Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
42 visualizzazioni21 pagine

Dizione

Teoria dizione Italiana
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd
Il 0% ha trovato utile questo documento (0 voti)
42 visualizzazioni21 pagine

Dizione

Teoria dizione Italiana
Copyright
© © All Rights Reserved
Per noi i diritti sui contenuti sono una cosa seria. Se sospetti che questo contenuto sia tuo, rivendicalo qui.
Formati disponibili
Scarica in formato PDF, TXT o leggi online su Scribd

DIZIONE

La dizione, dal punto di vista del suo ruolo all'interno delle materie tecniche riguardanti la
recitazione, ha una funzione propedeutica fondamentale.

Dizione = il modo di pronunciare le parole e le frasi, il modo di parlare. Essendo arte e


tecnica del linguaggio, è complemento della fonetica.

● Linguisticamente si dice dizione lo studio e la pratica del linguaggio parlato.

● Teatralmente si dice dizione il modo di pronunciare le parole in rapporto alla loro


intelligibilità da parte del pubblico. Il pubblico deve poter capire tutto ciò che viene
detto.

Per un attore è importante imparare la dizione in quanto permette di ottenere una modalità
di espressione vocale neutra (priva delle inflessioni dialettali o personali più marcate).

PROCEDIMENTI

La dizione si estrinseca, si effettua attraverso questi procedimenti:

1. ARTICOLAZIONE

Genericamente si dice articolazione l'insieme dei movimenti degli organi della voce
nel processo di fonazione.

Foneticamente si dice articolazione l'insieme dei movimenti delle varie parti mobili
dell’apparato di fonazione (labbra, mandibola, lingua, velo del palato, faringe e
glottide) necessari alla formazione di un fonema.

● Fonema: unità fonologica minima di un sistema linguistico, in genere


costituita da consonante e vocale, oppure un gruppo consonantico e una
vocale.
● Fono: qualsiasi suono concreto adoperato nel linguaggio.

Nel procedimento di articolazione (delle consonanti, perché le vocali non incontrano


ostacoli nel processo di fonazione) distinguiamo:

- il punto di articolazione, ovvero il luogo in cui avviene la chiusura o il


restringimento del canale vocale al passaggio dell’aria (labbra H, denti G,
alveoli F, palato duro E, velo palatino D, ugola C, faringe B, glottide A);
- il luogo di articolazione, ovvero il punto dell'apparato fonatorio in cui
culmina il processo di articolazione del suono (la bocca)

- il modo di articolazione è l'insieme dei vari coefficienti che concorrono


all'articolazione di un suono, insieme con il coefficiente di localizzazione o
luogo di articolazione.
Ad esempio le consonanti occlusive/esplosive si distinguono in sorde o sonore
(p o b) per sonorità, pur avendo lo stesso luogo o punto di articolazione.

2. PRONUNCIA
La pronuncia è il modo di articolare i suoni di una lingua (pronuncia aperta o chiusa
di una vocale).

3. EMISSIONE
Si dice emissione l'arte di produrre suoni musicali, in particolare nell'esecuzione
vocale, con il miglior rendimento (senza sprecare fiato). Condizioni preliminari
perché l’emissione sia efficace:

- Appoggio del respiro: insieme di tutti i movimenti che l'apparato fonatorio


mette in atto per garantirsi una sufficiente colonna d'aria in fase di fonazione
con l'aiuto del muscolo diaframmatico (muscolo a forma di cupola, laminare,
che divide la gabbia toracica dalla cavità addominale). È l'uso che riusciamo a
fare del muscolo diaframmatico affinché i polmoni possano sostenere la
colonna d'aria necessaria all'emissione.

- Timbro: insieme di tutto ciò che gli organi fonatori mettono in atto per
ottenere un suono proiettato in avanti, per dare corpo alla voce. Il timbro è la
qualità percepita di un suono che ci permette di distinguere due suoni che
hanno la stessa altezza e la stessa intensità. Il timbro è la definizione del
colore della voce.

4. INTONAZIONE
Si dice genericamente intonazione il modo con cui la voce trasmette il suono, ovvero
l'insieme delle inflessioni e sfumature che la voce assume nel discorso comune o
nell'interpretazione di un testo parlato o cantato.

Si dice linguisticamente intonazione il movimento melodico o musicale della frase


caratterizzato da variazioni nell'altezza dei suoni.
Serve a precisare il senso della frase. Ad essa è affidata l'espressione del senso
interrogativo, affermativo, interrogativo negativo o positivo, a seconda della frase.

5. DECLAMAZIONE
La declamazione è un procedimento che unisce emissione e intonazione che si
applica a particolari testi letterari (per esempio i testi poetici, come l’Orlando furioso,
la Divina Commedia, la Gerusalemme liberata ecc.).

GLI ORGANI DELLA VOCE/FONAZIONE

La fonazione consiste nella trasformazione in suono della corrente d’aria proveniente dai
polmoni: per la spinta proveniente dalla contrazione (volontaria) del diaframma l’aria
viene espirata e inviata nei bronchi e di qui nella trachea e nella laringe.

La laringe è la cavità che accoglie gli sbocchi di trachea ed esofago (tubo situato dietro alla
trachea e destinato all’invio del cibo nello stomaco).
Intorno all’orifizio della trachea sono situate le corde vocali, organo fondamentale per la
sonorizzazione della corrente d’aria. Si tratta di fasci muscolari che, al passaggio dell’aria, se
sono tesi, vibrano e quindi emettono suono; se sono rilassati non emettono suono.
○ La cartilagine tiroidea protegge le corde vocali.
○ La cartilagine cricoidea (due tessuti cartilaginei) comprime le corde vocali per
produrre i suoni in belting.
Il suono emesso dalle corde vocali viene poi variamente articolato nelle cavità soprastanti:
faringe, bocca e naso.
La produzione diversificata dei suoni si ottiene modificando la cavità orale mediante
variazioni di apertura e movimenti della lingua.
Percorrendo il canale orale l’aria che espiriamo incontra ostacoli a livello dell’ugola, del
palato molle o sfintere velo-faringeo (velo del palato che chiude la faringe), del palato
duro, dei denti, delle labbra.
LA LINGUA ITALIANA

Lingua = insieme di suoni articolati organizzati in un sistema grammaticale e sintattico, che


servono a comunicare pensieri e sentimenti.
La lingua è un codice inteso come l'insieme dei procedimenti usati per comunicare da un
gruppo umano (abitanti dello stesso stato o della stessa regione), che attribuisce ad essi lo
stesso valore simbolico e convenzionale.

Dialetto = una lingua che ha subito un'evoluzione in uno spazio limitato e che si
affianca ad altri tipi linguistici simili riferibili a uno stesso ceppo.
Il dialetto non subisce l'influenza dell'uso letterario, contrariamente alla lingua, ed è dotato
di una grammatica propria (perché l'area geografica a cui si riferisce è molto più piccola
rispetto a quella della lingua; l'area letteraria non è abbastanza ampia per influenzare il
dialetto).

La lingua italiana deriva soprattutto dal latino, dal greco, ed è influenzata da molte altre
lingue (inglesismi, francesismi, germanismi, arabismi ecc.).

Caratteristiche:
Mancano le vocali turbate (suoni vocalici intermedi): ci sono solo suoni vocalici
puri.
Presenza costante di vocale in finale di parola.
Presenza di consonanti scempie e rafforzate (doppie).
Derivazioni lessicali extra-italiane (-ismi).
Variabilità della posizione dell'accento fonico e tonico.

Non c'è corrispondenza tra lingua parlata e lingua scritta:

Se ci fosse corrispondenza si dovrebbero verificare queste condizioni:

1) A suoni uguali corrispondono segni grafici uguali.


2) A suoni diversi corrispondono segni grafici diversi.
3) A suoni simili corrispondono segni grafici simili.

1. Avranno / hanno = A diversa da H


Procace / acacie = CE diverso da CIE
Conoscenza / coscienza = SCE diverso da SCIE
Ceco / cieco = CE diverso da CIE
Acquaio / soqquadro = CQ diverso da QQ

2. È o é
Òoó
Nella lingua italiana la differenza fonetica non viene scritta. Le uniche parole
accentate sono quelle tronche.

3. B sonora
P sorda
D sonora
T sorda
V sonora
F sorda
Uguale atteggiamento delle labbra (punto e luogo di articolazione uguale) ma
sonorità diverse.

REGOLE

Su a, i, u per convenzione si segna un accento aperto: à, ì, ù


Sulle e/o abbiamo un accento o aperto o chiuso: è, é / ò, ó

● ĕ accentata del latino = è aperta in italiano.

● ē, oe, i breve = é chiusa.


Semēn = séme
Trēs = tré
Rēx = ré
Poena = péna
Fidem = féde

● o breve, au = ò aperta
Porta = pòrta
Audet = òde
Aurum = òro
Mordet = mòrde

● ō accentata, u breve = ó chiusa


Fōrma = fórma
Dolōrem = dolóre
Bulla = bólla
Nucem = nóce

VOCALI E CONSONANTI

Le vocali sono dei suoni.


Le consonanti sono dei rumori.

La vocale si definisce come il suono, prodotto da una corrente d'aria proveniente dai
polmoni e risalente in trachea, che si forma nella cavità della bocca grazie al
coordinamento di diversi organi fonatori (palato, lingua, ecc.) per vibrazione delle
corde vocali.
Dal punto di vista acustico è un fenomeno vibratorio dell'aria periodico.
Il passaggio dell'aria in trachea non incontra ostacoli.

La consonante si definisce il rumore prodotto dal passaggio di una corrente d'aria


proveniente dai polmoni, risalente in trachea e che incontra nel suo percorso un
ostacolo, rappresentato da una chiusura o un restringimento delle varie porzioni
dell'apparato fonatorio.
Tale fenomeno vibratorio dell'aria è NON periodico.

ACCENTO

L'accento è l'elevazione e rafforzamento del tono di voce sull'elemento vocalico di una


sillaba, che così viene distinta

1. dalle altre della medesima parola (accento tonico);

2. dalle altre della medesima frase (accento sintattico, che riguarda la frase, non più
la singola parola, e può produrre diverse sfumature);

3. dalle altre del medesimo verso (accento ritmico).

4. L'accento fonico indica, invece, il timbro o la pronuncia delle vocali. Indica il


grado di apertura della vocale tonica: serve a determinare se una vocale deve
essere pronunciata aperta o chiusa.

L'accento tonico si indica graficamente su


1. parole tronche polisillabe (università, lunedì);
2. parole monosillabiche con dittongo ascendente (può);
3. quando abbiamo la necessità di distinguere semanticamente parole omofone
(dà, da).

Potrebbero piacerti anche