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Linguistica Generale 1

Il documento tratta vari aspetti della fonetica italiana, inclusi i meccanismi laringei, l'accento fonetico, la lunghezza sillabica e le vocali cardinali. Viene spiegato come le vocali e le consonanti vengono articolate e trascritte, con esempi specifici per ogni suono. Inoltre, si discute la nasalizzazione e le diverse categorie di consonanti, come occlusive, nasali e fricative.

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Argomenti trattati

  • prima articolazione,
  • articolazione,
  • linguistica generale,
  • suoni distintivi,
  • coppie minime,
  • sistemi vocalici,
  • seconda articolazione,
  • suoni consonantici,
  • laterali,
  • linguistica descrittiva
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Linguistica Generale 1

Il documento tratta vari aspetti della fonetica italiana, inclusi i meccanismi laringei, l'accento fonetico, la lunghezza sillabica e le vocali cardinali. Viene spiegato come le vocali e le consonanti vengono articolate e trascritte, con esempi specifici per ogni suono. Inoltre, si discute la nasalizzazione e le diverse categorie di consonanti, come occlusive, nasali e fricative.

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Argomenti trattati

  • prima articolazione,
  • articolazione,
  • linguistica generale,
  • suoni distintivi,
  • coppie minime,
  • sistemi vocalici,
  • seconda articolazione,
  • suoni consonantici,
  • laterali,
  • linguistica descrittiva

PARENTESI

Nello studio delle parole, compaiono delle “parentesi”: le parentesi uncinate e le quadre. -
Le parentesi uncinate < > , indica una parola scritta così com’è. es. <cane> 4 lettere, 4
suoni
<cielo> 5 lettere, 4 suoni - Le parentesi quadre [ ] , indica la trascrizione fonetica.

IL MECCANISMO LARINGEO
Il meccanismo laringeo riguarda le corde vocali, dette anche pliche. Il suono produce una
vibrazione, anche se non tutti sono prodotti con la vibrazione delle corde vocali. Esse
funzionano come una tendina. Nella respirazione normale le corde sono rilassate e
aperte, senza nessuna tensione.
Nella respirazione forzata si accumulano le molecole d’aria buttandole fuori
improvvisamente. Le corde si aprono e le tendine si irrigidiscono.
Quando le corde vocali vibrano significa che i suoni prodotti sono più rumorosi.
I foni possono essere sordi e sonori.
La vibrazione delle corde vocali fa sì che si producano suoni sonori(tutte le vocali) e quindi in
tal caso il meccanismo laringeo è attivo.
Il loro irrigidimento invece produce suoni sordi, perciò il meccanismo laringeo è assente.
Le vocali sono sempre sonore. Le consonanti sono sonore e altre sorde.
Se non c’è la vibrazione delle corde vocali a trasformare la respirazione in suono (nel caso
dei suoni sordi) il meccanismo in atto non è quello laringeo, bensì l'ostacolo superiore,
diverso dall’azione delle corde vocali.

[Tutte le consonanti hanno l’ostacolo superiore]


OSTACOLO LARINGEO OSTACOLO SUPERIORE
vocali + -
consonanti sonore + +
consonanti sorde - +
silenzio - +

L’ACCENTO FONETICO
La scrittura dell'italiano ha delle regole secondo le quali alcune parole hanno accenti.
L'accento grafico è un qualcosa con cui abbiamo dimestichezza. In fonetica però ogni parola
ha un accento e dobbiamo sempre cercare l'accento tonico di ciascuna.
L'accento fonetico è la variazione di intensità nella pronuncia di un suono. La variazione
di intensità: differenza tra piano e forte. Mentre si parla il volume non è mai lo stesso, questo
per poter mantenere l’aria il più possibile (mentre si parla viene consumata dell’aria).
Ogni parola ha una sola sillaba più forte dove cade l'accento tonico. Se la parola è
costituita da una sillaba, l'accento cade.
Il simbolo fonetico dell'accento è [ ' ]. L'accento si colloca all'inizio della sillaba
accentata, ad esempio <Marte> [‘Marte].
Altri esempi→ <Martello> [mar’tɛllo]; <perché> [per’ke]

LUNGHEZZA SILLABICA E ACCENTO IN ITALIANO


La sillaba accentata è anche detta tonica, ovvero quella su cui accade l’accento.
La sillaba tonica può essere:
●​ chiusa→ termina per consonante, la vocale è breve senza crono, esempio è
[‘monte];
●​ aperta→ termina per vocale, la vocale è lunga con crono, esempio è [mon’to:ne].

Il crono misura la lunghezza della vocale, ovvero la lunghezza del suono (tempo impiegato a
pronunciare quella vocale) e si indica con [ : ].

Sillaba tonica finale di parole: la sillaba tonica termina per vocale ma è al termine della
parola-la vocale è lunga, ma senza crono [per'ke].

LIMITE VOCALICO
E’ la prima caratteristica delle vocali, che vengono pronunciate con la vibrazione delle corde
vocali. Si ha un limite vocalico quando la bocca non si chiude, la lingua sfiora il palato e i
denti non si toccano. La lingua raggiunge un’altezza massima nel pronunciare la (i), questo
va a determinare il limite vocalico, ovvero l’area all’interno del cavo orale in cui si posiziona
la lingua per la pronuncia delle vocali. L'altezza massima si può definire come il picco del
movimento della lingua tra la pronuncia della “a” e della “i” (visibile in foto con il tratteggio,
oltre il tratteggio la lingua non può arrivare).

TRAPEZIO VOCALICO *non coincide con il trapezio vocalico dell’italiano*


●​ Quando pronunciamo la vocale, non c’è un ostacolo superiore e la bocca rimane
semi-aperta. Vi è solo un movimento, ossia quello della lingua dentro la bocca: o si
appiattisce al massimo (a) o arriva a sfiorare il palato (b). La diversa posizione della
lingua determina il diverso suono vocalico. La lingua si muove all’interno del limite
vocalico. Esso è il confine oltre il quale la lingua non produce più una vocale ma una
consonante. Daniel Jones ha indicato 8 vocali cardinali, usate come punto di
riferimento, e quindi ha creato un trapezio vocalico.
●​ Il trapezio vocalico indica la posizione della lingua ha due parametri di lettura: il
parametro orizzontale indica la differenza tra anteriore e posteriore, il parametro
verticale indica la differenza tra su e giù. Dal basso verso l’alto le vocali sono
chiamate “chiuse” o “aperte”, mentre da sinistra verso destra “anteriori” e “posteriori”.
●​ Le trascrizioni vengono fatte in Times New Roman.

LE VOCALI CARDINALI
●​ [i] → vocale anteriore di massima chiusura, non arrotondata (labializzata),
orale,sonora. Esempio: [‘vi:no]
Anteriore perché è sulla linea oblique e la lingua si sposta in avanti. Massima
chiusura perché la lingua è vicina al palato Non arrotondata perché le labbra
sono distese. Orale perché l’aria fuoriesce dalla bocca (non dal naso). Sonora
perché quando viene pronunciata le corde vocali vibrano.
●​ [e]→ vocale anteriore, semichiusa non labializzata, orale, sonora. Esempio di
trascrizione: [‘peska] (atto effetto del pescare). *Nella trascrizione s+consonante si
divide, quindi la s va con la sillaba precedente e non accompagna la consonante*.La
sillaba tonica termina per consonante quindi non c’è il crono.
●​ [ɛ]: vocale anteriore semiaperta non labializzata orale sonora. Esempio di
trascrizione: [‘pɛska] (frutto)
●​ [a]: vocale anteriore di massima apertura non labializzata orale sonora. Esempio di
trascrizione: [a'le] -> aller(fr).
●​ [u]: vocale posteriore di massima chiusura labializzata orale sonora. Esempio di
trascrizione: ['mu:ro].
●​ [o]: vocale posteriore semichiusa labializzata orale sonora. Esempio di trascrizione:
['botte].
●​ [ɔ]: vocale posteriore semiaperta labializzata orale sonora. Esempio di trascrizione:
['bɔtte].
●​ [ɑ]: vocale posteriore di massima apertura non arrotondata orale sonora. Esempio di
trascrizione: ['pɑ:t]--> pasta in francese.
*Nelle parentesi quadre bisogna sempre scrivere in minuscolo*

SERIE NON ARROTONDATA


●​ [ɪ]: vocale anteriore tra chiusa e semichiusa non arrotondata orale sonora. Esempio:
['fɪt] (è più aperta di una i, ma più chiusa di una e).
●​ [æ]: vocale anteriore tra semiaperta e aperta non arrotondata orale sonora.
Esempio: ['mæn] (è un digramma, ovvero due lettere che sono fuse insieme).
●​ [ʌ]:vocale posteriore semiaperta non arrotondata orale sonora. Esempio: ['kʌp]
●​ [ə]: vocale centralizzata indistinta non arrotondata orale sonora. Esempio: [ə'bʌut]
(schwa)
●​ [ɜ]: (schwa in posizione tonica) vocale centralizzata non arrotondata orale sonora in
posizione tonica. Esempio: ['gɜ:l] <girl>
SERIE ARROTONDATA
●​ [y]: vocale anteriore di massima chiusura arrotondata orale sonora. Esempio: ['ly]
(<lügen>)
●​ [ø]:vocale anteriore semichiusa arrotondata orale sonora. Esempio: ['fø] (hören)
●​ [œ]: vocale anteriore semiaperta arrotondata orale sonora. Esempio: ['sœl]
(<Götter>)
●​ [ʊ]:vocale posteriore tra chiusa e semichiusa arrotondata orale sonora. Esempio:
['pʊl] pull
●​ [ɒ]: vocale posteriore di massima apertura arrotondata orale sonora. Esempio: ['hɒt]
hot
Le vocali orali sono vocali che vengono pronunciate con il suono che esce dalla bocca.
L’appartamento articolatorio prevede anche l’azione delle cavità nasali e i suoni sono
prodotti mediante un altro meccanismo.

NASALIZZAZIONE
Le vocali nasalizzati sono prodotte dalla fuoriuscita dell’aria del naso. Il velo palatino si
abbassa e va a chiudere temporaneamente il passaggio nel cavo orale e l’aria fuoriesce dal
naso. Molte parole francesi hanno vocali nasalizzate.

●​ [ĩ]: vocale anteriore di massima chiusura non labializzata nasalizzata sonora.


Esempio: <fin> ['fĩ:]
●​ [œ̃]: vocale anteriore semiaperta arrotondata nasalizzata sonora. <brun> ['bRœ̃:]
●​ [ɔ̃ ]: vocale posteriore semiaperta arrotondata nasalizzata sonora.
Esempio:<bon>['bɔ̃ :]
●​ [ɑ̃ ]: vocale posteriore di massima apertura non arrotondata nasalizzata sonora.
Esempio: <gens> ['ʒɑ̃ :]

CONSONANTI
Nelle consonanti identifichiamo il luogo di articolazione e le modalità di articolazioni. I luoghi
di articolazione sono i punti in cui avviene l’ostacolo superiore. Il luogo di articolazione è il
punto in cui nasce e si articola la consonante. Il modo di articolazione è la modalità in cui la
consonante viene articolata.

LE OCCLUSIVE
In un determinato punto o luogo della cavità orale, due organi entrano in contatto e bloccano
l’uscita dell’aria. L’aria si accumula dietro questa barriera fino a sfondarla, generando il tipico
effetto di esplosione. Le occlusive si chiamano anche “esplosive”, “plosive” o “momentanee”.

●​ Occlusiva bilabiale: le due labbra si toccano, creano una barriera, l’aria si accumula
e sfonda la barriera. Sono [p] e [b]. [p]: occlusiva bilabiale sorda. Esempio:
['pa:ne].
[b]: occlusiva bilabiale sonora. Esempio: ['ballo].
●​ Occlusive dentali: la punta della lingua tocca i denti, crea una barriera, l’aria si
accumula e sfonda la barriera. Sono [t] e [d]. [t]: occlusiva dentale sorda.
Esempio: ['tetto]. [d]: occlusiva dentale sonora, Esempio: [‘da:do].
●​ Occlusive retroflesse [t,d] t sorda e d sonora. Il luogo di articolazione è
rappresentato dall’apice della lingua che va a toccare gli alveoli (più indietro dei
denti) Esempio: 1 [‘tɛ:n] [d] [‘bæ:d].
●​ Occlusiva velare o dorso-velare: la lingua tocca il velo palatino [k g]
[k]: occlusiva velare sorda. Esempio: ['ka:ne] [g]: occlusiva velare sonora.
Esempio: ['gatto].

NASALI
La nasale viene impostata come una occlusiva, ma mentre l’aria va verso il cavo orale, il
palato si abbassa e parte dell’aria esce dal naso. Le nasali sono tutte sonore.

●​ Nasale bilabiale [m]: [‘mamma]


●​ Nasale dentale [n]: [‘no:me]
●​ Nasale labiodentale sonora [ɱ]: le labbra inferiori toccano l’arcata dentale
superiore. Esempio: ['aɱfora]. Questo suono si mette davanti alle fricative
labiodentali [f] e [v], come nelle parole <anfora> e <inverno>.
●​ Nasale velare o dorso velare sonora [ŋ]: si mette davanti alla [k] e [g]. La lingua
tocca il velo palatino, mentre si abbassa. Esempio: <ancora> ['aŋkora].
●​ Nasale palatale o dorsopalatale [ ɲ]: In italiano la nasale palatale sonora è sempre
doppia in posizione intervocalica (ha sia a sinistra che a destra due vocali). Esempio:
['raɲɲo] [koɲ' ɲo:me] ragno e cognome.

LATERALI
Nel cavo orale due organi articolatori si avvicinano senza toccarsi, l’aria si incanala in un
piccolissimo spazio e fuoriesce con il tipico effetto di fruscio o frizione.
●​ Laterale alveolare sonora [l]: l’apice della lingua va a toccare gli alveoli. Il suono è
continuo. Esempio: ['lu:na]
●​ Laterale velarizzata sonora [ɫ]: il velo del palato si abbassa e la lingua tocca i denti.
Esempio: ['bɪɫd]
●​ Laterale palatale [ʎ]: la lingua tocca il palato, ostruendo il passaggio. È doppia in
posizione intervocalica. Esempio: ['raʎʎo] ['fiʎʎo]

FRICATIVE
Nel cavo orale due organi articolatori si avvicinano senza toccarsi, l’aria si incanala in un
piccolissimo spazio e fuoriesce con il tipico effetto di fruscio o frizione.
●​ Fricative labiodentali [f v]: [f] è sorda, [v] è sonora. Esempio: ['fa:ta] ['va:so]
●​ Fricative dentali [s z]: [s] è sorda, [z] è sonora. Esempio:[s'kaʎʎa] [z'baʎʎo]
●​ Fricative alveopalatali [ʃ ʒ]: [ʃ ] è doppia in posizione intervocalica. Esempio:
['faʃʃa] FASCIA [gara:ʒə] GARAGE
●​ Fricative bilabiali: [ɸ] sorda [β] sonora (Con aspirazione toscana) [la ‘ɸi:ɸa]
[sa’βer]
●​ Fricativa palatale sorda: [ç] - Il dorso della lingua si avvicina al palato
●​ Fricativa velare sorda: [x] -> il dorso della lingua si innalza verso il velo del palato.
Il simbolo è la x, la parola esempio è libro in tedesco buch. cambia rispetto alla
fricativa precedente la precedenza della vocale e avviene con le vocali anteriori.
●​ Fricativa glottidale sorda: [h]- [‘hæt] (con aspirazione toscana) [lah’ha:sa]

AFFRICATE
Una Affricata si imposta come una occlusiva, ovvero due organi articolatori in un
determinato punto del cavo orale entrano in contatto e bloccano la fuoriuscita dell'aria. Il
momento di apertura è lento e l'aria riesce a fluire senza il fenomeno dello scoppio.
●​ Affricate apicodentali [ʦ ʣ]→ ['pɛtʦo] ['mɛdʣo]. In italiano sono sempre doppie
in posizione intervocalica. L’allungamento del suono interessa l’elemento occlusivo
dell’affricata (si raddoppia solo l’elemento [t] e l’elemento [d]).
●​ Affricate alveopalatali [ʧ ʤ]: [ʧ] è sorda, [ʤ] è sonora. ['fatʧa] , ['radʤo] . Per
questi simboli non vale il raddoppiamento in posizione intervocalica. Il suono non
doppio è scempio. Siamo nella zona in cui la lingua tocca gli alveoli e si solleva
verso il palato centrale.
●​ Affricata labiodentale [pf] →parola tedesca apfel(mela); passa dall'impostazione
labiale all'impostazione labiodentale.

LE ERRE
Sono suoni complessi a tal punto che ci sono lingue prive di r, le r non rientrano tutte nello
stesso modo di articolazione. Abbiamo una standard, però è importante sapere che queste
variano tantissimo, è un suono abbastanza evanescente. Le erre sono tutte sonore.
●​ Quella italiana -> Poli Vibrante Alveolare (vibrazione sugli alveoli). Esempio: [r]
[‘ra:na] = sonora.
●​ Quella spagnola -> Monovibrante Alveolare (raddoppia la nostra più forte).
Esempio: [ɾ] ['ka:ɾo].
●​ Quella francese -> Vibrante Ovulare (vibrazione a livello dell’ugola). Esempio: [R]
[‘Ro:zə].
●​ Quella tedesca -> Fricativa Ovulare. Esempio: [ʁ] ['ʁɑ:t].
●​ Quella inglese -> Approssimante Dentale Alveolare (suono continuo senza frizione,
la lingua si muove fra i denti e gli alveoli). Esempio: [ɹ] ['ɹɪŋ].

APPROSSIMANTE PALATALE SONORA [j] - L'approssimante è il primo elemento di un


dittongo ascendente [‘jɛ:na]
APPROSSIMAMENTE LABIOVELARI [w] sonora [ʍ] sorda [‘wɔ:mo]-> woman
[‘ʍɛn]-> man
APPROSSIMANTE LABIOPALATALE [h all’incontrario] nhuit

FENOMENI PROSODICI - Prosodia: tutto ciò che riguarda il piano soprasegmentale,


elemento aggiuntivo dei suoni
ACCENTO:
●​ Variazione dell’intensità nella pronuncia di un suono
●​ Le lingue si distinguono tra quelle ad accento fisso e quelle ad accento mobile
●​ Se l’accento è fisso = cade sempre in una determinata sillaba, ha funzione
demarcativa, ovvero demarca un certo punto della parola (francese, polacco)
●​ Se l’accento è mobile = si potrebbe trovare in qualsiasi sillaba, ha funzione distintiva,
ovvero distingue i significati delle parole es ancòra - àncora (italiano, tedesco,
inglese)
TONO: variazione dell’altezza nella pronuncia di un suono
COARTICOLAZIONE La nostra produzione fonica si sviluppa con un continuum (continuum
fonico), le parole vengono incatenate e si formano dei fenomeni di coarticolazione, di fusione
e di modifica.
[‘un] [kuʃ'ʃi:no] [uŋkuʃ'ʃi:no]
[‘un] [‘va:so] [uɱ’va:so]
[‘un] [bik’kjɛ:re] [umbik’kjɛ:re]
[‘due] [bik’kjɛ:ri] [dwebik’kjɛ:ri]
[‘tre] [bik’kjɛ:ri] [trerbbik’kjɛ:ri]
[‘vjɛ:ni] [‘a] [‘ka:sa] [‘vjɛ:njaka:sa]

LINGUISTICA GENERALE PARTE 2


La linguistica dell’800, caratterizzata da un metodo storico-comparativo, prevedeva che gli
studiosi si concentreranno sullo studio dei suoni, tramite i quali speravano di ricostruire i
suoni del passato e le trasformazioni a cui erano stati sottoposti. Per esempio, si poteva
tracciare la lingua madre dell’italiano in latino. Il loro obiettivo era scoprire la genealogia
delle lingue, le loro parentele, fino a raggiungere la Lingua Madre, spesso visualizzata con
l’immagine di un albero (era comune applicare le scienze della natura e dell’evoluzione alla
linguistica).
AUGUST SCHLEICHER
L’inventore dell'albero genealogico delle lingue fu August Schleicher, autore dell’800,
proponente della linguistica storica costruttiva (che vedeva la realtà come struttura da
studiare dipendentemente dalle esperienze del soggetto che la vive). Secondo questa idea,
ogni famiglia linguistica discende da una stessa lingua, e la ricerca può avvenire attraverso
lo studio della fonetica (vedere come i suoni sono mutati o si sono mantenuti nel tempo).
Schleicher credeva a tal punto in questa teoria che ricostruì abbastanza dell’indo-europeo
da scrivere una favola in questa lingua, intitolata “La pecora e i cavalli” (“Avis akvāsas ka”)
nel 1868.
FERDINAND DE SAUSSURE
●​ Il padre della linguistica generale è Ferdinand de Saussure -> nasce nel 1857
quindi nell'ottocento è uno studente universitario.
●​ La linguistica all’epoca si era dotata come oggetto di studio la lingua intesa nella
sua componente più concreta. Questo oggetto di studio viene identificato nel suono.
La chiave di studio di tutto il fenomeno del suono è una chiave di impostazione
storica. Non si interessavano tanto del significato della lingua ma del suono, unico
elemento che poteva essere studiato fisicamente.
●​ Il metodo comparativo ricostruttivo -> osservazione delle lingue per ricostruire quali
sono state le loro evoluzioni. Ci sono le lingue madri, sorelle e figlie.
●​ Ferdinand de Saussure -> è il padre dello strutturalismo -> da giovane studente e
dottorando di ricerca ha discusso delle tesi di laurea, e applicato il metodo
storico-comparativo. In una tesi di dottorato ricostruisce il sistema delle vocali della
lingua madre.
●​ La lingua madre conosceva la vocale a e le semivocali ie e ua, lui però ha detto che
si potevano riconoscere 5 vocali -> aeiou.
●​ La fama di Saussure si deve al volume intitolato COURS DE LINGUISTIQUE
GENERALE e risalente al 1916. Questo viene pubblicato postumo, quindi dopo la
sua morte dai suoi allievi. Soltanto nel 1967 viene pubblicata l'edizione italiana
curata dal giovanissimo Tullio di Mauro, morto recentemente, ministro della pubblica
Istruzione. E' un grande lessicografo, autore di molti dizionari.
●​ Ferdinand de Saussure esponeva le lezioni aprendo ad altre prospettive, aveva la
capacità di presentare concretamente le proprie teorie.
●​ La sua capacità consisteva nel presentare problematiche opposte
contemporaneamente
●​ Sincronia e Diacronia→ lui diceva che la lingua poteva essere studiata da due punti
di vista.
●​ Il primo è quello diacronico → storico, osservando i cambiamenti di una lingua, ad
esempio come siamo arrivati all'italiano partendo dal latino. E' uno studio che va a
interessare la linea del tempo.
●​ Abbiamo poi quello sincronico → descrive uno stadio di lingua in un determinato
momento, ad esempio quello di oggi, senza tener conto della storia della lingua.
Quest'ultimo punto di vista è più importante.
●​ Lui utilizzava la metafora del gioco degli scacchi → parlare una lingua è come fare
una partita a scacchi, dobbiamo conoscere le regole, avere gli scacchi e la
scacchiera. Quando parliamo una lingua non ci interessa la storia della lingua, ma
ciò che conta per il parlante è conoscere le regole della lingua. Conoscere le regole
degli scacchi per poter svolgere la partita. Quindi, Saussure mette in campo per la
prima volta non lo studioso ma il parlante.
●​ Linguistica generale sincronica -> si occupa della lingua del momento senza
considerare le trafile di discendenza della lingua, quindi le proprie origini e storia.
●​ SECONDA DICOTOMIA -> GLI STRUMENTI DELLA LINGUA> LANGUE ET
PAROLE.
●​ LANGUE -> sistema delle regole e dei segni comune e condiviso depositato nella
mente dei parlanti.
●​ PAROLE -> l'atto concreto individuale, unico e irripetibile del parlare, sono tutte le
interazioni che facciamo quando comunichiamo con gli altri.
●​ <rosa> --> ['ro:sa] ['Ro:sa] [r] [R]--> suoni diversi→ Saussure afferma che una
differenza del genere è del tutto indifferente perché il significato della parola è quella.
●​ La sostanza della lingua -> il corpo fonico della parola Non conta la sostanza del
pezzo ma la funzione del pezzo.
●​ Saussure definisce anche il segno linguistico -> è un valore o una funzione che è il
risultato tra unione e immagine acustica, che Saussure denomina -> significato e
significante, che sono come due facce della stessa medaglia.
Il significato corrisponde al concetto, l’idea, la nozione. Il significante all’immagine
acustica, la forma fonica, l’immagine che viene congiurata dalla forma fonica

CARATTERISTICHE DEL SEGNO LINGUISTICO


●​ la linearità--> i segni si svolgono in una linea(STRINGA FONICA)
●​ arbitrarietà--> io non ho il potere di cambiarlo, è intoccabile tuttavia questo è
modificabile
●​ discretezza--> non si confonde con altri

STRUTTURALISMO--> La langue est un système où tout se tient.


Dopo Saussure, altri due autori portarono avanti la sua dottrina nel 900: lo Strutturalismo. Lo
Strutturalismo fu il movimento che pose l’ennesimo paletto dopo il quale si vedono le prime
evoluzioni della futura linguistica. L’analisi strutturalista del linguaggio fu fondata nel 1926.
Per tutto il 900 non ci si poteva occupare delle lingue artificiali, poiché non veniva
considerata la dimensione non storica. A continuare l’opera di Saussure furono Jakobson e
Trubeckoj.

NIKOLAJ TRUBECKOJ
Nikolaj Trubeckoj, nasce in Russia da una famiglia di principi, fin da bambino si dimostrò
estremamente precoce, fino a raggiungere una cattedra all’Università di Praga. Fu firmatario
del progetto “Fondamenti della fonologia” nella rivista della scuola di Praga.
➔​ L’oggetto di studio è il fonema (unità fonologica minima), che Saussure usava come
sinonimo di suono, a differenza di Trubeckoj che partendo dalla teoria generale
saussuriana dice che non tutti i suoni hanno la stessa importanza, o lo stesso
significato. Se sostituiamo una R dentale a una R ovulata, questa differenza può
essere ascritta a diverse abitudini fonetiche. Ma se sostituiamo una R con una L è
evidente che il significato cambi.
➔​ Il suono distingue i significati delle parole ed è un'entità negativa, che mira a
distinguersi dalle altre come non, assumendo così un determinato valore.
➔​ Egli definisce la lingua come un insieme di opposizioni tra i suoni.
Le due R italiane italiane sono opposizioni foniche. La nasale dentale e la nasale
bilabiale è un’opposizione fonica. Vocali e consonanti sono opposizioni foniche.
es. <rana> <luna> → primi due elementi sono diversi, la seconda sillaba è uguale.
E’ una differenza che si realizza sostituendo una sillaba a un’altra.
es. <rana> <lana> → opposizione fonica del primo suono, che porta a due significati
diversi. E’ un’opposizione minima ma capace di distinguere i significati.
➔​ “L'opposizione fonetica distintiva” è come viene chiamata un’opposizione
fonologica. [Distintivo=fonologico, ovvero ogni opposizione fonica che
differenzia un significato intellettuale.]
➔​ La fonetica ci insegna a vedere come i suoni sono fatti mettendoli vicini e notando le
differenze. Non tutte le differenze sono per forza significative (distintive), solo quando
una differenza differenzia un significato è un’opposizione fonetica.
Per distinguere ciò che è fonologico da ciò che non lo è, Trubeckoj propone una
“prova di commutazione”, che consiste nel sostituire un suono con un altro e
osservare le differenze.
Con questa prova si ha l’obiettivo di istituire le cosiddette “coppie minime”, distinte
da un solo suono che danno loro significati diversi. es. <lana> <rana>; <botte>
<bòtte>.

LE 3 REGOLE DI TRUBECKOJ PER L’INDIVIDUAZIONE DI FONEMI


1.​ quando due suoni di una stessa lingua possono essere scambiati tra di loro
senza generare alcun cambiamento di significato o rendere la parole
irriconoscibile, siamo di fronte a “due varianti fonetiche facoltative di un
suono”
2.​ Quando due suoni di una stessa lingua non possono essere scambiati tra loro
senza generare differenze di significato o rendere la parola irriconoscibile,
siamo di fronte a “due realizzazioni fonetiche di due fonemi”.
(es. lana e rana, sono due realizzazioni di due fonemi perché se li cambio
rendo la parola irriconoscibile) <sin> <sing>
3.​ Quando due suoni di una stessa lingua sono simili dal punto di vista
articolatorio ma non ricorrono nelle stesse posizioni, bensì in posizioni
complementari, siamo di fronte a “due varianti combinatorie di un fonema”.
Insomma, simili a livello articolatorio ma che non possono essere scambiati di
posizione tra loro.
es. [‘na:ve] [‘aɱfora] [‘aŋkora]--> sono simili perché nasali e sonore, ma non
possono essere scambiate perché la loro posizione è data dal contesto
fonico: nasale labiodentale davanti alla labiodentale, nasale velare davanti
alla velare, nasale dentale nelle altre posizioni.
Varianti combinatorie di un fonema: sono le diverse realizzazioni che il
fonema stesso assume in contesti fonetici differenti. Le varianti combinatorie
sono quindi in distribuzione complementare es. [‘na:no] [‘ma:no] [n] \n\ [m] \m\
*Quanti foni consonanti nasali ha l’italiano? Cinque - Bilabiale, Dentale, Labiodentale,
Velare, Palatale*
*Quanti fonemi consonantici nasali ha l’italiano? Tre - Bilabiale, Palatale, Nasale (che
comprende le altre varianti)*
CLASSIFICAZIONE DELLE OPPOSIZIONI FONOLOGICHE
le opposizioni fonologiche possono essere classificate secondo il rapporto tra i membri
dell’opposizione.
●​ PRIVATIVE→ quelle opposizioni in cui un membro dell’opposizione ha una
caratteristica che l’altro non ha, si chiama marcatezza(termine non marcato).
●​ GRADUALI→ i due membri dell’opposizione possiedono la stessa caratteristica ma
in gradi diversi, questo è tipico dei sistemi vocalici.
●​ EQUIPOLLENTI→ né privative né graduali
CLASSIFICAZIONE IN RAPPORTO ALLA MISURA DELLA LORO VALIDITÀ DISTINTIVA
●​ COSTANTI→ sono quelle forti che raccolgono un numero notevole di esempi.
●​ NEUTRALIZZABILI→ sono deboli.
DAL SUONO ALLA PAROLA: FUNZIONALISMO E GRAMMATICA
●​ Il funzionalismo è caratteristico di tutta la linguistica, ma si attribuisce in particolar
modo a ANDRÉ MARTINET. Egli rielabora la nozione di parola alla luce del pensiero
Saussuriano.
●​ André Martinet nasce nel 1908 e muore nel 1999, è stato un linguista francese. Egli
incarna un secolo di linguistica. È noto per tanti testi, in particolare per ELEMENTI DI
LINGUISTICA GENERALE, una linguistica che si occupa della lingua come sistema
di segni e regole indipendentemente dal suo passato. Questo manuale è stato
pubblicato nel 1960. E' rappresentante della scuola di Parigi.
●​ André Martinet: fa lo stesso discorso di Saussure facendo però riferimento alla
nozione di parola. Esempio: porta a lui il libro; portargli il libro; portarglielo→ la
parola diventa una ma contiene in sé tutte le parole precedenti. Quindi ci dice che:
“ il concetto generico di parola è molto ambiguo e cambia a seconda di come
una forma viene scritta. Ciò non aiuta nell'analisi di una lingua”.
*inglese: lingua isolante, ogni forma ha una funzione. Molto raramente le parole si
accumulano.

●​ Lui afferma che bisogna riesaminare il concetto di parola, per trovare dati
oggettivi.
Esempio: TAVOLO, TAVOLI -> o e i sono desinenze del maschile, singolare e
plurale.
TAVOLA, TAVOLE--> desinenze femminili
TAVOLINO--> tavolo piccolo, IN--> un suffisso diminutivo
TAVOLA-LETT-A--> asse usata da un costruttore
TAVOL-OZZ-A--> radice in comune con le altre parole.
●​ MA PERCHE' ABBIAMO LA STESSA RADICE -> E QUEST'ULTIMA CHE COSA E':
Martinet dice che la langue può essere interpretata come una somma di
funzioni, indicano i significati. Sia le radici che le desinenze( le regole per
comporre le parole) sono presenti perché sono funzionali. Martinet dice che la
funzione è ciò che conta.
●​ Ci dice che la lingua può essere scomposta nei suoi elementi minimi dotati di
SIGNIFICATO, al di sotto non posso. L'unione di questi elementi per poi
formare forme di senso compiuto.
●​ Le funzioni vengono ottenute segmentando la parola nelle sue unità minime
portatrici di significato.
MONEMI--> sono queste parole sensate
TAVOLO--> portatore del significato lessicale: elemento minimo portatore-->
LESSEMA
O--> portatore del significato grammaticale: chiamato da Martinet MORFEMA
*L'inglese è una lingua con un morfema singolare ZERO e libero, in italiano morfema legato*
●​ QUESTA PRIMA TECNICA DI ANALISI--> si chiama PRIMA ARTICOLAZIONE,
punto in cui si spezza la parola--> GLI ELEMENTI DI PRIMA ARTICOLAZIONE
SONO I MONEMI.
ALTRA SERIE: GATT-IN-O--> gatt= lessema, in=diminutivo, o= morfema
CAN-IN-O--> appartiene alla categoria dei denti dei cani
POST-IN-O--> IN in questo caso è un altro morfema ma non diminutivo, di
appartenenza il postino appartiene alla categoria di lavoratori postali
MANC-IN-O--> appartiene alla categoria di chi non riesce ad usare la mano destra
●​ LA SECONDA ARTICOLAZIONE--> INDIVIDUA GLI ELEMENTI MINIMI
DISTINTIVI DI SIGNIFICATO--> I FONEMI
C-AVOLO
T-AVOLO
●​ ECONOMIA DELLA LINGUA→ o respiriamo o parliamo
la nostra mente si organizza per funzioni. Martinet dice che la lingua si evolve
per semplicità→ le lingue cambiano perché vogliono risparmiare, equazione un po’
troppo rigida, perché porta a pensare che le lingue antiche fossero meno
economiche di quelle moderne. Se i latini parlavano con un elenco di declinazioni, e
le lingue figlie del latino le hanno eliminate per risparmiare byte di memoria, significa
che i latini erano più capaci di memoria? Sono equazioni impossibili da sostenere,
per chiunque la propria lingua madre è la più facile da sostenere, si impara tra il
primo anno di vita naturalmente, anche suoni considerati difficili, la fatica vera arriva
con la lingua due e capiamo perché: abbiamo la testa piena di una cassettiera e
dobbiamo costruirne e farne entrare un’altra.
●​ La teoria di Martinet -> TEOLOGIA -> l'evoluzione linguistica è un processo che
perfeziona la lingua.

Common questions

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La linguistica strutturalista, fondata da Saussure, ha modificato l'approccio allo studio della lingua enfatizzando la struttura interna delle lingue piuttosto che la loro evoluzione storica . Questa visione sincronica si focalizza su come i segni linguistici si relazionano all'interno di un sistema chiuso e interdipendente, ponendo l'accento sulla funzione e valore dei segni all'interno di una lingua piuttosto che sulle loro origini storiche .

Trubeckoj classifica le opposizioni fonologiche in privative, gradual, ed equipollenti . Le opposizioni privative presentano un termine marcato e uno non marcato; quelle gradual mostrano differenze di grado tra membri condividendo la stessa caratteristica, mentre le equipollenti non appartengono né alle privative né alle gradual . Queste opposizioni sono fondamentali perché permettono di distinguere significati linguistici attraverso variazioni fonemiche, fornendo una base per la costruzione del significato in una lingua .

Le occlusive bilabiali, come [p] e [b], si formano quando le labbra si chiudono bloccando il flusso d'aria, che si accumula fino a creare un'esplosione sonora . Le occlusive dentali, come [t] e [d], vengono prodotte quando la punta della lingua tocca i denti, creando un simile ostacolo . Differenze principali risiedono nel luogo di articolazione: le bilabiali coinvolgono le labbra, mentre le dentali coinvolgono i denti .

L'arbitrarietà del segno linguistico, secondo Saussure, indica che non c'è un legame intrinseco tra il significante (immagine acustica) e il significato (concetto) di una parola . Le implicazioni di questa arbitrarietà sono che i significati dei segni linguistici sono costituiti da convenzioni sociali piuttosto che da necessità naturali, rendendo le lingue flessibili e dinamiche nel loro sviluppo .

Trubeckoj propone tre criteri per individuare i fonemi: varianti fonetiche facoltative, realizzazioni fonetiche di fonemi, e varianti combinatorie . Le varianti fonetiche facoltative permettono lo scambio di suoni senza alterarli (es. due pronunce alternative che non cambiano significato). Le realizzazioni fonetiche di fonemi definiscono suoni distintivi la cui alterazione modificherebbe il significato di una parola. Le varianti combinatorie appaiono in posizioni specifiche, con simili realizzazioni articolatorie, ma non si scambiano liberamente .

André Martinet rielabora la nozione di parola evidenziando l'ambiguità del concetto generico di parola a seconda della sua forma scritta, coerentemente con il pensiero saussuriano che si focalizza sulla lingua come sistema di segni e regole . Martinet sottolinea come la forma scritta possa modificare il significato e la funzionalità della parola, spingendo per un riesame dei criteri con cui le parole vengono analizzate, in linea con la divisione saussuriana tra significato e significante .

Il trapezio vocalico di Daniel Jones differisce da quello italiano in quanto rappresenta una visualizzazione specifica della posizione della lingua per le vocali cardinali, usate come punto di riferimento universale . I parametri utilizzati per definire la posizione delle vocali nel trapezio di Jones sono due: il parametro orizzontale, che indica la differenza tra vocali anteriori e posteriori, e il parametro verticale, che distingue tra vocali chiuse e aperte .

Le vocali nasalizzate sono caratterizzate dalla fuoriuscita dell’aria dal naso invece che dalla bocca, a causa dell’abbassamento del velo palatino che chiude temporaneamente il passaggio nel cavo orale . Questo produce suoni nasalizzati, comuni in molte parole francesi .

La langue, secondo Saussure, rappresenta il sistema comune e astratto di regole e segni condiviso tra i parlanti di una lingua, costituisce la struttura della lingua stessa . La parole invece è l'atto concreto del parlare, una realizzazione individuale e irripetibile delle interazioni linguistiche . Saussure enfatizza che sebbene la parole sia il mezzo tramite cui interagiamo linguisticamente, è la langue che definisce la coerenza e fosntrutturalità di una lingua, fungendo da base oggettiva al parlante .

La 'prova di commutazione' proposta da Trubeckoj consiste nel sostituire un suono con un altro per osservare l'effetto sul significato della parola . Se la sostituzione altera il significato o rende la parola irriconoscibile, si è identificato un cambiamento fonemico distintivo. Questo metodo aiuta a stabilire le 'coppie minime', ossia parole differenti per un solo fonema, fondamentale per l'analisi fonologica .

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