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Le ceramiche comuni di Cuma Alberto De Bonis*, Latitia Cavassa***, Celestino Grifa**, Alessio Langella**, Vincenzo Morra*

I Materiale analizzato (L.C.).


Gli scavi condotti dal Centro Jean Brard a Cuma durante il progetto KYME 3 nel 2004-2005 hanno fornito dei nuovi dati su alcune ceramiche comuni del sito in questione : la ceramica comune da cucina e la ceramica a vernice rossa interna (anche detta Rosso Pompeiano). Un lotto particolarmente interessante composto da scarti di fornace, frammenti di piatti con grafti e timbri stato afdato al Dipartimento di Scienze della Terra dellUniversit Federico II di Napoli per lanalisi archeometrica. Il materiale analizzato (tab. 1) proviene da tre contesti stratigraci diversi datati tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. un fondo piatto di forma chiusa stracotto (tipo olla) di ceramica comune culinaria (CJB16) e un fondo di patina di ceramica a vernice rossa interna (CJB13) di forma indeterminata.

Settore E : mausoleo del I secolo d.C. (g. 1). Il secondo contesto situato a circa 80 m a nord-est della porta mediana. Scavato nel 2005, caratterizzato dalla presenza di quattro mausolei che prospettano lungo una strada diretta verso la porta. Loccupazione del settore attestata dal II sec. a.C. no alla Tarda Antichit1. Sono stati analizzati quarantadue campioni provenienti da questo settore, di cui ventisette sono frammenti di ceramica comune da cucina. Sono stati identicati sedici frammenti di coperchio a bordo ingrossato e piede anulare (CJB2, 4, da 21 a 33, e 54) attribuibili alla forma Di Giovanni 24212 (g. 2). Uno di questi coperchi stracotto (CJB2). Un campione (CJB1) proviene da un coperchio stracotto a bordo semplice (g. 2). Otto campioni (CJB5, 36, 37, da 39 a 42, e 55) sono frammenti di patinae a bordo bido della forma Di Giovanni 21313 (g. 3). Un campione un frammento stracotto e deformato di patina per la quale il tipo non determinabile (g. 3, CJB35). Lultimo campione un bordo dolla a labbro obliquo (g. 3, CJB12). Gli altri quindici frammenti analizzati appartengono a piatti a vernice rossa interna appartenenenti a due tipi di patinae di forma Goudineau 13 e 15. Sono stati scelti quattro frammenti di patinae di
1 In corso di lavorazione. 2 Di Giovanni 1996, p. 97-98. 3 Di Giovanni 1996, p. 79.

I CONTESTI

Settore D : una strada bordata da mausolei (g. 1). Il settore D stato scoperto nel luglio 2004 e scavato fra maggio e luglio 2005. situato a nord della porta mediana, lungo una strada di circolazione bordata da monumenti funerari. Le tracce pi antiche di frequentazione del settore identicate nora sono dei livelli di strada, di cui il pi antico datato dalla prima met del II secolo a.C. I due campioni analizzati provengono da un livello di strada (US 34102) datato fra lultimo quarto del I secolo a.C. e il primo quarto del I secolo d.C. :

* Dipartimento di Scienze della Terra, Universit Federico II, Via Mezzocannone, 8, 80134 Napoli. ** Dipartimento di Studi Geologici ed Ambientali, Universit del Sannio, Via dei Mulini 59/A, 82100, Benevento. *** Ingnieur, Centre Jean Brard, UMS 1797, CNRScole Franaise de Rome, Via Crispi 86, 80121 Napoli.

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A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

Fig. 1 Pianta dello scavo del Centre Jean Brard a Cuma (con localizzazione dei 3 settori dai quali sono stati prelevati i nostri campioni)

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Le ceramiche comuni di Cuma

5 cm

Fig. 2 Materiali del settore E: coperchi in ceramica comune da cucina

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A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

5 cm

Fig. 3 Materiali del settore E: patinae e olla in ceramica comune da cucina

forma Goudineau 13 (g. 5, CJB14, 15, 52 e 56), di cui uno (CJB52) porta un grafto ante cottem A sulla parte esterna del fondo, vicino allinizio della pancia mentre altri due (CJB14 e 15) sono stracotti. La patina di forma Goudineau 13 caratterizzata da una pancia leggermente convessa e un labbro obliquo. La datazione di fabbricazione di questo piatto va dal 25 a.C. al 25 d.C.

Anche nove frammenti di patinae di forma Goudineau 15, di cui cinque stracotti, fanno parte del lotto (g. 4, CJB3, 6, 8, 10, 11, 34, 38, 51 e 53). Due cocci portano dei grafti: quello del campione CJB34 si trova sul fondo, sulla parte esterna ed composto da quattro lettere o segni ; quello del campione CJB51 si trova nella stessa posizione e rappresenta un segno indistinto. La forma Goudineau 15

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Le ceramiche comuni di Cuma

caratterizzata da una parete convessa e da un bordo arrotondato e semplice, senza labbro. La datazione di questa patina la stessa della forma precedente : fra lultimo quarto del I sec. a.C. e il primo quarto del I sec. d.C. Inne, i due ultimi campioni analizzati appartengono a dei fondi di patinae di forma indeterminata (CJB 7 e 9). Il materiale analizzato proviene da quattro unit stratigrache diverse databili dal I sec. d.C. Otto provengono da un livello di scarico (US 39036) in cui la ceramica comune il materiale maggiormente rappresentato. Abbiamo contato 118 frammenti di patinae a vernice rossa interna cos come 128 frammenti di ceramica comune da cucina, con una maggioranza di patinae a bordo bido e di coperchi. Due campioni, due patinae in vernice rossa interna di forma Goudineau 13 e 15, provengono da un livello di distruzione (39096) di un mausoleo di epoca imperiale. Il campione CJB34 corrisponde ad una patina a vernice rossa interna di forma Goudineau 13 reimpiegata come coperchio per unurna cineraria (39115) datata al I sec. d.C. Inne, i trenta e ultimi campioni di questo settore provengono da uno strato di distruzione (39126) datato al I sec. d.C.

Settore A : discarica di et avia (g. 1). Il settore A, scavato fra il 2001 e il 2003 nellambito del progetto Kyme 2, situato fuori dalla citt, a una cinquantina di metri dalla porta mediana. Al disopra di un grande collettore utilizzato dal I sec. a.C. al I sec. d.C., si impostata una discarica di et avia. Il vasellame ceramico, studiato da Michel Pasqualini, rappresenta pi di 18000 frammenti attribuibili a 4279 individui. Lessenziale composto da vasellame da tavola e da cucina4. I cinque campioni analizzati provengono da uno stesso strato (US 300 020), che costituisce il livello di supercie della discarica. La ripartizione la seguente : vi sono due piatti di ceramica comune da cucina (CJB45, 47) e tre piatti a vernice rossa interna (CJB44, 48 e 50). Questi cinque campioni sono marchiati dal fabbricante prima della cottura (g. 6).
4 Capo del Servizio archeologico municipale di Frjus. I dati sui materiali della discarica sono stati utilizzati secondo il suo studio.

I tre campioni di ceramica comune da cucina sono dei fondi di patinae di forma indeterminata. Il campione CJB45 possiede un bollo apposto allinterno della patina. In cui si legge: L. HEL. PROTI. in un cartiglio di forma rettangolare ; il bollo retrogrado. Il campione CJB47 porta un grafto ante cottem sulla parte esterna della patina. Si leggono due lettere : BT. I tre campioni di ceramica a vernice rossa interna provengono da fondi di patinae la cui forma esatta non stata possibile identicare. Il campione CJB44 porta un bollo apposto sulla parte esterna del fondo: TYRAN. MAR., seguito da un grafto : I5. Il bollo si trova in un cartiglio di forma rettangolare. La cifra I potrebbe indicare un numero dinfornata. Il campione CJB48 presenta il bollo seguente : [.]MARI. Un terzo bollo dello stesso fabbricante stato riportato alla luce in questi stessi livelli della discarica. La sintesi dei dati forniti da questi due bolli e dalle scoperte precedenti attesta la presenza di un atelier di produzione locale di piatti in vernice rossa interna. Lofcina doveva appartenere a un membro della famiglia Marius, di cui Tyran(us) sarebbe uno degli schiavi. Questa famiglia daltronde conosciuta nel mondo dellindustria ceramica antica : sono stati identicati molti bolli su piatti a vernice rossa interna e su ceramica sigillata6. Due bolli scoperti a Ostia7 e ad Oboda8 in Palestina sono attribuibili alle forme Goudineau 28-30, la cui produzione attestata dallepoca augustea al II sec d.C9. Tale forma di patina caratterizzata da un fondo piatto, parete curvilinea e bordo a labbro arrotondato che, dapprima diritto, diviene rientrante a mano a mano che evolve la forma. Questo tipo stato identicato da Emilia Chiosi come una delle produzioni del sito di Cuma10. Conviene sottolineare la similitudine fra la forma Goudineau 28-30 e la forma 15: la sola differenza tra i due tipi sarebbe nella curvatura del bordo che non sempre facile individuare. Il quarto campione, CJB50, un fondo di patina, di forma indeterminata, sulla parte esterna del quale si trova un grafto ante cottem: AM.

5 La lettura dei bolli e dei grafti stata realizzata da J.-P. Brun. 6 Papi 1994, p. 291. 7 Zevi-Pohl 1970, p. 97 citato da Papi 1994, p. 291, n. 18. 8 Negev 1974, p. 41 citato in Papi 1994, p. 291, n. 18. 9 Papi 1994 e Scatzza-Hritch 1988. 10 Chiosi 1996.

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Fig. 4 Materiali del settore E: patinae di forma Goudineau 15 in ceramica a vernice rossa interna

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Le ceramiche comuni di Cuma

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Fig. 5 Materiali del settore E: patinae di forma Goudineau 13 in ceramica a vernice rossa interna

2- Le ceramiche comuni a Cuma.


CERAMICA COMUNE DA CUCINA. La ceramica comune culinaria raggruppa tutta la batteria di piatti, marmitte, ollae, coperchi, ecc., utilizzati per la preparazione e la cottura delle derrate. Trenta dei nostri campioni appartengono a questa categoria. Sono rappresentati tre tipi : olla, coperchio e patina. La patina di tipo Di Giovanni 2131, caratterizzata da un labbro bido, dotato di scanalatura per posarvi il coperchio, il piatto caratteristico delle produzioni romane e campane, largamente diffuso nel mondo romano dallepoca repubblicana e durante lepoca imperiale. La tipologia stabilita da V. Di Giovanni distingue due varianti a questa patina che si basano sulla forma del fondo, leggermente concavo con una scanalatura allinterno (2131a), largamente diffuso nellinsieme del bacino mediterraneo, o piatto

(2131b) che non sembra essere attestato al di fuori dellItalia meridionale. Basandosi sullosservazione dellargilla, V. Di Giovanni la ritiene di produzione campana11.

CERAMICA A VERNICE ROSSA INTERNA. Questa produzione composta da piatti e coperchi destinati esclusivamente alla cottura degli alimenti. s. Loeschke nel 1904 utilizza la denominazione Rosso Pompeiano (Pompejanisch-roten Platten), per denire lingobbio interno dei piatti, che richiama il rosso cinabro degli affreschi pompeiani12. Christian Goudineau qualica la produzione in questi termini: sono dei piatti di cui tutta la supercie interna ricoperta da un ingobbio di colore rosso; lesterno invece, allo stato grezzo, ad
11 Di Giovanni 1996, p 78. 12 Desbat 2003, p. 169.

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A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

eccezione del bordo, anchesso rivestito di rosso 13. Si tratta di piatti destinati alla cottura degli alimenti, il cui rivestimento rosso interno ha una funzione antiaderente. Lo studio di G. Pucci14, che prende in considerazione il materiale archeologico e le fonti letterarie, giunge alla conclusione che Cuma era uno dei centri di produzione dei piatti a vernice rossa interna. Egli cataloga i differenti autori latini che parlano di produzioni ceramiche di Cuma. Apicio, per esempio, indica che i piatti di Cuma (cumanae) sono utilizzati per la cottura degli alimenti15, mentre Marziale16 vanta i meriti dei piatti in terra rossa di Cuma (cumano rubicundam puluere).

13 Goudineau 1970, p.159. 14 Pucci 1975. 15 Apicio le nomina sei volte nellArte culinaria : IV,11,138; V,2,196; V,4,198; VI,2,238; VI,5,241 et VII,7,302.

Fig. 6 Materiale del settore A

16 Marziale, Epigrammi, XIV, 114.

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CAMPIONE CUORE Ceramica comune da fuoco Ceramica comune da fuoco stracotto Ceramica a vernice rossa interna Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica comune da fuoco Ceramica a vernice rossa interna fondo di patina ultimo quarto dellI sec. a.C./primo quarto dellI sec.d.C. 2,5YR 2,5/2 2,5YR 2,5/2 Duro Liscio ruvido Tornio veloce 8 10,0 olla I sec. d.C. stracotta 2,5YR 5/8 7,5YR 4/2 Duro Ruvido Tornio veloce 7 102,5 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. 10YR 3/2 stracotta 10YR 3/2 Molto duro Ruvido Tornio veloce 6 20,7 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. 5YR 3/3 GLEY1 3/N Duro Ruvido Tornio veloce 7 65,6 fondo patina I sec. d.C. 2,5YR 4/3 2,5YR 4/3 stracotta Molto duro Liscio ruvido Rivestimento, Incisioni Tornio veloce 6 28,1 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. GLEY1 3/N GLEY1 3/N Duro Ruvido Tornio veloce 8 52,0 ruvido fondo patina I sec. d.C. 10YR 6/4 GLEY1 3/N Duro Liscio stracotta Rivestimento, Incisioni Tornio veloce 6 57,3 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. 2,5YR 4/4 GLEY1 3/N Duro Ruvido Giovanni 2131 Tornio veloce 7 60,2 patina forma Di I sec. d.C. 2,5YR 3/3 2,5YR 2,5/2 Duro Ruvido Tornio veloce 7 99,0 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 2,5YR 3/2 GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce stracotta 8 37,7 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. 2,5YR 4/6 10YR 3/2 Molto duro Ruvido Tornio veloce 7 45,9 Giovanni 2421 coperchio Di I sec. d.C. 2,5YR 3/2 GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce 8 stracotto 50,0 coperchio I sec. d.C. 2,5YR 2,5/2 2,5YR 2,5/2 Medio Ruvido Tornio veloce 5 31,5 MARGINE SUPERFICI (mm)

STRATIGRAFIA

CLASSE

FORMA

DATAZIONE

COLORE IMPASTO

DUREZZA

AL TATTO

TRATTAMENTO

MANIFATTURA

SPESSORE MEDIO

PESO (g)

CJB 1

39036

CJB 2

39036

CJB 3

39126

CJB 4

39126

CJB 5

39126

CJB 6

39126

CJB 7*

39126

CJB 8

39126

CJB 9*

39126

CJB 10

39126

CJB 11

39126

CJB 12

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CJB 13*

34102

Le ceramiche comuni di Cuma

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CAMPIONE CUORE Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna ceramica comune da fuoco a.C./primo quarto dellI sec.d.C. Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 7,5YR 3/1 7,5YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 7 45,8 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 2,5YR 4/4 7,5YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 5 46,8 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 2,5YR 4/6 5YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 6 28,5 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 2,5YR 3/2 10R 5/8 Medio Ruvido Tornio veloce 5 17,5 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. GLEY1 3/N GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce 6 48,5 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 5YR 3/2 5YR 2,5/1 Medio Ruvido Tornio veloce 5 57,7 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 10YR 3/1 10YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 7 42,5 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 10YR 3/1 10YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 8 58,4 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. GLEY1 3/N GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce 5 42,3 chiusa dellI sec. fondo forma ultimo quarto GLEY1 3/N GLEY1 3/N Molto duro Ruvido Tornio veloce 14 stracotta 29,3 Goudineau 13 ruvido patina forma I sec. d.C. 10R 2,5/1 10R 2,5/1 Duro Liscio Rivestimento Tornio veloce 9 stracotta 29,3 Goudineau 13 ruvido patina forma I sec. d.C. 2,5YR 4/6 10R 3/1 Molto duro Liscio Rivestimento Tornio veloce 6 128,6 MARGINE SUPERFICI (mm)

STRATIGRAFIA

CLASSE

FORMA

DATAZIONE

COLORE IMPASTO

DUREZZA

AL TATTO

TRATTAMENTO

MANIFATTURA

SPESSORE MEDIO

PESO (g)

A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

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CJB 14

39096

CJB 15

39096

CJB 16

34102

CJB 21

39126

CJB 22*

39126

CJB 23*

39126

CJB 24

39126

CJB 25

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CJB 26

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CJB 27*

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CJB 28

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CJB 29

39126

CAMPIONE CUORE Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica a vernice rossa interna sul fondo Ceramica comune da fuoco Ceramica comune da fuoco Ceramica comune da fuoco Ceramica a vernice rossa interna Ceramica comune da fuoco Ceramica comune da fuoco Ceramica patina forma Di Giovanni 2131 patina forma Di Giovanni 2131 fondo di patina con bollo sul fondo fondo di patina con bollo sul fondo I sec. d.C. 2,5YR 5/6 2,5YR 5/6 Medio Ruvido Tornio veloce 7 13,6 I sec. d.C. 10R 5/8 10R 5/8 Molto duro Liscio ruvido Rivestimento, incisioni, timbri Tornio veloce 11 41,1 I sec. d.C. 2,5YR 4/6 2,5YR 3/1 Medio Ruvido Incisioni Tornio veloce 8 215,0 I sec. d.C. comune da fuoco Ceramica comune da fuoco Ceramica a vernice rossa interna Ceramica comune da fuoco Giovanni 2131 10R 4/4 2,5YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 7 52,7 patina forma Di I sec. d.C. 7,5YR 4/2 Giovanni 2131 7,5YR 4/2 Medio Ruvido Tornio veloce 6 103,0 patina forma Di I sec. d.C. 2,5YR 3/2 2,5YR 3/2 Medio Ruvido Tornio veloce 5 60,9 Goudineau 15 patina forma I sec. d.C. 2,5YR 4/4 2,5YR 3/1 Medio Giovanni 2131 Ruvido Tornio veloce 6 58,3 patina forma Di I sec. d.C. 10R 3/4 10R 2,5/1 Medio Giovanni 2131 Ruvido Tornio veloce 7 40,1 patina forma Di I sec. d.C. 5YR 3/1 5YR 3/1 Medio Ruvido Tornio veloce 6 27,2 patina stracotta I sec. d.C. 2,5YR 3/3 GLEY1 3/N Duro Ruvido Tornio veloce 9 116,4 con iscrizione iscrizioni Goudineau 15 ruvido incisioni, patina forma I sec. d.C. 2,5YR 4/8 2,5YR 4/8 Duro Liscio Rivestimento, Tornio veloce 6 34,4 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 10R 5/8 7,5YR 3/2 Duro Ruvido Tornio veloce 7 11,9 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 10R 5/8 7,5YR 3/2 Duro Ruvido Tornio veloce 9 17,6 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 7,5YR 4/3 GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce 7 83,1 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. GLEY1 3/N GLEY1 3/N Medio Ruvido Tornio veloce 7 68,7 MARGINE SUPERFICI (mm)

STRATIGRAFIA

CLASSE

FORMA

DATAZIONE

COLORE IMPASTO

DUREZZA

AL TATTO

TRATTAMENTO

MANIFATTURA

SPESSORE MEDIO

PESO (g)

CJB 30*

39126

CJB 31*

39126

CJB 32

39126

CJB 33

39126

CJB 34

39115

CJB 35

39126

CJB 36

39126

CJB 37

39126

CJB 38

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CJB 39

39126

CJB 40

39126

CJB 41

39126

CJB 42

39126

CJB 44

300020 n281

CJB 45

300020 n194

Le ceramiche comuni di Cuma

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CAMPIONE CUORE Ceramica comune da fuoco sul fondo Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna Ceramica a vernice rossa interna sul fondo Ceramica a vernice rossa interna sul fondo Ceramica a vernice rossa interna Ceramica comune da fuoco 2421 Ceramica comune da fuoco Ceramica a vernice rossa interna Goudineau 13 patina forma I sec. d.C. 10R 5/8 10R 5/8 Giovanni 2131 Duro Liscio ruvido Rivestimento Tornio veloce 6 42,0 patina forma Di I sec. d.C. 10R 5/8 10R 5/8 Duro Ruvido Tornio veloce 8 124,9 Di Giovanni coperchio forma I sec. d.C. 2,5YR 5/6 2,5YR 5/6 Duro Ruvido Tornio veloce 8 165,6 Goudineau 15 ruvido patina forma I sec. d.C. 2,5YR 5/6 2,5YR 5/6 Duro Liscio Rivestimento Tornio veloce 6 48,9 con iscrizione Goudineau 13 ruvido iscrizioni patina forma I sec. d.C. 10R 5/8 10R 5/8 Duro Liscio Rivestimento, Tornio veloce 6 26,4 con iscrizione iscrizioni Goudineau 15 ruvido incisioni, patina forma I sec. d.C. 2,5YR 5/8 2,5YR 5/8 Duro Liscio Rivestimento, Tornio veloce sul fondo 5 16,4 con iscrizione ruvido incisioni, timbri fondo di patina I sec. d.C. 10R 4/6 GLEY1 3/N Molto duro Liscio Rivestimento, Tornio veloce 9 fondo 56,5 con bollo sul ruvido incisioni, timbri fondo di patina I sec. d.C. 2,5YR 5/6 2,5YR 5/6 Molto duro Liscio Rivestimento, Tornio veloce 8 13,6 con iscrizione fondo di patina I sec. d.C. 2,5YR 4/8 2,5YR 4/8 Medio Ruvido Rivestimento Tornio veloce 8 26,2 MARGINE SUPERFICI (mm)

STRATIGRAFIA

CLASSE

FORMA

DATAZIONE

COLORE IMPASTO

DUREZZA

AL TATTO

TRATTAMENTO

MANIFATTURA

SPESSORE MEDIO

PESO (g)

A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

320 Tab. 1 Principali caratteristiche archeologiche e macroscopiche dei campioni studiati * I campioni troppo piccoli per essere illustrati (disegni o foto) sono contrassegnati dal segno

CJB 47

300020 n295

CJB 48

300020 n303

CJB 50

300020 n304

CJB 51

39036

CJB 52

39036

CJB 53

39036

CJB 54

39036

CJB 55

39036

CJB 56

39036

Le ceramiche comuni di Cuma

II- Caratterizzazione archeometrica di ceramiche comuni da cucina e a vernice rossa interna (rosso pompeiano) dellarea archeologica di Cuma (A.D.B., C.G., A.L., V.M.) Riassunto
Gli scavi effettuati a Cuma dai ricercatori del Centre Jean Brard hanno riportato alla luce una grande quantit di reperti ceramici. Il presente studio stato concentrato su ceramiche comuni da cucina e su di un particolare tipo di ceramica da cucina a vernice rossa interna, denominato Rosso Pompeiano. Tutti i frammenti sono costituiti da degrassante vulcanico: feldspato, clinopirosseno, scorie, pomici, litici e, in minor quantit biotite, anbolo, granato e scorie a leucite. Dal punto di vista chimico i campioni analizzati si suddividono in due gruppi principali costituiti indifferentemente da campioni di entrambe le tipologie. La distinzione fra i due raggruppamenti dovuta alla differente quantit di inclusi presente nei frammenti, come messo in evidenza dallanalisi modale. I dati XRD e SEM indicano che la maggioranza dei campioni fu sottoposta a temperature di cottura in un intervallo compreso fra 900 e 1000C. Fanno eccezione alcuni campioni di un gruppo di ceramica a vernice rossa interna per i quali sono ipotizzate temperature inferiori, comprese fra 800 e 850C. cucina caratterizzato da un rivestimento interno a vernice rossa, denito Rosso Pompeiano.

2. Inquadramento geologico
Linsediamento di Cuma posto sul margine occidentale dellarea dei Campi Flegrei, in una caldera vulcanica creatasi in seguito alle eruzioni dellIgnimbrite Campana (39 ky B.P.; De Vivo et al., 2001) e del Tufo Giallo Napoletano (15.4 ky B.P.; Deino et al., 2004, Insinga et al., 2004). Il distretto dei Campi Flegrei caratterizzato da un gran numero apparati vulcanici la cui attivit essenzialmente esplosiva. I prodotti egrei appartengono alla serie potassica (KS) (Conticelli et al., 2002, 2004) ad afnit shoshonitica di cui le trachiti rappresentano il litotipo pi diffuso. Le fasi mineralogiche principali sono clinopirosseno, plagioclasio, sanidino, biotite e magnetite; lolivina presente solo nelle rocce meno evolute. Fra i minerali accessori vi sono zircone, anbolo bruno, titanite, mentre nei prodotti pi evoluti si pu trovare nefelina (Rosi e Sbrana, 1987). Larea archeologica di Cuma situata su di una cupola lavica a composizione trachitica, su cui poggia in discordanza un banco di scorie saldate, associate a scorie arrossate di spessore variabile ascritto alla formazione della Breccia Museo (facies prossimale dellIgnimbrite Campana; Melluso et al., 1995; Fedele et al., 2008). Verso lalto vi un deposito piroclastico incoerente formato da grosse scorie immerse in una matrice cineritica biancastra, afancato in discordanza da Tufo Giallo Napoletano (g. 7, da Di Girolamo et al., 1984, modicato).

1. Introduzione
I materiali ceramici provenienti dallo scavo effettuato a Cuma dai ricercatori del Centre Jean Brard nellambito del progetto Kyme 3 (20042005) sono stati sottoposti a una serie di analisi archeometriche. Lo scopo principale di questo tipo di indagine quello di caratterizzare i materiali ceramici in base alle loro caratteristiche osservate in microscopia ottica e alla loro composizione chimica in relazione alle materie prime utilizzate (argilla e degrassante), al ne di ricostruire la provenienza di una determinata produzione ceramica tenendo conto delle caratteristiche geologiche del territorio. Inoltre lanalisi mineralogica e losservazione delle microtessiture al microscopio elettronico permettono di risalire alle temperature di cottura dei materiali ceramici. Questo studio stato focalizzato su 49 reperti ceramici (tab. 1), per la cui descrizione archeologica dettagliata si rimanda al contributo di L. Cavassa nella sezione precedente del presente articolo. Si tratta di 30 frammenti di ceramica comune da cucina e 19 di un particolare tipo di ceramica da

3. Metodologie analitiche
Le metodologie analitiche minero-petrograche adottate per questo studio sono: Descrizione macroscopica dei frammenti ceramici a carattere prevalentemente qualitativo, in cui si descrivono colore (Munsell Soil Color Chart), durezza, sensazione al tatto e tessitura degli impasti, senza lausilio di strumenti particolari. Osservazione in sezione sottile al microscopio polarizzatore, per descrivere le caratteristiche tessiturali, le propriet ottiche della matrice e

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Fig. 7 Stratigraa dellarea di Cuma (Di Girolamo et al., 1984, modicato)

identicare il tipo e labbondanza di degrassante attraverso lanalisi modale. Analisi chimica degli elementi maggiori e in traccia tramite spettrometria per uorescenza di raggi X (XRF). Analisi diffrattometrica per raggi X (XRD) per identicare le fasi mineralogiche non risolvibili al microscopio ottico che costituiscono gli impasti ceramici. Microscopia elettronica a scansione (SEM) per valutare il grado di sintering e le caratteristiche microtessiturali della matrice.

4. Risultati
4.1 ANALISI MACROSCOPICA Dai risultati dellanalisi (tab. 1) si osserva che la maggior parte dei frammenti di ceramica comune da cucina sono costituiti da impasti di durezza media, e superci ruvide al tatto. Il colore il rosso tipico della terra cotta; nei piatti da fuoco possibile osservare zonature cromatiche caratterizzate da un nucleo rosso e una parte esterna di colore grigio scuro. I campioni di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) sono costituiti da impasti duri, di cui circa la met presenta una colorazione rossa uniforme. Alcuni campioni presentano tinte pi scure e talvolta zonature (sandwich) caratterizzate da nucleo rosso e margine grigio scuro. Molti campioni di questa tipologia conservano tracce discrizioni o bolli. 4.2.1 MICROSCOPIA OTTICA (OM) Tutti i campioni di ceramica comune da cucina (escluso CJB24 di cui manca la sezione sottile)

sono costituiti da matrice otticamente inattiva; nei campioni CJB32, 45 e 54 visibile una debole attivit. Gli impasti presentano una porosit media, caratterizzata da fratture allungate orientate parallelamente alla supercie dei manufatti (g. 8b). La distribuzione degli inclusi di tipo bimodale con una frazione grossolana costituita prevalentemente da prodotti vulcanici. Il feldspato alcalino la fase pi abbondante a cui segue clinopirosseno (g. 8a). Scorie (talvolta contenenti leucite) e litici vulcanici (costituiti prevalentemente da plagioclasio e biotite) sono presenti in tutti i campioni; le pomici, anchesse frequenti, sono assenti in CJB1 e 5. Biotite e granato sono visibili in tracce in molti campioni con individui di piccole dimensioni. Lanbolo visibile in piccola quantit in CJB27, 29, 33, 35, 47, mentre sporadici cristalli di plagioclasio sono presenti in molti campioni. Inoltre nei frammenti CJB1, 4, 26, 29, 32, 33, 42 e 55 stata osservata chamotte. La frazione ne composta principalmente da piccoli cristalli di minerali sialici costituiti da quarzo e feldspato alcalino. Nellambito della ceramica comune da cucina possibile distinguere due raggruppamenti, le cui caratteristiche si riettono nei gruppi identicati su base chimica. Le principali differenze sono dovute al contenuto di inclusi (packing), compreso fra 25 e 35% nei frammenti CJB2, 25, 26, 32, 36, 45, 47, 54 e 55, mentre nei restanti campioni dellordine del 20-25%. I campioni di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) (esclusi CJB38 e 44 di cui manca la sezione) sono caratterizzati da distribuzione bimodale dei costituenti. La frazione grossolana costituita da abbondanti inclusi vulcanici, fra i quali si osservano, in ordine di abbondanza: feldspato alcalino, clinopirosseno, scorie e litici vulcanici e pomici. Occasionalmente si osservano plagioclasio e biotite. In molti campioni sono visibili scorie a leucite e sporadici cristalli di granato; fra gli altri

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Le ceramiche comuni di Cuma

costituenti vi sono ARF (Argillaceous Rock Fragments); (Whitbread, 1986). Anche in questo caso la frazione ne caratterizzata in prevalenza da piccoli cristalli sialici, costituiti, con ogni probabilit, da quarzo e feldspato alcalino. Anche i frammenti di ceramica a vernice rossa interna si possono suddividere in due gruppi deniti in base ad alcune differenze petrograche. I campioni CJB3, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 13, 14 e 15 sono caratterizzati da matrice otticamente inattiva, porosit media con fratture parallele alle pareti dei manufatti e packing compreso fra 25 e 30%. I rimanenti frammenti sono caratterizzati da spiccata attivit ottica della matrice (g. 8d), porosit scarsa, packing medio pi elevato (35-40%), frequente chamotte e un rivestimento pi spesso e regolare (g. 8c).

4.2.2 Analisi modale Attraverso lanalisi modale (tab. 2) stato possibile denire con maggiore precisione le analogie gi individuate in microscopia ottica fra i vari campioni. Lindagine stata eseguita su alcune sezioni rappresentative di ceramica comune da cucina (CJB12, 25, 27, 29, 47, 55) e di ceramica a vernice rossa interna (CJB3, 9, 11, 13, 34, 48, 50, 53), selezionate in base alle loro caratteristiche tessiturali. I campioni di ceramica comune da cucina (CJB12, 27, 29) sono caratterizzati mediamente da una percentuale di matrice di circa 66%, da una porosit del 11% e da un contenuto di inclusi prossimo al 23%. Fra questi la fase mediamente pi

Fig. 8 Caratteristiche dimpasti rappresentativi in sezione sottile. a) Ceramica comune (CJB27). Clinopirosseno (100X nicols paralleli); b) Ceramica comune (CJB23). Matrice con fratture longitudinali. (25X nicols paralleli); c) Rosso Pompeiano (CJB53). Particolare del rivestimento rosso. Sono visibili clinopirosseno, scorie e un cristallo di granato (25X nicols paralleli); d) Rosso Pompeiano (CJB52). Matrice otticamente attiva con degrassante vulcanico (25X nicols incrociati)

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abbondante il feldspato alcalino (11%) a cui seguono clinopirosseno (5%) e scorie vulcaniche (4%). Gli altri costituenti sono presenti in scarsa quantit o in tracce. Nei frammenti CJB25, 47 e 55 di ceramica comune da cucina la matrice costituisce in media il 59% degli impasti, i pori l11%, mentre gli inclusi il 30%. Fra le diverse fasi presenti il feldspato alcalino raggiunge circa il 18%, mentre il clinopirosseno il 4%. Scorie vulcaniche e pomici sono prossime al 3%. La chamotte presente in quantit inferiore al 2%, mentre altri costituenti sono presenti in tracce. I campioni di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) CJB3, 9, 11 e 13 sono caratterizzati da una percentuale media di matrice prossima al 61%, una porosit del 12% e un contenuto medio di inclusi del 27%. Feldspato alcalino e clinopirosseno rispettivamente raggiungono in media circa 8% e 7%; nel campione CJB3 il feldspato alcalino supera il 14%. Le scorie sono in media del 5%; gli altri costituenti sono osservabili in quantit scarsa o in tracce. I frammenti CJB34, 48, 50 e 53 di ceramica a vernice rossa interna sono costituiti in media dal 54% di matrice, dall8% di pori e da oltre il 38% di inclusi, percentuale che nel campione CJB34 raggiunge il 47%. Il feldspato alcalino raggiunge quasi il 19%, mentre il clinopirosseno non arriva al 5%. Le scorie superano il 6%; pomici e litici hanno entrambi un quantitativo medio di circa il 2%. La chamotte presente con una media del 4%, che nel campione CJB34 raggiunge quasi il 7%. Altri costituenti sono visibili solo in tracce. 4.3 ANALISI CHIMICA (XRF) I campioni analizzati sono tutti caratterizzati da un contenuto di CaO (media 3,0%) sempre inferiore al 6%: limite stabilito per distinguere gli impasti calcarei da quelli non calcarei (Tite & Maniatis, 1975). Nei diagrammi (g. 9) sono rappresentate le quantit di alcuni elementi maggiori (espressi come percentuale dei rispettivi ossidi) e in traccia (ppm), i cui valori hanno permesso di suddividere i campioni in due gruppi principali, costituiti indifferentemente da frammenti di entrambe le tipologie studiate. Il gruppo I comprende il sottogruppo COM1, formato da 19 campioni di ceramica comune da cucina (CJB1, 4, 5, 12, 21, 22, 23, 27, 28, 29, 30, 31, 33, 35, 37, 39, 40, 41, 42), e il sottogruppo RP1, costituito da 8 campioni di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) (CJB3, 6, 7, 8, 10, 11, 13, 38). Il gruppo II costituito dal sottogruppo COM2, che comprende 11 frammenti di ceramica comune da cucina (CJB2, 16, 24, 25, 26, 32, 36, 45, 47, 54, 55),

e dal sottogruppo RP2, costituito da 11 campioni di ceramica a vernice rossa interna (CJB9, 14, 15, 34, 44, 48, 50, 51, 52, 53, 56). Tutti i campioni del gruppo I (COM1, RP1) sono caratterizzati da un contenuto medio di SiO2 (62,1%), Ni (69 ppm) e Cr (116 ppm) pi elevato rispetto ai frammenti del gruppo II, mentre Al2O3 (18,0%), Zr (306 ppm) e Nb (36 ppm) presentano valori mediamente inferiori. I campioni del sottogruppo COM1 possiedono in media un pi elevato contenuto di SiO2 (62,9%) rispetto a RP1 (61,2%) e, come si pu osservare (tab. 3), entrambi sono caratterizzati da una deviazione standard (1,48) che indica una certa variabilit dei valori di questossido. Unulteriore distinzione nellambito del gruppo I dovuta ai valori di Fe2O3 (g. 9b) e MgO, che risultano inferiori nel sottogruppo COM1 (Fe2O3 = 7,1%, MgO = 2,9%) rispetto a RP1 (Fe2O3 = 8,2, MgO = 3,2%). Il gruppo II (COM2, RP2) caratterizzato, invece, da valori mediamente inferiori di SiO2 (58,9%), Ni (56 ppm) e Cr (78 ppm) rispetto al gruppo I e da contenuti pi elevati di Al2O3 (21,0%), Zr (398 ppm) e Nb (48 ppm). I valori medi della SiO2 nei due sottogruppi (58,8% in COM2 e 58,9% in RP2) risultano essere molto simili fra loro; inoltre il valore della deviazione standard relativamente basso (0,85) indica un miglior raggruppamento dei campioni relativamente a questossido. Tale condizione meno evidente in COM2 nel caso di Ni e Cr, per cui i campioni risultano maggiormente dispersi. Inoltre vi da segnalare il campione CJB22 del sottogruppo COM1, il quale si differenzia dalle altre ceramiche comuni da cucina per il valore di Na2O (6,0%), molto superiore rispetto alla media di tutti i frammenti studiati (1,70%). 4.4 ANALISI MINERALOGICA (XRD) Le fasi pi abbondanti rilevate in diffrattometria, comuni a tutte le tipologie ceramiche analizzate sono feldspato e quarzo. Nelle ceramiche comuni da cucina lematite scarsa o presente solo in tracce a esclusione dei campioni CJB12 e 31. Lillite sporadica in CJB33, 37 e 47, presente in tracce nei campioni CJB2, 22, 26, 32, 36, 45, 54 e assente nei restanti campioni. Il pirosseno si rileva sporadicamente nei reperti CJB1, 2, 4, 5, 12, 36, 37 e 4 e solamente in tracce negli altri campioni di ceramica da cucina. I campioni di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) contengono, oltre a quarzo e feldspato, anche ematite, la quale assente

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Le ceramiche comuni di Cuma

Fig. 9 Diagrammi binari fra elementi maggiori e in traccia. I quadrati rappresentano i campioni di ceramica comune da cucina, le losanghe la ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano). I campioni del I gruppo sono rafgurati in bianco, quelli del II gruppo in nero

nei frammenti CJB7, 8 e 11. Lillite si riscontra sporadicamente o in tracce nei campioni CJB48, 50, 52, 53 e 56; il pirosseno non si osserva nei campioni CJB14, 15, 52 e 53.

4.5 MICROSCOPIA ELETTRONICA (SEM) Losservazione al SEM ha permesso di valutare il grado di sintering degli impasti ed eseguire delle stime degli intervalli di temperatura di cottura di alcuni frammenti ceramici fra i pi rappresentativi (tab. 4), secondo la metodologia proposta da Tite e Maniatis (1975). La scelta dei campioni stata effettuata in base alla presenza di alcune fasi mineralogiche identicate in diffrattometria, indicative di intervalli termici deniti. Sono stati selezionati quattro frammenti di ceramica comune da cucina (CJB12, 22, 25, 55) e sei di ceramica a vernice rossa interna (CJB3, 6, 34, 38, 48, 50). Fra le ceramiche duso comune si nota, in CJB12, una struttura di vetricazione continua caratterizzata da pori di piccole dimensioni CV(FB) tipica di temperature comprese fra i 950 e i 1000C.

I campioni CJB22 (g. 10a) e CJB55 mostrano una vetricazione iniziale (IV) che indica temperature di cottura comprese fra 850 e 900C, ci confermato anche dalla persistenza di strutture illitiche. Il campione CJB25 presenta una struttura di vetricazione continua CV(CB) caratterizzata da pori di grandi dimensioni, che indica una temperatura di cottura in condizioni riducenti (come suggerisce il colore grigio scuro dellimpasto) compresa fra 1050 e 1100C. I campioni CJB3 e 6 di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) presentano una struttura di vetricazione estensiva (V) che indica una temperatura di cottura compresa fra 850 e 900C. Nei campioni CJB34 e 48 stato osservato uno stadio di vetricazione iniziale (IV) tipico di temperature comprese fra 800 e 850C. In CJB38 (g.10b) si osserva una struttura di vetricazione continua CV(FB) che permette di stimare un intervallo termico di cottura compreso fra 950 e 1000C; nel campione CJB50 la presenza dillite e la struttura scarsamente vetricata (NV+) indicano temperature prossime agli 800C.

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Fig. 10 Caratteristiche microtessiturali degli impasti ceramici. a) ceramica comune CJB22, struttura di vetricazione iniziale (IV) ; b) ceramica a vernice rossa interna CJB38, struttura di vetricazione continua CV(FB)

5. Discussioni
Le analisi effettuate sui materiali ceramici provenienti da Cuma hanno messo in evidenza le principali caratteristiche mineralogiche e petrograche delle due tipologie studiate: ceramiche comuni da cucina e a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano). Tutti i campioni sono realizzati con impasti prodotti con argilla di tipo non calcareo (CaO < 6%) a cui stato aggiunto degrassante vulcanico costituito da: feldspato alcalino (sanidino), clinopirosseno (diopside, fe-salite), scorie (talvolta contenenti leucite), litici vulcanici (prevalentemente a plagioclasio e biotite) e pomici. In molti campioni si osservano sporadici cristalli di granato e anbolo. La frazione residuale dellargilla costituita da piccoli cristalli di feldspato e quarzo, la cui presenza stata riscontrata in proporzione abbondante in diffrattometria. Nonostante le afnit riscontate in microscopia ottica sono state osservate alcune differenze tessiturali fra i gruppi di campioni dovute prevalentemente alle diverse proporzioni di degrassante in relazione alla matrice argillosa. Le differenze osservate in sezione sottile hanno trovato riscontro nei risultati dellanalisi chimica, attraverso la quale stato possibile distinguere due raggruppamenti principali, costituiti indifferentemente da campioni di entrambe le tipologie ceramiche studiate: il gruppo I, comprendente i sottogruppi COM1 di ceramica comune da cucina e RP1 di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano), e il gruppo II costituito dai relativi sottogruppi COM2 e RP2. I campioni del gruppo I sono caratterizzati da valori pi elevati di SiO2 e valori inferiori di Al2O3. In particolare il pi elevato contenuto di SiO2 determinato dalla

maggiore percentuale di matrice argillosa rispetto al degrassante. Inoltre allinterno di questo gruppo sono state riscontrate alcune differenze fra i campioni delle due tipologie (COM1 e RP1) determinate da Fe2O3 e MgO, i cui valori sono pi elevati in RP1 (Fe2O3 = 8,2, MgO = 3,2%) rispetto a COM1 (Fe2O3 = 7,1%, MgO = 2,9%). Tali distinzioni possono essere legate alla maggiore percentuale di clinopirosseno (7%) osservata in analisi modale relativamente ai campioni del sottogruppo COM1 (4%). Molti campioni di entrambe le tipologie contengono minerali (granato e scorie a leucite) non associabili alle paragenesi dei Campi Flegrei, il che lascerebbe presupporre che il degrassante utilizzato per questi impasti provenga dal complesso vulcanico del Somma-Vesuvio. Dal punto di vista tecnologico la maggioranza dei campioni studiati caratterizzata da impasti di colore rosso tipici di cotture in atmosfera ossidante. In molti campioni si osservano strutture zonate (sandwich) caratterizzate da un nucleo rosso e un margine grigio scuro, probabilmente dovute a una variazione verso condizioni riducenti durante le ultime fasi della cottura. I campioni CJB21, 25, 30 e 31 di ceramica comune da cucina sono costituiti da impasti di colore grigio scuro che indicano una cottura in atmosfera riducente. La maggior parte dei reperti ceramici caratterizzata da fratture allungate parallelamente alle pareti dei manufatti dovute presumibilmente agli stress termici che le ceramiche da fuoco subivano durante lutilizzo a causa del ripetuto contatto con le amme (Tite et al., 2001). Le temperature di cottura stimate per i campioni di ceramica comune da cucina sono comprese in intervalli relativamente alti. Ci evidenziato dallassenza quasi costante di illite e dallisotropia ottica della matrice. Tuttavia, le strutture di vetricazione iniziale (IV) osservabili al SEM nei campioni CJB22 e 55 suggeriscono per questi temperature di cottura pi basse, comprese fra 850 e 900C. I campioni CJB3 e 6 di ceramica a vernice rossa interna (Rosso Pompeiano) appartenenti al gruppo I sono caratterizzati da strutture di vetricazione estensiva (V) e la temperatura stimata compresa fra 850 e 900C; nel campione CJB38 dello stesso gruppo la struttura di vetricazione continua CV(FB) denota temperature comprese fra 850 e 1000C. I frammenti di ceramica a vernice rossa interna CJB34 e 48 del gruppo II presentano strutture di vetricazione iniziale (IV) che permettono di stimare temperature di cottura pi basse, comprese fra 800 e 850C. Nel campione CJB50 la struttura

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Le ceramiche comuni di Cuma

(NV+) indicherebbe temperature anche inferiori agli 800C, come suggeriscono la presenza di illite e lattivit ottica della matrice osservata in sezione sottile. Le considerazioni effettuate hanno permesso di ipotizzare lesistenza di ofcine in cui i vasai erano particolarmente attenti a diversicare le tecnologie di produzione in funzione della destinazione duso dei manufatti, in particolare per le modalit e temperature di cottura adottate.

6. Conclusioni
I campioni analizzati presentano una buona omogeneit composizionale sia chimica che petrograca. Si tratta di impasti non calcarei con abbondante degrassante di tipo vulcanico. Tuttavia, lanalisi dei dati chimici mostra alcune differenze che permettono di denire due raggruppamenti costituiti indifferentemente da frammenti appartenenti a entrambe le tipologie studiate (ceramica comune da cucina e ceramica a vernice rossa interna). Tali distinzioni dipendono principalmente dalla diversa

abbondanza di degrassante presente. In particolare i campioni del primo gruppo sono caratterizzati da una percentuale di degrassante inferiore rispetto ai frammenti del secondo gruppo che si riette in un maggiore contenuto di SiO2 e un minore quantitativo di Al2O3. In particolare la maggiore presenza della matrice argillosa nei campioni del primo gruppo avrebbe contribuito in maniera signicativa allincremento di SiO2. Le differenze individuate fra i due gruppi lascerebbero supporre lesistenza di almeno due atelier che utilizzavano tecnologie di produzione leggermente differenti fra loro, caratterizzate principalmente dal quantitativo di degrassante aggiunto ai manufatti (inferiore nel gruppo I) e dalle modalit di cottura. In base a queste considerazioni possibile supporre unorigine comune per tutti i reperti studiati, tuttavia la presenza nel degrassante di minerali estranei allarea di ritrovamento (granato e scorie a leucite) non permette di associarli a una produzione locale cumana. Il ritrovamento di questi minerali, tipici del Somma-Vesuvio, suggerisce una provenienza dallarea vesuviana.

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328 Ceramica comune CJB34 3,2 20,9 1,0 tracce tracce tracce 5,9 2,9 0,5 1,6 6,8 61,7 11,7 26,6 28,3 25,1 47,2 11,6 16,3 7,0 5,8 35,7 60,1 58,7 45,8 58,5 4,6 2,3 51,6 13,0 35,5 1,2 tracce tracce 3,6 59,5 5,0 35,5 67,2 10,5 22,3 58,9 13,2 27,9 65,5 11,6 22,9 tracce 64,4 12,1 23,5 60,8 11,0 28,2 1,4 58,1 8,0 33,9 0,8 3,7 1,1 2,7 2,2 4,3 1,6 2,7 1,3 2,1 3,2 11,0 4,9 3,9 3,9 4,3 2,1 tracce 1,9 1,5 3,2 2,3 1,2 0,7 6,2 1,4 tracce tracce tracce tracce tracce tracce 1,0 0,6 16,4 22,4 15,7 10,3 16,8 6,0 2,9 7,0 4,6 3,9 5,8 12,9 tracce tracce tracce CJB48 CJB50 CJB53 CJB12 CJB25 CJB27 CJB29 5,8 9,2 0,9 tracce tracce CJB47 5,0 15,8 tracce tracce tracce tracce 3,5 1,8 2,1 3,5 2,5 2,1 tracce CJB55 3,6 20,0 0,7 7,3 5,9 2,4 tracce CJB 9 7,5 5,8 1,3 tracce tracce tracce 6,8 2,2 0,7 2,3 tracce tracce 1,2 7,6 8,7 CJB 11 CJB 13 Tab 2. Analisi modale su sezioni sottili

Rosso Pompeiano

CJB3

clinopirosseno

6,0

feldsp. Alcalino

14,7

plagioclasio

granato

tracce

biotite

tracce

anbolo

tracce

scorie

3,7

litici

0,9

pomici

2,5

ARF

tracce

chamotte

matrice

65,6

pori

6,7

totale inclusi

27,8

Sr Y 44 306 36 1,35 15 1,38 16 1,27 14 1,93 15 2,18 49 13 1,45 156 10,06 136 15,12 146 10,75 127 13,21 7,59 147 9,18 6,35 114 5,86 118 7,13 78 14,90 85 17,85 71 6,86 33 38 48 47 16 151 116 29,46 5,31 288 23,54 4,45 323 28,20 6,06 398 32,41 4,61 393 403 6,01 46 6,28 42 4,19 41 7,81 41 41 3,95 10,60 35,59 4,39 29,73 4,90 Nb Sc V Cr GRUPPO 1 media 334 48,43 COM 1 media 309 45,63 RP 1 media 359 36,63 GRUPPO 2 media 383 49,48 COM 2 media 368 39,94 RP 2 media 398 55,21

Zr

Cu 23 5,32 22 4,27 25 7,00 38 58,64 17 2,43 60 78,93

Ba 731 114,01 746 126,29 716 80,97 778 90,02 806 65,84 750 104,82

Tab. 3b Medie e deviazioni standard () dei dati chimici

Le ceramiche comuni di Cuma

329

A. De Bonis, L. Cavassa, C. Grifa, A. Langella, V. Morra

330 Rosso Pompeiano CJB3 NC OX V 850 - 900 850 - 900 800 - 850 950 - 1000 800 - 850 V IV CV(FB) IV NV+ 800 OX OX OX OX OX NC NC NC NC NC NC OX CV(FB) 950 - 1000 CJB6 CJB34 CJB38 CJB48 CJB50 CJB12 Ceramica comune CJB22 NC OX IV 800 - 850 CJB25 NC RID CV(CB) 1050 1100 CJB55 NC OX IV 800 - 850

campione

tipo di argilla

atmosfera di cottura

struttura di vetricazione

intervallo termico di cottura (C)

Tab. 4 Stima delle temperature di cottura di alcuni campioni rappresentativi. Tipo di argilla : NC = non calcarea ; atmosfera di cottura : OX = ossidante, RID = riducente ; struttura di vetricazione : NV+ = vetricazione scarsa, IV = vetricazione iniziale, V = vetricazione estensiva, CV = vetricazione continua, (FB) = pori di piccole dimensioni, (CB) = pori di grandi dimensioni.