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LUNED 13 GENNAIO 2014 www.corriereconomia.

com
ANNOXVIII - N. 1 Distribuito con il Corriere Della Sera non vendibile separatamente
Direzione, Redazione, Amministrazione, Tipografia Via Solferino 28, Milano 20121 - Tel. 02.62.82.1 S .63.79.75.10
Bonino Non solo diplomazia
Convinceremo gli investitori
IL PUNTO
Il lamento non aiuta
Puntiamo su noi stessi
e la ripresa arriver
A
fine 2013 la crisi ha compiuto sei
anni. Ogni anno sembrava quello
buono per la svolta; invece si sono
accumulati licenziamenti, bancarotte e
sempre meno speranze di recupero.
stata la transizione pi radicale, pi
strutturale, pi antropologica cui la mia
generazione abbia assistito. E si
accompagnata al terrore di un tempo
senza promesse. A un venire meno della
stessa idea di futuro. Ad una convinzione
che i famosi calabroni del made in Italy
fatti i conti con la legge di gravit fossero
definitivamente caduti a terra. Ad un
tramonto anche della leggenda italica che
con un colpo di reni ai tempi supplementari
si potessero sempre evitare baratri e
catastrofi. La crisi non stata solo
macroeconomica e finanziaria. Le
concause aziendali sono state molte: chi
veniva da un mercato troppo a lungo
ristagnante; chi presentava debolezze in
ambito tecnologico o organizzativo; chi
correva senza il necessario patrimonio; chi
aveva lasciato il volante in mano a
patriarchi conservatori, testardi e
disinformati; chi troppo legato ad un unico
cliente o fornitore.
In questi anni di souplesse e di decadenza
abbiamo per anche accumulato energia e
forza inespressa. Accanto al malessere,
alcune aziende sono riuscite a
metabolizzare loccasione di
trasformazione: sono stati cancellati lussi,
illusioni, privilegi, sovrastrutture,
burocrazie. E ora che qualche barlume
illumina la ripartenza, che qualche filo
derba rispuntato, lo spirito di iniziativa
pronto per straripare, per convogliare
verso un nuovo obiettivo. I gruppi medi e
medio-grandi dei settori della moda, del
design, dellagroalimentare, dei
macchinari, del farmaceutico, delle
forniture medicali, della progettazione
che poi sono la vera locomotiva nazionale
stanno assicurando al sistema italiano
una rinnovata vitalit.
DI SEVERINO SALVEMINI
Fisco Nel 2014 si prende altri due giorni
Al lavoro per le tasse fino al 21 giugno
DI MASSIMO FRACARO, GIUDITTA
MARVELLI E ANDREA VAVOLO
D
ue giorni di lavoro in pi
per arrivare al traguardo
della liberazione fiscale. Il
calcolo del Tax Freedom Day, rea-
lizzato come ogni anno in collabo-
razione con Cgia Mestre, rivela che
un quadro con uno stipendio da
poco pi di 48 mila euro lanno do-
vr lavorare fino al 21 giugno (nel
2013 era fino al 19) per saldare i
conti con l Erario.
ALLE PAGINE 20 E 21

Credito
Mps, Bpm, Carige
Riparte la caccia
a 4,3 miliardi di euro
DI STEFANO RIGHI
A PAGINA 8
Fonte:
73%
25%
2%
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Le tasse da pagare nel 2014
saranno...
sicuramente
di pi
come
lo scorso
anno
di meno
come
sostiene
il governo
1
Il sondaggio
Matricole Alibaba, Pinterest, Dropbox e...
Hi-tech Vince a Wall Street
Ecco tutte le nuove Twitter
DI COMETTO E SCLAUNICH
L
Asia va alla conquista di
Wall street. Alibaba, il sito
cinese di ecommerce che vale da
solo circa 100 miliardi di dollari,
sar lapripista. Ma nel 2014 so-
no previsti molti arrivi eccellen-
ti. Tra le Ipo a stelle e strisce nel
2014 previsto il debutto di Pin-
terest (il social basato sulle im-
magini), Dropbox (archiviazio-
ne e condivisione di file), Spotify
(radio online personalizzata) e
tanti altri. Il 2013 stato un anno
doro con quotazione record e
prezzi saliti in media del 77%. Si
sta gonfiando unaltra bolla?
ALLE PAGINE 2 E 3
DI BIANCA CARRETTO E DANIELE SPARISCI
D
opo la realizzazione del sogno salire al
100% di Chrysler per Fiat inizia una sfida
pi impegnativa, che va dal rilancio dellAlfa Ro-
meo allespansione in Cina, alla ripartenza del-
lEuropa. La road map inizia oggi al North Ameri-
can Show, la pi importante vetrina Usa. Intanto,
lAmerica si chiusa alle spalle la recessione.
ALLE PAGINE 4 E 5



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Azioni, bond, casa, fondi:
la guida pratica e facile
per investire in sicurezza
ALLA PAGINA 22
Il made in Italy
di nuovo nel mirino
del fondo Emerisque
SACCHI A PAGINA 13
R
iorganizzare la rete diplomatica non significa
trasformare gli ambasciatori in piazzisti, ma
affiancarli con professionisti preparati a convince-
re gli investitori stranieri della bont del rischio
Italia. Emma Bonino, ministro degli Esteri, spiega
come lItalia diventer pi attraente dopo aver in-
contrato fondi sovrani e top manager stranieri.
A PAGINA 7
Affari Esteri
Emma Bonino

Compagnie aeree
Alitalia e le altre,
se fallire fa bene
DI ALESSANDRA PUATO
A PAGINA 10
Intervista Ecco come attrarre nuove risorse
MODA IN EDICOLA
DI PAOLO VALENTINO

Previsioni
Dai cellulari alla tv:
chi sale e chi scende
Sar lanno della tecnologia
da indossare. Continuer la feb-
bre per i tablet e gli smartphone
con guerra dei prezzi. La Cina
sorpasser gli Usa.
CON ARTICOLI DI SOTTOCORONA
TORELLI E TRIULZI ALLE PAGINE
15, 16 E 17
DI PAOLO OTTOLINA
Chrysler I veri piani di Marchionne
La leadership si decide in America
Detroit Da oggi fino al 26 gennaio il North American Show
CONTINUA A PAGINA 10
2 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
La stanza dei bottoni
a cura di Carlo Cinelli e Federico De Rosa
Monti, addio Tasi: il Professore vola a Londra
Chicco Testa fa Winston Churchill. E Romiti cerca manager che sappiano il cinese
A
lle bizze di Palazzo,
dove la sua Scelta ci-
vica sta combatten-
do la battaglia contro la Ta-
si, Mario Monti preferisce
il pi familiare ambiente
londinese della Alumni-
Bocconi. Lassociazione de-
gli ex bocconiani di stanza a
Londra, guidata dal capo di
Blackrock Stefano Donati,
ha deciso di inaugurare il
nuovo anno organizzando
una cena di gala con lex
premier, oggi presidente
dellateneo milanese, ospite
donore. I tavoli (prezzi po-
polari per gli ospiti: da 55
fino a 140 sterline a testa
per chi deve ri nnovare
liscrizione al club) sono
andati tutti esauriti. Ad ac-
cogliere questa sera Monti
al Royal Academy of Arts
Restaurant, che ospiter il
gala, ci saranno il suo consi-
gliere diplomatico ai tempi
di Palazzo Chigi, Pasquale
Terracciano, promosso
nel frattempo ambasciatore
nel Regno Unito, e un centi-
naio di ex alunni ai quali
stata riservata anche una
sessione post prandiale di
Q&A con lex primo mini-
stro.
***
Il Professore non tutta-
via il solo nel suo partito a
coltivare interessi lontano
dai Palazzi. Mercoled sera,
al Teatro Parioli di Roma,
lex sostituto procuratore e
deputato di Sc, nonch que-
store della Camera, Stefano
Dambruoso, insieme al
suo capogruppo a Monteci-
torio, Andrea Romano,
porteranno in scena Col-
pevole o innocente?, il ci-
clo di processi ai personag-
gi storici ideato dallasso-
ciazione culturale Prospec-
tus, che dopo aver messo
alla sbarra a Milano Gali-
leo Galilei e Ippocrate,
sbarca a Roma per occupar-
si di Sir Winston Chur-
chill, impersonato per loc-
casione dal manager ver-
de Chicco Testa. Dam-
bruoso sar presidente
della Corte, Romano il di-
fensore e il giudice del Tar
campano, Sergio Zeuli in-
terpreter laccusa. Testi-
moni deccezione: la giorna-
lista Myrta Merlino e la
banchi era del Papa,
Francesca Immacolata
Chaouqui.
***
Lappuntamento per il
15 gennaio in Assolombar-
da per il quarto Career
day organizzato dalla Fon-
dazione Italia-Cina presie-
duta da Cesare Romiti per
favorire lincontro tra le
aziende italiane che voglio-
no sfondare in Asia e giova-
ni laureati cinesi e non. Il
mercato cinese non pi il
Bengodi di qualche anno fa
e di conseguenza la qualifi-
cazione del personale de-
cisiva per competere con gli
altri Paesi europei esporta-
tori, in primo luogo i fran-
cesi. Avere alle proprie di-
pendenze un giovane ma-
nager bilingue (cinese e ita-
l i a n o ) p u f a r e l a
differenza. Tra le aziende
pi affezionate ai Career
day ci sono Max Mara, Vi-
bram ed Elica ma questan-
no ci saranno tre importan-
ti new entry: Technogym,
Ferragamo e Bialetti.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Volti Mario Monti. A sini-
stra: Francesca Chaouqui
e (in basso) Chicco Testa
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o, non ci sar nessuna
bolla tech. E quelli che
invece la danno per
immediata non san-
no di cosa stanno parlando. In-
tervistato dal Wall Street Jour-
nal Marc Andreessen, guru del
Web e venture capitalist del set-
tore tech, non ha dubbi: lo sbarco
in Borsa delle aziende legate a
Internet e ai social non ha niente
a che vedere con la bolla del
2000. Di analisi (e rassicurazio-
ni) per ce n bisogno, perch i
numeri raccontano unaltra sto-
ria. Secondo la societ di analisi
Birinyi Associates, che ha messo
in fila tutte le Ipo del settore dal
1997 ad oggi, il 2013 stato lan-
no doro per le aziende internet e
social in Borsa: ben 26 si sono
quotate (per un valore totale di
5,39 miliardi di dollari), segnan-
do un picco rispetto agli anni
precedenti. Il core-business? A
360 gradi: si occupano di ecom-
merce ma anche di advertising
online, cloud, cyber sicurezza,
pagamenti online, mobile, solu-
zioni per web hosting e creazio-
ne siti.
Paragoni
Nel 2012 le Ipo erano state so-
lo 17, ma lo sbarco a Wall Street
di Facebook (che da solo valeva 5
miliardi) aveva portato il totale
degli investimenti a 18,3 miliardi
di dollari. Una cifra monstre, so-
prattutto se comparata a quelle
di una decina di anni fa: nel 1999
si quotarono 188 societ per un
totale di 15,86 miliardi, nel 2000
invece le 89 aziende diventate
pubbliche raggiunsero comples-
sivamente 9,58 miliardi.
Le bolle sono fenomeni spe-
cifici legati alla psicologia di
massa. Ora non c nulla del ge-
nere: stiamo parlando di un nu-
mero di aziende piuttosto picco-
lo, analizza Andreessen. Picco-
lo ma remunerativo: ad aver in-
vestito in tutte le 26 aziende
quotatesi nel 2013 si sarebbe
guadagnato un buon 77,84% se-
condo i calcoli del Birinyi Asso-
ciates. La pi interessante, con
un ritorno sugli investimenti che
su base annuale dovrebbe arri-
vare a sfiorare il 230%, quella
di Qiwi, societ che si occupa di
pagamenti virtuali. Pure Twitter,
che al debutto sui listini aveva
fatto tremare gli investitori, do-
vrebbe reggere: ci si aspetta un
+133% sugli investimenti in 12
mesi. Ma, al di l delle proiezioni
a lungo termine, gi le prime set-
timane fanno ben sperare: in un
mese il valore delle azioni salito
del 72,88% e a inizio gennaio dai
26 dollari iniziali sono arrivate a
superare i 60 per poi scendere
un po. Performance simili le
hanno registrate anche FireEye,
societ che si occupa di cyber si-
curezza (da 20 a 60 dollari per
azione in 4 mesi), RocketFuel,
azienda di digital advertising (da
29 a 59 dollari per azione in 4
mesi), la piattaforma di cloud
Marketo (da 13 a 41 dollari per
azione in 7 mesi), i due siti cinesi
58.com (da 17 a 40 dollari in due
mesi) e Autohome (da 17 a 32
dollari in un mese).
Stando alle proiezioni di Bi-
rinyi, ben 10 societ su 26 po-
trebbero far raddoppiare gli in-
vestimenti degli azionisti nel gi-
ro di un anno, mentre un altro
gruppetto di sette dovrebbe rea-
lizzare crescite dal 67% al 99%.
Chi ha puntato sulle societ sba-
gliate subir perdite importanti:
Tremor Video, la peggiore, do-
vrebbe segnare un -46,40% in un
anno. Le altre tre che arrancano
(Marin Software, YuMe, Li-
ghtInTheBox) invece scendono
rispettivamente del 26,50%, del
15,56 e dell11,47%.
Prospettive
Insomma, un settore da tene-
re docchio. Soprattutto perch
pure nel 2014 ci si aspetta il de-
butto di una serie di matricole di
razza. Per esempio la cinese Ali-
baba, colosso dellecommerce
che non solo in corsa per diven-
tare la leader mondiale del retail
(dovrebbe scalzare WalMart dal
primo posto entro il 2016) ma ha
pure messo un piede nel settore
social alleandosi con Sina, il
Twitter cinese. Da mesi si preve-
de il suo sbarco in Borsa e i detta-
gli dellIpo sono da urlo, con una
valutazione che potrebbe arriva-
re fino a 100 miliardi di dollari.
La Cina ed i suoi colossi sarebbe-
ro cos al centro dellattenzione,
ma gi osservando la lista delle
Ipo del 2013 le societ asiatiche
balzano allocchio: su 26 ben otto
non sono americane, e di queste
sei sono cinesi (poi ce n una
israeliana e una francese).
Tra le Ipo a stelle e strisce in
arrivo nel 2014, invece, ci potreb-
bero essere Dropbox, Box, Ever-
note (tutte e tre si occupano di
archiviazione e condivisione di
file) e Pinterest, il social basato
sulle immagini. Nei prossimi
mesi, inoltre, potrebbe muovere i
primi passi a Wall Street anche
Square, la startup per i paga-
menti via smartphone del fonda-
tore di Twitter Jack Dorsey. Ma
c chi guarda con interesse pure
a Uber (servizio di trasporto pri-
vato), Shazam (app che ricono-
sce brani musicali), Spotify (ra-
dio online personalizzata). Chis-
s che, dietro al rifiuto di Evan
Spi egel di vendere l a sua
Snapchat a Facebook, non ci sia
il progetto di un imminente esor-
dio in Borsa dellapp di messag-
gistica. Per quanto riguarda i vi-
deogiochi in lizza per la quota-
zione ci sarebbero due grandi
nomi: da un lato la britannica
King (che ha firmato Candy Cru-
sh Saga) dallaltro i finlandesi di
Rovio (inventori degli uccellini
arrabbiati di Angry Birds).
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Lultimo boom
Le matricole internet che si sono quotate
a Wall Street nei vari anni
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Le debuttanti
del 2013
ChannelAdvisor, LightInTheBox,
RetailMeNot, Zulily, 500.com
Marin Software, YuMe,
Rocket Fuel, Criteo
58.com, Autohome
Twitter
Tremor Video
Textura
RingCentral
FireEye, Barracuda Networks
Mavenir Systems, Sungy Mobile
Xoom, Qiwi
Ecommerce,
couponing, retail
Advertising
online e digitale
Portali
Social
Video
Servizi per industria online
Servizi telefonici
Soluzioni per web hosting
e creazione siti
Protezione e cyber sicurezza
Mobile (infrastrutture e prodotti)
Pagamenti online
Cloud Marketo, Cvent
Endurance international,
Wix.com
30
33
89
1
4
8
18
15
10
16
1
6
13
19
17
26
1.655
15.862
5.389
97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13
97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13
188 record
18.282 record
La nuova
carica
Ecommerce Alibaba
Social Pinterest
Cloud Dropbox, Evernote, Box
Giochi King, Rovio
Musica Spotify, Shazam
Trasporti Uber
Pagamenti via smartphone Square
Messaggistica Snapchat
Le matricole previste per il 2014
77,84%
Il guadagno medio
in 12 mesi
di quotazioni.
Solo in 4 sono
in negativo
Trend Nel 2013 hanno guadagnato il 77%. E se scoppia la bolla?
Internet Alibaba guida
la corsa delle matricole
Wall Street diventa hi-tech
Il sito cinese di ecommerce vale da solo 100 miliardi
In lizza nel 2014 Pinterest e i dolcetti di Candy Crush
DI GRETA SCLAUNICH
In due anni debutti
per 24 miliardi.
Sempre pi
matricole dallAsia
IMPRESE & FINANZA
Uomini, storie
e strategie
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 3
IMPRESE & FINANZA
La storia
Uomini, storie
e strategie
High-tech Il social compie dieci anni e si comporta come un big quotato: insegue i profitti
Facebook Una rivincita (m0bile )
Zuckerberg sorprende e cresce grazie alla pubblicit su tablet e cellulari
Cos il titolo risalito del 200% dai minimi. Ma i giovani lo amano ancora?
DI MARIA TERESA COMETTO
I
m Ceo, Bitch!, dichia-
rava il ventenne Mark
Zuckerberg sul bigliet-
to da visita della sua
neonata azienda (in italiano suone-
rebbe Sono il Capo, Scemo!). Era il
suo modo goliardico di prendere in
giro il tradizionale mondo del busi-
ness e mostrarsi lontano da Wall
Street. Facebook non stata creata
originariamente come unazienda,
insisteva il giovanissimo ceo (chief
executive officer o amministratore
delegato) parlando ai potenziali inve-
stitori. Ma dieci anni dopo il lancio
del suo social network avvenuto il 4
febbraio 2004 dal dormitorio di Har-
vard, la prestigiosa universit dove
studiava Informatica e Psicologia
Zuckerberg diventato un vero ceo,
impegnato non solo a perseguire i
suoi ideali (come Internet accessibile
in tutto il mondo), ma anche al fattu-
rato e ai profitti della sua azienda. E
se il 29 gennaio, quando annuncer i
risultati 2013, soddisfer o addirittu-
ra superer le aspettative degli anali-
sti, Wall Street lo incoroner come il
miglior ceo nel settore tecnologico
dellultimo anno, nonostante non ab-
bia ancora 30 anni (li compir il pros-
simo 14 maggio).
Attese
Le attese del mercato sono per un
balzo allins di oltre il 40% del fattu-
rato, dai 5 miliardi di dollari del 2012
a 7 miliardi; e per un raddoppio dei
profitti nel quarto trimestre rispetto
allo stesso periodo di un anno fa. La
risalita delle quotazioni di Facebook
dai minimi toccati dopo lIpo (Initial
public offering, offerta pubblica ini-
ziale) del maggio 2012 ha gi antici-
pato le buone notizie: scese a 22 dol-
lari lo scorso giugno dai 38 dollari
del prezzo iniziale, le azioni sono ora
quasi a 60 dollari. E con una capita-
lizzazione di Borsa di 144 miliardi di
dollari, la fortuna personale di Zuc-
kerberg oggi vale attorno ai 20 mi-
liardi.
Gran parte della crescita dellulti-
mo anno dovuta alla svolta impres-
sa a Facebook da Zuckerberg dopo il
flop dellIpo: il baby ceo si era reso
conto allora di non potersene infi-
schiare delle aspettative e delle rea-
zioni degli investitori, perch come
ha raccontato il Wall Street Journal
in un recente lungo articolo le azio-
ni svalutate deprimevano anche
lumore degli ingegneri e dei pro-
grammatori di Facebook pagati con
le stock option. E Zuckerberg ha capi-
to inoltre di doversi rapidamente
adattare al cambiamento di uso del
social network da parte dei suoi uten-
ti, sempre pi spesso connessi non
pi da un desktop ma da uno smar-
tphone.
La priorit del ceo diventata cos
far soldi, davvero; e per raggiungere
lobbiettivo il mezzo individuato sono
state le inserzioni pubblicitarie inte-
grate nelle news degli amici, viste so-
prattutto sul piccolo schermo. Mobi-
litati i suoi pi fidi collaboratori in
particolare lingegnere Andrew
Boz Bosworth, suo ex insegnante
ad Harvard la nuova strategia ha
funzionato. Almeno 3 miliardi di dol-
lari del fatturato 2013 dovrebbero ve-
nire dalla pubblicit su apparecchi
mobili, secondo le stime degli anali-
sti, e questo senza aver infastidito
troppo gli utenti, dicono i 35 mila
sondaggi quotidiani che Facebook re-
alizza fra i suoi seguaci.
Ma Zuckerberg non pu dormire
sugli allori e le sfide che ha di fronte
sono molteplici. Per continuare ad at-
tirare gli investimenti pubblicitari de-
ve mostrare che il suo social network
sempre il pi usato e amato al mon-
do: aver raggiunto 1,2 miliardi di
utenti non basta, se i giovani comin-
ciano a non ritenerlo pi cool (di mo-
da) e a cercare qualcosa di nuovo, co-
me il responsabile finanziario di Fa-
cebook David Ebersman ha lasciato
intendere lo scorso ottobre commen-
tando i risultati del terzo trimestre. E
aver cercato (invano) di comprare
per ben 3 miliardi di dollari Snapchat
lapplicazione per scambiarsi foto
che scompaiono in pochi secondi, ul-
tra popolare fra i giovanissimi con-
ferma la preoccupazione di Zucker-
berg di non perdere lamicizia delle
nuove generazioni.
Risposta
Una ri spost a di Facebook a
Snapchat il nuovo servizio di mes-
saggi di Instagram, la app per condi-
videre foto comprata nel 2012 e cre-
sciuta fino a 150 milioni di utenti atti-
vi al mese; ma probabilmente dovr
inventare qualcosaltro di nuovo per
tenere il passo con la concorrenza.
Altro problema caldo quello della
privacy. Zuckerberg ha ammassato
una quantit enorme di informazioni
sui suoi utenti e lo scandalo del data-
gate ha rivelato quanto la loro riser-
vatezza sia relativa, a causa del pro-
gramma di sorveglianza dellagenzia
americana per la sicurezza (Nsa). Da
agosto Facebook pubblica un Rap-
porto sulla trasparenza in cui dichia-
ra quante richieste di dati sugli utenti
riceve dalla Nsa, sperando cos di
mantenere la fiducia del pubblico e
cercando di opporsi agli eccessi di in-
trusioni governative.
Il lato positivo della massa di in-
formazioni accumulate sul social la
possibilit di usarle da parte degli
stessi utenti attraverso il motore di ri-
cerca interno Graph search, per
esempio per trovare un certo risto-
rante che piace agli amici. disponi-
bile per ora solo sul pc, ma dovrebbe
essere presto lanciato anche sugli ap-
parecchi mobili e, secondo Masha-
ble, potrebbe diventare la novit pi
interessante del 2014.
@mtcometto
RIPRODUZIONE RISERVATA
La pi grossa
Fonte: Birinyi Associates
Jonathan Lu
Chief Executive Ofcer,
Alibaba Group
La pi rischiosa
Tremor
Video
La pi promettente
pagamenti online
piattaforma video online
Sigla: TWTR
Ipo: 1,82 miliardi di dollari
(novembre 2013)
Prezzo iniziale azioni: 26 dollari
Prezzo attuale: 57,20 dollari
Differenza: +120%
Sigla: TRMR
Ipo: 75 milioni di dollari
(giugno 2013)
Prezzo iniziale azioni: 10 dollari
Prezzo attuale: 5,09 dollari
Differenza: -49,1%
Sigla: QIWI
Ipo: 229,6 milioni di dollari
(maggio 2013)
Prezzo iniziale azioni: 17 dollari
Prezzo attuale: 54,11 dollari
Differenza: +218%
Tremor
Video
La societ
stata bocciata
da Wall Street
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Alibaba
(Cina, 1999)
colosso ecommerce,
la valutazione
potrebbe arrivare
no a 100 miliardi
di dollari
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Twitter
(Usa, 2006)
social da 140 caratteri,
ha superato a ne 2013
i 200 milioni di utenti
attivi mensili
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144
Miliardi di dollari
la capitalizzazione
di Borsa
di Facebook
Gli utenti attivi
Dati in miliardi
I ricavi
Promosso a Wall Street
Dati in miliardi di dollari
1,0
0,8
0,6
0,4
0,2
0 I trim.
2012
II trim. III trim. IV trim. I trim.
2013
II trim. III trim.
I trim.
2012
II trim. III trim. IV trim. I trim.
2013
II trim. III trim.
Mark Zuckerberg,
29 anni, ceo di Facebook
il suo patrimonio personale
vale 20 miliardi di dollari;
nel 2013 stato il numero1
nella classica dei lantropi
americani con 1 miliardo
di dollari dati in benecenza
Mobile Desktop
2,0
1,5
1,0
0,5
0
60
40
20
2012 2013
+50%
dallinizio
delle quotazioni
Pubblicit su
apparecchi mobili
Pubblicit
Altro
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4 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Il mercato delle quattro ruote
Italia & America
Industria
Strategie Dopo laccordo tutte le sfide pratiche della fusione. LItalia nelle vendite pesa meno del 10%
Fiat Chrysler Promossa in finanza
Industria e modelli i test decisivi
Parte dal Salone di Detroit il cammino del gruppo. Investimenti per 9 miliardi
Le sfide di Marchionne: il rilancio Alfa, la forza di Jeep e Dodge. La partita Brasile
DI DANIELE SPARISCI
LA RIPRESA Le vendite di auto negli Usa, in milioni
Dicembre
Da inizio anno
2013
1,360
15,594
2012
1,356
14,492
Var. %
0,3%
7,6%
LA CLASSIFICA
GM
Ford
Toyota
Chrysler
Honda
Hyundai Gr.*
Nissan
VW Group
Subaru
* Inclusa Kia
DA TORINO A DETROIT
* Incluse Comau, Teksid, Marelli oltre a Ferrari e Maserati
** Occupati al 30 settembre 2013
Ricavi netti (mld)
Risultato operativo (mld)
Risultato netto (mld)
Auto vendute (mln)
Dipendenti
20
-0,979
-2
1,778
46.531
Fiat
2003
88
3,5 - 3,8
0,9 - 1,2
4,4
214.836**
Fiat-Chrysler
2013*
Fonte: elaborazione CorrierEconomia
2.768.078
2.493.918
2.236.042
1.800.368
1.525.312
1.255.962
1.248.420
611.512
424.683
2.595.717
2.250.165
2.082.504
1.651.787
1.422.785
1.260.606
1141.656
615.321
336.441
7,3%
10,8%
7,4%
8,9%
7,2%
0,0%
9,4%
-0,6%
26,2%
2013 2012 Var. %
1
La mappa

un giocatore ma dicono
che ami il rischio calcola-
to. Non lazzardo. Sergio
Marchionne davanti a un
tavolo con le carte in mano e una
valanga di fiche a forma di mac-
chinina il ritratto che il Financial
Times gli dedica a pochi giorni
dallaccordo con Veba. Instancabi-
le negoziatore, attento ai minimi
dettagli, capace di condurre lulti-
ma e decisiva partita con il sinda-
cato americano in un resort della
Florida pochi giorni prima della
fine dellanno. Quando anche gli
americani staccavano la spina,
mentre lui no. Continuava a lavo-
rare a quel sogno che coltivava
da quattro anni e mezzo come ha
scritto ai 300 mila dipendenti del
gruppo allindomani dellannun-
cio.
Sogno
Ora il sogno si realizzato,
ma le sfide sono tuttaltro che fini-
te. Anzi, come fa notare il quoti-
diano finanziario britannico che
pure non gli risparmia critiche, il
cammino di Fiat-Chrysler entra in
una nuova fase, forse la pi delica-
ta. Gli investimenti sui nuovi pro-
dotti e sulle fabbriche (si parla di 9
miliardi), il rilancio dellAlfa Ro-
meo, il polo del lusso in Italia,
lespansione sul mercato cinese
dove il gruppo indietro rispetto
alla concorrenza, la ripartenza del-
le vendite in Europa che gli anali-
sti danno per sicura questanno.
Tutti tasselli di una road map
che inizia da Detroit: qui Mar-
chionne atteso allapertura del
North American Show (al via og-
gi), la pi importante vetrina per
lindustria americana e non solo.
la prima uscita pubblica dopo lin-
tesa con Veba nel palcoscenico di
casa. Perch numeri alla mano
emerge tutto il peso della Chrysler
nella nuova societ che prender
forma dopo la fusione. A livello di
vendite lItalia conta meno del
10% sul totale, 4,4 milioni di unit
circa che valgono il settimo posto
nella classifica mondiale dei pro-
duttori automobilistici.
Klondike
Il grosso dei profitti arriva dagli
Stati Uniti. Leconomia si rimessa
in moto, le immatricolazioni sono
tornate quasi ai livelli pre-crisi su-
perando quota 15,6 milioni. Chry-
sler ha agganciato la ripresa regi-
strando quarantacinque mesi con-
secutivi di crescita. Se in Europa le
consegne di Fiat sono destinate a
superare le 700 mila unit i dati
complessivi sul 2013 si conosce-
ranno il 16 gennaio dallaltra
parte dellAtlantico la bilancia se-
gna un milione e 800 mila veicoli,
il 9% in pi dellanno precedente.
Ma a leggere i dati emergono
alcune indicazioni importanti: la
forza della Chrysler deriva in larga
parte dal formidabile contributo
dei marchi Ram, Jeep e Dodge. In
particolare Dodge conta per quasi
600 mila pezzi, cio un terzo del
totale delle immatricolazioni.
Insomma i mezzi di taglia XXL,
suv e pick-up, vanno molto meglio
delle automobili, come conferma-
no ancora una volta i numeri: 1,24
milioni per i primi, 551 mila circa
per le seconde. Ecco perch a De-
troit considerano fondamentale il
lancio della nuova Chrysler 200
che sar presentata al Salone di
Detroit. Il brand capofila ha chiu-
so il 2013 con una contrazione del
2% per un totale di 302.492 pezzi.
Fra i critici c chi sottolinea le
performance negative di Fiat
(-1%), legate al crollo di vendite
della 500 (-18%). Compensato so-
lo parzialmente dallo sbarco della
500L che ha raccolto 7.402 clienti.
A conferma che commercializzare
vetture piccole oltreoceano im-
presa difficile. Discorso inverso
per la Jeep: il marchio off-road ha
stabilito un nuovo record storico
consegnando 731.565 macchine in
tutto il mondo. Un risultato anco-
ra pi incoraggiante se si conside-
rano alcune difficolt. Il ritardo
nel lancio della nuova Cherokee
per un problema, poi risolto, di
messa a punto del cambio ha
pesato sui conti del terzo trimestre
e lasciato a secco i concessionari.
La Jeep uno dei pilastri del grup-
po: Marchionne lo considera uno
dei brand globali insieme ad Alfa
Romeo. Questanno partir la pro-
duzione in Cina per il mercato lo-
cale e in Italia a Melfi.
Spine europee
La crisi ha colpito durissimo,
non solo la Fiat ma tutti i costrut-
tori generalisti tranne la Volkswa-
gen. Il Lingotto ha perso quote di
mercato finendo dietro a Bmw, al
settimo posto. I conti continuano a
essere in rosso, il piano industriale
atteso per aprile far luce anche
sulle strategie continentali. Da
una parte il lusso di Alfa e Masera-
ti, dallaltro il marchio Fiat alle
prese con una trasformazione:
prodotti a valore aggiunto derivati
da Panda e Cinquecento. Perch,
secondo lo stesso Marchionne,
non ha pi senso competere in al-
tri settori dove si guadagna po-
chissimo.
Brasile
In Sud America lanno che si
appena aperto cruciale. Entrer
in funzione la seconda fabbrica
brasiliana, quella di Pernambuco
con una capacit produttiva di 250
mila veicoli lanno. A dirigerla
Stefan Ketter, uno dei manager al-
linterno del Gec, il consiglio stra-
tegico del gruppo. La Fiat dovr
difendere un primato che in Brasi-
le dura da dodici anni.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1
La battaglia nellalto di gamma
Il lusso parla solo tedesco: numeri record per Audi, Bmw, Mercedes e Porsche
T
empo di bilanci, di classifiche e di previsioni
per i produttori del lusso made in Ger-
many. Non sar facile ripetere una stagione co-
me quella appena passata per Audi, Bmw e Mer-
cedes. Tutte e tre hanno registrato record di ven-
dite assoluti. A Ingolstadt, quartiere generale del-
la Casa degli anelli, hanno sfiorato il milione e
600 mila pezzi (1,57 per la precisione) grazie alle
performance della Cina (+21%) e degli Stati Uniti
(+13,5%). Mercedes cresciuta complessiva-
mente del 10,7% con un milione e 462 mila im-
matricolazioni. La domanda di vetture compatte
della famiglia della Classe A e B schizzata del
64%. Sul gradino pi alto del podio si piazzer
Bmw, che non ha ancora reso noti i dati per il
2013. Le previsioni parlano di un milione e 770
mila pezzi (inclusi i marchi Mini e Rolls-Royce),
numeri enormi per un costruttore premium. E
che dire della Porsche? Ha chiuso il 2013 con pi
di 162 mila vetture. gi considerato il marchio
pi redditizio al mondo, con margini superiori al
20% e questanno potrebbe tagliare il traguardo
delle 200 mila unit con larrivo del suv compatto
Macan. Con quattro anni di anticipo rispetto ai
piani. Ed stato un anno doro anche per la Rolls-
Royce 3.630 macchine- che presto potrebbe
aggiungere benzina con un inedito suv.
Lanalisi
I Btp, le banche e i veri conti del nostro debito
Ecco perch la discesa dello spread unultima occasione da non sprecare
I
l nuovo anno ci ha
portato uno spread
sotto i 200 punti base
ma, ancor pi importan-
te, tassi sui Btp decen-
nali sotto il 4%. In termi-
ni reali in realt siamo in
linea con le medie del
passato: anzi con unin-
flazione ormai prossima
allo zero ci sarebbe spa-
zio ancora per qualche
limatura dei tassi nomi-
nali rispetto allattuale
3,9%.
Le conseguenze sono
tutte positive per lau-
spicato e tanto sospirato
rimbalzo delleconomia
italiana, che a molti pare
ormai un miraggio. Lo
sono ovviamente ancor
pi per i conti pubblici:
ma solo se si sfrutter
questa probabilmen-
te ultima occasione
per ridurre lesorbitante
debito pubblico e carico
fiscale e non per trasfe-
rire, ancora una volta, a
spesa pubblica i risparmi
che ne derivano.
Il costo medio per il
Tesoro attualmente pari
al 4,2% quindi desti-
nato nei prossimi mesi a
cal are, tenendo per
conto che la vita media
residua dei titoli pubblici
leggermente superiore
ai sei anni e quindi il calo
sar necessariamente
limitato e graduale.
Ma c un altro gran-
dissimo beneficio su cui
si focalizza meno lat-
tenzione: la crescita di
valore dei Btp in porta-
foglio alle banche ed ai
privati nellultimo anno.
Il cosiddetto fenomeno
della balcanizzazione
dei debiti pubblici del-
leurozona, che ha ri-
guardato in modo parti-
colare il debito italiano,
ha portato la quota in
mano agl i i nvesti tori
esteri, pari al 44% a fine
2010, allattuale 34%.
Ci significa che supera-
ta la fase pi critica che
ha messo a serio rischio
la stabilit del sistema
bancario italiano alla fi-
ne del 2011, il calo dei
tassi ri scontrato nel
2013 andato soprat-
tutto a vantaggio degli
operatori domestici che
ne detengono oltre due
terzi. Se si pensa che il
sistema bancario nazio-
nale ha attualmente in
portafoglio oltre 200 mi-
liardi solamente di Btp
questo comporta che il
maggior valore in porta-
foglio in un solo anno si
conti in molti miliardi di
euro. Questo rende me-
no amara la pillola rap-
presentata per le banche
dai debiti in sofferenza:
ri spetto al l a fi ne del
2009 sia i debiti inca-
gliati che quelli inesigibili
sono infatti quadrupli-
cati in termini relativi.
Questo quadro per for-
tuna negli ultimi mesi si
stabilizzato.
La maggiore rilassa-
tezza sul fronte dei bi-
lanci grazie alle plusva-
lenze implicite sui bond
pu far sperare nel 2014
i n un atteggi amento
meno apprensi vo sul
credito alle imprese e
sulla concessione dei
mutui alle famiglie. Ma il
tutto resta assai precario
e quindi sempre pi
necessari o evi tare di
trasformare questo divi-
dendo per il sistema Ita-
lia in una nuova fonte di
crisi e di volatilit.
Quando si pensa con
insensata leggerezza a
scenari che prevedono
labbandono delleuro si
dovrebbe anche ricor-
dare che ventanni fa,
con un debito di entit
pari al 45% e di durata
medi a pari al l a met
dellattuale, il Tesoro pa-
gava qualche miliardo in
pi di interessi rispetto a
quelli che paga attual-
mente. Basterebbe que-
sto dato per dire che tor-
nare indietro sarebbe
folle.
R PRODUZ ONE RISERVATA
di CARLO MARIA PINARDI
Famiglia John Elkann, presidente del gruppo torinese
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 5
Il mercato delle quattro ruote
La grande kermesse di Detroit
Industria
LE VENDITE
DI FIAT-CHRYSLER
Il consuntivo 2013
* Primi 11 mesi e compresa Italia
S
. A
v
a
lt
r
o
n
i
ITALIA
3
7
4
.
2
1
7
Usa
1
.
8
0
0
.
3
6
8
Europa
6
7
3
.
6
3
4
*
Brasile
7
6
2
.
9
5
0
Trend Nel 2013 lo zio Sam ha immatricolato 15,6 milioni di auto, con una crescita del 7,6% e un boom di interesse
Usa Addio crisi, la sfida tutta a stelle e strisce
Da GM a Fiat Chrysler, da Ford ad Audi, da Lexus al lusso delle europee Mercedes e Bmw:
i piani dellindustria negli States che ora amano non solo i suv ma anche le 500 e le Mini
DI BIANCA CARRETTO
S
ono passati solo quat-
tro anni dallepoca in
cui sembrava che lin-
dustria americana del-
lautomobile fosse spacciata. Il
2013 si chiuso con 15,6 milio-
ni di vetture immatricolate, il
7,6% in pi rispetto allanno
passato. Anche le ultime trac-
ce di recessione sono alle spal-
le, General Motors ha visto le
sue vendite progredire del
7,3% grazie al lancio di 18 mo-
delli, alcuni assolutamente
nuovi, altri rivisitati, Ford
addi ri ttura cresci uta del
10,8%, il miglior dato dal 2006:
il suo pick-up F-150 il veicolo
pi venduto negli Stati Uniti
per il 32 anno consecutivo,
con le consegne salite del 18%.
Ma sul fronte sportivo che
il marchio dellOvale Blu pun-
ta per continuare a destare
lattenzione. Ad esempio con
la mitica Mustang che, nata
nel 1964, indica come unicona
possa rimanere se stessa pur
subendo una profonda evolu-
zione in campo tecnologico.
Sfilata
Per Chrysler la storia an-
cora diversa, quattro anni di
integrazione con litaliana
Fiat, avvenuti sul campo
come hanno scritto il presi-
dente John Elkann e lammini-
stratore delegato Sergio Mar-
chionne ai dipendenti, dopo
lacquisizione del 100% delle
azioni del costruttore ameri-
cano da parte di Fiat.
Sono state consegnate 1,8
milioni di Chrysler, il 9% in
pi rispetto al 2012, con la
nuova Jeep Cherokee che in
soli due mesi ha venduto oltre
25 mila pezzi, la prima vettura
a vocazione mondiale del
gruppo, attualmente prodotta
a Toledo, potrebbe essere co-
struita anche in Cina dal pros-
simo anno.
Al Salone di Detroit, dal 13
al 26 gennaio, viene presenta-
ta la berlina Chrysler 200 che,
per, non verr esportata in
Europa, pur dimostrandosi di
carattere e qualit compatibili
con il nostro Continente. I co-
struttori stranieri hanno otte-
nuti risultati variegati sullo
strategico mercato americano.
Toyota, con 2,2milioni di vei-
coli, presenta un pi 7%, Nis-
san, ancora meglio, un pi
9,4%, Volkswagen stata inve-
ce penalizzata dalla ristruttu-
razione in corso della sua filia-
le americana, per cui ha subito
una flessione del 7%.
Gli analisti prevedono un
2014 ancora pi favorevole: le
vendite potrebbero superare i
16 milioni di veicoli, ma la pas-
sione degli americani per lau-
tomobile passa attraverso
normative che prevedono una
costante riduzione dei consu-
mi, legata alla contemporanea
diminuzione dei volumi e dei
pesi dei veicoli.
Negli Stati Uniti si riscontra
ormai una rivoluzione cultu-
rale nel rapporto tra luomo e
la macchina, anche le strade,
pur conservando per noi euro-
pei, dimensioni dilatate, han-
no cambiato aspetto, princi-
palmente nelle grandi citt. Il
possesso di una vettura di due
tonnellate, con motore da 5
mila cc, non pi la dimostra-
zione di uno status symbol.
Nel 2020 Ford aspira a sfio-
rare il 70% delle sue vendite
con auto che montano propul-
sori a 4 cilindri. Una tendenza
che dimostra il cambiamento
avvenuto in una societ pi re-
sponsabile, attenta ai risvolti
ecologici ed economici. Esiste
ormai unAmerica che ama
circolare con la piccola Fiat
500. Rimangono intoccabili,
comunque, i grossi pick-up e
gli imponenti suv, le auto per il
lavoro e per la famiglia, consi-
derando le distanze dellim-
menso Paese.
Lusso
Tra i marchi del lusso Mer-
cedes ha battuto, nel 2013, la
sua storica rivale Bmw per
3.248 unit, immatricolando
quasi 313 mila veicoli, il 14% in
pi rispetto allanno preceden-
te, primato che aveva perso
nel 2000. Grande merito di
questa escalation del brand
della Stella va al successo della
nuova CLA, che arrivata a
circa 15 mila pezzi, affiancata
dal gradimento per la Classe S
ed E e allaccresciuto migliora-
mento della soddisfazione dei
clienti. Il capo di Mercedes
Benz Usa, Steve Cannon, ha
gi dichiarato che i prossimi
modelli in arrivo permette-
ranno di conservare questa
posizione di testa anche nel
2014. Da parte sua Bmw recri-
mina la poca disponibilit di
X5 come causa del sorpasso,
ma conta sullarrivo della vet-
tura elettrica i3, della nuova
cabrio serie 2 e del crossover
X4, per rimontare.
Proiezioni
Lexus, il marchio alto di
gamma di Toyota, si classifi-
cato al terzo posto , dopo esse-
re stato, sino al 2011, per undi-
ci anni consecutivi, al primo.
Audi lancia la sua sfida pun-
tando tutto sui motori diesel
che pur essendo ideali per i
suv, non hanno mai conqui-
stato il cuore degli americani.
Un concept di un suv compat-
to esposto al Salone di De-
troit con la sigla Q1, linee tese
e sportive, in stile coup, do-
vrebbe sviluppare questa scel-
ta. Ma il 2014 lanno di Mini
(ha venduto, nel 2013, in Usa
circa 66 mila pezzi ) che inizie-
r la commercializzazione del-
la sua terza generazione.
Chi invece pu vantarsi di
un successo raramente regi-
strato in campo automobilisti-
co Maserati, che a dicembre
ha visto le sue vendite pi che
triplicate negli Stati Uniti, il
secondo mercato del mondo,
dopo la Cina. Il brand del Tri-
dente ha venduto 1.053 veicoli,
con una crescita del 216,2%.
Con le nuove Quattroporte e
Ghibli, costruite nello stabili-
mento torinese di Grugliasco,
ha registrato un aumento,
sempre negli Usa, del 74,7%
con 4.768 veicoli. Anche per la
Ferrari un 2013 positivo, 180
vetture consegnate a dicem-
bre (+5,9%), 2.053 nellintero
anno (+8,6%).
R PRODUZIONE R SERVATA
Ford
Alan Mulally
General Motors
Mary Barra
Fiat Chrysler
Sergio Marchionne
6 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Verso lUnione Bancaria La maggior severit richiesta agli istituti potrebbe accelerare la tendenza verso un altro credit crunch
Basilea 3 Come far arrivare i soldi alle imprese
I vincoli per il credito e la zona franca per le Pmi. Ma Draghi avverte: nuova liquidit solo se verr investita
DI STEFANIA TAMBURELLO
C
he il problema del credito, o
meglio del non credito, alle
imprese sia prioritario non
lo segnalano solo i dati della
Banca dItalia che hanno registrato un
crollo del 6% dei prestiti in novembre.
Lo dicono, e non da ora, le autorit
monetarie a Roma come a Bruxelles e
a Francoforte. Il presidente della Bce,
Mario Draghi, in particolare, lo ha
sottolineato nel suo intervento del 16
dicembre scorso al Parlamento euro-
peo spiegando che le misure anche
non convenzionali prese dalla Bce ed
in particolare le decisioni sui tassi di
interesse hanno affrontato le distor-
sioni, alleviato pressione sui finanzia-
menti delle aziende non finanziarie e
aiutato le piccole e medie imprese.
Quelle imprese che in Italia, aveva
sottolineato in un intervento prece-
dente, ricevono finanziamenti trop-
po pochi e troppo cari.
Relazione debole
La Banca centrale europea in realt
dopo labbondante immissione di li-
quidit alle banche con le due opera-
zioni di Ltro tra fine 2011 e inizio 2012,
poco ha potuto fare per deviare i suoi
prestiti verso leconomia, un compito
questo, quello di fare prestiti, che ha
spiegato ancora Draghi attiene alle
scelte del singolo intermediario. Gio-
ved scorso, poi, nella prima conferen-
za stampa del 2014 il numero uno del-
la Banca centrale europea tornato a
rassicurare su nuove misure espansi-
ve della Banca centrale semmai ce ne
fosse bisogno. Ed in precedenza aveva
detto che una possibile nuova opera-
zione di iniezione di liquidit sar fat-
ta solo a fronte di un impegno ad im-
piegare i fondi nelleconomia reale.
Lobiettivo non facile perch con-
tro lespansione dei prestiti giocano la
crisi che non finita, ed i cui effetti
persistono soprattutto in Italia non-
ch, assieme, le stesse misure anticrisi
come le nuove regole di Basilea 3 che
puntano a rafforzare i patrimoni delle
banche ma che proprio per questo de-
terminano una riduzione delle risorse
disponibili per il credito alleconomia.
Il nuovo accordo internazionale,
denominato appunto Basilea 3, en-
trato in vigore il primo gennaio anche
se si pu dire che il mercato abbia gi
scontato, favorendone lanticipata ap-
plicazione, le nuove regole. Le banche
hanno gi varato gli aumenti di capi-
tale per rimettersi in linea gli istituti
italiani sono gi in regola con i nuovi
parametri e sono gi a buon punto
negli adeguamenti strutturali richie-
sti dai nuovi paletti sulla liquidit e
lindebitamento. Nei prossimi giorni
lAbi dar tutte le istruzioni necessa-
rie per accogliere le novit procedura-
li e di vigilanza, ma il pi negli istituti
di credito, come si detto, stato gi
fatto. La questione che allavvio uffi-
ciale di Basilea 3 si aggiungono gli
vit dellattivit bancaria, spiega
leconomista Franco Tutino, che ha
studiato a fondo il processo di Basilea
3. Il rispetto di parametri pi severi
del capitale riduce dunque le disponi-
bilit di impiego mentre lattenzione
al rischio aumenta la prudenza nel
concedere prestiti alle aziende, so-
prattutto alle medie e piccole. In ter-
mini pratici tutto ci vuole dire che le
banche, come del resto stanno gi fa-
cendo, chiederanno il rientro dei fidi
pi a rischio o comunque di clienti
non graditi e saranno ancora meno
generose di prima nel fare credito.
Il prossimo pericolo
Anche Draghi, nella conferenza
stampa di gioved a Francoforte, lo ha
riconosciuto. Ci potr essere, ha detto,
una ulteriore stretta creditizia nel bre-
ve termine, ma ci sar anche, a fine
2014, un sistema bancario pi sano e
pi solido e si avr la riapertura dei
mercati dei capitali alla raccolta delle
banche. Nel frattempo per, complice
la crisi ed i ritardi, in particolare in
Italia, della ripresa economica, i pre-
stiti alle imprese e famiglie resteranno
difficili. Anche se qualcosa in pi per
neutralizzare quantomeno limpatto
dei parametri di Basilea 3 sulle Pmi,
stato in realt fatto con la decisione
del Parlamento europeo di non appli-
care i nuovi standard pi restrittivi ai
crediti erogati alle imprese fino a 1,5
milioni. per tutto da vedere quanto
questi accorgimenti riusciranno ad al-
leggerire la situazione delle Pmi. An-
che perch da chiarire quanto del
credit crunch sia dovuto al calo degli
investimenti e della domanda e quan-
to allazione prociclica di Basilea 3. Ci
sono peraltro delle cifre che possono
aiutare nellanalisi del fenomeno e le
fornisce lAbi indicando landamento
riflessivo dei prestiti anche nei Paesi
in cui leconomia ha continuato a tira-
re, come la Germania.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Usa Molti istituti locali americani rischiano il tracollo per rispettare le nuove regole. Cos lAbi americana ha fatto ricorso contro la Fed
Zion Attacco alla Volcker rule dal lontano Utah
La nuova legge vieta operazioni strutturate. La banca, fondata dai mormoni, si scaglia contro la Fed
A
ppena approvata, dopo tre anni di
sofferte diatribe, la Volcker rule sta
gi perdendo dei pezzi. E questo
proprio mentre il ministro del Tesoro
americano Jacob Lew sta facendo pressio-
ne sui partner europei perch adottino
nuove regole bancarie come quelle previ-
ste dalla riforma finanziaria Dodd-Frank
compresa appunto la Volcker rule per
prevenire crisi finanziarie simili a quella
devastante del 2008.
Questa settimana infatti attesa la pri-
ma modifica alla norma che prende il no-
me dallex governatore della Federal re-
serve Paul Volcker, il suo primo promoto-
re: entro il 17 gennaio la Fed (Banca cen-
trale Usa) e altre due autorit finanziarie
americane (la Fdic, Federal deposit insu-
rance corporation e lOcc, Office of the
comptroller of the currency) devono de-
cidere se cancellare il divieto alle banche
di investire nei Cdo (Collateralized debt
obligation) basati sui Trups (Trust pre-
ferred securities).
Lha chiesto lassociazione americana
dei banchieri Aba (American bankers as-
sociation) dopo lo scoppio del caso Zions,
la maggiore banca dello Utah fondata
dal mormone Brigham Young nel 1873 e
ceduta negli anni Sessanta del secolo
scorso alla Keystone Insurance and Inve-
stment Company che lo scorso dicem-
bre ha dichiarato che per rispettare il di-
vieto dei Trups Cdo avrebbe dovuto sva-
lutare di 387 milioni di dollari il suo por-
tafoglio titoli. Secondo Aba quasi 300
altre banche locali americane sono nelle
stesse condizioni della Zions, con il rischio
zioni che le possono portare al fallimento
costringendo il governo a usare soldi pub-
blici per salvare i depositi dei risparmia-
tori. Ma la definizione pratica di quel
principio si rivelata molto complessa e ci
sono voluti tre anni dallapprovazione
della riforma finanziaria nel 2010 fino allo
scorso 10 dicembre per lapprovazione
definitiva delle nuove regole. Fra queste
c anche il bando dei Cdo basati sui
Trups, che sono titoli con caratteristiche
ibride fra obbligazioni e azioni e offrono
alcuni vantaggi fiscali e contabili.
Soprattutto le banche locali americane
avevano sia emesso Trups Cdo sia investi-
to parecchio in questi titoli prima del
2008. Poi anche questi derivati si sono
svalutati con la crisi e per questo sono ri-
masti nei loro portafogli nella speranza di
una ripresa o con lintento di tenerli fino
alla scadenza. Ma non sono titoli perico-
losi secondo lAba, che ha querelato la
Fed, la Fdic e lOcc per il danno che la Vol-
cker provocherebbe ai bilanci delle ban-
che costrette a venderli oggi. Resta il fatto
che sono strumenti complessi e difficili
da valutare, come mostra il caso di Zions.
Dal suo ultimo bilancio pubblico (al 30
settembre 2013) emerge che la banca del-
lo Utah possiede Trups Cdo per 1,23 mi-
liardi di dollari: ma questa una valuta-
zione teorica, tanto che la stessa banca ha
dichiarato che per venderli sul mercato ai
prezzi reali deve scontarli di circa un
terzo.
Oltre cinque anni dopo la crisi finan-
ziaria, insomma, c ancora incertezza sul-
la vera salute finanziaria di certe banche.
Eppure la Fed e le altre autorit sembrano
favorevoli ad accogliere la richiesta del-
lAba e a togliere i Trups Cdo dalla lista
dei derivati vietati dalla Volcker rule.
Unaltra fetta dellindustria finanziaria
scontenta dellimpatto delle nuove regole
comprende sia le banche sia i gestori di
fondi impegnati nelle transazioni tender-
option, in cui prendono prestiti a breve
termine per investire in bond municipali a
lunga scadenza, sperando di guadagnare
sulla differenza fra i tassi pagati e quelli
incassati. La Volcker rule vieta alle grandi
banche anche queste operazioni e il loro
mercato quindi destinato a prosciugarsi.
MARIA TERESA COMETTO
mtcometto
RIPRODUZIONE RISERVATA
di perdere in tutto 600 milioni di dollari.
Cdo una sigla diventata tristemente
famosa durante la grave crisi finanziaria
del 2008: un tipo di titolo derivato ba-
sato su debiti di varia natura. I Cdo di al-
lora erano fatti di tranche di mutui immo-
biliari: quando il mercato della casa croll
e i debitori meno affidabili (i cosiddetti
subprime) smisero di pagare le rate dei
loro prestiti, gran parte dei Cdo divenne
carta straccia o tossica, creando buchi
profondi nei bilanci delle istituzioni che li
possedevano. Armi finanziarie di distru-
zione di massa, li aveva definiti il Sag-
gio degli investimenti, Warren Buffett.
Cos i Cdo sono finiti nel mirino della
Volcker rule, il cui principio generale
vietare alle grandi banche di scommette-
re il proprio capitale in rischiose opera-
1
La mappa
Da Salt Lake City, sede di Zions Bank,
alla capitale Washington
Utah
Salt Lake City
Washington, Dc
S A
Francoforte
Il presidente
della Banca
centrale euro-
pea, Mario Dra-
ghi.
Limpatto dei
parametri degli
accordi di Basi-
lea 3 sar pi
soft per le pic-
cole e medie
imprese, dopo
la decisione del
Parlamento
europeo che
esclude le Pmi
dalla applicabi-
lit degli stan-
dard pi re-
strittivi sui cre-
diti erogati fino
a 1,5 milioni di
euro
Saggio
Paul Volcker,
86 anni,
stato presi-
dente della
Federal re-
serve sotto le
amministra-
zioni Carter e
Reagan
(1979-87).
Si battuto
recentemen-
te perch le
banche non
effettuino in-
vestimenti
speculativi
1
Glossario
Volcker rule Chiamata cos perch
lex governatore della Federal reserve
Paul Volcker fu il primo a proporre
nuove regole per vietare alle grandi
banche di scommettere il proprio
capitale in rischiose operazioni di
trading. Fa parte della riforma
finanziaria Dodd-Frank del 2010, ma
stata pubblicata solo nel dicembre
2013.
Cdo (Collateralized debt obligation)
Titoli strutturati con caratteristiche
ibride fra obbligazioni e azioni; sono
investimenti vietati alle banche dalla
Volcker rule.
1
Gli altri numeri
Quei 119 miliardi
di rate sospese
a famiglie e Pmi
B
anche nel mirino (anche) del
presidente della Bce, Mario
Draghi. I numeri non lasciano spa-
zio a interpretazioni, il calo del 6 per
cento nelle erogazioni nel mese di
novembre 2013 si aggiunge alla
sequenza registrata nei mesi prece-
denti. Ma allinterno di una tenden-
za evidente e protratta, il sistema
bancario italiano si trova spesso tra
due fuochi. Lo ammette lo stesso
Draghi, tanto pi che le nuove rego-
le di Basilea 3 potranno acuire nei
prossimi mesi il credit crunch.
Nonostante ci le banche italia-
ne continuano a svolgere un ruolo
insostituibile nel tamponare situa-
zioni spesso al limite della sosteni-
bilit. Lo confermano i dati del set-
tore, forniti dallAbi. Dal 2009, da
quando cio i morsi della crisi inter-
nazionale si son fatti famelici anche
in Italia, il totale delle sospensioni
delle rate dei prestiti a famiglie e
Pmi, hanno raggiunto i 119 miliardi
di euro. A questa somma non indif-
ferente si aggiungono i 732 milioni
di euro di debito residuo sospesi per
18 mesi a 7.605 famiglie dal luglio
2013, attraverso il nuovo Fondo di
solidariet, sostitutivo della mora-
toria Abi sui mutui. In particolare,
con la moratoria dei mutui alle fa-
miglie sono stati sospesi 98.158
mutui, per un controvalore di 10,9
miliardi di debito residuo.
STEFANO RIGHI
R PRODUZ ONE R SERVATA
adempimenti richiesti dalle indagini
della Bce in vista della partenza, il
prossimo novembre, della Vigilanza
unica. Una serie di esami e verifiche
una sorta di due diligence dei bilan-
ci delle banche e della loro capacit a
resistere ad eventuali nuovi stress fi-
nanziari che comporter una maggio-
re selettivit nella politica del credito
gi in restrizione per la crisi e per le
regole di Basilea.
Siamo di fronte al congiunto ope-
rare da un lato degli effetti della crisi
economica su imprese e famiglie, dal-
laltro della regolamentazione che le
banche sono chiamate a rispettare.
Basta pensare al peso delle rettifiche
su crediti e alla pi incisiva richiesta
delle regole di Basilea 3 per un capita-
le pi elevato e di migliore qualit. Ne
derivano, inevitabilmente, spinte alla
riduzione dei rischi e alla conseguente
rivisitazione delle politiche di credito,
il tutto aggravato dalla scarsa redditi-
LE PARTITE A RISCHIO Valore aggregato dei primi 10 istituti italiani
al 30 settembre 2013 (e variazione su 2012)
F
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m
i
a
RETTIFICHE SU CREDITI
+
2
8
%
12,62
miliardi
di euro
CREDITI DETERIORATI NETTI
+
8
,2
%
135,54
miliardi
di euro
S A
Dopo un dibattito durato
tre anni, le nuove regole
sono state approvate solo
lo scorso 10 dicembre
I nodi del credito
I grandi temi internazionali
Primo Piano
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 7
Intervista Venerd il titolare della Farnesina ha incontrato i top manager di grandi multinazionali e fondi sovrani riuniti nellIbac.
Bonino Non siamo un outlet, ma un buon investimento
Il ministro degli Esteri: serve una nuova cultura. Vendere pu valorizzare i nostri asset. Il ruolo delle ambasciate
DI PAOLO VALENTINO
T
ra la sirena stan-
ca, lo squalo fa-
melico e il delfino
intelligente, Emma
Bonino per lItalia sceglie de-
cisamente la terza immagi-
ne. La prima lha usata Sir
Martin Sorrell, presidente
dellInternational Business
Advisory Council (Ibac) per
descrivere il modo in cui og-
gi viene percepito nel mondo
il nostro Paese. La seconda
quella che alcuni ci consiglia-
no per invertire la rotta e tor-
nare ad attirare investimenti
dallestero. Ma il delfino,
spiega il ministro degli Este-
ri, lanimale cui ispirarsi:
Robusto, agile, intelligente
e molto elegante, esprime
bene la nostra identit.
Venerd scorso, Bonino ha
ospitato alla Farnesina una
riunione dellIbac, lorgani-
smo composto dai top mana-
ger di grandi multinazionali
e fondi sovrani, che ha la fun-
zione di suggerire best
practices per attrarre inve-
stimenti, migliorare la quali-
t della vita, sviluppare tec-
nologie e infrastrutture, in
modo da rendere pi compe-
titiva unarea a livello inter-
nazionale. Era per la prima
volta che un incontro del
Council fosse dedicato non a
una citt, com successo in
passato per Londra o Roma,
ma a un sistema Paese, in
collaborazione con il gover-
no nazionale.
stata una discussione
molto franca dice Emma
Bonino nellintervista a Cor-
rierEconomia . Per esem-
pio gli investitori gi presenti
in Italia hanno sottolineato
gli aspetti positivi della loro
permanenza. Gli altri hanno
apprezzato il nostro progetto
Destinazione Italia, perch
ne condividono lindividua-
zione delle criticit e le solu-
zioni indicate per cominciare
a superare quelle pi impor-
tanti. Com noto, anche gra-
zie alle indicazioni ricevute
dalla consultazione online,
abbiamo deciso di privile-
giarne 10 su 50, cercando di
affrontarle in tempi rapidi.
Sette di queste sono gi state
oggetto di normative del de-
creto legge di dicembre. Il di-
battito ha confermato che c
consenso su quali siano i
problemi.
Ce li elenca, in ordine
dimportanza?
In generale, secondo
Sorrell, lostacolo principale
la rigidit del mercato del
lavoro. Ma in tanti hanno
messo laccento sullincertez-
za totale di tempi e procedu-
re, prima ancora della buro-
crazia: quanto dura una pra-
tica, quanto ci vuole per ave-
r e u n p e r m e s s o o
unautorizzazione. A tal pro-
posito, la cosa pi apprezzata
stata la riforma della confe-
renza dei servizi prevista dal
decreto. Laltra questione
emersa che, oltre a mag-
gior coraggio da parte degli
investitori, ce ne vorrebbe di
pi anche da parte dei nostri,
che non sempre sono dispo-
sti al rischio e preferiscono
aree, per cos dire, protette.
Si parlato di resistenze
di alcuni poteri allingres-
so di investitori stranieri in
Italia. Ne abbiamo avuto
esempi con Finmeccanica e
il progetto di vendere alcu-
ni asset importanti come
Ansaldo Energia, o con
lannuncio del governo di
vendere quote residue di
Eni o Enel. Dove si annida-
no le resistenze pi forti?
Non c dubbio che sia
parte della cultura di questo
Paese lidea che occorra una
forte industria di Stato. Se
chiedi in giro quali siano i co-
siddetti settori sensibili, in
pratica tutti i comparti sem-
brano esserlo. La scorsa esta-
te, quando Loro Piana decise
di vendere e nella stessa set-
timana venne annunciata la
vendita di Cova, la storica pa-
sticceria di Milano, la reazio-
ne generale fu: ci rubano i
gioielli. quella che io chia-
mo la sindrome di Fort Apa-
che, al cui opposto sta unal-
tra sindrome tipicamente
italiana: quella delloutlet,
prego venite, compratevi tut-
to. LItalia ha sempre oscilla-
to tra questi due estremi.
Non sar facile cambiare
mentalit, specialmente in
tempi di crisi. Ma occorre far
avanzare una nuova cultura,
che vede anche nella vendita
la possibilit di valorizzare i
nostri asset. E le resistenze
non vengono solo da sinistra.
Non che la destra sia stata
cos liberale in Italia. Guardi
alle municipalizzate.
Sorrell ha parlato di una
buona strategia, sottesa a
Destinazione Italia, ma di
problemi ancora da risol-
vere quanto a struttura e
comunicazione. Come ci
muoviamo?
Prevediamo per esempio
di avere un dipartimento di
Invitalia dedicato solo allat-
trazione degli investimenti.
E quale sar il ruolo del-
le nostre ambasciate?
Noi cerchiamo di far pas-
sare il concetto che una cosa
lexport e unaltra attrarre
investimenti in Italia. Com-
portano due professionalit
diverse. Riorganizzare e rio-
rientare la rete diplomatica
non significa trasformare gli
ambasciatori in piazzisti, ma
affiancarli con figure profes-
sionali, che siano specifica-
mente preparate a convince-
re gli investitori stranieri del-
la bont del rischio Italia. Po-
trebbero per esempio non
essere diplomatici di carrie-
ra, dislocati in alcuni mercati
strategici, facilmente indivi-
duabili. E non parlo solo dei
Brics, ma anche di Paesi co-
me lAngola e il Senegal in
Afri ca, o l a Bi rmani a i n
Asia.
Linstabilit politica
stata citata come una delle
preoccupazioni dei poten-
ziali investitori in Italia.
Che tipo di rassicurazioni
avete dato lei e il premier
Letta?
Nessuno pu garantire
nulla. La situazione italiana
quella che . Ma noi avevamo
due strade: o non facevamo
nulla perch non abbiamo 5
anni assicurati davanti, ovve-
ro usavamo bene il tempo
che abbiamo. Quanto dure-
remo non lo sa nessuno. Ma
abbiamo iniziato un proces-
so, nella speranza che chi
verr dopo possa continuar-
lo.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Una cosa lexport,
altro portare
nel nostro Paese
capitali esteri
Farnesina Emma Bonino, ministro degli Esteri
Se chiedi in
giro quali siano
i cosiddetti
settori
sensibili, in
pratica tutti i
comparti
sembrano
esserlo. Le
resistenze non
sono solo a
sinistra

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I nodi della ripresa
I protagonisti
Primo Piano
8 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Fondazioni
Nel mirino
le prossime
cedole
D
allesercizio 2008, inizio
della crisi in Italia, la
multiutility A2A ha pagato
dividendi per complessivi
0,302 euro per azione,
evidenziando un rapporto
dividend/yeld che ha
raggiunto, nel 2010, l8 per
cento. Nello stesso periodo, il
totale dei dividendi distribuiti
dal Monte dei Paschi di Siena
ha sommato 0,0703 euro.
Sette centesimi contro trenta.
Il responsabile della finanza
del Montepaschi (cfo),
Bernardo Mingrone, in
occasione di una conference
call con gli analisti finanziari,
lo scorso 7 ottobre, ha
evidenziato come Mps, che
non ha pagato cedola a
maggio, non si aspetta di
poter pagare dividendi nel
brevissimo termine. Il
parallelo tra A2A e Mps sul
tavolo della Fondazione
Cariplo. Lente milanese, che
controlla circa l1 per cento
della multiutility lombarda,
stato da pi parti indicato
come il naturale acquirente di
quelle quote, pari a circa il 5
per cento del capitale di A2A,
messo in vendita dai comuni
di Milano e Brescia. Ma la
Fondazione milanese ha
smentito di avere al vaglio un
dossier su A2A: non ha
intenzione di aumentare la
propria quota. Mentre rimane
in discussione il possibile
intervento nel Monte dei
Paschi. Una libera scelta. Di
sicuro le fondazioni coinvolte
nello studio delloperazione-
Mps stanno considerando
tutte le variabili. Non ultima il
dettato della stessa legge
istitutiva delle fondazioni, che
raccomandava la progressiva
uscita degli enti dal capitale
delle banche conferitarie.
LItalia il paese delle
acrobazie giuridiche e gli
ultimi anni sono stati
caratterizzati da molte
acrobazie finanziarie, per cui
tutto possibile. Ma enti che
lamentano difficolt di
erogazione (recente il caso di
Carige), non possono
ignorare il fatto che a fronte
di un auspicabile guadagno
in conto capitale le
prospettive di redditivit di
Mps, sono al momento
modeste. Lultimo dividendo
stato pagato nel 2011 e
difficilmente si vedranno
cedole a breve. Lo ammette
lo stesso management
senese.
S. RIG.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Tra governance e conti Domani giornata decisiva per il futuro senese di Profumo. Tra i casi a rischio, la Banca delle Marche
Banche Anno nuovo (vecchia) caccia ai capitali
Rari segnali di ripresa, mentre le nuove regole europee impongono maggiore solidit. Il nodo sofferenze
DI STEFANO RIGHI
A
nno nuovo, vi t a
nuova? Di ff i ci l e
credere che basti
voltare pagina al ca-
lendario per veder risolti, di
colpo, i non pochi problemi
che il mondo italiano del cre-
dito si trascinato per tutto il
2013. Rettifiche su crediti,
sofferenze in aumento, neces-
sit di capitale a cui si aggiun-
gono problemi di governan-
ce, tanto che lanno si chiuso
con unattivit del tutto inu-
suale: il 20 dicembre lassem-
blea della Popolare di Milano
ha eletto Piero Giarda presi-
dente; il 28 dicembre lassem-
blea del Monte dei Paschi di
Siena ha bocciato tempi e
modi del piano di riassetto
proposto dal management
contrapponendo, in un derby
tutto senese, gli interessi del-
la banca, guidata da Alessan-
dro Profumo e Fabrizio Viola,
a quelli delle fondazione, pre-
sieduta da Antonella Mansi.
Ma stato un fine anno di
grande attivit anche per il
servizio di Vigilanza della
Banca dItalia, alle prese con
non poche situazioni a ri-
schio. Non solo Genova e
Montebelluna, dove Carige e
Veneto Banca stanno corren-
do ai ripari, ma anche diversi
altri centri sono in fibrillazio-
ne.
Tra tutti spunta la Banca
delle Marche, che ha attirato
lattenzione di tre diverse pro-
cure: Ancora, Roma e Peru-
gia. Sotto la lente dei magi-
strati gli esercizi 2011 e 2012:
sembra siano finiti nel regi-
stro degli indagati una quin-
dicina tra ex manager ed ex
amministratori. A far chia-
rezza ha contribuito il nuovo
direttore generale, Luciano
Goffi, che ha presentato pi
di un esposto alla magistratu-
ra. Ma la situazione ancora
pesantissima: la banca com-
missariata dallo scorso otto-
bre e si teme un buco a bilan-
cio vicino al miliardo di euro.
Altra citt in difficolt sul
fronte del credito Ferrara,
dove la Carife commissaria-
ta. A fine anno ha lasciato il
direttore generale Daniele
Forin e listituto al quarto
bilancio in rosso consecutivo
su cui pesano le svalutazioni
dei crediti, nonostante un au-
mento di capitale da 150 mi-
lioni e la messa in vendita di
diverse partecipate non core.
Non mancano i piccoli cen-
tri: la Popolare di Marostica,
in provincia di Vicenza, va in
assemblea domenica prossi-
ma, lex direttore generale
Gianfranco Gasparotto si pre-
senta con una lista contrap-
posta al presidente uscente
Giovanni Cecchetto e, compli-
ce una governance articolata,
potrebbe tornare in sella do-
po il defenestramento dei
mesi scorsi e il fallimento del-
le trattative con la Banca del-
lAlto Adige Volksbank.
Fort unat amente i pi
grandi stanno meglio: Uni-
credit e Intesa Sanpaolo sem-
brano al sicuro anche dalle
prossime severe verifiche del-
la Bce sulla qualit degli atti-
vi, sulla dotazione di capitale
e sulla liquidit. Ma domani
si ricomincia: sono convocati
i consigli di amministrazione
di molti istituti di credito. Do-
po le parole, spazio ai fatti.
@Righist
RIPRODUZIONE RISERVATA
MONTE DEI PASCHI DI SIENA
Il Monte torna a casa. E si concentra sulla Toscana
N
el 2008 il patrimonio della fondazione Mps sommava 6
miliardi di euro. Oggi siamo a 600 milioni. La banca, im-
pegnata nei confronti dello Stato italiano da un prestito obbli-
gazionario di 4 miliardi (Monti bond), deve affrontare un au-
mento di capitale da 3 miliardi di euro che la fondazione ha
ottenuto di rinviare almeno a met maggio, sperando nel frat-
tempo di recuperare denaro cash che le permetta di mantene-
re una posizione di rilievo tra gli azionisti dellistituto di credito.
Dopo il duello vinto dalla fondazione in assemblea e non po-
teva andare diversamente visto il ruolo di primo azionista
domani si riunir il consiglio di amministrazione della banca.
Fabrizio Viola, a cui stata offerta la guida della Banca Popo-
lare di Milano, rimarr a Siena. Alla Banca dItalia non piaccio-
no i salvatori della Patria e soprattutto a Siena ci sono an-
cora molte cose da sistemare. Anzitutto la posizione di un pre-
sidente ingombrante come Alessandro Profumo.
Entrato in rotta di collisione con Antonella Mansi, numero
uno della Fondazione, ora Profumo deve trovare il modo di de-
clinare il proprio impegno senese: cosa vorr fare nei prossimi
mesi? Cosa potr fare? Il cda di domani offrir le prime rispo-
ste.
A fianco delle spinose questioni legate alla governance e al
ruolo della fondazione come rappresentante delle ammini-
strazioni senesi chiss cosa facevano quei pubblici ammini-
stratori negli anni scorsi la banca ha bisogno di ritrovare
rapidamente redditivit, ed su questo fronte che si sta impe-
gnando Viola. A presidiare il Nordest, dopo il buon lavoro di
Giuseppe Menzi, che ha raggiunto let della pensione, arri-
vato Massimo Fontanelli a guidare Antonveneta. La banca pa-
dovana, fusa in Mps e declassata ad Area territoriale del grup-
po senese, indicata da alcuni come la causa dei guai di Siena,
quando in verit listituto veneto ha pagato le conseguenze di
comportamenti al vaglio della magistratura.
Il futuro del Monte dei Paschi, la pi antica banca al mondo,
da scrivere. Fallita la campagna dItalia (da Banca 121 nel
Salento a Biver in Piemonte, fino ad Antonveneta) ora il Monte
sembra destinato a un ridimensionamento. Quello patrimo-
niale c gi stato, quello territoriale in arrivo.
S. RIG.
R PRODUZIONE RISERVATA
Gli equilibri nel mondo del credito
I riflessi domestici
Finanza
3.000
MILIONI DI EURO Limporto
atteso dellaumento di capitale
Mps Fabrizio Viola
BANCA POPOLARE DI MILANO
La guerra di Piero e le attese del mercato
I
l puzzle si sta componendo. Lentamente, ma ormai in ma-
niera netta. Con ogni probabilit non sar Fabrizio Viola a
guidare la ripartenza della Banca Popolare di Milano. Il primo
candidato alla carica di amministratore delegato, con il bene-
stare della Banca dItalia e la benedizione di Andrea Bonomi,
primo azionista dellistituto dove ancora vige il voto capitario,
Giuseppe Castagna, gi responsabile della Banca dei Territo-
ri di Intesa Sanpaolo. Staccato, nelle valutazioni dei bookmaker,
Fabio Innocenzi, oggi in Ubs Italia.
Dopo lassemblea di fine anno, il percorso delle nomine (per
la presidenza del consiglio di gestione si gioca un derby acca-
demico tra Mario Anolli della milanese Cattolica e Giorgio Di
Giorgio della romana Luiss) strategico e delicatissimo, ma al
tempo stesso non pu protrarsi troppo a lungo. La banca ret-
ta ad interim da Davide Croff, ma la delicata situazione richiede
una continuit di guida e di vedute. Bpm stata portata in li-
nea di galleggiamento da Piero Luigi Montani, dopo perdite
pesanti e consistenti svalutazioni degli asset, ma la situazione
permane delicata. Anche dal punto di vista patrimoniale. Re-
stituiti i Tremonti bond, si profila la necessit di un aumento di
capitale da 500 milioni di euro suggerito dalla Banca dItalia,
anche in vista della Asset quality review della Bce.
Soprattutto va riformata la governance: lattacco alla baio-
netta di cui stato pragmatico protagonista Bonomi si risol-
to con poco. stata fatta pulizia di molte situazioni che si era-
no sedimentate negli anni, ma Bonomi non ha ancora rag-
giunto il proprio obiettivo. Ora la volta di Giarda e della sua
capacit di mediatore: lui che deve trovare la quadra tra
lanima popolare di una banca carica di storia e le richieste di
modernit che vengono dai mercati dei capitali e dai soci in-
ternazionali. questa la sfida del 2014 per un istituto che da
tempo vive una situazione paradossale e, per molti versi, lon-
tana dalla realt degli altri istituti di credito, popolari e non. La
sintonia dei vertici dellistituto con i sindacati nazionali dei la-
voratori, unitamente allo svuotamento di alcune sacche di re-
sistenza interna, inducono a pensare che i tempi siano maturi
per latteso cambiamento. Ma la cronaca insegna che in Bpm
pu (sempre) accadere di tutto.
S. RIG.
R PRODUZIONE RISERVATA
500
MILIONI DI EURO Limporto
atteso dellaumento di capitale
Bpm Dino Piero Giarda
BANCA CARIGE
In cerca di liquidit per evitare laumento
L
a fotografia della crisi di Banca Carige nella posizione
della sua principale azionista, la Fondazione Carige. Lente
vive un momento di tale difficolt che stanziamenti gi delibe-
rati, per un totale di 20 milioni di euro, non hanno assistenza di
cassa e saranno dilazionati nel tempo: versati a rate. Non ci
sono soldi. Anche a Genova infatti, come a Siena, la crisi del
credito si gioca pur con dimensioni diverse su un doppio
binario: gli errori della banca, le casse vuote dellazionista fon-
dazione.
Piero Luigi Montani a fine 2013 ha lasciato di corsa la Po-
polare di Milano ed tornato nella sua citt, nel tentativo di
salvare il salvabile, come gli gi riuscito in un paio di occasio-
ni. Ma la situazione complessa. Lo sa bene anche il neo pre-
sidente, Cesare Castelbarco Albani, alle prese con la pesante
eredit lasciata da Giovanni Berneschi. Sulle ultime gestioni
pi che la Banca dItalia sta oggi indagando la magistratura.
La quotidianit scandita dalla necessit di ritrovare redditi-
vit e soprattutto capitale e liquidit. Servono 800 milioni. Per
ora se ne sono trovati un centinaio, vendendo la Sgr di casa ad
Arca. Un aumento di capitale (lennesimo) al momento im-
probabile per lintera cifra.
Si cerca di vendere, ma gli asset pi sostanziosi, le due com-
pagni di assicurazione Vita e Danni, sono sotto scacco. La ve-
ronese Cattolica si gi pronunciata: non interessata alla
partita. Generali in Italia non ha spazi di manovra. UnipolSai
alle prese con una complessa fusione. Lunico segnale di inte-
resse concreto viene dal gruppo belga Ageas, ma subordina-
to a due fattori. In primis, alla trattativa della stessa Ageas con
UnipolSai per acquisire Milano assicurazioni, boccone ben pi
goloso. In secondo luogo, alla lunga ispezione dellIvass a Ge-
nova. Finch non sar conclusa, finch non saranno chiari i
profili di rischio insiti nelle due compagnie, gli interessi di Age-
as e di cento altre possibili acquirenti, resteranno nel libro dei
desideri. Cos, su Castelbarco e Montani rischia di abbattersi la
scure della Bce e della temutissima Asset quality review. E il
tempo diviene un fattore ogni giorno pi importante. Montani
procede con laccetta nel tagliare i costi e nelloperazione di
pulizia del bilancio. Ma da solo non pu farcela.
S. RIG.
R PRODUZIONE RISERVATA
800
MILIONI DI EURO La necessit
di rafforzamento patrimoniale
Carige Piero Luigi Montani
VENETO BANCA
Asset in vendita e un partner (gi) alla porta
U
n bond triennale da 350 milioni di euro riservato agli
operatori specializzati e sottoscritto in poche ore, anche
dallestero, la migliore notizia arrivata negli ultimi mesi da
Montebelluna, sede di Veneto Banca.
Il gruppo, cresciuto attorno allesuberanza di Vincenzo
Consoli, sta attraversando una delicatissima fase della pro-
pria crescita, che potrebbe non essere pi completamente
autonoma. I termini della vicenda sono stati svelati sulle pa-
gine del Corriere del Veneto da Federico Nicoletti, che ha ripor-
tato gli esiti della lunga ispezione della Banca dItalia.
Listituto centrale, visti i conti, chiede a Veneto Banca di
valutare integrazioni con altre banche. Il nodo la solidit
patrimoniale. Lindicatore Common equity Tier 1 (Cet1) , se-
condo gli ultimi dati disponibili, al 6,92 per cento. Dovr es-
sere al 9,5 per cento entro il prossimo 30 giugno. Come fare?
La strada dellaumento di capitale non praticabile. Gli oltre
60 mila soci dellex Popolare di Asolo e Montebelluna hanno
gi mal digerito il mancato stacco del dividendo dello scorso
maggio. Difficile, al momento, ipotizzare una cedola fra quat-
tro mesi, visto che ai 40 milioni di rosso nel 2012 se ne sono
aggiunti 38 nel primo semestre 2013 e che ora i vertici della
banca ammettono che il risultato dellintero ultimo esercizio
potrebbero essere inferiore alle originarie attese.
Con simili premesse impensabile oggi chiedere ulteriori
sacrifici ai soci. Per cui la strada diversa: si convertir in
azioni il prestito obbligazionario da 350 milioni in scadenza,
recuperando 135 basis point. E si attenderanno poi gli esiti
della messa in vendita di Banca Intermobiliare (Bim). Veneto
banca infatti controlla il 71,3 per cento della quotata Bim e
conta di ricavare dalla cessione dellistituto torinese almeno
quel centinaio di basis point che la porterebbero a ridosso del
9,5 per cento di Cet1 richiesto dalle autorit di vigilanza. Ma
non semplice: Bim informalmente sul mercato da pi di
un anno. Il momento particolare: oggi ai tavoli delle tratta-
tive chi compera che fa il prezzo, in qualsiasi settore, ban-
cario compreso. Vincenzo Consoli e gli amministratori di Ve-
neto Banca lo sanno bene. Ma Banca dItalia stata chiaris-
sima.
S. RIG.
RIPRODUZIONE RISERVATA
350
MILIONI DI EURO Limporto del
bond che verr convertito
Veneto Banca Vincenzo Consoli
Cariplo Giuseppe Guzzetti

CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 9
10 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Flop & consolidamento
Lesempio delle compagnie aeree straniere
Imprese
1
I tre casi esteri
Mercato del trasporto aereo, milioni di passeggeri
Si fonde con British Airways
Nasce Iag (International Airlines Group)
Iag registra perdite per 885 milioni di euro
Passeggeri transitati sullaereoporto di Madrid, 2010-12
Passeggeri transitati sullo scalo di Barcellona, 2010-12 F
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2001 2006 2010 2011 2012
Iag Iberia Altri vettori
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Iag Iberia Altri vettori
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Crossair/Swiss Swissair Altri vetto Altri vetto
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-9%
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2002
2005
+64%
+ 44%
Fallisce e si fonde con Crossair diventando
Swiss International Air Lines
Viene assorbita dal gruppo Lufthansa
Passeggeri per chilometri volati, 2005-12*
Passeggeri transitati sullo scalo di Zurigo, 2002-12
n British Airways
2006 2010 2011 2012 2012
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2002 2005 2012 2002 200
si fonde con Crossair diventando
Iberia Spagna Swissair Svizzera
Fallisce e nasce SN Brussels Airlines
SN Brussels Airlines si fonde con Virgin Express
Il gruppo Lufthansa diventa socio al 45%
Passeggeri per chilometri volati nel 2005-2010*
Passeggeri transitati sullo scalo di Bruxelles nel 2002-12**
2001
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+62%
+36%
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1997 2012 2007 2001 2009
Sabena Sn Brussels Altri vettori
e nasce SN Brussels Airlines
2012 2007 2001 2009
Sabena Belgio
IL PUNTO
Per la ripresa
puntiamo
su noi stessi
Basta piangere! allora, come esorta Aldo
Cazzullo, e avanti emulando le imprese che
hanno saputo reagire. Sono quelle che una
volta il Censis chiamava resilienti,
intendendo con ci la capacit di riconoscere
e fronteggiare linatteso (la resistenza agli
urti) e di mantenere un habitus di attenzione
fluttuante verso gli eventi (il rafforzamento
delle proprie capacit di risposta). Sono le
imprese che, uscite dal tunnel depressivo
senza aspettare che sia il contesto esterno a
sbloccare positivamente le condizioni, hanno
scommesso su un tragitto evolutivo proprio,
riconoscendo la forza delle proprie
competenze distintive e abbandonando un
raggio di azione troppo ampio (le
differenziazioni, gli sbandamenti e le inutili
distrazioni delle decadi scorse). Sono le
imprese che hanno approfittato di un mercato
stordito per rafforzarsi con acquisizioni e con
aggregazioni. In queste organizzazioni
virtuose la leadership ha delineato unagenda
pi chiara e propositiva. Il modello delluomo
solo al comando stato superato dalla
squadra direttiva e dalla coesione dellintera
cultura aziendale. Uno stile di direzione pi
determinato e rassicurante ha infuso nuova
fiducia al personale, energizzando gli
individui. Gli intenti strategici si sono pi
delineati, attraverso una rivincita della
pianificazione di lungo periodo (anche se
consapevoli delle insidie della
predeterminazione) e ci si rifocalizzati su
quei mercati che non incoraggiano vane
ambizioni. Dopo un ventennio di ubriacatura
di traguardi finanziari basati sul prezzo delle
azioni, sui valori dellintangibile e dei redditi
pro forma si rivalutata lattenzione al ruolo
della manifattura e dei servizi reali. stata
una sana disintossicazione del management
rispetto alla confusione metodologica che
distorceva le decisioni aziendali, partendo
dallassunto riduzionistico che gli unici
portatori di interesse fossero i possessori
delle azioni. E ci ha rimesso anche in gioco il
ruolo del territorio, perch le aziende oggi
pronte al rimbalzo sono consapevoli che il
loro livello di competitivit e di creativit
dipende soprattutto dalla qualit
dellambiente in cui sono immerse (il famoso
genius loci con lintelligenza di mestiere
incorporata). La crisi non (ancora) finita.
Siamo seduti sul cratere del vulcano. Non
dobbiamo per rimanere immobili a
constatare le nostre cicatrici sociali. Come le
imprese che ce la stanno facendo, rilasciamo
muscoli e spirito e rialleniamoci per la nuova
corsa. Il rischio pi grosso oggi quello di non
rischiare. E speriamo che i giovani fili derba
riescano a bucare la neve dellinverno.
SALVATORE SALVEMINI
R PRODUZ ONE RISERVATA
SEGUE DALLA PRIMA
Confronti La ricerca dellIstituto Bruno Leoni sui precedenti in Belgio, Svizzera, Spagna, Olanda, Ungheria, Lituania
Alitalia E se fallisse? Si vola lo stesso
Dopo SwissAir, Sabena, Klm gli scali nazionali hanno aumentato i passeggeri. Effetto low cost
DI ALESSANDRA PUATO
L
Alitalia? Se anche fal-
lisse domani, gli italiani
continuerebbero a vola-
re. E laeroporto di Fiu-
micino a far transitare turisti. Nien-
te fine del mondo, insomma (se si
riesce a prescindere dallimpatto
occupazionale). la tesi dellultima
ricerca dellIstituto Bruno Leoni
(Ibl), che ha analizzato i casi esteri
di Belgio (Sabena), Svizzera (Swis-
sair), Spagna (Iberia), Ungheria
(Malev), Lituania (FlyLal), Olanda
(Klm). Conclusione: dove altre
compagnie aeree di bandiera sono
fallite, o si sono fuse, i cittadini han-
no continuato a viaggiare e gli scali
di riferimento a lavorare, recupe-
rando dopo un momento iniziale di
frenata. Il governo ha detto che
cera un problema dinteresse na-
zionale con Alitalia, che se fosse fal-
lita sarebbe diminuito il turismo e il
traffico sugli aeroporti dice Car-
lo Stagnaro, direttore ricerche di
Ibl . Lesperienza di compagnie
estere smentisce questa tesi. Nor-
malmente il traffico rientra. suc-
cesso in Svizzera e in Belgio, dove il
vettore aveva oltre il 50% del mer-
cato. In Italia Alitalia-AirOne vale il
20-21%, anche se chiudesse conti-
nueremmo a viaggiare.
Per lAlitalia con le pubbliche
Poste come socio oggi il giorno
della ripartenza. Lassemblea degli
azionisti dovrebbe nominare il
nuovo consiglio, confermando per
un anno Roberto Colaninno alla
presidenza e Gabriele Del Torchio
amministratore delegato e aprendo
a due new entry dalle Poste (attesi
Alessandro Zurzolo, direttore fi-
nanziario, e Paolo Luca Stanzani
Ghedini, capo pianificazione strate-
gica). Il tutto in attesa che arrivi
lauspicato socio arabo, lEthiad che
per oggi ha in programma una con-
ferenza stampa a Zurigo e di Alita-
lia potrebbe acquisire fino al 49%.
Ci si attende la formalizzazione del-
la proposta entro la primavera.
Ethiad? Benissimo dice Ugo
Arrigo, docente di Finanza pubbli-
ca allUniversit Bicocca, che con
Lucia Quaglino ha curato lanalisi
Ibl .Ha mezzi per investire sulle
tratte intercontinentali. Ma potreb-
be ridurre i voli domestici o intra-
europei. Limpatto occupaziona-
le? C, ma altro personale verreb-
be assunto: anche non italiano.
Zurigo e Bruxelles
In Svizzera, Swissair fall nel
2002 e si fuse con Crossair, diven-
tando Swiss International Airlines.
Nel 2005 fu assorbita da Lufthansa.
Da allora al 2012, dice la ricerca Ibl,
i passeggeri transitati sullaeropor-
to di Zurigo sono cresciuti del 44%
(da meno di 14 milioni a quasi 25)
ed salito del 64% lindice Rpk
(Revenue Passengers Kilometres),
che misura il numero di viaggiatori
sui chilometri volati. La Swiss al-
linizio recupera due terzi dei pas-
seggeri e, nel 2006, anche lultimo
terzo, commenta la ricerca.
In Belgio, Sabena fall nel 2001 .
Nacque Sn Brussels Airlines, che
nel 2007 si fuse con Virgin Express.
Nel 2009 entr, anche qui (al 45%),
la salvifica Lufthansa. Allinizio,
anche il traffico sullo scalo di Bru-
xelles diminuisce: i passeggeri
scendono da 21,6 milioni nel 2000 a
14,4 milioni nel 2002. Ma dal 2002
riprende a salire: +36% al 2012, a
18,8 milioni. Lindice Rpk della
compagnia salito del 6,77% nel
2009-2010 e del 62% nel 2005 -2010.
La Spagna un caso a s. Iberia
si fonde nel 2010 con British Ai-
rways e lanno dopo nasce Iag. Tut-
to marcia fino al 2012, quando Iag
va in rosso per 885 milioni: A cau-
sa delle perdite di Iberia e dei mi-
nori profitti di British Airways,
sottolinea la ricerca. Lindice Rpk
della compagnia nei due anni dopo
la fusione negativo, -6,2%. E nello
stesso periodo i passeggeri su Ma-
drid calano del 9% a 45,1 milioni
(+20% quelli dello scalo low cost di
Barcellona): ma un valore pi alto
del 2005 e pari al 2006: la discesa
cominci allora. Pesa la crisi, forte
in Spagna. Dopo il marcato calo
tra il 2010 e il 2011 di Iberia dice
lo studio Iag stata in grado di
recuperare i passeggeri dellex
compagnia di bandiera spagnola.
Lanalogia di Malev
Altri casi: in Olanda laeroporto
di Amsterdam-Schipol ha aumen-
tato i passeggeri del 15%, dopo la
cessione di Klm ad AirFrance nel
2003. In Lituania la FlyLal fu priva-
tizzata nel 2005, ma su Vilnius
transitano oggi 2,2 milioni di pas-
seggeri, contro gli 1,3 del 2009. In-
fine c lUngheria con la Malev, che
ha qualche analogia con Alitalia.
Fall nel febbraio 2012, dopo che
lUe le impose di restituire gli aiuti
di Stato ricevuti fra il 2007 e il 2010,
su ricorso della concorrente low
cost Wizzair. Nel 2007 era stata pri-
vatizzata cedendola per unine-
zia, dice Ibl, a un consorzio russo.
Poi fu acquisita da una banca russa
e quindi rinazionalizzata, dopo che
il traffico passeggeri era crollato.
Oggi il 51% del traffico di Budapest
coperto da Ryanair e Wizzair, che
ha assorbito parte dei dipendenti di
Malev. La chiusura di Malev ha
causato una perdita di 2,8 milioni
di passeggeri in Ungheria negli 11
mesi 2012 stima Arrigo . Di
questi 2,4 sono stati recuperati e 0,4
perduti. Sono stati salvati sei pas-
seggeri su sette grazie ai vettori low
cost. Com successo in Italia.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Board
Roberto
Colaninno:
dovrebbe
essere ri-
confermato
presidente
di Alitalia.
A destra,
Massimo
Sarmi,
a capo
delle Poste
Quote di mercato del trasporto aereo nel Paese Quote di mercato del trasporto aereo nel P
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Compagnie low cost
Paese
Alitalia
Alitalia+AirOne
Altre compagnie
tradizionali
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Il boom delle tariffe scontate
Industria Safran in pole position per rilevare la divisione del gruppo controllato da Finmeccanica. Servirebbe pi peso in Arianespace
Avio spazio Sempre pi in orbita francese
Il successo di Vega (per ora) non bastato
I
l futuro del ramo spaziale
di Avio dopo la cessione
del settore aeronautico a
General Electric e lunghe trat-
tative segnate da incertezze
politiche, vicino ad essere
definito. Linizio del nuovo an-
no sar propizio essendo or-
mai chiariti i ruoli dei preten-
denti. Considerata fuori gioco
Thales, tra i francesi restano
in gara Eads/Astrium e Sa-
fran, questultima da sempre
pi combattiva e determinata.
Ma lincertezza da sciogliere
da parte italiana dove la politi-
ca, attraverso Finmeccanica,
deve decidere se il Paese in-
tende impegnarsi nella pro-
duzione di lanciatori spaziali.
La risposta sembrerebbe in te-
oria scontata visto che lAgen-
zia spaziale italiana Asi ha fi-
nanziato da ventanni la co-
struzione del nuovo piccolo
lanciatore Vega diventato poi
europeo e garantendo il 60%
delle risorse necessarie. Vega,
dopo i primi due lanci di suc-
cesso ha dimostrato di essere
il lanciatore pi moderno e af-
fidabile della sua classe.
Il futuro prossimo stato
intanto garantito da un con-
tratto di 280 milioni di euro da
parte di Arianespace, la socie-
t che gestisce i lanci dalla ba-
se spaziale in Guyana, alla so-
ciet Elv (controllata per il
70% da Avio e per il 30% dal-
lAsi e fornitrice del vettore)
per la produzione di dieci lan-
ciatori. La firma avvenuta
durante lultimo summit fran-
co-italiano sotto gli occhi dei
presidenti Enrico Letta e
Francois Hollande. Avio spa-
ziale ricever gi nei prossimi
mesi una prima quota di 90
milioni per avviare la realizza-
zione mentre limporto com-
plessivo di sua pertinenza
intorno al 40 per cento del to-
tale del contratto. Il restante
va alle altre industrie europee
coinvolte. I dieci vettori ordi-
nati si aggiungono ai cinque
chiesti dallagenzia europea
Esa nel 2010 (gi sulla catena
di montaggio) e insieme ga-
rantiranno lattivit di Vega si-
no 2019. La scelta azzeccata di
sostenere il progetto compiu-
ta a met degli anni Novanta
dal ministro della Ricerca
Umberto Colombo si tradot-
ta nella prospettiva voluta: un
veicolo di trasporto spaziale
adatto ad essere commercia-
lizzato.
Ora ci impegniamo nello
sforzo di rendere il nuovo pic-
colo lanciatore sempre pi
competitivo nel mercato
spiega Stephane Israel, ammi-
nistratore di Arianespace .
Siamo convinti di disporre del
vettore pi adeguato e affida-
bile al lancio di satelliti scien-
tifici e per losservazione della
Terra e quindi di essere com-
petitivi sulla scena internazio-
nale.
importante continua
Israel mantenere in Italia la
capacit tecnologica e produt-
tiva acquisita. Ma altrettanto
determinante che lItalia, co-
me Paese, abbia interesse a
supportare i vettori europei
garantendo in questo modo
un giusto ritorno allindustria
nazionale.
Proprio il successo di Vega
e lavvio della sua produzione
pone tuttavia un problema
che dovr essere affrontato fi-
nalmente con la necessaria
decisione. Perch accade che
da una parte siamo i fornitori
del razzo Vega e dallaltra sia-
mo praticamente inesistenti
nellazionariato della societ
Arianespace che lo gestisce.
Oggi c solo una quota de
3,5% detenuta da Avio mentre
il controllo saldamente in
mano francese (35% lagenzia
spaziale Cnes pi 27% tra
Astrium e Safran). Quindi
ogni decisione governata da
Parigi che in alcuni casi po-
trebbe non essere sempre e
del tutto favorevole a Vega.
Arianespace lancia infatti dal-
la Guyana anche il vettore rus-
so Soyuz che in certi casi, so-
vrapponendosi per una parte
delle capacit, sarebbe un po-
tenziale concorrente. Perci
gli interessi di Arianespace
potrebbero non coincidere
con quelli italiani e, quindi,
per tutelarli sarebbe urgente
un nostro peso maggiore nel-
lazionariato.
Lanno scorso il presidente
dellAsi Enrico Saggese aveva
compiuto dei passi in tal senso
incontrando anche una certa
disponibilit francese. Ma poi
il taglio dei fondi in agenzia
(servivano circa 20 milioni di
euro) e il cambio della guida
in Arianespace ha fatto accan-
tonare la prospettiva che per
ora diventa urgente oltre che
necessaria proprio per proteg-
gere meglio gli investimenti
fin qui compiuti su Vega. Ma
non solo. Nel corso dellanno i
ministri della ricerca dovran-
no dare il via definitivo al pro-
gramma del nuovo vettore
Ariane-6 destinato a succede-
re allattuale Ariane-5. Il peso
dellItalia anche nel suo futu-
ro impiego oltre che nella rea-
lizzazione non pu essere tra-
scurato. Sempre che, natural-
mente, la politica decida che il
nostro Paese si impegni seria-
mente nel campo dei lanciato-
ri mantenendo, attraverso
Finmeccanica, la maggioranza
nel controllo di Avio spaziale.
La risposta imminente.
GIOVANNI CAPRARA
RIPRODUZIONE R SERVATA
Avio Il ceo
Francesco Caio

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12 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
1
Energia
Consumi
ridotti
e sotto controllo
Q
uanto consuma una tele-
visione in stand-by? Da
15 a 60 kwh. Mentre un bucato
della lavatrice a 40 gradi con-
suma la met rispetto a uno a
60 gradi. Sono solo alcune del-
le curiosit che si possono sco-
prire con Energy Control, il
nuovo sistema messo a punto
da Edison che permette consi-
stenti risparmi energetici.
Ogni anno infatti una famiglia
italiana composta da quattro
persone paga mediamente una
bolletta elettrica di 590 euro,
che pu essere tagliata del
20%grazie alla consapevolez-
za dei consumi resa possibile
dallEnergy Control, che forni-
sce dati e indicazioni utilizzabili
via web su pc, smartphone e
tablet. Linstallazione molto
semplice e fai-da-te, e rende
subito disponibili tante funzio-
nalit utili: non solo la visua-
lizzazione dei dati di consumo e
di spesa aggiornati ogni 5 mi-
nuti, ma anche servizi aggiun-
tivi come la possibilit di rice-
vere sms di alert in caso di con-
sumi particolarmente elevati, il
confronto con famiglie simili
come riferimento molto concre-
to e utile per capire se il proprio
consumo eccessivo, i consigli
personalizzati per ridurre luso
dellenergia e migliorare leffi-
cienza degli elettrodomestici di
casa, e molto altro ancora. Il
servizio di visualizzazione dei
consumi permette al cliente,
anche quando fuori casa o in
vacanza, di controllare in tem-
po reale se la casa in sicurezza
o se invece ci sono anomalie.
C. E.
RIPRODUZ ONE RISERVATA
Industria Lazienda di Cosio Valtellina in crescita del 7% a 155 milioni. Ora la svolta manageriale con la famiglia in una holding
Galbusera Vincere senza esportare
Produzione totalmente italiana e mercati esteri quasi inesistenti. Il segreto nellinnovazione di prodotto
DI ROBERTA SCAGLIARINI
O
gni giorno dedi-
chiamo le nostre
migliori capacit a
ricercare nuovi pro-
dotti e a perfezionare i pro-
cessi di produzione attraverso
continui e cospicui investi-
menti. Mario Galbusera ha
riassunto cos la strategia di
concentrazione sui prodotti
che ha consentito al biscottifi-
cio di Cosio Valtellina di so-
pravvivere in unarena di
competitori pi grandi e in-
ternazionali.
Con il chiodo fisso dellin-
novazione il cavaliere 87enne
ha portato lazienda fondata
dal padre Ermete prima a
spostarsi dal mercato generi-
co dei prodotti da forno alla
nicchia dei prodotti salutisti,
poi a dominarla e quindi a
chiudere la prima acquisizio-
ne, comperando da Sammon-
tana i panettoni delle Tre Ma-
rie. Una svolta che proietta il
gruppo valtellinese in uno dei
settori di mercato pi aridi di
profitti per via del dominio
delle private label (vedi arti-
colo al piede).
Cambiamenti
La sfida di rilanciare un
marchio fragile come Tre
Marie (lennesimo brand di
panettoni che rischiava la
scomparsa) stata preceduta
dallevoluzione della gover-
nance dellazienda da fami-
gliare a manageriale. A gui-
dare il gruppo a fianco della
dinastia giunta alla quarta
generazione, stato chiamato
il genovese Alessandro Pitta-
luga, arrivato a Cosio Valtelli-
na come direttore generale e
poi promosso amministrato-
re delegato. Lacquisizione
di Tre Marie corrisponde a
una strategia precisa che
punta a una crescita in termi-
ni di prodotti e di mercati
ha detto Pittaluga -. Il mar-
chio sar sostenuto da un
programma di rilancio del-
lattivit ricorrenze con inve-
stimenti promozionali e pub-
blicitari.
Il passaggio delle deleghe
operative a Pittaluga stato
definito nellultima assem-
blea di Galbusera spa e ha fat-
to da complemento ad una
successione azionaria com-
plicata. Il controllo della Gal-
busera stato trasferito ad
una holding (Galbusera Bi-
scotti srl) le cui quote sono
divise in quattro parti uguali
tra i membri della terza gene-
razione: Paolo, Lorenzo e Gui-
do con il 25% a testa e il resto
a Nicoletta Zamboni, moglie
dello scomparso Andrea, con
i figli Camilla e Vittorio.
Controlli
I membri della terza gene-
razione hanno creato un co-
mitato di controllo ristretto
che sovrintende allattivit
dellamministratore delegato,
verifica e approva i piani e gli
investimenti aziendali. Non
ne fa parte per la primogeni-
ta di Mario, la 62enne Cristi-
na Galbusera, che non ha rice-
vuto quote azionarie dal pa-
dre ma solo un posto nel con-
siglio di amministrazione. L
imprenditrice ha un ruolo di
spicco nella comunit locale,
stata vicepresidente di As-
solombarda ed appena stata
eletta presidente degli indu-
striali di Sondrio, prima don-
na in 70 anni a guidare lorga-
nismo di rappresentanza.
una grande soddisfazione
commenta - non posso parla-
re di Galbusera ma penso che
la crisi non sia finita e la legge
di Stabilit non aiuti abba-
stanza le imprese. Galbuse-
ra un raro caso di azienda
che va bene nonostante una
quota minima di esportazio-
ni: nata a Morbegno nel
1938 ed ha un solo stabili-
mento a Cosio su unarea di 50
mila metri quadri con 9 linee
di produzione che offre lavoro
a 550 persone.
Mercato domestico
Lazienda deve i suoi ricavi
(155 milioni in crescita del
7%) quasi esclusivamente al
mercato interno in tre seg-
menti: i crackers salutistici do-
ve ha una quota di mercato del
41%, i biscotti salutistici, dove
ha una quota del 20%, e le
marche private in cui concen-
tra una parte importante del
proprio business e con il
13,6% del mercato. Nel 2013
landamento delle vendite
stato positivo a volume anche
se, come spiega lultimo bilan-
cio, la congiuntura, la man-
canza di provvedimenti del
governo a sostegno dei consu-
mi e la situazione critica di al-
cuni clienti della grande di-
stribuzione concorrono a cre-
are u quadro economico forte-
mente perturbato.
Lazione difensiva si con-
centra da un lato a contrasta-
re linflazione attraverso un
forte produttivit dei costi di-
retti industriali e dallaltro sul-
laumento degli investenti di
marketing e la intensificazio-
ne delle attivit promozionali
con un taglio prezzi pi signi-
ficativo da riversare sul consu-
mo. Prosegue anche lorien-
tamento degli investenti
marketing ad un maggiore fo-
calizzazione sul prodotto.
Laltro segnale di allarme che
si trova nel bilancio Galbuse-
ra, riguarda la pressione pro-
mozionale, un problema che
riguarda tutte le industrie ali-
mentari e obbliga ad aumen-
tare il sostegno promozionale
necessario per competere ed
assicurare il mantenimento
delle posizioni acquisite.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Al vertice Mario Galbusera, 87 anni, rappresenta
la seconda generazione della famiglia
Terza generazione Cristina Galbusera, nel cda
dellazienda e leader degli industriali di Sondrio
Grande distribuzione Ogni catena presenta fino a 2mila prodotti propri. Centromarca: ancora lontani dai livelli europei
Commercio Marche private oltre il 18%
Nella guerra degli scaffali vincono le Pmi
Da Coop a Esselunga con la crisi cresce la quota di mercato delle private label

un settore che promette


di fare da volano per
leconomia italiana, in
particolare per le Pmi e il ma-
de in Italy. Sono i prodotti co-
siddetti di marca privata
che si trovano sugli scaffali
non con il nome del produtto-
re, ma con quello del distribu-
tore.
Nonostante la contrazione
dei consumi, la marca privata
in crescita: nel novembre
2013, secondo dati Iri diffusi
dallAssociazione distribuzio-
ne moderna che riunisce le im-
prese di distribuzione (circa
900 associati cui fanno capo
oltre 32 mila punti vendita),
ha superato per la prima volta
la quota di mercato del 18 per
cento. Nel 2008, si fermava al
14 per cento. stato il consu-
matore a giocare un ruolo cru-
ciale, mostrando una sempre
maggiore propensione allac-
quisto.
La leva il prezzo. Una si-
mulazione ha mostrato un ri-
sparmio del 24% per una spe-
sa di quasi 100 euro, il che se-
condo una stima dellUfficio
studi di Federdistribuzione
si traduce in un risparmio an-
nuo per i consumatori tra i 2,5
e i 3 miliardi di euro. Il ri-
sparmio un dato importante
dice Francesco Pugliese,
presidente dellAssociazione
distribuzione moderna e diret-
tore generale del gruppo Co-
nad . A parit di qualit con
la grande marca, il prodotto a
marca privata costa da un 20 a
un 40% in meno. Questo per-
ch il fornitore, che stipula ac-
cordi su base annuale, non ha i
costi della pubblicit e delle
forze vendita, ma soltanto
quelli di produzione, packa-
ging pi il loro utile.
La crescita del private label
(e di questo si parler al conve-
gno Il contributo al sistema
Paese della marca del distri-
butore che inaugurer la ma-
nifestazione Marca alla fie-
ra di Bologna il 15 gennaio)
non fa bene soltanto alla di-
stribuzione, ma anche alla
produzione. I produttori che
ci forniscono sono al 92% ita-
liani spiega Pugliese e
questo vale per tutta la distri-
buzione in Italia, sia nazionale
sia estera. Di queste aziende,
l80% sono Pmi. Con la nostra
offerta diamo un forte contri-
buto alla ripresa italiana. An-
che perch la grande distribu-
zione organizzata con i prodot-
ti a marca privata porta il ma-
de in Italy anche allestero.
Noi come Conad vendiamo
100 milioni di prodotti di mar-
ca privata allestero ai nostri
partner europei. Ma lo stesso
fanno distributori stranieri co-
me Carrefour, Auchan e Me-
tro, che portano allestero i no-
stri prodotti tipici con il loro
brand.
In Italia a sostenere lo svi-
luppo dei prodotti Coop,
Esselunga e via dicendo so-
no stati le promozioni e il lan-
cio di nuovi articoli, con una
diversificazione dellofferta e
laffermazione del segmento
Premium, cio dellalto di
gamma come i prodotti della
tipicit Dop e Igp: tra fresco,
bio, casa e drogheria, oggi me-
diamente in tutte le catene ci
sono tra i 1.200 e i 2 mila pro-
dotti del distributore. Sar
guerra con le marche indu-
striali? Non possiamo fare la
guerra a un concorrente che
anche un nostro grande cliente
dice Luigi Bordoni, presi-
dente di Centromarca, lasso-
ciazione italiana dellindustria
di marca . Si tratta di una
competizione asimmetrica.
Detto questo, va anche sottoli-
neato il fatto che la marca pri-
vata in Italia cresciuta molto
meno rispetto ad altri mercati
europei e resta molto al di sot-
to sia per livello sia per ritmi di
sviluppo. La Spagna cresciu-
ta velocemente ed arrivata a
superare il 40%, come il Regno
Unito. LItalia al 18 per cento.
Questo dimostra che il consu-
matore italiano rimane fedele
alle marche industriali, non
soltanto a quelle leader. La
morte dei marchi follower che
era stata profetizzata non av-
venuta. Inoltre, secondo una
ricerca di cui parler a Bolo-
gna, emerge uninsoddisfazio-
ne del consumatore che non
trova pi lassortimento di pri-
ma e lamenta che le marche
private stanno sottraendo spa-
zio alle marche minori.
Secondo unanalisi Nielsen,
che ha indagato la variazione
degli acquisti tra marca priva-
ta e marca leader, tendenzial-
mente la marca privata non ha
ripercussioni sulle vendite de-
gli altri prodotti, bens sostie-
ne la crescita generale del lar-
go consumo.
FAUSTA CHIESA
RIPRODUZIONE RISERVATA
Capitalismo familiare
I personaggi, le strategie
Imprese
Com cambiata
la quota di mercato
delle Private Label
2009 2010 2011 2012 2013
14,8
15,7
16,5
17,5
18,1
Il confronto con lEuropa
Regno Unito
Spagna
Francia
Germania
Italia
18,1
nel 2013
2009 2010 2011 2012
42,5
42
29,9
36,2
40,6
21,1
23,2
15,1
17,3
30
Fonte:
Nielsen per
Centromarca
s
.
F
.
1
La dinamica degli acquisti
Alla cassa
la differenza
raggiunge anche
il 40 per cento
Paolo
Galbusera
Lorenzo
Galbusera
Guido
Galbusera
Nicoletta
Zamboni,
Camilla
e Vittorio
Galbusera
25%
100%
25%
25%
25%
Galbusera
Biscotti srl
S
F
r
a
n
c
h
in
o
SS
Tre
Marie MM
Galbusera
spa
1
Dolce assetto
Al manager
Alessandro
Pittaluga le
deleghe operative
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 13
Fil di Ferr
a cura di Giusi Ferr
Da Pitti un omaggio a Firenze e alle sue maison
Ricci, presidente di Cfmi: Hometown of fashion con Ferragamo, Pucci, Cavalli, Gucci, Scervino
A
pplauditissimo, Pitti
Immagine Uomo n85,
il pi importante salo-
ne internazionale dellabbi-
gliamento maschile di quali-
t, chiude ledizione dei pri-
mati, a cominciare dallinau-
gurazione che, per la prima
volta, avvenuta nella Sala
dArmi di Palazzo Vecchio, se-
de del Comune. Per seguire
con i 1.030 marchi italiani ed
esteri, che espongono moda
per il prossimo autunno/in-
verno, e con limpegno for-
male del viceministro per lo
Sviluppo Economico Carlo
Calenda a sostenere la fiera,
investendo sullappuntamen-
to di giugno il massimo delle
risorse disponibili, circa un
milione e mezzo di euro.
Perch non era ancora ini-
ziata lesplosiva kermesse,
che come tema centrale aveva
il rock e le sue contaminazio-
ni, che gi si parlava con mol-
ta eccitazione della scadenza
futura. Quando si festegge-
ranno i 60 anni del Centro di
Firenze per la moda italiana.
Detto cos, per molti questo
nome non riveste alcun signi-
ficato. Ma si tratta della hol-
ding che controlla Pitti, del
quale proprietaria dell85%,
mentre il restante 15 dete-
nuto da Smi, Sistema moda
Italia, che rappresenta le
54mila imprese del settore.
Presidente di Cfmi dal giu-
gno 2012 Stefano Ricci, 65
anni, industriale e stilista fio-
rentino che, partendo dallim-
presa di famiglia, si poi spe-
cializzato nelle cravatte, sol-
tanto di seta e soltanto ecce-
zionali, passando
poi alla produzio-
ne di camicie e ca-
pispalla. Accolti
nei nuovi mercati
da un tale succes-
so che lo scorso
anno ha dovuto
ampliare lorgani-
co con 100 assunti.
Uomo discreto e
molto riservato,
parl a poco ma
guarda lontano. E
se gi nel 1993,
scommettendo in
solitario sulla Ci-
na, ha aperto una
boutique a Shan-
ghai, stato anche il primo
nel 1982, quando il fashion
italiano conquistava il mondo
come il pi ina-
spettato dei feno-
meni, a organizza-
re una cena sotto
il David di Miche-
l angel o. Tra l a
meraviglia e le cri-
tiche che genera-
no simili colpi di
fantasia. Mentre
nel giugno 2012
ha sf i l ato nel l a
Galleria degli Uf-
fizi, cos rispetto-
so della bellezza e
della storia l con-
centrate che non
ha voluto nemme-
no fosse esposto il
suo marchio, per non turbare
le serene simmetrie.
Non stupisce, quindi, che
sia venuta da lui la proposta
di Fi renze Hometown of
Fashion. Un omaggio alla cit-
t del quale saranno protago-
nisti cinque marchi fiorentini:
Salvatore Ferragamo, Emilio
Pucci, Roberto Cavalli, Gucci
ed Ermanno Scervino, con
eventi coordinati che verran-
no realizzati in luoghi simbo-
lo della citt e collegati alla
cultura, per esempio al Mag-
gio Musicale. Ho sempre ri-
flettuto su quella che consi-
dero la magia di questo luogo
spiega Stefano Ricci . Con-
ta soltanto 300mila abitanti,
eppure ha saputo esprimere
alcune delle griffe pi celebri,
che hanno rivoluzionato il co-
stume e la percezione stessa
del sociale. Penso spesso che
crescere qui, camminare per
queste strade, godere larmo-
nia di colori e proporzioni di-
sponga quasi naturalmente al
senso del bello.
Ma la situazione generale
non facile. Basta pensare
che la recentissima London
Collections:Men, con molta
aggressivit e senza alcuna
trattativa, ha scelto di sovrap-
porsi a Pitti. E forse Milano,
dove si tengono le sfilate ed
appena entrato in carica lam-
ministratore delegato della
Camera nazionale della mo-
da, Jane Reeve, non sar entu-
siasta di questo elegante scip-
po, anche se momentaneo.
Io penso che dobbiamo
muoverci tutti insieme ri-
sponde Ricci rilanciando un
dialogo che ci consenta di
proporre la pi completa del-
le offerte, sottolineando e va-
lorizzando nella sua interezza
il nostro patrimonio, che con-
siste anche di territorio, cul-
tura, rapporto tra le arti di-
verse del vivere. E anche la si-
gnora Reeve pensa nello stes-
so modo.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Cravatte
Stefano Ricci,
presidente Cfmi
Made in Italy
Personaggi e nuovi protagonisti
Imprese
Investitori Dopo lingresso in Mcs e in Industries, parla la rappresentante del fondo Usa
Emerisque C lItalia nel mirino
Pronti nuovi acquisti nella moda
Betsy Mc Cullar: ci interessano anche gioielli, accessori e prodotti per la casa
DI MARIA SILVIA SACCHI
H
a fatto due acquisizioni
in Italia in sei mesi ed
deciso a farne altre. Il
nuovo protagonista del
risiko del made in Italy si chiama
Emerisque ed un gruppo di in-
vestimento fondato nel 2004 da
Ajay Khaitan e specializzato in
turnaround aziendali.
Nei primi anni della sua vita ha
gi investito su societ come Lee
Cooper, Hickey Freeman, Hart
Schaffner Marx, Bobby Jones,
Jack Nicklaus, Exclusively Mi-
sook, Christopher Blue, Palm Be-
ach, Sansabelt e Monarchy.
Adesso, invece, ha messo gli
occhi sullItalia, Paese sul quale
dichiara di aver progetti di lungo
termine, come spiega in questa
intervista Betsy Mc Cullar, la ma-
nager cui affidato lo scouting
degli investimenti.
Primi passi
Lo scorso aprile Emerisque ha
rilevato (da Valentino fashion
group) il 100% di Mcs, lex Marl-
boro Classics. E a novembre ha
acquistato il 70% (da Moncler, cui
rimasto laltro 30%) di Indu-
stries, il gruppo del casual cui fan-
no c a po i ma r c hi Ma r i na
Yachting, Henry Cottons, Co-
ast+Weber+Ahaus, oltre alla li-
cenza per 18Crr81.
Siamo molto soddisfatti di
queste due prime operazioni
dice Mc Cullar . Si tratta di
marchi molto conosciuti e con ot-
time possibilit di sviluppo. Su
Mcs ci siamo gi messi al lavoro
insieme al nostro rappresentante
in Italia, Massimo Gasparini, e
possiamo gi vedere i primi risul-
tati che, per, si trasferiranno nei
numeri solo a partire dal 2015.
Per Industries siamo solo agli ini-
zi, ma una societ sana di cui bi-
sogna solo accelerare lo sviluppo.
Porteremo i prodotti di entrambi
sui mercati emergenti, la loro ani-
ma il design, il centro decisio-
nale rester, invece, rigorosa-
mente italiana.
State guardando altri dossier?
La strategia di Emerisque ha
nella moda il suo core business, in
particolare in quella del lusso ac-
cessibile oggi ancora non presen-
te sui mercati emergenti, dove si
trovano o marchi locali o marchi
di altissima gamma. E le aziende
della moda sono in Italia, in Fran-
cia, comunque in Europa... Ma
siamo interessati anche agli ac-
cessori pi in generale, come le
calzature o i gioielli, e anche ai
prodotti consumer per la casa.
Abbiamo una disponibilit finan-
ziaria per investimenti in societ
il cui fatturato va da 100 milioni a
1 miliardo di dollari, in genere fi-
no a 200 milioni di dollari per sin-
gola operazione. Di pi non dice.
Sviluppi
Marchi europei per i mercati
emergenti, dunque. Perch l80%
della crescita globale dei consu-
mi, secondo Emerisque, in futuro
si avr in quattro regioni del mon-
do, i Crim: Grande Cina, Russia,
India e Medio Oriente. A cui va
aggiungendosi anche il Nord Afri-
ca. Il nostro scopo di offrire un
supporto per la crescita a marchi
di medie dimensioni, in genere
gi presenti nella Ue, in Giappone
e negli Usa, ma che non hanno le
forze per sviluppare ulteriormen-
te il loro business nei Paesi emer-
genti.
questa la strada intrapresa
per Mcs e che presto riguarder
Industries (in questultima socie-
t stato confermato il manage-
ment guidato dallamministratore
delegato Enrico Acciai).
La cura per Mcs (a lungo
marchio in licenza al gruppo Mar-
zotto, poi Valentino, come Marl-
boro Classics, dallanno scorso
brand di propriet con il nuovo
nome Mcs) ha richiesto un inter-
vento sul personale. Negli ultimi
cinque anni Mcs aveva registrato
un calo di fatturato e di profittabi-
lit spiega Gasparini, nel curri-
culum P&G, Guccio Gucci e Mis-
soni . Quanto abbiamo rilevato
la societ, abbiamo deciso per pri-
ma cosa di tagliare la linea donna,
contribuiva per meno del 15% al
fatturato generale, daltra parte
Mcs un marchio molto maschi-
le, identificato con il cow boy
americano... Ci siamo detti che
era meglio investire tutte le nostre
risorse sulluomo. Nella ristruttu-
razione prosegue Gasparini
abbiamo eliminato la faon per
andare direttamente sul prodotto
commercializzato.
Ma questo significa perdere
made in Italy... Mcs aveva gi da
anni rapporti consolidati con
partner esteri, la faon rappresen-
tava il 10-15% della produzione ed
era realizzata in piccola parte in
Italia e per il resto allestero, c
stata solo una razionalizzazione.
Abbiamo aperto la cassa integra-
zione straordinaria, partita in ot-
tobre, e devo dire che abbiamo
avuto una trattativa molto tran-
quilla e rapida con il sindacato.
Pensiamo di aver raggiunto un
buon accordo, abbiamo per esem-
pio garantito lasilo nido anche ai
dipendenti in cassa integrazione,
che sono una sessantina, e alcuni
di loro li stiamo gi riassorbendo
nelle nostre attivit.
RIPRODUZIONE RISERVATA
La cura per il brand
del cowboy:
tagliata la linea donna,
si investe sulluomo























































































14 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Storie Sul tavolo di Mino business anti crisi e il passaggio dellazienda ai figli
Zucchetti Il re dei cedolini
fa la guerra al gigante inglese
Fatturato in crescita e utili reinvestiti per allargare il gruppo:
cos la famiglia di Lodi tiene a bada il concorrente Sage
DI FABIO TAMBURINI
310 milioni
20% la quota dei ricavi ottenuta all'estero
2.630 i dipendenti, negli ultimi 4 anni
ne sono stati assunti 100 all'anno
Il fatturato 2013 in crescita dell'8% sul 2012
35 anni
L'et media
dei dipendenti
Zucchetti
Domenico
e Alessandro
Zucchetti
s
.
F
.
O
gni mese 4 milioni
e mezzo di lavora-
tori ricevono i ce-
dolini delle buste
paga elaborati con prodotti
Zucchetti. Oltre 15 mila com-
mercialisti e 20 mila opera-
tori nellarea gestione risorse
umane utilizzano software
del gruppo. Circa 70 milioni
di persone allanno varcano i
tornelli di stadi e autodromi
predisposti dallazienda, che
cresciuta molto nel Centro
Nord ma ha mantenuto il
quartier generale a Lodi, nel-
la sede progettata dallarchi-
tetto Renzo Piano. E non in-
tende cambiare.
Modello
Il gruppo, guidato da Mi-
no Zucchetti che sta gesten-
do il passaggio delle conse-
gne alla seconda generazio-
ne, i figli Alessandro e Cristi-
na, rappresenta un caso da
manuale di come sia possibi-
le battere la crisi. Un altro
numero risulta emblemati-
co: oltre 4 mila clienti con-
quistati ogni anno, che in re-
alt sono di pi, perch
quelli gi acquisiti diminu-
iscono per fallimenti, crisi,
concentrazioni aziendali,
trasferimenti allestero,
spiega Alessandro Zucchetti,
che poi aggiunge: Noi ab-
biamo imparato a resistere e,
nonostante tutto, continuia-
mo a rilanciare.
Proprio i numeri sono il
cuore delle attivit del grup-
po. E i numeri parlano chia-
ro. Dal 2010 Zucchetti ha fat-
to in media 100 assunzioni
allanno che, escluse dome-
niche e giorni festivi, signifi-
cano una ogni tre giorni.
Praticamente tutte a tempo
indeterminato spiega
Alessandro Zucchetti
perch, secondo la nostra fi-
losofia, chi entra viene scelto
per farne parte a pieno tito-
lo, senza limiti dimpegno.
Cos nel 2013 i dipendenti
sono arrivati a quota 2.630
(met sono donne, let me-
dia complessiva di 35 anni)
e il fatturato cresciuto fino
a 310 milioni, al netto delle
acquisizioni, l8% in pi sul-
lanno precedente che, a sua
volta, era aumentato del 10%
rispetto al 2011. I punti di
forza sono tre aree di attivi-
t: software e progettazione
per studi professionali (che
valgono ricavi per circa 100
milioni), prodotti gestionali
per le imprese (80 milioni),
sistemi di sicurezza, automa-
zione e robotica (130 milio-
ni).
Ma la crisi non il solo
nemico da battere perch la
preoccupazione principale
viene da oltre frontiera, dal
Regno Unito. Il nome Sage
group, un colosso che ha
raggiunto e superato ricavi
per 1 miliardo e 340 milioni,
chiudendo il 2012 con un
Ebitda, indice di redditivit
tra i pi diffusi, di 366 milio-
ni. Tradotto in altri termini
significa che ogni anno Sage
fa pi profitti del fatturato
Zucchetti. E punta sulla cre-
scita. Per questo ha uffici in
24 paesi, entrata in Germa-
nia, ha consolidato posizioni
importanti in Spagna e, so-
prattutto, riuscita a sfonda-
re in Francia, scegliendo Pa-
rigi come sede delle attivit
europee.
Questo particolarmente
significativo perch le diffi-
colt di entrata sul mercato
francese sono ben conosciu-
te e il software non merce
qualunque, ma un prodotto
chiave per il mondo delle im-
prese e, dunque, per lindi-
pendenza e lautonomia na-
zionale.
Confini
Finora Sage non arriva-
ta in Italia ma limpressione
che sia soltanto questione
di tempo, mentre altre mul-
tinazionali come Microsoft e
Ibm hanno preferito concen-
trarsi sui business tradizio-
nali. Nellattesa il concorren-
te pi dinamico resta Te-
amSystem, che fa capo a un
fondo di private equity e ha
soffiato a Zucchetti proprio
le attivit cedute da Ibm (ma
il contenzioso ancora aper-
to), mentre il gruppo Sole 24
Ore risulta venditore. Ecco
perch lo scenario competi-
tivo si presenta in piena evo-
luzione, con Sage pronta a
giocare lasso (oppure gli as-
si) e una discreto numero di
aziende minori in difficolt
per la crisi economica.
La risposta dei Zucchetti
stata di non prelevare un eu-
ro degli utili, pure ragguar-
devoli perch superano un
terzo dei ricavi, e di destinar-
li alla crescita. Il bollettino
delle acquisizioni segna sei
operazioni negli ultimi tre
anni. Pi lo sviluppo per li-
nee interne, che ha come fio-
re allocchiello il software
per la gestione di note spese.
Il tutto senza debiti con le
banche e con la tentazione
della Borsa, finora rimasta
sulla carta perch, spiega
Mino Zucchetti, il gruppo
genera profitti elevati e non
ha bisogno della quotazione
per crescere. Anzi, quotarsi
significa distribuire dividen-
di e, quindi, avere meno ri-
sorse per finanziare lo svi-
luppo.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Dal 2010 la
societ ha fatto
cento assunzioni
lanno
La Borsa? Non ci
interessa,
drenerebbe risorse
alla crescita
Lettere
al Corriere
Online: lAgcom
e il diritto
dautore
Gentile Direttore,
su Corriereconomia di lu-
ned 23 dicembre apparso
un intervento della professo-
ressa Giovanna De Minico
che muove nei confronti del
regolamento Agcom per la
tutela del diritto dautore
online critiche del tutto con-
trastanti con le fonti norma-
tive.
Non mi soffermo sul fatto
che le critiche siano formula-
te in termini sovente impro-
pri (violazioni alla Costitu-
zione) e talora oscuri (ese-
guire i limiti posti dalla leg-
ge). Venendo alla sostanza,
non affatto vero che non vi
siano norme di legge poste a
fondamento della compe-
tenza dellAgcom. Il decreto
legislativo 70/2003, che ha
recepito la direttiva europea
sul commercio elettronico,
prevede che sia lautorit
giudiziaria, sia lautorit am-
ministrativa avente funzioni
di vigilanza, lAgcom, posso-
no ordinare al provider di
porre fine alle violazioni.
LAgcom, quindi, non usurpa i
poteri del gi udi ce, bens
esercita poteri ad essa attri-
buiti dalla legge in vista della
pi efficace repressione di
unattivit illecita. N po-
trebbe sottrarsi a tale com-
pito alla luce di un asserito
contrasto tra il diritto dauto-
re e la libert di espressione
del titolare del sito Internet.
La libert di ciascuno termi-
na l dove inizia la lesione
del diritto altrui.
Quanto poi alla responsa-
bilit dei provider, essa deri-
va, a norma del decreto legi-
slativo, dallinottemperanza
non solo allordine del giudi-
ce, ma anche a quello del-
lautorit amministrativa. Il
che non comporta, per i pro-
vider, alcun obbligo di moni-
toraggio preventivo del web,
ma solo il dovere di attivarsi
in presenza di determinate
circostanze.
Con riferimento alle san-
zioni si sostiene che lAgcom
ricorrerebbe a pene alter-
native, quali il rallentamento
della velocit o il divieto di
scaricare il materiale illeci-
to. Sul rallentamento della
velocit riesce difficile ri-
spondere, dato che si tratta
di un mero frutto della fanta-
sia dellautrice. Quanto al
preteso divieto di scaricare il
materiale illecito, vero il
contrario: il regolamento
esclude esplicitamente dal
proprio ambito di applicazio-
ne gli utenti finali.
Nellarticolo si ipotizza in-
fine che lAutorit potrebbe
applicare pene pecuniarie
e successivamente, in caso di
inottemperanza, ordinare
misure repressive come la ri-
mozione selettiva. Anche qui
le cose stanno esattamente
allopposto. LAgcom pu ir-
rogare direttamente sanzioni
pecuniarie (e non pene, per
carit!) solo se espressa-
mente previsto dalla legge.
Quando questo non si verifi-
chi, come nel caso in esame,
le sanzioni pecuniarie pos-
sono conseguire soltanto al-
linottemperanza ad un ordi-
ne. Dunque, prima lordine e
poi, eventualmente, la san-
zione. Questo impone la leg-
ge. E questo impone, daltra
parte, anche la logica.
FRANCESCO POSTERARO
Commissario AgCom
Capitalismo familiare
I personaggi, le strategie
Imprese
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 15
MEDIA & TECH
Fiere A Las Vegas lelettronica in mostra, dalla nicchia delle stampanti 3D ai braccialetti per sapere quanto pesi e quanto mangi
Smartphone Ok, il prezzo giusto se scende
Oltre un miliardo di pezzi venduti nel 2014, ma costeranno sempre meno. Il business dellauto iperconnessa
L
a buona notizia per i consuma-
tori che il mercato globale del-
lelettronica destinato a calare.
Listantanea scattata al Consu-
mer Electronics Show 2014 di Las Ve-
gas dice che si venderanno prodotti per
complessivi 1.055 miliardi di dollari nel
2014, l1 per cento in meno del 2013
(1.068 miliardi). Perch una buona
notizia? Il calo dovuto principalmen-
te alla discesa del prezzo medio di
smartphone e tablet, che da soli valgo-
no oltre la met di tutto il mercato. Se
nel 2010 servivano in media 444 dollari
per acquistare uno smartphone, lanno
scorso eravamo scesi a 297. Un trend
che proseguir questanno, accelerando
la trasformazione in commodity di
quello che stato, dallavvento del-
liPhone sette anni fa, il mercato pi
redditizio dellelettronica. Un fenome-
no che molti produttori un problema.
Fenomeno
Per Samsung soprattutto, costretta a
mettere a registro il primo trimestre
con utili operativi in calo dopo due anni
di crescita ininterrotta: 5,7 miliardi di
euro ovvero -6,1% su base annua e
-18,3% dai tre mesi precedenti. A diffe-
renza di Apple, che pure costretta ad
avviare un serio ragionamento sui
prezzi dei suoi iPhone e iPad, Samsung
non ha un solido settore di contenuti su
cui far leva. E dunque sta cercando di
mettere un piede in segmenti pi reddi-
tizi come quello business. Da una parte
con soluzioni per rendere pi sicuri i
device in ambito aziendale, come Knox.
Dallaltra puntando a offrire prodotti
tagliati sui professionisti: a Las Vegas
ha svelato la versione Pro dei suoi ta-
blet Android, con il debutto di un inedi-
to formato da 12,2 pollici. Per le strate-
gie sugli smartphone, non solo di Sam-
sung, bisogner invece aspettare fine
febbraio, quando a Barcellona andr in
scena il Mobile World Congress.
Con il settore dei device tascabili
(mp3 player a parte) che cresce nelle
consegne totali ma non a valore, lindu-
stria guarda verso nuovi settori. Il pi
promettente quello dellautomotive,
frutto dellibridazione tra le quattro
ruote e la tecnologia. Lera delle self
driving car ancora lontana. Ma le
connected car sono una realt: secondo
uno studio di Gartner, entro il 2016 la
maggioranza di chi acquister unauto
nuova si aspetter una qualche forma
di servizio online a bordo ed entro il
2020 pi della met dei nuovi veicoli
avranno un collegamento (negli Usa
gi oggi sono il 17%). Per questo al Ces
cerano ben nove marchi dellautomoti-
ve (Audi, Bmw, Chrysler, Ford, General
Motors, Kia, Mazda, Mercedes e Toyo-
ta) e decine di aziende dellindotto.
Lannuncio pi significativo stata la
creazione dellOpen Automotive Al-
liance, promossa da Google insieme ad
Audi, Gm, Honda e Hyundai (oltre a
Nvidia, che fabbrica microchip).
Lobiettivo portare Android nel cuore
dei sistemi di infotainment. E contra-
stare Apple che con il suo iOs in the Car
ha gi una partnership con brand quali
Bmw, Mercedes, Gm, Land Rover, Ja-
guar, Audi, Toyota, Chrysler e Honda.
Microsoft alleata con Ford. Lo scontro
tra i tre big americani della tecnologia
si rinnova dunque su un nuovo, ricchis-
simo, terreno di scontro.
Tornando ai settori pi strettamente
legati allelettronica, Las Vegas ha con-
fermato alcuni trend. Quello della
stampa 3D, ad esempio. La statuniten-
se MakerBot ha creato il primo store di
modelli verificati e professionali, che
gli utenti possono acquistare con prezzi
da App store, da 0,99 dollari in su. Una
mossa che potrebbe avere limpatto che
iTunes ebbe sulla musica anche se si
parla per ora di una nicchia, con stime
di vendita per 100 mila stampanti 3D
nel 2014.
Futuribile
Pi ampio gi ora il mercato dei
wearables, le tecnologie da indossare. I
soli smartwatch, gli orologi intelligen-
ti, valgono questanno 1,5 milioni di
pezzi e saliranno a 4 milioni nel 2017. In
grossa crescita anche gli activity trac-
ker, i braccialetti che tengono conto dei
passi fatti e delle calorie consumate. Di-
versi big hanno fatto la loro mossa, da
Lg a Sony, da Garmin a Epson.
Infine le tv ad altissima definizione.
I tv Ultra Hd scenderanno rapidamente
di prezzo gi questanno, sotto i 2.000
euro. La nuova frontiera si chiama Oled
la sola Lg sembra crederci: i prezzi dei
prodotti con i pannelli organici reste-
ranno elevati, sopra i 5.000 euro. Per of-
frire una novit , molti produttori, core-
ani in testa, hanno deciso di puntare su-
gli schermi curvi. Sono attesi circa 2-2,5
milioni di pezzi venduti questanno.
Uninezia rispetto agli smartphone, che
sfonderanno il miliardo
@pottolina
RIPRODUZIONE RISERVATA
Tecnologia
da indossare,
per il tness
Sondaggio Accenture su 6.000 persone in 6 Paesi diversi
Quale tra questi prodotti sarebbe pi interessato ad acquistare?
Paesi: Australia, Canada, India, Sud Africa, Inghilterra, Stati Uniti
Notebook
pc
Tablet Tiv HD Un paio
di scarponi
Smartwatch Occhiali
tipo
Google Glass
ma....
8
0
%
6
9
%
6
5
%
6
3
%
4
2
%
4
6
%
5
2
%
@@@@@
@@@@ @@@@@@@ @ @@@@@ @@ @@@@ @@ @`
*Stime
Cina
USA
1.068
miliardi
nel 2013
1.055
miliardi
nel 2014*
-1%
Valore delle vendite
dellelettronica
di consumo
nel 2014*
Ma il prezzo medio
sceso da 444 dollari
nel 2010 a 297 del 2013
e scender ancora
nel 2014
1,2 miliardi
2,5 milioni
1,5 milioni
99 mila
Smartphone
Tv UltraHD
Smartwatch
Stampanti 3D
@

a
o
5
0
%
5
0
%
Il peso dei mercati emergenti
@@@@@@
Ricavi nellelettronica
di consumo, stime 2014
Miliardi
282
Miliardi
258
$
$
P
p
a
r
r
a
La nuova alleanza di
Google e Android
con alcune case
automobilistiche per
sfidare Apple & C.
Premiati i vincitori della 12esima edizione del KWD Webranking 2013 Italy
Imprese, gli Oscar del web
Eni al primo posto, poi Telecom Italia e Hera
I
mprese italiane nelleccel-
lenza nella comunicazione
online. Lo certificano i risulta-
ti della 12esima edizione della
ricerca KWD Webranking
2013 Italy che ha analizzato la
qualit e lefficacia delle stra-
tegie di comunicazione sul
web delle imprese. Anche nel
2013 le 26 maggiori societ
quotate che rientrano nella
classifica KWD Webranking
Europe 500 registrano un
punteggio medio di dieci pun-
ti superiore alla media conti-
nentale (pari a 37,6 punti).
Eni ha riconquistato il pri-
mo posto nella classifica na-
zionale e guadagnato, con
88,8 punti, uno dei valori pi
alti nella storia della ricerca,
scavalcando Telecom Italia
(86,1 punti) che aveva vinto le
due edizioni precedenti e He-
ra (80,5) che scende dalla se-
conda alla terza posizione.
Mondadori, grazie al lancio di
una nuova area dedicata alla
responsabilit sociale, ha vin-
to il titolo di best improver
come societ che ha aumenta-
to maggiormente il punteggio
rispetto allanno precedente.
Le societ sono state pre-
miate nelle scorse settimane
nellambito di una manifesta-
zione dedicata alla comunica-
zione online nella Sala Buzza-
ti del Corriere della Sera.
Le imprese italiane si di-
mostrano particolarmente
forti nellarea dedicata alla
presentazione dellazien-
da,dei risultati finanziari e
della governance mentre le
informazioni sulla sostenibili-
t, quelle dedicate ai poten-
ziali candidati e la presenza
sui social media, risultano le
aree pi deboli.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Riconoscimenti
Il secondo premio
al team di Tele-
com. In basso da
sinistra Roberto
Ferrari (respon-
sabile Comunica-
zione Web Digital
di Eni, medaglia
doro) e Joakim
Lundquist (KW D);
Giuseppe Gaglia-
no (direttore Re-
lazioni esterne
Hera, medaglia di
bronzo) e Helena
Wennergren
(KWD); Federico
Angrisano (diret-
tore Comunica-
zione e media re-
lation di Monda-
dori, Best impro-
ver) e Sara Ru-
sconi (KWD)
Persone, reti
e consumi
DAL NOSTRO INVIATO
A LAS VEGAS
PAOLO OTTOLINA
16 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014



SU
@
GI GI
Bracciali e orologi
Tutti in corsa
per la tecnologia
da indossare
MEDIA & TECH
Le tendenze, le novit
Persone, reti
e consumi
Provati per voi
Smartphone
Col megadisplay
scatti in alta
definizione
B
lackBerry abbandona la
tradi zi onal e tasti eri na
qwerty, che ne ha contraddistin-
to il design negli anni, e punta su
uno smartphone a tutto scher-
mo. Lo Z30 un full touch da
cinque pollici in tecnologia Super
Amoled: garantisce unalta riso-
luzione delle immagini, con buo-
na visibilit anche in presenza di
luce inci-
dente. La
f o t o c a -
mer a da
otto me-
g a p i x e l
con auto-
focus con-
sente ri -
pr ese di
foto e filmati in qualit Hd. Allin-
terno gi integrato il chip per la
trasmissione in banda ultralarga
4G (Lte). Mentre il sistema ope-
rativo BB10.2, abbinato alla tec-
nologia Nfc, abilita lo scambio di
file e dei pagamenti elettronici in
mobilit. La batteria da 2880
mA/h garantisce unautonomia
record di 18 ore di conversazio-
ne, con standby di due settima-
ne: ideale per i grandi parlatori e
chi non si stacca mai dal telefo-
nino. Il difetto? BlackBerry Wor-
ld, lo store da cui scaricare appli-
cazioni, ancora povero rispetto
ai competitor.
Pro: fotocamera in Hd
Contro: limitata scelta delle
applicazioni
UMBERTO TORELLI
MARCA: BlackBerry
PRODOTTO: Z30
PREZZO: 599 euro
R PRODUZIONE RISERVATA
P
u sembrare un ritorno al
passato questo Max: The
Curse of Brotherhood, classico
videogioco stile anni Settanta. E
solo unimpressione, perch le
tecnologie software e la grafica di
questavventura dettagliata e co-
lorata sono al top e la giocabilit
buona. E un vi deogame per
lXbox in due versioni, sia per la
360 che per la One, perch (errore
di mercato) oggi lultima console
di Microsoft, la One appunto, non
compatibile con la precedente,
dunque il giocatore non pu uti-
lizzare i vecchi game. Detto ci,
il nuovo titolo della danese Press
Play rilassante, con rompicapo
intelligenti e adatti a tutte le et.
Come dicono i pedagogisti,
esplorativo, cio capace di far
ragionare bambini e ragazzi. Per i
pi smanettoni si tratta di un
puzzle-platform game 3D a scor-
rimento orizzontale con una gra-
fica danimazione eccellente, stile
cartone animato. I difetti? Qual-
che complessit nei comandi.
Pro: grafica
Contro: comandi poco intuitivi
M. GA.
MARCA: Press Play
PRODOTTO: Max: The Curse of
Brotherhood
PREZZO: 14,99 euro
RIPRODUZIONE RISERVATA
Intrattenimento
Ha volto svizzero
lalternativa
alla Playstation
T
ra i tre litiganti Sony, Micro-
soft e Nintendo, trova spazio
Ouya, una piccola e rivoluzionaria
console fissa, motorizzata da una
versione personalizzata del siste-
ma operativo Android di Google.
Nata grazie a una raccolta di fondi
per otto milioni di dollari sul sito
Kickstarter, ha un prezzo ben pi
basso delle rivali e una linea ele-
S
ar lanno dei weara-
ble, i dispositivi digi-
tali indossabili: a parti-
re dagli occhiali-navi-
ganti Google glass e dagli
smartwatch, i computer da
polso. Ma sar anche lanno
degli schermi curvi per i cellu-
lari e i grandi televisori, dei
computer trasformabili, delle
stampanti 3D, dellInternet
delle cose, delle app per video-
giochi a basso prezzo. Queste
le previsioni per il consumer
elettronico. Nel comparto It
(Information technology), in-
vece, saranno cloud compu-
ting e Big data a farla da pa-
droni, e i social network con-
nessi ad applicazioni azienda-
li: come lanno scorso.
Salgono i consumi
Idc, che ha stilato la classifi-
ca delle tendenze hi-tech per il
2014, conferma lavanzata dei
dispositivi mobili, a scapito
della flessione di computer
desktop e notebook tradizio-
nali. Prevede inoltre un incre-
mento del 5% della spesa
mondiale in It, rispetto al
2013, con un giro totale daffari
al picco dei 2.100 miliardi di
dollari (1.548 miliardi di euro
circa). Le vendite di tablet do-
vrebbero crescere del 18% e,
quelle di smartphone del 12%.
I produttori Android, in testa
Samsung, continueranno a
dominare la scena.
Apple resiste
Apple dovrebbe restare se-
conda per quota di mercato,
per via dei prezzi mediamente
superiori e del consolidamen-
to delle applicazioni. Il terzo
attore sar, si stima, Microsoft,
che con lacquisizione di Nokia
si dovrebbe attestare al 4-5%
nel segmento smartphone.
Saturati i mercati america-
no ed europeo, nel consumo di
hi-tech avanzeranno i Paesi
emergenti: del 10% la cresci-
ta prevista da Idc, per il 2014,
per larea Brics (Brasile, Rus-
sia, India, Cina e Sudafrica),
che dovrebbe coprire il 35%
del fatturato complessivo It.
La conseguenza attesa lo
spostamento dinvestimenti e
personale in queste aree da
parte dei produttori di tecno-
logie informatiche.
Il boom degli store
Un discorso a parte riguar-
da le app, che ancora dovreb-
bero regnare incontrastate su
tutto il resto: sono le vere pro-
tagoniste della rivoluzione di-
gitale che nel 2013, nonostante
la crisi, non ha registrato fles-
sioni.
Le abbiamo scaricate su ta-
blet e smartphone per gli usi
pi vari: jogging, acquisti onli-
ne, mappe, prenotazione di
viaggi, salute e medicina, ri-
cette di cucina e chat. Dal solo
Apple Store, che detiene circa
il 60% del mercato, in dicem-
bre sono state scaricate oltre
tre miliardi di applicazioni da
tutto il mondo, per un fattura-
to superiore al miliardo di dol-
lari (circa 740 milioni di euro).
A questo bisogna aggiunge-
re le app degli utenti Android
e quelle scaricate con i nuovi
sistemi operativi Microsoft
Windows Phone e Amazon
Appstore: un flusso quotidia-
no ininterrotto di download,
da parte degli utenti con appa-
recchi mobili. Per questo seg-
mento emergente di mercato
gli analisti prevedono nel cor-
so del 2014 unulteriore cresci-
ta. A due cifre.
RIPRODUZ ONE RISERVATA
Lanalisi esegantini@corriere.it
Silicon Valley e le altre
Conta davvero il luogo?
Il caso di Supercell,
nata in Finlandia
e diventata globale
in Giappone
T
ra le tante competizioni che il
mondo hi-tech ci propone
ogni giorno sui brevetti,
gli smartphone o le app c an-
che la gara degli hub, ovvero i di-
stretti tecnologici del mondo. La
Silicon Valley californiana, un tem-
po regina incontrastata, ha visto
crescere una selezionata schiera di
aree concorrenti: dalla New York
Alley a Londra, da Berlino a Pechi-
no.
Ma siamo proprio sicuri che, nel
mondo di oggi, la collocazione geo-
grafica sia fondamentale? Secondo
alcuni, al contrario, la location
meno importante di un tempo: In-
ternet semplifica laccesso alle in-
formazioni e rende meno impellen-
te la necessit di stare vicino a un
grande data center. Certo, la conti-
guit con grandi universit eccel-
lenti come quelle californiane, cos
come lattivismo di un sistema fi-
nanziario evoluto, fanno ancora la
differenza. Per meno di un tempo.
Ci che realmente conta non il
luogo da dove un imprenditore
proviene ma soprattutto la direzio-
ne verso cui vuole andare.
Ne porta un esempio interessan-
te, sul Financial Times, Niklas
Zennstrm, co-fondatore di Skype
(oggi di Microsoft) e attuale capo
della societ di investimenti Atomi-
co. Supercell unazienda di vide-
ogame online fondata a Helsinki e
famosa per i giochi Clash of
Clans e Hay Day, in cui lim-
prenditore 47 enne ha investito un
bel po di denaro nel 2013 ha co-
minciato da subito a guadagnare.
Nellottobre scorso la quota di mag-
gioranza stata venduta alla giap-
ponese SoftBank con un incasso di
3 miliardi di dollari.
E la storia di unidea partita dal-
lEuropa (dallEuropa pi avanzata,
certo, ma non da San Francisco) e
diventata successo planetario. Su-
percell una lezione di geografia
economica. Insegna che non ne-
cessario, per unimpresa agli albori,
traslocare in Finlandia (anche se
un ottimo posto per la tecnologia)
ma che indispensabile avere am-
bizioni globali fin dalla partenza.
Naturalmente lespansione glo-
bale bisogna andarsela a cercare
dove i mercati sono pi dinamici. Il
Giappone, ad esempio, il paradiso
dei ricavi da applicazioni mobili,
cos come la Cina ha il pi alto nu-
mero di utenti sul web e il Brasile
secondo solo agli Stati Uniti nel
campo dei social network.
Non si pu dunque essere globa-
li se non si entra in questi mercati.
Cosa, peraltro, non facile. Avere
buoni prodotti, un team in gamba e
capitali adeguati non garantisce
automaticamente la capacit di ge-
stire un business globale, di assu-
mere i talenti migliori dallaltra
parte del mondo n, tanto meno, di
tessere le giuste relazioni in am-
bienti complicati come la Cina (ci
che spesso riesce bene a noi italia-
ni, che di ambienti complicati sia-
mo esperti).
Per chi ha il coraggio di imboc-
care questa strada, comunque, non
solo i rischi, ma anche le opportu-
nit, sono davvero grandi. Gli inve-
stitori internazionali lo sanno, le
start-up nazionali, talvolta, no.
@SegantiniE
R PRODUZIONE RISERVATA
DI EDOARDO SEGANTINI
Tempo libero
Rompicapo
per ogni et
con i cartoni 3D
Le stime Spesa hi-tech su del 5%
Web & App
Addio Pc,
lanno mobile
DI UMBERTO TORELLI
Computer
Le scrivanie
sono sconfitte
dal tablet
C
aduta libera per le vendite
mondiali di computer da ta-
volo e notebook: -15,4% nel ter-
zo trimestre 2013, rispetto allo
stesso periodo del 2012 (dati
Gartner). Responsabile: il tablet.
Gli utenti ne premiano la maneg-
gevolezza, la semplicit, la gam-
ma di prezzo e, soprattutto, la
scelta possibile fra tre sistemi
operativi, dalliOs Apple delliPad
ai tanti modelli Google Android,
fino al Windows 8 installato sul
Surface 2 di Microsoft. Allinizio
del 2013 sembrava che gli ultra-
book, cio i notebook superleg-
geri e potenti, sempre connessi al
cloud, avrebbero contrastato i ta-
blet, ma non stato cos.
Ora i rivali in campo sono i
transformer, i tablet tuttofare
con la tastiera da agganciare e
sganciare. partita Asus con
Transformer Book, seguita da
Acer, Hp, Samsung, Sony. Ora c
Yoga 2 della cinese Lenovo, tavo-
letta luminosa da 13,3 pollici che
pu assumere quattro posizioni
stabili. Il design a cerniera con-
sente il ripiegamento a libro a
360 gradi, passando dalla posi-
zione di tablet a tutto schermo
a quella di notebook con tastiera
retroilluminata.
Di questo passo, nel 2014, il
cammino di notebook e desktop
Pc si presenta sempre pi in
salita.
U. TOR.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Lettori musicali
Cerano una volta
iPod e Mp3,
ora canta il telefono
I
eri si diceva lettori Mp3, oggi
portable media player: sono
le prime vittime del boom degli
smartphone. La musica portatile
ormai si ascolta sul telefonino e
larrivo in dicembre di Spotify, il
servizio musicale gratuito in strea-
ming anche sui cellulari, un altro
colpo. Nel gennaio-ottobre 2013 il
mercato i n Ital i a cal ato del
33,9% a un milione e 320 mila let-
tori musicali (dati Gfk): un milione
di unit in meno che in Francia o
Gran Bretagna, dove il mercato
tende a calare meno rapidamente.
Eppure non manca lattrattivit
dei player Mp3: una vasta scelta di
modelli e prezzi, da meno di 20 a
300 euro, memorie capienti da 16
o 32 Giga, design curato. Dal leg-
gerissimo Sony Walkman Sport,
incorporato agli auricolari, allin-
novativo braccialetto touch di Cre-
ative, che comunica senza fili con
gli auricolari. Per gli sportivi ci sono
i Glass Mp3, occhiali da sole in
gomma che incorporano lettore e
auricolari. Ma anche i pi richiesti,
gli iPod, sono in calo. Nel gennaio-
agosto 2013 Apple, che ha il 70%
del mercato, ne aveva venduti 5,6
milioni nel mondo, contro i 7,7 mi-
lioni dello stesso periodo 2012. L
ultimo iPod Touch sembra un
iPhone: schermo Retina per i video,
videocamera HD, 329 euro per il
modello da 32 Giga. Peccato
non sappia anche telefonare.
C. S.
RIPRODUZ ONE RISERVATA
S
i c h i a ma
wearable, la tecnolo-
gia da indossare. A scommetterci
sono in molti, da Intel a Google, da
Samsung a Lg. La nuova rivoluzione
rendere ogni oggetto smart, intelligen-
te, ha detto al Ces di Las Vegas Brian Krza-
nich, amministratore delegato di Intel,
lanciando il concorso Make it weara-
ble per la migliore tecnologia da in-
dossare (in palio un premio da 1,3 mi-
lioni di dollari). Saranno presto superati
anche gli attesi Google Glass? Un pro-
dotto di cui si sa gi tutto, grazie ai test
riportati su Internet, prima ancora del suo
arrivo sul mercato. Anche Apple e Sam-
sung hanno depositato brevetti per gli oc-
chiali che integrano la realt aumentata e i
dati connessi. Ci sono poi una start-up ita-
liana, GlassUp, e una americana, Meta (con
gli SpaceGlass). Sony Mobile punta invece su
una gamma di prodotti SmartWear: il primo
il braccialetto SmartBand, che comunica con
gli smartphone Xperia e le app LifeLong, per
gestire la vita quotidiana. Mentre Lg ha lan-
ciato a Las Vegas LifeBand, un bracciale touch
che registra le attivit fisiche. Ci sono poi gli
smartwatch, orologi che avvisano quando ar-
rivano mail, rispondono a richieste vocali o in-
dicano la strada. Una decina i modelli, dai pi
sofisticati come Sony Experia Z1 (689 euro) ai
pi popolari come il Galaxy Gear di Samsung
(299 euro), fino ai pi economici e sportivi,
come il Pebble (119 euro) o il Run Trainer di
Timex. Nel 2013 sono stati venduti gi 10
mila smartwatch in Italia secondo Gfk, che
prevede una crescita di oltre il 10%
nel prossimo biennio. E le stime di
Generator Research danno a fine
2014 un mercato mondiale da
8,9 milioni di unit.
CHIARA SOTTOCORONA
RIPRODUZ ONE RISERVATA
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 17
GI
P
p
a
r
r
a
SU
SU
MEDIA & TECH
I prodotti, le campagne
Persone, reti
e consumi
P
er guardare film, eventi
sportivi e fiction sui televi-
sori a schermo piatto, oltre alla
buona qualit delle immagini,
occorrono suoni in alta fedelt.
SoundPlate Lap 340 di LG un
sistema composto da quattro
diffusori acustici che trasforma-
no il salotto di casa in sala cine-
matografica. Il design ultrapiat-
to (3,5 centimetri di spessore)
consente di mettere limpianto
sotto il piano dappoggio del te-
levisore. Basta poi collegarlo al-
la presa audio digitale, presente
ormai su tutti i nuovi modelli, e il
gioco fatto. Il sistema funziona
in modalit Bluetooth e pu es-
sere abbinato a dispositivi digi-
tali Mp3 come lettori e smar-
tphone, per ascoltare compila-
tion musicali. La potenza acusti-
ca totale risulta di 120 watt e
grazie ai subwoofer integrati
sono esaltati i bassi, senza di-
storsione. Il difetto riguarda il
tel ecomando che gesti sce
SoundPlate: non si interfaccia
con i vecchi televisori Lcd. Prima
dellacquisto, controllate la
compatibilit.
Pro: alta fedelt
Contro: non compatibile
con Lcd-Tv
U. TOR.
MARCA: LG
PRODOTTO: SoundPlate Lap 340
PREZZO: 399 euro
RIPRODUZ ONE R SERVATA
Audio
Lalta fedelt
sinfila sotto
il televisore
gante, a firma del designer sviz-
zero Yves Bhar. Utilizza software
dedicato (non compatibile con
le comuni app di Android), da
scaricare esclusivamente dalla
Rete da una biblioteca in costante
aggiornamento, con circa 500 ti-
toli, tra giochi e applicazioni di va-
ria utilit (come Twitch TV). Di
ogni software possibile scarica-
re gratis una versione dimostrati-
va. Il comparto grafico e tecnolo-
gico di Ouya non paragonabile
alle rivali di nuova generazione,
ma pi che sufficiente per offrire
videogiochi di qualit, simile a ta-
blet e smartphone. La piccola
console una divertente alterna-
tiva, indipendente e open sour-
ce, per unutenza curiosa e anti-
conformista.
Pro: alternativa interessante
Contro: futuro incerto
M. T.
MARCA: Boxer 8
PRODOTTO: Ouya
PREZZO: 119 euro
RIPRODUZIONE RISERVATA
Pit Spot
Anche farsi la barba
diventa un caso
del made in Italy
L
ondra come New York, Amsterdam come Pari-
gi e Rotterdam: anche la qualit della rasatura
made in Italy vuole farsi riconoscere nel mon-
do, come il cibo, la moda, il design, tutto quello che
sappiamo fare bene e che riusciamo naturalmente a
esportare da tanti anni (e speriamo di poter continua-
re a farlo).
La campagna che Proraso dedica ai suoi maestri
barbieri diventa ora un racconto visivo nello spot
creato dallagenzia White, Red and Green e in onda
sulle reti tv nazionali.
Ecco cos materializzarsi le botteghe tradizionali
dei grandi artigiani del taglio: in ciascuna di esse, di-
slocate a quattro angoli del mondo, vediamo differen-
ti protagonisti che si accomodano sulla leggendaria
poltrona, e si affidano alle cure di donne e uomini che
ripetono gesti del passato, con la calma e laccuratezza
di un rito. Ognuno di essi gi diventato un perso-
naggio.
Alla fine, la domanda cruciale: Come si sente?
chiede il barbiere Alain di Parigi.
Perfettamente, risponde il cliente, accarezzan-
dosi le guance lisce dopo il trattamento.
Ecco cos raccontate piccole storie di eccellenza,
con un marchio italiano che diventa internazionale e
globale, portando una volta in pi la bandiera del ma-
de in Italy nelle grandi metropoli del Vecchio e del
Nuovo Mondo.
La campagna video riprende cos quella stampa,
gi bella, che ritraeva i barbieri al centro della loro
bottega, ognuno autentico testimonial del marchio. Il
film si chiude con questo legame fra brand e tradizio-
ne.
Non certo impresa facile nobilitare prodotti appa-
rentemente complessi da comunicare, come quelli as-
sociati alla rasatura e alla cura delluomo: la campa-
gna, nei suoi vari livelli di pianificazione e con i diffe-
renti media impiegati (fra i quali un sito piuttosto cu-
rato, www.proraso.com), riesce efficacemente a
generare racconto e atmosfera, a rivitalizzare un mar-
chio.
Con lobiettivo farlo ascendere nellOlimpo del ma-
de in Italy da esportazione.
RIPRODUZIONE R SERVATA
a cura di ALDO GRASSO
pitspot@fastwebnet.it
in collaborazione con
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Responsabile pubblicit:
Andrea Galli (andrea.ga li@rcs.it)
A cura di
MASSIMO FRACARO
Guido Cagnan (grafica)
Giuditta Marvelli
Alessandra Puato
Stefano Righi (caposervizio)
Maria Silvia Sacchi
Isidoro Trovato
Art director e progetto grafico:
GIANLUIGI COLIN
a cura di MARCO GASPERETTI, UMBERTO TORELLI e MASSIMO TRIULZI
Trend Nel 2017 la met dei 15 milioni di televisori venduti sar di ultima generazione e si potr collegare a Internet
La tv in abbonamento scopre fiction e serie originali
Il modello di Chili consente il noleggio sporadico per pochi euro di contenuti online. I progetti di Mediaset e Sky
N
el 2017 le smart tv vendute
in Italia saranno circa 15 mi-
lioni, la met delle quali con-
nesse a Internet. La fruizione dei vi-
deo tramite la rete, gi oggi in forte
espansione e causa principale della
chiusura delle videoteche fisiche,
sar allora un fenomeno consolida-
to.
Per questo i principali broadca-
ster nazionali, come Mediaset con
lofferta Infinity e Sky con il proget-
to River, stanno entrando nel mer-
cato del video streaming con un
modello di business basato sul pa-
gamento di canoni di abbonamento
a giornata o mensile. Chi opera gi
da pi di un anno nel comparto, con
un posizionamento per differente,
ovvero il transactional video on de-
mand, il noleggio o lacquisto di un
singolo contenuto dopo la registra-
zione gratuita sul sito, Chili, il
player nato nel giugno del 2012 co-
me spin off del ramo dazienda Over
The Top Tv di Fastweb, partecipato
oggi al 36% dalla stessa Fastweb, al
18% da Antares Private Equity e per
le restanti quote dai soci fondatori,
tra cui il presidente Stefano Parisi
(attualmente anche presidente di
Confindustria Digitale) e lammini-
stratore delegato Giorgio Tacchia.
Chili attivo nella distribuzione di-
gitale di film ma presto entrer an-
che nel mercato della serie tv. E non
tutto, perch la societ punta a
rafforzare lofferta rivolta allutenza
business e prepara il piano di
espansione sul mercato internazio-
nale. Chili spiega Stefano Parisi
si avvia a chiudere lanno con un
giro daffari di circa 2 milioni di eu-
ro, in linea con i nostri obiettivi e
con il raggiungimento del break
even atteso alla fine del 2014.
Loperatore offre agli utenti un cata-
logo di 3.500 film costantemente
aggiornato. Abbiamo sottoscritto
accordi con i pi importanti produt-
tori e distributori italiani e interna-
zionali, in virt dei quali possiamo
vendere e noleggiare i film in coin-
cidenza con luscita home video, la
prima possibile dunque dopo il pas-
saggio nelle sale cinematografico.
Lofferta di Chili multiscreen
(lapplicazione preinstallata e rac-
comandata su tutte le smart tv sul
mercato) e multidevice (i film pos-
sono essere visti sulle principali
piattaforme video, dai tablet ai pc
sino agli smartphone). A febbraio
aggiunge Parisi allargheremo
lofferta alla serie tv e alle fiction
rendendo tra laltro disponibili pro-
duzioni in lingua originale mai viste
in Italia, oltre a proporre sia singoli
episodi sia serie complete gi anda-
te in onda sulla pay tv nella versio-
ne doppiata. Chili punta a rita-
gliarsi una fetta importante nel
comparto del video streaming on
demand. Il nostro obiettivo esse-
re nel 2017 uno dei cinque principali
operatori con una quota del 20%.
Il fatturato del gruppo, secondo il
business plan, toccher i 30 milioni
di euro, di cui il 30-40% garantito
dallattivit rivolta alla clientela
aziendale. Siamo cos in grado di
offrire ad aziende ed editori piatta-
forme e servizi personalizzati. Un
pacchetto chiavi in mano per la di-
stribuzione dei loro contenuti video
su tutti i dispositivi connessi a inter-
net.
LUCIOTORRI
RIPRODUZIONE R SERVATA
Player
Stefano
Parisi,
tra
i fondatori
di Chili
Videogame/2
Invece dei solitari
partite collettive
sulla nuvola
Televisori
Schermi curvi
e ultrapiatti,
la tv sar gigante
I
l 2013 si chiude con quasi
cinque milioni di nuove tiv a
schermo piatto nelle case degli
italiani. E prospettive di crescita
per il prossimo anno, dovute in
buona parte ai mondiali di calcio,
in giugno, in Brasile. Che cosa
aspettarsi per il 2014? Innanzi-
tutto un deciso spostamento
verso di mensi oni maggi ori .
Una tendenza che sposter in
cucina e nelle camere dei bam-
bini i 32 e 37 pollici del salotto
dice Marco Hannappel, re-
sponsabile audiovideo di Sam-
sung Italia , per fare posto a
schermi oltre i 46 pollici da guar-
dare dal divano. Ma il prossimo
sar lanno della consacrazione
definitiva degli schermi ultra-
Hd, con tecnologia 4K, che rad-
doppiano le risoluzione dei tele-
visori in Led. E anche degli ultimi
nati, gli ultrapiatti Oled.
Proprio questa riduzione di
spessore segner larrivo degli
schermi curvi, con nuove solu-
zioni di design: la vera novit del
2014. I grandi produttori come
Lg, Sony, Panasonic e Samsung
sono gi pronti con i primi mo-
delli oltre i 55 pollici. La forma
lievemente concava dovrebbe
trasmettere al telespettatore le
stesse emozioni del cinema. Infi-
ne, unultima tendenza per gli
onnivori digitali: il second scre-
en. Si potr guardare i pro-
grammi tiv sullo schermo del
tablet e creare palinsesti perso-
nalizzati composti da programmi
generalisti, video on demand,
filmati scaricati dal web.
U. TOR.
R PRODUZIONE RISERVATA
C
on larrivo delle console di nuova generazione di
Sony e Microsoft, si giocher sulla nuvola di Internet
(il cloud gaming): una novit destinata a rivoluziona-
re il mondo dei videogame. Il primo passo stato quello
di poter giocare in Rete, sfidando concorrenti in tutto il
mondo. Oggi, con la nuvola, il videogioco a diventare
remoto e a superare i limiti fisici della tecnologia della
console. Grafica e animazioni, intel-
ligenza artificiale e persino la con-
duzione di mondi virtuali persistenti
sono elaborati da potentissimi com-
puter lontani, che decuplicano le
possibilit dinterazione e diverti-
mento. Si chiama Gaikai il servizio di
clouding di Playstation 4 che Sony
inaugurer nel 2014, mentre sono
gi in funzione gli oltre 300 mila
server dedicati a Xbox One.
M. T.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
A
umentano le possibilit di gioco con le applicazioni per
i tablet, inventate da sviluppatori fantasiosi e indipen-
denti, gratuite o in vendita per pochi euro. La conseguenza
che la console portatile per videogame andr a tramontare.
Prezzi bassi e tante nuove idee sono allorigine della svolta,
partita nel 2013 quando gli utenti di Android e iOs hanno
speso per i videogiochi il triplo rispetto ai possessori di con-
sole portatili targate Nintendo e
Sony. La tendenza pare destinata a
proseguire questanno. Lanno scor-
so, nel mondo, sono state vendute
circa 40 milioni di Nintendo 3DS e
sei milioni di Playstation Vita, ma le
applicazioni installate sul solo iPad
di Apple sono pi di 170 milioni e il
70% di queste composto da vide-
ogiochi. Una percentuale che rimane
immutata anche nelle vendite di
software targato Android.
MASSIMO TRIULZI
RIPRODUZ ONE R SERVATA
Videogame/1
Si gioca a tavoletta
e tramonta
la console portatile
18 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
5,2
milioni di imprese
E il numero delle aziende attive nel 2013 sul territorio
nazionale. Tra i settori pi attivi, il commercio (1.417.373
ditte, il 27,3% del totale), le costruzioni (796.038 imprese con una
quota del 15,3%) e lagricoltura (782.500 aziende. pari al 15,1%).
In crescita, il numero di aziende che operano nei comparti per la
fornitura di energia elettrica e gas (+17,9%), nelle attivit di sup-
porto e noleggio (+3%) e nellassistenza sociale (3,8%).
Il lavoro corre su Internet
Sono cresciute del 5% nel 2013 le offerte
di lavoro online. Tra i settori pi presenti,
secondo il rapporto annuale di Infojobs
quelli legati ai servizi e ai programmi in-
formatici (26% delle offerte totali), alle te-
lecomunicazioni (23%). In aumento le in-
serzioni per le pubbliche relazioni (+1,1%).
Sempre meno sponsor nello sport
E calato del 7,2%, nel 2013, il mercato
della sponsorizzazioni in Italia. La flessione
riguarda sopratutto gli eventi sportivi
(-8,6%), ma non risparmia anche la co-
municazione. In controtendenza, le spon-
sorizzazioni in cultura e spettacolo
(+6,3%), aumentate in vista dellExpo.
PICCOLE & MEDIE
Aziende, storie
e persone
Mercato Aumentano le attenzioni degli investitori stranieri verso le Pmi
Credito Borsa e fondi,
possibili vie per la ripresa
A sorpresa le piccole tornano a quotarsi. E aprono al capitale
DI ISIDORO TROVATO
IN BACHECA
A cura di FELICE FAVA
felicefavacor@hotmail.com
Finanziamenti
Credito pi facile
per le Pmi
della Lombardia
S
i rinnova Credito adesso,
l i ni zi at i va di Regi one
Lombardia e Finlombarda per
soddi sfare i l fabbi sogno di
capitale delle micro, piccole e
medie imprese lombarde. Tra i
destinatari vi sono anche le
imprese turistiche. Semplificate
le procedure di accesso al credito
e le condizioni di finanziamento.
Manifestazioni
Pane, pizza,
dolci e gelati:
labbuffata di Rimini
R
iapre il Sigep
di Ri mi ni , i l
sal one ri servato
agli artigiani che si
occupano di pro-
duzione propria nei
settori della gelateria, pasticceria,
panificazione e della pizza. La ras-
segna, in programma dal 18 al 22
gennaio (nella foto il presidente di
Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni), si
presenta come la vetrina europea
delle attivit artigianali alimentari.
Previsti concorsi internazionali e
seminari di aggiornamento pro-
fessionale.
1
Il risveglio delle piccole di Piazza Affari
Nessuno
Advance Advisor
Ambromobiliare
Harley Dikkinson Finance
Methorios Capital*
Artiaco
Sintesi
TOTALE
2
1
3
1
8
1
1
17
4.563
3.711
17.104
1.370
43.659
2.754
3.488
76.648
6%
5%
22%
2%
57%
4%
5%
100%
12%
6%
18%
6%
47%
6%
6%
100%
* di cui quattro passaggi dal MAC all' AIMItalia/MAC

Numero
societ
Capitale
raccolto in IPO
% su totale
societ
% su
raccolta tot. Dati 2013
Pparra
C
ala laccesso al credito ban-
cario e salgono fondi e pri-
vate equity. Sembra conso-
lidarsi nel 2014 una ten-
denza iniziata nel 2013. Questo per
le Pmi sar un anno discriminante:
per le pi virtuose potrebbe dav-
vero ripartire la crescita. Per farlo
servono progetti ambiziosi e spic-
cate capacit imprenditoriali. Ma
non basta. Serviranno anche capi-
tali per aumentare la competitivit
e sostenere il peso economico di
progetti in espansione.
Per riuscirci le aziende potran-
no percorrere due strade (relativa-
mente) nuove: la quotazione in
borsa e lingresso di un fondo nel
capitale sociale. Si tratta di solu-
zioni note ma che negli ultimi tem-
pi (complice la stretta creditizia)
stanno entrando sempre di pi
nelle corde delle piccole e medie
imprese italiane.
Le potenzialit
Conosce bene il fenomeno Enri-
co Ceccato, partner fondatore del
fondo Orlando Italy che, dopo es-
sere diventato azionista di Limoni
spa, ha preso il controllo della cate-
na La Gardenia Beauty spa, crean-
do il Leading Luxury Group, un
polo del Beauty Luxury che si col-
loca al vertice del mercato nazio-
nale e tra i primi 5 player mondiali.
Servono progetti ambiziosi e
di respiro globale afferma Cec-
cato . Il contesto internazionale
sempre pi selettivo e anche le
Pmi devono ragionare in grande.
Questo sar un anno molto parti-
colare per le nostre aziende: la crisi
ha depauperato la media impresa
italiana,i livelli di indebitamento,
le insolvenze e i protesti aumente-
ranno. Le aziende con queste diffi-
colt potranno attirare lattenzione
solo da fondi come il nostro e non
certo dai fondi buyout che guarda-
no solo ad aziende in salute.
Lattenzione per non sar indi-
scriminata: per attrarre capitali, in
questa fase, servono precise prero-
gative. Ci vuole un brand forte
spiega il manager di Orlando
una chiara volont di crescita in-
ternazionale e un settore di busi-
ness con evidenti potenzialit di
crescita. La perla la si pu scova-
re in qualsiasi comparto. ma at-
tualmente in Italia ci sono alcune
aree particolarmente appetiti dai
fondi grandi e piccoli: il tessile-ab-
bigliamento, lalimentare, la mec-
canica e in generale il lusso. Un di-
scorso a parte lo meriterebbe il tu-
rismo, la vera miniera dellItalia
che per esprimere realt davvero
importanti a livello internazionale
avrebbe bisogno del sostegno del
sistema paese.
La terza via si chiama quotazio-
ne in Borsa. Un altro strumento
a lungo ignorato o temuto da gran
parte delle piccole e medie impre-
se italiane. Adesso per il vento
sembra cambiato, forse grazie al-
leffetto traino di esperimenti felici
come le recenti quotazioni di Bru-
nello Cucinelli e Moncler.
Le sinergie
Una tendenza confermata da
operatori del settore come Metho-
rios Capital, advisor che lo scorso
anno ha condotto alla quotazione
8 societ tra cui Italian Indipen-
dent di Lapo Elkann o Leone
Group (la societ cinematografica
dei figli di Sergio Leone). Questo
sar un anno fantastico per il mer-
cato Aim prevede Fabio Palum-
bo, presidente di Methorios Capi-
tal ancora meglio del gi soddi-
sfacente 2013 appena concluso. La
crisi ha accelerato un cambio cul-
turale nelle nostre piccole e medie
imprese ormai costrette a cercare
vie alternative al credito bancario
per poter finanziare la crescita.
Inoltre larrivo di uno strumento
virtuoso come i minibond finir
per rafforzare ancora di pi le si-
nergie con il mercato azionario.
Ormai ci siamo aperti ai sistemi di
capital market e abbiamo aperto al
canale Aim. Questo, insieme alla
defiscalizzazione dei minibond e
allalleggerimento dei costi per lac-
cesso in Borsa, provocher unim-
pennata di quotazioni.
Una previsione interessata
che sa tanto di auspicio. Ma qual
lidentikit della Pmi adatta alla
quotazione? sempre molto pi
semplice riuscire a quotare un
brand affermato su mercati inter-
nazionali afferma Palumbo
perch viene recepito meglio dagli
investitori stranieri. I settori? quel-
li noti: alimentare, linformation
technology e il lusso.
R PRODUZIONE RISERVATA
La storia/Automazione
Macchine per volare (allestero)
La Ffg serve aeronautica e meccanica in tutto il mondo
L
e strategie per essere pi
competitivi sui mercati in-
ternazionali variano a secon-
da delle esigenze aziendali. La ri-
cetta imprenditoriale scelta da Ffg
Europe, holding italo-taiwanese
che progetta e fabbrica centri di
fresatura destinati al mondo aero-
nautico, automobilistico e mecca-
nico, chiara da tempo: acquisire
alcune tra le pi importanti realt
industriali europee del settore.
Per realizzare questobiettivo,
per, necessario impiegare im-
portanti risorse finanziarie. Cos,
dopo larrivo delle italiane Jobs
Automazione e Sigma Technology,
Ffg Europe ha deciso di fare shop-
ping nel Vecchio Continente met-
tendo sul tavolo 50 milioni di euro.
Un investimento che, nel settem-
bre scorso, ha permesso lacquisto
della divisione Mag Industrial
equipment dellomonimo gruppo
tedesco. Un patrimonio produtti-
vo, confluito nella neonata Ffg We-
rke, che comprende cinque brand
del comparto macchine utensili,
gli stabilimenti produttivi, le unit
di service e le filiali commerciali in
Russia e Corea.
Insomma, un intervento impor-
tante per lholding che nel 2011 ha
registrato un fatturato pari a 60
milioni di euro, nel 2012 ha rag-
giunto i 70 milioni e chiuder il
2013 con un giro daffari di 80 mi-
lioni di euro. Inoltre, le previsioni
sul 2014 si annunciano altrettanto
ottimistiche:+10%. Se grazie al-
laccordo con i tedeschi siamo pi
forti sui mercati esteri, per una
serie di ragioni - racconta Luigi
Maniglio, presidente di Ffg Europe
e Jobs Automazione . Anzitutto
perch ci consente di aggiungere
una nuova gamma di macchinari
capaci di lavorare con precisione
su numerosi componenti dei mo-
tori delle automobili. Inoltre, ren-
de possibile creare significative si-
nergie di carattere commerciale
attraverso le filiali in Francia, Stati
Uniti, Russia, Cina e Corea. Senza
dimenticare la conseguente ridu-
zione dei costi.
Ma per ottenere performance
economiche in continua crescita,
oggi il 90% del fatturato raccolto
attraverso lexport, sono indispen-
sabili anche altri tipi dinvestimen-
ti. Per competere con imprese di
respiro mondiale necessario co-
struire macchinari sempre pi in-
novativi spiega Maniglio .
Ecco perch ogni anno impieghia-
mo tra il 5 e l8% del giro daffari in
ricerca e sviluppo. Cos, anche gra-
zie a personale altamente specia-
lizzato, possiamo creare nuovi mo-
delli capaci di essere allavanguar-
dia tecnologica internazionale.
Intanto nel quartier generale mila-
nese di Ffg Europe si studiano
nuovi progetti per rafforzare la
competitivit. Siamo tra le prime
cinque imprese europee produt-
trici di macchine utensili e inten-
diamo crescere ancora conclu-
de Luigi Maniglio . Lobiettivo
principale dei prossimi anni sar
acquisire nuove imprese del com-
parto in Europa.
MICHELE AVITABILE
R PRODUZIONE RISERVATA
La storia/Alimentare
Quando lexport cotto a puntino
La pasta Garofalo: finisce allestero il 60% della produzione
C
orreva lanno 1859 e il com-
positore Gioacchino Rossini
da Parigi firmava Rossini
senza maccheroni una lettera in-
dirizzata al suo (ritardatario) for-
nitore di pasta napoletano. Negli
stessi anni a Gragnano, poco lonta-
no da Napoli, si sviluppavano nu-
merosi pastifici; tra questi lo Stori-
co Pastificio Garofalo, fondato nel
1789 e arrivato nel 2013 a fatturare
circa 128 milioni di euro.
Nel 1982, quando sono entrato
in azienda commenta Massimo
Menna, attuale amministratore
delegato la Garofalo aveva stra-
ordinarie competenze tecniche ma
carenze sul lato commerciale: in al-
tre parole sapevamo fare bene la
pasta, ma avevamo poca capacit
nel venderla. In particolare in Ita-
lia, mercato sul quale la Garofalo
quasi del tutto mancata per inca-
pacit di entrare prontamente nel-
la grande distribuzione. Almeno
fino a maggio 2002 quando nei su-
permercati nazionali arrivato il
primo pacchetto di pasta Garofalo.
Abbiamo cominciato con la li-
nea Firma, quella con la confezio-
ne trasparente continua Menna
poi negli anni abbiamo aggiun-
to la linea senza glutine, quella in-
tegrale e quella per lo svezzamento
dei bambini. Esattamente 75 for-
mati di pasta che oggi rappresen-
tano quasi la totalit del giro daf-
fari.
Dallo stabilimento di Gragnano
in Via dei Pastai, la Garofalo espor-
ta i suoi prodotti in tutto il mondo,
spedendo oltreconfine (anche gra-
zie allecommerce) gran parte del-
la produzione. Nel 2013 lexport
ha costituito quasi il 60% del fattu-
rato dice Menna . In partico-
lare per noi sono importanti i mer-
cati di Svizzera e Usa.
Strade alternative lazienda le
sperimenta anche nellambito del-
la comunicazione rinunciando alla
classica pubblicit e sfruttando, in-
vece, le potenzialit di Internet e
del mondo del cinema. Da anni
produciamo noi stessi cortome-
traggi dautore prosegue il ma-
nager campano i cui protagoni-
sti sono sempre il gusto e la citt di
Napoli. Cinema, ma anche social
network e interattivit digitale.
Tra i progetti pi recenti che coin-
volgono il web, Garofalo ha invece
lanciato il blog Gente del Fud e,
da poco pi di un mese, il portale
Unforketable. Si tratta di una
collaborazione tra Garofalo e lo
chef stellato Niko Romito spie-
ga Menna . Online ci sono gi
delle ricette video acquistabili a 3
euro luna: si pu imparare cos a
cucinare una perfetta amatriciana
o delle fettuccine alla salsa di basi-
lico. Un sito fruibile anche al-
lestero vista la possibilit di vede-
re le ricette in inglese. Nessuno pi
a Parigi (o nel mondo) rester sen-
za maccheroni o unidea per cuci-
narli.
ALICE CAPIAGHI
RIPRODUZ ONE RISERVATA
80
Il fatturato 2013 di Ffg Europe,
holding italo-taiwanese. Il gruppo sta
facendo acquisizioni. Lultima preda
la divisione Mag Industrial equipment
dellomonimo gruppo tedesco
120
Il fatturato 2013 in milioni di euro di
Garofalo. Lazienda, di Gragnano,
produce 75 tipi di pasta e li pubblicizza
sul web con blog e cortometraggi.
Disponibili a pagamento anche video
ricette con chef stellati
Manifattura
Luigi Mani-
glio, presi-
dente di Ffg
Europe e
Jobs Auto-
mazione
Tradizione
Massimo
Menna, alla
guida dello
storico pa-
stificio
Garofalo
Equity
Enrico Cec-
cato, part-
ner fonda-
tore del
fondo Or-
lando Italy
Mosse anti-crisi
Mps e Coface:
ora il credito
assicurato
M
onte dei Paschi di Siena e
Coface insieme a sostegno
delle Pmi. Grazie a un accordo, Mps
potr offrire alle aziende clienti le
polizze di assicurazione del credito
di Coface a condizioni agevolate. In
questo modo, le aziende clienti
della banca potranno concentrare
le risorse finanziarie nello sviluppo
sicuro del proprio business.
Umbria
Ritorno alla terra:
la Regione aiuta
i giovani agricoltori
C
on l obi et t i vo di favor i re
l i nseri mento nel settore
agricolo dei giovani e aiutare il
ricambio generazionale, la Regione
Umbria finanzia la realizzazione di
piani aziendali mirati allo sviluppo
delle attivit agricole. Beneficiari
agricoltori di 18-40 anni. Domande
entro il 31 gennaio.
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 19
MERCATI & PROFESSIONI
Storie, temi
e personaggi
Diritti Contestato anche il superbollo sulle cause giudiziarie
Riforme Avvocati-governo:
sullauto scontro frontale
Contestate le nuove regole e le nuove procedure per gli
indennizzi dopo un incidente stradale: clienti penalizzati
DI ISIDORO TROVATO
L
a dialettica tra il governo e
gli avvocati sembra non ave-
re mai fine. Il fronte delle
contrapposizioni sempre
in grande fermento. Le ultime ri-
guardano tasse indirette e nuove
norme del Codice della strada.
E cos, mentre i parametri per la
definizione delle parcelle restano
insabbiati in attesa della pubblica-
zione sulla Gazzetta Ufficiale, la pri-
ma protesta riguarda un provvedi-
mento varato nel 2013, quello relati-
vo alla cosiddetta marca da otto,
ossia il versamento forfettario che
accompagna il contributo unificato
nelliscrizione di una causa a ruolo:
Prima erano 8 euro, poi sono di-
ventati 25 sottolinea Nicola Ma-
rino, presidente dellOrganismo
unitario dellavvocatura ma co-
me se non bastasse lultima legge di
stabilit ha fatto lievitare ancora il
costo della marca: siamo arrivati a
27 euro. Tutto ci accompagnato
dai continui aumenti dello stesso
contributo unificato e dal filtro pre-
visto dalla mediazione obbligatoria.
Laccesso alla giustizia una corsa
ad ostacoli e anche in questo caso il
cittadino costretto a pagare balzel-
li per avere garantito un diritto co-
stituzionale. un assurdo, conside-
rando poi le enormi disfunzioni del
nostro sistema, la lunghezza dei
processi, la chiusura di moltissimi
uffici giudiziari. Si paga sempre di
pi per avere sempre di meno.
Le penalit
Il fronte pi acceso riguarda la ri-
forma del Codice della strada che
prevede diverse novit, tra cui il
ventilato inasprimento delle pene
per gli incidenti stradali. Una pre-
messa avverte Marino le leggi
ci sono, ma si applicano male. At-
tenzione, quindi, ad aggiungere ul-
teriori interventi spot dagli effetti
criminogeni, che si sovrappongono
e che possono creare confusione nei
Tribunali. Attendiamo di avere un
quadro pi chiaro del progetto e au-
spichiamo che il ministro scelga la
strada del disegno di legge e quindi
del confronto. opportuno, infatti,
che oltre a sentire i tecnici dei due
ministeri interessati, Giustizia e In-
terno, vengano coinvolti gli avvocati,
cio coloro i quali sono in prima li-
nea e che difendono, appunto, le vit-
time degli incidenti stradali. LOrga-
nismo unitario dellavvocatura dar
il proprio contributo fattivo affinch
si intervenga con ponderazione sul-
la domanda di sicurezza che viene
dagli italiani.
Le polizze Rc auto
Ultima fonte dei contrasti la rivo-
luzione prevista nel settore Rc auto
che ha gi prodotto un convegno
dalleloquente titolo: Contro la rot-
tamazione dei diritti in materia di
Rc auto. Il decreto Destinazione
Italia (in attesa che il Parlamento
lo converta in legge) introduce un
risarcimento in forma specifica qua-
si obbligatorio. Le assicurazioni
manterranno la possibilit di effet-
tuare un risarcimento in denaro
spiega Settimio Catalisano, coordi-
natore commissione Rc auto Oua
e potranno risarcire in forma speci-
fica i danni alle cose, dirottando il
cliente presso il carrozziere conven-
zionato, senza rimborsare lautomo-
bilista. La compagnia, per, dovr
fornire idonea garanzia sulle ripara-
zioni effettuate, con una validit non
inferiore a due anni per tutte le parti
non soggette a usura ordinaria.
Ma perch si parla di risarcimen-
to in forma specifica sostanzialmen-
te obbligatorio? Perch il danneg-
giato pu rifiutare il risarcimento in
forma specifica, individuando un
carrozziere diverso da quello indica-
to dalla compagnia; tuttavia, la som-
ma corrisposta a titolo di risarci-
mento non pu superare il costo che
limpresa di assicurazione avrebbe
sostenuto provvedendo alla ripara-
zione tramite il riparatore conven-
zionato. Inoltre resta il rischio che
vengano ridotti i termini temporali
di prescrizione del diritto al risarci-
mento da due anni addirittura a tre
mesi .
UZIONE R SERVATA
Trasporti e Infrastrutture Il ministro Maurizio Lupi
Offshore
a cura di Ivo Caizzi
icaizzi@corriere.it
Norme anti-speculazione:
riparte lassalto delle lobby
Le esposizioni di Londra e Berlino
L
a proposta della Com-
missione europea, che
separa le attivit ban-
carie creditizie da quelle
speculative, attesa entro le
prossime settimane. E a
Bruxelles gi partita una
intensa pressione delle lob-
by (soprattutto di grandi
banche della City di Londra,
del l a Germani a e del l a
Francia) per far annacquare
e rinviare di vari anni que-
sto provvedimento, che
punta a impedire ai ban-
chieri di continuare a usare i
soldi dei depositanti per
scommettere miliardi sulla
spericolata finanza da casi-
n.
Il presidente degli Stati
Uniti Barack Obama ha gi
fatto introdurre questa divi-
sione nel sistema bancario
Usa con la Volcker rule,
che prende il nome dallide-
atore ed ex presidente della
Federal Reserve Paul Volc-
ker. A Washington hanno
superato lopposizione di
potenti banche di Wall Stre-
et perch considerano indi-
spensabile questo interven-
to per evitare nuove crisi fi-
nanziarie come quella sca-
t u r i t a d a l l a b o l l a
speculativa sui mutui im-
mobiliari subprime. Obama
vuole chiudere la stagione
dei banchieri che arricchi-
scono in proprio, speculan-
do con i depositi dei clienti,
e possono scaricare il conto
sullo Stato quando esplodo-
no le perdite. La separazio-
ne delle attivit consente
alla Casa Bianca di di far
fallire le entit speculative
in dissesto. E di non dover
pi salvare grandi banche
per evitare conseguenze si-
stemiche (con effetti nega-
tivi sul credito alle imprese
e alle famiglie).
In Europa il rapporto
consegnato da un gruppo
di esperti, guidato dal go-
vernatore della Banca cen-
trale finlandese Erki Liika-
nen, invita a seguire la linea
di Volcker, che si ispira alla
vecchia legge Usa Glass
Steagal Act. Il commissario
Ue per il Mercato interno, il
francese Michel Barnier,
aveva fatto sapere che la
Commissione avrebbe uti-
lizzato le indicazioni di
Volker e Liikanen. Perfino
il presidente della Bce Ma-
rio Draghi si espresso nel-
lEuroparlamento a favore
della separazione nelle
banche tra le attivit credi-
tizie tradizionali e quelle
speculative. Ma, nellimmi-
nenza della proposta della
Commissione, potenti lob-
by a matrice inglese e tede-
sca hanno fatto trapelare
indiscrezioni su un testo
che rinvierebbe (addirittu-
ra al 2018-2020) quanto
Obama e Volcker hanno ri-
tenuto di introdurre dur-
genza negli Stati Uniti.
Queste pressioni lobbi-
stiche hanno rilanciato i
dubbi sulla solidit di
grandi banche della City e
della Germania, che si op-
porrebbero alla divisione
tra attivit creditizie e spe-
cul ative anche perch
avrebbero occultato nel co-
siddetto shadow banking
enormi operazioni finan-
ziarie ad alto rischio, rea-
lizzate con veicoli offshore
formalmente domiciliati
nei pi riservati paradisi fi-
scali. I governi di Londra e
di Berlino, secondo i dati
ufficializzati dal commis-
sario spagnolo per la Con-
correnza Joaquin Almunia,
guidano la classifica euro-
pea degli esborsi pubblici
per salvare banche nazio-
nali con rispettivamente 82
e 64 miliardi di euro. In pi
hanno dovuto impiegare
garanzie per centinaia di
miliardi per rassicurare i
mercati sui problemi ban-
cari ancora non risolti, che
in gran parte riporterebbe-
ro sempre allo shadow
banking e alle mega-ope-
razioni speculative (so-
prattutto su derivati finan-
ziari) attuate tramite vei-
coli domiciliati nei paradisi
fiscali.
RIPRODUZIONE RISERVATA
1
Giustizia
La terza vita
della
mediazione
L
a mediazione tornata. E
non smette di dividere. Il
sistema conciliatorio, scelto
per snellire le lungaggini del
processo civile, vive ormai la
sua seconda (o terza) vita. Per
stilare un nuovo bilancio,
stato organizzato a Roma un
convegno dal titolo La me-
diazione in Europa e in Italia.
Esperienze a confronto in uno
studio del Parlamento euro-
peo.
Allappuntamento del 16
dicembre interverranno (oltre
al ministro della Giustizia Ro-
sanna Cancellieri): Cecilia
Wikstrom (componente della
Commissione giuridica del
Parlamento europeo), Giorgio
Santacroce (primo presidente
della Corte di Cassazione),
Guido Alpa (presidente del
Consiglio Nazionale Forense),
Giuseppe De Palo (presidente
di ADR Center e coordinatore
dello studio del Parlamento
europeo sullattuazione della
Direttiva in materia di media-
zione) e Michele Vietti (vice
presidente del Consiglio Su-
periore della Magistratura).
In programma unampia
analisi su pro e contro lo stru-
mento avversato da buona
parte dellavvocatura, ma visto
di buon occhio dalla comunit
europea.
I. TRO.
R PRODUZ ONE RISERVATA
Ue Michel Barnier
(Mercato Interno)
20 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
D
uecentoventisei minuti.
Ogni giorno lavorativo del-
lanno. Dalla mattina alla
pausa pranzo, e fino alle pri-
me ore della ripresa pomeridiana. E il
tempo che un rappresentante del ceto
medio, un quadro con un reddito
di 48.644 euro lordi, moglie e un fi-
glio a carico - deve lavorare per pa-
gare tasse, imposte e contributi previ-
denziali. Tradotto il tutto in termini di
calendario vuole dire che dovr fati-
care 172 giorni su 365 solo per sfama-
re lo sfrenato appetito dellErario, pa-
ri a una pressione fiscale che supera il
47%.
In totale, tra imposte sui redditi, lo-
cali e sui consumi, il conto dellErario
arriver nellanno appena iniziato a
quota 23.187 euro, quasi duemila al
mese, contro i 22.563 del 2013.
Sempre pi lontano
Cos il Tax Freedom Day, il giorno
della liberazione dal giogo delle tasse
arriver, nel 2014, solo il 22 giugno,
due giorni dopo rispetto al 2013
quando la corve tributaria termina-
va il 20 giugno. Una maratona sempre
pi lunga, insomma ci attende in que-
sto 2014 che parte con molte incertez-
ze allorizzonte. Dalla mini Imu alla
Tasi. Saremo, quindi, costretti a un al-
tro pericoloso scivolamento verso le
colonne dErcole del 30 giugno.
Passarle significherebbe lavorare
pi per lo Stato che per s e la propria
famiglia. Cosa che, purtroppo, gi ac-
cade per i contribuenti ad alto reddito
e le imprese.
Va solo un po meglio allaltro con-
tribuente tipo un operaio con mo-
glie e figlio a carico e reddito di
24.000 euro lordi che dal 1990 Cor-
rierEconomia utilizza per valutare
quanto incidono, anno dopo anno, Ir-
pef, Iva, contribuiti, tasse sui consumi
e locali sulla vita quotidiana delle fa-
miglie. Rispetto al 2013 pareggia i
conti con il Fisco: dovr lavorare 135
giorni, fino al 15 maggio, per far fron-
te a imposte e contributi. Esattamente
come un anno fa. Una soddisfazione
effimera, per, perch i calcoli, realiz-
zati in collaborazione con lUfficio
studi della Cgia di Mestre, sono stati
fatti in maniera estremamente pru-
denziale. La Tasi, ad esempio, la neo-
nata imposta comunale sui servizi in-
divisibili (come lilluminazione stra-
dale e la polizia urbana), stata calco-
lata con unaliquota del 2 per mille
mentre pu andare dal 2,6 al 3,3 per
mille ipotizzando che gli enti locali
applichino detrazioni significative, al-
meno ai nuclei familiari con i redditi
pi bassi.
Ma se questo non dovesse accade-
re, anche il traguardo della liberazio-
ne fiscale delloperaio rischia di spo-
stasi in avanti. Insomma potrebbe an-
dare peggio di quanto stimato oggi,
anche se il governo ha promesso che
nel 2014 le tasse diminuiranno.
Lidentikit
I contribuenti tipo sui quali si sono
effettuati i calcoli sono i medesimi de-
gli anni precedenti: il loro reddito
stato incrementato del 1,5% rispetto a
quello del 2012 sulla base della varia-
zione degli indici di rivalutazione con-
trattuali Istat. La stima dellIva a cari-
co del contribuente si basa sul pre-
supposto che questi, nelle sue abitu-
dini di spesa, rifletta quelle medie
delle famiglie italiane di tre compo-
nenti come rilevate dallIstat nellin-
dagine annuale sui consumi.
Loperaio, con moglie e un figlio a
carico, abita in una casa di sua pro-
priet di 90 metri quadrati con rendi-
ta catastale di 446 euro. Ha un auto di
68 kw di potenza. In conto corrente
ha circa 6.000 euro. Stesso nucleo fa-
miliare per il quadro che abita in una
casa di sua propriet di 150 metri qua-
drati con rendita catastale di 1.100 eu-
ro. I suoi risparmi ammontano a
40.000 euro di cui 12.160 in conto cor-
rente e 27.840 in titoli e fondi. Ha un
auto 87 kw di potenza.
Motivazioni
Ma perch il giorno di liberazione
fiscale si sposta sempre pi in avanti?
Quando abbiamo iniziato la rilevazio-
ne, nel 1990 e pur con altri criteri,
smettevamo di lavorare nella prima
settimana di giugno.
Lo spostamento in avanti del gior-
no della liberazione tributaria un
fatto inevitabile in un sistema forte-
mente progressivo come il nostro. So-
prattutto se, come avviene da anni, gli
scaglioni Irpef e le detrazioni non
vengono via via adeguati allincedere
del costo della vita. Ad esempio: il no-
stro quadro vede crescere il suo reddi-
to imponibile da 47.925 a 48.644 euro,
ma di questi 719 euro, oltre 300 se ne
vanno tra Irpef, contributi e addizio-
nali locali. Purtroppo il folle 2013 del
Fisco non ha portato novit positive e
con impatto evidente sul budget fami-
liare. Sono molti di pi gli aumenti
previsti.
Anche questanno lImu sullabita-
zione principale non si pagher, ma la
Tasi la compenser quasi completa-
mente, specie se i comuni, come
molto probabile, non introdurranno
detrazioni consistenti.
Lunica modifica positiva lau-
mento delle detrazioni da lavoro di-
pendente: i vantaggi, attorno ai 200
euro, sono per concentrati sulle fa-
sce di reddito medio basse (15.000
20.000 euro) e decrescono al crescere
del reddito. Interessano in modo mar-
ginale la famiglia dellimpiegato,
mentre consentono un risparmio di
circa 100 euro per quella delloperaio.
Rincari sono previsti per le tasse loca-
li. Inoltre per lintero 2014 si far sen-
tire laumento dellaliquota Iva dal 21
al 22%, scattato a ottobre 2013. In au-
mento anche le accise e il bollo sui de-
positi titoli.
Insomma un attacco a tutto campo.
Che, speriamo abbia presto fine. Il 30
giugno drammaticamente vicino.
R PRODUZIONE RISERVATA
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LOPERAIO
- Stipendio lordo
- Contributi previdenziali e assistenziali
- Oneri deducibili
- Reddito imponibile*
- Irpef lorda
- Detrazioni
- Detrazione spese di ristrutturazione
- Irpef netta
- Addizionali Irpef regionale
- Addizionali Irpef comunale
- Irpef totale
- Reddito netto (stipendio lordo meno tasse e contributi)
- Assegni familiari
- Reddito disponibile (reddito netto pi assegni familiari)
- Totale imposte e contributi (1)
24.364
2.239
25
22.099
5.367
2.662
103
2.602
292
142
3.035
19.089
1.013
20.102
5.274
Cos le imposte sul reddito... 2014 2013
24.004
2.206
25
21.772
5.279
2.533
103
2.643
286
133
3.062
18.736
1.004
19.740
5.268
TAX F R E E DOM
IL QUADRO
- Stipendio lordo
- Contributi previdenziali e assistenziali
- Oneri deducibili
- Reddito imponibile*
- Irpef lorda
- Detrazioni
- Detrazione spese di ristrutturazione
- Irpef netta
- Addizionali Irpef regionale
- Addizionali Irpef comunale
- Irpef totale
- Reddito netto (stipendio lordo meno tasse e contributi)
- Assegni familiari
- Reddito disponibile (reddito netto pi assegni familiari)
- Totale imposte e contributi (1)
48.644
4.502
46
44.096
13.076
1.520
204
11.352
657
295
12.305
31.838
507
32.345
16.806
Cos le imposte sul reddito... 2014 2013
47.925
4.428
46
43.450
12.831
1.529
204
11.097
645
278
12.021
31.476
506
31.982
16.449
I conti in tasca a due famiglie ti
Il giorno di liberazione scale di un impiegato e di un operaio con moglie
TAX F R E E DOM
Maramotti
Idee Il leader degli artigiani di Mestre commenta le novit in attesa del Capodanno dei contribuenti
Risparmiateci la tassa sullincertezza
Bortolussi: segnali positivi intermittenti. Poca visibilit sullimposizione immobiliare
D
ue giorni i lavoro in
pi per il Fisco a met
anno possono essere
la pagliuzza che spezza la schiena
allasinello. Giuseppe Bortolussi,
leader della Cgia di Mestre che
ogni anno calcola con puntiglio e
precisione assieme al Corriere il
giorno della Liberazione fiscale,
invita a non sottovalutare linsof-
ferenza dellimpiegato che nel
2014 (nonostante labolizione del-
lImu e il contentino delle detra-
zioni Irpef) sottrarr altre 48 ore
ai bisogni privati della sua fami-
glia per saldare i conti con l Erario.
Ma Bortolussi, che di critiche al
Fisco eccessivo e disordinato se ne
intende, tiene anche a sottolineare
che il calcolo del 2013 (e la proie-
zione del 2014) hanno aperto
qualche spiraglio che annuncia
uninversione di tendenza. O per li
meno un desiderio di passo indie-
tro, che si vede facendo i conti in
tasca a chi porta a casa redditi
molto bassi. I giovani senza fi-
glio, le coppie con due redditi risi-
cati grazie alla sparizione dellImu
e al rinforzo della busta paga che
verr dallo sconto sul lavoro pos-
sono festeggiare un piccolo alleg-
gerimento della pressione fisca-
le. Che viene subito cancellato,
per, se si fa un paragone con il
2012, lanno in cui la reintroduzio-
ne della tassa sulla prima casa ha
causato un vero e proprio scivolo-
ne in avanti del Capodanno fiscale
per i lavoratori italiani. Insomma
si accesa una luce intermittente
dice Bortolussi che riguarda
per ora solo le fasce di reddito pi
deboli e che, soprattutto, non an-
cora in grado di affermare il prin-
cipio di un vero cambiamento.
La speranza che si consolidi e
che diventi un vero trend. Al mo-
mento la preoccupazione che in-
vece il tasso di incertezza, partico-
larmente elevato nel 2013 e, ahi-
m, anche nei primi annunci del
2014, rischi di soverchiare ancora
una volta i segnali positivi. Le
nostre tasse non sono solo pesanti
spiega sono anche difficili
da pagare e incomprensibili.
Lodissea della mini-Imu, nata dal-
le ceneri della tassa sulla prima
casa abolita per la seconda volta
dopo il revival del 2012, uno de-
gli ultimi esempi. Ma anche sulla
nuova Tasi la visibilit ancora
molto scarsa. Diciamo la verit
dice Bortolussi. Al momento
lincertezza ai massimi livelli. I
conti che abbiamo fatto per il Tax
Freedom Day del 2014 si basano
su una serie di supposizioni che
potrebbero cambiare durante la
strada.
Capita spesso che le cose non
siano chiarissime, ma adesso tutto
limpianto della tassazione immo-
biliare in discussione. Una cosa
che non capita spesso, anche nel
nostro sistema fiscale sempre pi
stratificato e pi macchinoso. Bor-
tolussi per non rinuncia ad una
moderata dose di ottimismo. Se
si trovasse la strada per far scen-
dere seriamente la pressione fi-
scale sul lavoro le cose andrebbero
meglio, dice. Quanto al vortice di
sigle e di dietro front in cui finito
il Fisco immobiliare, una delle
poche certezze che nel futuro
prossimo saranno i sindaci, e
quindi le amministrazioni locali,
ad avere pi voce in capitolo.
Una condizione che, se ben gioca-
ta, potrebbe sviluppare al massi-
mo i benefici del collegamento
con il territorio che in genere man-
ca al legislatore nazionale. Ci
vorrebbe per una buona regia ge-
nerale, conclude Bortolussi. Al-
trimenti la Tasi potrebbe trasfor-
marsi in una tassa che recita a sog-
getto. E che sar pi salata nei co-
muni dove i sindaci hanno le mani
legate e qualche deficit di fantasia.
GIUDITTA MARVELLI
RIPRODUZIONE RISERVATA
Minimi spiragli Giuseppe Bortolussi (Cgia Mestre)
Per i redditi pi
bassi si vede
qualche piccolo
beneficio. Ma non
basta per parlare di
miglioramenti
duraturi

PATRIMONI & FINANZA
Come investire
e risparmiare
DI MASSIMO FRACARO
E ANDREA VAVOLO
Analisi Via lImu ma arrivano la Tasi e tanti piccoli rincari. I conti di CorrierEconomia e Cgia di Mestre
Fisco Dovremo lavorare 172 giorni
per pagare tasse e contributi
Liberi dalla corve tributaria solo dal 22 giugno, 48 ore dopo rispetto al 2013
Miglioramenti solo per le detrazioni. E se i comuni avranno bisogno di soldi...
La pressione tributaria
sul ceto medio supera
ormai stabilmente
quota 47 per cento
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 21
S Avaltroni
* Il reddito imponibile
calcolato al netto del contributo
al servizio sanitario nazionale
pagato sul premio RC auto
e del premio Inail casalinghe
e cos quelle sui consumi
57
2.066
1.048
175
133
114
305
27
13
34
3.972
9.240
143
2.139
1.050
175
133
114
305
-
13
34
4.105
9.380
2014 2013
- Tasi per il 2014, mini Imu per il 2013
- Iva su consumi
- Accise (benzina, energia, gas)
- Bollo auto
- Imposte Rc auto
- Canone tv
- Tari per il 2014, Tares per il 2013
- Maggiorazione Tares
- Inail casalinghe
- Bollo su conto corrente
- Totale Imposte sui consumi (2)
TOT. IMPOSTE SU REDDITI E CONSUMI (1+2)
M DAY
e cos quelle sui consumi
141
3.326
1.363
224
186
114
437
45
13
34
42
189
6.114
22.563
352
3.411
1.366
224
186
114
437
-
13
34
56
189
6.381
23.187
2014 2013
- Tasi per il 2014, mini Imu per il 2013
- Iva su consumi
- Accise (benzina, energia, gas)
- Bollo auto
- Imposte Rc auto
- Canone tv
- Tari per il 2014, Tares per il 2013
- Maggiorazione Tares
- Inail casalinghe
- Bollo su conto corrente
- Bollo su dossier titoli
- Imposte sostitutive proventi nanziari
- Totale Imposte sui consumi (2)
TOT. IMPOSTE SU REDDITI E CONSUMI (1+2)
po
e un glio a carico
M DAY
Dopo 172
giorni di lavoro
2
0
1
4
22 giugno
Dopo 170
giorni di lavoro
20 giugno
2
0
1
3
Dopo 135
giorni di lavoro
2
0
1
4
16 maggio
Dopo 135
giorni di lavoro
16 maggio
2
0
1
3
Scadenze impreviste Versamento entro il 24 per le abitazioni principali non considerate di lusso
Immobili LImu in versione mini
Ma calcolarla un percorso ad ostacoli
Deve pagare solo chi abita in Comuni con aliquota pi elevata dello 0,40%
DI STEFANO POGGI LONGOSTREVI*
Q
uesta volta sar pure mini,
ma lImu si conferma, nuova-
mente, unimposta molto fa-
stidiosa. Almeno venti milio-
ni di italiani, proprietari dellabitazione
principale dovranno passare alla cassa,
entro il 24 gennaio, se risiedono in un
Comune che ha deliberato o confermato
nel 2013 unaliquota Imu sullabitazione
principale superiore a quella standard
dello 0,4%. Lobbligo riguarda il 40%
della differenza tra lImu per lintero
2013 calcolata in base allaliquota decisa
dal proprio Comune e limposta deter-
minata con lo 0,4% di base. Lesenzione
per labitazione principale, quindi, non
generalizzata.
I Comuni che hanno deliberato
unaliquota superiore allo 04% sono cir-
ca tremila, tra cui molte delle principali
citt italiane come Roma, Milano, Bolo-
gna, Genova, Napoli, Palermo, Torino.
Chi risiede invece in un Comune che
ha mantenuto laliquota Imu dello 0,4%
sullabitazione principale, fruisce del-
lesenzione completa e non deve quindi
versare alcunch.
I calcoli
Il versamento del 24 gennaio scivo-
loso perch necessario effettuare un
doppio conteggio per lImu sullabita-
zione principale e le pertinenze (canti-
ne, box e solai nei limiti di una per tipo-
logia catastale) calcolando:
G lImu per lintero 2013 con laliquota
deliberata dal Comune per il 2013 (a
Milano lo 0,6%, a Roma lo 0,5%) e le
detrazioni per abitazione principale,
200 euro di base, e altri 50 euro per
eventuali figli fino a 26 anni conviventi;
G lImu, sempre per tutto il 2013. con
laliquota base dello 0,4% e le detrazioni.
Il 40% della differenza cos ottenuta
va versata entro il 24 gennaio (il restan-
te 60% stato coperto dallo Stato). Il pa-
gamento dovuto se superiore a 12 euro
o al limite, eventualmente pi basso,
stabilito dal proprio comune. Attenzio-
ne per: la soglia del versamento mini-
mo riguarda limposta complessiva-
mente dovuta in ciascun comune. Quin-
di, se nella stessa localit si possiedono
pi immobili (abitazioni e pertinenze),
la mini Imu va versata anche se dim-
porto inferiore alle soglie previste.
In caso di acquisto o vendita nel cor-
so del 2013, il calcolo va effettuato in
base ai mesi di possesso: bastano 15
giorni per fare un mese intero. Se lim-
mobile in compropriet, ognuno dei
proprietari deve versare limposta in
proporzione alla propria quota di pos-
sesso. Al fine di non incorrere in errori,
opportuno verificare con attenzione
la delibera ed il regolamento Imu del
proprio comune, per quanto riguarda
laliquota per labitazione principale e
le pertinenze.
Labitazione principale
lunica unit immobiliare ad uso
abitativo classificata nel gruppo cata-
stale A (esclusa la categoria A/10 uffi-
ci), nella quale il contribuente e il suo
nucleo familiare dimorano abitualmen-
te e risiedono anagraficamente. Le due
circostanze devono coesistere. La mini
Imu non dovuta per le abitazioni di
maggior pregio, ossia quelle di catego-
ria A/1 (immobili signorili), A/8 (ville)
e A/9 (castelli e palazzi) anche se utiliz-
zate come abitazione principale, per le
quali il conto stato saldato tutto nel
2013 (questi immobili, infatti, sono re-
golarmente soggetti a Imu). Se il contri-
buente utilizza come abitazione princi-
pale due appartamenti adiacenti, ma
accatastati separatamente, la mini Imu
dovuta solo sullabitazione su cui nel
2013 si era applicata lesenzione per la
prima casa.
Se i componenti del nucleo familiare
hanno stabilito la dimora abituale e la
residenza anagrafica in immobili diver-
si situati nello stesso Comune, la mini
Imu per labitazione principale si appli-
ca al solo immobile che aveva fruito del-
lesenzione nel corso del 2013. Nel caso
in cui gli immobili destinati ad abitazio-
ne principale siano ubicati in comuni
diversi la mini Imu si applica alle abita-
zioni di entrambi i coniugi che erano
state finora considerate esenti dallim-
posta municipale.
Pertinenze
La mini Imu va calcolata anche
per le pertinenze dellabitazione princi-
pale, ossia:
G ununit immobiliare classificata co-
me C/2 (cantina, soffitta o locale di
sgombero), sempre che non vi sia un lo-
cale avente le stesse caratteristiche cen-
sito unitamente allabitazione come va-
no accessorio;
G ununit immobiliare classificata co-
me C/6 (box o posto auto);
G ununit immobiliare classificata co-
me C/7 (tettoia).
Se, per esempio, possiede 3 pertinen-
ze di cui una cantina accatastata come
C/2 e due box classificati come C/6, il
contribuente dovr applicare la mini
Imu alla cantina e a uno dei box. Laltro
box doveva essere assoggettato allImu
con aliquota ordinaria entro le scadenze
del 17 giugno e del 16 dicembre.
Altri immobili
La mini Imu espressamente previ-
sta dal decreto legge 30 novembre 2013
anche per:
G labitazione data al coniuge separato
o divorziato assegnatario che, anche se
non proprietario della ex casa coniuga-
le, ha fruito nel 2013 dellassimilazione
ad abitazione principale a condizione
che vi dimori abitualmente e risieda
anagraficamente;
G la casa di abitazione, purch non lo-
cata, dei soggetti appartenenti alle Forze
armate;
G i terreni agricoli posseduti e condotti
dallimprenditore agricolo o coltivatore
diretto. In questo caso il versamento va
effettuato se laliquota deliberata dal
Comune superiore allo 0,76%.
Alla cassa
Il versamento della mini Imu va ef-
fettuato con il modello F24, indicando il
codice tributo 3912 anno 2013 nella se-
zione Imu e tributi locali. Per i terreni
agricoli si indica il codice 3914. Va bar-
rata la casella saldo e inserito il numero
degli immobili. In alternativa si pu uti-
lizzare il bollettino postale.
*Associazione italiana
dottori commercialisti
RIPR ODUZ ONE RISERVATA
PATRIMONI & FINANZA
Il colpo di coda
Come investire
e risparmiare
L
a mini Imu pu essere dovuta in alcuni altri casi, se il Comune ne ha stabilito las-
similazione ad abitazione principale (e quindi nel corso del 2013 hanno fruito
dellesenzione) anche ai seguenti immobili:
1) casa degli anziani o disabili ricoverati in case di riposo o altri istituti di ricovero,
dove hanno trasferito la residenza, se limmobile non nel frattempo affittato;
2) immobile posseduto dagli italiani residenti allestero, se non affittato;
3) immobile dato in uso gratuito ai figli o ad altro parente in linea retta di primo
grado (esempio casa del figlio in uso al padre o alla madre) nei soli (rari) casi in cui il
Comune ne abbia stabilito lassimilazione allabitazione principale.
Sotto la lente
Come si calcola
la mini Imu 2013
sullabitazione principale
Rendita catastale
1,05 (maggiorazione 5%)
Rendita catastale maggiorata del 5%
160 (mo tipl catore per
abitazioni box cantine e solai)
Base imponibile Imu
Aliquota Imu abitazione principale
Imposta netta
Imposta lorda
Detrazioni (200 oltre a 50
per ogni glio no a 26 anni convivente)
Differenza tra Imu
con aliquota comunale
e Imu base
160
892,5
142.800
0,4%
571,20
250
321,20
850
1,05
160
142.800
0,6%
856,80
250
606,80
850
1,05
892,5
u
e
e
285,60
Imu da versare
(40% della differenza) (40% della differenza)
114,24
arrotondata a 114,00
1
Il percorso
1
Qui Milano
Laliquota viaggia ai massimi
I
l Comune di Milano ha deciso di ap-
plicare allabitazione principale lali-
quota massima dello 0,6% (o sei per
mille). Vediamo un esempio di calcolo.
Abitazione principale di categoria A/3
posseduta al 100% e con un figlio con-
vivente minore di 26 anni. Ecco passo
dopo passo come procedere:
1) si prende la rendita catastale, ad
esempio 850 euro, e la si rivaluta del 5
per cento: 850 per 1,05 uguale 892,50;
2) si moltiplica la rendita rivalutata
per 160 im modo da ottenere la base
imponibile (892,50 per 160 uguale
142.800);
3) sul valore cos ottenuto va appli-
cata laliquota stabilita dal Comune per
labitazione principale, nel nostro caso
0,6%. Applicando laliquota dello 0,6%
alla base imponibile di 142.800 euro
otterremo unImu lorda di 856,80 euro;
4) si sottrae la detrazione per labi-
tazione principale (200 euro) e quella
per il figlio convivente (50,00). Ottenia-
mo cos lImu 2013 in base allaliquota
fissata dal Comune: 606,80 euro;
5) si calcola poi lImu con laliquota
base dello 0,4%. In pratica 142.800 per
0,4% uguale 571,20 euro. Anche in
questo caso si sottraggono 250 euro di
detrazioni e si ottiene lImu teorica
2013 secondo laliquota base dello
0,4% pari a 321,20 euro;
6) si calcola la differenza tra lImu
con aliquota comunale e quella con ali-
quota base (606,80 meno 321,20) ot-
tenendo 285,60 euro. Si versa il 40%
della differenza: 285,60 per 40% ugua-
le 114,24 euro, arrotondati a 114 euro.
R PRODUZ ONE RISERVATA
1
Qui Roma
Due coniugi, una casa e un box
I
l Comune di Roma ha deciso di appli-
care allabitazione principale laliquota
dello 0,5% (o cinque per mille), quindi
inferiore a quella massima. Vediamo
lesempio di calcolo per unabitazione
principale di categoria A/3 e una perti-
nenza (box, categoria C/6) posseduti al
50% da due coniugi, senza figli convi-
venti. Ecco come si procede:
1) si prende la rendita catastale della
casa (1.000,00 euro) e del box (150,00
euro) e le si rivaluta del 5%. Ottenendo
rispettivamente 1.050 e 157,5 euro;
2) si moltiplicano le rendite rivalutate
per 160 e si ottiene la base imponibile:
168.000 euro per la casa e 25.200 per il
box;
3) sul valore cos ottenuto va applica-
ta laliquota dello 0,5% (Imu lorda 840
per la casa e 126 per il box) e si sottrae la
detrazione per labitazione principale
(200). LImu 2013 in base allaliquota
fissata dal Comune sarebbe di 766 euro
(640 la casa e 126 il box);
4) si calcola poi lImu con laliquota
base dello 0,4% (672 e 100,80 euro).
Anche qui si sottrae la detrazione per
labitazione principale (200 euro) e si de-
termina lImu teorica secondo laliquota
base dello 0,4%, che sarebbe di 572,80
euro (472 la casa e 100,80 il box);
5) si calcola la differenza tra lImu con
aliquota comunale e quella con aliquota
base (766 meno 572,80 uguale a 193,20
euro) e si versa il 40% della differenza:
193,20 per 40% uguale 77,28 euro. Divi-
dendo per due e arrotondando avremo
un versamento per ciascun coniuge di 39
euro.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
Citt
Aliquota
2013 Citt
Aliquota
2013
Genova
Torino
Livorno
Avellino
Foggia
Forl
Terni
Verbania
Modena
Belluno
Bologna
Campobasso
Novara
Ravenna
Reggio Emilia
Rimini
Roma
Verona
Pavia
Palermo
Salerno
Teramo
Varese
Grosseto
5,8
5,75
5,6
5,5
5,5
5,5
5,5
5,5
5,2
5
5
5
5
5
5
5
5
5
4,9
4,8
4,7
4,6
4,5
4,4
Agrigento
Alessandria
Ancona
Benevento
Brescia
Caltanissetta
Caserta
Catania
Catanzaro
Cosenza
Cremona
Crotone
Frosinone
Messina
Milano
Napoli
Parma
Perugia
Piacenza
Potenza
Rieti
Rovigo
Siena
Vibo Valentia
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
Le principali
citt che
hanno
aumentato
le aliquote per
labitazione
principale.
Aliquote
per mille
La mappa
dei rincari
22 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
C
i dimenticheremo
dello spread? Piazza
Affari sar la Borsa
dellanno? L Europa
sar capace di fare decollare
lUnione bancaria? Se si vo-
lesse compilare una classifi-
ca delle domande importan-
ti (in campo finanziario) che
nel 2014 attendono una ri-
sposta cruciale queste tre
potrebbero essere in lizza.
Gli esperti e i giornalisti di
CorrierEconomia ne hanno
messe in fila cento per co-
struire tutti i possibili scena-
ri che si profilano sui merca-
ti. Il risultato un libro di
160 pagine, Come investire
nel 2014, in edicola a 4,90
euro pi il prezzo del quoti-
diano. Le cento domande
sono opinabili, le cento ri-
sposte non sono dogmatiche
perch nel mondo delle Bor-
se, delle obbligazioni, delle
quotazioni aurifere e immo-
biliari non si possono fare
previsioni certe. I numeri, le
tendenze, i fatti che costrui-
scono ogni giorno il rompi-
capo finanziario offrono pe-
r innumerevoli indizi utili
per comprendere la realt. E
quindi per fare scelte sagge
sul destino dei propri inve-
stimenti, anche se i margini
di garanzia sono sempre pi
stretti. Soprattutto per chi
desidera portare a casa ren-
dimenti di un qualche inte-
resse.
La guida agli investimenti
per il 2014, uno strumento
familiare per i lettori di Cor-
rierEconomia che la trovano
in edicola tutti gli anni nel
mese di gennaio, pu aiuta-
re chi cerca idee e chiavi di
interpretazione prima di fa-
re mosse decisive o attivit
di semplice manutenzione
del patrimonio.
Si parte con il capitolo
con dieci domande sullo
scenario macro economico,
che sempre pi globale e,
nel 2014, particolarmente
focalizzato sui traguardi che
potrebbero portare lUnione
europea alla struttura in
grado di mettere insieme le
banche delleuro. Un obietti-
vo ambizioso che, se rag-
giunto, potrebbe aprire una
fase due delleuro, utile (for-
se) per archiviare la grande
crisi ancora in corso.
Lanno appena comincia-
to sar a molte velocit sia
sul fronte delle obbligazioni
che su quello delle azioni.
Per il momento i meccani-
smi che hanno inondato i
mercati di liquidit negli ul-
timi cinque anni sono anco-
ra funzionanti. Ma qualcosa
sta cambiando. Gli Stati
Uniti hanno cominciato a
chiudere i rubinetti, annun-
ciando la diminuzione degli
acquisti di titoli da parte del-
la Federal Reserve a partire
dal mese di gennaio. In Eu-
ropa e in Giappone il soste-
gno invece continuer.
Il mondo dei mercati non
mai semplice: vero per
che nel 2014 le variabili e le
differenze potrebbero esse-
re pi intrecciate e pi com-
plicate di quanto non sia av-
venuto negli ultimi anni. La-
speranza che, anche que-
sta volta, il percorso delle
cento domande possa ag-
giungere qualcosa alle cono-
scenze finanziarie di ciascu-
no.
RIPRODUZIONE R SERVATA
LUnione bancaria, prevista per
il 2014, metter il sistema
finanziario in sicurezza?
P
er tutto il 2014, la Banca centrale europea condurr
lanalisi sulle condizioni di salute delle maggiori banche
dellEurozona, istituti che coprono l85% dellattivit
bancaria dellarea. Compresi gli stress test, cio simulazioni
per capire come potrebbero reagire gli istituti in caso di crisi
esterne, ad esempio quella del 2008. Alla fine, a novembre,
si sapr quali hanno un patrimonio sufficiente a coprirle da
rischi e quali invece avranno bisogno di interventi per
mettersi al sicuro: aumenti dei capitale, iniezioni di denaro
pubblico, al limite chiusura o fusione tra istituti.
La cosiddetta Unione bancaria, per, non si esaurisce con il
ruolo di vigilanza della Bce. Prima di tutto si tratta di
stabilire quale sar lautorit che avr il potere di decidere
la chiusura di una banca considerata non in grado di
operare senza creare rischi allintero sistema. Le autorit
nazionali o una europea?
Finora, la Germania aveva espresso dubbi sulla possibilit
che il potere di chiusura venisse dato alla Commissione Ue
(la Bce ha escluso di potere svolgere quel ruolo): ora, per,
laccordo stato trovato e il ministro delle Finanze
Wolfgang Schuble ha dato il via libera alla creazione di un
resolution board europeo. Aperta, inoltre, la questione
di quale fondo di garanzia creare per assicurare i creditori
delle banche che falliscono.
LUnione bancaria al momento sembra dunque messa sulla
strada giusta per essere realizzata: un pilastro
fondamentale per fare funzionare lEurozona e per rompere
il circolo vizioso tra crisi bancarie e crisi degli Stati che le
devono salvare; e, viceversa, tra crisi degli Stati e banche
che vanno in difficolt perch oberate da titoli pubblici. Il
2014 potrebbe essere lanno decisivo per definirla.
DANILO TAINO
R PRODUZIONE RISERVATA
Lo spread, la differenza di
rendimento tra Btp e titoli
tedeschi, si restringer ancora?
I
l differenziale di rendimento tra i titoli di Stato italiani
e quelli tedeschi prende corpo dalle differenti
prospettive economiche, dal confronto fra il rapporto tra
debito pubblico e il prodotto interno lordo dei Paesi. Ma
non solo. Ad avere un ruolo sempre pi importante, negli
ultimi tempi, pure la situazione politica. Molto incerta, in
Italia, senza problemi particolari, in Germania, alla luce
anche della recente nascita dellennesimo governo di
grande coalizione. Probabilmente se la situazione politica
italiana fosse pi chiara, lo spread potrebbe stare
stabilmente al di sotto dei 200 punti base, cio sotto il
2%. Il livello raggiunto dal debito pubblico complessivo,
gi superiore a duemila miliardi di euro, costringe il
ministero dellEconomia a pagare ogni anno poco meno di
80 miliardi di interessi ai creditori. I mercati,
generalmente guardano al futuro. Il passato viene preso
in considerazione per fare stime probabilistiche. Gli
analisti, sulla base di quanto accaduto nel corso degli
anni, ipotizzano quello che potrebbe verificarsi. E su
questa base emerge un certo ritorno di fiducia verso
lItalia. I mercati pensano che, cos come stata fatta in
anni passati una riforma del sistema pensionistico, altre
riforme potranno essere portate a termine nellarco di
12-18 mesi. Se questa prospettiva si realizzer, il
differenziale di rendimento tra titoli di Stato italiani e
tedeschi scender ancora. Dal punto di vista della
strategia da applicare al portafoglio, immettere Btp di
media e lunga durata pu quindi essere una buona
scelta. Ma alla probabile ripresa economica potrebbe
affiancarsi una rincorsa verso lalto dei rendimenti. Meglio
quindi optare per scadenze non eccessivamente lunghe.
ANGELO DRUSIANI
R PRODUZ ONE R SERVATA
gen
2011
gen
2012
gen
2013
gen
2014
800
600
400
200
10 anni
5 anni
2 anni
2
0
2
L
a
fe
b
b
re

s
c
e
s
a
Lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi a 2, 5 e 10 anni
La Borsa italiana la grande
malata dEuropa.
Nel 2014 si riscatter?
A
chiederselo non sono soltanto i grandi operatori
internazionali, ma anche i risparmiatori del Belpaese
che, quando investono in azioni, di solito concentrano una
fetta imponente del loro denaro proprio sul mercato
domestico. I risultati conseguiti nellanno appena concluso
possono sembrare invitanti, ma quando confrontati con
altri listini dellarea euro, evidenziano un ritardo che, a sua
volta, la spia dei nodi che il nostro Paese deve ancora
sciogliere su molti versanti economici e dei quali, in questa
sede, non c modo di parlare. In fondo, nel 2013 a
primeggiare in Europa sono state, da un lato, le Borse dei
Paesi virtuosi e, dallaltro, quelle dei periferici colpiti per
primi e che, altrettanto in anticipo, hanno posto mano, con
lacrime e sangue, al recupero dei loro squilibri. Per Piazza
Affari i prossimi 12 mesi saranno, dunque, affidati ai
segnali che concretamente emergeranno dalle manovre
gi in atto e da quelle che arriveranno ancora. In ogni caso,
i parametri di convenienza economica sulla cui base
valutare se investire o no in una Borsa giocano di certo a
favore del nostro listino, soprattutto quando confrontati
con quelli di altri mercati. A cominciare dal rapporto
prezzo/utili o p/e (utilizziamo dati forniti da JP Morgan
sulla base del p/e elaborato dal premio Nobel Robert
Shiller che tiene conto dellandamento del ciclo
economico) che, per lItalia, fermo a 9,6 contro una
media di lungo termine che lo vede a 26. Lo sconto
senzaltro cospicuo e, in generale, sono queste le situazioni
che storicamente preludono poi ai guadagni maggiori.
Certo sono ancora molti gli scogli sui quali il nostro listino
potrebbe vedere infrangersi il sogno di un 2014
particolarmente brillante.
BERNARDO MILANO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Le prospettive dei mercati
Istruzioni per luso
Investimenti
Guide Come investire nel 2014 in edicola con il Corriere della Sera. Cento domande e cento risposte per scegliere con sicurezza
Risparmi Tutto quello che c da sapere per ripartire
Borse, bond, liquidit, fondi, oro, beni rifugio, case: una guida per orientarsi tra segnali incoraggianti e crisi ancora aperta
DI GIUDITTA MARVELLI
Qual lo scenario con cui
il mercato immobiliare
deve fare i conti adesso?
A
nche il 2013 stato archiviato come un anno negativo
per il mattone. continuata lerosione dei prezzi, scesi
nella media delle grandi citt del 4%, ed proseguita la
caduta delle vendite. Le stime per fine anno sono di un calo
delle transazioni di circa il 9%. Rispetto al 2006, lanno del
boom, le compravendite sono calate del 50%: in pratica si
sta tornando ai valori degli anni Novanta.
I dati del superindice di CorrierEconomia unelaborazione
che da alcuni anni compiamo incrociando
le variazioni dei prezzi e il numero delle transazioni
dicono che oggi il mercato tenderebbe a riallinearsi sui
prezzi che si pagavano in lire. Lerosione del valore dal 2008,
anno di picco dei prezzi, stata del 14,7% a Milano, del
12,5% a Roma e del 18% nella media delle grandi citt; dati
ai quali va sommata linflazione, che nel periodo stata del
9%. Quindi la perdita in termini reali oscilla dal 20 al 30%.
A tutto questo bisogna aggiungere che una buona fetta
della domanda potenziale di prime case oggi rimane ancora
tagliata fuori dalle possibilit di acquisto, perch le banche
hanno ristretto molto i criteri per lerogazione dei mutui, al
punto che rispetto allepoca del boom sia la domanda di
finanziamenti, sia le erogazioni sono dimezzate. Infine, sono
lievemente peggiorati due indicatori tipici della salute del
mercato: i tempi di trattativa e il divario tra la richiesta e il
prezzo effettivo. In media servono 7 mesi per concludere la
trattative e il venditore deve concedere uno sconto del 15%.
I dati del terzo trimestre 2013 danno per un piccolo
segnale positivo: sono tornate a crescere le transazioni a
Milano e a Roma. Se il dato si consolidasse, sarebbe un fatto
importante perch da sempre le due nostre principali citt
anticipano il trend di tutto il mercato.
GINO PAGLIUCA
RIPRODUZ ONE R SERVATA
Lunico modo per far rendere
la liquidit pi dellinflazione
sono i conti di deposito?
I
I conti di deposito (online e non) continuano a
mantenere saldamente la palma di strumento di
parcheggio della liquidit pi remunerativo e a basso
rischio. Nel corso del 2013 i rendimenti sono diminuiti
di circa un punto percentuale sulle scadenze
a un anno e dello 0,5% su quelle a sei mesi. E, tuttavia,
visto il concomitante declinare dellinflazione
verso una soglia inferiore all1% (0,7% a novembre
2013), gli attuali tassi medi per i depositi con
vincolo annuale vicini al 2% (netto per i pi generosi,
lordo per i pi avari), e all1,5% per
quelli a sei mesi, riescono ampiamente a garantire il
mantenimento del valore reale del capitale.
Il 2014 si prospetta tuttavia come un anno complicato
per uno strumento che, grazie allassenza di costi
aggiuntivi e alla semplicit del meccanismo di
funzionamento, ha avuto un grandissimo successo tra i
risparmiatori nel corso degli ultimi anni. Tanto per
cominciare probabile che lo stillicidio di una continua
limatura dei rendimenti proseguir per tutto lanno.
Anche perch le banche, meno affamate oggi di liquidit
e di depositi di quanto non fossero ancora due anni
fa, limiteranno probabilmente le promozioni e i tassi
offerti ai sottoscrittori. Anche il Fisco giocher, in
negativo, la sua partita, con un aumento dellimposta
di bollo (mini patrimoniale) dallo 0,15% allo 0,2%.
Infine, a proposito della sicurezza dello strumento, vale la
pena ricordare che i conti di deposito godono
dellassicurazione del fondo interbancario di garanzia (in
caso di ipotetica insolvenza della banca) per un
ammontare pari a 100 mila euro.
MARCO SABELLA
R PRODUZ ONE RISERVATA
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 23
Bilanci&Prospettive La tecnica Usa dei Dog applicata in Italia
Milano I cani di razza
battono lindice 25 a 16
Performance da record per i big ad alto rendimento
Nel 2014 in corsa Stm, Eni, Terna, Snam, Unipol Sai
DI ADRIANO BARRI
I
l 2013 stato un anno da ca-
ni di razza. Per la Borsa di
Milano la stagione appena
conclusa stata davvero ricca
di soddisfazioni con un rialzo del
16,6%, seconda migliore piazze fi-
nanziaria dEuropa alle spalle di
Madrid. Ma ancora meglio anda-
ta ai fedeli seguaci della teoria dei
dog (cani, appunto), i titoli sele-
zionati in base al criterio dellalto
rendimento, che hanno chiuso il
2013 con una performance ben su-
periore rispetto a quella dellindi-
ce Ftse Mib: +25,7% rispetto al
+16,6% delle blue chip. Un passo
avanti rispetto allanno precedente
quando i segugi dellindice erano
stati battuti dal listino principale
di quasi 5 punti.
Formazione
Per il nuovo anno la muta pre-
senta alcuni cambiamenti con
luscita di scena di GTech, Media-
set e Parmalat che vengono sosti-
tuite da A2A, Saipem e Unipol Sai.
La selezione dei dog avviene tra i
titoli che presentano il valore pi
elevato nel rapporto tra lultimo
dividendo distribuito e il prezzo di
chiusura dellanno borsistico. A
Wall Street si utilizzano le societ
appartenenti allindice Dow Jones
(dog of the Dow), in Italia si pesca
nellFtse Mib. Le azioni acquistate
devono avere tutte lo stesso peso
in portafoglio, se si decidono di in-
vestire 100 mila euro ogni titolo
avr un controvalore di 10 mila, e
vanno conservate senza interru-
zioni per 12 mesi. Statisticamente
questa strategia tende a dare sod-
disfazioni agli investitori, soprat-
tutto negli anni in cui le quotazioni
dei listini non hanno brillano in
modo particolare essendo un por-
tafoglio composto principalmente
da titoli di valore, con a crescita
lenta ma costante. Limitando lo
sguardo agli ultimi 10 anni i cani di
Piazza Affari chiudono per con
un risultato di sostanziale pareg-
gio. Dal 2004 a oggi in 5 casi i cam-
pioni dellalto rendimento hanno
fatto meglio dellindice mentre cu-
mulando lextra rendimento di cia-
scuna stagione il dato legger-
mente negativo: -1,3%. Tornando
ai risultati del portafoglio made in
Italy nel 2013, si nota come in un
solo caso si sia registrata una per-
formance negativa: Eni in calo del
4,6%. La societ ha sofferto di ri-
flesso le cattive notizie della con-
trollata Saipem, colpita da scanda-
li e risultati deludenti, e il debole
andamento del prezzo del petro-
lio. A trascinare la muta stata in-
vece Mediaset balzata del 121,5%
sia per ragioni di carattere specu-
lativo che per i primi segnali di ri-
persa del mercato pubblicitario.
Record
Ma ci sono stati altri titoli in
grado di superare la barriera del
+20%: Parmalat, Terna e Gtech.
Per la societ di Collecchio si tratta
di un addio visto che dallo scorso
23 dicembre non fa pi parte del-
lindice delle blue chip. Esce di
scena anche Mediaset, che proprio
a causa della forte performance ha
visto crollare il rendimento della
cedola. Ma la sfida continua ed
gi pronta la lista di cani della mu-
ta 2014. Il rendimento medio delle
cedole distribuite nellanno appe-
na concluso stato del 4,7% ma la
classifica vede 5 titoli con cedole
superiori al 5%: Eni, Snam, Terna
e STMicroelectronics. La societ
di semiconduttori partecipata dal
ministero del Tesoro anche una
delle new entry insieme a Saipem
e Unipol Sai. La neonata compa-
gnia viene quindi subito messa al-
la prova dalla teoria dei cani. Le
credenziali ci sono tutte conside-
rato che nel corso dellultimo anno
il titolo salito del 101%.
La strategia dei dog nasce negli
Stati Uniti oltre 30 anni fa ed
molto seguita dagli investitori, an-
che professionali. Negli Usa le sta-
tistiche partono dal 1973, testimo-
niando, su base trentennale, un ri-
torno medio annuo del 17,7% men-
tre nello stesso periodo il Dow
Jones salito dell11,9%. Anche i
cani di razza statunitense nel 2013
hanno fatto meglio dellindice
Dow Jones. La squadra a stelle e
strisce si comportata bene gua-
dagnando il 30,3% rispetto al
26,5% del Dow Jones Industrial.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
1
Risparmio
Una Fiera
tutta in Rete
L
a prima Fiera virtuale del risparmio
sar presto in Rete. E la MoneyCon-
troller The Worldwide Financial Market-
place. Dal 4 marzo, sul sito www.mo-
neycontroller.it, tutti potranno visitare,
gratuitamente, gli stand virtuali dove,
sgr, banche, assicurazioni e software
house, mostreranno i loro prodotti e
servizi. E non solo. Sar possibile anche
entrare in contatto e dialogare con pro-
motori e consulenti finanziari, grazie a
una Community.
Per presentare in modo esauriente
lofferta, abbiamo creato un layout ad
hoc per le diverse categorie di espositori
spiega Bruno Mazzola, fondatore e
Ceo di MoneyController . Inoltre ab-
biamo previsto una pagina di ecommer-
ce, per gestire le transazioni su servizi a
pagamento, come ad esempio la consu-
lenza.
Per facilitare la visita, gli stand sa-
ranno raggruppati per categorie e
lespositore ricever un avviso, ogni vol-
ta che un visitatore vuole entrare in con-
tatto con lui, in modo da potergli inviare
tempestivamente informazioni ed,
eventualmente, anche chattare e condi-
videre il portafoglio salvato su Mo-
neyController. E per aiutare gli esposi-
tori a capire a meglio quali siano i servizi
e i prodotti di maggiore interesse, ogni
stand sar dotato di un contatore che
registrer il numero di visite e le pagine
viste, aggiunge Mazzola.
Il sito, finora, ha funzionato come di-
spensatore di informazioni finanziarie
per risparmiatori e consulenti, offrendo
anche la possibilit di misurare il rischio
del portafoglio e il rendimento atteso.
Uno strumento, questultimo, a disposi-
zione anche sul sito www.corriere.it.
PATRIZIA PULIAFITO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Societ
Enel
Terna
Snam
Mediaset
TelecomItalia
Parmalat
Eni
STMicroelectronics
Atlantia
GTech
31/12
2012
31/12
2013
3,1
3,0
3,5
1,6
0,7
1,8
18,3
5,4
13,7
17,2
3,2
3,6
4,1
3,4
0,7
2,5
17,5
5,8
16,3
22,2
Perf.
%
1,1%
20,1%
15,7%
121,5%
5,6%
40,7%
-4,6%
8,8%
19,3%
28,8%
Prezzo
Societ
Eni
Snam
Terna
STMicroelectronics
Enel
Atlantia
Saipem
Unipol
TelecomItalia
A2A
Prezzo
31/12
2013
17,5
4,1
3,6
5,8
3,2
16,3
15,6
4,3
0,7
0,9
Rend.%
dividendo
*
6,3%
6,1%
5,5%
5,0%
4,9%
4,6%
4,4%
3,5%
3,4%
3,4%
Fonte: elaborazione
CorrierEconomia
(*) Sulle cedole
distribuite
nel 2013
%% 28,8% 8% 2 8%% 28, A2AA A2 0,9 9 3,4% 3,
4,7%
Perf.%
media
Dividendo
25,7%
Perf.%
Media
17, , 22,2 ,88% 8,
25 2
Pe
Me
16,6%
Perf.%
Ftse Mib
I titoli ad alto rendimento del 2013... ...e quelli del 2014
Il confronto tra i titoli
ad alto rendimento
e la Borsa italiana
dal 2004 ad oggi
Dieci anni
di storia
Anni
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
Cani Ftse Mib
20,2%
17,7%
12,0%
-9,6%
-42,0%
5,8%
-15,6%
-23,8%
3,8%
25,7%
14,9%
15,5%
16,1%
-7,0%
-49,5%
19,5%
-13,2%
-25,2%
7,8%
16,6%
Perf. %
cani contro
Indice
5,3%
2,2%
-4,1%
-2,7%
7,5%
-13,7%
-2,4%
1,4%
-4,0%
9,1%
Strategie di lungo periodo
I risultati in Piazza Affari
Investimenti
24 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
Previsioni globali
I consigli dei big
Investimenti
Analisi Le opinioni dei guru internazionali ottimisti su Tokyo e Usa, ma soprattutto sul Vecchio Continente. Utili societari in crescita
Borse Dove osa la speranza di ripresa
N
onostante un biennio di rialzi e il
raggiungimento di nuovi massimi
assoluti su alcuni dei principali
mercati azionari, a cominciare da
Wall Street, il 2014, secondo i guru delle
maggiori banche daffari europee e statuni-
tensi non sar un anno di stagnazione, e
tantomeno di arretramento, per i listini glo-
bali.
La terribile crisi finanziaria ed economi-
ca iniziata nel settembre del 2008 con il falli-
mento della banca Lehman Brothers, secon-
da per gravit soltanto alla grande crisi del
1929, sembra infatti avviata su un sentiero
di lenta risoluzione. Il dato pi confortante
il ritorno della crescita economica verso le
medie di lungo periodo in tutte le principali
aree del globo. Il Pil mondiale, nel 2014, do-
vrebbe aumentare a una velocit compresa
fra il il 2,9% e il 3,4% , a seconda delle stime.
E anche le regioni ch a hanno sperimentato
il doloroso fenomeno del double dip, la
doppia recessione, come leurozona, do-
vrebbero riprendere nel 2014 il cammino
della crescita della ricchezza (+1,1%).
Gli utili aziendali beneficeranno di que-
sto ambiente favorevole e negli Stati Uniti
potrebbero salire dell8% mentre in Europa
e in Giappone i tassi di aumento, secondo le
stime, saranno a doppia cifra. In un contesto
in cui le valutazioni dei titoli non appaiono
eccessivamente tirate, con un rapporto prez-
zo/utili di 16,5 volte negli Stati Uniti e di cir-
ca 14,5 in Europa, le borse avranno dunque
spazio per crescere a un livello fisiologico
compreso fra il 7-8% degli Usa e il 10-12% (o
pi) di Europa e Giappone. Solo i mercati
emergenti continueranno ad arrancare, do-
po una corsa rialzista durata oltre 15 anni.
Queste le previsioni, che potrebbero tutta-
via essere influenzate in negativo da una ri-
presa troppo rapida dei tassi di interesse.
RIPRODUZIONE RISERVATAA
Vecchio Continente
Ora lEuropa pu passare in testa
S
ar il passaggio da una crescita
economica negativa (-0,5% nel
2013) a un aumento del Pil del
+1,1%, il principale motore delle
performance delle borse delleuro-
zona nel corso del 2014. Lo preve-
dono gli analisti di JPMorgan Caze-
nove guidati da Mislav Matejka,
convinti che nellanno appena ini-
ziato la regione europea sar in
grado di generare una performan-
ce positiva a doppia cifra dell11%
(indice Msci Eurozone).
Il tasso di crescita economica
pu sembrare modesto ma sar
sufficiente a produrre un aumento
degli utili a doppi cifra, dopo il calo
di circa il 4% dei profitti societari
che si registrato nel 2013. Attual-
mente il livello degli utili aziendali
complessivi ancora del 35% infe-
riore rispetto ai massimi registrati
nel 2007, afferma Matejka in uno
studio di scenario sulle prospettive
dei mercati azionari europei. La
media degli analisti prevede un mi-
glioramento dei profitti 2014 del
16,3%, mentre gli strategist di JP-
Morgan si attestano su di una ban-
da di aumento pi modesta (e mol-
to ampia) compresa fra il 4 e il 14%.
Questo incremento degli utili
societari unito alla riduzione del
premio per il rischio che ha pena-
lizzato in questi anni lazionario eu-
ropeo dovrebbe dunque generare
una performance a doppia cifra de-
gli indici, sottolinea lo studio.
Dallo scenario del 2014 vengono
infatti esclusi i rischi di rottura del-
leuro o di crisi sistemica del settore
finanziario che hanno pesato cos
negativamente in questi anni. Di
conseguenza anche il rapporto
prezzo/utili, che attualmente pari
a 14,8 volte i profitti del 2014 po-
trebbe crescere ulteriormente, seb-
bene ai valori attuali disti appena il
7% dai massimi del 2007.
Un elemento particolarmente
positivo il calo del differenziale di
rendimento tra il Bund e le emis-
sioni governative dei paesi pi in-
debitati. Questo fenomeno favorir
in particolare i listini di paesi peri-
ferici come lItalia e la Spagna e i ti-
toli del settore finanziario, con-
clude lo strategist.
Tutto questo insieme di fattori
positivi potrebbe avere lulteriore
effetto di favorire lafflusso di capi-
tali degli investitori extraeuropei
verso le borse del Vecchio Conti-
nente, generando un circolo vir-
tuoso capace di proiettarsi sulle
quotazioni dei titoli.
M.SAB.
RIPRODUZ ONE RISERVATA
Pro
Contro
Nel 2014
cresceranno
il Pil (+1,1%)
e i protti
aziendali
(+14%)
La ripresa
economica
ancora
anemica

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Stati Uniti
E Wall Street potrebbe rallentare
U
n anno positivo, ma di ordina-
ria amministrazione. Dopo le
faville regalate dallultimo biennio
di borsa nel solo 2013 con un
rialzo del 29% per lindice S&P500
e addirittura del 37% per il Nasdaq
100, Wall Street, nel 2014 po-
trebbe tirare il fiato e prendersi
una pausa, pur conservando un
trend di crescita.
Per lanno appena iniziato ci
aspettiamo infatti un rendimento
rispettabile, compreso fra il 5 e il
10%, accompagnato da una cresci-
ta degli utili societari di circa l8% e
un rendimento medio per dividen-
di del 2%, afferma in un report di
fine anno David Bianco, uno degli
strategist del mercato a stelle e stri-
sce del colosso bancario tedesco
Deutsche Bank. Questa perfor-
mance (moderata) della borsa
americana dovrebbe realizzarsi in
uno scenario di valutazioni ancora
equilibrate e con un rapporto prez-
zo/utili medio di 16,5 volte, in linea
con le medie storiche di lungo peri-
odo. Laumento previsto degli utili
societari nel prossimo biennio do-
vrebbe consentire alle valutazioni
dei titoli di crescere mantenendo
inalterato il valore del rapporto
prezzo/utili. In altre parole, secon-
do gli strategist di Deutsche Bank,
non esiste un rischio di bolla sul
mercato azionario di Wall Street.
Le principali minacce a questo
scenario prudentemente favorevo-
le potrebbero tuttavia venire sia
dallesterno che dallinterno. Sul
versante delleconomia globale
sempre possibile, infatti, un rallen-
tamento della crescita, dovuto a un
peggioramento delle condizioni
macroeconomiche dei paesi emer-
genti, in particolare della Cina.
Mentre sul versante interno il mag-
gior rischio potenziale quello di
un forte aumento dei tassi di inte-
resse o delle quotazioni del dollaro.
In questo scenario di crescita
senza eccessi gli strategist di Deut-
sche Bank fanno scelte settoriali
che privilegiano il comparto hi te-
ch e le utilities. I titolo tecnologici
potrebbero infatti beneficiare di un
aumento della spesa per investi-
menti nel 2014.
Le utilities invece costituisco-
no la scelta migliore per chi vuole
puntare sul rendimento per divi-
dendi, visto che a parit di cedola il
rapporto prezzo/utili pi basso
rispetto a quello di altri settori , ad
esempio, le telecom, conclude lo
studio.
M. SAB.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
Pro
Contro
Leconomia
tornata
sui livelli
precedenti
la crisi
Le valutazioni
dei titoli
sono elevate
Nuove economie
La luna nera dei mercati emergenti
L
e possibilit di recupero riman-
gono scarse e quasi nessuno
prevede un rimbalzo dopo i cali de-
gli ultimi due anni. questo lo sce-
nario sposato dalle grandi banche
di investimento e tra queste Gol-
dman Sachs in merito alle pro-
spettive di performance 2014 delle
borse delle nuove economie.
Larretramento medio di circa il
5% dell indice Msci Emerging
Markets, che sintetizza la perfor-
mance dei listini ad alta crescita, de-
ve infatti essere confrontato coni i
rialzi di circa il 35% dei paesi indu-
strializzati (con la punta del 50%
del Giappone) il che determina una
perdita relativa prossima al 40%.
Fra tutte le possibili classi di in-
vestimento dei paesi emergenti
valute, bond, commodities e azioni
sono ancora queste ultime il seg-
mento del mercato finanziario che
potrebbe generare i migliori risul-
tati, afferma leconomista interna-
zionale di Goldman Sachs Ka-
makshya Trivedi in uno studio sulle
prospettive del 2014. Tuttavia vi-
sta la necessit per le nuove econo-
mie di affrontare squilibri economi-
ci interni, come inflazione e crescita
del debito, ed esterni, tra cui un calo
delle esportazioni, difficile pensa-
re chi i listini emergenti potranno
battere le performance delle borse
dei paesi pi sviluppati, aggiunge.
Il criterio fondamentale per chi
vuole investire su quelle che fino a
qualche anno fa erano le star dei li-
stini mondiali la differenziazione.
Secondo Goldman Sachs, infatti,
potranno andare meglio i mercati
azionari dei paesi pi condizionati
dalla crescita economica dei paesi
industrializzati, come Polonia, Un-
gheria e Repubblica Ceca in Europa
oppure Corea e Taiwan in Asia.
Considerando i paesi caratte-
rizzati dalle maggiori fragilit
recita lo studio curato da Trivedi
si potrebbe riscontrare un anda-
mento divergente tra le economie
che hanno intrapreso politiche di
risanamento credibili, come lIndia
e il Brasile, e altri, come la Turchia,
in cui gli squilibri potrebbero au-
mentare.
Inoltre i prezzi declinanti di alcu-
ne commodities come il rame e i
metalli preziosi potrebbero pesare
in negativo sulle borse dei paesi che
dipendono maggiormente da que-
ste risorse, come il Cile e il Sudafri-
ca. In sintesi, il miracolo dei listini
emergenti, almeno per il 2014 non
dovrebbe ripetersi.
M. SAB.
R PRODUZ ONE R SERVATA
Pro
Contro
I principali
Paesi hanno
attuato riforme
economiche
strutturali
I tassi di crescita
economica
del passato
sono un ricordo
Giappone
Il sole splender con la Abenomics
D
opo un rialzo del 53% nel solo
2013, anche per lanno appena
iniziato la borsa di Tokyo si candida
ad essere una delle migliori piazze
finanziarie a livello globale. Ne so-
no convinti gli strategist del Credit
Suisse guidati da Andrew Gar-
thwaite, che hanno deciso di au-
mentare dal 6 al 12% la quota di
azioni nipponiche nei propri porta-
fogli internazionali, nellipotesi che
nel 2014 gli indici giapponesi pos-
sano realizzare un rialzo del 13%.
A dispetto del forte incremento
che si osservato lo scorso anno, i
titoli della borsa giapponese hanno
valutazioni ragionevoli e il rappor-
to prezzo/utili prospettico ancora
a sconto del 7% rispetto alla media
delle azioni statunitensi, recita lo
studio previsionale sulle tendenze
del 2014.
Ma al di l dei criteri valutativi,
sono molti, a giudizio del Credit
Suisse, gli elementi che giocano a
favore di una performance positiva
del listino del Sol Levante. Innanzi-
tutto c lelevata probabilit di una
prosecuzione della politica mone-
taria estremamente espansiva
adottata dalla Bank of Japan e che
rappresenta una versione rinforza-
ta del quantitave easing (acqui-
sto di titoli di Stato da parte della
banca centrale) adottato dalla Fed
americana. La possibilit che la
Bank of Japan incrementi il quanti-
tative easing legata al fatto che
linflazione del paese rimane molto
bassa e, secondo i nostri economi-
sti, si arrester nel 2014 ad appena
lo 0,6%, escludendo dal computo il
previsto aumento dellIva, affer-
ma Garthwaite. Inoltre lossatura
delleconomi giapponese costitui-
ta da societ industriali, che ten-
denzialmente realizzano le migliori
performance di borsa nelle fasi di
accelerazione della crescita econo-
mica, lo scenario pi probabile per
il 2014 a livello globale.
Anche la tendenza allaumento
degli utili, secondo il Credit Suisse,
rimane pi pronunciata per le so-
ciet giapponesi rispetto alle azien-
de di altre aree geografiche e, ulti-
mo fattore, la nuova legislazione fi-
scale entrata in vigore dal primo di
gennaio favorisce linvestimento in
borsa per i residenti. Tra i possibili
rischi capaci di spingere il mercato
al ribasso, un rallentamento della
fitta agenda di riforme economiche
messe in cantiere dal primo mini-
stro Shinzo Abe, la cosiddetta Abe-
nomics.
M.SAB.
R PRODUZIONE R SERVATA
Pro
Contro
La politica
del basso tasso
di cambio
continuer
a dare
i suoi frutti
Gli aumenti
dellIva
potrebbero
frenare
i consumi
DI MARCO SABELLA
CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 25
Le prospettive dei mercati
Le obbligazioni
Investimenti
Strategie Come destreggiarsi nel labirinto dei tassi bassi che potrebbero rialzare la testa fra qualche mese
Bond Lalmanacco delle buone cedole
Da Unicredit ai Cct, da Rwe e Gdf: chi offre fino al 3% per una rendita da gennaio a dicembre
DI ANGELO DRUSIANI
P
otrebbe essere un anno
complicato per gli amanti
delle obbligazioni. Ecco per-
ch il consueto appunta-
mento con il calendario delle cedole
costruito da CorrierEconomia (una
rassegna di scadenze e rischi diversi
per ogni mese dellanno) nel 2014 as-
sume particolari significati. Molti
analisti prevedono infatti la fine del-
la lunga fase di bassi rendimenti. Ma
nessuno immagina un processo velo-
ce e repentino: nessuno ipotizza un
aumento dei tassi ufficiali, se non nei
mesi finali dellanno. Saranno ancora
le tre principali banche centrali a te-
nere sotto stretto controllo le even-
tuali difficolt delle economie di rife-
rimento. Lo faranno con relativa faci-
lit Stati Uniti e Giappone. Con mi-
nori spazi di manovra, ma con molta
determinazione, lo far anche la
Banca centrale europea, lunica, for-
se, che potrebbe ancora ridurre il
tasso di riferimento sotto lattuale
0,25%. Anche se la scelta pi sempli-
ce, ancorch osteggiata dai paesi vir-
tuosi darea euro, potrebbe essere un
nuovo finanziamento al sistema ban-
cario con durata media. A condizio-
ne che le somme siano poi trasferite
alle imprese e alle famiglie che ne fa-
ranno richiesta.
Conseguenze
In tutti i casi si potrebbe essere al
cospetto di nuove immissioni di li-
quidit, alimentando il rischio infla-
zione. Che, in realt, non solo non si
manifesta, ma, al contrario, tende
sempre pi a ridursi. I mercati in
ogni caso non si lasciano incantare
dalle sirene delle banche centrali e
spostano le lancette del tempo in
avanti. Ben oltre i sei -otto mesi con i
quali si ritiene che tendano ad antici-
pare quanto poi si verificher nellan-
damento delle economie. Una situa-
zione che impone prudenza per chi
crede che la stagione dei tassi bassi
sia inesorabilmente giunta al capoli-
nea e che, al tempo stesso, dispone di
una propensione al rischio contenu-
ta. Ma che offre discrete opportunit
a chi ritiene che questo anno finir
per non risultare tanto deludente per
chi ama investire a medio e lungo
termine, anche in virt di una supe-
riore propensione al rischio.
Scegliere tra titoli a cedola fissa
con scadenze brevi, medie e lunghe,
ma optando per alcune emissioni a
tasso variabile e per i sempre pi
corteggiati Btp Italia rappresenta la
strategia pi adatta a chi desidera
non eccedere nel rischio tassi (che si
configura per emissioni con durata
di poco inferiore ai dieci anni), ma
che vorrebbe incassare cedole di di-
screto valore. Trenta per cento del
portafoglio da destinare a titoli a ce-
dola fissa con durata massima due
anni, venti per quelli con scadenza
tra quattro e sette anni, dieci per le
durate fino a dieci anni. Quindici per
cento alle obbligazioni a tasso indi-
cizzato e venticinque per cento ai Btp
Italia.
Idee
La composizione del portafoglio si
completa, se lo si vuole, seguendo un
calendario che preveda flussi cedola-
ri mensili. dai titoli a cedola varia-
bile che si ottiene il calendario pi af-
follato. La caratteristica fondamenta-
le di questi strumenti il pagamento
delle cedole in pi rate nello stesso
anno. Merito senza dubbio del para-
metro di riferimento, il dato da cui
attingere per determinare il flusso
per interessi. Nel caso molto diffuso
dellEuribor trimestrale, le cedole
verranno accreditate ben quattro
volte per anno. Raramente il riferi-
mento a indici che vengano rilevati
una volta allanno. Se si scelgono
emissioni a cedola fissa, sono soprat-
tutto i titoli del Tesoro italiano, i Btp,
a pagare due volte gli interessi ogni
anno. La maggior parte delle obbli-
gazioni societarie e dei titoli di Stato
di altri paesi stabiliscono il paga-
mento con cadenza annuale.
Tecnica
Perch dar vita ad un portafoglio
che preveda la maturazione degli in-
teressi con cadenza mensile, quando,
in teoria, le somme incassate andreb-
bero reinvestite nello stesso titolo
che le ha prodotte per ottenere il ren-
dimento e preservare il capitale?
Semplicemente perch molti ri-
sparmiatori preferiscono utilizzare
gli importi ricevuti in accredito per
gli scopi pi diversi. Ecco perch
CorrierEconomia, ogni anno dedica
a questi cacciatori di reddito extra,
una selezione di titoli governativi e
non che assicura una sorta di calen-
dario delle cedole. Ogni mese una
scadenza, tendendo conto della pro-
pensione al rischio diversa che pu
animare i potenziali investitori. Nella
tabella qui a fianco da Unicredit a In-
tesa, passando per Volkswagen, Gdf,
Rwe e i titoli finlandesi o irlandesi
ma anche per i Btp Italia e per i Cct
collegati allEuribor la rassegna dei
titoli individuati per il 2014. Una ce-
dola al mese, da poco pi di zero fino
al 3% dei titoli pi generosi perch
pi lunghi i pi rischiosi. Per integra-
re la pensione. O per avere un extra
reddito su cui contare, appoggiando-
si sui risparmi messi da parte.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
1
...e quelle per chi ama il variabile
Una selezione di bond indicizzati per incassare la cedola nel mese dellanno che pi interessa
Titoli a cedola variabile
Btp Italia**(12)
Btp Italia**(12)
Btp Italia **(12)
Btp Italia **(12)
Btp Italia **(12)
Governativo
Governativo
Governativo
Governativo
Governativo
IT0004806888
IT0004821432
IT0004863608
IT0004917958
IT0004969207
BBB
BBB
BBB
BBB
BBB
102,55/102,35
105,03/104,84
102,91/102,44
101,90/101,43
101,33/100,88
26/3/2016
11/6/2016
22/10/2016
22/4/2017
12/11/2017
medio
medio
medio
medio
medio
1,23/1,81%
1,32/1,96%
1,47/2,03%
1,65/2,22%
1,79/2,37%
2,45%
3,55%
2,55%
2,25%
2,15%
medio
medio
medio
medio
medio
basso
basso
basso
basso
basso
Unicredit (1)
Enel (2)
Mediobanca (1)
Cct (3)
Volkswagen(4)
General Electric (5)
Cct (6)
Land Nordrhein West.*(7)
Btp i** (8)
Daimler (9)
Cct u(10)
Intesa San Paolo(11)
Finanziario
Elettricit
Finanziario
Governativo
Automobilistico
Servizi
Governativo
Ente Locale
Governativo
Automobilistico
Governativo
Finanziario
IT0004669575
IT0004794159
IT0004689755
IT0004716319
XS0927517911
XS0626808223
IT0004518715
DE000NRW0C45
IT0004890882
DE000A1TNK78
IT0004922909
IT0004653850
BBB
BBB
BBB
BBB
A-
AA+
BBB
AA-
BBB
A-
BBB
Baa2 (13)
100,71
106,45
101,69
98,84
100,28
100,89
99,23
100,53
101,61/102,43
100,05
101,97
100,65
31/1/2017
20/2/2018
31/3/2017
15/4/2018
9/5/2016
15/6/2017
1/7/2016
26/8/2016
15/9/2018
7/10/2016
1/11/2018
3/12/2014
medio
medio
medio
medio
basso
basso
medio
basso
medio
basso
medio
medio
2,41%
1,84%
2,55%
1,67%
0,53%
0,93%
1,22%
0,29%
1,32/2,04%
0,55%
1,75%
0,52%
2,65%
3,442%
3,12%
1,34%
0,628%
1,214%
1,12%
0,453%
1,70%
0,524%
2,149%
2,25%
medio
medio
medio
medio
basso
medio
basso
basso
medio
basso
medio
basso
medio
basso
medio
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
medio
Titolo Settore Codice Isin
Rating
S&P
Prezzo
(9/1/2014)
Scadenza
Cedola
lorda
Rischiosit
Debitore Tassi Liquidit
Rend.%
lordo
* Regione Nord-Reno Westfa ia (Germania); ** Prezzo e rendimento senza e con inflazione, calcolata allo 0,7%; (1) Euribor a 3 mesi e cedola trimestrale; (2) Euribor a 6 mesi + 3,10
e cedola semestrale; (3) Bot a 6 mesi + 0,30 e cedola semestrale;(4) Eur bor a 3 mesi + 0,40 e cedola trimestrale; (5) Euribor a 6 mesi + 0,84 e cedola semestrale; (6) Bot a 6 mesi
+ 0,30 e cedola semestrale; (7) Euribor a 3 mesi + 0,23 e cedola trimetrale; (8) Inflazione euro (escluso tabacco) e cedola semestrale; (9) Euribor a 3 mesi + 0,30 e cedola semestrale;
(10) Euribor a 6 mesi + 1,80 e cedola semestrale; (11) Euribor a 6 mesi e cedola semestrale; (12) Inflazione Italia (escluso tabacco) calcolata allo 0,6%; (13) Rating Moodys
1
Le scelte per il reddito fisso...
Le emissioni da 2 a 10 anni per incassare la cedola nel mese dellanno che interessa di pi
Titoli con scadenza massima 2,5 anni
Titoli con scadenza tra 4 e 10 anni
Fonte: elaborazione CorrierEconomia - *Strip: titoli privati della cedola
::
== $$
xx
++
%%
Titolo
Bund Strip *
Kfw
Btp
Olanda
Btp
Ctz
Daimler
Btp Strip *
Bund
General Electric
Francia
Bot
Settore
Governativo
F nanziario
Governativo
Governativo
Governativo
Governativo
Automobil stico
Governativo
Governativo
Servizi/Tecnologia
Governativo
Governativo
Codice Isin
DE0001142487
DE000A1RET56
IT0004805070
NL0010055703
IT0004917792
IT0004938186
DE000A1R0683
IT0003246326
DE0001137438
XS0832873060
FR0011452721
IT0004981251
Rating
S&P
AAA
AAA
BBB
AA+
BBB
BBB
A-
BBB
AAA
AA+
AA+
BBB
Prezzo
(9/1/2014) Scadenza
99,81
100,27
101,94
100,69
102,24
98,61
100,71
98,52
100,09
100,75
99,95
99,39
4/1/2015
26/2/2016
1/3/2015
15/4/2015
15/5/2016
30/6/2015
8/7/2016
1/8/2015
11/9/2015
15/10/2015
25/11/2015
12/12/2014
basso
basso
medio
basso
medio
medio
basso
medio
basso
basso
basso
medio
Rend.%
lordo
0,11%
0,36%
0,77%
0,19%
1,28%
0,97%
0,68%
0,96%
0,20%
0,77%
0,27%
0,67%
Cedola
lorda
-
0,50%
2,50%
0,75%
2,25%
-
1,00%
-
0,25%
1,25%
0,25%
-
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
basso
medio
basso
basso
basso
basso
basso
basso
medio
basso
basso
basso
basso
Rischiosit
Debitore Tassi Liquidit
Rwe
Gdf Suez
Irlanda
Finlandia
Nomura
Austria
Bayerische Land.
Btp
Bund
Francia
Bnp Paribas
Telekom Fin.
Elettricit
Servizi gas/eletricit
Governativo
Governativo
F nanziario
Governativo
F nanziario
Governativo
Governativo
Governativo
F nanziario
Telefonico
XS0982019126
FR0011261924
IE00B4S3JD47
FI4000062625
XS0937887379
AT0000A0VRF9
DE000BLB6H38
IT0004009673
DE0001135499
FR0011337880
XS0933994807
XS0999667263
BBB+
A
BBB+
AAA
BBB+
AA+
Aaa *
BBB
AAA
AA+
A+
BBB-
100,28
103,34
104,97
95,04
98,16
103,62
100,43
103,67
98,12
100,43
98,46
100,49
17/1/2024
1/2/2023
20/3/2023
15/4/2023
29/5/2018
18/6/2019
11/7/2022
1/8/2021
4/9/2022
25/10/2022
23/11/2018
3/12/2021
medio
basso
medio
basso
medio
basso
basso
medio
basso
basso
basso
medio
2,93%
2,55%
3,25%
2,09%
2,28%
1,25%
1,93%
3,23%
1,74%
2,19%
1,68%
3,03%
3,00%
3,00%
3,90%
1,50%
1,875%
1,95%
2,00%
3,75%
1,50%
2,25%
1,375%
3,125%
alto
alto
alto
alto
medio
medio
alto
medio
alto
alto
medio
medio
basso
basso
medio
medio
medio
basso
basso
basso
basso
basso
medio
medio
I numeri
339
Il valore in miliardi di euro delle
emissioni di titoli di Stato previste
per il 2014. La parte del leone la
fanno i Bot con 135 miliardi
53,4
Il totale in miliardi di euro degli
interessi che il Tesoro dovr
pagare nel corso del 2014 per i
titoli gi emessi
2,02
Il rendimento percentuale medio
offerto dai titoli di Stato in
circolazione nel 2013
1
Settori
Un inizio
allinsegna
del credito
M
entre il gelo avvolge le
piazze americane tentan-
do di frenarne gli indici azio-
nari, in queste prime sedute
del nuovo anno sembra conti-
nuare comunque la corsa dei
settori finanziari, in particolare
quelli bancari e soprattutto
europei. Mentre i comparti del
mercato americano si sono fer-
mati in trend laterale e lindice
del settore S&P finanziario
mostra l unico segno positivo
con un rialzo dello 0,96%, nel
Vecchio Continente in testa al
gruppo c il settore bancario
con un pi 3,15% mentre a
ruota si sono mossi viaggi e
tempo libero (+1,88%) e tele-
com con un +0,77%, energia
(+0, 61%) e farmaceuti co
(+0,61%). Da notare che sono
tra i settori pi capitalizzati e
questo ha spinto anche lindice
Stoxx 600 ad un rialzo del 2%.
Ancora pi evidente il recupero
del mercato italiano, soprat-
tutto del paniere dell Ftse Mib
che guadagna oltre sei punti
percentuali rispetto a inizio
anno, grazie a telecomunica-
zioni (+9%), media (+5,7%),
automobili e componentistica
(+5,2%) e alle banche che
hanno messo a segno un rialzo
del 6,7%, mentre lindice ge-
nerale Ftse All Share si fer-
mato al 2,64%. E se i settori
legati alla crescita economica
ancora soffrono, il mercato
mostra segni di fiducia sui set-
tori pi deboli come quello
bancario e telefonico, a cui si
aggiunge loperazione Chrysler
da parte di Fiat che ha sveglia-
to il settore auto italiano.
A muovere il comparto fi-
nanziario anche il recupero del
dollaro americano che contro
euro risalito a 1,36 da 1,38,
spinto dalla crescita americana
che contribuisce ad un ritorno
alla normalit dopo gli anni
seguiti alla crisi finanziaria.
In assenza di eventi pi si-
gnificativi probabile che i
settori deboli continuino a re-
cuperare visto anche che lindi-
ce Ftse banche ha un target in
area 14.500 punti e quello
europeo a 210, con rialzi po-
tenziali rispettivamente di altri
dieci punti per gli istituiti ita-
liani e del 5 per quelle euro-
pee.
Ma siamo solo alle prime
sedute e alla fine della setti-
mana, venerd 17, vi saranno
le prime scadenze tecniche del
2014 che spesso agiscono da
spartiacque per landamento
del primo trimestre.
MARCO ZULBERTI
RIPRODUZIONE RISERVATA
In un portafoglio a
rischio medio i titoli
lunghi possono
pesare il 10%
Tesoro Maria Cannata, diretto-
re generale del debito pubblico
Perf.%
da inizio
anno
Ftse Mib40
Ftse All Share
Telecom
Banche
Media
Chimica
Auto
Beni immobili
Tempo libero
Servizi nanziari
Salute
Edilizia
Assicurazioni
Beni industriali
Utilities
Distribuzione
Alimentari
Materie prime
Energia
Tecnologia
Beni personali
Trend
+6,80
+2,43
+11,21
+8,30
+7,27
+4,86
+3,81
+3,68
+1,76
+1,74
+1,57
+1,44
+1,03
+0,77
+0,20
-0,12
-0,16
-0,56
-0,99
-3,38
-4,46
Indici Italia
26 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
LA POSTA
RENDITE FINANZIARIE
Capital gain
e donazione titoli
In caso di donazione di
azioni quotate ai figli si
paga la tassa sulle plusva-
lenze maturate?
Lettera firmata - via email
Il trasferimento dei titoli a
un dossier intestato a perso-
na diversa comporta lappli-
cazione dellimposta sulla
plusvalenza, tranne nel caso
in cui il trasferimento av-
venga per successione o do-
nazione. Occorrer, quindi,
esibire alla banca presso cui
i titoli sono depositati latto
pubblico di donazione.
IMU
Se il mini-saldo
sotto i 12 euro
Il mio comune ha applica-
to per il 2013 laliquota del
4,5 per mille sullabitazio-
ne principale quindi io do-
vrei pagare l a mi ni -
Imu. Dai calcoli fatti ri-
sulta che dovrei versare 10
euro, mentre il regolamen-
to comunale prevede un
pagamento minimo di 12
euro. Posso star tranquillo
o devo versare lo stesso?
Nello stesso comune pos-
siedo un altro immobile.
Lettera firmata - via email
Il versamento purtroppo de-
ve essere eseguito, non rien-
trando nei casi di esclusio-
ne. Il pagamento minimo di
12 euro riguarda limposta
complessivamente dovuta
per lanno 2013 al comune
dove sono situati gli immo-
bili. Se ci fosse stata solo
labitazione principale, il tri-
buto di 10 euro non sarebbe
dovuto perch inferiore al
minimo, ma in presenza di
altri immobili il versamento
Imu complessivo, seppure
separato tra giugno, dicem-
bre e gennaio, supera il valo-
re di 12 euro, a prescindere
dallimporto dei singoli ver-
samenti.
CONDOMINIO
Come cambiare
amministratore
Vogliamo cambiare asso-
lutamente amministrato-
re. Quanti millesimi ci vo-
gliono dopo lentrata in vi-
gore della riforma?
Lettera firmata - via email
La legge di riforma del con-
dominio non ha modificato
il quorum richiesto per la
nomina e la revoca dellam-
ministratore: continua ad
essere necessario, sia in pri-
ma che in seconda convoca-
zione, il voto favorevole del-
la maggioranza degli inter-
venuti allassemblea, in rap-
presentanza di almeno 500
millesimi (secondo e quarto
comma dellarticolo 1136 del
Codice civile). Ovviamente,
se lamministratore si ren-
de responsabile di alcuni dei
comportamenti previsti dai
commi 11 e 12 dellarticolo
1129 dello stesso Codice, va-
le a dire in caso di gravi irre-
golarit, ciascun condomino
pu chiederne la revoca al-
lautorit giudiziaria.
Nuove regole
per il fondo spese
Ci apprestiamo, nel con-
dominio, a lavori straordi-
nari di sistemazione del
tetto. La riforma del con-
dominio prevede obbliga-
toriamente listituzione di
un fondo dove deve essere
versata preventivamente
lintera spesa. C chi so-
stiene che sufficiente,
per lavvio dei lavori, una
quota del 50% e chi dice
che bisogna arrivare al-
l80%. Come stanno real-
mente le cose? Che quota
delle spese deve coprire il
fondo spese?
Lettera firmata - via email
Se il contratto di appalto
prevede che il corrispettivo
venga erogato per stadi di
avanzamento dei lavori, co-
me avviene di solito, i con-
domini possono conferire al
fondo i relativi importi via
via che maturano le scaden-
ze di pagamento: lo prevede
il nono comma dellarticolo 1
del decreto legge n. 145 del
23/12/2013 (denominato
Piano destinazione Ita-
lia), che ha integrato il pri-
mo comma, n. 4), dellarti-
colo 1135 del Codice civile,
rivisto dalla riforma del con-
dominio. La norma allesa-
me del Parlamento e non
ancora definitiva.
DETRAZIONE DEL 50%
Ristrutturazione
e casa della figlia
Stiamo acquistando un
appartamento per nostra
figlia attraverso una do-
nazione indiretta. Mia
moglie pagher lei al rogi-
to, ma nellatto il notaio
scriver che si tratta di
una donazione indiretta.
Per mia figlia si tratta, co-
munque, della prima casa
e quindi beneficer delle
agevolazioni sullacquisto
e sulle imposte di proprie-
t. Lappartamento avr
bisogno di alcune ristrut-
turazioni che logicamente
pagher mia moglie. Potr
detrarle visto che mia fi-
glia non ha redditi?
Lettera firmata - via email
Lagevolazione sulle ristrut-
turazioni edilizie spetta al
proprietario/nudo proprie-
tario, titolare di un diritto
reale (usufrutto, uso, abita-
zione o superficie), locata-
rio/comodatario ovvero al
familiare convivente in rela-
zione ad un immobile in cui
si ha la convivenza. Non
rientrando in una di queste
casi la mamma non potr
detrarre le spese sostenute
sullimmobile della figlia.
Happy uro
a cura di Elfo & Felix Petruska
Per segnalare casi e
disavventure o
chiedere
chiarimenti
scrivete a:
Corriere
Economia, via
Solferino 28,
20121 Mlano
E-mail:
corsoldi@rcs.it.
Fax:
02-62827604
w
w
w
.
c
o
r
r
i
e
r
e
.
i
t
1
Gli esperti di Filo Diretto
E
cco gli esperti che
hanno partecipato a
Filo diretto, lo
sportello di consulenza
telefonica sul
versamento degli
acconti e del saldo Imu
organizzato da
CorrierEconomia in
collaborazione con
lAssociazione italiana
dottori commercialisti.
Un grazie a: Elena
Negonda, Luca Di Penta,
Eleonora Borzani,
Chiara Rossini, Cristina
Erminero, Paolo Besozzi,
Marco Rombol,
Guido Martinelli, Alberto
Mugrace, Antonio
Manca, Marco Gulisano,
Federico Reda, Roberta
Bianchi, Corrado Fenici,
Carmine Sarnataro.
Risponde
Massimo
Fracaro
13 luned
Ravvedimento sprint
Ultimo giorno per sanare i
versamenti scaduti il 27 di-
cembre (acconto Iva) con la
sanzione dello 0,2% per
ogni giorno di ritardo oltre
agli interessi (del 2,5% se
maturati nel 2013 o del-
l1% dal 2014).
15 mercoled
Commercio al minuto
Devono registrare riepilo-
gativamente i corrispettivi
del mese precedente, certi-
ficati da scontrino o ricevu-
ta fiscale.
Fatturazione differita
Entro oggi, occorre emette-
re e registrare le fatture per
i beni consegnati o spediti
durante il mese preceden-
te.
Eredi
Versamento a saldo, con la
maggi or az i one del l o
0,40%, delle imposte e dei
contributi dovuti in base
alla dichiarazione dei red-
di ti del defunto (Uni co
2013), da parte degli eredi,
per le persone decedute
dopo il 16 di febbraio 2013.
Ravvedimento operoso
I contribuenti che non han-
no versato le imposte (o
che le hanno versate in mi-
sura ridotta) entro la sca-
denza del 16 dicembre,
possono farlo entro oggi,
pagando anche la sanzione
ridotta del 3%, oltre agli
interessi al tasso legale an-
nuo maturati dalla data
della scadenza non rispet-
tata (2,5% per il periodo
maturato nel 2013, vale a
dire 15 giorni e 1% per
quello maturato nel 2014).
16 gioved
Versamenti unificati
Entro oggi va effettuato il
versamento di imposte, ri-
tenute e contributi. Ecco i
principali adempimenti:
G Iva. I contribuenti men-
sili, devono effettuare i
versamenti riguardanti le
operazioni di dicembre, al
netto dellacconto se ver-
sato, (codice 6012 anno
2013);
G ri tenute. I sosti tuti
dimposta devono versare
le ritenute operate nel me-
se precedente: sui redditi di
lavoro dipendente e assi-
milati; sui compensi di la-
voro autonomo; sui redditi
di capitale;
G contributi. I datori di la-
voro devono versare i con-
tributi per i lavoratori di-
pendenti sulle retribuzioni
del mese precedente;
G parasubordinati. I com-
mittenti devono versare al-
la gestione separata Inps i
contributi sui compensi pa-
gati nel mese precedente
per i rapporti di collabora-
zione coordinata e conti-
nuativa e per i lavoratori a
progetto.
PAOLO DUBINI
RIPRODUZIONE RISERVATA
Le scadenze della settimana
L M M G V S D
13 14 15 16 17 18 19
Ottimizzare i consumi di
impianti e apparecchi di il-
luminazione pubblica regola-
rizzando gli effetti della luce
articiale sullo stato psico-
attitudinale delluomo da oggi
possibile grazie alle ricerche
condotte da Hera Luce, recepite
dalla direttiva regionale su ef-
centamento energetico e inqui-
namento luminoso.
Gli studi condotti da Hera Luce
hanno prodotto unetichetta
energetica e una scala di valori
relativa allinuenza della luce
articiale sul ciclo sonno/veglia:
tali indicatori consentiranno agli
enti pubblici di ridurre le spese
per il funzionamento degli im-
pianti di illuminazione, con con-
seguente risparmio economico
da parte dei cittadini; inoltre
sar possibile stabilire lintensit
luminosa adeguata ad ambienti
di lavoro o domestici. Si tratta
di una conseguenza del recepi-
mento degli studi di Hera Luce
allinterno del testo della diret-
tiva della Regione Emilia-Roma-
gna pubblicata nei giorni scorsi.
Per supportare la Pubblica Am-
ministrazione nellindividuare
soluzioni sostenibili e guidarla
nellacquisizione di nuove tec-
nologie a bassi consumi e a
costi contenuti, Hera Luce ha
messo a punto due schede che
deniscono la classe energetica
degli apparecchi e orientano
nella valutazione di costi e be-
neci, traducendo i dati tecnici
in indicatori di facile lettura con
il metodo dellenergy labelling.
Questa operazione di Hera
Luce ha lobiettivo non solo di
promuovere un benchmarking
energetico e ambientale lega-
to alla pubblica illuminazione,
ma anche di dare concreta
applicazione ai CAM (Criteri
Ambientali Minimi), utili a clas-
sicare come sostenibile un
prodotto. Lo scopo dei CAM
per la pubblica illuminazione
promuovere ladeguamento
degli impianti esistenti o rea-
lizzarne di nuovi, rispettando
le norme di sicurezza per gli
utenti, ottimizzando le risorse
energetiche ed eliminando so-
stanze pericolose per luomo
e lambiente: i criteri scelti per
stabilire il consumo riguardano
sia il singolo apparecchio illu-
minante sia lintero impianto,
indipendentemente dalla tec-
nologia utilizzata, tradizionale o
recente che sia.
Altri parametri acquisiti dal le-
gislatore regionale sono quelli
contenuti nel modello sempli-
cato ricavato da Hera Luce in
collaborazione con lUniversit
Federico II di Napoli per la valu-
tazione dellinuenza che le sor-
genti luminose articiali hanno
sul ciclo circadiano, ovvero sulle
reazioni siologiche che deriva-
no dallalternanza veglia/sonno.
Hera Luce sar cos in grado di
progettare impianti di illumina-
zione a garanzia di una corretta
visione, migliorando inoltre le
prestazioni psico-attitudinali e
contribuendo a tutelare la salu-
te delluomo.
Hera Luce Douuod Stroili Ariston
Stroili, la maison
di gioielli di design
Made in Italy
conosciuta in tut-
to il mondo, ha
dichiarato di es-
sere stata vittima il
settembre scorso
di contraffazione
a danno di alcune
sue creazioni ori-
ginali. stata in-
fatti rilevata la pre-
senza sul mercato di gioielli che
erano copie pedisseque di quelli
di sue collezioni, con violazione
di disegni e modelli registrati
Stroili, nonch aggancio pa-
rassitario ai pregi e alla notoriet
riconducibile al Marchio stesso.
Presentato ricorso durgenza
presso il Tribunale di Milano,
Sezione Specializzata in Materia
di Impresa, detto Tribunale ha
provveduto a concedere con
effetto immediato le misure
cautelari di istruzione preven-
tiva, permettendo a Stroili di
ottenere, in pochi giorni, il
ritiro dei prodotti contraffatti
dal mercato. Contemporanea-
mente lAzienda ha messo in
atto una serie di azioni rivolte
a sensibilizzare il consumatore
sullimportanza di acquistare
i suoi gioielli solo in boutique
monomarca e presso rivenditori
autorizzati, quale garanzia di si-
curezza e di afdabilit.
Il mercato dei prodotti con-
traffatti sta manifestando una
crescita esponenziale - ha
commentato Maurizio Meren-
da, Amministratore Delegato
di Stroili Oro Group - che non
solo danneggia leconomia e le
aziende che operano nel rispet-
to della legalit, ma anche la sa-
lute del consumatore nale
Acquistando articoli contraffatti,
questultimo pu correre infatti
il rischio di imbattersi in ma-
teriali nocivi e dannosi per la
propria salute.
Lazienda ha poi ricordato come
la commercializzazione di esem-
plari contraffatti sia frutto di ille-
galit, spesso di sfruttamento
di manodopera clandestina in
dispregio ad ogni regola uma-
nitaria e di sicurezza sul lavoro,
nonch di rispetto delle princi-
pali norme igienico-sanitarie.
La commercializzazione, distri-
buzione e promozione di pro-
dotti contraffatti, in violazione
di titoli di propriet industriale
registrati, costituisce inoltre un
illecito che coinvolge chiunque
sia intervenuto a qualsiasi titolo
nella catena produttiva, distri-
butiva e di commercializzazione
dei prodotti.
Azienda leader a livello mon-
diale nel comfort termico,
Ariston Thermo offre oggi una
gamma completa di soluzioni
per il massimo risparmio ener-
getico: le sue nuove caldaie a
condensazione ad alta poten-
za Genus Premium EVO HP
sono state progettate infatti
seguendo tecnologie allavan-
guardia, per garantire massime
performance e minimi consu-
mi, grazie allinnovativo proto-
collo Bus BridgeNet.
Tutti i componenti Ariston pre-
senti nel sistema comunicano
tra loro tramite Sensys, il nuovo
gestore di sistema dal design
accattivante che consente di
controllare il buon funziona-
mento dellimpianto con la
massima semplicit: in questo
modo, le nuove caldaie Ariston
si connettono agevolmente
agli altri dispositivi collegati,
andando facilmente a inte-
grarsi anche con componenti
del sistema che utilizzano fonti
rinnovabili.
Lattuale gamma 45, 65, 85 e
100 kW si arricchisce di due
nuove potenze, 115 e 150 kW,
ideali per impianti centralizzati
e complessi residenziali: pro-
gettate per una gestione sem-
plice e intelligente del comfort,
ottimizzano le prestazioni
energetiche e razionalizzano gli
spazi installativi grazie alla loro
essibilit e modularit, sia in
installazione singola, sia in ca-
scata. Con queste caldaie pos-
sibile sviluppare installazioni in
cascata (linea) no a 6 caldaie,
raggiungendo la potenza mas-
sima di 900 kW, e in cascata
(fronte-retro) no a 8 caldaie,
arrivando a una potenza com-
plessiva massima di 1200 kW.
Le caldaie Genus Premium EVO
HP - installate in cascata - sono
ideali per soluzioni commercia-
li di grandi dimensioni e per
complessi multi-familiari, oltre
che per impianti centralizzati
che necessitano di alte potenze
termiche, sia nel caso di nuovi
impianti, sia nella sostituzione
di vecchie centrali termiche.
Grazie alla logica di gestione
intelligente di Genus Premium
EVO HP e alla tecnologia a
condensazione, con la nuova
caldaia possibile ottenere
il massimo del comfort e un
risparmio energetico no al
35% rispetto a un modello di
vecchia generazione.
Genus Premium EVO HP fa par-
te della gamma di prodotti che
Ariston presenter nellambito
della prossima Mostra Conve-
gno Expocomfort a FieraMilano
dal 18 al 21 marzo prossimi.
Jersey, batista di cotone, cache-
mire, seta: tessuti pratici, resi
preziosi da dettagli e lavorazioni
accurateStiamo parlando delle
creazioni per bambini da 0 a 14
anni di Douuod: abiti dalle linee
pulite, che possono trasformarsi
a seconda delle occasioni, rega-
lando comodit nei momenti di
gioco ed eleganza nelle occasioni
importanti. Nato nel 2006 dalla
passione della designer Elisabetta
Mambelli, il marchio si afferma-
to via via grazie alla sua forte per-
sonalit e al perfetto mix di prati-
cit e ricercatezza. Nellimmediato
futuro prevista lapertura di altri
negozi monomarca, oltre ai quat-
tro di Milano Marittima, Riccione,
Bologna e Cesena. Saranno incre-
mentate anche le quote destinate
allexport, privilegiando Russia,
Medio ed Estremo Oriente, Ame-
rica; inne Douuod parteciper
al Pitti Bimbo di Firenze, con la
nuova collezione Spring Summer
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Collezione Spring Summer 2014
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CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014 27
Beni rifugio
Il bilancio, gli appuntamenti
Investimenti
New York A fine mese il derby tra Christies e Sothebys: fu parit nel 2013
Aste Le preghiere dei Rothschild
infiammano il gennaio dellarte
Le miniature stimate 18 milioni di dollari
Mentre Artemisia Gentileschi arriva a 15
DI PAOLO MANAZZA
1
Il calendario
13 luned
** Dorotheum Vienna. Gioielli
14 marted
** Christies Londra. Interni
** Christies New York. Interni
** Dorotheum Vienna.
Antiquariato e dipinti
15 mercoled
** Bonhams Londra. Gioielli
**Christies New York. Interni 16
gennaio
** Christies Londra. Larte del
mangiare e del bere
** Dorotheum Vienna. Gioielli
17 venerd
** Dorotheum Vienna. Gioielli
18 sabato
** Meeting Art Vercelli. Arte
moderna e contemporanea
** Sothebys Hong Kong. Vini
19 domenica
** Artcurial Parigi. Aeronautica
** Meeting Art Vercelli. Arte
moderna e contemporanea
R PRODUZ ONE R SERVATA
1
Numismatica
D
isse di aver pugnalato a morte Giulio Ce-
sare per riportare a Roma la democrazia
ed invece, messi da parte i sue sbandierati
sentimenti repubblicani, Bruto non esit a tra-
sformarsi in un deposta. Spingendosi fino a
farsi ritrarre su monete, che i numismatici si
contendono per il loro valore storico e icono-
grafico. Laureo Brvtvs Imp, coniato tra il 43 e il
42 prima di Cristo da parte di una zecca al se-
guito di Bruto, costretto dai romani a rifugiarsi
in Oriente, rappresenta probabilmente uno dei
pezzi pi ambiti. Non per niente un numisma-
tico londinese collegato telefonicamente
con la sala vendite zurighese di Numismatica
ars classica e deciso a farsi a tutti i costi un re-
galo natalizio con i fiocchi ha sbaragliato
lanno scorso a suon di offerte la concorrenza,
staccando alla fine un assegno di 850.000
franchi svizzeri. Allaureo dominato da realisti-
co ritratto, ritenuto uno dei migliori, di Bruto
incorniciato da una corona dalloro, pesante
8,12 grammi, gli esperti di Nac avevano asse-
gnato la rilevante stima di 350.000 franchi,
spazzati via da una rossiniana gara di rilanci.
Stima raddoppiata da parte di un tremisse
doro (gr.1.44), una delle poche monete di Oli-
brio, imperatore dOccidente per un battito
dali: da marzo (o aprile) ad ottobre del 472.
Stimata 150.000 franchi, la monetina col pro-
filo dellimperatore dal brevissimo regno e, al
rovescio, una grande Croce, ha cambiato di
propriet per 300.000 franchi. Non meno con-
tesa una selezione di monete greche e romane
in superba conservazione. Basta ricordare i
400.000 franchi, a fronte di una partenza da
150.000 franchi, pagati per un decadramma di
Siracusa firmata Euainetos.
Protagonisti della vendita Bolaffi, confer-
mando in tal modo le previsioni della vigilia,
sono stati due aurei russi da 10 di Elisabetta I,
coniati a San Pietroburgo nel 1756 e nel 1758,
i quali hanno spuntato rispettivamente a
24.000 e 30.000 euro. Somme alle quali va
aggiunto il 20 per cento di diritti e tasse.
Rare fin dal momento della loro nascita le
100 lire doro di Vittorio Emanuele III millesi-
mate 1937, sono passate dalla stima di 20.000
al realizzo di 28.000 euro mentre due esem-
plari delle chiacchierate prove delle 500 lire
del 1957, quelle per capirci con le bandierine
rovesciate, non sono invece riuscite a schio-
darsi dalle stime, nellordine, di 7.500 e 6.000
euro. Dopo aver macinato aumenti su aumen-
ti, evidentemente la prova della prima moneta
argentea del dopoguerra ha deciso di darsi
una calmata. Quanto momentanea, non si sa.
Meno cara unaltra prova repubblicana: le 500
lire Dante del 1965, acquistata da Numismati-
ca ars classica per 1.600 euro.
Ben vendute, in generale, le monete di zec-
che italiane. A cominciare dal ducato ferrarese
col bel ritratto rinascimentale di Alfoso I dEste,
firmato da Giannantonio da Foligno e che at-
traverso la rappresentazione, al rovescio, di
Ges che riceve la moneta dal fariseo, secondo
alcuni studiosi ricorderebbe la chiarezza di
democratici rapporti che il Duca instaur sem-
pre e comunque con i suoi sudditi. Ha fatto un
prezzo martello, al netto perci da tasse e di-
ritti, di 52.000 euro. Piuttosto conteso pure
laureo ducato del 1497 di Filiberto II di Savoia,
pesante appena 3,49 grammi, reso affasci-
nante dal ritratto valorizzato da una serie di
sfritte che hanno la funzione di cornice. Partita
da 50.000 euro, la moneta di euro ne ha tota-
lizzati 65.000.
Dal confronto con la sala, il doppio ducato
milanese di Gian Galeazzo Maria Sforza, bat-
tuto nel 1481 utilizzando 7 grammi del biondo
metallo, ha guadagnato 10.000 euro, acca-
sandosi cos a 26.000 euro.
Chiusura con alcune monete papali. La
quadrupla di Innocenzo X, prodotta ad Avi-
gnone nel 1645, venduta per 36.000 euro e un
quarto di ducato battuto nel 1527, assieme ad
altri tagli monetati, che rientra a pieno titolo
fra le monete ossidionali, coniate cio durante
assedi, allora frequenti. A essersi rinchiuso
dentro Castel SantAngelo, durante il sacco di
Roma, fu Clemente VII, che per la sua libera-
zione fu costretto a battere allinterno del for-
tilizio, utilizzando tutto ci che aveva di prezio-
so, una montagna di monete. Compreso il
quarto di ducato che da Nac ha cambiato di
propriet in cambio di 6.000 euro. Molte pa-
lette alzate per lelegante fontana di Santa
Maria in Trastevere che figura sul rovescio del-
la quadrupla del 1694 di Innocenzo XII, della
cui incisione si occup Pietro Paolo Borner.
Proposta a 25.000 euro volata fino a 40.000
euro.
UMBERTO REANO
RIPRODUZIONE R SERVATA
N
ew York chiama e il merca-
to dellarte risponde. Come
ogni anno, i primi rumor
sulle tendenze giungono
dalle aste dedicate agli Old Master,
in calendario a fine mese nella Big
Apple. Nel gennaio 2013, le due
major hanno archiviato un incasso
di 165,1 milioni di dollari. Con risul-
tati in fotocopia (Christies 82,4 mi-
lioni e Sothebys 82,7). Per sapere
che accadr nel gen-
naio 2014 basta aspet-
tare un paio di setti-
mane. Tra il 29 e il 30
arrivano gli appunta-
menti pi importanti,
insieme alle sessioni
minori e quelle dedi-
cate a stampe e dise-
gni antichi. Inoltre,
due bellissimi catalo-
ghi presentano capolavori dalta epo-
ca e antiquariato. Quello di Christies
si intitola Renaissance (29 gennaio),
quello di Sothebys The Courts of
Europe (30 gennaio). Ma vediamo
nel dettaglio cosa troveranno i molti
collezionisti e investitori italiani in
procinto di atterrare nella Big Apple
per mettersi a caccia di Old Master.
Impronte italiane
Da Christies, lofferta comprende
una serie di eventi, speciali esposi-
zioni di qualit museale e cinque
aste. La kermesse si apre con unasta
(il 28 gennaio) dedicata alle stampe
di Francisco Jos de Goya y Lucien-
tes. Noto come lultimo degli antichi
e il primo dei moderni, il maestro
spagnolo ha lasciato moltissime ope-
re grafiche e questa selezione una
delle poche ancora in mani private.
Mercoled 29 la volta dei capolavori
pittorici.
Il catalogo Old Master Paintings
Part I offre 62 dipinti. Undici gli hi-
ghlight tra i quali quattro opere ita-
liane. Top lot assoluto, e copertina
del catalogo, un magnifico Autori-
tratto suonando il liuto di Artemisia
Gentileschi (1593-1652). Strepitoso
esempio di grande pittura e perfetta
case history della convenienza negli
investimenti in pittura antica. Acqui-
stato in asta a Londra (da Sothebys)
nel luglio del 1998 da un collezioni-
sta americano che lo pag 419.500
sterline (lequivalente di 684.000
dollari), ora questo capolavoro sti-
mato tra i 3 e i 5 milioni di dollari. Il
dipinto sembra sia stato commissio-
nato dal Gran Duca Cosimo II de
Medici e risulta citato nellArchivio
di Stato, Firenze, Guardaroba Medi-
cea 532, Inventario di Villa Artimino,
1638, fol. 16v e in uno successivo del
1683. Bellissima la Natura morta
con strumenti musicali del berga-
masco Evaristo Baschenis (1617-
1677) gi appartenuta a Ferdinando
de Medici, Gran Principe di Toscana
(1663-1713). offerta a una quota-
zione di 1,2-1,6 milioni di dollari.
Nellasta Renaissance (sempre il
29 gennaio) fa scalpore lofferta del
The Rothschild Prayerbook, un ma-
gnifico libro dore rinascimentale
venduto dagli
eredi Roth-
s c hi l d ne l
1999 per 13
milioni e ora
stimato tra 12
e 18 milioni.
Olandesi
Nel l as t a
Sothebys del
30 gennaio la
stima pi alta
(6-8 milioni
di dollari) ar-
r i va da un
erotico olio di
Jean-Honor
Fr a go na r d
che rappre-
senta due donne seminude nel letto
mentre giocano con i loro cagnolini.
Ma il catalogo una vera esplosione
di capolavori dellet doro olandese.
Bellissimo il grande olio di Gerrit
van Honthorst (1590-1656) con un
Allegro gruppo che suona il violino
e il liuto dietro a una balaustra. La
stima di 2-3 milioni. Cos come il
dipinto di Jacob Ochtervelt (1634-
1682) che rappresenta un bambino
con la sua nurse in un elegante foyer
duna casa borghese in fondo alla
quale si intravedono i genitori. Si
tratta di un olio su tela recentemente
riscoperto. Il soggetto e la composi-
zione sono ricollegabili ad un grup-
po di nove altri dipinti definiti en-
trance hall paintings, perch raffi-
guranti sale dingresso, realizzati da
Ochtervelt in ventanni di carriera e
considerati molto innovativi e di
grande i nteresse. La sti ma di
Sothebys compresa tra i 3 e i 4 mi-
lioni di dollari.
Da sfogliare anche i cataloghi del-
le Day Sale con diversi quadri inte-
ressanti a partire dai 20-30 mila dol-
lari. Tutti i cataloghi sono gi con-
sultabili online sui rispettivi siti del-
le case dasta.
RIPRODUZ ONE R SERVATA
1
Il particolare
U
na temibile femmi-
na di Girfalco ritrat-
ta come una vera e pro-
pria diva. Il quadro di-
pinto da un Maestro
lombardo verso la met
del Cinquecento (nel-
lambito delle scuole di
Arcimboldo o Figino)
una delle star dellasta
che Sothebys ha in ca-
lendario per il 30 genna-
io a New York. Lopera,
ricca di fascino e miste-
ro, stata esposta di re-
cente a Milano nella mo-
stra Arcimboldo artista
milanese tra Leonardo e
Caravaggio svoltasi a
Palazzo Reale nel 2011 e
curata da Sylvia Ferino
Padgen. Si tratta di un
grande ritratto di Girfal-
co dipinto molto proba-
bilmente per il Duca di
Mantova come omaggio
alla sua maestria nella
caccia. La tela ha dimen-
sione davvero interes-
santi (75x100 centime-
tri) ed presentata con
una stima compresa tra
700 mila e 1 milione di
dollari.
P. MAN.
R PRODUZ ONE RISERVATA
New York
In apertura
lAutoritratto
suonando il
liuto di
Artemisia
Gentileschi .
Lopera del-
lartista nata
a Roma nel
1593, la pri-
ma donna ad
essere am-
messa al-
lAccademia
di Arte del
Disegno di
Firenze, an-
dr in asta
da Christies
a New York il
prossimo 29
gennaio.
Elevata la
stima, tra 3
e 5 milioni
di dollari
Aureo Brvtvs Imp, coniato tra il 43 e il
42 prima di Cristo da una zecca al se-
guito di Bruto, rifugiatosi in Oriente
Omega
Seamaster AT
La differenza
(quasi) tutta
nello
scappamento
S
e si dovesse indicare
lorologio pi interes-
sante del 2013, il Seamaster
antimagnetico sarebbe un
autorevolissimo candidato al
podio. Gi in precedenza il
movimento del Seamaster
era da molti considerato for-
se il migliore in assoluto, fra
quelli industriali: dalle com-
ponenti in silicio al bilanciere
ad inerzia variabile cerano
tutte le caratteristiche tipi-
che dellalta orologeria, cui si
aggiungeva lo scappamento
Co-Axial.
Spieghiamo in breve a
cosa serve lo scappamento:
la molla, contenuta nel bari-
letto cede energia continua
che il bilanciere trasforma in
impulsi in senso orario ed
antiorario (le oscillazioni)
che servono a ben poco, dal
momento che una lancetta
cha fa avanti e indietro rapi-
damente del tutto inutile.
Lo scappamento quella
parte dellorgano regolatore
che trasforma gli impulsi bi-
direzionali del bilanciere in
impulsi monodirezionali che
azionano una ruota (la ruota
di scappamento, appunto)
dalla quale il moto viene tra-
smesso al resto dellorologio.
Da oltre un secolo si usa lo
scappamento ad ncora e il
Co-Axial, che comporta pa-
recchi vantaggi in pi, la
prima novit davvero impor-
tante ed utilizzabile in larga
scala. Il passo successivo
stato quello di eliminare del
tutto linfluenza negativa dei
campi magnetici. un pro-
blema spesso sottovalutato,
ma circa il 70% dei difetti di
precisione lamentati dipen-
de, negli orologi meccanici,
dallesposizione a quei campi
magnetici che ci circondano.
Bene: i tecnici Omega hanno
sostituito le parti in acciaio
con altrettante realizzate con
una lega amagnetica in via di
brevetto e/o un sistema per
temprare materiali antima-
gnetici gi conosciuti, ma
troppo morbidi.
Sta di fatto che la resi-
stenza ai campi magnetici
del nuovo calibro schizza
verso lalto come non mai e
sale dai 1.000/5.000 Gauss
delle precedenti soluzioni, a
15.000 o forse pi, visto che
15.000 Gauss il limite at-
tuale degli strumenti di mi-
sura. Il tutto in un orologio
prodotto con sistemi indu-
striali, ad un prezzo, viste le
caratteristiche esclusive,
molto pi che concorrenziale.
AUGUSTO VERONI
MARCA: Omega;
MODELLO: Seamaster Aqua
Terra >15.000 Gauss Cassa di
acciaio (41,5 mmdi diametro),
impermeabile fino a 15 atmosfe-
re. Movimento meccanico a carica
automatica, antimagnetico, con
bilanciere ad inerzia variabile,
scappamento Co-Axial, spirale in
silicio e certificato ufficiale di
cronometro (Cosc);
PREZZO: 4.900 euro.
R PRODUZIONE R SERVATA
La fuga doro di Bruto vale 850 mila franchi svizzeri
Stellare Il volume di preghiere
stimato 18 milioni (Christies).
Sotto, Il Bacco di Pier France-
sco Mola (Sothebys)
Jacob Ochtervelt Questo Bambino con
la nurse in asta da Sothebys a New
York il 30 gennaio. Stima: 3-4 milioni

28 CORRI ERECONOMIA LUNED 13 GENNAIO 2014
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