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Determinazione del rapporto carica su massa dellelettrone

Jacopo Surace Febbraio 2011

Obiettivo
Determinare il rapporto carica su massa degli elettroni prodotti da un tubo di Braun mediante mediante lapplicazione di campi elettrici e magnetici. (Una ripresa dellesperimento di Thomson).

Materiale utilizzato
1 tubo di Braun 4 alimentatori a corrente continua 2 bobine uguali (130 avvolgimenti, 3.5 cm di raggio, 4,5 cm di lunghezza) 1 condensatore (1.1 cm di distanza delle piastre) 1 amperometro 1 voltmetro

Preparazione del circuito

Figura 1: Circuito 1

Procedimento
Per prima cosa costruisco il circuito rappresentato nella gura 1. Una volta costruito accendo tutti gli alimentatori e controllo che: il puntino verde sullo schermo del tubo di Braun (potrebbe anche essere di altri colori, stiamo parlando del punto dove il fascio di elettroni incide sullo patina uorescente dello schermo) sia messo bene a fuoco in modo tale da diminuire al minimo gli errori che posso fare sulla misura della sua posizione, le bobine siano messe in modo tale che la deviazione dovuta al campo magnetico sia parallela a quella dovuta al campo elettrico (per fare ci provo a variare il campo elettrico tra le piastre del condensatore e segno la retta lungo la quale si muove il punto verde, poi provo a variare il campo magnetico e vedo se il punto verde si muove lungo la stessa retta, altrimenti provo a muovere le bobine no a che non ottengo il risultato voluto). Registro il valore della tensione acceleratrice Ta , cio la tensione che creo tra anodo e catodo che accelerer gli elettroni per spararli attraverso il tubo di Braun. Questo valore non lo cambier per tutto il corso dellesperimento. Inizio ora il set di misure: porto a 0 la corrente passante attraverso le bobine e porto, modicando il valore della tensione delle piastre del condenstaore, il puntino verde in qualche punto dello schermo. Segno la posizione del punto e la tensione tra le piastre, porto a 0 la tensione e riporto il puntino alla sua posizione questa volta modicando la corrente passante attraverso le bobine. Una volta riportato il punto alla sua posizione segno il valore della corrente. Ripeto questo procedimento con unaltra posizione del punto sullo schermo. Osservazione: Nel nostro esperimento per migliorare la misura del campo magnetico tra le due bobine abbiamo usato una sonda Hall invece di calcolare il campo magnetico generato con i valori di corrente e geometria delle bobine.

Cenni di teoria
Per determinare il rapporto carica su massa abbiamo utilizzato questa formula: q V2 = 2 2 2 (1) m 2d Ta B Dove v la dierenza di potenziale tra le due piastre del condensatore, d la distanza tra le due piastre, B il campo magnetico tra le due piastre, Ta la tensione acceleratrice applicata tra anodo e catodo del tubo di Braun. Come si trova questa formula? Lenergia cinetica di ogni elettrone del fascio data dalla formula E = qTa dove q la carica dellelettrone. Questa possiamo eguagliarla, sapendo che lelettrone dopo essere stato accelerato avr sempre la stessa velocit, alla q formula dellenergia cinetica: qTa = 1 mv 2 e quindi ricavare il rapporto m = 2 v2 2Ta . Ci manca ora da conoscere la velocit dellelettrone.

Figura 2: Tubo di Braun Quando il fascio di elettroni passa attraverso il campo elettrico ogni elettrone subisce una forza dovuta al campo pari a qE = q V con d la distanza tra le d due piastre. Questa forza lo far deviare di una distanza D che determiner la deviazione S sullo schermo. Per fare in modo che lelettrone non devi possiamo applicare una forza uguale e contraria a quella del campo elettrico agli elettroni. Potremmo cio imporre che che la forza del campo magnetico Fm = q B sia uguale a quella del campo elettrico. Nel caso lelettrone v entrasse tra le due piastre parallelamente alle due avremo che qE = qvB e E quindi v = B . E quindi abbiamo trovato la velocit. Nel nostro esperimento abbiamo fatto un approssimazione: la forza dovuta al campo magnetico labbiamo sempre aprossimata in modulo a qvB e in direzione parallela a quella dovuta al campo elettrico considerando che langolo di deessione magnetica allinterno delle piastre sia molto piccolo.

Analisi dei dati


Tensione di accelerazione, Ta = (328 1)V Distanza tre le piastre, d = (1.1 0.1) 102 m

spostamento 0.010 0.011 0.012 0.013 0.014 0.015 0.016 0.017 0.018 0.019 0.020 0.021 0.022 0.023 0.024 0.025 0.026 0.027 0.028 0.029 0.030

V piastre 18.6 0.1 19.4 0.1 20.9 0.1 22.8 0.1 24.3 0.1 25.7 0.1 27.1 0.1 28.5 0.1 29.9 0.1 31.6 0.1 32.7 0.1 34.2 0.1 35.8 0.1 37.2 0.1 38.6 0.1 40.3 0.1 41.7 0.1 42.6 0.1 43.9 0.1 45.1 0.1 46.3 0.1

B (con sonda Hall) 0.00014 0.000013 0.00016 0.000013 0.00017 0.000013 0.00018 0.000013 0.00019 0.000013 0.00021 0.000013 0.00022 0.000013 0.00023 0.000013 0.00025 0.000013 0.00026 0.000013 0.00027 0.000013 0.00029 0.000013 0.00030 0.000013 0.00031 0.000013 0.00033 0.000013 0.00034 0.000013 0.00035 0.000013 0.00036 0.000013 0.00038 0.000013 0.00039 0.000013 0.00040 0.000013

e m

C ( Kg 1010 ) 21.31 7.87 19.48 6.89 19.27 6.56 19.77 6.51 19.56 6.25 19.23 5.98 18.94 5.75 18.69 5.54 18.46 5.36 18.61 5.31 18.08 5.07 18.01 4.97 17.91 4.91 17.78 4.80 17.91 4.70 17.78 4.68 17.26 4.60 17.08 4.41 17.48 4.33 16.85 4.23 16.62 4.13

Tutte le misure del rapporto carica su massa sono compatibili. Dai quali abbiamo trovato il risultato nale(media pesata): q C = (18.1 1.1) 1010 m Kg (2)

Dalla tabella dei dati mi accorgo che c uno strano comportamento: pi sposto il punto verde dal centro dello schermo pi diminuisce il rapporto carica massa calcolato. Lapprossimazione fatta (in grassetto sotto Cenni di teoria) non era buona. La relazione qvB = qE valida solo nel caso in cui: il fascio di elettroni senza campi applicati passi nel condensatore parallelo alle due piastre e quindi prendessi i valori di B e di E che lo bilanciano per farlo restare su questa traiettoria. Se invece facciamo come abbiamo fatto cio deviamo il fascio prima solo col campo elettrico in un punto A dello schermo e poi solo col campo magnetico sempre in A questa relazione non pi valida. Ci che devia il fascio una forza perpendicolare alle due piastre, che nel caso del campo elettrico proprio Fe = qE, ma nel caso del campo magnetico Fmx = [q B]x cio solo una componente della forza magnev tica. Quindi ho la relazione pi generale: d(Fe ) = d(Fmx ) d(qE) = d([q B])x v 4

d(qE) = d([qvBcosr]) Con r il raggio della circonferenza descritta dallelettrone e langolo tra il raggio della circonferenza che tocca perpendicolarmente le due lastre al loro inizio e il raggio che tocca il punto della traiettoria in cui si trova lelettrone in quellistante (nch rimane tra le due piastre). Si vede subito che questa relazione non pu esistere poich qE una costante mentre varia(mentre q e v e B non variano). Quindi ci deve essere una compensazione complessiva.

Figura 3: Rapporto carica su massa in relazione alla deviazione del punto verde Provo a ricavare un altra formula per il rapporto carica su massa. Le velocit dellelettrone nel caso di applicazione di un campo elettrico sono: vy = va q hp E m va con hp laltezza delle piastre e va la velocit allanodo.Con lasse y posta lungo il tubo e lasse x perpendicolare ad y ed alle due piastre. Le velocit dellelettrone nel caso di applicazione di un campo magnetico sono: vx = vy = cosva vx = sinva con langolo formato dalla tangente alla traiettoria dellelettrone con la retta parallela alle due piastre passante per il punto in cui lelettrone entra tra le due piastre; nonch langolo tra il raggio della circonferenza della 5

traiettoria dellelettrone che passa perpendicolare alle due piastre sul loro punto pi basso e il raggio della circonferenza della traiettoria dellelettrone che tocca lultimo punto dove lelettrone si trova mentre tra le due piastre. Essendo lo spazio tra le due piastre abbastanza piccolo approssimo dicendo che lelettrone uscito dalle due piastre dallo stesso punto ma con velocit e inclinazioni diverse.Eguagliando lo spostamento sullo schermo compiuto con q v2 lapplicazione dei due diversi campi e confrontando con la formula m = 1 Ta 2 ottengo: Ehp = atan( ) 2Ta Posso quindi calcolare il raggio della circonferenza descritta dallelettrohp ne nel campo magnetico come r = sen ed inoltre ricordando lespressione matematica della forza centripeta ho che va = qrB . Mettendo tutto assieme m ottengo lespressione: q 2TA = B2 hp m ( )2 Ehp
sen(atan( 2T ))
a

Usando questa formula i risultati vengono molto simili a quelli ottenuti con laltra formula quindi anche in questo caso il rapporto carica su massa decresce al crescere della distanza rispetto allo zero della posizione nella quale stata eseguita la misura. In gura 3 si vede gracata questa relazione tra q e la distanza del punto e verde dallo 0. Verico almeno se landamento lineare. Uso il metodo dei q minimi quadrati e cerco di stimare i due parametri a0 e a1 con m = a0 s+a1 . Ottengo che: a0 = 1 1012 2 1012 e a1 = 2 1011 5 1010 . Essendo gli errori cos grandi non faccio neanche il test del 2 . Non posso dire che c un rapporto lineare. Posso dire per che questo comportamento non dovuto ad un errore della misura del campo magnetico poich, calcolando tutti i campi magnetici dallintensit di corrente passante attraverso le bobine il q valore di m varia sempre allo stesso modo.

Conclusioni
Il valore di carica su massa ottenuto con lesperimento quello che ci aspettevamo, ma credo che sia dovuto piuttosto che ad un buon esperimento, ad q una buona compensazione di errori. Se non avessi saputo il rapporto vero m non avrei considerato questi risultati esatti. Si potrebbe riprovare lesperimento registrando dove si trova il punto verde senza nessun campo e facendo q le dovute considerazioni e calcoli per trovare il rapporto m successivamente. Inoltre sarebbe bello, e utile se si potesse usare un tubo di Braun con dentro un qualche tipo di gas per far vedere le traiettorie degli elettroni e facilitare i calcoli. Sarebbe ancora meglio usare il tubo dove gli elettroni possono essere portati a compiere verie e proprie traiettorie circolari e misurare la lunghezza del raggio. 6