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I GIORNI DELLA PROTESTA Come la stampa universitaria ha raccontato l’Onda pagina 2e3

L’ONDA FIORENTINA L’occupazione di Novoli raccontata dagli studenti del Polo pagina 4 e5
GIORNALISTI CONTRO LE MAFIE Intervista a Ciro Pellegrino, redattore de Il Napoli pagina 10

ANNO II - NUMERO 6 - Novembre/Dicembre 2008 - FIRENZE Realizzato con il contributo


Autorizzazione del Tribunale di Firenze n. 5589 del 04/07/2007 della Birra Peroni

NIVERSITAREA
www.unistudi.eu Direttore Gaetano Cervone
VISTI DA VICINO NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 L’UNIVERSITAREA
LA PROTESTA CONTRO LA RIFORMA GELMINI ATTRAVERSA L’ITALIA
Da Milano a Catania, il movimento studentesco che si è opposto alla legge n. 133 ha fatto parlare
di sé: sintomo di un disagio contingente o rinascita di un movimento trasversale, destinato a
durare nel tempo? Uno sguardo alla protesta con gli occhi di chi l’ha seguita dal vivo.

Viaggio attraverso
dibattito su Radio Campus, la webradio dell’Ateneo”. Tuttavia, “la parte-
La Milano della protesta cipazione studentesca si è notevolmente ridotta con il passare del tempo”.
Si può, dunque, parlare di
ELISA CIANI “onda anomala” per descri-
vere il movimento di pro-
“Il tutto è cominciato con i collettivi studenteschi che, grazie alle loro manife- testa studentesco? “‘Onda
stazioni, hanno catturato l’attenzione della carta stampata, dell’opinione pub- Anomala’ è un’etichetta che
blica e, quindi, anche dei telegiornali”. Così parla delle proteste studentesche i giornalisti hanno dato a
milanesi Michele Capaccioli, fondatore di Wemustact.org, un progetto web un movimento che, al suo
con la regola del giornalismo d’informazione e d’inchiesta. “Le proteste di Mi- interno, è decisamente va-
lano sono state simili a quelle avvenute nel resto d’Italia” continua Capaccioli riegato e complesso. A mio
“Hanno, spesso e volentieri, bloccato il traffico, la circolazione, ma sono state parere non esiste una con-
comunque molto partecipate”. Il problema a suo dire è stata l’infiltrazione sapevolezza e un’unità come poteva essere nel 1968”. E se anche “esistono
della politica nelle iniziali proteste dei collettivi contro i tagli e la riforma della le premesse per una rottura culturale […] ‘qui è tutto bloccato’, come ci ha
scuola. “La lista universitaria per cui sono stato eletto e dalla quale mi sono detto profeticamente Sergio Rizzo in un’intervista di sei mesi fa”, conclude
dimesso il 3 ottobre da rappresentante universitario al Consiglio di facoltà di Alice Gioia.
Scienze Politiche, ha continuato a cavalcare la protesta dei collettivi, discu-
tendo su questo punto palesemente in mailing list” e confessa “Io ho provato Uniroma Tv racconta lo sviluppo dell’Onda nei
a fare una critica costruttiva e per giunta mi è stato impedito di spedire le e-
mail”. Capaccioli mette sotto accusa la maggior parte delle liste universitarie tre atenei della capitale
e in riferimento al lavo-
ro di alcune di queste ELENA GUIDIERI
per la redazione di un
documento da presen- Uniroma Tv (www.uniroma.tv), la Web tv de La Sapienza, di Tor Vergata e
tare al Presidente della di Roma Tre, racconta la nascita e lo sviluppo della protesta nella capitale.
Repubblica Napolitano, Paolo Conti parla di un movimento che nasce “in differita: fa la sua comparsa
con toni duri ribadisce: a La Sapienza, dove ci sono i primi gruppi di ragazzi che cominciano a orga-
“Purtroppo, finché ci nizzare assemblee, gruppi di discussione, ed altre forme di protesta pacifica e
saranno delle liste di non ostruzionistica”. Con il passare del tempo e grazie all’informazione e alla
rappresentanza che ca- divulgazione di idee, l’Onda investe Tor Vergata e in parte Roma Tre, “dove
valcano l’onda per fini comunque la protesta era e rimane tutt’ora meno forte”. Inizia poi la famosa
politici e di prestigio, diatriba sui metodi di protesta: chi sostiene la necessità di essere costruttivi,
che isolano chi la pensa diversamente, garantendo “Libertà, laicità e demo- chi l’ostruzionismo, chi l’occupazione, chi le lezioni di piazza. Le divisioni
crazia” solamente agli aderenti ad un filone politico determinato sarà quasi non si limitano al modo di mettere in atto la protesta; emerge un forte contra-
impossibile che tutti gli studenti decidano di partecipare a questi lavori”. Poi sto ogni qual volta si tenta di dare un volto politico al movimento studentesco.
prosegue: “ Tutti o quasi sanno che, oramai, la stragrande maggioranza delle “Allo stesso punto di molte assemblee, dove ci si confrontava con la reale
liste di rappresentanza universitaria sono dei partiti politici”. Arrivano, infi- eterogeneità dell’università, che è tutt’altro che divisa in gruppetti e capi-
ne, la precisazioni “Parlo solamente di Milano, parlo solamente della realtà popolo, si creava lo stesso blackout, che mandava in tilt per qualche minuto
in cui ho vissuto. Non posso esprimermi al riguardo di altre entità”. gli studenti: si politicizzava la protesta a seconda del credo”.
Paolo Conti sostiene che l’eterogeneità della realtà romana ha reso più pro-
Pavia: chi non occupa non preoccupa blematico rispetto ad altre città la formazione del movimento; “ l’Onda ano-
mala romana ha avuto una prova più difficile rispetto ad altri contesti dove gli
PAOLA BARILE atenei non sono tre, e il fascismo è una cultura molto meno radicata. Roma è
grande, e sentirsi tutti insieme, parte di qualcosa come un movimento, seppur
“A Pavia la protesta è sempre stata controllata, e non è ancora sfociata in una studentesco, è sempre molto difficile”.
vera e propria occupazione degli edifici universitari. Gli spazi di assemblea e Sarebbe così la mancanza di una direzione univoca ad indebolire la protesta.
riunione sono sempre stati richiesti e ottenuti per vie ufficiali”. Questa la nota “Il problema non è la mancanza di una testa, ma la presenza di troppe teste,
più caratteristica della protesta pavese, come ci racconta Alice Gioia, vicedi- che tirano il corpo ora da un lato, ora dall’altro, senza fargli capire la reale
rettore di Inchiostro, giornale degli studenti dell’Università di Pavia (http:// metà del cammino”
inchiostro.unipv.it/). “Pavia è stata fra gli ultimi atenei a mobilitarsi contro
la legge 133. Il primo grande segnale si è avuto con l’Assemblea del 20 ot-
tobre, che ha visto riunirsi quasi 2000 persone nel cortile del Rettorato […]
Significativo l’intervento del Rettore, che è sceso tra i ragazzi a leggere il
documento prodotto al termine della seduta, nel quale l’Università si schie-
rava contro la 133”. La protesta a Pavia ha seguito l’iter di molte città ita-
liane: “lezioni in piazza, organizzazione di gruppi di studio che hanno ana-
lizzato la ‘riforma’ e hanno presentato dei progetti autonomi, insediamento
di uno spazio autogestito di informazione e dibattito in un’aula dell’Univer-
sità”. Inchiostro ha seguito l’andamento della protesta anche sul web: “il
rapporto con gli esponenti della protesta è stato particolarmente efficace.
Insieme a loro abbiamo realizzato diverse puntate di approfondimento e

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 VISTI DA VICINO
LE TAPPE DELLA PROTESTA L’ONDA ESISTE? Che la riforma Gelmini abbia creato un sistema
I momenti cruciali attraverso cui il mondo della scuola e dell’uni- di proteste a catena in tutta Italia è un dato di fatto. Ma si è dav-
versità ha protestato contro la riforma Gelmini, approvata in Se- vero costituito un movimento capace di rievocare, seppur con le
nato il 29 ottobre. debite differenze, quello che attraversò l’Italia nel 1968?

l’Italia della protesta


Il contributo partenopeo alla novità rispetto al passato, riportando tutte le posizioni in campo” con “servizi
speciali sul giornale, ampi spazi sul sito di Ateneapoli (www.ateneapoli.it),
protesta studentesca interviste ed inchieste”. Alla domanda sull’esistenza o meno di un movimento
studentesco, che possa dirsi effettivamente erede di quello del ’68, Iannotti
CLAUDIA BARONCELLI risponde che questo è “un movimento che ha le potenzialità per una rottura
culturale rispetto al passato”
“Una protesta civile e variopinta”, ecco come la rivista Ateneapoli riassume
in un titolo l’essenza e lo spirito della rivolta studentesca a Napoli. Da ben 24 L’onda alle pendici dell’Etna
anni, il quindicinale napoletano tratta temi legati ai quattro atenei partenopei
e in quest’occasione non si è risparmiato di offrire ai suoi lettori una cronaca IURI CORNACCHINI

A Catania la storia del nuovo movimento studentesco passa prevalentemente


attorno a tre date : 17, 30 ottobre e 14 novembre. Ce lo spiega Step1, periodi-
co on line edito dalla facoltà di Lingue e letterature straniere di Catania, che ha
seguito l’evoluzione del movimento studentesco nella città etnea. Olivia Calà
e Carmen Valisano raccontano che “la protesta è iniziata ufficialmente il 17
ottobre, quando un gruppo di studenti, precari e professori si è unito al corteo
organizzato dai Cobas ed ha ‘assediato’ il palazzo del Rettorato”. Due giorni
dopo avviene la prima occupazione, quella dell’aula magna della facoltà di
Scienze Politiche, gesto che fa da prologo alle assemblee permanenti. “Le
assemblee sono continuate per tutto il mese, così come le lezioni in piazza. Il
momento più importante di tutta la protesta è senza dubbio rappresentato dal
corte del 30 Ottobre, che ha raccolto quasi 40mila persone”. In seguito a tale
corteo avviene un’assemblea d’Ateneo in cui i rappresentanti del movimento
fanno il punto sull’ “onda catanese”. L’occupazione del Rettorato inizia il 14
novembre, al termine del corteo che in concomitanza con Roma attraversa
le strade di Catania. Tale occasione è stata vista da un lato come un punto
d’inizio, uno slancio vitale per il movimento, mentre dall’altro come un ten-
degli eventi, dedicando uno Speciale di ben 13 pagine al movimento dell’On- tativo utopico di emulare il ’68, in un periodo dove non ci sono i presupposti.
da nei 5 atenei cittadini. Nel riassumere le tappe più significative della protesta “Si rischia di falsare tutto ciò che è stato...L’occupazione del Rettorato, per
studentesca di Napoli, Paolo Iannotti, direttore di Ateneapoli, menziona una esempio, era un po’ una parodia, una messa in scena di quelle del passato”.
“memorabile assemblea del rettorato dell’Università Federico II”, il 29 otto- Parole di Stefania Mazzone, docente di Storia del pensiero politico a Catania,
bre, alla quale sembrano aver partecipato oltre 4.000 studenti e docenti e una parole amare che sottolineano il problema più grosso del movimento studente-
manifestazione a Piazza del Plebiscito, che ha visto la presenza di ben 20.000 sco, quello di trovare una propria identità collettiva e comunicarla all’esterno.
partecipanti, tra cui tutte la Facoltà dell’Università Federico II, de l’Orienta- Quando il movimento e la moltitudine non fanno uscire valori universali, le
le, della Parthenope, della Seconda Università di Napoli e gli studenti medi. cose si fermano a un decreto… e ad un certo punto si fermano e basta.
“Se dovessimo indicare con una foto o un simbolo il mo-
vimento dell’Onda, sceglierei le lavagne con i professori
che effettuano lezioni per strada” così Iannotti coglie il
momento simbolo della protesta napoletana. Nonostante,
la complessità del sistema universitario (5 Università, 35
Facoltà, 150.000 studenti 3.000 professori e ricercatori), il
coordinamento c’è stato e, assieme ad una serie di iniziati-
ve proposte su molte zone della città, è riuscito ad ottenere
visibilità sia sui quotidiani cittadini che in Tv. Ateneapoli
ha raccontato la protesta studentesca nella città, proponen-
do “una cronaca degli eventi, esaltando i contenuti e le

l’UniversitArea Elisa Ciani, Iuri Cornacchini, Jessica Camargo Molano, Francesco Cutro, Damon
testata d’informazione universitaria (Andrea Gentile), Ilaria De Sio, Alessandro Etzi, Serena Fois, Maria Consiglia
Grieco, Elena Guidieri, Francesca Pardo, Giovanna Piazza, Francesca Puliti,
Direttore Responsabile Marta Scocco, Jonata Tellarini, Tommaso Tombelli
Gaetano Cervone
Stampa: NUOVA GRAFICA FIORENTINA
Vicedirettore
Via Ambrogio Traversari, 76 – 50120 – Firenze
Matteo Brighenti
Grafica Questo periodico è stato realizzato con il
Chiara Loi contributo della Birra Peroni
Editore L’UniversitArea on line:
Università degli Studenti www.unistudi.eu
Redazione: Via de’Serragli,10 – 50124 – Firenze universitarea@hotmail.it
Collaboratori: Paola Barile, Claudia Baroncelli, Francesco Brandiferri, Autorizzazione del Tribunale di Firenze n° 5589 del 4/07/2007

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L’ONDA FIORENTINA: Scoppia la protesta anche a Firenze, gli studenti toscani si mobilitano con-
tro la riforma Gelmini e la città gigliata diventa, per un giorno, capitale del neonato movimento
di contestazione. Ma quella fiorentina è “un’onda anomala”, che ha caratteristiche diverse dalle
altre città, prima fra tutte l’apertura alla cittadinanza.

Cronistoria del D5 e dintorni Piazza


della

Dall’occupazione alle manifestazioni, dai seminari alle Signoria


gremita
lezioni in piazza: identikit di un movimento per la
lezioni di
Sabina
JESSICA CAMARGO MOLANO aperto anche alle piazze: ad “istruire” ni? “E’ un movimento pacifico, Guzzanti
MARTA SCOCCO per le vie cittadine numerosi docenti molto preoccupato per i destini
“non ordinari”, tra i quali non pochi della scuola pubblica” ha di- dinamento tricolore e La Sapienza –
Un lenzuolo aggrovigliato, lacera- “stra–ordinari”, come l’astrofisica chiarato, durante la sua a visita del 25 curiosamente assente all’evento – ha
to dagli strappi del tempo, con una Margherita Hack e l’artista Sabina ottobre al plesso occupato, il presi- poi ospitato, il 15 e 16 novembre, il
scritta che inizia ormai a scolorire. È Guzzanti. Filo conduttore il “No alla dente della Regione Claudio Martini. secondo incontro che chiamava in
questo ciò che resta dello striscione 133”, declinato anche tra i banchi del A dare un’occhiata, senza però var- causa gli studenti di tutta la peniso-
che annunciava la nascita di un movi- D5 con gruppi studio e seminari, che care la soglia del D5, c’è stato anche la. Un confronto che ha portato non
mento racchiuso in parole oggi illeg- hanno raggiunto il culmine tra il 10 e il presidente della Provincia Matteo poco scompiglio e delusione nell’As-
gibili: “Contro la legge 133 edificio l’11 novembre con la maratona delle Renzi. Il 4 novembre, inoltre, il con- semblea di Novoli, consapevole più
D5 occupato…ed è solo l’inizio!”. 33 ore di lezione no stop. La grande siglio comunale ha ospitato in seduta di prima dei propri punti deboli, in
Un simbolo sotto il quale hanno pre- voglia di farsi sentire ha portato i straordinaria i rappresentati degli stu- primis i contenuti, e poco soddisfat-
so vita le speranze di studenti, ricer- tanti giovani anche a sfilare in modo denti, attivi in un dibattito diretto con ta dalle conclusioni della trasferta.
catori e precari, per la prima volta pacifico e creativo per tutta Firenze. l’amministrazione. Un dialogo con la Dopo esser ritornati al D5, è stata
insieme nell’assemblea generale del Il 21 ottobre, circa 50mila studenti politica, ma anche e soprattutto con infatti necessaria una settimana di
14 ottobre al Polo delle Scienze So- partiti da piazza San Marco hanno la cittadinanza: “Il movimento fioren- continui rimandi e discussioni per
ciali di Novoli. Un incontro che ha raggiunto piazza Santissima Annun- tino - ha sottolineato Alessandro Bez- decidere di cambiare gli strumenti
visto la partecipazione di così tante ziata. Del tutto imprevisto, invece, il zi (collettivo ZTL) - ha visto nascere della protesta disoccupando in Via
persone, da rendere necessario l’uti- corteo spontaneo esploso il 29 otto- fitte reti di coordinamento tra genito- delle Pandette. “Non ci aspettavamo
lizzo di due “Aula Magna” collegate bre dopo l’approvazione della legge ri, insegnanti, studenti medi, comitati di rimanere così tanto nel D5” è il
in videoconferenza, ma soprattutto di 133 in cui centinaia di studenti hanno cittadini e la realtà dei lavoratori, in commento di Leonardo Colli (Collet-
una forte mediazione per placare le invaso le strade paralizzando per di- quanto la protesta non riguarda solo tivo Politico Scienze Politiche), che
rumorose polemiche nate tra idee che verse ore il traffico cittadino. E anco- il mondo universitario, ma coinvolge ha poi aggiunto “per la prima volta
finalmente si sono scontrate faccia a ra, il giorno seguente, in concomitan- tutta la società”. L’Onda è stata an- tutte le tre differenti realtà di Studenti
faccia. Nient’altro che un preavviso di za con l’appuntamento nazionale di che l’occasione per fare un tuffo nel di Sinistra, Collettivo Politico e Sini-
quello che sarebbe accaduto il giorno Roma, a Firenze sono stati occupati passato: come Firenze capitale ha ce- stra Universitaria sono confluite in
seguente. Il pomeriggio del 15 otto- i binari della stazione Campo Marte. duto il passo a Roma, oggi la storia si un’unica assemblea”.
bre, mentre il Consiglio di Facoltà di “La mobilitazione ha dettato l’agen- ripete per i primi
Scienze Politiche bocciava il blocco da politica di quest’ultimo periodo incontri nazionali
della didattica proposto dal neonato –ha commentato Alessio Branciamo- del movimento.
movimento di protesta, un piccolo re (Sinistra Universitaria) – andava, Gli studenti di
corteo di studenti, insoddisfatto dal però, maturata con più tempo, ora tutt’Italia, infat-
responso, occupava il D5. E così, tra ci saremmo trovati con una protesta ti, si sono dati
entusiasmo, indecisione e qualche viva e partecipata a ridosso dell’ap- appuntamento a
colpo di mano, “l’Onda” ha travolto provazione della finanziaria”. Firenze per discu-
anche Novoli in un work in progress tere la creazione
che dalle aule, fra alti e bassi, si è E in tutto ciò dove erano le istituzio- di un unico coor-

Una nuova vita per l’UniversitArea Online Striscione esposto dagli studenti
dopo l’occupazione dell’edificio D5
Parte l’informazione quotidiana ed è boom di accessi al sito
15 ottobre - Gli studenti occupano il D5
GIOVANNA PIAZZA Social Network (Facebook, Flickr, You Tube,
My Space) e dalle riprese di notizie su diverse 21 ottobre - Manifestazione regionale
Il sito www.unistudi.eu nasce nel 2007 come 25 ottobre – Il presidente della Regione Claudio Martini
contenitore multimediale degli articoli pub- Il successo del nuovo sito è testi- in visita al D5
blicati in cartaceo e delle relative integrazio- moniato dall’aumento vertigino- 29 ottobre – Corteo spontaneo e blocco del traffico
ni. A ottobre 2008 cambia grafica, rinnova la
redazione, assume una veste autonoma. L’in- so degli accessi giornalieri 30 ottobre – Corteo cittadino ed occupazione dei binari
della stazione di Campo Marte
formazione, divisa nelle sezioni Università e
Studenti, La mia Città, In Italia, Nel Mondo, testate locali. Ponendosi l’obiettivo di rendere 5 novembre – Protesta dei ricercatori che si improvvi-
In Società, Zeta Come Cultura e Gli Specia- un buon servizio di informazione quotidiana ad sano lavavetri
li, diventa quotidiana, focalizzandosi su no- una platea studentesca il più vasta possibile, 7 novembre – Blocco del traffico
tizie e interviste che riguardano l’Università mira a ingrandire la community formata da chi, 8 novembre - Assemblea nazionale a Firenze
e i suoi studenti. Il successo del nuovo sito è dicendo la propria, vuole contribuire a qualità e 10 e 11 Novembre – Maratona di 33 ore di lezione
testimoniato dall’aumento vertiginoso degli completezza dell’informazione.
14 novembre - Manifestazione nazionale a Roma
accessi giornalieri, dalla nascita di
15 e 16 Novembre - Assemblea nazionale presso la
una community di lettori affezionati,
dalla visibilità acquisita sui principali Sapienza

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 VISTI DA VICINO
I CONTRARI ALL’OCCUPAZIONE: La “contro-Onda fiorentina” è un VIAGGIO NELLA MAGGIORANZA SILENZIOSA
movimento molto eterogeneo: all’interno tutti non condivide la Non tutti gli studenti sono stati coinvolti nelle occupazioni. La
forma di protesta adottata, ma differiscono per essere pro,contro “maggioranza silenziosa”preferisce il libro alla piazza, ed è molto
o scettici nei confronti dei tagli previsti nella 133. scettica sulla buona riuscita della protesta.

Il variegato mondo dei contrari all’occupazione


Scongiurare il blocco della didattica, raccogliere firme e sensibilizzare gli studenti
sidente nazionale Donzelli, che
FRANCESCO BRANDIFERRI
preferisce la realtà mediatica a
FRANCESCO CUTRO
quella del territorio. L’occupa-
zione va avanti. L’efficacia delle
“Siamo l’unica decisa forza contro l’occupazio- loro azioni va via via scemando,
ne”. Partiamo da questa dichiarazione di France- anche se SpL non si dà per vin-
sco Cappelli – consigliere di Facoltà di Scienze ta: lo sgombero del D5 rimane la
Politiche per Studenti per le Libertà (SpL) – per priorità. Portando all’attenzione
raccontare l’altra faccia dell’Onda: una faccia in della Preside Alacevich le ade-
cui SpL ha svolto un ruolo da protagonista. sioni autenticate, l’epilogo sem-
Alle “Idi di ottobre”, la decisione ventilata diventa bra vicino. Il Gazebo di Studenti per le
Libertà durante l’occupazione
realtà: il D5 di via delle Pandette viene occupato. È questo in sintesi il variegato
SpL inizia la sua battaglia. Armati di gazebo e buo- mondo della “contro-Onda fio-
na volontà, campeggiano di fronte all’edificio de- rentina” fatto di tante buone intenzioni, proposte stato meglio creare un coordinamento, una linea di
gli occupanti. Inevitabili momenti di tensioni: “un serie ma poche azioni consistenti. Se le occupa- azione comune contro le occupazioni, tralascian-
confronto con toni un po’ accesi”, lo definiscono. zioni vanno avanti, il “merito” è principalmen- do per una volta le posizioni politiche delle singole
Cosa fare praticamente per contrastarli? La solu- te – anche se indirettamente – loro. Non sarebbe rappresentanze?
zione è semplice e concreta: una raccolta firme da
estendere a tutte le facoltà dell’Ateneo, con l’obiet-
tivo di “scongiurare la sospensione della didattica
“Vogliamo continuare a studiare senza problemi”
e garantire, a chi fosse interessato, di continuare a I perché dei non interessati alla protesta.
seguire le lezioni”. Testimonianze dei contrari all’occupazione.
Un compito arduo portato avanti quotidianamente.
E gli altri contrari all’occupazione? Dove sono? “La libertà finisce dove inizia quella degli al- stati inseriti in una finanziaria, allora un picco-
Lista Aperta (LA), più impegnata a dare risposte su tri”. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la lo sforzo si può anche fare. Certo, questo tipo di
domande esistenziali come l’origine dell’universi- posizione di quella “maggioranza silenziosa” di protesta lascia davvero il tempo che trova”.
tà, sembra aver adottato una strategia differente: studenti che con occhio critico ha vissuto questo
“pur condividendo i motivi che hanno portato a mese di occupazione. Il D5 rappresenta solo un Pierluigi, studente del polo scientifico di Sesto,
questa protesta, continuiamo a non ritenere ade- luogo di passaggio: tutti ormai sono coscienti dei spiega: “so che è importante farci sentire ma non
guate le modalità” è questo il commento di Da- vari “dirottamenti” di aule e le portinerie, quoti- sono d’accordo con questa protesta. Non dobbia-
vide Cristoferi, senatore accademico. Tattica poco dianamente affollate di ragazzi in cerca della pro- mo ribellarci sacrificando l’attività didattica. La
incisiva visto il loro peso elettorale. Diversamente, pria lezione, ne sono la testimonianza. contestazione ci vuole, ma continuando a studia-
Azione Universitaria (AU) fa la sua comparsa tra re seriamente. Altrimenti è un’ulteriore perdita di
le palazzine del polo di Novoli solo dopo la pri- Si parlava di libertà; libertà di continuare a stu- tempo e lavoro che non produce nessun risultato.
ma settimana di mobilitazione: “Non siamo qui diare, di seguire regolarmente le lezioni – assicu- Le istituzioni potranno ascoltarci solo se ci com-
per difendere il Governo ma siamo esclusivamente rate sì, anche se con qualche disagio – insomma, portiamo seriamente”.
dalla parte degli studenti” risponde così Daniele libertà di vivere la vita universitaria senza troppi
Grazi, responsabile per Giurisprudenza. Certo, una scossoni. In un mondo pervaso dall’individuali- Episodio isolato, ma di notevole rilievo, quello
posizione vaga, a tratti indefinita; come quella di smo in cui risulta facile parlare per “etichette”, accaduto nei primi giorni di mobilitazione. Gli
Studenti Democritici (SD): “SD sta proseguendo gli studenti non in prima linea potrebbero, senza studenti del corso di Finanza Aziendale del prof.
la sua protesta parallelamente all’occupazione sforzo, essere inseriti nella categoria degli indif- Roggi si sono ritrovati a fare lezione in un’aula
sensibilizzando costantemente l’attenzione degli ferenti. piccola; la situazione, poco agevole, è degenera-
studenti”. Di concreto, però, si è visto ben poco. ta. Tra urla e spintoni, davanti l’edificio occupato,
In uno scenario come questo gli alleati per SpL Eppure, anch’essi hanno le loro buone ragioni: si cercava di “riconquistare l’aula perduta”: “Tut-
scarseggiano. Sembra mancare una linea comune “posso capire le proteste delle prime settimane to questo è assurdo – commenta una studentessa
che sicuramente avrebbe dato più forza alla con- ma, come dice un noto proverbio, perseverare è del corso – io non sono né di destra né di sinistra;
tro-Onda. I giorni passano e la protesta continua. diabolico – è questo il commento di Marianto- so solo che è un mio diritto poter usufruire di un
“Quella che sta protraendosi è una situazione buf- nietta, studentessa di Economia – se i tagli sono servizio per il quale ho pagato le tasse”.
fa” rileva Niccolò Macallè, responsabile d’Ateneo
per SpL: “la maggioranza degli studenti vuol con- Una realtà universitaria fatta di tante sfaccettatu-
tinuare a fare lezione”. E intanto la raccolta firme re. È solo scarso interesse oppure anche questa,
va avanti raggiungendo quota 1000. in un certo senso, è una presa di posizione in cui
Parallelamente anche LA esce dal torpore ed opta ci si rende conto che continuare a protestare in
per una raccolta firme per “contrastare i disa- questo modo non sempre porta a grandi risulta-
gi causati alla didattica con spostamenti di aule ti? Sicuramente il non aver saputo coinvolgere le
spesso inadeguati”. Tante adesioni, ma rispecchia- “maggioranza silenziosa” è una delle cause prin-
no realmente quella maggioranza silenziosa di cui cipali del declino che l’occupazione sta vivendo
si sentono portavoce? in questi ultimi giorni. Si poteva fare di più?
Marginale e a tratti assente la protesta dei ragazzi F.B. - F.C.
di AU nonostante la presenza a Firenze del pre-

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LA RISPOSTA DELLE ISTITUZIONI
Come hanno reagito gli organi istituzionali alla protesta indetta dagli studenti? Nell’Ateneo fioren-
tino i professori di Scienze Politiche hanno trovato, a loro modo, la possibilità di proporre analisi
e formulare proposte attraverso gruppi di studio, aperti anche agli studenti.

I rischi della riforma: l’analisi dei docenti


Alla ‘Cesare Alfieri’ anche gruppi di studio ‘istituzionali’
SERENA FOIS Alfieri” sono consultabili la compo- fessori Valeria Fargion, Roberto
sizione e le eventuali relazioni dei Ricciuti, che si sono posti come
Oltre ai gruppi di studio organizzati diversi “gruppi istituzionali”: obiettivo “quello di mettere in
da Assemblea di Novoli – volti ad evidenza le risorse ed i risulta-
analizzare i vari aspetti e le possibili Interventi del governo in materia ti dell’istruzione universitaria
conseguenze della 133 con l’obietti- di università: gruppo di lavoro com- italiana rispetto a quella di al-
vo, poi, di formulare proposte per una posto dai professori Rossella Bardaz- tri paesi”.
“contro-riforma” del sistema univer- zi, Giancarlo Mori, Maria Grazia Offerta formativa, carichi di-
sitario, anche i docenti si sono inter- Pazienza, Chiara Rapallini. Queste le dattici e attività extracurricula-
rogati su come “proseguire nell’ana- conclusioni alla fine del loro elabo- ri della Facoltà di Scienze Poli-
lisi della situazione universitaria, rato: “L’insieme di questi interven- tiche: gruppo di lavoro composto
avvalendosi delle competenze disci- ti di natura finanziaria, fatto salvo dai professori Angela Perulli,
plinari presenti” e dunque “formula- l’art.16 della L.133, non riguarda in Andrea Lippi, Sandro Landucci, Gli studenti non hanno preso troppo in
considerazione i “gruppi istituzionali” e la
re eventuali proposte che dall’analisi maniera specifica le Università ma Brunella Casalini.
loro adesione è stata poco rilevante
dovessero scaturire”. La decisione di si inserisce in un quadro di conteni- La trasformazione delle Uni-
aprire i gruppi studio – in principio mento della spesa pubblica di portata versità in fondazioni di diritto dal testo legislativo, il quale lo dila-
limitati ai soli docenti - aveva l’in- privato: gruppo di lavoro composto ziona al futuro mediante il traghetto
tento di “dare visibilità sul sito della Gli studenti hanno dai professori Cecilia Corsi, Laura dei contesti locali e della fusione tra
Facoltà alle analisi e alle eventuali Leonardi, Andrea Lippi, Maria Paola le élite che vi sono presenti. Serve, in
proposte dei Gruppi di lavoro, al fine snobbato i gruppi di Monaco, Anna Pettini, Laura Sabati, buona sostanza, una svolta contenu-
di contribuire alla conoscenza del lavoro dei docenti Andrea Ventura, che a fine relazione tistica che affronti per davvero i nodi
mondo universitario e dei suoi pro- rilevano : “La trasformazione delle irrisolti dell’Università, che non af-
blemi, ancorare la discussione in atto più ampia e quindi non ha i connotati Università in fondazioni va verificata fronti la trasformazione di questa
nel paese alla conoscenza, dare voce di una riforma mirata ad affrontare sul campo, ma presenta molte ana- solo come un problema di cassa dello
agli attori dell’Università”. Gli stu- i problemi del sistema universitario logie con altri settori dove si sono Stato e ne delinei una funzione pub-
denti, però, non hanno preso troppo nazionale”. manifestate dinamiche analoghe: lo blica come forma di investimento del
in considerazione tali “gruppi isti- L’istruzione universitaria in chia- spostamento di un problema, le cau- governo centrale, invece che di dele-
tuzionali” e la loro adesione è stata ve comparata: risorse e risultati: se, che hanno condotto gli atenei a ga ai governi locali e alle generazio-
poco rilevante. Sul sito della “Cesare gruppo di lavoro composto dai pro- ridursi così, non vengono affrontate ni future”.

“Dica 133”: il blog dei Ricercatori


Il fondatore, De Sio: “Internet ci ha dato visibilità, immediatezza e diffusione”
GAETANO D’ARIENZO l’affondamento dell’Università”) la media più diffusi” - confessa De Sio London School, passando per Parigi.
dicono lunga sugli intenti del sito. - “Internet in tal senso ci ha dato vi- Limitarsi, però, ad essere un conteni-
E’ lunedì, al Polo di Novoli. C’è la “Il blog è il manifesto della nostra ri- sibilità, immediatezza e diffusione”. tore di malcontenti potrebbe risultare
quarta lezione della no-stop denomi- volta” – commenta – “E’ una rivolta Aprendo la pagina del blog (www.di- fine a se stesso. Che futuro spetta al
nata “33ore”. E’ Lorenzo De Sio a mediatica, fatta da persone compe- ca133.wordpress.com) non è difficile movimento “dica133”? “Analizze-
presiedere quella che sarà la lezione tenti”. In rivolta, infatti, ci sono an- capire come l’appello fatto attraverso remo il decreto 180; dicono che au-
(delle 33 in programma) di maggior che loro: i ricercatori. queste pagine sia stato raccolto da menti il turnover dal 20 al 50%, ma
successo. Il titolo è “Elezioni politi- Unitisi sotto la bandiera dell’appello migliaia di persone, in Italia e non lo fa non in base alla qualità della
che 2006: ma non c’erano stati bro- anti-tagli, detta categoria ha trovato solo. “Dica 133”, infatti, si presenta ricerca, bensì sulla base dei bilanci”
gli?” nel blog di De Sio il megafono della bene: Un prato d’erba verde sullo lamenta il ricercatore fiorentino.
Il docente di Metodologia della ricer- propria protesta. Perché è la comuni- sfondo (“metafora della crescita del Un passo indietro e siamo nuova-
ca politica, precario, così esordisce: cazione il primo ostacolo da abbatte- movimento!”); tanti commenti ed un mente a quell’insolito lunedì. Sono le
“In questi giorni ho riflettuto molto re: “Abbiamo avvertito l’ esistenza di elenco sbalorditivo di città, da Gi- 13 e la lezione di De Sio sui brogli
sul perché dare finanziamenti a me, un problema di comunicazione dei nevra a Berkley, da Barcellona alla politici sta per terminare.
ricercatore nel campo sociale... Slide di power point alla mano
Perchè proprio io, che non sal- e riflessioni accurate in mente,
vo vite col mio lavoro!?”, si do- De Sio non può deludere il suo
manda De Sio. “Beh la risposta pubblico che aveva lasciato in
la troverete in questa lezione” sospeso durante l’intera ora di
chiosa così la sua introduzione. spiegazioni. A cosa servono i
Lorenzo De Sio non è un ricerca- fondi alla ricerca politica? “Tol-
tore qualunque, bensì il fondato- gono dall’ incertezza dei brogli
re di un blog: Titolo (“dica133”) un governo e salvano una de-
e soprattutto sottotitolo (“contro mocrazia!”.

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 VISTI DA VICINO
UNA STRUMENTALIZZAZIONE INCONSAPEVOLE? La trasversalità COSA HA LASCIATO L’ONDA Resta da capire se il movimento
della protesta – unità alla spontaneità del movimento – potrebbe studentesco porterà avanti la protesta e attraverso quali forme;
anche involontariamente favorire logiche tese al mantenimento e presto gli studenti saranno chiamati alle urne per il rinnovo
dello status quo: questa la tesi paventata dal prof. Bozzo delle proprie rappresentanze negli organi di governo

“Quale movimento?”: la lettura del prof. Bozzo


L’Onda e la difesa dello status quo
GAETANO CERVONE tensio Zecchino e Luigi Berlin- di utilizzare qualsiasi difesa per
guer avviarono quella riforma attenuare il colpo, compresi gli L’editoriale
Gli uomini si fermano e pensa- del 3+2 che tanto male avreb- studenti: “Mi duole constatare
no solo quando la catena del be fatto al mondo accademico che, a fianco dello studente che
fare si interrompe: sulla scorta con il proliferare di sedi uni- scende in piazza per protestare
dell’idea sviluppata da A. San- versitarie distaccate e di corsi contro il nepotismo e il malco- Il riflusso dell’Onda
tambrogio, l’attuale momen- di studio a misura dei docenti, stume, ci sono docenti che han-
to di stasi della mobilitazione seguito a quello degli Atenei”. no tratto e continuano a trarre GAETANO CERVONE
studentesca sarebbe la naturale Proprio l’aver saputo coinvol- massimo beneficio dall’attuale
conseguenza di un’Onda che, gere parte del corpo docente, stato delle cose, persino dal Un movimento spontaneo, trasversale ed aparti-
dopo aver cavalcato per più di facendo così passare l’idea di proprio stato di parentela, cosa tico, che ha dato prova di saper dialogare con le
un mese il panorama mediatico, un mondo accademico unito ormai nota all’opinione pubbli- istituzioni, senza prestarsi a strumentalizzazioni,
s’interroga su stessa e sul suo e compatto in difesa delle sue ca e che ci dele-
lanciando così anche un segnale ai futuri candidati
futuro. Le proteste, le manife- ‘cattive sorti’, dai più è conside- gittima” – affer-
Sindaco: è stato davvero tutto questo l’Onda che
stazioni, le occupazioni svilup- rata la caratteristica di forza del ma il prof. Bozzo,
ha attraversato Firenze in questi due mesi? Pur non
patesi in tutte le città italiane movimento, così come l’aspetto che dunque pare
– per quanto diverse in risposta di cesura con le proteste passa- avvertire il rischio riuscendo nel suo fine ispiratore, ovvero l’aboli-
a specifiche esigenze di territo- te: “Come docenti ci troviamo di un mobilita- Prof. zione della 133, o in quello di istituzionalizzare il
Luciano movimento incanalando la protesta verso altre for-
rio – hanno trovato nella spon- in una situazione per molti versi zione studentesca Bozzo
taneità e nella trasversalità un paradossale che ci vede prote- incappata in for- me, l’Onda ha comunque lasciato il segno nella re-
comune filo conduttore: “Che altà accademica fiorentina, contribuendo a compli-
siamo dinnanzi ad un movimen- “Come docenti ci troviamo in una situa- care il panorama politico studentesco. Nonostante
to nel senso classico del termi- le apparenze, l’Onda si è mostrata estremamente
ne, proveniente dal basso, dagli zione per molti versi paradossale che ci
frammentata: due mesi di proteste più o meno con-
studenti, nato più o meno spon- vede protestare contro… noi stessi!” giunte, parallele, simmetriche non hanno sortito
taneamente in risposta a misure
alcun effetto unitario, nonostante fosse la scelta
paventate e in parte realizzate stare contro… noi stessi! Visto me di strumentalizzazione, ma-
più ovvia, semplice, giusta. Studenti di Sinistra
dal Governo è un dato di fatto” che troppi degli effetti perversi gari anche inconsapevolmente
ha continuato ad issare propri striscioni e bandiere
– commenta Luciano Bozzo, della riforma del 3+2 sono stati – “Penso che molti studenti
docente di Relazioni Interna- causati da una parte del corpo vedano solo un aspetto della ostentando, così, indifferenza dinanzi alle richie-
zionali presso la Cesare Alfieri, docente” – rileva il prof. Bozzo, realtà accademica attuale, non ste di una protesta slegata da qualsiasi interesse di
che però rilancia – “Tuttavia che aggiunge – “In un contesto abbiano sufficienti informazioni lista che proveniva da Assemblea di Novoli, dove
non posso accontentarmi di del genere, stante la situazio- su come è stata attuata “a de- – assieme ai Collettivi del Polo – confluiva invece
questa constatazione ed infatti ne generale del Paese avviato stra e a sinistra” la riforma del Sinistra Universitaria, riuscendo – a tratti – a dare
mi chiedo se parte della prote- verso la recessione, aggravato 3+2 e non sappiano che alcuni un’impronta moderata ad alcune pretese di chia-
sta non sia legata ad una logica dalla presenza di una bella fetta tra quei docenti che sostengo- ra matrice Collettivi. Silenzio assordante, invece,
politica, come del resto è inevi- di professori universitari e Ret- no con maggiore entusiasmo la quello che ha cullato Lista Aperta (seconda lista
tabile e persino giusto che sia: tori italiani implicati in vicende mobilitazione sono i primi be- d’Ateneo più votata), una gravissima assenza che
sta di fatto che non appena un di corruzione e malcostume, tra neficiari del sistema presente,
ha fatto così spazio – di contro – alla costante at-
Governo di centro-destra adotta cui l’ormai celebre‘parentopo- dunque non mi stupisce affatto
tività di Studenti per le Libertà, auto-proclamatisi
misure in materia universitaria li’, il mondo accademico ha il che lo vogliano conservare im-
garanti di quei diritti degli studenti che quotidiana-
scatta l’azione del movimento, dovere di chiedersi cosa ha fatto mutato ”. Quella che emerge è
viceversa, se misure nella so- e può fare per l’Italia, se effet- dunque una generale situazione mente l’occupazione del D5 avrebbe leso, nonché
stanza analoghe sono adottate tivamente meriti più attenzioni del mondo accademico, pros- tutori della legge e delle Istituzioni, delle quali –
dal centro-sinistra le aule uni- e con quale credibilità reclami sima all’esasperazione, ma che vedi il Pinocchio presentato in Consiglio di Facol-
versitarie e le piazze rimango- oggi più fondi”. Quello descrit- può esprimersi anche con forme tà – si faceva poi beffe. La ferma condanna al gesto
no assai più silenti . Quando il to è dunque un mondo accade- ed idee del tutto contrastanti: espressa dai Circoli del buon Governo, e l’assenza
Governo Prodi, solo per fare un mico che – vedendosi minac- “Senta, me lo lasci dire: che di un coordinamento con Azione Universitaria – la
esempio, ha dirottato parte dei ciato nei suoi interessi – cerca siano benedetti i tagli, reali o cui attività sul territorio era inversamente propor-
fondi destinati alla minacciati” – con- zionale all’assidua visibilità mediatica del Presi-
ricerca a favore dei clude il prof. Bozzo dente nazionale Giovanni Donzelli – mostravano,
‘camionisti’ che – “perché almeno
così, anche uno schieramento anti-occupazione (di
bloccavano l’Italia ci costringono a
centro-destra) tutt’altro che compatto.
non ho visto grandi metterci dinnanzi
A poche settimane dalle elezioni studentesche que-
manifestazioni di alle nostre respon-
piazza, ma soprat- sabilità, togliendoci sto è quanto ci ha consegnato il riflusso dell’Onda,
tutto ricordo che l’alibi delle incom- restando in attesa di conoscere gli sviluppi di una
scarsa o nulla fu petenze del Ministro protesta che in molti – fiduciosi – descrivono anco-
l’attenzione pub- di turno, almeno ra viva e condivisa. Ai posteri l’ardua sentenza.
blica quando Or- spero ”.

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UNIVERSITA’ E STUDENTI NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 L’UNIVERSITAREA

Parte il progetto “Non ti sottovalutare”


Al via la campagna di sensibilizzazione per la valutazione della didattica
MARIA CONSIGLIA GRIECO monitoraggi che riguardano i corsi di Medicina, le percentuali sono pres- tempo possibile: la campagna di sen-
tutte le facoltà, giudizi che sono sud- soché allineate con quelle di altri sibilizzazione è chiara espressione
“Non ti sottovalutare”: questo il divisi per anno accademico, facoltà, Atenei italiani, come, ad esempio Pa- di questa volontà, alla quale farà da
titolo della campagna di sensibiliz- corsi di laurea e consultabili al link dova, dove infatti la percentuale non sostegno l’attivazione del progetto
zazione per la valutazione della di- “Valutazione della didattica” presen- supera il 41% a fronte di un tasso di servizio civile “Vali di più” – pre-
dattica messa in atto dall’Università te in diverse sezioni del sito web di copertura di Ateneo che nel 2006/07 disposto ed attuato per iniziativa
di Firenze per il nuovo anno accade- Ateneo, inclusa la sezione Studenti. ha raggiunto quota 73,2%. dell’Ufficio di supporto al Nucleo,
mico, oramai alle porte. Realizzata Lo scorso anno accademico il tasso di Un compito difficile, dunque, quello che vedrà i sei volontari impegnati
dall’Ufficio di Supporto al Nucleo di copertura tra gli insegnamenti moni- del totale monitoraggio degli inse- in tutte le fase della procedura, dal
Valutazione della Didattica – in col- torati e quelli programmati è stato ab- gnamenti previsti, reso ancor più ar- rilevamento all’elaborazione, dalla
laborazione con Valdidat – l’iniziati- bastanza soddisfacente (66,48%) con duo dalla presenza di sedi distaccate e diffusione all’utilizzo dei risultati.
va è volta a valorizzare lo strumento un aumento significativo anche in ter- corsi mutuati; nessun Ateneo italiano
e i risultati della rilevazione, tenuto mini di schede raccolte: ben 105947, – al momento – è riuscito ad ottem-
conto dell’importanza che riveste, in rispetto alle 97579 dell’a.a. 2006/07 perare a questa richiesta, ma
termini di trasparenza e qualità, come e alle 94221 dell’a.a. 2005/06, a con- l’Università di Firenze
ha sottolineato il prof. Alessandro ferma – dunque – di un trend positivo si sta adoperando
Viviani – delegato del Rettore per che l’Università intende ulteriormen- per riuscirci
la Qualità e la Valutazione – nella te migliorare, puntando a raggiungere nel più
presentazione al lavoro “Le opinioni valori prossimi a quanto richiesto dal breve
degli studenti frequentanti”: “Spesso MIUR, ovvero il totale monitoraggio
questo processo di valutazione è stato dei corsi previsti dalla programma-
considerato un “noise” burocratico; zione. I risultati relativi ai tassi di
si tratta invece di un importante stru- copertura – in riferimento all’anno
mento di monitoraggio la cui utilità, accademico 2007/2008 – mostrano
nel contesto del riordino sistematico le Facoltà di Farmacia (77,78%) e
dell’offerta formativa, appare strate- Scienze della Formazione (72,37%)
gica”. Una campagna di sensibilizza- tra le più virtuose, mentre delle cri-
zione volta non solo ad evidenziare ticità sono state rilevate nelle Facoltà
il valore di un questionario corretta- di Medicina e Chirurgia (40,48%) e
mente compilato, ma anche a pubbli- Scienze Matematiche, Fisiche e Na-
cizzare il più possibile i risultati dei turali (50,79%). Tuttavia, nel caso di

Il Primo Reality Show di Facebook è targato Firenze


Intervista a Janet Pitarresi, giovane ideatrice del progetto
settimana, proporrà un tema socio- continuamente con gli altri e proprio della Toscana, Agostino Fragai, che
FRANCESCA PARDO
culturale, sul quale i concorrenti do- per questo motivo possono esprime- dichiara: “Le idee creative meritano
GIOVANNA PIAZZA
vranno produrre un video o un artico- re valutazioni più incisive sulle idee di essere incoraggiate, e questa lo è
lo, che sarà oggetto di valutazione da altrui”. Spiccano nomi famosi come sicuramente” e il Senatore Achille
La nuova frontiera del web si chia- parte degli iscritti al gruppo, oggi più Jocelyn Hattab, registra e conduttore Totaro, per il quale “un reality on-
ma Facebook. E’ un social network di 2000, che dovranno anche decide- televisivo, Alessandro Zaccuri, gior- line è sicuramente un interessante
come tanti, ma la sua struttura si re progressivamente chi eliminare. nalista, o Danilo Fumiento, inviato mezzo di comunicazione, di diffusio-
presta all’immediata diffusione di Tra loro, un ruolo importante avran- de La Vita in diretta. Janet ci spiega ne immediata di idee e di pensieri e
idee, come quella di Janet Pitarresi, no gli opinio- che, prima di una pronta occasione di dibattito,
studentessa 23enne di Giurispru- nisti, non tan- Janet Pitarresi lanciare il pro- vero confronto democratico”. Chie-
denza a Firenze, ideatrice del pri- to per il loro getto, aveva già diamo a Janet quali siano le sue at-
mo reality show online in Italia voto – che scambiato qual- tese: “mi auguro di riuscire a creare
(http://www.facebook.com/group. avrà il me- che messaggio uno strumento che dia la possibilità
php?gid=40152702149&ref=ts). Il desimo peso su Facebook di un arricchimento personale attra-
regolamento prevede la partecipazio- degli altri – con qualcuno verso il confronto con gli altri su temi
ne di 20 concorrenti selezionati tra ma per l’au- di loro: “non di carattere sociale e culturale. Non
chi ha inviato presentazioni che rap- torevolezza ho avuto parti- mi aspettavo di certo che avrebbe
presentino “un po’ tutte le persona- dei commenti colari difficoltà avuto tutta questa risonanza, adesso
lità esistenti all’interno della società sui video o gli nel reclutare è diventata una scommessa con me
contemporanea”. Quale sarà il profi- articoli che gli opinioni- stessa”. Il premio finale per il vinci-
lo dei concorrenti? “Persone comu- riterranno più sti, d’altronde tore? “Per ora è un segreto”. L’Uni-
ni, che hanno voglia di condividere interessanti. questa sorta di versitArea Online parteciperà come
il proprio pensiero e di confrontarsi Queste “fi- reality online è pubblico votante e offrirà un collega-
con gli altri”. Il gioco inizierà nei gure particolari, al di là dell’essere un esperimento aperto a tutti”. Un mento diretto al reality corredandolo
primi mesi del 2009 e avrà durata di famosi o meno, per il lavoro svolto esperimento che incuriosisce e coin- con commenti della Redazione e con
2 mesi circa, al termine dei quali ver- e per l’esperienza acquisita negli volge in qualità di opinionisti anche il diario settimanale di Janet.
rà eletto un vincitore. La giuria, ogni anni, sono portate a confrontarsi l’Assessore regionale alle professioni
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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 LA MIA CITTA’

LA MIA CITTA’ a cura di Matteo Brighenti


Per inviare lettere o suggerimenti: matteo.brighenti@unistudi.eu Per approfondire:
www.milano25.com, www.tommasino.org,
www.meyer.it

MATTEO BRIGHENTI di tutti i tipi,


ognuno con
Il taxi delle meraviglie
Una promessa è un debito un nome ap- Caterina, ‘Milano 25’: “Morirei ogni giorno per quello che sto facendo”
d’amore.“Per me – dice Ca- peso al collo.
terina – non è una questione “Alcuni – racconta Caterina contrati per caso – afferma non se ne accorgono, fanno delle collane e dei bracciali
di lavoro. Io celebro Stefano, alla guida di ‘Milano 25’ - Caterina – Ho chiesto cosa finta, ma se ne accorgono. Io che suonano mentre cammi-
il mio compagno, morto a 39 hanno i nomi dei bambini potevo fare per aiutarli e dico sempre ai miei bambini na. “Non sono più quello io
anni per un cancro ai pol- che si sono ‘trasformati’. At- loro mi hanno risposto che che è importante che vadano – commenta Caterina - Una
moni. Lui ha voluto lascia- traverso i pupazzi mi resta un un taxi per accompagnare all’Università e che la vivano vita ‘normale’ accanto a una
re a me la sua vita, la sua come una possibilità di cam- persona non ce l’ho più, ma
licenza di tassista, ed io lo biare le cose. Senza strumen- se cominciassi a pensare a
rendo partecipe ogni giorno ti non puoi cambiare le cose quello che non ho più, non
di quello che mi ha donato”. e allora le vivi con gli schemi potrei vedere quello che ho:
“Tu sarai Milano 25’’ le ave- di altri. Dobbiamo smettere una vita straordinaria. Mo-
va detto prima che il cancro di comprare gli schemi che rirei ogni giorno per quello
se lo portasse via. Un’eredità altri hanno fatto, vite che poi che sto facendo. Io su questo
divenuta per Caterina il sen- non ci renderanno felici”. taxi ho creato una nuova vita
so della vita. Caterina all’Università non e perché questo è successo
c’è mai neanche entrata, per non te lo so dire, mi è venuto
‘Milano 25’. Più che un taxi, paura, e non vuole che i suoi più facile che ricostruire una
una favola adibita al tra- bambini facciano lo stesso vita normale. Se fosse più
sporto pubblico. La Firenze errore. Non vuole che abbia- giusta vivere una vita ‘nor-
Caterina e
disegnata sulla carrozzeria è ‘Milano 25’ no paura anche loro. male’ non lo so. Quello che
un’esplosione di colori, sotto so è che vado avanti su quel-
gli occhi attenti dei fanali, pezzettino di loro. Dietro la i bambini malati di cancro Un po’ Alice, un po’ Mary lo che posso fare”.
racchiusi in un paio di picco- tua testa, invece, c’è Bachi, non c’era”. Iniziano così le Poppins, un po’ Mago di
le ciglia. I sedili verde pisel- me l’ha regalato il babbo di corse gratuite per il Meyer. Oz, Caterina ha costruito La vita dipende da dove si
lo, giallo, arancione, fucsia, Barbara”. Barbara è la bam- ‘Milano 25’ oggi è anche una il suo ‘personaggio’ fino a mettono i piedi. Forse è per
accolgono caramelle, lecca bina che ci aspetta al nuovo Onlus, creata per inseguire diventare un clown medi- questo che i tappetini di ‘Mi-
lecca e una chitarrina classi- Meyer. Primo piano. Reparto il sogno più grande: aiutare co ‘viaggiante’, una tassista lano 25’ sono una scacchiera.
ca. Al posto del pistillo, i fiori oncoematologia. ogni bambino malato a tro- alla Patch Adams e di Patch Spazio su uno stesso qua-
hanno una faccia che sorride. vare, attraverso il dolore, il Adams, quando l’inventore drato, però, non ce n’è: sul-
Sbocciano dappertutto: dai L’attività benefica di ‘Milano proprio talento. Di oncologo, della clownterapia l’anno la strada guidata da ‘Milano
finestrini, dalle portiere, dal 25’ legata ai bambini nasce perché no. “Io penso – osser- scorso è venuto a Firenze. 25’ il bianco è bianco perché
volante. Due schermi piatti, da una corsa con Barbara e va Caterina - che un bambino Un ‘personaggio’, però, che c’è il nero e il sorriso esiste
incastonati dietro i poggiate- Paolo Bacciotti, fondatori sopravvissuto al cancro, se si non l’abbandona mai, nem- perché esiste il cancro. Chi
sta, stamattina rimandano le della ‘Fondazione Tomma- mette a studiare Oncologia meno quando, sola, a casa, si siede alle spalle di Cateri-
immagini di ‘Trilli’, il film sino Bacciotti’, dedicata al può diventare un oncologo si spoglia del cappello in na arriva così molto più che
d’animazione dedicato alla piccolo Tommaso, per lo davvero motivato, perché i fiore tutto l’anno, del man- a destinazione: nella somma
fatina di Peter Pan. Dal lu- studio e la cura dei tumori bambini se li vedono morire i tello che cambia colore a degli opposti ricostruisce se
notto occhieggiano peluche cerebrali infantili. “Li ho in- vicini di letto, non è vero che seconda di come lo guardi, stesso.

“I clown sono parte integrante della cura” “I clown fanno un lavoro persona-
lizzato sul bambino. Noi osserviamo
Intervista alla psicologa Simona Caprilli, Servizio di terapia del dolore del Meyer che il clown punta l’attenzione sulla
parte sana del bambino, non quella
MATTEO BRIGHENTI Studi medici confer- “I clown sono visti come malata, ospedalizzata. Il clown cali-
mano che ridere dimi- parte integrante della bra il suo intervento su quello che il
Qual è la realtà della clownterapia nuisce la percezione cura. I loro interventi bambino desidera fare e se il bambi-
al Meyer? del dolore. Guarisce accompagnano le nor- no non ha voglia di giocare il clown
“Ogni giorno ci sono due clown. Il più una risata di un mali attività ospedaliere. cambia stanza”.
loro obiettivo è quello di interagire analgesico? Quindi sono visti assolu-
“No, di più no. Dicia- tamente bene, anzi sono La chiamano ‘terapia del sorriso’,
con i bambini e di creare delle situa-
mo che gli effetti far- molto richiesti, perché ma si tratta di una vera e propria
zioni divertenti per supportarli nel
macologici e quelli non sono un aiuto per il per- ‘terapia’?
doloroso momento di ospedale. Han-
farmacologici si combi- sonale sanitario”. “Questa è un’ottima domanda. No,
no dei turni e a rotazione si muovo- nano e si potenziano a non è terapia del sorriso, come noi
no nei reparti. Se poi c’è bisogno, su vicenda”. Il nuovo Meyer Perché l’intervento di non facciamo musicoterapia o pet
chiamata accorrono per supportare un medico clown riesca therapy. E’ un’attività rivolta al be-
un bambino per una richiesta speci- Come sono visti i ‘camici colorati’ è necessario guadagnarsi la fiducia nessere del bambino, però non ha
fica”. dai ‘camici bianchi’? del bambino. Come ci riescono? uno scopo terapeutico”.

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IN ITALIA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 L’UNIVERSITAREA

IN ITALIA a cura di Paola Barile


Per inviare lettere o suggerimenti: paola.barile@unistudi.eu Per approfondire:
http://www.giornalisticamente.net/blog
http://www.articolo21.info
http://odg.it

Giornalisti scomodi
Intervista a Ciro Pellegrino, redattore politico de Il Napoli
PAOLA BARILE tata su un territorio e capace di percepirne ogni della Fnsi [Federazione Nazionale Stampa Italia-
minimo sussulto. Rifletto su cosa possa significare na, NdR] ed Enzo Iacopino, segretario dell’Odg
Quello dei giornalisti minacciati dalla criminalità vivere sotto scorta quando vedo alcuni dei nostri [Ordine dei giornalisti, NdR], mi hanno chiesto di
organizzata o costretti a veder limitata la propria colleghi, e penso a Rosaria Capacchione, a Lirio portare il mio “suggerimento” all’incontro caser-
libertà di espressione, è un fenomeno che l’Italia Abbate, costretti a tirarsi dietro gli agenti anche tano. Detto, fatto. Ora lavoreremo insieme affin-
sperimenta da molto tempo e del quale tuttavia quando vanno a prendere un caffè. Non è vita si- ché si giunga ad un testo condiviso.
non si parla ancora a sufficienza. Le ragioni paio- curamente, ma è ancor meno “vita” cedere il frutto
no essere molte, in primis il fatto che una parte del dell’impegno di un’esistenza intera - quella vo- “Penso a Rosaria Capacchione,
Paese sembra ancora non riconoscere come pro- glia di vedere, capire e spiegare - all’inaccettabile a Lirio Abbate, costretti a tirarsi
pri i problemi che attanagliano il Sud Italia. Per idea che la violenza alla fine prevalga sempre.
avere una testimonianza diretta di cosa significa
dietro gli agenti anche quando
oggi fare giornalismo al Sud abbiamo contattato Avverte, o ha avvertito parlando con i suoi col- vanno a prendere un caffè”
leghi, il disinteresse dello Stato e dell’opinione
“E’ noto ed è dimostrabile che nei pubblica verso la vostra attività? Cosa pensa del fenomeno dell’ “auto- censura”,
No, non c’è disinteresse. Ma chiariamoci: cosa si- praticato da alcuni giornalisti?
giornali sono frequentissimi i casi gnifica interesse nei confronti del lavoro giornali- Le faccio un esempio personale. Recentemente
di intimidazioni dirette e indirette” stico, specie quello per così dire, di “frontiera”, di un politico italiano mi ha citato civilmente, chie-
“strada”? Quel che può sembrare dall’esterno per dendomi un tot di euro perché secondo lui, in un
Ciro Pellegrino, redattore politico del quotidiano certi versi affascinante, ovvero il cronista che sfida articolo lo avevo preso in giro, parlando di alcune
il Napoli, stesore e promotore di una “carta deon- la camorra ed è costretto a finire sotto scorta per spese “strane” all’interno dell’organo amministra-
tologica anti- camorra per giornalisti”. me è la più brutta delle immagini: quella di un Pa- tivo che lui aveva e ha il compito di amministra-
ese dove la libertà di espressione in certi frangenti re. Ora sono in attesa che il tribunale si pronunci,
Cosa pensa della città e della politica di Napo- è seriamente compromessa. ma come dovrò trattare in questo lasso di tempo
li? la vicenda? Dovrò mettere, come si dice a Napoli
Bisognerebbe partire almeno dagli anni Ottanta “carne a cuocere” innescando nuove polemiche
per spiegare attraverso il progressivo degrado oppure anche in presenza di fatti notiziabili do-
della città, il ruolo di una classe politica la cui vrò star zitto per quieto vivere?
colpa principale è stata, secondo me, quella di
non essere mai riuscita a trasmettere il concetto Alberto Spampinato ha proposto la creazio-
dello Stato di diritto. Napoli è cartina di tor- ne di un Osservatorio sui giornalisti minac-
nasole della politica italiana e seppur faticoso ciati dalla malavita organizzata. Che utilità
e per certi versi pericoloso, è sempre entusia- potrà avere?
smante lavorarci. Come diceva un mio vecchio Ho sentito Alberto Spampinato nei mesi scorsi,
capo cronista: sei fortunato, c’è sempre notizia, ho avuto la fortuna di conoscerlo a Caserta, è
a Napoli. una persona straordinaria e piene di idee, sono
sicuro che il costituendo Osservatorio che na-
C’è una differenza tra lo svolgere la profes- scerà in seno a sindacato e Ordine professiona-
sione del giornalista al Nord o al Sud Italia? le, sarà uno strumento utilissimo soprattutto per
Sì, c’è, ed è una differenza di cui faremmo vo- il monitoraggio delle realtà che in tutt’Italia,
lentieri a meno. Se il fenomeno del giornalismo non solo al Sud, preoccupano.
“appiattito” verso la politica non è soltanto tipi-
co del Mezzogiorno, è verissimo che questo fattore Perché ha ritenuto necessario presentare una Cosa pensa di Roberto Saviano?
al Sud si interseca con altri tipi di influenze, quali carta deontologica anti- camorra per i giorna- Lo apprezzo tantissimo per la testimonianza che
quelle che possono essere della micro e macro cri- listi? attraverso “Gomorra” ma anche attraverso la sua
minalità: è noto ed è dimostrabile che nei giornali, È una cosa cui tengo molto. L’ho chiamata “mode- aperta sfida ai clan del Casertano l’ha portato a sa-
più i piccoli che i grandi, sono frequentissimi i casi sta proposta” proprio per far capire che si tratta di crificarsi, finendo sotto scorta. D’altra parte sarò
di intimidazioni dirette e indirette. Cosa comporta un documento “open”, ovvero aperto al contributo sincero, non posso non avere dubbi su quello che
è presto detto: giornalisti cauti fino a diventare in- di tutti. La carta deontologica è stata presentata a viene chiamato giornalismo ma secondo me è for-
nocui, terrorizzati alla sola idea di “dispiacere”. novembre a Casal di Principe, nell’ambito di un tissima suggestione letteraria, ma di giornalismo
incontro promosso da Ordine dei Giornalisti e Fe- ha poco e nulla: in “Gomorra” non ci sono fonti
Molti giornalisti sono stati minacciati dalla derazione Nazionale della Stampa. Si propone di citate ed è una cosa che per me è inaccettabile, se
criminalità organizzata e vivono sotto scorta. fissare dei paletti, dei punti-chiave nella scrittura, si vuol parlare di giornalismo. La letteratura è ov-
Cosa si prova a non poter svolgere serenamente ad uso soprattutto di coloro che si stanno avvicinan- viamente un’altra cosa e in quel senso il libro di
il proprio lavoro? do adesso al giornalismo. L’ho scritta, postata sul Saviano è la straordinaria testimonianza che noi
Secondo me il giornalista non dev’essere sereno mio blog giornalisticamente.net, spedita a qualche tutti conosciamo.
di natura. Dev’essere inquieto, un’antenna pian- amico e il giorno dopo Roberto Natale, presidente

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 NEL MONDO

NEL MONDO a cura di Francesca Pardo


Per approfondire:
Per inviare lettere o suggerimenti: francesca.pardo@unistudi.eu
www.iucn.org, www.balkanspeacepark.org
www.sanparks.org, www.peaceparks.org
www.parks.it, www.upeace.org

I Parchi della Pace: un progetto che unisce


Ancora una volta l’ambiente tocca tutti i grandi temi dello sviluppo e della pace
FRANCESCA PARDO sente anche per la ge- 2004), e al suo presi- cane di Maderas del Carmen e Cañon
stione e prevenzione dente, Anton Rupert de Santa Elena. Ma non è il solo
Pace non è solo l’antitesi di guerra. dei conflitti, in quanto (1916-2006), imprendi- progetto che attualmente si discute.
Tra i tanti utilizzi del termine vi è coinvolgono comuni- tore miliardario e con- Tra i tanti, basti ricordare gli sforzi
altresì quello teso a indicare la pace tà, operatori, enti di servazionista, costituì affinché si giunga ad un Parco della
con se stessi, un’emozione che può gestione, enti locali e nel 1997 la Fondazione Pace che abbracci lo Stretto di Bering
scaturire anche solo dalla gioia espe- governi nazionali. per i parchi della pace, tra Stati Uniti e Russia e la campagna
rita ammirando la bellezza della na- Molti i parchi di que- attivamente supportata per creare un Parco nel ghiacciaio del
tura, ad esempio quella di un parco. sto tipo. Nel 2001 da Nelson Mandela – Siachen, protagonista della guerra
Magari questo stesso parco potreb- l’IUCN individuò più primo Presidente del territoriale tra India e Pakistan che va
be denominarsi Parco della Pace. In di 600 aree protette in Sudafrica dopo la fine avanti dal 1984.
molti potrebbero pensare a un sogno 113 paesi, già attive o dell’apartheid e Pre- Alcuni studiosi ritengono la caratte-
o ad un progetto immaginario. Questi potenzialmente inse- mio Nobel per la Pace ristica della transnazionalità un po’
parchi, invece, esistono e non sono ribili in progetti di parchi transfron- nel 1993. Il primo Parco dell’Africa, riduttiva, preferendo estendere il
neanche una realtà così recente. talieri per la pace. Il primo, creato il Kgalagadi Transfrontier Park, nac- concetto anche a quelle aree protette
Si sa che una buona gestione della na- al confine tra Svezia e Norvegia, a que nel 2000 dall’unione del Gem- che si trovano in territori fortemente
tura è inevitabilmente connessa alla Morokulien, in un momento in cui le sbok National Park (Botswana) con colpiti dalla guerra civile, come ad
lotta alla povertà, alla sicurezza ali- relazioni tra le due nazioni erano dif- il Kalahari Gemsbok National Park esempio l’area di Laj Chimel in Gua-
mentare, alla risoluzione dei conflitti ficili, risale al 1914. Sono, invece, 76 (Sudafrica). Dal 2000 a oggi molti temala che Rigoberta Menchú Tum –
per l’uso delle risorse e a molto altro. gli anni trascorsi dall’istituzione del altri parchi sono stati istituiti ma il pacifista guatemalteca Premio Nobel
Ma cosa sono i Parchi della Pace? Waterton-Glacier – nato dall’unione più conosciuto è sicuramente il Gre- per la Pace nel 1992 – ha proposto
L’International Union for the Con- del Waterton Lakes National Park at Limpopo Transfrontier Park, nato come riserva ecologica per la pace e
servation of Nature and Natural canadese e del Glacier National Park nel 2004, il quale, con i suoi 35 mila centro di riconciliazione. Infine, nel
Resources (IUCN) li definisce aree statunitense – e dell’International Pe- kmq, unisce i par-
protette transfrontaliere ufficialmen- ace Garden, tra gli Stati del Nord Da- chi di ben tre Stati:
te preposte alla protezione e al man- kota e di Manitoba. Questi sono i pri- il Kruger National
tenimento delle diversità biologiche, mi parchi, e forse anche gli unici, che Park (Sudafrica)
delle risorse naturali e culturali e hanno come scopo prioritario quello – uno dei più
alla promozione della pace e della di fungere da simbolo d’amicizia antichi parchi del
cooperazione. Sono insomma aree e pace fra le due nazioni confinanti mondo, fondato
che si estendono attraverso i confi- (in entrambi i casi tra Canada e Stati nel 1896 – il Go-
ni di due o più stati, all’interno del- Uniti). Infatti, l’incoraggiamento al narezhou National
le quali confini politici e fisici sono turismo, allo sviluppo economico e Park (Zimbabwe)
aboliti, pur mantenendo intorno al la pacificazione tra nazioni confinanti e la provincia di
parco i confini fisici per evitare il sono solitamente conseguenze, non Gaza (Mozambi-
passaggio di persone non autorizzate le ragioni principali per la creazione co). Il nome viene
tra uno stato e l’altro; testimoniano la dei Parchi, che consistono invece nel- dal celebre fiume
volontà di cooperazione fra gli stati la preservazione delle tradizionali vie Limpopo, che per
interessati. Questi Parchi non van- di migrazione animale e nella garan- secoli è stato considerato una fron- concetto si può includere anche la so-
no intesi come unicamente legati al zia di cibo e acqua sufficiente per la tiera naturale tra l’Africa australe e lidarietà espressa tra parchi di diversi
mondo dell’ambientalismo, ma sono crescita della popolazione. quella centrale. Si tratta di un Parco paesi non confinanti, come alcuni ge-
una realtà importante da tener pre- Quest’ultimo è lo scopo principa- che costituisce indubbiamente un mellaggi italiani con parchi stranieri
le per- sofisticato esempio di salvaguardia situati in zone di conflitto, o progetti
seguito della natura: 2 mila leoni, 10 mila di cooperazione come quello del Par-
nell’isti- elefanti, 40 mila zebre, 505 specie di co Nazionale delle Cinque Terre che
tuzione uccelli, 116 specie di rettili, 2 mila fa- appoggia cooperative di donne isra-
dei parchi miglie di piante e molto altro ancora. eliane e palestinesi vendendo i loro
africani. A differenza dell’Africa, dove i Par- prodotti.
Qui il chi della Pace sono molto diffusi, Insomma, ancora una volta, in que-
WWF, in- l’America centrale può vantare solo sto caso attraverso l’esperienza dei
sieme al un Parco di questo tipo: il Parco In- Parchi della Pace, l’ambiente tocca
suo fon- ternazionale La Amistad, creato nel questioni che colpiscono in modo
datore, il 1988 fra la Costa Rica e Panamá. trasversale tutti i grandi temi dello
principe Ancora in corso i negoziati per creare sviluppo e della pace, una pace que-
Bernhard un Parco della Pace tra Stati Uniti e sta volta colta nel suo significato so-
d’Olanda Messico, unendo il Big Bend Natio- ciologico come contrario e assenza
(1911- nal Park con le aree protette messi- di guerra.

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IN SOCIETA’ NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 L’UNIVERSITAREA

IN SOCIETA’ a cura di Tommaso Tombelli


Per inviare lettere o suggerimenti: tommaso.tombelli@unistudi.eu
Per approfondire: www.unistudi.eu/cinematoma, www.festivaldeipopoli.org

Private emozioni condivise al Festival dei Popoli


Il documentario esiste: da oggi possiamo esprimerci
TOMMASO TOMBELLI staccato; l’ha messa giusto, talvolta, Molti degli artisti in concorso erano sia sulle giacche degli spettatori im-
nel colore, nelle forme: ha portato il giovani, emozionati portatori – come mersi nella visione. “La favola del
In questo spazio avete letto di Pupi documentario dal sarto lasciandolo Magi – di un dono privato da lasciare pennello”, cortometraggio del regista
Avati che incontra aspiranti attori, libero di sce- svedese Andreas
del Festival del Diritto di Piacenza, gliere cosa in- Kassel, interpre-
di Milena Gabanelli che dice “non dossare. tato da un dolce
mollate”. Il digitale è il Tonino Guerra,
Noi non molliamo e siamo andati al futuro del ci- dischiude que-
Festival dei Popoli, a Firenze. Questa nema, il dna in sto pensiero. Le
rassegna è per molti versi speciale. E’ comune di lin- parole del poeta
nata nel 1959 sulle rive dell’Arno e guaggi diversi. romagnolo rac-
Il Festival non contano, testi-
“Il digitale è il futuro si è limitato a moniano, foto-
parlare il fran- grafano dei versi
del cinema, il dna in cese dei fran- di poesia scritti
comune di linguaggi cesi, ma anche dal paesaggio,
diversi” il francese dei dai ricordi: vita
marocchini, vissuta. La realtà
proietta documentari, non film. Fin il francese è stata compresa,
qui niente di strano, penserete: sba- dei tunisini, e afferrata, inter-
gliate. soprattutto il rogata, ospitata
Sbagliereste se pensaste ai documen- francese dei in questo spazio
tari come ad un film dove non accade tedeschi, il privato; qua si è
niente, dove non muore nessuno e francese de- La locandina del festival sciolta, aperta,
l’eroe non vince mai. Accade sempre gli italiani, il confessata, sen-
qualcosa, ma manca allo spettatore francese dei messicani: ed è come sotto il grande schermo, per tutti. za applausi forzati, né ringraziamenti
l’immediata percezione, quella cine- se una gomma cancellasse la parola Il documentario non è un prodotto troppo speciali. Il Festival dei Popoli
matografica, della sensazione “cotto “francese”. Anche questo ha permes- freddo, che ha il solo compito di te- è tornato dalla foresta con un messag-
e mangiato, digerito e poi dimenti- so la direzione artistica di Luciano stimoniare la vita che accade, ma ha gio: c’è un rivo d’acqua limpida che
cato”. Potremmo dire che ti scoppia Barisone, con un innato rispetto per il la matura coscienza di interpretarla, sgorga là nel bosco, non facciamolo
dentro una bomba che però non fa suono colorato delle immagini. di far nevicare in piena estate, poe- prosciugare.
rumore, senza apparenti conseguenze

Riflessioni di fine serata al bar dell’Odeon


né improvvisi effetti collaterali. Ma
non è così: la consapevolezza e la
coscienza sono beccate con le mani
nella marmellata. Perché, da quel
momento in poi, la visione non è più
Due parole con Laura, spettatrice casuale della rassegna
la stessa, le storie che non conoscevi
esistono e – tu – da oggi sei un po’ TOMMASO TOMBELLI
i loro occhi, il fratello un tempo di- Il documentario è una denuncia. Come ti poni nei con-
stante, pigro e distratto. Come ti è sembrato il Festival? fronti di certe tematiche trattate?
Qua si muore per davvero, quando Non avevo mai visto documentari così; non pensavo che È vero, il documentario è denuncia, ed alcune proiezioni
parte un colpo di pistola ed un uomo potessero essere dei piccoli film. È stata una bella sor- erano interamente incentrate su questo. Quando torni a
cade: non si rialzerà. Si è respirato in presa, anche se non ti nascondo che non ero abituata a casa, magari ripensi a quello che hai visto, ma purtroppo
sala l’odore delle macerie di “Mou- stare in una sala cinematografica per soli venti minuti, non fai fatica a dormire. Comunque, esserci è stato im-
jarad Raiha”; quei corpi sepolti non lasciando che fossero le immagini a costruire una sto-
portante. Mi ha colpito molto “Distancias”, un cortome-
hanno mai avuto ordini impartiti da ria.
traggio che racconta il viaggio di poveri clandestini dal
un regista, ma solo da madri che ora
profondo sud del mondo verso il confine, anche solo per
scavano, scavano ed esistono per Quindi immagino la difficoltà a seguire alcune proiezio-
quello. ni… accarezzarlo giusto un attimo. Ma ci sono state proiezio-
In “Tijuana” abbiamo assistito alla Alcuni sono state davvero incomprensibili, soprattutto ni come “La favola del pennello”, una bella testimonian-
paura di libertà, quando la frontiera per la scelta di omettere l’audio e raccontare, solo at- za che all’apparenza non sembra un documentario di de-
diventa un nemico con il quale convi- traverso le immagini, determinate realtà che almeno io nuncia ma solo un dolce racconto. Poi invece ti accorgi
vere, perché non si può superare. personalmente conosco davvero poco. Mi sono trovata che anche quello è un modo di denunciare.
Il cinema ha messo la sua mano mi- spaesata, ma ho resistito e – alla fine – ne è valsa sicu-
gliore, ma in modo imparziale, di- ramente la pena. La denuncia della propria nostalgia.

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 ZETA COME CULTURA

ZETA come CULTURA


Per approfondire:
http://www.fuoriorbita.com/
http://www.afterhours.it/it/

a cura di Matteo Brighenti e Tommaso Tombelli

PAROLE in LIBERTA’ “Il tema si perde, come in un


JONATA TELLARINI
bicchier d’acqua”
Graziano Staino, video maker e produtto-
re d’arte visuale, vive e lavora a Firenze.
Graziano Staino, Firenze e gli “sguardi di Ofelia”
Attivo dalla fine degli anni Novanta come
re particolare tanto più sono le sue possibilità di lare d’altro”.
regista di cortometraggi oscuri e visiona-
successo. In Italia avviene l’inverso se pensi che “L’idea era quella di fare un documentario sulla
ri, dopo importanti collaborazioni, nel
i video di Cesare Cremonini su “Youtube” vengo- figura di “Ofelia”, in occasione del “Festival di
2005 fonda la casa di produzione audio-
no visualizzati dal quintuplo delle persone che si Ofelia” da me diretto, composto da una serie di
video Fuoriorbita.com. Dal 2008 si lega al
soffermano sui video degli Afterhours. Nemmeno interviste sul personaggio, dalle quali si potesse
gruppo rock Afterhours, per il quale rea- fosse un figo”. evincere la tendenziale ignoranza degli intervista-
lizza alcuni video musicali. Quest’anno ti sei legato agli Afterhours. Gli ef- ti sull’argomento, abbinate alle immagini dell’af-
fetti sono stati sorprendenti; i chiaroscuri ros- fogamento di una ragazza rappresentante “Ofe-
Il tuo lavoro predilige il formato sintetico, lia”. Il video ha ricevuto un’unica recensione
l’espressionismo visuale, l’immediatezza del- in occasione della presentazione al “Torino
la scoperta visiva. Quali i meriti e quali i li- Filmfestival”, la quale sottolineava sì la bontà
miti di questa scelta? della trovata, ma anche il fatto che il tema si
“I pregi della scelta sono da ricercarsi nella fosse disperso durante la proiezione…”.
possibilità di derivare dalle immagini una inten- Vorrei sapere qual è il tuo rapporto artistico
sità che il lungometraggio per sua natura non con la città di Firenze. Perché questa città com-
consente. La stessa potenza delle immagini è in prime il proprio vitalismo in eventi sporadici e
grado di sostituirsi all’elemento narrativo che disorganici, incapaci di produrre opinione e
ho sempre preferito escludere dai miei lavori. cultura contemporanea?
Intendo il cortometraggio come un concentrato “Credo che per un artista il grande vantaggio
di sensazioni poetiche, come una esperienza ar- di lavorare a Firenze sia rappresentato dalla
tistica che consenta di lavorare maggiormente quasi totale mancanza di eventi ed iniziative di
sulla fotografia, sulla sorpresa, portando anche natura culturale. Ciò permette alle poche atti-
all’estremo il lato sperimentale”. vità organizzate di non disperdersi tra le altre,
Tu produci materiale di nicchia che richiede a differenza di città come Roma o Milano, e di
pazienza intellettuale e disponibilità d’ani- non perdere la potenziale attrattiva. D’altra
mo. Quali sono i circuiti commerciali in cui parte, però, il lato frustrante è costituito dal-
i tuoi lavori si inseriscono? Quali gli effettivi la mancanza di un giro di persone capace di
sbocchi di visibilità? Un ritratto di Graziano Staino creare un movimento od una realtà culturale
“Le strade che il prodotto segue sono diverse effettiva. E’ una città questa in cui i finanzia-
a seconda che si tratti di cortometraggi o di vide- seggianti, le ombre dense di liquido, i volti dei menti per le attività culturali contemporanee sono
oclip. I primi, nonostante diano grande soddisfa- membri della band degradati dal buio. Credo miseri, in compenso girano sempre le solite per-
zione al momento realizzativo, hanno pochissime che le tue immagini, compenetrando la materia sone in maniera ereditaria e bottegaia. Una città,
possibilità di distribuzione commerciale nonché sonora, abbiano reso la loro musica decisamen- inoltre, incapace di sfruttare il potenziale dell’af-
poche possibilità d’essere visti se non attraverso te più spettrale e torbida. Era il tuo intento? fluenza turistica in maniera intelligente, avendo
i Festival, totalmente dipendenti da finanziamenti “Sicuramente alcune atmosfere noir del disco come unico interesse quello di derubare il turista
europei e dagli sbocchi ben limitati. Per quanto (“I milanesi ammazzano il sabato”, NdR) hanno senza creare alcuna occasione di scambio cultu-
riguarda il video musicale molto dipende dall’ar- influito sul carattere cupo e visionario dei video rale. D’altra parte anche gli stessi fiorentini non
tista col quale lo hai realizzato e dal suo poten- da me realizzati. Dipendendo le decisioni circa contribuiscono minimamente alla buona riuscita
ziale commerciale. Non trovo che il discorso sulla i contenuti dei video non solo da me, ma anche dei pochi eventi realizzati. Si può creare benissi-
complessità del mio materiale, quale limite ad una da Manuel (Agnelli, leader degli Af- mo la situazione per cui
sua gran diffusione, valga particolarmente per i terhours, NdR) il risultato è da con- un gruppo che va a suo-
videoclip. Credo che anzi un video musicale debba siderarsi come l’incontro delle nostre nare a Napoli raccoglie
avere degli elementi ulteriori rispetto alla musica idee. Sicuramente i video precedenti tremila persone, mentre a
che supporta, a differenza di quello che succede mai erano stati all’altezza degli Af- Firenze ne raccoglie tre-
con le gran- terhours, soprattutto quando c’era cento; i fiorentini di base
di produ- ancora Mescal di mezzo. Loro cerca- sono un po’ gelosi e un
zioni, nel- vano immagini visionarie e d’impatto po’ stronzi, in aggiunta
le quali ed hanno pensato a me”. se la tirano un po’ tutti, a
avviene il Trovo assai significativo quanto da partire dalle istituzioni e
c o n t r a r i o . te dichiarato relativamente al docu- Ofelia secondo Staino da chi gli eventi culturale
A l l ’ e s t e ro mentario “Lo sguardo di Ofelia”: li dovrebbe promuovere e
tanto più un “Il tema si perde come in un bicchier d’acqua, ciò non aiuta, dato che ormai non se la tirano più
Gli Afterhours video appa- quasi trascurato, come scomodo pretesto per par- nemmeno le star”.

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ZETA COME CULTURA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008 L’UNIVERSITAREA

Per approfondire:
www.philippebesson.com,
www.guanda.it

Per inviare lettere o suggerimenti: zetacomecultura@unistudi.eu

Il Lapidario Siedono su di un prato secco, costel- Si fissano attonite le donne. sorge il problema: come dovranno
lato d’erba pungente e di insetti. Una luna acerba taglia il lugubre regolarsi? Non dovranno dar luogo
Riti Una di loro recita una preghiera an-
tica, nella lingua madre che le educò
spazio ove siedono.
Non si conoscono.
a una guerra fratricida, ma a un dia-
logo interculturale in cui non ci sia
JONATA TELLARINI in queste terre. prevaricazione.”
Le altre ripetono in coro i moniti, i “Tutti i gruppi umani producono cul-
Si chiude il cerchio, con l’arrivo giuramenti, i pentimenti. tura e tutte le culture, quindi, devono Franco Ferrarotti, sociologo, in una
dell’ultima donna. Al limitare del bosco una allodola essere rispettate perché sono siste- intervista rilasciata a Bianca Maria
I visi sono temprati e metallici, rico- partecipa inconsapevole al rito. mi di valori. In un mondo dinamico Simeoni http://www.artescrittura.
perti da un sottile strato di membra Si spandono aeree le voci, ospiti del- come quello di oggi, le culture sono it/biancamariasimeoni/interviste_6.
corrugato. la natura. diverse e vengono in contatto. Qui htm

Tra le Righe Cinematoma


Il ritorno dell’amore mozzato Wall-e
MATTEO BRIGHENTI Perché ogni cuore arrugginito batta sempre più forte
Un’estate grigia, che sembra inver- TOMMASO TOMBELLI altro robottino – ma questo super-
no. Le Ardenne mute, che conoscono tecnologico e superpotente – bianco,
solo il lavorio dello scherno contro Non so bene cosa dire. Forse so come lucido, quasi profumato. E come per
chi fugge e continua a fuggire anche dirlo, e quindi proverò a farlo piano magia, in quell’istante, Wall-E provò
quando non ha più vie di scampo. “In piano, modellando quell’impasto di qualcosa di diverso, forse per l’odore
fondo, non ha mai fatto altro che fug- sensazioni che mi ha accompagnato per dell’uomo. Perché il robottino super-
gire dall’infanzia, dalla pioggia, che tutta la visione del film. tecnologico era stato mandato alla
perdersi in contrade remote, sotto soli L’uomo sulla terra non c’è più, e for- ricerca di vita da un’altra nave, dalla
opprimenti, in una polvere vorticante. se non l’ha mai abitata veramente. Un nave madre, quella piena di umani, che
E però chi gli ha messo voglia di ri- “robottino” è rimasto a ripulire il piane- ormai da tempo immemore avevano
manere? L’hanno messo alla porta a ta con le sue mani, lavorando come un lasciato il pianeta alla volta del nien-
forza di biasimarlo, di sminuirlo, di forsennato tutto il giorno, “cingolando” te, lassù nello spazio. Appena vide la
intristirlo, di immiserirlo” confida al a zigzag ovunque. È un robottino intel- piantina verde, eseguendo gli ordini, la
suo paziente confessore Isabelle Rim- ligentemente umano, che vive in uno sfera bianca la catturò e tornò da dove
baud sabato 25 luglio. Un giorno die- sgabuzzino di metallo, dove raccoglie era venuta. Wall-E non si sarebbe mai
tro ad un altro giorno passato a tenere tutto quello che hanno lasciato gli uma- perdonato se l’avesse fatta andar via e
il conto dei battiti di un cuore che gocciola inchiostro sulla carta. Fino ni. Anche una piantina: la speranza. allora decise di seguirla attaccato ad
dentro a quell’ultimo sabato 10 novembre ricoperto di terra, senza Il piccolo robot si muove tra grattacieli un’ala della navicella…
sole né pace. Philippe Besson ne I giorni fragili di Arthur Rimbaud fatti di cubi di latta compressa, ed ogni Gli umani sono là, ciccioni, drogati
(pp. 167, Guanda, euro 13,50) dà voce “in presa diretta” agli occhi suo passo è attuito dalla polvere che dal Grande Computer, guidati da un
di Isabelle, squadernando il diario da lei scritto (sofferto) durante gli puntualmente, ogni giorno, un tornado capitano-fantoccio, che crede di avere
ultimi sei mesi di vita (di agonia) di suo fratello Arthur. Un diario im- violente- il coman-
maginato (o meglio: colmato, perché alcune frasi sono state realmente mente alza. do della
scritti o dette dai due fratelli), solcato da parole nascoste, strappate al L’ i n t e r n o nave, men-
silenzio imposto dalla madre, che provano a dire l’amore. L’amore im- della casa tre sono le
possibile, inconfessabile di Arthur, perché “ci sono uomini cui occorre del piccolo macchine
un’intera vita per diventare ciò che sono: io appartengo a costoro”. Wall-E è a decide-
L’amore indicibile, intatto, di Isabelle perché “le donne senza uomini addobbato re. Wall-E
sanno darsi un contegno”. L’amore avvizzito, ricacciato dentro, della con lucine insegnerà
madre dei fratelli Rimbaud che “crede siano state le parole a portare natalizie, alla sfera
Arthur alla rovina”. L’amore a lutto di Sidonie Albinier, unica presen- un archivio bianca a
za circostante, con un destino e due occhi che comprendono e non im- di ricordi resistere
portunano. Besson fa intonare alle parole di Isabelle una partitura che umani sul- agli ordini,
è il canto senza melodia dei gesti dell’animo infranto, in un rimando la sinistra, aiuterà gli
di domande cui la carta non può rispondere. Un libro. Disperato, duro, in fondo un umani a
umano, ma pur sempre un libro. Cosa resta quando finisce? Quando lo televisore ed un VHS: il vecchio film tornare sulla terra…
lasci con le pagine e le parole chiuse una sull’altra? Rimane lo splen- regala scene d’incontri, di danza e di Quella volta, su una terra tutta da ri-
dore innocente dell’amore di una sorella verso il fratello incomprensi- amore... costruire, Wall-E tese la manina mec-
bile e bello. Scrive Isabelle lunedì 28 settembre: “So che questi giorni E proprio tutte le sere, il piccolo Wall-E canica alla sfera bianca, che l’avrebbe
mi logorano, mi distruggono, mi annientano e che ciò che mi aspetta, si metteva davanti al televisore, inseri- accudita per sempre…
d’ora in poi, è soltanto un’esistenza di sciancata, di convalescente va la cassetta e sognava; un giorno, si L’essere umano non ha più importanza,
inguaribile”. Perché non esiste medicina che sconfigga l’amore. E se posò dal cielo sulla terra una grande ma ce l’ha l’amore. Che è anche cosa
non mi sono spiegato: a me questo libro è piaciuto. astronave, e dalla sua pancia uscì un umana.

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L’UNIVERSITAREA NOVEMBRE/DICEMBRE 2008

RECENSIONI TENDENZE VISIONI


Per approfondire:
www.uggaustralia.com, www.ohmyshoes.it
www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica, lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com

COOLtura Impronte Sonore


Dall’Australia gli stivali Canzoni da spiaggia deturpata
dei surfisti JONATA TELLARINI
Gli Ugg Boots ora spopolano ma non tutti approvano
Il disincantato umorismo autoironico di un disoccupato abbinato a
SERENA FOIS decisamente im- fascinazioni pasoliniane. Voce lacerata dall’effetto serra che modella
portante sono poesie di catrame, assuefazioni metropolitane ed esigenze indotte.
In Australia esistono da sempre, negli CALDISSIMI! “Andiamo a vedere i colori delle ciminiere dall’alto dei nostri eli-
States sono di moda da almeno quattro Invece di fare le cotteri immaginari”. Pare forse questo l’unico approccio possibile al
anni, e finalmente anche in Italia hanno fashion a tutti i cantautorato di oggi. Cantautorato martoriato e cartavetrato. Un mon-
preso piede. Vi sarà capitato di notarli, costi, in giro con do diverso non è possibile. “Canzoni da spiaggia deturpata” (Tempe-
fino all’anno scorso li avevano solo le le ballerine in sta Record 2008), il primo lavoro di “Le luci della centrale elettrica”
straniere ma adesso li hanno veramente pieno inverno e (geniale nome artistico di Vasco Brondi), prodotto dall’accorto Gior-
tutti. Le vetrine impazzano di questi sti- tornare a casa con la febbre, per una vol- gio Canali (P.G.R.), narra di materiali scadenti, di malfunzionamenti
valetti “da pecoraio” (come definiti da ta che la moda ci aiuta… usiamola, ed terminali, di inquinamento sociale ed ambientale. Le composizioni,
molti) di tutti i colori e di tre modelli infiliamo i nostri jeans in questi soffici pretesto ben strutturato per accogliere sentimenti prosciugati, si pre-
differenti: alla caviglia, al polpaccio e stivaletti. Perché ve lo posso assicura- sentano scarnificate e grezze, adornate di elettriche armonie, suonate
sotto il ginocchio. Sono stivali in mon- re, sembra di camminare su una nuvola con impeto disperato e contagioso. Sporadici ed ossessivi ritornelli
tone, che i surfisti australiani usano per da quanto sono morbidi! Dicono che le bruciati si inerpicano tra rovi di ritmiche martellanti e melodiche,
scaldarsi velocemente ragazze in Australia li indossino anche spesso sfocianti in esiti deflagratori; rumorismo provinciale da rivolta
d’estate per andare in spiag- personale. La canzone socio-politica vestita di devianze suburbane,
gia… scelta alquanto obbiet- bagnata da pozzanghere da bere, eppur post-modernamente roman-
tabile, ma irrilevante da noi tica; “Faremo dei rave sull’enterpri-
che sta arrivando il freddo. se, farò rifare l’asfalto per quando
“Ugg”, originariamente, na- tornerai”. La protesta filtrata da altre
sce come abbreviazione di vicende meno essenziali e più intime.
“ugly”, in inglese “brutto”, Ritrovarsi assieme sulla riva di un
ma ormai anche quello è di- mare non balneabile, a cantare di un
ventato motivo di forza: un amore biodegradabile.
nome dal suono simpatico.

La casa produttrice ha pen- Ctrl+Alt+Canc


sato bene di sfruttare al me-
glio il momento proponendo The Witcher
addirittura le infradito Ugg:
delle normali ciabattine rico- DAMON
perte di pelliccia! Per fortuna
da noi non sono ancora arri- Un classico personaggio grigio quello del protagonista di “The
vate, e spero non arriveranno Witcher”, Geralt Di Rivia, figlio di un mondo dove il bianco e il nero
nelle giornate mai: la moda, a volte, può creano sottili sfumature di moralità. Leggendari guerrieri caccia-mo-
fredde. Sono buffi, simpatici ma cosa davvero dare i numeri. stri, i “Witcher” nascono dalla penna del polacco Andrzej Sapkow-
ski, autore della serie di racconti di “The Witcher”, mai tradotti in
italiano. Il contesto d’ambientazione fantasy è un medioevo molto
Memento Novoli GIULIO CALAMANDREI
cupo, in perenne lotta tra umano e non-umano, tra luce e ombra. È
facile trovarsi in pericolo quando si fa largo uso di arti oscure come
la magia e l’alchimia e per di pi se si è un mercenario mutante senza
memoria. All’inizio del gioco, infatti, la mente di Geralt è depurata
dai ricordi per motivi non meglio precisati. Procedendo nel gioco
Geralt “ricorderà” i suoi talenti solo ricostruendo la propria identità,
imparando ad ogni “bivio morale” che si frapporrà tra lui e i suoi
ricordi a distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Ferisce
più la memoria o la spada? Quello che si può dire è che la dialettica
spesso può portare a conseguenze inaspettate rispetto a quelle affilate
dal freddo e tagliente acciaio (o argento) di una spada. In conclu-
sione, “The Witcher” si presenta come un titolo atipico nel genere
“giochi di ruolo”, capace di mantenere un’atmosfera “cartacea”, an-
che per chi non è amante del genere fantasy (io per primo, in verità)
e di offrire varietà di scenari e situazioni, scongiurando la noia e la
dispersività, sempre in agguato in titoli come questo.

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