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Scuola Archeologica Italiana di Atene

TRIPODES 5

Atene e lOccidente: i grandi temi


Le premesse, i protagonisti, le forme della comunicazione e dellinterazione, i modi dellintervento ateniese in Occidente

Atti del Convegno Internazionale


Atene 25-27 maggio 2006
A cura di Emanuele Greco e Mario Lombardo

Atene 2007

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LA DEFINIZIONE DI UN NUOVO SPAZIO PUBBLICO: LAGORA DEL CERAMICO DALLA NASCITA ALLA SPEDIZIONE IN SICILIA*

1. LAGORA DEL CERAMICO. LE PREMESSE


Negli ultimi anni le ricerche su Atene, ed in particolare sui suoi principali spazi pubblici, lAgora e lAcropoli, si sono moltiplicati accrescendo in maniera esponenziale una gi ricchissima letteratura. Chiunque affronti lo studio dei singoli monumenti dellAgora nel tentativo di formulare un quadro storico-topografico dovr inevitabilmente misurarsi non solo con le diverse letture interpretative, ma anche con i numerosi, e a tratti ostici, problemi cronologici dei monumenti che a volte non sono il risultato di un esame autonomo della documentazione archeologica, ma la conseguenza di un inevitabile ed ossessivo tentativo di inseguire la ricca documentazione letteraria che in taluni casi (quelli della Stoa Basileios, del Bouleuterion e dellAltare dei Dodici Dei sono da questo punto di vista paradigmatici) ha prodotto sconcertanti salti cronologici. Tale modo di procedere ha investito anche il problema, complesso ed affascinate, della nascita dellAgora del Ceramico che alcuni studiosi ritengono di dover fissare dopo le guerre persiane come diretta conseguenza della politica di Temistocle1. Tale prospettiva non ci trova affatto concordi perch crediamo che,

*Desidero ringraziare il direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, Emanuele Greco, non solo per avermi chiesto di intervenire al convegno ma anche per avermi offerto la possibilit di far parte sin dallinizio del gruppo di ricerca che da alcuni anni lavora sulla topografia di Atene; ho spesso discusso con tutti loro ed in particolare con Emanuele Greco, Riccardo Di Cesare, Maria Chiara Monaco e Daniela Marchiandi di alcuni dei temi affrontati in questo contributo; a loro sono debitore di diversi spunti di riflessione e di opportune indicazioni. Ringrazio inoltre Riccardo Di Cesare per avermi messo a disposizione la sua tesi di dottorato discussa nel mese di novembre 2006 presso la Scuola Superiore di Studi Storici di San Marino sui monumenti e sullo spazio pubblico urbano nellet dei tiranni; in questo lavoro in alcuni casi si sostengono posizioni molto diverse da quelle prese in questo contributo. Devo infine utili consigli e suggerimenti ad Angela Pontrandolfo e a Luca Cerchai. evidente che errori ed imprecisioni sono imputabili unicamente a chi scrive. 1 Cos MILLER 1995, 224 n. 4; PAPADOPOULOS 1996; PAPADOPOULOS 2003, 296. Per la critiche a questo approccio cf. in particolare GRECO 1997a, 209-211; GRECO - OSANNA 1999, 170-173. In particolare J. Papadopoulos (1996 e 2003) ritiene che la nascita dellAgora del Ceramico, in precedenza un quartiere artigianale, sia il frutto delle grandi trasformazioni urbanistiche avviate da Temistocle allindomani delle guerre persiane. La scelta del nuovo spazio sareb-

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sebbene i segni macroscopici di cambiamento nellAgora del Ceramico si concretizzino solo nel corso del VI sec. a.C., il processo di trasformazione possa essere colto sin dalla fine dellVIII sec. a.C., quando larea interessata dalle sepolture si riduce e, contestualmente, cominciano ad essere chiusi molti pozzi2. La dinamica di queste trasformazioni deve necessariamente essere letta nel quadro complessivo dellAtene di et alto-arcaica sebbene siano ancora troppo pochi i dati per discutere le forme di organizzazione della citt nella prima et del ferro. La distribuzione delle necropoli e alcuni pozzi ad uso domestico lasciano tuttavia immaginare un abitato che si dispone intorno allAcropoli che almeno dalla fine dellVIII sec. a.C.3 diviene il punto di riferimento religioso di tutta la comunit. Labitato sembra organizzarsi per corpi separati che verosimilmente fanno riferimento ai singoli clan aristocratici, ciascuno con i propri spazi comuni4.

be stata determinata dallo spostamento del porto della citt dal Falero al Pireo. Contra cf. GRECO 1997a, 208 e GRECO 2005, in partic. 19-20. Per una critica al volume di Papadopoulos cf. anche MONACO 2003. 2 Anche se non scompaiono del tutto la chiusura simultanea di 16 pozzi nellarea dellAgora particolarmente significativa. Secondo J. Mck Camp tale chiusura deve essere messa in relazione ad un drammatico periodo di siccit: CAMP 1979. Lipotesi stata, giustamente, da pi parti respinta: tra i primi segnaliamo SNODGRASS 1983, 169-170. Per la cronologia soloniana della nascita dellAgora, sostenuta per decenni dagli archeologi americani e generalmente accolta dal mondo scientifico: THOMPSON 1937 e 1940; MARTIN 1951, 255 e ss. e 290 e ss.; BOERSMA 1970, 15; Agora XIV, 19; WYCHERLEY 1978, 27; Agora Guide, 19; CAMP 1986, 39. Questa cronologia, messa in discussione da L. Shear jr., a partire dalla fine degli anni Settanta (SHEAR jr. 1978), ancora oggi sostenuta da una studiosa spagnola che da alcuni anni dedica gran parte dei suoi studi allAgora di Atene: cf. VALDS GUA 2002; 2004; 2004a. Per una datazione della piazza allet dei tiranni: cf. SHEAR jr. 1978 e successivamente CAMP 1994; CAMP 1995, 232 e ss.; GRECO 1997, 628 e ss.; GRECO 1997a, 207 e ss.; GRECO - OSANNA 1999, 170 e ss.; GRECO 2000, 226; CAMP 2005, in partic. 202. Lo stesso L. Shear jr. ha pi tardi preferito collegare limpianto della nuova Agora del Ceramico alle riforme di Clistene: SHEAR jr. 1994; MILLER 1995; GOETTE 1997, 43; ROBERTSON 1998, 303; RAUSCH 1999. Secondo queste ipotesi di lettura, evidentemente ideologiche, lAgora del Ceramico sarebbe una conseguenza del sistema democratico realizzato da Clistene; stessa posizione ebbe anche H. Thompson, inizialmente sostenitore della cronologia soloniana, e con lui anche altri studiosi: THOMPSON 1981; 1982; 1988; VICKERS - FRANCIS 1988; PAPADOPOULOS 1996; 2003. Di questo stesso avviso anche OIKONOMIDES 1964, xi; contra WYCHERLEY 1966. 3 Cf. da ultimo HURWITT 1999, 89 e ss. 4 Cf. anche BATINO 2003, 129 che sembra essere del medesimo avviso quando, accogliendo la lettura di A.M. DOnofrio (DONOFRIO 2001, in partic. 261-262), sostiene che possibile seguire quella linea interpretativa che presuppone nelle fasi pi antiche della citt lesistenza di diverse zone destinate alla frequentazione comune come altrettante espressioni di un controllo parcellizzato del territorio urbano in mano ai diversi gruppi aristocratici dominanti. La studiosa tuttavia, non proseguendo lungo quella linea interpretativa che aveva precedentemente dichiarato di seguire, finisce per ridurre nuovamente il discorso alla dialettica tra i due spazi pubblici del Ceramico e delle pendici orientali dellAcropoli ritenuti entrambi funzionanti nel VII sec. a.C.

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Nuclei di abitato di questo tipo possono essere riconosciuti presso lAgora del Ceramico e lAreopago a NE e tra le pendici orientali dellAcropoli e lIlisso a SE. Ciascuno di essi era, probabilmente, fornito di propri spazi collettivi funzionali a riunioni di tipo assembleare secondo unottica non molto diversa da quella che traspare dai poemi omerici. Nel caso del Ceramico, ad esempio, particolarmente significativo il rapporto stretto che questarea ha con le porte della citt, con il fiume, con i culti a carattere funerario ed eroico5. Si tratta di un paesaggio non dissimile da quello raccontato nellIliade e, pi precisamente, da quello in cui si svolgevano alcune delle assemblee dei Troiani presso il fiume (HOM. Il. 8. 488-491) o presso la tomba di Ilo (HOM. Il. 10. 414-416). La chiusura di alcuni pozzi alle pendici settentrionali dellAreopago e una serie di manifestazioni cultuali a partire gi dal VII sec. a.C.6, dunque ben prima di quella definitiva nella prima met del VI sec. a.C., possono segnalare la presenza di una sorta di protoagora contemporanea ad altre che, strettamente collegate ai singoli gruppi aristocratici, si differenziano forse anche per funzione7. In tale ottica possiamo prendere in considerazione almeno a partire dallalto arcaismo la presenza di unarea pubblica ad E dellAcropoli8 (Figg. 1-2) ma anche lo stesso Areopago, che ha un ruolo centrale nellAtene pre-soloniana, o le agorai tenute presso il santuario di Afrodite Pandemos a W dellAcropoli se prestiamo fede ad Apollodoro per le quali possibile risalire almeno al V sec. a.C.9

5 In questa stessa area attestata sin dallalto arcaismo anche la presenza di ceramisti e

metallurghi attirati, pi che altrove, ma non in maniera esclusiva, dalle condizioni che questa parte dellabitato forniva loro (disponibilit di acqua e forse anche di banchi di argilla). Sulle attivit artigianali nellarea dellAgora cf. MONACO 2000, 17 e ss. e PAPADOPOULOS 2003. 6 Questi aspetti sono discussi in particolare in KENZLER 1999, 140-150; DONOFRIO 2001. Per un primo commento cf. LONGO 2001, 343-344. 7 Per la chiusura dei pozzi nel VI sec. a.C. si veda ad es. SHEAR jr. 1978, 5-6 e SHEAR jr. 1994, 229. Diversi sono gli studiosi che datano lAgora del Ceramico gi in epoca presoloniana ciascuno con differenti argomentazioni e con una diversa prospettiva comunque lontana da quella che qui si propone. Alcuni di essi (Kolb, Kenzler) negano esplicitamente lesistenza di unagora pi antica in un luogo diverso dal Ceramico. Cf. KOLB 1981, in partic. 20-23; DONOFRIO 1995, 63; KOLB 1996, 269; KENZLER 1997; BAURAIN-REBILLARD 1998, in partic. 134; KENZLER 1999, 106-107, n. 6; KOLB 1999; DONOFRIO 2001; BATINO 2003, 129. 8 Una sintesi del problema con i relativi riferimenti alle fonti letterarie e alla bibliografia in GRECO 1997, 620-628. Cf. anche GRECO 2004 (in c.d.s.). 9 La notizia riportata in HARP., s.v. Pandemos Aphrodite = FrGrHist 224F113. Per il santuario di Afrodite Pandemos cf. BESCHI 1967-68, 517 e ss. Una giusta valorizzazione del passo in GRECO 1997, 621-622; tuttavia si veda anche GRECO 2004 (in c.d.s.) in cui lautore riprende la discussione in una prospettiva differente. Per il rapporto tra lAfrodite Pandemos e la gradinata presso i propilei pre-mnesiclei considerata un antico luogo di assemblee: cf. MARTIN 1951, 256 e ss. e 290. La validit della notizia di Apollodoro ribadita da Hlscher che la utilizza per collocare sostanzialmente larchaia agora nelle immedia-

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Fig. 1 - Pianta generale di Atene (da GRECO 2005)

Fig. 2 - Veduta aerea del centro di Atene (da Google Earth)

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Allargando ulteriormente lorizzonte per superare la dialettica tra le pendici orientali dellAcropoli e lAgora del Ceramico o comunque tra la Palaia e la Nea Agora, ci si rende conto che possibile recuperare le tracce dellesistenza di altre agorai, bench documentate solo in et classica o tardo classica, come quelle attestate nei due demi urbani di Skambonidai e di Koile. Non opportunamente valorizzato , infatti, il riferimento all a presente in uniscrizione della prima met del V sec. a.C.10, cos come quello pi recente che ricorre in due iscrizioni, rinvenute sul Kolonos Agoraios e riferibili al santuario di Eurisace, dove erano collocate, in cui si menziona una a KF11. Bench il riferimento a questultima agora sia problematico e per nulla univoco, molto suggestiva lipotesi che essa possa aver rappresentato il luogo in cui si riunivano i membri del ghenos dei Salamini, forse gi in unepoca molto pi antica di quella cui fa riferimento liscrizione. Anche se solo uno studio approfondito e sistematico da sviluppare in altra sede su queste ed altre simili attestazioni potr meglio chiarire il complesso problema delle agorai ateniesi, evidente come una serie non cospicua, ma significativa, di dati lasci intravedere una citt che nei primi secoli dellet del ferro appare parcellizzata in una serie di nuclei abitati con relativi spazi comuni. In sostanza lapproccio che in questa sede si intende seguire si fonda su quanto si va dimostrando per le poleis tardo-geometriche di Occidente (Megara Hyblaea e

te vicinanze dellAgora del Ceramico, quindi sostanzialmente nella stessa area: HLSCHER 2005, in partic. 221-222. Diversa lopinione di Robertson che mette in relazione lAfrodite Pandemos con la via processionale che dallarchaia agora - da lui collocata ad E - giunge sino allAcropoli: ROBERTSON 1998, 300, n. 80; cf. anche ROBERTSON 1992, 49-51 e ROBERTSON 2005, 72 e ss. Pi drastica la lettura dello stesso passo da parte di Kolb che attribuisce ad Arpocrazione, o alla sua fonte, una confusione o una ricostruzione paretimologica dellepiclesi della Pandemos: KOLB 1981, 20, n. 5; KOLB 1996, 269; KOLB 1999, 213. Per una schematica ma utile presentazione del dibattito sullarchaia agora e per una raccolta della bibliografia, non esaustiva ma su questo tema ora quasi impossibile tener conto di tutte le posizioni cf. HITZL 2003. 10 Il riferimento allagora presente sulla stele (IG I3, 244), principale documento per la localizzazione del demo nella parte N della citt, non stato ancora adeguatamente discusso. Sulliscrizione cf. RE IIIA1, s.v. Skambonidai [Honigmann], 434-435; JUDEICH 1931, 172173, n. 6. 11 Le iscrizioni riferiscono di una diatriba tra due rami del ghenos dei Salamini (quelli delle Sette Trib e quelli del Sounio). Nella prima delle due iscrizioni, databile al 363/2 a.C., il ghenos decide di dividere lagora in due parti mentre nella seconda, databile al 265/4 a.C., laccordo consiste nel mantenerla in comune. Sulle iscrizioni e in partic. sullAgora en Koile e sulla sua possibile localizzazione al Sunio cf. LAMBERT 1997, 96, n. 24 con ulteriori riferimenti bibliografici. Sui Salamini vedi ora anche BATINO 2003.

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Siracusa in particolare)12 e su alcune riflessioni sulla documentazione letteraria che potrebbero aprire prospettive storiche diverse da quelle che hanno come punto di partenza le citt gi definite di et arcaica e che, pertanto, sono viziate da un approccio teleologico. In et alto-arcaica la citt non appare come un organismo gi strutturato in tutte le sue parti, ma piuttosto ancora linsieme di clan aristocratici che si organizzano intorno ai propri spazi collettivi; in questa logica le agorai sono strettamente ancorate ai singoli gruppi aristocratici intorno ai quali si organizzano comunit pi ristrette allinterno della citt. Limportanza di alcuni di queste aree collettive pertanto rigorosamente legata alla forza che ciascuna compagine aristocratica gioca allinterno della comunit. Altra cosa lagora di piena et arcaica sulla quale siamo ben informati grazie alla ricca documentazione letteraria, epigrafica ed archeologica; essa ma siamo al termine del processo di formazione della citt non pi uno degli spazi di incontro di un gruppo legato ad un clan aristocratico, ma piuttosto il luogo dello scontro e, conseguentemente, della mediazione tra diversi gruppi che si contendono il potere dellintera comunit. Solo in questo momento lagora diviene meson politico della citt; la sua monumentalizzazione, con la costruzione delle principali sedi istituzionali e di rappresentazione, segna la conclusione di un lento processo identitario della polis di cui possiamo cogliere nella documentazione a nostra disposizione solo qualche traccia. Credo che anche ad Atene questo sviluppo si riesca a cogliere nel momento in cui una delle protoagorai di Atene quella alle pendici orientali dellAcropoli, con tutte le strutture monumentali che le fonti menzionano ad assumere il ruolo di spazio comunitario per eccellenza prima del suo trasferimento al Ceramico. La presenza di una serie di edifici, sui quali avremo modo di tornare nelle pagine successive, da questo punto di vista significativo13. infatti solo a partire da questo momento che si avverte

12 Significativo lesempio di Megara Hyblaea: cf. POLIGNAC 1999 le cui riflessioni devono

essere viste anche alla luce della recente pubblicazione di Megara 5, in partic. 303 e ss. (il santuario di NW) e 391 e ss. (lagora). Per Siracusa cf. VOZA 1999 e VOZA 2000. Un accenno a questi problemi in LONGO 2001, 341-342. Utile da questo punto di vista anche il confronto con lorganizzazione dellabitato della Roma protourbana: CARANDINI 1997, 430 e ss. 13 Non credo si possa essere daccordo con Hlscher quando sostiene che non necessariamente gli edifici ad E dellAcropoli debbano aver costituito unagora. In sostanza lo studioso non associa in maniera immediata lagora agli edifici pubblici, come ad esempio il pritaneo (questo sarebbe un postulato dellurbanistica classica), e allo stesso tempo non crede alla coesione topografica degli altri monumenti pubblici ricordati dalle fonti per i quali suggerisce una localizzazione dispersa nella parte orientale della citt: cf. HLSCHER 2005, 218-219. Stessa posizione sul rapporto pritaneo/agora anche in KENZLER 1997, 125-126 e KENZLER 1999, 294-296.

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archeologicamente un processo di trasformazione radicale, per cos dire, strutturale, rispetto al passato con una conseguente gerarchizzazione e specializzazione delle diverse aree collettive. Nella stessa ottica si pone pertanto anche la nascita o, se vogliamo, la formazione dellAgora del Ceramico. Non si tratta infatti di un evento improvviso, ma piuttosto il risultato di un fenomeno che si inserisce nel pi ampio e pi lento processo di trasformazione urbana della citt, nonch il frutto di cambiamenti politici e sociali che subiscono unaccelerazione nel corso del VI sec. a.C. La caratterizzazione di questa agora, cos come anche lespansione urbana, se da un lato il risultato di premesse gi poste dallo sviluppo storico, dallaltro sembra essere stata favorita dalla tirannide, una forma di potere che, nonostante si configuri come personale, favorisce di fatto il rafforzamento dellidea della comunit come sede del potere e dunque, quel processo di distinzione tra societ e Stato14. Non siamo certamente nelle condizioni di comprendere fino in fondo le motivazioni che hanno spinto i tiranni a trasferire il centro politico di Atene dal cuore stesso della citt arcaica alla nuova sede del Ceramico; possiamo tuttavia ipotizzare che questo trasferimento dell Agora di Teseo15, sia il frutto di una vera e propria strategia politica che ha come obiettivo quello di valorizzare uno spazio gi in passato sede di assemblee e probabilmente come abbiamo detto collegato ad un preciso clan aristocratico16. Tale soluzione appare pi logica rispetto a quella che si basa su motivazioni di tipo pratico non accettabili perch eccessivamente meccanicistiche e modernizzanti17. Ma quali sono i segni di questa repentina trasformazione dellarea alle pendici settentrionali dellAreopago in una nuova Agora? E cosa accade nello spazio alle pendici orientali dellAcropoli dove erano i pi importanti edifici a carattere pubblico della polis? A partire dal primo quarto del VI sec. a.C. alle pendici sud-occidentali del Kolonos Agoraios alcuni edifici sembrano delimitare unarea dalla forma triangolare lungo i cui margini nel tempo vengono sistemati tutti i monumenti pubblici e sacri che gradualmente monumentalizzeranno la piazza (Fig. 3). Innanzitutto segnaliamo nellangolo SW il complesso F-GH-I, di forma trapezoidale che, affiancando e integrando gli edifici C-D (un muro in opera poligonale recingeva le diverse strutture in un unico complesso monumentale) con ogni probabilit potrebbe aver avuto funzioni pubbliche, con la sfumatura che questa definizione ha ancora nella prima

14 MUSTI 1989, 242. 15 Su rapporto tra la vecchia agora e Teseo cf. in partic. LUCE 1998, 19. 16 Il tema, solo accennato anche in LONGO 2001, merita senza dubbio una discussione ed un

approfondimento che occorrer sviluppare in altra sede. 17 Per i riferimenti rinvio alla n. 1.

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Fig. 3 - Pianta dellAgora del Ceramico intorno al 520 a.C. (rielaborazione da CAMP 2005)

met del VI sec. a.C.18 Per le dimensioni, le caratteristiche planimetriche, gli elementi architettonici19 ed il contesto topografico, linsieme delle strutture potrebbe aver ospitato archeia non chiaramente precisabili, sebbene molti collochino nel complesso il prytanikon20, il quartier generale dei pri-

18 Cf. ad es. GRECO 1997b, 207 e ss. 19 Si tratta di due frammenti di antefisse con gorgoneia rinvenute nel pozzo H12:15 vicino

allEdificio F: cf. WINTER 1993, 223-224 con relativa bibliografia.


20 Leccezionalit del complesso monumentale sta nel rapporto stringente, architettonico e

planimetrico, con le architetture di potere dellet arcaica per cui cf. ad es. MARTIN 1951, 271, n. 2 (riferimento ai palazzi orientali); AMPOLO 1971; TORELLI 1981, 174-181; TORELLI 1983, 485 e ss.; TORELLI 1985, 21 e ss.; SCHEFFER 1990; HLSCHER 1991, 364 (riferimenti alla Regia del Foro Romano e ai complessi palaziali dellEtruria). Per lidentificazione del complesso come prytanikon: VANDERPOOL 1935; THOMPSON 1940, 40 e ss.; Agora XIV, 28; come casa di Pisistrato: ZSCHIETZSCHMANN 1964, 694; BOERSMA 1970, 16-17; SHEAR jr. 1978, 5-7; CAMP 1986, 45; STAHL 1987, 237-238; SHAPIRO 1989, 3 n. 17; SCHEFFER 1990, 188; SHEAR jr. 1994, 230-231; HOEPFNER 1999, 231-233; BATINO 2003, 129; QUEYRELL 2003, 57-58; CAMP 2005, 204; come struttura a carattere domestico e non pubblico: MILLER 1995, 224, n. 4; come officina o comunque come una struttura connessa ad attivit commerciali a carattere privato: BRONEER 1941, 128; BRONEER 1973, 445; KIDERLEN 1995, 27 e ss.; PAPADOPOULOS 2003, 296, n. 142; ad un edificio plurifunzionale pensa BRNER 1996, 36-48; alla casa di Aiakos

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tani che sacrificavano e consumavano i pasti in comune dal momento che il pritaneo, tenendo conto dellindicazione di Pausania, attestato altrove (PAUS. 1.18.3-4). Gli altri due edifici sono la Fontana Sud-Est21, in cui termina lacquedotto di Pisistrato che porta lacqua dallImetto, e lAltare dei Dodici Dei22 dedicato, come dice Tucidide (6.54.6-7), da Pisistrato il Giovane, figlio di Ippia e nipote dellomonimo tiranno, durante il suo arcontato nel 522/521 a.C.23 Il santuario, luogo di asilo per supplici, punto di partenza da cui misurare le distanze, come dice Erodoto (2.7.1-2) e come conferma uniscrizione della met del V sec. a.C. (IG I3, 1092bis)24, stato eliminato da Papadopoulos dal quadro topografico arcaico essendo ritenuto non in situ25; esso invece rivelatore del ruolo che questo spazio del Ceramico assume proprio nellet dei tiranni. Di grande importanza in questo contesto topografico inoltre la via delle Panatenee che, partendo dallAccademia, giunge allAcropoli passando per lAgora26. Forse nel secondo quarto del VI sec. a.C. potrebbe essere

OIKONOMIDES 1990. Il sistema delle pritanie, secondo Rhodes, sarebbe stato tuttavia introdotto solo a partire dalle riforme di Efialte: RHODES 1972, 17 e ss. Diversi gli studiosi che hanno avanzato lipotesi che lEdificio F fosse un pritaneo e non solo un prytanikos oikos: cf. AMPOLO 1971, 447; Agora XII, 28; AMPOLO 1973, 274; WHYCHERLEY 1978, 28-30; ANGIOLILLO 1992; ANGIOLILLO 1997, 11. La tesi di uno o anche pi spostamenti di un edificio cos fondamentale per la citt (dallAcropoli allAgora del Ceramico e alle pendici orientali dellAcropoli (CURTIUS 1868, 13 e ss.; HAGEMANN 1880; AMPOLO 1971, 447; AMPOLO 1973, 274; HARRIS-CLINE 1999, 318-319), non pu essere condivisa: dello stesso avviso GRECO - OSANNA 1999, 172; GRECO 2000, 225. 21 Si tratta di uno dei pochi edifici di cui non si discute la cronologia fissata intorno al terzo quarto del VI sec. a.C. Sulledificio cf. THOMPSON 1953, 31-67; TRAVLOS 1971, 204; Agora XIX, 197-200; ANGIOLILLO 1997, 17-19. Lidentificazione del monumento come lEnneakrounos che Pausania (1.14.1) vede nellAgora, ma che Erodoto (6.137) e Tucidide (2.15, 4-5) ricordano nella valle dellIlisso identificandola con la Kallirhoe, oggetto di un dibattito ancora aperto (gli studiosi tedeschi collocavano la fontana tra lAreopago e la Pnice: GRBER 1905; JUDEICH 1931, 193-201; DRPFELD 1939, 257-258). 22 CROSBY 1949; FRANCIS - VICKERS 1988, 143-144; GADBERY 1992; PAPADOPOULOS 2003, 296; ANGIOLILLO 1997, 22-24. Il monumento era stato datato inizialmente dalla Gadbery (cf. AJA 90, 1986, 194) alla fine del V secolo a.C., una datazione subito accolta da Francis e Vickers (FRANCIS - VICKERS 1988, 143-144). Nel contributo del 1992 la stessa Gadbery ha poi precisato che la cronologia del primo impianto (stratigrafia ed elementi architettonici) risale ad et arcaica: GADBERY 1992. 23 Cf. ARNUSCH 1995. 24 Si tratta verosimilmente dellomphalos di cui parla Pindaro (fr. 75 Snell, 3). 25 Cos PAPADOPOULOS 2003, 296. Laltare avrebbe subito la stessa sorte di altri altari spostati (quello del Metroon, quello di Zeus Agoraios e quello di Ares). Contro questo approccio troppo semplicistico cf. GRECO 2005, 20. 26 Il percorso, tuttavia, non stato ancora oggetto di studio e di ricerca in maniera sistematica. Sulla via delle Panatenee cf. in generale TRAVLOS 1971, 422-428.

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datato il tratto in prossimit dellEleusinion27 e quello presso langolo NW28; i saggi nellarea centrale e nel tratto tra la Stoa Basileion e la cd. Poikile sembrano invece fissare la cronologia del livello pi antico un secolo pi tardi29. Questi dati discordanti sono determinati da problemi di identificazione delle stratigrafie, e quindi di riconoscimento dei battuti stradali, o segnalano cambiamenti del percorso nellarea centrale dellAgora? Se davvero la chiusura dei pozzi presso lEleusinion e alcuni dei saggi a NW della piazza si riferiscono alla prima sistemazione delle via delle Panatenee, dovremmo conseguentemente pensare allesistenza di un percorso che attraversa in diagonale lAgora almeno dalla met del VI sec. a.C. Allinterno di uno spazio triangolare cos definito dobbiamo immaginare il dromos, generalmente identificato con lo stesso tratto dellAgora della via delle Panatenee30, ma che pi probabilmente va identificato in un apprestamento non molto dissimile da quello della seconda met del V sec. a.C. una vera e propria pista con relativa balbis riconosciuto negli scavi di Camp immediatamente ad E del Santuario dei Dodici Dei31. Molto problematico anche il grande recinto di forma rettangolare (allincirca 25 x 30 m.) collocato a SW dellAgora, ma quasi del tutto spogliato in et tardo-antica, identificato dagli scavatori americani come Eliea, il tribunale popolare fondato da Solone composto da 6000 giurati. La struttura stata datata anchessa in un ampio arco cronologico che va dalla met del VI fino alla prima met del V sec. a.C. stando alla revisione dello stesso autore dello scavo32. Lunico dato sul quale non si discute il suo perfetto orientamento con il complesso F, una constatazione che induce a pensare ad un impianto delledificio allincirca contemporaneo alle pi antiche strutture dellAgora del Ceramico. Lipotesi che lo identifica come sede dellEliea resta tuttora preferibile allidentificazione come Aiakeion sulla quale avremo modo di ritornare brevemente pi avanti33.
27 Agora XXXI, 26-27. 28 SHEAR jr. 1971, 122-124. 29 SHEAR jr. 1975, 362; CAMP 1996, 233. 30 Lo sicuramente dopo il IV sec. d.C. (HIM., Or. 3.12). Per Raubitschek il percorso indicato nelle iscrizioni arcaiche dellAcropoli piuttosto da individuare alle pendici meridionali: cf. RAUBITSCHEK 1992. 31 SHEAR jr. 1971, 363; CAMP 1986, 45-46; Agora Guide, 112-113. 32 Cf. THOMPSON 1954, 33-39 che data ledificio alla met del VI sec. a.C. sulla base di considerazioni relative alla chiusura dei pozzi e alle caratteristiche architettoniche e dei materiali; Agora XIV, 62-65 (inizio V sec. a.C. per lassociazione della ceramica e il profilo della cornice del muro); THOMPSON 1988, 201-202 (dopo le guerre persiane per la presenza di blocchi riutilizzati nelle fondazioni). 33 Linterpretazione come Eliea (la pubblicazione delledificio attesa in un prossimo volume dellAthenian Agora) tuttora sostenuta da J. Mck Camp che individua un terminus post quem per la sua costruzione al secondo quarto del VI sec. a.C.: cf. Agora XXVIII, 99103, in partic. 100. Per lidentificazione come Aiakeion: cf. STROUD 1998.

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Di particolare interesse sono le strutture obliterate dalla successiva Stoa34, identificate con un santuario di Zeus, Zeus Agoraios secondo alcuni35, Zeus Herkeios che sappiamo connesso con Apollo Patroos secondo altri36. Il tempietto fu realizzato immediatamente alle pendici occidentali del Kolonos dove probabilmente correva anche la prima sistemazione del canale di scolo delle acque, il Great Drain necessario a rendere praticabile unarea soggetta frequentemente ad impaludamenti37. Questo in sostanza lo spazio ai piedi del Kolonos Agoraios che, definito nellambito di quella pianificazione urbana che a ragione stata assegnata ai Pisistratidi38, e in particolare ad Ippia, non rappresenta solo una necessit urbanistica, ma riveste gi un significato politico destinato a maturare dopo i tiranni. Con la definizione del nuovo meson politico la pi antica agora mantiene nel tempo, come vedremo, la sua funzione simbolica pronta ad essere recuperata al momento opportuno nella successiva lotta politica. Collocata nel centro storico di Atene lAgora di Cecrope e di Teseo conserva i monumenti simbolo della citt come il pritaneo, il santuario dei Dioscuri e lAglaurion, edifici che Pausania (1.18.1-3) pu ancora vedere nel II sec. d.C. La funzione di alcuni di essi tuttavia passer, in forme anche diverse, nelle strutture e nei temene della nuova Agora: prytaneion/pritanikos oikos > Edificio F poi Tholos; Boukoleion-Basileion > Stoa Basileios; (e forse) Aglaurion > Leokorion39.

34 THOMPSON 1937, 8-21. 35 Per la stretta relazione tra Zeus Agoraios e Zeus Meilichios, Philios, Hikesios/Xenios e

soprattutto con Zeus Soter/Eleutherios cf. anche ROVISACH 1978. Per Zeus Agoraios ad Atene cf. anche MARTIN 1951, 178-180. 36 WELWEI 1992, 215; ANGIOLILLO 1992; ANGIOLILLO 1997, 21. Cf. ora anche CROMEY 2006. 37 THOMPSON 1937, 3-4; THOMPSON 1940, 111-114. Per la realizzazione del Great Drain stata anche proposta una cronologia nel V sec. a.C.: Agora Guide, 60; FRANCIS - VICKERS 1988, 155. I carotaggi condotti presso langolo NW dellagora inducono Ammerman a proporre una data per la bonifica dellarea genericamente nella seconda met del VI sec. a.C. la preferenza dello studioso americano per la parte finale del secolo, e pi precisamente con le riforme di Clistene del 508/7 a.C., la conseguenza di un ragionamento ideologico: cf. AMMERMAN 1996, in partic. 714. 38 Cf. MARTIN 1956, 270. La cronologia pisistratea dellAgora del Ceramico, gi sostenuta da G. Glotz (1925, 409), oggi accolta da diversi studiosi cf. supra n. 2. 39 Per la duplicazione Tholos > Pritaneo/Prytanikon e Stoa Basileios/Boukoleion cf: GRECO 1997a, 208; per la duplicazione Aglaurion > Leokorion cf. BATINO 2002, in partic. 77. Sullidentificazione del Leokorion, per cui cf. da ultimo VALDS GUA 2004, si torner pi avanti a proposito del Croassrod Sanctuary collocato a NW dellAgora.

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Fig. 4 - Pianta dellAgora di Atene in et tardo arcaica (510-480 a.C.): 1. Edificio F; 2 Vecchio Bouleuterion; 3. cd. Metroon (o Tempio di Apollo Patroos); 4. cd. Tempio di Apollo Patroos; 5; Santuario di Zeus; 6. Stoa Basileios; 7. Altare arcaico (cd. di Afrodite Urania); 8. Stoa cd. Poikile (o delle Erme); 9. Eschara; 10. Santuario dei 12 Dei; 11. Fontana SE; 12. Eliea (rielaborazione da CAMP 2005)

2. LAGORA DEL CERAMICO COME ESPRESSIONE DEL NUOVO SISTEMA DEMOCRATICO (510-480 A.C.)
Con la cacciata di Ippia nel 510 a.C. la piazza subisce un vero e proprio sviluppo monumentale ed architettonico (Fig. 4). A confermare questo dato sono i monumenti costruiti sul lato occidentale dellAgora sebbene nuove interpretazioni e nuove proposte cronologiche abbiano cercato di svalutarne il significato40. Occorre pertanto soffermarsi su alcuni di questi monumenti per ribadire invece il momento clistenico della definitiva acquisizione dellarea alle pendici del Kolonos come spazio agoraico. Il complesso F, che pone ancora in molti studiosi, il problema della funzione (edificio privato/edificio pubblico)41, assume probabilmente in que-

40 Per la bibliografia cf. n. 1. 41 Cf. ad es. MILLER 1995.

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sta nuova fase la funzione di prytanikos oikos. Contestualmente anche la sede dellarconte re, dove erano esposte le kyrbeis con le leggi soloniane ([ARIST.], Ath. 7.1)42, trova una nuova collocazione nellAgora del Ceramico. Ledificio, realizzato alle pendici nordoccidentali del Kolonos e noto come Stoa Basileios43 (PAUS. 1.3.1), non altro che una duplicazione del Boukoleion44 che, come ricaviamo direttamente e indirettamente dalle fonti45, era collocato nella Vecchia Agora accanto al Prytaneion46, allAnakeion47, al Theseion48, al Basileion49, allHorkomosion50, allEpilykeion51, al Thesmotheteion52, al Santuario della Fame53 e, soprattutto, allAglaurion54 la cui identificazione, grazie alla scoperta del Dontas della stele iscritta rinvenuta in situ in prossimit di una delle cavit rocciose delle pendici orientali dellAcropoli, ha un ruolo fondamentale nella ricostruzione della pi antica topografia di Atene55. Il Portico del Re, la cui cronologia ancora dibattuta, uno dei monumenti meglio conservati dellAgora del Ceramico. Lassenza della pubblicazione conclusiva non consente prese di posizione risolutive sebbene una serie di considerazioni e, soprattutto, la cronologia della ceramica proveniente dai livelli pavimentali sembrerebbero indicare una data di costruzione allo

42 Sul problema degli axones e delle kyrbeis di et soloniana: ROBERTSON 1986. Cf. anche

SHEAR jr. 1994, 240 e ss.


43 Sullo scavo delledificio cf. SHEAR jr. 1971, 241-260; SHEAR jr. 1975, 365-374. Cf. SHEAR jr.

1994, 236-241.
44 Il luogo dellunione tra la basilinna e Dioniso e sede dellarconte eponimo: [ARIST.], Ath.,

3.5. Cf. GRECO 2000, 208.


45 [ARIST.], Ath., 3.5; POLL., 8.111; SUID., s.v. archon. Sul Boukoleion anche ATH., 6.235c. 46 TH., 2.14.2: PLU., Thes., 24.3; PAUS., 1.18.3. 47 Il santuario dei Dioscuri: [ARIST.], Ath., 3.5; PLU., Thes., 32.7; PAUS., 1.18.1. 48 PLU., Thes., 27.4; PAUS., 1.17.2. 49 La sede dove si riuniscono i philobasileis, i re delle trib: POLL., 8.11. 50 PLU., Thes., 27.4. 51 [ARIST.], Ath., 3.5. 52 [ARIST.], Ath., 3.5. 53 ZEN., 4.93. cf. anche MILLER 1978, 173, testo 219. 54 [ARIST.], Ath., 3.5; PAUS., 1.18.2. 55 Cf. DONTAS 1983. La stele, rinvenuta non lontano dalla propria base, un decreto delle-

poca di Antigono Gonata in onore di Timokrite, sacerdotessa di Aglauro. Il decreto si chiude con una clausola piuttosto comune che specifica il luogo nel quale deve essere collocata la stele, in questo caso nel santuario di Aglauro. La straordinaria importanza del rinvenimento stata segnalata in numerosi articoli: da ultimo cf. GRECO 2004. Diversamente BESCHI 1994, 499. In passato il santuario era collocato alle pendici occidentali dellAcropoli e precisamente a NE o a SE (cf. in proposito anche ERWIN 1958).

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Fig. 5 - Planimetria del Vecchio Bouleuterion e del cd. Metroon (da SHEAR jr. 1995)

scorcio del VI sec. a.C.56. Resta senza dubbio problematica la presenza di alcuni elementi architettonici pi antichi recuperati nellarea del portico, ma comunque non in situ57. Il reimpiego di elementi architettonici nelle fondazioni e lindividuazione di livelli di lavorazione del materiale in poros con ceramica databile allinizio del V sec. a.C. attestano un totale rifacimento delledificio, probabilmente successivo al sacco persiano58, piuttosto che documentare la realizzazione del primo impianto, da Thompson addirittura messo in stretta relazione alle riforme di Efialte59. In attesa della pubblicazione definitiva del monumento60, non resta che prestare fiducia a

56 Datato inizialmente alla met del VI sec. a.C. (cf. SHEAR jr. 1971, 249-250 cos ancora in

SHEAR jr. 1978, 7 e ss.) stato successivamente assegnato dallo stesso autore dello scavo sulla base di un pi attento esame dei frammenti ceramici alla fine del VI sec. a.C. (cf. SHEAR jr. 1994, 239: The incidence of early wares is once again strikingly high, but the 20 latest pieces bring the lower limit of the assemblage to ca. 500 B.C., and no later). Accolgono una cronologia ancora nellet dei tiranni Whycherley e Thompson in Agora XIV, 84; AMPOLO 1973; YOUNG 1980, 157-161; ANGIOLILLO 1997, 15 e ss. Non accettabile la cronologia bassa proposta da THOMPSON 1988, 202. 57 SHEAR jr. 1971, 248-251. 58 SHEAR jr 1975, 365-370. 59 Cos THOMPSON 1981, 346, n. 17; cf. anche THOMPSON 1988, 202-203. 60 La pubblicazione stata annunciata in SHEAR jr. 1994, 247, n. 55.

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Fig. 6 - Frammento di perirrhanterion iscritto dallarea del Vecchio Bouleuterion (da THOMPSON 1940)

quanto sostenuto da Shear jr. relativamente alla cronologia dei piani pavimentali e assegnare ledificio alla fine del VI sec. a.C. Non conosciamo larchitettura del Boukoleion e, dunque, non possibile dire quali fossero le differenze tra i due edifici forse dalle funzioni simili , luno ad E dellAcropoli, laltro nellAgora del Ceramico. tuttavia certo che la nuova sede dellarconte re adotta il portico, una tipologia architettonica dalla forte valenza pubblica, che ben si prestava ad esporre le antiche leggi della citt, collocate nel portico di fronte al Lithos ([ARIST.], Ath. 7.1; POLL. 8.6), in un contesto politico profondamente mutato rispetto al passato. Se il tipo della stoa non per questo periodo nuovo, soprattutto in spazi non santuariali (nelle agorai lesempio pi antico attestato in Occidente a Megara Iblea61) senza dubbio lo per la funzione che essa assume62. Tra i monumenti pi significativi del nuovo ordine politico-amministrativo lantico Bouleuterion (Fig. 5), dalle cui vicinanze proviene il frammento di perirrhanterion iscritto (Fig. 6) databile alla fine del VI sec. a.C.63 Sede del Consiglio dei Cinquecento ed elemento chiave della costituzione clistenica, ledificio stato in pi di unoccasione, anche di recente, messo in rapporto con le riforme di Efialte del 462 a.C.64 Tale datazione, applicata anche alla Stoa Basileios, alla Tholos e alla Pnice, e seguita da

61 Cf. ora Megara 5, 432-435. 62 La Stoa Basileios, oltre ad essere la sede dellarconte re, ospit eccezionalmente anche il

Consiglio dellAreopago come deduciamo da Demostene (XXV.23). 63 THOMPSON 1940, 142 e ss. 64 THOMPSON 1981, 345-346, n. 17; THOMPSON 1988, 200 (la datazione fornita sulla base dei blocchi di reimpiego e delle tracce di bruciato attribuiti al sacco persiano). Diversa la posizione dellarcheologo americano (attribuzione a Clistene) nelle precedenti pubblicazioni: THOMPSON 1937, 134 e THOMPSON 1940, 143.

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coloro che sostengono la cronologia bassa dellAgora del Ceramico, il frutto di una riflessione che Thompson matur verosimilmente dopo la lettura del volume di Rhodes sulla Boul ateniese65. Ruolo politico e cultuale di grande interesse in questa fase riveste anche il culto di Apollo Patroos che Pausania ricorda vicino alla Stoa di Zeus Eleutherios. Il tempio del culto del padre degli Ioni, la cui funzione nella registrazione dei cittadini appare di particolare significato politico ed amministrativo, era stato riconosciuto dagli archeologi americani in una piccola struttura absidata, ricostruita come un tempio pur in assenza di resti consistenti, messa fuori uso alla fine dellet arcaica, probabilmente in occasione delloccupazione persiana. Il piccolo tratto curvilineo del muro di fondazione delledificio fu rinvenuto al di sotto di unaltra struttura del IV sec. a.C. Levanescenza dei dati archeologici, le contraddizioni messe in evidenza da Hedrick nel riesaminare il culto di Apollo nellAgora66, il salto cronologico e lassenza di una necessaria continuit cultuale tra la struttura absidata arcaica e il piccolo tempio del IV sec. a.C. hanno di recente indotto Lippolis a riconoscere il culto di Apollo nel tempietto arcaico subito a S, prossimo al primo Bouleuterion ed immediatamente al di sotto del vano settentrionale del complesso ellenistico del Metroon che in parte ne eredita le funzioni in et ellenistica67. La recente lettura, che riprende una vecchia ipotesi di Drpfeld68, sostanzialmente da accogliere69 dal momento che non solo risolve il problema del gap cronologico, in palese contraddizione con tutta una serie di elementi che dimostrerebbero una continuit di culto, ma anche coerente con il rinvenimento della statua colossale di Apollo, opera di Euphranor, recuperata dagli archeologi greci allinizio del secolo scorso proprio nellambiente settentrionale del Metroon ellenistico; nello stesso vano, alcuni decenni pi tardi, gli archeologi americani avrebbero recuperato anche due omphaloi70. La definizione e la funzione dellarea come Agora si consolida allo scorcio del VI sec. a.C. con i marcatori di confine, gli horoi recuperati in situ (Fig. 7), non lontano dal Bouleuterion e dallEdificio F, nel punto in cui gli assi stradali confluivano nella piazza sebbene anche in questo caso Papadopoulos abbia proposto di datare gli horoi agli anni successivi al 480 a.C.71. Alla riforma di Clistene o a quella di Efialte generalmente assegnato

65 RHODES 1981, 317. 66 HEDRICK 1988. Cf. ora CROMEY 2006, 65 e ss. 67 LIPPOLIS 1998-2000, 142-178. 68 DRPFELD 1939, 216-220. 69 Di opinione diversa DI CESARE 2006. 70 THOMPSON 1937, 172, fig. 101; DRPFELD 1939, 215. 71 PAPADOPOULOS 2003, 289. Sugli horoi dellAgora oltre a SHEAR 1939, 205-206 cf. RITCHIE

1985, TA 2-4, 15-31 e 713 e ss.; Agora XIX, 27, H25-27. Cf. anche DAVERIO ROCCHI 1980-81.

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Fig. 7 - Gli horoi dellAgora (da Agora XIX)

anche lapprestamento della sede dellekklesia72. Ledificio, concepito sulla bipolarit oratore-assemblea, sostanzialmente mantenuta anche nelle trasformazioni successive, rappresenta un aspetto cos peculiare di Atene che non si trasformer mai in un tipo architettonico. Nel mondo greco occidentale le ekklesiai si riunivano in edifici dalla caratteristica forma circolare, ben diversa dalla Pnice, forse anche perch i monumenti sopra citati potevano prestarsi ad altre tipi di manifestazioni73. In ogni caso qualsiasi associazione tra tipologia della struttura architettonica e funzione, in assenza di documenti certi, non pu che trasformarsi in puro esercizio intellettuale, a maggior ragione quando certi confronti sono distanti per cronologia e per contesto sociale e politico. Nei decenni successivi alla riforma di Clistene dunque sembra di poter scorgere nellAgora del Ceramico una deliberata volont di appropriazione da parte della democrazia ateniese di quelli che erano stati gli spazi della tirannide, spazi ora ridisegnati in funzione delle nuove regole politiche. Stessa considerazione possibile riscontrare anche per la festa delle

72 THOMPSON 1988, 201. 73 Si pensi ad es. a Metaponto, ad Agrigento e a Poseidonia. Per alcune riflessioni e rinvii bibliografici cf. GRECO 2000a, in partic. 154-155.

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Panatenee che tra la fine del VI e linizio del V sec. a.C. diviene lelemento che, anche dal punto di vista topografico, lega la tirannide al nuovo ordine democratico74. Durante le feste, allingresso dellAgora e lungo il percorso della processione, viene ucciso Ipparco; sempre lungo la stessa via, non lontano dallAccademia, i tirannicidi vengono sepolti come eroi; nellorchestra, infine, certamente non lontano dal luogo dellassassinio, viene collocato il gruppo statuario in bronzo, opera di Antenore, il primo monumento pubblico dellAgora, monumento n religioso n funerario quanto piuttosto politico75 (PAUS., 1.29.15). LAgora clistenica si presenta in sintesi come la rappresentazione architettonica o, se vogliamo, la concretizzazione monumentale di un nuovo progetto politico che allo stesso tempo in continuit topografica con il passato.

3. LO SVILUPPO DELLAGORA NEL V SEC. A.C.: DALLET CIMONIANA ALLINIZIO DELLA GUERRA DEL PELOPONNESO
Segni inequivocabili di una ristrutturazione complessiva della piazza sono riferibili agli anni successivi alle guerre persiane e, in particolare, alla politica edilizia di Cimone la cui attivit sembra concentrarsi essenzialmente nellangolo nord-occidentale destinato alle celebrazioni dei Filaidi. Ciononostante un monumento importante ascrivibile alla politica cimoniana costituito dalla Tholos realizzata sul lato occidentale in sostituzione del complesso F-G-H-I76. Si tratta di un monumento datato da Thompson tra il 470 e il 460 a.C. sulla base delle antefisse ad esso relative e della ceramica rinvenuta in una fossa di scarico contemporanea alla costruzione77. Ledificio presenta una forma nuova nel panorama architettonico ateniese, spesso messo in diretto rapporto con il trionfo della democrazia78. Particolare, la copertura costituita da tegole triangolari disposte lungo i bordi e romboidali nella restante parte, mentre al centro Thompson e

74 Il tentativo di abbassare la cronologia dei monumenti dellagora alla nascita del regime democratico (per i rif. bibliografici cf. n. 2) spesso il risultato di ragionamenti ideologici il pi delle volte fuorvianti. 75 HLSCHER 1997, 208. 76 Sulledificio cf. THOMPSON 1940, 44-103; TRAVLOS 1971, 557-559; Agora XIV, 41-47. Oltre alla Tholos in questi anni si provvede a ristrutturare il Bouleuterion e la Stoa Basileios. 77 Cf. THOMPSON 1940, 126 e ss. 78 Cf. ora DI CESARE 2004.

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Martin hanno pensato ad una copertura in metallo79. Per una serie di aspetti, ampiamente discussi, ledificio, per il quale attestato nei documenti epigrafici e nelle fonti letterarie il nome di Skias80, con la sua caratteristica forma e la sua peculiare copertura, stato inserito nellorizzonte politico filolacone dellAtene degli anni Sessanta del V sec. a.C.81 Tale orizzonte politico, cronologicamente coerente con i dati archeologici relativi alla costruzione della Tholos82, sarebbe in questo caso sottolineato dalla ripresa o perlomeno dalla citazione di un modello, la Skias, edificio circolare presente nellagora di Sparta. A Cimone si deve la riqualificazione dello spazio pubblico dove lo stratega far piantare platani (PLU., Cim. 13.7) e dove far collocare, allangolo nord-occidentale, le erme celebrative della battaglia di Eione del 475 a.C. (PLU., Cim. 7.4)83. Tutto il lato settentrionale dellAgora, forse gi parzialmente monumentalizzato, interessato da un intervento direttamente messo in relazione con il Filaide. Alla vittoria in Tracia legata la Stoa delle Erme che una serie di dati archeologici e letterari concorrono a collocare non lontano dallhypparcheion. Connesso con le esibizioni ippiche questultimo edificio sede della cavalleria che come stato ipotizzato fu lo stesso Cimone a riformare ponendo in tal modo le basi per la creazione di quella che stata definita la cavalleria ateniese imperiale84. Ben noti sono daltra parte i legami tra i Filaidi e la cavalleria85 e non certamente un caso che come sostenuto dopo la riforma uno dei primi tre nomi di ipparchi conservati sia proprio quel Laikedaimonios, figlio di Cimone che, insieme agli altri ipparchi, forse nel 446 a.C., dedica presso i Propilei dellAcropoli due gruppi bronzei (PAUS., 1.22.4)86. N lhypparcheion n la Stoa delle Erme sono stati individuati nonostante lintensa attivit di scavo di questi ultimi anni della Scuola Americana. Alcune proposte sono state tuttavia avanzate per lidentificazione della Stoa, portico che alcuni hanno

79 THOMPSON 1940, 65-73; MARTIN 1942-43, 355-356. Diversi sono stati i tentativi erme-

neutici che hanno cercato di spiegare la tipologia delledificio: imitazione di una tenda lasciata dai persiani, rapporto con lisonomia, parasole cultuale e cos via. Per i riferimenti bibliografici e la discussione sul problema della copertura si rinvia a DI CESARE 2004, in partic. 52-53. 80 La raccolta di tutte le fonti in Agora III, 179 e ss. 81 DI CESARE 2004. 82 Anche questo edificio stato trascinato al momento della riforma politica di Efialte: THOMPSON 1988, 201. 83 Cf. DI CESARE 2001, in partic. 21. 84 BUGH 1988; SPENCE 1993, 12-13. Cf. inoltre MONACO 2004, 34. 85 PLU., Cim., 5. Cf. SPENCE 1993, 292, 301, n. 86. 86 Cf. MONACO 2004, 34 ma si veda anche BESCHI 1967-68, 528.

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anche voluto riconoscere nella Stoa di Zeus, nella Poikile o nella Basileios87. Pi di recente Di Cesare, convincentemente, ha proposto di identificare la Stoa delle Erme nelledificio noto come Stoa Poikile per motivate ragioni di carattere topografico che avevano consentito gi in passato di ricostruire questo settore allAgora (Travlos, Beschi)88, ma anche di carattere cronologico dal momento che, se la Stoa delle Erme una costruzione di et cimoniana, cos come il portico in esame messo in luce dagli Americani (la cronologia della ceramica delle fondazioni assegnata agli anni 475-460 a.C.), la Stoa Poikile, solo fatta dipingere da Cimone, legata al nome di Peisianatte personaggio generalmente identificato con il cognato di Cimone. Tale identificazione sarebbe da riconsiderare se fosse vera linformazione di uno scolio di Elio Aristide89 nel quale si menziona lesistenza del portico gi sotto larcontato di Fenippo, dunque nel 490/489 a.C. Il Peisianatte della Stoa dunque non andrebbe identificato con il cognato di Cimone, ma con un personaggio della famiglia degli Alcmeonidi vissuto tra la fine del VI e linizio del V sec. a.C. L evergetismo di questo personaggio in tal caso ben si inquadrerebbe in quel clima politico, ancora decisamente aristocratico, compreso tra Clistene e le riforme della democrazia radicale di Efialte in cui sono ancora forti gli intrecci fra pubblico e privato90. La messa in valore dello scolio consentirebbe tra laltro di recuperare anche linformazione di Eschine (3.186) sulla pretesa di Milziade di inserire il suo nome sul dipinto allinterno della Stoa che lo raffigurava nella battaglia di Maratona91; se tale ricostruzione cogliesse nel vero questa informazione non costituirebbe un anacronismo (lepisodio stato attribuito a Cimone o alla sua cerchia)92, ma dimostrerebbe lesistenza di pitture con scene della maratonomachia gi negli anni immediatamente successivi alla battaglia del 490 a.C. Al termine delle guerre persiane Cimone il responsabile della costruzione, del restauro e dellabbellimento di molti dei monumenti pubblici, la maggior parte dei quali non realizzata sulla rocca sacra dove lattivit edilizia sarebbe stata in parte condizionata dal giuramento di Platea93. Tra i monumenti cimoniani ricordiamo le pitture di Mikon, Polignoto e

87 Per i riferimenti bibliografici specifici si rinvia a DI CESARE 2001. 88 TRAVLOS 1988, 25 e BESCHI 1994, 505-506. 89 Tett. Hyp Milt. 13-16 per cui cf. DI CESARE 2002. Di recente A. Matthaiou (citato in CAMP

2001, 26) ha ipotizzato lidentificazione con la Stoa delle Erme (ma cf. anche BESCHI 1994, 506). Lidentificazione stata tuttavia ampiamente sviluppata in DI CESARE 2001. 90 Cf. DE ANGELIS 1996, 130 e ss. 91 Cf. DE ANGELIS 1996, 156 e ss. Da ultimo sulle pitture cf. STANSBURY-ODONNELL 2005. 92 DE ANGELIS 1996, 156-157. 93 Anche se sostanzialmente accolta dalla grande maggioranza degli studiosi la veridicit del giuramento di Platea tuttora oggetto di discussione: cf., tra gli altri, BOERSMA 1970, 43-44. Per lautenticit cf. SIEWERT 1972; KREUTZ 2001. Di diversa opinione PRANDI 1978.

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Panainos inserite nella forse pre-esistente Stoa di Peisianatte nellAgora del Ceramico; si tratta di pitture che probabilmente riprendono temi di precedenti dipinti che, ora riproposti da Cimone, mirano a legittimare politicamente il figlio di Milziade come diretto erede delleroe di Maratona e come nuovo simbolo dellattacco militare alla potenza persiana. Sotto il profilo ideologico la riproposizione dei dipinti, forse distrutti dai Persiani come gran parte dei monumenti della citt, non doveva dunque apparire diversa dalla realizzazione del secondo gruppo dei tirannicidi di Kritios e Nesiotes, replica del gruppo portato via dai barbari. Le nuove sculture, cos come le nuove pitture di et cimoniana, avrebbero costituito i nuovi simboli della libert contro la scampata tirannide persiana. LAgora del Ceramico in questo periodo sempre pi lo specchio del nuovo ordine democratico ed il luogo in cui si esprime la dialettica politica, sebbene sempre secondo una logica profondamente aristocratica; questa si traduce in un attento programma edilizio ed ideologico che investe anche il pi antico spazio pubblico, vale a dire lAgora di Cecrope, come definita da Melanzio (PLU., Cim., 7.38-39), poeta della cerchia di Cimone94. Figura principale dellantica Agora Teseo per lo stretto legame che leroe ha con le pi antiche istituzioni ateniesi e per la presenza dellheroon dellecista95. Nel recinto del Theseion, pre-esistente al 475 a.C. come stato pi volte ribadito96 nel cuore pre-clistenico, ma anche pre-pisitratide della citt, Cimone collocher le ossa delleroe (PAUS. 1.17.6)97 che lo stesso stratega aveva trasportato ad Atene dopo loccupazione di Sciro. Tale operazione da un lato mirava a giustificare la politica imperialista dello stratega, dallaltro a rappresentare il forte legame tra i Filaidi e leroe ateniese (gi in parte espresso nelle pitture della Poikile: PAUS. 1.15.3) se non proprio a far apparire lo stesso Cimone come un nuovo Teseo98. Lheroon sar in questa occasione risistemato ed abbellito con le pitture di Mikon che, sempre nella Palaia Agora, insieme a Polignoto, aveva decorato anche

94 La testimonianza (Kekropia Agora), valorizzata da N. Robertson (1992, 47-48; 1998),

ritenuta da Kolb solo una metafora poetica: das Adjektiv kekropisch ist nur eine poetische Variante fr athenisch : KOLB 1999, 213. 95 LUCE 1998. GRECO 1997a, 212 e ss. 96 LUCE 1998, 12; ROBERTSON 1998. Cos anche GRECO 1997a, 210 e GRECO 2000, 225; GRECO 2004. Cf. anche SHAPIRO 1989, 143-149; ANGIOLILLO 1997, 73-74. Il monumento viene attribuito a Cimone da parte della Harris-Cline che evidentemente sottovaluta la testimonianza dellAthenaion Politeia: HARRIS-CLINE 1999, 314. 97 Diversamente Plutarco attribuisce ledificio allo stesso Teseo: PLU., Thes., 24.3. 98 Sullidentificazione Teseo-Cimone/Filaide: cf. BARRON 1980, 2; GARLAND 1992, 82 e ss.; DE ANGELIS 1996, 119-171; CRUCIANI - FIORINI 1998, 27 e ss.; LUCE 1998, 1; CALAME 1990, 416 e ss.; ETIENNE 2003, 69.

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Fig. 7 - Pianta dellAgora alla fine del V sec. a.C.: 1 Strategheion; 2 Tholos; 3. Nuovo Bouleuterion; 4. Vecchio Bouleuterion (Metroon); 5. Hephaisteion; 6. Banchine alle pendici del Kolonos Agoraios; 7. Stoa di Zeus Eleutherios; 8. Stoa Basileios; 9. Altare arcaico (cd. di Afrodite Urania); 10 Stoa cd. Poikile (o delle Erme); 11; Crossroad Sanctuary (cd. Leokorion); 12 Santuario dei 12 Dei; 13. Eschara; 14. Edificio A; Edificio B; 16. Zecca; 17. Fontana Sud-Est; 18. Stoa Sud; 19. Eliea; 20; Base del Monumento degli Eroi Eponimi (I fase); 21. Abaton Triangolare; 22. Prigione (rielaborazione da CAMP 1986)

lAnakeion99. La legittimazione politica di Cimone passa dunque anche attraverso la volont di richiamarsi alle origini di Atene, radici non solo mitiche (Teseo), ma anche topografiche (la pi antica agora). Operazioni di questo tipo non erano certo una novit se si pensa a Temistocle e alla decisione di dedicare un tempio ad Artemis Aristoboule che, come racconta Plutarco (Them. 22.1-2), fu costruito nel demo di Melite accanto alla casa dello stratega. Il santuario stato riconosciuto nel tempietto messo in luce nel quartiere Thission, a W dellHephaisteion, grazie ad una stele con dedica ad Artemis; allinterno del modesto tempietto doveva essere collocata ci informa sempre Plutarco una statua ritratto dello stesso Temistocle100. Una Artemis Boulaia, epiteto al
99 PAUS. 1.18.1; HARP., s.v. Polignoto; PHOT., s.v. Polignotou lagos. 100 Cf. TRHEPSIADIS - VANDERPOOL 1964; TRAVLOS 1971, 121-123; PICCIRILLI 1981, 141 e n. 3 con bibliografia; GARLAND 1992, 75 e ss. Contro lidentificazione oramai comunemente accolta: cf. AMANDRY 1968.

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quale lAristoboule evidentemente si richiama, era anche nellAgora accanto al Bouleuterion101. Liniziativa di Cimone, per certi aspetti, sembrerebbe quasi porsi in contrapposizione rispetto a quella del suo predecessore ostracizzato nel 471/0 a.C. A Temistocle che, guidato da Artemide ottima consigliera, dopo Salamina rifiuta di inseguire i Persiani nello scontro in mare, si contrappone Cimone che, dopo la vittoria di Maratona conseguita dal padre Milziade, si fa promotore dello scontro frontale con i barbari orientali divenendo punto di riferimento dellalleanza con Sparta e della politica di controllo dellEgeo. Forse non un caso che il santuario del demo di Melite venga abbandonato poco dopo la costruzione102. Pi problematico il caso dellHephaisteion per la tematica decorativa delle sculture che raffigurano le imprese di Eracle e Teseo, eroi rispettivamente del Peloponneso e dellAttica, il tempio sembra ancora riferibile almeno nella sua fase iniziale o comunque almeno a livello di progetto alla cerchia cimoniana. Molti sono tuttavia gli aspetti che il tempio condivide con il Partenone come i rapporti proporzionali, la costruzione della cella con il colonnato ad U a doppio ordine e il fregio che corre lungo la cella stessa nonch i rimandi allarchitettura ionica. Ledificio, forse non casualmente, verr portato a termine solo dopo la morte di Pericle nellambito di una ripresa della politica oligarchica103. Si sempre detto che con lavvio della politica monumentale e ideologica di Pericle sullAcropoli, nuovo punto di riferimento, pi o meno condiviso, di tutte le citt alleate, lattivit edilizia nellAgora appare limitata a pochi interventi che, in ogni caso, non hanno suscitato linteresse degli studiosi; questi hanno infatti concentrato la loro attenzione quasi esclusivamente sul programma pericleo dellAcropoli (Fig. 8). Scarsamente indagata ad esempio la Stoa di Zeus Eleutherios, impiantata nella stessa area dove sorgeva il piccolo santuario di Zeus distrutto, come generalmente sostenuto, durante il sacco persiano. Il confronto tra la Stoa e i Propilei di Mnesicle (associazione degli ordini architettonici in uno stesso ambiente, metope lisce del fregio dorico, contrasto cromatico nei materiali impiegati) sembra avvalorare lipotesi che inserisce questo edificio, almeno a livello progettuale104, ancora tra gli Erga Perikleous bench non esplicitamente citato dalle fonti; esso infatti potrebbe essere identificato con uno dei portici fatti costruire da Pericle ricordati da

101 Agora III, 55, n 118. Cf. PICCIRILLI 1981, 145. 102 Il tempietto fu poi ristrutturato verso la fine del IV sec. a.C.: SEG XXII.116.5. 103 SullHephaisteion: cf. TRAVLOS 1971, 261-273; BESCHI 1979, 576-579; CORSO 1986, 104 e

ss. e BESCHI 1994. Una sintesi e una ampia raccolta bibliografica sul monumento in CRUCIANI - FIORINI 1998, 17-76. 104 La ceramica rinvenuta in fondazione fornisce un terminus post quem per la costruzione al terzo quarto del V sec. a.C.: THOMPSON 1937, 47 e ss.

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Plutarco in un passo della vita di Aristide (PLU., Arist. 25)105. Realizzato in funzione antipersiana per il clima politico di quegli anni ledificio assunse ben presto una valenza propagandistica antispartana106; non a caso accanto alla statua di Zeus Eleuthereus, collocata innanzi alla Stoa, poco pi tardi verranno collocate le statue del re cipriota Evagora e di Conone vittorioso con la flotta persiana contro i Peloponnesiaci a Cnido nel 394 a.C. (PAUS., 1.3.2). Allo stesso periodo assegnato anche il primo Monumento degli Eroi Eponimi riconosciuto nelle fondazioni, databili agli anni Trenta del V sec. a.C. collocate nellangolo sud-occidentale dellAgora107. Lesistenza di questo monumento, che precede la base realizzata di fronte al Metroon nel IV sec. a.C., accertato da alcuni riferimenti di Aristofane (Av., 977-980; Pax, 11831184). La realizzazione della base con le statue che celebra gli eroi eponimi rientra in quellatteggiamento della politica periclea che tende a rafforzare lunit delle trib, come dei demi, nei confronti di Atene. I dieci eroi, insieme ai Dodici Dei, non a caso sono rappresentati sul fregio orientale del Partenone che appare come un riflesso del sistema cultuale del centro politico dellAgora108. Stesso comportamento si riscontra nel trasferimento ad Atene di una serie di culti tra i quali il pi noto quello di Afrodite Urania, derivazione urbana del santuario del demo di Atmon, collocato non lontano dallHephaisteion e per il quale Fidia realizzer una statua in marmo pario. La sua collocazione allinterno dellAgora alquanto problematica. Gli archeologi americani hanno riconosciuto il culto nellaltare arcaico messo in luce ai piedi del Kolonos Agoraios vicino alla Stoa Basileios (Fig. 9) anche se si sono volute riconoscere le tracce nei materiali, che si caratterizzano per la forte connotazione ctonia, rinvenuti in un pozzo (G5:3) scavato nel 1939 sulla collina dellAgora109 (Fig. 8). In realt molti dei materiali provenienti dallaltare arcaico, pur non cos decisivi per la localizzazione del santuario, rinviano comunque ad un culto di Afrodite; di particolare interesse il rilievo che raffigura una fanciulla accanto ad una scala e che Edwards identifica con Afrodite Urania110.
105 La pubblicazione del monumento in THOMPSON 1937. Cf. TRAVLOS 1971, 527-533; CORSO

1986, 111 e ss. 106 ROVISACH 1978. 107 SHEAR jr. 1970. 108 Cf. anche BESCHI 2002, 14. 109 Sullaltare nella zona NE dellAgora cf. SHEAR jr. 1984, 24-33. Lidentificazione stata generalmente accolta nelle guide e nelle sintesi generali sullAgora del Ceramico. Contra Osanna che identifica questo altare con quello di Hermes Agoraios: cf. OSANNA 1992. Sul pozzo del Kolonos Agoraios e sul cd. tempio cf. SHEAR 1939, 238-239; TRAVLOS 1949, 391392; TRAVLOS 1971, 79-80; OSANNA 1988-89, 81 e 89-90. Lidentificazione delle tracce del tempio (si sarebbe trattato di un tempio dorico con scalinata) nel taglio N della roccia del Kolonos Agoraios, cos come sostenuto da Travlos, da escludere: TRAVLOS 1949, 391-392. Per linterpretazione come scala di accesso alla collina: cf. POUNDER 1983, 242. 110 EDWARDS 1984.

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Fig. 9 - Langolo nord-occidentale dellAgora con lubicazione dellaltare arcaico (da CAMP 1996)

negli anni della Guerra Archidamica che si procede invece alla monumentalizzazione del settore meridionale dellAgora con la costruzione della Stoa Sud; anche se le sue funzioni non sono certe una serie di considerazioni lasciano ipotizzare che la struttura ospitasse i magistrati che regolavano le transazioni commerciali. Riteniamo infatti che ledificio possa essere messo in rapporto, gi in questa fase, con la grande struttura ipetra a SW della piazza (la cd. Eliea), un rapporto topografico che sar ulteriormente sancito dalla costruzione in et ellenistica dellintero complesso della Piazza Sud. Il monumento presenta notevoli problemi di datazione e di identificazione in assenza di elementi archeologicamente chiari. Ledificio costituito da un semplice recinto in blocchi di poros di fabbrica eginetica disposti in opera pseudo-isodoma su pi assise. La datazione nella letteratura archeologica oscilla tra la met del VI e la met del V sec. a.C. ed trascinata in alto o in basso dagli studiosi a seconda delle diverse ricostruzioni storico-topografiche. La chiusura di alcuni pozzi e alcuni rapporti stratigrafici inducono a fissare un terminus post quem per le strutture nel secondo quarto del VI sec. a.C. Lidentificazione del recinto con lEliea non daltra parte certa dal momento che n la documentazione archeologica n

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quella letteraria offrono elementi significativi. Le dimensioni, compatibili con la necessit di avere un ampio spazio per lo svolgimento del pi grande tribunale di Atene111 (fino a 1500 persone), e il confronto con altri complessi con funzione giudiziaria rinvenuti sul lato orientale della stessa piazza, hanno senza dubbio orientato lidentificazione. Pi recentemente Stroud ha proposto di identificare il recinto con lAiakeion, il temenos di cui parlano Erodoto (5.89) ed Esichio (s.v. Aiakeion); in questo recinto, come sappiamo dalla legge granaria del 374/3 a.C., era stipato il grano proveniente da Lemno e Imbro112, dopo essere giunto al porto del Pireo, il porto che nel V sec. a.C., grazie al progetto di Ippodamo, era stato interessato da un innovativo processo di trasformazione urbana, fondamentale premessa alla realizzazione dellambizioso programma imperialistico dellAtene di Pericle.

4. LAGORA DALLA GUERRA ARCHIDAMICA ALLA VIGILIA DELLA SPEDIZIONE IN SICILIA


Gli eventi della guerra con Sparta si riflettono anche nellAgora parzialmente occupata ad E, almeno a partire dalla fine del V sec. a.C., da una serie di strutture private e da botteghe che forse possono essere messe in relazione alle conseguenze della Guerra del Peloponneso quando tutti gli spazi della citt, come riferisce Tucidide, vengono occupati dai rifugiati (TH. 2.17.1). Solo alla fine della guerra, a partire dalla fine del V sec. a.C. e allinizio del secolo successivo, questarea sar interamente livellata per far spazio ad una serie di tribunali113. LAgora del Ceramico sembra inoltre riflettere le conseguenze della guerra che si verificano anche sul piano cultuale. Ai primi anni dello scontro peloponnesiaco, se non proprio allepisodio della peste del 430/29 a.C., infatti generalmente assegnato limpianto del recinto allincrocio tra la via delle Panatenee e la strada che fiancheggia il lato W della piazza. Si tratta di un abaton con un parapetto che recinge un affioramento roccioso sul quale sono state trovate una serie di offerte votive (skyphoi, amphoriskoi, lekythoi funerarie a fondo bianco) e anche una testa tardo arcaica spezzata allaltezza del collo, forse una di quelle mutilate nel 415 a.C. (Fig. 10). Il materiale, riferibile ad un culto ctonio, venne sigillato alla fine del V sec. a.C. con un pavimento sul quale sono state trovate altre offerte, le pi

111 HARP, s.v. Heliaia. Per le fonti su questo tribunale cf. Agora III, 145-146. 112 STROUD 1998. 113 Cf. Agora XXVII e XXVIII.

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Fig. 10 - Erma in marmo proveniente dallabaton allincrocio NE dellAgora (da CAMP 1986)

recenti delle quali databili alla fine del IV sec. a.C.114. Recentemente stato proposto di identificare nel santuario il Leokorion115, ipotesi che da alcuni non viene accolta perch ritenuta incompatibile da un punto di vista cronologico dal momento che il Leokorion attestato nelle fonti sin dal VI sec. a.C. Tuttavia anche se la documentazione archeologica pi antica non sembra andare oltre la tarda et arcaica verosimile che le caratteristiche stesso del culto, il cui elemento fondamentale costituito da una roccia affiorante, rimandino ad unepoca piuttosto antica. In qualche modo collegato alla spedizione in Sicilia anche laltare dedicato nellAgora ad Hermes Agoraios da un Callistrato figlio di Empedo che lo Pseudo-Plutarco dice del demo di Afidna ([PLU.], Vita dei dieci Oratori, 834d). Verosimilmente il personaggio deve essere identificato con lipparco ateniese nel 413 a.C. che Pausania (7.16.5-6) dice caduto in Sicilia e che altre fonti ricordano come stratego (ma con demotico differente, sarebbe di Oenoe) del 418/7 a.C. piuttosto che con quel Callistrato di Afidna (ma figlio di Callicrate), retore vissuto tra il 415 ed il 355 a.C.116. Alcuni anni fa laltare arcaico, che nelle guide dellagora assegnato ad

114 Sullo scavo: SHEAR jr. 1984, 24-33. 115 Cf. BATINO 2001. 116 Sul problema cf. da ultimo MONACO 2004, 26.

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Afrodite Urania, stato identificato con quello citato dallo Pseudo Plutarco117. Non qui il caso di riprendere il problema dellidentificazione che merita un ulteriore approfondimento anche alla luce delle pi recenti letture topografiche del versante nord-occidentale della piazza, soprattutto se dovesse cogliere nel segno lidentificazione della cd. Stoa Poikile con quella delle Erme e la conseguente ubicazione della Stoa fatta dipingere da Cimone nei pressi della chiesa di Haghios Philippos. Se cos fosse, infatti, tutta larea detta delle Erme dovrebbe essere coerentemente estesa pi ad E, vale a dire fin nella parte centrale dellAgora dove potrebbe essere collocata la statua in bronzo di Hermes e forse anche il suo altare. La statua del dio, dallaspetto antropomorfo, come dice Luciano (JTr., 33), era daltra parte F , probabilmente non lontano dallaltare a lui dedicato dal Callistrato menzionato dalle fonti118. LAgora del Ceramico, trasferita ai piedi del Kolonos Agoraios nellet dei tiranni i quali la definiscono nelle sue funzioni essenziali, consolidata con la realizzazione di strutture a carattere politico allindomani delle riforme di Clistene, delimitata durante gli anni dellimpero con limpianto di edifici porticati che ne marcano i limiti soprattutto a NW e a S, allo scorcio del V sec. a.C. diviene protagonista delle vicende tumultuose che colpiscono Atene. Lerma mutilata rinvenuta nel recinto sacro e la figura dellipparco morto nella battaglia dellAssinaro del 413 a.C. lasciano trasparire linquietudine di quegli anni, uninquietudine che preannuncia la disfatta che di l a poco avrebbe travolto la citt.
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117 Cf. OSANNA 1992. 118 Cos lo Scolio ad AR., Av., 297. Per le fonti relative ad Hermes Agoraios cf. Agora III,

102 e ss.

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