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Linguistica Generale

Propriet della lingua

Biplanarit: caratteristica che ammette lesistenza di un significato ed un significante, luno come contenuto
concettuale di una parola, laltro come elemento concreto di rappresentazione
Arbitrariet: caratteristica per cui non vi alcun legame naturalmente motivato fra il rapporto significante-
significato, che avviene per convenzione1) arbitrario segno/referente, 2) arbitrario significante/significato,
3) arbitrario forma (struttura org interna)/sostanza (materia dei fatti), 4) arbitrario forma/sostanza dal pv
linguisticoonomatopee come icone fonosimboliche.
Doppia articolazione: caratteristica che sottolinea come il significante di un segno linguistico sia organizzato
e scomponibile in parti di prima articolazione recanti significato (ex: gatto = gatt o) ed in parti di seconda
articolazione non recanti pi significato autonomo (g-a-t-t-o). Su di essa si basa leconomicit della lingua
che con la combinatoriet pu tirar fuori molte parole dal ristretto numero di elementi di seconda art.
Trasponibilit di mezzo: caratteristica del significante che pu esser realizzato sia per mezzo del canale
dellaria (fonico), sia per quello visivo (segni) sia per quello scritto (lettere-segni).
Linearit e discretezza: la prima caratteristica del significante che viene prodotto e si sviluppa nello spazio
in una maniera coerente, la seconda identifica che la differenza fra gli elementi unitari assoluta (p-ollo, b-
ollo)
Onnipotenza semantica: caratteristica secondo la quale con la lingua possibile dare forma a qualsiasi
contenuto
Plurifunzionalit: accezione dellonnipotenza, che specifica come la lingua possa adempiere ad una lista di
funzioniemotiva (emittente), metalinguistica (codice), referenziale (contesto), conativa (ricevente), poetica
(messaggio), ftica (canale)
Riflessivit: propriet associata alla funzione metalinguistica, caratteristica del linguaggio che parla di s.
Produttivit: caratteristica connessa alla doppia articolazione ed allonnipotenza, che concerne il fatto che
con la lingua sempre possibile creare messaggi nuovi su nuove esperienze; prende il nome di creativit
regolare quando ad essa vengon associate regole ricorsive di scrittura od enunciazione (regole riapplicabili
al prodotto cui danno luogo).
Distanziamento: possibilit della lingua di formulare messaggi relativi ad avvenimenti lontani nello spazio e
nel tempo.
Libert da stimoli: caratteristica dei segni linguistici come frutto di unelaborazione della realt svincolata da
eventuali stimoli che inducano lemittente alla comunicazione.
Complessit sintattica: trama plurima dei rapporti fra gli elementi e le parti di un segno linguistico
Equivocit: caratteristica dei codici come quello linguistico che non pongono corrispondeze biunivoche ma
pluriunivoche fra gli elementi di una lista ed unaltra, nel nostro caso fra significante e significato.
Lingua: codice che organizza un sistema di segni dal significante fonico-acustico fondamentalmente arbitrari,
capaci di esprimere esperienze mediante la produzione di infinite frasi partendo da elementi finiti.
Sincronia diacronia: aspetti differenti mediante i quali si pu guardare alla lingua lungo lasse del tempo, la
prima guarda ad essi a prescindere dallevoluzione temporale, la seconda considera lo sviluppo temporale
(come letimologia).
Sistema astratto realizzazione concreta: il primo inteso come linsieme di conoscenze personali nella
costruzione di un messaggio, il secondo come la realizzazione concreta del messaggio.
Asse paradigmatico asse sintagmatico: sul primo troviamo elementi riguardanti le relazioni a livello del
sistema (verbi, nomi ecc) sul secondo troviamo invece le relazioni a livello delle strutture che realizzano il
sistema stesso (successione di paradigmi).















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Fonetica e fonologia

Fonetica articolatoria: studia i suoni del linguaggio in base al modo di articolazione
Fonetica acustica: studia i suoni del linguaggio in base alla consistenza fisica
Fonetica uditiva: studia il suono del linguaggio in base al modo di percezione uditivo
Fono: realizzazione concreta di qualunque suono del linguaggio (foni producibili in una qualsiasi lingua).
Fonema: unit minima di seconda articolazione, classe astratta di foni dotata di valore distintivo
Allofoni: foni diversi che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse ma prive di valore distintivo[n] e
[] sono allofoni del fonema /n/, poich non costituiscono tratti distintivi in una parola.
Coppia minima: coppia di parole uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un
altrouna coppia minima identifica sempre due fonemi [pare] [kare]
Rendimento funzionale: numero di coppie minime generate da fonemi
Raddoppiamento fono-sintattico: allungamento della consonante iniziale di una parola quando questa
preceduta da una delle parole di una serie che provoca il fenomeno (es parole con accento su ultima sillaba)
Sillaba: minima combinazione di fonemi funzionante come unit pronunciabile, costruita attorno ad una
vocale che suo apiceeventuale parte precedente a vocale inizio, vocale nucleo e successiva
consonante coda.
Dittongo: combinazione di una semivocale ed una vocale in cui vocale apice sillabicodittongo
ascendente (au-to) o dittongo discendente (pie-no)
Fatti prosodici: concernono laspetto melodico della catena parlata e determinano landamento ritmico.
Accento: determina lintensit di pronuncia di una sillaba, la sua posizione pu esser fissa in lingue come il
turco ed il francese oppure libera come in Italianoparola tronca se sullultima sillaba, piana se sulla
penultima, sulla terzultima si dice sdrucciola.
Tono: altezza relativa di pronuncia di una sillaba, in alcune lingue pu avere valore distintivo pertinente
come in cinese in cui [ma] a diverse tonalit ha diversi significati.
Intonazione: andamento melodico con cui pronunciata una frase od un intero gruppo tonale, in molte
lingue come l'Italiano essa distingue il valore degli enunciati (interrogativi, imperativi ecc).
Lunghezza: riguarda lestensione temporale relativa con cui foni e sillabe sono prodotti, in alcune lingue pu
avere valore distintivo (come in Latino malum/malanno o ma(a)lum/mela).

Sr Sn Sr Sn Sr Sn Sr Sn Sr Sn
occlusive p b t d k g
fricative f v s z
affricate ts dz
nasali m n
laterali l
vibranti r
bilabiali labiodentali dentali palatali velari

















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Morfologia

Morfologia: studio della struttura della parola nelle sue unit minime di prima articolazione
Parola: minima combinazione di morfemi che possa costituire isolatamente un segno linguistico
compiutoordine morfemi al suo interno rigido e fisso, suoi confini sono pause nel discorso, essa
separabile nella scrittura (sillabe), foneticamente ha un unico accento primario.
Morfema: unit minima di prima articolazione, minima associazione di un significante ed un significato.
Morfo: morfema inteso come forma dal pv del significante (es: il morfema del singolare e il morfo e)
Allomorfo: ciascuna delle forme pi semplici in cui si pu presentare un morfema (realizzando quindi lo
stesso significato) (es potenzialit = abil, ubil, ibil)
Classificazione funzionale: classificazione di morfemi in base alla funzione svolta da loro stessi x il significato
Parole funzionali: sono gli articoli, le preposizioni ed i pronomi, di classe grammaticale chiusa
Morfemi liberi: sono prevalentemente morfemi lessicali, che posson anche rimanere isolati
Morfemi legati: i grammaticali (flessionali e derivazionali) che posson comparire solo se legati ad altri
morfemi
Derivazione: d luogo alle parole regolando i processi di formazione
Flessione: d luogo a forme di parole regolandone il modo di attualizzazione nelle frasi
Affissi: morfemi grammaticali che si combinano con la radice e posson esser prefissi (prima) suffissi (dopo), i
suffissi flessionali in ultima posizione in italiano prendono il nome di desinenze
Infissi: affissi particolari in cui il morfema dentro la radice ( in / samahan, s-in-amahan )
Circonfissi: affissi particolari in cui il morfema circonda la radice (ge-en / sehen, ge-seh-en)
Transfissi: affissi particolari in cui i morfemi si incastrano alternativamente nella radice
Morfemi sostitutivi: morfemi non isolabili segmentalmente perch si manifestano con la sostituzione di foni
Morfemi cumulativi: morfemi grammaticali che recano pi di un significato (buon-e, e = sing, femminile)
Amalgama: particolare caso di morfema cumulativo dato dalla fusione di morfemi non + scindibili
Vocale tematica: vocale iniziale della desinenza dellinfinito nei verbi
Alterazione: suffissi che aggiungono al significato della base lessicale un valore valutativo (diminuitivi,
peggiorativi ecc)
Marcatura di morfemi: sono i valori delle categorie grammaticali realizzate dai morfemi nominali e verbali
Categoria nominale: ha come gruppi fondamentali quelli di genere e numero, di caso (es tu e te), di grado
(comparativo e superlativo)
Categoria verbale: vi sono categorie di modo (come si pone parlante, indicativo/condzionale), categorie di
tempo (es presente/futuro), di aspetto (maniera di presentazione eventi osservati da verbo in
corso/compiuta), di diatesi (rapporto in cui vista lazione risp al sogg attivo/passivo) e di persona (indica chi
compie lazione, singolare/plurale)
Marcatura di accordo: lingue che prevedono che gli elementi suscettibili di flessione in un costrutto prendano
la marca di categoria in cui marcato lelemento cui si riferiscono (es il gatto miagola)


















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Sintassi

Sintassi: livello di analisi che si occupa della struttura delle frasicome si combinano fra loro le parole
Frase: entit linguistica che costituisce un messaggio comunicativo autosufficiente nella comunicazione e
che contiene una predicazione (affermazione riguardo a qualcosa)
Analisi in costituenti immediati: analisi che individua i diversi sotto livelli di analisi di una frase
Indicatore sintagmatico: alberi o schemi che danno luogo ai rapporti fra i vari sotto livelli di una frase
Sintagma: minima combinazione di parole che funzioni come unit della struttura frasale
Testa: elemento attorno al quale sono costruiti i sintagmi, rappresenta il minimo elemento che da solo pu
costituire sintagmaSN avr come testa N ed SV avr come testa il V. Testa di F ritenuto solitamente lSV
Funzioni sintattiche: riguardano il ruolo assunto dai sintagmi nella struttura sequenziale della frasepossono
esser considerate quelle di soggetto (chi fa lazione), di predicato verbale (lazione) e di oggetto (chi subisce
lazione). Si possono considerare anche in base alle valenze dei verbi, ovvero in base a quanti oggetti
chiama in causa un verbo (correre = soggetto; dare = soggetto ed oggetto + cosa).
Circostanziali: sono gli avverbi, fungono da modificatori e non fanno parte delle funzioni sintattiche
Ruoli semantici (o tematici): visione della frase dal pv del significato e non pi del significante come nelle
funzioni sintatticheagente (parte attiva che agisce), paziente (parte passiva che subisce), sperimentatore
(parte toccata dallazione), beneficiario (parte che trae vantaggio dallazione), strumento (parte inanimata
mediante la quale si compie lazione) e destinazione (parte dellentit che la meta dellazione)
Organizzazione pragmatico-informativa: organizzazione che si affianca ai livelli semantici e sintattici
individuando il tema (il dato di fatto di ogni frase) ed il rema (lelemento nuovo che viene portato a
conoscenza con la frase) con le dislocazioni a sinistra si pu mandare a tema loggetto.
Focus: lelemento di maggior salienza e solitamente fa parte del rema.
Frase scissa: espediente per sottolineare il focus mediante la divisione in due frasi con particelle avverbiali o
preposizionali dette focalizzatori (es: Gianni che ha rubato la marmellata)
Grammatica generativa: grammatica fondata da Chomsky che si pone lobiettivo di predire in maniera
esplicita le regole che implicano le frasi possibili in una lingua.
Regole di riscrittura: si applicano alla struttura sintagmatica e sono nella formula X Y + Z, si dicono
ricorsive se lelemento di partenza viene incluso nelluscita della regola es: SN SN + Sprep
Regole contestuali: sono indicate con una barra / e si possono applicare solo nei contesti di quanto
specificato dopo la barra es: V = legge/[+umano]__
Sintassi del periodo: livello di analisi che pone in relazione diverse frasi con rapporti fra loro che posson
esser di coordinazione o subordinazione mediante elementi di congiunzione detti connettivi
Subordinate: frasi che dipendono da unaltra frase, possono essere completive (sostituiscono un costituente
nominale maggiore come oggetto o soggetto es sembra che faccia bel tempo), relative (modificano un
costituente nominale es non ho visto il tipo a cui ho dato il libro) ed avverbiali (modificano lintera frase es
bench piova)
Testo: combinazione di frasi pi il contesto in cui esse fungono da unit comunicativa
Contesto: si intende sia il contesto linguistico che precede o segue il testo prodotto, sia il contesto
extralinguistico in cui la frase prodotta
Anafore: elementi per la cui interpretazione necessario far riferimento al testo che li precede dan coesione
al testo
Deissi: propriet dei segni linguistici di far riferimento a cose od elementi dello spazio extralinguistico
appartenenti ad uno spazio ed un tempo non ben definiti.
Ellissi: mancanza od omissione di elementi indispensabili per dar luogo ad una struttura frasale completa
implicando riferimenti con frasi precedenti (es dove vai? a casa).
Segnali discorsivi: elementi estranei alla frase che esplicitano larticolazione interna del discorso (anzitutto,
allora, senti, no?) danno coesione al testo.






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Semantica

Semantica: parte della linguistica che si occupa del piano del significato, ovvero linformazione veicolata da
un segno od elemento linguistico
Significato denotativo: quello inteso nel senso di ci che loggetto descrive e rappresenta
Significato connotativo: significato indotto, connesso alle sensazioni suscitate da un segno ed alle sue
associazioni
Significato linguistico: somma di significato denotativo e connotativo
Significato sociale: significato che un segno ha in relazione ai rapporti fra i parlanti in termini di socialit
Significato lessicale: termini che rappresentano oggetti della realt esterna (gatto buono, mangiare)
Significato grammaticale: termini che rappresentano i concetti o rapporti del sistema linguistico (di, il .. )
Nomi propri: in semantica sono etichette a referente unico, che designano un individuo e non una classe
Intensione: insieme delle propriet che costituiscono il concetto di un termine (es cane = ci che identifica la
caninit)
Estensione: insieme degli individui a cui un concetto si pu applicare (es cane = tutti i membri della classe)
Lessema: corrisponde ad una parola considerata dal punto di vista del significato linguistico
Lessico: insieme dei lessemi di una lingua
Omonimia: lessemi con ugual significante ma diverso significato
Polisemia: lessemi derivati da uno stesso significante che danno origine a pi significati imparentati fra loro
Sinonimia: lessemi con diverso significante ma ugual significato di fondo
Iponimia: relazione ad inclusione semanticax incluso in y ed y non necessariamente incluso in x
Meronimia: relazione a partecipazione semanticax fa parte di y (es mese meronimo di anno)
Solidariet semantica: si basa sulla collocazione preferenziale di un lessema rispetto ad un altroil
significato di un lessema pre determinato dallaltro (es: nitrire/cavallo, miagolare/gatto)
Antonimia: rapporto di incompatibilit fra lessemi di significato opposto ad esclusionex implica non y e
non y implica x (alto/basso, buono/cattivo)
Complementarit: rapporto di incompatibilit fra lessemi in cui uno la negazione dellaltro (vivo/morto)
Inversione: rapporto fra lessemi che esprimono la stessa relazione semantica vista da due direzioni opposte
Campo semantico: insieme dei diversi lessemi che coprono le diverse sezioni di un determinata area di
significato
Sfera semantica: insieme di lessemi che coprono una zona pi ampia di significato riferendosi non pi a
singole aree ma a vere e proprie zone (es: sfera della moda, sfera sportiva).
Famiglia semantica: insieme di lessemi imparentati nel significato ed imparentati nel significanteparole
derivate dalla stessa radice lessicale
Gerarchia semantica: insieme di lessemi che fanno parte di una parte determinata del termine che lo segue
e gli superiore (es secondi, minuti, ore )
Metafora: spostamento di significato fondato sulla somiglianza concettuale o connotativa
Metonimia: spostamento di significato basato sulla contiguit concettuale (ho bevuto due bottiglie di vino)
Analisi componenziale: principio di analisi semantica dei lessemisi individuano per i nomi dei tratti o dei
componenti binari detti tratti semantici che descrivano il significato dei lessemi es bambina = /+umano, -
adulto, +femminile/ ; nei verbi invece uccidere = /(x causa)(y diventa)(non vivente)/
Semantica prototipica: basata sul concetto di prototipo, immagine-modello con cui confrontare tutti i membri
di una categoria attribuendo loro un grado diverso di tipicit per il concetto stesso; il punto focale linsieme
degli elementi centrali posseduti dal prototipo di riferimentovengono resi sfumati i confini tra le categorie
che non sono cos marcati poich i termini di confine possono esser posseduti da pi categorie.
Enunciato: frase considerata dal pv del suo concreto impiego in una situazione comunicativa
Connettivi: elementi importanti per linterpretazione dellenunciato come i quantificatori e negatori
Aspetto pragmatico: aspetto che tiene conto del cosa si fa, con la produzione di un enunciato, in un
determinato contesto situazionale.
Atti linguistici: atti che secondo lomonima teoria si compiono a partire dalla produzione di un
enunciatoAtto locutivo= consistente nel formare una frase secondo regole di una lingua; Atto illocutivo=
intenzione con la quale si produce la frase; Atto perlocutivo= effetto che la frase produce sul destinatario.
Verbi performativi: verbi che annullano la differenza fra contenuto referenziale (locutivo) ed atto illocutivo.
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Presupposizione: tipo rilevante di significato non detto verbalmente ma fatto assumere od inferire da quanto
viene enunciato es: andiamo al cinema? Ho la febbre.






Tipologia linguistica

Distanza strutturale: differenze fra lingue appartenenti ad uno stesso ceppo che vengono per convenzione
molte volte associate in ununica categoria (es: cinese)
Famiglia linguistica: livello di studio e classificazione delle lingue su base storico-comparativaindividua
somiglianze fra lingue procedendo su base genetica.
Lingue indo europee: tedesco, inglese, neerlandese, svedese, norvegese, danese, russo, polacco, serbo-
croato, sloveno, ucraino, ceco, bulgaro, macedone, lituano, lettone, bretone, gaelico, gallese, hindi, bengali,
pajabi, marathi, persiano, curdo, pashto, greco, albanese ed armeno.
In Europa: troviamo variet linguistiche di quattro ceppi; indo europee, uraliche, altaiche e caucasiche
Tipologia linguistica: livello di studio che si incentra sullanalisi dei costituenti strutturali dellanalisi di una
lingua, individuando in base a questo principio dei gruppi
Universali linguistici: propriet ricorrenti nella struttura di alcune lingue sotto forma di varianti o possibilit; un
universale perch sia tale non deve esser posseduto da tutte le lingue, basta che non sia contraddetto
anche solo da una.
Tipo linguistico: insieme di tratti strutturali in armonia luno con laltroraggruppamenti di sistemi linguistici
con molti caratteri comuni.
Tipologia morfologica: metodo di individuazione di tipi linguistici basato sulla struttura della parola in base
soprattutto al concetto di indice di sintesi, ovvero rapporto fra nmorfemi : parole.
Isolante: lingue in cui lindice di sintesi 1:1parole costituite da un solo morfema (lessicale) con derivazioni
e flessioni quasi assenti, sono spesso monosillabichevietnamita, thailandese, hawaiano.
Agglutinante: lingue dallalto indice di sintesi, 3:1 almeno, formate da giustapposizione di morfemi con valore
univoco ed una sola funzioneno morfemi cumulativiparole come stringhe di morfemi ben riconoscibili;
una parola realizza ci che in italiano magari un sintagma nominale (es: turco el-er-im-de = nelle mie mani)
Flessive (o fusive): lingue dallindice di sintesi sul 2:1, hanno parole internamente complesse in cui la
giustapposizione di morfemi non pi facilmente riconoscibilefenomeni di allomorfia, fusione e
cumulazione attorno alla radice lessicale che presenta numerose flessioni (tutte indo europee ed Italiano).
Introflessive: tipo di lingua flessiva in cui i fenomeni di flessivit avvengono dentro la radice es: arabo
con scrivere k-t-b kataba (lui scrisse), aktubu (scrivo), kitabum (un libro)
Polisintetico: lingue dalla struttura molto complessa come le flessive ma diversamente con la particolarit
dellavere al proprio interno pi radici lessicalifanno corrispondere a parole ci che in altre lingue
sarebbero vere e proprie frasi es groenlandese
Tipologia dellordine dei costituenti: criterio di analisi basato sullordine basico (non marcato) dei costituenti
principali della fraseSOV (ordine basico pi diffuso fra le lingue), SVO (ordine di poco inferiore come
diffusione al precedente), VSO, VOS (nettamente staccati sui 15% di diffusione), OVS ed OSV (percentuali
bassissime 1%). Le prime due sono pi diffuse perch fan coincidere quasi sempre il tema con il soggetto
mettendolo in prima posizioneprincipio di precedenza che vuole S precedere O e principio di adiacenza
che vuole che sintatticamente O e V debban esser contigui.
Universali implicazionali: principi generalmente validi che collegano fra loro le posizioni di diversi elementi
nella frase e nei sintagmi es: SOV(ANGN) = se una lingua SOV e laggettivo precede il nome, il
genitivo preceder sicuramente il nome che gli fa da testa.
Costruzione a destra: tipica delle lingue VO, postdeterminanti con ordine operando/operatore
Costruzione a sinistra: tipica delle lingue OV, predeterminanti con ordine operatore/operando
Ergativit: lingue che assegnano una marcatura diversa di caso a seconda che esso sia soggetto di un
verbo transitivo od intransitivoergative perch prestano attenzione al ruolo semantico di agente.
Subject e Topic Prominent: le prime, come le indoeuropee, costituiscono la frase secondo lo schema
oggetto/predicato verbale; le seconde, come il giapponese, che accostano una parte di commento alla parte
fondamentale topicale della frase (topic comment)