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IL BLU DI SMALTO IN AFFRESCHI: IL CASO DEL CORREGGIO NELLA CUPOLA DEL DUOMO DI PARMA

Antonella Casoli1, Michela Berzioli1, Maria Elena Darecchio1, Sara Fiori1, Laura Medeghini1, Pier Paolo Lottici2, Danilo Bersani2, Paolo Zannini3, Diego Cauzzi4, Simone Caglio5, Gianluca Poldi6
1Dipartimento

di Chimica Generale ed Inorganica, Chimica Analitica, Chimica Fisica,Universit degli Studi, viale G.P. Usberti, 17/a, 43100 Parma 2Dipartimento di Fisica, Universit degli Studi, viale G.P. Usberti, 7/a, 43100 Parma, 3Dipartimento di Chimica, Universit di Modena e Reggio 4Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico di Bologna 5Ricerca Scientifica, Milano, 6LAM - Universit degli studi di Bergamo

Sui dipinti murali della cupola del Duomo di Parma, affrescata da Antonio Allegri detto il Correggio nei primi decenni del cinquecento, stata condotta unattenta campagna dindagine. La ricerca ha permesso, tramite indagini non distruttive in situ [1] e analisi su microframmenti prelevati dal dipinto [2], di individuare i pigmenti e leganti utilizzati dallartista, identificare i materiali di restauro e definire i prodotti di eventuali processi di degrado. Per le campiture blu-azzurre stato osservato l utilizzo di due miscele differenti tra le zone del cielo e quelle delle vesti. Nella zona del cielo sono preponderanti il blu di smalto ed azzurrite, mentre il blu oltremare, la cui presenza riscontrata solo in superficie, stato utilizzato come rifinitura. Nelle campiture delle vesti il pigmento principalmente utilizzato lazzurrite. Anche in questo caso il blu oltremare stato identificato solo a livello superficiale.

LO SMALTINO (CoO) che viene addizionato alla matrice vetrosa Lo smaltino un vetro potassico di colore blu. Il colore dovuto alla presenza di ossido di cobalto
nei processi di preparazione del pigmento. Si documenta un largo uso del blu di smalto in Europa a partire dal XV secolo soprattutto nella pittura ad olio. E noto come lo smaltino degradi facilmente nei dipinti ad olio [3], ma la letteratura piuttosto scarsa sul suo comportamento in altre tecniche quali laffresco e le tempere. Questo studio si propone di ampliare le conoscenze riguardo lo smaltino nellaffresco, in particolare valutando lo stato di conservazione del pigmento nei dipinti murali della cupola del Duomo di Parma attraverso lidentificazione della composizione dello smaltino, la morfologia e dimensione dei grani e la mappatura delle concentrazione degli elementi costituenti.

MICROSCOPIA OTTICA

MICRO-SPETTROSCOPIA INFRAROSSA A TRASFORMATA DI FOURIER


Intensity (a.u.)
100 95 90

MICRO-SPETTROSCOPIA RAMAN
40000

35000

30000

Intensity (a.u.)
200 400 600 Wavenumber (cm-1) 800 1000

30000

2978

20000

85

1726

25000
10000

%Transmittance

3397

1436

1388

873 1320

75

768

824

80

3529

70

1031

20000 1200 1400 Wavenumber (cm-1) 1600 1800

65

1619

671

60

55

Immagini al microscopio ottico nel VIS di un grano di smaltino. E possibile riconoscerlo visivamente in relazione alle dimensioni maggiori rispetto agli altri pigmenti, al colore blu-azzurro e alle fratture concoidi tipiche del vetro.

50

45 3500 3000 2500 Wavenumbers (cm-1) 2000 1500 1000

Spettro FTIR di un campione prelevato da una zona blu del cielo. La banda a 1031 cm-1 attribuibile ad un silicato.

Spettri Raman raccolti su un grano blu di smaltino. I due spettri si differenziano in base al range di misura delle analisi: il primo stato eseguito nellintervallo 150-1100 cm-1, mentre il secondo da 1100 a 1900 cm-1 . Come si pu notare, a parte il picco della calcite a 1089 cm-1, il campione caratterizzato da una luminescenza diffusa che maschera leventuale presenza di altri picchi.

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MICROSCOPIA ELETTRONICA A SCANSIONE E MICROANALISI EDS


Immagine SEM-BS di un grano di smaltino col relativo spettro EDS. Sono presenti potassio, calcio, ferro, cobalto, sodio, arsenico, bromo e silicio .

SPETTROMETRIA RIFLETTANZA NEL VISIBILE

Curve di riflettanza spettrale del Blu di Smalto con le caratteristiche bande a 530, 600 e 630-640 nm circa.

Mappature di potassio, cobalto, silicio, calcio e sodio allinterno di un grano di smaltino. E possibile notare come i vari elementi siano distribuiti in modo uniforme .

CONCLUSIONI
Mediante analisi non distruttive in situ come la spettroscopia di riflessione nel visibile e la fluorescenza a raggi X stata identificata la presenza dello smaltino e del cobalto, rispettivamente, nei dipinti murali della cupola del Duomo di Parma. Lutilizzo dello smaltino stato poi confermato dallintegrazione delle informazioni ricavate con diverse analisi di laboratorio quali losservazione al microscopio ottico, micro-spettrofotometria infrarossa a Trasformata di Fourier, micro-spettroscopia Raman e analisi SEM-EDS. Mediante microanalisi EDS stato possibile identificare la composizione elementare. Le immagini SEM hanno permesso di valutare lo stato di conservazione dei grani. Si riscontrato lassenza di fenomeni di degrado superficiale: i granuli, infatti, appaiono di colore omogeneo e risultano caratterizzati da una superficie compatta priva di abrasioni, fratture e incrostazioni. Le mappe EDS confermano questa ipotesi poich mostrano una distribuzione omogenea dei vari elementi (Si, Ca, Co,,k, Na) allinterno dei grani.
[1] SPETTROMETRIA RIFLETTANZA NEL VISIBILE, INFRAROSSO IN FALSO COLORE, FLUORESCENZA DI RAGGI X
[2] STEREOMICROSCOPIO, ANALISI STRATIGRAFICHE, MICRO-SPETTROSCOPIA INFRAROSSA A TRASFORMATA DI FOURIER ( FTIR), MICRO-SPETTROSCOPIA RAMAN , SEM-EDS, GASCROMATOGRAFIA ABBINATA ALLA SPETTROMETRIA DI MASSA [3] Spring M. Higgitt C. Saunders D., Investigation of pigment-medium interaction processes in oli paint containing degraded smalt, Technical Bulletin of National Gallery, n 26, 2005, pgg. 56 70; Dawson T.L. , Examination, conservation and restoration of painted art, Society of Dyers and Colourists, N 123, 2007, pgg. 281 292.