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Ceramica greca

Con il termine ceramica comprendiamo tutti i manufatti inorganici non metallici, generalmente porosi e fragili, realizzati con materiale di natura argillosa, modellati plasticamente con tecnologie diverse ma a freddo, che hanno acquisito irreversibilit della forma grazie ad un opportuno trattamento termico

CERAMICA GRECA Stile protogeometrico: fine XI- fine X a.C. (1000-900) Stile geometrico: fine X-fine VIII a.C. (900-700) Stile orientalizzante (protoattico e protocorinzio): VII a.C. (700-600) Stile a figure nere: inizi-ultimo quarto del VI (600-525) Stile a figure rosse: 530/520- 450/425 CERAMICA MAGNOGRECA (met V - IV sec. a.C.) Ceramica apula Ceramica campana Ceramica lucana Ceramica sicula Ceramica apula dello stile di Gnathia

CERAMICA A VERNICE NERA GRECA CERAMICA ETRUSCA Ceramica figurata Bucchero

Bisogna tenere presente che accanto ai vasi dipinti, che nel quotidiano avevano un uso limitato, esisteva tutta una produzione di vasellame da mensa, da dispensa, da cucina, da trasporto, che non era decorata.

Per il mondo greco gli studiosi si occupano soprattutto dei vasi dipinti Perch sono giunti numerosissimi (si parla di 300.000 esemplari), in quanto utilizzati soprattutto nelle tombe e quindi sepolti in antico Perch riflettono la pittura maggiore, quasi totalmente perduta Perch le loro immagini aiutano nella ricostruzione della vita quotidiana, della religione e del mondo culturale greco Perch servono come indicatori cronologici

Nomenclatura

o orlo

Anse

I vasi greci: forme e funzioni


Forme diverse a seconda degli usi, cui vengono dati dagli archeologi nomi convenzionali o derivati dal compromesso tra i dati archeologici (iscrizioni e immagini nei vasi stessi, contesto di ritrovamento) e quelli dei testi antichi

Uso dei vasi nel mondo greco


Uso pratico nelle abitazioni: facevano parte dei beni familiari per generazioni (ma pi comuni i vasi non dipinti o in altri materiali, o, se dipinti, di tipo grossolano)

Uso dei vasi nel mondo greco


Uso funerario nelle necropoli: come segnacoli tombali (i vasi di grandi dimensioni nel periodo pi antico); come ossuari o piccoli sarcofagi per neonati e bambini; per le offerte votive destinate al defunto; come corredo di propriet del defunto; con funzione simbolica di rappresentanza;

Tomba femminile a inumazione dellVIII secolo a. C. Atene, Ceramico

Uso dei vasi nel mondo greco


Uso cultuale Nel simposio, festa cultuale, al cui inizio si sacrificava agli dei e nella quale Dioniso era sempre presente Come ex voto nei santuari Come premio ai vincitori dei giochi

Mondo femminile Orlo spesso rivolto verso linterno per poter mescolare i liquidi

Mondo maschile, per gli oli nella palestra e la cura del corpo dellatleta. Spesso con scene erotiche

Il nome greco amphiphoreus significa trasportabile da entrambi i lati: le due anse sono la caratteristica principale.

Serviva per mescolare acqua e vino (si beveva solo vino diluito); era indispensabile nei simposi.

I vasi nel simposio

Interno di coppa con il gioco del kottabos

Usato solo nei secoli VII e VI. Senza piede e senza anse, necessitava di un supporto

Dinos su supporto Anfore con vino e acqua Oinochoe

Dietro il vaso la raffigurazione del simposio

Antico recipiente per bere riservato al culto dionisiaco

Introdotta nel VI sec., si portava alla bocca stando coricati perch si reggeva dal piede ed era pi pratica delle pi antiche coppe a basso piede

Nel rito nuziale (lebete gamico) aveva un ruolo che non si conosce con precisione

Entrambi i tipi appartengono al mondo femminile

La radiografia di un vaso permette di riconoscere lartificio cui si ricorreva per limitare le spese dei profumi offerti al morto

In uso gi dallVIII secolo e fino al IV

Lekythos in marmo usata come segnacolo funerario

In origine dono nuziale; vi sono scene nuziali o funerarie

Loutrophoros con raffigurazione dello stesso vaso in una cerimonia nuziale

Usata in genere per lacqua, pi rigonfia dellanfora

Anche per miele e olio

Stamnos con raffigurazione degli stessi vasi usati per attingere il vino

Le officine
Sul procedimento dallestrazione dellargilla alle fornaci ritorneremo nellultimo modulo Le officine erano in zona periferica (Es.: quartiere del Ceramico ad Atene) Lorganizzazione del lavoro era complessa

Hydria del secondo venticinquesimo del V sec. a. C., con la raffigurazione di Atena che incorona gli artigiani intenti a decorare crateri e kantharoi

Approcci allo studio della ceramica


L'interesse archeologico (nel senso globale) abbastanza recente: nel 1400 i vasi e i frammenti che affioravano destavano curiosit, erano ritenuti opera di nani o di scimmie o scherzi della natura. Poi i vasi greci, soprattutto dal 1700, sono stati visti come opera di artisti che vi apponevano la loro firma e come tali utilizzati per la storia della pittura antica, senza tener conto che innanzitutto nascevano con scopo utilitario, cio come produzioni di serie:

Per questo motivo i vasi greci avevano valore da soli, senza bisogno di studiarne il contesto ne derivato un amplissimo mercato antiquario (che continua tuttora) nei Musei trovano collezioni vastissime. Di contro la ceramica romana era del tutto trascurata: se anche poteva essere oggetto di attenzione quella fine decorata e (meglio) bollata, quella pi comune veniva buttata.

Approccio artistico
il pi antico. Il vaso vale per se stesso, meglio se integro e soprattutto se decorato. Collezioni e cataloghi Corpus vasorum antiquorum. Imitazioni nella porcellana. Attribuzioni a singole personalit sulla base di particolari stilistici (Beazley da Morelli, che lo aveva applicato nella seconda met dell800 alla pittura)

J.D. Beazley (1885-1970)


Ha passato la sua vita a studiare e pubblicare pi di 10000 vasi greci, classificandoli sistematicamente e attribuendoli a artisti che hanno lasciato la loro firma o a artisti inventati e chiamati convenzionalmente (da un luogo o da un motivo), Il presupposto che tratti stilistici comuni possano essere ricondotti a personalit artistiche o botteghe. Dalloggetto si passa a una personalit astratta o inventata.

Lo stesso stile non dovrebbe ritornare mai in pittori diversi: - questo possibile per le grandi personalit che volevano differenziarsi, ma non per le produzioni minori; - un pittore non dovrebbe mai cambiare stile, ma nei pittori che firmano si riconosce unevoluzione.

Approccio iconografico
Si analizzano le immagini, come fonti per la ricostruzione dei miti (Lexikon Iconographicum Mythologiae Grecae), come manifestazione ideologica (per esempio le rappresentazioni di Ercole alla fine del VI servono come propaganda per Pisistrato) dal punto di vista antropologico (vita delluomo greco e rappresentazione simbolica della citt)

Approccio tipologico: deriva dagli studi di preistoria dell'Europa settentrionale. Nelle ceramiche- tutte- si riconoscono fossili guida, che se messi correttamente in sequenza permettono di ricostruire la cronologia Approccio tecnologico: mira alla ricostruzione della tecnica vasaria e da questa a considerazioni di ordine produttivo, economico, sociale. Analisi archeometriche destinate a caratterizzare i materiali impiegati, l'articolazione del ciclo produttivo, le temperature di cottura Approccio contestuale: si propone di studiare il ruolo di tutti i reperti nelle societ antiche. Il vaso non va visto quindi da solo, ma assieme agli altri materiali con i quali viene ritrovato.

Criteri di datazione della ceramica greca


stilistico, per una cronologia relativa (una generazione) firme dei pittori e fornaciai (un decennio) scavi stratigrafici, per ottenere una datazione assoluta (monete, abbandono di siti ecc.)

Tra il 520 e il 470 a. C. su molti vasi dei pittori chiamati i Pioneri compaiono iscrizioni che celebrano la bellezza di giovani chiamati kaloi, spesso con il nome. Poich molti di questi giovani poi divennero famosi nella vita pubblica e sono ricordati dalle fonti, i vasi si possono datare con una certa precisione Presso i Greci lamore per i ragazzi adolescenti tra 12 e 17 anni) era approvato, in quanto comportava la formazione di un nuovo membro della polis

Ragioni di interesse dei vasi greci


Rappresentazioni (sempre legate ai committenti) di miti, riti, teatro, vita quotidiana, danza, sport, storia, tecniche e strumenti di lavoro (una delle massime fonti per questi ultimi aspetti)

Ragioni di interesse dei vasi greci


Approssimativa conoscenza della pittura greca perduta; ci sono noti i nomi di Plignoto di Taso, di Zeusi, di Apelle ecc.. Confrontando ad esempio le raffigurazioni di alcuni vasi con le descrizioni degli autori (ad esempio Pausania) si pu riscontrare affinit tra alcune decorazioni dei vasi (pittore dei Niobidi, 460-440) con Polignoto di Taso e le raffigurazioni da lui fatte nel portico di Cnido

Le fasi principali della ceramica greca

Stile protogeometrico: fine XIfine X a.C. (1000-900)


Si ricollega per qualche forma a tipi micenei, ma trasformandoli con una visione struttiva diversa. Poche forme (circa 14), ma ben definite, organiche e funzionali, con netta articolazione delle varie parti; decorazioni regolari, tracciate con il compasso; schemi aderenti alla struttura del vaso; le zone chiare scompaiono, ricoperte dalla vernice nera interrotta dalle zone decorate; cominciano a comparire i meandri; la prima figura introdotta quella del cavallo. Comincia ad affermarsi la ceramica attica.

Anfore protogeometriche 950-900 a.C.

Stile geometrico: fine X-fine VIII a.C.


La struttura diventa sempre pi articolata, slanciata e armonica. Dimensioni che aumentano, perch i vasi sono usati come segnacoli tombali, arrivando fino a quasi 2 m di altezza. Fasce ornamentali sempre pi numerose, in cui si diffonde il meandro; scene figurate con trasporto del defunto sul carro, sfilate di cavalieri e di carri nel corteo funebre, oppure lotte e duelli, battaglie navali e naufragi (morte); scene dellepos omerico. La figura umana dipinta a shilouette nera piena, il torso come un triangolo con braccia filiformi, le teste come macchie nere. Simmetria. Oltre ai cavalli, uccelli, cervi, capridi. Ad Atene stile del Dipylon; esemplare la grande anfora del pittore del Dipylon, cui sono stati attribuiti altri vasi. Commercialmente molto attiva Corinto, il cui stile ha una decorazione pi semplice e sobria, costituita per lo pi da elementi vegetali e animali stilizzati in rosso su sfondo chiaro.

Anfora geometrica VIII a.C.

Anfora del pittore del Dipylon 735 a.C.

h. cm 155 Posta su una tomba della necropoli del Dipylon come segnacolo funerario

Vasi tardo geometrici di diverse produzioni dalla met VIII a inizi VII

Stile orientalizzante (protoattico e protocorinzio): VII a.C. (700-600)


Intensificarsi dei rapporti con lOriente sia tramite i commerci fenici, sia attraverso le vie carovaniere che facevano capo alle coste anatoliche, sia per lespansione coloniale greca. Motivi decorativi orientali come palmette, fiori di loto, leoni, sfingi, arricchiti da ritocchi purpurei e poi bianchi e da incisioni. Pi attiva Corinto, con policromia e gusto miniaturistico: esemplare Olpe Chigi Ad Atene maggior monumentalit, per prevalente destinazione funeraria. Scene figurate, miti.

Anfora orientalizzante (625

Dinos orientalizzante (600 a.C.)

Olpe corinzia (600 a.C.)

Pisside (600575 a.C.) e anfora (620-600 a. C.) corinzie

Anfora protoattica del Pittore di Nesso (con la lotta tra Eracle e il centauro Nesso) Fine VII sec. a. C. h. cm 122

Nel VI sec. la formazione e la sistematizzazione di importanti rotte commerciali nel bacino del Mediterraneo, unitamente all'affermazione di classi politiche e famiglie ambiziose e aperte ai settori produttivi e commerciali, accelera l'espansione della produzione artigianale greca. Nel campo delle ceramiche fini assume gradatamente un ruolo dominante prima Corinto, seguita da Atene, che lo mantiene per circa un secolo. La produzione avviene in molti laboratori, per lo pi urbani o periferici (approvvigionamento di acqua e argilla; fumi); gli artigiani fabbricano piccoli lotti di oggetti su ordinazione di cittadini per celebrazioni di feste, cerimonie, vittorie ecc.

Stile a figure nere: inizi-ultimo quarto del VI (600-525)

Le scene diventano sempre pi complesse e aumentano i dettagli incisi. I ceramografi (pittori, si firmano dicendo grapsen, ha dipinto) e i ceramisti (vasai,si firmano dicendo poiesen, ha fabbricato) firmano le loro opere Esemplare il vaso Franois, ceramografo Kleitias, ceramista Ergotimos Altri artisti sono ad esempio il Pittore di Amasis (pittore ignoto, Amasis il vasaio); Exekias (scene epiche e eroiche); Lidos.

Ceramica a figure nere dal punto di vista tecnico La decorazione eseguita sopra uno sfondo in "argilla risparmiata" o meglio con una sottile ingobbiatura La decorazione eseguita con uno strato di argilla molto fine e ricca di ossidi di ferro, che durante la cottura subisce una parziale vetrificazione, assumendo colore nero pi o meno lucente a seconda
dello spessore, della temperatura, della composizione chimica, dell'intensit del processo di riduzione nella fase finale (dopo gli 800 gradi).

Il vasaio prende il manufatto ben essiccato e intinge il pennello nella densa sospensione ferruginosa per dipingere le scene figurate e gli accessori ornamentali; per le parti da coprire soltanto si avvale del tornio, onde ottenere velocit e regolarit. I dettagli vengono eseguiti mediante sottili incisioni praticate con una punta rigida che porta allo scoperto lo strato sottostante, creando dopo la cottura contrasti di colore tra la vernice nera e il corpo ceramico. Per ravvivare ulteriormente si possono usare pigmenti colorati bianchi e rossi.

L'atmosfera riducente della camera di cottura si ottiene limitando il tiraggio del forno e utilizzando combustibile che produca fuliggine e fumo (legna umida, foglie o combustibili organici); in questo modo non avviene l'ossidazione del ferro (naturalmente contenuto nell'argilla o appositamente aumentato con miscele di argille molto ricche di ferro) in ematite (di colore rosso) ma avviene la sua riduzione in magnetite (di colore grigio-nero).

Dinos attico a figure nere del pittore di Sophilos (580 a. C.)


Teti con Peleo che accoglie gli dei al suo matrimonio

Dinos attico con piede del Pittore della Gorgone (590 a. C.) Trovato in Etruria h. m 0,93

Cratere a volute, detto vaso Franois, di Kleitias Clizia (pittore) e Ergtimos (vasaio). 570 a. C.
h. cm 60, d. 57. Trovato nel 1884 dal pittore A. Franois a Chiusi in Etruria, gi in frammenti. Conservato al Museo Archeologico di Firenze

Caccia al cinghiale calidonio Giochi in onore di Patroclo/ Teseo a Delo e danza dei giovani/ Giganti e Lapiti Nozze di Teti e Peleo su tutta la circonferenza Achille uccide Troilo / Corteo che accompagna Efesto in Olimpo Sulle anse:Gorgone che corre; Artemide alata; Aiace che trasporta il corpo di Achille Combattimento di pigmei e gru

Vicino alle scene, 130 iscrizioni: bisogno di comunicare un racconto

Caccia al cinghiale calidonio

Giochi in onore di Patroclo

Corteo per le nozze di Teti, con carro di Zeus

Teseo sbarca a Delo con i ragazzi sottratti al Minotauro

Teseo e Piritoo contro i Centauri

Cratere a colonnette di stile corinzio recente, con corteo nuziale (560 a.C.)- Trovato a Cere
La ceramica corinzia non viene quasi pi esportata in Etruria dalla met del secolo: pittura pi colorata, ma pi banale, rigidit del disegno. Nessun artista corinzio firma

Anfora di Lidos 550- 540 a. C.

Lidos il primo a realizzare su un grande vaso due composizioni ben separate, ben delimitate, e non pi scene ripartite su pi zone Lanfora a riquadri figurati diventa verso la met del VI la forma pi comune della ceramica attica

Interno di coppa (kylix) del Pittore di Xenocles (550-540 a. C.), con Eracle che uccide Tritone e figure di danzatrici. Trovata a Tarquinia
In questo periodo quelli che sono chiamati piccoli maestri decorano piccoli vasi, particolarmente coppe, dedicate al simposio

Coppa di Siana (Rodi) con raffigurazione di opliti VI a.C.

Anfora del Pittore di Amasis, con Dioniso e Menadi 540-530 a. C. Trovata a Vulci
Personalit di primo piano, forse di origine egizia, autore di un centinaio di vasi di varia forma; solo il vasaio firma Perfetta padronanza del tratto, dipinto o inciso; uso della policromia

Anfora di Exekias con Achille e Pentesilea 530- 535 a. C. Trovata a Vulci, conservata a Londra
Exekias si firma come pittore e come vasaio e decora soprattutto anfore. E il pi gande dei pittori a figure nere

Anfora di Exekias con Achille e Aiace 540 a. C.


Leccessiva triangolarit della composizione corretta dalla divergenza delle lance; la scena assume rilievo

Altra faccia, con il ritorno dei Dioscuri

Scena pi intimistica : realismo dei particolari

Coppa di Exekias con navigazione di Dioniso 540 a. C.

Hydria con donne alla fontana 520 a. C.

Anfora panatenaica con Atena (fine VI)


Le Panatenee erano le feste civiche di Atene (dal 566), che consistevano in una processione e in giochi, la cui ricompensa erano le anfore panatenaiche riempite di olio proveniente dagli ulivi sacri ad Atena. Recano raffigurazioni della statua di Atena, della processione, di offerte e di banchetti. La forma e la decorazione rimangono invariate nel tempo.

Stile a figure rosse: 530/520- 450/425


Dapprima si mantengono accostate le due tecniche sulle facce di uno stesso vaso (pittore di Andokides) o si usano contemporaneamente le due tecniche Poi prevale la tecnica a figure rosse: conquista dello scorcio e sempre maggiori rapporti con la scultura e con la grande pittura (Polignoto). Uso della policromia. Euphronios, Onesimos, Pittore di Berlino, Pittore dei Niobidi ecc.

Ceramica a figure rosse dal punto di vista tecnico


Inizia verso il 530 a.C.: il passaggio avviene probabilmente per la scarsa possibilit di rendere nelle figure nere i dettagli espressivi e per imitare la scultura Le figure vengono lasciate in argilla risparmiata, mentre lo sfondo ricoperto con la vernice nera. Il vasaio traccia prima il contorno delle figure, poi riempie lo sfondo; i dettagli sono indicati con sottili tratti in vernice nera, usando una sospensione molto densa, cos che le linee acquistano rilievo; talvolta alcuni dettagli vengono fatti risaltare utilizzando materiali in colori differenti Dal 525 in avanti nessun vaso dipinto di qualche valore artistico sar prodotto fuori dellAttica

Hydriai a figure rosse e a figure nere contemporanee (510 a. C.)


Giovani che attingono acqua Dei in litigio

Cratere di Euphronios con toeletta di efebi 510 a.C. (Gruppo dei Pioneri)
Trovato a Capua, oggi a Berlino E creatore di forme nuove, inizialmente pittore, poi vasaio alla direzione di unofficina cui collaborano molti giovani pittori

Particolare: Ricerca anatomica Realismo Osservazione delle figure in movimento, con torsioni e scorci

Cratere di Euphronios con morte di Sarpedonte 515 a. C. ca


Euphronios firma come ceramografo, Euxitheos come vasaio

h. 45,7
Gi al Metropolitan Museum di New York, ora restituito allItalia

Il dio Hermes guida le personificazioni del sonno e della morte che trasportano il corrpo di Sarpedonte

Il vaso reca anche liscrizione Leagroskalos

Coppa di Euphronios e Onesimos 500 a.C.


Onesimos uno dei pittori prediletti da Euphronios quando divenne ceramista Capacit di iscrizione delle figure nel tondo

Anfora del Pittore di Berlino con Atena che versa da bere a Eracle (sullaltra faccia) 490 a.C. h. m 0,70
Corpi che si stagliano su fondo nero uniforme, spesso senza linea che indichi il suolo Equilibrio tra proporzioni delle figure e forma del vaso

Psykter firmato da Duride, con giochi di Sileni attorno a Dioniso 480 a. C. Trovato a Cere, oggi a Londra
Linee di precisione perfetta, scarso uso del colore,

Cratere del Pittore dei Niobidi con il massacro dei figli di Niobe 460 a. C. Trovato a Orvieto, oggi a Parigi
Le numerose figure disposte su pi piani ad altezze diverse si rifanno alla grande pittura. Suolo irregolare materializzato da linee che figurano le rocce. Visi espressivi

Cratere attico Trovato a Spina 440 a. C. circa Sono raffigurate scene dellIliade

Le lekythoi a fondo bianco


Si moltiplicano a partire dalla met del V Funzione funeraria Scene sobrie Policromia e tinte sfumate che si avvicinano alla pittura muraria

La tecnica delle lekythoi a fondo bianco


Il vaso ricoperto nella parte centrale da un ingobbio molto chiaro (composto da argilla caolinica, che non subisce vetrificazione, ma resta poroso) I contorni delle figure sono tracciati con vernice nera talmente liquida da perdere ogni consistenza Sostanze coloranti permettono anche di ottenere policromia

Lekythos a fondo bianco del Pittore di Achille con partenza del guerriero 430 a. C.

Cratere a volute del Pittore di Pronomo con scene di preparazione di dramma satiresco 410 a. C.
Influenza della pittura e dellarte contemporanee Colori sovrapposti alle figure rosse Personaggi disposti du due registri: compromesso tra composizione pittorica e disposizione delle figure sullo stesso piano ceramica della Magna Grecia

Hydria del Pittore di Midia (vasaio), con ratto delle figlie di Leucippo e Eracle nel giardino delle Esperidi 410 a.C. Stile fiorito

Pelike del Pittore di Marsia con Peleo e Teti 360-350 a. C.


Uso abbondante dei colori sovrapposti, specie il bianco Composizioni piramidali, cui si presta la forma del vaso Figure accostate a ricoprire tutta la superficie Ispirazione da sculture contemporanee

Negli ultimi decenni del V secolo, crisi dello stile a figure rosse. La comparsa della Macedonia nel Mediterraneo determina la rottura delle esportazioni attiche.

Anfora panatenaica 360-359 a. C.


Si continua ad usare la tecnica a figure nere; anche la decorazione si attiene a schemi arcaici Qui atleti impegnati nella lotta alla presenza di un arbitro (dallaltra parte Atena armata di lancia e scudo) Lanfora databile con precisione, perch uniscrizione riporta il nome dellarconte in carica

Ma perch la ceramica attica ha avuto tanto successo commerciale? In Etruria sono stati trovati nelle tombe almeno 5000 vasi greci tra VI e V secolo, con origine varia fino al 525, monopolio attico fino al 475 e poi scomparsa (mentre continuano nellItalia adriatica- Adria e Spina). Nel complesso non un commercio cos rilevante: potevano essere sufficienti 20 navi per anno con 125 vasi assieme ad altre merci (i vasi non viaggiano mai da soli, come dimostrano i relitti, in cui sono associati a anfore con vino e olio, lingotti, statue in bronzo, ecc). I vasi greci erano destinati ad una ristretta elite per servire i bisogni dei simposia aristocratici e come status simbol : per questo sono importanti le raffigurazioni; per questo le esportazioni attiche cessano quando lEtruria comincia ad entrare in crisi; allora si potenziano le produzioni locali.

Quando si parla di pittura vascolare greca ci si riferisce in genere dunque a quella attica, che dal VI secolo fino alla fine del V fu la pi esportata in tutto il Mediterraneo e specialmente nelle citt dellEtruria; fu quindi considerata la pi eccelsa e importante, specie in rapporto alla produzione magnogreca, che in passato ne fu ritenuta una sbiadita copia coloniale. Tuttavia le continue scoperte di corredi tombali con splendidi esemplari di vasi apuli, campani, lucani hanno rivelato una tale capacit di innovazione e una ricchezza di temi e di stili cos originali, da porre la produzione delle colonie greche dellItalia meridionale in una nuova luce.

Arte vascolare magnogreca


A partire dalla seconda met del V secolo, accanto alle importazioni dalla Grecia, nellItalia meridionale si svilupparono alcune officine di ceramisti locali, la cui produzione, nel IV secolo, sostitu le importazioni dallAttica. Caratteristiche: raffigurazioni che traggono ispirazione dalla tragedia greca con scenografia spettacolare; vasi fliacici (dal nome del buffone del teatro popolare), con immagini della commedia e della farsa; utilizzo della superficie del vaso come di uno spazio parietale su cui vengono raffigurati personaggi posti su pi piani, colori sovradipinti.

Cratere apulo Trovato a Potenza 370-360 a. C. Sono raffgurate scene dellIliade

Ceramiche da una tomba campana (380-370 a. C.)


Hydria con Afrodite su carro (prod. Attica)

Skyphos con satiro e menadi e hydria con scene dionisiache(prod. Campana)

Skyphos con ninfe (prod. Campana) Coppa con Dioniso e Arianna (prod. Attica)

Ceramica dello stile di Gnathia


E una classe particolare di ceramica apula, che prende il nome dalla localit della Puglia tra Bari e Brindisi, dove furono rinvenuti numerosissimi vasi di questo tipo, ma il maggior centro di produzione Taranto E caratterizzata da una decorazione sovradipinta in vari colori (bianco, giallo, rosso) sulla superficie nera dei vasi Nei centri dellApulia fa la sua comparsa intorno al primo quarto del IV sec. a.C. e dura fino alla romanizzazione (met III). Le forme pi comuni sono vasi potori e brocchette di modeste dimensioni.

Ceramica di Gnathia

La tecnica della ceramica sovradipinta


Sullo sfondo nero motivi ornamentali in bianco e giallo. A causa della difficolt di ottenere un buon accordo dilatometrico tra rivestimento, corpo ceramico e sovraddipintura, spesso le decorazioni si staccano Colori: rosso, con pigmenti di ossido di ferro/ ocra, bianco con argilla senza ferro (cotti). I colori aggiunti dopo la cottura sono minerali o vegetali

Ceramica etrusca
Ceramica dipinta
Le importazioni di ceramica greca invadono il mercato etrusco verso la fine dellVIII sec. e continuano per tutto larco di tempo in cui dura la commercializzazione della ceramica soprattutto attica; esse influenzano fortemente la produzione locale, perch maestri greci impiantano inizialmente botteghe e poi si sviluppa lartigianato locale, sia per vasi a figure nere che per quelli a figure rosse, imitando i vasi importati, ma creando peculiari forme e tipi iconografici.

Per imitare la ceramica attica a figure rosse inizialmente si adotta una tecnica diversa, che non prevede il risparmio delle immagini, ma lapplicazione di una vernice allinterno di una shilouette incisa sulla superficie nera del vaso; solo a partire dalla fine del V sembra svilupparsi una produzione etrusca di ceramica a figure rosse, sulla spinta di maestri greci. Agli inizi del III la ceramica figurata tende a scomparire e viene sostituita da produzioni a carattere industriale con vasi per lo pi verniciati di nero.

Bucchero
Parallelamente alla produzione di ceramiche figurate si sviluppa e diffonde nel corso del VII sec. a.C. un tipo di ceramica dal caratteristico colore nero, il bucchero, ottenuto dallargilla ricca di ossidi di ferro e cotta in atmosfera riducente Bucchero termine in lingua spagnola che in origine indicava unargilla dellAmerica centrale e meridionale, poi tutte le ceramiche non smaltate eppure dotate di una superficie lucente, poi la tipica ceramica etrusca. Le pi antiche realizzazioni imitano nella forma vasi metallici; pi tardi si sviluppa una produzione di vasi dalle pareti pi spesse, la cui decorazione prevede anche esuberanti aggiunte plastiche.

Il bucchero un tipo di ceramica ottenuta a partire da un'argilla depurata, cotta con cottura riducente-raffreddamento riducente. In questo modo non solo la superficie risulta scura (grigia o nera) ma anche l'impasto nella sezione grigio. L'effetto lucente che a volte si nota sulla superficie ottenuto mediante lisciatura o levigatura della superficie prima della cottura.