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Capito I

E chiaro partire dal presupposto che la carta geografica un prodotto sociale. Un manufatto cio che scaturisce e che rispecchia la societ. Guardare una carta geografica significa infatti osservare il territorio indirettamente , cio utilizzando i filtri culturali del suo produttore . Guardare una carta permette di addentrarsi nei meccanismi alla base della societ. Si pu arrivare a dire che ogni carata prima ancora di descrivere il territorio, descriva la cultura geografica che lha generata. Se la carta quindi viene considerata come prodotto sociale quindi anche uno strumento ideologico e geopolitico , possiamo dire che ogni documento , nel nostro caso la carta geografica, pu essere interpretato e valutato solo in quellambito storico culturale. Cio gli atlanti italiani della met degli anni venti richiede di considerarli nel contesto di consolidamento del regime fascista. Da queste premesse emerge come lo sviluppo della cartografia sia strettamente connesso agli interessi del potere: la cartografia veniva visto come un valido strumento per la realizzazione di vari progetti politici. Inoltre occorre considerare altri due aspetti che contraddistinguono la cartografia di questo secolo : - Innanzi tutto solo con il Novecento che termina lepoca delle scoperte geografiche e si completa quel processo di esplorazione del pianeta che aveva fornito fino ad allora, lalibi ai cartografi per le varie distorsione riportate sulle carta geografica. - In secondo luogo la realizzazione di carte e atlanti smette nel Novecento di essere finanziata dal potere. Con il Novecento anche il largo pubblico si avvicina alla carta geografica, quindi i destinatari dei messaggi cartografici non si identificano pi con il potere. Questo fenomeno muter le forme del rapporto tra cartografia e potere rendendole pi sofisticate e articolate. A poco a poco , infatti in tempi diversi sorgono degli uffici cartografici di Stato, incaricati di provvedere alla produzione cartografica richiesta dagli organismi pubblici. Con il passare del tempo questa produzione istituzionale diverr frutto di libra iniziativa imprenditoriale e ispirata a logiche di mercato. Si tratta di prodotti per la scuola oppure finalizzati a soddisfare le esigenze di consultazione di un vasto pubblico. Questa seconda produzione prende il nome di editoria cartografica privata o commerciale.

Capitolo II

Ci potranno essere sfumature marginali ma ogni definizione di carta geografica concorda nel dire che essa una rappresentazione approssimata ridotta e simbolica della superficie terrestre. Approssimazione: Il termine planisfero con il quale oggi chiamiamo una carta del mondo , sta per sfera messa in piano , cio un oggetto originariamente a tre dimensioni riportato a due. Perfino letimologia ci segnala come la carta comporta inevitabilmente inconvenienti tecnici che danno luogo a deformazioni. A questo vincolo ci si riferisce quando si parla di approssimazione della carta geografica. E importante sottolineare come ogni proiezione assegna a ciascun territorio sulla carta una superficie e una forma diversa rispetto a ogni altra proiezione, con differenze anche molto accentuate. Ad esempio , la proiezione di Mercatore altera le dimensioni delle aree del pianeta a scapito di quelle equatoriali e a vantaggio di quelle pi vicine ai poli. Una proiezione che piace agli europei poich da evidenza al loro continente, ma questo sistema utilizzato anche negli atlanti usati in Africa nonostante questa riduca notevolmente le dimensioni di quel continente su carta. C una ragione: lEuropa la culla della cartografia moderna e questo le ha permesso di condizionare tutto il resto. Nel 1950 a seguito di una convenzione internazionale si stabil un sistema di riferimento internazionale basato sulla proiezione di Mercatore. Uno storico tedesco si mobilit contro luso diffusio della proiezione di Mercatore, colpevole di alterare le visioni spaziali. Peter propose una proiezione che faceva giustizia e restituiva dignit geografica alle aree pi povere del pianeta. Ma la novit di Peters non era altro che unaltra delle infinite possibili proiezioni del globo. Questa proiezione tendeva a dare una visione degli spazi mondiali coerente con i problemi del terzo mondo in voga in quel periodo, valorizzando i paesi pi poveri. La vicenda di Peters ci porta a capire come la rappresentazione geografica non sia altro che un prodotto sociale in quanto scaturisce dalla visione collettiva della societ . La riduzione : Tutti gli oggetti che si trovano su un territorio non possono essere rappresentati a grandezza naturale e richiedono pertanto che le loro dimensioni vengano ridotte. La scala dunque il rapporto di riduzione tra gli oggetti geografici presenti nella realt e quelli raffigurati nella carta. Una carta ben realizzata riporta sempre una scala geografica in tal modo consente al lettore di risalire alle dimensioni reali degli oggetti rappresentanti. Ma nella realt il principio di riduzione viene spesso disatteso, infatti evidente che spesso una misura sulla carta non corrisponde esattamente alla dimensione della realt come la definizione di scala ci porterebbe a credere. Gli oggetti sulla carta , cio, non hanno tutti la stessa scala. Se loggetto da rappresentare di dimensioni eccessivamente ridotte per essere visualizzato

il cartografo si trova costretto a falsarne la riduzione riproducendolo su scala diversa. Quindi si costretti ad aumentare la larghezza ad esempio di determinati oggetti come possono essere i confini. Questa alterazione ha portato nelle carte del passato ad enfatizzare determinati oggetti rispetti ad altri. Basta pensare ai castelli che venivano disegnati pi grandi nei villaggi pur essendo evidentemente pi piccoli. Ma il castello era la sulla carta e la sua presenza produceva due effetti: accrescere la percezione del potere, e dar vita a gerarchie spaziali laddove un castello pi grande sulla carta corrisponde un maggiore potere. Ma c un altro intervento diretto del cartografo ovvero la dimensione del territorio che va ridotto dimensioni riproducibili su carta. Il cartografo possiede margini di discrezionalit grazie ai quali pu modificare al percezione ad esempio dellEuropa prodotta su carta. Inoltre anche la scelta della scala affidata alla discrezionalit del cartografo e pu condizionare la lettura della carta. Un altro effetto del vincolo di riduzione sta nel fatto che la carta non pu ovviamente riportare tutti gli elementi presenti sul territorio. Quindi impone una selezione. E per operare una selezione occorre ovviamente stabilirne i criteri. Inoltre la selezione in grado di condizionare in modo decisivo la percezione degli elementi geografici, molti esempi provengono dalle carte coloniali. Il tema della scelta stato centro delle riflessioni di uno dei pi importanti intellettuali della cartografia Brian Harley. Egli attribuisce molta importanza ai silenzi di carta . Nella cartografia i silenzi possono essere di due tipi : 1) assenza del segno. Mancanza di confine quando in realt c. 2) Omissione di alcuni caratteri peculiari di un oggetto geografico- politico. La selezione degli oggetti da rappresentare , deriva dal vincolo di riduzione. Un vincolo inevitabile che per tende a mascherare il fatto che allinterno di questo vincolo vi una scelta soggettiva del cartografo. La Simbolizzazione: Si dice che la carta sia una rappresentazione simbolica perch utilizza un sistema di simboli per raffigurare gli oggetti sul territorio. Quindi secondo la definizione la carta non altro che un linguaggio di segni che consente di leggere la carta e che viene riportato nelle leggende nei vari atlanti. Ma il suo sistema di segni non sempre cos noto ai lettori , proprio perch il linguaggio cartografico possiede un grado di universalit molto basso. Quindi possiamo dire che mentre in teoria il sistema di codici fa appello a convenzioni generalizzate in pratica questo sistema di codici molto meno conosciuto e standardizzato. Avvolte frequente anche che in una carta manca la leggende questo perch forse molti significati di segni si danno per noti. Ma non vero: basti pensare al colore verde , che per alcuni ricorda le pianure , per altri una ricca vegetazione ecc.. Questo perch non vi un sistema affermato a livello internazionale. I segni grafici a disposizione

del cartografo sono quelli che richiamano un connotato politico del territorio e sono riconducibili a quattro categorie: tratti , le sottolineature, e i caratteri tipografici e dimensioni delle scritte, e il colore. Cosa hanno in comunque questi segni ? Tutti fanno riferimento allo stato e al suo assetto amministrativo. In tema di linee di confine ,quello pi marcato il confine statale. ( una intricata rete di linee che separano i territori degli Stati). LEuropa appare tra le pi frammentate grazie allopera della Comunit economica Europea , unione europea. In conclusione , la simbologia relativa a elementi politici in uso nelle carte privilegia un unico soggetto politico : Lo stato. Altri soggetti appaiono sottovalutati( unit statili che compongono uno stato federale) altri soggetti vengono addirittura ignorati. Questo perch la carta politica moderna nasce in Europa al tempo dellaffermazione degli Stati Nazionali e di questo porta ancora i segni. Non vi stato quindi un processo di aggiornamento, la carta quindi tende a non emanciparsi dalla tradizione centralizzata dello Stato che ovviamente tende a non favorire la valorizzazione della carta geografica come strumento di comunicazione nel mondo di oggi.

Capitolo III Abbiamo altri aspetti delle carte geografiche dove limpossibilit di trovare soluzioni univoche lascia il campo libero alle scelte soggettive e arbitrarie che per mascherate da convenzioni tendono a passare per neutrali. 1) Il baricentro della carta : La terra rotonda. Non ha quindi un inizio e una fine neutrali. E prassi diffusa orami la questione di porre al centro del planisfero lEuropa. Prassi ma no la regola perch non c ragione per cui lEuropa debba stare sempre al centro della carta. Eppure anche in molti planisferi di paesi extraeuropei lEuroafrica occupa il baricentro della carta. Certamente non una prassi sulla lettura degli spazi mondiali, considerando che lEuropa il pi piccolo tra i continenti. Posta invece al centro lEuropa acquisisce una sua rispettabilit nellimmaginario del lettore della carta. Va detto che labitudine di centrare la carta sul proprio territorio non stata una prerogativa europea. Tutti i popoli che hanno sviluppato una cartografia in ogni epoca hanno fatto la stessa cosa: le carte mesopotamiche avevano Babilonia al centro, quelle romane Roma ecc. , questo perch il proprio territorio quello che si conosce meglio . La domanda sul perch la maggior parte delle carte in circolazione oggi in Australia o in Giappone o in cile sono centrate sulleuropa. Forse perch pensando ai secoli di dominio dellEuropa sul resto del mondo emerge il ruolo della carta geografica come prodotto culturale ed egemonico.

2) La nomenclatura Toponimica : Non difficile immaginare che i nomi geografici siano soggetti a un uso strumentale: Ad esempio nella natura dei mari separare o unire territori e popoli. Ed nella natura dei popoli tendere a considerarli come parte integrante del territorio. Il mare che separa il Giappone dalla Corea chiamato in modo diversi nei due paesi e nei rispettivi atlanti : In corea mare dellest in giappone, invece Mar del Giappone. Il rilievo politico della nomenclatura toponimica dunque evidente e a volte implicito nella stessa denominazione ufficiale dello Stato. Se una carta riporta la denominazione estesa lIran islamico lURSS era socliasista ecc.. Nella forma abbreviata questi paesi perodono ogni connotato politico e diventano come tutti gli altri. Anche le catene montuose possono cambiare nome, basti pensare allAtlante metodico De Agostini ( prima Alpi Tirolesi poi, Alpi Trentine con Vetta dItalia). 3) Lordine delle tavole: Le tavole degli atlanti non hanno un ruolo prestabilito, in Italia alcuni iniziano con le tavole relative allItalia altri con lEuropa, avvolte si rispecchia lordine delle scoperte geografiche (Europa Asia Africa America oceania). Non c una regola universale che stabilisca lordine delle tavole. Ogni combinazione possibile, ma ovviamente il lettore tender a percepire istintivamente il primo argomento trattato come il pi importante e lultimo come trascurabile. Una volta stabilito lordine dei continenti non facile stabilire univocamente il paese a un continente : basti pensare alla Russia che si estende sullEuropa e sullAsia. Il tema o meglio il problema della collocazione di un paese ha origine nel passato in quanto non collocavano le colonie nel proprio continente dorigine ma bens nel paese colonizzatore. ( eritrea non era inserita nei paesi africani bens subito dopo le carte delle regioni italiane. Capitolo IV Ci sono inoltre elementi che non sono utili per orientare il messaggio che la carta intende trasmettere. Tra questi ne prendiamo alcuni in considerazione : 1) Luso del Colore: Le esigenze informative hanno portato ad un aumento dei segni grafici ma anche un maggiore ricorso al colore, favorito anche dai progressi tecnologici che hanno reso pi economica la stampa a colori. Il colore l aprima cosa che percepiamo di una immagine. E noto che non tutti i colori hanno lo stesso livello di percettibilit: su uno sfondo nero il giallor riflette di pi ecc.. Nellaltlante pubblicato nel 1921 l Italia e le sue colonie erano colorate di rosso vermiglio che spiccava su tutti gli altri colori della carta. Il colore era quindi un modo per stabilire la gerarchia : Gli Stati coloniali meritavano un colore che li contraddistinguesse e ne indicasse i possedimenti

, tutti gli altri rientravano in un indefinito gruppo di livello inferiore. Il colore quindi pu far risaltare un paese allo sguardo del destinatario e si inoltre certi che venga percepito. Il colore condiziona la percezione che il lettore ha degli oggetti presenti sulla carta perch alcuni colori e accostamenti producono effetti piacevoli altri al contrario suscitano indifferenza. Prendiamo il colore verde esso identifica lambiente incontaminato e il rispetto per la natura nel mondo islamico questo colore si carica di un significato religioso. La ragione che spinge a utilizzare il colore in una carta politica dunque estetica. 2) Il titolo della tavola: Vi labitudine di giocare con i titoli. Ci sono degli elementi non strettamente geografici, interni o esterni alla cornice che delimita la carta, che condiziona il messaggio complessivo, tra questi il titolo senza dubbio molto importante. Due tavole ma con titoli diversi possono aver messaggi diversi. Ad esempio le carti murali che adornavano le scuole nellItalia post unitaria erano frequentemente intitolate Carta del Regno dItalia quindi il termine Regno che connota maggiormente il messaggio che il produttore della carta intende trasmettere. 3) Inserimento forzato di una informazione : Il corredo di segni utilizzato in una carta dipende da vari fattori ma avvolte vi il desiderio forzato di inserire informazioni anche se possono apparire fuori luogo. Ad esempio alla prima guerra mondiale la localit di Vittorio Veneto riceve unattenzione superiore rispetto a quella concessa ad altri centri di pari peso demografico. Capitolo V Allora perch crediamo alle carte? E oramai evidente che la cartografia non produce semplici descrizioni ma bens interpretazioni. Ma la carta geografica tende a essere considerata come uno specchio fedele del territorio, nel senso che l opinione pubblica ha la tendenza a darle credito incondizionato. La carta sar comunque la pi vicina possibile alla realt da rappresentare. Occorre fare due precisazioni sulla carta: la prima che la carta possiede una valore funzionale , nel senso che uno strumento indispensabile ad esempio per orientarsi in una localit sconosciuta ecc. Inoltre la carta credibile quanto pi rispetta le convenzioni diffuse. Questa considerazione sulla credibilit della carta serve a introdurre un concetto fondamentale: Il fatto che non ci sia una carta vera autorizza il cartografo a cartografare in libert , quindi le imperfezioni che ritroviamo sulla carta costituiscono un elemento di forza pi che di debolezza. Quindi ogni visione diventa legittima a condizione che rispetti le convenzioni di base che ci rassicurano sulla sua affidabilit. Ma chi infondo il produttore della carta? Il cartografo non una singola persona bens ci troviamo di fronte a membri della stessa societ cui appartiene. La carta non una rappresentazione individuale bens collettiva, che ripropone un ambito culturale specifico. La carta infatti un prodotto sociale , frutto di una visione collettiva, il pubblico vi si riconosce e riduce

inconsapevolmente il proprio spirito critico nei confronti del messaggio veicolato. Due idee-base sono emerse fin qui 1) la carta un prodotto sociale 2) la cara geografica funzionale a uno scopo. Capitolo VI Societ ed editoria cartografica privata in Italia nel primo Novecento 6)Leditoria cartografica e i rapporti con il Potere : Studiosi e Potere Allinizio del Novecento il mercato delleditoria in Italia va incontro a una svolta decisiva. Le nuove disponibilit economiche di ceti medi fanno avvicinare questa classe sociale alla cultura, e dunque anche al libro. Queste classi si concentrano prevalentemente nelle aree urbane del Nord del paese, rendendo dunque laumento dei lettori un fenomeno tipicamente settentrionale. In questo nuovo contesto editoriale, il libro diventa uno strumento per portare avanti una certa visione della societ. Leditore assume chiaramente il ruolo da protagonista del dibattito culturale. Come per la distribuzione geografica dei lettori, anche quella delle case editrici presenta marcati squilibri tra il Nord e il Sud del paese. Milano il maggior centro editoriale della penisola. Torino ha una posizione importante e si specializza in alcuni generi tra cui quello scolastico. Questo quadro delleditoria italiana dellinizio del Novecento si manterr invariato nei decenni a venire e , in parte, caratterizza ancora oggi leditoria nazionale. Dal punto di vista della presenza sul territorio leditoria cartografica rifletteva grosso modo la medesima configurazione delleditoria generale , con lasse Torino- Milano. Tra i protagonisti di questa fase della cartografia privata italiana ricordiamo De Agostini Giovanni uno dei primi esploratori della Patagonia.

2)Linfluenza della geografia tedesca Il modello tedesco era stato pienamente accolto in Italia, quando con la riforma Casati ( come anche in Germania), la inseriva tra le discipline fondamentali del corso di laurea in Lettere. Ma non era solo il fascino della cultura tedesca e la perizia tecnica che avevano indotto gli italiani a aderire al modello tedesco. Ci che si cercava era una geografia utilitaria che riflettesse i fermenti nazionalistici delle classi dirigenti del giovane Stato italiano. Gli interessi della nazione che questa geografia avrebbe dovuto servire era abbastanza chiari: aspirazioni coloniali africane, rivendicazioni sulle regioni alpino-orientali, e istriano-dalmate, consolidamento dello stato centralizzato. Insieme alla traduzione italiana dei manuali del pensiero geografico tedesco vennero proposti dal pubblico italiano anche atlanti di quella scuola , semplicemente adattati nella lingua e con laggiunta di qualche tavola specifica.

La diffusione di prodotti cartografici tedeschi in Italia fu facilitata anche dalla presenza di librai di lingua tedesca che si stabilirono in Italia per avviare attivit nel settore. In questo modo divengono noti Hoepli , Sperling& Kupfer e Loecher..ecc..

Lo stadio immaturo della cartografia italiana contemporanea La ragione principale che spiega lafflusso massiccio di cartografia straniera in Italia sta in un ritardo della cartografia privata italiana rispetto a quella straniera. Una prima ragione riguarda la difficolt incontrate dagli editori italiani di avvalersi di una adeguata cartografia di base offerta dagli organi ufficiali. I ritardi della cartografia ufficiali si ripercossero anche sulla cartografia privata , infatti inizialmente lattivit del Touring Club Italiano era incentrata sulla ricerca di dati e informazioni sul terreno per la realizzazione di guide. LIstituto Geografico Militare aveva dato vita ad una serie di carte topografiche, minuziose nei dettagli ma prive di informazioni di sintesi utili ad una lettura complessiva della realt territoriale. Inoltre l IGM non aveva mai creato un atlante che raffigurasse tute le parti del mondo. Questo era invece ci che veniva richiesto agli editori privati. C un altro motivo che spiega questo ritardo italiano: Come detto la realizzazione di un atlante generale di consultazione riguarda gli editori privati i quali per si mettono raramente si impegnano costose e lunghe ricerce, preferendo invece avvalersi di cartografia messa a disposizione da soggetti ufficiali. Leditoria privata dei paesi europei che disponeva di estesi possedimenti ava il vantaggio di poter contare su rilevamenti di quei territori extraeuropei forniti loro da cartografi di Stato. In italia invece, L IGM cartografava solo litalia e pochi altri territori prevalentemente di interesse coloniale o irredentista italiano. Un editore doveva dunque ricorrere a basi cartografiche straniere , addossandosi inoltre il compito della traduzione in lingua italiana. Vi erano altri problemi riguardanti lallestimento di prodotti di consultazione che richiedeva esperienza, e inoltre la carenza di personale specializzato port a ricorrere a qualificate maestranze straniere , spesso proveniente dalla Germania. I primi segnali di ripresa Tra le conseguenze del clima politico che preludeva allo scoppio della prima guerra mondiale vi fu la critica nei confronti di quel fenomeno di emulazione del modello culturale tedesco. Esso era fonte, di una influenza eccessiva della cultura tedesca in Italia e di una presenza massiccia di quei prodotti editoriali. In quegli anni qualcosa cambi sula scia dei fermenti di antigermanismo che si andavano sviluppando nella cultura italiana. Ci che cambi fu larmamentario tecnico dei geografi italiani : la cartografia aveva raggiunto uno stadio di sicurezza e rendeva non pi indispensabile limportanza di carte e atlanti stranieri.

Ma la pi importante novit prodotta dal conflitto fu il maggior interesse del pubblico verso la carta geografia, a cui il settore privato rispose con una vistosa crescita dellofferta. Gli atlanti del PRIMO NOVECENTO Prima del 1908 lItalia non aveva mai avuto , nella propria lingua , un atlante come lo Stieler ( primo grande atlante di consultazione in lingua italiana). Un atlante con tantissimi pregi , per di pi offerto a un prezzo accessibile non poteva non raccogliere un successo immediato. Quale rappresentazione seguiva la versione italiana che tanto influenz le classi colte italiane dellepoca? Ebbene non improprio parlare di edizione italiana, in quanto il frontespizio lindice e le spiegazioni erano in lingua madre, ama a parte questo tutto il resto invariato dalledizione tedesca. Una rappresentazione del mondo GERMANOCENTRICA , con le carte dellimpero germanico e proseguiva con quelle di altri paesi dellEuropa centrale.LEuropa veniva ripartita in tre sezioni Europa centrale, meridionale e occidentale e settentrionale e orientale. Gli altri continenti erano come detto abbastanza trascurati. Le tavole pio continuavano a riportare le scritte in lingua tedesca , dalla leggenda alle trascrizioni ecc. Dunque ledizione dellAtlante Stieler commercializzata in Italia non dava vita a un atlante veramente italiano pur riconoscendo lalto pregio dellopera attendiamo fiduciosi il primo vero atlante italiano. I temi dominanti negli Atlanti Le novit via via introdotte nellaltante storigo Ghisleri che uno dei pi longevi della storia della cartografia italiana, forniscono un significativo quadro dello spostamento di attenzione nei temi trattati dagli atlanti storici nel corso del secolo. Nel confronto tra le edizioni dinizio Novecento e quelle del secondo dopoguerra TRE ASPETTi sembrano caratterizzare le prime: 1)spazio dedicato ai fattori economici e svilluppo storico marginale, lottica nazionale la storia raccontata dalle carte quasi esclusivamente italiana, e quindi europea , un tema di rilievo quello delle CONQUISTE COLONIALI , che vengono considerate un FATTORE DECISIVO PER ESECITARE UNA POLITICA DI POTENZA DA PARTE DELLO STATO. Daltra parte linteresse per il tema coloniale pervade fortemente la cultura geografica dinizio secolo. Non deve quindi sorprenderci che gli atlanti storici insistano sul tema delle colonie illustrandone in particolare le risorse economiche che giustificano quelle attenzioni. Al di l degli atlanti , gli aspetti elencati prima riflettono le aspirazioni delle classi dirigenti italiani di primo Novecento, la ricerca dei confini naturali per lItalia evidenziata dallabbondanza di carte sulle Alpi orientali e il consolidamento della centralizzazione statale. Quello del confine

naturale sar un argomento duro a morire che si riproporr nei medesimi termini allindomani della seconda guerra mondale . Lavvento dei due leader : TOURING CLUB E DE AGOSTINI Fino alla prima guerra mondiale i due principali protagonisti delleditoria cartografica italiana del Novecento ,listituto Geografico de Agostini e il Touring club italiano non avevano ancora acquisito il loro primato . E il primo dopoguerra , comunque, che segna un incalzante sviluppo delle loro attivit. Il Touring Club animato da un fervore patriottico ostenta manifestazioni di italianit, anche nelle escursioni per i soci si pu trovare questo spirito patriottico in quanto finalizzati a diffondere la conoscenza delle terra . Questo processo di valorizzazione del turismo itliano aveva convinto il governo a convertire in legge un decreto per listituzione dellEnte Nazionale per le Industrie Turistiche ( ENIT) , per sfruttare il turismo come risorsa. ( MOBILITARE A FAVORE DI UN PROGETTO) Si detto che il colonialismo e lirredentismo sono temi cari alla geografia di questi anni. Al colonialismo e allirredentismo vengono addirittura dedicati alcuni atlanti tematici, in modo particolare la De Agostini dedica alcune collane al tema dellirredentismo. Il conflitto non frena lattivit dellIstituto De Agostini anzi rimane attivissimo anche durante la guerra , inoltre avremo una collaborazione da parte del Touring con la De Agostini per la realizzazione per la carta dItalia in Scala. L interesse per la conoscenza dei luoghi degli scontri tra gli eserciti belligeranti non si spense con la fine delle ostilit. Se oggi il turismo legato ai teatri di guerra abbastanza inconsueto , nellitalia devastata ma fiero del primo dopoguerra riscuoteva invece molto successo. Numerose guide accompagnavano e alimentavano il fenomeno. Nel settore cera molto fermento nel settore, ecco quindi che viene alla luce il Grande atlante Geografico ,ad opera della De Agostini , primo vero atlante di spessore internazionale attribuibile per interno alla cartografia privata italiana. Si distinguer dai precedenti atlanti italiani , oltre che per la vastit dellopera per due motivi: 1) adozioni di scale pi grandi a quelle degli altri atlanti 2) attenzione ai fattori economici Per la cartografia italiana era finalmente arrivato il momento dellemancipazione . A partire dalla pubblicazione del Grande atlante De Agostini il pubblico italiano avr a disposizione atlanti concepiti e realizzati interamente in Italia.

Capitolo VII Lavvento della comunicazione di massa

Negli anni Venti leditoria italiana sub trasformazioni profonde imboccando con decisione la stra della modernizzazione. Cambiavano i prodotti, ora pi diffusi e pi economici e cambiavano anche i produttori, che si trasformavano in vere e proprie case editrici. Ma cambiavano anche i lettori, completando quel processo di diffuso accesso dei ceti medi al libro che passava definitivamente da prodotto delite a bene di consumo. Il fascimo intuir immediatamente il potenziale persuasivo dei nuovi strumenti della comunicazione. Lo dimostra la nascita del 1924 di due organismi : Lunione Radiofonica Italiana URI e in quegli anni stessi nasce anche lIstituto Luce che gi nella denominazione completa, denota un intento formativo. Due anni dopo la loro istituzione gia evidente lasservimento di cinema e radio al potere. La consapevolezza delle potenzialit degli strumenti della comunicazione per la costruzione e il consolidamento del consenso fu dunque subito chiara al fascismo. Il primo passo in questa direzione venne compiuto nel 1923, quando Mussolini potenzi e colloc alle proprie dirette dipendenze quello che oggi di uso comune ma che era certamente innovativo per lepoca: un ufficio stampa. Il contesto politico facilitava la diffusione del libro in quanto il regime sosteneva iniziaiative e strutture. Cos accadde per le fiere internazionali del libro, inaugurate a Firenze e proseguite con successo a cadenza annuale con il pieno sostegno del regime interessato a promuovere il libro italiano. La strategia del governo puntava a valorizzare il libro nel suo ruolo pedagogico di promozione dell0diea dellitaliano nuovo. Il ciclo educativo si componeva di tre fasi che cadenzavano le tappe fondamentali di formazione delluomo fascista. Ovviamente la funzione strategica assegnata al libro nel piano di costruzione del consenso, da cui derivava unincessante opera di promozione della lettura, trov riscontri nel notevole sviluppo del settore editoriale. Gli strumenti di cui si serv il potere furono molteplici: le commesse librarie, il circuito delle biblioteche appositamente potenziato, limposizione dei libri di testo nelle scuole, il controllo delle organizzazioni di rappresentanza degli editori, la partecipazione diretta allimpresa. Altri enti erogatori di sovvenzioni furono lIstituto Mobiliare Italiano , il Ministero dellEducazione Nazionale ec.. Linvadente presenza dello Stato nel settore editoriale ne modific gli stessi assetti geografici.Grazie alla presenza degli organi del potere politico e di nuove istituzioni culturali , Roma trov unidentit centralit nel panorama editoriale nazionale. Si pu dire che dallinsediamento del fascismo fino alla met degli anni Trenta leditoria italiana conobbe forme di condizionamento da parte del potere politico, questo perch gli editori italiani hanno sempre avuto rapporti di complicit con il potere politico. Il regime consolidava la propria presa sulla societ e sulle istituzioni. Il 1925 ricordato non solo per essere un Anno Santo ma anche perch sottrae il Capo del Governo alle responsabilit di fronte al Parlamento: infatti Mussolini potr essere dimesso

soltanto dal Re e potr emanare norme giuridiche senza lapprovazione delle Camere. Un primo assaggio di prevaricazione sulla editoria ci fu quando venne imposto a tutte le pubblicazioni a stampa lobbligo dell indicazione dellanno espressa in numeri romani secondo il conteggio dellera fascista, ma non tutti gli editori si adeguarono. Gli effetti di questorientamento di fondo , teso a nascondere la propaganda dietro i marchi di autorevoli case editrici, si fecero sentire anche nel settore della produzione cartografica. Infatti, il fascismo non punt sul potenziamento della cartografia ufficiale di Stato, rappresentata dall Istituto Cartografico Militare e dalle nuove case editrici fondate direttamente dal regime , quanto sul condizionamento degli editori privati. Leditoria scolastica nei primi anni del fascismo Nel corso degli anni Venti aumenta lo sforzo di alfabetizzazione del paese e, come conseguenza, diventa pi allettante il settore delleditoria scolastica. Lautonomia delle case editrici attive nel settore scolastico rispetto alle pressioni del potere politico minima. Ci si spiega con il fatto che il fascismo rivolse notevoli attenzioni al mondo della scuola investito di un ruolo cruciale nellobiettivo di costruzione delluomo nuovo fascista. Poco dopo , viene approvata un decreto del Consiglio dei Ministri che prevedeva la norme per la compilazione e ladozione per il Testo Unico di Stato per le singole classi delle scuole elementari. Il governo impone il libro di Stato cio un sussidiario uguale per tutte le scuole elementari e impone anche un atlantino. Sul fronte delle case editrici chiaro che un mercato protetto del libro scolastico nel quale lo Stato assegna i compiti a una ristretta cerchia di imprese non solo toglie ogni autonomia agli autori e agli editori ma ridisegna anche le fette di mercato, ora decise a tavolino; si definisce cos il destino delle case editrici dipendenti dal settore scolastico. Linterventismo governativo produrr una situazione di dominio nel mercato scolastico da parte della Mondadori , unica assegnataria del libro di Stato. Per quanto riguarda linsegnamento della Geografia alle scuole elementari si decideva di iniziare lo studio della geografia dalla terza classe. Lo studio dellEuropa e del resto del mondo veniva limitato alle sole scuole di grado inferiore. La visione fascista dellinsegnamento scolastico della geografia era prevalentemente nozionistica , informativa. Un orientamento operativo, dunque applicato che svalutava la geografia nel suo complesso ma che proprio per effetto di questi scopi si rivelava attenta verso il suo strumento per eccellenza : la carta geografica. Leditoria scolastica nei primi anni del fascismo Nel corso degli anni Venti aumenta lo sforzo di alfabetizzazione del paese e come conseguenza diventa pi allettante il settore delleditoria scolastica. Lautonomia delle case editrici attive nel settore scolastico rispetto alle pressioni del potere politico minima. Ci si spiega con il fatto che il fascismo rivolse notevoli attenzioni

al mondo della scuola , investito di un ruolo cruciale nellobiettivo di costruzioni delluomo nuovo fascista. ( continua .. ) Gli Atlanti del periodo 1922-1935 La produzione cartografica delleditoria privata nel primo periodo fascista sar concentrata su poche , grandi editrici. Come si detto, i protagonisti indiscussi del periodo sono due: listituto Geografico De Agostini e il Touring club Italiano. Non hanno rivali. Sar anche un mercato sempre pi condizionato dalle interferenze politiche, che colpiranno soprattutto il Touring Club. Non solo perch il rapporto tra cartografia e potere si accingeva a subire involuzioni decisive, ma anche perch la guerra aveva definitivamente trasformato le carte geografiche e gli atlanti da strumenti per le classi colte a prodotti di massa. La societ era pronta anzi desiderosa, di nuovi prodotti geografici. Ne prova lapparizione di alcune enciclopedie geografiche. I temi Prediletti I prodotti cartografici del primo periodo fascista sono caratterizzati in modo inconfondibile da un accesso patriottismo con punte di spiccato nazionalismo. Le vicende recenti della storia dItalia, dallo slancio risorgimentali allirredentismo prebellico avevano senza dubbio alimentato un sentimento che ora , con il fascismo al potere , veniva ulteriormente sollecitato. I temi cari alla nazione sono molto diffuse negli atlanti di questo periodo:lo testimoniano labbondanza di carte sulla romanit e il Mare Nostrum, sulle bonifiche attuate dal governo , sugli italiani allestero sulle colonie e i nuovi territori acquisiti con la guerra. Amore per la patria e smanie coloniali sono in quegli anni motivi molto cari al governo. Il fervore coloniale non pu mancare alla De Agostini che nel 1928 pubblica la versione rinnovata dellAtlante delle colonie italiane. In tema di colonie importante lattivit del Touring Club Italiano. Il sodalizio non aveva atteso troppo tempo per attivarsi : lo stesso anno della Pace di Losanna che pone fine alla guerra italo- turca e sancisce la sovranit italiana sulla Libia, aveva aperto a Tripoli un proprio ufficio incaricato di organizzare laccoglienza dei soci Touring in escursione a Tripoli. La cartografia privata si adegua allespansione territoriale della nazione: carte sciolte di queste ragioni era state gi prodotte subito dopo la guerra di Libiama ora venuto il momento di integrare le colonie nella produzione corrente e vengono trattate alla stessa stregua del territorio nazionale. Anche il tema dei nostri connazionali allestero molto sentito nella societ italiana dellepoca e i principali editori geografici non ne possono prescindere: sullonda del successo del periodico Le vie dITALIA .

Al tema degli italiani allestero aveva sempre dedicato ampio spazio la De Agostini inaugurando una collana specifica . Sono frequenti dunque negli atlanti di quegli anni le attenzioni per gli italiani allestero. Diverranno rare . Il tema delle emigrazioni italiana verr oscurato per chiare ragioni politiche. Se nei primi anni del fascismo la produzione cartografica sulle emigrazioni italiane era un tema caro alla politica, successivamente questo diventa un tema scomodo non solo perch di scarso prestigio per il paese, ma anche perch contrario alla politica demografica del regime tutta tesa a incentrare le nascite e a frenare lemigrazione. Com intuibile gli atlanti di questi anni indulgono spesso i toni celebrativi nei confronti dellazione di governo. Tra le grandi opere a cui il regime dedica sforzi la bonifica di vaste aree del paese. Per quanto riguarda gli atlanti storici, un tema assume particolare rilievo in questi anni quello della romanit. Si comprende la valorizzazione della storia romana da parte del fascismo, privo di una radicata identit storica e alla ricerca di giustificazioni alla sua istintiva vocazione espansionistica. Infatti lenfasi del passato invitava facili parallelismi con il presente : il dominio romano sul Mediterraneo tornava ad essere mira espansionistiche fasciste. ( manca da pag 110 135 )

Capitolo VIII Leditoria cartografica e i rapporti con il potere Censura e propaganda Dalla Guerra in Etiopia leditoria italiana ricaver sostanziosi ritorni economici grazie alle moltissime opere pubblicate sul tema e spinte nelle vendite dal grande consenso che circonda il regime in questo momento. Tutti gli eventi del conflitto sono accompagnati dalluscita di nuove pubblicazioni di impronta chiaramente propagandistica: le vittorie vengono enfatizzate , le sconfitte minimizzate o taciute. Nellottobre del 1935 quando abbiamo la guerra in Etiopia , si scatena parallelamente la propaganda. E la cartografia si mette a disposizione , prontamente. Dalla guerra in Etiopia in poi, in un clima internazionale sempre pi teso , il regime passa da un blando controllo sulla produzione editoriale a una censura preventiva: nel frattempo la macchina della propaganda non lascia spazio allimprovvisazione. Nel 1937 nasce il Ministero della Cultura popolare , erede del Ministero per la Stampa e la Propaganda. Questa rigida struttura organizzativa permette un pieno controllo sulla stampa e sulleditoria, considerato obiettivo indispensabile per rafforzare la coesione interna e diffondere fiducia anche rispetto a un contesto internazionale che , dopo la conquista in Etiopia, si faceva sempre pi incerto. Nel Luglio del 1936,infatti, lItalia era entrata in campo , come la Germania nella guerra civile spagnola promettendo linvio di reparti e mezzi. Lo scontro si rivela pi duro del previsto. La cultura esprime a pieno le frustrazioni di quegli anni .

Tra il 1936 e il 1937 Pablo Picasso dipinge Guernica , Jean Renoir gira la Grande Illusione ecc. Laccresciuto controllo sul mondo della cultura e dellinformazione della cultura e dellinformazione stringe la morsa anche attorno agli editori privati che propongono divulgazione geografica. Listituto pi colpito il Touring Club , sottoposto a ripetuti casi di ingerenza, tanto che la rivista redatta dal Touring Le vie DItalia cessa di rappresentare lorgano ufficiale dell Ente Nazionale per le Industrie Turistiche( ENIT) e viene sottoposta a una serie di censure. Una vicenda esemplare del rapporto tra potere e case editrici quella delle leggi raziali emanate alla fine del 1938. Si pensi solo che prima delle leggi i cataloghi delle case editrici italiane comprendevano migliaia di opere di autori ebrei. A volte, gli stessi proprietari erano ebrei , come nel caso della Treves, che non solo costretta a passare di mano a favore di un ariano, ma deve abbandonare la propria denominazione per assumere quella del nuovo proprietario Garzanti. Anche le istituzioni geografiche si devono attenere alle nuove disposizioni in materia razziale: Il Touring Club costretto a non rinnovare la carica annuale a quelli di razza ebraica, e a non accettare nuovi soci ebrei, ma decide coraggiosamente di non espellere i soci ebrei. La macchina della censura , a dire il vero denuncia qualche falla, in quanto molti scritti verranno pubblicati allestero. Ma il divieto di pubblicare solo una punizione minore rispetto al complesso dei torti subiti in campo professionale dagli studiosi colpiti dalle leggi razziali. Nellultimo periodo del fascismo il potere della censura si far asfissiante: ne sono significativo esempio le due operazioni : la bonifica libraria e la censura alla letteratura popolare americana. Relativamente alla censura della letteratura americana significativo quanto avvenne con la traduzione americana di Pinocchio. La scuola in un regime totalitario In molti libri viene espresso il ruolo ideologico che il regime assegna alla scuola. Nel 1939 il disegno del regime per la scuola si era gi manifestato con chiarezza alla fine degli anni Venti, quando prende forma con alcune iniziative specifiche tese a piegare il mondo della scuola agli interessi dello Stato: la trasformazione del Ministero della Pubblica Istruzione in Ministero dellEducazione Nazionale, la creazione dellOpera Nazionale Balilla , lobbligo di giuramento per gli insegnanti delle scuole elementari esteso poi ai docenti di ogni grado , lintroduzione del testo unico di Stato nelle scuole elementari , che anticiper misure di ferreo controllo anche sui testi delle scuole secondarie. Sar per con lentrata in vigore della riforma , con il controllo totale della censura sui testi e le tensioni internazionali che precedono lo scoppio del conflitto che , la propaganda comincer a prevalere inequivocabilmente sui contenuti. Per quanto riguarda la geografia , in continuit con alcuni vecchi

provvedimenti , prevede di incentrarla sugli sviluppi e il cammino percorso dallItalia. Quindi leditoria scolastica procede con lintensificazione di toni patriottici e demagogici a cui andranno incontro i testi di tutte le altre discipline perch chiamata a celebrare tempestivamente e adeguatamente la nascita dellImpero seguita alla conquista dellEtiopia. Eovvio infatti che la portata dellevento richiedeva un aggiornamento di testi e di tutti gli ordini e gradi. Inoltre, le colonie divenivano il tema centrale negli esami di ammissione al ginnasio superiore. Siamo verso il termine del periodo fascista, dopo il fatidico 8 Settembre un terremoto scuote e disorienta le strutture statali . La nuova situazione di una italia divisa impone repenti cambi duso a quelle strutture ancora in funzione. Distruzione e occupazioni militare segneranno quei mesi anche le vicende di alcune sedi della geografia universitaria, come listituto di Geografia dellateneo Romano. Saranno le ultime sofferenze di unItalia che si apprestava a iniziare una stagione nuova della sua storia . Vedremo se sar cos anche per la cartografia. Gli atlanti del periodo 1936-1944 Il periodo che va dal 1936 al 1944 il periodo storico che presenta la pi elevata densit di atlanti pubblicati per anno. Questo dato numerico non deve per ingannare: allabbondanza non corrisponde altrettanta variet nei contenuti. In un contesto cos rigido controllo sulal produzione editoriale che tipo di atlanti si proponeva al pubbilco? - Premettendo che tutti gli atlanti non avevano la possibilit di intraprendere una strada diversa da quella imposta dal regime , occorre per distinguere almeno due categorie di editori: C erano quelli che proseguivano senza introdurre novit una produzione tradizionale che incontrava i gusti del pubblico ed erano per lo pi case editrici storiche , Touring Club o De agostini. - Accanto a questa categoria di editori che deteneva la pi consistente fetta di mercato , vi erano alcune case editrici molto dinamiche e intraprendenti , pienamente conformate al clima politico , tra cui si segnalano la Italgeo e la Visceglia. Il primo obiettivo di questi piccoli editori privati consisteva nel conquistarti quello spazio indispensabile a garantire la visibilit. A ben vedere la situazione del settore appariva propizia, a condizione che non ci si facesse troppi scrupoli. Vediamo perch. Va ricordato che la produzione privata di carte geografiche ha due sbocchi : il settore scolastico e quello divulgativo-scientifico . Il primo risentiva, come va detto, fin dal 1928 di un regime controllato, in cui lo Stato stabiliva metodi e contenuti dei sussidiari e del materiale ausiliario alla casa editrice era data solo la stampa e la distribuzione. Il settore divulgativo scientifico invece era pi libero, ma dominato da

due colossi De Agostini e Touring club cui si aggiungeva la presenza di altri editori tradizionali. Quindi ci troviamo di fronte a condizioni ostiche per un editore senza solide basi finanziarie e di pubblico. Ci voleva qualcosa di pi. Ci voleva la capacit di andare oltre il regime stesso , di anticiparne il volere , di fare pi propaganda di quanta ne potessero fare autonomamente i media di regime. Naturalmente ci voleva anche una bella dosa di intraprendenza. Qualit che non mancher ad un personaggio straordinario come Giovanni De Agostini . Ma sulle stesse posizioni della de Agostini / Italgeo un altro piccolo editore , L ISTITUTO GEOGRAFICO VASCEGLIA , che dal 1940 riporta sui prodotti la denominazione di Ente geografico italiano . Nasce nel 1929 su iniziativa di Vincenzo Visceglia, appena 25. La sua prima pubblicazione risale al 1939 Guida Toponomatica di Roma . La Visceglia si specializzer in guide e stradari cittadini . Ma nei duri anni di guerra produrr anche rappresentazioni geografiche di propaganda in forma di carte ripiegate.