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Da LItaliano, 30 settembre

1927
Lon. F. Ciarlantini (*), quale
rappresentante del libro italiano,
ha tenuto a Buenos Ayres la
seguente conferenza:
Signori, signorine e signorite,
vengo fresco frescone con questa
mia per dirvi, come gi sapete
punto e virgola perch sono
diventato
larbitro
e
il
rappresentante agli affari interni e
allestero di quella cultura
italiana che trova in me e in
2

Lorenzo Giusso virgola mio


ispiratore virgola il pi quadrato,
il pi solido, il pi massiccio, il
pi tetragono e dodecagono
difensore virgola e applausi. S!
S! Ve lo dico e ve lo ripeto: io
sono un fenomeno culturale oltre
che politico e ve lo giuro nel capo
dei vostri bambini punto
esclamativo che saranno la
consolazione dei loro genitori
punto. Ero venuto dunque per
dirvi quello che ho gi detto e che
cio se i nostri posteri
ritornassero
al
mondo
e
vedessero in che modo io
3

rappresento e sintetizzo la cultura


italiana, lo immaginereste voi che
cosa direbbe Lorenzo Giusso? Ed
appunto su questo tasto che io
non amo fermarmi. Laonde io di
qui non mi muovo! Credete forse
che io sia un rappresentante
fittizio? No! No! Io sono
inamovibile vivaddio! La cultura,
signori miei, comincia dal
mattino e ha loro in bocca. Dal
Risorgimento al Rinascimento e
gi verso la Rinascente voi avete
conferma di quanto io sto per
dirvi: che non c rosa senza
spina il che vuol dire quello
4

ognun sa. Il libro non ed allo


stesso tempo, fu e sar sempre lo
stesso, come sempre la stessa la
poesia, ovvero non ho bisogno di
insistere.
Eravamo
dunque
rimasti a Flavio And Ma dove
and Flavio And? Non lo so! Lo
sapete voi? (Il pubblico scatta in
piedi ed urla: lo giuro!)
(*)Franco
Ciarlantini
(1885-1940;
ex
socialista,
presidente della Federazione
nazionale
dellindustria
editoriale, fondatore della casa
editrice Alpes e della rivista
5

Augustea), che aveva affidato a


Valentino Piccoli lincarico di
dirigere una collana di volumi
intitolata I precursori del
fascismo.

Da LItaliano, 31 gennaio 1929


1.Tutti siamo precursori di un
qualcosa che non si sa.
2.I precursori, per essere
autorizzati ad essere tali,
debbono prima morire.
6

3.I giuocatori in borsa che


vincono sono tutti precursori.
4.I precursori sono gli agenti di
una societ di previdenza: La
Reale Grandine storica.
5.I precursori sono podisti che
non arrivano mai al traguardo
per mancanza di fiato e, caduti a
terra, prima di morire, lanciano
il fazzoletto in avanti. Quel
fazzoletto a volte lo si raccoglie
e se ne fa una bandiera.
6.I precursori vivono a sbafo
dellavvenire.
7.I Barbanera non fanno la storia.
8.Precursore che non la inzecca,
7

buono per unaltra volta.


9.La storia si fa i precursori e poi
se li mangia.
10.A questo mondo di prevedibile
non esiste che la morte.

Da PARLIAMO
DELLELEFANTE
(FRAMMENTI DI UN
DIARIO)
Duclos, giorni fa, diceva:
Signori, parliamo dellelefante
(un giovane elefante di cinque
anni che destava la curiosit dei
parigini); la sola bestia di una
certa importanza di cui si possa
parlare, in questi tempi, senza
pericolo.
GRIMM,Correspondance
1938
9

1 marzo
Rileggo Le mie prigioni, libro
splendido, perfetto. Ogni riga
meditata, calcolata con astuzia
estrema. Accanto alla Capanna
dello zio Tom il pi bel libro di
propaganda politica che sia mai
stato scritto. Per abbattere
lAustria valsero pi due capitoli
delle Mie Prigioni che due
reggimenti di La Marmora.
2 marzo
Certo, il fascismo conosce i
nostri lati deboli: la sua sola
forza, dice B.
5 marzo
10

gi lalba. Vaghiamo da quattro


ore nelle strade deserte dietro il
Pantheon. Cardarelli, pallido, con
le labbra nere di vino, inneggia ai
tempi
antichi.
Mezio
lo
contraddice malizioso. Borgatti
cammina avanti, saltando le
pozzanghere. Di tanto in tanto si
arresta e dice:
Andiamo a letto; ne riparleremo
domani sera di Silla!
Penso che per colpa di queste ore,
trascorse senza scopo, avr male
alle ossa. Ogni notte scivoliamo
da unosteria allaltra come da
una chiavica allaltra scivolano i
11

topi.
A
cinquantanni,
incolperemo la rivoluzione di non
averci lasciato il tempo di
studiare: Siamo stati uomini
dazione, diremo, negli anni
pi belli, quando la mente era
fresca
10 marzo
Parigi. Citt fluviale e bottegaia.
Tutto
grigio,
fradicio,
straordinario. Qui si amano le
donne vecchie, la cera e
loleografia. Si sente la presenza
di un verme colossale, un verme
storico, che gode di una pensione
governativa.
12

14 marzo
Roma. Domenica. Chiesa di San
Carlo al Corso.
Il pubblico d la caccia ai buoni
posti attorno allaltar maggiore. Il
fascio di luce che entra dal
finestrone illumina un chierico
dal viso ebete. Gran rumore di
seggiole. Le note dellorgano e lo
scricchiolio delle scarpe nuove
degli impiegati. La stola verde
del prete e loro vecchio dei
candelabri. Un pubblico distratto,
che si annoia, stanco di restare in
piedi. Il suono ferruginoso
dellorgano rintrona sotto le
13

volte. Una vecchia appoggia una


bottiglia verde, piena di latte,
sulla balaustra di marmo di una
cappella, poi singinocchia. Due
bianchi angeli di gesso con grazia
mondana salzano sulle punte dei
piedi per porgere fiori a un brutto
quadro. Un ufficiale della Milizia
finge di pregare e sbircia una
signora bionda con una volpe
argentata su una spalla. E
lultimo barocco romano.
Sul soffitto scritto a lettere
doro:
Quam terribilis est locus iste.
15 marzo
14

Vissero infelici perch costava


meno.
21 marzo
Domando al fratello del nonno,
vecchio garibaldino:
Dimmi, che tipo era Garibaldi ?
Garibaldi? Cosa vuoi che ti dica:
Garibaldi era Garibaldi:
22 marzo
La noia segue lordine e precede
le bufere.
16 giugno
Fra
ventanni
nessuno
immaginer i tempi in cui
viviamo. Gli storici futuri
leggeranno
giornali,
libri,
15

consulteranno documenti dogni


sorta, ma nessuno sapr capire
quel che ci accaduto. Come
tramandare ai posteri la faccia di
F. quando in divisa di gerarca e
scende dallautomobile?
26 luglio
Bisogna trovare un fratello al
milite ignoto.
27 luglio
Sono fanatici, ma non senza
conservare qualche amicizia
fraterna nel campo avversario.
28 settembre
Sua Eccellenza fuori posto,
mi dice lusciere.
16

Lo so, lo so.
29 settembre
Pittori Ufficiali. I loro pennelli
sono carichi di medaglie come
lasta delle bandiere di certi
reggimenti.
4 novembre
Festa nazionale. una data che
festegger per altre ragioni.
Cento
anni
fa,
Stendhal
cominciava La Chartreuse de
Parme.
12 novembre
Nel primo volume della nuova
enciclopedia Meyer, rivista e
corretta dai nazisti, sono apparse
17

alcune voci che meritano di


essere lette. Te ne ho trascritta
una, mi dice Tilgher porgendomi
un foglietto sul quale leggo:
Bergner,
Elisabeth:
attrice
israelita che manifesta una finta
emozione interpretando certi
ruoli shakespeariani.
15 novembre
Veterani si nasce.
28 novembre
Gerarchi: la grande attivit di chi
non ha nulla di serio a cui
pensare.
11 dicembre
Sono un carciofino sottodio.
18

14 dicembre
I versi che pi mi toccano sono i
seguenti, scritti per la morte di
Umberto I:
Nella stazione di
Monza
Entra il treno che
ronza.
Hanno ucciso il re,
con palle tre.
15 dicembre
Fanfare, bandiere, parate.
Uno stupido uno stupido. Due
stupidi sono due stupidi.
Diecimila stupidi sono una forza
storica.
19

16 dicembre
Alcuni bimbi poveri discorrono
con altri bimbi ricchi.
Dice un bambino ricco: La
cicogna ha portato a nostra madre
un bel fratellino".
Dice un bambino povero: Noi
siamo poveri e nostra madre,
invece, i bambini li fa in casa, da
sola.
20 dicembre
La parola pompiere stata messa
al bando. Dora innanzi si dovr
dire Vigile del Fuoco. un ordine
personale di Mussolini, ordine
che piace a tutti: accontenta
20

dannunziani e socialisti.
1939
4 maggio
La natura mi venuta incontro,
dice T. parlando di un suo
paesaggio.
Ma non ti ha visto, risponde C.
7 maggio
B.C.: Non capisce, ma non
capisce con grande autorit e
competenza.
Rosai: Dipinge in dialetto.
12 ottobre
Leggo una scelta di scritti di
Giuseppe Mazzini. In verit
21

scrive male e non riesce a portare


in fondo nessun concetto. Non
appena deve concludere, ecco che
sventola un vessillo e impugna la
tromba, anzi la diana. Di tanto in
tanto sincontrano frasi come
questa: la fiamma semispenta
del dovere e del sacrifizio.
Allora si resta l, perplessi,
dubitosi, come se avessimo
scoperto che un nostro caro zio
era cleptomane.
13 ottobre
Lunga discussione allAragno
con S. Dopo esser stato
antifascista
per
anni,
22

allimprovviso ha dichiarato:
Sono sincero; i vostri discorsi
sono troppo disfattisti: Non vi si
pu ascoltare senza provare un
certo malessere. Certo, Mussolini
non un genio, ma oggi chi un
genio? Fa quello che pu. Io
credo chegli sia il successore di
Giolitti, un Giolitti adatto ai
tempi.
Quel che ci ha sorpreso,
soprattutto, stato il tono della
voce di S. Egli si guardato
attorno, perfino, per scoprire se
qualcuno laveva sentito. Poi
uscito salutandoci appena.
23

Non dategli retta. Certamente ha


vinto in borsa. Appena avr
perduto, torner di nuovo a darci
ragione, ha detto Cardarelli.
1940
27 maggio
Tutte le rivoluzioni cominciano
per strada e finiscono a tavola.
4 novembre
Umanitaria. Non getto mai i
mozziconi nelle pozzanghere,
perch penso ai poveri diavoli
che li raccattano, dice B.
10 novembre
Anima: una parola che non posso
24

veder stampata, una parola che di


dovrebbe usare una o due volte
allanno.
1941
10 gennaio
Gli inglesi vinceranno la guerra,
perch sanno fare tutto meno che
la guerra; i tedeschi la
perderanno, perch sanno fare
soltanto la guerra.
1 febbraio
Non fidatevi di A., una spia.
Lo so di sicuro, ci dice Moravia.
Ma se da dieci anni parliamo
con lui ogni giorno!
25

Questo non significa nulla;


viene il giorno in cui si pente di
non averci denunciato e si rif del
tempo perduto.
2 febbraio
Trascorsa la mattinata a lottare
con un che e un la quale.
3 luglio
Si dice che i tedeschi arriveranno
a Leningrado entro la settimana.
Apro la radio. Ecco le note
solenni dellInternazionale. Mia
moglie legge. Vorrei dirle che mi
sento bolscevico. Mi tornano alle
orecchie le parole di Gogol:
Russia, dove corri Russia?
26

1 agosto
Entro in casa. mezzanotte.
Accendo la radio. Ecco la voce di
Mosca. Anche i russi, certamente,
dicono
molte
bugie.
La
trasmissione finisce: Proletari di
tutto il mondo, unitevi!
Non sono proletario, non voglio
unirmi a nessuno, ma riconosco
che un bel grido.
4 agosto
In tipografia un operaio mi dice:
Gliele suonano ai russi, eh! Che
legnate!
Ma cosa ti hanno fatto i russi?
gli domando.
27

A me nulla, ma prima essi le


prendono, prima vinciamo e
finisce la guerra, mi risponde
guardandomi con sospetto.
Il popolo odia chi perde. Le
donne, soprattutto.
6 agosto
In
casa
Cecchi,
lunga
conversazione con un banchiere
il quale sostiene che la Germania
vincer la guerra perch possiede
molto manganese tolto ai russi.
possibile vincere una guerra
soltanto per il manganese?
domando.
Ma lei sa cos il manganese?
28

No.
E allora, allora cosa vuol
discutere!
Taccio. Corro a casa per aprire il
vocabolario.
11 agosto
Cena col maggiore C. I gradi, gli
stivali e gli speroni, soprattutto,
gli rendono lieta lesistenza. Egli
discorre con lautorit di chi sa
molte cose segrete. Si sente
qualcuno. Il tono della sua voce
quando dava del tu al cameriere
era insopportabile. Cosa ci hai di
buono? Me lo garantisci?
Confidenziale e autoritario. Mi
29

aspettavo che tagliasse la bistecca


con gli speroni.
3 ottobre
Una frase che mi ha sempre
turbato, fin dal ginnasio:
Prendiamo
un
punto
nellinfinito.
5 ottobre
Non dimentichiamo che i
generali hanno sempre una figlia
da maritare. Non dichiariamo una
guerra
senza
aver
prima
sistemato quella ragazza.
1 novembre
Funerali di Tilgher. Mentre
attendiamo davanti alla clinica
30

Morgagni che esca la sua salma,


penso al povero amico e ai nostri
discorsi di questi ultimi anni.
Ogni volta egli finiva la
conversazione
ripetendo:
Limportante, caro mio,
durare; qui una questione di
tempo. Non c che il tempo che
lavori per noi. Bisogna durare.
Abbiamo lo stesso motto di
Mussolini, noi che lo vogliamo
veder cadere; durare! E il
povero Tilgher non ha durato.
Non so, ma questo funerale, oltre
al dolore di un amico che se ne
va, mi reca uno strano sconforto:
31

qualcosa sta per finire. Oggi


una data, un confine oltre il quale
ci accadranno sciagure.
Scende la bara; com nera; Dio
mio! Tilgher li steso, ora, e la
cassa stride scivolando sul carro.
La carrozza si mette in moto. Ci
muoviamo. Mi guardo attorno:
c nei volti di tutti lorgoglio di
accompagnare senza trombe,
senza bandiere, senza fucili, un
uomo della vecchia Italia che non
fu fascista e ch morto povero.
Vecchi professori, donnette dal
collo di pelliccia rosicchiato,
molti occhiali, molte schiene
32

curve; gli ultimi avanzi di una


cultura che tramonta.
Tutti camminano strisciando le
suole,
a
capo
scoperto,
senzordine, discorrendo a voce
bassa; c unaria daltri tempi,
modi discreti ormai dimenticati,
volti onesti, abiti sgualciti,
pastrani di vecchia foggia. Ma
come non accorgersi, Dio mio,
che questi sono gli ultimi
superstiti di una borghesia gi
scomparsa.
Buonaiuti pronuncia un breve
elogio di Tilgher. L accanto la
signora Livia. Missiroli ha gli
33

occhi fissi sul carro. Passano i


tram con fragore. Pioviggina.
Intralciamo il traffico di piazza
Cavour. La gente che passa ci
guarda con meraviglia, con laria
di dire: Ma non avevano altro
posto! Il commissario, che non
prevedeva un discorso, un po
impaziente, ma meridionale
come Tilgher e non protesta.
Le parole di Buonaiuti mi
commuovono.
un cristiano che se ne va in
tempi pagani, mi mormora
allorecchio una signora con gli
occhiali dalle lenti spesse.
34

Malessere e melanconia per tutto


il giorno. Penso alla morte, ma i
miei pensieri sono uno pi
stupido dellaltro, come: morire
con che scarpe strette.
3 novembre
Che cosa pensano gli italiani?
Difficile dirlo. Oltre alla
preoccupazione di trovare generi
alimentari e al malumore per i
cattivi servizi di locomozione,
non si pu dire che gli italiani
siano molto afflitti. Certamente
non v ottimismo in giro, ma
neppure avversione al regime. Ci
si contenta di non morire in
35

guerra. la guerra molto lontana


e si spera che gli inglesi non
vengano a bombardarci. La
guerra sar lunga, dicono tutti,
ma nessuno, in realt, lo crede
fermamente. Si ha molta fiducia
nella nostra incapacit.
20 dicembre
Morandi mi confessa di aver
bruciato il mio diario di dieci anni
che gli consegnai mesi fa per
timore della polizia.
1942
24 febbraio
E dicono: La nostra Patria! La
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nostra cara Italia con una


commozione turistica, familiare e
ipocrita che non lascia pi
speranza. LItalia non potr mai
emanciparsi., come una figlia
unica, dallaffetto interessato di
questi genitori, per met retori,
per met ladri.
10 marzo
Ieri, in tram, mi sorpresi a
osservare i volti dei passeggeri;
non un viso intelligente, occhi
furbi soltanto, ma nessuna luce
dintelligenza. Bestie socievoli,
ubbidienti, che pensano al pasto.
Nessuna vera luce di bont e
37

nemmeno di crudelt. Litaliano


un personaggio che abbiamo
costruito a poco a poco su vecchi
motivi
letterari,
un
tipo
simpatico, che amiamo, pur
giudicandolo severamente; buon
padre, lavoratore, gran cuore,
appassionato, modesto ecc. Ma lo
conosciamo ben poco; ateo,
pensa soltanto alle donne e ai
quattrini, sogna di non lavorare,
disprezza qualunque ordine
sociale, non ama la natura; sa
difendersi soltanto dallo stato, dal
dolore, dalla fame.
Siamo
animali
feroci
e
38

casalinghi.
13 luglio
Dice
Talarico:
Sbagliando
simpera.
13 settembre
A teatro, a una recita dei De
Filippo. Sono gli unici grandi
attori di oggi. riescono a farci
vergognare di essere italiani,
tanto sono veri.
29 ottobre
Credo che nessun documento,
nessuna critica, nessun giudizio
sui nostri generali valga questo:
S.M.R.E. n. 18700 di prot.
39

addestramento pratico. IV 11
Lettera b.
Si abitui la truppa ad operare in
silenzio, e, per contro, a
trasmettere prontamente a catena
gli ordini e gli avvisi.
N.2000/Op.Protocollo P.M.
112 20 ottobre 1942 XX.
Oggetto: addestramento pratico.
Silenzio (Capo IV 11 Lettera
b).
Lattitudine ad operare in
silenzio non si acquisisce
facilmente,

invece
indispensabile che si sappia
40

tacere, specie per il genere di


operazioni cui il corpo darmata
destinato.
Prescrivo pertanto che, presso
tutti i reparti, durante le
esercitazioni tattiche e quelle di
imbarco e sbarco, tutti i militari
(ufficiali subalterni compresi)
tengano un tappo in bocca (un
normale tappo di bottiglia). Il
tappo sar portato legato alla
giubba mediante uno spago.
Questo sistema che pu
sembrare coercitivo mira invece
ad
evitare
che
qualcuno
dimentichi la necessit del
41

silenzio.
Il generale di Corpo dArmata
Comandante Umberto Mondino
1943
13 gennaio
Siate enfatici e transigenti.
15 gennaio
AllAragno, appena parliamo di
politica, Baldini, per non
compromettersi, finge di dormire.
21 gennaio
Esclama Vassarotti: Mussolini
ha detto che questa guerra
irrimediabilmente vinta.
23 gennaio
42

Non abbiamo pi grandi ideali


in tempo di guerra. ci si
accontenta di campare, ecco
tutto. I grandi miti verranno poi.
Saremo democratici quando
saremo ricchi, dice B.
15 settembre
Stefano [Vanzina(STENO) - Zip]
ed io andiamo a trovare Fantoni
..;vogliamo
affidare
allattore la parte in un
film...Ci accompagna alla
porta attraverso un buio corridoio
ingombro di biciclette e aggiunge
prima di lasciarci:
Brutti tempi, brutti tempi!
43

Appena la porta si chiude, ci


guardiamo in silenzio. Parlare
inutile: il clima fascista
ritornato e con lui la finzione e la
paura. Le poche frasi dellattore,
il tono della sua voce soprattutto,
bastano per chiarirci a un tratto
quel che sta accadendo.
Scendiamo in fretta le scale.
Siamo
daccapo,
esclama
Stefano.
Non c da perdere un minuto,
dico sottovoce. Bisogna fuggir
via.
(Salto
il
lungo
racconto
dellavventurosa fuga, oltre le
44

linee, verso Napoli compiuta in


compagnia, fra gli altri, dei
registi Steno, Freda e Soldati.
Zip)
1943 NAPOLI
11 novembre
Il napoletano non chiede
lelemosina, ve la suggerisce.
15 novembre
Il napoletano non si conquista,
non si vince; egli vuole soltanto
allearsi a voi, essere vostro
complice.
19 novembre
Nella sola isola di Capri, ci
racconta un agente del servizio
45

segreto americano, pervennero


alle autorit americane pi di
mille denunzie, in maggior parte
anonime, nei primi venti giorni
delloccupazione.
1944 NAPOLI
8 gennaio
Sui giornali apparsa questa
notizia: Vittorio Emanuele III ha
conferito al maresciallo Stalin il
collare dellAnnunziata. Da oggi
essi sono cugini.
11 gennaio
Citt plebea, che si regge nel suo
continuo moto. Se Napoli
46

sarresta, muore.
13 gennaio
Leggo con grande diletto
Promenades littraires di Remy
de Gourmont, critico elegante,
sottile, spesso acuto. Vien fatto di
pensare ai nostri critici, sordi,
monotoni, pesanti, cattedratici, i
quali leggono un autore con lo
stesso animo con cui un
commissario di polizia interroga
un criminale.
14 gennaio
La carne in scatola americana la
mangio, ma le ideologie che
laccompagnano le lascio sul
47

piatto.
15 gennaio
Letto con grande interesse il
Journal du sige de Gaete di Ch.
Garnier, diplomatico belga presso
la corte napoletana. Il giorno 8
dicembre 1860, Francesco II
lanci un proclama al popolo
delle Due Sicilie che merita
dessere letto e meditato. Fra
laltro egli scrive: Sono
napoletano; nato fra voi; non ho
respirato altra aria; non ho visto
altri paesi; e non conosco altro
suolo che quello nazionale. Tutti i
miei affetti sono nel reame; i
48

vostri costumi sono i miei; la


vostra lingua la mia Ho
creduto in buona fede che il re di
Piemonte, che si dichiarava mio
fratello e amico, che mi
dichiarava
di
disapprovare
linvasione di Garibaldi, che
negoziava col mio governo una
intima alleanza, non avrebbe mai
violato i trattati e tutte le leggi per
invadere i miei stati in piena
pace, senza motivo e senza
dichiarazione di guerra Degli
uomini che non hanno mai visto
questa parte dellItalia e che,
nella lunga assenza, ne hanno
49

dimenticato
i
bisogni
costituiscono il vostro governo
Napoli e Palermo saranno
governati da prefetti venuti da
Torino.
Mi sento molto borbonico oggi;
violenta antipatia verso i
piemontesi, da Cialdini fino al
maresciallo Badoglio.
16 gennaio
gli
ufficiali
italiani
sono
incorreggibili, camminano per le
vie di Napoli in divisa coloniale,
speroni e vasti petti coperti di
decorazioni.
Non abbiamo pi colonie, non
50

abbiamo pi cavalli e abbiamo


perduto la guerra, dico.
Sono distratti, mi risponde un
ufficiale inglese.
18 gennaio
sul tram di Sorrento uno strano
prete albino, dal viso violetto, i
capelli color pancia di lucertola,
palpebre di seta bianca, occhi di
coniglio e il naso sottile,
dalabastro. Difficile dire la sua
et; ventanni come sessanta. I
suoi gesti sono lenti, timidi,
delicati. A un tratto, estrae di
tasca un fazzoletto rosso e si
soffia il naso con fragore
51

insospettato.
Forse ha la coda, penso.
1944 ROMA
1 luglio
Ritorno a Roma. Nulla
cambiato, tutto intatto. Il
fascismo eterno; quel che
accadde ieri si ripete nello stesso
modo. NellAvanti di oggi leggo
questo brano a firma Leto:
Operai sono quelli che hanno il
viso pi chiaro, le spalle pi
erette, la camminatura pi forte e
scandita in questi giorni di
convalescenza politica e morale.
52

Una nuova retorica comincia;


bisogna aggiornarsi.
10 agosto
Il comunismo qualcosa che
ognuno costruisce secondo i
propri desideri. Sincontrano
perfino generali convinti di
vincere dora in poi le guerre
soltanto perch col comunismo
il soldato obbedir di pi.
13 agosto
Credono di essere di sinistra
perch mangiano il pesce col
coltello.
17 agosto
Si crede che la rivoluzione si
53

faccia per corrispondenza, con le


lettere anonime.
19 agosto
Lei democratico?
Lo ero.
Lo sar ancora?
Spero di no.
Perch?
Perch dovrebbe tornare il
fascismo; soltanto sotto una
dittatura riesco a credere nella
democrazia.
30 settembre
Apro lAvanti! Leggo un articolo
a firma Sandro Pertini. Larticolo
dice fra laltro: I lavoratori
54

pugliesi,
disciplinatamente
inquadrati nelle organizzazioni
proletarie, attendono che la loro
sete
di
giustizia
venga
soddisfatta.
Disciplinatamente inquadrati:
Dio mio, siamo ancora a quel
punto!
4 ottobre
Finalmente una esatta definizione
del fascismo di Alberto Consiglio
su LItalia Nuova doggi: Un
assolutismo temperato dalla
costante inosservanza della
legge.
9 ottobre
55

Non sono le idee che mi


spaventano, ma le facce che
rappresentano queste idee.
12 ottobre
Non ho idee in questo momento,
soltanto antipatie.
1945 ROMA
17 novembre
Il professore di lingue morte si
suicid per parlare le lingue che
sapeva.
20 novembre
La storia ricorda una sola
rivoluzione veramente radicale: il
diluvio universale (Ibsen).
56

23 novembre
Ho molti amici comunisti, o
meglio molti amici che credono
di esserlo. In realt, di veri
comunisti ne ho incontrati ben
pochi. Uno, a Napoli, mi colp;
era un ometto modesto, deciso,
silenzioso. Faceva il pittore,
concepiva la societ come un
immenso convento di piccoli
borghesi.
Puntuale,
onesto,
economo,
morigerato;
non
fumava, non beveva, chiedeva
con
permesso,
amava
il
giardinaggio ed era stato chiuso
vari anni nei carceri di tutta
57

Europa. Al tiro a segno non


sbagliava un colpo. Tutti i denti
gli erano caduti causa le botte
prese in prigione. Faceva
collezione di francobolli: un
uomo da far paura!
25 novembre
Io non sar mai socialista, dice
la signora B., perch disapprovo
la politica del pane. Le idee che
nascono dal pane portano al
sangue e non danno pane.
La signora B. di madre inglese.
26 novembre
La nostra bandiera nazionale
dovrebbe recare una grande
58

scritta:
Ho famiglia.
1946 MILANO
4 gennaio
I presenti non sono mai stati
fascisti.
18 novembre
Conservatore in un paese in cui
non c nulla da conservare.

59

Da LA SUA SIGNORA Taccuini di Leo Longanesi, Ed.


Rizzoli 1957
PREFAZIONE
Longanesi non ci ha lasciato in
eredit che pochi smilzi libri.
Questuomo che dopo due ore di
conversazione ci rimandava a
casa con lo spunto per un paio di
romanzi, una mezza dozzina di
commedie e una decina di
articoli, e che ha fatto scrivere
tanta gente, di suo ha scritto
poco. Un giorno gliene chiesi
perch. Perch, rispose lui,
se vuoi raccontare qualcosa,
60

come si suol dire, di organico,


devi piegarti, ogni tanto, al
banale. Perfino Tolstoi deve dire
a un certo punto che Anna
Karenina si alz e and ad
appoggiare la fronte ai vetri della
finestra. Ecco: io non sar mai
capace di seguire unAnna
Karenina in un movimento cos
ovvio e usuale. Che me ne frega,
a me, che quella brava signora
vada alla finestra? Anche la mia
serva ogni tanto ci va. Eppoi sui
dimentica di pulire i vetri.
Eppure, se vuoi scrivere un
romanzo, devi rassegnarti a
61

seguirne i personaggi anche in


queste faccenduole private. E io
non mi ci rassegno.
Era, espressa alla Longanesi, la
vocazione del memorialista
epigrammatico, e la si ritrova
perfino nelle sue lettere private,
tutte a capoversi e asterischi,
comprese quelle chegli scriveva
per sfogarsi contro la sciatica.
Unimmagine, una battuta, punto
e a capo. Si arriva in fondo alle
due paginette col fiato mozzo,
perch non si trovata, per
tirarlo, la pausa in cui Anna
Karenina va ad appoggiare la
62

fronte ai vetri della finestra.


Questi movimenti banali e
riposanti,
questi
intervalli
distensivi, che ogni autore, anche
grande, concede al suo lettore,
Leo li saltava sia scrivendo che
parlando. Non dava pace e non
se ne dava. Forse per questo
morto cos giovane.
Longanesi non tutto e soltanto
qui, in questo sfavillio di trovate,
che costituiscono anzi il punto
darrivo della sua complessa e
conturbante personalit. Egli era
soprattutto un artista, tutto gusto
e
intuito,
che
faceva
63

semplicemente piangere quando


si metteva a ragionare, ed infatti
non ci si provava quasi mai; ma
non sbagliava un colpo, quando
formulava un giudizio senza
soggiacere alla necessit di
motivarlo. Ha mai letto un libro
per intero? Non lo so. So soltanto
che, scorsene due pagine, te ne
dava in due parole una misura
che, pi lo approfondivi e
meditavi, e pi ti appariva esatta.
Qualcuno scrisse, allindomani
della sua morte, che Longanesi
non aveva cultura. E quando mai
si posto, per un uomo simile, un
64

simile problema? A differenza di


tanta gente che ignora quello che
sa, Leo era fra i pochissimi, forse
lunico, che sapeva anche quello
che ignorava. Andava, in tutto, a
naso. Ma era un naso che non
sbagliava mai. Un giorno, a
Omnibus, mi butt sul tavolo,
senza leggerla, una novella di
Moravia. Porta in testa,
mingiunse, il capoverso di
coda. Perch?. Perch
Moravia come le stoffe inglesi:
il rovescio meglio del diritto.
Un giudizio cos esatto nessuna
cultura stata mai bastante a
65

suggerirlo a nessun critico,


anche il pi avvertito. Infatti,
dopo quella operazione di
riporto, il racconto, chera bello,
divent bellissimo.
Questo Longanesi artista ha fatto
di tutto: ha dipinto, ha disegnato,
ha inciso,, non ha mai pensato ad
accumulare qualcosa per la
posterit. Gli ho visto perdere
giornate
intere
dietro
la
fabbricazione di in fregio o la
compilazione di un motto. Lho
visto sperperare pomeriggi e
serate al caff per suggerire agli
altri quello che avrebbe potuto
66

fare, molto meglio, lui stesso.


Aveva il piacere del superfluo,
dellinutile, del fine a se stesso, e
orrore della ripetizione. Non ha
mai pronunziato due volte la
stessa battuta. Ogni nuovo
incontro con lui era una
premire, e ogni volta
compativo tutti coloro che non vi
assistevano. Sempre polemico,
aggressivo, pugnace, sempre
contropelo e controcorrente,
sempre
inatteso
ed
estemporaneo, senza nessun
freno, nemmeno quello della pi
elementare educazione, Leo
67

ripagava
chi
pagava
le
consumazioni con tonnellate di
sconcertanti paradossi, nessuno
dei quali falliva il bersaglio.
Cosa rimane di tanta ricchezza?
Quella che ha arricchito noi, suoi
abituali ascoltatori, e quella
chegli ha travasato nei pochi ed
esili libri che si lascia dietro.
Fra questi, La sua signora nasce
orfano, ma somigliantissimo al
padre, di cui riecheggia alla
perfezione gli umori e i
malumori, fino nel titolo, secondo
il solito, ammiccante. Anche qui
la ripugnanza alle ovvie
68

passeggiate di Anna Karenina


alla finestra chiara. Vi sono
raccolti, pi che i pensieri
(Longanesi era un animale
non-pensante), le intuizioni di
questo bizzarro editore inedito,
che non si concedeva abbandoni,
che amava appassionatamente
tutto ci che diceva di odiare, e
traduceva nelle pi divertenti
bestemmie la pi inguaribile
malinconia.
Perch anche Longanesi una
stoffa inglese. E io consiglio al
lettore di prenderlo come lui
prendeva Moravia: di rovescio.
69

Non lasciatevi ingannare dallo


sfolgorio delle sue stelle filanti.
Era un uomo triste, che
sghignazzava
per
non
singhiozzare, e aveva chiara la
coscienza del fallimento di tutti i
valori che difendeva. Perch si
ostinasse a farlo, difficile dire.
Un po perch ci credeva. Un po
perch, guidato comera pi dal
gusto che dalla logica, non
amava che le battaglie perdute.
Nel suo memorialismo, diranno i
critici,
c
del
Renard.
Certamente. C del Renard, pi
Marziale, pi Don Chisciotte.
70

Ognuno ha i suoi parenti. E


Longanesi, di proposito, si
scelto
i
pi
disgraziati,
preferendoli ai pi fortunati. Un
impegno
di
straordinaria
eleganza morale ha impedito a
questuomo, che ha fatto il
successo di tanta gente, di
cercarlo per s. Il suo
Taccuino era relegato nelle
pagine di fondo del Borghese, di
cui era direttore e proprietario.
E, quando cera abbondanza di
materiale, era quello che
saltava.
Ora ch morto, possiamo dirlo,
71

senza timore delle sue diaboliche


e scottanti rivalse: era un grande
Maestro. Insopportabile, cattivo,
ingiusto, ingrato. Ma un grande
Maestro.
Lultimo.
INDRO MONTANELLI
1947
Milano, 5 febbraio
Una letteratura senza contorni la
nostra, come certi dipinti di
Monet, di cui non si sentono che
gli sbalzi di temperatura.
Milano, 2 marzo
Osservo un tetto. Capisco come
72

avrebbe saputo dipingerlo Corot,


ma non vedo come potrei
dipingerlo io.
Milano, 10 marzo
Esistono tipi che assumono una
personalit soltanto al telefono.
Milano, 3 aprile
L.
ha
preso
labitudine
dellintelligenza, ma un cretino.
1948
Milano, 14 maggio
Il contrario di quel che penso mi
seduce come un mondo favoloso.
Milano, 12 novembre
Il primo che suona una tromba,
73

mi porta con s.
Milano, 14 dicembre
La mia fantasia si inceppata: ho
bisogno dun piccolo dispiacere.
1949
Milano, 10 luglio
Amo la lettera S, bellissima,
sempre in equilibrio, solenne,
superba come un cigno, nobile
signora quarantenne, erede di
forme barocche, prua di glorioso
vascello, aulica serpe, austera
iniziale dal dolce suono. Amo
questa bella lettera che disegno
un numero infinito di volte nelle
74

ore di attesa. Se fossi poeta,


scriverei una Ballata per una
vecchia S, se fossi musicista
comporrei una Fuga in S
maiuscola. Se mi innalzerete un
monumento
funerario,
raffiguratemi in piedi, appoggiato
a una S maiuscola e sotto, sul
piedistallo,
incidete
queste
parole:
Silenzio, Saronno!
Perch Saronno? Perch Saronno
un nome che mi piace da anni,
fin da quando lo lessi sulle
scatole di latta dei biscotti
Lazzaroni. Saronno: voce del
75

verbo
essere,
voce
del
capostazione nella canicola
dagosto sotto la tettoia, quando
la lucertola immobile sulla
balaustrata liberty in cemento
Saronno! Grido di guerra dei
veterani di Turate.
Perch di Turate? Non saprei
dirvelo,
davvero:
una
associazione di idee di cui non
conosco il segreto significato;
uno di quei non-sensi che cos
spesso si affacciano alla nostra
memoria e ci divertono come le
filastrocche che recitavamo a
cinque anni.
76

A dispetto di tutte le verit, di


tutte le idee, di tutte le teorie, di
tutte le ragioni, mi diverto a
viziare la mia noia borghese con
le parole senza senso, coi sogni,
coi suoni, con le vaghe e solenni
parole che mi seducono, e grido:
Saronno!
Milano, 1 ottobre
S. mi racconta: A Roma
accaduto un fatto straordinario: la
polizia ha tratto in arresto un
mendicante perch sprovvisto di
documenti.
Interrogato,
il
poveretto ha dichiarato di
provenire da un paese della
77

Puglia. La polizia ha deciso,


allora, di rinviarlo al luogo
dorigine. Il mendicante, privo di
braccia e di gambe, legato sopra a
una carrozzina a quattro ruote, si
trova da due settimane nel cortile
della Questura, in attesa che
venga risolta una controversia
sorta nel frattempo: non si sa,
cio, chi debba pagargli il
viaggio. Il mendicante pu
raggiungere il proprio paese con
un foglio di via rilasciato dalla
polizia, ma la carrozzina, per
viaggiare, deve ottenere una
licenza del Ministero delle
78

Comunicazioni, e non pu recare


a bordo un passeggero. Questo
contrasto di poteri non si riesce a
sanarlo.
Milano, 29 ottobre
Moto
perpetuo.
Apro
il
vocabolario e leggo: Sedia, vedi
seggiola.
Cerco seggiola e trovo: Vedi:
sedia.
Milano, 24 novembre
Cercava nella Bibbia lindirizzo
di un buon albergo in Palestina.
E gi buio: Sono le quattro
soltanto. Ogni volta che accendo
la luce invecchio un po.
79

Milano, 25 novembre
Torni, torni da noi, si faccia
rivedere. Ridiamo tanto con
lei, mi dice la padrona di casa.
No, non ritorner pi. Non
necessario chio ritorni: il
cretino che vi ha tanto divertito
ve lo lascio qui, per sempre.
Dice M.: La libert di stampa
necessaria soltanto ai giornalisti
che non sanno scrivere.
Milano, 26 novembre
Piove. Correggo la traduzione del
Diario
di
Junger.
Molte
osservazioni acute, molti appunti
poetici, bellissimi, ma qua e l
80

qualcosa che urta, che annoia, che


disturba: quel suo modo di
osservare le cose come un insetto
che ha letto Goethe.
1950
Milano, 1 gennaio
Cercava la rivoluzione e trov
lagiatezza
Milano, 2 maggio
Ritrovo nellItaliano del 1929,
questo componimento di una
bambina di otto anni.
Tema: La mucca.
Svolgimento: La mucca un
animale domestico, mammifero.
81

Essa ha sei lati: sinistro e destro,


sopra e sotto, davanti e dietro.
Essa rivestita principalmente di
cuoio. Di dietro essa ha una coda,
e in cima un ciuffetto col quale
scaccia le mosche perch non
cadano nel latte. Davanti c la
testa affinch vi possano crescere
le corna e su questa vi posata la
bocca. Alle mucche le corna
servono per cozzare e la bocca
per ruggire. Al di sotto della
mucca pende il latte. Il latte viene
sempre gi. Come questo
avvenga non lo sappiamo. La
mucca ha un fine odorato, la si
82

sente gi da lontano perch essa


fa buona aria. Luomo della
mucca il toro: esso sembra
proprio una mucca, solo non gli
pende il latte sotto: perci il toro
non un mammifero. La mucca
fa ogni volta un vitello. Come
essa lo fa non lo so. Mio fratello
maggiore lo sa. Il vitello si nutre
di erba: la mucca ama lerba, la
buccia delle patate, ecc. Se il
foraggio buono, fa buon latte:
se cattivo, fa cattivo latte.
Quando tuona, il latte diventa
acido. La mucca ha bisogno di
poco cibo: ci che essa ha
83

mangiato una volta pu mangiare


pi volte, perch rumina tutto,
poich sazia. Quello che
inghiotte una volta lo rivomita,
cos ha di nuovo la bocca piena.
Di pi non so.
(Spacciata per propria da Cochi
e Renato in TV negli anni 70
ZIP)
Milano, 11 ottobre
Morandi: dipinge sottovoce.
Milano, 13 ottobre
La noia mi attende in anticamera
e fuma, fuma: fuma la sua
centesima sigaretta.
84

Milano, 15 ottobre
Tacito dice dei Germani: Essi
nominano Dio nel segreto dei
boschi.
Milano, 16 novembre
No, non rassomiglio affatto a
quel signore che credevo di
essere stamattina, quando ho
comperato il cappello nuovo.
Milano, 18 novembre
I suoi elogi mi restarono sulla
giacca come macchie dunto.
1951
Milano, 20 gennaio
Quando suona il campanello
85

della loro coscienza, fingono di


non essere in casa.
Milano, 3 marzo
Gli aggettivi di B.: senili e vestiti
alla marinara.
Imola, 19 agosto
Guardava la sua propriet terriera
con locchio di chi lha rubata di
fresco.
Milano, 20 agosto
Del timore di non essere coerenti
con noi stessi, quando gi
sindovina
che
muteremo
davviso.
Parigi, 20 settembre
Della tendenza generale dei
86

francesi a camminare in
pantofole.
I negri con la giacca lunga per
far sembrare pi corte le
braccia.
Alla Rose Rouge. Le note
perdute del pianoforte battevano
sul nostro cuore come la
grandine sui vetri. Una
commozione autunnale da
turisti, incoraggiata da quel
patetico che coglie i provinciali
lontani da casa. Quando
ritorneremo
a
Milano,
penseremo a Parigi con la
melanconia di chi non pu
87

ritornare a casa, perch c gi.


Al Caf des deux Magots, un
pittore italiano, di Lecce,
confezionato
da
artista
davanguardia,
dice:
Lapporto del tubo nellarte
moderna grandissimo.
Milano, 12 ottobre
Milano: una piazza assediata da
una periferia ottimista.
Milano, 3 novembre
S. dice: Creda a me: non creda a
nulla
Milano, 29 dicembre
Melanconia. Come sempre mi
accade in questi momenti, metto
88

ordine nei miei cassetti. E un


modo come un altro di aver
fiducia nellavvenire.
La domenica, di solito, ci si
illude con gioia di saper fare
quelle cose che mai riusciremo a
fare.

1952
Parigi, 8 aprile
Il gasista, vestito di tela blu che
pulisce i lampioni a gas, sa di
piacere a Zola.
Milano, 29 aprile
Il moderno invecchia; il vecchio
ritorna di moda.
89

Stoccarda, 6 novembre
I tedeschi bisogna leggerli, non
vederli: ammirarli da lontano.
1953
Milano, 23 giugno
Un anno passa rapido, un mese
mai.
Roma, 1 luglio
Litaliano non lavora, fatica.
Milano, 28 agosto
I debiti di riconoscenza si pagano
entro le ventiquattro ore con
lantipatia.
Milano, 30 agosto
Ieri sera, letta una novella di
90

Cecov. Commosso, non sono


riuscito ad ammirare lautore
che amo.
Cecov coglie il nostro lato
debole, ci stuzzica il pianto, ci
suona larpa dei rimpianti, ma
allindomani si esce decisi a
sputare sul primo cuore infermo
che si incontra.
Lironia il pudore della mia
coscienza.
Lei crede in Dio?.
Quando non mangio carne.
Milano, 7 settembre
A cena, ieri sera, con B., bella
ragazza di diciannove anni,
91

padrona di un seno per y faire


promener le roi. Furba, sicura
della sua bellezza, decisa a
venderla a caro prezzo. Tutti
umiliati dalla sua prepotente
giovinezza, che un tempo, senza
fatica, possedevamo anche noi.
Milano, 11 settembre
Inviato un racconto alla Gazzetta,
scritto in mezzora. La strana gioia
di poter guadagnare quattrini in
cos poco tempo e la tristezza di
pensare che qualcuno legger
quella miserevole storia, senza
valutarne il valore economico.
92

1954
Milano, 5 gennaio
Dopo anni, rileggo Lagente
segreto di Conrad. Strano come
ricordassi una descrizione di
Londra che non ho ritrovato in
nessun capitolo. Ma il pregio dei
bei libri proprio questo: di
suscitare altre immagini, altri
pensieri, di continuare a vivere
nella fantasia.
Milano, 12 febbraio
Penso spesso al mio funerale, che
immagino in maniera sempre
diversa. Ma sempre vi scorgo un
uomo piccolo, vestito di scuro,
93

triste, che cammina adagio dietro


il feretro, staccato dalle altre
persone.
Ho scoperto che quelluomo sono
io.
Milano, 13 febbraio
Non pagare i debiti, ma versare
grosse lacrime di acconto ai
creditori.
Milano, 15 febbraio
Vuol sapere la novit?.
Me la immagino: accaduta la
stessa cosa che accadr domani.
Milano, 23 marzo
In Italia: manutenzione, non
rivoluzione.
94

Milano, 10 novembre
Linfinito poco pi grande del
finito.
Pensiero di mia moglie:
Lunione fa la vilt.
Incontro Moravia con la moglie
al Savini.
Lui: Io sono un uomo infelice.
Lei:
Tu
infelice?
Sei
felicissimo. Linfelice sono io!.
Felici tutti e due di essere
infelicissimi.
No, signore: il suo socialismo
vuol
cancellare
troppe
ingiustizie perch io possa
tollerarlo.
95

Milano, 11 novembre
Non si ha mai il coraggio di dire
tutta la verit in un diario, anche
se segreto. Non tanto per il timore
che qualcuno ci legga, quanto per
la fatica di vincere il nostro
pudore e di scoprire le nostre
magagne.
Non ci si confessa per iscritto.
Milano, 12 novembre
Questo sole di novembre, vago e
discreto, che non disturba, come
certi nobili che spendono gli
ultimi soldi con cautela e grazia.
Milano, 13 novembre
Questo sole impacciato, che
96

illude le ultime foglie sui rami.


Senta: le sue idee sono troppo
chiare e precise. Ritorni un altro
giorno, con pi confusione in
testa, con pi estro.
Il mistero della semplicit:
cubo, piramide, sfera. Sempre
nuovi e solenni.
Milano, 17 novembre
Ieri sera, per strada, mentre
parlavo con T., udivo, nelle pause
del discorso, il tic-tac della sua
ipocrisia.
Milano, 19 novembre
Ci sono anche dolori di lusso,
che recano lustro a chi li
97

sopporta.
La verit!.
Non quella di ieri, spero.
Milano, 22 novembre
Una volont dacciaio, che lo
costringe a un orario di ferro, per
mantenere una famiglia di fango.
Milano, 26 novembre
I nostri ammiratori, Dio mio,
meglio non conoscerli!
Roma, 30 novembre
Oggi, cielo azzurro e limpido, da
seconda ginnasio.
1955
98

Milano, 8 febbraio
In treno, i nostri pensieri rifiutano
di accettare la velocit della
locomotiva, e la precedono.
Bologna, 14 marzo
In verit, le guerre civili sono le
pi sentite. Per lEuropa non
muoverei un dito, ma per lEmilia
andrei in trincea, dice M.
Milano, 15 marzo
Si discorreva, ieri sera, sul pi e
del meno con tanto disinteresse,
che alla fine ci sembr di avere
ascoltato soltanto un ronzio. Era
il ronzio mondano di una
borghesia che si avvia a
99

rinunciare alluso della parola,


per dedicarsi soltanto alla
televisione.
Milano, 16 marzo
Nulla si difende con tanto calore
quanto quelle idee a cui non si
crede.
Lumilt di chi sicuro di se
stesso. Milano,
Milano, 17 marzo
Pos il suo vecchio uovo
capitalista in un nido dinfanzia
operaia, e ne venne fuori un
finanziamento governativo.
Milano, 19 marzo
I miei bambini!, dice la signora
100

con voce patetica.


Anche noi, se non le dispiace,
abbiamo i nostri. Ed anche il
signore che passa ha i suoi. E
questa storia dei bambini
meglio finirla. Dagli amorini
dellAlbani a quelli disegnati sui
calendari delle opere pie, questi
bambini
hanno
finito
collannoiarci. Ce li mostri
quando saranno grandi, quando
non pagheranno le tasse, quando
saranno lestofanti come loro
padre.
Milano, 24 marzo
Aveva imparato larte di saper
101

arrossire a tempo.
Milano, 25 marzo
Eppure, sempre vero anche il
contrario.
Milano, 26 marzo
Che strana libert mai quella
che vieta di rimpiangere un
tiranno defunto? E che strano
tiranno fu mai quello che riesce
ancora a farsi rimpiangere?
Milano, 27 marzo
Un matrimonio damore: amano
tutti e due i cani barboni.
Montanelli: un misantropo che
cerca compagnia per sentirsi pi
solo.
102

Milano, 28 marzo
I ricordi si interpretano come i
sogni.
Milano, 29 marzo
Buoni a nulla, ma capaci di tutto.
Milano, 1 aprile
La borghesia: preferire sempre
quella di venti anni fa.
La virt affascina, ma c
sempre in noi la speranza di
corromperla.
Una vita spesa a far la spesa.
I difetti degli altri assomigliano
troppo ai nostri.
Certi giorni ci accorgiamo di
noi
103

Milano, 4 aprile
La saggezza non ha speranza.
Milano, 6 aprile
Idee senza faccia, dal solo
profilo.
Roma, 8 aprile
Trascorro il pomeriggio visitando
mostre di pittura. Quadri puerili,
di un infantilismo ebete,
balcanico. Questa gran paura di
sembrare italiani in arte, in un
paese in cui tutti, in casa, sono
italiani
in
maniera
tanto
indecente.
Milano, 10 aprile
Sindovina che domenica, dal
104

modo con cui il portiere con lo


stecchino in bocca sta sulla soglia
del portone.
Milano, 11 aprile
Certo, siamo tutti cattolici, fin
dalla nascita. E ce ne accorgiamo
subito
quando
andiamo
allestero, soprattutto per via
della pasta. E inutile: non la
sanno fare!, dice lingegnere
F.
Roma, 15 aprile
In una osteria di via della Vite
appesa una tabella in cui si legge:
Giuochi proibiti. Agli effetti
dellarticolo 110 T. U. delle leggi
105

di P. S. sia perch dazzardo, sia


nel pubblico interesse, sono
vietati i seguenti giuochi:
Bassetta,
Bestia,
Faraone,
Macao o Nove Maus, Mercante o
35 o 41, Naso, Primiera,
Zecchinetta, Goffo, Bazzica
semplice.
La vecchia Italia, grazie a Dio,
dura a morire.
Milano, 17 aprile
Aveva della virt un concetto
burocratico:
essa
faceva
soltanto il suo orario di buona
madre di famiglia.
La moglie di un marito, non di
106

suo marito.
Capimmo tutti e due di odiarci e
ci sorridemmo con infinita
comprensione.
Le labbra della vecchia signora
C. sembrano un pezzetto di
manzo crudo gettato sul marmo
di una tomba.
Milano, 26 maggio
Letto Rousseau: esuberante,
seducente, sanguigno, bugiardo.
Certi pensieri che ci agitano, a
un tratto, si posano sul fondo
della nostra indolenza e si
coprono di muschio.
107

Milano, 28 maggio
La libert tende allobesit.
Roma, 20 giugno
Lei vuol far rinascere il
qualunquismo,
mi
dice
lindustriale Olivetti. Non ne
capisco il perch.
Non voglio far rinascere nulla,
caro amico, gli rispondo. Ma
che cos il qualunquismo?.
E un modo di seguire
lempirismo anglosassone, dice
Olivetti con sicurezza.
Taccio: mi accontentavo di molto
meno.
Genova, 20 luglio
108

Lipocrisia di B. quando vuol


dimostrarmi che sto bene. Egli
teme che chi sta male sia pi
intelligente di lui.
Una vita: Marcia reale, marcia
nuziale, marcia funebre.
Bonassola, 21 luglio
Dalla cadenza delle onde nasce
il ritmo di una noia dolcissima.
Una democrazia, quella italiana,
in cui un terzo dei cittadini
rimpiange la passata dittatura,
laltro attende quella sovietica, e
lultimo disposto ad adattarsi
alla prossima dei democristiani.
109

Roma, 30 luglio
I mendicanti di razza non
chiedono mai lelemosina davanti
alle chiese di Piacentini.
Milano, 3 agosto
Lutero bussa alla mia porta:
fingo di non sentire.
Alla manutenzione, lItalia
preferisce linaugurazione.
Milano, 20 agosto
Non ci posso credere!.
Ci creda, ci deve credere, perch
lei credente.
Milano, 21 agosto
Questi americani, Dio mio, che
non hanno il coraggio di essere
110

tedeschi; e questi tedeschi che


non riescono a sembrare
americani; e questi francesi che
credono di essere ancora
francesi; e questi italiani sempre
italiani, dalla mattina alla sera!
Italia 1955: avvolta in una
pelliccia di benessere, ma coi
piedi scalzi.
Roma 1 settembre
In trattoria. Lavvocato O. finge
di non vedermi, ma le sue
orecchie mi fissano.
Goffredo B.: una torre davorio
cariato.
111

Milano, 2 settembre
Descrivere il vago con estrema
esattezza.
Roma, 11 settembre
Uno di quei giorni in cui sigarette
e pensieri hanno un sapore
cattivo.
Milano, 14 settembre
Una vita: da quando di
sinistra, prende il cameriere
soltanto a ore.
Milano, 17 settembre
Le nostre esperienze ci seguono;
le nostre antipatie ci precedono.
Il Buon Gusto e il Cattivo
Gusto, incontratisi per caso,
112

scoprirono di essere fratelli.


Milano, 30 settembre
E poi si resta soli, con una
bandiera stinta in pugno, in un
vicolo chiuso che sar demolito
dal piano regolatore.
I ricordi di un passato penoso e
comico prendono gi i colori
dellepopea.
Milano, 1 ottobre
Il generale viveva di ricordi
inventati.
Milano, 4 ottobre
Questo
capitalismo
che
saggiorna, incalzato dalla paura,
vinto dal complesso dinferiorit
113

di non sembrare abbastanza


sociale, che inventa lo stile
aziendale, la cultura aziendale, il
libro darte aziendale, il nido
dinfanzia aziendale, e che sogna
lapertura
a
sinistra
per
mantenere i privilegi di destra,
con lappoggio del centro, stretto
fra il Vangelo e il Capitale che
non ha mai letto, ma di cui ha
sentito dire un gran bene.
Milano, 7 ottobre
Mi mostra i figli , e li illustra con
aggettivi tanto dolciastri che non
posso fare a meno di chiedergli:
Posso assaggiarne uno?.
114

Milano, 11 ottobre
Non c da fidarsi di lui: ha molto
sofferto.
Milano, 13 ottobre
Pensare contro pi facile, ma
pensare a favore desta sempre
sospetto, almeno in Italia.
Milano, 15 ottobre
G.: le sue idee si accendono,
crepitano, poi si placano alla
seconda portata.
Milano, 18 ottobre
Amico mio.
La prego, sia intollerante!.
Milano, 26 ottobre
Al Savini. Entra un gruppo di
115

signore democristiane, seguite


dai rispettivi mariti, deputati,
ministri, pezzi grossi. Tanto
sorridenti, tutti, da dar sospetto.
E il sorriso di chi, finalmente,
gode i primi piaceri del lusso
conquistato coi voti delle
parrocchie. A ben osservarle, le
scollature delle signore sono
castigate, ma i loro sguardi
divorano la biondona dalle spalle
nude che siede al nostro tavolo.
Domani, forse, i loro mariti, per
vendetta, andranno un po pi a
sinistra.
Milano, 30 ottobre
116

Sono un piromane che chiama


sempre i pompieri.
Parigi, 2 novembre
In un ufficio americano la faccia
di Eisenhower a colori, in
cornice. La contemplo a lungo.
Difficile definirla: igienica, per
rasoio elettrico, buona, o meglio
rabbonita: la faccia di un tedesco
che non ha letto Nietzsche e che
crede in Buffalo Bill.
Milano, 17 novembre
Se c una cosa che funziona in
Italia il disordine. Un
disordine regolare, che ha le sue
leggi, la sua morale scettica,
117

tradizionale, anarchica, che


prospera
sulla
tolleranza
cattolica.
La pietas cattolica diventata
indolenza.
S. crede di nascondere il suo
sguardo ipocrita dietro le sue
grosse lenti. Egli si commuove
al pensiero delle sue malvagit,
si condanna, si compiange e si
perdona. E il cattolico pi
perfetto chio conosca.
Roma, 19 novembre
Mangiano sterco, poi protestano
quando vi trovano un capello.
Ripete i miei discorsi ad altri,
118

ignorando che io, quando


parlavo con lui, abusavo della
sua ignoranza.
Milano, 21 novembre
Rientrando in casa, trovo il
portone chiuso a met, e
nellatrio un tavolo ricoperto da
un drappo nero, guarnito
dargento.
E morto il coinquilino del primo
piano.
Culto e cultura sono due parole
della stessa famiglia ed facile
capirne laffinit, ma questo
lugubre segno, messo li per
sollecitare la mia piet, mi
119

indispone: una propaganda del


dolore a cui non aderisco.
Milano, 23 novembre
Libert di opinione in un paese
senza opinioni.
Milano, 27 novembre
Monsignor C., ogni mattina, si
sottopone a tre iniezioni
ricostituenti, ma ama dire:
Quando Dio mi chiamer, gli
ubbidir.
Lintellettuale un signore che
fa rilegare i libri che non ha
letto.
Milano, 28 novembre
Cardarelli ci ha insegnato tutto
120

quel che non sapeva.


Milano, 30 novembre
Picchiato mio figlio con violenza.
Rimorsi.
Mi
giustifico
appellandomi alla morale, alla
pedagogia. Da un canto mi sento
padre, da laltro coetaneo di mio
figlio. Finisco col concludere che
ogni forma di educazione un
atto di arbitrio.
Milano, 2 dicembre
Certo, la nostra coscienza un
grande impedimento, ma poi ci
si accorda sempre con lei, come
col fisco.
I sentimenti tendono al
121

sentimentale:
farne
uso
moderato, in arte come in
politica.
Milano, 10 dicembre
Certi rimorsi pesano, ma con
civetteria.
Milano, 12 dicembre
Non vorrei disturbare questo
congresso, ricordando ai presenti
che il Paese non attende nulla di
definitivo.
Milano, 14 dicembre
Per chi dovrei votare alle
prossime elezioni?.
Voti per i vecchi, per i pi
vecchi, per i vecchissimi: ci
122

riservano molte gioie, molte


sorprese. Essi non possono
tradire in alcun modo la nostra
aspettativa..."
Milano, 15 dicembre
B. attende che si avverino le sue
menzogne.
Milano, 16 dicembre
Sogno uningiustizia ordinata.
Milano, 23 dicembre
C.,
vecchio
repubblicano
anticlericale, odia soltanto i preti
della sua giovinezza: quelli di
oggi, no, gli servono.
Roma, 31 dicembre
Buon Anno!.
123

Anche a te, e a te, a te, a lei, a


lei.
Ecco, un anno nuovo arriva. Lo
sento qui, che mi preme nel
fegato, come la punta di un
compasso.
1956
Milano, 2 gennaio
Scompaiono i grandi signori e i
grandi anarchici, estremi lussi di
una medesima societ. E sono
scomparsi anche i grandi santi.
Forse il cristianesimo vince la sua
battaglia coi prezzi fissi e la
produzione in serie.
124

Milano, 3 gennaio
La chiesa, fino a ieri, almeno,
tollerava
il
peccato,
lo
contrapponeva ai turbamenti, ai
dubbi protestanti, come uno
scarico di coscienza. E lItalia ,
bene o male, ha vissuto e
prosperato grazie a questa
larghezza di manica. Si pu dire,
senza voler fare paradossi, che il
cattolicesimo si salvato
dallutopia moralista proprio in
virt di una certa sua sensualit.
Il mistico cattolico non ha mai
preteso
di
contribuire
al
benessere
dellumanit:
ha
125

soltanto amato il suo Dio, come si


ama uno sposo, un amante. Le
nostre sante, se cos si pu dire,
sono le cortigiane del Signore. E
un concetto, un modo del tutto
protestante quello che oggi
dilaga, di includere nella fede
anche propositi di rigenerazione
sociale. E una idea protestante
quella secondo cui unanima
religiosa deve procurare conforto
materiale e solidariet ai derelitti,
recare, come susa dire, un
contributo sociale. I nostri
mistici, di solito, erano dei buoni
a nulla, incapaci di rendersi utili
126

allumanit: contemplativi, non


pensavano al prossimo come si
intende ora, in maniera tanto
demagogica. Il santo per masse
uninvenzione moderna, che
contraddice lo spirito dei grandi
mistici. E Renan che d una
definizione
lapiriana
della
religione:
Lorganizzazione
della bont. Il che sta a
dimostrare come oggi lo spirito
cattolico per non sembrare
superato, si avvicini ai propri
nemici.
I grandi mistici della Chiesa non
agirono
a
scopo
127

propagandistico: ad essi stava a


cuore soltanto lanima che
rinasce in Cristo. Si trattava di
evoluzione intima, di eroismi
soggettivi.
Milano, 5 gennaio
Il corteo avanza dietro il feretro.
Nellaria tersa del gelido
mattino, brillano soltanto i vetri
dei fanali spenti e il moccolo
ghiacciato del prete.
Credeva, era un fervido
credente: credeva, soprattutto,
nella forza della Chiesa per
mandare
allestero
valuta
pregiata.
128

Milano, 9 febbraio
Il piacere delle cose non meritate.
Milano, 10 febbraio
In questi ultimi giorni mi sono
perduto di vista.
Milano, 19 febbraio
In Italia, tutti sono estremisti per
prudenza.
Milano, 13 aprile
Per indisposizione del dittatore,
la democrazia si replica.
Milano, 22 aprile
Incontrato ieri sera il solito
cronista mondano povero, con le
scarpe risuolate, che segnava, sul
notes i cognomi dei notabili con
129

laria di chi stende lelenco di un


pignoramento.
Milano, 23 aprile
Da anni, una volta alla
settimana, lincontro; e sempre,
fra noi, si svolge questo dialogo:
Cosa vuol mai!.
Eh, lo so.
Mah, vedremo.
Io mi faccio molte illusioni,
tanto non costano nulla.
Milano, 5 maggio
Al
cocktail
dellalbergo
Continentale.
Le
signore
sorridevano, mostrando i fili di
prosciutto rimasti impigliati fra i
130

loro denti.
P. inveiva contro gli ebrei, senza
accorgersi che lo vedevamo di
profilo.
Milano, 12 maggio
P.: le sue idee non hanno dimora
fissa, vivono in camere daffitto.
Milano, 17 maggio
Vorrei qualcosa di diverso, ma
che non fosse troppo diverso da
quello che credo possa essere
diverso, mi dice la contessa D.
Milano, 19 maggio
I nostri prefetti, Dio mio, quando
stanno seduti, non riescono mai
ad accavallare le gambe.
131

Milano, 20 maggio
S, in casa C. tutto marcio,
tranne i buoni da mille, dice A.
Milano, 25 maggio
Quando parlo, egli sorride con
ironia. Quel che dico lo irrita, ma
i suoi interessi gli vietano di
contraddirmi. E una situazione
privilegiata, di cui abuso con
piacere, perch il signor M.,
essendo molto ricco, ha il vizio
del socialismo e limpudenza del
capitalista.
Ieri sere elogiava Nenni. Gli
dissi: Parli piano, il cameriere
sta ascoltando.
132

Ah, non conta: lui del MSI,


rispose il signor M.
Milano, 28 maggio
Abuso di potere, mitigato dal
consenso popolare: ecco lideale
della nostra democrazia.
Milano, 29 maggio
La signora N.: nostalgica dei
peccati che non ha commesso.
Milano, 3 giugno
Sposano unidea, poi la
lasciano, con la scusa che non
ha fatto figli.
Larte un appello al quale
troppi rispondono senza essere
stati chiamati.
133

Milano, 4 giugno
Portava un brillante al dito come
uno sperone.
Milano, 6 giugno
Non credeva in Dio, credeva
nella comodit di credere in Dio.
Stresa, 8 giugno
Lombardi.
I villeggianti guardano il
panorama con animo rapito.
Una signora: In cartolina, per,
pi bello!.
Lamico: Perch a colori.
La signora: Ma a colori anche
al vero, non vede?.
Lamico: S, ma in cartolina
134

sono pi forti.
Milano, 9 giugno
La signora B.: borsetta di
leopardo, scarpe di leopardo,
cintura di leopardo e occhi di
pollo.
Milano, 11 giugno
La vendetta va contrastata dai
rimorsi per accrescerne il
piacere, dice F., uomo pio.
Era tanto intellettuale, da
commuoversi al pensiero della
propria scarsa intelligenza.
Milano, 28 giugno
Cercava
lispirazione
nelle
fatture, sognando di non pagarle.
135

Milano, 29 giugno
Non occorrono grandi capitali
nellindustria: bastano buoni
indirizzi di ministri, dice B.
Milano, 1 luglio
Mi incarti il suo io.
Milano, 3 luglio
Superficiali s, ma di buona
famiglia.
Milano, 10 luglio
Non
piangeva,
lacrimava,
capisce? Le lacrime sono un
segno di giovinezza, qualcosa
come il desiderio del pianto.
Milano, 14 luglio
Si attende qualcosa di nuovo, con
136

la certezza che nulla pu


sembrarci ancora nuovo.
Milano, 21 luglio
B. crede che la morale sia la
conclusione delle favole.
Milano, 23 luglio
Pensare in contanti.
Cerchi di non riflettere: si
affidi soltanto al suo istinto di
farabutto. LItalia si aspetta
molto da Lei.
Milano, 1 agosto
Non si ha idea delle idee della
gente senza idee.
Milano, 11 agosto
La sua barba un nido di idee
137

romantiche.
Imola, 12 agosto
I suoi occhi vagano da un
giovane allaltro, poi si posano
rassegnati su di me. Io fingo di
essere
distratto.
Cos
trascorriamo le nostre ferie, dice
F.
Imola, 13 agosto
Unidea che non trova posto a
sedere capace di fare la
rivoluzione.
Milano, 27 agosto Milano,
In via Bagutta, questa targa:
Medico X. Y., specializzazioni
generali.
138

Milano, 29 agosto
A forza di essere sincero, si
accorse di sembrare monotono.
Milano, 3 settembre
Ieri, sul lago di Como, al
tramonto, mi pentii di non aver
letto, dal ginnasio, I promessi
sposi.
Milano, 5 settembre
Popolo di navigatori, che sbarca
il lunario.
Unidea imprecisa ha sempre un
avvenire.
Il dilettante si diletta a scoprire
quel che potrebbe fare se lo
sapesse fare.
139

Milano, 8 settembre
Vecchia borghesia: Sar di
cattivo gusto, ma in casa nostra
da trentanni.
Nuova borghesia: Sono dieci
anni che ho sotto gli occhi quel
vaso: non lo posso pi
vedere!.
Milano, 3 ottobre
A uno scultore: Le sue statue
sono parlanti, ma non sanno cosa
dire.
Milano, 4 ottobre
Chi rompe, non paga e siede al
Governo
V.: da qualsiasi porta entri, ha
140

sempre laria di chi infila quella


di servizio.
Milano, 6 ottobre
I ricordi dellanno venturo gi mi
pesano.
Milano, 7 ottobre
R. B. : anni fa, molti anni fa, lo
vidi alla stazione di Milano,
nelluniforme fascista, nero e oro,
come un portale drappeggiato a
lutto, enorme, solenne, macabro,
grottesco.
Lo
precedeva,
portando la sua valigia, un
piccolo facchino intimorito da
quella mole gerarchica. A tratti,
costui rivolgeva lo sguardo
141

allaquila doro che spiccava sul


berretto dello scrittore, e
masticava non so che, forse un
pezzo di sigaro, ma con un ritmo
ironico che diceva pi di ogni
commento.
Milano, 1 novembre
La
vecchiaia
sopraggiunge
improvvisa, pi prepotente della
giovinezza di cui non ci eravamo
accorti.
Milano, 20 novembre
Di quelle signore che indossano
unanima intonata al proprio
vestito.
Commendatore: le sue mani
142

non mi sono nuove: le ho sentite


unaltra volta nelle mie tasche.
Milano, 26 novembre
Non so perch, sento di dover
dire: addio!
Milano, 13 dicembre
Non posso tollerare, cara
signora, i vizi chella non ha.
Milano, 14 dicembre
la nostra mediocrit, a volte ci
diventa insopportabile; ma non
c verso di uscirne.
Lei assomiglia alle fotografie
che le faranno fra dieci anni.
Ci hanno tolto anche lillusione
del comunismo: era lultimo
143

tentativo di non credere nella


giustizia del cielo.
Milano, 15 dicembre
Una societ, la nostra, in cui ogni
cosa assomiglia a unaltra
diversa. Palazzi che sembrano
navi; negozi che sembrano
cliniche; baracche che sembrano
alberghi diurni; chiese che
sembrano garages; fabbriche che
sembrano chiese; occhiali che
sembrano farfalle; automobili che
sembrano battelli; scuole che
sembrano prigioni; statue che
sembrano utensili. Il revolver
soltanto sembra un revolver. Ci
144

deve essere una ragione.


Milano, 16 dicembre
La signora T.: uno sguardo che
non ammette che contanti.
Una linea unidea, mi ha
detto stamattina il pittore P. con
gravit. Non ho saputo che
rispondergli, ed ora, alle sei di
sera, ripenso a quella frase con
estremo imbarazzo. E due linee,
sono due idee?
Milano, 17 dicembre
Lavvocato mi dice: Purtroppo,
lei fritto. Lei in minoranza, e
nelle
societ anonime
le
minoranze
sono
sempre
145

schiacciate dalle maggioranze.


Ma non viviamo in un regime
democratico?.
Certo.
E allora va difeso anche il diritto
delle minoranze.
Gi, ma le maggioranze hanno
un maggior numero di azioni,
vale a dire un maggior peso di
capitale.
Ma la nostra non una
Repubblica fondata sul lavoro?.
Sicuro.
E allora? Come minoranza, io
ho
lavorato
pi
della
maggioranza
che
metteva
146

soltanto il capitale
Ma vede, il lavoro non conta,
conta soltanto il potere della
maggioranza.
Ora capisco perch la
maggioranza democratica e
amica del governo.
(Vicenda relativa allo scippo
vergognoso
con
cui
fu
estromesso dalla casa editrice
LONGANESI & C. da lui
creata e resa prestigiosa.
Resister ancora nove mesi.
ZIP)

147

Milano, 20 dicembre
Un buon diavolo, un vero
socialista allantica: fa il bagno
quando parte per un viaggio,
perch teme di insudiciare le
lenzuola degli alberghi dove
alloggia.
1957
Milano, 5 gennaio
Potrei abusare della sua
cortesia?.
Ne abusi: sono gli abusi che
rafforzano il mio carattere.
Milano, 7 gennaio
Non gli usciva dalla testa che una
148

fitta forfora di aggettivi.


Milano, 8 gennaio
Non la libert che manca;
mancano gli uomini liberi.
Milano, 11 gennaio
A un tratto, mi annoiai di quel che
stavo dicendo. Ma i miei ospiti,
ormai, erano troppo interessati al
mio discorso.
Milano, 12 gennaio
Non ci vengano a dire che la
giovent

spensierata.
Spensierati siamo noi, che
perdiamo tempo e impieghi.
Milano, 14 gennaio
Sono un uomo inquieto, uscito da
149

una famiglia quietissima. La


quiete mi annoia, linquietudine
mi irrita. Cerco una via di mezzo,
ma la cerco dove sono sicuro di
non trovarla. Amen.
Milano, 6 febbraio
Faremo molta strada insieme,
spero, mi dice F.
Non credo. Io mi fermo col
primo spettro che incontro.
Milano, 12 febbraio
I problemi sociali non si
risolveranno mai: invecchiano,
passano
di
moda
e
si
dimenticano.
Milano, 16 febbraio
150

Unidea non ha forza se non


nutrita di risentimento.
Milano, 17 febbraio
Le idee degli uomini che hanno
viaggiato, invecchiano prima di
quelle di chi non si mai mosso
di casa.
Milano, 18 febbraio
Una societ fondata sul lavoro
non sogna che il riposo.
Milano, 19 febbraio
A ripensarci oggi, dopo tanti
anni, il solo momento in cui
credevo in qualcosa era quando
non credevo in Mussolini, mi
dice lonorevole socialista P.
151

Milano, 21 febbraio
Di quei tipi che tengono il ritratto
dei figli sul tavolo per anni, e che
apprendono poi, dalla moglie in
fin di vita, che soltanto una di
quelle tre creature era sua
Milano, 27 febbraio
Voleva Nizza e Savoia; voleva il
Mare
Nostrum
e
met
dellAfrica. Poi prese la laurea e,
aperto lo studio, ridusse le sue
pretese: volle una villa al mare.
Milano, 28 febbraio
Uno di quei visi che hanno
gustato gli aiuti ERP.
Milano, 1 marzo
152

Marzo, radioso, mi coglie in


cortile, ma non posso pensarci:
debbo pagare ancora i conti del
gennaio.
E poi?.
E poi un altro poi.
Milano, 15 marzo
In
treno
verso
Milano:
raggiungiamo
lalba
in
Lombardia. Campi velati di
nebbia a fior di terra; i rami dei
pioppi contro il cielo pallido.
La Lombardia sempre la
Lombardia!,
esclama
un
commendatore.
Eh, s!, sospira un secondo e mi
153

guarda in cerca di conferma.


Sana, solerte e rugiadosa, dico.
Lultimo
aggettivo
linsospettisce. Volgo gli occhi
altrove.
Milano, 21 marzo
Non leggo che biografie di
sconfitti.
Milano, 22 marzo
Un vero giornalista. Spiega
benissimo quello che non sa.
Milano, 26 marzo
A
proposito
di
illeciti
arricchimenti politici, non vorrei
esagerare dicendo.
Esageri; soltanto lesagerazione
154

pu avvicinarsi al vero.
Milano, 28 marzo
Lo sguardo timido del venditore
ambulante di fiori appassiti.
Milano, 3 aprile
I macchiaioli: incerti fra
loleografia e la fotografia,
inserirono la Natura nella
burocrazia.
Milano, 5 maggio
Larte un incidente dal quale
non si esce mai illesi.
Milano, 16 maggio
Sono talmente solo, che lo
specchio non mi riflette pi.
Roma, 2 giugno
155

Lei non viene al Garden Party


del Quirinale?.
No, non vorrei incontrarmi con i
miei dipendenti.
Milano, 11 giugno
gli oggetti che sono in questa
stanza mi fanno compagnia da
anni, non riesco a cambiarli di
posto. Li sento gemere, appena
li tocco, e li lascio dove sono.
Ormai finito il tempo in cui
credevo che a questo mondo si
potesse mutare qualcosa.
Milano, 30 giugno
I figli che studiano a voce alta
nellaltra stanza, dicono un
156

rosario alla mia giovinezza.


Milano, 2 agosto
Aveva della miseria unidea
solenne, come soltanto i ricchi
riescono a concepire.
Milano, 3 agosto
Godeva fama di grande scrittore
soltanto destate, in pensione, al
mare, sullAdriatico.
Milano, 6 agosto
Quando potremo dire tutta la
verit, non la ricorderemo pi.
Milano, 24 settembre
Sono in molti, amici compresi, a
tirare un sospiro di sollievo. (Zip)
157

158