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Domande Linguistica

1. Livello astratto e concreto del linguaggio


La lingua è un sistema astratto, è un concetto che abbiamo nella mente e che viene
utilizzato in ogni situazione concreta. Possiamo considerare il linguaggio o nella sua
astrattezza o nella sua concretezza, dal parlato concreto riusciamo a riconoscere la
struttura astratta che c'è all'inizio. (astratto=pensiero, concreto=parlato)
2. Doppia articolazione
La catena parlate è doppiamente articolata: la prima articolazione analizza le frasi
in piccole unità costituenti, chiamati monemi: la seconda articolazione scompone i
monemi in unità minime chiamate fonemi.
3. Unità minima di 1° e 2° articolazione
1° articolazione monemi
2° articolazione fonemi
4. Fattori comunicazione di Jakobson
I componenti del circuito della comunicazione sono sei: oltre al parlante, ascoltatore
e al contesto, Jakobson aggiunge il codice linguistico (conosciuto da parlante e
ascoltatore), il canale (perchè senza aria non vi è voce) e il messaggio (ciò che si
pronuncia). Ogni fattore possiede una funzione: parlante (emotiva), ascoltatore
(conativa), contesto (referenziale), codice (metalinguistico), canale (fàtica),
messaggio (poetica)
5. Linearità, dipendenza dalla struttura
Le connessioni tra le parole non sono solo tra parole confinanti, l'enunciato è
lineare, suoni e parole arrivano uno dopo l'altra, la struttura invece è bidimensionale
e non lineare
6. Dicotomie di Saussure
Diacronia/Sincronia
Langue/Parole ​: sistema virtuale della massa dei parlanti, il valore di ogni elemento
risulta dalla presenza simultanea di tutti gli altri/epifania della langue, nel momento
in cui eseguo l'enunciato la langue diventa parole.
Paradigma/Sintagma​ (rapporti paradigmatici/sintagmatici): sono quelli astratti (in
absentia, quando sono ancora astratti)/si crea tra i rapporti di un enunciato (in
praesentia, quando sono concreti).
Segno linguistico (Significato/Significante)​: il segno linguistico non è solo forma ma
anche contenuto, è un'entita biplanare perchè l'uno non può stare senza l'altro.
7. Arbitrarietà del segno
1. Non c'è nessuna spiegazione naturale che leghi significato e significante, non ha
nessuna logica e un significato può avere più significanti; è arbitrario in rapporto al
significato, la scelta che viene fatta è immotivata.
2. Forma e sostanza del significato (la sostanza è una nebulosa e la lingua gli dà la
forma).
8. Eccezioni dell'arbitrarietà
Le onomatopee potrebbero sembrare un'eccezione all'arbitrarietà, ma Saussure la
respinge dicendo che in un momento storico poteva essere presente una
motivazione a queste onomatopee, ma con il passare del tempo questa ragione
svanisce e vince l'arbitrarietà.
9. Spiegare “Nella lingua non vi sono non che differenze”
Gli elementi del linguaggio acquistano valore solo in quanto si oppongono ad altri,
non si confondono con altri, ciò che caratterizza gli elementi del linguaggio è la loro
qualità opposizionale.
10. Arbitrarietà
3. Forma e sostanza del significante. La sostanza è la voce ed è uguale per tutte le
lingue del mondo: nella voce si può modificare il timbro, la forza e la durata del
suono. La sostanza è formata diversamente da lingua a lingua. (?)
11. Arbitrarietà dei confini tra significati (Diverse lingue = diversi modi per lo stesso
concetto)
La sostanza è formata diversamente da lingua a lingua, è arbitrario, in due lingue
diverse si hanno due parole diverse per esprimere lo stesso concetto.

12. Sincronia e Diacronia (quadrato linguistico)


La sincronia è lo studio della lingua in un dato momento storico, la diacronia è lo
studio della lingua nel suo sviluppo temporale. [Quadrato linguistico fot-foti
nell'epoca A, fot-fet nell'epoca B] Diacronicamente si ha una differenza nel plurale
poiché la “o” diventa “e” a causa dell'influenza della “i”; se vengono studiate in
sincronia nel caso A “fot” si distingue dal plurale per la desinenza nulla, nel caso B
la desinenza viene spostata sulla “o” che denota la differenza.
13. Significato e Significante
Significato e significante formano il segno linguistico: il significato è il contenuto
noetico del segno (contenuto mentale), il significante è un'immagine acustica
associata a un significato.
14. Rapporti sintagmatici e paradigmatici
Rapporti sintagmatici: si creano tra i rapporti di un enunciato (per esempio un
rapporto fonetico)
Rapporti paradigmatici: sono dei rapporti astratti, per esempio il paradigma di un
verbo (ne possiamo scegliere solo una forma alla volta).
15. Luoghi articolatori (elenco)
Bilabiale ​(unendo o avvicinando i labbro inferiore a quello superiore), ​Labiodentale
(avvicinando il labbro inferiore ai denti incisivi superiori), ​Dentale​ (punta della lingua
a contatto con i denti superiori), ​Alveolare ​(punta della lingua a contatto con gli
alveoli dei denti incisivi superiori), ​Postalveolari ​(parte anteriore della lingua si
accosta alla parte anteriore del palato), ​Retroflesso​ (si flette leggermente in alto e
all'indietro l'apice della lingua), ​Palatale​ (dorso della lingua a contatto col palato),
Velare​ (dorso della lingua a contatto col velo del palato), ​Uvulare ​(dorso della lingua
a contatto con l'ugola), ​Faringale​ (radice della lingua a contatto con la parete
posteriore della faringe) e ​Glottidale ​(sorgente di rumore nella glottide).
16. Modo di articolazione (elenco)
Occlusivo, Fricativo, Affricato, Nasale, Laterale, Vibrante (Monovibrante,
Polivibrante) e Approssimante
17. Com'è fatta un'articolazione (esempio, occlusiva)
Occlusiva​: prima fase chiusura totale del passaggio dell'aria (occlusione), seconda
fare brusca riapertura dell'occlusione (esplosione).
Fricativo​: ostacolo, avvicinamento senza contatto di due organi articolatori, l'aria
può fuoriuscire anche se in modo più forzato producendo un rumore di ​frizione.
Affricato​: occlusione determinata dallo stretto contatto tra due organi, che poi viene
rilasciata gradualmente (inizio occlusivo, fine fricativa).
Nasale​: ostacolo orale e velo palatino abbassato, l'aria esce dal naso durante la
fase di occluione.
Laterale​: occlusione centrale del canale provocata dalla lingua, consente il
passaggio dell'aria lungo i due lati o uno solo.
Vibrante​: debole occlusione intermittente, si interrompe e si ripristina velocemente
un certo numero di volte.
Approssimante​: intermedio tra vocalico e fricativo.
18. Suoni ingressivi/egressivi e pneumonici/apneumonici
La fonazione avviene grazie alla differenza di pressione dell'aria nelle cavità; la
maggior parte dei suoni sono egressivi (sfruttano l'aria in uscita dai polmoni),
mentre altri sono ingressivi (sfruttano l'aria in entrata nei polmoni). Ci sono anche
foni apneumonici che non sfruttano il flusso dell'aria dei polmoni (come lo schiocco
della lingua), mentre quelli che utilizzano l'aria dei polmoni sono penumonici.
19. Posizione della glottide e cosa fa
La glottide è la parte della laringe che comprende le pliche vocaliche; la glottide può
anche creare il meccanismo laringeo, costituito dalla successione di più cicli di
apertura e chiusura della glottide.
20. Disegnare il triangolo vocalico italiano

21. Trapezio vocalico e triangolo vocalico (nel trapezio abbiamo 2 tipi di “a”)

22. Luoghi di articolazione in italiano


I luoghi di articolazione in italiano sono: bilabiale, labiodentale, alveolare,
postalveolari, palatali, velari e uvulari.
23. Articolazioni con il velo del palato abbassato
Le articolazioni che hanno il velo palatino abbassato sono quelli nasali.
24. Funzioni della glottide
La glottide può essere: ​Aperta​ (respirazione, foni sordi), ​Chiusa​ (sforzo, occlusione
glottidale, eiettive), ​Vibrante​ (voce, articolazioni sonore), ​Chiusa aritenoidi aperte
(bisbiglio) o ​Vibrante aritenoidi aperte ​(mormorio, fricativa glottidale sonora).
Aritenoidi: passaggio secondario più piccolo.
25. Tre fasi dell'articolazione
Le fasi dell'articolazione sono: ​Impostazione​ (gli organi articolatori si avvicinano),
Tenuta​ (tengono la posizione) e ​Soluzione ​(abbandonano la posizione e passano a
quella successiva).
26. Affricata
L'affricata ha una impostazione occlusiva e una soluzione fricativa.
27. Parametri delle vocali
I parametri delle vocale sono: ​Altezza​ (alte/chiuse, mediobasse/semiaperte,
medioalte/semichiuse, basse/aperte), ​Avanzamento ​(avanzate, centrali, arretrate) e
le ​Labbra ​(labializzate/procheile [protuse], non labializzate [distese]).
28. Vari tipi di onde
Onde periodiche semplici: hanno una forma sinusoidale dove sull'asse x è
rappresentato il tempo, e sull'asse y la posizione della particella.
Onde periodiche complesse: sono le onde acustiche reali, è una sinusoide
frastagliata.
Onde aperiodiche: non hanno un periodo
29. Rumore
Il ruomore sono le onde aperiodiche e può essere diviso in rumore bianco e rumore
colorato.
30. Rumore colorato
I rumori colorati sono le consonanti, non possono essere bianchi perchè le
consonanti sono diverse tra di loro, sono “colorati” diversamente tra loro.
31. Rumore bianco
Sommatoria di tutte le frequenze visibili che è il bianco, ecco perchè viene
denominato così
32. Parametri onda periodica semplice/complessa
I parametri dell'onda periodica semplice sono: ​Frequenza​ (inversamente
proporzionale al Periodo, tempo per un ciclo della particella) e ​Ampiezza
(allontanamento massimo dal punto).
I parametri dell'ond periodica complessa sono: oltre alla ​Frequenza ​e all'​Ampiezza​,
c'è la ​Composizione Armonica​ (che viene percepita come timbro).
33. Rapporto tra parametri fisici e percepiti
Frequenza fisica ---> Altezza che distingue suoni gravi e acuti
Ampiezza ---> Livelli di intensità (forza del suono)
Composizione armonica ---> Timbro (qualità del suono che distingue diversi
strumenti musicali, voci,...)
34. Livello soggettivo ampiezza
Livello di intensità: più è maggiore e più è alta la velocità della vibrazione, avendo
più velocità, c'è più energia, quindi più forza nel suono.
35. Livello soggettivo frequenza suono
Altezza: vengono distinti suoni gravi e suoni acuti.
36. Formanti (F1 e F2)
Le prime due formanti che si trovano nello spettogramma sono la caratteristica
distintiva delle vocali: la F1 ha il valore in Hz maggiore nelle vocali aperte, la F2 ha
il valore in Hz nel grado di avanzamento (più è avanzata, più è alto il valore in Hz).
37. Analisi di Fourier
E' il procedimento matematico per scomporre un'onda complessa in armoniche, che
serve a ridurre un'onda complessa in una sommatoria di onde semplici. Queste
onde semplici, dette armoniche, hanno una frequenza in ordine di multipli interi
della frequenza dell'onda complessa, chiamata frequenza fondamentale.
38. Spettro
L'insieme delle armoniche di un'onda complessa è chiamato spettro acustico, si può
ottenere tramite il metodo di Fourier (matematicamente) o tramite risonatori o filtri
(sperimentalmente).
39. VOT
Il VOT (Voice Onset Time) è il tempo di attivazione del meccanismo laringeo.
40. Transizioni formantiche
41. Tra “a” e “i” c'è un passaggio graduale, le formanti con questo comportamento si
chiamano transienti. L'occlusione non ha formanti proprie, a contatto con una
vocale però:
- F1 della vocale si incurva sempre in basso
- la F2 si incurva verso un punto, detto locus consonanticus, che dipende solo dalla
consonante, si distinguono nel modo in cui modificano la vocale
42. Locus consonanticus
Punto ideale verso cui tende la F2 di una vocale vicina a una consonante e dipende
dalla consonante.
43. Intensità del suono sul fonospettrogramma
Intensità del suono sul fonospettrogramma è dato dagli annerimenti sul
fonospettrogramma stesso.
44. Armoniche
Le armoniche sono onde semplici che hanno una frequenza in ordine di multipli
interi della frequenza dell'onda complessa, chiamata frequenza fondamentale.
45. Fonema (def. Trubeckoj)
Il fonema è l'insieme dei tratti distintivi richiesti da un'immagine acustica.
46. Allofono
Gli allofoni sono le varianti combinatorie (due suoni di una lingua, simili dal punto di
vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse posizioni, sono due varianti
combinatorie di uno stesso fonema).
47. Regole di Trubeckoj
1. Quando due suoni ricorrono nelle medesime posizioni e non possono essere
scambiati fra loro senza con ciò mutare il significato delle parole o renderle
irriconoscibili, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due diversi
fonemi (es. varo-faro).
2. Quando due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizioni e si
possono scambiare fra loro senza causare variazione di significato della parola,
questi due suoni sono soltanto varianti fonetiche facoltative, o libere, di un unico
fonema (es. [rema]-[Rema]).
3. Quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non
ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello
stesso fonema.
48. Varianti libere
Due suoni della stessa lingua compaiono nelle medesime posizioni senza cambi di
significato, allora sono varianti fonetiche facoltative, o libere, di un unico fonema.
49. Coppie minime
Le coppie minime sono coppie di parole che si differenziano solo per un suono nella
stessa posizione.
50. Distribuzionalismo
Il distribuzionalismo si sviluppa nella scuola americana, è un metodo che utilizzano
alcuni linguisti che ricercano i problemi di distribizione, ovvero alla libertà che hanno
le parti dell'enunciato di trovarsi l'una in rapporto con l'altra. Gli esponenti maggiori
sono Harris (che studia la linguistica solo tramite questo procedimento meccanico)
e Pike (che, pur partendo dallo stesso principio, conserva il contatto con il concreto.
51. Scacchi (Saussure)
La langue è come una scacchiera, dove tutti gli elementi sono solidali e il valore di
ognuno risulta dalla presenza simultanea di tutti gli altri; una qualsiasi disposizione
di pedine su una schacchiera crea un sistema, se si toglie una pedina il valore
cambia.
52. Rendimento di opposizione
I fonemi di una lingua si trovano tramite il metodo della commutazione (trovando le
coppie minime); queste coppie si possono contare e, più coppie ne esistono, più il
rendimento è alto, meno coppie esistono e più il rendimento è basso.
53. Varianti combinatorie del fonema....
/s/ può essere [s] o [z]
/gn/ può essere [n palatale] o [nn palatale se tra vocali]
/n/ può essere [m labiodentale] prima di f,v; [n velare] prima di k,g; [m] prima di p,b;
[n] in tutti gli altri casi.
54. Funzione dei fonemi
Per Trubeckoj le funzioni dei fonemi sono:
- demarcativa (ese. L'accento, per lo più se fisso)
- espressiva (es. un “molto” più grande può essere “moooolto”)
- distintiva: si considerano fonemi di una lingua solo quei foni che danno un
significato distintivo, es. palla e balla, 2 fonemi diversi e 2 significati distinti.
55. Tipi di opposizioni
Esistono vari tipi di opposizioni:
1. Rapporto tra opposizione e sistema
- opposizioni bilaterali vs multilaterali (bilaterale tra due elementi, multilaterale tra +
di due elementi)
-opposizioni proporzionali vs isolate: porporzionali perchè ci sono correlazioni simili
(/p/ e /b/), isolata solo questi due fonemi usano quel tratto per riconoscersi (/r/ e /l/).
2. Rapporto tra i due termini dell'opposizione:
-opposizione privativa, un fonema possiede una marca assente nell'altro (es. /t/ e
/d/ per sonorità)
-il tratto che distingue le vocali è graduale poiché il tratto è presente in grado
diverso tra tutte le vocali
-opposizione equipollente, fonemi che si oppongono per più di un tratto (es. /k/ e
/v/)
3. Estensione del potere oppositivo
-alcune opposizioni si neutralizzano in certi contesti, altre sono opposizioni costanti.
56. Peculiarità dei sistemi fonologici
Ogni lingua seleziona determinati tratti distintivi, allofoni, neutralizzazione, ecc.... La
lingua seleziona i propri tratti distintivi in modo arbitrario; la funzione dei foni è
diversa in lingue diverse, la distintività di una lingua può essere diversa da un'altra
lingua (es. circasso, 3 foni vocalici, 7/8 allofoni, tratto distintivo solo l'altezza).
57. Arcifonema
E' l'insime dei tratti distintivi meno la mora di correlazione (scompare solo il tratto
che lo articola, fa suonare o altro).
58. Tipi di accento
L'accento è la messa in rilievo di una sillaba rispetto alle altre e si divide in:
-accento intensivo: in IPA si segna con una barretta verticale in alto prima della
sillaba accentata (accento principale).
-accento secondario: in IPA si mette in basso prima della sillaba. Possono essere:
Liberi ​(se può cadere su una qualsiasi sillaba), ​Limitati​ (se è regolamentato da
alcune regole apposite) e ​Fissi​ (se cade nella stessa sillaba in ogni parola).
-accento musicale: consiste nel cambio di altezza della voce e può essere: ​Di
Profilo ​(la vocale accentata è musicalmente più alta o bassa) e ​Di Contorno​ (la
sillaba accentata segue un ritmo melodico).
- accento di durata (non attestato)
59. Funzione dell'accento
L'accento ​Libero​ svolge la funzione demarcativa e cumulativa, quello ​Fisso​ svolge
la funzione demarcativa e quello ​Limitato​ svolge quella cumulativa e raramente
demarcativa.
60. Le varie scuole (ginevra, ecc..)
Scuola di Ginevra: ebbe come insegnante Saussure e dopo la sua morte seguì i
suoi insegnamenti rimessi insieme da Bally e Sechehaye attraverso appunti di
studenti che avevano seguito i suoi corsi.
Scuola di Praga: dal 1926 si fanno passi in avanti per lo studio della fonologia e
così, nel 1928 a L'Aja, Trubeckoj, Jakobson e Karcevskij presentarono la loro
proposizione 22.
61. Chi è Trubeckoj
Trubeckoj fa parte del circolo di praga e fu uno dei principali fondatori della
fonologia.
62. Circolo di Praga
Fu fondata nel 1926, venne chiamato circolo e non scuola poiché ci fu un afflusso di
linguisti emigrati (tra cui Trubeckoj stesso); la scuola di Praga è anche chiamata
funzionalista poiché per loro ogni cosa nella linguistica è tale poiché ha una sua
funzione.
63. Chi è Hjelmslev
Hjelmslev, strutturalista e studioso di Copenaghen, è il fondatore della
“glossematica”; questa cerca di eliminare ogni apprezzamento soggettivo alla
scienza linguistica e si sforza a stabilire una specie di algebra del linguaggio,
ovvero una rete di definizioni che formino un sistema il quale può essere usato
come modello per la descrizione di idiomi particolari.
64. Principali esponenti strutturalismo americano
Chomsky: propone il generativismo che differisce dal pensiero di Saussure,
trasformando langue in competenza linguistica, parole in esecuzione.
Bloomfield: è un comportamentista (la lingua viene imparata come un
comportamento qualsiasi), con il suo metodo cerca di trasferire tutto nella realtà, ci
sono solo tratti articolatori e acustici, nessun fonema astratto e il parlante impara i
comportamenti per parlare.
Twaddel: il fonema è solo una finzione dei linguisti, può essere abbandonata,
esistono solo i foni.
65. Bally e Sechehaye
Sono due studiosi della scuola di Ginevra che, pur non avendo partecipato alle
lezioni di Saussure, ricompongono i suoi insegnamenti utilizzando gli appunti presi
a lezione dai suoi studenti, creando così il “Course de linguistique générale”.
66. Mentalismo/comportamentismo
Vennero opposti in un certo periodo poiché nacque un dibattito grazie a Chomsky il
quale diceva che parte del linguaggio appartiene alla mente, a cui gli si
contrapponeva Bloomfield che diceva che il linguaggio vieni soltanto imparato.
Il comportamentismo, che si rifà a Bloomfield, ci dice che il linguaggio, al pari delle
altre attività umane, viene visto come una conseguenza naturale delle azioni e
reazioni dei vari elementi che compongono il corpo umano.
Il mentalismo, per il quale preopendeva Edward Sapir, è una dottrina di natura
psicologica, secondo cui la variabilità del linguaggio è frutto dell'azione esercitata
sui fattori psichici da una forza spirituale che comanda i nostri centri nervosi.
67. Esponenti della scuola di Ginevra
I più importanti esponenti della scuola di Ginevra, oltre Saussure stesso, furono
Bally e Sechehaye, autori del Course de linguistique générale che conteneva tutti
(più o meno) gli insegnamenti di Saussure.
68. Fondatori della fonologia
I fondatori della fonologia sono Trubeckoj, Jakobson e Karcenskij che
promulgarono la proposizione 22.
69. Teoria Chomsky (grammatica generativa)
La sua grammatica generativa differiva da Saussure; Chomsky trasformò la langue
in competenza linguistica (che ci permette di parlare) e la parole in esecuzione (o
performance). La competenza è strettamente individuale al contrario della langue e,
in parte, è anche innata (codificata geneticamente, approccio mentalista).
70. Proposizione 22
La proposizione 22 parla di:
-distinzione tra fonetica(studia il linguaggio dal punto di vista fisico) e fonologia
(studia i suoni dal punto di vista della loro funzione)
-superabilità dell'antinomia sincronia-diacronia (si può osservare l'evoluzione
diacronica del sistema)
-carattere binario delle opposizioni fonologiche (presenza o assenza di una qualità)
-importanza delle correlazioni (opposizioni tra due serie)
71. Per cosa è famoso Martinet
Martinet è famoso per la sua definizione di doppia articolazione (La catena parlate è
doppiamente articolata: la prima articolazione analizza le frasi in piccole unità
costituenti, chiamati monemi: la seconda articolazione sompone i monemi in unità
minime chiamate fonemi) e per aver superato l'opposizione tra la sincronia e la
diacronia.
72. Famiglia e gruppo linguistico del...
Famiglie: ​indoeuropea​, ​afro-asiatica​ (egiziano, arabo, ebraico), ​uralica​ (finlandese,
estone), ​sino-tibetana​ (cinese mandarino, tibetano), ​nigerkordofaniana​ (swahili),
altaica​ (mongolo, turco), ​dravidica​ (tamil, telugu), ​austro-asiatica ​(khmer,
vietnamita), ​austronesiana​ (malgascio), ​isolate​ (basco, giapponese, coreano).
73. Gruppi di famiglie indoeuropee (elenco)
La famiglia indoeuropea è divisa in vari gruppi:
-​indo-iranico ​diviso in due gruppi:​ il gruppo ​iranico​ è diviso in due rami, ​occidentali
(persiano antico/moderno, avestico, curdo) e ​orientali​ (pashto o afgano), e il gruppo
indiano​ (sanscrito,vedico)
-​tocario​ (tocario A e tocario B)
-​anatolico​ (ittita)
-​armeno​ (armeno)
-​albanese​ (albanese)
-​slavo​ che si divide in ​orientale​ (russo, ucraino, biellorusso), ​occidentale​ (polacco,
slovacco, ceco) e ​meridionale​ (bulgaro, macedone, sloveno, serbo-croato).
-​baltico​ (lituano, lettone, persiano antico)
-​ellenico​ (greco)+
-​italico​ che si suddivide in ​orientale​ (osco, umbro,sannita) e ​occidentale​ (lingue neo
latine come italiano, francese, portoghese, spagnolo, romeno, gallego, catalano,
ladino, provenzale).
-​germanico​ diviso in ​orientale​ (gotico), ​settentrionale​ (svedese, danese, norvegese,
islandese, feroico) e ​occidentale​ diviso in ​anglo-frisone​ (frisone, inglese) e
neerlando-tedesco​ (olandese, tedesco, afrikaans, yiddish)
-​celtico​ diviso in ​gaelico​ (irlandese, gaelico di scozia) e ​britannico​ (cimrico, bretone,
cornico)
74. Elenco di lingue: quale di queste è/non é....

75. Lingue semitiche


LE lingue semitiche sono un ramo delle lingue afro-asiatiche, parlate in Africa e
Asia (come l'arabo, l'amarico, l'ebraico e il tigrino).
76. Lingue isolate
Le lingue isolate sono il basco, giapponese, l'ainu, ecc.. si chiamano così poiché
isolate rispetto le altre lingue.
77. Lingue isolanti/flessive/agglutinanti
Questa è la classificazione tipologica e divide le lingue in:
-Isolanti (no morfologia cgrammaticale, cinese)
-Agglutinanti (un valore per ogni morfema, giapponese)
-Flessive (morfemi con più valori, italiano)
78. Parametri lingue tipologico (Greenberg, SOV, SVO...)
La tipologia di Greenberg prende degli elementi comuni a tutte le lingue ovvero
Soggetto, Verbo e Oggetto; la sua classificazione individua degli universali
implicazionali:
-se la lingua é OV, la lingua ha le post-prosizioni
-se la lingua è VO, la lingua ha le preposizioni
79. Classificazione areale
Si classificano le lingue in base alla vicinanza geografica che, poiché sono in
contatto, sviluppano delle caratterisctiche in comune; lingue irrelate ma
geograficamente vicini con caratteristiche grammaticali comuni formano una lega e
ci sono:
-lega dei balcani (ciò che sta dopo l'adriatico, ovvero lingue slave, romanze,
elleniche, albanese, ondi-iraniche, altaiche); la più famosa delle leghe che ha in
comune alcune caratteristiche (Assenza di infinito nel verbo, articolo postposto,
ecc...)
80. Tipi di scrittura, quando e da chi
La scrittura è la trasposizione accessoria di una lingua parlata su un supporto
durevole e si dividono in Ideografica, Fonogragica (rappresenta i significati) e
Alfabetica.
La scrittura più antica è la ​cuneiforme​, attestata intorno al IV millennio a.C. dai
sumeri, più avanti ci furono la scrittura geroglifica e gli ideogrammi cinesi, che
continuano a essere scritture ideografiche. La lingua sumerica si evolve e si ha la
lingua accadica, primo esempio di lingua ​sillabica​ (invenzione del principio del
rebus); dagli accadi poi continua a ssere sillabica attraverso gli assiro-babilonesi,
ittiti, ecc... La scrittura ​alfabetica ​si attesta nel XIV secolo a.C. a Ugarit nasce il
primo sistema alfabetico (consonantico), ultima semplificazione del cuneiforme,
ogni grafema corrisponde biunivocamente a un fonema consonantico. Pochi secoli
dopo i fnieci inventano definitivamente la scrittura consonantica (XI secolo a.C.); i
greci utilizzarono consonanti fenicie assenti in greco per indicare le vocali e gli
alfabeti greci si dividono in 4 gruppi:
- attici - orientali - occidentali - meridionali
L'alfabeto latino deriva da quello occidentale

81. Allomorfo
Quando un morfema ha lo stesso valore grammaticale ma forme fonologicamente
diverse, tali forme si chiamano allomorfi.
82. Morfema zero
Il morfema zero si presenta quando c'è un valore grammaticale obbligatorio, a cui
corrisponde una sequenza fonologicamente nulla.
83. Circonfisso
Il circonfisso è un tipo di morfema legato che si sviluppa attorno la radice di una
parola.
84. Morfema legato/libero
I morfemi grammaticali liberi sono o proposizioni o postposizioni, possono essere
discontinui (come in francese ne...pas).
I morfemi grammaticali legati possono essere:
-​Prefissi​ (prima della radice)
-​Suffissi​ (dopo la radice)
-​Infissi​ (dentro la radice)
-​Circonfissi​ (intorno la radice)
-​Tranfisso o Interfisso​: nelle lingue semitiche il monema lessicale è lo scheletro
consonantico, e i valori vocalici sono dati da interfissi vocalici.
-​Apofonia​ (cambio di una vocale radicale)
85. Parola fonetica/morfologia/sintattica
La parola può avere diverse definizioni:
-​Fonologica​: una sequenza di fonemi delimitata da segnalatori di confine (accento
fisso, neutralizzazzione di sonorità, ecc...)
-​Morfologica​: sequenza di fonemi che va dal prefisso alla desinenza
-​Sintattica​: sequenza di fonemi che ha una certa autonomia nella frase, non è
chiaro cosa si intenda per autonomia.
86. Criteri indivi.(?) parti del discorso
Le parti del discorso di una lingua si dividono in classi, per esempio in italiano
(nome, verbo, aggettivo, pronome, articolo che sono variabili; preposizioni, avverbi,
congiunzioni, interezioni che sono invariabili).
87. Valenze semantiche
Le valenze semantiche sono dei “vuoti” nelle parole che vanno riempiti, queste
valenze individuano dei lessemi che sono destinati a diventare dei predicati.
88. Allomorfi di un morfema
Quando un morfema ha lo stesso valore grammaticale ma forme fonologicamente
diverse, tali forme si chiamano allomorfi (esempio, plurale in inglese

Caratteristiche linguaggio umano:


Doppia articolazione
Discretezza: gli elementi del linguaggio sono sempre divisi dagli altri elementi
Ricorsività: il linguaggio umano è l'unico che può prendere dei messaggi, metterli
insieme e formarne di nuovi.
Dipendeza dalla struttura

Modificazioni alla teoria di Saussure:


Jakobson: la langue diventa codice (insisme di elementi e regole per combinare gli
elementi) e la parole è il messaggio (che trasmette informazione)
Chomsky: la langue diventa competenza linguistica (che ci permette di parlare,
strettamente individuale e anche innata in parte) e la parole diventa esecuzione.
Semiotica di Pierce: propone una classificazione dei tipi di segni:
Icona: segno basato sulla similarità tra il significato e il significante
Indice: quando vi è una contiguità tra significante e significato
Simbolo: segno basato su una convenzione, come tutti i segni linguistici

Fonetica articolatoria: organi articolatori:


Fissi: denti, alveoli, palato duro, faringe
Mobili: lingua, labbra, velo palatino, glottide
Cavità polmonare, faringale, orale e nasale

Precursori della fonologia: i precursori della fonologia furono Boudain de Courtenay e


Noreen (il primo linguista dell' '800, l'altro uno studioso con poca fama), ma anche Sassure
è un precursore poiché la langue e la parole sono una precondizione necessaria per
parlare di fonologia.
Immagine acustica: la nostra mente sa che una determinata parola richiede certi tratti
distintivi, ma può contenerne altri (sonorità, tesa/rilassata, ecc..)

Distribuzione: (distribuzionalismo?) numero dei fonemi in cui può comparire il fonema, ne


esistono due tipi:
Contrastiva: due fonemi non possono ricorrere nello stesso contesto distinguendo
dei significati.
Complementare: due foni non ricorrono mai nello stesso contesto (es. in inglese /h/
e /ng/ la prima sempre iniziale, il secondo finale, quindi si completano)

Livelli di rappresentazione:
Grafica/ortografica: se scriviamo una parola, sappiamo realizzarla
Fonetica: trascrizione IPA
Fonologica: scriviamo solo ciò che è distintivo e non ridondante
Morfologica: diversa realizzazione dello stesso morfema

La maggior parte dei fonemi e allofoni si oppongono per sonorità, questa è una
correlazione, e ciò che distingue due serie di fonemi viene detta ​marca di correlazione​.

Neutralizzazione: alcune opposizioni fonologiche funzionano in qualsiasi contesto, altre


invece si neutralizzano, fonemi che smettono di essere fonemi in alcuni casi (es. le due “e”
in italiano si oppongono solo se la sillaba è accentata)

Teoria del binarismo di Jakobson:


Tutti i tratti distintivi sono privativi (anche quelli graduali sono privativi)
I tratti devono essere validi universalmente
Stessi tratti per consonanti e vocali
Tratti interpretabili sia in termini articolatori, sia in termini fisico-acustici
Jakobson propone 12 tratti binari universali, ogni singola lingua ne seleziona un
sottoinsieme:
Vocalico/non vocalico
Consonantico/non consonantico
Compatto/diffuso
Teso/rilassato
Sonoro/non sonoro
Nasale/orale
Continuo/discontinuo
Stridulo/morbido
Bloccato/non bloccato
Grave/acuto

L'onda sonora è una susseguirsi di zone di condensazione (le particelle si avvicinano l'una
all'altra) e di rarefazione (dove si allontanano).

Vibrazioni libere: ogni corpo può vibrare se sollecitato e le caratteristiche della vibrazione
(frequenza dipendono solo da questo corpo). Per far suonare un corpo possiamo metterlo
accanto ( e collegarlo) a un altro corpo, farlo vibrare e di conseguenza vibrerà anche l'altro
(se hanno la stessa frequenza): questa è la ​risonanza​, permette di analizzare una
vibrazione complessa. Quando un risonatore risponde a un abanda di frequenza si chiama
filtro ​(entra in risonanza con le singole armoniche di un suono compelsso); un ​banco di
filtri​ con frequenza di risonanza diversa individua le armoniche di un suono complesso,
ogni banco di filtri ha una lunghezza di banda che può essere larga o stretta, più è stretta
e più si ha un dato preciso.

Normalizzazione del condotto vocalico: il cervello dell'ascoltatore percepisce le vocali in


base ai rapporti e non ai termini assoluti (differenza tra triangolo vocalico adulto e
bambino).

Sovrasegmentali: fenomeni fonatori che usano fenomeni superiori come intensità, altezza
e durata del suono; i fenomeni sovrasegmentali sono l'accento, il tono e l'intonazione.

Mora: nelle lingue con durata distintiva si hanno le more, unità di misura della durata e può
essere
Vocalica
Sillabica
Consonantica
Le more sono solo una nostra estrazione, non esiste il concetto di mora, le usiamo per
descrivere fonemi che coinvolgono segmenti di vocali; la mora può trovarsi:
Sulla sillaba: può dipendere dal numero e tipo di sillabe
Sulla mora: in greco anico è limitato alla terza mora vocalica

Sede dell'accento:
Libero: qualsiasi sede
Limitato: solo in determinate sedi
Fisso: sempre nello stesso posto

L'accento può essere visto morfologicamente, nelle lingue flessive si divide in:
mobile, se cambia sede nel percorso della declinazione
colonnale, rimane fisso, non si sposta nella declinazione

Trascrizione e Traslitterazione:
La trascrizione è un tentativo di rendere in forma scritta una determinata pronuncia (IPA,
romanistica, ecc...)
La traslitterazione è la conversione di un sistema di scrittura in un altro, tra i grafemi
originali e quelli traslitterati deve esservi corrispondenza biunivoca.

Conversione di classe: una parola che sta in una classe lessicale può essere trasformata
in un'altra tramite mezzi morfologici:
infinito: forma nominale del verbo
participio: forma aggettivale del verbo
gerundio: forma avverbiale del verbo
articolo: trasforma un non sostantivo in un sostantivo

Ruoli semantici: di queste valenze sappiamo quante ne servono a un certo verbo, conosco
alcune caratteristiche semantiche, catalogate in varie categorie; i ruoli semantici sono una
lista gerarchica (i più importanti sono più in alto) tra cui l'agente è il più importante:
Agente: essere vivente che svolge l'azione in modo attivo e volitivo
Paziente: colui che subisce l'azione
Esperiente: essere vivente che prova una attività mentale
Stimolo: cosa che provoca l'attività mentale
Parola secondo Sapir: rappresenta la struttura della parola con un simbolismo:
Maiuscole per la radice lessicale
Minuscole per morfemi grammaticali
Parentesi per indicare che l'elemento è legato
Tipi:
A, solo con la radice lessicale
A+(b), la desinenza non può comparire da sola
A+( ), radice più una desinenza nulla
(A)+(B), radice e desinenza non possono trovarsi da sole
A+B, due elementi radicali che formano una parola
La parola è un'unità formale, ma non funzionale, perchè in tutte le lingue ci sono delle
unità formali, non sono universali poiché si possono suddividere in modi diversi.

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