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LA VIOLENZA NAZISTA – TRAVERSO

CAP.1 – SORVEGLIARE, PUNIRE, UCCIDERE


- La ghigliottina e la morte seriale

RIV. FRANCESE – invenzione della ghigliottina, momento cruciale in quanto la MECCANICA, l’INNOVAZIONE
TECNOLOGICA entrano nell’ambito della pena capitale. “Momento di rottura in cui l’antico sistema sacrificale celebra
il suo trionfo prima di abbandonare la scena della storia, in cui le violenze ritualizzate del passato si scatenano in un
corpo sociale ormai pronto a esorcizzarle”
In questo passaggio, l’introduzione della meccanica segna una svolta storica poiché aprirà la strada a una
DISUMANIZZAZIONE DELLA MORTE, da spettacolo sociale a esecuzione in serie, un vero e proprio omicidio seriale
reso possibile da questa straordinaria invenzione.
STORIA DELLA GHIGLIOTTINA -> DIALETTICA DELL’ILLUMINISMO, in quanto punto di arrivo di anni di lotte da parte
dei pensatori dell’epoca che si pronunciavano contro l’inumanità della tortura. Se nei secoli precedenti si tendeva a
affinare le tecniche e gli strumenti di tortura in modo da aumentare più possibile le sofferenze del torturato, con
l’Illuminismo vi era una crescente insofferenza verso tale crudeltà, specialmente anche per la spettacolarizzazione
pubblica di tali atti (esecuzioni pubbliche, esposizione di cadaveri, ecc). QUINDI, ghigliottina -> progresso
dell’umanità e della ragione (rapidità e “indolorità” della morte).
In questo processo, 4 figure di importante rilevanza (importantissime durante il 3° REICH!):

 Medico – incaricato di eliminare la sofferenza dei condannati


 Ingegnere – responsabile dell’efficienza tecnica della macchina
 Giudice – sentenzia sul diritto di vita e di morte dei condannati
 CARNEFICE – abbandona la sua iniziale funzione di uccisore per diventare un semplice “professionista”,
ovvero, viene persa quell’aura di malessere, disagio che comportava il semplice dire di essere boia, per
passare a una semplice assunzione della professione come se si trattasse di ben altro lavoro. Infatti, È LA
MACCHINA AD UCCIDERE, ed egli è solo responsabile del suo funzionamento, in quanto la morte avviene
SENZA OGGETTO.
W. BENJAMIN – “morte senz’aura”: finisce l’era delle morti-spettacolo e inizia quella dei massacri tecnologici.
L’esecuzione indiretta elimina l’orrore della violenza visibile e ne rende possibile la moltiplicazione infinita
aggiungendovi la deresponsabilizzazione etica dell’esecutore, trasformatosi in un semplice manutentore e quindi,
non responsabile degli orrori commessi.

- La prigione e la disciplina de corpi


-> Fabbriche, prigioni, caserme – luoghi caratterizzati dalla DIVISIONE RAZIONALE, DISCIPLINA DEL TEMPO E DEL
CORPO, MACCANICIZZAZIONE DEL LAVORO, GERARCHIA SOCIALE E SOTTOMISSIONE DEI CORPI ALLE MACCHINE
(degradazione del lavoro inerente al capitalismo -> Marx&Engels, sia M&E che Weber -> disciplina della fabbrica =
esercito e operaio = soldato)
MARX – Fabbriche moderne come luoghi di depredazione sistematica delle condizioni di vita dell’operaio (ERGASTOLI
MITIGATI)
WEBER – Disciplina militare come il modello ideale della moderna impresa capitalistica
INFATTI, le prigioni dell’epoca conservavano la razionalità autoritaria della fabbrica e della caserma mutandone però
la funzione: il lavoro carcerario non era considerato come fonte di profitto ma come PUNIZIONE e METODO DI
TORTURA UMILIANTE (lavori di fatto inutili e non produttivi), la cui vera funzione era principalmente “macchinale”,
ovvero rieducare il corpo attraverso i vincoli tecnici della disciplina in modo da umiliare il detenuto. (antenate del
sistema concentrazionario della Germania nazista)
(si cita Levi, “I sommersi e i salvati”, e Marx, riflessioni sulle workhouses inglesi)

- Excursus: il sistema concentrazionario nazista


FINO AL ’42 – lavoro dei detenuti nei campi principalmente punitivo e disciplinare (come nelle prigioni europee del
secolo precedente), ANNESSIONE DEL SISTEMA CONCENTRAZIONARIO ALLA WVHA (ufficio centrale economico e
amministrativo delle SS) -> obiettivo di RENDERE PRODUTTIVO IL LAVORO NEI CAMPI, praticamente ceduto alle varie
imprese tedesche che si ritrovarono con una vastissima quantità di manodopera a costo 0 da usare secondo le
proprie necessità.
Con questo si creò una specie di TAYLORISMO BIOLOGIZZATO, secondo il quale i detenuti di varie nazionalità/etnie
svolgevano diverse attività creando un vero e proprio sistema di stratificazione e segmentazione lavorativa in base
alle diverse funzioni del processo di produzione; stratificazione che diventava anche razziale in base ai dettami della
concezione nazista delle razze. Naturalmente, anche in questo caso, TOTALE ALIENAZIONE DEI LAVORATORI. A
differenza dello schiavismo classico, in questo caso la forza lavoro costituita dai prigionieri dei campi si consumava
FINO ALLA FINE, costituendo un vero e proprio STERMINIO ATTRAVERSO IL LAVORO.
INFATTI, campi nazisti: 1) luoghi di punizione -> 2) centri produttivi -> 3) centri di sterminio per mezzo del lavoro

- La fabbrica e la divisione del lavoro


Se la ghigliottina è il primo passo verso l’industrializzazione della morte e Auschwitz ne è il culmine, in mezzo vi sono
passaggi intermedi, in primo luogo la RAZIONALIZZAZIONE DEI MATTATOI. Come i cimiteri, inizialmente nei cuori
delle città, durante l’800 cominciano ad essere costruiti ai margini (anche per politiche di tipo igienista per migliorare
le condizioni di vita urbane), più concentrati e meno come quantità totale. Scomparendo dal paesaggio urbano,
anche la macellazione perdeva l’aura sacrificale che aveva in precedenza, lasciando spazio all’uccisione in serie in
base a procedimenti strettamente razionalizzati.
AUSCHWITZ – affinità con la fabbrica (architettura, struttura, ubicazione vicina a zona industriale e a snodo
ferroviario), qui produzione e sterminio si compenetravano, come se il massacro fosse una forma particolare di
produzione in cui non vi si producevano merci ma cadaveri.

- L’amministrazione razionale
Questa FABBRICA DI MORTE, come qualunque altra fabbrica seguiva principi di amministrazione strettamente
razionali fondati sul calcolo, specializzazione, segmentazione delle competenze, distribuzione degli incarichi in una
serie di attività parziali e apparentemente autonome ma coordinate. Il suo ruolo nel genocidio ebreo fu della
massima importanza e insostituibilità li agenti di questo apparato burocratico non controllavano il processo nel suo
insieme e, quando avevano conoscenza delle sue finalità potevano giustificarsi dicendo che non ne avevano nessuna
responsabilità, che si limitavano a eseguire ordini.
Organizzazione puramente weberiana, funzionari nazisti -> masse di burocrati che si limitavano a “fare il proprio
dovere” (antisemitismo quasi inesistente) nella maniera più zelante possibile, seguendo un vero e proprio habitus
professionale.

CAP. 2 – CONQUISTARE: LA VIOLENZA COLONIALE


- L’imperialismo
Conquista dell’Africa -> sviluppo della civiltà industriale, l’una accompagnò l’altra e divennero indissociabili,
dicotomia civiltà-barbarie (europei bianchi in divisa che andavano a colonizzare i popoli africani, nudi che vivono in
capanne), eugenetica, darwinismo sociale -> selezione delle razze, sterminio dei popoli dominati come legge naturale
dello sviluppo storico
RISULTATO: 2 discorsi. MISSIONE CIVILIZZATRICE EUROPEA e ESTINZIONE DELLE RAZZE INFERIORI, ovvero,
CONQUISTA ATTRAVERSO LO STERMINIO.
Leopoldo II, Carl Schmitt, John Stuart Mill, Alexis de Tocqueville, Edward Said, Michael Adas (EU veramente convinta
di civilizzare I popoli africani a fine ‘800! Nessuna propaganda!). Ma già a partire dagli anni ‘30/’40 del ‘900 questa
tendenza viene fuori evidenziando il fatto che dall’iniziale ottimismo civilizzatore si passa alla TOTALE BESTIALITA’
(Junger).
KORSCH – La vera novità risiede nel fatto che i nazisti hanno esteso ai popoli (“civilizzati”) europei LO STESSO
TRATTAMENTO riservato sino ad allora alle popolazioni indigene che vivevano ai margini della cosiddetta “civiltà”.
ARENDT – imperialismo europeo TAPPA FONDAMENTALE, essenziale, nella genesi del nazismo, in quanto attraverso
la sua politica di controllo mostrò una prima sintesi di MASSACRO e AMMINISTRAZIONE che sarà poi perfezionata
nei campi di sterminio. Allo stesso modo, il razzismo moderno e la burocrazia, nati in circostanze diverse ed evoluitisi
in maniera parallela, in Africa si sono trovati e realizzati prefigurando i futuri campi nazisti.
LEBENSRAUM (Ratzel) – fusione del darwinismo sociale con la geopolitica imperialista, mondo extraeuropeo -> spazio
colonizzabile riservato a gruppi considerati biologicamente superiori. NECESSARIO per ristabilire l’equilibrio tra il
sempre maggiore sviluppo industriale e un’agricoltura minacciata, e quindi nuovo equilibrio con la natura in modo
da preservare la vocazione della Germania come popolo legato alla terra.

- L’estinzione delle razze


Nell’Europa ottocentesca un’ampia letteratura diffuse i principi del diritto occidentale al dominio mondiale, alla
colonizzazione del pianeta e alla sottomissione e distruzione dei popoli ritenuti selvaggi. Con l’introduzione del
darwinismo sociale questo processo aumentò, tramite il determinismo positivista, l’evoluzionismo ->
GIUSTIFICAZIONE BIOLOGICA DELL’IMPERIALISMO
Discorso che man mano si espandeva a tutti i paesi europei e che penetrava in diverse aree della conoscenza,
perpetrando questo tipo di retorica dominatrice ed eurocentrica (cita diversi esempi, tra cui Darwin stesso). MA NON
SOLO IN EUROPA -> giustificazione per lo sterminio delle popolazioni native in Nord America e la seguente ascesa
degli USA sulla scena mondiale a fine secolo.
In ogni caso, lo scenario preferito rimane sempre l’AFRICA, sulla quale le potenze europee proiettano le loro fantasie
coloniali, schiavitù, eliminazione dei popoli -> fatto necessario.
Tornando ai discorsi, essi non erano limitati ai dibattiti accademici, erano anche assai presenti nella politica (Lord
Salisbury, Guglielmo II), e mentre erano all’epoca inimmaginabili nei confronti di altre nazioni europee, erano
perfettamente legittimi e attuabili nei confronti di popolazioni da colonizzare.

- Le guerre e i crimini coloniali


In termini di risorse usate, sia materiali che umane, le guerre coloniali dell’800 sono incomparabili alla 1°GM, ma
esse presentavano caratteristiche peculiari:
 Non erano conflitti considerati dal D.I. come tali in quanto non presupponevano Stati nemici tra loro e una
conclusione tramite un accordo di pace, MA – GUERRE DI DISTRUZIONE E DI CONQUISTA NON DICHIARATE
CHE TERMINAVANO CON LA SOTTOMISSIONE COMPLETA DEI PAESI VINTI.
 Primo uso delle mitragliatrici e delle armi automatiche
TROTHA – il principio che orientava queste guerre non era il D.I., ma il SURVIVAL OF THE FITTEST!
GUERRA DI ETIOPIA – ponte fra l’imperialismo ottocentesco e la guerra nazista per il Lebensraum -> orientare
l’emigrazione italiana verso le colonie africane!

- Il nazismo e lo “spazio vitale”


GUERRA CONTRO URSS E ESPANSIONE VERSO EST (colonizzazione tedesca dei territori fra Leningrado e la Crimea):
inizialmente, evacuazione di 30-40 milioni circa di slavi “non graditi sul piano razziale” e poi installazione graduale e
diluita del tempo di una decina di milioni di tedeschi/popolazioni germaniche destinati a colonizzare questi territori
e a regnare sui restanti 15 milioni circa di slavi ridotti in schiavitù. Questo sterminio di razze inferiori (insieme a ebrei
e zingari) doveva essere realizzato durante la guerra ed era parte di questo progetto per realizzare il Lebensraum.
GIUSTIFICAZIONE DI SCHMITT – questa guerra violava sì i principi del D.I., però si inscriveva coerentemente all’interno
di questa tendenza espansionista dimostrata da altre potenze europee in precedenza fuori dallo spazio europeo. Lo
spazio extraeuropeo era “senza padroni”, pronto per essere colonizzato, infatti i grandi imperi europei hanno
raggiunto tali livelli di grandezza PROPRIO PERCHÉ AVEVANO LE COLONIE! QUINDI -> GER applicava in POL, UKR, nei
Paesi Baltici e in RUS gli stessi metodi che FRA e GBR avevano già applicato in Africa e in Asia.
Questa colonizzazione ovviamente comportava l’eliminazione delle élite politiche, amministrative e intellettuali di
tali paesi. KOCH – affermava di avere fatto in UKR una “”guerra coloniale, come tra i negri”.
- Come già anticipato, le pratiche messe in atto dalla Germania nazista riprendevano idee antiche e ben radicate
nell’imperialismo occidentale (con diretta origine nelle guerre coloniali), la principale novità risiede nel fatto che
esse sono state attuate NEL CUORE DELL’EUROPA, nei confronti di ALCUNE NAZIONI DEL VECCHIO MONDO e in
particolare di UN POPOLO ALL’ORIGINE DELLA CIVILTÀ OCCIDENTALE.
Dall’altra parte andava oltre l’imperialismo classico e ne riscriveva le gerarchie di codici e valori. Scopo
dell’espansionismo -> ALLARGAMENTO DEL DOMINIO TEDESCO SU BASI BIOLOGICO-RAZZIALI: non si trattava
soltanto di conquistare dei territori, ma di GERMANIZZARLI, e quindi il razzismo e l’eugenismo non erano una
copertura ideologica, ma erano il MOTORE di questo processo.
1942, opuscolo DIE UNTERMENSCH – EBREI, CERVELLO DI UNO STATO DI “SOTTOUOMINI”, quindi la loro
eliminazione NON ERA strumentale (mirata alla conquista), ma era parte di una lotta rigeneratrice, una crociata, una
guerra di liberazione.
QUINDI, EST EUROPA non solo era lo spazio vitale da colonizzare, ma era necessario anche l’ANNIENTAMENTO
dell’URSS e del bolscevismo, ritenuto dai nazisti come il prodotto dell’intellighenzia ebraica e la sottoumanità slava
e incarnato dall’Armata rossa. PER SCONFIGGERLA QUINDI non bastavano guerre ridotte e limitate come quelle
coloniali di fine ‘800, era necessaria una GUERRA TOTALE (compreso il genocidio della popolazione ebrea).

CAP. 3 – DISTRUGGERE: LA GUERRA TOTALE

- L’esercito fordista
La 1° GM rappresenta un punto di svolta anche per quanto riguarda la figura del soldato. Come già anticipato, la
guerra perde quell’aura di eroismo che aveva avuto fino a non molto tempo prima per trasformarsi in qualcosa di
completamente nuovo, spogliandosi di qualunque tratto eroico, i soldati venivano PROLETARIZZATI diventando
operai al servizio di una MACCHINA DI MORTE e sottoposti a un regime disciplinare analogo a quello delle fabbriche.
Quindi, dall’operaio-massa della fabbrica fordista si passa al soldato-massa della guerra moderna, e tutti quei
processi che caratterizzavano la produzione industriale (gerarchia, obbedienza, esecuzione degli ordini,
segmentazione delle funzioni) facevano sì che fare la guerra diventasse come lavorare alla catena di montaggio.
Allo stesso modo, l’esercito diventava un’impresa razionale, burocratizzata, gerarchizzata. MARX – operai come
soldati; durante la 1° GM è successo il contrario, i soldati sono diventati operai, e alla stessa maniera la mitragliatrice
aveva meccanicizzato, industrializzato l’uccisione (guerra – processo industriale senza fine). INFATTI, essa fu anche
un momento importantissimo per la diffusione del taylorismo in Europa, e questo modello fu altrettanto rilevante
per la concezione e la messa in atto di teorie ed ipotesi in materia di disciplina dei corpi, di organizzazione dello
spazio e di psicotecnica, per esempio.
1918 – WEBER -> evidenzia i tratti comuni fra l’amministrazione burocratica statale e gli eserciti moderni
(Innovazioni tecnologiche, breve traiettoria)

- La morte anonima di massa


QUINDI, grandissimi cambi nella configurazione generale della battaglia -> forma di sterminio industriale (“industria
specializzata nel macello umano”), eserciti come fabbriche produttrici di morte in cui la distruzione del nemico veniva
effettuata secondo le modalità di un sistema di produzione.
Queste nuove mentalità e concezioni etiche formatesi nelle trincee della 1° GM saranno fondamentali nella Seconda,
e senza queste tutti i massacri avvenuti non sarebbero mai stati concepibili.

- Soldati, civili e “campi di concentramento”

La 1° GM aprì il varco e esplorò nuove soglie della violenza anche per quanto riguarda la frontiera fra campo di
battaglia e la società civile: in seguito ai bombardamenti sulle città, l’internamento dei cittadini dei paesi nemici e
la deportazione e il lavoro forzato dei civili questa divisione non esisteva più. Inoltre, tali pratiche hanno radici nel
periodo coloniale, ma in questo contesto venivano portate a un altro livello poiché si combinavano con le più
avanzate novità tecnologiche (armi chimiche!).
QUINDI, prigionieri di guerra costretti ai lavori forzati in campi di lavoro/concentramento (nato in Sudafrica con la
guerra dei boeri!) che, con la loro struttura e configurazione preannunciavano ciò che sarebbe successo in seguito;
strutture e manodopera sfruttate sia in maniera disciplinare che produttiva. In ogni caso si trattava di casi limitati, e
NON RISPONDEVANO A UNA STRATEGIA DI DISUMANIZZAZIONE E ANNIENTAMENTO DEFINITA (nonostante ciò
furono di fatto un laboratorio del sistema nazista).

- Paralisi della narrazione


Cita vari testi, passaggi, testimonianze, e i tratti comuni fra queste:

 MORTE come elemento centrale


 TRINCEE – cimiteri
 Paesaggio dopo la battaglia -> INFERNO
 IMPOSSIBILITÀ NEL TROVARE LA PAROLE PER DESCRIVERE, paura di non essere creduti, ascoltati

- Vite senza valore


Inoltre, la 1° GM ha rappresentato il culmine, il battesimo del fuoco di concetti come l’ASSUEFAZIONE ALLA MORTE
VIOLENTA e l’INDIFFERENZA NEI CONFRONTI DELLA VITA UMANA. Entrambi si erano già presentati in diverse
situazioni negli anni precedenti (ad es., pogrom di Kishinev, 1903, genocidio armeno, 1915), e fecero sì che l’Europa
diventasse come ASSUEFATTA AL MASSACRO.
Quindi, quest’indifferenza si manifestò palesemente nella propaganda militare, che dipingeva il nemico come
qualcosa di disumano, ALTRO, qualcosa che dev’essere abbattuto; con l’abbandono di ogni elemento di razionalità si
enfatizzava un sentimento di appartenenza a una comunità minacciata da un qualche agente esterno ostile, barbaro
(il nemico), contro cui bisognava far fronte con una fedeltà cieca e totale verso il proprio esercito, la propria “patria”
di appartenenza.

- Un laboratorio del fascismo


Di conseguenza, IMBARBARIMENTO della vita politica attraverso un linguaggio violento, bellico e metodi di scontro
ereditati dalla guerra di trincea. Anche nelle immagini di propaganda il cambio è notevole: dall’immagine del soldato
eroe, si passa al MILITE DEL LAVORO di Junger (freddo, minaccioso, meccanico, la cui immagine si perde nell’acciaio
dell’elmetto caratterizzata a linee altrettanto dure e angolari, il corpo carico di aggressività e lo sguardo pieno di
tenacia) che incarnava gli ideali estetici tecnicizzati e romanticizzati da queste nuove tendenze.
Tali idee rappresentate in ITA dal fascismo (guerra come momento supremo della vita e combattimento come forma
di autorealizzazione, trionfo della forza e del coraggio sfidando la morte), in GER da Junger (guerra -> esperienza
interiore) e Schmitt (guerra -> premessa e compimento del POLITICO inteso come luogo di scontro fra l’amico e il
nemico; scontro fra l’io e l’altro, che rappresentava il NON ME, la negazione del mio modo di esistere).
1° GM come SINCRETISMO INEDITO TRA MITOLOGIA E TECNOLOGIA, contro-illuminismo ed esistenzialismo politico,
fra nichilismo e vitalismo. Testimonianze di Mann e Papini provano il fatto che gli orrori verificatisi nella guerra erano
già presenti anche nelle avanguardie letterarie. Essa servì come CATALIZZATORE di tutti questi elementi che
trovarono la loro sintesi diretta nel fascismo (guerra che perdeva ogni carattere strumentale per diventare un FINE
IN SÉ, UN’ESPERIENZA ESISTENZIALE che trovava in sé stessa la propria giustificazione).

CAP. 4 – CLASSIFICARE E REPRIMERE


- “Giudeobolscevismo”
GUERRA CONTRO IL GIUDEOBOLSCEVISMO -> LOTTA PER L’ESISTENZA DEL POPOLO TEDESCO e DIFESA DELLA
CULTURA EUROPEA CONTRO L’INONDAZIONE ASIATICO-MOSCOVITA
- Mito diffusosi dopo la 1° GM specialmente poiché era diventato lo slogan principale della repressione
antispartakista in Germania, del terrore bianco in Ungheria e della controrivoluzione russa. Visto come un virus da
annientare e da estirpare, ossessionava le menti di tutte le élite europee dell’epoca, come dimostrato da svariati
esempi nella letteratura e nella propaganda di quegli anni.
 Times – Trotskij come capo di un’Internazionale che puntava alla conquista del pianeta
 Churchill – elemento ebraico come l’impulso che sta dietro ad ogni movimento sovversivo del XX secolo, “ora,
questa banda di personalità fuori dal comune provenienti dai bassifondi delle grandi città d’Europa e d’America
ha preso per il collo il popolo russo ed è diventata la padrona praticamente indisturbata di un potente impero”
 MANN – somma di intellighenzia ebraica e Untermenschentum slava, e quindi, RIV. RUSSA -> intellighenzia
ebraica + misticismo russo, “miscela esplosiva di radicalismo intellettuale ebraico e di nichilismo slavo”
 Anche UNG, POL, Paesi Baltici (laboratorio dell’amalgama fra razza e classe che verrà realizzato con maggiore
intensità più tardi nella guerra tedesca contro l’URSS, dove fece il suo apprendistato Alfred Rosenberg)
MA, nonostante vi fosse una notevole presenza ebraica all’interno del bolscevismo, non fu la rivoluzione d’Ottobre
a dar vita all’antisemitismo nazista. Esso era dato dall’unione sinergetica di 3 elementi, ANTICOMUNISMO,
ESPANSIONISMO IMPERIALISTA e RAZZISMO ANTISEMITA che uniti insieme conferivano al nazismo un radicalismo
inedito. QUINDI, l’antibolscevismo si innestava a una base già preesistente, formata a sua volta da elementi come
l’antisemitismo e il pangermanesimo.
- NOVITÀ RAPPRESENTATA SPECIALMENTE ANCHE DALLA BIOLOGIZZAZIONE ESTREMA DELL’ANTISEMITISMO, il
quale riformulava la teoria del complotto e l’antico stereotipo dell’ebreo come elemento antinazionale in termini di
lotta e di igiene razziale. Hitler -> ebrei come virus contagioso da estirpare di cui il bolscevismo era la manifestazione
esteriore (paragone con malattie come la sifilide, la tubercolosi e il cancro).

- Razzismo di classe

Se l’unione fra la controrivoluzione e l’antisemitismo dava origine a un nuovo concetto (giudeobolscevismo), la


visione della rivolta politica come espressione di una malattia del corpo sociale e la stigmatizzazione del
rivoluzionario come portatore di un virus contagioso erano fenomeni ben più antichi.
- Nuove discipline, positivismo -> APPROCCIO BIOLOGICO AI COMPORTAMENTI SOCIALI e MEDICALIZZAZIONE DELLE
STRATEGIE DEL POTERE. Diversi fenomeni visti come svariate manifestazioni di una qualche stessa malattia sociale,
QUINDI, Stato -> BIOPOTERE pronto a intervenire nella società come un chirurgo che deve amputare una parte in
cancrena, tutto questo già durante la seconda metà dell’800.
Primitivo, barbaro, proletariato insorto, criminale, isterico, prostituta, selvaggio, bestia feroce -> SINONIMI!
L’avversario non veniva più considerato come legittimo, e quindi da rispettare, ma veniva RAZZIALIZZATO,
animalizzato, messo su un piano inferiore, quello di un corpo estraneo alla politica, alla civilizzazione (la cui
eliminazione era una misura di igiene pubblica strettamente necessaria -> diretta influenza sulle politiche di ordine
pubblico attuate in quegli anni).

 GBR – Meyehw -> poveri come “tribù erranti nella società civilizzata”
 FRA – Le Bon (classificazione psicologica delle razze umane, similitudini fra le razze inferiori e le classi
subalterne) e Vacher de Lapouge (eugenismo, origine biologica delle disuguaglianze sociali).
REPRESSIONE DELLA COMUNE DI PARIGI COME PRECEDENTE DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA, ESECUZIONE
ORGANIZZATA e DELLA DERESPONSABILIZZAZIONE ETICA da parte dei suoi agenti (“eseguire ordini”).
Taine – analisi della Riv. Francese attraverso parole chiave: ZOOLOGIA, RAZZA, REGRESSIONE BARBARA, MALATTIA.
Comune come “germe patologico che, penetrato nel sangue di una società sofferente e profondamente malata, ha
causato la febbre, il delirio e le convulsioni rivoluzionarie”.
Comune come stimolo per i primi studi sulla psicologia delle folle, antropologia criminale (criminalità – fattore
ereditario!), LOMBROSO (Comune come rivolta provocata dall’azione nefasta dei “criminali nati”), iconografia
ebraica che racchiudeva tutti i tratti considerati come segnali di criminalità e che nel periodo fra le due guerre
raggiungerà il suo apice.
- Influenza dell’eugenismo e del darwinismo sociale sulla formazione di Mosca, Pareto e Michels: quest’ultimo,
“legge ferrea dell’oligarchia”, proletariato condannato a rimanere prigioniero di un’organizzazione gerarchica e
stratificata, non raggiunse mai i livelli di Le Bon o di Vacher de Lapouge ma specialmente con la sua teoria delle élite
e con la sua sociologia politica in generale arrivò a conclusioni analoghe.
QUINDI, darwinismo sociale, pessimismo antropologico ed elitismo politico convergevano nel riconoscimento delle
disuguaglianze sociali come legge naturale e nel rigetto radicale della democrazia, considerata sia come
un’impossibilità sociologica sia come un’illusione smentita dalle disposizioni profonde delle masse.

- La sintesi nazista
Alla stessa maniera delle teorie esposte sopra, anche gli studi di Charcot furono utilizzati dall’antropologia criminale,
sia per classificare i delinquenti e gli operai in sciopero, sia da tutti coloro che erano interessati a fornire una
spiegazione scientifica del “carattere ebraico” (isteria – sindrome ebraica).
Quindi, l’alterità ebraica e la sovversione sociale/politica erano interpretate direttamente in chiave razzista (senza
stabilire nessi!), e a partire dal 1917, i caratteri dell’isterico, del criminale nato della Comune diventava il
RIVOLUZIONARIO EBREO (giudeobolscevita) di cui la versione nazista rappresentò la versione più estrema
enfatizzando la propria interpretazione sulla lettura dei movimenti rivoluzionari in chiave strettamente biologica e
razziale.
Individuazione del focolaio (“bacillo ebraico”) -> repressione necessaria attraverso la PURIFICAZIONE RAZZIALE.
Problema non risolto nel ’33 (in seguito alla sconfitta del movimento operaio e della “messa al passo” della società
tedesca)! QUINDI, un obiettivo fondamentale era lo sterminio degli ebrei e la distruzione del comunismo a partire
dal ’41 durante la guerra contro l’URSS!

- Excursus: l’igiene della razza


1° tappa – OPERAZIONE T4, sterminio dei malati mentali e portatori di handicap (laboratorio del genocidio degli ebrei
specialmente per quanto riguarda l’uso del gas per la morte).
Anche se quest’uso dell’eutanasia come profilassi sociale rimane specificità del nazismo, le sue radici non sono
nuove, infatti si trovano nel passato dell’Europa e del mondo occidentale (già presenti all’inizio del ‘900 in USA, NOR,
DEN, SWE, SWI). Allo stesso modo l’accettazione sociale delle teorie eugeniste era alta (voce Civilization
dell’Encyclopaedia Britannica) come la loro diffusione all’interno dell’opinione pubblica.
Infatti, il darwinismo sociale e l’eugenismo giustificavano la guerra come strumento utile alla SELEZIONE RAZZIALE,
una legge ferrea dell’evoluzione sia della natura che delle società umane (fattore che innescherebbe la selezione
naturale delle specie).
 ITA e FRA – nonostante l’opposizione della chiesa cattolica a politiche di sterilizzazione forzata, notevole
successo delle teorie eugenetiche (anche se non come in GBR). Lombroso, Mussolini (leggi razziali promulgate in
nome dell’“igiene razziale” dopo la guerra d’Etiopia e l’alleanza con GER). Vacher de Lapouge, hitlerismo come
una caricatura pangermanista delle proprie idee. Carrel – sintesi fra il fascismo francese e l’eugenismo
americano; creazione di uno “stabilimento eutanasico, provvisto di gas appropriato” che avrebbe permesso di
risolvere il problema degli anormali “in modo umano ed economico”; prospettava l’avvento di una “biocrazia”.
 GER – terreno fertilissimo per l’eugenismo: vera e propria messa in atto di politiche di sterilizzazione più o meno
forzata, il settore medico fu uno dei più “nazificati”. Diversi esempi, per arrivare al fatto che il nazismo attingeva
al linguaggio scientifico per formulare e sostenere la sua tesi che gli ebrei rappresentavano un virus generatore
di malattie, e il loro sterminio consisteva in una misura di pulizia e a un’operazione di profilassi.
Di fatto, la comunità scientifica negli anni ’30 non prese molto sul serio la propaganda nazista, e la condanna verso i
crimini nazisti e le teorie eugenetiche avvenne solo dopo la fine della 2° GM, fino a quel momento non venivano
considerate né come inumane né come aberranti: anche se Mengele non aveva eguali nel panorama internazionale,
le sue pratiche non erano che la DERIVA ESTREMA di un’ideologia che aveva radici non poco profonde nella cultura
occidentale.

CAP. 5 – STERMINARE: L’ANTISEMITISMO NAZISTA


- L’ebreo come astrazione
- L’ebreo non era solo una persona appartenente a una delle grandi religioni monoteiste della storia, ma attraverso
gli anni era diventato un’idea, un’incarnazione di tutta una serie di caratteristiche, tratti e valori attribuitigli in
praticamente tutti i paesi europei, specialmente a partire dalla metà dell’800 non solo dove ve n’era una maggiore
presenza, ma soprattutto dove l’integrazione socioeconomica e l’assimilazione culturale erano più forti e profonde.
Rappresentante della razionalità economica, dell’universalismo democratico, i singoli casi venivano a meno mentre
dall’altra parte emergeva la categorizzazione unica dell’EBREO come figura universale e indifferenziata. Veniva
come spogliato dei suoi tratti singolari e reali per diventare una metafora della modernità in quanto simbolo
dell’astrazione dominante nei rapporti sociali del mondo capitalistico, urbano e industriale, come dimostrato da
un’ampia letteratura nei più importanti paesi europei.

 SIMMEL – rappresentanti di una società dominata dalla razionalità astratta del denaro
 FRA:
o Barrès -> logico incomparabile i cui ragionamenti erano netti e impersonali, come un conto in banca
o Leroy-Beaulieu -> figura cogitabonda, un individuo caratterizzato dalla preponderanza del sistema nervoso
sul sistema muscolare (spesso nevrotico, se non addirittura isterico)
o Gide -> l’intelletto ebraico era meravigliosamente organizzato, organizzatore, preciso, classificatore, ma
allo stesso tempo aveva anche il cervello più antipoetico
o Sartre -> razionalismo ebraico come passione per l’universale, filosofia come un esercizio ascetico e
purificatore animato da un imperialismo entusiasta della ragione
o Drumont (La France juive) -> opposizione ebreo/ariano, vicino all’antisemitismo tedesco
 GER – dicotomia EBREO/ARIANO -> ZIVILISATION/KULTUR
o Sombart -> Kultur vs. Zivilisation come conflitto fra ARTISTA e BORGHESE, fra POPOLI EROICI e POPOLI
COMMERCIANTI, e solo in un secondo momento, fra TEDESCHI ed EBREI.
Contrasto con le idee weberiane – l’ascesa del capitalismo e delle civiltà borghese coincideva con la
giudaizzazione del mondo: tutta la società di uniformava ai valori della razionalità astratta e calcolatrice
dell’ebreo.
QUINDI, SFONDO CULTURALE DI UN NUOVO ANTISEMITISMO CHE SI SOSTITUISCE/SOVRAPPONE IN EUROPA AL
TRADIZIONALE ANTIGIUDAISMO DI ORIGINE RELIGIOSA! (ulteriori esempi di FRA, ITA, GBR, AUT, Ford) In più, questo
tipo di antisemitismo si fonda sull’opposizione fra COMUNITÀ E SOCIETÀ (serie di termini contrapposti)

- La violenza rigeneratrice
- 1° GM in GER come OCCASIONE PER FERMARE L’AVANZATA DELLA ZIVILISATION E FAR VALERE I DIRITTI DI UNA
KULTUR CAPACE DI RESISTERE, DI RINNOVARSI, DI MOSTRARE CHE LO SPIRITO “EROICO” POTEVA VINCERE LO
SPIRITO “MERCANTILE” (GBR+USA) E LO SPIRITO “UNIVERSALISTICO” (FRA), ENTRAMBI RAPPRESENTATI DAGLI EBREI
COSMOPOLITI ED ESSENZIALMENTE ESTRANEI ALLA NOZIONE STESSA DI PATRIA.
Pessimismo culturale -> modernismo reazionario, critica neoromantica del capitalismo -> rivoluzione conservatrice,
nostalgia verso una comunità tradizionale -> tensione utopica verso una nuova comunità: una Volksgemeinschaft
proiettata verso il futuro.
In questo contesto, l’ANTISEMITISMO agiva da agente trasformatore nel passaggio da pessimismo culturale a
modernismo reazionario: a causa della figura idealizzata dell’EBREO, l’antimodernismo culturale si riconciliava alla
modernità tecnica, l’anti-illuminismo al mondo tecnico-industriale, capitalismo -> creatore ma doveva “arianizzarsi”
(diventare Volk, strumento di una comunità nazionale), la borghesia ariana reintegrava la Kultur contrapponendosi
alla borghesia ebraica (parassita, mercantile e cosmopolita).
Durante Weimar, la visione tradizionale dell’ebreo come rappresentante dell’universalismo astratti era diventata il
bersaglio di un nazionalismo aggressivo, revanscista, radicalizzato dalla sconfitta e dall’umiliazione di Versailles. ->
PUNTO DI PARTENZA PER UNA NUOVA CONCEZIONE DEL LEBENSRAUM! Haushofer aveva una concezione organica,
biologica dello Stato, le cui frontiere e relative dimensioni territoriali non dovevano essere determinate dalle leggi,
ma DALL’ENERGIA DEL POPOLO.
QUINDI, frontiere non come risultato del Diritto, ma un “suolo etnico risultato di uno spazio vitale che è espressione
di un processo organico”, come la circolazione sanguigna in un essere vivente!
SCHMITT:

 Antisemitismo puramente culturale e religioso -> sistema concettuale del dominio totalitario. Ebrei come
portatori di un pensiero normativo ancorato alle nozioni di “legalità” e di “uguaglianza” estranee alla “legittimità”
e all’“omogeneità” (basi dello Stato nazista).
 Teorizza una GUERRA TOTALE che avrebbe segnato la fine del D.I. nella quale le nozioni tradizionali di jus ad
bellum e jus in bello avrebbero perduto ogni significato per far posto alla DISTRUZIONE DEL NEMICO, inteso in
termini esistenziali, ovvero come L’ALTRO. (visione della guerra come compimento della politica in quanto
pratica di sterminio)
 Opposizione inconciliabile tra la nozione tedesca di GROSSRAUM (l’ampio spazio della tradizione tedesca -> sfera
di influenza germanica, analogo al Lebensraum di Ratzel) e il D.I. riconducibile a un “universalismo” di ceppo
giudaico. Secondo S. il Grossraum era di natura ESISTENZIALE e implicava una visione dello spazio come una
conquista legata a un bisogno vitale. QUINDI, il compito dello Stato nazista era l’instaurazione di un IMPERO
TEDESCO FONDATO SU QUESTO INSIEME DI CONFINE E DI LOCALIZZAZIONE CONCRETI: jus terrendi (diritto del
territorio, tedesco), contro jus scriptum (diritto dei trattati, della giurisprudenza, ebraico).
Allo stesso modo, l’ANTICOMUNISMO nazista rientrava nella stessa logica di rifiuto dell’astrazione e di
biologizzazione dell’alterità: gli ebrei rappresentavano l’avanguardia della Rivoluzione russa e il cervello del
movimento comunista internazionale, avevano trovato la loro patria in quest’ultimo e lo avevano modellato con la
loro mentalità. LOTTA DI CLASSE – antitesi dell’unità nazionale; INTERNAZIONALISMO – nuova forma di
cosmopolitismo; IDEOLOGIA COMUNISTA – concentrato di democrazia e di ugualitarismo (eredità illuminista
trasformata in arma di combattimento contro la Kultur).
QUINDI, URSS = intellighenzia ebraica + sottoumanità slava.
Parallelamente, l’idea di giudeobolscevismo era usata come immagine metaforica all’interno della letteratura e
propaganda naziste: TUTTI I DIRIGENTI BOLSCEVICHI DIVENTAVANO EBREI. (per Hitler marxismo ed ebrei erano
sinonimi)
- QUINDI, altra caratteristica del nazismo era la DISTRUZIONE DELLE FORME LEGALI ASTRATTE (considerate ebraiche)
PER MEZZO DI UN “ORDINE CONCETTUALE CONCRETO” che si orientava attraverso le idee di SUOLO, RAZZA, SPAZIO
VITALE, VOLONTÀ, ecc. (riformulazione dei termini associati alla dicotomia Zivilisation vs. Kultur).

SPECIFICITÀ DEL NAZISMO:


 Biologizzazione estrema dell’antisemitismo – l’antico antigiudaismo religioso si scontrava con la freddezza
dell’antisemitismo “scientifico” dando origine al devastante mix realizzatosi durante la 2° GM, dai pogrom
allo sterminio industriale passando per il massacro amministrativo;
 In questo modo la rivolta contro la decadenza del mondo moderno propagata dai nazisti SI IMPADRONIVA
DEI MEZZI DELLA MODERNITÀ AL FINE DI ELIMINARNE IL PRESUNTO RESPONSABILE! Quindi, tutti gli obiettivi
del nazismo si traducevano in un’unica missione principale, portata avanti tramite gli strumenti giuridici di
uno Stato, con la forza distruttiva di un esercito, con i mezzi dell’industria moderna la cui NECESSITÀ era
spiegata con argomenti tratti dalla scienza al fine di purificare la società tedesca!
Questo antisemitismo rigeneratore ci indica la specificità storica di tale fenomeno, e il perché precise circostanze
storiche ne favorirono la nascita e la trasformazione in ideologia di un determinato movimento politico che arrivò al
potere. Parallelamente, si conclude dicendo che il caso tedesco ha fatto la sintesi di elementi che già erano presenti
ed erano stati sperimentati in tutta Europa, la differenza sostanziale risiede nel fatto che in Germania hanno trovato
il modo di unirsi sotto uno stesso ombrello e raggiungere così un’intensità e una concentrazione mai viste altrove.