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contrabbasso

LUIGI PIATTELLINI (immagine 1)


1791 etichetta e dendrocronologia
Firenze
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/042 Cherubini

Descrizione :
Lo strumento è dotato di un'etichetta scritta a penna con
inchiostro bruno su carta, con il seguente testo: «Aloisius de
Piattellini / Florentinus Alumnus / Jo[a]nni Bat[tista]
Gabbriellis / Fecit 1791». Non abbiamo documenti
sull'acquisizione dello strumento, la cui prima menzione
appare nel catalogo della Collezione del 1911. Lo strumento
non si discosta molto dai modelli del contemporaneo
Bartolomeo Castellani se non per le spalle in accentuata
discesa. La dinamica delle effe in relazione all'arcatura del
petto richiama la scuola di Giovanni Battista Gabbrielli, del
quale il costruttore si dichiara allievo. Le caratteristiche della
scuola toscana emergono in particolare nella modellazione
della testa. Il profilo dello strumento è stato modificato
riducendo la tavola ed il fondo nella parte superiore,
rendendo quindi più ottuso l'angolo formato dalle fasce con
il manico.

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CONTRABBASSO LUIGI PIATTELLINI 1791 (immagine 1)



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contrabbasso
GIUSEPPE BRACCI (immagine 2)
1827 etichetta
Livorno
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/044 Cherubini

Descrizione :
Lo strumento presenta un'etichetta quadrata di carta, ben
decorata, con la seguente scritta a penna in inchiostro
bruno: «Livorno - / - 1827 - / Giuseppe Bracci / : Fecit :». La
prima menzione dello strumento compare nel catalogo della
Collezione del 1969, dove viene indicata, come
provenienza, la donazione di un certo Raffaello Pagni.
L'autore non è reperibile nei dizionari dei liutai, ma
possedeva buone nozioni del mestiere. Questo strumento
dovette essere concepito come "da studio" o di uso
popolare date alcune semplificazioni del modello come il
fondo piatto e senza filetto. Le parti condotta con più cura
però mostrano caratteristiche tipiche della scuola livornese:
le grandi effe, l'uso del faggio per il filetto della tavola e la
voluta in noce con perno a goccia e secondo giro piuttosto
sviluppato.

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CONTRABBASSO GIUSEPPE BRACCI 1827 (immagine 2)

contrabbasso
BARTOLOMEO CRISTOFORI (immagine 3)
1715 etichetta e documentazione
Firenze
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/041 Cherubini

Descrizione :
Questro contrabbasso, di dimensioni considerevolmente
superiori all'usuale, presenta la tavola armonica in quattro
parti di Abete rosso e il fondo bombato in quattro parti di
Acero a taglio subradiale, con marezzatura stretta e
irregolare, perpendicolare alla commettitura. Nel 1901 lo
strumento fu modificato dal liutaio fiorentino Valentino de
Zorzi, che aggiunse una quinta corda modificando la testa
del manico per ricavare lo spazio necessario al nuovo
assetto. Lo strumento è in buone condizioni generali di
conservazione. All'interno della cassa, sul fondo è tracciato
a penna "Bartolomeo Cristofori in Firenze. 1715. Primo", ma
lo strumento non è nominato in alcun documento di epoca
medicea e compare la prima volta in un inventario lorenese
del 1819 con l'attribuzione a Bartolomeo Cristofori,
inventore del pianoforte. L'esame stilistico ha confermato in
tempi recenti, la somiglianza con altri strumenti del
cembalaro padovano e se l'attribuzione fosse confermata da
ulteriori studi, si tratterebbe del più antico strumento ad arco
da lui costruito di cui si abbia notizia.
Iscrizioni :
iscrizione documentaria a penna su sul lato interno del
fondo: Bartolomeo Cristofori in Firenze. 1715. Primo.
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CONTRABBASSO BARTOLOMEO CRISTOFORI 1715 (Immagine 3)

contrabbasso
BARTOLOMEO CASTELLANI
1792 etichetta
Firenze
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze
Stringed instruments / Double basses / Double bass

Numero d'inventario :
1988/043 Cheruini

Descrizione :
La paternità dello strumento è testimoniata dall'etichetta incollata
sul fondo, scritta a mano con inchiostro scuro: «Bartolomeus de
Castellanis fecit / Florentiae in Platea Montis Pietatis / Anno Domini
Milesimo septingente / simo nonagesimo secundo 1792». È seguita
da un'altra etichetta riguardante il restauro di Giorgio Corsini del
1967. La presenza di questo contrabbasso alla Corte Granducale
non è certa fino al 1819, ma il restauro di un "contrabbasso nuovo"
nel 1793 rende plausibile l'ipotesi che il suo ingresso nella
collezione sia da collocare poco dopo la data di costruzione
riportata sull'etichetta. Lo strumento passa al Regio Istituto
Musicale nel 1863, ma compare nei cataloghi del Museo solo nel
1969. Sotto la nocetta è intarsiato uno scudo con una campana e
una banda in obliquo, corrispondente a quello della famiglia
fiorentina dei Campanari. La fattura è buona, così come il disegno
della cassa e delle effe. Mancano strumenti di confronto per
confermare stilisticamente l'attribuzione a Castellani, ma qualità e
aspetto della vernice sembrano avallarla.
Iscrizioni :
iscrizione documentaria a penna su sul lato interno del
fondo: Bartolomeus de Castellanis fecit/ Florentiae in Platea Montis
Pietatis/ Anno Domini Milesimo septingente-/ simo nonagesimo
secundo 1792.
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CONTRABBASSO BARTOLOMEO CASTELLANI 1792 (immagine 4)

contrabbasso
ANONIMO (immagine 5)
metà XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/045 Cherubini

Descrizione :
Questo piccolo contrabbasso a tre corde presenta la tavola
armonica in due parti di Abete rosso a venatura media
lievemente più larga verso i bordi. Il fondo piatto è in tre
parti di simile larghezza di Acero a taglio radiale e
subradiale, con marezzatura leggera e perpendicolare
all'asse dello strumento. Il fondo è piegato nella parte
superiore, senza interruzione delle tavole. Lo strumento è
stato portato da quattro a tre corde: i fori originali nella
cassetta dei piroli per la prima corda sono stati chiusi e
spostati verso il riccio, quelli per la seconda sono stati
chiusi, mentre quelli per la terza e la quarta sono stati
riutilizzati. Lo strumento è in mediocri condizioni di
conservazione e non presenta etichetta. Studi più recenti
hanno smentito le precedenti attribuzioni dello strumento a
un membro della famiglia Amati e alla scuola bolognese a
metà dell'Ottocento. Si tratta comunque di un contrabbasso
italiano di modello piccolo, probabilmente risalente alla metà
del XVIII secolo.
Iscrizioni :
iscrizione documentaria a impressione su sulla ganascia di
destra della voluta: R. PALAZZO A PITTI [stemma].
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CONTRABBASSO ANONIMO metà XVIII secolo (immagine 5)

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archetto, per contrabbasso
GIOVANNI BATTISTA GABBRIELLI (immagine 6)
fine XVIII secolo analisi stilistica e documentazione
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/064 Cherubini

Descrizione :
Archetto riconducibile al modello "alla Dragonetti" dal nome
del contrabbassista veneziano (1763-1846) che ne ispirò la
realizzazione riuscendo con esso ad eseguire un repertorio
virtuosistico su uno strumento considerato solo da
accompagnamento. La grande distanza tra la bacchetta e il
crine permette l'impugnatura con il palmo della mano verso
l'alto. La bacchetta è ottagonale nella prima parte e diviene
poi tonda fino alla punta. La particolarità del modello è che
la bacchetta non è piegata a caldo, ma la curvatura è
ottenuta tagliando il legno con le venature parallele al piano
verticale dell'arco. La punta è "a zampa di elefante" e il
nasetto "alla tedesca". Sulla bacchetta in prossimità del
bottone è impresso due volte il marchio a fuoco «GBG» di
Giovanni Battista Gabbrielli.

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ARCHETTO GIOVANNI BATTISTA GABRIELLI fine XVIII secolo (immagine 6)




















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archetto, per contrabbasso
BAZIN (immagine 7)
seconda metà XIX secolo analisi stilistica
Mirecourt
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/070 Cherubini

Descrizione :
La bacchetta di pernambuco è a sezione ottagonale per
l'intera lunghezza. La punta è di forma francese, la
superficie inferiore coperta da una soletta di ebano. Il
nasetto "alla francese", di ebano, ha forma e proporzioni
moderne. La scelta dei materiali, la forma e la curvatura
della bacchetta, il decremento progressivo del suo diametro
fanno pensare all'atélier Bazin attivo a Mirecourt dalla metà
del XIX secolo. Da evidenziare la slitta in argento tra nasetto
e bacchetta, che contrasta con il canale del crine aperto e
l'assenza dell'anello metallico per fermare il crine.













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ARCHETTO BAZIN metà XIX secolo (immagine 7)












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archetto, per contrabbasso
BAZIN (immagine 8)
seconda metà XVIII secolo analisi stilistica
Mirecourt
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/071 Cherubini

Descrizione :
La bacchetta di balata ha forma ottagonale all'inizio, poi
tonda fino alla punta. La punta è "alla francese", con la
superficie inferiore rivestita da una soletta di ebano. Il
nasetto di pernambuco è "alla francese", con forma e
proporzioni moderne. La scelta dei materiali, la forma e la
curvatura della bacchetta, il decremento progressivo del suo
diametro fanno pensare all'atélier Bazin attivo a Mirecourt
dalla metà del XIX secolo. Il materiale del nasetto, la foggia
del bottone, l'assenza di copertura del canale del crine e
soprattutto la mancanza dell'anello metallico per fermare il
crine sono testimonianza di un prodotto di fascia non
elevata.













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ARCHETTO BAZIN seconda metà XVIII secolo (immagine 8)











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archetto, per contrabbasso
ANONIMO (immagine 9)
seconda metà XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/066 Cherubini

Descrizione :
Bacchetta di amoretta divisa in due parti da una strozzatura
tornita: la prima parte è tonda, mentre dalla strozzatura fino
alla punta la sezione è ottagonale con profonda scanalatura
da entrambi i lati. La punta è essenzialmente triangolare ma
il profilo anteriore segue la linea del collo a cigno. Il nasetto
"alla tedesca" scorre su guida cilindrica. Sia sul nasetto che
sulla punta sono visibili interventi di consolidamento
realizzati con legno di acero analogo. Le dimensioni notevoli
e il peso elevato lo rendono insolito e adatto non al
repertorio solistico ma alla realizzazione del basso continuo.
Particolarmente insolita anche la strozzatura tra
l'impugnatura e l'inizio della scanalatura, in un punto di
particolare delicatezza meccanica della bacchetta.

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ARCHETTO ANONIMO seconda metà XVIII secolo (immagine 9)


























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archetto, per contrabbasso
ANONIMO (immagine 10)
fine XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/065 Cherubini

Descrizione :
Archetto riconducibile al modello "alla Dragonetti" dal nome
del contrabbassista veneziano (1763-1846) che ne ispirò la
realizzazione riuscendo con esso ad eseguire un repertorio
virtuosistico su uno strumento considerato solo da
accompagnamento. La grande distanza tra la bacchetta e il
crine permette l'impugnatura con il palmo della mano verso
l'alto. La bacchetta ha una sezione tonda piuttosto
irregolare. La particolarità del modello è che la bacchetta
non è piegata a caldo, ma la curvatura è ottenuta tagliando
il legno con le venature parallele al piano verticale dell'arco.
La punta è "a zampa di elefante" e il nasetto "alla tedesca"
scorre su una guida "a binario".













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ARCHETTO ANONIMO fine XVIII secolo (immagine 10)










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archetto, per contrabbasso
ANONIMO (immagine 11)
seconda metà XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/067 Cherubini

Descrizione :
Bacchetta di pernambuco a sezione ottagonale, con punta
moderna "alla francese" con estremità decorata con un
riccio arrotondato. Il nasetto è del tipo "alla tedesca". L'arco
dovrebbe essere appartenuto a Gustavo Campostrini (1851-
1904), professore di contrabbasso presso il Regio Istituto
Musicale di Firenze. Il modello deriva dalla trasformazione
di quello "alla Dragonetti", di cui ha le medesime
caratteristiche costruttive, come la curvatura della bacchetta
ottenuta dal taglio del legno con le venature parallele al
piano verticale dell'arco invece che con piegatura a caldo.
La lunghezza però è superiore ed è rilevante la comparsa
dell'anello metallico che ferma il crine al nasetto.













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ARCHETTO ANONIMO seconda metà XVIII secolo (immagine 11)













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archetto, per contrabbasso
ANONIMO (immagine 12)
seconda metà XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/068 Cherubini

Descrizione :
Bacchetta in leccio a sezione ottagonale con marcate
irregolarità, con punta moderna "alla francese" decorata
all'estremità con un riccio arrotondato. Il nasetto è "alla
tedesca" con sistema di tensione a vite del tipo "a binario".
L'arco dovrebbe essere appartenuto a Gustavo Campostrini
(1851-1904), professore di contrabbasso presso il Regio
Istituto Musicale di Firenze. Il modello deriva dalla
trasformazione di quello "alla Dragonetti", di cui ha le
medesime caratteristiche costruttive, come la curvatura
della bacchetta ottenuta dal taglio del legno con le venature
parallele al piano verticale dell'arco invece che con
piegatura a caldo. La lunghezza però è superiore ed è
rilevante la comparsa dell'anello metallico che ferma il crine
al nasetto.

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ARCHETTO ANONIMO seconda metà XVIII secolo (immagine 12)













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archetto, per contrabbasso
ANONIMO (immagine 13)
seconda metà XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/069 Cherubini

Descrizione :
Bacchetta di pero a sezione ottagonale, con punta moderna
"alla francese" con estremità decorata con un risalto che
finisce tronco. Il nasetto è "alla tedesca". L'arco dovrebbe
essere appartenuto a Gustavo Campostrini (1851-1904),
professore di contrabbasso presso il Regio Istituto Musicale
di Firenze. Il modello deriva dalla trasformazione di quello
"alla Dragonetti", di cui ha le medesime caratteristiche
costruttive, come la curvatura della bacchetta ottenuta dal
taglio del legno con le venature parallele al piano verticale
dell'arco invece che con piegatura a caldo. La lunghezza
però è superiore ed è rilevante la comparsa dell'anello
metallico che ferma il crine al nasetto.
















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ARCHETTO ANONIMO seconda metà XVIII secolo (immagine 13)












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archetto, per contrabbasso
ANONIMO
fine XVIII secolo analisi stilistica
Galleria dell'Accademia - Dipartimento degli strumenti
Musicali - Firenze

Numero d'inventario :
1988/072 Cherubini

Descrizione :
La bacchetta, in legno tropicale non identificato, è a sezione
ottagonale all'inizio e poi tonda fino alla punta. La punta è in
forma "Cramer" con una soletta di osso incollata alla
superficie inferiore. Il nasetto a strati alternati di legno
tropicale e osso è riconducibile all'area tedesca. La linea è
semplice e tesa, la curva poco pronunciata e la punta è
poco più bassa del nasetto.

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ARCHETTO ANONIMO fine XVIII secolo (immagine 14)

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