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LE LINGUE E IL LINGUAGGIO

PUNTI PRINCIPALI

- linguistica, linguaggio/lingua e universali linguistici


- competenze del parlante e unità di base
- sintagmatico e paradigmatico
- sincronia e diacronia
- fonetica  foni
- classificazione dei suoni
- fonologia  fonemi
- stratificazione del lessico (calco e prestito)
- sintassi
- valenza dei verbi e loro classificazione
- sintagma e frase
- significato (denotazione e riferimento)
- ambiguità lessicale (omonimia, metafora, metonimia, sinonimia, antonimia, iponimia, iperonimia)
- atti linguistici e loro classificazione
- 4 massime di Grice

Reggenza e Combinazione
caratterizzano tutti i linguaggi
reggenza = relazione tra due elementi in cui uno richiede necessariamente l’altro ma non viceversa
combinazione = relazione tra due elementi in cui nessuno dei due implica l’altr’o

L'enunciato è il risultato linguistico, cioè la parola pronunciata o il testo scritto, mentre l'enunciazione è
l'atto linguistico attraverso il quale gli elementi del linguaggio sono impiegati dall'enunciatore in vista di un
risultato.

Che cos'è il linguaggio?


LINGUISTICA = studio scientifico del linguaggio umano, formulare ipotesi generali sulla struttura del
linguaggio (fine conoscitivo)
LINGUAGGIO = sistema di comunicazione comune dotato di caratteristiche proprie
caratteristiche del linguaggio umano: discretezza (elementi del linguaggio distinguibili), ricorsività
(creazione di frasi sempre nuove), dipendenza dalla struttura (grammaticalità e agrammaticalità)  sistema
specializzato
universali linguistici = elementi comuni a tutte le lingue (concetto di unicità del linguaggio e diversità tra le
lingue)

Che cos'è una lingua?


LINGUA = sistema articolato su più livelli (suoni, parole, frasi, significati), i parlanti di una lingua hanno
determinate conoscenze (competenza) riguardanti questi livelli (competenza fonologica, morfologica,
sintattica e semantica)  si può studiare una lingua considerando anche il suo mutamento nel corso del
tempo
competenza fonologica = conoscenza dei suoni e di come si usano e combinano
competenza morfologica = conoscenza relativa alle parole della propria lingua
competenza sintattica = conoscenza delle regole della sintassi, come formare frasi
competenza semantica = conoscenza del significato delle parole, intuizione delle relazioni semantiche tra
parole

funzione segnica (Hjelmslev)= relazione fra i due piani (funtivi, ciò su cui opera la funzione)
aspetto sensibile (espressione) / aspetto intelligibile (contenuto)  il suono /kane/ produce in me il
concetto di “cane” + il fumo produce in me il concetto di fuoco
espressione
funzione segnica=
contenuto

parlato/scritto  alfabeti contraddittori e incongruenti (suono F  philosophy/fly)


astratto/concreto  livello astratto: /a/ è una sola – livello concreto: /a/ si realizza in modi diversi in base a
come viene usata nelle parole
langue e parole (Saussure)  langue = lingua della collettività, sociale e astratta – parole = esecuzione
linguistica realizzata da un individuo
codice/messaggio (Jakobson)  codice = insieme di potenzialità, astratto – messaggio = costruito sulla
base delle unità fornite dal codice, atto concreto
grammatica dei parlanti = insieme di conoscenze immagazzinate nella mente, costruito attraverso un
equilibrio di fattori innati biologicamente e di esperienze acquisite all’interno della comunità linguistica
Unità di base = unità regolate e combinate dalle regole di una lingua
SINTAGMATICO = (rapporto) tra elementi che sono co-presenti in una parola e che si influenzano (es.
amico/amici  variazione suono /k/ /c/)
PARADIGMATICO = (rapporto) possibile tra tutti i suoni che possono comparire in un certo contesto, ma
sono rapporti in absentia
“in un edificio una colonna ha rapporti di vicinanza (sintagmatici) con l’architrave che essa sorregge; d’altra
parte la colonna ha rapporti paradigmatici con altri tipi di colonna (dorica – corinzia – ionica)”
RELAZIONI SINTAGMATICHE E PARADIGMATICHE
Le relazioni di significato con le parole che sono nel testo si chiamano sintagmatiche; le relazioni con parole
che non sono scritte nella frase si chiamano paradigmatiche.
Esempio: Mangio la pera.
Relazioni sintagmatiche: mangio/una pera; una/pera
Relazioni paradigmatiche: mangio/mangerò/mordo Una/questa/la Pera/mela/frutto
SINCRONIA = studio di un fenomeno senza ricorrere alla variabile “tempo”
DIACRONIA = studio di un fenomeno attraverso il tempo

Pregiudizi linguistici  non esistono lingue primitive, non esistono lingue belle o brutte, facili o difficili

I suoni delle lingue: fonetica e fonologia


FONETICA = disciplina che studia la produzione dei suoni (fonetica articolatoria) e la natura fisica del suono
e la sua propagazione (fonetica acustica)  studio dei foni (aspetto fisico del suono)
classificazione dei suoni  modo di articolazione (assetto degli organi) / punto di articolazione
(modulazione dell’aria) / sonorità (sonoro o sordo)
classi di suoni  consonanti / vocali / semiconsonanti
combinazioni di suoni  nessi consonantici e dittonghi (vocali)
trascrizione fonetica  suoni semplici e suoni geminati

FONOLOGIA = scoprire quali sono i fonemi di una lingua e se una differenza di suono corrisponde ad una
differenza di significato  studio dei fonemi (segmento fonico che ha una funzione distensiva e non può
essere scomposto in una successione di segmenti di ciascuno abbia una funzione)
contesto = posizioni in cui un suono può comparire (distribuzione)
Regole di Trubeckoj
- prima regola: quando due suoni ricorrono nelle stesse posizioni e non possono essere scambiati fra loro
senza mutare il significato della parola, allora questi due suoni sono realizzazioni fonetiche di due diversi
fonemi
- seconda regola: quando due suoi compaiono nelle stesse posizioni e si possono scambiare fra loro senza
causare variazioni di significato, questi due suoni sono varianti foniche facoltative di un unico fonema
- terza regola: quando due suoi, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse
posizioni, essi sono due varianti combinatorie dello stesso fonema
distribuzione contrastiva = due foni compaiono nello stesso contesto e si ottengono due parole diverse
distribuzione complementare = due foni non possono mai ricorrere nello stesso contesto ma
separatamente si, allofoni dello stesso fonema
allofoni =
binarismo = ogni elemento linguistico si differenzia dagli altri per una serie di scelte binarie (di tipo si/no)
regole fonologiche = collegano una rappresentazione astratta (fonematica) ad una rappresentazione
concreta (fonetica)
SILLABA = (fonetica) unità prosodica costituita da uno o più foni agglomerati intorno ad un picco di
intensità  sillaba minima = costituita da una vocale (nucleo sillabico)  struttura della sillaba:
attacco/rima – nucleo/coda
accento = proprietà della sillaba, fenomeno soprasegmentale, non vi è una regola per prevedere dove
comparirà l’accento
intonazione = picchi e avvallamenti che producono un effetto percettivo di tipo melodico (curva melodica)
tono = altezza tonale dipendente da molte varianti extralinguistiche (es. sesso, età)

opposizioni fonologiche:
- bilaterale (la parte uguale dei due fonemi è propria solo dei due fonemi in questione)
- multilaterale (/p/ e /k/ NON sono le sole occlusive sorde, c’è anche /t/)
- privative e non-privative  sordo = non sonoro (/p/ occlusiva bilabiale non-sonora  termine non
marcato + /b/ occlusiva bilabiale sonora  termine marcato)

La struttura delle parole: morfologia


MORFOLOGIA = studio delle parole e delle varie forme che la parola può assumere, studio della struttura
interna delle parole  la formazione delle parole consiste di una parte formale e una parte semantica
PAROLA = unità del linguaggio umano istintivamente presenti alla consapevolezza dei parlanti, all’interno di
una parola non si possono inserire altri elementi linguistici
lemmatizzazione = riportare una forma flessa al suo lemma (amavo  amare)
classi di parole (categorie lessicali): nome, verbo, pronome…
universali linguistici = presenti in tutte le lingue
MORFEMA = la più piccola parte di una lingua dotata di significato, costituito da più fonemi  morfemi
lessicali e morfemi grammaticali (nome dipende dalla funzione del morfema)
morfema libero = può ricorrere da solo in una frase (bar, ieri, virtù) / morfema legato = non possono
ricorrere da soli in una frase e che per farlo devono aggiungere un’unità (libr-i)
allomorfo = presenta a livello concreto l’unita astratta designata dal morfema
processi morfologici  flessione, derivazione, composizione
suppletivismo = in una serie morfologicamente omogenea, si trovano radicali diversi che intrattengono
evidenti rapporti semantici senza evidenti rapporti formali (flessione del verbo “andare”  si alternano le
radici di “and” e “va”)

Lessico e lessicologia
lessico mentale = sottocomponente della grammatica dove sono immagazzinate tutte le informazioni che i
parlanti conoscono delle parole della propria lingua  conoscenza relativa al funzionamento delle parole
(ogni parlante è in grado di estrarre dal proprio lessico mentale delle liste di parole con certe caratteristiche
= dizionario mentale)
dizionari = livello della langue, è l’insieme delle parole usate da tutta una comunità linguistica, contengono
informazione linguistica  composto da lemmi, non da parole flesse  scritti a partire da corpora scritti
(generici o specialistici)
lessicalizzazioni = espressioni il cui significato non è desumibile della somma dei significati delle parti
grammaticalizzazione = un’unità perde il suo significato lessicale e ne acquisisce uno grammaticale (es.
-mente)
stratificazione del lessico = lessico costituito da vari strati  strato +nativo (centrale) e -nativo (periferico)
 in italiano, calco = riproduzione di struttura o semantica / prestito = riproduzione centrata sul
significante
dizionario inverso = ordina le parole a partire dall’ultima lettera, se pe due parole l’ultima lettera è uguale
passa alla lettera immediatamente alla sua sinistra e così via
dizionario di frequenza =
concordanze = non sono propriamente dei dizionari, ma delle liste dei contesti in cui una determinata
parola appare

La combinazione delle parole: sintassi


SINTASSI = studia i principi in base ai quali le parole delle varie lingue possono combinarsi in certi modi e
non in altri  combinazioni possibili: frasi oppure gruppi di parole di tipo non frasale
valenza = i verbi hanno bisogno di essere accompagnati da un determinato numero di altri elementi perché
la frase in cui ricorrono sia ben formata  avalenti (non sono accompagnati da alcun argomento),
monovalenti (camminare, parlare, … l’unico argomento è il soggetto, Gianni cammina), bivalenti (verbi
transitivi, soggetto + complemento oggetto), trivalenti (di dire, di fare)
gruppi di parole = sintagma
frasi  frase semplice = non contiene altre frasi – frase complessa = più frasi semplici legate da un
rapporto di coordinazione o subordinazione
soggetto = indica la persona o la cosa che fa l’azione o che la subisce  persona o cosa di cui parla il
predicato  argomento che ha obbligatoriamente la stessa persona e lo stesso numero del verbo
predicato = esprime l’azione compiuta o subita dal soggetto
categorie flessionali (genere, numero, caso, tempo, persona, modo)
individuazione dei costituenti ?
argomenti ? e circostanziali ?

Il significato e l'uso delle parole e delle frasi: semantica e pragmatica


significato  le diverse lingue possono riferirsi alla stessa realtà mediante un sistema diverso di significati
denotazione (realtà extralinguistica) = significato in riferimento al generale (es. gatto  felino)
riferimento (realtà extralinguistica) = significato rispetto al contesto  creazione di mondi possibili (la
semantica non è una teoria della realtà, ma del modo in cui gli esseri umani, tramite il linguaggio, si
riferiscono alla realtà, effettiva o immaginata)
ambiguità lessicale = lessemi che possono avere più di un significato  polisemia (es. esecuzione) o
omonimia (es. vite)
metafora = uso traslato di una parola, sulla base di una parziale somiglianza tra il significato fondamentale
e quello traslato
metonimia = estendere il significato di una parola ad un altro significato connesso al primo per contiguità
(es. mano  arto con cui si gioca a carte  giocare una mano)
sinonimia = più lessemi hanno lo stesso significato
antonimia = espressione di due significati opposti da parte di due lessemi  contrari (tra bianco e nero può
stare grigio) o contraddittori (scapolo e sposato non hanno vie di mezzo)
iponimia = uccello iponimo di animale, airone è iponimo di uccello
iperonimia = uccello iperonimo di airone, animale è iperonimo di uccello
analisi del significato in tratti semantici  i tratti semantici sono sempre identici ai lessemi
semantica frasale = il significato di una frase dipende dal principio di composizionalità (significati degli
elementi della frase uniti per formare significato della frase)  non sempre funziona
lessicalizzazioni = espressioni idiomatiche o polirematiche
Tautologia = oggi piove o non piove  oggi o piove o non piove
contraddizione = oggi piove e non piove
analiticità = frasi la cui verità o falsità è determinabile unicamente sulla base del significato dei connettivi
frasali e dei lessemi (Gianni è scapolo e non è sposato)
presupposizione = frase che deve essere vera perché le frasi che la presuppongano possano avere un
valore di verità (fenomeno puramente linguistico)
ATTI LINGUISTICI  in ogni atto linguistico sono presenti TUTTI i seguenti:
- atti locutori (di enunciazione) = pronuncia di parole o sintagmi
- atti proposizionali = riferimento a determinate entità e loro proprietà
- atti illocutori = constatazione, ordine, consiglio, promessa
- atti perlocutori = tentativo di produrre un determinato effetto sull’interlocutore  performativi =
enunciando una frase ne compio un’azione (io non mi limito a parlare  implica una promessa)
4 MASSIME DI GRICE (regolano gli scambi comunicativi, la conversazione)
- quantità = fornisci l’informazione necessaria
- qualità = sii veritiero
- relazione = sii pertinente
- modalità = evita oscurità e ambiguità
 in caso di fallimento di una di queste massime si verifica una implicatura conversazionale

semantica componenziale = il significato linguistico è considerato analizzabile in tratti o componenti detti


semi (al singolare “sema”)  le relazioni di opposizione giocano un ruolo essenziale nelle semantiche
strutturali

morfema  sillaba  parola  morfologia  sintassi e semantica frasale  atti linguistici