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SHOWCASE GIORGIA MORANA

“Finding Wonderland”

IDEA E CONCEPT
Per molti anni mi sono sentita chiamare “la piccolina del gruppo” ovunque io andassi. Lo ero
all’asilo, lo ero al liceo e lo sono stata anche durante il mio percorso in BSMT. E’ vero che ogni
mia caratteristica rispecchia questa definizione, dalla più tecnica alla più personale: la mia
statura, la mia classificazione vocale (“sopranino”, così mi chiamano), il mio amore verso il
mondo “disney”, il mio colore preferito che è senz’altro il rosa. Oltretutto, mi è capitato molto
spesso durante il mio percorso qui in BSMT di interpretare ruoli da bambina. Ne sono stata felice
per la maggior parte delle volte, mi sono divertita a mettermi nei panni di bambine delle più
svariate età (dai 10 ai 15 anni) e queste esperienze mi hanno arricchito molto. Mi hanno
permesso non solo di lavorare su determinati aspetti interpretativi e vocali molto specifici che
magari altri miei colleghi non hanno avuto la possibilità di sperimentare, ma anche di ottenere
moltissimi ruoli rilevanti che solo una performer con le mie caratteristiche fisiche poteva avere.
Ma non sempre mi sono ritenuta fortunata di possedere questo tipo di specificità; molto spesso
ho sognato e desiderato di interpretare personaggi più maturi, o comunque della mia età scenica
e della mia realtà. Io le chiamo banalmente “ragazze normali”, non di carattere, non bambine,
semplicemente ragazze adulte che fanno esperienze da adulte. Niente di diverso da come sono
io nella vita. In realtà, essere la piccolina del gruppo non ha mai significato per me non fare
esperienze da adulti. Quello che voglio raccontare è, appunto, un percorso di crescita non solo
artistica ma anche personale. Voglio raccontare come si può essere adulti senza mai
dimenticarsi del bambino che c’è dentro di noi. Molte volte ho quasi voluto forzarmi a
dimenticarlo, a sbarazzarmi di lui, a voler cambiare il mio corpo per essere qualcuno che non
sono e che assomigliasse più a come IO avrei desiderato di essere. Ma in realtà, giorno dopo
giorno, mi sono resa conto che mi stavo sempre più affezionando alla mia unicità, che mi stavo
innamorando della mia specificità e che poi, in fondo, questa non era solo un ostacolo, ma
spesso era anche un tappeto rosso su cui camminare fieri. Molte ragazze come me soffrono di
questo “complesso dell’essere piccole”, ma io so perfettamente quanto NOI siamo “grandi” sia
dentro che fuori. Il concept principale è diventare adulti senza dimenticare mai il bambino che è
dentro di noi.

“Finding Wonderland” è un percorso di crescita. Lo showcase si articolerà passando attraverso


diverse esperienze che una ragazza fa per diventare adulta e toccherà diversi punti a me molto
vicini quali il problema dell’altezza e del corpo, la specificità della tessitura vocale molto incline al
“bambinesco”, al “disney” (che va a svelare anche una delle mie più grandi passioni, ovvero il
doppiaggio di cartoni animati), le esperienze che ti fanno diventare adulta e che fanno parte della
mia esperienza personale, come:
-indossare i primi tacchi
-i primi fidanzati
-prendere l’aereo da sola
-dimenticare un amore durato molti anni
-vivere per conto proprio
-cucinare per se stessi e talvolta combinare qualche pasticcio
Queste e molte altre esperienze vengono rispecchiate da canzoni, coreografie e monologhi.
SCENOGRAFIA
Avrei pensato ad una scenografia abbastanza neutra: soltanto
dei papaveri rossi attaccati alle quinte e al fondale o magari
appesi su un filo alto che collega due quinte. I papaveri sono fiori
che io amo molto e poi sono anche il soggetto della famosa
canzone “Lo sai che i papaveri son alti alti alti e tu sei piccolina”
che mi cantavano spesso quando ero piccola.

SCALETTA
Alcune scelte di brani o monologhi non sono definitive, ci
sono pezzi in più tra cui devo ancora fare una più accurata
selezione ma intanto ho messo su carta tutte le idee per
capire cosa funziona meglio e cosa no e soprattutto a cosa possono rinunciare e a cosa
no. Ho evidenziato i pezzi che ho pensato possano ricoprire ogni categoria sia di brani
che di monologhi, non ho ancora verificato che il tutto durerà solo mezz’ora ecco perchè
ho tenuto in considerazione ancora degli altri pezzi. Così, nel caso in cui non mi venga
approvato qualche pezzo ho già delle altre opzioni.
1. MONOLOGO “LA DIVA” di Franca Valeri.
La protagonista (io) si presenta ad un provino tutta agghindata per sembrare più grande, gioielli,
un pellicciotto poco sobrio, un accento modificato e dei tacchi altissimi su cui a stento riesce a
reggersi. Entra recitando il monologo, accentuando tutte le cose sopra elencate che la facciano
sembrare adulta, ma viene interrotta da una commissione (che potrebbe essere una voce fuori
campo) che le dice che si vede perfettamente che è TROPPO PICCOLA per questo ruolo e che
stanno facendo, nella stanza accanto, i provini per la nipote della Diva e che se vuole può
presentarsi per quello.

La ragazza va via e comincia a chiedersi cosa abbia sbagliato. Una voce fuori campo (che farò
registrare a qualcuno) interviene. E’ come se parlasse da dentro di lei. Le chiede cosa c’è che
non va e lei espone il tema principale: non ce la faccio più, ho bisogno di sentirmi grande, non
voglio più essere una bambina, odio questo lato di me, voglio fare esperienze da adulti.

2. “LA VITA CHE NON HO AVUTO MAI” dal musical Sister Act (parla appunto di esperienze non
fatte, di sapere cosa c’è fuori, assaporare la vita e scoprire cosa fanno le persone normali al di
fuori del convento in cui questa giovane novizia vive). Questo brano potrebbe subire un taglio per
questioni di tempo.

Non ho osato mai


rispondere "no"
Non chiedo di più
di quello che ho
Fra dubbi e realtà
non ho volontà
Cancello l'istinto che è in me
Non so cos'è il surf
una festa, un picnic
Non ho mai portato
un vestito un po' chic
Il tempo va via, ne seguo la scia
e soffoco dentro un "perché?"
E in ogni emozione nascosta
nei sogni che non sai
C'è un po' della vita
che non ho avuto mai
Non ho mai ballato
sul tavolo al bar
Né visto Parigi
o bevuto champagne
Mi chiedo chi è
la mia vera me
Io vivo una grande bugia
Il gusto di un bacio
un tramonto, un addio
Non so cosa ho perso
e non so cosa è mio
Che mi resterà vivendo a metà?
Rimpianti che fuggono via
Nei miei desideri non detti
attimi persi ormai
C'è tutta la vita
che non ho avuto mai
Sarà che ora mi hai fatto scoprire un po' di realtà
Sarà che ora io so quel che so
Ma ormai non posso più rinunciare alla libertà
So che se lo vorrò il mio volo avverrà
Non mi dire di no
Non dirmi no
Vedrai, capirò
Vedrai, cambierò
Saprò se è la mia
è la vita che ho
La scelta sarà la mia libertà
Vedrò il mio orizzonte nel blu
Se non farò surf
Se non viaggerò
Almeno una chance
ancora ce l'ho
Scoprire che c'è un mondo per me
da cui non nascondermi più
E tutte le porte da aprire
Sogni che abbandonai
risplendono in me: strana magia
Riparto da qui e sia quel che sia
Adesso o mai più
spalanco le ali, vedrai
Vivrò quella vita che non ho avuto mai

A questo punto, la voce fuori campo fa una proposta alla ragazza, cioè le suggerisce di fare tutte
queste esperienze guidata da lui/lei e la porta attraverso questo percorso/viaggio. Qui
cominciano le esperienze, quasi una dopo l’altra, con poche pause (giusto quelle per riprendere
fiato). Magari la voce fuori campo può dettare e spiegare molto brevemente l’esperienza e poi
parte la performance.
Le esperienze da adulti possono essere intervallate da performance che più che descrivere
un’esperienza di vita, descrivono il modo in cui questa ragazza vorrebbe essere o comunque il
modo in cui PENSA di DOVER essere per rispecchiare certi canoni che lei stessa si vuole
imporre. Qui elenco le esperienze e i “desideri” della ragazza uno dopo l’altro, ma non ho ancora
deciso un ordine ben preciso.

1. PRENDERE L’AEREO DA SOLI PER LA PRIMA VOLTA → Jet Set dal musical Catch me If
You Can (coreografia di Federica Capra).
2. VIVERE DA SOLI → potrebbe essere la canzone The Girl in 14G (che però non è tratto da un
vero e proprio musical ma da una rivista quindi questa scelta dovrebbe prima essere approvata)
o la canzone What Baking can Do che attraverso la metafora del preparare un dolce (che
potrebbe collegarsi al vivere da soli e al provvedere a cucinare per se stessi) parla di superare i
brutti momenti facendo quello che amiamo, in questo caso preparare i dolci che è anche una
cosa che io personalmente faccio molto spesso per superare i momenti di tensione.
3. VORREI ESSERE PIU’ ALTA, PIU’ MAGRA, SEMBRARE PIU’ GRANDE → coreografia
Storia del mio corpo di Michele Bravi (di Giorgio Camandona o con supervisione, essendo io nel
livello avanzato posso fare delle coreografie da sola). Qui potrei in qualche modo inserire
l’elemento dei PRIMI TACCHI anche se potrei aver già indossato dei tacchi per le coreografie o
canzoni precedenti, quindi questo sarebbe da sistemare in qualche modo.
4. VORREI AVERE UNA VOCE PIU’ SCURA, PIU’ MATURA, INVECE SONO UN SOPRANINO
COME TUTTI MI DICONO (canzone Beyond My Wildest Dreams dal musical The Little Mermaid
che mostra la tessitura sopranile, l’attitudine al disney e al doppiaggio dei cartoni animati).
5. INNAMORARSI → potrebbe essere la canzone Gimme Gimme dal musical Thoroughly
modern Millie, oppure la canzone No One Else dal musical Natasha, Pierre and the Great
Comet of 1820, o la canzone Fly Fly Away dal musical Catch me If You Can.
6. PROVARCI CON UN RAGAZZO (e fallire perchè non si ha esperienza) → magari si
potrebbero scrivere due o tre battute dove entra in scena qualcuno e io cerco di provarci con lui,
non riesco e poi voglio riparare al mio errore mandandogli una lettera dove cerco di scusarmi e
qui si potrebbe attaccare la canzone classica Vanilla Ice Cream dal musical She Loves Me.
7. DIMENTICARE UN AMORE FINITO MALE → song and dance Forget About The Boy dal
musical Thoroughly Modern Millie
8. AVERE DELLE RESPONSABILITA’ → canzone patter Watch What Happens dal musical
Newsies e quando si hanno delle responsabilità spesso può capitare che non si dorma la notte,
potrei agganciare il monologo classico di Chrysothemide dall’Elektra di Hugo Von Hoffmansthal
(1908). Questo monologo, oltretutto, calza a pennello perchè finisce con la frase “Voglio il
destino di una donna”.

Quando avrà completato il suo percorso fatto di esperienze da adulti, la ragazza si renderà conto
di aver fatto tutto ma che, nonostante ciò, c’è ancora qualcosa che non va. Le manca il suo
sentirsi bambina, la spensieratezza. Si rende conto che molte cose non le sono più concesse
come prima, magari i piccoli privilegi di cui una ragazza “piccola” gode, dal più banale (farsi
prendere da qualcuno un prodotto nello scaffale più alto del supermercato: lei chiede questa
cosa e le viene detto “sei grande, puoi farlo da sola”) alla più importante (come le responsabilità
che l’essere adulti comporta, gestione dei soldi, del tempo, delle responsabilità in casa, a lavoro,
la famiglia ecc…). Allora avrei pensato di articolare questa riflessione in due modi:
1. Monologo Il bambino che è dentro di noi di Bogosian (la ragazza inizialmente si arrabbia e
parte questo monologo brillante). Questo sarebbe un monologo in più che non ho studiato
ancora in classe e che dovrei montare. Sarebbe perfetto visto il tema del mio showcase ma devo
valutare se ho tempo di farlo.
2. Canzone Finding Wonderland, dove si racconta di come a volte non ci lasciamo sorprendere
dal paese delle meraviglie che risiede dentro di noi, da come spesso ci muoviamo troppo in fretta
nella nostra vita e tralasciamo tutte quelle cose che ci ricordano la nostra spensieratezza, la
nostra infantilità. E’ importante che il nostro magico mondo non venga mai perso.
La ragazza si rende conto che non vuole del tutto perdere la bambina che sta dentro di lei e che
il suo fisico, le sue attitudini e il suo essere “piccola” non le precludono l’essere una DONNA
MATURA. La ragazza trova un oggetto della sua infanzia (in questo caso prenderei la mia
pantera rosa, quella che io chiamavo Ellie e a cui ero molto legata da piccola) e canta la canzone
che dà il titolo allo showcase.

We move too fast


We miss so much

We seldom see all the miracles in front of us

A warm embrace

A human touch

And so it goes

I race around

Search high and low for a truth I used to know

When there was magic to be found

'Cause finding wonderland

Is taking time to see

The child within has always been there smiling back at me

So when I close my eyes I just

Remember and I can't help finding wonderland

It's not too late

Here in my prime hearts can un-break in the story's nick of time

A happy ending

A perfect rhyme

'Cause finding Wonderland is finding who you are

The child within has always been there like a shining star
So when I close my eyes I see forever and I keep on finding wonderland

Ordinary magic happens every single day

Wonderland is never far away

'Cause finding Wonderland is going home again


To feel the love another gives and giving back and then
If you should lose your way reach out for
Someone's hand and you'll be finding Wonderland
You'll be finding Wonderland

Così si conclude lo showcase, con un buio sulla scena e una luce solo un papavero rosso.

MONOLOGO CRYSTOTHEMIDE TAGLIO

Non posso stare rannicchiata per terra come te, gli occhi fissi nel buio, ho come un fuoco in petto
che mi spinge a vagare dovunque per la casa. Non c’è una stanza dove possa stare, devo
correre subito in un’altra… salire, scendere, è come se una voce mi chiamassi quando accorro il
voto di una stanza mi fissa col suo sguardo.
Ho paura! Notte giorno le ginocchia mi tremano e la gola e come stretta in un nodo scorsoio: non
so neppure piangere. Tutto si è fatto pietra. Sorella, abbi pietà! Sei tu che ci tieni a vinte inceppi
in questo luogo. Se non fosse per te ci lascerebbero andare… temono solo il tuo odio, la tua
anima indomita e implacabile, altrimenti noi potremmo lasciare questo carcere. Voglio uscire!
Non voglio passare qui tutte le notti fino alla morte e prima di morire voglio vivere. Voglio avere
un bambino, prima che questo corpo si dissecchi. Noi due invece siamo qui alla sbarra come
uccelli dei piedi incatenati che sporgono la testa da ogni parte e non viene nessuno: non un
fratello non un suo messaggero né un messaggero del messaggero niente meglio morire che
vivere e non vivere. No, sono una donna e voglio il destino di una donna.

MONOLOGO LA DIVA INTERVISTATA

Buonasera… sono veramente emozionata di trovarmi su questo palcoscenico dove storicamente


ci recitavano gli attori no? almeno credo… ecco io mi ero preparata un discorsino … ma non me
lo ricordo più. Come dice? Ah, il primo lavoro sì… Allora la prima cosa che ho fatto è stato un
piccolo ruolo di fanciulla spagnola nel film la Maya Desnuda, ehm, dedicato al grande pittore
spagnolo… oh mio dio come si chiamava… Yoga… ogni tanto mi confondo e dico Goya. Sì,
sono in procinto di rappresentare l'Italia al festival di… com’è che si chiama… ehm con tutti
questi viaggi faccio così tanta confusione… ah si, poi un progetto meraviglioso… eh, non so se
posso dirlo però posso… sì faccio cenno al mio manager mi fa cenno di sì allora ve lo dico.
Allora si tratta di una co-produzione mondiale in occasione di un millenario - non mi chiedete
quale perchè ce ne sono tanti - e si tratta addirittura di una… Eneide. Ed io… sono così
emozionata come tutte le attrici specie quelle giovani! Ho sempre sognato di fare la parte… di
Enea. Una donna molto umana… speriamo di farcela. Come dice? progetti personali? beh, certo!
Io spero di avere presto un bambino!

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