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Cambridge University Press

1 9 7 0 e 2 0 0 1 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino


www.einaudi.it
ISBN 8 8 -0 6 -1 5 9 8 1-X

Franco Venturi

Utopia e riforma neirilluminismo

Piccola Biblioteca Einaudi


Storia e geografia

Indice

p. 9
29
61

Introduzione
I. Re e repubbliche tra Sei e Settecento
11. I repubblicani inglesi

89 in. Da Montesquieu alla Rivoluzione


119 iv. Il diritto di punire
145

v. Cronologia e geografia delPilluminismo

Introduzione

Esser invitato a tenere le George Macaulay Trevelyan


Lectures un grosso impegno. Trascorrere tre settimane
a Cambridge per rispondere a questo invito un gran pia
cere, tra quelle biblioteche e le discussioni con gli amici
e colleghi. Eccone ora il risultato. Il problema scelto evi
dentemente ampio. Spero che i punti di vista prescelti per
osservarlo consentano a queste pagine di non esser trop
po dispersive e permettano anzi di toccare alcuni almeno
dei nodi centrali della grande et dei lumi, cogliendola nel
suo difficile e fecondo equilibrio dutopia e di riforma.
Avevo avuto la tentazione di intitolare queste lezioni
Was ist Aufklrung? Ho poi resistito a questa tentazione,
non perch temessi dessere accusato daver voluto met
termi sullo stesso piano di Immanuel Kant, di Moses
Mendelssohn e degli altri valentuomini che risposero nel
1784 al quesito cosi formulato dalla Berlinische Monatschrift. Spero che tutti possano, almeno in questa mate
ria, fare affidamento su una mia sufficiente capacit di au
tocritica. Se non sono risalito alla data iniziale del dibat
tito sullilluminismo, perch sono convinto che quella
discussione, pur cosi interessante, rischi allora e rischia
ancor oggi di deviare la ricerca portandola su una strada
sbagliata.
Da Kant a Cassirer, e oltre, lilluminismo europeo
stato dominato da questa interpretazione filosofica della
Aufklrung tedesca. Almeno Cassirer era stato sincero e
aveva intitolato il suo libro Die Philosophie der Aufkl
rung. Riapriamolo. Per limitarci alla Germania, domina
no Baumgarten e Bodmer, Jerusalem e Lessing, Wolff e

IO

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Kant. Schltzer e Bsching, ad esempio, sono assenti. Ep


pure luno fu il pi importante pubblicista del secondo
Settecento, scopri agli occhi dei tedeschi un intero mondo
storico quale la Russia e meglio dogni altro dimostr la
difficolt, i contrasti dun pensiero liberale nella Germa
nia di quella et. Il secondo diede una dimensione nuova
alla geografia, dominando con i suoi libri lintero mercato
europeo di quegli anni. N in Cassirer troviamo un solo
economista. Una Aufklrung che non tocchi lo stato, la
terra, il commercio evidentemente mutila almeno di una delle sue ali. Come diceva Diderot: Imposez-moi si
lence sur la religion et le gouvernement, et je naurai plus
rien dire1. Certo di religione settecentesca molto si
parla in Cassirer. Di governo - non di teorie giuridiche,
ma di politica - poco nulla. E questa tendenza non ac
cenna a mutare tra gli storici dei lumi. uscito lanno
scorso in Italia un libro importante, intitolato L illumini
smo tedesco. Et di Lessing di Nicolao Merker \ scritto
da un marxista. Discute continuamente sul valore sociale
delle idee filosofiche. Ma Schltzer e Bsching sono pra
ticamente assenti, i fisiocrati tedeschi come se mai non
fossero esistiti. C tutto*, dalla religione alla societ. Quel
che manca le gouvernement, come diceva Diderot,
lazione politica concreta.
A ben guardare, linterpretazione filosofica della Auf
klrung, da Kant a Cassirer e ad oggi, rischia di essere va
riamente deformante perch sempre una storia che ten
de essenzialmente a risalire alle origini, ai principi primi
delle idee che vede operare nella realt del xvin secolo.
Guarda a Descartes, a Leibniz, a Locke, a Malebranche,
in loro vede le fonti di quei pensieri che furon poi utiliz
zati e intorbidati dalla filosofia popolare, che furono con
sumati nel corso della lotta ideologica del secolo dei lumi.
Per rimettere ordine dopo la battaglia, lunica cosa da fa
re, sembrano dire questi storici, quella di vedere come
fossero stati forgiati quei concetti i quali, contorti e gua
sti, stanno di fronte ai nostri occhi, come furono fabbri1 La promenade du sceptique, in uvres compltes, a cura di J. Asszat e M. Tourneux, Paris 187.5, vol. I, p. 184.
2 Bari 1968.

INTRODUZIONE

II

cate quelle armi che dobbiamo ora riforbire sulla cote di


un grande sistema filosofico, sulla pietra duna delle gran
di concezioni del mondo, razionalismo, naturalismo, sen
sismo, ecc. Peccato che questo metodo si scontri precisamente con quello che fu il carattere fondamentale del pen
siero illuminista, la radicale volont cio di non costruire
sistemi filosofici, la totale sfiducia nella loro validit. Con
dillac, Voltaire, Diderot, dAlembert, a met del secolo,
lo hanno detto tanto chiaramente da non lasciarci pi
dubbio alcuno. Non alle origini delle idee dobbiamo risa
lire, evidentemente, ma alla loro funzione nella storia del
Settecento. I filosofi hanno la tentazione di rinavigare
verso la sorgente. Gli storici debbono dirci come il fiume
si apri la sua strada, in mezzo a quali ostacoli e difficolt.
La tentazione invero di molti tedeschi, fin dal Settecento,
fu quella di dare un valore mitico allorigine e di cercar l
ogni luce e ogni bene. Ogni volta che sono anchio attrat
to a far cos a ritroso il cammino della storia per tentar di
spiegare unidea, un fatto, vado a rileggermi il passo di
Herder che mi pare conservare sempre tutta lefficacia
duna caricatura involontaria dogni germanica nostalgia
dellUr: Con quanta delizia mai noi leggiamo le narra
zioni poetiche sullorigine delle singole cose, sul primo na
vigatore, sul primo bacio, il primo giardino, il primo mor
to, il primo cammello... \ una caricatura questa che gli
storici delPilluminismo non dovrebbero mai perdere di
vista. Herder era semplicemente ingenuo quando scrive
va queste righe nel suo frammento sulla storia della liri
ca, poco prima di riprendere ed approfondire questa vi
sione nel suo pamphlet del 1774 Auch eine Philosophie
der Geschichte. Poi, dopo Herder, questa fuga verso il
passato per spiegare il presente andata raffinandosi e
complicandosi. meno facile da cogliere, questa nostal
gia dellUr, quando rivestita dai pi seducenti argomen
ti razionali, ma non per questo meno pericolosa. Non si
tratta pi soltanto di cose cos semplici come il primo
giardino dellumanit, del paradiso terrestre e dei suoi pa
1 Versucb einer Geschichte der lyrischen Dichtkunst, in Smmtliche
Werke> a cura di Bernard Suphan, Berlin 1891, voi. 32, p. 86.

12

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

triarcali abitanti, ma, poniamo, della agostiniana e teolo


gica Civitas dei. The heavenly city of the eighteenth cen
tury philosophers , com noto, il titolo dun famoso li
bro di Cari Becker. Avvolto in un velo, lautore volle pre
sentarlo un giorno cos ai suoi lettori: This certainly
isnt history. I hope it is philosophy, because if it is not it
is probably moonshine: - or would you say the distin
ction is over subtle? Non ci stupiremo constatando che
questa opera piacque ai crociani, in Italia, con questo suo
tentativo di far coincidere filosofia e storia dellillumini
smo1. Ma si tratta purtuttavia di una coincidenza illuso
ria, dun tentativo di ritrovare nel pensiero di Diderot e
di dHolbach, di Voltaire e di Hume, non quello che essi
avevano portato di nuovo, di storicamente efficace e fe
condo, ma quello che coincideva sostanzialmente con le
idee fondamentali del passato, la legge naturale, la mora
le, limmortalit. Storia retroattiva raccontata con grande
charme e molta dottrina, come avviene ai conservatori in
telligenti, scettici su tutto, salvo sulla volont di non ce
dere al nuovo, allinatteso, a quello che resta fuori della
loro heavenly city. Da quando questo libro fu pubblica
to, nel 1932, ogni studio sul Settecento europeo, sulla sua
funzione politica e sociale, non ha potuto, credo, che con
statare come fuori dalle mura della civitas dei restasse in
realt non poco, in verit lilluminismo stesso. Cari Becker
rimasto un episodio importante nello studio del conser
vatorismo e della civilt americana. Ma la sua heavenly
city diventata ogni anno sempre pi isolata e lontana,
alle spalle di chi ha cercato di scendere lungo il corso del
fiume storico settecentesco.
Eppure la tentazione di volgere indietro lo sguardo evi
dentemente forte, e non facile resistervi. Uno dei cri
tici pi espliciti di Cari Becker lo studioso che pi ha
fatto per darci una visione critica, realistica, non offuscata
da schemi filosofici e ideologici della politica di Voltaire,
Peter Gay, quando ha voluto dare un sottotitolo allopera
sua The Enlightenment: An interpretation, non ha trova-

1
Su Becker e Croce, cfr. b u r l e i g h T a y l o r w i l k i n s , Cari Becker. A
biographical study in American intellectual history, Cambridge (Mass.)
19 61, pp. 193 sgg.

INTRODUZIONE

13

to di meglio che The rise of modem paganism \ Il primo


volume di questopera, di cui non necessario dire linte
resse (si tratta del maggior tentativo di sintesi finora com
piuto di quel che si detto e pensato sul Settecento in
questi ultimi decenni) rivela, nella sua stessa costruzione,
questa reiterata fuga verso le origini e il passato. Dopo una ouverture sulYEnligbtenment in its world, su The lit
tle flock of philosophes, sui problemi cio della diffusione
europea dei lumi, sul rapporto tra il piccolo gruppo e le
forze e strutture sociali di quellepoca, quando ci si aspet
terebbe una storia del formarsi del little flock e del suo
effettivo operare in mezzo alle cose, ecco invece The ap
peal to antiquity y The useful and beloved past, ecco ebrei
e greci, pagani e cristiani. E quando finalmente speriamo
di essere alla fine, Beyond the holy circle, come sintitola
lultima parte di questo libro, ecco venirci incontro dHolbach e Diderot, ma dietro a loro sta ancora la grande om
bra di Lucrezio. Sulla Mission of Lucretius si chiude il
primo volume di questopera, tanto piena di cose interes
santi e importanti, ma che costituisce una prova ancora di
quanto sia difficile uscire dal cerchio magico della tradizio
ne della Aufklrung tedesca, della visione, fra Sette e Ot
tocento, della germanica Humanitt9dalla passione per la
Grecia e per Roma che crebbe nelle universit della docta
Germania. Chiudendo questo libro pensavo a Delio Can
timori, che faceva finire let umanistica con la rivoluzio
ne francese, chiudendo anchegli in un solo mondo ideale
gli scolastici, gli umanisti fino alla soglia dellilluminismo,
da Petrarca a Rousseau, come egli scrisse un giorno \ Pe
ter Gay ci dice egli stesso chiaramente, nel prezioso Bi
bliographical essay che chiude questo primo volume, qua
li siano i suoi punti di partenza e di riferimento: Cassirer
innanzi tutto, il Warburg Institut, Fritz Saxl, Auerbach.
Peter Gay porta a questa tradizione una sensibilit filoso
fica moderna, una coscienza ad esempio che Cassirer non
ebbe mai del valore del materialismo settecentesco, cos
1 New York 1967.
2 Valore dell'umanesimo, in Studi di storia, Torino 1959, p. 383. Cfr.
pure II problema rinascimentale a proposito di Armando Sapori, in ibid.,
pp. 366 sgg.

14

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

come una sensibilit politica che tradizionalmente manc


agli umanisti tedeschi. Ma sono rami nuovi e innesti su
un antico e glorioso tronco. Effettivamente il libro di Pe
ter Gay potrebbe essere intitolato - e non piccolo com
plimento Was ist Aufklrung?
Ho provato io stesso a fare una piccola, ma ritengo si
gnificativa verifica del punto di vista umanistico nellinterpretazione del Settecento. Ho cercato cio di capire che
cosa significasse effettivamente la risposta che Kant stesso
diede a quellinterrogativo, ed , come noto, che dobbia
mo considerare come motto dellilluminismo: Sapere aude. Son parole tratte da Orazio. Qual pi bella prova del
la presenza del mondo classico, addirittura delPidentificazione degli illuministi con lantichit pagana, come so
stiene Peter Gay? Tornano allorecchio i versi di Voltai
re, le parole di Diderot, i saggi di Galiani, e cosi potrem
mo continuare per tutta lEuropa dei lumi, ritrovando ovunque il poeta latino. Ma che significa questa presenza?
Il dubbio mi nacque molto tempo addietro, quando ero
ragazzo, e di Orazio mi parl un giorno con grande ammi
razione, quasi con venerazione, un illuminista che ho avu
to la fortuna di conoscere personalmente, Gaetano Salvemini. Ricordo il mio stupore e il mio dubbio, che natural
mente non osai esprimergli, di come potesse lui, Salvemi
ni, luomo dal carattere cosi indipendente e schietto, dalle
idee politiche cosi libere, dalla coscienza sociale cos acui
ta e moderna, come potesse un illuminista par suo amare
il poeta dellet dAugusto, luomo politicamente e social
mente tanto diverso, contrario anzi a lui, che era stato
Orazio. Magia della poesia? La risposta non mi acconten
t allora e non mi soddisfa neppure oggi, n per Salvemi
ni, n per Diderot Voltaire. Il dubbio crebbe in me il
giorno lontano in cui sentii Francesco Saverio Nitti, che
un illuminista non era, ma un economista illuminato si,
dichiararmi che se volevo far lo storico avrei sempre do
vuto ricordare il profondo motto di Cicerone, secondo cui
la storia oratoria. Vivo ora in Italia, in un paese cio in
cui se un giovane vuol poter entrare in una universit do
ve si studia la storia, poniamo, ad esempio, dellintelligencija russa del movimento operaio europeo, tenuto a

INTRODUZIONE

15

fare un liceo in cui legger obbligatoriamente, sul testo


originale, le poesie non soltanto di Orazio, ma anche quel
le di Anacreonte. E questo proprio nel paese, in Italia, in
cui gli illuministi settecenteschi, grandi e piccoli, accanto
alla critica della legge, della tradizione romana comincia
rono a criticare anche linsegnamento obbligatorio del la
tino \ Evidentemente, in Italia, il classicismo ha vinto,
per delle ragioni che non il caso di esaminar qui. Quel
che certo che il rapporto fra la tradizione umanistica e
le realt politiche, sociali, evidentemente molto pili com
plesso di quel che pu apparire a prima vista. La perma
nenza di miti umanistici, la sopravvivenza degli dei anti
chi pu non essere affatto una presenza, una identificazio
ne, come addirittura sostiene Peter Gay. talvolta un or
namento, non una realt, una superstizione, non una reli
gione. La piccola verifica su Sapere aude mi pare lo con
fermi pienamente \ Certo, il motto oraziano, tratto dal
lepistola II, libro I, Ad Lollium, v. 40:
Dimidium facti, qui coepit, habet: sapere aude, incipe...

La traduzione di Dacier, del 1727, rende bene il sen


so: Ayez le courage dtre vertueux, e in nota aggiun
ge: Pour aspirer la sagesse il faut du courage et ne pas
se rebuter par les difficultez. C est pourquoi Horace dit
audey ose... Ma il motto comincia a prendere un senso
diverso quando viene contrapposto alla concezione cri
stiana e teologica, quando tende a porsi in contrasto con
le parole di san Paolo: Noli altum sapere, sed rime.
Ugo Grozio lo adopera ancora in senso puramente uma
nistico, come esortazione a studiare seriamente. Ma quan
do Pierre Gassendi lo fece suo, egli trasform, come ha
scritto Luigi Firpo, il detto oraziano in consapevole ap
pello alla libera ricerca, immettendo nelle parolette anti
che tutta la tensione lucida dellindagatore di liberi veri
1 Le pagine pi energiche sono quelle di l u c a m a g n a n i m a , Lettere
italiane sopra la Corsica, Lausanna (in realt Livorno) 1770, lettera XVII,
riprodotte in Illuministi italiani, tomo V II, Riformatori delle antiche re
pubbliche, dei ducati, dello Stato pontificio e delle isoley a cura di G.
Giarrizzo, G. Torcellan e F. Venturi, Milano-Napoli 1965, pp. 828 sgg.
1
f r a n c o v e n t u r i , Contributi ad un dizionario storico. Was ist Aufklrung? Sapere aude} in Rivista storica italiana, 19.59, h PP- 119 sgg.

16

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

che gli era propria Eppure siamo ancora alla fase li


bertina, sia pure dun libertinismo ancor racchiuso in un
involucro cristiano. Per entrare nel mondo dei lumi il
motto Sapere aude dovette passare per ben diverse stra
de. Non pi il mondo dei dotti, ma le sale piene del fumo
delle pipe della Societ degli Aletofili, dove il pensiero di
Wolff comincia a fermentare in questo tipico sodalizio di
ecclesiastici, di funzionari, di legisti della Prussia di Fede
rico Guglielmo I. A Berlino, che da quellanno rimase la
capitale dei filosofi, come racconta J. David Kohler, cro
nista di questi avvenimenti, per disposizione di Ernst
Christoph von Manteuffel, lispiratore degli Aletofili, uo
mo politico e avventuriero che gli intimi chiamavano pi
semplicemente le diable, venne coniata nel 1736 una
medaglia in cui si vedeva una Minerva armata, con un el
mo su cui stavano, in mezzo alle piume, le teste dei due
filosofi Leibniz e Wolff, mentre attorno si leggeva Sapere
aude, Erkne dich vernnfftig zu seyn, come tradusse
un contemporaneo \ Lo statuto degli Aletofili, YHexalogus Aletophilorum ci dice come questa societ poggiasse
su una esplicita volont di diffondere la verit, di organiz
zare i suoi sostenitori, di costituire, attraverso la solida
riet e laiuto reciproco, una forza di pressione. Il fer
mento politico evidente e gi appare una embrionale
tattica per far trionfare la verit.
Perch giungesse fino a Kant il Sapere aude degli Ale
tofili dovette percorrere un lungo itinerario, di cui del re
sto non pretendo daver individuato e ritrovato tutte le
tappe. Unaltra medaglia, voluta da Stanislao Augusto Poniatowski nel 1765 particolarmente indicativa della dif
fusione di questo motto, anche se ci riporta in ambiente
pi umanistico e tradizionale. Venne infatti coniata in onore di Stanislaw Konarski, il celebre piarista che tanto
oper per gettare le basi di una nuova cultura e di una
nuova scuola in Polonia. Il motto oraziano era stato per
lui parafrasato e riadattato: Sapere auso. La medaglia era
1 l u i g i F i r p o , Contributi ad un dizionario storico. Ancora a proposito
di Sapere aude, in Rivista storica italiana, i960,1, p. 117.
2 j . DA V ID K o h l e r , Historiscbe Mnz-Belustigung, Nrnberg, xn, fase.
47, 23 novembre 1740, pp. 369 sgg.

INTRODUZIONE

17

dedicata cio all'uomo che era stato capace di adottare e


seguire il motto Sapere aude \ Nella forma originale ritro
viamo invece queste parole nel libro di Konstantin Franz
de Cauz, De cultibus magicis, pubblicato a Vienna nel
1767, in cui lautore aveva ripresa e codificata la lotta di
Tartarotti e di Maffei contro streghe e maghi e di Van
Swieten contro i vampiri. I decreti di Maria Teresa con
tro gli uni e gli altri avevano segnato una svolta fondamentale nel rapporto tra gli stati settecenteschi e la super
stizione popolare. Sapere aude diventava in questopera
il vero motto del dispotismo illuminato \ L anno dopo,
1768, lo vediamo riapparire sul frontespizio della tradu
zione tedesca, dovuta a Christian August Wichmann, del
le Characteristiks di Shaftesbury, quasi a riallacciare
YAufklrung al deismo inglese \ Quando Kant pubblic
il suo articolo, nel 1784, il motto doveva ormai esser di
ventato corrente. Lo rivediamo, quattro anni dopo, nel
1788, sul frontespizio del libro apparso allora a Fran
coforte e Lipsia, Geschichte der pbstlichen Nuntien in
Deutschland, una delle innumeri opere di Friedrich Karl
von Moser. Si trattava di unampia e farraginosa polemi
ca contro il cattolicesimo e duna rivalutazione della ri
forma protestante in chiave di lotta contro loscuranti
smo, non senza evidenti accenni patriottici tedeschi. Era,
in qualche modo, anche nelle frequenti polemiche contro
tutto quanto veniva dallItalia, un vero e proprio rove
sciamento dogni mentalit umanistica, nel nome dellil
luminismo e del nascente orgoglio nazionale. Sotto le pa
role oraziane, come si vede, avevano circolato, in quasi
due secoli, le merci pi diverse e pi varie, ed anche pi
contrastanti. Ma litinerario non era stato del tutto casua
le. Sapere aude non era stato un puro e semplice geroglifi
co servito a stampigliare delle realt che nulla avevano in
comune e che solo per caso avevano finito col ritrovarsi
1 W L A D I S L A W K O N O P C Z Y tfS K i, Stanistaw Konarski, Warszawa 1926, p.
63 e j e a n f a b r e , Stanislas-Auguste Poniatowski et lEurope des lumires,
Paris 1952, pp. 67.
2 f r a n c o v e n t u r i , Settecento riformatore. Da Muratori a Beccaria, To
rino 1969, pp. 385 sgg.
3 Characterises, oder Schilderungen von Menschen, Sitten, Meynungen und Zeiten, aus dem Englischen bersetzt, Leipzig 1768.

16

U T O P IA E RIFO RM A N E L L IL L U M IN IS M O

insieme. In realt, da Grozio a Gassendi, da Manteuffel a


Konarski, da Shaftesbury a Kant e von Moser, una logica
storica non era mancata. Era la logica che portava dal ra
zionalismo e libertinismo del Seicento, dalPoriginario dif
fondersi della massoneria nellEuropa degli anni 20 e 30
allopera dei dispotismi illuminati in Polonia e in Austria
nella seconda parte del Settecento, dal ripensamento di fi
losofi come Kant al prorompere delle passioni politiche
alla fine del secolo. Una logica storica che il motto Sapere
aude aveva accompagnato, senza certo crearla, n profon
damente modificarla. Come giustamente diceva Kant: era questo il motto dellilluminismo. Nulla di meno, ma
neanche di pi. La verifica non sar stata cosi inutile. Ab
biamo ritrovato, seguendone le sorti, alcuni dei momenti
essenziali del moto dei lumi, e abbiamo pure misurato, di
rei, quale sia la distanza dal mondo classico, dallepicurei
smo antico, dalla poesia di Orazio alla realt del x v iii se
colo. Divertito vagheggiamento di filosofi, consolazione
per chi si sente sempre pi preso dalla battaglia dei lumi,
rimpianto dun mondo perduto, maschera per difendere
idee troppo ardite e pericolose, Orazio e il suo motto Sa
pere aude anche se non ci son serviti, in realt, a farci ca
pire la logica interna dellilluminismo, ci hanno rivelato
qua e l lemergere e il mutare delle idee e degli stati da
nimo.
Di fronte a queste incertezze e difficolt della storia
delle parole e delle idee, non affatto sorprendente che
si sia cercata una via del tutto diversa o, per meglio dire,
opposta e contraria. Parte, questa strada, dalla societ e
non dalle idee, dai gruppi e non dagli individui, dalle dif
fuse mentalit e non dalle creazioni singole. Adotta i mez
zi della sociologia e della storia economica. Cerca cosi di
capire lilluminismo a partire dalle sue radici, costruendo
schemi, tabelle e diagrammi fino a cercar di ritrovare cosi
il vero suo ritmo e la sua autentica funzione nellEuropa
del Settecento.
Come tutti i tentativi storiografici, anche questo ha avuto e continua ad avere i suoi aspetti paradossali ed as-

INTRODUZIONE

*9

surdi. Prendere una modesta e pacifica accademia provin


ciale francese del xv iii secolo e ridurla ad una costellazio
ne di frecce che si dipartono verso le pi varie direzioni
delPEuropa, soltanto perch qualche membro di questo
consesso risiedeva a Firenze altrove, disegnare un dia
gramma pi simile a quello dello scontro degli eserciti
della battaglia della Marna che non ad una struttura acca
demica settecentesca, evidentemente adoperare un ciclo
trone per schiacciare una noce. Alludo, per non restare nel
vago, allarticolo di Daniel Roche, pubblicato nelle An
nales e intitolato L Acadmie de Chlons-sur-Marnel.
Ma lasciamo queste curiosit e osserviamo gli studi in cui
maggiore il rapporto tra mezzi e scopi.
Naturalmente questa storia sociale dellilluminismo si
rif al marxismo. Ma non cerca di capire quello che nellil
luminismo, nella sua origine e sviluppo, pu servire a
spiegare anche il marxismo, o, in genere, il sorgere delle
idee politiche, economiche, sociali degli ultimi due secoli,
della nostra moderna et. Cerca invece di compiere Poperazione inversa, e cio di intendere il moto dei lumi in ba
se a quanto scrissero ed affermarono Marx, Engels e la lo
ro scuola. Peccato davvero, che la storia del pensiero tede
sco tra il 1830 e il 1870, di quello russo del medesimo
periodo, ancora, se vogliamo venire a tempi pi prossi
mi, una parte almeno delle vicende ideologiche dagli anni
30 ai 60 del nostro secolo guadagnerebbe ad essere inter
pretata tenendo presente il ritmo interno di sviluppo delPilluminismo europeo nel Settecento, confrontandone gli
elementi di rivolta e di fede, di speranza e di delusione,
fino a concludere che il moto dei lumi certo un cerchio
storico conchiuso in se stesso, ma che tende, in determi
nate circostanze, a riaprirsi e a riprendere il percorso del
suo ciclo di problemi e di scoperte. La visione marxista
non tende invece generalmente a questo confronto, ma ad
includere lilluminismo in se stessa, ad applicargli gli sche
mi propri.
Certo Marx, Engels e i loro seguaci hanno scritto cose
1
La diffusion des lumires. Un exemple: VAcadmie de Chlons-surMarne, in Annales, 1964, v, pp. 887 sgg.

20

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

acute, interessanti su Diderot la rivoluzione francese, su


Lessing Gianmaria Ortes, e c sempre da imparare per
ci da questo raccostamento, a condizione, ben inteso, di
non considerarlo esclusivo e mettendolo accanto a quello
che altrettanto possiamo apprendere da Herzen e da Cat
taneo, da Michelet e da Jaurs, da Salvemini da Keynes.
Ma non cos lintendono generalmente i marxisti. Alla
base della loro interpretazione dellilluminismo sta laf
fermazione che esso lideologia della borghesia in svi
luppo. Sono personalmente convinto che questa definizio
ne uno degli ostacoli che pi gravemente si frappongono
oggi ad una comprensione pi approfondita del xv in se
colo, e che necessario rimuovere questa ipotesi di lavoro
per procedere meglio, pi spediti e pi avanti. certo che
lilluminismo, certi aspetti di esso, diventarono ad un
certo momento strumenti di difesa e di offesa nella lotta
contro le sopravvivenze del mondo feudale, signoriale,
medioevale in Francia, in Italia, in Spagna e altrove. al
trettanto vero che tale funzione non sempre n ovunque
quella dellilluminismo, che compito dello storico accer
tare quando e come ed entro quali limiti ci avvenne, non
mai di accettare quella identificazione prestabilita. Il ri
schio grande, altrimenti, di non intender pi, in Fran
cia, ad esempio, lopposizione a Luigi XIV, la polemica di
Dubos e di Boulainvilliers, la formazione e il significato
di Montesquieu, limportanza, anche ideologica, della lot
ta dei Parlamenti, della cosiddetta ribellione nobiliare,
ecc. In Italia, per fare un altro esempio, facile non in
tendere pi il significato dellilluminismo di gruppi come
quello del conte Verri, del marchese Beccaria, del mar
chese Longo, ecc., di quella milanese Accademia dei Pu
gni cio, di cui uno solo, in realt, non era nobile, ed era
un ecclesiastico, il padre Frisi, secondo un modello socia
le che certo rientra perfettamente in una societ dantico
regime. Quanto allItalia meridionale, lesempio di Filan
gieri pu essere di per se stesso sufficientemente indica
tivo. Ovunque, direi, il rapporto fra forze borghesi pi
meno statiche attive e il movimento illuminista deve ri
manere un problema, non un dato di fatto e un presuppo
sto storico.

INTRODUZIONE

21

Sembra accorgersene anche enfant terrible dellodier


no marxismo francese, Lucien Goldmann, che ha tentato
di dare un valore anche pi assoluto e generale alPequiparazione illuminismo-borghesia, rischiando fortemente di
portarla allassurdo. Il nesso tra borghesia e illuminismo
presenta, a nostro parere, un carattere fondamentale, pur
se nei periodi delle crisi del razionalismo borghese, come
allavvento dellidealismo tedesco e negli anni tra il 19 14
e il 19 15 , esso appare dissolto. Dobbiamo qui aggiungere
che anche durante questi periodi di crisi le concezioni ra
zionalistiche non scompaiono del tutto, come si pu ri
scontrare in Francia, ad esempio, nellopera di Valry,
dove ladesione al razionalismo saccompagna alla coscien
za di una sua crisi \ Si tratta dunque duna categoria sto
rica ad eclissi. Quanto allidea di vedere Valry come faro
della borghesia razionalistica per il trentennio tra le due
guerre mondiali, nellet di Einstein, di Freud e di Croce,
migliore caricatura di questo modo di ragionare mi par
difficile di trovare.
Sono questi ideologismi privi di ogni contenuto stori
co a farci capire perch in Francia ed anche altrove si
cercato, per contrasto, uninterpretazione sociale dellillu
minismo pi meno tacitamente ispirata da Marx, ma
ben decisa a non portare allassurdo le suggestioni che
questi aveva fornito e fondandosi sulla effettiva realt so
ciale, su precise ricerche storiche2. Ottimo esempio di una
simile storia lopera di Jacques Proust, Diderot et lEncyclopdie \ La borghesia francese della met del Sette
cento viene scomposta in una serie di gruppi e di forze
tuttaltro che omogenei: L 'Enciclopedia non viene affat
to studiata nella forma di una sorta di media aritmetica
delle varie posizioni che essi espressero, mettendo a con
fronto un ipotetico spirito enciclopedistico con la realt
in mezzo alla quale esso oper, ma vien studiato con mi
nuzia e con rigore critico il posto effettivo che ognuno de
1 L'illuminismo e la societ moderna. Storia e funzione attuale dei va
lori di libert, eguaglianza, tolleranza, Torino 1967, pp. 98-99.
2 a l d o G A RO SCi, Sul concetto di borghesia. Verifica storica di un
saggio crociano, in Miscellanea Walter Maturi, Torino 1966, pp. 437 sgg.
3 Paris 1967.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

22

gli enciclopedisti tenne nella societ del suo tempo. Ec


clesiastici, parlamentari, nobili, scrittori, artigiani i quali
collaborarono al gran dizionario sono esaminati da vicino,
cercando di saggiare concretamente, ad esempio, quali fos
sero gli effettivi rapporti di Diderot con gli ateliers, con
la tecnica del suo tempo, con lavoratori e operai. Le con
clusioni, pazientemente costruite anche su una base stati
stica, sono chiare. Gli enciclopedisti costituirono una pic
cola lite di dotti e di tecnici, legati alla vita economica
come elementi di punta del progresso economico e stret
tamente connessi pure con lapparato statale che essi si
sforzarono di rendere migliore e pi razionale. Diderot
insomma un riformatore, e i suoi collaboratori corri
spondono in Francia a quelle lites che costituirono uno
dei due elementi indispensabili di ogni dispotismo illu
minato, che fornirono i lumi a Maria Teresa, a Pietro Leo
poldo, a Federico II e a Caterina II. Bourgeois, certes,
les encyclopdistes le sont tous... Mais non de grands
bourgeois... Ils nappartiennent pas non plus cette pe
tite et moyenne bourgeoisie qui reprsentera si bien la
sans-culotterie parisienne et do sortiront les pionniers
de la Rvolution industrielle. Juristes, mdecins, profes
seurs, ingnieurs, hauts fonctionnaires civils et militaires,
savants, techniciens spcialiss, ils se situent exactement
mi-chemin de la grande et de la moyenne bourgeoisie,
assez proches des couches sociales les plus leves, et
assez bons juges de leur incapacit, - pour aspirer les
suppler dans leur rle dirigeant traditionnel, mais non
pas si loin du peuple travailleur quils ne pussent avoir
une vue prcise des problmes rels qui se posaient la na
tion. Ils taient enfin bien placs pour concevoir la solu
tion technique de ces problmes et pour la mettre quel
quefois en uvre sans attendre una rvolution gnrale1.
Una definizione riassume questa descrizione tanto preoc
cupata delle sfumature: Les technocrates en tout genre
qutaient les encyclopdistes2. Qui appare evidente, mi
pare, il limite dellanalisi compiuto da Jacques Proust. In
realt egli giunto a definire gli enciclopedisti non in ter1 Ja c q u e s p r o u s t ,

2 Ibid., p. 509.

Diderot et VEncyclopdie, Paris 1967, p. 505.

INTRODUZIONE

23

mini di classe, ma a seconda della loro funzione, in ter


mini non di storia sociale, ma di storia politica. Gli enci
clopedisti non sono tali perch stanno tra grande e picco
la borghesia, ma perch creano determinati strumenti tec
nici di azione nella societ francese alla met del xv iii se
colo. Torniamo al gouvernement di Diderot, allazione
politica concreta. Le definizioni dei contemporanei, che li
chiamarono il partito dei filosofi, e talvolta una setta, un
movimento, restano pi aderenti e precisi che non gli
schemi moderni. La sottile, dotta analisi sociale che cosa
pu aggiungervi? Jacques Proust dedica certo gran parte
del suo libro allo studio delle idee politiche di Diderot e
ai contrasti, alle lotte interne del gruppo enciclopedistico.
Ma esse sono tuttavia, le une e le altre, rese meno vive,
meno storicamente significanti perch vengono considera
te come espressioni duna mentalit, come riflessi duna
situazione sociale e non direttamente come difficili scelte
e magari drammatiche che questi uomini si trovarono a
compiere, come azioni ancora da fare, come elementi du
na narrazione storica e non come cifre e paradigmi duno
spaccato sociale. Il termine di technocrate non potreb
be meglio dirci quel che c dincerto, dequivoco in una
simile posizione a mezza strada fra sociologia e storia. I
tecnocrati sono in realt un partito che si maschera dietro
la tecnica dei tecnici che la situazione costringe ad assu
mere il compito dei politici? Non forse meglio tornare
ad interpretare gli enciclopedisti come dei philosophes e
dei riformatori, della gente che viveva per le proprie idee
e che trov una strada per modificare la realt che li cir
condava? La loro storia resta quella dei loro programmi e
delle loro lotte. Il libro di Furio Diaz su Filosofia e politi
ca nel Settecento francese mi pare abbia seguito la via
giusta \ Raffinare e sfumare lispirazione marxista non ba
sta. Come evitare ad esempio il problema del successo
delle riforme in alcuni paesi dellEuropa settecentesca e
del fallimento invece sempre ripetuto del dispotismo il
luminato in Francia? questo problema politico e stori
co, che nessun metodo sociologico potr risolvere.
1 Torino 1963.

24

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Il rischio della storia sociale dellilluminismo, quale


la vediamo oggi soprattutto in Francia, di studiare le
idee quando son diventate ormai strutture mentali, senza
coglier mai il momento creativo e attivo, di esaminare tut
ta la struttura geologica del passato, salvo precisamente
lhumus sulla quale crescono le piante e i frutti. Il risul
tato storiografico spesso di riconfermare con gran lusso
di metodi nuovi quello che gi si sapeva, quello che gi
era affiorato alla luce della coscienza attraverso le lotte
dei contemporanei e le riflessioni degli storici. Temo che
una parte almeno delle ricerche compiute, per esempio,
sui libri e sulle riviste settecentesche dalla Sixime section
de lEcole pratique des hautes tudes, sotto la direzione
di Alphonse Dupront, rischi di cadere sotto questa cate
goria. Livre et socit dans la France du x v m e sicle: ti
tolo pi attraente difficile immaginare per uno storico
dellilluminismo \ Questo sar volentieri disposto a per
donare quel tanto di mistica pitagorica che si trova in
queste pagine e che distrae continuamente il lettore dalle
same dei risultati concreti per indurlo a piegare il ginoc
chio di fronte alla religione, alla contemplazione del nu
mero. Ma il dubbio rinasce quando vediamo Franois
Furet dopo uninchiesta sulla produzione libraria in
Francia, compiuta a mezzo di sondaggi e con gran lusso
di ricerche, concludere sulla permanence des livres de
droit, sullimportance des belles-lettres et le maintien
des grands genres, sul grand mouvement sculaire in
verse des ouvrages de religion et de Sciences et Arts .
Il sagit aussi bien de lobservation technique, de la r
forme dun abus que de la reconstruction de la cit;
toute une monte sociale sexprime travers le double
langage de lexprience et du rve2. Nelle conclusioni,
come si vede, i numeri sono messi da parte per far torna
re in primo piano delle verit che tutta la storia delle idee
del Settecento francese ci aveva gi indicato. Vediamo si
milmente Jean Ehrard et Jacques Roger contare i libri
1 G. B O L L M E , J. E H RARD, F . F U R E T , D. ROCHE e J. ROGER, lVre et So
cit dans la France du xvine sicle, Post-face dA. Dupront, Paris - La
Haye 1965.
2 BOLLME e altri, Livre et socit cit., pp. 27 sgg.

INTRODUZIONE

2^

stranieri recensiti nel Journal des savants nel 17 15 -19


e nel 1750-54 e giungere alla sorprendente conclusione
che mentre nel primo periodo le opere italiane sono in
quantit quasi trascurabile, nel secondo di questi due pe
riodi esse sono pi numerose di quelle provenienti dal
mondo di lingua tedesca, dalla Svizzera e persino dallIn
ghilterra, e sono seconde soltanto rispetto ai libri usciti
dalle stampe olandesi \ In realt il mistero non di diffi
cile soluzione. In quegli anni il Journal des savants re
cens gli otto volumi degli Annali dItalia di Ludovico
Antonio Muratori. Simili cifre non servono a rendere
trasparente la realt, ma debbono essere a loro volta spie
gate dai fatti pi facilmente constatabili. Ma non vorrem
mo spingere troppo avanti queste critiche. Talvolta i nu
meri sembrano davvero capaci di rivelare e colmare qual
che lacuna. Per un italiano, supernutrito di storia della
storiografia, pu parere ad esempio curioso che Alphonse
Dupront si meravigli di vedere il numero dei libri di sto
ria restare sensibilmente il medesimo durante tutto il cor
so del Settecento invece di crescere, com'egli sattendeva,
dopo YEssai sur les murs di Voltaire. Littraires
merci, nous pensions volontiers que la pousse de lhis
toire tait fin de sicle, aprs Voltaire et plus proche des
plonges prromantiques aux abmes du temps pass2.
Muratori, Maffei, Vico, sono della prima parte del secolo.
Ma anche in Francia, come Augustin Thierry ci aveva in
segnato, la moderna storiografia del terzo stato e della no
bilt comincia con Dubos e Boulainvilliers.
Nulla quasi resta duna ispirazione marxista in una
storia sociale della cultura come quella che abbiamo ora
esaminato. Quasi nulla, salvo cio la cosa pi importante
e pili pericolosa, la pretesa duna storia totale, duna visio
ne della societ come duna struttura globale capace di ri
velare la sua logica interna, la legge della propria esisten
za se sottoposta ad uno strumento interpretativo adatto,
sia esso la lotta di classe, la quantificazione lo struttura
lismo. Questa pretesa pi meno palese ed esplicita di ri
1 bollm e

2 Ibid.,

p.

e a l t r i , Livre et socit
195.

c it., p .

38.

26

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

trovare le mot de nigme di una civilt rischia sempre di


distoreere il giudizio storico, trasformandolo in filosofia
della storia, quando non addirittura, come diceva Cari
Becker, in moonshine.
Ben altrimenti utili sono perci, per chi vuole capire
Pilluminismo europeo, quegli studi di storia sociale che
mettono, in settori delimitati e ben precisi, a concreto
contatto le idee e i fatti, la diffusione di certe tecniche e
scienze, vedendo come esse reagiscono nelle terre, nelle
citt, tra nobili e artigiani di questo quel paese. Sono
apparsi, in questi ultimi anni, dei veri e propri modelli di
ricerche del genere. Basta pensare a Michael Confino, Do
maines et seigneurs en Russie vers la fin du x v i i f sicle.
Etude de structures agraires et de mentalits conomi
ques , e a Marc Raeff, Origins of the Russian intelligent
sia. The eighteenth century nobility 2 (e citiamo questi
due autori anche perch sono di opinioni diverse e la loro
polemica, sulle pagine delle Annales di grande inte
resse per chiunque studi la storia del Settecento russo3),
ancora i tre grossi volumi di Andr Bourde, Agronomie et
agronomes en France au x v u f sicle4, lavoro che proprio
a causa della sua concretezza e ricchezza tante domande
fa nascere sulla reale importanza delle nuove tecniche agricole nella trasformazione effettiva delle campagne fran
cesi, ancora, last but not least, il grande dibattito in cor
so in Inghilterra sulla rivoluzione industriale5. Libri come
quello di Charles Wilson sul Sei e Settecento non posso
no che suscitare il desiderio che altri segua questa strada
in altre terre europee6. Non sono che esempi presenti alla
mente di tutti, e che bastano tuttavia a dimostrare come si
vada rinnovando la storia sociale anche del xviii secolo.
Eppure, malgrado la mia ammirazione per questi e si
mili storici, e magari il senso dinvidia che provo di fron
1 Paris 1963.
2 New York 1966.
3 M i c h a e l c o n f i n o , Histoire et psychologie: A propos de la noblesse
russe au x v i i i e sicle, in -Annales, 1967, vi, pp. 1163 sgg.
4 Paris 1967.
5 p e t e r M a t h i a s , The first industrial nation. An economic history
1700-1914, London 1969.
6 Englands apprenticeship, 1603-1763, London 196.5.

INTRODUZIONE

27

te a loro, malgrado il desiderio sempre rinnovato dimpa


rare dai loro libri, voglio rimaner fedele, in queste G. M.
Trevelyan Lectures, allispirazione della mia giovent,
quando progettavo di scrivere una storia politica dell 'En
ciclopedia. Non oser seguire le tracce di Alfred Cobban,
n accettare il suo invito a discutere addirittura The role
of Enlightenment in modem history, come egli scrisse nel
sottotitolo del suo In search of humanity, libro che non
possiamo riaprire senza commozione, dopo la sua tanto
dolorosa recente scomparsa1. N pretender certo offri
re una Geschichte der abendlndischen Aufklrung, co
me ha fatto Fritz Valjavec2. Vorrei porre il Settecento
sotto le luci incrociate di alcuni problemi della storia del
le idee, sperando di dimostrare come questo incrociarsi
riveli almeno alcuni punti essenziali della storia dellillu
minismo. Al centro star il problema del valore della tra
dizione repubblicana nella formazione e lo sviluppo dei
lumi. Ci ci condurr al cuore stesso del rapporto tra uto
pia e riforma, che esamineremo da un solo punto di vista,
che pur mi pare particolarmente significativo, quello del
diritto di punire. Star in conclusione un tentativo di ri
percorrere la distribuzione geografica e il ritmo differen
ziato di sviluppo deUilluminismo nellEuropa settecen
tesca. Spero di poter indicare come questi problemi, pur
apparentemente tanto diversi, trovino effettivamente nel
la storia politica dellilluminismo un loro punto dincon
tro.
Cambridge, aprile 1969.

1 London i960.
2 Wien-Miinchen 1961.

Capitolo primo
Re e repubbliche tra Sei e Settecento

Quando si parla di tradizione repubbHcana e dellim


portanza che essa pot averFnl ormare e idee politiche
del secolo x v i i i , il pensiero corre subito allantichit, ai
grandi esempi di Atene e di Roma. Non si tratta, eviden
temente, di discutere lesistenza di questa tradizione clas
sica, troppo importante per essere posta in dubbio. Quel
che vorrei tentare di far qui, piuttosto che cercare di mi
surarne lintensit e limportanza nel Settecento e di ve
dere attraverso quali canali essa giungesse al secolo dei lu
mi, sar di vedere quanto del pensiero ^pubblicano deri
vi non da Pericleeda Tito Livio, ma dallesperienza com
piuta dalle citt italiane, fiam m i^
landa e dfflSvizzer a, dairng^terra e daa 1 .
L^rcdrffMbblcna che il Settecento raccoglie e fa
fruttificare ha talvolta una coloritura classica, ma nasce
pi spesso da unesperienza diretta e non lontana, da una
radice medioevale e rinascimentale che riprende a vive
re al di l dellet dellassolutismo e delle restaurazioni
del Cinque e Seicento.
Non certo a caso la forma antica e classica del jgensiero
repubblicano fu partcrmntFle^nte^^m ^nc^ dura n ^ ljffm rdecenni del secolT,^ o i n 3venSrewsplosiva durante la rivoluzione. I philosophes, i girondini e i
giacobini si rifecero a Camillo e a Bruto proprio perch
dietro le spffle derfrancesi sf^a nulla che potesse
servir loro di modello e dispirazione repubblicana. Tentaronojijdpensare al passato delle citt medioevali e a Etinne ^
1 @ se
^ soltantoHepTelle^^
ma an

3o

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

che delle libere forme di organizzazione e di costituzio


ne,'3o v ^
ricorrere ad Atene e a Roma.
Anche loro si nutrirono, per Tutto il secolo" xWii degli
esempi inglesi e polacchi, italiani e olandesi; anche per
loro, come vedremo, le radici del pensiro repubblicano
affondarono, da Montesquieu a Rousseau, in unesperien
za europea non lontana e nientaffatto mitica. /La si trat
tava ^ i esmpi men dirttamen t loro, meno locali e me
no Soltanto il modello neclassiqo poteva ai loro
occhi assumere la grandiosit e vigore di un mito. Fu
cosi la Francia a ridare una forma antica alla tradiz|pae
repubblicana europea \
Ben lo si vide inCltaia} alla fine del Settecento. Basta
confrontare il pensiero politico delPet dei riformaigriilluministf, poniamo tra il 1734 e il 1785, a queUo delle
poca rivoluzionaria, nell ultimo decennio del secolo, per
sentire immditamente uno stacco, una forte differenza
nel vocabolario, nel modo di sentire e di esprimersi. Il
Settecento
italiano era stato
fondamentalmente
antiro1
.
11
1
' ........................
mano, aveva contrapposto le province all urbe, aveva ri
trovato i popoITtaliani anteriori alla conquista, aveva ri
scoperto ed esaltato etruschi, insubri e sanniti, aveva com
battuto lidolatria della legge romana, aveva profonda
mente criticato il sistema economico fondato sulla con
quista e non sul commercio, era giunto a prender coscien
za della distanza che stava tra la libert degli antichi e
quella demdernL Sopra questo fermento critico venne,
con la rivoluzione e linvasione francese, a sovrapporsi
uno strato ben diverso, un tentativo di far rivivere 1 Bruti
e i Camilli sul suolo italiane), dove erano in verit ben
morti e sepolti. La propaganda giacobina, monotona ed

1
Sulla visione storica dellantichit, anche nel Settecento, in tutt Eu
ropa, cfr. A r n a l d o M o m i g l i a n o , Contributo alla storia degli studi classi
ci, vol. I, Roma 1955, vol. II, Roma i960, voi. I l i (col titolo di Contri
buto alla storia degli studi classici e del mondo antico) Roma 1966, voi.
IV, Roma 1969. Sulla visione religiosa, f r a n k e . m a n u e l , The eighteenth
century confronts the gods, Cambridge (Mass.) 19.59. Sullaspetto psicolo
gico ed artistico, j e a n s e z n e c , Essai sur Diderot et Vantiquit, Paris 1957.
Per ulteriori indicazioni bibliografiche, p e t e r g a y , The Enlightenment:
An interpretation, New York 1967, pp. 455 sgg. Sullaspetto politico, il
meno studiato, . . p a r k e r , The cult of antiquity and the French revo
lutionaries, Chicago 1937.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

31

esaltante insieme, port in Italia un ideale repubblicano


che mal saccordava con un paese3ovePespenza repubb lcT ^ ^
cfassiclieT K ^n n erp^gil^^rm a ,per spezzare ^nSTtradizione.
I^eTnome ^Pantichit Rojpa.,a|iti^.^Qa.4:3tse, mentre
furono spazzate via trasformate profondamente le reVenne Pet della
repubblica una e indivisibile, proprio in un paese dove le
repubbliche erano state molte e in continuo movimento
esterno ed interno. Al di l della stratificazione giacobina
e neoclassica sar dunque necessario scavare per ritrovare,
in Italia ,come in Europa, la tradizione repubblicana che
affondava la sua radice nel medioevo e nel rinascimento .
Proprio 1esemplo dell Italia potr torse essere parti
colarmente significativo. L^genigola, quando comincia il
Settecento, una sorta di microcosmo delPEuropa tutta
intera. Neanche in Germania era possibile trovare una
tanto srande variet di forme politiche e di costituzioni
diverse, nonHFoss altro perch la teocrazia papale era una
privativa italiana. Monarchie e viceregni,
bjihe, da Venezia a quel piccolo comune rustico che era
San Marino. Un vero museo politico*. In Italia il rapporto
1 Si confrontino ad esempio i testi pubblicati sulla raccolta degli Illu
ministi italiani, tomi III, V, V II, Milano-Napoli 1958, 1962, 196.5 con
quelli raccolti da Renzo De Felice in I giornali giacobini italiani, Mila
no 1962.
2 II valore esemplare delle repubbliche italiane era stato energicamen
te affermato dalla storiografia illuminista e romantica - basti pensare a Sismondi. Poi lo studio delle realt sociali ed economiche sembr metterne
in ombra le loro esperienze politiche e costituzionali, il cui interesse sta
to invece sottolineato di nuovo recentemente, proprio da chi di storia eco
nomica e sociale maestro, da f r e d e r i c . l a n e , At the roots of republi
canism, in American historical review, 1966, n. 2, pp. 403 sgg. Son pa
gine di fondamentale importanza e che indicano consolidano tutto un
nuovo indirizzo di studi sulle repubbliche italiane. Su Venezia la discus
sione stata ampia e fruttuosa negli ultimi anni (baster ricordare il no
me di Gaetano Cozzi) in Italia; stata largamente ripresa anche fuori ed
stata ora criticamente riesaminata, con grande chiarezza e capacit, da
w i l l i a m j . b o u w s m a , Venice and the defence of republican liberty. Re
naissance values in the age of the counter reformation, Berkeley 1968, al
quale rimandiamo anche per laccurata bibliografia. Con molta finezza
colto il rapporto tra politica e societ in m a r i n o b e r e n g o , Nobili e mer
canti nella Lucca del Cinquecento, Torino 1965. La storia di Genova in
vece ancora tutta da riprendere da un punto di vista che vada al di l del
la tradizione locale, sulla quale si veda v i t o v i t a l e , Breviario della storia
di Genova, Genova 1955. Esemplari restano naturalmente, per chi cerca di

32

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

tra gli stati assoluti e le repubbliche riproduceva quel che


ve3T m ^
Venezia, Lucca, Genova, San
Manno errio sopravvissute ai margini degli stati moderni in formazione, in uno strano rapporto che poteva parere
quasi parassitano, ma che era ormai solido, meliminabile.
Non che Spagna non avesse fatto il possibile per abbat
tere Venezia, cos come per riconquistare le Province TJnite. Non dKe il ducato di Savoia non si fosse dato molto
da fare per conquistare Genova. Non che il granducato
to scan o n o n
stato spesso tentato da Lucca. Non che
il gap aito, ancora 1<;7<), in un ultimo soprassalto non
avesse tentato di por fine a San Marino \ Ma in nessuno
di questi casi, pur attraverso le vicende pi diverse, pur
nellir maggior disparita di sil^^Ipm
pur attra
verso una vasta gamma di coloriture religiose diversissi
me, che andavano clal protestantesimo olandese al giurisdizionalismo veneto, fino a Genova barocca e bigotta, in
nessuno di questi casi gli stati assoluti ermo riusciti, ad
eliminare questi loro avversari e nemici. Le antiche re
pubbliche erano sopravvissute.
Le repubbliche si comportarono cos, durante il Cin
que e wS e ice n ^ ' m e 'd ^ 'st^ tr esterne, dal conte
nuto aristocratico e patrizio, borghese e municipale, non
dissimili da quelle che gli stati monarchici si andavano allora sforzando di dominare, di inglobare nell assolutismo,
senza distruggerle, piegandole ai prpri voleri. Parlamen
ti, assemblee di stato, patriziati cittadini, organizzazioni
cogliere il rapporto tra i comuni italiani e la formazione dello stato mo
derno, Firenze e la Toscana. Baster ricordare qui le opere di Federico Chabod, Hans Baron, Giorgio Spini, Nicolai Rubinstein, rimandando alla re
cente discussione e bibliografia di M a r v i n b . b e c k e r , Florence in transi
tion, Baltimore 1967 e 1968. Gran parte di questi scritti sulle repubbliche
italiane - contrariamente a quel che aveva fatto Sismondi - si chiudono
con la fine del Rinascimento, pi meno prolungato ai primi decenni del
Seicento. E si ha spesso la tentazione di considerare come un mito il
loro sopravvivere nellet dellassolutismo, nel Sei e Settecento. La loro
presenza ha tuttavia un valore che va al di l del loro ricordo e mito. La
formazione e laffermarsi dello stato moderno pu uscirne illuminata se la
guardiamo non dal punto di vista delle monarchie vincitrici, ma delle re
pubbliche tenacemente sopravvissute.
1 Sul caso di San Marino, paradossalmente significativo, si veda il bel
libro di a l d o G A R O SCi, San Marino. Mito e storiografia tra i libertini e il
Carducci, Milano 1967, che stato allorigine di molte delle considerazio
ni qui di seguito svolte sulla tradizione repubblicana nellet moderna.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

33

militari e politiche di ugonotti in Francia e in Italia, in


numeri atonoi^
privilegi di citt do
minanti
di formazione dello stato mo
derno tornia d fronte ai nostri occM ffi questi secolari
contrasti e compromessi. Le repubbliche sono queste me
desime strutture, ma stern& La loro esistenza pu parere^tlvolta altrettanto umbratile e formale quanto quella
delle forme politiche che stanno allinterno dello stato as
soluto. Genova in realt inclusa nel mondo spagnolo.
Le citta patrizie cJella Svizzera sembrano a momenti non
aver molta pi indipendenza che la Franca Contea e le cit
t alsaziane assorbite dallavanzata francese. Eppure le
strutture esterne sopravvivono, mantenendo in vita, nel
lE u r o p a
la tradizione repuBBlicana. Furon
loro a non piegarsi mai completamente di fronte allssolutismp r^ ip , a conservare un modello diverso, a^non permS?re
su^ Piano ideologico e non sol
tanto su quello politico e militare, della monarchia universale .
1 Una delle pi importanti discussioni storiografiche dellultimo ven
tennio - e davvero internazionale di ampiezza - stata quella che ha rie
saminato il rapporto tra la formazione dello stato moderno e le strutture
sociali che esso and variamente sottomettendo e inglobando. Baster ri
mandare, anche per la bibliografia, ai rapporti di f r i t z h a r t u n g e R o l a n d
m o u s n i e r , Quelques problmes concernant la monarchie absolue, in X
Congresso internazionale di scienze storiche, Relazioni, vol. IV, Storia
moderna, Firenze 1955, pp. 3 sgg., di j. v i c e n s v i v e s , Estructura administrativa estatal en los siglos xvi y x v i i , in X Ie Congrs international des
sciences historiques, Rapports, vol. IV , Histoire moderne, Stockholm
i960, pp. i sgg. e di e r i k m o l n a r , Les fondaments conomiques et sociaux
de Vabsolutisme, in X IIe Congrs international des sciences historiques,
Rapports, vol. IV, Mthodologie et histoire contemporaine, Wien 196.5,
pp. 155 sgg., cos come la raccolta di articoli in onore di . B. Kafengauz,
a cura di N. M. Druzinin, Absoljutizm v Rossii (xvu-xviu vv.), Moskva
1964. Particolarmente suggestivo stato per me il libro di e r n s t h e i r i c h
k o s s m a n n , La Fronde, Leiden 19^4, che vede lo stato assoluto, a met del
Seicento, come il rsultat dune neutralisation, non pas dune unit. Il
est une somme de mcontentements et de forces contradictoires qui se con
trebalancent (p. 260). Nota, citando Dubose de Montandr, come non
fosse assente allora in Francia il pericolo dun esprit rpublicain et con
tagieux (p. 108), ma come poi in realt si estinguesse presto la debole
scintilla repubblicana accesasi a Bordeaux con il movimento dellOrme,
soffocata dalle contraddizioni politiche rivelatesi tra i grandi, la borghesia
e il popolo, tra le varie forze sociali ed i loro alleati esterni. Kossmann ha
il raro vantaggio di guardare a simili fatti tenendo gran conto dellesisten
za duna alternativa repubblicana, quale quella dellOlanda. Per il perio
do posteriore, importante l i o n e l r o t h k r u g , Opposition to Louis X IV .

34

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Ben lo si vide quando, con Luigi XIV, fu la Francia a


riprendere, con rinnovata energia, il duello che la Spagna
era ormai incapace di condurre. La guerra dOlanoa del
ff>7&e il bombardamento di Genova delccS8$, aprirono
un nuovo capitolo di questo conflitto tra gli stati assolati
e le ^ tic b e repubbliche. Capitolo che duro fino ak;7j>
annoj n cui la pace di Aqusgrana assicuro, dopo fortuno
se vicende, la sopravvivenza delle Province Unite, ancora
una volta invase dalla Francia, cosi come quella di Geno
va, che soltanto una rivolta e una dura guerra poterono
salvare allora dalle mani delPImpero e del regno di Sar
degna.
Anche in questo lungo e decisivo periodo di passaggio
tra T SeT eT T Sf^
erano partite del
tuffo sfavorite. Il loro neutralismo, il loro conservatori
smo, il loro tentativo'^ drsttrarsi al mondo dei conflitti
politici per rifugiarsi tutte in quello dei traffici commer
ciali e bancari, il loro rifiutare la spada per puntar tutto
suljdenaro, la loro volont di mantenere delle costituzioni
che parevano del tutto inadatte a sostenere ,delle
monarchie, sembrava destinarle ad una sicura sconfitta.
Eppure cosi non fu. L urto suscit dei rivolgim^ati mt?r_
ni, riapri in Olanda il conflitto tra i reggenti e gli Orange,
tra provincia e provincia, giungendo proprio sullorlo del
disastro e dello sfasciamento. Poi si salvarono non soltan
to le Province Unite, ma sopravvisse lessenziale della loro
costituzione. Guglielmo I I I e Guglielmo IV furono mol
to vicini a diventare dei monarchi, ma in realt restarono
degli statoldi. Il pericolo, nel 1672 e nel 1747, li port al
potere, poggiando sulla nobilt, lesercito, la plebe riot
tosa. Ma lintelaiatura costituzionale ereditata dal passa
to non croll. Il patriziato dei reggenti continu a mante
nere nelle proprie mani le posizioni chiave nella societ
dei Paesi Bassi \ La tolleranza religiosa non venne messa

The politicai and social origins of the French Enlightenment, Princeton


1965.
1
d . j. R 0 0 RDA, The ruling classes in Holland in the seventeenth centu
ry y in Britain and the Netherlands, a cura di J. S. Bromley e E. H. Kossmann, Groningen 1964, pp. 109 sgg. Even after 1672 the monarchical
and aristocratic tendencies did not fuse. In many respects William III,
however great his power, remained the prisoner of the oligarchy (p. 132).

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

35

in dubbio e fu anzi la base dalla quale partirono Pierre


Bayle e gli altri emigrati francesi per fare delPOlanda
lemporio delle idee politiche, filosofiche e scientifiche del
mondo intero, cosi come cinquantanni pi tardi di l par
t Marc-Michel Rey per diventare leditore dei philoso
phes. Le Province Unite erano rimaste una repubblica.
Erano restate, politicamente, una forma di governo con
siderata abnorme, strana e sempre pi difficilmente com
prensibile da coloro che lo stato assoluto andava amalga
mando e racchiudendo nelle sue strutture. La coscienza
di questa diversit and sempre pi radicandosi in Olan
da. Il libro uscito dalle mani di Pieter Cornelis de la Court
e che corse un po ovunque in Europa sotto il titolo di
Memorie di Jean de Witt ne lespressione pi tipica.
L edizione tedesca del 1 671 si apriva con i motti: Pax
optima rerum. Solae respublicae veram pacem et felici tatem experiuntur... per poi far allusione alla volont eco
nomica del governo delle Province Unite: Ita industria et
labore Batavorum respublica locupleta tur \ La polemica
contro le monarchie era esplicita ed energica in quelle pagi
ne. Prendiamo ad esempio ledizione inglese, del 1702,
un anno in cui, come vedremo, anche nelle isole britanni
che riaffior la polemica repubblicana. La volont di be
nessere delle repubbliche contrapposta alla volont di
potenza e di espansione delle monarchie, con la conse
guenza che the inhabitants of a republick are infinitely
more happy than the subjects of a land governed by one
supreme head2. Non si trattava affatto duna angelical
or philosophical republick simile a quella di Platone,
dAristotele alla Eutopia Mori, ma duna prosperit
in atto, dovuta al rispetto dun common interest won
derfully linked together, alla tolleranza, alla libert di re
sidenza e di commercio, alla mancanza di monopoli, alla
1 Anweisungen der heilsamen politischen Grnde und Maximen der
Republicken Holland und West Friesland, Rotterdam 1671. Per i rapporti
di P. C. de la Court con Spinoza, cfr. la prefazione ed il commento di An
tonio Droetto al Trattato politico, Torino 1958.
2 The true interest and political maxims of the republick of Holland
and West-Friesland. Written by John de Witt and other great men in Hol
land, London 1702, p. 6.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

moderazione delle tasse e alla volont di mantenersi in pa


ce, anche a costo di notevoli sacrifici \ La mentalit stessa
della ragion di stato, as the Italians, era ripudiata. Teo
rizzassero pure questi una politica mezzo leonina e mezzo
volpina e ripetessero loro pure ininterrottamente: Con
arte e con inganno | si vive mezzo Tanno, | Con inganno e
con arte | si vive laltra parte. Non eran queste massime
per i paesi pi ricchi e pi popolati, come quelli repub
blicani, somiglianti a gatti agili e prudenti piuttosto che a
grossi e violenti leoni, pronti a difendersi con le unghie e
con i denti, ma soltanto se la loro esistenza era minaccia
ta. A cat indeed is outwardly a lion, yet she is, and willremain but a cat still, and so we who are naturally mer
chants, cannot be turned into souldiers2. N la guerra
poteva e doveva mutare la natura della repubblica: lo statoldo sarebbe rimasto unarma di difesa nelle mani dei
commercianti, non un principe, n un re. Nella sua poli
tica estera, in mezzo ai leoni e le tigri che dominavano il
mondo, questo animale eccezionale che era lOlanda non
poteva non sentire una naturale simpatia per i suoi rari
consimili, che vivevano anchessi per la pace e il commer
cio. Le altre repubbliche sarebbero state le sue naturali
alleate. De la Court parla con simpatia ed ammirazione di
Venezia, guarda con interesse alle altre repubbliche ita
liane e a quelle della Germania. Eppure costretto a con
cludere che militarmente esse sono troppo deboli, mentre
economicamente esse in realt costituiscono piuttosto del
le concorrenti che non delle alleate. Poco nulla servono
nella lotta per la sopravvivenza, contro l innate hatred
which all monarchs bear to republicks3. Erano, comun
que, dei buoni esempi degli errori costituzionali che ne
cessario ad ogni costo evitare. I magistrati della repubbli
ca non debbono essere pagati. I loro proventi debbono
provenire dal commercio, dalle manifatture, non dallo
stato. Nessuna legge privilegio come ad esempio i mag
giorascati deve difenderli: Thus it is still, or was lately
1 The true interest and political maxims of the republick of Holland
and West-Friesland cit., pp. 15, 37 sgg.
2 Ibid., pp. 244-45.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

37

in the republicks of Venice, Genova, Ragousa, Lucca, Mi


lan, Florence... \ Non vi deve essere un capo permanen
te n al centro, n nelle amministrazioni cittadine e locali.
La volont di non mutar reggimento deve dominare su
ognaltra esigenza, pena la rovina economica e politica.
Commerce, navigation and manufactures settled and
continued in Italian republicks so long as they enjoyed
their liberty. But we may easily perceive that Florence
and Milan, tho they became the courts of monarchs or
stadtholders did much decrease in their commerce during
the monarchical government. Pisa..., all the old great Ita
lian citys since the loss of their free government... are fal
len almost to nothing... Whereas those two ill situated
towns, Venice and Genova, by their free government, not
withstanding the loss and removal of Indian trade, have
preserved their greatness and traffick as much as possible,
and little Lucca keeps her trade still2. E non dissimile
era stato il destino delle citt della Hansa rimaste libere
ed indipendenti. Tutto il pensiero politico olandese del
Seicento tende a determinare le condizioni religiose, psi
cologiche, giuridiche di una simile sopravvivenza ed esso
continuamente attento alla sorte parallela delle altre mi
nori repubbliche dEuropa \
La moderna ricerca sulle vicende commerciali manifat
turiere e finanziarie delTOlanda tra Sei e Settecento, lap
passionante discussione che si avuta in questi ultimi an
ni sul carattere e la portata della decadenza delle Provin
ce Unite nel secolo x v i i i hanno posto sempre pi chiara
mente in luce il carattere peculiare, anche dal punto di vi
sta economico, della repubblica delle Province Unite. Co
1 The true interest and political maxims of the republick of Holland
and West-Friesland cit., p. 375.
2 Ibid., p. 432.
3 e . H . k o s s m a n n , Politieke theorie in bet zeventiende-eeuwse Neder
land, Amsterdam i960. La pi elaborata teoria giuridica secentesca delle
repubbliche aristocratiche quella di u l r i c h h u b e r , De iure popularis,
optmatium et regalis imperii sine vi et a sui iuris populo constitutif Franeker 1689, con frequenti paralleli tra Venezia, Firenze, e la Batavorum
respublica, ubi summa potestas est penes ordines, hoc est quits et civitatum rectores, verissima aristocratie (p. .50). Interessanti considerazio
ni si possono trovare in C h a r l e s i r n e c a s t e l d e s a i n t - p i e r r e , Projet
de trait pour rendre la paix perptuelle entre les souverains chrtiens,
Utrecht 1716 e i d . , Annales politiques, Londres (Paris) 17^6.

38

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

me in politica essa rifiuta la ragion di stato, cosi in econo


mia essa non mercantilista. La sua funzione di mercante
e di banchiere dei grandi stati moderni, proprio nellepoca del loro consolidarsi, la rende insieme fragile ed indi
spensabile, parassitarla e ineliminabile. Quel che appare
come una decadenza in realt la tendenza alla stasi in un
mondo in cui lInghilterra e gli stati del continente vanno
crescendo e sviluppandosi. Con la seconda met del Set
tecento sempre pi evidente si fa la difficolt in cui si vie
ne a trovare POlanda ad adeguarsi ad un mondo che cam
bia. La sua economia altrettanto irriformabile quanto la
sua struttura politica. Nel 1 7 51 le proposte dello statoldo
sono lasciate cadere. Le crisi del 1763 e del 1773, malgra
do la loro acutezza, non sono ancora tuttavia decisive.
L Olanda cadr in realt soltanto quando verr presa anchessa nel gran gorgo delle rivoluzioni moderne, a parti
re dagli anni 80. Fin quando lAntico regime tenne in
piedi, anche la repubblica delle Province Unite soprav
visse1.
Genova e Venezia tra Sei e Settecento attendono an
cora uno storico che compia per loro quello che gli stu
diosi olandesi ed inglesi, da Charles Wilson a Piet Geyl
e a Kossmann hanno fatto per POlanda. Non certo che le
repubbliche patrizie italiane nel loro declino possano pa
ragonarsi davvero alle Province Unite quali esse uscirono
dalle mani di De Witt e di Guglielmo I II, di Rembrandt
e di Spinoza. Ma i loro riflessi di conservazione e la loro
permanenza in margine ai grandi stati assolutistici meri
tano di esser guardate pi da vicino, contribuendo in
qualche modo, indubbiamente, allidea che delle repub
bliche si fecero gli uomini del secolo dei lumi.
1 C h a r l e s w i l s o n , Anglo-Dutch commerce and finance in the eigh
teenth century, Cambridge 1941 (e ristampa del 1966); i d ., Profit and
power. A study of England and Dutch wars, London 1957; i d ., The dcli
n of the Netherlands, in Economic history and the historian. Collected
essays, Cambridge 1969, pp. 22 sgg.; 1. s c h o f f e r , Did Holland's golden
age co-incide with a period of crisis?, in Acta historiae nederlandica, I, Lei
den 1966, pp. 82 sgg.; j. d e V r i e s , De economische Achteruitgang der Republiek in de Achttiende Eeuwt Amsterdam 19.59; j o h a n n e s h o v y , Het
voorstel van 17 5 1 tot instelling van een heparkt vrijhavenstehel in de Republieky Groningen 1966 (dove si trovano anche interessanti paralleli con
la contemporanea politica di porto franco ad Amburgo e a Genova).

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

39

A Genova, tanto il bombardamento francese del 1684


quanto loccupazione austriaca del 1746 misero di nuovo
in movimento la stratificazione sociale che era venuta se
dimentandosi fin dal Cinquecento. Gi i duchi di Savoia
avevano cercato di far leva sulla miseria popolare per con
quistare Genova, con accenti talvolta tanto apertamente
demagogici da far appello addirittura alla rivolta contro il
gramo, poco e misero pane nero che la plebe era costret
ta a mangiare, cos come alla polemica contro i monopoli
in materia economica ed annonaria della nobilt domi
nante \ Con gli anni 80 del Seicento la Francia di Luigi
XIV aveva reso ben pi agile e articolata una simile azio
ne intesa a sfaldare la vecchia repubblica. La politica fran
cese ag dallalto e dal basso, facendo leva sulle pi anti
che famiglie feudali, sui Fieschi ad esempio, ed insieme
1 Si vedano soprattutto gli opuscoli di Giovanni AnsaIdi, agente di
Carlo Emanuele I, pubblicati allepoca della congiura di Vacher, Verit
esaminata a favor del popolo, il quale con ingiustitia tenuto fuori del
governo di Genova contro alcuni tiranni delVistesso popolo che gi se ne
credono impossessati con fraude, s. 1. 1628 e soprattutto A tutto l'ordine
fortissimo, fedelissimo, generosissimo che intende reprimer le insolenze e
ripararsi dalle ingiustitie di quelli che male operano e male governano in
Genova salute e aviso, s. 1. 1628, in cui lautore si rivolgeva a coloro che
governavano la repubblica chiedendosi: hanno eglino fondata Genova
senza i nostri padri? I l governo della nostra citt sempre stato dalla
parte che pi ha potuto, se bene in effetto doveva sempre essere di tutti
(p. 9). Con laiuto del duca di Savoia, che non sarebbe stato il signore di
Genova, ma il suo protettore, tutti coloro che non appartenevano alla
ristocrazia avrebbero potuto e dovuto ribellarsi: dico ben che 150 mila
nelle citt e tutti i popoli delle riviere... doveranno esser habili almeno per
difendersi da quei pochi che sin hora ci hanno oppresso (p. 12). Contro
questa insurrezione non sarebbero bastate le truppe mercenarie, tedesche e
corse: non ci vogliono tante fattioni per far il fatto nostro, stiamo sol un
giorno tutti daccordo senza andar in Banchi [il centro commerciale della
citt], lordine de gli artesiani si contenti listesso giorno di far festa. Tut
to il popolo minuto getti il pane putrido e puzzolente per la testa a chi
glielo fa mangiar tale, ch quellistesso giorno forse gli metteremo il cer
vello a partito senza metter mano allarmi. Incominciamo a dir che non
vogliamo esser tanto ignoranti in tutti gli ordini nostri di voler pagar tas
se, daciti, gabelle, angarie per sostener guerre ingiuste, per mantener guar
die che ci offendano, per empir la citt di sbirraglia che ci tormenti e che
loro sopporti e che finalmente non intendemo di dar stipendi a chi ci go
verna tanto male... (p. 13). Interessante pure il Secondo aviso, pubblica
to dopo lesecuzione di Vacher e dei suoi complici, in cui troviamo cu
riose indicazioni sulla vita religiosa e politica di Genova e che conclude:
Come si potrebbe mai soggettire maggiormente il popolo, etiandio sotto
limperio de turchi di quello che ? Come si pu pi impoverire di quello
che han reso questi tiranni?... il povero forzato a cibarsi dimmonditie,
lartigiano tenuto in nome di schiavo (pp. 13-14).

40

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

sulla nobilt di pi recente formazione, cos come sui bor


ghesi, i mercanti non appartenenti alla nobilt, su quel ce
to civile cio che allombra dei privilegi patrizi aveva con
tinuato ad esistere e a svilupparsi dopo la cristallizzazio
ne della costituzione di Genova nel 1576. Luigi XIV cer
cava insomma di poggiare sulle medesime forze che stava
no alla base del suo potere in Francia, dalla nobilt attrat
ta a corte a tutti coloro che si dimostravano capaci din
serirsi nello stato assolutistico attraverso la vendita degli
uffici e la politica mercantilistica di Colbert. Basta legge
re le relazioni di Pidou de Saint Olon, inviato francese a
Genova di quegli anni, relazioni che furono allora giusta
mente ammirate, per rendersi conto con quale maestria lo
stato assolutistico di Luigi X IV giocasse sui contrasti in
terni dellantica repubblica, e come tentasse quella mede
sima manovra dinserimento che tante volte era riuscita
allinterno della Francia, con forze sociali sostanzialmen
te non dissimili '. Venne poi lurto violento: il bombarda
mento della citt. I risultati furono altrettanto negativi
quanto quelli della guerra dOlanda. Genova rimase nella
1
v i t a l e , Breviario della storia di Genova cit., vol. I, pp. 308 sgg. Le
discussioni sul come conquistare Genova approfittando dei conflitti interni
di quella repubblica si intensificano in Francia fin dall'inizio degli anni 80
del Seicento. Cfr., ad esempio, a Parigi, Archives des affaires trangres,
Gnes 16 (1681), pp. 401-13: Quand on coupe la tte une Rpublique
le reste du corps est perdu, ce qui nest pas dans un tat monarchique.
Era dunque necessario colpire innanzitutto laristocrazia dominante. Saint
Olon, nel 1683 e 1684 {ibid., Gnes 19) esortava il governo di Luigi XIV
a non far troppo assegnamento sulle lotte nel seno della nobilt, tra no
bili antichi e nobili nuovi, ma di puntare soprattutto sui borghesi, sui
mercanti pi abbienti, che si vedevano esclusi dal governo anche quando
non erano meno ricchi e potenti duna parte almeno dellaristocrazia. Nes
sun conto si doveva fare invece sulla plebe, sui lavoratori, legati alla po
litica spagnola ai commerci con la penisola iberica e con la Sicilia e pie
namente inseriti nella tradizionale libert genovese, anche se poveri
riottosi. Si vedano inoltre, sempre a Parigi, le carte di Pidou de Saint Olon
alla Bibliothque de lArsnal, nn. 4760, 6.546, 6613, 6546. Sullodio che
Colbert nutriva per quella canaglia di Genova, sulla sua volont di ro
vinare il commercio della nazione e pregiudicare al decoro pubblico e per
ultimo opprimere la libert , si vedano i dispacci del rappresentante geno
vese a Parigi, De Marini, nellArchivio di stato di Genova, Lettere ministri
Francia, n.2202, dispaccio del 3 gennaio 1683. Nel dispaccio del 2 luglio
dello stesso anno questi notava come andasse crescendo a Parigi lanimosi
t contro la nobilt genovese. L anno dopo, dalle carceri della Bastiglia, De
Marini avvertiva il proprio governo come la Francia puntasse sulla gran
dissima alienazione nel popolo dalla nobilt e dal governo {ibid., n. 2203,
del 20 settembre 1684).

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

41

sfera dinfluenza spagnola. L atto domaggio e di scusa


che il doge Gianfrancesco Imperiale Lercari fu obbligato
a compiere a Versailles costitu certo una grave umilia
zione. Ma non spezz la continuit della repubblica \ Che
era poi precisamente quanto laristocrazia genovese vole
va, al di l delle macerie e dei palazzi rovinati e distrut
ti dalle bombe che lammiraglio Abraham Duquesne, un
ugonotto, aveva lanciato dal golfo, in nome di Luigi XIV,
proprio alla vigilia della revoca delleditto di Nantes. Du
rare, sopravvivere, era la volont fondamentale di Geno
va. Proprio la forma repubblicana del suo governo le per
metteva di realizzare questa volont. La classe dirigente
lo sapeva, sicura, come quella olandese, di poter sopravvi
vere alle guerre e alle rovine purch l essenziale della co
stituzione patrizia e cittadina non fosse toccato. Essere
la repubblica eterna, mortali i prncipi, come aveva scrit
to Giovanni Paolo Marana2. L importante era non cede
re. Je lavoue - faceva dire a Genova lo stesso scrittore,
in un suo dialogo con Algeri - je lavoue, je dcouvre
tous les jours que mon mal est plus grand que je ne pensois et que mon peuple est puis. Les charges sont exces
sives, le commerce est ruin, les artisans ne font rien et
toute la ville est ensevelie dans une profonde douleur. Il
faut pourtant avoir bon courage, et ne faire aucune lche
t. Je suis resolue de mensevelir sous mes ruines, com
me Numance \ Anche a Genova, come diceva Marana, i
pericoli avevano indotto alcuni a pensare che era necessa
rio concentrare i poteri nelle mani di pochi, che era indi
spensabile spezzare lantico equilibrio e permettere che
una delle magistrature prendesse il sopravvento sulle al
tre. J ai pens - sempre Genova che parla - plusieurs
1 F i l i p p o c a s o n i , Storia del bombardamento di Genova nell*anno 1684,
a cura di Achille Neri, Genova 1877.
2 La congiura di Raffaello della Torre, con le mosse della Savoia contro
la repubblica di Genova libri due, descritta da Gioanni Paolo Marana,
Lione 1682, p. 71.
3 Dialogue de Gnes et d*Algers, villes foudroyes par les armes invin
cibles de Louis le Grand Vanne 1684, avec plusieurs particularitez histo
riques touchant le juste ressentiment de ce monarque et ses prtensions
sur la villes de Gnes, avec les rponces des Gnois. Traduit de Vitalien,
Amsterdam 168?, p. 93. Si veda pure il testo italiano, Dialogo fra Genova
et Algieri citt fulminate dal Giove Gallico, Amsterdam 1685.

42

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

fois, dans mes conseils, de donner une autorit absolue


la redoutable magistrature de mes inquisiteurs dtat, de
faire assassiner et empoisonner qui quil leur plairoit, sans
aucune forme de procs, pour faire perir tous ceux qui,
par leurs actions ou leurs discours, font parotre quelque
inclination pour la France \ Piani machiavellici e sogni
tenebrosi duna aristocrazia minacciata, attribuiti da Marana al doge Lercari, lo stesso che comp latto formale di
omaggio a Luigi XIV. Ma evidentemente rimasero sem
pre vaneggiamenti e restarono pur sempre sogni entro i
confini delle magistrature esistenti. L ombra duna ditta
tura che si trasforma in monarchia non era tuttavia del
tutto assente. Car enfin quel malheur plus grand peut
arriver un tat que destre gouvern par un homme qui
simagine destre plus sage que tous les autres?... Pour ce
qui est du peuple il feroit bie des choses sil avoit un chef,
mais il nose rien entreprendre parce que je veille dedans
et dehors...2. La virtualit dello statoldo che diventa
principe non manca, come in Olanda, ma la repubblica sa
di poter e voler resistere. Marana, nemico delParistocrazia, favorevole a Luigi XIV, non vede che uno sbocco alla
crisi, malgrado tanta superbia patrizia e repubblicana.
Genova non avrebbe potuto vivere in pace accanto al suo
grande vicino francese se non quando les nobles, qui
lont gouverne avec tant dinsolence, dignorance et din
justice soient bannis perptuit... releguez dans lle de
Corsique quils ont rendue dserte, et condannez la cul
tiver et estre les sujets du peuple, comme perturbateurs
du repos public, ennemis des bons citoyens, infracteurs
des loix divines et humaines et scandaleux toute lIta
lie \ Programma massimo, potremmo dire. Mentre quel1 Dialogue de Gnes et dAlgers cit., p. 112 . Anche a Genova troviamo
le prove che, da tempo, si pensava alla necessit di concentrare il potere in
poche mani. L architettura del governo della Repubblica non propria
per trattare negotii di stato e se non si far gionta ristretta, che abbia fa
cilit a maneggiare il politico tutto andr a precipizio, si leggeva in un
biglietto di calice del 14 luglio 1673. Archivio di stato di Genova, Politicorum, mazzo 14, n. 1660, f. 14. Sullestensione dei poteri degli inqui
sitori di stato negli anni del bombardamento si veda ibid., mazzo 16, n.
1662, ff. 45 sgg.
2 Dialogue de Gnes et dAlgers cit., p. 114.
3 I bid. yp. 128.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

43

lo minimo consisteva nelPatto di formale omaggio alla


Francia. Non era forse stata questa la politica delle Pro
vince Unite, finiva collinsinuare Marana, dopo la terri
bile guerra del 1672? La rpublique de Hollande, la
plus puissante quil soit aujourdhuy au monde, cest bien
applique appaiser la colre de Louis et sest soumise au
plus fort \
Giornalista e cronista tra i pi noti e letti fra Sei e Set
tecento, Marana divulg cos, un po ovunque in Europa,
i contrasti tra monarchia e repubblica, rivestendoli delle
forme della ragion di stato e della sua palese compiacenza
alla volont di Luigi XIV \ Nella Congiura di Raffaello
della Torre, pubblicata nel 1682, esaminava acutamente
la crisi di dieci anni prima. Nel Dialogue de Gnes et dA l
gers apparso nel 1685, mostrava tutti i contrasti interni
che a Genova erano stati suscitati dal bombardamento di
Duquesne. Non molto tempo dopo cominciava ad uscire,
volume dopo volume, il suo Espion turc, che egli aveva
cominciato a scrivere in italiano per Luigi XIV, per poi
continuarlo in francese, vedendolo ben presto tradotto e
continuato un po ovunque in Europa3. Era una storia
epistolare del Seicento, inframmezzata dosservazioni su
gli usi, i costumi, le costituzioni del mondo, insensibil
mente sempre pi staccata da ogni ortodossia religiosa e
politica. Il giuoco letterario della corrispondenza dun
turco dallEuropa gli prendeva la mano e quasi senza vo
lerlo Marana pass da una smaccata adulazione rivolta a
Luigi XIV, da una sua evidente volont di far lelogio
duno stato grande, potente, non pi legato a chiusi pri
vilegi di casta, ad una visione politica in cui la diversit
delle forme veniva non soltanto ammessa, ma considerata
naturale e benefica. L antico confronto fra la tradizione
repubblicana e la volont monarchica si and stemperan
do nelle sue pagine in una visione sempre pi scettica
e tollerante. Dal confronto tra la nativa Genova e la Fran1 Dialogue de Gnes et d*Algers cit., p. 134.
2 Numerosi e importanti i documenti che lo concernono allArchivio di
stato di Genova, Politicorum, 1659, n. 133, Lettere ministri Francia, 2201,
2201 bis, 2202, 2203, 2204.
3 j . e . t u c k e r , The Turkish spy and its French background, in Revue
de littrature compare, 1958, pp. 74 sgg.

44

UTOPIA E RIFORMA NELL'ILLUMINISMO

eia di Luigi X IV Marana era cosi riuscito a trarre qual


cosa che poteva persino far appello alla mente del giova
ne Montesquieu. U Espion turc sar infatti, com noto,
un invito, un incitamento, e non soltanto letterario, alle
Lettres persannes \ Come si poteva leggere in una prefa
zione dellopera di Marana, in unedizione che usc pro
prio lanno 1700: Il raisonne sur les causes des soulvemens et des bouleversemens des tats non en barbare,
mais en habile politique et en sage philosophe2.
A Venezia la situazione era apparentemente alquanto
diversa tra Sei e Settecento. Soltanto con la pace di Passarowitz la repubblica di San Marco sar davvero tagliata
fuori dai grandi conflitti internazionali. Mai pi si far
trascinare in una guerra, come accadde invece ancora una
volta a Genova. La sua neutralit la preserv un po me
glio, per tutti quei decenni, dal passaggio degli eserciti e
dalle loro ruberie. Eppure, sostanzialmente, la situazione
1 E R N E S T j o v y , Le prcurseur et inspirateur direct des Lettres persan
nes, estratto dal Bulletin du bibliophile, Paris 1917 e M o n t e s q u i e u ,
Lettres persannes, texte tabli, avec introduction, bibliographie, notes et
relev de variantes par Paul Vernire, Paris i960, pp. x-xi.
2 Uespion dans les cours des princes chrtiens, Cologne 1700, vol. I,
Prface particulire, non paginata. Anche un altro, e ben diverso ispira
tore di Montesquieu, Paolo Mattia Doria, dovrebbe esser letto tenendo
presente che egli era di origine genovese e che a lungo egli medit sullesperienza compiuta dalla sua repubblica tra Sei e Settecento. Cfr. soprat
tutto La vita civile, pubblicata una prima volta nel 1710. Si veda, nelledizione di Napoli del 1753, pp. 237-38: ... le repubbliche devono essere,
come le oneste donzelle, parche e moderate, in mezzana ampiezza di paese,
ma in sicuro sito collocate e alla rapacit de potenti conquistatori nascoste
e da tiranni fuggitive, ma nella difesa del lor onore e della loro libert
forti e potenti. Esempi duna simile politica avevano saputo dare i vene
ziani, gli svizzeri, gli olandesi. Similmente farebbero ancora i miei geno
vesi se, per miseria della repubblica, non avessero troppo ingegnosamente
trovato larte di portare nelle asprissime montagne il lusso e la pompa de*
superbi palagi e, quel ch peggio ancora, de costumi. Non soltanto Ge
nova, ma, in genere, le repubbliche italiane, incapaci ormai di rigorosa vir
tu, avevano finito col pensare soltanto alla conservazione, non solo
senza soggiacere alle leggi della severa virt, senza obbligarsi al manteni
mento deserciti n di armi proprie, appoggiandosi invece ora ad un
principe, ora ad un altro, rendendoli gelosi della di lei conservazione per
non fare colla sua rovina crescer di forza i loro nemici ed alcune volte lu
singandoli con le speranze di nuovi acquisti. Si fatte sono le repubbliche
e i principi della nostra Italia, alcune delle quali veggiamo merc di tai
massime essersi lungamente conservate, quantunque non senza danno e fa
tica (a mio credere) molto maggiore di quella che apporta la virt vera.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

45

era pur sempre molto simile. L Impero prosegui, durante


tutto il secolo xviii, una sistematica politica tesa ad iso
lare, a togliere ogni forza economica a Venezia e a so
stituirla, commercialmente, con le vie di comunicazione
terrestri della Lombardia e con quelle marittime che face
vano capo a Trieste. Come noto, alla fin dei conti, Vien
na riusc nei suoi intenti quando, fra Sette e Ottocento,
pot profittare dei rivolgimenti portati da Napoleone. Per
lunghi anni Venezia reag a questa lenta opera di assorbi
mento, con il tipico riflesso repubblicano dellimmobilit,
del conservatorismo programmatico, con il tentativo di astrarsi dalle vicende quotidiane per contemplare se stessa
nella propria perpetuit. Allimmagine del Cinque e Sei
cento dello stato veneto perfettamente equilibrato, capo
lavoro della politica, si sovrappone sempre pi quella du
no stato basato sul diritto storico alleterna esistenza.
Eppure, fin dagli anni 30 del xv iii secolo, si fece luce
qua e l la convinzione di quanta e quale fosse in realt la
debolezza politica della repubblica. Scipione Maffei, il
gran patrizio e dotto veronese, proprio confrontando la
situazione della sua patria con quanto aveva potuto per
sonalmente osservare in Olanda e in Francia, indic come
debolezza fondamentale il rapporto sbagliato che i secoli
eran venuti fissando tra Venezia dominante e le citt di
terraferma, oppresse e sfruttate. Il suo Consiglio politi
co, del 1737, il primo segno duna nascente coscienza
della crisi veneziana1. Andrea Tron, uno dei pi intra
prendenti senatori, dopo aver fatto anche lui unesperien
za europea, non pu pi chiudere gli occhi di fronte alla
precariet dun governo dove le cariche non durano che
pochi mesi, dove la rotazione delle responsabilit stabi
lita non con lo scopo di ottenere un governo efficiente, ma
per equilibrare fra loro le famiglie della classe dirigente e
le ambizioni e carriere dei loro rampolli2. Eppure an
chegli, pur cos critico del sistema veneziano, si ritrae di
fronte allesempio olandese, alla gran rivoluzione del
1 A RNALDO M o m i g l i a n o , Gli studi classici di Scipione Maffei, in Gior
nale storico della letteratura italiana, 19.56, n. 403, p. 372.
2 Gi o v a n n i t a b a c c o , Andrea Tron (1712-1785) e la crisi dellaristocra
zia a Venezia, Trieste 1957.

46

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

1747 che gli parve aver ridotto quella repubblica, chera


in parte oligarchica, in parte democratica, ad una spe
cie di monarchia \ Cosi, quando tornava ai problemi del
proprio paese, non sapeva indicare altro rimedio se non
quello di privilegiare una delle magistrature tradizionali
della repubblica, il Consiglio dei Dieci, per attribuirgli
quel potere e quella forza politica di cui egli sentiva sem
pre pili la necessit, quasi a riecheggiare quei sogni geno
vesi di poggiare la dittatura sugli inquisitori di stato. Gli
pareva sempre pi evidente che ci che mancava alle anti
che repubbliche era proprio un nucleo di stato burocra
tico. Come stupirci che anchegli cercasse di servirsi, per
sostituirlo, duno di quegli organi che sempre pi si erano
affermati nelle repubbliche durante let delle signorie e
nel Seicento, riflettendo, allinterno delle repubbliche,
una evoluzione simile a quella che contemporaneamente
si era andata affermando negli stati monarchici? \
Ma, a Venezia come a Genova, questi rimasero sogni.
La mente pi pensosa e una delle pi colte della met del
Settecento nella repubblica di San Marco, Marco Foscarini, and allora ricercando in una sempre pi sottile ana
lisi politica e storica le vie e le possibilit duna sopravvi
venza di Venezia3. Era stato educato nel culto della pi
famosa repubblica che giammai fosse. Quando conobbe
da vicino limpero, dove fu ambasciatore, si riconferm
nel suo convincimento e scrisse la sua Storia arcana, nel
17 35, per disvelare i mancamenti delle monarchie, espo1 g. t a b a c c o , Andrea Tron cit., p. 6 8 . Cfr. quanto scriveva Andrea
Tron nel 1743 e 1744 SullOlanda, sempre pi sfiduciato sul conto di quel
paese. La repubblica dOlanda non fa pi quella figura che faceva altre
volte... Consolatevi, che questa repubblica senza comparatione peggio
governata che la nostra... Ella degenera a poco a poco in anarchia. Venetiaansche Berichten over de Vereenigde Nederlanden van 1 6 0 0 - 1 7 9 a cura
di P. J. Blok, s-Gravenhage 1909, p. 384.
2 La storia degli inquisitori di stato a Genova tutta da scrivere. Fu
rono istituiti ad imitazione di quelli veneziani. Cfr. v i t a l e , Breviario della
storia di Genova cit., vol. I, pp. 286-87. Per quel che riguarda Venezia, e
sulla lunga lotta tra il Senato e il Consiglio dei Dieci si veda soprattutto
lottimo libro di Gaetano Cozzi, Il doge Nicol Contarmi, Venezia-Roma
1958 e le considerazioni svolte dallo stesso nel corso da lui tenuto alla Fa
colt di Scienze politiche deUUniversit di Padova, Politica e diritto nella
riforma del diritto penale veneto nel Settecento, Padova 1966-67, pp. 8
sgg.
3 ven tu r i , Settecento riformatore cit., pp. 277 sgg.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

47

stea perire sotto i vizi di pochi. La neutralit di Venezia


fini per configurarsi ai suoi occhi come un comandamento
morale. Non era certo la paura delle armi a trattenere la
sua patria lontana dalle contese e dalle guerre, era espli
cita volont di non mescolarsi con le brutture del mondo,
in quella guisa che la perfezione morale non pi consiste
in far opere virtuose che nelPastenersi dalle cattive, e che
il ben usato silenzio vale alcuna volta al pari delPeloquenza. Non restava a Venezia che ripiegarsi tutta sul suo
passato, e l ricercare la propria ragione di vita. Esplicita
mente e duramente Foscarini condannava le teorie poli
tiche della ragion di stato, che erano state strumento del
lassolutismo, della monarchia, e insieme della decadenza
dellItalia e di Venezia. Al medioevo bisognava rifarsi. La
storia e lo studio dellindole delle nazioni, questi erano
i due fonti principalissimi di questa civile abilit di re
golare le repubbliche. Dalletica e dalla storia muoveva
cos Foscarini, con un movimento che andava ormai oltre
il ritorno ai principi di machiavelliana memoria, che sboc
ciava su una visione pi libera della ricerca storica come
elemento indispensabile per affermare il diritto delle na
zioni alla propria esistenza. Marco Foscarini potr ancora
farsi attrarre, negli anni 40, dallefficienza piemontese,
ammirando la capacit dei suoi duchi di trasformarlo da
paese avvilito piuttosto che stimolato dalla povert, da
piccola terra priva di industria popolare a paese duo
mini industriosi e frugali. Ma ormai la via che egli inten
deva indicare a Venezia era chiara di fronte ai suoi oc
chi: riprendere antiche leggi per riformare quelle esisten
ti, riesumare antichi ordinamenti per correggere gli erro
ri e le brutture presenti. Ai suoi occhi il passato, la storia
erano una intangibile forma entro cui dovevano essere co
late le esigenze nuove, quasi ad assicurare il senso della
legittimit, quasi a consacrare i provvedimenti dettati dal
bisogno, dalla necessit, dallurgere della vita di tutti i
giorni. Nel 1752 pubblicava la sua grossa opera Della let
teratura veneziana (si tratta di quella politica, storica, giu
ridica, scientifica soltanto). Non le leggi romane la lin
gua di Cicerone avevano assicurato nei secoli lesistenza
dei veneziani, ma il diritto lor proprio, la propria lin

48

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

gua e cultura, varia, complicata, tanto diversa da quella


degli altri. Il suo ideale era Paolo Sarpi, non gli umanisti,
n tanto meno gli uomini della ragion di stato. Non il mo
dello delle repubbliche antiche avrebbe fatto vivere Ve
nezia, tanto differente nel suo carattere mercantile, ricco,
patrizio, fin dai primordi, fin dai tempi della sua origine.
Certo Foscarini, che fin collessere doge e che molto ope
r per una ripresa del pensiero e della politica ispirati a
Paolo Sarpi fu, come disse un contemporaneo, patriae
libertarie defensor potius quam corrector. Ma i riforma
tori illuministi della seconda met del secolo da questo
suo rinnovato mito della repubblica veneziana prenderan
no le mosse, quando addirittura non rimarranno prigionie
ri duna tanto accorata difesa duna libert diventata or
mai costume e indole duna nazione, pi che volont e
possibilit politica.
La situazione era meno appariscente, ma non meno si
gnificativa in Toscana . Era possibile, tra Sei e Settecento,
un ritorno indietro, verso il medioevo, nelle forme poli
tiche dun paese in cui sempre meno efficiente era diven
tato lo stato granducale sorto e costruito nel Rinascimen
to e nellet della Controriforma? Che cosa sarebbe acca
duto dopo la scomparsa di Cosimo I I I e dei suoi figlioli?
Avrebbero potuto risorgere le repubbliche di Firenze e di
Siena quando lo stato mediceo fosse venuto meno alla sua
funzione? Fu un sogno anche questo, negli anni 20 e 30
del Settecento, il quale lasci tuttavia qualche traccia ne
gli animi dei toscani di quella et. Quando Giangastone,
lultimo dei Medici, mori nel 17 37 , gli occhi di molti era
no volti verso il passato, magari verso le antichit etni
sche - repubblicane e federali anchesse - e soprattutto
verso la grande et dellumanesimo civico che cominci
proprio allora ad essere riscoperta e apprezzata dai dotti
fiorentini, come Lami, Mehus ed altri. Le antiche magi
strature repubblicane, mummificate e conservate, come
in un museo, allombra del principato e del granducato si
sarebbero in qualche modo riavute, riacquistando una vi
ta perduta da secoli? I Medici avrebbero restituito alle

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

49

citt le libert che avevano loro tolto? Parvero credere


un momento a queste ombre del passato anche uomini co
me Muratori come dArgenson. Poi la Toscana venne
destinata ai Lorena e Richecourt cominci a gettare le
prime basi di quelle riforme livellatrici e modernizzatrici che permetteranno al granducato di Pietro Leopoldo, a
partire dal 1765, di diventare uno dei modelli pi riusciti
in Europa di assolutismo illuminato. Ma anche allora il
passato repubblicano della Toscana continu a far sentire
il suo peso. Una parte importante degli intellettuali ri
masero allopposizione rispetto a Richecourt, opposizione
che guardava al medioevo di Firenze, ma che and cercan
do sempre pi nella libert inglese un proprio modello e
ideale e che trov in Montesquieu i termini duna volont
costituzionale, mentre and riscoprendo il Machiavelli
repubblicano, variamente colorando cosi la sua ininter
rotta polemica antidispotica. La Toscana di Pietro Leo
poldo non sar soltanto un esempio ammirato di stato ri
formatore, sar anche la terra in cui nascer il primo ten
tativo costituzionale italiano e quella in cui pi ampia
mente e variamente, da Antonio Niccolini a Giovanni Ri
stori e a Filippo Buonarroti, lesperienza del passato repubblicano fu sprone alla ricerca duna nuova libert1.
L ultima gran fiammata di questa tradizione comunale
e repubblicana che covava sotto le ceneri della decadenza
italiana, si sprigion a Genova, nel 1746. Minacciata da
Carlo Emanuele I II , il re di Sardegna, occupata e vessa
ta dalle truppe di Maria Teresa, la citt si ribell, cacci
gli austriaci, gettandosi poi in una lunga e decisa guerra
sotto le sue mura e nelle montagne della Liguria. Sola
1 v e n t u r i , Settecento riformatore cit., pp. 299 sgg.; m a r i o r o s a , Di
spotismo e libert nel Settecento. Interpretazioni repubblicane di Ma
chiavelli, Bari 1964 (anche per quel che riguarda i rapporti del rappresen
tante inglese John Molesworth, il figlio di Robert, il noto commonwealthman, con gli ambienti toscani). Sulla discussione attorno a Machiavelli che
la parte pi studiata della storia della tradizione repubblicana in Toscana
ed altrove, cfr. F. r a a b , The English face of Machiavelli. A changing in
terpretation. 1300-1700, London-Toronto 1964 e g i u l i a n o p r o c a c c i , Studi
sulla fortuna di Machiavelli, Roma 1965. Sui problemi politici della To
scana, si veda f u r i o d i a z , Francesco Maria Gianni dalla burocrazia alla po
litica sotto Pietro Leopoldo di Toscana, Milano-Napoli 1966. Cfr. pure A.
s a i t t a , Filippo Buonarroti, Roma 19.50 e c a r l o c a p r a , Giovanni Ristori
da illuminista a funzionario. 1755-1830, Firenze 1968.

50

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

dapprima, appoggiata poi dai francesi, Genova seppe cos


riacquistare la sua libert e indipendenza, che venne riconfermata nel trattato di Aquisgrana nel 1748. Fatti
ben noti che riprendono il loro significato storico soltan
to se li guardiamo dal di dentro, alPinterno dei palazzi e
delle case genovesi. Pultima pagina della storia comu
nale italiana che sta dinanzi ai nostri occhi. La rivolta
di origine plebea e si nutre di disprezzo, di odio contro la
classe nobiliare incapace di difendere la citt. Il governo,
che vien chiamato allora generalmente la repubblica, si
trova tra due fuochi, gli austriaci e la rivolta popolare.
Esita ed oscilla, chiuso nella propria volont di conserva
re insieme i privilegi e la tradizione. L unit della classe
dirigente si sfalda. I nobili pi poveri chiedono maggiore
partecipazione al governo, la nobilt pi antica lotta con
la pi recente, i gruppi familiari cercano ognuno una pro
pria via di scampo. Vengono rimesse in discussione quel
le leggi che nel 1528 e 1576 avevano assicurato Pequilibrio politico della repubblica. Fuori del Palazzo si viene
organizzando un potere autonomo che dapprima un
Quartier generale del popolo insorto, e che prende poi
la forma di unAssemblea generale, con i rappresentanti
delle squadre, dei quartieri, delle corporazioni, dei pae
sani delle valli vicine, con proprie commissioni di gover
no, con cariche elette e con un gran cancelliere del popo
lo. L Assemblea si impegna a rendere conto, a ritmo fre
quente, del proprio operato a tutto il popolo raccolto in
piazza, alla totalit dei cittadini presenti. La struttura no
biliare sembra messa in pericolo. Anche nel campo popo
lare i conflitti non tardano a scoppiare, tra gli individui e
i gruppi. Sotto la spinta delle esigenze militari, della pres
sione francese, il Palazzo, i nobili riprendono, sia pur len
tamente, il controllo e il sopravvento. come se Genova
avesse ripercorso, nello spazio di non molti mesi, tutta la
sua storia secolare e avesse rivissuto il processo che ne
aveva fatto poco a poco la pi tipica e chiusa delle repub
bliche oligarchiche. La storia dimostr che il processo non
era reversibile. Eppure la scossa era stata forte e impres
sion molti tra i contemporanei, riproponendo tutta la
gamma dei problemi delle repubbliche antiche e moder

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

51

ne, il rapporto tra i patrizi e i plebei, il restringersi in una


piccola oligarchia del potere stesso della classe nobiliare,
cos come i problemi duna democrazia diretta e delle for
me che dovevano rivestire le rappresentanze popolari, le
modalit stesse della loro elezione, rimozione e costituzio
ne. Last but not least riemerse allora il problema del rap
porto fra Genova citt dominante, e i territori da essa am
ministrati, sia che questi ultimi si trovassero sulle Rivie
re, sia, cosa anche pi importante, fossero quelli della
Corsica, lisola dove la ribellione al governo della nobilt
genovese aveva preso ormai da pi decenni le forme duna
rivendicazione di indipendenza nazionale1. Problemi tut
ti che finirono con lessere soffocati dalla puntigliosa, pa
vida restaurazione dello status quo ante operata dalla no
bilt genovese. Ma basta aprire i giornali, le cronache e le
storie di quegli anni, in Italia e soprattutto fuori dItalia,
per accorgersi che tali questioni non mancarono di esse
re largamente e animatamente discusse. Colpi i contem
poranei la mancanza dun centro di potere nella rivolta
genovese, cos come lincertezza di tutto il suo sviluppo,
dovuta al disperdersi delle sue energie nelle numerose for
ze che emersero in quei mesi, il Palazzo, le parrocchie, i
mestieri, le milizie: centri tenuti assieme soltanto dalla
volont di non essere assoggettati dallAustria e dal Pie
monte, dalla difesa dellantica libert, dallidentificazione
intuitiva e tradizionale della libert con lindipendenza.
Anche a Genova lesistenza stessa della repubblica rest
il problema essenziale, di fronte allattacco degli stati as
soluti, delle monarchie. Il gioco delle forze interne, la lo
ro organizzazione e funzione politica finirono con lessere
subordinate alla primordiale esigenza di sopravvivere. Lo
disse, forse meglio dognaltro, un modesto, ma curioso
cronista genovese di quegli anni, Francesco Maria Accinelli. Molte erano state nel medioevo, scriveva, le repub
bliche italiane. Poi erano state dominate dai tiranni e dai
principi era loro convenuto soccombere alla prepoten
za di chi si fatto grande con lusurpazione degli altrui
stati e territori. Soltanto Genova, fra tutte le supersti
1 v e n t u r i,

Settecento riformatore cit., pp. 198 sgg.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

ti la pi antica, siccome tra tutte le altre la pi travaglia


ta, insidiata e oppressa, pu sola vantarsi di avere ogni
cosa superata e di mantenersi la nativa libert e decoro.
Pi fortunata cio delle altre repubbliche, delPOlanda,
della Svizzera, di Venezia e di Lucca, Genova era assicu
rata ormai, a met del Settecento, entro i suoi confini. La
morsa che laveva stretta nei secoli precedenti sembrava
allentarsi dopo il 1748. Accinelli concludeva, con una me
tafora che ci ricorda quella attribuita quasi centanni pri
ma a De Witt e con un ottimismo tipico dellet di pace
che andava allora aprendosi in Italia, che Genova poteva
guardare al futuro con qualche tranquillit, non avendo
ormai pi ai suoi confini aquile da rapina n altri ani
mali avidi dimpinguarsi dellaltrui, ma prncipi miti e pa
cifici, contenti del suo1.
Il
problema delle repubbliche fini collessere al centro
dei dibattiti che si andarono svolgendo, alla fine degli an
ni 40 alluniversit di Pisa, in un gruppo di studenti ed
emigrati genovesi raccolti attorno al filosofo Gualberto
de Soria. Il risultato delle loro discussioni fu affidato ad
un testo intitolato Notti Alfee oggi conservato alla Bi
blioteca Labronica di Livorno \ L arretratezza delle strut
ture genovesi risultava evidente. Mancava un centro di
potere. Era assente una politica economica che andasse al
di l degli interessi dei gruppi familiari che componevano
il patriziato della Repubblica. La rivolta corsa non avreb
be potuto essere riassorbita se non mutando profonda
mente lorganizzazione dello stato. La mancanza duna po
litica culturale era altrettanto evidente. Non cera ununi
versit e mancava ogni altro centro per discutere dei pro
blemi politici ed economici dello stato e per formare una
migliore classe dirigente.
A Pisa questo dibattito sfociava cosi sulle riforme illu
minate. Anche al di l delle Alpi la rivolta di Genova e
1 F r a n c e s c o m a r i a a c c i n e l l i , Le verit risvegliate, con tre dissertazioni della decadenza dell'impero, della libert di Genova, della soggezio
ne di S. Remo alla Repubblica, ms conservato a Genova nella Biblioteca
Berio, fi. i e 5,
2 v e n t u r i , Settecento riformatore c i t . , p p . 349 s g g .

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

53'

gli avvenimenti olandesi furono pure largamente com


mentati e discussi.
In Francia, in Inghilterra, in Germania e soprattutto
in Olanda, la curiosit, linteresse dimostrati furono vi
vissimi. Le vicende e le sorti della diplomazia e della
guerra avevano portato le Province Unite e Genova alle
due opposte sponde degli schieramenti internazionali:
con limpero e contro la Francia, viceversa. Ma i pro
blemi dei due stati non erano in fondo dissimili. Innanzi
tutto: neutralit belligeranza? La polemica fu vivace e
molteplice, la conclusione univoca: le antiche repubbli
che, a met del Settecento, potevano vivere soltanto se si
traevano fuori dai conflitti delle grandi potenze. N al
leanze n guerre. L Olanda e Genova finivano col dar ra
gione a Venezia. Uno stato commerciale, a met del Set
tecento, era uno stato neutrale, organicamente negato al
la conquista e allespansione. L esempio delle repubbli
che classiche era loro esiziale, il peggiore che le moderne
potessero seguire. Come diceva uno dei pamphlets di quel
lepoca: L ambition est le flau des rpubliques, la ja
lousie et les dissentions en sont la perte. Les anciennes
rpubliques ont t dtruites par ces passions. Les mo
dernes doivent ltre ncessairement de mme!.
Altro fondamentale problema: la politica degli stati as
soluti, la loro volont di conquista rendevano indispensa
bile un mutamento interno delle repubbliche? Era uno
statoldo necessario anche a Genova? Il popolo era forse
ricaduto l sotto il dominio dei nobili perch non aveva
trovato un capo e non si era cos messo sulla via della dit
tatura? A queste e simili domande i contemporanei rispo
sero generalmente in modo diverso a seconda del campo
politico in cui si trovavano, lodando lo statoldo se filaoustriaci e i nobili genovesi se filofrancesi. Ma non tutto era
puramente strumentale in questo dibattito. Vi intervenne
ad esempio uno dei pi curiosi avventurieri della penna
del xv iii secolo, Ange Goudar, dimostrando desser ca
pace di cogliere il significato del gioco delle classi nellan
tica repubblica di Genova, cosi come il valore anche mi1
Le roi de Hollande ou la Rpublique dtruite par ses Stadhoulders.
Dernire partie de la fin des rvolutions, s. 1. n. d., p. 22.

54

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

litare duna guerra non professionale, voluta e condotta


con larga partecipazione della popolazione1. Ange Goudar si serviva dellesempio repubblicano per saggiare, di
scutere e criticare la realt politica e sociale della monar
chia francese e degli altri stati europei. L esperienza geno
vese, che egli conobbe direttamente, non gli fu certo inu
tile per scrivere il suo primo libro importante, Les int
rts de la France mal entendus, prima di lanciarsi sui sen
tieri della pi spericolata pubblicistica internazionale2.
Nellassieme, la conclusione era anche qui univoca. La
Francia di Luigi XV si presentava ormai come la potenza
che tendeva a conservare lo statu quo nella vita delle re
pubbliche dei Paesi Bassi e dellItalia. Allinterno appog
giava i reggenti e i notabili. In politica estera chiedeva
soltanto la loro immobilit e neutralit. Les nations
frontires de la France potevano rimanere tranquille.
Non si era pi ai tempi di Luigi XIV, quando il conflitto
tra la monarchia e le repubbliche aveva assunto un indub
bio valore ideologico. La Francia ora, loin de vouloir
troubler le repos des rpubliques, ni envahir leurs posses
sions, sen dclare le ferme appuy 3. Lo stato assoluto ac
cettava la sopravvivenza delle repubbliche, e queste si ri
conoscevano immobili e neutrali. L una e laltra forma
politica sembravano perdere di significato in quel momen
to di equilibrio che lantico regime parve raggiungere alla
met del secolo, terminato ormai il ciclo di guerre e di
conflitti inaugurato dal Re Sole.
Equilibrio tuttaltro che facile e duraturo. Gi i con
temporanei (basta aprire il Mercure historique et politi
que) si accorsero che la pace di Aquisgrana era stata pre
1 a n g e g o u d a r , Histoire gnrale de la rvolution de Gnes, contenant
tout ce qui sest pass dans cette Rpublique depuis la mort de Charles V I
jusqu la leve du sige par les Aile mans, ms conservato al British Mu
seum, Add. Mss. 17 39.5.
2 Su Ange Goudar, cfr. j o s e p h j . s p e n g l e r , Economie et population.
Les doctrines franaises avant 1800. De Bud Condorcet, Paris 1954, pp.
63 sgg.; L. s. g o r d o n , Nekotorye itogi izucenija zaprellennoj literatury epochi prosvecenija (vtoraja poiovina x v i i i v.)> in Francuzskij ezegodnik, 1959, PP* 101 sgg. e F r a n c i s L. m a r s , Ange Goudar, cet inconnu,
estratto da Casanova gleanings, n. 9, Nice 1966.
3 Suite des rvolutions hollandoises ou le rtablissement des rois de
Frize, s. 1. 1747, pp. 29-30.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

55

ceduta, accompagnata e seguita da unondata di torbidi,


ribellioni, congiure, certo dissimili di forma e dimpor
tanza, ma che pur sembravano tutte dirette contro la po
litica fiscale e finanziaria degli stati dallora, contro gli ap
paltatori delle imposte, contro i fermieri e i gabellieri,
contro il debito pubblico. Da Palermo a Parigi, da Ge
nova ad Amsterdam, non senza riflessi in Ispagna e a Ber
na, si allarg questa tipica crisi di dopo guerra, suscitata
da problemi dinflazione cos come di ripartizione delle
spese che il lungo conflitto aveva comportato. Gli stati, a
met del secolo, si dimostravano troppo deboli ed incerti
per continuare e riprendere, dopo la guerra, il loro com
pito di riorganizzazione e di razionalizzazione. Ensenada
in Spagna, Machault in Francia, Guglielmo IV nelle Pro
vince Unite sono lespressione pi tipica di questa situa
zione, e produssero tanto pi scontento quanto pi grave
fu la loro incapacit di procedere spediti sulla via delle
riforme. I governi assoluti finirono col rifugiarsi nellim
mobilismo, raggiungendo cos i patriziati delle antiche
repubbliche, minacciati in Olanda come a Berna a Ge
nova, ma che erano riusciti, in varie forme, a restaurare
e mantenere ancora una volta il loro potere. Ma limmo
bilismo non faceva che rimandare i problemi. Ovunque
le strutture privilegiate, i corpi costituiti, tutta lintelaia
tura dello stato dAntico regime entrarono di nuovo in fa
se di assestamento e di movimento. In Francia ad esempio,
dalla met del secolo data la nuova ondata di rivendica
zioni dei Parlamenti. Soltanto l dove lo stato assoluto riu
sc ad imboccare la via delle trasformazioni, del dispoti
smo illuminato, come in Austria, questi movimenti ven
nero in qualche modo dominati. E a Parigi al conservato
rismo del potere si and rapidamente contrapponendo or
mai, con YEnciclopedia, una critica sempre pi radicale e
un inizio dinterpretazione illuministica dellirrequietezza
dilagante e del sempre pi diffuso scontento \
1
P i e t e r g e y l , Revolutiedagen te Amsterdam (Augustus-September
1748). Prins Willem IV en de Doelistenbeweging, 's-Gravenhage 1936;
a n t o n i o m a t i l l a t a s c o n , La unica contribucin y el catasto de La Ense
nada, Madrid 1947; f u r i o d i a z , Filosofia e politica nel Settecento france
se, Torino 1963; v e n t u r i , Settecento riformatore cit., pp. 262 sgg.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

56

Proprio in quegli anni, nel 1748, era apparso il gran li


bro di Montesquieu. Conteneva, anche sui problemi che ci
hanno fin qui occupati, il bilancio duna lunga esperienza.
Con la sua superiore capacit di equilibrio Montesquieu
offriva la formula della coesistenza ormai consacrata tra
repubbliche e stati assoluti, mentre indicava lucidamente
la direzione costituzionale verso la quale si sarebbe volta
nel futuro la monarchia moderna, non senza dirci pure in
che forma e con che contenuto sarebbe rinato il mito repubblicano. Non certo questo il luogo e il momento per
riaprire la discussione sul significato del pensiero di Mon
tesquieu, tanto vivo ancor oggi da esser continuamente
ripreso, studiato e reinterpretato da punti di vista e con
metodi cos diversi quanto quelli di Robert Shackleton e
Louis Althusser \ Vorrei solo far notare quanto la lettu
ra dell 'Esprit des lois alla luce dei contrasti e degli accor
di tra monarchie e repubbliche dallet di Luigi X IV al
1748 possa essere storicamente utile e illuminante.
Tutto, in quelle pagine, ci ripropone i problemi di quel
le et. La dimensione territoriale delle repubbliche (il
est de la nature dune rpublique quelle nait quun petit
territoire2), il problema delle repubbliche federate (e
cio dellOlanda, della Svizzera e delPImpero germanico,
qui sont regardes en Europe comme des rpubliques
ternelles3), lo spirito delle repubbliche che la paix
et la modration, la loro rinuncia cio allespansione co
me prezzo pagato per il perpetuarsi della loro esistenza, i
pericoli interni che minacciano sempre le citt repubbli
cane isolate (si une rpublique est petite, elle est dtrui
te par une force trangre. Si elle est grande, elle se d
truit par un vice intrieur4). Similmente Montesquieu
osserva ed esamina la corruzione che sempre colpisce le
repubbliche, come le citt italiane mostrano tanto chiara
mente agli occhi di tutti (on toit libre avec les lois, on
veut tre libre contre elles... La rpublique est une d1 ROBERT

1961;

1959.

lo u is

s h a c k le t o n ,
a lth u s s e r,

Montesquieu. A critical biography, Oxford


Montesquieu. La politique et Vhistoire, Paris

2 Esprit des lois, libro V III, cap. XVI.


3 I b i d libro IX, cap. I.
4 Ibid.

RE E REPUBBLICHE TRA SEI E SETTECENTO

57

pouille... *), il pericolo continuo al quale sono sottoposte


queste forme di governo di cadere nella pi ristretta ari
stocrazia o, daltra parte, di soggiacere ad una rivolta po
polare, rischiando cos di sottoporsi ad un capo. Quando
si vien corrompendo il principio stesso della repubblica
patrizia questa ne subsiste qu lgard des nobles et
entreux seulement. Elle est dans le corps qui gouverne et
ltat despotique est dans le corps qui est gouvern, ce
qui fait les deux corps du monde les plus dsunis: che
rapido e fedele grafico, ad esempio, della Genova al mo
mento della rivolta2. E cosi potremmo continuare par
lando del lusso, del commercio, delle leggi civili, ecc.
Eppure, malgrado una simile pessimistica diagnosi,
Montesquieu afferma che il principio della repubblica
la virt. N vi ha dubbio per lui che questo principio
superiore e pi alto di quello che regge e domina le mo
narchie. Al limite, la ragion dessere delle repubbliche
coincide anzi con la moralit stessa, con i murs, con
la capacit cio di dettare a se stesso la propria legge e di
eseguirla. NellEjpr# des lois questo ideale repubblicano
prende spesso i colori della Grecia e di Roma e in questa
antica e fascinosa corazza affronta il mondo moderno, co
me una apparizione lontana e luminosa. Ma non dobbia
mo lasciarci prendere dallalone classico che circonda que
sta visione di Montesquieu. A ben guardare questa re
pubblica in realt del tutto moderna. Gli stati repub
blicani del presente non sono degni di questo modello, lo
hanno oscurato e reso irriconoscibile. Ma allidea repub
blicana essi hanno pur sempre il diritto di rifarsi. Anche
nellantichit le repubbliche non erano basate sulla de
mocrazia universale e diretta, ma erano delle rpubli
ques des notables, basate sulla capacit del popolo di
scegliere e seguire i propri rappresentanti3. Questo gover
no a besoin, comme les monarques et mme plus queux,
dtre conduit par un conseil ou snat4. Sono insomma i
corpi costituiti che contano, decidono e fanno si che imo
1 Esprit des lois, libro III, cap. III.
2 Ibid., libro V III, cap. V.
Montesquieu cit., p. 62.
4 Esprit des lois, libro II, cap. II.
3 ALTH USSER ,

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

58

stato non ricada nel dispotismo, il quale minaccia tutte le


forme di governo, tanto le monarchiche quanto le repub
blicane. Anche nelle aristocrazie, dove cio i governanti
non sono pi eletti come nella democrazia, quel che con
ta l organizzazione di questi corpi costituiti: quand les
familles rgnantes observent les lois cest une monarchie
qui a plusieurs monarques et qui est trs bonne par sa
nature \ La vera corruzione e rovina ha inizio quando si
intaccano le leggi costituzionali, quando ci si volge un
tat despotique qui a plusieurs despotes2. Che preci
samente quanto era accaduto nelle repubbliche italiane,
dove il restringersi del potere ad un piccolissimo numero
di famiglie e lo stabilirsi dun diritto dereditariet, cos
come il lusso, avevano spezzato la molla dogni repubbli
ca, la virt, facendo cadere il governo pi meno profon
damente (pi a Genova e meno a Venezia) nel baratro del
dispotismo, nel regime cio che spazza via i corpi costitui
ti e regna nel deserto dogni regola e legge.
Ma la critica alle repubbliche, da parte di Montesquieu,
anche pi grave e profonda. Ed storica. L equilibrio
tra i consigli, i senati ed il popolo delle citt antiche si
era rotto da secoli. La democrazia classica era tramonta
ta. Le repubbliche e le aristocrazie moderne, come lOlanda e Venezia, avevano perso ogni loro significato perch
le loro monarchies con plusieurs monarques, costi
tuivano in realt un anacronismo. Il tentativo di far vive
re da soli i corpi costituiti, senza la direzione e protezio
ne dun monarca si era dimostrato sempre pi difficile,
rendendo questi stati vulnerabili alle offensive esterne co
si come al restringersi delle oligarchie e ai moti popolari.
La virt restava lideale politico per eccellenza. Ma il pro
blema storico che le repubbliche moderne avevano posto
era solubile soltanto allinterno delle monarchie, in quel
compromesso sempre difficile ma pur fecondo, cio tra le
strutture nobiliari, cittadine, giudiziarie e il sovrano che
caratterizzava gli stati moderni, sia che questo compro
messo prendesse la forma francese quella indubbiamen
te migliore che essa aveva assunto in Inghilterra. Nella
1 Esprit des lois, libro V III, cap. V.

2 Ibid.

RE E R EP U B BLICH E TRA S E I E SETTEC EN TO

59

prima i corpi costituiti diventavano corpi intermedi, nella


seconda finivano collessere la base stessa della separazio
ne e dellequilibrio dei tre poteri. Una simile costituzione
era viva e operante al di l della Manica, mentre era or
mai impossibile a Venezia dove laristocrazia ereditaria
aveva finito col soffocare ogni separazione e gioco tra le
classi e i poteri. Il conflitto decisivo si era prodotto in In
ghilterra un secolo per Pinnanzi. Ce fut un assez beau
spectacle dans le sicle pass de voir les efforts impuissans
des Anglois pour tablir parmi eux la dmocratie. Com
me ceux qui avoient part aux affaires navaient point de
vertu..., que l esprit dune faction ntoit rprim que par
lesprit dune autre, le gouvernement changeoit sans ces
se, le peuple tonn cherchoit la dmocratie et ne la trouvoit nulle part. Enfin, aprs bien des mouvemens, des
chocs et des secousses, il fallut se reposer dans le gouver
nement mme quon avoit proscrit \
A parte lironia, davvero illuministica, di voler attri
buire il fallimento della rivoluzione puritana proprio alla
mancanza di virt, Montesquieu confermava cos la sua
convinzione che il dibattito tra repubblica e monarchia
era stato in realt deciso in Inghilterra, a met del Sei
cento. L dovremo anche noi rivolgere il nostro sguardo
se vogliamo intendere il valore della tradizione repubbli
cana nellet che andava preparando lilluminismo.
1 Esprit des lois, libro III, cap. III.

Capitolo secondo
I repubblicani inglesi

A ripensarci meglio, il giudizio di Montesquieu che


abbiamo ora citato sulla incapacit, limpossibilit delPlnghilterra a stabilire la democrazia, alla met del xvn
secolo, sulla inevitabile restaurazione del re aprs bien
des mouvemens, des chocs et des secousses meno ne
gativo e sprezzante di quanto possa parere a prima vista.
Certo la Gran Bretagna si era lasciata governare, anche
allora, da uomini che navoient point de vertu, cos co
me alquanto ridicoli e scomposti erano stati i tentativi
britannici per liberarsi della monarchia. Ma, trascorso un
secolo dalla rivoluzione puritana, questo giudizio suona
va ormai piuttosto come una fredda e staccata constata
zione storica: lInghilterra era allora, gi alla met del
xvii secolo, troppo moderna per rifarsi ai modelli delPantichit, troppo vicina agli stati moderni per poter tor
nare alla repubblica.
La conclusione di Montesquieu era quella di tutta la
sua epoca, ed era ormai generalmente accettata da una
parte e dallaltra della Manica un secolo dopo quegli av
venimenti \ AlPequilibrio conservatore che sul continen
te venne raggiunto a met del Settecento tra le antiche
repubbliche e gli stati monarchici corrispondeva, nelle
isole britanniche, un compromesso, apparentemente pi
1
Cfr. Tinteressante lettera che labate Le Blanc scrisse a Montesquieu
sui vantaggi delle monarchie rispetto alle repubbliche, j e a n -b e r n a r d l e
b la n c , Lettres d'un franois, La Haye 1745, vol. II, pp. 349 sgg. Vous
savez quon peut tre libre sous un roi et esclave dans une rpublique
(p. 352). On conviendra du moins quil ny a de pays o le peuple soit
plus esclave que dans la rpublique de Pologne (p. 354). La repubblica
era per lui un fanatisme mal entendu (p. 3.5.5).

62

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

stabile ma non profondamente diverso, tra la monarchia,


il parlamento, le citt, le classi e i corpi costituiti. Posti a
confronto con i grandi conflitti dun secolo prima, i pro
blemi che si agitavano a Londra e nelle province inglesi
negli anni immediatamente successivi al 1748, sulla na
turalizzazione degli ebrei, ad esempio, sul debito pub
blico, potevano davvero sembrare piccole increspature,
su un gran mare tranquillo \ Eppure questo compromes
so, questa rinunzia, per dirla con Montesquieu, alla de
mocrazia e alla virt, non era stata n rapida n facile.
L idea repubblicana aveva continuato, anche in Gran Bre
tagna, a fermentare molto tempo dopo la restaurazione
del 1660 e, ci che pi importa, aveva continuato a svi
lupparsi, a crescere e a modificarsi anche quando era stata
posta ai margini della vita politica quotidiana. Quel ten
tativo che Montesquieu poteva giudicare addirittura ridi
colo, aveva in realt continuato a generare idee e speran
ze, a dar vita a gruppi ed organizzazioni, fino a diventare
un elemento essenziale, fondamentale nella vita intellet
tuale e morale dellEuropa tutta intera, nel secolo nuovo.
La ricerca storica di questi ultimi decenni stata parti
colarmente sensibile al legame esistente tra la rivoluzione
puritana e Pilluminismo: i libri di Zera S. Fink, di Caro
line Robbins (con il commento che vi ha dedicato Chri
stopher Hill), di Perez Zagorin, di J. G. A. Pocock, di
Bernard Bailyn, di H. R. Trevor-Roper e di J. A. W.
Gunn, per non citare che alcuni, ci hanno aperto larga
mente la strada2. Il punto di arrivo duna simile ricerca
1 T h o m a s w . p e r r y , Public opinion, propaganda and politics in the
eighteenth century England. A study of the jew bill of 17 5 3, Cambridge
(Mass.) 1967 e p. g . . d i c k s o n , The financial revolution in England, Lon
don 1967.
2 z e r a s . f i n k , The classical republicans. An essay in the recovery of a
pattern of thought in seventeenth century England, Evanston 1945; c a
r o l i n e r o b b i n s , The eighteenth century commonwealthman. Studies in
the transmission, development and circumstance of English liberal thought
from the Restauration of Charles II until the war with the Thirteen Co
lonies, Cambridge (Mass.) 19.59 (cfr. C h r i s t o p h e r h i l l , Republicanism
after the Restauration, in New left review, i960, 3, p p . 46 sgg.); p e r e z z a g o r i n , A history of political thought in the English revolution,
London 1954; J- g . A . p o c o c k , The ancient constitution and feudal law.
English historical thought in the seventeenth century, Cambridge 1957;
bernard
b a i l y n , The ideological origins of the American revolution,
Cambridge (Mass.) 1967; h . r . t r e v o r - r o p e r , Religion, the Reformation

I REPUBBLICANI INGLESI

63

stato ora indicato da uno dei libri da cui deve partire og


gi chiunque discuta di simili problemi, dallo splendido
piccolo libro cio di J. H. Plumb, The origins of political
stability. England 16 7 5-17 25 \ Ogni pagina di questo
saggio ci fa capire quanto sia stato inaspettato, difficile il
raggiungimento della stabilit politica in Inghilterra al
passaggio tra i due secoli e ci mette chiaramente di fronte
alle forze che questo compromesso crearono cos come a
quelle che ad esso si opposero. Le considerazioni che se
guono non voglion esser altro che una nota ideologica in
calce alle considerazioni politiche e costituzionali di J. H.
Plumb, un tentativo cio di vedere, sul piano della storia
delle idee, quel che si salv della volont di democrazia e
di virt attraverso ed oltre la raggiunta stabilit dellIn
ghilterra di Walpole.
Diciamo subito che quel che sopravvisse e rigermogli
della tradizione repubblicana molto pi importante e
vitale, almeno dal punto di vista della storia delPilluminismo, di quanto non si ammetta spesso in Inghilterra.
Forse perch la storia della letteratura prevale talvolta su
quella delle idee, forse perch non stato ancora rimosso
completamente il glaciale monumento che Leslie Stephens
eresse, quasi un secolo fa, al pensiero inglese del Sette
cento, forse per altre ragioni locali che mi sfuggono, certo
si che non questo un campo verso il quale si diriga
oggi un gran numero di dettagliate e minute ricerche. Ve
diamo uscire in Inghilterra, come e pi che in altre terre
dAmerica e dEuropa, una gran quantit di studi filolo
gicamente ineccepibili sui pi piccoli personaggi del mon
do dellEnciclopedia, sui pi ignoti amici e collaboratori
di Voltaire e di Diderot, su tutto il variopinto mondo del
le lumires francesi (ed io sar certo lultima persona a
dispiacermene), mentre non esiste, a mia conoscenza, un
saggio complessivo soddisfacente su quello straordinario
personaggio che fu John Toland, n si possono leggere ri
cerche sufficientemente approfondite su Anthony Collins,
su Matthew Tindal, ecc. Il deismo sembra interessare
and social change and other essays, London 1967 e j . a . w . g u n n , 'Politics
and the public interest in the seventeenth century, London-Toronto 1969.
1 London 1967.

64

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

quando giunge a Bolingbroke, quando cio cambia di si


gnificato politico \ Probabilmente la migliore storia del
deismo resta ancora quella di Gotthard Victor Lechler,
uscita nel 18 4 1 \ Sembra davvero che la stabilit politica
raggiunta dallInghilterra nel primo Settecento sia anco
ra cos solida da mettere fuori giuoco a tuttoggi coloro
che la combatterono vollero modificarla e che seppero
trasmettere al nuovo secolo il messaggio della loro oppo
sizione e della loro battaglia.
Ma lilluminismo europeo inconcepibile senza quel
messaggio. Malgrado tutti gli studi recenti che hanno ten
tato di ravvicinare la rivoluzione puritana ai contempora
nei movimenti sul continente, in Catalogna, in Francia, a
Napoli a met del Seicento, e, malgrado i risultati positivi
che questa pi ampia visione ha indubbiamente portato,
resta il fatto che la rivoluzione inglese non suscit quel
londata ideologica che accompagna altre e posteriori ri
voluzioni europee3. Le idee dei levellers furono certo co
nosciute, ma non suscitarono movimenti politici di qual
che portata al di l della Manica. Le idee nate nellInghil
terra della Commonwealth erano destinate a passare sul
continente soltanto nella forma filosofica che diedero loro
John Toland e Anthony Collins, quando si presentarono
cio come deismo, come panteismo, come libero pensiero,
come esaltazione della libert inglese, magari come fram
massoneria. Soltanto cos le idee dei levellers e dei repub
blicani classici dellInghilterra seicentesca divennero co
smopolite e poterono attecchire in Francia, in Germania,
in Italia, agendo come un fermento potente su tutta lEu
ropa del nascente illuminismo. La religion e le gou
vernement, come diceva Diderot. I due termini erano
per lui inscindibili. La polemica filosofica e quella poli
tica non potevano n dovevano essere divise. Tra luno e
laltro di questi due poli stette anche il pensiero deisti1 Si veda, ad esempio, j e f f r y h a r t , Viscount Bolingbroke, tory huma
nist, London-Toronto 1965.
2 Geshichte des Englischen Deismus, Stuttgart-Tbingen 1841.
3 ROGER B i g e l o w m e r r i m a n , Six contemporaneous revolutions, Oxford
1938 e k o s s m a n n , La Fronde cit.; j. H . e l l i o t , The revolt of the Cata
lans, Cambridge 1963; r o s a r i o v i l l a r i , La rivolta antispagnola a Napoli.
Le origini (1585-1647), Bari 1967.

I REPUBBLICANI INGLESI

65

co inglese, la prima ideologia che dalla Gran Bretagna


uscisse per dominare il continente.
Il problema della repubblica pu essere un buon filo
conduttore nel labirinto delle ribellioni, restaurazioni, ri
voluzioni accadute nellisola britannica prima di raggiun
gere il continente. Qual sia limportanza dei modelli anti
chi, cosi come dellOlanda e di Venezia per i repubblicani
classici, per Harrington e Neville, per Milton e per Sid
ney, cosa ben nota. Ma quel che pi ci interessa qui
vedere come i loro eredi e continuatori reagissero quando
la speranza in un ritorno della repubblica si fece sempre
pi incerta e difficile, quando il compromesso di Gugliel
mo I I I venne sempre pi solidamente radicandosi sul suo
lo inglese. Il periodo decisivo sta tra lultima decade del
xvii secolo e i primi anni del x v iii , se vogliamo tra il
1689e il 17 1^ . Poniamoci cronologicamente a mezza stra
da e guardiamo lInghilterra dal continente, che mi pare
la posizione giusta per inquadrare questi problemi. Nel
lautunno del 1700 lelettrice di Hannover, Sofia, che
aveva ottime ragioni per interessarsi a queste cose, si chie
deva fin dove giungessero le tendenze repubblicane di co
loro che avrebbero potuto essere ben presto i sudditi suoi
e della sua famiglia. Il diplomatico George Stepney le
spiegava da Londra, ln / 2 1 settembre di quellanno, che
le malheur que les Anglois ont essuys du temps des
rois Charles I et Jacques II poteva far pensare, surtout
aux trangers, che vi fosse al di l della Manica un d
got gnral contre la monarchie mme et que notre pen
chant naturel pour des nouvautez nous pourroit entra
ner aisement tenter encore sil y a moyen de former une
rpublique sur un fondement si solide que lambition
dun seul homme ne soit capable de la renverser, comme
fit Cromwell. Stepney cercava di rassicurare lelettrice
dicendole che, malgrado ogni esperienza, le gnie des
Anglois... nest nullement port aux principes rpubli
cains... Le souvenir de lan 1648 nous fait encore hor
reur. La repubblica avrebbe significato la guerra civile e
gli inglesi sapevano cosa questo comportasse, n intende
vano ricominciare. La situazione sociale dellInghilterra
sopponeva daltra parte a una simile rpublique imagi-

66

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

naire. Les seigneurs ne souffriront pas que le peuple


leur soit gal, comme en Hollande, et les communs ne se
soumettront jamais la tyrannie despotique des seigneurs,
selon le modelle de Venise. Un mlange de ces deux estats
avec un capitaine gnral pour limage visible du gouver
nement est un projet assez joli sur le papier, mais on le
trouvera impossible lorsquon le voudroit mettre en pra
tique chez nous. Il problema costituzionale inglese qui
efficacemente illuminato dal confronto della monarchia
inglese con i vari modelli repubblicani, olandesi e vene
ziani, ben presenti e vivi, come si vede, alla mente di
Stepney, cosi come a quella di tanti altri uomini di quegli
anni. Ma era pur necessario metterli tutti da parte per
tornare alla realt. Gli squires erano troppo potenti per
accettare il dominio dei mercanti, come in Olanda. Una
oligarchia veneziana era impossibile a Londra. Tuttavia
erano queste delle virtualit presenti nellopinione pub
blica di quegli anni e v era in Inghilterra chi ne discuteva
appassionatamente, ritornando continuamente sul con
fronto tra monarchia e repubblica. ... Les esprits inquiets,
dont notre pays est trs fertile, samusent plus que jamais
a feuilleter des livres dangereux qui traitent cette matire,
scilicet Sydney, On government, Harringtons Oceana,
dont le dernier est fameux pour avoir est crit par un ha
bile homme du temps de la rbellion, et pour tre publi
duna belle impression depuis par un libertin nomm Tolan, comme si la conjoncture prsente favorisoit des sen
timents semblables..., come aggiungeva ancora George
Stepney \
L agitazione degli esprits inquiets era stata effettiva
mente notevole negli anni immediatamente precedenti, e
varrebbe la pena di seguirla minutamente. Allora il club
cominci a prendere sempre maggior importanza nella vi1
Correspondence de Leibniz avec Vlctrice Sophie de Brunswick-Lunebourgy a cura di Onno Klopp, Hannover s. d., vol. II, p. 209. Tolan ci
tato in questa lettera naturalmente John Toland, che questo apprezza
mento ci ha lasciato dellelettrice Sofia Carlotta: L ide quelle a du gou
vernement en gnral est si quitable quon lappelle, dans toute lAlle
magne, la reine rpubliquaine , j o h n t o l a n d , Relation des cours de Prusse
et de Hannover, La Haye 1706, p. 57.

I REPUBBLICANI INGLESI

<$7

ta del paese, accanto al salotto e alla taverna \ Allora la


discussione sui principi primi del governo e della religio
ne di nuovo si diffuse largamente anche al di fuori di Lon
dra. Ecco, per fare un esempio, quel che Humphrey Prideaux, il ben noto erudito, scriveva a John Ellis da Nor
wich, P i i dicembre 1693: I find the Republicarians
in these parts openly sedulous to promote atheisme, to
which end they spread themselves in coffy houses and
talk violently for it 2. Nel 1697 un Senior Fellow del
Trinity College di Dublino diceva che queste persons of
miscellaneous education... are secretly forming themsel
ves into clubs and caballs, and have their emissaires into
all parts, which are supported by contributions, and I ma
ke little doubt but that their design is at lenghth to show
us that all dominion as well as religion is founded on rea
son \ Nel decennio che precedette il nuovo secolo furo
no pubblicati scritti molti dei testi fondamentali che
tendevano a far confluire la tradizione repubblicana in un
pensiero religioso radicale. Nel 1694 apparve An account
of Denmark di Robert Molesworth. Nel 1696 Christiani
ty not mysterious di Toland. Allora Walter Moyle gett
le basi del suo Essay upon the constitution of the Roman
government. Allora vediamo farsi avanti Shaftesbury e
John Trenchard, Mattew Tindal e Anthony Collins. un
gruppo di uomini in continuo movimento, attivissimi nel
le lotte politiche di quei giorni, dal problema dellesercito
stanziale alla successione protestante, che in queste lotte
portano una forte carica di pensiero e di passione, con
tinuamente rifacendosi ai problemi generali, alla religio
ne e alla libert. Sar certo interessante un giorno poter
seguire le loro mosse, i loro rapporti, le loro polemiche
pi da vicino di quanto ancora non ci sia stato narrato fi
no ad oggi. Ma quel che importa di constatare fin dora
che essi si presentano come filosofi e non soltanto come
1 ROBERT j . a l l e n , The clubs of Augustan London, Cambridge 1933,
P. 33.
2 Letters of Humphrey Prideaux sometime dean of Norwich to John
Ellis sometime undersecretary of State. 1674-1722, a cura di Edward
Maunde Thompson, London 1875, p. 162.
3 p e t e r B ro w n e , A letter in answer to a hook entitled Christianity not
misterious, Dublin 1697, p. 209.

68

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

uomini della politica e della diplomazia. Uniscono, me


scolano, magari in forma violenta e improvvisata, i pro
blemi che hanno ereditato da Spinoza, da Locke e da New
ton con quelli che si vanno dibattendo allora nel parla
mento e nella politica estera dellInghilterra e delPEuropa. Proprio per questo sono difficili da definire: high e
low whigs, old new whigs, reai whigs, re
publican fringe of the whigs, deists, free thinkers,
tutti termini che dicono solo una parte della storia. Me
glio forse vederli, magari rischiando di forzare un po le
tinte, come un primo gruppo di intellettuali e filosofi illu
ministi alle prese con i problemi politici della loro et \
Osservato da questo punto di vista, John Toland cer
to il pi significativo e il pi caratteristico fra di loro, ca
pace come fu di intuizioni geniali sulla storia delle reli
gioni ed insieme il pi attivo dei riassertori della tradizio
ne repubblicana inglese, luomo che ebbe maggiori e pi
fruttiferi rapporti con il continente e che insieme non ri
nunci mai a prendere parte attiva alla diplomazia e alla
politica dei primi anni del Settecento in Inghilterra. Di
qualche importanza la sua partecipazione alle lotte at
torno alla successione protestante; nel medesimo tempo
gli elabor una forma di spinozismo materialistico che
non a caso doveva un giorno interessare Diderot, dHolbach e Naigeon.
Quanto al pensiero politico di questo gruppo, sarebbe
errato cercar di dividerlo in pi meno democratico, in
pi meno aristocratico. In realt le loro riflessioni e le
loro lotte sono interessanti perch ci mostrano tutta inte
ra la tradizione repubblicana, inglese e continentale, mes
sa a confronto con nuovi problemi e che a poco a poco si
1

Oltre alle opere, fondamentali, citate a p. 62 nota 2, cfr. soprattutto


John Toland and the age of Enlightenment, in Review
of English studies, 1944, n. 78; i d ., Toland and Leibniz, in The phi
losophical review, 1945; h o w a r d w i l l i a m t r o y e r , Ned Ward of Grubstreet. A study of sub-literary London in the eighteenth century, Cam
bridge (Mass.) 1946; p a o l o c a s i n i , L universo macchina. Origini della fi
losofia newtoniana, Bari 1969 e Two English republican tracts. Plato redivivus or a dialogue concerning government, by Henry Neville. An essay
upon the constitution of the Roman government, by Walter Moyle, a cura
di Caroline Robbins, Cambridge x969.
f

. H . H E iN E M A N N ,

I REPUBBLICANI INGLESI

69

trasforma in una nuova visione della libert politica. In


Molesworth ritroviamo la tradizione gotica e celtica, Topposizione nobiliare, la convinzione che la libert antica
e il dispotismo nuovo in tutta Europa. Sar lui a ripubbli
care la Franco-Gallia di Francis Hotman, ad affermare
che all Europe was in a manner a free country till very
lately e a studiare, con grande energia e intelligenza, le
circostanze che avevano portato i danesi a perdere, attor
no al 1660, la loro libert cadendo nel peggiore dispoti
smo \ Quanto allItalia, anchegli colpito dalla soprav
vivenza delle forme arcaiche repubblicane. Non guarda
pi, come Harrington, ad esse come ad un modello, come
ad una speranza, ma non dispera tuttavia che un nuovo
soffio di libert e la lotta contro la tradizione romana pos
sano un giorno rendere la vita anche a quelle forme poli
tiche. Italy from several small commonwealths was at
lenght swallowed up by the emperors, popes, kings of
Spain, dukes of Florence and other lesser tyrants. Yet tis
to be remarkd that the ancient state of Europe is best
preserved in Italy even to this day, notwithstanding the
encroachments which have been made on the peoples li
berties, of which one reason may be that the republicks,
which are more in number and quality in that spot- of
ground than in all Europe besides, keep their ecclesiasticks within their due bounds and make use of that na
tural wit which Providence and a happy climate has given
them, to curb those who, if they had power, would curb
all the world2. Ma, al di l di queste lontane speranze,
Molesworth si occupa soprattutto delle opposizioni inter
ne, da parte dei corpi costituiti, contro lo stato accentra
to e monarchico. Sembra leco inglese delle lotte che,
proprio in quegli anni, si andarono sviluppando in Fran
cia contro il Re Sole attorno a uomini come Boulainvilliers, Vauban, Boisguilbert. Ma un simile confronto ci
1 An account of Denmark as it was in the year 1692, London 1694,
Prefazione non paginata. Cfr. p a u l r i e s , Robert Molesworth's Account
of Denmark. A study in the art of political publishing and bookselling
in England and the continent before 1700, in Scandinavica, vol. 7, no
vembre 1968, n. 2.
2 An account of Denmark cit., Prefazione.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

permette di misurare la differenza della situazione al di


qua e al di l della Manica. A Londra la tradizione repub
blicana e lincipiente deismo modificano notevolmente
questa opposizione nobiliare: lodio contro il despotismo
ha in Molesworth una violenza, il suo amore per la libert
una energia che non ritroviamo al di qua della Manica.
Gi egli intravede la via duscita dalle contraddizioni po
litiche della sua et nella filosofia, nelleducazione, nella
lotta contro i privilegi, colorando cosi dun nascente at
teggiamento illuminista le sue polemiche politiche. Par
lando della sorte della libert in Europa, Molesworth con
clude: Had these countries, whilst they were free, com
mitted the government of their youth to philosophers
instead of priests, they had in all probability preservd
themselves from the yoak of bondage \ Anche agli occhi
dei suoi contemporanei la polemica di Molesworth si co
lora di tinte repubblicane, cosa che, ben inteso, non acca
deva affatto in Francia. Secondo uno dei suoi contraddit
tori, nel 1694, egli non era soltanto un esempio impres
sionante della depravation of human nature, n aveva
soltanto aperta a school of atheism, esaltando the ve
nerable name of philosopher above that of priest. Il suo
era un anti-monarchical project che ricordava, per le
stremismo, per la passione con cui egli combatteva ty
ranny and arbitrary power... the logick of the saints... to
uplift the good cause in the days of regeneration. Mo
lesworth, concludeva questo suo avversario, altro non era
che un republican brother, come dimostrava pure la
sua volont to amuse the moltitude with much talk about a contract betwixt king and people and drawing
wild inferences from it 2.
Walter Moyle e John Toland furono coloro che pi fe
cero per ridare forza e vigore ad uninterpretazione re
pubblicana dellantichit, rifacendosi allumanesimo civi
co dellItalia rinascimentale e a Machiavelli, cercando di
mettere dalla parte propria il maggior numero possibile
di scrittori latini, sforzandosi soprattutto di salvare Livio
1 An account of Denmark cit., Prefazione.
2 The common-wealth-man unmasqud, or a just rebuke to the author
of the Account of Denmark, London 1694, pp. 2-3, 19-22, 7.5,100.

I REPUBBLICANI INGLESI

71

dallaccusa di superstizione e di compiacenza per Augu


sto. Ripresero e trasmisero al secolo xvin una lunga tra
dizione che, nel Seicento, era culminata in Harrington.
Ripresentarono cosi una antichit di colori repubblicani
di fronte al pubblico inglese duna et che ancor oggi noi
chiamiamo Augustea - a riprova della sconfitta storica
che uomini come Moyle Toland dovettero allora subire,
e che sembra ancora pesantemente gravare su di loro!.
Eppure quel che essi scrissero allora appassion note
volmente i loro contemporanei. Perch il popular go
vernment delPantica Roma era caduto? Non si era avu
to lenergia, diceva Moyle, di ritornare alle formule origi
narie del governo, by restoring the ancient virtue and
discipline, secondo le formule e le idee di Cicerone e
di Machiavelli2. Una mistaken liberty aveva permesso
delle eccezioni alla costituzione. Meglio sarebbe stata una
aperta e franca dittatura, piuttosto che simili compro
messi. Nothing can be more certain than that no consti
tution can subsist where the whole frame of the laws may
be shaken or suspended by the sudden temporary coun
cils of the multitude and where the laws are governed by
the people, instead of the people being governed by the
laws. N un condominio tra il popolo e il senato avreb
be potuto risolvere il problema, th power being equally
pernicious in whatever hands it was placed3. Il vigore
della legge era stato cosi pericolosamente diminuito. Una
simile involuzione era stata resa possibile da alcuni difetti
della costituzione romana, dalla cattiva organizzazione del
tribunato e della censura, cos come di quelle istituzioni
che pure furono of admirable use in maintaining the mo
rals and the virtue of the people4. Quando il processo di
decadenza era ormai in atto, anche i grandi uomini, inve
ce di difendere, come avevano fatto allorigine, the great
fences of their liberties, si erano gettati contro di esse,
e, in ultima analisi, avevano destroyd the common1 Two English republican tracts cit. e j o h n t o l a n d , Adeisidaemon,
sive Titus Livius a superstitione vindicatusy Hagae Comitis 1709.
2 Two English republican tracts cit., p. 253.
3 Ibid.y p. 255.
4 Ibid. yp. 258.

72

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

wealth!. Problemi tutti familiari, come si sar visto, ai


dibattiti sulla sorte delle repubbliche tra Sei e Settecento,
dai rapporti tra Senato, nobili e popolo alla necessit di
rafforzare una magistratura capace di regolare e di tenere
assieme tutte le altre. Anche le riflessioni sul mondo anti
co di Moyle si coloravano cos delle preoccupazioni politi
che vive in quegli anni al di l e al di qua della Manica.
Come diceva ancor molti anni pi tardi Bertrand Barre,
traduttore francese di questo saggio di Moyle, pubblicato
a Parigi nellanno X (180 1), anche per questo Essai sur le
gouvernement de si poteva dire quel che dAlem
bert aveva scritto delle Considrations sur les causes et
de la grandeur des Romains et de leur dcadence di Mon
tesquieu quon pouvait lappeler lhistoire romaine lu
sage des philosophes et des hommes dtat. Aggiungeva,
sar forse curioso notarlo, che cest une chose digne de
remarque que les Anglais, cette nation dont les Romains
exterminrent les anctres, sont les premiers qui aient
crit des rflexions philosophiques et donn lEurope des
notions profondes sur lempire romain. Cest ainsi que les
vaincus sont devenus les juges des vainqueurs. Moyle
era stato tra i primi, seguito presto, diceva, da Gibbon,
Ferguson, Edward Wortley Montagu, Hooke2.
Quanto a John Toland, fra tutti gli uomini di questa
corrente, egli quello che pi si avvicina al tipo del filo
sofo gi illuminista, di cultura enciclopedica, dalla vita li
bera, attiva e scanzonata, apparentemente dispersa e con
traddittoria, ma coerente in fondo con la propria vocazio
ne, che quella di vivere in mezzo alla gente per portarvi
le proprie idee. In John Toland la tradizione repubblica
na diventa modo di vita, indipendenza personale, entusia
smo filosofico. Egli il pi povero di tutti. Vive facendo
lo scrittore e magari distribuendo manoscritti eterodossi,
1 Two English republican tracts cit., p. 259. Nelledizione originale:
The works of Walter Moyle Esq., none of which were ever before pu
blish'd, London 1726, le pagine ora citate si trovano nel vol. I, pp. 133,
135 , 137, 145, 147 e 148.
2 Essai sur le gouvernement de . Par Walter Moyle, traduit de
Anglais. Ouvrage utile pour les hommes dtat et aux philosophes,
Paris an X-1801.

I REPUBBLICANI INGLESI

73

organizzando biblioteche e corrispondenze le tte ra rie


anche il pi cosmopolita e il pi deciso a non farsi rin
chiudere mai nel mondo dei puri eruditi, creature, diceva,
che I judge as useless and contemptible as the worms
that help em to consume their papers. sempre pronto
a riaffermare che la sua una ispirazione di filosofo e di
politico, che i suoi studi sono tutti indirizzati to render
me fit for business and society, especially the service of
god and my country. Cos, scriveva nel 1696, presentan
do la sua traduzione dalPitaliano del discorso sulla mo
neta di Bernardo Davanzati, da lui posto accanto al suo
maestro Locke \ In questo stesso anno Toland dimostr
cosa intendeva per servizio di dio e del suo paese pubbli
cando il suo Christianity not mysterious3. Il titolo sem
brava fatto apposta per trarre in inganno il lettore. Cri
stianesimo vi significava ci che ben presto venne cono
sciuto sotto il nome di deismo. La religione originaria e
primitiva era senza misteri. Tali non erano tuttavia il pa
ganesimo e lebraismo. Quanto al cristianesimo, storica
mente inteso, il problema che veramente interessava To
land era capire come e perch it became mysterious, at
traverso quale processo cio esso finisse collassimilarsi a
tutte le altre religioni della terra, cedendo alle paure e al
linganno di chi aveva interesse a nascondere la verit e a
trasformarla in mistero \ Solo la ragione non ammetteva
mistero di sorta. The knowledge of finite creatures is
gradually progressive5. Le forme ignote che circondava
no luomo erano semplicemente dominio duna conoscen
za non ancora raggiunta. Ogni timore ed ossequio di fron
te a ci che gli uomini ignoravano ancora era pura e sem
plice superstizione e pregiudizio. Come si vede, il germe
illuministico delle idee di Toland era vigoroso. Permette
1 British Museum, Add. Mss. 4295, soprattutto ff. 40 sgg.
2 A discourse upon coins, by signor Bernardo Davanzati, a gentleman
of Florence, being publickly spoken in the Academy there anno 1588,
translated out of the Italian by John Toland, London 1696, The translator
to his friend, March the i st, 1695/6, p. v.
3 Christianity not mysterious, or a Treatise shewing that there is no
thing in the Gospel contrary to reason nor above it and that no Christian
doctrine can be properly call'd a mystery, London 1696.
4 Ibid.yp. 168.
s Ibid., p. 75.

74

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

va di capire la storia delle religioni dallinterno, non pi


soltanto come costruzione di un potere ecclesiastico, ma
come sviluppo di misteri e di dogmi. Non a caso Toland
apri nuove strade nella comprensione storica delle origi
ni cristiane, a proposito degli esseni ad esempio, del
rapporto fra le religioni antiche, mussulmana e cristiana \
Il suo libro, che avrebbe in realt potuto esser chiamato:
how Christianity became mysterious, conteneva pure
una energica affermazione politica, che portava sul piano
filosofico e religioso la volont democratica apparsa nella
rivoluzione puritana. Parlando dei misteri finiva col con
cludere: What can seem more strange and wonderful
than that the common people will sooner belive what is
unintelligible, incomprehensible and above their reasons
than what is easy, plain and suited to their capacities?
But the vulgar are more obligd to Christ, who had a bet
ter opinion of them than these men, for he preachd his
Gospel to them in a special manner and they, on the other
hand, heard him gladly, because, no doubt, they under
stood his instructions better than the mysterious lectures
of their priests and scribes2.
Come gi notarono i contemporanei, tutto ci poteva
sembrare una ripresa delle correnti eretiche del passato,
del socinianesimo ad esempio. Ma, in realt, si trattava
tuttavia di qualche cosa di nuovo, duna razionale volont
di non ammetter nulla che fosse contrary to reason or
above it, dun invito a guardare al common people,
duna volont di giungere, anche politicamente, ad una
societ razionalmente costituita. Il nuovo deismo vivr
in Inghilterra in mezzo alla gran folla delle sette e delle
correnti religiose, cercando e trovando appoggio e con
forto in alcune di esse, ma non si confonder mai comple
tamente con loro. Non avr delle sette religiose la forma
1 Sui problemi generali, l u i g i S a l v a t o r e l l i , From Locke to Reitzenstein. The historical investigation of the origins of Christianity, in The
Harvard theological review, 1929, pp. 263 sgg. ed il commento di f a u
s t o p a r e n t e , Il contributo di Luigi Salvatorelli alla storia d Israele e del
cristianesimo antico, in Rivista storica italiana, 1966, 111, pp. 479 sgg.
Sulleco settecentesca delle idee di Toland sulle origini del cristianesimo,
cfr. f . v e n t u r i , Saggi sullEuropa illuminista. I. Alberto Radicati di
Passerano, Torino 1954, pp. 236 sgg.
2 Christianity not mysterious cit., p. 147.

I REPUBBLICANI INGLESI

75

organizzativa, cercandone anzi delle nuove, come il Pantheisticon di Toland ci dimostra. N si chiuder in una
corrente specifica, restando fermamente razionalistico ed
illuministico in mezzo alle pi diverse correnti religiose
ereditate dal passato \ Come Toland scriveva nel suo Clito. A poem on the force of eloquence, che tanto scandalo
suscit tra i contemporanei, la volont del deismo era di
Dispel those clouds that darken human sight
And bless the world with everlasting light2.

Poi, quasi dun fiato, Toland passava alla politica:


I ill sing the triumph of the good old cause,
Restore the nation its perfect health
The powr usurpd destroy, and form a commonwealth3.

Tra i tanto numerosi scritti suoi, intesi a questo duplice


ed unico scopo, le pi fortunate ed efficaci furono proba
bilmente le vite e riedizioni di Milton e di Harrington,
che egli pubblic nel 1698 e 1700. Parlando nel primo ne
metteva particolarmente in luce la vita politica e sottoli
neava il fatto che in vecchiaia il poeta non faceva ormai
pi parte di nessuna delle organizzazioni religiose esisten
ti \ Quanto alla sua edizione delle opere di Harrington,
basta aprirla per trovarvi una perfetta rappresentazione
grafica del suo pensiero5. Tolandus libertati sacravit.
MDCC, commerciis, opificiis, e accanto a questa scritta
si vedevano i ritratti di Bruto e di Guglielmo III, di Mos e di Solone, di Confucio, di Licurgo e di Numa, unen
do lantichit classica ed il nuovo interesse per la storia
delle religioni, il gesto libertario di Bruto, legualitarismo
1 Si veda, ad esempio, j . h a y c o l l i g a n , The arian mouvement in En
gland, Manchester 1913 (p. 92, rapporti col deismo); e a r l m o r s e w i l b u r ,
A history of unitarianism. Socinianism and its antecedents, Cambridge
(Mass.) 1947 (p. 575, rapporti di Crellius con Matthiew Tindal); g . r .
c r a g g , From Puritanism to the age of reason. A study of changes in reli
gious thought within the church of England. 1660 to 1700, Cambridge
1950 (pp. 136 sgg., John Toland and the rise of deism).
2 Clito. A poem on the force of eloquence, London 1700, p. 6.
3 Ibid.y p. 11.
4 The early lives of Milton. Edited with introduction and notes of He
len Darbishire, London 1 9 3 4 . PP- x x v iii sgg.
5 The Oceana of James Harrington and his other works, some whereof
are now first publish'd from his own manuscripts. The whole collected
methodiz'd and review'd, with the exact account of life prefix'd, by John
Toland yLondon 1700.

76

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

di Licurgo con il cosmopolitismo di Confucio, e, last but


not least, la prosperit e la libert britanniche del regno
di Guglielmo III. Il libro era dedicato al Lord Mayor di
Londra, the largest, fairest, richer and most populous
city in the world, la citt nel cuore della quale stava quel
la Banca dInghilterra, costruita sul modello di organizza
zione che Harrington aveva suggerito, la citt che poteva
essere chiamata la new Rome in the w est\ Attraverso
Londra, Toland si rivolgeva al mondo intero col suo appel
lo alla libert. Ormai i repubblicani non erano pi gli uo
mini di una setta dun complotto, ma predicavano aper
tamente, largamente a tutti le loro idee. Who can be so
notoriously stupid as to wonder that in a free govern
ment, and under a king that is both the restorer and
supporter of the liberty of Europe, I should do justice to
an author who far outdoes all that were before him in his
exquisit knowledge of the politics? \ Con la libera pro
paganda, alla luce del sole, egli intendeva persuadere tut
ti che Harrington Oceana is... the most perfect form of
popular government that ever was \
Durante e dopo la guerra di successione spagnola la si
tuazione dellEuropa divenne finalmente favorevole alla
diffusione di queste idee anche al di fuori dellInghilter
ra. A ci Toland si dedic con notevole efficacia e succes
so. Sempre pi stretti si fecero i suoi rapporti con lOlanda. Al cuore dellAustria, attrasse lattenzione del princi
pe Eugenio e quella dello strano diplomatico e uomo po
litico libero pensatore Giorgio Guglielmo barone di Hohendorf4. I manoscritti, che Toland invi loro sulle reli
gioni giudaica e maomettana, su YOrigine et la force des
prjugs, sul Christianisme judaique et mahomtan, sono
stati recentemente ritrovati ed esaminati da un giovane
studioso italiano, Giuseppe Ricuperati, nella biblioteca
nazionale di Vienna, assieme alle lettere che Toland stes
1 The Oceana of James Harrington c i t . , p . I.
2 Ibid., p. vin.
3 Ibid., p. ix. La dedica datata del 3 novembre 1699.
4 m ax
braubach,
Geschichte und Abenteuer. Gestaken um den
Prinzen Eugen, Mnchen 1950, pp. 126 sgg. e Gi u s e p p e r i c u p e r a t i , Li
bertinismo e deismo a Vienna: Spinoza, Toland e il Triregno, in Ri
vista storica italiana, 1967,111, pp. 628 sgg.

I REPUBBLICANI INGLESI

77

so vi aggiunse, mandandoli ai suoi potenti lettori e patro


ni. Si tratta spesso di versioni particolarmente franche ed
esplicite del suo pensiero filosofico e religioso. Contempo
raneamente egli tent di stabilire un rapporto non dissi
mile con la Germania, con Pelettrice Sofia e con Leibniz.
Toland fu insomma uno degli scrittori che pi si adoper
per dare un significato ideologico allalleanza delle poten
ze marittime con limpero e con alcuni principi tedeschi
contro la Francia di Luigi XIV. I primi risultati si posso
no constatare nei carteggi dei contemporanei in Germa
nia. Leibniz avrebbe certo preferito che Toland si com
portasse con un peu plus de modration, ad esempio
quando scriveva la sua vita di Milton. Il a beaucoup
desprit et mme il ne manque pas drudition, mais ses
sentiments vont trop loin!. L elettrice Sofia continuava
a guardare con simpatia mista a commiserazione a que
stuomo, qui hazarde tout et qui ne se soucie point du
quen dira-t-on. Ma era pur costretta a constatare che la
fama acquistatasi da Toland era tuttaltro che favorevo
le, tanto da rendere forse addirittura poco sicuro un suo
ritorno in Inghilterra. Celuy qui brusla le tempe dEphse na pas eu tant de rputation2.
Leibniz trasse per conto suo delle conclusioni politiche
scrivendo a Brunet, il 27 febbraio 1702: Il me semble
qu prsent les Anglois qui simaginent dy pouvoir ta
blir une rpublique sont estravagans. Tant que le pouvoir
de la France, ou plustost de la maison de Bourbon subsiste
dans un estt si transcendant, cest beaucoup si lAngle
terre se peut sauver dun gouvernement despotique \ La
guerra di successione spagnola rendeva infatti possibile la
diffusione delle idee dei deisti inglesi, ma rendeva daltra
parte improbabile un ritorno alle idee repubblicane. Trop
po grande era il pericolo della politica espansionistica di
Luigi XIV. Indispensabile era uno stato monarchico an
che in Inghilterra. Quello che si poteva chiedere era al
massimo di conservare i risultati della rivoluzione del
1 Correspondence de Leibniz avec Vlctrice Sophie cit., vol. II,
. .
2 Ibid., p. 377.
3 Ibid., p. 3 3 3 .

78

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

1689. Ben dovette rendersene conto Toland quando torn


in Inghilterra e fu costretto a fronteggiare una violenta
tempesta di critiche, di accuse, di minacce, da parte della
chiesa e dello stato. L accusa di essere a great commonwealthman risuonava sempre pi insistentemente ai suoi
orecchi. Veniva contemporaneamente tacciato di eretico,
ma ormai era proprio laspetto politico della controver
sia a prevalere, e ci non era fatto davvero per dispiacer
gli. Pubblicando allora, nel 1702, uno dei vigorosi suoi
pamphlets, intitolato Vindicius Liberius: or M. Tolands
defence of himself against the late Lower House of Con
vocation, and others, citava, nel frontispizio, una frase di
Tillotson, quasi a lasciarsi ormai alle spalle le dispute re
ligiose e a concentrare tutte le sue forze sulla sua difficile
ma non infruttuosa lotta politica: Being (I hope) re
leasd from that irksome and unpleasant work of contro
versy and wrangling about religion, I shall now turn my
thoughts to something more agreable to my temper. Non
nascondeva affatto le sue simpatie per la tradizione repub
blicana. Ma riprendendo formule e linguaggio miltoniano, finiva con lammettere che in Inghilterra non cera al
tra soluzione se non quella che era risultata dalla rivolu
zione del 1689, e che la monarchia di Guglielmo I II corri
spondeva effettivamente ad alcuni dei postulati fondamentali per cui sempre avevano combattuto gli uomini
della repubblica. I have always been, now am, and ever
shall be persuaded that all sorts of magistrates are made
for and by the people, and not the people for or by the
magistrates: that the power of all governors is originally
conferrd by the society and limited to their safety, wealth
and glory, which makes those governors accountable for
their trust and consequently that it is lawfull to resist
and punish tyrants of all kinds, be it a single person or
a greater nomber of men \ Ci non significava che To
land fosse per la democrazia, la quale sempre rischiava di
trasformarsi in anarchia. Il peso delle vicende della rivo
luzione puritana era ancora gravoso sulle spalle sue e di

1
Vindicius Liberius: or M. Tolattds defence of himself against th
late Lower House of Convocation, and others, 1702, p. 126.

I REPUBBLICANI INGLESI

79

coloro che allinizio del secolo intendevano riprendere il


cammino l dove essa si era arrestata. Disordini e dittatu
ra, democrazia e Cromwell continuavano ad essere consi
derati elementi negativi. Toland dichiarava di non essersi
mai pronunziato per la democrazia, which I think to be
the worst form of a commonwealth \ Eppure egli inten
deva rifarsi a tutta leredit e tradizione repubblicana.
Certo questa era divisa internamente in una tendenza de
mocratica e in unaltra aristocratica. Certo aveva preso for
me anarchiche ed oligarchiche. Ma secondari egli finiva col
considerare i contrasti interni della tradizione repubblica
na. Ci che contava innanzi tutto era di contrapporla inte
ra allassolutismo, al dispotismo. La democrazia poteva
ben essere the worst form of a commonwealth, era pur
sempre a thousand times better than any sort of tyran
ny 2. La repubblica, staccandosi cos dalle forme storiche
che essa aveva preso nel passato, veniva trasformandosi
sempre pi in un ideale capace di vivere in una monar
chia come quella inglese, del primo Settecento, cosi come
di diffondersi sul continente, in un incitamento alla liber
t oltre le contingenze storiche in cui si era incarnata al di
qua e al di l della Manica, in un germe dutopia illumi
nista. E potremmo aggiungere che, in qualche modo, il
problema politico era parallelo a quello religioso. Meglio
lateismo della superstizione, diceva Pierre Bayle. Quel
che contava non era la distinzione tra deismo e ateismo,
ma la lotta contro i pregiudizi, contro la superstizione.
Politicamente, il problema pi difficile era quello ap
punto del compromesso a cui questo ideale era costretto
a scendere con la monarchia di Guglielmo I II e poi della
regina Anna e di Giorgio I. Rappresentavano davvero
questi sovrani la migliore delle repubbliche? Molti finiro
no col pensarlo, in Inghilterra e sul continente. Era de
stino dei commonwealthmen di diventare lala estrema
duna propaganda che tendeva a glorificare la libert in
glese, la forma mista - democratica, aristocratica e mo
narchica insieme - del governo britannico? Lo stesso To1 Vindicius Liberius cit., p. 128.
2 Ibid.

8o

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

land si spinse su questa strada, il pi lontano possibile.


Gi un contemporaneo, Thomas Wentworth, un tory,
scrivendo al fratello, il 1 8 agosto 17 10 , diceva che nel
pamphlet The art of governing by parties, Fautore aveva
avuto impudence di calling this kingdom a common
wealth, ma che, a ben pensarci, la cosa era meno para
dossale di quanto non paresse. King, Lords and Com
mons, each a check upon the other, which is to be calcu
lated for the good of the whole, that it may more proper
ly be called a commonwealth than a monarchy 1.
Le vicende della guerra di successione spagnola sem
brarono dapprima favorire la confluenza della tradizione
monarchica e di quella repubblicana - quasi che Gugliel
mo I II avesse fornito quella formula che invano stavano
cercando POlanda, Venezia e Genova. Ma le delusioni co
minciarono presto. Bruto e Guglielmo I I I potevano re
stare assieme soltanto per qualche tempo. Difficilmente
sarebbero rimasti uniti per sempre. I dissensi interni del
gruppo dei commonwealthmen divennero sempre pi pro
fondi ed evidenti. Nel 1707 Molesworth scriveva a Shaf
tesbury per dirgli tutta la sua diffidenza per gli adepti of
the Kitcat and Junto, incapaci di una posizione coerente
nelle loro idee politiche e che avevano changed their
principles so often da far pensare che ben poco a free
nation ought to rely upon them. Un sempre maggiore
distacco dalle vicende quotidiane, una sempre maggiore
indipendenza intellettuale erano necessari, indispensabi
li; If a scheme could be made of layng the foundation
of future happiness on a set who have not yet bowed
their knees to the Baals of either extreme twould be
the best thing that could happen to Great Britain \ Shaf
tesbury pot ascoltare con attenzione questo appello di
Molesworth, ma anchegli era sempre pi portato ad al
lontanarsi dalle vicende politiche, a ritrarsi in se stesso,
nel mondo delle idee e della virtu. Be it weakness or de1 The Wentworth papers. 1705-1739. Selected from the private and
family correspondence of Thomas Wentworth, Lord Raby, created in 1 7 1 1
earl of Strafford, with a memoir and notes by James J. Cartwright, London
1883, p. 136.
2 Public Record Office, 30/24/20/137, lettera da Londra del 18 dicem
bre 1707.

I REPUBBLICANI INGLESI

8l

feet in me, it is my temper. My greatest desire is privacy


and retirement, come aveva scritto il 2 1 luglio 17 0 1 a
Toland, quando questi si trovava a Rotterdam. Shafte
sbury sentiva acutamente tutto il pericolo della tumultuo
sa attivit di Toland, intuiva che questo suo congiungere le
idee e gli intrighi politici rischiava di rovinare le une e gli
altri. Lo vedeva, sul continente, mescolato con the men
of greatest worth and on whom the interest of Europe de
pends. Tanto maggiore era la sua responsabilit. Gli ri
cordava che the fame and reputation in the protestant
world and among the free people where you are known
does in a great manner depend on your behaviour. An
che per ragioni politiche Toland e Shaftesbury finiranno
per dividersi e per marciare su strade diverse negli anni
immediatamente seguenti1.
Eppure proprio lambiente internazionale che Toland
trov in Olanda allinizio del secolo poteva persuader
questi ed i suoi amici di quale fosse limportanza di im
mettere le loro idee repubblicane nella cultura e soprat
tutto nella vita politica del loro tempo. In Olanda trova
va leredit di Pierre Bayle, il quale per una ventina dan
ni si era battuto per una prospettiva in qualche modo pa
rallela alla sua. Anche il grande esiliato francese aveva ri
fiutato di tornare alle forme di resistenza e di rivolta, alle
guerre di religione in Francia. Aveva polemizzato contro
Jurieu e contro ogni fanatismo religioso-politico di ispira
zione calvinistica ed ugonotta. Aveva persino accettato di
essere accusato di tradimento dai suoi confratelli esiliati
pur di non sconfessare la sua fiducia in uno stato pi mo
derno, quale era quello francese, superiore ai suoi occhi
alle forme cittadine, corporative e repubblicane tradizio
nali. Il suo genio era stato speso nel tentativo di intro
durre alla base stessa della politica e della cultura della
Francia e del continente lidea di tolleranza, volgendo le
spalle ormai ad ogni revival religioso protestante. Posi
zione difficile, che forse non stata ancor sufficientemen
te intesa neppur oggi, pur in mezzo a tanto rinnovato in
teresse per la personalit di Bayle. Troppo si cercato di
1 H E IN E M A N N ,

Jobtt Toland and the age of Enlightenment cit., p. 132.

82

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

strappargli dal cuore il segreto delle sue pi intime con


vinzioni religiose - cosa sempre difficile da fare, e parti
colarmente ardua per un uomo della abilit e lucidit in
sieme dun Bayle. Non si visto forse abbastanza invece
che cosa significassero le idee che egli si faceva di Luigi
XIV, dellInghilterra, di Ginevra, dellOlanda. Appari
rebbe sempre pi chiaro allora come egli fosse convinto
ormai che le guerre della fine del Seicento e del principio
del Settecento non avrebbero riaperto il ciclo dei conflitti
di religione. E la storia dovette dargli ragione: la revoca
delPeditto di Nantes sarebbe rimasta. La monarchia di
Luigi XIV non avrebbe riammesso i fuorusciti. L Olanda
e Ginevra, pur sopravvivendo, non avrebbero pi guidato
un revival religioso e politico. Sarebbe invece bastata la
morte di Luigi XIV perch le idee di tolleranza e dellilluminismo nascente trovassero, proprio in Francia, il loro
centro e focolare \
La partecipazione di Toland e di Shaftesbury a questo
processo, ormai europeo dopo il 17 15 , fondamentale.
Combattevano contro il fanatismo religioso, tanto dei cat
tolici quanto dei montanari delle Cevenne, tanto dei teo
logi papisti quanto di quelli protestanti. Lo facevano con
altrettanto vigore, se non sempre con altrettanta lucidit
di quanto aveva fatto Bayle. L arma dellironia e della
passione politica divenne sempre pi efficace nelle loro
mani. Ma soprattutto essi potevano presentare un model
lo di societ libera e potente insieme, di stato non tiran
nico eppur efficiente. Certo era molto difficile se non im
possibile addirittura, esportare una monarchia equiparata
ad una repubblica, come avrebbe voluto fare Toland. Cer
to Bruto e Guglielmo III, anche sul continente, non avrebbero convissuto per molto tempo insieme. Ma quan
do questo paradosso dei commonwealthmen si venne scio
gliendo, quel che rimase fu una volont di libert che
traeva il suo alimento dalla tradizione repubblicana in
glese, cos come dalla constatata impossibilit, in tutta
Europa, di disfare ormai lopera delle monarchie.
1
Per le indicazioni bibliografiche, si veda Gi u s e p p e r i c u p e r a t i , Studi
recenti su Bayle, in Rivista storica italiana, 1968,11, pp. 365 sgg.

I REPUBBLICANI INGLESI

83

Largo fu linteresse suscitato, un po ovunque, dalle


idee che si erano maturate cos in Gran Bretagna allepo
ca della guerra di successione spagnola. Ed esse penetra
rono soprattutto attraverso il deismo, il panteismo, e ma
gari la frammassoneria. Abbiam visto Toland a contatto
con il principe Eugenio e con il barone Hohendorf. A
questultimo Toland, nel 17 12 , non mandava pi soltanto
le sue ultime trouvailles riguardanti la storia del cristia
nesimo, ma la formula sive liturgia philosophica, una
prima versione cio del suo Pantheisticon1. Attraverso
Vienna il pensiero di Toland ebbe parte di primo piano
nel pensiero di Pietro Giannone, l emigrato dopo il 1723.
Nel Triregno, e poi ancora in carcere a Torino, questi
continu a pensare al Nazarenus e a quel che Toland gli
aveva suggerito su Tito Livio, la storia romana e sui rap
porti tra la politica e la religione2. Attraverso Giannone
e gli altri giurisdizionalisti italiani, cos come per altre vie
indipendenti, il deismo e la cultura anglo-olandese del pri
mo Settecento penetrarono profondamente nellItalia me
ridionale allepoca di Antonio Genovesi, di Raimondo di
Sangro, alla met del secolo. E anche allora il nome di To
land fu tuttaltro che dimenticato3. Per quel che riguarda
la Germania, basta aprire i due grossi repertori di Trinius
e di Urban Gottlob Thorschmid, il Freidenker-Lexikon e
la Engellndische Freydenker Bibliotek per vedere che
cosa abbiano significato i deisti inglesi per la cultura tede
sca, dalle nuove scuole di cultura religiosa di Gottinga al
la diffusione della Pantheisterey, pi meno colorata di
spinozismo, dalla grande influenza di Shaftesbury al suc
cesso della nascente massoneria4. Certo, come in tutta
YAufklrung tedesca, la tentazione morale ed estetica re
se meno attivo in quelle terre lappello alla libert politica
che veniva dallisola britannica. Ma anche questa, in tutti
1 British Museum, Add. Mss. 429.5, f. 19, copia di lettera di Toland a
Hohendorf, del 7 marzo 17 1 1/2, in latino.
2 S e r g io B e r t e l l i , Giantioniaw. Autografi, manoscritti e documenti
della fortuna di Pietro Giannone, Milano-Napoli 1968.
3 v e n t u r i , Settecento riformatore c i t . , pp. .523 s g g .
4 Jo h a n n a n t o n t r i n i u s , Freydenker-Lexicon, Leipzig-Bernburg 17.59
(edizione fotostatica Torino i960, allindice) e u r b a n Go t t l o b t h o r
s c h m i d , Vollstndige Engellndische Freydenker Bibliotbek, Cassel 1766,
vol. I ll, pp. i sgg.

84

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

i suoi contrasti, ancora una storia da scrivere. Evidente


comunque l importanza che i commonwealthmen assun
sero anche nella Germania del primo settecento. Quanto
allOlanda, fra traduzioni, riviste, passaggi e soggiorni di
personaggi che giungevano dallInghilterra dallinterno
del continente, le Province Unite divennero, com noto,
il centro stesso, lemporio per la battaglia a favore della
tolleranza, il luogo da cui si venne diffondendo la nuova
ironia nemica del fanatismo, il centro della cultura filoso
fica scientifica postlockiana e postnewtoniana. In Francia
troppo numerosi sono gli esempi della infiltrazione deistica e libero pensatrice dopo la morte del Re Sole perch si
possa qui farne un quadro generale. Prendiamo un esem
pio solo. Nel 1722 il maresciallo dEstres, grand dEspagne, prsident du conseil de la marine, si dimostrava
particolarmente curioso del Yantheisticon di Toland, e
quando finalmente lebbe tra mano, ringrazi Desmaiseaux, tramite il suo bibliotecario Camusat, dun si beau
prsent, e volle sapere di pi sulla vita e le opere di To
land1. M. le marchal dEstre aime beaucoup connotre les gens de lettres et surtout ceux qui ont pens
aussi singulirement que le diste anglois. Nous souhaitterions avoir un recueil de tous ses ouvrages...2. Ed ag
giungeva qualche tempo dopo: Les ides de M. Toland
sont si extraordinaires que je crois quon ne sauroit ra
masser avec trop de soin tout ce qui est sorti de sa plu
me... \ Si tratta solo dun esempio, pur vivace e curioso,
della forza di penetrazione che le idee inglesi andavano
dimostrando ben oltre la Manica. Gli esempi maggiori
sono ben noti a tutti, da Voltaire a Montesquieu. E forse,
per chiudere questo troppo rapido panorama dellEuropa
che sta entrando nellet dei lumi, mi sar permesso ri
cordare il nobiluomo piemontese Alberto Radicati di Pas
serano, che del deismo inglese assorb gli elementi pi
polemici e violenti, che sogn un mondo senza propriet
e autorit e che, nel medesimo tempo, si mostr entusia
sta del governo misto dellisola britannica, da lui cono
1 British Museum, Add. Mss. 4282, lettera del 17 marzo 1722.
2 Ibid. y lettera del 12 giugno 1722.
3 Ibid., lettera del 21 agosto 1722.

I REPUBBLICANI INGLESI

85

sciuto de visu durante il suo difficile e agitato esilio a Lon


dra. I pili diversi elementi della tradizione dei commonwealthmen ritrovano in lui una curiosa e originale ri
strutturazione, tanto pi interessante da notare in quanto
egli proveniva dal pi assolutistico degli stati italiani, e
da quello che pi strettamente era legato, nella sua politi
ca estera, allInghilterra. N bisogna dimenticare che il fi
glio di Robert Molesworth fu rappresentante britannico
alla corte di Torino, proprio negli anni in cui Radicati si
preparava alla sua ribellione religiosa e politica e al suo
esilio. Esempio dunque particolarmente significativo, in
tutti i suoi aspetti, ideologici e politici, della penetrazione,
al di l della Manica, delle idee che si erano andate for
mando tra Sei e Settecento in Inghilterra \
Ma prima di volgerci del tutto verso il continente, ri
prendendo a seguirvi le fila delle idee repubblicane e set
tecentesche, un ultimo sguardo dobbiamo gettare ancora
sulla scena londinese, proprio al momento decisivo, alla
morte della regina Anna e alPinizio della nuova dinastia.
Ci faremo guidare dalla curiosa prefazione apposta alla
versione francese delle Remarks upon a late discourse
on freethinking del celebre critico, archeologo e storico,
Richard Bentley2. Il traduttore francese, nel 1738, pu
ormai guardare a questi avvenimenti con un certo distac
co, osservando con occhio storico Patto di nascita del li
bero pensiero, la pubblicazione cio del libro di Anthony
Collins nel 17 13 . Le parlement toit assembl. La capi
tale regorgeoit de monde. Les esprits toient dans une
fermentation terrible. Les whigs craignoient tout pour les
liberts et pour la religion du royaume. Les tories ne ngligeoient pas la moindre occasion de mettre le pied sur la
gorge de leurs adversaires... Les Discours sur la libert de
penser venoit de parotre dans cette conjoncture criti
que \ Lo scritto venne attribuito a Toland. Le bruit en
1 v e n t u r i , Saggi sull'Europa illuminista c it .
2 La friponnerie laique des prtendus esprits-forts d'Angleterre, ou
remarques de Phileleutbre de Leipsick [e cio Richard Bentley] sur le
Discours de la libert de penser, traduites de VAnglois sur la septime edi
tion par Mr. N. N. [e cio A. Boisbeleau de la Chapelle], Amsterdam 1738.
3 Ibid., Prefazione, pp. v-vi.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

86

courut fort loin et dura longtemps dans les pays tran


gers, come testimoniato anche dagli Acta eruditorum
di Lipsia *. Anthony Collins venne poi riconosciuto come
il vero autore. Una vera tempesta politica si scaten con
tro di lui, tra la forzata prudenza dei whigs e le intenzioni
provocatorie dei tories. Ne segu tutta unampia polemi
ca, che mise in movimento gli uomini politici cos come i
dotti, gli inglesi come gli olandesi ed i tedeschi. Alla fin
fine Trinius pot contare almeno una sessantina di scritti
diretti contro di lui e intesi a discutere le sue idee \ Col
lins dovette in un primo momento abbandonare lInghil
terra e passare allAia, sempre pi legandosi con gli edito
ri e scrittori l raccolti attorno a Ledere, lerede dellope
ra e delle idee di Pierre Bayle e l collaborando alla tra
duzione francese dellopera sua, Discours sur la libert de
penser. Ce fut principalement par le moyen de cette tra
duction que la connoisance d'un ouvrage si pernicieux s
tendit jusquaux trangers3. Come si vede tutti gli ele
menti del dramma erano ancora presenti allultimo atto:
la stretta connessione fra la lotta politica e la nascita del
libero pensiero, il nuovo legame che si venne stabilendo
tra lInghilterra e il continente in questo passaggio dalla
tradizione repubblicana alla nascita delPilluminismo.
Poi in Inghilterra si apr lepoca della stabilit politi
ca. Tradizionalmente essa porta ancora un nome che rive
la le sue lontane origini. Anche il professor Plumb ha chia
mato lultimo capitolo del suo libro The triumph of the
Venetian oligarchy \ Titolo rivelatore, ma che non pu
non lasciarci dubbiosi. Certo di Venezia si continu a par
lare in Inghilterra anche dopo il 17 14 , soprattutto in oc
casione della legge sulla Camera dei lords del 1 7 1 9 5. Ma
in realt delle antiche repubbliche si discusse sempre
meno, e il mito di Venezia and tramontando col Sette
cento anche in Inghilterra. Che la classe dirigente dellet
1 La friponnerie laque cit., Prefazione, p. v i i .
Freydenker-Lexikon c i t . , p . 4 7 9 s g g .

2 t r in iu s ,

(p p .

120

sgg.

d e lla

r i s t a m p a ) , p . .592 ( p . 1 4 8 d e l l a r i s t a m p a ) e p . 7 7 5 ( p p . 19 6 d e l l a r i s t a m p a ) .

3 La friponnerie laique cit., Prefazione, p. xxix.


4 j . H . p l u m b , The origins of political stability c i t . , p p . 15 8 s g g .
5 Jo h n f . N a y l o r , The British aristocracy and the Peerage Bill of 17 19 ,
Oxford 1968.

I REPUBBLICANI INGLESI

87

di Walpole avesse davvero qualcosa in comune con loli


garchia veneziana non poteva certo crederlo pi nessu
no. Il compromesso inglese era straordinariamente pi aperto e libero, sia dal punto di vista della variet e mobi
lit delle forze sociali che della libert politica. Perch al
lora Venetian oligarchy? Il termine pare cominciasse
ad essere impiegato da Disraeli, non senza un elemento di
rimpianto e magari di snobismo \ Era Harrington diven
tato ormai conservatore. Era unombra del passato che an
cora sallungava sullInghilterra del Settecento, rischian
do tuttavia di oscurarne gli elementi pi vigorosi e nuovi.
Dal punto di vista della tradizione repubblicana, non
verso la fissit oligarchica di Venezia che dobbiamo volge
re lo sguardo, ma verso lacre fermento che i commonwealthmen, i deisti ed i liberi pensatori andavano ormai
diffondendo in Olanda come in Germania, in Francia co
me in Italia. Non lelemento aristocratico, ma quello li
bertario, lo si sarebbe visto ben presto, erano il seme pi
vivo delleredit repubblicana.
1 f i n k , The classical republicans cit., p. 183: Disraeli, he who saw
the Whigs as having created in the eighteenth century a Venetian oligar
chy, was himself strangely attracted by Venice. He liked to cherish the
idea that he was descendend from Venetian ancestors, he wrote a novel,
Contarmi Fleming, with a hero supposed to be descended from one of the
first Venetian houses, and it was in Venice, as one of his biographers has
said, that he received the vision of a maritim and trading empire bathed
in romantic splendour. It seems likely also that his ideas on the position
of the queen were not uninfluenced by the example of the Venetian doge.

Capitolo terzo
Da Montesquieu alla Rivoluzione

A met del Settecento le antiche repubbliche erano or


mai non soltanto messe definitivamente al margine degli
stati assolutistici, ma della storia stessa. Contavano sem
pre meno politicamente e, anche sul piano economico,
quelli che erano stati i centri duna vita fiorente di com
merci e di manifatture erano entrati in una fase di irrime
diabile decadenza, pur diversa di ritmo e di gravit a se
conda che si trattasse delTOlanda, di Genova, di Vene
zia, di Lucca. Sopravvivevano le arcaiche repubbliche, ma
ritraendosi sempre pi dai gangli vitali dellorganismo eu
ropeo, lontane dai punti dincontro e di scontro delle for
ze militari e produttive. Vivevano talvolta, come Vene
zia, in un limbo di ricordi e di tradizioni, persuase della
propria continuit e perpetuit, agendo sempre meno e
sempre pi abbandonandosi al senso della propria esisten
za, al di fuori e al di l delle dure contingenze che porta
vano gli altri stati europei alla lotta e alle trasformazioni
interne.
Anche sul piano ideologico le idee repubblicane non
sembravano pi avere mordente politico, non costituendo
pi una alternativa alle idee e alla prassi dun assolutismo
che stava allora cominciando a prendere i colori del na
scente dispotismo illuminato \ Eppure anche le idee re
pubblicane sopravvivevano. Anche quando sembrarono
1 La rpublique dAngleterre se cache derrire le trne, la Hollande
a besoin dun statouder. Quoique le doge a Venise ne gouverne pas ltat
on lui a donn le nom de prince, diceva Auge Goudar nel suo opuscolo
Naples, ce qu'il faut faire pour rendre ce royaume florissant, Amsterdam
17713 P. 11.

90

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

inerti sul piano politico, tali non erano su quello del co


stume e della morale. Fuori della storia attiva ed imme
diata, fuori dei conflitti e delle battaglie, le idee repubbli
cane erano pur capaci ancora di suscitare una volont di
indipendenza e di virt che gli stati monarchici, come au
torevolmente spiegava Montesquieu nel 1748, non erano
in grado di soddisfare. A met del secolo la parola repub
blica aveva ancora uneco profonda nellanimo di molti,
come forma di vita, anche se non come forza politica. Ci
sarebbe tutta una inchiesta da fare sul significato della pa
rola repubblica, attorno al 1750, tra libri e giornali, tra
rievocazioni del passato e germi di rinascenti utopie. Am
mirazione e caricatura si alternano nelle immagini del repubblicano solerte e fiero, solenne e libero. Certo la mo
rale repubblicana esisteva quando le forme statali che la
vevano accompagnata sembravano ormai antiche e caden
ti rovine. Sussiste unamicizia repubblicana, un senso repubblicano del dovere, una fierezza repubblicana anche in
un mondo ormai mutato, magari al cuore stesso duno sta
to monarchico, a corte, nel pi profondo dellanimo di
uomini che potevano sembrare completamente integrati
nel mondo dellassolutismo. Ed proprio sotto laspetto
etico che questa tradizione repubblicana fa appello agli
scrittori dellilluminismo, a Voltaire, a Diderot, a dAlem
bert e, naturalmente, a Rousseau. Sul piano morale, non
su quello politico, avviene la sua confluenza con la nuova
visione della vita che stava formandosi a Parigi, a met
del Settecento, tra gli uomini che andavan creando YEnci
clopedia.
La linfa proviene dalla Gran Bretagna. Lo scrittore che
contribu pi dogni altro a trasmettere letica dei commonwealthmen probabilmente Shaftesbury. Era stato
uno dei primi a ritrarsi dalla lotta politica, a mettersi da
parte e a trasporre insieme sul piano filosofico quegli idea
li che facevano muovere i suoi amici Toland, Trenchard,
Molesworth, ecc. Le sue Characteristicks avevano proprio
questo valore. La sua polemica deistica contro ogni forma
di religione rivelata, polemica meno acre certo, ma non
meno energica di quella dei suoi amici, laveva portato ad
osservare con curiosit, mista a disgusto, le forme tradi

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

91

zionali delPentusiasmo religioso, del fanatismo. A questo


egli and contrapponendo un entusiasmo nuovo e diver
so, che chiam sociale e che costituiva la spinta etica du
na societ tutta mondana, tutta indirizzata a realizzare tra
gli uomini la felicit. La sua amicizia ben diversa da
quella tradizionale, e vuol inserire nel contesto della so
ciet un rapporto naturale. N la forma classica*- in que
sto caso come in molti altri - n il ricordo di Cassio e di
Bruto, di Epaminonda e di Pelopida, pu nasconderci il
contenuto diverso e nuovo di questa amicizia che sta al
di l delle leggi e della religione, che affonda le sue radici
in una realt che gli stati, le ricchezze, le cerimonie non
giungono a toccare. Altrettanto caratteristico il patriot
tismo di Shaftesbury, anchesso del tutto facoltativo e in
qualche modo estraneo al cristiano, esplicitamente diver
so dalla carit e che si contrappone pure al senso istintivo
damore e di attaccamento per la propria terra, passione
questa delle narrow minds , that of a mere fungus
or common excrescence to its parent-mould, or nursing
dunghill!. Cosmopolita, il nuovo patriottismo inscin
dibilmente legato alla libert, inconcepibile assurdo
fuori di essa, e non pu essere provato se non da coloro
who have really a country and are of the number of
those who may be calld a people, as enjoying the happi
ness of a real constitution and polity, by which they are
free and independent. Ogni potere assoluto distruggeva
e negava la base stessa del vero amore per la patria. Ab
solute power annuls the publick, and where there is no
publick, or constitution, there is in reality no mother
country or nation... A multitude held together by force,
tho under one and the same head, is not properly united,
nor does such a body make a people. Tis the social ligue,
confederacy and mutual consent, founded in some com
mon good or interest, which joins the members of a com
munity and makes a people one \ Come si vede, la pa
rola stessa di patriottismo traduce in termine di passione,
1 Miscellaneous reflections, Miscellany I I I , cap. I, 13. Ci siam ser
viti delledizione delle Cbaracteristicks, s. 1. 1745, vol. I ll, p. 131. Poco
dopo, 20, p. 135, polemizza contro i patriots of the soil.
2 Ibid. y 12, p. 129.

92

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

di entusiasmo, di etica esattamente il senso di eguaglianza


e di libert di coloro che si consideravano il popolo, la
nazione nelle antiche repubbliche. Non si tratta pi qui di
discutere in termini politici e costituzionali dove esatta
mente stava e fin dove si estendeva la sovranit, e neppu
re come essa doveva essere costituita, ma di sentire e di
rivivere quel senso di indipendenza, di libert e di egua
glianza che le repubbliche avevano creato. Il nuovo pa
triottismo carico duna secolare tradizione, ma si tradu
ce ormai in termini che tutti gli uomini possono e debbo
no capire ed intendere, universalmente umano, cosmo
polita.
A conclusioni simili ci porterebbe lesame dellidea che
Shaftesbury si fa delleroismo, dellidentificazione com
pleta ed immediata cio delPindividuo con la comunit.
Sempre pi eroismo e filantropia tendono a coincidere.
Nel pericolo, nella guerra, lamicizia diventa sacrificio.
Eppure basta poco, subito Shaftesbury soggiunge, per tra
sformare questo amico dellumanit in un bigotto. Il li
beratore pu diventare di colpo loppressore e il distrut
tore. Il nuovo entusiasmo riconvertirsi nellantico. Anche
questo aveva insegnato la rivoluzione puritana agli uomi
ni che saffacciavano ormai al nuovo secolo \ Shaftesbury
diffondeva perci le sue idee sul patriottismo, sullami
cizia, sulleroismo accompagnandole con un elemento di
ironia, di critica, di ragione. Sono altrettanti aspetti du
na visione che tende verso lilluminismo nascente. Lo
scrittore inglese stesso finisce col riassumere queste di
verse forme in un unico entusiasmo per la virt, le cui for
me classiche e platoniche, anche in questo caso, non deb
bono nasconderci il moderno contenuto morale e politico.
Quando, nel 1745, Diderot pubblic i suoi Principes de
la philosophie morale ou Essai de M. S .xxx [,Shaftesbury]
sur le mrite et la vertu egli riscopri cos il deista inglese
semidimenticato sul continente, dopo la sua rapida fama
allinizio del secolo, e stabil uno dei ponti pi solidi e
duraturi tra il libero pensiero britannico e lenciclopedi
1 Si veda soprattutto An essay on the freedom of wit and humour, in
Characteristicks cit., vol. I, pp. 101 sgg.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

93

smo francese. Lo si vide gi Tanno dopo, nel 1746, quan


do apparvero le sue Penses philosophiques, per cosi dire
scritte in margine alle pagine dellautore britannico, vigo
roso appello alle passioni per liberare luomo da tutto ci
che lopprime. Aveva cos inizio quelleruzione di scritti
suoi e dei suoi amici che doveva trovare, neppure un de
cennio pi tardi, la sua conclusione nel Discours sur Vin
galit di Jean-Jacques Rousseau.
Che un fermento repubblicano percorresse la Francia
in quegli anni, fra il 1745 e il 1754, ce lo ha lasciato scrit
to nei suoi diari uno dei testimoni pi lucidi e indipen
denti di quella et, il marchese dArgenson. Quellinquietudine che serpeggi ovunque nellEuropa alla fine della
guerra di successione austriaca, e di cui gi abbiamo par
lato a proposito dellinsurrezione di Genova, non rispar
mi davvero la Francia. N produsse soltanto un riaprirsi
e riacutizzarsi dei conflitti tra la monarchia e i corpi co
stituiti, in occasione, come ben noto, dei tentativi di ri
forma fiscale di Machault dArnouville, ma prese pure la
forma pi vaga e penetrante insieme duna rivolta, duna
ribellione che il marchese dArgenson, quando tent di
descriverla e definirla, non pot far altro che chiamare
repubblicana. Gi nel dicembre del 1747 egli si chiedeva
que deviendra... la France pauvre et dserte?... Consid
rons que nos peuples sont aujourdhui peu attachs leurs
princes... Cosi una possibilit, una virtualit nuova sem
brava schiudersi di fronte agli sguardi attoniti di chi os
servava da vicino la societ francese. Quelquun osera-til proposer davancer quelques pas vers le gouvernement
rpublicain? Rispondeva tuttavia ancora di no. Je ny
vois aucune attitude dans les peuples: la noblesse, les sei
gneurs, les tribunaux accoutums la servitude ny ont
jamais tourn leurs penses, et leur esprit en est fort loi
gn; cependant ces ides viennent, et lhabitude chemine
promptement chez les Franais \ Cinque anni pi tardi,
nel giugno 1752, notava gi quanto simili opinioni stes
sero evolvendo, par le voisinage de lAngleterre. Le
1
Journal et mmoires du marquis dArgensont Paris 1868, vol. V,
p. 142.

94

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

despotisme augmentera-t-il en France? Rispondeva di


no e si diceva ormai convinto che si stava andando verso
la libert, et mme le rpublicanisme. J ai vu de mes
jours diminuer le respect et lamour du peuple pour la
royaut. Luigi XV non aveva saputo essere n tiranno,
n bon chef de rpublique. Quant on ne prend ni l un
ni lautre rle, malheur lautorit royale!\ E nel set
tembre di quello stesso anno si diceva ormai persuaso,
dopo il fallimento del tentativo riformatore di quel pe
riodo, che la mauvaise issue de notre gouvernement mo
narchique absolu achve de persuader en France, et par
toute lEurope, que cest la plus mauvaise de toutes les
espces de gouvernement. Je nentendes que philosophes
dire, comme persuads, que lanarchie mme lui est pr
frable...2.
D Argenson conosceva bene il suo paese e lEuropa.
Aveva tra laltro tracciato un largo quadro dei diversi go
verni dellintero continente nelle Considrations sur le
gouvernement ancien et prsent de la Trance, rimaste anchesse, come i suoi diari, manoscritte, documento segre
to dun ripensamento che stava sempre pi approfonden
dosi nella classe dirigente3. D Argenson nutriva una gran
de ammirazione per lo spirito pubblico che le repubbli
che avevano saputo creare e mantenere, aveva constata
to la loro superiorit nelliniziativa economica, tanto dei
privati che dello stato, stimava che le situazioni di auto
governo che facevano la loro fortuna avrebbero potuto e
dovuto essere trapiantate anche sul suolo c(egli stati asso
lutisti, fino a creare in Francia una forma di democra
zia monarchica. Il re avrebbe dovuto assumere il titolo
che Cromwell aveva usurpato, quello di protettore del
paese, trasformando lo stato in una sorta di repubblica
protetta dal re. Come dArgenson dir nel discorso che in
vi allAccademia di Digione per concorrere a quel mede
simo premio che Rousseau vinse col suo famoso discorso
sulleguaglianza, les pays dtat et les corps municipaux
sont dans la monarchie des espces de rpubliques prot1 Journal et mmoires du marquis dArgenson cit., vol. V II, p. 118.
2 Ibid., vol. V II, p. 294.
3 Ci siamo serviti delledizione di Yverdon, 1764.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

95

ges... I loro rapporti con il monarca avrebbero dovuto


essere quelli sui quali si fondava ogni societ ben costi
tuita e cio la libert et lgalit. La libert intellet
tuale era indispensabile ed anche pi importante politicamente era leguaglianza. Que les lgislateurs adoptent
donc le principe de lgalit et la terre changera de face!.
Anche nel seno della monarchia francese sandava cos
aprendo la discussione sulla necessaria trasformazione dei
corpi intermedi in modo da renderli adatti ai nuovi com
piti e a farli sempre pi organicamente connessi con le
strutture dun grande stato. Ai progetti di dArgenson fa
cevano eco allora quelli di Victor Riqueti de Mirabeau e
di parecchi altri. Il lontano ma seducente modello repub
blicano cominciava ad orientare e modificare queste esi
genze e idee.
Ma quali erano le forze, a met del secolo, che avreb
bero potuto guidare il paese su una simile strada? Chi
avrebbe capeggiato l opinione pubblica che stava risve
gliandosi? Se lo chiedeva anche dArgenson. E due egli ne
indicava: i Parlamenti e i filosofi. Gli uni e gli altri sa
ranno infatti alla testa di tutti i movimenti nei prossimi
decenni. I corpi costituiti e le nuove forze dellintelligencija si disputeranno la guida dellopposizione, dallinterno
stesso della struttura monarchica i primi, opponendosi gli
altri sempre pi apertamente dal di fuori. Ancora una vol
ta, i primi faranno appello allantica costituzione del re
gno, ad una pi meno mitica costituzione legale, men
tre gli altri cercheranno sempre pi intensamente le loro
giustificazioni nelle idee che lilluminismo andr contrap
ponendo al passato. Nel 1 7 51 il primo volume dH'Enctclopedia conteneva gi il manifesto di queste nuove idee
politiche. L articolo di Diderot: Autorit politique, non
certo a caso, venne letto e sfruttato tanto dallopposizio
ne dei Parlamenti quanto dalla nuova opinione pubblica
illuminata, che cominciava allora ad affacciarsi ed affer
marsi. Diderot vi faceva grandi concessioni alle formule
della monarchia, ma finiva collaffermare, seguendo evi
1 ROGER t i s s e r a n d , Les concurrents de
Rousseau VAcadmie de
Dijon pour le prix de 1754, Paris 1936, p. 133.

96

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

dentemente i modelli doltremanica, che la couronne, le


gouvernement, lautorit publique sont des biens dont le
corps de la nation est propritaire, et dont les princes
sont les usufruitiers, les ministres et les dpositaires...
Partout la nation est en droit de maintenir, envers et
contre tous le contrat quelle a fait; aucune puissance ne
peut le changer et, quand il na plus lieu, elle rentre dans
le droit et dans la pleine libert den passer un nouveau
avec qui et comme il lui plat \
Pochi anni dopo, nel 1754, pubblicando il suo Discours
sur Vorigine et les fondemens de Vingalit parmi les
hommes, Jean-Jacques Rousseau poneva un nuovo rap
porto tra le nuove idee e la tradizione repubblicana. Sem
brava aver ritrovato la patria perduta. Si volgeva verso
quella Ginevra di cui era il figliol prodigo, riallacciandosi
pubblicamente, ostentatamente alla sua lontana perfezio
ne, subito prima di esporre le radicali conclusioni alle
quali era giunto ormai il suo pensiero politico. Il suo
enthousiasme rpublicain lo portava ad accettare non
questo quellaspetto del passato della sua citt ma tut
ta intera leredit, compresa quella aristocrazia patrizia,
quei magnifiques, trs honors et souverains seigneurs
che la governavano. Jean-Jacques si vuole citoyen de Ge
nve, ed anzi, aggiunge subito, citoyen vertueux. Si di
chiarava cos della classe che non ha poteri politici, ma che
non per questo meno attaccata alla patria. Questa Gine
vra non il luogo in cui egli nato, una patria delezio
ne, quasi fosse da lui prescelta: Si javois eu choisir le
lieu de ma naissance... Ci che lo muove non lamore
per la sua terra, ma lentusiasmo per un tat o tous les
particuliers se connoisent entre eux. Cette douce habi
tude de se voir et de se connotre fait de lamour de la pa
trie lamour des citoyen plutt que celui de la terre. Quel
che egli cercava era un paese in cui societ civile e gover
no si confondono e in cui governanti e governati facciano
tuttuno, in cui le peuple et le souverain ne soient quune
mme personne. Un gouvernement dmocratique, sa1
Encyclopdie, vol. I, 1751, p. 899. Cfr.
dellEnciclopedia, Torino 1963, pp. 136 sgg.

franco

v e n t u r i,

Le origini

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

97

gement tempere dunque, in cui domina la legge e non


la volont politica dei singoli governanti, in cui la tradi
zione tutto e nulla Parbitrio. In realt repubblicani si
nasceva, si era, non si diventava. J aurois donc cherch
pour ma patrie une heureuse et tranquille rpublique
dont lanciennet se perdt en quelque sorte dans la nuit
des temps. Soltanto cosi una repubblica avrebbe potuto
allontanare da s ogni tentazione di espansione, di con
quista, di modificazione allesterno e di squilibrio allin
terno fra il popolo e i magistrati, ogni contrasto tra la
vertu des magistrats e la sagesse du peuple \
Cos, per pagine e pagine, continua quella che un con
temporaneo ginevrino chiam linestimable ptre di
Rousseau, e che era in realt uno dei pi curiosi e para
dossali documenti della volont dinserire la tradizione
repubblicana al cuore stesso del pensiero politico illumi
nista. Certo, era un incontro difficile. L ancien prmier
syndic Jean Du Pan gli fece subito, ufficialmente, nota
re: Je crains que lon ne trouve que vous nous flattez
trop; vous nous reprsentez tels que nous devrions tre et
non pas tels que nous sommes \ Jean-Jacques finir per
considerare che cortese ma fredda era stata laccoglienza
a Ginevra di questo suo elogio, n mai pi egli rivedr
una patria che aveva cos voluto riscoprire allapice del
suo entusiasmo repubblicano. Come dir un altro contem
poraneo, J.-L.-S. Formey, Jean-Jacques aveva rivolto lo
sguardo a Ginevra guardando in realt allutopia3.
Eppure, proprio in questo contrasto, in questa parados
sale volont di vedere la repubblica ideale dove stava in
realt la sopravvivenza, la permanenza, quasi fuori del
tempo, dallarcaica costituzione ginevrina, si trovava una
delle sorgenti pi vive del pensiero politico di Rousseau,
come poi si vide nel Contrat social cos come nelle Consi1 Discours sur Vorigine et les fondamens de l'ingalit parmi les hom
mes, in uvres compltes publies par Bernard Gagnebin et Marcel Ray
mond, III, Du contrat social. Ecrits politiques, Paris 1964, pp. 1 1 1 sgg.
2 La definizione, di Jacques-Franois De Luc, del 20 gennaio 1733,
citata nel commento di Jean Starobinski, Discours sur lorigine et les fon
damens de lingalit parmi les hommes cit., p. 1286. La frase di Du Pan
ricordata a p. 1287.
3 Ibid., p. 1288.

98

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

drations sur le gouvernement de Pologne. Come egli aveva detto, era tuttaltro che facile, forse addirittura
impossibile, far ritorno a forme e sentimenti repubblica
ni in un paese che fosse stato piegato dalPassolutismo. In
Francia ogni tentativo in questo senso non poteva che ap
parirgli disperato, anche se era proprio quello che stava
no tentando di fare uomini come Diderot, alla met del
secolo. Era cio possibile ad un popolo corrotto tornare
alla virt? Jean-Jacques rispondeva di no, e intanto pre
sentava un modello e un ideale che faceva sperare di si,
mostrando un fossile ritrovat sotto lo strato degli asso
lutismi e che sembrava conservare ancora le impronte du
na societ pi giusta e pi libera. Teoricamente, riacqui
stare la virt era altrettanto impossibile quanto tornare
allo stato di natura. In realt, un esempio vicino, familia
re, proprio ai margini della Francia, poteva convincere
che lideale repubblicano non era scomparso, che la vo
lont politica dei monarchi e dei conquistatori non domi
nava sola la scena, che esisteva pur sempre unalternativa,
una diversa possibilit. Puisse durer toujours, pour le
bonheur de ses citoyens et lexemple des peuples, une r
publique si sagement et si heureusement constitue!...
Que lquit, la modration, la plus respectueuse fermet
continuent de rgler toutes vos dmarches et de montrer
en vous tout lunivers lexemple dun peuple fier et mo
deste, aussi jaloux de sa gloire que de sa libert \
Se vogliamo intendere il significato di questo appello e
augurio di Jean-Jacques dobbiamo di nuovo rivolgere lo
sguardo allinterno del gruppo dei philosophes, di quel
manipolo di uomini liberi e uguali che dAlembert andava
con tanta meticolosit difendendo dalle minacce esterne
dei grandi, dei mecenati, dei poteri sociali e politici, che
Diderot andava animando dallinterno e che stava viven
do, attraverso la crisi del 1752 e la ripresa del gran dizio
nario, i giorni della sua pi turbinosa e feconda primave
ra. Per penetrare in questo mondo seguiremo le tracce
dun giovane provinciale che giungeva a Parigi dalla na
1
Discours sur lorigine et les fondamens de lingalit parmi les hom
mes cit., pp. 116-17.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

99

tia Garonna con una raccomandazione del suo grande con


terraneo Montesquieu, lasciandosi alle spalle una crisi re
ligiosa che laveva portato dalla pi intensa devozione ad
una altrettanto appassionata volont di aprirsi al pensie
ro dei lumi \ Alexandre Deleyre arrivava cosi, ventiduen
ne, dans cette ville compose la fois de la lie et de l
lite de toutes les autres... o la foule mme repousse lin
connu dans une effrayante solitude... Le dgot, lennui,
la mlancolie attendent Paris le provincial sans for
tune \ La ripugnanza della metropoli, il timore e lo sde
gno di fronte alla corruzione che lo circondava, gli fecero
guardare al gruppo dei philosophes come alla citt ideale,
come allunico mondo in cui era possibile vivere e respi
rare. L egli incontr Rousseau, lorsquil travaillait
son discours sur lorigine de lingalit parmi les hom
mes, l egli lo vide, plong dans la plus profonde tris
tesse, se dtourner un moment vers son pinette, y pr
luder ou ttonner quelques airs pathtiques, couvrir son
instrument de larmes et le quitter, soulag de labatte
ment de son me \ Fu Rousseau a fargli conoscere Dide
rot, e questi gli pubblic sull E nciclopedia due articoli che
pi caratteristici non potrebbero essere: Epingle, che for
ni probabilmente a Adam Smith lesempio pi famoso
della sua descrizione della divisione del lavoro, e Fana
tisme, appassionato appello ai sentimenti contro la reli
gione, ripresa dellentusiasmo di Shaftesbury e Diderot
contro ogni istituzionalizzazione della morale. Toi qui
veux le bien de tous les hommes... rpands lesprit de lhu
manit sur la terre... Al fanatismo religioso Deleyre con
trapponeva le fanatisme du patriote, alla virt chiesa
stica quella civica. On ne peut rien produire de grand
sans ce zle outr qui grossissant les objects, enfle aussi
les esprances et met au jour des prodiges incroyables de
valeur et de constance4. Nel 1755 usciva la sua interpre1 f r a n c o v e n t u r i , Un enciclopedista: Alexandre Deleyre, in Rivista
storica italiana, 1965, iv, pp. 791 sgg.
2 A l e x a n d r e d e l e y r e , Eloge de M. Roux, docteur-rgent et professeur
de chymie la Facult de Paris, Amsterdam 1777, PP- 12 sgg.
3 c o n v e n t i o n n a t i o n a l e , Ides sur Vducation nationale, par Alexan
dre Deleyre, dput du dpartement de la Gironde, p. 9.
4 Encyclopdie y vol. VI, p. 401.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

IOO

tazione illuministica di Bacone, Analyse de la philoso


phie du chancelier Bacon. L anno dopo, in un libro pole
mico, la Revue des feuilles de M. Frron, difendeva in
telligentemente le idee di Diderot e di Rousseau e prose
guiva il loro dialogo sulla virt e la societ. Deleyre era
cos diventato rapidamente un elemento attivo e convinto
del gruppo enciclopedista.
Che cosa significasse questo per lui lo si vide quando il
dialogo tra Diderot e Rousseau si tramut in lotta e fini
in una rottura. Come vivere ancora quando tutto sembra
va crollare intorno a lui? Veniva a cadere quel punto di
contatto tra rivolta e progresso, tra violenza e persuasio
ne che lEnciclopedia gli aveva fornito. Le sublime de
amiti si trasformava sotto i suoi occhi nellaspra vio
lenza delle accuse reciproche. Deleyre era cosi costretto a
vivere unaltra crisi religiosa, dopo quella della sua gio
vent. Il 28 ottobre 1758 spiegava a Jean-Jacques come
la loro comune rivolta contro il mondo che li circondava
trovasse ormai alimento soprattutto nella delusione che
ambedue avevano provato di fronte al gruppo dei philo
sophes, incapace ai loro occhi di impersonare lideale du
na societ di liberi e di uguali. Pourquoi dclamer encore
contre les philosophes? Par la raison que jai dclam
quelques fois contre les dvots et les thologiens, nestce-pas? C est que vous avez t tromp comme moi. Voil
ce qui me tue, cher citoyen. Si vous ne trouvez pas des
mes droites et justes, qui peut se flatter den rencon
trer?1.
Non gli restava che lesilio. Il suo pessimismo divenne
sempre pi profondo. Girovag per lEuropa cercando,
per una decina danni, una nuova strada. Riusc ad espri
mere questa sua ricerca non soltanto criticando il mondo
con cui entr in contatto, fosse esso lAustria lItalia,
non soltanto ammirando i modelli di rivolta che appariva
no allorizzonte, come quel Pasquale Paoli di cui parl a
Parma con Boswell, partecipando anchegli dellango
sciosa crisi che afferr tutti gli intellettuali francesi negli
1

Je a n -J a c q u e s

r o usseau

four, Paris 192.5, vol. III, p. 294.

Correspondance gnrale, a cura di T. Du-

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

IOI

ultimi anni del regno di Luigi XV, ma riuscendo ad espri


mere questi suoi sentimenti e pensieri in una forma pi
efficacemente politica di molti suoi contemporanei1. Gi
nel 1756 gli era parso che Diderot aveva fatto troppe con
cessioni nel suo articolo sulPAutorit politique. La fin
de cet article - diceva - ne rpond pas au commence
ment: il ne faut pas toucher ce quon ne peut pas ma
nier son gr. Non poteva perdonare pi a Diderot da
ver scritto quon na, contre les rois ambitieux, injustes
et violens que le parti de la soumission et de la prire.
Pour peu quune me forte montre de faiblesse - conclu
deva - elle dtruit son propre ouvrage2. Il che ci per
mette di misurare il rapido processo di radicalizzazione
politica che stava producendosi tra alcuni almeno degli en
ciclopedisti. L omaggio alla tradizione assolutistica che
sembrava normale nel 17 5 1 suscitava gi scandalo nel
1756. Due anni dopo, nellottobre del 1758, Deleyre, or
mai in esilio volontario, pubblicava nel Journal encyclo
pdique delle Penses dun rpublicain sur les murs de
ce sicle, un vero manifesto in cui si riflettevano le con
clusioni alle quali egli era ormai giunto3. La sua protesta
sociale era strettamente legata a quella morale. Vous
me montrez des palais, des statues, des arts analyss,
des sciences perfectionnes, mais jentends pousser des
soupirs. Cent mille infortuns rejettent leur infortune sur
cette vaine apparence de flicit: quest-ce donc que no
tre philosophie? Aveva visto ormai il rovescio della me
daglia. Sempre pi il lusso gli ripugnava, non soltanto co
me uningiustizia, ma come una sempre pi grave minac
cia alla libert. I ricchi avrebbero finito con lo schiacciare
i poveri. L esclavage civil mne bientt au politique.
La rivolta contro i tiranni antichi e nuovi era pi che le
gittima. I ricordi classici si affollavano alla sua memoria,
da Por senna a Bruto. Erano i re a portare i popoli alle
guerre e ai disastri. Perch non avrebbero dovuto rispon1 Per Pasquale Paoli, si veda Boswell on the Grand Tour: Italy, Corsi
ca and France. 1763-1766, a cura di F. Brady e F. A. Pottle, London 1955,
p. 48.
2 r o u s s e a u , Correspondance gnrale cit., vol. , 1924, p. 287, lette
ra del 3 luglio 1756.
3 Ibid., pp. 86 sgg.

102

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

dere personalmente delle conseguenze? Si jamais ma pa


trie toit afflige, je ne dis point que j eusse absolument
le courage dimiter le brave Mucius. Mais je trouverois
bien grand qui loseroit faire.
Sar destino di Deleyre di colpire egli stesso, con le
proprie mani, il monarca francese, n egli ebbe allora esi
tazione di sorta. Tra i voti della Convenzione che condan
narono a morte Luigi XVI cera anche il suo \ Les rois
sont des tre insociables et hors de la nature... Ecoutezles eux mmes, il tiennent leur autorit de Dieu... Puis
que les rois se croient dune autre espce, ne le regardez
pas comme de la vtre, dir quel giorno. La lotta tra i
re e i popoli non aveva nulla di giuridico n di formale.
Essa restava per lui, come Diderot e Rousseau gli aveva
no insegnato, lurto della natura onnipotente contro i me
schini artifici degli uomini. Quoi? Celui qui msure les
mondes et pse les astres, qui dompte les vents et fran
chit les mers, qui rgne en quelque sorte sur tous les l
ments sabaisse jusqu ramper aux pieds dun tre sou
vent le plus vil de son espce! Tutta la sua vita riaffio
rava in questo discorso e in questa condanna. Persino le
sue esperienze di giovane provinciale riapparivano: Pa
ris, ville dor et de sang, quand seras-tu de briques?
Tra il 1758 e il 1793, tra le Penses rpublicaines e la
ghigliottina erano passati trentacinque anni. Varrebbe la
pena di seguire passo passo Deleyre lungo la sua strada
solitaria. Sarebbe vedere come andassero accumulandosi
i pensieri che trasformarono un philosophe in un giaco
bino. Ogni sua ritrosia e ribellione, ogni sua melanconia
rinunzia ci condurrebbe in un angolo riposto del mondo
degli enciclopedisti e ci metterebbe a contatto con quei
contrasti e quelle contraddizioni che ribollivano tra Dide
rot e Rousseau, tra la Francia del Contrat social e lItalia
di Beccaria, e che finirono con lo sboccare nella rivoluzio
ne. Deleyre, con la sua esasperata sensibilit e la sua cul
tura cosmopolita, uno dei migliori testimoni di una tra
sformazione che pochi altri vissero altrettanto intensa
1
c o n v e n t i o n n a t i o n a l e , Opinion d'Alexandre Deleyre, dput du d
partement de la Gironde, sur la question du jugement de Louis X V I.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

103

mente. Rest sempre profondamente convinto - e lo scris


se nel 1774 - che la libert natra du sein de loppres
sion \ La tirannia avrebbe finito col colpire e ferire non
le idee soltanto degli intellettuali, ma qualcosa di pi pro
fondo e diffuso, i sentimenti cio pi elementari della
gente. Quel giorno avrebbe segnato la sua condanna.
Quando la virt fosse stata toccata, quando lassolutismo
si fosse trovato di fronte ai risentimenti di coloro che si
consideravano offesi, quando fosse nata la rivolta dei cuo
ri, allora nulla avrebbe potuto salvare il despotismo, car
la vertu saigrit et sindigne jusqu latrocit. Caton et
Brutus toient vertueux, ils neurent qu choisir quen
tre deux grand attentats, le suicide ou la mort de Csar2.
Come si vede, Deleyre descriveva ottimamente il mecca
nismo psicologico che port da Rousseau ai sanculotti3.
Tanto pi che egli si rese perfettamente conto che lidea
stessa di virt stava allora cambiando, sotto la spinta del
la vita economica. Non era pi tempo dellantica modera
zione repubblicana, ma duna nuova morale, nata dalla
spro desiderio di nuovi guadagni. La frugalit que les
rpublicains observent par vertu, les manufacturies doi
vent la garder par avarice4. Proprio questa mescolanza
di antica e di nuova morale, di costumi tradizionali e mo
derni andava producendo reazioni sempre pi profonde e
violente nellanimo di un numero sempre maggiore di per
sone. Quando la rivoluzione giunse, egli fu uno di coloro
che con maggior pathos sent quel che cera di comune fra
le idee dei filosofi e ci che stava accadendo ormai attorno
a lui. La libert vient de frapper aus portes des tom
beaux... Montesquieu, Voltaire, Rousseau, Diderot parossent... Les voil ces jours de la rgnration que vous
aviez prdite et prpare, lumires de la France et du
monde... Voyez ces milliers dhommes, arms tous la
1 Tableau de l'Europe pour servir de supplment VHistoire philoso
phique et politique des tablissements et du commerce des europens dans
les deux Indes, Maestricht 1774, p. 55.
2 Ibid.y p. 40.
3 Cfr. l opera fondamentale di a l b e r t s o b o u l , Les sans-culottes pari
siens en Van II. Mouvement populaire et gouvernement rvolutionnaire.
2 juin 1793-9 thrmidor an II, Paris 1958.
4 Tableau de lEurope cit., p. 103.

io 4

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

fois, comme dans un seul jour, pour dfendre cette liber


t quils ont conquise pour vous, sans mme vous connotre... Soyez bnis de ce miracle unique dans lhistoire du
monde... \ L innesto della virt repubblicana nella Fran
cia assolutista era riuscito. Malgrado i dubbi iniziali, mal
grado le negazioni di Rousseau. Come diceva la Dcade
philosophique, quandegli mori, nel 1797, Deleyre era
stato effettivamente rpublicain par sentiment et par
principes, svolgendo e dando poco a poco una forma
sempre pi appassionata e politica a quelle idee che ave
va sentito sulle labbra dei suoi maestri enciclopedisti \
L esempio di Deleyre ci ha portato lontano, fino allo
sbocco rivoluzionario di quei sentimenti, di quegli atteg
giamenti che fermentavano a Parigi alla met del secolo.
Ma i rapporti tra i lumi e la tradizione repubblicana pos
sono beninteso e debbono anzi esser considerati su un
piano diverso, che non quello della virt perduta, offe
sa e riconquistata, ma quello delle forme costituzionali,
del contatto e contrasto tra le idee politiche dellillumini
smo e le istituzioni repubblicane esistenti ancora nel se
condo Settecento. Dobbiamo cio tornare a Jean-Jacques
Rousseau e al suo riavvicinamento delleguaglianza e del
la patrizia repubblica ginevrina, al suo intervento nelle
lotte politiche tra i ngatifs e i reprsentants, allinizio
degli anni 60. una storia ben nota, ed stata recente
mente riesaminata con grande competenza da Jean-Daniel
Candaux, nella sua presentazione delle Lettres crites de
la montagne3. Sul piano ideologico, il paradosso rousseauiano cominci allora a portare i suoi frutti. Le idee di
contratto, di eguaglianza, di democrazia trovarono nella
tradizione repubblicana, nella realt ginevrina, messe in
movimento dai contrasti fra i patrizi e la borghesia, un
primo elemento concreto, una prima sostanza politica.
utile leggere il Contrat social in chiave ginevrina, non,
evidentemente, per identificare la visione politica di Rous
1 A le x a n d r e DELEYRE,

Essai sur la vie de M. Thomas, Paris

1791, p p .

2 8 9 -9 0 .
2 D e c a d e p h i l o s o p h i q u e , 10 g e r m in a le a n n o

( 3 0 m a r z o 1 7 9 7 ), p a

g in a 44.
3 rousseau,

uvres compltes

c i t . , p p . c l i x s g g . e p p . 1.575 s g g .

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

seau con la realt della citt di Calvino, ma per vedere ap


punto come si venga stabilendo un rapporto sempre pi
stretto fra gli ideali e i fatti, tra le speranze e il movimen
to reale. Anche pi interessante , naturalmente, la lettu
ra delle Lettre crites de la montagne per osservare quale
interpretazione e soluzione Jean-Jacques tentasse di dare
alla lotta che si andava svolgendo alPinterno di Ginevra.
Questo conflitto seguiva sostanzialmente il modello
che ben conosciamo e che quello di tutte le repubbliche
nel periodo che ora stiamo esaminando. Fin dal 1707, e
poi nel 1734 e poi ancora allinizio degli anni 60, il mo
nopolio politico dei patrizi viene rimesso in questione nel
tentativo di ridare potere e vigore allassieme dei cittadi
ni, a coloro che hanno la bourgeoisie. L urto tende a per
petuarsi, a prolungarsi senza soluzione e senza sbocco e
provoca, allesterno, lintervento dei grandi stati confi
nanti, e, allinterno, lemergere delle rivendicazioni poli
tiche del popolo, di coloro che non sono n patrizi n bor
ghesi, degli habitants, dei natifs, come li si chiamava a
Ginevra. I due estremi, i patrizi e il popolo, tendono a
convergere contro la borghesia, ma alleanza precaria, e
non permette neppur essa di ritrovare un equilibrio, men
tre tutti finiscono con laspirare ad un intervento dal di
fuori. Il conflitto si allarga cosi, unondata dopo laltra,
allinterno della piccola repubblica, e non trova il suo li
mite, del resto non lontano, se non nella situazione inter
nazionale in cui esso si inserisce. La storia di Ginevra di
quegli anni esemplare e rappresenta, per cos dire, una
delle esperienze pi pure e perfette di questo fenomeno
repubblicano del tardo Settecento. In primo luogo, lin
tervento estero rimane, in tutte le fasi di questa lunga
guerre civile de Genve, come la chiamava Voltaire,
particolarmente riguardoso e discreto - ben diverso da
quello prussiano, francese anche inglese in Olanda, e
tanto pi da quello russo, austriaco e prussiano in Polonia
o, per finire, da quello napoleonico a Venezia, Genova,
Lucca Ragusa. Manca poi a Ginevra, quasi compietamente, la tentazione di imboccare la via monarchica per
risolvere i conflitti interni, di accettare cio un dittatore,
uno statoldo come in Olanda, un arbitro regale come in

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Polonia. N dobbiamo dimenticare, in terzo luogo, che


nella citt di Calvino viene rapidamente concentrandosi
lattenzione di tutti i pensatori pi importanti di quel
let: basta ricordare, oltre a Rousseau, dAlembert e Vol
taire, i quali contribuiscono non poco a dare un senso
universale a queste piccole e minute lotte. Esemplare so
prattutto Ginevra in un ulteriore e pi amaro senso. Le
antiche repubbliche, nel secondo Settecento, non sono ri
formabili. Nessuna riesce a ritrovare il meccanismo poli
tico che impedisca il ripetersi e che istituzionalizzi in
qualche modo i conflitti tra il patriziato, la borghesia e il
popolo, conflitti che diventano cronici e che finiscono
sempre col mettere in grave pericolo lesistenza stessa del
la repubblica. Il compromesso raggiunto a Ginevra nel
1768, che parve dare ragione alla borghesia, la quale fece
qualche concessione ai natifs, senza tuttavia scalzare il po
tere dei patrizi, fu seguito dalla reazione del 1782, da un
sempre pi intenso intervento delle monarchie confinanti
e da una serie di conflitti che, com noto, finirono col
coinvolgere anche Ginevra nel gran gorgo della rivolu
zione francese. Era adombrare il destino dei Paesi Bassi e
degli stati repubblicani italiani. Ciascuno a modo suo,
ognuno dessi si dimostrer a turno incapace di risolvere
i propri problemi interni, fino al giorno in cui anche loro
si ritroveranno di fronte una repubblica di ben altre for
me e di ben diverso aspetto, e da essa saranno travolti.
Non pochi tra i cittadini delle antiche repubbliche si
diedero allora, alla fine del secolo, a tradurre, a leggere e
rileggere le opere di Jean-Jacques Rousseau, cercandovi
una spiegazione degli avvenimenti che li avevano trasci
nati e sopraffatti. N avevano torto. In quelle pagine sta
va un primo tentativo dinterpretare i contrasti interni di
Ginevra, lintera sua storia costituzionale, in una nuova e
pi ampia luce. Aveva detto, nelle sue Lettres, daver
preso Genve pour modle des institutions politiques
afin de la proposer en exemple lEurope1. In realt,
egli compiva soprattutto loperazione inversa: dare un
senso europeo a quello che stava accadendo nella sua cit
1 Lettres crites de la montagne, in uvres compltes cit., p. 809.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

107

t natale. Vedeva ci innanzi tutto come un ritorno ai


principi. Anche Ginevra doveva rifarsi alla sua vera costi
tuzione, al periodo delle origini della repubblica e maga
ri ai tempi che precedettero la Riforma protestante. L
essa avrebbe ritrovato quella giusta ripartizione del po
tere politico che era poi andata perduta nel Cinquecento,
con il prevalere di poche famiglie patrizie. Rousseau sco
pr, in questo ritorno ai principi, la radice stessa dellidea
repubblicana e stabil un effettivo punto di contatto tra le
idee democratiche che andavano allora riemergendo e il
passato comunale. Da questa tradizione egli sembr anzi
un momento non riuscire pi a liberarsi; come appun
to accadeva nelPinterno delle repubbliche, da Genova a
Ginevra e ad Amsterdam. Il passato medioevale sembra
va inghiottire le pi moderne idee di uguaglianza e di li
bert. Pur dopo aver negato recisamente nel Contrat so
cial ogni idea di divisione e di bilancia dei poteri, Rous
seau finiva col dichiarare, nelle Lettres, che le meilleur
gouvernement est celui dont toutes les parties se balan
cent dans un parfait quilibre, avallando cos con la sua
autorit il meccanismo stesso dellimmobilismo delle an
tiche repubbliche, la ragion stessa della loro impossibilit
di uscire dalle lotte di famiglie, di gruppi, di casta e di
classe per sboccare in una lotta politica di tipo pi mo
derno \ Ma non fu che un cedimento momentaneo. In
realt lidea di sovranit quale Rousseau la concepiva da
va una base ed un valore nuovo e diverso allidea repub
blicana. L intervento di Jean-Jacques fu insomma di gran
de importanza, anche se a lunga scadenza, mentre non po
t essere in alcun modo decisivo negli anni 60. Diede un
significato generale ai conflitti, ma non contribu a risol
verli. Jean-Jacques se ne rese conto egli stesso e si ritir
ben presto dallagone. Di questo suo ideale ritorno in pa
tria non salv che una consolazione personale. Quando
dovette rinunziare alla cittadinanza, nel 1763, disse che
ma patrie en me devenant trangre ne peut me devenir
indiffrente2. L immagine duna citt in cui la virt si
1 Lettres crites de la montagne, i n uvres compltes
Correspondance gnrale c i t . , v o l . IX, p .

2 rousseau,

12 m a g g i o 1 7 6 3 .

c it., p . 84 4 .
2 8 4 , le t t e r a d e l

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

radicasse in una lunga tradizione non labbandon mai


pi, e, a sua imitazione, anim i cuori dun numero sem
pre maggiore di suoi contemporanei.
L intervento di Voltaire in questi conflitti, che Peter
Gay ha tanto lucidamente studiato, notevole soprattut
to per lagilit e capacit di adattamento dimostrata dal
vecchio filosofo \ Segu le onde che si andavano allargan
do, dai patrizi pass ai borghesi e poi al popolo, non iden
tificando se stesso con nessuno di loro, ma non perdendo
mai completamente il contatto. , come sempre, straordi
nariamente intelligente, ma neanche lui riesce a trovare
uno sbocco e un equilibrio. Anchegli costretto, alla fin
fine, a rifugiarsi nei principi generali, nelle sue Penses
rpublicaines, e nel suo dialogo, L A.B.C., sforzandosi,
senza mai riuscirvi completamente, di passare dalla politi
ca ginevrina alle idee di libert, di tolleranza, perfino di
eguaglianza. Ne nascono alcune delle pagine pi belle di
Voltaire politico, ma la natura dei conflitti ginevrini, quel
le antiche, arcaiche rivendicazioni di ordini storici, di ceti
e caste dellantica repubblica, continuano a resistere ad
ogni tentativo dinterpretazione e di assimilazione. Gine
vra resta uno stimolo, un pretesto alle riflessioni di Vol
taire. Il suo sguardo continua ad esser fissato su Parigi,
sulle lotte contro i Parlamenti, sulla crisi degli ultimi an
ni del regno di Luigi XV, sul tentativo di organizzare lo
pinione pubblica attorno a un gruppo sempre pi com
patto di philosophes. Voltaire sa che l il campo su cui i
lumi avrebbero dato la loro battaglia decisiva, allinter
no della grande monarchia francese, alle fondamenta stes
se dellassolutismo. Eppure il peso della tradizione e dei
problemi repubblicani non piccolo, neppure per lui, e lo
costringe riesaminare dalla base le sue concezioni poli
tiche, soprattutto in quel dialogo - UA.B.C. - che , fon
damentalmente, una riflessione sulle questioni che siamo
venuti fin qui esaminando \ A prima vista soprattutto
un elogio dellInghilterra, della sua libert, della tradi
1 N ic o la M ATTEUCCi, Jacques Mallet - Du Pan, Napoli 1 9 5 7 e p e t e r
g a y , Voltaire's politics. The poet as realist, Princeton 1959.

2 UA.B.C., dialogue curieux traduit de VAnglais de monsieur Huet.


Sixime entretien. Des trois gouvernements et de mille erreurs anciennes.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

IO9

zione whig, illustrata e sostenuta dalPinterlocutore che


designato con la lettera A. Voltaire vuole insieme colpire
la concezione aristocratica tradizionale, che egli imperso
na nel terzo interlocutore di questo dialogo, che porta la
lettera C.: Pour moi, je naime que laristocratie... Je ne
saurais souffrir que mon perruquier soit mon lgislateur.
J aimerais mieux ne porter jamais de perruque... Le gou
vernement de Venise est le meilleur; cette aristocratie est
le plus ancien tat de lEurope. Je mets aprs lui le gou
vernement dAllemagne. Faites-moi noble Vnitien ou
comte de lEmpire; je vous dclare que je ne peux vivre
joyeusement que dans lune ou dans lautre de ces deux
conditions. Il terzo interlocutore, ., tutto teso a usci
re da questo dilemma: la monarchia inglese le repub
bliche del passato. Proprio i lumi permettono di superare
questo contrasto. Son loro a dare alluomo una fede nella
propria epoca, a fargliela considerare migliore dellanti
chit, del passato. Son loro a dare un senso nuovo alli
dea di natura umana, a combattere contro la superstizio
ne, ad aprire lanimo allaccettazione di una societ in cui
anche i parrucchieri, come tutti coloro che lavorano e pro
ducono, possano essere liberi e politicamente attivi. La
libert inglese rimane un modello, ma lontana e sempre
precaria. Certo bisognava lottare per conservarla, anche
dalle minacce di guerra civile che cominciavano ad appa
rire al di l dellOceano (Arrangez-vous avec vos colo
nies et que la mre et les filles ne se battent pas ). Ma,
soprattutto, si trattava ora di affermare questo nuovo sen
so democratico che il mondo moderno sembrava ormai
contenere in se stesso come un frutto maturo. Allons au
fait. Je vous avouerai que je maccomoderais assez dun
gouvernement dmocratique... J aime voir des hommes
libres faire eux mme les loix sous lesquelles ils vivent,
comme ils ont fait leurs habitations... Aucun laboureur,
aucun artisan dans une dmocratie na la vexation et le
mpris redouter... Etre libre, navoir que des gaux, est
le vraie vie, la vie naturelle de lhomme... \
1 L A.B.C. cit. Quatorzime entretien. De la meilleure lgislation.
2 Ibid. Seizime entretien.

IIO

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Queste le conclusioni dellesperienza ginevrina di Vol


taire. Aveva proseguito la corsa pili avanti di Rousseau,
era arrivato a difendere i natifs, anche contro la borghesia.
Ma ci aveva potuto fare perch era pi estraneo a Gine
vra di Jean-Jacques. Questi, fin che aveva potuto, aveva
difeso la sua citt, la tradizione repubblicana. Voltaire era
invece uno straniero e come tale agiva, non senza qualche
connessione con lazione della diplomazia francese e po
nendosi sempre, solo appoggiato, nella posizione duna
potenza estera trascinata dalle cose stesse ad interferire
nelle faccende della citt. Perci il suo intervento fu insie
me pi democratico e meno repubblicano. Voltaire trov
a Ginevra una riconferma dellilluminismo, mentre Rous
seau vi aveva trovato un incitamento a ricercare la virt.
Non era ancora finita la disputa ginevrina, che i due
uomini si ritrovarono alle prese su un altro esempio del
vario incrociarsi in Europa, in quegli anni, della tradi
zione repubblicana e del rinnovato ideale di virt. Il caso
della Corsica era particolarmente curioso. Molti se ne oc
cuparono e tra gli altri, come abbiamo visto, Alexandre
Deleyre. L intervento di Rousseau famoso \ Come pote
va non interessare lui ed i suoi contemporanei questa ri
volta contro laristocrazia genovese, questo caso duna ri
bellione anticoloniale che prendeva laspetto di un con
flitto dei puri contro i corrotti, dei poveri contro i ricchi,
degli uomini della terra contro i cittadini, duna naziona
lit conculcata contro chi pretendeva governarla da lonta
no? Era in qualche modo, al di l del tratto di mare che
divide Genova dallisola, la prosecuzione della lotta tra il
patriziato e il popolo riemersa bruscamente alla luce du
rante la rivolta del 1746. Si era allora tentato di gettare le
basi di una riconciliazione tra corsi e genovesi, ma ogni
novit era stata alla fine soffocata. Ora, negli anni 60,
soltanto Pasquale Paoli ed i suoi seguaci proseguivano il
combattimento2. Questa volta lintervento straniero, fran
1 Projet de constitution pour la Corse, in uvres compltes cit., tomo
III, pp. 899 sgg. e commenti di Sven Stelling-Michaud, ibid., pp. cxcix
sgg. e pp. 1726 sgg.
2 c h a u n c y B r e w s t e r t i n k e r , A new nation in Nature simple plan. A
phase of radical thought in mid-eighteenth century, Princeton 1922; g e o r g e

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZINE

III

cese, che era stato favorevole alParistocrazia genovese al


la met del secolo, tendeva a profittare della situazione
per imporre il proprio potere, in concorrenza con lInghil
terra, e per annettere lisola, come infatti avvenne, esatta
mente due secoli fa, nel 1769. Si trattava insomma di un
caso abnorme e impressionante del cronico conflitto inter
no delle arcaiche repubbliche dellEuropa settecentesca,
e come tale non poteva non appassionare gli uomini dei
lumi. Il punto di partenza di Rousseau era ancora una vol
ta - malgrado le sollecitazioni in senso contrario di But
tafuoco, che voleva per la Corsica una repubblica mi
sta, nobiliare cio e protetta dalla Francia - era una co
stituzione senza nobilt ereditaria, senza caste aristocrati
che. La loi fondamentale de votre institution doit tre
lgalit \ Il che non significava che non vi fossero delle
distinzioni interne. Nous verrons comment on peut gra
duer chez un peuple differens ordres sans que la naissan
ce et la noblesse y entrent pour rien2. Alle suddivisioni
tradizionali intendeva sostituire una societ egualitaria e
capace insieme di dar vita nel suo seno a una differenzia
zione tra coloro che assolvevano compiti e funzioni poli
ticamente diverse. Si sarebbe divisa la nazione corsa en
trois classes, dont lingalit toujours personelle pouvoit tre heureusement substitue lingalit de race ou
dhabitation qui resuite du systme fodal municipal que
nous abolissons3. Aspiranti, patrioti e cittadini sarebbe
ro stati le tre fasi e i tre gradi duna partecipazione poli
tica determinata dallet, dalla propriet e dalla funzione
sociale, non da diritti ereditari di qualsiasi tipo. Una so
ciet rurale chiusa e autosufficiente ne sarebbe derivata,
capace di dissolvere i ranghi e gli ordini antichi.
Basta gettare uno sguardo sulla Corsica una generazio
ne pi tardi per cogliere tutta limportanza di simili con
seguenze egualitarie della lotta dei ribelli corsi contro il
patriziato e il dominio genovese. A llepoca della rivoluzioP O M E R O Y a n d e r s o n , Pascal Paoli, an inspiration to the Sons of liberty, in
Massachusetts historical society, Proceedings, vol. XXVI e Illuministi ita
liani cit., tomo V II, pp. 719 sgg.
1 Projet de constitution pour la Corse cit., p. 909.
2 Ibid., p. 910.
3 Ibid.yp. 919.

112

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

ne francese, malgrado il tentativo della Costituente di ri


conciliarsi con Pasquale Paoli, questi divenne sempre pi
il dittatore dellisola, il mediatore indispensabile della lot
ta tra le fazioni, i gruppi e le famiglie, mentre all'opposi
zione si venne approfondendo una volont sempre pi egualitaria, in gruppi piccoli ma attivi di giacobini. Filippo
Buonarroti, lamico di Babeuf, si former in Corsica, l
egli trover una delle prime radici delle sue idee sullgalit de fait \
Se da Ginevra e dalla Corsica volessimo passare alla
Polonia, alle colonie americane, allOlanda, alla Svizzera
e magari ai rapporti delle repubbliche italiane con la Fran
cia dellepoca del Direttorio, saremmo ormai portati a ri
fare la storia di tutti gli ultimi trentanni del Settecento,
a ripercorrere le tappe di quelTage of democratic revolu
tion che R. R. Palmer ha evocato recentemente, in mo
do cosi efficace, nei suoi due grossi e ricchi volumi che
portano appunto questo titolo \ Ci non pu davvero es
sere il nostro compito oggi. Dobbiamo fermarci alla so
glia della nuova epoca, quando ancora gli elementi precor
ritori delle rivoluzioni della fine del secolo restavano po
chi, piccoli e sparsi. Eppure spero di non ingannarmi di
cendo che quello che abbiamo esaminato fin qui, dalla ri
voluzione puritana, dagli anni 40 e *50 del Seicento in
poi, potr essere stato utile e importante anche per capire
the age of democratic revolution, e forse per mutare la
prospettiva stessa in cui R. R. Palmer lo ha studiato e nar
rato. Democratico parola certo abbastanza larga per
comprendere i disordini ginevrini e la presa della Basti
glia, la rivolta del Belgio contro Giuseppe I I le rivolu
zioni polacche e la formazione degli Stati Uniti dAmeri
ca. Ma, come questa stessa elencazione basterebbe a di
mostrare, anche parola troppo vasta, che rischia di com
prendere fenomeni troppo diversi e disparati. Si tratta di
una categoria generale del pensiero politico, non duna
1 A l e s s a n d r o g a l a n t e Ga r r o n e ,

Buonarroti e Babeuf, Torino

1948,

pp.

52 sgg.
2 R. r . p a l m e r , The age of democratic revolution. A political history
of Europe and America 1760-1800, vol. I, The Challanget vol. II, The
struggle, Princeton 1 9 5 9 e 1 9 6 4 .

1 13

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

forza storicamente operante, radicata nel passato, che si


apre a una realt nuova, mostrando tutte le sue interne
contraddizioni, tutta lenergia di una tradizione amata e
contrastata, attiva ed efficace nel mutare delle persone e
delle cose. Sono convinto che linserirsi della tradizione
repubblicana, il suo modificarsi e disperdersi nella realt
degli ultimi anni del Settecento sia un filone politico che
vale la pena di seguire, ancor pi dellemergere, in quegli
stessi anni, dellidea di democrazia, la quale rimase, fino
alla rivoluzione francese, un concetto pi che una forza,
una forma pi che un contenuto politico.
L esempio della Polonia particolarmente importante,
da questo punto di vista. Per intenderne tutto il significa
to, baster seguire lammirevole lavoro compiuto in que
sti ultimi anni, fuori e dentro i confini della Polonia, per
meglio capire e conoscere i tentativi di riforma, le rivol
te e le guerre, lintervento straniero e linfluenza delle
idee dellilluminismo su quella trra, nel Settecento. Da
Jean Fabre a Bogusaw Lesnodorski, a Emanuel Rostworowski, per non fare che qualche nome, siamo di fronte
ad una delle pagine pi vivaci ed importanti della moder
na storiografia europea, che ha risuscitato di fronte ai no
stri occhi fatti e problemi troppo a lungo seppelliti sotto
lantica e radicata convinzione che si trattasse di movi
menti scomposti di un organismo morente, di confuse ma
nifestazioni di una incurabile anarchia!. Se leggiamo le pa
gine di questi storici balza agli occhi quanto la prolungata
tragedia della Polonia settecentesca abbia in comune con
la sorte delle repubbliche in Europa, nellet dei lumi. La
Stanislas-Auguste Poniatowski et l'Europe des lumires c i t . ;
Polscy jakobini, W a r s z a w a i960 ( i n fr a n c e s e : Les
jacobins polonais, P a r i s 1965); e m a n u e l r o s t w o r o w s k i , Rpublicanisme
sarmate et les lumires, i n S t u d i e s o n V o l t a i r e a n d t h e e i g h t e e n t h c e n
t u r y , v o l i . X X I V - X X V I I , 1963, p p . 1417 s g g . ; i d . , La Suisse et la Pologne
au xviiie sicle f i n Echanges entre la Pologne et la Suisse du xive au xixe
sicleyG e n v e 1964; i d . , Voltaire et la Pologne yi n S t u d i e s o n V o l t a i r e
a n d t h e e i g h t e e n t h c e n t u r y , v o l . L X I I , 1968, p p . 101 s g g . ; i d . , The com
monwealth of the gentry yi n History of Poland, a c u r a d i A . G i e y s z t o r ,
1

fa b r e ,

b o g u s la w le s n o d o r s k i,

S.

K ie n ie w ic z ,

E.

R o s tw o ro w s k i,

J.

T a z b ir,

H .

W e r e s z y c k i,

W arsza w a

1968, p p . 272 s g g . D i n o t e v o l e in t e r e s s e p u r e r y s z a r d w . w o b O S Z Y r t S K i,
Polska w opiniach francuzw xvm w., W a r s z a w a 1964 e i d ., La Pologne
vue par l'Europe au xvm 6 sicle, i n A c t a P o l o n i a e H i s t o r i c a , 1965, x i ,
p p . 22 s g g .

1 14

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

costituzione dellepoca sarmatica dominata dalla pro


fonda convinzione che essa non modificabile, riformabi
le. La Polonia diventa pacifica e immobile in mezzo alle
tempeste delle guerre del nord e perde sempre pi il con
trollo della propria politica. Sopravvive laurea libert
(elementum meum libertas, come diceva Stanislas Leszczynski *), fondata sui magnati, i quali hanno nelle loro
mani il vero potere e sulla nobilt che fa sempre pi sen
tire il suo peso e la sua volont dimpedire ogni movimen
to, ogni trasformazione. Le vie possibili per uscire da que
sto immobilismo portano verso una costituzione allin
glese oppure verso una libert illuminata, ispirata dallaprirsi della Polonia verso lEuropa settecentesca, an
cora verso laccettazione di un dispotismo illuminato
che venga dal di fuori, soprattutto dalla Russia di Cateri
na II. Stanislas Leszczyski cerca di indicare, dal suo esilio
a Nancy, anche unaltra e diversa via, lalleanza cio di tut
te le repubbliche di Europa contro gli assolutismi, spe
rando nella benevolenza e la comprensione della Fran
cia \ Ma era unutopia. La realt era data dal dispotismo
russo, ancora dallimmobilismo sarmatico dalla tra
sformazione interna operata da quei nobili che stavano di
ventando degli intellettuali, che non mancavano spesso di
servirsi delle idee di Rousseau, di Mably, di Beccaria, di
Filangieri, per difendere i loro privilegi, ma che finirono
1 Frontespizio dellopera sua La voix libre du citoyen, ou observations
sur le gouvernement de la Pologne, s. 1. 1749.
2 Emanuel ROSTWOROWSKI, Stanislas Leszczyski et Vide de la paix
gnrale, in La Lorraine dans VEurope des lumires. Actes du colloque
organis par la Facult des lettres et des sciences humaines de VUniversit
de Nancy (24-27 ottobre 1966), Nancy 1968, pp. 51 sgg. (saggio partico
larmente importante per lidea di repubblica nel Settecento). Cfr. a p. 65,
quanto scriveva Stanislas Leszczynski attorno al 1763: L Europe nestelle pas partage en deux sortes de gouvernement? Un est monarchique,
comme la France, lEspagne, Portugal, Naples, Sardaigne, Danemark, la
Prusse et la Russie, sans compter les petits tats dItalie et de lAllemagne
qui composent le Corps germanique. Les gouvernements rpublicains sont:
lAngleterre, la Hollande, la Sude, la Pologne, Venise, les Cantons suisses
et Gnes. En entrant dans les vritables intrts de ces rpubliques, on
conviendra que lesprit de conqute ne les agite pas, quelles ne sont jalou
ses et attentives qu conserver ce quelles possdent, et conserver la forme
de gouvernement et surtout une pleine jouissance de leur libert. Et sur
tout, comme ces tats rpublicains nont jamais aucune prtention les uns
sur les autres, serait-il difficile de les porter une ternelle alliance pour
le maintien de la paix et la conservation de leurs privilges?...

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

col creare una loro cultura, un loro mondo morale e intel


lettuale, quello dei giacobini polacchi. Questi nobili
illuminati cominciarono collindicare nella creazione di
una nuova magistratura, che coordinasse e sottomettesse
tutte le altre, abolendo l anarchia del Uberum vetum, una
soluzione dei problemi della Polonia, seguendo cos una
linea che gi si era in vario modo sviluppata, come abbia
mo visto, a Venezia, a Genova e nelle Province Unite. Ma
finiscono col giungere rapidamente, anche sotto l influsso
francese, a dei progetti e a delle idee di tipo ormai tipi
camente costituzionale. L intervento straniero rest
tuttavia un elemento dominante e fin, come noto, col
sopravanzare e schiacciare quello che rimane, non per
tanto, il pi originale, il pi energico e intelligente tenta
tivo compiuto nellEuropa settecentesca di riformare una
antica repubblica, di trovare uno sbocco alla strozzatura
costituzionale che aveva finito con immobilizzarle tutte.
Basterebbe seguire la propaganda di Stanislas Leszczynski - che impensier perfino suo genero Luigi XV per il
suo carattere repubblicano, proprio al momento della cri
si della Francia alla met del secolo - ripercorrere gli
scritti dellabate Coyer - il quale riusc a ridare nuovo vi
gore alle idee repubblicane, esaltando da una parte il pas
sato della Polonia e indicando ad essa la via delle riforme
- naturalmente, ripensare alla formazione e allopera
degli illuministi e dei giacobini polacchi, ad esempio di
Hugo KoH^taj, in cui le idee tradizionali e quelle che de
rivano dal pi avanzato illuminismo delloccidente trova
vano un equilibrio precario e suggestivo, - per capire tut
to il valore, anche intellettuale, di questo disperato ten
tativo della Polonia di sopravvivere e di dare insieme uri
esempio duna profonda e reale trasformazione interna.
In ultima analisi tuttavia la Polonia cadde, sotto lurto
violento delle potenze confinanti, e minata insieme dalle
insormontabili contraddizioni dei suoi magnati e della
sua nobilt, dei suoi re elettivi e della sua struttura socia
le. Anche la Polonia, malgrado uno sforzo eroico, non riu
sc a superare la crisi ultima delle arcaiche repubbliche
europee.
Negativo pure, e di minori proporzioni, il tentativo

II6

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

olandese di andare oltre le contraddizioni tra il potere


dello statoldo e quello della tradizione patrizia. Fino al
lultimo, anche nelle Province Unite, i reggenti, i borghe
si, il popolo sembrano reagire secondo i modelli politici
che rimontano alla met del Seicento, e che non sono l
modificati in profondit dalla diffusione delle idee illuministe. Anche lintervento straniero non meraviglier dav
vero. La Francia appoggia i patrioti, mentre gli stati
della Germania intervengono a favore dello statoldo. L in
tervento straniero fu, come noto, cosi duro e violento da
soverchiare ogni svolgimento autonomo delle forze politi
che. certo difficile giudicare una rivoluzione schiacciata
in boccio. Anche questi avvenimenti sembrano tuttavia
potersi meglio intendere se li si guarda non soltanto, co
me pur giusto, proiettandoli verso il futuro, come precorrimento e preparazione della rivoluzione francese, ma
anche vedendoli rivolti allindietro, risalendo cio alle ra
dici storiche delle arcaiche repubbliche europee nel perio
do degli assolutismi \
L unica rivoluzione riuscita di quegli anni, prima della
presa della Bastiglia, evidentemente, quella dei coloni
inglesi doltre oceano. La costituzione degli Stati Uniti
dAmerica apre una nuova epoca nella storia delle repub
bliche e, con la rivoluzione francese, chiude il ciclo dei
problemi che qui abbiamo cercato di esaminare. Eppure
basta conoscere la discussione che ancor oggi prosegue tra
gli storici sugli avvenimenti del Massachusetts e delle al
tre colonie per renderci conto che, al punto di partenza, i
problemi non sono davvero molto distanti e diversi da
quelli che abbiamo finora esaminato. Rivoluzione conser
vatrice? Difesa di privilegi tradizionali? Spirito puritano
idee illuministe? Anche qui la storia politica delle idee
ha la sua parola da dire. Basta rifarsi allammirevole li
bro di Bernard Bailyn, The ideological origins of the Ame
rican revolution, per sentire che ci troviamo sulla strada
giusta2. Il legame con i commonwealthmen, soprattutto
1 A l f r e d Cobban, Ambassadors and secret agents. The diplomacy of
the first earl of Malmesbury at the Hague, London 1954; p a lm e r , The age
of democratic revolution cit., vol. I, pp. 320 sgg.
2 Cambridge (Mass.) 1967.

DA MONTESQUIEU ALLA RIVOLUZIONE

117

con Trenchard e Gordon, dimostrato. L importanza del


lilluminismo europeo provata contro ogni troppo rapi
do diniego. Il movimento stesso tende, almeno allinizio,
a prender la forma dun ritorno ai principi. The leaders
of the revolutionary movement were radicals - but they
were eighteenth-century radicals, concerned, like the eigh
teenth-century English radicals, not with the need to re
cast the social order, nor with the problems of economic
inequality and the injustices of stratified societies but
with the need to purify a corrupt constitution and fight
off the apparent growth of prerogative power1. Come
poi da questo punto di partenza si giungesse alla costitu
zione degli Stati Uniti dAmerica, come, pur urtando an
cora contro ostacoli non dissimili da quelli che avevano
conosciuto i ginevrini e i polacchi, gli olandesi e gli sviz
zeri, il nuovo continente trovasse uno sbocco e una solu
zione diversa e nuova, appartiene evidentemente ad un
altro ciclo storico. L eredit del passato era ormai dissol
ta nella ricchezza del presente.

1The ideological origins of the American revolution cit., p. 283.

Capitolo quarto
Il diritto di punire

Nellautunno del 1756 un signore abruzzese, Romual


do Sterlich, tipico rappresentante, malgrado il suo nome
tedesco, della miglior nobilt di quelle terre del regno di
Napoli, scriveva ad un suo amico riminese, Giovanni
Bianchi, dal nome cos comune da indurlo ad usare gene
ralmente la pi distinta trascrizione latina di Janus Plancus, medico e scienziato tra i pi colti di quellangolo del
lo Stato pontificio. Gli diceva di aver avuto tra le mani un
libricino francese intitolato Code de la nature ou le vri
table esprit des loix e di averlo letto con gran curiosit.
Bramerebbe... che si togliesse la propriet de beni e che
tutto si rimettesse in comunanza \ Si trattava del libro,
oggi celebre, di Morelly, la prima espressione del comu
niSmo settecentesco francese e destinato ad avere, sotto
il nome di Diderot, non piccola eco durante tutto il seco
lo, fino alla congiura di Babeuf2. N dobbiamo troppo
stupirci di vederlo, neppure un anno dopo la sua pubbli
cazione, nelle mani di un signore di Chieti, negli Abruz
zi. Ritroviamo il Code de la nature, a Napoli, in quello
stesso periodo, poco dopo, nelle mani di Antonio Geno
vesi, di Francescantonio Grimaldi, e, a Gallipoli, di Filip
po Briganti, cos come tra i libri che Giovambattista Almici citava e discuteva nella sua edizione espurgata e resa
1 Biblioteca Gambalunga, Rimini, Fondo Gambetti, Lettere autografe
al dottor Giovanni Bianchi. Cfr. v e n t u r i , Settecento riformatore cit., pa
gina 588.
2 Cfr. ledizione del Code de la nature, a cura di Gilbert Chinard, Pa
rigi 19^0, la traduzione russa, a cura di V. P. Volgin, Mosca 1956 e soprat
tutto r i c h a r d N . , Morelly. Ein Rationalist auf dem Wege Sozialismusy Berlin 1961, con ampia bibliografia.

120

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

cattolicamente ortodossa dellopera di Pufendorf sul di


ritto della natura e delle genti, pubblicata a Venezia tra il
1757 e il 17 5 9 l- Morelly, in Italia pure, penetr, come
si vede, anche nei centri minori e venne discusso anche l
dove meno ce lo aspetteremmo. Romualdo Sterlich, che a
mia conoscenza il primo a parlarne, anche il primo che
lo confuti. Chi pretende limpossibile non ha voglia di
ottener nulla. Per essere utile alluomo bisogna conten
tarsi di raddrizzare certe cose che ne sono capaci2. Il dia
logo tra utopia e riforma nasceva spontaneo e continu
senza sosta, in ogni angolo dEuropa, per tutta la seconda
met del Settecento.
L entusiasmo sociale, come lo aveva chiamato Shafte
sbury, contribu a portare nuova linfa allutopia, facendo
la rifiorire insieme alle prime discussioni politiche nel
gruppo che stava costruendo lEnciclopedia. Basta guar
dare, accanto allarticolo Autorit politique di Diderot,
nel primo volume, gli articoli Abiens, popolo scita, che
riemp Diderot di ammirazione par je ne sais quelle l
vation de caractre et je ne sais quel degr de justice e
dquit dont ils se piquoient, Bacchionites, i quali
aprs avoir banni dentre eux les distinctions funestes
du tien et du mien... il leur restoit peu de choses faire
pour navoir plus aucun sujet de querelles et se rendre
aussi heureux quil est permis lhomme de ltre, an
cora Bdouins, i quali nayant ni mdecins ni juriscon
sultes non avevano dautres lois que celles de lquit
naturelle et gure dautre maladie que la vieillesse3. I
germogli di utopia erano numerosi, come si vede, negli
anni in cui stavano nascendo i primi due volumi del gran
dizionario e in cui Jean-Jacques stava meditando sui due
discorsi, sulle scienze, le arti e sullineguaglianza. Nel
1755 usciva il Code de la nature di Morelly, che partiva
da Montesquieu per giungere alla formulazione pili ma
tura del comuniSmo alla met del secolo. La nuova spin
ta illuminista avrebbe poi continuato ad agire negli anni
seguenti. Ormai, in ogni gruppo di philosophes difficile
1 Cfr. Illuministi italiani cit., vol. V , pp. 25,18 0 , 516, 542,1094.
cit., p. 588.
cit.

2 v e n t u r i , Settecento riformatore
3 i d . , Le origini dellEnciclopedia

IL DIRITTO DI PUNIRE

121

non scorgerne almeno uno che non abbia una segreta sim
patia per un mondo in cui non sia mai esistita in cui sia
stata abolita la fatale distinzione del tuo e del mio. I no
mi di coloro che si rifanno in qualche modo allidea della
comunit dei beni si moltiplicano: Robinet, Carra, Restif
de la Bretonne e magari, in Italia, Rufino Massa Fran
cesco Longano \ Nellanimo stesso di alcuni dei filosofi
maggiori questa visione di un mondo senza tuo e mio non
scompare pi. Basta pensare a Diderot, che scrisse il suo
Supplement au voyage de Bougainville non appena venne
alleggerendosi il peso dellimmensa sua opera enciclope
dica. L idea comunista, che era apparsa nel passato ad eclissi, isolata e solitaria, d origine, nella seconda parte
del Settecento, per la prima volta, a una corrente di pen
siero. Appare nei pi diversi ambienti dellilluminismo
europeo e diventa una delle forme, ormai ineliminabili,
che prende la volont di trouver une situation dans la
quelle il soit presquimpossibile que l homme soit dpra
v ou mchant, come diceva Morelly, dove fosse abolita
lidea stessa di bene e di male2. Al di l dellhorreur et
la folie de notre tat polic, attraverso la rvolte du
cur et de lesprit, si sarebbe giunti a trasferire notre
paradis dans le seul endroit o nous pouvons le faire, je
veux dire dans ce monde. Il suffit dtablir lgalit
morale et la communaut des biens sur lingalit morale
et la proprit pour effacer de lhumanit tous les vices
moraux qui y rgnent, concludeva dom Deschamps3.
Varrebbe certo la pena di seguire dettagliatamente
questa cristallizzazione dellideale comunista nel Settecen
to. L utopia tradizionale viene allora allargandosi e tra
sformandosi sotto la spinta di questa volont illuministi
ca di realizzare il paradiso in terra, di creare una societ
1 A. LiCHTENBERGER, Le socialisme au x v i i i e sicle. Etude sur les ides
socialistes dans les crivains franais du x vm e sicle avant la Rvolution,
Paris 1895; h . g i r s b e r g e r , Der utopische Sozialismus des x v i i i . Jabrbunderts in Frankreicb und seine philosophiscben und materiellen Grundlagen, Leipzig 1924 e Illuministi italiani cit., vol. V II.
2 m o r e l l y , Code de la nature cit., p. 160.
3 dom d e s c h a m p s , Le vrai systme, ou le mot de Vnigme mtbapbys'tque et morale, a cura di Jean Thomas e Franco Venturi, Genve 1939
(ristampa nel 1963), pp. 135, 140, 166.

122

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

tutta umana, egualitaria e libera, di allargare al di fuori


dei piccoli gruppi di eletti, di santi e di monaci, una re
gola comunitaria che valesse per tutti, di risolvere final
mente, nelle cose e non soltanto nel pensiero Pnigme
mtaphysique et morale, come diceva ancora dom Deschamps. La storia del passaggio dallutopia allideale, dal
sogno individuale al movimento politico comunista cer
to piena dinteresse. L et dei lumi tutta intera non
comprensibile senza questo elemento, che sembra talvol
ta marginale ma che in realt uno dei risultati pi irre
versibili, pi immobili e duraturi che il secolo xv in tra
smise al xix, una di quelle forme mentali che, una volta
fissate e formate, non andranno dissolvendosi pi se non
dopo lunghe e difficili prove e tentativi, se non a contatto
con Peffettuale realt dun lungo e complesso processo
storico. Dopo la met del Settecento lidea che laboli
zione della propriet potesse cambiare le basi stesse della
convivenza umana, abolire ogni morale tradizionale, ogni
politica del passato non scomparir pi dagli animi dei
contemporanei \ Appassionante perci cercare le origi
ni di questa idea e vederla nascere, ad esempio, nelle pa
gine di Morelly e di dom Deschamps. Gli studi di Richard
N. Coe sul primo e soprattutto di Bronislaw Baczko sul
secondo, hanno riaperto il problema, cercando di risolve
re una questione apparentemente semplice e molto com
plessa in verit: come nata lidea comunista moderna? \
Non par dubbio che il pensiero di dom Deschamps le
sempio cruciale. Ricordo ancora la sorpresa, negli anni
30, quando leggevo il manoscritto di questo benedettino
e ritrovavo in ogni pagina, allo stato nascente, proprio al1 Particolarmente interessante, per la fine del Settecento, la discussione
che in proposito si svolse a Parigi del Direttorio. Cfr. ad esempio
larticolo intitolato De la proprit, de quelques philosophes qui Vont attaque et des hommes qui accusent de ces attaques tous les philosophes et
la philosophie, in Journal dconomie publique, de morale et de politi
que, n. XXI, 30 ventoso, anno V (20 marzo 1797).
2 r i c h a r d N . , Morelly cit. e b r o n i s l a w b a c z k o , Wstep, in d o m
l g e r - m a r i e d e s c h a m p s , Prawdziwy system czyli rozwizanie zagadki metafizyki i moralnofci, a cura di . Baczko, Warszawa 1967, pp. 23 sgg.
(questa introduzione, tradotta in francese, pubblicata in Cahiers Vil
fredo Pareto, 1968, fase. 15, pp. 5-49, Le mot de Vnigme mtaphysique
ou Dom Deschamps).

IL DIRITTO DI PUNIRE
la fonte, quelPidea che aveva ormai invaso il mondo, che
lo stava trasformando, modificandosi essa stessa profon
damente al contatto con la realt delle cosel. Jean Wahl
e Bronislaw Baczko ci hanno dato ora linterpretazione
della sua filosofia e del suo pensiero \ Non ci resta che at
tendere quanto lo studioso polacco ci promette, una inda
gine cio sul problema dellordine fisico e morale e le sue
relazioni con lutopia e il male nel pensiero delPilluminismo.
Ma una storia politica e non ideologica soltanto di al
cuni aspetti delPilluminismo avevo promesso, e a questa
desidero restar fedele. Non nego affatto limportanza di
capire come si sia giunti, a met del secolo x v iii , a formu
lare lidea comunista con unampiezza, una sicurezza, una
astrazione che prima essa non aveva mai avuto. Semmai
sono sempre, personalmente, stupito dellingegno che si
va spendendo ai nostri giorni per intendere le structures
mentales dei popoli pi lontani e difficili da interpretare,
per capire levoluzione delle mentalit pi primitive e ma
gari per ricostruire i meccanismi psicologici che accompa
gnarono il formarsi stesso della civilt, tra incesti e linee
di parentela, tra il cotto e il crudo, tra il miele e la cenere,
mentre tanto minore energia viene adoperata per capire
come sono nate delle idee che non possono non importar
ci molto di pi, come appunto quella del comuniSmo. As
sistiamo oggi ad un romantico ritorno a quella filosofia del
primitivo, delTU>, la quale ha se non altro un difetto,
quello di chiudere spesso gli occhi di fronte a delle struc
tures mentales piti vicine a noi, che urge conoscere me
glio e pi dappresso. Non certo a caso che i migliori stu
di in materia, come quelli di Bronislaw Baczko, ci venga
no dalla Polonia magari quelli di L. S. Gordon, I. I.
Zil'berfarb, V. M. Dalin A. R. Ioannisjan sulle idee so
cialiste alla vigilia della rivoluzione francese, su Babeuf
su Fourier, ci vengano dalla Russia. Il problema della
1 f r a n c o v e n t u r i , Przedmowa do polskiego wydania Prawdziwego systemu dom Deschampsa, in d o m l g e r - m a r i e d e s c h a m p s , Prawdziwy sy
stem cit., pp. 2 sgg. (testo italiano, La fortuna di dom Deschamps, in
Cahiers Vilfredo Pareto, 1 967, fase. 11, pp. 4 7 sgg.).
2 j e a n w a h l , Cours sur Vathisme clair de Dom Desehamps, in Stu
dies on Voltaire and the eighteenth century, vol. L U , pp. 11 sgg.

124

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

nascita e della trasformazione delPutopia nel Settecento


non pu non esser vivo nelluno e nellaltro paese, anche
se l pure la discussione sembra fortemente affievolirsi in
questi ultimi anni \
Ma non questo sar qui il nostro tema, bens un pro
blema di storia politica delle idee, il rapporto tra le forze
dellentusiasmo sociale, per dirla con Shaftesbury, delle
germinanti utopie duna umana societ capace di risolve
re le mot de lnigme mtaphysique et morale e la con
creta volont di modificare questo quellaspetto delle
societ ereditate dal passato, di operare delle concrete tra
sformazioni. Per dirla pi in breve, tra utopia e riforma.
Prenderemo un problema che tocca luno e laltro polo
del pensiero illuminista, quello del diritto di punire, che
non pu evidentemente non implicare la questione stessa
del rapporto tra lindividuo e la societ, e che pure stret
tamente connesso con una casistica di metodi e di esem
pi, di strumenti, di pratiche e di minute realizzazioni.
Comporta insieme cio una discussione di principio e una
disamina sui problemi concreti. Proprio per questo suo
doppio aspetto esso pu essere particolarmente importan
te per capire lilluminismo. Un esempio forse ci baster
per vederne i principali elementi. Seguiremo leco del
lopera di Beccaria, Dei delitti e delle pene, pubblicata
nel 1764, attraverso lEuropa, dove ovunque and ripro
ponendo a tutti il problema stesso dellesistenza del de
litto e dei modi insieme per reprimerlo.
Anche nel piccolo gruppo di giovani che si and for
mando a Milano agli inizi degli anni 60, noto col nome,
mezzo serio mezzo scherzoso, di Accademia dei Pugni an
darono presto ricreandosi quelle tensioni interne che ri
troviamo in ogni movimento illuminista e che avevano
trovato a Parigi, una decina danni per linnanzi, lesem
pio pi noto nella discorde amicizia di Jean-Jacques Rous
seau e di Diderot. La lettura del Contrat social e la conti1 Si veda, a titolo esemplificativo, la raccolta di articoli pubblicati dal
l'istituto di Storia dellAccademia delle scienze dellUrss sotto il titolo
Istorija socialisticeskich uenij, Moskva 1962, dove 1 . 1. Zil'berfarb discu
te dei recenti lavori su Fourier e dove numerosi sono gli studi sugli utopi
sti tra Sette e Ottocento. Tra le opere principali: v. . d a l i n , Grakcb Babef nakanune i vo vremja Velikoj fraticuzskoj revoljucii, Moskva 1963.

IL DIRITTO DI PUNIRE

nua polemica con Pambiente familiare, sociale, politico


di questi giovani alimentarono quel dialogo interno, dal
quale nacquero alcune delle opere pi importanti dellilluminismo italiano, le Meditazioni sulla felicit e le Con
siderazioni sul commercio di Milano di Pietro Verri, Dei
delitti e delle pene di Cesare Beccaria, cosi come lopera
collettiva da loro pubblicata con altri appartenenti a que
sto gruppo, Il Caff, un periodico durato due anni.
Pur scambiandosi le parti, come avviene in ogni autenti
co dialogo, Beccaria fin spesso col rappresentare il polo
rousseauiano e Pietro Verri quello volterriano. Anche a
Milano, pur sfumate dalPambiente benevolo e temperato,
utopia e riforma si divisero gli animi e le menti, negli an
ni 60 \
Il nodo che da millenni si era formato unendo con mil
le fili peccato e delitto, crimine e colpa, veniva tagliato da
Beccaria dun colpo netto. Che la chiesa, se voleva, si oc
cupasse pure dei peccati. Allo stato spettava soltanto il
compito di valutare e di risarcire il danno che linfrazio
ne della legge aveva portato allindividuo e alla societ.
Il grado di utilit e disutilit misurava tutte le azioni umane. La pena non era una espiazione. I giudici non ave
vano altro compito che ristabilire un equilibrio turbato.
Il diritto penale veniva completamente desacralizzato.
L illuminismo radicale di Beccaria negava implicitamen
te, ma non meno definitivamente, ogni concezione reli
giosa del male, ogni peccato originale, ogni sanzione pub
blica della morale. L utilitarismo suo - e Bentham sempre
riconobbe che nel libro di Beccaria egli aveva incontrato
la pi stimolante delle formulazioni di un pensiero che
egli far poi suo e svilupper - nasceva dalla volont di
creare una societ fondata sulla ragione e sul calcolo, ab
battendo ogni ostacolo e pregiudizio ereditato dal passato.
Ma quale era mai il diritto di punire e addirittura di con
dannare a morte qualcuno, in una simile societ? Becca
ria, con un appello tutto rousseauiano, metteva sulla boc
ca di un delinquente le ragioni della ribellione, della ri
volta contro ogni legge e oppressione. Quali sono que
1 v e n t u r i,

Settecento riformatore

c it., p .

645 sgg.

12 6

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

ste leggi chio debbo rispettare, che lasciano un cos gran


de intervallo tra me e il ricco?... Chi ha fatto queste leg
gi? Uomini ricchi e potenti... Rompiamo questi legami fa
tali... attacchiamo l ingiustizia alla sua sorgente1. In
fondo al ragionamento di Beccaria, alla sua origine, sta
va il dubbio sul terribile, e forse non necessario diritto
di propriet, come egli si espresse, stava la visione duna
societ in cui luguaglianza usciva dalle astrazioni giuridi
che per entrare nei fatti economici2. L esitazione di Bec
caria di fronte al diritto di punire profonda. Non solo
egli prova orrore di fronte alla violenza, alla crudelt, ma
rifiuta dal pi profondo dellanimo suo ogni teorizzazio
ne, ogni giustificazione di esse, ripugnandogli sempre ogni
utilizzazione loro da parte degli stati, delle societ, del di
ritto. Le sue pagine sulla pena di morte e sulla tortura na
scono da questa doppia ritrosia, sociale e personale, ad
accettare il diritto stesso di punire e le conseguenze che
esso fatalmente comporta. Legislatori, e giuristi, diceva
tremando dovrebbono reggere le vite e le fortune degli
uomini3. Era davvero convinto che ogni sua conclusio
ne avrebbe direttamente pesato sulla sorte dei suoi simi
li, avrebbe inciso sulla pelle del prossimo.
Beccaria cosi proprio sulla soglia dellutopia settecen
tesca, ne sente tutto il fascino, si sente trascinato dalla
sua logica e dal suo modo di sentire verso una soluzione
che prometta di risolvere alle radici, alla sorgente - co
megli dice - il problema del bene e del male. Eppure
Beccaria su quella soglia si ferma. Vuole che la ragione, il
calcolo, vengano a dominare limpeto egualitario e liberta
rio, pur cosi forte in lui. Chiedersi dove poggiasse il di
ritto di punire non doveva portare alla dissoluzione della
societ, alla negazione del diritto. Il pensiero di Helv
tius veniva ad incontrarsi in lui con quello di Jean-Jacques Rousseau. Non l'utopia, ma una societ di liberi e di
eguali sarebbe stata la risposta al problema che egli si era
posto. Soltanto una concezione strettamente utilitaristica
1 c e s a r e b e c c a r i A , Dei delitti e delle pene, XXVIII, Della pena di
morte, Livorno 1764.
2 Ibid., XXII (XXX nellordinamento di A . Morellet), Furti.
3 Dei delitti e delle pene, A chi legge.

IL DIRITTO DI PUNIRE

12 7

della societ poteva interpretare praticamente la volont


di eguaglianza. Se, di fronte al delitto, si trattava di ripa
rare un danno, tutti avevano il diritto e il dovere di com
piere questa riparazione. Ogni privilegio di casta e di
gruppo era soltanto un ostacolo sulla via della giustizia.
Similmente, anche di fronte ai beni della societ, il calco
lo utilitario era lunica via per giungere alleguaglianza.
Con una formula che egli deriva probabilmente dagli scoz
zesi, e che anche Pietro Verri adoper in quegli anni, tut
ta la societ doveva tendere alla massima felicit divisa
nel maggior n u m e ro E ra la formula dun programma
di riforme, razionalmente contrapposto alla rivolta utopi
stica.
Il libro di Beccaria era appena apparso, nellestate 1764,
a Livorno, senza nome dellautore, attorniato dalla preoc
cupazione di chi lo aveva scritto e dalla trepida attesa de
gli amici milanesi che avevano contribuito a farlo pubbli
care, quando parve, per un momento, che la carica rousseauiana l racchiusa fosse tanto forte ed energica da ren
dere impossibile ogni sua lenta e graduale penetrazione.
Anche a Parigi la pi bella rivista di quellepoca, la Ga
zette littraire de la France, diceva che Dei delitti e del
le pene altro non era quun recueil des principales maxi
mes du Contrat social...2. In Italia non si tratt di stu
pore, ma duna violenta denunzia, uscita a Venezia dalle
mani di uno strano frate, Ferdinando Facchinei \ Questi,
leggendo lopera di Beccaria, si era persuaso che lidea
stessa duna societ di uomini liberi ed eguali costituiva
non solo unutopia, ma unutopia pericolosa. Era non sol
tanto un errore, ma una colpa lasciarsi prendere da un si
mile sogno. Come considerare che uno schiaffo dato ad un
generale potesse esser punito allo stesso modo duno
schiaffo dato ad un facchino? E come lasciare gli uomini

1Dei delitti e delle pene, A chi legge.


2 Gazette littraire de lEurope, 13 febbraio 1765, pp. 301 sgg., ri
prodotta in c e s a r e b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene. Con una raccolta di
lettere e documenti relativi alla nascita dell'opera e alla sua fortuna nel
l'Europa del Settecento, a cura di F. Venturi, Torino 1965, p. 3 11.
3Note ed osservazioni sul libro intitolato Dei delitti e delle pene, s. 1.
(ma Venezia) 1765. Cfr. G i a n f r a n c o t o r c e l l a n , Cesare Beccaria a Vene
zia, in Rivista storica italiana, 1965, in, pp. 720 sgg.

128

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

liberi di giudicare secondo un criterio di pura e semplice


utilit di delitti che sconvolgevano lordine stesso, la ra
gione morale e religiosa dogni umana convivenza? Nelle
pagine di Facchinei si esprimeva non soltanto il timore di
mutare il ritmo arcaico della vita ma, soprattutto, di tro
varsi soli, abbandonati, nudi, senza protezione religiosa
di fronte alle realt pi orribili e crudeli della societ,
senza le antiche consolazioni che la chiesa e la tradizione
avevano continuato a somministrare nei secoli. Leggendo
le pesanti e faticose pagine del padre Facchinei contro
Beccaria ci si pu rendere conto di quanto le riforme
avanzate da Dei delitti e delle pene incidessero in realt
nel profondo della psicologia e della politica di quellet.
Tempeste e rovine egli prevedeva nel futuro se gli antichi
pilastri della societ fossero stati rimossi; la tortura, lin
quisizione, la pena di morte, lautorit indiscussa delle an
tiche leggi, il rispetto per i giudici e i tribunali. Questo
libro di cosi piccola mole pieno nondimeno di lunghe
invettive contro i legislatori e contro i principi, tanto ec
clesiastici che secolari e specialmente contro il Sagro Tri
bunale dellinquisizione, e contiene tutti gli errori pi
enormi e pi sediziosi bestemmiati sin qui contro la so
vranit e contro la religione cristiana da tutti i pi empii
eretici e da tutti gli irreligionari antichi e moderni...1.
Per esprimere questa sua accusa contro Beccaria, che
dalla critica religiosa era passato a quella sociale, che dal
la polemica contro linquisizione era giunto a chiedersi
quale fosse il diritto stesso di punire, Ferdinando Facchi
nei fini per trovare due termini: Beccaria fu per lui il
Rousseau degli italiani e un socialista. La prima qua
lifica, dopo tutto quello che abbiam detto finora, tuttaltro che inattesa. La seconda continua ancora a stupire i
lettori, che hanno dovuto ammettere come questa fosse
probabilmente la prima volta in cui una lingua moderna
adoprasse il termine di socialista \
1 Riprodotto in

Dei delitti e delle pene cit., pp. 1 7 4 -7 5 .


Ursprung und Geschicbte des Wortes Sozialismus und
seiner Verwandten, Hannover 1 9 6 7 . Per la parola italiana, aggiungere:
f r a n c o v e n t u r i , Socialista e socialismo nell1Italia del Settecento,
in Rivista storica italiana, 1 9 6 3 , 1, pp. 1 2 9 sgg.
2 H ans m lle r ,

beco a r ia ,

IL DIRITTO DI PUNIRE

1 29

Hans Mller ci ha detto che la parola socialista, dap


prima nella sua forma latina e poi, rapidamente, in quella
italiana, nata e si diffusa a mezzo il secolo x v iii ed
stata adoperata, a quanto pare, per la prima volta, dal be
nedettino tedesco Anselm Desing a designare la corrente
del diritto naturale che faceva capo a Pufendorf e a Cum
berland e che poneva la socialitas, listinto sociale del
luomo, alla base stessa dogni diritto di natura. Cosi fa
cendo questi pensatori, questi socialisti finivano, se
condo il polemista cattolico, col far astrazione da ogni ele
mento religioso nella loro visione della societ, col guarda
re ad ogni atto umano unicamente dal punto di vista della
societ, lasciando cadere la rivelazione, la religione, la
chiesa. In questo i socialisti sempre secondo lui, fini
vano col confondersi con gli altri naturalisti, perfino
con gli hobbesiani, che pur negavano la socialitas, ma
che concordavano con loro nella volont di guardare unica
mente ai beni terrestri, ai commoda huius vitae \ De
sing nulla sapeva di Shaftesbury e del suo entusiasmo so
ciale. Ma la sua parola socialista designava proprio
quella corrente di pensiero che, laicizzata, moralizzata,
aveva trovato la propria espressione nel filosofo e deista
1 a n s e l m d e s i n g , Juris naturae larva detracta compluribus libris sub
titulo juris naturae prodeuntibus, ut puffendorfianis, heineccianis, wolffianis, etc.y Monaco 1753, in tre volumi. Si veda la sua critica al concetto
di socialitas vol. I, p. 25. I naturales socialistae e cio Pufendorf e
Cumberland ammettono essi stessi che la religione cristiana donat socialitatem veram. Perch non la pongono dunque al centro delle loro dottri
ne? {Ibid.y p. 69). In realt: Socialitas Puffendorfii caret capite, id est
Deo (p. 75). E altrettanto si pu dire per tutti i naturalistae (p. 77).
Socialistae e naturalistae invano tentano di distinguere tra il diritto
naturale e la rivelazione. Socialistae etiam religionem veram ac revelatam
subjciunt ac subordinant fini societatis {ibid., p. 87). Adopera spesso la
parola sociales praticamente nello stesso senso di socialistae {ibid.,
p. 87 sgg.), concludendo che sententia socialium non est apta ad refraenandos homines ab injustitia {ibid.y p. 97), che anzi doctrina socialium
potius ad evertendam societatem nata est {ibid., p. 100). Essi hanno in
comune con Hobbes lidea che la legge naturale deve servire unicamente
alla conservazione dei beni di questo mondo {ibid., p. 101). Cfr. i l d e f o n s
s t e g m a n n . Anselm Desing Abt von Ensdorf, 1699-1772. Ein Beitrag zur
Geschichte der Aufklrung in Bayern, Mnchen 1929. Sul problema della
socialitas si veda j. N . h e r t i u s , De socialitate primo naturalis juris
principio dissertalo y in J. N. Hertii Commentariorum atque opuscolorum
de selectis et rarioribus ex jurisprudentia universali, publica, feudali et
romana, nec non historia germanica argumentis tomi tres, Frankfurt 1700,
vol. I, pp. 88 sgg.

130

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

inglese. E la stessa parola, nel giro di pochi anni, era de


stinata a passare dal latino allitaliano, e ad essere usata,
per la prima volta in volgare nel 1765, a proposito di Bec
caria. Non designava ormai pi soltanto chi poneva la so
cialit come un elemento costitutivo e primordiale del
l uomo, ma finiva fatalmente per indicare uno scrittore
che voleva una societ di liberi e di eguali e che si era
ispirato a Rousseau. Quasi tutto quello che avanza il
nostro autore... non appoggiato che su i due falsi ed as
surdi principi che tutti gli uomini nascano liberi e siano
naturalmente uguali1. Poveri e ricchi, docili e ribelli,
forti e deboli, gli uomini erano tuttaltro che liberi e uguali, e proprio per questo avevano bisogno di una auto
rit che li guidasse, li punisse. A sua volta questa autori
t aveva necessit della tortura e della pena di morte per
agire, cosi come aveva bisogno, a sua unica possibile giu
stificazione, di una suprema sanzione religiosa. Senza au
torit, costrizione, subordinazione e religione ogni uma
na societ era impensabile. Bastava fare il confronto con
lo stato di natura per persuadersene. Anche nello stato di
primitiva, naturale libert era giusto uccidere per di
fendere la propria vita. Su questo, diceva Facchinei, an
che tutti i socialisti erano daccordo. Come immagina
re che, con la creazione delle leggi, questo originario di
ritto venisse a cadere? Non era certo possibile, atteso il
presente stato e condizione dellumana natura, formare
una societ in cui non si trovi nessuno tanto iniquo che
sia capace di ammazzare per qualunque motivo qualcuno
de suoi consocii. Non credo chun socialista voglia esse
re tanto poco compiacente che non mi voglia accordare
essere ci impossibile2. L istinto sociale non avrebbe
mai prevalso abbastanza da rendere inutile la necessit di
reprimere i delitti. Anche i socialisti sarebbero stati co
stretti ad accettare una simile constatazione. L utopia era
impossibile.
Ma perch la pena di morte? Anche Beccaria si era ri
fiutato di fare sboccare listinto sociale, la socialitas
1 Riprodotto in
2 Ibid. yp. 168.

b e c c a r ia

Dei delitti e delle pene cit., p. 173.

IL DIRITTO DI PUNIRE

1 31

nellutopia. Ma, giunto di fronte alla forca, aveva indica


to una diversa soluzione del problema. Nel disegno da lui
schizzato ed inviato alleditore perch lo facesse incidere
per la terza edizione dellopera sua, nel 1765, si vedeva
una giustizia che aveva le fattezze di una Minerva, fon
dendo in s la legge e la sapienza, che allontanava da s,
con gesto orripilato, le teste mozze che le porgeva il boia,
mentre volgeva invece i suoi occhi benevoli e sorridenti
verso gli strumenti del lavoro, i badili, le seghe ecc. \ Al
la pena di morte bisognava sostituire il lavoro forzato.
Soltanto cosi la societ avrebbe evitato di compiere un
delitto giuridico e il delinquente avrebbe potuto pagare il
suo debito allo stato. Questa sarebbe stata lunica ripara
zione socialmente razionale e utile.
Le implicazioni sociali di una simile soluzione si rive
larono a poco a poco, durante il dibattito che venne al
largandosi, un po in tutta Europa, attorno allopera di
Beccaria. Chiedersi se il lavoro forzato era una risposta
adeguata ai delitti non era soltanto domandarsi se esso
poteva spaventare abbastanza i potenziali delinquenti, se
esso era praticamente applicabile, se cio esso rispondeva
alle esigenze fondamentali di ogni repressione della crimi
nalit. Non sul piano tecnico, penalistico si ebbero le ri
sposte pi significative a Dei delitti e delle pene. Si vide
ben presto che Beccaria aveva voluto in realt rispondere
non soltanto alle esigenze di una umanizzazione e di un
perfezionamento del diritto, ma che il suo pensiero mira
va al centro stesso dellumana societ. Dalle riforme da
lui proposte non fu difficile risalire di nuovo a quelluto
pia potenziale dalla quale egli era partito. Gi il padre
Facchinei saccorse che il lavoro forzato aveva un signifi
cato soltanto se esso fosse ben diverso dal lavoro libero,
se la condizione del condannato risultasse sostanzialmen
te mutata rispetto a quella di chi doveva lavorare per gua
dagnarsi da vivere. Eppure, bastava guardarsi attorno per
1
f r a n c o v e n t u r i , Vimmagine della giustizia, in Rivista storica ita
liana, 1964, h i , pp. 705 sgg., con le aggiunte e correzioni di l u i g i f i r p o ,
Contributo alla bibliografia del Beccaria (Le edizioni italiane settecente
sche del Dei delitti e delle pene), in Atti del convegno internazionale
su Cesare Beccaria promosso dall'Accademia delle scienze di Torino (4-6
ottobre 1964), Torino 1966, pp. 329 sgg.

132

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

accorgersi, diceva, che questa distanza e differenza non esi


steva e che tale era la miseria di chi lavorava da non ren
dere la sua situazione molto diversa da quella che Becca
ria proponeva fosse assegnata ai forzati. Dalla vita che
menava Pimmaginario assassino... a quella dei schiavi non
vi corre chun passo solo... Noi abbiamo davanti agli oc
chi lesempio di moltissimi che menano spontaneamente
una vita pi dura della pili dura schiavit \ Tra la con
dizione dei forzati e quella dei poveri tendeva a scompa
rire ogni differenza. Era la societ stessa, non il giudice,
a condannare i miserabili alla condizione in cui essi si tro
vavano.
La discussione prese ben altra ampiezza quando, nel
1766, il libro di Beccaria venne pubblicato nella versione
francese di Morellet e quando Pautore, nellautunno dello
stesso anno, si rec a Parigi a ricevere gli elogi dei philo
sophes. Anche qui, lasceremo da parte la discussione tec
nica suscitata in Francia, pur cos vivace e varia. In fondo
non era questo il compito di uomini come Morellet Di
derot, Voltaire dHolbach. Quel che pi importa la
loro reazione di fronte al dilemma utopia riforma che
essi in vario modo sentirono presente nelle pagine di Bec
caria. D Alembert fu impressionato dallintrecciarsi, in
quel libro di logica, di precisione et, en mme temps, de
sentiments e dhumanit2. Ragione e sentimento, pola
rit che colpiva ognuno, che era l aspetto pi visibile di
tutto Patteggiamento di Beccaria di fronte alla societ, del
suo socialismo e del suo utilitarismo. Melchior Grimm
non fu sordo allappello riformatore che pagina dopo pa
gina lo scrittore milanese sembrava rendere pi intenso e
pi pressante. Dopo questopera, diceva, era indispensa
bile remdier la barbarie froide et juridique de nos tri
bunaux \ Morellet si sforz di trasformare Dei delitti e
delle pene, traducendolo, in un vero e proprio Trait, in
un sistema giuridico capace di essere la base di un nuovo
1 b e c c a r l a , Dei delitti e delle pene cit., pp. 1 72-73.
2 Ibid., p. 312, lettere di dAlembert a Frisi, del 9 luglio 1765.
3 Ibid., p. 320, tratto da un articolo della Correspondance littraire
dove si trova, alla data del 1 agosto 1765, nel vol. V I delledizione di
Maurice Tourneaux, Paris 1878, pp. 329 sgg.

IL DIRITTO DI PUNIRE

133

codice. Beccaria aveva avuto certo il merito, con il suo


amour de Phumanit e la sua sensibilit tendre da
ver portato lmotion dans lme de ses lecteurs. Mal
heur aux hommes froids qui pourroient parler sans en
thousiasme des intrts de lhumanit: pourvu que cet
enthousiasme ne nuise point la solidit des raisons et
quen se livrant aux mouvemens dune loquence sdui
sante on ne scarte pas du chemin de la vrit \ In real
t, secondo Morellet, Beccaria era precisamente caduto in
un simile errore. Bisognava riordinare quel libro secondo
una disposizione pi logica, pi classica, pi sistematica.
E cos egli fece, attirandosi una vera maledizione da parte
di Diderot, che laccus di aver ucciso quel libro, daver di
strutto il ritmo stesso che ne era la vita, con lintrodurre
le protocole de la mthode dans un morceau o les ides
philosophiques, colores, bouillantes, tumultueuses, exageres conduisent chaque instant lauteurs lenthou
siasme. Perch non rispettare, nella traduzione, quelle
dissonances morales che facevano passare lautore de
la fureur au calme, per poi tornare dalla ragione allentu
siasmo? ". La discussione, anche sul terreno stilistico, fu
ampia in quegli anni, al di qua e al di l delle Alpi. N par
dubbio che rivelasse, anche in questo modo, la realt
pi profonda del pensiero e della personalit di Beccaria.
Rousseau ed Helvtius, sentimento e calcolo riaffiorava
no, come i contemporanei non poterono non vedere, nel
modo stesso, nelle parole e nelle frasi con cui egli aveva
espresso il suo pensiero \
Voltaire era troppo impegnato nella sua battaglia con
tro le ingiustizie e le crudelt dei Parlamenti per risalire
allorigine del libretto che egli tanto ammirava. N que
ste fonti sarebbero state di suo gradimento, se si fosse
soffermato ad esaminarle. La tentazione e la tensione del
1 b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p. 330. La versione di Morel
let, sotto il titolo di Trait des dlits et des peines, traduit de VItalien
d'aprs la troisime dition, revue, corrige et augmente par l'auteur, avec
des additions de l'auteur qui n'ont pas encore paru en Italien, apparve a
Parigi, con lindicazione di Lausanne, nel 1766.
2 Ibid.y p. 40^, tratto dalle uvres compltes cit. di Diderot, vol. I V ,
pp. 60 sgg.
3Ibid., pp. 205 sgg.

*34

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

lutopia non era fatta per lui. Accett Beccaria per ci che
questi affermava contro il disordine e Porrore della giuri
sprudenza. Incaric un avvocato suo conoscente di Besan
on, Christin de St. Claude, di esaminare e sviluppare la
parte pi propriamente tecnica, adattandola alla situazio
ne francese. V aggiunse numerose pagine di vigorosa po
lemica e pubblic il tutto, nel 1766, in gran fretta, sotto il
nome di Commentane. Opera destinata a diventare famo
sa, a diffondersi dappertutto (tra Paltro, la prima opera
di Voltaire stampata al di l delPoceano, nelle colonie
inglesi) \ Rileggerlo dopo aver terminato Dei delitti e del
le pene, in una delle tante edizioni che accomunarono que
sti due scritti nel loro destino, unesperienza utile per
capire quel che avevano in comune e quello in cui differi
vano gli uomini dei lumi a met degli anni 60. Partico
larmente caratteristico il paragrafo sulla pena di morte.
Voltaire non simpegna a fondo nel chiedere la sua abo
lizione. Per lui pi una questione dumanit e doppor
tunit che di principio. Il est vident que vingt voleurs
vigoureux, condamns travailler aux ouvrages publics
toute leur vie servent ltat par leur supplice et que leur
mort ne fait du bien quau bourreau que lon paie pour
tuer les hommes en public. Le implicazioni sociali del
problema sono evitate e sostituite da una generica fidu
cia nel valore morale del lavoro. Forcez les hommes au
travail, vous les rendrez honntes gens2. In Voltaire la
lotta contro il male, la crudelt, lingiustizia sempre pun
tuale, tutta concentrata in questo quellaspetto concre
to. Non porta a generalizzazioni di principio. Anche la
corrispondenza che egli ebbe con Beccaria ne una ripro
va. Voltaire tende sempre a trascinarlo nelle sue batta
glie, a farne un suo alleato contro i giudici che hanno con1 M a r c e l l o T . m a e s t r o , Voltaire and Beccaria as reformers of cri
minal lawt New York 1942; i r a o . w a d e , The search for a new Voltaire.
Studies in Voltaire based upon material deposited at the American Philo
sophical Society, in Transactions of the American Philosophical Socie
ty, nuova serie, vol. X LVIII, parte IV, luglio 1958, pp. 86 sgg.; p a u l m .
s p u r l i n , Beccarias essay on crimes and punishments in eighteenth centu
ry America, in Studies on Voltaire and the eighteenth century, vol.
XVII, pp. 1489 sgg.
2 b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p. 374, tratto dal Commentaire
sur le trait Des dlits et des peines, X, De la peine de mort.

IL DIRITTO DI PUNIRE

135

dannato Calas La Barre. De quelque ct quon jette


les yeux, on trouve la contrarit, la duret, lincertitude,
traire. In mezzo a questo caos legislativo egli si
muoveva meglio di ogni altro e sapeva combattere con
armi taglienti, precise, aggiustate. Quando poi rifletteva
al significato generale della sua battaglia, come ad esem
pio nelle righe conclusive di questo Commentaire, egli ve
deva di fronte a s un perfezionamento della giurispru
denza piuttosto che unopera di trasformazione stessa del
la societ da compiere attraverso un nuovo codice di leg
gi. Nous cherchons dans ce sicle tout perfectionner,
cherchons donc perfectionner les loix dont nos vies et
nos fortunes dpendent \ E quando, in mezzo alla sua
lotta quotidiana, egli alzava gli occhi a guardare pi lon
tano, lobiettivo della sua polemica diventava la religio
ne. Quelle abominable jurisprudence que celle de ne sou
tenir la religion que par des bourreaux - scriveva a Becca
ria il 30 maggio 1768. - Voil donc ce quon appelle une
religion de douceur et de charit! 2.
Piu difficile cogliere la posizione di Diderot. I docu
menti stessi sui quali dobbiamo fondarci per interpretare
il suo pensiero a questo proposito sono incerti e alcune
almeno delle postille allopera di Beccaria che gli sono
tradizionalmente attribuite non possono non suscitare pa
recchi dubbi sulla loro autenticit3. A casa del barone
dHolbach, nella Correspondence littraire del suo amico
Grimm e con il pittore Allan Ramsay egli discusse ani
matamente di questi problemi. Quando questultimo gli
mand una lettera di confutazione delle basi stesse del li
bro di Beccaria, Diderot si affrett a tradurla e a farla
circolare \ La confutazione dellartista scozzese era radi
cale. Non la natura dellumana societ bisognava indaga
1 beccaria, Dei delitti e delle pene cit., p. 379, XXIII, Ide de
quelque reforme.
2 Ibid.y p. 451, tratta dalla Correspondancet a cura di T. Besterman,
vol. LXIX, pp. 159 sgg., n. 14 090.
3 Ibid., pp. 397 sgg.
4Ibid., pp. 543 sgg., tratto da d . d i d e r o t , Correspondance ya cura di
George Roth, vol. V , Paris 1959, pp. 244 sgg. Si veda una non molto di
versa versione in d i d e r o t , uvres compltes cit., vol. IV, pp. 52 sgg. Cfr.
a l a s t a i r s m a r t , The life and art of Allan Ramsay, London 1952.

136

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

re per stabilire una giusta legge penale. Alle forme poli


tiche concrete dogni paese era necessario rifarsi e da esse
trarre anche le armi per la lotta contro i criminali. La sua
visione voleva essere realistica, per cos dire machiavelli
ca, fondata tutta sul riconoscimento della forza, della ne
cessit, del caso come fondamento dogni governo. Gli
sembrava di riconoscere nellopera di Beccaria i caratteri
tipici dellutopia: tout ouvrage spculatif, tel que celui
Dei delitti e delle pene, rentre dans la catgorie des uto
pies, des rpubliques de Platon et autres politiques ida
les, qui montrent bien l sprit, lhumanit et la bont d
me des auteurs, mais qui nont jamais et nauront jamais
aucune influence actuelle et prsente sur les affaires...
Radicale era la sua sfiducia nella capacit riformatrice del
la filosofia. A nulla serviva gridare la propria indignazio
ne. A meno ancora criticare. I fatti, il destino dominavano
il mutamento delle umane cose. Les cris des sages et des
philosophes sont les cris de linnocent sur la roue, o
ils ne lont jamais empch et jamais ne lempcheront
dexpirer, les yeux tourns vers le ciel... Ce nest jamais la
harangue du sage qui dsarme le fort: cest une autre cho
se, que la combinaison des vnements fortuits amne \
N il grido, n il ragionamento servivano a nulla. Utopia
e riforma cadevano insieme di fronte a questo disperato
scetticismo, a questa implacabile freddezza. difficile di
re fin dove Diderot, che pure al pensiero di Hobbes guar
d spesso con grande interesse, potesse essere influenzato
da questa lettera di Allan Ramsay. Possiamo al massimo
ammettere che il crudo realismo di questultimo lo aiut
a compiere un passo di pi verso il tentativo di liberarsi
dal senso di colpa che la tortura, la pena di morte, la cru
delt della societ avevano ispirato a Beccaria, sospingen
dolo in qualche modo verso un pi distaccato e freddo
giudizio sullorigine e la natura del diritto di punire, sul
lincidenza stessa che poteva avere una buona cattiva
legge penale. La societ era dominata dalla volont di
mantenersi al potere di chi governava. Le pene non era
no mai state inflitte in proporzione del danno portato dal
1 BECCARiA,

Dei delitti e delle pene cit., p. 545.

IL DIRITTO DI PUNIRE

137

delitto, mais en raison de la scurit des matres \ In


questa lotta perpetua, quale era la parte dei mali derivan
te dallapparato giudiziario rispetto a quelli che traevano
origine dal caso, dalPincuria, dalla pura e semplice di
sorganizzazione? Il y a environ dix-huit millions dhom
mes en France, on ne punit pas de peine capitale trois
cents hommes par an dans tout le royaume; cest--dire
que la justice criminelle ne dispose par an de la vie dun
seul homme sur soixante mille; cest--dire quelle est
moins funeste quune tuile, un grand vent, les voitures,
une catin malsaine, la plus frivole des passions, un rhume,
un mauvais, mme un bon medecin...2. Simili pensieri Di
derot ripet pochi anni dopo anche a Caterina, nelle sue
Observations sur le Nakaz: Je ne prtends point ter
au Trait des dlits et des peines le caractre dhumanit
qui lui a mrit un si gran succs. Je fais autant de cas que
personne de la vie des innocents et mes opinions particu
lires ne peuvent que minspirer la plus grande commis
ration pour les coupables. Cependant je ne puis memp
cher de calculer \ Diderot non intendeva evidentemen
te, e lo dice egli stesso, giustificare in alcun modo la cru
delt della giustizia tradizionale. Intendeva invece atti
rare lattenzione sulla multitude dinconvnients qui
sont bien autrement graves et auxquels on ne donne au
cune attention4. Potremmo dire che la coscienza socia
le, che si concentrava in Beccaria attorno alle carceri e
alle forche, tendeva in Diderot a disperdersi su tutti gli
aspetti dellumana convivenza. E, data la sua volont di
maggiore distacco, il socialismo tendeva a diventare
sociologia, se vogliamo adoperare termini che sono ap
pena troppo moderni e recenti, essendo luno gi in uso,
come abbiamo visto, e cominciando ad affermarsi la nuo
va scienza sociologica proprio in quegli anni, tra la Scozia
e il continente.
Ma non rischiava Diderot di sminuire e smorzare cosi
1 b e c c a r l a , Dei delitti e delle pene cit., p. 407, tratto dalle uvres
compltes cit. di Diderot, vol. IV , pp. 60 sgg.
2Ibid.
3 DIDEROT, uvres politiquesy a cura di Paul Vemire, Paris 1963, p.
395, Observations sur le Nakazt LXII.
4Ibid, y p. 398.

138

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

ogni volont riformatrice? Se lo chiedeva anche lui. Tor


nava sui propri pensieri, in dubbio, per poi giustificarli
finalmente con laffermazione che una verit era sempre
bene dirla apertamente. Ma anche questo non sembrava
risolver la questione. In realt in Francia, malgrado Vol
taire, malgrado l influenza di Beccaria, malgrado la buona
volont dei filosofi, la riforma del diritto penale proce
dette lenta ed incerta nel quarto di secolo che segu la
pubblicazione di Dei delitti e delle pene. La Francia tar
d ad abolire la tortura, non segu lesempio toscano nel
ricusare completamente la pena di morte, non procedette
ad una nuova codificazione, mantenne un regime carcera
rio crudele. Le ragioni sono molte e vanno cercate nel po
tere dei Parlamenti, nellimportanza politica, come forza
autonoma e di opposizione, che essi andarono prendendo
in quegli anni, cos come, evidentemente, nel crescere del
la pericolosit sociale degli elementi plebei e contadini,
mendicanti e briganti nella Francia della fine dellantico
regime. Gli storici moderni, da George Lefebvre a G. Ru
de, hanno posto laccento su questa spiegazione sociale e
politica, descrivendoci e facendoci conoscere sempre pi
dettagliatamente la situazione delle classi e dei gruppi
nelle campagne e nelle citt. Partendo da una concezione
sociologica questi storici sono giunti a scoprire una real
t che Diderot aveva intuito, a portare il calcolo l dove
egli aveva chiesto venisse utilizzato \ Ma ora che cono
sciamo cos bene tutte quelle cifre, dobbiam pure riporci
il problema se quel ritardo nella trasformazione della
Francia non derivasse pure, almeno in non piccola parte,
proprio da quella sfiducia nelle riforme parziali, da quella
svalutazione dei problemi del codice penale, da quella con
vinzione che fin col prevalere tra i philosophes secondo
la quale soltanto una trasformazione completa, integrale
della societ avrebbe reso possibili quei miglioramenti

1 D i Georges Lefebvre baster ricordare Les paysans du Nord pendant


la Rvolution franaise (1924), La grande peur, 1789 (1932), cos come i
numerosi ulteriori lavori suoi e della sua scuola, che hanno rinnovato la
nostra conoscenza della societ francese al tramonto dellA n tico regime.
D i Georges Rud si veda soprattutto The crowd in history, 1730-1848,
New Y o rk - London 1964.

IL DIRITTO DI PUNIRE

139

che Beccaria invocava scrivendo il suo libro. L utopia


duna transmutazione totale della societ riappariva* in
altra veste, in forma di calcolo sociologico, di delusione di
fronte allincapacit del governo francese, di rivolta e di
speranza, ancora una volta congiunte e unite.
Gi Diderot era parso cedere su un punto decisivo.
L uomo ucciso da una delle tante cause sociali, dalla pro
stituzione dalle carrozze, egli aveva scritto, peut tre
un fripon ou un homme de bien, au lieu que celui qui
tombe sous le glaive de la justice est au moins un homme
suspect, presque toujours un homme convaincu et dont le
retour la probit est desespr \ Diderot finiva cos col
disperare della possibilit di salvare chi era sulla via del
delitto. Secondo Beccaria invece, non le categorie sociali
dovevano guidare la giustizia e neppure quelle morali,
quali che fossero, ma la pura e semplice volont di non uc
cidere, di non proseguire cos la lotta dello stato di natu
ra, di non spezzare in tal modo le basi stesse duna convi
venza sociale quale egli la concepiva.
L abbandono di questa concezione beccariana sembra
aver suscitato nei philosophes parigini una sorta di eru
zione di paradossi, daver sbrigliato la loro fantasia socia
le. tradizionalmente attribuita a Morellet, ad esempio,
lidea, che forse sarebbe pi ovvio attribuire a Diderot, di
fare dei forzati dei veri e propri schiavi i quali, come tali,
sarebbero stati employs la propagation du genre hu
main. I loro figli sarebbero stati lvs avec soin dans
les lieux destins cel. Ci avrebbe avuto, oltre il van
taggio economico di moltiplicare la mano dopera, quello
scientifico di dimostrare la falsit del prjug de la transmissibilit des vices. Il filosofo scatenato che cos ragio
nava non mancava neppure di pensare che si sarebbero
dovuti punire questi forzati nella loro stessa funzione di
riproduttori,riuscendo ad attacher plus ou moins lacte
mme du plaisir, la douceur de devenir pres, Phumiliation et lamertume2. questo uno degli aspetti pi pa
radossali e strani di tutta la casistica settecentesca sulle
1 b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p. 407, tratto dalle uvres
compltes cit. di Diderot, vol. IV, pp. 60 sgg.
2 Ibid., p. 390.

140

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

diverse forme che avrebbe dovuto assumere la repres


sione dei delitti, una volta scartata la tortura e la pena di
morte. Si sarebbe quasi tentati di affermare che limmagi
nazione punitiva, la quale per secoli si era spiegata nellinventare sempre nuovi tormenti, nuove ruote e tena
glie, pi complesse e spettacolari forme per squartare e
fare a pezzi i delinquenti, si riversasse ora nei canali che
il nuovo utilitarismo, il novo calcolo sociale, la nuova
concezione dei rapporti tra lindividuo e la societ sem
brava imperiosamente indicare. Gi Maupertuis aveva
proposto di servirsi dei condannati per eseguire su di lo
ro delle esperienze mediche e lidea venne riproposta, in
Italia, allo stesso Beccaria, dal maggiore economista del
Settecento piemontese, Giambattista Vasco \ Le modalit
del lavoro forzato, onde renderlo sempre pi efficace ed
esemplare, furono il campo preferito di simili speculazio
ni. Nella stessa legge toscana del 1786, il primo codice che
abolisse completamente la pena di morte, non poco cu
rioso leggere gli articoli che riguardano i lavori forzati2.
Nei pi diversi angoli dEuropa si fece a gara per organiz
zare i condannati in modo da dar ragione a Beccaria, per
renderli pi utili alla societ e a se stessi. Tutta la discus
sione sui lazzaretti e le carceri, da Howard a Bentham, fu,
negli ultimi anni del Settecento, un altro tipico punto di
incontro duna autentica, profonda filantropia illuministi
ca e dun nuovo calcolo economico con qualcosa di pi in
quietante, con una antica crudelt che veniva a rivestire
forme nuove e pi razionali.
N mancarono, in Francia, coloro che ripresero e svi
lupparono gli argomenti ai quali gi Facchinei aveva co
minciato ad accennare contro le pene che avrebbero do
vuto sostituire quella capitale, contro la proposta beccariana del lavoro forzato. Il Journal ceconomique e il
Mercure de France del 1770 pubblicavano un Frag
ment d'une lettre de M. Linguet Vauteur du Trait des
1 p i e r r e - l o u i s m o r e a u d e m a u p e r t u i s , Lettre sur le progrs des
sciences (1752), in uvres, Lyon 17$6, tomo II, pp. 375 sgg., 11, Utili
ts du supplice des criminels, e b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p.
2 11 sgg., lettera di Giambattista Vasco e Beccaria, del 31 gennaio 1768.
2Ibid., pp. 258 sgg.

IL DIRITTO DI PUNIRE

1 41

dlits et des peines. Gli pareva vederseli di fronte agli oc


chi, quei forzati. Il faut des gardes vos prisonniers, il
faut des alimens; nourissez-les mal, en les accablant de
fatigues, ils priront bientt; il ny aura de chang que le
nom et lappareil de la peine, car ce sera toujours vous qui
les aurez tus. Il lavoro forzato appariva come unipocri
sia soltanto, di chi si rifiutava di guardare in faccia la pena
di morte. Questa, e questa soltanto era la extrema ratio.
Soltanto le forche avrebbero fermato i ricchi e nobili dallesercitare il loro droit de commettre des crimes sans in
quitude... Votre douceur seroit l appas du crime. Il ne
resteroit la chane que les criminels les plus indigens, les
plus dpourvus de ressources et par consquent les plus
excusables suivant vos principes \ Il vero problema non
stava nelle forche e nei lavori forzati ma in una societ di
visa in miseri e opulenti, in oppressi e oppressori. Fin
quando questa fosse esistita, lumanitarismo prematuro,
lindulgenza fuori stagione facevano soltanto il gioco dei
ricchi e dei potenti. I poveri, gli oppressi avevano ancora
bisogno di protezione, e questa non poteva venire, come
Linguet spieg poi in numerose sue altre opere di quegli
anni, che da un forte e magari dispotico potere centrale.
La discussione sul lavoro forzato and poi allargandosi
in tutta Europa e rivestendo spesso le forme dun calcolo
sempre pi duro e spietato sullutilizzazione della mano
dopera dei condannati richiamando invece i legislatori,
come fece Scerbatov in Russia, al dovere di non masche
rare sotto il nome di lavori forzati della pena dello knut
una esecuzione capitale peggiore di quella che si era volu
ta formalmente abolire2. Il dibattito mise tutti di fronte
ai fatti e ai problemi che non potevano non nascere il gior
no in cui si fosse effettivamente cercato di far passare nel
le cose Dei delitti e delle pene.
1 b e c o a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p. 4.54, tratto dal Journal
conomique, aprile 1770, pp. 171 sgg. e dal Mercure de France, lu
glio 1770, pp. 139 sgg.
2 Si veda soprattutto l e o n r a d z i n o w i c z , A history of criminal law and
its administration from 1750 , vol. I, The mouvement for reform, London
1948; J a m e s h e a t h , Eighteenth century penal theory, Oxford 1963; G u
s t a v r a d b r u c h , Elegantiae juris criminalis. Vierzeln Studien zur Geschi
chte des Strafrechts, Basel 1950; . . S e r b a t o v , Socinenija, a cura di
I. P. Chrusv, Pietroburgo 1898, vol. I, pp. 427 sgg.

142

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

Giuseppe Gorani tent di rispondere a Linguet rifa


cendosi a Montesquieu e fondandosi sullidea che la tol
leranza e la giusta proporzione delle pene avrebbero finito
col diminuire il numero e la crudelt dei delitti. La dol
cezza delle pene era la migliore prevenzione. Una giusti
zia meno armata avrebbe visto un sempre minor numero
di delinquenti. In ultima analisi, le riforme avrebbero mi
gliorato la societ \
Ma lidea che la disuguaglianza e Pingiustizia sociale
rendessero vane queste speranze fin sempre pi col domi
nare, col soverchiare questo dibattito. Nessuno lo disse
pi energicamente di Mably nella sua opera De la lgisla
tion ou principes des loix, pubblicata nel 1776, Panno
della caduta di Turgot, Panno decisivo per le sorti delle
riforme illuministiche in Francia \ Al centro di questo li
bro stava un dialogo tra deux hommes d'un mrite rare,
Pun sudois et Pautre anglois, distintisi ambedue dans
les assembles de leurs pays. L inglese rappresentava il
patriottismo e la filantropia britannica, lo svedese soste
neva i principi delPuguaglianza e la pi austera e rigida
morale politica. Ambedue partivano dal presupposto che
la nature invi toit les hommes la communaut des
biens, ma che gravissimi erano gli ostacoli che si frappo
nevano al rtablissement de Pgalit. Come pensare di
poter abbandonare la pena di morte, come sognare di ren
dere meno gravosi i lavori forzati, le carceri? Quando la
societ, fatta per esser comunista, non riusciva ad esserlo,
tutto costringeva Puomo alla triste, tragica necessit di
stabilire delle dure leggi penali, dinfliggere al proprio si
mile le pi terribili punizioni. Voil ce que cest que da
voir tabli cette proprit qui a fait natre tant de vices
dans le monde et qui force presque le lgislateur tre
barbare. Il est vraisemblable que si les hommes avoient
vcu dans cette heureuse communaut de biens que je
1 BECCARiA, Dei delitti e delle pene cit., pp. 458 sg g ., tratto da G iu se p
p e g o r a n i, Il vero dispotismo, Londra (ma G inevra) 1770, vol. II. pp. 227.
2 b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., pp. 469 sgg., tratto da g a b r i e l
b o n n o t d e m a b ly , De la lgislation ou principes des loix, Amsterdam

1 776, vol. II, pp. 92 sgg., libro III, cap. IV, Que le lgislateur doit faire
aimer ses loix. Les chtimens doivent tre doux. Du pouvoir des bonnes
murs pour attacher les citoyens au gouvernement.

IL DIRITTO DI PUNIRE

143

regretterai ternellement, leurs passions sages, prudentes


et tranquilles sans effort, nauroient pas eu besoin dtre
reprimes par cette svrit terrible dont la justice est
aujourdhui oblige de sarmer. Ma ormai non cera piu
nulla da fare: lutopia era tramontata. Restava il duro
realismo, laccettazione delle leggi duna societ ingiusta.
Ogni speranza di riforma era unillusione. Ogni indulgen
za ai beaux sentimens dhumanit, ogni rifiuto della pe
na di morte, ogni tentativo di sostituirla con altre diver
se pene somigliava in realt cette cruaut sublime de
Tibre que ne faisoit mourir ses ennemis que quand il
avoit puis tous les moyens de les tourmenter. Perch
torturare la gente nei lavori forzati, costringendo i guar
diani a diventare dei mostri, sperando che i condannati si
sarebbero umiliati a servir desempio al prossimo, mentre
essi ritrovavano la loro dignit soltanto in una ribalda
fierezza? Il ny a pas quinze jours que je rencontrai une
bande de malheureux quon envoyoit aux galres... Ils
chantoient de toute leur force... Meglio era accettare la
necessit ineliminabile del diritto di punire, quando luo
mo non era in grado di ristabilire la comunit dei beni.
Meglio non chiudere gli occhi di fronte al patibolo.
Cos gli uomini degli anni 70 e 80 in Francia si anda
rono preparando alla rivoluzione. Le vie erano molte, e
varrebbe la pena di seguire quella, ad esempio, di Brissot
de Warville, anchegli in appassionata discussione con le
idee di Beccaria in quegli anni \ Basta aprire YEncyclopdie mthodique nel volume sulYEconomie politique pub
blicato nel 1788, l dove si discuteva De la peine de mort,
per cogliere questa suprema stanchezza di fronte alle ri
forme, questo scetticismo ormai e realismo trionfante, su
bito prima che avesse inizio la rivoluzione. Momento di
bonaccia prima della tempesta, equilibrio apparente pri
ma che si riaprisse in Francia e in Europa un nuovo ciclo
nei contrasti e nei rapporti dellutopia e della riforma.
1 b e c c a r i a , Dei delitti e delle pene cit., p. .500 sgg., si vedano soprat
tutto, di Brissot di Warville, le Recherches philosophiques sur le droit de
proprit et sur le vol, considrs dans la nature et dans la socit (1780)
e la Thorie des loix criminelles (1781).

Capitolo quinto
Cronologia e geografia dellilluminismo

Un problema politico, la tradizione repubblicana, e un


problema giuridico e morale, il diritto di punire ci hanno
condotti l donde mille strade sembrano dipartirsi, invitan
doci a conoscere lilluminismo in tutti i suoi pi diversi
aspetti. Ma linvito deve rimanere aperto, n mancano
fortunatamente oggi molti che per questa ricerca sono
pronti a rimettersi in cammino. Noi dovremo invece, con
cludendo, guardare allEuropa dei lumi nel suo assieme,
cercando di coglierne il ritmo e di fissarne i confini. Ho
tentato una decina danni fa di far qualcosa di simile in
un rapporto al Congresso degli storici che si tenne a Stoc
colma nel i960 \ Forse potr esser utile dir qui a voce al
ta i dubbi e i ripensamenti, le aggiunte e le correzioni che
mi hanno suggerito i molti studi apparsi nellultimo de
cennio ed anche le ricerche che ho potuto compiere io
stesso, soprattutto sullItalia del Settecento.
I
molti saggi di storia economica del x v iii secolo for
niscono ancora un quadro molto disuguale a seconda delle
varie zone e dei diversi paesi dellEuropa di quellet.
Possiamo conoscere molto bene certi aspetti di quella
realt, mentre numerosi altri restano nellombra. Ma, an
che se gli strumenti che abbiamo a disposizione sono gra
vemente disuguali e talvolta mancano addirittura, non
pi possibile, a mio parere, evitare la domanda che ogni
studioso del x v iii secolo deve ormai porsi, fin dove cio
il trend generale delleconomia francese descrittoci da Labrousse sia valido, pur con tutte le variazioni locali, an
1
f r a n c o v e n t u r i , L'illuminismo nel settecento europeo, i n X Ie Con
grs international des sciences historiques, Rapports, vol. IV , Histoire
moderne, Goteborg-Stockholm-Uppsala i960, pp. 106 sgg.

146

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

che per il resto del continente \ A un periodo di espan


sione che corrisponde al primo quarto del secolo, fanno
seguito la depressione degli anni 30, la ripresa degli anni
40 e un periodo despansione che dura fino al 1770 circa,
per poi essere sostituito da un periodo di alti e bassi che
sfocia sugli anni della rivoluzione. Verificare un simile
trend fuori della Francia spesso difficile. L dove lo
spezzettamento politico grande, come in Italia in Ger
mania, la piccolezza dei mercati locali tende ad offuscare
le linee generali dellandamento economico. In altri paesi,
come in quelli delloriente europeo, la permanenza della
servit contadina d a tutta leconomia una forma diversa
come anche i recenti studi di Witold Kula hanno confer
mato 2. In Inghilterra linizio della rivoluzione industriale
muta anchesso profondamente la situazione3. E cos po
tremmo continuare parlando delle terre pi diverse. Ep
pure, malgrado tutto, par difficile non riconoscere un rit
mo comune, al di l delle differenze locali. Ogni volta che
si riguarda la curva che Labrousse ha tracciato del prezzo
del grano in Francia, ogni volta che si constata laumento
della popolazione europea nel Settecento, impossibile
non dirci che tutta la societ e non soltanto il movimen
to delle idee e della politica ad essere in espansione allini
zio del secol), ovunque in crisi negli anni 30, trovare il
suo apice negli anni ^50 e 60, per poi entrare in un perio
do! cfi profondo turbamento, nellultimo venticinquennio
del secolo. la curva del Settecento, ed quella dellilluminismo.
Ma se queste vero, non meno vero che le situazioni
locali differenziano questo ritmo, creando punte e ritardi,
immobilismi e brusche avanzate. Prendiamo il momento
dellinversione del trend, gli anni 30 e 40, e guardiamo
quel che avviene nei diversi paesi. Nella penisola iberica
gli economisti tornano a riproporre i programmi e le idee
1 . -e . l a b r o u s s e , Esquisse du mouvement des prix et des revenus en
France au x vm e sicle, Paris 1 9 3 2 e G. l e f e b v r e , Le mouvement des prix
et les origines de la Rvolution franaise, in An n ales d histoire cono

mique et sociale, vol. IX , 1 9 3 7 , PP- 1 3 9 sgg.


2 w i t o l d k u l a , Teoria economica del sistema feudale. Proposta di un
modello, Torino 1 9 7 0 .
3 M a t h i a s , The first industrial nation c it .

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

147

che si erano elaborati durante la guerra di successione spa


gnola nel periodo immediatamente successivo, quando
le condizioni fatte al paese col trattato di Utrecht avevano suscitato non soltanto un tentativo di rivincita, ma un
movimento di riforma interna. L opera di Uztariz, pub
blicata una prima volta nel 1724, viene ristampata e ben
pi largamente diffusa nel 1742 \ Come soggiunge Ri
chard Herr nel suo The eighteenth-century revolution in
Spain, two other writers, Bernardo de Ulloa and the mi
nister of finance Jos del Campillo y Cossio joined Uzta
riz about 1740 urging the need to increase Spains manu
factures, commerce and population2. Accanto al razio
nalismo di Feijo e al giurisdizionalismo di Macanaz rina
sceva cosi la volont di una riforma economica3. In Italia
gli anni 30 sembrano il punto pi basso della crisi politi
ca, economica ed intellettuale un po ovunque nel paese.
Giannone in carcere. Radicati muore in esilio. La volon
t riformatrice di Vittorio Amedeo II andava riducendo
si, immiserendosi a Torino. Il viceregno austriaco era
sempre pi debole a Napoli. La politica papale non sem
brava essere mai stata altrettanto fragile. Tuttavia, mal
grado la guerra di successione austriaca, tra il 1740 e il
1748, i sintomi di ripresa sono evidenti. I grandi anziani,
Muratori e Maffei, si volgono sempre pi ai problemi del
la societ, discutono delle usure, del ritmo del lavoro, del
la pubblica felicit. Sallustio Bandini apre la via ai liberi
sti toscani. Carlantonio Broggia, nel 1743, scrive il prin
cipale trattato di materia economica che fosse pubblicato
in Italia prima del Della moneta di Galiani, che del
1 7 5 1 4. In Austria e in Prussia, la data del 1740 segna linizio di unepoca nuova, con lavvento di Maria Teresa e

g e r n im o d e u z t r i z , Tberica y prctica de comercio y de marina,


M adrid 1724, 1742, 17.57. C fr. j. H a m ilto n , The mercantilism of Gerni
mo de Uztariz: A reexamination, in Economics, sociology and the modern
world. Essays in honour of T. N. Carver, a cura di Norman E . Him es,
Cambridge (Mass.) 193.5, pp. 1 1 1 sgg.
r ic h a r d h e r r , The eighteenth century revolution in Spain, Prince

ton 19^8, p. 48.


3 je a n s a r r a i l h , UEspagne claire de la seconde moiti du x v i i i *
sicle, Paris 1954 e j. v ic e n s v i v e s , Manual de historia econmica de
Espana, Barcelona 1959.
4 v e n t u r i , Settecento riformatore cit.

148

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

di Federico I I l. In Francia, con gli anni 40, tutto un


fermento intellettuale nuovo che appare. I manoscritti an
tireligiosi si moltiplicano, ed alcuni trovano perfino la via
delle stampe. Attraverso le opere di Bacone, di Shaftesbu
ry, di Berkeley, il pensiero inglese che si riversa sulla
Francia. Si viene formando rapidamente quel gruppo di
giovani che creeranno PEnciclopedia e che daranno il to
no a tutto lilluminismo francese, Diderot e Rousseau, La
Mettrie e dHolbach, dAlembert e Raynal, Mably e Con
dillac. Le Penses philosophiques di Diderot sono del
1746 e del 1748 YEsprit des loix, che chiude tutta una
et, per aprirne unaltra \
La tendenza generale pare evidente. Ma abbiamo il di
ritto di accostare fatti tanto diversi e tanto disparati? Le
diversit locali non sono pi importanti degli elementi
comuni? Se avviciniamo gli occhi alla pittura, se esami
niamo pi da vicino e pi in dettaglio la situazione in
Spagna, in Italia, a Vienna a Berlino e a Parigi, dovremo
tuttavia concludere che i fili che collegano questi e tanti
altri simili elementi sono pi numerosi e pi solidi di
quanto non appaia in un primo momento, che la circola
zione delle idee pi intensa di quello che avremmo po
tuto sospettare, che le speranze e le aspettative si volgo
no verso una medesima direzione, che effettivamente as
sistiamo allemergere dellEuropa dei lumi. Non siamo
pi di fronte alla crisi della coscienza europea dellinizio
del secolo. N duna continuazione delle dispute fra deisti
e antideisti, fra giansenisti e molinisti, tra lassisti e rigori
1 e d u a r d w i n t e r , Der Josefinismus und seine Geschichte. Beitrge zur
Geistesgescbichte sterreichs. 1740-1848, Brnn-Mnchen-Wien 1943 e
M a n f r e d s c h le n k e , England und das friderizianiscbe Preussen 1740-1763.
Ein Beitrag zum Verbltnis von politik und ffentlicher Meinung im Eng
land des 18. Jahrbunderts, Mnchen 1963. Cfr. W e r n e r k r a u s s , Studien
zur deutschen und franzosiscben Aufklarungy Berlin 1963.
2 i r a o. w a d e , The clandestine organization and diffusion of philoso
phic ideas in France from 1700 to 1750, Princeton 1938; f r a n c o v e n t u r i ,
Jeunesse de Diderot, Paris 1939; p a u l v e r n i r e , Spinoza et la pense fran
aise avant la rvolution, Paris 1954; v e n t u r i , Le origini dell'Enciclopedia cit.; j. T. d e b o o y, Histoire d'un manuscrit de Diderot: La prome
nade du sceptique , Frankfurt am Main 1964; jo h n lo u g h , Essays on the
' Encyclopdie' of Diderot and d'Alembert, Oxford 1968; A critical biblio
graphy of French littrature, vol. IV, The eighteenth century, Supplement,
a cura di Richard A. Brooks, Syracuse 1968.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

149

sti, tra regalisti e curialisti, tra le diverse scuole nate dal


razionalismo cartesiano dalle diverse correnti del diritto
di natura. Qualcosa di nuovo stava nascendo. Dalla Frhaufklarung stiamo passando all1Aufklrung \ Dai pro
blemi religiosi e morali stiamo volgendoci a quelli politi
ci e sociali. Da quelli legali a quelli economici. Dal siste
ma filosofico alla sperimentazione. Dal pirronismo ad una
nuova fede nella natura.
Al centro del quadro sta Parigi negli anni in cui si va
preparando YEnciclopedia. un ambiente gi cosmopoli
ta, anche se composto di oscuri professori tedeschi come
Sellius e di altrettanto ignoti scrittori inglesi come John
Mills. Del resto, anche Diderot e Rousseau sono del tutto
ignoti alPinizio degli anni 40. una nuova generazione,
ed anche un ambiente sociale del tutto diverso da quel
lo di un Fontenelle, di un Montesquieu, dun Voltaire,
per non nominare che gli uomini che dominano allora lorizzonte intellettuale della Francia. un mondo straordi
nariamente vivace di bohmes, di traduttori, di gente che
vive della propria penna e per le proprie idee. Negli anni
in cui Voltaire cerca davvicinarsi alla corte e alPaccade
mia e in cui riesce in modo sorprendente a stabilire un
modus vivendi perfino col papa Benedetto XIV, quando
Montesquieu tratta e discute quasi come una potenza con
il governo francese e con la chiesa della politica del suo
tempo - irrigidendosi e concedendo a seconda dei casi, ve
ro giudice e gran signore, staccato e geniale - , questo
gruppo di giovani sorvegliato da vicino dalla polizia, ri
schia di finire nel castello di Vincennes come Diderot nel
1748, al momento duna generale repressione degli ele
menti eterodossi. Quando il paese sta uscendo finalmente
dalla guerra, questi giovani sono in continua guerra con la
censura, con le regole corporative della librairie, magari
con la propria famiglia, e con lambiente da cui essi deri
vano. un gruppo straordinariamente libero, allinterno
e allesterno. Diderot, che ne lanima, dAlembert, che
lo segue riluttando, Rousseau, che interpreta a modo suo
1 e d u a r d w i n t e r , Frbaufklrung. Der Kampf gegen den Konfessionalismus in Mittel-und Osteuropa und die deutscb-slawiscbe Begegnung,
Berlin 1966.

1^0

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

le idee e gli entusiasmi del gruppo, ricusano per VEnciclo


pedia nascente ogni protezione, cos come ogni rigida or
ganizzazione interna. N stato n accademia, ma un grup
po di liberi filosofi.
Un po ovunque in Europa quel che dicono e fanno gli
enciclopedisti a Parigi tra la fine degli anni 40 e il princi
pio degli anni 50, tra la preparazione e la prima crisi delPEnciclopedia^ nel 1752, seguito con una curiosit e un
interesse che crescono rapidamente. In Toscana, il Gior
nale dei letterati pubblicato in Firenze comincia ad ave
re, fin dal 1747, un eccellente servizio dinformazioni sulPEnciclopedia, e l si possono ritrovare notizie ancor oggi
trascurate dagli studiosi di questo movimento. In Ger
mania ci si accorge presto del fermento irreligioso che ri
bolle a Parigi e le discussioni, le confutazioni si moltipli
cano. I rapporti con lInghilterra, fra coloro che l stan
no apprestando supplementi alla Cyclopedia di Ephraim
Chambers e coloro che questopera stanno traducendo ed
ampliando a Parigi, diventano sempre pi intensi. Le let
tere di John Mills a Thomas Birch, conservate al British
Museum, sono particolarmente curiose in proposito, sot
tolineando tra laltro tutta la differenza che passava tra la
Francia di Luigi XV e l Inghilterra di quegli anni. Di fron
te alla volont del cancelliere, diceva John Mills il 2 1 giu
gno 1745, in this country, far different in that respect
from England, one is forced to obey \
Ma, malgrado tutto questo interesse, anche fuori dei
confini della Francia, per quel che si sta pensando e dicen
do a Parigi (e gli esempi potrebbero essere facilmente
moltiplicati), pur evidente che quella libert, quella
spregiudicatezza che regna nel gruppo dei giovani philo
sophes troppo grande, troppo intensa per essere accolta
dallEuropa nella met del Settecento. Le confutazioni
delle opere sono molte, le edizioni e le traduzioni relati
vamente poche. Non solo delle Penses philosophiques
della Lettre sur les aveugles di Diderot, ma anche dellam
mirevole scritto di dAlembert, del suo Essai sur la soci
t des gens de lettres et des grands, sur la rputation, sur
1 v e n tu ri,

Le origini delVEnciclopedia cit., p. 28.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

les mcnes et sur les rcompenses littraires, pubblicato


nel 17 5 3, vero codice e galateo del libero scrittore, mo
dello al quale bisogna raccostare i comportamenti degli
intellettuali europei di quellet per misurare le distanze
che esistevano allora tra Parigi e gli altri centri della cul
tura europea quanto ad indipendenza, dignit, efficacia
della nascente intelligencija dei lumi \ Il gruppo francese
isolato, unico in Europa.
Eppure, proprio YEnciclopedia getta i ponti e permette
il passaggio tra il pensiero del gruppo parigino e il resto
dEuropa. Il fatto stesso che si tratti dun dizionario del
le scienze e delle arti crea la possibilit della diffusine
delle nuove idee, anche l dove certo non avrebbero potu-.
to giungere direttamente. La cultura tecnica viene colle
gata alle concezioni che Diderot era venuto facendosi del
lavoro, delle macchine, del rapporto stesso tra la philoso
phie e lutile, tra le idee e la societ. La scienza non viene
soltanto esposta ma, dal Discours prliminaire agli artico
li di metodologia di dAlembert, vien vista nella prospet
tiva storica della formazione e del trionfo della moderna
civilt. La politica, il diritto vengono continuamente ri
messi in questione dai problemi pi vasti, filosofici e mo
rali, che Diderot e i suoi collaboratori non cessano di por
re e riporre ai loro lettori. Che importa allora se la pru
denza e la censura obbligano gli enciclopedisti a grande
cautela nel campo religioso? La vecchia obiezione che in
realt il gran dizionario non fu una macchina di guerra, la
constatazione fatta ad esempio da Daniel Mornet che YEn
ciclopedia, vista da vicino, molto pi anodina e magari
ortodossa di quanto la leggenda pretendeva che fosse, fi
nisce col non colpire nel segno. Si trattava di cambiare il
modo di pensare della gente, come Diderot diceva, e per
far questo, a met del secolo, era pi efficace una esposi
zione nuova del rapporto tra arti e lettere, tra scienza e
societ, ordinata magari alfabeticamente, che un pamphlet
in pili di diretta polemica religiosa politica. O, per me
glio dire, era necessaria luna e laltra cosa, come Diderot
sapeva benissimo quando pubblicava insieme le sue Pen1 r. GRiMSLEY, Jean D'Alembert. 1717-178 3, Oxford 1963.

152

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

ses sur interprtation de la nature e i grossi tomi delEncyclopdie che cominciavano ad uscire di nuovo, do
po la crisi del 1752.
Il
confronto tra la situazione in Francia ed il resto
dEuropa ce lo conferma. L opuscolo di Diderot era il
nocciolo francese dun frutto enciclopedico che fu presto
avidamente gustato e consumato in Italia come in Ispagna, in Inghilterra come in Germania1. Il primo tradut
tore italiano del Discours prliminaire fu il doge di Ge
nova, Agostino Lomellini2. Le stampe svizzere e quelle
inglesi moltiplicheranno i dizionari delle scienze e delle
arti. Per un decennio i lumi e YEnciclopedia tenderanno a
coincidere. questa una storia che siamo venuti a cono
scere sempre meglio in questi anni, in cui si sono molti
plicati i lavori sul rayonnement dellopera di Diderot e di
dAlembert.
Su un aspetto varr ancora la pena di soffermarsi un
momento anche perch, contrariamente al resto, non mi
pare sia stato studiato con sufficiente attenzione. In che
misura YEnciclopedia promosse e aiut quel passaggio
dalla politica e il diritto alleconomia, che una delle ten
denze generali e fondamentali tra gli anni 40 e 50 in In
ghilterra come in Spagna, in Italia come in Austria? Non
par dubbio che bisogna rispondere: pi di quanto non si
pensi abitualmente, e fin dallinizio. La figura chiave, nei
primi anni, quella di Franois Veron de Forbonnois,
che scrisse gli articoli di economia politica de\YEnciclope
dia, raccolti poi da lui sotto il nome di Elemens du commerce, nel 17 5 4 3. Nulla di meglio di queste pagine per
venire a conoscere il modificarsi della mentalit economi
ca dopo la met del secolo, proprio quando sta nascendo
l esigenza sempre pi imperiosa di una scienza delleco
1 L Encyclopdie et son rayonnement ltranger, Association inter
nationale des tudes franaises, Cahiers, vol. II, 1952; r o la n d m o r t i e r ,
Diderot en Allemagne, 1730-1850, Paris 1954.
2 s a l v a t o r e r o t t a , Documenti per la storia dellilluminismo a Geno
va. Lettere di Agostino Lomellini a Paolo Frisi, in Miscellanea di storia
ligure, vol. I, Genova 1958, pp. 189 sgg.
3 Cfr. larticolo del resto insufficiente, di C h r i s t i a n m o r r is o n , La place
de Forbonnais dans la pense conomique, in C h r i s t i a n m o r r is o n e r o b e r t g o f f i n , Questions financires aux x vm c et xixe sicles, Paris 1967.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

1 53

nomia. Accanto a Forbonnois sta tutto un gruppo di per


sone, amiche sue e addirittura a lui apparentate, come
Herbert, Butel-Dumond, Plumard de Dangeuil che, so
spinte e aiutate da Vincent de Gournay, pubblicano, negli
anni ^o, un impressionante numero di libri originali e di
traduzioni, facendo della Francia il centro pi vivo di di
scussione che allora esistesse in Europa su questa mate
ria1. Essi compiono, in un campo particolarmente impor
tante, la stessa funzione degli enciclopedisti. Non sono pi
degli isolati come lo furono ancora Melon e Dutot negli
anni 30 e 40. Sono gi un gruppo, una corrente. Sono,
anche da questo punto di vista, il ponte di passaggio tra
gli economisti della prima met del Settecento e i fisiocra
ti che, negli anni 60, costituiranno un movimento cosi
compatto da essere chiamati dai contemporanei addirittu
ra una setta. Quanto allimportanza politica del loro pen
siero basta, per accorgersene, aprire le Remarques sur les
avantages et les dsavantages de la France et de la Grande
Bretagne che Plumard de Dangeuil pubblic con lo pseu
donimo di John Nickolls, nel 1754. Il confronto con la
Gran Bretagna non pi di carattere costituzionale, reli
gioso, politico, culturale. Il paragone tutto economico e
sociale. La libert di cui si parla libert del commercio,
leguaglianza riguarda la propriet e le tasse, la giustizia
consiste in un migliore investimento dei capitali e della
mano dopera. unopera sorprendente di freschezza ed
efficacia. Il confronto, naturalmente, tutto a vantaggio
dellInghilterra. Ora, un simile parallelo e paragone que
sti economisti - che sarebbe meglio conoscere pi da vi
cino piuttosto che continuare ad etichettare sotto il nome
di tardi mercantilisti - non lo compiono soltanto con lIn
ghilterra. Certo questa resta il loro grande modello e son
loro a far conoscere sul continente gli scritti di Davenant,
Joshua Gee, di Charles King, di John Cary. Ma essi si aprono pure, con altrettanto interesse, verso la Spagna, ri
prendendo la discussione sulle cause della sua decadenza,
suggerendo, come Forbonnois, una nuova politica finan
ziaria per questo paese, abitandovi a lungo come Vincent
1 D iaz,

Filosofia e politica nel Settecento francese cit.

154

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

de Gournay, traducendo in francese e commentando Uztariz e Ulloa. Qualcosa di simile, anche se in misura mino
re, i francesi compiono pure per lItalia, e sar sempre
Forbonnois a scrivere il pi interessante commento al
nuovo catasto compiuto negli anni 50 da Pompeo Neri
nella Lombardia austriaca, mentre Plumard de Dangeuil
render visita ad Antonio Genovesi a Napoli e con lui di
scuter dei problemi fondamentali delPeconomia del Mez
zogiorno. La Spagna e lItalia renderanno volentieri la
pariglia a questo gruppo di economisti francesi. Le loro
opere saranno tradotte, e largamente tradotte al di l dei
Pirenei e delle Alpi. Sui loro testi si andranno formando
Antonio Genovesi e Pietro Verri \ Diffusione cos larga
che richiede una spiegazione che vada al di l dei contatti
personali e delle mode intellettuali. Sembra evidente che
proprio questo tardo mercantilismo, se cos vogliamo chia
marlo, era quel che pi si adattava ai problemi dei paesi
che non erano n la Francia n lInghilterra, alle esigenze
cio delle nazioni arretrate che prendevano coscienza del
la propria situazione attraverso il confronto dei paesi pi
ricchi e pi attivi, che cercavano nella cultura dell'Enci
clopedia gli strumenti per rovesciare quella decadenza di
cui sempre pili acutamente si rendevano conto. Tanto
vero che quando Quesnay cominci a scrivere nell 'Enci
clopedia e a gettarvi le prime basi della fisiocrazia, con gli
articoli Fermiers e Grains apparsi nei volumi V I e V II,
del 1756 e 1757, la penetrazione delle nuove idee fu pi
lenta e difficile, non soltanto in Francia ma, soprattutto,
al di l delle frontiere di questo paese. Il passaggio da
Cantillon a Quesnay compiuto allora dal marchese Victor
Riqueti de Mirabeau ebbe certo uneco notevole in tuttEuropa, dove si andarono diffondendo le opere sue VAmi
des hommes e la Thorie de impt. Ma, se si guarda
no le cose pili dappresso, si ha spesso limpressione che
questi volumi fossero accolti pi per quel che avevano di
vecchio che di nuovo, per la loro polemica antiassolutistica piuttosto che per le idee fisiocratiche. La penetrazione
1 v e n tu ri,

Settecento riformatore

cit.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

155

del Tableau e, in genere, delle idee di Quesnay, lenta e


difficile in Germania come in Italia, in Polonia come in
Spagna, e avviene soltanto alla fine degli anni 6o e so
prattutto negli anni 70. Questo vero nel Baden come in
Lombardia. Perfino nei casi come la Toscana, dove pure
sembra di vederne, fin dal 1766, una diretta influenza sul
la politica doganale di Pietro Leopoldo, si tratta spesso
duna ripresa dun liberismo locale, che si mescola alla
polemica liberistica francese degli anni 50, piuttosto che
duna vera e propria adozione di modelli fisiocratici, co
me bene ha dimostrato nella sua monografia su France
sco Gianni Furio Diaz, lo studioso italiano che pi si oc
cupato di queste cose *. Ma questo del passaggio dal tardo
mercantilismo alla fisiocrazia proprio uno dei temi che
stato finora studiato paese per paese, in Polonia, in Ita
lia, in Germania, senza tentare di cogliere un ritmo gene
rale europeo, studiando le diverse situazioni locali ma non
vedendo abbastanza una linea generale, certo non priva di
significato.
La diffusione delle idee economiche che venivano da
Parigi non che un esempio dun ritmo differenziato che
possiamo cogliere fin dai primi echi che andarono rispon
dendo allEnciclopedia negli anni ^o. Malgrado linteres
se presto dimostrato, malgrado gli stimoli apportati dai
volumi che uscirono tra la prima e la seconda crisi del
gran dizionario, tra il 1752 e il 1759, abbiamo spesso
limpressione che Parigi si trovi una decina danni in anti
cipo sullora degli altri paesi. La Spagna sta traversando
una crisi che non dinastica soltanto, in attesa che, nel
1759, giunga da Napoli Carlo III. L Italia sembra ripie
gare su se stessa dopo lo sforzo del dopoguerra. In un so
lo paese, la Lombardia, si apre davvero la via delle rifor1
c a r l FRIEDRICH v o n b ad en , Briefiicher Verkebr mit Mirabeau und
Du Pont, a cura di Cari Knies, Heidelberg 1892; a m b r o is e j o b e r t , Ma
gnats polonais et pbysiocrates franais ( 1767-1774) , Paris 1941; E d w a r d
LiPitfsKi, De Copernic Stanislas Leszczynski. La pense conomique et
dmographique en Pologne, Paris-Varsovie 1961; i n s t i t u t n a t i o n a l D t u d e s d m o g r a p h iq u e s , Franois Quesnay et la physiocratie, Paris 1958;
F r a n o i s q u e s n a y , Scritti economici, Introduzione di Renato Zangheri,
Bologna 1966; f u r i o D iaz, Francesco Maria Gianni. Dalla burocrazia alla
politica sotto Pietro Leopoldo di Toscana, Milano-Napoli 1966.

1 56

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

me, mentre ovunque altrove gli sforzi e i tentativi si fan


no sempre pi lenti e difficili. A Vienna limpero ha conpiuto un primo passo avanti con le trasformazioni realiz
zate da Haugwitz, ma la vita intellettuale ristagna negli
anni 50 e lorizzonte ben presto dominato dalla guerra
che ricomincia. La situazione in Germania straordina
riamente diversa da paese a paese, ma un po ovunque,
gi in quel periodo, impulsi paralleli a quelli che si rac
colgono a Parigi attorno all 'Enciclopedia restano racchiu
si nellarte e nella morale, nella riflessione e nellespres
sione artistica, pi che cercare di uscirne per incidere sul
la realt politica, economica e sociale. Basta pensare al
destino di Lessing per intendere questo fenomeno. In
Prussia i lumi scendono dallalto, assolutismo e riforme
strettamente uniti lasciano un piccolo spazio non soltanto
a gruppi e movimenti ma anche a singoli individui, a filo
sofi indipendenti, come Voltaire dovette personalmente esperimentare. In Inghilterra gli anni 50 vedono i Saggi
di Hume, una sempre vivace vita intellettuale e una in
tensa attivit politica, ma non un moto illuminista che,
come a Parigi, abbia unorganizzazione e un ritmo di svi
luppo proprio, che operi come una forza politica nuova
ed autonoma, tendendo a rimettere in questione a sosti
tuire le organizzazioni ereditate dal passato. Alloriente
dEuropa, in Polonia, le riforme dei piaristi si afferma
no con Konarski e luniversit di Cracovia migliora sotto
Andrzej Stanislaw Zaiuski. Ma si tratta della diffusione
dei lumi, non ancora dun movimento capace dintaccare
in un punto qualsiasi limmobilit sarmatica. Soltanto
con linizio degli anni 60 la situazione comincer a muta
re. In Russia potremo notare qualcosa di simile, con una
penetrazione sempre pi larga della massoneria, col nasce
re di periodici e di riviste e con il sorgere di discussioni
scientifiche, letterarie e morali nel regno di Elisabetta.
Ma latmosfera culturale resta dominata dalla volont
scientifica dun Lomonosov, dallorganizzazione accade
mica dei dotti tedeschi. L eredit di Pietro regna ancora
in Russia. Il colpo di stato di Caterina, nel 1762, dar ini
zio a una nuova epoca, in Russia come in Polonia.
L appuntamento a cui si ritrovarono coloro che erano

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

1 57

in anticipo e quelli che tardavano, chi aveva aperto la


strada e chi vanamente si era sforzato di seguire, era fissa
to negli anni 60, quando gli orologi degli uomini dei lu
mi sembrarono battere insieme le ore, ore decisive per
lEuropa tutta intera. il tempo in cui, scendendo la Vol
ga in battello con i suoi amici e ministri, Caterina traduce
e fa tradurre delle opere degli enciclopedisti francesi, il
Belisario di Marmontel, invitando poi a conoscere e tra
durre un numero sempre maggiore daltri libri che giun
gevano dalloccidente, collaborando lei stessa ai giornali
che vanno sorgendo, favorendo il diffondersi della mas
soneria, contribuendo in ogni modo ad animare con le
nuove idee la gran macchina statale che Pietro aveva co
minciato a costruire. Come dir il poeta Cheraskov, Pie
tro aveva dato alla Russia un corpo, Caterina le dava una
nima. In certo senso era vero: i lumi diventarono allora
lanima della Russia settecentesca1. Dallaltro capo dEu
ropa, in Spagna, Carlo I I I iniziava un processo di moder
nizzazione che incontrava dei grossi ostacoli gi nella tra
dizione popolare e religiosa, ma che, almeno parzialmen
te, riusciva a superarli ad aggirarli aprendo finalmente
un processo continuo di riforma nella penisola iberica,
lento e accidentato, ma che trova ormai una sua logica e
un suo rapporto interno di volont politica e di illumina
zione culturale \ In Italia, let delPAccademia dei Pu
gni a Milano e delle Lezioni di commercio a Napoli, del
labbrivio delle riforme in Toscana e del diffondersi della
volont di mutamento anche negli angoli pi lontani della
1 h o r s t j a b l o n o w s k i, Die geistige Bewegung in Russland in der
zweiten Halfte des 18. Jahrhunderts, in Le mouvement des ides dans les
pays slaves pendant la seconde moiti du xvm e sicle. Atti del colloquio
slavistico tenutosi ad Uppsala il 19-21 agosto i960, Roma 1962, pp. 7 sgg.;
f r a n c o v e n t u r i , Quelque notes sur le rapport de Horst Jablonowski,
ibid., pp. 26 sgg.; Svodnyj katalog russkoj knigi xvm veka, Moskva 19621966, in tre volumi; r a e f , Origins of the Russian intelligentsia cit.; p a u l
b o u r y c h k in e , Bibliographie sur la franc-maonnerie en Russie, completata
e rivista da Tatiana Bakounine, Paris - Le Havre, 1967; p a u l d u k e s , Ca
therine the great and the Russian nobility, Cambridge 1967; m a r c r a e f f ,
Les Slaves, les Allemands et les Lumires , in Canadian slavic studies,
vol. I, n. 4 (1967).
2 Oltre ai libri citati a p. 147, note 2 e 3, cfr. r o b e r t jo n e s s h a f e r ,
The economic societies in the Spanish world (1765-1821), Syracuse 1958
e M a r c e l i n d e f o u r n e a u x , Pablo Olavide ou Vafrancesado (1725-1803),
Paris 1959.

^8

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

penisola, dalle societ agrarie della provincia veneta al


rinnovamento delluniversit di Cagliari, dai tentativi di
Dalmazzo Francesco Vasco per porsi a contatto con JeanJacques Rousseau e per collaborare con lui alla ribellione
della Corsica, alla pubblicazione, a Coira nei Grigioni,
dellopera di Carlantonio Pilati, Di una riforma d Italia \
In Austria, malgrado la censura, la Deutsche Gesellschaft e i primi fogli di Sonnenfels come il suo Der man
ohne Vorhurtheil, pongono in modo nuovo il rapporto tra
lumi e riforma2. In Gran Bretagna, dove si sta preparan
do in Scozia lo sbocciare di un grande movimento intel
lettuale, sentiamo a Londra risuonare il grido di Wilkes
and liberty3. Ovunque, dopo lunga preparazione, sem
bra esser lora della primavera dei lumi. In movimento
non sono soltanto gli intellettuali, ma, nelle forme pi
diverse, anche quei contadini che si riversano a Napoli
per tentar di sfuggire alla fame nella spaventosa carestia
del 1764, la plebe madrilena che provoca il motn de
Esquilace, cosi come la gente che segue Wilkes a Lon
dra. Quanto alle classi politiche, esse sono tutte in movi
mento in Europa, mentre si sta uscendo dalla guerra dei
sette anni. Si vanno allargando in cerchi concentrici le
spinte e le controspinte delle idee e delle riforme, fino ad
estendersi alle colonie inglesi in America e ai reggimenti
della guardi^ a'Pietroburgo.
Pur tantp diversi, i problemi delle varie parti dEuro
pa trovano uh linguaggio e un centro comune nella Fran
cia degjlmni 60 e nella straordinaria vita intellettuale
che si svolge siffle rive della Senna. Proprio quello che la
filosofia ha di astratto - e precisamente in quegli anni si
comincia a rimproverarglielo - permette una penetrazio
ne e diffusione che va al di l delle frontiere nazionali e
delle differenze di struttura sociale. Certo curioso vede
re il Contrat social servire in Polonia di scudo ai conser
vatori, a coloro che rifiutano ogni riforma dellaurea liber
1 Illuministi italiani cit., voli. I ll, V, V II.
A study in Austrian intellectual history. From late
baroque to Romanticism, New York i960.
3 g e o r g e r u d e , Wilkes and Liberty. A social study of 1763 to 1774,
O xford 1962.
2 ROBERT a. k an n ,

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

159

t sarmatica e Dei delitti e delle pene diventar l stru


mento in mani dei nobili che trovano nel rifiuto della pe
na di morte e nella dolcezza delle pene un pretesto di pi
per i loro arbitri \ Ma anche questo il prezzo che deve
essere pagato perch un pensiero politico e giuridico nuo
vo possa essere ascoltato da una parte allaltra dEuropa.
A Parigi, la tensione tra utopia e riforme cos forte da
polarizzare tutti i conflitti e le contraddizioni dei pi di
versi paesi attorno ai termini che vanno dettando Rous
seau e Boulanger, Voltaire e dHolbach, Quesnay e Galiani.
A guardar pili da vicino il troupeau des philosophes,
si vede, malgrado i continui appelli allunione che giungo
no da Ferney, che esso profondamente diviso. Ma la
sua lotta interna feconda, multiforme la ricerca delle
pili diverse vie per giungere ad una societ completamen
te liberata dalla religione, tutta comprensibile nei suoi
meccanismi politici ed economici, trasparente e control
lata dalla ragione. Se si pensa che era passato poco pili di
mezzo secolo da quando Pierre Bayle aveva sostenuto li
potesi che era possibile una societ di atei, si vede quan
to cammino avesse percorso il Settecento. Ormai questa
societ esisteva ed era ben viva. Economicamente essa avrebbe dovuto funzionare secondo leggi evidenti, con il
sangue che circolava secondo un circuito che il dottor
Quesnay aveva chiaramente disegnato e di cui era ormai
possibile prevedere le tappe di sviluppo, come i fisiocrati
stavano insistentemente mostrando. Politicamente, il di- vario tra quel che la societ avrebbe dovuto essere e quel
che era la Francia degli ultimi anni del regno di Luigi XV
si faceva ogni anno pi drammatico. Che davvero fosse ne
cessario seguir lesempio di Medea, come diceva Diderot,
la quale rendit la jeunesse son pre en le dpeant e le
faisant bouillir? Non era pili possibile accettare insieme
limmobilismo e le restrizioni della libert che lantico
1
Sullaccusa di astrazione e il suo significato, cfr. f r a n c o v e n t u r i ,
Galiani tra enciclopedisti e fisiocrati, in Rivista storica italiana, i960,1,
pp. 45 sgg. Sulla Polonia, alle opere citate nel cap. I li, p. 113 , nota,
aggiungere soprattutto j e r z y m i c h a l s k i , Problem ius agratiandi i kary
imierci w Polsce w latach siedemdxiesiqtycb xviii w., in Czasopsismo
prawo-historyczne, tomo X, 1958, fase. II, pp. 175 sgg.

i6 o

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

regime imponeva \ Un gran modello di societ democra


tica era apparso nel 1762, con il Contrat social. Una ra
zionalizzazione di tutti i rapporti sociali era richiesta ovunque, in mille polemiche, contro il feudalesimo come
contro la legislazione tradizionale. Le opere di NicolasAntoine Boulanger offrivano una visione particolarmente
efficace dello sviluppo dellumanit dal mondo della reli
gione a quello della ragione. La Lettre che apriva ledizio
ne postuma delle sue Recherches sur l'origine du despo
tisme orientai (e penso avesse ragione Voltaire ad attri
buire questa Lettre alla penna di Diderot) proclamava or
mai apertamente la candidatura dei lumi a reggere il mon
do 2. L esprit gnral qui se monte de plus en plus sur le
ton de la raison et de lhumanit... le progrs des connoissances, ce fleuve immense qui grossit tous les jours... la
soif pour linstruction dimostravano ormai a tutti che la
societ non aveva pi bisogno desser governata par ces
ressorts surnaturels quon appelle religion et rvlation.
Bastavano les lois naturelles, sociales et civiles. La
raison et la loi fonde sur la raison doivent tre les uni
ques reines des mortels... Lors quune religion tablie com
mence plir et steindre devant les lumires dun si
cle clair, ce nest plus qu cette raison quil faut imm
diatement recourir pour maintenir la socit et pour la sau
ver des malheurs de lanarchie... A qui donner une telle
commission si ce nest la philosophie? Elle ne doit pas
mme attendre quon la lui donne; elle a fait du pass lo
bjet de ses tudes, elle doit faire du futur un plan de phi
losophie politique... On a dit YEurope sauvage, YEurope
pay enne y on a dit YEurope chrtienne, peut-tre dira-t-on
1 DIDEROT, Rfutation suivie de Vouvrage dHelvtius intitul L hom
me, in uvres compltes cit., vol. II, p. 276. Cfr. d i d e r o t , Mmoires
pour Cathrine II, a cura di P. Vernire, Paris 1966, pp. 20 sgg. e quanto
aveva scritto Helvtius nellopera sua postuma, apparsa nel 1775, De
lhomme, de ses facults intellectuelles, et de son ducation. Sulla reazio
ne delle autorit francesi, J a c q u e s d o n v e z , Diderot, Aiguillon et Vergennes, in Revue des sciences humaines, nuova serie, fase. 87, luglio-set
tembre 1957, pp. 287 sgg. Sui problemi generali di quegli anni, d ia z , Filo
sofia e politica sul Settecento francese cit.
2 f r a n c o v e n t u r i , Postille inedite di Voltaire ad alcune opere di Nicolas-Antoine Boulanger e del barone DHolbach, in Studi francesi,
1958, fase. 2, pp. 231 sgg.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

encore pis, mais il faut quon dise enfin YEurope raison


nable \ A questo appello avrebbero risposto presto le
innumeri pubblicazioni del gruppo di dHolbach. L atei
smo conclamato veniva a confermare questa philosophie
politique. Come il barone stesso spiegava, ormai non ce
ra pi bisogno di preti, perch i giudici sapevano fare il
mestier loro2. La compagine sociale era capace di vivere e
di controllarsi senza Dio. I filosofi chiedevano ormai ener
gicamente di guidarla.
Ovunque nellEuropa dei lumi ritroviamo questa pre
tesa e questa volont di porsi alla testa e alla direzione
della societ. A seconda delle diverse situazioni questa
spinta prende le pi diverse forme. In Francia essa cer
to pi estrema, pi integrale, pi utopica e pi rivoluzio
naria. Ma anche l sbocca dapprima in una volont rifor
matrice, nel tentativo di Turgot del 1774. Gi nellagosto
del 1772 Diderot, che pur non lo amava, soprattutto per
l atteggiamento che questi aveva tenuto nella crisi delYEnciclopedia nel 1759, gli scriveva tuttavia: Quand je
suis seul et que je rve quil y a pourtant encore parmi
nous des hommes capables de reparer nos dsastres, vous
tes un des premiers qui se prsentent ma pense3.
Turgot stesso, che i suoi amici fisiocrati accusavano desser nemico dogni despotismo, anche legale, desser pi
repubblicano che monarchico, non fin forse col compie
re lunico grande tentativo di quel che chiamiamo dispoti
smo illuminato, di cui fosse capace la Francia negli ultimi
decenni dellAntico regime? \ Non ci stupiremo dunque
di vedere a Milano i membri dellAccademia dei Pugni di
ventare rapidamente degli alti funzionari della Lombar
1 Lettre de lauteur a M.*** (Helvtius), premessa alle Recherches sur
Vorigine du despotisme oriental. Ouvrage posthume de Mr. B.I.D.P.E.C.
(Boulanger ingenieur des ponts et chausses), s. 1. (ma Ginevra) 1761, pp.
m sgg.
2 Le christianisme dvoil, ou examen des principes et des effets de la
religion chrtienney(Nancy?) 1761, Lettre de Vauteur Monsieur***. Non
vero, come diceva Voltaire, che era necessaria una religione per il popolo.
C est la loi qui contient les gens du peuple et quand un insens leur diroit de voler ou dassassiner, le gibet les avertiroit de nen rien faire.
3 GEORGES d u l a c , Une lettre de Diderot Turgot, in Studi francesi,
n. 36 settembre-dicembre 1968, pp. 454 sgg., lettera del 9 agosto 1772.
4 d o u g la s d a k in , Turgot and the *ancien regime' in France, London
1939.

1 62

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

dia austriaca e operarvi delle riforme fondamentali, n


Aranda, Campomanes, Olavide, Jovellanos trasformarsi
nella classe dirigente della Spagna di Carlo I II , n i ma
gnati polacchi mutarsi in riformatori e il governo di Ca
terina II fare appello alla Commissione legislativa, an
cora FUniversit di Lipsia, allepoca di Hommel, farsi cen
tro di attive riforme, altre terre tedesche, come il Ba
den, vivere allora della fisiocrazia. A Genova, per due an
ni, il doge Agostino Lomellini, il traduttore ed amico di
d Alembert. Il potere e i filosofi si cercano, convergono
divergono a seconda dei momenti e delle circostanze. Le
loro lotte e i loro accordi dominano lEuropa repubblica
na cosi come quella monarchica, quella mediterranea cosi
come quella centrale ed orientale.
Un solo paese assente in questo spiegamento dei lu
mi tra gli anni 60 e 70, ed lInghilterra. Che proprio
il paese che si va preparando alla rivoluzione industriale
sia poi quello in cui non esiste un movimento illuminista
cosa che basterebbe da sola a far dubitare della troppo
spesso ripetuta interpretazione marxista dei lumi come
ideologia della borghesia. N vale dire che la rivoluzione
borghese lisola britannica laveva gi compiuta un secolo
per l innanzi, ch gli storici delleconomia son li per spie
garci che le trasformazioni interne dellInghilterra duran
te il Settecento sono fondamentali, essenziali. Resta il fat
to che a Londra non si forma un parti des philosophes,
il quale chieda di dirigere la societ, che le lotte allora
esistenti - basta pensare a Wilkes and liberty - non
son quelle di una intelligencija nascente. Anche il gigan
te inglese dei lumi, Gibbon, non solo strettamente le
gato alla cultura del continente ma rimane un grande
isolato, una torre solitaria nel suo paese. N la ripresa
della tradizione dei commonwealthmen e uomini come
Thomas Hollis bastano a colmare questa lacuna, per inte
ressanti che siano. Curiosi e significativi proprio perch
sembrano sostituire qualcosa che manca. Il radicalismo
inglese nasce anchesso attorno al 1764, ma ha caratteri
ben diversi dalla filosofia del continente. Bisogner aspet
tare gli anni 80 e 90 per trovare i Bentham, i Price, i
Paine e i Godwin. Il ritmo, in Inghilterra, diverso.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

1 63

Suppongo che per capire questa situazione la cosa pi


utile sia di guardare alPaltro capo dellisola britannica, e
volgere lo sguardo alla Scozia. L troviamo invece tutti
gli elementi essenziali dun moto illuminista. Anzi, pro
prio negli anni 70, essa diventa una delle punte pi avanzate nelleconomia e nella storiografia di tutto il mo
vimento europeo. Basterebbe pensare alPimportanza che
acquista ben presto la cultura scozzese, a Parigi come a
Napoli, a Knisberg come a Mosca, per rendersene conto.
Naturalmente per concludere in materia, attendiamo uno
studio complessivo sulla Scozia illuminista che una
delle ricerche pi attese e pi necessarie nel campo del
la storiografia del Settecento in tuttEuropa \ Ma pur
tentante osservare come i lumi nascano e si organizzino l
dove il contatto tra il mondo arretrato e quello moderno
cronologicamente pi brusco, geograficamente pi vici
no. il dislivello tra la Scozia tradizionale e la Glasgow
e PEdimburgo settecentesche che esigono e fanno sorgere
dei gruppi e delle societ simili a quelle patriottiche del
continente, che concentrano lattenzione sulleconomia e
sulla societ, che ripongono tutti i problemi del rapporto
fra la filosofia utilitaristica e una nuova politica. il con
trasto con la classe dirigente tradizionale a far sorgere una
inteffigencija cosciente della propria funzione e della pro
pria forza. Guardata da Milano da Parigi, la Scozia de
gli anni 60 e 70 sembra un terreno noto, familiare, pur
con tutta la sua originalit e la sua straordinaria vitalit
intellettuale. Ferguson e Millar sono dello stesso mondo
di Filangieri e di Condorcet. Il dottor Johnson un dio
indigeno inglese.
La struttura della politica inglese ha certo un gran peso
nel determinare queste e simili differenze e distanze. Il
fatto stesso che si sia pensato di studiarla facendo comple
tamente astrazione dalle ideologie, dai nomi stessi di
1
Cfr., tra le cose pi recenti e pi stimolanti, d u n c a n f o r b e s , Scien
tific Whiggism. Adam Smith and John Millar, in Cambridge Journal,
vol. III, 1954, pp. 643 sgg.; w i l l i a m c. le h m a n n , John Millar of Glas
gow. 1735-1801. His life and his contributions to sociological analysis,
Cambridge i960; ad a m f e r g u s o n , An essay on the history of civil society.
1767, a cura di Duncan Forbes, Edinburgh 1966; A. j. y o u n g s o n , The ma
king of classical Edinburgh, Edinburgh 1968.

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

whig e di tory y da ogni riferimento intellettuale pur


molto significativa. Sir Lewis Namier, anche guardato dal
punto di vista del continente settecentesco, ha ancora
molto da insegnarci, non fossaltro per la straordinaria energia con cui ha tenuto fede al suo metodo. Ma si ammet
ter che sarebbe pur molto difficile scrivere una storia de
gli anni 60 e 70 in Francia facendo completamente astra
zione dai legami con i fisiocrati e con gli antifisiocrati di
Turgot e di Necker, una storia di Milano senza parlare dei
contatti di Beccaria di Verri con il mondo degli enciclo
pedisti parigini. Anche un libro che ha tentato di rico
struire la struttura della banca protestante, come quello
di Lthy, termina con una interpretazione, del resto mol
to intelligente e suggestiva, delle idee fisiocratiche \ E an
che l dove i lumi possono talvolta parere, anche se a tor
to, soltanto come una moda, un ornamento, una propa
ganda, come in Polonia in Russia, essi si dimostrano ben
presto ineliminabili, come ha dimostrato il libro di Jean
Fabre2. Se si supera artificialmente questo ostacolo, tut
ta la prospettiva ne esce falsata, come accaduto a Lortholary \
Qualche volta, leggendo e rileggendo gli scritti di sir
Lewis Namier, mi venuto fatto di pensare che il suo me
todo, sul continente, adatto soprattutto per penetrare
nel mondo compatto, apparentemente uniforme e pur co
s pieno di contrasti, dei patriziati delle antiche repubbli
che italiane, o, in genere, dei corpi nobiliari degli stati ari
stocratici. Non che anche a Venezia, per fare un esempio,
non penetrino i lumi, che anzi essi sono molto diffusi, co
me i recenti studi di Berengo, di Torcellan hanno dimo
strato \ Ma non riescono a diventare un movimento che
incida profondamente sulla realt. Restano spesso piut
1 H.
volumi.

l th y ,

La banque protestante en France, Paris 1959-61, in due

2 f a b r e , Stanislas-Auguste Poniatowski et l'Europe des lumires cit.


3 a l b e r t l o r t h o l a r y , Le mirage russe en France au xvm e sicle, Pa

ris 1951.
4 m a r in o

b e r e n g o , La societ veneta alla fine del *700, Firenze 1956;


G ia n fr a n c o t o r c e l l a n , Una figura della Venezia settecentesca. Andrea
Memmoy Venezia-Roma 1963 e id ., Settecento veneto e altri scritti storici,

Torino 1969.

CRONOLOGIA E GEOGRAFIA DELLILLUMINISMO

1 65

tosto una cultura che una forza politica. Come in Inghil


terra, dove la situazione naturalmente ben diversa, e
dove pure gli ultimi decenni del Settecento trascorrono
luno dopo laltro senza che il meccanismo delle riforme
politiche riesca a mettersi in moto. L Inghilterra, nellet
dei lumi, davvero una eccezione e la struttura della sua
politica conta non poco nello spiegarci un simile fatto.
Eccezione significativa tuttavia se la si mette in rap
porto con quel che contemporaneamente sta accadendo
sul continente. Evidentemente non possiamo acconten
tarci delloriginalit britannica come spiegazione. Il caso
suo, direi, guadagna ad essere inserito nella storia di tutto
il Settecento. E il raffronto tanto pi importante in
quanto negli anni 70 stiamo entrando, in tutta Europa,
nellet delle grandi riforme e delle reazioni contro di es
se. L et di Turgot e di Giuseppe I I anche lepoca in
cui l espansione economica di tre decenni viene sostituen
dosi con un periodo di incertezza, di bruschi salti. Del re
sto le riforme costano e sotto questo peso anche i piccoli
capolavori dellilluminismo riformatore, come la Toscana
di Pietro Leopoldo, finiscono col trovarsi in difficolt, do
po venticinque anni di lavoro.
Il
ventennio che precede la rivoluzione francese vede
dapprima lontane, ai margini, le insurrezioni e le rivolte
dei corsi, di Pugacv, delle colonie americane, tanto lon
tane che non paiono quasi neppure in Europa. Ma la ri
presa dellopera degli assolutismi, la lotta contro i corpi
locali, la rapida crescita, attraverso le nuove giunte e com
missioni, e lo svilupparsi sempre maggiore dellammimstrazione centrale, creano urti sempre pi gravi con i Par
lamenti in Francia, con le autonomie tradizionali nella
Fiandra austriaca, con la nobilt in Ungheria, e finalmen
te anche con quella classe dirigente che era salita al potere
alla fine degli anni 60 a Milano, cosi come con le autono
mie locali della Catalogna ed anche con linquisizione in
Spagna. A llopera dello stato centralizzato si vengono con
trapponendo le forze pi diverse. E gi lideale duna li
bert costituzionale, cosi come il nuovo spirito dindipen
denza che trova il suo modello lontano in America comin
ciano ad albeggiare. La tensione tra utopia e riforme ere-

1 66

UTOPIA E RIFORMA NELLILLUMINISMO

see ovunque. Nella Napoli di Filangieri e di Pagano e nel


la Russia, dove si sta formando il primo uomo della na
scente intelligencija, Aleksandr Radiscev. Nella Spagna di
Jovellanos e di Goya e nella Francia, dove sta sorgendo,
con Raynal, Brissot de Warville, Mably, con Diderot an
cora, il linguaggio della rivoluzione, dove lansia dun
mondo nuovo prende forme aberranti e patologiche (co
me quel mesmerismo tanto lucidamente rievocato recen
temente da Robert Darnton1) e dove basta alla fine una
brusca crisi economica, come pur tante ne aveva conosciu
te lAntico regime, per far precipitare la situazione.
Con la partecipazione alla guerra americana, con la ri
volta delle Province Unite, il cerchio della rivoluzione era
andato restringendosi attorno alla Francia. Con il 1789
essa raggiunse il focolare dei lumi.
1 ROBERT d a r n t o n , Mesmerism and the end of the Enlightenment in
France, Cambridge (Mass.) 1968.