in Epigrafia medievale greca e latina. Ideologia e funzione. Atti del seminario di Erice (12-18 settembre 1991), a cura di G. CAVALLO, C. MANGO, Spoleto, 1995 (Biblioteca del Centro per il Collegamento degli Studi Medievali e Umanistici in Umbria , 11), pp. 293-329: 315-329.

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per le quali estremamente difficile reperire altre testimonianze scritte in lingua greca. A Bari appartengono due solenni iscrizioni, quella del catapano Basilio Mesardonita (a. 1011) 87 e quella collocata ai piedi della cattedra dellarcivescovo Elia (secolo XIin.) 88. Si conoscono inoltre epigrafi mobili, come quella sullanello-sigillo in bronzo proveniente da Turi (secolo IXex.-XIm.), recante la scritta speculare Leontov , oggi conservato presso il Museo Archeologico di Bari 89. Per Taranto non ci sono giunte iscrizioni su marmo o su pietra risalenti al nostro periodo; lepigrafe sulla ricostruzione della citt ad opera dei bizantini, databile agli anni 965-969, andata purtroppo perduta 90. Molto pi antiche sono due iscrizioni funerarie ebraiche in lingua greca (una del secolo IV, laltra del secolo V-VI) 91, pi tarde due steli funerarie di epoca normanna (una del 1135, laltra del 1152) 92. Ancora pi scarne, sempre in riferimento allarco cronologico esaminato, sono le testimonianze epigrafiche poste a corredo di pitture monumentali. Per la citt di Bari non se ne sono conservate 93. Qualcosa per87. GUILLOU, Recueil des inscriptions cit. (nota 81), pp. 154-159 nr. 143, tav. 137; F. FIORI, Epigrafi greche dellItalia bizantina (VII-XI Secolo), Bologna, 2008, pp. 100-113. 88. Cfr. GUILLOU, Recueil des inscriptions cit. (nota 81), pp. 160-161 nr. 144, tav. 138. Pi tarda lepigrafe del protospatharios e topoteretes Basilio Mersiniota, datata al 1075 (cfr. ibid., pp. 163-164 nr. 146, tavv. 140-143); sono invece oggetto di discussione sia la datazione sia larea geografica di origine dellepigrafe rinvenuta nella pavimentazione della trulla della cattedrale, sulla quale rinvio a N. ZORZI, Lepigrafe bizantina dalla trulla della cattedrale di Bari, in Na Rmh, IV (2007), pp. 37-61. Sebbene esterne allarea urbana qui considerata, degne di menzione sono le tre iscrizioni bizantine di Trani (su cui cfr. GUILLOU, Recueil des inscriptions cit. [nota 81], pp. 187-193 nrr. 180-182, tavv. 168-172, assegnate rispettivamente al secolo X, al Xex.-XIin. e alla prima met del secolo XI). 89. F. FERRANDINI TROISI, Epigrafi mobili del Museo Archeologico di Bari, Bari, 1992 (Documenti e Studi, 12), pp. 115-116 nr. 105 (Fig. b). 90. GUILLOU, Recueil des inscriptions cit. (nota 81), pp. 183-184 nr. 175. 91. C. COLAFEMMINA, Gli Ebrei a Taranto nella documentazione epigrafica, in La Chiesa di Taranto, I, Dalle origini allavvento dei Normanni. Studi storici in onore di Mons. Guglielmo Motolese arcivescovo di Taranto nel XXV anniversario del suo episcopato, a cura di C. D. FONSECA, Galatina, 1977, pp. 109-127: 111-112 nrr. 1-2, tav. XVII; per la datazione cfr. ibid., p. 126. 92. GUILLOU, Recueil des inscriptions cit. (nota 81), pp. 184-185 nrr. 176-177, tavv. 166-167. 93. Si potrebbero ricordare quelle rinvenute nella chiesa di S. Martino, i cui dipinti frammentari sono stati per datati entro la met del secolo XII (le iscrizioni potrebbero dunque essere successive allarco di tempo interessato dalle sottoscrizioni in maiuscola); cfr. G. BERTELLI, Note su Bari in et medievale: loratorio di San Martino, in Bari sacra, Gala-

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venuto invece per larea tarantina: ricorder le didascalie agli affreschi nella cripta della gravina di Riggio, presso Grottaglie (secolo X per lo strato pi antico, XI per lo strato pi recente) 94. Sulla produzione e sulla circolazione libraria sappiamo ancora meno. Libri greci in maiuscola furono certamente prodotti in Italia meridionale sin da epoca tardoantica 95 e circolarono senzaltro nella vicina Terra dOtranto, come emerge dallo studio dei numerosi codici palinsesti confezionati nella regione 96; qui furono riutilizzati manoscritti in maiuscola biblica 97, in ogivale inclinata 98 e diritta 99. Eppure poco o nulla sappiamo in merito per larea barese e per quella tarantina. Nella prima certamente circolavano libri greci, come si evince da un documento vergato in citt nel 1032, con cui Bisanzio, arcivescovo di Canosa, consegnava una chiesa a Pietro e a Gregorio, monaci di Turri (in Basilicata); i due
tina, 1984, pp. 281-290, tavv. 117-124; M. FALLA CASTELFRANCHI, Pittura monumentale bizantina in Puglia, Milano, 1991, pp. 140-141, fig. 120. 94. FALLA CASTELFRANCHI, Pittura monumentale cit. (nota 93), pp. 90-99, figg. 76-81, 83; F. DELLAQUILA, A. MESSINA, Le chiese rupestri di Puglia e Basilicata, Bari, 1998, pp. 131-133, figg. 4-5, p. 170 nrr. 23-24; Puglia preromanica. Dal V secolo agli inizi dellXI, a cura di G. BERTELLI, Milano, 2004, pp. 263-265. 95. G. CAVALLO, La produzione di manoscritti greci in Occidente tra et tardoantica e alto medioevo. Note e ipotesi, in Scrittura e Civilt, I (1977), pp. 111-131. 96. Cfr. D. ARNESANO, Libri inutiles in Terra dOtranto. Modalit di piegatura dei bifogli nella realizzazione del Laur. 87.21, in Libri palinsesti greci: conservazione, restauro digitale, studio. Atti del Convegno Internazionale (Villa Mondragone - Monte Porzio Catone Universit degli Studi di Roma Tor Vergata - Biblioteca del Monumento Nazionale di Grottaferrata, 21-24 aprile 2004), a cura di S. LUC, Roma, 2008, pp. 191-200: 195. 97. Sulla maiuscola biblica cfr. G. CAVALLO, Ricerche sulla maiuscola biblica, Firenze, 1967 (Studi e Testi di Papirologia, 2). I palinsesti di sicura origine salentina confezionati con manoscritti in maiuscola biblica sono il FIRENZE, Biblioteca Medicea Laurenziana, Laur. Conv. Soppr. 152 ed il CITT DEL VATICANO, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 2591; cfr. P. ORSINI, Manoscritti in maiuscola biblica. Materiali per un aggiornamento, Cassino, 2005 (Studi Archeologici, Artistici, Filologici, Letterari e Storici, 7), pp. 29-31, 156-158; P. CANART, Les palimpsestes en criture majuscule des fonds grecs de la Bibliothque Vaticane, in Libri palinsesti greci cit. (nota 96), pp. 71-84: 80. 98. Un codice in maiuscola ogivale inclinata fu reimpiegato ad esempio nel FIRENZE, Biblioteca Medicea Laurenziana, Laur. 87.21, su cui cfr. D. ARNESANO, Frammenti della Historia Philothea di Teodoreto di Ciro nel palinsesto Laur. 87.21, in Orpheus, XXVI (2005), pp. 1-19: 5, tavv. 1-2. 99. Essa stata individuata ad esempio nello strato inferiore del VENEZIA, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 273, su cui cfr. M. R. FORMENTIN, I palinsesti greci della Biblioteca Nazionale Marciana e della Capitolare di Verona, in Dptuca, II (1980-1981), pp. 146-186: 166, tav. VII.

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portarono nella nuova sede libri liturgici bizantini 100 ma non dato sapere con quale sistema grafico questi fossero vergati, tantomeno con quale tipologia di scrittura. Pi concreta la testimonianza presente nel famoso Exultet 1, conservato presso il Museo Diocesano di Bari, la cui datazione oscilla fra linizio del secondo venticinquennio e la met del secolo XI (per alcuni studiosi, in verit, anche oltre) 101. Le didascalie dei santi raffigurati nei medaglioni, collocati lungo le fasce decorative che affiancano il testo liturgico, sono in lingua greca e furono vergate in maiuscola ogivale diritta 102. Anche per Taranto abbiamo una testimonianza tangibile; emerge dal palinsesto GROTTAFERRATA, Biblioteca del Monumento Nazionale, Crypt. A. a. XI + A. a. XIII (Gr. 323), un Evangeliario della seconda met del secolo XIII, confezionato reimpiegando pergamena proveniente da almeno otto manoscritti greci 103, tra i quali un sigillion del catapano Basilio Mesardonita (1010-1016) 104 e alcuni atti notarili della seconda met del secolo XI 105. Di un altro degli otto manoscritti riutilizzati rimane solo un foglio, piegato in due per ottenere un bifoglio del codice criptense (f. 209 + 215): esso contiene i Canoni eusebiani ed vergato in maiuscola ogivale diritta 106. La sicura localizzazione dei documenti
100. Le pergamene del Duomo di Bari cit. (nota 74), pp. 31-32 nr. 18: Et ipsi nominatis Petrus et Gregorium miserunt secum in ecclesia ipsa unum parum bovi et uno caballo et codice evangelium et codice apostolo et alium codice mineo et psalterium et isti chiro cathismatari et condacaro et codice viblio et anastasimu et octayco et efologio (p. 31). Sulla vicenda cfr. MAGISTRALE, Cultura grafica a Bari cit. (nota 48), pp. 424-425; sulla tipologia dei libri liturgici bizantini cfr. R. TAFT, I libri liturgici, in Lo Spazio Letterario del Medioevo, 3, Le culture circostanti, I, La cultura bizantina, a cura di G. CAVALLO, Roma, 2004, pp. 229-256. 101. Cfr. G. CAVALLO, Rotoli di Exultet dellItalia meridionale, Bari, 1973, p. 51 e, per una datazione pi tarda, H. BELTING, Byzantine Art among Greeks and Latins in Southern Italy, in Dumbarton Oaks Papers, XXVIII (1974), pp. 1-29: 14-15. 102. F. MAGISTRALE, Lapparato grafico dei rotoli liturgici baresi, in Gli Exultet di Bari, a cura di G. BARRACANE, Bari, 1994 (Studi e Materiali per la Storia della Chiesa di Bari, 8), pp. 75-95: 80 fig. 4, 81 (per altri specimina cfr. ibid., pp. [151]-[156] tavv. 3-8). 103. E. CRISCI, I palinsesti di Grottaferrata. Studio codicologico e paleografico, Napoli, 1990 (Pubblicazioni dellUniversit degli Studi di Cassino. Sezione di Studi Filologici, Letterari, Storici, Artistici e Geografici, 2), p. 17. 104. V. VON FALKENHAUSEN, Un sigllion bizantino nel codice Crypt. A. a. XI e A. a. XIII, in Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata, XLVII (1993), pp. 71-77. 105. CRISCI, I palinsesti di Grottaferrata cit. (nota 103), p. 65. 106. Ibid., p. 64 (lo studioso ritiene probabile una datazione al secolo X).

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privati nella cittadina ionica 107 consente di affermare che durante il secolo XIII era disponibile a Taranto almeno un libro in maiuscola e di ipotizzare che esso vi fosse fruibile gi nei secoli precedenti. Questi reperti sono certamente significativi, eppure risultano insufficienti evidente a ricostruire il panorama della scrittura maiuscola greca nellarea barese e tarantina, a cavallo dei secoli X e XI. Si tratta di testimonianze esigue e limitatamente a quelle librarie inaffidabili, poich difficile datarle ad annum e sarebbe imprudente ascriverle con certezza ad amanuensi locali o italogreci. Sebbene assai limitate, le sottoscrizioni in maiuscola costituiscono invece, in questo deserto grafico, dei punti di riferimento, in quanto datate e localizzate: esse non colmano ovviamente tale lacuna, ma qualcosa ci dicono sulla maiuscola in unarea e in unepoca in merito molto avare di testimonianze. Si pu dire che si tratta di una scrittura tendenzialmente bilineare, impartita a livello elementare, non identificabile con alcuna delle antiche maiuscole canonizzate 108, pi semplicemente improntata a due modelli di riferimento. Il primo, a quanto pare minoritario, pu essere definito rotondo e, in mancanza di sicuri agganci con le maiuscole canonizzate del passato, deve essere considerato non pi di un paradigma scolastico (Figg. 1-9). Il secondo, maggiormente documentato, pu essere definito ogivale e sul piano storicografico riconducibile, seppur lontanamente, allomonima maiuscola (Figg. 10-16). Non sfuggir al lettore come tale dicotomia di fondo ripeta sostanzialmente quella documentata nelle fonti bizantine, dove in base allesegesi pi accreditata gli aggettivi strongylos e oxyrynchos indicano proprio tali modelli 109. Aldil di questi due orientamenti di fondo peraltro accomunati da elementi ri107. FALKENHAUSEN, Un sigllion bizantino cit. (nota 104), p. 71. 108. Sul concetto di canone, con particolare riferimento al sistema maiuscolo, cfr. G. CAVALLO, Fenomenologia libraria della maiuscola greca: stile, canone, mimesi grafica, in Bulletin of the Institute of Classical Studies, XIX (1972), pp. 131-140 (rist. in ID., Il calamo e il papiro. La scrittura greca dallet ellenistica ai primi secoli di Bisanzio, Firenze, 2005 [Papyrologica Florentina, 36], pp. 73-83): 133-135. Per una riflessione critica sullo stesso concetto cfr. ora ID., La scrittura greca e latina dei papiri. Una introduzione, Pisa-Roma, 2008 (Studia Erudita, 8), p. 15. xrugcov e strogglov in un testo del sec. XI, in Rivista 109. M. D. SPADARO, I termini o di Studi Bizantini e Neoellenici, XIV-XVI (1977-1979), pp. 125-143: 140-143; pi in generale cfr. B. ATSALOS, La terminologie du livre-manuscrit lpoque byzantine. Premire par-

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correnti, come per esempio alpha a q le scritture esaminate sono per il resto diverse fra loro, in quanto, rispetto allapprendimento originario, condizionate dal livello di competenza tecnica maturato dallo scrivente, da fattori o circostanze contingenti che oggi ci sfuggono, o anche modificate da sporadiche scelte individuali 110. Bisogna aggiungere che, rispetto al primo modello, caratterizzato da asse diritto, il secondo solitamente accompagnato da una leggera inclinazione verso destra e dunque si potrebbe precisare in una delle due manifestazioni della maiuscola ogivale, quella inclinata 111. noto come nel secolo X questultima fosse impiegata per vergare libri senza pretese, solitamente di uso liturgico o di contenuto sacro, nelle aree provinciali dellimpero 112. il caso della regione sinaitico-palestinese 113 oppure di quella nubiana, a proposito della quale stato notato: bisogna pur riconoscere che, nellambito delle esperienze grafiche, ladozione di precisi modelli di riferimento, rappresentati dalle scritture maiuscole canonizzate pi diffuse nel mondo bizantino, potesse dar luogo, in unarea indubbiamente marginale rispetto ai pi vitali centri culturali dellimpero, a maldestri tentativi di imitazione, non sorretti da un rigoroso tirocinio tecnico n da una sicura padronanza formale delle tipologie grafiche che si cercava di riprodurre 114. Queste parole si addicono, almeno in parte, anche alla realt scrittoria qui esaminata, con riferimento a quelle maiuscole che, sebbene in forme ormai imbastardite, iteravano un antico canone grafico, quello ogivale. Gli scriventi pugliesi probabilmente non
tie. Termes dsignant le livre-manuscrit et lcriture, Qessalonkh, 1971 (rist. 2001) (Ellhnik. Parrthma, 21), pp. 193-229.

110. Cos potrebbero essere interpretate forme come phi con nucleo di forma triangolare (Fig. 5), il segno a spirale legato a tau (Fig. 16) e il monogramma finale (Fig. 18). 111. Non invece stato possibile appurare uneventuale influenza della maiuscola ogivale diritta, poich non ho riscontrato casi di sottoscrizioni improntate al modello ogivale e vergate con scrittura ad asse costantemente diritto. rmata to Sin, Aqnai, 1998, p. 145 e tav. 58 (MG 19), p. 152 112. Esempi in T na eu e tavv. 78 (MG 58), 79 (MG 59), p. 154 e tav. 13 (MG 80), p. 157 e tavv. 103 (MG 93), 104 (MG 94). 113. Cfr. E. CRISCI, Scrivere greco fuori dEgitto: ricerche sui manoscritti greco-orientali di origine non egiziana dal IV secolo a.C. allVIII d.C., Firenze, 1996 (Papyrologica Florentina, 27), p. 95. 114. Cfr. ibid., pp. 121-127 (la citazione tratta da p. 123).

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ne avevano pi esperienza diretta n, quindi, consapevolezza, limitandosi di fatto ad imitare un modello sempre meno fedele al canone originario e tentando di riprodurlo in occasione delle sporadiche performances cui erano chiamati. Se in Puglia, come in Italia meridionale e nel mondo bizantino, il sistema maiuscolo ormai tramontava nelle pratiche scrittorie, un altro e pi complesso sistema era gi in vita, quello minuscolo, protagonista, nelle sue future manifestazioni, di una storia culturale e grafica ancora lunga.

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TAV. I

Fig. 1 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 17 Ego Petro

Fig. 2 - Conversano, Archivio diocesano, M 37 Ego Petro

Fig. 3 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 2 Bokkov m. . .

Fig. 4 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 17


S]tefanov

TAV. II

D. ARNESANO

Fig. 5 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, C 1 Stefanov Grhfov m(a)r(turn) up(graya)

Fig. 6 - Conversano, Archivio diocesano, M 33 Ego Nhkhtav m(a)r(tuv)

Fig. 7 - Cava dei Tirreni, Archivio della badia, perg. gr. 98


SignoncirovBaslou

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TAV. III

Fig. 8 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 19 Signon cirov Fantinou monacou goumenou

Fig. 9 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 19 )v Nhkolaou Kaa marturon up(graya) Pankalov u(i

Fig. 10 - Conversano, Archivio diocesano, M 16. Ego Maourou marthron upegraya

Fig. 11 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 6 ] . . . martiv

Fig. 12 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 3 Nhkhtav marthron upegraya udhochrov

Fig. 13 - Cava dei Tirreni, Archivio della badia, A 37 Iw(nnhv) tormarchv marthro upegraya

TAV. IV

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Fig. 14 - Conversano, Archivio diocesano, M 28 Ego Gauderusu

Fig. 15 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 35 Trhfhlhv kastaldov marturwn upegraya udioch

Fig. 16 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 18 Amatov marthv upegraya

Fig. 17 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 11 Iscanakhv komhv m()rt(ur) up()graya

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TAV. V

Fig. 18 - Montecassino, Archivio dellabbazia, Aula II, caps. XVIII, 11 Nhkhforov uov Nhkolaou Tabromentou mart(u)r

Fig. 19 - Bari, Archivio del capitolo metropolitano, 5 Ego Parnh marthv

Fig. 20 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, A 6


] . rano marthr upegra[ya

Fig. 21 - Bari, Archivio della basilica pontificia di S. Nicola, Periodo greco, B 1 Ego Maraldo martiv

Fig. 22 - Conversano, Archivio diocesano, M 41 Leon ek pros(o)p(ou)

Fig. 23 - Barletta, Archivio diocesano, 36 Ego Paganuv o proorhqentov krhth