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STORIA DEL GIORNALISMO di Gozzini

INTRODUZIONE
Il potere incarnato dal sistema dellinformazione oggetto di una costante discussione civile. Fin dalla met
del XIX secolo i giornalisti mostrano una precoce ed orgogliosa coscienza del proprio ruolo pubblico. Alle
spalle di questa consapevolezza stanno le battaglie che giornalisti ed intellettuali hanno combattuto per la
conquista e la difesa della libert di stampa.
La vicenda storica del giornalismo si accompagna allemergere di una nuova categoria della realt:
lopinione pubblica, intesa come linsieme di cittadini che leggono i giornali e attraverso essi si informano
degli avvenimenti capaci di condizionare le loro esistenze. Al tempo stesso la stampa rompe lorizzonte
privato della sfera familiare introducendo gli individui nella dimensione pubblica. Le rivoluzioni del XVII
secolo in Gran Bretagna e quelle che, alla fine del secolo successivo, in America e in Francia mettono fine
allantico regime determinano una vera e propria esplosione del numero di giornali e giornalisti. Lopinione
pubblica diventa cos un soggetto attivo sulla scena della storia, in grado di esercitare un vincolo sullazione
dei governi. La stampa, che ne interpreta gli umori con uno spazio variabile di autonomia e di libert (quindi
di forzatura), si colloca accanto al parlamento, allesecutivo e alla magistratura, come un quarto potere. Da
versanti politici opposti si identifica il giornalismo con la democrazia.
In quasi tutti i paesi europei giornali e riviste hanno vissuto, prima della rivoluzione, in regime di privilegio
monopolistico concesso dai monarchi a prezzo di una censura preventiva, che di fatto riduce la stampa a
portavoce ufficiale delle istituzioni. Dopo la rivoluzione, invece, il tema dellindipendenza dal potere politico
contribuisce a fondare una nuova identit dal giornalista, la cui libert di indagine e di espressione si pone a
tutela del diritto allinformazione di ogni cittadino. Oltre che alla storia politica, quindi, la storia del
giornalismo si collega alla storia del diritto (figure giuridiche del direttore responsabile, dei reati a mezzo
stampa, del segreto professionale a proposito delle fonti utilizzate). Le normative che regolano la
pubblicazione ed il contenuto dei giornali diventano la spia di orientamenti pi generali (in senso
democratico-liberale o centralistico-autoritario) dei diversi governi nazionali.
A met del XV secolo linvenzione del torchio e dei caratteri mobili ha mutato radicalmente modi e tempi di
trasmissione della cultura, che diventa riproducibile e trasportabile. La tecnologia di Gutemberg fornisce
poi le basi per le prime riviste e gazzette, che fanno la loro comparsa a partire dal XVII secolo, aggiungendo
unaltra caratteristica discriminante della stampa moderna: la periodicit. Una classica ricostruzione della
storia delle tecniche tipografiche divide il secolo creativo compreso tra il 1450 ed il 1550 dai 3 secoli
successivi, definiti come una semplice e monotona era di consolidamento (la tecnologia rimane grosso
modo la stessa, la circolazione di carta stampata non esce dai circoli ristretti delle classi colte, la grande
maggioranza della popolazione versa in una condizione di analfabetismo, lopinione pubblica ancora non
esiste). solo sotto la spinta poderosa della rivoluzione che questo circolo vizioso si rompe. Nei primi
decenni dell800 fanno la loro comparsa il torchio a vapore, il telegrafo, la rotativa; alla fine del secolo la
linotype. Ognuno di questi avanzamenti tecnici corrisponde ad un salto di quantit e di qualit del mestiere
del giornalista, che adesso in grado di trasmettere le notizie in un tempo sempre minore e di raggiungere
un numero sempre pi ampio di individui. Ognuno di questi avanzamenti corrisponde ad un accrescimento
dellimpresa giornalistica che acquista una dimensione industriale (nascono le agenzie di stampa, aumentano
i costi di produzione, la pubblicit diventa una fonte insostituibile di finanziamento). Ma una volta svincolata
dalla soggezione al potere politico, la stampa vede profilarsi il pericolo di una nuova subordinazione al
potere economico di gruppi e interessi privati.
La sociologia coglie nel giornalismo una fonte insostituibile per lo studio della vita sociale. A partire dalla
met dell800, a questa societ civile in espansione, giornali e giornalisti garantiscono la circolazione di
notizie e idee, lomogeneizzazione crescente di linguaggi e categorie, la costruzione di un discorso pubblico
condiviso che si rivela condizione decisiva per la costruzione e lintegrazione di ogni comunit nazionale.
Attraverso la lettura dei giornali ci si sente cittadini di uno stato, investiti di diritti e doveri. In ogni paese le
statistiche dei lettori di quotidiani e periodici disegnano i confini dellopinione pubblica. Il numero delle
testate e delle copie di tiratura diventa un indicatore del relativo grado di avanzamento del processo di
modernizzazione. La crescita quantitativa della stampa corrisponde ad una maggiore complessit interna dei
periodici (aumenta il numero delle pagine e delle rubriche, si definiscono formati e stili giornalistici degli
articoli, compaiono illustrazioni e foto, si allegano supplementi).
Con questi sviluppi la professione giornalistica conquista maggiore autonomia. Si fa strada una cultura
della notizia che concepisce linformazione con un valore duso, utile e importante di per s: il giornale non
pi soltanto un contenitore di fatti e opinioni. La professione giornalistica cresce in complessit ad
articolazione interne: si moltiplicano e si separano ruoli e funzioni (accanto ai redattori compaiono cronisti,
reporter, inviati speciali). La corporazione dei giornalisti acquista dignit e potere ma anche responsabilit

(deve difendere la stampa dai condizionamenti di governi ed imprenditori, fissare i criteri-base di una
deontologia professionale che vincoli la libert di stampa alla ricerca della verit e al rispetto della privacy.
La storia del giornalismo pu anche essere vista come capitolo particolare di una storia pi generale: quella
della comunicazione umana. Si cercato di costruire un modello teorico dellazione di comunicazione,
fondato sulla distinzione tra il soggetto comunicante (chi), loggetto della comunicazione (cosa), lo strumento
utilizzato per comunicare (con quale mezzo), il pubblico cui destinata la comunicazione (a chi), gli effetti
provocati in questultimo dalla comunicazione (con quali risultati). Al tempo stesso, la comunicazione stata
vista come chiave di lettura privilegiata dellintera storia umana: levoluzione dei sistemi comunicativi
rappresenta il vero motore della storia umana. Con Gutenberg la storia umana vive un processo di
esplosione che frammenta e meccanizza le attivit umane suddividendole per ruoli e funzioni: leditore si
separa dal giornalista, il tipografo dallo stampatore. Al contrario, la scoperta dellenergia elettrica e i nuovi
media del XX secolo hanno prodotto unimplosione che riunifica il mondo alla stregua di un villaggio
globale, entro il quale la comunicazione diviene un fatto centrale nella vita quotidiana. I computer stringono
lintero pianeta in una rete di comunicazioni che ormai avvengono in tempo reale. La diffusione su scala
mondiale di internet apre la strada ad un nuovo giornalismo sempre pi libero.
normale che i periodici a stampa vengano utilizzati come fonte documentaria dagli storici per le loro
ricerche di carattere generale, ma per lungo tempo la storia del giornalismo propriamente intesa si invece
ridotta ad un lungo, noioso e poco significativo catalogo di testate. rimasta scarsa lattenzione per il lavoro
giornalistico, i suoi contenuti professionali, i suoi molteplici rapporti con il pubblico e con le istituzioni.
Soprattutto nel caso italiano, del resto, la mancanza di autonomia e la subordinazione strumentale alla
politica e alla cultura rimane uno dei tratti di lungo periodo del giornalismo: quindi normale che si riverberi
nel modo di farne la storia. Il giornalismo deve essere inteso come informazione di attualit rivolta al
pubblico a frequenza periodica. Occorre indagarlo secondo un approccio sincronico e comparativo: le
vicende dei diversi giornalismi nazionali comprese nello stesso arco di tempo vengono cio raffrontate tra
loro per mettere in evidenza analogie e differenze, ritardi e anticipazioni, modelli e imitazioni.
LA STAMPA
(1450 1650)
Gutenberg nel 1456 stampa unedizione in 2 volumi della Bibbia in latino. Fino a questo momento la tecnica
di stampa stata la xilografia: una matrice di legno in rilievo che riproduce unintera pagina. Gutenberg ha
invece ideato dei caratteri mobili: ogni singola lettera dellalfabeto stata incisa in rilievo e si sono cos
ricavate tante piccole matrici di ogni lettera, che possono essere composte insieme a formare una pagina per
poi essere smontate e riutilizzate. Linnovazione di Gutenberg ha una portata epocale, sottolineata dal fatto
che per pi di 3 secoli la tecnologia della stampa rimarr sostanzialmente identica. Prima di questa
innovazione il modello di libro dominante, al quale anche Gutenberg si ispira, quello manoscritto degli
amanuensi. Fino a Gutenberg sia il processo di lavorazione sia i materiali utilizzati contribuiscono a fare del
libro un prodotto raro e costoso, la cui circolazione riservata ad ambienti estremamente ristretti. Quanto
meno in Europa, perch lOriente, e particolarmente la civilt cinese si dimostra in anticipo sulle altre non
solo per i materiali ma anche per le tecniche; ma tale vantaggio storico non si traduce nellavvio di un pi
generale processo di modernizzazione. Anche in Europa non sono mancati esempi di giornalismo ante
litteram, ma essi erano sprovvisti dei requisiti di riproducibilit e trasportabilit.
solo con il fiorire di uneconomia monetaria, delle fiere commerciali e delle citt che gli uomini tornano ad
avvertire la necessit di informazioni. Inizialmente si tratta di manoscritti privati destinati alla circolazione
nei vari uffici periferici, che contengono notizie di carattere commerciale, ma anche di natura pi generale.
Fin dal XIV secolo questi fogli di notizie diventano una consuetudine che accompagna le lettere private dei
mercanti. Lesperimento di Gutenberg deve la propria fortuna al fatto di non essere privato e di essere
riproducibile e trasportabile. Nel quindicennio successivo allinvenzione dei caratteri mobili si aprono delle
stamperie in molte altre citt del continente: non solo nei centri mercantili ma anche nelle sedi universitarie
e nelle capitali amministrative. Ben presto anche il potere politico, superata la prima fase di diffidenza e
repressione, riconosce lutilit della nuova tecnologia. Si stampano soprattutto testi classici della cultura
greca e latina, in piccolo formato e in tirature di qualche centinaio di copie. Aldo Manuzio, che apre a
Venezia la sua stamperia, il primo stampatore ad intuire la possibilit di un allargamento del pubblico di
lettori e ad incrementare le tirature fino al migliaio di esemplari. Al carattere gotico di Gutenberg, egli
sostituisce il carattere latino che presenta il vantaggio di poter essere stampato sia in tondo che in corsivo,
stile che viene anche chiamato italico: grazie a questa maggiore versatilit il nuovo carattere si afferma
rapidamente in gran parte dEuropa. I volumi editi fino alla fine del 400 vengono chiamati 'incunaboli'.
Lapparizione e la diffusione del libro a stampa determinano diverse rivoluzioni che meritano di essere
collocate allorigine dellet moderna, accanto alla scoperta dellAmerica:
1. il passaggio dal corsivo a mano al carattere di stampa; ne deriva una formalizzazione e
standardizzazione della lingua scritta che si rivela decisiva per la definizione delle lingue nazionali

2. laumento quantitativo della produzione libraria e della sua circolazione, anche al di fuori degli ambiti
accademici e religiosi; ci facilita anche un accesso individuale pi libero alla cultura il primo riflesso
storico di questo processo lo si vede nel diffondersi del movimento di Riforma religiosa; il rapporto tra
stampa e Riforma duplice: non soltanto la prima fornisce un mezzo di comunicazione pi rapido ed
efficace alla seconda, ma lampliamento della circolazione libraria predispone anche un ambiente
culturale pi favorevole ad unappropriazione individuale delle verit religiose o scientifiche
3. il sorgere di una nuova autorit, pi diffusa ed influente, della lingua scritta rispetto a quella parlata
Linvenzione della stampa si colloca cos allinterno di un passaggio tra oralit e scrittura che si rivela
determinante.
Linnovazione di Gutenberg rivela cos implicazioni profonde e sotterranee, non sempre immediatamente
visibili ma potenti e radicali. Lindividuo ritrova una certa libert di scelta, ma, nello stesso tempo, con le
strutture moderne dello stato, nasce un ordine nuovo che pine a tale processo limiti ristretti (i doveri
dellindividuo verso lo stato, il rispetto dei privilegiati e dei privilegi). La rivoluzione della stampa rimane a
lungo una rivoluzione inavvertita. Linvenzione della stampa precorre quindi i tempi dellalfabetizzazione
di massa e le ricadute sociali delle rivoluzioni del libro rimangono a lungo circoscritte alle lite colte. La
stampa, insomma, un medium prematuro: per pi di 3 secoli il mancato incontro con un pubblico pi
largo ne congela ulteriori sviluppi tecnologici. Solo con l800 la societ civile si impadronisce del mondo delle
comunicazioni ed il ritmo del progresso tecnico diventa vertiginoso.
Ci non toglie che, pur negli ambiti ristretti dei ceti dominanti, linnovazione di Gutenberg provochi
sommovimenti decisivi. Accanto ai testi sacri e classici, si iniziano a stampare gi negli ultimi anni del 400
lequivalente degli Avvisi e dei fogli di notizie manoscritti circolanti tra banchieri e commercianti.
Comunemente noti come canard, essi:
- sono stampati in numero unico, dedicati ad un unico argomento di carattere generale o locale, venduti
dalle stesse stamperie che li producono, ma anche in libreria e nelle strade dagli ambulanti, composti da
un numero variabile di pagine (da 8 a 16)
- contengono numerose illustrazioni a corredo di notizie particolarmente fantasiose
- hanno toni abbastanza forti e per questo conoscono una fortuna crescente
- non possono essere considerati antenati dei giornali perch manca loro il requisito della periodicit, ma
certamente hanno un carattere pi pubblico delle comunicazioni private tra mercanti
Ad essi si accompagnano almanacchi e calendari che:
- escono una volta allanno
- uniscono il testo a simboli ed immagini che possono essere compresi anche dagli analfabeti
- sono pubblicazioni di largo consumo popolare
Almanacchi e fogli di notizie costituiscono il primo terreno di incontro tra la tecnologia della stampa e un
contenuto testuale che non si identifica pi con la produzione passiva di una tradizionale cultura religiosa e
classica. Compare cos una nuova ed attiva cultura della notizia che coglie lutilit sociale delle
informazioni, il loro valore duso e quindi il loro valore di scambio: si affaccia lidea che la notizia possa
essere una merce appetibile dal pubblico e redditizia per chi la produce. Uno degli effetti pi importanti di
questa nuova cultura quello di produrre una nuova attenzione per i gusti dei lettori effettivi o potenziali. A
rafforzare le esigenze e le capacit della comunicazione interviene un ulteriore sviluppo: la rinascita sotto la
tutela dello stato centrale di servizi ufficiali e regolari di posta. Grazie a questo servizio la rete delle
comunicazioni seguita ad estendersi. A Venezia (per poi diffondersi) si sviluppa lusanza dei broglietti: fogli
manoscritti di piccolo formato con 4 o 8 facciate e cadenza settimanale, che vengono venduti a basso
prezzo, dove compaiono notizie commerciali, finanziarie e politiche prive di titolo, che raggiungono una
diffusione considerevole. A Colonia si stampa una Postrema Relatio Historica che con cadenza
semestrale riassume gli avvenimenti memorabili del periodo appena trascorso; le sue uscite regolari
coincidono con le prime fiere del libro; in Gran Bretagna, allo stesso modo, circola il Mercurius
Gallobelgicus. Ogni numero composto dalle 50 alle 100 pagine con notizie tratte dalla cronaca politicoistituzionale e viene distribuito dalla rete interurbana delle stazioni di posta. Questo condiziona la periodicit
costringendo gli stampatori non solo al raddoppio delluscita annuale ma anche ad una maggiore regolarit.
Negli stessi anni si diffondono a Roma i fogli scritti da menanti, cio scrivani in brutta copia, sui quali si
abbatte la censura del papa che condanna coloro che scrivevano e tenevano gli Avvisi; le motivazioni della
censura si basano sul fatto che il potere continua a concepire la pubblicit dei propri atti come una minaccia.
Quindi si inizia a delineare un sistema di comunicazioni laiche e popolari potenzialmente capace di sfuggire al
controllo delle lite aristocratiche. Ma si viene affermando la prassi dei privilegi:
- i sovrani concedono il diritto di stampa in esclusiva ad un solo stampatore
- si proibisce la stampa e la diffusione di opere senza la preventiva autorizzazione del vescovo e del
sovrano

si istituisce la censura e lindice dei libri proibiti


gli stampatori vengono sottoposti ad un regime di licenze concesse dalla corona
- viene stampato il primo libro bianco, ovvero una pubblicazione di documenti ufficiali da parte dei governi
- vengono impartite delle norme severe che assegnano un nome ed un marchio distinto ad ogni
stampatore per evitare confusioni e definire le responsabilit individuali di carattere eventualmente
penale
- si sancisce il principio dellimprimatur, del visto preventivo della censura curiale sulle opere
- vengono introdotti degli organi del potere politico che comprendono degli editori, dei librai e degli
stampatori autorizzati, sottoponendoli al controllo del re e disciplinando severamente laccesso alla
professione
Sui libri a stampa compaiono i primi colophon, etichette che definiscono un sistema di copyright, di tutela dei
diritti di esclusiva sulle pubblicazioni. Il clima della Controriforma allinea la Chiesa di Roma a questa generale
tendenza ad una sorveglianza pi stretta sulla stampa. Eppure, anche se costretto sotto questombra
protettiva e soffocante, il mestiere di stampatore conosce una fortuna ed un prestigio crescenti. Gli
stampatori riassumono in s la doppia figura delleditore e dello stampatore, dellintellettuale e dellartigiano.
Il mestiere di stampatore diventa un mestiere pericoloso se non si esercita sotto la protezione ed il controllo
delle istituzioni e dei principi; quindi la censura schiaccia inevitabilmente le spinte allinnovazione e
allapertura. Ne consegue che per tutto il 500 la tipologia prevalente del prodotto tipografico rimane il libro.
La cultura della notizia fatica ad affermarsi anche perch le informazioni sono sottoposte al vaglio preventivo
delle autorit e quindi perdono in tempestivit ed affidabilit. La libert di informazione e la sua frequenza
regolare si pagano con una regressione nella dimensione privata e uninvoluzione tecnologica.
-

IL SETTIMANALE
(1650 1700)
Nel 600 europeo il confronto tra persona e societ viene riproposto: il Rinascimento e la Riforma hanno
posto in primo piano le esigenze della libert individuale, mentre i sovrani assoluti cercano con ogni mezzo di
dare potenza di controllo allo stato centrale. Il giornalismo degli esordi si colloca in mezzo a questa
contraddizione: rappresenta uno dei mezzi principali per legare gli individui fra loro, ma al tempo stesso il
potere delle istituzioni ne ha intuito le potenzialit duso e si adopera per ricondurre la stampa sotto il
proprio dominio. LOlanda lunica realt europea che rappresenta la forma istituzionale pi innovativa e
libera dellintero continente: tolleranza religiosa e fioritura intellettuale marciano di pari passo, dando luogo
ad una domanda crescente di prodotti della stampa. Si tratta anche di una supremazia tecnica: nel corso del
secolo diventa famoso limpasto olandese, una raffinazione della carta che gli olandesi realizzano per primi.
Le origini di questa prolungata preminenza dellOlanda corrispondono ad un processo pi complessivo di
spostamento del baricentro economico europeo dal Mediterraneo ai porti del nord Atlantico, crea quindi la
necessit di informazioni costanti.
Ma anche in altre parti dEuropa dove il potere di controllo esercitato dai sovrani pi forte, gli editori
avvertono lesigenza di difendere la propria autonomia attraverso un rapporto pi stretto e continuativo con
il pubblico: emerge il problema della periodicit. In Svizzera compare un periodico mensile di dimensioni
variabili tra le 6 e le 12 pagine, il cui formato ancora simile al libro ed il cui contenuto essenzialmente un
riassunto degli avvenimenti pi importanti del mese. Il mestiere di giornalista inizia ad acquistare una sua
prima autonomia dalla figura delleditore. Agli inizi del 600 compare il primo periodico settimanale ed altri
settimanali compaiono in rapida successione in tutto il continente. La loro mappa di diffusione si sviluppa
lungo un asse che segue la rete delle stamperie pi antiche e dei servizi di posta pi sviluppati. Sono tutti
giornali in livrea:
- periodici sottomessi al regime di privilegio concesso dal sovrano e alla censura preventiva
- non hanno una vera e propria testata, ma solo un occhiello che funziona da sommario delle notizie
- la periodicit viene quindi ancora intesa come regolarit di un servizio informativo fornito dalle istituzioni
piuttosto che come consolidamento autonomo del mezzo di comunicazione
In estremo Oriente la stampa periodica di corte non una novit: le gazzette ufficiali di corte risalgono a
diversi secoli prima; dopo il 1600 il sistema si perfeziona con la comparsa dei primi bollettini settimanali
destinati alle province pi lontane dellimpero ed assume per brevi periodi una frequenza addirittura
quotidiana. Si diffondono fogli stampati venduti per strada da strilloni. Ma la natura frammentaria del
sistema feudale giapponese riduce di molto le tirature e la diffusione di questi primi periodici. In Olanda
iniziano a diffondersi i corantos:
- fogli di notizie che non hanno alcun visto ufficiale delle autorit; gli editori olandesi li mettono in
commercio liberamente con frequenza settimanale e talvolta bisettimanale

che possono contare sulla potente rete commerciale olandese che fornisce una trama informativa di
corrispondenti in tutte le maggiori citt del continente e che, quindi, garantisce notizie di prima mano; il
loro contenuto la politica internazionale
- che penetrano clandestinamente anche nei paesi dominati dal regime di privilegio e dalla censura
- considerati prodotti appetibili per un mercato di lettori pi ampio del solito proprio per la tempestivit e
la dimensione continentale delle notizie stampate
- dallo stile impersonale che tende a nascondere la figura del redattore e a ricercare un tono ufficiale,
sottolineato dal carattere quasi esclusivamente politico delle informazioni e dal disinteresse per le notizie
di human interest (cronaca pi minuta e quotidiana)
- con scarsa attenzione per il titolo e la testata dei periodici, che cambiano di frequente e non si
preoccupano di essere brevi e memorizzabili: costituiscono solo una descrizione sommaria del contenuto
- con cui diventa fondamentale limpaginazione: lordine delle notizie risponde a un criterio di
importanza (primo tentativo di selezione e gerarchizzazione delle notizie)
- basati sul metodo di trattamento delle informazioni: la loro rappresentazione ancora rudimentale,
estremamente sintetica e poco curata, ma riflette uno sforzo di sinteticit che allontana lo stile
giornalistico da quello letterario
- con la novit delle lettere al direttore scritte dai lettori
Questo genere giornalistico arriva anche in Inghilterra: esce il Mercurius Britannicus, fogli di notizie
settimanali che vanno dalle 8 alle 24 pagine e cambiano frequentemente testata ma conservano un interesse
pressoch esclusivo per la politica internazionale. Limpresa giornalistica si presenta come economicamente
appetibile: richiede bassi investimenti iniziali e promette di essere remunerativa in tempi relativamente brevi.
La cultura della notizia registra un salto di qualit decisivo: linformazione corrente prende il posto della
curiosit per il fatto prodigioso, lattualit ordinaria acquista la dignit di un valore duso e di scambio dotato
di utilit, lesistenza di un flusso regolare di notizie diventa un elemento necessario e normale della vita
quotidiana di ristrette lite politiche ed economiche. La professione giornalistica acquista un crescente
prestigio.
Emerge poi il problema delloggettivit e dellattendibilit delle notizie. In Inghilterra il sovrano, che ha
sciolto il parlamento ed impegnato in unimposizione della Corona, sopprime i fogli di notizie. A partire da
questo momento la questione della libert di stampa si intreccia con la battaglia antiassolutistica delle forze
raccolte attorno al parlamento. Questa battaglia si trasforma ben presto in una guerra civile. Viene cos
soppresso il sistema di permessi obbligatori e per il giornalismo inglese si apre una stagione di totale libert,
messa in risalto da unesplosione di periodici. Vengono pubblicati i Diurnall:
- i resoconti dei discorsi parlamentari
- venduti in libreria, le cui informazioni vengono fornite in via ufficiosa dai membri del parlamento
- hanno periodicit settimanale e sono composti di 8 pagine, con la prima dedicata soltanto ai titoli
Tra i direttori dei Diurnall si distingue Samuel Pecke, il primo giornalista a provenire dal mondo dei copisti e
degli scrivani. Cambia il concetto di informazione politica, che si dilata al dibattito tra i partiti che anima le
sedute delle camere inglesi. Si nota anche uno sforzo importante in direzione della regolarit. Birkenhead
pubblica il Mercurius Aulicus, settimanale di idee realiste che attacca con toni veementi i leader del
movimento parlamentare. Questo settimanale inaugura una rudimentale partizione interna in rubriche fisse.
Alla propaganda realista di Birkenhead si contrappone il Mercurius Britanicus di Nedham, esponente della
gentry (piccola e media nobilt parlamentarista), che riflette lo sforzo di un approccio nazionale e di una
lingua pi diretta e popolare. Questa proliferazione di testate e la dilatazione della discussione politica non
tardano a preoccupare anche lo schieramento antiassolutista, quindi le ordinanze del parlamento ripristinano
la censura ed il controllo sulle pubblicazioni, limportazione dei libri stranieri viene bloccata, il numero dei
settimanali cala di molto. Contro la stretta repressiva delle camere si pronuncia apertamente Milton con la
sua Areopagitica: per la prima volta la battaglia contro la censura e i privilegi nel mondo editoriale viene
concepita come una battaglia di principio condotta per difendere il diritto dei cittadini dallarbitrio delle
istituzioni. In realt la denuncia di Milton ottiene scarsi effetti pratici nella societ inglese dellepoca.
NellInghilterra del 600 la guerra civile combattuta tra la Corona ed il parlamento si intreccia con una grande
espansione della stampa periodica ed una radicalizzazione delle sue vocazioni politiche. Il 600 pu essere
considerato come il secolo dei periodici.
A Parigi compare il Bureau dadresses et des rencontres, il primo periodico interamente dedicato alla
compravendita di beni e alle domande-offerte di lavoro: la stampa occupa cos uno spazio quotidiano
dellattualit, lontano dai clamori della politica e vicino ai bisogni privati della popolazione. Il pubblico assume
un ruolo pi attivo, collaborando con i propri annunci alla confezione del foglio stampato. Grazie ad un
allentamento della stretta repressiva e unazione di recupero del consenso popolare, Richelieu concede a
Renaudot il permesso di stampare la Gazette:
-

settimanale a 4 pagine di piccolo formato, che in seguito passa a 8 pagine


- che, a differenza dei fogli inglesi, un giornale in livrea, un organo ufficioso del potere
- di cui buona parte dedicata a corrispondenze dallestero
- i cui testi sono brevi e scarni, privi di ogni commento: prevale una prosa anonima, grigia, burocratica
- la cui attendibilit basata sulla voci che corrono
Gli esordi della stampa periodica francese sono quindi dominati dal regime del privilegio reale e della censura
preventiva, in cui la libert di stampa sostituita da un monopolio informativo che mette a capo la volont
del sovrano. Renaudot pone per la prima volta il problema delle fonti informative e lo risolve affermando
che per il giornalista esiste il problema della capacit critica di giudicare e scegliere le fonti secondo il loro
grado di attendibilit. Anche alla corte dei Savoia a Torino, in questo periodo soggetta ad una forte influenza
francese, le origini della stampa periodica ripercorrono lo stesso cammino: compaiono a Torino i Successi del
Mondo e a Genova Il Sincero. A met del secolo la rivoluzione del settimanale innescata dallOlanda si
scontra in tutta Europa con la volont di controllo esercitata dal potere politico. Ma, con leccezione
dellOlanda, sempre la seconda a prevalere sulla prima, anche dove, come in Inghilterra, i sovrani assoluti
appaiono pi deboli e minacciati. Il parlamento inglese rafforza ulteriormente i meccanismi di limitazione e
controllo della libert di stampa: la licenza viene vincolata al deposito di una somma in denaro molto alta.
Alla guida delle forze antirealiste, Cromwell combatte una dura lotta contro le rivolte scoppiate in Scozia e
Irlanda, che non lascia spazio alla libert di stampa ma ha bisogno di un forte sostegno popolare. Ne deriva
un incoraggiamento al fiorire di periodici schierati con il Commonwealth, la repubblica diretta sa Cromwell,
come il Mercurius Politicus pubblicato da Nedham. Il giornale di Nedham di continuo aperto da un
editoriale che attacca le forze realiste e sostiene il potere dello stato. Cromwell scioglie ci che resta del
parlamento e lInghilterra diventa una dittatura militare, impegnata a chiudere la rivoluzione e a consolidare
il potere della gentry. La stampa sottoposta ad una nuova legge che assegna al Consiglio di stato le
funzioni di controllo ed in pratica si mettono al bando tutti i periodici, con lunica eccezione del settimanale
dei Nedham. Egli quindi allontana prudentemente il proprio giornale dallattualit politica nazionale e dedica
pi spazio ad uninformazione pi leggera. Compare il primo periodico inglese che, nelle sue 16 pagine,
ricalca il modello francese del Bureau di Renaudot (interamente riservato a questioni di compravendita).
Sia in Francia sia in Inghilterra, con gli annunci commerciali, la stampa viene occupando un nuovo spazio
comunicativo diverso dallinformazione politica e collocato a met fra la sfera pubblica e quella privata, che le
apre un nuovo ruolo di servizio ai lettori e la possibilit di costruire con essi un rapporto pi stabile e
partecipato. A Londra esce il City Mercury, il primo settimanale gratuito ed interamente finanziato dagli
inserzionisti privati che pagano per i loro annunci, cui leditore aggiunge una pagina dedicata ai prezzi dei
generi pi venduti. Siamo ai primordi della pubblicit moderna e la stampa intravede una fonte
supplementare di entrate, capace di arrotondare, se non addirittura sostituire, le entrate di vendite ed
abbonamenti. I giornali sostenuti dalla pubblicit si ripagano prima di essere prodotti, a differenza di quelli
sostenuti dalle vendite, che ritornano sotto forma di entrate di bilancio solo dopo luscita e talvolta a
notevole distanza di tempo dalle spese iniziali. Compare poi il Mercurius Democritus, un settimanale in cui
si rispolvera il gusto della notizia sensazionale accompagnandola a scritti di variet e di intrattenimento,
scadendo spesso sul terreno del pettegolezzo scandaloso se non apertamente osceno: un genere di
stampa che incontra immediata fortuna e suscita diverse imitazioni. In Inghilterra ormai acquisita lidea che
le pubblicazioni monografiche e periodiche costituiscano un problema politico essenziale, degno della
massima attenzione da parte delle autorit, quindi viene nominato una sorta di censore ufficiale del governo
incaricato di controllare e autorizzato a sequestrare libri e riviste. Sul territorio inglese sono consentiti solo 2
settimanali in livrea, ma i controlli si fanno ancora pi stretti e quindi questi 2 giornali vengono sostituiti da
un bisettimanale, la London Gazette. A caratterizzare la Gazette sono 2 novit:
1) un supplemento manoscritto personalizzato per ogni abbonato con informazioni di carattere privato
2) unedizione estera in lingua francese diffusa in Francia e Spagna
Ma i giornali ufficiali di corte non esauriscono il panorama della comunicazione pubblica inglese: si
diffondono, infatti, newsletter:
- fogli illegali stampati con mezzi di fortuna, che circolano e vengono discussi nelle coffee-house, i locali
pubblici dove si raccolgono gli oppositori della corona e del governo
- di formato e paginazione ridotta, spesso bisettimanali, improntati ad una comunicazione pressoch
esclusivamente politica
Le coffee-house vengono ben presto soppresse e il governo proibisce ogni nuovo periodico, ma neanche
questo fatto riesce ad arrestare la diffusione della stampa illegale. grazie a questi fogli illegali che in questi
anni prendono forma le grandi correnti whig e tory dellopinione pubblica inglese. Con la proclamazione del
re Guglielmo dOrange il conflitto tra corona e parlamento perviene finalmente ad una soluzione negoziata,
attraverso una forte limitazione delle prerogative reali in materia di sottomissione alle leggi e di rispetto delle

libert e dei diritti dei membri delle camere: lInghilterra diventa cos la culla del pensiero politico moderno.
In Francia la morte di Richelieu e del re aprono un periodo di relativa debolezza del potere centrale,
accentuata dal crescente malcontento popolare per il prolungarsi della guerra con la Spagna. Il movimento
antiassolutista assume i panni della Fronda e si diffondono le cosiddette mazarinades: un termine che
dapprima indica pamphlet, opuscoli, manifesti di tono satirico contro il cardinale di corte, ma poi passa a
significare tutte le pubblicazioni di ogni parte politica accomunate da unestrema variet degli stili adoperati.
Esse testimoniano la vivacit del clima culturale e editoriale dellepoca.
Compare il Journal des Savants, un settimanale di 12 pagine finanziato dallAccademia delle scienze.
Concepita come uno strumento di direzione della vita intellettuale francese, la rivista inaugura un nuovo
genere di periodico interamente dedicato alle scienze e alle arti. Il giornalismo francese delle origini segue
cos un percorso diverso da quello inglese e contraddistinto da una maggiore vocazione culturale e letteraria,
che si accompagna ad una presenza minore dellinformazione politica dattualit. Anche su questo terreno
meno immediatamente compromettente, per, non tarda a farsi sentire il peso della censura regia. Questo
modello francese di giornalismo viene rapidamente raccolto in altre parti dEuropa: a Roma esce il Giornale
de letterati, un mensile di 16 pagine di piccolo formato, molto simile a quello dei libri; spiccano nel
periodico romano lorizzonte europeo degli interessi ed il loro carattere laico, esplicitamente moderno. Lidea
della repubblica delle lettere, legata a questo genere di giornalismo, assume la fisionomia preilluministica di
stimolo al cambiamento e al progresso. A Venezia esce il Giornale dei letterati dItalia, un trimestrale
diretto da un eterogeneo gruppo di intellettuali, al cui interno si unisce anche unesplicita ispirazione
patriottica. Anche lambiente inglese si mostra vulnerabile al fascino della rivista per letterati, con una
maggiore preoccupazione per laccessibilit del linguaggio ed il grado di interesse popolare delle questioni
dibattute. In questi stessi anni Lipsia si afferma come uno dei centri del giornalismo europeo: le strutture
editoriali e i servizi postali rendono addirittura possibile la presentazione del primo giornale quotidiano,
anche se con tirature limitate e in regime di privilegio. Per il momento, dunque, lavvento del quotidiano
rimane un fatto isolato e temporaneo. La spinta in direzione della stampa periodica si rivela talmente potente
da varcare loceano: il centro del giornalismo americano delle origini Boston, dove viene pubblicato un
mensile di 4 pagine diretto da un giornalista inglese costretto allesilio dalle sue idee whig. Il giornale viene
presto soppresso per aver diffuso informazioni militari riservate: un esordio che sembra contenere la storia
successiva del rapporto conflittuale tra la stampa americana ed il potere del governo centrale. In seguito
viene pubblicato un nuovo settimanale:
- la veste grafica ridotta ad un solo foglio stampato su 2 colonne
- il contenuto si limita a notizie prese da giornali londinesi, a informazioni di carattere locale e alle
inserzioni di privati
- il tono dimesso e utilitario si spiega anche con il fatto che questo settimanale sottoposto alla censura
preventiva delle istituzioni
IL QUOTIDIANO
(1700 1800)
Tra il 600 ed il 700 il governo inglese abolisce di fatto la censura preventiva sulle pubblicazioni: il contenuto
di giornali e libri perseguibile dalla magistratura solo a posteriori in caso di violazioni della legge ordinaria.
Si genera quindi una situazione di stallo che conserva il punto di vantaggio acquisito dalla stampa sul potere.
Ma di fatto periodici e riviste rimangono soggetti ad un regime di tasse speciali, ad unattenzione particolare
dellautorit giudiziaria, a forti ostacoli nella possibilit di informare sui lavori parlamentari. Il mestiere di
giornalista continua a godere di una scarsa considerazione sociale se non di una vera e propria ostilit da
parte delle lite dirigenti. Nel modello autoritario di rapporto tra stampa e potere sviluppato dalle
monarchie assolute, fondato sul monopolio e sul controllo preventivo esercitati dallo stato, cominciano ad
aprirsi delle crepe che lasciano intravedere gli inizi di un nuovo modello liberale, entro il quale la stampa
non pi soggetta a regimi speciali ed governata nei limiti della giurisdizione ordinaria dal sistema di tasse
e sussidi imposto dai governi e dalle leggi del mercato economico. NellInghilterra della fine del 600 si
determina una situazione di vuoto legislativo che corrisponde ad una nuova et delloro della stampa
inglese. Negli anni a cavallo tra i 2 secoli si stampano a Londra i Big Three, i 3 grandi: il Flying Post, il Post
Boy ed il Post Man. La rapidit e lattualit sono sempre pi concepite come requisito indispensabile del
giornalismo. Il ritmo di uscita dei Big Three trisettimanale, il Post Boy e il Post Man presentano la novit di
uscire la sera. Il loro formato ricalca il modello della London Gazette:
- un solo foglio stampato fronte e retro su 2 colonne, con lultima mezza colonna sul retro riservata ad
annunci privati
- la tecnica di impaginazione si standardizza secondo una formula che assegna rigidamente il primo posto
alle notizie internazionali rispetto a quelle nazionale e locali

Questa gerarchizzazione delle notizie risponde ad un criterio economico piuttosto che politico-culturale: le
informazioni provenienti dallestero sono quelle pi difficilmente reperibili e quindi quelle maggiormente
richieste e consumate. Lorigine del fenomeno pubblicitario non contrassegnata dallintervento di grandi
poteri economici: per tutta una prima fase lambio spazio degli annunci commerciali risponde ad una
necessit su ridotta scala cittadina. Questi giornali si distinguono per unaltra novit rispetto al passato:
unesplicita e costante posizione politica. Accanto ad una cultura della notizia che ne privilegia il valore
commerciale, e quindi la tempestivit e la completezza delle informazioni rispetto al commento, si affaccia
unaltra cultura dellinformazione che sottolinea il ruolo e la vocazione politico-educativa del giornalismo.
Ma il frutto pi vistoso di questa fortunata stagione della stampa inglese senzaltro la pubblicazione del
primo quotidiano: il Daily Courant. Questo salto di qualit decisivo reso possibile dallo sviluppo dei
sistemi postali. Il modello cui si ispira ancora quello ufficiale e prestigioso della London Gazette, che per
per effetto di questa nuova proliferazione della stampa periodica ha visto precipitare la propria tiratura. I
canali informativi della Gazette sono quelli ufficiali dei circuiti diplomatici e immancabilmente si rivelano pi
lenti e incompleti degli agenti privati e commerciali, che invece rappresentano le fonti principali degli altri
giornali. Nondimeno anche il Daily Courant ben lontano da una tempestivit informativa davvero
giornaliera: siamo ancora ben lontani dal momento in cui il giornale quotidiano stabilisce il frame, larco di
tempo delle 24 ore entro il quale viene valutata la novit o meno di un evento. Sul primo numero del Daily
Courant il direttore Samuel Buckley proclama la sua ferma volont di distinguersi dalle pubblicazione
correnti. Credibilit ed imparzialit, credibility and fairness: la presentazione di Buckley corrisponde alla
prima formulazione di una deontologia professionale del giornalista che nel tempo stata poi tradotta con la
formula di senso comune 'i fatti separati dalle opinioni'. Almeno nelle promesse la linea editoriale del Daily
Courant si rivolge al senso critico del lettore. Si scorge cos una consapevolezza del mestiere giornalistico
destinata a rimanere uno dei tratti caratterizzanti della storia della stampa inglese. Il proposito di aderenza ai
fatti implica unulteriore raffinazione dello stile giornalistico nel senso della sua concisione ed esattezza.
Cominciano a delinearsi le fondamenta di una cultura della notizia ancorata alle cinque W: who (chi), where
(dove), when (quando), what (cosa), why (perch). Lutilit e quindi il valore di ogni articolo viene connessa
alla precisione e alla tempestivit con le quali in grado di rispondere a queste 5 domande. Lesempio di
Buckley viene seguito dal primo quotidiano londinese della sera, il The Evening Post.
Accanto a questa progressiva affermazione della cultura della notizia, la stampa inglese dei primi del 700
vive un secondo processo, il cosiddetto nuovo giornalismo: un approccio pi lontano dallinformazione di
attualit e pi ispirato al genere del saggio culturale con intenzioni moralistiche e pedagogiche. Daniel Defoe
fonda The Little Review, mentre Jonathan Swift crea il settimanale Examiner, ma comune ad entrambi :
- linedito ruolo del pamphleteer, del critico di costumi che prende spunto dallosservazione della vita
quotidiana per considerazioni di carattere generale sullordine sociale
- lo sforzo di un rinnovamento della lingua, che contamina la forma elevata della letteratura con il genere
quotidiano del giornalismo
Richard Steele fonda The Spectator che, rispetto ai precedenti periodici, enfatizza la parte letteraria
dellimpresa giornalistica. Ogni fascicolo infatti tendenzialmente monografico e ruota attorno alla finzione di
un dialogo sulle vicende dellattualit artistica, letteraria, politica che si svolge in un club con scenario e
personaggi fissi, fra cui emerge il muto spettatore che li mette tutti in soggezione obbligandoli ad una
riflessione meno animata e superficiale. La rappresentazione della vita quotidiana e la satira di costume si
esprimono cos in una forma pi vivace ed articolata attraverso il discorso diretto. La forma del commento
dattualit espresso in modo informale per lettera o durante una conversazione assume una valenza
antiaccademica. Questo genere giornalistico incontra subito i gusti del pubblico. Nonostante la sua vita duri
poco, The Spectator rappresenta uno dei periodici pi imitati dellintera storia del giornalismo: esso
rappresenta un vero e proprio nuovo genere di testata, a met tra giornalismo e letteratura, animato da una
forte vena democratica che tuttavia evita di ricorrere alle tradizionali formule della polemica politica tra
whigs e tories. Questa seconda et delloro della stampa inglese vede un incremento senza precedenti del
numero di copie in circolazione. Si tratta di un volume di affari rispetto al quale il potere delle istituzioni non
pu rimanere indifferente: dismesse le ambizioni politiche di censura e monopolio del secolo precedente, il
parlamento approva lo Stamp Act, una legge che istituisce le cosiddette 'tasse sulla conoscenza'. Ogni
foglio stampato deve essere timbrato da un bollo da pagare allo stato, mentre ogni avviso pubblicitario
gravato da un importo ancora maggiore; solo i periodici politici sono sottoposti allobbligo di versare una
cauzione. Si tratta di un regime fiscale destinato a durare molto a lungo che testimonia il tentativo di
spoliticizzare la questione della stampa e di ridurla a mera questione economica. Per la prima volta lo Stamp
Act afferma il principio della libert dimpresa, rispetto al quale il potere esecutivo non pu esercitare facolt
di sospensione o di censura preventiva che non rientrino nel quadro della magistratura ordinaria e cio
dellaccertamento a posteriori di un reato.

Spesso per lo Stamp Act viene applicato a discrezione delle autorit con particolare severit nei confronti
dei giornali scomodi mentre prosegue luso di sovvenzioni segrete alle testate filogovernative. Limposizione
fiscale serve quindi anche a mantenere un controllo politico mascherato. Il numero delle testate periodiche
inizia quindi ad avere un altro calo. Fiorisce di nuovo, invece, il mercato dei periodici illegali, privi di bollo
governativo: i cosiddetti unstamped papers. Per le casse dello stato i guadagni provenienti dalla tassa
sugli annunci pubblicitari (Stamp Act) sono comunque un affare. Nonostante gli alti costi fiscali, dunque, la
pratica delle inserzioni a pagamento conosce una notevole espansione. Nasce il Daily Advertiser, il primo
quotidiano ad essere composto esclusivamente da annunci a pagamento. La penetrazione della logica
commerciale nella stampa periodica testimoniata anche dalla ricerca di nuove formule di vendita (es:
offrire il giornale gratis per qualche giorno). Nonostante le 'tasse sulla conoscenza', il quotidiano
commerciale dimostra sul campo di essere una formula vincente, anche senza una grandissima platea di
lettori. La pubblicit diventa un affare serio con riflessi sulla cultura e sullo spirito del tempo. a Samuel
Johnson che si devono le cronache dei dibattiti che avvengono nel Parlamento di Lilliput: grazie a questa
finzione letteraria, egli pu aggirare il ferreo divieto di pubblicazione dei resoconti parlamentari. Ben presto il
divieto di assistere ai lavori parlamentari diventa materia di scontro tra i giornalisti londinesi ed il governo
che continua ad opporre un fermo rifiuto. Sar proprio su questo elemento simbolico della presenza dei
giornalisti in parlamento che, un secolo dopo, verr coniato limmagine del quarto stato. Contro la
concessione dei pieni poteri al re si scagliano i giornali pi radicali: tra questi figura in prima linea The North
Briton, settimanale diretto da John Wilkes. Egli riprende ed approfondisce lideologia giornalistica gi
formulata mezzo secolo prima da Buckley: rispetto a Buckley, Wilkes sottolinea il ruolo di parte e la
vocazione politica del giornalista, ma paradossalmente proprio questa ammissione di parzialit (contrapposta
allimparzialit di Buckley) si sposa con il postulato di unoggettivit assoluta dei fatti che esclude la
mediazione delle fonti (su cui invece richiama lattenzione Buckley) e che costituisce le salde fondamenta del
giornalismo politico. Lopinione pi importante del fatto, il commento prevale sullinformazione, le
preoccupazioni di completezza ed imparzialit rimangono sullo sfondo. Per effetto del suo scritto Wilkes
viene accusato dal parlamento, ma per loccasione si raduna una folla che porta Wilkes and Liberty in
trionfo: per la prima volta si manifesta un asse politico concreto ed efficace tra stampa ed opinione pubblica
in funzione antigovernativa. Wilkes viene comunque arrestato, ma in processo vince la causa, anche se in
seguito verr costretto allesilio in Francia. In seguito viene enunciata la dottrina Mansfield che conferma
labolizione della censura preventiva: la libert despressione trova il suo unico limite a posteriori
nellapplicazione della common law, della giurisprudenza ordinaria. Ma in pratica conferma anche lesercizio
di un potere di controllo esclusivo ed litario, riservato ai magistrati, i quali godono di margini assai ampi di
potere decisionale nellindividuazione dei reati commessi attraverso la stampa. Sir James Mansfield riconosce
poi alla stampa il diritto di informare sullandamento dei dibattiti parlamentari, ma ci vorr ancora un
ventennio perch il Libel Act annulli la dottrina Mansfield e riconosca alle giurie popolari pari dignit nei
processi contro editori e giornalisti.
Nel panorama internazionale della storia del giornalismo il caso inglese rimane singolare per 2 motivi:
1. la rivoluzione antiassolutistica che ha ridimensionato i poteri del sovrano e che, quindi, ha sottoposto
tutti i problemi relativi al diritto di stampa al confronto tra i poteri dello stato (Corona, governo,
parlamento, magistratura)
2. la forma bipartitica ormai stabilmente assunta dalla vita politica con la polarizzazione tra whigs e tories:
la stampa diventa strumento di lotta politica e contribuisce alla formazione di unopinione pubblica
I riflessi di queste dinamiche raggiungono anche le zone dellIndia aperte alla penetrazione economica e
commerciale inglese. Prima di allora, la stampa si limitata a fogli di notizie sporadici e circolari governative
a periodicit molto irregolare, ma dopo la met del 700 cominciano a fiorire settimanali stampati nelle
maggiori citt indiane e diffusi esclusivamente presso i cittadini inglesi. Quanto sia peculiare il caso inglese
risalta ancor pi da un raffronto con la situazione francese, dove la tradizione assolutistica si ulteriormente
rafforzata. Il circuito della stampa periodica francese quindi rigorosamente delimitato alla parte pi ricca
della societ e sottoposto ad un crescente regime censorio. Eppure anche in Francia la situazione culturale
sta mutando rapidamente (es: lEnciclopedia di Diderot e DAlambert) e mal si adatta al grigio e nascosto
monopolio informativo del potere assoluto. Ma anche gli stessi pensatori illuministi mantengono un
pregiudizio negativo sulla stampa periodica: anzich un esempio di pluralismo e democrazia, i periodici
inglesi vengono considerati un fenomeno scadente di concessione e disinformazione, antitetico al vero
sapere raccolto dai libri. Lostilit manifesta e condivisa dei maggiori pensatori illuministi esprime un
pregiudizio intellettualistico diffuso, destinato a lunga vita, secondo il quale la tempestivit del giornalismo
mal si accorda con la profondit e laccuratezza della conoscenza: il giornale non pu aspirare ad essere
strumento di formazione del pubblico. Ma il cambiamento di clima reso evidente dal fiorire della stampa
illegale, che aggira il regime di privilegio concesso dalle autorit, ricorrendo a lingue straniere o pubblicando

in francese fuori dei confini nazionali. Anche tra le maglie della censura ufficiale comincia a passare
qualcosa e nel corso del 700 il panorama della stampa francese si diversifica gradualmente (es: Le
Spectateur Franais, Le Pour et le Contre, ..). Rimane indietro, invece, la stampa di informazione,
penalizzata dal monopolio dei flussi di notizie esercitato dal centralismo assolutistico. Leditore olandese
Charles-Joseph Panckoucke, grazie alla sua intraprendenza commerciale unita alla situazione di forte
controllo governativo, apre una nuova porta al giornalismo: quella del proprietario di pi testate. Egli infatti
acquista il Mercure de France e la Gazette de France, che in seguito cambia nome in Gazette nazionale de
France e diventa quotidiano. La Gazette trasformata da Panckoucke per non il primo quotidiano francese,
la precedono infatti altre 2 testate. Lattenzione non episodica del giornale per i fatti della scienza testimonia
la penetrazione dei Lumi anche negli ambienti pi ufficiali della cultura francese, ma nonostante questi
giornali stiano bene attenti a tenersi lontani dalla politica, non sfuggono alla sorveglianza della polizia.
Anche dal punto di vista della stampa e della sua libert la rivoluzione giunge quindi improvvisa. Individui
come Panckoucke rappresentano figure professionali ormai definite con precisione, cresciute allinterno di
un circuito editoriale separato, che intrecciano stabilmente un doppio profilo sia imprenditoriale che
intellettuale. Il mestiere di giornalista acquista in autonomia e dignit. Daltra parte sono molti gli stati
dellEuropa continentale dove gli esordi della stampa periodica avvengono sotto diretto impulso del potere
assoluto dei sovrani. il caso, tra gli altri, della Prussia, dove il monopolio statale degli annunci commerciali
rimarr in vigore fino a met dell800. Il forte controllo governativo e la non mascherata ostilit del re per i
gazzettieri non impediscono la fioritura di numerose riviste a carattere scientifico e letterario. Alla
centralizzazione della vita economica (testimoniata dalla chiusura dei settimanali locali di annunci
commerciali) corrisponde un decentramento della vita culturale, che tuttavia non esclude un regime di
attenta censura politica. La Prussia inoltre una delle poche nazioni che rimangono abbastanza estranee al
ciclo imitativo del modello Spectator.
LA LIBERT DI STAMPA
(1700 1800)
Sullaltra sponda dellAtlantico la rivolta contro il regime della censura preventiva ha modo di manifestarsi
gi agli inizi del 700. James Franklin decide di sfidare lordine costituito fondando un nuovo giornale senza il
permesso delle autorit di Boston: il New England Courant, che sembra riprendere il modello dello
Spectator. In realt esso ha una vocazione politica molto pi spiccata e diretta dei suoi omologhi europei.
Levidente caratterizzazione democratica del nuovo settimanale rompe la noiosa atmosfera ufficiale della
gazzette americane e rivela una funzione pubblica della stampa in modo simile, e anzi anticipatorio, rispetto
alla Gran Bretagna. Benjamin Franklin compra la Pennsylvania Gazette e ne mette in luce il carattere
enciclopedico che ricalca la formula dei settimanali inglesi, con annunci commerciali, notizie nazionali ed
internazionali. Ma in effetti questo il primo settimanale apertamente schierato contro la dominazione
coloniale inglese. Benjamin Franklin una delle prime figure professionali della storia del giornalismo ad
integrazione verticale: capaci cio di essere nel contempo scrittore, editore, inventore di nuove tecniche
per la stampa, fornitore di servizi tipografici, direttore dei servizi postali della colonie britanniche.
Giornalismo ed imprenditoria percorrono strade sempre pi vicine tra loro. Anche la citt di New York si
apre alla stampa settimanale. Il tipografo John Peter Zenger, immigrato tedesco, fonda un settimanale a
2 pagine al cui interno scatena una dura campagna contro il governatore inglese William Cosby,
ripetutamente accusato di abuso di potere. Zenger viene perci arrestato e incarcerato, ma al processo
viene brillantemente difeso. Larringa del suo avvocato rappresenta il punto di partenza della battaglia per la
libert di stampa in America. La vittoria di Zenger al processo segna lacquisizione di 2 principi, per vedere
consacrati i quali lInghilterra dovr attendere fino alla fine del 700:
1. lammissibilit in tribunale di prove a sostegno della veridicit di quanto sostenuto dai giornalisti
2. il diritto della giuria popolare di decidere sullesistenza o meno di reati a mezzo stampa, in particolare
per ci che riguarda la diffamazione e listigazione alla rivolta
Gli effetti di questa sentenza non tardano a farsi sentire: aumenta il numero dei settimanali, i quali, per le
informazioni, dipendono in misura quasi completa da Londra, il che comporta un ritardo nella loro
pubblicazione. Cresce cos la parte riservata dai periodici americani allintrattenimento e agli annunci privati,
che sono messi in vendita a prezzi differenziati a seconda della loro collocazione. Il numero di copie di
periodici in circolazione assai lontano dal numero di copie diffuse in Gran Bretagna alla stessa data. Su di
esse si applicano le nuove tasse previste dallo Stamp Act inglese, ma, a differenza di quanto accade nella
madrepatria, in America limposizione fiscale suscita accesi sentimenti di rivolta. Daltra parte Londra impone
anche il monopolio di tutto il materiale necessario per la stampa che penalizza lindustria locale e innalza i
costi di produzione di libri e riviste. Quindi la stampa americana partecipa in prima fila alla lotta per
lindipendenza e contro il regime di sfruttamento coloniale. Il conflitto con lInghilterra vede una crescita
esponenziale della circolazione di carta stampata: si tratta soprattutto di opuscoli e non periodici regolari. La
stampa periodica invece rimane su cifre molto contenute e, anche se durante la guerra il numero dei

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settimanali sale, dopo la fine delle ostilit solo pochi sopravviveranno. Il pi noto e diffuso tra i periodici
rivoluzionari il Massachusetts Spy. Il Pennsylvania Evening Post un settimanale che presto si trasforma
nel primo quotidiano della storia americana.
A differenza di quanto accade in Europa, in America lesempio del primo giornale viene diffusamente
raccolto. Di l a pochi anni i quotidiani aumentano di numero. La struttura della nuova nazione facilita
questo processo di contagio: ogni capitale degli Stati Uniti ambisce ad avere il proprio organo di stampa
giornaliero. Daltra parte il tema della libert di stampa al centro del dibattito costituente americano. La
libert di stampa non figura tra gli articoli della Costituzione del 1787, ma al centro del primo
emendamento che compare nel Bill of Rights che vieta al Congresso di approvare leggi che la limitino. Si
tratta per di una soluzione apparente perch presto i reati a mezzo stampa di diffamazione del governo e
di incitamento alla rivolta verranno puniti con la reclusione fino a 2 anni. Lesito della discussione americana
mette bene in luce la natura contraddittoria del rapporto tra stampa e potere. infatti ormai acquisita la
consapevolezza della posizione di forze che il giornalismo ha raggiunto nella sua opera di formazione e
indirizzo di unopinione pubblica. La stampa contribuisce ad identificare una sfera delle relazioni umane
non direttamente controllata dallo stato e non direttamente regolata dai rapporti economici di mercato.
Questa sfera pubblica rompe lisolamento degli individui e delle famiglie per costruire una societ civile,
entro la quale la mediazione della stampa serve a definire un discorso pubblico pi o meno condiviso
attraverso la circolazione di notizie, informazioni, cultura, il cui stadio culminante larticolazione di una
volont politica collettiva. Nel moto indipendentista americano il nuovo concetto di opinione pubblica ha
assunto unindubbia valenza rivoluzionaria e la stampa ne , insieme, strumento e portavoce.
La nazione americana, borghese ed ugualitaria, si configura come il laboratorio sperimentale di questi
processi, radicalizzando dinamiche che in Gran Bretagna rimangono costrette entro una rigida gerarchia
sociale divisa in ceti. Nelle altre nazioni governate dallassolutismo monarchico la stampa si trova ancora pi
indietro, sottoposta al regime del privilegio concesso dal sovrano e dalla censura preventiva. Oltre alla
Francia anche il caso della Russia. agli inizi del 700 che la contrastata introduzione dellarte tipografica
compie i maggiori progressi. A questepoca risale la prima gazzetta russa: si tratta di un tipico giornale in
livrea, organo ufficiale della corte zarista a periodicit irregolare, il cui spazio occupato sia dagli atti
governativi sia da materiale ricavato da riviste straniere. Lo sforzo di apertura al mondo esterno
testimoniato anche dalla ripresa del modello francese del Journal des Savants. Nasce poi la prima rivista
culturale non accademica. Infine arriva anche leco del modello Spectator: a farsene interprete un
settimanale irregolare al quale la stessa imperatrice Caterina II collabora in forma anonima prendendo in
giro gli aspetti pi conservatori della vita di corte. Nonostante la censura, negli anni seguenti fiorisce tutta
una serie di settimanali satirici. Ma laspetto pi importante di questo esordio del giornalismo russo un
altro: con la sua ricerca di una lingua pi diretta e popolare, la stampa periodica assolve infatti una funzione
importante nella fondazione di una letteratura nazionale, autonoma. Il nome-chiave in questa battaglia
quello di Nicolaj Ivanovic Novikov, che pubblica un nuovo settimanale a 8 pagine, Truten. Si tratta della
prima rivista a manifestare una preoccupazione sociale per la diffusione della cultura tra i ceti popolari e
contro la degenerazione dei costumi delle classi sociali aristocratiche. Ben presto questo settimanale verr
soppresso e, per sfuggire ad una situazione che rischia di farsi pesante, Novikov fonda un nuovo
settimanale e riprende in forma ancora pi radicale la sua critica. La fronda di Novikov nei confronti della
classe dirigente si nutre di temi diffusi in Russia dalla massoneria ed parte di un clima pi generale. Con
linvoluzione autoritaria degli ultimi anni del regno di Caterina, Novikov viene arrestato e condannato a
morte, pena commutata nel carcere a vita, che in seguito gli verr tolta, restituendogli la libert. difficile
classificare questa preistoria della stampa periodica russa, cos profondamente legata ai temi della cultura e
della letteratura nazionale, sotto letichetta del giornalismo moderno: non vi si trova infatti una cultura della
notizia paragonabile a quella europea o nordamericana. chiaro che su queste differenze influiscono gli
spazi di manovra molto minori che lassolutismo zarista disposto a concedere alla stampa.
Non a caso in Italia uno dei centri editoriali pi vivaci localizzato nella repubblica di Venezia., il cui clima di
relativa maggiore libert favorisce la fioritura di giornali e riviste. Anche qui arriva il ciclo Spectator: a
farsene interprete la Gazzetta Veneta, un periodico bisettimanale 'economico', il cui tono allegro e
disimpegnato e al cui interno si trovano cronache mondane, ma in cui manca la carica critica. Un tramite
diretto della cultura inglese Giuseppe Baretti, che ha vissuto a Londra e che stampa a Venezia La Frusta
Letteraria di Aristarco Scannabue, un quindicinale con il quale Baretti, nascosto dallo pseudonimo
riportato nella testata, combatte una battaglia frontale nei confronti della modernit, dellIlluminismo e
dellArcadia. Se il punto di vista di Baretti e della sua Frusta quello di un conservatore tradizionalista e
chiesastico, esattamente opposta la linea editoriale de Il Caff, che esce a Milano ogni 10 giorni ad opera
di uno dei gruppi pi agguerriti dellilluminismo italiano: quello raccolto attorno a Pietro Verri e Cesare
Beccaria. A prima vista anche Il Caff sembra appartenere al ciclo Spectator, di cui riprende nel titolo la
finzione del club di conversazione, ma in realt la rivista spazia su tutti i temi del riformismo illuminato

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(diritto, economia, medicina, agricoltura) con una peculiare volont di approfondimento. Questa pronunciata
consapevolezza politica ricorre a termini (pubblica utilit, patria, cittadini) che nella situazione italiana
assumono una precisa valenza di parte. Dello Spectator si imita lintenzione divulgativa e popolare, lo stile
dialogato e la lingua semplice, ma anche questultima una scelta formale che nel contesto italiano assume
un significato politico. Minori vocazioni politiche presenta la stampa di unaltra situazione italiana, quella del
Granducato di Toscana, che pure ha anticipato gli sviluppi veneti e lombardi. lascesa al trono del
riformatore Pietro Leopoldo a conferire un diretto impulso statale alla stampa periodica: escono la
Gazzetta Toscana e la Gazzetta Universale che, sul doppio piano della politica interna ed
internazionale, provvedono ad informare i sudditi del Granduca. Come in molti altri stati europei (ad
eccezione della Francia e dellInghilterra) anche in Toscana vige un doppio regime di censura laico ed
ecclesiastico che impedisce limportazione di libri stranieri: la stampa periodica assolve cos una funzione
insostituibile di apertura. Il clima liberale di Pietro Leopoldo incoraggia anche gli imprenditori privati disposti
a cimentarsi nel settore: compaiono Notizie del mondo, Magazzino Toscano e Annali ecclesiastici. Il
panorama della stampa toscana dopo la met del 700 si presenta quindi come uno dei pi articolati,
mettendo in luce il ruolo propulsivo di un sovrano particolarmente illuminato. In tale contesto linformazione
e la cultura della notizia (e quindi la formula giornalistica della gazzetta) assumono sempre maggiore
importanza accanto al modello del giornale dei letterati, che invece appare ancora largamente dominante in
Veneto e Lombardia. La figura delleditore-stampatore tende ormai a separarsi stabilmente da quelle del
direttore e del giornalista, mentre questi ultimi vedono nella stampa uno strumento accessorio e secondario
rispetto alla loro professione principale. Anche nel secolo successivo il giornalismo italiano manterr questo
carattere di secondo mestiere svolto da letterati e politici che vedono nella stampa uno strumento di
volgarizzazione del sapere ed una tribuna per la vocazione educativa e didascalica dei ceti dirigenti: ne
deriver non solo una limitata autonomia della professione giornalistica, ma anche una scarsa cultura della
notizia e dellinformazione come servizio e valore.
Prima di vivere la Rivoluzione francese, il 700 che si avvia alla fine pu essere definito come il secolo del
giornalismo quotidiano soltanto in un numero molto ristretto di paesi: Inghilterra, Francia, Stati Uniti.
significativo che il secolo aperto dal Daily Courant si chiuda con il varo di unaltra impresa editoriale
destinata a segnare in profondit la storia del giornalismo. John Walter fonda una nuovo quotidiano che
utilizza un inedito metodo di impaginazione: ogni colonna viene spezzettata in tanti piccoli paragrafi,
ciascuno dei quali separato da una linea continua. Lo stile di scrittura del giornale si differenzia cos da
quello in uso per i libri adottando una ridotta unit di misurazione dello spazio che articola e velocizza la
lettura. Presto il quotidiano cambier testata in The Times. John Walter non un editore nel senso classico
del termine: uno di quegli uomini daffari che hanno fatto strada nel commercio o nellindustria e che,
giunti allet matura, sentono il desiderio di dimostrare altrettanta capacit nel mondo dellinformazione. Il
nuovo quotidiano si avvale largamente di finanziamento occulti che vengono da uomini politici e da privati
cittadini per evitare la pubblicazione di alcuni articoli o stamparne altri con funzione riparatrice.
LOPINIONE PUBBLICA
(Rivoluzione francese + Napoleone)
La Rivoluzione francese preceduta da una straordinaria proliferazione di carta stampata: periodici
irregolari e pamphlet inondano la Francia. Ad essi vanno aggiunti numerosi fogli a stampa, i cosiddetti
cahiers de dolances (quaderni di lamentele), stilati dalle assemblee locali che preparano la convocazione
degli Stati generali. A scriverli, materialmente, sono coloro che si definiscono il 'terzo stato', in
contrapposizione alla nobilt e al clero. La stampa rappresenta dunque:
1) lo strumento per unestensione del concetto di opinione pubblica; attraverso opuscoli e numeri unici
si diffonde un dibattito che chiama per la prima volta alla partecipazione diretta migliaia di persone fino
ad allora estranee o passive rispetto alla politica
2) una libert di conquistare; la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino approvata nel 1789
sancisce questa libert; in questa formulazione legislativa appare evidente linfluenza del modello
inglese: stato Honor Mirabeau a sostenerlo in un pamphlet pubblicato a Londra che riprende la
vecchia Aeropagitica di Milton, ma per lui non sar una mera esercitazione retorica, infatti egli
pubblicher Les tats Generaux che render conto dei lavori dellassemblea
La stampa francese vive unimponente stagione di rinnovamento:
- nascono numerose nuove testate
- labolizione delle corporazioni di mestiere cancella le restrizioni che fino ad allora hanno limitato
laccesso alla professione di stampatore
- il numero di periodici che circolano in questo periodo di gran lunga superiore rispetto a quelli inglesi
La ventata del cambiamento scuote dalle fondamenta lantico regime del privilegio statale ed investe i
tradizionali periodici che ne sono stati fino ad allora i depositari esclusivi. Panckoucke, luomo di potere del

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sistema informativo, apre un altro quotidiano pi indipendente e cautamente favorevole alla discussione
politica. Si aggiunge poi Le Journal des dbats et des decrets, un quotidiano che rende conto dei lavori
dellAssemblea nazionale. Ma la vera novit rappresentata dai fogli di orientamento rivoluzionario che
introducono una tipologia nuova, sconosciuta in Europa, ma non in America, di giornale agitatorio,
funzionale alla mobilitazione e alla propaganda ideologica. Lo stesso Mirabeau, dopo che il Consiglio di stato
ha soppresso Les tats Generaux, ne fonda uno di notevoli dimensioni (80 pagine), Le Courier de Provence.
Viene poi diffuso da Jacques Pierre Brissot Le Patriote Franais, quotidiano ufficiale del club dei girondini.
Oltre ad assumere come riferimento una rivoluzione in corso (anzich lequilibrio inglese fra Corona e
parlamento), la dichiarazione di intenti di Brissot rovescia radicalmente il pregiudizio antigiornalistico dei
pensatori illuministici. Pi una rivoluzione mostra il proprio carattere popolare e di massa, pi diventano
insufficienti i canali della cultura tradizionale. Il giornale, e non il libro, il supporto adeguato, con i suoi 2
requisiti indispensabili: accessibilit economica e accessibilit linguistica. La professione di giornalista si
libera dellantica soggezione dei confronti della cultura pi elevata; allombra della rivoluzione conquista
lorgoglio, la dignit e la presunzione di un ruolo unico ed insostituibile di orientamento e direzione delle
grandi masse. Rispetto alla raccolta esterna di notizie prevale nei fogli della rivoluzione lesposizione di
contenuti ed idee che provengono dallinterno della redazione.
Il giornale di Brissot, pur conservando le 2 colonne (il Times ne ha 4) fa un maggiore uso delle titolazione,
esce con supplementi, ha una rubrica di lettere al direttore e ricorre a collaboratori fissi. Camille Desmoulins
pubblica Les Rvolutions de France et de Brabant, un settimanale che fin dal titolo esprime la coscienza
storica dei mutamenti in atto, attraverso la prosa ironica e controllata. La folla e la piazza hanno ormai
conquistato un potere antagonista a quello delle istituzioni; la stampa lunica autorit in grado di
incanalare quel potere e dunque diventa potere essa stessa. I giornalisti parigini appaiono ben consci del
nuovo ruolo che la nascita di unopinione pubblica moderna conferisce loro. Nasce poi un altro dei fogli
storici della Rivoluzione: LAmi du Peuple di Jean Paul Marat. Questo settimanale di 8 pagine pi
populistico e sensazionalistico di quello di Desmoulins; il classico esempio del nuovo tipo di giornale creato
dalla rivoluzione: quasi un volantino di agitazione, pressoch privo di informazioni, il cui scopo principale
fare appello alla mobilitazione contro coloro che sono indicati come i nemici del popolo. la faccia pi
estrema del nuovo potere incarnato dalla stampa: la cultura della notizia sostituita dalla propaganda
strumentale. Jaques Hebert viene invece dal popolo; il periodico che fonda fa riferimento ad un noto
personaggio della cultura popolare parigina: una macchietta sempre pronta a scagliarsi contro lingiustizia.
un trisettimanale che cerca di mantenere uno stile aggressivo simile a quello di Marat, ma soprattutto un
largo ricorso a vignette, proverbi e canzoni. Questo periodico riscuote successo sia tra la gente del popolo
sia presso i parigini pi colti. Ben presto la Rivoluzione francese si trova ad incontrare lo stesso nodo di
quella americana: la libert di stampa, che stata strumento e conquista del movimento, rischia di metterlo
in crisi nel momento del riflusso e della divisione interna:
- la stampa realista viene messa fuorilegge
- viene sancita lincompatibilit tra lelezione a rappresentante del popolo e lesercizio della professione di
giornalista
- nonostante la nuova Dichiarazione dei diritti sostenga la libert di stampa, la repressione si abbatte sui
girondini, Le Patriote Franais viene soppresso e Brissot finisce sotto la ghigliottina
I foglio giacobini, daltra parte, si appoggiano sempre pi al nuovo governo rivoluzionario guidato da
Robespierre; per la stampa indipendente gli spazi si restringono inesorabilmente: per gli esclusi dagli
ambienti governativi il Terrore: Hebert e Desmoulins seguono la sorte di Brissot. La caduta del governo di
Robespierre dovrebbe produrre per la stampa le condizioni per un ritorno alla normalit. A differenza delle 2
che lhanno preceduta, la Costituzione del 1795 approva il principio della libert di stampa, escludendola dai
diritti fondamentali sanciti nei primi articoli, e prevede la possibilit di restrizioni provvisorie in casi
demergenza. Ma la realt assai lontana da una normalizzazione delle basi giuridiche che regolano la vita
di giornali e giornalisti: a Parigi sopravvivono pochi periodici politici, il giornale leader rimane Le Moniteur,
esempio di una stampa ufficiale sovvenzionata dallo stato, che ha adottato il grande formato del Times
inglese. Per la stampa indipendente la situazione rimane proibitiva. Quando Napoleone Bonaparte
assume il potere con un colpo di stato, le condizioni di esistenza si fanno ancora pi difficili. Durante la
campagna dItalia ha pubblicato e curato personalmente un Courier de larme dItalie, durante quella
dEgitto un Courier de lEgypte, che si sono rivelati fondamentali per creare il mito delle proprie invincibili
capacit militari e accreditargli cos fama e prestigio in patria. Napoleone conosce quindi la potenza dei
giornali ed convinto della necessit dei metterla sotto controllo per assicurare fondamenta solide alla
propria autorit. La progressiva restrizione della libert di stampa accompagna quindi da vicino le tappe
successive della sua scalata al trono imperiale. Un decreto riduce il numero dei periodici parigini,
successivamente viene reintegrata la censura sui libri ed in seguito sui periodici. Si tratta di una situazione
ritornata praticamente simile a quella di antico regime. I giornali superstiti sono le vecchie testate

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prerivoluzionarie. significativo che a Parigi il quotidiano leader sia Le Moniteur: simbolo di uno
spregiudicato opportunismo imprenditoriale che, dopo aver conquistato il ruolo di editore giornalistico di
fiducia dellantico regime, saltato in modo disinvolto, anche se con cautela, sul carro della rivoluzione,
senza mai correre il rischio di affidare alla stampa le proprie idee, ma rimanendo sempre allombra del
potere esecutivo. Questo giornale, che conserver a lungo il privilegio di pubblicare gli atti del governo,
incarna un modello di stampa periodica erede diretta dei giornali in livrea dellet prerivoluzionaria: voce
ufficiale delle istituzioni e spesso alibi per mascherare il bavaglio imposto allaltra stampa effettivamente
libera ed indipendente. Le Moniteur importante non solo per la rapida conversione e sottomissione della
testata al nuovo potere, ma anche per luso di una titolazione particolarmente aggressiva che ricorre
largamente ad immagini metaforiche ad effetto di pronto consumo.
Nonostante la stretta autoritaria imposta da Napoleone, gli effetti della Rivoluzione francese sulla stampa
travalicano i confini nazionali. Si diffonde in Europa una ventata rivoluzionaria che trova nella stampa il
proprio veicolo essenziale. In modi pi moderati e in dimensioni minori si verifica lo stesso processo di
fondazione di unopinione pubblica intesa in senso moderno. Negli stati tedeschi il giornale-simbolo di
questo passaggio il Rheinischer Merkur, autorizzato dalle autorit in funzione napoleonica. La battaglia
contro il pericolo di una dominazione straniera si trasforma rapidamente nella rivendicazione di
unindipendenza nazionale intesa anche in senso austriaco. Questo giornale verr poi soppresso in seguito
alla sua controllata critica alle risoluzioni del congresso di Vienna. Successivamente la Dieta degli stati
tedeschi stabilisce una stretta repressiva sulla stampa, di nuovo costretta sotto un rigido regime di privilegio
statale:
- tutte le pubblicazione sprovviste del permesso delle autorit sono dichiarate illegali
- leditore che incorso in una sanzione della censura non pu riprendere alcuna attivit per almeno 5
anni
- vietato alla stampa periodica occuparsi di politica
solo con lascesa al trono di Federico Guglielmo IV che sembra aprirsi una nuova fase: lattenzione della
censura si mitiga ed il governo prussiano tollera la fondazione di nuove riviste. Tra queste c anche un
quotidiano diretto da Karl Marx, che gli conferisce uno spiccato carattere politico con articoli che non esitano
ad affrontare il tema della libert di stampa. In seguito anche questa rivista incappa nella censura. Ci vorr
la rivoluzione del 1848 perch negli stati tedeschi si possa assistere ad una nuova fioritura della stampa:
Federico Guglielmo IV sar, infatti, costretto ad abolire la censura. In questo periodo emerge anche la
figura intraprendente e sfaccettata di Bernhard Wolff: sar sua la prima agenzia telegrafica tedesca. Molti di
questi fogli sopravvivono alla restaurazione e sono al centro del dibattito politico che si svolge nel decennio
successivo e che prepara lunificazione. La nuova costituzione prussiana mantiene labolizione della censura
preventiva e regola la libert di stampa attraverso norme di difesa dellinteresse pubblico per le quali i
periodici possono essere perseguiti a posteriori. Una legge successiva regola lapertura di nuovi giornali
prevedendo una licenza sopprimibile, una cauzione in denaro e lobbligo di deposito presso gli uffici
competenti di una copia per ogni numero. Se la dura repressione della prima parte dell800 riuscita ad
evitare negli stati tedeschi lo sconvolgimento della Rivoluzione, il moto del 1848 lascia invece una traccia
indelebile negli ordinamenti prussiani. Da allora in poi, infatti, la stampa conquista un ruolo stabile nella vita
politica non solo come portabandiera delle rispettive posizioni, ma anche come centro di aggregazione per
movimenti e partiti.
Viceversa, gli stati italiani subiscono in pieno il contagio della Rivoluzione. A differenza della stagione vissuta
dalla stampa periodica francese, largamente centralizzata su Parigi, in tutto il centro-nord della penisola si
sviluppa un moto diffuso ed uniforme, che, ad eccezione di Roma e Napoli, esclude il Mezzogiorno.
Linflusso della Rivoluzione subito evidente: le riviste che si rifanno al modulo del giornale dei letterati o
chiudono o diventano portavoce dellopinione legittima e conservatrice, mentre si moltiplicano i fogli di
notizie con le cronache dellAssemblea nazionale parigina. Si ha un incremento del numero di periodici: si
tratta essenzialmente di fogli che escono 2/3 volte a settimana (ma non mancano alcuni quotidiani, come il
Monitore fiorentino) con una tiratura limitata; li accomuna una prepotente vocazione politica, con violenti
attacchi alle istituzioni e al potere oligarchico delle associazioni di nobili conservatori. Ne deriva un
mutamento significativo nei criteri di impaginazione e quindi di gerarchizzazione delle informazioni: per
la prima volta le notizie estere passano in seconda linea rispetto a quelle di politica interna. In seguito esce
il Monitore Napoletano, giornale diretto, circostanza significativa, da una donna: Eleonora Fonseca
Pimentel, che finir sul patibolo. Questo periodico ricorda, fin dal titolo, le origini parigine, rafforzate dal
motto 'libert egualianza' che accompagna la testata. Questa 'et delloro' della stampa periodica italiana si
trova ben presto a fare i conti con Napoleone e le sue volont di controllo sui giornalisti:
- entra in vigore una leggere provvisoria di 'polizia tipografica' in base alla quale le autorit possono
chiudere i periodici e arrestarne i direttori

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- sullesempio inglese viene introdotta una tassa sul bollo per la carta stampata
A Milano si stampa il Giornale Italiano, un quotidiano diretto da Vincenzo Cuoco, il primo a presentare
una struttura articolata in rubriche secondo una chiara gerarchia di contenuti: politica, realt socioeconomica, arti e variet. Questa fase aurorale del giornalismo italiano mette in mostra una stretta
dipendenza dallesempio francese e dallevento rivoluzione: una circostanza che sviluppa una peculiare
vocazione della stampa periodica nazionale alla pedagogia politica (piuttosto che al servizio informativo del
lettore), destinata a segnarne a lungo ed in profondit levoluzione successiva. Ma esempi come quello del
giornale di Cuoco dimostrano anche la penetrazione, seppur minoritaria, di unaltra e pi moderna idea della
stampa come mezzo di comunicazione votato al soddisfacimento delle molteplici esigenze del suo pubblico,
che non si limitano allinformazione politica dattualit. Questa seconda e pi moderna idea della stampa,
che mette insieme il vecchio giornale dei letterati e la nuova gazzetta rivoluzionaria, presuppone una
dimensione tecnica e finanziaria pi ampia, funzionale ad una presenza sul mercato del consumo di notizie
non pi garantita dal regime di privilegio e dalle sovvenzioni statali. Questi aspetti di novit sopravvivono
alla Restaurazione. Molti periodici escono sotto il controllo dei governi restaurati che da Napoleone hanno
appreso la coscienza della forza incarnata dai giornali. A Milano il regime austriaco incoraggia il varo della
Biblioteca Italiana, un mensile al quale collaborano poeti come Foscolo e Monti, che tenta di rispolverare
i fasti del giornalismo letterario dedicandosi a temi eruditi, ma introducendo la novit, almeno in Italia, del
pagamento dei collaboratori. In aperta concorrenza con la Biblioteca, un affilato alla setta segreta della
Carboneria, Silvio Pellico, fonda Il conciliatore, un bisettimanale detto anche 'foglio azzurro', per il colore
della sua carta. Il nuovo periodico articolato in 4 sezioni che ricordano quelle del giornale di Cuoco: le
scienze morali, la critica letteraria, le arti e le scienze agricole e manifatturiere, le varia. Manca
naturalmente la politica, vietata dalla censura austriaca, ma soprattutto si svolge una sotterranea opera di
propaganda della cultura dei Lumi che contrappone al classicismo della Biblioteca la nuova cultura del
romanticismo. La crescita dellopinione pubblica innescata dai sommovimenti della Rivoluzione ha segnato
un decisivo salto di qualit nella definizione professionale del giornalismo: un mestiere che fatto dalla
capacit, non solo linguistica, di saper divulgare e popolarizzare i contenuti della politica e della cultura, ma
anche dalla qualit imprenditoriale di confezionare e modificare in corso dopera un prodotto adatto ai gusti
e alla preparazione di un pubblico assai vasto. Nemico dichiarato di Pellico Francesco Pazzi che, con assai
minore intraprendenza imprenditoriale e molto pi servilismo, un po lequivalente di Panckoucke: uno dei
primi giornalisti italiani la cui carriera si svolge interamente allombra del potere, qualunque esso sia. In
seguito Il Conciliatore viene soppresso ed il suo animatore incarcerato. Per molti aspetti la Milano dellet
della Restaurazione rappresenta la capitale italiana delleditoria. Nella Torino dei Savoia, la Gazzetta
Piemontese continua a vivere come organo ufficiale del ministero degli esteri non mutando in niente il rigido
ambito internazionale e dinastico delle proprie notizie. Larte tipografica assiste allascesa di un nuovo
editore, Giuseppe Pomba, che per primo ha lidea di una biblioteca popolare composta da volumi a
bassissimo prezzo. Il successo delliniziativa consente a Pomba di sviluppare una vera e propria industria
editoriale: ne escono anche raccolte periodiche di scritti di scienza ed economia che tengono aperti i canali
culturali con lEuropa. Con gli stessi propositi e la stessa funzione di Pomba, Giampietro Vieusseux fonda
nella Firenze del Granduca lAntologia, un periodico in cui lerudizione letteraria lascia sempre pi spazio
alla discussione tecnica, delleconomia e della societ agricola, ma anche a discipline nuove come la
pedagogia. La discussione pubblica tra classicismo e romanticismo lascia il posto alla penetrazione di una
cultura scientifica che mette al centro il valore dellutilit sociale della conoscenza. Limparzialit e la
giustizia menzionate da Vieusseux ricordano i principi proclamati a Londra pi di un secolo prima da
Buckley. A cavallo tra la divulgazione scientifico-letteraria e la pedagogia politica il ruolo del gazzettiere
conquista un proprio spazio definito, sul quale gravano ancora molti pregiudizi del passato ed una
considerazione minore rispetto allintellettuale. Appare indispensabile una capacit di scrittura semplice e
fatta per il pubblico. Attraverso la stampa una parte sempre pi ampia di popolazione entra in contatto
reciproco, si scambia idee ed informazioni. Si ha un graduale consolidamento di una deontologia
professionale, che quasi diventa unideologia giornalistica fondata su criteri di obiettivit e completezza.
LA TECNOLOGIA
(1800 1850)
A sostenere i nuovi sviluppi della professione giornalistica concorre in misura decisiva una rivoluzione
tecnologica. Per 3 lunghi secoli larte della stampa rimasta immobile, ferma agli strumenti e alle tecniche
adoperate da Gutenberg. Il pubblico cui si rivolgeva cresciuto lentamente, grazie ai processi di
alfabetizzazione e di miglioramento delle condizioni di vita; questo stato permesso anche dalle stesse
rivoluzioni inglese, americana e francese. Leggere diventato unesigenza vitale e questa nuova necessit
sociale di consumo si rivela un potente acceleratore per la ricerca di innovazioni tecniche capaci di
incrementare il volume e la rapidit della produzione di carta stampata. La storia dei mezzi di comunicazione
conosce nel corso degli ultimi 2 secoli una serie di rivoluzioni tecnologiche. La prima di queste rivoluzioni

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quella che tra gli anni 10 e 40 dell800 vede lapplicazione su vasta scala del torchio a vapore e del
telegrafo: 2 innovazioni decisive, rispettivamente, per lincremento della produttivit e la riduzione delle
distanze. Friedrich Kning, a Londra, deposita il brevetto per un torchio di stampa che utilizza, anzich la
forza umana, com stato fatto finora, lenergia del vapore. La macchina inventata da Kning si chiama
pianocilindrica e rinnova radicalmente i sistemi di stampa. Adesso il foglio di carta ruota su un cilindro
che, muovendosi avanti e indietro parallelamente al terreno, lo porta a contatto della forma con i caratteri,
posta su un altro carrello. Ad ogni giro di macchina il rullo che trasporta il foglio si blocca e torna indietro,
posizionandosi sul nuovo foglio da stampare. Questa innovazione quadruplica addirittura la produttivit. La
protesta operaia immediata e molto forte. Per la sua elevata qualificazione culturale e la sua alta
specializzazione, il sindacato dei tipografi una delle prime e meglio organizzate associazioni di lavoratori in
tutta Europa. Ma grazie ad unaccorta politica di aumenti salariali, John Walter II, nuovo direttore del Times,
giornale in cui si effettua il primo esperimento della macchina di Kning, riesce a superarne le resistenze e
si pone allavanguardia del cambiamento. In seguito la macchina pianocilindrica viene utilizzata nella stampa
di volumi. Poi viene perfezionata portandola a 4 cilindri. Pomba, lo stampatore torinese, la introduce in Italia
e grazie ad essa realizza i volumi a basso costo della sua biblioteca popolare. La produzione di inchiostro,
finora realizzata artigianalmente in casa, migliora studiando un nuovo inchiostro tipografico pi adatto ai
ritmi e ai movimenti delle macchine a vapore. In seguito una nuova macchina fonditrice di caratteri
innalza verticalmente i ritmi produttivi. Lapplicazione dellenergia a vapore riduce di circa un quarto i costi di
produzione, il che permette ai giornali di ridurre il prezzo delle copie.
La sequenza delle innovazioni prosegue anche fuori della Gran Bretagna, culla della rivoluzione industriale.
Friedrich Gottlieb Keller mette a punto una macchina capace di triturare e macerare il legno fino a ricavarne
una pasta omogenea: la nuova carta pi deperibile, ma pi facilmente stampabile. Intorno agli anni 40
compare unaltra innovazione rivoluzionaria: la rotativa; stavolta limpulso viene da oltre Atlantico.
Richard Hoe perfeziona una macchina per la stampa a pi cilindri che, invece di fogli singoli, utilizza un
nastro continuo di carta. Ad essa si affianca una nuova tecnica di stampa, la cosiddetta stereotipia: un
cartone inumidito viene passato sulla matrice di caratteri in modo da rimanere impresso con unintera
pagina di giornale e poi spalmato di metallo fuso. Il foglio metallico rotondo cos ottenuto viene agganciato
ad un cilindro portaforma sul quale, grazie alla pressione di 8 cilindri, passa il nastro di carta da stampare.
La rotativa si afferma ben presto come nuovo standard produttivo.
Samuel Morse negli anni 30 perfeziona un sistema di trasmissione via filo degli impulsi elettrici: il
telegrafo; Morse elabora anche un codice binario di impulsi brevi e lunghi (punti e linee): ogni sequenza
dei quali corrisponde ad una lettera dellalfabeto. Per pi di un secolo, fino allavvento della radio e del
telefono, lalfabeto Morse fissa uno standard internazionale della comunicazione a distanza. Nel vecchio
continente linnovazione si trasmette senza ritardi. In seguito viene messo a punto un trascrittore del codice
Morse. Gli effetti del telegrafo sulla stampa sono immediati e dirompenti:
- accresce enormemente la massa delle informazioni pronte ad essere pubblicate; da merce rara a
preziosa, la notizia si trasforma in bene disponibile con maggiore rapidit e facilit; non ci si limita pi ai
grandi eventi, ma ci si interessa anche dei fatti secondari della vita quotidiana; cambiano i criteri della
notiziabilit, cio della selezione di cose pu rappresentare uninformazione interessante per i lettori;
sui giornali compare la cronaca: uno spazio informativo su scala ridotta rispetto alla grande politica e
articolato per generi (nera, giudiziaria, mondana); il progresso dei mezzi di trasporto ha allungato le
rotte dei traffici commerciali e, quindi, il sistema mondiale degli scambi diventa pi difficile da
controllare e gestire, al punto da rendere ormai insufficienti le vecchie reti di agenti dislocate nei punti
cruciali; cresce il bisogno di informazioni commerciali che vede il fiorire di una stampa finanziaria e
commerciali specializzata che diventa condizione indispensabile per il successo imprenditoriale
- rende il mondo pi stretto e la trasmissione delle notizie pi veloce; larco quotidiano delle 24 ore
diventa il frame, larco di tempo entro il quale viene valutata la novit o meno di un evento, la
tempestivit di un articolo e quindi la sua pubblicabilit; i ritmi del lavoro giornalistico diventano sempre
pi frenetici e competitivi
Laumento della massa di notizie disponibili mette in difficolt anche i maggiori organi di stampa,
preoccupati di non riuscire ogni giorno ad accogliere e selezionare questa miriade di informazioni. Per far
fronte a questo problema nasce un nuovo soggetto: lagenzia di stampa. A Parigi Charles Louis Havas
fonda unagenzia di traduzione dei pi importanti articoli comparsi sulla stampa estera ad uso e consumo
dei diplomatici francesi. In seguito nasce in lui lidea di allargare questo servizio informativo: con un sistema
di piccioni viaggiatori riesce a procurarsi ogni giorno i corsi della Borsa di Londra, che rivende ai giornali
parigini. Invece di farsi pagare in denaro, riscuote dai giornali spazi pubblicitari che poi rivende ad industriali
e commercianti, ricavandone guadagni molto pi alti. Il binomio notizia-pubblicit costituisce la solida base
di una vita duratura: lagenzia Havas deterr per oltre un secolo posizioni di forza sullintero scenario

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mondiale. Nel vecchio continente compare per la prima volta unidea compiutamente commerciale della
notizia come valore di scambio. La stampa diventata veicolo e strumento per lascesa sociale del ceto
medio-basso. A Berlino il direttore della locale societ del telegrafo, Bernhart Wolff, a fondare lagenzia
Wolff, prima agenzia di stampa del mondo tedesco che si fonda principalmente sullo sfruttamento del
telegrafo. Le linee telegrafiche sono infatti propriet di privati che detengono il monopolio delle notizie da
esse trasmesse in codice Morse. Paul Julius Reuter crea a Londra lagenzia Reuter che dapprima
trasmette solo notizie finanziarie e poi si allarga a tutto linsieme dellinformazione. A Torino Guglielmo
Stefani fonda lagenzia Stefani, unagenzia minore collegata ad Havas che si limita ai comunicati ufficiali
del governo piemontese. Queste agenzie di stampa, dominando il sistema di raccolta e trasmissione delle
notizie, diventeranno partner obbligatori per tutta la stampa periodica. Significativamente diverso il
processo che negli Stati Uniti conduce alla formazione delle prima agenzie di stampa: sono i 6 maggiori
quotidiani di New York a trovare laccordo per la costituzione di unagenzia in comune: lAssociated
Presse. Ad essa fanno seguito, negli anni successivi, associazioni analoghe in altre metropoli degli Stati
Uniti. La vicenda americana mette in evidenza, anzich la penetrazione concorrenziale antagonistica di un
nuovo soggetto privato, lo sforzo cooperativo della stampa per integrare in senso verticale la propria
organizzazione produttiva. Per ragioni oggettive la nascita dellagenzia di stampa esercita un ruolo di
raffreddamento del tono giornalistico che separa accuratamente i fatti e le opinioni.
Nel vecchio continente il tornante del 1848, quando le idee rivoluzionarie tornano sulle barricate, segni una
nuova svolta periodizzante. In Italia i decenni della Restaurazione hanno visto una grande affermazione
della stampa popolare, moralistica e divulgativa; nascono lunari e almanacchi con notizie utili per i cittadini,
settimanali con racconti e letture edificanti. Il Contemporaneo il primo periodico dello Stato Pontificio,
stampato a Roma. Si rafforza in questa stagione pre-rivoluzionaria la vocazione della stampa italiana alla
pedagogia. Prende piede un modello di giornalismo con una peculiare venatura paternalistica, educativa,
scopertamente volta al controllo sociale dei ceti popolari attraverso unopera di egemonia etico-culturale che
lascia molto sullo sfondo le funzioni di servizio informativo. Anche nella forma pi estrema di modello
democratico, incarnata dalla Giovine Italia stampata da Giuseppe Mazzini, permane una vocazione
missionaria e pedagogica, sia pure accompagnata da una consapevolezza del ruolo pubblico del giornalismo.
A rompere questo quadro interviene Il Risorgimento, quotidiano diretto a Torino dal conte Camillo
Benso di Cavour, che fin dal titolo riflette una precisa impostazione politica a favore dellunit e
dellindipendenza italiana. Il grande formato a 3 colonne mostra la chiara volont di imitare i quotidiani
inglesi che Cavour ha avuto modo di conoscere nei suoi viaggi. Lo Statuto Albertino del re Carlo Alberto
riconosce la libert di stampa, richiamandosi alle leggi ordinarie per punire gli abusi e abolendo la censura
preventiva. Di l a pochi giorni anche il re delle 2 Sicilie proclamer la libert di stampa. A Torino e a Napoli
la censura preventiva rimane in vigore solo per le materie religiose e ristretta alle autorit ecclesiastiche.
Una nuova legge piemontese istituisce lobbligo del colophon sulle pubblicazioni e per i periodici introduce la
figura del gerente responsabile al quale si estendono automaticamente i reati commessi dagli articoli
stampati. Questi ultimi vengono definiti in modo largo ed inclusivo, che lascia ampio spazio alla
discrezionalit del giudice. Appena un po meno restrittiva la legge toscana sulla stampa che non
contempla tra i reati previsti la propaganda antimonarchica e repubblicana. Questa cauta apertura alla
stampa suscita una nuova fase espansiva. Rispetto allondata precedente del triennio giacobino sono mutati
il formato (ormai lo standard consolidato il grande formato dei giornali inglesi) e limpaginazione (quasi
sempre a 3/4 colonne); non la periodicit (che oscilla tra il quotidiano ed il trisettimanale) e il numero delle
pagine (compreso tra 4 e 6). Il vecchio formato rimasto appannaggio dei settimanali. I criteri di
gerarchizzazione delle notizie sono simili a quelli introdotti mezzo secolo prima nel periodo rivoluzionario.
I quotidiani si aprono con un editoriale dattualit. La prima pagina mutua dal modello inglese del Times uno
sforzo di movimentazione della testata (caratteri diversi e pi alti, simboli, marchi e slogan) e di
segmentazione degli articoli con linee divisorie orizzontali. In molte citt della penisola si fanno strada le
associazioni dei tipografi. A Firenze i tipografi della casa editrice Le Monnier scioperano contro il tentativo
padronale di introdurre la macchina di Kning. In larghissima parte, infatti, negli stati italiani la lavorazione
ancora manuale e la macchina pianocilindrica estremamente rara. Inoltre non esiste ancora lobbligo
scolastico e il costo dei periodici ancora alto. La mancanza di un pubblico di massa toglie il respiro
allimpresa giornalistica; lindebitamento dellintero settore molto forte. In tali condizioni molto difficile
che leditoria dei periodici riesca a mantenere unautonomia di profitti e remunerativit. Anche per questo il
rapporto tra stampa e politica si fa pi stretto e strumentale.
Dopo il soffocante bavaglio imposto da Napoleone anche la Francia alle prese con il problema della libert
di stampa, che per stavolta di inquadra in una battaglia garantista pi generale per la difesa dei cittadini
da ogni eccessiva intromissione dello stato. La Rivoluzione ha messo in moto un processo di crescente
complicazione del rapporto tra stampa e potere. I giornali non sono pi soltanto un mezzo di comunicazione
degli atti ufficiali compiuti dalle autorit, essi rappresentano lunica mediazione possibile con quella nuova

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dimensione collettiva chiamata opinione pubblica. Essi amministrano anche una crescente fetta potere e di
forza contrattuale che sono in grado di far valere nei confronti delle istituzioni. Come Napoleone ha saputo
dimostrare giornali e giornalisti sono esposti e spesso interessati alla capacit di ricatto e di corruzione degli
uomini politici che possono servirsene per i loro scopi. Sotto il duca di Berry la stampa francese conosce una
relativa liberalizzazione:
- rimane in vigore la censura preventiva
- viene introdotta la legislazione che per molto tempo rappresenter un modello su scala europea e che
sottopone i periodici ad alcuni obblighi, fra cui la figura del direttore responsabile, la cauzione in denaro,
il deposito di ogni copia presso gli uffici pubblici
- i reati a mezzo stampa vengono precisati in diffamazione, ingiuria, offese al re, attentato contro le leggi,
la morale e il buon costume
Ma lassassinio del duca di Berry conduce ad una nuova stretta repressiva. Una nuova legge assegna al
parlamento la facolt di giudicare lesistenza o meno di reati a mezzo stampa che lo riguardano. Nel corso di
questa stagione tormentata si afferma come quotidiano leader il Journal des debats, diretto da Louis Bertin
con un tono di denuncia sociale e di opposizione moderata. Gli si contrappone Le Constitutionel delleditore
Bidault, quotidiano liberale e anticlericale che introduce alcune parziali novit: un editoriale di apertura, una
rubrica fissa di resum di articoli comparsi su altri periodici, la collaborazione stabile di scrittori e letterati.
Nasce il feuilleton, il romanzo dappendice, pubblicato a puntate ogni giorno, nel taglio basso della prima
pagina: questa nuova contaminazione tra stampa e letteratura conosce in Francia una grande fortuna. Il
romanzo dappendice rappresenta una nuovo genere letterario che esemplifica i mutamenti introdotti dalla
stampa come mezzo di comunicazione di massa:
- da un lato, esso punta, grazie alla vivacit dellintreccio, alle tinte forti e agli ingredienti di facile
successo (amore, avventura), ad un pubblico di massa
- dallaltro, contribuisce in misura decisiva alla fondazione di una letteratura nazionalpopolare, potente
strumento di integrazione linguistica, culturale e sociale
Gli anni 30 vedono lascesa di una stampa pi direttamente politica: inaugura il nuovo corso Le National,
quotidiano dalla ferma impostazione monarchica ma antidinastica. lorgano principale della battaglia
contro il re che, oltre ad aver sciolto il parlamento e modificato la legge elettorale, ha istituito un rigido
controllo governativo sulla stampa, facendo rivivere i fasti di Napoleone. Il cammino della stampa parigina
non facile:
1. si susseguono sequestri di periodici e processi contro giornalisti
2. una nuova legge aumenta lentit della cauzione obbligatoria per i periodici
3. i giornali sono obbligati a pubblicare in prima pagina i comunicati ufficiali del governo e a non svolgere
propaganda repubblicana
4. vengono vietate ai periodici le raccolte di firme fra i lettori per pagare le multe stabilite dalle autorit
Tuttavia la stampa parigina cresce in quantit e qualit e Parigi si afferma come la capitale europea della
stampa quotidiana. Non si tratta solo di una fatto di quantit. Il panorama della stampa periodica francese
si arricchisce inaugurando un nuovo genere di giornale: nasce La Caricature, settimanale di vignette
satiriche. Lillustrazione acquista spazio e importanza accanto al testo tradizionale. Il messaggio, semplice e
diretto, viene trasmesso da un mezzo accessibile anche agli analfabeti, con effetti devastanti: la lotta
politica ha trovato una nuova arma, di pronta e indubbia efficacia. Nascono in questo periodo riviste
importanti: La Revue des Deux Mondes che occupa uno spazio intermedio a cavallo tra la divulgazione
culturale e lintrattenimento; LAvenir, rivista che sostiene le ragioni di un cattolicesimo meno conservatore
e quelle della separazione tra chiesa e stato, che verr condannata dal Vaticano; il mensile LAtelier
risuona dei motti della Rivoluzione (libert, egualit, fraternit, unit), si tratta di uno dei primi periodici
diretto e realizzato da operai e si ispira alle idee del socialismo utopista: una societ fondata sul lavoro e
sulla scienza, retta dal suffragio universale e da una religione anticlericale popolare e nazionale; Le
Riforme prosegue il nuovo filone della rivista politica. La stampa diventa in questo caso uno strumento che
serve a pi scopi: la gestione del consenso presso la propria base elettorale, la battaglia di contenuti
programmatici, la rappresentanza degli interessi di determinati gruppi sociali, la critica e lattacco degli
avversari.
in questi anni tumultuosi di sviluppo della stampa che sale alla ribalta un personaggio destinato a
riproporre, dopo Panckoucke, la figura delleditore spregiudicato ed intraprendente: mile de Girardin.
Egli crea un settimanale provocatoriamente intitolato Le Voleur (Il ladro) che inventa la rassegna-stampa
raccogliendo per argomento e riproducendo gli articoli scelti da altri periodici. in una fase di anarchia in
materia di diritti dautore, Le Voleur si dimostra un modo economico e utile di fare giornalismo. In seguito
apre unaltra rivista, La Mode, in un settore ancora agli albori: quello della stampa femminile. Questa
rivista si rivolge ad un pubblico ampio, che vi trova illustrate le maniere eleganti, il decoro, i gusti nel campo

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dellabbigliamento. Avvia in seguito Le Journal des connaissances utiles, un settimanale che si occupa di
suggerimenti concreti per lagricoltura, di invenzioni, leggi, norme igieniche. il prototipo di un giornalismo
che punta sullutilit come criterio discriminante: una variante inedita della nuova cultura della notizia,
che ne sottolinea il carattere di valore di scambio e di merce di pronto consumo. Tutte le idee di Girardin
sono accomunate dallo sforzo di rompere la separazione tra Parigi ed il resto della Francia per un
allargamento del pubblico di lettori. Il successo travolgente. In seguito annuncia il suo proposito pi
ambizioso: un quotidiano che costi la met di quelli in commercio. Nascono contemporaneamente 2 nuovi
quotidiani: La Presse di Girardin e Le Sicle di Dutacq; entrambi mantengono il proposito del prezzo
basso grazie ai guadagni pubblicitari, ai quali viene riservata lintera quarta pagina. Ma diversa la loro
collocazione politica: Le Sicle sostiene apertamente i principi della monarchia rappresentativa, mentre La
Presse, pur appartenendo al campo repubblicano, non ha una tendenza politica definita e, anche per questa
ragione, la stampa parigina reagisce con durezza contro quella che ritiene uniniziativa bassamente
commerciale. Dietro Girardin stanno, fisicamente e simbolicamente, le forze di un capitalismo nascente e
aggressivo che in Francia assume le forme del potere finanziario, bancario e speculativo. Per la prima volta
il giornalismo si colloca allinterno di un campo di forze triangolare i cui vettori sono rappresentati dal potere
politico, da quello economico e dallopinione pubblica. Con ognuno di questi vettori la stampa entra in un
rapporto reciproco di contrattazione, in un gioco sempre pi complesso di influenze e condizionamenti: la
sua indipendenza e libert diventa questione molto pi complicata che in passato, quando aveva di fronte
come avversario solo il potere politico. Nella Presse di Girardin viene individuato latto di nascita della
stampa popolare o di massa. Va inserita in questo contesto la figura dellabate Jacques Paul Migne, che
fonda una vera e propria industria a ciclo integrato verticale, capace di produrre in pochi anni numerosi testi
religiosi attraverso il controllo dellintera lavorazione, dalla fusione dei caratteri di piombo alla rilegatura. Egli
mette in campo unorganizzazione che controlla direttamente anche la distribuzione: i suoi clienti sono
religiosi ai quali Migne sottomette periodicamente questionari per accertarne gusti e preferenze. Con le sue
conoscenze rudimentali, egli anticipa, senza saperlo, 2 concetti fondamentali delle moderne tecniche di
comunicazione:
1) il target, la scelta di un pubblico predeterminato cui inviare un messaggio il pi possibile personalizzato
2) il feed-back, il riscontro di un messaggio di ritorno dal pubblico per verificare lefficacia o meno del
messaggio inviato
Al di l di questa crescita del fenomeno pubblicitario, tra le voci da aggiungere al bilancio positivo
dellimpresa di Girardin c anche il ruolo attivo delle donne: egli, infatti, ammette a lavorare in un suo
periodico, sotto uno pseudonimo maschile, anche la propria moglie. Al quotidiano La Presse collaborano le
migliori firme della letteratura francese. Per la prima volta i guadagni pubblicitari mantengono un peso pi
che rilevante nel bilancio, pari a poco meno di met delle entrate totali. Girardin si impegna per fissare
moduli rigidi per gli annunci, che sono tenuti a non oltrepassare gli spazi assegnati. Dal canto suo Le Sicle
consegue risultati ancora migliori; il suo bilancio finale particolarmente significativo per capire quanto il
progetto di Girardin abbia fatto scuola. A met dell800 Charles Duveyrier fonda la prima agenzia
francese di pubblicit. La sua idea semplice: acquista in blocco gli spazi pubblicitari dei maggiori quotidiani
parigini, ai quali garantisce un budget fisso di entrate annue, e li rivende agli inserzionisti privati a prezzi
maggiorati. Per i giornali ci significa, oltre ad una maggiore sicurezza e affidabilit dei bilanci di previsione,
unenorme semplificazione amministrativa. Daltra parte, lagenzia di Duveyrier si limita ad occupare
passivamente una posizione di guadagno molto favorevole per la stampa quotidiana ma assai meno
vantaggiosa per gli inserzionisti. In queste condizioni di crescita e di forze la stampa arriva al drammatico
tornante del 1848: il governo provvisorio rivoluzionario fa s che la libert di stampa torni ad essere
pressoch totale; si verifica allora unesplosione di nuovi periodici. Ma si tratta di una stagione breve: diversi
periodici vengono soppressi, Girardin arrestato, tutta la vecchia normativa ripristinata. Unico ma importante
punto a favore: la nuova costituzione non ristabilisce la censura preventiva sulla stampa.
LA PENNY PRESS
(prima met dell800)
La vicenda francese probabilmente una delle pi tormentate nel panorama della prima met dell800. La
spinta rivoluzionaria del 1789 ha conosciuto la repressione del primo Impero, ma poi riemersa in 2 tappe
successive, nel 1830 e nel 1848, con esiti opposti. Nel giro di 50 anni il distacco accumulato rispetto alla
stampa inglese nei 2 secoli precedenti stato abbondantemente colmato. Il raffronto tra le 2 situazioni
nazionali interessante per pi di un motivo; per molti aspetti, infatti, la stampa periodica inglese appare in
netto anticipo su quella francese. Ne un esempio il primo settimanale operaio che appare in Gran
Bretagna molti anni prima che in Francia. Ma la stampa periodica non quotidiana a costituire il vero punto
di forza del giornalismo inglese ed tanto pi significativa perch il suo sviluppo avviene in un regime di
crescenti restrizioni. Agli inizi dell800 il parlamento approva delle leggi che aumentano sia la tassa sul bollo
sia le pene previste per la stampa ritenuta colpevole di invito alla rivolta. Si rinnova quindi la battaglia tra

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giornalisti e istituzioni. Tornano a fiorire gli unstamped papers, i fogli illegali privi del regolare bollo fiscale
e venduti a basso prezzo, che propagandano levasione degli obblighi di legge come forma di lotta contro le
tasse sulla conoscenza e per la libert di stampa. Ma nel corso degli anni 30 nascono anche nuovi periodici
alla luce del sole, come The Penny Magazine, settimanale illustrato impegnato a fondo nel movimento per
listruzione popolare e per il suffragio universale. anche per merito della battaglia sostenuta da queste
riviste che successivamente si riduce la tassa sugli annunci pubblicitari e quella sul bollo. A questo risultato
non sono estranee le pressioni dei nuovi ceti imprenditoriali saliti alla ribalta con il processo di
industrializzazione del paese. Industriali e commercianti sono naturalmente interessati alla conquista di
spazi pubblicitari a buon mercato sulla stampa periodica, che rimane il mezzo di comunicazione pi diffuso
ed efficace: in seguito le imposte sulla pubblicit nella carta stampata verranno abolite. Gi agli inizi dell800
conosciuta e criticata la pratica del puff (soffietto): vale a dire la pubblicit nascosta in articoli di
informazione. I privati sono disposti a pagare molto e sottobanco per questo servizio di annuncio indiretto
che viene ritenuto assai pi efficace dellinserzione normale e molti giornalisti sono disposti ad arrotondare il
loro stipendio accettando di manipolare il contenuto dei loro pezzi. vero anche che la prima agenzia di
pubblicit viene aperta a Londra, in netto anticipo su quella francese, ma anche vero che nei bilanci della
stampa quotidiana inglese la pubblicit non ha ancora il ruolo decisivo che detiene in quella francese. In
Gran Bretagna la stessa spesa che viene destinata alla pubblicit sui giornali viene rivolta ad altri tipi di
pubblicit esterna (manifesti murali, uomini-sandwick, scritte sulle carrozze). In Gran Bretagna il punto
darrivo della battaglia tra stampa e istituzioni il nuovo Libel Act che libera dallobbligo della prova il
giornalista autore di articoli di denuncia contro funzionari statali nellesercizio delle loro funzioni: il
riconoscimento pi importante della funzione esercitata dal 'quarto stato' incarnato dalla stampa. La
definizione di quarto stato con cui lo storico Macaulay indica i giornalisti contiene un preciso significato di
classe sociale: la stampa viene vista come il rappresentante di un ceto diverso dallaristocrazia che ha finora
detenuto in modo esclusivo il controllo delle istituzioni. Ma il Libel Act importante anche sul piano
giuridico: attraverso il riconoscimento della stampa passa un processo di democratizzazione che intacca il
carattere sacrale delle istituzioni e le sottopone ad una vigilanza esterna. Grazie alla capacit di condizionare
ed orientare lopinione pubblica, la stampa ha conquistato un peso politico che tuttavia viene esercitato dai
giornalisti secondo logiche ed interessi che non sempre coincidono con la rappresentanza della volont
popolare (corruzione). La definizione della stampa come 'quarto stato' si fonda su un equivoco che non
tiene conto dellautonomia relativa del mestiere giornalistico e dellesagerato credito di cui spesso si riveste
nel presentarsi come la diretta espressione della voce del popolo.
Non a caso questa stagione della stampa periodica inglese vede anche il fiorire della satira politica illustrata.
Sullesempio francese, esce Punch, rivista umoristica le cui vignette prendono in giro i politici e le manie e
lipocrisia dellaristocrazia britannica. Successivamente appaiono anche le Illustrated London News. La
stampa giornaliera partecipa solo in parte a questa fase di espansione: i quotidiani inglesi sono grosso modo
la met di quelli francesi. di John Walter II (secondo direttore del Times) la decisione di inviare allestero
corrispondenti fissi, residenti e regolarmente stipendiati: uninnovazione importante perch:
- consente di tenere la redazione centrale costantemente al corrente degli avvenimenti
- inserisce stabilmente linviato nei circuiti informativi locali delle grandi capitali europee, contribuendo
alla sua efficienza giornalistica e anche al prestigio della testata
La fama del Times comincia a crescere, alimentata dal mito della sua indipendenza dal potere politico e
della sua scrupolosa aderenza ai fatti. A questo mito se ne aggiungono presto altri, relativi alla figura del
giornalista, che ancora alla met dell800 continua a godere di una reputazione molto dubbia e di una
considerazione bassa nellopinione pubblica. John Delane, redattore capo del Times, incarna una diversa
figura di giornalista che mette in pratica al meglio limperativo delle cinque W, educando i collaboratori del
giornale ad una moderna cultura della notizia fatta di concisione ed accuratezza. Si viene affermando uno
standard dindipendenza ed autorevolezza che riflette il tono politico di fondo del giornale, sostanzialmente
conservatore.
I progressi che la stampa compie in Inghilterra si riflettono anche alla periferia dellimpero britannico. Con il
Charter Act riconosciuta ai missionari della chiesa anglicana e di quella presbiteriana la facolt di insediarsi
stabilmente nelle colonie. Nascono cos i primi periodici in lingue locali a Calcutta, Bombay, Delhi. Se in
India la prima met dell800 vede laffermarsi di una tendenza al protagonismo della societ locale, in altre
zone liniziativa degli europei appare ancora dominante: il caso della Cina e dellAfrica. Diverso invece il
caso del mondo arabo, dove la tipografia compare agli inizi del 700 e si diffonde poi con lentezza. Sono per
tutti fogli che difficile interpretare come sintomi di una crescita effettiva dellopinione pubblica indigena,
perch sono in larga misura espressione di uninfluenza coloniale.
Negli Stati Uniti manca un punto di riferimento cos ingombrante come il Times londinese. Tocqueville rileva
della stampa americana almeno 2 peculiarit in rapporto alla situazione europea:
- lassuefazione alla libert, in quanto requisito intrinseco al regime democratico

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il minor potere sullopinione pubblica, che deriva sia dalla generalizzata prevalenza degli interessi
economici su quelli politici, sia dalla dispersione locale e cittadina dei grandi organi dinformazione
Noah Webster dirige a New York il Commercial Advertiser, un quotidiano che inaugura negli Stati Uniti la
pratica delleditoriale fisso nella prima pagina di ogni numero. Larticolo di fondo, firmato dal direttore o
non firmato, esprime la linea ufficiale del giornale, ne condensa lorientamento politico, contiene le prese di
posizione pi importanti. Una volta raggiunta la presidenza Jefferson apre la strada ad una grande
espansione della stampa periodica. La circolazione dei quotidiani ridotta e locale, in compenso per la
stampa arriva dappertutto. La tiratura limitata non suscita quindi grandi esigenze sul fronte della tecnologia
di stampa: la prima macchina pianocilindrica compare in America in significativo ritardo sul vecchio
continente.
Allinizio degli anni 30 il quotidiano leader di New York il Courier and Enquirer, un giornale con pi pagine
di quelli europei (si arriva alle 12/14), rivolto ad un pubblico colto e ristretto, in concorrenza feroce per la
vendita degli spazi pubblicitari che possono trovarsi anche sulla prima pagina. Compare poi un nuovo
trisettimanale, il New York Morning Post, che si affida alla novit degli strilloni per strada. Lo dirige Horace
Greeley, che sembra lequivalente americano di Girardin. Greeley crea un altro quotidiano, il New York
Tribune, che inaugura il filone dei giornali alla met del prezzo degli altri. Il nuovo quotidiano si nutre di
unideologia politica ben definita: una sorta di socialismo patriottico sui generis che concepisce lidea di una
comunit urbana corporativa, fondata sullunione delle classi sociali nella produzione e nel consumo. Ad
essa Greeley aggiunge il mito nazionale della frontiera come luogo delle opportunit. Protezionista,
antischiavista, difensore dei sindacati operai e dellAmerica rurale: in Greeley si ritrova il tipico tema dei
diritti individuali, ma anche una forte critica del libero mercato capitalistico, capace nella sua anarchia di
annullare le virt della cooperazione e della solidariet. Greeley si conquista il ruolo di pubblica autorit
morale, grazie anche al suo settimanale Weekly Tribune che si guadagna il soprannome di 'grande organo
morale'; al quale collabora anche Marx. Il Tribune inaugura un nuovo genere giornalistico: per la prima
volta la stampa non si limita a registrare ci che avviene nella realt, ma provoca attivamente uno pseudo
evento: lincontro registrato fra un giornalista ed unaltra persona. Per la prima volta compaiono su un
giornale domande e risposte: le virgolette delimitano le parole dellintervistato. Nasce cos uno dei rituali
strategici fondamentali del giornalismo moderno: la citazione diretta della fonte come prova di attendibilit e
obiettivit del giornalista, che lascia la parola al testimone. La novit che lintervista rappresenta viene
per oscurata dalle polemiche, in quanto emerge per la prima volta il tema della privacy: del rapporto
conflittuale tra la libert della stampa e quella personale del cittadino. Finora la legge ha affrontato questo
tema dal punto di vista delle offese che il giornalismo pu recare ai privati; lesistenza di zone proibite
allaccesso della stampa ha riguardato, solo in Europa e non negli Stati Uniti, soltanto i luoghi istituzionali e
soprattutto la riservatezza dei dibattiti parlamentari.
A differenza del suo coetaneo Girardin, Greeley quindi un giornalista politicamente schierato, che crede
profondamente nelle qualit educative della stampa: un giornalista, quindi, pi europeo che americano. Tra
i 2 il pi piegato alla logica del profitto e della notizia come merce appare senzaltro Girardin. Il Tribune di
Greeley si colloca allapice di una lunga stagione, quella della cosiddetta penny press, della stampa al prezzo
di un penny, ufficialmente avviata molti anni prima da The Sun, prodotto a basso costo grazie ad una
macchina pianocilindrica mossa a mano. Si tratta di una testata che torna al piccolo formato e sottolinea la
sua ferma intenzione di una stampa popolare, non solo per prezzo ma anche per contenuto. The Sun
supera il numero di copie vendute del Times: nella stampa statunitense in atto una rivoluzione. certo
che una grande distanza separa la penny press dal giornalismo pedagogico e moraleggiante di Greeley, a
tutto vantaggio delle funzioni di servizio informativo; ma, oltre alla drastica riduzione di prezzo, i
cambiamenti che The Sun introduce nella formula tradizionale del quotidiano americano sono 2:
1. la presenza crescente e massaccia della pubblicit in prima ed ultima pagina
2. la selezione e trattazione delle notizie secondo il loro human interest, vale a dire secondo la loro
natura depoliticizzata di fatti personali di cronaca, dei quali interessa la stranezza e singolarit, ma
soprattutto la carica emotiva e la capacit di evocare il vissuto individuale dei lettori
Questi fatti esercitano una forte attrazione nei confronti del pubblico in base a processi di empatia ed
immedesimazione. La penny press scopre cos la cronaca: nei fatti raccontati dai quotidiani chiunque pu
rispecchiare la propria personale esperienza; in questo filo diretto con il lettore che la penny press, e dopo
di lei ogni tipo di stampa sensazionalistica, trova le radici di una travolgente e permanente fortuna. Spesso
la cronaca della penny press cronaca nera, il che contesta una tradizione informativa solenne e
moralistica, ma introduce una novit destinata a rimanere irreversibile nella storia del giornalismo: la brutta
notizia una buona notizia. Il motivo per cui la cronaca nera attira lattenzione dei giornalisti che le notizie
negative sono facilmente consensuali e prive di ambiguit nellaccordo sullinterpretazione dellevento come
negativo. La cronaca di human interest segna lultima tappa del processo di gerarchizzazione delle notizie:
-

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dal prevalere di quelle internazionali (corantos) al dominio di quelle di politica interna (stampa rivoluzionaria
e post-rivoluzionaria fra 700 e 800). La penny press compie un passo ulteriore: gli eventi e i personaggi
delle sue pagine emergono spesso dalla vita cittadina, sono fisicamente vicini ai lettori e anche per questo
sono da essi pi riconoscibili. Linformazione diventa veicolo e fattore di identit comunitaria; si leggono i
giornali anche per mantenere e rafforzare unidentit collettiva e sociale: esigenza particolarmente sentita in
una societ come quella americana fondata sulla mobilit e priva di un passato alle proprie spalle da
condividere. La penny press contribuisce cos a cambiare la cultura americana:
- d limpressione di difendere i singoli cittadini contro gli abusi dei poteri forti (chiese, tribunali, banche)
- sostiene una funzione della stampa legata alla cultura della notizia anzich alla pedagogia politica
- rafforza e diffonde lidentit comunitaria della nazione
Lesempio dato dal Sun viene prontamente seguito anche a New York: esce il quotidiano The Morning
Herald, diretto da James Gordon Bennett, che inaugura un nuovo genere di cronaca politica attenta anche
ai dettagli dei personaggi. Anchesso costa un penny, riserva 2 pagine alla pubblicit e dedica ampio spazio
alla cronaca nera. anzi il primo ad inaugurare la prassi di edizioni straordinarie in occasione di eventi di
particolare rilevanza. Introduce poi altre significative novit:
pi attenzione per linformazione economica e finanziaria cos come per quella sportiva
una rete di corrispondenti fissi (come il Times) che estende anche allEuropa
- unedizione domenicale con pi pagine di quella feriale
- uno spazio fisso per le notizie telegrafiche
Bennett indica una nuova funzione del mestiere giornalistico: scoprire la notizia di human interest anche e
soprattutto laddove non si pensa che esista, nelle pieghe pi nascoste della vita quotidiana, delle storie
personali pi umili ed oscure ma proprio per questo pi capaci di accendere linteresse e la partecipazione
emotiva del pubblico. Egli enfatizza con particolare vigore lindipendenza del proprio giornale: la pratica
degli strilloni, che la penny press lancia in sostituzione degli abbonamenti annuali, serve anche a svincolare
il giornale dal controllo reciproco del proprio pubblico; ma ci non toglie che quella di Bennett sia una
versione particolarmente popolarista di giornalismo.
La crescente importanza e qualificazione della cronaca di human interest condiziona anche linformazione
politica pi tradizionale. Unaltra novit introdotta dalla penny press luso di cronisti stipendiati per andare
a caccia di notizie; questa pratica nasce, infatti, con la cronaca locale. Con una sorprendente sincronia con
quanto avviene negli stessi anni a Londra, la penny press rafforza, quindi, il mito del cronista di nera e delle
sue peregrinazioni notturne nel ventre della metropoli moderna. La lezione del reporter di nera influenza
anche il mestiere del cronista politico, che cerca di saltare i canali ufficiali della comunicazione per
procurarsi notizie riservate attraverso fonti informali, anonime e segrete. Alla Camera americana la presenza
dei giornalisti libera, a differenza del Congresso inglese dove fino alla met dell800 vige un regime di
esclusioni decretato volta per volta dallassemblea. Lunione tra cronaca di human interest e informazione
politica rompe i confini tradizionali tra pubblico e privato, riproponendo il problema della privacy.
Limpetuosa ascesa di Sun e Herald apre una fase di accesa competizione nella stampa quotidiana: inizia
lepoca del giornalismo personale. Adesso le testate si identificano strettamente con i loro direttori, nei
confronti dei quali si moltiplicano gli attacchi di carattere personale, la cosiddetta guerra morale. Questa
guerra morale agita il mondo del giornalismo newyorkese allinizio degli anni 40. il conflitto tra vecchio e
nuova stampa nasconde uno scontro di pi vaste proporzioni tra sistema tradizionale e ceti borghesi alla
ricerca spregiudicata di successo e ricchezza. Si pu dire che in questo periodo quasi ogni famiglia della
citt americana abbia un penny paper in casa. La stagione della penny press si diffonde cos alle altre citt
degli Stati Uniti. La loro impaginazione ricalca quella dei capostipiti. Negli spazi riservati alla pubblicit si
moltiplicano le richieste di lavoro. Attorno agli annunci cresce un enorme volume di affari. La prima agenzia
di pubblicit statunitense viene aperta in netto ritardo sulla Gran Bretagna e con qualche anno di anticipo
sulla Francia e funziona al pari dei suoi omologhi europei. Gli stessi annunci commerciali cambiano natura,
rivolgendosi al pubblico generale dei consumatori. I penny papers sono portatori di una nuova cultura
della notizia come merce, il cui unico banco di prova costituito dal mercato: trovare chi disposto a
comprarla rappresenta la verifica della qualit di uninformazione, appurarne la verit compito del lettore.
La stagione dei penny papers si chiude sotto un segno opposto a quello con cui cominciata: il pubblico,
infatti, comincia ben presto a stancarsi di un giornalismo troppo gridato e scandalistico, costantemente alla
ricerca del fatto a sensazione, che viola la sfera privata delle persone. Non a caso che nasce il New York
Times, fondato da Henry Javis Raymond, nel quale ritorna lideale della credibility and fairness, opposto
proprio alla passionalit che costituisce lasse giornalistico della penny press. Questo quotidiano si
guadagna, quindi, ben presto un vasto pubblico stanco degli eccessi dei periodici rivali. Nonostante la sua
crescente inclinazione verso il partito repubblicano, motivata da una posizione fermamente antischiavista, il

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nuovo giornale si conquista rapidamente una solida reputazione di obiettivit, grazie anche ad una diversa
gerarchizzazione delle notizie che torna ad assegnare spazio e dignit allinformazione estera.
LET DELLORO
(seconda met dell800)
Nella seconda parte dell800 la stampa periodica del mondo occidentale vive la sua et delloro. In questa
et delloro la stampa conquista una propria collocazione organica entro un processo pi generale di
modernizzazione delle societ nazionali. Gran Bretagna e Francia, insieme ai 2 nuovi stati di Germania e
Italia, varano una serie di riforme:
- lintroduzione dellistruzione obbligatoria
- lestensione dei diritti politici elettorali
- il riconoscimento delle organizzazioni sindacali dei lavoratori
- il varo di sistemi assicurativi e pensionistici obbligatori e centralizzati
- il riordino dellimposizione fiscale su base progressiva rispetto al reddito
- la crescita degli apparati burocratici della macchina statale
- laumento di censimenti e servizi statistici
- lintroduzione di politiche monetarie e doganali
In parallelo a questo processo di costruzione dello stato, marcia un processo di costruzione della
societ che passa attraverso:
- lintegrazione culturale garantita dalla scuola pubblica
- la legittimazione delle istituzioni esercitata con la partecipazione al voto nelle tornate elettorali
amministrative e politiche
- laumento della popolazione accentrata nelle grandi citt
- la nascita e lo sviluppo dei primi partiti di massa, che incanalano nella legalit la mobilitazione di ceti
sociali finora esclusi dalla partecipazione politica
Una seconda rivoluzione industriale conduce questi paesi a:
- la scoperta di nuove fonti di energia (es: il petrolio)
- lutilizzazione su vasta scala, anche domestica, di altre gi conosciute (es: lenergia elettrica)
- limpianto di nuovi comparti industriali (es: la chimica e la siderurgia)
- il perfezionamento dellorganizzazione del lavoro industriale e della sua gestione
- il largo consumo di prodotti capaci di modificare la vita di tutti i giorni (es: macchine da scrivere, per
cucire, biciclette)
- la formazione del cosiddetto ceto medio urbano (es: impiegati, bottegai, avvocati, ..), ovvero gli eredi
del 'terzo stato' che alla fine del 700 ha guidato le rivoluzioni
Si allarga cos in modo irreversibile il fossato economico che separa il mondo occidentale dal resto del
pianeta. Per studiare da vicino questi mutamenti sociali nasce una nuova scienza: la sociologia, che li
inscrive allinterno di un passaggio epocale dalla comunit di villaggio e di paese (contrassegnata da
relazioni personali faccia a faccia) alla societ (governata da relazioni anonime e funzionali). In questa
societ spersonalizzata la stampa assolve un compito cruciale, che si inserisce a pieno titolo nel processo di
costruzione della societ:
- permette agli individui di socializzare a distanza in modo, per cos dire, virtuale
- diffonde e omogeneizza lingue e culture
- forma e orienta lopinione pubblica non solo nei comportamenti politici, ma anche nei costumi privati,
nei gusti e nei consumi
La seconda rivoluzione industriale corrisponde cos ad una seconda fase esplosiva delle tecnologie della
comunicazione. A differenza della prima, questa seconda fase non ha alle proprie radici traumi e
sommovimenti politici; al contrario, segue i ritmi di una graduale trasformazione della stampa in impresa
capitalistica, legata alla logica del profitto e ad una concorrenza sempre pi esasperata. Se vogliono
sopravvivere, giornali e giornalisti devono crescere senza soste in efficienza e produttivit: se non riescono
ogni giorno a soddisfare le necessit e le inclinazioni di un pubblico di lettori in costante evoluzione, sono
destinati al declino e alla chiusura. La stampa diventa cos parte integrante delleconomia. La seconda fase
esplosiva nella storia delle comunicazioni si configura come la risposta ad una crisi di controllo, che si
verifica alla met dell800, ingenerata dal grande sviluppo dei mezzi di trasporto in velocit e diffusione. Allo
stesso modo, le esigenze di controllo statistico e censuario della popolazione spingono verso ladozione di
tecniche pi efficienti di archiviazione e recupero delle informazioni. Al seguito di questa rivoluzione del
controllo, la stampa diventa cos mezzo di comunicazione di massa nel pieno della sua et delloro di fine
800. Molti ritengono di collegare i mass media allesistenza di una societ ricca, in cui la maggioranza della
popolazione ormai libera dai problemi materiali della sopravvivenza fisica ed quindi in grado di dedicarsi
al soddisfacimento di bisogni secondari. Lindebolimento della carica rivoluzionaria e la sottomissione alle

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leggi del mercato rappresentano i 2 tratti di fondo dellet delloro. Le innovazioni tecnologiche di questa
seconda fase esplosiva maturano quasi tutte nellambito della stampa quotidiana. Da met 800 la stampa
quotidiana utilizza macchine per la piegatura dei fogli di giornale che velocizzano i tempi di uscita e
rendono pi accessibili foliazioni pi ampie rispetto alle 4 pagine che hanno rappresentato lo standard di
riferimento per tutta la prima parte del secolo.
Verso la fine dell800 compare la macchina inventata da Ottmar Morgenthaler, un tedesco immigrato in
America: si tratta della linotype (linea di caratteri), una macchina mossa da una tastiera che richiama con
un meccanismo ad aria compressa e raccoglie sulla stessa linea i caratteri mobili in ottone, spaziandoli tra
loro automaticamente per lesatta larghezza della colonna di giornale (giustificando cio il formato di
stampa) e versando su di essi un getto di piombo fuso: viene cos composta la matrice di un rigo pronta per
la stampa. La linotype consente di triplicare i ritmi di lavoro, ma soprattutto rende pi facili le operazioni di
composizione che finora sono state condotte interamente a mano. Il sindacato dei tipografi si trova quindi di
fronte ad un grave pericolo in termini sia di minaccia occupazionale sia di dequalificazione professionale.
Viene poi brevettata la monotype, che esegue la stessa operazione per ogni carattere di stampa
consentendo quindi una correzione degli articoli gi composti pi semplice e mirata. Ma questa pi lenta
della linotype e quindi il suo uso viene ristretto allesecuzione di stampati particolari (tabelle scientifiche,
statistiche) che rendono indispensabile lassenza totale di refusi, cio di caratteri sbagliati. In seguito viene
messa a punto la macchina a rotocalco che serve per i periodici illustrati: il rotocalco infatti una tecnica
di stampa che utilizza la calcografia, cio una matrice in incavo anzich in rilievo. La tecnica del rotocalco
apre le porte alla stampa in policromia (pi colori). La prima rivista illustrata a stampare in rotocalco la
Freiburger Zeitung agli inizi del 900. Al francese Jean Maurice Baudot risale linvenzione della telescrittura,
un metodo di trasmissione simile al telegrafo, che tuttavia traduce gli impulsi elettrici in una sequenza di fori
su un nastro di carta immediatamente leggibili al tatto. Gorge Eastman fonda la prima societ al mondo a
commercializzare luso portatile della fotografia attraverso macchine e pellicole che rivoluzionano il modo
di immortalare e riprodurre la realt. Agli inizi del 900 Isa Rubel scopre la possibilit di applicare alla stampa
in serie le tecniche della litografia: nasce cos la stampa in offset. Si tratta di una tecnologia che presenta
molti vantaggi, primo fra tutti quello di una maggiore economicit, ma essa si affermer soltanto nella met
del 900. Quanto sia diventato importante il giornalismo lo dimostra la nascita degli uffici stampa: le
sezioni di lavoro che enti pubblici ed imprese private dedicano ai rapporti con i giornalisti.
La seconda fase esplosiva della tecnologia delle comunicazioni accompagna la scalata del giornalismo verso
una posizione centrale nelle societ nazionali; ma questa nuova centralit costringe la stampa ad affrontare
il problema di fondo della sua obiettivit. A complicare la situazione interviene la nascita di nuove discipline
scientifiche, come la psicologia e la psicoanalisi, che mettono in discussione il dogma dellesistenza di una
verit unica, assolutamente valida per tutti e, quindi, la possibilit stessa di uninformazione oggettiva ed
imparziale. Nascono poi profondi dubbi anche sulla validit di una categoria come 'opinione pubblica'.
Loggettivit dellinformazione un mito, destinato ad essere strumentalizzato e sbandierato piuttosto che
essere effettivamente perseguito almeno come obiettivo cui tendere. Lattenzione si sposta allora sui
contenuti della stampa. Dal raffronto tra le varie testate emergono differenze significative nei modi di
trattamento delle stesse notizie:
1. la selezione, cio la scelta di quelle pubblicabili
2. la gerarchizzazione, cio la collocazione allinterno dellimpaginazione complessiva
3. la presentazione, cio il tono, il linguaggio, il punto di vista con cui vengono illustrate
Se loggettivit si riduce a mito, la comparazione analitica dei contenuti mette in rilievo le diversit
soggettive di giornali e giornalisti, consentendone lo studio: gi agli inizi del 900 escono i primi saggi
dedicati a questo approccio. Siamo cos agli albori, ancora rudimentali, di una tecnica di ricerca per la
descrizione oggettiva, sistematica e quantitativa del contenuto visibile della comunicazione. Si tratta di una
disciplina discutibile e complicata perch presuppone un accordo su criteri di classificazione che mutano nel
tempo e nelle diverse culture nazionali. Spesso le stesse redazioni sono costrette a modificare in corso
dopera i propri criteri di gerarchizzazione. Tuttavia nel corso del 900 lanalisi del contenuto diventa sempre
pi importante, anche perch da essa dipende una crescente specializzazione e separazione della stampa.
Viene cio emergendo unopposizione fra stampa dlite e stampa popolare: la prima concentrata sulla
politica e sulla cultura, la seconda sulla cronaca nera, lo sport, lintrattenimento e la mondanit. La cultura
della notizia sembra cos dividersi: alla pari di qualsiasi altro oggetto di consumo, linformazione perde la
propria organicit complessiva e si frammenta in generi diversi con pubblici diversi.
evidente in questo processo di stratificazione della stampa per generi e per pubblici diversi linflusso
esercitato dalla crescita in quantit e qualit del fenomeno pubblicitario. Come la pubblicit comincia a fare,
cos anche la stampa si abitua a variare i messaggi informativi in base al pubblico cui si rivolge. Daltra
parte, proprio laffinit strutturale di giornalismo e pubblicit contribuisce a mettere in crisi il mito

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delloggettivit, contaminando nelle pagine dello stesso organo di stampa le notizie 'vere' con le notizie
'false' o comunque parziali contenute dagli annunci pubblicitari. Per tutta la seconda met dell800,
soprattutto negli Stati Uniti, si ha un crescente perfezionamento delle tecniche di impressione del pubblico
che la pubblicit sviluppa. Inconfondibile segno europeo di questo processo di crescita il fatto che molti
artisti partecipino in prima persona alla produzione di cartellonistica pubblicitaria esterna di vario genere
(manifesti, inviti, men, ..). Alla fine dell800 Attilio Manzoni, un commerciante milanese di medicinali (il
genere che pi ricorre nella pubblicit della carta stampata), apre un ufficio per lintermediazione degli spazi
pubblicitari sullesempio di Palmer e Duveyrier. Cominciano a comparire sui settimanali statunitensi i primi
annunci pubblicitari a tutta pagina. A New York viene approvata una legge sulla pubblicit volta a prevenire
le rappresentazioni fuorvianti e scorrette. Agli inizi del 900 anche i quotidiani cedono alla pagina intera di
pubblicit e, sempre in questo periodo, compare il primo manuale di pubblicit. Le agenzie pubblicitarie
cominciano a moltiplicare i propri servizi e i propri ruoli interni, nascono:
- il copywriter, lo scrittore di testi
- lart director, che integra testo e immagini
- laddetto alle ricerche di mercato
Risalgono a questo periodo le prime voluminose indagini sulla rete distributiva statunitense. Anche solo
questa sommaria sequenza delle innovazioni nel settore pubblicitario sottolinea laffermarsi della potenza
americana.
Pu sembrare paradossale ma, per molti aspetti, alla radice dellascesa della stampa statunitense c la
guerra civile degli anni 60. I 4 anni della guerra di Secessione, infatti, segnano un incremento della stampa
periodica nel suo complesso. Ma soprattutto nella stampa quotidiana che la guerra civile determina un
vero e proprio cambiamento. Per i giornali del sud degli Stati Uniti una crisi spesso fatale, mentre i
maggiori quotidiani di New York raddoppiano le proprie tirature: un risultato al quale concorre, com ovvio,
la sete di notizie dovuta alla drammatica emergenza del conflitto, ma che premia anche linevitabile
radicalizzazione di linea politica delle diverse testate. Sullaltro fronte si rafforza il sindacato dei tipografi.
Numerosi giornalisti vengono inviati nelle zone di operazioni militari: nasce la figura del corrispondente di
guerra. I loro articoli esercitano uninfluenza, destinata a rimanere irreversibile, sulle formule giornalistiche:
si introduce il lead (lattacco o cappello dellarticolo: una vera e propria frase-titolo che introduce ogni
notizia) e lo stile dei pezzi diventa ancora pi coinciso (regola delle cinque W). Rispetto alla stagione
immediatamente precedente alla penny press, si viene affermando nella stampa quotidiana americana
anche un nuovo standard formale: la pubblicit viene bandita dalla prima pagina, il formato sempre pi
spesso quello grande. Il giornale leader tra i quotidiani di New York lHerald: la sua una linea editoriale
fortemente antischiavista, ma non priva di critiche nei confronti dello stesso presidente Lincoln, accusato di
eccessiva debolezza nei confronti degli stati secessionisti. Il Tribune, invece, nega il diritto di stampa alle
posizioni favorevoli alla rivolta degli stati del sud, ma nello stesso tempo rivendica il diritto di critica al
governo. Il New York Times, infine, si distingue per il suo appoggio incondizionato a Lincoln e per essere
uno strumento per la sua propaganda. Al tempo stesso gli anni 60 vedono una forte ascesa dei periodici. la
guerra civile solleva il problema della censura:
- vietata la trasmissione via telegrafo e via posta di notizie militari
- gli articoli dei corrispondenti di guerra passano al vaglio dei controlli dellesercito e viene loro proibito di
attraversare la linea del fronte
- si istituisce un sistema controllato di accrediti ai giornalisti di guerra, senza i quali la guerra diventa
inaccessibile
- si stabilisce il nuovo principio della firma in calce agli articoli per poter individuare meglio i responsabili
di eventuali violazioni della censura
- i giornalisti osservano un regime di autocensura, evitando di riportare informazioni ritenute utili per il
nemico
Ma difficile interpretare in modo rigido fin dove si possa spingere linteresse sudista per le notizie riportate
dalla stampa. Al contrario, gli stati secessionisti del sud mantengono in vita una sostanziale libert di
stampa, con eccezioni per alcune informazioni militari. Sui quotidiani del sud, che danno vita ad una propria
agenzia di stampa, autonoma dallAssociated Press, non raro trovare critiche anche feroci nei confronti
delle autorit politiche.
La fine della guerra civile apre una fase di grandi cambiamenti nel mondo del giornalismo americano. A
cavallo tra gli anni 60 e 70 muore la generazione di direttori che hanno guidato la stagione della penny
press. Sotto la direzione di Charles Dana, il Sun si trasforma in un quotidiano a basso costo, con 4 pagine,
che in modo esplicito si rivolge ad una fascia di mercato precisa: le classi medio-basse di New York,
composte da operai, negozianti, impiegati. La scelta del pubblico determina la scelta dei contenuti: le notizie
di interesse generale passano in secondo piano rispetto a quelle di interesse locale. La linea editoriale di

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Dana porta cos alle sue estreme conseguenze la cultura della notizia come merce di consumo, introdotta
dalla penny press: ribaltando in senso opposto la tradizione del giornalismo politico, educativo e
pedagogico. Dana coglie nel pubblico non pi unentit da orientare e plasmare, bens un soggetto rigido e
prioritario che deve dettare forma e contenuto del giornale. Spesso e volentieri la notizia si riduce ad un
plot, alla trama di un racconto di volta in volta divertente, patetico, moraleggiante, ma scritto sempre in
una prosa vivace e colorata. Il fatto, meglio se fuori dellordinario, prevale sullopinione; il reporter a caccia
di notizie per la strada diventa pi importante delleditor che dirige il giornale dalla sua scrivania. Vi una
centralit della cronaca di human interest in quanto filo diretto, per contrasto o per assimilazione, con
lesperienza personale di vita del lettore, la conseguente riduzione della storia a storie, a episodi casuali privi
di motivazioni profonde. La prevalenza del reporter sulleditor rappresenta una delle novit pi importanti
introdotte dalla penny press e, insieme, uno dei tratti di fonde del giornalismo dellet delloro di fine 800.
La figura professionale del giornalista corrisponde a quella di raccoglitore di notizie piuttosto che a quella di
filtro selettivo delle notizie, destinata ad affermarsi pi tardi. Sarebbe per sbagliato considerare il Sun
come un giornale lontano dalla politica. Dana esprime una scelta populista, che si traduce in un
orientamento conservatore, filogovernativo, antisindacale, imperialista. , questa, una scelta che premia in
modo vistoso. Allinizio degli anni 70 si moltiplicano le campagne di stampa: la stampa assolve quindi una
funzione importante di tutela morale sulla politica. I periodici americani sono 3 volte quelli inglesi e pari a
circa un terzo della circolazione mondiale. Verso la fine dell800 nasce la consegna gratuita delle stampe
nelle zone rurali degli Stati Uniti. Questa fase di crescita quantitativa corrisponde ad una parziale liberazione
da obblighi politici: circa un quarto dei quotidiani americani non hanno esplicite affiliazioni partitiche. Risale
alla presidenza Lincoln la decisione di troncare ogni rapporto ufficiale ed ufficioso tra governo e giornali. Ad
una maggiore autonomia contribuisce anche lo spostamento del baricentro informativo sulla cronaca di
human interest. La consapevolezza di rappresentare una forza sempre pi importante e difficile da
contrastare si fa ormai strada tra i giornalisti. Torna in tutta la sua evidenza il problema della privacy
personale e della sua tutela. La soluzione di compromesso riguardo alle situazioni di malattia che allora si
trova, e che rimarr la norma fino ai giorni nostri, quella di bollettini medici diffusi ad intervalli regolari da
parte dellequipe di dottori.
PULITZER E HEARST
(seconda met dell800)
Joseph Pulitzer fonda, verso la fine dell800, un periodico cittadino, il St. Louis Post-Dispatch che, per diversi
anni, viene diretto secondo un criterio di stretta aderenza ai fatti. Ma in realt questo periodico si distingue
per una vena sensazionalistica che arricchisce a tinte forti il colore delle notizie. In seguito Pulitzer va a New
York e acquista un vecchio quotidiano gi presente, The World. Leditoriale di presentazione sottolinea la
diversit e lambizione del nuovo quotidiano: una linea editoriale di aperto appoggio agli immigrati recenti in
citt. In questo pubblico, composto in buona parte di non lettori, appartenenti alle classi pi povere, il World
sfonda con una facilit imprevedibile. La tiratura del World supera quella dellHerald. La sua formula
riprende laccento sulla cronaca di human interest, tipico della penny press: la politica editoriale di fonda
sulla mobilitazione dei reporter a caccia di notizie e su titoli inusuali a sensazione. Aggiunge inoltre uno
spirito nuovo di crociata e mobilitazione sociale. Luso della cronaca locale come vettore di identit
comunitaria un altro aspetto riconducibile alla penny press. Ma, allo stesso tempo, anche la scoperta
storica di un nuovo terreno di iniziativa giornalistica e, insieme, di funzione della stampa: da spettatore
passivo della realt, il giornalismo diventa attore attivo. Uno degli effetti paralleli di questo mutamento di
ruolo lo spazio che al World viene conquistando la componente femminile: di per s non si tratta di
una novit assoluta, in quanto le donne giornaliste compaiono nella cultura europea fin dagli inizi dell800,
ma Pulitzer assegna alla presenza femminile un contenuto di carattere politico. una donna, Elisabeth
Cochrane, a creare, nascosta da uno pseudonimo, 2 nuovi generi giornalistici: linchiesta ed il reportage
di viaggio. Il World il primo a lanciare concorsi a premi, che si rivelano un successo straordinario.
Alla fine dell800 il World un colosso, con le dimensioni di una grande impresa. Successivamente gli si
affianca The Sunday World, ledizione domenicale diretta da Morril Goddard. Met delle pagine del Sunday
World sono riservate ad annunci non solo commerciali, ma anche di servizio: domande e offerte di lavoro, di
alloggi, di mobili ed altri beni di consumo, grazie ai quali gli immigrati rafforzano le loro reti informali di
contatto e solidariet. Il news-paper diventa use-paper. Una delle novit che il Sunday World rilancia
costituita dalle pagine di comics, di storie disegnate. Si tratta di un genere popolare per eccellenza, che
sintetizza 2 grandi tradizioni della stampa periodica di massa:
- le illustrazioni come mezzo di comunicazione diretto con il pubblico semianalfabeta
- il romanzo dappendice che si nutre degli elementi tipici (avventura, amore, eroismo) e delle tinte forti
della letteratura nazional-popolare

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Tra i disegnatori del Sunday World si distingue il creatore di Yellow Kid, un bambino sulla cui veste gialla
compaiono le parole espresse a voce: una sorta di progenitore del fumetto. Al contrario del feuilleton, le
storie di Yellow Kid si svolgono spesso nellambiente piccolo-borghese: per i lettori un altro potente
veicolo di identit collettiva. Yellow Kid diventa cos importante che il giornalismo sensazionalistico e
popolare dei giornali come il World, erede di fine 800 della penny press, viene spesso chiamato yellow
journalism. Il 900 non attenua la vocazione alla denuncia del giornale.
William Randolph Hearst passa alla guida del giornale The Examiner. Sulla costa occidentale degli Stati
Uniti Hearst ripercorre le orme che Pulizter sta lasciando su quella orientale, senza esser dovuto passare per
tutto il suo lungo apprendistato di giornalista effettivo. AllExaminer lavora una donna, Winifred Black, che,
nascosta da uno pseudonimo, crea unulteriore specificazione della figura professionale del giornalista:
linchiesta-verit condotta in prima persona sulla propria pelle. Attraverso il mascheramento della propria
identit personale e lavorativa, il giornalista si rende partecipe ed interprete delluomo qualunque, cercando
di annullare la distanza tra stampa ed opinione pubblica: la massima parzialit del punto di vista
dellindagine si trasforma nella riedizione sotto altre spoglie del mito dellobiettivit. Al tempo stesso la
donna giornalista conquista un proprio ruolo specifico: la figura femminile si rivela pi idonea di quella
maschile a gestire contatti umani delicati e a dare la sensazione di interesse personale e umanitario
piuttosto che la cinica ricerca di notizie pi appetibili per il lettore. Il successo dellExaminer buono, anche
se contenuto, ma Hearst si ritiene comunque pronto per il grande salto nella citt-simbolo del giornalismo:
New York. Qui acquista The Morning Journal, un quotidiano che versa in una grave crisi. Hearst lo
rilancia in grande stile attraverso una campagna acquisti condotta con grande dispendio di mezzi, con lo
scopo dichiarato di sottrarre al World le sue migliori energie. Come Dana, anche Hearst un sostenitore del
'manifest destiny', del destino manifesto degli Stati Uniti in quanto portatori della civilt e della democrazia
da essi incarnate in tutto il continente americano. Accanto e oltre la cultura della notizia, si fa strada una
politica della notizia che ne persegue un trattamento diverso a seconda delle convenienza del singolo
giornale. La stampa quotidiana esprime in pieno le sue potenzialit di quarto potere intervenendo
direttamente sul teatro degli eventi, modificandone il corso, pompandone o sgonfiandone il ritorno sui mezzi
di comunicazione, seconda una logica che non pi di appoggio a questo o a quel gruppo politico, ma che
sostiene in proprio limmagine autonoma di questa o quella testata. Viene messo in rilievo il ruolo
indipendente e decisivo svolto da un solo organo di stampa, capace di stringere nellangolo e porre di fronte
a scelte obbligate i governanti dellepoca. La forza della stampa appare equivalente a quella delle istituzioni
politiche.
Sorge cos un problema nuovo, destinato a segnare in profondit gli sviluppi successivi della professione
giornalistica: il problema delle fonti segrete e confidenziali. Sia nel lavoro di informazione legata alla
semplice cronaca cittadina, sia nel lavoro sulle notizie di interesse generale, il giornalista si lega ai pi
svariati canali informativi privilegiati ed esclusivi. Ma si tratta di fonti che, per poter sopravvivere nei propri
ambienti di lavoro e continuare a fornire documentazione, debbono rimanere anonime perch, se rese di
dominio pubblico, possono mettere a repentaglio indagini giudiziarie o complesse trattative diplomatiche.
Alla pari di altre professioni emerge quindi il problema del segreto professionale: il lavoro del giornalista
si muove su un difficile spartiacque stretto tra la necessit di garantire il controllo dellopinione pubblica
attraverso la trasparenza dellinformazione a la lealt verso istituzioni statali che operano nellinteresse della
collettivit. Negli Stati Uniti di inizi 900 sono le ragioni della prima a prevalere: si afferma gradualmente il
senso comune giornalistico secondo cui pi una fonte anonima, pi essa autorevole, in quanto se ne
suppongono legami pi convincenti con lambiente da cui provengono le informazioni. Ma nel corso degli
anni 70 sono numerosi i processi intentati a giornalisti che si rifiutano di divulgare le proprie fonti. Una delle
innovazioni introdotte dallo yellow journalism, rispetto ai titoli in colonna, il titolo a tutta pagina. Hearst
usa in modo spregiudicato e strumentale le notizie e non le idee: qui sta la sua novit. Il Journal esercita
uninfluenza politica solo indiretta perch non il portavoce delle idee di un movimento, bens un mezzo di
agitazione dellopinione pubblica e di pressione nei confronti delle istituzioni. Di volta in volta la forzatura dei
toni fa leva sullo sdegno, sulla paura, sullorgoglio nazionale: sulle pulsioni irrazionali, pi elementari e pi
potenti della massa. Essenzialmente a questo serve la titolazione a tutta pagina che spesso riduce la realt
ad una trama narrativa polarizzata tra buoni e cattivi, guadagnando in semplificazione e spettacolarizzazione
ma perdendo in approfondimento: lo yellow journalism radicalizza cos un costume introdotto dalla penny
press ma nello stesso tempo anticipa uno dei tratti di fondo che linformazione assumer nel corso del 900.
Il ritorno al grande ideale del 'manifest destiny' identifica un progetto di recupero dei sani valori della
societ rurale americana. in omaggio a tale prospettiva che il Journal, agli inizi dell900, cambia nome in
The American e si schiera a favore della nazionalizzazione del telegrafo, delle ferrovie, delle miniere di
carbone. Agli inizi del 900 Hearst riesce a dare vita alla prima catena di testate capace di assumere un
rilievo davvero nazionale: egli fonda unagenzia di stampa per i suoi giornali, che in seguito diventa
unagenzia di stampa pronta a vendere i propri servizi a chiunque intenda utilizzarli, e apre altre 3 testate.

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Con Hearst, quindi, la dimensione dellimpresa giornalistica supera per la prima volta lambito locale nel
quale finora vissuta. leffetto di una crescita quantitativa dei mezzi tecnici e finanziari cos come di uno
sviluppo dellorganizzazione manageriale. Daltra parte, anche colossi come il World ed il Journal non
riescono a varcare i confini della citt in cui vengono stampati: la struttura della stampa americana rimane
regionale, ricalcando il carattere federale del sistema istituzionale. Il ricorso alle catene editoriali che
collegano diversi quotidiani locali si rivela come una strada obbligatoria per aggirare la perdurante natura
locale dei giornali.
La catena Hearst si colloca cos al centro di un particolare processo di espansione della stampa quotidiana,
ma anche il panorama della stampa quotidiana minore registra una crescita notevole. La stampa americana
si configura come il mezzo principale, se non esclusivo, di comunicazione di una cultura di massa che tende
a omogeneizzare differenze sociali e culturali: un passo avanti decisivo rispetto al senso di identit locale
che la penny press ha introdotto con la cronaca di human interest. In una societ giovane e recente,
multietnica e multireligiosa, priva di un grande passato alle spalle, il concetto di cultura di massa appare
una delle chiavi pi importanti per interpretare leccezione americana, la sua diversit storica e
strutturale rispetto al vecchio continente europeo. In misura crescente il giornalista esercita il ruolo del
mediatore sia verticale (tra il pubblico e la notizia o la fonte informativa) sia orizzontale (tra lettori di diversa
estrazione). In realt, se si indaga da vicino, la storia del giornalismo non solo americano mostra un volto
assai pi sfaccettato della rappresentazione teorica di un giornalista mediatore passivo ed esecutore
strumentale delle esigenze di ordine e controllo sociale. Ognuna delle figure del mondo del giornalismo ha
creduto, nei modi pi diversi, di svolgere attivamente una missione politica, ha cercato di esprimere labilit
intellettuale di critico ed interprete ponendola al servizio di una determinata e parziale visione del mondo.
Anzich la voce omogenea di una cultura di massa livellante e onnicomprensiva, il giornalismo
lespressione conflittuale di una pluralit di voci, una battaglia continuamente in corso entro un campo
magnetico di forze: le diverse testate, il mercato dei lettori, il potere delle istituzioni, gli interessi economici.
Quella di Hearst non la prima catena di quotidiani degli Stati Uniti. Edward Wyllis Scripps, negli anni 80
investe i propri risparmi in azioni di giornali della provincia, arrivando rapidamente a detenere il controllo dei
quotidiani di una serie di nuove citt industriali (Buffalo, Cleveland, ..). In seguito fonda la Scripps-McRae
League of Newspapers che accorpora ben 18 quotidiani. Ad essa la famiglia Scripps da sola affianca la
catena di quotidiani da essa diretti sulla costa occidentale. Tabloid il termine inglese che indica il piccolo
formato di circa 32x48cm. Molti dei quotidiani del gruppo Scripps sono giornali della sera: tra gli anni 80 e
90 diventa questa la formula dominante nella stampa quotidiana, grazie al vantaggio di sposarsi meglio con
il tempo libero delle famiglie. importante ricordare che Pulitzer, Hearst, Scripps sono tutti editori puri:
imprenditori che vengono da un lungo tirocinio nella professione giornalistica esercitata in prima persona. La
loro crescita come industriali avviene quindi interamente nel settore della carta stampata e la crescente
complessit dei loro sistemi aziendali non si contamina mai con interessi in altri settori produttivi. In questa
salda natura professionale risiede una delle chiavi pi importanti del loro successo. Daltra parte la loro
sempre pi evidente fisionomia imprenditoriale risponde a stretti criteri di dipendenza del mercato,
concepito come il banco di prova unico della qualit o meno di un progetto editoriale. un senso comune
che lascia sullo sfondo la massiccia penetrazione degli interessi legati alla pubblicit nel mondo della
stampa: agli inizi del 900 la pubblicit copre pi della met del bilancio di entrate dei maggiori quotidiani
americani e il resto composto da vendite ed abbonamenti. Le inserzioni mostrano limportanza attribuita al
pubblico femminile. Lascesa dello yellow journalism gridato e scandalistico si traduce nel lento declino del
moderato New York Times. Alla fine dell800 il giornale viene salvato dal fallimento da unalleanza di
finanzieri, senza rinnegare la sua tradizione di credibility and fairness. La linea editoriale torna quindi a fare
centro sulle questioni politiche di interesse generale, in controtendenza rispetto al diluvio di cronaca
cittadina dello yellow journalism. Il successo del Times cresce in proporzione e la pubblicit aumenta di
conseguenza. Lascesa del Times dimostra che la fortuna dello yellow journalism lascia spazi consistenti di
mercato ad uninformazione pi seria, la quale continua a gerarchizzare le notizie secondo lordine
tradizionale che assegna il primo posto alle informazioni di carattere internazionale.
Let delloro del giornalismo americano determina anche il consolidarsi della professione giornalistica come
corporazione sindacalizzata:
- nascono in diversi stati associazioni degli editori di giornali che confluiscono poi nellAmerican
Newspapers Publishers Association, il cui principale compito la regolazione dei rapporti tra giornali e
agenzie di pubblicit
- i tipografi rivendicano, ottenendola, la giornata lavorativa di 8 ore
- la National Typographic Union si conferma come uno dei sindacati pi forti del mondo del lavoro
statunitense
Le redazioni dei giornali sono uno dei pochi luoghi lavorativi che mettono a diretto contatto uomini e donne
di culture e classi sociali diverse. Grazie alluso del telefono, che comincia a diffondersi con lentezza negli

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anni 80, diventano uno dei punti nevralgici delle citt. Il mestiere del giornalista lo si impara solamente in
queste redazioni, spesso circondate da un alone mitico. la contiguit che vi si genera tra vecchi e nuovi
del mestiere a garantire la trasmissione di un senso comune giornalistico, composto di contenuti
eterogenei e sempre in movimento (una scrittura agile e spezzata, fatta di parole e periodi brevi, con largo
uso alla punteggiatura e a sezioni divisorie dello stesso articolo; la padronanza di diversi generi di scrittura:
editoriale, pezzo di nera, intervista, nota di costume). Accanto alla necessit di una prosa asciutta e
semplice sta limperativo del 'colore'. Introdotta dalla penny press, la logica della cronaca di human interest
sottolinea il rapporto tra fantasia e realt, allo scopo di costruire storie avvincenti: la professionalit del
giornalista riferita a questa esigenza prima ancora che a quella di una completezza informativa. Ma il
bagaglio professionale del reporter deve comprendere anche
- la coscienza delle prerogative politiche del quarto potere insieme a quella delle norme del codice che
regolano i reati a mezzo stampa
- una cultura della notizia che cambia nel tempo e a seconda delle testate per cui si lavora
- la gestione delle fonti informative
- la tutela del segreto professionale
Sono tutti elementi, questi, che difficile definire in forma manualistica e soprattutto insegnare senza il
costante aiuto dellesercizio pratico. Spesso i vecchi tendono a dipingerli come doti innate: una sorta di fiuto
giornalistico che somiglia molto allestro dellartista. Anche negli Stati Uniti fiorisce il mito del reporter
irregolare ed avventuroso. La professione giornalistica non perde del tutto il suo profilo poco rassicurante,
ma in qualche modo riesce a nobilitarlo mettendolo al servizio del pubblico diritto allinformazione. per lo
stesso sviluppo quantitativo della professione e la crescita del suo potere pubblico a mettere in crisi una
visione artigiana del mestiere. A partire dagli anni 80 in alcune universit degli Stati Uniti si cominciano a
tenere corsi di storia del giornalismo e di scrittura giornalistica. Dopo la morte di Pulitzer, viene istituito agli
inizi del 900 un premio annuale intitolato al suo nome per il giornalismo, le arti e le lettere, destinato a
diventare il riconoscimento pi prestigioso per chiunque eserciti la professione giornalistica. Agli ultimi anni
dell800 risalgono i primi manuali di giornalismo. Il 900 si apre cos per il giornalismo americano sotto una
doppia luce: il giornalismo pulito in evidente contrapposizione allo yellow journalism che d grande
importanza alla cronaca nera. Si prolunga sulla stampa americana la stagione della denuncia sociale: il
lavoro minorile, lo sfruttamento operaio, gli scandali delle compagnie assicuratrici, i favoritismi dei boss
politici, .. sono alcuni dei numerosi temi agitati dalle inchieste di inizio secolo con toni moralistici. Il
giornalismo conquista un suo spazio nellet progressista che riforma gli Stati Uniti allinizio del 900. Lascesa
mondiale del giornalismo americano si riflette anche sul sistema internazionale delle agenzie di stampa,
favorendo processi di collaborazione ed integrazione. Reuter, Havas e Wollf si accordano per una spartizione
funzionale delle rispettive aree geografiche di copertura ed un conseguente scambio reciproco di notizie. A
questo accordo internazionale, che prende il nome di Kontinental, aderisce anche lAmerica, con le sue 2
agenzie: lAssociated Press e la Western Associated Press, le quali escludono ogni scopo di lucro. In quanto
servizio destinato ad una pluralit di utenti, lagenzia tenuta ad uninformazione meno gridata e meno
sensazionalistica del giornalismo corrente.
FATTI E OPINIONI
(seconda met dell800)
Per il giornalismo inglese let delloro si apre con una serie di misure legislative che cancellano il regime di
tasse fiscali che pesava sulla stampa periodica e liberalizzano quasi completamente la produzione e la
distribuzione di giornali e riviste. Grazie a questo processo di liberalizzazione la stampa inglese mette cos in
mostra mutamenti paralleli a quelli statunitensi, anche se in maniera pi lenta:
- labbassamento del prezzo dei giornali
- lingresso di nuove tecnologie che incrementano le tirature ed accelerano la trasmissione delle notizie
- il dinamismo imprenditoriale che si appropria di giornali e riviste
Sullo sfondo di questi mutamenti vi un peculiare processo di modernizzazione, capace di evitare i conflitti
caratteristici di altri paesi. Lespansione quantitativa del pubblico di lettori corrisponde ad una
moltiplicazione dei periodici, secondo un processo di diversificazione e speciliazzazione delle testate. Nella
met dell800 le forze armate britanniche introducono il sistema dellaccredito obbligatorio per i
corrispondenti di guerra, ma nellopinione pubblica inglese il trauma tale da condurre alle dimissioni del
governo, che accusa la stampa di tradimento, un tema destinato a ripetersi nel tempo. Continua dunque a
riproporsi uno dei tratti di fondo del giornalismo inglese: il conflitto costante con il potere delle istituzioni. A
reggerne il peso soprattutto il Times. La liberalizzazione fiscale facilita per i tentativi di concorrenza.
Charles Dickens fonda il Daily News, quotidiano che segue una linea editoriale di aperta denuncia sociale,
che si configura come il primo tentativo di una stampa di massa in Gran Bretagna e che riduce il proprio
prezzo ad un penny, aumentando di molto le vendite. Un successo, questo, che il giornale conferma di

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meritarsi attraverso unampia rete di corrispondenti. Cresce il pubblico reale e potenziale della stampa
periodica, soprattutto nelle classi sociali pi basse. Per intercettarlo pi efficacemente, a partire dagli anni
80, si diffondono quotidiani al prezzo di mezzo penny. Il numero di quotidiani londinesi raddoppia, ma
lespansione coinvolge anche la stampa di provincia. Uno dei centri pi attivi Manchester, dove si afferma
il quotidiano Manchester Guardian che rimarr a lungo celebre per accuratezza e tempestivit. Sempre a
Manchester George Newnes sperimenta una nuova formula giornalistica: Tit-Bits from All the Most
Interesting Books, Periodicals and Newspapers of the World, un settimanale che riporta con stile
essenziale notizie tratte da altri organi di stampa. Per promuovere la nuova rivista si ricorre al gadget, cio
a servizi speciali forniti in regalo agli abbonati. La formula incontra un rapido ed esteso successo.
Alfred Harmsworth fonda un nuovo settimanale, Answers to Correspondents, la cui formula editoriale non
differisce molto da quella del Tit-Bits e neppure i metodi di promozione. Il successo travolgente ed egli d
vita ad una serie di periodici paralleli, nella scia del processo pi generale di diversificazione e
specializzazione della stampa inglese. Si tratta di periodici che riflettono un mutamento decisivo dei criteri
giornalistici. Rispetto al caso americano, il peso della pubblicit ancora basso nei bilanci dei periodici
inglesi; ma proprio il dispiegarsi dellimpresa di Harmsworth mostra la penetrazione di una logica
pubblicitaria sia nella suddivisione per target specifici del pubblico di lettori, sia nella confezione di un
prodotto di mero intrattenimento senza volont di attualit informativa: senza una cultura della notizia.
Insieme al fratello, compra lEvening News, quotidiano londinese della sera che diviene presto il quotidiano
serale leader nella capitale. In seguito aprono il Daily Mail, quotidiano in vendita a mazzo penny: ma i
primi numeri sono offerti gratis. Le copie del giornale vanno a ruba e fino alla scoppio della prima guerra
mondiale rimane il primo quotidiano della Gran Bretagna. Per la stampa inglese una rivoluzione, che non
pu essere attribuita allespediente di marketing delle prime copie gratuite, ma che invece riflette lavvento
di una nuova formula giornalistica: il Daily Mail infatti considerato il primo organo di stampa moderno
della storia del giornalismo inglese. Con il nuovo giornalismo degli anni 80 la stampa periodica inglese si
divide in 2 settori:
- resiste una stampa dlite, basata sul vecchio, austero ed autorevole Times e con una tradizione di
ferma indipendenza dal potere politico
- si affaccia alla ribalta una stampa popolare, che guadagna lettori nuovi nei ceti operai e nelle classi
sociali meno ricche, pi sensibile ad una logica commerciale e quindi pi disponibile a lasciare spazio
agli annunci pubblicitari e alle illustrazioni
La cultura di massa diventa strumento di omogeneizzazione delle mentalit e dei comportamenti. Tra la
met dell800 e la prima guerra mondiale vedono la luce in Inghilterra numerosi periodici per bambini e
ragazzi: mentre i pochi precedenti erano esclusivamente di carattere religioso, adesso il tono laico
largamente prevalente riflette un processo di secolarizzazione dei costumi e dei moduli educativi. Nella
stampa popolare, insomma, la cultura della notizia rimane sullo sfondo: le esigenze di intrattenimento e
di pedagogia morale appaiono nettamente prevalenti su quelle informative. La stampa popolare inglese
sembra spesso ispirarsi ad un criterio di spolicizzazione: questa una delle sue maggiori e pi durature
differenze rispetto alla stampa dlite. Per molti aspetti il nuovo giornalismo di Harmsworth appare debitore
dellesperienza americana della penny press per:
- il basso costo, come strumento e requisito di una volont deliberata di stampa popolare di massa
- la presenza rilevante di annunci commerciali in prima ed ultima pagina
- lampio spazio accordato alla cronaca di notizie sensazionali, in sintonia con la scelta di un target mediobasso nel pubblico di lettori
- una sezione informativa di tutto rispetto, sia per attualit e tempestivit, sia per attendibilit
- le rubriche fisse, come il romanzo dappendice, lo sport ed il supplemento femminile, che rappresentano
uno dei suoi punti di forza
Il Daily Mail appare come lesatto contraltare della tradizione di indipendenza ed autonomia dal potere
politico incarnata dal Times, ma che, daltra parte, fa guadagnare prestigio, autorit e lettori al nuovo
giornale. Per quanto non perda occasione per proclamarsi indipendente, questo quotidiano possiede un
chiaro orientamento conservatore e nazionalista. Da questo punto di vista non sussistono grandi differenze
con il Times, che per rimane un quotidiano destinato alle lite. Il Daily Mail, e anche questa una novit
rispetto al modello del Times, incorpora lesperienza di diversificazione e specializzazione. Ma probabilmente
laspetto pi innovativo introdotto dal periodico, e una delle chiavi determinanti del suo successo, risiede nei
metodi di trattamento delle notizie, dove brevit, chiarezza e semplicit sono i tratti di fondo che si
ritrovano in ogni pezzo del Daily Mail, cui spetta anche la novit della titolazione su pi colonne.
Harmsworth pone le basi di una vera e propria societ integrata in senso verticale ed orizzontale. Alla vigilia
del primo conflitto mondiale ne fanno parte pi di 100 periodici. Al contrario dei suoi contemporanei modelli
americani e dello stesso giornalismo inglese del passato, la sua carriera si svolge allombra degli equilibri

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governativi. Tra i periodici di Harmsworth figura il Daily Mirror, il primo quotidiano scritto da giornaliste
donne rivolto ad un pubblico femminile. Il giornale conosce un buon successo iniziale, ma poi va incontro ad
un crollo verticale: il mercato inglese si dimostra ancora resistente alla formula giornalistica di un quotidiano
espressamente rivolto al pubblico femminile. Agli inizi del 900 gli si affianca il Daily Illustrated Mirror, che si
ispira allo yellow journalism statunitense. Stavolta il successo immediato, ma quando Harmsworth lo
vender al fratello, che lo conduce ad appoggiare lestrema destra dello schieramento politico, lo
condanner ad un lento declino.
Anche nel caso francese let delloro del giornalismo si collega ad un processo di liberalizzazione legislativa.
Ma a Londra tale processo si svolge sul piano strettamente economico dellabolizione di imposizioni fiscali,
mentre a Parigi assume il volto di una nuova legge complessiva sulla stampa. Si tratta di una differenza
significativa che mette capo alla diversit pi generale del percorso seguito dal processo di modernizzazione
nei 2 paesi. Al contrario della Gran Bretagna, infatti, la Francia rimane una nazione attraversata da profondi
e drammatici conflitti. Con lesperienza governativa della Terza repubblica, la questione della libert di
stampa si ripropone in un contesto politico che le attribuisce un valore fondativo della convivenza civile e
dello stato laico. Sul piano ideologico la legge sulla stampa riprende il tema, fondamentale nella tradizione
rivoluzionaria francese, dei diritti delluomo e del cittadino. Ma sul piano politico concreto si presenta come
un provvedimento strumentale, volto a soddisfare le ambizioni di diversi partiti. Negli anni 80 ai arriva cos
alla promulgazione di una nuova legge sulla stampa, che servir da punto di riferimento per diversi paesi
europei. In realt il testo approvato muove da un presupposto che spoglia la questione di ogni contenuto
ideologico: la stampa periodica identificata come unimpresa di carattere economico. La sua libert si
inserisce allinterno della libert dimpresa. Come tutte le merci, il giornale regolato dal diritto commerciale
e non gli si d limportanza di funzione sociale:
- si riafferma la libert da ogni censura preventiva
- vengono ridotte le formalit necessarie per ogni pubblicazione
- i reati a mezzo stampa vengono definiti in modo preciso
Ma gli articoli relativi ai reati commessi nei confronti dei privati cittadini riflettono un orientamento assai
garantista a favore dei giornalisti. Il solo responsabile il direttore del giornale, che quindi in grado di
coprire ogni suo collaboratore garantendogli lesenzione da pena. Nelle controversie previsto il diritto di
replica e lobbligo di modifica, ma la maggior parte dei reati a mezzo stampa di competenza di una giuria
popolare; solo la diffamazione deve essere giudicata dai magistrati togati. Nel precedente regno di
Napoleone III i decreti sulla stampa sottopongono la stampa ad un inasprimento del regime repressivo che
la riguarda. Durante il Secondo Impero sopravvive perci esclusivamente una stampa periodica non politica,
di cui ne un esempio Le Figaro. Nasce Le Petit Journal, quotidiano di piccolo formato fondato dal
Mose Millaud. Nella situazione di necessit imposta dal regime di Napoleone III, necessario labbandono
di una tradizione di giornalismo politico, che in Francia, fin dai tempi della Rivoluzione, aveva la sua terra
delezione, e la scelta di una nuova formula giornalistica simile alla penny press americana. Le Petit Journal
si concentra sulla cronaca parigina e rilancia il feuilleton. Per pubblicizzare il suo periodico Millaud non esita
a far affiggere manifesti pubblicitari sui muri di Parigi, inaugurando una forma di sinergia tra i diversi mezzi
di comunicazione, destinata a grande fortuna. Le Petit Journal diventa il giornale leader della stampa
quotidiana. Torna a farsi valere anche nel vecchio continente la forza di empatia e rispecchiamento, tipica
della cronaca di human interest. La stampa crea il mostro: un sorta di catalizzatore purificante dei resti
morali di una societ che, celebrando il rito del sacrificio, scava un rassicurante fossato tra s e la malvagit
riacquistando coesione e compattezza nel segno della normalit benpensante. A far da contraltare al Petit
Journal resta Le Temps, le cui corrispondenze estere sono tra le poche ad essere completamente
indipendenti da quelle dellagenzia Havas e si rivelano molto attendibili. Diretto da Adrien Hbrard, se ne
potenzia la fisionomia di organo ufficioso del ministero degli esteri; il suo editorialista di punta, che ne
redige gli articoli di fondo, posti sul margine sinistro della prima pagina, si conquista una notoriet su scala
europea come commentatore delle vicende diplomatiche continentali. Lavvicinarsi della fine di Napoleone
III reca con s una prima parziale liberalizzazione del regime repressivo che opprime la stampa periodica;
gli effetti sono immediati: fioriscono numerosissimi nuovi periodici. Tra questi vi La Lanterne, rivista
mensile diretta da Henry Rochefort, il cui tono leggero si unisce ad una vena fortemente repubblicana ed
antinapoleonica. La formula relativamente inedita vale la rapida conquista di un ampio pubblico, ma non
evita la brusca chiusura dautorit quando la situazione politica si complica. A La Lanterne segue La
Marseillaise, sempre diretta da Rochefort. solo dopo la caduta dellimperatore che la stampa francese
entra con decisione nella sua et delloro. Ricompare dal suo silenzio forzato Girardin che riesce a rilanciare
La Presse e fonda un altro quotidiano, La Libert, il primo ad avere una rubrica sportiva. Lagenzia di
stampa Havas si afferma come la prima al mondo per capacit di copertura delle notizie e di diffusione dei
servizi informativi. Anche nel caso francese, lespansione della stampa periodica si muove in sincronia con il

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pi generale processo di modernizzazione. Si consolida anche in Francia la consuetudine di edizioni


domenicali.
Il panorama francese appare dominato da 4 grandi giornali quotidiani:
- Le Petit Journal, il pi antico, vittima nei primi anni del 900 di un calo di vendite dovuto
allatteggiamento di netta chiusura conservatrice osservato in occasione del processo Dreyfus
- Le Petit Parisien, fondato da Jean Dupuy, la cui informazione politica sempre moderata, mai
estrema; questa riedizione giornalistica del giusto mezzo porta fortuna al quotidiano
- Le Matin, fondato da Maurice Bunau-Varilla, che quello che con maggior decisione si distacca dalla
formula ispirata allo yellow journalism americano; il giornale riflette il tono neutro e lo sforzo di
imparzialit; limmaginazione accurata e nelle vesti di cronista politico si alternano diversi giornalisti a
seconda delle loro opinioni; impone spesso luso dello pseudonimo ai cronisti; in redazione circola una
lista nera che indica i personaggi da attaccare
- Le Journal, quotidiano, fondato da Fernand Xau, di formato tabloid, il quale riserva lo spazio maggiore
agli annunci commerciali
A differenza del caso inglese ed americano, levoluzione della stampa periodica francese mette in rilievo
lingresso di editori non puri che si pongono alla testa di imprese giornalistiche con lo scopo (proprio e
principale) di renderle remunerative, ma anche quello (secondario) di farne strumenti di appoggio alle
proprie posizioni di potere in altri campi, diversi dallinformazione su carta stampata. Si profila quindi un
pericolo nuovo per lautonomia e lindipendenza della stampa. Accanto a questo si pone il problema di un
intreccio perverso, fatto di corruzione e concussione, tra stampa ed imprese private, cos come tra stampa e
governi esteri. A somiglianza di quello inglese, anche il caso francese mostra la separazione sempre pi
netta tra una stampa di massa, rappresentata essenzialmente dai 4 grandi quotidiani, ed una stampa dlite,
che adotta il grande formato ed un prezzo maggiorato. Tra di essi compare Le Figaro, il quotidiano pi
schierato a difesa di Dreyfus, che pubblica 3 articoli di mile Zola, nei quali si cerca di dimostrare
linnocenza del capitano. Lo sdegno dei lettori obbliga Zola a trovare altre vie di comunicazione: appaiono
allora 3 opuscoli. Il terzo di questi viene per pubblicato dal quotidiano LAurore, diretto da Georges
Clemenceau, che ne cambia il titolo in 'Jaccuse'. Gli effetti sono devastanti: condannato ad un anno di
reclusione, Zola ripara in Gran Bretagna ma solo pochi mesi, perch viene poi riabilitato, assieme a Dreyfus
e a Clemenceau. Lesito del caso Dreyfus segna una svolta periodizzante: il quarto potere ha dimostrato la
propria forza risolvendo la situazione di stallo in cui versava la politica francese e mutando radicalmente il
suo decorso successivo. Nasce una tipologia di quotidiano estranea sia al caso statunitense sia a quello
inglese, ma che in Francia riprende la grande tradizione del giornalismo rivoluzionario. I primi anni del 900
vedono infine, con qualche ritardo rispetto al caso inglese, luscita di una stampa specializzata: si riprende la
tradizione del giornale femminile e si inaugura il genere del giornale sportivo.
STAMPA, POTERE E POLITICA
(seconda met dell800)
Nel vecchio continente la crescita della stampa inglese e francese resa ancor pi visibile dallalto grado di
centralizzazione nelle 2 capitali di Londra e Parigi. Viceversa, in un paese appena unificato come la
Germania di Bismarck la stampa mantiene a lungo un carattere decentrato e locale . Bismarck abituato
ad includere nei suoi metodi di governo luso e labuso della stampa. Dopo la met dell800 si afferma infatti
il quotidiano conservatore che ha accompagnato fin dagli esordi la carriera politica del cancelliere (Neue
Preussische Zeitung). In seguito gli si affianca la Frankfurter Zeitung, diretta da Leopoldo Sonnemann
sulla base di un orientamento indipendente e progressista, che contribuisce a farne un caso a parte nella
storia del giornalismo tedesco: sopravviver infatti fino alla soppressione decretata da Hitler. Viene
inaugurata la formula del periodico di intrattenimento, aprendo alla pubblicit commerciale e rivolgendosi
espressamente al pubblico degli imprenditori. Laltro versante dello schieramento politico occupato da
periodici di orientamento liberale e da quelli di orientamento cattolico, questi ultimi costretti a sostenere
lurto della battaglia culturale che Bismarck intraprende a sostegno della chiesa nazionale protestante. Il
pugno di ferro adoperato contro le opposizioni penalizza peraltro anche la stampa socialista. La stampa
tedesca sottoposta ad una norma che attribuisce allautorit giudiziaria la facolt di sopprimere le
pubblicazioni ritenute pericolose per il bene comune. Viene istituito un Dipartimento speciale per la stampa,
con compiti di raccolta e diffusione delle notizie. Lufficio centrale di Berlino cura una propria rassegna
stampa e organizza i contatti tra Bismarck e i giornalisti delle diverse testate. Si sviluppa una sorta di
rapporto preferenziale del Dipartimento fatto di notizie in esclusiva, ma anche di sovvenzioni finanziarie
sottobanco. Il caso tedesco si distingue dagli altri per 2 motivi di fondo:
- il grado elevatissimo di centralizzazione e di controllo governativo
- la modernit considerevole dellapparato statale che, primo in Europa, si dota di un ufficio stampa
organizzato in modo stabile e autonomo

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Anche nella storia particolare del giornalismo lesperienza della Germania rivela il tratto peculiare di una
maggiore presenza attiva dello stato, non solo in qualit di tutore della legge, ma anche di imprenditore
editoriale in prima persona. La nuova legge sulla stampa del 1874 sancisce formalmente il principio della
libert di stampa, vincolata al deposito obbligatorio di una copia e fatta salva la prerogativa dello stato di
condurre azioni giudiziarie (e di disporre il sequestro) nei confronti dei periodici che infrangono le leggi
ordinarie. Viene riconosciuto il segreto professionale sulla fonti informative, ma anche lobbligo di
testimoniare sulla loro identit nel corso di un eventuale processo. Al regime formale di libert proclamato
dalla legge si sostituisce cos un regime sostanziale che utilizza il potere giudiziario con lo scopo di intimidire
la stampa e indurre giornalisti e direttori ad una sorta di autocensura preventiva. Grazie a questo regime il
governo riesce a tenere sotto controllo il processo di espansione della stampa che, come accade negli altri
paesi, marcia di pari passo con la modernizzazione del paese. Negli ultimi decenni dell800 le societ per
azioni sostituiscono la gestione familiare delle principali testate e i guadagni delle inserzioni pubblicitarie
prendono il posto delle sovvenzioni governative. A centralizzare ulteriormente il sistema informativo tedesco
si aggiungono le avversit dellagenzia di stampa Wolff che a met degli anni 60 subisce un tentativo di
scalata da parte delle agenzie rivali straniere Havas e Reuter. Lo stato interviene in aiuto della Wolff, ma in
cambio questa viene praticamente nazionalizzata. Lestensione del controllo governativo allagenzia di
stampa priva i giornali tedeschi di collegamenti autonomi con lestero; a mutare almeno in parte questa
situazione interviene allinizio degli anni 70 il Berliner Tageblatt, quotidiano fondato da Rudolf Mosse con
una particolare attenzione alle informazioni estere. Sulla nuova testata scrivono giornalisti affermati che le
danno unimpronta liberale e progressista. Nondimeno il giornale riesce a sfuggire ai fulmini governativi
grazie anche ad unaccorta politica di invio di copie omaggio a corte e presso le maggiori istituzioni
pubbliche. La formula del giornale coniuga insieme cultura della notizia e intrattenimento. una formula
indovinata che premia il giornale di numerose copie vendute. In controtendenza rispetto a tutti gli altri
paesi, tra il 1877 ed il 1898 il numero di periodici tedeschi conosce una sia pur contenuta contrazione; let
delloro arriva per la stampa tedesca solo con il nuovo secolo, quando il numero di testate riprende a salire.
Alla vigilia della guerra sembra dunque che il modello statalistico tedesco non sia riuscito a conseguire del
tutto i propri obiettivi: settori consistenti dellopinione pubblica tendono a sfuggire al rigido controllo
governativo e un effettivo pluralismo informativo si consolida nel paese.
Come la Germania, anche lItalia arriva tardi allappuntamento dellunit politica. Lingombrante presenza
della Chiesa le impone un processo di modernizzazione a 2 tempi: pi rapidi per il contenimento
dellinfluenza ecclesiastica e lomogeneizzazione culturale del paese attraverso lobbligo scolastico (1877),
pi lenti per lintegrazione politica della grandi masse (suffragio universale maschile solo dal 1912). La
stampa si colloca entro tale contesto e sconta un ritardo relativo rispetto agli altri paesi occidentali. Il
giornalismo viene lasciato alliniziativa privata, rimanendo in un solco di stretta continuit con la tradizione di
pedagogia politica sviluppata durante il Risorgimento. Il risultato che fino alla prima guerra mondiale, le
statistiche relative alla tiratura complessiva della stampa quotidiana rimangono assolutamente lontane dai
livelli raggiunti in altri paesi occidentali. Da questa continuit in qualit e quantit con il passato
risorgimentale derivano diverse conseguenze, destinate a rivelarsi delle vere e proprie peculiarit di lungo
periodo del caso italiano:
- una perdurante vocazione politica della stampa, che lascia sullo sfondo quei processi di mercificazione
della notizia (assai presenti negli altri paesi) tarda quindi a manifestarsi il fenomeno, invece cruciale in
altri paesi, di una stampa popolare e di intrattenimento, con la sua particolare attenzione per la cronaca
e le alte tirature (sintomo di un ritardo pi generale nello sviluppo di una cultura di massa omologante e
condivisa)
- una frammentazione del mercato dei lettori su una scala regionale che riflette da vicino i confini degli
stati preunitari
Al momento del suo costituirsi, il Regno dItalia estende a tutto il paese la legge sulla stampa che Carlo
Alberto aveva concesso in Piemonte, ma, in modo simile a quanto avviene nella situazione tedesca, rimane
operante una prassi di abusi polizieschi che continua a rendere difficile la vita di giornalisti e periodici,
sottoposti ad una ripetizione continua di sequestri e soppressioni. Daltra parte il tasso di analfabetismo
rimane alto, con punte elevatissime nel Mezzogiorno. La stampa si conferma come lo strumento principe di
una comunicazione politica ristretta alle lite del paese: i periodici riflettono una gestione artigianale e
personalistica, con tirature e circolazione limitate. La natura oligarchica del giornalismo italiano si riflette in
una relativa arretratezza di mezzi e risorse. Allindomani dellunificazione politica del paese,
paradossalmente il primo quotidiano stampato in Italia e LOsservatore Romano, dal 1861 organo
ufficiale della Santa Sede: il segno di unattenzione alle forme moderne della comunicazione che
contraddistingue lo sforzo della autorit ecclesiastiche di mantenere una base di consenso allinterno
dellItalia laica. Nellambito dellItalia laica il primo quotidiano ad affermare la propria autorit Il Secolo,

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fondato nel 1866 a Milano dai fratelli Sonzogno, proprietari di una casa editrice di libri popolari. Questo
giornale assegna maggior spazio alla cronaca della vita cittadina; diventa presto il giornale della borghesia
colta riformatrice e dellaristocrazia artigiana della citt.
1867, Torino: Gazzetta Piemontese La Stampa
1869, Firenze: La Nazione
Purtroppo, per, il risultato complessivo della stampa italiana deludente: nel 1873 circolano 55 quotidiani
per un totale di quasi 800 mila copie, meno di quelle che il Petit Journal parigino produce da s. Dal canto
suo, la stampa periodica non quotidiana conserva la diffusione municipale del periodo preunitario. Tra i
periodici spicca la fiorentina Nuova Antologia, mensile che riprende la vecchia testata di Vieusseux e ne
prosegue la linea di apertura alla cultura europea. I giornalisti italiani sono uomini politici o letterati che
interpretano la stampa alla stregua di una seconda professione. La pubblicit occupa uno spazio limitato,
relegato in ultima pagina, e il suo contributo al bilancio delle entrate modesto. Le formule di abbonamento
favoriscono molto la diffusione postale dei periodici, che prevale largamente rispetto alla vendita nei locali
pubblici o nelle strade. In ogni caso questi quotidiani rappresentano quasi sempre unimpresa in perdita,
costretta a ricorrere alle sovvenzioni pubbliche. La stretta vicinanza alla politica professionale si traduce in
una dipendenza economica dalle istituzioni. La 'rivoluzione parlamentare', che nel 1876 alterna la sinistra
alla destra nella composizione della maggioranza governativa in parlamento, produce le condizioni per un
primo significativo cambiamento:
1. viene abolito il regime di privilegio per la pubblicazione degli annunci legali, determinando la crisi di
molte testate di provincia
2. proliferano nel paese i periodici legati ai notabili della sinistra
3. al giornalismo approdano anche uomini delle professioni liberali (medici, avvocati, notai, insegnanti, ..),
prime avanguardie di un terzo stato alla ricerca della propria affermazione politica
Accanto ai segnali di stretta continuit con il passato, non mancano elementi di novit. Nel 1875 nasce a
Milano La Plebe, quotidiano della sinistra democratica e repubblicana costretto ad una vita travagliata dai
ripetuti sequestri disposti dalle autorit della polizia. Si dovr infatti attendere fino al 1906 per ottenere
labolizione del sequestro preventivo e il vaglio obbligatorio della magistratura sui provvedimenti relativi alla
stampa. Sia pure in misura molto ridotta, il concetto di opinione pubblica allarga i propri confini ad un
elettorato dopinione, non pi vincolato a rapporti organici di scambio clientelare con i notabili locali. Lo
stesso Secolo si apre ad una moderna cultura della notizia, inviando propri corrispondenti allestero; dalla
Francia importa il romanzo dappendice.
Negli anni 70, per, il primato del Secolo viene insidiato dalla nascita de Il Corriere della sera, fondato
nel 1876 a Milano da Eugenio Torelli Viollier, un giornalista che intende contrapporre alla forte
caratterizzazione politica del Secolo una cultura della notizia di stampo anglosassone. Il nuovo quotidiano
non riesce per a prendere l'avvio, quindi arriva in suo soccorso lindustriale cotoniero Crespi. Fin dallinizio,
quindi, il caso italiano mette in mostra quel fenomeno che si affaccia a fine 800 in Francia: una presenza
determinante di editori 'non puri', che approdano alleditoria mantenendo interessi preminenti in altri
comparti produttivi. Mentre in Francia questa presenza appare ancora minoritaria rispetto ad una forte
tradizione di imprenditoria giornalistica, in Italia gli editori non puri giungono invece a colmare una
situazione di vuoto. Il giornalismo italiano ha infatti alle spalle una tradizione risorgimentale che lo definisce
in termini di missione educativa e politica, escludendo a priori ogni visione della stampa come impresa
remunerativa e come consumo di notizie. Non esiste in Italia n un Girardin n un Pulitzer. Ci non toglie
che il Corriere mantenga una propria autonomia giornalistica. La comparsa del Corriere della sera produce
leffetto di una polarizzazione della stampa quotidiana milanese sotto il profilo sia della formula sia dei
contenuti:
a. FORMULA:
1) SECOLO: il modello di riferimento rappresentato dai grandi quotidiani francesi, con la loro
vocazione popolare fatta di attenzione per la cronaca e per feuilleton
2) CORRIERE: si ispira al modello anglosassone del Times di Londra e New York, con la sua cultura
della notizia e la sua antica tradizione di credibility and fairness
b. CONTENUTI:
1) SECOLO: si sposta verso sinistra e il suo pubblico si identifica con il mondo frammentato del lavoro
salariato cittadino
2) CORRIERE: occupa il versante politicamente conservatore e socialmente privilegiato della buona
societ milanese
La copertura informativa estera del Corriere assicurata da inviati permanenti nelle maggiori capitali
europee e le spese redazionali crescono rapidamente: solo in parte questa lievitazione delle spese fisse
appare compensata da un aumento di lettori. Allinizio del 900 il Corriere stampa ogni giorno 3 edizioni

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diverse per la citt, per la provincia e per il resto dItalia. Nonostante la sua forte caratterizzazione popolare,
infatti, il Secolo mantiene fino a questa data una salda posizione leader. Milano non lunica citt italiana ad
avere pi giornali quotidiani in lotta tra loro: nella Roma dellOsservatore Romano nasce nel 1878 Il
Messaggero, che nel giro di poco tempo raggiunge unalta tiratura anche grazie al basso prezzo. La
formula del Messaggero infatti tra le prime a svincolarsi da sudditanze politico-ideologiche per puntare
direttamente al grande pubblico: tutti i cittadini sono invitati dal direttore a fornire notizie di cronaca
cittadina, dietro un compenso in denaro. Il nuovo quotidiano romano apre maggiori spazi alla pubblicit
commerciale e privilegia la vendita rispetto alla spedizione in abbonamento. Nel 1883 nasce a Roma La
Tribuna: anche in questo caso non si smentisce la tradizionale contiguit tra mondo politico e impresa
giornalistica. Alla fine del 1893 essa rimane pesantemente coinvolta in una grave scandalo. uno scandalo
clamoroso che porta alla caduta del primo governo Giolitti e alla crisi di molte testate giornalistiche:
nonostante il proprio evidente ritardo rispetto alla situazione francese, la stampa italiana mette in mostra un
livello analogo di malcostume. La consapevolezza sempre pi diffusa del ruolo della stampa come quarto
potere agisce anche in senso inverso, sottomettendo giornali e giornalisti alla logica dei favori incrociati con il
potere economico privato e con il potere politico delle istituzioni. Nondimeno La Tribuna riesce a risollevarsi,
grazie anche alle 2 edizioni giornaliere e al supplemento settimanale La Tribuna illustrata. Ma La Tribuna
rimane uno dei pochi giornali filogovernativi, in un panorama della stampa quotidiana largamente avverso al
capo dellesecutivo.
1885, a Bologna: Il Resto del Carlino (giornale della borghesia cittadina laica; vi collaborano nomi illustri
della letteratura italiana come Carducci e Pascoli)
1886, a Genova: Il Secolo XIX (quotidiano a difesa della nascente industria italiana)
1891, a Napoli: Il Mattino (quotidiano che ha il proposito di divenire organo del conservatorismo italiano:
nel mito coloniale individua il terreno per una rivalsa delle classi dirigenti meridionali contro la preminenza di
un ceto politico in larga misura di origine settentrionale; pone una cura approfondita del profilo culturale:
vengono chiamati a collaborare scrittori come DAnnunzio e Matilde Serao di cui rimarranno famosi i
'mosconi', che rappresentano una sorta di equivalente italiano, quindi umanistico e letterario piuttosto che
giornalistico, della cronaca di human interest introdotta dalla penny press americana)
1887, a Venezia: Il Gazzettino (quotidiano espressamente indirizzato alle plebi rurali e cattoliche)
Cos:
- il numero dei quotidiani in Italia aumenta, anche se la grande maggioranza di essi rimane confinata ad
un ambito strettamente provinciale
- si diffondono le edicole
- cresce il mercato pubblicitario
- la prosa giornalistica rinnova litaliano introducendo nuove forme sintattiche
- le redazioni dei giornali cominciano ad ingrandirsi
- compare la figura del caporedattore, incaricato di vagliare i dispacci di agenzia, 'passare' i pezzi dei
collaboratori e fare i titoli
Nel 1880, con funzioni di rappresentanza nei rapporti con il governo e le istituzioni, si costituisce
lAssociazione di stampa periodica. Lagenzia di stampa Stefani, divenuta agenzia nazionale, afferma il
proprio monopolio sulle notizie estere sottoposte al controllo della magistratura almeno mezza giornata
prima della loro pubblicazione. A questa strozzatura nel ciclo di trattamento delle informazioni se ne
aggiungono altre nel ciclo direttamente produttivo: i telegrammi (attraverso i quali si svolge il lavoro dei
corrispondenti) e la carta per la stampa hanno prezzi molto alti. Nel 1895 viene fondata a Milano una prima
Associazione dei giornalisti cattolici che in seguito dar vita allAssociazione della stampa cattolica italiana.
Seppure rappresenti un sintomo di reintegrazione della base sociale cattolica nelle vita civile, la presenza di
una frattura confessionale indebolisce lorganizzazione corporativa della stampa e ne mette in evidenza la
continua dipendenza da logiche di schieramento ideologico.
Una delle conseguenze di tale dipendenza lassenza di una formazione professionale a livello universitario,
come avviene negli altri paesi: in Italia predomina invece a lungo lidea del tirocinio, della socializzazione
spontanea e quotidiana del lavoro redazionale come unico canale di reclutamento e specializzazione della
professione giornalistica. Unaltra conseguenza della dipendenza del giornalismo italiano alla politica e alla
cultura la resistenza che a lungo si oppone alla penetrazione di una moderna cultura della notizia. Per
questa stampa italiana, preoccupata di formare anzich informare, la fine dell800 segna un passaggio
cruciale. Nel 1898 i moti popolari contro laumento dei prezzi che si sviluppano nel Mezzogiorno trovano a
Milano il proprio epicentro. Il Corriere della sera assume una posizione violentemente repressiva e
antipopolare; contrario invece il Secolo, che deve sopportare i rigori della stato dassedio e la sospensione
per alcuni mesi. Ma quando il Secolo torna a circolare, immediatamente quadruplica la proprie vendite. il
segno di un mutamento di clima: le elezioni successive sanciscono la sconfitta del governo e la forte

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avanzata delle sinistre. Anche il Corriere non pu rimanervi indifferente: Torelli Viollier si dimette e gli
succede Luigi Albertini. Il nuovo direttore ha soggiornato a Londra, dove ha avuto modo di osservare
allopera il mitico modello giornalistico del Times. Ne ha imparato lattenzione sia per linnovazione
tecnologica sia per una cultura della notizia autonoma dalla vocazione politico-ideologica tipica degli
ambienti italiani. In redazione compaiono gli stenografi, incaricati di trascrivere su carta i resoconti letti al
telefono dagli inviati. Il Corriere il primo quotidiano italiano ad avere una rete stabile di corrispondenti
esteri. In seguito il giornale si trasferisce nella nuova sede di via Solforino ed in grado di collegarsi 'in
tempo reale' con i suoi maggiori omologhi stranieri: Times, Daily Telegraph, Matin. Lorientamento del
Corriere ancora in linea di continuit con lappoggio alla Destra storica e tenacemente anticlericale e
antisocialista: contrario cio al suffragio universale e alle forze popolari che Giolitti intende invece includere
nello stato e nel governo. Il Corriere passa da 6 a 8 pagine: compaiono la terza pagina (dedicata ad
avvenimenti culturali) e la pagina sportiva. La tiratura sale costantemente. Sulla scorta dellesempio fornito
da altri grandi quotidiani stranieri, al Corriere si affiancano supplementi e periodici collaterali. Alla vigilia
della guerra il Corriere ormai diventato un piccolo trust editoriale con pi di mille dipendenti. I primi anni
del 900 vedono anche laffermarsi di un genere giornalistico del tutto nuovo: la stampa di partito, che
riprende in forma diversa la tradizione risorgimentale del giornalismo educativo e politico. Nel 1896 nasce
Avanti!, il quotidiano del partito socialista. Allinizio non ha vita facile perch stretto nella tenaglia poliziesca
tra lo statuto albertino ed il codice penale che include tra i reati perseguibili listigazione allodio tra le classi
sociali. Nel 1912 conosce una nuova fioritura con la direzione aggressiva di Benito Mussolini. Ma nel
clima convulso immediatamente precedente alla guerra che il quotidiano socialista arriva addirittura ad
entrare in competizione con il Corriere della sera per la prima posizione nel mercato italiano. leffetto di un
cambiamento epocale del sistema politico italiano, che da oligarchico e notabilare si viene trasformando
sotto la spinta delle masse popolari organizzate. LAvanti! costituisce infatti una doppia novit nel panorama
giornalistico italiano:
1) presenta la caratteristica nuova di essere strettamente legato allorganizzazione centrale e periferica di
un partito politico, e quindi il primo quotidiano effettivamente nazionale
2) rappresenta un caso di editoria pura, non finanziato da interessi economici estranei allimpresa
giornalistica, ma sostenuto attivamente (attraverso sottoscrizioni) da lettori-militanti, che hanno con il
giornale un rapporto assai pi stretto e vitale di altri
LAvanti! non soltanto un veicolo di informazioni o uno strumento di intrattenimento, ma anche una lente
con cui guardare la realt, un canale di diffusione della linea politica e dellideologia di partito, un mezzo di
formazione culturale e di mobilitazione sociale. Unaltra novit la stampa sportiva: nel 1896 nasce La
Gazzetta dello Sport, quotidiano su carta rosa. Per lungo tempo rester lunico quotidiano sportivo
italiano. Nel 1901 nasce a Roma Il giornale dItalia: il capitale iniziale il frutto del convergere
nellimpresa di interessi conservatori che fanno capo a uomini politici della destra, Sidney Sonnino e Antonio
Salandra. Questo quotidiano giunge quindi a rafforzare il fronte antigiolittiano mantenendo stretti rapporti di
collaborazione con il Corriere milanese. Notevole il suo sforzo di diffusione e copertura informativa
dedicato al meridione, cos come linvenzione di una terza pagina interamente dedicata alla cultura. Da
allora in poi la terza pagina diventa una consuetudine dei quotidiani italiani, ripresa con particolare cura dal
Corriere, che chiama scrittori affermati (Verga, Pirandello, DAnnunzio, Deledda) a comporre gli 'elzeviri': i
pezzi letterari che aprono sulle prime 2 colonne la terza pagina. Il 900 vede tuttavia il lento declino del
Secolo. Nel 1914 nasce Il Popolo dItalia, che si inserisce a pieno titolo nella tradizione italiana di editoria
impura.
Let delloro della stampa occidentale propaga i propri effetti alla periferia del mondo. In Russia lo zar
abolisce la censura preventiva, ma i giornalisti, in modo simile a quanto accade nella Germania di Bismarck,
osservano una sorta di autocensura che li porta a bandire la politica dal proprio mestiere. Con il 900 inizia a
diffondersi la stampa socialista clandestina. I periodici russi sono perlopi addensati nella regione di Mosca
e San Pietroburgo e sottoposti ad un forte controllo da parte delle istituzioni. Tuttavia le concessioni che lo
zar costretto a elargire aprono unepoca nuova per il giornalismo russo. Nel 1912 nasce la Pravda
('Verit'), quotidiano dellala maggioritaria (in russo 'bolscevica') del partito socialdemocratico, affermatasi
alle elezioni nella maggioranza dei collegi operai. Grazie a questa salda base sociale, concentrata nelle citt
industriali, la Pravda vanta unalta tiratura. In Giappone lo sviluppo della stampa segue invece la
penetrazione del colonialismo occidentale: nel 1854 la spedizione militare americana apre di forza i mercati
e le relazioni diplomatiche di un paese ancora feudale. Gli effetti si fanno immediatamente sentire: i
commercianti stranieri si dotano infatti di periodici a proprio uso e consumo. La comparsa di questi fogli
(che spesso utilizzano ancora le tecniche della xilografia) radicalizza lo scontro tra occidentalisti e xenofobi
allinterno delle classi dirigenti giapponesi. La restaurazione del potere imperiale avvia un processo di
modernizzazione che passa per:
- labolizione dei privilegi feudali

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- lobbligo scolastico
- la leva obbligatoria
Il nuovo clima non manca di riflettersi sulla stampa. Viene fondato lIstituto per lo studio dei libri stranieri;
viene pubblicata unantologia di testi stranieri che, per, dopo il primo numero viene immediatamente
soppressa dal governo. Il Giappone viene in seguito attraversato dalle prime linee telegrafiche. La Reuters
apre le proprie filiali in alcune citt giapponesi principali. Allindomani della Restaurazione vedono la luce 14
nuovi periodici giapponesi, essi, per, sono sottoposti ad una legge di censura che vieta la pubblicazione di
argomenti attinenti alla religione e di notizie militari o amministrative riservate. Non pochi dei primi
giornalisti giapponesi vengono arrestati e le loro riviste soppresse. Nel 1870 appare il primo quotidiano,
destinato ad una lunga vita durata fino alla vigilia della seconda guerra mondiale. Le comunicazioni ufficiali
del governo e delle amministrazioni locali sono invece riservate ad un determinato quotidiano, che gode di
ampia diffusione nelle fila della burocrazia statale. Luso della lingua classica ripropone anche per questi
albori del giornalismo giapponese il problema di una ristrettezza del pubblico di lettori. Allo stesso periodo
risalgono per i primi periodici in caratteri Kaba, destinati ad un consumo pi popolare. Al 1876 risale anche
il primo quotidiano finanziario. La prima agenzia di stampa giapponese risale al 1886, ad essa se ne
aggiungono rapidamente altre, tutte private. Gli anni 80 segnano cos, se non una vera e propria et
delloro, quanto meno il primo decollo del giornalismo giapponese, che si avvia a recuperare il distacco
accumulato nei confronti di quello occidentale. Nel 1875 entra in vigore una nuova legge sulla stampa,
abbastanza simile a quelle occidentali, che istituisce:
- un registro ufficiale degli editori di periodici
- la figura del direttore responsabile
- lobbligo di firma su tutti gli articoli pubblicati
- la definizione dei reati a mezzo stampa
- lobbligo del deposito cauzionale
- la facolt del governo di sospendere o proibire i periodici
Alla fine dell800 il panorama della stampa giapponese presenta unarticolazione interna che ricorda alla
lontana la polarizzazione occidentale tra stampa popolare e stampa dlite: al primo genere possono essere
ricondotti i 'piccoli periodici' di argomento culturale e letterario, che utilizzano i caratteri pi conosciuti; al
secondo i 'grandi periodici' di argomento politico, in larga maggioranza filogovernativi, ma frutto
delliniziativa privata di editori spesso non puri. In seguito nascer la figura dei primi corrispondenti: una
novit assoluta per il continente asiatico. interessante osservare che questa accelerata modernizzazione
della stampa non si accompagna ad un parallelo processo di modernizzazione politica: il caso giapponese si
presenta come un modello di informazione senza partecipazione. Simmetricamente opposto il caso della
Cina, dove invece lo sviluppo della stampa riflette lascesa del movimento indipendentista. Dopo la fioritura
di periodici della seconda parte dell800 (tutti in regime di concessione accordata dal governo imperiale), nel
1900 la propaganda di un quotidiano organo della lega rivoluzionaria si rivela decisiva nel preparare la
caduta del Celeste Impero e nel permettere la nascita della nuova repubblica cinese. In India si assiste ad
un fenomeno in qualche modo parallelo. Nel 1867 il protettorato inglese introduce il registro di libri e
periodici: la condizione preliminare per la persecuzione dei reati a mezzo stampa. La crescente presenza
di indiani alla guida di quotidiani e riviste rende per la situazione pi difficilmente controllabile. Ma il fatto
pi importante del periodo avviene in Sudafrica, dove nel 1903 Gandhi fonda il settimanale Indian
Opinion, rivolto alla comunit indiana di quel paese, con cui comincia la predicazione del metodo non
violento di lotta politica, fondato sulla resistenza passiva e la disobbedienza alle leggi ritenute ingiuste.
LA GUERRA
(prima guerra mondiale e primo dopoguerra)
Agli inizi del 900 il giornalismo ha ormai conquistato un ruolo centrale come mezzo di comunicazione di
massa, come lente attraverso la quale ogni giorno milioni di persone osservano e conoscono il mondo. In
questo periodo inizia ad entrare in scena la guerra, nella nuova forma totale che viene assumendo sotto la
spinta delle dittature totalitarie. Per la stampa, come per lumanit nel suo complesso, questa la nuova
realt da affrontare: il giornalismo occidentale vede messe a dura prova la propria libert ed indipendenza
dalla fase drammatica e convulsa che si apre nel 1914. I flussi informativi vengono monopolizzati dai
governi in carica, intenzionati a sfruttare fino in fondo il quarto potere incarnato dalla stampa, di cui spesso
in passato sono stati vittime, volgendolo contro i nemici esterni ed interni. La 'Belle Epoque' di
liberalizzazione della stampa dalle censure e dai privilegi che si dispiegata per tutta la seconda parte
dell800, conosce un brusco arresto e anzi una traumatica inversione di marcia. La Grande Guerra segna un
drastico ritorno al giornalismo 'paterno', declinato nelle sue funzioni di:
- pedagogia politica
- centralizzazione statalistica
- controllo sociale

37

Per la storia del giornalismo, quindi, la prima guerra mondiale segna un momento di svolta periodizzante,
determinato dallingresso dello stato nel mondo delle comunicazioni, utilizzate come strumento per
unomologazione culturale ed ideologica di massa nei confronti dellintervento militare e del susseguente
sforzo bellico.
censura

propaganda
(azione difensiva dello stato volta a proteggersi
(azione offensiva volta a smuovere spiriti
da eventuali verit veicolate dai giornali)
e cuori, dentro e fuori la nazione)
Esiste insomma una 'gestione delle notizie' da parte dello stato, che precede e priva di autorit funzioni e
libert della stampa.
Gi allindomani della dichiarazione di guerra, il governo inglese costituisce un Press Bureau sottoposto al
controllo di una commissione parlamentare: i suoi compiti sono di
- attuare la censura indispensabile sulle notizie militari
- orientare in senso patriottico e antidisfattista linformazione della stampa
Una nuova legge, il Defense of the Realm Act, concede al governo la facolt di limitare la libert
despressione e costituisce la base giuridica per tutti gli interventi censori nei confronti dei giornalisti non
allineati allo spirito di concordia nazionale e bellicista. Nel 1917, presso il Department of Information,
vengono manipolate 2 fotografie trovate addosso ad un prigioniero tedesco: montando insieme le 2 foto si
fabbrica un falso che dimostrerebbe lo sfruttamento industriale del corpo umano da parte tedesca. Una finta
prova che tuttavia esercita un peso decisivo nel convincere il governo cinese (il culto dei morti parte
fondamentale della cultura religiosa di quel paese) a dichiarare guerra alla Germania e che alimenta uno
stereotipo destinato a riprodursi in occasione della scoperta dei campi di sterminio nazisti alla fine della
seconda guerra mondiale. Il caso inglese mostra quindi la netta preminenza accordata al momento della
propaganda rispetto a quello della censura: in effetti le sanzioni nei confronti della stampa si limitano a casi
sporadici. Il governo tedesco stato molto meno abile, privilegiando la censura rispetto alla propaganda.
Ha infatti dimostrato un ritardo sensibile nella comprensione della potenza dei moderni mezzi di
comunicazione come alleato e non solo come minaccia. In Francia le 2 funzioni di censura e di propaganda
sono tenute separare e affidate a soggetti diversi, sulla base di un difficile dualismo tra potere politico e
potere militare. In Francia, come negli altri paesi, la vita della stampa diventa molto pi difficile. Solo con
grandi contrasti e resistenze i corrispondenti di guerra vengono accettati al fronte, ma in nessun giornale di
nessun paese belligerante si riesce a trovare un riflesso esatto delle reali condizioni di vita al fronte. Sul suo
fronte indolore della battaglia per uninformazione libera, il giornalismo europeo perde la propria dignit
piegandosi volentieri alle necessit di disinformazione imposte dal potere politico. Una variante inedita di
questa sconfitta rappresentata dai giornali di trincea che fioriscono in tutti gli eserciti via via che la
guerra si prolunga e che hanno il compito di tenere alto il morale delle truppe. In Italia le norme di censura
precedono addirittura lentrata in guerra (1915): il governo ha facolt di controllo sulle notizie di carattere
militare; dopo lintervento il divieto di pubblicazione si estende alle informazioni su caduti, feriti e prigionieri,
sulle nomine degli alti gradi militari, sulle operazioni belliche. Ai prefetti locali concessa facolt di
sequestrare i periodici. Il risultato di questa situazione un appiattimento monocorde sul tono retorico del
patriottismo di maniera che accomuna la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani, compresi i pi
agguerriti. Tuttavia la guerra segna una forte avanzata sul piano delle tirature. Assai diverso, per molte
ragioni, il caso degli Stati Uniti. La guerra europea suscita una polarizzazione della stampa quotidiana tra
i giornali del gruppo Hearst (che sostengono gli Imperi centrali, visti come forze nuove in contrapposizione
alla stanca civilt colonialistica britannica) ed il resto delle testate, in larga misura isolazioniste: la guerra
infatti vista come il risultato della decadenza e dellarretratezza del vecchio continente. Il New York Times e
lHerald sono tra i pochi quotidiani a sostenere la causa dellintervento a fianco degli inglesi, i quali dal canto
loro non esistano a premere in tutti i modi per questultima soluzione. Nel giro di pochi giorni il presidente
Wilson decide lintervento in guerra. Mentre la censura viene esercitata dagli uffici militari di stanza in
Europa, un comitato distribuisce ai giornali materiale propagandistico (come il manifesto 'Uncle Sam Wants
You' che propaganda larruolamento) e ingaggia numerosi oratori per brevi discorsi patriottici nei cinema e
nelle scuole. Nonostante la guerra sia lontana, anche gli Stati Uniti seguono una linea di crescente
involuzione censoria. Una serie di limitazioni cos gravi alla libert di stampa non si era avuta nemmeno
allepoca della guerra civile: dopo la fine della guerra le proteste delle associazioni di editori e giornalisti
saranno tali da far osservare norme molto pi liberali in occasione della seconda guerra mondiale e dei
conflitti successivi (in particolare quello del Vietnam). In tutti i paesi occidentali lazione di censura e
propaganda svolta dal potere politico (secondo moduli organizzativi e contenuti sostanziali non troppo
dissimili tra loro) produce una regressione del mercato editoriale. In questo periodo la produzione libraria
complessiva retrocede in tutti i maggiori paesi, secondo proporzioni che vanno di pari passo con limpegno
dispiegato in guerra. Per linnovazione tecnologica e organizzativa del ciclo produttivo e distributivo di
periodici e quotidiani, la guerra necessariamente un periodo di stasi.

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Gli anni 20, fino alla met degli anni 30, segnano invece il terzo 'periodo esplosivo' della storia dei media,
dopo quelli del 1830-1840 e del 1875-1895. nellet compresa fra le 2 guerre mondiali vedono infatti la luce
la telefoto, la teletypesetter, la radio, il cinema sonoro; mentre la stampa in rotocalco conosce un grande
successo e si avvia la prima sperimentazione della televisione, del magnetofono su nastro di acciaio, del
cinema a colori. A differenza di quelle che lhanno preceduta, questa fase esplosiva sposta per la prima volta
il baricentro del sistema delle comunicazioni fuori della carta stampa, in direzione di altri mezzi che, tuttavia,
almeno per il momento, hanno un diffusione limitata e non sembrano in grado di insidiare il predominio di
quotidiani e riviste. Nascono cos:
1. la radiotelegrafia, telegrafo senza fili che utilizza le onde radio per trasmettere segnali in codice
Morse
2. la radiofonia, che converte il messaggio audio in segnale elettrico e lo utilizza per modulare le onde
radio trasmesse e ricevute da apparecchi abilitati ad entrambe le funzioni si apre la strada per
emissioni radio destinate al grande pubblico; paesi pionieri sono gli Stati Uniti (stazioni radio private) e
lUnione Sovietica (trasmissioni controllate dallo stato); quasi 1/3 delle emittenti legata ad un giornale;
nel vecchio continente lo sviluppo del nuovo settore di comunicazioni segue una strada pi statalistica

non c da stupirsi se la radio verr utilizzata in modo massiccio proprio dai regimi autoritari che si
sviluppano in Europa e in Giappone tra le 2 guerre. Rispetto alla stampa, infatti, la radio segna un ritorno
alloralit che unifica il pubblico degli ascoltatori ad un livello pi emotivo e meno meditato: le folle che si
raccolgono sotto gli altoparlanti rappresentano il simbolo di una massa amorfa, passiva e disorganizzata, che
ascolta e non discute. Nello stesso tempo la radio invade di prepotenza la sfera domestica, contribuendo a
diffondere il senso comune in ogni momento della giornata e in ogni luogo dello spazio
3. i cinegiornali, seguiti nella sale cinematografiche da un pubblico crescente ( la televisione inizia a
muovere i suoi primi passi con linvenzione delliconoscopio, il 'precursore diretto' della televisione; nel
1936 la Bbc inglese la prima ad avviare trasmissioni televisive sperimentali)
evidente che una grande trasformazione della vita quotidiana di milioni di persone ormai alle porte e che
riviste e giornali stanno perdendo il monopolio dellinformazione. Viceversa le innovazioni tecnologiche che
riguardano da vicino la carta stampata non hanno la portata rivoluzionaria di quella della fase precedente:
migliorano sensibilmente il prodotto giornalistico, ma non determinano un ulteriore salto di quantit e
qualit paragonabile allet delloro di fine 800. La telefoto una tecnica di trasmissione immediata delle
immagini per via telegrafica, che utilizza gli impulsi elettrici trasmessi da una cellula fotoelettrica di origine e
una di destinazione. I giornali sono in grado di riprodurre immagini istantanee della realt, scattate in ogni
parte del mondo; la foto in bianco e nero diventa il corredo abituale di ogni articolo importante. Per la sua
capacit di impatto immediato sul vasto pubblico, la foto conquista subito la prima pagina dei quotidiani. Lo
spazio di rilievo accordato allimmagine viene cos a chiudere un ciclo di profondi cambiamenti nella
confezione del prodotto giornalistico. Viene cos dimostrato che i lettori preferiscono paragrafi brevi, con
ampi spazi bianchi alla fine di essi, e altri espedienti tipografici (corsivi, neretti, sottotitoli) utili a rompere
luniformit del testo e a tener desta lattenzione; inoltre preferiscono illustrazioni di forma rettangolare e
regolare, e le fotografie non tagliate.
I criteri dellimpaginazione sono gi profondamente mutati con lo yellow journalism, ma la foto in prima
pagina sconvolge di nuovo tutti gli equilibri: la collocazione della foto sposta su di s la concentrazione dello
sguardo. Nasce allora unimpaginazione simmetrica, se la foto si colloca al centro della pagina, dividendola
in 2 parti con numero uguale di colonne; limpaginazione asimmetrica, invece, intende stabilire un ordine di
priorit, rompendo larmonia dei 4 quadranti, assegnando maggiore spazio e corpo ad un titolo rispetto agli
altri e collegandolo con la foto. Il trattamento della notizia ne guadagna in articolazione e complessit:
titoli, immagini e articoli diventano gli ingredienti base di una gerarchizzazione delle informazioni non pi
soltanto nellordine della foliazione interna, ma anche nellambito della stessa pagina. Grafica e
impaginazione diventano cos strumenti per caratterizzarsi e rendersi visibili su un mercato sempre pi
affollato e concorrenziale. Il menab il modello in scala ridotta della pagina di giornale sul quale
distribuire articoli, titoli, foto. Acquista sempre pi importanza il processo di valorizzazione della notizia
attraverso la sua presentazione: posizione, titolo, immagini di contorno. Allinizio degli anni 30 compare
nelle redazioni dei quotidiani la teletypesetter: una macchina che utilizza il sistema della banda di carta
perforata delle telescriventi e consente di comporre articoli a distanza, facilitando la moltiplicazione dei
luoghi di stampa di uno stesso giornale. Ma, oltre al crescere di importanza della confezione esterna del
prodotto, il periodo tra le 2 guerre vede anche un mutamento di contenuto del lavoro redazionale. Da
newsgatherer il giornalista si visto trasformare, suo malgrado, in gatekeeper: in semplice ricettore e
selettore delle informazioni gestite e prodotte da altri soggetti, che pu scrivere articoli senza muoversi dalla
propria scrivania con il solo ausilio di un telefono e di unagenda ben fornita di numeri telefonici 'importanti'.

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Si rileva la gravit crescente del fenomeno dei press agent, degli uffici stampa di istituzioni pubbliche e di
compagnie private, che spediscono ai giornali materiale da pubblicare, materiale di propaganda
confezionata da giornalisti che lavorano al servizio di interessi diversi da quelli della carta stampata. Dopo la
guerra, il ritorno alla normalit produce le condizioni per un riequilibrio tra le 2 diverse funzioni di
newsgatherer e gatekeeper, restituendo autonomia e libert al cronista dassalto in caccia di notizie. Ma la
prima comparsa di altri mezzi di comunicazione fa s che questo riequilibrio avvenga in una situazione di
accresciuta competizione, nella quale il mondo della carta stampata potrebbe in un futuro ormai prossimo
non detenere pi lesclusiva dei flussi informativi. Per il momento questa minaccia poco pi di un presagio,
ma accende ugualmente la riflessione sulle specificit che periodici e quotidiani sono in grado di far valere
nei confronti di radio e televisione; tra queste spicca la dimensione dellapprofondimento: inchiesta,
analisi, commento ed interpretazione di realt sociale e culturali, di cui levento-notizia rappresenta solo una
punta emergente. In redazione nasce la figura del capo-servizio, incaricato di seguire in modo continuativo
(e quindi pi approfondito) un settore di attivit del giornale (esterni, interni, nera, sport, ..). Si sviluppa
una tendenza alla specializzazione dei giornalisti in particolare campi dellinformazione (economia, scienza,
relazioni internazionali, ..) e negli Stati Uniti si afferma linterpretative reporting, che afferma con forza
la necessit di andare oltre la cronaca per fornire uninterpretazione degli eventi, superando la tradizionale
separazione tra fatti e opinioni. Sui grandi quotidiani americani compare la figura del columnist: un
editorialista di prima pagina, diverso dal direttore della testata, che tiene una rubrica a frequenza regolare,
dedicata allillustrazione di un punto di vista pi alto e distaccato sulla realt.
Anche per questo la professione giornalistica cresce in quantit e qualit: nel 1925 lo stato italiano
riconosce lAlbo dei giornalisti professionisti e nel 1926 viene fondata la Federazione internazionale
dei giornalisti. Viene introdotta la 'clausola di coscienza': la facolt di abbandonare la redazione di un
organo di stampa che muti radicalmente la propria linea editoriale e politica. Gli accessi al mestiere
continuano ad essere diversi a seconda dei paesi:
- negli Stati Uniti e in Unione Sovietica si viene affermando il ruolo delle universit; le materie principali
insegnate nei corsi riguardano lo studio storico e sociologico dellopinione pubblica e lanalisi
comparativa degli organi si stampa nazionali e stranieri
- in Gran Bretagna si fa strada la collaborazione tra universit e redazioni per programmi di stage e
tirocinio
- in Italia nel 1928 la Federazione della stampa istituisce una scuola di giornalismo a Roma
Ci non toglie che nella maggior parte di questi paesi continui a prevalere la pratica spontanea della
socializzazione redazionale come canale di reclutamento e soprattutto strumento di omologazione alla linea
del giornale.
Negli Stati Uniti quella successiva alla Grande Guerra la terza stagione di giornalismo di massa, dopo
quelle della penny press e dello yellow journalism: la stagione del jazz journalism.
- la crisi del 1929 e soprattutto lascesa vertiginosa della radio lasciano un segno sulla carta stampata
interrompendone la salita quantitativa
- le edizioni domenicali dei quotidiani raggiungono dimensioni abnormi e nel corso degli anni 20 quasi
raddoppiano la tiratura complessiva
- la spesa pubblicitaria per inserzioni sulla stampa quotidiana non ripete lesplosione dellet delloro di
fine 800, ma registra comunque unespansione regolare (raggiungendo quasi i 2/3 del totale)
La fase successiva alla crisi del 1929 inaugura una tendenza verso la concentrazione delle testate. Ad
incidere su questa inclinazione anche la crisi dei giornali del gruppo Hearst che assumono una posizione
filonazista, destinata ad isolarsi sempre di pi nellopinione pubblica americana: nel corso degli anni 30 si
sgretola lentamente un impero e, dopo aver ceduto alle banche ci che ne resta, Hearst si ritira
definitivamente. A New York vedono la luce 3 nuovi quotidiani:
1. il Daily News
2. il Daily Mirror
3. il Daily Graphic ( il primo giornale a dedicare met del suo spazio alle fotografie)
Sono tutti quotidiani in formato tabloid, a 8 colonne, con la prima pagina occupata per intero da una grande
foto. La linea editoriale prosegue la tradizione di attenzione prevalente per le cronache di human interest. I
3 nuovi giornali contribuiscono ad allargare il mercato della stampa periodica. Di essi quello destinato a
maggiore successo e pi lunga vita il Daily News, ispirato alla formula dellinglese Daily Illustrated Mirror e
diretto da Joseph Medill Patterson. A met degli anni 20 si afferma come il quotidiano leader di New York,
vincendo la competizione con il World nel pubblico degli immigrati e delle classi meno ricche della citt. La
sua una scalata notevole, dietro la quale si consuma anche una parziale riscossa del New York Times. Ma
il dato di gran lunga pi significativo di questa stagione del giornalismo americano il ritorno del
settimanale, dei magazine. La grande novit costituita dal formato ridottissimo, che viene subito

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ribattezzato come pocket, tascabile. Nel 1923 nasce la rivista Time, fondata da Henry Luce; oggi Time nel
settore dei periodici rappresenta uno standard riconosciuto. Negli anni 30 lo stesso Luce d vita a Fortune,
settimanale di informazioni economiche, e a Life, che inaugura il genere nuovo del fotoreportage.
Nelleconomia di Life, infatti, la fotografia passa dalla funzione accessoria di commento e appendice
esemplificativa degli articoli a quella centrale di supporto informativo diretto; larticolo invece retrocede,
riducendosi a semplice didascalia delle immagini, che si suppone parlino da sole allintelligenza del lettore. Il
grande successo che i settimanali incontrano nel corso degli anni 30 strettamente legato alla comparsa
dellinformazione sonora e cinematografica. Radio e cinegiornali determinano una stasi della stampa
quotidiana, bruciata sul tempo e sulla spettacolarit dai nuovi mezzi di comunicazione. Viceversa la formula
del magazine quella che meglio risponde alle esigenze di approfondimento e analisi meditata degli eventi
che radio e cinema non possono soddisfare. Dopo la lunga e travagliata ascesa di una moderna cultura della
notizia, il senso comune e i contenuti concreti della professione giornalistica sembrano quindi tornare
indietro, ad una rinnovata prevalenza delle opinioni sui fatti, del commento sul resoconto. Ma la diffusione
della radio modifica profondamente anche i rapporti tra informazione e potere politico. Nel 1921 il nuovo
presidente Harding introduce la formula delle domande scritte, che evita occasioni di attriti e scontri diretti
con i giornalisti in sala formalizzando e imbalsamando il clima della conferenza stampa. La svolta si verifica
con il democratico Roosevelt e la sua concezione pedagogico-educativa della politica. In contrapposizione ai
dittatori europei che ricorrono alla radio come strumento di propaganda amplificata a diffusa della retorica
di regime, Roosevelt introduce le 'chiacchiere al caminetto': un programma radiofonico di conversazione
pacata, dal tono intimo e domestico, con cui il presidente si rivolge alla nazione. Queste 'chiacchiere'
raccolgono un enorme audience di ascoltatori. Dal potere politico si riattiva quindi un flusso informativo di
tutto rispetto e si inaugura la prassi di interviste in esclusiva. Uninformazione pluralistica e fondata sul
contraddittorio, in grado di esprimere ed interpretare lautonomia e larticolazione interna dellopinione
pubblica (nuovo continente), si qualifica come tratto distintivo rispetto alla propaganda monocorde e a
senso unico dei sistemi politici totalitari (vecchio continente).
TOTALITARISMI E DEMOCRAZIE
(primo dopoguerra)
Anche gli Stati Uniti sono trascinati in guerra dallattacco giapponese nel 1941, ma la vicinanza tecnica e
politica tra stampa e potere non si interrompe: la nuova emergenza bellica del secondo conflitto mondiale
(per gli americani molto pi coinvolgente e drammatico del primo) viene affrontata in modo diverso rispetto
al 1917. Le funzioni di propaganda si potenziano notevolmente, ma la novit pi significativa
rappresentata dal modo nuovo di gestire la censura. A differenza del controllo esterno esercitato dalle
autorit militari durante la prima guerra mondiale, il principio adottato negli anni 40 punta sulla deontologia
professionale e sulla corresponsabilit dei giornalisti: il riflesso della forza conquistata dalla corporazione
degli operatori dellinformazione anche sul piano della qualit dei comportamenti dei propri associati. Gli
effetti si vedono: pur nella contrazione del numero di testate quotidiane, la tiratura complessiva sale. Nel
1940 i quotidiani americani oltre il milione di copie di tiratura sono 4:
1. il Tribune di Chicago
2. lInquirer di Filadelfia
3. il Mirror di New York
4. il Daily News
La fame di notizie determinata dalla guerra compensa gli effetti negativi determinati dalla rapida diffusione
della radio e la carta stampata riguadagna quote significative di mercato. N la radio riesce ad attirare,
almeno per il momento, quote rilevanti degli investimenti pubblicitari. Ma il progresso tecnologico ha
innalzato i costi della prima copia, rendendo pi rischiosi gli investimenti ex novo nel settore: diventa pi
conveniente potenziare la circolazione delle testate gi esistenti piuttosto che aprirne altre. Il giornalismo
diventa negli Stati Uniti materia di un dibattito civile appassionato: una delle prime micce ad innescarlo il
libro 'Lopinione pubblica' di Lippman. Diverse sono le opinioni riguardanti largomento:
- Lippmann: riflessione assai pessimistica sulla pretesa della stampa di incarnare e rappresentare
degnamente lopinione pubblica; tra i progressi delle ricerche psicologiche e la potenza dei mezzi di
comunicazione si viene stabilendo una sinergia che determina una svolta decisiva nella prassi
democratica: diventa possibile una 'fabbricazione del consenso' a freddo, ordinata secondo obiettivi del
potere e degli interessi dominanti ( la nascita dei regimi totalitari nel centro dEuropa giunge a
confermare drammaticamente questo amaro giudizio)
- Park: affronta il fenomeno giornalistico con gli strumenti della sociologia; il giornale diventa il prodotto
'naturale' dello sviluppo autonomo e conflittuale di processi diversi: il consolidamento della democrazia
rappresentativa, lespansione del mercato capitalistico, le strategie di crescita delle grandi imprese
private, le dinamiche della cultura di massa

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Lasswell: ribalta il ragionamento di Lippmann: la propaganda di guerra ha rivelato il potere dei mezzi di
comunicazione sullopinione pubblica
Se ai suoi esordi settecenteschi il mito dellopinione pubblica ha rappresentato la bandiera con cui la stampa
ha conquistato la propria libert e contribuito a sviluppare la democrazia, nel 900 quel mito impallidisce fino
a mutare di segno: lopinione pubblica diventa un deposito incoerente di pregiudizi e stati danimo che
ognuno libero di interpretare a modo suo. Ma sia Lippmann che Park intendono confutare il senso comune
'cospirativo', che guarda alla stampa come ad un semplice strumento passivo nelle mani di uomini e poteri
privi di scrupoli, decisi a perseguire i propri obiettivi politici o economici condizionando e manipolando
artificialmente lopinione pubblica. Entrambi sottolineano invece il peso determinante di processi oggettivi,
spesso divergenti fra loro, che assegnano alla professione giornalistica ruoli e funzioni di volta in volta
diversi nel tempo e nello spazio. Ma lesito comune delle loro riflessioni conduce ad una critica radicale
dellequazione tra stampa e opinione pubblica: il giornalismo pu rappresentare solo se stesso e i risultati
delle proprie convinzioni o delle proprie ricerche. La cultura della notizia compie cos un coraggioso e
problematico passo avanti: linformazione non mai verit, ma solo una sua approssimazione raggiunta
sulla base di strumenti (le fonti) che devono essere esplicitati e sottoposti a costante verifica. Per la
corporazione di coloro che praticano il mestiere di giornalista ne deriva un carico importante di
responsabilit: nel fissare regole, criteri e codici di comportamento che prevengano, limitino e sanzionino gli
abusi. Nel 1922 lAmerican Society of Newspapers Editors formalizza 8 canoni fondamentali:
3 : ribalta la prassi consolidatasi fin dallepoca della penny press, stabilendo il principio secondo cui le fonti
di notizie private ed indipendenti devono essere rese note: quelle che intendono restare anonime non
possono essere pubblicate
4 : impone una corrispondenza di 'sincerit, attendibilit, accuratezza' tra titolo e contenuto di un articolo
5 : richiede losservanza della distinzione tra fatti e opinioni, fatta eccezione per gli articoli firmati 'dedicato
ad una causa'
6 : richiama la regola del fair play: accordare spazio alle persone e agli enti messi sotto accusa, rispettare i
'diritti e sentimenti privati', garantire le rettifiche
Il caso americano mette cos in rilievo la crescita autocritica della professione giornalistica allinterno di una
democrazia fondata sul pluralismo di poteri. Ma il periodo tra le 2 guerre corrisponde anche allemergere di
sistemi politici radicalmente alternativi ed antagonistici alla democrazia nei quali la stampa intrattiene un
rapporto organico con lo stato. In Unione Sovietica la nuova costituzione ideologica introdotta dal
'comunismo di guerra' sostiene la priorit delle libert materiali (dal bisogno economico) rispetto alle libert
formali (come la libert di stampa): in un paese cos arretrato, dove le forze controrivoluzionarie sono ancora
cos potenti, lo sforzo di costruzione delle prime giustifica la sospensione temporanea delle seconde. La
necessit di formare una coscienza collettiva omogenea prevale sulla divisione e sul bilanciamento
pluralistico dei poteri. Il compito primario della stampa rivoluzionaria non si identifica con una cultura della
notizia, ma con una funzione pedagogico-educativa di orientamento politico delle masse, volta
allinstaurazione della dittatura del proletariato. Dal punto di vista del controllo di stato esercitato sulla
stampa non esiste rottura di continuit tra Lenin e Stalin. Vengono sospese le pubblicazioni di tutti i periodici
di opposizione e vengono nazionalizzate le propriet delle imprese giornalistiche esistenti; sopravvive la
stampa:
- di partito (Pravda, dal 1912 quotidiano dei bolscevichi)
- governativa (Izvestia, 'Notizie', organo del Soviet supremo)
- di organizzazioni diverse tollerate dal potere rivoluzionario
La vecchia agenzia di stampa zarista viene posta alle dipendenze del governo, in seguito nasce la Tass, che
detiene il monopolio dei flussi informativi e che successivamente verr affiancata dalla Novisti, collegata alle
Unioni dei giornalisti e degli scrittori. In qualche modo obbligato dalla mancanza di comunicazioni terrestri
il grande sviluppo della radio di stato. Viene creato un ufficio per la propaganda e di uno per la censura, che
controllano rigidamente tutte le pubblicazioni circolanti sia dal punti di vista tecnico-organizzativo sia dal
punto di vista contenutistico. Il compito di normalizzazione della stampa reso pi facile dallesistenza di una
radicata tradizione autoritaria incarnata dal potere zarista e dalla conseguente arretratezza, in termini di
potere ed autonomia, della professione giornalistica. Assai diverso il caso dellItalia, dove linstaurazione
del regime fascista deve fare i conti con le resistenze di una stampa moderna, abituata al pluralismo, alla
libert e al rifiuto di intromissioni delle autorit di governo. Alla fine delle ostilit la stampa quotidiana si
presenta pi forte rispetto al 1914. Allinizio degli anni 20 tutti i maggiori quotidiani, con leccezione
dellAvanti! socialista, sono in mano a editori impuri: industriali, possidenti terrieri, banchieri. Leditoria
libraria invece ristagna: mentre in tutti gli altri paesi occidentali negli anni del dopoguerra la produzione di
volumi torna ai livelli prebellici, in Italia si verifica una prolungata 'crisi del libro' che determina un ulteriore
calo della produzione. La nomina di Mussolini a presidente del consiglio nel 1922 ha ripercussioni quasi

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immediate sul mondo della carta stampata: un decreto accorda ai prefetti la facolt di diffidare e dimettere il
direttore di un periodico in caso di:
- intralcio allazione diplomatica del governo in politica internazionale
- turbativa dellordine pubblico
- ingiustificato allarme nella popolazione
- istigazione allodio di classe e alla disobbedienza alle leggi
- favoreggiamento di interessi stranieri
- vilipendio della patria, del re e della famiglia reale, del papa, della religione di stato, delle istituzioni e
delle potenze amiche
Le redazioni del Corriere e della Stampa proclamano apertamente la propria contrariet, come anche la
Federazione nazionale della stampa. Le basi di consenso ancora fragili del proprio governo consigliano allora
a Mussolini ladozione di una doppia strategia 'inglobativa e repressiva': lattacco frontale e violento
condotto dal partito fascista nei confronti dei giornali non allineati si combina ad una 'fascistizzazione'
sotterranea della stampa attraverso manovre nella composizione dei consigli di amministrazione di volta in
volta accordate con gruppi di potere privati. In seguito il decreto iniziale viene convertito in legge: in Italia
non esiste praticamente pi una stampa libera, anche se formalmente lo stato, a differenza di quanto accade
in Unione Sovietica, non controlla direttamente alcuna testata giornalistica. Vengono messi fuorilegge tutti i
partiti antifascisti e i loro organi si stampa. Il ministero della cultura popolare (Minculpop) agisce in
modo simile agli organismi di controllo creati durante la Grande Guerra: distribuisce 'veline' e direttive
minuziose alle redazioni con gli orientamenti di fondo da seguire nella scelta delle notizie (come limpulso
allinformazione sportiva e la ferma condanna nei confronti della cronaca nera, non collimante con
limmagine di un paese pacificato e migliorato dal fascismo), nella titolazione, nellimpaginazione e nel
linguaggio da usare. Lagenzia Stefani passa nelle mani di un fedelissimo del Duce e viene costituito il
Sindacato nazionale dei giornalisti, che rimpiazzer la Federazione nazionale della stampa. Viene istituito
lOrdine dei giornalisti professionisti e lAlbo corrispondente, che entra in vigore nel 1928: per farne
parte necessario un certificato di buona condotta rilasciato dal prefetto. Laumento del dazio sulla carta da
stampa importata provoca un rialzo del prezzo dei giornali ed una riduzione forzata della foliazione a 6
pagine: si contrae lo spazio riservato alla cronaca nera, aumenta quello dedicato allo sport. Di conseguenza
la stampa quotidiana va incontro ad una contenuta riduzione della tiratura complessiva. I quotidiani si
vendono quindi ad un prezzo politico e i loro deficit di bilancio sono ripianati dallintervento statale. Dai
quotidiani stranieri, quelli italiani mutuano la titolazione a tutta pagina, ma non le foto: il modello rimane
quello austero, di solo testo, del Times inglese. Solo nel 1934 la telefoto fa la sua comparsa sulle colonne di
Stampa Sera (ledizione serale della Stampa). Lo sforzo delle redazioni si concentra sulla terza pagina
dedicata alla cultura, alla ricerca di un prestigio letterario o scientifico che compensi la piattezza informativa.
Gli anni della guerra di Etiopia segnano lapogeo quantitativo della stampa quotidiana sotto il fascismo, ma la
proporzione copie/abitanti di gran lunga la pi bassa tra quelle dei maggiori paesi occidentali. In parallelo
a quanto avviene negli Stati Uniti, la diffusione della radio d impulso alla crescita dei periodici a stampa:
in questo settore che si forma una nuova generazione di giornalisti, destinati a far carriera nel dopoguerra.
Nel 1937 esce Omnibus, settimanale edito dalla casa milanese Rizzoli, in grande formato, uguale a quello
dei quotidiani: in Italia rappresenta il primo esempio di settimanale moderno, improntato ad una logica di
approfondimento delle notizie e, nello stesso tempo, ad una vivacit sfaccettata dei criteri di impaginazione e
titolazione. Viene per presto chiuso dautorit. Alla Rizzoli il suo posto allora preso da Oggi, che non avr
per vita pi lunga. Gli si affianca Tempo, diretto dal figlio delleditore Arnoldo Mondadori, con la
collaborazione di Indro Montanelli e con criteri ancora pi giornalistici e meno letterari di Ominbus, secondo
un modello di riferimento che quello americano di Life: stampa in rotocalco e foto a tutta pagina. Un
settore particolare della stampa periodica quella femminile, cui il fascismo imprime una particolare spinta
perch importante per forgiare una nuova italiana, nel segno del ruolo tradizionale di prolifica madre di
famiglia, funzionale alle politiche demografiche del regime: nascono Amica, Annabella, Grazia, Gioia.
Sebbene la guerra agisca nel senso di rafforzare i meccanismi di controllo e censura del regime, per la
stampa quotidiana rappresenta, come sempre, una mirabile occasione di miglioramento ulteriore delle
proprie tirature. Rispetto a quello italiano, il panorama della stampa tedesca nel primo dopoguerra assai
pi variegato e complesso. La costituzione della nuova repubblica di Weimar, sorta dalle ceneri della Grande
Guerra, ha rotto con il passato di intrusione statale, risalente al periodo bismarckiano, estendendo la libert
di stampa e limitando la facolt di sospensione delle pubblicazioni da parte delle autorit di polizia. La rottura
repubblicana non priva di effetti: a differenza dellItalia, la crescita dei grandi trust industriali propiziata
dalla guerra non si traduce infatti nella penetrazione di editori impuri. Si affermano invece grandi catene
editoriali, come quella Ullstein che detiene la propriet delle maggiori testate di orientamento democratico,
e quella di Alfred Hugenberg. Allinizio degli anni 30 questultimo diventato il proprietario di un impero

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che controlla quasi della stampa tedesca pi importante. Il suo forte sostegno al partito nazista si rivela
decisivo per la nomina di Hitler a cancelliere. Ancora alla vigilia della rivoluzione che lo conduce al potere,
infatti, il movimento nazista ha una presenza largamente minoritaria nella stampa tedesca. Lorgano ufficiale
del partito diretto personalmente da Rosenberg, con una grande accentuazione delle tematiche razziste e
antisemite. Lapplicazione sistematica della censura e della propaganda di stato avviene nella Germania
nazista senza la gradualit che assume nellItalia fascista.
- le ordinanze di emergenza emanate nel 1933 sospendono la libert di stampa
- si costituisce il ministero della propaganda affidato a Joseph Goebbels
- la stampa socialista e comunista viene messa fuorilegge
- le agenzie di stampa vengono nazionalizzate
Nei confronti della stampa dopinione latteggiamento di Hitler ricalca da vicino la tattica 'inglobativa e
repressiva' di Mussolini. Entra in vigore la cosiddetta 'legge sugli scrittori' che legalizza la sottomissione della
stampa alla censura di stato. La legge nazista assegna alla censura un potere di soppressione delle
pubblicazioni che pende su una stampa formalmente indipendente, ma praticamente stretta tra questa
minaccia e le direttive guida dellinformazione formulate ogni giorno dal ministero di Goebbels. A sostegno di
questopera di 'nazificazione' della stampa viene istituita una scuola statale di giornalismo. Nel 1932 la
nazionalizzazione della radio ha preceduto lavvento del potere nazista e gli concede uno strumento di cui
Goebbels intuisce le grandi potenzialit. Limpulso dato dal terzo Reich alla produzione di apparecchi radio a
basso costo si traduce nel fatto che alla vigilia della seconda guerra mondiale pi di 2/3 delle abitazioni
tedesche, un record assoluto in Europa, sono in grado di ricevere le trasmissioni curate dal ministero della
propaganda. Il Giappone rappresenta un caso particolare di controllo totalitario della stampa, fondato sulla
graduale prevalenza del potere militare ma anche su unantica tradizione culturale di introiezione dei valori di
obbedienza allautorit e di autocensura. Nel 1925 la legge di preservazione della stampa sancisce la
proibizione di diffondere notizie su attivit e idee contrarie al kokutai (= termine giapponese che indica il
sistema nazionale concepito come un insieme organico e una comunit naturale, simile alla famiglia). la
premessa per la successiva messa fuorilegge dei sindacati e dei partiti di sinistra. I poteri della censura
governativa vengono poi ulteriormente ampliati attraverso la definizione in 7 punti della natura anti-kokutai
di un testo:
1. loffesa alla dignit della famiglia imperiale
2. la volont di alterazione dellorganizzazione nazionale
3. lo scopo di rivoluzione del sistema politico e la negazione della propriet privata
4. listigazione al crimine
5. lapologia dei criminali
6. la minaccia alla sicurezza dellimpero
7. la diffusione di notizie false e immorali
Questo irrigidimento della situazione si traduce anche in una serie di restrizioni per i corrispondenti esteri che
possono avere accesso alle informazioni solo attraverso i canali ufficiali del ministero degli esteri. Gli anni 30
segnano comunque un miglioramento della stampa giapponese. I grandi quotidiani introducono le foto e si
aprono alla pubblicit commerciale, i cui introiti consentono alte tirature, rese possibili anche dal forte
impulso alla scolarizzazione di massa. La struttura a ideogrammi della lingua per complica e ritarda
linnovazione tecnologica, rendendo indispensabile il ricorso a quote massicce di forza lavoro. Gli anni 20
vedono anche laffermarsi dei cosiddetti 'periodici geisha': quotidiani di piccolo formato e di contenuto
scandalistico, nei quali la terza pagina stabilmente occupata da una cronaca nera trattata con profondit di
analisi socio-culturale. Il trattamento della notizia di human interest sostituisce cos la scarsissima libert di
manovra sul piano dellinformazione politica. Al 1925 risalgono le prime trasmissioni radiofoniche
sperimentali. Un maggiore pluralismo di testate invece presente nel settore delle agenzie di stampa. Il
giornalismo giapponese segue tuttavia da vicino linvoluzione autoritaria del paese nel corso degli anni 30.
Londata terroristica che insanguina il paese ad opera delle fazioni militariste non lascia immune la stampa,
espressione delle residue componenti civili presenti nel governo: nel 1935 ne fanno le spese i direttori di
alcuni tra i maggiori quotidiani nazionali. Nel 1936 si costituisce presso il governo un Comitato per
linformazione, che da un lato provvede a fornire direttive agli organi di stampa, dallaltro concentra nelle
mani dello stato le agenzie di stampa. In modo non troppo dissimile da quanto avviene in Italia e Germani,
alcuni grandi quotidiani mantengono unindipendenza di facciata, in quanto non completamente favorevoli
alla dittatura militare. La stampa quotidiana giapponese si colloca al quarto posto della graduatoria
mondiale, dopo Inghilterra, Stati Uniti e Francia, ma prima dellItalia. Nel 1938 la legge di mobilitazione
nazionale concentra nelle mani dello stato le leve delleconomia sciogliendo i sindacati. La circolazione delle
materie prime (tra cui la carta da stampa) soggetta a pesanti restrizioni, con effetti di ulteriore
centralizzazione del sistema informativo. Nel 1938 ha luogo lestrema protesta della stampa rimasta libera: i

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direttori dei 7 maggiori quotidiani giapponesi insieme al direttore dellagenzia di stampa nazionale,
sottoscrivono un manifesto pubblico che chiede al primo ministro una nuova politica di collaborazione tra
stampa e governo, minacciando in caso contrario il boicottaggio del Comitato governativo per linformazione.
Per la stampa giapponese si apre una fase di aperta repressione: pi di 600 periodici vengono sospesi dalle
autorit di polizia, limitata la foliazione di tutti gli altri. Nel 1940, quando in Europa in pieno svolgimento
loffensiva delle potenze dellAsse, il Comitato governativo per linformazione entra pienamente in una logica
di mobilitazione bellica, esaltando lo stato militare e la compattezza del popolo. La legge per la difesa del
segreto di stato costringe allabbandono del Giappone i corrispondenti stranieri. Il Comitato per la
radiodiffusione viene posto sotto il diretto controllo degli uffici di comunicazione dello stato maggiore
militare. Sulla scorta dellesempio tedesco la radio diventa il principale mezzo di comunicazione del governo.
A subire pi da vicino lassalto esterno e interno dei regimi dittatoriali sono le storiche democrazie europee di
Francia e Gran Bretagna. Lo smantellamento delle bardature censorie istallate nel corso della Grande Guerra
produce un rilancio della grande stampa privata, che tuttavia deve affrontare la concorrenza di cinema e
radio. In Francia la radio trasmette regolarmente dal 1922, ma senza notizie, solo con programmi musicali,
culturali e di intrattenimento. Per reggere la concorrenza delle agenzie di stampa straniere, lagenzia Havas
torna a fondersi con la Socit gnrale des annonces, la concessionaria di inserzioni a pagamento sulla
carta stampa. Dei 4 grandi quotidiani francesi solo 2 si presentano alla ripresa del dopoguerra in buona
salute: il Matin, che si conferma leader, e il Petit Parisien. Fuori di Parigi, in provincia la stampa locale e
regionale resiste bene. Nella stampa di provincia si viene affermando lagenzia di distribuzione Hachette,
erede di una vecchia casa editrice. Nella capitale il fatto nuovo rappresentato dallascesa dellindustriale
tessile Jean Prouvost, che nel 1930 acquista Paris Soir, quotidiano parigino della sera portandolo nel giro
di qualche anno a tirature molto alte. La formula del giornale ricalca da vicino quella americana del
momento: rottura dellimpaginazione verticale in colonne attraverso la presenza asimmetrica di foto e
illustrazioni, titoli di scatola, cronaca dattualit, sensazionalismo, informazione sportiva. A Paris Soir si
affiancano periodici come Marie-Claire, destinato al pubblico femminile, che presenta una nuova immagine
di donna emancipata, giovane, seduttiva. Prouvost rileva poi Match (supplemento sportivo de
lIntransigeant, vecchio quotidiano parigino) e ne fa un settimanale illustrato ispirato allamericano Life.
Come negli altri paesi, infatti, gli anni 30 vedono un forte rilancio della stampa periodica, favorita anche dal
progressivo aumento di prezzo dei quotidiani. Crescono riviste illustrate come Le Miroir e LIllustration,
satiriche come Le Rire e Le canard enchan. I periodici della destra estrema come Candide e Gringoire
documentano la minaccia interna che il fascino esercitato dai regimi totalitari di Italia e Germania in grado
di esercitare. Dal panorama della stampa quotidiana invece praticamente spariscono il Petit Journal,
soppiantato dalla Croix de Feux, e lEcho de Paris, che probabilmente paga leccessiva vicinanza allo stato
maggiore militare nel corso della guerra. Anche il Matin conosce una crisi verticale. Quel che vale per una
rivista settimanale o mensile non vale per un quotidiano di grande diffusione: un eccesso di parzialit politica
riduce inevitabilmente la sua capacit di penetrazione nel grande pubblico. Nel complesso la stampa
quotidiana francese registra una stasi rilevante, dovuta anche allascesa della radio come strumento
informativo, che la resistenza corporativa degli editori sempre meno in grado di contrastare. Si ripete
quindi la tendenza di fondo, gi vista allopera negli Stati Uniti, di una concentrazione delle testate
determinata dallincremento dei costi della prima copia, accompagnata da unespansione del pubblico dei
lettori. Ma in Francia questa espansione avviene soprattutto in provincia. Tra il 1938 ed il 1939 tornano in
auge gli strumenti di controllo statale sulla stampa sperimentati nel corso della Grande Guerra.
- viene istituito un Service des Information, posto sotto il diretto controllo delle autorit militari, con i
consueti compiti di censura e propaganda
- lUfficio centrale per lInformazione, creato nel 1927 per coordinare i mezzi di comunicazione, si
trasforma in un Commissariato generale con poteri pi ampi di intervento
- ormai in piena guerra, il primo ministro francese arricchisce il proprio governo di un ministero per
linformazione
Ma per far funzionare queste strutture non ci sar il tempo. Schiacciata dalla travolgente avanzata nazista, la
Francia vive la drammatica e vergognosa stagione del collaborazionismo. Il governo del maresciallo Ptain
mantiene in vita un Segretariato generale per linformazione, che si incarica della censura attraverso note
orientative trasmesse regolarmente alle redazioni di numerosi quotidiani e periodici: 1/3 di quelli esistenti al
1939 manca allappello, chiuso dautorit dalle forze doccupazione o da quelle ptainiste. Rispetto al caso
francese, la stampa inglese tra le 2 guerre contraddistinta da un grado assai pi alto di concentrazione.
Alle catene dei 2 fratelli Northcliffe e Rothermere, si aggiunge la rapida ascesa di William Beaverbrook: la
punta di diamante della sua catena giornalistica rappresentata dal Daily Express, quotidiano di
orientamento conservatore. Il gruppo Rothermere ruota invece attorno al Daily Mail e al Daily Mirror: il
primo conferma la sua posizione di punta; il secondo attraversa invece una fase di crisi negli anni 20, dalla

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quale esce definitivamente solo dopo il 1934. La formula del Mirror assegna una netta preminenza alla
cronaca: mediamente la politica occupa meno della decima parte del giornale (in proporzione la met dello
spazio che le dedica il Times). Daltra parte questa scelta editoriale non fa che venire incontro ai gusti del
pubblico. Ma il Mirror anche protagonista di una ferma critica liberale alla politica interna di Churchill, che
contribuisce a garantirgli un successo di pubblico costante negli anni di guerra. Il trust Northcliffe entra in
crisi nel 1922 con la morte del suo presidente: a mettere in evidenza il declino del gruppo non esiste segno
pi evidente della vendita del Times. Il prestigioso quotidiano resta comunque affidato ad un comitato di
saggi scelti tra i pi eminenti uomini dellestablishment politico, economico e culturale della Gran Bretagna,
che ha lincarico di tutelare lindipendenza del Times. Del resto, per tutta la stampa quotidiana inglese il
periodo tra le 2 guerre segna unespansione delle tirature. La circolazione complessiva registra infatti un
record negativo alluscita della Grande Guerra. Allexploit della stampa quotidiana britannica (che nel periodo
tra le 2 guerre registra il saggio di incremento di gran lunga pi alto nellambito dei maggiori paesi
occidentali) contribuisce la doppia introduzione del suffragio universale maschile e femminile. A disputarsi
questo nuovo pubblico di lettori sono i quotidiani londinesi, che scatenano delle vere e proprie 'guerre per la
diffusione', a colpi di gadget, polizze assicurative in regalo, concorsi e lotterie: il pubblico dei non lettori ne
viene attratto e allarga in misura decisiva il mercato della stampa. Ma si affermano anche nuovi giornali
legati alla sinistra laburista, come il Daily Herald. Nel giro di pochi mesi la sua tiratura quadruplica, grazie
ad una campagna abbonamenti condotta casa per casa con regali in omaggio. Le spese della campagna
sono compensate da un forte aumento degli introiti pubblicitari, che laumento dei lettori rende pi richiesti
sul mercato. Il Daily Herald potenzia molto la cronaca di human interest, soprattutto nei suoi aspetti
mondani pi lontani dalla realt quotidiana della grande maggioranza dei lettori. La cronaca diventa cos il
luogo di una vita virtuale immaginata e di evasione: funzionale alla proiezione dei propri sogni (quando
bianca) e a quella dei propri timori demonizzanti (quando nera). La nuova emergenza bellica riproduce
tardivamente alcuni dei mutamenti istituzionali gi sperimentati nella Grande Guerra: si ricostituisce un
ministero dellinformazione, ma, come accade negli Stati Uniti, anche in Gran Bretagna nel corso della
seconda guerra mondiale non si ripetono gli eccessi di censura e controllo statale sulla stampa che si erano
verificati nella prima. Il giornalismo inglese continua cos a manifestare profondi tratti di continuit con il
passato, che lo distinguono dagli altri casi nazionali. Lavvento della radio disciplinato dalla presenza della
Bbc: caso peculiare di un mix tra pubblico e privato, che evita alla carta stampata una concorrenza
selvaggia ed destinato a fare scuola. La commistione tra interessi pubblici e privati pu infatti essere
considerato come un altro aspetto caratterizzante del caso inglese: ne una conferma la perdurante
tradizione di sovvenzioni governative agli organi di stampa (compreso il Times). Per quanto Londra e Fleet
Street continuino a rivestire il ruolo di centro propulsivo della stampa, giornali e riviste sono accomunati da
unimpostazione informativa nazionale che scoraggia la nascita di periodici locali e regionali, destinati ad un
costante declino. Ne deriva un ulteriore motivo di peculiarit rispetto al contesto continentale: la crescita
parallela di grandi quotidiani con un mercato di massa e tirature superiori al milione di copie,
infatti, avvicina Londra a New York piuttosto che ad altre metropoli europee. Allorigine di questa maggiore
vicinanza relativa al modello americano vi anche una legislazione sui mezzi di comunicazione che si
mantiene a livelli minimi, osservando standard di grande libert e autodisciplina nel settore. Ma per il
resto del vecchio continente lesperienza compiuta nel periodo tra le 2 guerre presenta tratti inquietanti. Il
modello commerciale di sistema dei mezzi di comunicazione, che si affermato di prepotenza dellet
delloro a cavallo tra i 2 secoli, ha mostrato di non sapersi coniugare a quello democratico.
LA STAMPA NELLERA DELLA TV
(dal secondo dopoguerra)
Il 6 maggio 1945, 16 giornalisti di agenzie e network radiofonici di tutto il mondo vengono convocati
durgenza a Reims presso il comando supremo dellesercito: saranno testimoni dellatto di resa firmato da
quel che resta dello stato maggiore tedesco davanti al comandante in capo delle forze alleate, il generale Ike
Eisenhower. Viene loro chiesto preventivamente di ritardare la comunicazione della notizia, perch Churchill,
Truman e Stalin siano i primi ad annunciarla simultaneamente al mondo. Uno dei 16 giornalisti, il
caporedattore per il fronte occidentale dellagenzia di stampa americana Associated Press, Edward
Kennedy, decide per di violare il patto e attraverso un telefono militare trasmette la notizia alla filiale
londinese della sua agenzia. Churchill e Stalin protestano vibratamente con Eisenhower per la fuga di notizie
che li mette di fronte al fatto compiuto, nella difficile posizione di censori falliti, colpevoli di un ritardo nella
diffusione della notizia che da mesi tutto il mondo aspetta con ansia. Il comportamento di Kennedy viene
cos definito come 'il doppio gioco pi disastroso, deliberato e immorale di tutta la storia del giornalismo'. Il
caso Kennedy mette bene in luce le contraddizioni che lo sviluppo tecnologico induce nella professione
giornalistica. I tempi di trasmissione delle notizie sono diventati cos rapidi che la concorrenza tra le diverse
testate (e tra esse e le emittenti radiofoniche) si gioca sul filo delle ore, se non dei minuti. La competizione
del mercato si fatta spietata e 'prendere un buco' (cio non avere o avere pi tardi una notizia da altri)

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significa per ogni giornalista una macchia nera sul proprio curriculum professionale, per ogni testata una
perdita di prestigio e di lettori. Ma la corsa contro il tempo fa a pugni con la precisione del mestiere, il
riscontro accurato delle fonti, la verifica incrociata delle informazioni. Daltra parte il giornalismo diventa
sempre pi il terminale passivo di flussi informativi attivati in prima persona da altri soggetti pubblici e
privati, che intendono controllare modi e tempi della comunicazione che li riguarda. Ma la condanna che gli
altri giornalisti infliggono a Kennedy riguarda la regola autoreferenziale, completamente interna alla
corporazione, del mantenimento di patti stipulati collettivamente, secondo una logica di fair play che in casi
di straordinaria necessit sospenda temporaneamente la battaglia per la concorrenza. La regola del fair play,
infranta da Kennedy nel 1945, torna invece a funzionare efficacemente in un caso giornalistico del 1961; ma
con esiti disastrosi sullaccuratezza e sulla verifica delle notizie. Disciplinando la concorrenza interna, la
corporazione giornalistica ha uniformato i propri comportamenti ad uno standard di bassa qualit del lavoro,
con grave discapito del diritto dei lettori allinformazione. Ma nel 1945 come nel 1961 il fatto nuovo
rappresentato dalla comparsa sulla scena della storia di un attore, il giornalista, che dovrebbe limitarsi al
ruolo di testimone e che invece prende parte attiva allo svolgersi degli eventi. La comunicazione assume cos
la forma triangolare di un rapporto paritario fra soggetti autonomi e reciprocamente indipendenti: i
protagonisti della notizia, i giornalisti, lopinione pubblica. Ma questultima appare sempre pi in una
posizione passiva rispetto ai rapporti di scambio che si instaurano fra i primi 2 lati del triangolo. Esiste una
logica dei media, autonoma e sovrapposta rispetto alla realt, che nella societ contemporanea tende
sempre di pi ad imporsi sullo svolgimento dei fatti e ad imporre 'eventi mediali' artificiali. Tra giornalista e
fonte si sviluppa un gioco di strumentalizzazione reciproca che entra di frequente in conflitto con il diritto
allinformazione del pubblico.
Ergendosi a espressione e rappresentanza dellopinione pubblica nel corso dell800 la stampa ha conquistato
la propria libert dai vincoli che il potere politico ha tentato di imporle. Ma la forza raggiunta dal quarto
potere lo configura ormai come un soggetto autonomo, pienamente in grado di operare (da solo o in
accordo con altri poteri) una 'gestione delle notizie' che non sempre condotta nel rispetto del diritto
pubblico allinformazione. Tra le molte professioni legate allespansione della societ di massa, quella
giornalistica tra le meno legate ad un meccanismo di feed back dal pubblico e quindi ad una verifica 'di
mercato' del proprio operare. Il sistema dei media si trova quindi a travalicare le proprie originarie funzioni di
servizio e a sovrapporre le proprie logiche private a quelle dellinteresse pubblico. Dopo il 1945 il tema della
libert di stampa torna di attualit. La Commission on the Freedom of the Press istituita a Washington nel
1947 introduce un elemento nuovo coniugando il principio della libert di stampa con il criterio della
responsabilit sociale. Il riconoscimento del ruolo pubblico assunto dal quarto potere impone di
conseguenza una deontologia professionale che trae alimento da una doppia lealt esterna nei confronti
della realt oggettiva e dellopinione pubblica. Lidea che si sviluppa in ambiente statunitense la
connessione tra stampa e 'servizio pubblico', inteso come tutela dei valori fondanti della comunit
popolare. Il modello della stampa libera e responsabile si contrappone cos agli altri 3 modelli emersi
dalla storia:
1. quello autoritario (contrassegnato dal controllo statale sui mezzi di comunicazione)
2. quello sovietico (che subordina i mezzi di comunicazione al perseguimento di un obiettivo politico)
3. quello libertario (che si accontenta di un concetto negativo di libert come assenza di vincoli)
Nellarticolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti delluomo, sottoscritta dalle Nazioni Unite
nel 1948, si pu leggere: 'ogni individuo ha diritto alla libert di opinione ed espressione, che implica il diritto
a non essere molestato per le proprie opinioni e a cercare, ricevere, diffondere, senza limiti di frontiere,
informazioni e idee con qualsiasi mezzo'. Nel 1950 il Consiglio dEuropa approva la Convenzione sui diritti
dellOnu, ma con alcune importanti specificazioni. La formulazione giuridica degli stati democratici europei
prevede quindi la possibilit di limitazioni alla libert di stampa. Ma del tutto assente rimane il tema del
diritto allinformazione come requisito fondamentale del cittadino di uno stato democratico. Si presume cio
che lesistenza di un libero mercato pluralistico delle testate giornalistiche fornisca al pubblico gli strumenti
per difendersi dalle distorsioni informative. A questo criterio di fondo si ispirano le legislazioni che nei diversi
paesi limitano luso dei media nelle campagne elettorali secondo regole di par condicio. Il problema che nel
corso del 900, ma in modo pi accelerato a partire dal 1945, il mercato dei media interessato da 2 processi
paralleli e decisivi per le sorti del settore:
1. la crescita esponenziale del costo di prima copia (o di prima trasmissione), sulla quale si scaricano
sempre pi onerosi investimenti in macchinari, dipendenti e strutture
2. il contributo al pagamento di questi costi offerto dagli inserzionisti pubblicitari, che diventato
rapidamente insostituibile, ma che si concentra naturalmente sui mezzi di pi larga diffusione e quindi di
pi basso costo-contatto (la spesa unitaria necessaria per raggiungere un singolo lettore-consumatore)
perch suddiviso su una platea pi ampia di pubblico

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Entrambi questi processi convergono nel risultato di rendere molto pi difficile di prima laccesso al mercato
di nuovi media e di facilitare, al contrario, dinamiche di concentrazione oligopolistica. Le politiche degli stati
hanno cercato di mettere riparo a questa tendenza, sia attraverso il varo di complesse legislazioni
antitrust (che pongono limiti alla concentrazione nelle stesse mani di quote della circolazione di stampa, del
numero di testate e di pi risorse medianiche) sia attraverso meccanismi di sovvenzioni dirette e indirette
finalizzate al mantenimento del pluralismo di mercato. Ma i risultati concreti sono quanto meno dubbi:
allinizio del 2000 la tendenza largamente dominante quella della costituzione di conglomerati
multimediatici multinazionali, dotati di una forte capacit di integrazione sia verticale sia orizzontale. Rispetto
alla responsabilit generica nei confronti del corpo sociale si fa invece strada la responsabilit concreta dei
giornalisti nei confronti dei proprietari dei mezzi di comunicazione e delle loro cointeressenze con altre
imprese private non editoriali, ma intenzionate a sfruttare la comunicazione a fini pubblicitari. Le societ
multimediali considerano spesso linformazione solo come una merce in vendita. Nelle economie di mercato, i
prodotti vengono ritirati se non procurano profitti. Se ci accadesse nei media, lo spettro delle informazioni
diminuirebbe. La prima e pi importante selezione operata dai gatekeeper che lavorano nelle redazioni
giornalistiche corrisponde alla scelta delle notizie degne di essere pubblicate: una funzione di filtro che risulta
dallapplicazione di criteri di notiziabilit, cio di individuazione di cosa pu 'fare notizia'. Nellapplicazione
di tali criteri, spesso i gatekeeper obbediscono alla logica dei media: disporre o meno di immagini
significative o di una corrispondenza esclusiva pu modificare una decisione di pubblicazione o di
impaginazione. In primo luogo la definizione della notiziabilit segue un criterio pratico di realizzazione del
prodotto informativo. difficile riuscire a formalizzare i 'valori-notizia', cio gli indicatori di importanza e
interesse di un evento notiziabile: il livello e la quantit delle persone coinvolte, limpatto sullinteresse
nazionale, la prossimit geografica al luogo di edizione del giornale. Ma esiste poi sempre una capacit di
intrattenimento propria dellevento di human interest che fuoriesce completamente da questa logica.
Indagata con gli strumenti della sociologia e dellantropologia, nel concreto riprodursi della sua routine
quotidiana, la professione giornalistica rivela aspetti assai diversi dal mito del cronista pronto a violare
santuari e minacciare le autorit costituite in nome del diritto allinformazione. Nei processi di reclutamento e
formazione, anche laddove, come negli Stati Uniti, essi dipendono maggiormente dallistruzione universitaria,
il mestiere di giornalista mantiene infatti un carattere pi 'fluido' rispetto ad altre professioni, con un
bagaglio di competenze e specializzazioni pi ridotto ed elastico. Lintroiezione dei valori dominanti sul luogo
di lavoro appare quindi un processo spontaneo e largamente prevalente, in grado di dettare condizionamenti
di tipo conformistico: il principio di responsabilit sociale rimane sul piano pratico largamente disatteso. In
realt, nella routine della professione giornalistica considerazioni di carattere etico vengono a patti con la
fedelt alla linea politico-editoriale della testata e ai propri diretti superiori, che si trasmette per osmosi nella
socializzazione quotidiana della vita di redazione e che vista come la migliore garanzia di carriera. Si pone
con forza il problema del conflitto tra formazione professionale disinteressata e apprendimento del mestiere
sul luogo di lavoro: sia i corsi universitari sia le scuole create dagli stessi giornalisti faticano in ogni paese ad
affermare la propria fisionomia e scontano la diffidenza (se non laperta ostilit) dei giornalisti professionisti.
Al contrario, la routine quotidiana delle redazioni giornalistiche agisce anche nel senso di produrre stereotipi
condizionanti: il sistema dei media possiede una potenza autonoma di selezione e accumulo di strutture di
conoscenze e significati. Il pluralismo del mercato non corrisponde necessariamente ad uneffettiva pluralit
di orientamenti. Pi in generale, il clima della guerra fredda, in modo simile alle emergenze dei 2 conflitti
mondiali, agisce nel senso di un allineamento alla logica della 'sicurezza nazionale', che stavolta non frutto
di leggi e censure statali, bens della introiezione automatica del punto di vista dominante che avviene nelle
redazioni giornalistiche.
A ribaltare questo stato di cose interviene negli Stati Uniti degli anni 60 la nascita del cosiddetto advocacy
journalism, il 'giornalismo militante' che si sviluppa in parallelo ad unaltra emergenza bellica: quella del
Vietnam. Lidea che ladvocacy journalism sviluppa allora con forza quella di una moltiplicazione delle voci
della stampa indipendente, anticonformista, ai margini dellestablishment informativo soggetto ai poteri forti,
parte integrante di una controcultura che sostituisce al mito dellobiettivit lideologia dell impegno politico.
Nel giro di pochi anni, a partire della Chicago Journalism Review fondata nel 1968, nascono negli Stati
Uniti poco meno di 30 riviste che si occupano esclusivamente di giornalismo: lapproccio comune a molte di
esse la 'controinformazione', intesa come antidoto dal basso al news management operato dallalto. Il
mito e limperativo dellobiettivit impallidisce di fronte al pluralismo e alla complessit della societ
moderna. I mezzi di comunicazione non dettano direttamente opinioni e comportamenti, ma forniscono
chiavi di lettura della realt. Prima di tutto funzionano da strumenti di agenda-setting, che fissano di volta
in volta (per i lettori ma anche per gli altri media) le emergenze e le priorit di cui occuparsi. Lagendasetting dei media funziona anche nel senso contrario: il diffondersi di pi edizioni quotidiane ha
ulteriormente ridotto il frame informativo, larco di tempo passato nel quale la notizia invecchia. Come i
giornali drammatizzano improvvise emergenze, cos decretano la morte traumatica di temi ed eventi che da

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un giorno allaltro (da unora allaltra) spariscono dalle loro pagine. Anche se la grande maggioranza delle
riviste del 68 non sopravvive alla fine di quella particolare stagione culturale, rimane il segno di una rottura
profonda:
1. il ricorso a tecnologie povere ed economiche (ciclostile, offset) incoraggia il principio di una
democratizzazione della professione giornalistica oltre e contro i suoi confini istituzionali e corporativi
nasce cos una stampa precaria e frammentata, in continua evoluzione, che solo in casi sporadici (es:
Libration e il Manifesto), raggiunge un consolidamento sufficiente a garantirne la sopravvivenza nel
tempo
2. questa stampa alternativa anticipa in forma ideologica lidea di uninterattivit con il pubblico dei suoi
lettori, considerati parte integrante di un processo di mobilitazione collettiva a chiamati a collaborare in
prima persona alla confezione del prodotto giornalistico
La cultura della notizia che ne deriva si fonda sulla contrapposizione ai canali informativi 'forti': la verit
una 'controverit' che si conquista con metodi artigianali, attraverso inchieste locali, tornando ad una
vocazione popolare del giornalismo. Anche il giornalismo cosiddetto 'ufficiale' non resta immune dalle
ricadute delladvocacy journalism. Per le redazioni dei quotidiani, come per il resto della societ, si tratta in
realt di un trapasso generazionale che porta alla ribalta i 'baby boomers', i figli del boom demografico che
si verifica alla fine della guerra. In occidente questa la prima generazione a vivere sotto lincubo della
distruzione nucleare del pianeta, a godere di unespansione senza precedenti dei consumi privati, a
frequentare in massa le universit. Questa crescita del pubblico di lettori colti si accompagna ad una novit
radicale, destinata a cambiare non solo il sistema dei mezzi di comunicazione ma le stesse abitudini
domestiche: il diffondersi degli apparecchi televisivi. Questa crescita del mezzo televisivo per fortemente
squilibrata e si concentra per quasi 4/5 nei paesi sviluppati. Tra i paesi sviluppati ed il resto del mondo (la
grande maggioranza della popolazione della Terra) si scava quindi un ulteriore fossato, che condiziona
profondamente il quadro mondiale. Per il secondo, infatti, il problema dellaccesso ai media pi moderni e
sofisticati rappresenta una rivendicazione di eguaglianza che ancora ben lontana dallessere soddisfatta. Si
posto con particolare enfasi il problema di un nuovo ordine mondiale anche nel settore dei media,
sottolineando il rischio che le disuguaglianze economiche tra le nazioni determinino un rapporto asimmetrico
tra i paesi produttori e i paesi ricettori di informazione. Per la stampa dei paesi sviluppati la conseguenza di
questa novit assoluta secca e quasi immediata: la perdita irreversibile del monopolio sui flussi informativi,
sulla divulgazione culturale, sullintrattenimento. Gi a met degli anni 70, secondo i sondaggi dopinione,
per quasi 2 cittadini americani su 3 la televisione diventata la principale fonte informativa, soppiantando
giornali e radio. Nel 1962 viene coniato il neologismo di 'societ dellinformazione': tra il 1940 ed il 1960
negli Stati Uniti gli addetti a questo settore registrano il maggior incremento di tutta la loro storia precedente
e successiva. In seguito il sociologo McLuhan formuler limmagine del 'villaggio globale': attraverso la
mediazione dei satelliti orbitanti attorno alla Terra, la tecnologia televisiva in grado di collegare lintero
pianeta. Il limite fisico della distanza superato dalla mondovisione, capace di stringere in unit di tempo
e spazio tutti gli abitanti del pianeta, ripristinando la possibilit di contatti visivi 'faccia a faccia' che il
passaggio dalla comunit premoderna alla societ moderna, anonima e spersonalizzante, aveva cancellato.
Alla visione ottimistica di McLuhan si contrappongono le preoccupazioni per la diffusione crescente di un
mezzo assai pi invasivo della radio (che, a differenza della tv, consente lo svolgimento di altre occupazioni)
e capace di rappresentare nel modo pi compiuto una civilt dellimmagine, superficiale e patinata. Per la
baby boom generation protagonista del 68 la 'societ dellinformazione' e il 'villaggio globale' rappresentano
prerequisiti indispensabili, senza i quali i movimenti e le rivolte di quegli anni sarebbero stati impossibili. Ci
che le coraggiose inchieste condotte allinizio degli anni 60 non riescono a fare, convincere il pubblico
americano della natura antidemocratica del governo sudvietnamita, riesce quasi istantaneamente alla foto
scattata nel 1968 dal fotoreporter dellAssociated Press, Eddie Adams (vincitore del premio Pulitzer di
quellanno), che ritrae il capo della polizia di Saigon per la strada mentre spara alla testa di un civile appena
arrestato. Trasmessa dalle reti televisive americane e riprodotta il giorno dopo sui maggiori quotidiani, quella
drammatica immagine svolge un ruolo importante, anche se ovviamente non esclusivo, nellincrinare le
sicurezze dellopinione pubblica a proposito della giustizia e dellutilit dellintervento americano. Come allora
osserva subito McLuhan, nel villaggio globale la guerra 'entra in salotto' e non consente di rimanere neutrale.
La vicenda della foto di Adams mette in luce lazione autonoma e parallela, ma convergente, di stampa e
televisione: la seconda non solo anticipa la prima, ma trasmette lindomani (nel telegiornale della sera di
maggior ascolto) la sequenza filmata dellintero episodio. Eppure limmagine a rimanere 'stampata' nella
memoria per la sua superiore potenza di sintesi e di impatto: quasi un simbolo emblematico non solo e non
tanto della violenza della guerra, ne esistono di molto pi forti, quanto della degenerazione di un presunto
regime democratico che gli Stati Uniti sono andati a difendere.

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Al tempo stesso, la vicenda della foto di Adams rappresenta un segnale della sovrabbondanza dei mezzi di
comunicazione. Negli anni successivi immagini e filmati di altre guerre e di altre catastrofi umanitarie
perderanno la loro singolarit e la loro capacit di impressione nel senso comune e nel ricordo. La
ridondanza dei mezzi di comunicazione produce un eccesso di informazione che spesso si riduce a 'rumore di
fondo': una sorta di 'opacit sociale' che alla fine impedisce di scorgere anzich attirare lattenzione. Il
giornalismo rischia di disperdersi nella babele degli strumenti (e quindi dei formati e delle tecniche) a sua
disposizione. Si moltiplicano infatti i soggetti esterni ai giornali che trasmettono notizie in tempo reale, ma
che non possono in nessun modo essere considerate fonti perch forniscono informazioni gi
preconfezionate. Agenzie di stampa, uffici stampa, addetti alle pubbliche relazioni di enti pubblici e
compagnie private tendono ad imporre al giornalismo un processo di contrattazione della notizia che
tenga conto, non gi del diritto allinformazione dei lettori, ma degli interessi di chi produce la notizia. Il Day
Book tenuto dallAssociated Press e dallUnited Press International elenca ci che previsto accadere quel
giorno, cos che la redazione pu decidere se coprire lei stessa lavvenimento oppure se usare le agenzie. Le
agenzie di pubbliche relazioni cercano di far inserire nel Day Book gli eventi che stanno promuovendo, in
modo da assicurarsi la copertura da parte dei media abbonanti allagenzia. Il giornalismo rischia cos di
trasformarsi in un post-giornalismo, che si limita a trattare e riciclare informazioni prodotte da altri, senza
muoversi dalla propria scrivania, rinunciando ad un ruolo attivo di inchiesta, conoscenza, approfondimento,
interpretazione. Anche per questo la pluralit dei media non rappresenta garanzia di pluralismo
interpretativo: spesso linformazione di radio, televisione e giornali appare dominata da una consonanza di
fondo nella selezione e nel trattamento delle notizie, che produce unimpressione complessiva di
omogeneit. La prima ad essere minacciata da questa tendenza la carta stampa, mezzo di comunicazione
pi antico e quindi pi soggetto allobsolescenza. Nel giro di mezzo secolo giornali e riviste sono stati sbalzati
da una posizione monopolistica ad una collocazione di nicchia entro la mappa di unindustria della
comunicazione, che la vede accanto alle reti radiotelevisive e alle agenzie pubblicitarie, mentre si
preannuncia la quarta 'fase esplosiva' di sviluppo dei media, innescata dallinformatica. Nel corso degli anni
70 si aggiunto il teletext: un sistema di trasmissione di testo e di grafici composti in pagine sequenziali
richiamabili dallutente, che utilizza i canali televisivi, ma separato dalle immagini e necessita di un
decodificatore apposito inserito nei televisori (in Italia arriva nel 1984, lanciato in via sperimentale dalla Rai
col nome di Televideo). Di poco successivo il videotex (diffuso soprattutto in Francia): un sistema di
trasmissione analogo che invece si appoggia alle linee telefoniche e consente linterazione dellutente tramite
tastiera. Leffetto principale di questo decentramento forzato riguarda il mercato pubblicitario. Mentre fino al
1945 lascesa della radio era avvenuta quasi senza sottrarre spazio e risorse alla stampa, negli Stati Uniti del
dopoguerra le cose cambiano rapidamente: nel 1976 la spesa pubblicitaria statunitense quasi triplicata e la
fetta riservata alla televisione cresce al 20%. La grande ascesa della televisione non cancella per la radio: la
diffusione relativa degli apparecchi radiofonici sulla Terra alla fine degli anni 80 rimane non solo pi che
doppia rispetto a quella dei televisori, ma anche meglio distribuita. A determinare questa tenuta del mezzo
radiofonico contribuisce linvenzione del transitor, un semiconduttore in grado di abbattere drasticamente
prezzo, peso e dimensioni della radio, che diventa cos, a differenza della televisione, un mezzo
effettivamente portatile. La sua economicit rende la radio uno dei mezzi preferiti dalla controcultura del 68
e dal suo advocacy journalism, povero per convinzione. La stampa non beneficia di uninnovazione
tecnologica pari al transitor. Nella produzione dei quotidiani il ciclo delle grandi rotative comincia ad esaurirsi
con gli anni 60. Appaiono allora le prime macchine per la stampa in offset che si affermano rapidamente,
grazie soprattutto alla capacit di stampa contemporanea sulla 2 facciate del foglio. Cambia anche il mercato
mondiale della carta da stampa. Fino agli anni 50 il grosso della produzione di pasta-legno assicurato dal
nord America e dalla Scandinavia; ma negli anni successivi il grande incremento del consumo di carta
sollecita lingresso di nuovi produttori come Unione Sovietica e Giappone. Qualcosa di paragonabile al
transitor arriva con la fotocomposizione: un procedimento fotografico che sostituisce la fase di
composizione (fin allora svolta da linotype e monotype) con una camera oscura capace di trasferire su carta
o su pellicola trasparente i caratteri contenuti in matrici. Allinizio degli anni 70 si afferma la
fotocomposizione elettronica: compaiono nelle redazioni americane i primi videoterminali, mediante i
quali i giornalisti battono e compongono simultaneamente i loro articoli, fornendo il materiale direttamente al
laboratorio di fotocomposizione. Linterazione tra questa innovazione e le linee di comunicazione telefoniche
produce il telefax, lapparecchio che converte unimmagine (e quindi qualsiasi testo manoscritto o a
stampa) in segnali elettrici trasmissibili via cavo e via radio. Il passaggio successivo, a met degli anni 70,
rappresentato dalla tecnologia laser, che sfrutta lemissione di luce ottenuta attraverso lattivazione di
elettroni. Ancora prima della massiccia diffusione del personal computer (per la quale occorre aspettare gli
anni 80) il mestiere del giornalista ne esce profondamente modificato:

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luso del fax facilita e abbrevia le operazioni di comunicazione con la redazione centrale, ma soprattutto
apre nuove possibilit per la trasmissione delle pagine composte alle edizioni locali
- la tecnica di fotocomposizione semplifica le procedure di correzione delle bozze e sviluppa una maggiore
interazione tra giornalista e tipografo compositore (che spesso lavorano insieme)
- il lavoro di questultimo si alleggerisce mentre il suo bagaglio professionale si arricchisce
Seppure ancora non siano configurabili come una vera e propria 'fase esplosiva', analoga a quelle
ottocentesche e a quella degli anni 20, queste innovazioni sono allorigine di una rilevante espansione
quantitativa della stampa quotidiana. Solo in parte questa crescita della stampa quotidiana si concentra nei
paesi sviluppati, dove la sua espansione non sempre riesce a sopravanzare i ritmi di accrescimento
demografico. Il panorama internazionale della stampa quotidiana vede negli anni 70 lascesa di paesi nuovi:
la Svezia, lAustralia, i paesi arabi. LItalia rimane uno dei fanalini di coda del mondo sviluppato. Gi a met
degli anni 50 nazioni molto popolose superano il tetto del milione di copie di quotidiani: la Cina popolare,
lIndia, il Messico, il Brasile e lArgentina. Nel 1976 il continente africano produce 6 milioni di copie, che si
addensano nei paesi con maggiori livelli di istruzione: Sudafrica, Egitto, Kenya, Uganda, Ghana, Algeria.
Nello stesso arco di tempo compreso tra il 1950 ed il 1975, il numero delle testate quotidiane sale di molto.
un aumento che non riguarda gli Stati Uniti (dove il numero dei quotidiani rimane stabile) e solo in minima
parte il vecchio continente europeo. Bens riguarda in misura minore lAfrica, in misura maggiore lAmerica
latina, ma soprattutto lAsia. il riflesso evidente della decolonizzazione che viene mutando il destino politico
di quei paesi: come nellEuropa e nel nord America di fine 700, la stampa assume il ruolo di veicolo e
portavoce di unopinione pubblica in formazione. Probabilmente il fatto pi importante nella storia del
giornalismo successiva al 1945 rappresentato proprio da questo aumento di testate e di lettori in paesi fin
allora rimasti ai margini del progresso dei mezzi di comunicazione. Trascorsa la stagione politica pi
strettamente legata alla lotta per lindipendenza, la stampa accompagna il processo di crescita e
articolazione pluralistica delle opinioni pubbliche nazionali. Il caso dellIndia particolarmente significativo.
Da un lato, il sistema che dal 1935, ancora sotto la dominazione inglese, controlla lunica emittente pubblica
radiofonica 'All India Radio' conserva unimpronta statalistica (che poi si estende alla televisione) mutuata dal
modello inglese della Bbc. Dallaltro, la stampa gode di un regime liberistico che riesce a dare appieno i suoi
frutti una volta raggiunta lindipendenza nel 1947. A quella data, infatti, il paese vanta la presenza di circa
200 periodici, molti dei quali stampati in inglese per superare la difficolt di un intricato mosaico linguistico.
LIndia il paese dove negli ultimi anni la stampa in proporzione cresciuta di gran lunga di pi, a fronte del
vistoso calo in cifra assoluta di Stati Uniti ed Europa e della sostanziale stasi del Giappone. La proporzione
per mille abitanti rimane bassa, anche perch l80% delle vendite si concentra nelle citt, dove invece vive
solo 1/5 della popolazione totale. Nelle campagne, viceversa, permane un alto tasso di analfabetismo. Sono
pesanti, da questo punto di vista, le responsabilit della dominazione inglese, nonostante la rincorsa
accelerata messa in atto dai governi indipendenti. I quotidiani che sono stati protagonisti della maggiore
crescita quantitativa sono quelli in inglese e in hindi. Viceversa, il continente africano, che pure sta vivendo
alti tassi di incremento nella produzione e nella diffusione della stampa quotidiana (in larga parte affidata
alliniziativa privata), rimane segnato da una frammentazione estrema. I giornali superano raramente le 100
mila copie di tiratura ed esistono ancora 6 paesi (Capo Verde, Comore, Gibuti, Lesotho, Sierra Leone,
Gambia) senza quotidiani.
- negli Stati Uniti la tiratura complessiva della stampa quotidiana si contrae; in rapporto alla popolazione,
quindi, la stampa quotidiana americana torna agli stessi livelli di inizio secolo: un regresso considerevole
che segue a distanza, anzich accompagnare nel tempo, il grande sviluppo del mezzo televisivo
- in Giappone, invece, lincremento rimane costante: la televisione, in questo caso, non disturba la
circolazione dei quotidiani
Ne consegue che le fluttuazioni nelle vendite della carta stampata non possono essere addebitate
unicamente alla tenuta o allespansione degli altri mezzi di comunicazione: entrano in gioco variabili diverse
che riguardano da vicino i singoli contesti nazionali e i caratteri specifici che la stampa autonomamente vi
assume.
- in Gran Bretagna il calo pi vistoso di quello statunitense
- la Francia invece registra un calo pi contenuto
- la Germania cresce sia in cifra assoluta sia in rapporto al numero di abitanti
- lItalia sale in cifra assoluta e in proporzione, ma si mantiene su livelli assai distanti da quelli degli altri
paesi europei
- al netto delle perdite di territorio, la Russia soffre la convulsioni del post-comunismo: le sue copie per
mille abitanti scendono di molto

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Un elemento importante che incide sulle statistiche della stampa quotidiana rappresentato dalle modalit di
distribuzione. Uno dei segreti della performance giapponese risiede nel fatto che tradizionalmente le vendite
per abbonamento sopravanzano di gran lunga quelle in edicola. A determinare questo dato concorre
evidentemente il diverso grado di efficienza dei sistemi postali nazionali, ma anche la loro storica disponibilit
a fornire o meno servizi e tariffe funzionali alla spedizione della carta stampata. Si tratta di una disponibilit
che dipende anche dalla volont politica dello stato di assumere come priorit lomogeneizzazione culturale
(e il diritto allinformazione) dei propri cittadini. Lapproccio statistico , per sua natura, un approccio 'freddo'
che non ha mai soddisfatto gli storici del giornalismo. Per quanto possa rivelare, se indagato
approfonditamente, aspetti significativi, rimane del tutto al di fuori del contenuto e della qualit del prodotto
giornalistico. A esso si contrappone la content analysis; una variante di tale metodologia lapproccio
morfologico allo studio dei quotidiani, fondato sulla scomposizione in materie del giornale e la
classificazione per genere degli articoli. stata cos ricavata lidea di una tendenza alla 'spoliticizzazione'
della stampa quotidiana, che si accompagna al suo crescente interesse per la cronaca di human
interest. Sono stati quindi ridimensionati anche gli aspetti pi direttamente politici del quarto potere, la sua
capacit cio di incidere sui comportamenti elettorali. poi in crescita il numero di pagine dedicato alla
pubblicit e agli annunci economici.
Per molti aspetti la preminenza della cronaca segue da vicino la polarizzazione della stampa tra giornali
popolari e giornali dlite: il ridotto spazio accordato alla politica (come anche alleconomia) rappresenta
sempre di pi un aspetto qualificante dei primi rispetto ai secondi. Proprio questa separazione uno dei
motivi che stanno allorigine negli anni 60 della critica radicale della cosiddetta scuola di Francoforte:
lindustria culturale appare il segno distintivo della modernit, che passa attraverso un appiattimento della
creativit artistica a bene di produzione e consumo di massa, con la conseguenza di un suo asservimento
agli interessi economici pi forti e dominanti. Il giornalismo parte integrante di una cultura di massa
fondata sui consumi, la pubblicit e lapparente e fuorviante egualitarismo che ne deriva. Stampa e
televisione costruiscono unimmagine unidimensionale della realt, funzionale allintegrazione sociale e alla
prevenzione del conflitto sociale. Ma gli sviluppi successivi della riflessione sui mass media hanno a loro volta
criticato limpianto organicistico e monolitico di questa visione: si messo in rilievo il carattere autonomo
della logica dei media in rapporto al mercato dei lettori e a quello della pubblicit commerciale,
sottolineandone le molteplici articolazioni interne. Tuttavia la visione critica si appoggia ad un dato della
realt: la crescente concentrazione delle testate. Le economie di scala rese possibili dalla condivisione dei
costi (tipografici, distributivi, promozionali) incentivano fortemente processi di fusione, di integrazione
verticale e orizzontale, che spesso travalicano il settore mediatico (collegando libri, giornali, radio, televisioni)
e i confini nazionali. Un caso particolare di crescita offerto dalle agenzie di stampa, diventati veri e propri
colossi:
- la France Presse, che ha preso il posto della Havas, gode di uno statuto di autonomia rispetto allo
stato francese che ne rimane il maggiore cliente: ambasciate, prefetture, amministrazioni comunali
hanno lobbligo di abbonarsi; quindi una societ mista composta da editori privati e rappresentanti
delle istituzioni che svolge servizi informativi per 120 paesi
- la Reuter ha dimensioni pressoch analoghe ed un primato indiscusso nellinformazione economica e
finanziaria; una public company quotata in borsa
- lAssociated Press ha mantenuto la sua struttura di cooperativa fra editori americani e canadesi
- lUnited Press, che si fusa con lInternational News Service fondata da Hearst, ha invece mantenuto
una base privata
Questi giganti dellinformazione rappresentano i primi e pi potenti gatekeeper delle notizie: decine di
migliaia di mezzi di comunicazione locali e nazionali ne dipendono in modo vitale e quotidiano dato che
labbonamento ad unagenzia assai meno costoso di un corrispondente estero. Ci consente a molte
testate deboli di perfezionare i propri servizi informativi, ma carica le grandi agenzie di una notevole
responsabilit: se fino agli anni 70 nelle maggiori redazioni vale la regola 'delle 2 agenzie' per acquisire come
attendibile una notizia, negli ultimi tempi basta il lancio di una sola delle grandi agenzie di stampa ad
accreditarla definitivamente. Nellultimo mezzo secolo il processo di crescita delle dimensioni di scala dei
soggetti pubblici e privati che dominano il mondo dellinformazione non ha fatto altro che accelerare. Ne
deriva una discussione sui media che costantemente oscilla tra un estremo demonizzante (che gli attribuisce
dannose capacit manipolative) ed un estremo agiografico (che gli attribuisce virt miracolose di diffusione
del progresso).
LA SPOLITICIZZAZIONE
(dal secondo dopoguerra)
Il trentennio 1945-1975 si configura come let delloro del capitalismo. Lo sviluppo del commercio mondiale
e la crescita dei consumi privati testimoniano lavanzata del modello sociale statunitense sul piano sia

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economico che culturale. Il mondo della carta stampa non fa eccezione: New York si conferma nel suo ruolo
di cuore pulsante del giornalismo. Pi di 1/3 della tiratura viene coperto dal Daily News; lo seguono a
grande distanza:
- il Journal-American del gruppo Hearts
- il Mirror
- il New York Times
- lHerald Tribune, nato dalla fusione delle 2 gloriose testate dellHerald e del Tribune
Nel settore dei periodici si conferma legemonia del gruppo Luce. La presidenza Truman conserva e amplifica
la tradizione delle conferenze stampa: adesso se ne tengono mediamente una a settimana. Ma con Kennedy
si inaugura lera della comunicazione visiva. La guerra del Vietnam segna un punto di svolta. Rispetto ad
interventi militari americani precedenti e successivi (in Corea e nel Golfo Persico), la natura particolare di un
conflitto fondato su tattiche di guerriglia e infiltrazione rende molto pi difficile lopera di censura da parte
delle forze armate. Nel 1966 lo stato maggiore statunitense diffonde un memorandum sulle regole in materia
di diffusione delle notizie militari in Vietnam, che di fatto rappresenta unattenuazione della censura militare.
I quotidiani rivendicano cos il diritto del popolo americano di essere informato e sostengono che la funzione
di un giornale libero appunto quella di informare. Ma il governo sostiene che la pubblicazione dei
documenti segreti apporterebbe un danno irreparabile alla sicurezza nazionale. vero esattamente il
contrario. Il danno agli interessi nazionali causato non dalla pubblicazione dei documenti, ma dalliniziativa
presa dal governo per cercare di sovvertire il principio costituzionale della libert di stampa, che lessenza
stessa della democrazia americana. Anche solo questo drammatico dibattito dimostra linconsistenza della
tesi secondo la quale la copertura del conflitto vietnamita da parte dei media americani stata viziata
dallautocensura praticata soprattutto dai giornalisti televisivi. Se nel caso dei documenti riguardanti la
guerra del Vietnam la questione capitale rappresentata dalla libert di stampa dalle intromissioni del potere
politico, nel caso Watergate il nodo cruciale riguarda invece il quarto potere incarnato dalla stampa e la
sua capacit di incidere direttamente sugli equilibri politici. Il protagonista del caso il Washington Post,
vecchio quotidiano della capitale amministrativa, da sempre legato al partito democratico. Il Washington
Post, nel 1972, affida a 2 cronisti, Bob Woodward e Carl Berstein, linchiesta su un tentativo di furto
avvenuto presso il quartier generale del partito democratico durante la campagna presidenziale: il complesso
residenziale Watergate a Washington. Grazie a indiscrezioni filtrate tra le maglie dellamministrazione Nixon e
del partito repubblicano, i 2 giornalisti riescono a scoprire che le persone arrestate per furto sono in realt
spie inviate ad installare un sistema di intercettazione telefonica a vantaggio del Comitato per la rielezione di
Nixon. Le testimonianze prodotte in tribunale proveranno sia il coinvolgimento di Nixon sia una serie di gravi
illegalit nella raccolta di fondi per la campagna. Travolto dallo scandalo innescato dal Post e dal processo di
impeachment (la messa in stato daccusa) avviato dal Congresso, il presidente Nixon costretto a dimettersi.
Nel libro-memoria della loro esperienza Woodward e Bernstein hanno descritto la propria inchiesta come un
caso di 'giornalismo investigativo', frutto dellintraprendenza personale che riesce a ricostruire e ad
imporre una notizia. In realt la vicenda Watergate nasconde almeno 3 nessi importanti:
1. quello con la tradizione di advocacy journalism sviluppatasi attorno al 68 (la volont di non arrestarsi
alle versioni ufficiali fornite dalle istituzioni rappresenta una tipica eredit di quella stagione culturale)
2. il forte legame con gli orientamenti politici della propriet e della direzione del giornale
3. il nuovo livello raggiunto dal quarto potere, diventato un soggetto politico
Il caso Watergate segna lunico momento (tra gli anni 60 e 80) in cui la fiducia del pubblico nella stampa
supera quella nel governo. Ma nel medio periodo gli esiti sono sconfortanti: rispetto allinizio il grado di
consenso di entrambi si dimezzato e il decennio della presidenza Reagan si inizia nel segno di una
profonda disaffezione della grande maggioranza del popolo americano per la sfera pubblica. I quotidiani che
seguono una linea editoriale favorevole al partito democratico sono quindi il Washington Post e il New York
Times; di orientamento conservatore sono invece gli altri quotidiani nazionali. Il Wall Street Journal una
vecchia testata di informazione finanziaria. Negli anni 70, per, la direzione di Bernard Kilgore riesce a
trasformarlo in un giornale capace di coprire a 360 il fronte delle notizie: grazie allautorevolezzza che gli
deriva dal passato e dalla sua austera impaginazione, conosce un successo travolgente con cifre che gli
valgono il primato sul mercato statunitense. Un ulteriore segnale di dinamismo offerto da Usa Today,
fondato nel 1979 con la ferma intenzione di creare un nuovo quotidiano nazionale, capace di fornire
informazione con un tono gradevole e interessante per lettori diversi, ma anche di riportare le notizie dei
singoli stati. Grazie ad unimpaginazione mossa e colorata, appare lesatto opposto del Wall Street Journal. A
queste testate nazionali se ne affiancano altre di livello e carattere regionale.
Rispetto a quello americano il caso inglese appare dominato da una pi pronunciata tendenza alla
contrazione del mercato di lettori, che risulta ormai costante a partire dagli anni 50. Nel 1964 il laburista
Daily Herald cessa le pubblicazioni e viene sostituito da The Sun, riccamente illustrato, in formato tabloid .

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Dopo 5 anni viene acquistato da un imprenditore di origine australiana, Rupert Murdoch, che ne muta
drasticamente linea editoriale riconvertendolo in foglio conservatore e scandalistico. Nel giro di un decennio
si confermer come il quotidiano leader della Gran Bretagna. Ma il Sun anche il giornale pi contestato dai
reclami riguardanti, ad esempio, lesattezza del contenuto, la violazione della privacy, la discriminazione
razziale o religiosa. Allesuberante novit del Sun fa riscontro il lungo declino del Times, in calo di copie
lungo tutto larco del 900. Per un periodo scompare addirittura dalle edicole e nel 1981 il prestigioso
quotidiano londinese acquistato dallo stesso Murdoch. solo la prima di una sequenza di acquisizioni che
muta radicalmente il panorama della stampa quotidiana, approfittando del relativo vuoto legale che
contraddistingue per tradizione la situazione della stampa britannica. Nel corso degli anni 80 delle testate
quotidiane nazionali mutano padrone o escono di scena. Il risultato inquietante di questa stagione di
mutamenti proprietari una crescente omogeneizzazione della stampa britannica: tra i grandi
quotidiani solo il Daily Mirror rimane legato ad un orientamento laburista. Ma levento di maggiore
importanza probabilmente la 'Wapping Revolution', che segna la fine dellepopea plurisecolare di Fleet
Street. Il gruppo Murdoch concentra i propri giornali in una nuova sede nel quartiere di Wapping (nella parte
orientale della citt), contraddistinta dallapplicazione sistematica delle tecnologie elettroniche
(fotocomposizione, videoscrittura) e dallinterazione con le altre propriet del gruppo: canali televisivi,
cartiere, tipografie, una quota rilevante della Reuters, consociate in America e in Australia. Gli effetti sono
immediati, sconvolgenti e contagiosi:
1. una drastica riduzione della forza lavoro, che risulta praticamente dimezzata
2. una tendenziale separazione tra edizione e stampa, spesso esternalizzate a societ autonome che non
gravano pi con i loro costi fissi sui bilanci di quotidiani e periodici
Per le propriet sicuramente un affare: i costi di produzione si riducono sensibilmente, mentre le vendite
delle propriet di Fleet Street aumentano le entrate. Le sinergie interne ai gruppi permettono la condivisione
di servizi nel reperimento e nella trasmissione della notizie; la procedura della fotocomposizione, pi leggera
ed elastica rispetto al piombo, consente il riciclaggio (con lievi variazioni) della stessa pagina composta per
pi periodici. Nello stesso tempo, il prodotto giornalistico migliora: diventa pi efficiente la sua distribuzione
in abbonamento, viene introdotto il colore, aumentata la foliazione ed il numero di rubriche e supplementi.
Nondimeno la tendenza alla contrazione del mercato non pare arrestarsi. La stampa inglese continua a
conservare nel tempo la propria separazione tra popolare e dlite. Alla seconda appartengono oltre
allIndipendent, al Times e al Daily Telegraph, anche il Financial Times e il Guardian. Il Financial
Times vanta il pi ampio team di corrispondenti stranieri in Europa; fin dal 1945 ha incorporato il Financial
News, affermandosi come il quotidiano di punta di Londra, letto dagli uomini daffare di tutto il mondo. Il
Guardian lerede del vecchio settimanale-quotidiano di Manchester; dal 1955 ha tolto dalla testata il
riferimento alla citt dorigine e, grazie ad una particolare attenzione per larte e la letteratura, cresciuto
come 'coscienza conformista' della stampa britannica: assieme al Mirror compone la residua schiera dei
giornali definibili come 'di sinistra'. In Gran Bretagna resiste anche la stampa provinciale. Ma la fetta di
mercato di gran lunga pi consistente comunque ancora controllata dai quotidiani popolari: dopo il capofila
Sun, i posti donore vanno al:
2. Mirror
3. Daily Mail
4. Daily Express
5. Daily Star
Accomuna queste testate popolari la tendenza ad una progressiva spoliticizzazione: lo spazio riservato a
politica ed economia corrisponde a meno di met del totale, rimpiazzato dalle colonne dedicate alla cronaca
e allo sport. Ma Londra lunica capitale europea ad avere 5 quotidiani tra i 10 maggiori organi di stampa
del vecchio continente per volume di tirature.
Giappone, Germania e Italia sono i paesi reduci da una lunga stagione di costrizione della stampa che in
modi diversi durata fino al 1945. In Giappone il ripristino del principio della libert di stampa si inquadra
nella battaglia pi ampia che il comandante supremo delle forze alleate combatte per rifondare la
democrazia giapponese: compito difficile che implica una ridefinizione dei rapporti tra mezzi di
comunicazione, stato e monopoli privati. Secondo il modello anglosassone, larticolo 21 della nuova
costituzione sancisce la dipendenza della stampa al codice penale e civile ordinario, senza prevedere alcuna
legge speciale. Il nuovo codice commerciale stabilisce il diritto di precedenza dei dipendenti sulle quote
azionarie delle societ in cui lavorano: il risultato, significativo e peculiare, che molte tra le maggiori
imprese editoriali del paese sono controllate in gran parte dai loro dipendenti. Nel 1948 viene
definitivamente abolita la censura preventiva e la stampa nipponica conosce una nuova fase di espansione
che la porta nel giro di 2 decenni a primeggiare nelle classifiche mondiali. Per coprire nella sua interezza il
difficile territorio nazionale, ciascun giornale giapponese stampa ogni giorno 5/6 edizioni del mattino e 3/4
della sera. Con le sue diverse edizioni, lo Yomiuri titolare della palma di giornale pi venduto e letto nel

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mondo. La pubblicit copre mediamente una quota dello spazio totale che si aggira attorno al 40% e la
maggioranza dei grandi quotidiani rimasta fedele alla tradizione del feuilleton a puntate, che comporta
ancora grandi variazioni nelle tirature. Nella loro quasi interezza sono diffusi per abbonamento e la vendita in
edicola corrisponde ad una percentuale irrisoria che in calo. interessante notare che, nonostante
lassenza di una legislazione antitrust, i 10 maggiori quotidiani appartengono ciascuno ad una propriet
diversa: una circostanza che non ricorre in nessun altro paese occidentale e che testimonia una buona
capacit di resistenza alla concentrazione delle testate. Laltra met della circolazione della stampa
quotidiana assicurata da un centinaio di quotidiani locali e da ben 9 giornali sportivi. Dopo il 1945 sono
comparsi in Giappone i primi settimanali: in precedenza le testate a stampa erano quotidiani o mensili. Tra
essi primeggiano i supplementi domenicali dei quotidiani. In Germania occidentale la costituzione federale
ha determinato unostinata e vittoriosa resistenza dei Lnder (aiutati dalle associazioni di editori e giornalisti)
contro i ripetuti tentativi di legislazione centralizzata sulla stampa. Esistono quindi diverse leggi federali che
grosso modo ricalcano il modello francese: libert di stampa, diritto di replica e rettifica, tutela del segreto
professionale. In omaggio alle intenzioni antimonopolistiche delle potenze alleate si costituisce nel
dopoguerra unagenzia di stampa posseduta, in ragione di quote azionarie minime, dagli editori tedeschi
costituiti in sindacato; a essa se ne sono poi aggiunte altre minori. Viceversa molte delle leggi regionali sulla
stampa tutelano il diritto della propriet a definire la linea politico-editoriale degli organi di stampa: il
principio della compartecipazione dei lavoratori alla formazione e gestione degli indirizzi societari
(altrove riconosciuto come fondamento della societ tedesca) conosce nel settore della stampa una
significativa eccezione. Nel dopoguerra la stampa tedesca ha mantenuto la peculiarit storica della propria
frammentazione: non esiste una capitale della stampa paragonabile a New York, Londra o Parigi, e i luoghi
di edizione dei quotidiani sono diversi. Forse anche per questa ragione il caso tedesco contraddistinto da
un alto grado di concentrazione: oggi si contano solo 4 quotidiani nazionali dlite. Del gruppo Spinger il
quotidiano fondamentale la Bild Zeitung: quotidiano che gi dal 1953 d vita a ben 7 redazioni regionali
unificate da un sistema di teletypesetter con la redazione centrale. Di formato tabloid e orientamento
nettamente conservatore, la Bild il capofila della stampa popolare tedesca. Nelle propriet del gruppo
Springer la Bild affiancata da Die Welt, anchessa di orientamento conservatore, ma che, a differenza
della Bild, rientra a pieno titolo tra le 4 testate che compongono il panorama della stampa quotidiana dlite.
Anche la Germania est non rimasta immune al tracollo della stampa comunista. La riunificazione tedesca,
in generale, ha prodotto un incremento della concentrazione. La casa editrice del partito e dello stato
comunista, Berliner Verlag, stata acquistata dal gruppo Bertelsmann, una societ conglomerata
multimediale che vanta un fatturato pari a 6 volte quello di Springer. In Germania la stampa periodica
avvantaggiata dal fatto che la domenica i quotidiani non escono. Negli anni 80 la Bild segue lesempio del
francese Figaro, dando vita a diversi supplementi in formato magazine. Tra i settimanali non legati a testate
quotidiane spiccano la vecchia e prestigiosa Zeit e Der Spiegel, fondato sul modello americano del Time e
autore di numerose inchieste scandalistiche che hanno spesso messo a rumore il mondo politico. Di recente
un nuovo settimanale, Focus, entrato nella competizione, sulla base di un modello giornalistico pi
colorato e conservatore. Il caso italiano conserva anche nel secondo dopoguerra il proprio tratto distintivo
di fondo: uninnata e perdurante ristrettezza del mercato dei lettori di stampa quotidiana. La riconquista della
libert nel 1945 sembra peraltro segnare uninversione di tendenza: fiorisce allora dimpeto una nuova
stagione della stampa quotidiana e periodica, variamente legata ai gruppi antifascisti, ma anche a riedizioni
della destra come il movimento qualunquista. I quotidiani italiani sono diffusi secondo una mappa geografica
che ricalca da vicino quella della Resistenza: Roma, Milano, Torino, Genova. Nel 1945 il posto dellagenzia di
stampa Stefani viene preso dallAssociazione Nazionale Stampa Associata, formata da una cooperativa
di editori di quotidiani, che per successivamente si appoggia stabilmente a sovvenzioni della presidenza del
consiglio e del ministero degli esteri. Il capofila dei quotidiani ancora il Corriere della sera, con un nuovo
direttore: Mario Borsa. La fisionomia largamente prevalente anche nelle altre testate quella di un giornale
'generalista', con pochi titoli e poche foto, centrato sul cosiddetto 'pastone' politico: un riassunto delle
principali prese di posizione dei partiti e delle istituzioni. Il caso italiano continua cos a sfuggire alla
partizione, tipica degli altri paesi, tra una stampa popolare e una stampa dlite: la tipologia di quotidiano
che vi domina infatti un ibrido fra i 2 generi, che tuttavia non riesce mai a superare le ridotte tirature della
seconda. Tra i settimanali si afferma LEuropeo, che riprende la formula illustrata di Omnibus e di Oggi, ma
con una vocazione particolare alle inchieste. La costituzione entrata in vigore nel 1948 sancisce allarticolo 21
la libert di stampa; la legge apposita prevede la possibilit del sequestro di periodici con lobbligo di
convalida del magistrato entro 24 ore. Non viene invece riformato il codice penale, che continua a
considerare reati a mezzo stampa:
- listigazione allevasione degli obblighi militari
- lapologia sovversiva e antinazionale
- il vilipendio delle istituzioni e della religione di stato

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- lincitamento a pratiche contro la procreazione


- lattentato alla morale familiare
La ricostruzione della Federazione nazionale della stampa conduce alla stipulazione di un contratto nazionale
che prevede il praticantato presso la redazione di quotidiani (e non di periodici, sintomo di una singolare
ristrettezza di vedute) come via obbligata di accesso alla professione e la costituzione di comitati di
redazione con compiti di verifica e tutela delle condizioni contrattuali. Nel 1963 la formalizzazione corporativa
della categoria compie un ulteriore passo con listituzione dellOrdine dei giornalisti, una struttura assente
nella maggior parte delle nazioni, che si limitano a riconoscere le associazioni sindacali di categoria, come
ente di diritto pubblico, unico e obbligatorio, cui si accede per esame di stato. Sopravvive lEnte nazionale
cellulosa e carta, creato dal fascismo, che consente un prezzo politico di vendita dei quotidiani attraverso
elargizioni annuali. Nondimeno il numero dei quotidiani soggetto ad una costante contrazione e le tirature
si riducono progressivamente, prima ancora dellavvento della televisione, le cui trasmissioni sperimentali
iniziano nel 1954. Tra i quotidiani di partito si distinguono lUnit, organo del partito comunista, e Avanti!,
organo del partito socialista, che beneficiano della distribuzione militante effettuata dagli iscritti.
I settimanali conoscono invece una crescente fortuna nonostante il rapido moltiplicarsi delle testate:
praticamente vanno almeno in parte ad occupare lo spazio di una stampa popolare, assente tra i quotidiani.
Li guida La Domenica del Corriere, seguono:
- Oggi
- Tempo
- Epoca
- LEuropeo
Nel 1949 nasce il Mondo, che svolge unazione politica di rilievo attraverso convegni periodici su temi
cruciali dello sviluppo del paese, nei quali si confrontano i diversi filoni riformisti della cultura italiana (quello
del 1958 dedicato alla libert di stampa e critica il conformismo dei giornali italiani, la mancata pubblicit
dei loro bilanci, la chiusura corporativa dei giornalisti). Nel 1953 LEuropeo viene acquistato dalleditore
milanese Rizzoli; il direttore Arrigo Benedetti si dimette e successivamente fonda LEspresso, con capitali di
un imprenditore innovativo che produce macchine per scrivere: Adriano Olivetti. Negli anni 70 LEspresso
entra in concorrenza con laltro magazine politico del gruppo Mondadori, Panorama, nato come mensile e
mutato in settimanale: il direttore Lamberto Sechi introduce la novit del piccolo formato e di una cultura
della notizia fondata su un aggressivo giornalismo newsgatherer, vicino, per spirito critico e vocazione
allinchiesta, ai movimenti del 68. Tuttavia il panorama della stampa periodica italiana dominato da
settimanali non politici. A met degli anni 70 la graduatoria vede saldamente in testa Famiglia Cristiana,
periodico cattolico stampato dalle Edizioni Paoline, che vanta un pubblico composto per pi di da donne.
Lo seguono i magazine illustrati di cronaca Oggi, edito da Rizzoli, e Gente. soprattutto grazie a queste
testate che il mercato italiano dei settimanali vanta negli anni 90 una tiratura globale di 20 milioni di copie:
un dato statistico di assoluto rilievo mondiale che, a fronte della perdurante stasi dei quotidiani, identifica la
stampa settimanale come la vera stampa popolare italiana. Nel 1956 per iniziativa di Enrico Mattei,
presidente dellEnte nazionale idrocarburi (lazienda petrolifera di stato) esce Il Giorno, quotidiano diretto
da Gaetano Baldacci. Mattei ha bisogno di una voce che sostenga le ragioni del petrolio contro i potenti
gruppi elettrici nazionali e contro le '7 sorelle' inglesi e americane che strangolano il mercato internazionale.
Per quanto lEni ricorra alla mediazione delleditore francese Cino Del Duca, un caso classico di editoria
impura; eppure il prodotto giornalistico stupisce per carica innovativa e qualit:
- limpaginazione asimmetrica, con ricorso frequente alla broken column (la tecnica, fin allora tipica del
settimanale, di attaccare un articolo in carattere pi grande, in neretto e su 2 colonne) rompe la
paludata tradizione-scuola del Corriere
- la prima pagina ruota attorno ad una foto centrale e funziona da sommario, con frequenti richiamianticipazioni agli articoli delle pagine interne; vi compaiono anche inserzioni pubblicitarie
- met delle 16 pagine del giornale sono stampate in rotocalco e contengono fumetti (una novit assoluta
per la stampa quotidiana italiana), arte, letteratura, intrattenimento, recensioni, cronache scientifiche,
moda: il Giorno rompe anche con la tradizione della terza pagina
A met degli anni 60 arriva in terza posizione dopo Corriere e Stampa, senza per riuscire davvero a fondare
in Italia una stampa quotidiana popolare. Ancora negli anni 60 i vizi di fondo del giornalismo nazionale
tornano cos a riprodursi:
1. subordinazione dellinformazione alla politica
2. mercato ristretto (la circolazione complessiva dei quotidiani supera di poco i 5 milioni)
3. arretratezza di mezzi e risorse
Pi di met della tiratura controllata da grandi gruppi industriali, 1/10 da banche e enti parastatali, 1/10 da
associazioni cattoliche; il quarto restante si suddivide tra un 16% di stampa di partito e un altro decimo di

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stampa indipendente. in questa situazione che avviene un rafforzamento della presenza di editori
non puri. Dal 1972 alla direzione del Corriere della sera siede Piero Ottone; egli afferma che intorno al 1970
si cominciato a fare in modo diverso anche i quotidiani: si passati dal giornale 'passivo' a quello
'costruito'; sostiene anche che i settimanali erano giudicati pi interessanti dei quotidiani e che il giornalismo
dei periodici ha svolto uninfluenza, sia pure indiretta, sul giornalismo dei quotidiani. In realt la direzione
Ottone al Corriere significa unapertura importante del giornale ai grandi mutamenti in atto nella societ, che
di l a poco lesito del referendum sul divorzio nel 1974 mette in luce. Nascono allora i quotidiani della nuova
sinistra extraparlamentare, classici esempi di advocacy journalism: il Manifesto nel 1971 (lunico a
sopravvivere stabilmente), Lotta Continua nel 1972, il Quotidiano dei lavoratori nel 1974. Non
mancano le reazioni: allindomani del referendum sul divorzio, Indro Montanelli (una delle firme 'storiche'
del Corriere) abbandona la redazione e fonda Il giornale Nuovo, sulla base di un indirizzo pi conservatore
e moderato. Successivamente la maggioranza delle azioni del Corriere passa nelle mani di Rizzoli: un
segnale di inversione di tendenza, verso il ritorno ad uneditoria pura, che viene confermato nel 1976 dalla
nascita di la Repubblica, quotidiano diretto da Eugenio Scalfari. La Repubblica in formato tabloid e ha
un indirizzo liberal molto marcato: privilegia linformazione politica. Si verifica a questo punto un inaspettato
terremoto, che in larga misura contribuisce a determinare le fortune di Repubblica. A met degli anni 70,
infatti, il gruppo Rizzoli conosce unespansione abnorme del fatturato, ma anche un aumento pi che
proporzionale dei debiti. Il che spiega lingresso nel gruppo del Banco Ambrosiano (attraverso la
mediazione del banchiere Roberto Calvi). Ma limmissione di denaro fresco di accompagna alla
penetrazione ai vertici dellazienda e alla direzione del Corriere della sera di uomini legati ad una loggia
massonica segreta, denominata P2 e diretta da un oscuro faccendiere: Licio Gelli. Nel 1981 Calvi
arrestato per esportazione illegale di valuta e successivamente viene trovato cadavere a Londra. Peraltro le
sorti della Rizzoli non sembrano migliorare. Si risolve infatti in un fallimento il tentativo de LOcchio,
quotidiano tabloid scandalistico lanciato nel 1979 (sul modello del Sun inglese) e affidato alla direzione del
popolare conduttore di talk show televisivi Maurizio Costanzo. Nel 1980 i debiti salgono e nel giro di 2
anni lintero gruppo sottoposto ad un regime di amministrazione controllata: alla fine di questa lunga e
travagliata transizione la Rizzoli viene acquistata nel 1984 da Gemina, la holding finanziaria della Fiat. Il
Corriere nel frattempo ha perso numerose copie, che sono in gran parte conquistate da Repubblica: una
quota che le permette di superare la Stampa e di insidiare lo stesso primato del Corriere. Ma i primi anni 80
segnano un generale rimescolamento delle carte. Nasce il terzo canale televisivo pubblico e nel 1984 un
decreto governativo legalizza lascesa di Silvio Berlusconi nel mondo delle televisioni private. Il Sole-24
Ore, quotidiano economico nato nel 1965 dalla fusione delle 2 testate, aumenta di molto le proprie vendite e
dal 1983 esce la domenica con un apprezzato supplemento culturale. Corriere e Repubblica invece si
combattono a colpi di gadget. Supplementi illustrati settimanali, concorsi, omaggi aiutano la seconda a
superare il primo nel 1986: la prima volta che accade in oltre un secolo di storia. Il pubblico dei lettori di
quotidiani continua a crescere, ma si tratta di unespansione effimera: la concorrenza spietata che si apre tra
reti televisive pubbliche e private sottrae quote crescenti di investimenti pubblicitari alla carta stampata. Gi
nel 1993, passata la novit dei gadget, il pubblico della stampa quotidiana ridiscende. Nel 1989 si accende la
'guerra di Segrate', cos chiamata dalla localit della periferia milanese dove ha sede la casa editrice
Mondadori. Passaggi di pacchetti azionari consentono a Carlo De Benedetti, amministratore delegato della
Olivetti, e a Berlusconi di entrare nel consiglio di amministrazione. Il problema che deriva dallingresso di
questultimo (proprietario di 3 dei 7 canali televisivi con diffusione effettivamente nazionale) nel mondo della
carta stampata, viene affrontato dal parlamento con una legge approvata nel 1990, che stabilisce un tetto
alla concentrazione di testate quotidiane e reti televisive. Per effetto di questa legge e di una sentenza
giudiziaria Berlusconi costretto a rinunciare alla propriet di Repubblica e a cedere al fratello Paolo quella
del Giornale nuovo diretto da Montanelli. Gli anni 90 segnano cos un ritorno in grande stile di editori non
puri alla guida dei maggiori quotidiani: direttamente o indirettamente sono sotto il controllo di grandi
imprenditori (Agnelli, Berlusconi, De Benedetti) che sia per dimensioni sia per settore produttivo necessitano
di rapporti privilegiati con il potere politico. Limpresa giornalistica si configura come unimpresa-appendice,
strumento di unattivit di pressioni politiche che in Italia manca di luoghi e strutture ad essa deputati in
modo trasparente. cos che tentativi giornalistici 'puri' come LIndipendente nel 1991 o La Voce di
Montanelli nel 1994 appaiono destinati a rapido fallimento, perch scontano nello stesso tempo la staticit
del mercato e la mancanza di appoggi nei poteri forti imprenditoriali. Il Corriere recupera saldamente il
proprio primato, ma nellambito di una generale discesa delle tirature. Nella stampa quotidiana locale, che ha
vissuto un proprio relativo sviluppo, si affermano catene come la Finegil (legata al gruppo Espresso) e la
Poligrafici Editoriale (legata al gruppo Monti), che nel 1997 ha acquistato anche il Giorno. un segno di
dinamismo importante, fortemente aiutato dalla diffusione delle nuove tecnologie che facilitano sinergie tra
testate diverse, consentendo a giornali locali di servirsi di pagine e servizi nazionali ed esteri preconfezionati
e di concentrarsi sulla cronaca di zona. Nel 1993 il totale di lettori supera di poco i 6 milioni, con un forte

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addensamento al nord e al centro rispetto al sud. Met delle vendite sono appannaggio di un gruppo di 8
quotidiani, di cui fanno parte 4 giornali 'generalisti' ed indipendenti:
1. Corriere
2. Repubblica
3. Stampa
4. Messaggero
3 giornali sportivi:
5. Gazzetta dello sport
6. Corriere dello sport
7. Tuttosport
e 1 economico:
8. Sole-24 Ore
Paragonata a quella americana, la stampa italiana mostra:
- un pi alto livello culturale
- una maggiore influenza dei comitati di redazione
- un grado pi elevato di politicizzazione
- una scarsa mobilit professionale (i giornalisti italiani sembrano quasi illicenziabili)
- una scrittura pi complessa che mette in evidenza la mancanza di copy editor, di figure professionali
esclusivamente dedite alla riscrittura degli articoli
Ma il suo pi importante carattere di fondo rimane la separazione tra una stampa quotidiana
sostanzialmente dlite e una stampa settimanale tendenzialmente popolare. Nonostante la
crescita impetuosa di altri consumi e con leccezione dei settimanali, il pubblico italiano continua
insomma ad avvicinarsi molto poco alla carta stampata, non solo a quella quotidiana, ma anche
a quella dei libri.
Il caso francese non affetto da questa penuria storica. Come in Italia il 1946 segna un tetto storico per le
tirature della stampa quotidiana. I decenni seguenti vedranno una forte stabilit del mercato provinciale, pur
segnato da un calo notevole del numero di testate. Nel dopoguerra aumentano le tirature dei maggiori
quotidiani:
- il Figaro
- France-Soir
- il Parisien libr
Nascono nuove testate come LAurore, fondata nel 1947, che nel 1949 si fonde con il Matin. Si verificano
allora i primi grandi movimenti proprietari:
- Hachette arriva a controllare la maggioranza delle azioni di France-Soir
- Prouvost entra nel consiglio di amministrazione del Figaro
- leditore Cino Del Duca, che si rafforzato nel settore dei fotoromanzi e della cosiddetta 'stampa del
cuore', acquista il Franc-Tireur, glorioso organo della Resistenza, impegnato in una dura competizione
con LHumanit comunista che non riuscir mai a vincere; a met degli anni 50 cambia nome in Paris
Jour
Nel 1944 nei locali del vecchio Le Temps nasce Le Monde, quotidiano diretto da un gruppo di intellettuali
che hanno partecipato alla Resistenza. Contraddistinto dal formato tabloid, inusuale nel panorama francese,
ha subito grande successo. Sulla base di una linea politica eterodossa anticolonialista e antiamericana, si
afferma tra i quotidiani di punta degli anni 60, assieme al Figaro e alla cattolica Croix; mentre calano le
vendite di France-Soir, Aurore e Parisien. In questo stesso periodo si consolida lascesa del finanziere-editore
Robert Hersant nella stampa di provincia, attraverso una politica di sinergie che suddivide fra pi testate
locali i costi della distribuzione e delle agenzie di stampa. La crisi petrolifera degli anni 70 inaugura una fase
di crisi aperta della stampa. Il prezzo della carta aumenta, mentre diminuiscono gli investimenti pubblicitari
da parte di un settore industriale che costretto a piegarsi sotto il vento della crisi. Scompaiono molti
quotidiani e cala il pubblico di lettori. Alla congiuntura negativa si somma lascesa della televisione. In
provincia la concorrenza meno spietata e il pubblico dei lettori pi stabile. Ci spiega la forza relativa che
Hersant venuto assumendo e che gli consente a met degli anni 70 di sbarcare in forze a Parigi,
acquistando Figaro, France-Soir, Aurore. La scalata di Hersant impressionante: alla fine del decennio
controlla poco meno di met dellintero mercato parigino della carta stampata (che si aggiunge alle rilevanti
quote azionarie detenute nel mondo radiotelevisivo). Nel 1984 viene introdotta una complessa normativa
antitrust che limita la quota di circolazione della stampa quotidiana che pu essere posseduta da un solo
soggetto: sono in molti a chiamarla 'legge anti-Hersant'. Ma quando sfida la proteste acquistando Le
Progrs, lo stesso Hersant replica sostenendo di essersi limitato ad anticipare la prossima legge: il che

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puntualmente si verifica con le elezioni successive che vedono lascesa al governo del conservatore Jacques
Chirac e la conseguente abolizione della Commissione sulla trasparenza ed il pluralismo della stampa istituita
nel 1984. Alla pari del caso italiano, anche quello francese mette in evidenza le organiche connessioni tra
quarto potere e potere politico: i processi pi vistosi di concentrazione delle testate non possono verificarsi
senza una complicit delle istituzioni e una pratica vacanza o inefficacia delle legislazioni nazionali antitrust.
Ne consegue un ricorrente carattere filogovernativo e conservatore dei giornali e delle televisioni di propriet
dei gruppi pi potenti. In Europa sono ormai molti i casi in cui questo quarto potere cos concentrato si
identifica direttamente o indirettamente con il potere politico, con effetti potenzialmente dannosi per il buon
funzionamento di una democrazia pluralistica. Ma la scalata di Hersant viene anche facilitata dalla crisi di
molte testate:
- il Figaro stato danneggiato da errori di gestione del gruppo Prouvost e di fronte ai movimenti del 68 ha
subito una crescente involuzione paternalistica ed litaria che ne ha ristretto pubblico e consensi
- anche Hachette nella conduzione di France-Soir ha ecceduto in parzialit politica, indebolendosi sul piano
delle vendite
- la crisi dellAurore ha invece origini diverse che riguardano da vicino la natura 'impura' del suo
proprietario
Negli anni 80 la circolazione dei quotidiani parigini si riduce di molto. Resistono il Parisien, Le Monde,
Libration e il Figaro rilanciato da Hersant attraverso la politica dei supplementi illustrati. Nel 1977 esce Le
Figaro Dimanche, che inaugura la stagione, ben presto imitata in Germania e Italia, dei magazine
settimanali abbinati ai quotidiani: strumento utile soprattutto ad incrementare gli introiti pubblicitari. Lanno
successivo il supplemento ha riscosso un tale successo da meritarsi luscita autonoma e la vendita a parte
con il titolo di Le Figaro Magazine. Per Le Monde, viceversa, gli anni 70 sono meno drammatici. il
quotidiano che probabilmente riuscito a mantenersi meglio in sintonia con i tempi. Insieme al Figaro tra i
pochi quotidiani a vantare una quota considerevole di abbonati: i giornali pi popolari come Parisien e
France-Soir si vendono quasi esclusivamente nelle edicole e per strada. Nel 1969 ne diventa caporedattore
Jacques Fauvet: cresce la foliazione e lorientamento filosocialista del giornale. Suo supplemento importante
Le Monde Diplomatique. Lavvento dei socialisti al governo e la crescita a livelli insostenibili delle spese
fisse segnano il punto di svolta e la crisi, che arriva negli anni 80. Si succedono i direttori, fino ad Andr
Fontane, che impone una drastica cura dimagrante alle strutture (la vecchia sede viene venduta) e agli
organici di personale. Alla fine del decennio Le Monde si conferma terzo nella classifica di vendite, dopo
Parisien e Figaro. Lo seguono:
- France-Soir (mai venuto meno al suo tradizionale e tipico formato di stampa popolare)
- lEquipe (lantica e prestigiosa testata sportiva)
- Libration (che ha assunto un orientamento pi moderato e si diffuso in provincia)
Le cifre testimoniano una situazione di difficolt della stampa parigina abbastanza simile a quella italiana; ma
non di quella provinciale, che si mantiene stabile. Vi domina Ouest-France: la sua foliazione, che pu
raggiungere anche le 200 pagine, dedica ampio spazio ai problemi dellagricoltura, fortemente sentiti in tutta
la regione. Uno dei problemi della stampa quotidiana (non solo francese) il suo prezzo di vendita: in
proporzione alla foliazione e alla ricchezza tipografica i periodici costano molto meno. Nel 1994 sono state
elargite alla stampa dal governo francese grandi quantit di denaro, sotto forma di esenzioni fiscali e di
tariffe postali agevolate: un sistema che premia le testate pi diffuse e pi forti perch agisce in
proporzione alle entrate realizzate e quindi alle dimensioni di scala dellimpresa giornalistica. Diverso il
sistema adottato ad esempio in Svezia, dove fino agli anni 60 le tariffe postali osservano regimi di beneficio
per gli organi di stampa pi deboli. A compensare le difficolt della stampa quotidiana interviene una
peculiare vitalit della stampa periodica. Ad esclusione dei periodici specializzati, circolano in Francia 900
riviste tra le quali si distinguono Le Nouvel Observateur e LExpress. Entrambi questi settimanali
assolvono un ruolo importante nella battaglia per la decolonizzazione allinizio degli anni 60, epoca nella
quale adottano una veste grafica simile a quelle dei newsmagazine americani. In Francia (e anche in Italia)
non riescono a sfondare nel grande pubblico periodici di alto livello culturale, come invece accade in
Inghilterra e negli Stati Uniti.
La guerra fredda che si sviluppa fra Stati Uniti e Unione Sovietica nel secondo dopoguerra implica anche
un confronto fra dinamiche dei mezzi di comunicazione. Rispetto a quello americano, il sistema dei media
sovietico sottoposto ad un rigido controllo statale che ne cura la notevole diffusione sul territorio ed il
grado di innovazione tecnologica. Da questultimo punto di vista, il ritardo accumulato con le distruzioni degli
anni di guerra viene rapidamente superato: nel 1957 sovietico il primo satellite (lo Sputnik) lanciato in
orbita attorno alla Terra. Dal canto suo, la stampa sovietica conosce una maggiore articolazione interna dopo
la destalinizzazione avviata da Kruv. Viene autorizzata la nascita di imprese giornalistiche: accanto alla
Pravda e allIzvestia si sviluppa Trud ('Lavoro'), quotidiano delle organizzazioni sindacali. Per ognuna di

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queste testate (alle quali obbligatorio abbonarsi da parte di tutte le istanze periferiche di stato e di partito)
la bufera del 1989 determina mutamenti prima di tutto quantitativi: la circolazione totale dei quotidiani
crolla. Nascono le prime agenzie di stampa indipendenti, tollerate dal partito. Nel 1990 una nuova legge
sulla stampa voluta dal segretario del partito Mikhail Gorbav (ed estesa poi a radio e televisione)
proclama labolizione della censura e ripristina la facolt di aprire periodici senza lautorizzazione preventiva
delle autorit. Si afferma cos Argumenti i Fakti, settimanale legato al partito ma diretto in modo libero ed
indipendente, che incontra un grande successo; questa rivista tira la volata ad un aumento eccezionale della
stampa periodica. La repubblica popolare cinese instaurata nel 1949 si fonda su un regime a partito
unico, ancora pi accentrato di quello sovietico. La costituzione che entra in vigore nel 1954 riconosce
allarticolo 87 la libert di stampa, ma altri articoli stabiliscono i criteri di una giusta informazione:
- fedelt al punto di vista marxista
- rispetto delle direttive date dal partito
- coordinamento e omogeneizzazione del lavoro dei giornalisti
La fondazione ideologica della funzione informativa avviene dunque secondo moduli vicini a quelli sovietici.
Al 1931 e agli albori della guerra civile che ha condotto al potere i comunisti risale lagenzia di stampa
nazionale, che negli anni 50 assume dimensioni ragguardevoli. Si contano diverse centinaia di periodici rurali
scritti in 31 lingue diverse e destinati alla propaganda ufficiale. Ma attraverso la lettura collettiva organizzata
dalle struttura locali di partito, che si accompagna alle trasmissioni radiofoniche regolarmente in funzione del
1950, la propaganda raggiunge un pubblico molto pi ampio. Dopo il 1989 e la repressione della rivolta
studentesca di piazza Tien An Men, le maglie della censura si sono fatte assai pi strette di prima, anche per
quanto riguarda i 3 canali della televisione di stato, che ha avuto uno sviluppo impressionante: simbolo di
quello 'sviluppo senza democrazia' che sembra riassumere la filosofia politica del gruppo di dirigenti al vertice
del partito-stato cinese.
LA RETE
(anni 90 del 1900)
La storia del giornalismo pu essere descritta anche come una storia di generazioni, ciascuna delle quali
succede alla precedente senza cancellarla, ma intrecciandosi ad essa. Cos abbiamo:
1. quella di Benjamin Franklin e Camille Desmoulins: la generazione gloriosa del giornalismo politico e
delle rivoluzioni, che alla fine del 700 sulle 2 sponde dellAtlantico partecipa in prima persona con le sue
gazzette alla formazione dellopinione pubblica moderna; a essa equivalente la generazione di Gandhi:
quella che un secolo pi tardi nei paesi coloniali assolve un ruolo determinante nella battaglia per la
conquista dellindipendenza
2. quella di mile de Girardin, di Lord Northcliffe, di Joseph Pulitzer e William Randolph Hearst: la
generazione del giornalismo commerciale, che scopre e mette in pratica il valore della notizia come
merce e del giornale come mezzo di comunicazione di massa
3. quella di Walter Lippmann, Robert Capa, Bob Woodward e Carl Bernstein: la generazione del
giornalismo responsabile, segnata dal conflitto tra il ruolo di strumento e garante del diritto pubblico
allinformazione e la logica del profitto privato di oligopoli mediatici multinazionali sempre pi grandi e
potenti
Alla fine del 900 appartiene una quarta generazione: quella del giornalismo globale e della
comunicazione-mondo. La sua data di nascita simbolica il 1983, quando la rivista americana Time
dedica la sua tradizionale copertina riservata all'uomo dellanno' ad una macchina: il personal computer.
Per quanto la tecnologia elettronica sia gi ampiamente diffusa nel mondo della stampa (soprattutto sotto la
forma della videoscrittura e della fotocomposizione) e, in generale, della ricerca scientifica, la copertina del
Time fotografa una rivoluzione in atto nella vita quotidiana di masse sempre pi ampie di persone,
concentrate nella parte ricca del pianeta. Come ognuna delle generazioni che lha preceduta, dunque, anche
questa corrisponde ad una 'fase esplosiva' della tecnologia delle comunicazioni: la quarta. Ma a
differenza delle altre, questa stagione contraddistinta da una conquista che riassume e condensa tutte le
innovazioni: la rete telematica. I caratteri di fondo di questa quarta fase esplosiva sono:
1. la digitalizzazione, cio lunificazione dei linguaggi attraverso il codice binario utilizzato dai circuiti
elettronici delle macchine informatiche; il bit (dallinglese 'binary digit', 'cifra binaria'), quantit minima di
informazione trattabile da un calcolatore e unit di misura di questo codice, diventa il formato standard
per la trasmissione di testi, grafici, suoni, immagini ferme e in movimento; i supporti fisici delle macchine
informatiche diventano contenitori e mezzi multimediali, capaci cio di riprodurre e tenere insieme le
forme pi diverse dellespressivit e della comunicazione umana
2. lunificazione della rete telefonica con i personal computer, attraverso il 'modem', strumento
capace di modulare e demodulare i segnali digitali dei calcolatori in segnali trasmissibili via cavo e via
etere

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3. il grado crescente di miniaturizzazione dei circuiti elettronici e quindi delle dimensioni sempre pi
ridotte e portatili delle tecnologie necessarie (computer, telefoni) per la telematica: la comunicazione a
distanza delle informazioni in tempo reale
4. il mercato sostanzialmente privato di questi nuovi media, sia dal lato della produzione e dellofferta
delle tecnologie, sia dal lato della loro domanda e soprattutto della loro fruizione, attuabili in un ambito
strettamente domestico e addirittura da parte di un utente in movimento; ne derivata unesasperata
competizione che ha progressivamente abbassato i costi di accesso a tale fruizione, resa possibili ad un
numero sempre pi alto di individui
Sotto il profilo della domanda e del consumo, quindi, lintreccio dei nuovi media si presenta potenzialmente
come un processo di democratizzazione della 'societ dellinformazione', attraverso lo sviluppo di
reti orizzontali di comunicazione che prescindono da un controllo organizzativo centralizzato. Il potere
politico delle istituzioni rimasto ai margini di questo processo. Ma sotto il profilo dellofferta e della
produzione, la fornitura delle chiavi di accesso alle nuove tecnologie andata restringendosi nelle mani di
poche compagnie private. Pi che le industrie produttrici di hardware (delle macchine), questo processo
oligopolistico ha interessato nuove industrie produttrici di software (dei sistemi operativi di istruzioni, codici,
formati attraverso i quali le macchine funzionano e comunicano fra loro).
Questa contraddizione tra fruizione pubblica delle reti telematiche e interessi privati dei produttori degli
strumenti per accedervi ben esemplificata dalla storia di Internet. Risale infatti al 1969 e al Pentagono, il
cuore della struttura militare degli Stati Uniti, la creazione della prima rete telematica che le forze armate
americane hanno attivato per lo studio di un sistema di comunicazioni flessibile e capillare, in grado di
resistere e sopravvivere alla distruttivit di un attacco nucleare nemico. Nel 1972 il nuovo sistema viene
presentato al pubblico, insieme al primo programma per la gestione di 'e-mail', la posta elettronica. Lanno
successivo la connessione in rete diventa internazionale. Allinizio degli anni 80 si perfezionano e si
standardizzano i programmi per la trasmissione dei dati. Tutte le reti 'civili' si unificano quindi costituendo
Internet: nella seconda parte degli anni 80 si sviluppano liste di discussione e comunit particolari di utenti
sulla base di una filosofia comune di accesso libero e gratuito. Nel 1991 vengono elaborati i protocolli
del World Wide Web ('la rete mondiale'), il sistema pi popolare di uso di Internet. Negli anni
immediatamente successivi nascono i primi siti, ai quali gli utenti possono accedere per via telematica,
ricavandone informazioni di vario tipo e lasciando messaggi e domande nelle apposite caselle di posta
elettronica. Si diffonde lespressione 'navigare in Internet' ed escono i primi programmi finalizzati a trovare
siti nella rete. Nel 1994 appaiono i primi siti dedicati all'e-commerce', il commercio elettronico via Internet,
e si affermano i grandi provider (fornitori di accesso alla rete) privati. Nella visione dei suoi protagonisti lo
sviluppo di Internet simboleggia il processo di globalizzazione del mondo contemporaneo. La
trasmissione delle informazioni in tempo reale trasforma in profondit molte attivit umane (es: intere fasi di
lavorazione del ciclo produttivo industriale possono essere controllate a distanza, laccesso ai servizi pi
diversi diventa possibile senza muoversi da casa, lincontro tra le persone si libera dalla necessit della
prossimit fisica, ..). Ma inevitabile che il massimo dellinformazione pu corrispondere al
massimo di passivit. Lelaborazione giuridica si trova in ritardo rispetto al mutamento in atto. Nelle pi
recenti riflessioni dellUnesco il concetto di libert di stampa sembra passare in subordine rispetto a quello di
diritto allinformazione dei cittadini. Si compie quindi un significativo passo in avanti rispetto alla Convenzione
europea del 1950, svincolando la professione giornalistica dalla servit politica nei confronti di una categoria
come quella di 'sicurezza nazionale' che negli anni ha mostrato per intero la propria natura equivoca. Al
contrario, si recupera la funzione di servizio sociale del giornalismo, fondando la sua legittimit e autorit sul
rapporto con il pubblico dei cittadini anzich sulla contiguit con le istituzioni: il che implica limpegno alla
tutela di valori morali comuni (pace, diritti umani, privacy). Tuttavia questo significativo mutamento di
impostazione avviene allinsegna di una ricoperta del concetto di 'informazione vera' e di 'dedizione
del giornalista alla realt obiettiva', che sembra voler di nuovo tornare ad una concezione neutra del
lavoro giornalistico. Le stesse caratteristiche delle reti telematiche rendono difficile la misurazione della loro
crescita. Uno degli indicatori pi comunemente utilizzati a questo proposito il numero di host ('ospite'),
cio di nodi della rete che costituiscono porte di accesso per pi utenti individuali. Tra il 1995 ed il 1999
questa cifra salita da quasi 6 a pi di 43 milioni: la diffusione della rete rimane quindi limitata ad una
piccola parte del mondo, stimabile attorno al 2% della popolazione mondiale. Quasi di essa si concentra
negli Stati Uniti e la tendenza alla concentrazione della rete non diminuisce e anzi aumenta: il predominio
statunitense oggi maggiore che nel recente passato. Almeno fino ad oggi, quindi, la crescita di Internet
non procede in modo diffusivo omogeneo, ma tende ad insistere nelle zone dove gi pi radicata,
allargando il fossato che le separa dal resto. Lo sviluppo nelle altre aree avviene a macchie di leopardo e i
poli che si costituiscono non ne generano altri per contagio geografico, confermando che le logiche di
Internet prescindono quasi completamente dalle coordinate spaziali. La diffusione di Internet ha avuto
riflessi immediati sul mondo del giornalismo:

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la tendenza alla 'leggerezza' del lavoro tipografico (inaugurata dalla fotocomposizione e dalla
videoscrittura) si accentuata
- dopo il piombo anche la carta ha fatto il suo ingresso tra i materiali obsoleti: il testo degli articoli viene
infatti trasmesso via modem e direttamente composto e impaginato per via elettronica
- tendenzialmente (sono ancora molti i giornalisti affezionati al vecchio modo di lavorare) il computer
portatile prende il posto della macchina per scrivere e la sua connessione alla rete telefonica sostituisce
la trasmissione via fax o la dettatura a voce, eliminando tutte le fasi redazionali di trascrizione
Un primo riflesso importante della presenza di Internet sul fronte informativo si avuto nel 1998, in
occasione della guerra del Kossovo: il rigido controllo delle notizie istituito in Serbia dal regime di Milosevic
non riesce a sopprimere la voce di singoli e di gruppi affidata alla rete telematica, per sua stessa natura
meno individuabile e neutralizzabile. significativo, a questo proposito, il raffronto con la guerra del Golfo
nel 1991, che ha invece segnato una secca sconfitta per giornali e giornalisti, determinata dalla nuova natura
'postmoderna' di una guerra a base di bombardamenti 'intelligenti' e teleguidati, prima ancora che da
particolari regimi di censura militare. Le immagini della Cnn dai tetti di Bagdad, nella loro immediatezza e
nella loro nullit informativa, sono state lunica testimonianza pervenuta dallaltro fronte.
La trasformazione non investe solo il processo produttivo del giornale ma anche la sua stessa natura di
prodotto e merce. Nascono infatti 'giornali elettronici' che non vengono stampati su carta e che possono
essere letti (e riprodotti) attraverso Internet, rimanendo sempre entit virtuali allinterno delle memorie del
computer. Nel 1992 il Chicago Tribune stata la prima testata a creare unedizione elettronica
'on-line' del quotidiano cartaceo. Negli anni successivi vi stata una grandissima fioritura di questi giornali
elettronici che non deve stupire pi di tanto. Di fatto il quotidiano elettronico si presenta, almeno allinizio,
come una semplice ricaduta passiva della routine quotidiana del mestiere di giornalista. Quasi ogni articolo
scritto e composto per ledizione cartacea, infatti, passa obbligatoriamente attraverso il calcolatore e la rete:
farcelo rimanere a disposizione di chi voglia vederlo comporta soltanto la realizzazione di un sito web con
bassi costi. Tuttavia i primi giornali on-line che si limitavano ad essere la semplice copia elettronica
delledizione cartacea sono stati ben presto sostituiti da siti web sempre pi autonomi, con articoli, fonti,
servizi e ritmi di aggiornamento delle notizie diversi dal giornale di carta. Si sviluppata sempre di pi
linterattivit, vale a dire la caratteristica veramente nuova che la rete offre rispetto alla carta: la possibilit
per lutente di percorrere un proprio originale sentiero nelle pagine virtuali delledizione elettronica. Il
formato in cui il giornale on-line composto, infatti, quello dellipertesto: cio una concatenazione
multipla (non sequenziale e obbligata come le pagine di carta) di link, di collegamenti con testi, immagini,
altri siti web, raggiungibili a scelta del navigatore. La distribuzione geografica dei giornali elettronici ricalca
da vicino quella degli host di Internet: gli Stati Uniti si confermano come il principale protagonista
delleditoria elettronica. Nel 1991 lavvento di Internet determina infatti il definitivo abbandono dei progetti di
giornale su videotex e lanno successivo arrivano i primi quotidiani in rete. Nel 1992 la rete televisiva Cnn
apre la propria edizione elettronica. Dal 1996 comincia la fase di potenziamento dei siti: quello del News
York Times, ad esempio, si dota di un archivio che risale fino allannata 1969 del giornale e consente la
possibilit interattiva di ricerche per parole chiave. Il 1997 appare come lanno delle definitiva consacrazione
di Internet. Allinizio del 1999, dal punto di vista della presenza di testate on-line, il predominio statunitense
si ridimensiona molto rispetto al primato saldamente detenuto nello sviluppo della rete. Numerosi sono
anche i periodici locali on-line: il loro straordinario incremento testimonia la perdurante funzione di identit
comunitaria locale esercitata anche dalleditoria elettronica. Al tempo stesso, uno dei caratteri fondamentali
di Internet (nel bene e nel male) la pariteticit degli accessi: ogni sito web uguale agli altri e non
esistono filtri preventivi capaci di qualificarli e selezionarli. Questa condizione offre lopportunit a realt
periferiche, a gruppi e anche a singoli individui di farsi conoscere e guadagnare una tribuna mondiale che 10
anni fa sarebbe stata impensabile. Tuttavia la logica preminente che sembra sottostare agli investimenti in
rete dei grandi gruppi editoriali una logica prettamente commerciale. Oltre al beneficio di
unimmagine aggiornata e innovativa, la versione on-line quel quotidiano considerata, prima ancora
che il laboratorio sperimentale di un nuovo giornalismo, la testa di ponte in un nuovo mercato pubblicitario:
il giornale in rete si offre insomma come veicolo a pagamento per inserzionisti privati. Nel 1998 Usa Today
risulta il quotidiano on-line pi visitato in rete: il sito presenta mediamente circa 30 pagine, suddivise in 5
sezioni; una redazione di quasi 100 persone provvede ad aggiornarle 24 ore su 24, offrendo quindi un
servizio informativo assai pi tempestivo ed efficiente delledizione stampata. Gli inserzionisti che vi
pubblicano i loro annunci commerciali a pagamento sono circa 400 e costituiscono la principale entrata del
quotidiano on-line, una volta verificata limpossibilit pratica di imporre tariffe di abbonamento in rete.
importante notare che lespansione del pubblico elettronico non sembra aver tolto spazio alla tiratura
delledizione su carta. Una politica diversa quella seguita dal Wall Street Journal Interactive che vanta
numerosissimi abbonati paganti. Una redazione poco pi numerosa di quella di Usa Today ha dato
particolare impulso allinterattivit: il lettore ha la possibilit di personalizzare il proprio giornale chiedendo

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aggiornamenti specifici su alcuni tipi di notizie, costituendo una propria sezione di 'favoriti'. Ledizione
elettronica non punta quindi alla conquista di nuovi mercati pubblicitari, ma ricerca una fetta di pubblico non
troppo diversa da quello tradizionale della testata. difficile stabilire lesistenza o meno di una correlazione
tra diffusione della rete e circolazione della carta stampata. Tra il 1993 ed il 1997 il numero di testate
quotidiane cartacee ulteriormente diminuito negli Stati Uniti e in Europa, rimasto stabile in Giappone ed
fortemente aumentato nel resto del mondo. La tiratura complessiva ha seguito un andamento simile,
contraendosi vistosamente negli Stati Uniti e in Europa, aumentando di poco in Giappone e sviluppandosi nel
resto del mondo, con un incremento di oltre 6 milioni di copie che in larga parte si concentrato in India. In
effetti la crisi della stampa quotidiana corrisponde ad una tendenza degli ultimi decenni che risale a prima di
Internet e il caso in controtendenza del Giappone (dove pure si viene concentrando una quota significativa di
host della rete) sembra scagionare la telematica dallaccusa di affossare i giornali di carta. LItalia figura agli
ultimi posti della graduatoria europea di diffusione di Internet, ma registra ugualmente un calo di lettori dei
quotidiani. Gran Bretagna e Francia che invece vi compaiono ai primi posti accusano un calo di vendite dei
giornali di carta assai contenuto. Anche per quanto riguarda le possibili 'turbative' del mercato pubblicitario
difficile trarre conclusioni attendibili. Tra il 1993 ed il 1997 nei bilanci della stampa quotidiana americana la
quota (gi molto alta) coperta dalla pubblicit ulteriormente cresciuta a scapito di quella detenuta dalle
vendite. In Giappone la vendita per abbonamento costituisce un ancoraggio molto saldo e la quota coperta
dalla pubblicit salita; in Francia e Germania invece scesa, mentre salita in Italia e in Gran Bretagna. A
prima vista sembrerebbe quindi che un grado maggiore di sviluppo della rete e del commercio elettronico
non sottragga investimenti pubblicitari alla carta stampata. Ma chiaro che siamo appena ai primi passi di
una situazione in rapido movimento.
Molti studiosi dei media non hanno dubbi nel ritenere le nuove tecnologie veicoli di libert. Secondo alcuni,
anzi, la rivoluzione informatica in atto rende obsoleto lo stesso concetto di mass media: la
possibilit di un controllo personalizzato e interattivo delle telecomunicazioni multimediali apre la strada ad
una fase di democrazia pluralistica nellaccesso dellinformazione e nel consumo di notizie, allinsegna di una
sorta di bricolage domestico nella confezione del prodotto giornalistico che cancella il carattere
standardizzato della cultura di massa.
Internet non mostra capacit autonome di diffusione oltre le barriere economiche del sottosviluppo:
la sua logica di crescita una logica ineguale che accresce le differenze anzich attenuarle
(questo problema investe non soltanto il giornalismo telematico, ma linsieme di quei processi che
siamo soliti rubricare sotto letichetta di globalizzazione)
con Internet si crea una maggiore 'opacit sociale' frutto della sovrabbondanza di notizie;
laffollamento di giornali elettronici determina una sovrapproduzione di contenuti informativi; fra
radio, televisioni, quotidiani si crea una tendenza involontaria ma potente allomologazione,
che nel caso dei giornali on-line appare ancora pi paradossale, se posta a raffronto con lassenza di
ricavi effettivi da parte dei quotidiani che investono nella rete
Fatta eccezione per il Wall Street Journal Interactive, la maggior parte dei quotidiani on-line infatti o rasenta
il pareggio o ha il bilancio in perdita. La formula fondata sugli abbonamenti a pagamento appare tuttora
largamente minoritaria rispetto alla formula e alla logica che concepisce la rete essenzialmente come un
potenziale veicolo pubblicitario e commerciale, dotato della caratteristica, del tutto nuova rispetto ai media
finora utilizzati, di entrare fisicamente nella case, ma con un messaggio personalizzato e una corsia
preferenziale per acquisti immediati.
+
linterattivit garantita dalla rete consente non solo un meccanismo di feed-back immediato e
costante sul gradimento e i gusti del pubblico, ma anche la collaborazione diretta del
consumatore nella scelta e nella modulazione del prodotto
+
linterazione in tempo reale con gli utenti consente di personalizzare la produzione fino a farla
diventare il frutto di una collaborazione tra produttore e consumatori, trasformando i secondi da
soggetti passivi delle strategie di marketing in soggetti attivi delle stesse scelte
produttive
Ci non toglie che il giornalismo telematico abbia fatto emergere alcune importanti novit nella storia del
giornalismo:
1. laggiornamento costante delle notizie, che rinvia ad uno dei caratteri di fondo dellinformatica:
quello di considerare il prodotto scritto sempre come un semilavoro, trattabile e modificabile in ogni
momento senza difficolt e senza perdite di informazioni; questo un vantaggio secco che il giornale
elettronico presenta rispetto a quello cartaceo, ma anche un motivo di ulteriore convulsione e frenesia
della professione giornalistica; tra i giornali della rete la tempestivit si misura ormai sui minuti, a tutto
discapito della verifica accurata di fonti e notizie; diventa addirittura problematico conservare per gli
articoli che corrono in rete la definizione standard di prodotto giornalistico, in quanto immodificabile e
dotato di copyright; rispetto a quello tradizionale, il 'cybergiornalismo' esaspera il ruolo del gatekeeper:

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la rete anche un colossale supermercato unificato di informazioni, dove il newsgathering somiglia


spesso ad un lavoro di collage e linkage ipertestuale tra i siti diversi di agenzie di stampa, televisioni,
compagnie economiche, amministrazioni pubbliche, con scarso spazio alla scrittura e alla creativit
individuale; il rischio che Internet diventi un luogo di post-giornalismo, autoreferenziale e chiuso in se
stesso, dove lincontro con la realt effettiva rimane sullo sfondo ed sempre mediato da altri
2. linterattivit: il processo di personalizzazione della notizia sviluppa circuiti informativi a doppio senso
di marcia tra giornalisti e lettori; si sviluppa cos un possibile antidoto allopacit sociale prodotta
dalleccesso di offerta giornalistica, lasciando pi ampia libert di scelta agli utenti, ma in qualche modo
facendo rinunciare il giornalismo alla propria funzione storica di guida e orientamento; il giornale rischia
di adeguarsi alla formula supermercato, mettendo in mostra vetrine sempre pi ricche ma evitando di
fare delle scelte
Il caso italiano segue alla lontana quello statunitense, sulla base dei ritmi e delle modalit particolari con cui
la famiglia italiana si adegua allinnovazione tecnologica. Lalfabetizzazione informatica segna quindi il primo
passo rispetto allappropriazione utilitaristica di nuovi e pi facili sistemi di comunicazione. Il processo di
informatizzazione delle famiglie italiane rimane quindi ancora ad un livello elementare, che deriva
principalmente da un ritardo dellistituzione scolastica nelleducazione alluso del computer. A partire dal
1995, quando lUnit e LUnione Sarda hanno fatto la loro comparsa in rete, lavvento dei quotidiani online in Italia ha percorso 3 tappe successive:
1. la creazione del sito con la riproduzione della prima pagina e di una selezione limitata di articoli
delledizione cartacea
2. la riproduzione integrale della versione di carta del giornale
3. la predisposizione di servizi aggiuntivi, interattivi e personalizzabili
Nel giro dei 2 anni successivi arrivano in Internet Stampa, Corriere della sera, Manifesto, Sole-24 Ore,
Gazzetta dello Sport, Repubblica. In seguito anche quintuplicato il volume degli investimenti pubblicitari in
Internet. Solo una ristretta parte dei quotidiani elettronici si differenzia in modo sostanziale dalla versione
cartacea, tra questi spiccano:
1. Repubblica (secondo le statistiche il giornale italiano pi letto in rete)
2. Sole-24 Ore (fin dallinizio punta con decisione sul potenziamento degli introiti pubblicitari)
Il ristretto pubblico italiano dei navigatori di Internet appare comunque molto fedele. Differenze significative
con il caso statunitense emergono dalla rilevazione dei suoi interessi: negli Stati Uniti la grande maggioranza
dei lettori visita i siti web dei quotidiani per informazioni pratiche relative a cinema e ristoranti, scienza e
salute, tecnologie, finanza, condizioni meteo e solo il 40% per le notizie politiche. In Italia, viceversa, gli
interessi del lettore in rete sono simili a quelli del lettore di stampa quotidiana e ne riflettono lattenzione
preponderante per la politica, lasciando in subordine quella per sport, cultura, tecnologia e cronaca. Dal
punto di vista della professione giornalistica, leditoria elettronica italiana appare ancora un mondo in
costruzione, ma pi di 2/3 dei giornalisti intervistati affermano di utilizzare concretamente Internet per la
propria attivit giornalistica: soprattutto per reperire informazioni attraverso i motori di ricerca. Soltanto si
dedica affettivamente al giornalismo on-line, producendo contenuti destinati ad andare in rete.

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