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Geografia Umana.

Teorie e Prassi - Riassunti PRIMA PARTE Concetti e Metodi RIEPILOGO VELOCE SUGLI INDIRIZZI DELLA GEOGRAFIA UMANA Indirizzo POSITIVISTA Ratzel Indirizzo POSSIBILISTA Vidal de la Blache propongono di Indirizzo STRUTTURALISTA Hartsborne Indirizzo SISTEMA GENERALE METODI E STRUMENTI PRIMA DEGLI ANNI 70 ANNI 70 ANNI 90

Adalberto Vallega

Tutti gli indirizzi si spiegare il territorio

( supporto cartaceo prodotto dalle rilevazioni aeree ed a terra ( nuovo supporto quello satellitare ( miglioramento qualitativo ( supporto cartaceo + supporto elettronico (internet)

Che cos la TEORIA? La TEORIA consiste nei concetti in base ai quali indaghiamo la realt. esempio: i modelli di rete costituiscono la base teorica attraverso la quale studiamo lintelaiatura della citt che si venuta a creare in un determinato ambiente. Che cos il METODO? Il METODO consiste nelle procedure che vengono adottate per indagare la realt. esempio: le proiezioni cartografiche e gli apparati di simbolizzazione con cui si costruisce le carte delle reti urbane sono un metodo. Che cos la TECNICA? La TECNICA consente la lavorazione dei dati utili ad indagare la realt. esempio: le modalit attraverso le quali traduciamo le informazioni inviate da satellite in dati cartografici appartengono al regno della tecnica. METODI Tutte le scienze, ed anche la Geografia UMANA, affrontano il problema della questione metodologica, nel caso della Geografia UMANA ne abbiamo due: ANALITICO: questo metodo prende corpo dal pensiero di Cartesio che indicava la complicatezza della realt quindi per comprenderla bisognava scinderla in parti pi piccole individuando cos le relazioni di causa-effetto che esistono fra gli elementi. Pensiero Cartesiano Evidenza Riduzione Causalit - Esaustivit Percorso previsto nel caso del metodo ANALITICO Identificazione degli elementi che compongono il territorio : insediamenti umani, vie di comunicazione, localizzazione delle industrie; Indagine sulle relazioni tra gli elementi: si studia la relazione fra il suolo e la produzione agricola; Enunciare i principi: ad esempio il rapporto fra le industrie e gli operai e la distanza che percorrono per arrivare a lavoro, in questo modo si definisce il diametro fra industria e abitazione; Rappresentazione cartografica: le carte geografiche dellorganizzazione industriale del territorio; Predisposizione di un testo: sulla base della rappresentazione cartografica si pu produrre un testo che descriva lespansione industriale del territorio che studiamo. ASSIOMATICO: metodo che prende in considerazione ci che evidente senza indagare con procedimenti analitici (approccio sistematico, sapendo che la realt complessa. Il contrario

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del metodo ANALITICO non conduce la ricerca geografica sul principio di casualit ed un metodo soggettivo perch raccoglie solo elementi, caratteristiche e comportamenti sociali. Percorso previsto nel caso del metodo ASSIOMATICO Identificare: i gruppi umani che vivono sul territorio preso in esame; Studiare: le condizioni di vita e le caratteristiche culturali del gruppo umano; Rilevare: quali forme si siano prodotte nel paesaggio urbano in rapporto ai gruppi; Costruire: la geografia dei luoghi urbani significativi per lesistenza del gruppo STRUMENTI La CARTA GEOGRAFICA lo strumento principale della scienza. Da sempre lo scopo finale dello studioso quello di rappresentare su carta il territorio che studia, gi nel paleolitico attraverso le pitture rupestri si disegnava il territorio, ancora pi importante fu la rappresentazione del territorio nel neolitico. Anassimandro enunci i primi fondamenti della cartografia (VI secolo a.C.) e da quel momento la storia della geografia umana si intrecci con la cartografia. espressione di conoscenza del territorio La DOPPIA veste della CARTOGRAFIA strumento per muoversi sul territorio Il Geografo fa uso di due tipi di rappresentazione del territorio: 1. Carta Geografica in formato convenzionale, quindi in forma cartacea. 2. Sistemi Geografici Informativi (GIS), caratterizzato dalluso del PC con appropriati software per costruire carte digitali. Lintroduzione di questo sistema, avvenuta negli anni 80, fu una rivoluzione, seconda sola allavvento della carta geografica razionale. Gerardo Mercatore mappamondo in 24 fogli ha immaginato come il Globo Terrestre avvolto da un cilindro 1569 nascita della cartografia moderna

( viene concepita per la navigazione ( corretta la forma delle terre solo sulle basse latitudini mentre sulle alte apparivano molto pi estesi della realt CARTOGRAFIA RAZIONALE diffusione dei SIMBOLI ( la CARTA diventa sempre di pi una rappresentazione simbolica, simboli tratti dalla geometria PROCESSI DI DIFFERENZIAZIONE 1. in rapporto alla SCALA GEOGRAFICA ( mappe e piante (scala pi grande) ( carte corografiche e carte generali (scala pi piccola) 2. in rapporto al CONTENUTO ( carte geografiche generali ( carte geografiche tematiche QUALITATIVE: basate sul testo e carte e rappresentano il territorio senza far uso di dati statistici che pu far uso delle variabili qualitative ad esempio per valutare la presenza o essenza di rischi. INFORMAZIONI QUANTITATIVE: basate su dati statistici e fa uso di variabili quantitative come la densit della popolazione che viene utilizzata per le carte della popolazione ( lanalisi quantitativa una parte essenziale della geografia. Divisa in 4 livelli, i primi due sono i dati quantitativi a s mentre gli altri due sono rappresentati attraverso le carte o grafici.

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Primo Livello: Secolo Livello: testo Terzo Livello:

testuale - costituito da statistiche in merito allargomento trattato tabellare costituito da tabelle statistiche contenenti dati che integrano il

funzionale costituito dalluso dei dati quantitativi per produrre cartografia, il prodotto che si ottiene viene anche detto cartogramma. Quarto Livello: associato costituito dallinserimento di grafici allinterno di una carta geografica generale in modo da fornire una percezione visiva dellargomento che trattiamo. natura spaziale, quindi distribuzione territoriale (popolazione nella provincia) Variabili quantitative natura temporale, quindi distribuzione nel tempo (popolazione nella provincia nel corso dellultimo secolo) Gli usi della variabili quantitative ( Tendenza centrale: si propone di accertare come i singoli dati della serie tendano ad avvicinarsi a un valore centrale. Es. se e in quale misura la densit della popolazione delle singole province si avvicini alla densit media nazionale. ( Tendenza alla dispersione: ed complementare al primo in quanto ci indica se e in quale misura i dati tendono ad allontanarsi dal valore centrale. ( Correlazione fra le variabili: si propone di individuare se e in quale misura due o pi serie di valori si trovino tra loro associati. Qui abbiamo causa-effetto, vedi ad es. la microcriminalit e la povert messe in relazione, se dai dati in possesso i valori alti della prima corrispondono ai bassi della seconda deduciamo che i due fenomeni sono associati ( indagine di tipo strutturalista (il territorio come un mosaico di elementi legati tra loro da relazioni). ( Analisi per le interdipendenze: (legato alla correlazione fra le variabili) misura il comportamento di gruppi di variabili sia associato a quello di altri gruppi. Procedura fattibile solo per mezzo di software.

Immagini del TELERILEVAMENTO Consiste nel rilevare la fisionomia della superficie terrestre da grande distanza con obiettivo di produrne delle immagini, capaci di fornire informazioni molto pi dettagliate e precise di quelle di cui disponeva negli anni precedenti ( mezzo utilizzato i satelliti. Immagini PITTORICHE Con lindirizzo umanistico, i geografi, si sono avvalsi anche delle rappresentazioni pittoriche utili per indagare sul paesaggio e per comprendere come fosse percepito e vissuto nel passato Il geografo rappresenta il territorio in due modi: 1. La geografia considerata scienza dello spazio ( filiera razionalista: filiera del positivismo passando per lo strutturalismo, prevede che il geografo si concentri su di un oggetto per produrre conoscenza oggettiva del territorio con metodo analitico. La filiera razionale tende

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a collocare il soggetto nel luogo, quindi, considera la superficie terrestre come uno spazio dove si manifestano comportamenti sociali, quindi la superficie soggetta a trasformazioni. 2. La geografia considerata scienza dei luoghi ( filiera a-razionalista: filiera che passa dal positivismo alla geografia umanistica, abbiamo il geografo che mette il soggetto al centro dellindagine e si propone di conoscere il territorio attraverso il metodo assiomatico. La filiera a-razionale mette il luogo nel soggetto, quindi da questo punto di vista non prende in esame il luogo come teatro di azione della societ ma come sfondo, facente parte dellindividuo. - Secondo Kant il geografo non pu occuparsi di spazio senza tener presente il tempo Attualmente si parla di tre tipi di spazio: 1. Spazio Reale ( esterno al soggetto, identificabile, dotato di materialit e rappresentabile 2. Spazio Iperreale ( realt immaginaria dal soggetto 3. Spazio Cibernetico ( creazione di immagini virtuali espresse in ambito elettronico Gli spazio della Geografia Umana Tipi di Spazio Spazio Reale Spazio Iperreale Spazio Cibernetico Natura dello Spazio Indirizzo Geografico Spazio Fisico Spazio Culturale Obiettivo

Strutturalista dagli anni 30 Spiegazione Umanistico dagli anni 70 Comprensione Spiegazione Comprensione

Spazio Tecnologico Strutturalista/Umanistico dagli anni 90

Prospettiva Tradizionale ( Spazio come Realt Assoluta Oggetti collocati nello spazio: localizzazione e distribuzione rappresentati tramite coordinate geografiche. Come considerare lo spazio Prospettiva Opposta ( Spazio come Realt Relazionale Gli oggetti non sono nello spazio ma hanno uno spazio: posizione e relazione degli oggetti rappresentati per tipo di relazione. Il termine SCALA in geografia pu assumere due significati: Scala DIMENSIONALE: ambito spaziale a cui si fa riferimento nellanalisi di un determinato fenomeno, concetto che riguarda anche altre scienze sociali, e si hanno: Micro scala ( es. Locale Meso scala ( es. Nazionale Macro scala ( es. mondiale Scala CARTOGRAFICA: per rappresentare la distribuzione spaziale dei fenomeni abbiamo bisogno di una scala cartografica. E il rapporto tra una misura fissata arbitrariamente sulla carta e la corrispondente misura misurabile o individuabile sulla realt terrestre. 0 1:10.000 1/10.000 1 ( Scala numerica 2 ( Scala grafica 15

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Che cos la SCALA GEOGRAFICA? Al termine SCALA attribuiamo il significato di rapporto di riduzione, ma da qualche tempo il termine SCALA viene utilizzato anche in altro modo, quindi, come ordine di grandezza della superficie terrestre, per cui tanto pi esteso lo spazio geografico tanto pi si parla di grande scala, e viceversa. Detto questo dobbiamo spiegare la scala temporale che si divide in tempi di natura e tempi della societ: La natura caratterizzata da tempi lunghi che si misurano in centinaia di anni come per le ere geologiche, ma questo interessa la Geografia fisica mentre di interesse per quella umana sono le rilevazione della crosta terrestre in quanto interessano e condizionano la vita delle popolazioni. Che cosa sono le PLACCHE? La crosta terrestre costituita da PLACCHE la cui origine risale a circa 220 milioni di anni or sono quando il Pangea inizi a dividersi. Le PLACCHE possono muoversi in diverse direzioni dando origine ai margini continentali. Ricordiamo che le PLACCHE non coincidono con le masse continentali ma possono essere costituite da crosta continentale e crosta oceanica. Le conseguenze che la distruzione delle placche sono la disponibilit delle risorse e i disastri ambientali (opportunit e condizionamenti), infatti le dorsali, ossia le linee di contatto delle placche sono sedi di movimenti sismici e vulcanici. TERRITORIO porzione di spazio geografico che sono stati profondamente trasformati dalluomo organizzato in societ. SPAZIO comprende aree trasformate dalluomo radicalmente o meno TERRITORIALIZZAZIONE processo messo in atto dalluomo organizzato in societ per trasformare lambiente naturale PARTE SECONDA Temi e Problemi LA PRESSIONE UMANA Fino agli anni 70 la geografia della popolazione costituiva il capitolo iniziale della Geografia umana, e trattava su come la popolazione fosse cresciuta e come si fosse distribuita sulla terra. Metodo che non trattava i problemi connessi al popolamento; oggi la situazione diversa per la Geografia diventato molto importante indagare sulle conseguenze del popolamento, infatti, da un lato il capito della popolazione pi rilevante rispetto a prima e dallaltro lato richiede di essere affrontato non soltanto mostrando la copertura geografica del pianeta ma anche esponendo gli aspetti geografici connaturati ai problemi derivanti dalla crescita demografica. La prima volta che la popolazione fu considerata nel suo insieme era il Settecento quando la Rivoluzione Industriale stava decollando in GB e ad occuparsi del problema fu Thomas Robert Malthus, nel Saggio sul principio della popolazione. Lindagine lo condusse a capire che la popolazione stava aumentando mentre le risorse risultavano inefficaci a mantenere tutta la popolazione in modo equo. Quindi con lavvento della societ moderna nasceva anche un nuovo problema: i limiti di crescita della popolazione mondiale. Problema ritornato alla ribalta anche negli anni 70 del 900 quando si discusse sullespansione demografica, mettendo in luce che il mondo nel XXI secolo sarebbe andato incontro ad una serie di crisi provocate dagli squilibri crescenti tra laumento della popolazione e le risorse a disposizione. Questo dibattito durato molti anni fin quando le Nazioni Unite nel 1992 propose un piano quello del controllo delle nascite nei paesi in via di sviluppo in modo da regolare anche la richiesta di risorse.

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A ci si opposero sia la Chiesa Cattolica che il mondo islamico. Schema sullesplosione demografica nel corso dei secoli Periodo Mondiale IV secolo I secolo 1492 1700 1800 Popolazione Mondiale 150 milioni di abitanti 250 milioni di abitanti 400 milioni di abitanti 950 milioni di abitanti 1 miliardo di abitanti 1920 1955 1970 1980 2000 Periodo Popolazione

2 miliardi di abitanti 3 miliardi di abitanti 4 miliardi di abitanti 5 miliardi di abitanti 6 miliardi di abitanti

Vecchia teoria ( Prima lipotesi del controllo delle nascite teoria che si fatta largo fino alla fine del 900 Nuova teoria ( Oggi la nuova teoria prevede che la crescita esponenziale subentrer una crescita frenata che condurr la popolazione mondiale a stabilizzarsi, agganciandosi alla teoria dello sviluppo delle popolazioni che divide il ciclo in 4 fasi: 1. Prima fase Equilibrata: questa fase che pu durare anche molto caratterizza le popolazioni primitive. Lindice di natalit resta elevato come lindice di mortalit restando sostanzialmente stabile. 2. Secondo fase Crescita accelerata: in questo caso la natalit aumenta pi della mortalit, quindi la popolazione aumenta velocemente e ci accade nei paesi ricchi durante il decollo industriale. 3. Terza fase Crescita frenata: si rallentano le nascite ed anche la mortalit diminuisce perch si allunga la media della vita per effetto delle migliori condizioni alimentari e sanitarie. 4. Quarta fase Stabilizzazione: in questa fase le nascite diminuiscono al punto da compensare i decessi, la popolazione ferma il cosiddetto crescita zero che si verifica tuttora nei paesi sviluppati. La distribuzione geografica si evolve in conseguenza di due fattori: 1. Naturale ( costituito dallandamento delle nascite e dei decessi, lattenzione si concentra sulla fertilit e su alcuni grandi fattori che incidono sulla durata della vita come la diffusione dellHIV e la mortalit infantile. 2. Migratorio( costituito dagli spostamenti territoriali di una popolazione, e pone lattenzione su due processi territoriali: una progressiva concentrazione della popolazione sottosviluppata in grandi agglomerati urbani; una progressiva concentrazione della popolazione lungo le fasce costiere. ( Cresce il problema della fertilit: Sviluppati 2050 ogni donna ne avr solo due 1950 ogni donna aveva in media tre figli Paesi

( Cresce il problema della fertilit

La natalit molto alta

Paesi

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Sottosviluppati Si contrappone il problema dellHIV In Africa i malati quasi raddoppieranno da 115 a 196 milioni ( Nei paesi sottosviluppati la speranza di vita passata da 63 anni agli inizi del 900 a 75 anni oggi La storia a tappe delle GRANDI MIGRAZIONI A. Neolitico Urbano : i grandi movimenti migratori sono riconducibili a tre centri di irradiazione, due di questi sono la Mesopotamia e la Cina e lultimo lEuropa costituito da popolazioni agricole e centri rurali che si insediarono nella penisola italica, nel bacino del Danubio, e nella valle del Rodano. Questi processi territoriali fecondarono un vasto campo di relazioni interculturali, caratterizzati da diffusione e fusione di lingue, da migrazioni di tecniche e credenze. B. Prima met del Novecento: le grandi migrazioni di epoca moderna ebbero come protagonista lEuropa. Nel corso del Novecento ai flussi provocati dallesigenza di trovare nuove risorse si aggiunse le migrazioni dovute alle due grandi guerre, dando nuove ridistribuzioni allinterno dellEuropa e dallaltro lato ci furono grandi esodi verso altri continenti, come gli Ebrei in Palestina dove fondarono un loro stato. C. Seconda met del Novecento: questi movimenti sono diversi, in quanto hanno raggiunto dimensioni molto pi ampie ridisegnando lintero pianeta, con provenienza intertropicale e con direzione verso i paesi sviluppati come il nord America, lEuropa occidentale, lAustralia e il Giappone. Anche lEuropa dellest stata unarea con forti spostamenti verso la parte occidentale. Queste masse si muove per motivi politici o naturali, come le carestie, la desertificazione, la povert o per guerre lunghe e sanguinose. A met del Novecento appena 6000 persone lanno si spostavano dai paesi poveri verso quelli ricchi, oggi la situazione cambiata radicalmente i flussi si sono raddoppiati. lUnione Europea andr incontro a una trasformazione sorprendente, caratterizzata da flussi cos estesi che imprimeranno un volto nuovo multi-etnico al vecchio continente. ( conseguenze dovute ai movimenti sia naturali che migratori sulla territorializzazione 1. Le trasformazioni provocate nelle strutture territoriali; 2. Le influenze che le trasformazioni delle strutture demografiche Conseguenze connesse possono esercitare sulle condizioni di vita tra loro Che cos la STRUTTURA? La STRUTTURA un insieme di elementi connessi tra loro da relazioni e soggetti a evoluzione nel corso del tempo. esempio: se let degli abitanti di un posto lattributo considerato, la struttura consiste nella ripartizione della popolazione per et. Lo stesso esempio si pu applicare per la divisione in sesso, professioni, istruzione. In Geografia Umana interessa il campo della divisione per et e professione. Che cos lo STRUTTURALISMO? Lo STRUTTURALISMO il metodo di indagine che, in qualsiasi campo, faccia uso della struttura e rappresenti oggetti come strutture. STRUTTURE DEMOGRAFICHE: LET

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Primidi det ( nome attribuito a questa indagine che affronta il tema dellinvecchiamento della popolazione I paesi sviluppati hanno il problema di avere una popolazione che tende allinvecchiamento per tre motivi: 1. La diminuzione della natalit; Tutte e tre sono la conseguenza 2. La diminuzione della mortalit; del miglioramento della vita in termini 3. Prolungamento della vita media Conseguenza di alimentazione e sanit, ma dipende anche dal progresso La situazione nei paesi in via di sviluppo ( in passato lelevata fertilit e la mortalit infantile coesistevano e la popolazione era giovane ( a met del 900 la popolazione giovane costituiva il 38% di quella complessiva e gli anziani erano il 6% nella seconda met del 900 si ha un rallentamento della popolazione giovane ed un aumento della popolazione anziana il miglioramento delle condizioni di vita Perch La politica del controllo delle nascite Si arriva alla conclusione che a met del nostro secolo la popolazione mondiale sar stabilizzata ma alcuni paesi avr unelevata se non elevatissima popolazione anziana, come il Giappone, lEuropa Occidentale e situazioni pi moderate nei paesi in via di sviluppo. Queste considerazioni vengono fatte alla luce dei parametri dei movimenti naturali ma se dovessimo occuparci anche dei movimenti migratori la prospettiva sarebbe pi cauta in quanto alla popolazione autoctona si mischierebbe una popolazione giovane che potrebbe riequilibrare il tutto. STRUTTURE DEMOGRAFICHE: PROFESSIONE Colin Clark e la teoria proposta nel suo saggio Condizioni del progresso economico che fonda il suo principio sulla disgregazione del sistema economico in tre settori fondamenti: 1. Settore Primario: agricoltura, caccia, pesca, sfruttamento forestale e minerario; 2. Settore Secondario: energia elettrica, semilavorati, tutto il comparto industriale; 3. Settore Terziario: le attivit che offrono servizi, come lalbergo, le banche, le assicurazioni. Secondo questo principio Clark divide leconomia in due stadi: A. Nel primo stadio si sviluppano le attivit industriali e aumenta la produzione agricola e lallevamento, quindi la popolazione si sposta dal settore primario al secondario; B. Nel secondo stadio si sviluppa il terziario, provoca la crescita di domanda di servizi da parte dei due settori (primario e secondario) e dal miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Diventa il motore trainante per leconomia perch produce ricchezza in quantit maggiore rispetto agli altri due settori. Attraverso questa teoria si pu calcolare le singole parti del territorio e come la popolazione sia ripartita per settori economici ( carta delle strutture professionali. Nel tempo linteresse per questa teoria si affievolito in quanto complica molto lindagine del geografo. URBANIZZAZIONE

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La citt dalla prospettiva geografica Le megalopoli degli stati uniti del nord possono essere considerate il simbolo delloccupazione urbana del pianeta. Lespansione del tessuto urbano svela una duplice faccia vedi Durban, citt africana, che ha in s le caratteristiche di una citt poverissima e di una citt fatta da ricchi, da una parte abbiamo gli zulu che vivono in casupole fatiscenti alla periferia della citt dove lacqua potabile un lusso e dallaltra, sulla costa, abbiamo case e grattacieli che fanno invidia alle citt americane, spiagge affollate, navi passeggeri attraccate al porto. La corsa delle citt povere e il lento cammino delle citt sviluppate di stampo occidentale. Altro esempio di paesaggio urbano la Silicon Valley, una vasta copertura dove si concentra il pi alto tasso di industria elettronica del mondo. La Geografia della citt si concentra: forma 2. 3. si sviluppa questa geografia a met del 900 (periodo possibilista) 1. la geografia ha sviluppato lo studio dei fattori di localizzazione cercando di ordinarli secondo due categorie: quelle dei fattori umani e quella dei fattori fisici. La ricerca avr risultati differenti in base al pensiero che il geografo segue, infatti, il geografo positivista tender a concentrarsi sui fattori fisici, come la vicinanza di un corso dacqua, mentre colui che si muove verso il pensiero strutturalista analizzer i fattori economici, mentre coloro che si muovono nella prospettiva umanistica tenderanno a verificare i fattori culturali. A questo campo di indagine se aggiunge quello di domandarsi come nata la citt e come si evoluta, quindi distinguiamo le citt in due: Citt spontanee: sono nate senza un progetto, in modo spontaneo, dove gli insediamenti hanno profonde radici storiche vedi le popolazioni del mediterraneo; Citt fondate: nate con un preciso scopo politico come Brasilia, nata nel 1961 per svolgere funzioni di capitale federale, oppure Camberra nata nel 1901 come capitale della federazione australiana. 2. la seconda questione riguarda la forma urbana, e questo viene affrontato in due modi: Guardando la citt dallalto: il disegno planimetrico: questa visione tende a produrre una visione dinsieme, impostato su disegni geometrici dove sono tracciati le vie di comunicazione, i perimetri degli edifici, dei giardini, e via dicendo. Questa planimetria ha dato un notevole contributo alla geografia urbana. Allinizio del 900, con lavvento dellaereo, la fotografia dallalto si affiancata al disegno e pi tardi negli anni 70 del 900 si aggiunto la fotografia da satellite. Guardando la citt dal basso: lo skyline. Lo sviluppo delle citt in altezza, fenomeno che caratterizza le citt moderne, ha indotto il geografo ha prendere in considerazione anche il profilo verticale (skyline) perch da un lato ha una prospettiva in altezza e dallaltro i grattacielo sono il centro nevralgico delleconomia. 3. la terza questione, si esprime secondo lindirizzo strutturalista, che vede la citt come un mosaico di attivit quindi di funzioni. Questa idea di fondo ha dato corso a tre filoni: Teoria della Centralit: di Christaller del 1933 che fornisce la prima rappresentazione del territorio in chiave strutturalista, infatti, secondo il geografo, la 15 perch la citt sia sorta in quel determinato luogo 1. perch la citt abbia assunto una determinata perch la citt abbia acquisito una determinata funzione

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centralit dellambiente urbano non sta nella sua posizione geografica ma bens nella capacit di attrarre per via della sua funzione; Teoria della Nodalit: in rapporto al quale la citt diventa un punto di incontro per le merci, le persone, i capitali. A mano a mano che la citt sviluppa le sue funzioni commerciali accresce la propria capacit di diventare nodo di traffico ma esistono anche casi dove le citt per loro posizione geografica sono dei nodi naturali vedi Strasburgo, che si trova nella confluenza dellInn con il Reno un nodo naturale per la Francia, Italia, Germania e Svizzera.

( Walter Christaller, geografo tedesco (1893-1969), considerato il principale fondatore della Teoria delle Localit Centrali, un modello che descrive la gerarchizzazione dei centri urbani e la relativa organizzazione delle reti economiche e di servizi che connettono le varie localit. Il modello a sua volta alla base della teoria del Funzionalismo. Formula questa teoria negli anni 30 del 900 quando la distanza era importante e studia lapplicazione di questa teoria su di un territorio omogeneo una pianura tedesca. Una persona disposta a percorrere brevi distanze per raggiungere i servizi di prima necessit come lapprovvigionamento di cibo, mentre disposta a compiere lunghi viaggi per raggiungere beni o servizi di rango elevato (come ad es. una visita specialistica oppure uno spettacolo teatrale). Pi elevato il rango meno diffusi sul territorio saranno e pi lunghe le distanze per raggiungerlo. LOCALITA CENTRALE ( non detto che si tratti di unarea estesa, pu trattarsi anche di un piccolo borgo rurale limportante che funga da centro di attrazione, un polo che attiri Beni centrali offerti la popolazione circostante in quanto possiede beni e servizi. Distanza dalla localit centrale Area gravitazionale AREA GRAVITAZIONALE ( la regione dove vivono le persone e dove si trovano la localit centrale, larea entro cui si ha uno spostamento fisico delle persone. AREA DI INFLUENZA ( non presuppone lo spostamento fisico delle persone. Es. una testata giornalistica diffonde il proprio quotidiano in tutta il paese. CENTRALITA ( funzione che svolge la struttura, polo centrale rispetto allarea di gravita zio ne. La rete urbana nella visione di Christaller generata da i rapporti di dipendenza che si instaurano tra le varie localit centrali, ed ogni localit centrale possiede una propria posizione allinterno della rete, determinata dal rango pi alto esistente nella rete ( struttura gerarchica di localit centrali. La teoria di Christaller ha perso interesse a partire dagli anni 80 del 900 dal momento in cui sono intervenute le trasformazioni, sia allinterno delle citt sia nella copertura urbana del territorio, con il declino dei grandi centri industriali. Forme urbane e prassi sociale La citt come centro, nodo e societ La geografia strutturalista non si preoccupata dallaspetto sociale, disgregando la citt in quartieri funzionali, come quello industriale, commerciale, universitario.. pi avanti si capito che la prassi sociale e le forme urbane erano connesse, oggi si utilizza questa visione senza avere una base ideologica come avveniva negli anni 70 e 80 (di base marxista) ma si induce su tre temi: 1. Milieu: ha lobiettivo di individuare come le comunit locali reagiscono agli impulsi provenienti dallesterno, teoria nata negli anni 70 durante la dismissione delle industrie pesanti, e ritornata in auge negli anni 90 con la globalizzazione.

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2. Eterotopia: luoghi percepiti diversi perch lontani dai meccanismi usuali della vita urbana come i conventi, gli ospedali psichiatrici, bagni turchi. 3. Gentrificazione: un fenomeno che fa riferimento a gruppi sociali benestanti che decidono di trasferirsi in parti della citt povere con lobiettivo di creare delle zone residenziali, dando luogo da un lato allaffluenza in luoghi dove fino a quel momento erano considerati non idonei, una rivalutazione del luogo, e dallaltro ad un cambiamento del paesaggio anche dal punto di vista culturale con lincontro di valori e visioni diverse. Paesaggio Urbano = un insieme di simboli al quale si associa anche lECOLOGIA ( una serie di nuove tematiche da affrontare studiando la citt. Che cos lECOSISTEMA? LECOSISTEMA l'insieme di organismi animali e vegetali che interagiscono tra loro e con l'ambiente che li circonda. Ecologia degli spazi urbani ( riguarda il rapporto che stato realizzato tra parti cementificate e superfici verdi. Platone ( sosteneva che qualunque citt sia piccola che grande divisa in due: la citt dei poveri e la citt dei ricchi ( altro aspetto della citt, la condizione sociale. ( aspetto sociale - partendo dallasserzione di Platone, si arriva a questa conclusione che la crescita urbana dei paesi poveri sta infatti esasperando la divaricazione tra le condizioni di vita urbana fino al punto da creare due citt distinte nella citt stessa: la citt ricca e moderna e la citt povera che cresce in modo smisurato e disordinato preda della povert e della violenza e delle malattie. Un sistema chiuso secondo quando indicato in precedenza La citt sembra Invece un sistema aperto caratterizzato da relazioni tra citt e citt Relazioni = scambi di prodotti e servizi, spostamenti di popolazione. Tipi di espansione delle citt ( Toschi Disseminazione Propaggini la citt si espande a macchia dolio; lespansione avviene in modo tentacolare lunghe le maggiori direttrici; Gemmazioni quando allesterno della citt si installano attivit economiche o nodi di traffico collegati alla citt madre che si sviluppano in tondo;

Secondo queste tre indicazioni sembra che lespansione della citt e la popolazione sia in stretto contatto, negli ultimi anni assistiamo sempre di pi alla fuga dalle citt per insediarsi nelle aree rurali. Lespansione dei centri pu avvenire contemporaneamente creando lunione di due centri urbani, dando luogo a: Conurbazione: citt vicine che a causa della loro espansione simultanea si uniscono dando vita ad un nuovo tessuto urbano di varie dimensioni; Megalopoli: Termine di origine greca (da megas, grande; polis, citt) utilizzato per la prima volta in ambito geografico nel 1961 dal geografo francese Jean Gottmann nel volume Megalopoli. Funzioni e relazioni di pluricitt (edizione italiana del 1970). Gottmann coni il 15

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termine per definire la conurbazione che si estende sulla costa nordorientale degli Stati Uniti, da Boston a Washington, e che comprende anche le citt di New York, Philadelphia e Baltimora. La cosiddetta megalopoli atlantica formata da circa 45 milioni di abitanti e presenta una densit di popolazione estremamente alta; Ecumenopoli: citt del futuro, in quanto sia la superficie terrestre che oceanica sar quasi interamente popolata. Megacitt: concepita per catalogare le citt con almeno otto milioni di abitanti, espressione pi significativa dellurbanizzazione. RISORSE E SVILUPPO

Concetto di TERRITORIALIZZAZIONE ( strumento attraverso il quale indagare e rappresentare le manifestazione geografiche della presenza umana sulla superficie terrestre e delle sue interazioni con la natura. La TERRITORIALIZZAZIONE costruita da processi che trasformano la natura in prodotto sociale. La crescita della popolazione mondiale ha quindi accelerato il fenomeno della territorializzazione, che ha sempre pi coinvolto lambiente trasformandolo radicalmente. Lespansione urbana stata associata a due grandi forme di territorializzazione: 1. la sottrazione di terreni agricoli 2. lespansione delle industrie Geografia economica ( un ramo della geografia umana che prende in considerazione il territorio e lutilizzo delle risorse, strettamente connesso alle implicazioni sociali quindi alla territorializzazione. Fino agli anni 70 ( il geografo si concentrava su 4 quesiti: 1. Il tema della localizzazione ( il perch della scelta di determinati posti per costruire unindustria; 2. Il tema della distribuzione ( il perch della scelta di produrre, ad esempio, energia elettrica da centrali posizionate in vallate, presso i porti; 3. Il tema della diffusione ( il perch di come si propagano sul territorio le centrali elettriche, ad esempio; 4. Il tema della circolazione ( come hanno luogo gli spostamenti dei prodotti che alimentano gli impianti di energia elettrica. Rispondere significa produrre spiegazioni sulla natura dei fenomeni e del loro disporsi sul territorio. Il metodo di indagine in questo caso quello STRUTTURALISTA1 Dagli anni 80 ( nasce la necessit di considerare i fenomeni economici in rapporto a due condizioni 1. Lambiente naturale 2. Qualit della vita Gli anni 80 sono anche gli anni della nascita di conferenze sullambiente, da parte delle Nazioni Unite, con lavvento di progetti sulla sviluppo sostenibile e sul sottosviluppo si inizia a concepire che non si tratta solo di un discorso economico ma molto pi ampio in quanto comprende anche le condizioni di vita e il rispetto della persona. La conferenza per eccellenza di quegli anni era la Conferenza di Rio del 1992 che si concluse con tre obiettivi sullo sviluppo sostenibile:
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ha complicato la rappresentazione geografica ma lha resa pi completa

un metodo danalisi di tipo deduttivo, che ricerca le similarit presenti nella diversit degli spazi e a partire da esse tenta di definire delle regole, che caratterizzano lorganizzazione dello spazio da parte delluomo.

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A. Integrit dellecosistema: riconoscere che la natura sia rappresentata da un mosaico di ecosistemi che risentono della pressione umana. Lo studio degli ecosistemi un mezzo per garantire la loro durata nel tempo e la loro integrit per evitare che leccessivo mal utilizzo porti al collasso; B. Lefficienza economica: si lega molto al procedente, in quanto la buona organizzazione economica permette di intervenire sul territorio per contenere la pressione umana ed intervenire in modo adeguato; C. Lequit sociale: ognuno a diritto, oltre ai pi comuni diritti umani, ad utilizzare le proprie potenzialit quindi con libero accesso al patrimonio ecologico e culturale. Lo sviluppo sostenibile unito allo sviluppo economico hanno la capacit di accrescere il volume produttivo di qualsiasi economia ed anche il proprio benessere. Quindi le nuove politiche vertono sul senso di responsabilizzazione nei confronti della natura e della persona umana. Che cos la RISORSA? La RISORSA ogni bene, capacit o atteggiamento utile al raggiungimento di un determinato fine. Le risorse naturali consistono in qualsiasi bene materiale, non prodotto dalluomo che posso essere usato per soddisfare bisogni, individuali e collettivi. Risorse Naturali Il geografo si concentra su due categorie Risorse Umane Stock, disponibile Il concetto di RISORSA da porsi in relazione a tre concetti: utilizzabile mercato, commercio ogni tipo di risorsa

Riserva, materiale Disponibilit sul

Le RISORSE Naturali possono essere: Rinnovabili ( Abiotiche (Fonti di energia Materie Prime) ( Tipo di disponibilit ( Biotiche (Animali) ( Geneticamente trattate/non trattate (Vegetali) ( Tempo di rinnovamento Non rinnovabili ( Fonti di energia ( Minerali

Risorse Biotiche Il geografo che si interessa di agricoltura, allevamento, foreste, pesca tende a conseguire due obiettivi: A. Misura con quali modalit la produzione di beni alimentari venga incontro alle esigenze delle popolazioni locali; B. Indaga sui rapporti che si sono delineati tra uso del suolo e impatto sugli ecosistemi locali ( perdita di biodiversit a causa ( onda meccanica: con lavvento di macchine nellagricoltura ( onda chimica: utilizzo di pesticidi, diserbanti e nutrienti ( onda biologica: manipolazioni genetiche

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La geografia cerca di unire sia i dati delle scienze biologiche con lorganizzazione della superficie terrestri per trovare una soluzione ottimale. Studia quanto segue: USO DEL SUOLO ( individuiamo tre forme di agricoltura, quella intensiva, estensiva sia di bassa produttivit che di alta produttivit MERCATO TECNOLOGIE ( abbiamo da un lato lagricoltura e lallevamento di sussistenza e dallaltro quelli di mercato, la cui produzione viene inserita nel circuito commerciale ( abbiamo le produzioni soggette a mutazioni genetiche e quelle che ne restano immuni. Il geografo studia come le tecnologie influenzano elementi della territorializzazione e come determinato la trasformazione del paesaggio.

Le analisi inoltre si concentrano anche su: MONTAGNE ( aumento della temperatura atmosferica ha innalzato il livello inferiore delle nevi perenni generando la scomparsa di specie vegetali montane, a questo aggiungiamo la pressione umana e luso di fertilizzanti dar luogo ad una perdita sempre pi alta di specie vegetale.

TERRITORI ARIDI ( la desertificazione che porta alla trasformazione del suolo in terreno arido, semi-umido e semi-arido tutto a causa dei cambiamenti climatici e delle attivit umane (leccessivo sfruttamento del suolo per la coltivazione, il pascolo eccessivo, errati sistemi di irrigazione). Negli ultimi decenni il fenomeno ha subito una notevole accelerazione vedi il Sahara si spinto verso sud per 65 milioni di ettari. Risorse Abiotiche Lindustria provvede sia alla trasformazione delle risorse biotiche sia le risorse abiotiche, quindi costituita da beni non organici, da questo punto di vista possiamo fare una ulteriore suddivisione: Tangibili (risorse minerali) Risorse Abiotiche Non Tangibili (radiazioni solari) Cosa sono le FONTI DI ENERGIA? Le FONTI DI ENERGIA si dividono in primarie quando non sono utilizzabili nellimmediato per soddisfare un bisogno umano mentre secondario quando sono utilizzabile subito. Esempio: il carbone una fonte primaria, mentre lenergia elettrica prodotta dalla combustione secondaria. La distribuzione geografica delle industrie trasformatrici di risorse naturali abiotiche stata influenzata anche da altre circostanze: le reti di comunicazione sempre pi capillari e il costo unitario del trasporto oceanico delle merci molto diminuito e questo ha generato in alcuni paesi lidea di importare le materie prime dei giacimenti perch meno costoso far arrivare da molto lontano le materie piuttosto che trasportarlo entro i propri confini. Detto ci le industrie sono state liberamente collocate senza essere necessariamente vicine ai giacimenti come avveniva nell800. La territorializzazione generata dallindustria si espressa in quattro modelli: 1. Primo modello: attrazione dei giacimenti delle materie prime

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Alla fine del 700 la localizzazione degli impianti stata influenzata soprattutto dallesigenza di evitare il trasporto della materia prima, questo ha caratterizzato sia l800 che il 900. Una manifestazione recente costituito dai Kombinat, creati nel versante orientale degli Urali, dove vennero creati complessi industriali molto grandi insediati in regioni poco adatte alle coltivazioni come la Siberia. 2. Secondo modello: richiamo delle citt e dei nodi della circolazione Qui entra in gioco la teoria di Weber, economista tedesco, che studiando le idee di Perroux (Poli industriali) sviluppa la teoria della localizzazione industriale: lindustria si trova al centro di un ipotetico triangolo dove c il mercato, la manodopera e la materia prima. La teoria di Weber si fonda sull'idea che per massimizzare l'utile bisogna minimizzare i costi di trasporto: pertanto il luogo ottimale di una fabbrica il punto in cui la somma dei costi di trasporto delle materie prime e del prodotto finito risulti la pi piccola possibile, il cosiddetto punto di minimo trasportazionale. Fino alla met del 900 nei paesi sviluppati sorgevano industrie sia vicino alle miniere sia nelle citt oppure nei nodi di scambio, solo successivamente il punto minimo fu individuato nei porti di sbarco delle materie prime, di qui la corsa allindustrializzazione portuale. 3. Terzo modello: lindustria come polo di sviluppo Qui abbiamo la teoria di Perroux, la teoria del polo industriale degli anni 50 del 900 in cui lindustria cessa di essere un semplice fattore di territorializzazione ma diventa il motore trainante, a patto che sia unindustria di grandi dimensioni, siano animate da dinamismo tecnologico, ed innovative nel loro settore. Questo genera un indotto sul territorio: attrazione di capitali, di mano dopera ma anche redditi, messaggi, modelli comportamentali. Esempio di una citt come polo Detroit sconvolta nella sua organizzazione, con una implosione urbana che ha modificato radicalmente il paesaggio. 4. Quarto modello: territorializzazione articolata Dagli anni 70 in atto un vero cambiamento della divisione del lavoro caratterizzato da due fattori: il primo dal rallentarsi delle industrie di base, quindi la siderurgica e la petrolchimica, e la seconda la costituzione in paesi in via di sviluppo di impianti manifatturieri per la produzione di abbigliamento di largo consumo, questo perch la mano dopera bassa ed anche la pressione fiscale pi leggera. Porta questo a trasferire il terziario allestero ed a lasciare la casa madre nello stato di provenienza. SOCIETA E TERRITORIO Le NAZIONI UNITE hanno stabilito che lo sviluppo sostenibile una politica che: 1. Deve indirizzare al miglioramento della qualit della vita e al superamento della povert attraverso misure compatibili con la salvaguardia dellambiente e attraverso luso delle risorse in modo efficiente; 2. Ogni essere umano ha il diritto fondamentale di vivere in un ambiente adatto alla sua salute e al suo benessere; 3. Gli stati sono tenuti a conservare e a usare lambiente e le risorse naturali a vantaggio delle generazioni future. Nella dichiarazione di Rio sullAmbiente e sullo sviluppo del 1992 venne aggiunto anche: 4. Essenzialit della democrazia; 5. Tutela e della valorizzazione della donna e dei giovani; 6. Diritti delle comunit indigine.

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Programma per le Nazioni Unite per lAmbiente ( questione ambientale Programma per le Nazioni Unite per lo Sviluppo ( questione del sottosviluppo ( Concetto di Sviluppo Umano ( opportunit alle persone

Che cos lINDICE DI SVILUPPO UMANO? LISU mette in relazione il reddito con alcuni parametri essenziali per misurare la qualit della vita, dalla disponibilit di acqua potabile alle condizioni dellistruzione e della sanit. Temi di interesse sociale trattati nei documenti delle Nazioni Unite 1. 2. 3. 4. 5. Povert; Salute; Gestione dellacqua; Accesso alla conoscenza; Condizione femminile

Disparit, povert e spazio geografico Nella geografia umana la differenziazione del territorio in termini di livello di sviluppo economico e di livello di benessere stata coltivata nellambito della cosiddetta geografia dello sviluppo, e quindi si collega ad una geografia che indaga sul divario che c fra i singoli paesi di ricchezza, di ineguaglianza, e disparit. La teoria si sviluppa su tre tappe: IDEA DI SVILUPPO UMANO: sul piano geografico dobbiamo chiarire che il prodotto procapite da luogo alla rappresentazione della ricchezza disponibile, mentre lindice di sviluppo umano ci fornisce la rappresentazione del grado con cui la ricchezza effettivamente diretta verso il miglioramento della qualit della vita. Ci fornisce un doppio metro di misura che riguarda sia lefficienza politica dei singoli stati che la loro sensibilit sociale. Questi due valori (che vengono calcolati da 0 a 1000) vanno messi in relazione per ottenere un determinato dato: se un paese occupa la stessa posizione per entrambe le graduatorie ci significa che la qualit della vita rispecchia lo standard della produzione di ricchezza. Altro esempio se in un paese il reddito pro-capite superiore al ISU vuol dire che le politiche adottate sono congrue. Se accade il contrario si ottiene il risultato opposto. Per quanto riguarda la scala mondiale, le disparit nelle condizioni di vita tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo sono cresciute in modo esponenziale: Riv. Industriale: rapporto reddito pro-capite prodotto dalla GB rispetto ad un paese povero era 3-1 Prima Guerra M.: rapporto reddito pro-capite prodotto dalla GB rispetto ad un paese povero era 11-1 Met del 900: rapporto reddito pro-capite prodotto dalla GB rispetto ad un paese povero era 44-1 CONCETTO DI POVERT: fornisce il quadro di riferimento per spiegare cos la povert, non semplice da formulare in quanto si pu considerare da diverse prospettive: Punto di vista sociale: assunta come condizione di inferiorit nella qualit della vita; Punto di vista economico: che conduce a concepirla come insufficienza delle risorse e dei mezzi di sussistenza; In questo studio affronteremo il tema come hanno fatto le Nazioni Unite, quindi da un punto di vita sociale. Allinterno dellIndice di Povert Umana abbiamo tre elementi: 15

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1. Speranza di Vita; 2. Fruizione della cultura; 3. Capacit di accesso alle risorse Le Nazioni Unite affrontano il problema dello sviluppo anche per i paesi sviluppati ma con altri criteri: 1. Disoccupazione Dove la povert concepita come senso di privazione si indaga su due terreni: Ontologico, cerchiamo di rilevare e misurare le condizioni oggettive della povert; Percezione sociale, cerchiamo di cogliere come la povert sia intesa dalle singole comunit umane. Geografia della salute Obiettivo del Millennio, entro il 2015, diminuire la fame nel mondo
La relazione fra alimentazione e salute

Pro duzi one Agri cola

Salu te

Alim enta zion e

Altra forma di TERRITORIALIZZAZIONE laumento della produttivit. Secondo le Nazioni Unite servirebbe una seconda rivoluzione verde 2. Da un punto di vista statistico, la quantit di cibo pro-capite nei paesi del Terzo Mondo apparve incrementata; ma il problema della fame e della malnutrizione risult ancora drammaticamente presente. Fu evidente che laumentata disponibilit di risorse alimentari non poteva di per se stessa garantire che tali risorse venissero distribuite a tutta la popolazione; il problema della fame coinvolgeva complesse interazioni tra fattori economici, politici e culturali. Nei documenti siglati nel corso di quei convegni fu preconizzato lavvento di una nuova rivoluzione verde, condotta dallidea di cambiamento conservativo, cio dalla necessit di promuovere modelli di sviluppo agricolo che tengano conto delle differenti realt e dei metodi tradizionali e che abbia lobiettivo di rendere sostenibile il miglioramento scientifico e tecnologico. Secondo il modello degli Stati Uniti occorrono, per risolvere il problema della fame, 130 anni. Si dovrebbero mettere in atto tre tipologie di uso del suolo:
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Rivoluzione verde In agricoltura e in economia, locuzione con cui si designa la fase di sviluppo della pratica agronomica iniziata negli Stati Uniti a partire dagli anni Quaranta del XX secolo, basata sullintroduzione di nuove variet di piante altamente produttive e sullapplicazione di nuove macchine e tecniche agricole, e mirata a debellare il problema della malnutrizione e delle carestie nei paesi del Terzo Mondo.

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A. Sfruttamento forestale associato ad allevamento; B. Pastorizia; biologica C. Coltivazioni non di massa;

Conservazione della diversit

La relazione fra Salute e Acqua primaria

Obiettivo del Millennio, entro il 2015, diminuire la mortalit infantile Obiettivo del Millennio, entro il 2015, aumentare laccesso alla conoscenza Con i dati in possesso possiamo stabilire che 100 milioni di ragazzi in et scolare non hanno accesso allistruzione elementare, parliamo dei paesi in via di sviluppo. E pur vero che nel corso degli anni 90 la popolazione in possesso di istruzione elementare aumentata dall80 all84%. Con lavvento delle reti internet, ci troviamo di fronte ad un nuovo modo di apprendimento quello della cyber-conoscenza da qui lesigenza di sviluppare due livelli per valutare laccesso alla conoscenza: 1. Livello basso: la conoscenza mediante lettura, scrittura e comunicazione con mezzi tradizionali; 2. Livello alto: la conoscenza mediante strumenti tradizionali coadiuvati dalluso di internet e pc ( indice di acquisizione tecnologica. Indice di Acquisizione tecnologica si propone di stabile il grado in cui un paese in condizioni di costruire una base di conoscenze e di professionalit idonea a partecipare allattuale ra dellinnovazione su base informatica. Povert e acqua La terza componente del concetto di povert riguarda il fattore che producono la qualit della vita. Il fattore primario sta nella disponibilit dacqua e dal modo in cui si utilizza. Fattore di Sottosviluppo Acqua Fattore di Disparit Al momento attuale 1,2 miliardi di persone concentrate nei paesi poveri, non posseggono acqua potabile, e 2 milioni di bambini lanno, a pari a 6000 bambini al giorno muoiono in questi paesi per malattie provocate dallacqua. Si stima nel 2015 che la met della popolazione mondiale soffrir per carenza dacqua. Due sono gli indicatori che si prendono in considerazione: A. Tasso di sfruttamento delle risorse idriche: espresso in percentuale, esprime la disponibilit dacqua effettivamente utilizzata rispetto a quella disponibile; B. Tasso di importazione: indica la quota di acqua importata da altri paesi rispetto al totale dei consumi.

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Cattiv a qualit della cqua Morte

Diffus ione delle malat tie

La condizione femminile La condizione delle donne centrale come tema geografico al punto di formare la Commissione sulla Condizione Femminile, questo aspetto considerato in base: 1. Cultura; 2. Religione; 3. Sistemi politici Le ineguaglianze tra donne e uomini sono: A. Accesso allistruzione ( elemento fondamentale per le Nazioni Unite) B. Fruizione di servizi di assistenza; C. Libert di pensiero e di religione Il progetto delle Nazioni Unite in materia di istruzione elementare prevede: A. Accesso allistruzione ( che conduce ad accrescere le potenzialit intellettuali alla cui capacit sta nel leggere e scrivere; Su questa base il mondo si divide in tre: paesi sviluppati sud est asiatico resto del mondo Obiettivo del Millennio, entro il 2025, di rimuovere completamente la disparit fra uomo e donna sul grado di istruzione. PARTE TERZA Luoghi e Spazi Cultura e Territorio Concetto di CULTURA Antichit Classica ( Paideia capacit individuale di partecipazione alla polis Antropologia Illuminismo Positivismo ( ( Rischiaramento capacit di essere guidati dalla ragione Eredit patrimonio collettivo di conoscenze e valori ( Cultura sociale*

Per arrivare al concetto di cultura bisogna attendere il pensiero di Taylor, Edward che nel 1871 con il suo saggio Primitive culture sostiene nella sua concezione, 'cultura, o civilizzazione,

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quell'intero complesso costituito da conoscenze, credenze, arte, morale, leggi, costumi e ogni altra abilit e abitudine che un uomo acquisisce come membro di una societ'. Estese la teoria di Darwin sullevoluzione della specie e sostenne che le culture primitive non dovessero essere considerate come completamente incommensurabili rispetto a quelle moderne perch ambedue fanno parte di uno stesso processo evolutivo. Lunica differenza fra la cultura primitiva e quella moderna che la seconda nata nel periodo dei lumi, ha condotto il genere umano lungo un itinerario di progresso e di elevazione morale, arrivando fino agli anni 30 del 900 quando lindirizzo di ricerca utilizzava un metodo strutturalista utile a classificare le culture grazie a schemi generali nel quale potevano rientrare tutte le caratteristiche di una cultura. In ogni modo le scienze antropologiche hanno affrontato il tema della cultura secondo due vie diverse: 1. Dal punto di vista del costume sociale, vale a dire, la cultura identificata nel patrimonio di conoscenze e di tecniche, nelle istituzioni, nei modelli organizzativi sociali, nella lingua e nelle religioni come fosse unentit materiale, ritorniamo quindi al metodo di indagine strutturalista (causa-effetto); 2. Questa seconda ipotesi riteneva che la cultura di una comunit fosse costituita soprattutto da fatti intellettuali, conoscenze, da elementi che rientrano nella sfera spirituale. Itinerario STRUTTURALISTA Maggior esponente della Geografia Culturale lo statunitense Sauer della Scuola di Berkeley, il quale concepiva lindagine sulla cultura in modo strutturalista, quindi, la cultura una realt costituita da elementi connessi tra loro. Gli studi successivamente condotti, portarono Sauer ad attribuire quattro campi di indagine alla Geografia culturale: 1. la distribuzione geografica e la diffusione sul territorio di elementi culturali dai tipi di abitazione ai toponimi; 2. le manifestazioni geografiche dellecologia culturale, espresse dai modi con cui lambiente e lo sfruttamento delle risorse naturali sono percepiti dalle singole culture, e fatti oggetto di forme di intervento sul territorio; 3. lidentificazione delle regioni culturali attraverso lo studio della distribuzione delle componenti del paesaggio; 4. la differenziazione territoriale delle culture, in modo da identificare le peculiarit culturali dei singoli territori. CAPITOLO 8. CULTURA E TERRITORIO. Itinerari non strutturalisti: geosimbologia. La CULTURA da considerare come una realt che va compresa e fatta oggetto di discorsi piuttosto che di teorie. ATTEGGIAMENTO SEMIOTICO: considera la cultura come creazione di segni e simboli a cui sono attribuiti significati specifici. BONNEMAISON sostiene che la geografia culturale si occupa di geosimbologia. Questo atteggiamento considera la cultura come una proiezione del soggetto, attraverso i simboli, verso la realt esterna (luoghi e spazi).

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ATTEGGIAMENTO SPIRITUALISTA: secondo cui la realt assorbita nella sfera spirituale del soggetto e solo i soggetti pi sensibili sono in grado di fare rappresentazioni della realt che li circonda. ANDREOTTI ritiene che le basi dello spiritualismo geografico possono trovarsi nella geografia influenzata dal romanticismo. Cultura, sviluppo, diversit: teoria e prassi. All inizio degli anni 90 le Nazioni Unite hanno introdotto il principio di SVILUPPO SOSTENIBILE, che include 3 componenti tematiche: la COMPONENTE ECOLOGICA, il cui obiettivo quello di proteggere la diversit biologica; la COMPONENTE ECONOMICA, per la quale lo sviluppo identificato con lefficienza delle organizzazioni e delle strategie; la COMPONENTE SOCIALE, in base alla quale si deve perseguire sviluppo umano, fondato sulla realizzazione di equit sociale. Nello stesso tempo, lUNESCO si pone lobiettivo di proteggere la cultura nella sua globalit. Alla diversit ecologica si affiancava anche la diversit culturale che andava tutelata e protetta. Inoltre, affronta 3 questioni: la prima riguarda il RAPPORTO TRA NATURA E CULTURA: per lUNESCO, inizialmente, natura e cultura erano ununica realt, mentre recentemente si pensa che la cultura abbia il primato sulla natura, poich questultima acquista valore solo grazie alle esperienze e alla cultura delluomo. La seconda questione riguarda la CULTURA TANGIBILE E INTANGIBILE: prima degli anni 90 aveva importanza solo la componente tangibile della cultura (musei, centri storici, monumenti, ), invece a partire da questi anni anche la cultura intangibile (musica, opere letterarie, miti, ) viene ritenuta parte delle eredit culturali da salvaguardare e da trasmettere alle generazioni future. Da qui nasce la seguente domanda: la cultura intangibile deve avere il primato sulla cultura tangibile o viceversa? La questione resta ancora oggi aperta e coinvolge sia latteggiamento della scienza nei riguardi della cultura, sia latteggiamento della politica. Lultima questione riguarda il PAESAGGIO: lUNESCO ha parlato di paesaggio culturale pur essendo consapevole che un paesaggio una natura che acquisisce connotazioni culturali. Laccostamento di culturale a paesaggio fa pensare che si ha una visione in cui natura e cultura sono ben distinte, ma nella sfera operativa dellUNESCO sono considerate un tuttuno.

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Il debutto del paesaggio: doppio dualismo. HUMBOLDT riteneva che il paesaggio consistesse nelle forme che il territorio assume in seguito a cambiamenti fisici-modo di abitare il territoriosfruttamento delle risorse. Egli vede il paesaggio come un a realt esterna al soggetto, una realt che si pu indagare e rappresentare oggettivamente. RITTER considerava il paesaggio come una sorta di teatro dove si celebrava il dramma della storia e del destino. Ricercava i segni che annunciavano destini disegnati da qualcosa che sta al di sopra di noi e che non visibile agli occhi, ma visibile allo spirito. Egli considera il paesaggio come una realt soggettiva, in cui il soggetto riesce a vedere nel paesaggio ci che non materialmente manifesto. Anni 90 GEOGRAFICO. Distinzione tra PAESAGGIO NATURALE e PAESAGGIO

Negli ultimi tempi si pensa che questa distinzione non esista perch non esiste ambiente naturale che non sia influenzato dalluomo e dalla sua cultura. ANDREOTTI nota che quando in geografia si parla di un paesaggio naturale, si allude a un ambiente fisico nel quale non sono intervenute significative mutazioni ad opera delluomo e dunque si esclude in partenza lesistenza di un paesaggio naturale puro. INFLUENZE POSITIVE: offrono opportunit alle comunit umane. NEGATIVE: pongono vincoli ai progetti delluomo. Dal momento in cui natura e societ si evolvono, il paesaggio non pu essere considerato come una realt statica, ma deve invece essere rappresentato tenendo conto della sua evoluzione. Il paesaggio in chiave di sistema naturale. I geografi russi intesero il paesaggio come manifestazione di un GEOSISTEMA e questa concezione fu presentata al Congresso Geografico Internazionale del 1984, svoltosi a Parigi, attraverso un ragionamento articolato su 3 tappe: IL TERRITORIO SI ORGANIZZA IN GEOSISTEMI: il geosistema rappresenta un insieme di elementi fisici legati tra loro in modo da formare un tuttuno che si evolve nel corso del tempo. IL PAESAGGIO E LA MANIFESTAZIONE VISIBILE DEI GEOSISTEMI: le forme espresse dallinterazione tra gli elementi fisici che concorrono a formare un geosistema danno luogo al paesaggio.

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ESAMINANDO IL PAESAGGIO SI GIUNGE AL GEOSISTEMA: lo studio del paesaggio rappresenta la base di partenza per giungere a una conoscenza scientifica del territorio.

Centralit del soggetto. Per la maggior parte del 900 il paesaggio stato considerato come realt oggettiva e solo a partire dagli anni 70 emerso il problema del soggetto. Il paesaggio stato assunto come la proiezione del soggetto sul territorio. Partendo da questa idea si possono percorrere 2 itinerari: ITINERARIO SEMIOTICO: considera il paesaggio come un insieme dei luoghi ognuno dei quali costituisce un simbolo o segno, attribuitogli dalle comunit umane, che conduce a un significato. ITINERARIO SPIRITUALISTA: secondo cui solamente le persone dotate di grande spiritualit (poeti, musicisti, pittori, ) possono dar luogo ad elevate rappresentazioni del paesaggio. Ognuno di noi, per, riceve dal paesaggio un impulso emotivo e ciascuno individuo, in base a questo impulso, crea una propria percezione del paesaggio. CAPITOLO 9. GLI SPAZI DELLA POLITICA. Geografia politica e geopolitica. GEOGRAFIA POLITICA: studia le manifestazioni territoriali della politica, i fattori geografici della politica e le conseguenze geografiche della politica. Nel 1897 RATZEL pubblic il libro Geografia politica, in cui sosteneva che il geografo dovesse non soltanto descrivere gli aspetti territoriali della realt politica, ma dovesse anche spiegare i meccanismi che producevano quegli aspetti. GEOPOLITICA: crea teorie geografiche sullo stato e sulla politica. Nel 1924 RUDOLF KJELLEN proclam che la dottrina geografica dello Stato doveva essere trattata in un campo scientifico a s, e che questo campo dovesse chiamarsi geopolitica per distinguersi dalla geografia politica. I geografi costruirono la teoria dello spazio vitale, cercando di dimostrare che uno Stato ha diritto a un territorio sufficiente a soddisfare le esigenze della propria popolazione e che, se non lo possiede, ha il 15

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diritto naturale di conquistarlo con la forza. La geopolitica influenz lo sviluppo del nazismo in Germania e quello del fascismo in Italia. Oggi questi due termini sono SINONIMI.

Gli spazi delletnia. Tra fine 800 e inizio 900 il concetto di ETNIA deriv da una complicazione del concetto di razza, mentre a partire dagli anni 30 si identificato con il concetto di modello di cultura. Infatti, letnia ormai considerata come un gruppo di comunit umane disseminate sulla superficie terrestre, i cui membri condividono la cultura e determinati modi di fare. ETEROTOPIA: le eterotopie si formano nello spazio urbano per effetto dellimmigrazione di gruppi provenienti da zone che hanno diversi usi e costumi rispetto a quelli della popolazione residente. Si formano spesso quartieri etnici o aree urbane etnicamente connotate, che possono sorgere perch la popolazione residente costringe i gruppi immigrati a vivere in determinati spazi oppure possono sorgere spontaneamente perch gli immigrati tendono a vivere raccolti in una stessa area. collaborazione Tra lo spazio eterotopico e il restante spazio si possono creare rapporti di indifferenza conflitto Gli spazi delle nazionalit. Altri tipi di spazi: POPOLO: costituito dallinsieme delle persone soggette alla sovranit espressa da un determinato ordinamento giuridico statuale. NAZIONE: insieme di comunit umane che appartengono alla stessa etnia e occupano, in parte o del tutto, il territorio di uno Stato. Queste comunit possiedono una precisa identit culturale. Le comunit umane non sono di per s etnie o nazioni, ma lo diventano se sono persuase di esserlo e se si sentono tali. Sentirsi nazione deriva dal condividere un progetto politico, ad esempio quello di creare uno stato nazionale. Geografia in cambiamento.

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La rappresentazione convenzionale dello spazio geografico basata su 2 categorie concettuali: SPAZIO STATUALE: si indagano i confini del territorio su cui il singolo Stato esercita la sovranit e si studiano le manifestazioni geografiche della sua articolazione interna. SPAZIO SUPERSTATUALE: territori in cui operano soggetti giuridici internazionali, sia alla scala meso-regionale come potrebbe essere lUnione Europea, sia alla scala globale in cui operano le Nazioni Unite. CAPITOLO 10. GLI SPAZI DELLA CIVILTA. Civilt e cultura. CIVILTA rimanda allidea dello stare in citt, seguendo buone regole di comportamento. Numerosi autori, sotto varie prospettive, si sono occupati di civilt. In certi ambiti, civile e colto sono stati considerati come sinonimi, mentre in altri ambiti sono stati attribuiti ai due termini significati diversi. Possiamo intendere la: CIVILTA COME LIVELLO SUPERIORE RISPETTO ALLA CULTURA: secondo SPENGLER la cultura si evolve perch possiede uno slancio creativo che la porta a progredire. A un certo punto questo slancio creativo si spegne e la cultura si irrigidisce nelle forme mature che nel frattempo ha raggiunto, quindi, diventa civilt. Cos come la natura si evolve attraverso le stagioni, allo stesso modo le culture nascono maturano - tramontano. CIVILTA COME FORMA DI ORGANIZZAZIONE SUPERIORE: cio possiamo considerare la civilt come forma pi alta della cultura. TOYNBEE fa una distinzione tra societ primitive (primitivo = semplice), che sono numerose e costituite da comunit umane con culture e tecnologie semplici che non sono riuscite a creare complessi culturalmente autonomi. Esistono perch rispondono alle sfide dellambiente biologico, fisico e sociale, ma la risposta non tale da condurle verso la creazione di sistemi di livello superiore come le civilt; e

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civilt, che sono poche e danno luogo a mondi culturali, intesi come complessi organici di pensiero, conoscenze, ordinamenti giuridici, ecc. CIVILTA E CULTURA COME ASPETTI DI UNA STESSA REALTA: secondo ABBAGNANO la civilt rappresenta l arma con cui la cultura risponde alle sfide. Perci uno strumento che comprende sia le tecniche pi semplici, sia le tecniche pi raffinate, cos come comprende anche le forme simboliche, come la conoscenza, il pensiero, la scienza, larte e cos via. E il metodo con cui sono usati a influire sullo sviluppo della cultura (risponde alle sfide che provengono dallesterno) e della civilt (produce patrimoni di conoscenze, valori e strumenti). La configurazione della civilt. BRAUDEL sostiene che la civilt possiede 4 elementi: ORGANIZZAZIONE SOCIALE: quando la societ cambia, anche la civilt si trasforma. Lo spazio urbano rappresenta il fulcro della civilt, mentre lo spazio rurale rappresenta lo spazio pi debole. Le civilt si distinguono proprio per il rapporto che si instaurato tra questi due spazi. Il maggior successo del mondo occidentale stato certamente linserimento delle campagne e delle culture agricole nella sfera della civilt urbana. ECONOMIA: rappresentata come una sorta di meccanismo che crea surplus, cio accumula ricchezza, che utile sia allo sviluppo della societ, sia alla cultura intangibile. MENTALITA COLLETTIVA: appare come una visione del mondo, un progetto sociale e politico, e nello stesso tempo un sistema di valori, condivisi da tutte le comunit umane che fanno parte della civilt. C sempre una mentalit collettiva e predominante che coinvolge lintera societ. SPAZIO GEOGRAFICO: Braudel scrive: Le civilt, qualunque ne sia la dimensione, possono sempre venire localizzate su una carta geografica. BRAUDEL SPAZIO DENOTATO: spazio geografico in cui la civilt organizza il materiale per rispondere alle sfide; TOYNBEE SPAZIO CONNOTATO: spazio in cui vengono attribuiti simboli e valori ai luoghi. Civilt e territorializzazione premoderne. Il passaggio dal premoderno al moderno stata preceduta da 3 svolte:

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la prima svolta sorta circa 20.000 anni fa, quando cacciatori e agricoltori hanno concepito rappresentazioni mitiche del mondo; la seconda svolta stata determinata dalla scoperta delle citt e dalla creazione della speculazione scientifica; la terza svolta stata impressa dal sistema di valori creato dal Cristianesimo. Gli spazi della modernit. Si possono identificare 3 stadi che hanno condotto alla geografia contemporanea della civilt: EUROPEIZZAZIONE: 1870 - 1920 decollo fase della preparazione al

rete mondiale di cavi telegrafici sottomarini Era una territorializzazione dove le tecnologie dei Paesi dominanti (aree trainanti) venivano esportate negli spazi assoggettati per impossessarsi delle materie prime e trasformarle nelle loro industrie. I prodotti, una volta finiti, erano esportati in ogni parte del mondo. OCCIDENTALIZZAZIONE: 1920 (rete mondiale di connessioni radiofoniche) -1970 1950 rete mondiale di cavi telefonici sottomarini fase del decollo In questi anni ci furono tantissime innovazioni tecnologiche, come ad esempio luso dellelettricit, il debutto dellauto, dellaereo, e cos via. Quelle innovazioni si concentrarono negli Stati Uniti, che si sostitu alla Gran Bretagna nellesercitare una funzione trainante della modernizzazione. GLOBALIZZAZIONE: dal 1970 (rete globale di satelliti per comunicazioni) in poi 1990 Internet

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fase della maturazione CAMMINO HARDWARE: lungo il quale avviene lo sviluppo della tecnologia. Le tecnologie utilizzate per la creazione di reti globali di comunicazione e di trasporto hanno dato vita alla MONDIALIZZAZIONE; CAMMINO SOFTWARE: lungo il quale si costruiscono visioni del mondo e strategie globalizzanti. La produzione di strategie, con la conseguente produzione di conoscenza, hanno dato vita alla GLOBALIZZAZIONE in senso stretto, intesa come lideazione di beni standard, realizzati in reti mondiali di strutture produttive, diffusi tramite reti mondiali di trasporto e imposti al consumo mediante politiche di mercato e metodologie di persuasione attivate alla scala globale. Le maggiori conseguenze di questo processo si hanno nella cultura perch la globalizzazione ha intensificato e diffuso il confronto tra i simboli e i valori dellOccidente rispetto a quelli di altre civilt. Definizione presa da
Internet: Con il termine globalizzazione si indica il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, causato dal progresso tecnologico in tema di trasporti, comunicazione e informazione, il cui effetto primo una decisa convergenza economica e culturale tra i Paesi del mondo.

Rapporti inter civilt. I rapporti inter civilt del mondo contemporaneo sono il risultato di una lunga evoluzione, che secondo HUNTINGTON ha attraversato 3 fasi: INCONTRI DI CIVILTA: inizi nel neolitico e termin intorno al 1500. Le civilt erano separate tra loro nel tempo, poich esse erano sorte, si erano sviluppate e si erano estinte nel corso di vari millenni; ed erano separate anche nello spazio geografico, perch le civilt occupavano piccoli spazi e tra loro vi erano distanze molto grandi, per cui ci voleva tanto tempo per spostarsi da una civilt allaltra. DIFFUSIONE DELLA CIVILTA OCCIDENTALE: intorno al 1500 in Occidente ci fu un risveglio culturale che fu provocato da manifestazioni intellettuali, ma anche dalla creazione di nuove strutture e organizzazioni sociale, dallo sviluppo di tecnologie e infine dalla messa a punto di sistemi di commercio e di finanza adatti per intessere relazioni su estesi orizzonti geografici. Questa fase dur fino al 900. FASE DELLE RELAZIONI MULTIPLE: dopo la Prima guerra mondiale (1914 1918) si entra in una fase caratterizzata dalla riduzione del peso relativo della civilt occidentale e dallemergere di un sistema di relazioni multiple tra le civilt. Per esempio, nel corsi del Novecento, la

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Geografia Umana. Teorie e Prassi - Riassunti

Adalberto Vallega

percentuale di territorio controllato dallOccidente si dimezzata, mentre quella controllata dallIslam si triplicata.

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