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INSTRV MENTA

I NSCR I PTA V

Signacula ex aere
Aspetti epigrafici, archeologici, giuridici,
prosopografici, collezionistici

Atti del convegno internazionale


Verona, 20-21 settembre 2012

a cura di Alfredo Buonopane e Silvia Braito


con la collaborazione di Cristina Girardi
Scienze e Lettere
Roma 2014

I N S T RV M E N TA I N S C R I P TA V
Signacula ex aere.
Aspetti epigrafici, archeologici, giuridici,
prosopografici, collezionistici

ATTI DEL CONVEGNO INTERNAZIONALE


(Verona, 20-21 settembre 2012)

a cura di Alfredo Buonopane e Silvia Braito


con la collaborazione di Cristina Girardi

Scienze e Lettere
Roma 2014

Volume stampato con il contributo di:


Dipartimento Tempo Spazio Immagine Societ (TeSIS)
dellUniversit degli Studi di Verona

Rotary Club Como Baradello

Con il patrocinio di:


Universit degli Studi di Verona, Dipartimento TeSIS
Association Internationale dpigraphie Grecque et Latine (A.I.E.G.L.)
Terra Italia Onlus
Giulia Baratta, Alfredo Buonopane, Ivan Di Stefano Manzella,
Sergio Lazzarini, Marc Mayer i Oliv, Giovanni Mennella
Redazione: Alfredo Buonopane, Silvia Braito, Cristina Girardi
Cristina Girardi
Coordinamento peer review: Alfredo Buonopane
I contributi raccolti in questo volume sono stati sottoposti alla peer review secondo
la procedura del doppio cieco

2014 Scienze e Lettere dal 1919 S.r.l.


gi Bardi Editore
Via Piave, 7 00187 Roma
Tel. 0039/06/4817656 Fax 0039/06/48912574
e-mail: info@scienzeelettere.com
www.scienzeelettere.com
ISBN 978-88-6687-072-2

In copertina: il signaculum di Asturius (CIL XV, 8094) in J. Muselli, Antiquitatis


reliquiae, Verona 1756, tab. XXXXVIII, 2 (incisione di Dionisio Valesi e Domenico
Cunego).

Indice

IX

Alfredo Buonopane
Premessa

11

Marc Mayer i Oliv


Signata nomina; sobre el concepto y valor del trmino
signaculum con algunas consideraciones sobre el uso de
los instrumentos que designa

35

Ivan Di Stefano Manzella


Signacula ex aere e mercatura: indizi e ambiguit testuali

61

Manfred Hainzmann
Signacula und Synonyme

69

Simona Marchesini
Signacula: analisi linguistica

81

Sergio Lazzarini
I signacula: tra certezza dei diritti soggettivi e tutela

91

Margherita Bolla

101

Giulia Baratta
Il signaculum al di l del testo: la tipologia delle lamine

133

Francesca Cenerini
Nec desunt mulieres: signacula al femminile

141

Alfredo Buonopane
Schiavi e liberti imperiali nei signacula ex aere

159

Silvia Braito

173

Cristina Girardi
Le societates nel mondo romano: attestazioni dai signacula
ex aere

195

Norbert Franken
Die lateinischen Bronzestempel der Berliner
Antikensammlung aus sammlungsgeschichtlicher Sicht

203

Daniela Rigato
I signacula ex aere del Museo Nazionale di Ravenna: un
quadro introduttivo

217

Antonio Sartori
Non Dianam magis montibus quam Minervam inerrare

233

Giovanna Cicala
Signacula pompeiani: appunti di una ricerca in corso

241

Raimondo Zucca
Signacula ex aere provinciae Sardiniae

257

Silvia Evangelisti
Signacula da Aeclanum in CIL (IX e X). Alcune note

267

Claudia Gatta
Signacula ex aere e collezionismo. Carlo Morbio e le sue
raccolte

279

Stefano Magnani
Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

297

Filippo Boscolo
Signacula conservati nel Museo Archeologico di Padova

303

Giovanni Mennella
Signacula aenea e bollatura di laterizi: a proposito di un
timbro inedito nel Museo di Antichit di Torino

309

Marina Vavassori
Signacula a Bergamo e dintorni: curiosit e quesiti

CIL. I signacula nei lavori preparatori del


Corpus inscriptionum Latinarum

319

Elena Cimarosti
Tre signacula da raccolte museali nellItalia nordoccidentale

325

Valeria Valchera
Signacula ex aere del Museo Civico Archeologico di
Bologna: notabilia

345

Simona Antolini, Silvia Maria Marengo


I signacula ex aere della regio VI adriatica

363

Silvia Braito
Signacula in rete: fra documentazione, aste online e
collezionismo

379

Heikki Solin
Epiclinus: una nota onomastica

383

Marco Firmati
Sigilli di mercatores per doli dal porto di Pisa

393

Luigi Vecchio
Un signaculum in bronzo con iscrizione greca da Velia

405

Paola Pacchiarotti, Giada Fatucci, Laura Ebanista, Sarah


Gozzini, Federica Lamonaca
I signacula del Museo Nazionale Romano: unesperienza
didattica tra studio e EDR

417

Tre signacula dallAsia Minore

423

Christophe Schmidt Heidenreich


Signacula ex aere dans les deux Germanies et les trois
Gaules : observations sur une documentation rcalcitrante

439

Gaetano Arena
Vasetti iscritti e produzione di medicamenta a Priene
ellenistico-romana

459

Margherita Cassia
Marchi di fabbrica a Creta e tituli picti di Ercolano:
considerazioni socio-economiche

479

Reinhold Wedenig
Bleiplomben mit Stempel- und Ritzinschriften aus
Iuvavum (Noricum)

497

Zsolt Visy
Instrumenta Inscripta Aenea aus Ungarn

515

Angela Donati

519
581

Lista autori

Signacula ex aere
dal territorio di Aquileia
Stefano Magnani

Riassunto: Il numero di signacula ex aere di provenienza aquileiese attualmente conservati e individuati in diversi musei locali si riduce a quattro esemplari. Le indicazioni
raccolte negli archivi museali lasciano intravvedere lesistenza, in passato, di un numero
assai ridotto di ulteriori signacula, oggi apparentemente non pi reperibili. Nonostante
la scarsit della documentazione, tali oggetti si rivelano comunque interessanti. In particolare, un signaculum rinvenuto nellOttocento a Castel Porpetto, non molto distante
dalla via Annia, consente di istituire un collegamento tra il suo proprietario e le attivit
di produzione di laterizi gestite da alcuni membri della gens Trosia che avevano sede nel
territorio circostante.
Abstract: The number of signacula ex aere
preserved in various regional museums is reduced to four specimens. The information
collected in the archives of the museums give a glimpse of the previous existence of a
very small additional number of signacula, now apparently no longer traceable. Despite
a signaculum discovered in the nineteenth century in Castel Porpetto, not far from the Via
Annia, allows us to establish a connection between the owner and the activities of bricks
production managed by some members of the gens Trosia located in the surrounding area.
Parole chiave: Signacula ex aere, Aquileia, gens Trosia, marchi laterizi
Keywords: Signacula ex aere, Aquileia, gens Trosia, brick stamps

La documentazione aquileiese concernente i signacula ex aere particolarmente


povera. Nel V volume del Corpus Inscriptionum Latinarum presente un solo si2
gnaculum1,
, e pochi sono gli elementi di novit contenuti nei
Supplementa Italica, curati da Ettore Pais3, e in successive pubblicazioni4. Anche in
1. CIL V, 8116, 64.
2. La sua esistenza fu segnalata dal canonico Gian Domenico Bertoli (Bertoli 1739, p. 326, nr.
CCCCLXXV).
3. SI 1081, 7 (p. 201), con lintegrazione di Maionica 1889, p. 294.
4. Buiatti 1992, p. 30, n. 31.

279

Stefano Magnani

ragione del numero limitato, tali oggetti non hanno sostanzialmente ricevuto attenzione negli studi del Novecento, rispecchiando una tendenza generale che solo in anni
recenti mostra segni di inversione5.
Nelle vetrine del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia attualmente sono
signacula ex aere
terzo punzone, apparentemente di diversa tipologia6
ventario dei materiali conservati presso i depositi del Museo, facilitata dal riordino e
dalla digitalizzazione dei documenti darchivio, attualmente in corso, ha consentito di
raccogliere ulteriori informazioni e di appurare lesistenza in passato di altri signacula, presumibilmente in bronzo. Tuttavia, la loro presenza non ha trovato riscontro,
nonostante il controllo dei contenitori e dei depositi di oggetti metallici effettuato con
lausilio del dott. Daniele Pasini, responsabile tecnico del restauro del Museo. Pochi
altri dati sono offerti dallampliamento della ricerca a livello territoriale.
Ci si limita, pertanto, alla presentazione dei signacula attualmente conservati e dei
dati desunti dalla ricognizione della documentazione edita o nota attraverso gli archivi
inventariali.
1. MAN Aquileia, inv. n. 17479
Signaculum in bronzo con manubrium ad anello di forma trapezoidale e giro interno circolare, con castone secondario rettangolare, piano e apparentemente inornato.
Il cartiglio reca una legenda con testo distribuito su due righe, scrittura con andamento sinistrorso e lettere prominenti. Il punzone presenta evidenti tracce di usura e
consunzione.
Dimensioni7. Lamina: altezza 2,45; larghezza 6,85; spessore 0,55; manubrio: altezza 1,8; larghezza 3,1; diametro interno
verticale 1,4; diametro esterno orizzontale
1,5; lettere: altezza 0,9 alla prima riga; 0,8
Signaculum

Titus

Ulgeus

Edizione: Maionica 1881, p. 124; SI


1081, 7.
Trascrizione: T(itus) Ulgeus /
Il testo presenta un unico nesso HE alla seconda riga. Le lettere hanno apicature
evidenti, in particolare la N e la L, il cui braccio assume una forma a uncino. probabilmente presente un segno dinterpunzione a foglia dedera con lungo gambo. Alla
5. La nascita di un interesse per questa classe di documenti assai recente; si veda in proposito
BuonoPane
6. Sullutilizzo e la funzione di questa categoria di oggetti si rimanda a di stefano Manzella 2010a
e di stefano Manzella 2012a.
7. Le dimensioni sono sempre espresse in centimetri.

280

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

prima riga, infatti, la forma dellasta che segue la T iniziale differisce da quella della
I presente alla seconda riga; essa appare leggermente ribassata al centro, tanto da
risultare quasi separata in due tratti, e rastremata verso lalto, oltre che priva di apici
superiormente. Si indotti a interpretare il segno come un possibile elemento divisorio stilizzato, secondo un modello diffuso8, anche se non si pu escludere del tutto che
leffetto sia semplicemente dovuto ai danneggiamenti subiti dal punzone, che appare
alquanto usurato.
Tale eventualit non stata presa in considerazione dai precedenti editori. Enrico
9
Maionica, infatti, ha proposto la lettura Ti(berius) Ulgeus
, mentre Ettore Pais ha interpretato lapparato onomastico come una forma bimembre priva di
praenomen e con nomen e cognomen scritti per esteso, ognuno su una singola linea:
10
. In questi casi e persino nelleventuale variante T(itus) Iulgeus
, il nomen, sia esso Tiulgeus, Iulgeus o Ulgeus, costituirebbe un unicum,
risultando attestato per la prima volta in questa occasione, almeno sulla base dei confronti disponibili11. Anche il cognomen Cherinthus non appare altrimenti documentato, pure trattandosi chiaramente di una variante del pi diffuso Cerinthus o Cerintus,
di chiare origini grecaniche12.
Tra gli elementi da tenere in considerazione vi lutilizzo del nominativo in luogo della pi comune forma al genitivo per indicare il proprietario o il responsabile
delloggetto e della funzione alla quale esso era adibito13.
Secondo le informazioni fornite da Maionica, il signaculum, che precedentemente
era stato in possesso di Domenico Delneri, collezionista di Fiumicello, si trovava nel
1881 nella raccolta del Barone Eugen Ritter conservata nella residenza di Podgora,
presso Gorizia14. Infatti, esso compare al numero 146 negli inventari degli oggetti facenti parte della collezione Ritter e passati successivamente al Museo di Aquileia che
furono redatti a pi riprese dallo stesso Maionica nel 1885 e nel 188715.
La datazione pu essere solo molto genericamente compresa tra I e II secolo d.C.
2. MAN Aquileia, inv. n. 17480
Signaculum in bronzo con manubrium ad anello di forma ovale, a giro interno
ovale, con castone secondario leggermente schiacciato e apparentemente inornato.
8. Interessante il confronto con un signaculum veronese (CIL V, 8116, 10) che presenza forti analogie
anche per quanto riguarda la forma delle lettere e delle apicature; cfr. BuonoPane 2012, pp. 372-373.
9. Maionica 1881, p. 124.
10. SI 1081, 7.
11.
12. Si veda solin 2003, pp. 629-630.
13. A proposito delluso strettamente personale o eventualmente oggetto di delega di questa tipologia
di punzoni, adatti a siglare documenti, si rimanda a di stefano Manzella 2010a.
14. Maionica 1881, p. 124.
15. Inventare ehem. Sammlung Baron Eugen Ritter, f. 64, nr. 146 (MAN Aquileia, Armadio 1,
Cassetto 25, Inventari, Moschettini-Ritter, Ritter 1885).

281

Stefano Magnani

rilevata. Il cartiglio reca una legenda con testo distribuito su due righe, con scrittura
ad andamento sinostrorso e lettere in rilievo, leggermente prominenti rispetto al bordo
della cornice e ben leggibili. Il punzone risulta spezzato e mancante della porzione
laterale destra; presenta inoltre rilevanti tracce di usura.
Dimensioni. Lamina: altezza 2,5; larghezza 4,5; spessore 0,6 (0,1 laggetto delle
lettere); manubrio: altezza 1,9; larghezza 2,6; diametro interno verticale 1,5; diametro
2)
Edizione: Maionica 1889, p. 294; Buiatti 1992, p. 30, n. 31.
Trascrizione: [.] Domiti / [C]eleris
Le lettere sono ben curate e presentano apicature non particolarmente marcate,
che tuttavia nel caso della T si trasformano
in una sorta di tratto orizzontale inferiore.
Non sono presenti nessi.
Lo spazio mancante sulla destra della
targhetta, la cui lunghezza originale doveSignaculum

Domitius Celer.

per accogliere alla prima riga una lettera


per la forma abbreviata del praenomen ed
eventualmente anche un punto divisorio, di cui per non rimane traccia alcuna. Alla
seconda riga la lettera mancante facilmente integrabile come una C.
La prima notizia del rinvenimento di tale punzone compare nellinventario delle
accessioni museali del 1884, curato personalmente da Maionica. Il signaculum registrato come tredicesimo ingresso dellanno. Maionica ne produsse il disegno e una
sommaria descrizione con la trascrizione e lintegrazione del cognomen, annotando
che loggetto era stato rinvenuto nel giugno del 1883 dal sig. G. Milocco a Terzo
(dAquileia)16. Non fu per compreso da Pais nei Supplementa Italica. Solo alcuni
anni pi tardi, commentando proprio ledizione dei Supplementa, Maionica forn la
notizia dellesistenza di una matrice in bronzo inedita, conservata presso il Museo di
Aquileia, riportandone il testo con lintegrazione della lettera mancante del cognomen
ma senza indicarne le misure e la provenienza17.
Tali dati sono assenti anche nella scheda compresa nel catalogo Instrumenta Inscripta Latina, Sezione Aquileiese18
calco ma il nomen erroneamente integrato come se nella frattura fosse scomparsa la
16. B. Archaeologischer Bericht, f. 12 (MAN Aquileia, Armadio 1, Cassetto 25, Inventario A,
Relazione Museo 1884).
17. Maionica 1889, p. 294.
18. Buiatti 1992, p. 30, n. 31.

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Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

prima lettera: [D]omiti.


La gens Domitia bene attestata ad Aquileia e nei territori contermini19.
secolo a.C. e il I secolo d.C.20.
Proviene da Aquileia, ma conservato presso il Museo Civico Archeologico di
Bologna, anche il seguente signaculum, per una pi completa descrizione del quale si
rimanda al contributo di Valeria Valchera in questo volume21.
3. MCA Bologna, inv. n. ROM 625
Signaculum in bronzo con manubrium ad anello a giro interno circolare ed esterno di forma quadrangolare, con castone secondario piatto, sottile e apparentemente
cornice leggermente rilevata. Il cartiglio reca una legenda con testo distribuito su due
righe, con scrittura ad andamento sinistrorso e lettere prominenti. Il punzone presenta
evidenti segni di usura, con forte appiattimento delle lettere, comunque ben leggibili,
e possibili tracce di rilavorazione al centro della seconda riga.
Dimensioni. Lamina: larghezza 5,8; altezza 2,4, spessore 0,5; manubrio: altezza
1,7; larghezza 2,5; diametro interno verticale 1,2; diametro interno orizzontale 1,6;
Edizione: Bertoli 1739, p. 326, n. CCCCLXXV; CIL V, 8116, 64; CIL XI, 6712,
479; gregorutti 1888, p. 326, n. 213.
Trascrizione: Sex(ti) Vibi / Petronia(ni)
questo lunico signaculum aquileiese che compare nella raccolta del canonico
Gian Domenico Bertoli e nel V volume del CIL. Bertoli attesta di esserne giunto in
possesso ad Aquileia. Le modalit del ritrovamento non sono riportate nellopera a
stampa ma in una lettera inviata a Mons. Giusto Fontanini, datata 13 giugno 1730 e
conservata presso lArchivio Capitolare di Udine22. In essa il canonico ricorda che il
rinvenimento delloggetto, assieme a monete e altri materiali, tra cui tubi in piombo e
mattoni bollati, era stato effettuato durante alcuni lavori realizzati nei mesi precedenti
e nel corso dei quali, non lontano dalla sua abitazione ad Aquileia, erano state messe
mentazione in mosaico, successivamente oggetto di ristrutturazioni e trasformazioni
funzionali, con la realizzazione di una pavimentazione a livello superiore, sorretta da
19. Per Aquileia si vedano ad esempio le seguenti attestazioni: CIL V, 1052 = InscrAq, 667; 1148 =
InscrAq, 968; 1194 = InscrAq, 1065.
20. Cos anche Buiatti 1992.
misure del signaculum.
22. Archivio Capitolare di Udine, Fondo Fontanini, tomo XXIII, pp. 127-130, su cui si rimanda a
vale 1936-1937, coll. 64-65 e giovannini 2000, in part. coll. 429-430 e 437-438.

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Stefano Magnani

un sistema di suspensurae per consentirne il riscaldamento.


Entrato cos a fare parte della raccolta Bertoli, per vie al momento non appurabili
il signaculum
Bologna, ove ancora oggi si conserva.

Signaculum

Sextus Vibius Petronianus

ERTOLI

Alla prima riga il praenomen e il nomen sono separati da un elemento di punteggiatura di forma ovoidale, mentre le ultime due lettere appaiono maggiormente distanziate tra loro. Alla seconda riga si individua un intervallo di spazio ancora maggiore tra le
lettere T e R del cognomen
fusione. In base alla corrispondenza con la prima linea, si pu ipotizzare che in origine
fosse stato inserito erroneamente un punto separativo, presumibilmente anchesso di
forma ovoidale, come sembra lasciare intravvedere una leggera ombreggiatura sulla
cognomen compare in forma abbreviata e presenta un nesso
tra N e I ottenuto apponendo unapicatura anche a met della seconda asta verticale
della N.
Bertoli non sembra essersi accorto del nesso, che non fu individuato n da Theodor
Mommsen n da Carlo Gregorutti, i quali evidentemente descrissero loggetto sulla
sola base dellopera del canonico aquileiese, n successivamente da Maximilian Ihm,
editore dellInstrumentum dellXI volume del CIL, che utilizz la copia del punzone
realizzata da Eugen Bormann, intuendo che potesse trattarsi dello stesso signaculum
284

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

gi noto ad Aquileia23. Tuttavia, mentre Mommsen e Ihm fornirono la medesima lettura Sex(ti) Vibi / Petrona desumibile dalla testimonianza di Bertoli, Gregorutti ritenne
che il terzo elemento testuale fosse da riferire non al cognomen, come inteso da Bertoli, ma a una
Petroniana, passata in propriet della gens Vibia, cos da leggere
Sexti Vibi Petroniana. Secondo Gregorutti, il punzone sarebbe dunque servito per
marcare le matrici utilizzate nella
per la produzione di laterizi24. In realt, lasciando a parte la questione della diversa funzione alla quale i signacula ex aere erano
presumibilmente e generalmente adibiti25
sono attestate le produzioni di alcuni membri delle gentes Petronia e Vibia, ma non si
conoscono legami a questo livello tra i due nuclei in ambito regionale26.
Se le informazioni fornite da Bertoli sono corrette, si piuttosto tentati di indiPoppone 6, una probabile residenza urbana della gens Vibia, bene attestata ad Aquileia
27
.
tazione tra I e II secolo d.C.
Come si gi notato, il numero esiguo dei signacula ex aere aquileiesi appare solo
parzialmente integrabile grazie alle schede raccolte da Pais e al loro confronto con i
dati conservati nei registri dellinventario del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia e con le poche informazioni edite da Maionica e da Gregorutti.
4. MAN Aquileia 17478
Signaculum in bronzo28, apparentemente privo di manubrium. La lamina sembrerebbe di forma rettangolare. In mancanza di altre indicazioni non possibile stabilire
se le lettere fossero sinistrorse e disposte con andamento retrogrado.
Edizione: si 1081, 8.
Trascrizione: C(ai?) P(- - -) H(- - -)
Secondo Pais, che afferma di averlo visto, il punzone avrebbe fatto parte della
collezione allestita da Gregorutti nella propria residenza di Paperiano. Questultimo,
tuttavia, non sembra averne fatto menzione nei suoi numerosi lavori dedicati ai rinvenimenti aquileiesi e in particolare ne Le marche di fabbrica dei laterizi di Aquileja29.
23.

ihM ad CIL XI, 6712, 479 (p. 1195): descripsi ex ectypo quod fecit Bormann. Credibile est esse
.
24. Cos gregorutti 1888, p. 326.
25. Cfr. di stefano Manzella 2012a, pp. 241-246.
26. Per un quadro complessivo delle produzioni in area aquileiese, si rimanda a goMezel 1996, in
part. pp. 44 e 61-62; cfr. inoltre Buora 1993, pp. 179-186; furlan 1993, 199-205.
27. Si rimanda a chiaB 2003a, in part. pp. 105-106.
28. Questo e i seguenti esemplari furono raccolti da Pais nella sezione Signacula ex aere.
29. gregorutti 1888.

285

Stefano Magnani

Il registro dellinventario museale riporta in ordine consecutivo una serie di misure


Le lettere sembrerebbero costituire le iniziali dei tria nomina di un individuo. Linventario asburgico riporta lindicazione: Matritze mit CPH30, lasciando presupporre lesistenza di punti distintivi tra le lettere non segnalati nellinventario italiano.

Signaculum

signacula

Marcus Antonius

5. MAN Aquileia 17481


Signaculum in bronzo, probabilmente provvisto di un manubrium ad anello. La
lamina sembrerebbe di forma rettangolare. In mancanza di altre indicazioni non
possibile stabilire se il testo avesse andamento sinistrorso.
Edizione: Maionica, 1882, p. 86; SI 1081, 1.
Trascrizione: M(arci) Antoni
Il punzone faceva parte della collezione Ritter, acquisita dal Museo di Aquileia.
Coma tale registrato nellinventario, ove viene descritto come un oggetto di piccole
dimensioni31. In effetti, Maionica lo aveva pubblicato precedentemente interpretando30. MAN Aquileia, Armadio 1, Cassetto 25, Inventario D, Bronzen u. Eisen, 1889, n. 926. Da rilevare
il fatto che al numero successivo di catalogo (927) compare unulteriore Matritze in bronzo, con tre
lettere o simboli a rilievo e tra loro uniti, ovvero una croce la cui asta poggia su una barra orizzontale
alle cui estremit sono unite due S tra loro opposte, di cui quella a sinistra retrograda. Si tratta
presumibilmente di un punzone di altra tipologia, apparentemente privo di lamina, ma la mancanza di
ulteriori indicazioni non consente di precisarne la natura. Loggetto sembra non essere stato presente nella
collezione al momento della redazione dellinventario italiano.
31. Inventare ehem. Sammlung Baron Eugen Ritter, f. 64, nr. 148 (MAN Aquileia, Armadio 1,
Cassetto 25, Inventari, Moschettini-Ritter, Ritter 1885).

286

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

lo come eine kleinere Stempelmatritze aus Bronze fr die sog. aretinischen Gefsse
mit der Inschrift: MANTONI32
la propria produzione effettivamente noto in area transpadana, anche se i pochi bolli
conosciuti hanno cartigli diversi, con lettere disposte su tre righe o senza praenomen33.
Dal territorio aquileiese, almeno sulla base della documentazione edita, sembra
provenire un ulteriore signaculum ex aere, trovato poco dopo la met dellOttocento
presso Castel Porpetto, localit poco distante da S. Giorgio di Nogaro, e conservato
presso i Civici Musei di Storia e Arte di Udine.

Signaculum con manubrio a linguetta allungata e di forma rettangolare, innestato


perpendicolarmente rispetto alla lamina. La lamina priva di cornice, allungata e con
due anse rientranti sui lati corti, cos da assumere la forma peculiare a pelle di bue.
Il testo della legenda distribuito su una sola riga, con scrittura sinistrorsa e lettere
prominenti. La presa reca a sua volta una lettera destrorsa. Il punzone ben conservato,
pur presentando segni dusura.
Dimensioni. Lamina: altezza 1,9; larghezza 9,5; spessore 1,5 (lamina e caratteri);
manubrio: altezza 4,9; larghezza 2-2,1. Lettere: altezza 1,8-1,9; la lettera O larga
1,8; lasta orizzontale della T larga 1,8; locchiello della R largo 1,3. La P posta
Edizioni: si 1081, 12.
Trascrizione: P(ublii) // Trosi(i)
Le lettere hanno dimensioni e forma estremamente regolari e sono completamente
prive di apici. La P della presa ha un occhiello molto largo e del tutto aperto. Sulla
lamina, la R molto alta e la parte superiore del suo occhiello sporge leggermente sul
molto allungata, tanto da terminare ormai sotto la O. Questultima quasi perfettamente rotonda e di modulo leggermente inferiore rispetto alle altre lettere, cos che
risulta spostata verso lalto, lasciando al di sotto uno spazio marginale libero. La S
presenta i tratti terminali inferiore e superiore e quello centrale praticamente rettilinei
e orizzontali.
nellambito del I secolo a.C.
Stando alla breve nota di Pais, Gregorutti avrebbe trovato notizia del rinvenimento
del signaculum, con lindicazione del luogo e della data, in un non meglio precisato
commentario di Costantino Cumano, medico ed erudito originario di Cormons34. In
32. Maionica 1882, p. 86.
33. Cfr. OCK 213 e 214, con datazione tra il 10 a.C. e il 15 d.C.
34. Personalit complessa e interessante, Costantino Cumano fu medico presso lospedale di

287

Stefano Magnani

effetti, Gregorutti non descrisse loggetto nel suo scritto su Le marche di fabbrica,
ma ne diede comunque notizia ricordando che un esemplare di mattone con bollo
TROSI in cartiglio rettangolare e lettere a rilievo era stato rinvenuto da Cumano a
Castel Porpetto, il 2 maggio 1858, col relativo timbro di bronzo35. Quando Pais lo
vide, il signaculum si trovava gi a Udine, nel Museo che allepoca aveva sede presso
la biblioteca36.
La diversit del cartiglio e delle lettere del punzone rispetto al bollo su mattone,
quale descritto da Gregorutti, non sembra essere stata rilevata, almeno apparentemente, dallo stesso Gregorutti e da Pais, che pure ebbe modo di vedere personalmente
loggetto. Il signaculum conservato a Udine avrebbe prodotto delle lettere incavate, non a rilievo, e certo non avrebbe lasciato limpronta di un cartiglio rettangolare. Inoltre, esso non presenta quelle tracce di usura che sarebbero state determinate
dalluso ripetitivo sul materiale argilloso, che avrebbe causato una forte consunzione
pu escludere del tutto che il signaculum possa essere stato utilizzato, almeno saltuariamente - ad esempio, dopo le operazioni di recensio e probatio -, come strumento
funzionale per la bollatura dei laterizi o che, eventualmente, abbia costituito il modello per la realizzazione di repliche o dei veri e propri tipari, generalmente realizzati in
legno, piombo o terracotta37. Vi sono, infatti, alcuni elementi che sembrano favorire
unipotesi di questo genere.
In primo luogo, evidente che il proprietario del signaculum, Publius Trosius,
utilizzava il punzone per contrassegnare o siglare documenti o manufatti con il solo
nomen e che liniziale del praenomen posta sullasta aveva una funzione interna al
luogo ove veniva normalmente utilizzato. Essa serviva presumibilmente a individuare
a prima vista loggetto, segnalando chi era il proprietario e responsabile dellutilizzo
del signaculum, forse per distinguerlo da altri simili, con quello allineati o disposti e il
cui utilizzo spettava ad altri membri della gens che erano partecipi delle stesse attivit
destinatario del documento siglato con il punzone ricevevano la sola informazione
generica riguardante la gens, senza potere risalire, quanto meno sulla base del timbro,
al singolo individuo che lo aveva realizzato o sottoscritto. La lettera posta sul manuTrieste, fervente irredentista, vicepresidente del Consiglio Municipale di Trieste, oltre che appassionato
raccoglitore e studioso di antichit. Coltiv gli studi storici, scrivendo unopera su Cormons, e dal 1860 si
la sua opera si rimanda a kunz 1877-1878 e 1879-1880; cella 1985; cargnelutti 2011.
35. gregorutti 1888, p. 191.
36. Non vi traccia dellaccessione del signaculum nei registri dei doni e negli inventari delle
acquisizioni conservati presso i Civici Musei di Udine. Tuttavia, si pu quanto meno supporre che esso
vi sia giunto con le donazioni fatte dai conti Frangipane, allepoca proprietari dellintera area e noti
collezionisti.
37. Alcune interessanti considerazioni sulla tipologia dei tipari utilizzati normalmente per
contrassegnare i laterizi sono formulate da Pulitani 2010, pp. 155-158.

288

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

brium aveva dunque una valenza almeno in parte differente rispetto a quella attribuibile alle lettere, singole o nella forma dellacronimo dei tria nomina, e agli eventuali
simboli personalizzati presenti sui castoni secondari di molti signacula ex aere e che
ne dellabbreviazione onomastica38.
La forma del signaculum e la
sola indicazione del gentilizio al
genitivo sembrano essere confacenti alla timbratura di oggetti e
pi che alla sigla di documenti, che
avrebbe richiesto la presenza di un
praenomen e presumibilmente anche del cognomen per distinguere e
duo responsabile dellatto.
Quale fosse lattivit o almeno
una delle attivit nelle quali Publius
Trosius era coinvolto lo si pu in
parte intuire grazie alla ricca docu-

Signaculum

Publius Trosius

la gens di appartenenza. Di origini


probabilmente venetiche39, quella dei Trosii una delle pi antiche e importanti fra le
gentes
Trosii sembrano essersi dedicati a diverse
attivit produttive. Rientrava nei loro interessi la lavorazione della lana, documentata
da uniscrizione repubblicana che ricorda una liberta che svolgeva lattivit di
circulatrix40, e non si possono escludere pi ampi coinvolgimenti nelle forme dellallevamento ovino e della lavorazione o del commercio dei suoi derivati o di prodotti
ad esso strettamente correlati. Uniscrizione aquileiese ricorda, ad esempio, un liberto
di Publius Trosius Salinator41, il cui cognomen rimanda forse alla sfera delle attivit
38. Si vedano le considerazioni di di stefano Manzella 2010a, pp. 271-273, nel caso di sigle
sul titulus minor non corrispondenti allapparato onomastico indicato sul titulus maior e riferibili alla
pratica della delega nelluso del signaculum
(subscriptio
obsignum) col timbro del titulus minor che indicava lindividuo
delegato alla sigla del documento.
39. In proposito, si rimanda a chiaB 2003a, pp. 96 e 105.
40. InscrAq 69 = IEAquil 57 = AE 2003, 115; cfr. chiaB 2003b.
41. IEAquil 388 = AE 1992, 716 = AE 2003, 678; cfr. zaccaria 1992, coll. 170-171, n. 9.

289

Stefano Magnani

legate alla pastorizia e in particolare al commercio del sale, necessario sia per lalimentazione del bestiame sia nei processi di lavorazione della lana e delle pelli42. In
questo contesto, il timbro avrebbe forse potuto essere utilizzato per apporre il marchio
su qualche prodotto o contenitore.
per nellambito della produzione dei laterizi che i Trosii sembrano essere stati
particolarmente attivi. Si conoscono, infatti, produzioni che recano i bolli TROSI,
C.TROSI, M.TROSI e P.TROSI43, con numerose varianti nella punteggiatura, nei nessi, nella forma delle lettere e in quella del cartiglio e con una diffusione che riguarda
le regioni costiere alto- e medio-adriatiche44
collegamento diretto tra il Publius Trosius proprietario e responsabile ultimo della
funzione e delluso del signaculum e il Publius Trosius che sigl col proprio nome
alcune produzioni di tegole, mattoni e coppi databili al I secolo a.C. e caratterizzate
da unampia distribuzione in ambito nord-adriatico45. I bolli di alcuni laterizi appartenenti alla sua produzione e rinvenuti durante le indagini condotte presso la villa
e nel corso degli scavi della Motta Foghini, presso S. Giorgio di Nogaro, non molto
lontano da Castel Porpetto, presentano caratteristiche molto simili a quelle rilevabili
sul signaculum. Innanzitutto si tratta di bolli privi di cartiglio, a lettere incavate e
sottili la cui altezza circa 1,7 cm; le lettere sono prive di apici, la P molto aperta, la
coda della R allungata e impostata sullasta, la O rotonda. Sembra assente il punto
separativo46. Le somiglianze tra il bollo e il signaculum sono assai forti, pur trattandosi naturalmente di un punzone differente, per la presenza della P nel bollo e per la
Nello stesso contesto dello scavo della Motta Foghini sono stati rinvenuti un laterizio e un coppo bollati che forniscono un confronto ancora pi stringente. Il bollo
sul laterizio privo di cartiglio e presenta il solo elemento onomastico TROSI, con
lettere incavate e sottili che corrispondono esattamente ai caratteri del punzone per
quanto riguarda la forma: assenza di apici, lettera R pi alta, coda della R allungata, O
42. Cfr. chiaB 2003b, p. 274. Risulta meno convincente lipotesi proposta da Bonetto 2001, p. 157,
di un collegamento tra i Trosii e un certo Trauseus, presumibilmente addetto o gestore di una fullonica,
noto grazie a una laminetta plumbea rinvenuta sul Magdalensberg.
43. Qualche dubbio sulla reale esistenza di una variante C.TROSI, indicata da goMezel 1996, pp.
36 e 58, stato avanzato da Alfredo Furlan in una nota inedita nella quale evidenzia il fatto che lunica
riproduzione nota del bollo manca della C iniziale e sembra piuttosto riconducibile a una delle varianti con
il solo gentilizio al genitivo TROSI.
44. Oltre a goMezel 1996, pp. 36-37, 46-47, 58, 68, 71, 81, 83, 86, 90 e 98, si vedano anche: furlan
1993, pp. 200-201;
1993, p. 150, per un bollo TROSI da Pirano; Paci 2002, pp. 206208, per due bolli TROSI su mattoni utilizzati per le colonnette di un tempio a Potentia (Porto Recanati).
45. Cfr. goMezel
[senza riguardo, tuttavia, per la tipologia dei cartigli].
46. Le informazioni riguardanti due esemplari rinvenuti nei due distinti contesti sono desunte da
goMezel 1995, col. 52 (con riproduzione del calco) e da vazzoler

290

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

rotonda e di minori dimensioni, S con i tratti inferiore, centrale e superiore rettilinei.


La distanza tra lestremit del braccio della T e lasta della I stata misurata in 7,5 cm
e combacia con quella rilevabile sul punzone. Laltezza delle lettere di circa 1,6 cm
e dunque sembra leggermente inferiore, ma occorre tenere conto del
fatto che al vertice i caratteri del
punzone hanno dimensioni leggermente ridotte rispetto alla base47.
Considerando le forti analogie
AZZOLER
babile che il punzone utilizzato
per bollare il laterizio recuperato presso la Motta Foghini sia lo
stesso signaculum rinvenuto non
molto distante, a Castel Porpetto, e
conservato a Udine. dunque possibile che, almeno in alcuni casi,
Publius Trosius, proprietario del
AZZOLER
signaculum, marcasse con il solo
gentilizio TROSI una parte della produzione di laterizi, con bolli privi di cartiglio e a
lettere incavate. Le analogie tipologiche e formali inducono inoltre ad attribuire allo
stesso Publius Trosius
le produzioni marcate PTROSI e caratterizzate da bollature senza cartiglio e a lettere
nellambito della medesima produzione, mentre nel secondo si potrebbe pensare a
una pi netta separazione delle attivit, condotte da due distinti individui, anche se
presumibilmente sempre allinterno dello stesso impianto produttivo.
possibile che considerazioni analoghe valgano anche per quelle produzioni i cui
bolli presentano gli stessi elementi onomastici TROSI e PTROSI o eventualmente
P.TROSI, ma inseriti in cartiglio e con le lettere in rilievo e che appaiono databili a
ste e altre varianti nella forma del cartiglio e delle lettere, nella presenza di nessi
e, soprattutto, la comparsa di altri praenomina sembrano riconducibili agli sviluppi
dellattivit imprenditoriale avvenuti nel corso del tempo, come la trasmissione agli
eredi della propriet o della conduzione della
, la co-gestione, la suddivisione o
47.

vazzoler

misurate e fornite da Marco Zanon. Non stato possibile per ora attuare una prova diretta del punzone
sul bollo.

291

Stefano Magnani

gens48.
Le informazioni attribuite a Cumano, dunque, indurrebbero a localizzare nellarea
di Castel Porpetto la
o una delle
dei Trosii49, le cui produzioni presentano in effetti una forte concentrazione nel territorio prossimo alla via Annia
Corno. Il sito nel quale un tempo sorgeva il castello che ha dato nome al luogo si trova
in unarea ricca di tracce di antichi insediamenti produttivi e di
e ben caratte50
. Nelle vicinanze scorre
pianura interna e la laguna di Marano. A occidente e parallelamente ad esso correva un
antico percorso viario che partendo dalla mutatio Ad Undecimum51, presso S. Giorgio
di Nogaro, congiungeva la via Annia alla via Postumia. La mutatio stessa si trovava in
corrispondenza del punto in cui lAnnia attraversava il Corno per poi piegare con un
52
.
La notizia riguardante Costantino Cumano induce ad allargare la ricerca alla sua
Trieste. Essa comprendeva esclusivamente monete, timbri e bolle di epoca tardomedievale e moderna, ma al momento della cessione i familiari consegnarono anche altri
oggetti conservati a Cormons e di diversa provenienza. Fra questi, accanto a unascia
in diorite rinvenuta nei pressi di Cormons e a un catino in bronzo da Aquileia, viene
segnalata la presenza di due sigilli romani in bronzo
STE, laltro con MBP - ANCF, in due righe53. In mancanza di altre indicazioni, si
pu quanto meno supporre che entrambi i signacula provenissero se non da Castel
Porpetto, spesso frequentato da Cumano, da qualche altra localit nei pressi di Aquileia e che, pertanto, i due oggetti possano essere ascritti al dossier aquileiese.
Se la lettura corretta, le lettere del primo punzone, forse frammentario, potrebbero costituire parte del nome o del cognomen di un individuo (Stepanus-Stephanus
oppure Orestes, ma sono possibili altre soluzioni, come Sestelus54, ecc.). Il secondo
sigillo potrebbe recare una sigla onomastica completa M(arci) B(- - -) P(- - -), con
conclusa forse dallindicazione f(ilii).

48. Desidero ringraziare Alfredo Furlan per avermi fornito un elenco delle tipologie di bolli riferibili
ai Trosii, stilato sulla base delle ricerche da lui condotte nel territorio della bassa pianura friulana. Ulteriori
indagini potrebbero forse chiarire i legami e la cronologia dei diversi bolli.
49. Si rimanda ai dati forniti da goMezel 1996, pp. 36-37, 46-47, 58, 68, 83, 86 e 97-98.
50. Cfr. Buora 1987, pp. 44-46; Prenc 2002, pp. 271-278.
51. Itin. Burd., 559, 10. Cfr. Bosio 1991, p. 80; calzolari 2000 p. 31.
52. Cfr. zanon 2007, pp. 32-58 e, in part. pp. 49 e 58.
53. kunz 1879-1880, p. 55.
54. CIL V, 8110, 299b, da Monselice: C(ai) Sestel(i).

292

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

APPENDICE
Accanto ai pochi signacula sopra elencati sembrato opportuno segnalare altri due
punzoni che non rientrano propriamente nella categoria dei signacula ex aere.
7. MAN Aquileia (?).
Loggetto noto solo attraverso le pubblicazioni; non risulta presente negli inventari e non stato possibile reperirlo nei depositi del Museo. La forma e le dimensioni
sono pertanto solo parzialmente desumibili sulla base dei dati pubblicati.
Punzone di grandi dimensioni, presumibilmente in ferro, con manubrium costituito
apparentemente da unasta sormontata dallimpugnatura vera e propria. La lamina
sembra rettangolare e priva di cornice. Il testo della legenda appare parzialmente danneggiato, distribuito su una sola riga, con scrittura sinistrorsa e lettere prominenti.
Dimensioni. Lamina: altezza 3; larghezza 15; spessore 2755; manubrio: larghezza
impugnatura 15; lunghezza stelo 35.
Edizione: Maionica 1882, p. 86; si 1081,10.
Trascrizione: L(uci?) [- - -]
(- - -)
Il testo presenterebbe un unico nesso HE.
Secondo le indicazioni fornite da Maionica, il punzone, conservato originariamente
nella collezione Ritter, sarebbe stato in ferro e di grandi dimensioni e destinato alla
timbratura dei laterizi56. Pais, invece, evidentemente per una svista, lo annover tra i
signacula ex aere. Le dimensioni e la forma quali appaiono desumibili dai dati forniti
da Maionica inducono a vedere nelloggetto un tipario utilizzato non tanto per timbrare laterizi, quanto piuttosto contenitori, merci o prodotti pi facilmente deperibili,
forse in legno o in cuoio.
8. MAN Aquileia, inv. n. 11751
Signaculum in piombo o in lega bronzea con forte percentuale di piombo, con manubrio ad anello irregolare e schiacciato, costituito da unasta quadrangolare saldata
lateralmente alla lamina e ripiegata. La lamina ha forma rettangolare leggermente
concava ed priva di cornice. Il testo distribuito su una sola riga, con scrittura destrorsa e lettere in rilievo e ben leggibili. Il punzone presenza forti tracce di usura e
consunzione, con alcune piccole fratture.
Dimensioni. Lamina: altezza 2,1; larghezza 5,8; spessore 0,7 (con le lettere 1,2);
55. Maionica 1882, p. 86, riporta le seguenti misure: die Matritze selbst 0.03 h., 0.15 br., 0.27 d..
Sembra, tuttavia, che laltezza in questo caso debba essere riferita allo spessore della lamina, anche se tale
soluzione non migliora la comprensione della forma delloggetto.
56. Maionica 1882, p. 86. Nei registri museali il punzone risulta tra gli oggetti in ferro, con la lettura
PHERAC nellInventare ehem. Sammlung Baron Eugen Ritter, f. 110, n. 1 (MAN Aquileia, Armadio
1, Cassetto 25, Inventari, Moschettini-Ritter, Ritter 1885), mentre registrato come PERAC nelle
acquisizioni del 1887 (MAN Aquileia, Armadio 1, Cassetto 25, Inventario D, Bronzen u. Eisen, 1887, n.
753).

293

Stefano Magnani

8)
Edizione: si 1082, 4 (
); gregorutti 1888, p. 393, n. 200.
Trascrizione: Ursi
Le lettere del cartiglio sono di forma e dimensioni irregolari e prive di apicature.
La R la lettera che ha le dimensioni maggiori e presenta locchiello aperto, alla cui
estremit inferiore innestata la coda lunga, divaricata e leggermente curvilinea, forse
anche come conseguenza dellutilizzo e di qualche colpo subito. Anche lasta verticale appare leggermente divaricata alla base.
Il fatto che sia presente solo un elemento onomastico indurrebbe a ritenere che Ursus fosse un individuo di origine servile, anche se pi frequentemente attestato come
cognomen di individui di condizione ingenua, con unampia diffusione, soprattutto in
ambito illirico57.
Il signaculum, attualmente conservato ed esposto nel Museo Archeologico NazioVRSI inserito da Pais tra le
e che si trovava allepoca nella collezione di Gregorutti a Paperiano58. In effetti, Gregorutti lo menziona con maggiore
ricchezza di particolari: VRSI. Timbro di piombo a lettere rilevate, convesso, che
serviva per imprimere il bollo sulla matrice degli embrici. Nella collezione Gregorutti, rinvenuto in Aquileia59. La descrizione corrisponde perfettamente a quella del
signaculum qui esaminato. Nel 1894, al momento del passaggio della collezione di
Gregorutti al Museo, anche Maionica registr la matrice VRSI tra gli oggetti di
piombo60. Il punzone compare poi nel registro dinventario italiano nel quale furono
annotati o ricopiati frettolosamente i dati riguardanti gli oggetti conservati nel Museo
6x2x361. Le misure, chiaramente approssimate, corrispondono a quelle del punzone.
Il signaculum
componente metallica col piombo. Tuttavia, come si pu notare da alcuni punti di
frattura, il metallo sembra piuttosto essere costituito da una lega bronzea assai ricca
in piombo62.
Rispetto ai signacula ex aere presi in esame, quello di Ursi ha una fattura semplice
ed il risultato di una lavorazione grossolana. La sua forma leggermente arcuata

57. Cfr. kaJanto 1965, p. 86. A titolo di semplice confronto, si segnala che nel territorio concordiese
presente una produzione di laterizi con bollo TENVG.VRSI a lettere incavate; cfr. Buora 1983, pp.
183-184.
58. SI 1082, 4.
59. gregorutti 1888, p. 393, n. 200.
60. MAN Aquileia, Armadio 1, Cassetto 25, Inventario D, Bronzen u. Eisen, 1894, n. 530.
61. MAN Aquileia, Inventario, n. 11751.
62. Devo losservazione al dott. Daniele Pasini.

294

Signacula ex aere dal territorio di Aquileia

prodotti o dei materiali che era destinato a bollare, con uso presumibilmente costante

Signaculum

Ursus

In conclusione, il numero di signacula ex aere di provenienza aquileiese attualmente conservati e individuati in diversi musei si riduce a quattro esemplari (nn. 1,
2, 3 e 6), mentre le indicazioni raccolte negli archivi museali lasciano intravvedere
lesistenza in passato di un numero assai ridotto di ulteriori signacula, oggi apparentemente non pi reperibili. Tale scarsit pu essere spiegata chiamando in causa il
fenomeno di dispersione che ha caratterizzato questi reperti, assai ricercati dai collezionisti e oggetto di un vivace commercio antiquario, come documenta anche il caso
del signaculum posseduto dal canonico Bertoli. dunque possibile che altri oggetti di
questo tipo, rinvenuti casualmente o nel corso di lavori ed escavazioni spesso abusive,
abbiano seguito la via del mercato antiquario senza lasciare traccia alcuna del luogo
di rinvenimento o provenienza.

295

Le abbreviazioni delle riviste e dei corpora sono quelle impiegate da


philologique e dalla
o informatiche sono indicate nellelenco seguente.
ASCER = Archivio Storico della Comunit Ebraica Romana
ASCM = Archivio Storico Civico di Milano
ASM = Archivio di Stato di Milano
ASP = Archivio di Stato di Pavia
BCMBg = Biblioteca Civica Angelo Mai, Bergamo
Brll = Biblioteca Raffaele Liberatore, Lanciano, Sala regionale
Conspectus 1990 = Conspectus formarum terrae sigillatae italico modo confectae
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