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IL SISTEMA FINANZIARIO

Il sistema finanziario è un insieme organico di mercati, regole e istituzioni che riguardano la


i olazio e della o eta ell’e o o ia.

Il siste a fi a zia io ealizza, att ave so la p oduzio e e l’offe ta di se vizi fi a zia i, t e


fondamentali processi del fu zio a e to di u ’e o o ia:

1) IL REGOLAMENTO DEGLI SCAMBI (SISTEMA DEI PAGAMENTI)


L’ACCUMULA)IONE DEL RI“PARMIO E IL FINAN)IAMENTO DEGLI INVESTIMENTI
3) LA GESTIONE DEI RISCHI
4) LA FUNZIONE MONETARIA
5) LA FUNZIONE CREDITIZIA
6) LA TRASMISSIONE DELLA POLITICA MONETARIA

Regolamento degli scambi:


Un sistema economico con soggetti economici molto specializzati richiede dei regolamenti molto
sviluppati. L’effi a ia e l’effi ie za del siste a dei paga e ti so o legati alla ido eità degli
strumenti di pagamento a fungere da mezzo di regolamento delle transazioni commerciali e non.

Regolamentazione e Vigilanza fanno entrambi pa te dell’O di a e to. La egola e tazio e


l’i sie e delle o e fo ulate o u dupli e i te to: defi i e gli o iettivi ileva ti e dis ipli a e
l’attività degli i te edia i fi a zia i e il fu zio a e to dei e ati fi a zia i

Le Autorità di Vigilanza presenti in Italia sono:


 CICR (Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio);
 Ba ca d’Italia;
 CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa);
 IVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni);
 COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione);
 Antitrust o AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato).

L’a u ulazio e di rispar io e il fi a zia e to degli i vesti e ti:


La crescita di un sistema economico è legata dalla natura degli investimenti e dal volume degli
i vesti e ti. Tutto iò dipe de da o e so o sf uttate le iso se ispa iate e dall’a ilità
ell’a u ula e ispa io. Il siste a fi a zia io i flue za le de isio i di dist i uzio e del eddito
fra consumo e risparmio, le decisioni di investimento e di finanziamento
Trasformazione del rischio:
L’i te edia io fi a zia io ha a he la fu zio e della t asfo azio e dei is hi t a il dato e di fo di
ed il prenditore di fondi. Ciò avviene nei modi seguenti:
· Un intermediario finanziario si interpone tra il datore di fondi ed il prenditore di fondi,
assumendosi, in primo piano, una parte dei rischi del prenditore dei fondi;
· I datori di fondi hanno la possibilità di impiegare il risparmio sotto forma di portafoglio di
strumenti finanziari (ad esempio, fondi comuni). In questo modo, il rischio che il datore si assume
viene diversificato in più prenditori di fondi.
Funzione monetaria:
Questa funzione consiste nella creazione e nella circolazione dei mezzi e degli strumenti finanziari,
ad ese pio, l’e issio e di moneta circolante, il funzionamento del sistema dei pagamenti.

Funzione creditizia:
Questa funzione si concentra nel trasferimento delle risorse. Da chi detiene risorse in surplus a chi
ne prende poiché in deficit, da soggetti non interessati al controllo delle imprese a quelli che lo
sono, ecc.

Trasmissione delle politica monetaria:


Gli obiettivi della politica monetaria vengono perseguiti attraverso il sistema finanziario. La banca
centrale, che ci occupa di questa politica, quando immette o ritira moneta modificando i tassi di
interesse innesta una seria di reazioni nel comportamento degli operatori economici.
Il sistema finanziario è strutturato nel seguente modo:

 Strumenti finanziari: contratti che incorporano diritti patrimoniali ed, in alcuni casi (es.
poteri amministrativi connessi alle azioni ) non patrimoniali
 Mercati finanziari: luoghi nel quale vengono scambiati strumenti finanziari di varia natura
a medio o lungo termine
 Intermediari finanziari: sono operatori che esercitano, nei confronti del pubblico, l'attività
di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma
 Autorità di Vigilanza: autorità che verificano il perseguimento degli obiettivi e il rispetto
delle norme da parte di tutti i soggetti operanti nel sistema finanziario

Caratteristiche del sistema finanziario italiano:


Nel sistema finanziario italiano ha molta importanza la questione riguardante il rischio, infatti il
risparmiatore italiano è poco propenso ad esso e predilige orientare il risparmio verso investimenti
considerati sicuri. Quindi la maggior parte del risparmio privato italiano viene depositato in conti
correnti o investito in immobili. Nel nostro sistema inoltre, ci sono forti criticità riguardanti il
e ato del apitali do esti i, poi h ’ u a fo te dipe de za al t adizio ale a ale a a io he
e de diffi oltoso fi a zia e p ogetti di i vesti e ti o ie tati all’i ovazio e. Il te zo aspetto
importante riguarda i fondi di risparmio gestito che ha potuto trasformare il mercato dei capitali
introducendo competizioni nelle governante. Il sistema italiano ha quindi ancora vari limiti, poiché
ci sono pochi intermediari che cercano di estrarre una rendita di posizione a danno del
risparmiatore e le politiche di tutela del risparmio sono molto spesso inefficaci.

Variabili reali e finanziarie:

Si definiscono variabili reali quelle che rappresentano quantità fisiche, come il prodotto interno
lordo, lo stock di capitale, il volume delle importazioni e delle esportazioni, ecc. o che indicano
prezzi relativi, come il salario reale (che rappresenta il prezzo del tempo libero rispetto al
consumo), il tasso di interesse (che esprime il prezzo di un bene futuro in termini di quantità dello
stesso bene oggi), o la ragione di scambio tra due beni. Le variabili nominali sono invece espresse
in termini di moneta: i prezzi, i salari monetari, il tasso di cambio espresso in moneta. Secondo la
dicotomia classica, la quantità di moneta offerta non incide sul livello della produzione (neutralità
della moneta). La dicotomia classica è ritenuta da molti economisti approssimativamente corretta
nell'analisi del lungo periodo; al contrario, nel breve periodo, se i prezzi e i salari nominali si
modificano lentamente (vischiosità di prezzi e salari) a seguito di variazioni dell'offerta di moneta,
allora quest'ultima ha degli effetti reali. La stessa distinzione tra breve e lungo periodo è del resto
spesso legata al comportamento dei prezzi: rigidi nel breve e flessibili nel lungo periodo.

STRUMENTI FINANZIARI
-Gli strumenti finanziari possono essere classificati nel seguente modo:

1. Per natura dei diritti/oggetto del contratto: indebitamento, assicurazione, partecipazione ..


2. Negoziabilità: negoziabili bilateralmente, negoziabile sul mercato, outside
3. Liquidità: mezzi di pagamento, convertibili in moneta con negoziazione sul mercato,
concertibili in moneta a vista o con preavviso

Strumento a reddito fisso: è uno strumento di debito che dà diritto al possessore di ricevere un
flusso prefissato di versamenti futuri. Questo flusso prefissato di pagamenti comprende
normalmente gli interessi periodici (cedole) ed il rimborso del capitale al suo valore nominale. Nel
caso di titoli cosiddetti zero-Coupon il diritto è quello di vedersi rimborsato il valore nominale a
s ade za i u ’u i a soluzio e. La de o i azio e de iva dal fatto he la e u e azio e p o essa
al datore di fondi è predefinita – sia ell’e tità, sia nella tempistica – e non dipende dal livello di
edditività dell’e itte te, o e avvie e i ve e ei titoli azio a i.

La remunerazione promessa può essere definita in termine assoluti o relativi. Nel primo caso,
l’i vestito e o os e a p io i l’e tità esatta dei flussi di cassa che riceverà a fronte del prestito
o esso titoli a tasso fisso . Nell’alt o l’i vestito e o os e il pa a et o sulla ui ase sa a o
definiti i flussi di cassa a suo favore, ma non ne conosce a priori il valore esatto (titoli a tasso
variabile).

Investendo in obbligazioni, quindi, diventiamo creditori di chi ha emesso detti titoli, di uno Stato,
di una banca o di una società. I fattori principali che determinano il rendimento (e quindi anche il
rischio) di questa attività finanziaria:

1. il tempo alla scadenza, a parità delle altre condizioni (rischio di insolvenza e liquidità) i
rendimenti di obbligazioni simili variano sul mercato a seconda della loro durata.
2. il rischio di insolvenza, : i titoli obbligazionari identici, tranne che per il rischio di insolvenza,
formano quella che viene chiamata struttura di rischio degli investimenti obbligazionari. In
ge e ale, aggio e la p o a ilità di i ade pi e to da pa te dell’e itte te, aggio e il
rendimento del titolo. Per valutare il rischio di insolvenza, gli investitori fanno riferimento al rating,
i di e appu to he iassu e la ualità dell’e itte te; i ge e ale, più alto il ati g, più asso il
rendimento del titolo
3. la liquidità del titolo, la liquidità di un titolo viene definita come la possibilità di acquistare o
vendere un titolo senza significative concessioni di prezzo. In generale, a parità di altri fattori,
maggiore è il grado di liquidità di un titolo, minore è il suo rendimento.

Gli strumenti finanziari a reddito variabile e ibridi: Gli strumenti finanziari ibridi e strutturati sono
suddivisi in due gruppi:

• gli st u e ti a apitale p otetto;

“o o st u e ti he o se to o di pu ta e sul ialzo sul i asso dell’attività sottosta te


proteggendo il capitale investito dagli eventuali ribassi (rialzi). Il livello di protezione è definito in
fase di emissione del prodotto, in maniera tale da offrire una protezione totale del capitale
investito (100%) oppure parziale (ad esempio 90%, 80% o inferiore).

In caso di ribasso del sottostante, anche molto consistente, al di sotto della soglia di protezione,
l’i po to di li uidazio e a s ade za o sa à o u ue ai i fe io e al livello di p otezio e
medesimo. La soglia di protezione stabilisce quindi qual l’i po to i i o del apitale i vestito
che si può recuperare o di converso, in caso di protezione parziale, la quota massima del capitale
investito che si può perdere.

Si tratta quindi di certificati che proteggono il capitale senza escludere i guadagni derivanti dalla
partecipazione alle eventuali performance positive (o negative) del sottostante.

• gli st u e ti a apitale o p otetto.

Questi prodotti consentono ai portatori di investire in un determinato sottostante esponendosi


alla performance ealizzata da uest’ulti o, sia al i asso he al ialzo, i a ie a p opo zio ale
oppure più che proporzionale.

I sottostanti di questi certificati sono solitamente indici, commodities, panieri, più in generale
sottostanti non facilmente raggiungibili da un risparmiatore individuale con un investimento
di etto. T a gli st u e ti a apitale o p otetto figu a o se z’alt o i e h a k e tifi ates. I
e h a k so o e tifi ati il ui valo e i og i o e to pa i al livello dell’attività sottosta te
meno il valo e attuale dell’eve tuale flusso di divide di atteso fi o alla data di s ade za del
benchmark.

Strumento derivato: Lo strumento derivato è un contratto o titolo il cui prezzo sia basato sul
valore di mercato di un altro strumento finanziario, definito sottostante (tipo azioni, indici
finanziari, tassi di interesse ecc).
Gli utilizzi principali degli strumenti derivati sono la copertura di un rischio finanziario, l'arbitraggio
(ossia l'acquisto di un prodotto in un mercato e la sua vendita in un altro mercato) e la
speculazione.

Le variabili alla base della quotazione dei titoli derivati sono dette attività sottostanti e possono
avere diversa natura: può trattarsi di azioni, di obbligazioni, indici finanziari, di commodity come il
petrolio o anche di un altro derivato, ma esistono derivati basati sulle più diverse variabili, perfino
sulla quantità di neve caduta in una determinata zona, o sulle precipitazioni in genere[1].

I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari, e soprattutto in mercati al di


fuori dei centri borsistici ufficiali, ossia in mercati alternativi alle borse vere e proprie, detti OTC,
over the counter: si tratta di mercati creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti
telematiche e che, di solito, non sono regolamentati.

 I Forwards: Sono contratti di compravendita a termine, ossia contratti nei quali i contraenti
si obbligano a realizzare una transazione ad una data futura ad un prezzo prefissato a
pronti (strike price o prezzo di consegna o prezzo forward); sono contratti non
standardizzati simmetrici in cui entrambe le parti sono obbligate ad effettuare la
prestazione

 I Futures: Sono contratti simmetrici di compravendita a termine, ossia contratti nei quali i
due contraenti si obbligano rispettivamente ad acquistare e a vendere un determinato
sottostante ad un prezzo prefissato a una certa data futura; sono quotati sui mercati
regolamentati e organizzati e sono quindi contratti standardizzati

 Gli Swaps: Sono accordi tra due parti che si impegnano a versarsi reciprocamente dei
pagamenti periodici di un capitale di riferimento detto nazionale. Esistono swap di tasso di
interesse e swap di valuta. Un currency swap è un contratto nel quale le due parti
assumono reciproco impegno di scambiarsi pagamenti periodici di interessi, calcolati su un
capitale di riferimento, il nazionale, denominato però in due valute diverse, per un periodi
di tempo predefinito, parti alla scadenza del contratto stesso. Il capitale nazionale viene
s a iato t a le pa ti sia all’i izio del o t atto sia alla sua o lusio e

 Le opzioni: “o o o t atti he o fe is o o all’a ui e te, diet o paga e to di u p e io,


il diritto di acquistare o vendere un certo sottostante ad un prezzo fissato, ad una certa
date o entro una certa data futura. Sono contratti asimmetrici e quotati sia sui mercati
regolamentati e organizzati sia over the counter. Le opzioni si possono utilizzare sia nel
caso si abbiano aspettative di rialzo (opzioni call) o di ribasso (opzioni put) sul prezzo
sottosta te, sia o fi alità di ope tu a ua do pe ese pio si ve ifi a u ’i ve sio e della
te de za ialzista/ i assista dei p ezzi. L’i vesti e to i opzio i o se te di sf uttare
l’effetto leva, ossia il fatto he le pi ole va iazio i del p ezzo sottosta te posso o
trasformarsi in elevati guadagni o in elevate perdite
I MERCATI FINANZIARI
Sono uno spazio economico in cui domanda e offerta di strumenti e servizi finanziari si
incontrano.

I mercati possono essere classificati per dimensione geografica (nazionali, internazionali), per
natura istituzionale (regolamentati, non regolamentati, privati, pubblici), per forme organizzative
(a ricerca diretta, market maker, ad asta, dealer) oppure per procedure di regolamento (a
contante, a termine).

Ma i mercati finanziari vengono principalmente suddivisi in:

1. Mercati a negoziazione diretta: creditizi e assicurativi, in cui gli scambi si concretizzano in


contratti finanziari giuridicamente e tecnicamente bilaterali e personalizzati
2. Mercati mobiliari, l’i sie e delle st uttu e, delle egole e delle p o edu e he isulta o
funzionali allo scambio di attività finanziarie caratterizzate da una predisposizione
contrattuale alla circolazione
3. Mercati monetari, che hanno per oggetto strumenti finanziari a breve termine
4. Mercato dei capitali, che hanno per oggetto strumenti a medio e lungo termine

I mercati finanziari posso o esse e p i a i ua do ’ eazio e e i issio e di attività


fi a zia ie, e se o da i ua do ’ egoziazio e di attività fi a zia ie già i i olazio e.

Mercato primario:

Qui vengono quindi collocate nuove azioni provenienti da un aumento di capitale o da un'offerta
pubblica iniziale, obbligazioni di nuova emissione da parte delle società o da parte del Ministero
dell'Economia (nel caso dei titoli di stato).
Praticamente sul mercato primario viene quotata e raccolta la prima operazione di ogni specifico
strumento finanziario, che passa poi sul mercato finanziario secondario.

Mercato secondario:

1. Mercato a ricerca autonoma


2. Mercato di broker: Mediatori puri: dietro il pagamento di una commissione, offrono un
servizio di ricerca della controparte (convenienza a privilegiare ordini di compravendita di importo
unitario elevato. T attative ilate ali: l’i vestito e sollevato dalla i e a della controparte, ma
o ha la e tezza dell’ese uzio e della t a sazio ee del p ezzo
3. Mercato di dealer puro o quote – driven: I dealer si pongono come contropartita diretta
delle transazioni: l’i vestito e o più soggetto all’i e tezza del uo fi e
dell’ope azio e. I dealer operano quindi con un magazzino titoli e con uno spread
denaro-lettera e sono in concorrenza tra loro.
4. Mercato ad asta o order – driven: Concentrazione di tutti gli ordini di acquisto e di vendita
e conseguente formazione di un prezzo di elevata qualità. L’i te edia io svolge il uolo
del a dito e d’asta: p ese za di egole che specificano secondo quali priorità si incrociano
gli ordini e siformano i prezzi.
I mercati finanziari: Possono essere pubblici, quando nascono attraverso un processo istitutivo
della autorità pubbliche e rientrano nella pubblica proprietà. Possono essere privati quando
u ’o ga izzazio e ope a se o do logi he di st etta e o o i ità, i o o e za o alt i e ati
dove ’ ui di o petizio e. I e ati fi a zia i poi posso o esse e egola e tati, ua do
l’o di a e to li i o os e i odo espli ito, oppure non regolamentati quando sono sistemi di
scambio organizzati per i quali si applica un principio di informazione a tutela degli investitoi (ne
fanno parte i mercati over the counter che riguardano strumenti finanziari con elevato grado di
personalizzazione)

I mercati mobiliari: Il mercato mobiliare è la concentrazione delle negoziazioni, conclusioni ed


esecuzioni di contratti di compravendita di valori mobiliari e strumenti finanziari e della
conseguente formazione dei prezzi.

Tali operazioni sono disciplinate da una normativa più volte modificata e che prevede oggi che le
stesse siano svolte solo da S.p.A con determinati requisiti e che operino a seguito di autorizzazione
e stretta vigilanza di autorità pubbliche (CONSOB, Ministero del Tesoro e Banca d'Italia).

Le trading venues:

 Mercato regolamentato: Sistema ultilate ale he o se te o fa ilita l’i o t o sulla ase


di regole non discrezionali) di interessi multipli di acquisto e di vendita di terzi relativi a
strumenti finanziari, ammessi alla negoziazione conformemente alle regole del mercato
stesso, così da dare luogo a contratti. È gestito da una società di gestione del mercato, è
autorizzato e funziona
regolarmente

 Sistemi di negoziazione diversi dai mercati regolamentati: Circuiti di negoziazione


alternativi in cui possono essere scambiati titoli quotati e non quotati senza sottostare alle
regole di selezione degli emittenti e di determinazione dei prezzi tipi che dei mercati
regolamentati.
Multilateral trading facilities (MTF), luoghi di incontro fra molteplici proposte di acquisto e
di vendita perla conclusione di contratti. Possono essere gestiti da società di gestione dei
mercati regolamentati o da SIM o da banche.
Internalizzatori sistematici, Soggetto che in modo organizzato, frequente e sistematico
negozia per
conto proprio eseguendo gli ordini della clientela al di fuori di un mercato
regolamentato o di un MTF
INTERMEDIARI FINANZIARI
Gli intermediari finanziari invece, vengono classificati nel seguente modo:

 In base alla funzionalità: Quindi gli intermediari monetari o non monetari


 In base ai settori: Intermediari creditizi o assicurativi o mobiliari
 In base al profilo istituzionale: Intermediari bancari o non bancari

Gli intermediari finanziari possono essere suddivisi inoltre per canale diretto o canale indiretto.

INTERMEDIARI MOBILIARI

Quelli a canale diretto sono definiti intermediari mobiliari e offrono servizi di supporto agli
operatori finali relativi al mercato primario (collocamento di s.f.), al mercato secondario (trading) e
all’asset a age e t o sule za e gestio e di ptf

I se vizi di i te ediazio e o ilia e: “o o se vizi all’e issio e e al ollo a e to dei titoli sul
mercato primario e che ricercano la controparte la liquidità sul mercato secondario. Possono
a he esse e se vizi di o sule za e di gestio e dell’i vesti e to sui titoli

Gli intermediari mobiliari: Possono essere imprese di investimento come le società di


intermediazione mobiliare (SIM) e imprese di investimento comunitarie ed extracomunitarie.
Oppure possono essere società della gestione del risparmio (SGR)

Gli intermediari offrono una pluralità di servizi (se vizi d’i vesti e to o servizi di intermediazione
mobiliare di etti a fa ilita e l’a esso degli ope ato i ai mercati: attività, per loro natura, tipiche di
tutti i mercati aperti, primari e secondari

SIM: Costituite in forma azionaria, svolgono differenti attività finanziarie:


dealing, underwriting, brokerage, selling

Devono garantire ai clienti requisiti di adeguatezza, correttezza, trasparenza informativa ed una


gestione sana e prudente delle risorse a loro affidate

SGR: Società per azioni con sede legale in Italia, ed iscritte in un apposito albo tenuto presso la
Ba a d’Italia. Svolgono attività di gestione collettiva del risparmio:
Promozione, istituzione ed organizzazione dei FCI, Gestione del patrimonio degli organi di
investimento collettivo del risparmio (OICR), Servizi di gestione del ptf, fondi pensione e consulenza
finanziaria
Attività dell’i ter ediazio e o iliare:

Le attività dell’i te ediazio e o ilia e si o e t a o p i ipal e te ei se vizi di i vesti e to


e nei servizi di gestione collettiva del risparmio. Il primo caso è suddiviso nel seguente modo:

Negoziazione per conto proprio: “u o di e del lie te l’i te edia io gli ve de st u e ti


fi a zia i di sua p op ietà, ovve o li a uista dal lie te stesso. L’i te edia io esegue gli o di i
del cliente impegnando strumenti finanziari presenti nel suo portafoglio

Esecuzione di ordini per conto dei clienti: L’i te edia io i eve u o di e di a uisto o di
vendita dal suo cliente e scegliere in quale sede di negoziazione operare. L’i te edia io deve
pe segui e al eglio l’i te esse del lie te te e do o to del p ezzo del titolo, del costo di
ese uzio e dell’o di e e della apidità e p o a ilità di ese uzio e

Sottoscrizione e/o collocamento con o senza assunzione: Vengono offerti a terzi degli strumenti
fi a zia i t a ite u a o do t a l’i te edia io ollo ato e e l’offe e te. Questa offe ta ivolta a
u ’a pia e hia di pe so e a o dizio i di p ezzo sta da dizzate e di te po p edete i ate. Il
collocamento può esse e pu o ua do o ’ assu zio e a fe o e ea he di ga a zia e i
uesto aso l’i te edia io si li ita a solle ita e l’a uisto o la sottos izio e dei titoli t a ite la
rete di sportelli o di promotori finanziari. Ne o segue he a a i o dell’emittente rimangono i
rischi di mancato collocamento e la remunerazione è costituita dalla commissione di collocamento
o isu ata al o t ovalo e dei titoli ollo ati. “e i ve e vie e assu ta ga a zia, l’i te edia io si
impegna a sottoscrivere o acquista e solo la pa te dell’e issio e o ollo ata p esso gli
i vestito i. “e i fi e si t atta di u ollo a e to o assu zio e a fe o, l’i te edia io
sottos ive o a uista l’i te a e issio e pe ollo a la poi p esso gli i vestito i. I uest’ulti o
caso la remunerazione è costituita dalla differenza tra prezzo di sottoscrizione e presso di
collocamento

Gestione di portafogli: Questi servizi sono autorizzati ai sensi del Testo Unico della Finanza e
consistono nella gestione professionale del risparmio di singoli individui che intendono delegare in
modo parziale o totale le decisioni per quanto concerne i loro investimenti

Consulenza in materia di investimenti: Prestazione di raccomandazioni su misura per il cliente


(tranne nel caso che non sia diffusa tramite canali distributivi) riguardo a una o più operazioni
relative ad un determinato strumento finanziario

INTERMEDIARI CREDITIZI:

Gli intermediari creditizi invece sono a canale indiretto, ciò significa che intervengono con il
proprio bilancio per conciliare le esigente degli operatori finali, trasformano rischi e scadenze,
riducono il livello di aleatorietà delle operazioni finanziarie

Gli i te edia i editizi posso o esse e a a i he ha o o e attività tipi a l’ese izio


congiunto della concessione di prestiti, della raccolta di fondi, dalla produzione di proprie passività
(funzione monetaria). I rapporti finanziari sono nettamente separati, ma coordinati e amministrati
in via unitaria a pieno rischio della banca. Possono avere assetti societari-organizzativi:

Federali (capogruppo; banche-rete; società prodotto; società servizi), oppure Divisionali


(organizzato per segmenti di clientela)

Possono poi essere non bancari e sono accomunati dal divieto di raccolta di risparmio tra il
pubblico, svolgendo un attività specializzata, imperniata sulla concessione di particolari forme di
finanziamento. Esempi di questa categoria sono: le società di leasing, le società di factoring, le
società di credito al consumo. Essi non svolgono la funzione monetaria

Banca: La a a u ’azie da he svolge i o ti uazio e istituzio al e te e a p op io is hio


l’attività di i te ediazio e fi a zia ia e oga do isorse a titolo di credito utilizzando
prevalentemente risorse ottenute a titolo di debito da terzi e in parte minore a titolo di capitale. I
contratti stipulati con le banche solo altamente personalizzati perché fondati su informazioni
spe ifi he. L’attività di raccolta del risparmio da parte delle banche ha obbligo di restituzione sia
sotto forma di deposito che altra forma. Le banche effettuano quindi un esercizio congiunto tra
raccolta fondi e concessione di prestiti.

Una banca per essere operativa deve esse e auto izzata dalla Ba a d’Italia dopo ave ve ifi ato
delle determinate condizioni come un capitale sociale minimo, una forma giuridica e una
p ese tazio e del p og a a di attività e dell’atto ostitutivo.
La banca durante la raccolta delle risorse deve tenere conto della stabilità delle somme raccolte e
del costo della raccolta stessa.

La raccolta della banca può essere indiretta quando non rappresenta un debito per essa e vengono
quindi generate commissioni e provvigioni attive. È l’i sie e dei valori mobiliari, strumenti e
prodotti finanziari non emessi dalla banca, ricevuti in deposito a custodia, in amministrazione
(risparmio
a i ist ato o i o essio e o l’attività di gestio e di pat i o i o ilia i ispa io gestito .
Nella raccolta diretta invece vengono generati interessi passivi e rischi di liquidità e tasso di
interesse.
Le risorse finanziarie raccolte dalle banche vengono tramite intermediazione impiegate in prestiti,
titoli, partecipazioni e attività reali.

 Deposito bancario: Il deposito bancario o postale si costituisce con il versamento presso


una Banca/posta di una somma di denaro, a fronte del quale la banca assume una
posizione debitoria verso il depositante/investitore per le somme depositate. Le funzione
del deposito sono quelle di investimento e di servizio monetario. I depositi a risparmio si
costituiscono attraverso il deposito di una somma di denaro presso la banca/posta a fronte
dell’e issio e di u do u e to detto libretto di risparmio e che può essere nominativo a
firme congiunte o disgiunte oppure al portatore. I depositi possono essere a risparmio
vincolato o libero e in questo caso versamenti e prelievi possono essere effettuati senza
limiti di importo e in ogni momento.

 Conto corrente passivo: Il c/c passivo si costituisce attraverso il deposito di una somma in
banca/posta e la stipula di un contratto contenete le condizioni generali del rapporto con
l’e itte te. “ulla ase del o t atto la a a si i peg a a esegui e paga e ti e
riscossioni per conto del cliente.

INTERMEDIARI ASSICURATIVI

A h’esse pa ti del a ale di etto, le assi u azio i ve go o defi ite o e il contratto col quale
l’assicuratore, verso il paga e to di u premio, si obbliga a rivalere l’assicurato,e tro i li iti
convenuti, del danno ad esso prodotto da un sinistro (assicurazioni DANNI), ovvero a pagare un
capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita
umana (assicurazioni VITA). Le assicurazioni possono essere a danni per rischi riguardanti beni e
patrimoni, e t e a vita pe is hi igua da ti la vita u a a. L’i p esa di assi u azio e assu e,
mediante contratti di assicurazione le conseguenze economico-finanziarie dei rischi puri. Quindi
l’assi u azio e ua do si ve ifi a u eve to he o po ta o segue ze e onomico-finanziarie si
app esta a o seg a e i ezzi fi a zia i e essa i a op i e il si ist o. C’ da di e he o u ue
u is hio pu o può esse e gestito a he t a ite il ispa io, ovve o l’a u ulazio e dell’i te o
ammontare necessario per coprire i fabbisogni derivanti dal verificarsi di un evento sfavorevole.

Principio mutualistico: Le imprese di assicurazione gestiscono i rischi puri (assicurabili) in base al


principio mutualistico in relazione al quale gli eventi negativi (i rischi) che provocano la perdita di
u a situazio e goduta o l’i so ge e di u uovo isog o colpiscono solo alcuni dei soggetti
appartenenti a una determinata collettività omogenea. Secondo tale principio, il costo
complessivo degli accadimenti negativi viene ripartito fra tutti i partecipanti alla collettività stessa.
Direttamente:da una collettività di soggetti esposti al medesimo rischio (es. mutue assicuratrici)
Indirettamente:t a ite l’i te posizio e di u i te edia io he p evia a olta ex a te dei
contributi, si impegna a isa i e i lie ti delle o segue ze e o o i he dell’eve to assi u ato,
assumendosi il rischio che siano maggiori del previsto (es. assicurazioni organizzate in forma di spa
e con scopo di lucro)

Processo assicurativo: Le compagnie di assicurazione trasformano i rischi puri in capo ai propri


clienti in rischi speculativi, secondo una logica di collettivizzazione del rischio e poi, grazie a una
tecnica chiamata risk pooling, vengono gestiti in un unico portafoglio numerosi rischi individuali
omogenei e indipendenti, per i quali è possibile applicare la legge dei grandi numeri.

L’attività assi u ativa si fo da sull’assu zio e di u a se ie di ipotesi, le asi te i he, fo da e tali


pe defi i e l’a o ta e del p e io da i hiede e agli assi u ati. Posso o esserci ipotesi
statistiche nel caso dei rischi puri in cui occorre stimare il costo medio di ciascun sinistro e la
f e ue za di a adi e to pe al ola e l’o e e totale del isa i e to da i da ipa ti e sulla
pluralità di assicurati, ipotesi demografiche quando si tratta di prevedere la probabilità di
sopravvivenza o di morte degli individui ad una certa data ed ipotesi finanziarie che riguardano il
rendimento della attività in cui saranno investiti i premi incassati anticipatamente. Il premio puro,
ossia il premio che si dovrebbe pagare oggi e che equivale al risarcimento futuro per il danno
subito, nei rami danni si calcola come valore medio atteso. E(X) =E(frequenza) * E(gravità)
Le assicurazioni e i prodotti danni: Il contraente paga un premio e l’i p esa di assi u azio e si
i peg a a ei teg a e il pat i o io dell’assi u ato el aso si ve ifi hi il si ist o p evisto dal
contratto. Si distinguono diverse tipologie di prodotti danni a seconda dei rischi a cui si riferiscono:
-rischi attinenti alle persone (infortuni, malattia,
rimborso spese mediche)
-rischi attinenti ai beni (incendio, furto, crediti,
assistenza, etc.)
-rischi attinenti al patrimonio (responsabilità civile)

Le assicurazioni e prodotti vita: Coprono il rischio demografico, che si articola in rischio di


premorienza (garantire un reddito futuro ai familiari o altri; e in rischio di sopravvivenza (garantirsi
u eddito al te i e dell’attività lavo ativa
Le assicurazioni vita consentono di proteggere assicurati e beneficiari dai rischi legati ad eventi
attinenti alla vita umana. I prodotti sono classificati in 6 rami
Ramo I:assicurazioni sulla durata della vita umana
Ramo II:assicurazioni di nuzialità e di natalità
Ramo III:assicurazioni, di cui ai rami I e II, le cui prestazioni principali sono direttamente collegate
al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni ovvero a
indici o ad altri valori di riferimento
Ramo IV:assicurazione malattia e assicurazione contro il rischio di non autosufficienza che siano
garantite mediante contratti di lunga durata, non rescindibili, per il rischio di invalidità grave
dovuta a malattia o a infortunio o a longevità
Ramo V:operazioni di capitalizzazione
Ramo VI:operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di
morte, in caso di vita o in caso di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa
E’ possi ile divide e i p odotti assi u ativi vita i ase al fatto he il e di e to sia più o e o
indicizzato a parametri il cui valore non è noto al momento della sottoscrizione del contratto. Tali
prodotti, quindi, non si distinguono per la natura del rischio coperto, ma per le modalità di
determinazione della prestazione dovuta. I prodotti del primo ramo sono prodotti di puro rischio
dove l’a o ta e della p estazio e p efissato e ivaluta ili, ovve o he l’a o ta e della
prestazione tiene conto anche del rendimento derivante dalla gestione finanziaria dei premi. I
prodotti di Ramo III coprono gli stessi rischi dei prodotti di ramo I, ma presentano una
fondamentale differenza: le prestazioni a scadenza dipendono dai parametri di riferimento ai quali
la polizza è legata. Per questo motiva si parla di polizze linked.
Di solito le polizze unit linked, al contrario delle polizze rivalutabili, non garantiscono un
rendimento minimo; tuttavia lacompagnia può decidere di assumersi o meno parte del rischio
fi a zia io legato all’a da e to del fo do. “i disti guo o i polizze pu e, i ui il is hio
total e te a a i o dell’assicurato che non solo non ha un rendimento garantito, ma può anche
perdere progressivamente il capitale versato; in polizze parzialmente garantite in cui la compagnia
garantisce una prestazione minima e in polizze totalmente garantite dove la compagnia garantisce
la estituzio e dell’i te o apitale ve sato.
Il funzionamento delle polizze index linked è del tutto simile a quello delle unit linked, sia per
quanto riguarda la separazione tra componente attuariale e finanziaria che per quanto concerne la
dete i azio e delle p estazio i. L’u i a diffe e za he o si fa ife i e to a uote di u fo do
o u e d’i vesti e to, a ad u ità di o to elative a pa a et i di e ato, pu li a e te
rilevabili. In generale i prodotti linked hanno una componente finanziaria molto forte rispetto alla
finalità previdenziale. Tali polizze, insieme a quelle di capitalizzazione, sono state inserite nella
nozione di prodotto finanziario ai sensi del TUF, con tutte le conseguenze del caso in materia di
offerta al pubblico e fuori sede.

I fondi pensione: Sono istituzioni autonome che, per mezzo di un contratto stipulato su base
collettiva, accumulano i contributi dei lavoratori ed eventualmente dei datori di lavoro di una o più
imprese, al fine di erogarne il montante in forma di rendite vitalizie o di capitale nel periodo post-
lavorativo.
Possono essere a contribuzione definita: prevedono versamenti periodici del

lavoratore dipendente (e del suo datore di lavoro) il cui importo è prestabilito (di solito una
percentuale dello stipendio). Le risorse raccolte sono investite e, una volta raggiunta l'età della
pensione, il capitale maturato viene erogato sotto forma di rendita periodica
vitalizia, la cui entità dipende dai risultati degli investimenti.
Oppure possono essere a prestazio e defi ita: vie e sta ilita l’e tità della p estazio e
pensionistica (rendita predeterminata.
I fondi pensione non possono amministrare direttamente le risorse raccolte: la gestione può
essere affidata ad investitoriistituzionali specializzati incaricati: banche, SIM, SGR e compagnie di
assicurazione.
I fo di pe sio i posso o esse e ape ti e ui di posso o esse e s elti da u ’azie da ualo a o sia
conveniente la costituzione di un fondo chiudo o possono accedervi lavoratori subordinati e liberi
professionisti che non possono o non vogliono iscriversi ad un onfo chiuso di categoria; sono
quindi istituiti da soggetti abilitati alla gestione delle risorse raccolte. Oppure possono essere fondi
chiusi che comportano alti costi di avviamento e vengono spesso istituiti quando è garantita
u ’alt a adesio e. Quelli hiusi so o istituiti g azie alla o t attazio e ollettiva p o ossa da
imprenditori, lavoratori, sindacati e associazioni di categoria.
La vigilanza sui Fondi Pensione è affidata alla COVIP (Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione)
ed è finalizzata al perseguimento di una corretta e trasparente amministrazione e gestione dei
fondi pensione per la funzionalità del sistema di previdenza complementare

Risparmio gestito:Attività di intermediazione finanziaria finalizzata alla gestione per conto terzi del
risparmio, realizzando una combinazione di attività (portafoglio) e ottimizzando la combinazione
rischio-rendimento secondo il mandato ricevuto.

INVESTITORI ISTITUZIONALI

Sono intermediari finanziari abilitati a investire il patrimonio per conto di numerose unità in
surplus. Essi sono : OICR (Fondi comuni di investimento aperti e chiusi e sicav), fondi immobiliari,
fondi pensione, compagnie di assicurazioni (ramo vita). Essi sono classificati in base a:
OICR: Possono essere:

 Fondi comuni mobiliari aperti:

Promossi da SGR che impiegano risorse dei partecipanti

I partecipanti possiedono quote di ugual valore ed diritti

Il patrimonio del fondo è custodito dalla banca depositaria

 Fondi comuni mobiliari chiusi:

Non prevedono la possibilità di sottoscrivere e riscattare quote in qualsiasi


momento

Consentono il rimborso di quote solo a scadenza determinate (medio-lungo


periodo)

Fondi comuni di investimento: Un fondo comune di investimento è un organismo che, attraverso


il
collocamento di apposite quote di partecipazione, raccoglie capitali di una moltitudine di
risparmiatori che ritengono di avere obiettivi comuni in termini di rendimento e rischio e li
gestisce collettivamente (attraverso la SGR) investendoli in beni di varia natura (strumenti
finanziari, crediti,beni immobili). Il fondo comune di investimento è un patrimonio autonomo,
suddiviso in quote di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte.
Per gestione in monte si intende la gestione standardizzata e indifferenziata delle disponibilità
finanziarie conferite da più risparmiatori, basata su una presunta omogeneità dei loro obiettivi di
i vesti e to, he giustifi a l’assi ilazio e delle iso se stesse a un patrimonio unico o a una
massa comune da gestire.
Il patrimonio, autonomo sia da quello della società di gestione sia da quello dei partecipanti, è
privo di personalità giuridica ed è suddiviso in quote. I partecipanti non sono titolari dei beni nei
quali viene investito il patrimonio, bensì delle quote in cui lo stesso viene frazionato: non vantano
un diritto di proprietà, ma un diritto di credito , ovvero il diritto alla liquidazione della propria
quota parte. La gestione del fondo avviene su base collettiva per conto dei partecipanti, ossia a
loro rischio.
Il valore delle quote viene determinato dalla società di gestione dividendo il Net Asset Value
(NAV) del fondo (dato dalla somma dei titoli in portafoglio moltiplicata per i rispettivi prezzi,
maggiorata delle
disponibilità liquide, al netto delle passività) per il numero delle quote in circolazione.
I fondi vengono suddivisi in 5 categorie: azionari, obbligazionari,bilanciati, flessibili e monetari (ex
liquidità).

L’attività di gestio e promossa dalla società di gestione è sottoposta ad alcuni


vincoli di carattere normativo-istituzionale:
 La predisposizione da parte di Assogestioni di una classificazione ufficiale dei fondi comuni
di investimento.
 L’o ligo pe la “GR di espli itazio e per ciascun fondo di un benchmark, il quale ha una
funzione Ex-ante che aiuta il risparmiatore a comprendere meglio il profilo di rischio e le
opportunità di rendimento del mercato in cui investe il fondo; e una funzione Ex-post che
agevola la valutazione della ualità dell’attività di gestio e, ossia la apa ità del gesto e di
costruire e gestire un portafoglio efficiente rispetto al benchmark.
 I beni oggetto di investimento.
 I vi oli all’attività di i vesti e to.

Gli intermediari di partecipazione: “volgo o istituzio al e te u ’attività di i vesti e to el


apitale di is hio delle i p ese. Olt e a uesto tipo di attività, off o o u ’a pia ga a di se vizi
per cui spesso si affiancano agli intermediari mobiliari. Si distinguono in base alla finalità
dell’i vesti e to he può ife i si a holdi g fi a zia ie o so ietà di i te ediazio e fi a zia ia i
senso stretto.

I RISCHI DELL’INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA


La classificazione sistemica dei rischi:
Gli intermediari finanziari, in quanto imprese, sono ca atte izzati da tutti i is hi tipi i dell’i p esa;
ed in particolare, la circostanza che nel medio periodo i ricavi non coprano i costi, generando la
corretta remunerazione degli azionisti e il free cash flow opportuni per il sostegno delle future
strategie di impresa (innovazione, ricerca, cambiamento diversificazione). Perciò il rischio
dell’i te edia io si esp i e o giu ta e te ell’eve tualità dell’i suffi ie za dell’e uili io
e o o i o e dell’e uili io fi a zia io, o ulti ativo i patto sul valo e patrimoniale
Innanzitutto è importante chiarire che ogni rischio specifico è caratteristico di una certa funzione o
attività di intermediazione.
I is hi spe ifi i e a atte isti i dell’i te ediazio e fi a zia ia io o uelli ge e i i, o u i a
qualsiasi impresa) sono:
1) Il rischio di insolvenza della controparte, che si configura nella possibilità che la controparte
contrattuale si riveli insolvente
2) Il rischio di mercato, che identifica la possibilità che le variazioni dei prezzi di mercato (prezzi
delle attività finanziarie, tassi di interesse e di cambio) influiscano sul risultato reddituale della
gestione
Il is hio ope ativo, he si ife is e p evale te e te all’eve tualità he la o plessiva e
complessa organizzazione aziendale presenti delle disfunzioni o subisca dei danni
Il is hio di va iazio e del livello ge e ale dei p ezzi, he ide tifi a la possi ilità he l’i flazio e
influisca sulla redditività della gestione

LA POLITICA MONETARIA

La Politica monetaria rientra nel sistema di st u e ti di gove o dell’e o o ia ave ti o e


obiettivo:

1) Crescita economica (Sviluppo – Crescita del reddito)


2) Occupazione
3) Livello dei prezzi (Stabilità dei prezzi)
E uili io dei o ti o l’este o

La Politica monetaria consiste in via prevalente nella regolazione della quantità di moneta e del
livello dei tassi di interesse

L’offe ta di o eta o o pleta e te o t ollata dalla Ba a Ce t ale, poi h ei siste i


economici esistono diversi intermediari finanziari fra cui le banche che ricevono fondi da individui
e imprese (deposito di contanti) e concedono prestiti o acquistano e vendono titoli. L’attività delle
a he i flue za l’offe ta di o eta.

Strumenti della politica monetaria:


Gli strumenti della politica monetaria per essere efficaci devono possedere i seguenti requisiti:

1. essere sotto il controllo diretto (manovrabilità) delle Autorità monetarie


2. avere una relazione causale con gli obiettivi perseguiti
3. manifestare prevedibilità e stabilità della relazione
4. essere misurabili e controllabili periodicamente
5. Strumenti di natura amministrativa o di controllo diretto vs Strumenti negoziali o di controllo
indiretto
Gli strumenti della Banca Centrale sono tre:

 base monetaria
 coefficiente di riserva obbligatoria
 tasso di interesse di riferimento

1) Base monetaria

 La Ba a Ce t ale può agi e sull’e uili io di eve pe iodo va ia do la ase o eta ia H

 E’ il e a is o des itto fi o a uesto o e to


S
 H M  i  Y

 Passa tramite il moltiplicatore della moneta per cui gli effetti dipendono anche dal
comportamento di famiglie, imprese e banche

2) Coefficiente di riserva obbligatoria

 Il moltiplicatore della moneta contiene il coefficiente di riserva q


 Tale coefficiente dipende dal coefficiente di riserva obbligatoria fissato dalla Banca
Centrale
 q 
 Se la Banca Centrale riduce il coefficiente di riserva obbligatoria  moltiplicatore 
MS  i  Y
 L’effetto dipe de a he dal o po ta e to delle a he
 E’ possi ile he  le riserve obbligatorie ma le banche  le riserve libere  q invariato

3) Tasso di interesse di riferimento

 U odo alte ativo di agi e sull’e uili io di eve pe iodo uello di odifi a e il tasso
di interesse di riferimento iR

 iR - tasso relativo al rifinanziamento delle banche (tasso a brevissimo termine)

Concludendo, la Banca Centrale ha tre strumenti: base monetaria, coefficiente di riserva e


tasso di riferimento. Cias u o dei t e st u e ti pe ette di agi e sull’e uili io di eve
periodo. Gli effetti ottenuti sono influenzati dai comportamenti degli individui e degli
intermediari finanziari. Poiché i comportamenti possono cambiare nel tempo gli effetti
sono previsti con un certo margine di errore; per tale ragione la scelta di quale strumento
utilizzare dipende dalla maggiore o minore stabilità degli effetti ottenuti
LE OPERAZIONI DI POLITICA MONETARIA:

• Operazioni di mercato aperto quindi acquisti o vendite di titoli in contropartita di intermediari


finanziari temporanee (pronti contro termine) o definitive
• Operazioni su iniziativa delle controparti (standing facilities), quindi rifinanziamenti contro
prestazione di adeguate garanzie e depositi
• Riserva obbligatoria

Operazioni di mercato aperto:

1. Operazioni di rifinanziamento principale: aste standard a tasso fisso o


variabile con un tasso minimo di offerta (tasso sulle operazioni di
rifinanziamento principale) che funge da segnale al mercato
dell’o ie ta e to della politi a o eta ia; ha o s ade za a setti a a e
vengono effettuate regolarmente con frequenza settimanale
• Forniscono la maggior parte del rifinanziamento al settore finanziario
• Determinano le condizioni di liquidità del mercato
• “eg ala o l’o ie ta e to della politi a o eta ia el eve pe iodo
(tasso policy)
• Fungono da guida ai tassi di mercato monetario (tasso overnight)

2. Operazioni di rifinanziamento a più lungo termine: aste standard a


tasso variabile di tipo americano; hanno scadenza a tre mesi e vengono
effettuate regolarmente con frequenza mensile:
• Rapp ese ta o u a uota li itata dell’a o ta e o plessivo del
rifinanziamento erogato al sistema finanziario
• No so o utilizzate dall’Eu osiste a pe seg ala e l’o ie ta e to della
politica monetaria

3. Operazioni di fine tuning: Servono a regolare la liquidità del mercato in


modo da ridurre l’i patto sui tassi di i te esse di fluttuazio i impreviste della stessa:
• Possono assumere la forma di operazioni di immissione o di
assorbimento di liquidità
• Non hanno frequenza e scadenza regolari
• Possono assumere la forma contrattuale di operazioni
temporanee, swap in valuta e raccolta di depositi a tempo
determinato

4. Operazioni di tipo strutturale: la loro funzione consiste nel regolare la posizione


strutturale di liquidità dell’Eu osiste a ei o f o ti del siste a a a io
(ammontare di liquidità a lungo termine presente nel mercato)
• Non sono svolte secondo un calendario standard
• Possono essere operazioni temporanee di rifinanziamento,
emissione di certificati di debito, acquisti e vendite definitivi di titoli
• Possono essere attivate sulla base di diverse procedure
Le operazioni su iniziativa delle controparti:

Tramite le operazioni su iniziativa delle controparti l’Eu osiste a immette o assorbe liquidità su
base overnight (1 giorno) a fronte delle richieste provenienti dalle controparti autorizzate. Le
operazioni su iniziativa delle controparti svolgono inoltre una funzionesegnaletica, segnalando
l’o ie ta e to della politi a o eta ia u i a el medio termine: modello del corridoio

1. Operazioni di rifinanziamento marginale (Contratti overnight di


acquisto a pronti con patto di vendita a termine, prestiti overnight
garantiti): utilizzate dalla banche per ottenere liquidità overnight a
fronte di attività idonee
• Il tasso applicato (tasso di rifinanziamento marginale) rappresenta il
limite superiore dei tassi interbancari overnight

2. Depositi overnight: fonte di impiego alternativa


• Il tasso applicato (tasso di deposito overnight) rappresenta il limite
inferiore dei tassi di mercato overnight

IL NUOVO MODELLO DI VIGILANZA

L'attività di vigilanza della Banca d'Italia avviene secondo uno schema unitario predefinito che è il
processo di revisione e valutazione prudenziale (Srep). L'obiettivo è quello di accertare che le
banche e gli intermediari finanziari si dotino di presìdi di natura patrimoniale e organizzativa
appropriati rispetto ai rischi assunti, assicurando il complessivo equilibrio gestionale.

Il nuovo processo di controllo prudenziale si articola nelle seguenti parti:

1. Il p o esso i te o di dete i azio e dell’adeguatezza pat i o iale (ICAAP)


2. Il p o esso di evisio e e valutazio e p ude ziale “REP he di o pete za dell’Auto ità
di vigila za, la uale iesa i a l’ICAAP, fo ula u giudizio o plessivo sulla a a e attiva
misure correttive dove necessario

ICAAP: Co la o u i azio e ICAAP le a he illust a o alla Ba a d’Italia:


•le caratteristiche fondamentali del processo posto in atto (nuova «cultura» gestionale)
•l’esposizio e ai is hi e la dete i azio e del capitale ritenuto adeguato a fronteggiarli
•u ’autovalutazio e dell’ICAAP he i dividua le a ee di iglio a e to, le eve tuali a e ze del
processo e le azioni correttive che le banche intendono predisporre per eliminare le carenze
riscontrate.
Le fasi dell’ICAAP so o:

1)Individuazione dei rischi rilevanti


2) Misurazione, per i rischi cosiddetti quantitativi, e valutazione, per i rischi cosiddetti qualitativi,
dei singoli rischi e del relativo capitale interno (quello necessario per coprire le perdite eccedenti il
livello minimo stimato)
3) Misurazione del capitale interno complessivo
4) Determinazione del capitale complessivo e riconciliazione con il patrimonio di vigilanza

In particolare, le banche devono determinare, con cadenza annuale, il capitale interno


complessivo ed il capitale complessivo (nelle accezioni sopra specificate) con riferimento:
• alla fi e dell’ulti o ese izio hiuso / a o p e ede te
• i via p ospetti a alla fi e dell’ese izio i o so / a o o e te , tenendo conto della
p evedi ile evoluzio e dei is hi e dell’ope atività Il al olo p ospetti o ife ito all’ese izio i
corso deve essere coerente con il piano strategico aziendale pluriennale. Inoltre, nella
pianificazione annuale devono anche definirsi le azioni correttive da intraprendere nel caso di
errori o di scostamenti dalle stime.

Oltre alla misurazione/valutazione dei rischi e del capitale interno assorbito da ciascun rischio, le
banche devono anche realizzare delle prove per verificare meglio la loro esposizione ai rischi,
l’effi a ia dei siste i di o t ollo e di atte uazio e, o h l’adeguatezza del apitale i te o: tali
prove prendono il nome di stress test = tecniche quantitative e qualitative con le quali le banche
valutano la propria vulnerabilità ad eventi eccezionali ma plausibili .

SREP: Avviato da parte della banca il sistema di controllo prudenziale dei suoi rischi e comunicato
il tutto alla Ba a d’Italia, to a a uest’ulti a valuta e l’adeguatezza, ispetto ai is hi di hia ati,
dei presidi di natura patrimoniale ed organizzativa posti in essere.
Per la suddetta valutazio e l’O ga o di vigila za utilizza u Sistema di analisi aziendale

Il Sistema di analisi aziendale usa 2 tipi di controlli per raccogliere informazioni:


1.controlli a distanza, distinguibili ulteriormente in - segnalazioni di vigilanza - bilancio aziendale -
ICAAP - documentazione presentata a vario titolo
2.le tradizionali verifiche ispettive, he p evedo o l’a esso di etto ella a a di fu zio a i della
Vigilanza I principi metodologici del Sistema di valutazione sono la sua flessibilità (perché tiene
conto anche di informazioni non elaborabili in automatico), il confronto interaziendale, reso
possi ile dall’appli azio e della logi a o pa ativa, e la t a ia ilità dei dati e dei isultati.

Il Sistema adotta dei modelli di analisi per supportare la verifica di tutti i dati disponibili, i quali
indagano, nello specifico, 5 profili principali (sistema Pat.R.O.L.):

1. Valutare la capacità reddituale della banca


2. A alizza e l’assetto o ga izzativo della a a
3. Valutare le capacità del patrimoni aziendale di fronteggiare le perdite inattese nello
svolgi e to dell’attività a a ia
4. La liquidità in termini di requisito patrimoniale
5. La rischiosità creditizia, in particolare nel rischio di credito, in cui vengono analizzati la
qualità del credito e la concentrazione del portafoglio prestiti, nel rischio di mercato, nei
rischi operativi, di liquidità etc..
Nuove disposizioni del 2013:
Sono state aggiornate le disposizioni di vigilanza prudenziale perle banche in materia di sistema
dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa. Le nuove norme sul sistema dei
controlli interni (risk management, compliance e internal audit) enfatizzano il ruolo degli organi
aziendali, sui quali ricade la responsabilità primaria della definizione di un sistema dei controlli
interni completo, funzionale e affidabile.
A prescindere dalle strutture dove sono collocate, si possono individuare le seguenti tipologie di
controllo:

1.controlli di linea (c.d. controlli di primo livello ), diretti ad assicurare il corretto svolgimento
delle operazioni. Essi sono effettuati dalle stesse strutture operative (ad es., controlli di tipo
gerarchico, sistematici e a campione), anche attraverso unità dedicate esclusivamente a compiti di
cont ollo he ipo ta o ai espo sa ili delle st uttu e ope ative, ovve o eseguiti ell’a ito del
back office; per quanto possibile, essi sono incorporati nelle procedure informatiche.

2.controlli sui rischi e sulla conformità (c.d. controlli di secondo livello ), he ha o l’o iettivo di
assi u a e, t a l’alt o: a la o etta attuazio e del p o esso di gestio e dei is hi; il ispetto dei
li iti ope ativi asseg ati alle va ie fu zio i; la o fo ità dell’ope atività azie dale alle o e,
incluse quelle di autoregolamentazione.

3.revisione interna (c.d. controlli di terzo livello ), volta a individuare violazioni delle procedure e
della egola e tazio e o h a valuta e pe iodi a e te la o pletezza, l’adeguatezza, la
funzionalità (in termini di effi ie za ed effi a ia e l’affida ilità del siste a dei o t olli i te i e
del sistema informativo (ICT audit , o ade za p efissata i elazio e alla atu a e all’i te sità
dei rischi.
LE NUOVE REGOLE DEL COMITATO DI BASILEA

Il comitato di Basilea è un organismo istituito nel 1974. È formato dai rappresentanti delle banche
centrali e delle autorità di vigilanza dei paesi del G- e o l’UE + “vizze a, “pag a,
Lussemburgo, Olanda, HongKong, Svezia, Singapore. Esso si riunisce presso la Banca dei
regolamenti internazionali a Basilea, non ha potere normativo e le sue decisioni non hanno valore
cogente. Il Comitato formula linee guida in materia di vigilanza e le sue proposte devono essere
e epite dagli o ga i p eposti all’i te no dei vari paesi.

Limiti di Basilea 1:

1. Scarsa differenziazione del rischio tra le classi di ponderazione; mancata considerazione del
diverso merito creditizio delle imprese private (coefficiente pari al 100%)(possibilità di
arbitraggio regolamentare)
2. Mancata considerazione del legame tra vita residua e rischio di credito delle esposizioni;
3. Mancata considerazione dei benefici in termini di riduzione del rischio mediante la
diversificazione;
4. Limitata considerazione delle tecniche di mitigazione del rischio

Basilea 2 (2004):

Obiettivi:
1. Lega e più i te so t a i e uisiti pat i o iali e il eale is hio dell’attivo della a a;
2. Avvicinare i criteri di misurazione regolamentari a quelli utilizzati internamente dalle
banche
3. Disciplinare più puntualmente il ruolo ed i compiti delle autorità di vigilanza e del mercato
per garantire maggiore stabilità al sistema bancario
4. Uniformare le condizioni competitive delle banche dei diversi paesi (levelling the playing
field)
Novità introdotte:
-Struttura su tre pilastri:
1. Requisiti patrimoniali minimi: Possibilità per le banche di utilizzare i rating interni,rischio
operativo
2. Processo di controllo prudenziale
3. Disciplina di mercato

Basilea 3 (2009):
Obiettivi :
1.Calibrazione del peso di alcuni rischi e quindi del patrimonio (rischi di mercato e di controparte
ampiamente sottostimati in Basilea 2
2.Miglioramenti della qualità delle componenti del patrimonio (strumenti ibridi è prossimi a debiti
che a capitale)
3.Rischio di liquidità
4.Leva finanziari
DEFINIZIONI

FACTORING

Legge n.52/1992: contratto che prevede la cessione di crediti commerciali non ancora scaduti ad un
intermediario, che li gestisce fino all'avvenuta riscossione, garantendo talvolta il buon fine degli stessi.
Può essere anche previsto l'anticipo di una parte dei crediti prima della riscossione.

REQUISITI DI LEGGE:

1. il cedente deve essere un imprenditore 2. i crediti devono essere inerenti all'esercizio d'impresa 3.il
cessionario deve essere una banca o un intermediario finanziario il cui oggetto sociale prevede
esplicitamente l'esercizio dell'attività di acquisto di crediti.

SERVIZI OTTENIBILI CON IL FACTORING

1.Amministrazione e gestione dei crediti; 2. assunzione,da parte dell'intermediario, del rischio di


insolvenza dei debitori ceduti; 3. FINANZIAMENTO, sulla base del valore dei crediti ceduti

->L'operazione può essere PRO SOLUTO(il rischio è della società) o PRO SOLVENDO ( il rischio è del
cliente nel caso il debitore non pagasse).

TIPI DI FACTORING

. CASHING RECEIVABLES: vero e proprio finanziamento per smobilizzo dell'attivo circolante,in


percentuale prossima al 70-80% del controvalore dei crediti presentati

.MATURITY FACTORING: gli importi vengono accreditati al valore nominale alla scadenza

In entrambi i casi negoziazione sia pro soluto che pro solvendo: La differenza rispetto alle operazioni di
sconto e di s.b.f. si rinviene nella qualità del portafoglio: requisiti di scadenza e taglio meno stringenti.

-ELEMENTO DI COSTO

. commissione di factoring; . tasso di interesse; .spese accessorie:istruttoria,tenuta conto, plafond di


garanzia,incasso.

RACCOLTA BANCARIA

**Una prima classificazione è tra raccolta diretta e indiretta:

- la raccolta diretta indica la quantità di risorse finanziarie raccolte attraverso l'emissione da parte della
banca di proprie passività, cioè quelle per le quali essa assume un obbligo di restituizione ( viene anche
chiamata raccolta "sopra la linea" riferendosi alla sua collocazione nello stato patrimoniale), il guadagno
si realizza attraverso l'intermediazione dei tassi.
-la raccolta indiretta invece riguarda tutte le forme di raccolta realizzate attraverso la negoziazione di
passività(es titoli) emesse da unità economiche diverse, in questo secondo caso il guadagno è costituito
dalle commissioni di negoziazione e dalle spese per custodia e amministrazione.

**Una seconda classificazione può essere fatta in base alla scadenza,distinguendo tra:

-raccolta a breve termine: scadenza delle passività e diritto alla restituzione entro 18 mesi.

-raccolta a medio termine: scadenza tra 18 e 5 anni.

-raccolta a lungo termine:scadenza oltre i 5 anni.

**Si può inoltre distinguere tra:

-depositi monetari(a vista):sono i c/c e si caratterizzano per la peculiarità di essere accettati come mezzi
di pagamento equivalenti al contante.

-depositi non monetari(a tempo): non godono sempre della facoltà di essere accettati come mezzi di
pagamento ma solitamente sono trasferibili in moneta.

** altre distinzioni fanno riferimento:

-alla natura della controparte: si distingue tra operazioni con la clientela ordinaria e quelle effettuate in
contropartita con le istituzioni creditizie.

-al tipo di valuta di denominazione: è possibile raccogliere risorse finanziarie in valuta diversa da quella
comunitaria.

-al prezzo della raccolta: si racdistingue tra colta a tasso fisso e raccolta a tasso variabile, sono possibili
anche combinazioni di tali remunerazioni.

OBBLIGAZIONI

E' opportuno distinguere tra:

*obbligazioni non convertibili o convertibili in titoli di altre società: la loro emissione è deliberata
all'organo amministrativo e sono "svincolate" dalle disposizioni civilistiche che tutelano i soci e gli
obbligazionisti;

*obbligazioni convertibili in azioni proprie a cui si applicano le norme del codice civile.

le obbligazioni emesse dalla banca sono titoli di credito destinati alla raccolta di risparmio a medio e a
lungo termine(devono avere durata minima di 36 mesi oppure durata media di 24 mesi); sono titoli di
massa, vengono rimborsate a scadenza o secondo un piano di ammortamento. le obbligazioni devono
indicare: la denominazione, l'oggetto, il capitale sociale e la sede della banca; l'ammontare complessivo
emesso,il valore nominale di ciascuna, il saggio di interesse e il modo di pagamento/rimborso;le eventuali
garanzie da cui sono assistite. Di norma il taglio minimo delle emissioni non deve essere inferiore a
10.000euro, tuttavia è consentito l'utilizzo di un taglio minimo pari o superiore a 1000 euro per le
emissioni di importo non inferiore a 150 milioni di euro ovvero per quelle effettuate da banche con un
patrimonio di vigilanza non inferiore a 25 milioni, con i bilanci degli ultimi tre esercizi in utile e con
l'ultimo bilancio certificato.

Nel 2005 sono state introdotte le obbligazioni bancarie garantite da specifiche attività(covered bonds); è
quindi concesso alle banche italiane fare ricorso a tale strumento con l'obbiettivo di offrire agli investitori
titoli a basso profilo di rischio, fortemente standardizzati e a elevata liquidità; l'elemento distintivo di tali
obbligazioni è rappresentato dal fatto che il loro rimborso è assicurato, in caso di fallimento della banca
emittente,dalla possibilità di rivelarsi su attività di elevata qualità appositamente segregate.

IL RUOLO DELLE GARANZIE

Art 2740 cc " il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e
futuri".

IL patrimonio del debitore rappresenta la garanzia generale e naturale per la banca per ogni operazione,
infatti la banca può espropriare i beni con una sentenza giudiziaria secondo procedure civili.

Il creditore(la banca), pur essendo garantito dal patrimonio del debitore, è assogettato da un duplice
rischio;

--> . il patrimonio potrebbe essere insufficiente, la banca potrebbe aver concesso un finanziamento
troppo grande o il debitore potrebbe avere molti debiti e il suo patrimonio potrebbe essere non
sufficiente a soddisfare i suoi creditori. ecc... .

oppure

-->. Il debitore dispondendo dei beni del suo patrimonio, potrebbe farli scomparire diminuendo il
patrimonio stesso(diminuendo la generica garanzia patrimoniale)

GARANZIE PERSONALI: o sisto o ell’assu zio e di u o ligo pe sonale di un terzo


soggetto(garante)e funzionano come allargamento della responsabilità patrimoniale e sono:

-fideiussione,f.omnibus,lettera di patronage,contratto autonomo di garanzia.

GARANZIE REALI: si applicano su un bene e agiscono sulla possibilità che ha il debitore di disporre del
bene, inoltre danno al creditore il diritto di prelazione. Sono:

pegno, p.omnibus,p.rotativo,ipoteca.

Dunque il ruolo delle garanzie risiede nel fatto che la banca deve ridurre al minimo la probabilità che un
rapporto si deteriori ma allo stesso tempo deve stimare il presumibile grado di recupero delle somme
erogate in tale evenienza negativa. Il grado di recupero del credito dipende dal valore dei beni
patrimoniali su cui il creditore può valersi. Più problematico è stabilire se le garanzie possono avere un
ruolo ex ante migliorando il rapporto e riducendo le asimmetrie informative tra le controparti, da notare
che:

- se il debitore offre delle garanzie teoricamente significa che anche lui stesso ha fiducia sui progetti
finanziati quindi si dovrebbe ridurre la selezione avversa; ma nella pratica ciò non avviene in quanto le
garanzie vengono richieste specialmente ai soggetti ad alto rischio.

-le garanzie potrebbero ridurre anche l'azzardo morale del debitore che una volta ricevuto il
finanziamento potrebbe aumentare il suo profilo di rischio considerando che rischia di perdere risorse
non sue.

Un ampio ricorso alle garanzie ha degli effetti collaterali: --- penalizza progetti di investimento innovativi
e che si basano ampiamente su risorse immateriali.-- -il creditore(banca) potrebbe valutare con
leggerezza la capacità del reddito del finanziato,partendo dal presupposto che in caso di insolvenza può
sfruttare la garanzia; ciò rende difficile i rapporti di lungo periodo banca-cliente.

FIDEIUSSIONE

E' lo strumento attraverso il quale un garante garantisce un'obbligazione altrui obbligandosi


personalmente nei confronti del creditore; è efficace anche se il debitore non è a conoscenza di questo
contratto fra garante e creditore; cioè è un rapporto obbligatorio tra garante e creditore, l importante è
che la volontà di prestare fideiussione sia espressa.

L’o ligazio e del fideiusso e u ’o ligazio e a esso ia della p i ipale t a de ito e e edito e. ui di
solo se la p i ipale valida l’a esso ia valida.

Garante e debitore sono responsabili in solido, può però essere previsto il beneficio di preventiva
escussione cioè che il fideiussore sia obbligato a pagare solo dopo l'escssione del debitore principale.

Il fideiussore che paga il debito garantito si sostituisce nei diritti che il creditore aveva nei confronti del
debitore, comunque il fideiussore può esercitare la funzione di regresso con specifica azione nei
confronti del debitore.

con il contratto di fideiussione un terzo aggiunge la sua responsabilità a quella del debitore garantendo
l'adempimento della obbligazione; in tal modo la posizione del creditore si rafforza perché avrà, in
pratica, due debitori al posto di uno.

MUTUO

Mutuo art 1813 cc: il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all'altra una determinata
quantità di denaro o di altre cose fungibili,e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa
specie e qualità.

In questo contratto c'è il passaggio di propietà delle cose date in mutuo,è considerato mutuo il prestito a
medio/lungo termine, cioè dai 12 mesi in su, generalmente viene fatto per investimenti a fecondità
ripetuta per le aziende,mentre per le famiglie in investimenti immobiliari. La banca nel chiedere la
estituazio e dei soldi i pe iodi s aglio ati ha l’o iettivo di o ito a e la apa ità del lie te di
restituire la somma di denaro prestata.

Il mutuo ipotecario, può essere co esso pe otivi dive si dall’a uisto di u i o ile o e u a
maggiore liquidità e, solitamente, questa tipologia di mutuo ha una durata superiore ai 5 anni. Le banche,
verificate le condizioni lavorative ed economiche del mutuario, si tutelano attraverso una serie di
ga a zie va ie pe so ali o eali ; l’istituto a a io può a iva e a esp op ia e l’i o ile stesso
de ide do di ve de lo all’asta pe e upe a e la so a di de a o fi a ziata. Pe tale agio e il utuo
ipotecario va stipulato in presenza di un notaio che renderà effettiva la possibilità di rivalsa sul bene

DIFFERENZA TRA PRESTITO TITOLI E PRONTI CONTO TERMINE

Il prestito titoli è un contratto mediante al quale vengono concessi titoli a tempo e in cui il titolare
economico rimane il prestatore; trascorso il tempo concordato, il mutuatario è tenuto a restituire titoli
dello stesso tipo e della stessa ualità; o l’ope azio e p o to o t o te i e i ve e, vie e stipulato
contratto attraverso il quale il cliente acquista dalla banca un certo numero di titoli che si impegna a
riacquistarli dallo stesso acquirente a un prezzo in genere più alto e ad una data di scadenza
predeterminata.

Il prestito titoli è il contratto con cui un soggetto (mutuante) cede a titolo di mutuo ad un altro soggetto
(mutuata io u e to a o ta e di titoli di edito di assa azio i od o ligazio i , o l’o ligo pe il
mutuatario di restituire altrettante cose della stessa specie entro un certo termine; la remunerazione del
prestito titoli viene commisurata al valore degli st u e ti fi a zia i dell’ope azio e di fi a zia e to
effettuata ed alla durata della stessa, permettendo al cliente di aumentare la redditività dei propri titoli.
Du a te l’i te a ope azio e il lie te può ve de e o di i hiede e il t asfe i e to degli strumenti
finanziari in deposito.

L’ope azio e di p o ti o t o te i e o siste i u o t atto t a ite il uale la a a ve de u a e ta


quantità di titoli obbligazionari al cliente, impegnandosi a riacquistare tale quantità ad un termine
concordato e ad un prezzo fissato. Il compenso del cliente per questa operazione è costituita dalla
diffe e za t a la spesa pagata all’a uisto a p o ti delle o ligazio i ed il p ezzo effettivo i evuto ella
ve dita a te i e. Ca atte isti a fo da e tale dell’operazione di pronti contro termine è la presenza di
un titolo che passa di mano due volte: dalla banca al cliente e viceversa. Il risparmiatore che vuole
acquistare e vendere pronti contro termine deve essere titolare di un conto corrente bancario ed aprire
un deposito titoli. Questo comporta dei costi aggiuntivi che normalmente non sono previsti nei conti
deposito per cui chi ha già un conto deposito può acquistare subito i pronti contro termine.
RISCHIO DI CREDITO NELLE PARTITE AUTOLIQUIDANTI

Essendo le partite autoliquidanti strettamente collegate a elementi identificabili del ciclo produttivo(es.
merci, crediti commerciali)il loro rischi è collegato proprio al rischio economico.se quelle merci vanno
perdute o il credito entra in sofferenza, la banca non avrà più i suoi soldi.

La categoria dei rischi autoliquidanti è caratterizzata da un indice di omogeneità molto elevato, in


quanto le operazioni che vi confluiscono derivano quasi esclusivamente dallo sconto di crediti
commerciali non ancora scaduti alla data fissata per la segnalazione dalla Centrale dei rischi. Tale
segnalazione è dovuta dalla banca anche nel caso in cui questa si sia già materialmente spossessata degli
effetti i ua to t as essi a p op i o ispo de ti pe l’i asso o pe averli utilizzati allo scopo di fare
fondi mediante operazioni di risconto.

Generalmente queste operazioni, di durata media compresa tra i due e i tre mesi, sono assistite da
garanzie generiche capaci di assicurare il loro buon fine, ossia il rientro del credito erogato.

“otto l’aspetto dell’a o dato, le seg alazio i etto o i evide za o il fido o esso, ualo a si t atti di
u fido a otazio e, o lo stesso i po to dell’utilizzato, el aso he si t atti di pa tite a olte di volta i
volta (fido a rientro). Quanto maggiore è il numero degli intermediari che concorrono alla formazione del
is hio glo ale del lie te, ta to più elevata la p o a ilità he l’a o ta e dell’ a o dato sia ostituito
in parte da fidi a rotazione e in parte da fidi a rientro.

L’utilizzato, atu al e te, o e del esto pe tutte le atego ie di e si e to, app ese tato dalle
esposizioni effettive censite alla fine del periodo di rilevazione, incluse le partite in sospeso di cui sia nota
e e ta l’i putazio e defi itiva, o hé interessi, accessori e spese capitalizzati in conto.

LEASING

Il leasing è una forma di finanziamento in cui, in cambio di un canone periodico, il cliente (utilizzatore)
ottiene la disponibilità di un bene strumentale alla propria attività, acquisendone la proprietà al termine
del contratto dietro pagamento di una quota prefissata, inferiore al valore di mercato del bene (riscatto
del leasing).

Soggetti coinvolti in un contratto di Leasing:

Utilizzatore - colui che sceglie e utilizza il bene nell'ambito dell'esercizio di un'impresa, una professione o
un'attività istituzionale;

Concedente - colui che acquista il bene scelto dall'utilizzatore ne conserva la proprietà fino al momento
dell’eve tuale is atto;

Fornitore - chi vende il bene scelto dall'utilizzatore.

A chi si rivolge il Leasing

Il leasing è la forma di finanziamento ideale per privati, professionisti, imprese e Pubblica


Amministrazione che intendono disporre di beni necessari alla propria attività produttiva senza intaccare
le proprie disponibilità finanziarie.

CENTRALE DEI RISCHI

La centrale dei rischi(pubblica,esistono anche centrali dei rischi private), è un sistema informativo
sull'indebitamento della clientela delle banche e degli intermediari finanziari vigilati dalla banca d'italia. Il
suo obbiettivo è di supportare il sistema bancario nella gestione delle politiche di prestito e di controllo
dei rischi creditizi, migliorando di conseguenza la qualità degli impieghi degli intermediari partecipanti e
accrescendo la stabilità del sistema creditizio. Vi è uno scambio informativo bidirezionale tra le singole
banche e la centrale. Le banche,infatti, comunicano (entro il 25 del mese successivo alla rilevazione) i dati
in merito alle posizioni debitorie della clientela, mentre la Centrale fornisce alle banche informazioni
sull'esposizione debitoria di ciascun affidato nei confronti del sistema bancario nel suo complesso(si
riducono le asimmetrie informative tra cliente e banca).

Le informazioni fornite dalla centrale dei rischi non costituiscono una forma di certificazione dei crediti
concessi dal sistema creditizio poiché i dati registrati negli archivi della centrale dei rischi mostrano
un'esposizione dei singoli soggetti verso il sistema creditizio che potrebbe non coincidere con il loro
effettivo indebitamento.

ANTICIPAZIONE BANCARIA

Contratto di prestito monetario a breve termine con scadenza determinata e garantita da pegno.La banca
concede al cliente previa costituzione di pegno(su titoli,merci,documenti che rappresentano merci) una
somma proporzionata al valore della garanzia prestata.

L’ope azio e si a ti ola i o t atti:

-polizza di anticipazione;

-pegno su merci, valori mobiliari, crediti.

*i elazio e all’utilizzo del p estito l’ope azio e si defi is e:

-anticipazione a scadenza fissa(semplice).La garanzia è elemento causale e non accessorio. Calcolo


interessi in via anticipata.

-a ti ipazio e i / : assi ila ile a u ’ape tu a di edito i o to o e te,ga a tita dal peg o di titoli
o merci.

La differenza sta nel calcolo degli interessi.

Elementi di costo:

TA““O DI INTERE““E:dipe de dalla s ade za dell’ope azio e e dello s a to f a valo e sti ato del peg o e
finanziamento concesso(10-50%);

COMMISSIONI:spese sostenute dalla banca per la valutazione e le conservazione del pegno.

È il contratto con cui la banca anticipa al cliente denaro o si obbliga a tenere a disposizione dello stesso
una somma di denaro per un importo proporzionato al valore dei titoli o di merci dati in pegno (art. 1846-
1851 . . . Ca atte isti a dell’a ti ipazio e a a ia la o se vazio e della p opo zio alità t a il edito
concesso e la garanzia pignoratizia durante tutto il rapporto, cosicché se la garanzia diminuisce di
almeno un decimo, la banca può chiedere al debitore un supplemento di garanzia, per ripristinare il
ite io di p opo zio alità. Allo h i titoli o le e i so o ostituiti i peg o egola e, l’a ti ipazio e
detta p op ia, e la a a o può dispo e delle ose i evute i peg o; dive sa e te, l’anticipazione è
detta impropria se i titoli o le merci non sono stati individuati o la banca si è riservata la facoltà di
dispo e peg o i egola e . L’a ti ipazio e può assu e e due fo e: a pe so a e s ade za fissa, pe
ui l’a ti ipato p eleva tutto l’i po to, dedotti gli i te essi e gli a esso i, al o e to della o lusio e
del o t atto, e i o sa l’i te a so a alla s ade za dello stesso; a ti ipazio e i o to o e te pe
ui l’a ti ipato può alte a e p eleva e ti e ve sa e ti e t o il limite del fido concessogli,
a aloga e te a ua to avvie e ell’ape tu a di edito i o to o e te ga a tita, da ui tuttavia si
differenzia per la mancata accettazione delle garanzie personali.

TRASPERENZA PRECONTRATTUALE

Le informazioni fornite al cliente riguardo le caratteristiche e i costi delle operazioni o dei servizi bancari
sono spesso insufficienti, inoltre i contratti hanno un contenuto predefinito e un efficacia che si protrae
nel tempo per questi motivi il cliente è un contraente debole e quindi meritevole di tutela. La disciplina
della trasparenza riguarda principalmente l informazione dovuta al cliente nelle quattro
fasi(precontrattuale, conclusione del contratto, esecuzione, e eventualmente fase successiva all
estinzione del contratto.

Il TUB impone alla banca di rendere noti in modo chiaro ai clienti i tassi di interesse i prezzi e le altre
condizioni economiche relative alle operazioni e ai servizi offerti. Gli strumenti di pubblicità sono :

- documenti contenenti principali diritti del cliente (devono essere esposti nei locali aperti al pubblico)

-il foglio informativo:(devono essere messi a disposizione nei locali aperti al pubblico e devono contenere
almeno le informazioni sulla banca, le caratteristiche e i rischi tipici dell operazione o del servizio, un
elenco completo delle condizioni economiche offerte; le clausole riguardanti il diritto di recesso, i mezzi di
tutela a disposizione dei clienti, informazioni sugli eventuali servizi accessori)
-copia completa dello schema del contratto: ( deve essere consegnata al cliente che ne faccia richiesta
prima della conclusione del contratto, la consegna non impegna le parti alla stipulazione del contratto)

-il documento di sintesi delle principali condizioni: (è allegato al contratto)

PRONTO CONTRO TERMINE E RIPORTO

RIPORTO

**Contratto in virtù del quale il riportato (prestatore) trasferisce in proprietà al riportatore (prende a
prestito) titoli di credito di una data specie per un determinato prezzo ed il riportatore assume l obbligo di
trasferire al riportato alla scadenza del termine stabilito la proprietà di altrettanti titoli della stessa specie,
verso il rimborso del prezzo che può essere aumentato o diminuito nella misura convenuta.

E’ u o t atto tipi o a o a a io.

In sintesi il riporto è una compravendita temporaneo in cui il riportato cede il titolo a pronti e li riacquista
a termine.

Esistono due tipi di riporto:

-RIPORTO DI BANCA(impiego di risorse finanziarie)

-RIPORTO DI BORSA(sostenere attività di speculatori rialzisti o ribassisti)

Riporto di deporto: prezzo a pronti maggiore prezzo a termine. Riporto di riporto : prezzo a pronti è
minore di quello a termine.

Riporto alla pari: i prezzi sono uguali.

PRONTI CONTRO TERMINE

**Due operazioni di compravendita tra loro collegate una a pronti e l'altro a termine poste in essere alla
medesima data e tra i medesimi soggetti aventi per oggetto titoli di pari importo nominale.

Durata: massima sei mesi.

Oggetto: solo titoli di stato e obbligazioni convertibili

Garanzia: venditore a pronti

Prezzo: accreditato in conto corrente il cui saldo è indisponibile per il cliente in quanto costituito a
garanzia dell obbligazione di pagamento del prezzo a termine.

La sostanziale differenza con l operazione di riporto è che qui abbiamo un contratto consensuale e non un
contratto reale come nelle operazioni di riporto

Per il principio della prevalenza della sostanza sulla forma il cliente non compra titoli ma investe una
somma di denaro quindi è vista come una operazione di raccolta diretta di denaro.

Corso secco: il prezzo non tiene conto degli interessi

Corso tel-quel: corso secco + interessi

Psecco termine=(Psecco pronti + Rateo a pronti)(1+i x(GG/365))-Rateo a termine.

CONTROLLO RISCHI

Una volta effettuo il prestito è importante il controllo di rischio del credito concesso.

LO SCONFINAMENTO

Quando il cliente eccede il massimo fido che gli è stato concesso dalla banca e che è stato già usato al
100%.

Quando è generato da tensioni di liquidità della clientela non dovrebbe comportare un aumento del fido
comportato perché si risolve in breve tempo; se non si risolve in breve tempo la banca dovrà rivalutare la
posizione del cliente studiando se aumentargli il fido disponibile o se revocarlo.

Uno degli strumenti più utilizzati per valutare il rischio di un impresa debitrice è osservare il suo conto
corrente (ci sono operazioni del cliente che possono impensierire la banca):

LE OSSERVAZIONI CORRENTI RIGUARDANO:

-sconfinamenti di conto corrente;

-difficoltà dell impresa a ricevere il pagamento delle vendite e a pagare i fornitori

-mancato pagamento di ricevute bancarie o ritardi di pagamenti

-ricorso a prestiti ed anche ad altre banche

-mancato pagamento di rate di mutui,assegni

LE OSSERVAZIONI periodiche:

-osservazioni della relazione col cliente che emerge dall andamento delle operazioni bancarie

-flusso di ritorno dalla centrale dei rischi

-osservazioni del mercato(rapporto del debitore con i suoi fornitori/clienti)

-specifiche osservazioni sui clienti connessi

PARTITE ANOMALE

Le partite anomale riguardano prestiti che hanno un andamento anormale ; se la situazione si risolverà in
breve tempo si parla di partite incagliate, altrimenti se si complicano si parla di sofferenze.

Infine , quando una partita diventa sofferenza , si ha un passaggio organizzativo nella banca, la
competenza passa dal servizio fidi al serivzio legale, che si occuperà del recupero del credito.