Sei sulla pagina 1di 82

1

L'ANALISI DI BILANCIO mira a comprendere la gestione economica, finanziaria e patrimoniale


di un'azienda tramite lo studio del bilancio di esercizio.

Esistono due tipi di bilanci:

Il bilancio per uso interno viene redatto al fine di analizzare alcune considerazioni
interne all'aziende, e pu riguardare anche solo alcune attivit, e viene utilizzato
prettamente dagli amministratori a fini valutativi.

Il bilancio svolto per esterno (bilancio pubblico), redatto in maniera standard
secondo norme e regole civili, ed rivolto ai soci, ai finanziatori, ai fornitori, ed anche
ai dipendenti per capire in che tipo di azienda operano, se un'azienda pi o meno
stabile. I soggetti esterni all'azienda sono chiamati STAKEHOLDER, che sono interessati
alla situazione aziendale. I bilanci rivolti per l'esterno sono bilanci completi, e non
parziali, ovvero non trattano specifici settori, come avviene invece per bilanci interni.

Il bilancio di cui ci occuperemo il bilancio pubblico, e le modalit di redazione del bilancio
sono standard e contenute all'interno del codice civile, precisamente in quella parte del
codice civile che si occupa del diritto societario (dall'art 2423 al 2435bis).

Le norme del codice civile vanno a dare dei suggerimenti per la redazione del bilancio e dei
criteri di valutazione, ed esistono delle PRASSI CONTABILI che vengono formulate dal IARD,
ente internazionale che si occupa della redazione del bilancio.

Del bilancio esterno ne individuiamo tre varianti:

bilancio d'esercizio l'insieme delle attivit dal punto di vista patrimoniale, economico
e finanziario;

bilancio sociale racconta limpegno dellazienda per la societ, per la collettivit;

bilancio ambientale per aziende che hanno un forte impatto ambientale, ad esempio
per aziende produttrici di prodotti inquinanti;

Il sistema di bilanci fornisce informazioni ai stakeholder relativi a quello che lo sviluppo
economico perseguito dall'azienda.

Noi studiamo il BILANCIO DI ESERCIZIO.

2

BILANCIO DESERCIZIO

Il bilancio desercizio uno strumento di conoscenza della situazione patrimoniale, finanziaria e
reddituale delle societ:

Situazione PATRIMONIALE attiene alla capacit dell'azienda di far fronte a impegni di
breve e/o di lungo periodo attraverso quelli che sono le disponibilit dell'azienda stessa;

Situazione FINANZIARIA dell'azienda riguarda luscita e lentrata monetaria;

Situazione ECONOMIA (o REDDITUALE) l'equilibrio che riguarda i costi e i ricavi.

*ESISTE UNA GROSSA DIFFERENZA TRA LA SITUAZIONE FINANZIARIA E QUELLA ECONOMICA.

Il COSTO la transazione dell'acquisto di un bene o servizio, e potrebbe corrispondere ad
un'uscita monetaria.

Quindi ci sono casi in cui si acquistano beni o servizi che non si pagano al momento della
transazione; questo accordo si chiama DILAZIONE DI PAGAMENTO, ovvero il pagamento
posticipato alla transazione di acquisto.

Stesso discorso per il RICAVO.

COSTI & RICAVI, USCITE & ENTRATE MONETARIE sono un problema per l'azienda. Bisogna far
attenzione a che esista un equilibrio tra la situazione economica (costi e ricavi) e la situazione
finanziaria (entrate ed uscite).

Il bilancio di esercizio costituito da tre documenti (sono obbligatori):

lo stato patrimoniale, attiene ad un equilibrio tra attivit (investimenti) e passivit
(finanziamenti);

il conto economico, il risultato economico ovvero l'equilibrio tra costi e ricavi:

la nota integrativa, contengono informazioni aggiuntive. E un documento a se stante, ed
ha il compito di andare a integrare, raccontare, alcune scelte, modifiche, che sono state
fatte allinterno del bilancio.

Inoltre viene rilasciato un altro documento informazioni sulla gestione che riguarda lo sviluppo
dellazienda.

Il bilancio viene redatto al termine di ogni esercizio. Un esercizio va dal 1 gennaio al 31 dicembre.
I bilanci si redigono da gennaio ad aprile dellesercizio successivo, e devono essere depositati
entro il 31 luglio.
3

Art 2423

Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal
conto economico e dalla nota integrativa.

Il bilancio deve essere:
CHIARO: deve essere trasparente e comprensibile, ovvero si devono capire senza
ambiguit la natura, il contenuto delle varie voci ed anche i criteri per determinarne il
valore;

VERITIERO: chi redige il bilancio deve farlo con coscienza, rappresentando la situazione
reale dell'azienda. Un ente atto al controllo, la finanza, deve arrivare allo stesso risultato
dei valori contenuti nel bilancio, pena una sanzione;

CORRETTO: dal punto di vista tecnico la redazione del bilancio deve seguire le norme del
codice civile e la prassi contabile formulate dallorganismo contabili. Dal punto di vista
comportamentale, chi redige un bilancio deve comprendere le norme che lo
caratterizzano, agendo in buona fede ed in modo leale.

Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una
rappresentazione chiara, veritiera e corretta, si devono fornire delle informazioni
complementari necessarie allo scopo.

Eventuali variazioni del bilancio (aumenti o riduzioni del capitale sociale, distribuzioni di riserve,
copertura di perdite, attribuzioni dellutile a riserva, fenomeni di rivalutazione monetaria o
economica) possono comportare delle variazioni nel risultato, e fornire delle informazioni che non
sono veritiere e corrette. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l'influenza
sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico.

La redazione del bilancio pu non essere effettuata quando sussistono le seguenti condizioni:

si tratta di un caso eccezionale, non normalmente previsto dal codice civile;

quando necessario rappresentare la redazione in maniera veritiera e corretta (il
redattore in coscienza non si sente che la rappresentazione secondo principio genera una
situazione comprensibile, ed obbligato a derogare).

Ogni qual volta si deroga obbligatorio motivarne la scelta, specificando leffetto che si avrebbe
avuto sul bilancio ed il risultato desercizio se la deroga non fosse stata effettuata (prima e dopo la
deroga).

Qualora la deroga che si apporta ha generato un utile, questo utile non pu essere distribuito tra i
soci, ma verr accantonato nella RISERVA DEGLI UTILI NON DISTRIBUIBILI, fin quando la
motivazione per la quale stata fatta loperazione non decade.
4

Art 2423bis

Nella redazione del bilancio devono essere osservati i seguenti principi:

PRUDENZA: se si presume di avere dei ricavi, ma materialmente mai avuti, non devono
essere iscritti in bilancio; nel caso si prevedono delle perdite, anche se non avute
vengono scritte nel bilancio, quindi si prudenti segnalando delle intuizioni in termini di
perdite e non in termini di guadagno;

PROSPETTIVA DELLA CONTINUAZIONE DELL'ATTIVIT: la redazione del bilancio
presuppone lo scopo di chi lo dirige di continuare lattivit stessa, perch coesistono
una serie di investimenti che sono pluriennali;

si devono tener presente in un esercizio di eventuali rischi o perdite avvenuti durante
un esercizio precedente;

gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati
separatamente;
5

Art 2423bis
(continuo)

PRUDENZA
Chi redige il bilancio deve assumere un comportamento di prudenza, ovvero deve evitare
di fare assunzioni arbitrarie, quando decide come valutare le voci, e come attribuire i vari
valori alle diverse voci.
Gli utili attesi, ma non ancora realizzati, non devono essere iscritti nel bilancio.
Le perdite ipotizzate, ma non ancora verificate, devono essere iscritti nel bilancio.

CONTINUAZIONE DELLATTIVITA
Il redattore deve utilizzare un criterio di analisi di funzionamento, ovvero deve analizzare le
voci avente lo scopo di far s che la vita aziendale abbia una continuazione. NON deve fare
analisi nellottica del fallimento, della chiusura, del liquidamento.
Se si prospetta il fallimento in questo caso non si redigeranno i criteri di funzionamento ma
bens i criteri di liquidazione.

COMPETENZA ECONOMICA
importante definire, in maniera definita e chiara, quelli che sono i costi e i ricavi di un
esercizio durante lanno indipendentemente dalla manifestazione finanziaria effettiva.

CONTINUITA DI APPLICAZIONE E VALUTAZIONE SEPARATA
La continuit dapplicazione afferma che i criteri di valutazione non possono essere modificati
da un esercizio ed un altro, tranne in casi eccezionali, e quando ci avviene bisogna annotare
nella Nota Integrativa eventuali modifiche apportate, le motivazioni e le conseguenze delle
modifiche (utili e perdite).
Tutte le modifiche influenzano il risultato della funzione. Un dato non aggiornato, o un calcolo
sbagliato, cambia lanalisi, linterpretazione dei dati che si pu avere di unazienda.
Il legislatore cerca di vincolare il comportamento in modo tale che la redazione dei bilanci
avvenga in maniera standard anche per motivi di confronto, per evitare eventuali omissioni
fraudolente.

Inoltre vietata laggregazione delle voci (DIVIETO DI COMPENSAZIONE TRA ATTIVI E PASSIVI),
bens richiesta una valutazione separata degli elementi eterogenei, per non perdere delle
informazioni. E possibile compensare solo per voci specifiche.
6

OBBLIGATORIETA DEGLI SCHEMI DI BILANCI
Il legislatore specifica che lo schema del bilancio obbligatorio, e che non pu essere
modificato fino ad un certo livello.

Per lo stato patrimoniale si usa una struttura a SEZIONI CONTRAPPOSTE, ovvero vengono
confrontate le due parti dello stato patrimoniale: attivi e passivi.
Per il conto economico, che in forma SCALARE, si parte da una macro-voce Valore della
produzione (ricavi e perdite dalle prestazioni), dal quale vengono sottratte tutte le voci di
costi, fino ad arrivare al risultato dellEsercizio.

Il bilancio viene redatto (per entrambi i documenti) in uno schema che fissato, costituito
da macro-classi, che a loro volta sono costituite da classi pi piccole e che a loro volta sono
costituite dalle singole voci dei singoli costi, dei singoli ricavi, finanziamento, investimento.















7

Stato patrimoniale: schema di sintesi

uno schema contrapposto.

Nellattivo sono contenuti tutti gli investimenti che limpresa ha effettuato.
Nel passivo sono contenuti tutte le fonti di finanziamento.

Il criterio che si utilizza per la classificazione delle voci allinterno dellattivo dello stato
patrimoniale un criterio misto.
Le macro-voci sono classificate con il criterio della destinazione, ed allinterno ci sono delle
voci classificate per liquidit.







8

RAPPRESENTA LINSIEME DEGLI INVESTIMENTI DELLAZIENDA.
A) Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti
Sono crediti che limpresa ha da parte dei soci che non hanno versato tutta la
quota.


B) Immobilizzazioni
Sono degli investimenti che limpresa ha fatto a lungo periodo. Si pu
investire:
materiali (impianti, capannoni, terreni);

immateriali (brevetti, ricerca e sviluppo);

finanziariamente (partecipazione in altre imprese, acquisto quote di unaltra
societ).


C) Attivo Circolante
Riguarda investimenti che sono destinati a tornare in forma liquida nel breve
periodo. (investimenti di breve periodo).


D) Ratei e risconti
Nel RATEO ATTIVO si tiene conto di entrate monetarie in esercizi futuri, ma i
ricavi sono iscritti nel bilancio dellesercizio presente.
Nel RISCONTO ATTIVO si tiene conto di costi che verranno iscritti nel
bilancio in esercizi futuri, ma luscita monetaria gi avvenuta.





9

>> NEL DETTAGLIO - ATTIVO
CREDITI VERSO SOCI PER VERSAMENTI ANCORA DOVUTI
Accoglie i crediti della societ nei confronti degli azionisti e dei sottoscrittori di
capitale per i versamenti non ancora effettuati.
Qualora non avessero versato parte di queste quote esiste questa voce, quindi
questa voce non compare in tutti i bilanci, ma solo in quelli i cui soci non hanno
versato tutto.

LE IMMOBILIZZAZIONI
Sono tutti gli elementi attivi del patrimonio, ovvero il valore di tutti gli
investimenti di lungo periodo che limpresa ha, e permangono in azienda per un
periodo superiore allesercizio.
Le voci devono essere iscritte al netto delle rettifiche di valore, che per le
immobilizzazioni sono tipiche e principalmente costituite dai fondi di
ammortamento e dai fondi di svalutazioni.
AMMORTAMENTO: il processo di ammortamento un processo contabile. Si
spalma il costo del bene acquistato su pi esercizi, ci perch si presuppone
che il bene acquistato ceder valore per pi esercizi.
Acquistato un bene, non viene iscritto nel bilancio il totale del costo del bene,
ma si iscriver una quota corrispondente al singolo anno, per il totale degli
anni per i quali il bene ceder valore (il pagamento non centra niente).
Ci avviene per le immobilizzazioni materiali, immateriali, e finanziarie.

1) Immobilizzazioni immateriali (non tangibili):
sono costi sostenuti dallimpresa per beni o servizi per durata pluriennali (per pi
esercizi) (cede valore per un periodo superiore allesercizio).
Le immobilizzazioni immateriali comprendono:
Costi sostenuti per gli impianti e per lampliamento dellattivit, sono spese
relative al periodo iniziale della vita di una azienda in cui vengono predisposte
le strutture necessarie al fine di raggiungere gli obiettivi strategici aziendali; si
trattano quindi di costi relativi ad imprese da poco costituite, la cui attivit di
produzione o non ha avuto inizio o non ha prodotto apprezzabili ricavi,
ovvero sono costi che non riguardano un singolo esercizio, ma sono costi che
10

vengono sostenuti perch lintera impresa ne tragga un valore per un periodo
superiore allanno.

Costi di ricerca e sviluppo, e pubblicit, sono costi che vengono sostenuti per
linnovazione, innovazione che si presuma duri per un periodo superiore a
quello di esercizio, e quindi rientra a far parte delle immobilizzazioni
materiali, altrimenti vanno inseriti nel conto economico.



Diritti di brevetto industriali, diritto di utilizzazione di opere per lingegno.
I diritti di brevetto industriale sono un insieme di studi ed esperienze, da
proteggere, aventi contenuto inventivo ed applicazione industriale, che
conducono all'ottenimento di un prodotto, una macchina, un processo di
lavorazione industriale purch essa dia immediati risultati industriali.

I diritti di utilizzazione delle opere di ingegno sono diritti a pubblicare e ad
utilizzare economicamente in ogni forma o modo, per un determinato periodo
di tempo, le opere dell'ingegno di carattere creativo appartenenti alla
scienza, alla letteratura, alla musica, ed altri in qualunque ne sia il modo o la
forma di espressione.

Le concessioni sono atti emessi esclusivamente dalla Pubblica
Amministrazione che permettono a privati o enti pubblici di sfruttare beni
pubblici per un periodo pluriennale (per es. sfruttamento di cave e miniere,
occupazioni di suoli demaniali, ecc.) o di gestire servizi pubblici in condizioni
regolamentate (per es. telecomunicazioni, trasporti pubblici, autostrade,
acquedotti, parcheggi pubblici ecc.).

Le licenze sono cessioni da parte dell'autore o del detentore di un diritto ad
altro soggetto.

I marchi sono il segno distintivo del prodotto (o servizio) fabbricato da una
certa impresa o della merce commercializzata dalla medesima; possibile
trasferire un marchio senza cedere l'azienda o ramo di essa. Il simbolino sta
ad indicare un marchio registrato.


11

Non tutti i costi sono inseribili come investimento dellattivo. Ad esempio un canone non va
inserito tra i costi di investimento, ma considerato un costo del conto economico. Un
investimento pu essere la registrazione del marchio del brevetto. Un canone (qualsiasi)
annuo va inserito tra i costi del conto economico. Un canone che ha durata pluriennale, ma
che risulti essere anche un investimento, va inserito nellinvestimento dellattivo.
Avviamento
Riguarda una serie di condizioni di vantaggio che unimpresa gi avviata ha rispetto
unimpresa che parte da zero. Unazienda gi avviata ha dei vantaggi:
I clienti conoscono gi lazienda, anche nel caso di cambio gestione;
I fornitori gi conoscono lazienda;
Le banche sanno la storia dellazienda, storia dellandamento economico.
Ad unimpresa gi avviata riconosciuto un maggior valore rispetto ad una stessa
azienda, ma nuova.
Dal punto di vista contabile, lavviamento pu essere calcolato come la differenza tra il
capitale economico (capacit di produrre reddito nel futuro) e il capitale contabile
(ossia il patrimonio netto CN).
Lavviamento, o acquisto di unimpresa, quindi un costo sostenuto come
investimento, ed iscritto tra le immobilizzazioni immateriali solo quando sia stata
pagata una somma di acquisto dellazienda.
Lavviamento NON il costo che bisogna sostenere per far partire unazienda,
lavviamento linsieme delle condizioni di vantaggio che unazienda gi avviata ha
rispetto ad una che non avviata, e questa voce compare solo dopo lacquisto di
unimpresa gi avviata.

Immobilizzazioni in corso e acconti
In queste voce sono comprese tutte quelle voci che ancora non sono state effettivamente
realizzate, ma che in qualche modo sono anticipate per la realizzazione o acquisizione di
unimmobilizzazione. Nel bilancio verr iscritto solo il valore corrispondente alla parte
dellimmobilizzazione ottenute.

Immobilizzazioni altro
Il legislatore ha previsto questa voce residuale che pu accogliere altre tipologie di beni
immateriali che potrebbero assumere una notevole importanza nella normale gestione
aziendale.
12

2) Immobilizzazioni materiali (fisiche):

Il valore di tutti i beni strumentali (impianti, terreni, macchinari) che hanno una
durata pluriennali.

Immobilizzazioni terreni e fabbricati
Contiene il valore di tutti i beni immobili. Ci permette di verificare se lazienda sta
in una zona di propriet, o no.
Al valore corrispondente ai terreni, bisogna specificare la destinazione duso;
mentre al fabbricato bisogno specificare la tipologia.

Immobilizzazioni impianti e macchinari
Vengono iscritti sul bilancio il valore degli impianti e dei macchinari di propriet
nellazienda.

Immobilizzazioni industriali e commerciali
Si comprendono i mezzi tecnici, diversi dagli impianti, utilizzati per lo svolgimento di
attivit industriali o commerciali.

Immobilizzazioni altri
Accoglie casi specifici che riguardano investimenti pluriennali di tipo materiali.

Immobilizzazioni in corso e acconti
In queste voce sono comprese tutte quelle voci che ancora non sono state
effettivamente realizzate, ma che in qualche modo sono anticipate per la
realizzazione o acquisizione di unimmobilizzazione materiale.




13

3) Immobilizzazioni finanziarie:
sono tutti gli investimenti di natura finanziaria anchessi con durata pluriennale.

Unimpresa pu decidere di investire il suo capitale, anzich in brevetti o un
terreno, ma in partecipazioni (quote di altre societ).

Le partecipazioni assumono varie caratteristiche dal tipo di impresa a cui si fa
riferimento. Se limpresa :

CONTROLLATA
Unimpresa controllata se unaltra societ detiene un numero sufficiente di
voti da influenzare la vita dellimpresa, oppure quando laltra societ mantiene
uninfluenza dominante in forza di vincoli contrattuali, cio pur non detenendo la
maggioranza dei voti contrattualmente stabilito che le decisioni vengono prese
in maniera congiunta

COLLEGATE
Quando laltra impresa in grado di esercitare uninfluenza notevole (non
dominante, non decide) avendo il 10% dei voti della societ quotata in borsa
oppure il 20% dei voti della societ non quotata in borsa.

CONTROLLANTI
Una societ si considera controllante quando controlla unaltra societ. (opposto
di quella controllata)

Oltre le partecipazioni devono essere iscritti anche i crediti (opposto del debito)
destinati ad essere durevolmente presenti nellattivo dello stato patrimoniale. I
crediti li possiamo trovare anche nellattivo circolante in funzione della durata.
Esistono due tipi di credito, crediti di prestito e crediti di regolamento.
Si ha il credito di prestito quando i flussi contrapposti sono entrambi
monetari (sono crediti che possiamo trovare sia nelle immobilizzazioni, sia
nellattivo circolante, in funzione della durata).
Si ha il credito di regolamento quando non si avuto ancora il flusso di
ricchezza monetaria in corrispondenza di un flusso di ricchezza reale. (sono
quindi di natura commerciale, e vanno iscritti nellattivo circolante)
14

C anche la voce ALTRI TITOLI, ed in questa voce vanno indicati tutti i titoli
differenti da quelli precedenti, che limpresa ha (titoli di stato, obbligazioni).
Lobbligazione un titolo di credito emesso da una societ o da un ente
pubblico, che attribuisce al possessore il diritto di rimborso del capitale pi
un interesse. Lazienda, qualora non ha pi soldi liquidi, emette dei titoli in
cui ogni persona che sottoscrive lobbligazione tenuta a versare una quota
iniziale, e alla fine del periodo obbligazionale, che di norma dura 5 anni, gli
verr corrisposto un capitale pi un indennizzo.
In questo modo lazienda ottiene liquidi istantanei, che dovr restituire dopo
un certo periodo di tempo versando anche un interesse.

Azioni proprie, con indicazione anche del valore nominale complessivo,
rientrano in questa voce le azioni proprie che le societ ha acquistato nel
rispetto dei vincoli civilistici e che sono destinate ad una duratura presente
nel bilancio. Le azioni proprie sono azioni che vengono acquistate in proprio
dalla societ emittente (unazienda compra le obbligazioni).













15

ATTIVO CIRCOLANTE
Ci sono quei beni a breve ciclo di realizzo, che esauriscono la loro utilit nellarco di
un anno, ovvero il redattore ritiene che ritornano in forma liquida, cio che si
tramutano in soldi fisici, nellarco di un anno solare.
Nellattivo circolante abbiamo:
RIMANENZE
Sono investimenti in beni materiali (giacenze) che lazienda presuppone che
ritornano in forma liquida nellarco dellanno. Linventario delle giacenze
viene fatto il 31/12 e viene iscritto nel bilancio il VALORE dei beni.

Possiamo avere rimanenze di:
o Materie prime e di consumo;

o Prodotti in corso di lavorazione e semilavorati;

o Prodotti finiti e merci
(sono beni non destinati ad una trasformazione, ma beni che vengono
acquistati per poi essere rivenduti);

o Lavori in corso su ordinazione (lavori non completati che facevano
parte di unordinazione, si solito di una gara dappalto precedente).

o Acconti (anticipi versati per lacquisto di materiali vari. La fine
dellesercizio il 31/12, ma lazienda deve ripartire il 01/01, e non pu
partire se non ha a disposizioni ci che gli serve).

CREDITI
Se il credito si presuppone restituito nellarco dellanno commerciale (nel
breve periodo), sar inserito nel bilancio nella voce Crediti - Attivo Circolante.
Tra i crediti troviamo quelli:
o verso clienti
o verso imprese controllate
o verso imprese controllanti
crediti tributari (si vanta un credito nei confronti dello stato, si
pagato pi tasse del dovuto)
imposte anticipate
o verso altri
16

ATTIVIT FINANZIARIE CHE NON COSTITUISCONO IMMOBILIZZAZIONE
Sono partecipazioni, titoli e azioni come le immobilizzazioni finanziarie, ma
sono titoli entro i 12 mesi (anno solare). Sono investimenti non durevoli.
Troviamo:
o Partecipazioni in imprese controllate
o Partecipazioni in imprese collegate
o Partecipazioni in imprese controllanti
o Altri partecipazioni
o Azioni proprie
o Altri titoli
DISPONIBILIT LIQUIDE
Sono le diponibilit effettive che unimpresa possiede, con le quali fa fronte
ogni mese alcuni pagamenti che non pu derogare (stipendi operai, energia
elettrica, ecc.).
Troviamo:
o Depositi bancari e postali
o Assegni
o Denaro e valori in cassa
RATEI E RISCONTI Scritto su.










17

PASSIVO
RAPPRESENTA LINSIEME DEI FINANZIAMENTI DELLAZIENDA.
A) Patrimonio netto
costituito dal capitale che hanno versato i soci, dalle riserve, ed la fonte
principale di finanziamento dellazienda.

B) Fondi per rischi ed oneri
Sono fondi che limpresa obbligata ad avere sempre a disposizione.

C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato (TFR)
Lazienda accantona dei piccoli fondi per ogni lavoratore dipendente che
corrisponder al lavoratore dipendente alla fine del rapporto di lavoro.

D) DEBITI, CON SEPARATA INDICAZIONE
I debiti rappresentano la principale fonte di finanziamento.

E) RATEI E RISCONTI PASSIVI
Nel RATEO PASSIVO si tiene conto di uscite monetarie in esercizi futuri, ma i
costi sono iscritti nel bilancio dellesercizio presente.
Nel RISCONTO PASSIVO si tiene conto di ricavi che verranno iscritti nel
bilancio in esercizi futuri, ma lincasso gi avvenuto.






18

>>NEL DETTAGLIO - PASSIVO
PATRIMONIO NETTO
costituito dal capitale che hanno versato i soci, dalle riserve, ed la fonte
principale di finanziamento dellazienda
Esso si divide in:
o Capitale, senza il quale unimpresa non pu nascere. Al momento della
creazione dellimpresa deve essere sottoscritto il capitale che intendono
mettere allinterno dellazienda, e rappresenta il punto di partenza.

o Riserva di sovrapprezzo delle azioni, quando il costo delle azioni
aumentano rispetto al valore nominale, la differenza va iscritto in questa
riserve.

o Riserve di rivalutazione, la differenza tra la rivalutazione di un bene e la
valutazione precedente dello stesso bene, va inserito in questa voce nel
bilancio.

o Riserva legale, fondo obbligatorio per problematiche di natura legale.

o Riserva per azioni proprie in portafoglio, fondo obbligatorio che
contiene al suo interno una quota degli utili non distribuibili, che serve
per lacquisizione di azioni proprie in portafoglio che bisogna mantenere
fino a quando le azioni non sono vendute o annullate.

o Riserva statutaria, costituisce una riserva per eventuali obblighi previsti
per gli statuti societari. Se lo statuto non prevede la riserva statuaria, si
avr una riserva statuaria generica che pu essere utilizzata per scopi
diversi: aumento gratuito di capitale, copertura perdita, ecc.

o Altre riserve.

o Utile (o perdite) portati a nuovo, un utile dellesercizio precedente non
destinato che ritorna nel capitale netto ma dellesercizio successivo.

o Utile (o perdite) di esercizio la differenza tra i ricavi e i costi.


19

FONDI PER RISCHI ED ONERI

Sono fondi che vengono conservati per motivazioni specifiche.
o Per trattamento di quiescenza e obblighi simili
Fondi per la fine di altri tipi di rapporti (contratti di agenzia, cessazioni di
attivit di altro genere, NON E IL TFR);

o Per imposte, anche differite
passivit per imposte probabili ma indeterminate nellammontare o nella
data di sopravvenienza.


TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO
o anche TFR, si intende una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato
differita alla cessazione del rapporto di lavoro, effettuata da parte del datore di
lavoro

20



D) DEBITI

In questa sezione abbiamo tutti i debiti che l'impresa ha verso tutti i soggetti, con i quali l'impresa pu
avere differenti rapporti.

I debiti si distinguono in debiti a lungo e (oltre i 12 mesi) e a breve (entro i 12 mesi) termine.

Tra i debiti troviamo:

Le OBBLIGAZIONI sono un vincolo giuridico, con le quali la societ che li emette si impegna a
restituire ad una determinata scadenza la somma con cui sono state acquistate

Ci sono due aspetti di questo rapporto:

o Aspetto relativo alla DURATA
La durata normalmente superiore ai 12 mesi, ovvero obbligazioni a lungo termine.
Solo tra le obbligazioni dello stato possiamo trovare quelle a breve termine. Noi ci
occuperemo normalmente di obbligazioni di Medio-Lungo Periodo.

o Aspetto relativo al valore di emissione e valore di rimborso
Queste due voci non sempre coincidono.
Una societ pu emettere un titolo ad un valore inferiore al suo valore reale, ed alla
scadenza del contratto restituir a chi ha comprato lobbligazione un valore superiore
dell'importo con il quale stato acquistato.

Quindi abbiamo un duplice vantaggio: I VANTAGGIO per colui che emana lobbligazione in
termini di differenziale tra il prezzo di sottoscrizione e di rimborso; II VANTAGGIO per il
sottoscrittore, ed quello di ricevere un interesse che il prestito obbligazionale produce
annualmente (pu essere anche semestrale) per il capitale prestato.

Tale interesse non assicurato, infatti bisogna tener conto del RISCHIO che si corre affidando
all'indebitamento dell'impresa, degli andamenti dei tassi di interesse sul mercato, cos come
dei tassi di riferimento emessi dalla B.C.E. (banca centrale Europea).

Le obbligazioni possono essere::
a tasso fisso

a tasso variabile

Obbligazioni che prevedono solo un differenziale tra il momento della sottoscrizione e
il momento del rimborso.
21

OBBLIGAZIONE CONVERTIBILE

Sono obbligazioni che ad una determinata data il sottoscrittore pu decidere se chiedere il
rimborso in denaro, o il rimborso in azioni della stessa azienda.
Il sottoscrittore si assume il rischio dell'oscillazione del mercato del prestito obbligazionale tra
la data di acquisto dell'azione ed il momento del rimborso.
Se il valore dell'azione cresce in questo intervallo di tempo, si avr un vantaggio; nel caso
dovesse decrescere, si avr uno svantaggio, in quanto al momento del rimborso si otterr un
valore minore del somma ceduta inizialmente.

DEBITI VERSO SOCI PER FINANZIAMENTI

I soci diventano tali, con il consenso del consiglio di amministrazione, perch partecipano al
capitale di rischio dell'impresa. Un socio diventa tale in quanto azionista, e rischia
sottoscrivendo un'azione.

Il capitale sociale si trova nel capitale netto dell'impresa.


DEBITI VERSO BANCHE e VERSO ALTRI FINANZIATORI

Le situazioni pi ricorrenti sono quelle in cui l'impresa riceve denaro da Banche o da altri
Finanziatori.
I debiti verso banche possono anch'essi essere di breve termine e di lungo termine.

ACCONTI

Un acconto un pagamento che si riceve prima dell'erogazione del servizio, quindi un debito
che si terminer all'atto dell'erogazione del servizio.


DEBITI VERSO FORNITORI

Un'impresa ha CREDITI verso i CLIENTE, ed ha DEBITI verso i FORNITORI.
La vita economica dell'impresa caratterizzata dalla gestione economica e la gestione
finanziaria. Le due gestioni non sono mai coincidenti, e tale sfasamento si allinea solo all'atto
di chiusura dell'anno di esercizio, ove nel bilancio vengono inseriti tutti i costi e ricavi, con le
relative entrate ed uscite. Nella vita dell'impresa, la distinzione tra l'aspetto finanziario e
quello economico d luogo ai Debiti verso Fornitori e Crediti verso Clienti.
22

DEBITI RAPPRESENTATI DA TITOLI DI CREDITO

Sono costituiti essenzialmente dalle cambiali passive o documenti similari rilasciate per rapporti
commerciali e dalle cambiali finanziarie (Commercial Paper). Il valore da riportare in bilancio
quello facciale.


DEBITI VERSO IMPRESE CONTROLLATE, COLLEGATE E CONTROLLANTI

Un'impresa che ha un debito verso:
o Un'impresa controllata, ha un potere di tipo contrattuale anche su i prestiti, e che
quindi l'impresa controllante pu imporre un tipo di prestito definendo le relative
regole (ad esempio le modalit di restituzione).

o Unimpresa collegata, pu imporre il suo potere contrattuale dipendentemente dal
potere che esercitano sull'impresa dalla quale vogliono richiedere un prestito di
denaro.

DEBITI TRIBUTARI

Sono debiti certi verso il fisco. Sono certi perch, quando non c la certezza, le passivit per
imposte tributarie devono essere iscritte alla voce per imposte dei fondi per rischi ed oneri.


DEBITI VERSO ISTITUTI DI PREVIDENZA E DI SICUREZZA SOCIALE

Comprende i debiti verso gli istituti di previdenza sociale e assistenziali (es. Inps).










23

E) RATEI E RISCONTI

RATEO ATTIVO

un provento di competenza dellesercizio esigibile nellesercizio successivo.

Nel RATEO ATTIVO si tiene conto di entrate monetarie in esercizi futuri, ma i RICAVI
sono ISCRITTI nel bilancio dellesercizio PRESENTE.

RISCONTO ATTIVO
Costo sostenuto entro la chiusura dellesercizio ma di competenza di esercizi successivi.
Nel RISCONTO ATTIVO si tiene conto di COSTI ISCRITTI nel bilancio in esercizi FUTURI,
ma il PAGAMENTO stato gi EFFETTUATO.

RATEO PASSIVO
I costi di competenza dellesercizio esigibili in esercizi successivi.
Nel RATEO PASSIVO si tiene conto di uscite monetarie in esercizi futuri, ma i COSTI
sono ISCRITTI nel bilancio dellesercizio PRESENTE.

RISCONTO PASSIVO
Proventi percepiti entro la chiusura dellesercizio, ma di competenza di esercizi successivi.
Nel RISCONTO PASSIVO si tiene conto di RICAVI ISCRITTI nel bilancio in esercizi FUTURI,
ma lINCASSO gi EFFETTUATO.

E) CON SEPARATA INDICAZIONE DELLAGGIO SU PRESTITI
una differenza positiva tra il prezzo di emissione di un debito e il suo valore nominale.
Si dir DISAGGIO, se la differenza negativa.

24

In fondo allo stato patrimoniale ci sono dei conti che si chiamano CONTI DORDINE.
I conti dordine NON incidono sul risultato economico dellesercizio, ma sono informazioni
obbligatorie, e sono importanti per chi legge lo stato patrimoniale.
Hanno lo scopo di evidenziare determinate situazioni della societ da cui derivano impegni, rischi o
responsabilit.

Lo stato patrimoniale la situazione appunto patrimoniale di un'azienda al 31/12 di ciascun anno.


















25

CONTO ECONOMICO
Il conto economico un documento di bilancio che riguarda ci che successo in un anno solare, dal
01/01 al 31/12, in termini di costi e di ricavi, e consente di determinare il reddito d'esercizio ed altri
risultati reddituali intermedi.
Il legame del conto economico col passivo, che nel conto economico ci sono le quote annuali, mentre
nel passivo contiene lintero fondo.

Nel caso dellacquisto di un bene, abbiamo un legame tra il conto economico, lattivo ed il
passivo:
nellattivo va inserito il valore del bene
nel passivo va inserito il totale dei fondi annuali di ammortamento del bene
nel conto economico va inserito ci che avviene nellanno solare (nellesercizio), ovvero in
questo caso lammortamento annuale.
Le voci del conto economico sono le voci di ricavo, espressi in euro, quindi sono tutte voci
positive. Alcune voci dei bilanci possono essere scritti con un segno meno davanti, ma il meno
non ha valore matematico, ma usato per specificare che sono voci di costi, quindi di uscite.
Lunica voce che pu avere segno negativo con valore matematico la variazione delle
rimanenze.

Il REDDITO D'ESERCIZIO
la variazione che subisce il valor del capitale netto per effetto di operazioni di gestione svolte
dall'impresa.
REDDITO e CAPITALE sono due modi per rappresentare lo stesso fenomeno. Si distingue il reddito dal
capitale in quanto, il REDDITO esprime la VISIONE DINAMICA degli investimenti dell'impresa, mentre il
CAPITALE rappresenta la VISIONE STATICA.

26

Il conto economico pu essere schematizzato sinteticamente:

Unimpresa divisa in varie gestioni.
Troviamo la gestione ordinaria
comprende le attivit per le quali l'impresa nasce, sono quelle serie di operazioni che si manifestano in via
continuativa nello svolgimento della gestione.
Della gestione ordinaria fa parte:
Il VALORE DELLA PRODUZIONE ed i COSTI DI PRODUZIONE
L'impresa nasce per produrre e vendere prodotti, ed il risultato di questa gestione sintetizzato dalla
differenza dei valori di produzione e costi di produzione (A-B).

Il risultato, positivo o negativo che sia, fanno parte della gestione caratteristica o tipica.

Nella gestione finanziaria troviamo:
I PROVENTI ed ONERI FINANZIARI, RETTIFICHE DI VALORE DI ATTIVITA' FINANZIARIE
L'impresa avr dei costi di natura finanziaria ed avr dei ricavi di natura finanziaria.

Della gestione accessoria (extra-caratteristica o atipica)
fanno parte le componenti positive e negative derivanti da operazioni mobiliari ed immobiliari (es. ricavo dalla
vendita di una macchina di produzione).
La gestione straordinaria costituita:
PROVENTI ed ONERI STRAORDINARI

la gestione tributaria l'imposizione fiscale sul reddito dell'impresa.
CONTO ECONOMICO
A) Valore della produzione
B) Costi della produzione
Differenza tra valori e costi della produzione (A B)
C) Proventi ed oneri finanziari
D) Rettifiche di valore di attivit finanziarie
E) Proventi ed oneri straordinari
Risultato prima delle imposte (A B C D E)
Imposte sul reddito
Utile (perdita) dellesercizio (A B C D E imposte)
27

CONTO ECONOMICO
Prima di parlare del conto economico, annotiamo che nel bilancio il TOTALE ATTIVO e il TOTALE PASSIVO
coincidono perch, dal punto di vista logico, tutto ci che si investito ha trovato vita da qualche fondo. Quindi
il totale di tutti gli attivi (degli investimenti) uguale al totale di tutti i passivi (dei finanziamenti).

Il conto economico accoglie tutte le voci relative ai costi e ai ricavi, scritto in forma scalare, per cui dalla prima
voce, ovvero dal valore di produzione, andremo a sottrarre tutte le voci di costo relative alla gestione
caratteristica, finanziaria, straordinaria, per ottenere lultima voce che riguarda lutile o la perdita, cio il
risultato desercizio dellimpresa.

1) RICAVI dalle VENDITE e dalle PRESTAZIONI
La produzione venduta rappresenta essenzialmente il ricavo delle vendite dell'attivit.
Altri eventuali ricavi fanno parte di attivit accessorie.
I ricavi devono essere indicati al netto di sconti, abbuoni, premi, ed anche dalle imposte
connesse alla vendita (es. IVA). In questo caso abbiamo un esempio di COMPENSO DI
PARTITE, il legislatore ha consentito in questo caso il compenso perch le informazioni
dettagliate possono rendere poco chiaro il conto economico.

2) VARIAZIONI delle RIMANENZE DI PRODOTTI IN CORSO DI LAVORAZIONE, SEMILAVORATI e FINITI
La voce include le variazioni positive (rimanenze finali maggiori di quelle iniziali) o
negative (rimanenze finali minori di quelle iniziali) delle rimanenze di prodotti in corso
di lavorazione, semilavorati e finiti.

3) VARIAZIONI di LAVORO IN CORSO SU ORDINAZIONE
La voce include le variazioni positive (rimanenze finali maggiori di quelle iniziali) o
negative (rimanenze finali minori di quelle iniziali) di lavori in corso su ordinazione.

28

4) INCREMENTI delle IMMOBILIZZAZIONI per LAVORI INTERNI
La voce include tutti i costi capitalizzati che danno luogo a iscrizioni allattivo dello stato
patrimoniale nelle voci delle classi BI - Immobilizzazioni immateriali e BM -
Immobilizzazioni materiali.
Si tratta di costi interni (ad es. costi di personale, ammortamenti, ecc.), o di costi esterni
(ad es. acquisti di materie e materiali vari), sostenuti dallimpresa per la realizzazione
interna di immobilizzazioni. E il caso, ad esempio, di un impianto costruito con proprio
personale.

5) ALTRI RICAVI e PROVENTI
In questa voce si raggruppano tutti quei componenti positivi del reddito non
appartenenti alle prime 4 classi n all'attivit ordinaria dell'impresa.
Sono ricavi delle gestioni accessorie, dei proventi patrimoniali e di ogni altro
componente positivo di reddito che non abbia natura finanziaria o straordinaria.
Esempi sono: proventi per royalties (con il termine royalty si indica il pagamento di un
compenso al titolare di un brevetto o una propriet intellettuale, con lo scopo di poter
sfruttare quel bene per fini commerciali), brevetti marchi, proventi immobiliari, ricavi
dalla mensa aziendale, ecc.
29


:
- riguardano i costi relativi alla trasformazione dellINPUT in OUTPUT.
Un esempio banale di trasformazione di input in output quello che avviene per le materie prime,
ma ci sono anche una serie di voci che riguardano una serie di attivit necessarie alla produzione, e
che quindi vanno inseriti in questa voce.
I costi di produzioni si dividono in varie voci:

1) COSTI per MATERIE PRIME e SUSSIDIARIE, di CONSUMO e MERCI
In questa voce vanno indicati i costi per sostenere lAPPROVVIGIONAMENTO, ovvero lacquisto:
delle materie prime;
delle materie sussidiarie:
materie che non fanno parte del prodotto finito, ma che sono appunto sussidiarie
alla produzione, cio necessarie alla produzione;
di consumo;
di merci:
sono beni di scambio con altre merci (e si parla in questo caso di baratto), oppure
contro denaro. La merce pu essere di natura concreta (consistere cio in oggetti
materiali), ma pu anche consistere in beni non materiali, cio in servizi;


2) COSTI per SERVIZI
In questa voce vanno indicati tutti i costi sostenuti per lAPPROVVIGIONAMENTO dei SERVIZI.
Un esempio potrebbe essere lenergia elettricamente, lacqua, il gas, telefono.


3) COSTI per GODIMENTO DI BENI DI TERZI
Sono costi che limpresa sostiene per utilizzare beni non di propriet.
Esempio:
o costi di licenze per software che non sono di propriet dellazienda;
o noleggi a lungo periodo (per aziende di trasporto).


4) COSTI per il PERSONALE
In questa voce vanno indicati tutti i costi che limpresa sostiene per il personale impiegato nelle
diverse attivit aziendali.
Essi sono:
o Salari e Stipendi;
o Oneri Sociali:
limpresa deve sostenere e versare agli enti preposti una somma di denaro
affinch il lavoratore al termine del suo periodo lavorativo possa disporre di
una pensione. Ogni lavoratore allimprenditore costa il suo stipendio + gli
oneri sociali che equivalgono quasi ad un altro stipendio;
30

o Trattamento di fine rapporto:
una forma di retribuzione del personale che matura proporzionalmente
alla durata del rapporto stesso, e sono solo aliquote ANNUALI. (La somma
corrispondente a tutte le aliquote annuali si trovano nel passivo dello stato
patrimoniale);

o Trattamento di quiescenza (o di fine rapporto):
Riguarda eventuali interruzioni di collaborazioni di vario genere;

o Altre voci.

5) COSTI di AMMORTAMENTI e SVALUTAZIONI
Lammortamento un processo contabile relativo al costo del prodotto e non centra nulla
con la modalit di pagamento o con le rate. un processo contabile che consiste nel
spalmare il costo del prodotto su pi anni indipendentemente da quando lo si paga.

LAMMORTAMENTO una procedura tecno-contabile in base alla quale il valore dei beni
(materiali ed immateriali), ad utilit pluriennale, viene trasferito in quote nel conto economico.
Le SVALUTAZIONI costituiscono componenti negativi di reddito sostenuti a seguito di perdita
duratura di valore delle:
immobilizzazioni immateriali e materiali;
attivit iscritte nellattivo circolante e costituite da crediti e disponibilit liquide.














Lammortamento consiste nellandare a suddividere in quote il costo di una immobilizzazione, sia essa
immateriale o materiale, di durata pluriennale. Quindi il costo NON viene iscritto per intero nel conto
economico, bens suddiviso in quote corrispondenti al numero di anni in cui questo bene ceder la sua utilit
(numero di anni stabilito dal legislatore). Dividere il valore del bene acquistato con il numero di anni pari
allammortamento deciso dal legislatore. NellATTIVO iscritto il valore netto del bene meno
lammortamento dellesercizio attuale, quindi, ad esempio, nel secondo esercizio (secondo anno solare) si
avr il valore del bene meno due volte lammortamento.
N.B. solo per beni pluriennali, non centra nulla con le rate.
Le svalutazioni nascono quando il valore di immobilizzazioni immateriali o materiali, o crediti dellattivo
circolante, si modifica in negativo, ovvero perdono parte del valore. Questo cambiamento di valore deve
essere segnalato a chi calcola le imposte da pagare, ed inoltre si devono sostenere dei costi relativi proprio
alla perdita di valore.
Esistono rigorose regole sulle svalutazioni per evitare frodi.
31

6) VARIAZIONE delle RIMANENZE DI MATERIE PRIME, SUSSIDIARIE e di COMMERCIO
In questa voce troviamo la differenza tra le merci iniziali, ovvero quelle del 1gennaio, e le merci
finali, ovvero quelle del 31 dicembre dello stesso esercizio.

Abbiamo trovato la voce rimanenze gi nellattivo circolante. La rimanenza un controllo
dei beni rimasti in magazzino al giorno 31/12, scrivendo nellinventario la quantit rimasta
espresso in valore economico e non in numero di pezzi.

Nel calcolo del risultato desercizio interessa sapere la differenza, espresso sempre in valore
economico e non in numeri di pezzi, delle rimanenze del 1 gennaio con quelli del 31/12
dello stesso esercizio. Ovviamente le rimanenze del 1gennaio risulteranno essere quelle
del 31/12 dellanno precedente.
In questo calcolo troviamo tutte le differenze tra materie prime, sussidiarie e di commercio.
lunica voce del bilancio che pu avere segno negativo con valore matematico
Le voci del conto economico sono le voci di ricavo,
quindi sono tutte voci positive, espressi in euro. Alcune voci dei bilanci possono
essere scritti con segno NEGATIVO, ma il meno non ha valore matematico, ma
usato per specificare che sono voci di costi, quindi di uscite.

7) ACCANTONAMENTI PER RISCHI
La voce accoglie dei fondi giudicati necessari per affrontare alcuni rischi futuri.
Esistono accantonamenti nel passivo, che riguardano la somma di tutti gli accantonamenti,
mentre nel conto economico troviamo solo gli accantonamenti dellesercizio attuale, che in
questo caso servono per affrontare problemi che possono generarsi in futuro.
8) ONERI DIVERSI DI GESTIONE
Costituiscono componenti negativi di reddito non iscrivibili nelle voci precedenti

e che non hanno natura finanziaria, straordinaria o fiscale. Data la sua natura residuale
questa voce accoglie valori di diverso genere. In essa sono riconducibili sia valori derivanti
dalla gestione tipica dellimpresa, sia valori derivanti dalla gestione atipica.
Come la voce A.5, ovvero altri ricavi o proventi, qui abbiamo la voce opposta, ovvero oneri
(costi) diversi di gestione, non tipici della gestione di unimpresa.

- Totali costi della produzione
Questa voce d unidea delle caratteristiche di unimpresa. La variazione dei valori della produzione e dei
costi della produzione, nel conto economico, d il risultato di ci che si chiama gestione caratteristica.
Questa voce si avvicina molto allutile o perdita operativa. Lelemento che ci crea questa differenza sono le
voci A.5 (Altri ricavi o proventi) e la voce B.14
B.8
(Oneri diversi di gestione), perch questi due punti fanno
parte della gestione atipica dellimpresa.
32

GESTIONE FINANZIARIA
1) PROVENTI ed ONERI
Un PROVENTO un ricavo di natura finanziaria.
Un esempio di provento deriva dalla partecipazioni in altre societ, cio dalla
detenzione di quote di una societ. I proventi vengono corrisposti annualmente a chi
ha semplicemente in possesso quote di partecipazione di una societ, quote che
hanno comportato inizialmente un versamento di capitale.

La principale categoria di proventi sono i dividendi che vengono percepiti dalla
societ che detiene la partecipazione.
Il DIVIDENDO una quota che corrisponde ad una percentuale dellutile (se
limpresa ha fatto utile) che viene corrisposta ai soci che detengono alcune
partecipazioni.

Un ONERE un costo di natura finanziaria.
Un esempio di onere ci che bisogna corrispondere alla banca dopo un prestito,
cio linteresse pattuito sulla cifra del prestito.

2) ALTRI PROVENTI FINANZIARI
La voce dedicata ad accogliere i componenti positivi, perch proventi e cio ricavi, di reddito di
natura finanziaria diversi da quelli da partecipazione.
Ad es. proventi derivanti da titoli iscritti nelle immobilizzazioni o nellattivo.
I proventi derivanti dalle immobilizzazioni si trovano ancora nelle immobilizzazioni, mentre i
proventi derivanti corrispondenti agli investimenti, ovvero quelli iscritti nellattivo, lo
troviamo nella voce altri proventi finanziari.

3) ALTRI ONERI FINANZIARI
Questa voce accoglie i componenti negativi (oneri ed interessi) di competenza dellesercizio che
non siano di natura straordinaria.
33

Costituiscono i proventi e gli oneri derivanti da modifiche di valore delle attivit finanziarie.
In questa voce sono presenti rivalutazioni e svalutazioni per attivit finanziarie e NON per
ammortamenti e svalutazioni relative alle immobilizzazioni.
Esse sono costituite da rivalutazioni e svalutazioni:
1) LE RIVALUTAZIONI
Costituiscono componenti positivi di reddito:
Rivalutazione di titoli iscritti nellattivo circolante che non costituiscono partecipazioni:
In questa voce ci sono le svalutazioni che riguardano attivit finanziarie che NON
costituiscono immobilizzazioni;

Incrementi di valore rispetto agli esercizi precedenti delle partecipazioni valutate con il
metodo del patrimonio netto:
La voce A dellattivo, ovvero crediti verso soci per pagamenti ancora dovuti, la
voce che accoglie le quote che i soci dovrebbero dare allimpresa perch non
lavevano versata in toto. Tra un esercizio ed un altro possibile che si modifichi il
valore dellintera azienda con la conseguente modifica del versamento dovuto.
necessario svalutare qualora i soci non sono in grado di adempiere allobbligazione,
quindi si ha una rivalutazione delle partecipazioni;

Ripristini della perdita duratura di valori delle immobilizzazioni finanziarie (quelli di
natura materiale e immateriale vanno inseriti negli ammortamenti e svalutazioni, della
voce C. Costi della produzione sempre del Conto Economico).

2) LE SVALUTAZIONI
Costituiscono componenti negativi di reddito:
Svalutazioni di titoli iscritti nellattivo circolante che non costituiscono partecipazioni;

Decrementi di valore rispetto allesercizio precedente delle partecipazioni valutate con
il metodo del patrimonio netto;

Svalutazioni delle immobilizzazioni finanziarie per perdita duratura di valore (le
immobilizzazioni di di natura materiale e immateriali vanno inseriti negli ammortamenti
e svalutazioni, della voce C. Costi della produzione sempre del Conto Economico);.


Ogni modifica del valore delle attivit finanziarie, rivalutazioni e svalutazioni, sono causati da motivi
ben definiti, e la modifica del criterio di valutazione possibile solo in casi specifici, e qualora questo
avvenga, va segnalato nella nota integrativa. Una delle principali motivazioni la SVALUTAZIONE
MONETARIA che ogni anno si potrebbe avere .


34

Questa macro voce fa riferimento alla gestione straordinaria dellimpresa, ovvero quella la gestione al
difuori di quella meramente caratteristica dellimpesa, ma che comunque quasi tutte le aziende hanno
perch crea un reddito, cio crea ricavi e costi, e va inserita nella redazione del bilancio.
In questa voce sono accolti proventi ed oneri la cui fonte estranea allattivit ordinaria per cui nata
lazienda.
Questa voce pu pertanto accogliere o proventi ed oneri che non vanno nelle altre voci bilancio, e pu
attenersi a settori che sono diversi dalle attivit tipiche dellazienda. Pu riguardare business diversi da
quelli per cui nata lazienda e che vanno quindi a caratterizzare lattivit straordinaria.
Anche per la gestione straordinaria va utilizzato il criterio di competenza ( importante definire, in maniera
definita e chiara, quelli che sono i costi e i ricavi di un esercizio durante lanno indipendentemente dal
momento storico in cui la manifestazione finanziaria, monetaria, si verificata).
Qualora rileviamo che ci siano componenti di reddito, quindi di costo o di ricavo, che non sono pi di
competenza dellesercizio ma che riguardano quello precedente vanno inseriti nella voce proventi
(ricavo) ed oneri (costi) straordinari del conto economico.
In questa voce vanno inseriti eventuali:
Errori di calcolo o di omissioni di esercizi precedenti;
Valutazioni non corrette di esercizi precedenti;
Errori di interpretazione di fatti di gestione.

Introduciamo inoltre i concetti di plusvalenze e di minusvalenze (non centrano nulla con le svalutazioni).
Riguardano lalienazione di beni (vendita o eliminazione dallinventario).
Quando un bene esce fuori dallazienda, si possono generare delle plusvalenze o minusvalenze, in funzione
del valore che il bene ha quando viene alienato e dal valore che il bene ha nel bilancio.
La si ha quando un bene stato venduto ad un prezzo maggiore del PLUSVALENZA
valore iscritto nel bilancio.
La si ha quando un bene stato venduto ad un prezzo inferiore del MINUSVALENZA
valore iscritto del bilancio.
Nel caso che una plusvalenza, o una minusvalenza, sono originati nellambito del normale ciclo di
utilizzo, cio i beni strumentali immobilizzati hanno esaurito la loro utilit in unimpresa, i valori
devono essere iscritti nelle voci Altri ricavi e proventi del Valore della produzione e in Oneri
diversi di gestione dei Costi di produzione.
Se i valori sono originati dalla gestione straordinaria (es ristrutturazione aziendali) devono essere iscritti
nella voce E. Proventi ed Oneri Straordinari del Conto Economico.
La gestione tributaria, ovvero la valutazione delle imposte sul reddito. Noi utilizziamo solitamente il
termine tassa, ma questo termine non propriamente un termine economico. Al termine tassa
sostituiamo il termine imposta, e nel nostro caso facciamo riferimento ad imposte sul reddito che
limpresa ha creato. Le imposte si vanno chiaramente a sottrarre allutile.

35

ART 2426 CRITERI DI VALUTAZIONE
Questo articolo ci racconta quali sono i criteri di valutazione delle varie voci, che molte volte non
possono essere modificati.
Nei suoi 12 punti si racconta uno ad uno quali sono i criteri che devono essere utilizzati per
iscrivere nel bilancio le voci specifiche.

1) VALUTAZIONE AL COSTO DI ACQUISTO E DI PRODUZIONE

Nei costi delle immobilizzazioni devono essere iscritti i costi di acquisto o di produzione dei
beni e servizi utili per lazienda.

VALUTAZIONE AL COSTO DI ACQUISTO:
In questa voce, oltre ad iscrivere gli ovvi costi di acquisto, devono essere iscritti
anche:
I COSTI ACCESSORI
(spese legali e fiscali allatto dellacquisto, gli oneri doganali, spese di
imballaggio, di trasporto, di assicurazione, di installazione, di collaudo, ecc.)

Nel caso in cui la progettazione di un bene acquistato prolungato nel tempo, con
anche richiesta di un acconto, la valutazione di queste voci va fatta diversamente
(tenendo conto di eventuali acconti, di eventuali lavori in corso di ordinazione).

VALUTAZIONE AL COSTO DI PRODUZIONE
I costi di produzione comprendono:
I COSTI DIRETTI
sono essenzialmente materiali e di manodopera diretta;
Es. materie prime, operatore che esegue loperazione.

I COSTI INDIRETTI
sono le spese generali di produzioni
Es. la manodopera indiretta, la manutenzione e riparazione, i materiali di
consumo e lammortamento (cio limpiego di un operaio o di un
macchinario non su un settore specifico, ma impiegato su pi settori).

NON sono comprese le spese di generali amministrative, le spese di vendita o
quelle di ricerca e sviluppo.





36

GLI ONERI FINANZIARI PER LA FABBRICAZIONE E PER LE RIMANENZE
Le rimanenze solo per:
o Prodotti che necessitano un processo temporale successivo alla
produzione vera e propria (stagionatura, invecchiamenti);

o La valutazione dei lavori in corso su ordinazione di lunga durata;

Gli oneri finanziari devono essere di medio-lungo termine, se no non farebbero
parte delle immobilizzazioni XD.

NON fanno parte gli oneri finanziari che sono legati allacquisto del bene, che
invece vanno iscritti nella voce ONERI FINANZIARI del CONTO ECONOMICO.


2) AMMORTAMENTO

Lammortamento, che quel processo contabile che consiste nel ripartire il costo di una
immobilizzazione su pi anni corrispondenti alla vita utile del bene, unattivit e viene
fatta sistematicamente non solo quando bisogna redigere il bilancio ufficiale, ma anche per
redigere bilanci interni, ad esempio per capire landamento di un preciso settore, e che
quindi vengono compilati anche durante lanno.

Il concetto di vita utile delle immobilizzazioni non tiene conto solo della durata
fisica delle risorse, ma anche di tutti gli altri elementi che influiscono sulla durata
economica, come ad esempio la superata tecnologia di un macchinario.
La vita utile quindi non fa riferimento a quanto pu durare un bene, perch
potrebbe durare anche tantissimo tempo, pi del dovuto, ma fa riferimento alla
durata economica, ovvero la perdita di valore dopo un certo periodo di tempo per
invecchiamento e minore efficienza rispetto ai standard attuali, quindi il prodotto
viene sostituito quelli pi nuovi ed efficienti.

I piani di ammortamento, sono piani che contengono gli anni e le quote annuali del
processo, appunto, di ammortamento. I piani vengono riadeguati quando viene accertata
una vita utile residua diversa da quella originariamente stimata, indicandone la
motivazione nella nota integrativa.

Sono esclusi dallammortamento i cespiti (risorse)di durata illimitata quali,
tipicamente, i terreni.





37

3) SVALUTAZIONE DELLE IMMOBILIZZAZIONI
IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI ED IMMATERIALI
Occorre tenere in considerazione il fatto che quando si utilizza un bene, esso cede
valore col tempo e nellattivo dello stato patrimoniale si vanno a sottrarre gli
ammortamenti al valore di acquisto del bene.

Un bene, unimmobilizzazione materiale o immateriale, pu perdere valore per
obsolescenza, per invecchiamento, ovvero per lavanzamento della tecnologia che rende
i beni meno attuali ed a confronto meno efficienti.

Le cause di svalutazioni per le immobilizzazioni ammortizzabili, cio immobilizzazioni
materiali ed immateriali, possono essere:
o Danneggiamenti
o Obsolescenza
o Manifestazioni di errori di progettazione
o Cambiamenti tecnologici
Ed un bene viene valutato tenendo conto di questi fattori.
Nel caso in cui questi fattori non si verificano, il valore del bene ripristinato tenendo
conto solo degli ammortamenti che si hanno esercizio per esercizio.
Se un bene danneggiato viene ripristinato, quindi la causa di danneggiamento stata
rimossa, viene rimossa anche la causa della svalutazione. Tale situazione capita
raramente perch una perdita di valore duratura in genere deriva da fatti gravi e
difficilmente reversibili.

IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
Poich le immobilizzazioni finanziarie riguardano le partecipazioni, non hanno
problemi di obsolescenza tecnologica (di invecchiamento) o di rivendibilit.
Le svalutazioni delle immobilizzazioni finanziarie si hanno in caso di perdita di
redditivit, di dissenso o dinsolvenza (pagamento non avvenuto) dellente emittente
della partecipazione; per cui il possessore di una partecipazione di unazienda coinvolta
in una di queste difficolt, se vorrebbe rivendere la quota acquistata, ricever un valore
diverso, inferiore in questo caso, da quello pagato. Abbiamo quindi una svalutazione di
un immobile finanziario (fattore ben diverso dalla svalutazione che avviene per
obsolescenza tecnologica).

Nel caso delle svalutazioni delle immobilizzazioni finanziarie il legislatore non suggerisce
un criterio di svalutazione della valutazione, ma suggerisce di verificare la situazione di
mercato per capire quanto valore ha perso una specifica immobilizzazione finanziaria
(partecipazione) facendo unindagine finanziaria.
38

4) VALUTAZIONI DELLE PARTECIPAZIONI
I criteri di valutazione delle partecipazioni, previste dal codice civile, sono differenti nelle
ipotesi di attivo circolante e di immobilizzazioni finanziarie:

o le che costituiscono l PARTECIPAZIONI ATTIVO CIRCOLANTE
vanno valutate al costo (di acquisto);

o le che costituiscono PARTECIPAZIONI IMMOBILIZZAZIONI FINANZIARIE
per imprese non collegate n controllate vanno valutate al costo (di
acquisto);

per imprese collegate e controllate possono essere valutate al
patrimonio netto, o al costo (di acquisto).

Quindi il criterio del costo (di acquisto) caratterizza tutte le partecipazioni, mentre il
criterio del patrimonio netto adottabile per le partecipazioni che costituiscono
immobilizzazioni finanziare per imprese collegate e controllate.
Secondo il criterio del costo:
o liscrizione iniziale avviene al costo di acquisto, cio a quanto stata
acquistata tecnicamente la partecipazione;

o I successivi incrementi di valore della partecipazione non vengono
rilevate nei bilanci delle societ partecipanti, mentre vengono rilevate le
perdite (criterio della prudenza).

Secondo il criterio del patrimonio netto:
o Limporto equivale ad una frazione del patrimonio netto, che la prima
voce del passivo, dellimpresa di cui si detiene la partecipazione.

o il valore della frazione del patrimonio netto, ai fini della valutazione,
deve essere rettificato con la detrazione dei dividendi.

o se in un esercizio si ottiene per la partecipazione un valore maggiore
rispetto a quello dellesercizio precedente, tale plusvalenza deve essere
iscritta in una riserva non distribuibile del patrimonio netto



39

5) ONERI PLURIENNALI
La domanda : come si iscrivono gli oneri pluriennali?:
Le norme che regolano liscrizione in bilancio degli oneri pluriennali ci dicono che i costi di
impianto e ampliamento, i costi di ricerca e i costi pubblicit, sono quei costi, ovvero quegli
oneri, che hanno natura pluriennale. Infatti li troviamo nelle immobilizzazioni e non nel
conto economico. (alcuni costi li iscriviamo nellattivo dello stato patrimoniale perch
abbiamo ritenuto questi costi corrispondano a degli investimenti pluriennali)
In particolare sono oneri pluriennali:
i costi di impianto ed ampliamento
i costi di ricerca e sviluppo
e i costi di ricerca
gli oneri devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni:
teoricamente gli oneri pluriennali vanno ammortizzati in maniera sistematica nel
periodo in cui se ne trae beneficio, ma poich questa durata indefinibile o
indeterminabile, per ragioni di prudenza richiesto che il periodo di ammortamento
non superi i cinque anni;
Per iscrivere questa voce c bisogno di una particolare autorizzazione da parte del collegio
sindacale.

40

COSTI DI IMPIANTO E DI AMPLIAMENTO
I costi di impianto e ampliamento sono oneri pluriennali e possono essere considerati capitalizzabili, ovvero
sono costi che cedono la propria utilit non solo nellesercizio di competenza, ma anche negli esercizi
successivi.
Il costo capitalizzato diventa unimmobilizzazione immateriale che parteciper alla formazione del reddito
degli esercizi successivi attraverso il calcolo delle quote di ammortamento.
I costi che fanno parte di impianto ed ampliamento sono:
1. Ricerca ed acquisizione di fondi di finanziamento;
2. Ricerca ed acquisizione di fondi di approvvigionamento;
3. Ricerca di mercato;
4. Azioni promozionali e pubblicitarie.
Costi sostenuti per gli impianti e per lampliamento dellattivit, sono spese relative al periodo iniziale
della vita di una azienda, o di un nuovo settore di essa, in cui vengono predisposte le strutture necessarie al
fine di raggiungere gli obiettivi strategici aziendali; si tratta quindi di costi relativi ad imprese, o parte di
essa, da poco costituite, la cui attivit di produzione o non ha avuto inizio o non ha prodotto apprezzabili
ricavi.
Sono costi che non riguardano un singolo esercizio, ma sono costi che vengono sostenuti perch lintera
impresa ne tragga un valore per un periodo superiore allanno.
I costi di impianto e ampliamento fanno scrupolosamente parte di costi di PRIMO impianto e
ampliamento, e non di costi a cui corrispondono ricavi da unimpresa gi partita. In questo caso i
costi di impianto ed ampliamento andrebbero iscritti nel conto economico.

CAPITALIZZAZIONE DEI COSTI DI RICERCA E SVILUPPO, E DI PUBBLICIT
I costi di ricerca e sviluppo possono essere capitalizzabili se sussistono queste condizioni:
5. Il progetto di sviluppo deve essere finalizzato chiaramente affinch il processo produttivo
possa attuarsi;
6. Deve sussistere lattuabilit tecnica;
7. Vi deve essere una ragionevole attesa di mercati futuri per i processi e i prodotti del
progetto sviluppato.
I costi di pubblicit possono essere capitalizzabili solo se relativi al lancio di un nuovo prodotto e quando
limporto una tantum e non un importo ripetitivo. Quindi questi costi sono investimenti pluriennali che
non finanziano il marketing o le pubblicit sistematiche che lazienda sostiene.



41

AVVIAMENTO
















Lavviamento il maggior valore che unimpresa gi avviata ha rispetto ad unimpresa che parte da zero.
Questa voce iscritta nei bilanci di imprese gi rilevate e non di imprese, ovviamente, che partono da zero.
Affinch si parli di avviamento, questo deve essere sostenuto a titolo oneroso (Il contratto a titolo
oneroso un accordo nel quale al sacrificio patrimoniale che una parte compie eseguendo la prestazione,
corrisponde un vantaggio patrimoniale che la stessa parte consegue ricevendo la prestazione della
controparte) ed capitalizzabile.
Occorre unautorizzazione particolare dal collegio sindacale affinch questa voce si possa iscrivere in
bilancio. Deve essere iscritto nel bilancio insieme al piano di ammortamento (che quel periodo di tempo
lungo il quale viene spalmato il costo relativo ad un investimento di lungo periodo) il cui periodo non pu
essere superiore ai 5 anni.




Riguarda una serie di condizioni di vantaggio che unimpresa gi avviata ha rispetto
unimpresa che parte da zero. Unazienda gi avviata ha dei vantaggi:
I clienti conoscono gi lazienda, anche nel caso di cambio gestione;
I fornitori gi conoscono lazienda;
Le banche conoscono la storia dellazienda, storia dellandamento economico.
Ad unimpresa gi avviata riconosciuto un maggior valore rispetto ad una stessa azienda,
ma nuova.
Dal punto di vista contabile, lavviamento pu essere calcolato come la differenza tra il
prezzo di acquisizione dellimpresa e il capitale contabile (ossia il patrimonio netto iscritto
nel bilancio).
Lavviamento, acquisto di unimpresa, quindi costo sostenuto come investimento, iscritto
tra le immobilizzazioni immateriali solo quando sia stata pagata una somma di acquisto
dellazienda.
Lavviamento NON il costo che bisogna sostenere per far partire unazienda, lavviamento
linsieme delle condizioni di vantaggio che unazienda gi avviata ha rispetto ad una che
non avviata, e questa voce compare solo dopo lacquisto di unimpresa gi avviata.
Lavviamento rappresenta il riconoscimento dell'esistenza di elementi immateriali non
iscritti in bilancio, che possono migliorare le prospettive di redditivit dell'impresa. Esso
pu scaturire da operazioni straordinarie di impresa come fusioni, conferimenti, acquisto di
azienda, acquisto di partecipazioni.
42

AGGI E DISAGGI SU PRESTITI
Li troviamo nel passivo e nellattivo ammortizzato.
Sono per limpresa oneri finanziari.
Vanno iscritti con il valore nominale.
Le obbligazioni hanno un valore nominale.
Se l'azienda che le emette, le vende a un prezzo superiore al loro valore nominale, si ritrova ad avere un
guadagno, che appunto l'aggio.
Se invece ha fretta di collocare le obbligazioni, le vende a un prezzo inferiore al loro valore nominale, ed in
questo caso la differenza tra il valore nominale e il prezzo di vendita si ha il disaggio.

VOCI DELLATTIVO CIRCOLANTE
Fanno parte dellattivo circolante queglinvestimenti che sono destinati a cedere la loro utilit entro lanno,
infatti vengono chiamati investimenti di breve periodo. Se fossero stati di lungo periodo li avremmo trovati
nelle immobilizzazioni.
VALUTAZIONE DEI BENI DELLATTIVO CIRCOLANTE
Le rimanenze, i titoli e le attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni vanni valutati al costo di
acquisto o di produzione (come le immobilizzazioni).
Per i semilavorati e i prodotti in corso di lavorazione si utilizza il valore netto di utilizzo. Il valore netto di
utilizzo il prezzo prevedibile, stimato, di vendita se il pezzo fosse finito meno i restanti costi di produzione.
Serve per dare valore ad un pezzo non finito, ma che non ha comunque il valore della materia prima.
Le materie prime vanno iscritte al costo di sostituzione, ovvero al costo con il quale le materie prime
possono essere acquistate nelle normali condizioni operative.
Una voce caratteristica dellattivo circolante la valutazione delle rimanenze.
Esistono 3 metodi (+1) di valutazione:
Valutazione al costo facendo la media ponderata;
First In First Out (FIFO) valutazione del costo facendo riferimento al primo prodotto entrato
Last In Last Out (LIFO) valutazione del costo facendo riferimento allultimo prodotto entrato
A secondo del metodo che si utilizza per calcolare il valore delle rimanenze (il che, una volta scelto il
metodo, non pu essere cambiato), il risultato dellesercizio pu varia.




43

ESEMPIO DI VARIAZIONE DI RISULTATO
TRACCIA
Consideriamo unimpresa che ad inizio esercizio ha, ovviamente, le rimanenze del fine esercizio
precedente che ammontano a 100pz valutati a 10 cad.
Durante lanno vengono effettuati nuovi acquisti, nello specifico:

a gennaio 180pz a 13 = 2340
a giugno 300pz a 14 = 4200
a dicembre 90pz a 16 = 1440

In totale sono stati acquistati 570 pezzi a 7980. Inoltre si hanno 1020 di spese generali. Il ricavo
dalle vendite 8300 e con la rimanenza di 120pz. Calcolare il valore totale delle rimanenze finali e
leventuale ricavo o perdita.
1 METODO LIFO a scatti annuali
Con questo metodo, le rimanenze finali sono formate dalle giacenze di inizio esercizio (100pz) che sono
valutate al costo unitario medio dellesercizio precedente (10), e dalle giacenze di fine esercizio (20pz) che
sono valutate al costo medio ponderato (14).
Il costo medio ponderato dato dal rapporto tra gli acquisti delle merci ed il numero di pezzi acquistati.

Costo medio ponderato = 7980 / 570pz = 14 a pezzo

Le rimanenze sono 100+20, quindi avranno un valore pari a:

Valore rimanenze finali = (pz R
i
valore iniziale) + (pz R
f
costo medio ponderato)
= (100pz 10) + (20pz 14) = 1000 + 280 = 1280

Il ricavo (o la perdita) equivale a:

(Ricavi dalle Vendite + Valore Rimanenze Finali) Spese Generali =
(8300 + 1280) - 10000 = 9580 10000 = - 420

Con questo metodo abbiamo avuto una perdita di 420
44

2 METODO COSTO MEDIO PONDERATO
Valutazione delle rimanenze finali (comprensive di rimanenze di inizio esercizio e di fine esercizio) al costo
medio ponderato.

Le rimanenze sono 120, quindi avranno un valore pari a:

Valore rimanenze finali = (pz R
i +
pz R
f
) costo medio ponderato
= (100pz + 20pz) 14 = 120 14 = 1680

Il ricavo (o la perdita) equivale a:

(Ricavi dalle Vendite + Valore Rimanenze Finali) Spese Generali =
(8300 + 1680) - 10000 = 9580 10000 = - 20


Con questo metodo abbiamo avuto una perdita di 20












45

3 METODO FIFO a scatti annuali
Le rimanenze finali vanno valutate scalando man mano dallultimo acquisto.

Le rimanenze della traccia sono 120. Gli ultimi acquisti effettuati sono a Dicembre con 90 pezzi, ed a Giugno
con 300 pezzi. Quindi i 120 pezzi devono essere valutati con i valori di Dicembre e di Giugno.
Dicembre 90pz 16 = 1440
Giugno 30pz 14 = 420

Abbiamo quindi raggiunto i 120 pezzi il cui valore:
1440+420 = 1860

Il ricavo (o la perdita) equivale a:
(Ricavi dalle Vendite + Valore Rimanenze Finali) Spese Generali =
(8300 + 1860) - 10000 = 10160 10000 = 160


Con questo metodo abbiamo avuto un utile di 160











46

4 METODO Costo medio ponderato progressivo (o continuo)
La valutazione tiene conto delle rimanenze e degli acquisti effettuati, e viene chiamato progressivo (o
continuo) proprio perch la media ponderata viene effettuata ad ogni nuova transazione di vendita e
acquisto.
Le rimanenze vengono valutate come rapporto tra la somma dei valori complessivi (rimanenze ed acquisti)
e il numero totale dei pezzi (delle rimanenze e degli acquisti). Questo calcolo viene effettuato ad ogni
transazione.




Si pu notare che la media ponderata viene effettuata ad ogni nuovo acquisto.
I pezzi vengono venduti, ovvero vengono scaricati dallinventario del magazzino, al valore della media
ponderata. I pezzi rimasti non venduti formano le rimanenze che avranno il valore dellultima media
ponderata.

In questo caso abbiamo un valore delle rimanenze pari a 1848.

Il ricavo (o la perdita) equivale a:
(Ricavi dalle Vendite + Valore Rimanenze Finali) Spese Generali =
(8300 + 1848) - 10000 = 10148 10000 = 140
47

5 METODO LIFO continuo
Anche questo metodo avviene ad ogni transazione di scarico e carico prodotti. Il valore delle rimanenze
finali di una transazione corrisponde al valore dellultimo acquisto sommato, nel caso ci fossero, con le
ultime rimanenze valutate al costo delle rimanenze iniziali.




90 sono gli acquisti effettuati a Dicembre e che ancora devono essere venduti. Sono stati
acquistati a 16.
30 invece sono le rimanenze rimaste dellultima transazione di vendita, valutate al prezzo di
valutazione delle rimanenze inziali, ovvero a 10.

Il ricavo (o la perdita) equivale a:
(Ricavi dalle Vendite + Valore Rimanenze Finali) Spese Generali =
(8300 + 1740) 10.00 = 10040 10000 = 40








48

VALUTAZIONE DEI LAVORI IN CORSO SU ORDINAZIONE
Questa voce comprende la valutazione di quei particolari prodotti che hanno una fase di produzione e di
progettazione molto lunga. Questi prodotti vengono realizzati solo su commissione, su ordinazione, e la
loro produzione impiega pi di un esercizio.
Parliamo di produzione di navi, treni ponti, ecc.

Un metodo di valutazione di questo tipo di lavoro quello della percentuale di avanzamento, ovvero ad
ogni avanzamento di lavoro (in percentuale) si attribuir una quota del ricavo complessivo.


VALUTAZIONE A VALORE COSTANTE
Le materie prime, sussidiarie e di consumo possono essere valutate ad un valore costante, invariato da un
esercizio ad un altro, se si verificano le seguenti condizioni:
8. Siano costantemente rinnovate
9. Siano complessivamente di importo non rilevante
10. Non subiscano variazioni nella loro entit, valore e composizione.














Ripetizione
Il bilancio un documento obbligatorio che evidenzia e racconta la gestione economica
delle aziende. Noi consideriamo il bilancio di esercizio che costituito da 3 documenti:
Stato patrimoniale
una raccolta di informazioni, ed a sua volta organizzato in due parti in forma
speculare:
o dallattivo
raccolta di informazioni relative allinvestimento
o dal passivo
raccolta di informazioni relative alle fonti finanziamento che
possono essere propri dellazienda (patrimonio netto) o di terzi
(debiti).

Conto economico
un documento di durata annuale, scritto in forma scalare. Al suo interno
costituito dalle voci di ricavo delle vendite e delle prestazioni, a cui vengono
sottratti tutti i costi che possono essere di produzione, di gestione finanziaria
(proventi ed oneri finanziari), di gestione straordinaria (proventi ed oneri
straordinari), oneri dovuti alla gestione tributaria (imposte sul reddito).
Il valore della sottrazione d il risultato desercizio che pu essere un utile o una
perdita nel caso in cui il valore positivo o negativo.
49






























Nota integrativa
Larticolo di riferimento il 2427 diviso in 22 punti. La nota integrativa ha il
compito di integrare le informazioni contenute nel bilancio affinch il
risultato sia chiaro, veritiero e corretto. La nota integrativa deve contenere
tutte le spiegazioni su eventuali modifiche effettuate nel bilancio.
Larticolo 2427 richiede che siano riportate in nota integrativa tutte le
informazioni circa:
1. La deroga ai criteri di valutazione:
Il redattore del bilancio obbligato ad evidenziare la motivazione della
modifica dei criteri di valutazione;

2. La deroga al principio di continuit:
In nota integrativa deve essere motivata la deroga al principio di
continuit che quel presupposto per il funzionamento dellimpresa ad
un esercizio successivo;

3. La non comparabilit delle voci di bilancio tra esercizi differenti;

4. il perch una voce stata introdotta pi volte nel bilancio;

5. Le modifiche ai piani di ammortamento:
Qualora si effettuano modifiche agli anni di ammortamento, deve
essere
specificata la motivazione di tale cambiamento perch si hanno delle
modifiche sulle quote di ammortamento e sul valore del bene
immobilizzato;

6. La differenza tra costo delle partecipazioni e il relativo patrimonio netto

7. Lammortamento dellavviamento:
qualora avvenga per un periodo superiore ai 5 anni;

8. Lesistenza di valutazioni delle rimanenze finali (FIFO/LIFO/media
ponderata) che modificano il risultato desercizio.

50

ANALISI DI BILANCIO
Lanalisi di bilancio valuta ed interpreta tutti i dati scritti in bilancio. Quindi i dati scritti in bilancio devono
essere analizzati ed interpretati affinch si possa fare qualche considerazione sulla situazione economica,
finanziaria e patrimoniale dellazienda.
Occorre acquisire una serie di competenze che ci consentono di fare delle considerazioni generali su quello
che landamento di unazienda.
Per poter valutare landamento di unazienda, in positivo o in negativo, bisogna confrontare i bilanci di pi
esercizi della stessa impresa, o confrontare il bilancio di unazienda con quello di unazienda concorrente
che abbia una struttura di costi e ricavi pi o meno simile.

Definiamo le tre corrispondenti analisi:
1. Lanalisi reddituale (o economica)
il confronto tra i costi e i ricavi di unazienda, quindi una valutazione relativa al
reddito.
La differenza tra ricavi e costi ci da informazioni circa la capacit dellazienda di far
fronte al capitale fornito dai soci senza alterare lequilibrio finanziario.

2. Lanalisi finanziaria
Capacit di far fronte agli investimenti effettuati andando ad utilizzare il capitale
proprio o il capitale di terzi senza pregiudicare gli altri equilibri.

Quindi la situazione reddituale attiene a ricavi e costi, mentre la situazione finanziaria attiene alla capacit
di unazienda di far fronte ai propri investimenti attraverso le fonti di finanziamento che ha deciso di
utilizzare (capitale proprio o capitale di terzi).
Quando andiamo ad analizzare nel dettaglio la situazione monetaria, notiamo le voci di ricavi e costi e la
voce delle entrate e uscite. Queste due voci possono essere non coincidenti, seppur unentrata equivale
ad un ricavo ed unuscita equivale ad un costo, perch potrebbe coesistere una dilazione di pagamento,
ovvero una dilazione di tempo tra il momento in cui si sostiene il costo o il ricavo ed il momento in cui si ha
effettivamente luscita o lentrata di denaro.
Unanalisi monetaria tiene conto delle entrate e delle uscite, incurante del momento in cui si sostenuto il
costo o il ricavo. (va direttamente al sodo)
Unanalisi reddituale, invece, tiene conto dei ricavi e dei costi indipendentemente da quando si ha
leffettiva entrata o uscita monetaria.

3. Lanalisi patrimoniale
un mix delle due tipologie di analisi (reddituale e finanziaria). Lanalisi
patrimoniale attiene allequilibrio patrimoniale inteso come risultato finale tra
ricavi e costi ed entrate e uscite
51

Lanalisi pu essere fatta da un analista interno, o da un analista esterno.
Unanalista esterno pu basare le sue elaborazioni solo sui dati ricavati dal bilancio, e potr dare
dei consigli di gestione anche non conoscendo, non vivendo, lazienda.

Unanalista interno ha invece una serie di informazioni generali di quello che potrebbe essere la
strategia dellazienda, informazioni relative ad investimenti futuri, ed altri fattori che potrebbero
essere rilevanti per lanalisi aziendale. Quindi unanalista interno ha delle informazioni in pi
rispetto ad unanalista esterno. La persona incaricata a far lanalista interno deve ricoprire un
settore importante dellaziende , dovr far parte del settore amministrativo o di quello contabile,
ovvero la persona per diventare analista interno deve avere delle competenze tali da essere
consapevole di ci che fa e deve saper consigliare in buona fede.

Analisi statiche o dinamiche
Le analisi sono statiche quando fanno riferimento ad un determinato periodo di tempo. Viene
utilizzata per la valutazione della situazione patrimoniale e finanziaria.

Sono dinamiche quando vogliono individuare delle tendenze, dei trend, dellanalisi. Viene utilizzata
per analizzare la gestione aziendale nel suo complesso.

Analisi storiche e prospettiche
Le analisi storiche riguardano ovviamente esercizi gi trascorsi, ed ha come obiettivo la valutazione
del lavoro di gestione con passar degli esercizi.

Le analisi prospettiche sono analisi riferite al futuro (analisi previsionali), per capire se si possono
mantenere degli equilibri finanziari.



51



Lanalisi di bilancio pu essere fatta in tre modi:
strutturale
per indici
per flussi

Nellanalisi strutturale si confrontano le voci del bilancio con bilanci di anni precedenti o con bilancio di
imprese diversi ma che ovviamente stanno nello stesso settore.

Lanalisi per indici unanalisi di tipo numerica che si effettua confrontando tra di loro alcuni indici
fondamentali (che vengono opportunamente calcolati con i dati di bilancio).

Lanalisi per flussi esamina la dinamica delle operazioni aziendali che hanno creato variazioni fra due stati
patrimoniali in epoche diverse.

Un bilancio redatto un bilancio scritto in forma civilistica, ovvero costituito da tre documenti:
stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa.
Lo Stato Patrimoniale uno dei documenti che costituiscono il bilancio di esercizio ed evidenzia la
situazione delle attivit e delle passivit dellimpresa alla data di chiusura dellesercizio. Lo stato
patrimoniale quindi a sua volta diviso in: attivo e passivo.
Prima di effettuare lanalisi di bilancio, lo stato patrimoniale deve essere riclassificato, perch non
compilato con un unico criterio di classificazione. Poich le sue voci sono classificate da vari criteri, il tutto
viene riclassificato secondo il criterio di liquidit.
Tutte le aziende sono tenute a redigere il bilancio in forma civilistica, tale bilancio viene poi riclassificato
secondo il criterio di liquidit dagli analisti.






52

Con la riclassificazione, lATTIVO dello stato patrimoniale viene classificato in due macro voci:
AF Attivo Fisso (attivit fisse)
vanno inseriti gli investimenti destinati a ritornare in forma liquida oltre lesercizio.
le immobilizzazioni materiali, immateriali;
i crediti delle immobilizzazioni finanziarie esigibili oltre lanno;
i crediti dellattivo circolante esigibili oltre lanno;
ratei e risconti dellattivo oltre lanno se specificato;
Altri titoli;
Azioni Proprie.

AC Attivo Corrente (Capitale Circolante Lordo) (attivit correnti o circolanti)
gli investimenti ritornano in forma liquida entro lesercizio.
le rimanenze;
le disponibilit liquide;
i crediti delle immbolizzazioni esigibili entro lanno;
i crediti dellattivo circolante esigibili entro lanno;
ratei e risconti dellattivo.
Lattivo corrente (attivit correnti o attivit circolanti) (AC) viene denominato anche capitale circolante
lordo (CCL).
LAC, che abbiamo detto costituito dalle voci dellattivo dello stato patrimoniale esigibili entro lanno,
costituito da tre documenti:
RD Rimanenze disponibili, rimanenze dellattivo circolante (C.I);

LI Liquidit immediate, disponibilit liquide dellattivo circolante (C.IV);

LD Liquidit differite, crediti esigibilit entro lanno che caratterizzano lattivo circolante:
A + B III entro i 12 mesi + C II entro i 12 mesi + C III + D (ratei e risconti no pluriennali)
(Non ricordare le lettere, imparate a memoria tutte le diciture, perch allesame scritto possono
darvi un bilancio con scritto solo le voci).








Ricapitolando: lattivo dello stato patrimoniale scritto in forma civilistica, riclassificato secondo il
criterio di liquidit, ed otteniamo cos due voci:
lAttivo Fisso (AF) e lAttivo Corrente (AC).

NellAttivo Fisso sono contenute tutte quelle voci dellattivo dello stato patrimoniale che ritornano in
forma liquida oltre lesercizio, mentre nellAttivo Corrente sono contenute tutte quelle voci dello stato
patrimoniale che ritornano in forma liquida entro lesercizio.

Inoltre lAttivo Corrente suddiviso in tre macro voci:
- Rimanenze che contiene le rimanenze dellattivo circolante
- Liquidit immediate rappresentano le disponibilit liquide dellattivo circolante
- Liquidit differite rappresentano i crediti esigibili entro lanno che fanno parte dellattivo
circolante.
53

Il PASSIVO dello stato patrimoniale va riclassificato perch coesistono gli stessi problemi dellattivo.
Come sappiamo, il passivo ci da informazioni sulle fonti di finanziamento, ovvero sulle modalit con
le quali abbiamo ottenuto il capitale utile per le attivit dellazienda.
Il criterio classico divide il passivo in:
- Capitale proprio;
capitale apportato dagli azionisti.

- Capitale di terzi (CT).
capitale apportato da finanziamenti bancari, finanziamenti da fornitori e da qualsiasi altra
fonte dalla quale abbiamo contatto un debito.

Con la riclassificazione il passivo si divide in tre macro voci:
CN Capitale Netto
Corrisponde alla prima voce del passivo dello stato patrimoniale (capitale investito), ovvero
patrimonio netto;

PF Passivit Fisse (o consolidate)
o Debiti del passivo esigibili oltre lanno;

o Fondi per Rischi ed Oneri;

o Trattamento di fine rapporto;
una forma di retribuzione del personale che matura proporzionalmente alla
durata del rapporto stesso, e sono solo aliquote ANNUALI.
Nelle passivit fisse si trascurano eventuali retribuzioni entro lanno, ovvero
faranno parte delle passivit fisse.

o Ratei e Risconti oltre lanno se specificato.

PC Passivit Correnti
o Debiti del passivo esigibili entro lanno;

o Rate e Risconti;

PC + PF = CT Capitale di Terzi



54

Lobiettivo della riclassificazione quello di ottenere:
- Un attivo formato da due voci:
o AF (attivo fisso);
o AC (attivo corrente);

- Un passivo formato da tre voci:
o CN (Capitale Netto o Patrimonio Netto); Fonte INTERNA di finanziamento
o PF (Passivit Fisse);
o PC (Passivit Correnti).
PC + PF = CT Capitale di Terzi.

Come sappiamo, la somma dellattivo uguale alla somma del passivo. Questo perch linsieme dei
finanziamenti uguale allinsieme delle fonti di finanziamento. I finanziamenti vengono impiegati in
investimenti, per questo motivo corrispondono.

Nella riclassificazione chiameremo:
CA Capitale Acquisito CA = CN + PF + PC = CN + CT
il totale della somma del passivo;

CI Capitale Investito CI = AF + AC
il totale della somma dellattivo.
CA = CI










Fonti ESTERNE di finanziamento
55

ATTIVO
Riclassificazione Attivit Fisse (oltre lesercizio):
A *Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti

B.I Immobilizzazioni Immateriali

B.II Immobilizzazioni Materiali

B.III *Immobilizzazioni Finanziarie

C.II *Crediti

D *Ratei e Risconti Attivi


Riclassificazione Attivit Correnti (entro lesercizio):
A Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti

B.III *Immobilizzazioni Finanziarie

C.I Attivo Circolante: Rimanenze

C.II *Crediti

C.III Attivit finanziare non immobilizzabili

C.IV Disponibilit liquide

D Ratei e Risconti Attivi







56

PASSIVO
Il Capitale Netto
A Totale Patrimonio Netto
Riclassificazione Passivit Fisse (oltre lesercizio):
B Fondi per Rischi ed Oneri

C Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

D *Debiti

E *Ratei e Risconti Attivi


Riclassificazione Passivit Correnti (entro lesercizio):
D *Debiti

E Ratei e Risconti














57

INDICI DI COMPOSIZIONE DI FONTI E IMPIEGHI

Gli indici di composizione delle fonti ci danno unidea, con riferimento al passivo, di come sono costituti i
finanziamenti.
Praticamente stabiliscono quanto pesano in % il:
o CN
o CT = (PF + PC)
o PF
o PC
o Capitale Permanente = (CN + PF)

rispetto al CA (Capitale Acquisito, ovvero al totale del passivo)

Stesso discorso per gli indici di composizione degli impieghi, che ci danno unidea, con riferimento
allattivo, di come sono costituiti gli investimenti.
Praticamente stabiliscono quanto pesano in % le:
o AF

o AC = (RD + LD + LI)

o RD (rimanenze disponibili dellAttivo Circolante C.I)

o LD (liquidit differite dellAttivo Circolante C.II crediti entro lanno)
A + B III entro i 12 mesi + C II entro i 12 mesi + C III + D (ratei e risconti no pluriennali)

o LI (liquidit Immediate dellAttivo Circolante C.IV)

rispetto al CI (Capitale Investito, ovvero il totale dellattivo)








58

MARGINI DI BILANCIO
I margini di bilancio sono particolari indici che esprimono due concetti, la solidit patrimoniale e la
solvibilit finanziaria.
Margine di Struttura (MS) indica:
la solidit patrimoniale, ovvero alla capacit dellimpresa di far fronte agli investimenti di lungo
periodo (AF) con il solo ausilio del patrimonio netto.

Unazienda si definisce solida dal punto di vista patrimoniale se riesce a coprire tutte le
attivit fisse (investimenti di lungo periodo) con il solo patrimonio netto, senza necessitare
di tutte le altre voci che riguardano i debiti. Se rispetta questi canoni, lazienda si definisce
solida e non ha bisogno di finanziamenti da fornitori e altri.

MS = CN - AF

Se il valore MS < 0 significa che non riesce a coprire lattivo, ovvero con il patrimonio netto non si
riesce a coprire tutti gli investimenti di lungo periodo.
Caso favorevole quando MS > 0.

Se il margine di struttura negativo, quindi la nostra azienda ha qualche difficolt dal punto di vista
della solidit patrimoniale, utilizzer, per gli investimenti di lungo periodo, quelli che sono le fonti a
breve periodo.


La solvibilit finanziaria attiene alla capacit dellimpresa di gestire gli investimenti di breve
periodo (AC). Esistono due modi per calcolarla:

o Margine di Tesoreria (MT):
un indice che caratterizza la solvibilit finanziaria, ovvero indica la capacit dellazienda di
far fronte agli esborsi che dovr sostenere nel breve periodo utilizzando esclusivamente le
liquidit.

MT = LD + LI PC

Il margine di tesoreria rappresenta la capacit dellimpresa di far fronte alle Passivit
Correnti (PC = finanziamenti di breve periodo) con le sole liquidit.

Se MT < 0 indica che lazienda utilizzando semplicemente le liquidit non riesce a for
fronte alle spese che dovr sostenere nel breve periodo, e si dovranno utilizzare le
rimanenze, e quindi parleremo di Capitale Circolante Netto.
Caso favorevole quando MT > 0.



59

o Capitale Circolante Netto (CCN):
un indice di solvibilit finanziaria, e rappresenta la capacit di unazienda di far fronte ad
esborsi di breve periodo (Passivit Correnti, PC, finanziamenti di breve periodo), utilizzando
il capitale che lazienda avr a disposizione nel breve periodo, ovvero dellattivo corrente.

CCN = AC PC = CN + PF - AF

La differenza con il Margine di Tesoreria (MT) che in questo caso vengono utilizzati anche
le rimanenze, quindi sia ha un range maggiore.

Se il CCN < 0 significa che entro lanno si avr un esborso tale che non si potr coprire
solamente con i crediti a breve durata e con le rimanenze, si dovr quindi utilizzare
direttamente il Capitale.
Quando il CCN > 0 vuol dire che lazienda riuscir entro la fine dellanno a coprire i debiti
di breve periodo (le passivit correnti) con le attivit correnti.
















60

RELAZIONI TRA I MARGINI
Analizziamo le relazioni che esistono tra il MT (Margine di Tesoreria) e il CCN ( Capitale Circolante Netto).
Se MT > 0 e CCN > 0 Solvibilit Buona, perch c una buona struttura di base con una ridotta entit
delle rimanenze ed una buona capacit di credito.
Questi due indici non ci dicono nulla sulla solidit.
Se MT < 0 e CCN < 0 Situazione Critica.
Lazienda ha problemi di liquidit e non riuscir a pagare i debiti, perch con MT
negativo lazienda non ce la far a pagare i debiti entro lanno con le sole liquidit
differite (LD crediti entro lanno) e con le liquidit immediate (LI Disponibilit
liquide).
Con il CCN negativo quindi nemmeno con lausilio delle rimanenze si riesce a far
fronte ai debiti entro lesercizio (PC passivit correnti).
la tipica situazione di unazienda con un risultato economico positivo ma con una
situazione finanziaria negativa.

MT non pu essere mai positivo se CCN negativo (CCN < 0, MT 0).
Mentre se MT positivo anche il CCN sempre positivo (MT > 0, CCN >0)
I due indici non ci dicono nulla sulla solidit perch entrambi fanno riferimento alla solvibilit, consideriamo
quindi il MS (Margine Strutturale) per far riferimento anche alla solidit.

Se MS > 0 e MT > 0 Situazione Ottimale, perch essendo gi positivo il MT possiamo far fronte agli
esborsi entro lesercizio con lausilio delle sole liquidit immediate (LI Disponibilit
liquide) e delle liquidit differite (LD Crediti esigibili entro lesericizio), di
conseguenza anche il CCN positivo. Inoltre essendo MS positivo lazienda potr far
fronte ad investimenti di lungo periodo (AF attivit oltre lesercizio)
Se MS < 0 e MT < 0 Situazione Critica. La solidit patrimoniale non buona perch non si riesce a far
fronte agli investimenti di lungo periodo con il solo capitale netto CN (ricordiamo
che MS = CN AF) quindi si dovr utilizzare il CT (Capitale di terzi) ovvero finanziarsi
con i debiti, cosa che sarebbe consigliabile per investimenti di breve periodo.

Essendo anche il MT negativo non si riuscir a far fronte ai debiti di breve durata
(PC Passivit Correnti) con le sole liquidit immediate (LI Disponibilit liquide) e
delle liquidit differite (LD Crediti esigibili entro lesericizio).




61

Se MS > 0 e MT <0 Scarsa Solvibilit. Con MS positivo si riescono a coprire gli investimenti di lungo
periodo essendo il capitale netto (CN) maggiore delle Attivit Fisse (AF).

Abbiamo per che il MT negativo, quindi non si riuscir a far fronte a
finanziamenti di breve periodo (PC) con il solo ausilio delle liquidit immediate (LI
Disponibilit liquide) e delle liquidit differite (LD Crediti esigibili entro lesericizio).

Se MS < 0 e MT > 0 Scarsa Solidit. Con MS negativo lazienda non potr far fronte ad investimenti di
lungo periodo (AF) essendo il capitale netto (CN) in valore minore delle attivit
fisse, quindi bassa capacit di investimenti. Comincer quindi ad utilizzare anche gli
investimenti di breve periodo (AC).

Abbiamo per MT positivo, lazienda riuscir a far fronte a finanziamenti di breve
periodo (PC) con il solo ausilio delle liquidit immediate (LI Disponibilit Liquide) e
delle liquidit differite (LD Crediti esigibili entro lesercizio).
/------------/
Se CCN > 0 e MS > 0 Situazione positiva. Si riesce a far fronte ai finanziamenti di breve periodo (PC)
grazie ad un Capitale Circolante Netto (CCN) maggiore di zero che utilizza le liquidit
immediate (LI), le liquidit differite (LD) e le Rimanenze Disponibili (RD).

Lazienda pu far fronte ad investimenti di lungo periodo poich il CN maggiore
degli investimenti di lungo periodo (AF).

Se CCN < 0 e MS < 0 Situazione Critica. Questa la peggiore delle ipotesi perch non si riuscir a far
fronte ai debiti di breve durata n agli investimenti lunga durata.

Se CCN > 0 e MS < 0 Scarsa Solidit, con il solo vantaggio di riuscir a far fronte a debiti di breve periodo.

Se CCN <0 e MS > 0 Scarsa Solvibilit, con il solo vantaggio di riuscir a far fronte a investimenti di lunga
durata.

62


Occorre riclassificare il bilancio per poter fare lanalisi di bilancio, perch il bilancio scritto in forma
civilistica presenta diversi criteri di classificazione delle voci, pertanto utilizziamo una riclassificazione
che segue il criterio della liquidit.
Con la riclassificazione abbiamo un attivo diviso in due voci.
In particolare riclassifichiamo:
AF - Attivit Fisse:
o le immobilizzazioni materiali, immateriali;
o i crediti delle immobilizzazioni finanziarie esigibili oltre lanno;
o i crediti dellattivo circolante esigibili oltre lanno;
o ratei e risconti dellattivo oltre lanno se specificato;
o Altri titoli;
o Azioni Proprie.

AC Attivi Correnti:
o le rimanenze;
o le disponibilit liquide;
o i crediti delle immbolizzazioni esigibili entro lanno;
o i crediti dellattivo circolante esigibili entro lanno;
o ratei e risconti dellattivo.

Con la riclassificazione il passivo si divide in tre macro voci:
CN Capitale Netto
Corrisponde alla prima voce del passivo dello stato patrimoniale (capitale investito),
ovvero patrimonio netto;

PF Passivit Fisse (o consolidate)
o Debiti del passivo esigibili oltre lanno;
o Fondi per rischi ed oneri;
o Trattamento di fine rapporto;
una forma di retribuzione del personale che matura proporzionalmente alla durata del
rapporto stesso, e sono solo aliquote ANNUALI.
o Ratei e Risconti oltre lanno se specificato.

PC Passivit Correnti
o Debiti del passivo esigibili entro lanno;
o Rate e Risconti.
Abbiamo parlato dei margini (di tesoreria MT, di struttura MS e del capitale circolante netto CCN) che
sono indici che indicano la situazione patrimoniale e della situazione finanziaria. Nel caso della
situazione patrimoniale si parler di solidit patrimoniale nel caso in cui si ha un margine di struttura
positivo, ovvero riusciamo a coprire gli investimenti di lungo periodo (AF attivit fisse) con il capitale
netto (CN) a disposizione. Mentre si parla di solvibilit finanziaria nel caso in cui o si ha un margine di
tesoreria positivo, ovvero riusciamo a coprire i finanziamenti di breve periodo o con le sole liquidit
63

immediate e differite, o si ha un Capitale Circolante Netto (CCN) positivo, ovvero riusciamo a coprire i
finanziamenti di breve periodo aggiungendo alle liquidit anche le rimanenze.
INDICI DI LIQUIDIT
Sono rapporti tra voci dellattivo e voci del passivo. Individuiamo tre indici:
Indice di Disponibilit;
Indice di Liquidit;
Quick Ratio, o indice di liquidit immediata.

INDICE DI DISPONIBILIT (coll. CCN)
la capacit di unazienda di far fronte alle passivit correnti (PC debiti di breve durata) con le attivit correnti
(AC investimenti di breve durata, e sono queglinvestimenti che sono destinati a tornare in forma liquida entro
lesercizio).
Quando Ind.Disp > 1 limpresa sar capace di far fronte alle passivit correnti, ed il Capitale Circolante
Netto sar positivo (CCN = LD + LI + RD PC) perch le attivit correnti saranno maggiori delle passivit
correnti.




INDICE DI LIQUIDIT (coll. MT)
Ci d informazioni sulla solvibilit, ovvero sulla capacit dellimpresa di far fronte a debiti di breve durata
(PC) attraverso le liquidit immediate LI (liquidi disponibili in cassa) e le liquidit differite LD (crediti che
torneranno in forma liquida entro lesercizio).
Se Ind.Liq > 1 limpresa sar capace di far fronte alle passivit correnti, ed il Margine di Tesoreria (MT)
sar anchesso positivo (MT = LD + LI PC) perch il valore della somma delle liquidit immediate e differite
sar maggiore delle passivit correnti.




Se Ind.Liq < 1 e Ind.Disp > 1 significa che si dovranno utilizzare le liquidit ottenute dalle rimanenze
per poter coprire i debiti di breve durata.
64

QUICK RATIO
un indice che ci da lidea della disponibilit immediata. Fa capire se i debiti di breve durata (PC) possono
essere coperti con quello che si ha gi in cassa, ovvero attraverso la Liquidit Immediata (LI disponibilit
liquide) senza fare affidamento n sui crediti di breve durata (LD liquidit differite) n sulle rimanenze
disponibili (RD).



Se Quick.Ratio > 1 significa che ci possibile.
Quindi il Quick Ratio lunico indie che d informazioni sulla capacit dellazienda di far fronte ai debiti di
breve durata con lausilio delle sole liquidit immediate, senza dover aspettare il rientro di crediti o
addirittura la vendita delle rimanenze.

RELAZIONI TRA MARGINI ED INDICI
Esiste una relazione tra margini di bilancio ed indici di liquidit. Per cui conoscendo gli indici,
indirettamente si ha una idea anche dei margini.



Quindi quando un margine positivo, il rispettivo indice maggiore di uno. Se almeno uno dei margini (o
uno degli indici) favorevole ci condiziona che lazienda riesce a coprire i debiti di breve periodo (PC) con
le voci dellattivo circolante senza far uso delle immobilizzazioni (investimenti di lungo periodo).






65

INDICI DI INDEBITAMENTO E DI INDIPENDENZA FINANZIARIA
Sono indici che mettono in relazione solo le voci del passivo. Ci danno informazioni circa la capacit
dellazienda di far fronte ad investimenti utilizzando solo il proprio capitale piuttosto del capitale di terzi.
Lindice di indebitamento ci d informazioni su quanto indebitata unimpresa.


Maggiore il numeratore (CT) e maggiore lindebitamento.







Lindice di indipendenza finanziaria ci d informazioni sulla capacit dellazienda di far fronte ad
investimenti utilizzando unicamente il capitale proprio.




















66



CICLO ECONOMICO
un intervallo di tempo, per tale motivo si calcola in giorni, ed lintervallo di tempo che intercorre tra
latto di acquisto e latto di vendita (indipendentemente dalluscita/entrata monetaria)

Periodo di Giac. Materie Prime + Periodo di Produzione + Periodo di Giac. Prodotti Finiti

CICLO MONETARIO
sempre un intervallo di tempo il quale compreso tra luscita monetaria (per acquisto fattori produttivi) e
lentrata monetaria (vendita dei fattori produttivi)
La durata in giorni del ciclo monetario la somma algebrica dei seguenti elementi:

Periodo di giacenza delle materie prime in magazzino

+ Periodo di produzione

+ Periodo di giacenza media dei prodotti finiti in magazzino

+ Periodo di giacenza media dei crediti verso clienti

Periodo di giacenza dei debiti verso fornitori*


* Il periodo di giacenza dei debiti verso fornitori va sottratto perch pi tardi avviene il pagamento (ovvero
pi tardi avviene lacquisto dei fattori produttivi) minore sar la durata del ciclo monetario. Viene spostato
in avanti quel momento che luscita monetaria (Pagamento degli Acquisiti). Si pu avere addirittura il
caso in cui il pagamento viene effettuato dopo lincasso delle vendite, ci troviamo quindi nella situazione in
cui il Ciclo Monetario assume valore in giorni negativo ed un fattore del tutto positivo.

67

importante individuare questi due cicli perch il momento dellacquisto pu non corrispondere al
momento delluscita monetaria, come il momento della vendita pu non corrispondere al
momento dellentrata monetaria.
Il ciclo economico quindi lintervallo di tempo tra latto di acquisto e latto di vendita.
Il ciclo monetario invece lintervallo di tempo tra luscita monetaria e lentrata monetaria.

Nel caso in cui non viene concesso una dilazione di pagamento, il momento relativo
allacquisto/vendita dei fattori produttivi coincide con il momento relativo allesborso/incasso
monetario. Solo in questo caso il ciclo economico coincide con il ciclo monetario (ci avviene per
tutte le attivit commerciali).

Un ciclo monetario negativo un fattore positivo perch lentrata monetaria avvenuta prima
delluscita monetaria.

Il ciclo economico sempre positivo, per consegnare un prodotto bisogna prima produrlo
acquistando i fattori produttivi occorrenti.

Calcolo: PERIODO DI GIACENZA MEDIA DELLE MATERIE PRIME





Calcolo: PERIODO DI GIACENZA MEDIA DEBITI VERSO FORNITORI








Calcolo: PERIODO DI PRODUZIONE






Calcolo: PERIODO DI GIACENZA MEDIA PRODOTTI FINITI






Calcolo: PERIODO DI GIACENZA MEDIA CREDITI VERSO CLIENTI







68

Sia il ciclo economico che il ciclo monetario si esprimono in giorni.
Il ciclo economico, poich non tiene conto dei debiti e dei crediti, si calcola semplicemente sommando i tre
periodo di giacenza (Materie Prime, Produzione SL, Prodotti Finiti).
Il ciclo monetario la somma algebrica di tutti i 5 indici (Periodo di giacenza materie prime, periodo di
produzione SL, periodo di giacenza di prodotti finiti, periodo di giacenza dei crediti verso clienti, periodo di
giacenza debiti verso fornitori).

INDICI DI ROTAZIONE
Sono dati dallinverso dei periodo di giacenza.
Non espresso in giorni per cui non c il 365.
Indicano quante volte in un anno ruotano i debiti e i crediti, e le giacenze di materie prime, semilavorati e
prodotti finiti.
ROTAZIONE MATERIE PRIME




ROTAZIONE DEBITI VERSO FORNITORI






ROTAZIONE DELLA PRODUZIONE




ROTAZIONE DEI PRODOTTI FINITI




ROTAZIONE DEI CREDITI VERSO CLIENTI





69

INDICI DI REDDITIVIT
Esprimono la redditivit di alcune gestioni dellimpresa.
Sono 5 indici, ma in realt ne sono 4 perch lindice di onerosit (ROD) stato accorpato in questo elenco.
I restanti 4 indici sono:
Indice di redditivit delle vendite (ROS);
Indice di redditivit del capitale investito (ROA);
Indice di redditivit globale (ROE);
Indice di redditivit operativa (ROI).
Inoltre comprendiamo tra gli indici di redditivit altri due indici:
Indice di rotazione del capitale investito;
Indice di rotazione del capitale investito operativo.


INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO




Ci d informazioni di quando le vendite riescono a coprire il capitale investito, quante volte il capitale
investito coperto dalle vendite. Indica la capacit di unazienda di fare fatturato, ovvero di vendere.

INDICE DI REDDITIVIT DALLE VENDITE (ROS) %


()



A = Valore della produzione
B = Costi della produzione
A5 = Altri Ricavi e Proventi
B14 = Oneri diversi di gestione

Da informazioni circa la gestione caratteristica dellazienda, ovvero di quella gestione al netto di eventuali
ricavi o oneri atipici.
Il ROS assume valori minori di 1, perch al numeratore c lo stesso valore del denominatore ma sottratto
da altre voci del conto economico.
70

INDICE DI REDDITIVIT OPERATIVA (ROI) %




()
(

)


B3 = Immob. Finanziarie
C2
n
= Crediti verso imprese Controllate, Collegate e Controllanti
C3 = Attivit Finanziarie non Immobilizzate
C4 = Disponibilit Liquide

Il ROI misura la capacit di unimpresa di produrre reddito unicamente attraverso la gestione caratteristica.
Il capitale investito operativo quel capitale depurato dalle voci della gestione finanziaria perch non
riguardano la gestione caratteristica.
Il ROI pu essere calcolato anche come prodotto di due indici, tra lIndice di Redditivit dalle Vendite (ROS)
e lIndice di Rotazione del Capitale Investito Operativo di seguito calcolato.

INDICE DI ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO OPERATIVO

)


INDICE DI REDDITIVIT GLOBALE (ROE) %




[]()



Il ROE indica il risultato di gestione, esprime la redditivit del capitale apportato in azienda dagli azionisti.
lindice di riferimento di azionisti, di futuri azionisti e di finanziatori.

ROE PER FATTORI
La scomposizione del ROE per fattori sta ad indicare che la redditivit globale dellimpresa dipende :
o Dal ROI, indice di redditivit operativa;
o Dallinverso dellindipendenza finanziaria


o Rapporto tra il Reddito Netto (RN) e il Reddito Operativo (RO)
71




ROA Indice di redditivit del capitale investito totale
lindice di redditivit del capitale investito totale.
Tiene conto della redditivit atipica e della gestione finanziaria.



[ ]








COSTO MEDIO DEL DENARO PRESO IN PRESTITO (ROD)
Tra gli indici di redditivit esiste un indice che non un vero e proprio indice di redditivit, ma un indice di
onerosit, ovvero un indice che ci permette di calcolare il tasso di interesse e rappresenta la costosit del
capitale di terzi.





Poich i debiti verso fornitori non generano oneri finanziari, tale voce (D6) va sottratta dal totale dei debiti
del passivo.
Il ROD rappresenta il tasso di interesse del capitale di un finanziatore che limpresa gestisce.







72

LEVA FINANZIARIA
La leva finanziaria uno strumento che consente di comprendere quando opportuno indebitarsi.
una relazione che lega matematicamente il ROE con il rapporto di indebitamento

. Nella formula della


leva finanziaria compaiono anche le voci di ROI (redditivit della gestione caratteristica) e ROD (indicatore
della costosit del capitale).
Per la dimostrazione della formula della leva finanziaria si utilizzano delle ipotesi espresse passo-passo alle
fasi per lottenimento della formula finale.
Dimostrazione:
Calcolo del Reddito Netto (RN), ultima voce del Conto Economico



TF laliquota fiscale espresso in percentuale, per questo motivo il reddito netto dato dalla
differenza tra il reddito operativo e gli oneri finanziari, a meno dellaliquota fiscale (TF).


Ipotizzando che non ci siano Proventi ed Oneri create dalla gestione straordinaria otteniamo:



Supponiamo inoltre che anche non ci siano Proventi di tipo Finanziario:




Ipotizziamo ancora che lazienda si occupi solo dellattivit per cui nata, quindi unazienda con solo
gestione caratteristica senza alcun reddito atipico, avremo allora:




Quindi il Reddito Netto si calcola come:





Risultato prima
delle imposte
Imposte sul
reddito
73

La formula della leva finanziaria il punto di partenza che si fa per andare a trovare la relazione che lega il
ROE con lindebitamento

(e non con il ROI o il ROD, compariranno nella formula ma sono solo casi).

Sappiamo che il ROE dato da:




[]







Sappiamo inoltre che il ROI dato da:





*Nella dimostrazione la moltiplicazione per 100 va trascurato.
Nellipotesi che la gestione caratteristica lunica gestione dellazienda, il Capitale Investito Operativo
coincide con il Capitale Investito CI perch non c altro tipo di gestione, quindi il ROI sar dato da:







Spesso il ROD viene calcolato come rapporto tra gli oneri finanziari ed il capitale di terzi:




In questo modo il ROD viene sottostimato perch al denominatore vengono considerati anche i
fondi per rischi ed oneri ed il TFR che non producono alcun onere finanziario. una formula
utilizzata per semplicit danalisi della leva finanziaria.




74

Sostituiamo il tutto nella forma della leva finanziaria:


[ ]

[ ]

[ ]


[

]


Osservando la formula, assomiglia molto allequazione di una retta:


Quindi la leva finanziaria dimostra semplicemente come varia la redditivit globale (ROE) al variare
dellindebitamento

fissati i valori ROI e ROD.

equivale alla nostra x dellequazione della retta, e (ROI ROD) equivale alla nostra a dellequazione della
retta, ovvero al coefficiente angolare e a seconda del numero, se negativo o positivo, la retta assumer
una certa inclinazione. Linclinazione della retta indica se la redditivit globale (ROE) cresce o decresce al
variare della nostra variabile indipendente

.
Per tale motivo andiamo ad individuare quelli che sono i due effetti di leva:
ROI > ROD

Effetto di leva positivo.

Il coefficiente angolare positivo, quindi una retta crescente.
Al crescere di

cresce il ROE.
Il manager si trova in una situazione che gli conviene indebitarsi.



y = b + a x
Ordinata allorigine
75

ROI < ROD

Effetto di leva negativo.

Il coefficiente angolare negativo, quindi una retta decrescente, Al crescere di

decresce il ROE,
quindi non conviene indebitarsi.








Nel caso favorevole, cio delleffetto leva positivo, allaumentare dellindebitamento aumenta il ROE. Per
concettualmente, se ci si indebita allinfinito aumenta il ROE infinitamente.
Indebitandosi sempre pi, la banca ove si richiede il prestito comincer ad aumentare il tasso di interesse
(ROD) perch il rischio aumenta.
Con laumentare del ROD, diminuisce la pendenza della retta. Quando il ROD assumer un valore maggiore
del ROI, la retta comincer a scendere.

In definitiva la leva finanziaria una relazione che suggerisce al manager quando conviene indebitarsi,
tenendo conto dellipotesi che il ROI e il ROD assumano determinati valori.
Ricapitolando:
76

CONVIENE INDEBITARSI ROI > ROD perch il ROE cresce
NON CONVIENE INDEBITARSI ROI < ROD perch il ROE decresce

NON E POSSIBILE INDEBITARSI ALLINFINITO perch il ROD aumenta allaumentare della richiesta del valore
di prestito, modificando quindi leffetto di leva.

La leva finanziaria spiega come varia il ROE al variare dellindebitamento.
Il ROI riguarda la redditivit della gestione caratteristica dellazienda.
Il ROD riguarda il costo medio del denaro preso in prestito.

Leffetto di leva originato dallo spostamento tra il tasso di redditivit del capitale investito (ROI) e il costo
del capitale in prestito (ROD).
La differenza tra questi due valori determina leffetto della leva finanziaria, ovvero la sua pendenza.
Leffetto di leva positivo si ha quando il ROI maggiore del ROD.
Leffetto negativo si ha quando il ROI minore del ROD.
Quindi nel caso in cui ROI > ROD, conviene indebitarsi, per non infinitamente perch il ROD si modificher
col variare della somma richiesta. Il ROE per questo motivo avr una andamento crescente sino ad un certo
punto, dopo il quale comincer a decrescere e non converr pi indebitarsi.
La vera rappresentazione grafica quella che nasce da un ROD a gradini (quindi un ROD non costante, ma
costante in determinati range) e da un ROE che assume diverse pendenze perch varier lo scostamento
tra ROI e ROD.





77


PUNTO DI PAREGGIO (Break Even Point)
In Punto di Pareggio (BEP) quella quantit prodotta e venduta tale per cui i ricavi eguagliano i costi, ed il
profitto nullo.
Quindi quella quantit, valutata in unit di pezzi, tali per cui il profitto zero.
Il profitto la differenza tra linsieme dei ricavi e dei costi.
Bisogna comprendere qual quella quantit da produrre e da vendere per cui non ci siano n profitti n
perdite. Da quel punto in poi, da quella quantit in poi, si inizier ad avere una situazione positiva, profitto;
mentre al disotto di quella quantit si ha una situazione negativa, ovvero di perdita, perch i costi sono pi
dei ricavi.
PROFITTO = RICAVI COSTI
I RICAVI si ottengono vendendo i prodotti. Pi si vende e pi si ricava (non confondere il ricavo col profitto)
Ricavi = Prezzi * Quantit
I COSTI possono essere fissi o variabili.
I Costi Fissi non dipendono dalle quantit (i salari, gli ammortamenti);

I Costi Variabili dipendono dalle quantit prodotte o vendute (materie prime, energie).


Dove:
G = Profitti
p = prezzo di vendita unitario
q = quantit
CF = costi fissi
cv = costi variabili unitari

Poich il BEP, ovvero il punto di pareggio, quella quantit per cui il profitto zero, per determinarlo
impostiamo nella formula che G vale zero e consideriamo come incognita la q, quindi abbiamo:






78

Il valore che assumer q sar la minima quantit da produrre e da vendere che consente di coprire con i
ricavi tutti i costi non ottenendo alcun profitto.
Se si produce q+1, il profitto sar dato proprio dal ricavo di quellunica quantit venduta oltre la quantit di
pareggio. Caso contrario con q-1, ovvero si avr una perdita pari al prezzo di quellunit che manca per
arrivare al punto di pareggio.
Il valore:

chiamato Margine di Contribuzione (mc) ed una grandezza che misura il contributo che un prodotto
fornisce all'impresa per realizzare la copertura dei costi fissi.

Come vediamo dal grafico:
- I costi fissi CF non dipendono dalle quantit prodotte

- I costi variabili CV dipendono dalle quantit prodotte (CV = cv*q)

- I costi variabili unitari cv determina il coefficiente angolare dei costi variabili

- La retta dei Costi data dalla somma di CV+CF, ovvero una retta che stesso coefficiente angolare
di CV ma parte dal valore dellordinata pari al valore di CV.

- La retta dei Ricavi dipende dalle quantit prodotte (Ricavi = G = p*q)
Situazione favorevole che la posizione del BEP sia pi vicina allorigine degli assi, e ci possibile in pi
casi ottenibili anche contemporaneamente:
aumentando il prezzo di vendita dei prodotti la retta dei ricavi aumenta la sua pendenza;
diminuendo i costi fissi e/o costi variabile, la retta dei costi fissi si abbassa e/o la retta dei costi
variabili assumer una pendenza minore.
79

LEVA OPERATIVA (LO)
La leva operativa (LO) fornisce informazioni circa la % REDDITO OPERATIVO rispetto %q.
A seconda di come varia il reddito operativo (RO) rispetto alla variazione delle vendite si avr una leva
operativa che pu essere grande o piccola:
Una leva operativa elevata si ha con una variazione di reddito grande rispetto alla variazione delle
vendite;
Una leva operativa piccola si ha con una variazione di reddito piccola rispetto alla variazione delle
vendite.


Nel caso di leva operativa elevata, LO > 1 oppure LO < -1:
VENDITE (positiva o negativa) % REDDITO OPERATIVO MOLTO elevata (positivamente o negativamente)
un caso di leva operativa molto rischioso perch risulta essere:
- molto redditizia nel caso di una variazione positiva delle quantit prodotte vendute;

- molto svantaggiosa nel caso di una variazione negativa delle quantit prodotte vendute.

Nel caso di leva operativa piccola, -1 < LO < 1:
VENDITE (positiva o negativa) % REDDITO OPERATIVO poco elevata (positivamente o negativamente)
una situazione di leva operativa poco rischiosa perch risulta essere:
- poco redditizia nel caso di una variazione positiva delle quantit prodotte vendute;

- poco svantaggiosa nel caso di una variazione negativa delle quantit prodotte vendute.

Quindi le leva operativa strettamente legata al concetto di rischiosit dellazienda ed in particolare ci
informa su come varia il reddito al variare delle vendite.
Ci che accomuna una LO elevata e piccola che per entrambi i casi si ha un aumento del reddito in caso di
aumento delle vendite, mentre si ha una diminuzione di reddito se le vendite diminuiscono.
Il valore che assume la leva operativa dipendente dai Costi Fissi.
La variazione percentuale serve per andare a valutare lincremento o il decremento del reddito e della
quantit di prodotti venduti.
80


Poich sappiamo che il
ricordando che mc il margine di contribuzione, otteniamo:





Maggiore sono i CF la Leva Operativa diventa pi grande, quindi si avr una situazione pi redditiva ma
pi rischiosa.
I costi fissi elevati ci forniscono una situazione che al tempo pi redditiva, pi rischiosa, ed un valore di
BEP svantaggioso ovvero elevato.
Il legame tra Il BEP e la Leva Operativa la dipendenza con i CF.

AZIENDA RIGIDA e FLESSIBILE

Unazienda definita RIGIDA se ha elevati CF.
Si ricordi che i CF non dipendono dalle quantit prodotte ma sono costi che bisogna far fronte anche se non
si produce.
Elevati costi fissi determina:
- BEP elevato

- Leva Operativa elevata
azienda molto redditizia ma con alto rischio in caso di contrazione delle vendite.

Unazienda definita FLESSIBILE se ha bassi CF.
Bassi costi fissi determina:
- BEP basso
- Leva Operativa bassa
Azienda poco redditizia ma con basso rischio in caso di contrazione delle vendite.
81



In questo grafico possibile notare che una diversa posizione del punto di pareggio:
Basso BEP Bassi CF
Alto BEP Alti CF
*a parit di pendenza dei costi variabili

LEGAME TRA LEVA OPERATIVA & LEVA FINANZIARIA
ROI > ROD

ROE aumenta allaumentare di


(REDDITIVITA OPERATIVA) (COSTO DEL CAPITALE IN PRESTITO) (REDDITIVITA IMPRESA)

(INDEBITAMENTO)
Si poi osservato che allaumentare dellindebitamento oltre certi range aumenta anche il ROD, quindi il
ROE, ovvero la leva finanziaria, sar positivo solo entro certi range di indebitamento.
Unimpresa fortemente indebitata dovr pagare oneri finanziari molto elevati (ROD), e tali oneri sono
indipendenti dal volume di produzione venduti quindi rappresentano un CF.
Unazienda che maggiormente indebitata unazienda che sostiene pi altri oneri finanziari, quindi pi
alti costi fissi.
Unazienda con alti costi fissi avr una situazione:
Vantaggioso per quanto riguarda leffetto di leva finanziaria, perch sar positivo perch al
crescere dellindebitamento, cresce il ROE, ovvero cresce la redditivit dellimpresa;

Svantaggiosa per quanto riguarda il BEP, o Punto di Pareggio, perch sar raggiunto con pi grandi
quantit di prodotti venduti;

di duplice carattere per la leva operativa, ovvero alti CF determinano un vantaggio di redditivit in
caso di variazione in percentuale di vendite positiva, mentre si avr uno svantaggio, un rischio, in
caso di contrazione delle vendite, con perdite pi che proporzionali. Tipica azienda RIGIDA.