Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
20 visualizzazioni7 pagine

Glottologia

Caricato da

giulialogiudice7
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
20 visualizzazioni7 pagine

Glottologia

Caricato da

giulialogiudice7
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

GLOTTOLOGIA

Andrea scala
23.09.24

Dai fonemi in poi abbiamo a che fare con i LIVELLI FONETICI


Foni e fonemi si combinano in sillabe e in morfemi.
Esiste una scienza per ogni livello
- I suoni nella loro componente fisico acustica li studia la FONETICA
- I suoni nel loro valore funzionale e nella possibilità di interscambiarsi li
studia la FONOLOGIA
- Dai morfemi (unità minima di significato) alle parole→ MORFOLOGIA
- Dai sintagmi ai periodi→ SINTASSI
- significato (tutte le unità dotate di significato)→ SEMANTICA

Questi livelli non sono separati completamente perché possono interagire tra
di loro.

COMINCIAMO DAI SUONI

Sono unità in se prive di significato alcuno, sono cioè unità subsegniche


(stanno sotto il segno).
Li studiano la FONETICA e la FONOLOGIA (entrambe scienze foniche)
secondo due prospettive diverse:

La fonetica studia la realtà materiale del suono, cioè:

-la sua produzione, rappresentata dalla fonetica articolatoria —> quali


movimenti vengono prodotti per produrre i suoni della lingua
-la sua ricezione (fonetica uditiva e percettiva)
-la sua trasmissione mediante un’onda- le sue forme e
caratteristiche-(fonetica acustica)

Quella che noi studiamo→ fonetica articolatoria

Attenzione: anche una macchina può occuparsi della fonetica, non serve per
forza un orecchio umano. Non hanno bisogno di un cervello umano per
essere trattate. Si dice che studia i suoni da una prospettiva concreta.
La fonologia si occupa dei suoni dal punto di vista delle loro caratteristiche
funzionali —> distintività
Quando due parole si oppongo, se sostituisco un suono ad un altro
(basso-passo) creo due parole di significato diverso allora suoi due suoni nella
lingua hanno un valore funzionale

Attenzione: anche una macchina può occuparsi della fonetica, non serve per
forza un orecchio umano. Non hanno bisogno di un cervello umano per
essere trattate. Si dice che studia i suoni da una prospettiva concreta.
Dal punto di vista della fonologia serve un cervello umano, noi non sentiamo
con le orecchie ma con il cervello

PROSPETTIVE DIVERSE
Fonetica—> se due suoni sono oggettivamente diversi sono due unità e due
unità della fonetica si chiamano FONI —> a identificarli come due unità è il
criterio della diversità.
Il fono è unità minima della fonetica considerato nella sua forma concreta , si
chiama anche segmento fonico.

Fonologia—> se due suoni sono oggettivamente diversi però mai in quella


lingua possono porre parole di significato diverso e se non hanno
predisposizione dicibile (possono stare solo in certe posizioni) allora essi non
sono due unità ma due varianti della stessa unità.
Unità minima della fonologia è il fonema—> suono con carattere distintivo
perché se scambiato con un altro fonema, crea parole di significato diverso
(mano-nano)
Ricorda→ La Fonologia cerca di descrivere la componente astratta dei suoni,
quella che hanno i parlanti.

APPARATO FONATORIO
Tutti gli organi che cooperano alla
produzione dei suoni si collocano
nella zona tra DIAFRAMMA e
NASO. Il diaframma, che schiaccia
i POLMONI, fa sì che esca l’aria
che va dai polmoni ai bronchi e alla
trachea.
La trachea è il dotto (canale) attraverso cui l’aria che resperiamo esce.
Salendo nella trachea l’aria passa prima per la LARINGE—> collocata dove si
sente una prominenza cartilaginea (pomo d’adamo). Qui c’è dentro un’altra
struttura che è la GLOTTIDE→ è come un anello cartilagineo che sta dentro
la trachea.
Nella glottide sono attaccate due “tendine” di mucosa che si possono aprire o
chiudere (corde vocali /pliche vocaliche )—> primo ostacolo che l’aria
incontrata nel risalire i polmoni e prima struttura che può sensibilemente
modificare i suoni che vengono prodotti.
Le pliche vocali sono governate da muscoli connessi alle cartilagini

Ricorda→ La modulazione dei suoni inizia dalla laringe in su (polmoni,


bronchi spingono su l’aria ma non producono suoni)

L’aria poi continua a salire e entra nella FARINGE—> zona sopra


dell’epiglottide
Quando l’aria esce dalla faringe può entrare nel cavo orale o anche nel dotto
nasale→ da cosa dipende? —> dipende dalla posizione dell’UGOLA —>
pende dal palato molle. Se l’ugola si sposta all’indietro chiude il dotto nasale e
l’aria non passa per il naso ( si producono consonanti/ vocali orali), se l’ugola
sta in avanti rimane un canalino per far passare l’aria (vocali/consonanti
nasali)

Quando l’aria supera la laringe e la faringe e entra nel cavo orale (BOCCA) ci
sono ostacoli che possono essere frapposti all’aria e modificano i suoni —> il
primo è la LINGUA che è molto mobile.
Ricorda→ La lingua si divide in radice (posteriore) dorso (centrale) e apice
(parte terminale)
Se andiamo al di sopra, l’ugola è attaccata al VELO PALATINO, cioè il palato
molle, chiamato così perché non appoggia a nessun osso.
Se andiamo oltre il velo palatino troviamo il PALATO DURO—> fatto da un
osso piatto

Dopo il palato duro,verso la fine della bocca ci sono dei rigonfiamenti


che sono gli alloggiamenti dei denti superiori, prima dei denti superiori il
palato fa dei piccoli rigonfiamenti quelli sono gli ALVEOLI. Negli alveoli
sono inseriti i DENTI, se supero i denti trovo le LABBRA.
Dalla laringe alle labbra (naso compreso) avviene quello che serve per
produrre i suoni.

Le pliche vocali sono governate da muscoli connessi alle cartilagini

LA VOCE
Quando passa l’aria nella glottide,le “tendine” possono chiudersi e se si
chiudono costituiscono un ostacolo al passaggio dell’aria che però
continua lo stesso—> si creano due forze opposte allora: la pressione
dell’aria è tale da aprire le tendine ma noi cerchiamo di chiudere, di
conseguenza, iniziano a vibrare. Questa vibrazione delle pliche vocali si
attiva con una frequenza tra 50-200 volte al secondo e produce la voce
detta anche sonorità

Suoni sonori —> con vibrazione delle corde vocali


Suoni sordi —> senza vibrazione delle pliche vocali

VOCALI E CONSONANTI
Se l’aria oltre la laringe incontra degli ostacoli che ne modificano
significativamente la pressione e la velocità si dà luogo a SUONI
CONSONANTICI (consonanti).
Se l’aria dopo la laringe non incontra ostacoli significativi (passa
liberamente) incontriamo SUONI VOCALICI

Ostacoli—> consonanti
no ostacoli —> vocali
RECAP

LE VOCALI

I diversi timbri delle vocali sono prodotti dalla diversa forma che
che il dotto orale assume al passaggio dell’aria —> cosa gli fa
assumere diverse forme?
La forma del dotto orale è governata da tre variabili, le vocali si
classificano in base a queste tre variabili:
1) Posizione di un punto medio ideale della lingua sull’asse orizzontale:
posteriore, centrale o anteriore.
2) Posizione di un punto medio ideale della lingua sull’asse verticale:
bassa, medio-bassa, medio-alta o alta→ se è molto alta comincio a
pronunciare le consonanti

Tutte le combinazioni danno luogo alle vocali


IL TRAPEZIO VOCALICO
Lo spazio in cui il punto medio ideale della
lingua si può muovere in bocca è un piano
circoscritto da un perimetro a trapezio,
cioè:

Se ho un punto che si muove in una


sola direzione ottengo una linea ma se
ho un punto che muovo
contemporaneamente in tutte le
direzioni disegno uno spazio.
Il l’unto medio ideale della lingua si
sposta nelle 4 direzioni (avanti indietro
alto e basso) ma li può combinare questi
movimenti —> l’insieme è una
superficie.
Le vocali dell’italiano
Se la lingua da una posizione di riposo si alza nella posizione più alta
possibile per le vocali e va avanti e le labbra sono distese viene
prodotta la I

Se la lingua va nella posizione più alta possibile nello spazio vocale,


arretra e arrotonda le labbra abbiamo la U

Se la lingua va in posizione medio alta e avanza abbiamo E (e chiusa)

Se la lingua va medio bassa e arretra e le labbra sono arrotondate


abbiamo O (chiusa) O —> posteriore arrotondata medio bassa

Se la lingua si alza di poco (medio bassa) e va davanti e le labbra non


sono arrotondate abbiamo E (aperta)

Se è in posizione medio bassa arretrata e le labbra sono arrotondate O (


non troppo chiusa)

Se la lingua non si alza e va appena avanti e le labbra sono distesa


abbiamo A (bassa centrale medio anteriore)

ü —> ha alcuni tratti della I e della U


è una I con le labbra arrotondate quindi è una vocale alta anteriore e
arrotondata
La lingua uguale a I le labbra uguale a U

Potrebbero piacerti anche