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Tecnica Vocale e Anatomia

Il documento descrive i quattro meccanismi cordali (M0, M1, M2, M3) e le loro caratteristiche. Vengono inoltre spiegati concetti come il tempo di contatto glottico, la resistenza glottica, i muscoli laringei e le differenze tra i vari tipi di falsetto e fischio.

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Tecnica Vocale e Anatomia

Il documento descrive i quattro meccanismi cordali (M0, M1, M2, M3) e le loro caratteristiche. Vengono inoltre spiegati concetti come il tempo di contatto glottico, la resistenza glottica, i muscoli laringei e le differenze tra i vari tipi di falsetto e fischio.

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LARINGE E MECCANISMI

1. Che cosa si intende per MECCANISMO CORDALE? Sono i vari modi in cui le corde
possono vibrare. La parola “meccanismi” fa, appunto, riferimento alla modalità
vibratoria delle corde vocali. Esistono quattro tipi di meccanismi cordali.
2. Descrivi M0, M1, M2, M3
Chiamato in vari modi (vocal fry, slack folds, creaky voice, pulse register) è un
meccanismo cordale dove le corde vocali vibrano a doppia battuta (1, 1-2, 1, 1-2). Lo
troviamo nella parte più bassa della nostra estensione e il muscolo tiroaritenoideo
lavora moltissimo poichè è super accorciato e accorciandosi così crea una corda
vocale lassa (EVT). Fa parte dei meccanismi estremi. Questo meccanismo non ha
F0, ovvero non ha un pitch tonale. Nonostante ciò, cambiando la cavità di risonanza
posso cambiare il tipo di suono e creare effetti diversi. E’ molto usato nel pop per
dare certi effetti al canto, suscitare alcune sensazioni nell’interpretazione di un brano
(sofferenza ecc…). E’ importante appoggiare bene quando lo si fa e bisogna stare
attenti al contatto glottico che se troppo elevato può risultare dannoso. Il fry non deve
essere spinto o costretto. Ci aiuta a diminuire la pressione nella frase cantata se fatto
correttamente ed è anche un buonissimo esercizio di riscaldamento e
raffreddamento vocale.

Chiamato in vari modi (modal, heavy mechanism, thick folds), l’M1 è un meccanismo
dove vibra tutta la superficie cordale ed è per questo che possiamo definirlo anche
“corda spessa” o voce piena. Fa parte dei meccanismi legittimi. E’ il registro
maggiormente usato nel parlato. E’ l’emissione tipica della zona più grave del nostro
range motivo per cui si percepisce con facilità una vibrazione nel petto. Posso fare
con questa modalità una serie di note dalle più gravi a quelle anche più acute.

L’M2, chiamato in moltissimi altri modi quali falsetto, falsettone, light mechanism,
voce girata, thin mass, stiff folds ecc…, è un meccanismo cordale dove vibra solo il
bordo della corda, per questo in EVT viene chiamato massa sottile. Includiamo
anche il damping (o stop-closure falsetto) dove le corde nella parte posteriore non
vibrano perchè sono pressate l’una contro l’altra; vibrerà quindi solo la parte
anteriore. Nell’M2 abbiamo solitamente un’inclinazione della cartilagine tiroidea che
facilita l’emissione in M2 che, vibrando solo il bordo, ci aiuta molto a far vibrare solo il
bordo della corda. L’inclinazione è sempre presente nel canto ma in questo caso
aiuta moltissimo per fare un suono in M2 perchè con l’inclinazione andiamo ad
allungare e assottigliare le corde.

L’M3, chiamato anche reed whistle, stop-closure whistle, hiss, whistle scream, è il
fischio laringeo proprio perchè ricorda proprio il suono di un fischio. Sono le note più
acute che possiamo raggiungere e che vanno allenate attraverso un training
specifico. Possiamo distinguere il fischio ad ancia (reed whistle) più rumoroso ed
energico dove la vibrazione delle corde vocali è minima e molto veloce. In generale,
c’è massimo lavoro del muscolo cricotiroideo e le corde vibrano tanto velocemente
che invece del naturale ciclo vibratorio fanno un movimento diverso. In questo caso è
possibile un fluido passaggio all’M2. Poi abbiamo lo stop closure whistle che somiglia
più ad un sibilo ed è agile, leggero, meno energico e il volume non è forte come
quello ad ancia. Si possono raggiungere note ancora più acute e c’è una grande
tensione e compressione cordale che impedisce alle corde di vibrare lasciando solo
un piccolo foro tra di essere attraverso il quale passa l’aria.
3. Che differenze ci sono tra falsetto posturale e muscolare?
Nel falsetto posturale (o suono velato) si ha un’attivazione dei muscoli crico-faringei,
si solleva la regione interaritenoidea, il piano cordale si inclina, le corde vocali si
irrigidiscono, le adduzione cordale è incompleta e il segnale acustico si sporca per la
presenza di aria. Conseguenza di ciò è che si ha difficoltà nel riconoscere il cantante
dalla sua voce. A differenza del falsetto posturale, quello muscolare
Il falsetto muscolare è il suono pulito in M2 e invece quello posturale è la voce con
aria, sporca. E poi spiega le cose che succedono...
4. Cos’è il damping o stop closure falsetto?
Il damping (o stop-closure falsetto) fa parte del meccanismo M2. Le corde nella parte
posteriore non vibrano perchè sono pressate l’una contro l’altra; vibrerà quindi solo la
parte anteriore. Ciò che ne consegue è un suono metallico. Si ha sempre molta
inclinazione tiroidea. La zona di note su cui si canta è molto alta.
5. Descrivi l’attività dei muscoli tiroaritenoideo e cricotiroideo.
Il muscolo tiroaritenoideo si trova nella parte più interna delle corde. Questo,
contraendosi ha la funzione di accorciare le corde e le tiene unite cioè ne migliora
l’adduzione. Così facendo la massa cordale si ispessisce. Quando lavora tanto e da
solo viene fuori il fry. Invece, il muscolo cricotiroideo si trova nella parte anteriore
della laringe. Contraendosi, fa inclinare la cartilagine tiroidea favorendo, così,
l’allungamento e l’assottigliamento delle corde. Quando lavora al massimo e solo lui
viene fuori un suono in M3. Questi due muscoli dando effetti opposti sono
antagonisti, cioè se lavora al massimo uno l’altro non lavora e viceversa anche se nel
canto in genere lavorando entrambi.
6. Cosa si intende per resistenza glottica, tempo di contatto glottico, pressione
sottoglottica, ciclo vibratorio?
La resistenza glottica è la risposta cordale alla pressione aerea. Per esempio, con la
corda sottile, che oppone meno resistenza, è più facile aumentare il pitch tonale ma
è più difficile aumentare l’intensità).

Il tempo di contatto glottico è il tempo trascorso in adduzione durante il ciclo


vibratorio. Maggiore tempo di contatto glottico corrisponde ad una fonazione più
pesante e dispendiosa. Il tempo di contatto glottico è direttamente proporzionale,
quindi, alla resistenza glottica.

La pressione sottoglottica è la spinta esercitata dal flusso aereo espiratorio contro le


corde vocali al di sotto del piano glottico.

Il ciclo vibratorio è quando le corde si toccano, fanno il suono e poi tornano in


posizione normale. Il ciclo vibratorio è l’insieme delle fasi di apertura e chiusura
cordale. Il numero di cicli al secondo corrisponde al numero degli Hz, quindi
all’altezza tonale. Più vibrano velocemente e più si alza il pitch tonale e la nota è più
alta.
7. Spiega le differenze tra fischio stop-closure e fischio ad ancia.
Il fischio laringeo può essere emesso con due differenti atteggiamenti laringei: fishcio
ad ancia e fischio stop closure. Entrambi i meccanismi possono essere insegnati,
sviluppati e utilizzati e hanno interessanti ricadute positive sulla voce.
Il fischio ad ancia è rumoroso, energico, ci sembra quasi un grido, infatti l’intensità lo
rende molto simile alla voce di testa. La vibrazione delle corde vocali è minima e
molto veloce perchè il range di pertinenza è molto acuto. Il movimento non è come in
un normale ciclo vibratorio ma ricorda piuttosto quello delle ance degli strumenti a
fiato. Il muscolo cricotiroideo è molto attivo e questo determina il massimo
allungamento delle corde vocali. Si ha in generale un ipertono della muscolatura
cricofaringea, interaritenoidea e talvolta anche falsocordale. In questa emissione sia
appoggio che sostegno sono attivi, si ha una debole consonanza di testa ed è
possibile un passaggio fluido al meccanismo 2.
Il fischio stop-closure, invece, è più agile, leggero, meno energico e il volume non è
forte come in quello ad ancia. E’ delicato e può raggiungere le note più alte della
nostra estensione. C’è una grande tensione e compressione cordale che impedisce
alle corde di vibrare lasciando solo un piccolo foro tra di esse attraverso il quale
passa l’aria. Essendo quello del fischio uno studio ancora in corso, si pensa che ci
sia la possibilità che la mucosa che delinea questo foro possa vibrare. In questa
emissione l’appoggio è attivo mentre il sostegno è minimo, non si ha alcuna
consonanza di testa ed il passaggio al meccanismo 2 risulta ostico da effettuare
senza break vocali. Si ha in generale un ipertono della muscolatura interaritenoidea e
talvolta lieve ipertono faringeo.
8. Cosa si intende per suono sovraglottico?
Sono dei suoni ottenuti mettendo in vibrazione le strutture che si trovano al di sopra
del piano glottico, nello specifico: aritenoidi, cappucci aritenoidei, pliche
ariepiglottiche e false corde. Possiamo distinguere suoni esclusivamente sovraglottici
e suoni definiti sporchi o graffiati in cui le strutture sovraglottiche vibrano unitamente
alle corde vocali vere generando una vastissima gamma di risultati sonori. I suoni
sovraglottici sani, quindi emessi in assenza di patologie, vengono usati moltissimo a
scopi interpretativi e stilistici. Per farli bene serve sostegno, gestione del flusso d’aria
essere idratati e fare uno studio specifico partendo da semplice rumore con glottide
aperta. Hanno varie nomenclature da quelle più famose (growl dei suoni sporchi ma
scuri e scream, più brillanti e presenti) a quelle più nuove (come per esempio grant,
usato da alcuni per definire il growl). Come il fry, anche il suono sovraglottico non ha
intonazione.
RESPIRAZIONE E POSTURA
9. Che differenze ci sono tra un'ispirazione dal naso e una dalla bocca?
Dal naso passa meno aria poiché la cavità è più piccola, non posso preparare la
cavità di risonanza ad un’emissione orale ma sicuramente l’aria che passa dal naso
viene idratata, filtrata e scaldata oltre che essere scaldata la cavità stessa.
Dalla bocca questo non avviene, ovvero l’aria non viene filtrata. Si ha maggiore
rischio di infiammazione alla gola ma passa più aria che dal naso e posso preparare
la cavità di risonanza ad un’emissione orale.
10. Descrivi APPOGGIO e SOSTEGNO
Nell’atto di cantare non possiamo dimenticarci di appoggio e sostegno, due funzioni
fondamentali nella produzione del nostro suono artistico.
appoggio: E’ un aspetto che si usa nella gestione del fiato, consiste nel mantenere
largo il costato mentre canto facendo sì che la risalita del diaframma avvenga più
lentamente. Questo lo facciamo usando i muscoli intercostali esterni. La direzione in
cui va pensato è fuori (lateralmente e dietro). Rallenta l’emissione e dobbiamo
usarlo di più soprattutto quando facciamo note gravi, a inizio frase e quando
cerchiamo un volume basso. Ci aiuta anche a fare delle frasi più lunghe perchè il
fiato ci manca di meno.
L’appoggio è il mantenimento della contrazione degli intercostali esterni durante la
fonazione.
Il sostegno, invece, è una pressione che creiamo dal basso verso l’altro ed è
quell’atto che ci permette di sostenere il nostro suono. Accompagna il diaframma in
posizione di partenza. Si usano i muscoli obliqui e trasversi.
11. Quali effetti possono esserci in caso di sbilanciamento tra appoggio e sostegno?
Se c’è eccessivo sostegno e scarso appoggio i rischi potrebbero essere:
un’intonazione crescente, timbro chiaro, fonoarticolazione rigida, ritmo anticipato,
vibrato stretto. Al contrario se c’è eccessivo appoggio e scarso sostegno i rischi
sono: intonazione calante, timbro scuro, fonoarticolazione lassa, ritmo in ritardo,
vibrato largo.
12. Cos’è la postura?
Come una persona si colloca nello spazio. La postura è il rapporto con cui i diversi
segmenti corporei concorrono all’attivazione di un qualsiasi gesto, azione o posizione
corporea. La si può anche definire come l’organizzazione delle varie parti del corpo
nello spazio e definisce la persona nel suo insieme. E’ l’atteggiamento, il modo di
muoversi, di camminare, stare in piedi e respirare. L’equilibrio posturale di ognuno di
noi risponde a delle leggi ben precise: la legge di gravità, economia, funzionalità,
bisogno e analgesia. E’ importante che la nostra postura sia allineata quando
cantiamo però ad esempio se devo interpretare un personaggio gobbo la sua postura
corretta sarà storta. Principalmente l’allineamento più corretto è quello in vertice,
anche se esiste un altro tipo di allineamento che è quello in bregma che si usa per
esempio quando beltiamo.
13. Che cos’è il blocco del diaframma? perchè avviene? che conseguenze può dare?
quali sono le possibili soluzioni?
Quando il diaframma si blocca in posizione abbassata e anche se può muoversi lo
stesso lo fa in una condizione più contratta rispetto al normale. Il blocco del
diaframma è la conseguenza di una serie di eventi negativi prolungati nel tempo che
scombussolano le nostre catene muscolari. Per esempio, se abbiamo paura, o siamo
in ansia, in eccitazione o in una condizione di stress prolungato le catene muscolari
si accorciano e il diaframma si contrae. Se questo succede per molto tempo il
diaframma resta contratto e si ha il blocco del diaframma. Questo ha a sua volta
delle conseguenze sul nostro corpo: stitichezza, reflusso gastroesofageo, ernia
iatale, problemi alla circolazione linfatica e venosa, squilibrio posturale, calcoli, cisti,
noduli, infezione alle vie urinarie, accorciamento delle catene muscolari, respirazione
inversa ecc… Le soluzioni possono essere intanto: riequilibrio mentale per sciogliere
lo stress, attività aerobica, attività di respirazione, rilassamento generale per inibire la
respirazione inversa e ristabilire la respirazione normale.
PROBLEMI VOCALI:
14. Cosa si intende per FATICA VOCALE?
Emissione vocale “non facilitata”, non economica e che ci stanca (ci fa sentire fatica).
Usare la voce in queste condizioni rischiamo di peggiorare diversi fattori ovvero noto
un cambiamento nei parametri del suono: perdita nelle dinamiche di intensità nella
comodità di emissione, intonazione calante, voce stimbrata, velata o rauca anche nel
parlato, perdita del focus risonanziale. La causa di tutto ciò può essere un utilizzo
sbagliato o eccessivo della voce.
15. Cosa significa PRECONTATTO CORDALE?
E’ quando le corde si toccano prima in una parte e poi si toccano tutte. E’ il contatto
non simultaneo di tutta la rima glottica. Avviene quando il bordo non è regolare e
presenta un rigonfiamento o una escrescenza che contatta il bordo dell’altra corda
prima del resto, creando una fuga d’aria.
16. Quali sono le patologie congenite e quelle acquisite?
Le patologie congenite, ovvero presenti dalla nascita, sono: il ponte mucoso, la
vergeture, il sulcus, il microdiaframma della commissura glottica anteriore, la cisti e lo
slivellamento delle aritenoidi.
Quelle acquisite, cioè che una persona si causa più o meno con consapevolezza,
sono: edema, emorragia cordale, ectasia, noduli e polipo.
17. Descrivi cause e effetti e soluzioni del reflusso gastroesofageo?
Anche se di per sé il reflusso è un fenomeno fisiologico, quando gli episodi di
reflusso diventano frequenti o prolungati possono condurre a problematiche varie.
Sono principalmente quattro le condizioni patologiche che, separatamente o insieme,
possono contribuire all’insorgenza della malattia da reflusso:
-inappropriato rilasciamento o ipotonia dello sfintere esofageo inferiore
-effetto irritante del materiale refluito, specialmente se acido
-ritardato svuotamento esofageo e/o gastrico
Possono esserci di mezzo anche: generali problemi allo stomaco, ernia iatale
peggiorata dal blocco del diaframma e una vita di sforzi.
In particolare, in certi periodi di stress si ha un aumento del [Link] risale l’acido,
le pareti che questo attraversa si infiammano (soprattutto se si è sensibili e in questo
caso sentiamo il bruciore a livello dell’esofago). Dall’esofago, il liquido da reflusso
cade all’interno della laringe e becca le aritenoidi. E’ proprio qui che sentiamo una
nebbiolina di acido che brucia la copertura delle corde vocali. Sentendo bruciore, il
corpo produce muco che si deposita sulle corde. Per questo ci viene di fare raclage
molto spesso. Il reflusso può essere peggiore la mattina perchè si è stati sdraiati per
tutta la notte. Gli effetti più comuni sono:
-erosione dentale
-dolore toracico
-bruciore a gola e torace
-tosse secca da reflusso
-asma da reflusso
-laringite e faringite
-afoniavocale
-difficoltà a deglutire (disfagia)
Una delle prime soluzioni da applicare a chi soffre di questa patologia è inclinare il
letto o usare un doppio cuscino. Sono consigliate anche modificazioni dietetiche,
evitare farmaci che possono indurre o aggravare il reflusso (teofillina,
calcio-antagonisti, progesterone, FANS = farmaci antinfiammatori non steroidei) ed
evitare quei movimenti che aumentano la pressione addominale.
TIMBRO:
18. Quali sono i parametri del suono e le unità di misura che li definiscono?
I parametri del suono sono:
-la frequenza (cioè l’altezza), che è collegata all’emissione e si misura di Hz.
-l’intensità (volume), che è collegata alle dinamiche respiratorie e si misura in Db.
-il timbro (colore), che è collegata all’implementazione risonanziale che non ha unità
di misura. Solitamente per descriverlo si usano aggettivi che non hanno a che fare
con il suono ma che provengono principalmente dai sensi:
-gusto (dolce, aspro, acido)
-tatto (morbido, caldo, ruvido, freddo, avvolgente)
-vista (scuro, chiaro, tondo, schiacciato, pulito, sporco, sottile).
In realtà ognuno di questi aggettivi si può raggruppare in un gruppo terminologico
specifico.
19. Che differenza c’è tra CONSONANZA e RISONANZA?
La risonanza è lo spazio in cui do le caratteristiche timbriche alla voce. La cavità di
risonanza è lo spazio vuoto contenente aria nel quale passa l’onda sonora. La voce
nasce in gola, poi attraversa la bocca o il naso e questo spazio attraverso il quale
passa il suono, modificando la sua forma, va a cambiare le parzialità armoniche del
mio suono. E’ l’effetto di un aumento o diminuzione del volume degli armonici,
causato dalla forma del “filtro” nel quale passa l’onda sonora.
La consonanza, (suona-con) invece, non la percepisco nel vocal tract come la
risonanza ma in altre zone dove il suono non passa ma per consonanza, cioè per
vicinanza, sono spazi nel quale sentiamo la vibrazione ma non hanno la funzione
attiva. In sostanza, tutte le sensazioni vibratorie soggettive percepite dal cantante in
varie zone del corpo durante il canto sono solo un effetto della consonanza. E’
l’effetto propriocettivo di percezione vibratoria in aree non direttamente attraversate
dall’onda sonora. Queste zone di consonanza possono essere il petto, la testa che
sono zone vicine a quelle dove passa l’aria e quindi consuonano. La consonanza
avviene per vicinanza e ogni materiale o spazio agisce in maniera diversa.
20. Cos’è il VOCAL TRACT?
Il vocal tract è la cavità di risonanza dove il suono prende forma. Questo spazio si
può modificare, in quanto molte delle parti che lo compongono sono anche mobili.
21. Cosa si intende con TIMBRO GLOTTICO?
Le caratteristiche del suono che viene emesso dalla nostra glottide e sono diverse
per ogni persona. Il suono di “fonte” che dipende dalla conformazione delle corde
vocali, dal meccanismo utilizzato e dal tempo di contatto glottico. Ad esempio se
faccio un suono più leggero rispetto a uno più spinto, l’effetto timbrico cambia.
22. In che modo i cambiamenti nelle varie componenti del vocal tract (altezza della
laringe, sfintere velofaringeo, lingua ecc…) influenzano il suono?
Le componenti del vocal tract che sono mobili possono modificarsi e in base a come
lo fanno si ha un effetto sonoro diverso, Queste parti modificabili sono anche
combinabili tra loro per dare vita a un’infinità di sfumature timbriche. Per esempio,
concentrandoci sull’altezza della laringe possiamo notare che il suo innalzamento o
abbassamento porta rispettivamente a un suono più chiaro (con rischio di effetto
strozzato con rischio di ostacolare il vibrato regolare) e a un suono più scuro (con
rischio di effetto affondato o di ostacolare il vibrato regolare). La stessa cosa può
valere rispettivamente per le labbra retratte (suono chiaro) o pronunciate (suono
scuro). Questa può, ad esempio, influenzare anche i movimenti della laringe e
aiutarci quando cerchiamo un certo tipo di suono. Anche lo sfintere velofaringeo e il
palato molle agiscono sul suono e ci danno un suono orale (se chiuso), nasale (se
aperto) e nasalizzato (se semiaperto). Lo sfintere ariepiglottico ci aiuta ad avere un
suono più presente, energico o penetrante e a volte può essere usato anche nelle
zone molto basse della nostra estensione per far sentire di più quelle note a cui non
arriviamo bene. Molto complesso il discorso sulla lingua, muscolo potentissimo che
influisce spesso su come si forma il palato duro e anche su una serie di equilibri
posturali del rachide cervicale.
23. Cosa sono gli armonici?
Sono altre note, altre frequenze che coesistono con la nota fondamentale e sono in
rapporto matematico preciso rispetto a quest’ultima. In natura non esiste un suono
puro, cioè che faccia una nota sola. Anche se meno udibili della F0 (nota
fondamentale), gli armonici ci sono sempre e non ci disturbano nel percepire quale
sia la nota fondamentale. Possono avere più o meno volume. In base a dove si
collocano nello spettro e al volume che hanno determinano un particolare timbro. Se
due persone fanno la stessa nota nello spettrogramma vedremo comunque cose
diverse.
24. Cosa si intende con F0?
F0 è la frequenza fondamentale, la nota che noi facciamo e che lo spettrogramma
rileva, quella più udibile quando la cantiamo. E’ la nota più bassa dello
spettrogramma come posizione del grafico.
25. Cosa vuol dire suono APERTO/COPERTO?
Quando si parla di suono aperto o coperto ci riferiamo alla forma dello spazio interno
del vocal tract. Per fare un suono aperto mi conviene allargare lo spazio interno
pensandolo orizzontalmente. Un suono coperto, invece, dà l’effetto di un suono più
impostato, possiamo pensarlo verticalmente.
26. Cosa vuol dire DI PETTO/DI TESTA?
Quando si parla di un suono detto “di petto” o “di testa” ci riferiamo alla percezione
vibratoria, ovvero la consonanza. Se voglio fare un suono di petto sentirò vibrare, per
consonanza, la zona del petto. Stessa cosa vale per la testa.
27. Cosa si intende con suono AVANTI/INDIETRO?
Quando si parla di un suono avanti o di un suono indietro ci stiamo riferendo alla
percezione spaziale del suono. Percepisco, quindi, il mio suono come se si
collocasse nella parte posteriore (indietro) o anteriore (avanti) della bocca.
28. Cos’è la PENETRANZA?
La caratteristica che permette al suono di essere udibile a distanza, grazie ad un
aumento dell’intensità degli armonici attorno ai 3000 Hz (quando si dice, avere più
punta). La voce è caratterizzata da schiacciamento ed assume caratteristiche
“macchiettistiche” e caricaturali, per questo un attore per farsi sentire non adotterà
esclusivamente la penetranza ma opterà per la portanza (con quel pizzico di
penetranza che serve per creare equilibrio).
29. Cos’è la PORTANZA?
La caratteristica che permette al suono di essere udibile a distanza grazie ad un
aumento dell’intensità di tutto lo spettro armonico in zona sia acuta (punta) che grave
(cavità). La voce viene percepita come “solenne”, o “impostata”. Modalità di
emissione tipica e scelta dall’attore teatrale.
30. Quali aspetti emotivi sono collegati ai suoni arioso/stridulo/scuro/sporco?
Il suono arioso ci dà la sensazione di assenza di pericolo, innocenza, seduzione,
sensualità. Personaggi ingenui, tipico di bambini e donne seduttive, frivole e infantili.
Il suono scuro dà la sensazione di calma, accoglienza, serenità, rassicurazione e
nutrimento. E’ tipico di personaggi buoni. forti, grandi, protettivi e autorevoli.
Il suono stridulo è acuto e pungente e dà la sensazione di allerta, pericolo, energia,
nervosismo. E’ tipico di personaggi grotteschi, quelli che “vogliono fare i cattivi ma
falliscono”, insignificanti, caricaturali o i cattivi nei cartoni per bambini.
Il suono sporco, disturbato dalla presenza di rumore, dà la sensazione di
aggressività, rabbia, cattiveria, sadismo. E’ tipico di personaggi cattivi, maligni,
satanici, soprannaturali, non umani o con disturbi della personalità, zombie e mostri.
31. Perchè è importante “giocare con il timbro vocale”?
Perchè oltre ad aumentare la nostra capacità di controllo dei meccanismi laringei, ci
permette di incrementare le capacità espressive e comunicative che il nostro suono
può evocare sia nel cantato che nel parlato.
MIX E BELTING:
32. Che cosa caratterizza il passaggio tra i registri?
Ciò che caratterizza il passaggio tra i registri è innanzitutto il cambio di modalità di
vibrazione cordale, cioè cambia il meccanismo con cui le corde vibrano (M1, M2
ecc..), poi cambia la resistenza glottica, la pressione sottoglottica e la posizione della
laringe (più o meno alta). Non meno importanti da considerare sono eventuali
compensi muscolari per aiutare il passaggio (anche negativi, come costrizione,
schiacciamento eccessivo) ed eventuale allungamento o accorciamento della corda.
33. Come posso ottenere un passaggio fluido tra i due meccanismi?
La cosa principale per non far sentire il passaggio tra i meccanismi è conoscerli bene
singolarmente e studiarli e poi ottenere la capacità di effettuare medesime modifiche
timbriche in entrambi i meccanismi. In questo modo otterremo dei meccanismi simili
tra loro tanto da essere confondibili all’ascolto.
34. Tra quali meccanismi è possibile un passaggio fluido (cioè collegato)?
Da M1 a M2 e da M2 a M1.
35. Cosa si intende con ACCORDO PNEUMOFONORISONANZIALE?
Quando si riesce a controllare e far lavorare correttamente e contemporaneamente
la respirazione, la muscolatura intrinseca della laringe e il vocal tract. Se si ha un
buon equilibrio tra questi tre si possono anche controllare meglio i tre parametri del
suono (intensità. timbro e frequenza). Inoltre si otterrà un miglior risultato canoro al
minor costo possibile.
36. Cos’è il MIX?
E’ un suono dove i meccanismi M1 ed M2 hanno il loro punto di maggiore
compresenza, infatti questo suono ha delle caratteristiche timbriche ambigue
all’orecchio umano poiché miscelato. Un suono confondibile.
37. Descrivi la differenza tra M1mix2 e M2mix1
Sono due tipologie di MIX. In M1mix2 il meccanismo cordale è di tipo 1 ma le
caratteristiche timbriche sono di tipo 2 e la risonanza viene creata al fine di cercare
un effetto di maggiore leggerezza.
In M2mix1 il meccanismo cordale è di tipo 2 ma le caratteristiche timbriche sono di
tipo 1. Viene ricercato un effetto di maggiore energia per dare l’illusione di un suono
pieno.
38. Quali possibili emissioni ci sono nella zona di passaggio tra M1 ed M2?
In zona acuta e di passaggio esistono diversi approcci. Si può scegliere di mantenere
un M1 e quindi procedere con un M1 sguaiato che sarebbe un urlo a squarciagola o
un BELTING, un m1 molto energico e tecnicamente molto più sano rispetto all’urlo
sguaiato. In entrambi i casi, però, il range è limitato e oltre una certa nota il cantante
non potrà più procedere con questa qualità vocale.
Nel caso si mantenga un M2, invece, si può fare un falsetto puro (muscolare), cioè
un suono limpido in m2 e senza la presenza di aria o un falsetto arioso (o posturale)
decisamente poco sano poiché consiste nell’incompleta adduzione delle corde con
conseguente fuga d’aria. Il cantante ha una terza scelta che può essere eseguita sia
in M1 che in M2, cioè il legit. Il legit è una qualità più classica cui caratteristica
principale è l’inclinazione della cartilagine tiroidea, suono leggero ma rotondo.
In ultima analisi, ma non per importanza, il cantante può optare per una serie di
sfumature sia dell’M1 che dell’M2. Questi suoni non saranno riconoscibili e collegabili
direttamente al meccanismo cordale che li sottende ma saranno inizialmente un po’
ambigui all’orecchio poiché sono un MIX tra l’M1 e l’M2 (e viceversa). In questo caso
abbiamo un M1mix2 o un M2mix1 (vedi sopra). Tra i due il passaggio sarà fluido e
omogeneo.
39. Quali sono gli errori e i rischi più frequenti incontrati nel passaggio tra M1 ed M2 e
viceversa?
Da M1 a M2 si ha spesso una sensazione di difficoltà che ci porta ad attuare
compensi muscolari inutili e a non gestire correttamente il sostegno respiratorio per
muovermi tra le note.
Da M2 a M1, invece, si ha la sensazione che tutto sia più facile e si tende a mollare
tutto. Il corpo non lavora a sufficienza e la resa canora sarà scarsa.
40. Quali differenze POSTURALI ci sono tra mix e belting?
Solitamente in MIX è preferibile un allineamento in vertice e nel belting
prevalentemente quello in bregma.
41. Quali differenze RESPIRATORIE ci sono tra mix e belting?
Date le principali caratteristiche delle due qualità vocali che sono rispettivamente
leggerezza ed energia, le caratteristiche respiratorie andranno di conseguenza ad
alleggerire e ad aumentare energicamente. Nel MIX, quindi, la dinamica appoggio
sostegno viene alleggerita (e l’appoggio si concentra nella zona bassa e lombare), la
pressione sottoglottica diminuita, nessuna tendenza costrittiva alla muscolatura
accessoria, il torace sarà libero ma attivo, il retto dell’addome non contratto e così il
suono omogeneo al resto dell’estensione (e anche con vibrato). Al contrario, nel
BELTING che è un suono fisso e potente spesso di durata prolungata e tenuta,
comporta un aumento e prevalenza del sostegno, rispetto che l'appoggio. Aumento
della pressione sottoglottica e quindi attivazione del corpo, appoggio
prevalentemente presente nella zona costale alta, attivazione della muscolatura
accessoria, sollevamento del torace, retto dell’addome non contratto e di
conseguenza energia, tenuta e fissità del suono.
42. Quali sono le differenze ANATOMOFISIOLOGICHE tra mix e belting?
Fisiologicamente parlando, le caratteristiche principali del MIX sono:
-utilizzo dell’M2
-attacchi simultanei
-laringe con altezza variabile e quindi mobile
-lingua bassa a cucchiaio
-tempo di contatto glottico non molto elevato
-possibile vibrato
-inclinazione della cartilagine tiroidea e quindi allungamento e assottigliamento delle
corde vocali.
-coinvolgimento quasi assente della muscolatura estrinseca della laringe
Nel BELTING:
-utilizzo dell’M1
-attacchi duri e glottici
-laringe tendenzialmente alta
-lingua alta e leggermente arretrata
-tempo di contatto glottico elevato
-compressione dello sfintere ariepiglottico
-vibrato presente di rado e in particolare lo troviamo a fine frase
-innalzamento della cartilagine cricoidea = corde vocali compatte
-coinvolgimento parziale della muscolatura estrinseca alla laringe
43. Quali PERCEZIONI si hanno nelle emissioni in mix e in belting?
Viste le caratteristiche principali di entrambe, è chiaro che nel MIX si ha la
percezione di lavoro minima a livello della glottide e maggior focus nella zona
faringea, l’energia sembra diffusa in modo non omogeneo sullo spettro acustico così
da generare un suono meno intenso e meno udibile. Si può avere più o meno
consonanza di testa a discrezione dell’effetto che ogni singolo cantante vuole creare;
il suono è connesso al resto dell’estensione che non è limitata e la sensazione è
quella di potersi protrarre ulteriormente verso l’alto. Il suono sembra più “coperto”,
prende verticalità ed è percepito nella zona del palato molle. Le vocali risultano
ibride.
Nel BELTING, invece, la percezione è quella di un’elevata quantità di lavoro
all’interno della glottide, di energia diffusa su tutto lo spettro acustico così da
produrre vocali udibili benissimo a distanza. La consonanza è di gola, si ha fissità del
suono che non si miscela con altre modalità di emissione ma rimane sempre uguale
a se stesso. L’estensione è limitata ad un range tonale acuto. Il suono prende
orizzontalità, non c’è copertura ed è percepito nella zona del palato duro. Le vocali
sono aperte (soprattutto A, E ed O).
44. Quali sono i RISCHI e COSTO VOCALE delle emissioni in mix e in belting?
Il mix, date le sue caratteristiche, spesso viene percepito come “troppo facile” e non
sempre pensando questo la resa sonora sarà buona poiché “mollando tutto”, come si
suol dire, potrei sfociare in un suono arioso per la scarsa resistenza glottica.
Spesso si ha anche uno sbilanciamento risonanziale quindi il suono risulta o troppo
schiacciato o troppo affondato.
Nel belting, al contrario, si considera tutto “troppo difficile” e si applica troppa
pressione sottoglottica o addirittura si sfocia nella costrizione. Si rischia di fare un
urlo sguaiato che sarebbe un’esasperazione dell’M1 con conseguente perdita
dell’accordo PFR nel passaggio (avremo un break). L’intonazione potrebbe risultare
imprecisa e a volte con un involontario fry e il suono può essere pressato, metallico e
senza rotondità. Tutto questo non comporta solo una resa sonora sbagliata ma
anche una salute vocale non gestita correttamente che, se protratta nel tempo, può
sfociare in problemi vocali seri.
45. Con quale percorso didattico posso raggiungere un belting sicuro, consapevole e di
buona qualità?
La didattica che porta a un belting sicuro, consapevole e di buona qualità consiste di
una fase pre-studio e 3 fasi principali:
0) la fase pre-studio di consolidamento sui fondamentali della tecnica vocale in cui si
ripassano e si consolidano argomenti come lo scioglimento dei muscoli di corpo e
faccia, gestione accordo PFR, respirazione (appoggio e sostegno), adduzione,
consapevolezza del vocal tract, i singoli meccanismi e il passaggio tra di essi, cavità
di risonanza ecc…
Successivamente, dato che l’approccio al misto risulta essere benefico nel
miglioramento della tecnica in generale, si sceglie di soffermarsi sulla ricerca di
equilibrio vocale tra le componenti di leggerezza e quelle energiche del suono e
quindi di studiare due tipi di mix:
1) la prima fase, quindi, consiste nello studio del MIX VERTICALE (un m2 con
morbidezza e rotondità, più classicheggiante e coperto).
2) seconda fase, quella dello studio del MIX ORIZZONTALE (dove si ha maggiore
penetranza con un lievissimo schiacciamento, il suono risulta più aperto). In questo
modo con lo stesso meccanismo abbiamo sviluppato due timbriche diverse.
3) la terza fase finale quella dello studio del BELTING (emissione che prevede
maggior contatto glottico e quindi la più difficile e rischiosa tra le tre). Qui il cambio
netto di meccanismo in utilizzo.
46. Quali caratteristiche didattiche possono favorire il MIX e quali il BELTING?
Per quanto riguarda le vocali: nel mix sono ibride e favoriscono un meccanismo più
leggero, nel belting sono aperte poiché favoriscono, invece, un meccanismo più
pesante.
Per quanto riguarda le consonanti, nel mix sono morbide e fricative, nel belting sono
dure.
Per quanto riguarda l'intensità nel mix è piano e nel belting è forte.
Per quanto riguarda le scale da usare negli esercizi, nel mix si preferiscono le scale
discendenti per favorire la consonanza di testa, nel belting si preferiscono scale
ascendenti per favorire la consonanza di petto.
Per quanto riguarda la respirazione, nel mix appoggio e sostegno sono bilanciati
invece nel belting si ha il coinvolgimento del torace e il sostegno sarà maggiormente
attivo.
Per quanto riguarda la risonanza, nel mix sarà la verticalità e nel belting
l’orizzontalità.
Per quanto riguarda l’aspetto della classificazione vocale, saranno maggiormente
favoriti al mix il baritenore, il tenore leggero e il soprano leggero. Nel belting, invece,
il baritono, il tenore, il contralto, il mezzosoprano e il soprano drammatico.

GIORGIA MORANA, 3A 2020/2021

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