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Economia ed

Organizzazione Aziendale

- il bilancio desercizio -
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Il bilancio desercizio
Il bilancio desercizio uno strumento di conoscenza della situazione
patrimoniale, finanziaria e reddituale delle societ.
Esso si compone di tre documenti:
lo stato patrimoniale, in cui sono indicate le attivit e le passivit
della societ al termine del periodo amministrativo;
il conto economico, da cui si evidenzia il risultato economico in
seguito alla contrapposizione di costi e ricavi;
la nota integrativa, in cui vanno indicate tutte le informazioni di
natura contabile connesse allo stato patrimoniale e al conto
economico che si reputano necessarie ai fini di una
rappresentazione veritiera e corretta del bilancio desercizio.
Il bilancio redatto al termine di ciascun esercizio, il periodo di tempo
cui si fa riferimento per evidenziare i risultati dellattivit svolta dalla
societ.
Lesercizio generalmente coincide con lanno solare.
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Art. 2423 - redazione del bilancio
Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo
stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa.
Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo
veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il
risultato economico dell'esercizio.
Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono
sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire
le informazioni complementari necessarie allo scopo.
Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione degli articoli
seguenti incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la
disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare
la deroga e deve indicarne l'influenza sulla rappresentazione della
situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali
utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non
distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato.
Il bilancio deve essere redatto in unit di euro senza cifre decimali ad
eccezione della nota integrativa che pu essere redatta in migliaia di euro.
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Situazione patrimoniale finanziaria e reddituale
Per situazione patrimoniale si intende la capacit di far
fronte sia nel breve che nel lungo periodo ai propri impegni
finanziari utilizzando le risorse a disposizione della societ.

La situazione finanziaria la capacit della societ di
raggiungere e conservare una situazione di equilibrio tra le
entrate e le uscite.

Per risultato economico si intende la capacit della societ
di produrre un risultato desercizio attraverso la
contrapposizione dei costi e dei ricavi di competenza
dellesercizio.

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Art. 2423bis - principi di redazione del bilancio
Nella redazione del bilancio devono essere osservati i seguenti principi:
1) la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e
nella prospettiva della continuazione dell'attivit;
2) si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di
chiusura dell'esercizio;
3) si deve tenere conto dei proventi e degli oneri di competenza
dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del
pagamento;
4) si deve tenere conto dei rischi e delle perdite di competenza
dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo;
5) gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere
valutati separatamente;
6) i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio
all'altro.
Deroghe al principio enunciato nel n. 6) del comma precedente sono
consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e
indicarne l'influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e
finanziaria e del risultato economico.
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Art. 2423ter - struttura dello SP e del CE
Salve le disposizioni di leggi speciali per le societ che esercitano
particolari attivit, nello stato patrimoniale e nel conto economico devono
essere iscritte separatamente, e nell'ordine indicato, le voci previste negli
artt. 2424 e 2425.
Le voci precedute da numeri arabi possono essere ulteriormente suddivise,
senza eliminazione della voce complessiva e dell'importo corrispondente;
esse possono essere raggruppate soltanto quando il raggruppamento, a
causa del loro importo, irrilevante ai fini indicati nel comma II dell'art.
2423 o quando esso favorisce la chiarezza del bilancio. In questo secondo
caso la nota integrativa deve contenere distintamente le voci oggetto di
raggruppamento.
Devono essere aggiunte altre voci qualora il loro contenuto non sia
compreso in alcuna di quelle previste dagli artt. 2424 e 2425.
Le voci precedute da numeri arabi devono essere adattate quando lo esige
la natura dell'attivit esercitata.
Per ogni voce dello stato patrimoniale e del conto economico deve essere
indicato limporto della voce corrispondente dellesercizio precedente. Se le
voci non sono comparabili, quelle relative allesercizio precedente devono
essere adattate; la non comparabilit e ladattamento o limpossibilit di
questo devono essere segnalati e commentati nella nota integrativa.
Sono vietati i compensi di partite.
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Obbligatoriet degli schemi di bilancio
Le previgenti norme del codice civile non prescrivevano veri e
propri schemi vincolanti per la redazione dello stato patrimoniale
e del conto economico, bens solo il loro contenuto minimo; ora il
legislatore prevede che le voci debbano essere iscritte
separatamente e nellordine indicato, rendendo obbligatori e
vincolanti gli schemi di bilancio:
per lo stato patrimoniale prescritta la struttura a sezioni
contrapposte: Attivo (Crediti verso i Soci, Immobilizzazioni,
Attivo Circolante, Ratei e Risconti Attivi) e Passivo
(Patrimonio Netto, Fondi per Rischi e Oneri, TFR, Debiti,
Ratei e Risconti Passivi) (art. 2424);
lo schema del conto economico invece redatto secondo una
forma scalare: si considera il Valore della Produzione da cui si
detraggono i Costi della Produzione, i Proventi e gli Oneri
Finanziari, le Rettifiche di Valore di Attivit Finanziarie, i
Proventi e gli Oneri Straordinari, ed infine le Imposte, fino ad
arrivare al Risultato dellEsercizio (art. 2425).
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Stato patrimoniale: schema di sintesi
ATTIVO

A) Crediti verso soci
B) Immobilizzazioni
I immateriali
II materiali
III finanziarie
C) Attivo circolante
I - rimanenze
II crediti
III attivit finanziarie
IV disponibilit liquide
D)Ratei e risconti attivi
PASSIVO

A) Patrimonio netto
B) Fondi per rischi ed oneri
C) Trattamento fine rapporto
di lavoro subordinato
D) Debiti
E) Ratei e risconti passivi
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Principi generali di redazione dello stato patrimoniale (1)
Lo stato patrimoniale il documento di bilancio che sintetizza la
struttura e la composizione qualitativa del capitale di
funzionamento:
la portata informativa attribuibile allo stato patrimoniale riguarda la
valutazione della struttura patrimoniale - finanziaria dellazienda colta in un
dato istante del suo divenire.
La redazione dello schema di stato patrimoniale quindi
orientata allesposizione della situazione patrimoniale
finanziaria dazienda, in stretta connessione alla determinazione
del reddito desercizio.
Il criterio generale di classificazione dei valori di stato
patrimoniale quello della destinazione economica, secondo il
quale la caratteristica discriminante per ricondurre i singoli valori
a classi e macroclassi la destinazione che i fattori produttivi
subiscono in seno alla specifica realt aziendale.
Cos, ad esempio, se un fattore destinato ad essere utilizzato
durevolmente allinterno dellazienda e a produrre utilit per un lungo
periodo, esso sar iscritto tra le immobilizzazioni (art. 2424bis, comma 1).
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Principi generali di redazione dello stato patrimoniale (2)
Il criterio di classificazione dellAttivo misto: viene infatti
adottata in linea principale la classificazione secondo il
criterio finanziario della liquidit, ma questo viene
parzialmente abbandonato per tener conto della natura
degli elementi patrimoniali attivi, ossia volendo mantenere
riuniti alcuni elementi della stessa natura gestionale o
isolare poste dalla particolare connotazione giuridica o
contabile, si prescinde dalla loro liquidit.

Il criterio di distinzione della liquidit, infatti, concorre a
qualificare gli elementi dellattivo immobilizzato
differenziandoli da quelli dellattivo circolante.

Tuttavia le altre due macroclassi non sembrano seguire il
medesimo criterio, se non ad un livello di dettaglio pi
approfondito.
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Principi generali di redazione dello stato patrimoniale (3)
Un aspetto che caratterizza ed innova lo schema dello stato
patrimoniale quello del trattamento delle rettifiche di
valore, ossia di tutte le correzioni destinate a tener conto
degli elementi del patrimonio: esse sono iscritte a riduzione
delle voci cui si riferiscono.

Quindi i valori dellattivo patrimoniale devono essere esposti
in bilancio al netto dei fondi rettificativi ad essi correlati:
le immobilizzazioni materiali vanno iscritte al netto dei fondi
ammortamento;
le immobilizzazioni finanziarie vanno iscritte al netto dei fondi
svalutazione;
pi in generale, ciascuna voce va iscritta al netto dei fondi rischi
specifici.
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Principi generali di redazione dello stato patrimoniale (4)
Per quanto riguarda la classificazione del Passivo, il criterio
finanziario completamente abbandonato al primo livello,
non essendovi - a livello di macroclassi - una distinzione
analoga a quella dellattivo.

Solo al livello successivo, per i debiti richiesta la separata
indicazione degli importi esigibili oltre lesercizio successivo.

Dal punto di vista formale va inoltre rilevato che - pur
confluendo nella medesima sezione dello stato patrimoniale
- passivo e patrimonio netto non sono tra loro omogenee; di
conseguenza sarebbe stato pi appropriato titolare tale
sezione ad entrambe le voci piuttosto che al solo passivo.
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Art. 2424 contenuto dello stato
patrimoniale
Lo stato patrimoniale deve essere redatto in conformit al seguente
schema
(vedi schema pagg. seguenti)

Se un elemento dell'attivo o del passivo ricade sotto pi voci dello schema,
nella nota integrativa deve annotarsi, qualora ci sia necessario ai fini della
comprensione del bilancio, la sua appartenenza anche a voci diverse da
quella nella quale iscritto.
In calce allo stato patrimoniale devono risultare le garanzie prestate
direttamente o indirettamente, distinguendosi tra fideiussioni, avalli, altre
garanzie personali e garanzie reali, ed indicando separatamente, per
ciascun tipo, le garanzie prestate a favore di imprese controllate e
collegate, nonch di controllanti e di imprese sottoposte al controllo di
queste ultime; devono inoltre risultare gli altri conti d'ordine.
fatto salvo quanto disposto dallart. 2447 septies con riferimento ai beni e
rapporti giuridici compresi nei patrimoni destinati ad uno specifico affare ai
sensi della lettera a) del primo comma dellarticolo 2447 bis.
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ATTIVO
A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti, con separata indicazione della parte gi richiamata
B) Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria
I. Immobilizzazioni immateriali
1) costi d'impianto e di ampliamento
2) costi di ricerca sviluppo e pubblicit
3) diritti di brevetto industriale
4) concessioni licenze e marchi
5) avviamento
6) immobilizzazioni in corso e acconti
7) altre
II. Immobilizzazioni materiali
1) terreni e fabbricati
2) impianti e macchinari
3) attrezzature industriali e commerciali
4) altri beni
5) immobilizzazioni in corso e acconti
III. Immobilizzazioni finanziarie, con separata indicazione, per ciascuna voce dei crediti, degli importi esigibili entro l'esercizio
successivo
1) partecipazioni in
a) imprese controllate
b) imprese collegate
c) imprese controllanti
d) altre imprese
2) crediti
a) verso imprese controllate
b) verso imprese collegate
c) verso controllanti
d) verso altri
3) altri titoli
4) azioni proprie, con indicazione anche del valore nominale complessivo

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C) Attivo circolante
I. Rimanenze
1) materie prime ausiliarie e di consumo
2) prodotti in corso di lavorazione e semilavorati
3) prodotti finiti e merci
4) lavori in corso su ordinazione
5) acconti
II. Crediti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo
1) verso clienti
2) verso imprese controllate
3) verso imprese collegate
4) verso imprese controllanti
5) verso altri
III. Attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
1) partecipazioni in imprese controllate;
2) partecipazioni in imprese collegate;
3) partecipazioni in imprese controllanti;
4) altre partecipazioni;
5) azioni proprie, con indicazione anche del valore nominale complessivo;
6) altri titoli.
IV. Disponibilit liquide
1) depositi bancari e postali
2) assegni
3) denaro e valori in cassa
D) Ratei e risconti, con separata indicazione del disaggio su prestiti.

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PASSIVO
A) Patrimonio netto
I. Capitale
II. Riserva sovrapprezzo azioni e conguaglio dividendi
III. Riserve da rivalutazioni
IV. Riserva legale
V. Riserva statutarie
VI. Riserve per azioni proprie in portafoglio
VII. Altre riserve, distintamente indicate
VIII. Utili (perdite) portati a nuovo
IX. Utile (perdita) d'esercizio
B) Fondi per rischi ed oneri
1) per trattamento di quiescenza e obblighi simili
2) per imposte, anche differite
3) altri accantonamenti
C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato
D) Debiti, con separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo
1) Obbligazioni
2) Obbligazioni convertibili
3) Debiti vs soci per finanziamenti
4) Debiti vs banche
5) Debiti vs altri finanziatori
6) Acconti
7) Debiti vs fornitori
8) Debiti rappresentati da titoli di credito
9) Debiti vs imprese controllate
10) Debiti vs imprese collegate
11) Debiti vs controllanti
12) Debiti tributari
13) Debiti vs istituti di previdenza e di sicurezza sociale
14) Altri debiti
E) Ratei e risconti, con separata indicazione dell'aggio su prestiti

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Art. 2424bis disposizioni relative a singole voci dello SP
Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere
iscritti tra le immobilizzazioni.
Le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore a quelle stabilite dal comma
III dell'art. 2359 si presumono immobilizzazioni.
Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o
debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla
chiusura dell'esercizio sono indeterminati o l'ammontare o la data di
sopravvenienza.
Nella voce trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato deve essere indicato
l'importo calcolato a norma dell'art. 2120.
Le attivit oggetto di contratti di compravendita con obbligo di retrocessione a
termine devono essere iscritte nello stato patrimoniale del venditore.
Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti i proventi di competenza
dell'esercizio esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura
dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.
Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza
dell'esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura
dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi.
Possono essere iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o
pi esercizi, l'entit dei quali varia in ragione del tempo.
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Crediti verso soci per i versamenti ancora dovuti
I crediti da iscrivere in questa voce sono quelli per i
versamenti ancora dovuti dai soci per il capitale da essi
sottoscritto.
Questi potrebbero sorgere allatto della costituzione
dellazienda o, pi in generale, in occasione di aumenti di
capitale a pagamento.
E richiesta la separata indicazione della quota gi
richiamata, cio di quella porzione di crediti che si presume
verr incassata dallazienda entro il breve periodo.
In questo modo, i crediti verso soci sono iscritti come
macroclasse a s, salvo indicarne la differente attitudine a
trasformarsi in liquidit nel breve termine come
informazione di carattere aggiuntivo.
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Immobilizzazioni
Lattivo patrimoniale immobilizzato composto da investimenti
che possono essere considerati durevolmente avvinti allattivit
dellimpresa e che cedono la loro utilit per pi esercizi.
La classificazione delle attivit patrimoniali tra le immobilizzazioni
o lattivo circolante non un fatto meramente formale in quanto
dalla diversa classificazione discendono anche differenze nei
criteri di valutazione.
Per esempio, il metodo del patrimonio netto applicabile solo alle
partecipazioni classificate tra le immobilizzazioni finanziarie e non a quelle
individuate come attivit circolanti.
Le voci devono essere iscritte al netto delle rettifiche di valore,
che per le immobilizzazioni sono tipicamente e principalmente
costituite dai fondi di ammortamento e dai fondi di svalutazione.
Sono distinte tre differenti classi di immobilizzazioni: immateriali,
materiali e finanziarie.
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Immobilizzazioni immateriali
Le immobilizzazioni immateriali includono:
costi pluriennali costo di impianto e di ampliamento, costi di ricerca e
sviluppo, costi di pubblicit aventi utilit pluriennale;
attivit immateriali diritti di brevetto industriale, diritti di utilizzazione di
opere dellingegno, concessioni, licenze, marchi;
avviamento - il maggior valore riconosciuto ad unazienda gi funzionante
rispetto a quello che potrebbe essere attribuito ad unazienda identica ma
nuova, dovuto alla maggiore redditivit del complesso produttivo gi
avviato: evidente, infatti, come unazienda gi avviata sia in grado di
produrre redditi maggiori avendo gi una propria clientela, propri fornitori,
condizioni tali da consentire di ottenere risultati migliori rispetto ad
unimpresa che si va ad immettere sul mercato e che deve crearsi quindi il
proprio spazio. Da un punto di vista meramente contabile lavviamento pu
essere calcolato come differenza tra il capitale economico (calcolato in
funzione della capacit dellazienda di produrre reddito nel futuro) e il
capitale contabile (ossia il patrimonio netto). Lavviamento risulta iscritto tra
le immobilizzazioni immateriali solo quando sia stata pagata una somma a
tale titolo nellacquisto dellazienda;
immobilizzazioni di specie immateriale in corso di formazione e acconti
versati per lacquisizione di immobilizzazioni immateriali.
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Immobilizzazioni materiali
Le immobilizzazioni materiali sono investimenti durevoli in
fattori produttivi materiali a utilizzazione pluriennale, quali
terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature
industriali e commerciali.

Si iscrivono a questa voce anche le immobilizzazioni in
corso di costruzione e gli acconti versati per lacquisizione
di immobilizzazioni materiali.

Il legislatore italiano non ha regolamentato le
immobilizzazioni acquisite in leasing, ma linterpretazione
prevalente della norma civilistica preclude al locatario
liscrizione dei beni presi a leasing tra le immobilizzazioni.
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Immobilizzazioni finanziarie
Le immobilizzazioni finanziarie sono costituite da
investimenti di carattere duraturo originati da acquisizioni di:
partecipazioni - investimenti nel capitale di altre imprese;
altri titoli - investimenti in titoli a reddito fisso delle diverse specie
(titoli di Stato, obbligazioni, ecc.);
azioni proprie informazione utile a comprendere leffettiva quota di
possesso di proprie azioni da parte dellimpresa: il valore iscritto
nellattivo patrimoniale corrisponde al costo sostenuto dallazienda
per lacquisto delle proprie azioni; resa immediatamente possibile
la verifica della quota di possesso tramite il rapporto con il valore
nominale del capitale sociale riportato nel patrimonio netto;
crediti ed in particolare crediti di prestito, per i quali richiesta la
separata indicazione di quelli esigibili oltre lesercizio successivo, in
modo da evidenziarne la maggiore o minore liquidit.
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Crediti di regolamento e crediti di prestito
La classe dei crediti compare sia tra le immobilizzazioni finanziarie che
nellattivo circolante.
Se il criterio di classificazione fosse quello della liquidit ci
aspetteremmo di trovare nellattivo circolante i crediti a breve e nelle
immobilizzazioni quelli di medio/lungo periodo, mentre in entrambe le
macroclassi specificato di indicare separatamente quelli esigibili oltre
lesercizio successivo.
Il criterio di distinzione adoperato relativo al tipo di scambio monetario:
si ha un credito di regolamento quando ad un flusso di ricchezza
reale sia contrapposto un flusso di ricchezza monetaria differito nel
tempo, che assume i connotati di valore numerario assimilabile alla
moneta.
si ha un credito di prestito quando i flussi di ricchezza contrapposti
in sede di scambio siano ambedue monetari.
I crediti di regolamento (commerciali) vanno iscritti nellattivo circolante.
I crediti di prestito (finanziari) vanno iscritti nelle immobilizzazioni
finanziarie.
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Attivo circolante
Lattivo circolante accoglie i valori correlabili a impieghi
patrimoniali contraddistinti da caratteristiche di
temporaneit, cio destinati a circolare nel breve volgere
del tempo nel contesto aziendale.
Lattivo circolante comprende tutti quei beni a breve ciclo di
realizzo che generalmente esauriscono la loro utilit
nellarco di un anno solare: rimanenze, crediti, attivit
finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni,
disponibilit liquide.
Anche i valori dellattivo circolante, come quelli delle
immobilizzazioni, devono essere iscritti al netto delle
rettifiche di valore.
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Rimanenze
Le rimanenze sono beni materiali il cui costo rinviato a futuri esercizi e
comprendono:
materie prime, materiali che devono essere sottoposti al processo produttivo e quindi
trasformati per dare luogo a semilavorati o a prodotti finiti;
materie sussidiarie, destinate al completamento del prodotto (imballaggi);
materie di consumo, utilizzate nel processo produttivo ma non facenti parte del
prodotto finito (lubrificanti);
prodotti in corso di lavorazione, che non sono giunti ancora allo stadio lavorativo
finale;
semilavorati, parti finite che possono essere sottoposte ad ulteriori processi di
trasformazione;
lavori in corso su ordinazione, in genere lavori effettuati sulla base di contratti di
appalto;
prodotti finiti, derivanti dalle trasformazioni dei processi produttivi, si riferiscono pi
propriamente alle imprese di produzione industriale diretta;
merci, destinate alla commercializzazione senza subire processi di trasformazione, si
riferiscono pi propriamente alle imprese mercantili;
acconti, anticipi versati per lacquisto di materiali vari.
La consistenza fisica delle rimanenze di magazzino viene rilevata attraverso
linventario a fine periodo, dove si elencano in modo dettagliato tutte le quantit
esistenti in magazzino nel momento in cui si redige il bilancio.
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Crediti
Secondo la distinzione precedentemente riportata,
nellattivo circolante vanno iscritti tutti i crediti di
regolamento, indipendentemente dalla loro liquidit, salvo
poi indicare separatamente quelli esigibili oltre lesercizio
successivo.
Attivit finanziarie che non
costituiscono immobilizzazione
Si tratta di partecipazioni, titoli e azioni proprie acquistati
dalla societ per lo pi per scopi speculativi o per
temporanei investimenti di eccedenze di liquidit, destinati
quindi ad operazioni di trading sul mercato.
Disponibilit liquide
Sono considerati tali in via generale i valori disponibili a
vista quali gli assegni circolari, il denaro presente in cassa, i
valori postali, ecc.
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Patrimonio netto (1)
Il patrimonio netto scomposto in nove classi:
il capitale quello nominale sottoscritto, anche se non interamente versato:
se una quota di capitale non ancora stata versata dai soci, il
corrispondente credito vantato dallazienda viene indicato come prima
classe nellattivo. Nella nota integrativa devono essere fornite adeguate
informazioni circa la scomposizione del capitale nelle varie categorie di
azioni emesse dalla societ (azioni ordinarie, di risparmio, privilegiate, ecc.);
riserva da sovrapprezzo delle azioni: nel caso in cui si emettono azioni al di
sopra della pari, vale a dire per un prezzo di sottoscrizione superiore al
valore nominale dellazione, la differenza tra il prezzo di emissione ed il
valore nominale delle azioni va iscritta in questa riserva. Si tratta di una
riserva di capitale derivando da effettivi apporti da parte dei soci;
la riserva legale una riserva di utili obbligatoria ed indisponibile; il
legislatore impone che si accantoni almeno la ventesima parte degli utili
netti ogni anno fino a quando limporto della riserva non abbia raggiunto il
quinto del capitale sociale s da costituire una garanzia aggiuntiva, per i
terzi, a quella costituita dal capitale sociale (art. 2430).
le riserve di rivalutazione rappresentano la contropartita di rivalutazioni delle
attivit patrimoniali previste da specifici interventi legislativi;
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Patrimonio netto (2)
la riserva per azioni proprie in portafoglio costituita come contropartita
delle azioni proprie possedute dalla societ in seguito ad acquisto ed iscritte
al costo di acquisizione nellattivo patrimoniale;
liscrizione delle riserve statutarie accolgono gli accantonamenti di utili in
conformit ad eventuali regole stabilite dallo statuto societario;
la posta altre riserve non pu essere considerata una voce residuale per
riserve minori, in quanto essa pu comprendere accantonamenti di utili di
notevole importanza quali: riserve facoltative, riserve per ammortamenti
anticipati di origine fiscale, riserve per contributi in conto capitale
accantonati o derivanti da versamenti effettuati da soci e destinati a coprire
eventuali perdite o futuri aumenti di capitale, riserve da fusione;
gli utili (perdite) portati a nuovo sono utili relativi allesercizio precedente che
non sono stati distribuiti agli azionisti n accantonati in una riserva avente
una destinazione specifica (facoltativa): essi costituiscono quindi una parte
del capitale netto dellesercizio successivo;
lutile (perdita) desercizio costituisce il risultato della gestione della societ
rappresentato dalleccedenza dei ricavi di competenza sui costi di
competenza; limportante innovazione rispetto al sistema previgente che
le perdite non devono essere iscritte nellattivo, bens come componenti
negative del patrimonio netto.
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Fondi per rischi ed oneri
La natura degli accantonamenti che debbono essere iscritti tra i fondi per rischi
ed oneri definita dalla stessa legge che prevede che i fondi in argomento
debbano accogliere soltanto accantonamenti per perdite o debiti:
di natura determinata - cio correlabile ad eventi circoscritti e specifici, con
lesclusione, pertanto, di accantonamenti per rischi generici dazienda;
di esistenza certa o probabile;
il cui ammontare o la cui data di sopravvenienza sono, alla chiusura
dellesercizio, indeterminati.
Lo schema prevede esplicitamente:
fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili - accantonamenti
operati dallimpresa a favore delle maestranze su base integrativa o
volontaria, e quindi non riguardanti il trattamento di fine rapporto
obbligatorio per legge;
fondo per imposte - da non confondere con laccantonamento per imposte
sui redditi di competenza, imposte che sono da considerarsi debiti di natura
certa, cui non si correla alcun tipo di indeterminatezza, e che vanno
classificate alla voce debiti tributari;
altri fondi.
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Trattamento di fine rapporto di lavoro
subordinato
Tale classe di valori destinata ad accogliere gli
accantonamenti per TFR calcolati ai sensi dellart. 2120
c.c.:
In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha
diritto a un trattamento di fine rapporto. Tale trattamento si calcola sommando per ciascun
anno di servizio una quota pari e comunque non superiore allimporto della retribuzione
dovuta per lanno stesso divisa per 13,5. La quota proporzionalmente ridotta per le
frazioni di anno, computandosi come mese intero le frazioni di mese uguali o superiori a
15 giorni.
Salvo diversa previsione dei contratti collettivi la retribuzione annua, ai fini del comma
precedente, comprende tutte le somme, compreso lequivalente delle prestazioni in
natura, corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, a titolo non occasionale e con
esclusione di quanto corrisposto a titolo di rimborso spese. Omissis

Il legislatore ha preferito evidenziare il fondo TFR in modo
separato, poich:
non ha appieno la natura richiesta dalla legge per la classificazione tra i
fondi per rischi ed oneri;
la sua peculiarit nellordinamento giuridico italiano e la rilevanza che
normalmente ha il suo importo rendono opportuno il suo non inserimento tra
gli altri debiti.
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Debiti
Nella macroclasse relativa ai debiti sono raggruppate tutte
le posizioni debitorie di natura certa a carico dellazienda:
viene abbandonata la distinzione - applicata invece ai crediti
dellattivo - tra debiti di prestito e debiti di regolamento, individuando
tredici diverse classi di valori che annoverano sia gli uni che gli altri.
i debiti sono inoltre riportati a prescindere dal grado di liquidit, ma,
per attenuare il limite allinformazione finanziaria, richiesta la
separata indicazione, per ciascuna voce, degli importi esigibili oltre
lesercizio successivo.
La voce debiti tributari accoglie solo le passivit certe,
dovendo quelle incerte essere iscritte alla relativa voce dei
fondi per rischi ed oneri.
I debiti tributari dovranno essere esposti al netto degli acconti
versati, delle ritenute subite nellanno, dei crediti dimposta sui
dividendi e degli eventuali crediti per imposte di esercizi precedenti
riportati a nuovo.
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Ratei e risconti (1)
Si definiscono ratei quei valori che misurano costi o ricavi
che economicamente appartengono allesercizio ma
finanziariamente ancora non si sono manifestati.
Si definiscono risconti quei costi e ricavi che hanno avuto
manifestazione finanziaria nellesercizio ma sono di
competenza degli esercizi successivi.
Essi traggono origine da contratti di durata (locazione,
affitto, mutuo, somministrazione, deposito, ecc.) relativi ad
un arco di tempo riguardante due o pi esercizi consecutivi,
quando il prezzo in corso di maturazione alla data del
bilancio, sia liquidato in via anticipata o posticipata.
Lart. 2424bis stabilisce espressamente che possono
essere iscritte tra le voci di ratei e risconti - sia attivi che
passivi - solo costi e proventi comuni a pi esercizi, lentit
dei quali varia in ragione del tempo.
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Ratei e risconti (2)
Pi in dettaglio, in base alla definizione di legge:
ratei attivi sono i proventi di competenza dellesercizio esigibili in esercizi
successivi;
risconti attivi sono i costi sostenuti entro la chiusura dellesercizio ma di
competenza di esercizi successivi;
ratei passivi sono i costi di competenza dellesercizio esigibili in esercizi
successivi;
risconti passivi sono i proventi percepiti entro la chiusura dellesercizio ma di
competenza di esercizi successivi.
Il legislatore prevede la separata indicazione dei disaggi (nei ratei e
risconti attivi) e degli aggi (nei ratei e risconti passivi) sui prestiti:
il disaggio sui prestiti il costo pluriennale sostenuto dalla societ nel caso
in cui emette obbligazioni al di sotto del valore nominale e pu quindi essere
considerato un risconto attivo pluriennale;
laggio su prestiti il ricavo pluriennale relativo allemissione di obbligazioni
ad un valore superiore al loro valore nominale ed quindi identificabile con
un risconto passivo pluriennale.
34
Conto economico: schema di sintesi
CONTO ECONOMICO

A) Valore della produzione
B) Costi della produzione
Differenza tra valori e costi della produzione (A B)
C) Proventi ed oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attivit finanziarie
E) Proventi ed oneri straordinari
Risultato prima delle imposte (A B C D E)
Imposte sul reddito
Utile (perdita) dellesercizio (A B C D E imposte)
35
Le gestioni dellimpresa (1)
La gestione dellimpresa pu essere suddivisa tra:
gestione ordinaria o corrente, costituita dalle operazioni che si manifestano
in via continuativa nello svolgimento della gestione;
gestione straordinaria, costituita da proventi ed oneri la cui fonte estranea
allattivit ordinaria, indipendentemente dalleccezionalit (a livello
temporale) o dallanormalit (a livello quantitativo) dellevento.
La gestione ordinaria, a sua volta, pu essere suddivisa in:
gestione caratteristica o tipica, i cui componenti positivi e negativi derivano
dallattivit di produzione di beni e servizi in cui limpresa trova la principale
ragione desistenza;
gestione accessoria, extra-caratteristica o atipica, rappresentata da proventi
e oneri relativi ad operazioni essenzialmente mobiliari ed immobiliari che
fanno parte della gestione ordinaria ma che non rientrano nella gestione
caratteristica n in quella finanziaria (per es., il ricavo ottenuto dalla vendita
di un bene strumentale);
gestione finanziaria, relativa alle scelte dellimpresa riguardo alla
composizione delle fonti di finanziamento esterne.
Per gestione tributaria, infine, si intende semplicemente leffetto
dellimposizione fiscale sul reddito dimpresa.
36
Le gestioni dellimpresa (2)
RISULTATO
NETTO
Risultato della
GESTIONE CARATTERISTICA
(reddito operativo)
Risultato della
GESTIONE ATIPICA
(oneri e proventi atipici)
Risultato della
GESTIONE FINANZIARIA
(oneri e proventi finanziari)
Risultato della
GESTIONE STRAORDINARIA
(oneri e proventi straordinari)
Risultato della
GESTIONE TRIBUTARIA
(imposte sul reddito desercizio)
GESTIONE
CORRENTE
o
ORDINARIA
37
Art. 2425 contenuto del conto economico
Il conto economico deve essere redatto in conformit al seguente schema
(vedi schema pagg. seguenti)
Art. 2425 bis iscrizione di
ricavi, proventi, costi ed oneri
I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri devono essere indicati al netto dei resi,
degli sconti, abbuoni e premi, nonch delle imposte direttamente connesse
con la vendita dei prodotti e la prestazione dei servizi.
I ricavi e proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono
essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa
operazione compiuta.
I proventi e gli oneri relativi ad operazioni di compravendita con obbligo di
retrocessione a termine, ivi compresa la differenza tra prezzo a termine e
prezzo a pronti, devono essere iscritti per le quote di competenza
dellesercizio.
38
CONTO ECONOMICO
A) Valore della produzione
1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni
2) Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione semilavorati e finiti
3) Variazione di lavori in corso su ordinazione
4) Incrementi delle immobilizzazioni per lavori interni
5) Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio
Totale valore della produzione
B) Costi della produzione
6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
7) Per servizi
8) Per il godimento di beni di terzi
9) Per il personale:
a) salari e stipendi
b) oneri sociali
c) trattamento di fine rapporto
d) trattamento di quiescenza e simili
e) altri costi
10) Ammortamenti e svalutazioni
a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali
b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni
d) svalutazione dei crediti compresi nell'attivo circolante e delle disponibilit
11) Variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
12) Accantonamenti per rischi
13) Altri accantonamenti
14) Oneri diversi di gestione
Totale costi della produzione
Differenza tra valori e costi della produzione (A - B)

39
C) Proventi e oneri finanziari
15) Proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate
16) Altri proventi finanziari
a) da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate
b) da titoli iscritti nelle immobilizzazioni
c) da titoli iscritti nell'attivo circolante
d) altri interessi e proventi finanziari, con separata indicazione di quelli relativi ad imprese controllate e collegate
17) Interessi e altri oneri finanziari, con separata indicazione di quelli verso imprese controllate e collegate e verso controllanti
17 bis) utili e perdite sui cambi
Totale (15 + 16 17 17 bis)
D) Rettifiche di valore di attivit finanziarie
18) Rivalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
19) Svalutazioni
a) di partecipazioni
b) di immobilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
Totale delle rettifiche (18 19)
E) Proventi e oneri straordinari
20) proventi, con separata indicazione delle plusvalenze da alienazioni i cui ricavi non sono iscrivibili al n. 5;
21) oneri, con separata indicazione delle minusvalenze da alienazioni i cui effetti contabili non sono iscrivibili al n. 14 e delle
imposte relative a esercizi precedenti
Totale partite straordinarie (20 21)
Risultato prima delle imposte (A - B + C + D + E)
22) Imposte sul reddito dellesercizio, correnti, differite e anticipate
23) Utile (perdita) d'esercizio

40
Valore della produzione (1)
Secondo quanto disposto dallart. 2425 il valore della produzione si compone
delle seguenti voci:
1. Ricavi delle vendite e delle prestazioni
2. Variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
3. Variazione dei lavori in corso su ordinazione
4. Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni
5. Altri ricavi e proventi
La produzione venduta rappresentata essenzialmente dai ricavi delle vendite
derivanti dallattivit caratteristica; tuttavia anche gli altri ricavi di cui alla voce
5 possono comprendere una parte della produzione venduta, che, per,
deriva da eventuali attivit accessorie.
La nota integrativa richiede, se significativa, la ripartizione dei ricavi secondo
categorie di attivit (per es., linee di prodotto) e secondo aree geografiche; la
significativit supposta quando le diverse categorie di ricavi presentino
differenze notevoli.
I ricavi delle vendite devono essere indicati al netto di resi, sconti, abbuoni e
premi, nonch delle imposte connesse alla vendita (per es., IVA): tale
operazione un esempio di compenso di partite non solo consentito, ma
espressamente richiesto dal legislatore che ha ritenuto pi rilevante fornire
linformazione sintetica piuttosto che una serie di informazioni analitiche (in
conformit con il principio di chiarezza).
41
Valore della produzione (2)
Le variazioni di magazzino inserite nel valore della produzione
riguardano unicamente quei beni per i quali sia stato almeno iniziato il
processo di trasformazione: prodotti in corso di lavorazione,
semilavorati, prodotti finiti e lavori in corso su ordinazione (commesse
pluriennali).
Il loro contributo alla produzione allestita pu essere positivo o negativo
in funzione della movimentazione quantitativa che ha caratterizzato tali
beni nel corso del periodo amministrativo:
se le rimanenze finali sono superiori rispetto a quelle iniziali, la variazione
rappresenta una componente positiva di reddito;
se le rimanenze finali sono inferiori rispetto a quelle iniziali, la variazione
rappresenta una componente negativa di reddito.
Il valore della produzione contempla anche gli incrementi di
immobilizzazioni per lavori interni, cio beni costruiti internamente che
partecipano alla determinazione del reddito desercizio per pi periodi
amministrativi.
Tali incrementi di valore possono riguardare le immobilizzazioni
materiali e immateriali; in ogni caso si tratta di costi che, generalmente,
hanno gi concluso il loro ciclo finanziario ma che sono capitalizzati tra
le attivit dello stato patrimoniale perch il loro servizio alla produzione
dimpresa non si esaurisce nellesercizio in chiusura.
42
Valore della produzione (3)
Lultima voce del valore della produzione ha la funzione di raggruppare
tutti quei componenti positivi del reddito non appartenenti alle prime
quattro classi e, tuttavia, afferenti allattivit ordinaria dimpresa.
Si tratta, quindi, di ricavi delle gestioni accessorie, dei proventi
patrimoniali e di ogni altro componente positivo di reddito che non abbia
natura finanziaria o straordinaria.
Ad esempio, possono rientrare in tale voce le provvigioni attive, i
proventi per royalties, brevetti marchi, i proventi immobiliari, i contributi
in conto esercizio, i risarcimenti assicurativi, i ricavi della mensa
aziendale, ecc.
Il legislatore chiede di indicare separatamente i contributi in conto
esercizio, ovvero i trasferimenti da parte di enti pubblici allimpresa in
cambio del soddisfacimento (passato o futuro) di determinate condizioni
connesse allattivit operativa dellimpresa.
Si ricorda che i contributi possono essere in conto capitale qualora si
riferiscano ad investimenti di carattere pluriennale ovvero in conto
esercizio, se esauriscono la loro utilit nellarco del periodo amministrativo.
43
Costi della produzione (1)
I costi della produzione rappresentano il valore dei fattori produttivi,
esclusi gli oneri finanziari, che si correlano economicamente al valore
della produzione di esercizio ordinaria.
Essi sono distinti in 9 classi:
6. Per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci
7. Per servizi
8. Per il godimento di beni di terzi
9. Per il personale
10. Ammortamenti e svalutazioni
11. Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e
merci
12. Accantonamenti per rischi
13. Altri accantonamenti
14. Oneri diversi di gestione
Il costo di acquisto dei beni deve essere rappresentato al netto di resi,
sconti, abbuoni e premi.
Se significativo, pu essere opportuno classificare separatamente nel
conto economico gli acquisti per tipologia di materiale (materie prime,
sussidiarie, di consumo) o, in alternativa, fornire tale informazione nella
nota integrativa.
44
Costi della produzione (2)
Per quanto concerne ammortamenti e svalutazioni prevista la classificazione
separata di:
a) ammortamenti delle immobilizzazioni immateriali;
b) ammortamenti delle immobilizzazioni materiali;
c) altre svalutazioni delle immobilizzazioni (siano esse materiali o immateriali);
d) svalutazione dei crediti compresi nellattivo circolante e delle disponibilit liquide.
Le svalutazioni delle immobilizzazioni finanziarie andranno iscritte nellapposito
raggruppamento delle rettifiche di valore delle attivit finanziarie (D).
Le svalutazioni delle rimanenze sono conglobate nelle variazioni delle stesse,
iscritte nelle voci del valore (A.2, A.3) e del costo della produzione (B.11).
Se le variazioni delle giacenze di semilavorati e prodotti finiti rappresentano il
risultato intermedio o finale di un processo produttivo in corso di svolgimento o
concluso e come tali partecipano alla determinazione del reddito le
variazioni di rimanenze di materie prime, sussidiarie e di consumo alimentano i
costi della produzione perch rappresentano i fattori produttivi di base di un
processo produttivo non ancora iniziato nellaspetto fisico-tecnico e appena
avviato dal punto di vista economico.
Ai fini di una rappresentazione chiara, veritiera e corretta, pu essere opportuno
classificare separatamente le variazioni di magazzino di ciascuna classe
omogenea di beni: in questo modo possibile determinare, per ogni specie di
giacenza, il valore consumato nellesercizio.
Il costo di utilizzo di un fattore produttivo, infatti, si determina sommando
algebricamente i costi dacquisto alla variazione di magazzino (B.6+B.11).
45
Costi della produzione (3)
Gli accantonamenti per rischi comprendono i presunti componenti negativi del
reddito giudicati necessari per tutelare limpresa contro alcuni rischi specifici
connessi allattivit ordinaria: rischi di collaudo e rischi di garanzia sono due
esempi di tale voce.
Gli utilizzi fondi per rischi possono essere classificati in modo differente a
seconda delle circostanze:
se il temuto rischio si verificato, lutilizzo fondo rischi rettifica il costo insorto ma gi
attribuito alla competenze economica dellesercizio precedente;
se invece levento negativo non si verifica e non esistono pi rischi per il futuro,
lutilizzo fondo per rischi rappresenta una sopravvenienza attiva, da classificare tra i
componenti straordinari del reddito desercizio.
Gli accantonamenti per rischi, comunque, si caratterizzano per un grado di
probabilit di verifica dellevento negativo tale da giustificare il loro inserimento
nel bilancio.
Gli altri accantonamenti comprendono, invece, componenti negativi del reddito
che, a differenza dei precedenti, sono di sicura manifestazione futura ma dei
quali sono indeterminati limporto e/o la data del pagamento.
Essi hanno per contropartita la voce B.3 del passivo dello stato patrimoniale
(fondi per rischi ed oneri altri fondi).
Gli oneri diversi di gestione sono la classe di valori residuali, rappresentati dai
componenti negativi del reddito desercizio non classificabili nelle precedenti
voci e tuttavia afferenti allattivit caratteristica o accessoria dimpresa.
46
Proventi ed oneri finanziari
La macroclasse relativa a proventi ed oneri finanziari suddivisa nelle
tre voci:
15. Proventi da partecipazioni
16. Altri proventi finanziari
17. Interessi passivi ed altri oneri
I proventi finanziari, quindi, vengono suddivisi in dividendi e interessi
attivi a seconda che si riferiscano a partecipazioni ovvero ad altre
attivit patrimoniali:
i dividendi sono tutti classificati alla voce 15, indipendentemente dal fatto
che la partecipazione sia rappresentata nelle immobilizzazioni o nellattivo
circolante;
i proventi finanziari derivanti da altre attivit sono a loro volta classificati in:
a) Interessi attivi su crediti (di prestito o di regolamento) iscritti nelle
immobilizzazioni;
b) Interessi su titoli iscritti nelle immobilizzazioni;
c) Interessi su titoli iscritti nellattivo circolante;
d) Altri interessi (classe residuale).
Il legislatore richiede la separata indicazione, sia per i proventi che per
gli oneri, di quelli relativi a imprese controllate, collegate e controllanti.
47
Rettifiche di valore di attivit finanziarie (1)
Le svalutazioni si impongono qualora si rilevi che la
valutazione precedente non pi in grado di esprimere una
congrua partecipazione del fattore produttivo alla
determinazione dei risultati reddituali di esercizio e futuri.
In un sistema di valori basato sul principio del costo storico
(art. 2426, punti 1 e 9) non sono ammesse rivalutazioni, di
conseguenza lutilizzo di questa voce molto limitato:
essa non pu comprendere le rivalutazioni monetaria, le quali, quando
ammesse, devono essere iscritte nella voce A.III del passivo riserve da
rivalutazioni;
non pu comprendere le plusvalenze derivanti dall'applicazione del metodo
del patrimonio netto nella valutazione delle partecipazioni, le quali devono
essere iscritte in una riserva non distribuibile del patrimonio netto alla voce
A.VII;
pu accogliere, invece, i ripristini dei valori delle attivit finanziarie
immobilizzate e non - quando vengano meno i motivi delle svalutazioni
effettuate in esercizi precedenti.
48
Rettifiche di valore di attivit finanziarie (2)
Le svalutazioni delle attivit finanziarie sono classificate
nellambito dei valori ordinari del reddito di esercizio perch
prevale lafferenza allattivit ordinaria dimpresa, piuttosto
che il carattere eccezionale dellevento che le origina.

Tali svalutazioni, generalmente, derivano da cause
economiche o monetarie di specie eccezionale o anormale.

Queste caratteristiche, pur non essendo sufficienti per poter
valutare le svalutazioni come componenti straordinarie del
reddito, hanno indotto il legislatore a classificarle in una
macroclasse di valori a s stante.
49
Proventi ed oneri straordinari (1)
Come gi sottolineato, questo raggruppamento accoglie solo i proventi e gli
oneri la cui fonte estranea allattivit ordinaria, a prescindere dalla loro
eccezionalit o anormalit.
I componenti straordinari del reddito possono essere determinati per esclusione,
verificando che essi non possano essere classificati in nessuna voce di conto
economico appartenente alle prime quattro macroclassi di valori.
Lattivit ordinaria dimpresa pu assumere connotazioni differenti a seconda
del settore di appartenenza, i valori straordinari, quindi, sono determinati dalla
specie di evento in relazione alla specifica attivit economica svolta
dallimpresa.
Una caratteristica essenziale di tutti i valori che compongono le sintesi
desercizio relative allattivit ordinaria dimpresa la loro competenza
economica, con la quale si realizza la correlazione di esercizio.
Tra i componenti straordinari del reddito, oltre a valori straordinari desercizio,
devono essere classificati i componenti reddituali di competenza economica di
esercizi precedenti.
I componenti straordinari del reddito, quindi, devono comprendere valori che per
errore non sono stati imputati agli esercizi di loro competenza economica, e
precisamente:
errori materiali di calcolo o di omissione,
laver adottato politiche contabili contrastanti con le norme di legge e i principi
contabili,
errori di interpretazione di fatti di gestione.
50
Proventi ed oneri straordinari (2)
Per quanto riguarda le plusvalenze o minusvalenze di realizzo
conseguenti allalienazione di beni strumentali, si possono distinguere
due casi:
se tali valori sono originati dalla dismissione di cespiti patrimoniali
nellambito del normale ciclo di utilizzo dei medesimi, la classificazione di
plusvalenze e minusvalenze deve essere effettuata rispettivamente nel
valore e nei costi della produzione alle voci A.5 e B.14 (voci residuali);
al contrario, se i valori originano da operazioni straordinarie quali
ristrutturazioni aziendali, conferimenti di rami dazienda, processi di
concentrazione aziendale, la loro classificazione deve essere effettuata
nellambito dei proventi ed oneri straordinari.
Difatti, normale che in ogni esercizio vi siano beni strumentali
immobilizzati che avendo esaurito la loro utilit vengano venduti: la
relativa plusvalenza o minusvalenza sar quindi considerata ordinaria;
se, tuttavia, un intero complesso produttivo o parte notevole di esso
deve essere sostituito, per esempio per conversione produttiva, tale
attivti deve essere considerata straordinaria.
Infine, nei componenti straordinari del reddito devono essere iscritti gli
effetti delle variazioni dei criteri di valutazione adottati, fatto ammesso in
casi eccezionali come deroga ai principi generali di redazione lart. 2423
bis, comma 2.
51
Art. 2426 criteri di valutazione (1)
Nelle valutazioni devono essere osservati i seguenti criteri:
1) le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di
acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti
i costi direttamente imputabili al prodotto. Pu comprendere anche altri costi, per la
quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e
fino al momento dal quale il bene pu essere utilizzato; con gli stessi criteri possono
essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o
presso terzi;
2) il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali la cui utilizzazione limitata
nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione
con la loro residua possibilit di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di
ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota
integrativa;
3) l'immobilizzazione che, alla data della chiusura dell'esercizio, risulti durevolmente
di valore inferiore a quello determinato secondo i nn. 1 e 2 deve essere iscritta a tale
minor valore; questo non pu essere mantenuto nei successivi bilanci se sono
venuti meno i motivi della rettifica effettuata. Per le immobilizzazioni consistenti in
partecipazioni in imprese controllate o collegate che risultino iscritte per un valore
superiore a quello derivante dall'applicazione del criterio di valutazione previsto dal
successivo n. 4 o, se non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore
corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio
dell'impresa partecipata, la differenza dovr essere motivata nella nota integrativa;
continua nella pag. seguente
52
Art. 2426 criteri di valutazione (2)
continua dalla pag. precedente
4) le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate
possono essere valutate, con riferimento ad una o pi tra dette imprese, anzich
secondo il criterio indicato al n. 1, per un importo pari alla corrispondente frazione
del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i
dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio
consolidato nonch quelle necessarie per il rispetto dei principi indicati negli artt.
2423 e 2423 bis. Quando la partecipazione iscritta per la prima volta in base al
metodo del patrimonio netto, il costo di acquisto superiore al valore corrispondente
del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa controllata o collegata
pu essere iscritto nell'attivo, purch ne siano indicate le ragioni nella nota
integrativa. La differenza, per la parte attribuibile a beni ammortizzabili o
all'avviamento, deve essere ammortizzata. Negli esercizi successivi le plusvalenze,
derivanti dall'applicazione del metodo del patrimonio netto, rispetto al valore indicato
nel bilancio dell'esercizio precedente sono iscritte in una riserva non distribuibile;
5) i costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicit
aventi utilit pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso del collegio
sindacale e devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque
anni. Fino a che l'ammortamento non completato possono essere distribuiti
dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei
costi non ammortizzati;
continua nella pag. seguente
53
Art. 2426 criteri di valutazione (3)
continua dalla pag. precedente
6) l'avviamento pu essere iscritto nell'attivo con il consenso del collegio sindacale,
se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere
ammortizzato entro un periodo di cinque anni. E' tuttavia consentito ammortizzare
sistematicamente l'avviamento in un periodo limitato di durata superiore, purch
esso non superi la durata per l'utilizzazione di questo attivo e ne sia data adeguata
motivazione nella nota integrativa;
7) il disaggio sui prestiti deve essere iscritto nell'attivo e ammortizzato in ogni
esercizio per il periodo di durata del prestito;
8) i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione;
8 bis) le attivit e le passivit in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono
essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dellesercizio ed
essere imputati al conto economico e leventuale utile netto deve essere
accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. Le immobilizzazioni
in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a
quello inferiore alla data di chiusura dellesercizio se la riduzione debba giudicarsi
durevole;
continua nella pag. seguente
54
Art. 2426 criteri di valutazione (4)
continua dalla pag. precedente
9) le rimanenze, i titoli e le attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni
sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il n. 1), ovvero al
valore di realizzazione desumibili dall'andamento del mercato, se minore; tale minor
valore non pu essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i
motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione;

10) il costo dei beni fungibili pu essere calcolato col metodo della media ponderata
o con quelli "primo entrato, primo uscito" o "ultimo entrato, primo uscito"; se il valore
cosi ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura
dell'esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota
integrativa;
11) i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi
contrattuali maturati con ragionevole certezza;
12) le attrezzature industriali e commerciali, le materie prime, sussidiarie e di
consumo, possono essere iscritte nell'attivo ad un valore costante qualora siano
costantemente rinnovate, e complessivamente di scarsa importanza in rapporto
all'attivo di bilancio, semprech non si abbiano variazioni sensibili nella loro entit,
valore e composizione.
55
Ammortamento delle immobilizzazioni
immateriali e materiali
Gli ammortamenti devono essere sistematici: devono
essere effettuati ad ogni esercizio e determinati secondo
piani tecnico economici che assicurino una razionale
ripartizione del costo dei beni durante la loro vita utile.

I piani di ammortamento devono essere ri-adeguati quando
viene accertata una vita utile residua diversa da quella
originariamente stimata: in tal caso in nota integrativa deve
esserne indicata la motivazione.

Sono esclusi dallammortamento i beni di durata illimitata,
quali, tipicamente, i terreni.
56
Svalutazione delle immobilizzazioni (1)
Il valore iscritto in bilancio delle immobilizzazioni non deve
superare quello effettivo delle immobilizzazioni stesse.

Quando la legge parla di valore non si riferisce al valore di
mercato ma a quello effettivo del bene immobilizzato
nelleconomia dellazienda in funzionamento:
nel caso di beni strumentali e di immobilizzazioni immateriali tale
valore coincide con quello che potr essere recuperato tramite luso
(valore del bene al netto del fondo di ammortamento);
per le immobilizzazioni finanziarie la svalutazione necessaria in
presenza di situazioni di perdita di redditivit, di dissesto o di
insolvenza dellente emittente o partecipato.
57
Svalutazione delle immobilizzazioni (2)
La perdita di valore che richiede la svalutazione di un bene
deve essere duratura.
Le cause che provocano svalutazione per le
immobilizzazioni ammortizzabili possono essere
danneggiamenti, obsolescenza, manifestazione di errori di
progettazione, cambiamenti tecnologici, andamento non
remunerativo del mercato dei prodotti.

Quando vengono meno le cause che hanno determinato la
svalutazione, il valore al costo deve essere ripristinato
(tenendo conto degli ammortamenti).
Tale situazione, tuttavia, non pu che accadere raramente,
perch una perdita di valore duratura in genere deriva da
fatti gravi difficilmente reversibili.
58
Valutazione delle partecipazioni (1)
I criteri di valutazione delle partecipazioni previsti dal c.c. sono
differenti nelle due ipotesi possibili:
partecipazioni che costituiscono attivo circolante,
partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie.
Le partecipazioni che costituiscono lattivo circolante vanno
valutate al costo, ovvero al valore di realizzazione desumibile
dallandamento del mercato, se questo minore.
Anche le partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni in
imprese non controllate o collegate devono essere iscritte al
costo di acquisto; se, alla data di chiusura dellesercizio, il valore
risulta durevolmente inferiore al costo, devono essere iscritte a
tal minor valore.
Le partecipazioni che costituiscono immobilizzazioni in imprese
controllate o collegate, oltre che con il metodo del costo, possono
essere valutate anche con il metodo del patrimonio netto.
59
Valutazione delle partecipazioni (2)
Secondo il criterio del costo:
liscrizione iniziale avviene al costo di acquisto;
i successivi incrementi di valore della partecipazione non vengono rilevati nel bilancio
della societ partecipante;
le perdite durevoli di valore vengono rilevate nel bilancio della societ partecipante.
Secondo il criterio del patrimonio netto, invece:
liscrizione avviene per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio
netto risultante dallultimo bilancio delle imprese partecipate;
se le date di chiusura delle partecipate non coincidono con quelle della partecipante,
la diversa data pu essere utilizzata purch la differenza temporale non sia rilevante
e si tenga conto di eventi significativi verificatisi tra le due date;
il valore della frazione di patrimonio netto della partecipata ai fini della valutazione
deve essere rettificato con la detrazione dei dividendi allo scopo di evitare che essi
siano considerati due volte;
se in un esercizio si ottiene per la partecipazione un valore maggiore rispetto a quello
dellesercizio precedente, tale plusvalenza deve essere iscritta in una riserva non
distribuibile del patrimonio netto;
quando una partecipazione iscritta per la prima volta con tale metodo e il costo
dacquisto sia superiore al valore ottenuto, il valore maggiore pu essere mantenuto,
segnalando e motivando il fatto in nota integrativa: il maggior costo pagato, infatti,
potrebbe derivare dallaver pagato anche un avviamento.
60
Valutazione dei beni dellattivo circolante
Le rimanenze, i titoli e le attivit finanziarie che non costituiscono
immobilizzazioni vanno valutate al costo di acquisto o di produzione secondo i
criteri dettati per le immobilizzazioni, al cui commento si rinvia.
La norma prevede che si possa far riferimento al valore desumibile dal mercato
qualora questo sia minore del costo di acquisto o di produzione: non si parla di
valore di mercato alla data di bilancio, ma piuttosto ci si riferisce al valore
desumibile dallandamento del mercato, in quanto questo rappresenta un miglior
riferimento per il valore di realizzo.
Il riferimento diretto al mercato possibile per le rimanenze di prodotti finiti e,
ove esista il mercato, per i titoli e le attivit finanziarie.
Per semilavorati e prodotti in corso di lavorazione si pu far riferimento al valore
netto di realizzo, pari al prevedibile prezzo di vendita cui vanno sottratti i residui
costi di produzione ed i costi di vendita.
Le materie prime il cui costo storico recuperabile con il presumibile valore di
realizzo dei prodotti finiti saranno non devono essere svalutate; in caso
contrario vanno valutate al costo di sostituzione - ovvero il costo col quale le
materie possono essere riacquistate in normali condizioni operative - se
inferiore al costo storico; se anche il costo di sostituzione non recuperabile,
devono essere valutate al valore netto di realizzo.
I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione
perch, anche se fossero direttamente imputabili ai prodotti, essi normalmente
non sono ancora stati sostenuti alla data di bilancio.
61
Metodi di valutazione dei beni fungibili dellattivo circolante
La previgente legislazione civilistica non si esprimeva sui metodi di
valutazione delle rimanenze e degli altri beni fungibili (quali, ad
esempio, i titoli).
Lattuale normativa, invece, prevede esplicitamente che essi possano
essere valutati con uno dei seguenti metodi:
media ponderata;
FIFO first in, first out;
LIFO last in, first out.
La norma prevede la facolt di utilizzare uno dei suddetti metodi, non
escludendo, quindi, che i beni fungibili possano essere valutati al costo,
che resta il metodo di valutazione obbligatorio dei beni non fungibili.
Al fine di evitare la formazione di riserve occulte, se il valore ottenuto
applicando i metodi della media ponderata, FIFO o LIFO differisce in
misura apprezzabile dal costo, la differenza deve essere indicata, per
categorie omogenee, in nota integrativa.
Segue un esempio di valutazione effettuata comparando i vari metodi.
62
Art. 2427 contenuto della nota integrativa (1)
La nota integrativa deve indicare, oltre a quanto stabilito da altre disposizioni:
1) i criteri applicati nella valutazione delle voci del bilancio, nelle rettifiche di valore e
nella conversione dei valori non espressi all'origine in moneta avente corso legale
nello Stato;
2) i movimenti delle immobilizzazioni, specificando per ciascuna voce: il costo; le
precedenti rivalutazioni, ammortamenti e svalutazioni; le acquisizioni, gli
spostamenti da una ad altra voce, le alienazioni avvenuti nell'esercizio; le
rivalutazioni, gli ammortamenti e le svalutazioni effettuati nell'esercizio; il totale delle
rivalutazioni riguardanti le immobilizzazioni esistenti alla chiusura dell'esercizio;
3) la composizione delle voci "costi di impianto e di ampliamento" e "costi di ricerca,
di sviluppo e di pubblicit", nonch le ragioni della iscrizione ed i rispettivi criteri di
ammortamento;
3 bis) la misura e le motivazioni delle riduzioni di valore applicate alle
immobilizzazioni immateriali di durata indeterminata, facendo a tal fine esplicito
riferimento al loro concorso alla futura produzione di risultati economici, alla loro
prevedibile durata utile e, per quanto determinabile, al loro valore di mercato,
segnalando altres le differenze rispetto a quelle operate negli esercizi precedenti ed
evidenziando la loro influenza sui risultati economici dellesercizio e sugli indicatori di
redditivit di cui sia stata data comunicazione;
continua nella pag. seguente
63
Art. 2427 contenuto della nota integrativa (2)
continua dalla pag. precedente
4) le variazioni intervenute nella consistenza delle altre voci dell'attivo e del passivo;
in particolare, per i fondi e per il trattamento di fine rapporto, le utilizzazioni e gli
accantonamenti;
5) l'elenco delle partecipazioni, possedute direttamente o per tramite di societ
fiduciaria o per interposta persona, in imprese controllate e collegate, indicando per
ciascuna la denominazione, la sede, il capitale, l'importo del patrimonio netto, l'utile
o la perdita dell'ultimo esercizio, la quota posseduta e il valore attribuito in bilancio o
il corrispondente credito;
6) distintamente per ciascuna voce, l'ammontare dei crediti e dei debiti di durata
residua superiore a cinque anni, e dei debiti assistiti da garanzie reali su beni sociali,
con specifica indicazione della natura delle garanzie;
6 bis) eventuali effetti significativi delle variazioni nei cambi valutari verificatesi
successivamente alla chiusura dellesercizio;
6 ter) distintamente per ciascuna voce, lammontare dei crediti e dei debiti relativi ad
operazioni che prevedono lobbligo per lacquirente di retrocessione a termine;
7) la composizione delle voci "ratei e risconti attivi" e "ratei e risconti passivi" e della
voce "altri fondi" dello stato patrimoniale, quando il loro ammontare sia apprezzabile
nonch la composizione della voce "altre riserve";
7 bis) le voci di patrimonio netto devono essere analiticamente indicate con
specificazione in appositi prospetti della loro origine, possibilit di utilizzazione e
distribuibilit, nonch della loro avvenuta utilizzazione nei precedenti esercizi;
continua nella pag. seguente
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Art. 2427 contenuto della nota integrativa (3)
continua dalla pag. precedente
8) l'ammontare degli oneri finanziari imputati nell'esercizio ai valori iscritti nell'attivo
dello stato patrimoniale, distintamente per ogni voce;
9) gli impegni non risultanti dallo stato patrimoniale; le notizie sulla composizione e
natura di tali impegni e dei conti d'ordine, la cui conoscenza sia utile per valutare la
situazione patrimoniale e finanziaria della societ specificando quelli relativi a
imprese controllate, collegate, controllanti e a imprese sottoposte al controllo di
queste ultime;
10) se significativa, la ripartizione dei ricavi delle vendite e delle prestazioni secondo
categorie di attivit e secondo aree geografiche;
11) l'ammontare dei proventi da partecipazioni, indicati nell'art. 2425, n. 15, diversi
dai dividendi;
12) la suddivisione degli interessi ed altri oneri finanziari, indicati nell'art. 2425, n. 17
relativi a prestiti obbligazionari, a debiti verso banche, e altri;
13) la composizione delle voci "proventi straordinari" e "oneri straordinari" del conto
economico, quando il loro ammontare sia apprezzabile;
14) i motivi delle rettifiche di valore e degli accantonamenti eseguiti esclusivamente
in applicazione di norme tributarie ed i relativi importi, appositamente evidenziati
rispetto all'ammontare complessivo delle rettifiche e degli accantonamenti risultanti
dalle apposite voci del conto economico;
continua nella pag. seguente
65
Art. 2427 contenuto della nota integrativa (4)
continua dalla pag. precedente
15) il numero medio dei dipendenti, ripartito per categoria;
16) l'ammontare dei compensi spettanti agli amministratori ed ai sindaci,
cumulativamente per ciascuna categoria;
17) il numero e il valore nominale di ciascuna categoria di azioni della societ e il
numero e il valore nominale delle nuove azioni della societ sottoscritte durante
l'esercizio;
18) le azioni di godimento, le obbligazioni convertibili in azioni e i titoli o valori simili
emessi dalla societ specificando il loro numero e i diritti che essi attribuiscono;
19) il numero e le caratteristiche degli altri strumenti finanziari emessi dalla societ,
con lindicazione dei diritti patrimoniali e partecipativi che conferiscono e delle
principali caratteristiche delle operazioni relative;
19 bis) i finanziamenti effettuati dai soci alla societ, ripartiti per scadenze e con
la separata indicazione di quelli con clausola di postergazione rispetto agli altri
creditori;
20) i dati richiesti dal terzo comma dellarticolo 2447 septies con riferimento ai
patrimoni destinati ad uno specifico affare ai sensi della lettera a) del primo
comma dellarticolo 2447 bis;
continua alla pag. seguente

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Art. 2427 contenuto della nota integrativa (5)
continua dalla pag. precedente
21) i dati richiesti dallarticolo 2447 decies, ottavo comma;
22) le operazioni di locazione finanziaria che comportano il
trasferimento al locatario della parte prevalente dei rischi e dei benefici
inerenti ai beni che ne costituiscono oggetto, sulla base di un apposito
prospetto dal quale risulti il valore attuale delle rate di canone non
scadute quale determinato utilizzando tassi di interesse pari allonere
finanziario effettivo inerenti i singoli contratti, lonere finanziario effettivo
attribuibile ad essi e riferibile allesercizio, lammontare complessivo al
quale i beni oggetto di locazione sarebbero stati iscritti alla data di
chiusura dellesercizio qualora fossero stati considerati
immobilizzazioni, con separata indicazione di ammortamenti, rettifiche e
riprese di valore che sarebbero stati inerenti allesercizio.
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La nota integrativa (1)
La funzione della nota integrativa consiste nel fornire
lanalisi e lillustrazione dei dati sintetici contenuti negli
schemi di stato patrimoniale e conto economico, al fine di
permettere, congiuntamente ad essi, la rappresentazione
chiara veritiera e corretta della situazione patrimoniale,
finanziaria e reddituale dellimpresa in funzionamento.
Secondo quanto disposto dallart. 2427, il contenuto della
nota integrativa si sviluppa in diciotto punti, attraverso i
quali sono contemplate informazioni di dettaglio.
La nota integrativa, inoltre, dovrebbe contenere tutte le
informazioni complementari che, anche se non
esplicitamente richieste dal legislatore, sono ritenute
necessarie per raggiungere appieno il fine del bilancio
desercizio di fornire il quadro fedele dellimpresa.
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La nota integrativa (2)
Lart. 2427 richiede, al primo comma, che siano riportate in nota
integrativa tutte le informazioni richieste da altre disposizioni di legge:
deroga ai criteri di valutazione (art. 2423, comma IV);
deroga al principio della continuit (art. 2423 bis, comma II);
non comparabilit ed adattamento delle voci nel confronto di voci con
lesercizio precedente (art. 2423 ter, comma II);
appartenenza di un elemento dellAttivo o del Passivo a pi voci dello
schema di Stato Patrimoniale (art. 2424, comma II);
modifiche ai piani di ammortamento (art. 2426, n. 2);
motivazione della differenza fra costo della partecipazione e relativo
patrimonio netto (art. 2426, n. 3);
iscrizione nellAttivo dello Stato Patrimoniale della differenza fra costo e
valore ottenuto applicando il metodo del patrimonio netto (art. 2426, n. 4);
ammortamento dellavviamento per un periodo superiore ai cinque anni (art.
2426, n. 6);
differenza apprezzabile fra costi correnti e valutazione LIFO/FIFO/media
ponderata, per categoria (art. 2426, n. 10).
69
Art. 2428 relazione sulla gestione (1)
Il bilancio deve essere corredato da una relazione degli amministratori sulla
situazione della societ e sull'andamento della gestione, nel suo complesso e
nei vari settori in cui essa ha operato, anche attraverso imprese controllate, con
particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.
Dalla relazione devono in ogni caso risultare:
1) le attivit di ricerca e di sviluppo;
2) i rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese sottoposte al controllo di
queste ultime;
3) il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di societ
controllanti possedute dalla societ, anche per tramite di societ fiduciaria o per interposta
persona, con l'indicazione della parte di capitale corrispondente;
4) il numero e il valore nominale sia delle azioni proprie sia delle azioni o quote di societ
controllanti acquistate o alienate dalla societ, nel corso dell'esercizio, anche per tramite di
societ fiduciaria o per interposta persona, con l'indicazione della corrispondente parte di
capitale, dei corrispettivi e dei motivi degli acquisti e delle alienazioni;
5) i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell'esercizio;
6) l'evoluzione prevedibile della gestione;
6 bis) in relazione alluso da parte della societ di strumenti finanziari e se rilevanti per la
valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico dellesercizio:
a) gli obiettivi e le politiche della societ in materia di gestione del rischio finanziario,
compresa la politica di copertura per ciascuna principale categoria di operazioni previste;
b) lesposizione della societ al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di
liquidit e al rischio di variazione dei flussi finanziari.
continua alla pag. seguente
70
Art. 2428 relazione sulla gestione (2)
continua dalla pag. precedente
Entro tre mesi dalla fine del primo semestre dell'esercizio gli amministratori delle
societ con azioni quotate in borsa devono trasmettere al collegio sindacale una
relazione sull'andamento della gestione, redatta secondo i criteri stabiliti della
Commissione nazionale per le societ e la borsa con regolamento pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La relazione deve essere
pubblicata nei modi e nei termini stabiliti dalla Commissione stessa con il
regolamento anzidetto.
Dalla relazione deve inoltre risultare l'elenco delle sedi secondarie della societ.
71
Relazione sulla gestione
La relazione sulla gestione, pur non essendo un documento costitutivo del
bilancio desercizio, ha la funzione di corredare il bilancio stesso con
informazioni utili per una migliore comprensione della situazione finanziaria
patrimoniale e della dinamica reddituale dellimpresa in funzionamento.
Il documento deve fornire informazioni sulla situazione della societ e
sullandamento della gestione, sia nel suo complesso che nei vari settori in cui
opera, anche attraverso imprese controllate e collegate.
Si tratta, quindi, di notizie di estremo interesse per comprendere, sia pure in
sintesi, le principali linee strategiche che hanno condizionato il raggiungimento
dei risultati conseguiti dallimpresa.
Una seconda area di informazioni riguarda alcune aree gestionali critiche: le
attivit di ricerca e sviluppo, i rapporti con le controllate, collegate e controllanti,
leventuale possesso di azioni proprie o di azioni della controllante.
Infine, vanno riportati i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dellesercizio e la
prevedibile evoluzione della gestione aziendale.
Tali informazioni possono avvalorare o destituire di fondamento i criteri di
valutazione adoperati e quindi rivestono un peso notevole nellambito della
complessiva informazione di bilancio, anche in relazione al divario temporale
esistente tra il momento di pubblicazione del bilancio e il periodo amministrativo
cui esso riferito.
72
Art. 2429 relazione dei sindaci e deposito del bilancio
Il bilancio deve essere comunicato dagli amministratori al collegio
sindacale, con la relazione, almeno trenta giorni prima di quello fissato per
l'assemblea che deve discuterlo.
Il collegio sindacale deve riferire all'assemblea sui risultati dell'esercizio
sociale e sulla tenuta della contabilit, e fare le osservazioni e le proposte
in ordine al bilancio e alla sua approvazione, con particolare riferimento
all'esercizio della deroga di cui all'art. 2423, comma 4.
Il bilancio, con le copie integrali dell'ultimo bilancio delle societ controllate
e un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell'ultimo bilancio delle
societ collegate, deve restare depositato in copia nella sede della societ,
insieme con le relazioni degli amministratori e dei sindaci, durante i quindici
giorni che precedono l'assemblea, e finch. sia approvato. I soci possono
prenderne visione.
Il deposito delle copie dell'ultimo bilancio delle societ controllate prescritto
dal comma precedente pu essere sostituito, per quelle incluse nel
consolidamento, dal deposito di un prospetto riepilogativo dei dati
essenziali dell'ultimo bilancio delle medesime.
73
Art. 2430 riserva legale
Dagli utili netti annuali deve essere dedotta una somma corrispondente
almeno alla ventesima parte di essi per costituire una riserva, fino a che
questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale.
La riserva deve essere reintegrata a norma del comma precedente se
viene diminuita per qualsiasi ragione.
Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.
Art. 2431 sovrapprezzo delle azioni
Le somme percepite dalla societ per l'emissione di azioni ad un prezzo
superiore al loro valore nominale non possono essere distribuite fino a che
la riserva legale non abbia raggiunto il limite stabilito dall'art. 2430.
Art. 2432 partecipazione agli utili
Le partecipazioni agli utili eventualmente spettanti ai promotori, ai soci
fondatori e agli amministratori sono computate sugli utili netti risultanti dal
bilancio, fatta deduzione della quota di riserva legale.
74
Art 2433 distribuzione degli utili ai soci
La deliberazione sulla distribuzione degli utili adottata dallassemblea che
approva il bilancio ovvero, quando il bilancio sia approvato dal consiglio di
sorveglianza, dallassemblea convocata a norma dellarticolo 2364 bis,
secondo comma.
Non possono essere pagati dividendi sulle azioni, se non per utili realmente
conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato (art. 2621 n. 2).
Se si verifica una perdita del capitale sociale, non pu farsi luogo a
ripartizione di utili fino a che il capitale non sia reintegrato o ridotto in
misura corrispondente (art. 2446).
I dividendi erogati in violazione delle disposizioni del presente articolo non
sono ripetibili, se i soci li hanno riscossi in buona fede in base a bilancio
regolarmente approvato, da cui risultano utili netti corrispondenti.
Art. 2434 azione di responsabilit
L'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea non implica liberazione
degli amministratori, dei direttori generali e dei sindaci per le responsabilit
incorse nella gestione sociale (artt. 2392 e seguenti, art. 2633).
75
Art. 2433 bis acconti sui dividendi
La distribuzione di acconti sui dividendi consentita solo alle societ il cui bilancio
assoggettato per legge alla certificazione da parte di societ di revisione iscritte
all'albo speciale.
La distribuzione di acconti sui dividendi deve essere prevista dallo statuto ed
deliberata dagli amministratori dopo la certificazione e l'approvazione del bilancio
dell'esercizio precedente.
Non consentita la distribuzione di acconti sui dividendi quando dall'ultimo bilancio
approvato risultino perdite relative all'esercizio o a esercizi precedenti.
L'ammontare degli acconti sui dividendi non pu superare la minor somma tra
l'importo degli utili conseguiti dalla chiusura dell'esercizio precedente, diminuito delle
quote che dovranno essere destinate a riserva per obbligo legale o statutario, e
quello delle riserve disponibili.
Gli amministratori deliberano la distribuzione di acconti sui dividendi sulla base di un
prospetto contabile e di una relazione, dai quali risulti che la situazione patrimoniale,
economica e finanziaria della societ consente la distribuzione stessa. Su tali
documenti deve essere acquisito il parere del collegio sindacale.
Il prospetto contabile, la relazione degli amministratori e il parere del collegio
sindacale debbono restare depositati in copia nella sede della societ fino
all'approvazione del bilancio dell'esercizio in corso. I soci possono prenderne
visione.
Ancorch sia successivamente accertata l'inesistenza degli utili di periodo risultanti
dal prospetto, gli acconti sui dividendi erogati in conformit con le altre disposizioni
del presente articolo non sono ripetibili se i soci li hanno riscossi in buona fede.
76
Art. 2434 bis invalidit della deliberazione di
approvazione del bilancio
Le azioni previste dagli artt. 2377 e 2379 non possono essere
proposte nei confronti delle deliberazioni di approvazione del bilancio
dopo che avvenuta lapprovazione del bilancio dellesercizio
successivo.
La legittimazione ad impugnare la deliberazione di approvazione del
bilancio su cui il revisore non ha formulato rilievi spetta a tanti soci
che rappresentino almeno il cinque per cento del capitale sociale.
Il bilancio dellesercizio nel corso del quale viene dichiarata
linvalidit di cui al comma precedente tiene conto delle ragioni di
questa.
77
Art. 2435 pubblicazione del bilancio e dellelenco
dei soci e dei titolari di diritti su azioni
Entro trenta giorni dall'approvazione una copia del bilancio, corredata dalla
relazione sulla gestione, dalla relazione del collegio sindacale e dal verbale
di approvazione dell'assemblea, deve essere, a cura degli amministratori,
depositata presso l'ufficio del registro delle imprese o spedita al medesimo
ufficio a mezzo di lettera raccomandata. Dell'avvenuto deposito deve
essere fatta menzione nel Bollettino delle Societ per azioni e a
responsabilit limitata.
Entro trenta giorni dall'approvazione del bilancio le societ non quotate in
mercato regolamentato sono tenute altres a depositare per l'iscrizione nel
registro delle imprese l'elenco dei soci riferito alla data di approvazione del
bilancio, con l'indicazione del numero delle azioni possedute, nonch dei
soggetti diversi dai soci che sono titolari di diritti o beneficiari di vincoli sulle
azioni medesime. L'elenco deve essere corredato dall'indicazione analitica
delle annotazioni effettuate nel libro dei soci a partire dalla data di
approvazione del bilancio dell'esercizio precedente.
78
Art. 2435 bis bilancio in forma abbreviata (1)
Le societ possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando, nel
primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non
abbiano superato due dei seguenti limiti:
a) totale dell'attivo dello stato patrimoniale 3.125.000 euro;
b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 6.250.000 euro;
c) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unit.
Nel bilancio in forma abbreviata lo stato patrimoniale comprende solo le
voci contrassegnate nell'art. 2424 con lettere maiuscole e con numeri
romani; le voci A e D dellattivo possono essere comprese nella voce C
II; dalle voci B I e B II dell'attivo devono essere detratti in forma esplicita
gli ammortamenti e le svalutazioni; la voce E del passivo pu essere
compresa nella voce D; nelle voci C II dell'attivo e D del passivo devono
essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre l'esercizio
successivo.
continua alla pag. seguente
79
Art. 2435 bis bilancio in forma abbreviata (2)
continua dalla pag. precedente
Nel conto economico del bilancio in forma abbreviata le seguenti voci previste
dallarticolo 2425 possono essere tra loro raggruppate:
voci A2 e A3
voci B9 (c), B9 (d), B9 (e)
voci B10 (a), B10 (b), B10 (c)
voci C16 (b) e C16 (c)
voci D18 (a), D18 (b), D18 (c)
voci D19 (a), D19 (b), D19 (c)
Nella nota integrativa sono omesse le indicazioni richieste dal n. 10 dell'art.
2426 e dai nn. 2, 3, 7, 9, 10, 12, 13, 14, 15,16 e 17 dell'art. 2427 e dal n. 1 del
comma 1 dellarticolo 2427 bis; le indicazioni richieste dal n. 6 dell'art. 2427
sono riferite all'importo globale dei debiti iscritti in bilancio.
Qualora le societ indicate nel primo comma forniscano nella nota integrativa le
informazioni richieste dai nn. 3 e 4 dell'art. 2428, esse sono esonerate dalla
redazione della relazione sulla gestione.
Le societ che a norma del presente articolo redigono il bilancio in forma
abbreviata devono redigerlo in forma ordinaria quando per il secondo esercizio
consecutivo abbiano superato due dei limiti indicati nel primo comma.
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Bilancio in forma abbreviata
Le imprese che non superino nel primo esercizio o, successivamente,
per due esercizi consecutivi due dei seguenti parametri:
totale dellattivo patrimoniale: 3.125.000 euro;
totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni: 6.250.000 euro;
dipendenti occupati in media durante lesercizio: 50 unit;
possono redigere un bilancio di esercizio in forma semplificata.
Il ritorno alla forma ordinaria previsto se, per due esercizi consecutivi,
sono superati due dei tre parametri menzionati.
Le semplificazioni concesse possono essere cos sintetizzate:
lo stato patrimoniale redatto attraverso le sole macroclassi e classi, con
lesclusione dellevidenziazione delle singole voci;
nel conto economico diverse voci vengono accorpate tra di loro;
nella nota integrativa possono essere omesse numerose informazioni;
se nella nota integrativa sono fornite le informazioni attinenti alle azioni
proprie ed alle partecipazioni nella controllante, la relazione sulla gestione
pu essere omessa.