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Istituto per la storia e l’archeologia della Magna Grecia

53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia - Taranto 2013


poleis e
politeiai
nella Magna Grecia
arcaica e classica

ISBN 978-88-98066-34-6 taranto 2013


Poleis e politeiai
nella Magna Grecia
arcaica e classica
ATTI DEL CINQUANTATREESIMO CONVEGNO
DI STUDI SULLA MAGNA GRECIA

TARANTO 26 - 29 SETTEMBRE 2013

Istituto per la Storia e l’Archeologia


della Magna Grecia - Taranto
MMXVI

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Questo volume, che raccoglie gli Atti del LIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia, svoltosi a Taranto dal 26 al 29
settembre 2013, è pubblicato dall’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, con il contributo della
Fondazione Taranto e la Magna Grecia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - DGBID. La
redazione è stata curata da A. Alessio, M. Lombardo, A. Siciliano e dalla MUSEION Soc. Coop.
Tutte le immagini presenti in questo volume sono consultabili, a colori, seguendo il link alla pagina: <www.isamg.it/
pubblicazioniatticonvegno.html>.

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Alcune riflessioni sullo spazio pubblico
nelle poleis della Magna Grecia

Fausto Longo

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Alcune riflessioni sullo spazio pubblico


nelle poleis della Magna Grecia

P
otrebbe sembrare velleitario affrontare un ra parlare dopo la dibattuta letteratura sull’argo-
tema così complesso per le singole pecu- mento di questi anni), che per alcune città pos-
liarità e per l’ambito cronologico nei li- sono essere le medesime, non è possibile porre
miti di tempo che ci si deve imporre necessaria- sullo stesso piano città come Sibari, Crotone,
mente per un intervento a un convegno. Taranto, risalenti ancora all’VIII secolo a.C. –
Prima mi sia consentito di porre la discussio- per fare solo alcuni esempi – con città fondate
ne su un livello generale, solo apparentemente più di recente, del VII, come Metaponto o Posei-
fuori dal tema specifico; si tratta più che altro di donia, o ancora con le fondazioni del V secolo
una premessa che, credo, utile alla comprensione come Turi o Eraclea di Lucania, e questo anche
dell’argomento e alla complessità delle fasi più se ragionassimo per sincronismi perché a esse-
antiche nonché all’impostazione che io pongo al re differenti sono le premesse, e quindi anche i
problema. Successivamente passerò a esaminare processi di trasformazione successivi. In sostan-
alcuni casi specifici, ma mi manterrò comunque za cronologia e aspetti strettamente locali sono
entro problematiche ben precise come il momen- livelli dai quali non si può prescindere quando si
to iniziale delle apoikiai e alcuni esempi sugli discute di modelli urbanistici anche perché tal-
sviluppi successivi. volta l’inconscia tendenza alle analogie porta a
Mi sembra quasi ovvio sottolineare come lo farci dimenticare la necessità di tenere fermi al-
studio delle agorai della Magna Grecia si deb- cuni punti. Modi e forme in cui gli apoikoi divi-
ba inquadrare necessariamente all’interno delle dono lo spazio urbano abitativo, sacro e politico,
problematiche connesse alle poleis d’Occidente sono determinati senza alcun dubbio da fattori
in genere o, comunque, di quelle di nuova fon- culturali legati alle aree di provenienza degli oi-
dazione, tema affrontato ieri nelle relazioni di kisthentes, ma anche da ragioni di carattere geo-
E. Greco e di D. Mertens quando si è discusso morfologico e orografico che occorrerebbe sem-
delle nuove ktiseis e dei rapporti o delle analogie pre non perdere di vista quando si studia un inse-
con le relative metropoli1. Tali rapporti e analo- diamento. Queste considerazioni indurrebbero a
gie sono sfumati, se non addirittura negati, da E. esaminare ogni apoikia singolarmente ed evitare
Greco in ragione dello statuto stesso delle nuove generalizzazioni che in qualche caso, se spinte
città occidentali che nascerebbero già sinecizza- all’eccesso, possono trasformarsi in banalizza-
te, e dunque, con caratteristiche che non possono zioni fini a sé stesse che impediscono di com-
essere rintracciate nelle poleis d’origine, quan- prendere in concreto la realtà delle poleis greche
to meno sul piano strettamente insediativo. Per d’Occidente e delle relative agorai, vale a dire
comprendere, quindi, le modalità di definizione di quelli che sono ritenuti i principali indicatori
e organizzazione dell’impianto di una città nuo- della strutturazione dello spazio urbano perché
va, senza preesistenze o, comunque, con preesi- conseguenza di un’organizzazione sociale e po-
stenze che non ne condizionano la realizzazione, litica, tuttavia, spesso a noi ignota.
appare fin troppo chiaro che vada ulteriormente Dopo generazioni di studi e ricerche sulla
distinto il livello cronologico; al di là delle ‘ma- città occorrerà chiedersi, prima di tutto, cosa sia
trici culturali’ (ammesso che se ne possa anco- una agora in questo periodo cronologico, che
cosa sia sotto l’aspetto concettuale, ma cosa sia
anche sotto l’aspetto materiale o monumentale
1
  Si rinvia ai contributi di D. Mertens e E. Greco in questo e quindi – conseguentemente – quali possano
volume.

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Fausto Longo

essere gli indizi archeologici che dobbiamo at- tuzione politica, quella delle assemblee che non
tenderci da una agora dell’VIII-VII sec. a.C., avevano un luogo circoscritto, alla sua materia-
sforzandoci di liberare la nostra mente da mo- lizzazione come spazio organizzato e univoco
delli rigidi o da presunte tipologie urbane, in all’interno della città, in sostanza al suo diveni-
particolare da quell’idea dell’agora omerica di re meson politico per eccellenza. Si tratta di un
martiniana memoria utile a darci un’indicazio- processo lungo che non possiamo ritenere si sia
ne dell’articolazione delle sedi deputate alle as- ovunque realizzato nello stesso momento o con
semblee (e a poco altro), ma non a definire un le medesime modalità. Nella stessa Odissea il
modello cui ricondurre tutte le esperienze urba- termine agora ha valenze non univoche, ciono-
ne alto arcaiche. Ho già provato a occuparmi di nostante a quel livello cronologico il riferimento
questi aspetti per cercare di verificare come sia sembra essere per molti studiosi l’agora dei Fe-
stata spesso forzata la lettura dei dati archeologi- aci in quanto spazio circolare (kyklos) associato
ci alla luce di quanto si leggeva, o si pretendeva ad un altare/santuario, in prossimità di un porto;
di leggere, nei poemi omerici che, va ricordato, eppure per taluni, a volte, è sufficiente avere uno
non possono essere letti come la perieghesis di solo di questi elementi per ricorrere immediata-
un Pausania ante litteram2. I modelli intellettua- mente ad Omero. Talora possiamo effettivamen-
li che erano stati creati nelle prime ricerche su- te discutere sulla funzione pubblica di alcuni
gli abitati, in particolare a Creta (gradinate con edifici, interrogarci sulla loro possibile identi-
piazze e con aree sacre = agora omerica) si sono ficazione come pritanei, theatra per assemblee,
rivelati effimeri quando si è proceduto a più at- sale da banchetto spesso associate ad aree sacre,
tente verifiche3. I casi di Lato, ma anche quelli di ma questi edifici tuttavia non delimitano o non
Amnisos, e direi ora Dreros alla luce delle ricer- sono mai compresi entro uno spazio in sé con-
che più recenti4, hanno perso tutto il loro valore cluso, separato dal resto della città; un caso em-
dal momento che si tratta di complessi monu- blematico, oggetto di studio da parte dei colleghi
mentali di epoca ellenistica. statunitensi, è quello di Azorià a Creta, insedia-
Nella distinzione tra le diverse agorai che mento che vive dalla metà del VII all’inizio del
compaiono nei poemi omerici, cosi come Martin V secolo a.C.6 In questa città l’ubicazione di un
aveva già sottolineato con un approccio che per Communal Dining Building e di un Monumental
molti aspetti riteniamo ancora valido5, si riesce a Civic Building sono indicativi per comprendere,
cogliere, seppur larvatamente, un lento processo entro un’area urbana densamente costruita (Fig.
che porta dalla nascita e dallo sviluppo di un’isti- 1), la collocazione di alcuni monumenti pubblici
che, come è d’altra parte logico aspettarsi, sono
tutt’altro che accorpati entro uno spazio definito.
D’altra parte l’agora, nel suo significato origi-
2
  Longo 2010, nello specifico p. 210.
nario, si identifica unicamente con la sede in cui
3
  Sul problema mi sono espresso già in altra sede: Longo
2010, in particolare p. 205 e sgg. con relativa bibliografia. si tengono le assemblee (agorai) le quali, in as-
4
  Per le recenti ricerche su Dreros, i cui risultati sono in senza di strutture stabili, potevano aver luogo,
corso di pubblicazione, si rinvia da ultimo alla sintesi di D. così come si evince dalla lettura dell’Iliade, in
Lefèvre-Novaro in Lefèvre-Novaro, Pautasso, Rizza, qualsiasi altro spazio libero o, comunque, rite-
Lamaze 2013, pp. 4-6 con bibliografia. Indipendentemente
dall’esistenza di una fase arcaica dell’agora a Dreros mi
nuto idoneo.
sembra significativa la cronologia dell’apprestamento delle Edifici a carattere pubblico, invece, potevano
gradinate risalenti a epoca ellenistica, per cui cfr. ibidem, essere collocati altrove, in sedi che rispondeva-
p. 6. Di recente si è ritenuto, a mio parere erroneamente,
che le gradinate relative al Palazzo di Festòs fossero state
utilizzate come sedute per le riunioni in epoca geometrica:
cfr. Longo 2015, p. 166. 6
  Una sintesi delle ricerche statunitensi, con la relativa
5
  Martin 1951, p. 42 e sgg. bibliografia specifica, è in Small 2010.

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Fig. 1. Pianta della città di Azoria con in evidenza il Monumental Civic Building e il Communal
Dining Building (da Small 2010).

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Fausto Longo

no ad altre esigenze, probabilmente da mettere in come Mazarakis Ainian ha sottolineato tempo


rapporto alla compagine sociale delle comunità fa, in alcuni casi ha ereditato le funzioni sacre
politiche che non sempre siamo in grado di rico- che prima erano assorbite dal basileus e dalla
struire. Va ulteriormente aggiunto che le assem- sua sede, un processo che alcuni studiosi hanno
blee non sono mai vincolate a un unico luogo, voluto riconoscere archeologicamente a Zagora
anche in epoche più recenti: ad Atene, a partire ad Andros, ad Emporiò a Chio e, forse, anche a
dalla tarda età arcaica, le assemblee si svolgeva- Prinias a Creta9.
no sulla Pnice e non più all’interno dell’Agora Ma cosa resta di tutto ciò? L’archeologia è
del Ceramico, termine che con il tempo aveva in grado di cogliere concretamente la funzione
assunto un’accezione differente. di questi spazi senza farsi condizionare o gui-
Successivamente è abbandonato anche l’u- dare da, rassicuranti, teleologismi? L’orizzonte
so di complessi specifici (gli ekklesiasteria); ad cronologico dal quale partiamo, quello di età
Atene le ekklesiai già dal IV sec. a.C. sono te- geometrica e orientalizzante, ha lasciato scar-
nute nel Teatro di Dioniso e a Metaponto, caso sissime tracce materiali; siamo consapevoli che
significativo, il teatro – che evidentemente funge conosciamo davvero molto poco delle strutture
anche da ekklesiasterion –, è costruito nella stes- urbane e delle agorai di questo periodo, tanto
sa area del precedente edificio circolare del VI e nella madrepatria quanto nelle apoikiai.
V sec. a.C. Non volendo generalizzare, ma piuttosto li-
In sintesi, tra VIII e VII sec. a.C. lo spazio mitare la nostra attenzione ad ambiti territoriali
collettivo che i testi definiscono come agora, che abbiano relazione con le fondazioni colonia-
con un nome che è chiaramente derivato dalla li, occorrerebbe essere informati meglio sull’or-
principale funzione assembleare che in esso si ganizzazione urbana delle metropoli, ferma re-
svolgeva originariamente, è la sede – non certo stando la differenza tra città di nuova fondazione
esclusiva – delle assemblee politiche riservate e città che sono il risultato di una lunga storia
a un gruppo ristretto di aventi diritto che, con insediativa. I pochi scarni dati restituiscono in
il tempo, diviene sede stabile di attività politi- qualche caso il quadro di città organizzate per
che, giudiziarie e anche commerciali (e questo nuclei non omogenei separati da ampi spazi vuo-
certamente sin da età arcaica) in virtù del fatto ti, una forma ‘urbana’ che si riscontra tanto nelle
di rappresentare, a un certo punto, il luogo prin- città della Grecia propria (ad es. Argo, Corinto,
cipale del simbolismo politico, della memoria e Atene in particolare, dove l’insediamento affon-
soprattutto della comunicazione7. Ovviamente da le radici molto indietro nel tempo, seppure in
non può essere esclusa da queste agorai arcaiche forme e modi differenti)10, quanto nelle più an-
l’attività sacrale riferibile a singole e specifiche tiche apoikiai a cominciare da Pithekoussai, ma
divinità (Zeus Agoraios in primis, ma non certo probabilmente in una fase iniziale anche nelle al-
l’unico, certamente tra i più diffusi sin dal VII tre città di nuova fondazione. Grazie alle recenti
secolo a.C.)8 che scandiscono il tempo delle de- ricerche l’insediamento ischitano sembra artico-
cisioni, del giudizio, delle attività di vendita e di larsi in una serie di piccoli abitati che potrebbero
scambio, delle attività politiche in genere. Ma lo far riferimento a quello di Monte Vico, ammesso
spazio ideale per le riunioni è anche quello in- che si accolga l’esistenza, tutta da verificare, di
nanzi al tempio, come leggiamo nell’Iliade, che,

9
  Mazarakis Ainian 1997, 2001 e 2006. Sulle agorai dei
siti citati rinvio a quanto discusso in Longo 2010, p. 213
  Su questo aspetto da ultimo Ampolo 2012b.
7
e sgg.
  Sull’attestazione di Zeus Agoraios a Dreros già nel VII
8 10
  Si veda ad esempio quanto emerge dalla schedatura di
sec. a.C. cfr. D’Acunto 2002-2003, p. 50 e sgg. con un questi insediamenti in Lang 1996. Per Atene rinvio ora ai
commento e bibliografia specifica. volumi sulla Topografia di Atene: SAATA 1.1, 1.2, 1.3, 1.4.

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una sorta di gerarchia dei villaggi con un central Pelagatti14, ha messo a confronto lo spazio pub-
place11. blico megarese con l’area sacra di epoca tardo
Un riferimento dal quale non possiamo pre- geometrica messa in luce a Siracusa sull’Ortigia.
scindere è rappresentato da Megara Hyblaea. Per Voza quella di Siracusa sarebbe una protoa-
Il problema sollevato da de Polignac12 per gora poi trasformata in santuario15 (fig. 2). Ma
l’area sacra presso il villaggio neolitico, che con lo stesso ragionamento si potrebbe sostan-
nella sua fase iniziale trova corrispondenze con zialmente dire il contrario. Il caso megarese e
l’area poi identificata come agora – come tale quello siracusano devono piuttosto farci inter-
è identificato questo settore subito dopo i primi rogare sulla difficoltà interpretativa di cogliere
scavi del 195013 –, è da questo punto di vista em- per questo livello cronologico, elementi pecu-
blematico. Nella maggior parte dei casi è solo la liari e incontrovertibili di uno spazio esclusi-
continuità di funzione di un’area, anche in fasi vamente religioso o politico-religioso e della
più recenti, vale a dire in un periodo in cui la possibilità, a dispetto di alcune rappresentazio-
monumentalizzazione si manifesta attraverso la ni omeriche, dell’esistenza di uno spazio com-
costruzione di edifici pubblici, come stoai o ar- piuto che possiamo definire come agora. Me-
cheia, che ha consentito di risalire indietro nel gara, Siracusa – alle quali possiamo aggiungere
tempo e di ipotizzare uno spazio come possibile la stessa Atene, ma anche Eretria la cui orga-
agora sin dal primo arrivo degli apoikoi (e non nizzazione urbana arcaica è stata recentemente
sempre con sicurezza, mancando, a dire il vero, ripensata16 – dovrebbero piuttosto indurci a ri-
dati certi anche per la fase più recente). Ma dob- flettere sulla difficoltà di comprendere le dina-
biamo ritenere l’agora di Megara Hyblaea tale miche territoriali di età alto arcaica che portano
sin dall’VIII secolo a.C.? È lecito? Io credo che all’articolazione degli spazi pubblici in ambi-
non sia possibile nonostante l’organizzazione to urbano in un momento in cui la città, anche
dei lotti, come ha ricordato già Mertens nel suo nelle apoikiai di più recente fondazione, non è
intervento, per Megara come per Naxos, risalga uno spazio integralmente costruito e definito17
già al momento iniziale dell’insediamento; d’al- al punto che alcuni studiosi hanno immaginato
tronde un conto è la spartizione dei lotti, un altro per queste città, e nello specifico per Megara
il ruolo, il significato e le funzioni specifiche che Hyblaea, un paesaggio urbano con caratteri ru-
siamo in grado di assegnare agli spazi e, all’in- rali18 – o semplicemente come una borgata agri-
terno di essi, ai singoli monumenti. cola – con l’evidente ambiguità sull’accezione
Giuseppe Voza, seguendo un’ipotesi di Paola

14
  Pelagatti 1982, pp. 136-137.
11
  Rinvio alla bella sintesi di Jannelli 1999. Per un
15
  Voza 1999 e 2000. Il termine di protoagora, mi sembra
inquadramento generale cfr. i contributi (con posizioni di poter dedurre, è qui utilizzato per indicare una agora
talora divergenti) di Greco 1994b, d’Agostino 2008, ‘non compiuta’ e che, evidentemente, non giungerà mai a
Mele 2003. Una strutturazione simile dell’abitato in epoca compimento.
geometrica è documentabile anche per altri centri della 16
  Su Eretria si veda ora Bérard 2007, p. 296 secondo il
Grecia continentale (Sparta) ed egea. Nel caso di Festòs quale per la definizione dell’agora al centro dell’asty occorre
e Gortina l’area dell’asty sembra definita solo in una fase attendere il V sec. a.C.; lo studioso sembra ammettere
tardo classica ed ellenistica; in epoca precedente nei due l’esistenza, per le epoche precedenti, di una pluralità di
insediamenti (central places di un’organizzazione kata spazi pubblici. Sulle origini della città e sull’articolazione
komas?) sembra invece limitata alla parte alta delle colline: dei suoi spazi funzionali si veda di recente Eretria XXII.
cfr. Longo 2015, pp. 164-165. Sull’urbanistica delle 17
  Cfr. Longo 2001, pp. 341-342; Longo 2007, pp. 117-123.
metropoleis in genere si rinvia al contributo di E. Greco in
questi atti.
18
  Così Osborne 1998, pp. 260-261 e, per le estreme
conseguenze di questo approccio, van Dommelen 2005,
12
  De Polignac 1999. pp. 151-155. Una discussione su queste problematiche è in
13
  Vallet 1953, pp. 33-38; cfr. de Polignac 1999, p. 212. Étienne 2010, pp. 10-11 con riferimenti bibliografici.

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Fausto Longo

Fig. 2. Pianta di Siracusa (da Mertens 2006).

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che noi diamo alla città, a livello materiale e im- base di altri dati, pensano si tratti piuttosto dell’i-
materiale, in questa fase cronologica19. In fondo numazione di bambini in anfore e, quindi, di un
è proprio la difficoltà di cogliere l’assetto delle piccolo gruppo di tombe arcaiche che fanno ve-
prime esperienze apecistiche che ha consentito nire alla mente le sepolture ritrovate nell’agora
alla corrente revisionista o negazionista, che in di Selinunte24. Il quadro topografico è composito
molti contestiamo, di imboccare una percorso di ed è necessario tornare approfonditamente sui
ricerca decisamente rischioso, spesso errato, an- dati analitici, ma resta tuttavia da chiedersi come
che se non sempre privo di prospettive20. possa essere identificato l’edificio pubblico de-
Tornando alle conclusioni di Voza e alla tra- limitato da un muro e con un ingresso monu-
sformazione della cd. protoagora in santuario21, mentale e, soprattutto, occorrerebbe capire come
mi chiedo piuttosto se non si debba valutare la questo edificio si pone in relazione alla depres-
consustanzialità dei due aspetti che sono all’ori- sione dell’Arenella a est che, per usare le parole
gine di queste aree e il loro definirsi nel corso del di Tréziny in una recente pubblicazione, “con-
tempo come conseguenza di dinamiche sociali, viendrait bien à une zone publique, par exemple
economiche e politiche evidentemente non sem- une théâtre ou à un lieu d’assemblée”25.
pre chiare ai nostri occhi. A Megara Hyblaea, più Siamo dunque in presenza di una diversa
che un problema di localizzazione della piazza agora, o forse solo di un luogo di riunioni, se
di età geometrica, si dovrebbe porre il problema non un teatro, differente dalla piazza e quindi,
del rapporto di questo spazio e delle sue caratte- mutatis mutandis, di una sorta di Pnice nel senso
ristiche con altre aree che, a quel livello cronolo- di uno spazio distante, seppur collegato, all’ago-
gico, presentano caratteristiche simili così come ra? A queste domande non è possibile dare una
già de Polignac aveva suggerito22. Occorrerebbe risposta almeno allo stato attuale delle conoscen-
capire più approfonditamente il significato dei ze archeologiche e non è mia intenzione rifiutare
rinvenimenti effettuati in più campagne nella de- sulla base di questi argomenti l’identificazione
pressione centrale dell’Arenella23 (fig. 3). Qui fu tradizionale dell’agora di Megara Hyblaea.
rivenuto un grande muro lungo 60 metri e una Tuttavia è evidente che c’è in ogni caso da
porta monumentale che si apre su una strada, porsi un problema su come e quando queste aree
mentre un’altra serie di muri di taglio incrocia- si strutturano, si articolano, si definiscono, quan-
no la struttura. Cosa recinge questo muro? Gli do in sostanza assumono il ruolo stabile che noi
editori di Megara 5 fanno menzione di un gran- conosciamo solo per una fase più recente.
de edificio pubblico di età arcaica che insiste su Per Megara bisogna forse attendere il VII
un’area frequentata sin dall’VIII sec. a.C. Poco sec. a.C. inoltrato (l’edificio ‘d’ – cd. heroon,
più a nord – e sempre nella depressione dell’Are- forse una casa e poi un santuario26 –, le stoai –
nella – Vallet segnalava una tomba a incinerazio- quella a nord preceduta da oikoi – , templi ‘h’ e
ne del VII sec. a.C. di cui avanzerebbero solo tre ‘g’), se non il VI secolo (fig. 4). A Megara nell’i-
piccoli vasi argivi; M. Gras e H. Tréziny, sulla solato a ovest dell’agora solo nel VI secolo le
strutture private, come sostengono gli scavatori,
scompaiono a vantaggio degli edifici pubblici,
l’hestiatorion e il pritaneo, mentre a partire dal
  De Polignac 2005 e Greco, Lombardo 2012.
19
V sec. a.C., sul versante meridionale, si installa-
  Per una sintesi su questi aspetti si rinvia ai contributi
20

del L Convegno di Taranto (2010): in particolare Greco,


Lombardo 2012. Cfr. anche Greco 2011.
21
  Voza 2000. 24
  Cfr. Rallo 1976-1977 e 2009.
22
  De Polignac 1999, p. 219. 25
  Tréziny 2012, p. 119.
23
  Un sintesi e una discussione di questi rinvenimenti in 26
  Gras, Tréziny 2012, p. 1141; Tréziny 2012, pp. 120-
Megara 5, pp. 288-292 con i riferimenti bibliografici. 121.

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Fausto Longo

sotto del tempio stesso. Un radicale mutamento


sembra realizzarsi nel VI sec. a.C. con una ri-
strutturazione dell’insediamento e una riorganiz-
zazione dell’area presso il foro30. Solo in questa
fase più recente si assegna, all’interno del pro-
nao del Capitolium, un notevole edificio in bloc-
chi di tufo e pareti con intonaco dipinto in rosso
e una pavimentazione in calce giallo-bianco di
cui avanza un ambiente che si affacciava su un
portico (fig. 5). Il rinvenimento di materiale da
mensa e qualche resto di pasto ha indotto gli sca-
vatori a interpretare la struttura come parte di un
complesso più grande identificato come un he-
stiatorion che, per analogia, è stato confrontato
con l’edificio arcaico sul margine ovest dell’a-
gora di Megara Hyblaea31. Un’attenzione va ri-
Fig. 3. Gli edifici nell’area dell’Arenella a Megara Hyblaea volta all’orientamento che, come si legge dalle
(da Megara 5). relazioni di scavo, è il medesimo di altre strut-
ture e strade ricondotte al disegno urbanistico di
no case private di grandi dimensioni (l’edificio età arcaica32. L’orientamento, differente da quel-
‘i’) che Tréziny attribuisce a una delle famiglie lo precedente, è inoltre coerente con il muro in
aristocratiche megaresi, forse i pacheis delle blocchi di tufo, mascherato da strutture di epoca
fonti27. tardo-repubblicana, che tempo addietro Greco
In Magna Grecia novità di un certo rilievo aveva confrontato con il teatro-ekklesiasterion
provengono da Cuma28. Qui una serie di dati di Metaponto33; la struttura cumana meriterebbe
di grandissimo interesse, certamente ancora da senza dubbio un esame più approfondito. A ciò
comprendere sino in fondo, lascia ipotizzare l’e- si aggiunga l’individuazione di un altro impo-
sistenza di uno spazio pubblico nella stessa area nente edificio in ortostati con pareti intonacate,
dove poi sarà realizzato il foro. scoperto immediatamente a ovest del Tempio
I recentissimi scavi hanno portato alla luce con Portico e risalente alla fine del VI sec. a.C.,
due livelli di frequentazione e strutture risalenti oltre a tracce di materiali riferibili alla presen-
tra la fine dell’VIII e la metà del VII sec. a.C. e za di un’area sacra34. Questa serie di nuovi dati
tra la fine del VII e la metà del VI sec. a.C. Una sembra pertanto attestare, a partire dal VI sec.
serie di strutture che si sovrappongono a ovest a.C., l’esistenza di uno spazio vuoto con struttu-
del Tempio con Portico sono state ritenute rife-
ribili a strutture abitative e/o artigianali29. Stessa
funzione è stata assegnata a lacerti di strutture
e resti pavimentali di un periodo compreso tra
30
  Greco G. 2008, pp. 416-421.
il VII e il VI sec. a.C. portati alla luce ancora
31
  Gasparri 2007, p. 17; Petacco, Rescigno 2007, p.
86 e sgg. La suggestione è chiaramente dettata dalle
più a ovest, non lontano dal Capitolium, e al di caratteristiche tecniche dell’edificio (muro in blocchi)
e dall’apparato decorativo, anche se non si escludono
altre possibili letture. Ringrazio Carlo Rescigno per aver
condiviso la discussione su questo monumento.
27
  Tréziny 2012, p. 121. 32
  Petacco, Rescigno 2007, pp. 86-87.
28
  Una sintesi delle attività
più recenti sono edite nel 33
  Johannowsky 1959, p. 972. Per il confronto con l’edificio
XLVIII Convegno di Taranto dedicato a Cuma. assembleare di Metaponto si veda Greco E. 1990, p. 253.
29
  Greco G. 2008, pp. 389-416. 34
  Greco G. 2007, p. 38; Greco G. 2008, pp. 418-419.

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Fig. 4. L’agora di Megara Hyblaea (da Megara 5).

re pubbliche di un certo impegno, probabilmente nuovi indizi, occorre attendere il prosieguo delle
l’agora della città greca su cui in epoca romana ricerche ancora in corso da parte delle équipes
si impianterà il foro. delle università di Napoli coinvolte nel proget-
Se questa realtà che sta emergendo a Cuma to35.
si rivelasse vera dovremo constatare che la de-
finizione di uno spazio pubblico, che sarà tale
per tutto il restante periodo di vita della città, è 35
  Per le ricerche sulle mura e la città cfr. d’Agostino,
documentata solo in una fase di vita più recente D’Acunto 2009; D’Acunto 2007 e 2014; D’Acunto,
dell’apoikia. Sull’organizzazione urbana delle Giglio, Iavarone c.d.s. Le ricerche sulla parte settentrionale
della città (tra le terme del Foro a sud e le mura a nord) sono
fasi precedenti, per le quali cominciano a esserci ancora in corso. Per le ricerche nell’area del foro si rivia ai

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Fausto Longo

Fig. 5. Cuma: area tra il Tempio con Portico e il Capitolium con l’edificio arcaico sotto il
pronao del tempio e le direttrici di orientamento (elab. da Petacco, Rescigno 2007).

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Per rimanere in un ambito cronologico an- ticolare, di Agrigento, Metaponto, Poseidonia37.


cora alto vale la pena ricordare anche il caso Ancora più problematici sono i casi di altre
di Taranto, sebbene la situazione sia qui più città alto arcaiche come Sibari e Crotone.
complessa (fig. 6). I primi coloni non occupa- Per Sibari è inevitabile pensare a una prima
no solo la penisola-acropoli, ma anche parte a occupazione, limitata solo ad alcune aree, entro
ovest dell’istmo (oggi canale con il ponte), dove un’asty che le fonti indicano come decisamente
un’intensa urbanizzazione si avrà solo in età ampia. I dati archeologici, inevitabilmente sal-
classica. Il rapporto tra la penisola, attraversata tuari, per le fasi più antiche risalgono al massimo
da un’arteria viaria longitudinale, e il territorio al VII-VI sec. a.C. e non consentono di cogliere
che si estende oltre l’istmo, da un lato, e il tipo fino in fondo la realtà insediativa nei primi de-
di occupazione, dall’altro, inizialmente non sem- cenni dopo la fondazione. Della città greca co-
brano molto dissimili – se non altro da un punto nosciamo indizi di presenze arcaiche in località
di vista geomorfologico – dall’Ortigia a Siracusa Casa Bianca a est, il quartiere arcaico di Stombi
(fig. 2). L’esistenza di un vasto spazio pubblico a nord, l’area sacra a sud presso il Parco del Ca-
nell’attuale Piazza Garibaldi, quindi immedia- vallo – forse il santuario poliade dal momento
tamente all’esterno della penisola, in un’area che dal teatro romano proviene il famoso fregio
priva di costruzioni è certo verosimile, ma allo con le danzatrici riferibile ad un grande tempio
stesso tempo la somiglianza con l’Ortigia forse – e la grande strada che corre su una duna che
può anche farci pensare all’esistenza di spazi per verosimilmente metteva in comunicazione il
agorai sulla stessa penisola e in rapporto ai san- quartiere di Stombi con l’area sacra e il fiume38.
tuari. Questa ipotesi può non essere considerata La serie dei rinvenimenti arcaici e il rappor-
alternativa alle conclusioni di Lippolis36 che ri- to con altre colonie achee, benché più recenti
tiene di individuare lo spazio pubblico poco più come Metaponto e Poseidonia, sembrerebbero
a sud, verso il Mar Grande, in una zona irrego- disegnare una medesima sequenza topografica
lare compresa tra Piazza San Giovanni XXIII e (fig. 7): abitato, santuario e possibile agora39. A
l’anfiteatro dove sono stati riconosciuti diversi Metaponto il santuario e l’agora sono contigui e
edifici pubblici di epoche differenti: un santuario collocati presso l’ansa del Bradano e ai margini
dei Dioscuri della seconda metà del IV sec. a.C., dell’abitato, mentre a Poseidonia, addirittura,
forse anche uno di Herakles, e altre strutture tra l’agora è al centro dell’asty e tra i due principali
le quali un edificio rettangolare con cavea semi- santuari urbani. Da ciò deriva la suggestione di
circolare di datazione incerta (fig. 7). Anche se ubicare l’agora di Sibari, almeno a partire da un
non abbiamo dati archeologici per definire con certo livello cronologico, e poi per Turi, a sud
precisione i limiti e anche la cronologia di questo del Parco del Cavallo, una suggestione avvalo-
spazio (non si riesce ad andare più in alto del V rata dalle più recenti ricerche di Greco; in questa
sec. a.C.) ci troveremmo comunque di fronte a piazza confluirebbe, tra l’altro, una delle princi-
una agora di vaste dimensioni, probabilmente a pali plateiai, forse la Olympias.
quella agora eumeghetes, citata da Strabone (VI Anche alcune anomalie, riscontrabili nel
1, 3), che Greco ha riconosciuto come un aspetto diverso orientamento di alcune strutture tarde
peculiare delle città greche occidentali e, in par- nell’area a sud del teatro, sembrano tra l’altro
confortare questa lettura40. Se l’identificazione

due volumi di Studi Cumani sinora editi: Gasparri, Greco 37


  Greco E. 1998.
G. 2007 e 2009. Il caso cumano potrebbe risultare, con il
prosieguo delle ricerche, di particolare importanza per le
38
  Longo 2012, p. 332 con bibliografia.
tematiche qui trattate. 39
  Greco E. 2002.
  Lippolis 2001, pp. 146-148.
36 40
  Greco 2012.

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Fausto Longo

Fig. 6. Taranto (da Lippolis 2001).

dell’agora di Thuri e di Sibari (fig. 8) si rivelasse fare per Crotone (fig. 9): Spadea tempo fa propo-
vera, ci troveremmo di fronte a una sovrapposi- se di riconoscere lo spazio pubblico nell’area a
zione di funzione, pur in presenza di un’evidente nord di via Giovanni Paolo II/via Cutro, presso
discontinuità stratigrafica. Le ragioni di questa l’insenatura del fiume Esaro e in un settore cen-
sovrapposizione di funzioni, pur senza continu- trale della città, in cui si incontrano le direttrici
ità di vita, piuttosto che alla memoria, come ad provenienti dalla città e dalla chora43. In questo
es. fa Tréziny per l’agora ellenistica di Megara41, caso i dati archeologici sembrano definire uno
vanno collegate alle caratteristiche sia geomor- spazio non costruito di 16.000 m2 che confina
fologiche del sito (la strada di età arcaica e il so- con un’area in cui sono stati rinvenuti impianti
prastante asse di 100 piedi di Thuri si impiantano artigianali, con pozzi e fornaci di età arcaica, e
su una duna di sabbia e, quindi, su un asse viario un santuario, con un tempio di grandi dimensioni
naturale evidentemente mai annullato così come del V sec. a.C., che non sembra andare oltre l’e-
attestato in altri contesti42), sia funzionali (la vi- tà classica. Se si tiene conto delle direttrici che
cinanza del fiume utilizzato come area portuale confluiscono in questo punto, le più antiche delle
da entrambe le città). Si tratta di una ubicazione quali assegnabili tra la fine del VII e l’inizio del
limitata alla fase arcaica più recente o di una si- VI sec. a.C., è possibile indirettamente risalire
stemazione da far risalire a epoca più antica? fino a qualche generazione dopo la fondazione.
Ancora più esigue le riflessioni che possiamo Se questa identificazione dovesse rivelarsi vera
(gli elementi sono ancora troppo esigui) anche

  Tréziny 2012.
41

  Si veda il caso del Pireo per cui da ultimo Longo 2014b,


42

pp. 227-228. 43
  Spadea 1993, p. 28.

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Fig. 7. Sibari-Thuri (elab. F. Longo).

nel caso crotoniate saremo in presenza di un va- del Tempio B44, e sotto il teatro-ekklesiasterion,
sto spazio pubblico, contiguo a un santuario ur- forse un primitivo luogo di riunione trattandosi
bano e in prossimità dell’ansa del fiume; anche verosimilmente di una sorta di tribuna45. Sosti-
in questo caso, tuttavia, ci sfuggono le dinami- tuita da un edificio circolare del VI secolo a.C.,
che sull’articolazione degli spazi nelle fasi più poi ristrutturato all’inizio del V, la tribuna poteva
antiche della città (su queste e altre città achee anche essere funzionale alle manifestazioni che
tornerò in altra sede: Longo c.d.s.). si svolgevano nel vicino santuario, verso il quale
Solo nei decenni finali del VII sec. a.C. si sembra essere rivolta. Ciò che colpisce in questo
datano le altre due apoikiai meglio conosciute: caso è la persistenza di tribune (lignee, in terra
Metaponto e Poseidonia. È evidente che siamo battuta e in pietra) che caratterizza questo spazio
in un momento avanzato di strutturazione urba- lungo tutto l’arco di vita della città fino all’epi-
na che non può avere confronti, se non in ter- logo di età ellenistica con la sua trasformazione
mini molto generici, con le altre città achee o le in teatro. Sappiamo come il nome ekklesiaste-
apoikiai più antiche. A Metaponto, la definizio- rion, assegnato a questa struttura, sia del tutto
ne degli spazi – e in particolare il grande settore convenzionale, dal momento che la capienza
pubblico a nord dell’area poi urbanizzata – fu
probabilmente effettuata già al momento della
fondazione (fig. 10). A questa fase risalgono le 44
  Le informazioni relative ai resti di bruciato nell’area del
santuario, visibili sulla pianta edita in Mertens 2006, fig. a
strutture lignee nell’area del futuro santuario ur-
p. 157, le devo alla cortesia di Dieter Mertens che, sempre
bano, di cui tracce sono state rinvenute negli sca- prodigo di consigli e suggerimenti, colgo l’occasione per
vi degli anni ’70 in diversi punti e, in particolare, ringraziare in questa sede.
nell’area dell’Altare A e sotto l’angolo sud-est 45
  Mertens, De Siena 1982; Mertens 1982.

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Fausto Longo

Diversamente non si capirebbe come mai


i due horoi cessino ben presto di funzionare al
punto da essere annullati (ciò si potrebbe inve-
ce spiegare con la messa in funzione della Pnice
la cui cronologia alta resta tra l’altro incerta50) e
perché non ne siano stati rinvenuti altri, nono-
stante gli scavi condotti sino alla roccia in tutto
il resto della piazza, tantomeno lungo gli altri
assi viari, se è vero che questi horoi servivano a
escludere le strade dallo spazio civico precluso
ad alcune categorie di cittadini51.
Ma torniamo a Metaponto che, con la sua su-
perficie di 8 ettari e il suo stretto rapporto con il
santuario poliadico, trova un riscontro nella ‘ge-
mella’ Poseidonia. Un riscontro parziale, ovvia-
mente, dal momento che alla luce delle ricerche
condotte durante la ricca stagione delle attività
sul campo dell’équipe italo-francese, diretta
Fig. 8. Schema urbano ipotetico di Turi con l’ubicazione di
una possibile area portuale e con l’agora (elab. F. Longo). da Greco e Theodorescu, oggi sappiamo che la
vasta agora poseidoniate, circa 10 ettari, occu-
non sembra essere compatibile con assemblee pa uno spazio centrale all’interno dell’impianto
di carattere esclusivamente politico. Più che il urbano della città realizzato nella seconda metà
termine convenzionale di ekklesiasterion, Greco del VI secolo a.C. (fig. 12). Si tratta di uno spa-
ha proposto di assegnare al primitivo edificio il zio pubblico sovradimensionato che, ancora una
nome di agora nell’accezione omerica, vale a volta, rimanda all’idea dell’agora eumeghetes
dire di sede dell’assemblea46. L’uso del termi- di straboniana memoria. Questo spazio, in gran
ne agora con il significato sopra esplicitato, al parte libero da costruzioni, fu ridotto dai Ro-
di fuori del lessico omerico, è attestato da fonti mani alla sola parte meridionale e con non pochi
letterarie ed epigrafiche di età tardo classica, el- stravolgimenti sui quali ci siamo già espressi in
lenistica e persino, romana, seppure con diverse questa stessa sede lo scorso anno52.
sfumature47. Con la medesima accezione di sede Non mi fermo sull’identificazione dell’ago-
dell’assemblea è, a mio parere, possibile rilegge- ra e sui suoi singoli monumenti per i quali rinvio
re anche i noti cippi dell’Agora di Atene, due dei ai volumi di Poseidonia-Paestum e alle ampie
quali rinvenuti in situ all’esterno di un recinto sintesi successive che ne sono state fatte53. In
vuoto a sud dell’Edifico F e della Tholos48. Ri-
tengo infatti che questi possano far riferimento
a uno spazio specifico destinato alle agorai (fig. p. 867; cfr. inoltre la scheda 9.41 e in particolare SATAA
11) piuttosto che all’intera Agora del Ceramico 1.3**, p. 1097.
tout court come si è sempre ritenuto49.
50
  La cronologia del primo impianto oscilla su base storica
più che archeologica, tra la fine del VI sec. a.C. e la prima
metà del V sec. a.C. (tra le riforme di Clistene e Efialte).
Sulla Pnice si veda ora SATAA 1.2, pp. 337-341.
46
  Greco E. 2006. 51
  Lalonde et Alii 1991, pp. 10-11; cfr. anche Erdas 2012,
47
  Cfr. Longo 2010, p. 203. p. 59.
48
  Longo 2010, pp. 203-204; Longo 2012, p. 334. 52
  Longo et Alii 2015. Vedi ora anche Longo 2014c.
49
  Mi sono riservato di tornare sull’argomento
in un 53
  Poseidonia-Paestum III. Per le sintesi più recenti Longo
prossimo articolo. Un mio accenno è in Longo 2014a, 1999; Greco E. 2000; Cipriani 2002.

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Fig. 9. Crotone con l’ubicazione dell’agora (da Spadea 1983).

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Fausto Longo

Fig. 10. L’agora e il santuario urbano di Metaponto con in evidenza i resti di bruciato sotto l’edificio circolare e tra i templi
A e B (elab. da Mertens 2006).

questa sede torno solo a discutere l’articolazio- spiegata con una necessità di separare un aspet-
ne interna dell’agora per chiarire come questa to, quello ‘commerciale’, già presente in lettera-
divisione, che appare evidente da una serie di tura dal VI sec. a.C., se non anche prima55, che
dati, non debba essere direttamente collega-
ta alla speculazione filosofica del IV sec. a.C.,
come in un recente contributo sembra rimprove- 55
  Aesop., Fabula 99 (ed. Perry 1957): ’Αγαλματοπώλης.
rarci Mauro Moggi il quale, a ragione, tiene su Ξύλινόν τις ‛Ερμῆν κατασκεάσας, τοῦτον προσενεὼν εἰς
un piano differente la teorizzazione che fa Ari- ἀγορὰν ἐπώλει. Seppur εἰς ἀγορὰν è omesso in due codici,
stotele della eleuthera agora54. Nei casi di Pa- l’accezione commerciale della piazza ritorna in uno dei
Proverbia (si veda sempre ed. Perry 1957, Prov. 39): Ὄστις
estum e di Neapolis, che E. Greco ricostruisce ἐν ἀγορᾷ χρημάτων δίχα φοιτᾷ, / Νοσεῖ τὴν φρένα μάτην
come doppie agorai contigue, attestiamo una τοὺς πάντας ὁρῶν. Da valutare anche il livello cronologico
differenziazione di funzioni che, penso, vada di un epigramma riportato nella Vita erodotea di Omero (Vit.
Hom. 32 ed. Allen): πολλὰ μὲν εἰν ἀγορῇ πωλεύμενα. Al di
là di questi passi, senza dubbio problematici, ritengo che
un’accezione arcaica, se non già alto arcaica del termine,
non debba porre problemi nel senso che una volta definito
  Moggi 2012, p. 24.
54
lo spazio delle agorai questo poteva prestarsi, meglio di

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Fig. 11. L’area triangolare a sud dell’Edificio F nell’Agora del Ceramico ad Atene delimitata dagli horoi dell’Agora (elab.
F. Longo).

aveva cominciato a essere predominante. Ed è lui più consono, di agora politica o libera, quella
proprio quel rapido cambio di accezione del ter- dei Tessali56; un riferimento all’agora eleuthera
mine, nella direzione più strettamente commer- ricorre tra l’altro anche in un passo senofonteo
ciale, che determina, indipendentemente dalle relativamente a una agora tra i Persiani57. Tor-
idee morali della speculazione filosofica (che nando a Poseidonia l’articolazione dello spazio
sono solo una conseguenza, non certo la causa), pubblico è segnalata da più di un elemento: la
la ricerca di spazi specifici da destinare alle at- concentrazione nella parte settentrionale, appena
tività di compravendita. Tale necessità anticipa più elevata, di monumenti come l’edificio cir-
le riflessioni di Aristotele il quale, non a caso, colare (ekklesiasterion), il Tempietto T (ricono-
fa riferimento anche a un esempio, diverso ma a

ogni altro, ad essere l’ideale luogo dello scambio, garantito


56
  Arist., Pol. 1331a 30-35.
dalla polis e dagli dei. 57
  X., Cyr., 1.2.3.

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Fausto Longo

Fig. 12. L’agora di Poseidonia (da Poseidonia-Paestum II; elab. F. Longo).

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

sciuto come quello di Zeus Agoraios), il vano a costruzione urbana di Neapolis è l’esito dell’ap-
nord, riferibile a un ufficio pubblico sul quale in plicazione di teorie di geometria piana ben note
epoca lucana forse si imposta un grande edificio alla speculazione matematica della tarda età ar-
per banchetti58, per non parlare del sacello ipo- caica e classica e, in particolare, del principio
geico e di un’altra serie di documenti che attesta- geometrico del quadrato inscritto in un cerchio
no una presenza sacra, come ad esempio le fosse nonché della sezione aurea. Il punto focale di
votive del V sec. a.C. nell’area degli altari a sud questa ricostruzione, forse non casualmente,
dello sacello ipogeico59 e la presenza di un culto coincide con il Tempio dei Dioscuri, al centro di
di Demetra segnalata dai votivi ritrovati nel ri- un’area quadrata delimitata da plateiai est/ovest
empimento dell’ekklesiasterion60. Per contro, a e nord/sud62. Da segnalare come a sud di via dei
sud, dove non a caso si impianterà il foro e l’area Tribunali, indagini geoarcheologiche63 hanno
ad esso annessa, la cui realizzazione ha in gran attestato l’esistenza di un vallone nord/sud di
parte danneggiato, se non cancellato, tutto ciò deflusso delle acque (solo successivamente inca-
che era più antico, sono state rinvenute buche di nalate sotto l’attuale via San Gregorio Armeno),
palo riferibili a strutture lignee, forse una sorta di che in questo settore doveva rendere complessa,
kapeleion, cui si sovrappone un grosso edificio soprattutto in una fase iniziale della vita dell’a-
denominato ‘d’, in più vani, (probabilmente del poikia, l’urbanizzazione.
IV sec. a.C.), scavato in più occasioni (nel 1983, L’ipotesi dell’esistenza al centro della città
nel 1996 e nel 2008)61 di incerta funzione, oltre di due agorai contigue, separate dalla plateia
a resti di stoai a est e a sud (tra V e IV sec. a.C.). mediana (via dei Tribunali), che Emanuele Gre-
In sostanza una parte dell’agora, quella meri- co sviluppa alla luce delle riflessioni sul forum
dionale, che gravita sulla principale plateia est/ duplex di Giordano e, poi, delle successive con-
ovest che collega Porta Marina, dove è la laguna siderazioni di Gabrici, Johannowsky e Napoli64,
e un approdo, a Porta Sirena che si volge verso sarebbe caratterizzata, come a Paestum, da fun-
l’entroterra e le colline. Questa posizione spiega zioni differenti; sulla terrazza settentrionale era-
forse la scelta dei Romani di impiantare in que- no infatti l’odeion e il teatro di epoca romana –
sta parte della città il cuore della colonia latina e che avrebbero ereditato le funzioni assembleari
di stravolgere in parte il santuario settentrionale. di più antichi monumenti – e a sud il tempio dei
A Neapolis la situazione è simile anche se Dioscuri, mentre sulla terrazza meridionale, se-
con altre conseguenze per il differente statuto parata da una plateia e dal salto di quota, avreb-
che avrà la città in epoca romana. Anche in que- bero avuto luogo le attività commerciali indiret-
sto caso l’area pubblica, comunque la si voglia tamente attestate dalle fasi romane del macellum
restituire, costituisce l’elemento centrale dell’in- e delle botteghe sotto San Lorenzo portate alla
tero impianto della città nuova (fig. 13); così luce negli anni ‘6065. Anche se dobbiamo tener
come è stato esplicitato in uno studio recente, la conto delle trasformazioni che questa area ha su-
bito nel tempo è significativa la specializzazio-
ne degli spazi che, riconoscibile solo nella fase
58
  Per gli scavi più recenti nell’area dell’ekklesiasterion
cfr. D’Ambrosio, Ficuciello 2000. Sull’edificio con
cunetta cfr. ora Longo-Serritella c.d.s.; vedi anche
Pontrandolfo-Longo c.d.s. 62
  Lo studio, condotto da Teresa Tauro, è in corso di
59
  Si tratta di ricerche recenti in corso di pubblicazione in pubblicazione: Longo, Tauro 2016.
un volume a cura di M. Cipriani, L’agora e l’insula IS 2-4. 63
  Le indagini geomorfologiche sono inedite; notizie sono
60
  Comunicazione di M. Cipriani; per gli esemplari editi in Giampaola 2005, pp. 9-11 e Giampaola 2013, p. 8.
cfr. Poseidonia-Paestum II, pp. 132-133. 64
  Per una sintesi sulle diverse ipotesi ricostruttive
61
  Anche in questo caso si tratta di recenti ricerche che dell’agora/forum si rinvia ora a Giampaola 2013, pp. 87-89.
saranno presentate nel volume già citato alla nota 59. 65
  Johannowsky 1961.

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Fausto Longo

Fig. 13. Neapolis con l’indicazione degli assi principali (elab. da Longo, Tauro 2016).

romana, potrebbe essere un elemento costitutivo ebbe esiti totalmente differenti dal momento
già della città greca o greco-sannita come acca- che la città non dovette piegarsi al modello del
duto a Poseidonia all’incirca negli stessi anni o parvum simulacrum urbis.
poco prima quando l’impianto della città (secon-
da metà del VI sec. a.C.) viene materialmente
costruito. Diversamente dalla polis achea, dove Fausto Longo
l’impatto con il mondo romano rese necessario
un totale adeguamento alle strutture politico-re-
ligiose caratterizzanti le colonie latine, quale
fu la nuova Paestum, nel caso neapolitano la con-
tinuità culturale, che le fu assicurata da Roma,

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

Abbreviazioni Bibliografiche

Ampolo 2012a
C. Ampolo 2012a (ed.), Agora greca e Agorai di Sicilia, Scuola Normale di Pisa (Seminario, 30 giugno - 2 luglio
2008), Pisa 2012.

Ampolo 2012b
C. Ampolo, L’agora come spazio politico e di comunicazione, in Ampolo 2012a, pp. 9-17.

Bérard 2007
C. Bérard, Aux origines d’Érétrie. Repenser la foundation des cites?, in Metis n.s. 5, 2007, pp. 203-223.

Cipriani 2002
M. Cipriani 2002, Poseidonia, in E. Greco (ed.), Gli Achei e l’identità etnica degli Achei d’Occidente (Atti del
Convegno, Paestum 23-25 febbraio 2001), Paestum-Atene 2002, pp. 363-389.

D’Acunto 2002-2003
M. D’Acunto, Il tempio di Apollo a Dreros: il culto e la “cucina del sacrificio”, in AION(archeol), n.s. IX-X, 2002-
20013, pp. 9-62.

D’Acunto 2007
M. D’Acunto, L’abitato antico di Cuma tra le Terme del Foro e le mura settentrionali: relazione preliminare della
campagna di scavo dell’Università L’Orientale di Napoli del 2007, in Gasparri, Greco 2007, pp. 73-87.

D’Acunto 2014
M. D’Acunto, Cuma: continuità e trasformazioni del quartiere residenziale tra il Foro e le mura settentrionali, in
Immaginando città, pp. 164-167.

D’Acunto, Giglio, Iavarone c.d.s.


M. D’Acunto, M. Giglio, S. Iavarone, L’abitato greco-romano di Cuma. Gli scavi dell’Università L’Orientale di
Napoli (2007-2017), in AION(archeol), n.s. XXI-XXII, c.d.s.

D’Agostino 2009
B. d’Agostino, Pithecusae e Cuma all’alba della colonizzazione, in ACT 48, Taranto 2009, pp. 171-196.

D’Agostino, D’Acunto 2009


B. d’Agostino, M. D’Acunto, La città e le mura: nuovi dati dall’area Nord della città antica, in ACT 48, Taranto
2009, pp. 481-522.

D’Agostino, Ridgway 1994


B. d’Agostino, D. Ridgway (edd.), Apoikia. Scritti in onore di G. Buchner, in AION (archeol), n.s. I, Napoli 1994.

D’Ambrosio, Ficuciello 2000
I. D’Ambrosio, L. Ficuciello, Le indagini nell’area dell’ekklesiasterion, in Greco, Longo (edd.), Paestum, Scavi,
Studi e Ricerche, Bilancio di un decennio (1988-1998), Paestum 2000, pp. 117-130.

Erdas 2012
D. Erdas, Aspetti giuridici dell’agora greca, in Ampolo 2012a, pp. 57-69.

Eretria XXII
S. Verdan (ed.), Eretria XXII. Le sanctuaire d’Apollon Daphnéphoros à l’époque géométrique, Gollion 2013.

Étienne 2010
R. Étienne, Historiographie, théories et concepts, in R. Étienne, A. Esposito, L. Costa (edd.), La Méditerranée au
VIIᵉ siècle av. J.-C., Paris 2010, pp. 3-10.

391

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Fausto Longo

Gasparri 2007
C. Gasparri, Il Foro di Cuma: le campagne 2000-2001, in Gasparri, Greco 2007, pp. 15-26.

Gasparri, Greco 2007


C. Gasparri, G. Greco (edd.), Studi Cumani 1. Cuma. Il Foro. Scavi dell’Università di Napoli Federico II 2000-2001,
Pozzuoli 2007.

Gasparri, Greco 2009


C. Gasparri, G. Greco (edd.), Studi Cumani 2. Cuma. Indagini archeologiche e nuove scoperte, Pozzuoli 2009.

Giampaola 2005
D. Giampaola, La sistemazione monumentale più antica, in San Lorenzo Maggiore. Guida al Museo e al complesso,
Napoli 2005.

Giampaola 2013
D. Giampaola, Dalle insulae di Neapolis all’isola conventuale, in N. Spinosa, A. Pinto, A. Valerio (edd.), San
Gregorio Armeno. Storia, architettura, arte e tradizioni, Napoli 2013, pp. 87-102.

Gras, Tréziny 2012


M. Gras, H. Tréziny, Megara Hyblaea: le domande e le risposte, in ACT 50, Taranto 2012, pp. 1133-1147.

Greco E. 1985
E. Greco, Sulle città coloniali dell’Occidente greco antico, in Les Grecs et l’Occident (Actes Du Colloque de la Villa
Kerylos, Beaulieu-sur-Mer 1991), Rome 1985, pp. 83-94.

Greco E. 1990
E. Greco, Note di topografia ed urbanistica, II, in AION(archeol), n.s. XII, 1990, pp. 247-262.

Greco E. 1994a
E. Greco, L’urbanistica neapolitana: continuità dell’antico, in F. Zevi (ed.), Neapolis, Napoli 1994, pp. 35-53.

Greco E. 1994b
Greco E., Pithekoussai: emporio o apoikia, in d’Agostino, Ridgway 1994, pp. 11-18.

Greco E. 1998
E. Greco, Agora eumeghetes. L’espace public dans les poleis d’Occident, in F. de Polignac, P. Schmitt Pantell
(edd.), Public et privé en Greèce ancienne: lieux, conduites, pratique (Colloque organisé par le Centre L. Gernet), in Ktema
XXIIII, 1998, pp. 153-158.

Greco E. 1999
E. Greco (ed.), La città greca antica. Istituzioni, società, forme urbane, Roma 1999.

Greco E. 2000
E. Greco, L’ekklesiasterion di Poseidonia-Paestum, in S. Verger (ed.), Rites et espace en pays celte et méditerranéen.
Ètude comparée à partir du sanctuaire d’Acy-Romance (Ardennes, France), Rome 2000, pp. 337-340.

Greco E. 2002
E. Greco, Tra Sibari, Thurii e Copiae: qualche ipotesi di lavoro, in G. Fiorentini, M. Caltabiano, A. Calderone
(edd.), Archeologia del Mediterraneo. Studi in onore di Ernesto De Miro, Roma 2002, pp. 369-374.

Greco E. 2006
E. Greco, Agora e Zeus Agoraios, in D. Morandi Bonacossi, E. Rova, F. Veronese, P. Zanovello (edd.), Tra
Oriente e Occidente. Studi in onore di Elena Di Filippo Balestrazzi, Padova 2006, pp. 327-335.

Greco E. 2011
E. Greco, On the Origin of the Western Greek Poleis, in AWE 10, 2011, pp. 233-242.

Greco, Lombardo 2012


E. Greco, M. Lombardo, La colonizzazione greca: modelli interpretativi nel dibattito attuale, in ACT 50, Taranto

392

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53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

2012, pp. 37-60.

Greco G. 2007
G. Greco, Il Tempio con Portico: relazione preliminare delle ricerche effettuate tra il 1994 e il 2001, in Greco,
Gasparri 2007, pp. 27-48.

Greco G. 2008
G. Greco, Dalla città greca alla città sannitica: le evidenze dalla piazza del foro, in ACT 48, Taranto 2009, pp. 385-
444.

Greco G. 2009
G. Greco, Modalità in età arcaica nell’area di Cuma, in Gasparri, Greco 2009, pp. 11-42.

Harris, Lo Cascio 2005


A. V. Harris, E. Lo Cascio (edd.), Noctes Campanae. Studi di storia antica e archeologia dell’Italia preromana e
romana in memoria di M. Fredericksen, Napoli 2005.

Immaginando città
C. Rescigno, F. Sirano (edd.), Immaginando città. Racconti di fondazioni mitiche, forma e funzioni della città campane
(Catalogo della mostra, Santa Maria Capua Vetere - Paestum 2014), Napoli 2014, pp. 164-166.

Jannelli 1999
L. Jannelli, Ischia e Cuma, in Greco E. 1999, pp. 303-327.

Johannowsky 1959
W. Johannowsky, s.v. Cuma, in EAA, I, 1959, pp. 970-973.

Johannowsky 1961-1962
W. Johannowsky, Recenti scoperte in San Lorenzo Maggiore a Napoli, in Napoli Nobilissima, III, 1, 1961-1962, pp.
8-12.

Lalonde et Alii 1991


G. V. Lalonde et Alii, The Athenian Agora XIX. Inscriptions: Horoi, Poletai Records, Leases of Public Lands,
Princeton 1991.

Lang 1996
F. Lang, Archaische Siedlungen in Griechenland. Struktur und Entwicklung, Berlin 1996.

Lefèvre-Novaro, Pautasso, Rizza, Lamaze 2013


D. Lefèvre-Novaro, A. Pautasso, S. Rizza, J. Lamaze, Dreros e Priniàs: nuovi dati e prospettive di ricerca sulla polis
a Creta, in Thiasos 2.2, 2013, pp. 3-20.

Lippolis 2001
E. Lippolis, Taranto: forme e sviluppo della topografia urbana, in ACT 41, Taranto 2002, pp. 119-169.

Longo 1999
F. Longo, Poseidonia, in Greco 1999a, pp. 365-384.

Longo 2001
F. Longo, Recensione a Kenzler, Studien zue entwicklung und Struktur der griechischen Stadt, Frankfurt a/M, in
ASAtene 79, 2001, pp. 337-346.

Longo 2007
F. Longo, La definizione di un ‘nuovo’ spazio pubblico: l’agora del Ceramico dalla ‘nascita’ alla spedizione in Sicilia,
in E. Greco, M. Lombardo (edd.), I grandi temi (Atti del Convegno Internazionale, Atene 25-27 maggio 2006), Atene 2007,
pp. 117-153.

Longo 2010
F. Longo, L’Agore di Omero. Rappresentazione poetica e documentazione archeologica, AION (filolog), XXXI, 2010,

393

Book 53°.indb 393 12/12/2016 11:37:58


Fausto Longo

pp. 199-223.

Longo 2012
F. Longo 2012, Agorai di Magna Grecia, in Ampolo 2012a, pp. 185-204.

Longo 2014a
F. Longo 2014a, L’Agora del Ceramico e il Kolonos Agoraios, in SATAA 1.3, 2014, pp. 849-893.

Longo 2014b
F. Longo, Ritorno al Pireo. Alcune riflessioni sull’organizzazione urbana e sulla cronologia dell’impianto, in E.
Lippolis, L. Caliò, V. Parisi (edd.), Gli Ateniesi e il loro modello di città, Roma 2014, pp. 217-231.

Longo 2014c
F. Longo, Poseidonia. La città lucana e romana: continuità e trasformazioni, in Immaginando città, pp. 254-257.

Longo 2016
F. Longo, Considerazioni preliminari sulla topografia della città greca di Festòs, in D. Lefèvre-Novaro, L.
Matzolff, M. Ghilardi (edd.), De la chaîne du DIKtè au massif de l’IDA: géosciences, archéologie et histoire en Crète
de l’Âge du Bronze récent à l’époque archaïque (Actes du colloque international pluridisciplinaire, MISHA, Strasbourg
16-18 octobre 2013), Rome 2016, pp. 159-181.

Longo c.d.s.
F. Longo, Santuari e organizzazione urbana nelle città achee della Magna Grecia, in La città etrusca e il sacro.
Santuari e Istituzioni (Atti del Convegno di Bologna, 21-23 gennaio 2016), c.d.s.

Longo et Alii 2015


F. Longo et Alii, Continuità e trasformazioni attraverso l’analisi di due aree campione: il territorio beneventano e il
Golfo di Salerno, in ACT 52, Taranto 2015.

Longo, Serritella c.d.s.


F. Longo, A. Serritella, Il complesso dell’Ekklesiasterion di Posidonia-Paestum in età lucana, in Studi in onore di
Francesca Ghedini, c.d.s.

Longo, Tauro 2016


F. Longo, T. Tauro, Nuove riflessioni sull’impianto urbano di Neapolis, in DROMOI. Studi in onore di Emanuele
Greco offerti dagli allievi della Scuola Archeologica Italiana di Atene, Paestum 2016.

Martin 1951
R. Martin, Recherches sur l’agora grecque. Ètude d’histoire et d’architecture urbaine, Paris 1951.

Mazarakis Ainian 1997


A. Mazarakis Ainian, From Rulers’ Dwellings to Temples. Architecture, Religion and Society in Early Iron Age
Greece (1100-700 B.C.), Studies in Mediterranean Archaeology CXXI, Jonsered 1997.

Mazarakis Ainian 2001


A. Mazarakis Ainian, From huts to houses in Early Iron Age Greece, in J. R. Brandt, L. Karlsson (edd.), From Huts
to Houses. Transformations of Ancient Societies (Proceedings of an International Seminar organized by the Norwegian
and Swedish Institutes in Rome 21-24 September 1997), Acta Instituti Romani Regni Sueciae LVI, Stockolm 2001, pp.
139-161.

Mazarakis Ainian 2006


A. Mazarakis Ainian, The Archaeology of Basileis, in S. Deger-Jalkotsky, I. Lemos (edd.), Ancient Greece from the
Mycenaean Palaces to the Age of Homer, Edinburgh 2006, pp. 181-211.

Megara 5
M. Gras, H. Tréziny, H. Broise (edd.), Mégara Hyblaea 5. La ville archaȉque, Rome 2004.

Mele 2003
A. Mele 2003, Le anomalie di Pithecusa. Documentazioni archeologiche e tradizioni letterarie, in IncidAntico I, 2003,

394

Book 53°.indb 394 12/12/2016 11:37:58


53° Convegno di Studi sulla Magna Grecia

pp. 13-39 [poi in Harris, Lo Cascio 2005, pp. 23-48].

Mertens 1982
D. Mertens, Das Theater-Ekklesiasterion in Metapont, in Architectura XII, 1982, pp. 93-124.

Mertens 2006
D. Mertens 2006, Città e monumenti dei Greci d’Occidente, Roma 2006.

Mertens, De Siena 1982


D. Mertens, A. De Siena, Metaponto e il teatro-ekklesiasterion (parte I), in BollArte LXVII, 1982, pp. 1-60.

Moggi 2012
M. Moggi 2012, L’agora in Aristotele, in Ampolo 2012a, pp. 19-30.

Osborne 1998
R. Osborne, Early Greek Colonization? The Nature of Greek Settlement in the West, in N. Fischer, H. van Wees (edd.),
Archaic Greece: New Approaches and New Evidence, London 1998, pp. 251-270.

Pelagatti 1982
P. Pelagatti 1982, Siracusa: le ultime ricerche in Ortigia, in ASAtene 60, 1984, pp. 117-163.

Petacco, Rescigno 2007


L. Petacco, C. Rescigno, I saggi sul Capitolium e il settore occidentale della piazza forense, in Greco G., Gasparri
2007, pp. 77-117.

De Polignac 1999
F. de Polignac, L’installation des dieux et la genèse des cités en Grèce d’Occident, une question résolue? Retour à
Mégara Hyblaea, in La colonisation Grecque en Méditerranée occidentale (Actes de la rencontre scientifique en hommage
à Georges Vallet, Naples-Rome, 15-18 novembre 1995), Rome 1999, pp. 209-229.

De Polignac 2005
F. de Polignac, Forms and Processes: Some Thoughts on the Meaning of Urbanization in Early Archaic Greece, in R.
Osborne, B. Cunliffe (edd.), Mediterranean Urbanization 800-600 BC, New York 2005, pp. 45-69.

Pontrandolfo, Longo c.d.s.


A. Pontrandolfo, F. Longo, La conoscenza di Paestum lucana attraverso la storia della ricerca, in O. de Cazanove,
A Duploy (edd.), La Lucanie entre Deux Mers. Archéologie et Patrimoine (Colloque International, Paris 5-7 novembre
2015), c.d.s.

Poseidonia-Paestum II
E. Greco, D. Theodorescu (edd.), Poseidonia-Paestum. II. L’Agora, Rome 1983.

Poseidonia-Paestum III
E. Greco, D. Theodorescu (edd.), Poseidonia-Paestum III. Forum Nord, Rome 1987.

Rallo 1976-1977
A. Rallo, Scavi e ricerche nella città antica di Selinunte, in Kokalos XXII-XXIII, 1976-1977, pp. 720-733.

Rallo 2009
A. Rallo, Considerazioni su un gruppo di tombe proto arcaiche in Selinunte, in G. Bartoloni, G. Benedettini (edd.),
Sepolti tra i vivi. Evidenza ed interpretazione di contesti funerari in abitato, ScAnt CIV, Roma 2009, pp. 489-496.

SATAA 1.1
E. Greco (ed.), Topografia di Atene. Sviluppo urbano e monumenti dalle origini al III secolo d.C. - Tomo 1: Acropoli,
Areopago, Tra Acropoli e Areopago (SATAA 1.1), Atene-Paestum 2015, ristampa.

SATAA 1.2
E. Greco (ed.), Topografia di Atene. Sviluppo urbano e monumenti dalle origini al III secolo d.C. - Tomo 2: Colline
sud-occidentali - Valle dell’Ilisso (SATAA 1.2), Atene-Paestum 2011.

395

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Fausto Longo

SATAA 1.3
E. Greco (ed.), Topografia di Atene. Sviluppo urbano e monumenti dalle origini al III secolo d.C. - Tomo 2: Quartieri
a nord e a nord-est dell’Acropoli e Agora del Ceramico (SATAA 1.3), Atene-Paestum 2014.

SATAA 1.4
E. Greco (ed.), Topografia di Atene. Sviluppo urbano e monumenti dalle origini al III secolo d.C. - Tomo 4: Ceramico,
Dipylon e Accademia (SATAA 1.4), Atene-Paestum 2014.

Small 2010
D. B. Small, The Archaic Polis of Azoria: A Window into Cretan ‘Polital’ Social Structure, in JMA 23, 2, 2010, pp.
197-217.

Spadea 1993
R. Spadea, Crotone tra IV e III sec. a.C.: precisazioni topografiche, in AA.VV., Crotone e la sua storia tra IV e III
secolo a.C. (Atti del seminario, Napoli, 13-14 febbraio 1986), Napoli 1993, pp. 119-166.

Tréziny 2012
H. Tréziny, L’agora di Mégara Hyblaea, in Ampolo 2012a, pp. 119-123.

Vallet 1953
G. Vallet 1953, Mégara Hyblaea, III, in MEFRA 65, 1953, pp. 9-38.

Van Dommelen 2005


P. Van Dommelen, Urban Foundation? Colonial Settlement and Urbanization in the West Mediterranean, in R.
Osborne, B. Cunlife (edd.), Mediterranean Urbanization, 800-600 BC, Oxford 2005, pp. 143-167.

Voza 1999
G. Voza (ed.), Siracusa 1999. Lo scavo archeologico di Piazza Duomo, Palermo-Siracusa 1999.

Voza 2000
G. Voza, I primi risultati dello scavo di Piazza Duomo, in Un ponte tra l’Italia e la Grecia (Atti del simposio in onore
di Antonino Di Vita, Ragusa, 13-15 febbraio 1998), Padova 2000, pp. 131-138.

396

Book 53°.indb 396 12/12/2016 11:37:58


Indice

Premessa 5

Concessioni e convenzioni: forme e modalità dei rapporti 7


tra Mibact e università
(L. Malnati)

La discussione sulla polis greca oggi 11


(John K. Davies)

Introduzione al tema: la polis in Occidente e la storiografia moderna 35


(C. Ampolo, M. Lombardo)

Le fonti

L’archeologia della polis in Magna Grecia 65


(E. Greco)

L’archeologia della polis in Magna Grecia 91
(D. Mertens, discussant)

Documentazioni epigrafiche ed esperienze politiche e istituzionali 99


(M. L. Lazzarini)

Documentazioni epigrafiche ed esperienze politiche e istituzionali 113


(F. Cordano, discussant)

La monnaie, sceau et miroir de la polis 119


(O. Picard)

La moneta, segno e specchio della polis 137


(R. Cantilena, discussant)

Aristotele e le città della Magna Grecia 149


(D. Erdas)

La Magna Grecia nella scuola aristotelica 177


(L. Breglia, discussant)

L’immagine delle città di Magna Grecia nella Geografia di Strabone 185


(F. Prontera)

701

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Strabone e le città della Puglia romana 191
(F. Grelle, discussant)

Il dibattito (E. Greco, D. Elia, M. Lombardo) 195

Esperienze politiche e assetti costituzionali nelle poleis magnogreche

Le politeiai delle città della Magna Grecia: peculiarità e dinamiche 201


(M. Giangiulio)

L’organizzazione militare e la guerra 215


(M. Bettalli)

L’organizzazione militare e la guerra 229


(A. Bottini, discussant)

Tra Zaleuco, Caronda e Parmenide: 233


legislatori e filosofi in Magna Grecia e Sicilia
(A. Mele)

Qualche osservazione sui legislatori d’Occidente 269


nella prospettiva pitagorica e storiografica del IV sec. a.C.
(G. De Sensi Sestito, discussant)

Esperienze politiche ed assetti costituzionali 289


nelle poleis magnogreche di età arcaica: una riflessione
(F. Frisone)

Il dibattito (M. Lombardo, A. Pontrandolfo, A. Mele, C. Ampolo, 303


M. Giangiulio, M. Bettalli)

Gli spazi della polis nelle città magnogreche

Spazio sacro e culti civici 313


(E. Lippolis, V. Parisi, R. Sassu)

Spazio sacro e culti civici 359


(M. Osanna, discussant)

Alcune riflessioni sullo spazio pubblico 369


nelle poleis della Magna Grecia
(F. Longo)

702

Book 53°.indb 702 12/12/2016 11:38:45


Lo spazio funerario 397
(A. Pontrandolfo)

Lo spazio funerario 417


Per una stratigrafia dei rapporti sociali: parentela, rito, tempo e filtri
funerari nella necropoli di Pithekoussai
(V. Nizzo, discussant)

Stili architettonici occidentali tra identità politica e distretti culturali 459


(C. Rescigno)

La produzione di immagini nelle poleis occidentali: 475


la ceramica italiota tra identità artistica e cultura politica
(C. Pouzadoux)

Il dibattito (E. Lippolis, F. Frisone, A. Pontrandolfo, V. Nizzo, 489


G. Bonivento Pupino, A. De Siena)

Dalle città ai territori

Città e territorio: popolazione e popolamento 499


(L. Gallo)

Città e territorio: popolazione e popolamento 513


(F. De Angelis, discussant)

Riflessi della polis magnogreca nel mondo indigeno 517


(M. Torelli)

Riflessi della polis magnogreca nel mondo indigeno 531


(P. G. Guzzo, discussant)

Il dibattito (A. Mele, M. Lombardo, V. Nizzo, A. Pontrandolfo, 537


L. Gallo, P. G. Guzzo)

Conclusioni
La polis fra ieri ed oggi 549
(M. Gras)

703

Book 53°.indb 703 12/12/2016 11:38:45


Le rassegne archeologiche

La Puglia 559
(L. La Rocca)

La Calabria 603
(S. Bonomi)

Le Province di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta 649


(A. Campanelli)

La cronaca (G. Mazzarino, A. Uricchio, A. Siciliano) 685

Elenco contributi borse di studio anno 2013 691

Lista degli iscritti e dei partecipanti al convegno 693

Indice dei nomi e delle località notevoli 695

Indice 701

704

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