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Viale Virgilio 162

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Serie di tagli orientati NNO-SSE che sembrano separare larea delle fosse contenenti le anfore (ad ovest) dallarea del canale drenante (ad est).

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Nel settore settentrionale del cantiere di Viale Virgilio 162 stato parzialmente indagato un canale (1), messo in luce per circa 50 metri allinterno dellarea esplorata. Ha una larghezza di m 1,40 e una prof. di m 1,20 ca. La sezione del canale, trapezoidale nella parte superiore e rettangolare in profondit, e il deposito sabbioso sul fondo indicano che esso venne costruito con la funzione di drenaggio o conduttura dacqua (2) forse a partire dallet arcaica. In seguito, rialzato il piano di scorrimento con uno strato di pietre ed interratosi nuovamente, venne utilizzato per deposizioni di materiali ceramici seriali apparentemente disposti a piccoli raggruppamenti o per settori (3), infine coperti con depositi di unguentari e conchiglie marine. Linterramento del canale pu essere in relazione con la natura originariamente paludosa del sito, gravitante nellarea ad ovest della Salina piccola, difatti poco a sud sino al 1700 veniva ancora mappata la Palude Sarantana. Tra i materiali raccolti si segnalano antefisse architettoniche, anfore di diversa tipologia, un frammento di louterion in marmo recante uniscrizione greca mutila (4), coroplastica votiva raffigurante figure femminili, ceramica acroma, lagynoi, piccoli vasi acromi, pithoi, unguentari acromi e a vernice nera, infine numerosi carboni in parte riconducibili a contenitori realizzati in fibre vegetali. Per questo seconda fase di utilizzo si propone una datazione compresa tra la fine del V e la fine del II secolo a.C. Nellarea stata inoltre rinvenuta una fornace, di forma rettangolare (m 3 x 1,80) costruita a blocchetti sbozzati e dotata di pilastrini in mattoncini in terracotta per il sostegno del piano forato che non si conservato (5-6). Forse impiantata in epoca tardo-ellenistica, venne riutilizzata in et tardo-repubblicana e destinata, probabilmente, alla produzione di sigillate italiche del I secolo a.C., delle quali si trovano minuti frammenti. La fornace sembra essere rimasta in funzione per un breve periodo, anche perch la sua manutenzione comportava elevati costi e costanti rifacimenti. Infine, oltre a pozzi (7) connessi a canalizzazioni e ad una serie di tagli orientati che sembrano separare il settore con le fosse contenti anfore (9) stata individuata unarea di metri 20 x 15 circa di piccoli tagli regolari e poco profondi (8) ad est del canale, che si pu interpretare come zona a giardino, destinato a piantumazione, farebbe pensare ad una fascia di rispetto in prossimit di un asse viario che dovrebbe aver interessato larea, ma che non stato individuato.

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Canale di drenaggio, da NNO verso SSE, prima dello scavo. Canale drenante, panoramica da NNO verso SSE del canale, una volta rimosso il deposito, che mette in luce le pareti a sezione trapezoidale. Sul fondo, si riconosce un livello di pietre per linnalzamento del piano di scorrimento delle acque, a seguito dellinterro del fondo del canale per cause naturali. Canale-deposito, in corso di scavo. Deposito superiore costituito da frammenti ceramici e conchiglie. Canale-deposito, frammento di orlo di louterion con iscrizione in caratteri greci. Fornace di piccole dimensioni, di forma rettangolare, orientata NNO-SSE, costruita a blocchetti sagomati (conservati solo sul lato ovest) e da pilastrini in mattoni di terracotta che reggevano il piano forato. Lultimo utilizzo si riferisce alla fase tardo-repubblicana. Fornace con dettaglio dei pilastrini che reggevano il piano forato e del canale di combustione. Intorno alla fornace si trovano piccoli scarichi di cenere misti a frammenti ceramici. Pozzo orientale, tagliato nel banco calcarenitico, circondato da pietre sbozzate, riempito da numerosi frammenti di elementi architettonici. Serie di piccoli tagli poco profondi ed ortogonali tra loro, ubicati ad est del canale, forse relativa ad unarea destinata a giardino.

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Progettazione e coordinamento delle attivit archeologiche: Cooperativa Polisviluppo - Taranto Archeologi: Patrizia Guastella, Giovanni Pietro Marin, Gianluca Guastella, Luca Adamo Rilievo e documentazione grafica: Carlo Simeone Commitente: Ruta Costruzioni - Taranto Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia Direzione scientifica: Antonietta DellAglio; Assistenza tecnica: Piero Angotti