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BIBLIOFILIA: LEGGERE

UNA GRANDE EMOZIONE

ARTISSIMA A TORINO,
FIERA DEL NOSTRO TEMPO

FILARMONICA DELLA SCALA


CON SHAKESPEARE IN MUSICA

carlo ossola | pag. 36

marina mojana, pia capelli | pag. 42

philip gossett e altri | pagg. 37-39

Domenica
da collezione

domenica 3 novembre 2013


www.ilsole24ore.com/domenica
@24Domenica
@Massarenti24

roma

bella scoperta / 1

La tomba dipinta di Thutmose


Legittologo francese
Alain-Pierre Zivie ha
identificato a Saqqara
il sepolcro del grande
artista che scolp
il ritratto di Nefertiti

maestri & opere


di Cinzia Dal Maso

di Paolo Matthiae

no dei temi pi affascinanti, e meno dibattuti, dellarcheologia orientale


quello della posizione nella societ e dellapprezzamento dellopera degli artisti nelle civilt preclassiche dellantico
Oriente e in particolare in Egitto e in Mesopotamia. Lopinione prevalente, apparentemente ben fondata, che coloro che produssero opere darte che destano ancor oggi, dopo millenni, meraviglia e ammirazione appartenevano a una massa anonima
di artigiani, privi nel loro tempo di particolare considerazione, valutati allo stesso livello dei numerosi artefici, dai carpentieri
ai fabbri, di utensili seriali di uso comune.
Ma la questione assai pi complessa se
in Egitto, in un famoso testo sapienziale
composto forse gi nellAntico Regno, si dice larte non ha limiti e nessun artefice
possiede la perfezione, se le pi prestigiose officine templari mesopotamiche erano
chiamate la casa dei creatori con un termine che usato negli inni in lode del grande dio creatore Enki e se, infine, i re dAssiria e di Babilonia, erigendo i loro sontuosi
palazzi, affermavano che essi questo facevano per lammirazione delle genti.
Se vero che il solo impiego del termine
"artista", che nella stessa lingua italiana
uninvenzione dantesca, rischia di produrre valutazioni antistoriche se applicato
troppo disinvoltamente alle remote civilt
orientali antiche, non meno vero che, soprattutto in Egitto sono ben documentati
esempi clamorosi del fatto che coloro che
presiedettero alla creazione di mirabili
opere architettoniche, non solo sono ben
conosciuti, ma erano straordinariamente
apprezzati ed esaltati da contemporanei e
posteri. Il creatore della prima grande architettura in pietra del mondo egiziano, allinizio della III Dinastia, e larchitetto dello straordinario complesso monumentale
della piramide a gradoni di Saqqara del faraone Zoser, fu Imhotep, che fu addirittura divinizzato in epoca tarda. Larchitetto
della piramide di Cheope a Giza fu certamente uno dei figli del grande faraone della IV Dinastia, Hemionu, che aveva tra i
suoi titoli quello di soprintendente alle
fabbriche del re e la cui immagine conservata in una bella statua del museo di Hildesheim. praticamente sicuro che lideatore dello spettacolare tempio funerario

scultura | Statua dellarchitetto


Amenhotep figlio di Hapu,
Il Cairo, Museo Egizio, XIV secolo a.C.

statua dipinta | Maestro Thutmose, Busto d della regina Nefertiti, moglie di Ekhnaton, museo di Berlino, XIV secolo a.C.

archittettura | Il tempio
funerario della regina Hatshepsut a Deir
el-Bahri, Tebe occidentale, XV secolo a.C.

della regina Hatshepsut a Deir el-Bahri nella Tebe occidentale fu il suo favorito Senenmut, allapice dellamministrazione regale durante il tormentato regno della regina
della XVIII Dinastia.
Ruolo sociale altissimo e considerazione somma ebbe, pochi decenni pi tardi,
durante il glorioso regno di Amenhotep
III, il dignitario cui si devono certo gran
parte delle molte monumentali iniziative
architettoniche di quel faraone: Amenhotep, figlio di Hapu, ebbe addirittura dal
suo signore il privilegio, unico pi che ra-

ro, di poter avere un santuario funerario


nellarea di Tebe dove erano i templi funerari dei faraoni. La considerazione di cui
godette il figlio di Hapu alla corte di
Amenhotep III non fu certo inferiore a
quella che ebbero nel Rinascimento Leonardo alla corte di Francesco I re di Francia e Tiziano presso limperatore Carlo V.
E probabilmente analogo fu il caso, molti
secoli pi tardi, di Tabshar-Assur, il tesoriere di Sargon II, cui il gran re dAssiria
affid, come ben documentato da una
serie di lettere degli archivi reali, lincarico di pianificare e realizzare la sua nuova
capitale di Dur Sharrukin, la moderna
Khorsabad.
Molto pi raro certo, comprensibilmente, il caso di grande fama di scultori
anzich di architetti nelle civilt dellantico Oriente, ma uneccezione straordinaria
quella di un artefice che deve essere considerato uno dei pi grandi artisti di tutti i
tempi, quel Thutmose, che aveva il titolo
di primo scultore di Amenhotep IV, il famoso faraone eretico che, rinnegando il culto
di Amone di Tebe, assunse il nome di Ekhnaton e fond, lontano dalla citt santa di
Amone, la sua nuova capitale di Akhetaton, sul sito moderno di Amarna. Fu nel

quartiere residenziale di Akhetaton che


legittologo tedesco Ludwig Borchardt nel
1912 riport alla luce la casa e lo studio dello scultore Thutmose. L fu scoperta, insieme a ventidue calchi in gesso di volti di dignitari della corte del faraone eretico, lo

Ubicata nella necropoli riservata


ai cortigiani di Ekhnaton,
la sepoltura ha restituito
i ritratti eseguiti dal maestro,
suo, della moglie e dei figli
squisito busto dipinto della regina Nefertiti, in calcare e gesso, che, oltre che essere
oggi lemblema dei Musei di Berlino cui
Borchardt consegn lopera dopo averla tenuta presso di s per undici anni, indubbiamente un immortale capolavoro dellarte universale.
Lo scultore Thutmose, certo tenuto in
grandissima stima da Ekhnaton, aveva
una residenza nella nuova capitale del regno tra gli alti dignitari del rivoluzionario
faraone, non diversamente da quanto accadde ai pi grandi artisti del Rinascimen-

to, ma la tomba di quellartista famoso


non era stata mai trovata.
Anche questo enigma dei tempi di Ekhnaton sembra oggi risolto: legittologo
francese Alain-Pierre Zivie ha annunciato di recente, in unaffollata conferenza
tenuta allUniversit di Harvard, di aver
identificato la tomba dello scultore Thutmose nella necropoli di Saqqara nella regione detta del Bubasteion, dove furono
sepolti personaggi di altissimo livello della corte di Ekhnaton, dal suo vizir Aperel
a Maia nutrice del futuro re Tutankhamon, a un ambasciatore egiziano presso
la corte hittita. Nella tomba sono rappresentati lartista, la moglie e i suoi figli in
splendide pitture attribuite allo stesso
scultore, che deve esser stato anche un
pittore di grande talento.
I particolari di questa suggestiva scoperta forniscono una testimonianza inattesa e convincente della grandissima considerazione in cui erano tenuti, in vita e in
morte, alla corte dEgitto i grandi maestri
del XIV secolo a.C., il cui livello sociale
non era ritenuto inferiore a quello dei pi
alti dignitari del regno e delle pi rispettate dame dellharem.
RIPRODUZIONE RISERVATA

bella scoperta / 2

Iscrizioni sul tempio di Fests


di Emanuele Greco

ests nellisola di Creta domina


con le sue tre alture ai piedi del
Monte Ida la piana della Mesar,
chiusa a sud dalla catena degli
Asterusia, oltre la quale si trova la costa che
affaccia sul mare libico.
Nella pi orientale delle colline gli archeologi italiani hanno riportato alla luce, a
partire dal 1900, il celebre palazzo minoico, mentre gli inglesi scavavano contemporaneamente quello di Cnosso; la pi alta
delle colline, quella ovest, detta di Christs
Effendi (Cristo Signore) era stata invece oggetto di brevissima esplorazioni solo agli
inizi del 900. Da qualche anno la Scuola Archeologica Italiana di Atene ha avviato una
serie di esplorazioni di superficie con lausilio delle moderne tecnologie di rilevamen-

Cleopatra
colta
e raffinata

to e di prospezione geofisica sia sulle colline che nella pianura sottostante, dove non
si ancora svolta nessuna campagna di scavo sistematico. Una prima avvisaglia si
avuta con il ritrovamento quasi alla cima di
Christs Effendi, due anni fa, di un frammento di vaso con dedica ad Athana (vale a
dire Athena in dialetto dorico).

La Scuola Archeologica Italiana


di Atene ha riportato in luce
i resti di un tempio con una
sequenza di nomi incisi risalenti
al III-II secolo avanti Cristo
Nelle settimane passate, nellambito delle
ricerche promosse dalla Scuola Italiana in
collaborazione con lEforia di Hiraklion,
larea stato finalmenteoggetto di scavo: sono stati riportati alla luce la base e parte del

crollodi ungrossoedificio costruitocon blocchi squadrati che sembrano essere collassati


a causa di un terremoto. Si distinguono tre
filaridi fondazione ed una massa cospicua di
blocchiappartenutia muricrollati.Lasorpresa stata grande quando si constatato che
uno dei blocchi recava uniscrizione incisa
su quattro linee: si tratta di una serie di nomi
che fanno parte di una lista (di magistrati?
sacerdoti? ) databile, come ledificio, alla prima et ellenistica o poco dopo (nel corso del
III secolo a.C., certamente prima della met
delsecolo IIa.C.,quando Festsfurasaalsuolo dalla vicina Gortyna). La posizione alla
sommitdelcrollolasciafacilmenteintendereche sitratta dellapartealta del muro,mentre la grande quantit dei blocchi, appena intravvista con lo scavo concluso pochi giorni
fa, dovrebbe appartenere al resto delledificio con il resto di questa nuova iscrizione.
Quando parliamo di muri con testi iscritti
non possiamo non pensare immediatamente alla Grande Iscrizione di Gortyna, quello grandi lettere | Veduta dello scavo in corso a Fests con i resti delliscrizione ritrovata

uale immagineavevano i romanidellEgitto?Lapiccolama preziosa mostra che il chiostro del


Bramante dedica alla regina
Cleopatra, prodotta da Arthemisia
Group per la cura di Giovanni Gentili,
spiazza gi dalla prima sala. Accanto ai
soliti affreschi e mosaici a tema nilotico,
vanta una piccola scultura del fiume Nilo
dalla collezione Caetani, derivazione di
quellapifamosa del tempio delle dea Iside in Campo Marzio (ora ai Musei Vaticani).E poi la statuettadi un acrobata nubiano su coccodrillo, dal British Museum,
che raffigura virtuosismi ginnici descrittida Plinio ilVecchio e Strabone. insomma una mostra raffinata, una summa di
curiosit per presentare quella comunit
multiculturale, un po egizia e un po greca, sullaquale Cleopatra regn. E per esaltare il valore di una donna di ferro che
rese la sua terra importante e, di fatto, fece nascere in Roma il mito dellEgitto. Dimenticate le malelingue augustee che
hanno dipinto la nemica Cleopatra come
simbolo della lussuria doriente. Qui appare limmagine di una donna colta, raffinata, passionale ma anche calcolatrice
per il bene del suo popolo. Appare il lievitare del fascino per lEgitto nella societ
romana, mentre in mare infuriavano le
battaglie per il suo possesso. E quellegittomania che, col tempo, pervader anche
le case pi umili dellimpero. Cleopatra
domina su tutto ci con una bella serie di
possibili ritratti (non conosciamo le sue
reali fattezze). In particolare quellimmagine inedita di Ottavia, la sorella di Augusto che Marco Antonio spos e poi abbandon per Cleopatra: un lavoro incompiuto dove pare che lartista,nelle mutate circostanze, stesse trasformando la sua Ottavia proprio in Cleopatra.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Cleopatra. Roma e lincantesimo


dellEgitto, Roma, Chiostro del
Bramante fino al 2 febbraio 2014.
Info: 06916508451,
www.mostracleopatra.it

mostra | La rassegna su Cleopatra


allestita al Chiostro del Bramante a Roma

straordinario testo giuridico scoperto dal


nostro Federico Halbherr nel 1884, agli albori dellesplorazione italiana nellEgeo. Insomma, Creta, a parte le numerose altre meraviglie della sua storia e della sua cultura
antica e moderna, si conferma terreno privilegiato per lo studio del diritto o delle pratiche politiche e religiose, le cui regole gli
antichi abitanti dellisola avevano labitudine di rendere pubbliche incidendo sui muri
i testi di legge come non si vede fare in altre
parti del mondo greco. In fine dei conti il
mito di Minosse il legislatore trova qualche
fondamento nelle consuetudini che larcheologia ci aiuta a disvelare. Non improbabile che ledificio, la cui esplorazione stata
seguita sul terreno da unquipe composta
da archeologi delle Universit di Salerno e
Roma, sia parte di un santuario (di Athena?) e che la collina di Christs Effendi fungesse da acropoli della citt classica.
Speriamo di poterne continuare lesplorazione il prossimo anno e di recuperare una
nuova fonte di conoscenze, quale promette
di essere liscrizione incisa sulle pareti, secondo una tradizione attiva a Creta a partire
dal 600 a.C. che, grazie alle nuove scoperte,
vediamo perpetuarsi fino allet ellenistica.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene

36

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

A Palazzo Reale di Milano mostra sulla EMME Edizioni

Bibliofilia

Si apre il 5 novembre a Palazzo Reale una mostra dedicata alla Emme Edizioni,
che Rosellina Archinto cre nel 1966: antologica su un esperimento allavanguardia
nella storia delleditoria italiana, per la qualit di titoli e collane, la loro modernit,
la spregiudicatezza di alcune scelte stilistiche, la vastit e variet del catalogo.
La mostra, prodotta da Hamelin, curata da Francesca e Cristina Archinto

emozioni sulla pagina

Sfogliando la nostra vita


Un saggio, scritto
in crescendo
da Luca Ferrieri,
esplora le possibilit
cognitive ed emotive
dellatto di leggere
di Carlo Ossola

n fondo aveva ragione Proust:


amiamo la lettura perch essa ricrea lunione del libro e di ci che
eravamo mentre lo leggevamo:
losservazione, riportata nel libro
"interstiziale", pensoso e copioso,
di Ferrieri, potrebbe essere prolungata da
altri echi proustiani: Il rivedere la copertina di un libro gi letto ritrova, intessuti nei
caratteri del suo titolo, i raggi di luna di
una lontana notte destate (Le Temps retrouv); La biblioteca che verrei a compormi sarebbe dun valore pi grande ancora,
poich i libri che ho letto un tempo a Combray, a Venezia, arricchiti ora dalla mia memoria di larghe miniature raffiguranti la
chiesa di Saint-Hilaire, la gondola ormeggiata ai piedi di San Giorgio Maggiore in
capo al canal Grande , sarebbero divenuti
degni di quei "libri figurati", Bibbie istoriate, libri dore che lamatore non apre mai
per leggere il testo ma per incantarsi ancora una volta dei colori (ivi).
Che cosa leggiamo quando leggiamo?
vien dunque da chiederci: leggiamo nel libro della memoria, direbbero Agostino, Petrarca e Proust. Leggiamo per iscrivere il
nostro nome in una geografia, in una topografia che vorremmo perpetuare, unansia
di "nome proprio" da certificare sesto tra
cotanto senno al termine di una lista
che mappa vissuta, quartiere, angolo di
scaffale, prima avventura, anagrafe e utopia, come un rassicurante rosario dinfanzia, lungo le strade di Bayonne: BarbetMassin, Delay, Henriquet, de Lasbordes,
Didon, de Ligneroles, Garance (Roland
Barthes par Roland Barthes, Nomi proprii).
Il saggio costruito in "crescendo" e in

vita
da fiction
Meri Gorni
Le figure
del romanzo,
2012
collage di
fotografie su
fotografia
50x50 cm,
collezione
privata.
Lopera stata
esposta nella
mostra LArte
un romanzo
(Catalogo
Silvana)
contrappunto, s che al titolo di un capitolo
In esilio si opponga, a contrasto, nei margini istoriatissimi: La lettura un canto libero.
anche un repertorio sintomatico, nascostamente diagnostico, come attesta un variegato e sorprendente Indice delle accezioni, situazioni, azioni e passioni di lettura,
ove possiamo trovare rubricati biblioteche e cimiteri insieme al Leggere in culla e persino nellaldil, da Lettore
provveduto o virtuale. Il paradigma
delle situazioni infinito, inesauribile come le combinazioni alla Oulipo, se proprio
lultima accezione dellIndice turbinio.
Borges, Calvino, Eco, Saramago, quello

sciame di complici occhiate tra scrittore e


lettore arriva qui a una sorta di brillante saturazione: c mai stato altro che lettura?
sembra di dover chiosare. E in effetti essa
sorella gemella della scrittura, almeno
quella che Barthes voleva affermare dinanzi al flusso sempre pi effimero dei segni:
la scrittura quella delle tavolette cotte di
argilla, quella dei frontoni dei templi, delle
lapidi come il Monumentum Ancyranum
non fatta per comunicare, ma per durare:
contro loffesa del tempo e la stessa illeggibilit dei segni scolpiti e dilavati ormai. E
la lettura lo stesso: fatta semplicemente
per ripetersi, senza altro scopo che ripete-

re, mandare a memoria, confidare sussurrando, come nel bosco dopo ogni fine
di Fahrenheit 451, il versicolo duna civilt.
Non solo un libro di belle citazioni: pi
volte ritorna anche lendiadi lettura e rimozione, sotto la guida di Freud. Ma la
rimozione pi riuscita quella che permette di ritrovare, sotto la copertura dei nuovi
segni, ci al quale in fondo dedicato questo libro, delicato e commovente: linfanzia. Vorrei in clausola provarlo con un testo che di rimozioni maestro esemplare: i
Promessi Sposi. Ricordate quellironico inizio, tutto affidato al quasi gaddiano Resegone: sgraziato di suono e immagine,

quasi lautore volesse gi prendere distanza dalla propria materia: La riviera, formata dal deposito di tre grossi torrenti,
scende appoggiata a due monti contigui,
luno detto di san Martino, laltro, con voce
lombarda, il Resegone dai molti suoi cocuzzoli in fila, che in vero lo fanno somigliare
una sega: talch non chi, al primo vederlo, purch sia di fronte, come per esempio
dai bastioni di Milano che rispondono verso settentrione, non lo discerna tosto, con
quel semplice indizio, in quella lunga e vasta giogaia, dagli altri monti di nome pi
oscuro e di forma pi comune. (cap. I).
Ma cos non era nel Fermo e Lucia; e il
piacere sottile nel leggere gli abbozzi precisamente quello di poter ritrovare ci che
lautore voleva nasconderci, rimuovendo
per meglio figurare: la propria infanzia. Eccola spuntare da un nome cos quietamente lontano dallispido Resegone, il sussurrato monte Barro: e poscia risalendo
collo sguardo lo arresti sul Monte Barro
che ti sorge in faccia, e chiude il lago dallaltra parte. Ma non termina quel monte la
vista da ogni parte, poich di promontorio
in promontorio declina fino ad una valle
che lo separa dal monte vicino; e come in
alcune parti la stradetta si eleva al disopra
del livello di questa valle, da quei punti il
tuo occhio segue fra i due monti che hai in
prospetto unapertura che dalla valle ti lascia travedere qualche parte dellamenissimo piano che posto al mezzogiorno del
Monte Barro. La giacitura della riviera, i
contorni, e le viste lontane, tutto concorre
a renderlo un paese che chiamerei uno dei
pi belli del mondo, se avendovi passata
una gran parte della infanzia e della puerizia, e le vacanze autunnali della prima giovinezza, non riflettessi che impossibile
dare un giudizio spassionato dei paesi a
cui sono associate le memorie di quegli anni. (Tomo I, cap. 1: Il curato di).
Cos, mentre il libro sembra oggi essere
finito come oggetto, come criterio di studio, come arredo persino, esso risorge l
ove sembrava cancellato dallesperienza
della visione, dello schermo dei nessi digitali; si esce allaperto e si esclama: Qui sopra c sempre il cielo; sembra liberazione visiva ed una citazione da Angelo Morino, richiamata dallautore, a sua volta variante di un celebre testo di Ottiero Ottieri:
Qui c il cielo alto, le nuvole nere in una
luce liquida e dorata da vino bianco (come
oggi, per esempio, uscendo dall'ufficio. Anche il tempo brutto naviga a Roma nella luminosit ) (La linea gotica, 1963).
Non ci libereremo mai dalla lettura della
memoria Deo gratias.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Luca Ferrieri, Fra lultimo libro letto


e il primo nuovo da aprire. Letture
e passioni che abitiamo, Firenze,
Olschki, pagg. 338, 24,00.

letture facoltative
di Caterina Soffici

Essere
amici
tra le righe

mici:maiparolastatapiusatae
abusata.SuFacebookabbiamo
amicivirtualichesonodeiperfetti
sconosciuti,amicichenon
abbiamomaiincontratoemaiincontreremo.
Internetecertiprogrammitvcipropugnano
unideadiamiciziatotalmentediversa
rispettoalpassato.ConFriendship cipensa
lumanistaingleseAnthonyGraylinga
raccontarecosalamicizia,probabilmente
lapibellatralerelazioniumane.Autoredi
unatrentinadilibridifilosofia,fondatoree
presidedelNewCollegeofHumanitiesdi
Londra,Graylingsvisceralamicizianelle
suemillesfaccettature,ricordandoche
unodeisentimentiumanipidiffusi,antichi
ericonoscibili.Amico,alleato,amante,
conoscente:cosalirendedifferenti?Ecosa
liaccomuna?Quantosonoigradidi
amicizia?Unodeitemipiaffascinanti
lavexata quaestio postadaCicerone
nelDe Amicitia, seciosipuessereamici
diqualcunochehaideepolitichee
comportamentimoralicompletamente
diversidainostri.Lamicounapersona
checirassomigliao,alcontrario,ciscegliamo
peramicochicosdiversodanoidaesserci
complementare?Lamiciziaunprofondo
bisognoumano,spiegaGrayling,che
pennellaunaffrescoaffascinanteattraverso
isecoli,spaziandotraarte,cultura,filosofiae
letteratura.Cosciimbattiamoinpersonaggi
familiaricomeHuckFinneJim,Achillee
Patroclo,EurialoeNiso.Matantialtrisono
glispuntidiriflessionesuiqualivalelapena
soffermarsi.Pulamiciziasostituire
ilgradodiintimitedisicurezzachesitrova
allinternodellafamiglia?Enonultimalaltra
grandedomandacheciportiamodietro
dalladolescenza:possibilelamiciziatra
unuomoeunadonnasenzachevenga
contaminatadalsesso?Restiamoamici
unafrasechehasenso?Maaquesta
domandaneppureilpurdocumentatissimo
A.C.Graylingriesceadareunarisposta
attendibile.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Anthony C. Grayling, Friendship,


Yale, pagg. 240, 12,99

manoscritti rivelatori

storia del libro

Una medaglia per chi sa leggere bene

Per ricordare Aldo

di Lina Bolzoni

amemoriaspesso associata, nella nostra tradizione, allidea del


tesoro: santAgostino invita a penetrare nel palazzo della memoria, e Petrarca parla di uno scrigno da cui
trarre pietre preziose. Non questa la memoria in cui si depositano fantasmi inquietanti, incubi e paure; e non nemmeno
limmondezzaio di cui parla Funes el memorioso, in un racconto di Borges, e cio la
memoria troppo dettagliata, incancellabile, che ingombra e opprime la mente.
piuttosto la memoria in cui la poesia e larte lasciano le loro tracce, depositano le loro immagini, generando associazioni che
permettono di varcare i confini, di tradurre le parole in immagini, e le immagini in
parole. Per questo possibile, come dice
provocatoriamente il titolo del libro di An-

Un codice custodito a Baltimora


il filo rosso attraverso il quale
Andrea Torre, in Vedere versi,
analizza le modalit con cui
stato recepito Petrarca
drea Torre, Vedere versi.
Allorigine, e nel cuore del libro, c un
manoscritto che funziona da camera del tesoro, nel senso che se ne estraggono immagini e parole e le si usano come guida per
un percorso, dotto e affascinante, attraverso altri testi, altre immagini: si tratta del
codice custodito a Baltimora, al Walters
Art Museum (Ms. W 476). un manoscritto
italiano, probabilmente del secondo Cinquecento. Il Museo laveva comprato dalla
libreria antiquaria Leo Olschki; lha segnalato Joseph Trapp, che stato direttore del
Warburg Institute, nel suo prezioso lavoro
sulliconografia di Petrarca nellet
dellumanesimo pubblicato in Quaderni petrarcheschi nel 1992-93. Il manoscritto, in
un certo senso, torna ora in Italia, riproposto con cura nella sua sobria eleganza (si
vedano le belle riproduzioni a colori che se-

guono la pag. 49) e analizzato puntigliosamente in tutte le sue componenti, reimmesso in una solida e ricchissima rete di
fonti, di corrispondenze, soprattutto di
modalit di lettura.
Questo codice ci restituisce dal vivo un
modo di "leggere", e di usare Petrarca, che
abbiamo a lungo dimenticato. Ci presenta
infatti 35 immagini inserite in una struttura circolare (definite come medaglie),
ciascuna accompagnata da un motto e da
un commento. La struttura richiama dunque quella delle imprese, o degli emblemi,
quei raffinati prodotti che tanta fortuna godettero fra Quattro e Seicento: stampati
nei libri, dipinti nei palazzi, ricamati su vestiti e cappelli, incisi nei gioielli, sfidavano
la curiosit e la capacit di interpretazione
di chi li guardava proprio perch associavano un frammento poetico a unimmagine,
creando un dialogo fra le due componenti
che si presentava come una specie di enigma. I motti del manoscritto di Baltimora
derivano per la maggior parte da Petrarca,
dal Canzoniere in primo luogo, ma anche
dai Trionfi, in particolare dal trionfo
dellamore. Altri motti derivano dai Salmi,
e in un caso dal Vangelo di Giovanni. Gi
laccostamento delle fonti significativo:
chiaro che si guarda al Canzoniere petrarchesco attraverso una lente morale, e nutrita di memoria biblica.
Per noi difficile immaginare che la lirica sia traducibile in immagini visive, tuttavia sappiamo che come dimostr molti
anni fa Mario Praz nei suoi lavori pioneristici sullargomento glinventori dimprese del Cinquecento vedevano in Petrarca il loro Santo Padre, citavano i giochi di
senso allegorico da lui fatti sul nome di
Laura, esaltavano il sonetto in cui la donna
balenava dinanzi ai loro occhi assetati di
fasto, splendida doro e di porpora, di bianco e dazzurro e infine immaginavano
che Petrarca stesso avesse inventato tre imprese vere e proprie a cui avrebbe messo
per motti tre versi del Canzoniere. Il codice di Baltimora ci mostra una fase avanzata e per certi versi pi raffinata di questa
lettura emblematica di Petrarca, tanto che
e questo uno dei pregi pi interessanti
di questo libro dagli emblemi si torna al
testo poetico, e se ne individuano strategie, percorsi nascosti, che proprio la tradu-

di Giancarlo Petrella

S
diamante incastonato in pagina | Uno dei medaglioni del manoscritto di Baltimora
zione in immagini ci aiuta a riconoscere.
Nello stesso tempo si inserisce il codice entro una tradizione complessa e raffinata;
un posto importante vi occupa ad esempio
lo splendido incunabolo del Canzoniere del
1470, conservato alla Biblioteca Queriniana di Brescia e illustrato da Antonio Grifo,
dove il Petrarca personaggio viene rappresentato da una specie di geroglifico: un libro trafitto da una freccia e avvolto nelle
spire di un serpentello.
Ma quale era la destinazione di questo
codice raffinato, e rimasto incompiuto? Si
trattava di un dono galante, che celebrava
la purezza di una donna e leffetto benefico
(quasi salvifico) da lei svolto? Oppure era
un programma iconografico per un ciclo
pittorico, o per una serie di medaglie? Queste diverse ipotesi, suggerite da Torre, sono tutte attendibili. Quel che appare certo
che, visualizzando e commentando i
frammenti poetici, il codice trasforma il
Canzoniere in una serie di tessere memorabili e esemplari, che si possono variamente
usare e ricombinare tra loro. Molto interessante in questo senso il commento che
accompagna una delle immagini, quella
dove un giovane si apre il petto per mostrare il proprio cuore. Il motto, Mi scrisse un
diamante in mezo il core, tratto dal so-

netto 155 del Canzoniere, e proprio limmagine, come ci mostra Torre, aiuta a inserire
il verso entro una fitta rete di temi e metafore che Petrarca tesse nellinterno delle sue
poesie. Nello stesso tempo il commento indica un uso strumentale dellimmagine e
del verso: Pu luomo in questa sopra depinta medaglia figurare la prima lettera de
la persona chegli ama sopra un diamante
et incassarlo al dritto del cuore, come si vede dipinto; e scrivergli allintorno il verso
qua sopra scritto tolto da un sonetto del Petrarca, dicendo come amor gli scrisse in un
diamante cio ne la etternit (comhanno
scritto glantichi) il nome de la persona
cheglama. Siamo insomma di fronte a
una specie di segretario galante quanto
mai complicato e elegante, a un prontuario
per comunicare il proprio amore secondo
il modello petrarchesco, solo variando la
lettera iniziale della persona amata, confidando nel fatto che essa sappia cogliere e
apprezzare il gioco raffinato e colto delle
allusioni e delle citazioni.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Torre, Vedere versi,


un manoscritto di emblemi
petrarcheschi, Napoli, La Stanza
delle Scritture, pagg. 438, 130,00

trano destino quello della Serie


delle edizioni aldine, la prima bibliografia dedicata alla produzione manuziana. Indizio (ma anche, a sua volta, stimolo) di un crescente
interesse bibliofilico e bibliografico per le
famigerate edizioni con lancora e il delfino, godettero di improvvisa fortuna editoriale, tanto da conoscere tre edizioni distribuite nellarco di pochi anni.
La prima era apparsa a Pisa nel 1790. Gi
nello stesso anno ne usc per una seconda
edizione,conemendazioniegiunte,impressaaPadova pressoPietro Brandolese. Dietro
le quinte si intravede il lavoro di Jacopo Morelli,bibliotecarioallaMarciana.Intanto illibraio cavalier Giuseppe Molini senior
(1733-1808), consapevole del possibile successodiuneventualenuovaedizione,simetteva allopera per allestirne una terza, che
avrebbe ovviamente ancora reclamizzato al
frontespizio, in bella mostra, dicitura con
emendazioni e giunte, sempre rassicurante per il lettore, tanto pi per la categoria dei
bibliofili-bibliografi che si nutre di integrazioni anche minime. In realt, quando usc,
nel1803, lanuova Serie poteva offrire davvero alcune cospicue integrazioni, a cominciaredalleNotizie letterarieintornoai Manuzi
e allaloro famiglia di Apostolo Zeno che arricchivano per solo la pi completa delle
due emissioni, tirata in 500 esemplari e offerta al pubblico al prezzo maggiorato di 5
paolie mezzo (per lemissionesenza leNotiziebiografichesulladinastiaManuzio,stampata in soli 250 esemplari, il cliente avrebbe
speso solo 4 paoli). N il lavoro del Molini si
era limitato a ci. Importanti aggiunte riguardano proprio gli annali dei Manuzio,
che il colto libraio aveva potuto incrementare avendo io fino d miei primi anni intrapreso a ragunare i libri impressi dagli Aldi,
mierariuscitounirneunnumeroconsiderabile. La prefazione ora godibile nellanastaticaoffertadalleditoreForniconbreveintroduzione di Piero Scapecchi, fine conoscitore di cose manuziane, che firma anche il
catalogo delle edizioni impresse da Aldo il
Vecchio riserva altri retroscena. Un ruolo

nientaffatto trascurabile era stato giocato


da alcuni suoi clienti abituali, che gli trasmiseroper somma grazia due indicidi librialdini,nonch dallaconsultazionedeicataloghi di alcune raccolte private, tra cui quella
del console inglese Joseph Smith.
Ironiadellasorte,untalesforzobibliografico vedeva la luce nello stesso anno in cui a
Parigi Antoine-Augustin Renouard dava alle stampe i suoi Annales de limprimeries des
Aldes, destinati a eclissare ogni repertorio
precedente, a cominciare dalla Serie che non
sar infatti pi ristampata. Il Molini vi aveva
raccoltopocomenodimilleedizioni,connote esaurienti e prezzi. Le cifre sono interessanti. Mi limito a qualche assaggio. Non era
ancora il tempo di speculare sulla famigerata Hypnerotomachia, oggi inarrivabile deliziapermolticollezionisti:allepocalasipotevaacquistareper 60 paoli(pocopidi 10 volte il prezzo del catalogo!), lo stesso prezzo
delLucreziodel1500, assaimeno delPetrarca del 1501 valutato 200 paoli. Ledizione pi
costosa? Non il Missale Mozarabum del 1561
come afferma per un lapsus Scapecchi, ma
la rarissima Biblia sistina nella scorrettissima edizione del 1590, costo 1.000 paoli.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Serie delle edizioni aldine per ordine


cronologico ed alfabetico. Con gli annali
di Aldo il Vecchio, a cura di Piero
Scapecchi, Arnaldo Forni editore,
Bologna, pagg. 322, 35,00

bodoniana a bologna
Si terr a Bologna il 14 e 15 novembre il
convegno internazionale Divina
proporzione: Bodoni duecento anni dopo
(1813-20123) presso la Biblioteca di Arte e
storia di San Giorgio in Poggiale (Via
Nazario Sauro 20/c). Tra i relatori Melinda
Simon, (Les marques typographiques
entre les Lumires et le no-classique),
Raphale Mouren, (Bodoni et la
typographie grecque), Frdric Barbier,
(Bodoni et les Bonaparte), Massimo Dradi
(Il carattere di Bodoni nel Novecento
italiano).

n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

37

FILARMONICA
DELLA
SCALA
la stagione 2013-2014
in collaborazione con Unicredit

Trentenni
allExpo

l giro di boa dei trentanni lo ha


compiuto lanno scorso, e per essere una
realt italiana, musicale, interamente
autofinanziata, senza 1 euro di
contributo pubblico, la Filarmonica della
Scala, che apre domani la stagione,
rappresenta quasi un miracolo. Perch certo,
il nome Scala e il nome Milano aiutano:
offrono visibilit, creano interesse, muovono

risorse. Tuttavia si sa che non sempre essere


figli di realt altisonanti si traduce in
automatica fortuna. La platea della
Filarmonica, con la sua stagione biblica di
dieci concerti, senza repliche, incuneati negli
spazi liberi della programmazione del
Teatro, in questi ultimi anni si allargata,
grazie alla distribuzione delle serate al
cinema, alle prove aperte con finalit

benefiche, ai programmi delocalizzati


destinati ai bambini, con un progetto mirato.
E poi c la Rai, con RadioTre, che trasmette
in diretta tutti i programmi. Manca
quellamplificatore determinante che era
stata per tanti anni la televisione, con
Retequattro: oggi si potrebbero imitare i
Berliner, online con tutta la stagione e gli
archivi, a prezzi competitivi. Per tradizione

gli impaginati della Filarmonica stanno nel


solco del consolidato repertorio sinfonico: le
novit vanno cercate negli interpreti, nei
direttori dove ogni anno si scommette
almeno su un nome nuovo e questanno nei
solisti, un gruppo di diciotto-venticinquenni.
Brilla lospitalit ai Wiener, brilla larrivo di
Salonen. Ancora da annunciare il concerto
di giugno, in piazza Duomo, sotto legida

Lorchestra
incontra
Milano

Il Bardo corteggiato
dalle partiture
U

ter, nel 1948,


The Taming of the Shrew diventa Kiss Me,
Kate,dovecisonotantefrasipresedirettamente da Shakespeare (fra cui quella che diventer lultima canzona da Katherine, I am ashamed that women are so simple, e la frase di Petruccio allinizio Ive come to wive it wealthily
in Padua). In questo modo Shakespeare diventanto per noi un poeta di tutti i giorni.
Ma non si pu non finire con Verdi, colui
che meglio di ogni altro ha saputo cogliere il
cuore del dramma shakesperiano. Si possono ben comprendere quelli che preferiscono
lOtello di Verdi e Boito al dramma originario
di Shakespeare: lassenza del primo atto
crea quellunitdi luogo assente nelloriginale. E se perdiamo qualche cosa senza latto di
Venezia (soprattutto il padre di lei e il suo
discorso con Otello) Boito ha comunque saputo prendere il meglio dellatto riversandolo nel grande duetto fra Otello e Desdemona,
un flash-back dove si parla del modo in cui i
due si erano conosciuti e che conclude il primo atto dellopera. E ladddove in Shakespeare si deve sempre cercare di indovinare una
motivazione per giustificare Iago, Boito e
Verdi gli chiedono invece di dire in modo
chiaro e diretto Credo in un Dio crudele:
in Shakespearenon si trover una spiegazione tanto chiara, in Verdi e Boito s. Ma come
non si pu non sentire la grandezza di Otello
alliniziodellopera, con lEsultate, e la tristezza e lumanit di Desdemona nella sua Canzone del salice: c una canzone anche in
Shakespeare, vero. Ma senza musica e dunque priva della semplicit e verit verdiana.
C poi il finale dellopera, dove Verdi riesce
a mettere a fuoco solo i due protagonisti, isolandoli con una musica che crea il vuoto intorno a loro, dove tutti gli altri, e tutto il resto
del mondo, non contano pi.

niCredit sceglie di essere


ancora al fianco della
Filarmonica della Scala,
confermando, dopo oltre
dieci anni, il suo sostegno a una delle
pi importanti istituzioni culturali
italiane in una collaborazione basata
sulla condivisione di valori e obiettivi.
Perch esserci?
7 Perch la Filarmonica della Scala
una realt culturale a 360, capace di
portare aria nuova nel panorama
musicale nazionale e internazionale,
come dimostra il calendario della
stagione che sta iniziando.
7 Perch la Filarmonica della Scala
lavora da anni, anche grazie alla
partnership con UniCredit, per aprire
le porte del tempio della musica
classica a un pubblico ampio e
differenziato, fatto anche di giovani e
di nuovi appassionati. Sono stati, per
esempio, pi di 9.600 gli spettatori
che nel 2013 hanno partecipato al
progetto delle prove aperte La
Filarmonica della Scala incontra la
citt con il tutto esaurito in ogni
serata. Numeri insoliti per un
appuntamento di musica classica
anche al concerto dello scorso
giugno in piazza del Duomo con
Chailly e Bollani: la Filarmonica
della Scala fisicamente uscita dal
Teatro per incontrare 50mila
spettatori. La piazza piena e il
successo della serata hanno gi fatto
promettere agli organizzatori un
nuovo concerto per il 2014, sempre
con il sostegno di UniCredit. Torna
anche MusicEmotion, il progetto
che porta al cinema, in Italia e
allestero, la Filarmonica della Scala:
dal teatro alle sale cinematografiche,
per altri numeri, altro pubblico, stessa
musica di qualit.
7 Perch lapertura delle porte non
solo fisica, ma soprattutto di intenti: i
progetti della Filarmonica con
UniCredit sono rivolti al sociale e
alleducazione dei ragazzi, sono
occasione di inclusione e
valorizzazione della multiculturalit.
Se per le scuole torna Sound
Music!, che porter i bambini della
primaria a scoprire la Sagra della
primavera con unoccasione unica per
avvicinarsi alla musica, per la
filantropia a stupire il primo
bilancio delliniziativa La
Filarmonica della Scala incontra la
citt, che destina ogni anno alle
organizzazioni non profit milanesi
lincasso delle prove aperte di alcuni
concerti al Teatro alla Scala. Nel corso
dei primi quattro anni, grazie al
contributo di UniCredit e Unicredit
Foundation, il progetto ha devoluto
oltre 450mila euro al non profit
ambrosiano: un dato tanto pi
significativo in un periodo di generale
contrazione delle donazioni. La
quinta edizione, dal 12 gennaio al 30
marzo 2014, raccoglier fondi per
lassistenza agli anziani. Negli ultimi
due anni triplicato lammontare dei
contributi destinati alle
organizzazioni, grazie alla
diminuzione dei costi di gestione, alla
disponibilit dellorchestra, del Teatro
alla Scala e dei direttori, e alla
generosit dei partner (negli anni il
contributo stanziato da UniCredit
Foundation aumentato del 30%).
7 Perch con le tourne della
Filarmonica della Scala portiamo nel
mondo la grande musica e
uneccellenza italiana: nella stagione
2013/2014 lorchestra suoner in sette
Paesi europei. La Filarmonica della
Scala, con oltre 500 concerti fuori
sede, una delle istituzioni musicali
italiane pi presenti sulla scena
internazionale. La musica davvero
un linguaggio universale
che avvicina le persone, facilita il
dialogo e quindi sostiene la
produzione e la circolazione delle idee
e linnovazione, principi
fondamentali per un Gruppo
internazionale come UniCredit.

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

A 450 anni dalla nascita del grande poeta


la compagine milanese crea un fil rouge
di composizioni ispirate ai suoi testi.
Ma solo Verdi ne coglie luniversalit
di Philip Gossett

luniversalit delle emozioni: la gelosia (si


pensi a Otello), lamore fra due persone (giovani, come Romeo e Giulietta, o anche vecchie, come Antonio e Cleopatra) o fra un padre e una figlia (come Re Lear e la sua Cordelia o Pericles e la sua Marina), o il problema
di un condottiero che guida i popoli (Macbeth, i grandi re dInghilterra o Giulio Cesare), di uno che non sa come agire in un momento difficile della vita (si pensi sopratutto
a Hamlet), la vecchiaia (ancora Lear).
Fra coloro che seppero trarre musica da
questi drammi, forse soltanto Giuseppe Verdi
fu in grado di coglierne il messaggio fondamentale,traducendolo in musica.Soprattutto
con Otello, 1887, e Falstaff, 1893 (basato
questultimo,grazieaArrigoBoito,grandelet-

Verranno eseguiti Oberon


di Weber, Romeo e Giulietta
di Prokofiev, Falstaff di Elgar
e per la prima volta i Cinque
Sonetti di Montalbetti
terato e librettista di Verdi, su tutti i momenti
nei pezzi teatrali di Shakespeare dove si trova
il personaggio di Falstaff, e non soltanto nel
Merry Wives of Windsor, come aveva fatto nel
1849 Otto Nicolai). E non si pu dimenticare
Macbeth, scritto per Firenze nel 1847 e rifatto
per Parigi nel 1865.
Tanti compositori hanno tentato di affrontare i grandi momenti shakesperiani, non
sempre con risultati simili alloriginale.
Romo et Juliette diGounoddel1867, haunpezzo meraviglioso, lentrata di Juliet, che non ha
un equivalente shakesperiano. O Hamlet di
AmbroiseThomasdel1868, maanchediFranco Faccio del1865, sul primo libretto scrittoda
Boito.O BenjaminBrittencon Midsummer Nights Dream del1960. Epoituttiquellichehan-

Carla Moreni
RIPRODUZIONE RISERVATA

unicredit

shakespeare e la musica

onosciamo tutti quanto sia


stato importante Shakespeare per la musica nei secoli successivi alla sua morte, nel
1616, e alla sua nascita, che si
ritiene abbia avuto luogo nel
1564, esattamente 450 anni fa, lanno prossimo. Forse non conosciamo per che le sue
opere teatrali, in Italia e in Francia fin quasi
alla fine del Settecento, furono conosciute
soltanto attraverso versioni ora inaccettabili: versioni che avevano come scopo di tenere lautore pi vicino al neo-classicismo, e
lontano del suo modo di concepire il dramma. Fra questi si contano anche alcuni tentativi di mettere in musica il suo teatro: The Fairy Queen di Purcell, del 1692, restituisce
unidea sbagliatadi A Midsummer Nights Dream. Ma questi errori furono rilevati soltanto
pi tardi, dal romanticismo europeo, nella
Germania delle traduzioni di Augustus
Wilhelm Schlegel e nella Francia degli scritti
e dei pezzi teatrali di Victor Hugo.
Coseranoquestitestioriginali?Nonsappiamo bene. Oggi si sta tentando di conoscere
meglioipezziteatralidiShakespeare,rifiutando la distinzione tra "testi poveri" e "testi buoni" e tentando invece di conoscere i testi di
Shakespeare attraverso ogni singola versione
esistente,chevuoldiresoprattuttoitestistampati, dato che i manoscritti quasi non esistono. Si sta tentando anche di non confondere
diverse versioni per arrivare ad un "Ur"- testo,
che forse magari nemmeno esisteva.
Perch si tratta di un problema importante? Sappiamo che quando Rossini scrisse il
suo Otello, nel 1816, lavorava su una versione
francese, lontanissima del testo originale. L
Shakespere veniva considerato come un
"barbaro," e non il gran poeta che metteva
nel teatro tutto quello che esisteva nel mondo e che capiva meglio di ogni altro lanimo
umano. Si possono identificare i dettagli di
ogni singolo drama, ma quello che ci resta

Expo. E a proposito di Expo, si confida che


siano la Filarmonica e le altre orchestre
milanesi (Verdi, Accademia Scala,
Pomeriggi) a tenerne il testimone per quanto
riguarda la musica sinfonica. Sarebbe
uningiustizia, uno spreco, un non senso
appaltare loccasione oltreconfine.

no voluto fare un Tempest, recentemente John Eaton, nel 1985, e Thomas


Ads, la cui Tempest ha avuto una prima importante al Metropolitan Opera di New York
nel2012. C poiildrammashakesperianoche
Verdi avrebbe voluto mettere in musica, King
Lear,senzamairiuscireatrovareillibrettogiusto (ma di cui c un tentativo moderno nel
pezzo di Aribert Reimann, del 1978).
Cisono poi le musiche ispirate a Shakespeare,ma prive ditesto, come laSinfonia delgiovane Felix Mendelssohn, del 1826, su A Midsummer Nights Dream e il Romo e Juliet del
1839 di Hector Berlioz, compositore che aveva avuto tanti problemi con lopera lirica, anche se aveva tentato di mettere in musica Much Ado About Nothing nel suo Batrice et
Bndict del 1862, ma che ha voluto in ogni
caso creare una grande Sinfonia basandosi
su Romeo and Juliet di Shakespeare.
Chi avrebbe mai potuto esprimere meglio
di lui la gran scena damore? In Italia, pi recentemente,sicontanooperebasatesuShakespeare di Mario Castelnuovo-Tedesco (Alls
Well that Ends Well nel 1958 e The Merchant of
Venice nel 1961), diversi tentativi di Gian-Franesco Malipiero (Julius Caesar nel 1934 e Anthony and Cleopatra nel 1938), per non parlare
dei tentativi non operistici, come quello di Fabio Vacchi, che ha voluto affrontare The Tempest con un pezzo per voce recitante e orchestra, commissionato dalla Filarmonica che
questanno eseguir Oberon di Weber, Romeo
e Giulietta di Prokofiev, Falstaff di Elgar e per
la primea volta i Cinque Sonetti di Montalbetti.
E non si pu non parlare degli adattamenti,
comequellodiLeonardBernsteincon West Side Story del 1957, storia di due innamorati, lei
portoricana, lui un bianco, appartenente ai
"the Jets", nemici giurati dei portoricani. Ma
anche le commedie hanno trovato un posto a
Broadway: Richard Rodgers ha utilizzato The
Comedy of Errors per lasua The Boys from Syracuse nel 1938, mentre nelle mani di Cole Por-

musica

a cura di Angelo Curtolo

Londra
Dal 23 al Menier Theatre le
anteprime di Candide,il musical
che Leonard Bernstein scrisse nel
1956, tratto dal racconto di
Voltaire. Il debutto il 3 dicembre,
repliche fino al 22 febbraio
(menierchocolatefactory.com).

Roma
Il 4-5 allAuditorium Parco della
Musica buona occasione di
ascoltare due lavori di Ligeti, il
Concert romanesc, del 1951; e
Mysteries of the Macabre, tre arie
dallopera Le Grand Macabre. Con
la soprano Barbara Hannigan, che
interpreter anche tre Arie di
Mozart (e diriger musiche di
Rossini e Faur). Con lOrchestra
di S. Cecilia (santacecilia.it). Il
Concert romanesc, perfettamente
tonale, venne bandito dalle
autorit per una modulazione non
rispondente ai diktat del "realismo
socialista"...

Trieste
Dal 7 al 10 al Politeama Rossetti
Spring Awakening (Risveglio di
primavera), il musical premiato a
Broadway nel 2007 con il Tony
Award, scritto da Steven Slater
(dalla celebre commedia di
Wedekind) e dal cantante rock
Duncan Sheik, con le coreografie
di un talento come Bill T. Jones.
Qui nella prima versione italiana,
con band dal vivo, fedele
alloriginale americano: dialoghi
tradotti, mentre le canzoni sono in
inglese (springawakening.it).

teatro

a cura di Elisabetta Dente

Bologna

AllArena del Sole, dal 5 al 10, Il


cappotto di Vittorio Franceschi,
liberamente ispirato a Gogol, regia di
Alessandro DAlatri (arenadelsole.it).

Firenze
Gabriele Lavia interprete e regista
di I pilastri della societ di Henrik
Ibsen al Teatro La Pergola il 5
(pergola.firenze.it).

Milano

Al Teatro Menotti, dal 7 al 28, Don


Chisciotte - Opera Pop da Cervantes,
drammaturgia e regia di Emilio
Russo (tieffeteatro.it).
Lettere di Lucile D., da Buchner,
drammaturgia e regia di Paolo
Bignamini, al Teatro Oscar dall8
al 24 (pacta.org).
Laura Curino al Piccolo Teatro
Studio Melato dall8 al 10 in Miracoli
a Milano, di cui autrice con Lucio
Diana (piccoloteatro.org).
Al TeatroVerdi, il 4, Battiti esperienze di teatro e carcere senza
confini a cura di Donatella
Massimilla (teatrodelburatto.it).

Parma
Teatro Festival: dall8 al 30 al
Teatro Due Lungs di Duncan
Macmillan, regia di Massimiliano
Farau (teatrodue.org).

Roma
Le Vie dei Festival: al Teatro
Vascello, il 7, Maurizio Donadoni in
Memoria di classe,
lettura-spettacolo nel 50
anniversario del Vajont
(teatrovascello.it).

Torino
Irene Ivaldi la protagonista di
Senso, dalla novella di Camillo Boito,
adattamento teatrale e regia di
Valter Malosti, al Teatro Gobetti dal 5
al 17 (teatrostabiletorino.it).

torino | Valter Malosti

38

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

Filarmonica della Scala


la stagione 2013-2014
i biglietti
I biglietti si
possono
acquistare presso
la biglietteria
della Filarmonica
(piazza Diaz, 6
Milano, 4 piano
ore 10.00-17.00),
oppure online
www.filarmonica.
it . Per
informazioni e
richieste di nuovi
abbonamenti
scrivere a
biglietteria@filarmonica.it.
Per le prove
aperte i biglietti
si possono
acquistare
presso Aragorn,
telefono
02 465467467
schede a cura di

Carla
Moreni

Myung Whun Chung


4 novembre
SILVIA LELLI

Daniel Harding
13 gennaio

Myung Whun Chung


27 gennaio

Riccardo Chailly
18 gennaio
SILVIA LELLI

7 Programma ricco, con sorprese. La prima


il debutto di Anothers Hell di Mauro
Montalbetti, cinque Sonetti per orchestra
commissionati dalla Filarmonica
allaffermato compositore bresciano, classe
1969. Poi un secondo debutto, quello di Jan
Lisiecki, pianista canadese, di radici
polacche, dallo straordinario talento
romantico. Ha 18 anni e suoner il Concerto
di Schumann. Infine, banco di prova per il
direttore Harding, la Sinfonia n. 9 di
Schubert, La Grande.
GIOVANNI HNNINEN

7 Mancava dalla Scala dal 2009, e


limprovvisa indisposizione del previsto
Georges Prtre ne ha anticipato il ritorno.
Spetta cos a Myung-Whun Chung, tra i
direttori pi fedeli alla Filarmonica,
inaugurarne la stagione. Limpaginato
particolarmente congeniale: Ravel, Ma Mre
LOye e Daphnis et Chlo, Suite n. 2, e i Quadri
di unesposizione di Musorgskij-Ravel.
Pagine di alto virtuosismo strumentale,
assai note, brillanti per laccesa tavolozza
timbrica.

Daniel Barenboim
17 febbraio
SILVIA LELLI

7 Due capisaldi imprescindibili del


repertorio sinfonico troneggiano nel
secondo impaginato diretto da
Myung-Whun Chung: la Sinfonia n. 6,
Pastorale di Beethoven e la Sinfonia n. 4 di
Brahms. Pagine rassicuranti, di grande
tradizione, e soprattutto molto presenti
nella storia dei concerti della Filarmonica.
In passato erano in particolare affidate a
Carlo Maria Giulini, che nel 2014 avrebbe
compiuto cento anni. Chung, suo allievo,
con questo programma lo omaggia.
SILVIA LELLI

7 Nelle ultime stagioni la Filarmonica


scaligera ha varato la feconda tradizione
dellospitalit a compagini diverse, per una
data del cartellone. Questa volta arrivano i
Wiener Philharmoniker, in data
straordinaria. Modelli per lorchestra
milanese, al momento della formazione, nel
1982, presentano Bruckner, con la Sinfonia
n. 6, e Sibelius, con il poema sinfonico
Finlandia e il Concerto per violino, affidato al
virtuosismo di Leonidas Kavakos. Sul podio
Riccardo Chailly.

7 Un solo appuntamento per il direttore


musicale della Scala, che per la Filarmonica
sceglie non solo un accostamento eclettico
di autori, ma anche la doppia veste di
direttore e pianista. Dopo lOuverture
fiammeggiante dellOberon di Weber, dopo
lo Studio sinfonico di Elgar dedicato al
Falstaff di Shakespeare, piuttosto raro,
arriva latteso Concerto K482 di Mozart,
gioioso e complesso nei due movimenti
estremi, ombroso e armonicamente
inquieto nellAndante centrale.

il concerto

Un viaggio
nella luce
boreale
Riccardo Chailly guider i Wiener Philharmoniker in Finlandia
e nel Concerto per violino, due lavori di Jean Sibelius, compositore
e violinista finlandese, ingiustamente trascurato e ridimensionato
dai suoi contemporanei. Oggi il suo apprezzamento indiscusso
di Quirino Principe

tiamo leggendo la programmazione che la Filarmonica


della Scala ci offre per la stagione 2013-2014, e notiamo
con gioia la presenza di Riccardo Chailly alla guida dei
Wiener Philharmoniker nel terzo concerto (luned 18 gennaio 2014). Il programma
comprende due lavori di Jean Sibelius, Finlandia e il Concerto per violino, e la Sinfonia
n. 6 di Anton Bruckner.
Le scelta in nome di due beni supremi: la bellezza pura e lenergia portata al
limite estremo, l dove trabocca il vaso.
La Sinfonia di Bruckner affidata a Chailly
un abbinamento che promette scoperte: ogni presenza di questo direttore ci
costringe a scendere in profondit e nello stesso tempo a vivere per un paio dore

Adorno scrisse un saggio


velenoso contro di lui, in cui
lo definiva banale. Negli Stati
Uniti e Inghilterra veniva
considerato come Beethoven
in uno stato di benessere che va contro
tendenza rispetto al malessere quotidiano del vivere hic et nunc. Ogni volta, ritorniamo a casa con qualcosa cui non avremmo pensato.
Questa volta, ci piace pensare a un viaggio che ci conduca a Nord, a unenergia
irradiata da una luce boreale. La Sesta
(1879-1881) , nel lascito sinfonico di
Bruckner, un edificio gotico, e ci tanto
evidente nelle linee del disegno che persino banale ricordarlo: amplissimi gesti
orchestrali dai vasti intervalli (quello di
quinta discendente qui un sigillo gentilizio), flussi tenebrosi ma misteriosamente
lieti, buio che promette il sole abbagliante
e invoca dal direttore una prassi esecutiva
che ci sollevi in aria.
Ma il viaggio nel Nord-Europa vuole
davvero che ci si sollevi da terra. Per ragioni complesse, la musica orchestrale o cameristica o liederistica delle aree scandinave e baltiche non riesce a mascherare le
proprie fonti di energia. Sembra che la parola dordine di quei compositori sia: dar
le ali a chi ascolta, esaltarlo con una felicit ingenua che il resto dEuropa non possiede. Potremmo essere felici per anni

ascoltando soltanto, lungo il fluire di generazioni successive, i danesi Niels


Wilhelm Gade (1817-1890), amico e collaboratore di Schumann e di Mendelssohn
e Carl August Nielsen (1865-1931), contemporaneo di Gustav Mahler e di Richard Strauss; lungo un segmento parallelo di storia musicale dOccidente, gli svedesi, tra Franz Adolf Berwald (1796-1868)
e Hugo Emil Alfvn (1872-1960), liederista dalle molte seduzioni, e i norvegesi,
tra Ole Bornemann Bull (1810-1880),
una sorta di Paganini nordico divenuto
persino, grazie alla sua fama di violinista, molto ricco, e il suo ben pi grande
allievo Edvard Hagerup Grieg (18431907), morto quasi nellindigenza
bench sia stato presto riconosciuto
come il pi geniale e ispirato compositore dellarea nord-europea. Molto
amato dalla generazione soprattutto
femminile del primo Novecento, il
suo connazionale Christian Sinding
(1856-1941), autore di molta musica anche assai bella, ma noto quasi esclusivamente per il suono Mormorio di primavera, cavallo di battaglia delle giovani pianiste almeno fino alla Seconda guerra mondiale. E la Finlandia? Al principio del Novecento due compositori si dividevano il
maggior prestigio in patria, Jean (o "Jan")
Sibelius e Robert Kajanus (1856-1933), ma
presto la fama e il pubblico successo del
secondo sovrastarono il primo e lo eclissarono. Oggi, dopo alterne vicende di apprezzamento, ridimensionamento o addirittura noncuranza al limite della derisione, Jean Sibelius, nato a Hmeenlinna-Tavestehus venerd 8 dicembre 1865, morto
a Jrvenp venerd 20 settembre 1957,
un compositore non pi discutibile: uno
dei pi significativi, originali e interessanti dellultimo secolo.
Theodor Wiesengrund Adorno, nel contestato saggio Glosse ber Sibelius (1938)
che possiamo leggere in un libro militante sul campo e scandito da combattimenti
corpo a corpo, Impromptus, usa il registro
della cattiveria allo stato puro, cui si affida soltanto in casi come quello di Toscanini (nei Pensieri sulla musica del 1955-1965)
e simili. Nel 1938, Adorno poteva scrivere
che in Austria e in Germania il nome di
Sibelius diceva poco o nulla, tanto che poteva essere confuso, per allitterazione,
con Sinding, o, per una sorta di rima, con
Delius. Invece in Gran Bretagna e negli

Stati Uniti lo consideravano un secondo


Beethoven. Eppure, concludeva Adorno,
basta ascoltarlo sul serio perch subito ci
cadano le braccia dinanzi a tanta assoluta
banalit: assoluta al punto da doverla temere come un virus.
Noi ci inchiniamo, da una vita, al cospetto di Adorno, e lo abbiamo eletto fra
i nostri Maestri, e non riusciamo, sempre da una vita, a capire perch egli, parlando di musicisti scontrosi in privato
e ipercomunicativi sul pentagramma,
si sia lasciato prendere la mano da antipatie cos viscerali, cos poco adorniane. Siamo laici e razionali per indole, ma talvolta sentiamo lattrazione
del delirio, purch avvenga in musica, non nella vita, che a nostro avviso
un po meno importante dellarte.
Infatti, ci che resta e si perpetua
larte, non la vita. Andremo a sfiorare il delirio ascoltando il Concerto per violino e Finlandia, e, ritornati a casa, strimpelleremo
al pianoforte il Valzer triste. Una sola impresa ci riuscir impossibile: pronunciare
i nomi dei luoghi in cui Sibelius ebbe la
ventura di nascere e di svanire nel nulla.
RIPRODUZIONE RISERVATA

passione
A sinistra,
Riccardo Chailly
e dietro, tre
immagini
della
Filarmonica

n. 302

39

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

Filarmonica della Scala


la stagione 2013-2014

Valery Gergiev
10 marzo

David Afkham
31 marzo

Esa - Pekka Salonen


28 aprile
FELIX BROEDE

7 Gergiev propone il rodato Prokofiev


accostandolo a una preziosit: Henri Dutilleux,
ultimo erede dellimpressionismo, scomparso
quasi centenario a Parigi nel maggio scorso. Di
lui verr eseguito il Concerto per violoncello,
affidato a Narek Hakhnazaryan, 1988, armeno,
primo al Ciaikovskij del 2011. Suo coetaneo
Nobuyuki Tsujii, pianista giapponese, vincitore
del Van Cliburn del 2009, non vedente, solista
nel Terzo di Prokofiev. In chiusura la Suite da
Romeo e Giulietta.

Fabio Luisi
9 giugno

Christoph Eschenbach
19 ottobre
SILVIA LELLI

7 Da non perdere il ritorno a Milano del


maieutico direttore finlandese, cinquantenne,
guida principale della Philharmonia Orchestra di
Londra: nella prima parte si ascolta la primizia
del suo Concerto per violino, scritto nel 2009, gi
in cd, costruito sulla personalit di Leila
Josefowicz, dedicataria e anche qui attesa
protagonista. La seconda parte invece dedicata
alla Sagra della primavera di Stravinskij, fresca di
centenario, ma che con Salonen suoner speciale.
SILVIA LELLI

7 Lultimo appuntamento del cartellone della


Filarmonica vede il gradito ritorno di Christoph
Eschenbach, pianista e direttore tedesco, classe
1940, passato come guida stabile alla testa di
importanti compagini come lOrchestre de
Paris, la Tonhalle di Zurigo e lOrchestra di
Filadelfia. Direttore solido, granitico il
programma: si apre con la Suite su versi di
Michelangelo Buonarroti di Shostakovich,
consegnata al baritono Matthias Goerne, si
chiude con la Sinfonia n. 2 di Brahms.
LUCA PIVA

SILVIA LELLI

7 Anche lei, Lise de la Salle, pianista francese,


diplomata al Conservatorio di Parigi, nata nel
1988: gi bambina prodigio, sul palcoscenico
dallet di nove anni, vanta un curriculum di
esibizioni in tutto il mondo di prima sfera. Per il
debutto alla Filarmonica della Scala ha scelto di
suonare il Concerto n. 2 di Saint-Sans, che le
calza perfetto come un guanto. Luisi la
accompagna, dirigendo poi la maestosa
Alpensinfonie, omaggio a Richard Strauss nel
centocinquantesimo dalla nascita.

7 Trentanni, la bacchetta nuova della


stagione. Nato a Friburgo, mamma tedesca e
pap iraniano, gesto magnetico, dirige per la
prima volta alla Filarmonica. stato assistente
di Gergiev a Londra e di Haitink ad Amsterdam e
Chicago; vanta un carnet di concerti di tutto
rispetto con compagini prestigiose, in
particolare americane. Qui porta un programma
originale, con lop. 6 di Webern, il Concerto n. 3 di
Beethoven, solista Rudolf Buchbinder, e la
Sinfonia n. 10 di Shostakovich.

sound music!

nuovi volti

La Sagra
dedicata
ai piccoli

Le primizie
che rinnovano
ed ereditano
in tourne
Ricco il calendario delle tourne
della Filarmonica, con oltre venti
concerti, affidati a direttori diversi:
Orozco-Estrada la guida in
Germania, Luisi a Versailles e il 9
dicembre alla Scala, per il
meritevole Negri-Weizmann; con
Chung in febbraio sar in Spagna,
con Chailly ritorna in maggio a
Lugano (con Anja Harteros e tutto
Strauss). Per la prima volta viaggia
con lei Salonen, grande conquista, a
Saragozza, Pamplona e Valladolid;
a settembre in Austria e Germania
chiude Harding.

la collana
Ha taglio spiccato, la nuova collana
di dvd firmata Musicom, Sony
Classical della Filarmonica
della Scala, dedicata
al Novecento sinfonico in Italia:
si parte con Georges Prtre che dirige
Respighi, coi due classici "Pini" e
"Fontane di Roma";
seguono Fabio Luisi con
"Paganiniana" di Casella
e Gianandrea Noseda
con il Concerto per violoncello (solista
Enrico Dindo) e la Sinfonia n.2,
sempre di Casella.
Tutte le registrazioni sono dal vivo
e comprendono un ricco piatto
di extra, da Gabrieli a Franck.

lugano | Anja Harteros

nei cinema
Continua anche nella nuova stagione
la trasmissione di alcuni concerti
della Filarmonica nei cinema di tutta
Italia e allestero: non pi in diretta,
ma scanditi secondo un calendario
ad hoc. Quattro gli appuntamenti,
tra febbraio e aprile, per la rassegna
MusicEmotion diretti da Harding,
Chung, Noseda e Gatti. Prosegue
anche la collaborazione con il
Touring Club Italiano, per proiezioni
speciali, e con le scuole. Il tutto sotto
legida di Musicom, per riprese in
alta definizione e con le
presentazioni ritmate del regista
Francesco Micheli.

pagine a cura di

Cristina Battocletti

regista | Francesco Micheli

Sul podio arrivano


il direttore David
Afkham, il pianista
Nabuyuki Tsujii
e il violoncello
di Hakhnazaryan
di Carla Moreni

i sono molti nomi noti nel nuovo cartellone della Filarmonica. Ma ci sono in questa stagione anche alcuni nomi nuovi,
chevengonoadarricchirela"famiglia" della compagine milanese.Esonogiovani, catturatialvoloper undebuttoche sotto legidadellaScala pu diventare
prestigioso, perch comunque essere stati su
un palcoscenico tanto carico di storia rappresenta un gallone da appuntare sulla giacca, nel
percorso di un musicista. Dunque vediamo chi
sono gli sconosciuti (o quasi) chiamati a impreziosire la stagione. Il primo ad attirare le attenzioniDavidAfkham:hagidirettonellapassatastagioneaRoma,allAccademiadiSantaCecilia,e ha lasciatodietro di s unaforte traccia.Ha
gestoampio,morbido,bellissimo;senteeinterviene in maniera sempre dettagliata; sembra
da un lato aver ereditato la tradizione germanica dei solidi Kapellmeister, priva di vezzi esteriori, ma dallaltro contagia il puro piacere, sorprendente, del fare musica con sensibilit, con
dedizione. Alto, sottile, capelli corvini, braccia
da condor, da quando ha attirato le attenzioni
dei media, ha gi cambiato look almeno cinque
volte. Immutati per sono rimasti lo sguardo e
la seriet dellespressione. Vanta un bagaglio
solido, autorevole, coi classici del repertorio,
ma anche segnato da una costante attenzione
al Novecento. David Afkham nasce a Friburgo,
nel sud della Germania, nel 1983.
La capillare rete delle scuole di
musica tedesche gli permette di
studiarenellasuacitte diemergere con dei primi premi legati
agli anni di formazione. Non
vanta un percorso da bambino-prodigio:a 24 annitermina gli studi di direzioneaWeimar.Magilanno dopo vince il premio istituito dalla
mecenate Donatella
Flick, che dal 1990

di Angelo Curtolo

assegnalapossibilitdipoterlavorarecome assistentedellaLondon Symphony Orchestra.Da


qui in avanti il percorso di Afkham si arricchisceeintempiveloci: nel2010 vinceilprimopremioaSalisburgo,alConcorso pergiovanidirettori, accompagnato da commenti lusinghieri
della giuria. Colpisce per la preparazione, la sobriet, la capacit di lavorare capillarmentecon
lorchestra. Diventa "assistant conductor" della
Gustav Mahler Youth Orchestra; lavora con altre compagini giovanili (compresa quella della
natale Friburgo), ma iniziano anche a fioccare
inviti da varie orchestre americane; Haitink lo
chiama come assistente con il Concertgebouw
e a Chicago. Nel maggio scorso viene scelto come direttore principale della Orchestra nazionale spagnola.A passi giusti, in crescendo, senzaeccessioclamore.Vienericonosciuto traidirettori nuovi pi interessanti. Ha trentanni. E a
parte qualche commento sul cognome esotico,
parsi,delpadre,di luisi parlatosoloin termini
musicali. Questo fa la differenza.
Un altro nome inedito tra gli artisti della Filarmonica Nabuyuki Tsujii, subito chiamato
semplicemente Nobu, quando nel 2009 si affacci alla ribalta internazionale col primo
premio al prestigioso Concorso Van Cliburn.
nato nel 1988, in Giappone, cieco dallanascita, il pianoforte accostato a quattro anni, a dieci il primo concerto, con orchestra. Ha gi suonato alla Carnegie Hall, ai Proms, a Berlino e a
Monaco, affascinando per la facilit con cui
scoglie anche i brani pi ostici, tradotti con
suono aguzzo, fraseggi cristallini, mani impeccabili. Alla Filarmonica porter il Concerto
n. 3 di Prokofiev, diretto da Gergiev.
Nella stessa serata si avr loccasione di
ascoltareun altrogiovane talento,NarekHakhnazaryan, anche lui venticinquenne, classe
1988, straordinariovirtuoso del violoncello,dotato di una tecnica funambolica, di un suono
bellissimo in tutto il registro e di una precisione di articolazione che non conosce errori. Anche lui fascinoso, ma come tutti i grandi estremamentesemplice.Concentratosolosullamusica, si concede lunica predilezione extra per
lecamiciebianche, senzagiacca.Nareka 22 anni, nel 2011, ha vinto ilprimo premio e la medagliadoro alCiaikovskijdi Mosca.Aveva studiato l, dai 12 anni, perfezionandosi poi a Boston.
Nato a Yerevan, in Armenia, in una famiglia di
musicisti,suonerper la Filarmonica ilConcerto di Dutilleux, commissionato nel 1960 da Rostropovich.Potrebbediventarne lerede.
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novit
David
Afkham

ound, Music!, annuncia


Oberon al risveglio di Titania dallincantesimo,
nel Sogno shakespeariano. Questo il titolo dellattivitdi didattica musicaleper i bambini dellescuole primarie, che la Filarmonica ha avviato tre
Stagioni fa e che prosegue questanno.
Nel 2014 questo progetto, che vede la
Filarmonica della Scala assieme al Comune di Milano e al main partner UniCredit, presenta alle scuole elementari
milanesi un percorso didattico sulla musica sinfonica. La Filarmonica ha chiesto a Francesco Micheli, ideatore, regista e protagonista del progetto, di rivolgersi alla fascia dalla terza alla quinta
elementare, alunni per i quali le occasioni di apprendimento musicale sono scarse. Alla formula del concerto per bambini la Filarmonica preferisce invece un
percorso didattico articolato in pi incontri, che permettano un autentico approfondimento. Un impegno complesso dal punto di vista produttivo, ma dettato dalla volont di prendere sul serio il
bisogno di musica dei pi piccoli e le loro straordinarie capacit di apprendere,
puntando soprattutto sulla loro partecipazione attiva. I bambini imparano se invece di spettatori sono coprotagonisti.
Questa edizione dedicata alla Sagra
della primavera diIgor Stravinskijesi svolger negli spazi della Fabbrica del Vapore. In aprile le classi (gi 1.200 adesioni)
parteciperanno a un laboratorio musicaleincui siavvicineranno alcelebre(e complesso) lavoro, insieme allorchestra di
bambini di Ricordi Music School. In maggiolapreparazione continuer nellescuolecon illaboratoriosulmovimento, partecipando cos attivamente alla musica.
Infine, il 15 e 16 maggio, lo spettacolo:
gli alunni, guidati da Micheli, tutti attorno ai musicisti della Filarmonica. Non
saranno seduti; si muoveranno, invece,
come avranno appreso durante il laboratorio in classe. Il 17 maggio avr luogo
una terza replica aperta al pubblico, dove i movimenti coreografici saranno
semplificati.
Scrive Francesco Micheli: Cento anni
fa Igor Stravinskij cant la primavera: il
risveglio del mondo dopo il gelo dellinverno che immette nuove energie, inedite pulsioni negli esseri viventi.
Quellacomposizione orchestralefuinizio anche di una nuova primavera della
musica, scoprendo che il suono non solo un materiale trasparente e volatile: la
musica corpo, nervi, ossa, muscoli. Non
un caso che La sagra della primavera fosse un balletto. Personalmente quando un
brano musicale mi piace molto, inietta in
me immediatamente una irrefrenabile
vogliadiballare. per questochei concerti di musica classica dal vivo mi mettono
in difficolt: mi piacciono troppo! Ci sono
volte in cui, sprofondato nella poltrona di
velluto della sontuosa sala che lorchestra
riempie di suoni indescrivibili, io vorrei
saltare in piedi e, se potessi, mi metterei a
correre, a saltare, a ballare, sulle note di
quellamusica cosviva e vera.Ci piacerebbe, cento anni dopo quel debutto parigino, far ballare tutti, in una nuova grande
"Sagra" della musica e del corpo: al grande Igor credo farebbe piacere.
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Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

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Buona la prima: a Writers il pubblico sceglie Vermes

Illustrazione

Dopo il successo di misura sulla copertina di Tennis (premiata dalla critica ad Artelibro
a Bologna), la copertina di Bompiani per il romanzo di Timur Vermes, Lui tornato,
ha vinto anche, ma pi largamente, su Leviatano (Einaudi) nelle scelte del pubblico
della seconda edizione di Writers a Milano. Terzo Tennis. La mostra Buona la prima
sar in futuro alla Bocconi a Milano, a Pisa e a Lugano. Per il catalogo: info@artelibro.it

artisti in copertina / 1

ce di dissotterrare da un cumulo di vecchi libri,


lunica copia di un Schmied dannata o di un
Barbier in freschissima prima edizione...
In questo ultimo volume: Pittori di carta IV,
edito come tutti gli altri dal "complice" Sergio
PignatonedellaLittleNemo, Alligoanalizza,in
centinaia di figure smaglianti, lopera di celebrati artisti internazionali, Walter Crane, Carl
LarssoneWilliamNicholson;degliitalianiAleardo Terzi, Marcello Dudovich e Sergio Tofano
pi di nicchia seppure illuminantela sceltadi
Basilio Cascella mentre, appassionante fino
allindispensabilit, la brillante quanto inedita
indaginesuWilliamWallaceDenslow,praticamente il co-autore di The Wonderful Wizard of
Oz, o delle uniche due donne presenti: Jessie
WillcoxSmithillustratricechesviluppaunarara e innovativa sensibilit al mondo dellinfanzia, raffigurando moltitudini di bambini frequentemente intenti a sfogliare libri... illustrati, per concludere con loriginale profilo della
ultracentenariaKathleen Hale che, nel corso di
trentanni,elever a protagonistaunico ilgatto
Orlando, esplorandone, in una veste editoriale
sempre pi sofisticata, tutte le possibili variazionidelleavventure. Con questovolume, Alligo riafferma il suo crescente successo, confermando quelle doti di ricercatore e divulgatore
chenefannounautorevolepuntodiriferimento per tutti coloro che amano le figure.

Tavole imbandite per gli occhi


di Paola Pallottino

icercatore onnivoroecurioso, pi propenso al libertinaggio che alla fedelt ma


capace comunque di grandi amori.... Cos, nella sua prefazione a Pittori
di carta III, con acuto giudizio Giuliano Ercoli
metteafuocolapersonalitdiSantoAlligo,collaboratore di queste pagine, precisando come
nelle sue opere abbia creato una formula che
gli si attaglia perfettamente, e al tempo stesso
si rivela quanto mai funzionale nellostimolare
gli interessi pi disparati: non una storia sistematica, ma una serie di nitidi medaglioni, con
un ricco corredo di immagini assai ben scelte,
dedicatiaillustratoridiambientiemomentidiversifraOttoeNovecentopresentatiinordine cronologico, secondo la data di nascita.
Raggiuntooggiiltraguardodelquartovolume,per un totale di 46 illustratoricomplessivi,

le scelte di questo piccolo grande mago delle


figure, rivelano attrazioni e incantamenti che
vengono da molto lontano.
Dallinfanzia durissima trascorsa, tra Roccalumera e Torino, al ritmo della colonna so-

il libro
Il volume di Santo Alligo, Pittori di carta,
IV volume, con introduzione di Paola
Pallottino (qui riprodotta) presenta dieci
autori: Walter Crane, Carl Larsson, Basilio
Cascella, Aleardo Terzi, William Nicholson,
Marcello Dudovich, Sergio Tofano (Sto),
W.W. Delslow, Jessie Wilcox Smith, Katheen
Hale (questi ultimi 3 sono unassoluta
novit per lItalia). Il libro (pagg. 336
con 400 illustrazionim 49,00) ordinabile
a Little Nemo Editore (Tel. 011 81 27 089);
www.littlenemo.it

noradeimalanova eserpentidiavolo!paterni; dallincisione in bianco e nero raffigurante


lavarizia appesa a un chiodo sopra il letto del
nonno; dal premio di una scatola con ventiquattro matite colorate ottenuto in compenso
di un apprezzato "ritratto" fatto al maestro in
seconda elementare; dalliscrizione a una
scuola dArte e Ceramica seguita dalla frequentazione della bottega di una ceramista;
dallamore proibito per i libri acquistati con i
primi guadagni...
Ma tutto questo non basterebbe a spiegare
una vocazione, destinata a diventare caparbia
sapienzaper tutti i libri illustrati,se non si risalisse alla pi elementare delle verit, ovvero
che Santo Alligo un artista.
In una personalissima ricostruzione illustratadelluniverso,quandohascopertolillustrazione, stato subito amore. Un amore che
dabulimicosifattosemprepiesclusivoeraffinato, fino a indagare tutto quello che c "dietro" e "dentro" le figure. Con occhio chiaroveggente e con quelle mani doro che i neofiti gli
invidiano,comeunprestigiatore,Santocapa-

maestri | Sopra: Marcello Dudovich, manifesto per


Mele (1908); a destra in alto Nicholson ritrae Rudyard
Kipling (1899) e Aleardo Terzi per Dentol (1911)

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grafica e web

artisti in copertina / 2

Dacci
il notebook
ogni mese

Flora e fauna geniale del jazz


Pioniere della grafica
dei dischi, allievo
di Steinweiss, le opere
di Jim Flora analizzate
in un libro che ci rid
la sua grandezza
di Stefano Salis

gni tanto, direi ciclicamente


negli ultimi dieci anni, anche su autorevoli giornali,
leggete un articolo il
cui assunto di
fondo questo: ecco la rivincita dellLP, torna alla riscossa il vinile, che segna,immancabilmente,unaumento del (segue cifra strabiliante...) percento rispetto
allannoprecedenteesiriguadagnacosunafettadimercato.Balle.Ilmercatotrascuraquestisimpaticifenomeni:quandovabenegliLPsono il 2% delle vendite musicali. Poi ci sono i cd
chevengono intaccatidallafruizionedigitalee
"liquida" della musica, che oggi non ha
praticamentebisognodialcunsupporto fisico per essere ascoltata.
Immaginochetali,inutili,articoli del genere "compianto &
nostalgia",sarebberoforsepotuti apparire negli anni 40, in
America,quandogliausteri,rigidi, cartonati, marroni LP da
78 giri,furonosostituiti daesemplari nuovi e diversi. Fiammanti
nel packaging: bellissimi, coloratissimi... illustrati! Quella s, era una rivoluzione:
ma artistica, non musicale. Era successo che
unsignore, AlexSteinweiss(1917-2011), artdirector della Columbia Records, aveva avuto la
semplice idea di inventare le copertine dei dischi, come noi, suoi posteri, le abbiamo sempre concepite. Nulla sarebbe pi stato come
primae,dalpuntodivistavisivo,quellesuperfici quadrate diventavano, da quel momento,
tavolozzeetelesucui i grandiartistieillustratori si potevano cimentare.
Il connubio artisti-dischi stato abbastanza esplorato (penso che uno dei risultati pi
alti siano le copertine escogitate da Josef Albersperi dischidellaCommand sette piccoli capolavori grafici dal 1959 al 1961); mancanoinvece, tuttosommato,i repertoricheindaghinoprofondamente i lavoridegliillustratori che reputo artisti e basta,a scanso diequivoci, ma nelgergo la distinzione resta. Al prolifico Steven Heller dobbiamo lo studio su
Steinweiss (edito da Taschen; magnifico) e,
ora, da qualche anno, ma culminando con il
libro appena uscito, a Irwin Cushid e Barbara
Economon, quello su un protagonista altrettantogrande di quella scena edi quellartecos peculiare: Jim Flora (1914-1998).
Era nato nel profondo Ohio: il demone del
disegno lo prese da subito e fin ovviamente a
Cincinnati a studiare allaccademia. La (prima) svolta della sua vita fu proprio lincontro
conSteinweiss.Siamo nel1941: Flora glimanda alcuni lavori per posta. Disegni, schizzi,
progetti, tavole. Steinweiss riconosce subito
il genio. Lo chiama alla Columbia e gli fa un
colloquio di questo tenore: Pochi convenevoli. Non ti conosce nessuno, ma mi piaci.
Vuoi lavorare con noi? Quanto pagate?
55 dollari a settimana Affare fatto!.
La guerra sarebbe iniziata di l a poco (ma

lo spirito americano di valutare il talento al di


l di tutto ancora vivo: e lo testimoniano i
moltiillustratori-oggistaritalianiche lavorano per il New Yorker ma da noi non sarebbero stati notati dal Calendario di Frate Indovino). Steinweiss va in marina, Flora diventa
artdirector.E imponeilsuoimmaginifico,coloratissimo,gioiosissimostilea tuttalAmerica. Lo impone soprattutto per il jazz, di cui
un appassionato e competente ascoltatore:
la musica che sta cambiando tutto. Ci sono le
big band, c lo swing, c, subito dopo, la voglia di riscostruzione post disastri bellici. E ci
sono Gene Krupa e il Duca, c Benny Goodman che fa ballare anche i pali della luce e Sinatra che sa commuovere i sassi. un America che presto si infatua del vicino Messico: il
mambo (anche per i gatti,come no?: un capolavoro di Flora del 1955), quindi cha cha cha, il
ritmo latino di Cugat e soci... Cocktail, camicie bianche e cravatte nere. Brillantina, voglia
di lavorare, il benessere e la fatica. La
modernit qui: Jim Flora e gli altri
AllAmericanBoy lainterpretano e diffondono perfettamente, chi nel design (Eames), chi
nella grafica (Bass, Rand, Lustig), chi nella pittura (Ben
Shahn) e via elencando.
JimFloralavoranellecopertine di dischi, poi, dopo la promozione a manager (che non gli va: lui
vuoledisegnareecirinuncia!) vaavivere davvero un anno in Messico, quindi ritorna
e fa il freelance. Ecco le copertine di riviste (a
partire da Fortune, commissionatagli da Leo Lionni, altro grande), le
pubblicit, il New York Times, le
celebri copertine per Rca Victor
einfineilibriperbambini.Pubblicati da Harcourt Brace diventano subito successi, ancor
aoggiriproposti:in ItaliaOrecchioacerboharieditoIl giorno in
cui la mucca starnut. Flora , per
molti,limmaginestessadi un certo
jazz. Le sue copertine, quel suo letteringdisegnato amano,cos irregolareedivertente, i colori accesi e densi, in particolare i
contrasti rosa-nero, giallo-blu e verde-giallo,

di Marta Sironi

allegria stile cartoon


Nella foto grande la copertina
di Mambo for cats (1955). Sopra
altre due copertine di Flora e nel
testo alcuni musicisti da una
copertina di Goodman. Per dettagli:
www.jimflora.com
glianimali e i personaggi disegnati, colti sempre in movimento e in allegria, quel pieno di
lineeescarabocchidiventanounsegnodistintivo che agisce nel profondo e che influenzer, mi pare, anche in modi imprevedibili, altre
mani,come quelle di Steinbergo Gorey. Sono,
le copertine jazzistiche di Fora (oggi mira di
agguerriti collezionisti), il contraltare di quelledi unaltromaestro cheoperain quegli anni:
DavidStoneMartin,cheriduceleffetto-cartoon di Flora per ottenere (lui s, pi vicino a
Shahn) delle immagini pi pastose, forse pi

"veriste" ma altrettanto inconfondibili.


Ecco: il libro High Fidelity Art of Jim Flora,
oltreadesserestupendo, un tuffo nelleradici visuali del secondo Novecento e non finisce di affascinarci ed incantarci. una festa
per gli occhi e per la mente.
Scrivendo questo articolo ho ascoltato (su
Spotify!) le musiche "contenute" nelle sue copertine, Krupa, Goodman, Bix and Tram...
Certo, vanno benissimo. Ma in fondo non ce
nera bisogno. Come evidente a tutti coloro
che hanno un minimo di occhio, le copertine

di Jim Flora, maestro del formato quadrato


del vinile, hanno un ritmo tutto loro. Suonano da sole, e si sente. Si vede, e si sente!
RIPRODUZIONE RISERVATA

Irwin Chusid & Barbara Economon,


The High Fidelity Art of Jim Flora.
Album Covers and Music Illustrations,
Fantagraphic Books, Seattle, pagg. 180,
$ 34,99. La stessa casa editrice ha gi
pubblicato altre tre monografie su
Flora. www.fantagraphics.com

tex willer a siena


Marted 5 a Siena si terr una giornata
dedicata a Tex Willer e ai personaggi della
Bonelli Editore, nellambito di Leggere
volare, liniziativa della provincia di
Siena, alla quale collabora lUniversit.
Alle 17.30, nella sala cinema dellAteneo,
presso palazzo San Galgano (via Roma 47),
si terr un incontro pubblico con i grandi
della casa editrice, sul tema Da Tex Willer
agli Orfani. Dopo lepopea western di Tex,
che ha fatto sognare diverse generazioni e
che ancora appassiona, dopo tanti
personaggi famosi come Zagor, Martin
Mystre, Dylan Dog, leditore Bonelli ha
appena dato il via a una nuova serie, gli
Orfani, del tutto diversa dalle precedenti,
perch di fantascienza.
A presentare la storia di tutti questi
personaggi, ci saranno alcuni autori e
disegnatori, tra i quali Giovanni Ticci,
Roberto Reccchioni, Emiliano
Mammuccari, Pier Luigi Gaspa, Angelo
Nencetti, direttore del Museo del Fumetto
Italiano di Lucca, Graziano Frediani,
Matteo Cremona. Alle 21, sempre nella
stessa sede, proiezione in prima nazionale
delledizione ampliata e rinnovara del
film-documentario Come TEX nessuno
mai, dedicato a Sergio Bonelli.
Parteciper il regista Giancarlo Soldi.

scrittorincitt
Cuneo 13-14-15-16-17 novembre 2013

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CITT PER LA PACE E CONTRO LA PENA DI MORTE

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ORATORI S

TAC

XV EDIZIONE

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www.scrittorincitta.it

Working Weekend Workshop


non un semplice sito internet
quantoun indirizzodiricercache
intende ripartire dallappropriazionedelproprio tempo attraverso un diverso modo di concepire il lavoro a cominciare
dalla sua giusta valorizzazione. Longa025,
freelance nel campo dellillustrazione e del
graphic design, si concesso un anno, il
2013, nel quale scandagliare le potenzialit
materialietematichedeisuoinotebooks,realizzandoneunoalmese,in10 copielimitatissime tutte rigorosamente fatte a mano. Questi suoi notebooks "mensili" sono una forma
diriflessione, un modo originaledi affrontare punti critici della progettazione trovando
rispostenei materiali,nellesoluzioniformali e in unartigianale reiterazione manuale.
Ha iniziato lo scorso gennaio con Priceless, prendendo avvio dal problema pi impellente, quello cio di saper quantificare il
prezzo, in un equilibrio di fattibilittra lavoro manuale e prodotto commerciale: la copertina impreziosita da un lingotto di 25
carati e da un blocco di pagine doro, mentre
nellapaginacentralenascostounoscherzoso portamonete pop-up. In Longa025 temi e
tonisi alternanolasciandotrasparirelaspetto ludico e continui risvolti sdrammatizzanti. A febbraio lintervento pi privato: un
bigliettodamore chesfruttaunastampavintage a sei colori, rinnovata dal titolo Blue Valentine, in contrasto con la carta giapponese
del calendario, un esplicito messaggio alla
moglie (giapponese) e pi in generale a una
cultura sentita vicina. Run the Numbers dedicatoallorganizzazionedellavoroaiconti che devono tornare con un richiamo ai
vecchi registri contabili. Ad aprile, durante il
Salonedelmobile,lospecificoprogettografico diventa la questione centrale del notebook. Ci sono poi aspetti minimi e concreti,
comelespesedispedizioneche,senoncalcolate, posso influire sul costo del prodotto pi
del lavoro: nasce cos Delivery, intrecciato al
tema del viaggio, con un omaggio forse inconsapevole a Munari. A giugno, Longa025
fa le valigie e realizza il nuovo pezzo "dal vivo" al negozio R.S.V.P. Papier di Berlino utilizzando i materiali trovati in quel negozio
di Stationery (il titolo del mese).
Per le vacanze di luglio si concede qualcosa di assolutamente eccezionale, lanciandosinellospazioconunquadernodi paginenere ricoperte da un imballo doro a ricordare
la coperta spaziale. Ad agosto, di ritorno sulla terra, ci sono i compiti delle vacanze:
unottima occasioneper parlaredellapratica
quale strumento di progressione. Point il
tutto,lelementobasedacui partireperlacostruzione del proprio universo. Per chiudere
questo 2013, che landamento generale vorrebbe carico solo di tensione negativa, al ribasso,Longa025 haancoratrenotebooksdove far quadrare il cerchio, portando a termine quello che per lui stato un anno sabbatico allinsegna della riflessione attiva, della
pratica propositiva. Troverete il notebook
per tutte le occasioni: per darsi un prezzo e
amare;perunrinnovatoconcettodiproduttivit e progetto; per viaggiare e mettersi alla
provasupalcoscenicisemprediversi;perandarenellospaziocomeascuola;perdisegnareilpropriopersonalissimouniversoinattesa degli ultimi tre ingredienti che ci facciano
vedere lecose secondo la massima di Confucio: Scegli il lavoro che ami e non lavorerai
neppure un giorno in tutta la tua vita.
RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

Fondazione Sorgente Group acquista ritratto di Gaio Cesare

Artescambio
incanti & gallerie
a cura di Marina Mojana

Monaco di Baviera
Highlights International Art Fair (Residenz
Mnich, Residenzstrasse 1,
www.munichhighlights.com) dall8 al 13
novembre torna per il quinto anno
consecutivo. la pi giovane fiera
dantiquariato dEuropa e ospita una
selezionata cinquantina di antiquari
soprattutto del Nord Europa, specializzati in
decorazione, dipinti, sculture e arredi da

wunderkammer. Tre gli italiani presenti:


Paolo Antonacci di Roma, Walter Padovani e
Silvano Lodi & Due di Milano.

New York
Da Sothebys (York Avenue;
www.sothebys.com) il 6 novembre asta di
Impressionist & Modern Art; in vendita
straordinari capolavori tra cui una spettacolare
veduta della Senna di Claude Monet; un
ritratto alla sua musa Marie-Thrse
Walter firmato da Picasso e una
scultura-capolavoro di Alberto Giacometti,
che contiene in s due punti di vista

Dopo una combattutissima seduta presso la casa daste Bonhams di Londra,


la Fondazione Sorgente Group di Roma si aggiudicata il ritratto di Gaio Cesare adulto,
un marmo risalente al I sec. d.C. Lacquisto stato effettuato grazie al consiglio
di Eugenio La Rocca, archeologo e ideatore della mostra Augusto (Roma, Scuderie
del Quirinale), e alla consulenza di Valentina Nicolucci, curatrice della Fondazione Sorgente

radicalmente diversi di suo fratello, Diego.

Costaguti 12; www.aleandriartemoderna.com)


inaugura la nuova sede, nel cuore del quartiere
ebraico, con una mostra antologica che fino a
Natale ripercorre la storia della Galleria. Opere
mai esposte prima di Cesare Biseo, Duilio
Cambellotti, Galileo Chini, Nino Costa, Franco
Fanelli, Giancarla Frare, Vincenzo Gemito,
Alberto Gerardi, Vittorio Grassi, Otto Greiner,
Max Klinger, Publio Morbiducci, Ivo Pannaggi,
Francesco Parisi, Fausto Pirandello, Mario
Sironi, Franz von Stuck.

Parigi
Da Sothebys (76, rue du Faubourg
Saint-Honor; www.sothebys.com) il 7
novembre alle ore 10.30 e 14.30 asta di
Mobili, sculture e opere di oreficeria europea.
In vendita 409 lotti da 4.000 a 250.000
come limportante Veilleuse la turque del
1780, in legno scolpito e dorato dallebanista
Georges Jacob della corte di Luigi XVI.

Roma
Galleria Aleandri Arte Moderna (Piazza

bernardino cametti | Nativit


in vendita a Monaco da Walter Padovani

Vienna
Da Dorotheum in Palais Dorotheum

artissima / 1

Torino espone il nostro tempo


Questa settimana il Lingotto ospita
la ventesima edizione della fiera darte
contemporanea: 190 le gallerie invitate
(130 straniere e 60 italiane) da 38 Paesi
di Marina Mojana

all8 al 10 novembre torna


per la XX edizione Artissima,
la fiera darte contemporanea pi seguita dItalia (lanno scorso i visitatori furono
50mila) e tra le cinque pi accreditate al mondo secondo gli analisti di Skates Art Market Research di New York.
AdirigerlalatriestinaSarahCosulichCanarutto,classe1974, cheperonorarealmegliolincarico (il contratto triennale, iniziato nel 2012,
potrebbe estendersi al 2015), tornata in Italia
dopo tre anni, trasferendo marito e figli dalla
Svizzera,felicedi risiedereaTorino.unacitt in cui mi ritrovo perfettamente confida
perla sua dimensione contenuta, per la sua posizione geografica, per il tipo di vita che offre.
La sua sfida a lungo termine, ma il bilancio
finora positivo, nonostante il momento difficile per lItalia e per il mercato dellarte.
Questannoilbudgetdi circa2,3 milionidi euro (qualcosa in pi dellanno scorso). Due terzi
sono derivati da ricavi propri (vendita aree
espositive, biglietteria, ecc.) e un terzo dai contributidiRegione,ComuneeProvincia,daFondazione CRT per lArte, da Compagnia di San
Paolo e degli sponsor privati. Credo moltissimo in Artissima prosegue la direttrice nelle
sue potenzialitspecifiche, come fiera internazionale di nicchia legata alla ricerca, alla sperimentazione, dedicata soprattutto alle gallerie
giovani. necessario continuare a puntare su

questa identit, lavorando ancora sullallargamento geografico, sia dal punto di vista delle
gallerie coinvolte che dei collezionisti. In questo modo Artissima pu competere seriamente
con le altre fiere importanti nel mondo.
La grande novit di questanno lavere indossato i panni dellimprenditore culturale;
con la Fondazione Torino Musei che la gestisce
dal 2004, Artissima ha prodotto, infatti, la prima edizione di "One Torino" (vedi articolo qui
sotto) e, con risorse molto contenute (340 mila
euro,circa un settimodelbudget complessivo),
ha realizzato cinque grandi mostre in sedi istituzionali che coinvolgeranno la citt non soltanto nei tre giorni dellafiera, ma per tutto linverno, fino a gennaio 2014.
Artissima anzitutto un evento commerciale, ma la sua direttrice sensibile allaspetto
educativo e perci la fiera si arricchisce
questannodiunaltraproposta:Walkie Talkies,
unaseriediinformaliconversazionitracuratori internazionali che tutti i pomeriggi, dalle ore
14.30 alle 16.30, accompagneranno gratuitamenteilpubblicotraglistanddellegallerie,scegliendo specifiche opere, artisti o linguaggi su
cui focalizzare lattenzione. Si tratta di dialoghi
molto brevi, formulati come intermezzi per discutere, provocare, condividere idee e passioni
con i visitatori. Il programma coinvolge oltre
20 curatori ed curato da Filipa Ramos, critico
darte con base a Londra.
Cisar da perderela testa! Questannole gal-

installazione | Toms Saraceno In Orbit dalla Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Dsseldorf, 2013,


presentato a Torino dalla Galleria Pinksummer
lerie invitate sono 190 (130 straniere e 60 italiane), provengono da 38 diversi paesi di cui 12
nuovi rispetto allanno scorso. Si respira molta
ariadellEste si vedono pi colori delSud America rispetto agli anni scorsi. Le sezioni restano
le cinque gi collaudate: Main section con 108
gallerie tra le pi rappresentative del panoramaartisticomondiale,sceltedalComitatodiselezionedellafiera.New Entries riservataa27 galleriegiovani e interessanti, con meno di cinque
anni di attivit e presenti per la prima volta ad
Artissima. Una giuria internazionale assegner

artissima / 2

Repertory di mostre in citt


di Pia Capelli

ne Torino il nome con cui Artissima si lega alla citt in una serie
di mostre presso le grandi istituzioni torinesi. Un nome che non
solo fa pensare alla "Gran Torino" che stata
prima unautomobile e poi un film (entrambi
di culto), ma spiega bene uno dei motivi del
successo di Artissima: aver capito che le fiere
hanno futuro (epresente) solo se diventano il

centro di una galassia di eventi. Nelluniverso di One Torino brillano cinque mostre collettive,sette curatoriinternazionali,cinquanta artisti da tutto il mondo tra affermati ed
emergenti, molte opere darte importanti,
inedite o commissionate per loccasione.
A Palazzo Cavour va in scena Repertory, a
cura di Gary Carrion-Murayari del New Museum di New York: una collettiva di 14 artisti
(storici come Ericka Beckmann, Heidi Bucher, David Haxton, Andreas Schulze, e pi
giovanicomeStevenClaydon,IsabelleCornaro, Elad Lassry, Christian Mayer, Arthur Ou,
Karthik Pandian, Carmelle Safdie, Erin Shir-

reff,SueTompkinseAndro Wekua)chelavorano attraverso scultura, pittura, fotografia,


filme installazioni.Il titolorimanda a un film
del 1973 del regista Ian Breakwell che mettevaa fuoco lacostruzione di un repertorioformale a partire dalle architetture quotidiane.
IlCastellodiRivoliospitaivincitori delPremio Illy 2012 i migliori giovani artisti selezionatinellasezione Present Futuredellafiera: il guatemalteco Naufus Ramirez-Figueroa,lasvizzera VanessaSafavi, litalianoSanto Tolone, le cui opere dialogano in un unico
percorso al terzo piano del castello, curato
dal critico Andrew Berardini, da Gregor Muir

a una di loro, durante la fiera, il Premio Guido


Carbone per la ricerca, la promozione di giovani artisti e il progetto dello spazio ad Artissima.
La sezione pi davanguardia Present Future (realizzata per il tredicesimo anno consecutivo in collaborazione con Illycaff);
anche la pi trendy, perch ogni edizione il
numero degli artisti cresce. Dedicata
questanno a 24 talenti emergenti, invitati da
un team di curatori internazionali, presenta
le loro opere stimate da 1.000 a 6.000 in
spazi monografici curati dalle gallerie di rife-

rimento e collocati al centro dellOval.


Art Editions, inaugurata lanno scorso dalla Cosulich, una vetrina delle edizioni darte a livello internazionale, mentre Back to the
Future (30 gallerie di cui 6 italiane) presenta
alcuni artisti innovatori del linguaggio
dellarte moderna, poco apprezzati dal mercato e ancora sottostimati. la sezione pi
interessante per chi vuole collezionare arte
contemporanea gi storicizzata con un budget tra 10mila e 30mila euro.

(Direttore dellICA di Londra), e da Beatrix


Ruf, (Direttrice della Kunsthalle di Zurigo).
www.castellodirivoli.org.
Alla Galleria dArte Moderna e Contemporanea, One Torino occupa la Project Room
con Ideal Standard Forms (a cura di Anna Colin), lavori dellinglese Edward Allington,
dellargentino Pablo Bronstein e del britannico Matthew Darbyshire, tre artisti amici
che con sculture e installazioni monumentali esplorano i concetti di democrazia, di
potere, di spazio pubblico e spazio privato.
www.gamtorino.it .
La Fondazione Merz presta parte dei suoi
spazi a Ways of Working: the Incidental Object
(acuradi JulietaGonzalezdel MuseoTamayo
diCittdelMessico):unamostracheraggruppa artisti di generazioni diverse intorno
allideadiproduzione eoggetto industriale.Ci sono operedeglianniSessanta eSettanta di Stuart Brisley, Enzo Mari, Mario Merz,

Charlotte Posenenske, Mladen Stilinovic, e


interventidigiovani comeFelipeMujica,MaiThu Perret, Tobias Putrih, Falke Pisano, Gabriel Sierra, Superflex, Andrea Zittel. www.
fondazionemerz.org.
Alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo si scopre invece VEERLE, progetto curato da Chris Fitzpatrick (Direttore di Objectif
Exhibitions, Anversa), che riunisce non solo opere ma "dispositivi": racconti orali,
gossip, materiali stampati, contenuti web,
interventi in spazi residenziali del quartiere. Tra i venti artisti, Fischli & Weiss, Isa
Genzken, Eva Marisaldi, , Rosemarie Trockel. www.fsrr.org.

artissima / 3

E il primo Flashback sullantico


di Anna Orlando

i pu discutere sullaffermazione
Tutta larte contemporanea,
slogan di lancio di Flashback, la
nuova fiera che si svolge alla Societ Promotrice di Belle Arti a Torino, nelle
stesse date di Artissima dal 7 al 10 novembre. Non una novit, nel panorama internazionale, lidea di affiancare arte antica e
contemporanea in un dialogo che qui, per, prova a essere anche di riflessione critica oltre che di mercato. E offre cos al visitatore una delle tante provocazioni possibili
scaturite dallarte: lantico e il moderno, ossia tutto ci che precede loggi, sono altret-

tanto attuali perch radicate e viventi pi di


quanto non si creda.
E in effetti lo sono nelle radici profonde
di molte proposte odierne. In pi il fruitore
di unopera sempre presente. A proposito
di fruitori, intesi per una fiera anche nel
senso di visitatori e per gli espositori come
possibili auspicabili acquirenti, gli organizzatori si immaginano un pubblico giovane,
come la maggior parte di chi si reca negli
stessi giorni al Lingotto per Artissima.
Per la prima volta una sede italiana propone la formula vincente del Tefaf di Maastricht che giustappone al meglio dellantiquariato una sezione ormai ricchissima
con gallerie di moderno e contemporaneo.
Ancor pi precisamente Flashback dimostra di guardare al modello di Frieze che a
Londra ha voluto con Frieze Masters uno

spazio dedicato alle opere anteriori allanno 2000. In molti dicono, anzi, che questo,
alla sua seconda edizione, sia stato stata anche pi suggestivo della stessa fiera di tendenza Frieze. Perch non importare modelli vincenti in un settore che rischia di collassare se non segue il trend dettato a livello
globale?
Al progetto Flashback, ideato e diretto da
Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, hanno
aderito 30 gallerie tutte italiane, nella speranza che un buon esordio consenta di aprire lanno prossimo a soggetti internazionali. Per ora un po daria da fuori la portano
Moretti che ha sedi a Londra e New York
oltre che Firenze, il giovane Benappi di Torino che in societ con Mehringer di stanza
a Monaco di Baviera e Robilant+Voena che
si dividono tra Milano e Londra, come pure

maestro della piet | Crocifissione


Siena, 1350-1370, esposto da Moretti

RIPRODUZIONE RISERVATA

RIPRODUZIONE RISERVATA

One Torino, dal 7 novembre


al 12 gennaio. torino, sedi varie.
Il programma completo
su www.artissima.it.

Il Quadrifoglio che ha una sede anche in


Old Bond Street con la Brun Fine Art ltd.
Giocano in casa Ezio Benappi, Luigi Caretto con la storica galleria di via Maria Vittoria, le gallerie Del Ponte e Mazzoleni,
Schreiber Collezioni, Secol-Art di Masoero,
Liberia Antiquaria, Il Cartiglio e Lorenzo e
Paola Monticone. Piemontesi anche Giordano Art Collection da Diano dAlba in provincia di Cuneo e Flavio Pozzallo da Oulx. Moltissimi i milanesi: Canelli, Michela Cattai,
Mirco Cattai Fine Art & Antiques Rugs, Daniela Balzaretti, Longari, Giuseppe Piva Arte Giapponese, il padre Domenico con laltro figlio Tomaso di Piva & C, Salamon & C e
Santa Barbara Art Gallery, questultima che
ha una galleria anche a Spello. E poi Enrico
da Genova, Kanalidarte da Brescia e Copetti
Antiquari da Udine.
Nelle intenzioni di Flashback, che vorremmo immaginare condivise dagli espositori, la volont di interrompere il presente e di attingere dal passato per colmare le
lacune della storia, e di spezzare la logica
dello sviluppo cronologico lineare.
RIPRODUZIONE RISERVATA

(Dorotheergasse 17, www.dorotheum.com)


il 7 novembre importante asta di Design
moderno e contemporaneo,
in vendita 351 lotti tra cui oggetti di grandi
designer come Osvaldo Borsani,
Arne Jacobsen, Le Corbusier, Carl Aubck
e la serie di 14 pezzi in ceramica e vetro creata
da Ettore Sottsass e ispirata agli antichi
Aztechi Short Stories 2003,
realizzata in 33 edizioni. Ogni pezzo,
alto tra 15 e 63 centimetri, ha il suo nome:
Cuculo, Pettirosso, Civetta,
Marabu, ecc... e la stima complessiva
di 50.000 - 55.000 .

altri appuntamenti

Merz, Mao e Agnelli:


iniziative per tutti
7 Fondazione Merz (via Limone 24;
www.fondazionemerz.org) dal 5
novembre al 2 febbraio 2014 (con il
supporto di Fondazione CRT e il
patrocinio dellAmbasciata del Cile in
Italia) apre la grande mostra Alfredo
Jaar. Abbiamo amato tanto. La
rivoluzione. Lartista cileno, classe 1956,
ha ideato un nuovo progetto sul concetto
di riflesso e di riflessione che, nel solco
del suo interesse per la relazione tra
cultura e vita democratica, interroga il
senso della memoria e dellimpegno
politico degli anni 60 e 70, non per
commemorare, ma per tornare a
promuovere la cultura come fattore di
cambiamento.
7 Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
(via Nizza 230/103;
www.pinacoteca-agnelli.it) nei giorni 8,
9 e 10 novembre va in scena nella Sala di
consultazione il programma
I W Collections: Storie di collezionisti,
rassegna di tre film sul collezionismo
provenienti dallArchivio dello Schermo
dellArte Film Festival. I film raccontano
le incredibili storie di Herb e Dorothy
Vogel, Albert C. Barnes, Igor Savitsky e il
destino delle loro collezioni, passando
dagli Stati Uniti allUzbekistan.
7 MAO Museo dArte Orientale (via San
Domenico 11; www.maotorino.it) fino al
12 gennaio 2014 in corso Spirito del
Giappone; in mostra 40 fotografie della
nota fotografa e giornalista francese
Suzanne Held che sceglie di osservare,
lontano dagli eccessi della modernit, un
Giappone abitato dalla tradizione, nel
quale ogni istante si veste del silenzio del
rituale, popolato tanto dagli uomini
quanto dagli "spiriti" dello Shinto- , dalle
grandi figure del Buddhismo, da geishe e
da meravigliosi giardini. Sculture
buddhiste, kimoni e haori richiamano le
tradizioni estetiche e culturali
dellArcipelago.
7 Castello di Rivoli (piazza Mafalda di
Savoia; www.castellodirivoli.org) fino al
6 gennaio 2014 in corso Costruire
comunit importante selezione dei
progetti realizzati da Marinella Senatore,
classe 1977, che vive e lavora a Berlino e
che interpreta il ruolo dellartista come
"attivatore" di processi che coinvolgono
il pubblico senza imposizioni.
7 Fondazione Sandretto Re
Rebaudengo (via Modane 16;
www.fsrr.org) presenta fino al 23 marzo
2014 Soft Pictures, mostra collettiva
dedicata alluso del medium tessile
nellarte contemporanea. Storicamente
posto al confine tra arti liberali e arti
applicate, luso del tessuto come
materiale per creare immagini artistiche
oggi ripreso dagli artisti nelle sue
molteplici valenze.
7 Galleria dArte Moderna (corso Galileo
Ferraris 30; www.gamtorino.it) fino al
23 febbraio 2014 ospita la grande
antologica Pierre-Auguste Renoir
(1841-1919); circa 60 capolavori
provenienti dal Muse dOrsay e dal
Muse de lOrangerie danno vita a una
straordinaria rassegna che documenta
tutta lattivit di questo grandissimo
pittore, dagli esordi a fine carriera, in un
progressivo allontanamento
dallImpressionismo.
7 Ex Carceri Nuove (via Borsellino 3;
www.theothersfair.com) nei giorni di
Artissima si svolge la fiera The Others. Tra
le gallerie presenti con opere di
sperimentazione la milanese mc2gallery
con il video Navel and A Bomb del
giapponese Eikoh Hosoe; un
documento inedito e rarissimo del 1960,
con la performance del coreaografo
Tatsumi Hijikata (1928 - 1986) ideatore
con Kazuo Ohno della danza Butoh.
7 Ex M.O.I. "Mercati Ortofrutticoli
allIngrosso" sotto le storiche arcate di
via Giordano Bruno 181
(www.paratissima.it) dal 6 al 10
novembre apre la nona edizione di
Paratissima: 18mila metri quadrati
destinati a 600 artisti, gallerie darte,
mostre tematiche, progetti speciali e
performance live dellevento off di arte
contemporanea che lanno scorso ha
richiamato circa 100mila persone.

a cura di Marina Mojana

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n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

43

aperto il bando per la Scuola per la buona politica

Storia e storie

La Fondazione Basso ha emesso il bando per il nuovo semestre della Scuola per la buona
politica, avviata nel 2007 e diretta da Laura Pennacchi. La scuola pu ospitare al massimo
60 allievi all'anno ed strutturata su incontri mensili a carattere seminariale, che durano
dalle 14,30 alle 19. Le iscrizioni sono aperte dal 4 novembre al 13 dicembre 2014. Per info:
segreteria Fondazione Basso tel. 06-6879953 - e-mail: basso@fondazionebasso.it.

john f. kennedy (1917-1963)

jfk e la politica estera

Tutti i killer di JFK

Per un nuovo
progresso sociale

OLYCOM

A 50 anni dalla morte


del presidente Usa,
resistono le teorie
del complotto
che tentano di dare
risposta al mistero

Questo testo il discorso pronunziato a un


convegno del Mulino a Bologna nel 1961 dal
consigliere del neo presidente Kennedy.
Schlesinger faceva parte di quel gruppo di
intellettuali liberal che auspicavano in
Italia la svolta del centro-sinistra con la
partecipazione dei socialisti.

di Arthur Schlesinger

di Massimo Teodori

cinquantanni dallassassinio a Dallas (Texas) di John F.


Kennedy, il 22 novembre
1963, nonstataraggiuntaalcuna certezza sullautore o
sugli autori delluccisione
di uno dei presidenti americani pi celebrati
nel Novecento. Pochi ritengono attendibili le
conclusioni della commissione guidata dal
presidente della Corte suprema Earl Warren
(1964), secondocuiLeeHarveyOswaldsarebbe lunico colpevole. Ma non sono provate
neppure le svariate teorie che prospettano
lesistenza di un complotto a pi mani.
Nei decenni trascorsi, la morte violenta di
Kennedy divenuta il terreno preferito di
molteteoriedelcomplottochehannotentato
di dare una risposta agli interrogativi irrisolti
sullafinedel35presidenteUsa.Ancheleipotesi sulla cospirazione antikennediana, cometuttoilgenereletterario-saggistico,prendonolemossedafattirealicollegatiinmaniera tale da formulare uninterpretazione che
spiega con apparente semplicit eventi complessi. Su questa base si sono sviluppate una
quantit di inchieste giudiziarie e indipendenti,dilibri,filmefictiontelevisiveincuisono state avanzate le pi varie congetture. Il
rigore storico, per, vuole che si respingano
le ipotesi non sufficientemente dimostrate,
anche se possibile scorgere in quasi tutte le
versioni qualchespecificoelemento veritiero
(come, ad esempio, la pluralit degli sparatoridaluoghidiversi).convincentelanotazionechelFbidirettadaEdgarG.Hoover,nemicoacerrimodeiKennedy,nonavesseinteresse a proteggere il presidente, cos come ha
senso richiamare latteggiamento revanscista della Cia che si lamentava del presidente
perchnonavevaautorizzatolinterventomilitareasostegnodellosbarcoanticastristafallitoallaBaiadeiporcidiCuba.Menoplausibi-

in barca | John Fitzgerald Kennedy con la figlia Caroline a bordo della Honey Fitz il 25 agosto del 1962
le la teoria che vorrebbe Oswald agente comunista internazionale proteso a vendicare,
con lappoggio di Kruscev, Fidel Castro. Altrettantoindimostratesonoleteoriesullamafia come braccio armato di un ampio complotto comprendente settori dei servizi e
dellesercitoinsieme amiliardari epoliticiultraconservatori.Nonbastasostenere cheCosanostra,dicuiilpiccolodelinquenteJackRuby assassino di Oswald sarebbe stata una pe-

Sudisti segregazionisti,
anticomunisti allinterno
e allestero, la criminalit
espulsa dai casin dellAvana
sono alcuni degli imputati
dina, aveva pi duna ragione per far fuori
J.F.K. e bloccare cos le inchieste sul crimine
organizzato del ministro della Giustizia Robert Kennedy vendicando il tradimento versochiavevacontribuitoallelezionedelpresidente. A loro volta anche alcuni gruppi industriali avevano motivo di contrastare Kennedy per la riduzione delle tariffe sul petrolio e
lacciaio, e il complesso militare-industriale
di temere labbandono del Vietnam, gi an-

nunziatodallaCasabianca,nonostantelemigliaiadiconsiglieriinviatiperpilotarelaguerracontroilNordcomunista.Secondoaltreteorie, le pi inquietanti, il principale burattinaio del complotto sarebbe stato il vicepresidente Lyndon B. Johnson in combutta con i
segregazionisti del Sud, motivato dal timore
di non essere inserito nelticketpresidenziale
Democratico del 1964. Lenumerazione delle
teorie cospirative potrebbe continuare a oltranza, ma difficilmente servirebbe a trovare
laveritultimadellassassinio,anchesediverseipotesiavanzatecontengonoelementirealisui soggettiche avevano interesse a contrastare il presidente: i sudisti segregazionisti, i
sostenitoriideologiciemilitaridellanticomunismo muscolare allinterno e allestero, e la
grande criminalit espulsa dai casin
dellAvana.LelezionediJohnKennedy,sancita da un ristretto margine di voti, rappresentinfattiunarotturainpoliticainternaeinternazionale. La Presidenza Eisenhower
(1952-1960) aveva favorito la crescita del benessere delle classi medie ma era stata caratterizzata dal conformismo sociale. Lelezione del giovane leader ebbe leffetto, specialmente nello stile di governo, di sommuovere
icetipidinamicidellasocietamericana,cosa che turb molti ambienti conservatori. In
politica interna favor lintegrazione razziale

claudio martelli

Lo sguardo critico
sul Psi che non fu
di Stefano Folli

n unepoca in cui la politica quasi ha


smesso di esistere, o almeno non esiste
pinelleformecheavevanodeterminato la nascita e lo sviluppo della Repubblica post-bellica, fa sempre piacere unopera,tanto piautobiografica,cheti costringea
fermarti per riflettere. La domanda sempre
lastessa:comepotutoaccadere?Come potutoaccaderechelastorianazionaleabbiaconosciutouninvoluzionecosrapida eirreparabile?Davvero quel"buconero"che sirivelato essere la cosiddetta Seconda Repubblica
era inevitabile? Ed era altrettanto inevitabile
perdere circa ventanni in termini politici ed
economici? Ben vengano allora tutti i contributi a una maggiore comprensione di eventi
coslontani,maancheviciniinquantoirrisolti.Claudio Martelli statoilgiovane protagonistadegliannidoro delcraxismo,dalMidas
allapresidenza del Consiglio fra il 1983 e l87.
Havissuto poituttalafasedeclinantediquella vicenda fra sospetti, recriminazioni ed errori politici via via pi gravi fino alla consunzione del Psi e del suo leader. Ha suscitato
amoreeodiointornoascomesoloun"delfi-

peppino fiori (1923-2003)

Giornalista
che amava
la verit

no" talentuoso, bello e brillante poteva fare,


alimentando con sapienza il proprio stesso
mito. E poi finito risucchiato nelle troppe
contraddizioni che egli, a differenza di Craxi,
ma con qualche ingenuit, aveva intravisto
senza riuscire a contrastarle. E tuttavia Martelliriuscitoinseguitoareinventarsiunesistenza e oggi pubblica questo Ricordati di vivere che rappresenta uno sforzo tuttaltro
che ovvio per ricostruire la memoria e offrire
una chiave interpretativa di quella stagione.
Quando e parliamo, si capisce, degli anni
Ottanta intorno al Partito socialista e alle
forze laiche avrebbe potuto aggregarsi una
massa critica volta a modernizzare sul serio lItalia sia nel campo istituzionale sia in
quello economico. Viceversa, come noto, il
disegnoriuscitosoloinparte,primadiesaurirsi innescando una regressione infinita.
Il libro, va detto, scritto molto bene e cattura il lettore. anche sincero? Qui ognuno
potr pensarla come vuole. Tuttavia la ricomposizione non solo degli eventi, ma dei
caratteri e delle psicologie convincente,
specie per chi ha vissuto quegli anni e oggi
vuole capire di pi, con lanimo ormai dello
storico piuttosto che dellosservatore. Martellinon sembramosso daldesideriodi autogiustificarsi: al contrario molti passaggi
mettono in luce un tormento interiore, una

di Raffaele Liucci

iuseppe Fiori (1923-2003) fu una


pennaassaieclettica,comeemergeanchedaquesto volumecollettaneo in sua memoria, che racchiude trenta testimonianze di altrettanti
amici ed estimatori (fra cui Corrado Stajano,
Nello Ajello, Roberto Cerati, Ugo Gregoretti,
Angelo Guglielmi, Michela Murgia, Stefano
Rodot).Davicedirettore del TG2, ametanni Settanta, inaugur la stagione degli edito-

volont di ripensare anche se stesso e alcuni


aspettidelcammino percorso. IlBettino Craxi che emerge da queste pagine un personaggio talvoltasconosciuto e riccodi chiaroscuri, financo quando viene descritto come
irriconoscibile nel terribile 1992. Anche in
questo caso, c parecchia materia per chi
vuole approfondire la fine della Prima Repubblica. Sui rapporti con il Pci prima e con
il Pds poi, da Berlinguer a Occhetto, si sa gi
molto ma limpressione che ci sia ancora
da scavare su quella catena di occasioni
mancate. Interessante appare il tentativo di
Martelli di allargare il respiro dellarea laica,
prima con lavallo di Craxi poi in condizioni
pi solitarie, mentre il craxismo si chiude
nello schema di unalleanza esclusiva con la
Dcdi Andreottie Forlaniche non porterfortuna a nessuno e tanto meno alle prospettive dellalternativa. Lazionismo di Valiani e
Ugo La Malfa, il rispetto verso Spadolini, la
cura attenta alrapporto con i radicali di Pannella: sono altrettanti tasselli di una storia
che qui riemerge e che avrebbe potuto essere diversa da come stata, se appena ci fosse
stato pi rispetto reciproco e pi consapevolezza del destino comune. Ne sarebbe derivata una pi incisiva azione politica su temi
fondamentalicome, adesempio, lalottaconcreta e non retorica alla mafia (ottime le pagine dedicate allamicizia con Falcone).
Riannodare oggi certi fili non aiuta, forse, a
rimodellare un Paese disastrato, ma almeno permette di regolare i conti con se stessi e
con la propria vicenda esistenziale. E questo
un compito che riguarda non solo Martelli,
bens unintera generazione.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Claudio Martelli, Ricordati di vivere,


Bompiani, Milano, pagg. 600, 19,50

riali letti in diretta. Da "inchiestista", dedic


duelaterziani"librideltempo"allasuaSardegna,inbilicofraarcaismoemodernit(Baroni in laguna e La societ del malessere). Da
scrittore, firm due romanzi, Sonetula e il
pi realistico Uomini ex, ambientati rispettivamente in Barbagia e nella Praga di fine anni Quaranta, nuova patria per i comunisti
scampatiallegalereitaliane.Daparlamentare della Sinistra indipendente, si occup di
problemi dellinformazione, riuscendo anche ricorda Guido Melis a far versare
allArchivio Centrale dello Stato le carte del
Tribunalespecialefascista.Senzadimentica-

nel Sud culminata con il Civil Rights Bill del


giugno 1963, preparato da Bob Kennedy e
MartinLutherKing.SullascenainternazionalelaGuerra freddaassunse tonipimorbidie
siintensificaronoirapportiEst-Ovest;fu evitato lo scontro nucleare, e furono avviate le
trattative sulla riduzione degli armamenti,
mentre nella crisi di Berlino lAmerica continu a dar prova di fermezza anticomunista,
sancita dal famoso discorso Ich bin ein Berliner davanti al Muro (giugno 1963).
La politica dei mille giorni del presidente
disturbimportantiinteressipolitici,economici e militari tra cui, forse, ve ne furono alcuni che decisero di passare allazione. Le
presidenziali del novembre 1964 avrebbero
probabilmente confermato Kennedy per un
secondo mandato, magari con il distacco dei
DemocraticidelSud.Chequellatmosferaabbia causato un complotto con la partecipazione di diversi soggetti o, invece, abbia solo
eccitato personaggi del sottobosco criminale, qualcosa che non acquisito e, mi pare,
non potr pi essere verificato. A cinquantanni da quel tragico giorno, sarebbe
opportunonon cercarepirisposteimpossibili nel grande gioco dei misteri, ma concentrarsisulsignificato dellapresidenzaKennedy nella storia contemporanea.
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li Stati Unitipossono essere consideratioggilesempiodiunanazione che ha avuto una riaccensionedi volont edi energia politica.Sonodiversii fattorichehannodeterminatoci.In primoluogo,ilmutamentodigenerazione politica. Con Kennedy arrivata
allasupremacaricadegliS.U.unagenerazione di uomini nati in questo secolo, e anzi nel
secondo decennio del secolo e che sono entratinellavitapoliticaattivadopolaSeconda
guerra mondiale. Questo fatto ha portato a
un mutamento nella stessa formulazione
dei problemi politici, talch avvenuto che
alcuneimpostazioni, cheavevano addirittura ossessionato la generazione precedente,
sono risultate indifferenti per la nuova.
Questocambiamentodigenerazionepolitica stato accompagnato anche da un cambiamento dei principi di base. Si presa coscienza del fatto che la storia non si fermata ma in corso di trasformazione. Latteggiamento verso le trasformazioni istituzionali perci cambiato ed esse sono ora viste
come qualcosa di positivo, s da creare un
controllosullasocietche lascia ogni individuo la necessaria libert creativa.
Il cambiamento filosofico accompagnato da un cambiamento di teorie economiche.Come conseguenza si verificato anche
un cambiamento nella politica estera, marcataoradallanecessitdiunprogressosociale su scala mondiale, dalla garanzia di uno
sviluppo nazionale per tutti i popoli.
Questa transizione non stata facile. Il
passato ci ha lasciato problemi angosciosi,
come quello della rivoluzione cubana. Il
trionfo di Castro nel 1959 fu considerato con
favore nellemisfero occidentale. Ma a poco
a poco, nel periodo successivo, la rivoluzione cubana si rivolt contro i suoi stessi principi. Castro istitu la dittatura e praticamente consegn la rivoluzione cubana al partito
comunista e Cuba allUrss. Gli esiliati cubani

emanuele macaluso

Il Pci tra riforme


e rivoluzioni
manuele Macaluso un osservatoresempreacutodellanostravitapolitica ed al tempo stesso una memoria storica vivente di quel particolare mondo che stato il comunismo italiano. stato, perch, diciamolo francamente,
quel mondo non esiste pi: questo, in fondo,
il tema di questo libro sofferto e brillante.
Lautore si interroga su un tema chiave della sinistra italiana, il contrasto fra massimalisti e riformisti, pur leggendolo sotto lottica
particolare della via italiana al socialismo
che Togliatti propose prima con la cosiddetta
svolta di Salerno e poi con la sua partecipazione allaCostituente ("sua" partecipazione,perch il Pci in quanto tale ebbe solo il compito di
seguire, magari mugugnando).
Come noto quel contrasto nel Pci ebbe
una lunga storia: dalla questione del partito
dilottaedi governo, alloscontrofra amendoliani e ingraiani, alla questione dei cosiddetti
miglioristi e al loro rapporto con Berlinguer. Macaluso ha assolutamente ragione
quando dice che la riduzione di quel conflitto
al noto tema della doppiezza va rimessa in

discussione in quanto essa non era un problema del Pci, ma nel Pci. Era lantico dilemma
fra riforme e rivoluzione.
Quello si doveva risolvere trovando una
sintesi che negasse che lopzione per un corno del dilemma avrebbe escluso laltro. qui
che, se interpreto bene lanalisi di Macaluso,
si divisero le strade di Togliatti e Berlinguer.
Il primo poteva mettere insieme riforme e rivoluzione ponendosi sotto il cappello del mito dellUrss, il quale dimostrava che la rivoluzioneera una meta possibile, ma non per questo escludeva che "intanto" si potesse procedere con riforme sullavia di quella democrazia progressiva che era in fondo quel che la
Terza Internazionale aveva auspicato per
lEuropa occidentale dopo aver toccato con
mano linanit della lettura del fascismo come tanto peggio tanto meglio. Nenni aveva colto questa peculiarit del leader comunista figlio intellettuale di questa stagione (si
veda la bella citazione a pagina 57) e Macaluso ricorda come lo stesso Amendola si collocasse allinternodi quel contesto, di come fosse, direi io con una fraseologia oggi di moda,
diversamente togliattiano.
A Berlinguer sarebbe stato sottratto il mito
dellUrss perch la realt del socialismo reale non lo rendeva pi credibile, sicch dovettetrovare altri mitifondativi per laperdurante

re la direzione di Paese Sera, nei primi anni Ottanta.


Ma Fiori ebbe soprattutto la straordinaria capacit di raccontare la storia attraverso
viteesemplari(Goffredo Fofi).In Italia,ilgenerebiograficohaassuntoduerisvoltiprincipali. Da un lato, le biografie di taglio accademico,ricchedi documenti,maspessoindigeste per il lettore non specialista. Dallaltro, le
biografiedivulgative, quasisempre dilettantesche.Alnettodiqualchetrascurabilesbavaturafilologica,Fiori invece riuscitoaconiugare stile avvincente e scavi darchivio, affrontando nodi interpretativi che spesso gli

storici lasciano sepolti sotto le montagne di


carte inutilizzate (Giovanni De Luna). Nel
66 debutt con una Vita di Antonio Gramsci,
poi tradotta in dodici lingue, in cui non si tacevano i rapporti traumatici fra il pensatore
sardo e i suoi compagni di partito. Dopodich, seguirono le vite di Michele Schirru
(lanarchicocondannatoamorteperaversoltanto "pensato" di uccidere Mussolini), Emilio Lussu, Enrico Berlinguer, Ernesto Rossi e
i fratelli Rosselli. Fiori amava biografare uominiasprieintransigenti.Feceunasolaeccezione con Il Venditore, uscito nel 95. Sottotitolo: Storia di Silvio Berlusconi e della Finin-

di Paolo Pombeni

rappresentavanoilgruppolibertariodellarivoluzionecubana. Il problema che si poneva


davantialgoverno degliStatiUnitiriguardava latteggiamento da adottare nei confronti
di questi esuli che avevano gi ricevuto aiuti
organizzativi e di preparazione. La nuova
amministrazione Kennedy fu contraria a un
intervento americano, ma nessuno si sentiva in obbligo di proteggere Castro contro i
suoi vecchi compagni, che ritenevano egli
avesse tradito la loro comune rivoluzione.
LAmministrazione decise, in conseguenza,
che, mentre gli Stati Uniti non sarebbero intervenuti aCuba, altempostesso non avrebbero impedito agli esuli di ritornare alla loro
patria,se loavessero desiderato.Chegliesuli avessero mal calcolato le loro chances,
fin troppo evidente.
Ilcaso diCubanondeveperdistrarredallalineaessenzialedellanuovapoliticaamericana. Desidero richiamare lattenzione sugli
sforzi dellAmministrazione Kennedy
nellAmerica Latina per promuovere lo sviluppo economico e riforme sociali in tutte le
Nazioni americane attraverso la cosiddetta
"Alleanza del progresso".
Le energie della nuova Amministrazione
sono creative e costruttive. Va in primo luogo sottolineato il ritorno allimpostazione
pragmatista,aunatteggiamentociochedecide, prima di giudicare la validit di un processo, di mettere alla prova.
Il nostro mondo ancora legato a certe
idee del secolo scorso. Ma, poich la vita
cambia, i problemi cambiano. Poich nuovi
problemiemergono,lumanitimpreparata nella ricerca di nuove soluzioni. Le soluzioni dei problemi possono essere trovate
soltanto attraverso la combinazione di analisi e di sperimentazione. Unimpostazione
politica che tenda al concreto implica di necessit giudizi di valori: questi rimangono
liberali e umanistici.
Manecessariopassarealdildelcapitalismo e del socialismo. Abbiamo bisogno di
una nuova dichiarazione di indipendenza
dagli slogans e dai clichs del passato; una
nuova determinazione nellidentificare i
problemidelnostrotempo.Questanuovadichiarazione non pu essere trovata in un sol
giorno: essa rappresenta il compito peculiare assegnato agli intellettuali e noi non possiamo perdere tempo e dobbiamo dedicarci
a questo compito.
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da il Mulino, Anno X n. 4, aprile 1961

doppiezzadi un partitochedoveva propugnare al tempo stesso riforme e rivoluzioni, perch quella era la sua identit. In una prima fase lo trov nella emergenza del ritorno al mito
costituente contro la sfida terrorista, ma poi,
tramontata quella sfida e dovendo fare i conti
con una Dc che non era pi n quella di De Gasperi n quella di Dossetti, e con un Psi che lo
sfidava nellinterpretazione della necessit di
riforme, era stato costretto a ripiegare, dopo
la svolta del 1980-83, dalla proposta di rivoluzione politica a quella di rivoluzione morale. Un cambiamento pericoloso, perch finisce per renderti schiavo dei guardiani della rivoluzione,dei nuovitribunalidi salutepubblica che sono gli intellettualidi un certo tipo che
si sparpagliano per giornali e poi talk-show e
cheinvocandoitribunalidelpopolofiniscono per attivare il giustizialismo di certe caste
che stanno nei tribunali veri. Al tempo stesso
una deriva che ponendo le questioni in termini di diversit antropologica, superiorit moraleetuttoquestoarsenalebennoto,rendedifficile lallargamento del consenso e la politica
deicambiamentigraduali.Macalusoassailucidonelricostruirequestastoria,chenon solo quella di una parte politica, ma che davvero, qui per parafrasare Gramsci, la storia del
nostro Paese affrontata partendo da unottica
particolare. In fondo questo libro una riflessione sulleterno fascino del giacobinismo e
sulle virt di chi seppe e si spera potrebbe ancorasapereresistergli.Quellevirtdicuicontinuiamo adavere tanto bisogno in un momento di transizione storica come quello attuale.
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Emanuele Macaluso, Comunisti


e riformisti. Togliatti e la via italiana
al socialismo, Feltrinelli, Milano,
pagg. 138, 14,00.

vest, ossia dalle misteriose origini della sua fortuna alla legge Mamm.Illibromenorecensito dItalia, diceva scherzando. Ma il titolo,
secondo Giuseppe Laterza, era impeccabile:
Quando oggi si ripete che Berlusconi non
stato un buon politico, ma un buon imprenditore, sento sempre il bisogno di correggere: no, stato un venditore, cosa ben diversa
da imprenditore.
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Il coraggio della verit. LItalia civile


di Giuseppe Fiori, a cura di Jacopo
Onnis, Cuec, Cagliari, pagg. 158, 14,00

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

EDVARD

MUNCH
Palazzo Ducale | GENOVA
06.11.2013 | 27.04.2014
WWW.MOSTRAMUNCH.IT

n. 302

Edvard Munch, Bagnanti, 1904-1905, olio su tela, 57,4 x 68,5 cm, Collezione privata, The Munch Museum / The Munch-Ellingsen Group by SIAE 2013

44

INFOLINE 010.9868057
PRENOTAZIONI SCUOLE 010.5574004
MARTED DOMENICA ore 9.00 19.00 | LUNED ore 14.00 19.00
chiusura biglietteria ore 18.00

Mostra promossa da

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Partecipanti
alla Fondazione Palazzo Ducale

Special partner

Sponsor istituzionale
della Fondazione
Palazzo Ducale

Sponsor attivit
didattiche Fondazione
Palazzo Ducale

n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

45

Mercoled a Firenze conferenza sulla disoccupazione giovanile


Mercoled 6 alla New York University di Firenze a Villa la Pietra (via Bolognese, 120)
dalle 14 alle 19 ci sar la conferenza internazionale Generazione senza lavoro: giovani
disoccupati e scoraggiati. Il focus landamento della disoccupazione giovanile nei diversi
Paesi della Ue. Ne parleranno: Arnstein Aassve, Valentina Barcucci, Daniele Fano, Giampiero
M. Gallo, Michael Gebel, Massimiliano Mascherini, Letizia Mencarini ed Eliana Viviano.

Economia e societ
eccellenze a new york

memoria & tecnologia

Donazioni
e talenti

Big data, big era, big change!


Comprendere i dati e individuare strategie
innovative per estrarne il valore latente:
questa la rivoluzione per migliorare il modo
in cui prendiamo le nostre decisioni

moltiplicazione
Tema e variazioni, piatto in porcellana.
Lopera fa parte della mostra Cento anni
di follia artistica, presso la Triennale
di Milano dal 13 novembre, a cura di Barnaba
Fornasetti. Catalogo Corraini Edizioni.
(Courtesy Fornasetti) www.triennale.org

SELECTED BY ADCORBETTA

Lobiettivo scoprire i nessi


nascosti nelle informazioni:
per esempio prevedere quando
un elemento dellauto si rompe
prima che ci avvenga
e convinzioni. Successivamente abbiamo
imparato a basare il nostro concetto della
realt su teorie corroborate da dati. Secoli
fa, le universit italiane hanno accolto le
premesse dellIlluminismo. Nel XX secolo
siamo giunti a verificare con rigore le nostre teorie utilizzando dati empirici, un approccio scientifico che ha iniziato a permeare il nostro processo decisionale, anche
nel campo del commercio.
tuttavia sorto un ostacolo: poich la
raccolta, la memorizzazione e lanalisi dei
dati si sono rivelate molto dispendiose in
termini di tempo e risorse economiche,
abbiamo escogitato ogni sorta di scorciatoia ed escamotage per utilizzare il minor
numero di dati possibile al fine di convalidare (sempre che sia possibile) la nostra
interpretazione del mondo. I sondaggisti
politici chiedono a poco pi di un migliaio
di potenziali elettori di valutare lopinione politica dellintera popolazione; gli
esperti di marketing utilizzano gruppi target e piccoli campioni per stimare la domanda di un nuovo prodotto; i direttori di
stabilimento fanno testare campioni casuali di prodotti prelevati dalle linee di
produzione per garantirne la qualit in generale. Oggi, pertanto, le nostre decisioni

si basano, nella maggior parte dei casi, su dati empirici, ma poich ottenerli ha comportato un costo non indifferente, li utilizziamo come se fossero
un prezioso vino dannata, molto caro, da centellinare anzich bere avidamente per placare la nostra sete.
Il risultato che la nostra visione
della realt distorta e offuscata, oltre che viziata da un ragionamento errato basato su dati tuttaltro che imparziali. Peggio ancora, in un mondo siffatto, siamo solo capaci di esplorare interrogativi gi posti, non di generarne di
nuovi sui quali non abbiamo ancora riflettuto. un mondo in cui preferiamo intuire il "perch" anzich sapere "cosa". Pi di
150 anni fa, lungherese Semmelweis si
occupato del fenomeno del decesso delle
donne dopo il parto suggerendo che i medici avrebbero dovuto lavarsi accuratamente le mani prima di visitare una nuova paziente e dimostrando che, con tale
semplice precauzione, il numero di decessi poteva notevolmente diminuire. Tuttavia, poich Semmelweis non stato in grado di provare la reale causa della sua intuizione, i colleghi lo hanno deriso e, per decenni, i medici in Europa hanno ignorato
il suo consiglio; di conseguenza, decine di
migliaia di donne hanno dovuto perdere
la vita. Semmelweis ha utilizzato dati per
mostrare una correlazione, un nesso tra
la pulizia delle mani e una drastica riduzione delle infezioni intraospedaliere, fornendoci in tal modo una chiave di lettura
della realt che non avevamo.
Scoprire i nessi nascosti nei dati esattamente lobiettivo dei big data, ma a
una velocit mozzafiato, grazie a potenti
strumenti digitali e alla loro straordinaria capacit di raccogliere, memorizzare
e analizzare dati.
Con i big data siamo in grado di prevedere quando un componente della nostra autovettura potrebbe rompersi prima che
ci effettivamente avvenga. Le multinazionali della logistica come Fedex e Ups
gi li utilizzano per la manutenzione dei
veicoli in servizio in modo che non restino
inaspettatamente in panne sul ciglio della
strada, risparmiando, in tal modo, centinaia di milioni di dollari ogni anno. Sono
in corso ricerche per ottenere lo stesso risultato sul corpo umano: individuare una
patologia prima che i sintomi si manifestino e in una fase in cui ancora possibile
combatterla facilmente. La chiave sta nel
fatto che siamo in grado di prevedere un
"malfunzionamento" analizzando enormi quantit di dati e ricercando modelli
specifici di correlazione con il "disturbo".

la domenica a udine

Si apre domani a Udine Future Forum


la settimana in collaborazione
con Domenica, a cura del
responsabile del supplemento
Armando Massarenti, in cui verranno
affrontati alcuni dei temi cruciali
legati al Manifesto per la cultura.
Come cambieranno nei prossimi
15-20 anni la trasmissione dei saperi,
la scuola, la formazione, i nuovi
media? Come si modificheranno i
processi di trasmissione del sapere? Ne
discuteranno, tra gli altri: Carsten
Beck, Salvatore Giuliano, Mario Rotta,
Agostino Quadrino, Giorgio Jannis,
Derrick De Kerckhove,
Luca De Biase, Alberto Felice De Toni,
Furio Honsell, Stefano Quintarelli,
Viktor Mayer-Schnberger,
Alberto Abruzzese, Ivan Lo Bello.

Ma non basta: con i big data possiamo


non limitarci pi a utilizzare i dati soltanto per convalidare unipotesi gi formulata. Possiamo invece "lasciare che i dati
parlino" e ci indichino lipotesi pi promettente. Negli anni Novanta, Amazon
lo ha sperimentato nel campo dei consigli per gli acquisti definendo categorie
per classificare i clienti in base a precedenti transazioni di acquisto, senza tuttavia grande successo. Dopodich Amazon
ha adottato un approccio radicalmente
diverso: ha iniziato ad analizzare i libri
che venivano acquistati assieme ad altri
dai clienti e ha iniziato a formulare i propri consigli sulla base di tali informazioni. Il nuovo approccio ha permesso di ottenere risultati nettamente migliori, anche se Amazon non ha assolutamente
idea del motivo per il quale due libri siano acquistati insieme dallo stesso cliente. Oggi, secondo quanto affermato, il sistema dei consigli per gli acquisti di Amazon rappresenta il 30 percento dei suoi
proventi. Il pregio fondamentale dei big
data consiste nel fatto che ci offrono nuove prospettive, mentre lapproccio empirico tradizionale si preoccupava soprattutto di convalidare ci che gi sapevamo, e questo rappresenta una nuova fonte di innovazione dalla quale saremo ispirati, non solo illuminati.
Tale nuova fonte, tuttavia, ci obbligher anche a prendere coscienza del fatto
che lunica costante nella vita il cambia-

lezione luca dagliano

Sviluppo integrazione globale


di Kevin H. ORourke

era della crescita economica


moderna iniziata 200 anni fa
conlaRivoluzioneindustrialeinglese; da allora la chiave per lo
sviluppo di gran parte delle economie emergenti stata lindustrializzazione. La relazione tra industria, globalizzazione e sviluppo
dei Paesi poveri complessa e si modificata
nelcorsodegliultimiduesecoli.Latrasmissio-

Con la nascita delle catene


di fornitura mondiali
i Paesi poveri hanno trovato
una nicchia nel paesaggio
manifatturiero internazionale
ne internazionale della tecnologia necessaria affinch lindustria moderna si diffonda e
per questo motivo siritiene che una maggiore
integrazionetraPaesi ricchiepoveri possafavorire la crescita di questi ultimi. LInghilterra
del diciottesimo secolo, voleva evitare di disperdere ilproprio know-how al resto del continente europeo e aveva inizialmente tentato
di bloccarloattraversoil divieto di emigrazione della forza lavoro qualificata, nel 1719, e di

esportazionedei macchinari,nel 1774 (tali restrizioni risultarono inefficaci e furono infine


rimosse nel corso dellOttocento). Tuttavia la
globalizzazionenon fu nnecessaria nsufficiente alla diffusione dellindustria, e in alcuni casi la rese addirittura pi difficile.
Come ha sottolineato Robert Allen, le tecnologie progettate tenendo conto dei costi
inglesi erano state pianificate per sostituire
lavoro costoso con macchinari e carbone. In
molti casi queste nuove tecnologie non erano adatte ad altri Paesi, dove gli stipendi erano inferiori e il costo dellenergia pi elevato, e non si diffusero se non attraverso lincoraggiamento artificiale dei governi locali. Il
libero scambio rese pi semplice laccesso
alla conoscenza tecnologica, ma non port
necessariamente alla sua diffusione nella
pratica. Infatti, colpendo i produttori locali,
le importazioni hanno potenzialmente reso
pi difficoltoso il decollo industriale delle
economie periferiche. Nel contempo, il divario tecnologico e della qualit di vita tra Paesi ricchi e poveri ha continuato ad aumentare.
Questa situazione ha caratterizzato gran
parte del diciannovesimo secolo, con la divergenza tra lInghilterra ed il resto del mondo. Nel tempo, tuttavia, lindustria moderna inizi a diffondersi, a partire dalle economie dellEuropa nord-occidentale e dal
Nord America, dove gli stipendi e i costi
dellenergia non erano troppo diversi da
quelli inglesi. Per la maggior parte del seco-

lo lindustria ebbe una tendenza a concentrarsi nelle vicinanze dei giacimenti di carbone e questo fu un problema per Paesi, quali lItalia, che mancavano di adeguate risorse carbonifere proprie. Alla fine, tuttavia, i
miglioramenti dei trasporti indebolirono la
connessione tra giacimenti di carbone e industria, poich il carbone poteva a questo
punto essere trasportato dove era richiesto
a un costo relativamente basso. Questa fu
unimportante spinta della globalizzazione
alla diffusione dellindustria, specialmente
verso economie povere di risorse come il

a torino
Il testo tratto dallXI Lezione Luca dAgliano,
Globalizzazione e industrializzazione in
una prospettiva di lungo periodo che Kevin
H. ORourke terr mercoled 6 novembre alle
ore 17 presso la Fondazione Luigi Einaudi,
Via Principe Amedeo 34, Torino, ingresso
libero (www.dagliano.unimi.it). Le lezioni
Luca dAgliano sono finanziate dalla
Compagnia di San Paolo. ORourke uno dei
massimi storici economici della
globalizzazione. Chichele Professor di
Storia Economica presso lAll Souls College,
Universit di Oxford, e direttore del
programma di Storia Economica del Cepr.

Giappone. Anche il cambiamento tecnologico contribu: lo sviluppo dellelettricit fu


un importante fattore di promozione
dellindustrializzazione in Paesi quali lItalia, mentre la maggiore efficienza implic
che lindustria diventasse redditizia sia in
economie molto povere, come Cina e India,
sia in Paesi meno poveri come Messico e
Brasile, i cui governi cominciarono a usare i
dazi doganali come strumento di politica industriale.
Cos lindustria moderna, alla fine del diciannovesimo secolo, cominci a diffondersi verso lAsia orientale e la periferia est-europea. Il periodo di maggior diffusione verso la periferia globale fu probabilmente tra
il 1918 e il 1973. Questi anni furono caratterizzati dal protezionismo generalizzato tra
le due guerre, seguito da politiche di sostituzione dellimport nella periferia, quando le
ex colonie riguadagnarono la propria indipendenza e decisero di usarla per perseguire politiche economiche attive. Questo processo suggerirebbe che il protezionismo,
piuttosto che il libero scambio, abbia portato alla diffusione dellindustria moderna in
questo periodo.
Lipotesi rafforzata dallesperienza di
Paesi ricchi alla fine del diciannovesimo secolo. Ci fu una chiara relazione positiva tra
il livello delle tariffe doganali industriali e
la crescita economica. Paesi come la Germania, gli Stati Uniti e lItalia adottarono tutti
un insieme di politiche che includevano

lunificazione dello Stato, linvestimento in


istruzione (in misura maggiore o minore),
lo sviluppo di un complesso militare industriale e tariffe doganali al fine di costruire i
propri settori industriali.
Politiche simili sarebbero poi state adottate nel ventesimo secolo da economie in
via di sviluppo, come le Tigri dellAsia
Orientale. Il loro successo si bas sulla promozione del commercio, sullabilit
nellesportare verso altri mercati relativamente aperti, piuttosto che su unapertura
dei propri mercati alle esportazioni del resto del mondo.
Ne consegue, quindi, che il protezionismo
sia ancora essenziale per i Paesi in via di sviluppoche desiderano industrializzarsi?La risposta no. Fin dal decollo della Cina negli
anni80, lindustrializzazionedei Paesi emergenti stata sempre pi collegata agli investimenti diretti esteri. Lo sviluppo di catene di
fornitura globali divenuto per i Paesi poveri un modo di trovare una nicchia nel paesaggio manifatturiero globale e di importare la
miglior tecnologia a disposizione. Come sostiene Richard Baldwin, questo processo di
frammentazione geografica della produzione potrebbe aver cambiato per sempre la nostra visione di cosa costituisca unadeguata
strategia di sviluppo: una profonda integrazione con il resto del mondo, piuttosto che
protezione, potrebbe essere oggi la via da
percorrere. La strategia dipende, tuttavia, da
una scommessa: che la globalizzazione continui ad essere sostenuta. La stessa diffusione dellindustria moderna potrebbe collocare la globalizzazione al centro di tensioni politiche e geo-politiche: il modo in cui il sistemainternazionale affronter queste sfide sar una dellechiavi che determineranno la natura del ventunesimo secolo.

omani sera a New York ci sar


un esperimento "transatlantico": invece delle solite celebrities, alla cena mondana in cravatta nera organizzata da La Fondazione
alla Morgan Library, John Elkann, uno dei
premiati, ha deciso di invitare al suo tavolo
solo giovani talenti italiani. Dodici promesse della nostra cultura che si stanno affermandoallostessotempoinAmericaeinItalia nelle discipline pi diverse, dalla danza
(Marco Pelle) al design (Giorgia Lupi), dalla
fotografia (Sebastiano Tomada) alla storia
dellarte(Viviana Bucarelli),dallagastronomia (Matteo Bergamini) alla letteratura
(Alessandra Mirra).
Nel suo intervento Elkann parler dei
vantaggi impliciti nel rafforzamento delle
relazioni transatlantiche, sia che si tratti di
cultura o di industria: I ragazzi invitati al
tavolo Fiat ci ha detto Elkann sono un
bellesempio dellItalia migliore, che accettalasfidaenonhapauradi confrontarsineglispazi aperti. Elkann, che ricever il premiodaRobertThomson,ilnumerounodelladivisionemediadiNewscorp,habenchiara limportanza di una finestra americana,
sia sul piano personale sia su quello professionale.Perquestiragazzisuperareiconfini di partenza e abbracciare la dimensione
internazionale importante per una vita di
successo in tutti i campi, come lo stato per
la Fiat laccordo con Chrysler.
I giovani scelti da Elkann sono anche lo
specchio di altri talenti, sempre italiani, gi
affermati da anni sul piano globale, anche
loro, grazie a un passaggio americano, comeIsabellaRossellini,Umberto Eco,Arnaldo Pomodoro, Renzo Piano. Fanno parte
del Comitato Scientifico de La Fondazione, unoperazione non profit nata lanno
scorso, originariamente sotto lombrello
dellIstituto Italiano di Cultura a New York,
per facilitare e promuovere lo scambio culturale bilaterale: se il terreno fertile, mancanoperifondiperirrigarlo.LIstitutoaveva ed ha, dopo i drastici tagli di bilancio per
la crisi italiana, disperato bisogno di finanziamenti per la sua missione di collegare le
due sponde dellAtlantico.Organizzare una
fondazione di diritto americano per raccogliere i fondi stata la risposta del direttore,
Riccardo Viale, gi nellestate del 2012, dopoun brainstorming organizzativo con potenziali donatori. E quando abbiamo chiesto al ministro degli Esteri Emma Bonino
quale fosse la sua posizione sui margini di
autonomia degli Istituti per autofinanziarsi, la sua risposta stata chiara: Gli Istituti
di Cultura sono la diplomazia culturale per
il nostro patrimonio artistico, la nostra lingua e la nostra cultura e dunque per la nostra economia e per il nostro potenziale di
sviluppo. Trovare autofinanziamentie attirare investimenti fa parte del mandato dei
direttori. Lo prevede anche la legge che di
fatto impone che i direttori degli Istituti di
Cultura raccolgano fondi da associazioni,
fondazioni e privati sia italiani che stranieri
che possono partecipare finanziariamente
allattivitdegli istituti. Tutto sembra possibiledunque, con un limite non da poco: in
America i fondi donati alleistituzioni italiane non sono deducibili per mancanza di
uno status fiscale adatto. La Fondazione
vieneperci costituita come "501 c-3", la sezione che regola le non profit nel codice
americano e consente la totale deducibilit
fiscale ai donatori. Cosa che in Italia continua ad essere impossibile.
Riemerge cos un problema ricorrente,
che il nostro governo dovrebbe affrontare
rapidamente:quello della totale deducibilit fiscale dei contributi alle fondazioni, sia
nelnostro Paese che per le attivit di raccolta di fondi allestero destinati agliistituti. Se
si d per scontato che la cultura sia uno dei
nostri patrimoni economici principali, se si
vuoleincoraggiareilpassaggioperlAmerica, lo snodo essenziale per puntare di rimbalzo su unaffermazione globale, il nodo
va risolto. un peccato ad esempio che non
cisiachiarezzasullacompatibilitfradeducibilit locali e lo stato giuridico italiano degli istituti. Una soluzione potrebbe essere
quella di avere una fondazione locale dedicataallerogazioneesclusiva allistitutodelle donazioni. Oggi intanto La Fondazione al suo secondo gala ha finito con lesserepidistantedallIstitutosulpianoformale rispetto alle intenzioni originarie ed totalmente autonoma Lo spiega Viale
anche per il livello di eccellenza culturale
deimembridelComitatoScientifico:laFondazioneproponeprogettichepossonoessere accolti dallIstituto, ma se non interessanosarannopropostialtrove.Inattesadicapirecome sipotrannoeliminareleincertezze giuridiche che rischiano di tenerci indietro nello sgomitare multiculturale che, da
ogni partedel mondo, cercadi affermarsi in
America, domani sera i giovani talenti raccolti da Elkann porteranno anche un altro
messaggio forte: tutti, pur nelle difficolt
italiane,sonocresciutinellerispettivedisciplinesenzatroppiaiuti,grazieallalorotenacia e alla loro curiosit per nuovi orizzonti.

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di Viktor Mayer-Schnberger
iamo agli albori di unimportante nuova era nella storia
dellumanit. Se la rivoluzione di Gutenberg stata alimentata dalla parola stampata, dal contenuto intellettuale, questa rivoluzione, ormai imminente, lo sar dai dati e migliorer il modo in cui prendiamo le nostre decisioni,
da quali prodotti acquistare (o produrre)
a quali terapie sono efficaci, come educare i nostri figli o come inventare unautovettura senza conducente. Di conseguenza, nellarco di un decennio, le nostre vite saranno molto diverse da oggi, sostanzialmente non perch disporremo di un
nuovo strumento tecnico, bens perch
avremo una comprensione nettamente
migliore della realt.
In quanto esseri umani, desideriamo e
abbiamo bisogno di capire il mondo attorno a noi per sopravvivere e prosperare.
Siamo partiti da superstizioni, pregiudizi

di Mario Platero

mento. Aggiungendo sempre


nuove prospettive, scopriremo continuamente nuovi
aspetti della realt da esplorare, sempre pi nuovi interrogativi da porci, il che potrebbe
destare timore in alcuni elementi della nostra societ abbarbicati alle loro posizioni di
potere non in ragione della loro capacit o perspicacia, bens
del loro ostinato attaccamento
alla gerarchia e allo status quo.
Molti ritengono che i vincitori
naturali dellera dei big data saranno coloro che li possiedono, ma questa solo parte della verit. Parimenti
importante il concetto che, a differenza della rivoluzione di Gutenberg, non
servono cospicui investimenti iniziali per
intraprendere unanalisi dei big data. I dispositivi di memorizzazione e analisi dei
dati possono essere noleggiati a poco prezzo e, pagando diritti relativamente modesti, possibile accedere anche a serie di
dati pi ampie. Ci che realmente conta
comprendere il potere dei dati e individuare modi innovativi per estrarne il valore
latente. Le piccole e medie imprese, startup comprese, possono farlo altrettanto bene, se non addirittura meglio di alcuni dei
principali colossi di internet.
Nella Silicon Valley, come altrove negli
Stati Uniti, gi vediamo emergere un ecosistema di big dati estremamente dinamico costituito da piccole start-up che, raggiunto il successo, vengono acquisite a
prezzi stratosferici dai giganti soltanto
allo scopo di fornire a questi imprenditori dei big dati ancora pi denaro per creare la start-up successiva, che avr ancora
pi successo. Possiamo tranquillamente
ipotizzare che il prossimo Google o Facebook nascer proprio da questo gruppo
di imprenditori.
Sinora lEuropa ha accusato un ritardo
in tale ambito, ma deve recuperarlo, e anche i governi a corto di liquidit possono
dare il proprio apporto al riguardo. Se
concedere sovvenzioni era il modo tradizionale (quantunque costoso) per agevolare limprenditoria innovativa, nellera
dei big data i governi potrebbero prendere in considerazione lidea di aprire i loro caveau di dati per "sovvenzionare" linnovazione dei big data. Cos facendo,
non soltanto metterebbero a disposizione quella che la materia prima dellera
dei big data, ma opererebbero anche una
scelta molto pi economica rispetto alle
elargizioni monetarie.
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46

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

Il Politecnico di Milano festeggia i 150 anni

Arte

Durante il mese di novembre il Politecnico di Milano celebra i 150 anni con una serie
di otto lezioni pubbliche tenute in Triennale e al Politecnico da grandi architetti.
La serie organizzata da Stefano Boeri prevede la partecipazione di Arata Isozaki (5.11),
Csar Pelli (6.11) Grafton Architects (13.11), Kazuyo Sejima (18.11), Daniel Libeskind
(21.11), David Chipperfield (26.11), Renzo Piano (27.11) e Rem Koolhaas (29.11)

londra

Primavera erotica giapponese


La raffinata
mostra Shunga.
Sex and pleasure
in Japanese art
allestita
al British Museum
di Gian Carlo Calza

l becco intrappolato/
in una conchiglia,/ il
beccaccino/ non se ne
pu volare via/ una sera dautunno sta
scritto sul ventaglio
della pi famosa immagine erotica
dellarte giapponese creando un ironico
contrasto che spezza lintensit della scena raffigurata. Nella sala al piano superiore di una casa di piacere, con le finestre
scorrevoli spalancate a incorniciare rami
dun albero di camelia, una coppia si abbraccia in procinto di unirsi. Latmosfera
emana un languore di fine estate pari a
quello delle membra e dei gesti morbidi,
colmi di anticipazione. Il biancore delle
gambe, a contrasto con leccitante rosso
della veste pi intima della donna, il movimento flessuoso dei corpi prossimi
allamplesso, la delicatezza dellorecchio
di lei reso con tratti sottili nonch la nuca, la parte del corpo la pi seducente secondo i canoni giapponesi della bellezza,
sono elementi che amplificano la tensione emozionale. Essa viene esaltata dalla
delicata carezza impressa dalle dita della
giovane sulla guancia delluomo e dal premere della mano di lui sulla spalla di lei.
Eppure tutto ci non altrettanto struggente dello sguardo che i due si scambiano con la sottile linea di contorno dellocchio di lui perduta a continuare nella curva dei capelli di lei. Quello sguardo, quasi
invisibile, lo sguardo damore e di desiderio pi intenso di tutta larte giapponese, ma tale intensit interrotta dalla poesia umoristica come lasciata cadere sul
ventaglio aperto.
Il celeberrimo foglio tratto dallalbum di silografie Il canto del guanciale
con dodici scene erotiche create da Utamaro nel 1788 per il pi raffinato editore
dellepoca, Tsutaya Juzaburo, opera che
lo lanci come lindiscusso maestro della
bellezza femminile. Esso si trova ora
esposto nella mostra Shunga. Sex and pleasure in Japanse art aperta al British Museum di Londra.
E bisogna dire grazie al British Museum e al suo direttore, Neil MacGregor,
per avere finalmente infranto il tab di
questo genere darte con una mostra
esemplare. Con umorismo e grazia da understatement britannico MacGregor narra che Il museo non ha sempre saputo
esattamente come comportarsi col sesso
ed stato sempre alquanto nervoso a
mostrarlo creando, per esempio, una
Sezione Nascosta o Secretum nel 1865
per ospitare la collezione Witt di oggetti
erotici da tutto il mondo. Tale prudenza, e per anche accumulazione, sono
continuate nel secolo e mezzo successivo
talch il British Museum si trova oggi a
possedere una delle maggiori collezioni
di arte erotica giapponese al mondo.
Larte erotica del Sol Levante, soprattutto la pittura e la grafica chiamate
immagini della primavera (shunga)
ha svolto e svolge un ruolo assai pi ricco e complesso nel mondo dellarte che
non in Occidente dove il genere si meno sviluppato a causa forse della sua lettura quale veicolo di comportamenti
peccaminosi.
In Giappone la produzione di immagini erotiche documentata dallepoca classica di Heian (794-1185) dove risulta presente sia tra laristocrazia di corte sia nei
templi. Il progetto del British Museum,
nato dagli sforzi congiunti di Timothy
Clark, curatore delle raccolte giapponesi
al BM e a cui si devono alcune mostre assai importanti a Londra e in Giappone e
da Adrew Gerstle titolare di studi giapponesi alla London School of Oriental and
African Studies, si nutrito di fonti giapponesi come europee e americane nonch dalla collaborazione di studiosi dai
tre continenti. Il valore di questa mostra
e del catalogo che laccompagna, coi contributi di trentacinque autori, sta
nellanalizzare il fenomeno shunga non
solo dalla prospettiva estetica, ma anche
da altre angolazioni: sociali, interculturali e finanche religiose. La mostra imperniata sulla produzione darte erotica sviluppatasi in Giappone tra il Sei e lOttocento quando essa aument in modo
esponenziale. Questo fatto non fu tanto
legato a un rilassamento dei codici neoconfuciani di comportamento, che anzi
essi vennero periodicamente richiamati

da apposite leggi suntuarie, quanto


allinarrestabile fenomeno di inurbamento con conseguente espansione dei ceti
cittadini e affermazione della cultura borghese del Mondo Fluttuante (ukiyo) di
cui Edo, oggi Tokyo, divenne paradigma
per tutto il paese. Per questo motivo la
mostra, con opere di provenienze sia isti-

erotismo & ironia | Kawanabe Kyosai


(1831-1889), Dipinto erotico a sfondo comico,
1871-1889, Israel Goldman collection. In alto,
sotto il titolo, Kitagawa Utamaro (1754?-1806)
Amanti nella stanza di sopra, 1788

le storie di utamaro
Un manuale sui principali artisti del Mondo Fluttuante
studiati dalla prospettiva della loro produzione di
dipinti, stampe e libri erotici. Ventitr maestri
dellukiyoe, il movimento artistico del Sol Levante che
domin la cultura cittadina e borghese
dal Sei allOttocento, sono stati selezionati
cronologicamente e stilisticamente per metterne
in luce opere meno note al grande pubblico, ma
ugualmente significative.
Si tratta di artisti che espressero nellarte erotica gli
stessi livelli qualitativi dellarte di genere che poteva
circolare liberamente allora in Giappone. Alcune opere,
commissionate privatamente da ricchi frequentatori
dei quartieri del piacere, potevano essere realizzate
con tecniche e attenzioni addirittura superiori.
I temi considerati come quelli della trasgressione
e dellapproccio religioso primigenio in una societ
fortemente condizionata dal moralismo
neoconfuciano aiutano a capire anche alcune
differenze dallarte occidentale ricca di nudi, ma
limitata nellarte erotica rispetto a quella giapponese
ricca di immagini del sesso, ma quasi priva di nudo.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Gian Carlo Calza, Il canto del guanciale e altre


storie di Utamaro, Hokusai, Kuniyoshi e altri
artisti del mondo fluttuante, Phaidon Londra,
pagg. 464, 45,00

tuzionali sia private, stata divisa in sezioni come pure il catalogo che ne approfondisce e documenta i temi.
Dopo una parte introduttiva su aspetti
diversi dellarte erotica e dove anche collocata lopera descritta in apertura, la prima sezione dedicata alle origini degli
shunga. Vari fattori ne influenzarono

lenorme sviluppo in epoca proto moderna. Anzitutto la tradizione pittorica dellerotismo giapponese nei secoli precedenti che per si manifestava, come del
resto ogni altro genere di opere, in modo
privato nei palazzi dellaristocrazia e nei
templi e qui figura linedito e divertente
rotolo, che sarebbe piaciuto allAretino,
di come introdurre tra le monache un prete in un sacco. Quindi esempi darte erotica cinese sia su rotolo sia nei libri a stampa, e infine il grande impulso dato
dallespansione delle immagini a stampa
tanto sciolte quanto nei libri.
La sezione successiva dedicata ai
grandi capolavori dellarte erotica dal
1765 alla met dellOttocento. Il 1765
lanno scelto come spartiacque di una prima fase della silografia dellukiyoe e la
diffusione di policromia e alte tirature,
espressione della pi matura cultura cittadina e borghese. Qui si trovano i grandi
maestri dellerotismo che furono per anche i grandi maestri dellukiyoe tout
court. Questo fatto interessante perch
a differenza dellarte europea in cui la
produzione erotica dei grandi maestri si
rivela meno che sporadica, quella degli
Harunobu, Utamaro, Eishi, Hokusai, Kuniyoshi molto alta e ora che gli studi nella materia si stanno sviluppando in mo-

do scientifico e grandi collezioni affiorano si parla del 15-20% dellintero output


di ciascun artista.
Le sezioni successive riguardano aspetti che esaltano la qualit accademica e
scientifica di mostra e catalogo e hanno
un taglio pi storico e sociale. Si riferiscono, per esempio, allaspetto della censura e delle leggi restrittive, nonch ai modi
con cui venivano aggirate. Oppure alla
funzione pratica degli shunga, dallautoerotismo, alla "didattica", come gli album
messi nei corredi delle spose, fino al rapporto tra erotismo e culto religioso degli
organi genitali. Nello shinto la sessualit
considerata simbolo di energia creativa
e della riproduttivit fin dalle origini del
Giappone stesso nato dal rapporto sessuale della coppia primigenia. La mostra
chiude con il Giappone delloccidentalizzazione nellepoca Meiji (1868-1912) e linflusso sui grandi movimenti europei
dellepoca. Un evento straordinario e di
grande apertura, foriero ci si augura, di
un mutamento nellattitudine verso
questarte. Una sola perplessit: la mostra stata istallata nelle sale giapponesi
del British Museum appositamente ampliate e modificate. Forse una collocazione meno riservata e pi centrale, nella
Great Court per esempio, avrebbe significato una presa di posizione ancora pi
forte di cambiamento a cui la mostra
comunque stimolatrice quantaltre mai.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Shunga. Sex and pleasure in Japanse


art, Londra, The British Museum, fino
al 5 gennaio 2014. Catalogo a cura di T.
Clark, A. Gersle, A. Ishigami, A. Yano,
The British Museum Press

n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

47

Apre domani il nuovo Museo del Duomo di Milano

Arte

Domani 4 novembre, festa di San Carlo Borromeo, apre a Milano il Museo del Duomo
totalmente rinnovato nei suoi spazi architettonici e nel suo allestimento su progetto
dellarchitetto Guido Canali. Il museo, che accoglie anche il Tesoro della Cattedrale,
composto di 27 sale, con 13 aree tematiche. Il 5 novembre 2013 si terr un convegno
sulle Grandi Cattedrali nella Sala delle Colonne del nuovo Museo del Duomo.

bologna

scaffalart

Martini, scultore al rialzo

Vita di Siviero,
lo 007 dellarte

incontri aperti

Spettacolare
rassegna a Palazzo
Fava dedicata alle
statue in terracotta.
Unoccasione per
rivalutare il maestro

Accanto alla grande mostra su Arturo Martini,


Palazzo Fava di Bologna ha organizzato una
serie di conversazioni dal titolo Raccontare
Arturo Martini dedicate per approfondire
lopera e la personalit del grande scultore. Le
conversazioni, iniziate con gli interventi di Nico
Stringa il 22 ottobre e di Mauro Mazzali il 29
ottobre, proseguono in San Colombano (via
Parigi 5, a 30 metri da Palazzo Fava, sede della
mostra, ore 18) con gli interventi di Nino
Castagnoli (5 novembre, La visione della
scultura negli scritti di Arturo Martini), di
Giuseppe Sassatelli (12 novembre, Martini e
lantico: Vulca, le terrecotte di Veio e larte
etrusca), di Elena Pontiggia (19 novembre,
Arturo Martini e lantico), di Marco Bazzocchi
(26 novembre, La Pisana e altre donne di Arturo
Martini), di Andrea Bacchi (3 dicembre,

di Ada Masoero

estano ancora due mesi,


per fortuna, per vedere
quella che a nostro giudizio una delle pi belle
mostre in assoluto degli
ultimi anni. a Bologna,
in Palazzo Fava, e presenta, per la prima
volta insieme, la gran parte delle grandi
sculturein ceramica a esemplareunico create da Arturo Martini in quella che lui stesso
defin lepoca del canto: la sua stagione
pi alta, tra la fine degli anni Venti e linizio
dei Trenta. Perch, come scrisse Massimo
Bontempelli nella monografia che dedic a
queste opere nel 1939, quando ormai Martini
eraassorbito dallecommessemonumentali,
per loro natura votate al marmo o al bronzo
(due materiali, specie il secondo, per nulla
amati dallartista), Martini pensa in terracotta, come Fidia pensa in marmo.
CuratadaNicoStringa,coautoredelcatalogoragionato di Martini,lamostrapresenta finalmente lartista per ci che : un maestro di statura internazionale che solo la colpa storica di aver lavorato per il regime ha
lungamente relegato nelle retrovie. E lo fa
esponendoinun allestimentodiraraeleganza opere quasi mai viste, sebbene siano fra le
pi alte che abbia realizzato. Cos, con le sue
15 sculture soltanto, dona al visitatore
unesperienza di assoluta "pienezza" estetica, congedandolo con la consapevolezza di
aver assistito a una sorta di rivelazione.
Il percorso costruito intorno alla prima
delle grandi terracotte a esemplare unico, La
madre folle, 1929, capostipite del piccolo popolo di "creature" di terracotta grandi al vero
che Martini crea in questa magnifica stagione. E proprio La madre folle, subito amata da
LionelloVenturi come da Margherita Sarfatti, entrata di recente nelle collezioni della
FondazioneCarisbo,cheanchelapromotricediGenusBononiae,laretedimuseieistituzionicui fa capo PalazzoFava, conilsuo ciclo
di affreschi dei Carracci e di altri artisti del
tempo.ConLa madre folle Martiniavvialastagione "etrusca" e qui addirittura dagli Etruschi trae la tecnica della "sfoglia", drappeg-

Attraverso 15 sculture
al visitatore offerta
unesperienza di pienezza
estetica, facendolo assistere
a una sorta di rivelazione
giando intorno alla gonna un foglio di creta
morbida, come fosse un tessuto gonfiato dal
vento. Altempo stesso guarda allefigureturbinose del Compianto bolognese di Nicol
dellArca. E suggerisce Stringa cita nel titolo e nel tema almeno tre film muti usciti
poco prima in Italia, saldando cos in ununica opera le sue passioni per quel popolo misterioso, per la plastica del XV secolo e per la

pi recente arte della modernit.


Non solo, ma qui mette in pratica il principio, concepito da tempo, della "forma cava",
della "scultura grembo", vuota allinterno e
"lievitante". Tant vero che per realizzare le
diverse parti si serve di pi vasi al tornio: volumi cavi che assembla ed espone a un vento
potente, formale ed emotivo a un tempo. Per
le opere successive sceglier la terracotta a
stampo, cava anchessa, che cuocer in un
forno davvero unico allinterno dellIlva,
azienda di materiali refrattari di Vado Ligure,concuiprendeacollaborare:qui ildirettore gli allestisce un atelier la cui porta, finito il
suo lavoro, viene murata, trasformando linterastanzain unfornodicotturaepreservandocosleoperedairischideltrasportodacrude. Grazie alla lunghissima esperienza di ceramista,Martiniconosce benelaterrarefrattaria, usata nei forni ceramici per i supporti e
i distanziatori: allIlva decide di servirsene
per le sue sculture. Potr cos creare opere
molto robuste, anche da esterno (come il
gruppo sublime Il cielo-Le stelle, 1931-1932, in
mostra,creatoperilgiardino diMarcelloPiacentini guardando al frontone orientale del
Partenone), che conservano per il dono per
lui impagabile della forma-colore, come la
ben pi vulnerabile terracotta.
Apartequattro(due inamovibiliedue giudicati intrasportabilidai musei che li conservano), tutti gli altri suoi capolavori ceramici
sono qui: tra le opere esposte alla Biennale
veneziana del 1932 due, mai uscite prima,
giungonodalMiddelheimMuseumdiAnversa (il poetico Chiaro di luna e lenigmatico
Sport invernali, con il gioco dei contrasti tra
la donna impellicciata, modellata nella fulva

in terra
Arturo
Martini,
Trilogia dei
Re (La
leggenda di
S.Giorgio),
1926-28
terracotta, e latleta nudo, in bionda terra refrattaria), cos come di l giungono per la prima volta la sensualissima Donna al sole,
1930, lopera che pi di tutte convinse la giuria della I Quadriennale romana del 1931 ad
assegnargli il premio per la scultura (lavvio
dellasuafortuna)elasconvolgente Lupa ferita, 1930-1931, gi di Bontempelli, in cui al pathos del tema si intreccia lo studio formale

Il Mocenigo profumato

l primo novembre ha riaperto a Venezia,


dopo nove mesi di lavori, il Centro Studi
di Storia del Tessuto e del Costume a Palazzo Mocenigo. Non una semplice rinfrescataagliambientidatatidelladimoranobiliare settecentesca ma un vero e proprio restylingvoluto daGabriellaBelli(direttoredella
Fondazione MuseiCivici di Venezia) con la firma di Pier Luigi Pizzi.
Avevo a disposizione lintero primo piano
nobileraccontalarchitettoregistache lultimadiscendente deiMocenigo,lacontessa Costanza, aveva adattato al suo stile di vita, alterandone lo stato originale. Era indispensabile
che il grande contenitore cambiasse pelle.
PerdareununitstilisticaagliambientiPizziha individuato un tessuto di cui ha inventato
il disegno. Prodotta dai telai Rubelli, la stoffa
aiuta a creare, nelle varianti dei colori, la coerenzaestetica allasuccessione dellestanze. Ma
al di l di questa alternanza, come ovviare alla

Scultura lingua viva. Arturo Martini e la


tradizione), di Maria Flora Giubilei (10
dicembre, Arturo Martini in Liguria), di
Renato Barilli (17 dicembre, Arturo Martini e
lEuropa). Conclude la serie la lectio magistralis
di Luigi Ficacci (12 gennaio 2014, ore 17.30) su
Raccontare Arturo Martini. Entrata libera fino
ad esaurimento dei posti. Info: 051.19936366 |
sancolombano@genusbononiae.it.

scutura volante
Arturo Martini,
LAviatore, 1931-32
terra refrattaria,
Collezione privata

venezia

di Anna Orlando

di Marco Carminati

Conversazioni sul grande Arturo

pedanteria della ricostruzione filologica di un


museocheproponetessuti,abitieaccessoridesueti? Per individuare la giusta filosofia c volutalasapienteironiadascenografo, miscelata
alleconoscenzeinmateriapropriediuncostumista. Pizzi ha messo in campo la sua creativit per ritrovare latmosfera incantata del vecchio palazzo veneziano, fastosa ma anche un
po malinconica e persino metafisica nella
presenza quasi ossessiva di manichini vestiti
come fantasmi nella luce fioca delle candele.
Apropositodi suggestionie coinvolgimenti
sensoriali dei visitatori, una delle novit per
Palazzo Mocenigo la sezione dedicata alla
storiadel profumo e delleessenze.La prima in
Italia. Grazie al mecenatismo di Mavive Spa,
aziendavenezianadellafamigliaVidal,lenuove sale ripercorrono la storia della tradizione
profumiera mondiale in cui lItalia, e il Veneto
in particolare, hanno una posizione particolare. Il visitatore pu innanzi tutto vedere alcuni
documenti, come il prezioso manuale di cosmetica I Notandissimi Secreti de lArte Profumatoria di Giovanventura Rossetti, stampato
proprioa Venezia nel1555, che ilprimo ricettario dellOccidente a catalogare con approc-

rinnovato | La sala III di


Palazzo Mocenigo a Venezia,
sede del Centro Studi di Storia
del Tessuto e del Costume (foto
Andrea Marin)

del vuoto circoscritto da un corpo carponi.


Ma non c opera in mostra che non ne confermi linfallibile e sempre rinnovata forza
creativa:comelinvenzione,gitestatainpiccoli "teatrini" ma qui ingigantita e portata a
un livello ineguagliato, della Veglia, 1932,
una scultura-architettura, con quellangolo
obliquo di stanza, la finestra buia e il morbido nudo della donna, di spalle, affacciata in
attesadellamante.O ilmodoincui, in Ragazzo seduto,siservedellagranulositdelrefrattario. O le soluzioni geniali dei ritratti della
figlia (La Nena e La convalescente ) e quella,
spericolata, del superbo Aviatore, 1931, dove
luomo nudo, in bilico, attraversato da una
fortissima corrente di energia, diventa egli
stesso metafora del volo.
Suunversantepiespressionisticosipongono la fremente Chimera e Venere dei porti, mentre a chiudere il percorso sono tre terrecotte inedite, di minore formato ma di non
minore forza. La visita va per completata
con la rassegna del Museo Internazionale
delleCeramiche in Faenza, curata,con i Civici Musei di Treviso, da Claudia Casali, che vi
ha riunito una cinquantina di sculture di tuttii materialidaluiutilizzati,mostrandocicos, dagli esordi da ceramista fino al gesso del
1944, tuttelesue faccedigrandissimoscultore.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Arturo Martini. Creature, il sogno


della terracotta, Bologna, Palazzo Fava,
fino al 12 gennaio; Armonie, figure
tra mito e realt, Faenza, Mic, fino
al 30 marzo - www.genusbononiae.it www.micfaenza.org

cio scientifico pi di trecento formule di cosmetici allorain uso. Ma per il profumo dobbligo un approccio olfattivo, e sono state cos
studiate delle sezioni didattiche ad hoc.
Oltre a questa novit e al tocco raffinato
del nuovo allestimento, la riapertura del museo festeggia la fine di un complesso intervento di tipo conservativo, che va dal ripristino delle tappezzerie al restauro di alcuni arredi del palazzo.
Lideastataquelladiospitarenonsoloi150
capi di abbigliamento per ricostruire la storia
deltessutoedellabito,selezionatidallacuratriceChiaraSquarcina,maambientarequestimanufatti con altri necessari a rievocare il contesto abitativo di una dimora antica veneziana.
Lungo il percorso circolare che coinvolge oltre
alle otto sale precedenti, anche il "portego" e
altri nove ambienti, ecco come il network musealevenezianosifadavverovirtuoso:unacollezionedirariflaconidiepochediverseprovienedalMuseodelVetrodiMurano,alcunimobili settecenteschi dai depositi di Ca Rezzonico,
varioggettidartesonoconcessiinprestitodalla Scuola Grande di San Rocco, tessuti antichi
dalla Fondazione Cini e dal Museo Correr.
Da questultimo giungono anche dipinti e
antiche attrezzature di laboratorio, tipo ampolle o utensili, restaurati per loccasione e
finalmente utili, ben pi che in un deposito,
a farsi testimoni ancora vivi di un singolare
capitolo di storia.
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rentanni fa moriva a Firenze


Rodolfo Siviero. Un personaggio singolare e complesso, che
fu storico dellarte e spia, ministro plenipotenziario e agente segreto, poeta e dongiovanni, ma che tutti ricordano
per aver contrastato, tra il 1943 e il 1945, la
rapacit dei nazisti verso larte italiana, e
aver trascorso i successivi quarantanni a
recuperare le "prede" artistiche sottratte
durante la guerra al nostro patrimonio nazionale. La sua vita avventurosa, venata
di misteri e ambiguit, linsofferenza alla
burocrazia, le sferzanti critiche allamministrazione pubblica e il carattere irto e
tagliente non hanno certo alimentato
unautomatica benevolenza nei suoi confronti. Cos, solo oggi, a trentanni dalla
scomparsa, si tentato di tracciarne la biografia. Ci ha provato la storica dellarte
Francesca Bottari, con un saggio ancorato a solidissime ricerche darchivio ma redatto nello stile svelto e brillante del romanzo biografico.
Siviero era nato a Guardistallo (Pisa)
nel 1911, aveva studiato lettere a Firenze e
aveva imparato ad amare larte in questa
citt, frequentando biblioteche e soprattutto musei, spesso in compagnia di avvenenti signorine straniere (va detto, per inciso, che le conquiste femminili saranno
per Siviero una sorta di secondo mestiere). Spavaldo e insistente, il giovane Rodolfo tent dapprima di sfondare come
poeta. Poi, si convinse di essere tagliato
per la carriera diplomatica e armeggi
per farsi assumere in Vaticano. Per raggiungere i suoi obiettivi, Siviero si iscrisse al Partito fascista e si mise efficacemente alle costole di gerarchi come Pavolini,
Ciano e Bottai, ottenendo la pubblicazione dei suoi componimenti e un bellincarico governativo, non per in Vaticano, bens in Germania. Siviero venne spedito a Erfurt nel 1937, formalmente come borsista di storia dellarte, in realt come spia.
Gli scritti di Siviero su questa esperienza
sono ovviamente laconici, ma quasi certo che il giovane italiano militasse nelle
file del SIM (Servizio Informazioni Militari) con lincarico di raccogliere indiscrezioni sulle intenzioni dei tedeschi riguardo la sorte dellAustria. Siviero rimase in
Germania solo due anni (1937-1938) ma
tanto gli bast per aprire gli occhi. Comprese che i tedeschi erano pericolosi, e in
particolare li vide avventarsi come iene
sui patrimoni darte sottratti ai primi
ebrei perseguitati.
Rientrato in Italia, si concentr su questo aspetto del "carattere" nazista e ne
colse, tra i primi, tutta la sua drammaticit. Hitler e Goering, collezionisti darte
patologici, iniziarono lassalto al patrimonio artistico italiano acquistando "regolarmente" opere darte vincolate, come il celebre Discobolo Lancellotti. Dopo
l8 settembre 1943 uscirono per allo scoperto: con la scusa di "proteggere" il patrimonio artistico italiano dagli invasori
Alleati, i soldati del Terzo Reich (con la
regia di Goering) iniziarono a "mettere
in salvo" le meraviglie italiane, caricandole su lunghi convogli ferroviari diretti
verso il Brennero.
Fu qui che entr in azione il nostro Siviero. Aderendo al SID, il nuovo servizio

salvata | Rodolfo Siviero nel 1947 osserva


lApollo di Pompei che Hitler teneva in casa
segreto fascista, in realt il funzionariospia utilizz questa sua posizione per fare
il doppio gioco. Formalmente il suo incarico era quello di tutelare le opere darte italiane dagli "oltraggi" degli Angloamericani; in realt egli ag per contrastare il pi
possibile i furti da parte dei tedeschi. Ovviamente era segretamente in contatto
con gli Alleati e con la Resistenza partigiana, ed ottenne da essa persino uomini e
fondi per svolgere attivit di presidio delle chiese, dei musei, delle collezioni private italiane, e per pedinare i convogli tedeschi diretti al nord, in modo da seguire la
refurtiva sino alle destinazioni finali, fossero esse le case di Hitler e di Goering in
Germania, le miniere di sale attorno a Salisburgo, i depositi temporanei di Bolzano
e della Val Passiria. Con questo monitoraggio, Siviero sapeva che, a tempo debito, avrebbe potuto pi facilmente recuperare le opere darte sottratte. Ma vi era un
secondo, pericolosissimo incarico: quello
di avvisare tempestivamente gli Alleati in
modo che non bombardassero i convogli
tedeschi stipati di opere darte italiane, come quelle prelevate a forza dagli Uffizi di
Firenze. Per mesi Siviero rischi la vita (la
pena tedesca per chi faceva il doppio gioco era la decapitazione), ma alla fine giunsero i giorni della Liberazione.
Il coraggioso Rodolfo rimase in sella.
Pur circondato da mille sospetti in quanto ex spia fascista e formidabile doppiogiochista, il nostro Siviero venne comunque nominato Capo Ufficio Recuperi e
collabor, anzi spesso gareggi, con gli Alleati nellindividuare sedi e nascondigli,
in Italia e allEstero, nei quali i tedeschi
avevano occultato i capolavori. Come ministro plenipotenziario della Repubblica
Italiana, Siviero prosegu nel dopoguerra
questa sua attivit di 007 dellarte non
senza contrasti e incomprensioni. Ma alla fine present il suo bilancio: 3.000 opere darte recuperate e altre 2.500 ancora
da recuperare.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesca Bottari, Rodolfo Siviero.


Avventure e recuperi del pi grande
agente segreto dellarte, Castelvecchi,
Roma, pagg. 290, 22,00

48

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

Premio Ars: un milione di euro per i Castelli della Lunigiana

Fotografia
calendart

a cura di Marina Mojana

Amsterdam
Al Museo Huis Marseille (Keizersgracht 401;
www.huismarseille.nl) in corso fino
all8 dicembre The rediscovery of the world;
opere di 14 autori a confronto per
unantologica sulla nuova
fotografia olandese. Tra loro
anche Viviane Sasse, classe 1972, invitata
alla Biennale di Venezia che chiuder il
prossimo 24 novembre.

Reggio Emilia
In Palazzo Magnani (corso Garibaldi 31;
www.palazzomagnani.it) da oggi al 23
febbraio 2014 Lenigma Escher, paradossi
grafici tra arte e geometria: unampia
antologica su Maurits Cornelis Escher
(1898-1972), uno dei miti del 900 nel
panorama della produzione grafica
contemporanea.

Roma

Cleopatra Roma e lincantesimo dellEgitto in


corso fino al 2 febbraio 2014 presso il

Il premio del concorso ARS, Arte che realizza occupazione sociale (1 milione
di euro) istituto dalla Fondazione Italiana Accenture stato vinto da Trame di
Lunigiana. Una rete di castelli, Castelli di Rete. Il progetto vincitore - scelto tra
oltre 500 altri progetti innovativi - stato ritenuto in grado di generare posti di
lavoro sostenibili, valorizzando beni artistici-architettonici del territorio italiano

Chiostro del Bramante (via Arco della Pace


5; www.chiostrodelbramante.it). La regina
egiziana torna a Roma dopo 13 anni e, a
duemila anni dalla morte, il suo charme
rimane intatto. In mostra 180 capolavori
imprestati dai musei di mezzo mondo tra
ritratti in marmo, bronzo e mosaici,
approfondiscono il rapporto tra Cleopatra e
Roma quando, poco pi che ventenne,
conquist prima Giulio Cesare e poi Marco
Antonio. Curiosa coincidenza la convivenza
nella stessa citt e nello stesso periodo della
mostra su Augusto, acerrimo nemico di
Cleopatra, in corso alle Scuderie del

Quirinale fino al 9 febbraio; il destino li


vuole ancora vicini e rivali.

Venezia

bracciale in oro | Appartenuto


a Cleopatra, in mostra a Roma.

Fino al 6 gennaio 2014 alla Peggy


Guggenheim Collection (Dorsoduro 701-704);
in corso la mostra The Avant-gardes of
Fin-de-Sicle Paris; capolavori di Signac,
Bonnard, Redon e dei loro contemporanei
attivi tra Montmartre e Montparnasse. Con
oltre 100 opere la mostra illustra la scena
artistica parigina, focalizzandosi sulle
maggiori avanguardie di fine 800, in
particolar modo su Neo-impressionismo,

Nabis, Simbolismo e i loro protagonisti.

Verona

Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al


Novecento in corso fino al 9 febbraio 2014 nel
Palazzo della Gran Guardia (piazza Bra;
www.lineadombra.it). La vasta rassegna
storica, forte di 105 opere da 40 musei di tutto
il mondo e da prestigiose collezioni private,
un percorso tematico che illustra il
cambiamento del genere del paesaggio in tre
secoli di storia dellarte: da sfondo funzionale
alla narrazione di un quadro, a vero e proprio
soggetto autonomo.

photostory

Obiettivo sui funerali di Togliatti


Il fotografo Mario Carnicelli ha documentato
lintensa partecipazione alle esequie
del leader PCI. Nella circostanza ha scattato
il suo capolavoro: il ritratto di Renato Guttuso

di Laura Leonelli

rimasto senza nome per tanti


anni, protetto da una Hasselblad che gli copriva il volto. Si
vedevanosoloilprofiloelemani, sempre belle ed eleganti
nei fotografi, strette al corpo
dellamacchinaeallobiettivo,comeunacorolla. Intorno, una fioritura di personaggi, noti
questa volta, Pier Paolo Pasolini, Lenin, Nilde
Iotti, Leonid Brenev, Pietro Ingrao, GiancarloPajettae,spallacontrospalla,RenatoGuttuso, quasi a sottoscrivere ununione profonda
dintenti, la pittura e la fotografia che vivono,
testimoniano e ricordano insieme. Per oltre
quarantanniquestapresenzamisteriosarimastanascostaemimetizzatanellafolladidolore che anima limmensa tela dei funerali di
PalmiroTogliatti,dipintadaGuttusonel1972.
Oggihaunvolto,unavoce,eunastoriastraordinariacheMarioCarnicelli,76 anni,abruzzese di Atri, toscano dadozione, ha voluto raccontare per la prima volta al nostro giornale.
lui il fotografo che dal 22 al 25 agosto 1964,
neitregiornichefermaronoilcuoredellItalia
comunista,documentconincredibileinten-

Non a caso il pittore siciliano


volle dipingere accanto
a s il fotoreporter nel suo
celebre quadro che rievoca
lultimo saluto al Migliore
sit e modernit di sguardo la partecipazione
alleesequiedelleaderdelPCI.luichesorprese lartista siciliano nella penombra e nella
tensionedelcordoglioegliscattunodeisuoi
ritrattipisignificativi.EinfineluicheRenatoGuttuso, aocchibassi, forse chiusi,volledipingere accanto a s nel suo capolavoro. Lui,
un fotografo di ventisette anni, figlio darte,
che a sua volta volle immortalare i protagonisti famosi e anonimi di quei tre giorni di passione con la forza, la calma e la sontuosit del
grandeformato.Queglisplendidi6x6, cheDanilo Montanari, raffinatissimo editore darte
edifotografia,staselezionandoinquestigiorni a Ravenna per un volume a cura di Marco

SignorinieBrbelReinhard,inuscitailprossimoannoinoccasionedelcinquantenariodella morte di Togliatti. Quaranta stampe, chiuse in una scatola di legno, come un regalo alla
storiadel Paese.
Perch, al di l delle scelte di partito,
dellItalia che parlano le fotografie di Mario
Carnicelli,unItaliacheuntempocredevanella politica e nel diritto/dovere alla politica,
unItaliachedifendevalanecessitesistenziale della politica, e si specchiava persino nella
bellezza grave e composta della politica. E
nonuncasoseaquestosentimentocosprofondo, il fotografo, davvero come il Paese che
ha ritratto, sia arrivato attraverso una storia
di tre generazioni, dalle lotte socialiste alla
guerra, dalla resistenza al ritorno della pace.
Una storia che i dirigenti del PCI di Pistoia conoscevanobene,coscomeconoscevanolimportante lavoro che Carnicelli aveva dedicato
aivoltieaigestidellafollariunitaaicomizieai
festivaldellUnit.Quandositrattdipartecipare ai funerali del segretario generale, si ricordarono di tutto ci e lochiamarono.
La notizia della morte di Togliatti, nel
campo di Artek a Yalta, arriv il 21 agosto del
1964, era un venerd. Il giorno dopo la salma
giunsea Ciampino e subitomigliaia emigliaiadipersonesimiseroinviaggio,incorrierae
in treno da ogni regione del nord e del sud,
persalutarla.Cero anchio, insieme aglionorevolidelpartitocomunistadiPistoia.Arrivati a Roma, andammo a Botteghe Oscure dove
mi presentarono Sandro Curzi, che mi autorizzsubitoafotografarenellacameraardente. Solo pi tardi arrivarono gli altri fotografi, ricorda Carnicelli. Uno dei primi ritratti
aRenatoGuttusodiguardiaalferetro,eilfotografo lascia che la fissit dei suoi occhi e la
compostezza grave della sua figura emergano dal fondo nero dei velluti e dialoghino con
il movimento dei corpi e il fuori fuoco delle
innumerevoli presenze che cominciavano a
sfilare davanti alla bara. Fissando quei volti,
acentinaia,inunflussocontinuodalleviedella citt alla camera ardente, immaginai di rivedere anche il volto di mio nonno, Francesco Carnicelli. Se ho fotografato i funerali di
Togliatti,lo devo a lui.
MiononnoeranatoadAtri,facevalebani-

1 I funerali di Togliatti
di Renato Guttuso ( 1972)
con il fotografo Mario
Carnicelli al centro
2 Renato Guttuso al
picchetto d'onore alla
salma di Togliatti
fotografato da Mario
Carnicelli
3 e 4 Mario Carnicelli ha
fotografato lungo le strade
di Roma migliaia di
persone che attendono in
silenzio di entrare nella
sede del PCI a Botteghe
Oscure e rendere omaggio
alla salma di Palmiro
Togliatti.

sta, ma era anche un rivoluzionario a modo


suo, tanto che nel 1905 dirigeva il giornale La
VocedeiSocialisti,quattrofoglidilottesindacali e di scioperi. Risultato, ogni volta che il re
passavaperlAbruzzo,arrivavano i gendarmi
e buttavano in galera mio nonno. Mio padre,
gioco forza con un genitore cos, ader alle
stesse idee. Aveva cambiato mestiere per,
perchaMilano,doveerafinitodurantelaprimaguerramondialecomeunodegliultimiragazzidel99, eraentratonellatelierdiunfotografo e una volta tornato ad Atri aveva aperto
ilsuostudio.QuindisieraiscrittoalPCI,eavevapartecipatoallaresistenza,staffettatraRomaeipartigianichecombattevanosullemontagne abruzzesi.
Della militanza comunista di Augusto Carnicelli era stato informato anche il generale
polacco Wl adysl aw Anders, che nel 1939 si
erabattutoadifesadellasuapatriacontrolinvasionesovietica,erastatocatturatoetorturato alla Lubjanka nei destini incrociati della
storia,PalmiroTogliattieraaMoscanellostessoperiodoquindierastatoliberatodaitedeschi,einfine,fuggitoaLondra,erastatonominato dagli Alleati capo del II Corpo dArmata
/

Polacco impegnato in Italia nel 1944, anche


durantela battagliadi Montecassino. Quando arriv ad Atri, il generale, animato dal pi
tenace anticomunismo, proib ai suoi soldati
difarsi fotografaredamio padreelofece scrivere a chiare lettere sul muro del suo studio,
continuaCarnicelli.MaforseAndersnonsapeva che mio padre aveva nascosto e salvato
una coppia di fotografi ebrei, e che dopo la
guerra,quandoasuavoltafucostrettoascappare perch nel frattempo aveva fatto arrestare il podest venne ospitato proprio da
loro a Varese. Da l si ritrov a Pistoia dove
aprunnuovostudiofotografico,edoveloraggiunsero prima i miei due fratelli maggiori, e
nel 1949 io e mia madre. Devo forse ricordare
che anche mia madre, Antonietta Restaneo,
era comunista e che in assenza di mio padre,
persopravvivere, divenne unottimafotografa? E posso dire che durante i giorni del funerale di Togliatti a Roma, ne ho viste tante di
donne coraggiose e forti come lei, contadine,
operaie,studentesse,lavoratricidaogniparte
dItalia,ma anche dallestero.Tante venivano
dalBelgio: erano le vedove di Marcinelle.
Allineate lungo le transenne che delimita-

vano via delle Botteghe Oscure, Mario Carnicelli sorprende intere famiglie, come la sua,
nonni,nonne,padri,madri,figli,nipoti,bambini piccolissimi in braccio, e altri tenuti per
mano.unItaliachenonapplaudeaifunerali,maindossailvestitobuono,ancheilPrincipe di Galles, anche se di lana ed estate, e se
non ce lha si fa imprestare la camicia bianca,
magari con il collo troppo largo. unItalia
che indossa ancora la sottoveste e quando si
alza in punta di piedi il bordo chiaro emerge
con timidezza dal nero della gonna, e poi si fa
il segno della croce anche se al collo porta il
fazzolettorosso.unItalia,ancora,cheavvolge i pacchi nella carta di giornale e li lega con
lospago,etienelaspesanellareticella,elUnit e Rinascitaben piegate in tasca. Ma soprattutto unItalia che ha uno sguardo che non
esiste pi. Bastava quello, pi dei simboli, pi
della falce e martello, per sfilare davanti al feretroerendereomaggioprosegueCarnicelli E la folla viveva il suo dolore, cos autentico, rimanendo immobile, dignitosissima, in
silenzio. La politica era anche questo, esserci,
restare in piedi, resistere e testimoniare con
la propria storia una storia pi grande. E To-

gliatti, che aveva redatto negli ultimi giorni


dellasuavitail memorialedi Yalta,dandoinizio alla via italiana al socialismo, aveva trasmesso questo senso di appartenenza almeno a tre generazioni.
Infinearriv il25 agosto,il giornodelfunerale,ealloralacompostezzadivenneoceanica, un milione di persone in piazza San Giovanni. A un certo punto si alzarono i pugni
chiusi e fu un gesto liberatorio che ruppe la
tensione di quella lunghissima attesa riprende Carnicelli E fu anche una delle mie
ultime fotografie. Allora tornai a Botteghe
Oscure, in attesa degli eventi. La sera stessa
Luigi Longo venne nominato segretario del
partito, e io venni chiamato a fargli il ritratto
ufficiale, diapositiva a colori, 6x6, perch di
nuovoerolunicoadaverquelmateriale.Scattai, consegnai il rullo, ma non rividi mai pi le
mie foto. La sera tardi, ormai notte, inizi
lesodo del ritorno. A terra, e in una splendida
immagine di Mario Carnicelli, erano rimasti i
fiori, rose e garofani, lomaggio di un paese
che credeva ancora nella dignit delle idee e
nellaloro priorit per costruire il futuro.
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n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

49

A Torino la XIII edizione di #C2C13

In scena

Dal 7 al 10 novembre a Torino si svolge la XIII edizione di #C2C13,


Alfa MiTo Club To Club, che mescola musica pop allarte contemporanea
di Artissima. In questi quattro giorni nel capoluogo piemontese si alterneranno,
tra gli altri, l'eclettico Four Tet, il guru della psichedelia elettronica James Holden,
i rumoristi Fuck Buttons www.clubtoclub.it

bergman collection

La magia restaurata dei fratelli


di Andrea Martini

n quello che avrebbe dovuto essere il suo


ultimofilm,Fanny e Alexander inedicola
da sabato 9 novembre con il Sole 24 ore in
versione resaturata dalla Bim Ingmar
Bergmanvede loccasionedi testimoniare nuovamente come latto creativo sia per lui lunica
forma possibile di comunicazione personale.
La saga degli Ekdahl, teatranti di provincia,
felici di raccontare il grande mondo attraverso
il piccolo mondo del palcoscenico, permette al
regista svedese digettare un occhio retrospetti-

vosuavvenimentiedemozioni dellapropriavita attraverso la sapiente combinazione di memoria "volontaria" (delle sofferenze) con quella
"involontaria" (di gioie e godimenti).
Per una volta persino latto della recitazione,
di solito offuscato da inganni e angosce, si presenta sotto la luce rassicurante di unarte tramandata per via familiare con pacato orgoglio,
tanto che il film appare, in prospettiva autobiografica,untentativodiliberarsididemoniefantasmieforseancheunapprodoallaserenit,come dimostrano metaforicamente le porte dischiuse del laboratorio privato.
Fanny e Alexander, serie televisiva di cinque
oree,ancorprima,romanzo dallascritturadensaecontemporaneamentefluida,ispiratoadue

da oscar | Fanny e
Alexander vinse quattro
premi Oscar
1982 AB Svensk
Filmindustri, Svenska
Filminstitutet, Gaumont
S.A. All rights reserved.

fonti dichiarate (Dickensper linfanziaumiliata


e Hoffmann per le salvifiche magie, a cui andrebbe aggiunto il Goethe di Wilhelm Meister),
si trasforma, nella pi compatta versione cinematografica, in un viaggio in tre atti: sintesi paradigmatica del percorso adolescenziale dei
due fratelli.
Nelprimo,Alexander,aiutatodallaconfortevole cornice del teatro-famiglia dai riti lieti e
stravaganti sorta di Eden primigenio si predispone allasensibilit connaturata agli Ekdahl
alternando nei giochi lanterna magica e piccolo
teatro di marionette. Nel secondo, limprovvisa
morte del padre e le nozze della madre con un
vescovo(lindimenticabileVergruscontrofigura dello shakespeariano Claudio) precipitano

AlexanderelasorellaFannynellafreddaeaustera canonica del patrigno, dove limplacabile severit luterana devia verso tentazioni sadiche.
Nellultimo atto, che sancisce lingresso di
Alexandernellavitaadulta incui realte suggestione, uomini e ombre convivono liberamente, forze magiche e imperscrutabili permettono
la rocambolesca liberazione e il ritorno a casa
dei fratelli, aiutati dal memorabile mercante
ebreo Jacobi nella cui bottega si nascondono
presenze incantate e misteriose. Il racconto cinematografico di Bergman in Fanny e Alexan-

schermaglie

PHOTOMOVIE

Bruni Tedeschi
affronta temi pesanti
come amore, morte
e maternit
in una commedia
intelligente e garbata
di Cristina Battocletti

i vuole maestria e coraggio


a porre una quarantenne
piacente, ricca, colta, elegante e snob al centro di
una commedia, in cui recita la figura della perdente.
Valeria Bruni Tedeschi in Un castello in
Italia ci riuscita, mettendo in gioco se
stessa in una farsa autoironica, che con
sagacia e lievit affronta temi gravi come
la maternit, la morte, lamore filiale, fraterno e coniugale. Siamo abituati ai loser
dei fratelli Coen a febbraio faremo un
altro felice incontro con il cantautore
nerd di Inside Llewyn Davis e agli sventurati, gli impiastri, gli emarginati, gli inconcludenti che costellano la Commedia allitaliana. Qui siamo invece allopposto del lanuginoso anonimato dei balordi de La grande guerra (1959), degli
straccioni de Larmata Brancaleone
(1966), del piccolo calcolatore de Il vedovo
(1959), dello spaccone de Il sorpasso
(1962) o dello scalatore sociale de Il medico della mutua (1968).
Un castello in Italia ha il suo milieu
nellupper class e nellambiente artistico
italo-francese, ma un tratto in comune
con la Commedia ce lha: i ricchi avranno anche i soldi, ma sono infelici. Figuriamoci se rischiano la bancarotta, come nel
caso dei Rossi Levi, cui appartiene Louise
(Valeria Bruni Tedeschi), che insieme alla
madre (Marisa Borini, mamma della regista anche nella realt) e al fratello Ludovico (Filippo Timi) vengono convocati durgenza da un commercialista di lusso per
porre riparo a una situazione finanziaria
disastrosa. Cos si trovano a contemplare
la vendita del castello di Castagneto il
film girato nellimmobile realmente appartenuto alla famiglia della regista e di
un quadro di Bruegel. Una prospettiva
che li addolora, vissuta come una perdita
didentit, aggravata dal fatto che la salute di Ludovico in serio pericolo per una
malattia esiziale.
La regista ha spiegato di essersi ispirata
a Il giardino dei ciliegi di Cechov per raccontare la fine di un mondo attraverso la saga
dei Rossi Levi, anche se in tanti rilevano
un autobiografismo spiccato. molto pro-

autoironica | Valeria Bruni Tedeschi nei panni di Louise in Un castello in Italia da lei
girato e interpretato
babile, come peraltro accade in diverse
opere di colleghi non altrettanto severi
con se stessi e in ampie pagine di letteratura, scadente e altissima. Ma perch tormentare con queste questioni un autore che si
esposto con tanto spirito e ferocia verso
se stesso al giudizio dello spettatore? Ciascuno tragga dal film le impressioni che
vuole. Poco importa se la pellicola sia una
sorta di terapia con cui Bruni Tedeschi cerca di emendare i gangli dolorosi della sua
vita familiare come la morte per Aids del
fratello Virginio, cui lopera dedicata o
di esorcizzare il legame amoroso complicato con un uomo, un attore, molto pi giovane di lei, molto simile probabilmente alla
relazione, ora finita, con Louis Garrel (giocoso e bravissimo coprotagonista), con cui
la regista ha adottato una bambina nella
vita reale. E ancora, poco interessa se la
mancata menzione della sorella Carl ex
premire dame, ex modella, cantante, madre di due figli sia lesplicita espunzione
di una figura ingombrante.
La regista generosamente ha concesso
un lauto piatto di congetture a chi ama la
chiacchiera da bar; agli altri rimarranno
scene di pura genialit comica nella parabola di una donna, che freme udendo il
rimbombo del suo orologio biologico, dopo aver smesso di fare lattrice per far
posto alla vita nella vita, con un problema di coscienza verso il suo patrimonio,
peraltro in via di estinzione.
Indimenticabile il furore dellisteria di
Louise, quando, in procinto di essere sottoposta a una fecondazione artificiale,

non mai troppo tardi


di Asif

iamo donne, oltre alle gambe c di


pi! Che il 2013 sia un anno di
rivoluzioni copernicane in ambito
televisivo basti pensare a Striscia,
che, per la prima volta, affida il suo storico
bancone a muscolose terga maschili
abbiamo imparato ad accettarlo. E infatti, il
celebre concorso Miss Italia non va pi in
onda in casa Rai, ma, dopo tormentate messe
al bando, migra sul La7 (pare che
intitoleranno un centro di accoglienza a
Urbano Cairo). La vicenda stata resa
frizzante dalla querelle tra il Presidente della
Camera Laura Boldrini, restia a trasmettere
levento, e la madrina della manifestazione
Patrizia Mirigliani. Gi la conferenza stampa
di presentazione del programma si era

distinta per spontaneit e naturalezza: tutte


le 186 aspiranti miss indossavano una
maglietta con la scritta "n nude n mute", in
risposta allaffondo della Boldrini (nella tv
italiana, solo il 2% delle donne parla, il resto
muto, a volte svestito), e Miss Mirigliani,
Miss Miss Italia, insomma Mississima, aveva
sottolineato il disagio espresso dalle
ragazze, e dal concorso stesso, mentre, alle
sue spalle, le fanciulle annuivano senza
emettere un fiato. Che splendido passo
avanti nellemancipazione da
quellantipatico luogo comune che le vede
passive e strumentalizzate.
Siamo donne, sappiamo fare anche cuc!
Grande fan della manifestazione il
conduttore fresco di nomina Massimo Ghini,

cui ha costretto il fidanzato, si trova al polso il braccialetto di unaltra paziente. O la


lotta ingaggiata con le suore di Napoli,
che le ostacolano "la seduta" su una poltrona che miracolosamente garantirebbe
la gravidanza alle donne, vista la collezione impressionante di peccati mortali da
lei inanellati (fede malferma praticata indifferentemente in chiese, moschee, sinagoghe, concubinaggio, procreazione assistita). Situazioni molto vicine al Nanni

il pirata
di Mabuse
facebook.com/mabuse1922
TIVUCINEMASITI DA SCOPRIRE
http://bit.ly/piccole_donne
Piccole donne (Little Women - M. Le
Roy, 1949). Con Elizabeth Taylor,
Janet Leigh, Mary Astor, Rossano
Brazzi
http://bit.
ly/gruppo_famiglia_interno
Burt Lancaster, Helmut Berger,
Silvana Mangano: Gruppo di famiglia
in un interno (L. Visconti, 1974)
http://bit.ly/ti_amero_sempre
Kristin Scott Thomas in Ti amer
sempre (Il y a longtemps que je taime P. Claudel, 2008)

di Luigi Paini

Rapina a tripla
mano armata

Moretti di Ecce Bombo (1978), Palombella


rossa (1989) e Caro diario (1993).
O ancora irresistibile la crudelt con
cui la protagonista dileggia la sua condizione privilegiata: la falsa carit con cui
propone di destinare il castello familiare
ai bambini poveri o a un centro per drogati; la collera con cui Louise, volontaria a
una mensa per indigenti, aggredita da
una clochard, da lei accusata di barare la
fila. O lassoluta indifferenza che prova
nei confronti dei domestici, della cui vita
non sa nulla. E allo stesso modo difficile
da raggiungere lequilibrio che dimostra
verso limpietosa piccineria dei dipendenti, quando ricamano leggende sulla figura del nonno, ebreo convertito al cattolicesimo per amore dei soldi e di Hitler.
Forse fuorviante paragonare Un castello in Italia alla Commedia allitaliana, visto che il film ha un sapore e molte
ambientazioni francesi (come per altro Ciliegine di Laura Morante) e visto che la regista vive oltralpe dallet di nove anni,
quando il padre vi si era trasferito per paura dei rapimenti. Ma anche se la pellicola
(fortunatamente) lontana dalla volgarit giocata sulla mascolinit, sullesibizione sessuale che spesso degrada la comicit contemporanea nostrana, tuttavia
pervasa da unamarezza e mestizia terragna tutta italica, che attraversa le opere
di Mario Monicelli, Dino Risi e Luigi Zampa. Una malinconia profonda che affiora
nella scena in cui la protagonista gioca
con le scarpe del fratello appena scomparso, verso cui provava un sentimento ambiguo, quasi erotico e represso, che ricorda Michael Fassbender e Carey Mulligan
in Shame di Steve McQueen. Una pervicacia disperante che traspare nel dolore della madre, ostinata a non vedere i segni
della fine imminente sul corpo del figlio e
a non accettarne la morte fino ad apparire quasi ridicola.
Valeria Bruni Tedeschi alla sua terza
prova registica, dopo pi facile per un
cammello... (2003) e Attrici (2007), pellicole altrettanto in odore di autobiografismo, ed era con questo film in concorso
allultimo festival di Cannes. Non proprio
una banalit. Come attrice ha gi dimostrato il suo valore conquistando due David di Donatello per due film diretti da
Mimmo Calopresti (La seconda volta, e La
parola amore esiste) e ha recitato con Claude Chabrol, Bernardo Bertolucci, Marco
Bellocchio, Steven Spielberg, Franois
Ozon e molti altri grandi, non ultimo Philippe Garrel, padre del suo ex compagno.
Un castello in Italia una commedia godibile, che sfiora il grottesco, con pochi
scivoloni, come quando eccede nel paradosso durante il funerale del fratello e nel
melodramma con lex fidanzato di Louise, Serge, (Xavier Beauvois), figura di cui
non si sentiva il bisogno. Ma sono bazzecole di fronte alla capacit di far ridere
con intelligenza. Che privilegio raro.
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Il silenzio delle innocenti


che si sbilanciato con dichiarazioni
antropologicamente pregne (Miss Italia
una fiaba pagana che vive nel nostro Dna).
Affiancato da Cesare Bocci e dallex Miss
Francesca Chillemi, Massimone scimmiotta i
suoi predecessori recitando una sorta di
parodia raffazzonata del conduttore modello:
non so che dire... ridatemi il gobbo... adesso
cosa succede? Faccio solo quello che mi
dicono di fare, e non so perch sono qui.
Ecco. Se lo chiedono un po tutti, anche
perch nel frattempo passata la prima ora e
delle ragazze non s vista manco lombra.
Siamo donne, chiss se andremo anche
in tiv!
Il momento pi alto della serata non
tanto la consacrazione della vincitrice, la

siciliana Giulia Arena, quanto limportante


novit introdotta per ledizione 2013, proprio
in nome di quel reale rispetto della
femminilit alla faccia della Boldrini
rivendicato da Miss Patty: le ragazze in gara
non indossano pi coccarde impersonali con
stupidi numeri applicati, bens vengono
chiamate per nome. Wow. Peccato che,
perch funzioni il televoto, il numero ci vuole
per forza, per cui viene rifilato a ogni
fanciulla un anello numerato, da tenere
appiccicato al viso, in una posa totalmente
innaturale, per pochi, schizzati, secondi,
mentre scorre in sovrimpressione il codice di
riferimento. Che straordinaria miglioria.
Siamo donne, facciamo quello che vuoi tu!
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teatro

close up

Irresistibile perdente

der pi coinvolgente che mai: senza derogare


dal rigore assoluto che connota il suo cinema, il
regista svedese accetta qui la sfida della narrazionecorale,pacificatrice,intrisadiquelbuonumore inscindibiledalla fantasiache ha gi messoinscena,peresempio,nelFlauto magico.Non
a caso allarmonia della composizione visiva e
alla luce dellimmancabile Nykvist, contribuisconolemusiche delpredilettoSchumann a cui
fanno da contrappunto gli stralci di Britten per
le raggelanti apparizioni del vescovo.
Naturalmente Fanny e Alexander un mirabile esempio di riflessione sul teatro e sullo
spettacolo. Alla fine, dopo che la famiglia di
nuovo riunita, lanziana capostipite sul cui
grembo poggia la testa di Alexander legge le
parole con cui Strindberg (Il sogno) apre le porteal teatro moderno: Tempo e spazio non esistono; su una base minima di realt, limmaginazione disegna motivi nuovi [...]. Parole che
Bergman fa sue e che suonano come la pi bella profezia del cinema.

ariazioni sul tema della


"strana coppia". Due
narcotrafficanti in servizio
tra Messico e Stati Uniti, uno
bianco e uno di colore, si riciclano in
rapinatori di banche. Fin qui, si era gi
visto. Ma uno dei due, lafroamericano,
in realt un agente dellantidroga; e
laltro, il bianco spaccone dalla mira
infallibile, a sua volta un militare
della Marina Usa. E il bello che luno
non sa nulla dellaltro: tutte due,
infatti, agiscono sotto strettissima
copertura. Ecco, la miscela esplosiva
preparata per Cani sciolti da Baltasar
Kormkur dimostra gi di avere ottani
a sufficienza per garantire ottimi
scoppi. Falsi narcotrafficanti che
sinventano una (vera) rapina in una
banca americana per mettere le mani
sul malloppone del boss messicano. Ci
siamo, i due sono dei dritti, e
sicuramente ce la faranno Troppo
facile: il grisb custodito nel forziere
riserva una super-sorpresa: , ma
guarda un po la combinazione!, della
Cia, che gioca il suo (sporchissimo)
gioco da terzo incomodo. Sapiente
lalternanza di momenti rilassati,
conditi da battute e dialoghi al limite
del surreale, e improvvisi lampi di
violenza, con le pistole che cantano e i
cattivi sempre sul punto di avere
partita vinta. Omaggi a Tarantino e,
soprattutto, a Peckinpah, dagli eroi
crepuscolari del Mucchio selvaggio
alla ballata macabra di Voglio la testa
di Garcia. E due attori, Denzel
Washington e Mark Wahlberg, che
basta guardarli negli occhi per capire
quanto se la sono spassata sul set.
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Canisciolti, di Baltasar Kormkur,


Azione, 109, Usa, 2013

i film del sole


cattivissimo me 2
Pierre Coffin, Chris Renaud
Usa 2013, 98, animazione
Cera una volta un omone di nome Gru
tanto ma tanto cattivo (o almeno pensava
di esserlo...). Buone notizie da Hollywood:
l'animazione in forma smagliante!
%%%

cose nostre - malavita


Luc Besson
Francia -Usa 2013, 112,
commedia-azione
E quando lo trovi pi un criminale cos "per
bene"? Robert De Niro, in trasferta nel Nord
della Francia, gioca e si diverte con il se
stesso che sempre stato sul grande
schermo
%%%

Pippo
di dolore
purissimo
di Renato Palazzi

evo confessare che, da quando


Pippo Delbono scende in platea
perfarmidellecarezzinesullatesta,miriescemenofacileparlare
male dei suoi spettacoli. Va anche detto che
credodicoglieresemprepiunacertatortuosa coerenza del suo percorso, e ne condivido
in sostanza lobiettivo di fondo, che la drasticarinunciaagliapparatidellarappresentazione,iltentativodiapprodareaun nucleodi
realt pi disadorna e immediata.
Qui, a un certo punto, questi propositi li fa
esporre esplicitamente a una delle attrici:
avrete capito dichiara lei che il nostro
regista non ama pi il teatro, non riesce pi
adaccettare un tipodilavoro percui gli attori
devono fingere diessere qualcun altro.Lui la
finzionelavuolescavalcare,percercarediarrivare alla verit. Il problema per capire
se quella espressa da Delbono sia in effetti
unaveritinqualchemodopiveradellefinte verit espresse dal teatro tradizionale.
Prendiamo, ad esempio, linizio, che per
certi versi illuminante: una voce, lasua, invitacomeaccadealliniziodiqualunquespettacolo a controllare che i telefoni siano
spenti,eaugurabuondivertimento.Poilavoce, nel buio, riprende a parlare: ma vi sembra un annuncio normale? Cosa vuol dire
buon divertimento? Siete qui per divertirvi?
Dobbiamo servire i pasticcini in sala?. Questa apparente riflessione a ruota libera, che
di fatto anche il manifesto di intenti di un
teatro che graffia e fa male, sembra il massimodellaverit,maaltempostessoilmassimo dellartificio.
Lintero spettacolo, visto al Teatro Strehler di Milano, corre sullambiguo confine tra
vero e finto, tra una bellezza perduta, irraggiungibileeildegradochecicirconda:Delbono,chefaampioricorsoaproiezionidifilmati, gioca sul contrasto fra algidi manichini e
corpi sventrati, fra il gelo di un mondo di
plastica che ti uccider e la nostalgia di una
condizione pi umana, magari in unAfrica
derelitta ma solidale. Loggettivit delle immagini, tuttavia, prende senso da un montaggio di per s emotivo, tendenzioso, dunque altamente soggettivo.
Per certi versi Orchidee si potrebbe leggere
come uno sforzo di strappare tre grandi classici del teatro al loro contesto, per farne taglienti schegge di vita: scanditi al microfono
da Delbono con la sua dizione sporca, ansimante, sussurrati, urlati, graffiati a sangue, i
brani di Romeo e Giulietta e del Giardino dei
ciliegi e lessere o non essere di un Amleto
in rivolta contro lo squallore quotidiano diventanoriflessidiunangosciapersonale,parlanoper un attimo al nostro oggi devastato.
Suquestascarnaossatura,per, sidepositaunastratificazionedeimaterialipisvariati, stralunati pezzi di danza, poesie damore
francesi, le canzoni di Enzo Avitabile, i ricordi privati di Pippo e persino le riprese, fin
troppo volutamente strazianti, della madre
morente,daluigiusatenelfilmSangue. Come spesso accade, ci mette tanto, anche ci
chenonserve,equestoeccessoassumeatratti un inevitabile risvolto retorico.
Nellinsieme,Orchidee haunchedinormalenellasuasostanzialeanomalia:cisonoscene di toccante intensit, come quella che fa
da sfondo al Giardino dei ciliegi, col video degli alberi in fiore sotto la neve. Ci sono trovatedivertenti,comequelladellattricechecerca di vendere i finti Monet della nonna. E ce
ne sono altre superflue, ripetitive. Si sa che
nessunosaesprimere,quantoDelbono,ildolore allo stato puro. E chenessuno cos inadatto a dargli una qualunque forma drammaturgica.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Orchidee, di Pippo Delbono. Dal 21 al


24 novembre allArena del Sole di
Bologna.

50

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302

I viaggi di Steve McCurry

Tempo liberato

Il fotografo americano Steve McCurry sar a Milano luned prossimo alle 18.30 allauditorium del Museo
nazionale della scienza e della tecnologia di via San Vittore 21. Parler dei suoi viaggi e presenter
Le storie dietro le fotografie (Electa-Phaidon, pagg. 264, 59), un libro che raccoglie 14 reportage
realizzati in tutto il mondo. Dal Pakistan alla Cina, dall'India all'Afghanistan, dal Nepal all'Australia,
dall'Indonesia al Bangladesh, il centro di ogni scatto l'uomo radicato nel proprio contesto d'origine.

pensare il gioco

Perch vincere senza virt?


Giovanni Boniolo,
filosofo ed ex giocatore
della nazionale
di pallacanestro,
riflette su significato e
importanza dello sport
di Alessandro Pagnini

o sport pu essere un utile


esercizio per il filosofo. E qui
intendo il filosofo sedentario,
larmchair philosopher, non
quello che si cimenta per ricreazione o salutismo a calcetto,
corsa o in bicicletta. E di filosofi dello sport,
un po sullonda della popfilosofia, ma anche per i problemi morali seri che lo sport
denuncia, ce ne sono oggi sempre di pi. Boniolo, tra questi, ha una caratteristica singolare: ora parla filosoficamente di sport da
una cattedra, ma prima, in giovent, stato
giocatore di pallacanestro di livello nazionale. Serve, questo precedente, a capire di pi
di ontologia e etica dello sport? Arrigo Sacchi, il famoso tecnico di calcio che predicava
schemi e "filosofie" (labuso calcistico della
metafora per parlare di tattiche e moduli si
deve proprio a lui) senza mai essere stato un
calciatore, a chi gli chiedeva se quello non
fosse per lui un handicap, rispondeva che si
pu essere un ottimo fantino senza essere
mai stati un cavallo. Boniolo invece a
quellesperienza sul campo ci tiene e la fa
valere. Anzi, nella finzione narrativa di dedicare ai propri figli e a vecchi amici delle considerazioni filosofiche sul significato e limportanza dello sport nella vita, parla di loro
e racconta di s, estrae aneddoti dai vissuti
suoi e loro, trasforma in occasioni di rifles-

sione o addirittura in parabole paideutiche


anche i momenti pi comuni della nostra
esperienza, che proprio perch comuni e
"normali" spesso eludono il senso critico.
Va detto che Boniolo, da filosofo, uno
sport lo continua a praticare; la dialettica,
quella che per gli Ateniesi era uno sport verbale, ma sempre sport, anche nel senso che
Boniolo predilige per una sua definizione:
seguire regole, sentendosi comunque onorati di aver perseguito lealmente un risultato (il verosimile con la dialettica, una sorta
di eudaimonia con lo sport). E Boniolo conosce bene anche le arti della retorica (di recente ha scritto per Raffaello Cortina un bel
libro, Il pulpito e la piazza, sullimportanza
dellargomentazione razionale e della cosiddetta "retorica della prova" per una democrazia deliberativa); retorica che Aristotele, contro Platone, nobilitava come "analoga" alla dialettica, con la sostanziale differenza di rivolgersi a un uditorio. E dunque
sa che per persuadere ai valori i giovani, e
non solo loro, ci vuole qualcosa che arrivi
prima al cuore, come lesempio. Cos procede questo libro scorrevole e istruttivo: si
parla di sport come se ne potrebbe parlare
distesamente in salotto, tra citazioni e memorie, con il filosofo per che non rinuncia
a far parlare la filosofia (soprattutto di Aristotele e di Kant), con metodo e argomenti,
e anche la scienza.
Una conseguenza che molte pagine del
libro sono intonate a un certo paternalismo.
Ma anche questo vuol essere un messaggio;
perch Boniolo non nutre spiccate simpatie
per lantipaternalismo oggi imperante, neppure quando si parla di medicina e di rapporto medico-paziente; figuriamoci quando si
parla di quello docente-discente! E non si
creda che qui sia in gioco soltanto unidiosincrasia o uno stile personale. Credo infatti che se volessimo tirar fuori una parola
chiave dagli ameni conversari di Boniolo,
questa sarebbe una sola: conoscenza. Non
si pu parlare delle cose senza conoscenza
(e questo un truismo), ma non si pu neanche agire senza conoscenza. Neppure nello
sport, che sembra il pi "automatico" dei ci-

CORBIS

calal
di Donata Marrazzo

na bbomba Scatto
co du scudi da chef

alt si pensa | Non si pu agire senza conoscenza, neppure nello sport, che sembra il pi
"automatico" dei cimenti, quello per il quale pare contare solo il corpo, con la mente a riposo
menti, quello per il quale sembra contare solo il corpo, con la mente a riposo.
E invece la conoscenza conta, eccome; e
conta la cultura, perch lo sport un modo
di rendere attuale una delle possibilit fenotipiche del corpo, ma quella possibilit va
attualizzata con intenzione, con consapevolezza, con dedizione. Se non c unidea di
perfezione, se non c una volont di realizzarla, lo sport non educa, non paidia; e,
come ludus, non potr veramente appagare. Ci vuole conoscenza, dunque, e non solo
teorica, ma anche estetica e pratica.
Interessanti sono le pagine, ricche di richiami letterari, a Tolstoj o a Mishima, che
Boniolo dedica al tipo di conoscenza che
Polanyi chiamava conoscenza inespressa, il knowing-how , essenziale alla performance sportiva, frutto di dura applicazione
e allenamento, che nulla ha a che vedere
con linnato o con lispirato da chissadove
(com invece per certi dopolavoristi dello
spirito infatuati di oriente. Appunto, senza conoscerlo!).
Ma nel libro non si parla di sport solo in

astratto. Si affrontano anche temi scottanti, dilemmi morali come quello del doping
e dellenhancement , per esempio. E se limpostazione morale generale del libro
nellordine di unetica aristotelica delle virt (ma che vittoria una vittoria senza
onore?), per risolvere il problema delladdiction nello sport non si disdegnano argomenti pi da etica principialista (il rispetto delle regole) e consequenzialista (i
costi sociali, lallocazione poco economica delle risorse ecc.).
La prospettiva da cui Boniolo guarda allo
sport quella deontologica. Sa bene che se
lo avesse guardato con locchio dellantropologo evoluzionista non avrebbe detto cos
perentoriamente che non il caso di comparare lo sport alla guerra o al combattimento. Ma siccome il suo un discorso epidittico fa bene a insegnare cos.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovanni Boniolo, Le regole e il sudore.


Divagazioni su sport e filosofia, Milano,
Cortina, 15,00

a me mi piace
di Davide Paolini

l Colosseo ardeva come una fornace


e fuori dai buchi delle arcate fiatava a
sbuffi e a colonne un fumo sanguigno,
color granatina e carta di caramella.
Squadre di giovincelli trasteverini
giocavano al pallone verso Ponte Sisto,
ganzi in millennove portavano attricette
a cena allAnticaPesa. Poco pi in l, nelle
periferie, la gente sammassava, correva,
strillavaEcco Tor dei Schiavi, il Borghetto
Prenestino, lAcqua Bullicante,il
Quarticciolo, il Quadraro. Roma anche
un orto zuppo di guazza, villaggi di
tuguri, la luna che brilluccicanegli orti,
unosteria al Pigneto e donne grasse con le
labbrasporche dello zucchero dei
maritozzi. Nelle descrizioni di Pierpaolo
Pasolini: citt accattona, ma pur sempre
divina, con la luce viola del tramonto
venuta a galleggiarelimpida negli spazi
dellestrade, tra palazzo e palazzo. In
quelleperiferie campano ammucchiati
Ragazzi di vita (1955) che vivono di
espedienti, di ruberie, ricettazione. La notte
giocano a zecchinetta, poi co du scudi si
fanno na bbomba. Per preparare le
bombe fritte sciogliete il lievito in acqua
tiepida. Unite 50 g di farina e un cucchiaino
di zucchero. Lasciate riposare. Preparate un
impasto con il resto degli ingredienti e il
panetto lievitato. Lasciatelo crescere per
unora. Stendete poi la pasta in una sfoglia
di un cm e mezzo e ritagliatevi dei dischi
che dovranno lievitare ancora per
mezzora. Friggeteli nellolio, guarniteli con
crema pasticcera o cioccolata e cospargeteli
di zucchero semolato.
Ingredienti
300 g di farina, 2 uova intere e 2 tuorli,
60 g di zucchero, 60 g di burro, 20 g di
lievito di birra, latte, vaniglia, crema
pasticciera, zucchero, olio e sale.
RIPRODUZIONE RISERVATA

o, non eraun dioramala


presentazionedellosplendido
calendarioLavazza, mauna vera
epropria istantanea2013 del
costume: nonil futuro ma lavvenire(da Marc
Aug).E comesi conviene, lospettacolo
mutuasempre glistilemi daimodelli di
successo:ovverosia riti ecelebrazionidella
moda(anche se oggi decadente).Una regia
perfetta.Ciaksi gira in unatelierdi modae di
design:le iconedei vari mesinon sono
modellesexy o anoressiche,ma cuochi,
pardonchef, tra i migliori, ritrattida Martin
Schoeller,fotografo delle star. Unvero
capolavoro,acominciare dallacopertinadi
FerranAdri: loscattocoglie in pieno lasua
metacucina,laltroveda cogliere. In fondo
luiaver dato illa aquesta nuova eradi cucina
spettacolo.A seguire:Massimo Bottura,Carlo
Cracco,MichelBras, AlbertAdri,Davide
Oldani,Antonio Cannavacciuolo fulminatiin
scenemetaforichesecondo illoroego
gastronomico(uovo, pesce,riso, legumi).
Lapasserellailluminatadove simuovono a
ritmocadenzato(come Naomi Campbell)
ballerini-cameriericon vassoiridondanti
delleoperedarte deglistilisti, pardon degli
chef,quasi amimare in tutto eper tutto le
sfilatedi moda. E comesi convieneai divi,
dopolesibizionedellepietanze,ecco le
confessioniintervistasulpensiero che ispira
lelorocreazioni. Insomma sitrattidi moda o
disapori semprela stessa minestra:
tendenze, cromatismi,ispirazione.Attorno
alleiconedelle pentoleefornelliun barnum
divip che rincorre lultimo calicedi un Krug
millesimato(la moda si sognauna
raffinatezzadi questo livello!); chipensa sia
stataunallegoriasi sbaglia:il2014:
lavveniredelfood&wine, non ilfuturo del
cibo! Sine qua non.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il gastronauta
ogni sabato alle 11 su Radio24

roma

proverbi esatti

Quante storie
racconta il vino

Matematica
popolare

di Stefano Simoncini

oggetto pi importante
perilcoltivatordellavite
siquellodiottenereun
vino grato, spiritoso, e
durevole;etale,insomma,daallettareilcompratore straniero, e da sostenere le ingiurie
deitrasporti,edeltempo.lincipit,cruscante nellaforma ma curiosamentemoderno nel
contenuto, di un trattatello settecentesco
sulladulterazionedeivini,unadelletantepiccole perle esposte nellambito di Verso il
2015. La cultura del vino in Italia - mostra
ospitatanellAlaBrasinidelComplessoMonumentale del Vittoriano a Roma dal 26 ottobre
al 30 novembre e realizzata con il patrocinio
delministerodellePoliticheagricolealimentari e forestali e il contributo di Expo 2015 Milano. Il percorso espositivo, curato da Massimo
Montanari,professorediStoriadellalimentazione, ci conduce per mano in un viaggio nel
tempo che ha come filo conduttore un oggetto storiografico perfetto, il vino. Un prodotto
che, attraversando epoche e civilt in una traslazione culturale parallela alla translatio imperii da Oriente a Occidente (dal Caucaso alla
Grecia, allItalia al Nord Europa), collega i pi
lontani livelli di cultura, dal nobile al contadino,saldasacroeprofano,tramitoerito,concilia natura e civilt, nella sintesi del paesaggio
agrario. Questo meraviglioso oggetto storiografico per conosce un prima e un dopo, come ci ha spiegato Montanari: Veniamo da
una storia in cui ilvino ha avuto una funzione
totale, perch occupava molti ambiti e molte
funzioni, da quella propriamente alimentare,
aquelladellasocialit,aquelladelladistinzionesociale,aquelladellamedicina,allasacralit rituale,con unagamma molto ampiadi valenzecheoggisi inparteperduta.
Lamostrahacomescopodiricostruirequestacomplessitdisenso edi funzioninellediverse epoche e nei diversi livelli di cultura del
nostro Paese, che non a caso anticamente i
GrecidefinivanoEnotria.Eanchedifaremergere variet e ricchezza dei caratteri italiani
del vino, di cui la geografia artefice sapiente
insiemealluomopoich,comeaffermailcelebre enologo Giacomo Tachis, il vino ama il
respiro del mare. E alla variet e ricchezza di
tratti del vino corrisponde variet e ricchezza
dellacultura,altaobassachesia,testimoniate

nella mostra dalle teorie figurative di bacchini, menadi e sileni, baccanali e tiasi orgiastiche, dai richiami iconografici allispirazione
mosaica e al sacrificio cristologico, alla vigna
del popolo ebraico e alla vigna della Chiesa,
dalleeclogheedaiditirambi,dallatrattatistica
delle storie naturali e delle ampelografie (studi dei vitigni), da fiasche, coppe, boccali, tini,
maancheda cinemaearte contemporanea.
Ma nonostante il salto forzoso al contemporaneo, la cesura, che Montanari individua
nella industrializzazione della produzione
del vino nel XX secolo, sussiste, e determina
unevoluzione con rapporto inversamente
proporzionaletraincrementodellaproduzioneeimpoverimento dellacultura,conlaconseguente, definitiva scissione tra vita e cultura, funzione e simbolo, quotidiano ed eterno.
Ma genera anche lo smantellamento di quellabellezzatotalizzantechequanto involontariamente, proprio grazie al vino, la mostra
riesceariprodurre:esistevainepocapreindustriale una sorta di fabbrica sociale della bellezza che faceva trasfondere ovunque temi,
simboli,gusti edecori, inun"concerto"diarti
e artefici di cui spesso la societ tutta era permeata, in quanto ognuno, piccolo o grande
chefosse, era asuomodo artefice di unopera
collettiva,proprio come lopera-vino.
Ma quella cesura, lo scompaginamento di
questo "concerto", potrebbe risalire indietro
nel tempo, e cio proprio allepoca del trattato sul vino citato allinizio, il cui autore Giovanni Fabbroni, uno degli intellettuali pi
cosmopoliti del tardo Settecento toscano
(DBI, Treccani, ad vocem), un massone che
frequent Benjamin Franklin e Voltaire. Gi
sindovina, dietro il razionalismo dei lumi,
lapproccioproduttivisticoscaturitodaquella civilt che il vino contribu a generare. Come sosteneva Fernand Braudel infatti, la civilt europea del vino si afferm, grazie alla
chiesaeai suoi riti, in dialetticacon lacivilt
della birra, poich insieme ai codici e ai libri
di pietra, le cattedrali, il vino contribu a formare lidentit europea.
Vadettochelasededellamostra,ilpomposo Vittoriano, non una cornice adeguata alla
essenzialevitalitdelvinoedellaterra.Lostessosidicadiunacertacorniceretoricaepromozionaleche sindovina nelliniziativa,e diventadicattivogustosoprattuttonellasaladeicaratteriregionalidelvinonostrano:concettualizzazioni arbitrarie e stucchevoli in pannelli
animatida fotografiepoco significative.
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www.ponteonline.com

DIPINTI DEL XIX E XX SECOLO

di Camilla Tagliabue

ASTA
12 NOVEMBRE 2013
ORE 15,30

ESPOSIZIONE
8, 9, 10 NOVEMBRE 2013
ORE 10/13 - 14/18

IMPORTANTI GIOIELLI
ASTA
26 NOVEMBRE 2013
ORE 15

ESPOSIZIONE
22, 23, 24 NOVEMBRE 2013
ORE 10/13 - 14/18

RARI E IMPORTANTI OROLOGI


ASTA
27 NOVEMBRE 2013
ORE 15,30

ESPOSIZIONE
22, 23, 24 NOVEMBRE 2013

PALAZZO CRIVELLI

Via Pontaccio 12
20121 Milano
Tel. +39 02 863141
Fax. +39 02 72022083
info@ponteonline.com

ORE 10/13 - 14/18

FASHION VINTAGE
ASTA
28 NOVEMBRE 2013
ORE 15

ESPOSIZIONE
22, 23, 24 NOVEMBRE 2013
ORE 10/13 - 14/18

ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA


ASTA
11 DICEMBRE 2013
ORE 15

ESPOSIZIONE
7, 8, 9 DICEMBRE 2013
ORE 10/13 - 14/18

olti secoli prima della Legge


diMurphy,percuisequalcosa pu andar male lo far,
esisteva licastico proverbio
Chifa,falla.Lasaggezzapopolareprecorre gli intellettuali: solo nel 700 Jakob Bernoulli diede inconfutabile forma a questo
detto con il calcolo delle probabilit. Il connubiotranumeriemassimenon cosperegrino:lodimostrano,con pensosaleggerezza, RiccardoBersanied Ennio Peres nel saggioMatematica proverbiale. Concetti matematici nascosti tra le pieghe dei proverbi popolari.
Ogni capitolo intitolato a unadagio, sviscerato secondo griglie algebriche, logiche,
geometriche:adesempio,Leccezioneconferma la regola equivale al controesempio;
Chi ha fatto 30 pu fare 31 una formulazione del principio di induzione; Tutto il
mondo paese unintersezione tra insiemi; Tra il dire e il fare c di mezzo il mare
puesserescioltoinunequazione;Duetorti non fanno una ragione ha a che fare con i
numerinegativi;Unaparolatiralaltragode della propriet transitiva; Non si muove
foglia che Dio non voglia non vale per il sesto poliedro regolare (che nemmeno Lui
pu costruire); Il diavolo fa le pentole, ma
nonicoperchi unquadratomagicoLargopureairomantici:Quellocheneirapporti di coppia si chiama corrispondenza di
amorosi sensi, in Matematica una corrispondenza biunivoca, cio una funzione.
Spaziando dalla topologia alla filosofia,
gli autori snocciolano regole e principi alla
base del nostro patrimonio proverbiale,
comprovando la maggior precisione ed eleganza del linguaggio matematico rispetto
allalingua italiana.Infatti, impossibiledefinire cosa sia un numero spulciando il vocabolario o inquadrare concetti astratti
senza cadere in tautologie. La miglior descrizione di felicit resta quella analitica,
per cui la derivata dello stato danimo in
funzione del tempo. Il lettore, per, non si
lasci intimorire dalle parole: anche lui, alle
scuole elementari, ha certamente imparato a svolgere un qualche algoritmo, che la
maestra chiamava, pi prosaicamente, divisione in colonna
RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Bersani, Ennio Peres,


Matematica proverbiale, Ponte alle
Grazie, pagg. 276, 14,00

n. 302

Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

51

Racconto

Ogni stato Fantastico deve essere la contropartita esagerata della realt e la ricompensa
di uno sforzo, di un sacrificio. Pi lui sar sciagurato nei fatti, pi sar felice nel sogno
dal testo in questa pagina

gustave flaubert (1821 -1880)

La metamorfosi del sognatore


SCALA ARCHIVES

Anticipiamo il progetto di un romanzo,


La Spirale, finora inedito, che Flaubert
non svilupp mai. la storia potente e tragica
di un uomo che coltiva una vita immaginaria
di Gustave Flaubert

Una vertigine
metafisica

semprequalcuno chelo
avvicinaperstradaper dirgli
grazie.Omosessualeuna
parolache non glipiace.Lui,
appunto,Ferzan Ozpetec,raccontai
sentimentiebasta.Va per isopralluoghiese
cercaragazzi calciatoriperiproprifilm, c
sempreun allenatoreche,andandoalsodo,
glichiede:Nonche mitornano froci?.
Luiilregistade Le Fate ignoranti edi
Saturno contro. Lui,di suo,unetichettace
lavrebbe(eglielhannotolta)anchese alle
cene,quando escedallastanza, purequelli
disinistraglifannoisorrisini. I critici
importantiriconoscono in Ozpeteclacifra
altaeciviledellartemilitanteperchpoi,
graziealui,anchelefamigliesirendono
sensibilialletematichegay. Giustamente ha
ungrandesuccesso enon cdisgrazia
adolescenzialederivata daturbesessuali
dove non sitrovilasuaparoladefinitiva. Pur
conduepasci nellalberogenealogicocede
allesteticadellachiacchieraeal
complottismo.Labutta sulretroscena:
Conosciamobene ilclimaculturaleela
campagnamediaticacheprepararonola
finedi PierPaoloPasolini.Hadettoquesto
aLa Repubblicain temadi lotta
allomofobia.Ecco, lemodenecessitanodi
liturgiecorali,ma credereche Pasolinisia
statouccisoda unastrategiaenon dal suo
assassinosoloun tic,unabanalit
raschiatanelbarile dellideologicamente
precotto.Csempre quelloche,per,lo
avvicinaeglidicegrazie,grazieegrazie.E
cPapa Francescoche,dicelui,avanti su
tutto.Circondato dagliottimatidel potere
culturale,Ozpetecvibrantedindignazione
eperciabile nellammansirefabule sempre
edificanti.Ecco, Luchino Visconti che fece
di Helmut Berger una Marlene Dietrich
nella variante dellamogliettina capricciosa
avrebbe sparato con una Luger a un
cronista che lavesse interpellatoa
proposito di diritti civili o di un
omosessuale suicida ma Ozpetec mette in
scena la mozione tutta romana e tutta
sentimentale di unetichetta. Unbovarismo
comeunaltro. Perfinosaccente. unasorta
dimonumento almilitein piedi,lui.Si
muoveperstrada aspettandoqualcunoche
loavviciniperstrappargliun sermone,non
certouna trasgressione.Perfetto perPapa
Francescocheun giorno, dicerto, lo
chiamere dissipandoilclimaculturale
glidir grazie.

romanzosulla follia,o piuttosto sulla


manierain cui si diventa folli,confessa nel
1859. Per ben tre volteil progetto viene
definito metafisico, e in effetti lautorevuole
interrogarsisul senso e sullafinalit della
vita, rispondendo allaquestione della
felicite sviluppando un cammino interiore
chedalle realtconcrete ascenda a quelle
spirituali.Anche per questo motivo
particolarmenteinteressante e si collocanel
cuore della tematica principaledi Flaubert:
lintrecciotra realee fantastico,vie e rve.
Ilprotagonista del plan un pittore, che
nelpassato aveva avuto labitudine
dellhashishma alliniziodellastoria vuole a
pocoa pocoliberarsi da questa dipendenza
per riuscire ad abbandonarsi allesue visioni
senza aiuti artificiali. Dotato di
ipersensibilite di unimmaginazione
prodigiosa, arriva lentamentea uno stadio
di sonnambulismo permanente, incui,
perennemente allucinato,pupassare dal
sensibileallo spirituale,dalla vistaalla
visione. Flaubert dichiara subito lo scopo del
progetto: Fare un libro esaltante e morale;
come conclusione provare che la felicit
nellImmaginazione.Intento ribadito
ancheallafine. I due pianituttavia, quello
del realee quellodellideale,non rimangono
separati: attraverso un meccanismo
psicologico di ricompensa morale, lautore
illustrache quando ilsuo eroe commette
unazionenegativa non approda allo stato
immaginativo, mentrequando si arricchisce
moralmenteilsuo paradisodiventa sempre
pireale, e loincoraggia al bene. Ilsogno ha
dunque uninfluenza"moralizzatrice" sulla
vita, chea sua volta favorisce ilsogno. Per la
virt benefica dellimmaginazione,incui
consistela felicit, La Spirale fonda la morale
sulsogno. indubbio che lopera chemostra
imaggiori contatti con La Spirale Madame
Bovary, scritta mentreegli concepiva anche
laltra.Emma una donna chiusanello
stretto cerchio della sua esistenza, cerchio
chesi restringe sempredi pi,
contrariamenteal girare vorticoso e "a
spirale"dei suoi sognie dellesue visioni;
impossibilitataa fermare ilprogressivo
dilagaredel sogno nellavita reale, per
usare leluminose paroledi Grard de
Nerval, di cui Emma allafine far lespese,
tuttala sua storia costruita su un ritmo che
alternacontrazione ed espansione,
sentimento di resserrement e
largissement, come ha osservato George
Poulet.Il pittore deLa Spirale, invece, traccia
lasua esistenza non lungo la forma chiusa
del cerchio bens lungo quellaaperta della
spirale;anchegli tuttavia pagher a caro
prezzo,non con lamorte ma con lafollia, la
sua permanenza nelluniverso del sogno. Ci
sipu domandare perchFlaubert abbia
portato a termine lavicenda dellanima
rveuse di Emma, ma non abbia mai scritto il
romanzoLa Spirale, la sua lettre du voyant.
Nelvivo della composizionedi Madame
Bovary, svela a Louise Colet: La folliae la
lussuriasono due cose cheho talmente
sondato, nelle quali honavigato cos bene
per mezzo dellamia volont, che non sar
mai(lo spero) n un alienaton un De
Sade. Conclusa (esorcizzata?)Madame
Bovary, che in fondo una storia, anche, di
lussuria,cos come La Spirale una storia,
anche,di follia,Flaubert smetter di morire
moltevolte, e di sentire lafollia arrivare,
come ammetteva con angoscia in quegli
anni,gli anni dellecrisi di nervi e delle
allucinazionipatologiche. Continuer a
provare stati allucinatori,e tuttavia si
tratterdi allucinazioniartistiche:queste
non gli daranno piterrore bens, al
contrario,gioia, perch qui la sua anima
non sar piripiegata su se stessa come un
istriceche si ferisce con le propriepunte,
ma apertaverso gli infiniti e scintillanti
spazimentali dellimmaginazione.Spazi
chepossiamo pensare non come cerchi
concentrici, ma piuttostospiraliformi. La
spirale, da sempre simbolo cosmico, della
vita e della fecondit, simbolo della
temporalit, della permanenza dellessere
attraverso le fluttuazioni del
cambiamento, sia nel mondo organico sia
in quello psichico, non stata per Flaubert
una vertigine discendente verso la morte o
la follia, ma un cammino verso la vita, la sua
vita, percorsa nel turbinio del Sogno e
dellArte; quello che ha negato ai suoi
personaggi, lha vissuto (e sognato) lui
stesso, lunico cammino che contiene in s
ripetizione e evoluzione, che esprime la
forza vivificatrice dello spirito umano che si
rinnova senza sosta, effettuando delle
morti e delle rinascite. In questo senso la
spirale di Flaubert, storia e forma,
immagine dellavita stessa, di una vita
consapevole delleproprie profondit, la
vitadel sognatore (Keller).

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di Chiara Pasetti
are un libro esaltante. E morale. Come conclusione provare
che la felicit nellImmaginazione.

* *

Ogni stato Fantastico deve essere la contropartita esagerata della realt e la ricompensa
diuno sforzo, di un sacrificio. Pilui sar sciagurato nei fatti, pi sar felice nel sogno. La
storia illusoriadeve costeggiarela suavita positiva, finire per confondersi con essa. Infine
dominarla. Poi epilogo. La preparazione allo stato fantastico deve essere condotta lentamente. Lui ha viaggiato in Oriente, ha la testa
piena di immagini, viste o concepite; stato
pittore. Ma rinuncia alla pittura arrivando a
Parigi. Ha labitudine dellhashish. Ma vi ha
rinunciato. Presto gli sufficiente respirare
lodore del barattolo che lo contiene per provocarsi allucinazioni. Poi, cerca di fare a meno anche di quellodore Prepara i suoi sogni
che diventano regolari. Sono interrotti da
bruschi risvegli, nel momento pi bello. Poco a poco, i sogni continuano nel mezzo della
vita attiva. E lui in uno stato di sonnambulismo permanente. Allora diventa insensibile
al dolore. Ma se lui cos propenso alla vita
ideale e se questa lo ripaga di tutto, come potr essere attivo e devoto? Poich ha una
sensibilit esagerata, una grande facolt di
comprensione, molto buono, servizievole.
Quando fa del male il sogno non arriva. Ha
notatoche una buona azionegli dona unnotevole acquietamento. come un salasso, una
purgazione. Poi il paradiso pian piano arriva. E non ha pi bisogno daltro che di questo per gioire. Cos il sogno ha uninfluenza
attiva, moralizzatrice, sulla sua vita. E la Vita uninfluenza immaginativa sul Sogno. Le
sue miserie devono essere progressive. Gli
hanno rubato tutti i suoi beni, tradito, calunniato, amore respinto. Tutti i suoi progettifalliscono. Trascinato in prigione, misconosciuto, finalmente messo in un manicomio.

* *

Nella vita reale, povero e la donna che


ama lo respinge. Allora cerca di fare fortuna
Lei ha sposato un altro. Lui la protegge da
suo marito, che un tipo strano. Aiuta perfino il suo amante. Finisce per allevare il loro
figlio. Dunque, cercher soldi, avr un grande amore una gelosia. Dei nemici. Un processo. Depredato dalla sua famiglia. Un duello. Si sacrificher per qualcuno che odia. rovinato. Per vivere, cambia mestieri e nessuno
gli riesce. Bisogna trovare per la vita reale le
situazionipi intense possibili come drammatico e sentimento. E nella vita fantastica,
dove egli avr degli sforzi pi grandi, lotte
pi accanite e dove tutto finir poco a poco
per riuscire. I personaggi assomiglieranno
grossomodo ai personaggi reali. Cos il Marito che un ufficiale stupido presuntuoso e
lazzarone.Un prefetto sar un Sultano crudele e grottesco. Quella che lui desidera una
signorinaodalisca. Una pattuglia dellaguardia nazionale = un esercito innumerevole in
marcia nelle montagne. La vista di un curato lo fa conversare con Ges Cristo. Un capufficio = un visir.
Lui deve essere molto ingenuo
Da descrivere nel fantastico
Una sultana in un giardino persiano. Ballo.
Una citt, (il paese dAl*) che riassume Babilonia e la Cina. Molto vecchia, sproporzionata per quartieri differenti. Casa su un fiume. Luoghi dove si pesca e palazzi. Un serpente con testa di donna. = (Melusina), di cui
tutta la parte anteriore passa attraverso un
piombatoio. La corte di un re. Un figlio di re
che tira di scherma con una scimmia. Una
carovana che muore di sete, dopo essersi persa nel deserto. Vita pacifica con un bramino pitagorica. Lui comprende il linguaggio
degli animali, li calma tutti, vede crescere le
piante. Questo dopo degli sforzi di studio.
Nella vita fantastica povero. Nuovo arrivato in un paese sconosciuto e bastonato.
Ama la figlia di un sultano. Anche lei lo
ama. Cerca di ottenerla con grande fatica.
ministro. Imprigionato per una resa dei conti. Se ne tira fuori. Suscita rivolte. Comanda
armate Affranca popoli.
LOrientenon sarebbesufficiente comeelemento fantastico, e in primo luogo situato
troppolontanoneltempo.Bisognerebbepoco a poco risalire. Rivoluzione. L(ouis) XV,
Crociate = feudalesimo. Da l Oriente poi
Oriente favoloso.
Cominciare da unazione qualunque,
(un processo?) che lo riporti al tempo di suo
nonno. Deve provare tutte le passioni, anche le pi cattive. Subirne lattacco e trionfare su se stesso e sugli altri.
La Spirale delle prove successive. La
conclusione che: la felicit consiste

nellessere Folle (o ci che cos viene chiamato), cio nel vedere il Vero, linsieme del
tempo, lassoluto
Egli considera come presente, il passato
e il futuro. Conversa con gli Dei, e vede i
tipi. Lo rinchiudono in un manicomio e
l, non vede un cambiamento tanto egli
elevato e declama dice il Vero sulla Societ,
parlando a ciascuno dei Folli che rappresenta uno dei diversi mestieri. Quello che si crede re pensa come un re, il musicista tanto musicista quanto un musicista. Egli
dunque nel Vero e la Morale che la felicit
nellimmaginazione. Ma c voluto molto
tempo per arrivarci sono state necessarie
delle prove e delle culture.
Cominciare con una lettera finale
delleroe, che riassuma la sua opinione su
tutto e annunci il suo Suicidio. il suo testamento. (L ci vuole un po di storia) poi si
presenta unoccasione per fare del bene e
lazione si avvia.
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Traduzione di Chiara Pasetti, condotta


sulla trascrizione inedita del professor
Yvan Leclerc del manoscritto de La
Spirale (pubblicata per la prima volta
allinterno delle uvres compltes di
Gustave Flaubert, nel tomo III, in uscita
per le edizioni Gallimard, Bibliothque
de la Pliade). Si cercato di rispettare
il pi possibile la punteggiatura di
Flaubert, restituendo solo le maiuscole
dopo i punti o allinizio di frasi

scarpe strette
di Gualtiero Gualtieri

Complotto
OzPPPetec

il ponte sospeso | Le Carceri sono lespressione pi compiuta della vena visionaria di


Piranesi, e non a caso influenzeranno gli scrittori romantici e simbolisti.

la nuova edizione critica della pliades


Anticipiamo La Spirale che sar pubblicato
nel III tomo della nuova edizione critica delle
uvres compltes di Gustave Flaubert per
Gallimard, Bibliothque de la Pliade,
corredata da cronologia, notizie, note,
varianti, bibliografia. Il II volume, anchesso
in uscita l8 novembre, comprende tutte le
opere composte prima di Madame Bovary; il
III si articola intorno alla produzione che
segu il ritorno dallOriente di Flaubert fino
alla pubblicazione di Salammb. In entrambi
i tomi, nella sezione LAtelier de Flaubert,
bozze di romanzi, note di viaggio e testi per

lavori teatrali non realizzati, quasi tutti mai


pubblicati nelle precedenti edizioni Pliade.
Gustave Flaubert, uvres compltes, II
(1845-1851) ; III (1851-1862), nuova
edizione pubblicata sotto la direzione
di Claudine Gothot-Mersch con la
collaborazione di Jeanne Bem,
Stphanie Dord-Crousl, Yvan Leclerc,
Guy Sagnes et Gisle Sginger,
Gallimard, Bibliothque de la
Pliade, pagg. 1.680, 65,00 ;
pagg. 1.360, 60,00

miei viaggi, i miei ricordidi


bambino,tutto sicolora luno
dellaltro,si dispone pezzoa
pezzo, danza con prodigiosi
sfavilliie salea spirale,scriveva Flaubert a
Louise Coletquando, per preparareil
capitolo sullerveries di EmmaBovary
adolescente,si era rituffato nellesue letture
dinfanzia.Ogni volta in cuilo scrittore vuole
raffigurare uno slancio, unaspirazione,una
vertigine metafisica, e specialmente una
condizione in cui lessere oscillatra la
discesa nelle profonditdegli abissi e la
salitaverso le vette pi alte del pensiero e
dellacomprensione, nei suoi testi,a partire
dai racconti filosofici giovanili,si incontra il
motivo dellaspirale.Il plan de La Spirale,
progetto di romanzo sfortunatamente
rimasto allo stadio di bozza, non tuttavia
mainominato con questo titolo nellasua
corrispondenza,e non presenta indicazioni
di date; per collocarloallinterno dellasua
produzioneci sideve necessariamente
attenere allelettere,tutte comprese tra il
1852 e il1859, in cui vi accenna illustrandone
lecaratteristiche. La primamenzione,
mentresta scrivendo la scena del ballodi
EmmaBovary allaVaubyessard, rivela: Mi
piombato nellatesta da una quindicina di
giorni labbozzoincerto di un grande
romanzometafisico, fantastico e gueulard.
Ildesiderio di scrivere questo libro lo
tormenta lungo:Da tempo medito un

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Il Sole 24 Ore

DOMENICA - 3 NOVEMBRE 2013

n. 302