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C M Y CM MY CY CMY K

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2006
Universit degli Studi di Cassino
segno e testo
INTERNATIONAL JOURNAL
OF MANUSCRIPTS AND TEXT TRANSMISSION
C M Y CM MY CY CMY K
Copyright Universit degli Studi di Cassino (Italy)
ISBN 978-2-503-52519-8
LEditore si dichiara disponibile ad assolvere eventuali obblighi nei confronti
delle Istituzioni e degli Enti che detengono i diritti sulla riproduzione delle immagini
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Finito di stampare nel mese di ottobre 2006
presso La Buona Stampa
Via Benedetto Cozzolino, 86
80056 Ercolano Napoli
DANIELE ARNESANO
ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
I MANOSCRITTI FRA XIII E XIV SECOLO
Non per tutti, Porfirio, ma per i dtteri
di mare che noi siamo, incapsulati
in uno scoglio.
(Montale)
noto come nella trasmissione della cultura greca dallOriente
bizantino allOccidente europeo abbia avuto unimportanza determi-
nante il ruolo svolto dallItalia meridionale e in particolare dalla Terra
dOtranto
1
. In queste pagine propongo al lettore il caso dei manoscrit-
Saranno citate in forma abbreviata le seguenti opere:
Aristoteles = P. Moraux [hrsg. von], Aristoteles graecus. Die griechischen Manuskripte des
Aristoteles, Berlin-New York 1976 (Peripatoi, 8)
CAG = Commentaria in Aristotelem Graeca, Berolini 1882-1909
Inventaire = A. Wartelle, Inventaire des manuscrits grecs dAristote et de ses commenta-
teurs, Paris 1963
Manuscrits = Ch. Astruc et al., Les manuscrits grecs dats des XIII
e
et XIV
e
sicles conser-
vs dans les bibliothques de France, I. XIII
e
sicle, Paris 1989
Organon = Th. Waitz, Aristotelis Organon graece, Lipsiae 1844-1846
RGK = Repertorium der griechischen Kopisten 800-1600, I. Handschriften aus Bibliothe-
ken Grobritanniens, A. Verzeichnis der Kopisten, erst. von E. Gamillscheg D. Harlfinger,
B. Palographische Charakteristika, erst. von H. Hunger, C. Tafeln, Wien 1981; II.
Handschriften aus Bibliotheken Frankreichs und Nachtrge zu den Bibliotheken Grobritan-
niens, A. Verzeichnis der Kopisten, erst. von E. Gamillscheg D. Harlfinger, B. Palogra-
phische Charakteristika, erst. von H. Hunger, C. Tafeln, Wien 1989; III. Handschriften aus
Bibliotheken Roms mit dem Vatikan, A. Verzeichnis der Kopisten, erst. von E. Gamillscheg
unter Mitarbeit von D. Harlfinger P. Eleuteri, B. Palographische Charakteristika, erst.
von H. Hunger, C. Tafeln, Wien 1997 (sterreichische Akademie der Wissenschaften. Verf-
fentlichungen der Kommission fr Byzantinistik, III/1-3 A-C).
1
J. Irigoin, LItalie mridionale et la tradition des textes antiques, JByz, 18 (1969),
37-55 (rist. in J. Irigoin, La tradition des textes grecs. Pour une critique historique, Paris 2003,
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ti contenenti opere di Aristotele e dei suoi commentatori, vergati in
Terra dOtranto fino agli inizi del secolo XIV
2
, nella speranza che ci
contribuisca a tracciare almeno in parte una delle tante strade del testo
che hanno caratterizzato la diffusione della letteratura greca classica nel
Salento medievale.
1. Il pi antico manoscritto salentino di contenuto aristotelico il
Par. gr. 2089 (foll. 39-63)
3
, un codice membranaceo di modesta
qualit, scarsamente decorato, ultimato nel 1223 da Pergio di Gala-
DANIELE ARNESANO 150
439-465, nr. 27); G. Cavallo, La cultura italo-greca nella produzione libraria, in G. Puglie-
se Carratelli [a cura di], I Bizantini in Italia, Milano 1982, 495-608; Id., Libri greci e resi-
stenza etnica in Terra dOtranto, in G. Cavallo [a cura di], Libri e lettori nel mondo bizanti-
no. Guida storica e critica, Roma-Bari 1982 (Biblioteca Universale Laterza, 325), 155-178;
A. Jacob, Culture grecque et manuscrits en Terre dOtrante, in P. F. Palumbo [a cura di], Atti
del III
o
Congresso Internazionale di Studi Salentini e del I
o
Congresso Storico di Terra dOtranto
(Lecce, 22-25 ottobre 1976), Lecce 1980, 51-77. Per i numerosi manoscritti di origine
salentina si veda O. Mazzotta, Monaci e libri greci nel Salento medievale, Novoli 1989
(Scriptorium, 2), 63-101, e D. Arnesano, Il repertorio dei codici greci salentini di Oronzo
Mazzotta. Aggiornamenti e integrazioni, in M. Spedicato [a cura di], Tracce di storia. Studi
in onore di mons. Oronzo Mazzotta, Galatina 2005 (Societ di Storia Patria. Sezione di Lecce.
Quaderni de LIdomeneo, 1), 25-80. Che il Salento sia stato punto di incontro fra Orien-
te e Occidente documentato da molte e varie testimonianze; una di queste, la akolouthia
in onore di san Francesco, stata recentemente studiata da F. Danieli, Il rito greco a Gala-
tone. S. Francesco dAssisi in un codice bizantino del sec. XV, Galatina 2005 (Quaderni degli
Archivi Diocesani di Nard e Gallipoli, 5).
2
Non ho preso in considerazione il manoscritto di Cambridge, University Library,
Ii.5.44, ultimato nel 1279 da Nicola dOria, copista di origine salentina ma attivo nel mona-
stero del San Salvatore di Messina; si vedano le due monografie dedicate a questo copista da
A. Jacob, Nicolas dOria. Un copiste de Pouille au Saint-Sauveur de Messine, QFIAB, 65
(1985), 133-158; De Messine Rossano. Les dplacements du copiste salentin Nicolas dOria en
Italie mridionale la fin du XIII
e
sicle, BBGG, 44 (1990), 25-31. Ho escluso da questo
lavoro anche il manoscritto Ambr. L 106 sup. (M. Petta, Codici greci della Puglia trasferiti in
biblioteche italiane ed estere, BBGG, 26 [1972], 85-129: 99 nr. 39): il manoscritto del
tutto privo di caratteristiche grafiche riferibili al Salento; esso era ritenuto otrantino sulla
base di un riferimento ad una cittadina di nome Gallipoli, erroneamente identificata con
quella salentina, nella seconda di alcune lettere del 1453 collocate allinizio e alla fine del
codice, indirizzate al giudice di Adrianopoli Isidoro e pubblicate da J. Darrouzs, Lettres de
1453, REByz, 22 (1964), 72-127: 80, 112-113. Un caso analogo, in cui Gallipoli non
da identificare con la cittadina ionica, costituito dal tetraevangelo Par. Suppl. gr. 79
(Mazzotta, Monaci e libri greci [cit. n. 1], 94-95), attribuibile al secolo X e appartenuto ad
un certo Panaghiotis di Gallipoli, localit da identificare probabilmente con lomonima cit-
tadina nel Chersoneso: Ch. Astruc et al., Catalogue des manuscrits grecs. Supplment grec,
numros 1 150, Paris 2003, 186-188. stato infine escluso anche il Laur. Plut. 72.15
(P. Canart, Manuscrits dAristote et de ses commentateurs sur papier occidental ancien, in Ari-
stoteles. Werk und Wirkung. Festschrift Paul Moraux, II, Berlin-New York 1987, 418-433:
419-420 nr. 1), in quanto la sua scrittura non presenta una connotazione grafica incon-
fondibilmente salentina.
3
Ph. Hoffmann in Manuscrits, 18-20 nr. 2.
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tina
4
, che vi copi il testo dei Prolegomeni di Davide Armeno alla Isa-
goge di Porfirio, oggi mutilo allinizio
5
. La scrittura di Pergio
6
, defini-
ta students cursive da Alexander Turyn
7
, minuscule derudit da
Philippe Hoffmann
8
, una corsiva priva di intento calligrafico, spon-
tanea e ricca di abbreviazioni
9
, con forme comuni allambito docu-
mentario, non solo italo-greco ma anche orientale
10
. Essa rappresenta
il filone informale delle scritture otrantine
11
, ricco di numerose atte-
151 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
4
RGK II/A, nr. 466.
5
Inventaire, 111 nr. 1501; CAG XVIII, 2, XI-XII (sigla B). Al testo di Davide Armeno
(foll. 39r-58r) seguono annotazioni varie, schemi (foll. 58r-60v) e lepitome di una por-
zione del testo di Davide (foll. 60v-63v). Vanno infine segnalate alcune sentenze di uomi-
ni illustri (fol. 64r), il cui testo mutilo identico a quello trascritto nel fol. 9v del Par.
Suppl. gr. 681 (a. 1297/1298) da un altro copista di Galatina, di nome Calo: Ph. Hoff-
mann in Manuscrits, 20; cfr. anche Ph. Hoffmann, Un recueil de fragments provenant de
Minoide Mynas: le Parisinus Suppl. gr. 681, Scriptorium, 41 (1987), 115-127; il codice
descritto dallo stesso Hoffmann in Manuscrits, 79-81 nr. 34.
6
H. Omont, Fac-simils des manuscrits grecs dats de la Bibliothque Nationale du IX
e
au XIV
e
sicle, Paris 1891, tav. LII, I; Manuscrits, tavv. 3-4; RGK II/C, nr. 466.
7
A. Turyn, The Byzantine Manuscript Tradition of the Tragedies of Euripides, Urbana
1957, 79.
8
Hoffmann in Manuscrits, 19.
9
E. M. Thompson, An Introduction to Greek and Latin Paleography, Oxford 1912, 250
nr. 70: In a MS. intended for the students use there could be no object in stinting con-
tractions and abbreviations. He would be familiar with such methods of reducing the
labour of writing and of saving space, and would be trained to read with facility the texts
of books thus treated.
10
Il rapporto con le scritture documentarie gi notato da A. o, Ii
, Thessaloniki 1974
2
(Bo iu i u, 12), 250, fig. 181;
cfr. anche RGK II/B, nr. 466: berlange -Krzungsbogen und monokondylienartig
geschreibene Einzelbuchstaben (auf anderen Folien) erinnern an Urkunden der Angeloi-
Periode. Per la sostanziale omogeneit fra ambito italogreco ed orientale delle scritture
documentarie cfr. E. Crisci P. Degni, Documenti greci orientali e documenti greci occiden-
tali. Materiali per un confronto, in F. Magistrale C. Drago P. Fioretti [a cura di], Libri,
documenti, epigrafi medievali: possibilit di studi comparativi. Atti del Convegno internazio-
nale di studio dellAssociazione Italiana dei Paleografi e Diplomatisti (Bari, 2-5 ottobre
2000), Spoleto 2002 (Studi e ricerche, 2), 483-528.
11
Le scritture informali si individuano per ductus mutevole ma sempre sciolto e piut-
tosto rapido, oscillazioni nei tempi del tratteggio, con tendenza alla riduzione dei tratti,
versatilit nella forma e/o squilibrio nel modulo delle lettere, legature pi o meno fre-
quenti e talora deformanti, abbreviazioni; mentre come caratteri accessori possono aggiun-
gersi e spesso si aggiungono linclinazione pi o meno accentuata dellasse della scrit-
tura (tanto che questa stata indicata come minuscule penche) e stilemi di vario genere. Si
tratta, insomma, di quelle scritture dette corsive o corsiveggianti, o scholarly hands, o scrit-
ture da erudito, o scritture di ispirazione documentaria e burocratica, G. Cavallo, Scrit-
ture informali, cambio grafico e pratiche librarie a Bisanzio tra i secoli XI e XII, in G. Prato
[a cura di], I manoscritti greci tra riflessione e dibattito. Atti del V Colloquio Internazionale
di Paleografia greca (Cremona, 4-10 ottobre 1998), Firenze 2000 (Papyrologica Florentina,
31), 219-238: 220.
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stazioni gi dal secolo XI-XII
12
e, come quello calligrafico, produttivo
fino al secolo XIV e oltre
13
. Il Par. gr. 2089 (foll. 39-63) testimo-
nianza dellattivit di studio della filosofia antica in ambito scolastico
salentino
14
, svincolato dal predominio culturale del monastero di
Casole e allorigine del crescente ruolo culturale svolto dai centri del-
lentroterra e della fascia ionica.
Alla temperie storico-grafica cui appartiene la scrittura di Pergio
va attribuito anche il Laur. Plut. 72.3, un codice membranaceo di mm
310 x 248, in parte palinsesto
15
, nel quale una mano anonima ha ver-
gato lIsagoge di Porfirio e tutti i trattati dellOrganon
16
, secondo lordi-
152
12
Come testimonia ad esempio la scrittura del Barb. gr. 70, G. Cavallo, Manoscritti
italo-greci e cultura benedettina (secoli X-XII), in C. D. Fonseca [a cura di], Lesperienza mona-
stica benedettina e la Puglia. Atti del Convegno di studio organizzato in occasione del XV
centenario della nascita di S. Benedetto (Bari-Noci-Lecce-Picciano, 6-10 ottobre 1980), I,
Galatina, 1983, 169-195: 172-173, tav. I fig. 1. Coeva alla scrittura di Pergio ad es. quel-
la del Crypt. Z..II, contenente Erotemata e vergato prima del 1219, Jacob, Culture grecque
(cit. n. 1), 71 nr. 11; G. Cavallo, Mezzogiorno svevo e cultura greca. Materiali per una messa
a punto, ByzZ, 84-85 (1991-1992), 430-440: 436, fig. 22; C. Faraggiana di Sarzana in
P. Canart S. Luc [a cura di], Codici greci dellItalia meridionale (Grottaferrata, Biblioteca
del Monumento Nazionale, 31 marzo-31 maggio 2000), Roma 2000, 124 nr. 54; il mano-
scritto palinsesto, E. Crisci, I Palinsesti di Grottaferrata. Studio codicologico e paleografico,
Napoli 1990 (Pubblicazioni dellUniversit degli Studi di Cassino. Sezione di studi filologici,
letterari, storici, artistici e geografici, 2), I, 49-50, 237-247, II, tav. 111.
13
Per lepoca di Pergio il filone calligrafico rappresentato ad esempio dal Barb. gr. 350,
contenente il typikon del monastero di San Nicola di Casole ed ultimato nel 1205 dallo
ieromonaco Ieroteo, P. Canart A. Jacob S. Luc L. Perria, Facsimili di codici greci della
Biblioteca Vaticana, Citt del Vaticano 1998 (Exempla scripturarum, 5), I. Tavole, nr. 100,
tav. 72; RGK III/C, nr. 252.
14
Intendo qui per scuola quel contesto privato, domestico, che fu fondamentale nella
trasmissione della cultura greca, A. Jacob, La formazione del clero greco nel Salento medieva-
le, in P. A. Vetrugno [a cura di], Ricerche e Studi in Terra dOtranto, II, Campi Salentina
1987, 221-236: 226-227. Mi pare daltra parte eccessivo parlare di una struttura scolasti-
ca abbastanza sofisticata, A. Jacob, La tradizione scrittoria a Galatina dal XIII al XVI seco-
lo, Bollettino Storico di Terra dOtranto, 3 (1993), 41-51: 42.
15
D. Harlfinger in Aristoteles, 238-241; E. B. Fryde, Greek Manuscripts in the Private
Library of the Medici, 1469-1510, Aberystwyth 1996, I, 207, 212, 244, II, 797; sul palin-
sesto si veda http://palin.iccu.sbn.it.
16
Organon, I, 6, 80 (sigla e). Per le Categorie, il manoscritto collegato agli antichi ed
autorevoli Par. Coisl. 330 e Marc. gr. IV. 53, R. Bods, Introduction Aristote. Catgories,
Paris 2001, CXVI. Per i Topici cfr. S. Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren der aristoteli-
schen Topik. Johannes Italos & Leon Magentinos, Thessalonike 1999 (Etaireia byzantinon
ereunon, 17), 18. Per gli scolii agli Elenchi Sofistici cfr. S. Ebbesen, Commentators and com-
mentaries on Aristotles Sophistici Elenchi, Leiden 1981 (Corpus Latinum Commentariorum
in Aristotelem Graecorum De Wulf-Mansion Centre, 7), II, XXXVII; III, 282, 293 (sigla 7203).
Dagli scolii di Ammonio al De interpretatione si ricavano per tradizione indiretta fram-
menti dei commentari di Siriano ad Aristotele, R. L. Cardullo, Siriano esegeta di Aristotele,
I. Frammenti e Testimonianze dei Commentari all Organon, Firenze 1995 (Symbolon. Studi
e testi di filosofia antica e medievale, 14), 109 (sigla F).
DANIELE ARNESANO
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ne neoplatonico presente nei pi autorevoli testimoni bizantini
17
. La
scrittura una sobria corsiva, pi minuta e fitta rispetto a quella del
copista di Galatina, ricca di legature e abbreviazioni (tav. 1)
18
. Il codi-
ce di modesta fattura, scarsamente decorato e con ogni probabilit
destinato allo studio privato o ad un ristretto ambito scolastico.
2. Ad una fase pi matura della storia grafica salentina, alla piena
palaeographische Barockzeit
19
, va attribuita lopera di un copista che
si potrebbe per comodit chiamare Anonimo A, al quale Dieter Harl-
finger ha attribuito il Vat. gr. 316 ed il Marc. gr. 265
20
. I manoscritti
hanno contenuto identico: le Quaestiones quodlibetales, il commento ai
153 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
17
Si tratta del Marc. gr. 201 e del Par. gr. 1843. Questultimo copia del vetustissimus
Sinait. M 138: cfr. D. R. Reinsch, Fragmente einer Organon-Handschrift vom Beginn des
zehnten Jahrunderts aus dem Katharinenkloster auf dem Berge Sinai, Philologus, 145
(2001), 57-69; Ch. Brockmann, Das Papyrusfragment und die ltesten byzantinischen Text-
zeugen der Analytika des Aristoteles, Philologus, 148 (2004), 50-63; uno specimen del
frammento sinaitico in To :nu j 0, 'A0I 1998, 179, tav. 138. Per la
bibliografia sulle nuove scoperte del Sinai si veda ora S. D. Kontoghiannis, La biblioteca
del monastero di Santa Caterina del Sinai, in S. Chial L. Cremaschi [a cura di], Giovan-
ni Climaco e il Sinai. Atti del IX Convegno ecumenico internazionale di spiritualit orto-
dossa, sezione bizantina (Bose, 16-18 settembre 2001), Magnano 2002, 339-380.
18
Essa stata attribuita al secolo XII-XIII da G. Cavallo, Scritture italo-greche librarie
e documentarie. Note introduttive ad uno studio correlato, in Bisanzio e lItalia. Raccolta di
studi in onore di Agostino Pertusi, Milano 1982, 29-38: 35; lo studioso ha ipotizzato uno-
rigine siciliana, G. Cavallo, La trasmissione scritta della cultura greca antica in Calabria e in
Sicilia tra i secoli X-XV. Consistenza, tipologia, fruizione, S&C, 4 (1980), 157-245: 220.
Il codice apparterrebbe alla seconda met del secolo XIII per Dieter Harlfinger (Aristoteles,
240), il quale vi ha scorto delle somiglianze con la grafia di Nicola dOria, copista di origi-
ne salentina attivo nel monastero del San Salvatore di Messina (cfr. la bibl. citata alla n. 2).
Il manoscritto invece salentino per A. Jacob, Une bibliothque mdivale de Terre dOtrante
(Parisinus gr. 549), RSBN, 22-23 (1985-1986), 285-315: 307. Tra le abbreviazioni si
noti quella di - a forma di = (ad es. foll. 48r, 49v, 50v), diffusa nelle scritture salen-
tine, A. Jacob, Les critures de Terre dOtrante, in La palographie grecque et byzantine, Paris
1977 (Colloques internationaux du C.N.R.S., 559), 269-281: 275.
19
V. Gardthausen, Griechische Palaeographie, Leipzig 1879, 197.
20
D. Harlfinger, Die Textgeschichte der pseudo-aristotelischen Schrift i 0
u. Ein kodikologisch-kulturgeschichtlicher Beitrag zur Klrung der berlieferungsver-
hltnisse im Corpus Aristotelicum, Amsterdam 1971, 147. Sul codice vaticano cfr. I. Mer-
cati P. Franchi de Cavalieri, Codices Vaticani graeci, I. Codices 1-329, Romae 1923 (rist.
1980), 467-474. Sul codice marciano cfr. E. Mioni, Codices Graeci manuscripti Bibliothe-
cae Divi Marci Venetiarum, I. Thesaurus antiquus. Codices 1-299, Roma 1981 (Indici e cata-
loghi, 6), 381-383; Id., Aristotelis codices graeci qui in bibliothecis venetis adservantur, Pado-
va 1958 (Miscellanea Erudita, 6), 139; P. Eleuteri in G. Fiaccadori P. Eleuteri [a cura di],
I Greci in Occidente. La tradizione filosofica, scientifica e letteraria dalle collezioni della Biblio-
teca Marciana, Venezia 1996, 78 nr. 97. Il manoscritto appartenne al Bessarione, E. Mioni,
La formazione della biblioteca greca di Bessarione, in G. Fiaccadori [a cura di], Bessarione e
lUmanesimo. Catalogo della mostra, Napoli 1994, 229-240: 237. AllAnonimo A ritengo sia
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libri II-IV dei Topici
21
e i trattati Sul metodo dialettico e Sul metodo reto-
rico di Giovanni Italo, i trattati aristotelici Sul mondo
22
e Sui tre schemi
dei sillogismi
23
. I manoscritti, entrambi palinsesti
24
, costituiscono i
testimoni fondamentali per la costituzione del testo di Giovanni
Italo
25
, documentando la fortuna dellautore bizantino in Italia meri-
dionale
26
. Il manoscritto vaticano anche uninteressante testimonian-
za per la storia della cultura, poich contiene un testo anonimo contro
i Latini
27
e una lettera di Giorgio Bardane
28
. Avendo i due manoscrit-
DANIELE ARNESANO 154
da attribuire anche il fol. 21r-v del Crypt. ..IX, riferito recentemente al Salento da
Santo Luc; su questo manoscritto cfr. A. Rocchi, Codices Cryptenses seu Abbatiae
Cryptae Ferratae in Tusculano digesti et illustrati cura et studio D. A. Rocchi, hieromona-
chi basiliani bibliothecae custodis, Tusculani 1883, 370-371; Crisci, I palinsesti di Grot-
taferrata (cit. n. 12), 39 (lAnonimo A corrisponde al copista indicato dallo studioso come
mano c); S. Luc, Su origine e datazione del Crypt. ..VI (ff. 1-9). Appunti sulla collezio-
ne manoscritta greca di Grottaferrata, in L. Perria [a cura di], Tra Oriente e Occidente. Scrit-
ture e libri greci fra le regioni orientali di Bisanzio e lItalia, Roma 2003 (Testi e studi bizan-
tino-neoellenici, 14), 145-224: 188 e n. 164 (lAnonimo A corrisponde al copista indicato
dallo studioso come mano D).
21
Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren (cit. n. 16), 24, 26, 40, 40-41, 46, 64.
22
W. L. Lorimer, Aristotelis De Mundo, Paris 1933, 3 (Vat. gr. 316, sigla O).
23
Lunica differenza costituita da un testo sulla natura di Cristo nel codice vaticano
al posto del quale, nel manoscritto marciano, si legge lindice delle quaestiones di Giovan-
ni Italo; cfr. Organon, I, 12-13.
24
Sul codice di Venezia si veda M. Formentin, I palinsesti greci della Biblioteca Nazio-
nale Marciana e della Capitolare di Verona, i, 2 (1980-1981), 146-186: 160-162;
http://palin.iccu.sbn.it (con bibliografia). Il Vat. gr. 316 stato realizzato utilizzando tra
gli altri codices antiquiores un importante testimone delle opere di Filone Alessandrino,
L. Cohn, Ein Philo Palimpsest (Vat. gr. 316), Sitzungsberichte der Preussischen Akademie
der Wissenschaften, 1905, 36-52; Id., Philonis Alexandrini opera quae supersunt, V, Beroli-
ni 1906. Cfr. anche G. Mercati, Appunti dal palinsesto Vaticano di Filone, RBi, 12 (1915),
540-554 (rist. in G. Mercati, Opere Minori, III, 1907-1916 [Studi e testi, 78], Citt del
Vaticano 1937, 485-501).
25
G. Crtli, Johannis Itali Opuscula Selecta, Tiflis 1924-1926; P. Joannou, Ioannes
Italos. Quaestiones quodlibetales, Ettal 1956 (Studia Patristica et Byzantina, 4); cfr. anche
P. . Stephanou, Jean Italos philosophe et humaniste, Roma 1949 (Orientalia Christiana Ana-
lecta, 134), 7-12, 81.
26
R. Romano, Per la fortuna di Giovanni Italo nellItalia Meridionale, in Cento anni
dinsegnamento di Lingua e Letteratura Greca Moderna nellIstituto Universitario Orientale.
Atti del Convegno Internazionale (Napoli, 26-29 novembre 1984) (= 'o, 1
[1988]), 131-138: 137; lautore non esclude lipotesi che le opere di Giovanni Italo siano
state portate in Terra dOtranto da Nettario di Casole, di ritorno dai suoi viaggi diploma-
tici in Oriente.
27
F. Quaranta, Uninedita fuga a Bisanzio. Lanonimo calabrese del Vat. gr. 316, in
A. Fyrigos [a cura di], Barlaam Calabro. Luomo, lopera, il pensiero. Atti del convegno interna-
zionale (Reggio Calabria-Seminara-Gerace, 10-11-12 dicembre 1999), Roma 2000, 79-90.
28
A. Acconcia Longo, Per la storia di Corf nel XIII secolo, RSBN, n. s., 22-23
(1985-1986), 209-243: 210, 213-219, 224.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 154
ti identico contenuto, verisimile che lanonimo copista li abbia rea-
lizzati per conto di altri, forse su committenza. La scrittura una minu-
scola barocca, simile a quella del Copista del Dioscoride e, come que-
sta, rappresenta unesasperazione della grafia del cosiddetto Nicola di
Gallipoli
29
. Tra le forme pi appariscenti si notino alpha en fer de
lance con il corpo sottile che si chiude prima di toccare il tratto obli-
quo, le legature alpha-phi
30
ed epsilon-pi
31
, la legatura del compendio
di i con la lettera seguente o con labbreviazione di o
32
.
Ad ambito gallipolino riferibile il Barb. gr. 75
33
, un codice di
mm 208 x 147, in pergamena di buona qualit, accuratamente rigato e
sobriamente decorato, nel quale Costantino Firate
34
copi il testo del-
lEtica Nicomachea e dei Magna Moralia, su commissione (I)
di Rinaldo di Gallipoli
35
. Costantino fu copista di professione, attivo
probabilmente nella stessa cittadina ionica
36
, come il cosiddetto Nico-
la di Gallipoli e, probabilmente, il Copista del Dioscoride. La sua gra-
fia
37
, sobria e regolare nel testo, pi barocca e aggrovigliata nel com-
mento, rappresenta la prosecuzione nel pieno secolo XIII delle grafie
tondeggianti salentine del secolo XII
38
.
155 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
29
Specimina del Vat. gr. 316 in Cohn, Ein Philo Palimpsest (cit. n. 24), tav. I; Id., Phi-
lonis Alexandrini (cit. n. 24); Cavallo, Mezzogiorno svevo (cit. n. 12), tav. XX fig. 23; speci-
mina del Marc. gr. 265 in Formentin, I palinsesti (cit. n. 24), tav. 4; Fiaccadori Eleuteri,
I Greci in Occidente (cit. n. 20), 79. Sul Copista del Dioscoride cfr. D. Arnesano, Il Copi-
sta del Dioscoride. Un anonimo salentino del secolo XIII, BollClass, s. III, 24 (2003), 29-
55: 47 n. 130, tavv. 1-5. Su Nicola di Gallipoli cfr. D. Arnesano E. Sciarra, Lattivit del
copista Nicola di Gallipoli e la tradizione manoscritta dell Iliade in Terra dOtranto, Segno e
testo, 1 (2003), 257-307: 303-305, tavv. 1-6, e A. Jacob, Il committente, il destinatario e
lanonimo copista. Una rilettura critica del colofone metrico del Vindobonense Suppl. gr. 37
(Gallipoli, an. 1265), Atti della Accademia Nazionale dei Lincei. Classe di Scienze Mora-
li, Storiche e Filologiche, s. IX, 15 (2004), 747-765.
30
Formentin, I palinsesti (cit. n. 24), tav. 4, r. 8.
31
Formentin, I palinsesti (cit. n. 24), tav. 4, r. 12.
32
Formentin, I palinsesti (cit. n. 24), tav. 4, r. 3.
33
V. Capocci, Codices Barberiniani graeci, I. Codices 1-163, Citt del Vaticano 1958,
94-95; Cavallo, La cultura italo-greca (cit. n. 1), 604.
34
RGK III/A, nr. 372.
35
Inventaire, 137 nr. 1858; Ch. Brockmann, Zur berlieferung der aristotelischen
Magna Moralia, in F. Berger et al. [hrsg. von], Symbolae Berolinenses fr Dieter Harlfinger,
Amsterdam 1993, 43-80: 48 (Rinaldo indicato come copista), 53, 54, 57-58.
36
A. Jacob, Gallipoli bizantina, in A. De Bernart [a cura di], Paesi e figure del vecchio
Salento, III, Galatina 1989, 281-312: 307.
37
Jacob, Gallipoli bizantina (cit. n. 36), 305 fig. 490; RGK III/C, nr. 372.
38
Si pensi a materiali come lAmbr. D 108 sup., Mazzotta, Monaci e libri greci (cit. n. 1),
p. 83, tav. XXII, o il Crypt. ..XIV (sec. XII), recentemente attribuito a mano salentina
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 155
Come noto, fra il 1268 ed il 1269 Gallipoli fu messa alla prova
dallassedio delle truppe angioine
39
. Gi nel corso della seconda met
del secolo XIII, tuttavia, la cittadina diede segni di ripresa, come dimo-
stra il Laur. Plut. 71.35, codice in carta non filigranata di mm 226 x
166
40
. Non forse privo di interesse soffermarsi sulla fascicolazione del
manoscritto, in rapporto al testo e ai copisti che lo hanno vergato. Nel
codice si distinguono tre sezioni, quantitativamente equivalenti (circa
60 fogli ciascuna), ognuna comprensiva del trattato aristotelico e del
relativo commento
41
. Nella prima (foll. 1-60), costituita da sette qua-
ternioni (foll. 1-56) ed un binione (foll. 57-60), il copista Ciriaco Pra-
siano di Gallipoli (a)
42
copi lIsagoge di Porfirio (foll. 1r-12v) con il
commento di Ammonio (foll. 13-58v) e al fol. 58v appose la propria
sottoscrizione (a. 1290/1291)
43
; questa prima sezione fu completata dal
copista b, che sfrutt i foll. 59r-60v, rimasti bianchi, per trascrivere dei
brani di commentari anonimi. La seconda sezione (foll. 61-117), costi-
tuita da sette quaternioni (foll. 61-116) e da un foglio isolato (fol. 117),
fu vergata dal copista c, il quale utilizz i primi due quaternioni
(foll. 61-76) per copiare il trattato Sullinterpretazione, gli altri cinque
DANIELE ARNESANO 156
da S. Luc, Su origine e datazione (cit. n. 20), 192; Crisci, I palinsesti di Grottaferrata
(cit. n. 12), 31, 126-130, tavv. 50-52.
39
A. Acconcia Longo, Lassedio e la distruzione di Gallipoli (1268-69), ASI, 146
(1988), 3-22; D. Arnesano D. Baldi, Il palinsesto Laur. Plut. 57.36. Una nota storica sul-
lassedio di Gallipoli e nuove testimonianze dialettali italo-meridionali, RSBN, n. s., 41
(2004), 113-139: 126-130.
40
A. Turyn, Dated Greek Manuscripts of the Thirteenth and Fourteenth Centuries in the
Libraries of Italy, Urbana-Chicago-London 1972, 71-73; D. Harlfinger in Aristoteles, 234-
237; Organon, I, 7, 80 (sigla g); Inventaire, 34 nr. 509; CAG IV, 4, XVIII (sigla L
a
). Tale rivi-
viscenza culturale prosegu a lungo: il Laur. Plut. 86.15 fu vergato a Gallipoli nel 1347 da
Nicola Sillav, A. Jacob, Le nom du dernier copiste grec de Gallipoli. A propos du colophon du
Laurentianus 86,15 (an. 1347), Bollettino Storico di Terra dOtranto, 2 (1992), 77-83.
41
Il binione costituito dai foll. 58-60, il foglio isolato 117, il quinione costituito dai
foll. 174-183 e lultimo binione (foll. 184-187) sono alterazioni dovute al testo: succede
anche che la struttura del fascicolo varii allinterno di uno stesso volume in funzione della
sequenza testuale, M. Maniaci, Archeologia del manoscritto. Metodi, problemi, bibliografia
recente, Roma 2002 (I libri di Viella, 34), 80.
42
Egli inoltre responsabile di interventi marginali nei foll. 61v, 62r, 63r, 63v, 65v,
66v, 67v, 68r, 68v, 69v, 70r, 71v, 72v, 73v, 74v. A Ciriaco Prasiano sono stati attribuiti il
Laur. Plut. 58.25 (contenuto grammaticale e poetico) e il Par. gr. 2556 (contenuto omeri-
co e schedografico) rispettivamente da A. Acconcia Longo, Un nuovo codice con poesie salen-
tine (Laurent. 58,25) e lassedio di Gallipoli del 1268-69, RSBN, n. s., 20-21 (1983-
1984), 123-170: 170 (post scriptum), tavv. I-IV, e da Cavallo, La cultura italo-greca (cit. n.
1), 604. Specimina del Par. gr. 2556 in G. Cavallo, Lo specchio omerico, MEFRM, 101
(1989), 609-627, tav. 19, e in Jacob, Gallipoli bizantina (cit. n. 36), 304 fig. 489.
43
Turyn, Dated Greek Manuscripts (cit. n. 40), 72, tav. 230a.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 156
(foll. 77-116) ed un foglio aggiunto (fol. 117) per il commento di
Psello. La terza sezione (foll. 118-187), costituita da sette quaternioni
(foll. 118-173), un quinione (foll. 174-183) ed un binione (foll. 184-187)
fu copiata da Ciriaco per le Categorie (foll. 118r-137r) e da b per il
commento di Ammonio (foll. 137v-182r) ed altri commentari anoni-
mi (foll. 182v-187v). Questa struttura potrebbe essere il risultato del-
lassemblaggio di tre elementi codicologici originariamente indipen-
denti
44
, oppure la testimonianza di un caso di copia distributiva o
distribuzione simultanea
45
. Le opere di commento sono marcate da
en-tte decorati, come entit testuali a s stanti; tuttavia, esse non sono
considerate alla pari del testo aristotelico ed il trattamento grafico lo
dimostra: mentre i trattati sono caratterizzati dal nitore di una grafia
posata, ariosa e priva di abbreviazioni, i commenti presentano una
scrittura pi corsiva, serrata, ricca di abbreviazioni
46
.
Sia la scrittura di Ciriaco Prasiano
47
che quella del copista b (tav. 2)
e c (tav. 3) rientrano nella variegata famiglia della minuscola barocca
otrantina. Ciriaco, uno dei pi abili copisti salentini, esibisce una gra-
fia inconfondibile, caratterizzata dal tracciato arrotondato e dalla
sinuosit dei tratti di molte lettere. Si notino alpha maiuscolo con
corpo sottile e appuntito, gamma minuscolo inclinato a destra, theta
stretto e attraversato da un lungo tratto orizzontale, la particolare forma
che assume talvolta csi, costituita da un semicerchio aperto a sinistra sul
quale sono disposti due bottoncini
48
, lingrandimento di omicron,
sigma lunato e phi; omega presenta varie forme, tra le quali una assai
157 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
44
B. Munk Olsen, Llment codicologique, in Ph. Hoffmann [d. par], Recherches
de codicologie compare. La composition du codex au Moyen ge, en Orient et en Occident.
Communications prsentes la table ronde tenue lcole normale suprieure les 5 et
6 dcembre 1990, Paris 1998, 105-129; Maniaci, Archeologia del manoscritto (cit. n.
41), 72-73.
45
P. J. Gumbert, Quelques remarques autour de la pecia, Gazette du livre mdival,
15 (1989), 8-11; Maniaci, Archeologia del manoscritto (cit. n. 41), 138-139. Di questo pro-
cedimento non mancano esempi in ambito bizantino, P. Canart, Quelques exemples de divi-
sion du travail chez les copistes byzantins, in Hoffmann [d. par], Recherches de codicologie
compare (cit. n. 44), 49-68.
46
Introduzione metodologica a queste problematiche in M. Maniaci, La serva
padrona. Interazioni fra testo e glossa sulla pagina del manoscritto, in V. Fera G. Ferra
S. Rizzo [ed. by], Talking to the Text: Marginalia from Papyri to Print. Proceedings of a
Conference held at Erice 26 September-3 October 1998, as the 12
th
Course of International
School for the Study of Written Records, Messina 2002, I, 3-35.
47
Turyn, Dated Greek Manuscripts (cit. n. 40), tav. 53.
48
Essa compare ad es. nel Laur. Plut. 58.25, fol. 25r, r. 6.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 157
caratteristica, segnalata da Augusta Acconcia Longo
49
; frequentissime
sono le sovrapposizioni, le seminclusioni e le inclusioni. La scrittura dei
collaboratori di Ciriaco senza dubbio pi generica e meno raffinata.
La grafia del copista c (tav. 3) presenta un tracciato analogo a quello
della scrittura del gi menzionato Costantino Firate, ma se ne discosta
per una maggiore presenza di forme barocche. Meno anonima la gra-
fia del copista b, rigida nel testo, spontanea e corsiva nel commento
(tav. 2): essa simile alla scrittura di Giorgio di Aradeo, responsabile
nel 1295/1296 della Schedografia Par. gr. 2572
50
.
Simile alla scrittura del copista b del Laur. Plut. 71.35 anche
quella del Laur. Plut. 72.22 (tav. 4), manoscritto di mm 213 x 160, in
carta filigranata databile intorno allanno 1300, in cui una sola mano
anonima copi le Categorie e lIsagoge di Porfirio, ambedue con il com-
mento di Ammonio
51
. Forse, per il testo di Ammonio, il Laur. Plut.
72.22 dipende dallo stesso modello del Laur. Plut. 71.35
52
. Anche nel
Laur. Plut. 72.22 linizio di unopera coincide con linizio di fascicolo:
una prima redazione del commento di Ammonio alla Isagoge conte-
nuta nel primo quaternione (foll. 1-8), lIsagoge in un quaternione e un
ternione (foll. 13-26)
53
, una seconda redazione del commento di
Ammonio allIsagoge in un quinione e cinque quaternioni (foll. 27-
76)
54
, le Categorie con il commento di Ammonio in otto quaternioni
(foll. 77-139)
55
. Sulle ragioni di questa struttura, certamente non
casuale, si torner pi avanti.
DANIELE ARNESANO 158
49
Acconcia Longo, Un nuovo codice con poesie salentine (cit. n. 42), 126-127. A confer-
ma del fatto che nel Laur. Plut. 71.35 Ciriaco sia responsabile, oltre che dei foll. 1r-58v, anche
dei foll. 118r-137r, si osservi la presenza di questa forma di omega ad es. al fol. 118r, r. 8.
50
Descrizione di Philippe Hoffmann in Manuscrits, 64-67 nr. 27, tavv. 67-68; si veda
anche la tav. pubblicata in RGK II/C, nr. 100.
51
D. Harlfinger in Aristoteles, 254-256; Fryde, Greek Manuscripts (cit. n. 15), I, 245,
II, 798; Organon, I, 7; Inventaire, 36 nr. 531; CAG IV, 4, XVIII (sigla L
b
). Specimina in
G. Cavallo, La produzione libraria italo-greca, in G. Cavallo C. Leonardi E. Menest
[a cura di], Lo spazio letterario del Medioevo, 1. Il Medioevo latino, I. La produzione del testo,
I, Roma 1992, tav. 26, e in Mazzotta, Monaci e libri greci (cit. n. 1), tavv. XVI-XVII.
52
CAG IV, 4, XVIII: [Laur. Plut. 71.35 e Laur. Plut. 72.22] ex uno eodemque deri-
vatos esse exemplari [...] putandum est.
53
Il binione costituito dai foll. 9-12 bianco. LIsagoge termina al fol. 25v; il fol. 26r-
v stato utilizzato per vergare degli schemi.
54
Il testo di Ammonio termina al fol. 73v; ai foll. 74r-76v sono state copiate 0i
u u (Harlfinger in Aristoteles, 255).
55
Lultimo quaternione privo di un foglio. Il testo di Ammonio termina al fol. 138v;
il fol. 139r-v ed il fol. 140r-v, aggiunto, sono stati utilizzati per vergare brevi testi.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 158
Contenuto identico a quello del Laur. Plut. 72.22 ha il Laur. Plut.
71.11, manoscritto di mm 216 x 152 in carta non filigranata, vergato
da ununica mano (tav. 5)
56
. LIsagoge (foll. 12r-24r) ed il commento di
Ammonio (foll. 24v-75v) sono contenuti in otto quaternioni; le Cate-
gorie ed il commento di Ammonio, disposti a pericopi alternate (foll.
76r-141v), sono contenuti in otto quaternioni (foll. 76-139) e un
binione (foll. 140-143)
57
. La scrittura, pur rientrando nellambito della
minuscola barocca, spicca per unimpronta originale, anche grazie allu-
so frequente di boucles (ad. es. in gamma alto, iota, rho in legatura con
lettera precedente) ed occhielli (ad es. in delta e ny maiuscoli), e si
distingue per lirregolarit della catena grafica e del tracciato, per un
ductus rapido e nervoso, per laspetto particolarmente aggrovigliato,
luso frequente di vistose sovrapposizioni ed inclusioni, soprattutto
nelle parti di commento.
3. Alla mano di uno stesso copista, che indicheremo come Anonimo B,
Andr Jacob ha attribuito il Laur. Plut. 72.14 ed il Par. gr. 2089 (foll. 1-
38)
58
. Il manoscritto di Firenze contiene le Categorie con il commento
di Ammonio, disposti a pericopi alternate
59
; conserva, inoltre, alcuni
scholia metrica a Pindaro
60
ed epigrammi del poeta salentino Droso di
Aradeo
61
. Grazie ad una nota del copista, il manoscritto databile
allanno 1293 circa
62
. Il Par. gr. 2089 (foll. 1-38) contiene il testo dei
Prolegomeni di Davide Armeno alla Isagoge di Porfirio, mutilo alla fine
63
.
159 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
56
Harlfinger in Aristoteles, 228-230; Organon, I, 11; Inventaire, 33 nr. 497.
57
I foll. 2r-11v, 142r-143v, vergati dalla stessa mano, contengono altri commentari ad
Aristotele; il fol. 1 pi tardo.
58
Jacob, Culture grecque (cit. n. 1), 62, 73 nr. 31. Il laurenziano descritto da Harl-
finger in Aristoteles, 480-483; il parigino descritto da Hoffmann in Manuscrits, 76-78
nr. 32.
59
CAG IV, 4, XIX (sigla L
d
); Inventaire, 35 nr. 523.
60
W. I. W. Koster, De codice fragmentum scholiorum metricorum ad Pindarum conti-
nente, Mnemosyne, 1 (1934), 181-188; J. Irigoin, Histoire du texte de Pindare, Paris 1952
(tudes et commentaires, 13), 437 nr. 105; Id., Les scholies metriques de Pindare, Paris 1958
(Bibliothque de lcole des Hautes tudes, 310), 132 r. 8-135 r. 12; A. Tessier, Scholia metri-
ca vetera in Pindari carmina, Leipzig 1989, XXIII (sigla La).
61
Questi epigrammi sono presenti anche nella nota antologia Vat. gr. 1276, A. Accon-
cia Longo A. Jacob, Une anthologie salentine du XIV
e
sicle: le Vaticanus gr. 1276, RSBN,
n. s., 17-19 (1980-1982), 149-228: 161-162, 165-168.
62
Jacob, Culture grecque (cit. n. 1), 73 nr. 28.
63
Inventaire, 111 nr. 1501; CAG XVIII, 2, XI-XII (sigla B).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 159
databile allanno 1297 circa, ancora grazie ad una nota dellAnoni-
mo B
64
. I manoscritti, modesti nellallestimento ma non trascurati,
presentano una sobria decorazione e sono ambedue palinsesti
65
. Latti-
vit dellAnonimo B localizzabile tra Aradeo e Galatina
66
. La scrittu-
ra (tav. 6)
67
si distingue per il tracciato arrotondato e sinuoso, il mode-
rato prolungamento delle aste e la ricorrente presenza di boules alle
estremit dei tratti (lambda, tau, ypsilon, chi, psi, compendio di ri):
leffetto complessivo accentuato dagli occhielli pieni in beta, my, phi
a chiave di violino speculare, omega aperto.
opportuno soffermarsi sui testimoni salentini dei Prolegomeni
alla Isagoge di Davide Armeno
68
. I foll. 39-63 del Par. gr. 2089, copia-
ti nel 1223 da Pergio di Galatina, contengono il testo corrispondente a
CAG, XVIII, 2, 183 (r. 22)-219 (r. 25). I foll. 1-38, vergati nel 1297
dallAnonimo B, contengono il testo corrispondente a CAG, XVIII, 2,
80 (r. 5)-195 (r. 2)
69
. Ambedue i testimoni erano per originariamen-
te integri: poich unampia porzione di testo in comune (CAG,
XVIII, 2, 183 [r. 22]-195 [r. 2]), i foll. 1-38 sono non un restauro ad
hoc dei foll. 39-63, ma oggetto di un accorpamento successivo
70
. Il
copista del gi citato Laur. Plut. 71.11 trascrisse nei foll. 142v-143v
unepitome dei Prolegomeni alla filosofia
71
presente anche nel mano-
DANIELE ARNESANO 160
64
Jacob, Culture grecque (cit. n. 1), 62, 73 nr. 31.
65
Harlfinger in Aristoteles, 482 e http://palin.iccu.sbn.it (Laur. 72.14); Hoffmann in
Manuscrits, 76 (Par. gr. 2089).
66
Acconcia Longo Jacob, Une anthologie salentine (cit. n. 61), 162; Jacob, La tradi-
zione scrittoria (cit. n. 14), 44.
67
Specimina del Par. gr. 2089 in Hoffmann in Manuscrits, 77, tavv. 79-80.
68
Su Davide Armeno e gli altri autori di unIntroduzione alla filosofia si veda C. Wild-
berg, Three Neoplatonic Introductions to Philosophy: Ammonius, David and Elias, Herma-
thena, 149 (1990), 33-51.
69
Lo smembramento potrebbe spiegarsi sia per incidente materiale sia per le modali-
t di copia e fruizione del testo, non sempre riprodotto integralmente, ma utilizzato tal-
volta per realizzare brevi estratti, epitomi, veri e propri rimaneggiamenti (si pensi, ad uno
stadio pi antico della tradizione, alle lezioni sullIsagoge dello Ps.-Elia o Ps.-Davide, L. G.
Westerink, Pseudo-Elias (Pseudo-David) Lectures on Porphyrys Isagoge, Amsterdam 1967,
VII-XVI). Altri manoscritti salentini ci sono giunti smembrati in due o pi parti: il caso
delle Omelie di Gregorio di Nazianzo con il commento di Niceta di Eraclea contenute nel
Vat. gr. 1273, foll. 2-63 + Vat. gr. 1912, foll. 10a-30, 31a (P. Canart, Codices Vaticani Grae-
ci. Codices 1745-1962, I. Codicum enarrationes, Citt del Vaticano 1970, 654-656, nr. IV);
a queste due sezioni va ora aggiunto il Vallic. C 34 III, foll. 1-8 (come salentino gi segna-
lato da S. Luc, Su due sinassari della famiglia C*: il Crypt. ..XIV (ff. 291-292) e il
Roman. Vallic. C 34
III
(ff. 9-16), ASCL, 66 [1999], 51-85: 63-65).
70
Cfr. Hoffmann in Manuscrits, 20.
71
CAG XVIII, 2, XVII, (sigla L
a
), 1 (r. 14)-6 (r. 2); Harlfinger in Aristoteles, 230.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 160
scritto di Pergio
72
, nei foll. 2v-7r linizio dei Prolegomeni alla Isagoge
73
.
Per copiare questultimo testo egli non utilizz come modello la parte
del Par. gr. 2089 vergata dallAnonimo B, poich mentre in questo
manoscritto lopera attribuita a Niceta Davide Paflagone
74
, nel Laur.
Plut. 71.11 attribuita ad Elia
75
. Durante il secolo XIII, in Terra dO-
tranto circolava dunque, oltre al Par. gr. 2089 dellAnonimo B, almeno
un secondo manoscritto contenente linizio dei Prolegomeni alla Isago-
ge, nel quale lopera era attribuita ad Elia. Se questultimo manoscritto
possa essere identificato con il Par. gr. 2089 di Pergio, quando esso era
ancora integro e provvisto della parte iniziale, domanda alla quale
solo unaccurata collazione potr dare risposta.
Lattuale Par. gr. 2089 conserva il testo completo dei Prolegomeni
alla Isagoge, ma privo della prima parte dellopera di Davide Armeno,
i Prolegomeni alla filosofia. Questopera contenuta nel Vat. gr. 2253,
codice membranaceo di mm 198 x 150
76
. In Terra dOtranto i Prole-
gomeni alla filosofia sembrano dunque aver avuto una trasmissione
distinta dai Prolegomeni alla Isagoge
77
. La scrittura del codice vaticano
(tav. 7), una minuscola barocca vergata da una sola mano, presenta forti
161 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
72
CAG XVIII, 2, 1 (r. 14)-9 (r. 12); Hoffmann in Manuscrits, 20.
73
CAG XVIII, 2, 80-91 (r. 20).
74
Hoffmann in Manuscrits, 77.
75
Harlfinger in Aristoteles, 229.
76
Il testo acefalo (per la caduta di un quaternione, come dimostra il calcolo basato
sul rapporto tra la quantit di testo contenuta in un foglio del manoscritto vaticano e quel-
la contenuta in una pagina delledizione dei CAG) ed stato interrotto consapevolmente
dal copista in corrispondenza della fine del penultimo capitolo. Descrizione del mano-
scritto in S. Lilla, Codices Vaticani graeci. Codices 2162-2254, Citt del Vaticano 1985, 424-
430; CAG XVIII, 2, XII-XIII (sigla C); si aggiunga che uno dei bifogli di guardia (foll. III-
IV), proveniente da un manoscritto latino di contenuto grammaticale del secolo XV, palin-
sesto, contiene nello strato inferiore un testo in minuscola beneventana, D. Arnesano, Un
frammento in beneventana in un altro codice salentino, http://edu.let.unicas.it/
bmb/news/vaticana.html.
77
A causa della scarsezza di informazioni sulla tradizione manoscritta dellopera di
Davide Armeno anteriormente al secolo XIII (cfr. le notizie sui testimoni in CAG XVIII,
2, IX-XIX) e della mancanza di unedizione critica, non facile stabilire se i tre manoscritti
salentini (cio le due parti del Par. gr. 2089 ed il Vat. gr. 2253) dipendono da un modello
contenente lintera opera del commentatore o se questa giunse in Terra dOtranto gi sepa-
rata in due parti, la prima contenente i Prolegomeni alla filosofia, la seconda i Prolegomeni
alla Isagoge. Nei tre testimoni fondamentali, non salentini, lopera contenuta interamen-
te (Marc. gr. 599, CAG XVIII, 2, XV, sigla K, sec. XIV; Vat. gr. 1023, ibid., XIX, sigla T,
sec. XIII; Vat. gr. 1470, ibid., sigla V, sec. XIII). Lesistenza di manoscritti non salentini
contenenti il solo commento alla Isagoge (ibid., XIV-XV, sigla H; XVI, sigla L; XVII, sigla M
a
;
XVIII, sigla R), lascia cautamente ipotizzare che la divisione in due parti dellopera sia avve-
nuta non in Terra dOtranto ma ad uno stadio pi antico della tradizione.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 161
analogie con quella di manoscritti come il Par. gr. 2558
78
; fluida, dal-
landamento curvilineo, dal contrasto modulare moderato, ricca di
legature, minuta e leggermente schiacciata; le abbreviazioni sono fre-
quenti ma non particolarmente vistose. Si notino alpha maiuscolo con
il corpo costituito da un cerchietto e phi con il nucleo schiacciato, le
legature epsilon-pi, quelle di csi e di phi con la lettera seguente, di tau in
un tempo solo con la lettera precedente e con quella seguente.
4. Allopera di una stessa mano, che chiamerei Anonimo C, ritengo
siano da attribuire due testimoni aristotelici
79
. Il primo il manoscritto
di Oxford, Magdalen College, gr. 15, codice di mm 218 x 142 in carta
non filigranata, contenente il trattato Sullinterpretazione con il com-
mento di Michele Psello, disposti a pericopi alternate; linizio di ogni
libro del trattato aristotelico coincide con inizio di fascicolo
80
. Il secon-
do manoscritto il Laur. Plut. 72.19, di mm 219 x 145, in carta fili-
granata databile ai primi anni del sec. XIV e contenente Analitici primi
(foll. 1r-17v) con il commento di Giovanni Filopono (foll. 18r-65r)
81
;
il trattato aristotelico contenuto in due quaternioni e un foglio isola-
to (foll. 1-17), il commento contenuto in due quaternioni, un qui-
nione, altri due quaternioni e un ternione (foll. 18-65). Oltre alle
dimensioni, i due manoscritti sono simili nella mise en page e nella
decorazione; con ogni probabilit essi erano segmenti della stessa edi-
zione dellOrganon. Il buon livello estetico dei due manufatti, lo scru-
polo calligrafico del copista e la mancanza di annotazioni che attestino
un lavoro filologico sul testo, lasciano ipotizzare che essi non fossero i
libri di studio di un erudito, ma esemplari da biblioteca. La scrittura
dellAnonimo C (tav. 8) rientra nelle manifestazioni iniziali della tarda
DANIELE ARNESANO 162
78
Ph. Hoffmann, La dcoration du Parisinus graecus 2572, schdographie otrantaise
de la fin du XIII
e
sicle (a. 1295-1296), MEFRM, 96 (1984), 617-638: 629-630, 637
fig. 13, 638 figg. 14-15.
79
Arnesano, Il Copista del Dioscoride (cit. n. 29), 29 n. 3.
80
I. Hutter, Corpus der byzantinischen Miniaturenhandschriften, Stuttgart 1997 (Denk-
mler der Buchkunst, 13/1-2), 5.1, 90-92; 5.2, 170 figg. 393-395, 171 fig. 396. Digitaliz-
zazione integrale presso http://image.ox.ac.uk/show?collection=magdalen&manuscript
=msgr15. Lanonimo copista ha vergato i foll. 9r-10v, 13r-81v; il resto del manoscritto
stato restaurato da una mano salentina del sec. XV.
81
Harlfinger in Aristoteles, 252-253; Fryde, Greek Manuscripts (cit. n. 15), I, 245, 260
n. 293, II, 798; D. Jackson, Fabio Vigilis Inventory of Medici Greek manuscripts, Scripto-
rium, 52 (1998), 199-204: 201. Organon, I, 7. Si tratta dei foll. 1r-59v; i foll. 60r-65v
furono restaurati da Camillo Zanetti (foll. 60-65), Harlfinger in Aristoteles, 253.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 162
minuscola barocca, caratterizzate da unincipiente artificiosit e da rigi-
dit nel ductus; essa si distingue per il contrasto modulare moderato, la
scarsezza di legature, landamento curvilineo ed il generale schiaccia-
mento. Si notino la forma di alpha minuscolo, beta maiuscolo di pic-
colo modulo, theta aperto anche quando non in legatura con la lette-
ra precedente, la forma di csi, le legature alpha-phi, pi-iota, sigma-phi,
tau-iota e doppio lambda con il tratto finale del secondo lambda pro-
lungato ad abbracciare la lettera successiva.
5. Lo studio di Aristotele in Terra dOtranto testimoniato nel modo
pi consistente da un corpus di manoscritti, del quale merito di Bri-
gitte Mondrain aver individuato i primi cinque. La studiosa ha notato
lintervento di una stessa mano allinterno del Par. gr. 2057, del Par. gr.
2019, del Par. Suppl. gr. 599, del Par. gr. 2062 e del Vallic. B 93, dei
quali ha inoltre notato lomogeneit codicologica
82
. Propongo di chia-
mare questa mano Anonimo D. La sua grafia (tav. 9, rr. 1-9)
83
una
minuscola derudito rapida, minuta, priva di forme barocche, ad asse
solitamente inclinato (a volte a sinistra, altre volte a destra) e dal trac-
ciato angoloso; le lettere, i cui nuclei sono ridotti a piccole concentra-
zioni dinchiostro (alpha maiuscolo con il corpo di forma tondeggian-
te, alpha minuscolo, delta minuscolo, omicron), sono spesso realizzate
con rapidi tocchi di penna e risultano costituite da tratti tozzi e dritti
(ny, csi, pi, tau), talvolta con un tratteggio eccessivamente semplificato,
a scapito della leggibilit (tav. 9, r. 7, beta); limpression densemble non
quella di unordinata concatenazione di lettere, ma di unirregolare
successione di tratti lungo il rigo di base, talvolta appesantita dallim-
piego di uno strumento scrittorio dalla punta spessa. Si notino alpha
maiuscolo en fer de lance, kappa formato da due piccoli semicerchi
separati e phi con il tratto verticale spesso spostato verso destra rispet-
to al nucleo; le legature sono rare, poco vistose ed accentuano lango-
losit delle lettere: alpha-iota, epsilon-iota, tau-iota.
Il Par. gr. 2057 un codice di mm 230 x 150 in carta filigranata,
dovuto principalmente allAnonimo D (tav. 9, rr. 1-9)
84
, il quale tra-
163 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
82
B. Mondrain, La constitution de corpus dAristote et de ses commentateurs aux XIII
e
-
XIV
e
sicles, CodMan, 29 (2000), 11-33: 26-28.
83
Un altro specimen in Mondrain, La constitution de corpus dAristote (cit. n. 82), 33
tav. 4 fig. 5.
84
Foll. 1r-14r (r. 10), 14v-15r (r. 2), 15v-18r (r. 9), 18v-29r (r. 18), 29v (r. 22)-30r,
30v (r. 19)-38r (r. 5), 39r, 40r (rr. 1-3), 40v-41r (r. 9), 41v, 42r (r. 27)-46r (r. 9), 46v-47r
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 163
scrisse il commento di Giovanni Filopono alla Fisica
85
, con laiuto di
un secondo copista
86
. La scrittura di questultimo (tav. 9, rr. 9-ultimo)
una minuscola informale leggermente schiacciata, a tratti corsiva, a
tratti posata, nel complesso poco calligrafica; il ductus impacciato, il
tratteggio irregolare. Si notino gamma alto con raddoppiamento del
tratto verticale, tau alto con una boucle alla base del tratto verticale, il
compendio di i legato con laccento; non mancano elementi baroc-
chi, come alpha maiuscolo (il cui corpo assume spesso la forma di una
goccia), beta maiuscolo, la sovrapposizione e alcune legature realiz-
zate in modo pi vistoso (ad es. epsilon-ny).
Il Vallic. B 93 un codice di mm 154 x 115 in carta filigranata
87
,
contenente il commento di Temistio al trattato Sullanima di Aristote-
le (foll. 1r-65r), uno scritto di Galeno sullanima e sul corpo (foll. 65v-
79v, 88v-89v)
88
e il trattato Sullanima di Aristotele (foll. 80r-87v,
DANIELE ARNESANO 164
(r. 8-), 47r (r. 35)-47v (r. 7), 47v (r. 21)-52r (r. 19), 52v-58r (r. 17), 58v-64r, 65r, 66r-67r
(r. 2), 67r (r. 24)-75r, 75v (r.20)-77r (r. 17), 77v-98v, 101r (rr. 1-25), 102r, 103r, 103v
(r. 29)-103r (r. 26), 103v (rr. 1-15), 103v (r. 33)-104r (r. 12), 104v (rr. 1-10), 105r-105v
(r. 2), 105v (r. 15)-106r (r. 4), 106r (r. 15)-106v (r. 15), 107r-111r (r. 9), 111v-112r, 113r
(rr. 1-11), 113v-115r (r. 1), 115r (r. 13)-130r (r. 8), 130r (r. 15)-140r (r. 9), 140v-141v
(r. 2), 141v (r. 17)-141v bis, 142v-144r, 144v (rr. 14-ultimo), 145r (r. 23)-148v (r. 13),
149r-150r (r. 6), 150v-216r, 216v (r. 15)-217v, 218r (r. 11)-233v.
85
H. Omont, Inventaire sommaire des manucrits grecs de la Bibliothque Nationale,
Paris 1886-1888 (rist. Hildesheim-Zrich-New York 2000), II, 185 (il catalogo di
Omont ora consultabile in rete, http://www.bnf.fr/pages/zNavigat/frame/catalogues_
num.htm); Inventaire, 110 nr. 1487; Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82),
26-27. La filigrana del tipo Lettres assembles (cfr. ad es. bifoglio 34/35), simile a
Briquet 9510.
86
Foll. 14r (rr. 10-ultimo), 14v (rr. 3-ultimo), 18r (rr. 10-ultimo), 29r (r. 19)-29v (r.
22), 30v (rr. 1-19), 38r (r. 5)-38v, 39v, 40r (rr. 4-ultimo), 41r (rr. 9-ultimo), 42r (rr. 1-26),
46r (rr. 9-ultimo), 47r (rr. 8-34), 47v (rr. 7-20), 52r (rr. 19-ultimo), 58r (rr. 17-ultimo),
64v, 65v, 67r (r. 3-24), 75v (rr. 1-19), 77r (rr. 17-ultimo), 99r-100v, 101r (r. 26)-101v,
102v, 103v (rr. 1-28), 103r (rr. 26-ultimo), 103v (rr. 15-32), 104r (rr. 12-ultimo), 104v
(rr. 10-ultimo), 105v (rr. 2-14), 106r (rr. 4-15), 106v (rr. 15-ultimo), 111r (rr. 10-ultimo),
112v, 113r (rr. 12-ultimo), 115r (rr. 2-13), 130r (rr. 8-15), 140r (rr. 9-ultimo), 141v (rr.
2-17), 142r, 144v (rr. 1-13), 145r (rr. 1-23), 148v (rr. 14-ultimo), 150r (rr. 6-ultimo),
216v (rr. 1-14), 218r (rr. 1-10). I foll. 234-235r sono bianchi.
87
E. Martini, Catalogo di manoscritti greci esistenti nelle biblioteche italiane, II, Milano
1902 (rist. Roma 1967 [Indici e Cataloghi, 19]), 36. Le filigrane riconoscibili sono del tipo
Lettres assembles, come Briquet 9515 (cfr. foll. 30, 36, 40, 44) e 9513 (cfr. fol. 78). I fasci-
coli non sono numerati.
88
Per il commento di Temistio si veda CAG V, 3, testo alle pagine 1-126. Il trattato
di Galeno intitolato O t 0 u o l I I o r, I.
Mueller, Claudii Galeni scripta minora, II, Lipsiae 1891, XXXIII, XCII (sigla W, testo alle
pagine 32-79). La fascicolazione la seguente: foll. 1-2, bifoglio; foll. 3-5, binione (fol. 3
senza riscontro); foll. 6-53, quaternioni; i foll. 54/55/56-67/68/69 costituiscono un ter-
nione, al centro del quale inserito un quaternione costituito dai foll. 57/58/59/60-
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 164
90r-115v)
89
. Il manoscritto fu vergato da tre copisti. Il primo, respon-
sabile dei foll. 1r-8v (r. 11), esibisce una grafia che testimonia il passag-
gio dalla minuscola barocca ad uno stile pi sobrio; essa presenta asse
diritto, tracciato arrotondato e moderato contrasto modulare; la regola-
re successione delle lettere alterata dalle poche legature e dalle fre-
quenti abbreviazioni. Si notino alpha maiuscolo con il corpo ridotto ad
un cerchietto, delta minuscolo con il nucleo estremamente ridotto, phi
a chiave di violino speculare con il nucleo schiacciato ed un ampio
occhiello, psi a forma di croce, r- in un tempo solo. I foll. 8v (r. 12)-
56v, 65v-79v, 88v-89v (cio la maggior parte del commento di Temistio
e lintero trattatello di Galeno) furono vergati da un copista che pro-
pongo di chiamare Anonimo E; questi esibisce una grafia estrema-
mente simile a quella dellAnonimo D, una minuscola derudito corsiva
e informale, caratterizzata per da scioltezza e nitore, tracciato meno
angoloso, andamento regolare e da una pi accurata realizzazione delle
singole lettere (tav. 10a). Si notino gamma maiuscolo con tratto oriz-
zontale vistosamente piegato verso lalto, epsilon maiuscolo con il tratto
mediano prolungato a toccare la lettera successiva (kappa, ny), pi minu-
scolo, chi con il tratto discendente da destra a sinistra ben pi lungo del-
laltro, la legatura delta-iota con delta minuscolo e iota dritto e prolun-
gato sotto rigo, oppure formata da delta maiuscolo con langolo inferio-
re destro troncato da iota, le legature di rho con la lettera successiva
(iota), omega legato con laccento circonflesso, il vistoso compendio di
i. I foll. 57r-65r, 80r-87v, 90r-115v (cio la parte finale del com-
mento di Temistio e lintero trattato di Aritotele) vanno attribuiti allA-
nonimo D (tav. 10b), insieme ad alcune annotazioni marginali
90
.
165 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
61/62/63/64 ed il bifoglio 65/66; foll. 70-79, quinione; foll. 88-89 bifoglio. La corretta
successione dei fogli rispetto al testo : 65v-69v, 89r-v, 70r-79v, 88v. Il fol. 88r bianco.
89
A. Jannone E. Barbotin, Aristote. De lme, Paris 1966, XXVIII, XLVII (sigla R
v
). La
fascicolazione la seguente: foll. 80-87, quaternione; foll. 90-97 quaternione; foll. 98-105,
quinione (foll. 100, 102, senza riscontro); foll. 106-112, quaternione (fol. 109 senza
riscontro); foll. 113-115, binione (fol. 115 senza riscontro).
90
Secondo lautorevole parere di Brigitte Mondrain, La constitution de corpus (cit.
n. 82), 28, il copista indicato nel presente lavoro come Anonimo D avrebbe copiato il
solo trattato galenico. Come gi stato osservato, la scrittura dellAnonimo E non si dif-
ferenzia molto da quella dellAnonimo D; a mio avviso, il trattatello di Galeno opera
dellAnonimo E (il quale del resto collabor con lAnonimo D in altri manoscritti del
corpus: cfr. infra); le caratteristiche paleografiche osservate per lAnonimo D corrispon-
dono invece senza alcun dubbio alla scrittura della parte finale del commento di Temi-
stio (foll. 57r-65r) e, ancor pi chiaramente, a quella del trattato di Aristotele (foll. 80r-
87v, 90v-115v).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 165
Nel Par. Suppl. gr. 599, codice di mm 225 x 145 in carta filigra-
nata, un copista anonimo verg il trattato Sullinterpretazione
91
. LAno-
nimo D si limit ad alcuni interventi. Il copista principale ha apposto
una nota al fol. 7r nella quale afferma di avere scritto gli scolii al trat-
tato aristotelico direttamente dalla voce (0 I) del suo maestro,
il gi citato Droso di Aradeo
92
. Un lettore, il papas Stefano
93
, ha inve-
ce annotato al fol. 104v (rr. 30-33) il ricordo del proprio matrimonio,
avvenuto nel 1307
94
. La scrittura dellanonimo copista
95
una minu-
scola barocca caratterizzata da tracciato arrotondato, ductus posato e
moderato contrasto modulare. Si notino alpha maiuscolo con il corpo
ridotto ad un tratto spesso, beta a cuore, gamma e tau alti con il trat-
to orizzontale vistosamente piegato verso lalto, doppio lambda con le
due lettere intersecate, pi maiuscolo e tau con boule appesa allinizio del
tratto orizzontale, le legature alpha-kappa minuscoli con raddoppia-
mento del tratto verticale, epsilon-pi, rho-iota e tau-iota.
Il Par. gr. 2062, codice di mm 230 x 145 in carta filigranata,
stato vergato per la maggior parte dallAnonimo E, con il quale hanno
collaborato lAnonimo D e alcune mani secondarie
96
. Il manoscritto
contiene un commento anonimo al primo libro degli Analitici primi
DANIELE ARNESANO 166
91
M. Cacouros Ph. Hoffmann in P. Ghin et al., Les manuscrits grecs dats des XIII
e
et XIV
e
sicles conservs dans les bibliothques publiques de France, II. Premire moiti du XIV
e
sicle, Turnhout 2005, 27-30 nr. 7, tavv. 17-19 (foll. 17r, 63v, 104v); Inventaire, 119 nr.
1604; sulla filigrana, del tipo Lettres assembles, cfr. Acconcia Longo Jacob, Une antho-
logie salentine (cit. n. 61), 167 n. 65. Copista principale: foll. 1r-v, 3r-5r (r. 32), 7r-28v,
29r-102v, 104v (rr. 1-18); Anonimo D: foll. 2r, 5r (r. 33)-6v, 103r-104r, oltre a numerosi
interventi marginali.
92
Harlfinger in Aristoteles, 483; Acconcia Longo Jacob, Une anthologie salentine
(cit. n. 61), 266-267.
93
Considerato copista del manoscritto in RGK II/A, nr. 501.
94
Stefano di Aradeo noto anche per essere stato possessore del Par. gr. 549, un
manoscritto contenente le orazioni di Gregorio di Nazianzo e linventario di una bibliote-
ca scolastica localizzabile ad Aradeo o nei dintorni, Jacob, Une bibliothque mdivale (cit.
n. 18), 288-289, 291, 295-296.
95
Specimen in RGK II/C, nr. 501.
96
Omont, Inventaire sommaire (cit. n. 85), II, 186. Le filigrane rientrano nel tipo
Lettres assembles, come Briquet 9515 e 9516. Anonimo E: foll. 1r-58r (r. 6), 63r-81r,
83r-104v, 127r-132r, 133r-134v, 143r-201v, 212r-224v; Anonimo D: foll. 58r (r. 7)-62v,
106r-123v, 135r-141v, 142v, 202r-211v e annotazioni marginali; le mani secondarie sono
intervenute fra XIV e XV secolo: a, foll. 124r-125r (r. 19); b, foll. 125r (r. 20)-125v (r. 16);
c, fol. 125v (rr. 17-30); d, fol. 126r (rr. 1-8); e, fol. 126r (rr. 9-14); f, fol. 126r (rr. 15-32
[fine pagina]); varie mani hanno vergato il fol. 126v; i foll. 81v-82v, 105r-v e 132v sono
bianchi; al fol. 142r si legge una nota di possesso di Antonello Drimi di Lecce, Jacob, Une
bibliothque mdivale (cit. n. 18), 307-308 n. 117.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 166
(foll. 1r-58r r. 6) e il commento di Giovanni Filopono al secondo libro
degli Analitici primi (foll. 58r [r. 7]-81r) in undici fascicoli (foll. 1-82)
97
,
il commento di Temistio agli Analitici secondi (foll. 83r-104v) in tre
quaternioni (foll. 83-105)
98
, la Synopsis dellOrganon attribuita a Gre-
gorio di Nazianzo
99
in tre fascicoli (foll. 106-123)
100
, frammenti vari
sullIsagoge di Porfirio e sullOrganon in due fascicoli (foll. 124-134)
101
,
la Synopsis arithmeticae di Psello in un quaternione (foll. 135-142) e
vari commentari anonimi agli Analitici primi
102
in nove fascicoli (foll.
143-224)
103
; tra questi ultimi si distinguono uno I u i
0i o (fol. 183r) in un quaternione (foll. 183-190) ed
uno I i 0u u (fol. 191r) in un altro qua-
ternione (foll. 191-198). Al fol. 126v una delle mani secondarie ha ver-
gato quattro epigrammi di Droso di Aradeo; essa senza dubbio quel-
la di un suo scolaro, poich intitola i componimenti i 0 r0
o lr
104
.
Il Par. gr. 2019 un codice costituito da due parti distinte
105
. La
seconda (foll. 177-236) misura mm 235 x 150
106
, in carta filigrana-
ta
107
e contiene gli Elenchi sofistici in quattro fascicoli (foll. 177-205)
108
167 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
97
Sette quaternioni, un ternione, due quaternioni e un binione. I foll. 81v-82v sono
bianchi.
98
Nel terzo quaternione uno dei fogli (non agevole stabilire quale) senza riscon-
tro. Il fol. 105r-v bianco.
99
J. Mossay, Repertorium Nazianzenum. Orationes. Textus Graecus, I. Codices Galliae,
Paderborn-Mnchen-Wien-Zrich 1981 (Studien zur Geschichte und Kultur des Altertums.
Neue Folge. 2. Reihe: Forschungen zu Gregor von Nazianz, 1), 96.
100
Un ternione, un quaternione ed un ternione (nel quale i foll. 120 e 121 sono senza
riscontro).
101
Un binione ed un quaternione (nel quale il fol. 128 senza riscontro).
102
Cfr. Organon, I, 26.
103
Sette quaternioni, un quinione ed un fascicolo finale di sedici fogli.
104
Jacob, Une bibliothque mdivale (cit. n. 18), 307 n. 117.
105
Omont, Inventaire sommaire (cit. n. 85), 180. Della prima parte, non salentina, si
dir pi avanti.
106
Inventaire, 108 nr. 1450; CAG II, 3, XXI (sigla L
a
).
107
Le filigrane sono del tipo Lettre F (cfr. ad es. bifoglio 186/187), come Briquet
8145, Lettres assembles (cfr. ad es. bifoglio 209/210), simile a Briquet 9510, Lettres
assembles (cfr. ad es. bifoglio 215/220), come Briquet 9393.
108
Foll. 177-182, ternione; foll. 183-190, quaternione; foll. 191-201, senione (in
realt sono 12 fogli: la numerazione del fol. 197 ripetuta); foll. 202-205, binione. I foll.
204r, 205v sono bianchi. Il fol. 205r dovuto ad una mano umanistica, che ha anche
apposto alcune note marginali: Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), III,
287 (sigla m
3
).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 167
con il relativo commento di Michele di Efeso in tre quaternioni (foll.
206-228)
109
. Essa stata accuratamente studiata da Sten Ebbesen
110
.
Il copista principale identificabile con lAnonimo E, che ha copia-
to il testo aristotelico con scolii nei foll. 177r-203v
111
ed il com-
mento di Michele di Efeso nei foll. 206r-227v (r. 29)
112
. LAnonimo
D
113
ha vergato una Notula de fallaciis nel fol. 204v e materiale ese-
getico di diversa provenienza nei foll. 227v (r. 30)-236r
114
. Lo stu-
dio di Ebbesen, che dal punto di vista critico-testuale ha definito il
Par. gr. 2019 an extremely disorderly manuscript, ha consentito di
scoprire nel codice parigino la confluenza di materiale esegetico ete-
rogeneo, frutto di unintensa attivit di ricerca critica sulle fonti da
parte di chi ha allestito questo complesso testimone del commento
agli Elenchi sofistici
115
.
A questi cinque manoscritti individuati dalla Mondrain possibi-
le aggiungere altre quattro testimonianze. La prima costituita dal ms.
Modena, Biblioteca Estense, gr. 86, riconosciuto come salentino da
Giuseppe De Gregorio
116
. La mano che ha vergato il codice senza
dubbio quella dellAnonimo E (tav. 10c), mentre allAnonimo D sono
DANIELE ARNESANO 168
109
Il fol. 222 senza riscontro.
110
Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), II, XXXI (sigla 2019).
111
Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), III, 287, (sigla m
1
): gli sco-
lii provengono da tre distinte tradizioni; i foll. 177r-203v sono indicati dallo studioso con
la sigla 2019
a
(ibid., III, 14).
112
Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), III, 287 (sigla m
4
); Michele di
Efeso correttamente indicato come pseudo-Alessandro di Afrodisia-2; i foll. 206r-227v
sono indicati dallo studioso con la sigla 2019
b
I (ibid., I, 292; III, 14). Sono dellavviso che
m
1
ed m
4
siano la stessa mano, appunto quella dellAnonimo E.
113
Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82), 33, tav. 4 fig. 5.
114
Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), III, 287 (sigla m
2
). I foll.
227v-231r e i foll. 231r-236r sono indicati dallo studioso rispettivamente con le sigle
2019
b
II (ibid., I, 292-293; III, 15) e 2019
b
III (ibid., I, 292; III, 14). I foll. 229-236 costi-
tuiscono un quaternione cartaceo (mm 228 x 150; la qualit del supporto diversa dal
resto del manoscritto, ma la filigrana non chiaramente individuabile), aggiunto dal copi-
sta per ultimare il suo lavoro.
115
Ebbesen, Commentators and commentaries (cit. n. 16), I, 327 (cfr. anche ibid.,
292); cfr. lo stemma ibid., III, 17.
116
V. Puntoni, Indice dei codici greci della Biblioteca Estense di Modena, SIFC, 4
(1896), 379-536: 443 (rist. in Ch. Samberger, Catalogi codicum graecorum qui in mino-
ribus bibliothecis italicis adservantur, I, Lipsiae 1965, 295-452: 359); G. De Gregorio in
G. De Gregorio P. Eleuteri, Per un catalogo sommario dei manoscritti greci dei Commen-
taria in Aristotelem Graeca et Byzantina: specimen (Leiden, Modena), in Symbolae Beroli-
nenses (cit. n. 35), 117-167: 141.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 168
attribuibili alcune annotazioni marginali
117
. Come il Par. gr. 2019, il
manoscritto di Modena contiene il commento di Michele di Efeso agli
Elenchi sofistici
118
: cartaceo
119
, misura mm 233 x 151 e presenta la
stessa mise en page del parigino. I due codici, tuttavia, non sono copie
identiche. Il manoscritto di Parigi, infatti, presenta un salto dal fasci-
colo al fascicolo , senza unapparente perdita di testo, mentre il
codice di Modena presenta una numerazione dei fascicoli consecutiva,
da a . Inoltre, il Par. gr. 2019 appartiene alla famiglia e contiene
una redazione testuale da Ebbesen definita Pseudo-Alessandro di
Afrodisia-2
120
, mentre il Mutin. gr. 86 come si deduce gi leggendo
lincipit
121
appartiene ad una redazione testuale diversa, precisamen-
te quella che Ebbesen definisce Pseudo-Alessandro di Afrodisia-1
122
.
Dunque gli otto fascicoli che costituiscono lodierno Mutin. gr. 86 si
trovavano in origine fra il quarto ed il quinto fascicolo del Par. gr. 2019.
Nel codice originario vi era sostanzialmente lo stesso testo ma secondo
due differenti redazioni:
<>- Par. gr. 2019,
foll. 177-205 Elenchi sofistici
- Mutin. gr. 86 Alessandro di Afrodisia Ps.-Al. 1
(CAG, II, 3, 1-195)
- Par. gr. 2019,
foll. 206-228 Michele di Efeso Ps.-Al. 2
(Ebbesen, II, 153-182)
Del resto, nella stessa tradizione medievale le due redazioni erano
distinte, tanto che lo stesso copista, quando il codice originario non era
ancora stato smembrato, allinizio del testo di Pseudo-Alessandro di
169 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
117
Ad es. fol. 3v (angolo inferiore interno), 4r (margine esterno), 4v (margine infe-
riore), 5r (margine esterno).
118
Esso non compare in CAG II, 3 n in Ebbesen; cfr. Inventaire, 76 nr. 1040. Il testo
corrisponde a CAG II, 3, 1 r. 1-195 r. 19.
119
Non ho esaminato la carta del manoscritto di Modena.
120
Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), I, 268.
121
Mutin. gr. 86, fol. 1r: O r o i 0i r ri I I....
Par. gr. 2019, fol. 206r: 'I . u i r t t ri... (CAG
II, 3, XXI, 1: leditore stampa lincipit del codice modenese, non di quello parigino).
122
Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), I, 268, III, 15, 17.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 169
Afrodisia-1 (= Mutin. gr. 86, fol. 1r, tav. 10c) ha scritto: 0o
0r, distinguendolo da quello di Pseudo-Alessandro di Afro-
disia-2 (= Par. gr. 2019, fol. 206r), allinizio del quale ha invece scritto:
0 ri i u u rr
123
, attribuendo
cio la prima redazione ad Alessandro di Afrodisia, la seconda a Miche-
le di Efeso, in accordo con quanto avviene nel resto della tradizione
manoscritta
124
.
La seconda testimonianza ricollegabile al corpus individuato dalla
Mondrain il Vat. gr. 1019, codice di mm 233 x 158 in carta filigrana-
ta
125
, nel quale una sola mano ha vergato lIsagoge di Porfirio e le Cate-
gorie con il commento di Ammonio
126
e che una nota del copista con-
sente di datare intorno allanno 1309
127
. LIsagoge contenuta in due
quaternioni (foll. 4-19), il commento di Ammonio in sette quaternioni
(foll. 22-77), il prologo di Ammonio in un quaternione (foll. 78-85), le
Categorie con il commento di Ammonio (disposti a pericopi alternate)
in nove quaternioni (foll. 86-125, 127-158)
128
; i fascicoli presentano
una numerazione continua
129
. Il Vat. gr. 1019 riconducibile al corpus
non per lintervento dellAnonimo D n dellAnonimo E, ma solo gra-
zie ad alcuni indizi. Si tratta infatti dellunico manoscritto coevo al
gruppo in questione che contenga Isagoge e Categorie, testi indispensa-
bili al completamento dellOrganon. Inoltre, come gi rilevato da Andr
Jacob
130
, esso contiene il testo aristotelico, la sottoscrizione metrica e
i due dodecasillabi di Droso di Aradeo che si trovano nel gi citato
DANIELE ARNESANO 170
123
CAG II, 3, XXI; Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), I, 292.
124
Si vedano le attribuzioni vulgate e gli incipit dei vari testimoni in CAG II, 3, IX-
XXVII. Cfr. anche Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), I, 242-243.
125
G. Cavallo, Manoscritti italo-greci e trasmissione della cultura classica, in Magna Gre-
cia bizantina e tradizione classica. Atti del XVII
o
convegno di studi sulla Magna Grecia
(Taranto, 9-14 ottobre 1977), Napoli 1978, 193-233: 229; A. Jacob, Sergio Stiso de Zolli-
no et Nicola Petreo de Curzola. A propos dune lettre du Vaticanus gr. 1019, in Bisanzio e lI-
talia (cit. n. 18), 154-168; le filigrane sono del tipo Lettres assembles (ibid., 155).
126
Inventaire, 131 nr. 1758: nel contenuto del manoscritto sarebbero inclusi i Topici,
errore corretto da J. Brunschwig, Aristote. Topiques, I. Livres I-IV, Paris 1967, CV n. 3. CAG
IV, 3, XVII-XVIII (sigla K).
127
Jacob, Sergio Stiso (cit. n. 125), 156.
128
Il fol. 126 posticcio.
129
Come dimostrano le cifre greche ancora leggibili nellangolo superiore esterno del
recto del primo foglio di alcuni fascicoli: (fol. 54), 0 (fol. 62), (fol. 70), (fol. 102),
(fol. 135), 0 (fol. 143). I foll. 1-3a sono carte di guardia antiche; nei foll. 20r-21v, 75v-
77v, 85v, 158v, originariamente bianchi, sono intervenute varie mani tarde.
130
Jacob, Sergio Stiso (cit. n. 125), 168 (Note de correction).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 170
Laur. Plut. 72.14, vergato dallAnonimo B e riconducibile al centro cul-
turale di Aradeo
131
. La scrittura del Vat. gr. 1019 (tav. 11) una minu-
scola barocca caratterizzata da contrasto fra la generale rotondit del trac-
ciato e langolosit che talvolta connota lettere e legature; le forme pi
vistose, anche quando tracciate corsivamente, sono irrigidite da unese-
cuzione lenta (epsilon-kappa, legatura di tau con lettera successiva), a
volte stentata (epsilon-pi), e da un disegno artificioso
132
; ne risulta unim-
pression densemble di fastidiosa irregolarit, accentuata dal polimorfismo
di alcune lettere (alpha maiuscolo, beta maiuscolo, delta minuscolo, tau,
ypsilon) e dallarbitrario schiacciamento di altre (sigma minuscolo, phi).
Il terzo manoscritto da attribuire al corpus lAmbr. D 48 sup.,
codice di mm 235 x 154 in carta filigranata, vergato dallAnonimo E e
contenente il trattato Sullinterpretazione con il commento di Ammo-
nio (tav. 12)
133
. Il testo, accompagnato dal relativo commento, sud-
diviso in cinque sezioni, o i, come si legge nella inscriptio
134
:
1) foll. 1r-29v Int. 16a.1-17a.37 0 0 u i
2) foll. 30r-61v Int. 17a.38-19b.18 0 0 r i (fol. 30r)
3) foll. 62r-80v Int. 19b.19-21a.33 0 0 i i (fol. 62r)
4) foll. 81r-96v Int. 21a.34-23a.26 0 0 i (fol. 81r)
5) foll. 97r-103v Int. 23a.27-24b.6 0 0 i (fol. 97r)
La prima sezione costituita da un ternione e tre quaternioni
135
,
la seconda da quattro quaternioni, la terza da un quaternione e un
171 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
131
Jacob, Sergio Stiso (cit. n. 125), 156. Si rilevi unaltra significativa analogia con il
Laur. Plut. 72.14, cio la presenza nel codice vaticano degli scholia metrica a Pindaro (cita-
ti da Jacob, ibid., 155 e n. 12). Queste coincidenze non possono essere casuali e i due
manoscritti derivano probabilmente dalla stessa fonte; cfr. Acconcia Longo Jacob, Une
anthologie salentine (cit. n. 61), 161 n. 52: Une comparaison minutieuse serait ncessaire
pour dterminer les liens de parent qui les unissent; il semble bien en tout cas quil faille
exclure un rapport de filiation directe.
132
questo un fenomeno tipico delle manifestazioni pi tarde della minuscola baroc-
ca, che si potrebbe definire di pseudo-corsivit.
133
D. Martini D. Bassi, Catalogus codicum graecorum Bibliothecae Ambrosianae,
Milano 1906 (rist. Hildesheim-New York 1978), I, 261-262; Inventaire, 65 nr. 923; Petta,
Codici greci della Puglia (cit. n. 2), 96 nr. 15. Le filigrane sono del tipo Lettres assembles,
una delle quali simile a Briquet 9516.
134
Il termine I gi stato rilevato per i commentari anonimi agli Analitici primi
nel Par. gr. 2062 (cfr. supra).
135
Nel primo quaternione il fol. 13 senza riscontro. La prima inscriptio oggi per-
duta a causa della caduta di uno o pi fogli.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 171
senione, la quarta da due quaternioni, la quinta da un quaternione
136
.
La differente consistenza delle sezioni si spiega con una suddivisione
del trattato basata su criteri testuali, gi nota allo stesso Ammonio, da
lui rispettata e fatta risalire agli scolari di Aristotele
137
. Ammonio uti-
lizza sempre il termine o, ma nel suo lessico spesso ricorre
proprio I, con il significato di sezione di libro
138
; il termine
attestato nel lessico bizantino
139
e fu utilizzato dal curatore delledizio-
ne aldina (a. 1503)
140
. interessante rilevare, nel manoscritto ambro-
siano, la coincidenza di I testuale e I materiale.
La quarta testimonianza il Marc. gr. 256, codice di mm 220/240
x 150 in carta filigranata, contenente i Topici con il commento di Ales-
sandro di Afrodisia
141
. Esso fu vergato per la maggior parte dallAno-
nimo D (tav. 13a)
142
, per il resto dallAnonimo E (tav. 13b)
143
. Nel
manoscritto intervenne una mano secondaria (tav. 14a)
144
, la quale esi-
bisce una minuscola caratterizzata da asse leggermente inclinato a
destra, tracciato arrotondato e ductus fluido; la regolarit della catena
grafica ritmata da forme barocche, in particolare lettere ingrandite
(gamma, epsilon, tau) e legature appariscenti (epsilon-pi, legature di
tau con lettera successiva). Il codice risulta costituito da quattro sezio-
ni, ognuna contenente uno o pi libri del trattato e del commento e
DANIELE ARNESANO 172
136
Non si osserva alcuna numerazione dei fascicoli: pu darsi che questa fosse collo-
cata nellangolo inferiore esterno e che sia andatata perduta per la consunzione del sup-
porto in questo punto del codice.
137
CAG IV, 5, 1.12-13: 'A i t r0 I ri u r
i i...; CAG IV, 5, 7.17 (proemio), 86.26 (Int. 17a.38), 159.24 (Int.
19b.19), 214.8-9 (Int. 21a.34); CAG IV, 5, 251.27-29 (Int. 23a.27).
138
CAG IV, 5, 86.26 (Int. 17a.38): A r r00 u 0 i
o...; 159.24 (Int. 19b.19): A r r00 i 0 i
o...; 214.8-9 (Int. 21a.34): ...r u u o 0 i i...; CAG
IV, 5, 7.17; IV, 6, 67.39.
139
B. Atsalos, La terminologie du livre manuscrit lpoque byzantine. Premire partie.
Termes dsignant le livre-manuscrit et lcriture, Thessaloniki 1971 (1o.
ou, 21) (rist. Thessaloniki 2001), 123.
140
CAG IV, 5, XIII.
141
Mioni, Codices Graeci (cit. n. 20), 370; Inventaire, 160 nr. 2142; Kotzabassi,
Byzantinische Kommentatoren (cit. n. 16), 25; Cavallo, La cultura italo-greca (cit. n. 1), 604.
142
Foll. 18v (rr. 25-34), 19r (r. 28)-192v, 217r-242v, 257v (r. 7)-258v, 263r (r. 22)-
268v e vari interventi marginali.
143
Foll. 1r-18v (r. 25), 18v (r. 35)-19r (r. 28), 193r-209r, 210r-214v, 215v-216v,
243r-245v, 247r-v (r. 31), 248r-254r (r. 6), 254r (r. 37)-257r (r. 12), 259r-263r (r. 21),
269r-276v.
144
Foll. 209v, 215r, 246r-v, 247v (rr. 31-ultimo), 254r (rr. 6-36), 257r (r. 12)-257v (r. 6).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 172
dotata di unautonoma numerazione dei fascicoli
145
. Allinterno della
prima e della quarta sezione si individuano ulteriori coincidenze di
unit materiali e unit testuali, che possibile schematizzare nel
modo seguente:
I foll. 1-88
a foll. 1-8 Topici I
b foll. 9-88 commento a Topici I; altri commentari; Topici II
II foll. 89-136 commento a Topici II
III foll. 137-184 Topici III; commento a Topici III; altri commentari
IV foll. 185-276
a foll. 185-192 Topici IV
b foll. 193-216 commento a Topici IV; commento a Topici V
c foll. 217-242 Topici V; Topici VI
d foll. 243-258 commento a Topici VI; altri commentari
e foll. 259-276 commento a Topici VII; Topici VII;
commento a Topici VIII
Allinterno della sezione I, il primo libro dei Topici contenuto in
un fascicolo (a); il relativo commento, altri commentari e Topici II sono
contenuti nei successivi nove fascicoli (b). La sezione II contiene il
commento a Topici II, in sei fascicoli. La sezione III contiene Topici III
con il relativo commento ed altri commentari, in sei fascicoli. Allin-
terno della sezione IV, Topici IV contenuto in un fascicolo (a); il
commento a Topici IV e quello a Topici V sono contenuti in tre fasci-
coli (b); Topici V e VI sono contenuti in tre fascicoli (c); il commento
a Topici VI ed altri commentari sono contenuti in due fascicoli (d); il
commento a Topici VII, Topici VII e il commento a Topici VIII sono
contenuti in due fascicoli (e). Si noti che il commento a Topici VIII
mutilo e che Topici VIII non conservato. La diseguale consistenza
delle quattro parti non giustificata da un criterio testuale: chi ha alle-
stito il codice avrebbe potuto scegliere una pi coerente distribuzione
dei libri del trattato aristotelico e del commento nelle sezioni
146
.
173 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
145
Cfr. Mioni, Codices Graeci (cit. n. 20), 370.
146
Ritengo siano da escludere ragioni di unit interna e generale dellopera (e quindi
di una possibile tradizione distinta), che pure stata messa in discussione dagli studiosi a
proposito dellesistenza di libri centrali (II-VII) e libri periferici (I, VIII). Su queste pro-
blematiche ed in genere sulla struttura del trattato si veda Brunschwig, Aristote. Topiques
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 173
Nei manoscritti fin qui esaminati stata pi volte rilevata la coin-
cidenza di sezioni materiali e sezioni testuali. Questo fenomeno stato
individuato da Marilena Maniaci nelle Bibbie atlantiche, caratteriz-
zate da snodi
147
. Tra i manoscritti greci, la presenza degli snodi
stata recentemente rilevata da Filippo Ronconi nel manoscritto Bodl.
Barocci 50
148
. Anche nei manoscritti salentini di Aristotele si osserva
una struttura a blocchi
149
. Nel caso del codice pluritestuale pluri-
blocco
150
, come il Laur. Plut. 72.22, il Laur. Plut. 71.11, il Laur. Plut.
72.19, il Vallic. B 93, il Par. gr. 2062, il Par. gr. 2019 ed il Vat. gr.
1019
151
, tale struttura pu essere conseguenza del ricorso a modelli
diversi
152
e frutto del successivo assemblaggio dei blocchi
153
. Nel caso
del codice monotestuale pluriblocco
154
, come lAmbr. D 48 sup. ed
DANIELE ARNESANO 174
(cit. n. 126), LVI-LXXXIII, specialmente LXXII-LXXVI; cfr. anche E. Braun, Zur Einheit der ari-
stotelischen Topik, Kln 1959; ampia bibliografia in P. Slomkowski, Aristotles Topics, Lei-
den-New York-Kln 1997 (Philosophia Antiqua, 74), 175-198.
147
M. Maniaci, La struttura delle Bibbie Atlantiche, in M. Maniaci G. Orofino
[a cura di], Le Bibbie Atlantiche. Il libro delle Scritture tra monumentalit e rappresentazione
(Abbazia di Montecassino, 11 luglio-11 ottobre 2000, Firenze, 28 febbraio-1 luglio 2001),
Milano 2000, 47-60: 54-58. Con il termine snodo si intende la coincidenza fra la fine di
unopera e la fine di un fascicolo, la cui natura non casuale tanto pi evidente quando il
fascicolo non un quaternione, ma un insieme di bifoli di consistenza e/o struttura irrego-
lare (pu trattarsi di un quaternione mutilo o accresciuto da uno o pi fogli o di un fasci-
colo di altra struttura, come un binione, un ternione o un quinione); linterruzione pu esse-
re inoltre enfatizzata dal fatto che la scrittura termina prima della fine del fascicolo, lascian-
do del tutto o parzialmente vuota la pagina finale (54). Un fenomeno analogo stato osser-
vato in alcuni codici della Commedia, nei quali i copisti tendono a far coincidere linizio di
una cantica con linizio di un fascicolo, M. Boschi Rotiroti, Codicologia trecentesca della Com-
media. Entro e oltre lantica vulgata, Roma 2004 (Scritture e libri del medioevo, 2), 40-43.
148
F. Ronconi, La miscellanea che non divenne mai silloge: il caso del Bodl. Barocci 50,
in R. M. Piccione M. Perkams [hrsg. von], Selecta colligere, II. Beitrge zur Technik des
Sammelns und Kompilierens griechischer Texte von der Antike bis zum Humanismus, Alessan-
dria 2005 (Hellenika, 18), 295-353.
149
M. Maniaci, Il codice greco non unitario. Tipologie e terminologia, in E. Crisci
O. Pecere [a cura di], Il codice miscellaneo. Tipologie e funzioni. Atti del Convegno interna-
zionale (Cassino, 14-17 maggio 2003) (= Segno e Testo, 2 [2004]), 75-107: 79.
150
Maniaci, Il codice greco non unitario (cit. n. 149), 88: strutturalmente non unita-
rio, costituito dalla giustapposizione di unit modulari materialmente indipendenti e
testualmente autonome.
151
Questi sono codici pluritestuali pluriblocco organizzati, in quanto vi si osserva la
presenza di una progettualit, dettata, in questo caso, dal legame fra il trattato aristotelico
e le opere di commento: cfr. Maniaci, Il codice greco non unitario (cit. n. 149), 89.
152
Cfr. Ronconi, La miscellanea che non divenne mai silloge (cit. n. 148), 308.
153
Maniaci, Il codice greco non unitario (cit. n. 149), 80.
154
Maniaci, Il codice greco non unitario (cit. n. 149), 87-88: un codice monote-
stuale strutturalmente non unitario, ovvero articolato in unit snodabili e potenzialmen-
te riaggregabili in forme diverse da quella originaria.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 174
il Marc. gr. 256, lautonomia materiale dei libri che compongono lo-
pera forse collegabile alla fruibilit del modello: la struttura dellam-
brosiano potrebbe s essere conseguenza di una trasmissione distinta
delle cinque parti del trattato Sullinterpretazione, ma non si pu esclu-
dere che, pur allinterno di una tradizione unitaria, si volesse agevolare
la fruizione di uno o pi i alla volta, quindi laccessibilit
simultanea da parte dei lettori o da parte di scribi intenti allallesti-
mento di copie dellopera distinte
155
. Pi problematico il caso del
Marc. gr. 256: lincoerente ed ineguale distribuzione degli otto libri dei
Topici e dei relativi commenti nei quattro blocchi difficilmente impu-
tabile ad una diversa trasmissione delle parti del trattato e potrebbe
invece essere stata causata dalle variabili condizioni della disponibilit
del modello da cui si copiava. A proposito di quanto stato detto, vale
la pena ricordare che, come in ambito latino, anche nel Salento testi-
moniata lesistenza di libri slegati
156
: nellinventario di una biblioteca
scolastica di Aradeo, contenuto nel Par. gr. 549, si legge che, oltre ai
libri veri e propri (i), vi erano o o i o
ri. o o r 0r rr i
0 i Bi, o 0 r o r0o
0r o I rr 0 Ki, o u
iu o e o 0 0
157
.
Nei manoscritti salentini di Aristotele si osserva dunque una pro-
gettualit intra codicem. Nel corpus che stato ricostruito si pu rile-
vare anche una progettualit inter codices
158
. Si tratta infatti di un cor-
pus materialmente omogeneo, ideato da un personaggio di cui pos-
sibile, come si vedr tra poco, ipotizzare lidentit. I manoscritti sono
accomunati dal supporto, carta fabrianese con filigrana tipo Lettres
175 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
155
LAmbr. D 48 sup. un codice monotestuale pluriblocco sincronico, cio com-
posto da una giustapposizione di elementi codicologici (blocchi) autonomi, distinti sin dal-
lorigine vuoi per ossequio ad una tradizione preesistente, vuoi per il ricorso a specifiche
pratiche di divisione del lavoro e/o in previsione di usi ulteriori: Maniaci, Il codice greco
non unitario (cit. n. 149), 88.
156
S. Maleci, Il codice Barberinianus Graecus 70 dell Etymologicum Gudianum, Roma
1995 (BollClass, Suppl. 15), 7-10. Per lambito latino cfr. D. Frioli, Tabulae, quaderni
disligati, scartafacci, in C. Leonardi M. Morelli F. Santi [a cura di], Album. I luoghi dove
si accumulano i segni (dal manoscritto alle reti telematiche). Atti del Convegno di studio della
Fondazione Ezio Franceschini e della Fondazione IBM Italia (Certosa del Galluzzo, 20-21
ottobre 1995), Spoleto 1996 (Quaderni di Cultura Mediolatina, 14), 25-74; si veda anche
Maniaci, Archeologia del manoscritto (cit. n. 41), 72.
157
Jacob, Une bibliothque mdivale (cit. n. 18), 296-297.
158
Mutuo le espressioni da Maniaci, Il codice greco non unitario (cit. n. 149), 79 n. 9.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 175
assembles
159
, che consente di datare il corpus alcmq... molto ilinizio
del secolo XIV; il formato in-quarto, le dimensioni assolute sono
mm 220/240 x 135/140; la scrittura fitta ed disposta a piena pagi-
na; i margini sono stretti e la mise en page a volte irregolare; le righe
per pagina sono in media 35; la decorazione inesistente. Fanno
eccezione due manoscritti, il Vallic. B 93 per il formato (in-ottavo) e
le dimensioni (mm 154 x 115), il Par. Suppl. gr. 599 per la mise en
page. Si noti tuttavia che il vallicelliano contiene un trattato aristote-
lico non appartenente allOrganon, mentre il parigino una sorta di
doppione dellAmbr. D 48 sup. (ambedue contengono il trattato
Sullinterpretazione). Allinterno del corpus possibile individuare
unedizione commentata dellOrganon, codicologicamente omoge-
nea, priva oggi dei soli Analitici primi e Analitici secondi e costituita
dai seguenti manoscritti:
Categorie Vat. gr. 1019
Sullinterpretazione Ambr. D 48 sup.
Commenti agli Analitici primi e Analitici secondi Par. gr. 2062
Topici Marc. gr. 256
Elenchi sofistici Par. gr. 2019 + Mutin. gr. 86
La presenza nel Par. gr. 2062 e nel Vat. gr. 1019 di alcuni epi-
grammi di Droso di Aradeo e degli scolii nel Par. Suppl. gr. 599 trat-
ti dalle sue lezioni sullOrganon, consentono di ipotizzare una loca-
lizzazione del corpus nella cittadina salentina
160
e pi precisamente
nella scuola di filosofia nata intorno a Droso. La Mondrain ha sug-
gerito lipotesi che il copista qui indicato come Anonimo D possa
essere identificato proprio con Droso di Aradeo
161
. Poeta e professo-
re di filosofia, Droso si interess anche di problemi dogmatici e cri-
stologici. Unimportante testimonianza in questo senso la sua lette-
ra sulla frazione del pane liturgico, conservata nel manoscritto Athos,
DANIELE ARNESANO 176
159
Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82), 27.
160
Ad Aradeo non mancava una discreta produzione libraria, Ph. Hoffmann, Aspetti
della cultura bizantina in Aradeo dal XIII al XVII secolo, in Paesi e figure (cit. n. 36), 65-88;
Giorgio di Aradeo copi nel 1295/1296 la gi citata schedografia Par. gr. 2572, mano-
scritto riccamente decorato (Hoffmann, La dcoration du Parisinus [cit. n. 78], con vari spe-
cimina); il codice descritto dallo studioso in Manuscrits, 64-67 nr. 27.
161
Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82), 28.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 176
'i. 190, ultimato nel 1297 da Calo di Galatina. La let-
tera stata pubblicata da Philippe Hoffmann, che ha delineato il pro-
filo culturale del personaggio
162
.
Come per lattivit didattico-filosofica, anche per quella polemica
possibile individuare tracce scritte della mano di Droso. Vorrei segna-
lare a questo proposito il Vat. gr. 652, codice di mm 283 x 195 in carta
filigranata, corredato di belle iniziali ornate, in cui un copista anonimo
ha vergato in minuscola barocca il testo degli Atti degli apostoli e delle
Epistole cattoliche (foll. 16-104)
163
. Prima che in epoca pi tarda Giovan-
ni Onorio da Maglie restaurasse il manoscritto (foll. 1, 105)
164
, un letto-
re salentino ne annot i margini
165
e vi aggiunse gli attuali foll. 2-15, di
dimensioni pari a quelle del codice originario e in carta filigranata, nei
quali verg il commento alla Lettera ai Galati e ai Tessalonicesi, gli argu-
menta degli Atti degli Apostoli e delle Lettere paoline e, soprattutto, al
fol. 15v, una quaestio sullAnticristo ed una quaestio su Rom. 3, 20, in
cui Paolo afferma che tutti gli uomini sono peccatori ingiustificati
dinanzi a Dio
166
. Questi dati diventano significativi se si tiene conto
che la scrittura del dotto lettore senza dubbio quella dellAnonimo
D, cio del copista identificato dalla Mondrain con Droso di Aradeo
(tav. 14b). Lintervento della stessa mano in manoscritti di contenu-
to cos (apparentemente) diverso, aristotelico e neotestamentario,
rende lipotesi suggerita dalla studiosa, a mio avviso, molto pi pro-
babile, poich si profila un personaggio intriso di filosofia aristoteli-
177 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
162
Ph. Hoffmann, Une lettre de Drosos dAradeo sur la fraction du pain (Athous Iviron
190, A.D. 1297/1298), RSBN, n. s., 22-23 (1985-1986), 245-284: 256-266, 247-250.
163
R. Devreesse, Codices Vaticani Graeci, III. Codices 604-866, Citt del Vaticano
1950, 76-79 (la filigrana del tipo Lettres assembles, come Briquet 9510); K. Aland,
Kurzgefasste Liste der Griechischen Handschriften des Neuen Testaments, Berlin-New
York 1994 (Arbeiten zur Neuetestamentlichen Textforschung, 1), 151 nr. 1842. La fili-
grana analoga a quella del corpus di Aradeo, J. Irigoin, Les filigranes de Fabriano (noms
de papetiers) dans les manuscrits grecs du dbut du XIV
e
sicle, Scriptorium, 12 (1958),
44-50: 46.
164
M. L. Agati, Giovanni Onorio da Maglie copista greco (1534-1563), Roma 2001
(BollClass, Suppl. 20), 320 nr. 28.
165
Foll. 16r, 18r, 21r, 22v, 23v, 24r-24v, 25v-26v, 27v-30v, 31v, 33r, 34v, 35v, 36v,
37r, 38r-38v, 40r, 40v-41r, 42v-43r, 44r-44v, 46r-48r, 49r-50r, 51r-51v, 52v-54r, 55r-60v,
61v, 63r-65r, 66r-68r, 69v, 71r-72r, 73v-74v, 76r-83r, 85r-86v, 88r-90r, 91r, 94v, 96v-97v,
98v-99v, 101v, 102v, 103v-104v.
166
Devreesse, Codices Vaticani Graeci (cit. n. 163), 78. Sulle filigrane di questi fogli
cfr. ibid., 79.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 177
ca e allo stesso tempo interessato allo studio del Nuovo Testamento,
in funzione di unautonoma riflessione su scottanti problemi dog-
matici, dunque una figura perfettamente sovrapponibile a quella di
Droso di Aradeo.
Significativa , infine, la connotazione grafica del corpus preso in
esame. Esso dovuto principalmente allopera di un copista, quello
indicato come Anonimo E. Secondario, dal punto di vista solo quanti-
tativo, il lavoro svolto dallAnonimo D, impegnato soprattutto nellag-
giunta di commenti, di testi brevi e nellannotazione dei margini
167
. Al
fianco di queste due figure di riferimento fu un esiguo gruppo di col-
laboratori. Questi ultimi, responsabili spesso di porzioni estremamente
limitate di testo, talvolta poche righe, esibiscono grafie riconducibili
allambito della minuscola barocca otrantina, corsive ma scarsamente
calligrafiche oppure posate ma irrigidite: esse ben rappresentano la fase
terminale della palaeographische Barockzeit in Terra dOtranto. Le
grafie dellAnonimo D (Droso di Aradeo) e dellAnonimo E sono inve-
ce rappresentative dellaltro esito imboccato dalla scrittura salentina
agli inizi del secolo XIV, quello del ritorno (forse di riflesso con quan-
to avveniva in area orientale) ad uno stile minuto, sobrio, autentica-
mente corsivo, quasi trascurato, poich proprio di scholarly hands inte-
ressate alla rapida trascrizione di testi selezionati, cercati, a volte confu-
samente ricopiati, come nel Par. gr. 2019. Si tratta dunque di grafie
funzionali alla confezione di libri destinati allo studio personale e allin-
segnamento, alla ricerca filologica e al commento originale, libri
insomma non da riporre nello scaffale ma da lasciare sempre aperti
come works in progress. La stretta convivenza nei primi decenni del Tre-
cento di due filoni grafici salentini (barocco da un lato, minuto e sobrio
dallaltro) non stupisce. Lo dimostra il Laur. Plut. 5.10, codice di mm
185 x 135 in carta filigranata
168
e testimone fondamentale, insieme al
Vat. gr. 1276, della produzione poetica salentina
169
. Il codice anche
DANIELE ARNESANO 178
167
Cfr. Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82), 26: il apparat donc surtout
comme un matre doeuvre, supervisant un travail accompli par dautres.
168
J. N. Sola, De codice Laurentiano X plutei V, ByzZ, 20 (1911), 373-383; la fili-
grana del tipo Croix grecque, simile a Briquet 5398; i foll. 150-177 sono membrana-
cei palinsesti, http://palin.iccu.sbn.it.
169
Acconcia Longo Jacob, Une anthologie salentine (cit. n. 61), 160-161. Specimina
del copista principale in M. Gigante, Eugenii Panormitani versus iambici, Palermo 1964
(Istituto siciliano di studi bizantini e neoellenici. Testi e monumenti. Testi, 10), e Id., Roma a
Federico imperatore secondo Giorgio di Gallipoli, Roma 1995 (Quaderni, 1).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 178
uninteressante antologia di mani: quella che ha vergato i foll. 200r-
201r, 202v-204v, 206r-209r, 210r (r. 7)-211v (r. 9), 212r-215v, 232r-
239v identificabile proprio con lAnonimo E (tav. 15a). Questi, inol-
tre, ha annotato i margini del Par. gr. 2970 (foll. 1-79), codice di mm
220 x 145 in carta filigranata, e ne ha vergato interamente i foll. 16v-
28v, 30r-51v, 52v-79v
170
. Si noti che i foll. 1r-6r (r. 21) di questo
manoscritto, contenente opere di Ermogene, sono attribuibili ad unal-
tra mano attiva probabilmente ad Aradeo, quella del gi citato copista
Giorgio (tav. 15b)
171
.
6. Dal panorama fin qui delineato appare evidente che lo studio di Ari-
stotele in Terra dOtranto fu rivolto in particolare alle opere di logica
172
e forse non a caso, costituendo queste lorganon del pensiero, quindi la
chiave daccesso agli altri ambiti del sapere ed il modello di elaborazio-
ne argomentativa nella produzione originale del pensiero, come confer-
ma la struttura della lettera di Droso sulla frazione del pane liturgico
173
.
Le opere di logica pi copiate furono le Categorie
174
con il commento di
Ammonio
175
, il trattato Sullinterpretazione e lIsagoge di Porfirio
176
con
179 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
170
Omont, Inventaire sommaire (cit. n. 85), III, 76; la filigrana del tipo Lettres
assembles, come Briquet 9513. I foll. 80-100 furono vergati nel sec. XV dal copista Net-
tario di Casole, A. Jacob, Deux copies salentines de linscription bizantine de la cathdrale de
Bari (Ambrosianus B 39 sup. et Laurentianus 59, 45), QFIAB, 73 (1993), 1-18: 8.
171
D. Arnesano, Il Copista del Digenis Akritas. Appunti su mani anonime salentine
dei secoli XIII e XIV, Bizantinistica, 7 (2005), 135-158: 146-148.
172
Analogamente, del resto, a quanto prevedeva il corso di studi in ambito orientale
e costantinopolitano; mi limito a rinviare a C. N. Constantinides, Higher Education in
Byzantium in the Thirteenth and Early Fourteenth Centuries, 1204-ca. 1310, Nicosia 1982
(Cyprus Research Centre. Textes and Studies on the History of Cyprus, 11).
173
Hoffmann, Une lettre de Drosos (cit. n. 162), 259.
174
Sulle Categorie rinvio a Bods, Introduction a Aristote (cit. n. 16), XI-CLV, CLXXXIX-
CCXV (con bibliografia). Testimoni salentini successivi: Ambr. D 47 sup., Turyn, Dated
Greek Manuscripts (cit. n. 40), 207-209; Brescia, Biblioteca Queriniana, A IV 3, Aristoteles,
70-72; Ambr. C 97 sup., Jacob, Culture grecque (cit. n. 1), 74 nr. 45; Laur. Plut. 72.16, Ari-
stoteles, 248-249.
175
Testimoni salentini successivi: Brix. Querin. A IV 3, Ambr. C 97 sup., Laur. Plut.
72.16 (cfr. n. precedente).
176
Testimoni salentini successivi: Ambr. D 47 sup., Turyn, Dated Greek Manuscripts
(cit. n. 40), 207-209; Ambr. F 81 sup., Martini Bassi, Catalogus codicum graecorum (cit.
n. 133), 400-401, Petta, Codici greci della Puglia (cit. n. 2), 98 nr. 31, R. D. Argyropoulos
I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs dAristote et de ses commentateurs. Contribution
lhistoire du texte dAristote. Supplment, Paris 1980 (Centre de recherches nohellniques. Fon-
dation nationale de la recherche scientifique Grce, 23), 35 nr. *232; Par. Suppl. gr. 207,
Omont, Inventaire sommaire (cit. n. 85), III, 231; Cavallo, Libri greci (cit. n. 1), 227 n. 89.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 179
il commento di Ammonio
177
. Non a caso, un esemplare delle Categorie
e uno dellIsagoge erano presenti nella gi citata biblioteca scolastica di
Aradeo
178
. Soprattutto, va rilevata la sproporzione fra le opere di logi-
ca e gli altri scritti del filosofo. Anche questi comunque continuarono
ad essere letti nei secoli successivi, in particolare Etica Nicomachea
179
,
Retorica
180
, Sullanima
181
e Sul mondo
182
.
Se le opere di logica restano dominanti, la presenza di Aristotele
in Terra dOtranto arricchita non solo da un apparato esegetico di
primordine (degni di nota sono i numerosi brani anonimi di com-
mento, come quelli agli Analitici primi nel Par. gr. 2062
183
) ma anche
da trattati di minore diffusione: il Laur. Plut. 87.21 contiene i Parva
Naturalia
184
. Lassenza di elementi paratestuali o extratestuali, come
note di possesso o di lettura, impedisce una precisa contestualizzazione
del manoscritto. Rispetto al testo, il codice laurenziano appare isola-
to
185
, sebbene nella tradizione del De lineis insecabilibus esso risulti
imparentato con il modello che fu alla base della traduzione latina
186
.
Si pu soltanto notare che, subito dopo i trattati aristotelici, il copista
verg i Tria Syntagmata di Nettario di Casole
187
e che ci consente di
DANIELE ARNESANO 180
177
Testimoni salentini successivi: Escor. .IV.14, Argyropoulos Caras, Inventaire des
manuscrits (cit. n. 176), 28 nr. *160; Par. Suppl. gr. 207, Omont, Inventaire sommaire
(cit. n. 85), III, 231; Cavallo, Libri greci (cit. n. 1), 227 n. 89.
178
Jacob, Une bibliothque mdivale (cit. n. 18), 307, risp. nrr. 20, 19.
179
Vindob. phil. gr. 4, H. Hunger, Katalog der griechischen Handschriften der sterrei-
chischen Nationalbibliothek, I, Wien 1961, 138-139.
180
Monac. 176, Jacob, Culture grecque (cit. n. 1), 76 nr. 62; Vindob. phil. gr. 29,
Hunger, Katalog der griechischen Handschriften (cit. n. 179), 157-158, Petta, Codici greci
della Puglia (cit. n. 2), 117 nr. 138.
181
Vindob. phil. gr. 2, Hunger, Katalog der griechischen Handschriften (cit. n. 179),
137-138, Petta, Codici greci della Puglia (cit. n. 2), 116 nr. 135.
182
Laur. Plut. 58.2, J. Wiesner in Aristoteles, 205-207; Lorimer, Aristotelis De Mundo (cit.
n. 22), 3, 10, 13 (sigla Fl 2); Vat. Ottob. gr. 335, ibid., 4 (sigla R 335), RGK III/A, nr. 600.
183
Il manoscritto di Parigi contiene tra laltro i i 'Ar,
forse corrispondenti ad unopera anonima di filosofia conservata nella scuola di Aradeo,
Jacob, Une bibliothque mdivale (cit. n. 18), 307 nr. 21.
184
Harlfinger in Aristoteles, 323-324; Inventaire, 41 nr. 599; R. Mugnier, Aristote.
Petits traits dhistoire naturelle, Paris 1953, 13 (sigla Z
a
).
185
P. Siwek, Les manuscrits grecs des Parva Naturalia dAristote, Roma-Paris-Tournai-
New York 1961 (Collectio Philosophica Lateranensis, 4), 125-128: Le manuscrit Z
a
ne fait
partie daucune famille de manuscrits (128).
186
Harlfinger, Die Textgeschichte (cit. n. 20), 146-157, 392.
187
J. M. Hoeck R. J. Loenertz, Nikolaos von Otranto Abt von Casole. Beitrge zur
Geschichte der ostwestlichen Beziehungen unter Innocenz III und Friedrich II, Ettal 1965 (Stu-
dia Patristica et Byzantina, 11), 99 nr. 7 (sigla L
2
).
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 180
ipotizzare, con estrema cautela, che il manoscritto sia stato prodotto nel
cenobio otrantino
188
. Tale ipotesi appare forse pi plausibile se si con-
sidera che, essendo il Laur. Plut. 87.21 un piccolo codice ter scriptus
(mm 148 x 108), proprio in un venerando monastero e in un milieu
culturale come San Nicola di Casole poteva verisimilmente essere con-
servato il codex antiquior con cui fu realizzato il manoscritto aristoteli-
co, unIliade del secolo XI inoltrato
189
, unico caso nel Salento di testo
classico raschiato per sovrapporvi quello di unaltra opera
190
. Inoltre, il
codice omerico era a sua volta stato confezionato, forse nella stessa
Terra dOtranto, attraverso il reimpiego di un antichissimo ed autore-
vole testimone della Historia Philothea di Teodoreto di Ciro
191
. Il Laur.
Plut. 87.21 un codice sui generis anche dal punto di vista paleografi-
co, poich la scriptio superior non ha paralleli precisi tra le altre scrittu-
re salentine
192
: i Parva Naturalia sono vergati in una minuscola infor-
male leggermente inclinata a destra, dal tracciato per lo pi angoloso e
dal ductus fluido. Alcune lettere sono ingrandite (alpha maiuscolo, beta
maiuscolo, omega), altre oblunghe (theta), altre ancora schiacciate
( phi); laspetto barocco scaturisce tra laltro dalla vistosit di alcune lega-
ture (in particolare quelle di theta aperto con la lettera precedente e/o
seguente e quelle di iota dal basso con la lettera seguente), dei numero-
si segni di abbreviazione e di non rari svolazzi anche allinterno dello
specchio scrittorio (alpha minuscolo sovrapposto, ny maiuscolo, csi ).
7. inevitabile a questo punto almeno accennare al problema dellin-
troduzione delle opere di Aristotele nel Salento. Come osservato alli-
nizio di questo lavoro, il manoscritto datato pi antico di contenuto
aristotelico il Par. gr. 2089 (foll. 39-63), ultimato da Pergio di Gala-
tina nel 1223. In questi anni era attivo il circolo culturale e poetico
181 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
188
Harlfinger in Aristoteles, 323.
189
E. Sciarra, La tradizione degli scholia iliadici in Terra dOtranto, Roma 2005
(BollClass, Suppl. 23), 72-74, tav. 19.
190
I codices antiquiores utilizzati nella confezione dei palinsesti salentini contengono
quasi esclusivamente testi liturgici o comunque di argomento sacro; cfr. D. Arnesano, Libri
inutiles in Terra dOtranto. Modalit di piegatura dei bifogli nella realizzazione del Laur.
87.21, in corso di stampa negli atti del convegno Rinascimento Virtuale. Libri palinsesti
greci: conservazione, restauro digitale, studio (Monteporzio Catone-Roma-Grottaferrata,
21-24 aprile 2004).
191
D. Arnesano, Frammenti dellHistoria Philothea di Teodoreto di Ciro nel palinsesto
Laur. 87.21, Orpheus, 26 (2005), in corso di stampa; http://palin.iccu.sbn.it.
192
Harlfinger, Die Textgeschichte (cit. n. 20), tav. 2.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 181
otrantino, allinterno del quale difficile negare lesistenza di un inte-
resse per la filosofia
193
. Nel gi citato Laur. Plut. 86.15
194
, infatti, lo
scritto filosofico u ri i o u u
o 00 i 00 i r r i u i u r,
trdito anche dallo Escor. .IV.14
195
, attribuito al notaio e poeta
Giovanni Grasso, allievo di Nettario di Casole
196
. anche vero per
che, nel 1223, la produzione libraria salentina durava da oltre un seco-
lo, povera di opere filosofiche, incentrata su testi liturgici e patristici.
Nemmeno lo studio dei numerosi palinsesti salentini ha portato alla
luce testimonianze di natura filosofica, per cui bisogna pensare che
anteriormente al 1223 non vi era stata alcuna produzione di mano-
scritti aristotelici. Questultima peraltro, nella sua fase pi intensa, va
spostata in avanti almeno fino alla seconda met del secolo XIII, poi-
ch il manoscritto del 1223 contiene unopera del commentatore Davi-
de Armeno, mentre il primo vero testimone aristotelico datato il Laur.
Plut. 71.35, ultimato nel 1290/1291
197
.
Non poi agevole stabilire se i trattati dellOrganon siano giunti
nel Salento indipendentemente oppure raccolti in un unico codice,
come nel Laur. Plut. 72.3. In questo caso, nel Salento si sarebbe dovu-
to disporre anche di una silloge dei soli commenti
198
, come era ad
esempio, a Costantinopoli, il Par. gr. 1917
199
. Vale la pena sottolineare
DANIELE ARNESANO 182
193
M. Gigante, Poeti bizantini di Terra dOtranto nel secolo XIII, Napoli 1979
2
(rist.
Galatina 1985 [Storia e cultura, 4]).
194
Cfr. n. 40.
195
Anchesso salentino, del sec. XV, D. Harlfinger J. Wiesner, Die griechischen
Handschriften des Aristoteles und seiner Kommentatoren. Ergnzungen und Berichtigungen
zum Inventaire von A. Wartelle, Scriptorium, 18 (1964), 238-257: 245. Il codice del-
lEscorial, pur essendo pi tardo, non apografo del laurenziano, R. Romano, Per il testo
della Lysis inedita di Giovanni Grasso, BBGG, 40 (1986), 67-73.
196
Gigante, Poeti bizantini (cit. n. 193), 46.
197
Il fatto che linteresse per le opere aristoteliche esploda nel Salento improvvisa-
mente, negli ultimi anni del secolo XIII, lascia ipotizzare che i modelli vi fossero stati
introdotti da pochi anni, transitandovi probabilmente per una quantit di tempo limi-
tata. Non infatti realistico immaginare che autorevoli testimoni di Aristotele giacesse-
ro, a lungo inutilizzati, in una regione di passaggio come il Salento, destando un inte-
resse improvviso.
198
Nella stessa Terra dOtranto, cio, sarebbe poi avvenuto il passaggio da un codice-
corpus di Aristotele ed un codice-corpus dei commentatori ad un corpus di codici conte-
nenti un solo testo con il relativo commento. Questa, tuttavia, pu essere solo unipotesi.
199
Questo manoscritto, come ha osservato Michel Cacouros, fu vergato dal copista
principale del Laur. Plut. 85.1, M. Cacouros, Le Laur. 85.1 tmoin de lactivit conjointe
dun group de copistes travaillant dans la seconde moiti du XIII
e
sicle, in Prato [a cura di],
I manoscritti greci (cit. n. 11), 295-310: 304.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 182
che questo manufatto orientale strettamente collegato dal punto di
vista critico-testuale a due dei manoscritti del corpus di Aradeo, il Marc.
gr. 256, con il quale condivide lacune assai significative
200
, ed il Par. gr.
2019, al quale accomunato dallo stesso antigrafo
201
. Questo antigra-
fo perduto, definito da Ebbesen mysterious Collectors manu-
script
202
, potrebbe essere proprio la silloge dei commenti allOrganon
che, dopo essere stata modello del Par. gr. 1917 a Costantinopoli, fu
modello del Par. gr. 2019 in Terra dOtranto
203
.
Non mancano del resto le prove che il Salento fu tappa importan-
te nella circolazione del testo di Aristotele tra Oriente e Occidente
204
,
grazie ad alcuni manoscritti giunti fino a noi.
Il primo il notissimo Aristotele di Vienna, Vindob. phil. gr.
100
205
, contenente Physica (fol. 1r), De caelo (fol. 56r)
206
, De gene-
ratione et corruptione (fol. 86v)
207
, Meteorologica (fol. 102v),
Metaphysica di Teofrasto (fol. 134v) e Metaphysica di Aristotele (fol.
139r). un manoscritto indirettamente legato alla cosiddetta colle-
zione filosofica
208
, tanto che Jean Irigoin ha ipotizzato lesistenza di
una collezione aristotelica
209
. Esso fu portato in Italia probabil-
mente da Guglielmo di Moerbeke, che vi copi una lista delle opere
183 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
200
Mioni, Codices Graeci (cit. n. 20), 370; cfr. anche Kotzabassi, Byzantinische Kom-
mentatoren (cit. n. 16), 22, 25.
201
Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), II, XXXVI, XXXVII (sigla
1917), III, 17, 286, 287.
202
Ebbesen, Commentators and Commentaries (cit. n. 16), I, 327; il codice fu allestito
da un personaggio che would seem to have had a mania for collecting scholia (ibid., 328).
203
Solo unaccurata collazione dei testimoni salentini dellOrganon potrebbe even-
tualmente confermare questa ipotesi.
204
Forse anche tra Occidente e Oriente; sullargomento cfr. G. De Gregorio, Osser-
vazioni ed ipotesi sulla circolazione del testo di Aristotele tra Occidente e Oriente, in G. Cavallo
G. De Gregorio M. Maniaci [a cura di], Scritture, libri e testi nelle aree provinciali di
Bisanzio. Atti del seminario di Erice (18-25 settembre 1988), Spoleto 1991 (Biblioteca del
Centro per il collegamento degli studi medievali e umanistici nellUniversit di Perugia, 5),
II, 475-498; Inventaire, 164 nr. 2196.
205
Hunger, Katalog der griechischen Handschriften (cit. n. 179), 208-209.
206
P. Moraux, Aristote. Du ciel, Paris 1965, CLXXVIII, CXCI (sigla J).
207
Ch. Mugler, Aristote. De la gnration et de la corruption, Paris 1966, XV-XIX (sigla J).
208
Si veda la messa a punto di L. Perria, Scrittura e ornamentazione nei codici della col-
lezione filosofica, RSBN, n. s., 28 (1991), 45-111: 98-100.
209
J. Irigoin, LAristote de Vienne, JByzG, 6 (1957), 5-10: 8-9; cfr. anche Id., Sur-
vie et renouveau de la littrature antique Constantinople, Cahiers de Civilisation Mdi-
vale, 5 (1962), 287-302 (rist. in D. Harlfinger [hrsg. von], Griechische Kodikologie und
Textberlieferung, Darmstadt 1980, 173-203, e in Irigoin, La tradition des textes grecs
[cit. n. 1], 197-232 nr. 10): 298-300.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 183
di Ippocrate
210
e lo utilizz per la sua traduzione latina della Metafi-
sica
211
, rendendolo fonte concreta di diffusione dellaristotelismo in
Occidente
212
. Al fol. 138r-v, seconda met originariamente bianca di
un bifoglio inserito probabilmente quando il manoscritto era ancora in
Oriente
213
, una mano salentina copi il testo di Metafisica, 993a-
994a
214
, forse contemporaneamente allintervento di Moerbeke (morto
nel 1286, quindi anteriormente a questa data) oppure poco dopo,
come ritiene pi probabile Gudrun Vuillemin-Diem
215
. La scrittura del
foglio viennese (tav. 16)
216
presenta notevoli somiglianze con quella in
cui vergato il gi citato Laur. Plut. 71.11 (tav. 5); in particolare, si
notino luso si occhielli e boucles, ny maiuscolo, le legature di rho aper-
to e di iota con la lettera precedente, la sovrapposizione di tau nellar-
ticolo u; tra le differenze, si osservi delta minuscolo (maiuscolo nel
laurenziano) e theta aperto anche quando non in legatura con la let-
tera precedente (oblungo o schiacciato nel laurenziano).
Un altro manoscritto aristotelico utilizzato nel Salento il codice
di New York, Pierpont Morgan Library, M 758, contenente i Topici e
vergato durante la prima met del sec. XII in una minuscola informa-
DANIELE ARNESANO 184
210
G. Vuillemin-Diem, La liste des oeuvres dHippocrate dans le Vindobonensis phil. gr.
100: un autographe de Guillaume de Moerbeke, in J. Brams W. Vanhamel [d. par], Guil-
laume de Moerbeke. Recueil dtudes loccasion du 700
e
anniversaire de sa mort (1286), Lou-
vain 1989 (Ancient and Medieval Philosophy, De Wulf-Mansion Centre, Series 1, 7), 135-
183: 171. Cfr. anche J. Irigoin, LItalie mridionale et la transmission des textes grecs du VII
e
au XII
e
sicle, in Lellenismo italiota dal VII al XII secolo. Alla memoria di Nikos Panagiota-
kis, Atene 2001 (Fondazione Nazionale Ellenica delle Ricerche. Istituto di Ricerche Bizantine.
Convegno Internazionale, 8), 83-98 (rist. in Irigoin, La tradition des textes grecs [cit. n. 1],
521-536 nr. 31): 96-98.
211
G. Vuillemin-Diem, La traduction de la Mtaphysique dAristote par Guillaume de
Moerbeke et son exemplaire grec: Vind. phil. gr. 100 (J), in J. Wiesner [hrsg. von], Aristoteles. Werk
und Wirkung. Paul Moraux gewidmet, II, Berlin-New York 1987, 434-486: 448, 485-486.
212
J. Irigoin, Manuscrits italiotes et traductions latines de traits scientifiques et techniques:
quelques exemples, in Id., La tradition des textes grecs (cit. n. 1), 599-612 nr. 38: 610.
213
La scrittura del fol. 137v infatti non salentina, secondo il parere di A. Jacob,
riportato da Vuillemin-Diem, La liste des oeuvres (cit. n. 210), 169-170.
214
G. Vuillemin-Diem, Untersuchungen zu Wilhelm von Moerbekes Metaphysikberset-
zung, in A. Zimmermann [hrsg. von] Studien zur mittelalterlichen Geistesgeschichte und
ihren Quellen, Berlin-New York 1982 (Miscellanea Mediaevalia, 15), 102-208: 119-121,
158, 168-172, 195 n. 159.
215
Vuillemin-Diem, La liste des oeuvres (cit. n. 210), 170.
216
Il verso del foglio riprodotto in Vuillemin-Diem, Untersuchungen zu Wilhelm von
Moerbekes (cit. n. 214), tav. 2. Secondo il parere di A. Jacob, riportato da Vuillemin-Diem,
La liste des oeuvres (cit. n. 210), 168-169, la scrittura attribuibile allultimo terzo del seco-
lo XIII e collocabile in area ionica, a causa della scarsa attivit di copia, durante questo
periodo, nellarea otrantina.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 184
le di area orientale o comunque priva di caratteristiche salentine
217
. Tra
le mani intervenute nei margini, Nadezhda Kavrus-Hoffmann ha rico-
nosciuto quella di uno dei copisti attivi nella cerchia di Droso di Ara-
deo, in particolare lerudito anonimo per il quale la Mondrain ha ipo-
tizzato lidentificazione con il poeta-filosofo e che nel presente lavoro
stato chiamato Anonimo D
218
. Il codice di New York dunque testi-
monianza preziosa in due sensi: una tessera in pi nella ricostruzione
del milieu di Aradeo e arricchisce la tradizione manoscritta dellOrga-
non confluita nel Salento medievale.
Una terza testimonianza del passaggio del testo aristotelico in Terra
dOtranto costituita dal Marc. gr. 226, manoscritto vergato da uno dei
pi importanti copisti della collezione filosofica e annotato da unaltra
mano attiva nella famosa cerchia erudita costantinopolitana, la stessa che
intervenuta nel gi citato Vindob. phil. gr. 100
219
. Il manoscritto mar-
ciano contiene il commento di Simplicio alla Fisica
220
, ma dopo lexpli-
cit del testo aristotelico una mano pi tarda copi il testo della Vita di
Aristotele di Esichio (foll. 381v-382r). Questa mano stata identificata da
Marwan Rashed con quella di Nicola Nettario, abate del monastero di
San Nicola di Casole
221
. Probabilmente ligumeno port con s il pre-
zioso manoscritto dalla missione svolta a Costantinopoli per lunione
185 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
217
S. De Ricci W. J. Wilson, Census of Medieval and Renaissance Manuscripts in the
United States and Canada, New York 1935-1940 (rist. 1961), II, 1497; Inventaire, 88 nr.
1216; catalogo on-line, http://corsair.morganlibrary.org/msdescr/msdescriptions.htm. Per
il testo si veda Brunschwig, Aristote. Topiques (cit. n. 126), CIX, CXXVIII, CXXXII, CXLVIII
(sigla M); cfr. anche Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren (cit. n. 16), 7 n. 22, 21. Il
manoscritto mutilo allinizio e alla fine: contiene Top. II, 115 a 9-VIII, 157 b 37 (Orga-
non, II, 115-224); essendo andati perduti i primi 24 fascicoli (il primo infatti numerato
con la cifra ), bisogna ipotizzare che esso contenesse originariamente non solo la parte
mancante dei Topici, ma almeno un trattato in pi.
218
N. Kavrus-Hoffmann, Cataloguing Greek Manuscripts in the Collections of the USA:
New Findings and Identifications, relazione tenuta al Sesto Colloquio Internazionale di
Paleografia Greca, Drama, 21-27 settembre 2003. Esprimo la mia gratitudine a Nadezhda
Kavrus-Hoffmann per aver messo a mia disposizione alcuni specimina e la scheda del mano-
scritto da lei redatta per il catalogo dei codici greci delle collezioni americane (in corso di
pubblicazione).
219
Mioni, Codices Graeci (cit. n. 20), 339-340; Perria, Scrittura e ornamentazione (cit.
n. 208), 93-95.
220
L. Tarn, The text of Simplicius Commentary on Aristotles Physics, in I. Hadot
[d. par], Simplicius. Sa vie, son oeuvre, sa survie. Actes du colloque international de Paris (28
sept.-1er oct. 1985), Berlin-New York 1987 (Peripatoi, 15), 246-266: 256, 262; D. Harl-
finger, Einige Aspekte der handschriftlichen berlieferung des Physikkommentars des Simpli-
kios, ibid., 267-286: 283, tav. I.
221
M. Rashed, Nicolas dOtrante, Guillaume de Moerbeke et la Collection philosophique,
StudMed, 43 (2002), 693-717: 696, 699-703, tavv. I-II.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 185
delle due Chiese, in qualit di interprete del legato papale
222
. Non stupi-
sce che lintellettuale otrantino ne fosse venuto in possesso, poich tra le
sue mani passarono altri autorevoli manoscritti orientali, come il Giorgio
Cedreno Vat. gr. 1903
223
. Anche il manoscritto marciano, come il Vin-
dob. phil. gr. 100, fu forse tra le mani di Guglielmo di Moerbeke, che se
ne serv per la traduzione latina
224
. Ma un altro dato va segnalato. La Vita
di Aristotele di Esichio, copiata da Nettario nel manoscritto marciano,
un testo assai raro, noto finora, adil di copie molto tarde e di una ver-
sione con varianti nella Suda, grazie allAmbr. L 93 sup., testimone del-
lOrganon attribuibile al secolo X e allItalia meridionale ma annotato in
area orientale
225
. Dalla collazione effettuata da Rashed, emerge che la
Vita copiata dallabate otrantino non appartiene alla tradizione della
Suda: elle drive plutt, par lintermdiaire dun ou de plusieurs exem-
plaires perdus, de lAmbrosianus
226
. Anche se, con Rashed, si esclude che
Nettario abbia avuto sottocchio direttamente il codice ambrosiano, biso-
gna comunque prendere atto che il raro testo della Vita di Aristotele
attravers la Terra dOtranto ed un intellettuale come Nettario di Caso-
le ne colse la preziosit, traendone immediatamente copia.
Esiste del resto notizia della presenza delle opere di Aristotele nel
monastero guidato da Nettario. Il noto manoscritto di Torino, Biblioteca
Nazionale Universitaria, C III 17
227
contiene nei primi fogli il regola-
mento della biblioteca e del laboratorio di copia
228
, nonch una lista dei
DANIELE ARNESANO 186
222
Rashed, Nicolas dOtrante (cit. n. 221), 705. La conoscenza della lingua e della
scrittura latine consent allegumeno casulano di dare maggiore forza al proprio impegno
nella polemica dogmatica con la Chiesa latina e le sue opere circolarono spesso in mano-
scritti bilingui, studiati recentemente da G. De Gregorio, Tardo medioevo greco-latino:
manoscritti bilingui dOriente e dOccidente, in Magistrale Drago Fioretti [a cura di],
Libri, documenti, epigrafi medievali (cit. n. 10), 17-135: 94-108.
223
Hoeck Loenertz, Nikolaos von Otranto (cit. n. 187), 103-105; Cavallo, La cultu-
ra italo-greca (cit. n. 1), 596, tav. 533; De Gregorio, Tardo medioevo (cit. n. 222), 94-95 e
nn. 163, 165.
224
J. Brams, Guillaume de Moerbeke et le commentaire de Simplicius sur la Physique, in
R. Beyers J. Brams D. Sacr K. Verrycken [d. par], Tradition et traduction. Les textes
philosophiques et scientifiques grecs au Moyen Age latin. Hommage Fernand Bossier, Leuven
1999 (Ancient and Medieval Philosophy, De Wulf-Mansion Centre, Series 1, 25), 265-279:
270, 279.
225
De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi (cit. n. 204), 479-490, tavv. 5-7, 10-12.
226
Rashed, Nicolas dOtrante (cit. n. 221), 697.
227
A. Jacob in Canart Luc [a cura di], Codici greci dellItalia meridionale (cit. n. 12),
104 nr. 41.
228
G. Colacicco, Il regolamento dello scrittorio e della biblioteca di S. Nicola di Casole (Note
di cultura medievale greco-otrantina), tesi di diploma della Scuola Speciale per Archivisti e
Bibliotecari dellUniversit degli Studi di Roma, discussa nellanno accademico 1985/1986.
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 186
libri prestati a vari richiedenti esterni
229
. Ad un certo punto del fol. 4v si
legge: `O o |...] ' r0 lo Bi
'Ao i u u 'Ir (sic) 0
'Ar. o o 0 [r
230
. Proprio questa
annotazione presenta una formulazione pi articolata rispetto alle altre,
comprendenti solo il nome del richiedente ed il contenuto del libro. Nel
prestare al notarios un libro di Aristofane ed uno di Aristotele, lo ieromo-
naco Biagio sottolinea lordine dellegumeno per lesaudimento della
richiesta e quindi limplicita autorizzazione: lo scrupolo dello ieromonaco
derivava dalla specialit delle due opere richieste, forse per la prudenza
dellegumeno, sicuramente per la consapevolezza che assai pi preziosi, in
quanto rari, fossero i libri dei classici rispetto ai sempre disponibili libri
liturgici, tanto da rendere necessaria la dellegumeno stesso.
Dunque nella biblioteca del monastero di Casole si conservava una copia
degli Elenchi sofistici, che un notarios, di cui non leggibile il nome, chie-
se in prestito
231
. Dalla lista emerge che nella biblioteca si conservavano
anche gli altri trattati di logica, poich pi sotto si legge che un certo Gio-
vanni Tarantino aveva preso in prestito un esemplare dellOrganon
232
.
Per una quarta ed una quinta testimonianza della circolazione di
testimoni orientali di Aristotele nel Salento, bisogna tornare al Par. gr.
2019. Alla parte salentina di questo codice, infatti, qualcuno accorp un
manoscritto delle Categorie con il commento di Giovanni Filopono (foll.
1-176). Come ha osservato Giancarlo Prato, questa sezione di origine
epirotica e la scrittura analoga a quella del Par. gr. 1973, che lo studio-
so ha attribuito alla mano di un copista del secolo XIII, Nicandro, il
quale vi verg lIsagoge di Porfirio e il De interpretatione con commenti
233
.
187 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
229
La lista stata parzialmente pubblicata da H. Omont, Le Typicon de S. Nicolas
de Casole prs dOtrante, REG, 3 (1890), 381-391: 389-390 e, in traduzione latina, da
P. Batiffol, Labbaye de Rossano, contribution lhistoire de la Vaticane, Paris 1891 (rist.
London 1971), 125-126. La lista intera pubblicata in traduzione italiana da Colacic-
co, Il regolamento dello scrittorio (cit. n. 228), 57-61, 61-67 (commento). Si veda anche
G. Cozza-Luzi, Lettere casulane, Reggio Calabria 1900, 58-63.
230
Omont, Le Typicon de S. Nicolas (cit. n. 229), 390; Colacicco, Il regolamento dello
scrittorio (cit. n. 228), 59 nr. 32.
231
Sulla base della presenza dellesclamazione aristofanea io nel carme IX, 5
di Giovanni Grasso, Marcello Gigante, Poeti bizantini (cit. n. 193), 49, ha supposto che
lanonimo notarios sia da identificare con il poeta salentino.
232
Batiffol, Labbaye de Rossano (cit. n. 229), 125; Colacicco, Il regolamento dello scrit-
torio (cit. n. 228), 60 nr. 53.
233
G. Prato, La presentazione del testo nei manoscritti tardobizantini, in C. Questa
R. Raffaelli [a cura di], Il libro e il testo. Atti del Convegno Internazionale (Urbino,
05_Arnesano_def 5-10-2006 10:29 Pagina 187
Sia il Par. gr. 2019 che il Par. gr. 1973 appartennero allumanista Nico-
l Leoniceno, che ne annot la data di acquisto, il 1481
234
. Un altro
dato accomuna per i due codici, il loro legame con la Terra dOtran-
to. Il Par. gr. 2019 (foll. 1-176) fu infatti accorpato ad un manoscritto
del corpus di Aradeo (foll. 177-236), mentre il Par. gr. 1973 presenta
per il commento di Ammonio alla Isagoge la stessa redazione testuale
del Laur. Plut. 72.22
235
ed strettamente legato allAmbr. C 97 sup.,
ultimato nel 1448 da Antonio di Melpignano, tanto che i manoscritti
parigino e ambrosiano potrebbero dipendere da un modello comu-
ne
236
. Questo legame dei codici vergati da Nicandro e posseduti dal
Leoniceno con la Terra dOtranto difficilmente pu considerarsi
casuale ed invece spiegabile in virt del notevole dinamismo libra-
rio salentino. Va aggiunto che il Leoniceno acquist nel 1481 anche
il Par. gr. 2064, contenente i commenti di Ammonio e Giovanni
Filopono al primo libro degli Analitici primi e codex unicus per il
commento di Stefano Alessandrino al trattato Sullinterpretazione,
per cui i tre manoscritti parigini appartenuti allerudito dovevano
nel 1481 trovarsi nel medesimo luogo
237
, probabilmente in Italia
meridionale
238
. Se si considera che, al contrario dei due codici epi-
DANIELE ARNESANO 188
20-23 settembre 1982), Urbino 1984 (Universit di Urbino, Scienze Umane, Atti di Con-
gressi, 1), 69-83: 75 (rist. in G. Prato, Studi di paleografia greca, Spoleto 1994 [Collecta-
nea, 4], 133-149: 137-138); Id., Manoscritti greci in Grecia, in Cavallo De Gregorio
Maniaci [a cura di], Scritture, libri e testi (cit. n. 204), 3-24: 22, tav. 23b (rist. in Prato,
Studi di paleografia cit., 151-169: 167-168, tav. 23b). Il Par. gr. 1973 fu annotato dalle-
rudito Neofito Prodromeno, intorno alla met del secolo XIV, forse nel monastero di
Mesopotamon, Mondrain, La constitution de corpus (cit. n. 82), 15, 30, tav. 1 fig. 1.
Nicandro, responsabile nel 1255 del Par. gr. 194A, fu attivo proprio nel monastero del
Mesopotamon, Prato, Manoscritti greci (cit. in questa nota), 9, tav. 23a (rist. in Prato,
Studi di paleografia [cit. in questa nota], 156, tav. 23a). Il Par. gr. 194A, contenente il
commento di Teofilatto ai Vangeli, descritto in Manuscrits, 28-31 nr. 7. Sullattivit del
copista Nicandro si veda anche G. Atruc-Morize, Un nouveau codex Msopotamitou, le
Parisinus graecus 194A, Scriptorium, 37 (1983), 105-109. Sui manoscritti epirotici
rimando ora a A. Cataldi Palau, The Burdett-Coutts Collection of Greek Manuscripts:
Manuscripts from Epirus, CodMan, 54/55 (2006), 31-64: 51-52, per quanto riguarda i
codici copiati da Nicandro.
234
De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi (cit. n. 204), 495-496.
235
Harlfinger in Aristoteles, 254-255.
236
Dieter Reinsch, citato da De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi (cit. n. 204), 495 n.
39; sul manoscritto ambrosiano cfr. Martini Bassi, Catalogus codicum graecorum (cit. n.
133), 214.
237
De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi (cit. n. 204), 496.
238
Qui lumanista si procur forse il Par. gr. 1973, Mondrain, La constitution de cor-
pus (cit. n. 82), 15.
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rotici, il Par. gr. 2064 un prodotto del secolo X-XI caratterizzato da
grafie riferibili ad area calabro-sicula
239
, ma annotato in area costanti-
nopolitana nel secolo XII-XIII
240
, si comprende facilmente come il
Salento sia stato, per i tre manoscritti posseduti dallumanista, una
tappa obbligata. Potrebbe essere stato proprio il Leoniceno ad accorpa-
re, nel Salento, le due sezioni dellodierno Par. gr. 2019, e non a caso,
poich al suo corpus dellOrganon, comprendente Categorie (Par. gr.
2019, foll. 1-176), Isagoge e Sullinterpretazione (Par. gr. 1973) e i com-
menti di Ammonio e Filopono agli Analitici primi (Par. gr. 2064), man-
cavano gli Elenchi sofistici, contenuti proprio nella sezione salentina
del Par. gr. 2019.
In conclusione, la strada del testo di Aristotele e dei suoi commen-
tatori ebbe nel Salento medievale un crocevia fondamentale e fu paral-
lela alla diversificazione delle circostanze di scrittura, di copia, di frui-
zione del testo e del libro. Costantino Firate, copista del Barb. gr. 75,
lavor su commissione di Rainaldo di Gallipoli; per il corpus di Aradeo
si delinea invece la fisionomia di quello che, in riferimento al mondo
bizantino, Guglielmo Cavallo ha chiamato circolo di scrittura
241
e
che conobbe una certa diffusione nellet dei Paleologi
242
. Quello di
Aradeo non fu del resto lunico caso di circolo di scrittura in Terra dO-
tranto. Un folto gruppo di copisti, infatti, realizz nel 1201 il mano-
scritto Pal. gr. 45 di Heidelberg, contenente il testo dellOdissea, sotto-
scritto da Palagano dOtranto, e della Batracomomachia, anchesso sot-
189 ARISTOTELE IN TERRA DOTRANTO
239
Cavallo, La trasmissione scritta (cit. n. 18), 167, 187-188.
240
De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi (cit. n. 204), 477-478, tavv. 1-4.
241
G. Cavallo, Foglie che fremono sui rami. Bisanzio e i testi classici, in S. Settis [a cura
di], I Greci. Storia Cultura Arte Societ, III, I Greci oltre la Grecia, Torino 2001, 593-628:
606, 615, 619: Queste comunit erudite non avevano un qualche statuto preciso: si dimo-
strano varie per numero di individui, per scelte testuali, per maniere di scrivere, per modi
di utilizzazione dei modelli, per destinazione delle copie, per quantit e qualit degli esem-
plari prodotti: dipendeva da fattori di ordine culturale, socio-economico, materiale. Diver-
sa pure la fisionomia editoriale degli esemplari, ora allestiti con una certa cura grafica e
tecnica perch da collezione bibliotecaria o comunque destinati a (o richiesti da) membri
di rango del gruppo, ora intesi come organica collezione di testi di riferimento, ora tra-
scritti solo come pratica di studio e perci come copie da lavoro intellettuale, ora ai limiti
di quelle raccolte duso tutto privato che sono state chiamate da Herbert Hunger Hausb-
cher: raccolte di testi messi insieme magari nel giro di qualche anno, stratificatesi secondo
gli interessi di un individuo dotto o della sua cerchia.
242
D. Bianconi, Eracle e Iolao. Aspetti della collaborazione tra i copisti nellet dei Paleo-
logi, ByzZ, 96 (2003), 521-558.
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toscritto a nome di Palagano ma per mano di Nettario di Casole, del
quale il copista fu 0i
243
: dunque un sodalizio erudito, gravi-
tante, anche in questo caso, intorno ad una figura di spicco, il
Nicola, futuro abate di Casole
244
. Il circolo di scrittura
sorto intorno a Droso ebbe analoga fisionomia ma fu improntato ad un
forte interesse per le opere di Aristotele, in particolare quelle di logica,
tanto che dellattivit di insegnamento, commento e studio che vi si
svolse ci giunto un ricco corpus manoscritto, compatto e definito.
Non da escludere che i protagonisti di questa realt culturale fossero
consapevoli di perpetuare pratiche plurisecolari di fruizione del testo,
tipiche del mondo greco-bizantino; questo infatti lascia ipotizzare le-
spressione 0 I, utilizzata dal copista che nel Par. Suppl. gr. 599
mise per iscritto il commento tratto dalla viva voce di Droso
245
. Un
filo rosso sembra cos unire questa tarda realt provinciale allantico
circolo di scrittura che diede vita alla collezione filosofica
246
, della
quale due esemplari, il Vindob. phil. gr. 100 ed il Marc. gr. 226, fece-
ro tappa nel Salento, durante il lungo viaggio verso Occidente*.
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243
Come egli stesso afferma in un componimento poetico vergato in margine al Vin-
dob. phil. gr. 310, contenente le Lettere di Aristeneto; su tutta la questione cfr. A. Jacob,
Une pigramme de Palaganus dOtrante dans lAristnte de Vienne et le problme de l Odys-
se de Heidelberg, RSBN, 25 (1988), 185-203, che ha osservato: Tout porte croire que
le Palat. gr. 45 a t ralis dans un scriptorium ou dans une cole ou, si lon veut, dans une
cole qui servait aussi de scriptorium. Les tranches de vers extrmement rduites confies
aux copistes C, D, F, G et H semblent bien indiquer quil sagissait de dbutants dans lart
de la transcription, auxquels on offrait ainsi loccasion de faire leurs premiers pas dans le
mtier en participant lelaboration dun livre dune certaine importance (196).
244
G. Cavallo, Sodalizi eruditi e pratiche di scrittura a Bisanzio, in J. Hamesse [d. par],
Bilan et perspectives des tudes mdivales (1993-1998). Actes du II
e
Congrs europen d-
tudes Mdivales, Euroconference (Barcelone, 8-12 juin 1999), Turnhout 2004 (Textes et tu-
des du Moyen ge, 22), 645-665, che ha osservato: Tutto lascia credere che piuttosto che di
una scuola in senso stretto doveva trattarsi di una comunit erudita (con tutte le limitazioni
che questultimo termine comporta per una realt di periferia) che si raccoglieva intorno a
qualche individuo pi istruito e alla modesta aristocrazia locale: una comunit che forse aveva
a suo modello quelle, altrimenti dotte, greco-orientali ed in particolare metropolitane, dove
certe pratiche di studio finivano con il dar luogo ad un circolo di scrittura, nel quale pi mani
collaboravano alla trascrizione di libri soprattutto di cultura profana (650).
245
M. Richard, 'A I, Byzantion, 20 (1950), 191-222 (rist. in M. Richard,
Opera minora, III, Turnhout-Leuven 1977, nr. 60).
246
Cavallo, Foglie che fremono sui rami (cit. n. 241), 619-620; Id., Sodalizi eruditi
(cit. n. 244), 653-654; Id., Da Alessandria a Costantinopoli? Qualche riflessione sulla cosid-
detta collezione filosofica, Segno e Testo, 3 (2005), 249-263: 256-259; P. Orsini, Prati-
che collettive di scrittura a Bisanzio nei secoli IX e X, ibid., 265-342: 295-299.
* Desidero ringraziare quanti in vario modo hanno contribuito al miglioramento del
presente lavoro: Daniele Bianconi, Guglielmo Cavallo, Edoardo Crisci, Nadezhda Kavrus-
Hoffmann e Marilena Maniaci.
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Tav. 1
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 72.3, fol. 48r
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Tav. 2
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71.35, fol. 147r
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Tav. 3
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71.35, fol. 86r
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 3
Tav. 4
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 72.22, fol. 27r
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 4
Tav. 5
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 71.11, fol. 115v
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 5
Tav. 6
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 72.14, fol. 21r
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 6
Tav. 7
Citt del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 2253, fol. 28v
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 7
Tav. 8
Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 72.19, fol. 1r
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 8
Tav. 9
Paris, Bibliothque Nationale, gr. 2057, fol. 140r
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 9
a. Roma, Biblioteca Vallicelliana, B 93, fol. 31r
c. Modena, Biblioteca Estense, gr. 86, fol. 1r
b. Roma, Biblioteca Vallicelliana, B 93, fol. 58v
Tav. 10
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Tav. 11
Citt del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 1019, fol. 70v
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Tav. 12
Milano, Biblioteca Ambrosiana, D 48 sup., fol. 43r
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Tav. 13
b. Venezia, Biblioteca Marciana, gr. 256, fol. 6r
a. Venezia, Biblioteca Marciana, gr. 256, fol. 20r
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Tav. 14
b. Citt del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. gr. 652, fol. 5r
a. Venezia, Biblioteca Marciana, gr. 256, fol. 209v
st_4_05_Arnesano_tavole 9-10-2006 14:19 Pagina 14
Tav. 15
b. Paris, Bibliothque Nationale, gr. 2970, fol. 3r
a. Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana, Plut. 5.10, fol. 200r
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Tav. 16
Wien, sterreichische Nationalbibliothek, phil. gr. 100, fol. 138r
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